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ANNO 1944
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Papa Pio XII
(1939-58)

- segretario di Stato: card. L. Maglione
(1939 mar-ago 1944);
- responsabile dell'Entità: card. P. Fumasoni Biondi.

1944
Gennaio
, il card. L. Maglione smentisce le voci di "pourparlers", colloqui o trattative sulla situazione futura della Polonia;
mons Testa parlando con von Kessel, consigliere dell'ambasciata germanica, riferisce le notizie secondo le quali le autorità tedesche vorrebbero far ritirare F. Babuscio Rizzo dal suo ufficio. Il prelato prega di lasciar le cose tranquille; inoltre informa che, a quanto risulta, F. Babuscio Rizzo non intrattiene relazioni con il ministro di Gran bretagna. Riferendosi al comunicato dell' "Agenzia Transocean", von Kessel afferma che esso è stato emesso per favorire la posizione di F. Babuscio Rizzo, per impedire che la vicenda possa assumere una piega a lui sfavorevole.
2, la Segreteria di Stato prega la rappresentanza italiana di non mutare la situazione ma F. Babuscio Rizzo non accoglie l'invito perciò, sempre tramite mons. Testa è suggerito che F. Babuscio Rizzo si trasferisca temporaneamente in Vaticano, che sospenda quindi le proprie funzioni, presentando come successore o sostituto il sig. Baldoni;
3, all'inizio dell'anno la Segreteria di Stato chiede informazioni sul signor Matteo Moret Simon, che si è recato in Vaticano per sollecitare soccorsi e trovare la maniera di farli pervenire agli internati italiani in Polonia per mezzo di un ufficiale o di un sacerdote.
[Da una nota di mons. Tardini si viene a conoscenza che la S. Sede aveva sollecitato l'interessamento delle autorità tedesche per i prigionieri in Germania, di qualsiasi nazionalità, già nell'ottobre 1939, rivolgendosi allo stesso ministro J. von Ribbentrop, al quale l'invito era stato ribadito nel marzo 1940 in occasione della sua visita in Vaticano. E sempre senza successo. Interventi occasionali e limitati furono effettuati tramite il Comitato polacco del conte Roniker, come pure qualche saltuario invio di viveri nel 1940 e nel 1941 o di denaro attraverso i signori Malvezzi, Gawronski e Frassati. Una somma di ottocentomila lire non venne spedita per mancanza di garanzie.]
Riguardo l'iniziativa prospettata da mons. Tardini per il Natale a favore degli internati italiani, è ancora alla fase preliminare: mons. G.B. Montini dà inizio alle trattative e propone di incaricare della parte svizzera dell'impresa il vescovo di Friburgo, mons. Besson. Si pensa che non mancheranno contributi americani; la distribuzione potrà essere effettuata dai vescovi tedeschi che potrebbero utilizzare i marchi della Nunziatura a Berlino.
Il delegato apostolico a Londra raccomanda il rispetto dell'abbazia di Casamari, presso Frosinone.
4, mons Carrol dà notizia di non potersi recare in Sicilia;
5, dalla Francia il nunzio mons. Valeri comunica che A. Hitler ha inviato a Parigi una missione guidata da von Renthe Fink e che si è insediata al Park Hotel per essere a latere di Ph. Pétain e ha subito presentato al maresciallo una lista di uomini politici che egli deve allontanare;
6, [note del card. L. Maglione» l'ambasciatore tedesco E.H von Weizsäcker ha comunicato a Berlino le proprie preoccupazioni per l'attività di propaganda svolta dai comunisti a Roma; ha tuttavia precisato che la S. Sede segue l'evolversid della situazione e che alcuni prelati si sono resi conto dell'atteggiamento poco chiaro di taluni sacerdoti, anche se il clero romano nel suo complesso si mantiene calmo ed equilibrato. Ha rassicurato pertanto le autorità centrali circa l'atteggiamento della S. Sede;
7, da Washington il delegato apostolico mons. Cicognani riferisce delle difficoltà di impedire i bombardamenti anche indiscriminati sui territori occupati dai tedeschi: le pressioni per ottenere qualche assicurazione non trovano ascolto. L'intenzione degli americani è di colpire i tedeschi ovunque si trovino; dichiarano però che si cercherà di salvare Roma;
10, si diffonde la voce che il nuovo presidente delle Filippine, Laurel, ha inviato un messaggio al papa.

11, il ministro F. Babuscio Rizzo chiede asilo in Vaticano;
13, [note di mons. G.B. Montini» l'ambasciatore tedesco E.H von Weizsäcker, desideroso di migliorare i rapporti con la S. Sede deplora gli incidenti con i card. Sibilia e Granito premurandosi di ridimensionare la cosa; riguardo ad alcuni casi di persone arrestate per le quali c'era stato un intervento di "intercessione", l'ambasciatore comunica d'aver incaricato von Kessel di mettersi in contatto con le autorità di Berlino, chiede tuttavia che si solleciti l'interessamento dell'ambasciatore Anfuso; vorrebbe però chiarire il caso del cap. magg. Hannemann, rifugiatosi in Vaticano, e del disertore Filuss, presentatosi come polacco;
l'ambasciatore è poi passato ad altro accennando alla propensione di E. Beneš di accettare un governo comunista in Cecoslovacchia e a compiere un'epurazione; riafferma quindi la sua opposizione ad aperture o simpatia verso est, teme però che tale tendenza si faccia strada in Germania e a tal proposito chiede un interessamento della S. Sede. L'ambasciatore si dice poi rammaricato della dura lettera del card. Sibilia al mar.llo Kesselring per la requisizione del seminario di Poggio Mirteto e del rifiuto del card. Belmonte a cedere locali.
E.H von Weizsäcker accenna nuovamente a simpatie di parte del clero romano per il comunismo, pur riconoscendo l'atteggiamento rettilineo della S. Sede. Circa l'arresto del Roveda si fa notare all'ambasciatore che la S. Sede non può negare ospitalità ad un perseguitato in pericolo di vita. In tale contesto E.H von Weizsäcker dichiara la propria scontentezza per le dichiarazioni sul diritto d'asilo, pubblicate nel mese precedente su «l'Osservatore Romano». Cita quindi il caso di Morosini, catturato nel collegio Leoniano [sarà poi fucilato il 4 marzo]. Esprime rammarico per il discorso del papa ai prelati di Curia alla vigilia di Natale. Al termine dell'incontro l'ambasciatore prega di esercitare maggiore influenza sull'atteggiamento del clero romano nei confronti dei tedeschi, che ora ritiene diretto contro il nazismo.
13, la richiesta di aiuto arriva addirittura dalla Cina. A Canton il console italiano, comm. G. Ros, chissà per quali motivi, ha ottenuto che i missionari italiani rinunciassero agli aiuti loro offerti dalla Croce rossa internazionale. Ma senza questi aiuti, che dovevano giungere per mezzo del consolato, i missionari si trovarono in stato di estremo bisogno e di abbandono per mesi, fino a quando intervenne con propri aiuti il nunzio in Giappone, mons. Marella.
La nunziatura di Parigi fa sapere che ha la possibilità di far giungere agli internati in Polonia alcuni aiuti tramite l' "Aumônerie des prisonniers de guerre"; la Segreteria di Stato pensa quindi di inviare al nunzio, mons. Valeri, trentamila dollari per l'acquisto di medicinali a Berna, cinquemila dollari al nunzio di Vichy e quindicimila al nunzio di Berlino.
[La richiesta di inviare sussidi sarà poi respinta.]
14, il card. L. Maglione comunica al sig. Laurel che la S. Sede segue il principio di riconoscere i nuovi Stati nati dalla guerra soltanto a pace firmata. Pertanto si limita ad accusare ricevuta del messaggio ringraziando per l'espressione di omaggio. E questo viene portato a conoscenza del diplomatico giapponese sig. Ken Harada.
Il ministro degli Esteri del governo di Salò, Giuriati, fa sapere che acconsente che rimanga una Nunziatura apostolica presso l'Italia con sede a Roma ma si dovrà nominare un rappresentate di essa presso il governo del nord Italia. Dal canto suo la S. Sede eviterebbe un riconoscimento ufficiale della Repubblca di Salò, pur mantenendo la Nunziatura.
Il ministro continua affermando che l'atteggiamento di F. Babuscio Rizzo compromette la sua situazione personale perché, secondo il comunicato dell' "Agenzia Transocean" di giorno egli sta in ufficio e la notte la passa in Vaticano. Egli pensa quindi di risolvere la questione collocando F. Babuscio Rizzo a disposizione ed obbligandolo a delegare le sue funzioni ad un'altra persona e a far ritorno al ministero. Ma F. Babuscio Rizzo, quale Incaricato ad interim non vuole rinunciare alla nomina regia; vuole quindi rimanere Incaricato d'affari presso la S. Sede.
il nunzio a Berlino comunica, tra l'altro, che una certa signora Visser, non ariana, olandese, che aveva già ottenuto il lasciapassare per la Svizzera, nonostante l'intervento del vescovo di Haarlem e del nunzio in Olanda è stata internata dalle autorità naziste dell'Aia.
[Il 20 marzo successivo morirà nel campo di concentramento di Westerbork.]
15, il nunzio a Berlino, mons. Orsenigo, informa che si sta provvedendo all'assistenza religiosa dei prigionieri italiani in Germania, con la collaborazione dei cappellani militari italiani. Si chiede anche un servizio informazioni.
Il nunzio a Tokyo, circa la situazione dei prigionieri e degli internati in mano ai giapponesi, riferisce che ci sono molte difficoltà per avere contatti con le autorità giapponesi per aiuti e per il servizio informazioni; gli internati sono soprattuto in due campi (a Tokyo e nella regione): gli uomini nella vecchia missione francese di Urawa, le religiose vicino alla cattedrale di Tokyo. La polizia le rispetta e le ammira; sono aiutate anche dalla gente, e in caso di malattia possono essere ricoverate nell'ospedale delle Francescane di Maria. Invece un gruppo di religiosi provenienti dalla Manciuria sono internati in un campo di montagna.
16, il delegato apostolico mons. Godfrey illustra la propria opera di chiarificazione e di dissipazione dei pregiudizi degli inglesi nei confronti della S. Sede;
17, mons. G.B. Montini impartisce disposizioni a voce a mons. Testa. A questo punto F. Babuscio Rizzo, per non creare imbarazzo, lascia a Baldoni il posto di ministro del governo repubblicano del nord, mantenendo per sé il titolo di Incaricato d'affari presso la S. Sede; quindi, con un proprio seguito, entra in Vaticano.
20, mons. G.B. Montini scrive a mons. Chiot, cappellano delle carceri di Verona, per conoscere i nomi degli eventuali non ariani lì imprigionati e poter poi intervenire in loro aiuto; in particolare chiede se è possibile far pervenire indumenti e cibi ai coniugi Della Seta.


21, mons Carrol ribadisce la notizia di non potersi recare in Sicilia;
23, il nunzio a Berlino, mons. Orsenigo, lamenta che l'assistenza dei prigioneri italiani in Germania non è ancora sufficiente; che vi sono casi di tubercolosi non curati; che la Croce rossa si trova impedita ad agire perché i prigionieri sono considerati "internati"; gli stessi prigionieri preferiscono rimanere in incognito per non subire pressioni ad aderire al nuovo governo repubblicano; di fronte alle misere condizioni dei prigionieri il nunzio suggerisce di comprare medicine in Svizzera.
Il papa mette a disposizione cinquantamila dollari, ma sorgono intralci burocratici per l'inoltro. Si possono così inviare soltanto diecimila dollari, via Svizzera, e spedire diverso materiale al nunzio che può trattare con i prigionieri.
Gli intoppi burocratici intralciano anche la consegna di denaro e di pacchi da parte del "Secours catholique" della Svizzera; tuttavia la nunziatura a Berna ha a disposizione, per acquisti di viveri e medicinali, 25.650 franchi svizzeri.
24, Il card. L. Maglione si rivolge al nunzio a Madrid pregandolo di intervenire presso il governo spagnolo per conoscere le possibilità di aiuto agli ebrei di nazionalità iberica. In tal modo, per interessamento anche della Nunziatura di Berna, un buon numero di sefarditi spagnoli viene accompagnato a Bergen-Belsen e quindi alla frontiera spagnola.
Nello stesso periodo il nunzio di Bucarest illustra la situazione dei non ariani che si convertono al cristianesimo e le difficoltà che incontrano.
25, il card. L. Maglione prega l'ambasciatore tedesco E.H von Weizsäcker di intervenire presso l'ambasciatore R. von Rahn (accreditato presso il governo di Salò) a proposito del processo dei gerarchi a Verona.
E.H von Weizsäcker
lo informa che sono stati fucilati l'11 gennaio e che né per il processo né per la condanna sono intervenuti in alcuna maniera i tedeschi; gli chiede inoltre, riferendosi a B. Mussolini, se questi ha per caso perduto completamente… i lumi.
26, il nunzio a Bucarest invia una richiesta al ministro Antonescu per il rimpatrio di circa quattromila ragazzi ebrei della Transnistria, chiedendo anche di portare il limite di età per gli ammessi al rimpatrio almeno fino ai 16 anni.
[Si tratta di orfani (in età dai 2 ai 16 anni) degli ebrei deceduti in quella regione. Le loro condizioni sono molto precarie; ma per l'intervento richiesto non vi sono difficoltà di ordine politico: basta che qualcuno assicuri il loro mantenimento.]
Anche il gran rabbibo Safran, molto impegnato nell'opera clandestina di aiuto agli ebrei romeni, ha chiesto che il limite d'età sia portato da 12 a 16 anni. Richiesta che pare di difficile accoglimento, come difficoltoso appare il trasferimento dei ragazzi a Dorohoi.
27, mons. Bertoli comunica che vi sono molte difficoltà per reperire il cibo; parla anche delle complicazioni di carattere diplomatico sopravvenute. Si tratta dei documenti di nazionalità haitiana che alcuni funzionari di Haiti erano disposti a vendere e che potevano salvare molti ebrei. Purtroppo in seguito ad una spiata tali documenti sono stati ritirati. La spia in questione è una nota personalità naturalizzata haitiana che esercita lo spionaggio in Francia e in Svizzera per conto della Germania.
Lo stesso giorno il sen. Isaia Levi rivolge al papa una supplica affinché interceda per il fratello Alessandro Levi e la moglie, entrambi 70enni, battezzati, prelevati dai tedeschi a S. Remo e deportati in un campo di concentramento.
[Si ignora l'esito della pratica della quale è stato incaricato p. P. Pfeiffer.]
Una nota della Segreteria di Stato all'ambasciata tedesca afferma che la S. Sede vuole pensare ad aiutare tutti; pensa quindi alle popolazioni del Reich costrette ad abbandonare le proprie case. La S. Sede è disposta a por mano a gran parte dei capitali che ha in deposito presso banche tedesche, per distribuirlo ai vescovi in modo che questi possano intervenire direttamente nei casi di maggior bisogno nelle proprie diocesi e in collaborazione con le autorità per la sistemazione degli sfollati. La somma messa a disposizione si aggirerebbe sul milione di RM.
La S. Sede segnala in particolare la situazione della popolazione polacca del Generalgovernement (cioè del territorio non incorporato al Reich, ma sotto amministrazione tedesca) e la decisione di inviare personale specializzato per la distribuzione di cibo, indumenti e medicinali. Tali persone si occuperebbero anche dell'assistenza spirituale e materiale dei prigionieri italiani. Si offrono inoltre le più ampie garanzie su tale Missione pontificia.
Il delegato apostolico a Ottawa riferisce della riconoscenza per gli aiuti pontifici ai prigionieri canadesi nelle varie nazioni.
29, da Washington il delegato apostolico comunica che il "World Jewish Congress" di quella città ringrazia il papa per l'opera in aiuto degli israeliti; si dice anche disposto ad inviare somme di denaro per i bambini ebrei italiani; chiede poi un intervento vaticano presso i governi ungherese e slovacco perché accolgano profughi ebrei polacchi che già ricevono aiuti dagl Stati Uniti.
30, in risposta ad una nota di mons. Tardini circa una partenza del papa per la Germania, il delegato apostolico mons. Godfrey smentisce le voci in proposito;
31, data la situazione particolarmente difficile in Romania, il card. L. Maglione dà istruzioni al nunzio a Bucarest di consigliare il clero a rimanere al proprio posto a sostegno e conforto dei fedeli.
Da Washington mons. Cicognani informa che il gen. Eisenhower ha impartito disposizioni ai propri comandanti per la protezione dei monumenti artistici e religiosi italiani, tra i quali Casamari (Frosinone).

Massoneria
[moderna]

«segue da set 1943»
1944
Gennaio
tornato in Italia, Giovanni Preziosi redige un Memoriale che invia a B. Mussolini a fine mese;
il Memoriale è incentrato, soprattutto, sulla figura di P. Badoglio, «il centro della massoneria nell’esercito», che avrebbe:
- costruito la sua carriera militare utilizzando l’appartenenza alla massoneria;
- la responsabilità della sconfitta di Caporetto,
rovesciando, grazie all’appoggio della Massoneria, la responsabilità sul
gen. Capello;
- manovrato per l’insuccesso della manovra dell’Asse in Grecia.
L’azione massonica avrebbe cagionato la caduta del Fascismo, all’azione sabotatrice della Massoneria sarebbero dovute
le sconfitte militari dell’Asse. E nella RSI sono facilmente individuabili le infiltrazioni massoniche, a cominciare dal Segretario del PFR Alessandro Pavolini.
Nonostante qualche storico affermi «Nessuno prende sul serio un paranoico», Giovanni Preziosi viene preso in seria considerazione dai tedeschi, tanto che J.P. Goebbels, a cui Giovanni Preziosi ha consegnato un memoriale già nel novembre scorso, commenta amaramente: «… mi sono stati consegnati memoriali intorno al Duce ed al suo entourage scritti dal prof. Preziosi. Sono molto scoraggianti. A dispetto dei disastri subiti, il Duce non ha appreso nulla. Si circonda ancora di traditori, antichi massoni e filogiudei».
«segue set 1943»

 

FUCI
(Federazione universitaria cattolica italiana)

«segue da 1943»
1943, nata e sviluppatasi come associazione d'élite, inquadrata nell' "Opera dei congressi",
al suo interno si formano numerosi esponenti cattolici della classe dirigente italiana;
guardata a vista dal regime fascista, si deve occupare solo di religione;
1942-44, presidente Giulio Andreotti;
«segue 1945»

II GUERRA MONDIALE





1944
Gennaio
Austria
(Ostmark - "Marca Orientale" del Terzo Reich)
"Anschluss" [annessione]: l'Austria è stata unita alla Germania.
[Ufficialmente dal 21 Marzo 1938 (sancito dal plebiscito successivo del 10 Aprile).]

1944
Gennaio
24
, Mauthausen, dei prigionieri arrivati al KL (Konzentrationslager) l'8 gennaio dell'anno precedente, 390 con cognome sloveno vengono messi in libertà (secondo i documenti del campo);
[Anche se già nel 1943 sono arrivati piccoli gruppi di prigionieri italiani, la maggior parte di loro viene internata nell'anno appena cominciato e nel successivo.]



GERMANIA
1944
Gennaio
Partito unico: NSDAP (Nationalsozialistische deutsche Arbeiterpartei – Partito nazionalsocialista tedesco dei lavoratori).
- Führer e Cancelliere del Reich
Adolf Hitler
(1934 agosto-aprile 1945)
[In lui sono unificati i poteri di capo dell'esecutivo e di comandante delle forze armate tedesche.]
- Segretario della Cancelleria
H.H. Lammers
(1933 gen-1943)
Propaganda
Joseph Paul Goebbels
(1933 mar-apr 1945)
Interno
Heinrich Himmler
(1943 ago-apr 1945)
Affari Esteri
Joachim von Ribbentrop
(1938 feb-apr 1945)
Armamenti e Munizioni
Albert Speer
(1942 feb-apr 1945)
OKW
(Oberkommando der Wehrmacht - Comando supremo delle forze armate germaniche)
Wilhelm Keitel
(1938 feb-mag 1945)
[Capo ma senza alcun potere esecutivo, facente funzione anche di ministro della difesa]
Aviazione
Hermann Göring
(1933 gen-apr 1945)
Giustizia
O.G. Thierack
(1942 ago - apr 1945)
Economia
Wirtschaftsbeauftragter
Walther Funk
(1938 feb - apr 1945)
Finanze
conte J.L. Schwerin von Krosigk
(1933 gen-apr 1945)
Alimentazione
e Agricoltura
Herbert Backe
(1942 mag-apr 1945)
Lavoro
Franz Seldte
(1933 gen-apr 1945)
Trasporti
Julius Dorpmüller
(1937-apr 1945)
- sottosegretario responsabile per le ferrovie
Albert Ganzenmüller
(1942- apr 1945)
Dal 14 luglio 1933 ufficialmente tutti i partiti sono aboliti.

 

Gau e Gauleiter
[Principale regione amministrativa del NSDAP,
creata dallo statuto del partito del 22 maggio 1926.]
Nr.
Gau
Capitale
Gauleiter

 


01



Baden

[Formato dal vecchio Stato di Baden.]

Karlsruhe
02

Bayrische Ostmark
(Baviera Orientale)

[Formato da una parte della Baviera; venne originariamente chiamata Bayrische Ostmark, e poi rinominata in Gau Bayreuth nel 1942; incorporò parti della Cecoslovacchia nel 1938.]

Bayreuth
. Fritz Wächtler (1935-45)
03

Groß-Berlin
(Grande Berlino)

[Formato dalla provincia prussiana di Grande Berlino]

 

Berlin
(Berlino)
. Joseph Goebbels (1926-45)
04

Danzig-Westpreußen
(Danzica-Prussia Occidentale) 1939

[Formato dall'ex Città Libera di Danzica e dalla regione polacca del Voivodato di Pomerania.]

Danzig
(Danzica)
. Albert Forster (1930-45)
05

Düsseldorf

[Formato dalla parte settentrionale della provincia del Reno]

Düsseldorf
06 Essen
Essen
. Josef Terboven (1928-45)
07

Franken
(Franconia)

[Formato da una parte della Baviera.]

Nürnberg
(Norimberga)
. Karl Holz (1941-45)
08

Halle-Merseburg

[Formato dalla parte meridionale della provincia di Sassonia.]

Halle an der Saale
09

Hamburg
(Amburgo)

[Formato dallo Stato di Amburgo.]

Hamburg
(Amburgo)
. Karl Kaufmann (1929-45)
10

Hessen-Nassau
(Assia-Nassau)

[Formato dallo Stato dell'Assia e da una parte della provincia prussiana di Assia-Nassau]

Frankfurt am Main
(Francoforte sul Meno)
. Jakob Sprenger (1933-45)
11

Kärnten
(Carinzia)

[Formato dallo Stato austriaco della Carinzia e dell'Est Tirol.]

Klagenfurt
. Friedrich Rainer
(1941-45)
12

Köln-Aachen
(Colonia-Aquisgrana)

[Formato dalla parte centro-settentrionale della provincia del Reno.]

Köln
(Colonia)
. Joseph Grohé
(1931-45)
13

Kurhessen

[Formato dalla parte settentrionale della provincia prussiana di Assia-Nassau.]

Kassel
. Karl Gerland (1943-45)
14

Magdeburg-Anhalt
(Magdeburgo-Anhalt)

[Formato dal libero Stato di Anhalt e da una parte della prussiana provincia di Sassonia.]

Dessau
. Rudolf Jordan
(1937-45)
15

Mainfranken
(Meno-Franconia)

[Formato da una parte della Baviera.]

Würzburg
. Otto Hellmuth (1928-45)
16

Mark Brandenburg
(Brandenburgo)

[Formato dalla provincia prussiana di Brandeburgo.]

Berlin
(Berlino)
. Emil Stürtz (1939-45)
17

Mecklenburg
(Meclemburgo)

[Formato dai liberi stati di Meclemburgo-Schwerin e di Meclemburgo-Strelitz.]

Schwerin
18

Koblenz-Trier
(Coblenza-Treviri)

[Formato da una parte della provincia del Reno, venne rinominata in Moselland (ovvero terra della Mosella) nel 1942, dopo l'incorporazione del Lussemburgo.]

Koblenz
(Coblenza)
. Gustav Simon
(1931-45)
19

München-Oberbayern
(Monaco-Alta Baviera o Baviera superiore)

[Formato da una parte della Baviera.]

München,
(Monaco di Baviera)
. Paul Giesler (1942-45)
20

Niederdonau
(Basso Danubio o Bassa Austria)

[Formato dall'ex stato federale della Bassa Austria e da una parte del Burgenland; dal 1939 incluse anche parti della bassa Moravia.]

Krems an der Donau
. Hugo Jury (1938-45)
21

Niederschlesien
(Bassa Slesia)

[Formato dalla provincia prussiana di Bassa Slesia.]

Breslau
(Breslavia)

. Karl Hanke (1940-45)
22

Oberdonau
(Alto Danubio o Alta Austria)

[Formato dall'ex stato federale della Alta Austria e dalla Ausseerland, una parte della Stiria; dal 1939 incluse anche parti della bassa Boemia.]

Linz
. August Eigruber (1938-45)

23

Oberschlesien
(Alta Slesia)

[Formato dalla provincia dell'Alta Slesia, incorporò dal 1939 anche parti della Polonia.]

Kattowitz

(Katowice dal 1939)

. Fritz Bracht (1941-45)
24

Ost-Hannover
(Est-Hannover)

[Formato dalle parti settentrionali, centrali e orientali della prussiana Provincia di Hannover.]

Lüneburg
(Luneburgo)
. Otto Telschow (1925-45)

25

Ostpreußen
(Prussia Orientale)

[Formato dalla provincia prussiana della Prussia Orientale; dal 1939 incluse anche territori della Polonia]

Königsberg
. Erich Koch (1928-45)

26

Pommern
(Pomerania)

[Formato dalla prussiana provincia di Pomerania.]

Stettin
(Stettino)
27

Sachsen
(Sassonia)

[Formato dalla provincia di Sassonia.]

Dresden
(Dresda)
. Martin Mutschmann (1926-45)

28

Salzburg
(Salisburgo)

[Formato dall'ex stato federale del Salisburghese]

Salzburg
(Salisburgo)


29

Schleswig-Holstein

[Formato dalla prussiana provincia di Schleswig-Holstein, dalla Città libera di Lubecca e da parte del libero Stato di Oldenburg.]

Kiel
. Hinrich Lohse
(1925-45)
30

Schwaben
(Svevia)

[Formato da una parte della Baviera.]

Augsburg
(Augusta)
. Karl Wahl (1928-45)
31

Steiermark
(Stiria)

[Formato dall'ex stato federale della Stiria e da una parte del Burgenland; dal 1941 inclouse parti della Slovenia]

Graz
32

Sudetenland
(Sudeti)

[Formato dalle parti della Cecoslovacchia dove la lingua tedesca era maggiormente parlata.]

Reichenberg
. Konrad Henlein (1939-45)
33

Sud-Hannover-Braunschweig
(Hannover del Sud-Brunswick)

[Formato dal Libero Stato di Brunswick e dalle parti meridionali e occidentali della provincia di Hannover.]

Hannover
34

Thüringen
(Turingia)

[Formato dalla Turingia e dall'adiacente provincia di Sassonia.]

Weimar
. Fritz Sauckel (1927-45)
35

Tirol-Vorarlberg
(Tirolo-Vorarlberg)

[Formato dall'ex stato federale del Vorarlberg e da una parte del Tirolo]

(dal 1943 anche con l'attuale regione Trentino-Alto Adige*)

Innsbruck (dal 1943 Bolzano*)
. Franz Hofer (1932-45)
36

Wartheland 1939

[Creato in gran parte nella regione polacca del Voivodato di Poznan e dalle aree incorporate dai voivodati circostanti dopo l'occupazione tedesca della Polonia]

Posen
(Poznan)

37

Weser-Ems

[Formato da una parte del libero Stato di Oldenburg, lo Stato di Brema e la parte occidentale della Provincia di Hannover.]

Oldenburg
. Paul Wegener (1942-45)
38

Westfalen-NordWestfalen-Nord
(Westfalia-Nord)

[Formato dal Libero Stato di Lippe e dalla parte settentrionale della Provincia di Vestfalia.]

Münster
39

Westfalen-Süd
(Westfalia-Sud)

[Formato dalla parte meridionale della Provincia di Vestfalia.]

Dortmund

. Albert Hoffmann (1943-45)
40

Saarpfalz o Westmark
(Saar-Palatinato)

[Formato dalla regione del Palatinato e dalla regione prussiana della Saarland; rinominata Westmark nel 1940 dopo l'incorporazione di parte della Lorena.]

Neustadt an der Weinstraße
. Josef Bürzel (1935-44);
. Willi Stöhr (1944-45)
41

Wien
(Vienna)

[Formato dall'ex stato federale di Vienna e da alcune parti del Niederösterreich]

Wien
(Vienna)

42

Württemberg-Hohenzollern

[Formato dal Libero Stato Popolare di Württemberg e dalla provincia prussiana di Hohenzollern.]

Stuttgart
(Stoccarda)
. Wilhelm Murr (1928-45)
43

A.O. (Auslandsorganisation)

(Organizzazione per l'estero) che corrisponde ai membri del partito d'oltremare.

Berlin
(Berlino)
Note
Un Gauleiter è il capo di una sezione locale dell'NSDAP (Nationalsozialistische deutsche Arbeiterpartei - Partito nazionalsocialista tedesco dei lavoratori), oppure il capo di un Reichsgau (una suddivisione amministrativa dello Stato).
Gli unici Reichsgaue sono le regioni dell'Austria, i Sudeti, il Wartheland, e Danzica-Prussia Occidentale, i quali sono territori annessi alla Germania a partire dal 1938. Il resto del Reich rimane diviso amministrativamente in Länder.
 

 

1944
Nazismo

Gennaio
la Gestapo (Geheime Staats-Polizei) assorbe l'Abwehr (Servizio di informazioni della Wehrmacht);
i militi delle SS (Schutzstaffeln = squadre di protezione - chiamate anche Schwarze Korps, Milizie nere) a custodia dei campi di concentramento sono 35.000, coadiuvati da 10.000 uomini delle varie forze armate e dai prigionieri stessi (decano, capoblocco, inserviente di giornata, kapo), per un milione di internati;
H. Himmler comincia a mettere a disposizione del danese dottor Carl Peter Jensen [Carl Vaernet] gli omosessuali reclusi a Buchenwald.
[Negli anni Trenta, il "Mengele danese" affermò di avere sviluppato una terapia basata su quella che lui definiva «inversione della polarità ormonale». Le sue teorie vennero diffuse dai giornali del Partito Nazista e per H. Himmler rappresentarono la "soluzione finale" alla questione degli omosessuali.
Dopo essere stato reclutato dal servizio medico delle SS già nel 1933, dieci anni dopo Carl Peter Jensen [Carl Vaernet] firmò un contratto con l'RSHA (Ufficio Centrale per la Sicurezza del Reich), cedendo in esclusiva i diritti del brevetto delle sue scoperte a un'azienda di proprietà delle SS, la Deutsche Heilmittel, e ricevendo in cambio uno stipendio, materiale di laboratorio e prigionieri omosessuali provenienti dai campi di concentramento da utilizzare come cavie.]
Nel dicembre scorso, un agente dell'Entità ha già informato la Santa Sede da Copenaghen, occupata dai tedeschi, di un esperimento che avrebbe cancellato dalla faccia della terra la «crudele malattia dell'omosessualità» e menziona il dottor Carl Peter Jensen [Carl Vaernet].



1944
Gennaio
Governo polacco
in esilio a Londra
Presidente
Wladyslaw Raczkiewicz
(1939 30 set - 6 giu 1947)
Primo ministro
Stanislaw Mikolajczyk
(1943 14 lug - 24 nov 1944)
 
-
1944
Gennaio
Governatorato di Polonia
(dal 1° settembre 1939)
1944
Gennaio

-



1944
Gennaio
1944
Gennaio
Governo cecoslovacco
in esilio a Londra
Capo del governo
E. Beneš
(1939 - 1945)
Ministro degli Esteri
Jan Masaryk
(1939 - 1945)
1944
Gennaio
- dal 15 marzo 1939 le truppe naziste
hanno occupato la Boemia e la Moravia
-

-


1944
Gennaio
SLOVACCHIA
Presidente del governo regionale
mons. J. Tiso
(1938 - 1945)
[governo orientato in senso fascista]
Ministro degli Interni
Mach
(1940 - 1945)
Ministro degli Esteri
Tuka
(1940 - 1945)
[il presidente è premuto nella sua opera di governo dall'ala destra (rappresentata dai suoi ministri) la quale forma una sorta di gruppo paramilitare modellato sull'esempio delle SS tedesche: le "Guardie di Hlinka"; il governo ha dichiarato guerra all'Unione Sovietica a fianco dei nazisti]
-
1944
Gennaio

-

Dal 10 settembre 1943 la Germania costituisce queste due zone dove particolari disposizioni di ispirazione tedesca in materia economica, sociale, amministrativa, scolastica e giudiziaria ne regolano la vita. In esse le autorità germaniche:
- estromettono quelle fasciste,
- impediscono la coscrizione a favore delle formazioni militari della Repubblica Sociale Italiana,
- trasformano la stessa Guardia Nazionale Repubblicana in Milizia per la Difesa Territoriale, ponendola sullo stesso piano dei reparti collaborazionisti sloveni e croati («ustascia», «belogardisti», «pavlogardisti», ecc.) che non poche volte le sono preferiti.
1944
Gennaio
Alpen Vorland
[Zona di operazioni delle Prealpi]
Comprende il Trentino-Alto Adige e la provincia di Belluno, poste sotto il controllo del Gauleiter del Tirolo, Franz Hofer con il titolo di "Supremo Commissario".
1944
Gennaio

-


1944
Gennaio
Adriatisches Kuestenland
[Zona di Operazione Litorale Adriatico]
Comprende le provincie di Udine, Gorizia, Trieste, Pola e Fiume, unitamente a quella slovena di Lubiana, poste sotto il controllo del Gauleiter della Carinzia e della Carniola F. Rainer con il titolo di "Alto Commissario".
FRIULI-VENEZIA GIULIA

1944
Gennaio
durante questo mese si accelera il processo di unificazione delle prime bande friulane. A fianco della formazioni garibaldine nasce la più importante formazione autonoma: la Osoppo. Il numero iniziale è dato dai giellisti e dalle "bande patriottiche del Cencigh" dispersi dopo i primi rastrellamenti del novembre scorso.
In essa confluiranno uomini di diversa provenienza politica ma il maggior contributo organizzativo dato, sin dalle origini, dal clero friulano e in particolare da don Aldo Moretti [Lino] che, dopo averne redatto il programma costitutivo, costituisce una vasta rete di sacerdoti che divengono i più immediati collaboratori della formazione.

La«Domenica del Corriere» (dedicherà numerose tavole di copertina ai fatti istriani e dalmati) con un'immagine illustra l'annegamento della famiglia del farmacista Pietro Ticina (avvenuta nei pressi di Zara).

Trieste, Risiera di San Sabba: nel lager creato dagli uomini dell'EKR agli inizi del 1943 e che ha finora funzionato come campo di smistamento, di concentramento e di sterminio, viene ora chiamato da Treblinka Erwin Lambert il quale trasforma il preesistente essicatoio, collegando il condotto del fumo alla vecchia ciminiera, in un forno crematorio per l'incenerimento dei cadaveri delle vittime.

22, Campeis di Campognacco (Udine), il comandante garibaldino Giacinto Calligaris [Enrico] viene catturato e ucciso da una pattuglia fascista.
[Nei giorni seguenti la brigata sarà fatta a pezzi dagli attacchi incessanti.]

SLOVENIA
- dal 1918 è entrata a far parte del regno con un proprio governo locale;
- dal 1941 l'invasione nazista ha portato alla divisione del paese:
. la parte settentrionale è stata annessa al Reich tedesco,
. la parte meridionale all'Italia che l'ha eretta in provincia con capitale Lubiana; è sorto tuttavia anche il movimento di resistenza sloveno, comprendente tra le sue file comunisti, cristiano socialisti e molti progressisti;
- il 26 novembre 1942 Tito (Josip Broz) ha convocato a Bihac la prima assemblea dell'AVNOJ (Consiglio antifascista di liberazione popolare della Jugoslavia);
-
dal 4 dicembre 1943, il mar.llo Tito (Josip Broz) ha costituito il primo governo libero.

Durante la guerra partigiana opera il VOS (Servizio sicurezza e informazioni), un apparato comunista tra il poliziesco e il militare che ha un compito molto speciale. Mentre l'esercito partigiano di Tito fa la la guerra di guerriglia all'interno dei Balcani, esso organizza attentati e omicidi nei centri urbani. Chiamato "la nostra Ceca" da Edvard Kardelj, è guidata da una donna, Marjeta, moglie di Boris Kidric un dirigente comunista sloveno.
Capo della Provincia
Leon Rupnik
(1943 9 set - 5 mag 1945)
1944
Gennaio

-


ISTRIA

1944
Gennaio
nell'area istriana si è intanto costituito il Btg "Garibaldi" Giovanni Zol, al comando di Darko Pezza di Monfalcone. Strettamente legata alla federazione comunista di Trieste, la formazione è tuttavia inquadrata in una unità slovena, l'Istrski Odred(Distaccamento istriano), comandata da Karlo Maslo, uno dei primi partigiani sloveni della regione, di accesi sentimenti nazionalisti.
Il rapporto tra i due comandanti risulta subito dfficile (anche perché il cognome originario del primo è Peca e quindi è considerato uno sloveno "rinnegato".
Mentre Darko Pezza tende a raccordarsi con le direttive della federazione triestina e ad operare nell'area Monfalcone-Trieste, Karlo Maslo vuole dislocare il battaglione all'interno dell'Istria e ristrutturarlo con l'inserimento di quadri di nazionalità slovena.
Quando Darko Pezza, senza avvertire il comando sloveno, aderisce ad una richiesta del Pci triestino e sposta i suoi uomini vicino alla città per appoggiare un annunciato sciopero operaio, il contrasto diventa scontro.
Nonostante l'intervento di Natale Kolaric, che si sforza di appinare le divergenze, Karlo Maslo fa arrestare Darko Pezza e due suoi collaboratori, Umberto Dorini e Ennio Zezza, accusandoli di sobillazione e insubordinazione.
Dopo un processo sommario Darko Pezza e Umberto Dorini vengono fucilati, mentre Ennio Zezza riesce a fuggire (catturato dai tedeschi, sarà deportato a Dachau); lo stesso Natale Kolaric, minacciato di arresto, è costretto a rientrare avventurosamente a Trieste.
A questo punto, vista la frattura ormai insanabile tra i partigiani italiani e il Comando dell'Istrski Odred viene concordato il trasferimento del Btg "Garibaldi" Giovanni Zol, nel Goriziano, per aggregarlo al Battaglione Triestino del Carso. La maggior parte delle armi i dotazione viene però trattenuta dagli sloveni e i partigiani italiani si avviano verso nord quasi disarmati: sorpresi dai tedeschi durante il percorso, essi non sono in condizione di difendersi e subiscono la perdita di diciannove uomini, tra cui Stelio Fontanot, originario di Muggia, che è subentrato nel Comando a Darko Pezza.
[In seguito a questi episodi, Karlo Maslo sarà processato dalle stesse autorità partigiane slovene e destituito dal Comando dell'Istrski Odred, ma le ripercussioni saranno di lunga durata… anche perché la lezione è chiara e semplice: in Istria non è ammessa la presenza di unità italiane non soggette alle direttive slovene.]

Lelio Zustovich, comunista italiano dell'Istria, viene fucilato dai croati con l'accusa di «nemico del popolo» per la sua condanna degli eccidi dell'autunno 1943.

Fiume
1944
Gennaio

 




1944
Gennaio

- dal 1918: unificazione di serbi, croati, sloveni, macedoni, montenegrini; regno privo del litorale dalmata (rimasto all'Italia in seguito al trattato di pace) e della Carinzia (rimasta all'Austria);
- dal 1921 monarchia parlamentare ereditaria;
- dal 1929 è sospesa la costituzione del 1921.

Petar II Karagjorgjevic
Albero genealogico

( Belgrado 6 settembre 1923 – Denver, USA 3 novembre 1970)
figlio di Alessandro I e della p.ssa Maria di Romania;
1934 9 ott-29 nov 1945, re di Jugoslavia;
- dal 6 aprile 1941 è in esilio a Londra con il suo governo, con a capo il gen. D. Simovic; il più forte appoggio del governo in esilio si è creato attorno a un gruppo di ufficiali dell'ex esercito jugoslavo con a capo il col. D. Mihajlovic;
- alla fine del 1942, a causa della guerra nel Mediterraneo alla quale è direttamente interessata la Gran Bretagna avverte il governo jugoslavo a Londra sul ruolo del suo movimento in patria e chiede al col. D. Mihajlovic di smettere le azioni contro i partigiani e di cominciare con le azioni contro gli occupanti.
- da giugno 1942 gli alleati fanno mancare il loro appoggio ai cetnici del gen. D. Mihajlovic;

SERBIA
- 1941, fine aprile, la Serbia occupata – vale a dire la Serbia nei vecchi confini del 1912 - viene affidata all’amministrazione del locale Comando militare tedesco, mentre le popolazioni serbe dei restanti territori ex jugoslavi si ritrovano divise all’interno di sei differenti regimi politici e amministrativi, dove diventano minoranze nazionali esposte al rischio di subire la pulizia etnica attuata dalle nuove maggioranze nazionali, come nel caso dei serbi della Croazia, della Bosnia e del Kosovo.
Capo del governo
gen. Milan Nedic
(1941 29 ago - 4 ott 1944)

1944
Gennaio

-

25-28, «Congresso nazionale jugoslavo», congresso cetnico presso il villaggio serbo di Ba;
[Attorno al gen. D. Mihajlovic si raggruppano gli esponenti di tutte le forze politiche non legate al NKOJ di Tito:
- il Partito socialista jugoslavo, nella sua frazione moderata e anticomunista guidata dal presidente Zivko Topalovic;
- il Partito nazionale jugoslavo (ovvero il Partito "jugoslavista" ispirato al defunto re Alessandro) rappresentato da Anton Krejcic;
- il Partito democraticvo serbo di centro-sinistra guidato da Veljmar Jojic;
inoltre un nutrito gruppo di ex esponenti degli altri disciolti partiti prebellici:
- il radicale, di destra e panserbo;
- l’agrario, di centro-sinistra;
- il repubblicano, dalle forti influenze massoniche e francofile;
- Partito dei serbi di Bosnia, democratico e indipendente.]

Evidente l'obiettivo del gen. D. Mihajlovic: dare al suo movimento l’immagine di una compagine democratica (e persino progressista, vista la presenza in posizione apicale di socialisti, democratici e repubblicani) e al contempo «interjugoslava», come testimonia la partecipazione al congresso non solo del Partito nazionale jugoslavo, ma anche di Mustafa Mulialic, in rappresentanza dei musulmani bosniaci e di Vladimir Predavec, per il Partito contadino croato.
In una miscela di reali sentimenti patriottici e di opportunismo, si tenta in tal modo di lanciare segnali di svolta, abbandonando il serbismo delle origini.
Gli esempi di questa scelta vengono sanciti anzitutto con l'esclusione dal vertice della figura che finora ha dominato la dimensione politica del movimento, il presidente del "Club di cultura serbo" Dragiša Vasic, convinto nazionalista.
Le sedute saranno presiedute dal nuovo leader politico Stava Moljevic che da tempo ha abbandonato l'estremismo degli inizi.
INoltre, per allontanare dal movimento il fondamentalismo confessionale e migliorare ulteriormente i rapporti con gli anglo-americani. viene evidenziata l’adesione di una componente
massonica, la Gran loggia «Ravna Gora» sotto la gran maestranza del croato Rista Jeremic.

Accantonata ogni rivalità, e per il momento disinnescata la questione dinastica sollevata dai repubblicani e dai contadini croati, si giunge alla costituzione di un organismo
politico: la JNDZ ( -Unione democratica nazionale jugoslava) – (chiamato anche «Comitato di San Sava» dal giorno della sua costituzione), con il socialista Zivko Topalovic come
presidente e cellule che avrebbero dovuto diffondersi in tutte le zone controllate dai cetnici (i «Comitati di Ravna Gora»).
Il tema che più sta a cuore ai congressisti è la presa didistanza da ogni eccidio compiuto da quelle che seguitano ad essere definite "formazioni cetniche indipendenti".
È Zivko Topalovic a sottolineare in questo senso il nuovo corso, partendo da un’ammissione del fallimento della vecchia idea panserba e sciovinista ma anche dimostrando un’acuta conoscenza della forza intrinseca del concorrente movimento partigiano:
"L’esperienza ha mostrato che, oltre allo sterminio reciproco, l’ideologia religiosa e sciovinista ha avuto una conseguenza fondamentale, e cioè ha spinto i serbi, i croati e i musulmani ad una posizione di dipendenza e ad una sottomissione al conquistatore straniero. Soltanto in questa maniera si poteva salvare la propria gente e lottare contro le altre nazionalità. I comunisti, in ogni caso, hanno usato un’altra strada, e cioè la via della tolleranza religiosa. Sono riusciti a trovare consensi a questa politica tra le nuove generazioni dei serbi, dei croati e dei musulmani specialmente nelle zone multinazionali e multireligiose."

Parallelamente al progetto per una nuova Jugoslavia viene lanciato un proclama per la lotta senza quartiere ai comunisti e agli ustaša croati.
[Tuttavia, pressoché incuranti delle "deliberazioni di Ba", numerosi comandanti militari (veri leader del movimento, con buona pace dei politici) proseguiranno nelle saltuarie collaborazioni con i tedeschi, trasformandosi in un mero strumento quisling.
L’ambiguità del congresso di Ba è comunque confermato dalla scelta dei due comandanti dei teatri operativi:

. Djurisic per il Montenegro (liberato dalla prigionia e ora inquadrato in un’unità militare di settemila cetnici collegata a Ljotic);
. pope Djujic per la Dalmazia,
entrambi orientati verso la collaborazione con gli occupanti.]

Kosovo
Gennaio
2
, riunione di Bujane: dal 3 dicembre i comunisti del Kosovo sono riuniti a a Bujane, presso Prizren (più tardi si troverà in territorio albanese), ed approvano una risoluzione storica in cui, fra l'altro, si afferma: «Il Kosovo-Metohija è un territorio abitato prevalentemente da albanesi. Il loro desiderio da sempre è quello di essere unificati con l'Albania. […].»
Tito considera il documento un atto antijugoslavo, in contrasto con le risoluzioni di Jajce. Il Politburo del Pcj lo dichiara nullo e costringe la dirigenza regionale del Pc del Kosovo a cancellare il passaggio in cui si chiede il diritto all'unificazione con l'Albania.
La risoluzione di Bujane deve quindi essere formalmente ritirata, anche se rimarrà impressa nella memoria degli albanesi.
Vi hanno aderito molti funzionari di partito che più avanti saliranno alle cariche più alte, come Fadil Hoxha, che diverrà il vice di Tito alla presidenza dello stato jugoslavo.
[Alla "risoluzione di Bujane" si richiamerà il governo provvisorio della Repubblica Kosova nel dicembre 1991 quando farà domanda all'Unione Europea di essere riconosciuta come repubblica.]

BOSNIA

1944
Gennaio

i cetnici del gen. D. Mihajlovic, che prima operavano d'intesa con i comunisti di Tito (Josip Broz), ora per avversare quest'ultimi finiscono per collaborare prima con gli italiani e poi con i tedeschi operando in una ristretta zona della Serbia;

MACEDONIA
1944
Gennaio

dal 1941 la parte jugoslava [dopo la seconda guerra balcanica (1913) il paese era stato diviso tra Serbia e Grecia, a danno della Bulgaria cui era stata riservata una parte minima del territorio] è stata divisa tra Albania, Bulgaria e Serbia ma nello stesso tempo si sono organizzati i primi gruppi partigiani, divisi in correnti filojugoslave e filobulgare;


1944
Gennaio
CROAZIA
Ante Pavelic
(1941 10 apr-8 mag 1945)
dal 1941 gli ustaša hanno ottenuto la costituzione di uno stato croato indipendente, in realtà vassallo dei nazifascisti, sotto Aimone di Savoia-Aosta [Tomislav] lasciando però il potere effettivo nelle mani di Ante Pavelic;
il popolo croato tuttavia non ha accettato l'occupazione e si è schierato in maggioranza con i partigiani organizzati dal Partito comunista jugoslavo;
la lotta è accanita fino alla fine della guerra;

1944
Gennaio

-




1944
Gennaio
Governatorato del Montenegro
[da ottobre 1941, il Montenegro occupato è diventato protettorato italiano.]
-
1944
Gennaio

-



1944
Gennaio
REPUBBLICA di ALBANIA
[da settembre 1943]
Presidente
-
1944
Gennaio

dopo l'armistizio dell'Italia (8 set 1943) e l'occupazione tedesca, anche reparti italiani aderiscono al movimento di liberazione nazionale guidato da Enver Hoxha;


1944
Gennaio
REGNO di GRECIA
(1935 - 1947)

Giorgio II

Albero genealogico
(Tatoi, Atene 1890 - Atene 1947)
primogenito di Costantino I re di Grecia e di Sofia di Hohenzollern;
1922-24, 1935-47, re di Grecia;


dall'Aprile 1941 il re ha lasciato ancora la Grecia ed è riparato dapprima a Creta e poi al Cairo e a Londra, dove ha formato un governo in esilio;

Dittatura militare
[filofascista]
-

1944
all'interno del paese la resistenza antifascista si sta organizzando intorno all'ELAS (Esercito di liberazione nazionale) a maggioranza comunista, cui i filomonarchici contrappongono la formazione minore dell'EAM;;



1944
Gennaio
REPUBBLICA di TURCHIA
(novembre 1923)
[dal 1925 la shari'a (vecchia legge religiosa islamica) è stata sostituita dai moderni codici, modellati su quelli europei.]
Presidente
della Repubblica
Ismet Inönü
(1938 - 1950)
Primo ministro
?
(1938 - ?)
-
Partito repubblicano del popolo
[partito unico]
1944
Gennaio

seconda guerra mondiale (1939-45): la Turchia sposta un po' per volta le proprie simpatie verso gli alleati;




1944
Gennaio
U.R.S.S.

(Unione delle repubbliche sovietiche: Russia, Ucraina, Bielorussia e Transcaucasia)b
Segretario generale del PCUS
Stalin
(1922 apr - 1953)
[Il PCUS (Partito comunista dell'Unione Sovietica), partito unico, ha un ruolo dirigente.] - dal 21 giugno 1941 è sotto l'attacco tedesco - Solo nel giugno 1941, dopo l'attacco di A. Hitler all'Unione sovietica, è iniziato il dialogo tra Chiesa ortodossa e Stato.

NKVD
(Narodnyi Komissariat Vnutrennic Del)
[Commissariato del popolo per gli affari interni]
Presidente
L.P. Berija
(1938 dic - gen 1946)
vice-presidente
Mekhlis
(1938 dic - gen 1946)
[Dal 3 febbraio 1941, l'NKVD (ex polizia politica sovietica), è stato sdoppiato e al suo fianco opera ora l'NKGB»
NKGB
(Narodnyi Komissariat Gosudarstvennoi Bezopasnosti)
[Commissariato del popolo per la sicurezza dello stato]
Commissario politico
V.N. Merkulov
(1941 feb - ?)
[con funzioni specifiche di polizia politica]
RUSSIA
(Repubblica Socialista Federativa Sovietica)
(capitale: Mosca)
Patriarca di Mosca
Sergej
(1943 12 set - 15 mag 1944)
1944
Gennaio
-

Repubblica della Ceceno-Inguscezia
(repubblica autonoma all'interno della Repubblica Russa)
1944
repubblica autonoma creata nel 1936 all'interno della Repubblica Russa, viene ora disciolta;
[sarà ricostituita nel 1957.]

BIELORUSSIA
(Repubblica Socialista Federativa Sovietica)
(Beloruskaja SSR - capitale: Minsk)
presidente della repubblica
-
1944
Gennaio
UCRAINA
(Repubblica Socialista Federativa Sovietica)
(capitale: Kijev)
presidente della repubblica
-
1944
Gennaio
TRANSCAUCASIA
(Repubblica Socialista Federativa Sovietica)
Azerbaigian
(Repubblica federativa - capitale: Baku)
presidente della repubblica
-
1944
Gennaio
- Nagorno-Karabah (provincia autonoma)
- Nahicevan (repubblica autonoma)
Repubblica Socialista Georgiana
(Repubblica federativa - capitale: Tbilisi)
presidente della repubblica
Noé Jordania
(1918 - ?)
1944
Gennaio

- Adzaristan (repubblica autonoma)
- Abhasia (repubblica autonoma)
- Ossezia Meridionale (provincia autonoma)
Repubblica autonoma di Armenia
(Repubblica socialista - capitale: Jerevan)
presidente della repubblica
-
1944
Gennaio

-


1944
Gennaio
REPUBBLICA POPOLARE d'UNGHERIA
(dal 16 novembre 1918)
Dopo il "patto di Monaco l'Ungheria ha ottenuto i distretti meridionali della Slovacchia e della Rutenia.
Dal 1938 ha sempre più peso il partito di estrema destra delle "croci frecciate" diretto da F. Szálasi che ha rivendicato le frontiere storiche anteriori al 1918 ed è vicino alla Germania hitleriana.
Il paese è retto da governi più o meno apertamente reazionari.

Reggente

Miklós Horthy von Nagybánya
(1920 mar - ott 1944)
[dal 1937 ha istituito di fatto una autocrazia conservatrice.]
Primo ministro
Miklos Kallay
(1942 mar - mar 1944)
Ministro degli Esteri
Miklos Kallay
(1942 mar - mar 1944)

1944
seconda guerra mondiale (1941-45): alleata con le potenze dell'Asse, è entrata nel conflitto.
Gennaio
-





1944
Gennaio
REGNO di ROMANIA
Michele I
Albero genealogico
(Sinaia, Valacchia 1921 - ?)
figlio del principe ereditario Carlo e di Elena di Grecia;
1927-30, re di Romania;
dal 1930 è ridiventato principe ereditario;
1940-47, re di Romania;


Conducator
Jon Antonescu
(1940 4 set - 23 ago 1944)
1944
Gennaio

seconda guerra mondiale (1939-45):



1944
Gennaio
REGNO di BULGARIA
Simeon II
Albero genealogico
(16.06.1937 - ?)
secondogenito di Boris III di Sassonia-Coburgo-Saalfeld-Koháry e di Giovanna di Savoia (1907-2000);
1943-45, zar dei bulgari;
[sotto un consiglio di reggenti]
Primo ministro
Bogdan Filov
(? - ?)
1944
Gennaio

seconda guerra mondiale (1939-45):




1944
Gennaio
STATO FRANCESE
-
[detto]
Regime di Vichy

(dal 10 Luglio 1940)
[nella zona della Francia non occupata]
Capo di Stato

mar.llo Ph. Pétain
(1940 11 lug - 19 ago 1944)

[Legge costituzionale del 1940]
Presidente del Senato
Jules Jeanneney
(1932 3 giu - 10 lug 1942)
Presidente della Camera
Presidente dell'Assemblea nazionale
(Senato+Camera)
Capo del Governo
P. Laval
V
(1942 18 apr - 19 ago 1944)
Interni
Affari Esteri
Informazione
Secrétaire Général au Maintien de l'Ordre
Aimé-Joseph Darnand
(1943 31 dic - 13 giu 1944)
Colonie
Jules Brévié
(1942 18 apr - 20 ago 1944)
Guerra
Eugène Bridoux
(1942 18 apr - 20 ago 1944)
Marina
Gabriel Auphan
(1942 18 apr - 20 ago 1944)
Aviazione
Jean-François Jannekeyn
(1942 18 apr - 20 ago 1944)
Finanze ed Economia nazionale
Pierre Cathala
(1942 18 apr - 20 ago 1944)
Agricoltura
Jacques Le Roy Ladurie
(1942 18 apr - 20 ago 1944)
Produzione industriale
Jean Bichelonne
(1942 18 apr - 20 ago 1944)
Approvigionamento
Max Bonnafous
(1942 18 apr - 20 ago 1944)
Lavoro
Hubert Lagardelle
(1942 18 apr - 20 ago 1944)
Educazione nazionale
Abel Bonnard
(1942 18 apr - 20 ago 1944)
Giustizia
Maurice Gabolde
(1943 26 mar - 20 ago 1944)
Famiglia e Sanità
Raymond Grasset
(1942 18 apr - 20 ago 1944)
Comunicazioni
Robert Gibrat
(1942 18 apr - 20 ago 1944)
Ministro di Stato
Lucien Romier
(1942 18 apr - 20 ago 1944)
 
– collaborazionismo –

1944
Gennaio
-

FRANCIA LIBERA
[Comitato Nazionale Francese]
Commissario
Emmanuel d'Astier de la Vigerie
(1943 9 nov - 10 set 1944)
Ministro degli Esteri
René Massigli
(1943 5 feb - 10 set 1944)
Commissario alle Finanze [del Comitato Francese di Liberazione Nazionale fino al 3 giu 1944]
Pierre Mendés France
(1943 9 nov - 4 set 1944)
Commissario alla Giustizia
[a Londra]
François de Menthon
(1943 4 set - 20 ago 1944)

1944
Gennaio

-

 

Fonti:
. Francois-Georges Dreyfus, Histoire de Vichy (Paris 1990, Perrin);
. R.O. Paxton, Vichy (Milano 1999, Il Saggiatore);


1944
Gennaio
REGNO dei PAESI BASSI

Guglielmina

Albero genealogico

(l'Aia 1880 - castello di Het Loo, presso Apeldoorn 1962)
figlia di Guglielmo III re d'Olanda e della sua seconda moglie Emma di Waldeck-Pyrmont;
1890-1948, regina dei Paesi Bassi;
[dal maggio 1940 il paese è occupato dai tedeschi, e la regina e i suoi ministri si sono trasferiti in Inghilterra.
Con la conquista dell'Indonesia da parte dei giapponesi l'impero coliniale è stato annientato.]

Gauleiter
A.A. Mussert
(1942 - 1945)
1944
Gennaio

II guerra mondiale:



1944
Gennaio
REGNO del BELGIO

Leopoldo III

Albero genealogico

(1901 - ?)
figlio di Alberto I e di Elisabetta di Baviera;
1934-51, re dei belgi;
[dal maggio 1940 il paese è occupato dai tedeschi e il re è deportato in Germania; dal novembre 1941 l'unità paramilitare di L. Degrelle, "Legion Wallonie" che ha giurato fedeltà ad A. Hitler, svolge la sua attività contro i partigiani.]


1944
Gennaio

II guerra mondiale:
-


1944
Gennaio
Granducato di Lussemburgo

Charlotte di Nassau-Weilburg

Albero genealogico

(1896 - ?)
figlia di Guglielmo IV e di Maria Anna di Portogallo;
1919-64, duchessa di Nassau;
1919-64, granduchessa di Lussemburgo;
[dal maggio 1940 il paese è occupato dai tedeschi, e la sovrana e i ministri si sono rifugiati presso gli Alleati.]


1944
Gennaio

II guerra mondiale:
avviato l'arruolamento dei giovani lussemburghesi nell'esercito tedesco, si sviluppa un forte movimento di resistenza;




1944
Gennaio
Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda
Giorgio VI
Albero genealogico

(York Cottage, Sandringham, Norfolk 14.12.1895 - Sandringham House, Norfolk 6.2.1952)
secondogenito di Giorgio V e della p.ssa Vittoria Maria von Teck;
1936-52, re di Gran Bretagna e Irlanda, imperatore delle Indie;

Primo ministro,
Primo lord del Tesoro
[Prime Minister, First Lord of the Treasury]
W. Churchill
conservatore
governo di coalizione
(1940 10 mag - 26 lug 1945)
Cancelliere dello Scacchiere
[Chancellor
of the Exchequer
]
sir John Anderson
(1943 24 set - 26 lug 1945)
Segretari di Stato
Affari Esteri e Commonwealth
A.R. Eden
(1940 dic - lug 1945)
Dominions
-
Guerra
Produzione aeronautica
R.S. Cripps
(1942 - 1945)
Affari Interni
Informazioni
-
Lavoro
Ernest Bevin
(1940 - 1945)
Giustizia
Colonie
Commercio
Sanità
GRAN BRETAGNA
1944
Gennaio

-
IRLANDA
Irlanda del Nord
1944
Gennaio

-
Eire
1944
Gennaio

, -


1944
Gennaio
DANIMARCA e ISLANDA
Cristiano X
Albero genealogico

(Charlottenlund 1870 - Copenaghen 1947)
figlio di Federico VIII e di Luisa di Svezia;
1912-47, re di Danimarca;
continua a favorire l'evoluzione democratica del paese;
1919-44, re d'Islanda;
[rimane re dell'isola (fino alla proclamazione della repubblica nel 1944) anche se, staccatasi dalla Danimarca, si è costituita in stato sovrano.]

REGNO di DANIMARCA
1944
Gennaio

dal 1915 il paese ha una nuova costituzione che istituisce, fra l'altro, il nuovo sistema bicamerale ed estende il diritto di voto alle donne;
REGNO d'ISLANDA
1944
Gennaio

-


1944
Gennaio
REGNO DI NORVEGIA
[dal 1905]
Haakon VII
Albero genealogico

principe Carlo (? - ?)
figlio di Federico VIII re di Danimarca e di Luisa di Svezia;
1905-57
, re di Norvegia;

Presidente dei ministri
V. Quisling
(1943 feb - mag 1945)
Reichskommissar
Josef Terboven
(1943 feb - mag 1945)
1944
Gennaio
-


1944
Gennaio
REGNO di SVEZIA
Gustavo V
Albero genealogico

(Stoccolma, castello di Drottningholm 16 giugno 1858 – Stoccolma, 29 ottobre 1950)
figlio di Oscar II e di Sofia di Nassau;
1907-50, re di Svezia;
osserva correttamente le regole del sistema parlamentare;

1944
Gennaio

-


1944
Gennaio
FINLANDIA
[Repubblica parlamentare]
1944
Gennaio

-




1944
Gennaio
REPUBLICA PORTÚGUESA
[Estado Novo]
Presidente
del consiglio
Antonio de Oliveira Salazar
(1932-68)
[unico detentore del potere reale]
unico partito legalmente funzionante: Unione nazionale
1944
Gennaio

legato al regime di F. Franco Bahamonde [el Caudillo] con il cosiddetto "patto iberico", nonostante le sue simpatie per le potenze dell'asse tiene il paese fuori dalla II guerra mondiale;



1944
Gennaio
SPAGNA
Presidente
del Consiglio
F. Franco Bahamonde
[el Caudillo]
(1938 30 gen - 9 giu 1973)
Ministro de la Gubernación
(ex Ordine Pubblico e Interno)
-
Ministro degli Esteri
-
(? - ?)
Ministro del Lavoro
José Antonio Giròn de Velasco
(1941 gen - gen 1957)
1944
Gennaio
-
don Juan
Albero genealogico

(1913 - ?)
terzogenito di Alfonso XIII di Borbone e di Vittoria Eugenia di Battenberg;
conte di Barcellona
dal 1931 pretendente al trono di Spagna;

1944
Gennaio

don Juan telegrafa a a F. Franco Bahamonde [el Caudillo] chiedendogli un accordo sull'immediata restaurazione monarchica in Spagna;






RSI (Repubblica Sociale Italiana)
[dal 1° dicembre 1943]
o Repubblica di Salò
[avendo come sede Salò, sul lago di Garda]
Presidente
del Consiglio
[Consiglio dei Ministri: Bogliaco, Villa Bettini]
B. Mussolini
(1943 23 set - 25 apr 1945)
[Risiede con la famiglia a Gargnano, Villa Feltrinelli;
ufficio e segreteria particolare: Gargnano, villa delle Orsoline]
Sottosegretario alla presidenza F.M. Barracu
(1943 23 set - 25 apr 1945)
Segretario particolare Giovanni Dolfin
(1943 23 set - 25 apr 1945)
Interno
[Maderno]
avv. G. Buffarini Guidi
(1943 23 set - 21 feb 1945)
Sottosegretario Giorgio Pini
(1943 23 set - 25 apr 1945)
Capo della Polizia Tullio Tamburrini
(1943 23 set - 25 apr 1945) 
Prefetto di Milano Mario Bassi
(1943 23 set - 25 apr 1945)
Difesa
[fra Desenzano e Salò (villa Omodei) e a Cremona]
mar.llo R. Graziani
(1943 23 set - 25 apr 1945)
Forze armate
-
Capo di gabinetto di Rodolfo Graziani Vittorio Magno Bocca
(1943 23 set - 25 apr 1945) 
Capo della segreteria militare del Ministero
Rosario Sorrentino
(1943 23 set - 25 apr 1945) 
Esercito
Sottosegretario Umberto Giglio
(1943 23 set - 25 apr 1945)

Alfonso Ollearo
(1943 23 set - 25 giu 1944)

Segretario generale Emilio Canevari
(1943 23 set - 25 apr 1945) 
Capo di stato maggiore G. Gambara
(1943 23 set - 25 apr 1945) 
Capo di stato maggiore Archimede Mischi
(1943 23 set - 25 apr 1945) 
Aeronautica
Sottosegretario cte Carlo Ernesto Botto
(1943 23 set - 7 mar 1944) 
Marina
[Vicenza, Palazzo Thiene, fino al 14 mag 1944]
-
Rappresentante a Roma
cap. di fr. Carlo E. Cuturi
(1943 nov - 4 giu 1944)
Sottosegretario Ferruccio Ferrini
(1943 21 ott - 14 feb 1944)
[cte di sommergibili]
Responsabile del CCIV Comando militare regionale (Trieste) generale di corpo d'armata
Giovanni Esposito
(1943 23 set - 25 apr 1945) 
Responsabile del CCX Comando militare regionale (Alessandria) generale di corpo d'armata
Luigi Jallà
(1943 23 set - 25 apr 1945) 
Responsabile del CC Comando militare regionale (Roma) generale
Federico Macrì
(1943 23 set - 25 apr 1945) 
Capo di stato maggiore del CCI Comando militare regionale (Firenze) maggiore
Giuseppe Magini
(1943 23 set - 25 apr 1945)
Responsabile del XXIX Comando militare provinciale (Treviso) colonnello
Giorgio Milazzo
(1943 23 set - 25 apr 1945) 
Responsabile del CCVI Comando militare regionale (Torino) e poi capo della polizia della RSI generale di divisione
Renzo Montagna
(1943 23 set - 25 apr 1945) 
Affari Esteri
[Salò]
-
Sottosegretario Serafino Mazzolini
(1943 23 set - 23 feb 1945)
Ambasciatore a Berlino Filippo Anfuso
(1943 23 set - 26 mar 1945)
Economia Corporativa
[Verona]
Angelo Tarchi
(1944 1° gen - 25 apr 1945)
Finanze
scambi e valute
[?]
prof. D. Pellegrini-Giampietro
(1943 23 set - 25 apr 1945)
Sottosegretario Carlo Fabrizi
(1943 23 set - 25 apr 1945)
[del. Prezzi]
Agricoltura e Foreste
[Treviso poi S. Pellegrino]
dr. Edoardo Moroni
(1943 23 set - 25 apr 1945)
Lavori pubblici
[Venezia]
Ruggero Romano
(1943 23 set - 25 apr 1945)
Giustizia
[Cremona poi Brescia]
Piero Pisenti
(1943 5 nov - 25 apr 1945)
Cultura popolare
(Minculpop!)
[Salò, Villa Omodei]
dr. Fernando Mezzasoma
(1943 23 set - 25 apr 1945)
Comunicazioni
Augusto Liverani
(1943 6 ott - 25 apr 1945)
Commissariato nazionale del lavoro della RSI responsabile, sindacalista fascista
Ernesto Marchiandi
(1943 23 set - 25 apr 1945)
Educazione nazionale
[Padova]
prof. Carlo Alberto Biggini
(1943 23 set - 25 apr 1945)
Lavoro
Giuseppe Spinelli
(1943 23 set - 25 apr 1945)
Attività Statali
Renato Ricci
(1943 23 set - 25 apr 1945)

Commissariato nazionale del lavoro della RSI

Ernesto Marchiandi
(1943 23 set - 25 apr 1945)
[responsabile, sindacalista fascista]

 

Pfr (Partito fascista repubblicano)
[Partito unico, di struttura simile al Pnf (Partito nazionale fascista)]

- Segretario: A. Pavolini (1943 set - 25 apr 1945);
- vice-segretario: Giuseppe Pizzirani (1943 set - ?);
- comandante generale della GNR (Guardia Nazionale Repubblicana): R. Ricci (1943 5 nov - 25 apr 1945)

Brigate Nere
(braccio armato del Pfr) - Segretario del Pfr: A. Pavolini.
- Addetto al segretario: magg. Puccio Pucci.
- Capo di S.M.: col. Eduardo Facdouelle.

n.
Sede
nome
com.te
note
I
Torino
"Ather Capelli"
Giuseppe Solaro
Ather Capelli, condirettore della «Gazzetta del popolo» (Torino) durante la RSI.
II
Alessandria
"Attilio Prato"
Carlo Valassina
Attilio Prato, segretario del Pfr di Sezzadio (Alessandria).
III
Aosta
"Emilio Picot"
ing. Giuseppe Berio
IV
Asti
"Luigi Viale"
Umberto Sacchero
V
VI
Novara
"Augusto Cristina"
Stefano Dongo
Augusto Cristina, mutilato fascista.
VII
Vercelli
"Bruno Ponzecchi"
Gaspare Bertozzi
Bruno Ponzecchi, segretario del Pfr di Ponzone Trivero (Vercelli).
VIII
Milano
"Aldo Resega"
Vincenzo Costa
Aldo Resega, commissario federale del Pfr di Milano.
Nato dal Reggimento federale "Carroccio" costituito all'inizio di giugno dal commissario federale Vincenzo Costa "per la difesa delle vite e delle case dei fascisti" dagli attacchi dei GAP milanesi.
Secondo il comandante Vincenzo Costa gli squadristi sono 1.500 divisi in due battaglioni, uno in città e uno in provincia. Le 11 sedi rionali di Milano e le dieci sedi capo-zona della provincia sono diventate "comandi di compagnia".
IX
Bergamo
"Giuseppe Cortesi"
Angelo Berizzi
X
XI
XII
Cremona
"Augusto Felisari"
? Cerchiari
XIII
Mantova
"Marcello Turchetti"
Stefano Motta
XIV
Pavia
"Alberto Alfieri"
Dante Cattaneo
Alberto Alfieri, colonnello dell'aeronautica, comandante del "Battaglione di Sicurezza" fascista della provincia di Pavia.
Il capo di stato maggiore è il tenente colonnello Arturo Bianchi, già squadrista.
XV
XVI
Varese
"Dante Gervasini"
Renzo Migliorini
XVII
Venezia
"Bartolomeo Az[z]ara"
Pio Leoni
Si verifica un serio contrasto fra il commissario federale Pio Leoni e il fiduciario del partito, Gay, degenerato in aspra discussione con vie di fatto.
XVIII
XIX
Rovigo
"Romolo Gori"
Anteo Zamboni
XX
Treviso
"Francesco Cappellini"
Romano Munari
XXI
Verona
"Stefano Rizzardi"
Luigi Sioli
XXII
XXIII
Bologna
"Eugenio Facchini"
Pietro Torri
Eugenio Facchini, commissario federale del Pfr di Bologna.
XXIV
Ferrara
"Igino Ghisellini"
Arnaldo Rosi
Igino Ghisellini, commissario federale del Pfr di Ferrara.
XXV
XXVI

XXVII
XXVIII
Piacenza
"Pippo Astorri"
Alberto Graziani
XXIX
Ravenna
ing. Pietro Montanari
XXX
Reggio Emilia
"Umberto Rosi"
Armando Wender
XXXI
Genova
"Silvio Parodi"
Livio Faloppa
Silvio Parodi, generale della GNR, commissario prefettizio al comune di Genova durante la RSI.
XXXII
Imperia
"Antonio Padoan"
Mario Massina
Antonio Padoan, sacerdote, appartenente al movimento fascista "Crociata italica" che, con decine di migliaia di tesserati, ha il suo settimanale omonimo «Crociata Italica» che raggiunge 150 mila copie ed è stampato da don Tullio Calcagno, già parroco di Terni.
[Quest'ultimo, essendo appoggiato da R. Farinacci la cui lotta contro il Vaticano e contro il clero nemico del fascismo e del nazismo dà sovente in eccessi sgraditi ai cattolici, viene prima sospeso a divinis e più tardi scomunicato.]
Altro giornale favorevole alla R.S.I. è «L'Italia cattolica» stampato a Milano.
XXXIII
La Spezia
"Tullio Bertoni"
Luigi Bertozzi
XXXIV
Savona
"Giovanni Briatore"
Mario D'Agostino
Giovanni Briatore, ispettore federale del Pfr di Savona.
Cappellano delle Brigate Nere: padre Eusebio [Eugenio Zappaterreni], dell'Ordine dei francescani minori conventuali di San Francesco.



1944

 

Sostituzione di Direttori di giornali
[dopo le nomine di settembre-dicembre 1943]
. Concetto Pettinato «Stampa» appena tornato dalla Svizzera
. Ezio Camuncoli «Sera» già direttore del «Telegrafo» di Livorno
. Roberto Farinacci «Regime Fascista» riapertura
. Ernesto Daquanno «Lavoro» di Genova va poi a dirigere l'«Agenzia Stefani»
. sen. Luigi Barzini «Agenzia Stefani» presidente
. Guido Baroni «Gazzettino» di Venezia  

Ezio Maria Gray lascia l'EIAR dov'era commissario straordinario con direttore generale Cesare Rivelli.
Continuano ad uscire i due giornali cattolici, sostanzialmente senza troppi fastidi:
- «Italia», organo della curia milanese, su cui scrive ogni tanto il card. Schuster;
- «Avvenire d'Italia» di Bologna diretto da Raimondo Manzini (futuro direttore dell' «Osservatore Romano»).

Rielaborazione da:
Silvio Bertoldi, Salò, (1976, Rizzoli Editore).

 

NORD

Gennaio
, l'ing. Angelo Tarchi viene nominato ministro dell'Economia corporativa al posto dell'ing. Silvio Gaj, che resta presidente dell'Ente metano;
[B. Mussolini gli aveva offerto il posto il 10 dicembre in un incontro a villa Feltrinelli spiegandogli il compito che lo aspettava: impedire la totale rapina dell'industria italiana da parte dei tedeschi, accelerare la produzione, realizzare ad ogni costo la socializzazione. Egli ci pensa un po' e si consulta con alcuni amici tra cui il sen. Falck. Il 20 gennaio accetterà.
Di fronte a lui avrà però un tedesco duro e furbo, il gen. Hans Leyers, comandante del RUK (Rüstung und Kriegsproduktion) l'organo delegato a sovrintendere alla produzione industriale italiana.]

[In un colloquio – tra 20 gennaio e 12 febbraio – con l'arcivescovo di Milano, card. Schuster, per ottenere un assenso ai suoi progetti di collaborazione tra le classi, l'ing. Angelo Tarchi, cattolico, trova il cardinale molto reticente essendo, gli dice, "così lontano e tagliato fuori da Roma, che sola può esprimere una valutazione sopra un documento del genere che, pur ispirandosi come egli riconosce ai principi della Madre Chiesa, giunge forse tardivo e legato a vicende di forze in conflitto, sulle quali Essa non può che portare solo il suo pensiero accorato, perché terminino tanti dolori e tante
rovine
».
Dal presule – e da Roma – egli non riceverà successivamente alcuna risposta diretta; ma il segretario del cardinale, mons. Bicchierai avrà modo di assicuragli che ai suoi progetti «… la Chiesa non poteva che essere favorevole, perché Essa si era sempre e solo felicitata quando i governi si ispiravano a superare la lotta di classe e portare verso gli umili il lavoro, il benessere e la tranquillità».
La Curia milanese non perde comunque tempo a ricordare che le norme della socializzazione non saranno applicabili alla società editrice del quotidiano della Curia, «L’Italia», perché essa è stata messa in liquidazione. A. Tarchi, Teste dure, (Milano 1967, Selc).]

Milano, ai primi del mese il Pci convoca in città i rappresentanti regionali dei comitati di agitazione:
. Colombi, Piemonte;
. Scappini, Liguria;
. Grassi, Longo, Secchia e Massola, Lombardia;
è costituito il Comitato Segreto di Agitazione Interregionale Piemonte-Liguria-Lombardia.

Mentre il feldmar.llo A. Kesselring scriverà: «Il movimento partigiano diventò per la prima volta molesto nell'aprile del '44 quando le bande cominciarono ad agire sull'Appennino», il gen. Wolff, più sincero, dirà invece: «La minaccia partigiana fu subito preoccupante».
In effetti, mentre a fine anno sono già state impiegate dalle tre alle quattro divisioni nei rastrellamenti, già da subito il gen. Wolff crea un Comando antipartigiano a Monza, affidato al Brigadeführer SS Willy Tensfeld, con due sottocomandi:
- Torino (col. SS Kaufmann,
- Milano (col. SS Umech).

2, Boves (Cuneo), aggrappati alle loro postazioni di San Giacomo (dopo aver subito l'attacco tedesco del 31 dicembre), i bovesani resistono fino a sera, poi si ritirano disperdendosi.
I resti di quella che è stata la più brillante ed efficiente banda partigiana dei primi mesi della guerra di liberazione saranno assorbiti e incorporati dalla formazione della Valle Pesio.]
Torino
, via Sacchi, i GAP collocano una bomba in un Caffè, abituale ritrovo di ufficiali tedeschi.

3
, il Consiglio dei ministri repubblicano decreta l'assorbimento e la trasformazione delle Milizie speciali in una "unitaria" azione di comando.
Il mar.llo R. Graziani insedia una commissione "per la revisione dei quadri degli ufficiali provenienti dal disciolto esercito regio". La presiede il gen. Archimede Mischi, comandante dei carabinieri;
[in effetti servono soltanto ca 5.000 ufficiali; si sono presentati invece ben 60.000 tanto da doversi creare la posizione di "ufficiale in disponibilità" per quelli che non trovano impiego.]
I presidenti delle quattro commissioni sono i gen.div. Navarra-Viggiani, Mozzoni, Renzo Montagna e il gen.brg. Ottavio Peano.

La Spezia, ai primi dell'anno, dopo che il sottosegretario alla Marina, Ferruccio Ferrini, ha disposto che i reparti di fanteria della X MAS passino agli ordini di ufficiali di Salò – cioè cessino di formare un esercito privato del principe J.V. Borghese – arrivano due comandanti della Marina della RSI e comunicano di essere venuti a prendere in consegna i reparti. Il più alto in grado, il cte. Sante Bedeschi, darà gli ordini.
J.V. Borghese
è assente e si trova a Venezia dove intende aprire una specie di agenzia di arruolametno della X MAS.
I marò, che non sanno nulla dell'ordine del sottosegretario, li arrestano e li portano a Firenze dove li consegnano al famigerato col. Carità, capo di un'accolita di criminali definita "polizia ausiliaria".
J.V. Borghese, subito informato, capisce che l'hanno fatta grossa. Si mette in viaggio per Belluno, dove ha sede il comando della Marina repubblicana, e si presenta a Ferruccio Ferrini.
[Qui ascolta un violento atto d'accusa dell'ammiraglio; tre-quattro giorni dopo sarà convocato a Gargnano da B. Mussolini, arrestato, condotto al castello di Brescia e arrestato. Dopo una settimana tornerà libero e i "ribelli" di La Spezia partiranno per il fronte, come punizione.]

4, un decreto legge stabilisce che gli ebrei non possono essere proprietari né gestori di aziende, né dirigerle, né avervi incarico di amministratori o di sindaci; che non possono possedere terreni, fabbricati, titoli, valori, crediti e diritti di compartecipazione di qualsisi specie, né beni immobili di qualsiasi natura.
Agli ebrei rimane quindi ancora solo l'aria per respirare.


5, l'aviazione italiana partecipa alla difesa di Torino;
6, A. Pavolini ordina che ogni federazione costituisca un "Centro arruolamento volontari" che dal 1° febbraio dovrà prendere in forza tutti i fascisti fra i 17 e i 37 anni che non sono ancora sotto le armi.
Torino, sono fucilati quattro operai della organizzazione comunista di settore.
Milano, il cap. Manlio D'Abundo, dei paracadutisti, viene ucciso.

8-10, processo di Verona: nella sala di Castelvecchio dinanzi al Tribunale straordinario speciale: procuratore generale è l'avv. Andrea Fortunato;
ore 09:00, inizia il processo contro 3 dei 6 imputati (sui 19 "traditori" della notte 24-25 luglio 1943, ci sono 13 latitanti) che si trovano già agli arresti:
1. E. De Bono, [77enne], ex quadrumviro della "marcia su Roma",
2. Carlo Pareschi, ex ministro dell'Agricoltura;
3. T. Cianetti, ex ministro delle Corporazioni;
ore 12:00, intervallo per la colazione;
nel pomeriggio tocca a:
4. Luciano Gottardi, ex Conf.ne dei lavoratori dell'Industria,
5. Giovanni Marinelli, ex-segretario amm.vo del Pnf
[Dichiara che, impedito dalla sua sordità, non aveva potuto seguire la discussione dell'assemblea e di aver votato convinto che, come altre volte nel Gran Consiglio, tutto fosse concordato in precedenza con B. Mussolini.]
6. G. Ciano [40enne].
Seguono come testimoni:
. Carlo Scorza, ex segretario del partito,
. conte G. Suardo, ex presidente del Senato,
. Enzo Galbiati, ex comandante della Milizia,
. Ettore Frattari, ex presidente della Confederazione agricoltori.
Si leggono le deposizioni scritte di:
. R. Farinacci,
. Carlo Alberto Biggini, ministro dell'Agricoltura,
. Carlo Buffarini Guidi, ministro dell'Interno.
9, si ricomincia con la lettura del memoriale del mar.llo Cavallero, liberato dal carcere a Forte Boccea il 12 settembre scorso da Kesselring e morto a Frascati (memoriale dove si documentano i suoi tentativi di preparare colpi di stato per togliere di mezzo B. Mussolini, anche con la collaborazione di R. Farinacci).
Lo stesso giorno esce il primo numero di «Crociata Italica» diretto da don T. Calcagno.
«Crociata Italica»
(1944 9 gen - apr 1945)
. don T. Calcagno Terni direttore
altri "crociati":
. don Remo Cantelli Milano unico redattore
. fra Eusebio Zappaterreni Milano vive all'Hotel Plaza, veste con camicie di seta, riceve di frequente belle penitenti…
. don A.E. Troja Firenze presbitero italiano, monaco benedettino vallombrosano, nonché membro della "banda Carità" e, in seguito, della "banda Koch";
. don Giusto Pancino (1907-1981)
[chiamato da molti "padre" per il suo breve passato di frate francescano]
Erto parroco di Vivaro e di Erto, Valtellina; cappellano militare in Albania (1940); confessore del Duce e ambasciatore “obbligato” di Edda Mussolini, sua ex compagna di scuol; (suo successore in Val Vajont sarà don Matteo Pasut, autore del libro Protagonista nell’ombra. Resterà noto anche per avere salvato Erto e Casso dalla furia nazista. Irritati per alcuni attacchi partigiani, i gerarchi di A. Hitler programmano di bruciare i due paesi. Ma il sacerdote si oppone ai tedeschi che rinunciano al proposito. Vedi: Dino Barattin, Il segreto di Don Pancino. Mussolini, Edda e i diari di Ciano (2016, Libraria).
. fra Blandino della Croce    
. don Edmondo De Amicis Torino parroco di Torino
. don Antonio Bruzzesi    
. fra Ginepro da Pompeiana   reduce dalal prigionia in India
. don Francesco Zali   parroco di Morra di Villar S. Costanzo (Cuneo)
. don Leandro Sangiorgio   salesiano
. don Giovanni Errani   parroco in Romagna
. don Antonio Maria Padoan   parroco di Castelvittorio (Imperia)
. don Angelo Scarpellini   di Savignano di Romagna (lo storico del movimento)
. don Sellari    
. don Monari    
. don Ciceri    
Mentre alcuni sono soltanto fanatici, altri, «di maggior dottrina e di maggior scaltrezza», tentano di proporre agli italiani il concetto che della Chiesa ha in Francia l' "Action Française" di Charles Maurras, ossia Trono e Altare.
Rielaborazione da:
Silvio Bertoldi, Salò, (1976, Rizzoli Editore).


10, agli imputati è negato ogni testimonio di difesa; tranne T. Cianetti, gli altri non trovano neppure un avvocato di fiducia che li difenda e vengono rimessi a improvvisati avvocati d'ufficio; tutti respingono l'imputazione di tradimento;
dei testimoni a loro avversi, solo il conte G. Suardo parla di complotto contro B. Mussolini, non gli altri.
Ad un certo punto, dopo l'intervento del gen. Renzo Montagna a favore di E. De Bono, il collegio giudicante si trova in maggioranza contrario alla pena di morte poiché il giudice Giovanni Battista Riggio ha aderito ai quattro che non la vogliono; insorgono allora i giudici avv. Enrico Vezzalini e il dott. Franz Pagliani, i quali parlano di rivoluzione e di tradimento, e impressionano talmente Giovanni Battista Riggio da fargli ritrattare il voto già dato.
ore 14:00, viene letta la sentenza: cinque degli imputati presenti e tutti gli assenti vengono condannati a morte:
1. G. Ciano,
2. E. De Bono,
3. Giovanni Marinelli (sordo, non ha udito la sentenza; gliela conferma G. Ciano e sviene),
4. Luciano Gottardi,
5. Carlo Pareschi.
Si salva solo T. Cianetti grazie alla lettera a B. Mussolini con cui il 26 luglio ritirò il suo voto (dichiarandosi pentito) alla "mozione Grandi".
[Condannato a 30 anni, morirà in Mozambico, dopo aver trovato rifugio, il 7 agosto 1976.]
Subito il procuratore generale avv. Andrea Fortunato chiede la grazia; i condannati firmano la domanda e il prefetto di Verona la consegna al segretario del partito A. Pavolini (è sua la competenza) per decidere se inoltrarla o meno al capo dello Stato.
Verso sera si tenta di convocare un Consiglio dei Ministri perché chieda la grazia a B. Mussolini, ma si oppongono:
. Guido Bufarini Guidi,
. A. Pavolini,
. Ferdinando Mezzasoma.
Nella notte, l'avv. Andrea Fortunato (fautore appassionato della grazia), A. Pavolini e il capo della polizia Tullio Tamburini si recano a Brescia dal ministro Piero Pisenti; questi conferma che l'inoltro della domanda di grazia spetta a A. Pavolini che comunque, non facendo questioni di competenza, è pronto anche lui a portarla al Duce;
A. Pavolini, che non vuole la grazia ma il rifiuto della stessa e cerca su chi scaricarne l'atto definitivo, obietta che «non si può riportare dinanzi a Mussolini la tragedia che l'ha profondamente sconvolto» e se ne va.
[Cosa succede dopo è abbastanza controverso o addirittura oscuro.]
11, ore 9,20, sono fucilati al poligono di tiro di San Procolo (o Porta Catena), confortati dal sacerdote don Chiot; a G. Ciano viene dato il colpo di grazia.
[ v. Dall'istruttoria alla fucilazione di Vincenzo Cerzosimo]
In un primo momento B. Mussolini dichiara che altre teste cadranno:
- quella dell'industriale Burgo, che il mar.llo Cavallero aveva indicato come suo associato nella congiura,
- quella dei generali e degli ammiragli, già arrestati come responsabili della disfatta,
- quelle dei neosquadristi tipo Bardi e Pollastrini.
Egli consegna a Tullio Tamburini una lista di circa duecento ex gerarchi che si dovranno arrestare e giudicare, tra cui Farinacci, ma poi si calma e viene a più miti consigli…

Lo stesso giorno l'ing. Angelo Tarchi, ministro dell'Economia corporativa, presenta a B. Mussolini la "Carta della collaborazione sociale", poi definita "Carta della socializzazione" su suggerimento di Bombacci.
La Spezia, il comandante Bedeschi, qui inviato da B. Mussolini in seguito alla sedizione della "X Mas", per studiarvi i rimedi, viene arrestato e consegnato alla banda di Mario Carità che lo maltratta gravemente.

La Spezia, esplode la guerra civile con le prime uccisioni di fascisti isolati. La bande partigiane sono quelle comuniste e di Giustizia e Libertà. La Rsi può contare sulla X Mas del comandante Borghese che proprio qui ha la propria base principale, e sulla GNR.

Andamento dei prezzi
(1938=100)
 
1943
1944
settembre
dicembre
febbraio
- Alimentazione
624
680
728
- Vestiario
436
590
785
- Indice generale
-
510[?]
575
Il 12 gennaio 1944 il «Corriere della sera» scrive che mancano i tabacchi, manca il latte (mancano 1.500 dei 3.000 ettolitri necessari al razionamento della città) e mancano le gomme per le biciclette, mezzo essenziale di trasporto per i lavoratori.
[Quaderno n. 28 di Studi e notizie della Giunta Tecnica del Gruppo Edison, Milano, 1° giugno 1944.]



12, banda della Lavagnina: composta da trenta o quaranta uomini dislocati vicino al lago della Lavagnina, è una banda di ribelli, il nocciolo della 3ª Brigata Garibaldi "Liguria"; il gruppo si è formato nella zona del monte Tobbio, sul confine tra Genova e la provincia di Alessandria.
Sul monte Zuccaro, a poca distanza dalla valle Scrivia, nel territorio dell'Isola del Cantone si trova anche un piccolo presidio di militari fascisti, nove uomini facenti parte del Servizio segnalamento dell'Aeronautica repubblicana; un posto di avvistamento aereo con il compito di segnalare il passaggio dei bombardieri nemici.
Verso l'una del pomeriggio, il presidio viene sorpreso da un gruppo di partigiani (tredici uomini armati di moschetti e rivoltelle… parlano una lingua straniera! Forse una formazione comunista nata all'interno della banda della Lavagnina), attaccato e sopraffatto.
Nessuno dei militari fascisti è armato. Condotti con una marcia di un'ora in una località deserta, vengono soppressi uno dopo l'altro con un colpo alla nuca.
. Luigi Compagnone, serg. capoposto, 49enne di Rapallo;
. Eugenio Albertini, capor., 21enne di Arenzano, stud. univ.;
. Rosario Buttere, 19enne di Caltanissetta;
. Aldo Furfaro, 21 enne di Genova;
. Vincenzo Furigino, 20enne di Caltanissetta,
. Giorgio Sigona, 19enne di Caltanissetta;
. Ermanno Vallieri, 20enne di Sampierdarena, stud.univ.;
. Antonio Vinafro, 19enne di Trecase, nel Napoletano.
. Agostino Reho, 20enne di Matino (Lecce)… pur ferito, è l'unico a salvarsi perchè protetto nella fossa dai cadaveri dei suoi amici.
[Solo dopo questo eccidio si deciderà di armare gli avvistatori con moschetti, pistole e bombe a mano.]

Val Grana (Cuneo), la banda Italia Libera si è fusa con altri gruppi minori raggiungendo una discreta efficienza bellica. Al mattino i centoventi uomini di Duccio Galimberti vengono attaccati da una colonna comprendente una sessantina di autocarri, batterie da 105, mitragliere e carri armati. La colonna è respinta con gravi perdite. Il giorno dopo i tedeschi tornano all'attacco: i partigiani si ritirano ordinatamente, e la banda può così sottrarsi alla distruzione, dividendosi in due gruppi, dei quali uno si porta alla Madonna del Colletto e l'altro a Paralup.
Poco dopo l'azione si sposta al settore del Monregalese dove, attorno ai superstiti bovesani di Vian e al magg. E. Martini [Mauri] si sono raccolte centinaia di uomini che, riforniti di armi da uno dei primi aviolanci alleati, fanno perno sulla Val Casotto e sulla vicina Valle Corsaglia, spingendosi sino ai forti di Nava sul versante ligure.


13, Gargnano, villa delle Orsoline, B. Mussolini convoca il capo di SM della Marina, il principe J.V. Borghese, che, appena arrivato, viene arrestato dagli uomini della GNR sotto il personale controllo di R. Ricci e rinchiuso nel castello di Brescia per la "bega di La Spezia".
Alla notizia del fermo i "marò" minacciano di marciare su Gargnano per liberare il loro comandante oppure di mettersi agli ordini dei tedeschi.

Savona, il gappista Giacomo Buranello attacca un reparto tedesco che passa per via XX settenbre e colpisce due ufficiali.

Lo stesso giorno la radio annuncia che il Consiglio dei ministri ha approvato in quattro punti – nei quali si sviluppano le promesse contenute nel Programma di Verona – «una premessa fondamentale per la creazione della nuova struttura dell'economia italiana».
[Segue il decreto sulla socializzazione, firmato dal duce, comprendente 46 articoli, divisi in tre Titoli, quattro Sezioni e due Capi. Diverrà esecutivo il 30 giugno 1944 ma… ]

15, una attacco tedesco contro le bande garibaldine di Vincenzo Moscatelli [Cino] è respinto e i partigiani del Cusio, guidati da Filippo Beltrami, accorsi in aiuto dei garibaldini, possono operare una breve puntata dimostrativa su Omegna.
Sorpresi a Megolo, muoiono Filippo Beltrami, il monarchico Antonio Di Dio e i comunisti Gaspare Pajetta e Gianni Citterio.
18, Valsesia, inizia l'attacco in forze alle formazioni partigiane di Vincenzo Moscatelli [Cino]; la manovra di accerchiamento fallisce e i superstiti possono attestarsi a Rimella nell'Alta Valmastellone.
19, il gen. Hans Leyers, avvertito dalla stampa fascista dei progetti di socializzazione, invia alle principali autorità germaniche, politiche e militari, una circolare:
«Dal momento che ora la pubblicazione di queste intenzioni degli elementi più riscaldati viene interpretata fatalmente quale preannuncio di tendenze marxiste, bisogna definire questo modo di procedere, tanto più nel quinto anno di guerra, per quello che effettivamente è: sabotaggio. Nessun esponente dell'economia o uomo politico ragionevole in tutta Italia, in quest'ora in cui si conduce una lotta inumana per l'essere o il non essere, potrà pensare seriamente ad avviare esperimenti di rivoluzione sociale».
Perché non resti alcun dubbio ai governanti fascisti, il gen. Hans Leyers chiede udienza al ministro delle Corporazioni Angelo Tarchi e lo informa dell'opinione sua e del ministro A. Speer.

20, il sottosegretario alla Marina Ferruccio Ferrini riceve dal capo di S.M. Brammesfeld una lettera dell’ammiraglio Doenitz, nella quale si dichiara inutile e potenzialmente dannoso il tentativo di dare vita a una Marina italiana;
mentre il sottosegretario alla Marina, Ferruccio Ferrini, perde il posto, alcuni soldati vengono puniti dal mar.llo R. Graziani mentre J.V. Borghese viene liberato ad Arillo, su intervento della medaglia d'oro Grossi, e torna al comando della X Mas, dopo una semplice lavata di capo per la grana da parte di B. Mussolini.
Biellese, lo stesso giorno forti colonne tedesche e fasciste attaccano le posizioni partigiane nella vasta zona montuosa che da Crocemosso va fino a Coggiola. Il grosso delle forzse fasciste punta sul S. Bernardo di Trivero e sul Monte Cerchio [i luoghi che videro alcuni secoli fa la disperata resistenza di Fra Dolcino].
Malgrado lo sbandamento iniziale di qualche reparto, il combattimento infuria per molte ore: alla fine i superstiti riescono a sottrarsi alla pressione nemica e, con una lunga e faticosa marcia, si rifugiano nella vicina Valsesia a Rassa, tra Alagna e Scopello, dove i garibaldini di Moranino possono ricostituire i loro distaccamenti.

22
, lo sbarco alleato ad Anzio fa prevedere come prossima la liberazione di Roma e una celere avanzata delle truppe alleate verso il Nord.

23, Milano, esce il quotidiano «Repubblica fascista», diretto da Carlo Borsani [sostituito il 13 luglio da E. Pezzato», la più importante delle testate nate con la Rsi;


24, il Comitato segreto di agitazione piemontese-ligure-lombardo, da poco costituito, lancia agli operai, ai tecnici, e agli impiegati un proclama, invitandoli a formare «nelle officine i Comitati di agitazione», le «squadre di difesa e di lotta contro la violenza fascista e nazista» attuando un pronto collegamento con i «comitati contadini di villaggio».
25, Bologna, via Zamboni, nella sede stessa del GUF i GAP di Ilio Barontini [Dario] eliminano a colpi di pistola il commissario straordinario della Federazione dei Fasci repubblicani della città Eugenio Facchini, 32enne, invalido di guerra;
26, Valsesia, i superstiti delle formazioni partigiane di Vincenzo Moscatelli [Cino], attaccate in forze la settimana prima dai fascisti della legione "Tagliamento", possono attestarsi a Rimella nell'Alta Valmastellone.
Quando 57 partigiani piemontesi cadono in mano delle autorità fasciste, il prefetto di Torino Zerbino, ordine di B. Mussolini, ha un colloquio a Sommariva con il capo di questo movimento clandestino, il gen. Operti, che non è stato arrestato, e gli propone un accordo basato soprattutto su una completa amnistia dei partigiani che vorranno scendere dalle montagne; il gen. Operti propone invece una tregua e la liberazione dei prigionieri; la trattativa entra in stallo;

28, Parma, vengono deferiti al Tribunale speciale:
Processi a capi militari
(28 gen 1944)
gen. Mario Robotti cte II Armata
rinviato a giudizio
gen. Italo Gariboldi cte VIII Armata
rinviato a giudizio
gen. Mario Vercellino cte IV Armata
assolto in istruttoria
gen. Mario Caracciolo di Feroleto cte V Armata
rinviato a giudizio
gen. Ezio Rosi cte Montenegro, Grecia e Albania
rinviato a giudizio
gen. Carlo Vecchiarelli cte Montenegro, Grecia e Albania
rinviato a giudizio
gen. Riccardo Moizo Alto commissario per Lubiana
rinviato a giudizio
amm. Inigo Campioni noto per lo scontro di Punta Stilo;
l'8 settembre era governatore militare dell'Egeo;
rinviato a giudizio, catturato, sarà fucilato il 24 maggio a Parma;
amm. Luigi Mascherpa ha combattuto nella guerra 1915-18, pluridecorato;
l'8 settembre era governatore militare della base navale di Lero;
rinviato a giudizio, catturato, sarà fucilato il 24 maggio a Parma;
amm. Francesco Zannoni  
assolto in istruttoria
amm. Gino Pavesi  
rinviato a giudizio, latitante
amm. Priamo Leonardi  
rinviato a giudizio, latitante
gen. Renzo Dalmazzo * cte IX Armata
rinviato a giudizio
gen. Antonio Scuero *  
rinviato a giudizio
amm. Pellegrino Matteucci *  
assolto in istruttoria
* processati pochi giorni dopo;
Rielaborazione da:
Silvio Bertoldi, Salò, (1976, Rizzoli Editore).

Un comunicato dell'inesistente quartier generale precisa che essi dovranno rispondere «come esecutori e complici della capitolazione, di avere senza essere stati attaccati dal nemico, deposto le armi ed ammainata la bandiera su territori che erano stati conquistati col sangue, abbandonando le popolazioni italiane al massacro compiuto dagli elementi locali, nemici dell'Italia».


29, Bologna, A. Pavolini giunge in città per compiere la rappresaglia; sono tratti dal carcere 10 detenuti che nulla hanno a che fare con i "gappisti" omicidi e mandati davanti al Tribunale speciale;
tra di loro, i più noti, pure iscritti al Pnf [e quindi maggiormente traditori]:
. Ezio Cesarini, giornalista,
. prof. Francesco D'Agostini,
. Luigi Misseni, medaglia d'oro [unico salvato da B. Mussolini»,
. Silvio Buonfigli,
. ecc.;
con imputazione di concorso in omicidio con arma, di "mandanti" morali e con titoli d'accusa immaginari, ne vengono condannati a morte 9.
Quasi ogni giorno la cronaca parla di fatti simili.


B. Mussolini, in una lettera all'ambasciatore R. von Rahn, scrive che «il popolo italiano ha l'impressione che ci siano due ministeri per ciascun ramo dell'amministrazione, e pertanto due governi».

I tedeschi sono molto duri; portano persino un corpo di volontari cosacchi per usarlo contro le bande partigiane che vengono attaccate in val Brembana, in val Masino, nella valle di Pellice e nei dintorni di Intra, dove la repressione è particolarmente violenta e 100 partigiani vengono fucilati: in generale i rastrellamenti in Piemonte hanno conseguenze disastrose per i partigiani.
Questi subiscono un duro colpo quando 57 di loro cadono nelle mani alle autorità fasciste.

30, un accordo finanziario prevede che gli scambi commerciali siano regolati da un conto di compensazione di cui fa le spese la moneta italiana. Dovrebbero entrare nel conto anche le rimesse dei lavoratori italiani in Germania, ma il Tesoro del Reich le congela e il governo di Salò è costretto ad anticipare il denaro alle famiglie. Gli accordi commerciali con i paesi satelliti del Reich, la Slovacchia, l'Ungheria, la Romania, o vengono dettati ai ministeri fascisti o stipulati nella loro ignoranza.

31, il CLN di Milano, delegato dal CLN Centrale di Roma, assume le funzioni di CLN Alta Italia [CLNAI».
[Renato Carli Ballola, La Resistenza armata, 1943-1945, Edizione del Gallo SpA, già Edizioni Avanti! Milano 1965.]


CENTRO

Gennaio
6
, Toscana, mentre da mesi non si riesce a sostituire il primo Comando regionale caduto nelle mani dei fascisti, un invito alla trattativa viene fatto dagli azionisti;
[Riceverà una risposta comunista evasiva solo il 20 febbraio.]

Marche, il comunista Gino Tommasi [Annibale], comandante dei garibaldini marchigiani, corre ad ascoltare l'intemerata di mons. Malchiodi, vescovo di Camerino, sdegnato per i simboli comunisti esibiti da una formazione; egli ne assicura la sparizione.


7, Roma, la Congregazione degli Ordini Religiosi impartisce severe disposizioni ai Capi, Superiori, Generali, Ministri degli Ordini Religiosi per vietare, in modo assoluto, la permanenza anche temporanea di persone estranee nella sede dei conventi e dei monasteri. I Capi degli Ordini stessi sono ritenuti responsabili di qualsiasi infrazione a tale divieto.
La Congregazione ricorda le disposizioni vigenti secondo le quali nessun estraneo può vestire l'abito religioso.

9, Castel Gandolfo: oscuramento alle 18:00 e coprifuoco alle 21:00.

10, Castel Gandolfo: si registra uno dei tanti casi di baratto: si preleva del sale a Tarquinia e lo si paga con il riso. Il prof. Battelli, della commissione per la salvezza degli archivi e della biblioteca, consegna quattro casse di documenti di Velletri.

14, Abruzzo, il gruppo Patrioti della Majella (avv. Ettore Troilo) conquista Colle Eugenio. Segue il combattimento di Lama (16 gennaio).
Marche, un'assise partigiana riunitasi a Castelferretti (Ancona) per dare un comandante unico all'Anconetano trova un accordo sul nome del magg. Amato Tiraboschi, benvisto dai moderati e appoggiato dai comunisti.
[Tre giorni dopo tutto sarà da rifare poiché i militari riformeranno un loro Comando autonomo a Vestignano.]

15, i GAP effettuano un attentato contemporaneo a sette sedi di uffici e Comandi militari.

Castel Gandolfo: viene bombardato Albano; la popolazione fugge terrorizzata chiedendo asilo; suor Timotea spalanca il cancello e una moltitudine vi si riversa.

17, Roma, di fronte alla minaccia fascista di escludere dagli esami universitari quanti non si sono presentati ai distretti, alcuni gruppi di formazone spontanea:
- l' "Associazione rivoluzionaria studentesca" guidata da Ferdinando Agnini e da Gianni Corbi;
- il "gruppo azionista" promosso da Pier Luigi Sagona;
- il "gruppo comunista" di Dario Puccini e di Carlo Lizzani,
si uniscono dando vita a un "Comitato studentesco di agitazione" e a un "Comitato tecnico" diretto da Maurizio Ferrara che si mette alla testa della prima grande manifestazione antifascista.
Gli studenti di Medicina entrano nel Policlinico, stracciano i registri, percuotono i fascisti di guardia. Maurizio Ferrara, salito su una panchina, incita i colleghi alla ribellione. Si forma un corteo, c'è uno scontro a fuoco, un giovane è ferito, altri arrestati.

18, Roma, arresto del gruppo Montezemolo.

Castel Gandolfo: altro allarme, stavolta a Castello: arrivano profughi, rifugiati politici, militari fuggiaschi, ebrei. C'è qualcuno che arriva a piedi dalla Sicilia e dalla Calabria! Suor Timotea consiglia a chi è ancora in forze e con documenti in regola di proseguire per Roma; gli irregolari vengono accolti e sistemati alla meglio da padre Cambiè.

19, il distaccamento Gramsci della brigata Garibaldi "Pesaro" fa saltare i trasformatori della centrale elettrica del Belliso;

22, ore 02:00, sbarco di Anzio: precedute da un violento bombardamento, truppe alleate, guidate dal gen. americano Lucas, sbarcano sulla costa laziale, Mar Tirreno, tra Anzio e Nettuno (operazione "Shigle"); nel giro di poche ore nel porto di Anzio, occupato intatto, vengono sbarcati 36 mila uomini [a.f.: 50.000] e 3000 carri e automezzi per aggirare i colli Albani e chiudere in una sacca i tedeschi, asserragliati a Cassino.
Al mattino il col. Giuseppe Lanza Cordero di Montezemolo, capo della cospirazione "militare", riceve un messaggio del Comando supremo badogliano: «Per M. Urgentissimo. Il Comando alleato chiede che bande Roma entrino in azione».
Il comandante dei gruppi partigiani dei Castelli, Pino Levi Cavaglione, assiste dal monte Savello alla grandiosa operazione anfibia; egli può inviare solo due pattuglie incontro agli Alleati: una è intercettata, l'altra passa ma gli anglo-americani non danno peso alle sue informazioni.

Castel Gandolfo: si sgorgono le navi dello sbarco, si seguono i cannonneggiamenti; i tedeschi dei dintorni se ne vanno; un aereo di nazionalità ignota bombarda l'Aurelia ma finisce per sfracellarsi contro una casa: un morto e tre feriti;

Marche, lo sbarco di Anzio esalta l'attivismo del partigianato marchigiano, forte di una sessantina di gruppi.

Abruzzo, le nevicate abbondanti hanno isolato le bande nei loro rifugi di montagna e, proprio nei giorni dello sbarco, Felice Rodomonte e Armando Ammazzalorso sono convalescenti per ferite reciprocamente causatesi in un disgraziato incontro notturno.
Le altre formazioni, specie quelle "militari" sono prive di nerbo. La "Trentino La Barba" si è sciolta a dicembre; la "Giovanni Di Vincenzo" e la "Duchessa" sopravvivono grazie a una prudenza di cui fanno fede le cifre finali dei caduti: due la prima, tre la seconda.
Inizia questo mese la marcia verso il Nord, all'avanguardia della VIII armata inglese, della "banda Maiella" comandata dall'avv. Ettore Troilo.
[Il primo nucleo ha già passato le linee ai primi di dicembre e si è stabilito a Casoli. Qui, dopo molte difficoltà, l'avv. Ettore Troilo è riuscito a ottenere armi e divise dal Comando inglese, grazie ai buoni uffici del magg. Lionel Wigram.]

23, Roma, seguono disposizioni più dettagliate:
«Da Comando alleato. È giunta l'ora per Roma e per tutti gli italiani di lottare con ogni mezzo possibile e con tutte le forze. Bisogna rifiutarsi di lavorare sulle ferrovie e dappertutto per il nemico. Bisogna sabotarlo in ogni modo. Bisogna bloccargli le vie della ritirata, distruggere ogni filo delle sue comunicazioni, colpirlo ovunque si mostri, continuando instancabilmente la lotta senza pensare alle questioni della politica fino a quando le truppe nostre non saranno giunte. Accusate ricevuta immediatamente del presente messaggio e assicurate di averlo reso noto a tutti, alle bande e ai partiti».
[Si conosce lo stile dello S.M. badogliano: generico, pleonastico, con le rituali preoccupazioni di ordine politico.]
Lo stesso giorno e il successivo il Comando dei "militari" mobilita tutte le forze, spedisce ordini a formazioni che esistono sulla carta, magari per i "ruolini paga".
Per mesi la banda dei carabinieri ha ricevuto "il volume di cento pagine", come la marchesa Fulvia Ripa di Meana chiama l'assegno di centomila lire, ma ora non risponde. I colonnelli Montezemolo, Pacinotti, Simonetti, Ercolani, il gen. Caruso dei carabinieri, il gen. Miglio della contraerea, il gen. Q. Armellini designato a comandare la piazza di Roma discutono e discutono l'intervento irrealizzabile.
Il gen. Q. Armellini radiotelegrafa al Comando badogliano: «Bande Lazio e Abruzzo in azione da mattino 22. Collefiorito [Marche] occupato, strada interdetta. Altre regioni entrano in azione man mano raggiunte ordine. Azioni in Roma saranno strettamente coordinate con andamento operazioni. Stretta vigilanza e arresti di ufficiali con importanti incarichi rendono sempre più difficile azione».
In realtà nessun reparto partigiano ha occupato Collefiorito, le strade sono aperte ai convogli tedeschi che neppure sostano per le rare molestie ribelli.
Ora il col. Giuseppe Lanza Cordero di Montezemolo e la marchesa Fulvia Ripa di Meana vedono cadere l'illusione lungamente accarezzata: «Al momento buono il Fronte della Resistenza che per tanti mesi ha fedelmente lavorato, sorgerà alla luce del sole».
Appena i tedeschi salgono ai Castelli con le artiglierie, scompaiono i gruppi partigiani della zona; il loro comandante, Pino Levi Cavaglione, sfuggito alla cattura, si rifugia a Roma e non ha più notizie dei suoi reparti; resta unita una banda composta da ex-prigionieri sovietici.
[Una settimana dopo tutto tacerà nelle retrovie.]

24, Roma, a causa di una delazione, il col. Giuseppe Lanza Cordero di Montezemolo, assieme all'amico e diplomatico Filippo De Grenet, viene arrestato dai tedeschi. Rinchiuso nel carcere romano di via Tasso e sottoposto a continue e feroci torture, non compromette nessuno dei suoi commilitoni.
[Il successivo 23 marzo sarà fra le vittime dell'eccidio delle Fosse Ardeatine.]

Castel Gandolfo: si registrano altre restrizioni; il campo di calcio degli studenti viene sacrificato, destinato alla coltivazione di patate; la biancheria verrà lavata solo ogni quindici giorni. I Palatini vengono sostituiti da altro reparto.

25, Castel Gandolfo: il coprifuoco viene anticipato alle 17:00. Il p. Cambiè accoglie altri sfollati dai paesi vicini; per raccogliere tutti, sacerdoti e diverse famiglie, si fa incetta di reti e materassi.

27, Roma, su «Italia Libera» gli azionisti titolano: «È questo il momento atteso! Uomini e donne di Roma, in linea!».
Su l' «Unità» i comunisti esortano: «Sciopero generale insurrezionale! Popolo romano, alle armi!».
Nessuno risponde all'esortazione declamatoria.

Castel Gandolfo: sono autorizzati ad entrare i padri Giuseppini e nuove suore. Ora davvero non c'è più posto: in refettorio dormono circa duecento persone…
Prima della fine del mese il Vaticano riesce a far arrivare duemila razioni di farina; altri sforzi giungono al Castello. Infaticabile e impareggiabile organizzatrice di tutto è sempre suor Timotea.

29, Abruzzo, il gruppo Patrioti della Majella (avv. Ettore Troilo), impiegato come gruppo esplorante, tende un'imboscata ai tedeschi presso Selva e ne uccide ventinove, poi conquista di sorpresa Colle Sant'Eugenio.


31, Roma, dopo aver confermato al CLN di Milano la delega di poteri di «governo straordinario del Nord», il CLN centrale gli invia una lunga lettera: «Del nuovo governo democratico, quando sarà costituito, voi dovete considerarvi in territorio occupato i rappresentanti […]. Spetta a vostro Comitato di coordinare e dirigere in tutta l'Italia occupata, a mezzo di apposita Giunta Militare fissata nello statuto approvato il 9 gennaio corr., tutto il Movimento dei Volontari della Libertà […]».
Da questo momento il CLN di Milano assume ufficialmente la denominazione di Comitato dI Liberazione Nazionale Alta Italia (CLNAI).


Regno d'Italia
1944
Gennaio
- entrata in guerra a fianco della Germania il 10 Giugno 1940, ha firmato l'armistizio l'8 settembre 1943 -
Vittorio Emanuele III
Albero genealogico
(Napoli 1869-Alessandria d'Egitto 1947)
figlio di Umberto I e di Margherita di Savoia;
1878-1900, principe di Piemonte;
1900-46, re d'Italia;
dal 1922, è esautorato da qualsiasi esercizio del potere dalla dittatura fascista;
1936-43, imperatore d'Etiopia;
1939-43, re d'Albania;
1940-45, II guerra mondiale;
1943
dall'8 settembre ha abbandonato Roma con il governo e si è rifugiato a Brindisi rifiutando il consiglio, ormai unanime, di abdicare;
Umberto di Savoia
Albero genealogico

(Racconigi 1904-Ginevra 1983)
unico figlio maschio e terzogenito di Vittorio Emanuele III e di Elena di Montenegro;
1930, sposa la principessa Maria José, figlia del re Alberto I del Belgio, dalla quale avrà quattro figli;
1936, generale di corpo d'armata;
1938, generale d'armata;
1940-45, II guerra mondiale:
all'atto di dichiarazione di guerra alla Francia (10 giugno 1940) ha assunto il comando del gruppo di armate dell'ovest;
dopo la resa dell'Italia agli alleati (8 settembre 1943) gli anglo-americani non gli hanno consentito di assumere il comando del CIL (Corpo Italiano di Liberazione) che combatte contro i tedeschi;

1946 [9 mag-18 giu], re d'Italia (Umberto II)

 

  Periodo costituzionale transitorio
(1943 3 ago - 1° gen 1948)
Presidente del Senato Paolo Thaon di Revel
(1943 6 ago 1943 - 20 lug 1944)
   
Capo del governo primo ministro segretario di Stato

mar.llo P. Badoglio
(1943 25 lug - 17 apr 1944)
I

Sottosegretario
alla Presidenza
Pietro Baratono
(1943 27 lug - 17 apr 1944)
[ex alto commissario fascista a Napoli]
   
Interno
Umberto Ricci
(1943 28 lug - 11 feb 1944)
Sottosegretari avv. Vito Reale
(1943 16 nov - 11 feb 1944)
Affari Esteri
R. Guariglia
(1943 28 lug - 11 feb 1944)
[già rappresentante dell'Italia fascista a Parigi]
Africa Italiana
gen. M. Gabba
(1943 27 lug - 24 feb 1944)
[senatore di nomina fascista]
Guerra
A. Sorice
(1943 26 lug - 11 feb 1944)
[da molti anni stretto collaboratore del Duce]
Sottosegretari gen. Taddeo Orlando
(1943 15 nov - 11 feb 1944)
Marina
amm. R. De Courten
(1943 27 lug - 14 lug 1946)
Sottosegretari amm. Pietro Barone
(1943 16 nov - 17 apr 1944)
[del. Marina Mercantile]
Aeronautica
gen. R. Sandalli
(1943 27 lug - 18 giu 1944)
[distintosi molto nella guerra etiopica]
Produzione bellica
(Soppresso il 27 gennaio 1944)
gen. C. Favagrossa
(1943 27 luglio - 27 gen 1944)
[capo dello stesso dicastero nell'ultimo gabinetto mussoliniano]
 
Scambi e valute
G. Acanfora
(1943 26 lug - 24 feb 1944)
[dir.gen. Banca d'Italia]
Finanze
D. Bartolini
(1943 27 lug - 11 feb 1944)
[tipico esponente del regime fascista, porta i segni di una ferita al volto infertagli il giorno prima, 26 lug.]
Sottosegretari Guido Jung
(1943 16 nov - 11 feb 1944)
Industria, Commercio e Lavoro

prof. Epicarmo Corbino
(13 set - 10 feb 1944)
[poiché nominato senza il suo consenso rifiuta, ma poi accetta]

Sottosegretari prof. Epicarmo Corbino
(1943 16 nov - 11 feb 1944)
Agricoltura e foreste
prof. A. Brizzi
(1943 27 lug - 11 feb 1944)
[senatore di nomina fascista e capo gabinetto di Giacomo Acerbo]
Sottosegretari prof.avv. Tommaso Siciliani
(1943 16 nov - 11 feb 1944)
Lavori Pubblici
D. Romano
(1943 27 lug - 11 feb 1944)
[capo di gabinetto del suo predecessore fascista]
Sottosegretari prof. Raffaele De Caro
(1943 16 nov - 11 feb 1944)
Grazia e Giustizia
G. Azzariti
(1943 26 lug - 15 feb 1944)
[alto magistrato ignoto]
Sottosegretari dr. Giuseppe Salvatore De Santis
(1943 16 nov - 15 feb 1944)
Cultura di massa
Carlo Galli
(1943 15 ago - 24 feb 1944)
Comunicazioni
gen. F. Amoroso
(1943 27 lug - 11 feb 1944)
Sottosegretari gen. Giovanni Di Raimondo
(1943 16 nov - 5 giu 1944)
[del. Ferrovie]
ing.prof. Mario Fano
(1943 16 nov - 12 dic)
[del. Poste e Telegrafi]
Educazione nazionale
dr. L. Severi
(1943 27 lug - 11 feb 1944)
[funzionario devoto all'ex regime o "doppiogiochista" insigne!]
Sottosegretari prof. Giovanni Cuomo
(1943 16 nov - 11 feb 1944)

* Dopo l'8 settembre 1943 le Forze Armate Regie hanno cessato di esistere come forze libere nazionali essendosi arrese tutte senza condizioni per l'atto di resa firmato dal mar.llo P. Badoglio il 29 settembre a Malta.
I ministri delle forze armate successivi - scelti dagli anglo-americani - dopo la costituzione del ministero Bonomi non giurano fedeltà al re.

-
1944
Gennaio
9
, Napoli, dopo essersi accordato col suo collega Carlo Sforza, in un nuovo incontro con E. De Nicola, per timore di perderne l'appoggio, B. Croce cede e ammette la possibilità di una luogotenenza col principe Umberto.
22, il Consiglio dei Ministri sopprime l'Accademia d'Italia ed emana un decreto che toglie il titolo di senatore e di ministro di stato a quanti l'hanno avuto per meriti fascisti;
23, il presidente F.D. Roosevelt, illuso dalla gioia e dalla felicità che gli danno le notizie di Anzio e di Nettuno, telegrafa a Reinhardt, rappresentante americano nell' "Advisory Council", che occorre non ritardare più oltre la riorganizzazione del governo italiano su una larga base democratica e che alle forze liberali deve essere permesso di procedere subito alla formazione di un governo rappresentativo da durare sino alla liberazione del Paese. Aggiunge che nessuna ricostruzione politica è possibile con Vittorio Emanuele III. Si oppone fermamente al ritorno del re a Roma.
W. Churchill, avvertito delle istruzioni mandate da F.D. Roosevelt al suo rappresentante scrive lo stesso giorno che non gli piacciono e che America e Inghilterra devono appoggiare il mar.llo P. Badoglio e il re finché non siano sicuri di trovare qualche cosa di migliore e di più utile per i loro disegni e che nulla devono fare che li indebolisca nell'intervallo sino alla presa di Roma.
Intanto, quando gli angloamericani arrivano a Napoli, l'uomo del PWB (Psycological Warfare Branch), l'ufficio dell'intelligence alleata, in Italia – responsabile britannico è Michael Noble e fra i suoi stretti collaboratori è Ian Munro –, è R. Mieli [col. Merryl].
[È lui che concede i permessi e assegna la carta per la pubblicazione dei primi giornali.
Esaurito il suo compito il PWB chiuderà i battenti. Le sue funzioni saranno ereditate dall'americano USIS (United States Information Service) e dal britannico IRD (Information Research Department).]
25, Taranto, per invito della Federazione Jonica si riunisce un convegno di combattenti delle terre "liberate" il quale afferma che il Congresso di Bari rappresenterà unicamente il pensiero di gruppi politici intervenuti e che gli italiani devono rinviare la soluzione d'ogni questione politica a quando, riuniti tutti assieme, potranno esprimere liberamente la loro opinione.
In questi giorni però il Governo conforme all'ordine ricevuto dall'A.C.C. deve trasferirsi a Salerno dove gli alleati vogliono dargli l'amministrazione di tutte le province al sud d'una linea comprendente la Puglia, la Calabria, la Lucania e una parte della Campania: ne è eslusa proprio Salerno sicché il Governo dovrebbe risiedere in una città totalmente soggetta all'A.M.G.!
26, in un'assemblea del Partito d'Azione, Domenico Pàstina e Fabrizio Canfora presentano una mozione che dovrebbe fare del Congresso un'assemblea tipo Convenzione e portare alla prova di forza. Essa propone di formulare l'atto di accusa contro il re e di proclamanare il Congresso "Assemblea rappresentativa dell'Italia liberata" da convocarsi e completarsi in Roma e ivi sedere in permanenza sino alla Costituente, incaricata di procedere alla formazione del Governo e di vigilare affinché nessuno attenti alle riconquistate libertà; oltre a ciò si dovrà nominare una "Giunta esecutiva permanente" che compia tutti gli atti necessari al conseguimento di quegli scopi, intensifichi lo sforzo bellico e rappresenti il popolo italiano nei rapporti con le Nazioni Unite.
L'ordine del giorno (definito cretino da B. Croce) viene comunque accettato dal partito socialista e dal comunista.
27, a poco a poco gli alleati capiscono e la provincia di Salerno viene compresa tra quelle che saranno cedute.

28-29, Bari, Teatro Piccinni, ha luogo l'annunciato congresso del C.L.N. del Sud; la polizia alleata che inizialmente permetteva l'intervento di non più di 90 delegati, concede ora che siano 120: di questi una decina sono nomi conosciuti, gli altri sono ignoti (…e tali resteranno anche dopo il Congresso).
Essi dovrebbero rappresentare tutto il Mezzogiorno e si considerano "il primo parlamento nazionale", anche se sprovvisti di alcun mandato. Non rappresentano nemmeno la parte antifascista poiché non hanno entrata al congresso né il partito democratico liberale, né il repubblicano, né i delegati debitamente forniti di mandato di alcune associazioni della Sicilia e della Sardegna.
Una missione composta dal socialista Oreste Lizzadri e dal liberale Marconcini, attraversata la linea di combattimento, porta al congresso un messaggio del CLN centrale nella quale è ribadita la più netta intransigenza verso il governo del mar.llo P. Badoglio.
Aperto il Congresso, sono eletti a presidente Alberto Cianca e Tito Zamboni (l'attentatore di B. Mussolini nel 1925). Dopo i saluti d'apertura, B. Croce legge una conferenza inaugurale sul tema "la libertà italiana nella libertà del mondo"; dopo di lui parla Carlo Sforza (chiama «abietto e infame» il re e «traditore» il Governo) e, alla fine, tiene anche il discorso di chiusura.
Dell'ordine del giorno si discute appassionatamente quasi tutta la notte con l'intenzione di respingerlo senza rompere la concordia dei gruppi del C.L.N.. Il che riesce: l'appello rivoluzionario viene ritirato ma con ciò il Congresso diventa anche più inutile. Vengono approvate e votate quasi all'unanimità (due soli astenuti) tre proposizioni:
1ª- pur riconoscendo impossibile nel momento la soluzione della questione istituzionale, esige la immediata abdicazione del re;
2ª- dichiara necessario un governo "con pieni poteri" formato dai partiti del C.L.N. capace di intensificare lo sforzo bellico e di preparare la Costituente;
3ª- delibera la costituzione di una Giunta esecutiva permanente (G.E.P.) che predisponga le condizioni necessarie al raggiungimento dei fini suddetti.
L'ordine del giorno viene firmato da:
. Michele Di Pietro (Partito liberale),
. Angelo Venuti (Democrazia cristiana),
. Andrea Gallo ( Democrazia del LAvoro),
. Adolfo Omodeo (Partito d'Azione),
. Luigi Sansoni (Partito socialista),
. Paolo Tedeschi (Partito Comunista).
Sono designati dai singoli partiti membri della G.E.P.:
. Francesco Cerabona (Partito della Democrazia del Lavoro),
. Vincenzo Arangio-Ruiz (Partito liberale),
. Angelo Raffaele Jervolino (Democrazia cristiana),
. Vincenzo Calace (Partito d'Azione),
. Paolo Tedeschi-Spano (Partito comunista),
. Oreste Longobardi-Lizzadri (Partito socialista),
Il Re non si muove ma il Congresso di Bari segna una sua prima vittoria, non solo perché gli inglesi ignorano i voti emessivi e continuano ad appoggiare la sua politica e quella del mar.llo P. Badoglio, ma anche perché il Congresso non ha trattato deliberatamente della Reggenza.

29, Brindisi, come risulta da una lettera del segretario della sezione della DC, «L'idea liberale», i democristiani di Brindisi, di Lecce e di Taranto, a differenza di quelli di Bari, sono contrari alla campagna condotta contro il re.
…intanto l'A.M.G. si fonde con l'A.C.C. divenendone una sezione.

In un colloquio tra Prunas, segretario generale del Ministero degli Esteri, e il vice-ministro sovietico Vyshinsky (ora in Italia per il Consiglio Consultivo) si compiono i primi passi per una ripresa delle relazioni diplomatiche e per regolare quella più vasta dei rapporti generali tra l'Italia e l'U.R.S.S..

Napoli, il Gruppo Combattenti d'Italia (da affiancare all'esercito regolare) che ha stabilito il suo quartiere generale in città, pur caldeggiato da Benedetto Croce, e con il consenso e l'appoggio, in un primo tempo, del gen. americano Donovan, viene sciolto d'autorità sul nascere.
[Per gli stessi motivi che detteranno nel dicembre 1944 al gen. Alexander il suo famoso proclama.]

I contatti tra i partigiani operanti nel Nord Italia e il Comando supremo, finora gestiti direttamente dall'inglese "n. 1 Special Force" dalle sue basi nell'Africa del Nord, sono ora gestiti sul suolo italiano dalla centrale operativa adibita alle telecomunicazioni impiantata a Monopoli.

Lo stesso mese, subito dopo il congresso di Bari, in una nota riservata gli agenti americani operanti in Italia mettono in luce i legami dei vertici del Partito d'Azione con gli ambienti dell'alta finanza: «La Banca Commerciale (Italiana) fornisce al partito d'azione finanziamenti e guida politica» deducendone che «nel Cln il Partito d'Azione occuperebbe un posto di destra. Socialisti e comunisti ritengono che sia un partito dedito al salvataggio delle classi media e alta del vecchio ordine».
[Pietro di Loreto, Togliatti e la doppiezza, 1991 Il Mulino, Bologna.]

Nell'inverno del '44 il feldmar.llo A. Kesselring comanda:
- X armata (gen. Heinrich von Vietinghoff);
- XIV armata (gen. Eberhard von Mackensen);
- XIV C.d'a. (gen. Frido von Senger und Etterlin)
e, tramite K. Wolff:
- 29ª div.ne SS (gen. Heldmann) a Erba;
- 24ª div.ne SS (gen. Wagner) a Piacenza.
Questo esercito, pur restando un ragguardevole strumento di guerra, ha perso la compattezza del '43: c'è un palese salto di qualità fra le divisioni veterane come la 1ª paracadutisti e le nuove, messe insieme con le reclute giovanissime e con i riservisti tolti ai presidi europei.

Lo stesso mese, relativamente al fronte dalmato, il ten.col. Luigi Venerandi (già comandante del gruppo CC.RR. di Spalato dal 5 ottobre 1942) arriva ad esprimere giudizi durissimi sulle autorità
civili e politiche operanti nella provincia spalatina, chiamando in causa (tra gli altri) l’operato del battaglione cc.nn. squadristi “Toscano”; pur ammettendo l’incapacità dei vertici militari di comprendere un fenomeno resistenziale complesso, l’ufficiale dell’Arma segnala infatti come la stessa "attività partigiana, contenuta in modesti limiti quando per alcuni mesi del 1941 avevano operato soltanto truppe del R. Esercito simpaticamente viste dalla popolazione per la correttezza del loro contegno, si era poi notevolmente intensificata al giungere dei battaglioni squadristi toscani [sic] e dei battaglioni “M” per le angherie, crudeltà e razzie da essi commesse."
La lunga relazione del ten.col. Luigi Venerandi, pur tentando di minimizzare le responsabilità dell’Arma, non nasconde in alcun modo la durissima controguerriglia scatenata dalle forze di occupazione italiana in Dalmazia. Al di là delle singole responsabilità segnalate, colpisce la franca ammissione delle fucilazioni indiscriminate perpetrate ai danni di civili durante i rastrellamenti: nel caso di un attacco ad un reparto italiano infatti, «se non si riusciva ad agganciare i partigiani, cosa rara, si fucilavano ostaggi o coloro che venivano trovati nei paraggi o si bruciavano delle case. Analogo provvedimento veniva preso quando i partigiani commettevano atti di sabotaggio».
Le prime testimonianze rilasciate alle autorità italiane dai reduci del fronte balcanico, ricorderà non a caso Costantino Di Sante, erano «meno reticenti» nell’ammettere i crimini commessi; «questo era dovuto, quasi sicuramente, al fatto che erano state chiamate a fornire testimonianze persone non direttamente [o non ancora, come nel caso di Venerandi] citate come criminali di guerra».
La recrudescenza dell’azione partigiana, volano per la successiva ondata di violenza, trova quindi conseguentemente risposta nelle pur non taciute« misure di ritorsione che vengono sistematicamente adottate» dalle truppe italiane.
[Le prime notizie sull’attività di inchiesta jugoslava perverranno al Ministero degli Esteri nell’autunno del 1944.]

SICILIA

1944
Gennaio
13
, dopo l'incontro del 30 dicembre appena trascorso con Niccolò Vulpitta e Giuseppina Niosi [la Pipistrella],  Vincent J. Scamporino invia un altro dettagliato rapporto a Washington con le informazioni ricevute dalle sue due fonti:
«Il colonnello britannico Hancock ha incontrato varie volte Vulpitta nel suo ufficio, chiedendogli suggerimenti sul personale del governo provvisorio siciliano.
Interrogato da Vulpitta sui motivi dell'assenza del colonnelllo Poletti, Hancock ha risposto che a quest'ultimo sarebbe stato assegnato un nuovo incarico da qualche altra parte.
Interrogato da Hancock sulle sue opinioni a proposito della soluzione feudale del problema siciliano, Vulpitta ha replicato che le grandi proprietà dovrebbero essere consegnate alle cooperative contadine. […]
La signora Niosi ha affermato che Finocchiaro Aprile, Lucio Tasca, sindaco di Palermo, e Musotto, prefetto della Provincia di Palermo, hanno frequenti incontri con ufficiali britannici, a casa Ducrot. La signora Niosi e Vulpitta hanno sostenuto che Musotto è il candidato sia dei britannici che dei separatisti per la carica di governatore di una Sicilia indipendente. […]
Vulpitta è convinto che la disorganizzazione e i continui cambiamenti nel governo militare alleato facciano parte della politica britannica del divide et impera.
Vulpitta ritiene che gli inglesi abbiano abbandonato l'idea di controllare soltanto la Sicilia e puntino invece a dominare tutta l'Italia. È questo il motivo che li spinge a conservare il governo Badoglio, che dovrebbe essere sostituito da un nuovo governo fantoccio (guidato da Sforza o da Croce) non appena gli Alleati raggiungeranno Roma.
Vulpitta considera gli sforzi britannici per imporre in Italia un regime da loro controllato come parte di un grande disegno per costruire un cordone di sicurezza contro la Russia. I governi in esilio di Jugoslavia e Grecia fanno parte del medesimo piano, che ha le sue radici nel desiderio di preservare l'impero britannico
».

 





Partito comunista italiano
(Pci)

1944
Gennaio
Nîmes, Alessandro Vaia, dirigente del Pci ed ex garibaldino di Spagna, rientra clandestinamente in Italia.
Sarà membro del Triumvirato Insurrezionale delle Marche prima e vicecomandante della Piazza di Milano poi.

[Stefano Schiapparelli, Ricordi di un fuoruscito, Edizioni del Calendario, Milano 1971; con prefazione di Giorgio Amendola.]

 

Intelligence e repressione politica in Italia

1944
Gennaio

«segue da Dicembre 1943»

Lo stesso mese, M. Sandberger diviene capo del Dipartimento A della RSHA Amt. VI (SD Ausland, il servizio di intelligence estero); in questa posizione riferisce direttamente a W. Schellenberg. Tiene i conti nazionali ed esteri e i registri finanziari dell'organizzazione. Come primo assistente di W. Schellenberg, egli è il suo uomo di collegamento con H. Himmler.
[Nonostante l'accesso ad informazioni altamente segrete di cui può disporre, dopo la guerra, sotto interrogatorio britannico, egli cercherà di ritardare o evitare i procedimenti divulgando ciò che sa. Fino a quando non saranno scoperti rapporti interni sull'Einsatzgruppen, egli sarà in grado di convincere gli interpreti britannici che il suo resoconto delle sue attività a Tallinn come KdS (Kommandeur der Sicherheitspolizei) non implica "nessuna prova di particolari azioni criminali da parte sua."]

4, Roma, i tedeschi organizzano un convoglio diretto al campo di concentramento di Mathausen con 257 deportati;
[In seguito ad un attentato presso l' albergo Flora a Roma, sede del Comando della Wehrmacht, e un altro il 28 dicembre scorso in cui un partigiano ha lanciato spezzoni al tritolo contro una guardia del corpo tedesca nel carcere di Regina Coeli.
I deportati giungeranno al campo di concentramento il giorno 13 successivo.]

5, LIGURIA, la guida dell'Aussenkommando Sipo-SD – (1944 5 gen--apr 1945) – passa a F.S. Engel [il boia di Genova], un altro veterano del SD (Sicherheitsdienst - Servizio di Sicurezza) e alto funzionario del RSHA (Reichssicherheitshauptamt - Ufficio Principale per la sicurezza del Reich);

16, LIGURIA, i tedeschi organizzano un altro convoglio diretto al campo di concentramento di Dachau con 42 deportati;
[In seguito agli scioperi di industrie e strutture portuali durante i quali un partigiano, Giacomo Buranello, ha attaccato un reparto tedesco.]

19, Donne internate: il campo di Pollenza viene riattivato dagli occupanti e nel breve periodo della sua riapertura – che durerà fino al 31 marzo 1944 – funziona come luogo di raccolta di tutti gli ebrei, uomini e donne, della provincia di Macerata, il
cui destino sarà quello della deportazione nei campi dell’Europa centrale.
A carico dei concentrati a Pollenza viene subito aperto un nuovo fascicolo personale differente da quello relativo all’internamento precedente. Nella struttura sono ristretti in totale 47 ebrei, molti facenti parte dello stesso nucleo familiare (moglie e marito, fratello e sorella), 23 dei quali già individuati e schedati nella
loro precedente permanenza a Sforzacosta.
Di questi solo tre sopravvivranno alla deportazione.
[“Villa Lauri” sarà chiusa il 31 marzo del 1944, a tre mesi dalla
Liberazione del territorio maceratese, e gli internati che ancora vi si troveranno saranno tutti inviati ad Auschwitz con i convogli n. 9, 14 e 17.]

 

VENETO, il comando centrale del gen. W. Harster a Verona è composto di 248 persone, la suddivisione in reparti corrisponde a quella del comando centrale di Berlino.
Dal gen. W. Harster dipendono sei reparti:
- Amt I e II che curano l’amministrazione interna,
- Amt III (SD Inland),
- Amt IV (Gestapo),
- Amt V (Kripo),
- Amt VI (SD Ausland).

L'Amt III (SD Inland) è organizzato dal Dr. M. Sandberger, un giovane giurista, veterano dell’Einsatzkommando A, impiegato nei
paesi baltici e capo della SiPo (Sicherheitspolizei - Polizia di sicurezza) e SD di Reval, in Estonia.
[Interrogato nel dopoguerra, M. Sandberger sosterrà di aver ricevuto a Berlino l’ordine di organizzare e guidare il servizio di informazioni SD Inland in Italia, creando una struttura simile a quella esistente presso il RSHA:
- III A
, diritto e amministrazione;
- III B
, salute pubblica e costume;
- III C, cultura,
- III D, economia.
Quest’ultimo aspetto in particolare, a causa della fondamentale importanza della produzione economica italiana e soprattutto dell’industria bellica, doveva essere oggetto di particolare attenzione.]

Per quanto riguarda il reclutamento del personale, a M. Sandberger – come egli stesso sosterrà nel dopoguerra –
Berlino assicura l’invio di esperti tedeschi del SD, ma in numero solo sufficiente a garantire il comando dei rispettivi uffici a Verona e presso i comandi periferici. Il personale di livello inferiore deve essere invece reperito sul posto, preferibilmente tra tedeschi con conoscenza della lingua italiana e soprattutto altoatesini.
Successore di M. Sandberger è il magg. SS Dr. Hans Turowski, uno storico che a Berlino era stato a capo del “settore cultura” del RSHA.
I suoi collaboratori sono:
. ten. SS Heinrich Jost, poi ufficiale addetto alle informazioni presso il comando del SS- und Polizeiführer Oberitalien- West a Monza;
. Dr. Josef Feuchtinger, un giurista austriaco, responsabile della raccolta delle informazioni sull’umore della popolazione italiana, che negli ultimi mesi di guerra sarà impiegato “sul campo”, nella lotta antipartigiana nell’Italia del nord.
[Nel dopoguerra sarà condannato in Italia per crimini e imprigionato per molti anni in Italia.]
Fa parte del gruppo dei funzionari di SD Inland anche F. Siebert, professore di filologia germanica, autore di studi storici e traduttore, tra l’altro dei “Principi ideali della riforma della scuola” di Bottai.
[F. Siebert, la cui collaborazione con il SD è limitata ad un periodo di circa un anno, non avrà difficoltà a proseguire la sua carriera accademica in Germania nel dopoguerra.]

Presso il comando di Verona:
. F. Siebert si occupa dell’archivio e monitora la stampa e le trasmissioni radiofoniche italiane;
. cap. SS Dr. Gustav Ghedina, originario di Salurno, e l’avv. Dr. Fritz von Aufschneiter, nato a Bolzano, si interessano del campo amministrativo, della giustizia, del partito fascista e delle forze armate italiane;
. cap. SS Rudolf Wihan, viennese, si occupa delle questioni etniche (Volkstumfragen), “della razza” e della sanità;
. Hans Turowski e il Dr. Fritz Weigle, storico del medioevo, nel dopoguerra tra i collaboratori della Monumenta Germaniae Historica di Monaco, sono responsabili per la cultura;
. cap. SS Herbert Beuer è responsabile del monitoraggio della vita economica italiana insieme a Josef Oberrauch e
Arnold Reyscher, probabilmente altoatesini.

Tuttavia lo sforzo intellettuale investito nello spoglio dei giornali, delle trasmissioni radiofoniche e soprattutto nella raccolta e valutazione delle informazioni e dei rapporti inviati dagli agenti e dagli uffici distaccati non può essere appagato.
Questi materiali permettono a Hans Turowski e ai suoi uomini di elaborare ampie relazioni periodiche da inviare a Berlino nelle quali è tracciato un quadro di insieme dell’Italia occupata che saranno di indubbio valore per gli storici.
[Solo alcune delle relazioni periodiche dall’Italia (Meldungen aus Italien) della SiPo e del SD saranno tramandate.]

In realtà l’influenza che il lavoro di questo ufficio può esercitare nel Reich con le sue informazioni o nella stessa Italia con i suoi contatti negli apparati statali, nel mondo economico e culturale non può essere che di breve durata e superficiale.

Ben diverso è il ruolo giocato in Italia da Gestapo e SD Ausland.
A capo della Gestapo sono l'austriaco SS-Sturmbannführer [major] Dr. Fritz Kranebitter, un giurista quarantenne, ed il suo più giovane sostituto, il cap. Franz Schwinghammer, anch’egli austriaco e funzionario di polizia di carriera.
Anche l’organizzazione della Gestapo in Italia riproduce il modello centrale berlinese con le varie sezioni:
IV N, diretta dal ten. Kurt Lahr, segue il servizio segreto nemico;
IV1, diretta dal sottotenente SS Josef Didinger, di Francoforte, segue i movimenti di opposizione politica, in particolare:
. IV1a, movimenti di sinistra,
. IV1b, movimento di resistenza, si occupa della "lotta alle bande", della "reazione", l‘opposizione moderata, quindi "i seguaci di casa Savoia e di Badoglio" e i "liberali",
. IV1c, problemi connessi con i lavoratori italiani per la Germania (rottura dei contratti di lavoro), gli internati militari e quello che è considerato "comportamento contrario al bene comune" da parte di cittadini italiani.
IV2, diretta da Kurt Lahr, si occupa del "Sabotaggio" e delle indagini relative a attentati e traffico di armi ed esplosivi;
IV3, diretta dal cap. Franz Schwinghammer, si occupa del "Controspionaggio" e della sicurezza degli impianti industriali e dei confini.
IV4, diretta dal sottotenente SS Josef Didinger, è responsabile della repressione dell’ "Avversario ideologico", in particolare:
. IV4a, chiesa cattolica, sette religiose e massoneria;
. IV4b. ha particolare importanza in quanto emanazione dell’ufficio di A. Eichmann, il quale dipende dall‘ "Addetto alla questione degli ebrei" il SS- Sturmbannführer [major] Friedrich Boshammer, ed è responsabile della deportazione degli ebrei dall’Italia.
IV5, diretta da Fritz Kranebitter, si occupa di "Questioni particolari", regola l’operato delle guardie del corpo SS di B. Mussolini e dell’ambasciatore Rudolf von Rahn, oltre che di "questioni relative al partito nazionalsocialista", all’attività di civili tedeschi in Italia, e del partito fascista repubblicano.
IV6, diretta dal cap. Franz Schwinghammer, di grande importanza, "Schedario, custodia preventiva", dalla quale viene organizzato l’invio degli italiani nei campi di concentramento e nei "campi di rieducazione al lavoro". Da questo ufficio dipendono i campi di transito di Fossoli e poi Bolzano.

Con l’inizio dell’occupazione questo quadro cambia decisamente. In questo periodo inizia a gravitare intorno ai comandi SiPo e SD un sottobosco di collaboratori composto da una schiera di spie e delatori di professione ed occasionali, “squadre speciali”, agenti doppi o tripli, "cacciatori di ebrei", approfittatori e trafficanti pronti a qualsiasi cosa per accaparrare un incarico retribuito. Questi italiani alimentano per proprio tornaconto una brutale guerriglia tra vicini di casa senza esclusione di colpi sulla quale a lungo sarà steso un pietoso manto di silenzio.
[Theodor Saevecke sosterrrà che il suo comando di Milano abbia speso circa 200.000 lire al mese per gli informatori e le squadre di polizia italiana al suo servizio.
Interrogato dall’OSS a fine guerra, H. Kappler elencherà 18 italiani, informatori del comando romano, tra i quali:
. Coriolano Pagnozzi, segretario privato di G. Buffarini Guidi,
. Guido Garulli, indicato come informatore di E. Priebke sul movimento di resistenza nella capitale.
Ma in realtà il numero dei collaboratori romani deve essere molto più alto.
È soprattutto la Gestapo ad avvalersi delle prestazioni di queste persone le quali ricevono in cambio dei loro servizi una paga più o meno adeguata. Chi lavora per la sezione IVb4, cioè chi denuncia e fa catturare ebrei, può contare su 1.000 lire per ogni ebreo consegnato e può arrivare a guadagnare 4-5.000 lire al mese. I più, tuttavia, affiancano alla delazione, che in genere non consente lauti guadagni, attività più redditizie, spesso nel campo del “mercato nero”.
Guido Garulli sembra non disdegnare lavori più sporchi, interessandosi anche "di requisizioni e di caccia agli ebrei".
[Secondo le dichiarazioni fornite da un interprete di H. Kappler, il "vicequestore in pensione" Costa è un "informatore che lavorava per conto proprio e che ha denunciato tutto il gruppo
delle C.N.L. [sic] facendo arrestare Buozzi, Vassallo, Bonfigli e Garibaldi” insieme a molti altri.
Altri, e sono certo molti, approfittano di essere “introdotti” negli ambienti tedeschi per trarne vantaggio personale, come un impiegato del Ministero degli Interni che tratta le pratiche relative alla concessione dei permessi di circolazione per automobili, vendendoli a 20 o 30 mila lire.
Il “Gruppo Gionani” è una banda composta da italiani residenti in Francia che ha iniziato a lavorare a Parigi per la Gestapo. Trasferita in Italia nel tardo 1944, i suoi membri approfitteranno dei loro contatti con gli uffici tedeschi per dedicarsi soprattutto alla speculazione ed al mercato nero.
Una distinzione è però necessaria: quella tra chi offre la sua collaborazione alla Gestapo, causando l’arresto e spesso la morte di perseguitati politici e razziali del nazismo, e chi invece collabora alla raccolta di informazioni da parte del SD, senza che la sua attività causi danno immediato ad altre persone. In molti casi, per quanto si saprà, molto probabilmente le due attività non sono disgiunte e alcuni informatori sono contemporaneamente attivi per entrambe le strutture.
[In futuro sarà senz’altro difficile capire come nel contesto della catastrofe incombente sulla Germania sia così facile per gli occupanti trovare un gran numero di persone disposte a legarsi e a compromettersi con i nazisti.]
I motivi che portano persone di ogni ceto e grado di istruzione a collaborare con i servizi segreti tedeschi sono naturalmente molteplici. I classici motivi che spingono uomini e donne a
svolgere attività di questo tipo come la venalità e l’idealismo sono sicuramente molto diffusi.
Ma al contempo, la collaborazione con i servizi di informazione tedeschi attira anche avventurieri di ogni tipo. Non di rado si tratta di esponenti della nobiltà, come la b.ssa Anna [Anya] Bergroth Von Winter, moglie del barone Filippo Manfredi de Blasiis, di origine finlandese e ritenuta una conoscente personale di H. Himmler o la contessa Novella de Savorgnan di origine slava.
Tra i casi più noti quello del barone Luigi Parrilli, dirigente industriale con contatti negli Stati Uniti, ma dal 1943 al 1945 legato a doppio filo a G. Zimmer e ad altri esponenti dei servizi come Herbert Kappler, F.S. Engel e Walter Rauff.
Agendo su incarico del SD, il barone Luigi Parrilli è uno degli artefici dei contatti con servizi alleati in Svizzera, dai quali prenderà avvio l’ "Operazione Sunrise", la resa separata delle truppe tedesche in Italia in 2 maggio 1945.
E anche altri personaggi del jetset di questi anni fanno parte di questa cerchia di agenti. Wifredo Ricart, direttore tecnico di
Alfa Corse” alla fine degli anni Trenta e ingegnere capo dell’Alfa Romeo fino al 1945, offre i suoi servizi al SD ed è utilizzato in primo luogo per tessere contatti politici in Spagna e Portogallo e anche come consulente dell’ "Ufficio tecnico" del servizio segreto tedesco.
Andreas [Bandy] Zoliomy, il famoso campione sportivo di pallanuoto di origine ungherese che negli anni Cinquanta allenerà la squadra azzurra, guida nel 1944 a Milano un gruppo di provocatori che, fingendosi comunisti, dovrebbero fomentare
disordini e azioni di sabotaggio nell’Italia liberata.
Renato Carmine Senise, nipote dell’ex capo della polizia, che per molti anni ha vissuto negli Stati Uniti e stretto contatti con la mafia italo-americana ed è poi tornato in Italia dopo aver sposato una attrice del cinema svedese, lavora per G. Zimmer e da lui viene utilizzato in un primo tentativo di introdursi negli ambienti dei servizi segreti alleati in Svizzera.
Accanto a questi personaggi noti in questi anni incontriamo uomini e donne comuni per i quali la collaborazione con il SD è un modo per sbarcare il lunario in tempi difficili.
Un esempio è il caso di Giuseppe Zambelli, l’agente "Tre Stelle" di G. Zimmer, i cui appunti ci permetteranno di ricostruire il lato finanziario di questa collaborazione: "Z[ambelli] è sposato ed ha un figlio, ma non ha introiti fissi. Allo scopo di permettergli di mantenere il suo livello di vita abituale, nonostante l’attuale costo della vita, riceve, oltre al suo salario, 5.000 lire per l’acquisto di cibo ed un fondo spese di 10.000 lire del quale deve rendere conto".
Non sono naturalmente solo privati cittadini che lavorano con i servizi segreti nazisti, anche le numerose formazioni di polizia cercano la collaborazione con essi, ricavandone ampi fondi e un largo margine di autonomia rispetto alle autorità della RSI.
La cooperazione più stretta è probabilmente con formazioni ufficiali come la Legione “Ettore Muti” di Milano. In questo caso specifico vengono fornite alla SiPo informazioni di
natura politica e uomini da impiegare nelle azioni. La collaborazione tra Legione “Ettore Muti” e nazisti è facilitata dai rapporti di amicizia personale che legano Walther Rauff, Theodor Saevecke e il col. Giuseppe Colombo. La miriade di "squadre speciali" di polizia, nate un po’ dovunque nell’Italia occupata, sono senza dubbio uno degli aspetti più torbidi di questo tragico periodo.
Seguendo metodi già messi appunto in altri paesi occupati, la SiPo non solo le tollera, ma ne fa largo uso, fornendo i finanziamenti e i sussidi necessari alla loro esistenza.
I confini tra normale lavoro di polizia, criminalità politica e criminalità organizzata sono sempre molto fluidi
.
I tedeschi si servono abilmente di questi "corpi speciali", evitando di apparire in primo piano e salvo poi intervenire per reprimere i casi più eclatanti di torture e abusi.
A Firenze, e poi a Parma e a Padova, opera, inquadrata nei rispettivi comandi della SiPo, la cosiddetta “Banda Carità”, denominata nei documenti tedeschi italienische Sonderabteilung (“Reparto speciale italiano”). La famigerata squadra di Pietro Koch, attiva prima a Roma (“Reparto speciale del Lazio”) e poi a Milano (“Reparto speciale di polizia”), è anch’essa sotto la diretta protezione della SiPo e di H. Kappler, il quale, dopo l’arresto di Pietro Koch nell’autunno del 1944, interverrà personalmente per farlo liberare.
A Milano Theodor Saevecke instaura una stretta cooperazione anche con l’UPI (Ufficio Politico Investigativo) della GNR, diretto dal magg. Bossi. Ma si tratta di una iniziativa personale contrastata dai vertici della GNR e dal prefetto di Milano, e che cessa con l’allontanamento di Bossi. Ben presto Bossi crea una
nuova "squadra speciale" finanziata dalla SiPo di Milano: 10.000 lire al mese vanno a Bossi, 30.000 alla squadra. Stretta collaborazione esiste anche con la squadra del "questore" Mario Finizio, coinvolta in ruberie e malversazioni a Roma e successivamente a Milano.
A Roma, secondo i dati forniti da un interprete di Via Tasso alla polizia italiana una settimana dopo la liberazione della città, operano vari nuclei: Un "gruppo di individui" che lavora alle dipendenze di Pietro Koch e con la "complicità del Questore Caruso" si serve dei documenti rilasciati dal "comando SS", ovvero dalla SiPo, per commettere "sequestri, ricatti ed estorsioni ai danni di numerosissime persone". Squadre organizzate dal PRF arrestano sospetti e li accompagnano in Via Tasso, sede del comando SS.
Ci sono infine – soprattutto nel primo periodo dell’occupazione – anche gruppi di fascisti che, senza fine di lucro, metttono le loro conoscenze degli ambienti locali a disposizione dei tedeschi del tutto spontaneamente, come è il caso di un certo Domenico Odasso a Sestri Ponente il quale, dopo aver denunciato numerosi antifascisti, conclude la sua lettera al comando tedesco affermando: "Sono un vecchio fascista e rilascio queste dichiarazioni non allo scopo di ottenere favori personali, ma perché ritengo sia mio dovere aiutare i camerati tedeschi. Sono a disposizione in qualsiasi momento per ulteriori informazioni e propongo di organizzare insieme ad alcuni vecchi amici (vecchi fascisti e squadristi) un ufficio di informazioni per la Wehrmacht. Noi conosciamo tutti i vecchi comunisti della zona".
Tutto questo non può sorprendere dal momento che in molti ambienti del fascismo repubblicano il prestigio della polizia SS nazista è molto alto. È ad essa e non alle autorità della RSI che
molti italiani si rivolgono per avere soddisfazione, come dimostra questo ultimo, eclatante esempio che riguarda nientemeno che Rachele Mussolini: il 6 dicembre 1943, è stato arrestato
dalla polizia tedesca presso Predappio, "su richiesta della moglie del Duce", un parroco da lei accusato di aver predicato contro il fascismo nelle settimane precedenti.
Conseguenza della denuncia è che il sacerdote viene deportato nel Lager di Dachau.

lo stesso mese, il barone Filippo Manfredi de Blasiis, arrestato a Bari in ottobre, è già al campo 020 di Londra, un campo di prigionia dove gli Inglesi custodiscono le spie nazifasciste provenienti da tutta l’Europa.
[Sottoposto a duri interrogatori, il barone confessa di essere stato in contatto con Gerhard Köhler a Roma e una spia per H. Kappler.

 

 



«segue Febbraio 1944»


[Carlo Gentile, Intelligence e repressione politica. Appunti per la storia del servizio di informazioni SD in Italia 1940-1945]




OVEST
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1944
Gennaio

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DOMINION OF CANADA
[Aggiunta alle altre province britanniche nel 1763, include la regione sulle due rive del fiume San Lorenzo grossolanamente delimitate da Anticosti a est e il Lago Nipissing a ovest.
Dal 7 nov 1763 la provincia (ex Canada francese) è stata divisa formalmente in tre distretti: Québec, Trois-Rivières, Montréal.
Nel 1791 la provincia è stata separata in due parti:
Basso Canada (francofoni) e Alto Canada (lealisti).
Nel 1841, con l'Act of Union sono stati nominati due primi ministri ma Canada Est e Canada Ovest continuano ad andare ognuna per la sua strada. Il sistema dura ben 25 anni (1842-67).
Nel 1867, 1° luglio, nasce ufficialmente la confederazione: Dominion of Canada.]
Dal 1931, nonostante lo «statuto di Westminster», in pratica il Foreing Office britannico continua a rappresentare il Dominion in quasi tutte le nazioni del mondo e formalmente i canadesi continuano ad essere cittadini britannici, fino all'approvazione della legge sulla cittadinanza nel 1946.
Governatore generale
Alexander A.F.W.A.C.G. Athlone
conte di Athlone
(1940 - 1946)
Primo ministro
W.L. Mackenzie King
(1935 23 ott - 15 nov 1948)
[liberale]

1944
Gennaio

-


 


QUÉBEC
Primo ministro
J.-A. Godbout
(1939 nov - ago 1944)
[liberale]
Sindaco di Montréal
Camillien Houde
(1928 - 1954)
[liberale di destra]
Vescovo di Montréal
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1944
Gennaio

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ONTARIO
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1944
Gennaio

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NEW BRUNSWICK
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1944
Gennaio

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NOVA SCOTIA
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1944
Gennaio

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MANITOBA [dal 1870]
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1944
Gennaio

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BRITISH COLUMBIA [dal 1858]
[nel 1866 ha incorporato l'Isola di Vancouver e dal 1871 fa parte della confederazione.]
Primo ministro della provincia
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1944
Gennaio

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ISOLA DEL PRINCIPE EDOARDO
[Dal 1873 fa parte della confederazione.]
Primo ministro della provincia
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1944
Gennaio

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TERRITORIO DELLO YUKON [creato nel 1898]
   
1944
Gennaio

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ALBERTA [creata nel 1905]
   
1944
Gennaio

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SASKATCHEWAN [creata nel 1905]
   
1944
Gennaio

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[Luca Codignola-Luigi Bruti Liberati, Storia del Canada, Bompiani 1999.]

 

TERRANOVA
- 1867-1934, rimane Dominion autonomo.
- 1934, torna allo status di colonia dipendendo intieramente dalla Gran Bretagna sul piano politico ed economico.
Governatore
(1934 - 1949)
[governo commissariato]

1944
Gennaio

-

 

 

UNIONE degli STATI UNITI d'AMERICA
Presidente degli Stati Uniti
F.D. Roosevelt [32°]
(1933 4 mar - 12 apr 1945)
[Pd]
Vicepresidente
H.A. Walface
(? - ott 1944)
Segretario di Stato
[Ministro degli Esteri]
-
Ministro del Tesoro
-
Ministro della Guerra
-
Presidente della Corte Suprema
H.F. Stone
(1941 3 lug - 22 apr 1946)

1944
Gennaio
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Lo stesso anno viene emanato il Servicemen's Readjustment Act – familiarmente noto come la "Dichiarazione dei diritti dei soldati" – stanzia aiuti fianziari agli ex militari perché possano proseguire gli studi e l'addestramento professionale o avviare imprese commerciali e agricole in proprio.

 

 

 

[Maldwyn A. Jones, Storia degli Stati Uniti, Bompiani 1984.]

 




FBI
(Federal Bureau of Investigation)
- Direttore: John Edgar Hoover (1924-72)

1944
Gennaio

-

 

 

[01] DELAWARE [dal 7 dicembre 1787] - cap. Dover
[Primo stato a ratificare la Costituzione degli Stati Uniti d'America.
Non esistono collegamenti fra chiesa e stato e una grande libertà religiosa si è affermata sin dall'inizio.]
Governatore
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1944
Gennaio

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[02] PENNSYLVANIA [dal 12 dicembre 1787] - cap. Harrisburg
[Non esistono collegamenti fra chiesa e stato e una grande libertà religiosa si è affermata sin dall'inizio.]
Governatore
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1944
Gennaio

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[03] NEW JERSEY [dal 18 dicembre 1787] - cap. Trenton
[Non esistono collegamenti fra chiesa e stato e una grande libertà religiosa si è affermata sin dall'inizio.]
Governatore
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1944
Gennaio

-

 

[04] - [04] GEORGIA [dal 2 gennaio 1788] - cap. Atlanta
[Già ammesso nell'Unione nel 1780 ma ratificato solo il 2 gennaio 1788.
Riammesso al Congresso il 30 marzo 1870.]
Governatore
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1944
Gennaio

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[05] CONNECTICUT [dal 4 gennaio 1788] - cap. Hartford
Governatore
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1944
Gennaio

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[06] MASSACHUSETTS [dal 6 febbraio 1788] - cap. Boston
Governatore
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1944
Gennaio

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[07] MARYLAND [dal 28 aprile 1788] - cap. Annapolis
Governatore
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1944
Gennaio

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[08] - [01] SOUTH CAROLINA [dal 23 maggio 1788] - cap. Columbia
Governatore
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1944
Gennaio

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[09] NEW HAMPSHIRE [dal21 giugno 1788] - cap. Concord
Governatore
-

1944
Gennaio

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[10] - [08] VIRGINIA [dal 26 giugno 1788]- cap. Richmond
[Riammesso al Congresso il 30 marzo 1870]
Governatore
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1944
Gennaio

-

[11] NEW YORK [dal 26 luglio 1788] - cap. Albany
[L'anglicanesimo è la religione di stato in quattro contee.]
Governatore
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1944
Gennaio

-

[12] - [09] NORTH CAROLINA [dal 21 novembre 1789] - cap. Raleigh
[Tratto di terre immediatamente a sud della Virginia, attorno allo stretto di Albemarle.]
Governatore
-
-

1944
Gennaio

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[13] RHODE ISLAND [dal 29 maggio 1790] - cap. Providence
Governatore
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1944
Gennaio

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[14] VERMONT [dal 4 marzo 1791] - cap. Montpelier
Governatore
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1944
Gennaio

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[15] KENTUCKY [dal 1° giugno 1792] - cap. Frankfort
Governatore
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1944
Gennaio

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[16] - [10] TENNESSEE [dal 1° giugno 1796] - cap. Nashville
[Riammesso all'Unione dall'aprile 1866.]
Governatore
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1944
Gennaio

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[17] OHIO [dal 1° marzo 1803] - cap. Columbus
Governatore
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1944
Gennaio

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[18] - [05] LOUISIANA [dal 30 aprile 1812] - cap. Baton Rouge
- 1819, Trattato Adams-Onís: stabilisce il confine con il MESSICO spagnolo: va dal fiume Sabine, nel TEXAS orientale, fino al 42° parallelo (futuro confine settentrionale della CALIFORNIA) e da quel punto, verso ovest, fino al Pacifico.
Governatore
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1944
Gennaio

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[19] INDIANA [dal 11 dicembre 1816] - cap. Indianapolis
Governatore
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1944
Gennaio

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[20] - [06] MISSISSIPPI [dal 10 dicembre 1817] cap. Jackson
[Riammesso al Congresso il 30 marzo 1870]
Governatore
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1944
Gennaio

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[21] ILLINOIS [dal 3 dicembre 1818] - cap. Springfield
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Governatore
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1944
Gennaio

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[22] ALABAMA [dal 14 dicembre 1819] - cap. Montgomery
[Dal 18 ottobre 1867 sotto la sovranità degli Stati Uniti.]
Governatore
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1944
Gennaio

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[23] MAINE [dal 15 marzo 1820] - cap. Augusta
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Governatore
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1944
Gennaio

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[24] MISSOURI [dal 10 agosto 1821] - cap. Jefferson City
Governatore
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1944
Gennaio

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[25] - [11] ARKANSAS [dal 15 giugno 1836] - cap. Little Rock
Governatore
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1944
Gennaio

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[26] MICHIGAN [dal 26 gennaio 1837] - cap. Lansing
Governatore
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1944
Gennaio

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[27] - [03] FLORIDA [dal 3 marzo 1845] - cap. Tallahassee
Tra il 1810 al 1813 gli Stati Uniti hanno inglobato la maggior parte della Florida occidentale, la scia costiera che corre da New Orleans a Mobile, ma una buona parte della colonia, unitamente a tutta la Florida orientale, cioè la penisola, resta ancora sotto il dominio spagnolo.
Nel 1819, con il Trattato Adams-Onís è stata completamente ceduta agli Stati Uniti dalla Spagna.
Nel 1868 è rientrata a far parte dell'Unione.]
Governatore
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1944
Gennaio

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[28] - [07] TEXAS [dal 29 dicembre 1845] - cap. Austin
Governatore
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1944
Gennaio

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[29] IOWA [dal 28 dicembre 1846] - cap. Des Moines
Governatore
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1944
Gennaio

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[30] WISCONSIN [dal 29 maggio 1848] - cap. Madison
Governatore
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1944
Gennaio

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[31] CALIFORNIA [dal 9 settembre 1850] - cap. Sacramento
Governatore
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1944
Gennaio

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[32] MINNESOTA [dall'11 maggio 1858] cap. Saint Paul
Governatore
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1944
Gennaio

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[33] OREGON [dal 14 febbraio 1859] - cap. Salem
- 1845, alla fine dell'anno i 5000 coloni americani dell'Oregon organizzano un governo provvisorio e chiedono la fine del regime di occupazione comune e l'esclusiva giurisdizione americana.
- 1848, diventa territorio autonomo.
Governatore
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1944
Gennaio

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[34] KANSAS [dal 28 gennaio 1861] - cap. Topeka
Governatore
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1944
Gennaio
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[35] WEST VIRGINIA [dal 19 giugno 1863] - cap. Charleston
Governatore
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-

1944
Gennaio

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[36] NEVADA [dal 31 ottobre 1864] - cap. Carson City
[Il 2 marzo 1861 il suo territorio era stato separato da quello dell'UTAH.]
Governatore
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1944
Gennaio

-

[37] NEBRASKA [dal 1° marzo 1867] - cap. Lincoln
Governatore
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-

1944
Gennaio

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[38] COLORADO [dal 1° agosto 1876] - cap. Denver
[Territorio autonomo dal 28 febbraio 1861.]
Governatore
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1944
Gennaio

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[39] NORTH DAKOTA [dal 2 novembre 1889] - cap. Bismarck
Governatore
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1944
Gennaio

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[40] SOUTH DAKOTA [dal 2 novembre 1889] - cap. Pierre
Governatore
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1944
Gennaio

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[41] MONTANA [dall'8 novembre 1889] - cap. Helena
[cap.li: fino al 1865 Bannack, fino al 1875 Virginia City.]
Governatore
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-

1944
Gennaio

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[42] WASHINGTON [dall'11 novembre 1889] - cap. Olympia
Governatore
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1944
Gennaio

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[43] IDAHO [dal 3 luglio 1890] - cap. Boise
[Territorio autonomo dal 24 marzo 1863 con cap. Boise.
Inizialmente, fino al 7 dicembre 1864, la capitale era Lexinton.]
Governatore
-
-

1944
Gennaio

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[44] WYOMING [dal 10 luglio 1890] - cap. Cheyenne
Governatore
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-

1944
Gennaio

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[45] UTAH [dal 4 gennaio 1896] - cap. Salt Lake City
[Territoro annesso nel 1850.
Dal 2 marzo 1861 si è staccato il Territorio del NEVADA.]
Governatore
-
-

1944
Gennaio
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[-] Territorio delle HAWAII [dal 7 luglio 1898] - cap. Honolulu
 
Governatore
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1944
Gennaio
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[46] OKLAHOMA [dal 16 novembre 1907] - cap. Oklahoma City
[Territorio autonomo dal 2 maggio 1890.
Con l'annessione di questo nuovo stato gli indiani sono stati espropriati del loro territorio di riserva "permanente". ]
Governatore
-
-

1944
Gennaio
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[47] NEW MEXICO [dal 6 gennaio 1912] - cap. Santa Fe
[Territorio autonomo dal 1846.]
Governatore
-
-

1944
Gennaio
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[-] Territorio dell'ALASKA [dal 1912] - cap. Juneau
[1867, 9 aprile, il senato ratifica l'atto d'acquisto del territorio dalla Russia per 7,2 Mni di dollari;
18 ottobre [Alaska day], avviene il passaggio di sovranità;
1884, diviene un distretto dell'Oregon;
1898, viene scoperto l'oro: questo fatto provoca una vera e propria invasione di cercatori d'oro; altro oro viene poi scoperto nel vicino Klondike, territorio canadese, e l'Alaska è utilizzata come base di partenza per i cercatori.]
Governatore
-
-

1944
Gennaio
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[48] ARIZONA [dal 14 febbraio 1912] - cap. Phoenix
[Territorio autonomo dal 1863, ma fino al 1886 non ci fu pace con gli Indiani.]
Governatore
-
-

1944
Gennaio
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a

 

 


1944
Gennaio
GRANDI ANTILLE
- Presidente della repubblica
[mentre dal 1903 gli Stati Uniti hanno una loro base militare a Guantánamo, dal 1934 hanno rinunciato al diritto formale d'intervento stabilito dall'emendamento Platt»
1944
Gennaio

sale ora alla presidenza R. Grau San Martin;
Haiti
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?
(? - ?)
1944
Gennaio

-
- Presidente della repubblica
?
(? - ?)
1944
Gennaio

-
- Governatore
?
(?-?)
[colonia britannica dal 1866]
1944
Gennaio

-


1944
Gennaio
Estados Unidos Mexicanos
(Stati Uniti del Messico)
[repubblica federale]
- Presidente della repubblica federale
Manuel Avila Camacho
(1940 - 1946)
[Partido de la revolución mexicana]

1944
Gennaio

il paese, anche se solo nominalmente, è impegnato nel secondo conflitto mondiale a fianco degli alleati;



1944
Gennaio
Repubblica dell'America centrale
(1921)
- Presidente
-
1944
Gennaio

-



1944
Gennaio
- Capo del governo
-
gen. Jorge Ubico
(1931 - 1944)
(formalmente indipendente dal 1847)
1944
Gennaio

-


1944
Gennaio
- Presidente
gen. Maximiliano Hernández Martínez
(1931 - ?)
1944
Gennaio

nella seconda guerra mondiale il paese si mantiene rigorosamente neutrale;

1944
Gennaio
Honduras
- Dittatore
T. Carias Andino
(1932 - 1949)
1944
Gennaio

-


1944
Gennaio
- Presidente
gen. Anastasio Somoza Debayle
(1937 - 1956)
[dal 1937 le forze guerrigliere si oppongono alla dittatura della famiglia Somoza]
1944
Gennaio

-

1944
Gennaio
- Presidente della repubblica
?
(? - ?)
[liberale]
1944
Gennaio

ritorna ora il regime liberale;

1944
Gennaio
República de Panamá
(indipendente dal 1903)
- Presidente della repubblica
?
(1903 - ?)
1944
Gennaio

-






1944
Gennaio
- Presidente
-
[presidenze di E. Olaya Herrera, di A. López Pumarejo e di altri]
1944
Gennaio

ripristinato il regime di separazione fra stato e chiesa, i presidenti liberali tentano, con alterno successo, di avviare il paese verso un regime di democrazia rappresentativa, mentre in politica estera essi si allineano sempre più con gli Stati Uniti (la cui influenza nella vita economica del paese si va sempre più estendendo).

1944
Gennaio

- Presidente della repubblica

?
(1936 - ?)
[dal 1903 fino al 1938 decine di migliaia di oppositori vengono incarcerati o esiliati.]
1944
Gennaio

Una graduale trasformazione del regime militare condotta tra la fine degli anni Trenta e l'inizio degli anni Quaranta da due generali di origine andina (E.L. Contreras, poi, dal 1941, I. Medina Angarita) consentono un certo sviluppo del movimento sindacale e dell'opposizione non marxista, schierando il Venezuela accanto gli Stati Uniti durante la seconda guerra mondiale.



1944
Gennaio
República del Ecuador

- Presidente della repubblica

J.M. Velasco Ibarra
(1944 - ?)II
[velasquismo]
[sarà deposto anche questa volta prima della scadenza del mandato]
1944
Gennaio

il protocollo di Rio de Janeiro non ha delimitato con precisione la linea di confine, nella zona della cordigliera del Cóndor;
dalla conferenza di Rio de Janeiro il paese dipende sempre più dagli Stati Uniti che hanno ottenuto anche la cessione di basi militari;




1944
Gennaio

- Presidente della repubblica

O.R. Benavides
(? - 1939)
(Repubblica indipendente dal 1827)
1944
Gennaio

la crisi economica del 1929-31 ha causato la restaurazione militare e la messa fuori legge del partito radicalpopulista
APRA (Alianza Popular Revolucionaria Americana), fondato da V.R. Haya de la Torre;


1944
Gennaio

- Presidente della repubblica

?
(?-?)
1944
Gennaio

un nuovo blocco di forze della sinistra, raggruppando accanto alla piccola borghesia radicale strati di operai e di contadini, ha dato vita nel 1941 al MNR (Movimento nazionalista rivoluzionario) sotto la guida di V. Paz Estenssoro.

1944
Gennaio

- Presidente della repubblica

J.A. Ríos Morales
(1941 - 1946)
[Frente Popular]
- Ministro della sanità
-
1944
Gennaio

il presidente attua una politica di riforme sociali ed economiche che consentono una ripresa dello sviluppo a vantaggio specialmente dei ceti medi;

1944
Gennaio
dal 1816 divise nelle tre colonie:
Guyana Britannica [dal 1928 ha un proprio governo rappresentativo]

- Governatore

?
(? - ?)
1944
Gennaio

-
Suriname (olandese)

- Governatore

?
(? - ?)
1944
Gennaio

-
Guyane Française
[già sede di una colonia penitenziaria e poi, dal 1852,
di un bagno penale (fino al 1945)]

- Governatore

?
(? - ?)
1944
Gennaio

-


1944
Gennaio

- Dittatore

Getulio Dornelles Vargas
(1937 - ott 1945)
[dal 1937 vige il cosiddetto Estado Nôvo, ispirato al modello corporativo-fascista portoghese]
1944
Gennaio

rivolta contadina di Caldeirão (1936-38);



1944
Gennaio

- Dittatore

gen. H. Morinigo
(1940 - 1948)
1944
Gennaio

il generale H. Morinigo abolisce le riforme appoggiandosi ai ceti conservatori e favorendo così l'industrializzazione e l'espansione economica;


1944
Gennaio

- Presidente della repubblica
[dittatore]

gen. P.P. Ramírez
(1943 giu - feb 1944)
[nazionalista]
1944
Gennaio

Buenos Aires,

 



Patagonia
1944
Gennaio

-

1944
Gennaio
- capo militare
A. Baldomir
(1938 - 1943)
1944
Gennaio

Montevideo, seconda guerra mondiale: il paese è entrato in guerra a fianco degli Stati Uniti d'America;






1944
Gennaio
CINA
-
Repubblica Cinese

presidente della repubblica

Chiang Kai-shek
(1935 dic - gen 1949)

[i giapponesi hanno già occupato la Manciuria, Jehoi (provincia nordorientale della Cina), Chahar e Sui-yüan;
guerra cino-giapponese (1937-45): col pretesto della situazione bellica, Chiang Kai-shek riDuce al silenzio ogni forma di opposizione interna; il Kuomintang (KMT), di cui è ora diventato presidente, nel giro di un ventennio si è trasformato da forza progressista in baluardo della conservazione.]
1944
Gennaio

-
Repubblica sovietica cinese
degli operai e dei contadini

(Repubblica di Kiangsi - Cina meridionale)
presidente del PCC (Partito comunista cinese)
Mao Tse-tung
(1935 - 1949)
1944
Gennaio

-

a


1944
Gennaio
DAE HAN
(Corea)
[lo stato coreano ha cessato di esistere come entità autonoma nel 1910 essendo stato annesso dal Giappone;
la dominazione di Tokyo è improntata a uno spietato regime poliziesco;
è attivo comunque un movimento di resistenza nazionale che dal 1931 organizza la guerriglia antigiapponese;
la conferenza interalleata del Cairo ha deciso nel 1943 di restaurare l'indipendenza e l'integrità territoriale della penisola all'indomani del conflitto;]
1944
Gennaio

-

a


1944
Gennaio
Vietminh
Viet Nam Doc Lap Dong Minh
(Lega per l'indipendenza del Vietnam)
II Guerra Mondiale (1941-45)
1942
Dicembre
-

a





1944
Gennaio
(periodo Showa: 1926-45)
Giappone

Hirohito

(Tokyo 1901-1989)
figlio di Yoshihito;
1921-26, reggente;
1926-45, imperatore del Giappone;



1944
Gennaio

II Guerra Mondiale (1941-45): dopo aver subito gravi perdite da parte degli Stati Uniti il paese ha esaurito anche ogni risorsa militare: il capo del governo, generale Tojo Hideki, si dimette;

a





1944
Gennaio
[colonia spagnola dal 1900, con capitale Villa Cisneros già protettorato dal 1884, le è stata annessa militarmente nel 1934 la regione di Saguia el Hamra]
-
-
1944
Gennaio

-


1944
Gennaio
MAROCCO
[dal 1912 il paese è un protettorato della Francia che ha riconosciuto alla Spagna una zona di sua spettanza (Rif, Ifni, Tarfaya);
con la convenzione di Parigi la città di Tangeri è stata internazionalizzata con un proprio statuto autonomo.]
mentre il paese continua ad opporre una strenua resistenza alla "pacificazione", egli si avvicina decisamente a quei movimenti che reclamano una maggiore autonomia del Marocco, non nascondendo le sue simpatie per l'Istiqlal o Partito dell'indipendenza attorno a cui si riunisce gran parte delle forze autonomistiche; dal canto suo la Francia ha creato una residenza militare che lascia insoddisfatta ogni istanza autonomista;
Maometto V
-

(Fez 1909 - Rabat 1961)
figlio di Mulay Yusuf;
1927-57, sultano del Marocco;
[alla morte del padre]

1957-61, re del Marocco;

1944
seconda guerra mondiale (1940-45)
Gennaio
11
, manifesto indipendentista del nuovo partito dell'Istiqlal;



1944
Gennaio
Algeria
-
-
1944
Gennaio

1944, mentre ad Algeri nel 1942 si è costituito il primo governo provvisorio della Francia libera e l'anno successivo F. 'Abbas ha fondato l'Unione democratica del manifesto algerino, ora il Comitato francese di liberazione nazionale di Ch. de Gaulle, con la mobilitazione di migliaia di algerini nella lotta antifascista, coagula intorno alla causa dell'indipendenza larghi strati della borghesia araba moderata;
ancor prima della fine del conflitto mondiale le autorità francesi si impegnano a garantire alcune concessioni alla comunità musulmana;

1944
Gennaio
TUNISIA
[protettorato francese dal 1883, anche se il bey conserva formalmente le sue prerogative]
il Neo-Destur (presidente: H. Bourghiba, in carcere 1934-36 e 1938-42) dal 1934 ha come obiettivo la fine del protettorato;
1944
Gennaio

-

1944
Gennaio
LIBIA
[nome romano riesumato durante il conflitto per indicare le due regioni della Tripolitania e della Cirenaica]
- da fine gennaio 1943 tutta la Libia è in mano agli inglesi -

1944
Gennaio

seconda guerra mondiale (1940-45)
-

Muhammad Idris al-Mahdi al-Sanusi
-

(Giarabub 1890 - Il Cairo 1983)
1917-22, capo della confraternita dei Senussi;
1923-48, è costretto all'esilio;


1948, emiro di Cirenaica;
1950-69, re di Libia(Idris I);



1944
Gennaio
Faruk  
(Il Cairo 1920 - Roma 1965)
figlio di re Fu'ad I;
1936-52, re d'Egitto;
con a fianco il primo ministro Nahhas Pascià, vecchio leader wafdista insediato dagli inglesi, dal febbraio 1942 è costretto ad appoggiare apertamente gli Alleati;

1951-52, re d'Egitto e del Sudan;
- Primo Ministro
Nahhas Pascià
(1942 feb - ott 1944)
- Ambasciatore britannico
sir Miles Lampson
(1936 - 1946)
1944
Gennaio

-


1944
Gennaio
Sudan
[dalla convenzione del 18 gennaio 1899, il paese è stato costituito in "condominio" anglo-egiziano, di fatto in possedimento britannico;
dal 1924 la White Flag League fondata da Ali Abd al-Latif (condannato a tre anni in carcere lo stesso anno) ha abbandonato il programma unitario della Valle del Nilo e adottato una nuova strategia orientata verso l'obiettivo di una nazione sudanese autonoma.]
-
?
(?-?)
1944
Gennaio

-


1944
Gennaio
Guinea-Bissau
[colonia autonoma portoghese dal 1879, i suoi confini (rettilinei e artificiosi di evidente origine coloniale) con l'Africa Occidentale Francese sono stati regolati nel 1896.]
-
?
(?-?)
1944
Gennaio

-


1944
Gennaio
Africa Occidentale Francese
(AOF – 1895-1958)

[possedimenti retti, dal 1895, da un governatore generale, dipendente dal ministero delle colonie, in forma accentuatamente centralizzata]

- Governatore generale
?
(? -?)
Senegal [sotto controllo francese dal 1817, sottomesso e pacificato dal 1865.] cap. Dakar.
1944
Gennaio

-
Mauritania [protettorato francese dal 1904, il territorio vi è stato annesso dal 1920 ma le autorità coloniali non verranno mai completamente a capo dello spirito d'indipendenza mauro]
1944
Gennaio

-
Sudan francese [ex Senegal-Niger dal 1904, nel 1921 è tornato al suo nome originario.]
1944
Gennaio

-
Alto Volta [1932-47, la colonia è soppressa e smembrata tra Costa d'Avorio, Sudan Francese e Niger]
1944
Gennaio

-
Niger [completamente colonizzato dal 1920] cap. Zinder.
1944
Gennaio

-
Guinea Francese [protettorato francese dal 1889, è sorta la città di Conakry nel 1890; colonia francese dal 1891;
con l'acquisizione dell'isola di Los nel 1904 ha assunto il suo assetto territoriale definitivo.]
1944
Gennaio

-
Costa d'Avorio [colonia francese dal 1893.]
1944
Gennaio

-
Dahomey [annesso dal 1899 ma, completamente, dal 1916]
1944
Gennaio

-
Nel gennaio 1943, truppe francesi "libere" hanno rioccupato tutte le colonie francesi nell'Africa occidentale e nel Madagascar.

1944
Gennaio
Sierra Leone
[colonia inglese dal 1808.]
- Governatore
?
(?-?)
1944
Gennaio

-

1944
Gennaio
[ex Monrovia, è una repubblica indipendente dal 1847, con una costituzione modellata su quella statunitense ma con il predominio dell'elemento nero-americano su quello autoctono;
nel 1857 al paese si è unita l'ex colonia formatasi a capo delle Palme nel 1833.]
-
-
1944
Gennaio

-


1944
Gennaio
Costa d'Oro
[colonia della corona britannica dal 1874; nel 1922 si è ingrandita con l'annessione dell'ex Togo tedesco, la parte occidentale (Togoland) del territorio;]
- Governatore
-
1944
Gennaio

-

1944
Gennaio
Togo
[sotto mandato francese dalla fine della prima guerra mondiale, dal 1922 il territorio comprende solo la parte orientale dell'ex Togo tedesco e mantiene una distinta fisionomia giuridica.]
?
(?-?)
1944
Gennaio

-


1944
Gennaio
comprende i due ex protettorati britannici;
all'unità amministrativa della federazione non corrisponde tuttavia una reale integrazione etnico-culturale del paese;
Nigeria settentrionale [territori haussa, riuniti dal 1900]
-
-
1944
Gennaio

-

Nigeria Meridionale [territori degli Oil Rivers (dal 1849), di Lagos (dal 1861) e Benin (dal 1897), riuniti dal 1906]
-
-

1944
Gennaio

all'unità amministrativa della federazione non corrisponde tuttavia una reale integrazione etnico-culturale del paese;
vari elementi di divisione si portano avanti dal 1922;
in opposizione al regime coloniale, Nnamdi Azikiwe e Wallace Johnson organizzano il National Council of Nigeria and the Cameroons (Consiglio Nazionale della Nigeria e del Camerun) con l'appoggio "hausa" e "ibo".
La Gran Bretagna insiste nella politica del "divide et impera" con i gruppi hausa e ibo.
I missionari si dedicano con molto zelo al reclutamento di "amministratori" ibo per la Gran Bretagna.
Nnamdi Azikiwe chiede l'indipendenza per la Nigeria, ma all'interno del Commonwealth Britannico.







1944
Gennaio
Camerun
[dal 1920 l'ex protettorato franco-britannico è diviso in due mandati coloniali previsti dal trattato di Versailles]
Njoya
-
(? - ?) c
1883-1933, re dei bantu;

Mandato (1) [alla Gran Bretagna, la porzione nordorientale, circa un quinto del paese]
1944
Gennaio

-
Mandato (2) [alla Francia, il resto (ha recuperato anche i territori ceduti nel 1911)]
1944
Gennaio

dal 27 agosto 1940 ha aderito alla Francia libera;

1944
Gennaio
Africa Equatoriale Francese
(1910-1958)
1910, la Francia crea questa nuova unità amministrativa che, pur mantenendo a Brazzaville la sede del governatore generale, è divisa in quattro ripartizioni:
Medio Congo [ex Congo Francese»
-

1944
Gennaio

André Matsua, fondatore nel 1925 della Société amicale des originaires de l'Afrique Equatoriale Française e finora sopravvissuta nella clandestinità, si trova ora arruolato nell'esercito francese;
nuovamente arrestato sotto l'imputazione di "intelligenza col nemico" è ricondotto a Brazaville. Qui tutti gli esponenti del movimeno amicale, divenuti fautori sempre più decisi delle rivendicazioni autonomiste delle popolazioni Bakongo, sono condannati a morte e fucilati.

Brazaville, Félix Eboué e René Pleven, con l'appoggio di De Gaulle, organizzano la conferenza dei venti governatori francesi allo scopo di elaborare una nuova forma per l'Impero francese in Africa per i «60 milioni di cittadini (della Francia)che sono associati ai 42 milioni di "figli" (della Francia)».
De Gaulle dichiara che «l'opera di civilizzazione compiuta dalla Francia nelle colonie esclude del tutto qualunque idea di autonomia, qualunque idea di evoluzione al di fuori del blocco imperiale francese delle nazioni; e, infine, esclude la creazione, anche in futuro, di qualsiasi forma di autogoverno nelle colonie».
[Memorie di De Gaulle, volume II.]
L'idea di un'Unione Francese, quindi, diventa, per la "Francia libera", una nuova forma di imperialismo.

Gabon [già assorbito dal Congo Francese nel 1888 e ora separato]
-
1944
Gennaio

-
Ubangi Sciari (Oubangui-Chari) [ex Impero Centrafricano, diventato colonia francese dal 1905]
-
1944
Gennaio

-
Ciad [pur annesso dalla Francia, la resistenza all'interno continuerà fino al 1917]
-

1944
Gennaio

Durante la seconda guerra mondiale la colonia aderisce alla Francia libera.
Brazzaville, si tiene la conferenza che progetta l'istituzione dell'Union Française.

Il gen. Leclerc lascia il Ciad con la 2ª div.ne per essere presente alla liberazione di Strasburgo e Parigi.




1944
Gennaio
Congo Belga
[colonia dello stato belga dal 1908]
(capitale: Lépoldville)
[il territorio dello Zaire, già sede (ancor prima dell'arrivo dei portoghesi) di importanti regni autoctoni quali quello del Congo, di Kuba, Luba, Lunda:
- nel 1880 è stato posto sotto il controllo dell'Associazione internazionale per il Congo, promossa da Leopoldo II re del Belgio;
- 1885-1908, sotto la sovranità (esercitata a titolo personale) di Leopoldo II re del Belgio.]
Governatore
-
1944
Gennaio

Nel periodo tra le due guerre vengono estese le piantagioni ed avviato lo sfruttamento delle ricchissime risorse minerarie, senza che ciò comporti alcun miglioramento del livello di vita delle popolazioni indigene e delle condizioni igienico-sanitarie.
Katanga [regione sudorientale, annessa militarmente dai belgi nel 1891 sotto l'egida della Compagnie du Katanga istituita da re Leopoldo II.]
1944
Gennaio

nella zona dell'attuale Jadotville, la Union Minière:
- nel 1917, a Likasi, ha aperto un'altra grande miniera di rame (dopo quella iniziale a Elisabethville);
- nel 1921, a Panda, ha installato un concentratore di minerale;
- nel 1928, a Shituru, ha inaugurato un nuovo complesso industriale, di gran lunga il maggiore del Congo e fra i più imponenti dell'intera Africa.
ll complesso industriale [intitolato a Jean Jadot] forma una delle capitali mondiali del rame.
Ruanda-Urundi [dal 1919 sotto amministrazione belga, nel 1925 è stato annesso alla colonia.]
1944
Gennaio

-





1944
Gennaio
-
ETIOPIA
[Abissinia: con il termine si intende indicare la regione etiopica (comprendente il Tigré, lo Scioà, l'Amara e il Goggiam) che si estende a Nord del fiume Auasc e dello spartiacque tra l'Omo e l'Abbai]
-

(Harar 1891 - † 1975)
Tafari Makonnen, figlio del principe Makonnen e nipote di Menelik II;
1930-75, imperatore di Etiopia;
negus neghesti
(re dei re);
1944
Gennaio

da maggio 1941 è rientrato insieme alle truppe inglesi ad Addis Abeba;

ERITREA

1944
Gennaio

dopo lo sfaldamento coloniale italiano, dal 1941 segue le sorti dell'Etiopia;





1944
Gennaio
SOMALIA
1944
Gennaio

L'integrazione amministrativa da parte degli inglesi dei due territori ex Somalia Britannica ed ex Somalia Italiana, favorisce l'aggregazione delle forze nazionaliste nel partito Somali Youth League (Lega dei Giovani Somali) avviando il movimento indipendentista;
Somalia Francese [colonia francese dal 1896]
il porto di Gibuti (1888) è collegato per ferrovia alla capitale etiopica Addis Abeba (1897-1917);
[situata in territorio dancalo e non propriamente somalo]
1944
Gennaio

-

1944
Gennaio
Africa Orientale Britannica
(IBEAImperial British East Africa)
Uganda [protettorato britannico dal 1894]
-
-
1944
Gennaio

formalmente diviso in quattro regni federati, è uno dei possedimenti più prosperi della Gran Bretagna in Africa;

Kenya [nome ufficiale solo dal 1920]
-
-

1944
Gennaio

sono appena arrivate in Kenia la II e la V brigata sudafricana e il gen. Cunningham comincia a costituire la 1ª div.ne sudafricana (gen. Brink).

Sciopero dei ferrovieri kenyoti.
Il primo africano kenyota è ammesso nel Consiglio Legislativo del Kenya che è sempre stato dominato dai coloni "bianchi" fin dalla sua fondazione nel 1907.

E.W Mathu, del Balliol College di Oxford, fonda la KASU (Kenya African Study Union), che anticipa la KAU (Kenya African Union). E.W Mathu e James Gichuru accettano la partecipazione (segregata) dell'Africa, in qualità di membro, al Consiglio Legislativo britannico e E.W Mathu diventa il primo membro africano.



1944
Gennaio
[dalla fine del primo conflitto mondiale (novembre 1918) il territorio è attribuito dalla Società delle Nazioni in mandato [Mandato B] alla Gran Bretagna che concede una relativa autonomia interna.]
-
-
1944
Gennaio

-

1944
Gennaio
Zanzibar
[protettorato (assieme all'isola di Pemba) dal 1890 e colonia dal 1913 della corona britannica]
-
-
1944
Gennaio

-


1944
Gennaio
Angola
- Governatore
?
(? - ?)

1944
Gennaio

-


1944
Gennaio
Rhodesia
1944
Gennaio

ribattezzato Rhodesia dal 1895 in onore di Cecil J. Rhodes;
dal 1890 la British South Africa Chartered Co., società fondata da Cecil J. Rhodes, ha ottenuto da re LoBenguella la concessione esclusiva di sfruttamento venticinquennale del territorio del protettorato sui maTabele;
Rhodesia del Nord-Ovest [protettorato dal 1899, dal 1914, è uno dei più poveri possedimenti britannici]
-
-
1944
Gennaio

passata ora sotto il controllo statale, mantiene lo status di protettorato, dipendendo dal Foreign Office e restando in gran parte sotto il controllo della Compagnia ; [vedi 1948»

Rhodesia del Sud [protettorato dal 1911]
-
-
1944
Gennaio

passata sotto il controllo statale nel 1923, si è rifiutata d'integrarsi nell'Unione Sudafricana divenendo colonia autonoma della corona e godendo così di maggiore libertà amministrativa; a forte immigrazione bianca, adotta una legislazione razziale analoga a quella sudafricana (apartheid) sancendo la completa esclusione dell'elemento indigeno dalla vita politica del paese;
[la situazione rimarrà così fino al secondo dopoguerra: vedi 1953]


1944
Gennaio
[l'ex territorio Malawi, protettorato britannico dal 1891, che aveva assunto formalmente il nome British Central Africa
nel 1893, ha assunto questo nuovo nome nel 1907]
-
-
1944
Gennaio

sin dall'inizio del secolo fermenti antibritannici sono già sorti e ora si diffondono a causa dell'indiscriminata diffusione delle piantagioni coloniali a scapito delle colture alimentari per il fabbisogno della popolazione (in costante aumento);
rimasto latente tra le due guerre mondiali, il movimento nazionalista nero riprende vigore con la fondazione del NAC (Nyasaland African Congress);


1944
Gennaio
Mozambico
[già nel 1891 il Portogallo completava la conquista delle regioni interne ma solo nel 1915 è riuscito a pacificarle;
nel 1923 ha integrato il triangolo di Kionga, già possedimento tedesco sino alla fine della prima guerra mondiale.]
-
?
(? - ?)
1944
Gennaio

-


1944
Gennaio
Madagascar
(Imérina)
[annesso alla Francia dal 1896]
- Governatore
Cayla
(? - ?)
1944
Gennaio

il paese è annesso alla Francia dal 1896 mentre il VVS di J. Ralaimongo lotta per l'indipendenza;




1944
Gennaio
Unione Sudafricana
[dominion britannico a struttura federativa dal 1910 ma indipendente sul piano internazionale (statuto di Westminster, 1931)]
- Primo ministro
J.C. Smuts
(1939 - 1948)
[Partito afrikaner (unionista)]
dal 1912 si è costituito il SANNC (South African Native National Congress) – dal 1925 mutato in ANC (African National Congress) – formazione politica nera;
dal 1913 è in vigore il Native Land Act che consente al primo ministro di coinvolgere l'elemento boero nella prima guerra mondiale a fianco dell'Inghilterra;
dal 1914 è abolita l'imposta discriminatoria nei confronti degli indiani del Natal;
dal 1918 si è annessa con una serie di decisioni unilaterali l'ex colonia tedesca dell'Africa del Sud-Ovest, ricevuta invece in amministr azione fiduciaria dalla Lega delle Nazioni; nel tentativo di diminuire il costo del lavoro nell'industria mineraria colpita da recessione in conseguenza del declino del gold standard, il primo ministro fa ricorso alla manodopera africana semispecializzata;
mentre dal 1925 l'afrikaans ha rimpiazzato l'olandese come seconda lingua ufficiale dell'Unione, sono in vigore: Native Land Act (dal 1913) e Colour Bar Act (dal 1926);
dal 1934 il Partito afrikaner (unionista) di J.C. Smuts e il Nationalist Party (nazionalista) di J.B.M. Hertzog si sono fusi nell'United Party favorendo così l'aggregazione in partito politico della destra ultrarazzista e apertamente filonazista di D.F. Malan (Purified Nationalist Party) a cui nel 1936 Hertzog e Smuts hanno dovuto concedere il Representation of Natives Act che sospende i diritti politici della comunità nera;
grazie alla posizione favorevole all'ingresso del paese nel congflitto a fianco degli alleati (80 voti contro 67)

1944
Gennaio

il gen. J.C. Smuts, primo ministro razzista del Sudafrica "bianco", propone che l'Impero Britannico sia trasformato in un Commonwealth Britannico delle Nazioni e diventa membro fondatore della Carta dei Diritti Umani delle Nazioni Unite.
La seconda conferenza anti CAD (Coloured Affairs Department) conferma il Programma in dieci punti e la "struttura federale triangolare" respingendo la proposta di Jaffe di una "struttura federale lineare".
Un gruppo di intellettuali e insegnanti meticci e africani, di formazione trotzkista trasformano l'AAC (All African Convention) nel NEUM guidato da I.B. Tabata e forte soprattutto nella zona del Capo.
Tra i fondatori del NEUM (Non-European Unity Movement = Movimento di Unità Non-Europea) è anche S.A. Jayiya (1907 ca- Città del Capo 1970), un operaio che si ispira al modello di auto didattica politica creato da Joseph Dietzgen, e uno degli ideatori dellle forme moderne di emancipazione politica.








1944
Gennaio
Regno Arabo Saudita
[dal 27 set 1932]
'Abd al-'Aziz III o ibn Sa'ud
Albero genealogico
(Riyadh 1887-Taif 1953)
discendente della dinastia wahhabita dei Banu Sa'ud;
1891, la dinastia viene scalzata dalla capitale Riyadh a opera dei rivali Banu Rashid del Gebel Shammar;
1902-13, ristabilisce con una serie di campagne l'unità del Neged, intraprendendo dopo il crollo dell'impero ottomano l'unificazione della penisola arabica;
1915-18, prima guerra mondiale: pur avendo stipulato un accordo di alleanza con la Gran Bretagna (1915), si mantiene neutrale dedicandosi al consolidamento interno dello stato, da lui organizzato sulla base di colonie agricolo-militari di contadini soldati legati al sovrano da un patto ("fratelli fedeli");
1918, approfitta dei contrasti anglo-francesi nel Vicino Oriente per sviluppare una tempestiva politica di annessioni;
1919, si annette il Gebel Shammar;
1924, si annette la Mecca;
1925, si annette Gidda;
1926, re del Higiaz;
1927-32, re del Higiaz e del Neged;
[… e dipendenze];
riconosciuto al congresso musulmano universale della Mecca, ottiene anche il riconoscimento della Gran Bretagna (trattato di Gidda);
1932 (27 settembre) procede alla piena integrazione dei suoi possedimenti dando ad essi il nome di Regno Arabo Saudita;
1932-53, re dell'Arabia Saudita;

1944
Gennaio

-


1944
Gennaio
Emirato di Transgiordania
Abdullah o 'Abd Allah ibn al-Husayn 
(La Mecca 1882 - Gerusalemme 1951) secondogenito del re del Higiaz Husayn ibn 'Ali, della dinastia degli Hashimiti o Hashemiti;
1920, re dell'Iraq;
[designato dal Congresso panarabo di Damasco]
1921, deve cedere il trono iracheno al fratello maggiore Faysal, espulso dalla Siria dai francesi, ottenendo in cambio l'emirato autonomo di Transgiordania, sotto mandato britannico;
1921-46, emiro di Transgiordania [sotto mandato britannico];
1933, dopo la morte del fratello Faysal, ne riprende il progetto di creazione di una "grande Siria" (Transgiordania, Palestina, Libano e Siria) rinsaldando a tale scopo l'alleanza con la Gran Bretagna;

1946-51, re del Regno hashemita del Giordano;
1944
Gennaio

seconda guerra mondiale (1939-1945): a fianco della Gran Bretagna contro la Germania;


1944
Gennaio

[da novembre 1941 il commissario gollista per il Levante, gen. G. Catroux, ha proclamato l'indipendenza del paese, rinviandone però l'attuazione alla fine delle ostilità.]

- Presidente
Bachara al-Khury
(1943 - 1952)
1944
Gennaio

nel 1943 i leader libanesi hanno concluso un "patto nazionale" inteso a regolare la rappresentanza politica delle diverse comunità;



1944
Gennaio

[posta dal 1920 sotto mandato francese dalla Società delle Nazioni e poi divisa in tre distretti autonomi;
dal 1930 è una repubblica parlamentare con la Francia quale supervisore degli affari esteri e della sicurezza;
dall'agosto 1941 vige un accordo franco-inglese De Gaulle-Lyttleton su Siria e Libano.
il 22 dic 1943 la "Francia libera" ha dichiarato la fine dei mandati e il trasferimento dei poteri a Siria e Libano.]

 

1944
Gennaio
-


1944
Gennaio
[dal 1922 la regione è stata attribuita in mandato dalla Società delle Nazioni alla Gran Bretagna, sulla base del piano di spartizione del levante convenuto da inglesi e francesi (accordo Sykes-Picot);
dal 1939 (libro bianco del maggio 1939) il governo inglese ha formulato la proposta, respinta dagli interessati, di istituire uno stato arabo palestinese indipendente, nell'arco di un decennio;
dal 1942 a New York l'Organizzazione sionistica mondiale pensa di dar vita a uno stato ebraico indipendente,
… ogni mediazione è improponibile; ]
 
1944
Gennaio

-



1944
Gennaio
Iraq
[dal 1930 l'Iraq è "formalmente" indipendente e dal 1932 fa parte della Società delle Nazioni;
rimane infatti ancora legato alla Gran Bretagna da un trattato 25le (1930-55)];
le truppe anglo-giordane presidiano il paese fino alla fine della seconda guerra mondiale;
stato belligerante contro l'Asse;]
Faysal II

(? - 1958)
figlio di Ghazi I
1939-58, re dell'Iraq;


1944
Gennaio


Kurdistan (iracheno)
1944
Gennaio

le multinazionali del petrolio e in particolare l'Iraq Petroleum Corporation (anglo-franco-olandese-americana) operano nei giacimenti della zona di Kirkuk;



1944
Gennaio
Iran
[mentre dal 1928 sono state annullate tutte le concessioni di extraterritorialità, dal 1933 è stato rinegoziato l'accordo con la AIOC (Anglo-Iranian Oil Company) che continua a sfruttare (1909-51) gli ingenti giacimenti petroliferi.]
Muhammad Reza Pahlavi

(Teheran 1919 - Il Cairo 1980)
primogenito di Reza Khan Pahlavi imperatore (scià) dell'Iran, educato all'occidentale;
1941-79, scià dell'Iran;
sale al trono dopo l'abdicazione del padre;



1944
Gennaio

seconda guerra mondiale (1941-45): solo in seguito alla firma di un trattato tripartito di alleanza nel 1942, cui è seguita immediatamente la dichiarazione di guerra alla Germania, egli ha ottenuto il riconoscimento della sovranità;





Giornali e giornalisti
1944 - GENNAIO


[Torino]

direttore:
. Concetto Pettinato.

«La Repubblica Fascista»

direttore:
. Carlo Borsani.

«Vent'anni»
[settimanale fascista di Torino]

direttore:
. Guido Pallotta, vice-segretario nazionale dei GUF.

[periodico di Albenga]

direttore:
. ?,


[Torino]

condirettore:
. Ather Capelli.


[Genova]

direttore:
.


[Milano]

1943 set - apr 1945,
. direttore:
. Ermanno Amicucci.

«Il Giorno»

direttore:
. Italo Pietra.

«L'Arena»
[Verona]

direttore:
. Giuseppe Castelletti.


[Trieste]

direttore:
.


[Modena]

direttore:
.

«Il Resto del Carlino»
[Bologna]

direttore:
. Giorgio Pini, poi sottosegretario agli Interni.

«La Nazione»
[Firenze]

direttore:
. Mirko Giobbe.

«Rivoluzione»
[organo del GUF di Firenze]

direttore:
. Guido Giglioli.


[Roma]

direttore:
. I. Pietra,
. Bruno Spampanato.

[Roma]

direttore:
. R. Manzini (1927-59).

[Roma]

direttore:
.


[Edizione romana]

direttore:
.

«La Voce Repubblicana»
[clandestino]

nell'ottobre 1943 ha ripreso clandestinamente le pubblicazioni;
direttore:
.

«Il Popolo»
(clandestino)

1943-44, appare con alcuni numeri clandestini;
direttore:
.


[mensile dell'Unione italiana per il Rinnovamento sociale]
[Napoli]

. P. Togliatti [Ercoli];
da questo n. 4 si trasferisce a Roma; diretta e curata personalmente dal leader del Pci, mira a fornire ai militanti una guida ideologica,


(clandestino)

direttore:
.


[organo clandestino del Psiup]

. E. Colorni (1943 lug-1944);

«Crociata Italica»

direttore:
. don T. Calcagno (1944 9 gen - 9 apr 1945);

 

1944

Repubblica di Caulonia 1944, inizio, il prefetto di Reggio Calabria nomina, quasi a furor di popolo, P. Cavallaro sindaco del comune di Caulonia dove il neoletto inizia subito un'ambiziosa politica di riforme: dalle perquisizioni per sottrarre le armi e il grano incettato dagli agrari, alla richiesta rivolta al perito istruttore del comune di condurre una ricerca sulle usurpazioni delle terre demaniali.
Nello stesso tempo organizza di nascosto per il Pci il traffico delle armi alleate verso i partigiani del nord Italia intercettando una parte delle spedizioni in vista di una insurrezione filosovietica che in questo momento nessuno si sente di escludere del tutto.
All'inchiesta del comune, il 75% dei terreni demaniali risulta usurpato dalle grandi famiglie del luogo e la tensione cresce giorno dopo giorno tra le provocazioni degli ex fascisti (spalleggiate apertamente dai carabinieri) e le ansie di riscossa dei contadini.
Ma P. Togliatti, nel suo unico incontro con il neo sindaco, decide che la via al socialismo non deve passare per le armi.
«segue marzo 1945»

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