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ANNO 1924

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Papa Pio XI
(1922-39)

- segretario di Stato: card. P. Gasparri.

1924
Gennaio
alla morte di Lenin, l'anziano arcivescovo di Tiraspol, Zerr, è l'unico vescovo cattolico vivo e in libertà in Unione Sovietica dove ci sono ancora circa duecento religiosi cattolici;
Aprile
gli agenti di Edmund Walsh comunicano che l'arcivescovo Cieplak è stato rimesso in libertà ed espulso dal paese; il religioso si reca immediatamente a Roma per incontrare il papa;
Dicembre
su consiglio dell'esperto in affari russi, Michel d'Herbigny, il papa ordina al suo nunzio a Berlino, mons. Eugenio Pacelli, di continuare i colloqui segreti con Mosca;
mentre il ministro degli Esteri sovietico, Georgij Cicherin, è a capo dei pragmatici di Mosca che difendono la necessità di mantenere rapporti con il papato, mons. Eugenio Pacelli vuole raggiungere unaccordo in cui lo Stato riconosca ufficialmente la Chiesa cattolica. Poiché egli minaccia addirittura di organizzare un embargo, appoggiato da tutte le nazioni cattoliche, contro l'Unione Sovietica, se Mosca non riconoscerà i diritti dei cattolici, le trattative s'interrompono.
La rottura ha come conseguenze la diffusione di violenze e l'esecuzione di centinaia di sacerdoti che difendono la fede nei temibili gulag sovietici.
Lo stesso anno Gramsci scrive: «Il Vaticano è la più grande forza reazionaria esistente in Italia: forza tanto più temibile in quanto è più insidiosa e inafferrabile. Il fascismo, prima di tentare il suo colpo di Stato, dové mettersi d'accordo col Vaticano».

Internazionale operaia socialista

«segue da 1923»
1924
-
«segue 1925»


U.S.A.

1924, 4 novembre, Washington, viene eletto 31° presidente degli Stati Uniti, il repubblicano Calvin Coolige.

wahhabismo

«segue da 1902»
1924, l'emiro 'Abd al-'Aziz III ibn Sa'ud o, più comunemente, Ibn Sa'ud conquista la Mecca e fonda il regno detto poi Arabia Saudita.





1924
Schweizerische Eidgenossenschaf
Confédération suisse
Confederazione svizzera
[Repubblica federale]
- Presidente
-
- Primo ministro
-
-

1924

[Politica in materia di immigrazione - I fase: 1917 ca-1925]

Giugno
2
, nel messaggio del Consiglio federale concernente la regolamentazione del soggiorno e del domicilio degli stranieri in Svissera viene per la prima volta ufficialmente esibita una programmazione e una politica selettiva dell'immigrazione.
Principio della "lotta contro la sovrappopolazione straniera": per la prima volta «les ètrangers sont classés d'aprés un nouveau critère distinctif ressortissant de la lutte contre la surpopulation étrangère; l'étranger en séjour compte peu dans cette surpopulation, précisement parce qu'il quittera de nouveau le pays; mais l'étranger établi [domiciliato] doit compter pleinement.»


[Jean Ziegler, Una Svizzera al di sopra di ogni sospetto, Arnoldo Mondadori Editore Milano 1976]


1924
Presidente
della repubblica e dei ministri
-
Cancelliere
mons. Ignaz Seipel
Partito cristiano-sociale
(1922 gen - 1924)
Rudolf Ramek
Partito cristiano-sociale
(1924 20 nov - 20 ott 1926)
Interni
-
Affari Esteri
-
Finanze
-

1924
dal 1920 è in vigore la costituzione austriaca che prevede un parlamento bicamerale comprendente:
- Nationalrat (consiglio nazionale eletto a suffragio nazionale),
- Bundesrat (consiglio federale eletto dalle diete dei Länder);

i contrasti fra cristiano-sociali (mons. Ignaz Seipel) di estrazione contadina e socialdemocratici (Karl Renner) di formazione operaia e urbana degenerano in una latente guerra civile, per il conflitto fra le forze paramilitari legate ai due schieramenti;

il cancelliere mons. Ignaz Seipel viene ferito in un attentato e dà le dimissioni;



GERMANIA
1924

Presidente
della Repubblica

F. Ebert SPD
(1919 10 ago - apr 1925)
-
Presidente
del
Reichsrat (rappresentanti
dei Länder)
-
Presidente
del Reichstag
(deputati eletti
dal popolo)
-
-
Cancelliere del Reich
[Reichskanzler]
W. Marx
I
Centro Cattolico
(1923 30 nov - 26 mag 1924)
W. Marx
II
Centro Cattolico
(3 giu - 15 gen 1925)
Segretari di Stato
Difesa/Guerra
-
Affari Esteri
G. Stresemann
(1923-26)
 
Nazismo

1924

Marzo?
Monaco, si svolge il processo che dura ventiquattro giorni;
il tribunale speciale, istituito appositamente per la circostanza, condanna A. Hitler per alto tradimento, ma alla pena minima di cinque anni di fortezza [ne sconterà uno solo]; E. Ludendorff, E. Röhm e gli altri vengono assolti.
Espulso dalla Reichswehr dopo il processo, E. Röhm resta qualche tempo a Monaco.

Maggio

alle elezioni locali il Fronte nazionalsocialista della libertà (nuovo movimento politico creato da Gregor Strasser e appoggiato da E. Ludendorff che raggruppa la maggior parte degli ex nazisti e dei membri delle associazioni nazionaliste e antisemite) presenta i suoi candidati; prima delle elezioni però Gregor Strasser ha operato per l'annientamento dei rivali pericolosi; per prima cosa ha tolto dalla lista dei candidati H. Göring (rifugiato in Italia e poi in Austria) impedendo non solo la sua elezione, ma anche, nella stessa occasione, l'abrogazone dei provvedimenti che lo avevano messo al bando dopo il putsch di Monaco [H. Göring non glielo perdonerà mai].
In prigione intanto A. Hitler ha preso le distanze da E. Röhm poiché nella prospettiva di una conquista legale del potere, l'azione brutale del capo delle SA potrebbe essere più pericolosa che vantaggiosa.

Luglio-Agosto

alla conferenza di Londra, dove viene presentato il "piano Dawes", la Francia (dove è salito al governo il radicale E. Herriot) acconsente a evacuare la la Ruhr;

Novembre

A. Hitler intanto viene graziato; la reclusione nella fortezza di Landsberg gli è servita per scrivere Mein Kampf (La mia battaglia);
20, uscito di prigione rafforza la sua posizione al vertice del

NSDAP (Nationalsozialistische deutsche Arbeiterpartei – Partito nazionalsocialista dei lavoratori tedeschi) ma poiché i due putsch, uno al nord e uno a Monaco, sono falliti, cambia tattica: intende superare la repubblica non per la via dei colpi di stato, ma con iniziative che sembrino strettamente legalitarie e secondo le regole del sistema;

Dicembre

alle elezioni nazionali il Fronte nazionalsocialista della libertà presenta i suoi candidati; H. Himmler partecipa alle lotte elettorali bavaresi e, come gli altri, vilipendia il sistema capitalista e condanna "lo schiavismo al quale sono costretti gli operai"; sotto l'impulso dei fratelli Gregor e Otto Strasser le idee sociali che hanno presieduto alla nascita del NSDAP prendono il sopravvento sugli altri temi della propaganda hitleriana, ma A. Hitler non approva questo orientamento politico e resta ai margini di questa operazione: egli pensa infatti che solamente gli industriali e i finanzieri possono fornire ad un partito forte i mezzi per fare politica; attaccando il sistema sociale, il partito rischia di venir tagliato fuori dal paese, dalla grande maggioranza della popolazione, tantopiù che, sotto l'influenza di un grande banchiere Hjalmar Schacht, nominato "commissario del Reich al denaro" ha appena lanciato una campagna contro l'inflazione che ridà fiducia al paese;
Gregor Strasser non capisce e parte per Berlino, forte di un successo riportato dal NSDAP alle elezioni generali; per la prima volta 33 suoi deputati siederanno al Reichstag a Weimar; egli organizza attraverso la Germania potenti federazioni locali del partito in nome dell'immensa popolarità che A. Hitler gode nel paese;
il paese viene diviso in "Gaue" diretti da Gauleiter (capo circoscrizione); il "Gau" è suddiviso in "Kreise" o circoli diretti da Kreisleiter (capo gruppo) che sono a loro volta assistiti da Ortsgruppenleiter (capo di sezione locale. Nelle città queste sezioni sono ancora suddivise in cellule che raggruppano parecchi stabili ognuno dei quali ha il suo responsabile.
Per mantenere e far funzionare questa organizzazione c'è ovviamente bisogno di molto denaro.
Ma A. Hitler sa che dei 33 deputati soltanto 9 sono nelle sue posizioni, gli altri (compreso E. Ludendorff ) sono piuttosto rivali che sostenitori.
E. Röhm addirittura non figura più sulla lista dei candidati nazionalsocialisti.

Il KPD (Kommunistische Partei Deutschlands - Partito comunista di Germania), con più di tre milioni di voti e 62 deputati, è pur costretto a subire, alla morte di Lenin, i contraccolpi delle scissioni interne all'Internazionale comunista;

a



1924
REPUBBLICA di POLONIA
[capitale Varsavia]
Capo dello stato
Stanislaw Wojciechowski
(1922 20 dic - 14 mag 1926)
[Partito Popolare Polacco "Piast"]
Presidente del consiglio
W. Grabski
(1923 19 dic - 14 nov 1925)
Ministro delle Finanze
W. Grabski
(1919 gen - nov 1925)
Ministro della guerra
W.E. Sikorsky
(1924 - nov 1925)
[esponente del nazionalismo polacco]
-

1924
la costituzione del 1921 ha assegnato ampi poteri al parlamento diviso in due camere: senato e sejm (dieta);
per risolvere la gravissima inflazione, W. Grabski riorganizza il sistema monetario e finanziario e crea lo zloty, nuova moneta;

Ottobre
W. Grabski fonda la Banca di Polonia;



1924
Presidente della Repubblica
T.G. Masaryk
(1918 - 1935)
Ministro degli Esteri
E. Beneš
(1919 - 1935)
-
1924
la riforma agraria del 1919 ha portato all'esproprio di più di un milione di ettari appartenenti a grandi proprietari;
dal 1921 opera il Partito Comunista Cecoslovacco;





1924
FRIULI-VENEZIA GIULIA,
ISTRIA, Fiume e Zara
Trattato di Rapallo: 12 novembre 1920.
VENEZIA GIULIA
- il confine fra l'Italia e lo stato S.H.S. è stabilito al Monte Nevoso in Carniola, con l'Istria, Zara e un perimetro di circa 7 km intorno a questa città, le isole di Cherso, Lussin, Lagosta e Pelagosa con gli isolati adiacenti attribuiti all'Italia.
1924
-

ISTRIA
1924
-
Fiume
La città viene costituita a Corpus separatum (come sotto Maria Teresa) con una sottile striscia di territorio che lo congiunge all'Italia; Porto Baros, però, parte integrale dell'antico Corpus separatum, viene attribuito alla Jugoslavia.
1924
Gennaio
27
, Roma, questione fiumana (nuove trattative iniziate con la Jugoslavia nell'autunno del 1922): alla firma del trattato della "Pace Adriatica" sono presenti:
. B. Mussolini,
. Summonte, incaricato d'affari d'Italia,
. sen. Contarini,
. sen. Paolucci Barone,
. Basich, presidente del consiglio jugoslavo,
. Nincich, ministro degli esteri jugoslavo.
Con i quattro accordi in essa contenuti:
1 - l'Italia riconosce la sovranità della Jugoslavia su Porto Baros e il cosiddetto Delta,
2 - la Jugoslavia riconosce la sovranità dell'Italia sulla città di Fiume;
3 - l'Italia cede in affitto alla Jugoslavia per 50 anni il molo Thaon di Revel nel porto di Fiume,
4 - la Jugoslavia cede in affitto all'Italia per 50 anni la sponda destra della Fiumara.
Viene disposta qualche rettifica di confine presso Fiume e si afferma il principio della leale amicizia fra i due paesi.
L'accordo viene subito eseguito (nel febbraio 1925 saranno riprese le trattative per completarlo).

Febbraio
22
, viene istituita la provincia del Carnaro con capoluogo Fiume;

Marzo,
Fiume passa ufficialmente all'Italia in seguito al trattato italo-jugoslavo.
Zara [in Dalmazia]
La Dalmazia (meno Zara) e tutte le altre isole dalmate e del Quarnero invece vanno allo stato S.H.S..
1924
-

1924
REGNO dei SERBI, CROATI e SLOVENI
[S.H.S.]
– dal 1° dicembre 1918 –
[Monarchia parlamentare ereditaria]
Alessandro I Karagjorgjevic
Albero genealogico

(1888 - ottobre 1934)
figlio di Pietro I e di Zorka di Montenegro;
1914, reggente del regno Serbia nel periodo della prima guerra mondiale;
1921-29, re dei serbi-croati-sloveni…;
[dal 1918: unificazione di serbi, croati, sloveni, macedoni, montenegrini; regno privo del litorale dalmata (rimasto all'Italia in seguito al trattato di pace) e della Carinzia (rimasta all'Austria).]

1929-34, re di Jugoslavia;

Primo ministro
N. Pašic
(1918 1° dic - dic 1925)
[fondatore del Partito radicale serbo (1881)]
-
1924
il primo ministro N. Pašic, fondatore del Partito radicale serbo, cerca di contrastare il peso crescente della Croazia all'interno del nuovo stato, arrestando i maggiori esponenti del Partito contadino croato;

[Nel libro Krv Slovenstva (sangue dello slavismo) ora pubblicato dal presidente della Skupstina serba, Ljuba Jovanovic (ministro della Pubblica Istruzione nel 1914) figura il seguente passo: «Non so se fosse alla fine di maggio o ai primi di giugno che un giorno il sig. Pasic ci disse che certi individui stavano per recarsi a Serajevo per assassinare l'arciduca Francesco Ferdinando il quale doveva andare colà ed esservi solennemente ricevuto il giorno di san Vito (28 giugno)».
Aggiunge che i congiurati appartenevano a un gruppo di studenti bosniaci a Belgrado segretamente organizzati, che il ministro dell'interno Stojan Protic, con l'appovazione dei suoi colleghi, dette l'ordine alle autorità di confine sulla Drina di impedire il transito ai giovani, ma che le "autorità" (le virgolette sono dello stesso Ljuba Jovanovic), essendo esse stesse complici, li lasciarono passare, e risposero quindi a Belgrado che era troppo tardi.
E altro ancora… ]

Novembre
27
, la Jugoslavia denuncia il suo trattato con la Grecia, non avendo più fiducia nella stabilità del paese;
SLOVENIA
[dal 1° dicembre 1918]
1924
-
CROAZIA
1924
i maggiori esponenti del Partito contadino croato vengono arrestati per ordine del primo ministro N. Pašic;
SERBIA
1924
-
MONTENEGRO
[dal 1° dicembre 1918]
1924
-
MACEDONIA
1924
-


1924
Albania
CONSIGLIO
DI REGGENZA
(quattro reggenti)
. Giafer Ipi [?]
(1923 - ?),
. Refik Toptani [musulmano sunnita]
(1922 - ?),
. Sotir Petsi [ortodosso]
(1922 - ?),
. ? [?]
primo ministro
Ahmed Zogu
(1923 - feb 1924)
Scevket Verlazi
(mar - giu)
Elias Vrioni
(giu)
Fan Noli
(giu - dic)
ministro dell'Interno
-
-
 
Sciala
(giu - dic)
ministro degli Affari Esteri
-
Elias Vrioni
(mar - ?)
-
Suleiman Delvino
(giu - dic)
ministro della Guerra
-
-
 
col. Kassim Kiafzezi
(giu - dic)
ministro delle Finanze
-
-
 
Gurakuci
(giu - dic)

1924
Gennaio
hanno luogo le elezioni per l'Assemblea costituente;
nessun partito consegue la maggioranza assoluta dei 95 seggi:
- democratici (Fan Noli) 35 seggi;
- conservatori (26) e indipendenti (14) - appoggiano Ahmed Zogu che rimane al potere;

Febbraio
19
, Ahmed Zogu conclude un trattato di commercio con l'Italia a condizioni favorevoli, ma sente che gli viene mancando l'appoggio popolare e anche quello dell'esercito onde alla fine del mese si dimette;

Marzo
5
, nuovo primo ministro è ora Scevket Verlazi con Elias Vrioni ministro degli Affari Esteri;
anche il nuovo ministero non ha buone accoglienze, ritenendosi che è la continuazione del precedente.
I greci intanto stanno in occupazione dei 14 villaggi contestati nel Korciano.

Aprile
la nuova "Commissione di confine interalleata" presieduta da un italiano prescrive che i villaggi devono essere evacuati, la Conferenza degli Ambasciatori conferma la decisione e la Grecia consente a ritirare le sue truppe.
6, a 25 km da Tirana, due turisti americani vengono uccisi da una banda albanese; la gendarmeria insegue gli assassini, ne uccide due e ne cattura un terso. La cosa suscita grande scalpore, poiché mentre il governo sostiene trattarsi di un atto di mero banditismo, molti vi vedono un reato politico promosso dai governi che vogliono screditare l'Albania e gli amici di Fan Noli pretendono che si stato istigato da Ahmed Zogu.

Maggio
viene assassinato Avni Rustem (l'assassino di Essad Pascià), noto membro del partito democratico, e anche in questo caso si attribuisce il fatto a qualche membro dei Mati (la tribù di Ahmed Zogu), molto dediti alle vendette di sangue.
I democratici si ritirano dall'Assemblea dicendo che non si riuniranno più a Tirana che è troppo vicina al paese dei Mati.
L'Assemblea quindi non può funzionare non essendo in numero e l'opposizione si riunisce a Valona.
Scoppia una nuova rivolta nel nord promossa da Gurakuci e dal col. Redgeb Sciala, i quali invitano l'Assemblea a riunirsi a Scutari, e ce n'è un'altra nel sud sotto il col. Kassim Kiafzezi e Scevket Korcia comandante della gendarmeria.
Il governo ordina la mobilitazione generale, ma i ribelli del nord occupano Scutari e già avanzano su Tirana.

Giugno
, Scevket Verlazi si dimette ed Elias Vrioni torna al potere, ma la ribellione si estende sempre di più;
9, i ribelli sotto il col. Kassim Kiafzezi circondano Tirana;
10, Tirana si arrende mentre Elias Vrioni, Scevket Verlazi e altri colleghi si rifugiano in Italia, Ahmed Zogu in Jugoslavia con 500 seguaci.
Il paese è ora in mano ai democratici e a un direttorio militare che sostituisce il governo.
Il Consiglio di Reggenza quindi invita Fan Noli a formare un nuovo ministero;
17, Fan Noli riesce a formare il nuovo ministero con Sciala all'Interno, Suleiman Delvino agli Esteri, Kassim Kiafzezi alla Guerra e Gurakuci allE Finanze.
[Fan Noli è un prelato ortodosso, nato in un villaggio albanese della Tracia e vissuto a lungo negli Stati Uniti; ed è eletto al parlamento albanese dalla Vatra, importante associazione di immigrati albanesi alla quale è stato conferito il diritto di farsi rappresentare al parlamento predetto in premio delle forti somme che ha raccolto fra i suoi aderenti a beneficio del nuovo stato.
È un uomo colto e di buona fede, ma mancante di senso politico e di conoscenza delle condizioni dell'Albania. Il suo programma di riforme suona bene, ma egli non è in grado di eseguirlo. Per di più è giunto al potere in modo del tutto irregolare, non gode dell'appoggio del suo partito e commette l'errore di creare un tribunale politico per giudicare i suoi avversari che condanna a morte in contumacia Ahmed Zogu, Scevket Verlazi, Scevket Verlazi e altri.]

Settembre
10
, in un discorso pronunciato all'Assemblea della Società delle Nazioni, Fan Noli esprime la sua sfiducia in quest'istituto e spiega che se il suo paese è senza un parlamento questo non è che «una sala dove politicanti senza cuore si riuniscono per fare vivisezione della loro razza, una sala piena di gas tossici, di gas producenti il riso, di gas lacrimogeni e di tutti gli altri gas coi quali l'ultima guerra fu combattuta per por fine a tutte le guerre e stabilire la pace».
Le questioni più importanti di cui si deve occupare il nuovo ministero sono le minoranze albanesi in Grecia e i tre punti disputati ai confini:
- i 14 villaggi del Korciano che non sono stati ancora evacuati dai greci (lo saranno solo in ottobre),
- il distretto di Vermoshi a 45 km a nord di Scutari (era stato assegnato all'Albania dalla Conferenza degli Ambasciatori ma la vertenza è stato poi riaperta per ulteriori indagini in seguito alle proteste jugoslave),
- il monastero di Sveti Naum sul lago d'Ohrida;
su questi punti non viene presa alcuna decisione, e Fan Noli non si regge più.
Egli è repubblicano e quindi in conflitto con molti dei nazionalisti che sono monarchici, e il fatto che abbia insistito per la riforma agraria lo ha messo in contrasto con i latifondisti, ma lo è anche con i contadini perchè non l'ha eseguita.
Unico suo successo è il pareggio di bilancio.

Il governo jugoslavo vuole ora cogliere l'occasione del malcontento in Albania per instaurarvi un regime ad esso legato, e pensa a Ahmed Zogu, ora profugo a Belgrado, come strumento adatto. Per appoggiare il suo tentativo concentra ai confini forze militari consistenti di soldati serbi travestiti da albanesi, più i 500 Mati di Ahmed Zogu e alcuni russi bianchi.
Prepara il terreno annunciando le attività di agenti sovietici in Albania;

Dicembre
13
, il governo jugoslavo lancia attacchi da Prizren contro le milizie di Bairam Tsuri e da Dibra verso Pishkopi. Bairam Tsuri respinge gli invasori, ma la colonna di Dibra penetra a Pishkopi e Homesh catturando le forze albanesi ivi dislocate;
18, Fan Noli rivolge un fervido appello alla Società delle Nazioni; non ricevendo risposta si dimette e Ahmed Zogu entra in Albania quasi senza incontrare resistenza; Fan Noli e gli altri ministri si ritirano a Valona dicendo di volersi battere fino all'ultimo, ma quando Mufid Libohova con alcuni irregolari penetra in Albania dalla Grecia, essi fuggono in Italia;
24, Ahmed Zogu entra a Tirana alla testa di 9000 uomini e l'occupazione si effettua pacificamente.
Invia subito un messaggio cordiale al ministro italiano in Durazzo, assicurandolo che il mutamento di governo non significa alcun mutamento nell'atteggiamento albanese verso l'Italia.
Ahmed Zogu si fa nominare primo ministro e comandante in capo, con Mufid Libohova ministro degli Affari Esteri;

a


1924
Regno di GRECIA
Giorgio II
Albero genealogico

(Tatoi, Atene 1890-Atene 1947)
primogenito di Costantino I re di Grecia e di Sofia di Hohenzollern;
1917, sospettato di condividere gli orientamenti filotedeschi del padre, lo segue in esilio venendo escluso dalla successione in favore del fratello Alessandro;
1920, torna in patria;
1922-24, 1935-47, re di Grecia;
[dopo la definitiva abdicazione del padre.]
1924
Marzo
viene deposto mentre egli è già in esilio dal dicembre scorso, ed il paese si dà una nuova forma repubblicana;

Repubblica di Grecia
(1924-35)
Primo ministro
Michalacopoulos
(? - giu 1925)
1924
Gennaio
Febbraio


Luglio
vi sono incidenti di frontiera con la Bulgaria;

Novembre
27
, la Jugoslavia denuncia il suo trattato con la Grecia, non avendo più fiducia nella stabilità del paese;



1924
Repubblica di Turchia
(novembre 1923)
Presidente
della Repubblica
Mustafa Kemal
(1923 nov - 10 nov 1938)
Primo ministro
Ismet Pascià
(1923 nov - 10 nov 1938)
-
Partito repubblicano del popolo
[partito unico]
1924
Marzo
3
, il parlamento vota l'abolizione del Califfato;
[La causa immediata di questa decisione è stata l'azione di due musulmani indiani, l'Aga Khan e Amir Alì, i quali avevano scritto ai giornali turchi per protestare contro il trattamento poco diginitoso del califfo, poiché Mustafa Kemal ha visto in questo fatto una ingerenza straniera (leggi britannica) negli affari turchi.]

Con il Califfato viene pure abolito il Ministero dei Culti a dei Wakf (fondazioni pie) poiché Mustafa Kemal vuole distaccare lo stato turco da ogni influenza religiosa.

Aprile
20
, in base alla legge organica pari data, la sovranità della repubblica turca appartiene all'Assemblea nazionale, ma i poteri sono di fatto concentrati nelle mani del Presidente.
Sono abolite le confraternite religiose e i tekkeh; lo Stato e le scuole sono laicizzate.





1924
U.R.S.S.
(Unione delle repubbliche sovietiche: Russia, Ucraina, Bielorussia e Transcaucasia)
Segretario generale del PCUS
Stalin
(1922 apr - 1953)
[Il PCUS (Partito comunista dell'Unione Sovietica), partito unico, ha un ruolo dirigente.]
RUSSIA
(Repubblica Socialista Federativa Sovietica)
(capitale: Mosca)
1924
Gennaio
21
, Lenin muore a Gor'kij;
25
, Mosca: viene deciso di cambiare il nome della città di Pietrogrado (ex Pietroburgo, capitale della Russia dal 1713 al 1918 e divenuta Pietrogrado nel 1914) in Leningrado.

La Gran Bretagna, la Francia e l'Italia riconoscono l'Unione Sovietica.
Polemica sulla

NEP (Nuova Politica Economica): Trockij, sconfitto, è costrettto all'autocritica. Stalin lancia lo slogan del "Socialismo in un solo paese".

Aprile
, per strappare a Trockij il comando dell'Armata Rossa, Stalin designa M.V. Frunze aiutante di Trockij al suddetto incarico;
7, muore in ospedale il vecchio patriarca Tikhon;
[nuovamente allontanato dal vertice della Chiesa, si era ammalato; corre voce sia stato ora avvelenato.]
dopo la sua morte viene impedita l'elezione del nuovo patriarca;
alla fine è permesso al metropolita Sergej di Novgorod di assumere sostitutivamente la direzione del patriarcato, senza però trasferire la propria sede a Mosca; per salvaguardare la libertà della Chiesa anche lui viene condannato a tre mesi di carcere; il prezzo del rilascio: una dicharazione di lealtà allo Stato sovietico;

BIELORUSSIA
(Repubblica Socialista Federativa Sovietica)
(Beloruskaja SSR - capitale: Minsk)
presidente della repubblica
-
1924
-
UCRAINA
(Repubblica Socialista Federativa Sovietica)
(capitale: Kijev)
presidente della repubblica
-
1924
-
TRANSCAUCASIA
(Repubblica Socialista Federativa Sovietica)
Repubblica Socialista di Armenia
(Repubblica socialista - capitale: Jerevan)
presidente della repubblica
-
1924
-
Repubblica Socialista Sovietica dell'Azerbaigian
[Parte settentrionale del paese.]
presidente della repubblica
-
1924
-
Repubblica Socialista Georgiana
(Repubblica federativa - capitale: Tbilisi)
presidente della repubblica
NoéJordania
(1918 - ?)
1924
-

- Adzaristan (repubblica autonoma)
- Abhasia (repubblica autonoma)
- Ossezia Meridionale (provincia autonoma)


1924
REPUBBLICA POPOLARE d'UNGHERIA
(dal 16 novembre 1918)
Reggente
Miklós Horthy von Nagybánya
(1920 mar - ott 1944)
Primo ministro
conte István Bethlen
(1921 mag - 1931)
Direttore del
Partito di indipendenza nazionale
1924
-

a


1924
REGNO di ROMANIA
Ferdinando I
Albero genealogico
(Sigmaringen, Prussia 1865 - Sinaia, Valacchia 1927)
figlio di Leopoldo (1835-1905) principe di Hohenzollern-Sigmaringen [fratello di Carlo I] designato (1870) alla corona di Spagna e di Antonia di Portogallo;
1914-27, re di Romania;
Matrimoni principeschi (pr. ered. Carlo nel 1921, p.sse Elisabetta e Maria nel 1922)
dal 1922 (ottobre) è re di tutti i romeni;


primo ministro
Ion Bratianu
(1922 gen - mar 1926)
ministro degli Affari Esteri
-
ministro delle Finanze
Vintila Bratianu
(1922 - ?)

1924
Marzo
27
- 2 aprile, la conferenza russo-romena riunita a Vienna per risolvere le varie questioni disputate fra i due governi, non giunge ad alcuna conclusione.



a


1924
REGNO di BULGARIA
Boris III
Albero genealogico

(Sofia 1894 - 28 ago 1943)
figlio di Ferdinando di Sassonia-Coburgo-Saalfeld-Koháry e di Maria Luisa di Borbone-Parma;
1918, 3 ottobre, il padre abdica a suo favore;
1918-43, zar dei bulgari;



Primo ministro
prof. Tsankoff
(1923 giu - gen 1926)

1924
Luglio
26/27
, c'è un grave incidente al confine greco-bulgaro presso Tarlo dove settanta bulgari sono arrestati da truppe greche che ne uccidono parecchi; ciò provoca un pericoloso conflitto fra i due governi, nel quale interviene con successo la Società delle Nazioni.

Agosto
31
, Todor Aleksandroff viene assassinato; forse in seguito a lotte interne alla stessa O.R.M.I.;
seguono numerose e feroci rappresaglie per parte dei suoi seguaci (nel solo anno 1924, si calcola, vengano commessi ben duecento omicidi).
L'abitudine dei delitti politici non si limita ai membri dell'O.R.M.I., e molti ne vengono commessi dagli agrari e dai comunisti.

a




1924
-
III Repubblica
Presidente della Repubblica
A. Millerand
(1920 23 set - 11 giu 1924)
Gaston Doumergue
(13 giu - 13 giu 1931)
Presidente del Senato
Gaston Doumergue
(1923 22 feb - 17 giu 1924)
Justin Germain Casimir de Selves
(19 giu - 14 gen 1927)
Presidente della Camera
-
-
Presidente dell'Assemblea nazionale
(Senato+Camera)
-
-
-
Presidente del Consiglio
R. Poincaré
II
(1922 15 gen - 29 mar 1924)
R. Poincaré
III
(29 mar - 1° giu)
F. François-Marsal
(8-10 giu)
E. Herriot
I
(1924 14 giu - 10 apr 1925)
Interni
Maurice Maunoury
(1922 15 gen - 29 mar 1924)
Justin de Selves
(29 mar - 14 giu )
Camille Chautemps
(14 giu - 17 apr 1925)
Affari Esteri
R. Poincaré
(1922 15 gen - 9 giu 1924)
Edmond Lefebvre du Prey
(9-14 giu)
E. Herriot
(14 giu - 17 apr 1925)
Colonie
-
-
Regioni liberate
-
-
Guerra
A. Maginot
(1922-24)
-
-
-
Marina
-
Finanze
Charles de Lasteyrie
(1922 15 gen - 29 mar 1924)
Frédéric François-Marsal
(29 mar - 14 giu)
Étienne Clémentel
(14 giu - 3 apr 1925)
Commercio
e Industria
-
-
Lavori Pubblici
-
-
Lavoro
-
-
Giustizia
Maurice Colrat
(1922 5 ott - 29 mar 1924)
Edmond Lefebvre du Prey
(29 mar - 9 giu)
Antony Ratier
(9-14 giu )
René Renoult
(14 giu - 17 apr 1925)
Pubblica Istruzione
e dei Culti
-

1924
-
Lo stesso anno:
- il canonico belga Cardijn fonda la J.O.C. (Jeunesse Ouvrère Catholique), maschile.
- all'indomani della vittoria elettorale del cartello delle sinistre, il generale de Castelneu fonda la F.N.C. (Fédération Nationale Catholique), allo scopo di impedire la realizzazione del loro programma anticlericale.

 



1924
REGNO dei PAESI BASSI

Guglielmina

Albero genealogico

(l'Aia 1880 - castello di Het Loo, presso Apeldoorn 1962)
figlia di Guglielmo III re d'Olanda e della sua seconda moglie Emma di Waldeck-Pyrmont;
1890-1948, regina dei Paesi Bassi;
[dal 31 agosto 1898 ha assunto ufficialmente il potere]

Primo ministro
-

1924
-

a


1924
REGNO del BELGIO

Alberto I

Albero genealogico

(1875 - 1934)
figlio di Filippo di Fiandra e di Maria di Hohenzollern-Sigmaringen;
1909-34, re dei belgi;



1924
-



1924
Granducato di Lussemburgo
Charlotte di Nassau-Weilburg
Albero genealogico

(1896-?)
figlia di Guglielmo IV e di Maria Anna di Portogallo;
1919-64, duchessa di Nassau;
1919-64, granduchessa di Lussemburgo;
[dal 1919 il paese ha una costituzione democratica]


1924
-





1924
REGNO UNITO
di
GRAN BRETAGNA e IRLANDA
Giorgio V
Albero genealogico

(Marlborough House, London 3.6.1865 - Sandringham, Norfolk 20.1.1936)
secondo figlio di Edoardo VII e di Alessandra di Danimarca;
1877-92, presta servizio nella marina militare;
1892, diventa erede presuntivo al trono per la morte del fratello maggiore Alberto Vittorio;
1893, sposa la p.ssa Mary von Teck (1867-1953)
1901-10, principe di Galles;
1910-36, re di Gran Bretagna e Irlanda, imperatore delle Indie;
succeduto alla morte del padre;

Primo ministro,
Primo lord del Tesoro
[Prime Minister, First Lord of the Treasury]
S. Baldwin conservatore
(1923 22 mag - 22 gen 1924)
R. MacDonald
(22 gen - 4 nov)
S. Baldwin conservatore
(4 nov - 5 giu 1929)
Cancelliere dello Scacchiere
[Chancellor
of the Exchequer
]
A.N. Chamberlain
(1923 27 ago - 22 gen 1924)
Philip Snowden
(22 gen - 3 nov)
W. Churchill
(6 nov - 4 giu 1929)
Segretari di Stato
Affari Esteri e Commonwealth
lord G.N. Curzon of Kedleston
(1919 ott - gen 1924)
-
-
Affari Interni
-
Giustizia
-
Colonie
-
Commercio
-
Sanità
-
A.N. Chamberlain
(1924 - 4 giu 1929)

1924

Irlanda del Nord
1924
-
Eire

1924
-



1924
DANIMARCA e ISLANDA
Cristiano X
Albero genealogico

(Charlottenlund 1870 - Copenaghen 1947)
figlio di Federico VIII e di Luisa di Svezia;
1912-47, re di Danimarca;
continua a favorire l'evoluzione democratica del paese;
1919-44, re d'Islanda;
[rimane re dell'isola (fino alla proclamazione della repubblica nel 1944) anche se, staccatasi dalla Danimarca, si è costituita in stato sovrano.]

REGNO di DANIMARCA
1924
dal 1915 il paese ha una nuova costituzione che istituisce, fra l'altro, il nuovo sistema bicamerale ed estende il diritto di voto alle donne;
REGNO d'ISLANDA
1924
-


1924
REGNO DI NORVEGIA
[dal 1905]
Haakon VII
Albero genealogico

principe Carlo (? - ?)
figlio di Federico VIII re di Danimarca e di Luisa di Svezia;
1905-57
, re di Norvegia;

Primo ministro
1924
-


1924
REGNO di SVEZIA
Gustavo V
Albero genealogico

(Stoccolma, castello di Drottningholm 16 giugno 1858 – Stoccolma, 29 ottobre 1950)
figlio di Oscar II e di Sofia di Nassau;
1907-50, re di Svezia;
osserva correttamente le regole del sistema parlamentare;

1924
la Sveriges Arbetares Central (Unione dei Liberi Lavoratori) riunisce, al culmine dello sviluppo, quasi 40.000 aderenti;


1924
FINLANDIA
Governo provvisorio
1924
negli anni Venti il governo attua una politica anticomunista e la politica estera è caratterizzata da una stretta neutralità;




1924
Presidente
-
-
1924
padrone della situazione è ormai l'esercito, anche se incapace di assicurare al governo la stablità necessaria a risolvere la crisi finanziaria e politica;
a


1924
Regno di Spagna
Alfonso XIII di Borbone 
Albero genealogico

(Madrid 1886 - Roma 1941)
figlio postumo di Alfonso XII e di Maria Cristina d'Absburgo-Lorena;
1886-1931, re di Spagna;

Direttorio Militare
M. Primo de Rivera y Orbaneja
(1923 15 set - 29 gen 1930)
Interni
-
-
Economia
-
-
-
1924
insurrezione nazionalista in Marocco (1920-26);
il generale M. Primo de Rivera garantisce una ripresa della produzione industriale e una certa stabilità del livello di vita; apre la via all'intervento dello stato nel campo economico;
perseguita anarchici e comunisti lasciando però nella legalità i socialisti; ma ha contro il mondo della cultura (soprattutto dopo l'esilio di Unamuno) tra i cui esponenti emergono i nomi del filosofo J. Ortega Y Gasset, dello storico Claudio Sánchez-Albornoz, del poeta A. Machado, i quali si pronunciano non solo contro la dittatura ma anche contro la monarchia;

***

Isole Canarie:
-





1924
REGNO d'ITALIA
Vittorio Emanuele III
Albero genealogico
(Napoli 1869 - Alessandria d'Egitto 1947)
figlio di Umberto I e di Margherita di Savoia;
1878-1900, principe di Piemonte;
1896, Roma 24 ott: sposa la p.ssa Elena del Montenegro (1873-1952);
1900-46, re d'Italia;
dal 1922, è esautorato da qualsiasi esercizio del potere dalla dittatura fascista;
1924
nonostante il "delitto Matteotti" e la successiva instaurazione della dittatura, non si dissocia dal fascismo, soddisfatto anzi dell'ordine interno che esso assicura al paese; 1936-43, imperatore d'Etiopia
1939-43, re d'Albania;

PARLAMENTO XXVI Legislatura
(1921 11 giu - 25 gen 1924)
  XXVII Legislatura
(1924 24 mag - 21 gen 1929)
Presidente del Senato     T. Tittoni
laziale
(1924 24 mag - 21 gen 1929)
Presidente della Camera E. de Nicola
campano
(1921 11 giu - 25 gen 1924)
  A. Rocco (Pnf)
campano
(1924 24 mag - 5 gen 1925)
 
Presidente
del Consiglio
cav. B. Mussolini (Pnf)
romagnolo
(1922 31 ott - 3 gen 1926)
Sottosegretario G. Acerbo (Pnf)
abruzzese
(1922 31 ott - 3 lug 1924)
conte G. Suardo (Pnf)
lombardo
(1924 3 lug - 20 dic 1927)
Interno
cav. B. Mussolini(Pnf)
romagnolo
(1922 31 ott - 17 giu 1924)
[ad interim]
L. Federzoni (Pnf)
romagnolo
(1924 17 giu - 6 nov 1926)
Sottosegretario Aldo Finzi
veneto
(1922 31 ott - 17 giu 1924)
Dino Grandi (Pnf)
romagnolo
(1924 3 lug - 13 mag 1925)
Affari Esteri
cav. B. Mussolini(Pnf)
romagnolo
(1922 31 ott - 12 set 1929)
[ad interim]
Sottosegretario  
Colonie
L. Federzoni (Pnf)
romagnolo
(1922 31 ott - 3 giu 1924)
principe
P. Lanza di Scalea (Pnf)
siciliano
(1924 3 giu - 6 nov 1926)
Sottosegretario G. Marchi
toscano
(1922 31 ott - 2 lug 1924)

R. Cantalupo (Pnf)
campano
(1924 3 lug - 5 nov 1926)

Guerra

cav. gen.
Duca della Vittoria
A. Diaz
campano
(1922 31 ott - 30 apr 1924, dim.)

gen. C.A.
A. Di Giorgio (Pnf)
siciliano
(1924 30 apr - 4 apr 1925)
Sottosegretario C. Bonardi
lombardo
(1922 31 ott - 3 lug 1924)

gen. A. Clerici
lombardo
(1924 3 lug - 4 mag 1925)

Marina
cav. duca
P. Thaon di Revel
piemontese
(1922 31 ott - 8 mag 1925)
Sottosegretario C. Ciano (Pnf) 
toscano
(1922 31 ott - 5 feb 1924)
 
Finanze
A. De Stefani (Pnf)
veneto
(1922 31 ott - 10 lug 1925)
Sottosegretari P. Lissia
sardo
(1922 31 ott - 3 lug 1924)
 
  L. Spezzotti (Pnf)
friulano
(1924 3 lug - 14 lug 1925)
Economia nazionale
M.O. Corbino (Pli)
siciliano
(1923 1° ago - 1º lug 1924)
C. Nava (Pnf)
lombardo
(1924 1º lug - 10 lug 1925)
Sottosegretari A. Serpieri
romagnolo
(1923 1° ago - 3 lug 1924)
V. Peglion (Pnf)
romagnolo
(1924 3 lug - 6 nov 1926)
 

I. Larussa
calabrese
(1924 3 lug - 14 lug 1925)

 

G.F. Banelli (Pnf)
friulano
(1924 3 lug - 31 ott 1925)

Lavori Pubblici
G. Carnazza (Pnf)
siciliano 
(1922 31 ott - 1º lug 1924)
G. Sarrocchi (Pnf)
toscano
(1924 1º lug - 5 gen 1925)
Sottosegretari A. Sardi
abruzzese
(1922 31 ott - 2 lug 1924)
V. Scialoja (Pnf ex Liberale)
piemontese
(1924 3 lug - 11 gen 1925)
E. Torre
piemontese
(1923 4 gen - 30 apr 1924)
 
Giustizia e Affari di Culto
A. Oviglio (Pnf)
romagnolo
(1922 31 ott - 5 gen 1925)
Sottosegretario   P. Mattei Gentili (Pnf ex Ppi)
marchigiano
(1924 3 lug - 11 set 1929)
Istruzione Pubblica
G. Gentile (Indip.)
siciliano
(1922 31 ott - 1º lug 1924)

A. Casati (Pnf)
lombardo
(1924 1º lug - 5 gen 1925)

Sottosegretario Dario Lupi
toscano
(1922 31 ott - 2 lug 1924)
B. Giuliano (Pnf)
piemontese
(1924 3 lug - 4 gen 1925)
Poste e Telegrafi
(Soppresso il 30.4.1924)
G.A. Colonna
duca di Cesarò (Pdsi)
laziale
(1922 31 ott - 5 feb 1924)
C. Ciano (Pnf)
toscano
(5 feb - 30 apr)
Sottosegretario G. Caradonna
pugliese
(1922 10 nov - 3 mag 1924)
Comunicazioni
(Istituito il 30 aprile 1924 in sostituzione del Ministero delle Poste e Telegrafi)
C. Ciano (Pnf)
toscano
(1924 30 apr - 30 apr 1934)
Sottosegretario G. Caradonna
pugliese
(3 mag - 3 lug)
G. Celesia
barone di Vegliasco
toscano
(1924 3 lug - 6 nov 1926)
 
A disposizione con incarichi speciali
G. Giuriati (Pnf)
veneto
(1923 11 mar - 24 gen 1924)
 
Commissariato per i servizi della Marina mercantile
C. Ciano (Pnf)
toscano
(1922 19 nov - 30 apr 1924)
   
Commissariato per l'Aeronautica

cav. B. Mussolini(Pnf)
romagnolo
(1923 24 gen - 29 ago 1925)

vicecommissario Aldo Finzi
veneto
(1923 24 gen - 29 ago 1925)

1924

Fascismo
Partito unico: Pnf (Partito nazionale fascista);
- segretario:
. F. Giunta, toscano (1923 13 ott - 22 apr 1924);
. R. Forges Davanzati, campano (1924 23 apr - 15 feb 1925);
. C. Rossi, toscano (1924 23 apr - 15 feb 1925);
. G. Marinelli, veneto (1924 23 apr - 15 feb 1925);
. Agostino Magliani (1924 23 apr - 15 feb 1925);
. A. Melchiori, marchigiano (1924 8 ago - 12 apr 1925);
- vicesegretario:
. R. Ricci, toscano (1924 ago - 30 mar 1926).

Gennaio

1
, Roma, esce il primo numero della rivista «Pensiero e volontà», diretta da Malatesta e con Berneri, Fabbri, Frigerio, Molaschi;
si indicono nuove elezioni per il 6 aprile.
B. Mussolini esclude ogni ipotesi di alleanza elettorale con gli altri partiti.
17, l'«Osservatore Romano» loda molto il R.D.L. 30 dicembre 1923, n. 2859 – pubblicato sulla «Gazzetta Ufficiale» il giorno 15 gennaio – con l'elenco dei giorni festivi a tutti gli effetti civili.
Il provvedimento viene a riparare il torto commesso da G. Giolitti, quando, nel giugno del 1913, aveva ridotto le festività portando a un contrasto tra calendario religioso e calendario civile.
24, con decreto 24 gennaio 1924, n. 64 i prefetti sono autorizzati a intervenire nella vita interna delle associazioni sindacali, ed a scioglierne, a loro arbitrio, le amministrazioni.
27, Roma, questione fiumana (nuove trattative iniziate con la Jugoslavia nell'autunno del 1922) [vedi Fiume]
29, viene nominato un comitato nazionale elettorale, composto da cinque membri designati dal Gran consiglio del fascismo:
. M. Bianchi,
. C. Rossi,
. G. Acerbo,
. Aldo Finzi,
. F. Giunta.
A questi viene affidato l'incarico di sovraintendere alla composizione della lista di 356 candidati.
[In questo "Listone" entreranno uomini politici liberali e democratici come Antonio Salandra, Vittorio Emanuele Orlando ed Enrico De Nicola, e fuoriusciti del Ppi come S. Cavazzoni, E. Martire e P. Mattei Gentili.]

Febbraio
14
, in un articolo sul giornale «Italia» l'on. Bresciani mette in luce il pericolo che l'ingerenza dei prefetti nei sindacati «possa essere stimolata, non solo dalle denunce zelanti e dalle sollecitazioni premurose e autorevoli di esponenti di assocaizioni operaie, gradite politicamente al governo e concorrenti sul libero terreno dell'azione sociale-sindacale con quelle che si vogliono assoggettate a detta ingerenza, ma altresì da una consimile azione di talun esponente di associazioni padronali, il quale trovi vantaggioso competere con le dipendenti maestranze, non solo con la forza legittima della organizzazione di classe, ma altresì con l'ausilio dell'opera politica del Governo».
Il decreto può significare «una gravissima menomazione o addirittura la morte del diritto e della libertà di associazione operaia».

24, la «Civiltà Cattolica», dopo aver osservato che «in tale decreto si riscontra una indebita ingerenza del potere politico, resa più odiosa perché applicata solo alle società operaie, e non a quelle padronali», riporta l'articolo dell'on. Bresciani sul giornale «Italia».

Marzo
in vista delle elezioni, la violenza fascista esplode; nell'ordinare il pestaggio dei suoi nemici, se non peggio, B. Mussolini continua a introdurre provvedimenti a beneficio della Chiesa:
- crea una nuova lista di festività ufficiali comprende svariate feste cattoliche mai riconosciute in precedenza dallo Stato;
- adotta le prime misure contro le organizzazioni protestanti, sapendo di fare cosa gradita al papa: nega ai metodisti il permesso di costruire una grande chiesa a Roma e respinge la proposta del YMCA di costruire dei centri in Italia.

14, il Consiglio dei ministri decide di:
- raddoppiare la rendita garantita ai vescovi dalle precedenti disposizioni in 6.000 lire;
- di elevare la congrua dei parroci da 1.500 a 2.500 lire;
- di raddoppiare l'onorario di 500 lire degli economi spirituali;
- di accrescere generosamente il numero dei beneficiati con le quote di integrazione.
Lo stesso Consiglio dei ministri – considerando che «la penuria del clero è molto impressionante, e l'avvenire si prospetta anche peggiore», e ritenendo che «il danno che potrebbe derivarne anche al Paese non sarebbe forse minore di quello che lamenta la Chiesa» – prende una decisione ancora più importante: esenta dal servizio militare i sacerdoti e i giovani avviati alla carriera ecclesiastica.
26, la «Civiltà Cattolica» spiega anche che il sindacato non può sfuggire alla legge morale; e «dipendenza dalla morale significa dipendenza dalla morale cristiana, ossia dalla Chiesa».

Aprile
all'inizio del mese, prima delle imminenti elezioni, «La Civiltà Cattolica» pubblica il numero finale spiegando che il comportamento scorretto di alcuni membri anticlericali del partito fascista non dovrebbe distogliere l'attenzione dal lavoro indefesso di B. Mussolini per migliorare i rapporti tra il governo e la Chiesa. La rivista ricorda ai lettori tutti i benefici che i fascisti hanno già procurato alla Chiesa, paragonati con quel poco ottenuto dal Ppi.
6, si svolgono le elezioni politiche (le prime da quando B. Mussolini è al potere):

Elezioni Politiche
[6 aprile 1924]
Votanti: 7.616.451(63,1% degli elettori iscritti)
Voti validi: 94,1% dei voti espressi
Voti % Seggi
"Listone" fascista 4.305.936 60,09 356
Lista Nazionale bis o Liste filofasciste di disturbo
(presentate in alcune circoscrizioni per togliere seggi agli avversari)
347.552 4,85 19
Partito Liberale Italiano 233.521 3,27 15
Partito Democratico Sociale Italiano 111.035 1,55 10
Partito Popolare Italiano
. A. De Gasperi
645.789 9,01 39
Partito Socialista Unitario
. G. Matteotti
422.957 5,90 24
Partito Comunista d'Italia 268.191 3,74 19
Partito Socialista Italiano
[Socialisti massimalisti]
360.694 5,03 22
Partito Repubblicano italiano 133.714 1,87 7
Opposizione costituzionale
(Sinistra liberale)
. G. Amendola)
157.932 2,20 14

Partito dei Contadini d'Italia
(Contadini piemontesi)

73.569 1,03 4
Partito sardo d'azione 24.059 0,34 2
Liste delle minoranze etniche tedesca e slava 62.491 0,87 4
Fascisti dissidenti 18.062 0,25 1
- Voti validi
7.165.102 100 536
- Voti non validi (di cui schede bianche)      
Totale elettori
7.614.451    
Sono le uniche elezioni disciplinate dalla cosiddetta "legge Acerbo" (Legge n. 2444 del 18 novembre 1923), proporzionale con premio di maggioranza.
In base a questa nuova legge elettorale, alla lista che abbia ottenuto la maggioranza relativa dei voti a livello nazionale - purché abbia almeno il 25% - vengono assegnati i 2/3 dei seggi in tutte le circoscrizioni (ciò significa l'elezione in blocco di tutti i candidati della lista, essendo essi 356), mentre gli scranni rimanenti sono assegnati alle altre liste in proporzione ai voti ottenuti e secondo ordine di preferenza personale.

Alla consultazione partecipano un totale di 23 liste, per un totale di 1306 candidati, di cui 346 sono deputati uscenti e 41 hanno esercitato il loro mandato nel corso della XXV Legislatura. Oltre alla Lista Nazionale (nota anche come Listone) e alla Lista Nazionale bis, si presentano ben sette liste liberali e quattro liste democratiche di opposizione, due liste socialiste, tre liste autonomiste (slavi, tedeschi, sardisti) e una lista ciascuna per popolari, comunisti, repubblicani, demosociali ed agrari.
Accuse di brogli sono mosse dal deputato G. Matteotti.

Grazie alle illegalità e alle violenze che caratterizzano la campagna elettorale, sono vinte dalle liste governative "nazionali" capeggiate dai fascisti (il «listone» - quasi 5 Mni di voti - in cui ci sono numerosi liberali, come A. Salandra e V.E. Orlando, ed ex popolari).
Il "listone" governativo e la "lista nazionale bis" ottengono il 64,9% dei voti e portano alla camera 374 deputati (di cui 275 ufficialmente iscritti al Pnf) su 535.
Il Listone comunque ottiene solo 355 seggi su 356, a causa della sopravvenuta morte di uno dei suoi candidati, Giuseppe De Nava.
Ppi: benché privo ormai dell'appoggio della chiesa e indebolito dalle continue defezioni, il partito riesce a raccogliere 646.000 voti (9%) diventando così il partito d'opposizione numericamente più forte.
Nelle regioni in cui, nonostante tutte le violenze, non hanno ottenuta la maggioranza dei voti, i fascisti organizzano delle "spedizioni punitive".
 

Risultati per Regione
Regione
Primo partito
Secondo
partito
Terzo
partito
Piemonte
LN
PSU
PPI
Liguria
LN
PSU
PPI
Lombardia
LN
PSU
PPI
Trentino
LN
PPI
PSU
Veneto
LN
PPI
PSU
Venezia Giulia
LN
PPI
PSU
Emilia-Romagna
LN
PSU
PPI
Toscana
LN
PSU
PPI
Umbria
LN
PSU
PPI
Marche
LN
PPI
PSU
Lazio
LN
PSU
PPI
Abruzzo-Molise
LN
PSU
PPI
Campania
LN
PPI
PSU
Puglia
PSU
PPI
Basilicata
LN
PPI
PSU
Calabria
LN
PPI
PSU
Sicilia
LN
PPI
PSU
Sardegna
LN
PPI
PSU
 

7, bande fasciste attaccano degli attivisti del Ppi e sacerdoti in luoghi dove il partito ha avuto un buon riscontro;
[In una piccola città alle porte di Venezia, fascisti armati giungono di notte in casa di uno di questi parroci. Trovando soltanto la sorella, picchiano lei e, tanto per essere sicuri, anche il sagrestano.]
Adirato per questa serie attacchi al clero e alle organizzazioni cattoliche, qualcuno negli uffici della segreteria di stato vaticana prepara una circolare indirizzata a tutti i vescovi italiani che prescrive di non partecipare ai festeggiamenti organizzati per la vittoria fascista e soprattutto impedisce loro di celebrare messe speciali di ringraziamento per i fascisti.
[Benchè stampata, la circolare non lascierà mai il Vaticano. Scritta ai margini della bozza del documento – presente negli archivi vaticani – c'è la nota: «Non si manda più d'ordine di Mgr. Segretario».
Il card. P. Gasparri, di certo dopo aver discusso la questione col papa – ha deciso che è meglio non fare nulla che possa offendere B. Mussolini.]

11, l'«Osservatore Romano» pubblica un lungo elenco di violenze perpetrate dai fascisti a Milano, in Brianza e in Liguria, a danno dei circoli e delle opere cattoliche.
[Nel memoriale (I) pubblicato dal quotidiano «Il Mondo» il 27 dicembre 1924, C. Rossi affermerà che «la distruzione dei circoli cattolici in Brianza è stata ordinata da Mussolini a Maggi, onorevole, e poi ripetuta a lui compiacentemente».]
B. Mussolini, scambiando con C. Rossi le sue impressioni sui risultati delle elezioni, si è così vantato: «Son stato io e solo io a dare l'ordine di distruggere senza riguardi tutte le istituzioni dei "popolari" nella provincia di Milano, e condurrò ora al fallimento quante più banche cattoliche potrò».
Che l'ordine sia stato dato direttamente da B. Mussolini viene confermato a C. Rossi da:
. on. Maggi, lo stesso federale che ha firmato l'accordo, ricordato nel testo, per evitare che i fascisti milanesi colpissero anche le organizzazioni dell'Azione cattolica,
. Mario Giampaoli, segretario del fascio milanese,
. on. E.D. Alfieri,
. on. prof. Ernesto Belloni.
12, l'«Osservatore Romano» allunga la lista e riporta il commento dell'on. R. Farinacci su «Cremona Nuova»:
«Quello che sta accadendo, nella provincia di Milano per opera dei fascisti trova da parte nostra la più sincera gratificazione. Potremmo muovere un appunto, e cioè che sarebbe stato più salutare agire molto tempo prima».
13, l'«Osservatore Romano» riporta un «nobilissimo appello» in cui la presidenza della gioventù cattolica italiana invoca dal Signore il perdono dei suoi persecutori, ma deplora che «ancora una volta la secolare violenza anticristiana, che rinasce sempre sotto nuove forme, si sia abbattuta sui suoi circoli, sulle istituzioni ed opere cattoliche, oltraggiando perfino persone e cose sacre».
15, in una nota il «Popolo d'Italia» replica che il Ppi ha agito finora non con le preghiere, ma con i suoi cento deputati, con la sua organizzazione che collima con l'organizzazione ecclesiastica, e con i suoi propagandisti bolscevichi.
[Questa nota, scritta dallo stesso B. Mussolini, sarà pubblicata all'estero dal comm. Fasciolo.]
Lo stesso giorno il card. P. Gasparri invia, a nome del papa, al presidente dell'Azione cattolica, mezzo milione «da distribuirsi proporzionalmente ai danni sofferti dai diversi centri, circoli o istituti che fanno capo all'Azione cattolica, danneggiati da incivili e spesso empie devastazioni delle ultime settimane».
22, intanto il deputato socialista G. Matteotti si reca segretamente in Inghilterra: la sua permanenza a Londra, coperta dal più stretto riserbo, dura quattro giorni duranti i quali ha numerosi incontri con esponenti del Partito laburista (ora al governo, mentre i Tories e con loro W. Churchill all'opposizione) e dirigenti sindacali.
A Londra G. Matteotti affronta con i laburisti un argomento molto imbarazzante per il regime. Questi infatti lo mettono al corrente delle tangenti che Arnaldo Mussolini, fratello del duce, e alcuni membri di Casa Savoia hanno intascato per stipulare una convenzione tra il governo italiano e una società petrolifera americana, la Sinclair Oil. Non solo: G. Matteotti riceve anche documenti che provano quei maneggi.
25, parlando ai dirigenti cattolici della gioventù operaia belga, Pio XI dice che «ha delle benedizioni speciali per coloro che si occupano delle organizzazioni operaie».
26, G. Matteotti lascia Londra per recarsi in Francia da dove poi fa rientro in Italia.
[Nonostante la segretezza del viaggio, Albino Volpi (uno dei suoi esecutori) lo ha pedinato per tutto il tempo della sua permanenza in territorio francese. E B. Mussolini ha inviato un telegramma all'ambasciata italiana a Londra per avere informazioni sui suoi movimenti in terra inglese.]

Lo stesso mese p. P. Tacchi Venturi s'incontra con il ministro dell'Istruzione pubblica G. Gentile per fargli rimuovere dall'insegnamento il sacerdote E. Buonaiuti.


Maggio
30
, G. Matteotti denuncia alla Camera dei deputati le irregolarità delle elezioni chiedendone l'invalidazione.
[Annuncia altresì un secondo intervento, ancora più duro, per l'11 giugno. Sul contenuto di questo discorso, mai pronunciato – con molta probabilità avrebbe sollevato lo scandalo delle tangenti le cui prove erano in suo possesso –, e sul successivo assassinio del deputato socialista ben tre inchieste della magistratura nell'arco di un quarto di secolo – l'ultima nel 1947 – non sarà mai fatta completa luce.
Sullo sfondo c'è comunque una guerra, combattuta anche in territorio italiano, tra due colossi energetici:
- Standard Oil, americana,
[controlla già l'80% del mercato dei prodotti raffinati distribuiti in Italia]
- APOC (Anglo-Persian Oil Company, di proprietà statale.]
[la presenza sul mercato italiano ed europeo è fortemente penalizzata dal fatto che gli inglesi non sono ancora in grado di trattare il petrolio che hanno cominciato a estrarre in Medio Oriente non possedendo una raffineria nell'area mediterranea;
alla fine del 1923 ha rilevato una vecchia raffineria austriaca in disuso a Trieste, a due passi dai depositi della Standard Oil;
nel gennaio scorso ha aperto una filiale italiana la Bp (British petroleum) una società con capitale misto angloitaliano intorno al quale si aggregano anche quegli interessi politico finanziari del fascismo più vicini a Londra che a Washinhgton.
L'accordo tra la APOC e il governo italiano nasconde almeno altre due insidie per la compagnia americana:
- , sta nella clausola, inserita su esplicita richiesta di Roma, secondo la quale gli inglesi possono impegnarsi nella «esplorazione del sottosuolo nazionale» e nell'eventuale «sfruttamento dei giacimenti che venissero scoperti».
- , sta in un'altra clausola che consente alla Bp la costruzione in tempi brevi di uno stabilimento in Italia per la raffinazione e la distribuzione anche sul territorio italiano del petrolio estratto in Iraq e in Persia.
La raffineria di Trieste, una volta a regime, consentirà alla Gran Bretagna di conquistare un indubbio vantaggio logistico rispetto agli americani. Perché il greggio americano per giungere da New York al porto di Messina – dove si concentra l'intero traffico del petrolio della Standard Oil prima di essere distribuito sul mercato italiano ed europeo –, deve compiere un tragitto di 4200 miglia. Agli inglesi, invece, basterà percorrerne mille per per portare il loro prodotto dal Medio Oriente e dai pozzi che controllano nel Mar Nero sino a lla raffineria di Trieste.
Gli americani reagiscono con prontezza firmando una convenzione con il governo di Roma che spalancherà il mercato italiano a un'altra società statunitense, la Sinclair Oil appunto, "cugina "della Standard Oil.
Per gli inglesi l'accordo della Sinclair Oil con il governo italiano punta a ledere i loro interessi. Attraverso il colloquio con G. Matteotti essi intendono quindi attirare l'attenzione dell'opposizione italiana sulle manovre che la loro concorrente d'oltreoceano sta conducendo in combutta con il regime.]
A B. Mussolini, durante un suo giro nell'entroterra palermitano, il sindaco mafioso di Piana dei Greci, Francesco Cuccia, dice di stare pure tranquillo che ad annientare i sovversivi e garantire l'ordine ci avrebbero pensato "loro"; tornato a Roma egli affida ad un funzionario statale il compito di liquidare la mafia;
di fronte agli sviluppi di una situazione che lascia prevedere il rafforzamento dell'autorità dello Stato sulla società siciliana ai danni delle sue tradizionali forze dominanti, il liberale Vittorio Emanuele Orlando passa all'opposizione;

Giugno
10
, la Camera vota la fiducia al Governo;
il deputato socialista G. Matteotti è aggredito e rapito sul lungotevere Arnaldo da Brescia da squadristi fascisti.
[Ha con sé una borsa piena di documenti. Sparita insieme a lui.]
12, alla Camera si accendono discussioni per il rapimento di G. Matteotti, e i ministri:
- A. De Stefani,
- L. Federzoni,
- A. Oviglio,
- G. Gentile,
presentano le loro dimissioni;
13, 135 deputati votano una mozione che afferma che la loro partecipazione ai lavori della Camera è impossibile:
- 39 popolari,
- 24 socialisti unitari,
- 22 socialisti massimalisti,
- 18 comunisti,
- 7 repubblicani,
- 25 di formazioni varie di opposizione;
tra i più noti:
- G. Amendola,
- B. Buozzi,
- M. Cingolani,
- A. De Gasperi,
- Achille Grandi,
- G. Gronchi,
- A. Labriola,
- E. Lussu,
- G.E. Modigliani,
- C. Prampolini,
- Romita,
- U. Tupini,
- F. Turati;
14, secondo un'informativa sarebbero «sulla bocca di tutti le constatazioni che l'onorevole Matteotti possedesse documenti su cui avrebbe parlato alla Camera e che si riferivano a prove contro il Finzi sugli affari compiuti per i petroli, per le case da gioco e altro».
19, l'on. L. Federzoni dichiara che il governo sospende l'applicazione dei provvedimenti già emanati per sottoporre a un più rigoroso controllo dello Stato le Opere pie; provvedimenti che, riguardando ingentissimi patrimoni, hanno molto preoccupato Pio XI e sono stati vivacemente ciriticati dalla stampa cattolica;
Lo stesso giorno l'avv. F. Filippelli, direttore del «Corriere italiano», accusato di complicità nell'assassinio di G. Matteotti, viene arrestato al largo di Genova su motoscafo mentre cerca di fuoriuscire dall'Italia;
[Ha fornito ai sequestratori la Lancia Lambda usata per il rapimento; in seguito sarà scagionato e rilasciato.]
25, l'«Osservatore Romano» deplora che i giornali di opposizione turbino il corso relgolare della giustizia con le loro inchieste e le loro accuse. Gli italiani devono aver completa fiducia nella magistratura…
26, viene riformato il Consiglio di Stato (massimo organo consultivo) composto in sei sezioni [questo organo di "giustizia amministrativa" venne istituito da Napoleone Bonaparte]
27
, l'opposizione parlamentare dà origine alla "secessione dell'Aventino" (commemora G. Matteotti e si definisce ritirata sull' "Aventino delle loro coscienze"); ciò provoca una grave tensione nel paese e uno sbandamento nelle file fasciste;
B. Mussolini, grazie all'appoggio del re, riesce a prendere la situazione nelle sue mani;
Ppi: i popolari, sconfessati dal Vaticano, partecipano con gli altri deputati dell'opposizione alla secessione dell'Aventino, cui danno un notevole contributo soprattutto con la coraggiosa campagna di denunce condotta da G. Donati sul «Popolo»;
Psi: mentre i massimalisti di G.M. Serrati (i cosiddetti "terzinternazionalisti") decidono la fusione con i comunisti, una frazione consistente, nella quale sta emergendo P. Nenni, decide di mantenere la propria autonomia.
28, la «Civiltà Cattolica» arriva a scrivere che «il bieco capitolo di storia contemporanea, lumeggiando di bagliori sinistri tutta una rete insidiosa di delitti e di loschi affari, pare un'edizione peggiorata dei sistemi politici di Cesare Borgia».
[Un richiamo storico che appare, in verità, abbastanza ardito a chiunque conosce anche solo superficialmente la storia del figlio di Alessandro VI, i cui misfatti furono compiuti negli Stati della Chiesa con l'aperta collaborazione di Sua Santità!]

C.M. De Vecchi auspica «tre minuti di fuoco» per far piazza pulita degli oppositori.

 


Luglio
16
, in un discorso ai segretari provinciali, l'on. A. De Gasperi, segretario del Ppi, riconosce esser necessario convincere l'opinione pubblica che la caduta del fascismo non significherebbe un salto nel buio; occorre, perciò, preparare un governo capace di assumere la successione del governo di B. Mussolini.
L'on. A. De Gasperi preconizza una coalizione che comprenda, insieme ai popolari, i socialisti, invocando a suo sostegno i precedenti offerti dai cattolici della Germania e del Belgio e dai cristianosociali dell'Austria.
20, domenica mattina, Pio XI dice a p. P. Tacchi Venturi di comunicare all'abbattuto Duce di poter contare ancora sul suo sostegno. Nel pomerigio il gesuita invia una nota a B. Mussolini: «Stamane Sua Santità si è compiaciuta parlarmi di vostra Eccellenza con tali termini che sono certo Le riusciranno di particolare gradimento e conforto». Sottolineando queste ultime parole e dicendogli che sarebbe meglio potergli comunicare di persona i pensieri del papa, gli chiede presto un incontro;
nello stesso tempo Pio XI ordina a p. Rosa di preparare un nuovo pezzo sulla crisi;
21, in un'intervista all' «Unità cattolica» il ministro L. Federzoni conferma «il preciso intendimento del governo di restaurare in Italia la libertà e il prestigio della religione cattolica».
22, il card. P. Gasparri indirizza una lettera agli assistenti ecclesiastici delle associazioni giovanili, per invitarli a «insistere presso i giovani, e specialmente verso i dirigenti, affinché tengano presente il fine eminentemente religioso-sociale e soprannaturale della loro azione»;
lo stesso giorno B. Mussolini apre la nota inviatagli da p. P. Tacchi Venturi e con la sua matita colorata scrive :«Giovedì mattina ore 12»;
alla fine del mese il card. P. Gasparri giunge alla sede della «Civiltà Cattolica» a ritirare la bozza preparata da p. Rosa.

estate, nel bel mezzo della crisi, B. Mussolini crea una speciale commissione per rivedere le leggi relative alla Chiesa.
Lo scopo è quello di ridurre gli attriti tra Chiesa e Stato. Poichè la Chiesa non riconosce ancora formalmente l'Italia, il papa non può mostrare di collaborare col suo governo. Ma dietro le quinte, tramite p. P. Tacchi Venturi, colloca tre prelati nella commissione.
Quando le notizie sulla commissione escono in seguito sui giornali, il papa fa scrivere su «L''Osservatore Romano», il giornale vaticano, che «l'autorità ecclesiastica fu sempre assolutamente estranea sia alla nomina come alla scelta dei tre giureconsulti ecclesiastici, quanto lo è ai lavori della Commissione».
[Le cose invece non stanno proprio così.]


Parigi, VII Olimpiade, il corridore italiano Ottavio Bottecchia vince 8 medaglie d'oro, 3 d'argento e 5 di bronzo.

Agosto
3
, in un promemoria indirizzato al suo ministro della Giustizia, B. Mussolini scrive: «In relazione alle precedenti intese partecipo a V.E. che la Santa Sede ha designato a far parte della Commissione per la riforma della legislazione ecclesiastica…»; seguono i nomi e le posizioni di due alti ufficiali vaticani e di un professore di diritto presso il Pontificio Seminario Romano.
«La stessa Santa Sede mi ha fatto pervenire l'accluso pro-memoria in cui sono indicati i punti sostanziali che desidererebbe venissero accolti nella riforma».
B. Mussolini include un appunto che p. P. Tacchi Venturi gli ha dato per conto del papa che elenca sei provvedimenti che questi vuole vedere adottati.
[La "speciale commissione" voluta da B. Mussolini si riunirà trentacinque volte nel 1925.]
Nei primi giorni del mese tra il Vaticano e gli uffici della «Civiltà Cattolica» rimbalzano minute recanti ora le annotazioni a matita di Pio XI; ottenuta l'approvazione del pontefice, l'articolo non firmato va in stampa;
dopo aver lodato quanto B. Mussolini ha fatto per la Chiesa, e sottolineando che non ha nulla a che vedere con l'omicidio di G. Matteotti, l'articolo della «Civiltà Cattolica» avverte che l'azione violenta contro il governo è inammissibile. Anche l'uso di mezzi legittimi per farlo cadere, come nuove elezioni, va evitato, perché porterebbe a una «grave iattura». Cosa ancora più importante, il Ppi non sarà mai giustificato se si alleerà con i socialisti.
[Nello stesso tempo, poichè la moglie e la madre di G. Matteotti hanno chiesto a più riprese di incontrarlo, Pio XI, sospettando che la loro richiesta punti ad indebolire ulteriormente B. Mussolini, si nega. Ordina, comunque, non volendo apparire freddo, al card. P. Gasparri di ricevere le due donne e di dare loro un rosario che ha lui stesso benedetto.]
12, Roma, poiché la cooperazione del Ppi col Psi «rilutta alla coscienza dei cattolici italiani, che non senza intimo turbamento assisterebbero ad una specie di conventio Christi ad Belial» («Civiltà Cattolica» del 7 agosto), viene ora costituito un partito fiancheggiatore: il Centro nazionale italiano.
Ad esso aderiscono subito molti cattolici della destra, fra i quali i diversi senatori e deputati dissidenti dal Ppi, di stretta osservanza vaticana.
16, nella macchia della Quartarella, viene ritrovato il cadavere, orrendamente mutilato, di G. Matteotti.
Scoppia uno scandalo.
B. Mussolini si dimette da ministro degli Interni, fa dimettere il gen. E. De Bono da direttore generale della polizia, nominandolo comandante generale della milizia, ed esonera il questore di Roma. Vengono sospesi i lavori parlamentari.

L'opinione pubblica individua subito in B. Mussolini il mandante del delitto.
il «Nuovo Paese», il giornale diretto da Carlo Bazzi, scrive «Si vuole che l'onorevole Matteotti dovesse pronunziare alla Camera – in sede di discussione sull'esercizio provvisorio – un discorso di critica alla "convenzione Sinclair"».
Sono individuati gli esecutori materiali:
. A. Dumini,
. Albino Volpi,
. Giuseppe Viola,
. Augusto Malacria,
. Amleto Poveromo,
tutti e cinque, legati al Pnf, dipendenti dal gen. E. De Bono, ex direttore generale di P.S. e comandante in capo della milizia.
[È legato a filo doppio con la Gran Bretagna: attraverso la massoneria e in quanto fiduciario di Casa Savoia, i cui rapporti con la Gran Bretagna non sono mai venuti meno, rafforzandosi anzi con il passare degli anni.]
Fanno parte di una sorta di squadrone della morte che chiamano "Ceka", come la famigerata polizia politica sovietica (Ceka) specializzata in operazioni "sporche".

In estate la «Voce Repubblicana» accusa I. Balbo di corresponsabilità nell'assassinio di don G. Minzoni.
Il quadrumviro querela il giornale dando ampia facoltà di prova. Ma i magistrati ritengono imminente, come altri del resto, il crollo del regime fascista per la crisi determinata dall'assassinio di G. Matteotti; fanno perciò il loro dovere, riconoscendo la fondatezza delle accuse mosse dal giornale e condannano I. Balbo a pagare le spese del processo.

[L'assassinio di G. Matteotti risolve comunque ogni problema:
- a B. Mussolini,
- alla britannica APOC (Anglo-Persian Oil Company),
- a W. Churchill che, attraverso i documenti di E. De Bono e di A. Dumini, può continuare a tenere in pugno il duce.]

Il governo italiano annulla immediatamente gli accordi con la Sinclair Oil.

Mentre i gruppi femminili sono ormai abbastanza grossi e organizzati, dopo l' "affare Matteotti" si arresta il loro sviluppo: parecchie tessere vengono restituite, altre finiscono in fondo a un cassetto, non poche nella spazzatura.
[Dopo le leggi straordinarie, tuttavia, nell'inverno del 1925, le disertrici seguiranno l'esempio maschile e si riavvicineranno pian piano al partito suscitando viva opposizione da parte delle fedelissime e passando, in qualche caso, anche alle vie di fatto.
Nel 1926, comunque, si riapriranno le iscrizioni.]
[Gian Carlo Fusco, Le rose del ventennio, 1974, Rizzoli Editore.]

Settembre
4
, stabilizzata la Camera, B. Mussolini si appresta a riformare gli assetti istituzionali per rafforzare il ruolo del governo.
Prestando ascolto alle richieste provenienti da settori della base del partito forma una Commissione dei 15 (5 senatori, 5 deputati, 5 studiosi), presieduta da G. Gentile e interna al Pnf, che lavora negli ultimi mesi dell'anno;
8, parlando agli studenti universitari, Pio XI dice che taluni vorrebbero che il papa non si occupasse di politica, mentre altri lamentano che venga consentita troppa poca politica all'Azione cattolica. Ma il papa «non ha bisogno di indicazioni».
«Quando la politica si accosta all'altare, allora la religione e la Chiesa ed il Papa, che le rappresenta, non soltanto sono nel diritto, ma anche nel dovere di dare indicazioni e direttive, che anime cattoliche hanno il diritto di richiedere e il dovere di seguire».
I commenti del papa inorridiscono gli antifascsiti, sia in Italia, sia all'estero.
Lo stesso giorno, in un'abbazia camaldolese oltre il confine con la Toscana, dove il card. Vannutelli sta trascorrendo le vacanze estive, i figli di B. Mussolini – arrivato in visita con la famiglia –, ricevono la prima comunione al mattino e il cardinale impartisce loro la cresima verso mezzogiorno.
15, l' «Osservatore Romano» ribatte. Le parole del papa costituiscono una "direttiva categorica". Chi afferma che i cattolici siano liberi di seguire le proprie coscienze nella questione sono gravemente in errore.
16, il card. P. Gasparri, dovendo notificare a don L. Sturzo l'ordine del papa di interrompere gli attacchi diretti al Duce, scrive invece a suo fratello, vescovo in Sicilia, comunicandogli appunto la decisione di Pio XI, cosa che l'indignato fratello si rifiuta di fare lasciando al cardinale il compito di trovare un'altra maniera di informare il capo del Ppi;
in risposta don L. Sturzo si offre di lasciare l'Italia e al papa la scelta certamente non dispiace;
18, con decreto 18 settembre 1924, vengono nominati 45 nuovi senatori che si aggiungono ai 277 già in carica.
[È una delle più grandi "infornate" che si sia mai vista a Palazzo Madama.]
20, «Il Sole» riporta la lista dei neo senatori:
. G. Treccani,
. G. Borromeo Arese,
. T. Borsalino (proprietario della fabbrica di cappelli di Alessandria),
ecc.

Ottobre
25
, spiato, fatto oggetto di imboscate (Grado, 31 luglio) e di colpi di mano (palazzo Soderini, 16 settembre), per le pressioni di B. Mussolini, don L. Sturzo viene trasferito a Londra: vi rimarrà in esilio 22 anni;
[Oltre al necessario passaporto, per le spese di viaggio egli riceve la somma di 10.000 lire; tramite il proprio segretario, egli chiede soltanto a Pizzardo di potergli cambiare il denaro in sterline.]
fallita la prospettiva di un'alleanza fra i popolari e i socialisti anche per la decisa opposizione della Santa Sede, l'attività del Ppi, sotto la pressione fascista, va progressivamente attenuandosi;

Novembre

Libia
: viene riconquistata la Tripolitania settentrionale.

Dicembre
6
, G. Donati presenta all'Alta Corte di Giustizia un atto di accusa contro il gen. E. De Bono, ex direttore generale di P.S. e comandante in capo della milizia.

Industriali ed esercito sottolineano al Parlamento il "disagio di coscienze" dopo il "delitto Matteotti".
Il «Mondo» pubblica un memoriale dal quale emerge la responsabilità di B. Mussolini  nel "delitto Matteotti".
Pcd'I: con il confluire al suo interno della frazione dei socialisti "terzinternazionalisti" con G.M. Serrati, intraprende una svolta promossa da A. Gramsci che sconfigge l'estremismo di Bordiga e raccoglie attorno a sé gli uomini che formano il gruppo dirigente storico del partito, rimasto sostanzialmente omogeneo nei periodi successivi:
- P. Togliatti [Ercoli],
- M. Scoccimarro
- R. Grieco
- U. Terracini
- L. Longo [Gallo],
- P. Secchia;
A. Gramsci rafforza anche i legami con l'Internazionale favorendo la bolscevizzazione del partito che fa delle "cellule" sul luogo di lavoro il nucleo di base dell'organizzazione.

27
, C. Rossi chiama direttamente in causa B. Mussolini  quale mandante di tutte le aggressioni e di tutti gli assassinii compiuti dai fascisti anche dopo la "marcia su Roma".
Anche Carlo Silvestri, cronista del «Corriere della Sera» punta il dito su B. Mussolini quale mandante del "delitto Matteotti".
[Vicino ai socialisti di Filippo Turati sarà in seguito però uno dei più ferventi sostenitori del duce e addirittura suo amico personale. Dopo la guerra ammetterà di aver ingigantito le sue accuse contro B. Mussolini per fini di «convenienza personale».]
Molti invece credono nell'innocenza del duce, persino alcuni dei più influenti e prestigiosi esponenti liberali dell'epoca. Personaggi come Giovanni Giolitti, Luigi Einaudi e Benedetto Croce.
[Nicola Bombacci, ex dirigente socialista che nel 1931 si avvicinerà al fascismo, indagherà a lungo sul "delitto Matteotti" per giungere a questa conclusione: «Purtroppo gli imputati non sono qui. Magari, dopo essere stati manutengoli dei tedeschi, saranno oggi al servizio degli inglesi o meglio ancora degli americani».
Guglielmo Salotti, Nicola Bombacci: un comunista a Salò, Mursia Milano 2008.]
A confermare il legame tra il "delitto Matteotti" e la Gran Bretagna saranno i risultati di lunghe ricerche condotte da due studiosi molto diversi tra loro ma che, seguendo lo stesso filo, arriveranno a un'identica conclusione:
. Mauro Canali, storico, docente all'Università di Camerino, che scaverà negli archivi inglesi e americani;
. Benito Li Vigni, amico personale e stretto collaboratore di Enrico Mattei all'Eni, nonché per un lungo periodo responsabile dei servizi d'informazione dell'ente petrolifero italiano.
Secondo entrambi il legame sarebbe costituito dal petrolio.

la Commissione dei 15 istituitta a settembre, di cui è diventato leader Santi Romano, esprime posizioni moderate, di sostanziale rispetto dello Statuto e del sistema rappresentativo vigente.
B. Mussolini non è soddisfatto dei risultati.

MEZZOGIORNO E ISOLE

Napoli, alle elezioni politiche vengono eletti quattro deputati di sinistra, tra cui un comunista, Alfani.
Intanto la nomina ad arcivescovo di Napoli del card. Alessio Ascalesi (7 marzo) proprio nei primissimi tempi del regime imprime alla Curia arcivescovile, e quindi anche al mondo cattolico napoletano, un orientamento nettamente profascista.
Il cardinale, noto per questo verso, appartiene all'ala dell'episcopato italiano che ha minori riserve verso il regime. Egli coltiva in particolare i rapporti con l' «alta società» napoletana, e ne è quasi un emblema l'intesa coltivata con la duchessa d'Aosta, che abita a Capodimonte anch'essa al centro per qualche tempo della vita di società di Napoli ed egualmente ben nota per essere tra i più simpatizzanti per il fascio in seno alla famiglia reale.
[Tuttavia, specialmente il laicato cattolico napoletano conserva al suo interno la propria tradizione autonomistica, anche nella sua parte più moderata, coi Rodinò, i Degni, i Selvaggi, gli Iervolino, sicché, pur segnando il lungo episcopato del card. Alessio Ascalesi la punta più a destra della Curia napoletana dopo l'unità, ciò non impedirà al momento opportuno una tempestiva ripresa organizzativa degli antichi popolari sturziani.]

Il fascismo affida la provincia campana a un alto commissario straordinario, Michele Castelli, fino al 1932. Il medesimo è commissario anche al comune fino al 1929.

 

Fonti:
- Giuseppe Galasso, Intervista sulla storia di Napoli, a cura di Percy Allum, Laterza 1978.

 








Partito comunista italiano
(Pci)

1924
Vienne-Isère (Francia), alcuni mesi dopo il suo ingresso nel "Gruppo di lingua italiano", che conta oltre 50 iscritti (numerosi i toscani, i veneti e i piemontesi), S. Schiapparelli [Willy] è nominato segretario.
L'antifascismo militante è rappresentato da comunisti (i più numerosi), da socialisti e da anarchici. Non è cosa facile trovare un'intesa di azione comune fra i tre raggruppamenti.
[Per farsi un'idea, basti pensare che si canta una strofa sull'aria di Bandiera Rossa che dice: «O comunisti, noi siamo in tanti, bruciam l' «Avanti!»…» ecc.].
I socialisti non hanno sedi e si appartano in bar gestiti da socialdemocratici francesi e sono iscritti ai sindacati riformisti aderenti alla C.G.T., mentre i comunisti sono iscritti alla C.G.T.U. (Confederazione Generale del Lavoro Unitaria).
Gli anarchici (in maggioranza toscani) nella loro maggioranza si definiscono "individualisti" e di conseguenza non sono iscritti ad alcun sindacato.
[Nel corso di parecchi scioperi, particolarmente nell'industria tessile, fanno sovente i crumiri proprio perché "individualisti"e slegati da ogni disciplina sindacale.]
Nel Pcf (Partito comunista francese) la "cellula" è considerata l'organismo di base, tenuto a svolgere, come si dice «tutta la politica del partito» ma è consderata dalla polizia un "covo di banditi" e farne parte significa, per il comunista straniero, essere sempre esposto al pericolo dell'espulsione.
Insieme al problema della "cellula" si discutono sia le posizioni settarie sia quelle "socialdemocratiche" di una parte del gruppo dirigente del Pcf. Gli esponenti di queste concezioni sono, tra gli altri:
. Treint,
. Frossard,
. Suzanne Girault,
. Souvrain,
che in seguito abbandoneranno il Pcf o ne saranno espulsi.
A Parigi si stampa intanto «L'Araldo», un settimanale in lingua italiana, e poi «La Riscossa».
Soppressi entrambi dalle autorità francesi, saranno seguiti da «Il Lavoratore», quindi da «Il Proletario» e ancora da «Vita Proletaria».
Soppesso anche questo come i precedenti, viene in seguito stampato «Vie prolétarienne», distribuito dalla rete di diffusione semi-clandestina dei comunisti e dei loro simpatizzanti.

Vienne-Isère (Francia), per "aiutare le vittime politiche", già numerose in Italia, viene costituita, da militanti delle tre tendenze e da antifascisti generici, una "filodrammatica" denominata "Arte e Lavoro".
Si recita un paio di volte al mese in un teatro di proprietà comunale. Il sindaco è un senatore social-democratico, industriale tessile, un certo Brénier e l'introito di ogni spettacolo viene diviso in tre parti uguali. Il denaro spettante al "Gruppo di lingua italiano" aderente al Partito comunista francese (Pcf), viene inviato a Parigi al Soccorso Rosso, organizzazione di aiuto alle vittime politiche, esistente anche in Italia e affiliata al Soccorso Rosso Internazionale costituito nel settembre del 1922 per iniziativa dell' "Associazione dei vecchi bolscevichi e dei reduci della deportazione e delle carceri della Russia zarista". A presiederla è Elena Stasova, la figlia di un famoso avvocato che in epoca zarista difendeva ogni sorta di cospiratori. Ben presto il numero due diventerà Vittorio Vidali.

Dicembre
Vienne-Isère (Francia), S. Schiapparelli [Willy] lascia il centro industriale tessile e si trasferisce a Parigi dove, dopo qualche tempo, è nominato responsabile di un settore che comprende i grossi centri di Les Lilas, Pantin Romainville e St. Gervais.
Responsabili dei gruppi della Regione parigina sono, tra gli altri:
. Cinelli, di Milano (non sarà più comunista),
. Arturo Cozza, ex ferroviere di Biella (deceduto poi a Nizza),
. Carretto, di Torino,
. Umberto Fiore, ex senatore, di Messina.
In questo periodo, all'interno dei "gruppi" si conduce un'aspra polemica attorno alle Tesi del III Congresso e la maggioranza dei dirigenti periferici e degli iscritti è di tendenza bordighiana (A. Bordiga).


[Stefano Schiapparelli, Ricordi di un fuoruscito, Edizioni del Calendario, Milano 1971; con prefazione di Giorgio Amendola.]




OVEST
-
-
-
-

1924
-

 


 

DOMINION OF CANADA
[Aggiunta alle altre province britanniche nel 1763, include la regione sulle due rive del fiume San Lorenzo grossolanamente delimitate da Anticosti a est e il Lago Nipissing a ovest.
Dal 7 nov 1763 la provincia (ex Canada francese) è stata divisa formalmente in tre distretti: Québec, Trois-Rivières, Montréal.
Nel 1791 la provincia è stata separata in due parti:
Basso Canada (francofoni) e Alto Canada (lealisti).
Nel 1841, con l'Act of Union sono stati nominati due primi ministri ma Canada Est e Canada Ovest continuano ad andare ognuna per la sua strada. Il sistema dura ben 25 anni (1842-67).
Nel 1867, 1° luglio, nasce ufficialmente la confederazione: Dominion of Canada.]
Governatore generale
Julian H.G. Byng
visconte Byng di Vimy
(1921 - 1926)
Primo ministro
W.L. Mackenzie King
(1921 29 dic - 28 giu 1926)
[liberale]

1924
Nasce ufficialmente il CPC (Communist Party of Canada).
[Ex Workers Party of Canada e, prima ancora, operante in clandestinità.
Sarà messo fuori legge nei periodi (1931-36) e (1939-43).
In quell'anno il partito adotterà il nome di Labour Progressive Party e alla fine degli anni 1950 riassumerà quello ufficiale di CPC (Communist Party of Canada).
La repressione governativa nei confronti dei comunisti è durissima. Essa ha la sua copertura legale nell'art. 98 del Codice penale approvato nel 1919 e diretto contro le attività sovversive e rivoluzionarie. Si tratta di un'arma molto efficace, dato che abolisce la presunzione d'innocenza per i supposti sovversivi, per i quali è anche prevista la deportazione senza processo.
[L'art. 98 sarà abrogato nel 1936 con l'entrata al governo del Partito liberale.]
In realtà l'intento repressivo del governo sortisce gli effetti opposti.
Da un lato infatti i comunisti hanno la possibilità di giocare la carta della difesa dei diritti civili, il che procura loro vaste simpatie nell'opinione pubblica progressista;
[Grazie anche all'abile opera dell'ex pastore metodista Albert E. Smith (1871-1947), che guiderà la Canadian Labour Defence League fondata nel 1924.]
Inoltre i militanti del partito acquistano la fama di combattivi difensori dei lavoratori contro le ingiustizie governative e padronali.
Di conseguenza essi sono in grado di fare breccia in alcuni settori del mondo del lavoro sinora poco rappresentati dal sindacalismo tradizionale. Si tratta dei minatori di carbone, dei boscaioli e dei lavoratori tessili e dell'abbigliamento.
Il partito trova la sua base soprattutto tra i "nuovi canadesi", che in gran parte costituiscono manodopera non specializzata.
In mezzo a costoro spiccano per la loro militanza gli ucraini e i finlandesi.
[Anche se al massimo della sua espansione il partito comunista raggiungerà solo i 30.000 iscritti, esso diviene però un elemento importante nelle lotte operaie tra le due guerre mondiali.]

 


QUÉBEC
Primo ministro
Louis-Alexandre Taschereau
(1920 - ?)
[liberale]
Vescovo di Montréal
-

1924
-

 


 

 

ONTARIO
-
-

1924
-

 

 


NEW BRUNSWICK
-
-

1924
-

NOVA SCOTIA
-
-

1924
-

MANITOBA [dal 1870]
-
-

1924
-


BRITISH COLUMBIA [dal 1858]
[nel 1866 ha incorporato l'Isola di Vancouver e dal 1871 fa parte della confederazione.]
Primo ministro della provincia
-

1924
-

 

ISOLA DEL PRINCIPE EDOARDO
[Dal 1873 fa parte della confederazione.]
Primo ministro della provincia
-

1924
-

 

TERRITORIO DELLO YUKON [creato nel 1898]
   
1924
-
ALBERTA [creata nel 1905]
   
1924
-
SASKATCHEWAN [creata nel 1905]
   
1924
-

 

TERRANOVA
Primo Ministro
Walter S. Monroe
(1924 - 1928)

1924
-

 

 

UNIONE degli STATI UNITI d'AMERICA
Presidente degli Stati Uniti
C. Coolidge [30°]
(1923 2 ago - 4 mar 1929)
[Pr]
Vicepresidente
C.G. Dawes
(1923 - ?)
Segretario di Stato
[Ministro degli Esteri]
F.B. Kellogg
(1923 - ?)
Ministro del Tesoro
-
Ministro della Guerra
-
Presidente della Corte Suprema
W.H. Taft
(1921 30 giu - 3 feb 1930)

1924
formazione di un "blocco agrario" nel congresso e largo seguito del repubblicano progressista R. La Follette;

Pur continuando a sostenere la legalità dell'intervento in America latina, Charles Evans Hughes ritira le truppe statunitensi dalla Repubblica Dominicana.

Un emendamento costituzionale destinato a conferire al Congresso il potere di legiferare in materia di lavoro dei minori viene sottoposto all'approvazione degli stati, ma non sarà mai ratificato.

Il Congresso approva il National Origins Act che riduce il numero degli immigrati a 165.000 unità l'anno – vedasi a confronto la precedente l'Emergency Quota Act (1921) – ma diminuisce anche le quote al 2% dei componenti di ciascun gruppo etnico residenti negli Stati Uniti nel 1890 (cioè prima che gli immigrati provenienti dall'Europa meridionale e orientale cominciassero ad essere in misura preponderante).
[Questa legge delinea una politica permanente dell'immigrazione: quando entrerà in vigore, nel 1929, l'immigrazione sarà limitata a 150.000 unità l'anno e a ciascun gruppo etnico sarà assegnata una quota proporzionale alla sua entità numerica nel contesto della popolazione americana esistente; in pratica circa l'86% delle quote saranno assegnate a paesi dell'Europa settentrionale e occidentale.
Il continente americano sarà esentato dalle restrizioni, soprattutto perché potenti interessi economici delle regioni sudoccidentali degli Stati Uniti sono legati alla disponibilità di manodopera messicana.
D'altra parte una legge proibirà totalmente l'immigrazione dalla maggior parte dei paesi asiatici. Questa decisione, che porrà fine al Gentlemen's Agreement del 1907-08, susciterà un'ondata di risentimenti in Giappone.
Le leggi restrittive del 1921 e del 1924 rappresentano un taglio netto col passato: approvate allo scopo di stabilizzare la composizione etnica della popolazione statunitense riducendo l'immigrazione a un rivolo, avranno come risultato il ripudio della tradizionale ospitalità americana.]

Per le elezioni presidenziali il Partito repubblicano riconferma la fiducia a C. Coolidge.

Alla convenzione del Partito democratico, i contrasti sociali, regionali e religiosi, venuti alla luce in occasione delle controversie su:
- immigrazione,
- [nuovo]Ku Klux Klan,
- "proibizionismo",
lacerano l'unità del partito causando una lunga e furibonda battaglia.
I delegati democratici degli stati del Sud e del West, in prevalenza rappresentanti di comunità rurali molto religiose e proibizioniste, sono favorevoli a scegliere come candidato alla presidenza William G. McAdoo, l'ex ministro del Tesoro di Th.W. Wilson.
I delegati democratici degli stati del Nord, in cui prevalgono le grandi città e le idee abrogazioniste, appoggiano invece il governatore dello stato di NEW YORK Alfred E. Smith, un cattolico proveniente dall'apparato di partito della Tammany Hall.
Dato che le due correnti rivali si bilanciano senza riuscire ad ottenere la maggioranza dei due terzi necessaria per poter designare il candidato presidenziale, la convenzione rimane bloccata per 16 giorni.
Infine, William G. McAdoo e Alfred E. Smith accettano di ritirare la propria candidatura e al 103° ballottaggio gli esausti delegati raggiungono l'accordo sul nome di John W. Davis, un avvocato di New York.

Un gruppo si scontenti, genericamente progressisti, comprendenti rappresentanti delle zone rurali del West, esponenti sindacali, socialisti, nominano Robert M. La Follette candidato di un "nuovo partito progressista" il cui programma, attaccato subito sia dai repubblicani che dai democratici come pericolosamente radicale:
- propone la lotta ai monopoli,
- chiede la nazionalizzazione delle ferrovie e delle centrali elettriche,
- promette una diminuzione dei dazi doganali,
- garantisce il sostegno federale all'agricoltura,
- vuole eliminare il ricorso alle ingiunzioni della magistratura come mezzo di soluzione dei confliti di lavoro,
- chiede l'elezione popolare dei giudici.
Nel corso della campagna elettorale le forze sindacali lo appoggiano con sempre minor entusiasmo e la sua posizione è indebolita da un improvviso rialzo dei prezzi dei prodotti agricoli.

Novembre
-

Elezioni presidenziali
 
voto popolare
voto elettorale
. C. Coolidge (Repubblicano)
15.725.016
382
. John W. Davis (Democratico)
8.386.503
136
. Robert M. La Follette (Progressista)
4.822.856
13

Robert M. La Follette vince solo nel suo stato, il WISCONSIN.
I cinque milioni di voti che ha ricevuto non esprimono in realtà la forza del movimento progressista. In suo favore hanno votato ad esempio gli elettori di origine tedesca in segno di riconoscimento, sia pure tardivo, per la sua opposizione all'intervento in guerra nel 1917.
[Subito dopo la prova elettorale il partito progressista comincerà a disintegrarsi e dopo la morte di Robert M. La Follette nel 1925, si scioglierà.]
La travolgene vittoria di C. Coolidge accentua le scelte di politica interna favorevoli al mondo imprenditoriale.

 

 

[Maldwyn A. Jones, Storia degli Stati Uniti, Bompiani 1984.]

 




- Direttore: John Edgar Hoover (1924-72)

1924
Gennaio

-

di questa divisione investigativa del dipartimento della giustizia è nominato direttore J.E. Hoover che terrà la carica per 48 anni fino alla morte nel 1972;

 

[01] DELAWARE [dal 7 dicembre 1787] - cap. Dover
[Primo stato a ratificare la Costituzione degli Stati Uniti d'America.
Non esistono collegamenti fra chiesa e stato e una grande libertà religiosa si è affermata sin dall'inizio.]
Governatore
-

1924
Gennaio

-

 

[02] PENNSYLVANIA [dal 12 dicembre 1787] - cap. Harrisburg
[Non esistono collegamenti fra chiesa e stato e una grande libertà religiosa si è affermata sin dall'inizio.]
Governatore
-

1924
Gennaio

-

 

[03] NEW JERSEY [dal 18 dicembre 1787] - cap. Trenton
[Non esistono collegamenti fra chiesa e stato e una grande libertà religiosa si è affermata sin dall'inizio.]
Governatore
-

1924
Gennaio

-

 

[04] - [04] GEORGIA [dal 2 gennaio 1788] - cap. Atlanta
[Già ammesso nell'Unione nel 1780 ma ratificato solo il 2 gennaio 1788.
Riammesso al Congresso il 30 marzo 1870.]
Governatore
-
-

1924
Gennaio

-

[05] CONNECTICUT [dal 4 gennaio 1788] - cap. Hartford
Governatore
-

1924
Gennaio

-

[06] MASSACHUSETTS [dal 6 febbraio 1788] - cap. Boston
Governatore
-

1924
Gennaio

-

[07] MARYLAND [dal 28 aprile 1788] - cap. Annapolis
Governatore
-

1924
Gennaio

-

[08] - [01] SOUTH CAROLINA [dal 23 maggio 1788] - cap. Columbia
Governatore
-
-

1924
Gennaio

-

[09] NEW HAMPSHIRE [dal21 giugno 1788] - cap. Concord
Governatore
-

1924
Gennaio

-

[10] - [08] VIRGINIA [dal 26 giugno 1788]- cap. Richmond
[Riammesso al Congresso il 30 marzo 1870]
Governatore
-
-

1924
Gennaio

-

[11] NEW YORK [dal 26 luglio 1788] - cap. Albany
[L'anglicanesimo è la religione di stato in quattro contee.]
Governatore
-

1924
Gennaio

-

[12] - [09] NORTH CAROLINA [dal 21 novembre 1789] - cap. Raleigh
[Tratto di terre immediatamente a sud della Virginia, attorno allo stretto di Albemarle.]
Governatore
-
-

1924
Gennaio

-

[13] RHODE ISLAND [dal 29 maggio 1790] - cap. Providence
Governatore
-

1924
Gennaio

-

[14] VERMONT [dal 4 marzo 1791] - cap. Montpelier
Governatore
-

1924
Gennaio

-

[15] KENTUCKY [dal 1° giugno 1792] - cap. Frankfort
Governatore
-
-

1924
Gennaio

-

[16] - [10] TENNESSEE [dal 1° giugno 1796] - cap. Nashville
[Riammesso all'Unione dall'aprile 1866.]
Governatore
-
-

1924
Gennaio

-

[17] OHIO [dal 1° marzo 1803] - cap. Columbus
Governatore
-
-

1924
Gennaio

-

[18] - [05] LOUISIANA [dal 30 aprile 1812] - cap. Baton Rouge
- 1819, Trattato Adams-Onís: stabilisce il confine con il MESSICO spagnolo: va dal fiume Sabine, nel TEXAS orientale, fino al 42° parallelo (futuro confine settentrionale della CALIFORNIA) e da quel punto, verso ovest, fino al Pacifico.
Governatore
-
-

1924
Gennaio

-

[19] INDIANA [dal 11 dicembre 1816] - cap. Indianapolis
Governatore
-
-

1924
Gennaio

-

[20] - [06] MISSISSIPPI [dal 10 dicembre 1817] cap. Jackson
[Riammesso al Congresso il 30 marzo 1870]
Governatore
-
-

1924
Gennaio

-

[21] ILLINOIS [dal 3 dicembre 1818] - cap. Springfield
-
Governatore
-
-

1924
Gennaio

-

[22] ALABAMA [dal 14 dicembre 1819] - cap. Montgomery
[Dal 18 ottobre 1867 sotto la sovranità degli Stati Uniti.]
Governatore
-

1924
Gennaio

-

[23] MAINE [dal 15 marzo 1820] - cap. Augusta
-
Governatore
-
-

1924
Gennaio

-

[24] MISSOURI [dal 10 agosto 1821] - cap. Jefferson City
Governatore
-
-

1924
Gennaio

-

[25] - [11] ARKANSAS [dal 15 giugno 1836] - cap. Little Rock
Governatore
-
-

1924
Gennaio

-

[26] MICHIGAN [dal 26 gennaio 1837] - cap. Lansing
Governatore
-
-

1924
Gennaio

-

[27] - [03] FLORIDA [dal 3 marzo 1845] - cap. Tallahassee
Tra il 1810 al 1813 gli Stati Uniti hanno inglobato la maggior parte della Florida occidentale, la scia costiera che corre da New Orleans a Mobile, ma una buona parte della colonia, unitamente a tutta la Florida orientale, cioè la penisola, resta ancora sotto il dominio spagnolo.
Nel 1819, con il Trattato Adams-Onís è stata completamente ceduta agli Stati Uniti dalla Spagna.
Nel 1868 è rientrata a far parte dell'Unione.]
Governatore
-
-

1924
Gennaio

-

[28] - [07] TEXAS [dal 29 dicembre 1845] - cap. Austin
Governatore
-
-

1924
Gennaio

-

[29] IOWA [dal 28 dicembre 1846] - cap. Des Moines
Governatore
-
-

1924
Gennaio

-

[30] WISCONSIN [dal 29 maggio 1848] - cap. Madison
Governatore
-
-

1924
Gennaio

-

[31] CALIFORNIA [dal 9 settembre 1850] - cap. Sacramento
Governatore
-

1924
Gennaio

-

[32] MINNESOTA [dall'11 maggio 1858] cap. Saint Paul
Governatore
-
-

1924
Gennaio

-

[33] OREGON [dal 14 febbraio 1859] - cap. Salem
- 1845, alla fine dell'anno i 5000 coloni americani dell'Oregon organizzano un governo provvisorio e chiedono la fine del regime di occupazione comune e l'esclusiva giurisdizione americana.
- 1848, diventa territorio autonomo.
Governatore
-
-

1924
Gennaio

-

[34] KANSAS [dal 28 gennaio 1861] - cap. Topeka
Governatore
-
-

1924
Gennaio
-

[35] WEST VIRGINIA [dal 19 giugno 1863] - cap. Charleston
Governatore
-
-

1924
Gennaio

-

[36] NEVADA [dal 31 ottobre 1864] - cap. Carson City
[Il 2 marzo 1861 il suo territorio era stato separato da quello dell'UTAH.]
Governatore
-

1924
Gennaio

-

[37] NEBRASKA [dal 1° marzo 1867] - cap. Lincoln
Governatore
-
-

1924
Gennaio

-

[38] COLORADO [dal 1° agosto 1876] - cap. Denver
[Territorio autonomo dal 28 febbraio 1861.]
Governatore
-

1924
Gennaio

-

[39] NORTH DAKOTA [dal 2 novembre 1889] - cap. Bismarck
Governatore
-
-

1924
Gennaio

-

[40] SOUTH DAKOTA [dal 2 novembre 1889] - cap. Pierre
Governatore
-
-

1924
Gennaio

-

[41] MONTANA [dall'8 novembre 1889] - cap. Helena
[cap.li: fino al 1865 Bannack, fino al 1875 Virginia City.]
Governatore
-
-

1924
Gennaio

-

[42] WASHINGTON [dall'11 novembre 1889] - cap. Olympia
Governatore
-
-

1924
Gennaio

-

[43] IDAHO [dal 3 luglio 1890] - cap. Boise
[Territorio autonomo dal 24 marzo 1863 con cap. Boise.
Inizialmente, fino al 7 dicembre 1864, la capitale era Lexinton.]
Governatore
-
-

1924
Gennaio

-

[44] WYOMING [dal 10 luglio 1890] - cap. Cheyenne
Governatore
-
-

1924
Gennaio

-

[45] UTAH [dal 4 gennaio 1896] - cap. Salt Lake City
[Territoro annesso nel 1850.
Dal 2 marzo 1861 si è staccato il Territorio del NEVADA.]
Governatore
-
-

1924
Gennaio
-

[-] Territorio delle HAWAII [dal 7 luglio 1898] - cap. Honolulu
 
Governatore
-
-

1924
Gennaio
-

[46] OKLAHOMA [dal 16 novembre 1907] - cap. Oklahoma City
[Territorio autonomo dal 2 maggio 1890.
Con l'annessione di questo nuovo stato gli indiani sono stati espropriati del loro territorio di riserva "permanente". ]
Governatore
-
-

1924
Gennaio
-

[47] NEW MEXICO [dal 6 gennaio 1912] - cap. Santa Fe
[Territorio autonomo dal 1846.]
Governatore
-
-

1924
Gennaio
-

[-] Territorio dell'ALASKA [dal 1912] - cap. Juneau
[1867, 9 aprile, il senato ratifica l'atto d'acquisto del territorio dalla Russia per 7,2 Mni di dollari;
18 ottobre [Alaska day], avviene il passaggio di sovranità;
1884, diviene un distretto dell'Oregon;
1898, viene scoperto l'oro: questo fatto provoca una vera e propria invasione di cercatori d'oro; altro oro viene poi scoperto nel vicino Klondike, territorio canadese, e l'Alaska è utilizzata come base di partenza per i cercatori.]
Governatore
-
-

1924
Gennaio
-

[48] ARIZONA [dal 14 febbraio 1912] - cap. Phoenix
[Territorio autonomo dal 1863, ma fino al 1886 non ci fu pace con gli Indiani.]
Governatore
-
-

1924
Gennaio
-


a





1924
GRANDI ANTILLE
- Presidente della repubblica
?
(?-?)
[nella costituzione è inserito l' "emendamento Platt" che dà diritto agli Stati Uniti di intervenire negli affari interni del paese e di installarvi proprie basi per usi militari e commerciali: dal 1903 esiste la base militare di Guantánamo]
1924
nel dopoguerra sorgono i primi movimenti operai e studenteschi organizzati;
il gen. Gerardo Machado y Morales è capo del Partito liberale;
Haiti
-
?
(?-?)
occupazione militare diretta statunitense (1916-39)
1924
-
- Presidente della repubblica
?
(?-?)

1924
dal 1916 truppe americane occupano Santo Domingo imponendovi un regime militare;

Pur continuando a sostenere la legalità dell'intervento in America latina, il segretario di Stato americano Charles Evans Hughes ritira le truppe statunitensi dalla Repubblica Dominicana.


- Governatore
?
(?-?)
[colonia britannica dal 1866]
1924
-

1924
Estados Unidos Mexicanos
(Stati Uniti del Messico)
[repubblica federale]
- Presidente della repubblica federale
A. Obregón
(1920 - 1924)
P.E. Calles
(1924 - 1927)

1924
fortemente anticlericale, il presidente sviluppa una politica sociale (distribuzione di terre ai contadini e riforma della pubblica istruzione) appoggiandosi ai sindacati e mantiene rapporti amichevoli con gli Stati Uniti ai quali rinnova la concessione per lo sfruttamento delle risorse petrolifere del paese;
sale ora alla presidenza Plutarco Elias Calles che segue la politica del suo predecessore;
le cose cominciano a stabilizzarsi;



1924
Repubblica dell'America centrale
(1921)
- Presidente
-

1924
-



1924
- Capo del governo
-
(formalmente indipendente dal 1847)

1924
-



1924
Honduras
-
?
(? - ?)
1924
totale dipendenza dagli Stati Uniti, interessati a mantenere sotto proprio controllo le ricche piantagioni di banane, unica risorsa economica del paese;
continuano (dal 1911 al 1933) gli interventi delle truppe americane per salvaguardare gli interessi yankee;

1924
- Presidente della repubblica
?
(1903 - ?)
1924
guerra con il Guatemala;
la conclusione di questo conflitto che vede intervenire gli Stati Uniti, con ruolo di mediazione, segna l'ingresso del paese nell'area di influenza della grande potenza americana;
da questo momento si succederanno governi militari: rari, e in genere effimeri, i governi regolarmente eletti;

1924
- Presidente
?
(? - ?)
1924
[rimane in vigore il trattato Bryan-Chamorro con gli Stati Uniti]

1924
- Presidente della repubblica
?
(? - ?)
[liberale]
1924
ritorna ora il regime liberale;

1924
República de Panamá
(indipendente dal 1903)
- Presidente della repubblica
?
(1903 - ?)
1924
-




1924
- Presidente  
1924
perdurano le controversie con gli Stati Uniti;

1924

- Presidente della repubblica

J.V. Gómez
(1908 - 1935)
[dal 1903 fino al 1938 decine di migliaia di oppositori vengono incarcerati o esiliati.]
1924
in conseguenza dello sfruttamento delle risorse petrolifere, negli anni Venti entra in una fase di rapido quanto caotico sviluppo economico; nel giro di pochi anni il paese diventerà il secondo esportatore di greggio, ma sarà rivoluzionata la sua struttura politica e sociale;



1924
República del Ecuador

- Presidente della repubblica

?
(?-?)
1924
si alternano dittature conservatrici (J.J. Flores, G. García Moreno) e di dittature liberali (V. Rocafuerte, E. Alfaro) e da crescenti ingerenze dell'esercito, formato all'origine da elementi venezuelani;



1924

- Presidente della repubblica

A.B. Leguía
(1919 - 1930)
[dittatura "progressista"]
(Repubblica indipendente dal 1827)
1924
forte centralizzazione dell'apparato statale ("Patria Nueva") e massicci investimenti, tramite prestiti nordamericani, nel settore delle opere pubbliche;
il malessere che percorre il paese sin da inizio secolo e che si è finora manifestato attraverso una serie di ribellioni indie contro l'espansione della hacienda e del commercio usuraio (gemonal) si esprime ora con la nascita del partito radicalpopulista APRA (Alianza Popular Revolucionaria Americana) fondato da V.R. Haya de la Torre, con un vasto programma di riforme;


1924

- Presidente della repubblica

?
(?-?)
1924
privata di ogni sbocco al mare dopo la guerra del Pacifico, si fa sempre più accentuata la dipendenza economico-politica dall'Inghilterra e poi dagli Stati Uniti, principali importatori di stagno.


1924

- Presidente della repubblica

A. Alessandri Palma
(1920 - 1925)
[liberaldemocratico]

1924
dal 1922 opera il PCCH (Partito comunista cileno) (ex Partido obrero proletario, di Luis E. Recabarren);
l'opposizione conservatrice, dopo aver paralizzato l'attività parlamentare con il ricorso all'ostruzionismo, tenta di provocare l'intervento dell'esercito ottenendo però una reazione imprevista;

Settembre
un gruppo di giovani ufficiali di estrazione piccolo-borghese, addestrati alla "scuola prussiana" del gen. Körner e guidati dal gen. C. Ibáñez del Campo, assume il potere;
i comunisti vengono posti fuori legge;

trovatosi isolato, Luis E. Recabarren, logorato e malato, si suicida;


1924
dal 1816 divise nelle tre colonie:
Guyana Britannica

- Governatore

?
(? - ?)
1901
-
Suriname (olandese)

- Governatore

?
(? - ?)
1901
-
Guyane Française
[già sede di una colonia penitenziaria e poi, dal 1852,
di un bagno penale (fino al 1945)]

- Governatore

?
(? - ?)
1901
-


1924

- Presidente della repubblica

?
(? - ?)
1924
-



1924

- Presidente della repubblica

gen. B. Ferreira
(1904 - ?)
[partito degli azules]
1924
-



1924

- Presidente della repubblica

M.T. de Alvear
(1922 ott - ott 1928)
[Unión civica radical]
1924
Buenos Aires,

 



Patagonia
1924
-

1924
- Presidente della repubblica
(1915 - ?)
[partito colorado]
1924
Montevideo,





1924
CINA
(Repubblica dal 1911)

presidente

Yüan Shih-k'ai
(1912 - ?)

1924
il Kuomintang (KMT) ha al suo interno due ali di potere:
- ala radicale: Sun Ch'ing-ling (moglie di Sun Yat-sen) e Wang Ch'ing-wei;
- ala moderata: Hu Han-min e Chiang Kai-shek;
Settembre
20
, inizia la guerra civile.

a

1924
DAE HAN
(Corea)

1924
lo stato coreano ha cessato di esistere come entità autonoma nel 1910 essendo stato annesso dal Giappone;
la dominazione di Tokyo è improntata a uno spietato regime poliziesco;
è attivo comunque un movimento di resistenza nazionale;

a





1924
(periodo Taisho: 1912-26)
Giappone



Yoshihito

(? - 1926)
1912-26, imperatore del Giappone;
[dal 1921 è reggente il figlio Hirohito (Tokyo 1901-1989).]

1924
-

Kuomintang
KMT
(Partito nazionale del popolo)

1924
Tokyo, dal 1905 opera la T'ung Meng Hui (Lega dei rivoluzionari) ispirata ai "tre principi del popolo" formulati da Sun Yat-sen:
- indipendenza nazionale
- democrazia parlamentare
- socialismo agrario;

a






1924
[colonia spagnola dal 1900, con capitale Villa Cisneros già protettorato dal 1884.]
-
-
1924
-


1924
Marocco
[dal 1912 è un protettorato della Francia che ha riconosciuto alla Spagna una zona di sua spettanza (Rif, Ifni, Tarfaya) e lasciato sul trono l'ex sultano Mulay 'Abd al-Hafiz]
1924
con la convenzione di Parigi la città di Tangeri è stata internazionalizzata con un proprio statuto autonomo;
la rivolta delle popolazioni berbere della regione Rif, sotto la guida di M. ibn 'Abd el-Krim, è piuttosto dirompente e si basa su iniziative militari, sul riformismo religioso e sull'attivismo politico;

campagne del Rif

1920-26




1924
Algeria
-
-
1924
agitazione nazionalista dell'emiro Khaled, nipote di 'Abd el-Kader († Damasco 1883);

1924
Tunisia
[con il trattato del Bardo del 1881, perfezionato nel 1883 con il trattato della Marsa, la Francia è riuscita a imporvi il suo protettorato.
Il bey conserva formalmente le sue prerogative.]
1924
si fa sentire la tendenza nazional-riformista rappresentata dai "giovani tunisini" sfociata nel 1920 nella fondazione di un partito politico moderno, il Destur o Partito liberal-costituzionale;


1924
LIBIA
[nome romano riesumato durante il conflitto per indicare le due regioni della Tripolitania e della Cirenaica]
- dal 1913 l'Italia esercita la sua sovranità sulla Libia -
TRIPOLITANIA
(1912-34)
Governatore
Tripoli
G. Volpi
(1921 lug - giu 1925)
1924
Gennaio
-
Febbraio
15
, la colonna Volpini, accresciuta fino a comprendere un migliaio di armati appiedati, 250 meharisti e 70 cavalieri, partita da Nalut occupa senza trovare resistenza Sinàuen e Gadàmes;

Maggio
dopo operazioni minori contro i nomadi della Ghibla, viene pure occupata pacificamente Mizda dal gruppo sahariano centrale costituito al Garian; l'occupazione di questi due importanti centri sahariani ha come diretta conseguenza l'allacciamento di relazioni politiche e commerciali con le popolazioni stabili e nomadi del Fezzan; inoltre, i nomadi del Gebel, anche in seguito a bombardametni aerei, si sottomettono in gran parte.
A completare l'opera di riconquista della Tripolitania settentrionale (iniziata nel gennaio 1922) manca la rioccupazione della Sirtica dove si sono rifugiati, inoltre, i notabili compromessisi con gli italiani, in specie della Tripolitania orientale.
L'azione militare, come al solito, è preceduta da un'azione politica che vede il rientro ai loro paesi di gran parte dei profughi di Misurata e degli Orfella.
Rimane soltanto un gruppo di irriducibili, al comando di Ibrahim Sceteui (fratello del defunto Ramadan), circa 2000 persone con qualche centinaio di armati. Vi sono inoltre gli Ulàd Slèman che si aggirano, sempre irriducibili, nel territorio fra Sirte e Orfella.
Viene costituita quindi, al comando del col. Ottorino Mezzetti, una colonna mobile composta di truppe del suo settore di Misurata, e cioè 3 battaglioni, 3 squadroni, un gruppo zaptié a cavallo e una batteria: in tutto 150 ufficiali e 3200 uomini.

Novembre
19
, gli Ulàd Slèman attaccano il presidio di el-Hasciadia nell'Orfella meridionale;
20, il col. Ottorino Mezzetti riunisce le sue forze: il grosso a Berat el-Hsun e un gruppo destinato al fiancheggiento dal sud a Bir Abd er-Rauf;
23, il gruppo costituito dal col. Ottorino Mezzetti arriva, completamente inatteso, a Sirte; lo stesso giorno, con marcia forzata, arriva a Gars bu Hadi (il campo di Ibrahim Sceteui, lo stesso posto dove nel 1915 il col. Miani era stato sconfitto) dove i ribelli sono in parte uccisi e in parte fuggono disperdendosi.
In un ciclo quasi ininterrotto di operazioni durato tre anni, viene così riconquistata la Tripolitania settentrionale.
Con l'occupazione di Sirte terminano le operazioni militari italiane in Tripolitania: sono costate 1756 morti e 628 feriti alle forze italiane e 6337 morti ai "ribelli".
A parte l'estremo sud, tutta la Tripolitania "utile" è nuovamente sotto amministrazione italiana.


CIRENAICA
Muhammad Idris al-Mahdi al-Sanusi

(Giarabub 1890 - Il Cairo 1983)
1917-22, capo della confraternita dei Senussi;
1923-48, è costretto all'esilio;



1948, emiro di Cirenaica;
1950-69, re di Libia(Idris I);

Governatore
Bengasi
gen. Bongiovanni
(1923 gen - mag)
gen. Ettore Mombelli
(mag - nov 1926)

1924
primavera, riprende l'attività militare; comandante delle truppe è il gen. Pizzari, proveniente dalla Tripolitania, il quale comincia a portare qui i metodi tattici che hanno caratterizzato le operazioni del governatore G. Volpi, anche se non tutti sono qui applicabili;
partendo da Gerdes el-Abid il gen. Pizzari comincia con l'attaccare il dor Abid a Omm el-Giuàbi, ma i ribelli non danno che scarsa presa e si dileguano;

Aprile

Maggio
come nel mese precedente, colonne celeri italiane con base a Cirene percorrono tutto l'altipiano occidentale; si tratta dei duar Bràasa e Hàsa, sempre intimamente collegati, che hanno avuto l'impudenza di attaccare con l'artiglieria il piccolo presidio italiano di Maraua;
24, assume la carica di governatore il gen. Ettore Mombelli che decide di operare secondo nuovi criteri:
- agire con varie colonne per linee convergenti (come si fa con successo in Tripolitania),
- agire sempre di sorpresa nel tempo, nello spazio, nei metodi e anche nei mezzi, impiegando, ad esempio, l'aviazione.
Egli fa costruire inoltre, presso i principlai punti d'acqua, dei fortini come perni di manovra e basi logistiche e in ciascun settore fa costruire dei gruppi mobili delle tre armi formati da truppe indigene. Le colonne devono essere maggiormente collegate a mezzo sia della radio che degli aerei.

Giugno
i nuovi mezzi usati dal gen. Ettore Mombelli cominciano a dare qualche risultato nel Gebel el-Auaghir contro i duar Abid e Auaghir; le perdite dei ribelli sono notevoli e nuove frazioni si sottomettono;



1924
Fu'ad I  
(Il Cairo 1868 - 1936)
figlio del khedivè Isma'il;
1917-1922, sultano d'Egitto;
succede al fratello maggiore Husayn Kamil († 1917);
1922-1936, re d'Egitto;

- Alto Commissario
gen. E.H.H. Allenby [il Toro]
(1919 mar - 1925)
- Primo Ministro
Zaglul Pascià
(o Sa'd Zaghlul)
(1922 - 1924)
?
(1924 - ?)
1924
-

estate
infuriato per l'assassinio del governatore generale del Sudan, sir Lee Stack, il gen. E.H.H. Allenby [il Toro] si reca al parlamento egiziano con una scorta di cavalleria e comunica un duro ultimatum, che comprende:
- il divieto di ogni dimostrazione,
- il pagamento di una pesante indennità e, cosa più importante,
- il ritiro dal Sudan di tutte le truppe egiziane.
Zaglul Pascià (o Sa'd Zaghlul) († 1927) rifiuta l'ultimatum e si dimette. Sebbene ancora leader nazionale egiziano, non riacquisterà più il potere.
Il re scioglie il parlametno e riesce per un certo periodo a instaurare una sorta di autocrazia reale con ministri deboli, ma i suo poteri sono insufficienti perché duri, e l'instabile facciata della democrazia parlamentare sopravviva.

Sidqi Pascià e Tal'at Harb cooperarono con un certo numero di industriali e finanzieri europei per fondare la Federazione Egiziana delle Industrie.

In Egitto, intanto, l'Inghilterra governa il paese da circa 90 anni, ma ha a che fare con una popolazione che ha già costituito una nazione per quasi 5000 anni, anche se sotto il dominio di diversi imperi.

1924
Sudan
[dalla convenzione del 18 gennaio 1899, il paese è stato costituito in "condominio" anglo-egiziano, di fatto in possedimento britannico]

- Governatore generale e sirdar dell'esercito egiziano

sir Lee Stack
(? - 19249)
1924
mentre dal 1922 opera The League of Sudanese Union (Lega dell'Unione Sudanese) l'ex ufficiale sudanese di origine Dinka, Ali Abd al-Latif, già arrestato nel 1922 per la sua azione sobillatrice contro l'Inghilterra, fonda la White Flag League col dichiarato programma di affrancare il Sudan da ogni ingerenza straniera e di realizzare il disegno dell'unità della Valle del Nilo;
le provocatorie dimostrazioni anglofone promosse da Ali Abd al-Latif portano ad un suo nuovo arresto e alla condanna a tre anni di carcere; l'irritazione per questa sentenza induce gli stessi cadetti del Collegio Militare ad ammutinarsi e a prendere le armi per marciare insieme alla folla inalberando la bandiera egiziana;

estate
sir Lee Stack viene assassinato da un gruppo di novanta terroristi egiziani; infuriato, si reca al parlamento
la situazione degenera in una vera e propria rivolta armata conclusasi con il ritiro dal Sudan delle forze egiziane alleate dei patrioti sudanesi; ciò ha come conseguenza l'abbandono da parte della White Flag League del programma unitario della Valle del Nilo e l'adozione di una nuova strategia orientata verso l'obiettivo di una nazione sudanese autonoma.
Disegno troppo prematuro per raggiungere risultati apprezzabili.


1924
Guinea-Bissau
[colonia autonoma portoghese dal 1879, i suoi confini (rettilinei e artificiosi di evidente origine coloniale) con l'Africa Occidentale Francese sono stati regolati nel 1896.]
   
1924
-


1924
Africa Occidentale Francese
(AOF – 1895-1958)

[possedimenti retti, dal 1895, da un governatore generale, dipendente dal ministero delle colonie, in forma accentuatamente centralizzata]

- Governatore generale
?
(? -?)
Senegal [sotto controllo francese dal 1817, sottomesso e pacificato dal 1865.] cap. Dakar.
1924
-
Mauritania [protettorato francese dal 1904, il territorio vi è stato annesso dal 1920 ma le autorità coloniali non verranno mai completamente a capo dello spirito d'indipendenza mauro]
1924
-
Sudan francese [ex Senegal-Niger dal 1904, nel 1921 è tornato al suo nome originario.]
1924
-
Alto Volta [costituita in colonia dai francesi nel 1919 con territori staccati dalle colonie dell'Alto Senegal e del Niger.]
1924
-
Niger [completamente colonizzato dal 1920] cap. Zinder.
1924
-
Guinea Francese [protettorato francese dal 1889, è sorta la città di Conakry nel 1890; colonia francese dal 1891;
con l'acquisizione dell'isola di Los nel 1904 ha assunto il suo assetto territoriale definitivo;]
1924
-
Costa d'Avorio [colonia francese dal 1893.]
1924
-
Dahomey [annesso dal 1899 ma, completamente, dal 1916]
1924
-

1924
Sierra Leone
[colonia inglese dal 1808.]
- Governatore
?
(?-?)
1924
-

1924
[ex Monrovia, è una repubblica indipendente dal 1847, con una costituzione modellata su quella statunitense ma con il predominio dell'elemento nero-americano su quello autoctono;
nel 1857 al paese si è unita l'ex colonia formatasi a capo delle Palme nel 1833.]
-
-
1924
-


1924
Costa d'Oro
[colonia della corona britannica dal 1874; nel 1922 si è ingrandita con l'annessione dell'ex Togo tedesco, la parte occidentale (Togoland) del territorio;]
- Governatore
-

1924
L'Ashantihene (re) Prempeh ottiene il permesso di tornare e di conservare lo "scranno d'oro" nella qualità di agente del governo indiretto britannico.



1924
Togo
[sotto mandato francese dalla fine della prima guerra mondiale, dal 1922 il territorio comprende solo la parte orientale dell'ex Togo tedesco e mantiene una distinta fisionomia giuridica.]
?
(?-?)
1924
-




1924
comprende i due ex protettorati britannici;
all'unità amministrativa della federazione non corrisponde tuttavia una reale integrazione etnico-culturale del paese;
Nigeria settentrionale [territori haussa, riuniti dal 1900]
-
-
1924
-

Nigeria Meridionale [territori degli Oil Rivers (dal 1849), di Lagos (dal 1861) e Benin (dal 1897), riuniti dal 1906]
-
-
1924
all'unità amministrativa della federazione non corrisponde tuttavia una reale integrazione etnico-culturale del paese, resa ora, nel primo dopoguerra, ancora più improbabile dall'accessione, sotto mandato britannico, di un quinto del Camerun tedesco;
ulteriori elementi di divisione si portano avanti dal 1922;

Lagos
1924
-





1924
Camerun
[dal 1920 l'ex protettorato franco-britannico è diviso in due mandati coloniali previsti dal trattato di Versailles]
Njoya
-
(? - ?) c
1883-1933, re dei bantu;

Mandato (1) [alla Gran Bretagna, la porzione nordorientale, circa un quinto del paese]
1924
-
Mandato (2) [alla Francia, il resto (ha recuperato anche i territori ceduti nel 1911)]
1924
-

1924
Africa Equatoriale Francese
(1910-1958)
1910, la Francia crea questa nuova unità amministrativa che, pur mantenendo a Brazzaville la sede del governatore generale, è divisa in quattro ripartizioni:
Medio Congo [ex Congo Francese]
-
1924
da novembre 1911 la Francia ha ceduto al Camerun tedesco il corridoio del Sanga (sarà restituito al Medio Congo nel 1919);

Gabon [già assorbito dal Congo Francese nel 1888 e ora separato]
-
1924
-
Ubangi Sciari (Oubangui-Chari) [ex Impero Centrafricano, diventato colonia francese dal 1905]
-
1924
-
Ciad [pur annesso dalla Francia, la resistenza all'interno continuerà fino al 1917]
-
1924
Con la valorizzazione economica delle regioni meridionali attraverso al costruzione della ferrovia Brazzaville-Pointe Noire (1921-34), si sviluppano i primi movimenti nazionalisti, a sfondo profetico-religioso e xenofobo.




1924
Congo Belga
[colonia dello stato belga dal 1908]
(capitale: Lépoldville)
[il territorio dello Zaire, già sede (ancor prima dell'arrivo dei portoghesi) di importanti regni autoctoni quali quello del Congo, di Kuba, Luba, Lunda:
- nel 1880 è stato posto sotto il controllo dell'Associazione internazionale per il Congo, promossa da Leopoldo II re del Belgio;
- 1885-1908, sotto la sovranità (esercitata a titolo personale) di Leopoldo II re del Belgio.]
Governatore
-
1924
Lépoldville [1924] ha 19.000 abitanti.
Nel periodo tra le due guerre vengono estese le piantagioni ed avviato lo sfruttamento delle ricchissime risorse minerarie, senza che ciò comporti alcun miglioramento del livello di vita delle popolazioni indigene e delle condizioni igienico-sanitarie.
Katanga [regione sudorientale, annessa militarmente dai belgi nel 1891 sotto l'egida della Compagnie du Katanga istituita da re Leopoldo II.]
1924
dal 1906 il Comité Spécial du Katanga ha finito in pratica col rappresentare gli interessi monopolistici di grandi società private europee e in particolare della Bécéka (ferrovie) e della Union Minière che ha ricevuto una concessione di ben 20.000 kmq per lo sfruttamento del rame (prima colata nel 1911) e un'altra concessione di 14.000 kmq per lo stagno.
Nel 1917 la Union Minière ha aperto un'altra grande miniera a Likasi (nella zona dell'attuale Jadotville) e nel 1921 ha installato a Panda, nella stessa zona, un concentratore di minerale.
Solo ora la Bécéka inizia i lavori per la costruzione della ferrovia (sarà terminata nel 1928) che dovrebbe collegare il Katanga al lontano Port Francqui, sul fiume Kasai, da dove i prodotti katanghesi continueranno il viaggio per via d'acqua sino al fiume Congo e allo Stanley Pool per essere poi trasportati a Matadi con la ferrovia voluta da H.M. Stanley.
Ruanda-Urundi [dal 1919 sotto amministrazione belga]
1924
-





1924
Eritrea
[colonia italiana dal 1° gennaio 1890, con il fiume Mareb come confine con l'Etiopia.]
-
-
1924
-



1924
Impero di Etiopia
Zauditu
(? - ?)
1917-28, imperatrice di Etiopia;
succeduta a Ligg Iyasu;
1924
-



1924
SOMALIA
Somalia Francese [colonia francese dal 1896]
il porto di Gibuti (1888) è collegato per ferrovia alla capitale etiopica Addis Abeba (1897-1917);
[situata in territorio dancalo e non propriamente somalo]
1924
-
Somalia Britannica [protettorato inglese dal 1884]
1924
-
Somalia Meridionale Italiana [protettorato italiano dal 1889, ma sotto la piena responsabilità del governo italiano dal 1905, dopo il riscatto del Benadir]
1924
Luglio
15
, la Gran Bretagna trasferisce all'Italia, a titolo di compenso coloniale per la partecipazione al conflitto mondiale, il territorio in riva destra del Giuba e una zona del distretto settentrionale del Kenya;
inizia la serie di campagne (1924-1927) condotte con metodi brutali dal governatore C.M. De Vecchi nella Somalia settentrionale;

1924
Africa Orientale Britannica
(IBEAImperial British East Africa)
Uganda [protettorato britannico dal 1894]
-
-
1924
formalmente diviso in quattro regni federati, è uno dei possedimenti più prosperi della Gran Bretagna in Africa;

Kenya [nome ufficiale solo dal 1920]
-
-

1924
dopo l'arresto di Harry Thuku la guida del movimento dei kikuyu è passata a James Beauettah e a Joseph Kangethe i quali fondano ora la Kikuyu Central Association che, battendosi tra l'altro per la liberazione di Harry Thuku, attira nelle sue file un numero sempre più crescente di giovani destinati a sostenere un ruolo di primo piano nelle vicende politiche del paese: tra di essi Jomo Kenyatta.

Koinange, uno dei capi dell'Associazione Kikuyu, chiede riforme terriere in una petizione diretta alal commissione Ormsby-Gore.



1924
[dalla fine del primo conflitto mondiale (novembre 1918) il territorio è attribuito dalla Società delle Nazioni in mandato [Mandato B] alla Gran Bretagna che concede una relativa autonomia interna.]
-
-
1924
-

1924
[protettorato (assieme all'isola di Pemba) dal 1890 e colonia dal 1913 della corona britannica.]
-
-
1924
-


1924
Angola
- Governatore
?
(? - ?)

1924
-


1924
Rhodesia
1924
ribattezzato Rhodesia dal 1895 in onore di Cecil J. Rhodes;
dal 1890 la British South Africa Chartered Co., società fondata da Cecil J. Rhodes, ha ottenuto da re LoBenguella la concessione esclusiva di sfruttamento venticinquennale del territorio del protettorato sui maTabele;
Rhodesia del Nord-Ovest [protettorato dal 1899, dal 1914, è uno dei più poveri possedimenti britannici]
-
-
1924
passata ora sotto il controllo statale, mantiene lo status di protettorato, dipendendo dal Foreign Office e restando in gran parte sotto il controllo della Compagnia ; [vedi 1948]

Rhodesia del Sud [protettorato dal 1911]
-
-
1924
passata sotto il controllo statale nel 1923, si è rifiutata d'integrarsi nell'Unione Sudafricana divenendo colonia autonoma della corona e godendo così di maggiore libertà amministrativa; a forte immigrazione bianca, adotta una legislazione razziale analoga a quella sudafricana (apartheid) sancendo la completa esclusione dell'elemento indigeno dalla vita politica del paese;
[la situazione rimane così fino al secondo dopoguerra: vedi 1953]

1924
[l'ex territorio Malawi, protettorato britannico dal 1891, che aveva assunto formalmente il nome British Central Africa
nel 1893, ha assunto questo nuovo nome nel 1907]
-
-
1924
sin dall'inizio del secolo fermenti antibritannici sono già sorti e ora si diffondono a causa dell'indiscriminata diffusione delle piantagioni coloniali a scapito delle colture alimentari per il fabbisogno della popolazione (in costante aumento);
gli inglesi devono far fronte ad una sollevazione popolare guidata dal pastore protestante nero John Chilembwe;
[vedi 1944]


1924
Mozambico
[già nel 1891 il Portogallo completava la conquista delle regioni interne ma solo nel 1915 è riuscito a pacificarle;
nel 1923 ha integrato il triangolo di Kionga, già possedimento tedesco sino alla fine della prima guerra mondiale.]
-
-
1924
procede tra le due guerre al riassetto definitivo del possedimento gestito in parte dalla società privata Companhia de Moçambique;


1924
Madagascar
(Imérina)
[annesso alla Francia dal 1896]
1924
il programma di rivendicazioni di Jean Ralaimongo affiancato dai due giornali «L'Opinion» e «L'Aurore Malgache», editi rispettivamente a Diego-Suarez e a Tananarive, assume via via, anche per l'influenza dei comunisti, un'impostazione troppo radicale per essere tollerata dalle autorità coloniali;




1924
Unione Sudafricana
[dominion britannico a struttura federativa dal 1910]
[dal 1912 si è costituito il SANNC (South African Native National Congress), formazione politica nera;
dal 1913 è in vigore il Native Land Act che consente al primo ministro di coinvolgere l'elemento boero nella prima guerra mondiale a fianco dell'Inghilterra;
dal 1914 è abolita l'imposta discriminatoria nei confronti degli indiani del Natal;
dal 1918 si è annessa con una serie di decisioni unilaterali l'ex colonia tedesca dell'Africa del Sud-Ovest, ricevuta invece in amministr azione fiduciaria dalla Lega delle Nazioni; nel tentativo di diminuire il costo del lavoro nell'industria mineraria colpita da recessione in conseguenza del declino del gold standard, il primo ministro fa ricorso alla manodopera africana semispecializzata;]
- Primo ministro
J.C. Smuts
(1919 - 1924)
[Partito afrikaner]
J.B.M. Hertzog
(1924 - 1933)
[Nationalist Party (afrikaner)]

1924
Aprile
la conferenza del CPSA (Communist Party of South Africa), presieduta da razzisti "bianchi", proletari e borghesi, chiede l'affiliazione al segregazionista Partito laburista.
Lo stesso anno, questo partito, con i nazionalisti di Malan, presenta disegni di legge, tutti caratterizzati da uno spirito segregazionista:
- la "politica del lavoro bianco",
- il progetto di legge sulle "Aree Urbane" (locazioni, lasciapassare, riserve),
- il progetto di legge sull' "amministrazione indigena" (per l'organizzazione della manodopera africana a basso salario da parte del totalitario ministero degli Affari Indigeni).
[Questo stesso Partito laburista governerà poi il Sudafrica dal 1948.]

Maggio
elezioni;
la repressione nel 1922 dei lavoratori bianchi (poor whites) collegati al Partito laburista ha prodotto come contraccolpo la fine del riformismo unionista e l'avvento al potere di una coazlizione conservatrice diretta dal Nationalist Party (afrikaner) di J.B.M. Hertzog (1924-33)

Il confronto elettorale è vinto da ua coalizione laburista-nazionalista, che garantisce ai lavoratori "bianchi" uno status giuridico superiore a quello dei lavoratori "negri".







1924
Grande Libano
[(litorale siriano corrispondente all'antica Fenicia)
- posto dal 1920 sotto mandato francese dalla Società delle Nazioni]
 
1924
-



1924
[posta dal 1920 sotto mandato francese dalla Società delle Nazioni e poi divisa in tre distretti autonomi.]
 
1924
-


1924
[dal 1922 la regione è stata attribuita in mandato dalla Società delle Nazioni alla Gran Bretagna, sulla base del piano di spartizione del levante convenuto da inglesi e francesi (accordo Sykes-Picot);
l'orientamento dell'amministrazione britannica, legandosi sin dall'inizio:
- sia agli ambienti sionisti ("dichiarazione Balfour" del 1917),
- sia al movimento nazionalista arabo in funzione antiturca,
ha creato attriti acuti tra le due comunità, che dal 1920 vanno organizzandosi sul piano militare dando vita a violenti scontri.]
- Alto Commissario
sir Herbert Samuel
(1920 - 1925)
1924
anni 1923-1929: sono relativamente tranquilli, soprattutto perché i timori arabi vengono ridotti dal calo dell'immigrazione ebraica;




1924
Emirato di Transgiordania
Abdullah o 'Abd Allah ibn al-Husayn 
(La Mecca 1882 - Gerusalemme 1951)
secondogenito del re del Higiaz Husayn ibn 'Ali, della dinastia degli Hashimiti o Hashemiti;
1920, re dell'Iraq;
[designato dal Congresso panarabo di Damasco]
1921, deve cedere il trono iracheno al fratello maggiore Faysal, espulso dalla Siria dai francesi, ottenendo in cambio l'emirato autonomo di Transgiordania, sotto mandato britannico;
1921-46, emiro di Transgiordania [sotto mandato britannico];


1946-51, re del Regno hashemita del Giordano;
1924
concepito in funzione di corridoio per le comunicazioni della Gran Bretagna con l'Iraq e, di qui, con l'Iran e l'India, l'emirato dispone fin dall'inizio di un efficiente esercito, la Legione araba, addestrato e diretto da ufficiali inglesi (Peake, Glubb Pascià) ed equipaggiato all'europea, e di un organico sistema difensivo che ne fa uno dei cardini del dispositivo di sicurezza britannico nel Vicino Oriente tra le due guerre;



1924
ARABIA
'Ali
(? - ?)
figlio maggiore di Husayn ibn 'Ali della dinastia degli Hashemiti;
[Hashimiti: una dinastia di sceriffi della Mecca che regnarono sulla Mecca quasi ininterrottamente dal sec. X al 1924; capostipite fu Hashim ibn 'Abd Manaf, antenato di Maometto.]
1923-24, re del Higiaz;
1924
Dicembre
dopo aver resistito a Gedda per una anno, 'Ali si arrende e abdica.


1924
-

'Abd al-'Aziz o ibn Sa'ud
Albero genealogico
(Riyadh 1887-Taif 1953)
discendente della dinastia wahhabita dei Banu Sa'ud;
1891, la dinastia viene scalzata dalla capitale Riyadh a opera dei rivali Banu Rashid del Gebel Shammar;
1902-13, ristabilisce con una serie di campagne l'unità del Neged, intraprendendo dopo il crollo dell'impero ottomano l'unificazione della penisola arabica;
1913-26, sultano del Nagd e delle sue colonie;
[riconosciuto dalla Gran Bretagna]
1914-18, prima guerra mondiale: pur avendo stipulato un accordo di alleanza con la Gran Bretagna (1915), si mantiene neutrale dedicandosi al consolidamento interno dello stato, da lui organizzato sulla base di colonie agricolo-militari di contadini soldati legati al sovrano da un patto ("fratelli fedeli");
1918, approfitta dei contrasti anglo-francesi nel Vicino Oriente per sviluppare una tempestiva politica di annessioni;
1919, si annette il Gebel Shammar;
1924
si annette la Mecca
;



1925, si annette Gidda;
1926, re del Higiaz;
1927-32, re del Higiaz, Neged;
1932-53, re dell'Arabia Saudita;

1924
Dicembre
le forze di ibn Sa'ud presto devastano il resto del Higiaz.
ibn Sa'ud si preoccupa di trattenere i guerrieri Ihwan (fratelli), particolarmente fanatici, poiché le notizie dei loro eccessi terrorizzano la popolazione locale.
ibn Sa'ud dà la precedenza alla sicurezza.
Riapre la strada del pellegrinaggio islamico, cercando di dimostrare di poter garantire la sicurezza dei luohghi santi dopo secoli di disordini.
[Un musulmano inglese che compirà il hagg (pellegrinaggio) nel 1925, scriverà a propostio di ibn Sa'ud: «È probabilmente il migliore sovrano che l'Arabia abbia mai avuto dai tempi del quattro Califfi».]


1924
Yemen
(imamato)
[con il trattato di Mudros la sovranità turca, che non è mai stata effettiva, è giunta al termine.]
Yahya 

(?-?)
figlio di
1904-48, imam dello Yemen;

 

1924
-

1924
Iraq
[la Gran Bretagna:
- da maggio 1916 (accordo Sykes-Picot) si è aggiudicata nominalmente l'Iraq,
- dal 1918 occupa Mosul,
- dal 1920 (conferenza di Sanremo, ) ha ricevuto il mandato sull'Iraq;
- al 1920 (conferenza di Sanremo, ) ha ricevuto il mandato sull'Iraq;
- dal 1921 ha posto sul trono iracheno re Faysal;
[i curdi sono divisi fra quattro stati diversi (Iraq, Iran, Siria e Turchia)
- dal 1923 (trattato di Losanna) ha ricevuto anche il mandato su Mosul che aveva annesso all'Iraq]
Faysal I

(Taif, La Mecca 1883 - Berna 1933)
terzogenito dello sceriffo della Mecca e re del Higiaz Husayn ibn 'Ali, della dinastia degli Hashemiti;
1916, durante la prima guerra mondiale capeggia con il col. Th.E. Lawrence la "rivolta del deserto" contro il dominio ottomano, dimostrando nel corso dell'insurrrezione perizia politica oltre che militare;
1918, 28 settembre, il suo ingresso a Damasco a fianco delle truppe britanniche del gen. E.H.H. Allenby lo consacra campione della causa del risorgimento arabo;
1920, marzo, al congresso panarabo diventa re di Siria;
25 luglio
, entrato in urto con l'alto commissario francese per il Levante, gen. Gouraud, per il suo progetto di dar vita a una "grande Siria" che inglobasse anche Libano, Palestina e Giordania, viene da questo sconfitto e detroinizzato;
1921-33, re dell'Iraq;
1922-24, con metodi dispotici reprime nel sangue il movimento nazionale curdo;


1924
in seguito alla sconfitta di quei funzionari inglesi che nell'immedito dopoguerra avevano caldeggiato l'inserimento dell'Iraq nell'impero britannico, viene perseguita una linea di condotta liberale; i loro poteri, inizialmente estesi, sono progressivamente ridotti.
Si insedia ora un'assemblea costituente.
Kurdistan (iracheno)
1924
per tutti gli anni Venti l'APOC (Anglo-Persian Oil Company), che continua a dominare la scena petrolifera in Medio Oriente, mostra scarso interesse per il potenziale petrolifero dei territori sulla sponda occidentale del Golfo: Kuwait, Bahrein e la provincia orientale del futuro regno dell'Arabia Saudita.



1924
Persia
dal 1907 Gran Bretagna e Russia hanno firmato un accordo che divide la il territorio persiano in due zone d'influenza: la parte sudorientale riservata alla Gran Bretagna e la parte settentrionale riservata alla Russia, lasciando al governo persiano solo limitati poteri nella parte centrale del paese;
proprio in questa zona vengono scoperti ingenti giacimenti petroliferi, per sfruttare i quali viene costituita la Anglo-Persian Oil Company che iniziò la propria attività su scala industriale negli anni immediatamente precedenti la prima guerra mondiale;
dal 1908 è stata abrogata a la costituzione;
il governo è privo di autorità e le forze nazionaliste che trovano vasti consensi nell'esercito ne approfittano;
dal febbraio 1921 un colpo di stato militare ha dichiarato decaduta la dinastia Qagiar;
- Primo ministro
Reza Khan
(1923 - ?)
1924
Negli anni tra le due guerre la Persia diventa uno dei maggiori produttori di petrolio.

Reza Khan seda una ribellione dell'indipendente sceicco di Muhammarah (il cui nome viene sostituito con Khorramshahr), sul cui territorio si trova la concessione della Anglo-Persian Oil Company.
Per ristabilire le disastrose finanze della nazione invita un esperto di finanze americano, A.C. Millspaugh, che con un piccolo gruppo di consiglieri fa considerevoli progressi.






Agosti, Orlando Ramón (San Andrés de Giles 21 agosto 1924 – Buenos Aires 7 ottobre 1997) militare argentino.

Barre, Raymond (Saint-Denis de la Réunion 1924) politico francese;
1959-62, fa parte del ministero dell'Industria;
1967-72, nominato da Ch. De Gaulle rappresentante della Francia alla Commissione europea;
1976, ministro del commercio durante il governo J. Chirac;
1976-81, primo ministro durante la presidenza di V. Giscard d'Estaing;
1988, sconfitto alle elezioni.

Bush, George Herbert Walker (Milton, Massachusetts 1924) politico statunitense, esponente di spicco del partito repubblicano;
1971, ambasciatore di R.M. Nixon all'ONU;
1974-75, responsabile della missione diplomatica in Cina;
1975-77, direttore della CIA;
1980-1988, vicepresidente di R.W. Reagan;
1988-1992, presidente degli Stati Uniti; Guerra del Golfo.

Carter, James Earl o Jimmy Carter (Plains, Georgia, 1 ottobre 1924) politico statunitense, democratico;
1971-75, governatore della Georgia;
1977, 20 gennaio-20 gennaio 1981, 39° presidente degli Stati Uniti d'America;
1978, mediatore della pace tra Israele ed Egitto con gli accordi di Camp David e il trattato di Washington (1979); deve affrontare i problemi dell'invasione russa in Afghanistan e la rivoluzione iraniana;
1980, viene sconfitto dal repubblicano R.W. Reagan;
1986, ricopre il ruolo di osservatore internazionale e mediatore in vari Paesi.

Church, Frank Forrester III (Boise, Idaho 25 luglio 1924 - Bethesda, Maryland, 7 aprile 1984) politico statunitense, avvocato, membro del Partito Democratico.

Ciancimino, [don] Vito (Corleone 2 aprile 1924-?) politico siciliano, mafioso.

Cohen, Eliahu (Alessandria d'Egitto 1924-1965) agente segreto israeliano;
1962-65, si infiltra nelle più alte sfere governative siriane sotto la copertura di Kamal Amin Taabet, uomo d'affari siriano residente in Sudamerica; dalla sua abitazione di Damasco trasmette a Tel Aviv dati e informazioni di valore inestimabile;
1965, maggio, viene catturato e impiccato dai siriani.
[per il resoconto particolareggiato e documentato delle sue imprese vedi Zwy Aldouby e Jerrohd Ballinger, The Shattered Silence, 1971, Lancer Books, per concess. di Coward, McCann & Geohegan di New York]

Demirel, Süleyman (Islamkoy, Isparta 1924) politico turco, esponente del Partito della giustizia;
1964, vince le elezioni;
1965-71, presidente del consiglio, viene spodestato da un colpo di stato militare;
1975, torna alla guida del Paese;
1977, deve cedere la carica;
1979, nuovamente capo del governo è deposto l'anno successivo da un nuovo colpo di stato militare;
1982, viene interdetto per dieci anni dall'attività politica;
1983, viene più volte arrestato per qualche mese;
1987, il provvedimento di interdizione viene revocato;
1991, nominato primo ministro per la settima volta;
1993, presidente della repubblica turca.

Finocchiaro, Beniamino (Barletta, Bari 1923) dirigente italiano, allievo di G. Salvemini, milita a lungo in "Unità Popolare" (gruppo autonomo a sinistra dei socialdemocratici);
1958-63, deputato del Psi (Partito socialista italiano), ricopre numerosi incarichi nella direzione del partito: responsabile della sezione culturale del Psi, membro della direzione nazionale, del comitato centrale e delle commissioni Scuola e Mezzogiorno;
1970, presidente della Regione Puglia;
1975-77, direttore generale della RAI, poi sostituito da P. Grassi;
TV: ieri e domani (1975).

Fortuna, Loris (Breno, Brescia 22 gennaio 1924 – Roma, 5 dicembre 1985) politico italiano, esponente del PSI (Partito Socialista Italiano).
[Il suo nome - assieme a quello di Antonio Baslini - è legato alla legge italiana sul divorzio, denominata "legge Fortuna-Baslini".]

Kaunda, Kenneth David (Lubwa 1924) politico zambiano;
1949, insegnante elementare, è membro dell'African National Congress (ANC);
1953-58, ne diventa presidente;
1960, fautore dell'indipendenza del suo paese si impegna in una difficile trattativa con il governo inglese;
1964, diventa il primo presidente dello Zambia indipendente;
1968, è riconfermato;
1972, dichiara il suo partito, l'UNIP, la sola formazione politica legittima
1973, 1978 e 1987, viene successivamente rieletto alla guida del paese essendo l'unico candidato;
1980, si riavvicina all'ANC;
1987, presidente dell'Organizzazione dell'unità africana (OUA);
1990, introduce il multipartitismo;
1991, le prime elezioni libere segnano una pesante sconfitta del suo partito e l'ascesa alla guida dello Stato di F. Chiluba.

Lambruschini, Armando (15 giugno 1924 – 15 agosto 2004) ammiraglio argentino.

Le Goff, Jacques (Tolone 1924) storico francese, studioso in particolare del medioevo, docente all'università di Lilla begli anni '50, ricercatore presso il "Centre national de la recherche scientifique", direttore dell' "École des hautes études en sciences sociales" di Parigi;
Mercanti e banchieri nel Medioevo (1956)
Gli intellettuali nel Medioevo (1957)
La civiltà dell'Occidente medievale (1964)
1968, condirettore delle «Annales», la rivista della scuola storiografica francese della nouvelle histoire di cui è uno dei più autorevoli rappresentanti;
Tempo della Chiesa e tempo del mercante (1977)
La nascita del Purgatorio (1981)
L'immaginario medievale (1985)
La borsa e la vita (1987)
L'uomo medievale (1987)
L'Europa medievale e il mondo moderno (1994).

Londsdale, Gordon (Canada, secondo alcuni o Unione Sovietica, secondo altri, 1924 ca – Mosca 9 ottobre 1970) agente segreto al servizio dell'Unione Sovietica, lavorò sia negli Stati Uniti che in Gran Bretagna.

Maccanico, Antonio (Avellino, 4 agosto 1924 – Roma, 23 aprile 2013) politico italiano, ex azionista, comunista fino al 1956 poi esponente del PRI (Partito Repubblicano italiano).

Moi, Daniel Toroitich Arap (Sacho, Kenya 1924) politico Kenyano, membro della minoranza etnica sudanese kalenjin;
1960, insegnante, è nominato ministro dell'educazione in un governo di transizione;
1964, pur essendo il presidente della Kenya African Democratic Union (KADU), un partito composto da minoranze etniche, passa alla Kenyan African National Union (KANU), dominata dai kikuyu; il Kenya raggiunge l'indipendenza ed egli è nominato ministro degli interni;
1967, vicepresidente;
1978, alla morte di Jomo Kenyatta, diventa presidente ed è confermato nelle elezioni del 1979, 1983 e 1988 sempre come candidato unico;
1982, l'esercito gli rimane leale nel tentativo di colpo di stato;
1991, è abrogato l'emendamento del 1982 che ha fatto di KANU il partito unico;
1992, nelle elezioni libere e pluraliste viene tuttavia rieletto;
1997, ottiene il V mandato; anche se sotto la sua guida il Kenya è divenuto uno degli stati africani più prosperosi e stabili, egli ha sempre rifiutato di concedere riforme costituzionali, contando sia sulla debolezza dell'opposizione, mal organizzata, sia su un sistema elettorale che favorisce grandemente il partito al potere; non sono mancate le denunce di brogli e di corruzione e le periodiche manifestazioni di ribellione che hanno causato centinaia di morti soprattutto di etnia kikuyu.

Mugabe, Robert Gabriel (Kutama 1924) politico dello Zimbabwe;
1952-55, insegna nello Zimbabwe;
1958-60, insegna nel Ghana;
1961, vicepresidente dell'Unione popolare africana dello Zimbabwe, paga con dieci anni di carcere la sua lotta per la liberazione dello Zimbabwe dal regime razzista di Ian Smith e dal governo di Muzorewa;
1973, è tra i fondatori dell'Unione nazionale africana dello Zimbabwe (ZANU);
1976, è copresidente del fronte;
1980, primo ministro e ministro della difesa dall'indipendenza;
1987, diventa presidente della repubblica con varie rielezioni successive; continua la sua politica di soffocamento dell'opposizione favorendo inoltre l'occupazione delle fattorie e delle terre dei coloni bianchi da parte dei veterani del suo partito, lo ZANU-PE con numerose vittime fra i coloni e gli oppositori del regime;
2000, dalle elezioni il partito esce ridimensionato anche se in maggioranza ed egli vede il suo prestigio internazionale farsi più debole.

Nicolazzi, Franco (Gattico, Novara 10 aprile 1924) politico italiano, esponente del PSDI (Partito socialista Democratico Italiano).
[1985, succede a Pietro Longo alla guida del partito.]

Pisanò, Giorgio (Ferrara 30 gennaio 1924-1997) giornalista italiano;
[Fratello di Paolo (9 giugno 1939).]

Pizzorno, Alessandro (Trieste 1924) sociologo italiano, professore di teoria sociale all'Istituto universitario europeo di Fiesole, direttore del dipartimento di sociologia dell'università statale di Milano, professore di sociologia all'Harvard University a Cambridge (Massachusetts);
Comunità e razionalizzazione (1960)
Introduzione allo studio della partecipazione politica (1966, in «Quaderni di sociologia»)
Political Sociology (1971)
Conflitti in Europa (1977, con C. Crouch)
Lotte operaie e sindacato. Il ciclo di lotte 1968-1972 in Italia (1978, con altri)
Le regole del pluralismo (1980)
1986, docente all'università europea di Firenze;
La scelta democratica (1993)
Le radici della politica assoluta e altri saggi (1993)
I valori da conservare, le regole da cambiare (1996).

Rognoni, Virginio (Corsico, Milano 1924) politico italiano, esponente della Democrazia cristiana.

Romeo, Rosario (Giarre, Catania 1924-Roma 1987) storico italiano;
1950-53, redattore dell'Enciclopedia Italiana Treccani;
Il risorgimento in Sicilia (1950)
1953-58, segretario dell'Istituto di studi storici a Napoli;
Le scoperte americane nella coscienza italiana del Cinquecento (1954)
1956, docente di storia all'università di Messina;
Risorgimento e capitalismo (1959 e 1970)
Breve storia della grande industria in Italia (1861 -1961) (1961)
1962, docente di storia moderna a Roma;
Cavour e il suo tempo (1969 e 1977)
1978-81, rettore della Libera università di studi sociali a Roma e professore di storia moderna alla Università europea di Firenze;
1984, deputato europeo nelle liste del PRI-PLI;
Vita di Cavour (1984)
Postumi:
L'Italia liberale: sviluppo e contraddizioni (1987)
Scritti storici 1951-1987 (1990, a cura di G. Spadolini)
Scritti politici 1953-1987 (1990, a cura di G. Spadolini).

Romita, Pier Luigi (Torino 27 luglio 1924 – Milano 23 marzo 2003) politico italiano, esponente del PSDI (Partito Socialista Democratico Italiano).
[Figlio di Giuseppe, deputato]

Ruffini, Attilio (Mantova, 31 dicembre 1924 – Roma, 23 giugno 2011) politico italiano, esponente della Democrazia cristiana.

Russo, Vincenzo (Foggia 18 aprile 1924 – ?) politico italiano, esponente della Democrazia cristiana.

Sartori, Giovanni (Firenze 1924) politologo italiano, professore di Scienza politica alla facoltà di Scienze Politiche "Cesare Alfieri" di Firenze, prima cattedra di questo tipo in Italia; editorialista del «Corriere della Sera»;
Democrazia e definizioni (1957, tradotto in varie lingue)
Stato e politica nel pensiero di Benedetto Croce (1966)
1971, fonda e dirige la «Rivista italiana di scienza politica»;
Partiti e sistema dei partiti (1976, Parties and Party Systems)
1976, si trasferisce negli Stati Uniti dove insegna all'università di Stanford e alla Columbia University;
La politica. Logica e metodo nelle scienze sociali (1979)
Teoria dei partiti e caso italiano (1982)
The Theory of Democracy Revisited (1987, 2 voll.)
Elementi di teoria politica (1987, raccolta dei suoi studi più importanti tra il 1962 e 1986; 1990; 2003)
Linguaggio giuridico e linguaggi di programmazione (1992)
Democrazia: cosa è? (1993)
Come sbagliare le riforme (1995)
Ingegneria costituzionale comparata (1995; 2000)
Studi crociani. Vol. I: Croce filosofo pratico e la crisi dell'Etica (1997)
Homo videns. Televisione e post-pensiero (1997)
Un'occasione mancata? Intervista sulla riforma costituzionale (1998)
Pluralismo, multiculturalismo e estranei. Saggio sulla società multietnica (2000)
La Terra scoppia. Sovrappopolazione e sviluppo (2003, con Gianni Mazzoleni).

Scalfari, Eugenio (Civitavecchia, Roma 1924) giornalista italiano.

Servan-Schreiber, Jean-Jacques (Parigi 1924) giornalista e politico francese;
[Figlio del giornalista Émile (Parigi 1888-Veulettes-sur-Mer 1967).]
si diploma al Politecnico di Parigi e durante la guerra è attivo nella resistenza; redattore degli esteri per il quotidiano «Le Monde»;
1953-77, fonda e dirige il settimanale «L'Express» vicino alla sinistra;
1956, è richiamato nell'esercito durante la guerra d'Algeria;
Tenente in Algeria (1957, per cui viene condannato)
La sfida americana (1967)
1969-71, segretario del Partito radicale;
1970, ne redige il manifesto, Cielo e terra: manifesto radicale; deputato;
Forzare il destino (1970)
1972-75, presidente del Partito radicale;
1974, ministro delle riforme nel governo Chirac, per un breve periodo;
1976-78, presidente del consiglio regionale della Lorena;
Il manifesto (1977)
1977-79, ancora presidente del Partito radicale; rieletto deputato e costretto a lasciare il seggio a un concorrente, abbandona la carriera politica per l'insegnamento;
La sconfitta mondiale (1981)
La sfida degli ebrei (1988)
Passione (1991).

Soares, Mario (Lisbona 1924) politico portoghese, laureato in legge all'università di Lisbona, fu tra gli oppositori al regime di Salazar contro il quale, come avvocato, condusse numerose battaglie per i diritti civili;
1965, candidato democratico alle elezioni;
1969, candidato democratico alle elezioni, viene arrestato perché segretario del MUD (Movimento unificato democratico);
1970, va in esilio a Bonn;
1973, è a capo del Partito socialista;
1974, dopo che la "rivoluzione dei garofani" rovescia la dittatura, è ministro degli esteri nel governo di transizione, trovandosi ad affrontare la spinosa questione dell'indipendenza delle colonie africane;
1975, Lisbona, (2) maggio e settembre: vedi Intervista con la storia di Oriana Fallaci.
1976-78, presidente del consiglio, viene poi esonerato dall'incarico per i contrasti interni alla maggioranza;
1983-85, presidente del consiglio, promuove l'adesione del Portogallo alla CEE;
1986, dopo aver lasciato la direzione del partito, viene eletto presidente della repubblica;
1991, è riconfermato in carica con l'appoggio del partito socialdemocratico.

Viola Prevedini, Roberto Eduardo (Buenos Aires 13 ottobre 1924 – Buenos Aires 30 settembre 1994) militare e politico argentino.

Thompson, Edward Palmer (Oxford 1924-Upper Wick, Worcester 1993) storico e attivista politico britannico; uno dei più rilevanti esponenti della storiografia di ispirazione marxista, rifiutando però la tendenza al riduzionismo economicista; si occupò anche di movimenti pacifisti e antinucleari;
1942-56, militante nel Partito comunista e poi attivo nei movimenti della "nuova sinistra" inglesi e in quelli pacifisti;
William Morris: Romantic to Revolutionary (1955)
Rivoluzione industriale e classe operaia in Inghilterra (1963)
Potenti e ribelli nell'Inghilterra del XVIII secolo (1975)
The Poverty of Theory and Other Essays (1978)
Società patrizia e cultura plebea. Otto saggi di antropologia storica sull'Inghilterra del Settecento (1981)
Opzione zero (1982)
Witness Against the Beast: William Blake and the Moral Law (1993, postumo).

Travaglini, Giovanni (Napoli, 30 ottobre 1924) politico italiano, esponente della Democrazia cristiana.

Zia-ul-Haq, Mohammad (Jullundar, Punjab 1924-presso Bahawalpur 1988) generale e politico pakistano;
1976, dopo aver intrapreso la carriera militare, diventa capo di stato maggiore;
1977, dopo le elezioni truccate, prende il potere con un colpo di stato contro 'Ali Bhutto, instaurando quindi la legge marziale, restringendo le libertà costituzionali e adottando una politica fortemente autoritaria; incoraggia la diffusione dell'islamismo tentando di stringere rapporti amichevoli con l'Iran e con gli Stati Uniti;
1979, fa impiccare 'Ali Bhutto;
1988, muore nell'esplosione del suo aereo, avvenuta poco dopo il decollo, provocata da un atto di sabotaggio.

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Agenzia Stefani

«segue da 1920»
1924, viene rafforzata e riorganizzata sotto la presidenza di M. Morgagni, diventando strumento fascista di controllo della stampa e dell'informazione;
«segue 1945»

«L'Ordine nuovo»

«segue 1922»
1924, marzo-novembre, l'ex quotidiano riprende come quindicinale;
«segue 1925»


(quotidiano)

1924, 12 febbraio, appare nelle edicole questo quotidiano; è stato A. Gramsci, nel 1923, a voler dare questo titolo al quotidiano del Partito comunista d'Italia, con l'intenzione non tanto di richiamare il famoso periodico («L'Unità») di G. Salvemini quanto di sottolineare la strategia politica dell'unità tra operai e contadini e tra nord e sud, e di fornire uno strumento per la fusione tra i comunisti e i socialisti rimasti fedeli alla Terza internazionale; come direttore ha il comunista Ottavio Pastore e come condirettore il socialista "terzino" F. Buffoni;
dal 1924 al 1926, stampato a Milano, non ha larga diffusione (ca 40.000 copie) anche perché subito bersagliato da sequestri (146) e dalle violenze squadristiche su redattori e distributori;
«segue 1926»

«Il Caffè»

1924-25, esce questo giornale del movimento giovanile milanese, edito con la collaborazione di:
- F. Parri
- T. Gallarati Scotti
- R. Bauer
- G. Mira
e altri;
perseguito dai fascisti e sequestrato, si pubblica quasi clandestinamente;
[Antologia del Caffè, a cura di B. Ceva, raccolta degli articoli più significativi].

«Il Becco Giallo»

1924, 20 gennaio, nasce questo settimanale satirico antifascista diretto da A. Giannini;
«segue 1926»

 


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