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ANNO 1925

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Papa Pio XI
(1922-39)

- segretario di Stato: card. P. Gasparri.

1925

Dicembre
concordati con la Baviera e la Polonia;
23, emana l'enciclica Quas primas: sulla regalità di Cristo e sulla istituzione della festa di Gesù Cristo Re.
[i cui presupposti trionfalistici e di theologia gloriae saranno criticati e reinterpretati dopo il Concilio Vaticano II];
vi riafferma il «sommo e assolutissimo imperio [del vicario di Cristo] su tutte le cose create», che la Chiesa «essendo stata stabilita da Cristo come società perfetta, richiede per diritto proprio, a cui non può rinunciare, piena libertà e indipendenza dal potere civile, e che essa nell'esercizio del suo divino ministero di insegnare, di reggere e condurre alla felicità eterna tutti coloro che appartengono al Regno di Cristo non può dipendere dall'altrui arbitrio»…
Lo stesso mese Michel d'Herbigny riceve un invito dalla Chiesa ortodossa russa per visitare il paese, ovviamente approvato dal governo di Mosca; al suo arrivo, il sacerdote si riunisce con diversi diplomatici occidentali, prelati della Chiesa ortodossa e uno dei più influenti membri del regime sovietico, il ministro dell'Istruzione Anatoli Lunarcharski. Quando ritorna a Roma Michel d'Herbigny porta molte informazioni di prima mano.

FUCI
(Federazione universitaria cattolica italiana)

«segue da 1896»
1925, nata e sviluppatasi come associazione d'élite, inquadrata nell' "Opera dei congressi",
al suo interno si formano numerosi esponenti cattolici della classe dirigente italiana:
1925-33, uno dei suoi assistenti ecclesiastici e G.B. Montini;
«segue 1926»

Internazionale operaia socialista

«segue da 1924»
1925
Congresso di Marsiglia.
«segue 1926»

 





1925
Schweizerische Eidgenossenschaf
Confédération suisse
Confederazione svizzera
[Repubblica federale]
- Presidente
-
- Primo ministro
-
-

1925

[Politica in materia di immigrazione - I fase: 1917 ca-1925]

Ottobre
25
, con la votazione popolare viene introdotto nella costituzione un nuovo articolo 69ter, che attribuisce alla Confederazione «le droit de légiférer sur l'entrée, la sortie, le sèjour et l'établissement [domicilio] des étrangers».
[Il popolo si pronuncia con 382.381 voti per l'accettazione dell'articolo e con 232.272 voti contro. Fino a questo momento le ordinanze del Consiglio federale hanno poggiato su una legislazione d'eccezione e non hanno avuto base costituzionale.]
La politica migratoria del paese entra quidi in una seconda fase 1925-50, in cui la Svizzera si dà in materia alcune leggi fondamentali.

[Politica in materia di immigrazione - II fase: 1925-1950]


[Jean Ziegler, Una Svizzera al di sopra di ogni sospetto, Arnoldo Mondadori Editore Milano 1976]


1925
-
Presidente
della repubblica e dei ministri
-
Cancelliere
Rudolf Ramek
Partito cristiano-sociale
(1924 20 nov - 20 ott 1926)
Interni
-
Affari Esteri
-
Finanze
-
-
1925
dal 1920 è in vigore la costituzione austriaca: prevede un parlamento bicamerale coprendente il Nationalrat (consiglio nazionale eletto a suffragio nazionale) e il Bundesrat (consiglio federale eletto dalle diete dei Länder);
i contrasti fra cristiano-sociali di estrazione contadina e socialdemocratici di formazione operaia e urbana degenerano in una latente guerra civile, per il conflitto fra le forze paramilitari legate ai due schieramenti;



GERMANIA
1925

Presidente
della Repubblica

F. Ebert SPD
(1919 10 ago - apr)
Paul Ludwig von Hindenburg
(26 apr - 2 ago 1934)
-
Presidente
del
Reichsrat (rappresentanti
dei Länder)
-
Presidente
del Reichstag
(deputati eletti
dal popolo)
-
-
Cancelliere del Reich
[Reichskanzler]
W. Marx
II
Centro Cattolico
(1924 3 giu - 15 gen 1925)
H. Luther
I
indipendente
(15 gen - 5 dic)
-
Segretari di Stato
Difesa/Guerra
-
Affari Esteri
G. Stresemann
(1923-26)
 
Nazismo

1925

Gennaio
a Berlino Gregor Strasser si è fatto accompagnare dal collaboratore J. Goebbels, già fattosi notare come ottimo oratore nella Ruhr, e lascia H. Himmler, suo segretario, in Baviera dopo averlo nominato Gauleiter del Palatinato e della Bassa Baviera sotto il diretto controllo di A. Hitler.
[Gauleiter, titolo che designa il più alto rappresentante sul territorio del Partito nazionalsocialista tedesco. Scelti personalmente da A. Hitler tra i suoi sostenitori più fedeli, rispondono solo a lui. Costituiscono il numero originario del Partito nazista. I loro sottoposti, chiamati Kreisleiter, sono il loro braccio operativo sul territorio.]
E. Röhm intanto ha ricostituito un vero esercito con gli ex combattenti dei Freikorps e le SA (rimandate a casa dopo il putsch di Monaco) e dispone ora di una forza di trentamila uomini inquadrati, addestrati e ben armati.
Vengono create le SS (Schutzstaffeln = squadre di protezione (eredi della Stosstrupp Hitler, sciolta dopo il putsch di Monaco come le altre organizzazioni nazionalsocialiste).
[Queste squadre di protezione, istituite nei piccoli centri, sono generalmente formate da dieci uomini, posti sotto la direzione di uno Sturm-Führer. In seguito saranno comandante dall'ex autista di A. Hitler, Julius Schreck, poi da un certo Joseph Berchfold.]
Monaco, H. Himmler, che dà il suo contributo all'edizione del giornale locale «Kurier für Nieder-Bayern», entra nelle SS con il numero di matricola 168. Egli sprona J. Goebbels a venire a parlare in Baviera e questi lo invita a Berlino. Tra i due si crea un'ottima intesa.

Aprile
26
, il Feldmaresciallo P.L. von Hindenburg, diventa presidente della Repubblica tedesca in sostituzione di F. Ebert appena deceduto;

Luglio

la Ruhr è completamente sgomberata, ma il ricordo dell'occupazione francese pesa gravemente sulla coscienza dei tedeschi e viene abilmente utilizzata dalla propaganda nazista;

Ottobre
5-16
, Locarno, si riuniscono i rappresentanti dei paesi europei intesi ad una sistemazione pacifica delle vertenze sorte al termine della prima guerra mondiale (patti di Locarno):
- Francia ( A. Briand)
- Gran Bretagna (A. Chamberlain)
- Italia (V. Scialoia e poi B. Mussolini)
- Belgio (E. Vandervelde)
- Germania (H. Luther e G. Stresemann)
- Polonia e Cecoslovacchia (a titolo limitato);

Novembre
, a Londra vengono firmati i patti siglati il 16 ottobre a Locarno, che comprendono:
- due trattati d'arbitrato fra Germania da una parte e Polonia e Cecoslovacchia dall'altra;
- due convenzioni arbitrali tra Germania, Francia e Belgio;
- un trattato di garanzia tra Germania, Francia, Gran Bretagna, Italia e Belgio;
mentre i trattati di arbitrato si limitano ad impegnare le parti alla ricerca di una soluzione negoziata, con il trattato di garanzia (o trattato "renano") la frontiera del Reno già prevista a Versailles, viene solennemente riconosciuta come definitiva e posta sotto la garanzia delle potenze firmatarie che interverrebbero così militarmente contro lo stato che non rispettasse gli accordi;
la salma di Manfred von Richthofen [Barone Rosso] che alla fine della guerra era rimasta a riposare con altri 1.800 caduti tedeschi nel cimitero di Fricourt, viene riportata in Germania; per due giorni di seguito una colonna ininterrotta di popolo sfila davanti al catafalco eretto nella Gnadenkirche di Berlino per porgere l'estremo omaggio al giovane aviatore;
20, Berlino, il funerale di stato costituisce un significativo e preciso ammonimento per il mondo intero, perché infatti è la prima volta dalla fine della guerra che nella capitale viene effettuata pubblicamente una così impressionante parata militare; il feretro viene portato a spalla da otto decorati dell'Ordre pour le Mérite, tra i quali Ernst Udet, fino ad uno scintillante affusto di cannone trainato da cavalli; si forma quindi un lungo e mesto corteo sino al cimitero Invaliden; seguono il feretro la madre, con Bolko, l'unico figlio rimastole, e il Feldmaresciallo Paul Ludwig von Hindenburg; vengono poi altri dignitari dello Stato, ufficiali di alto grado e molti ex appartenenti al Richthofen Geschwader;
27, la Germania ratifica il patto di Locarno con il quale riacquista i diritti internazionali ed entra nella Società delle Nazioni. Gli Stati Uniti d'America aiutano l'industria tedesca per mezzo dei piani Dwaes e Young e anticipano sette miliardi di dollari. La disoccupazione si riassorbe lentamente.
[nel marzo 1938 il governo nazista dichiarerà vano il trattato renano].

a



1925
REPUBBLICA di POLONIA
[capitale Varsavia]
Capo dello stato
Stanislaw Wojciechowski
(1922 20 dic - 14 mag 1926)
[Partito Popolare Polacco "Piast"]
Presidente del consiglio
W. Grabski
(1923 19 dic - 14 nov 1925)
Aleksander Skrzynski
(1925 20 nov - 5 mag 1926)
Ministro delle Finanze
W. Grabski
(1919 gen - nov 1925)
-
Ministro della guerra
W.E. Sikorsky
(1924 - nov 1925)
[esponente del nazionalismo polacco]
-
-
1925
Novembre
la nuova crisi monetaria, dovuta soprattutto alle manovre della Deutsche Bank sui mercati valutari, fa perdere a W. Grabski la fiducia del parlamento e lo costringe al ritiro;
Jósef Pilsudski riprende il potere;
esonerato dall'incarico, W.E. Sikorsky ripara in Francia;



1925
Presidente della Repubblica
T.G. Masaryk
(1918 - 1935)
Ministro degli Esteri
E. Beneš
(1919 - 1935)
Ambasciatore a Londra
Jan Masaryk
(1925 - 1938)
-

1925
la riforma agraria del 1919 ha portato all'esproprio di più di un milione di ettari appartenenti a grandi proprietari;
dal 1921 opera il Partito Comunista Cecoslovacco;

Lo stesso anno il governo ha forti attriti con la Santa Sede per aver partecipato ufficialmente alla commemorazione di J. Hus.





1925
FRIULI-VENEZIA GIULIA,
ISTRIA, Fiume e Zara
Trattato di Rapallo: 12 novembre 1920.
VENEZIA GIULIA
Trattato di Rapallo: 12 novembre 1920.
- il confine fra l'Italia e lo stato S.H.S. è stabilito al Monte Nevoso in Carniola, con l'Istria, Zara e un perimetro di circa 7 km intorno a questa città, le isole di Cherso, Lussin, Lagosta e Pelagosa con gli isolati adiacenti attribuiti all'Italia.
1925
Maggio

il congresso dei fascisti istriani così si esprime: «Il fascismo poggia su tre cardini: Dio, Patria, Famiglia. Il fascismo è dunque religioso e difende la fede. Tuttavia ci sono in questa regione sacerdoti che non sono italiani e non comprendono che cosa significhi essere italiano e cocciutamente insistono nel celebrare le funzioni religiose in lingua slovena. Noi invece affermiamo che in Italia si può pregare solo in italiano
L'intervento delle autorità politiche fasciste che dilatano la polemica contro i "preti politicanti" e contro il "clero slavo", responsabili della resistenza di sloveni e croati all'italianizzazione, spacca la comunità cattolica, incapace di difendere i valori dell'universalismo cristiano.

Dicembre
24
, la legge n. 2300 sul pubblico impiego, prevede il licenziamento di «chiunque non dia garanzia in ufficio o fuori di esso, di leale adempimento dei doveri e non agisca in conformità alla linea politica del governo».
Questo permetterà a Giuseppe Reina, provveditore di Trieste, di procedere nell'opera di intimidazione e di repressione (già iniziata nel 1923 dopo le prime disposizioni in materia) che, tra licenziamenti, trasferimenti e abbandoni, porterà di fatto all'eliminazione del corpo docente slavo.
La politica di discriminazione nei confronti degli insegnanti si intreccia, come era da prevedere, con quella rivolta contro il clero.

ISTRIA
1925
-
Fiume
Pace Adriatica: Roma, 27 gen 1924.
Con i quattro accordi in essa contenuti:
1 - l'Italia riconosce la sovranità della Jugoslavia su Porto Baros e il cosiddetto Delta,
2 - la Jugoslavia riconosce la sovranità dell'Italia sulla città di Fiume;
3 - l'Italia cede in affitto alla Jugoslavia per 50 anni il molo Thaon di Revel nel porto di Fiume,
4 - la Jugoslavia cede in affitto all'Italia per 50 anni la sponda destra della Fiumara.
Viene disposta qualche rettifica di confine presso Fiume e si afferma il principio della leale amicizia fra i due paesi.
L'accordo viene subito eseguito (nel febbraio 1925 saranno riprese le trattative per completarlo).
1925
Febbraio
questione fiumana
: vengono riprese le trattative per completare l'accordo di Roma;

Luglio
20
,Nettuno, questione fiumana (vengono concluse parecchie convenzioni supplementari per regolare ogni pendenza; le trattative per completare l'accordo di Roma.
Con questi accordi (Roma 23 ott 1922, gen 1924, feb 1925 e Nettuno 20 lug 1925):
- la Jugoslavia viene a comprendere tutta la Dalmazia meno Zara,
- lo stato libero di Fiume scompare per essere assorbito nel Regno d'Italia.
[In seguito si avranno vivaci controversie tra l'Italia e la Jugoslavia perché la sistemazione è tutt'altro che esauriente, ma non ci saranno ulteriori modifiche territoriali.]
Zara [in Dalmazia]
Trattato di Rapallo: 12 novembre 1920.
La Dalmazia (meno Zara) e tutte le altre isole dalmate e del Quarnero invece vanno allo stato S.H.S..
1925
-

1925
REGNO dei SERBI, CROATI e SLOVENI
[S.H.S.]
– dal 1° dicembre 1918 –
[Monarchia parlamentare ereditaria]
Alessandro I Karagjorgjevic
Albero genealogico

(1888 - ottobre 1934)
figlio di Pietro I e di Zorka di Montenegro;
1914, reggente del regno Serbia nel periodo della prima guerra mondiale;
1921-29, re dei serbi-croati-sloveni…;
[dal 1918: unificazione di serbi, croati, sloveni, macedoni, montenegrini; regno privo del litorale dalmata (rimasto all'Italia in seguito al trattato di pace) e della Carinzia (rimasta all'Austria).]

1929-34, re di Jugoslavia;

Primo ministro
N. Pašic
(1918 1° dic - dic 1925)
[fondatore del Partito radicale serbo (1881)]
Uzunovic
(1925 dic - apr 1927)
1925
prescindendo dalle relazioni con l'Italia, la Jugoslavia si trova ad avere gravi problemi sulle spalle:
- le relazioni fra serbi e croati,
- la questione macedone,
- la questione montenegrina,
- la questione albanese.

La lotta fra serbi e croati riaffiora continuamente.

Il primo ministro N. Pašic, cercando di contrastare il peso crescente della Croazia all'interno del nuovo stato, già nel 1924 ha arrestato i maggiori esponenti del Partito contadino croato;

Aprile
nell'ultimo periodo del suo governo cerca di associare i croati al potere, nonostante sia un acceso nazionalista serbo e reo, senza alcun dubbio, di aver accresciuto i contrasti fra le varie nazionalità.

Dicembre
11
, caduto N. Pašic, torna al potere Uzunovic;

Kosovo

La Dzemjet, una specie di associazione per la difesa dei musulmani, che finora partecipava anche alle elezioni rivendicando un'autonomia per il Kosovo, alle elezioni attuali è ora vittima di pesanti minacce da parte delle autorità serbe e non riesce ad ottenere neanche un seggio.
All'indomani delle elezioni il suo capo viene processato e condannato all'ergastolo, e subito dopo la Dzemjet viene vietata.
SLOVENIA
[dal 1° dicembre 1918]
1925
-
CROAZIA
1925
Febbraio
Svetozar Pribicevic, capo politico dei croati, consiglia a re Alessandro di sciogliere la Camera e indire elezioni libere anche in Macedonia e nella Voivodina (comprendente i territori del Banato, la Baska e la Barania) e di scegliersi un presidente del consiglio che sia neutrale nei conflitti politici del paese;
gli suggerisce il diplomatico Baluzic, dicendogli che il presidente della coalizione democratica dei contadini (croati)Stjepan Radic è d'accordo; ma il re non ne vuole sapere di un progetto simile e già medita il colpo di stato destinato a dargli più ampi poteri.
Stjepan Radic, sempre contrario alla Costituzione di Vidovdan, ritenendola illegale, non aveva voluto prestar giuramento, assumendo da allora un atteggiamento addirittura repubblicano.
Finalmente il primo ministro N. Pašic si decide a sciogliere la Camera.
Alle nuove elezioni il Partito contadino croato guadagna parecchi seggi, ma il tentativo di venire ad un accordo fra il Partito radicale serbo e il Partito contadino croato fallisce e il governo inizia un procedimento penale contro Stjepan Radic il quale però riesce a fuggire all'estero, e in Russia si dichiara apertamente per una repubblica croata indipendente.
Il Partito contadino croato viene quindi riconosciuto dalla III Internazionale ciò che dà a N. Pašic il pretesto per procedere contro di esso come associazione sovversiva.
I maggiori esponenti del Partito contadino croato sono stati arrestati per ordine del primo ministro N. Pašic;
In seguito il Partito contadino croato rientra nella Skupstina e riconosce la monarchia.

Luglio
11
, viene concluso un accordo fra il Partito contadino croato e il Partito radicale serbo; d'ora in poi Stjepan Radic agisce sinceramente a favore di un'intesa con i serbi.



[Svetozar Pribicevic, sanguigno esponente dei serbi ex asburgici, nei primi anni di vita del nuovo regno è il più acceso sostenitore dello «jugoslavismo integrale», e, in qualità di ministro dell'Interno, progetterà addirittura di sbarazzarsi di Stjepan Radic, già suo compagno di classe, facendolo uccidere; quando però diverrà lui stesso vittima dei maneggi politici della caršija belgradese, si farà interprete del disagio che i serbi della defunta monarchia avvertono per la prepotenza dei loro fratelli maggiori stringendo un patto politico con i croati e riportando in un certo qual modo in vita l'intesa prebellica del "nuovo corso".]
SERBIA
1925
-
MONTENEGRO
[dal 1° dicembre 1918]
1925
-
MACEDONIA
1925
-


1925
Repubblica di Albania
[dal 22 gen 1925]
presidente
Ahmed Zogu
(1925 feb - )
 
primo ministro e comandante in capo  
ministro dell'Interno
-
 
ministro degli Affari Esteri
Mufid Libohova
(1925 feb - )
 
ministro della Guerra
-
 
ministro delle Finanze
-
 

1925
Gennaio
22
, l'Assemblea nazionale proclama la repubblica;
31, Ahmed Zogu [o Ahmet Bey Zo_golli] viene eletto presidente per 7 anni;
[Ahmet Bey Zo_golli è un modesto proprietario musulmano, capo della tribù dei Mati, ed è stato educato a Costantinopoli. Non ha preso parte alla vita politica che in questi ultimi tempi, ma era stato ligio a Guglielmo di Wied. Terminate le ostilità, dopo la prima guerra mondiale, era rientrato in Albania, nel 1920 è stato eletto delegato all'Assemblea nazionale di Lushnja, e in seguito è stato più volte al governo dando prova di qualità organizzatrici ma non ha mai goduto di larga popolarità per la sua appartenenza alla tribù dei Mati non ben vista dagli altri albanesi. In varie occasioni ha agito con severità verso i suoi avversari, onde è incorso in numerose vendette per parte dei loro parenti.]

Le condizioni interne del paese vengono preso normalizzte. Fan Noli e i suoi seguaci sono dichiarati fuori legge e condananti pe appropriaione indebita. Bairam Tsuri e Zia Dibra sono inseguiti, catturati e uccisi,

Marzo
2
, Gurakuci, ex ministro delle Finanze, fuggito in Italia, viene assassinato a Bari; non si sa se per motivi politici o d'altro genere.

Aprile
si svolgono le elezioni; con esse la situazione iniziale irregolare di Ahmed Zogu viene legalizzata;
iniziate le trattative con la Jugoslavia per le questioni di confine ancora irrisolte, l'Albania rinuncia a Sveti Naum in cambio di Pishkopi e qualche altra piccola concessione.
Per i bisogni finanziari del paese Ahmed Zogu si rivolge all'Italia perché la Società delle Nazioni non vuole far nulla e anche perché i due terzi del commercio albanese si svolgono con questo paese.

Giugno
alla fine del mese l'Assemblea nazionale vota un progetto che accorda al Credito Italiano la concessione per la creazione della Banca d'Albania.
Il Credito Italiano e alcune altre banche italiane ed estere hanno il 51% delle azioni, gli albanesi il 49%, ma la banca è essenzialmente una istituzione italiana; essa ha effetti molto utili per il paese e fra l'altro gli dà una valuta nazionale che prima non aveva (prima circolavano monete turche, greche, italiane, napoleoni d'oro e sterline).
Viene accordato all'Albania un prestito italiano di 2.000.000 di sterline al 75%, ossia l'Albania riceve 1.500.000 sterline in contanti, a mezzo della S.V.E.A. (Società per la valorizzazione economica dell'Albania) creata da un gruppo di banche italiane e dall'istituo per i Cambi per eseguire lavori pubblici.
[L'Albania dovrebbe pagare per interessi e ammortamento 222.000 sterline all'anno, ma il 1° marzo 1927 il governo italiano autorizzerà il ministero delle Finanze ad anticipare alla S.V.E.A. gli interessi dovuti sul prestito.
Si noti che nessuna parte del prestito è devoluta alle spese militari e che la percentuale più forte è dedicata alle strade delle quali vie è grande bisogno. Né si tratta di strade strategiche come è preteso dalla propagnda anti-albanese e anti-italiana all'estero, ma di vie di comunicazione commerciali.
Secondo elemento di spesa è la bonifica, pure ritenuta necessaria.]

[a.f.: L'Italia profonderà miliardi nella trasformazione del tenore di vita materiale e intellettuale del paese (lasciato dalla Turchia in condizioni pressoché analoghe a quelle in cui l'aveva trovato nel XV secolo), costruendo strade, ponti, aeroporti, ospedali, scuole, dando vita ad un promettente sviluppo dell'agricoltura, dell'industria e del commercio, grazie anche all'opera della Banca di Albania e ai piani finanziari della Svea (Società per lo sviluppo economico dell'Albania).]

Settembre
il ministero di Ahmed Zogu si dimette a causa del malcontento per l'imminente ratifica dell'accordo con la Jugoslavia;
28, lo stesso Ahmed Zogu ricostituisce un nuovo ministero; fa ratificare il predetto accordo e ne conclude un altro per la collaborazione con la Jugoslavia nella soppressione delle bande di comitagi (cetnici) ai confini.
Ma i profughi albanesi dal Kossovo e dalla Macedonia costituiscono sempre un grave onere per il paese, e la Società delle Nazioni non vuole contribuire nulla per la loro sistemazione.
L'Italia fornisce numerosi ufficiali per riorganizzare l'esercito e tecnici di vario genere per i servizi pubblici. Per la gendarmeria invece vi è un inglese come ispettore, il gen. sir Jocelyn Percy [il suo vero nome era Samuel Baumgartner ma lo cambiò durante l aguerra 1914-18] assistito da un gruppo di ufficiali inferiori pure inglesi.
Tale scelta viene fatta per dimostrare che l'Albania non è esclusivamente sotto tutela italiana.
Il col. Stirling, che ha preceduto sir Jocelyn Percy come ispettore della gendarmeria, dopo le sue dimissioni da questa carica rimane consulente del ministero dell'Interno.

Novembre
20
, scoppia una nuova rivolta tra le tribù del nord che si pensa sia promossa da agenti jugoslavi, ma trova poco appoggio ed è presto domata.

La Jugoslavia continua a respingere ogni proposta di amicizia con l'Albania, compresa quella di entrare a far parte della Piccola Intesa fatta nel 1925 e nel 1926 e vi è sempre il pericolo di incursioni di bande jugoslave.
È per questo che il governo di Tirana si rivolge a quello di Roma.

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Petrolio

Le Ferrovie dello Stato italiano riescono ad assicurarsi un vasto campo di sfruttamento petrolifero di 50 mila ettari nell’area di Cucciova.

a


1925
Repubblica di Grecia
(1923-35)
Primo ministro
Michalacopoulos
(? - giu 1925)
Th. Pankalos
(1925-26)
1925
Giugno
26
, di fronte ad un ultimatum del gen. Pangalos e dell'amm. Hadzikyriakos, altri militari politicanti (del tipo del col. Plastiras) con un colpo di stato si impadroniscono del potere costringendo il nuovo primo ministro Michalacopoulos a dimettersi;
divenuto primo ministro il gen. Pangalos, egli scioglie l'Assemblea nazionale, assume i pieni poteri e impone la censura alla stampa, ma sceglie due monarchici come colleghi nel ministero;







1925
Repubblica di Turchia
(novembre 1923)
Presidente
della Repubblica
Mustafa Kemal
(1923 nov - 10 nov 1938)
Primo ministro
Ismet Pascià
(1923 nov - 10 nov 1938)
 
Partito repubblicano del popolo
[partito unico]
1925
la shari'a (vecchia legge religiosa islamica) è sostituita dai moderni codici, modellati su quelli europei;



Dopo due anni di litigi alla Società delle Nazioni alla quale aveva chiesto la restituzione di gran parte del wilayato di Mossul, accetta, a malincuore ma inequivocabilmente, il trasfermento di Mossul all'Iraq.




1925
U.R.S.S.
(Unione delle repubbliche sovietiche: Russia, Ucraina, Bielorussia e Transcaucasia)
Segretario generale del PCUS
Stalin
(1922 apr - 1953)
[Il PCUS (Partito comunista dell'Unione Sovietica), partito unico, ha un ruolo dirigente.
Il metropolita Sergej di Novgorod ha assunto nel 1924 la direzione del patriarcato della Chiesa ortodossa, senza però trasferire la propria sede a Mosca.]
RUSSIA
(Repubblica Socialista Federativa Sovietica)
(capitale: Mosca)

1925
Gennaio
26
, Trockij viene rimosso dalla presidenza del consiglio militare rivoluzionario;
M.V. Frunze assume la carica di commissario agli Affari militari e in tale veste può stabilire con precisione le funzioni definitive dei capi militari e dei commissari politici. I primi diventano gli unici responsabili del comando ed i secondi conservano solo le funzioni strettamente politiche.
Sempre per sua iniziativa, una commissione presieduta dall'ex comandante in capo Serge Kamenev procede al rifacimento dei regolamenti, iniziando da quello della fanteria. La riorganizzazione dell'insegnamento superiore militare incomincia a funzionare in modo soddisfacente; a Mosca viene creata l'accademia di guerra (che più tardi porterà il nome di M.V. Frunze) sul modello dell'ex accademia imperiale di stato maggiore. A Leningrado viene istituita l'accademia di artigleria (poi in seguito accademia Dzerjinsky) mentre un po' dovunque sorgono scuole di perfezionamento e scuole d'arma. Si passerà in seguito al problema del reclutamento.

Aprile
7
, muore il patriarca Tikhon nominando nel testamento come suo "locum tenens" il metropolita Pietro; anche costui non vuole però accettare le condizioni propostegli dal regime ed è imprigionato. [Succedutogli Sergio, nel 1927, anche questi si proverà dapprima a resistere, poi, dopo un periodo di carcere, muterà parere.
Comunque, solo l'aggressione tedesca alla Russia muterà radicalmente i rapporti fra il regime sovietico e la Chiesa ortodossa.]

Settembre
18
, passando al problema de reclutamento, il commissario agli Affari militari M.V. Frunze fa promulgare una legge che farà da base a tutte le leggi militari dell'URSS fino alla costituzione del 1936;

Ottobre
M.V. Frunze ordina il trasferimento di parecchi comandanti dei distretti militari, senza nemmeno consultare Stalin, e nomina uomini di sua fiducia o fedeli a Zinov'ev e a
Kamenev a Mosca, a Leningrado, a Kharlov, a Minsk, a Orenburg. Proprio in questa città un vecchio ufficiale dell'Armata Wrangel, un certo Karanov, durante una conversazione con la sua padrona di casa, che è un'informatrice della Ghepeu, si vanta che sarà presto trasferito a Mosca, dove si sta preparando un colpo di Stato militare contro Stalin
Intanto il Politburo emette l'ordine che tutti i suoi membri devono sottoporsi alla visita di un consiglio medico incaricato di vigilare sui dirigenti del Partito.
. Molotov viene operato d'appendicite;
. Tomski, affetto da sordità, all'udito;
. Rilov, bevitore incallito (la prima vodka fabbricata in URSS porta il suo nome), viene sottoposto ad una cura disintossicante;
. M.V. Frunze, a cui i medici del policlinico del Cremlino, diretto dal dottor Levin, ufficialmente noto come agente di G. Jagoda, prescrivono un intervento viene operato di ulcera all'intestino;
31, cardiopatico, M.V. Frunze muore sotto il bisturi, quando manca poco più di un mese alla riunione del XIV Congresso panrusso, in vista del quale Zinov'ev e Kamenev stanno preparando il colpo decisivo per abbattere Stalin e N.I. Bucharin.
Dopo aver organizzato in sua memoria dei funerali imponenti con la bara scoperta sorretta da tutti gli alti dignitari del regime, Stalin compreso, viene nominato al suo posto, ora vacante, un vecchio amico di Stalin il comandante del distretto militare del Caucaso settentrionale: K. E. Vorošilov.

Dicembre
XIV Congresso del PCUS:
«Il Congresso ritiene che la lotta per la realizzazione del socialismo in U.R.S.S. sia il compito essenziale del nostro Partito».
Le decisioni del Congresso non fanno altro che convalidare la linea scelta da Stalin. Questo sforzo si tradurrà nella massiccia industrializzazione del paese, per merito sia della creazione di nuovi mezzi di produzione, sia dell'arruolamento della mano d'opera necessaria, ricorrendo a tutti gli espedienti, anche i più drastici.
Ora Stalin si trova in una posizione di centro rispetto alla sinistra costituita da Zinov'ev, Kamenev e Trockij che tendono a riavvicinarsi, e alla destra di N.I. Bucharin, A.I. Rykov e M.P. Tomskij che lo appoggiano e le cui idee, per il momento, egli condivide.
Il Partito che dirige è forte, saldamente in suo potere e molte sono le sue creature fra gli iscritti, che raggiungono i 724.000 effettivi.
Inoltre, grazie al suo amico K. E. Vorošilov, commissario alla guerra, egli può contare sull'appoggio dell'Armata Rossa e, infine, sulla Ghepeu (o GPU) un'organizzazione forte di ben 200.000 uomini, che stende la sua ombra su tutto lo stato sovietico.

BIELORUSSIA
(Repubblica Socialista Federativa Sovietica)
(Beloruskaja SSR - capitale: Minsk)
presidente della repubblica
-
1925
-
UCRAINA
(Repubblica Socialista Federativa Sovietica)
(capitale: Kijev)
presidente della repubblica
-
1925
-
TRANSCAUCASIA
(Repubblica Socialista Federativa Sovietica)
Repubblica Socialista di Armenia
(Repubblica socialista - capitale: Jerevan)
presidente della repubblica
-
1925
-
Repubblica Socialista Sovietica dell'Azerbaigian
[Parte settentrionale del paese.]
presidente della repubblica
-
1925
-
Repubblica Socialista Georgiana
(Repubblica federativa - capitale: Tbilisi)
presidente della repubblica
Noé Jordania
(1918 - ?)
1925
-

- Adzaristan (repubblica autonoma)
- Abhasia (repubblica autonoma)
- Ossezia Meridionale (provincia autonoma)


1925
REPUBBLICA POPOLARE d'UNGHERIA
(dal 16 novembre 1918)
Reggente
Miklós Horthy von Nagybánya
(1920 mar - ott 1944)
Primo ministro
conte István Bethlen
(1921 mag - 1931)
Direttore del
Partito di indipendenza nazionale

1925
-

a


1925
REGNO di ROMANIA
Ferdinando I
Albero genealogico
(Sigmaringen, Prussia 1865 - Sinaia, Valacchia 1927)
figlio di Leopoldo (1835-1905) principe di Hohenzollern-Sigmaringen [fratello di Carlo I] designato (1870) alla corona di Spagna e di Antonia di Portogallo;
1914-27, re di Romania;
Matrimoni principeschi (pr. ered. Carlo nel 1921, p.sse Elisabetta e Maria nel 1922)
dal 1922 (ottobre) è re di tutti i romeni;
1925
scontento del matrimonio morganatico del primogenito Carlo (futuro Carlo II) lo costringe a rinunciare ai suoi diritti alla corona in favore del nipote Michele [figlio di Carlo];
Dicembre
alla fine dell'anno il principe ereditario Carlo, recatosi a Venezia, dichiara che ha lasciato per sempre la Romania e rinuncia al suo diritto al trono a favore del figlio minorenne Michele; in vista di questo fatto nonché della malattia del re, viene nominato un consiglio di reggenza così composto:
. patriarca Miron Cristea,
. presidente della Cassazione Buzdugan,
. principe Nicola, secondogenito del re;

primo ministro
Ion Bratianu
(1922 gen - mar 1926)
ministro degli Affari Esteri
-
ministro delle Finanze
Vintila Bratianu
(1922 - ?)

1925
Dicembre
riunitosi il parlamento, il ministero emana una nuova legge elettorale in base alla quale qualsiasi partito che consegua il 40% dei suffragi avrà diritto alla metà dei seggi in parlamento, mentre l'altra metà sarà suddivisa proporzionalmente fra gli altri partiti.
[I nuovo sistema non sarà messo in atto visto l'esito delle prossime elezioni amministrative.


a


1925
REGNO di BULGARIA
Boris III
Albero genealogico

(Sofia 1894 - 28 ago 1943)
figlio di Ferdinando di Sassonia-Coburgo-Saalfeld-Koháry e di Maria Luisa di Borbone-Parma;
1918, 3 ottobre, il padre abdica a suo favore;
1918-43, zar dei bulgari;



Primo ministro
prof. Tsankoff
(1923 giu - gen 1926)

1925
Aprile
14
, ha luogo un attentato comunista contro re Boris III, fortunatamente non riuscito;
15, viene assassinato il gen. Gheorghieff;
16, al funerale di questi viene gettata una bomba nella cattedrale di Santa Nedelja destinata a fare una strage fra le autorità ivi convenute ma che per un errore di orario non raggiunge lo scopo: rimangono però uccise 200 persone e ferite 1300.
Il governo proclama subito lo stato d'assedio, effettua numerosissimi arresti, cinque individui sono condannati a morte e giustiziati e altri fucilati sommariamente.
In vista dei frequenti reati politici e delle minacce all'ordine pubblico, il governo bulgaro ottiene dalle principali potenze alleate l'autorizzazione ad aumentare l'esercito di 10.000 uomini; e in questo modo riesce ad impedire che scoppi una rivoluziione, e le agitazioni comuniste e agrarie infatti si attenuano;

a




1925
-
III Repubblica
Presidente della Repubblica
-
Gaston Doumergue
(1924 13 giu - 13 giu 1931)
Presidente del Senato
-
Justin Germain Casimir de Selves
(1924 19 giu - 14 gen 1927)
Presidente della Camera
-
-
Presidente dell'Assemblea nazionale
(Senato+Camera)
-
-
-
Presidente del Consiglio
E. Herriot
I
(1924 14 giu - 10 apr 1925)
P. Painlevé
II
(17 apr - 27 ott)
P. Painlevé
III
(29 ott - 22 nov)
A. Briand VIII
(28 nov - 6 mar 1926)
Interni
Camille Chautemps
(1924 14 giu - 17 apr 1925)
Abraham Schrameck
( 17 apr - 22 nov)
Camille Chautemps
(28 nov - 9 mar 1926 )
Affari Esteri
E. Herriot
(1924 14 giu - 17 apr 1925)
A. Briand
(17 apr - 19 lug 1926)
Colonie
-
P. Painlevé
(1924 apr-ott 1925) ??
Regioni liberate
-
Guerra
-
-
-
P. Painlevé
(1925-29)
Marina
-
Finanze
Étienne Clémentel
(1924 14 giu - 3 apr 1925)
Anatole de Monzie
( 3-17 apr)
J. Caillaux
(17 apr- 29 ott)
P. Painlevé
(29 ott - 28 nov)
Louis Loucheur
(28 nov - 16 dic)
Paul Doumer
(16 dic - 9 mar 1926)
Commercio
e Industria
-
-
Lavori Pubblici
-
-
Lavoro
-
-
Giustizia
René Renoult
(1924 14 giu - 17 apr 1925)
Théodore Steeg
( 17 apr - 11 ott)
Anatole de Monzie
( 11-29 ott)
Camille Chautemps
(29 ott - 28 nov )
René Renoult
(28 nov - 9 mar 1926)
Pubblica Istruzione
e dei Culti
-
-
-

1925
-
I dirigenti dell'A.C.J.F. (Association Catholique de la Jeunesse Française - Gioventù Cattolica) progettano la «formazione nel seno dell'associazione di una élite operaia» e creano a Parigi una commissione ad hoc, appoggiata da un organo mensile «L'équipe ouvrière».
Il loro obiettivo è «formare una élite operaia e organizzarla in vista di un'azione sulla massa».

 



1925
REGNO dei PAESI BASSI

Guglielmina

Albero genealogico

(l'Aia 1880 - castello di Het Loo, presso Apeldoorn 1962)
figlia di Guglielmo III re d'Olanda e della sua seconda moglie Emma di Waldeck-Pyrmont;
1890-1948, regina dei Paesi Bassi;
[dal 31 agosto 1898 ha assunto ufficialmente il potere]

Primo ministro
-

1925
-

a


1925
REGNO del BELGIO

Alberto I

Albero genealogico

(1875 - 1934)
figlio di Filippo di Fiandra e di Maria di Hohenzollern-Sigmaringen;
1909-34, re dei belgi;



1925
-
Nasce, ad opera di mons. Cardjin, il movimento internazionale della J.O.C. (Jeunesse Ouvrière Chrétienne).

 



1925
Granducato di Lussemburgo
Charlotte di Nassau-Weilburg
Albero genealogico

(1896-?)
figlia di Guglielmo IV e di Maria Anna di Portogallo;
1919-64, duchessa di Nassau;
1919-64, granduchessa di Lussemburgo;
[dal 1919 il paese ha una costituzione democratica]


1925
-





1925
REGNO UNITO
di
GRAN BRETAGNA e IRLANDA
Giorgio V
Albero genealogico

(Marlborough House, London 3.6.1865 - Sandringham, Norfolk 20.1.1936)
secondo figlio di Edoardo VII e di Alessandra di Danimarca;
1877-92, presta servizio nella marina militare;
1892, diventa erede presuntivo al trono per la morte del fratello maggiore Alberto Vittorio;
1893, sposa la p.ssa Mary von Teck (1867-1953)
1901-10, principe di Galles;
1910-36, re di Gran Bretagna e Irlanda, imperatore delle Indie;
succeduto alla morte del padre;

Primo ministro,
Primo lord del Tesoro
[Prime Minister, First Lord of the Treasury]
S. Baldwin conservatore
(1924 4 nov - 5 giu 1929)
Cancelliere dello Scacchiere
[Chancellor
of the Exchequer
]
W. Churchill
(1924 6 nov - 4 giu 1929)
Segretari di Stato
-
Affari Esteri e Commonwealth
-
Affari Interni
-
Giustizia
-
Colonie
-
Commercio
-
Sanità
A.N. Chamberlain
(1924 - 4 giu 1929)

1925

Londra, viene fondata l'Unione degli Studenti Africani Occidentali che si ispira alle idee fondamentali del socialisno inglese della Fabian Society (gradualismo, riformismo, parlamentarismo).

 

Irlanda del Nord
1925
-
Eire

1925
-



1925
DANIMARCA e ISLANDA
Cristiano X
Albero genealogico

(Charlottenlund 1870 - Copenaghen 1947)
figlio di Federico VIII e di Luisa di Svezia;
1912-47, re di Danimarca;
continua a favorire l'evoluzione democratica del paese;
1919-44, re d'Islanda;
[rimane re dell'isola (fino alla proclamazione della repubblica nel 1944) anche se, staccatasi dalla Danimarca, si è costituita in stato sovrano.]

REGNO di DANIMARCA
1925
dal 1915 il paese ha una nuova costituzione che istituisce, fra l'altro, il nuovo sistema bicamerale ed estende il diritto di voto alle donne;

REGNO d'ISLANDA
1925
-


1925
REGNO DI NORVEGIA
[dal 1905]
Haakon VII
Albero genealogico

principe Carlo (? - ?)
figlio di Federico VIII re di Danimarca e di Luisa di Svezia;
1905-57
, re di Norvegia;

Primo ministro
1925
-


1925
REGNO di SVEZIA
Gustavo V
Albero genealogico

(Stoccolma, castello di Drottningholm 16 giugno 1858 – Stoccolma, 29 ottobre 1950)
figlio di Oscar II e di Sofia di Nassau;
1907-50, re di Svezia;
osserva correttamente le regole del sistema parlamentare;

1925
-


1925
FINLANDIA
Governo provvisorio
1925
negli anni Venti il governo attua una politica anticomunista e la politica estera è caratterizzata da una stretta neutralità;




1925
Presidente
-
-
1925
padrone della situazione è ormai l'esercito, anche se incapace di assicurare al governo la stabilità necessaria a risolvere la crisi finanziaria e politica;

a


1925
Regno di Spagna
Alfonso XIII di Borbone 
Albero genealogico

(Madrid 1886 - Roma 1941)
figlio postumo di Alfonso XII e di Maria Cristina d'Absburgo-Lorena;
1886-1931, re di Spagna;

Direttorio Militare
M. Primo de Rivera y Orbaneja
(1923 15 set - 1925)
Presidente
del Consiglio

M. Primo de Rivera y Orbaneja
(1925 - 29 gen 1930)
Interni
-
-
Finanze
-
-
1925
insurrezione nazionalista in Marocco (1920-26);
sciolto il direttorio militare e nominato un governo civile, M. Primo de Rivera y Orbaneja riesce, attraverso un'alleanza militare con la Francia, a domare la ribellione marocchina;

***

Isole Canarie:
-





1925
REGNO d'ITALIA
Vittorio Emanuele III
Albero genealogico

(Napoli 1869 - Alessandria d'Egitto 1947)
figlio di Umberto I e di Margherita di Savoia;
1878-1900, principe di Piemonte;
1896, Roma 24 ott: sposa la p.ssa Elena del Montenegro (1873-1952);
1900-46, re d'Italia;
dal 1922, è esautorato da qualsiasi esercizio del potere dalla dittatura fascista;


1936-43, imperatore d'Etiopia
1939-43, re d'Albania;

PARLAMENTO XXVII Legislatura
(1924 24 mag - 21 gen 1929)
Presidente del Senato T. Tittoni
laziale
(1924 24 mag - 21 gen 1929)
Presidente della Camera A. Rocco (Pnf)
campano
(1924 24 mag - 5 gen 1925)
A. Casertano (Dem.soc.)
campano
(1925 13 gen - 21 gen 1929)
 
Presidente
del Consiglio
cav. B. Mussolini (Pnf)
romagnolo
(1922 31 ott - 3 gen 1926)
Sottosegretario conte G. Suardo (Pnf)
lombardo
(1924 3 lug - 20 dic 1927)
Interno
L. Federzoni (Pnf)
romagnolo
(1924 17 giu - 6 nov 1926)
Sottosegretario Dino Grandi (Pnf) (Pnf)
romagnolo
(1924 3 lug - 13 mag 1925)
A. Teruzzi (Pnf)
lombardo
(1925 14 mag - 5 nov 1926)
Affari Esteri
cav. B. Mussolini(Pnf)
romagnolo
(1922 31 ott - 12 set 1929)
[ad interim]
Sottosegretario   Dino Grandi (Pnf) (Pnf)
romagnolo
(1925 14 mag - 11 set 1929)
Colonie
principe
P. Lanza di Scalea (Pnf)
siciliano
(1924 3 giu - 6 nov 1926)
  R. Cantalupo (Pnf)
campano
(1924 3 lug - 5 nov 1926)
Guerra
gen. C.A.
A. Di Giorgio (Pnf)
siciliano
(1924 30 apr - 4 apr 1925)
cav.B. Mussolini(Pnf)
romagnolo
(1925 4 apr - 12 set 1929)
[ad interim]
Sottosegretario gen. A. Clerici
lombardo
(1924 3 lug - 4 mag 1925)
Ugo Cavallero
piemontese
(1925 4 mag - 23 nov 1928)
Marina
cav. duca
P. Thaon di Revel
piemontese
(1922 31 ott - 8 mag 1925)
cav. B. Mussolini(Pnf)
romagnolo
(1925 8 mag - 12 set 1929)
[ad interim]
Sottosegretario   amm. G. Sirianni
ligure
(1925 14 mag - 11 set 1929)
Aeronautica
[Ministero istituito il 30.8.1925]
cav. B. Mussolini(Pnf)
romagnolo
(1925 30 ago - 12 set 1929)
[ad interim]
Sottosegretario   gen. A. Bonzani
romagnolo
(1925 30 ago - 5 nov 1926)
Finanze
A. De Stefani (Pnf)
veneto
(1922 31 ott - 10 lug 1925)
G. Volpi di Misurata (Pnf)
veneto
(1925 10 lug - 9 lug 1928)
Sottosegretario L. Spezzotti (Pnf)
friulano
(1924 3 lug - 14 lug 1925)
F. d'Alessio (Pnf)
lucano
(1925 28 lug - 6 nov 1926)
Economia nazionale
C. Nava (Pnf)
lombardo
(1924 1º lug - 10 lug 1925)
G. Belluzzo (Pnf)
veneto
(1925 10 lug - 9 lug 1928)
Sottosegretari V. Peglion (Pnf)
romagnolo
(1924 3 lug - 6 nov 1926)
I. Larussa
calabrese
(1924 3 lug - 14 lug 1925)
 
G.F. Banelli (Pnf)
friulano
(1924 3 lug - 31 ott 1925)
I. Balbo
romagnolo
(1925 31 ott - 6 nov 1926)
Lavori Pubblici
G. Sarrocchi (Pnf)
toscano
(1924 1º lug - 5 gen 1925)
G. Giuriati (Pnf)
veneto
(1925 5 gen - 30 apr 1929)
Sottosegretario V. Scialoja (Pnf ex Liberale)
piemontese
(1924 3 lug - 11 gen 1925)
A. Petrillo
campano
(12 gen - 30 ott)
M. Bianchi (Pnf)
calabrese
(1925 31 ott - 13 mar 1928)
Giustizia e Affari di Culto
A. Oviglio (Pnf)
romagnolo
(1922 31 ott - 5 gen 1925)
A. Rocco (Pnf)
campano
(1925 5 gen - 20 lug 1932)
Sottosegretario P. Mattei Gentili (Pnf ex Ppi)
marchigiano
(1924 3 lug - 11 set 1929)
Istruzione Pubblica
A. Casati (Pnf)
lombardo
(1924 1º lug - 5 gen 1925)
P. Fedele (Pnf)
laziale
(1925 5 gen - 9 lug 1928)
Sottosegretario B. Giuliano (Pnf)
piemontese
(1924 3 lug - 4 gen 1925)
M. Romano (Pnf)
molisano
(1925 5 gen - 5 nov 1926)
Comunicazioni
C. Ciano (Pnf)
toscano
(1924 30 apr - 30 apr 1934)
Sottosegretario G. Celesia
barone di Vegliasco
toscano
(1924 3 lug - 6 nov 1926)
 
Commissariato per l'Aeronautica
cav. B. Mussolini(Pnf)
romagnolo
(1923 24 gen - 29 ago 1925)
 
vicecommissario Aldo Finzi
veneto
(1923 24 gen - 29 ago 1925)
 
-


1925

Fascismo

Partito unico: Pnf (Partito nazionale fascista)
- segretario:
. R. Forges Davanzati, campano (1924 23 apr - 15 feb 1925);
. C. Rossi, toscano (1924 23 apr - 15 feb 1925);
. G. Marinelli, veneto (1924 23 apr - 15 feb 1925);
. Agostino Magliani (1924 23 apr - 15 feb 1925);
. A. Melchiori marchigiano (1924 8 ago - 12 apr 1925);
. R. Farinacci, molisano (1925 12 feb - 30 mar 1926).
- vicesegretario:
. R. Ricci, toscano (1924 ago - 30 mar 1926);
. U. Igliori, toscano (feb- giu).
. A. Melchiori marchigiano (1925 13 feb - ott 1930);

Gennaio
3
, B. Mussolini pronuncia un violento discorso alla Camera nel quale, ripudiando esplicitamente le istituzioni liberali, prospetta il ricorso alla forza per eliminare del tutto le opposizioni.
Colpo di stato.
In merito a tale discorso, l'Aventino pubblica un manifesto di aperto dissenso.
Si costituisce la "Commissione dei diciotto" per studiare una ampia riforma costituzionale.
Con una serie di leggi il fascismo procede alla trasformazione dello Stato in senso totalitario.
5, viene emanata una Ordinanza per ristabilire la sicurezza pubblica nelle campagne; la normativa impone ai proprietari terrieri di licenziare tutti i guardiani e i collaboratori, i campieri, i sovrastanti e i curatoli che risultino in qualche modo compromessi con la legge e di non nominare altri in futuro senza l'autorizzazione degli organi di polizia; intima di rifiutare «il pagamento di taglie e tributi in genere» richiesti dalla mafia e di ricorrere per «la tutela della sicurezza propria e dei propri averi» soltanto agli «organi statali di difesa sociale»; impone a tutti l'obbligo di una costante «reperibilità» prevedendo l'arresto per chiunque venga «sorpreso in atteggiamento sospetto fuori dai luoghi abitati del proprio Comune o anche nell'abitato se di notte»;
6, data ufficiale del nuovo Regime autoritario.
12, il Consiglio dei ministri approva un disegno di legge in base al quale i pubblici funzionari vengono costretti a dimettersi immediatamente dalla Massoneria e tutti gli enti, le associazioni, gli istituti, sono obbligati a comunicare l'atto costitutivo, lo statuto, i regolamenti interni, l'elenco nominativo delle cariche e dei soci e ogni altra notizia quando ne siano richiesti dalle autorità di Ps, «per ragione di ordine pubblico e di sicurezza pubblica».
18, l'«Osservatore Romano» smentisce la voce che il provvedimento sia stato preso d'intesa con la Santa Sede; ma riconosce che da esso «non può che derivarne vantaggio al pubblico bene».
Lo stesso mese il governo nomina una commissione per lo studio della riforma della legislazione ecclesiastica, in cui entrano tre monsignori che non hanno veste ufficiale come rappresentanti del Vaticano, «ma sono bene in grado di interpretare e curare con intelligenza e capacità gli interessi di tutto il clero romano ed italiano» (così l' «Osservatore Romano» del 16-17 febbraio).
[La commissione concluderà i lavori il 7 gennaio 1926.]
31, non contento dell'esito a cui è giunta la Commissione dei 15, B. Mussolini istituisce per decreto una Commissione dei 18, o dei “Soloni”, che include i membri della precedente.
[La commissione è incaricata di «studiare i problemi oggi presenti
alla coscienza nazionale e attinenti ai rapporti fondamentali tra lo
Stato e tutte le forze che esso deve contenere e garantire
» e di
«presentare il risultato dei suoi studi al Governo del Re, onde possano essere proposte al Parlamento le opportune riforme».
I lavori della commissione seguiti dalla stampa e
dall'opinione pubblica con interesse crescente termineranno il 5 luglio.]

Oltre a far pressione su B. Mussolini a proposito degli abiti femminili indecorosi, i libri, il proselitismo protestante, i film e gli spettacoli teatrali, Pio XI gli chiede anche di intervenire sugli ex sacerdoti sui quali, dopo l'unità d'Italia, la Chiesa ha perso ogni controllo. In particolare chiede al Duce di rimuovere l'ex sacerdote E. Buonaiuti da lungo tempo una spina nel fianco del Vaticano.
In risposta all'appello del papa B. Mussolini impone all'ex sacerdote la sospensione dall'insegnamento per l'anno in corso, ma i colleghi di facoltà ottengono che venga reintrodotto.
[All'inizio del 1927, tramite p. P. Tacchi Venturi, il papa solleciterà di nuovo il Duce perché lo licenzi.]

Febbraio
11
, nel memoriale (II) che indirizza ora al giudice istruttore, mentre è in prigione sotto l'accusa di complicità per l'assassinio di G. Matteotti, C. Rossi ripete la stessa accusa formulata nel primo memoriale il 27 dicembre scorso.
13, con la nomina dell'estremista R. Farinacci a segretario del Pnf si riflette la svolta dittatoriale nel partito;

Marzo

Aprile
8
, la «Gazzetta Ufficiale» pubblica il D.L. 31 marzo 1925 n. 364, con nuovi provvedimenti economici a favore del clero:
- la rendita dei vescovi, che alla vigilia delle elezioni del 1924 era già stata portata da 6.000 a 12.000 lire, sale a 18.000;
- il limite delle congrue viene corrispondentemente elevato per i canonici, per i vicarii e i cappellani curati;
- viene aumentato l'assegno supplementare ai parroci;
- sono raddoppiati gli assegni ai membri delle collegiate e agli investiti dei benefici di cappellanie soppresse e le pensioni monastiche;
- viene accresciuto di 500.000 lire il contributo annuo dello Stato al fondo di beneficenza e religione nella città di Roma, ecc. ecc..
[Nel bilancio preventivo del ministero della Giustizia per l'esercizio 1926-27 la spesa ordinaria dell'amministrazione per il culto, prevista in 65,147 Mni di lire per il 1925-26, sale a 99,838 Mni di lire.
I benefici effetti dei provvedimenti presi in favore del clero nel 1923, nel 1924 e nel 1925 non si fanno attendere. Pio XI che negli anni immediatamente successivi alla guerra aveva lamentato la fortissima diminuzione delle vocazioni ecclesiastiche, dopo il 1925 comincerà a preoccuparsi perché esse cresceranno troppo rapidamente.]
21, d'ordine di B. Mussolini, viene solennizzato il Natale di Roma in tutta Italia, con cerimonie militari e civili;

Maggio
10
, il gen. P. Badoglio è nominato capo di S.M. dell'Esercito;
lo stesso giornoFrancesco de Pinedo inizia il raid aereo Roma-Melbourne (55.000 km).
16, alla Camera viene discusso il disegno di legge contro la Massoneria.
L'on. M. Rocca (che ha sempre combattuto la Massoneria ed è ora dissidente dal Pnf) afferma che anche la Compagnia di Gesù – per dichiarazoni dello stesso grande giurista Antonio Scialoia – è una società segreta.
D'altra parte, durante la guerra, le gerarchie dei gesuiti erano state in mano dei nemici del nostro Paese. Si può far la lotta contro le società segrete senza estenderla ai gesuiti?
Il cattolico "fiancheggiatore", on. E. Martire, smentisce l'on. M. Rocca: nessun ordine religioso è una società segreta. A provarlo basta un fatto: l'abito.
Del resto tutti gli ordini religiosi stampano degli elenchi ai quali è possibile ricavare i loro appartenenti. Con l'approvazione del disegno di legge contro la Massoneria si raggiungerebbe finalmente «la unità spirituale della Nazione».
Per il gruppo comunista (ritornato a Montecitorio, mentre gli altri gruppi dell'opposizione continuano la secessione dell' "Aventino") A. Gramsci parla in senso nettamente anticlericale, presentando la Massoneria come il vero partito della borghesia italiana.
All'on. E. Martire replica anche che «accanto a gesuiti che vestono l'abito talare, esistono i gesuiti laici, i quali non hanno nessuna speciale montura che indichi il loro ordine religioso».
Dopo lo scioglimento della Massoneria, le "logge" sono occupate dai poliziotti e dai fascisti, gli archivi massonici asportati, i labari e gli emblemi massonici dati alle fiamme con pubblici riti burleschi.
Nessun omaggio può riuscire più gradito al Vaticano.


Giugno
, l'ala destra del partito liberale, a cui partecipano i maggiori esponenti della plutocrazia bancaria e industriale dell'alta Italia, si costituisce in Partito Liberale Nazionale.
L'on. Sarrocchi, che presiede il convegno, osserva che «per un dissenso su un fatto singolo, e per una particolare iniziativa del governo», non è possibile dimenticare che il fascismo è stato preceduto e preparato dall'opera politica dei liberali.
2, il «Corriere della Sera» riporta i nomi di quaranta senatori e deputati del gruppo liberale che hanno aderito al nuovo partito:
. A.S. Benni, presidente della Confindustria,
. G. Donegani, pres. e amm.re delegato della Montecatini,
. G. De Capitani D'Arzago, presidente della Cassa di Risparmio di Milano,
. Mazzini, dirigente della FIAT,
e molti altri esponenti della Confindustria.
13, intervenendo di nuovo alla Camera, B. Mussolini dichiara: «Solo un nemico che da lunghe notti avesse pensato a qualcosa di diabolico contro di me poteva effettuare questo delitto che ci percuote di orrore e ci strappa grida di indignazione».
[Alla sorella E. Mussolini confida: «È una bufera che mi hanno scaraventato contro proprio quelli che avrebbero dovuto evitarla». Insomma – come dirà R. De Felice – un «cadavere gettato davanti ai miei piedi per farmi inciampare».]
Ad evitare che venisse investito da questa bufera dovevano essere:
. E. De Bono, capo della sicurezza,
. Aldo Finzi, sottosegretario agli Interni,
. G. Marinelli, gerarca fascista,
. C. Rossi, gerarca fascista.
[Tutti e quattro legati da una comune appartenenza alla massoneria, quel filo invisibile che, sin dai tempi del Risorgimento, annoda gran parte delle relazioni segrete tra Roma e Londra.]
21, al congresso nazonale del Pnf: B. Mussolini dice, tra le altre cose: «Coloro che hanno avuto dal destino il compito di guidare una rivoluzione, sono come i generali che hanno avuto dal destino il compito di condurre una guerra»;

Padova, lo stesso mese gli squadristi saccheggiano la sede dell'Azione cattolica e il papa incarica p. P. Tacchi Venturi di intervenire. Le indagini della polizia appurano l'esistenza di stretti legami tra Azione cattolica e il Ppi;
[Contattato il ministro degli affari interni L. Federzoni, il gesuita viene a sapere che il rapporto di polizia rivela che i quartier generali di entrambe le organizzazioni si trovano nello stesso edificio e che il capo del Ppi locale è un sacerdote.
Le violenze fascise verso i gruppi di Azione cattolica suscitano spesso le ire del pontefice; il gesuita cerca di calmarlo dicendo che i capi dell'Azione cattolica sono stati più volte redarguiti di mantenere distinte le proprie attività dal Ppi. Si sono quindi messi nei pasticci a ragion veduta. Come può del resto il Vaticano permettere a un'organizzazione ecclesiastica di criticare il governo fascista «così benevolo verso la religione cattolica?».
Il gesuita aggiunge inoltre che è particolarmente scioccante che il Ppi si opponga ai fascisti mentre è disposto ad allearsi con i socialisti «nemici di ogni ideale cristiano».

Luglio
5
, la Commmissione dei 18, istituita a fine gennaio, termina i lavori. Il presidente della commissione, sen. G. Gentile, sottopone al Presidente del Consiglio:
a) una Relazione generale (sen. G. Gentile) sull'opera della commissione;
b) una Relazione (D. Barone) sui rapporti fra Potere esecutivo e Potere legislativo (con allegate quattro proposte di legge);
c) una Relazione (Arias) sul problema sindacale e sull'ordinamento corporativo (con annesse una proposta di legge sul riconoscimento giuridico delle associazioni professionali ed una sull'ordinamento corporativo dello Stato), con alcuni allegati;
d) una Relazione individuale (Gini) sulle riforme proposte dalla commissione sulla rappresentanza politica;
e) una Relazione riassuntiva (S. Romano) sui rapporti tra Potere esecutivo e Potere legislativo.
In sintesi la commissione riconferma la forma della monarchia costituzionale e propone di ripristinare il dettato originario dello Statuto, con qualche lieve modifica.
B. Mussolini la giudica troppo conservatrice.
Fallita l’opera delle Commissioni B. Mussolini decide di soprassedere alla collegialità dei lavori di revisione costituzionale.
10
, al ministero del Tesoro l'on. A. De Stefani viene sostituito dall'on. G. Volpi di Misurata;
20,Nettuno, questione fiumana [vedi Fiume].
lo stesso giorno l'on. G. Amendola viene bastonato dai sicari fascisti,
[Tanto che non riuscirà più a rimettersi e l'anno successivo morirà per i postumi di lesioni polmonari.]
25, l'«Osservatore Romano» rileva una contemporanea recrudescenza di violenze in parecchie parti d'Italia, «cosi da escludere una mera coincidenza», contro i circoli cattolici, e la mette in relazione col discorso tenuto pochi giorni prima all'Augusteo, in cui B. Mussolini ha dichiarato profondamente morali le violenze guidate da una idea e non da basso calcolo o da meschino interesse, «quali appunto – nota l'«Osservatore Romano» – dicevansi le violenze fasciste».
31, viene concessa l'amnistia a tutti i colpevoli di reati «per fini nazionali»;


Agosto
, Ferrara, il processo contro gli assassini di don G. Minzoni si conclude con 8 assoluzioni.
2, il «Corriere d'Italia», della destra cattolica, riferisce che «Gli assolti sono stati portati in trionfo, e si è formato un corteo con gagliardetti in testa. Al canto degli inni fascisti la dimostrazione ha attraversato le vie della città, fra gli applausi della folla».
27, l'«Osservatore Romano» comunica:
«Ha cominciato a pubblicare da qualche mese una "rivista di pensiero cristiano" col titolo di «Parte Guelfa». Siamo autorizzati a dichiarare che, tanto per il contenuto quanto per la forma, essa è così lontana dalle direttive e dalle istruzioni della Santa Sede che neppure sarebbe necessario metterne in guardia i cattolici, se alcuni scrittori, i quali fanno professione della più stretta ortodossia, e, ciò che è più da deplorare, alcuni ecclesiastici, non vi collaborino. Non meno è da deplorare che alcuni giornali cattolici – forse per essere stata sorpresa la loro buona fede – raccomandino al pubblico tale periodico».
Il contenuto e la forma di «Parte Guelfa», per strana combinazione, non riescono graditi neppure al governo fascista.

Settembre
12
, le corporazioni fasciste, costrette anch'esse per qualche mese a segnare il passo dopo il "delitto Matteotti", riaffermano ora in un comunicato la loro decisa volontà di «essere le sole rappresentanti del lavoro italiano nei confronti delle organizzazioni industriali».
Contro questo comunicato la Confederazione italiana dei lavoratori vota un ordine del giorno in cui fa appello a tutti i cattolici perché «nei loro organi rappresentativi, educatori, sociali e politici, nella stampa, nelle manifestazioni, elevino – al di sopra di ogni contrasto – la loro voce in difesa delle libertà delle organizzazioni sindacali cristiane e del conseguente diritto ad essere riconosciute nella determinazione e tutela di tutte le questioni che riguardano le classi lavoratrici che ad esse si affidano e perchè ogni monopolio di categorie e di classi sia contrastato sul terreno economico-sociale come nel campo legislativo».
26, pubblicando tale ordine del giorno, la «Civiltà Cattolica» si associa alla protesta e riporta un brano dell' «Unità Cattolica» che definisce «un errore e un'ingiustizia enorme» la decisione del direttorio delle corporazioni fasciste.
«Il monopolio dell'organizzazione costituisce offesa a quella libertà di organizzazione che ha nella Rerum Novarum la sua inappellabile sanzione».

Napoli, alla fine del mese si svolge la consueta "Settimana sociale" dei cattolici.
Padre A. Gemelli, rettore magnifico dell'Università cattolica del Sacro Cuore di Milano, tiene una lezione sulla scuola.
Per l'avvenire p. A. Gemelli indica ai cattolici i seguenti compiti:
1) formare negli italiani una coscienza della «libertà della scuola»;
2) vigilare perché nessuna delle conquiste fatte con la "riforma Gentile" venga intaccata o lesa;
3) rivendicare l'applicazione severe dell'esame di Stato e dell'insegnamento religioso nelle scuole;
4) fondare il maggior numero possibile di nuove scuole cattoliche;
5) adoprarsi perché una nuova legislazione scolastica venga al presto attuata, per riconoscere il diritto dei genitori cattolici di educare i loro figli secondo i dettami della Santa Sede.


Ottobre
Al posto del sindaco (di carica elettiva) viene nominato un podestà (di nomina prefettizia) a capo dell'amministrazione comunale.
3, il giornale fiorentino «Battaglie fasciste» scrive che la Massoneria deve essere distrutta, e che, per raggiungere tale fine «tutti i mezzi sono buoni: dal manganello al revolver, dai vetri infranti al fuoco purificatore».
4, Firenze, nella notte vengono assassinati:
. G. Becciolini,
. G. Pilati, ex deputato socialista e mutilato di guerra,
. avv. Gustavo Console,
tutti e tre distributori del foglio clandestino «Non mollare»;
altri antifascisti vengono feriti; i loro studi e le loro case sono devastate;
[L'on. G. Pieraccini, socialista, bastonato e cacciato dall'ospedale di S. Maria Nuova, dov'è primario da più di vent'anni, riesce a sfuggire alla strage solo perché il portone blindato della sua casa regge all'urto e ai colpi di rivoltella degli assalitori. Durante il ventennio il suo salotto rimarrà un luogo di ritrovo per coloro «che non mollano». Dopo la Liberazione sarà il primo e il più degno sindaco di Firenze.
La sua fama sarà particolarmente affidata ai quattro volumi sulla tabe ereditaria nella famiglia dei Medici di Cafaggiolo: opera monumentale che gli costerà un decennio di ricerche senza rendergli un soldo per diritti d'autore. Morirà, 93enne, il 13 aprile 1957[?].]
7, l'«Osservatore Romano»:
«Il vice segretario del fascio, cav. Luporini, accompagnato dal fascista Gambacciani, si era recato sabato sera nell'abitazione dell'ing. Bandinelli, noto elemento della Massoneria fiorentina, per avere un colloquio col Bandinelli stesso, quando è sopraggiunto certo Giovanni Becciolini, che estratta la rivoltella ha fatto fuoco, ferendo il Gambacciani e ad un secondo colpo ha ucciso il cav. Luporini, colpendolo in pieno.
L'assassino si è dato alla fuga sui tetti dello stabile e, raggiunto dagli agenti subiti accorsi, mentre è trasportato in Questura, viene assalito dalla folla e ferito a colpi di rivoltella. All'ospedale di S. Maria Nuova è riscontrato il suo stato gravissimo, e difatti, a mezzanotte, il Becciolini ha cessato di vivere.
Nella confusione, il Bandinelli ha potuto darsi alla fuga, e finora sono state inutili tutte le ricerche per rintracciarlo.
Sparsa la tragica notizia in città, sono stati chiusi teatri, cinematografi e negozi in segno di lutto.
Dato che il Luporini era autorevole membro del locale Direttorio fascista, sono seguite ripercussioni in città, alcune delle quali con esito letale. L'ex deputato socialista Pilati, trasportato all'ospedale con gravi ferite, è stato operato di laparatomia. L'avvocato Console ex corrispondente dell' «Avanti!», ferito alla regione intercostale, è spirato quasi subito. Altri incidenti notevoli, ma di minor conto, si sono verificati.
Vari manifesti, tra cui quello del Fascio sono stati pubblicati per invocare la calma
».
Dopo aver fatta propria la versione fascista dei fatti criminosi (come sempre fa quando riguardano l'Azione cattolica) l'«Osservatore Romano» continua con il suo commento […].
In riferimento poi al comunicato delle corporazioni fasciste, l'«Osservatore Romano» fa «la più ampia e doverosa riserva».
I cattolici sono «per la libertà di organizzazione, che significa possibilità di applicare al lavoro e ad alla produzione i postulati sociali cattolici, in una azione cristianizzatrice dei lavoratori che non può essere sacrificata a nessuna aspirazione puramente materiale ed economica, né costretta in alcun monopolio».
15, un regio decreto proibisce l'uso delle lingue diverse dall'italiano nelle sedi giudiziarie; la proibizione viene estesa a tutti gli uffici dell'amministrazione, per poi allargarsi ai negozi e ai locali pubblici.
I nomi dei paesi, delle città, delle località geografiche vengono italianizzati, la cartellonistica stradale e le insegne pubbliche in sloveno e croato vengono cancellate o rimosse: Porek diventa Parenzo, Pula/Pola, Koper/Capodistria.
28, L. Albertini è costretto a lasciare la direzione del «Corriere della Sera».
Lo stesso giorno nasce il "Governatorato di Roma";
[Istituito con Regio Decreto del 28 ottobre 1925, n.1949, questa misura legislativa, nata dopo due anni di gestazione, è stata fortemente voluta da B. Mussolini che coltiva l’idea di una capitale rinnovata – elemento centrale nell’ideologia fascista – che simboleggi, attraverso l’utilizzazione del mito della Roma imperiale, la rinascita e la potenza di tutta la Nazione.
[Dottorando: Paola Starocci, Tutor: Prof. Mario Belardinelli: Tesi di dottorato, I primi governatori di Roma […] (1925-1935) Senza data.]
Governatore di Roma (1°): F. Cremonesi (1925 28 ott-9 dic 1926).

Novembre
4
, Roma, il gen. L. Capello e il deputato socialista on. T. Zaniboni organizzano un attentato a B. Mussolini che viene sventato.
Il governo decide l'immediato scioglimento del partito socialista unitario e la sospensione dell'uscita dei giornali «La Giustizia», «Avanti!», e «L'Unità».
7, il direttore dell'«Osservatore Romano» fa risalire la causa dell'atto insano alla cieca aberrazione di chi pensa che, dopo l'assassinio di G. Matteotti, l'edificio politico eretto nell'ottobre 1922 possa in breve volger di tempo disfarsi e scomparire. La disillusione ha spinto l'on. T. Zaniboni al folle tentativo «mentre in Patria si compiono gli sforzi più tenaci per togliere ogni superstite traccia di indisciplina e ridare allo Stato, solo allo Stato, l'autorità e la forza necessari alla garanzia della convivenza civile e dell'ordine pubblico».
9, in una riunione la giunta centrale dell'Azione cattolica dichiara di voler «cooperare affinché i rapporti fra i vari fattori della produzione (impresa, mano d'opera, capitale), siano regolati ai principi di armonia sociale (giustizia, e carità cristiana) insegnati ed applicati dalla Chiesa».
L'Azione cattolica fa propri i principi sostenuti a Napoli nell'ultima "Settimana sociale", in cui padre Giovanni Balduzzi, segretario della giunta centrale per l'Azione sociale, ha preso decisamente posizione contro il sindacato unico di Stato in difesa della libertà dei sindacati "bianchi". Le associazioni professionali dovranno rimanere indipendenti dai partiti politici e seguire il metodo dell'organizzazione di categoria a base centralzzata oltre a promuovere la costituzione di nuovi organismi professionali.
L'Azione cattolica aiuterà quelli già esistenti «che abbiano decisa volontà di seguire le sue direttive».
Nella medesima riunione, il presidente dell'Azione cattolica comunica, con soddisfazione, che la Confederazione italiana dei lavoratori, a nome anche degli organismi che ad essa fanno capo, «ha dato piena adesione alle predette norme», affidando a padre Giovanni Balduzzi il mandato di proseguire, in confronto con i detti organismi sindacali, l'attuazione pratica delle norme stesse.
La Santa Sede crede di essere così riuscita a inquadrare nell'Azione cattolica, sotto la sua disciplina, i sindacati "bianchi"; ma, alla resa dei conti, si trova con un pugno di mosche.
12, l'«Osservatore Romano» ritorna sullo scottante argomento:
«Il riconoscimento del diritto naturale alla libertà sindacale garantisce la giusta difesa degli interess dei lavoratori, non contrasta alla collaborazione delle classi, anzi vi coopera se, ispirata sempe a giustizia, a onestà, a sicurezza del civile consoirzio – secondo il pensiero di Leone XIII – sia dallo Stato cautelato da tutti quegli istituti e discipline che impediscono i conflitti economici, le influenze delle passioni politiche, soprattutto il sopravanzare di teorie contrarie agli ideali nazionali e ai diritti statali».
22, il tribunale speciale di Chieti condanna l'on. T. Zaniboni e il gen. L. Capello a trent'anni di reclusione;
[Responsabile della condanna è Carlo Quaglia, agente provocatore fascista.]
30, dalla sentenza di accusa risulta che la strage del 4 ottobre scorso a Firenze è stata organizzata alla sede del fascio da quelle stesse autorità che, secondo «l'Osservatore Romano», hanno svolto «opera di repressione e di vigilanza».
[Vedi Corte di Assise di Chieti, maggio 1927.]

Dicembre
Si costituisce l'Omni (Opera Nazionale Maternità Infanzia).
I funerali di A. Kuliscioff sono disturbati da elementi fascisti.
Roma, B. Mussolini lancia il progetto di una capitale "ordinata e potente".
11, Pio XI emana l'enciclica Quas primas cogliendo l'occasione per annunciare una nuova festività della Chiesa, Cristo Re, designata a combattere la grande piaga dei tempi moderni ovvero la diffusione della secolarizzazione;
[Se i cattolici l'accolgono con entusiasmo, lo stesso non può dirsi de protestanti. Negli Stati Uniti il Concilio nazionale luterano attacca l'enciclica come «settaria nel peggior senso» e «ostile a vasti gruppi di cristiani», e si appella ai protestanti di ogni luogo perché boicottino la nuova festività.]
14, Pio XI si rallegra molto per l'aiuto che il governo ha dato al migliore successo dei pellegrinaggi durante l'Anno Santo.
«Tutto è andato bene, è vero; i servizi pubblici hanno funzionato con ordine e puntualità, quasi senza eccezione, i pellegrini hanno potuto e dovuto lodarsi e dei servizi stessi e dei funzionari, e tutto questo si è verificato nonostante le difficoltà molteplici nelle quali il Paese si travaglia e non è venuto meno neppure nei giorni d'un criminale attentato del quale anche il solo pensiero ancora Ci contrista, come Ci allieta e fa rendere grazie il suo sventamento».
[Il «criminoso attentato» il cui solo pensiero tanto contrista Pio XI (che non aveva saputo trovare neppure una parola di deplorazione per l'assassinio di G. Matteotti) è l'attentato che l'on. T. Zaniboni ha preparato, sotto il diretto controllo della polizia, che – in conseguenza del tradimento di Carlo Quaglia – da un anno conosceva i suoi propositi e seguiva tutti i suoi movimenti.]
Lo stesso giorno, nell'allocuzione concistoriale per il Giubileo, Pio XI non protesta contro il monopolio che asserve tutti i lavoratori al partito dominante; lamenta, invece, che i dirigenti dell'Azione cattolica non siano stati invitati a parteciparvi.
15, i dirigenti della Confindustria:
. on. A.S. Benni,
. on. G. Olivetti,
. on Biancardi,
. sen. Silvestri,
. sen. G. Agnelli,
. gr. uff. A. Bocciardo,
. gr. uff. Allievi,
. gr. uff. Jarach,
. comm. Ricci,
. comm. Falck,
sono ricevuti da B. Mussolini il quale, nel corso di una lunga conversazione, fa l'elogio dello «slancio magnifico e della geniale capacità della classe industriale italiana.»
In seguito a questo colloquio, la Confederazione Generale dell'Industria si chiamerà d'ora innanzi Confederazione Fascista dell'Industria Italiana e avrà, quindi, un rappresentante nel Gran Consiglio.
23, Milano, la giunta esecutiva della Confindustria ratifica tali deliberazioni inviando un telegramma a S.E. il presidente del Consiglio;
24, la legge n. 2300 sul pubblico impiego, prevede il licenziamento di «chiunque non dia garanzia in ufficio o fuori di esso, di leale adempimento dei doveri e non agisca in conformità alla linea politica del governo».
29, nel salotto di casa, alla presenza del fratello Arnaldo Mussolini, un prete celebre il matrimonio religioso tra Rachele Guidi Mussolini, "trascinata a forza", e B. Mussolini;

Lo stesso anno nello Stato Maggiore del Regio Esercito sono istituite le cariche di Capo e Sottocapo di Stato Maggiore Generale.

 






Partito comunista italiano
(Pci)

1925

Maggio
Parigi, in occasione della celebrazione del primo anniversario dell'assassinio di G. Matteotti, tenutasi nella sala della Bellevilloise nei pressi del Metro Menilmontant, S. Schiapparelli [Willy], responsabile di un settore – del "Gruppo di lingua italiano" aderente al Partito comunista francese (Pcf) – che comprende i grossi centri di Les Lilas, Pantin Romainville e St. Gervais, conosce Ruggero Grieco; alla stessa commemorazione prende la parola anche il compagno francese Gabriel Péri (sarà fucilato dai nazisti durante l'occupazione).

Ottobre
12
, sciopero contro la guerra coloniale in Marocco;
È il primo sciopero – dopo la I guerra mondiale – che abbia carattere politico di massa: partecipa circa un milione di lavoratori; ha molto successo nella regione parigina, molto meno altrove. Durante lo sciopero vi sono scontri con la polizia e a Puteaux, alla periferia di Parigi, un operaio francese, Sabatier, è ferito mortalmente dai poliziotti.
Si urla alla rivolta comunista, parecchi militanti francesi sono imprigionati, mentre i dirigenti social-democratici tra cui Léon Blum, si uniscono alla canea anticomunista.
Lo stesso mese S. Schiapparelli [Willy] è colpito dal decreto di espulsione.



[Stefano Schiapparelli, Ricordi di un fuoruscito, Edizioni del Calendario, Milano 1971; con prefazione di Giorgio Amendola.]



 

OVEST
-
-
-
-

1925
-

 


 

DOMINION OF CANADA
[Aggiunta alle altre province britanniche nel 1763, include la regione sulle due rive del fiume San Lorenzo grossolanamente delimitate da Anticosti a est e il Lago Nipissing a ovest.
Dal 7 nov 1763 la provincia (ex Canada francese) è stata divisa formalmente in tre distretti: Québec, Trois-Rivières, Montréal.
Nel 1791 la provincia è stata separata in due parti:
Basso Canada (francofoni) e Alto Canada (lealisti).
Nel 1841, con l'Act of Union sono stati nominati due primi ministri ma Canada Est e Canada Ovest continuano ad andare ognuna per la sua strada. Il sistema dura ben 25 anni (1842-67).
Nel 1867, 1° luglio, nasce ufficialmente la confederazione: Dominion of Canada.]
Governatore generale
Julian H.G. Byng
visconte Byng di Vimy
(1921 - 1926)
Primo ministro
W.L. Mackenzie King
(1921 29 dic - 28 giu 1926)
[liberale]

1925
Ottobre
29
, si tengono le elezioni generali;

Elezioni della Camera dei Comuni
 
%
seggi
. Arthur Meighen
[PC (Partito conservatore)]
-
116
. W.L. Mackenzie King
[PL (Partito liberale)]
-
99
. ?
[- (-), Partito progressista]
-
24
. ?
[-]
-
?
Totale seggi
 
?
- il Partito Liberale ha vinto solo nel Québec e nel Saskatchewan;

 

si tratta anche di una sconfitta personale di W.L. Mackenzie King il quale ha perso il suo seggio parlamentare e vede ormai conclusa una carriera politica iniziata sotto i migliori auspici; pur sconfitto egli decide di non presentare le dimissioni sino alla convocazione della nuova Camera dei Comuni e nel frattempo si assicura l'appoggio dei progressisti.

 

Sotto la guida di Oscar D. Skelton (1878-1941), nominato ora sottosegretario, il piccolo Ministero degli Esteri (fondato solo nel 1909) comincia man mano a plasmarsi sul modello del Foreign Office britannico.
[Una volta entrato in carica, Oscar D. Skelton comincia a reclutare personale tra i giovani intellettuali anglocanadesi con una brillante carriera universitaria. Personalità come:
. Lester B. Pearson (1897-1972),
. Norman Robertson (1904-1968),
. Hugh Kennleyside (1898-1992),
. Hume Wrong (1894-1954),
coloro che faranno la politica dagli anni 1930 sino agli anni 1960, daranno dunque gradualmente vita a un moderno ed efficiente apparato governativo formando un gruppo che più tardi sarà chiamato "i mandarini di Ottawa".]

Negli anni 1920 il Ku Klux Klan penetra in Canada dove prende un'impronta nazionalista assumendo il nome di Ku Klux Klan of the British Empire;
[Nonostante ciò esso ha successo soltanto all'ovest, nelle due province dell'Alberta e del Saskatchewan.]

Alla metà degli anni 1920, come risultato di un'energica azione di proselitismo e di propaganda, la società di mutuo soccorso "Giuseppe Verdi" – prima loggia canadese dell' "Ordine dei Figli d'Italia" – ha ormai strutture a livello provinciale nell'Ontario e nel Québec.
Proprio in questo periodo l'intrusione del fascismo nella comunità di origine italiana viene a creare una situazione di conflittualità che avrà serie conseguenze per l'Ordine.
In generale i canadesi di origine italiana reagiscono favorevolmente alla nuova situazione politica determinatasi in Italia.
Nel Canada anglofono viene apprezzato il "Benito Mussolini anticomunista" che ha salvato l'Italia dall'anarchia e dalla rivoluzione e che rappresenta una garanzia per l'ordine europeo.
Quanto al Québec, B. Mussolini appare non solo come il restauratore dell'ordine, ma anche come colui che finalmente porrà rimedio alla frattura con il Vaticano attraverso la firma dei Patti Lateranensi del 1929.
Il nuovo prestigio di cui la madrepatria gode all'estero è poi per gli immigrati di origine italiana una sorta di scudo contro i tradizionali pregiuidizi che hanno dovuto subire in precedenza.
Va inoltre ricordata l'azione incisiva dei fasci all'estero, attraverso la quale per la prima volta i canadesi di origine italiana avvertono concretamente la presenza dell'antica madrepatria.
Dichiararsi fascisti è dunque facile e quasi naturale per la maggioranza dei canadesi di origine italiana. E anche se soltanto un piccolo numero prende effettivamente la tessera del Partito Fascista, è indubbio che l'élite della comunità, i cosiddetti "prominentI", sposa apertamente la causa del regime.


QUÉBEC
Primo ministro
Louis-Alexandre Taschereau
(1920 - ?)
[liberale]
Vescovo di Montréal
-

1925
-

 


 

 

ONTARIO
-
-

1925
-

 

 


NEW BRUNSWICK
-
-

1925
-

NOVA SCOTIA
-
-

1925
-

MANITOBA [dal 1870]
-
-

1925
-


BRITISH COLUMBIA [dal 1858]
[nel 1866 ha incorporato l'Isola di Vancouver e dal 1871 fa parte della confederazione.]
Primo ministro della provincia
-

1925
-

 

ISOLA DEL PRINCIPE EDOARDO
[Dal 1873 fa parte della confederazione.]
Primo ministro della provincia
-

1925
-

 

TERRITORIO DELLO YUKON [creato nel 1898]
   
1925
-
ALBERTA [creata nel 1905]
   

1925
Calgary, il 47enne William [Bible Bill] Aberhart (1878-1943), pastore laico fondamentalista, inizia una trasmissione religiosa domenicale;
[Diverrà nel giro di pochi anni il programma radiofonico più popolare dell'intera provincia.]

Negli anni 1920 il Ku Klux Klan of the British Empire ha successo soltanto all'ovest, nelle due province dell'Alberta e del Saskatchewan.

SASKATCHEWAN [creata nel 1905]
   

1925
-

Negli anni 1920 il Ku Klux Klan of the British Empire ha successo soltanto all'ovest, nelle due province dell'Alberta e del Saskatchewan.

 

 

TERRANOVA
Primo Ministro
Walter S. Monroe
(1924 - 1928)

1925
-

 


UNIONE degli STATI UNITI d'AMERICA
Presidente degli Stati Uniti
C. Coolidge [30°]
(1923 2 ago - 4 mar 1929)
[Pr]
Vicepresidente
C.G. Dawes
(1923 - ?)
Segretario di Stato
[Ministro degli Esteri]
F.B. Kellogg
(1923 - ?)
Ministro del Tesoro
-
Ministro della Guerra
-
Presidente della Corte Suprema
W.H. Taft
(1921 30 giu - 3 feb 1930)

1925
Gennaio

-

Solo ora comincia ad espandersi il trasporto aereo, quando il Congresso vota una misura che prevede sovvenzioni al trasporto postale effettuato mediante linee aeree private.

 

[nuovo] Ku Klux Klan
corruzione delle parole
Kyklos (greco=cerchio) e clan (inglese)

«segue da 1920»
1925, ha oltre 2 milioni di associati;
contrariamente a quanto si è creduto in un primo tempo, il movimento non si è limitato a far proseliti negli ambienti rurali o nelle piccole città, anzi è stato particolarmente forte in città in rapida espansione come Dallas, Memphis, Detroit, Youngstown, Indianapolis, San Antonio, Denver e Los Angeles, i cui quartieri periferici subiscono l'assalto degli immigrati europei e della gente di colore proveniente dal Sud.
Ad aderire al movimento sono in particolare coloro che vedono compromessa la propria posizione sociale: impiegati, commessi, professionisti senza tante ambizioni, piccoli commercianti, che nei nuovi arrivati vedono concorrenti per il posto di lavoro e la ricerca di un'abitazione. Specialmente nel Sud gli uomini del Klan ricorrono alla frusta, ai marchi d'infamia, alle mutilazioni, agli incendi di chiese, persino all'assassinio pur di spargere il terrore tra coloro che ritengono "non americani" e portatori di immoralità.
Per la maggior parte, però, gli aderenti al Klan non commettono azioni illegali, anzi sono spesso vittime di atti di violenza.
Ci sono infatti assalti contro persone aderenti o sospettate di aderire al Klan; beni di proprietà del Klan vengono dati alle fiamme e distrutti con l'esplosivo; le sue riunioni sono a volte interrotte con la violenza da gentaglia armata.
Il sindaco cattolico di Boston proibisce le riunioni del Klan persino nelle abitazioni private mentre il consiglio comunale di Chicago decreta il licenziamento di qualsiasi dipendente municipale che risulti membro del Klan.
L'intolleranza del cosiddetto "impero invisibile" è quindi identica a quella dei suoi oppositori.
Malgrado sia apparentemente apolitico, il Klan controlla l'attività politica in un certo numero di stati nelle regioni occidentali e sudoccidentali.
Ma dopo aver quest'anno raggiunto il culmine la sua influenza mostra chiari segni di crisi.
[Vedi scandalo nell'INDIANA.]
L'episodio provoca la paralisi del movimento, ormai diventato, per usare le parole di uno dei suoi critici coevi, "una parodia del patriottismo e una blasfema caricatura della religione".

negli anni 1920 penetra in Canada;
«segue 1935»

 

Solo ora gli Stati Uniti ritirano le proprie truppe dal paese.

[Maldwyn A. Jones, Storia degli Stati Uniti, Bompiani 1984.]

 




- Direttore: John Edgar Hoover (1924-72)

1925
Gennaio

-

 

 

[01] DELAWARE [dal 7 dicembre 1787] - cap. Dover
[Primo stato a ratificare la Costituzione degli Stati Uniti d'America.
Non esistono collegamenti fra chiesa e stato e una grande libertà religiosa si è affermata sin dall'inizio.]
Governatore
-

1925
Gennaio

-

 

[02] PENNSYLVANIA [dal 12 dicembre 1787] - cap. Harrisburg
[Non esistono collegamenti fra chiesa e stato e una grande libertà religiosa si è affermata sin dall'inizio.]
Governatore
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1925
Gennaio

-

 

[03] NEW JERSEY [dal 18 dicembre 1787] - cap. Trenton
[Non esistono collegamenti fra chiesa e stato e una grande libertà religiosa si è affermata sin dall'inizio.]
Governatore
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1925
Gennaio

-

 

[04] - [04] GEORGIA [dal 2 gennaio 1788] - cap. Atlanta
[Già ammesso nell'Unione nel 1780 ma ratificato solo il 2 gennaio 1788.
Riammesso al Congresso il 30 marzo 1870.]
Governatore
-
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1925
Gennaio

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[05] CONNECTICUT [dal 4 gennaio 1788] - cap. Hartford
Governatore
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1925
Gennaio

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[06] MASSACHUSETTS [dal 6 febbraio 1788] - cap. Boston
Governatore
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1925
Gennaio

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[07] MARYLAND [dal 28 aprile 1788] - cap. Annapolis
Governatore
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1925
Gennaio

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[08] - [01] SOUTH CAROLINA [dal 23 maggio 1788] - cap. Columbia
Governatore
-
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1925
Gennaio

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[09] NEW HAMPSHIRE [dal21 giugno 1788] - cap. Concord
Governatore
-

1925
Gennaio

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[10] - [08] VIRGINIA [dal 26 giugno 1788]- cap. Richmond
[Riammesso al Congresso il 30 marzo 1870]
Governatore
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-

1925
Gennaio

-

[11] NEW YORK [dal 26 luglio 1788] - cap. Albany
[L'anglicanesimo è la religione di stato in quattro contee.]
Governatore
-

1925
Gennaio

-

[12] - [09] NORTH CAROLINA [dal 21 novembre 1789] - cap. Raleigh
[Tratto di terre immediatamente a sud della Virginia, attorno allo stretto di Albemarle.]
Governatore
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-

1925
Gennaio

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[13] RHODE ISLAND [dal 29 maggio 1790] - cap. Providence
Governatore
-

1925
Gennaio

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[14] VERMONT [dal 4 marzo 1791] - cap. Montpelier
Governatore
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1925
Gennaio

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[15] KENTUCKY [dal 1° giugno 1792] - cap. Frankfort
Governatore
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-

1925
Gennaio

-

[16] - [10] TENNESSEE [dal 1° giugno 1796] - cap. Nashville
[Riammesso all'Unione dall'aprile 1866.]
Governatore
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1925
Gennaio

-

Dayton, "processo alla scimmia": i tentativi modernisti di conciliare scienza e religione e l'inserimento sempre più frequente di concetti scientifici moderni nei programmi delle scuole superiori e delle università esasperano quei gruppi di protestanti americani, forse la maggioranza, che credono alla lettera nella veridicità del testo della Bibbia.
I difensori della religione dei padri non sono tutti campagnoli dalla mente ottusa – come è e sarà spesso sostenuto – alcuni sono infatti teologi raffinati e di grande cultura.
È vero però che il fondamentalismo è particolarmente forte nelle zone rurali del Sud e del Middle West.
Nel Sud è in gioco qualcosa di più della religione: la teoria evoluzionistica sembra mettere in discussione la stessa base concettuale del primato della razza bianca.
Nell'immediato dopoguerra i fondamentalisti, scontenti della situazione, iniziano sotto la guida di William Jennings Bryan una campagna propagandistica senza quartiere per l'introduzione di norme "antivevoluzionistiche".
Ora ottengono l'approvazione di una "legge del Tennessee" che proibisce alle scuole pubbliche l'inserimento di qualsiasi teoria evoluzionistica non conforme alla versione della creazione contenuta nella Genesi.
Subito dopo viene tratto in arresto John T. Scopes, un giovane insegnante di biologia nelle scuole superiori della cittadina di Dayton, con l'accusa di aver violato tale legge.
Il processo fa sensazione, con un drammatico confronto tra le posizioni di William Jennings Bryan, che si è subito dichiarato disponibile come consulente dellk'accusa, e del più illustre patrocinatore del paese, Clarence Darrow di Chicago, un agnostico dichiarato.
Secondo l'avv. Clarence Darrow e l'American Civil Liberties Union, l'associazione che interviene a finanziare la difesa, la posta in gioco nel processo è la libertà d'insegnamento; ma molti sostenitori del darwinismo e della scienza moderna, compreso l'autore del testo di biologia adottato da John T. Scopes per le sue lezioni, sono dogmatici e intolleranti quanto i loro avversari fondamentalisti.
John T. Scopes viene giudicato colpevole e condannato al pagamento di un'ammenda.
[In appello sarà confermato che la "legge del Tennessee" non viola la Costituzione (tanto che sarà abrogata solo nel 1967).
Poco dopo, leggi contro le terorie evoluzionistiche saranno promulgate in altri tre stati del Sud.
Ciononostante il fondamentalismo subisce un duro colpo: William Jennings Bryan, presentatosi come esperto in materia biblica, è stato messo in ridicolo durante il controinterrogatorio dall'avv. Clarence Darrow , che ne ha evidenziato l'ignoranza e le idee incoerenti e, pochi giorni dopo il processo, morirà per un colpo apoplettico.]
[Questo dimostra l'abisso intellettuale esistente tra vecchia e nuova America.]

[17] OHIO [dal 1° marzo 1803] - cap. Columbus
Governatore
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1925
Gennaio

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[18] - [05] LOUISIANA [dal 30 aprile 1812] - cap. Baton Rouge
- 1819, Trattato Adams-Onís: stabilisce il confine con il MESSICO spagnolo: va dal fiume Sabine, nel TEXAS orientale, fino al 42° parallelo (futuro confine settentrionale della CALIFORNIA) e da quel punto, verso ovest, fino al Pacifico.
Governatore
-
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1925
Gennaio

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[19] INDIANA [dal 11 dicembre 1816] - cap. Indianapolis
Governatore
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1925
Gennaio

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Novembre
in questo stato le leve del potere sono completamente in mano al [nuovo]Ku Klux Klan;
David C. Stephenson, Gran Dragone del Klan dell'INDIANA, celebre per le sue crociate contro il vizio, viene accusato di aver sequestrato e violentato una giovane segretaria che, sconvolta, si è uccisa.
Nel tentativo di ottenere un condono, egli rivela tutto ciò che sa del Klan, compresi gli episodi di corruzione in cui sono coinvolti importanti funzionari dello stato.
L'episodio provoca la paralisi del movimento.

 

[20] - [06] MISSISSIPPI [dal 10 dicembre 1817] cap. Jackson
[Riammesso al Congresso il 30 marzo 1870]
Governatore
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-

1925
Gennaio

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[21] ILLINOIS [dal 3 dicembre 1818] - cap. Springfield
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Governatore
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1925
Gennaio

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[22] ALABAMA [dal 14 dicembre 1819] - cap. Montgomery
[Dal 18 ottobre 1867 sotto la sovranità degli Stati Uniti.]
Governatore
-

1925
Gennaio

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[23] MAINE [dal 15 marzo 1820] - cap. Augusta
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Governatore
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1925
Gennaio

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[24] MISSOURI [dal 10 agosto 1821] - cap. Jefferson City
Governatore
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1925
Gennaio

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[25] - [11] ARKANSAS [dal 15 giugno 1836] - cap. Little Rock
Governatore
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1925
Gennaio

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[26] MICHIGAN [dal 26 gennaio 1837] - cap. Lansing
Governatore
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1925
Gennaio

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[27] - [03] FLORIDA [dal 3 marzo 1845] - cap. Tallahassee
Tra il 1810 al 1813 gli Stati Uniti hanno inglobato la maggior parte della Florida occidentale, la scia costiera che corre da New Orleans a Mobile, ma una buona parte della colonia, unitamente a tutta la Florida orientale, cioè la penisola, resta ancora sotto il dominio spagnolo.
Nel 1819, con il Trattato Adams-Onís è stata completamente ceduta agli Stati Uniti dalla Spagna.
Nel 1868 è rientrata a far parte dell'Unione.]
Governatore
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-

1925
Gennaio

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[28] - [07] TEXAS [dal 29 dicembre 1845] - cap. Austin
Governatore
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1925
Gennaio

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[29] IOWA [dal 28 dicembre 1846] - cap. Des Moines
Governatore
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-

1925
Gennaio

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[30] WISCONSIN [dal 29 maggio 1848] - cap. Madison
Governatore
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-

1925
Gennaio

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[31] CALIFORNIA [dal 9 settembre 1850] - cap. Sacramento
Governatore
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1925
Gennaio

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[32] MINNESOTA [dall'11 maggio 1858] cap. Saint Paul
Governatore
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-

1925
Gennaio

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[33] OREGON [dal 14 febbraio 1859] - cap. Salem
- 1845, alla fine dell'anno i 5000 coloni americani dell'Oregon organizzano un governo provvisorio e chiedono la fine del regime di occupazione comune e l'esclusiva giurisdizione americana.
- 1848, diventa territorio autonomo.
Governatore
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-

1925
Gennaio

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[34] KANSAS [dal 28 gennaio 1861] - cap. Topeka
Governatore
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-

1925
Gennaio
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[35] WEST VIRGINIA [dal 19 giugno 1863] - cap. Charleston
Governatore
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-

1925
Gennaio

-

[36] NEVADA [dal 31 ottobre 1864] - cap. Carson City
[Il 2 marzo 1861 il suo territorio era stato separato da quello dell'UTAH.]
Governatore
-

1925
Gennaio

-

[37] NEBRASKA [dal 1° marzo 1867] - cap. Lincoln
Governatore
-
-

1925
Gennaio

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[38] COLORADO [dal 1° agosto 1876] - cap. Denver
[Territorio autonomo dal 28 febbraio 1861.]
Governatore
-

1925
Gennaio

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[39] NORTH DAKOTA [dal 2 novembre 1889] - cap. Bismarck
Governatore
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-

1925
Gennaio

-

[40] SOUTH DAKOTA [dal 2 novembre 1889] - cap. Pierre
Governatore
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-

1925
Gennaio

-

[41] MONTANA [dall'8 novembre 1889] - cap. Helena
[cap.li: fino al 1865 Bannack, fino al 1875 Virginia City.]
Governatore
-
-

1925
Gennaio

-

[42] WASHINGTON [dall'11 novembre 1889] - cap. Olympia
Governatore
-
-

1925
Gennaio

-

[43] IDAHO [dal 3 luglio 1890] - cap. Boise
[Territorio autonomo dal 24 marzo 1863 con cap. Boise.
Inizialmente, fino al 7 dicembre 1864, la capitale era Lexinton.]
Governatore
-
-

1925
Gennaio

-

[44] WYOMING [dal 10 luglio 1890] - cap. Cheyenne
Governatore
-
-

1925
Gennaio

-

[45] UTAH [dal 4 gennaio 1896] - cap. Salt Lake City
[Territoro annesso nel 1850.
Dal 2 marzo 1861 si è staccato il Territorio del NEVADA.]
Governatore
-
-

1925
Gennaio
-

[-] Territorio delle HAWAII [dal 7 luglio 1898] - cap. Honolulu
 
Governatore
-
-

1925
Gennaio
-

[46] OKLAHOMA [dal 16 novembre 1907] - cap. Oklahoma City
[Territorio autonomo dal 2 maggio 1890.
Con l'annessione di questo nuovo stato gli indiani sono stati espropriati del loro territorio di riserva "permanente". ]
Governatore
-
-

1925
Gennaio
-

[47] NEW MEXICO [dal 6 gennaio 1912] - cap. Santa Fe
[Territorio autonomo dal 1846.]
Governatore
-
-

1925
Gennaio
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[-] Territorio dell'ALASKA [dal 1912] - cap. Juneau
[1867, 9 aprile, il senato ratifica l'atto d'acquisto del territorio dalla Russia per 7,2 Mni di dollari;
18 ottobre [Alaska day], avviene il passaggio di sovranità;
1884, diviene un distretto dell'Oregon;
1898, viene scoperto l'oro: questo fatto provoca una vera e propria invasione di cercatori d'oro; altro oro viene poi scoperto nel vicino Klondike, territorio canadese, e l'Alaska è utilizzata come base di partenza per i cercatori.]
Governatore
-
-

1925
Gennaio
-

[48] ARIZONA [dal 14 febbraio 1912] - cap. Phoenix
[Territorio autonomo dal 1863, ma fino al 1886 non ci fu pace con gli Indiani.]
Governatore
-
-

1925
Gennaio
-


a






1925
GRANDI ANTILLE
- Presidente della repubblica
[nella costituzione è inserito l' "emendamento Platt" che dà diritto agli Stati Uniti di intervenire negli affari interni del paese e di installarvi proprie basi per usi militari e commerciali: dal 1903 esiste la base militare di Guantánamo]
1925
il presidente affronta la difficile situazione economica provocata dal ribasso del prezzo dello zucchero;
A. Mella fonda il comunista PSP (Partido socialista popular);
Haiti
-
?
(?-?)
occupazione militare diretta statunitense (1916-39)
1925
-
- Presidente della repubblica
?
(?-?)
1925
dal 1916 truppe americane occupano Santo Domingo imponendovi un regime militare;
- Governatore
?
(?-?)
[colonia britannica dal 1866]
1925
-

 
1925
Estados Unidos Mexicanos
(Stati Uniti del Messico)
[repubblica federale]
- Presidente della repubblica federale
P.E. Calles
(1924 - 1927)

1925
il presidente segue la politica del suo predecessore e le cose cominciano a stabilizzarsi;
scoppia la rivolta dei cristeros (1925-29);
le leggi anticattoliche emanate dal presidente P.E. Calles provocano:
- la chiusura di seminari e scuole,
- lo scioglimento di tutti gili ordini religiosi,
- l'esproprio delle chiese,
- l'espulsione dei sacerdoti stranieri e
- l'imposizione del "numero chiuso" per quelli messicani, privati del diritto di coto e costretti a obbedire alle autorità civili.
Il Messico non riconosce più lo Stato del Vaticano al quale è negata ogni personalità giuridica.
[Il numero dei sacerdoti in Messico calerà vistosamente, scendendo dai circa 4500 registrati nel 1926 ai 334 nel 1934.]
Gli sconti provocano decine di migliaia di morti.
[I focolai di rivolta continueranno ad incendiare il paese anche negli anni trenta soprattutto nelle region centrali, le più evangelizzate dai conquistatori spagnoli.]

 



1925
Repubblica dell'America centrale
(1921)
- Presidente
-

1925
-



1925
- Capo del governo
-
(formalmente indipendente dal 1847)

1925
-



1925
Honduras
-
?
(? - ?)
1925
totale dipendenza dagli Stati Uniti, interessati a mantenere sotto proprio controllo le ricche piantagioni di banane, unica risorsa economica del paese;
continuano (dal 1911 al 1933) gli interventi delle truppe americane per salvaguardare gli interessi yankee;

1925
- Presidente della repubblica
?
(1903 - ?)
1925
guerra con il Guatemala;
la conclusione di questo conflitto che vede intervenire gli Stati Uniti, con ruolo di mediazione, segna l'ingresso del paese nell'area di influenza della grande potenza americana;
da questo momento si succederanno governi militari: rari, e in genere effimeri, i governi regolarmente eletti;

1925
- Presidente
?
(? - ?)

1925
[rimane in vigore il trattato Bryan-Chamorro con gli Stati Uniti]

Solo ora gli Stati Uniti ritirano le proprie truppe dal paese, anche se vi ritorneraanno l'anno successivo…


1925
- Presidente della repubblica
?
(? - ?)
[liberale]
1925
ritorna ora il regime liberale;

1925
República de Panamá
(indipendente dal 1903)
- Presidente della repubblica
?
(1903 - ?)
1925
-





1925
- Presidente  
1925
-

1925

- Presidente della repubblica

J.V. Gómez
(1908 - 1935)
[dal 1903 fino al 1938 decine di migliaia di oppositori vengono incarcerati o esiliati.]
1925
in conseguenza dello sfruttamento delle risorse petrolifere, negli anni Venti entra in una fase di rapido quanto caotico sviluppo economico; nel giro di pochi anni il paese diventerà il secondo esportatore di greggio, ma sarà rivoluzionata la sua struttura politica e sociale;



1925
República del Ecuador

- Presidente della repubblica

?
(?-?)
1925
si alternano dittature conservatrici (J.J. Flores, G. García Moreno) e di dittature liberali (V. Rocafuerte, E. Alfaro) e da crescenti ingerenze dell'esercito, formato all'origine da elementi venezuelani;



1925

- Presidente della repubblica

A.B. Leguía
(1919 - 1930)
[dittatura "progressista"]
(Repubblica indipendente dal 1827)
1925
dal 1924 opera nel paese, con un vasto programma di riforme, il partito radicalpopulista APRA (Alianza Popular Revolucionaria Americana), fondato da V.R. Haya de la Torre, perseguitato da chi tiene il potere;


1925

- Presidente della repubblica

?
(?-?)
1925
privata di ogni sbocco al mare dopo la guerra del Pacifico, si fa sempre più accentuata la dipendenza economico-politica dall'Inghilterra e poi dagli Stati Uniti, principali importatori di stagno.


1925

- Presidente della repubblica

A. Alessandri Palma
(1920 - 1925)
[liberaldemocratico]
E. Figueroa Larrain
(1925 - 1927)
[progressista]
   
1925
dopo aver assunto il potere nel settembre scorso, il gruppo di giovani ufficiali di estrazione piccolo-borghese, guidati dal gen. C. Ibáñez del Campo, sventato un putsch della marina, lo restituiscono ad A. Alessandri Palma che vara una costituzione di carattere presidenziale e laico;
poco dopo lo stesso presidente, giudicato troppo moderato, viene a sua volta sostituito dal progressista E. Figueroa Larrain che realizza alcune misure programmate dal suo predecessore;


1925
dal 1816 divise nelle tre colonie:
Guyana Britannica

- Governatore

?
(? - ?)
1901
-
Suriname (olandese)

- Governatore

?
(? - ?)
1901
-
Guyane Française
[già sede di una colonia penitenziaria e poi, dal 1852,
di un bagno penale (fino al 1945)]

- Governatore

?
(? - ?)
1901
-


1925

- Presidente della repubblica

?
(? - ?)
1925
-



1925

- Presidente della repubblica

gen. B. Ferreira
(1904 - ?)
[partito degli azules]
1925
-



1925

- Presidente della repubblica

M.T. de Alvear
(1922 ott - ott 1928)
[Unión civica radical]
1925
Buenos Aires,

 



Patagonia
1925
-

1925
- Presidente della repubblica
(1915 - ?)
[partito colorado]
1925
Montevideo,





1925
CINA
(Repubblica dal 1911)

presidente

Yüan Shih-k'ai
(1912 - ?)

1925
il Kuomintang (KMT) ha al suo interno due ali di potere:
- ala radicale: Sun Ch'ing-ling (moglie di Sun Yat-sen) e Wang Ch'ing-wei;
- ala moderata: Hu Han-min e Chiang Kai-shek;
dal settembre 1924 è in atto la guerra civile;
muore Sun Yat-sen e Chiang Kai-shek è nominato capo delle forze militari del Kuomintang (KMT);

a

1925
DAE HAN
(Corea)

1925
lo stato coreano ha cessato di esistere come entità autonoma nel 1910 essendo stato annesso dal Giappone;
la dominazione di Tokyo è improntata a uno spietato regime poliziesco;
è attivo comunque un movimento di resistenza nazionale;

a






1925
(periodo Taisho: 1912-26)
Giappone

Yoshihito

(? - 1926)
1912-26, imperatore del Giappone;
[dal 1921 è reggente il figlio Hirohito (Tokyo 1901-1989).]

1925
il governo emana una legge per la pubblica sicurezza che limita ancor di più le libertà di riunione e di parola;

Kuomintang
KMT
(Partito nazionale del popolo)

1925
Tokyo, dal 1905 opera la T'ung Meng Hui (Lega dei rivoluzionari) ispirata ai "tre principi del popolo" formulati da Sun Yat-sen:
- indipendenza nazionale
- democrazia parlamentare
- socialismo agrario;

a





1925
[colonia spagnola dal 1900, con capitale Villa Cisneros già protettorato dal 1884.]
-
-
1925
-


1925
Marocco
[dal 1912 è un protettorato della Francia che ha riconosciuto alla Spagna una zona di sua spettanza (Rif, Ifni, Tarfaya) e lasciato sul trono l'ex sultano Mulay 'Abd al-Hafiz]
1925
con la convenzione di Parigi la città di Tangeri è stata internazionalizzata con un proprio statuto autonomo;
la rivolta delle popolazioni berbere della regione Rif, sotto la guida di M. ibn 'Abd el-Krim, è piuttosto dirompente e si basa su iniziative militari, sul riformismo religioso e sull'attivismo politico;

campagne del Rif

1920-26

Aprile
i ribelli attaccano le forze francesi (al comando del maresciallo L.-H.-G. Lyautey) riuscendo a superarne in più occasioni le difese, e solo quando nel luglio interviene il mar.llo H.-Ph.-O. Pétain ed è concertata un'azione comune franco-spagnola, 'Abd el-Krim, pur opponendo un'accanita resistenza, comincia a trovarsi in difficoltà;
Ottobre
2
, gli spagnoli occupano Ajdir, mentre i francesi attaccano i ribelli da sud con un corpo di spedizione di oltre 160.000 uomini; 'Abd el-Krim si difende brillantemente ancora per qualche mese;
«segue 1926»


1925
Algeria
-
-
1925
agitazione nazionalista dell'emiro Khaled, nipote di 'Abd el-Kader († Damasco 1883);

1925
Tunisia
[con il trattato del Bardo del 1881, perfezionato nel 1883 con il trattato della Marsa, la Francia è riuscita a imporvi il suo protettorato.
Il bey conserva formalmente le sue prerogative.]
1925
si fa sentire la tendenza nazional-riformista rappresentata dai "giovani tunisini" sfociata nel 1920 nella fondazione di un partito politico moderno, il Destur o Partito liberal-costituzionale;


1925
LIBIA
[nome romano riesumato durante il conflitto per indicare le due regioni della Tripolitania e della Cirenaica]
- dal 1913 l'Italia esercita la sua sovranità sulla Libia -
TRIPOLITANIA
(1912-34)
Governatore
Tripoli
G. Volpi
(1921 lug - giu)
gen. E. De Bono
(giu - dic 1928)
1925
Gennaio
-
Febbraio
-

Maggio
-
Giugno
il governatore G. Volpi, ritenendo compiuta la sua opera, rassegna il mandato scrivendo al ministro delle Colonie principe Pietro di Scalea;


CIRENAICA
Muhammad Idris al-Mahdi al-Sanusi

(Giarabub 1890 - Il Cairo 1983)
1917-22, capo della confraternita dei Senussi;
1923-48, è costretto all'esilio;


1948, emiro di Cirenaica;
1950-69, re di Libia(Idris I);

Governatore
Bengasi
gen. Ettore Mombelli
(1924 mag - nov 1926)

1925
Febbraio
le colonne miste partenti dalle basi di el-Abiar, el-Merg, Cirene e Derna e appoggiate su altre basi rispettivamente avanzate, procedono da nord a sud all'accerchiamento della vasta regione di pascoli della Gesscia sul rovescio dell'altopiano dove si trova principalmpente il dor Braasa-Hasa; una decina di scontri contrassegna le operazioni ma nonostante ciò il dor riesce a sfuggire alla distruzione; siprocede allora ad un nuovo rastrellamento con colonne a piedi, montate e autocarrate, ma il progetto riesce soloin parte;
Dicembre
6
, al Cairo viene firmato un accordo fra Italia e d Egitto che definisce la linea di confine tra Egitto e Cirenaica;
[Dopo annose trattative che si sono svolte dapprima fra Inghilterra e Italia in conseguenza della clausola coloniale del patto di Londra (1915) e che poi, in seguito alla proclamazione dell'indipendenza egiziana, si sono dovute riprendere direttamete con il Cairo, si riconosce ora l'appartenenza all'Egitto della località di es-Sollùm mentre l'Egitto riconosce l'appartenenza alla Cirenaica della piccola oasi di Giaralub, una delle principali sedi storiche della Senussia.]
Il governo italiano decide opportunamente di occupare detta oasi senza indugi. Viene quindi approntata una spedizione militare con grandi mezzi, sproporzionati all'entità dello scopo (gli abitanti non sono infatti nomadi ma sedentari coltivatori di orti e non esiste alcun rapporto tra l'oasi e l'altopiano cirenaico).
Vengono comunque approntati:
- 2 battaglioni eritrei (9° e 10°) con 8 sezioni mitragliatrici,
- 1 squadrone di meharisti,
- 1 squadriglia di autoblinde,
- 1 sezione di artiglieria da montagna autotraportata,
- 1 sezione di carri d'assalto,
- 1 intera squadriglia di otto carri armati,
- 3 sezioni di Ford armate,
- 3 stazioni radiotelegrafiche,
- servizi autoportati,
- 350 autocarri con materiali e viveri.
Il tutto al comando del col. Ronchetti.



1925
Fu'ad I  
(Il Cairo 1868 - 1936)
figlio del khedivè Isma'il;
1917-1922, sultano d'Egitto;
succede al fratello maggiore Husayn Kamil († 1917);
1922-1936, re d'Egitto;

- Alto Commissario
gen. E.H.H. Allenby [il Toro]
(1919 mar - 1925)
lord Lloyd
(1925 - giu 1929)
- Primo Ministro
'Adil Pascià
(1919 mar - ?)
1925
il partito conservatore britannico sostituisce il gen. E.H.H. Allenby [il Toro] nella carica di Alto Commissario con lord Lloyd, amico intimo di W. Churchill, il quale, come quest'ultimo, rifiuta di ammettere che l'impero sia in fase di declino.
Lord Lloyd accetta la posizione costituzionale in Egitto e utilizza la propria influenza per impedire a re Fu'ad I ogni tentativo di escludere il Wafd dal potere.
Egli ritiene comunque essenziale che il numero e l'autorità dei funzionari civili e militari anglo-egiziani non debbano venire ridotti oltre la soglia minima indispensabile. In particolare, si oppone agli sforzi wafdisti di aumentare le forze armate e sostituire l'Alto Comando britannico con ufficiali egiziani.
Temendo il ripetersi di una rivolta araba, nei momenti di crisi egli è sempre pronto a far venire ad Alessadnria una nave da guerra inglese.
[Egli scrive un giorno a un amico: «… la nostra posizione è impossibile… Non possiamo più continuare così. Abbiamo grandezza senza una posizone; potere senza autorità; responsabilità senza controllo. Devo assicurare che nessuna potenza straniera interferisca nel campo dell'educazione, dell'aviazione, delle comunicazioni via radio, delle ferrovie o nell'esercito (ove tutte cercano di farlo), e raggiungere tale obiettivo senza sconvolgere il regime parlamentare che abbiamo imposto alla nazione contro il volere del re …»]


1925
Sudan
[dalla convenzione del 18 gennaio 1899, il paese è stato costituito in "condominio" anglo-egiziano, di fatto in possedimento britannico]
   
1925
dal 1924 la White Flag League fondata da Ali Abd al-Latif (condannato a tre anni in carcere lo stesso anno) ha abbandonato il programma unitario della Valle del Nilo e adottato una nuova strategia orientata verso l'obiettivo di una nazione sudanese autonoma.
Disegno troppo prematuro per raggiungere risultati apprezzabili.


1925
Guinea-Bissau
[colonia autonoma portoghese dal 1879, i suoi confini (rettilinei e artificiosi di evidente origine coloniale) con l'Africa Occidentale Francese sono stati regolati nel 1896.]
   
1925
-


1925
Africa Occidentale Francese
(AOF – 1895-1958)

[possedimenti retti, dal 1895, da un governatore generale, dipendente dal ministero delle colonie, in forma accentuatamente centralizzata]

- Governatore generale
?
(? -?)
Senegal [sotto controllo francese dal 1817, sottomesso e pacificato dal 1865.] cap. Dakar.
1925
-
Mauritania [protettorato francese dal 1904, il territorio vi è stato annesso dal 1920 ma le autorità coloniali non verranno mai completamente a capo dello spirito d'indipendenza mauro]
1925
-
Sudan francese [ex Senegal-Niger dal 1904, nel 1921 è tornato al suo nome originario.]
1925
-
Alto Volta [costituita in colonia dai francesi nel 1919 con territori staccati dalle colonie dell'Alto Senegal e del Niger.]
1925
-
Niger [completamente colonizzato dal 1920] cap. Zinder.

1925
Sciopero dei ferrovieri.

1925-34, Azikive [Zik], leader nazionalista nigeriano, studia negli Stati Uniti e consegue diplomi di laurea a Lincoln, in Pennsylvania e ad Harvard.

 

Guinea Francese [protettorato francese dal 1889, è sorta la città di Conakry nel 1890; colonia francese dal 1891;
con l'acquisizione dell'isola di Los nel 1904 ha assunto il suo assetto territoriale definitivo;]
1925
-
Costa d'Avorio [colonia francese dal 1893.]
1925
-
Dahomey [annesso dal 1899 ma, completamente, dal 1916]
1925
-

1925
Sierra Leone
[colonia inglese dal 1808.]
- Governatore
?
(?-?)
1925
-

1925
[ex Monrovia, è una repubblica indipendente dal 1847, con una costituzione modellata su quella statunitense ma con il predominio dell'elemento nero-americano su quello autoctono;
nel 1857 al paese si è unita l'ex colonia formatasi a capo delle Palme nel 1833.]
-
-
1925
Il giamaicano Marcus Garvey fondatore nel 1920 della Chiesa Ortodossa Africana, che aveva chiesto alla Liberia di fondare tra i suoi confini una colonia di "ritorno dall'Africa",
viene processato negli Stati Uniti e rimandato in Giamaica.
[Successivamente si trasferisce a Londra, dove morirà nel 1940. Le sue idee rappresentano un'alternativa (e un motivo di lotta) rispetto a quelle di Du Bois.]


1925
Costa d'Oro
[colonia della corona britannica dal 1874; nel 1922 si è ingrandita con l'annessione dell'ex Togo tedesco, la parte occidentale (Togoland) del territorio;]
- Governatore
Gordon Guggisberg
(? - ?)

1925
Il governatore britannico Gordon Guggisberg applica la politica di Lugard del "governo indiretto" alla parte settentrionale e "ashanti", servendosi di capitribù pagati alle dipendenze di ufficiali inglesi.
La "costituzione Guggisberg" porta in seno al Consiglio (o Assemblea) Legislativo i primi membri eletti:
- 15 funzionari coloniali,
- 5 "bianchi,
- 9 "membri africani",
ma la maggioranza è ancora governativa (15 consiglieri di fronte a 14 non governativi, dei quali 9 africani).
[Istituito nel 1850, il Consiglio Legislativo vedeva l'ingresso del primo africano nel 1889; tuttavia nei decenni successivi la maggioranza di 11 membri spettava agli appartenenti all'amministrazione contro i 10 membri estranei all'amministrazione.]

Solo l'1% della popolazione ha diritto al voto.
Si registrano proteste popolari contro la discriminazione in materia di diritto di voto e contro l'amministrazione razzista.
La colonia fornisce alla Gran Bretagna il 33% della produzione mondiale di cacao, valendosi di piccoli proprietari "indipendenti". Con questo sistema si ottiene una prestazione indiretta a basso salario per le forniture di cacao alle gigantesche multinazionali anglo-olandesi (United African Company e Unilever).



1925
Togo
[sotto mandato francese dalla fine della prima guerra mondiale, dal 1922 il territorio comprende solo la parte orientale dell'ex Togo tedesco e mantiene una distinta fisionomia giuridica.]
?
(?-?)
1925
-




1925
comprende i due ex protettorati britannici;
all'unità amministrativa della federazione non corrisponde tuttavia una reale integrazione etnico-culturale del paese;
Nigeria settentrionale [territori haussa, riuniti dal 1900]
-
-
1925
-

Nigeria Meridionale [territori degli Oil Rivers (dal 1849), di Lagos (dal 1861) e Benin (dal 1897), riuniti dal 1906]
-
-
1925
all'unità amministrativa della federazione non corrisponde tuttavia una reale integrazione etnico-culturale del paese, resa ora, nel primo dopoguerra, ancora più improbabile dall'accessione, sotto mandato britannico, di un quinto del Camerun tedesco;
ulteriori elementi di divisione si portano avanti dal 1922;

Lagos
1925
-





1925
Camerun
[dal 1920 l'ex protettorato franco-britannico è diviso in due mandati coloniali previsti dal trattato di Versailles]
Njoya
-
(? - ?) c
1883-1933, re dei bantu;

Mandato (1) [alla Gran Bretagna, la porzione nordorientale, circa un quinto del paese]
1925
-
Mandato (2) [alla Francia, il resto (ha recuperato anche i territori ceduti nel 1911)]
1925
-

1925
Africa Equatoriale Francese
(1910-1958)
1910, la Francia crea questa nuova unità amministrativa che, pur mantenendo a Brazzaville la sede del governatore generale, è divisa in quattro ripartizioni:
Medio Congo [ex Congo Francese]
-
1925
Intanto, dopo aver servito nell'esercito francese ed aver partecipato alla campagna contro Abd al-Krim nel Marocco, si è stabilito a Parigi André Matsua, nativo d'un villaggio di Brazzaville; sempre a Parigi egli organizza tra i suoi compatrioti una Société amicale des originaires de l'Afrique Equatoriale Française riscuotendo un notevole successo nel suo stesso paese d'origine dove invia alcuni fidi emissari;

Gabon [già assorbito dal Congo Francese nel 1888 e ora separato]
-
1925
-
Ubangi Sciari (Oubangui-Chari) [ex Impero Centrafricano, diventato colonia francese dal 1905]
-
1925
-
Ciad [pur annesso dalla Francia, la resistenza all'interno continuerà fino al 1917]
-
1925
Con la valorizzazione economica delle regioni meridionali attraverso al costruzione della ferrovia Brazzaville-Pointe Noire (1921-34), si sviluppano i primi movimenti nazionalisti, a sfondo profetico-religioso e xenofobo.




1925
Congo Belga
[colonia dello stato belga dal 1908]
(capitale: Lépoldville)
[il territorio dello Zaire, già sede (ancor prima dell'arrivo dei portoghesi) di importanti regni autoctoni quali quello del Congo, di Kuba, Luba, Lunda:
- nel 1880 è stato posto sotto il controllo dell'Associazione internazionale per il Congo, promossa da Leopoldo II re del Belgio;
- 1885-1908, sotto la sovranità (esercitata a titolo personale) di Leopoldo II re del Belgio.]
Governatore
-
1925
Lépoldville [1924] ha 19.000 abitanti.
Nel periodo tra le due guerre vengono estese le piantagioni ed avviato lo sfruttamento delle ricchissime risorse minerarie, senza che ciò comporti alcun miglioramento del livello di vita delle popolazioni indigene e delle condizioni igienico-sanitarie.
Katanga [regione sudorientale, annessa militarmente dai belgi nel 1891 sotto l'egida della Compagnie du Katanga istituita da re Leopoldo II.]
1925
Nel 1917 la Union Minière ha aperto un'altra grande miniera a Likasi (nella zona dell'attuale Jadotville) e nel 1921 ha installato a Panda, nella stessa zona, un concentratore di minerale.
Nel 1924 la Bécéka ha iniziato i lavori per la costruzione della ferrovia (sarà terminata nel 1928) che dovrebbe collegare il Katanga al lontano Port Francqui, sul fiume Kasai, da dove i prodotti katanghesi continueranno il viaggio per via d'acqua sino al fiume Congo e allo Stanley Pool per essere poi trasportati a Matadi con la ferrovia voluta da H.M. Stanley.
Ruanda-Urundi [dal 1919 sotto amministrazione belga]
1925
il territorio viene annesso alla colonia.





1925
Eritrea
[colonia italiana dal 1° gennaio 1890, con il fiume Mareb come confine con l'Etiopia.]
-
-
1925
-



1925
Impero di Etiopia
Zauditu
(? - ?)
1917-28, imperatrice di Etiopia;
succeduta a Ligg Iyasu;
1925
-



1925
SOMALIA
Somalia Francese [colonia francese dal 1896]
il porto di Gibuti (1888) è collegato per ferrovia alla capitale etiopica Addis Abeba (1897-1917);
[situata in territorio dancalo e non propriamente somalo]
1925
-
Somalia Britannica [protettorato inglese dal 1884]
1925
-
Somalia Meridionale Italiana [protettorato italiano dal 1889, ma sotto la piena responsabilità del governo italiano dal 1905, dopo il riscatto del Benadir]
1925
viene ora esteso all'Oltregiuba, ceduto con Chisimaio dalla Gran Bretagna, e alla Somalia settentrionale con una serie di campagne condotte con metodi brutali dal governatore C.M. De Vecchi (1924-1927), assumendo così lo status di colonia;


1925
Africa Orientale Britannica
(IBEAImperial British East Africa)
Uganda [protettorato britannico dal 1894]
-
-

1925
formalmente diviso in quattro regni federati, è uno dei possedimenti più prosperi della Gran Bretagna in Africa.

1925-26, scoppia una rivolta armata dei contadini contro la politica dell'accaparramento totale dei terreni messa in atto dagli inglesi a Bulemezi, dove si servono del sistema di eliminazione del bestiame vecchio per costringere gli africani a cercare lavoro presso i bianchi fuori dalle riserve. Agli oppositori gli inglesi sottraggono tutto il bestiame.

Kenya [nome ufficiale solo dal 1920]
-
-

1925
Tra le nuove leve intellettuali kikuyu, formatesi nelle missioni protestanti inglesi, prendono vita negli anni Venti i primi raggruppamenti politici indigeni.

L'Associazione dei Giovani Kikuyu viene sostituita dall'Associazione Centrale Kikuyu, che presenta una petizione alla Commissione Hilton-Young per ottenere:
- dodici seggi nel Consiglio Legislativo,
- la liberazione di Thuku,
- un capo supremo per i kikuyu eletto dagli stessi kikuyu,
- leggi promulgate in lingua kikuyu.
Il governo respinge tutte le richieste.
Gli agenti del missionario Owen dividono l'Associazione dei Contribuenti Kavirondo in gruppi "etnici", Kikuyu e Luo.



1925
[dalla fine del primo conflitto mondiale (novembre 1918) il territorio è attribuito dalla Società delle Nazioni in mandato [Mandato B] alla Gran Bretagna che concede una relativa autonomia interna.]
-
-
1925
-

1925
[protettorato (assieme all'isola di Pemba) dal 1890 e colonia dal 1913 della corona britannica.]
-
-
1925
-


1925
Angola
- Governatore
?
(? - ?)

1925
-


1925
Rhodesia
1925
ribattezzato Rhodesia dal 1895 in onore di Cecil J. Rhodes;
dal 1890 la British South Africa Chartered Co., società fondata da Cecil J. Rhodes, ha ottenuto da re LoBenguella la concessione esclusiva di sfruttamento venticinquennale del territorio del protettorato sui maTabele;
Rhodesia del Nord-Ovest [protettorato dal 1899, dal 1914, è uno dei più poveri possedimenti britannici]
-
-
1925
passata ora sotto il controllo statale, mantiene lo status di protettorato, dipendendo dal Foreign Office e restando in gran parte sotto il controllo della Compagnia ; [vedi 1948]

Rhodesia del Sud [protettorato dal 1911]
-
-
1925
passata sotto il controllo statale nel 1923, si è rifiutata d'integrarsi nell'Unione Sudafricana divenendo colonia autonoma della corona e godendo così di maggiore libertà amministrativa; a forte immigrazione bianca, adotta una legislazione razziale analoga a quella sudafricana (apartheid) sancendo la completa esclusione dell'elemento indigeno dalla vita politica del paese;
[la situazione rimane così fino al secondo dopoguerra: vedi 1953]

1925
[l'ex territorio Malawi, protettorato britannico dal 1891, che aveva assunto formalmente il nome British Central Africa
nel 1893, ha assunto questo nuovo nome nel 1907]
-
-
1925
sin dall'inizio del secolo fermenti antibritannici sono già sorti e ora si diffondono a causa dell'indiscriminata diffusione delle piantagioni coloniali a scapito delle colture alimentari per il fabbisogno della popolazione (in costante aumento);
gli inglesi devono far fronte ad una sollevazione popolare guidata dal pastore protestante nero John Chilembwe;
[vedi 1944]


1925
Mozambico
[già nel 1891 il Portogallo completava la conquista delle regioni interne ma solo nel 1915 è riuscito a pacificarle;
nel 1923 ha integrato il triangolo di Kionga, già possedimento tedesco sino alla fine della prima guerra mondiale.]
-
-

1925
procede tra le due guerre al riassetto definitivo del possedimento gestito in parte dalla società privata Companhia de Moçambique.

Il saggio Report on Employment of Native Labour in Portoguese Africa (Rapporto sull'impiego della manodopera indigena nell'Africa Portoghese) di A.E. Ross dell'Università del Wisconsin rivela atroci aspettidel lavoro coatto, del sistema fiscale, dello spopolamento dei villaggi, nonché del sistema di lavoro coatto e dell'applicazione di torture, a cui sono sottoposti i lavoratori.
A.E. Ross
consegna il rapporto alla Società delle Nazioni che ascolta la "spiegazione" portoghese e non intraprende nessuna azione.


1925
Madagascar
(Imérina)
[annesso alla Francia dal 1896]
1925
il programma di rivendicazioni di Jean Ralaimongo affiancato dai due giornali «L'Opinion» e «L'Aurore Malgache», editi rispettivamente a Diego-Suarez e a Tananarive, assume via via, anche per l'influenza dei comunisti, un'impostazione troppo radicale per essere tollerata dalle autorità coloniali;




1925
Unione Sudafricana
[dominion britannico a struttura federativa dal 1910]
[dal 1912 si è costituito il SANNC (South African Native National Congress), formazione politica nera;
dal 1913 è in vigore il Native Land Act che consente al primo ministro di coinvolgere l'elemento boero nella prima guerra mondiale a fianco dell'Inghilterra;
dal 1914 è abolita l'imposta discriminatoria nei confronti degli indiani del Natal;
dal 1918 si è annessa con una serie di decisioni unilaterali l'ex colonia tedesca dell'Africa del Sud-Ovest, ricevuta invece in amministr azione fiduciaria dalla Lega delle Nazioni; nel tentativo di diminuire il costo del lavoro nell'industria mineraria colpita da recessione in conseguenza del declino del gold standard, il primo ministro fa ricorso alla manodopera africana semispecializzata;]
- Primo ministro
J.B.M. Hertzog
(1924 - 1933)
[Nationalist Party (afrikaner)]
1925
il SANNC (South African Native National Congress - Congresso Nazionale Indigeno del Sudafrica) prende ora il nome di ANC (African National Congress) formazione politica nera.
Ha una composizione tribale, nove capi nominati dal governo, creature dei missionari, guidati da Rubusana che accetta la "superiorità della razza bianca".
L'ANC viene convocato a causa del Land Act, ancora sub indice, che prevede l'allontanamento in massa dei contadini africani dalle loro terre.
Jabavu, membro del Congresso Universale Britannico delle Razze, costituisce in proprio un Congresso Sudafricano delle Razze e disconosce l'ANC che segue metodi conservatori.

Il nuovo governo è dominato dall'elemento boero (l'afrikaans rimpiazza l'olandese come seconda lingua ufficiale dell'Unione);

 





1925
Grande Libano
[(litorale siriano corrispondente all'antica Fenicia)
- posto dal 1920 sotto mandato francese dalla Società delle Nazioni]
 
1925
-



1925
[posta dal 1920 sotto mandato francese dalla Società delle Nazioni e poi divisa in tre distretti autonomi.]
 
1925
una rivolta nel Gebel Druz, dovuta a un malcontento locale, porta a un'alleanza tra drusi e nazionalisti di Damasco, che hanno inziato ad organizzarsi nel Partito Popolare;
combattetnti drusi penetrano in libano e persino nei sobborghi di Damasco, provocando un bombardamento di due giorni da parte dei francesi;
la ribellione si protrare a singhiozzo per due anni…

1925
[dal 1922 la regione è stata attribuita in mandato dalla Società delle Nazioni alla Gran Bretagna, sulla base del piano di spartizione del levante convenuto da inglesi e francesi (accordo Sykes-Picot);
l'orientamento dell'amministrazione britannica, legandosi sin dall'inizio:
- sia agli ambienti sionisti ("dichiarazione Balfour" del 1917),
- sia al movimento nazionalista arabo in funzione antiturca,
ha creato attriti acuti tra le due comunità, che dal 1920 vanno organizzandosi sul piano militare dando vita a violenti scontri.]
- Alto Commissario
sir Herbert Samuel
(1920 - 1925)
1925
anni 1923-1929: sono relativamente tranquilli, soprattutto perché i timori arabi vengono ridotti dal calo dell'immigrazione ebraica;




1925
Emirato di Transgiordania
Abdullah o 'Abd Allah ibn al-Husayn 
(La Mecca 1882 - Gerusalemme 1951) secondogenito del re del Higiaz Husayn ibn 'Ali, della dinastia degli Hashimiti o Hashemiti;
1920, re dell'Iraq;
[designato dal Congresso panarabo di Damasco]
1921, deve cedere il trono iracheno al fratello maggiore Faysal, espulso dalla Siria dai francesi, ottenendo in cambio l'emirato autonomo di Transgiordania, sotto mandato britannico;
1921-46, emiro di Transgiordania [sotto mandato britannico];


1946-51, re del Regno hashemita del Giordano;
1925
concepito in funzione di corridoio per le comunicazioni della Gran Bretagna con l'Iraq e, di qui, con l'Iran e l'India, l'emirato dispone fin dall'inizio di un efficiente esercito, la Legione araba, addestrato e diretto da ufficiali inglesi (Peake, Glubb Pascià) ed equipaggiato all'europea, e di un organico sistema difensivo che ne fa uno dei cardini del dispositivo di sicurezza britannico nel Vicino Oriente tra le due guerre;



1925
ARABIA
Muhammad 'Ali
(? - ?)
figlio di ? della dinastia degli Hashemiti;
[Hashimiti: una dinastia di sceriffi della Mecca che regnarono sulla Mecca quasi ininterrottamente dal sec. X al 1924; capostipite fu Hashim ibn 'Abd Manaf, antenato di Maometto.]
1924-26, re del Higiaz;
[tranne dell'estremità occidentale, dove le autorità britanniche di Palestina conservano parte del territorio inviando truppe e autoblindo a occupare la striscia compresa tra Ma'an e Aqaba, in base al fatto che, in quanto parte del precedente wilayato di Damasco, dovrebbe essere inclusa nel mandato britannico in Palestina.
In realtà questa zona è considerata essenziale perché rappresenta uno sbocco sul mare per l'emirato di Transgiordania dell'emiro 'Abd-Allah.
Ibn Sa'ud non accetta mai il fatto compiuto, ma non riesce ad evitarlo.]



1925
-

'Abd al-'Aziz o ibn Sa'ud
Albero genealogico
(Riyadh 1887-Taif 1953)
discendente della dinastia wahhabita dei Banu Sa'ud;
1891, la dinastia viene scalzata dalla capitale Riyadh a opera dei rivali Banu Rashid del Gebel Shammar;
1902-13, ristabilisce con una serie di campagne l'unità del Neged, intraprendendo dopo il crollo dell'impero ottomano l'unificazione della penisola arabica;
1913-26, sultano del Nagd e delle sue colonie;
[riconosciuto dalla Gran Bretagna]
1914-18, prima guerra mondiale: pur avendo stipulato un accordo di alleanza con la Gran Bretagna (1915), si mantiene neutrale dedicandosi al consolidamento interno dello stato, da lui organizzato sulla base di colonie agricolo-militari di contadini soldati legati al sovrano da un patto ("fratelli fedeli");
1918, approfitta dei contrasti anglo-francesi nel Vicino Oriente per sviluppare una tempestiva politica di annessioni;
1919, si annette il Gebel Shammar;
1924, si annette la Mecca;
1925
si annette Gidda
;



1926, re del Higiaz;
1927-32, re del Higiaz, Neged;
1932-53, re dell'Arabia Saudita;

1925
Ibn Sa'ud non accetta mai il fatto compiuto nel Higiaz, ma non riesce ad evitarlo.
Egli controlla i luoghi santi dell'Iislam. Il problema è quale sarebbe la risposta del mondo musulmano.
La grande maggioranza dei musulmani, che non è araba, probabilmente si mostrerebbe scettica nel vedere un capo tribù dell'Arabia cantrale riuscire a garantire la sicurezza dei luoghi santi quando nessun Šharif e nessun turco ottomano c'è riuscito. Costoro sono già preoccuupati dalla distruzione delle tombe dei santi musulmani da parte dei wahhabiti, integralisti puristi.
Ibn Sa'ud agisce con abilità e cautela. Nomina il secondogenito, l'emiro Faysal, viceré del Higiaz, e 'Abd-Allah Damlugi, veterano iracheno al suo servizio, direttore degli affari esteri.
Delegati di eminenti musulmani persiani e indiani visitano il Higiaz e riferiscono in modo positivo. Anche la popolazione del Higiaz è impressionata dall'abilità di Ibn Sa'ud a mantenere la sicurezza e dalla sua volontà di adattarsi ai più sofisticati costumi cittadini.


1925
Yemen
(imamato)
[con il trattato di Mudros la sovranità turca, che non è mai stata effettiva, è giunta al termine.]
Yahya 

(?-?)
figlio di
1904-48, imam dello Yemen;

 

1925
-

1925
Iraq
[la Gran Bretagna:
- da maggio 1916 (accordo Sykes-Picot) si è aggiudicata nominalmente l'Iraq,
- dal 1918 occupa Mosul,
- dal 1920 (conferenza di Sanremo, ) ha ricevuto il mandato sull'Iraq;
- al 1920 (conferenza di Sanremo, ) ha ricevuto il mandato sull'Iraq;
- dal 1921 ha posto sul trono iracheno re Faysal;
[i curdi sono divisi fra quattro stati diversi (Iraq, Iran, Siria e Turchia)
- dal 1923 (trattato di Losanna) ha ricevuto anche il mandato su Mosul che aveva annesso all'Iraq]
Faysal I

(Taif, La Mecca 1883 - Berna 1933)
terzogenito dello sceriffo della Mecca e re del Higiaz Husayn ibn 'Ali, della dinastia degli Hashemiti;
1916, durante la prima guerra mondiale capeggia con il col. Th.E. Lawrence la "rivolta del deserto" contro il dominio ottomano, dimostrando nel corso dell'insurrrezione perizia politica oltre che militare;
1918, 28 settembre, il suo ingresso a Damasco a fianco delle truppe britanniche del gen. E.H.H. Allenby lo consacra campione della causa del risorgimento arabo;
1920, marzo, al congresso panarabo diventa re di Siria;
25 luglio
, entrato in urto con l'alto commissario francese per il Levante, gen. Gouraud, per il suo progetto di dar vita a una "grande Siria" che inglobasse anche Libano, Palestina e Giordania, viene da questo sconfitto e detroinizzato;
1921-33, re dell'Iraq;
1922-24, con metodi dispotici reprime nel sangue il movimento nazionale curdo;


1925
La Turchia, dopo due anni di litigi alla Società delle Nazioni alla quale aveva chiesto la restituzione di gran parte del wilayato di Mossul, accetta, a malincuore ma inequivocabilmente, il trasfermento di Mossul all'Iraq.

Sono ora approvati il trattato anglo-iracheno e una Legge Organica che rende i ministri iracheni responsabili di fronte a un parlamento bicamerale.
Il trattato in base al quale vengono mantenuti importanti ed esclusivi diritti britannici in Iraq, viene tuttavia approvato solo dietro forte pressione inglese, contro l'opposizione radicale che chiede l'indipendenza totale.
Kurdistan (iracheno)
1925
per tutti gli anni Venti l'APOC (Anglo-Persian Oil Company), che continua a dominare la scena petrolifera in Medio Oriente, mostra scarso interesse per il potenziale petrolifero dei territori sulla sponda occidentale del Golfo: Kuwait, Bahrein e la provincia orientale del futuro regno dell'Arabia Saudita.



1925
Persia
dal 1907 Gran Bretagna e Russia hanno firmato un accordo che divide la il territorio persiano in due zone d'influenza: la parte sudorientale riservata alla Gran Bretagna e la parte settentrionale riservata alla Russia, lasciando al governo persiano solo limitati poteri nella parte centrale del paese;
proprio in questa zona vengono scoperti ingenti giacimenti petroliferi, per sfruttare i quali viene costituita la Anglo-Persian Oil Company che inizierà la propria attività su scala industriale negli anni immediatamente precedenti la prima guerra mondiale;
dal 1908 è stata abrogata a la costituzione;
il governo è privo di autorità e le forze nazionaliste che trovano vasti consensi nell'esercito ne approfittano;
dal febbraio 1921 un colpo di stato militare ha dichiarato decaduta la dinastia Qagiar;
Reza Khan Pahlavi

(Sevad Kuh, Mazandaran 1878 - Johannesburg 1944)

A causa della sfiducia pubblica nei confronti della lunga esperienza di una monarchia corrotta e incompetente, molte sono le persone a favore di una repubblica. Tuttavia i leader religiosi, che temono le conseguenze dell'abolizione del califfato di Kemal Ataturk e l'insediamento di una repubblica secolare, si oppongono a tale cambiamento.
Reza Khan Pahlavi decide quindi di mantenere la monarchia e si proclama scià.
1925
Ottobre
31
, a grande maggioranza il Maglis dichiara finita la dinastia Qagiar.
Una nuova assemblea costituente conferisce allora la corona a Reza Khan, con diritto di successione per i suoi eredi.
Per la propria dinastia sceglie il nome di Pahlavi.
1925-41, scià di Persia [dal 1935 Iran];
[legittimato dal parlamento e dall'appoggio dell'esercito]
il suo regno segna una tappa cruciale nel processo di trasformazione della Persia dalla monarchia feudale in moderno stato nazionale;
tutti i diritti feudali vengono aboliti;


- Primo ministro
Reza Khan Pahlavi
(1923 - 1925)
?
(1925 - ?)

1925
Negli anni tra le due guerre la Persia diventa uno dei maggiori produttori di petrolio.
Intanto la Anglo-Persian Oil Company, poi AIOC (Anglo-Iranian Oil Company) continua a sfruttare (1909-51) gli ingenti giacimenti petroliferi.








Amin Dada, Idi (Koboko, Arua 1925) generale e politico dell'Uganda;
1967, comandante delle forze armate;
1971, depone con un colpo di stato il presidente Obote e instaura una feroce dittatura;
1976, assume la presidenza dell'OUA (Organizzazione per l'unità africana);
1978, decide l'invasione della Tanzania, ma è costretto a riparare in Libia.

Aron, Jean-Paul (Strasburgo 1925-Parigi 1988) storico francese
La Francia a tavola dall'Ottocento alla Bella Époque (1973)
L'antropologia del coscritto (1973, con P. Dumont ed E. Le Roy-Ladurie)
Il pene o la demoralizzazione dell'Occidente (1978, con R. Kempf, ampliato nel 1984 col titolo La borghesia, il sesso e l'onore)
I moderni. Per farla finita con i maîtres à penser (1984)
Il mio AIDS (1988).

Boumedienne, Houari o Huari Bumedien (Guelma, Annaba 1925) politico algerino;
1957, durante la rivoluzione comanda l'ALN (Armée de libération nationale);
1960, comandante dell' «esercito di frontiera»;
1962, crea l' «ufficio politico» di Tlemcen che porta al potere A. Ben Bella;
1965, 19 luglio, alla testa del Consiglio della Rivoluzione, destituisce A. Ben Bella;
1970-71, rilancia la «riforma agraria» (esproprio e ridistribuzione delle terre) e nazionalizza l'industria petrolifera.

Cabral, Amilcar (1925- Ratoma, Conakry 20 gen 1973, assassinato) politico della Guinea-Bissau;
1956, leader e cofondatore, assieme al fratello, del PAIGCV (Partito africano per l'indipendenza della Guinea-Bissau e del Capo Verde o African Party for the Independence of Guinea-Bissau and Capo Verde Islands);
[Fratello di Luis Almeida.]
1973, viene assassinato.
[Secondo le voci diffusesi in seguito in Africa, nel delitto sarebbero implicati membri del partito comunista portoghese, seguaci della linea sciovinista che antepone a tutto la rivoluzione portoghese.]

Cardenal, Ernesto (Granada 1925) poeta e politico nicaraguense
1960, si converte alla religione cattolica
Hora 0 (1960, poema epico)
1965,viene ordinato sacerdote
Poemi (1971)
Oracoli sul Nicaragua (1979)
1979, alla caduta di Somoza è ministro dell'informazione nel governo di unità nazionale sandinista
1981, rifiutatosi di rinunciare a questo incarico, viene sospeso a divinis dall'autorità ecclesiastica
Voli di vittoria (1985)
Quetzalcoati. Il serpente piumato (1988, poema in 49 stanze).

Colombo, Vittorino (Albiate, Milano 3 aprile 1925 – Milano, 1 giugno 1996) politico italiano, esponente della corrente riformista “Forze Nuove” della Democrazia cristiana.

Delors, Jacques (Parigi 1925) economista e politico francese, socialista;
1981-84, dopo una lunga carriera alla Banca di Francia diventa ministro dell'economia e delle finanze in due governi presieduti da Mauroy (piano Delors 1983);
1985-95, presidente della Commissione esecutiva della Comunità europea: a lui si devono il piano Delors (1989), il trattato di Maastricht (1991), la trasformazione della CEE in UE (Unione Europea 1993);
Nuovo concerto europeo. L'unità dell'Europa tra ideali e realtà (1992)
1995, rifiuta la candidatura alle presidenziali offertagli dal partito socialista impegnandosi ad appoggiare L. Jospin.

Dal Falco, Luciano (Verona, 10 maggio 1925 – Roma, 20 dicembre 1992) politico italiano, esponente della Democrazia cristiana.


De Luca, Willy (Roma 1925-1982) giornalista italiano, democristiano;
1966, già redattore alla «Gazzetta del Popolo» e poi notista politico del «Giorno», fa il suo ingresso in RAI come inviato speciale e commentatore di politica interna;
1967, direttore del Telegiornale [è oggetto di numerose critiche per i frequenti "tagli"];
1968, vicedirettore dei servizi parlamentari;
1975, direttore della segreteria del Consiglio di amministrazione della RAI;
1977 vicedirettore del coordinamento delle reti televisive;
1980, direttore generale della RAI, succedendo a Pierantonio Bertè (altro dc ma dell'area di B. Zaccagnini) dimessosi per motivi politici;
1982, muore d'infarto dopo aver preso la parola in una seduta della Commissione parlamentare di vigilanza sulla RAI-TV.

Ecevit, Bulent (Istanbul 1925) politico turco;
1962-72, come segretario generale del Partito repubblicano del popolo, sostiene la corrente di tendenza socialdemocratica, opponendosi a Inönü
1972, gli succede come presidente del partito;
1973, durante il suo governo viene appoggiato da un'alleanza tra repubblicani e il Partito islamico della salvezza nazionale;
1974, affronta la crisi con Cipro decidendo l'occupazione militare di una parte dell'isola;
1978-79, torna alla guida del governo, ma viene travolto dalla crisi economica e dal terrorismo;
1980, settembre, è arrestato e poi rilasciato;
1989, nuovamente presidente del Partito repubblicano del popolo;
1991, non viene rieletto;
1998, dopo la caduta del premier Mesut Yilmaz, accusato di corruzione, ha l'incarico di varare il terzo governo;
1999, gennaio, vara il nuovo governo comprendente una coalizione tra il Partito democratico di sinistra (DSP), Il Partito nazionalista d'azione (MHP), di estrema destra, e il Partito della madrepatria (ANAP) di centro-destra; aprile, dopo le vittoriose elezioni rafforza la sua posizione nonostante la rilevante affermazione del Partito nazionalista d'azione, le pesanti critiche dell'Unione europea alla condanna a morte (poi sospesa) del leader curdo A. Oçalan e le gravi difficoltà economiche aggravatesi nel 2001.

Elia, Leopoldo (Fano, Pesaro e Urbino 4 novembre 1925 – Roma 5 ottobre 2008) giurista e politico italiano, esponente della Democrazia cristiana.

Fanon, Frantz (Fort-de-France, Martinica 1925-Washington 1961) psichiatra, scrittore e politico martinicano, combattente volontario con gli Alleati nella II guerra mondiale;
Il negro e l'altro (1952)
1953, prende servizio, come medico e psichiatra, al manicomio di Blida, vicino ad Algeri; prende contatto con la resistenza algerina e vi collabora attivamente;
1957, espulso, lavora come psichiatra a Tunisi e continua a collaborare col FLN algerino;
1958, ha inizio la sua produzione intellettuale e la sua attività politica e diplomatica per la liberazione panafricana; compaiono i sintomi della leucemia;
Sociologia della rivoluzione algerina (1959)
I dannati della terra (1961)
1961, muore di leucemia in un ospedale americano.

Forlani, Arnaldo (Pesaro 8 dicembre 1925) politico italiano, esponente della Democrazia cristiana, uno dei principali inquisiti di "Tangentopoli", laureato in giurisprudenza e giornalista.

Gellner, Ernest André (Parigi 1925-Cambridge 1995) antropologo inglese di origine ceca, lasciò la Cecoslovacchia agli inizi della guerra fredda terminando gli studi di filosofia ad Oxford dove fu allievo di K. Popper;
Parole e cose (1959)
Santi dell'Atlante (1965, sulle popolazioni berbere dell'Atlante marocchino)
Antropologia sovietica e occidentale (1980)
Società musulmana (1981)
Nazioni e nazionalismo (1983)
Relativismo e scienze sociali (1985)
Il movimento psicoanalitico (1985)
Cultura, identità e politica (1987)
Stato e società nel pensiero sovietico (1988)
L'aratro, la spada, il libro (1988).

Gioia, Giovanni (Palermo, 16 gennaio 1925 – 27 novembre 1981) politico italiano, esponente della "corrente fanfaniana" della Democrazia cristiana.

Graziani, Clemente [Lello] Graziani (Roma, 17 marzo 1925 – Asunción, Paraguay 12 gennaio 1996), politico italiano, uno dei leader di Centro Studi Ordine Nuovo e poi fondatore del Movimento Politico Ordine Nuovo.

Izetbegovic, Alija (1925) politico bosniaco, ex presidente del Partito di azione democratica, musulmano, che rappresentava il 40% della popolazione in Bosnia
1990, presidente della Bosnia-Erzegovina, si oppone a ogni progetto di spartizione del Paese su base etnica
1995, firma con il serbo Milosevic e il croato Tudjman gli accordi di pace di Dayton
1996, settembre, nelle prime elezioni dopo la guerra civile è il primo dei tre presidenti eletti dalle etnie bosniaca, serba e croata che collegialmente reggono la Bosnia.

Kennedy, Robert (Brookline, Massachusetts (a.f.: Boston) 20 novembre 1925-Los Angeles 6 giugno 1968, assassinato) politico statunitense;
[Fratello di John Fitzgerald (1917-1963).]
fece esperienza politica come consulente legale della commissione senatoriale d'inchiesta sulle attività antiamericane e sulla corruzione nelle aziende e nei sindacati;
1961, eletto il fratello John presidente degli Stati Uniti, viene nominato attorney general (ministro della giustizia) con un ruolo molto influente nell'amministrazione;
1965, dopo l'assassinio del fratello dà le dimissioni dalla carica e si fa eleggere al senato;
1968, presenta la sua candidatura alla presidenza degli Stati Uniti; con accenti fortemente progressisti si oppone alla guerra nel Vietnam e sostiene con vigore i diritti dei cittadini di colore;
6 giugno, subito dopo una vittoria alle elezioni primarie, è assassinato in un albergo di Los Angeles da un attentatore di origine giordana.

Kim Dae Jung (Mokp'o, Corea del Sud 1925) politico sudcoreano, figlio di un agricoltore;
1943, si laurea alla scuola commerciale di Mokp'o, con il massimo dei voti divenendo, negli anni '50 un attivista democratico;
1960, viene eletto all'assemblea nazionale, per il primo dei sei mandati che avrà nei successivi 35 anni;
1971, si candida, contro Park Chung Hee, alle elezioni presidenziali;
1973, viene rapito a Tokyo da agenti di Park e si salva dall'esecuzione capitale solo grazie alle pressioni diplomatiche degli Stati Uniti e del Giappone; trascorre sei anni in carcere per il suo attivismo a favore della democrazia;
1982, rilasciato, viene esiliato negli Stati Uniti;
1987, tornato in Corea del Sud, tenta invano di giungere alla presidenza;
1992, dopo il secondo vano tentativo di giungere alla presidenza, fonda il partito del Congresso nazionale per le nuove politiche (NCNP);
1997, vince di stretta misura le elezioni presidenziali, primo leader dell'opposizione a essere eletto presidente della Corea del Sud;
2000, giugno, lo storico incontro avvenuto a Pyongyang con il presidente della Corea del Nord, Kim Jong Il, pone solide basi per la riunificazione delle due Coree; premio Nobel per la pace.

Lagorio, Lelio (Trieste, 9 novembre 1925) politico italiano, esponente del PSI (Partito Socialista Italiano).

La Guma, Alex (Città del Capo 1925-Cuba 1985) romanziere sudafricano, giornalista politico, figlio di un noto esponente di colore del Movimento di liberazione dei popoli, divenne un militante comunista
1950, paga la sua attività con il carcere e gli arresti domiciliari
Passeggiata nella notte (Nigeria, 1962)
E una triplice corda (1964)
1966, fugge a Londra e vive in esilio fino alla morte
Il paese di pietra (1967)
Nella nebbia di fine stagione (1972)
Tempo dell'uccello migratore (1979)
Apartheid (saggio)
Viaggio sovietico (saggio).

Leggio [Liggio], Luciano (Corleone 1925-?) boss mafioso siciliano [mafia di campagna] .

Little, Malcolm o Malcolm X (Omaha, Nebraska 1925-New York 1965) politico statunitense, figlio di un predicatore negro legato al movimento nazionalista di M. Garvey; ragazzo di strada soprannominato Detroit Red e Satan si convertì all'Islam col nome di Malcom X dove la "X" sta al posto del cognome perduto nel tempo;
1964, esce dal movimento dei musulmani neri di cui ha fatto parte e forma L'Organizzazione per l'unità afroamericana, ispirata ad una linea di nazionalismo negro e di solidarietà con tutti i popoli oppressi non di razza bianca
1965, teorizza il ricorso all'autodifesa armata in nome dei "diritti umani", che si collocano al di sopra dei "diritti civili"; 21 febbraio, durante un comizio la CIA e i suoi ex compagni lo mettono a tacere per sempre.
Postumi:
Autobiografia (1965, redatta con la collaborazione di Alez Haley, da cui il film del 1992 di Spike Lee)
Ultimi discorsi (1965)
Con ogni mezzo (1970).

Lumumba, Patrice (Onalua, Kasai 1925-Katanga 1961) politico congolese, ex impiegato delle poste;
1958, è tra i fondatori del Movimento nazionale congolese portatore di un programma nazionalistico che egli rappresenta alla conferenza panafricana di Accra;
1960, giugno, uscito vittorioso alle elezioni del suo partito, subito dopo la proclamazione dell'indipendenza è designato capo del governo ma a prezzo di un compromesso con il rivale J. Kazavubu capofila del nazionalismo su basi tribali che diventa capo dello stato; settembre, destituito da J. Kazavubu e dal gen. J.D. Mobutu non riesce più a riprendere il controllo del potere;
1961, gennaio, arrestato mentre cerca scampo a Stanleyville, sua roccaforte, è consegnato dalle autorità centrali al governo secessionista del Katanga; febbraio, viene ucciso nel corso di un tentativo di evasione (assassinio organizzato da M. Ciombè).

Massera, Emilio Eduardo Massera (Paraná 19 ottobre 1925 – Buenos Aires 8 novembre 2010) ammiraglio argentino.

Medvedev, Roy Aleksandrovic (Tbilisi 1925) storico georgiano, capofila del dissenso sovietico;
[Fratello gemello dello scienziato Zores A.]
Lo stalinismo (1971)
La Rivoluzione d'ottobre era ineluttabile? (1975)
Intervista sul dissenso nell'Unione Sovietica (1977)
Stalin sconosciuto (1980)
Ascesa e caduta di Nikita Chrušcev (1982, N.S. Chrušcëv)
Tutti gli uomini di Stalin (1985)
La Russia della perestrojka (1988).

Meillassoux, Claude (Roubaix 1925) antropologo francese
Gli ultimi bianchi. Il modello sudafricano (1982)
Antropologia della schiavitù (1992).

Morlino, Tommaso (Irsina, Matera 26 agosto 1925 – Roma, 6 maggio 1983) politico italiano, esponente della "corrente morotea" della Democrazia cristiana.

Mwiniy, 'Ali Hasan (Kivure 1925) politico tanzano, esponente del Partito rivoluzionario (CCM);
1964, nasce la Tanzania, dalla fusione fra il Tanganica e l'isola di Zanzibar;
1984, presidente del governo autonomo di Zanzibar;
1985, presidente della repubblica di Tanzania (dopo Nyerere, Julius Kambarage (1921)) .

Napolitano, Giorgio (Napoli, 29 giugno 1925) politico italiano, esponente del PCI (Partito Comunista Italiano), 11° Presidente della Repubblica Italiana (2006-15).

Nesi, Nerio (Bologna 16 giugno 1925) politico italiano, esponente del gruppo parlamentare comunista.

Obote, Apollo Milton (Ankokoro 1925) politico ugandese;
1959, dopo l'attività di sindacalista in Kenya, torna nel suo paese dove fonda il Congresso del popolo dell'Uganda;
1961-62, guida l'opposizione;
1962-66, primo ministro;
1963-65, ministro della difesa e degli esteri;
1966, destituisce il sovrano M'tesa II e assume il potere traghettando il paese verso la repubblica; nazionalizza i principali settori industriali;
1971, deposto dal colpo di stato di Idi Amin Dada, vive in esilio in Tanzania;
1979, torna in patria alla morte del dittatore;
1980, vinte le elezioni politiche diviene presidente della repubblica ma non riesce a pacificare il paese e continua in parte la politica del terrore attuata dal predecessore;
1985, vittima di un golpe a opera di O. Okello, si rifugia in Zambia ma continua a sostenere i guerriglieri dell'Armata popolare democratica dell'Uganda che opera nel nord-est del paese.

Olcese, Vittorio (Milano 11 agosto 1925 - 1° gennaio 1999) industriale e politico italiano, esponente del PRI (Partito Repubblicano Italiano).

Ortoli, François-Xavier (Corsica 1925) ministro francese, deputato e commissario europeo, esperto in pubblica amministrazione, vicino al presidente francese Georges Pompidou.

Pastorino, Carlo (Genova il 9 febbraio 1925 – agosto 2011) politico italiano, esponente della "corrente andreottiana" della Democrazia cristiana.

Prodi, Giovanni (Scandiano, Reggio Emilia 28 luglio 1925) matematico italiano;
[Primogenito dei nove figli di Mario – ingegnere, di origine contadina, che lavorava per l'amministrazione provinciale – e di Enrica, maestra elementare. Fratello di Romano.]
1943, autunno, dopo aver conseguito il diploma di maturità al liceo "Ariosto", si iscrive all'università di Parma per studiare matematica;
15-30 novembre, nella data fissata dall'ordine di chiamata alle armi (reso pubblico il 9 novembre - III quadrim. classe 1924 e classe 1925) decide di presentarsi al distretto militare, come molti altri ragazzi e soprattutto per evitare ritorsioni sul padre, un dipendente pubblico;
1944, febbraio, il successivo "bando Graziani" prevede sanzioni pesanti per chi presti aiuto ai renitenti. Chi li appoggia viene punito con una reclusione non inferiore ai dieci anni di carcere;
rientrato in Italia dall'addestramento in Germania (forse è della div.ne "Italia") viene mandato sul fronte contro gli alleati; aprile, finisce nel campo di concentramento di Coltano;
1945, una volta liberato, forse in autunno, torna in famiglia e riprende gli studi;
[Sarà in seguito costretto dalla Repubblica Italiana a fare il servizio militare. Vestita di nuovo la divisa, diventa caporale addetto all'istruzione delle reclute a Casale Monferrato.]
più tardi si laurea a Parma divenendo un matematico di grande valore.
2010, 29 gennaio, muore a Pisa.

Scalia, Vito (Catania, 13 maggio 1925 – 8 ottobre 2009) politico italiano, esponente della Democrazia cristiana.

Schwab, Gerd Abraham (Freiburg im Breisgau, Germania 1925 – ?) scrittore tedesco.

Spadolini, Giovanni (Firenze, 21 giugno 1925 – Roma, 4 agosto 1994) politico italiano esponente del PRI (Partito Repubblicano Italiano).

Spriano, Paolo (Torino 1925-Roma 1988) storico italiano, partigiano durante la resistenza nella formazione "Giustizia e libertà"; studiò il socialismo torinese, il movimento operaio e la storia del PCI;
1947, si iscrive al PCI;
1948-64, è redattore a Roma, dopo Torino, del quotidiano comunista «l'Unità»;
1956, è sul punto di lasciare il partito dopo i fatti di Ungheria;
Torino operaia nella Grande Guerra (1960)
L'occupazione delle fabbriche. Settembre 1920 (1964)
1966, docente all'università di Cagliari;
Storia del Partito comunista italiano (1967-75, in 5 voll.)
- Da Bordiga a Gramsci (1967)
- Gli anni della clandestinità (1969)
- I fronti popolari. Stalin, la guerra (1970)
- La fine del fascismo. Dalla riscossa operaia alla lotta armata (1973)
- La Resistenza. Togliatti e il partito nuovo (1975)

«L'Ordine Nuovo» e i Consigli di fabbrica (1971)
Storia di Torino operaia e socialista (1972)
Gramsci e Gobetti. Introduzione alla vita e alle opere (1976)
Il compagno Ercoli (1981, su P. Togliatti [Ercoli], dedicato ai comunisti italiani nel periodo dello stalinismo)
1986, docente all'università di Roma;
Le passioni di un decennio 1946-1956 (1986).

Thatcher, Margaret Hilda (Lincolnshire 1925-2013) donna politica inglese, militante sin dagli anni universitari nel Partito conservatore.

Videla, Jorge Rafael (Mercedes, Buenos Aires 2 agosto 1925 – carcere civile di Marcos Paz, Bueno Aires 17 maggio 2013) militare e dittatore argentino.

Villari, Rosario (Bagnara Calabra, Reggio di Calabria 1925) storico e politico italiano, collaboratore della rivista «Politecnico» e condirettore di «Studi storici»; docente di storia all'università di Messina e di storia contemporanea all'università di Firenze;
1943, si iscrive al PCI;
Mezzogiorno e contadini nell'età moderna (1961)
Il Sud nella storia d'Italia (1961)
Conservatori e democratici nell'Italia liberale (1964)
La rivolta antispagnola a Napoli. Le origini, 1585-1647 (1967)
Storia dell'Europa contemporanea (1971)
1976, viene eletto deputato per il PCI;
Ribelli e riformatori al XVI al XVIII secolo (1978)
Mezzogiorno e democrazia (1979)
Elogio della dissimulazione. La lotta politica nel Seicento (1987)
L'uomo barocco (1991)
Per il re o per la patria. La fedeltà politica nel Seicento (1994).

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«segue da 1920»
1925, inizialmente critico nei confronti del fascismo, passa poi a sostenerlo dopo il ritiro forzato di L. Albertini dal giornale, divenuto proprietà esclusiva dei fratelli Crespi, i quali pur tuttavia guardano il dittatore dall'alto in basso, come si fa con un tribuno di passaggio;
1925-27, direttore è U. Ojetti;
«segue 1929»

«La Tribuna»

«segue da 1922»
1925, assorbe la nazionalista «Idea Nazionale»;
«segue da 1944»

«La Giustizia»

«segue da 1904»
1925, 5 novembre, più volte oggetto di violenze e di devastazioni da parte dello squadrismo fascista, per la sua continua battaglia a favore delle libertà costituzionali, viene soppresso con decreto dal governo;
«segue 1950»

«segue da 1920»
1925, 9 novembre, dopo boicottaggi e sospensioni il direttore A. Frassati viene estromesso dal giornale (giunto a una tiratura di 176.000 copie) la cui proprietà è interamente rilevata da G. Agnelli;
corrispondente da Berlino è Paolo Monelli;
«segue 1945»

«La Critica»

«segue da 1918»
1925, assume una decisa posizione politica contro il socialismo e il comunismo da una parte, e il reazionarismo e fascismo dall'altra, in favore della tradizione liberale;
«segue 1945»

«L'Ordine nuovo»

«segue 1924»
1925, marzo, riprende ancora come quindicinale.

«Il Popolo»

«segue da 1923»
1925, 19 novembre, è costretto a sospendere le pubblicazioni;
il direttore G. Donati morirà in esilio a Parigi nel 1931.
«segue 1943»

 

 

 

 

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