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Emilio Eduardo MASSERA

(Paraná 19 ottobre 1925 – Buenos Aires 8 novembre 2010)

ammiraglio argentino;

Fu capo di Stato Maggiore della marina militare e tra i maggiori responsabili del colpo di Stato del 1976. Fece parte della prima fra le giunte che governarono il paese dal 1976 al 1981. Artefice del Processo di riorganizzazione nazionale, fu condannato più volte per le violazioni dei diritti umani commesse durante tale periodo. Fu inoltre membro della loggia massonica italiana P2.

 

1942
entra alla scuola militare navale dell'Argentina;

1946
dopo tale anno studia negli Stati Uniti, dove stringe alleanza con la C.I.A. e apprende le tecniche e le metodologie per reprimere e respingere il "pericolo comunista";

tornato in Argentina scala le gerarchie militari;

1973
dopo il pensionamento coatto di molti ufficiali attuato dal governo, viene nominato ammiraglio e comandante in capo (1973-78) della Marina militare argentina;

1974
1° luglio
, muore improvvisamente J.D. Peron; la sua vedova e vicepresidente Isabelita Péron diventa presidente della Repubblica'Argentina;

1975
-

1976
24 marzo, promuove attivamente e prende parte (assieme al ten. generale Jorge Rafael Videla, Leopoldo Galtieri e il Brig. generale Orlando Ramón Agosti) ad un golpe militare che destituisce la presidentessa Isabelita Péron;

29 marzo-29 marzo 1981, Jorge Rafael Videla assume formalmente la carica di Presidente della Repubblica Argentina;

come ammiraglio e in rappresentanza della Marina, entra a far parte della giunta militare insediatasi a capo del "Processo di riorganizzazione nazionale" che governerà de facto il Paese (1976-83);

tra i più crudeli repressori del dissenso nel paese, sarà ritenuto uno dei responsabili della sparizione e morte di migliaia di cittadini argentini;
dirige la ESMA (Escuela de Mecánica de la Armada), uno dei più grandi centri di detenzione degli oppositori al regime;

antisemita, dichiara che la crisi dell'umanità è da imputare a Sigmund Freud, Karl Marx e Albert Einstein (tutti e tre ebrei), i quali, con le loro opere, avrebbero minato l'integrità e la dignità della civiltà occidentale e cristiana; la sua ideologia è una mistura di anticomunismo e antiebraismo, di matrice religiosa e nazionalista;
suo fedele e crudele collaboratore è Alfredo Astiz;

Il suo nome figura nella lista degli appartenenti alla Loggia P2, loggia massonica italiana con intenti golpisti e anticomunisti fondata da Licio Gelli.
[Tramite questa loggia, e tramite Licio Gelli, molti industriali italiani ad essa affiliati si garantiscono scambi commerciali, esportazioni, e contratti multimiliardari con l'Argentina, alla quale l'Italia vende armi e offre sostegno politico. La Loggia P2 sarà scoperta dalla polizia italiana nel 1981.]

1978
lascia il comando della Marina militare argentina al viceammiraglio Armando Lambruschini;

1981
29 marzo, Jorge Rafael Videla cede il potere al gen. Roberto Eduardo Viola;

1982
il regime militare crolla dopo aver perso la "guerra delle Falkland";

1983
dopo la caduta del regime militare si candida alle elezioni, ma viene arrestato ed inquisito per la sparizione e la morte di Fernando Branca, marito della sua amante;

in Argentina viene ripristinata la democrazia;

1985
il nuovo governo inizia la persecuzione di ufficiali di alto livello per crimini commessi durante la dittatura in quello che viene chiamato il "Processo delle Juntas";
giudicato colpevole di violazione dei diritti umani, assassinio, tortura e privazione illegale della libertà, viene condannato all'ergastolo e degradato con infamia dall'Armada;

1990
30 dicembre, il presidente Carlos Saúl Menem firma la grazia n. 2741, causa n. 44/85: "Causa introdotta con il decreto n. 280/84 del PEN", che libera tutti i responsabili di crimini contro l'umanità commessi durante la dittatura di Jorge Rafaele Videla, Emilio Eduardo Massera, Orlando Ramón Agosti, Roberto Eduardo Viola e Armando Lambruschini (che è stato condannato il 9 dicembre 1985) e Ramon Camps.
[Il presidente Carlos Saúl Menem perdona lui e molti altri ex membri del regime militare imprigionati. Perdona anche i comandanti della guerriglia di sinistra accusati di terrorismo. In un discorso televisivo alla nazione, il presidente Carlos Saúl Menem afferma: "Ho firmato i decreti per iniziare a ricostruire il paese in pace, in libertà e in giustizia ... Veniamo da scontri lunghi e crudeli. guarire."]

esce di prigione;

1998
viene accusato di crimini contro l'umanità per aver ordinato fucilazioni illegali, sparizioni, assassinii, torture, detenzioni illegali in campi di concentramento e sterminio, sequestri di minorenni e lanci di prigionieri vivi nel mare;

i processi a suo carico vengono sempre bloccati;

2004
viene colpito da aneurisma cerebrale, che impedisce di procedere contro di lui per motivi di salute;
vengono bloccate anche le richieste di estradizione di tribunali italiani, tedeschi, francesi e spagnoli, che lo hanno condannato in contumacia;

2010
8 novembre, senza essersi mai ripreso dopo l'aneurisma del 2004, muore all'età di 85 anni all'ospedale Naval di Buenos Aires, dove era ricoverato da alcuni anni, a causa di un problema cardiovascolare.

 

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