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ANNO 1992

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Papa Giovanni Paolo II
(1978-2005)

segretario di Stato: cardinale Angelo Sodano;

direttore dell'Entità e di Sodalitium Pianum: mons. Luigi Poggi;

1992
Novembre
11
, il sinodo della Chiesa d'Inghilterra approva, dopo un dibattito durato 20 anni, il sacerdozio femminile: le prime ordinazioni (32 donne) sono previste per il 12 marzo 1994. Il Vaticano dichiara che la decisione rappresenta un "grave ostacolo al processo di riconciliazione con la Chiesa cattolica";

ONU
Organizzazione delle nazioni unite

1992, New York,
segretario generale:
- 1991-96, Boutros Boutros Ghali.

accordo di Schengen

«segue da 1991»
1992, all'accordo del 1985 tra:
- Belgio,
- Francia,
- Germania,
- Lussemburgo,
- Paesi Bassi,
- Italia (1990),
- Spagna (1991),
- Portogallo (1991),
aderisce ora:
- Grecia (1992)
«segue 1995»

G-7
(Gruppo dei Sette)

«segue da 1975»
1992, gli incontri tra:
- USA
- Gran Bretagna
- Francia
- Germania
- Giappone
- Canada (esclusa dalla consultazione ristretta)
- Italia (esclusa dalla consultazione ristretta)
vengono informalmente allargati alla Russia.



1992
UNIONE EUROPEA
III LEGISLATURA - (1989-1994)
Stati Membri
Seggi
[dal 1952]
       
01
Belgio      
24
02
Francia      
81
03
Germania      
81
04
Italia      
81
05
Lussemburgo      
6
06
Paesi Bassi      
25
[dal 1973]
       
07
Danimarca      
16
08
Regno Unito      
81
09
Irlanda      
15
[dal 1981]
       
10
Grecia      
24
[dal 1987]
       
11
Portogallo      
24
12
Spagna      
60
Totale Deputati
518

 

1992
III LEGISLATURA - (1989-1994)
- Deputati Italiani (81) -
[Elezioni: ]
PPE - Gruppo del Partito Popolare Europeo (Democratici Cristiani)

26
Rosaria Bindi
Andrea Bonetti
Franco Borgo
Carlo Casini
Maria Luisa Cassanmagnago Cerretti
Mauro Chiabrando
Emilio Colombo
(1989 - 1° ago 1992)
Francesco Lamanna
(1992 7 set - 1994)
Felice Contu
Lorenzo De Vitto
(1989 - 27 apr 1994)
Antonio Fantini
Arnaldo Forlani
Roberto Formigoni
(1989 - 6 mag 1993)
Mario Forte
Gerardo Gaibisso
Giulio Cesare Gallenzi
Francesco Guidolin
Antonio Iodice
Salvatore Lima
(1989 - 12 mar 1992)
subentra
Aldo De Matteo
(1992 17 mar - 1994)
Calogero Lo Giudice
Agostino Mantovani
(1991 23 apr - 1994)
[subentrato a Giovanni Goria]
Alberto Michelini
Giuseppe Mottola
Eolo Parodi
(1990 27 set - 1994)
[subentrato a Mario Giovanni Guerriero Ruffini]
Ferruccio Pisoni
tesoriere
Nino Pisoni
Gabriele Sboarina
1
Joachim Dalsass
Totale Membri
27
Gruppo per la Sinistra Unitaria Europea
22
Roberto Barzanti
Rinaldo Bontempi
Luciana Castellina
(1989 - 11 gen 1993)
Anna Catasta
Adriana Ceci
Luigi Alberto Colajanni
presidente
Biagio De Giovanni
Cesare De Piccoli
Maurice Duverger
Giulio Fantuzzi
Renzo Imbeni
Pasqualina Napoletano
Giorgio Napolitano
(1989 - 10 giu 1992)
subentra
Gaetano Cingari
(1992 15 giu - 9 mag 1994)
Achille Occhetto
Giacomo Porrazzini
Andrea Raggio
Tullio Regge
Giorgio Rossetti
Roberto Speciale
Renzo Trivelli
Dacia Valent
(1989 - 11 gen 1993)
Luciano Vecchi
Gruppo Socialista
12
Gianni Baget Bozzo
Vincenzo Bettiza
Pierre Carniti
Bettino Craxi
(1989 - 30 apr 1992)
subentra
Mario Didò

(1992 13 mag - 1994)
Giuliano Ferrara
(1989 - 11 mag 1994)
Franco Iacono
Lelio Lagorio
vicepresidente 
Antonio La Pergola
Nereo Laroni
Vincenzo Mattina
tesoriere
Maria Magnani Noya
Luigi Vertemati
2
Antonio Cariglia
Enrico Ferri
Totale Membri
14
 
Gruppo Verde
3
Gianfranco Amendola
Alexander Langer
Enrico Falqui
2
Maria Adelaide Aglietta
presidente
(1990 1° nov - 1994)
Virginio Bettini
(1989 26 ott - 1994)
[subentrato a Francesco Corleone]
1
Eugenio Melandri
Antiproibizionisti sulla Droga
1
Marco Taradash
Totale Membri
7
Gruppo Liberaldemocratico e Riformista
3
Jas Gawronski
vicepresidente
Giorgio La Malfa
(1989 - 13 mar 1992)

subentra
Elda Pucci
(1992 24 mar 1994)

Bruno Visentini
Gruppo Arcobaleno del Parlamento Europeo
2
Luigi Moretti
(1989 - 20 apr 1994)
Francesco Enrico Speroni
(1989 - 20 apr 1994)
1
Mario Melis
Totale Membri
3
Non Iscritti
4
Gianfranco Fini
(1989 - 11 mag 1992)

subentra
Pietro Mitolo
(1992 25 mag - 1994)

Antonio Mazzone
Cristiana Muscardini
Giuseppe Rauti
1
Marco Pannella
Totale Membri
5
Totale Deputati Italiani
81

Gruppo del Partito Popolare Europeo (Gruppo Democratico Cristiano)
Rosaria Bindi, Democrazia Cristiana, membro
Andrea Bonetti, DC, membro
Franco Borgo, DC, membro
Carlo Casini, DC, membro
Maria Luisa Cassanmagnago Cerretti, DC, membro
Mauro Chiabrando, DC, membro
Emilio Colombo, DC, membro (in carica fino al 01.08.1992)
Francesco Lamanna, DC, membro (subentrato il 07.09.1992)
Felice Contu, DC, membro
Joachim Dalsass, Südtiroler Volkspartei, membro
Lorenzo De Vitto, DC, membro (in carica fino al 27.04.1994)
Vito Napoli, DC, membro (subentrato il 29.04.1994)
Antonio Fantini, DC, membro
Arnaldo Forlani, DC, membro
Roberto Formigoni, DC, membro (in carica fino al 06.05.1993)
Maria Teresa Coppo Gavazzi, DC, membro (subentrata il 18.05.1993)
Mario Forte, DC, membro
Gerardo Gaibisso, DC, membro
Giulio Cesare Gallenzi, DC, membro
Giovanni Goria, DC, membro (in carica fino al 13.04.1991)
Agostino Mantovani, DC, membro (subentrato il 23.04.1991)
Francesco Guidolin, DC, membro
Antonio Iodice, DC, membro
Salvatore Lima, DC, membro (in carica fino al 12.03.1992)
Aldo De Matteo, DC, membro (subentrato il 17.03.1992)
Calogero Lo Giudice, DC, membro
Alberto Michelini, DC, membro
Giuseppe Mottola, DC, membro
Ferruccio Pisoni, DC, tesoriere
Nino Pisoni, DC, membro
Mario Giovanni Guerriero Ruffini, DC, membro (in carica fino al 15.09.1990)
Eolo Parodi, DC, membro (subentrato il 27.09.1990)
Gabriele Sboarina, DC, membro

Gruppo per la Sinistra Unitaria Europea
Roberto Barzanti, Partito Comunista Italiano, membro
Rinaldo Bontempi, PCI, membro
Luciana Castellina, PCI, membro
il deputato rimane all'interno del gruppo fino all'11.01.1993 per aderire al Gruppo dei Non iscritti.
Anna Catasta, PCI, membro
Adriana Ceci, PCI, membro
Luigi Alberto Colajanni, PCI, presidente del gruppo
Biagio De Giovanni, PCI, membro
Cesare De Piccoli, PCI, membro
Maurice Duverger, PCI, membro
Giulio Fantuzzi, PCI, membro
Renzo Imbeni, PCI, membro
Pasqualina Napoletano, PCI, membro
Giorgio Napolitano, PCI, membro (in carica fino al 10.06.1992)
Gaetano Cingari, PCI, membro (subentrato il 15.06.1992, in carica fino al 09.05.1994)
Andrea Carmine De Simone, PCI, membro (subentrato il 19.05.1994)
Achille Occhetto, PCI, membro
Giacomo Porrazzini, PCI, membro
Andrea Raggio, PCI, membro
Tullio Regge, PCI, membro
Giorgio Rossetti, PCI, membro
Roberto Speciale, PCI, membro
Renzo Trivelli, PCI, membro
Dacia Valent, PCI, membro
il deputato rimane all'interno del gruppo fino all'11.01.1993 per aderire al Gruppo dei Non iscritti.
Luciano Vecchi, PCI, membro

Gruppo del Partito del Socialismo Europeo
Gianni Baget Bozzo, Partito Socialista Italiano, membro
Vincenzo Bettiza, PSI, membro
Antonio Cariglia, Partito Socialista Democratico Italiano, membro
Pierre Carniti, PSI, membro
Bettino Craxi, PSI, membro (in carica fino al 30.04.1992)
Mario Didò, PSI, membro (subentrato il 13.05.1992)
Giuliano Ferrara, PSI, membro (in carica fino all'11.05.1994)
il deputato rimane all'interno del gruppo fino al 17.04.1994 per aderire al Gruppo dei Non iscritti.
Gabriele Panizzi, PSI, membro (subentrato il 19.05.1994)
Enrico Ferri, PSDI, membro
Franco Iacono, PSI, membro
Lelio Lagorio, PSI, vicepresidente del gruppo
Antonio La Pergola, PSI, membro
Nereo Laroni, PSI, membro
Vincenzo Mattina, PSI, tesoriere
Maria Magnani Noya, PSI, membro
Luigi Vertemati, PSI, membro
In data 12.01.1993 i deputati del Partito Democratico della Sinistra, dopo essere stata celebrata l'ammissione del soggetto politico nel Partito del Socialismo Europeo, vengono ammessi a far parte del Gruppo del Partito del Socialismo Europeo. Precedentemente avevano costituito il Gruppo per la Sinistra Unitaria Europea.

Gruppo Verde al Parlamento Europeo
Maria Adelaide Aglietta, Verdi Arcobaleno, presidente del gruppo dal 01.11.1990
Gianfranco Amendola, Liste Verdi, membro
Alexander Langer, Liste Verdi, vicepresidente del gruppo dal 25.07.1989 al 14.03.1990, presidente dal 15.03 al 31.10.1990
Enrico Falqui, Liste Verdi, membro
Eugenio Melandri, Democrazia Proletaria, membro
Edoardo Ronchi, Verdi Arcobaleno, membro (in carica fino al 26.07.1989)
Francesco Corleone, Verdi Arcobaleno, membro (subentrato il 27.07.1989, in carica fino al 26.10.1989)
Virginio Bettini, Verdi Arcobaleno, membro (subentrato il 26.10.1989)
Marco Taradash, Lega Antiproibizionista sulla droga, membro

Gruppo Liberale e Democratico
Jas Gawronski, Partito Repubblicano Italiano, vicepresidente del gruppo
Giorgio La Malfa, PRI, membro (in carica fino al 13.03.1992)
Elda Pucci, PRI, membro (subentrata il 24.03.1992)
Bruno Visentini, PRI, membro

Gruppo Arcobaleno del Parlamento Europeo
Mario Melis, Partito Sardo d'Azione, membro
Luigi Moretti, Lega Lombarda, membro
il deputato rimane all'interno del gruppo fino al 20.04.1994 per poi aderire al Gruppo dei Non iscritti.
Francesco Enrico Speroni, Lega Lombarda, membro
il deputato rimane all'interno del gruppo fino al 20.04.1994 per poi aderire al Gruppo dei Non iscritti.

Non iscritti
Gipo Farassino, Lega Lombarda, membro (subentrato il 19.05.1994 in sostituzione di Francesco Enrico Speroni dimessosi l'11.05.1994)
Gianfranco Fini, Movimento Sociale Italiano, membro (in carica fino all'11.05.1992)
Pietro Mitolo, MSI, membro (subentrato il 25.05.1992)
Antonio Mazzone, MSI, membro
Cristiana Muscardini, MSI, membro
Marco Pannella, Federalisti, membro
Giuseppe Rauti, MSI, membro
In data 12.01.1993 aderiscono al gruppo le deputate Luciana Castellina e Dacia Valent provenienti dal Gruppo per la Sinistra Unitaria Europea
In data 18.04.1994 aderisce al gruppo il deputato Giuliano Ferrara proveniente dal Gruppo del Partito del Socialismo Europeo
In data 21.04.1994 aderiscono al gruppo i deputato Luigi Moretti e Francesco Enrico Speroni provenienti dal Gruppo Arcobaleno del Parlamento Europeo



 


UNIONE EUROPEA
Commissione Delors II
(1989 gen - gen 1993)
Composizione politica
Sinistra / Socialisti: 6 membri
Destra / Conservatori: 6 membri
Liberali: 4 membri
Indipendenti: 1 membro
Jacques Delors*
Presidente
+ Affari Monetari
PSE
FRANCIA
PS Socialisti
Relazioni Esterne
Commercio
Affari Economici e Finanziari
Cooperazione e Sviluppo
Pesca
Frans Andriessen
Vice presidente

Henning Christophersen

Vice presidente
Manuel Marin
Vice presidente
PPE
Liberali, democratici e riformatori
Socialisti
PAESI BASSI
DANIMARCA
SPAGNA
CDA
Venstre
PSOE
Scienza, Ricerca e Sviluppo
Telecomunicazioni, Tecnologia dell'Informazione e Innovazione
Mercato Interno
Affari Industriali
Relazioni con il Parlamento
Concorrenza
Istituzioni Finanziarie
Conservative
5

Filippo Maria Pandolfi

Vice presidente

Martin Bangemann

Vice presidente

Leon Brittan

Vice presidente
PPE
Liberali, democratici e riformatori
PPE
ITALIA
GERMANIA
(FDR)
REGNO UNITO
Democrazia cristiana
FDP
Democratici
Ambiente, Sicurezza Nucleare e Protezione Civile
Personale, Amministrazione e Traduzione
Energia
Piccole Aziende e Turismo
Politica Mediterranea
Relazioni con l'America Latina
Rapporti Nord-Sud del mondo

Carlo Ripa di Meana

Antonio Cardoso y Cunha

Abel Matutes

Socialisti
Liberali, democratici e riformatori
PPE
ITALIA
PORTOGALLO
SPAGNA
PSI
PSD
PP
Bilancio e Controllo Finanziario
Fiscalità e Unione Doganale
Politiche Regionali
Peter Schmidhuber
Christiane Scrivener

Bruce Millan

PPE
Liberali, democratici e riformatori
Socialisti
GERMANIA
(FDR)
FRANCIA
REGNO UNITO
CSU
UDF
Labour
Settore Audiovisivo, Informazione e Comunicazione
Affari Culturali
Agricoltura e Sviluppo Rurale
Trasporti
Credito ed Investimenti
Tutela dei Consumatori

Jean Dondelinger

Ray MacSharry

Karel van Miert

Indipendente
Alleanza Democratica Europea
Socialisti
LUSSEMBURGO
IRLANDA
BELGIO
Indipendente
Fianna Fáil
PS
Occupazione, Relazioni Industriali e Affari Sociali
Risorse Umane, Istruzione e Formazione
   
   

Vasso Papandreou

   
Socialisti
   
GRECIA
       
PASOK
   

Legenda:
- PPE (Partito Popolare Europeo),
- PSE (Partito del Socialismo Europeo)
- ALDE (Alleanza dei Liberali e dei Democratici per l'Europa)

Note
* Jacques Delors, già in carica dal 1985, viene riconfermato per un secondo mandato.


La Commissione Delors II è stata la Commissione Europea in carica dal gennaio 1989 al gennaio 1993[1].
Fu la commissione che gestì in particolare l'elaborazione del Trattato di Maastricht e l'istituzione dell'Unione Europea. In vista dell'entrata in vigore del Trattato venne sostituita da una nuova commissione, la Commissione Delors III.


La Commissione Delors II è stata la Commissione Europea in carica dal gennaio 1989 al gennaio 1993[1].
Fu la commissione che gestì in particolare l'elaborazione del Trattato di Maastricht e l'istituzione dell'Unione Europea. In vista dell'entrata in vigore del Trattato venne sostituita da una nuova commissione, la Commissione Delors III.

Indice [nascondi]
1 Presidente
1.1 Composizione politica
2 Componenti della Commissione
3 Note
Presidente
Jacques Delors (Francia Francia) — Partito del Socialismo Europeo
Delors era già in carica dal 1985, venne riconfermato per un secondomandato.

Composizione politica
Sinistra / Socialisti: 6 membri
Destra / Conservatori: 6 membri
Liberali: 4 membri
Indipendenti: 1 membro

Componenti della Commissione
Legenda: [ ] Sinistra/Socialisti - [ ] Destra/Conservatori - [ ] Liberali - [ ] Verdi
Commissario Nazionalità Incarico Competenze Partito nazionale Gruppo/Partito europeo
- Jacques Delors Francia Francia Presidente Affari Monetari PS Socialisti
- Frans Andriessen Paesi Bassi Paesi Bassi Vicepresidente
Relazioni Esterne
Commercio
CDA Partito Popolare Europeo
- Henning Christophersen Danimarca Danimarca Vicepresidente Affari Economici e Finanziari Venstre Liberali, democratici e riformatori
- Manuel Marin Spagna Spagna Vicepresidente
Cooperazione e Sviluppo
Pesca
PSOE Socialisti
- Filippo Maria Pandolfi Italia Italia Vicepresidente
Scienza, Ricerca e Sviluppo
Telecomunicazioni, Tecnologia dell'Informazione e Innovazione
DC Partito Popolare Europeo
- Martin Bangemann bandiera Germania Ovest Vicepresidente
Mercato Interno
Affari Industriali
Relazioni con il Parlamento
FDP Liberali, democratici e riformatori
- Leon Brittan Regno Unito Regno Unito Vicepresidente
Concorrenza
Istituzioni Finanziarie
Conservative Democratici/Partito Popolare Europeo[2]
- Carlo Ripa di Meana Italia Italia Commissario Ambiente, Sicurezza Nucleare e Protezione Civile PSI Socialisti
- Antonio Cardoso e Cunha Portogallo Portogallo Commissario
Personale, Amministrazione e Traduzione
Energia
Piccole Aziende e Turismo
PSD Liberali, democratici e riformatori
- Abel Matutes Spagna Spagna Commissario
Politica Mediterranea
Relazioni con l'America Latina
Rapporti Nord-Sud del mondo
PP Partito Popolare Europeo
- Peter Schmidhuber bandiera Germania Ovest Commissario Bilancio e Controllo Finanziario CSU Partito Popolare Europeo
- Christiane Scrivener Francia Francia Commissario Fiscalità e Unione Doganale UDF Liberali, democratici e riformatori
- Bruce Millan Regno Unito Regno Unito Commissario Politiche Regionali Labour Socialisti
- Jean Dondelinger Lussemburgo Lussemburgo Commissario
Settore Audiovisivo, Informazione e Comunicazione
Affari Culturali
indipendente indipendente
- Ray MacSharry Irlanda Irlanda Commissario Agricoltura e Sviluppo Rurale Fianna Fáil Alleanza Democratica Europea
- Karel van Miert Belgio Belgio Commissario
Trasporti
Credito ed Investimenti
Tutela dei Consumatori
PS Socialisti
- Vasso Papandreou Grecia Grecia Commissario
Occupazione, Relazioni Industriali e Affari Sociali
Risorse Umane, Istruzione e Formazione
PASOK Socialisti

Note
^ (EN) Commissione Delors II. URL consultato il 01-05-2011.
^ Dal 1992.




1992
Schweizerische Eidgenossenschaf
Confédération suisse
Confederazione svizzera
[Repubblica federale]
- Presidente
-
- Primo ministro
-
[governo di coalizione: Partito radicale democratico, Partito cristiano-democratico, Partito socialista e Unione democratica di centro]

1992
Maggio
17
, la proposta governativa di adesione al Fondo monetario internazionale e alla Banca mondiale viene approvata per referendum con il 55,8% dei voti;
26, la Svizzera presenta domanda ufficiale di adesione alla Comunità europea;

Dicembre
6
, il 50,3% degli elettori e 16 cantoni su 23 respingono il trattato che istituisce a partire dal 1 gennaio 1993 uno Spazio economico europeo comprendente i paesi membri dell'EFTA (Associazione europea di libero scambio) e della CEE. L'afflusso alle urne è elevato (78,3%).
[La bocciatura del trattato rivela l'esistenza di una spaccatura tra gli ambienti politici ed economici, favorevoli all'adesione, e l'opinione pubblica, contraria; l'analisi dei risultati rivela inoltre una disparità di vedute tra i cantoni francofoni, pronunciatisi a favore della proposta, e quelli di lingua tedesca, che insieme al Canton Ticino hanno espresso parere negativo]




1992
Fürstentum Liechtenstein
[Monarchia costituzionale]
Hans Adam
Albero genealogico
(? - ?)
figlio di Francesco Giuseppe II;
1989-?, principe di Liechtenstein;
[succeduto al padre]



 
- Primo ministro
Hans Brunhart
(1978 - ?)
[VU (Unione patriottica)]
[in parlamento (25 seggi) la VU (Unione patriottica) ha 13 seggi mentre il FBP (Partito borghese per il progresso) ne ha 12]
1992
-



1992
Republik Osterreich
[neutrale da mag 1955]
questione Alto Adige:
– 1° accordo 1969; 2° accordo 1971
- Presidente
Kurt Waldheim
(1986 - 1992)
[ÖVP (Partito popolare)]
Thomas Klestil
(1992 lug - ?)
[ÖVP (Partito popolare)]
- Cancelliere
Franz Vranitzky
(1986 - 1997)
[SPÖ]
- Ministro degli esteri
?
(? - ?)
[]
[governo di coalizione tra SPÖ (Partito socialista) e FPÖ (Partito liberale)]
1992
Maggio
24
, elezioni presidenziali (II turno): il candidato dell' ÖVP (Partito popolare) Thomas Klestil ottiene il 56,85% dei voti contro il 43,15% ottenuti da Rudolf Streicher del SPÖ (Partito socialista);

Luglio
8
, Thomas Klestil succede a Kurt Waldheim;

Settembre
22
, il parlamento ratifica il trattato sullo Spazio economico europeo, che crea un'associazione più stretta fra la CEE e i paesi dell'EFTA, di cui l'Austria è membro;

 

1992
Bundesrepublik Deutschland
[Repubblica Federale di Germania (FDR)]
(maggio 1949)
Presidente
Richard von Weizsäcker (1984 - 1994)
[CDU]
XII Legislatura 1990 20 dic - 10 nov 1994
Cancelliere
H. Kohl
IV
(1991 18 gen - 17 nov 1994)
[CDU]
[Coalizione "giallo-nera" composta da:
- CDU (Christlich Demokratische Union Deutschlands - Unione cristiano-democratica),
- CSU (Christlich-Soziale Union - Unione cristiano-sociale),
- FDP (Freie Demokratische Partei - Partito liberaldemocratico).]
Vice-cancelliere
+ Affari esteri
Hans-Dietrich Genscher (FDP)
(1982 4 ott - 17 mag 1992)
Vice-cancelliere

Jürgen W. Möllemann (FDP)
(1992 18 mag - 21 gen 1993)
Capo della Cancelleria federale
(Senza portafoglio)
Friedrich Bohl (CDU)
(1991 18 gen - 25 ott 1998)
Interni
Rudolf Seiters (CDU)
(1991 21 nov - 7 lug 1993)
Giustizia
Klaus Kinkel (FDP)
(1991 18 gen - 18 mag 1992)
Sabine Leutheusser-Schnarrenberger (FDP)
(1992 18 mag - 17 gen 1996)
Finanze
Theodor Waigel (CSU)
(1989 22 apr - 25 ott 1998)
Economia
Jürgen W. Möllemann (FDP)
(1991 18 gen - 21 gen 1993)
Agricoltura e Foreste
Ignaz Kiechle (CSU)
(1983 30 mar - 21 gen 1993)
Lavoro e Solidarietà sociale
Norbert Blüm (CDU)
(1982 4 ott - 25 ott 1998)
Difesa
Gerhard Stoltenberg (CDU)
(1989 22 apr - 31 mar 1992)
Volker Rühe (CDU)
(1992 1° apr - 25 ott 1998)
Famiglia e Anziani
Hannelore Rönsch (CDU)
(1991 18 gen - 17 nov 1994)
Pari opportunità e Gioventù
A. Merkel (CDU)
(1991 18 gen - 17 nov 1994)
Sanità
Gerda Hasselfeldt (CSU)
(1991 18 gen - 6 mag 1992)
Horst Seehofer (CSU)
(1992 6 mag - 25 ott 1998)
Trasporti
Günther Krause (CDU)
(1991 18 gen - 13 mag 1993)
Ambiente
Klaus Töpfer (CDU)
(1987 8 mag - 17 nov 1994)
Poste e Telecomunicazioni
Christian Schwarz-Schilling (CDU)
(1982 4 ott - 17 dic 1992)
 
Territorio, Genio civile e Urbanizzazione
Irmgard Schwaetzer (FDP)
(1991 18 gen - 17 nov 1994)
Ricerca e Tecnologia
Heinz Riesenhuber (CDU)
(1982 4 ott - 21 gen 1993)
Formazione e Scienze
Rainer Ortleb (FDP)
(1991 18 gen - 4 feb 1994)
Cooperazione economica
Carl-Dieter Spranger (CSU)
(1991 18 gen - 25 ott 1998)
-

1992
Gennaio
2
, a partire da ora i cittadini dell'ex DDR hanno accesso ai dossier dell'ex polizia politica, la Stasi, riguardanti 6 milioni di persone; oltre che dei suoi agenti, la Stasi disponeva tra la popolazione di 150.000 informatori (volenti o nolenti) i cui nomi vengono resi noti;

Febbraio
7
, i ministri degli esteri e delle finanze dei Dodici firmano il trattato di Maastricht, concluso il 10 dicembre, che istituisce l'Unione Europea;
27, il cancelliere H. Kohl si reca a Praga dove firma, con il presidente Václav Havel, il trattato d'amicizia e cooperazione concluso l'8 ottobre 1991; non è però risolto il contenzioso riguardante la minoranza tedesca dei Sudeti, espulsa nel 1945;

Marzo
26, il cancelliere H. Kohl sospende ogni consegna di armi alla Turchia per protestare contro la violenza delle rappresaglie di cui nei giorni precedenti è stata vittima la popolazione civile curda;
31, il ministro della Difesa Gerhard Stoltenberg si dimette in seguito a rivelazioni relative a una consegna alla Turchia, in violazione del divieto del Bundestag, di carri armati dell'ex DDR;

Aprile
27
, Hans Dietrich Genscher, ministro degli esteri dal 1974 e presidente del FDP, uno dei principali artefici della riunificazione, annuncia le sue prossime dimissioni, fissate per il 17 maggio;

Maggio
21-22
, La Rochelle, F.-M. Mitterand e H. Kohl presentano il progetto di un corpo d'armata franco-tedesco;

Luglio
29
, E. Honecker, viene estradato dalla Russia dove si era rifugiato con la moglie;

Agosto
22-26
, Rostock (ex DDR), centinaia di estremisti di destra attaccano quotidianamente un ostello di profughi e lavoratori immigrati, saccheggiando i locali (che sono stati sgomberati) e scandendo slogan razzisti e xenofobi; fermamente condannate dalle autorità le violenze proseguono per tutto il mese;

Novembre
12
, E. Honecker viene posto sotto processo con l'accusa di aver ordinato di aprire il fuoco sui profughi che cercavano di attraversare la frontiera tra le due Germanie, nonché di malversazioni a danno dell'ex DDR;
27, il governo federale mette fuori legge un gruppo di estrema destra, il Fronte nazionalista, fondato nel 1985 nella Germania occidentale;

Dicembre
6
, Monaco, 300.000 persone protestano contro gli attentati razzisti e xenofobi che si sono moltiplicati a partire dall'estate (nel 1992 questi attentati hanno provocato 17 morti e centinaia di feriti); altre manifestazioni antirazziste si svolgono nelle grandi città nel corso del mese;
10, viene messo fuori legge un altro movimento neonazista, Deutsche Alternativ, attivo nel territorio dell'ex DDR;
14, il cancelliere H. Kohl si reca a Mosca per sostenere la politica di riforme del presidente russo (la Germania è al primo posto tra i paesi che forniscono aiuti alla Russia);
16, viene concluso un accordo sul ritiro dal territorio tedesco dei ca. 200.000 uomini dell'ex armata rossa: l'evacuazione dovrà essere effettuata entro il 31 agosto 1994; in cambio H. Kohl offre un aiuto di 550 Mni di marchi per contribuire al rimpatrio dei soldati russi e concede una moratoria di 8 anni sul debito dell'ex URSS verso l'ex DDR, valutato a 56 Mni di marchi, nonché un'indennità di 1 Mdo di marchi a favore delle vittime del nazismo; non è invece risolta la questione dell'attribuzione di un territorio autonomo ai due milioni di russi di origine tedesca un tempo stanziati sulle rive del Volga e cacciati da Stalin;

Berlino, M. Lasky, dopo aver fatto del suo meglio per raccogliere quanto rimane del suo vecchio gruppo («Encounter»), organizza «un ultimo incontro», una celebrazione per la fine della guerra fredda.
È una riunione di ex combattenti del Kulturkampf:
. I. Kristol, con la moglie, la storica conservatrice Gertrude Himmelfarb,
. Edward Shils,
. François Bondy,
. Robert Conquest,
. Leo Labedz,
. Peter Coleman,
nonché uomini e donne di «Radio Liberty» e «Radio Europa Libera», alcuni di loro fisicamente a mal partito, ma ancora infuocati dalle vecchie passioni.
Le file di questa "armata della verità" sono state decimate dai lutti (Hook, Koestler, Aron, Malraux, Nabokov, Sperber), ma sono state ulteriormente assottigliate da M. Lasky che non ha invitato Margot Walmsey, la signora con maggiore anzianità di servizio tra i dipendenti di «Encounter», o Diana Josselson, o gli Spender.
M. Josselson non viene nominato neppure una volta.
[Frances Stonor Saunders, La guerra fredda culturale. La Cia e il mondo delle lettere e delle arti (1999 in Gran Bretagna e negli Stati Uniti; 2004, pressoché ignorato, in Italia).]

 

 

 

 





1992
Royaume de Belgique
Konikrijk België

Baldovino I

Albero genealogico

(1930 - 1993)
figlio di Leopoldo III e di Astrid di Svezia;
1951-93, re dei Belgi;


 
- Primo ministro
-
Jean-Luc Dehane
(1992 mar - 1994)
[cristiano-sociali fiamminghi]
- Ministro dell'interno
?
(? - ?)
[governo di coalizione: cristiano-sociali, socialisti e la Volksunie]
1992
Febbraio
7
, i ministri degli esteri e delle finanze dei Dodici firmano il trattato di Maastricht, concluso il 10 dicembre, che istituisce l'Unione Europea;

Marzo
6
, il cristiano-sociale fiammingo Jean-Luc Dehane forma un governo di coalizione comprendente cristiano-sociali e socialisti;

Luglio
17
, la camera approva il trattato di Maastricht;

Novembre
4
, il senato approva il trattato di Maastricht;


1992
Koninkrijk der Nederlanden
[Regno dei Paesi Bassi]

Beatrice I

Albero genealogico

(n. 1938)
figlia di Giuliana regina dei Paesi Bassi e del principe consorte Bernardo di Lippe-Biesterfeld;
principessa dei Paesi Bassi, di Orange-Nassau, di Lippe-Biesterfeld;
1961, si laurea in sociologia all'universitŕ di Leida;
1966, sposa Claus von Amsberg, diplomatico tedesco;
dal 1980, regina dei Paesi Bassi;
[dopo l'abdicazione della madre]


 
Primo ministro
Ruud Lubbers
(1982 - mag 1994)
[CDA]
[governo di centrosinistra, comprendente CDA e PVDA.]
1992
Febbraio
7
, i ministri degli esteri e delle finanze dei Dodici firmano il trattato di Maastricht, concluso il 10 dicembre, che istituisce l'Unione Europea;




1992
Grousherzogden Lezebuurg
Grand-Duché de Luxemburg
- dal 1919 il paese ha una costituzione democratica e la vita parlamentare è dominata dal Partito cristiano-sociale;
- dal 1948 ha rinunciato alla neutralità,
- dal 1951 fa parte della CECA,
- dal 1954 fa parte della UEO,
- dal 1957 fa parte della CEE che ha sede proprio in Lussemburgo.

Giovanni di Borbone-Parma

Albero genealogico

(1921 - ?)
figlio secondogenito del principe Felice di Borbone-Parma e di Charlotte di Nassau-Weilburg, granduchessa di Lussemburgo e duchessa di Nassau;
1964-?, granduca di Lussemburgo;
[dopo l'abdicazione della madre]


 
- Primo ministro
Jacques Santer
(1984 - 1994)
[]
[governo di coalizione: democristiani e socialisti]
1992
Febbraio
7
, i ministri degli esteri e delle finanze dei Dodici firmano il trattato di Maastricht, concluso il 10 dicembre, che istituisce l'Unione Europea;

Luglio
la camera ratifica il trattato di Maastricht;
al termine di un infuocato dibattito si decide di concedere l'elettorato attivo e passivo nelle elezioni locali ai residenti originari dell'Unione Europea (che rappresentano la maggioranza della consistente comunità straniera);


1992
Kongeriget Danmark
[Regno di Danimarca]
Margherita II
Albero genealogico

(? - ?)
figlia di Federico IX e di Ingrid di Svezia;
dal 1972, regina di Danimarca;

 
Primo ministro
Poul Schlüter
(1982 - gen 1993)
[Partito conservatore]
[governo di coalizione: conservatori, Partito del progresso, radicali e cristiano-popolari.]
1992
Febbraio
7
, i ministri degli esteri e delle finanze dei Dodici firmano il trattato di Maastricht, concluso il 10 dicembre, che istituisce l'Unione Europea;

Giugno
2
, con un referendum i danesi respingono il trattato di Maastricht con il 50,7% dei voti;
4, i ministri degli esteri degli altri 11 paesi della CEE, riuniti a Bruxelles, concedono alla Danimarca la possibilità di entrare nell'Unione Europea quando lo desideri, e respingono gli argomenti giuridici che tendono a dichiarare nullo un trattato firmato in 12 e non ratificato da uno dei firmatari;


1992
Repubblica d'Islanda
[dal 17 giugno 1944]
Presidente
Vigdís Finnbogadóttir
(1980 giu - giu 1996) IV
- Primo ministro
David Oddsson
(1991 apr - apr 1995)
[Partito dell'indipendenza (di destra)]
[governo di coalizione: conservatori e socialdemocratici]
1992
Giugno
la signora Vigdís Finnbogadóttir viene rieletta per un quarto mandato;
la nuova corona viene svalutata del 7,5%;


1992
Kongeriket Norge
[Regno di Norvegia]
[dal 1905]
Olav V
Albero genealogico

(1903 - ?)
figlio di Haakon VII e di Maud di Gran Bretagna;
1957-
, re di Norvegia;

 
- Primo ministro
signora Gro Harlem Brundtland
(1990 nov - ott 1996)
[Partito laburista]
[governo laburista di minoranza]
1992
Ottobre
19
, lo Storting ratifica l'accordo sullo Spazio economico europeo;

Novembre
8, lo Storting si pronuncia a favore della domanda di adesione alla CEE;



1992
Konungariket Sverige
[Regno di Svezia]
Carlo XVI Gustavo
Albero genealogico

(1946 - ?)
figlio di ? e di ?;
dal 1973, re di Svezia;


 
Primo ministro
Carl Bildt
(1991 ott - ott 1994)
[Partito conservatore]
[governo minoritario che riunisce i quattro partiti della coalizione "borghese" (centrodestra)]
1992
Luglio
, la Svezia presenta la domanda di adesione all'Unione Europea;
31, la Commissione europea approva la domanda di adesione della Svezia all'Unione Europea;

Novembre
18
, il Riksdag ratifica l'integrazione del paese nello Spazio economico europeo;


1992
Suomen Tasavalta
Republiken Finland
[Repubblica di Finlandia]
[dal 1961 aderisce all'EFTA; dal 1973 accordo di cooperazione con il Comecon; nel 1986 diventa membro dell'EFTA.]
Presidente
Mauno Koivisto
(1982 - gen 1994)
[Partito socialdemocratico]
Primo ministro
Esko Aho
(1991 mar - feb 1995)
[Partito di centro]
Ministro dell'interno
-
Ministro degli esteri
-
[governo senza alcun partito di sinistra]
1992
Novembre
4, la commissione di Bruxelles dà parere favorevole all'ammissione della Finlandia alla Comunità europea;





1992
REPUBBLICA di SLOVENIA
cap. Lubiana
(8 ottobre 1991)
- Presidente
Milan Kucan
(1991 ott - ?)
- Primo ministro
Janez Drnovšek
(1991 ott - ?)

1992
Dicembre
6
, Lubiana, prime elezioni legislative:

 
Elezioni legislative
 
%
- Partito liberaldemocratico
(centro sinistra) Janez Drnovšek
23,3
- Cristiano-democratici
14,5
- Lista unita
(ex comunisti)
13,6
- Partito nazionale sloveno
(estrema destra)
9,9
- Partito popolare sloveno
(nazionalista)
8,8
- Verdi
3,7
   
 


il presidente uscente Milan Kucan viene rieletto al primo turno delle consultazioni con il 60% dei voti;


a


1992
REPUBBLICA di CROAZIA
cap. Zagabria
(25 giugno 1991)
- Presidente
Franjo Tudjman
(1991 giu - ?)
[HDZ (Unione democratica)]
- Primo ministro
-
Hrvoje Sarinic
(1992 ago - ?)
1992
Agosto
2
, il presidente Franjo Tudjman viene rieletto al primo turno delle consultazioni elettorali e l'HDZ conserva la maggioranza assoluta dei seggi;
12, il presidente affida l'incarico di primo ministro a Hrvoje Sarinic;

Krajina [da kraj=confine; regione croata, a maggioranza serba]
nel 1990 (dicembre) la regione proclama la propria autonomia;
nel 1991 (aprile) la regione annuncia di voler essere annessa alla Serbia; dall'agosto del 1991 truppe serbe occupano la regione;
Slavonia [regione croata dove i serbi sono ampiamente minoritari]
nel 1991 (agosto) i serbi della regione proclamano la propria autonomia; (novembre) le truppe federali si impadroniscono di Vukovar;
1992
alla fine dell'anno gli erzegovesi "sterilizzano" il fronte con i serbi e si concentrano nella guerra ai soli musulmani, loro precedenti alleati. Ma il potere di questa mafia sulla Croazia è nel frattempo cresciuto a tal punto che in Slavonia compare su molte case la scritta "clandestina": «Tudjman, ridacci i nostri serbi e tieniti i tuoi erzegovesi».
a

1992
Repubblica Popolare Federativa
di Jugoslavia

[Federativna Narodna Republika Jugoslavija]
(dal 29 Novembre 1945)
- Direttore della presidenza collegiale
(a rotazione annuale)
Stipe Mesic (1991 mag - apr 1992)
[Croazia]
Dobrica Cosic (1992 mag - ?)
[Serbia]
- Primo ministro
-
Milan Panic (1992 lug - dic)
[Serbia]
- LCJ - Lega dei comunisti jugoslavi [partito unico];

dal 1977 è in vigore il trattato di Osimo (firmato nel 1975);
[i rapporti con l'Italia si sono fatti più cordiali]
nel 1980 è morto Tito (Josip Broz);
nel 1988 (giugno) varie manifestazioni nelle varie città del paese contro l'aumento dei prezzi; (novembre) l'assemblea federale approva una serie di emendamenti costituzionali che, accanto a misure economiche (maggiore apertura agli investimenti stranieri), introducono il diritto di sciopero e il voto diretto e segreto; (dicembre) travolto dalla crisi economica e dalle lacerazioni etniche, si dimette il governo di Branko Mikulic;
nel 1989 (gennaio) Ante Markovic viene incaricato di formare il nuovo governo; (marzo) si insedia il nuovo governo di Ante Markovic, formato in gran parte da tecnici;
nel 1990 (gennaio), a Belgrado, si apre il congresso della LCJ;
i delegati sloveni abbandonano il congresso della LCJ, dopo che è stata respinta la loro proposta di introdurre il pluralismo; (maggio) alla carica di Direttore della presidenza collegiale subentra Borisav Jovic, della Serbia; la LCJ chiude, pronunciandosi per il pluralismo, il congresso interrotto in gennaio per l'abbandono dei delegati sloveni, croati e macedoni;
nel 1991 (marzo) , una manifestazione organizzata dai partiti di opposizione per denunicare il controllo dei media da parte dei comunisti raccoglie 60.000 persone; S. Miloševic, leader del Partito socialista, rimuove i responsabili della televisione e libera Vuk Draskovic, leader dell'opposizione serba; il serbo Borisav Jovic si dimette dalla direzione della presidenza collegiale della federazione; (maggio) la presidenza collegiale jugoslava decide di inviare in Croazia l'esercito federale;
viene nominato Direttore della presidenza collegiale Stipe Mesic della Croazia (nomina accettata dalla Serbia solo in giugno); (giugno) a Sarajevo, i presidenti delle sei repubbliche si riuniscono per cercare di trovare un compromesso tra i sostenitori del mantenimento dell'attuale struttura federale, Serbia in testa, e i partigiani di una confederazione di repubbliche sovrane, sostenuta da Croazia e Slovenia; (luglio) a Brioni, i delegati serbi, sloveni e croati trattano con le autorità federali in presenza di tre mediatori scelti dal Consiglio d'Europa; al termine dell'incontro viene emesso un comunicato congiunto nel quale le parti in causa si impegnano a cessare il fuoco e a sospendere le dichiarazioni di indipendenza; dopo i negoziati di Brioni, la presidenza federale annuncia il ritiro dei propri soldati dalla Slovenia entro tre mesi; (agosto) la presidenza federale lancia un nuovo appello per il cessate il fuoco; il presidente jugoslavo Stipe Mesic accusa l'esercito federale di sostenere gli autonomisti serbi in Slavonia; (settembre) il generale Veljko Kadijevic, ministro federale della difesa, respinge l'ultimatum con cui Stipe Mesic impone all'esercito federale di lasciare la Croazia; prosegue l'avanzata delle forze serbe, appoggiate dall'esercito federale; (novembre) dopo tre mesi di assedio, le truppe federali si impadroniscono di Vukovar, in Slavonia;

1992
Maggio
30
, viene designato il nuovo parlamento federale della nuova Jugoslavia, ridotta a Serbia e Montenegro;

Giugno
in visita a S. Miloševic arriva a Belgrado, nel suo primo viaggio "all'estero" [dopo la creazione del nuovo stato Jugoslavia] lo psichiatra Radovan Karadzic, capotribù dei serbi nazionalisti di Bosnia; è un banale gioco delle tre carte: serve a S. Miloševic per rilanciarsi come soggetto politico "pulito" dal sangue e scaricare sul subalterno Radovan Karadzic la responsabilità del lavoro sporco.
I rifornimenti militari di Belgrado, ovviamente, continuano come se niente sia successo.
15
, il parlamento federale, elegge presidente lo scrittore serbo Dobrica Cosic, ispiratore della politica nazionalista del presidente S. Miloševic, leader del Partito socialista (ex comunista);
28, contro la politica di S. Miloševic scendono in piazza 150.000 oppositori del Movimento democratico, che chiedono le sue dimissioni e la fine dei combattimenti;

Luglio
2
, Milan Panic, un uomo d'affari americano di origine serba, viene nominato primo ministro della federazione jugoslava: il programma del suo governo, ben poco nazionalista, punta alla fine dei combattimenti e alla creazione di una società plurinazionale e pluriconfessionale;

Dicembre
20
, S. Miloševic vince le elezioni presidenziali serbe, superando Milan Panic; le elezioni politiche registrano un calo del Partito radicale (estrema destra nazionalista) di Vojslav Seselj;
29, una coalizione di eletti socialisti e nazionalisti rovescia il governo di Milan Panic, il cui posto viene preso da Radoje Kontic.


4 REPUBBLICHE POPOLARI (da inizio anno)
SERBIA - cap. Belgrado
-

Vojvodina (Provincia autonoma) - capol. Novi Sad
[amministrativamente legata alla Serbia dove i serbi rappresentano la metà della popolazione e dove vive una consistente minoranza ungherese] 
nel 1988 (ottobre) si dimettono i dirigenti della regione autonoma dopo che oltre 100.000 persone hanno manifestato nel capoluogo Novi Sad chiedendo l'integrazione della regione nella Serbia;
KOSOVO - cap. Pristina
[dal 2 luglio 1990 una costituzione della regione ne ha sancito l'uguaglianza rispetto alle altre sei repubbliche e sostituito lo status di minoranza etnica finora assegnato agli albanesi con quello di popolo-nazione] 
1992
Marzo
finora (fonti albanesi) 223 industrie sono state oggetto di "misure speciali" e oltre 85.000 operai albanesi hanno perso il posto di lavoro; nello stesso tempo sono state create nuove imprese per garantire il lavoro a serbi e montenegrini all'interno di fabbriche "etnicamente pure".
Si stanno costruendo 900 appartamenti in vari centri del Kosovo per alloggiare i nuovi emigrati.

Maggio
24
, con il 95% dei voti gli abitanti del Kosovo eleggono il loro parlamento e il loro presidente Ibrahim Rugova;
mentre i carri armati serbo-jugoslavi scorazzano per la Slovenia e la Croazia, egli rifiuta ogni collaborazione; dà il suo appoggio all'indipendenza delle altre repubbliche perché l'auspica per il Kosovo; ma allo stesso tempo rifiuta di farsi trascinare in un conflitto generale «che verrebbe perso da tutti »; esorta invece il suo popolo ad organizzare una resistenza pacifica contro l'occupazione serba scongiurando ogni eccesso per evitare scontri gravi o persino l'esodo forzato.
BOSNIA-ERZEGOVINA - cap. Sarajevo

dal 1981 arresti di attivisti nazionalisti;
nel 1990 (dicembre) si svolge il secondo turno delle elezioni, con una netta vittoria dei partiti nazionalisti sui comunisti;
1992
Febbraio
l'Armata federale – già in ottobre ha piazzato cannoni attorno a tutte le città bosniache – sparge volantini per esortare i serbi a non votare l'indipendenza, poi permette il blocco dei seggi elettorali in tutto il nord e l'est del paese;
29-
1° marzo, si svolge il referendum per l'indipendenza; il referendum viene boicottato dalla minoranza serba che chiede di essere annessa alla Serbia; il 63% degli elettori approva il progetto di indipendenza;
la minoranza serba (32% della popolazione) che reclama l'annessione alla Serbia, boicotta la consultazione;
violenti scontri etnici coinvolgono le minoranze musulmana (44% della popolazione) e croata (17%);

Marzo
1
, l'Armata federale lascia esplodere, proprio a Grbavica, la prima fiammata di rivolta serba. Fucilate in aria, barricate sui ponti. poi, una tregua;
6, a Sarajevo nessuno crede ancora che una guerra sia possibile; gli scontri veri inizieranno solo ad aprile;
15, a Grbavica i serbi chiudono le loro case, si spostano con armi e bagagli nei villaggi circostanti; i serbi di Sarajevo – che Radovan Karadzic pretende essere tutti in pericolo di vita – invece di fuggire restano, quasi ovunque, barricati in città, assieme alle altre etnie. In periferia poi, mentre quelli di Nedzarici dichiarano immediata secessione, gli abitanti della vicina Dobrinja scelgono di battersi a mani nude per difendere Sarajevo. Ancora più inatteso è il comportamento nettamente diverso dei due rioni a maggioranza serba sulla riva sinistra del fiume, Grbavica e la contingua Vraca che gli uomini di Radovan Karadzic occupano fin dai primi giorni.
Mentre quelli di Grbavica risalgono in montagna, la maggioranza di quelli di Vraca - tranne pochi estremisti - abbandona la periferia e cerca rifugio in centro.
Dopo questi frenetici spostamenti iniziali, a Sarajevo i giochi sono già fatti: assedianti e assediati si sono divisi il terreno. I primi non cercheranno di sfondare, ma solo di marcare una linea divisoria stabile con cecchini e mortai.
In questi giorni convulsi c'è solo un cosa chiara: i serbi della riva sinistra se ne vanno dalla città (avvertiti in anticipo dal tam tam di una mobilitazione perfettamente organizzata); nelle prime settimane di guerra, il quartiere serbo resta paradossalmente abitato dai soli musulmani.
E ci si chiede:
- perché le milizie agi ordini del gen. Ratko Mladic, preponderanti come uomini e mezzi, non cercheranno mai davvero di conquistare la città?
- perché a Dobrinja e altrove i serbi non setnono "il richiamo del sangue" e scelgono di battersi contro Radovan Karadzic?
- perché quelli di Vraca scendono a valle mentre quelli della vicina Grbavica salgono in montagna?
Non essendoci ragioni etniche, né ragioni tattiche (visto il dedalo assurdo che la linea del fronte disegna fin dall'inizio attorno alla città) ci resta l'epoca dell'immigrazione! Il caso dei due rioni gemelli della riva sinistra è illuminante. Quartiere recente come Grbavica, Vraca venne costruita all'inizio degli anni Ottanta per la grande espansione "olimpica". Ma mentre i suo abitanti sono figli della borghesia sarajevese (dunque si identificano con la città), quelli di Grbavica sono figli di valligiani, non si sono ancora staccati completamente dalla compartimentazione etnica e dalla mentalità tribale dei villaggi di appartenenza. Grbavica è uno dei pochi quartieri della città dove non si è ancora aggregato il melting pot. Essa è dunque l'unico luogo adatto all'innesco dello scontro, perché ovunque, altrove, l'amalgama etnico non è più scomponibile.
[Sarajevo: originariamente si sviluppò nel fondovalle come area mercantile. Fu proprio questo sviluppo bottegaio, prevalentemente musulmano, a spianare la strada alla successiva urbanizzazione del lungofiume e poi alla grande espansione asburgica di fine secolo. Concentrati nel fondovalle, i dominatori turchi si disinteressarono delle montagne, dove i serbi ebbero maggiore libertà di culto, ma anche maggiore possibilità di allevare e coltivare. Fu così che le due etnie consolidarono una definizione quasi altimetrica di se stesse. Scrivendo che i popoli che designavano come Srb, Srbin o Srbljak non volevano vivere nelle città perché esse erano abitate in prevalenza «da usurai, da tedeschi e da cosmopoliti», Vuk Karadzic, il padre della letteratura serba, consolidò un doppio mito: la città come luogo della colpa e della corruzione, e la montagna dei pastori-guerrieri come unico, autentico serbatoio dello spirito nazionale.
Ma mentre l'antagonismo dei serbi verso i musulmani, laddove attecchisce, appare come la forzatura etnica del senso di inferiorità del montanaro nei confronti della città, l'antagonismo dei croati verso i musulmani appare come la manipolazione, sempre in senso etnico, di un sentimento opposto, di superiorità: quello della cultura mitteleuropea nei cofnronti del Sud. Mentre il serbo-medio invidia la borghesia sarajevese, alla quale vorrebbe inconfessabilmente somigliare, il croato-medio tende a disprezzarla, a guardarla spocchiosamente come padrona di un "Suk" variopinto e disorganizzato. Non a caso, nella capitale bosniaca, circola un vecchio adagio che dice: «Dio mio, guardaci dal coraggio serbo e dalla cultura croata». E, non a caso, a Mostar la divisione tra croati e musulmani appare talvolta più difficilmente sanabile di quella – già feroce – tra i sarajevesi e i serbi delle montagne. Era, ovviamente, una semplificazine di comodo perché molti serbi si urbanizzavano ugualmente, dedicandosi con successo ad attività emporiali. Era la banalizzazione etnica dell'antagonismo ancestrale tra foresta e fondovalle antropizzato. Un antagonismo che in alcune aree, soprattutto nelle Alpi dinariche, è sopravvissuto all'urto dei tempi moderni e dell'ateismo di Stato.
La contrapposizione culturale emerge ancora volta come preponderante su quella etnica. Tant'è che lo scontro in Bosnia tra serbi di città e serbi di montagna si ripete pari pari all'interno del territorio croato fra la mentalità dei dalmati costieri e quella della rude gente dinarica.

Nei mesi precedenti alla guerra, Belgrado ha fatto di tutto per tirare gli ebrei dalla sua parte. Come i serbi, anch'essi sono "popolo eletto", anch'essi sono stati perseguitati dai cattolici e vittime di un olocausto. Entrambi si dicono frontiera contro il fondamentalismo islamico, entrambi hanno una diaspora alle spalle e una terra promessa cui tornare dopo un secolare esilio (il Kosovo e la Palestina). Ma c'è una discriminante che al momento della scelta si rivela più forte delle tante analogie: la cultura urbana. Fortissima per gli ebrei, evanescente per i serbi di Radovan Karadzic. Ed ecco che gli ebrei sefarditi di Sarajevo, contro ogni aspettativa, scelgono di combattere assieme ai musulmani e i cattolici contro i serbi delle montagne. Essi restano a difendere Sarajevo semplicemente perché ne condividono da secoli anch'essi lo sviluppo commerciale e di conseguenza si idenificano totalmente con la città e la sua galassia umana.

18, a seguito dei negoziati promossi dalla Comunità europea, i responsabili delle tre comunità raggiungono un accordo di principio su un progetto di riorganizzazione della repubblica;

Aprile
6
, a Bijeljina il team dell'organizzazione per i diritti umani Helsinki Watch avverte la locale base Onu che gli uomini di Zeljko Raznjatovic [Arkan] stanno occupando la città ma non vengono ascoltati.
9, Zvornik, sulla soglia dell'agenzia di «Oslobodenje» viene vilmente assassinato il giornalista Kjasif Smajlovic;
10, le "Tigri" venute da Belgrado occupano la cittadina bosniaca di Zvornik, sul fiume Drina, appena oltre la frontiera serba; dopo un bombardamento di copertura dell'Armata federale, i paramilitari, al comando di un certo Drago (uno dei sottocapi di Zeljko Raznjatovic [Arkan]), iniziano le operazioni di pulizia etnica. Stanano i musulmani dalle cantine, perfino dalle fogne dove si sono rifugiati, … e li mettono a morte. Le loro case vengono svuotate e i loro beni venduti.
27, i deputati serbi del parlamento di Sarajevo proclamano l'indipendenza della "repubblica serba di Bosnia-Erzegovina", creata in gennaio nelle regioni a maggioranza serba; il giorno successivo, mentre i combattimenti nei dintorni di Mostar e Sarajevo si intensificano, viene indetto lo stato di emergenza; la popolazione fugge in massa;

Maggio
3-5
, a Tuzla (dopo Sarajevo la città più importante della Bosnia centrale), il 40% dei serbi decide di ignorare l'ordine di fuga generale scattato all'interno della comunità etnica; nel più piccolo centro di Gradacac [grba=gobbetta], invece, l'emigrazione è simultanea, massiccia, totale.
21, al calare del buio, migliaia di automobili, camion e trattori lasciano la cittadina in direzione nord lasciando stupefatti croati e musulmani. Ma sia a Tuzla che a Gradacac (come nel caso di Mladen a Sarajevo) i serbi sono stati avveriti della guerra imminente con largo anticipo sulle altre etnie ed è anche la loro fuga a preparare la strada all'offensiva del gen. Ratko Mladic;

Giugno
17
, il presidente bosniaco Alija Izetbegovic conclude un'alleanza militare con il presidente croato, autorizzando le truppe di Zagabria a intervenire contro gli "irregolari" serbi;
20, Alija Izetbegovic proclama lo stato di guerra su tutto il territorio bosniaco;
28, François Mitterand sbarca a Sarajevo dove, incontrando Alija Izetbegovic, fa un beau geste che propizia la riapertura dell'aeroporto e l'avvio della grande operazione di aiuti alla capitale; lo psichiatra Radovan Karadzic, capotribù dei serbi nazionalisti, ha l'astuzia di acconsentire traendone immediato vantaggio. Mentre stringe la mano al presidente francese, i suoi aguzzini si apprestano a massacrare duecento musulmani nel lager di Prijedor, dopo un giorno di inenarrabili torture.
[Laura Silber e Allan Little, The Death of Yugoslavia]

Luglio
11
, le forze serbe intraprendono una vasta offensiva contro diversi centri urbani di importanza strategica;

MONTENEGRO - cap. Podgorica-Titograd
nel 1988 (ottobre), a Podgorica-Titograd, un tentativo di organizzare una manifestazione simile a quella in Vojvodina sfocia in violenti scontri con la polizia;
nel 1990 (dicembre) le elezioni confermano al potere il Partito comunista;
1992
Febbraio
29-
1° marzo, si svolge il referendum per l'indipendenza: il 66% degli elettori sceglie di restare nell'ambito di uno stato federale jugoslavo;

a

1992
REPUBBLICA di MACEDONIA
cap. Skoplje
(15 settembre 1991)
- Presidente
Kiro Gligorov
(1991 - ?)
- Primo ministro
-
1992
Gennaio
11-12
,, nel corso di un referendum, gli albanesi di Macedonia si pronunciano per il 99% a favore dell'autonomia;
Novembre
scontri tra polizia e la minoranza albanese inducono la CEE a proporre il proprio aiuto economico prima che i conflitti si estendano; la situazione resta tuttavia difficile a causa dell'embargo contro la Serbia e Montenegro e dell'ostilità della Grecia;

a

1992
- Capo dello stato
Ramiz Alia
(1982 - apr 1992, dim.)
[Pda]
Sali Berisha
(1992 apr - ?)
[Pda]
- Capo del governo
Vilson Ahmeti
(1991 dic - apr 1992) [Pda]
Aleksander Meksi
(1992 apr - ?)
[Pda]
[Pda (Partito democratico albanese)]
1992
Febbraio
25
, la scarsità di generi alimentari provoca nuovi disordini;
28, il governo chiude il porto di Durazzo nel tentativo di contenere la fuga verso l'estero;

Marzo
22 e 29
, si svolgono, in un clima di anarchia e di violenza, le elezioni politiche che vengono vinte dal Pda (Partito democratico albanese) di Sali Berisha;

Aprile
3
, Ramiz Alia si dimette;
9, il parlamento nomina capo dello stato Sali Berisha;
11, Sali Berisha pone a capo del governo Aleksander Meksi;



1992
- Presidente
K. Karamanlis
(1990 - 1995)
[ND (Nuova democrazia)]
- Primo ministro
Constantin Mitsotakis
(1990 apr - 1993)
[ND (Nuova democrazia)]
[nel luglio 1974 è caduto il regime dei colonnelli]
1992
-




1992

CIPRO
(indipendenza: agosto 1960)

[dal 1975 l'isola è di fatto divisa in due formazioni nazionali distinte]
vengono interrotte le trattative in corso tra i due presidenti, con la mediazione del segretario dell'ONU Javier Pérez de Cuéllar, intese a risolvere il problema della coesistenza della comunità greco-cipriota e di quella turco-cipriota.
- giugno 1989, i due presidenti, dopo aver ripreso le trattative interrotte nel 1985, si riuniscono a New York con il segretario dell'ONU Javier Pérez de Cuéllar per tentare di risolvere il problema della coesistenza della comunità greco-cipriota e di quella turco-cipriota;
- febbraio 1990, i due presidenti si riuniscono nuovamente a New York con il segretario dell'ONU Javier Pérez de Cuéllar per tentare di risolvere il problema della coesistenza della comunità greco-cipriota e di quella turco-cipriota… ma nulla viene risolto.
- nel 1992, dopo la Guerra del Golfo Bush tenta di risolvere il problema della coesistenza della comunità greco-cipriota e di quella turco-cipriota, e i negoziati riprendono sotto l'egida dell'ONU che propone di trasformare l'isola in uno stato federale con due zone e due comunità.]

Repubblica turca di Cipro del Nord
(Nord, 30% del territorio)
[dal 1983: riconosciuta da Ankara ma da nessun altro paese; nel maggio 1985 un referendum ha approvato la nuova costituzione.]
- Presidente
Rauf Denktas
(1976 - ?)
[economicamente sopravvive grazie all'aiuto turco]
1992
-

Repubblica di Cipro
(Sud, 70% del territorio)
- Presidente
George Vassiliou
(1988 feb - 1993)
[indipendente sostenuto dai comunisti]
1992
-


1992
Repubblica di Turchia
(dopo il colpo di stato)
[già nella NATO dal 1952, dal 1955 il paese è nel "patto di Baghdad"; dal 1982 esiste una nuova costituzione che ha conferito consistenti poteri al presidente (oltre alla conferma di un altro mandato settennale).]
- Presidente
Turgut Özal
(1989 - )
[ANAP (Partito della madrepatria)]
- Primo ministro
Suleyman Demirel
(1991 nov - )
[DYP (Partito della giusta via)]
1992
Marzo
21
, un ondata di violenza investe il Sudest dell'Anatolia, dove il PKK (Partito dei lavoratori del Kurdistan) combatte dal 1984 contro l'esercito rturco;
26, il cancelliere tedesco Helmut Kohl sospende tutte le forniture di armi ad Ankara, protestando contro la brutalità della repressione ai danni della popolazione civile;

Agosto
18
, un migliaio di separatisti del PKK (Partito dei lavoratori del Kurdistan) lancia una vasta operazione militare contro alcuni edifici governativi e militari a Sirnak nel Kurdistan. La repressione dell'esercito provoca numerose vittime tra la popolazione;

Ottobre
5
, nell'Iraq settentrionale violenti scontri oppongono i guerriglieri curdi iracheni ai curdi di cittadinanza turca appartenenti al PKK. I primi temono che le azioni terroristiche del PKK danneggino la causa curda;

Novembre
6
, i separatisti del PKK concludono un accordo con i curdi iracheni che prevede il loro disarmo e il trasferimento in zone al di fuori del raggio d'azione delle truppe turche. Le "operazioni di sicurezza" turche in territorio iracheno vengono immediatamente sospese.







   
1992
Eesti Vabariik
(Repubblica d'Estonia)
(capitale: Tallinn)
- Presidente
Arnold Ruutel
(? - ?)
[ex capo del Soviet supremo,
garantisce la democrazia nel processo di transizione]
Lennart Meri
(1992 ott - set 1994)
Primo Ministro
?
(? - ?)
[Nell'ottobre 1988 si è costituito il Fronte popolare estone; la spinta indipendentistica si fa sempre piů marcata e da maggio 1991 fa parte del ricostituito Consiglio baltico, al quale aveva preso parte tra il 1934 e il 1940.]
1992
Maggio
13-15
, François Mitterand è il primo capo di stato occidentale a recarsi in visita nelle repubbloche baltiche dopo la dichiarazione d'indipendenza;

Giugno
28
, in occasione della ratifica della nuova costituzione che instaura un regime d'indipendenza, la popolazione estone nega il diritto di voto ai circa 5700 russi le cui domande di naturalizzazione non sono ancora state esaminate;

Settembre
20
, si svolgono le prime elezioni generali dopo l'indipendenza:

 
Elezioni politiche
 
%
seggi
+/- (*)
-Isamaa
(Alleanza per la madrepatria)
[sostenuto da altre formazioni moderate]
-
40
 
-Kindel Kodu
(Casa sicura)
[Arnold Ruutel ]
-
18
 
- altri
-
33
 
   
101
 
* -
 


il presidente uscente Arnold Ruutel, vince le elezioni presidenziali con il 41,8% dei suffragi ma il suo partito ottiene soltanto 18 seggi in parlamento; il suo principale avversario, Lenart Meri, favorevole a una più rapida liberalizzazione dell'economia e al rimpiazzo della vecchia nomenklatura, raccoglie circa il 28% dei suffragi;

Ottobre
5
, il parlamento elegge Lennart Meri alla presidenza della repubblica con 59 voti a favore, contro 31 per Arnold Ruutel;
29, il presidente russo Boris Eltsin sospende il ritiro delle truppe di stanza nelle repubbliche baltiche, in attesa della firma di accordi destinati a garantire la protezione delle minoranze russe;

 
1992
Latvjias Republika
(Repubblica di Lettonia)
(capitale: Riga)
Presidente
?
(? - ?)
Primo Ministro
Ivars Godmanis
(? - 1993)
[Nell'ottobre 1988 si è costituito il Fronte popolare lettone; la spinta indipendentistica si fa sempre piů marcata e da maggio 1991 fa parte del ricostituito Consiglio baltico, al quale aveva preso parte tra il 1934 e il 1940.]
1992
Maggio
13-15
, François Mitterand è il primo capo di stato occidentale a recarsi in visita nelle repubbloche baltiche dopo la dichiarazione d'indipendenza;

Ottobre
29, il presidente russo Boris Eltsin sospende il ritiro delle truppe di stanza nelle repubbliche baltiche, in attesa della firma di accordi destinati a garantire la protezione delle minoranze russe;
 
1992
Lietuvos Respublika
(Repubblica di Lituania)
(capitale: Vilnius)
- Presidente del parlamento
Vytautas Landsbergis
(1990 mar - ?)
[movimento indipendentista Sajùdis]
- Presidente della repubblica
Kazimera Prunksene
(1990 - gen 1991)
 
- Primo Ministro
Albertas Simenas
(1991 - ?)
[Nell'ottobre 1988 si è costituito il Fronte popolare lituano; la spinta indipendentistica si fa sempre piů marcata e da maggio 1991 fa parte del ricostituito Consiglio baltico, al quale aveva preso parte tra il 1934 e il 1940.]
1992
Settembre
8
, i ministri della difesa russo e lituano firmano a Mosca un accordo con cui la Russia si impegna ad evacuare, entro l'agosto 1993, le truppe dell'Armata Rossa ancora presenti in territorio lituano;

Ottobre
13
, viene adottata una nuova costituzione;
25-15 novembre, alle elezioni legislative, il Partito democratico del lavoro (ex comunisti) guidato da Algerdas Brazauskas ottiene la maggioranza assoluta, superando il partito Sajùdis;
Algerdas Brazauskas riconferma la sua fedeltà all'indipendenza del paese, ma promette di rallentare il processo di riforma e favorire l'integrazione delle economie russa e lituana;

1992
CSI (Comunitŕ degli stati indipendenti)
1991, dicembre, Minsk, Bielorussia, i presidenti:
- B.N. Eltsin (Russia), 
- Stanislav Šuškevic (Bielorussia)
- Leonid Kravcuk Ucraina)
sottoscrivono l'accordo che dŕ vita alla CSI (Comunitŕ degli stati indipendenti).
[Le 5 repubbliche dell'Asia centrale aderiscono al progetto;
Alma-Ata, Kazahstan, 11 repubbliche ex sovietiche firmano un accordo che sancisce la dissoluzione dell'URSS: a eccezione delle tre repubbliche baltiche e della Georgia, tutte le repubbliche che facevano parte dell'Unione Sovietica aderiscono alla CSI;
la Russia rileva il seggio dell'URSS in seno al consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite.]
1992
Federazione di Russia
(capitale: Mosca)
- Presidente del Parlamento
B.N. Eltsin
(1990 giu - ?)
- Segretario generale del Partico comunista
-
- Presidente della federazione
-
- Primo ministro
-
Patriarca di Mosca
-
1992
-


a

Repubblica di Cecenia
(capitale: Groznyj)
[indipendente dal novembre 1991]
- Presidente della repubblica
Džokhar Dudaev
(1991 ott - 21 apr 1996)
- Primo ministro
-

1992
i ceceni si rifiutano di firmare il trattato della federazione russa che cementa le nuove relazioni tra la Russia e le sue province;

Marzo
12
, i ceceni adottano una loro costituzione;
la Russia ritira le sue truppe dalle basi in Cecenia;

Giugno
ufficialmente la regione dell'Inguscezia scelse di unirsi alla Federazione Russa come entità federale (Repubblica Autonoma di Inguscezia);


a


Repubblica di Ucraina
(capitale: Kijev)
[indipendente dal 16 luglio 1990]
- Presidente della repubblica
Leonid Kravcuk
(1991 dic - lug 1994)
- Primo ministro
Vitold Fokin
(1991 dic - set 1992, dim.)
Leonid Kucma
(1991 dic - set 1993)
[Partito della nuova Ucraina (opposizione riformista e moderata)]
1992
Maggio
5
, dopo l'approvazione da parte del parlamento di una legge che concede una vasta autonomia alla Crimea, il parlamento della Crimea vota una "proclamazione di indipendenza";
[La Crimea, la cui popolazione è in maggioranza russa, è stata legata all'Ucraina nel 1954.]
20, la proclamazione d'indipendenza della Crimea viene annullata;

Settembre
30
, il primo ministro Vitold Fokin rassegna le dimissioni;

Ottobre
13
, il parlamento elegge Leonid Kucma del Partito della nuova Ucraina (opposizione riformista e moderata), alla carica di primo ministro;


Crimea [provincia autonoma, con la popolazione in maggioranza russa, era stata legata all'Ucraina nel 1954.]
1992
Maggio
5
, dopo l'approvazione da parte del parlamento ucraino di una legge che concede una vasta autonomia alla Crimea, il parlamento della Crimea vota una "proclamazione di indipendenza";
20, la proclamazione d'indipendenza della Crimea viene annullata;
a



Repubblica Socialista Sovietica dell'Azerbaigian
(capitale: Baku)
[indipendente dal 30 agosto 1991]
- Presidente della repubblica
Ayaz Mutalibov
(1991 ago - mar 1992, dim.)
[ex comunista di orientamento conservatore]
Yacub Mamedov
(mar - mag)
Ayaz Mutalibov
(14 maggio)
[ex comunista di orientamento conservatore]
Isa Gambarov
(1992 mag - giu)
[ad interim]
Abulfaz Elchibey
(1992 giu - 1993)
[Fronte popolare]
- Primo ministro
- Ragim Guseinov
(1992 mag - 1993)
1992
Gennaio
2
, il presidente Mutalibov decide di porre il Nagorno-Karabach sotto la sua diretta amministrazione; il conflitto si intensifica;

Marzo
6
, a seguito delle pressioni dei manifestanti nazionalisti, il presidente rassegna le dimissioni; l'incarico viene provvisoriamente affidato a Yacub Mamedov;

Maggio
14
, il parlamento reintegra nelle sue funzioni l'ex presidente Mutalibov che decreta lo stato di emergenza;
15, il Fronte popolare (nazionalista) principale movimento di opposizione, si impadronisce del potere;
18, il parlamento elegge il suo presidente Isa Gambarov che diviene presidente della repubblica ad interim; il consiglio nazionale forma un governo di unità nazionale sotto la guida dell'ex primo ministro Ragim Guseinov;

Giugno
7
, Abulfaz Elchibey, leader del Fronte popolare, viene eletto presidente della repubblica con il 63% dei voti;
12-18, le forze azere lanciano una vasta offensiva in direzione del Nagorno-Karabach, interamente conquistato dagli armeni nel mese di maggio;

grandi giacimenti di petrolio (fra i più consistenti dell'URSS e del mondo) sulle rive del Caspio, nella penisola di Apšeron e nella zona di Neftecala, e sul fondo del mare;


Nagorno-Karabach [provincia autonoma]: indipendente dal 1991;
1992
Febbraio
28
, le truppe dell'ex Armata Rossa si ritirano dal Nagorno-Karabach;

Maggio
gli armeni conquistano l'intera provincia;
Nahicevan [repubblica autonoma, che una porzione di territorio della repubblica armena separa dal resto dell'Azerbaigian]
1992
-
a


Repubblica di Georgia
(capitale: Tbilisi)
[indipendente dal 9 aprile 1991]
- Presidente del Parlamento
-
Capo di Stato
Eduard Sevardnadze
(1992 ott - ?)
- Presidente della repubblica
Zviad Gamsachurdja
(1991 mag - 2 gen 1992)
Capo di Stato
Eduard Sevardnadze
(1992 gen - ?)
 
- Primo ministro
Tengiz Sigua
(? - gen 1992)
Tengiz Sigua 
(gen - ?)
[governo provvisorio]
-
1992
Gennaio
2
, un consiglio militare si impadronisce del potere; l'ex primo ministro Tengiz Sigua viene messo a capo di un governo provvisorio;
29, le truppe fedeli al nuovo governo prendono d'assalto la città di Zugdidi, capitale della Mingrelia e ultimo bastione delle forze fedeli al presidente Zviad Gamsachurdja;

Marzo
10
, Eduard Sevardnadze, ex ministro degli esteri sovietico, ritornato alcuni giorni prima nella sua terra natale, assume la presidenza del consiglio di stato;

Giugno
24
, Boris Eltsin e Eduard Sevardnadze raggiungono un accordo per il cessate il fuoco;

Luglio
14
, i primi contingenti della forza di interposizione formata da russi, georgiani e cittadini dell'Ossetsja Settentrionale si schierano attorno a Tschinvali;
la repubblica di Abchazija proclama la propria sovranità, immediatamente contestata da Tbilisi;

Agosto
18
, le truppe georgiane assumono il controllo di Suchumi, capitale della repubblica di Abchazija;

Ottobre
2
, le forze indipendentiste abchaze lanciano una vasta offensiva contro le truppe georgiane; la Russia assume un atteggiamento sempre più critico nei confroti di Tbilisi che, per parte sua, denuncia la presenza di truppe russe "prive di controllo" all'interno del paese;
3, la Georgia si appropria per decreto degli equipaggiamenti dell'ex Armata Rossa situati sul proprio territorio e posti da Boris Eltsin sotto la giurisdizione della Russia; Boris Eltsin ordina ai soldati russi di opporre resistenza;
11, Eduard Sevardnadze, candidato unico, viene eletto con il 90% dei voti alla presidenza del parlamento, la più alta carica dello stato.

- Ossetsja Meridionale" [capitale Tschinvali; repubblica indipendente dal dicembre 1991, con una popolazione di circa 100.000 abitanti, li osseti, una minoranza di lingua russa che chiede l'annessione alla repubblica autonoma dell'Ossetsja Settentrionale (600.000 abitanti), situata in territorio russo.]
1992
le milizie georgiane assediano la capitale;
a

Repubblica di Armenia
(capitale: Jerevan)
[indipendente dal 23 agosto 1990]
- Presidente della repubblica
Levon Ter-Petrosjan
(1991 ott - ?)
1992
-


a

1992
- Presidente
L. Walesa
(1990 22 dic - 22 dic 1995)
[leader di Solidarnosc]
- Primo ministro
Jan Olszewski
(1991 6 dic - 5 giu 1992)
Waldemar Pawlak
(5 giu - 10 lug)
Hanna Suchocka
(1992 11 lug - 25 ott 1993)
[UD]
- Presidente della Sdrp (Socialdemocrazia della Repubblica di Polonia): Aleksander Kwasniewski (1990-1995);
- Presidente di UD (Unione democratica): Tadeusz Mazowiecki (1990-?);
1992
Giugno
4
, il Sejm rovescia il governo di Jan Olszewski e il giorno successivo concede la fiducia al nuovo capo del parlamento designato da L. Walesa: Waldemar Pawlak presidente del PSL (Partito dei contadini);

Luglio
2
, incapace di formare un governo, Waldemar Pawlak rassegna le dimissioni;
10, il Sejm elegge Hanna Suchocka (UD) alla carica di primo ministro;

1992
- Presidente dell'assemblea federale
Alexander Dubcek
(1990 - 1992)
Michal Kovac
(1992 - ?)
- Presidente della repubblica
Václav Havel (ceco)
(1990 lug - lug, 1992, dim.)
-
- Primo ministro
Marian Calfa (slocvacco)
(1990 lug - 1992)
[Pcc]
Václav Klaus (ceco)
(1992 ago -?)
Vladimir Meciar (slovacco)
(1992 ago -?)
1992
Giugno
5 e 6
, per la seconda volta dopo la pacifica rivoluzione che nel 1989 ha posto fine al regime comunista, cechi e slovacchi sono chiamati ad eleggere i rispettivi parlamenti e l'assemblea federale;


 
Assemblea federale
Boemia-Moravia
Slovacchia
- Partito civico democratico
(ODS, di destra)
(Václav Klaus)
33,6%
- Movimento per una Slovacchia democratica
(HZDS, nazionalista)
(Vladimir Meciar)
33,65%
- Forum civico
(V. Havel)
< 5%
- Sinistra democratica
(SDL, ex comunisti)
14,24%
 
 


Lo slovacco Michal Kovac (HZDS) succede a A. Dubcek alla presidenza dell'assemblea federale. Il presidente della repubblica V. Havel affida l'incarico di formare il governo federale a Václav Klaus;

Giugno
17
, Václav Klaus, vista l'impossibilità di un accordo con Vladimir Meciar, rinuncia all'incarico preferendo svolgere le funzioni di primo ministro ceco;
24, Vladimir Meciar viene nominato capo del governo slovacco.
L'ODS, favorevole al mantenimento della struttura federale esistente, deve accettare la divisione, poiché il HZDS preferisce una struttura confederale;

Luglio
3
, V. Havel non viene rieletto presidente della repubblica e il 20 si dimette; i suoi poteri sono trasmessi al nuovo governo federale diretto dall'economista liberale Jan Strasky;
20, il parlamento di Bratislava approva una "dichiarazione di sovranità";

Agosto
26
, i primi ministri ceco e slovacco, Václav Klaus e Vladimir Meciar, giungono ad un accordo sul processo di divisione del paese avviato dopo le elezioni di giugno;

Settembre
, il consiglio nazionale slovacco approva il testo della costituzione della repubblica slovacca;

Novembre
7
, muore, per le conseguenze di un incidente stradale, il leader della primavera di Praga del 1968 Alexander Dubcek;
25, viene infine approvata (era sta respinta il 1° ottobre e il 18 novembre) la legge che instaura la divisione della Cecoslovacchia;

Dicembre
16
, il consiglio nazionale ceco approva la nuova costituzione che riduce notevolmente i poteri del presidente della repubblica a favore di quelli del primo ministro;





1992
Repubblica d'Ungheria
(IV Repubblica 1989)
- Presidente della repubblica
Árpad Góncz
(1990 ago - ?)
[Sds (Alleanza dei liberi democratici)]
- Primo ministro
József Antall
(1990 mag - 1993)
[Forum democratico]
1992
-





1992
- Presidente della repubblica
Ion Iliescu
(1990 mag - 1996)
[Fsn (Fronte di salvezza nazionale)]
- Primo ministro
Theodor Stolojan
(1991 ott - 1992)
Nicolae Vacaroiu
(1992 nov - ?)
-
-
 
Fsn (Fronte di salvezza nazionale) comprendente dissidenti, militari e diversi membri del partito emarginati da N. Ceausescu, tra cui l'ex segretario del comitato centrale (fino al 1971) Ion Iliescu;
1992
Marzo
il Fsn (Fronte di salvezza nazionale), oggetto di contestazioni sempre più aspre, si scinde: il presidente Ion Iliescu fonda il FDSN (Fronte democratico di salvezza nazionale) e Petre Roman subentra alla guida del nuovo Fsn;

Settembre
27
, elezioni generali:

 
Elezioni generali
 
Seggi
- FDSN (Fronte democratico di salvezza nazionale)
114
- Convenzione democratica
(Emil Costantinescu)
(principale partito di opposizione anticomunista)
82
- Fsn (Fronte di salvezza nazionale)
43
- due formazioni dell'estrema destra nazionalista
46
 
 


Ottobre
11
, in occasione del secondo turno delle elezioni presidenziali, Ion Iliescu viene rieletto con il 61% dei suffragi contro il 39% di Emil Costantinescu;

Novembre
3
, Nicolae Vacaroiu viene nominato primo ministro;



1992
Repubblica di Bulgaria
(novembre 1990)
[nuova costituzione dal luglio 1991]

- Presidente
Želio Želev
(1990 ago - ?)
[Ufd (Unione forze democratiche)]
- Capo del governo
Filip Dimitrov
(1991 nov - 1992)
[Ufd (Unione forze democratiche)]
Luben Berov
(1992 dic - ?)
[]
- Dirigente del Psb
Aleksander Lilov
(1990 - ?)
Psb (Partito socialista bulgaro)
[ha sostituito il Pcb che non rivestiva più un ruolo guida]
1992
Gennaio
19
, al secondo turno delle elezioni presidenziali Želio Želev viene riconfermato in carica con il 52,85% dei voti contro il 47,15% di Velkov Valkanov, candidato "indipendente" sostenuto dal Psb;

Settembre
14
, la corte suprema di Sofia condanna Todor Christov Zivkov a 7 anni di carcere;

Dicembre
Luben Berov forma il governo;


 





République Française
1992
Costituzione del 1958
 
V REPUBBLICA
Presidente della Repubblica
F.-M. Mitterand
(1981 21 mag - 17 mag 1995)
Presidente del Senato
Alain Poher (UCDP - UC)
(1968 3 ott - 2 ott 1992)
René Monory (UC)
(2 ott - 1° ott 1998)
Presidente dell'Assemblea Nazionale
Henri Emmanuelli [PS]
(1992 gen - mar 1993)
Presidente del Congresso
(Senato+Camera)

-

 
Primo ministro
Édith Cresson * [PS]
(1991 15 mag - 31 mar 1992)
Pierre Bérégovoy * [PS]
(2 apr - 28 mar 1993)
Interni
Philippe Marchand (PS)
(1991 29 gen - 2 apr 1992)
Paul Quilés [PS]
(2 apr - 29 mar 1993)
Esteri
Roland Dumas
(1988 12 mag - 29 mar 1993)
Colonie
Regioni liberate
 
Difesa
Guerra
Marina
Aviazione
Economia e Finanze
Pierre Bérégovoy
(15 mag - 31 mar 1992)
Michel Sapin [PS]
(2 apr - 29 mar 1993)
Agricoltura
Commercio
e Industria
Lavori Pubblici
Lavoro
Giustizia
Henri Nallet
(1990 2 ott - 2 apr 1992)
Michel Vauzelle
(2 apr - 29 mar 1993)
Educazione Nazionale
Riforme

** [10 mag 1988 - 16 mag 1995] Periodo qualificato di "Seconda coabitazione", terminandosi con l'elezione di J. Chirac alla presidenza della repubblica.

1992
Gennaio
9
, Laurent Fabius, presidente dell'assemblea nazionale, diventa primo segretario del PS; il suo posto alla presidenza dell'assemblea viene preso dal deputato socialista Henri Emmanuelli;

Febbraio
5-7
, Parigi, è in visita il presidente russo Boris Eltsin: viene firmato un trattato fra Russia e Francia;
7
, Maastricht, la Francia è tra i firmatari del trattato che istituisce l'Unione europea;

Aprile
2
, F.-M. Mitterand nomina primo ministro Pierre Bérégovoy;
Settembre
20, il 51,5% degli elettori approva il trattato di Maastricht con un referendum che ha visto un'affluenza alle urne del 69,7%;

Giugno
28
, F.-M. Mitterand si reca a Sarajevo; la Francia, in precedenza attenta a non isolare Belgrado, per la prima volta definisce la Serbia stato aggressore nella crisi bosniaca;

Ottobre
23
, il processo per le trasfusioni di sangue contaminato si conclude con la condanna degli accusati, tra cui quella a 4 anni dell'ex direttore generale del centro nazionale per le trasfuzioni, Michel Garretta, accusato di aver coscientemente fornito sangue infettato dal virus dell'AIDS;

Dicembre
il parlamento approva la messa sotto accusa presso l'alta corte di tre ministri in carica nel 1985 (ma nel febbraio 1993 la corte dichiarerà prescritto il reato);
23, Pechino annuncia la chiusura del consolato francese a Canton, come rappresaglia per la vendita di 60 aerei da guerra francesi a Taiwan;
Corsica [dal 1982 l'isola ha ottenuto una certa autonomia ma le principali organizzazioni separatiste sono messe fuori legge.]
1992
-
Polinesia Francese [territorio d'oltremare]
1992
-
Nuova Caledonia [territorio d'oltremare]
1992
-




1992
Elisabetta II
Albero genealogico
(n. 1926)
figlia di Giorgio VI e di Elisabeth Bowes-Lyon [Queen Mum];
1947-52, duchessa di Edimburgo;
1953 (2 giugno) regina di Gran Bretagna e d'Irlanda del Nord, capo del Commonwealth;
Primo ministro,
Primo lord del Tesoro
[Prime Minister, First Lord of the Treasury]
J. Major
conservatore
(1990 28 nov - 2 mag 1997)
Cancelliere dello Scacchiere
[Chancellor
of the Exchequer
]
Norman Lamont
(1990 28 nov - 27 mag 1993)
Segretari di Stato
Affari Esteri e Commonwealth
Difesa
Affari Interni
 
Giustizia  
Colonie
 
Affari economici
Carburanti
ed Energia
 
Commercio estero
 
Sanità
 
Edilizia
 
[dal novembre del 1974 l'IRA è fuori legge nell'Irlanda del Nord, nella Repubblica d'Irlanda e in Gran Bretagna]
1991
Febbraio
7
, i ministri degli esteri e delle finanze dei Dodici firmano il trattato di Maastricht che istituisce l'Unione europea;
28
, Londra, scoppia una bomba nella stazione di London Bridge ferendo 29 persone;

Aprile
9
, ennesima vittoria dei conservatori alle elezioni politiche in Inghilterra (al potere dal 1979);

 
Elezioni politiche
 
%
seggi
+/- (*)
- Partito conservatore
(M. Thatcher)
41,85
336
-40
- Partito laburista
[Neil Kinnock]
34,16
271
+42
- SLD (Democratici socialisti e liberali)
[Paddy Ashdown]
17,88
20
-2
- altri  
23
-
Totale
 
650
 
* rispetto al 1987.
 


Aprile
10 , una bomba esplode nel cuore di Londra uccidendo tre persone e ferendone 91;
27, il deputato laburista Betty Boothroyd è la prima donna elletta alla presidenza della camera dei comuni; la sua elezione è stata favorita dalle divisioni esistenti tra i conservatori;

Maggio
22
, dovendo ratificare il trattato di Maastricht, la camera dei comuni dà voto favorevole ma è solo una prima tappa;

Ottobre
7
, il nuovo governatore di Hong Kong Chris Patten presenta un programma di riforme istituzionali, riguardanti soprattutto la democratizzazione;
14, il consiglio legislativo della colonia approva l'iniziativa del governatore attirandosi però immediatamente la condanna della Cina; ne segue una viva polemica tra Londra e Pechino che manda in frantumi il loro apparente accordo sul futuro di Hong Kong;

Novembre
4
,
la camera dei comuni approva la mozione del primo ministro, favorevole al trattato, per soli tre voti (319 contro 316);
11
, il sinodo della Chiesa d'Inghilterra approva, dopo un dibattito durato 20 anni, il sacerdozio femminile: le prime ordinazioni (32 donne) sono previste per il 2 Marzo 1994; il Vaticano dichiara che la decisione rappresenta un «grave ostacolo al processo di riconciliazione con la Chiesa cattolica»;


1992
Febbraio
11
, Londra, dopo il fallimento dei colloqui di Belfast, si incontrano, su iniziativa di John Major, i principali partiti dell'Irlanda del Nord (con l'eccezione del Sinn Fein, il braccio politico dell'IRA):
- Unionisti (protestanti),
- Partito laburista socialdemocratico (cattolico),
- Alleanza (interconfessionale);
mentre avviene l'incontro la violenza cresce nell'Irlanda del Nord: i morti in questo inizio d'anno sono già 26;

Novembre
10
, falliscono i negoziati intercomunitari in Irlanda del Nord;
- Primo ministro
Charles Haughey
(? - 1992)
Albert Reynolds
(1992 feb - ?)

1992
Charles Haughey è costretto alle dimissioni da una serie di scandali politico-finanziari;

Febbraio
11
, Albert Reynolds (leader del Fianna Fáil dal giorno 6) viene eletto primo ministro;

Novembre
5
, il governo Reynolds cade in seguito al voto di sfiducia del parlamento, in cui 6 deputati dei Democratici progressisti hanno votato con l'opposizione denunciando la corruzione del regime.
Il primo ministro reagisce sciogliendo il Dáil;
25, elezioni per il rinnovo del Dáil:

 
Rinnovo del Dáil
(25 novembre 1992)
- Fianna Fáil
66
- Fine Gael
44
- Partito laburista
(Dick Spring)
33
- Democratici progressisti
9
- Partito dei lavoratori
0
- Altri
14
Totale
166
 
 


si svolge anche il referendum sull'aborto che in Irlanda è illegale: il 65% vota per il mantenimento della sua proibizione;



a





1992
- Presidente
M. Soares
(1986 - 1995)
[PS (Partito socialista)]
- Presidente del consiglio
Aníbal Cavaco Silva
(1985 - 1995)
[PSD (Partito socialdemocratico)]
 
1992
Febbraio
7
, i ministri degli esteri e delle finanze dei dodici paesi della CEE firmano il trattato di Maastricht che istituisce l'Unione Europea;
Aprile
6
, l'escudo portoghese entra nel sistema monetario europeo;


1992
don Juan Carlos
Albero genealogico

(Roma 1938)
figlio di don Juan di Borbone e di Maria Mercedes di Borbone-Napoli;
1969, viene designato dal dittatore F. Franco Bahamonde [el Caudillo] a succedergli "a titolo di re";
- re di Spagna;
[da Novembre 1975]

 
 
IV Legislatura
Primo ministro
Felipe González Márquez
III
(1989 29 ott - 6 giu 1993)
[PSOE (Partito socialista operaio spagnolo)]
Difesa
Narcis Serra
(1983 - 1993)
Interno
   
Affari Esteri
 
Javier Solana Madariaga
(1992-95)
[PSOE]
Economia
Carlos Solchaga
(1983 - 1993)
[PSOE]
Finanze
   
Lavori pubblici
   
Industria
   
Commercio
   
Istruzione e Scienze
-
Lavoro
   
Informazioni
   
Affari sociali
-
 

1992
Gennaio
Madrid, arriva in visita il primo ministro cinese Li Peng;
Febbraio
7
, i ministri degli esteri e delle finanze dei Dodici firmano l'accordo di Maastricht concluso il 10 dicembre 1991, dando vita all'Unione Europea. Il testo dell'accordo dovrà essere ratificato dai paesi firmatari;
Aprile
20
, il re Juan Carlos inaugura l'esposizione universale di Siviglia; Expo '92 celebra il cinquecentesimo anniversario della scoperta dell'America da parte di Cristoforo Colombo; sul luogo destinato alla manifestazione sorgono gli stand di 111 paesi; ci si augura che gli investimenti effettuati per l'occasione nel capoluogo andaluso contribuiscano a rompere l'isolamento della regione, tra le più povere del paese;
Luglio
23-24, Madrid, si tiene il secondo vertice iberoamericano, al quale partecipano diciannove capi di stato e di governo; la personalità di maggiore spicco è quella di Fidel Castro Ruz, che compie per l'occasione il suo primo viaggio ufficiale in Europa;
nella dichiarazione finale del vertice si afferma che la "democrazia rappresentativa, il rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali sono i pilastri di ogni comunità": l'allusione è diretta Cuba, ma anche al Perù;
25-9 agosto, Barcellona, si svolgono le olimpiadi estive; vi partecipano 10.600 atleti, in rappresentanza di 172 paesi: sono le prime olimpiadi senza boicottaggi politici dal 1972;






1992
Repubblica Italiana
Presidenti
della Repubblica
Francesco Cossiga (Dc)
(1985 3 lug - 28 apr 1992, dim.)
Oscar Luigi Scalfaro (Dc)
(1992 28 mag - 15 mag 1999)

X Legislatura 1987 2 lug - 22 apr 1992
XI Legislatura 1992
23 apr - 14 apr 1994

Presidenti
della Camera
L. Jotti (Pci)
(1979 20 giu - 22 apr 1992)
O.L. Scalfaro (Dc)
(24 apr - 25 mag)
G. Napolitano (Pci)
(1992 3 giu - 14 apr 1994)
Presidenti
del Senato
G. Spadolini (Pri)
(1987 2 lug - 14 apr 1994)
Presidenti
del Consiglio
G. Andreotti (Dc) VII
(1991 12 apr - 28 giu 1992)
G. Amato (Psi) I
(1992 28 giu - 28 apr 1993)
vicepresidenti del Consiglio C. Martelli (Psi)
(1989 22 lug - 28 giu 1992)
 
Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Adolfo Nino Cristofori (Dc)
(1989 22 lug - 28 giu 1992)
F. Fabbri (Psi)
(1992 28 giu - 28 apr 1993)
Interno
V. Scotti (Dc)
(1990 16 ott - 28 giu 1992)
N. Mancino (Dc)
(1992 giu 92 - apr 1994)
sottosegretari Saverio D'Aquino (Pli)
(1987 28 lug - 28 giu 1992)
Saverio D'Aquino (Pli)
(1992 giu 92 - apr 1994)
Franco Fausti (Dc)
(1989 22 lug - 28 giu 1992)
Claudio Lenoci (Psi)
(1992 28 giu - apr 93)
V. Spini (Psi)
(1987 lug - 28 giu 1992)
Antonino Murmura (Dc)
(1992 giu 92 - apr 1994)
Esteri
G. De Michelis (Psi)
(1989 22 lug - 28 giu 1992)

V. Scotti (Dc)
(1992 28 giu - lug 92)

G. Amato (Psi)
(29 lug - 1° ago)
[ad interim]

E. Colombo (Dc)
(1° ago - apr 93)

sottosegretari Andrea Borruso (Dc)
(1991 12 apr - 28 giu 1992)
Carmelo Azzarà (Dc)
(1992 28 giu - 19 apr 1994)
Ivo Butini (Dc)
(1989 22 lug - 28 giu 1992)
Giuseppe Giacovazzo (Dc)
(1992 28 giu - 19 apr 1994)
Claudio Lenoci (Psi)
(1989 22 lug - 28 giu 1992)
V. Spini (Psi)
(1992 28 giu - apr 93)
Claudio Vitalone (Dc)
(1989 22 lug - 28 giu 1992)
 
Difesa
V. Rognoni (Dc)
(1990 27 lug - 28 giu 1992)
Salvo Andò (Psi)
(1992 28 giu - apr 93)
sottosegretari Giuseppe Fassino (Pli)
(1989 22 lug - 28 giu 1992)
Salvatore D'Alia (Dc)
(1992 28 giu - apr 93)
C. Mastella (Dc)
(1989 22 lug - 28 giu 1992)
Dino Madaudo (Psdi)
(1992 28 giu - apr 93)
Delio Meoli (Psi)
(1987 28 lug - 28 giu 1992)
 
Antonio Bruno (Psdi)
(1991 12 apr - 28 giu 1992)
 
Marina mercantile
F. Facchiano (Psdi)
(1991 12 apr - 28 giu 1992)
Giancarlo Tesini (Dc)
(1992 28 giu - apr 93)
[ad interim]
sottosegretari Giuseppe Demitry (Psi)
(1989 22 lug - 28 giu 1992)
Giulio Camber (Psi)
(1992 28 giu - apr 93)
Giovanni Mongiello (Dc)
(1989 22 lug - 28 giu 1992)
 
Tesoro
G. Carli (Dc)
(1989 22 lug - 28 giu 1992)
Piero Barucci (Dc)
(1992 28 giu - apr 1994)
[+ Dipartimento della Funzione Pubblica]
sottosegretari Mauro Bubbico (Dc)
(1989 22 lug - 28 giu 1992)
Paolo Bruno (Psdi)
(1992 28 giu - apr 93)
Luigi Foti (Dc)
(1989 lug - 28 giu 1992)
Antonio Giagu De Martini (Dc)
(1992 28 giu - apr 93)
Angelo Pavan (Dc)
(1988 13 apr - 28 giu 1992)
Piergiovanni Malvestio (Dc)
(1992 28 giu - apr 1994)
Emilio Rubbi (Dc)
(1989 22 lug - 28 giu 1992)
 
M. Sacconi (Psi)
(1987 lug - mag 1994)
Finanze
R. Formica (Psi)
(1989 22 lug - 28 giu 1992)
G. Goria (Dc)
(1992 28 giu - 19 feb 93)
sottosegretari Stefano De Luca (Pli)
(1988 13 apr - 28 giu 1992)
Giorgio Carta (Psdi)
(1992 28 giu - apr 93)
Dino Madaudo (Psdi)
(1989 22 lug - 28 giu 1992)
Stefano De Luca (Pli)
(1992 28 giu - apr 1994)
Carlo Merolli (Dc)
(1986 1° ago - 28 giu)
Pino Pisicchio (Dc)
(1992 28 giu - apr 93)
C. Senaldi (Dc)
(1988 13 apr - 28 giu)
 
Domenico Susi (Psi)
(1987 28 lug - 28 giu)
 
Bilancio e Programmazione economica
P.C. Pomicino (Dc)
(1989 22 lug - 28 giu 1992)
F. Reviglio (Psi)
(1992 28 giu - 21 feb 93)
[del. Interventi Straordinari nel Mezzogiorno]
sottosegretari Angelo Picano (Dc)
(1989 5 gen - 28 giu)
Vito Bonsignore (Dc)
(1992 28 giu - apr 93)
Paolo Fogu (Psi)
(1991 12 apr - 28 giu)
Luigi Grillo (Dc)
(1992 28 giu - apr 1994)
Partecipazioni statali
G. Andreotti (Dc)
(1991 12 apr - 28 giu)
[ad interim]
G. Guarino (Dc)
(1992 28 giu - 21 feb 93)
[ad interim]
sottosegretari Sebastiano Montali (Psi)
(1989 2 mar - 28 giu)
 
Paolo Del Mese (Dc)
(1991 12 apr - 28 giu)
 
Commercio estero
Vito Lattanzio (Dc)
(1991 12 apr - 28 giu)
Claudio Vitalone (Dc)
(?-?)
sottosegretari Franco Bonferroni (Dc)
(1991 12 apr - 28 giu)
 
Alberto Rossi (Dc)
(1986 1° ago - 28 giu)
 
Agricoltura e Foreste
G. Goria (Dc)
(1991 12 apr - 28 giu)
Giovanni Angelo Fontana (Dc)
(?-?)
sottosegretari Maurizio Noci (Psi)
(1991 12 apr - 28 giu)
Paolo Fogu (Psi)
(?-?)
Alessandro Ghinami (Psdi)
(1989 22 lug - 28 giu 1992)
 
Romeo Ricciuti (Dc)
(1989 22 lug - 28 giu 1992)
 
Industria, Commercio e Artigianato
G. Bodrato (Dc)
(1991 12 apr - 28 giu)
G. Guarino (Dc)
(1992 28 giu - apr 93)
sottosegretari Paolo Babbini (Psi)
(1987 28 lug - 28 giu)
Luigi Farace (Dc)
(1992 28 giu - apr 93)
Giuseppe Fornasari (Dc)
(1989 22 lug - 28 giu 1992)
Felice Iossa (Psi)
(1992 28 giu - apr 93)
Attilio Bastianini (Pli)
(1991 12 apr - 28 giu)
 
Lavori Pubblici
G. Prandini (Dc)
(1989 22 lug - 28 giu 1992)
Francesco Merloni (Dc)
(1992 28 giu - apr 93)
sottosegretari Francesco Curci (Psi)
(1989 22 lug - 28 giu 1992)
Tommaso Bisagno (Dc)
(1992 28 giu - apr 93)
Ettore Paganelli (Dc)
(1989 22 lug - 28 giu 1992)
Gabriele Piermartini (Psi)
(1992 28 giu - apr 93)
Saverio D'Amelio (Dc)
(1991 12 apr - 28 giu)
 
Giulio Ferrarini (Psi)
(1991 12 apr - 28 giu)
 
Trasporti
C. Bernini (Dc)
(1989 22 lug - 28 giu 1992)
Giancarlo Tesini (Dc)
(1992 28 giu - apr 93)
sottosegretari Gualtiero Nepi (Dc)
(1989 22 lug - 28 giu 1992)
Cesare Cursi (Dc)
(1992 28 giu - apr 93)
Giuseppe Lelio Petronio (Psi)
(1989 22 lug - 28 giu 1992)
 
Giuseppe Santonastaso (Dc)
(1989 22 lug - 28 giu 1992)
 
Lavoro e Previdenza sociale
Franco Marini (Dc)
(1991 18 mar - 28 giu 1992)
o

G. Giugni
(92)
Nino Cristofori (Dc)
(1992 28 giu - apr 93)
sottosegretari Gianpaolo Bissi (Psdi)
(1989 22 lug - 28 giu 1992)
Florindo D'Aimmo (Dc)
(1992 28 giu - apr 93)
Graziano Ciocia (Psi)
(1989 22 lug - 28 giu 1992)
Sandro Principe (Psi)
(1992 28 giu - apr 1994)
Ugo Grippo (Dc)
(1989 22 lug - 28 giu 1992)
 
Grazia e Giustizia
C. Martelli (Psi)
(1991 12 apr - feb 1993)
sottosegretari Franco Castiglione (Psi)
(1987 28 lug - 28 giu 1992)
Germano De Cinque (Dc)
(apr 91 - apr 93) ?
Giovanni Coco (Dc)
(1989 22 lug - 28 giu 1992)
Daniela Mazzuconi (Dc)
(1991 12 apr - apr 1994) ?
Vincenzo Sorice (Dc)
(1989 22 lug - 28 giu 1992)
 
Pubblica Istruzione
R. Misasi (Dc)
(1991 12 apr - 28 giu 1992)
R. Russo Jervolino (Dc)
(1992 28 giu - apr 1994)
sottosegretari Beniamino Brocca (Dc)
(1987 28 lug - 28 giu 1992)
Giuseppe Matulli (Dc)
(1992 28 giu - apr 1994)
Savino Melillo (Pli)
(1987 28 lug - apr 1993)
L. Fincato (Psi)
(1989 22 lug - 28 giu 1992)
 
Università, Ricerca Scientifica e Tecnologica
  Alessandro Fontana (Dc)
(1992 28 giu - apr 93)
sottosegretari   Rossella Artioli (Psi)
(1992 28 giu - apr 93)
Beni culturali
G. Andreotti (Dc)
(1991 12 apr - 28 giu 1992)
[ad interim]
A. Ronchey (Indip.)
(1992 28 giu - apr 1994)
sottosegretari Gianfranco Astori (Dc)
(1987 28 lug - 28 giu 1992)
 
Luigi Covatta (Psi)
(1989 22 lug - 28 giu 1992)
 
Poste e Telecomunicazioni
C.M. Vizzini (Psdi)
(1991 12 apr - 28 giu 1992)

Maurizio Pagani (Psdi)
(1992 28 giu - apr 1994)

sottosegretari Giuseppe Astone (Dc)
(1987 28 lug - 28 giu 1992)
P. Fiori (Dc)
(1992 28 giu - apr 93)
Raffaele Russo (Dc)
(1989 22 lug - 28 giu 1992)
Giorgio Casoli (Psi)
(1992 28 giu - apr 93)
Francesco Tempestini (Psi)
(1987 28 lug - 28 giu 1992)
 
Sanità
Sottosegretari F. De Lorenzo (Pli)
(1992 28 giu - 21 feb 93
sottosegretari Mariapia Garavaglia (Dc)
(1988 13 apr - 28 giu 1992)
Luciano Azzolini (Dc)
(1992 28 giu - apr 93)
Elena Marinucci (Psi)
(1987 28 lug - 28 giu 1992)
 
Paolo Bruno (Psdi)
(1989 22 lug - 28 giu 1992)
 
Turismo e spettacolo
C. Tognoli (Psi)
(1990 6 feb - 28 giu 1992)
M. Boniver (Psi)
(1992 28 giu - apr 93)
sottosegretari Antonio Muratore (Psi)
(1987 28 lug - 28 giu 1992)
 
Luciano Rebulla (Dc)
(1989 22 lug - 28 giu 1992)
 
Ambiente
G. Ruffolo (Psi)
(1987 28 lug - 28 giu 1992)
Carlo Ripa di Meana (Psi)
(1992 28 giu - 7 mar 93)
sottosegretari Piero Mario Angelini (Dc)
(1989 22 lug - 28 giu 1992)
 
Università
e Ricerca Scientifica
A. Ruberti (Ds)
(1988 apr - 28 giu 1992)
 
sottosegretari Learco Saporito (Dc)
(1989 22 lug - 28 giu 1992)
 
Giuliano Zoso (Dc)
(1989 22 lug - 28 giu 1992)
 
Ministri senza portafoglio
Affari regionali
F. D'Onofrio (Dc)
(1991 12 apr - 28 giu 1992)
 
Affari sociali
R. Russo Jervolino
(1987 28 lug - 28 giu 1992)
Adriano Bompiani (Dc)
(1992 28 giu - apr 93)
Coordinamento Politiche Comunitarie
P.L. Romita (Psdi)
(1989 22 lug - 28 giu 1992)
Coordinamento Politiche Comunitarie e Affari regionali

R. Costa (Pli)
(1992 28 giu - 21 feb 93)
Coordinamento della Protezione Civile
Nicola Capria (Psi)
(1991 12 apr - 28 giu 1992)
F. Facchiano (Psdi)
(1992 28 giu - apr 93)
Funzione pubblica
R. Gaspari (Dc)
(1989 22 lug - 28 giu 1992)
 
Interventi straordinari per il Mezzogiorno
C.A. Mannino (Dc)
(1991 12 apr - 28 giu 1992)
 
sottosegretari Francesco Cimino (Psi)
(1991 12 apr - 28 giu 1992)
 
Carmelo Pujia (Dc)
(1991 12 apr - 28 giu 1992)
 
Problemi delle Aree Urbane
Carmelo Conte (Psi)
(1989 22 lug - 28 giu 1992)
Aree Urbane

Carmelo Conte (Psi)
(1992 28 giu - apr 93)
Rapporti con il Parlamento
E. Sterpa (Pli)
(1989 22 lug - 28 giu 1992)
 
Affari europei
[o comunitari]
o Politiche comunitarie
P.L. Romita (Psdi)
(1989 22 lug - 28 giu 1992)
V. Spini
(1992 28 giu - 94)
Italiani all'estero e Immigrazione
M. Boniver (Psi)
(1991 12 apr - 28 giu 1992)
 
Riforme istituzionali
M. Martinazzoli (Dc)
(1991 12 apr - 28 giu 1992)
 
Sottosegretari F. D'Onofrio (Dc)
(1991 12 apr - 28 giu 1992)
 

Repubblica Italiana

1992
Gennaio
12
, in seguito a una delle tante polemiche scoppiate sul caso "Gladio", il presidente della Repubblica F. Cossiga ammette pubblicamente che nell'immediato dopoguerra– è il primo e l'unico a farlo da allora – la Dc disponeva di un organismo militare:
«io sono uno di quei ragazzi che oggi hanno il coraggio di dire che il 18 aprile 1948 facevano parte di una formazione armata […] Facevo parte di una formazione di giovani democristiani armati dall'Arma dei Carabinieri, per difendere le sedi dei partiti in caso che i comunisti, perdute le elezioni, avessero tentato un colpo di stato. Eravamo armati, tutti avevamo convenuto di tacere su questa storia, ma eravamo tutti armati».
Il giorno dopo torna sull'argomento Luigi Gedda:
«sì credo che nel 1948 nella Dc vi fossero forze clandestine armate. La situazione politica era gravissima. Si temeva un colpo di stato dei comunisti come era avvenuto in Cecoslovacchia […]. Il clima politico era rovente, ma per fortuna le elezioni del 1948 sistemarono ogni cosa».
Tuttavia, aggiunge, i suoi Comitati civici non avevano nulla a che fare con queste strutture clandestine armate, che facevano capo ad altre persone al'interno del partito.
. Corrado Corghi (presidente nel 1948 dell'Azione cattolica e a lungo segretario della Dc in Emilia Romagna):
«Sicuro che eravamo armati, ciò che racconta il Presidente [F. Cossiga] è solo la conferma che non si trattava di un'iniziativa isolata ma che esisteva una direttiva nazionale».
Ciò nonostante, queste dichiarazioni suscitano scarso interesse in un periodo in cui a dominare ogni discussione è sempre e comunque il caso "Gladio".
30, Alto Adige. Il Governo italiano vara gli ultimi quattro decreti legislativi riguardanti l'autonomia.

Febbraio
"Tangentopoli": la procura di Milano avvia una serie di inchieste sul circuito perverso politica-affari, che porta alla luce un gigantesco sistema di corruzione finalizzato al finanziamento illegale dei partiti e degli uomini di governo (soprattutto della Dc e del Psi), delegittimando di fatto l'intera classe politica;

Marzo

Aprile
5-6
, elezioni politiche:
Camera
Dc 29,7% â
Psi 13,6% â
Pci 16,1% -
Prc 5,6% -
Lega Nord 8,6% -


Lega Nord: 8,2% per il Senato; riesce a portare a Roma 80 parlamentari;

22, Alto Adige. anche l'ultima richiesta della Svp (Südtiroler Volkpartei), quella di un ancoraggio internazionale dell'accordo, viene attuata nello Statuto.

Maggio

Giugno
11
, Alto Adige. A Vienna il ministro degli Esteri austriaco consegna all'ambasciatore italiano la "quietanza";
20, Alto Adige. A 32 anni di distanza dal suo inizio, la "vertenza" si chiude.
[Anche i terroristi altoatesini decidono di fare la pace e nel 2007 per cinque di loro, non condannati all'ergastolo per fatti di sangue, arriverà il provvedimento di grazia firmato dal presidente della Repubblica G. Napolitano.]
28, G. Amato si pone alla guida di un governo quadripartito con (Dc, Psi, Psdi e Pli);

Luglio

Agosto

Settembre
10
, Costozza di Longare (Vicenza), viene arrestato Giuseppe [Piddu] Madonia, n. 2 di "Cosa Nostra" capeggiata da Salvatore Riina [Totò 'u Curtu].

Ottobre
I passeggeri del diretto Conegliano Veneto-Treviso vedono sventolare da un cavalcavia un lenzuolo con impresse alcune scritte e un disegno: la stella a cinque punte delle Br con accanto la sigla Ncc (Nuclei comunisti combattenti).

Novembre
25
, Treviso, una telefontata di minacce di morte contro alcuni dirigenti delle ditte Zanussi, Castro e Rossignolo viene effettuata dai Nuclei comunisti combattenti per la costruzione del Partito comunista combattente.

Dicembre
B. Craxi č raggiunto da vari avvisi di garanzia;
1992
PARTITI
Riferimento: Elezioni politiche 1992
Seggi
Camera Senato
Dc (Democrazia cristiana)

- Segretario:
. A. Forlani (22.02.1989 - 12.10.1992)
. M. Martinazzoli (12.10.1992 -?)
- Capo del gruppo parlamentare: ? (?-?)


Pli (Partito liberale italiano)    
-
Pri (Partito repubblicano italiano)
-
Pr (Partito radicale)
-
-
Svp (Südtiroler Volkspartei - Part. popolare sudtirolese)
-
Totale
Pci (Partito comunista italiano)

- Presidente: L. Longo (1973-?)
- Segretario: E. Berlinguer (1973-?)





Psi (Partito socialista italiano)


Psdi (Partito socialista democratico italiano)
-
Totale
Msi (Movimento sociale italiano)

-

Democrazia nazionale    

-

Totale
Totale Seggi
Note:

 

VFS
(Veneto Fronte Skinheads)

«segue da 1990»

1992
Fa la sua prima apparizione pubblica in Inghilterra, nella regiione del Suffolk, in occasione della seconda edizione della manifestazione "Rock Against Communism".
La band capitanata da Ian Stuart Donaldson si esibisce per la prima volta in Italia nel 1992 proprio ai piedi del Monte Grappa.
Il Vfs, collegato alla rete mondiale pan-ariana "Blood and Honour" si conquista sin da subito l'importante sostegno politico, ideologico e organizzativo del coordinamento europeo "White Noise", filando al contempo d'amore e d'accordo con il partito britannico di estrema destra "National Front" e inoltre diventando il punto di riferimento italiano per il network neonazista texano "Hammerskins", costituito dai transfughi del "Ku Klux Klan" con propaggini in tutta Europa.
Tra un convegno contro la globalizzazione, un proclama contro il capitalismo, un presidio contro l'omosessualità e un sit-in a favore di un'Europa bianca e cattolica, il Vfs trova il tempo per partecipare a scontri particolarmente violenti anche oltre i confini del Triveneto:
- a Brest, in Bretagna, contro la Polizia francese;
- a Pavia contro gli attivisti di un centro sociale, "Il Barattolo".
Nel mezzo tra i due episodi si collocano varie azioni di stampo squadrista e ripetute aggressioni nei confronti di cittadini extracomunitari.
«segue 1994»



 


CAMPANIA

1992

Carmine Alfieri tenta di costruire un'organizzazione unitaria secondo lo schema siciliano, chiamata significativamente Nuova Mafia Campana ma è più un'aspirazione che una realizzazione.

Marzo
13
, Sebastiano Corrado, consigliere comunale del PDS, viene ucciso a Castellammare di Stabia; era implicato in corruzioni relative all'USL del luogo e in rapporti con imprese gestite da organizzazioni camorristiche.

Maggio
, strage di Acerra: vengono uccise cinque persone.
Determinata dal controllo delle forniture di calcestruzzo per l'interporto di Maddaloni.
Il clan Di Paolo stermina la famiglia del fratello del capo del clan avverso, Cuono Crimaldi. In precednza, a Maddaloni, un armiere aveva ceduto oltre 100 pistole e 7 fucili a pompa alla banda autrice della strage.

Strage di Secondigliano: determinata dal controllo del traffico di stupefacenti, vede vittime i fratelli Prestieri.
[Bombe a mano simili a quelle adoperate nella strage, provenienti dalla Jugoslavia, erano state individuate a migliaia in un deposito all'interno di un campo zingari nei pressi di Acerra.]

Contrabbando di tabacchi. Il camorrista napoletano Ciro Mazzarella, trasferitosi a Lugano, organizza un traffico miliardario di tabacchi tra il Montenegro, la Puglia e la Campania, con l'ausilio di società svizzere, panamensi e italiane, nonché di varie organizzazioni contrabbandiere.

Fonti:
- Fabrizio Calvi, La Vita quotidiana della Mafia dal 1950 a oggi, 1986.



PUGLIA

1992

Brindisi.
Omicidi registrati nella provincia: 18.

Fonti:
- Nicola Tranfaglia, Mafia, Politica e Affari 1943-2000, Editori Laterza, 2001.

 

Processi Andreotti

 

1992

La prima denuncia di un possibile ruolo di G. Andreotti in un delitto di mafia venne lanciata nel 1984 da Nando Dalla Chiesa – figlio del gen. Carlo Alberto Dalla Chiesa, assassinato dalla mafia il 3 set 1982 a Palermo –, nel volume Delitto imperfetto nel quale lo si adombrava come mandante dell'omicidio del padre.
I sospetti sui rapporti tra G. Andreotti e la mafia crebbero poi regolarmente nel corso degli anni Ottanta a causa del suo comportamento durante il maxiprocesso e dei trascorsi di alcuni membri della sua corrente in Sicilia e nel Lazio. Le sue plateali contraddizioni davanti alla Corte d'Assise di Palermo nel 1986 spinsero quest'ultima a chiederne l'incriminazione per falsa testimonianza, e la sua difesa oltre ogni ragionevolezza della figura di Salvo Lima suggerì perfino ai più scettici che G. Andreotti, anche in tema di mafia, avesse qualcosa di molto pesante da nascondere.

Marzo
12
, Palermo, viene assassinato Salvo Lima.
[Uomo d'onore della famiglia di viale Lazio, guidata da Matteo Citarda.
Qualche mese dopo Francesco Mineo, mafioso di Bagheria, conversando con Pennino esprimerà questo giudizio lapidario: «Gli amici non avevano più stima di lui».]

Agosto
13
, un collaboratore di giustizia, Leonardo Messina, rompe il tabù sui rapporti tra la mafia e l'alta politica italiana: il nome di G. Andreotti compare per la prima volta in un procedimento di mafia.
[Memoria Depositata dal Pubblico Ministero nel procedimento penale n. 3538/94 N.R. instaurato nei confronti di Andreotti Giulio, vol. I, p. 7.]
Secondo il pentito, Salvo Lima è stato ucciso perché non è riuscito a garantire in Cassazione un esito del maxiprocesso favorevole agli imputati, nonostante sia stato molto vicino a uomini di Cosa Nostra per i quali ha costituito il tramite presso l'on. G. Andreotti per la necessità della mafia siciliana.
Alla dichiarazione di Leonardo Messina seguiranno altre dichiarazioni del medesimo tenore.

 

Fonti:
- Pino Arlacchi, IL PROCESSO-Giulio Andreotti sotto accusa a Palermo, Rizzoli Milano 1995.





 


OVEST
-
-
-
-

1992

-

 


 

DOMINION OF CANADA
[Aggiunta alle altre province britanniche nel 1763, include la regione sulle due rive del fiume San Lorenzo grossolanamente delimitate da Anticosti a est e il Lago Nipissing a ovest.
Dal 7 nov 1763 la provincia (ex Canada francese) è stata divisa formalmente in tre distretti: Québec, Trois-Rivières, Montréal.
Nel 1791 la provincia è stata separata in due parti:
Basso Canada (francofoni) e Alto Canada (lealisti).
Nel 1841, con l'Act of Union sono stati nominati due primi ministri ma Canada Est e Canada Ovest continuano ad andare ognuna per la sua strada. Il sistema dura ben 25 anni (1842-67).
Nel 1867, 1° luglio, nasce ufficialmente la confederazione: Dominion of Canada.]
Dal 1931, nonostante lo «statuto di Westminster», in pratica il Foreing Office britannico continua a rappresentare il Dominion in quasi tutte le nazioni del mondo e formalmente i canadesi continuano ad essere cittadini britannici, fino all'approvazione della legge sulla cittadinanza nel 1946.
Dal 1° gennaio 1947, in base al Canadian Citizenship Act, i canadesi diventano a pieno titolo cittadini del loro paese.
Governatore generale
Ramon J. Hnatyshyn
(1989 - 1994)
Primo ministro
Martin Brian Mulroney
II
(1989 - giu 1993)
[conservatore]
Ministro degli Esteri
-

1992
Agosto
12
, Canada, Stati Uniti e Messico concludono l'accordo NAFTA, destinato a creare nell'arco di 10 o 15 anni il più grande mercato senza barriere doganali del mondo;
a differenza della CEE, il NAFTA è strettamente commerciale e non politico;
la Comunità europea e il Giappone mettono in guardia i paesi contraenti da eventuali tentazioni protezionistiche;
22, in seguito al giro di consultazioni in tutto il paese, iniziato alla fine dell'anno scorso dal ministro degli Esteri Charles [Joe] Clark, il primo ministro Martin Brian Mulroney, quelli delle dieci province e i rappresentanti dei territori e dei popoli autonomi raggiungono a Charlottetown (Isola del Principe Edoardo) un accordo sulla riforma della costituzione:
- ridefinizione della divisione dei poteri tra Ottawa e le province,
- riconoscimento del carattere di "società distinta" del Québec,
- aumento dei poteri delle province più piccole e dell'autonomia degli amerindi e degli inuit;
onde evitare il ripetersi degli eventi del 1990, Ottawa e le province decidono che venga fissato per il 26 ottobre un referendum popolare.
29, il progetto, respinto dal PQ (Parti Québécois), viene approvato dal PLQ (Parti libéral Québécois);

Ottobre
26
, il progetto di riforma costituzionale, sottoposto a referendum, viene respinto dal 54,4% degli elettori:
- il "No" vince in sei province su dieci, in particolare in Québec dove supera il 55%;
- il "Sì" vince solo nell'Ontario, nel New Brunswick, a Terranova e nell'Isola del Principe Edoardo.
Il rifiuto del terzo progetto di riforma costituzionale in 10 anni rappresenta una sconfitta sia per il primo ministro federale Martin Brian Mulroney sia per il suo omologo in Québec, Robert Bourassa;

Missione di "peacekeeping" nella ex Yugoslavia.
Qui le forze canadesi, anche a causa dell'inadeguatezza del loro equipaggiamento, non sono in grado di tenere sotto controllo delle milizie locali estremamente feroci e potentemente armate. Vi sono dunque perdite tra i soldati della forza di pace e non è possibile arrestare il sanguinoso conflitto interetnico.

Martin Brian Mulroney annuncia, senza una previa consultazione con gli altri membri della NATO, il totale ritiro delle forze canadesi.
[Sarò completato nel luglio 1993.]

 

QUÉBEC
Primo ministro della provincia
Robert Bourassa
(1985 - 1994)
[PLQ (Parti libéral du Québec)]
Sindaco di Montréal
-
Arcivescovo di Montréal
Paul-Émile Léger
(? - ?)
Arcivescovo di Québec
-

1992
-


Montréal, il regista Paul Tana, in collaborazione con lo storico Bruno Ramirez come sceneggiatore, produce il film La Sarrasine (1992) che ricostruisce aspetti importanti della vita dei quebecchesi di origine italiana.

 


 

 

ONTARIO
-
-

1992

-

 

 


NEW BRUNSWICK
-
-

1992

-

NOVA SCOTIA
-
-

1992

-

MANITOBA [dal 1870]
-
-

1992

-


BRITISH COLUMBIA [dal 1858]
[nel 1866 ha incorporato l'Isola di Vancouver e dal 1871 fa parte della confederazione.]
Primo ministro della provincia
-

1992

-

 

ISOLA DEL PRINCIPE EDOARDO
[Dal 1873 fa parte della confederazione.]
Primo ministro della provincia
-

1992

-

Alla fine dell'anno il primo ministro Martin Brian Mulroney incarica il suo ministro degli Esteri Charles [Joe] Clark di compiere in tutto il paese un giro di consultazioni nelle quali indiani e Inuit svolgono un ruolo importante.

TERRITORIO DELLO YUKON [creato nel 1898]
   
1992
-
ALBERTA [creata nel 1905]
Primo ministro della provincia  
1992
-
SASKATCHEWAN [creata nel 1905]
Primo ministro della provincia  
1992
-
TERRANOVA
- 1867-1934, rimane Dominion autonomo.
- 1934-mar 1949, torna allo status di colonia dipendendo interamente dalla Gran Bretagna sul piano politico ed economico;
- 1949, 1 ° aprile, diventa la X provincia del Dominion del Canada.
Primo ministro della provincia
-
1992
-
[Luca Codignola-Luigi Bruti Liberati, Storia del Canada, Bompiani 1999.]

 

 
1992
U.S.A.
(Stati Uniti d'America)
- Presidente
G.H.W. Bush
(1989 - 1992)
- 41° -

- Vicepresidente

?
(
1989 - ?)

- Segretario di Stato

?
(1989 - ?)
[Partito repubblicano]
1992
Novembre
alle presidenziali viene eletto William Jefferson [Bill] Clinton, 42° presidente degli Stati Uniti, del Partito democratico;


FBI (Federal Bureau of Investigation)
[direttore: C.M. Kelley (1973-?)]
1992
-
CIA (Central Intelligence Agency)
1992
-


 


 
1992
GRANDI ANTILLE
- Presidente del consiglio di stato
Fidel Castro Ruz
(1959 - 2007)
[capo dello stato e primo ministro]
Partito unico: Partito comunista cubano.
[confermato dalla nuova costituzione in vigore dal 1976, e poi nel 1981;
nel febbraio 1986 viene effettuato un grande rinnovamento del comitato centrale del partito ma il presidente viene confermato nella sua carica.]
1992
Gennaio
20
, Eduardo Díaz Betancourt viene giustiziato;

Luglio
12
, l'assemblea nazionale approva una riforma costituzionale che prevede l'elezione a suffragio universale diretto dei suoi membri, la segretezza del voto e il rispetto delle libertà religiose, e garantisce gli investimenti stranieri, limita la proprietà socialista ai mezzi di produzione fondamentali e autorizza i piccoli proprietari a vendere la terra ad altri privati;
- Capo del consiglio di governo
Joseph Nérette
(1991 ott - ?)
[ad interim]
- Primo ministro
Jean-Jacques Honorat
(1991 ott - mag 1992)
Marc Bazin
(1992 giu - giu 1993)
[padre Jean Bertrand Aristide (1990 dic-dic 1995)
in esilio: 1991 set - ott 1994.]
1992
Febbraio
23
, a Washington i negoziati tra l'ex presidente Jean Bertrand Aristide e alcui parlamentari haitiani, avviati sotto l'egida dell'OAS, si chiudono con un accordo sul ritorno di Jean Bertrand Aristide e sulla restaurazione della democrazia;

Marzo
6
, Joseph Nérette respinge l'accordo di Washington;
27, l'accordo di Washington viene dichiarato incostituzionale dalla corte suprema;

Maggio
8
, tra il governo provvisorio, l'esercito e una delegazione di parlamentari si conclude un accordo;

Giugno
2
, in virtù di tale accordo Joseph Nérette nomina primo ministro Marc Bazin, in sostituzione di Jean-Jacques Honorat che era stato designato dall'esercito dopo la destituzione di Jean Bertrand Aristide;

- Presidente della repubblica
Joaquín Balaguer, VI,
(1990 mag - 1994)
[PRSC]
PRSC (Partido reformista social cristiano)
[di destra]
1992
Giugno
il presidente decide l'espulsione di tutti i clandestini haitiani di età compresa tra i 16 e i 60 anni, provocando una penuria di manodopera nelle piantagioni;

Settembre
vive proteste accompagnano le celebrazioni dello sbarco di Cristoforo Colombo;
- Primo ministro
Michael Manley
(1989 feb - mar 1992)
[PNP]
Percival Patterson
(1992 mar - ?)
[PNP]
[PNP (Partito nazionale del popolo), socialdemocratico;]
1992
le conseguenze sociali delle misure adottate dal governo provocano grandi manifestazioni;

Marzo
il primo ministro si ritira per motivi di salute e il PNP porta Percival Patterson alla presidenza del partito e pertanto alla carica di primo ministro;


1992
Estados Unidos Mexicanos
(Stati Uniti del Messico)
[repubblica federale]
- Presidente della repubblica federale
Carlos Salinas de Gortari
(1988 dic - 1994)
[PRI (Partido Revolucionario Institucional)]
- Ministro dell'interno
?
(? - ?)
[dal 1953 è stato concesso il voto alle donne;
la scena politica è dominata da due partiti:
- PRI (Partido Revolucionario Institucional);
- PAN (Partido de Acción Nacional);
una nuova legge elettorale, in vigore dal 1979, permette anche ai partiti di sinistra di partecipare alle elezioni legislative.]

1992
-







1992
Repubblica dell'America centrale
(1921)
- Presidente
-
1992

-



1992
República de Guatemala
[formalmente indipendente dal 1847]
- Presidente
Jorge Serrano Elías
(1991 - giu 1993)
[MAS]
[MAS (Movimiento para acción y solidaridad), di centrodestra.]
nuova costituzione dal 1985
1992
la guatemalteca Rigoberta Menchú, un'indiana quiché, ottiene il premio Nobel per la pace, un riconoscimento agli emarginati, discendenti dei maya; il presidente Jorge Serrano Elías è uno degli ultimi capi di stato ad inviarle un messaggio di congratulazioni;


1992
- Presidente
Alfredo Cristiani
(1989 giu - apr 1994)
[ARENA]
[ARENA (Alianza republicana nacionalista), estrema destra.]
1992
Gennaio
14
, i rappresentanti del governo e dei guerriglieri si incontrano per stabilire le modalità di applicazione dell'accordo;
16, il presidente Alfredo Cristiani e i comandanti del FMNL (Frente Farabundo Martí de Liberación Nacional) firmano l'accordo di pace definitivo;
24, il parlamento adotta una legge di amnistia che copre i reati politici e comuni commessi prima del 31 dicembre 1991; di fatto però l'amnistia viene concessa soltanto per i reati comuni collettivi non soggetti all'esame della commissione di indagine dell'ONU; lo stesso giorno due ufficiali appartenenti agli "squadroni della morte" sono condannati a trent'anni di detenzione per l'assassinio di sei gesuiti a San Salvador;

1992
Honduras
- Presidente
-
-
[dal 1951 il paese è inserito (carta di San Salvador) nella "Organizzazione degli stati dell'America Centrale".]
1992
-
Belize [Honduras Britannico]
[dal 1964 la colonia britannica gode dell'autonomia interna.]
1992
l'indipendenza, rivendicata dal People's United Party, partito di governo, è ritardata dalle rivendicazioni annessionistiche che sul paese avanzano il Guatemala e il Messico;


1992
- Presidente
Anastasio Somoza [Tachito]
(1967 - ?)
[dal 1937 le forze guerrigliere si oppongono alla dittatura della famiglia Somoza la quale poggia sulla "guardia nacional", una sorta di milizia pretoriana, armata e organizzata dagli Stati Uniti fin dall'insurrezione di A.C. Sandino.]
1992
l'opposizione è rappresentata da una coalizione di partiti clandestini e dal Fronte di liberazione nazionale sandinista, che conduce la lotta armata;

1992
- Presidente della repubblica
D. Oduber Quirós
(1974 - ?)
[riformista]
1992
la vita politica finora non ha conosciuto né violente pressioni dei militari né gravi traumi sociali grazie a uno sviluppo del reddito nazionale a livelli proporzionalmente più elevati che in altri paesi dell'America centrale;

1992
República de Panamá
(indipendente dal 1903)
- Presidente della repubblica
Guillermo Endara
(1989 dic - ?)
1992
pesanti attacchi al governo dopo la visita di George Bush (anche se aumenta il numero di quanti chiedono la permanenza delle truppe americane anche dopo il 1999, data prevista per il ritiro americano dalla zona del canale)

Novembre
vittoria dei no al referendum riguardante 58 questioni (tra cui l'abolizione dell'esercito);




1992
- Presidente
César Gaviria Trujillo
(1990 - 1994)
[Partido liberal]
Due rimangono i gravi problemi del paese:
- la violenza politica: continuano gli attacchi della guerriglia, in particolare del gruppo M-19 (estremisti populisti), e le violenze degli squadroni della morte;
- il narcotraffico: la lotta contro il narcotraffico si svolge tra molte contraddizioni: viene creato un corpo di guardie speciali.]
1992
Luglio
22
, l'evasione di Pablo Escobar, capo del cartello di Medellín e in carcere speciale dal 1991, provoca una crisi politica.

1992
[dal 1973 il paese è entrato nel "patto andino" e dal 1978 nel patto amazzonico.]

- Presidente della repubblica

Carlos Andrés Pérez
(1989 feb - ago 1993)
[AD (Acción democrática)]
1992
Febbraio
4
, i militari tentano un colpo di stato a Caracas e nella provincia, ma la rivolta viene rapidamente domata. Il bilancio ufficiale è di 19 morti; un migliaio di militari sono arrestati. Il capo dei ribelli, il ten. col. dei paracadutisti Hugo Chávez, denuncia la corruzione e l'incompetenza dei detentori del potere: la sua protesta trova eco in parte della popolazione e della gerarchia militare.
Sin dal 1989 le difficoltà legate all'applicazione di un programma economico di stampo liberale hanno suscitato un profondo malessere sociale diffusosi anche negli ambienti militari.

Novembre
28
, un nuovo tentativo di colpo di stato militare provoca 200 morti.


1992
República del Ecuador

- Presidente della repubblica

Rodrigo Borja Cevallos
(1988 - 1992)
[ID (Izquierda democrática)]
Sixto Durá Ballén
(1992 - ?)
[PUR (Partido de unidad republicana)]
[il protocollo di Rio de Janeiro non ha delimitato con precisione la linea di confine, nella zona della cordigliera del Cóndor;
dalla conferenza di Rio de Janeiro il paese dipende sempre più dagli Stati Uniti che hanno ottenuto anche la cessione di basi militari.]
1992
Luglio
5
, alle elezioni presidenziali, con il 57% dei voti, vince Sixto Durá Ballén, candidato del PUR (Partido de unidad republicana) un nuovo partito conservatore; in mancanza di una vera e propria maggioranza, con l'appoggio della destra e del mondo degli affari, il nuovo presidente decide una svalutazione del 26,2% del sucre rispetto al dollaro; il prezzo del petrolio non è più sovvenzionato e aumenta del 300%;

Novembre
il paese esce dall'OPEC;


1992
(Repubblica indipendente dal 1827)

- Presidente della repubblica

gen. F. Morales Bermúdez
(1975 ago - ?)
1992
-


1992

- Presidente della repubblica

Jaime Paz Zamora
(1989 - 1993)
[MIR]
MIR (Movimento della sinistra rivoluzionaria)
1992
-

1992

- Capo dello Stato

P. Aylwin Azócar
(1990 mar - 1994)
[democristiano]

- Comandante delle forze armate

gen. A. Pinochet Ugarte
(fino al 1997)

1992
-


1992
[I conflitti etnico sociali oppongono:
- PPP (People's Progressive Party), maggioranza indiana, marxista;
- PNC (People's National Congress), consistente minoranza nera, socialista, al potere dal 1964
- UF (United Force), minoranza bianca.]

- Presidente della repubblica

Desmond Hoyte
(1985 - 1992)
[PNC]
Cheddi Jagan
(1992 - ?)
[PPP]

- Primo ministro

Hamilton Green
(1985 - 1992)
[PNC]
-
[PNC (People's National Congress), al potere dal 1964.]
[dal 1991 vige lo stato d'emergenza]
1992
Ottobre
5
, elezioni generali (le prime libere dal 1966):

Elezioni generali
 
%
seggi
PPP (People's Progressive Party)
55,0
28
PNC (People's National Congress)
41,5
23
 


dopo 28 anni di opposizione, Cheddi Jagan del PPP (People's Progressive Party) viene eletto presidente, impegnandosi ad applicare la maggior parte delle riforme liberali introdotte dal suo predecessore;
la ripresa registrata nel corso dell'anno permette intanto al paese di beneficiare di maggior crediti all'estero.




 



1992
Republiek van Suriname
(indipendente dal 1975)
[Contrasti razziali tra:
- NPK (Alleanza nazionale dei partiti), formazione di maggioranza appoggiata dalla popolazione nera e meticcia;
- PRP (Partito riformista progressista), appoggiato dalla popolazione di origine asiatica;
crescente opposizione, anche armata, dei bush-negroes, i discendenti degli schiavi fuggitivi che accusano le nuove autorità di non rispettare i diritti riconosciutigli dall'amministrazione olandese.]

- Presidente

Ronald Venetiaan
(1991 - ?)
[Nuovo fronte per la democrazia e lo sviluppo
]

- Primo ministro

?
(? - ?)
[il col. Dési Bouterse ha assunto la guida di un consiglio militare incaricato di garantire il passaggio alla democrazia.
La pace di Kourou (Guyane Française) è stata rifiutata dall'esercito. ]
[dal 1990 Stati Uniti e Paesi Bassi hanno sospeso ogni aiuto fino al ritorno della democrazia.]
1992
Marzo
il governo chiede che siano abrogati gli articoli della costituzione in virtù dei quali l'esercito può farsi beffe della democrazia;

Agosto
il governo e i ribelli bush-negroes concludono un accordo che prevede un'amnistia generale e l'integrazione dei guerriglieri nella polizia.
Le azioni di risanamento economico e il crollo del fiorino del paese provocano gravi tensioni sociali.



1992
[dal 1946 integrata alla metropoli come dipartimento d'oltremare;
dal 1966 ha assunto una rilevante importanza strategica in seguito alla creazione di un centro spaziale lungo la fascia litoranea tra Kourou e Sinnamary. ]

- Governatore

?
(? - ?)
1992
-


1992

- Presidente

Fernando Collor de Mello
(1990 mar - dic 1992, dim.)
[populista di destra]
1992
Agosto
24
, la commissione parlamentare incaricata di indagare sul comportamento del presidente, accusato di corruzione dal fratello, rende pubblico il suo rapporto, confermando che Fernando Collor de Mello ha "sistematicamente, nel corso dei suoi due anni e mezzo di mandato, ricevuto vantaggi economici indebiti sotto forma di depositi bancari" sui conti di suoi sottoposti o familiari, e accusandolo di corruzione passiva e di omissione d'atti d'ufficio;
25-26, centinaia di migliaia di manifestanti chiedono le dimissioni del presidente;

Settembre
29
, 441 deputati dell'assemblea costituente (su 503) votano a favore di una procedura di impeachment;
30, viene eletto capo dello stato Itamar Franco;

Dicembre
29
, Fernando Collor de Mello rassegna ufficialmente le dimissioni;
30, il senato lo riconosce colpevole di corruzione, condannandolo a 8 anni di sospensione dai diritti civili (l'ex presidente dovrà però anche rispondere di una serie di reati comuni);
Itamar Franco dichiara la sua intenzione di privilegiare la lotta alla miseria, alla disuguaglianza sociale e alla corruzione;


1992

- Capo dello stato

gen. Andrés Rodríguez
(1989 mag - lug 1993)
[Partido colorado]
[esponente dell' "ala tradizionalista" del Partido colorado che conserva la maggioranza dei seggi sia alla camera sia al senato.]
1992
Giugno
20
, i deputati approvano all'unanimità la nuova costituzione, che sostituisce quella del 1967;


1992

- Presidente

Carlos Saúl Menem
(1989 lug - 1999)
[Partito giustizialista]
[Partito giustizialista (peronisti)]
1992
-



Patagonia
1992
-

1992
- Presidente
Luis Alberto Lacalle
(1990 - ?)
[Partito blanco]
[il Partido blanco ha dovuto allearsi con il Partido colorado, a cui ha lasciato 4 ministeri, per garantirsi il sostegno del parlamento.]
1992
il governo è costretto a scendere a patti con il Partito blanco per ottenere l'avallo della sua politica economica;






1992
Mongolia
(Unione democratica mongola)
- Presidente
Punsalmaguiin Ochirbat
(1990 - ?)
[PRPM]
- Primo ministro
Dachyn Byambasuren
(1990 - 1996)
[PRPM]
[PRPM (Partito rivoluzionario del popolo)]
[in base alla nuova costituzione promulgata all'inizio dell'anno i seggi del parlamento (Grande Hural) sono ora 76]
1992
Giugno
28
, elezioni politiche:

 
Elezioni politiche
 
seggi
+/-
- PRPM (Partito rivoluzionario del popolo)
(Dachyn Byambasuren)
70  
- Quattro partiti di opposizione
(sostengono di aver avuto il 45% dei voti)
6  
Totale
76
 
 
 


Il predominio comunista preoccupa la classe politica mongola, nel timore che l'influenza cinese rappresenti una minaccia per l'indipendenza politica recentemente acquisita dalla Mongolia: in effetti il PRPM è sostenuto da Pechino, che teme l'avvento alle sue frontiere di un regime realmente democratico (nella regione autonoma cinese della Mongolia Interna vivono tanti mongoli quanti nella Mongolia esterna).



1992
CINA
Repubblica Popolare Cinese

- Capo dello stato

Li Xiannan
(1982 - 1993)

- Primo ministro

Li Peng
(1987 nov - ?)
[ad interim]
- presidente del PCC
Yang Shangkun
(1988 -?)
- segretario generale del PCC
Jiang Zemin
(1989 giu - ?)
- presidente della commissione militare centrale del governo
Jiang Zemin
(1989 nov - ?)
[Nuova costituzione dal 1982.]

1992
Marzo
10
, l'ufficio politico del PCC decide, su iniziativa di Deng Xiaoping, di rilanciare le riforme economiche senza allentare il rigore della linea politica;

Ottobre
9
, il Comitato centrale conferma la destituzione di Zhao Ziyang;
12, si apre il XIV congresso del PCC, che ribadisce il ruolo guida del partito ed esclude ogni forma di liberalizzazione politica; il conservatore Li Peng viene confermato nella carica di primo ministro.



TIBET [dal 1962 annesso dalla Cina]
1992
-
Repubblica di Cina
(Repubblica nazionalista)

- Presidente della repubblica

Lee Teng hui
(1988 gen - ?)

- Vicepresidente

-

- Primo ministro

Lee Teng hui
(1988 gen - ?)

- Capo del KMT

Lee Teng hui
(1988 gen - ?)

[Cina nazionalista nell'isola di Taiwan (Formosa): capitale Taipei; dal 1971 esclusa dalle Nazioni Unite e disconosciuta dalla maggioranza dei suoi partner politici e commerciali occidentali.
Dal 1987 è stata abrogata la legge marziale, sostituita da una legge per la sicurezza nazionale che autorizza l'esistenza di partiti politici diversi dal KMT, riconosce il diritto di sciopero e sottrae i civili alla giurisdizione dei tribunali militari.
L'opposizione si è da poco coalizzata in un nuovo partito, il Partito democratico del progresso.
Nel 1988 è stata proclamata un'amnistia dalla quale sono esclusi però i comunisti; nel 1989 si sono svolte le prime elezioni politiche veramente libere. ]
KMT (Kuomintang), partito nazionalista al potere.
1992
Settembre
2
, il presidente americano Bush abolisce l'embargo che proibiva la vendita a Taiwan di aerei F-16 in base a un accordo cino-americano del 1982;
13, Taipei annuncia l'ordinazione di 150 F-16;
18, Taipei firma con la francese Dassault Aviation un contratto per l'acquisto di 60 Mirage 2000;

Dicembre
19
, elezioni politiche:

 
Elezioni politiche
 
seggi
+/-
- KMT
(Kuomintang)
96  
- DPP
(Partito democratico progressista)
50  
- candidati indipendenti 15  
Totale
161
 
Questi risultati provocano viva inquietudine nella Cina popolare e costituscono un duro colpo per il KMT, lacerato dalle divisioni interne e posto sotto accusa dall'opposizione che ha impostato la campagna elettorale sulla denuncia delle malversazioni del partito di governo.
 


a


1992


Choson
(Repubblica Democratica Popolare di Corea – a Nord)
[con capitale Pyongyang, nell'orbita sovietica.]
- Presidente della repubblica
Kim Il Sung
(1972 - lug 1994)
- Capo supremo dell'esercito
Kim Jong Il
(1991 dic - ?)
- Primo ministro
-
Kang Song San
(1992 dic - ?)
[dal 1948 segretario del Partito dei lavoratori (partito unico).]
Il suo potere è praticamente assoluto;
"successore" designato, ufficialmente dal 1984, suo figlio Kim Jong Il;
1992
Aprile
viene modificata la costituzione del 1972; scompare il riferimento al marxismo-leninismo come principio guida dello stato e vengono autorizzati gli investimetni stranieri;

Dicembre
diventa primo ministro un economista, Kang Song San, dopo che la difficile situazione economica ha provocato moti nelle principali città del paese;
DAE HAN
(Repubblica di Corea – a Sud)
[con capitale Seoul (sotto l'egida statunitense)]
- Presidente
gen. Roh Tae Wo
(1987 - 1993)
[PDG (Partito della democrazia e della giustizia)]
- Primo ministro
Chung Won Shik
(1991 mag - 1993)
1992
Marzo
24
, elezioni politiche:

 
Elezioni politiche
 
seggi
+/-
- PDL (Partito democratico liberale)
(Kim Young Sam )
149
-64
- PD (Partito democratico)
(Kim Dae Jung )
97
-
- Partito per l'unificazione nazionale
(Chung Ju Yung, un industriale)
32
-
- altri
21
-
 
299
 
 
 


Dicembre
18
, elezioni presidenziali:

 
Elezioni presidenziali
 
%
-Kim Young Sam
[PDL (Partito democratico liberale) ]
42,0
-Kim Dae Jung
[PD (Partito democratico) ]
34,0
- Chung Ju Yung
[Partito per l'unificazione nazionale]
16,2
- altri
7,8
 
 

a


1992
Pakistan
(repubblica islamica a prevalenza musulmana)
[dal 1971 solo ex Pakistan occidentale]
- Capo dello stato
Ghulam Ishaq Khan
(1988 dic - 1993)
- Primo ministro
Mian Mohammad Nawaz Sharif
(1990 nov - 1993)
[JDA]
[JDA (Alleanza democratica islamica).]
1992
Febbraio
12
, la polizia apre il fuoco su migliaia di partecipanti alla marcia organizzata dal Fronte di liberazione dello Jammu e Kashmir, una regione divisa tra Pakistan e India;


Kashmir nord occidentale (capitale Muzaffarabad) [dal 1972]
1992
-

a



1992
Unione Indiana
(repubblica federale a prevalenza indù)
[dal 1950, staccatosi dalla metropoli, il paese si è dato una costituzione repubblicana e federale a regime parlamentare;
lingua ufficiale: hindi; dal 1987 comprende 25 stati.]
- Primo ministro
Narasimha Rao
(1991 giu - 1996)
[Partito del Congresso]
Nel 1988 sette partiti dell'opposizione riuniti a New Delhi hanno formato un fronte nazionale da contrapporre al Partito del Congresso alle imminenti elezioni, e quattro di essi (Lok Dal, Janata, Jan Morcha e Congresso "S") si sono fusi in un nuovo partito, il Janata Dal.
1992
Febbraio
19
, le prime elezioni dal 1985 si svolgono nel Punjab, dove le vittime del terrorismo sikh sono ormai più di 15.000 dal 1983; a causa del boicottaggio dichiarato dai separatisti e regionalisti l'astensionismo tocca il 72% il che consente al Partito del Congresso di ottenere 85 dei 117 seggi dell'assemblea dello stato e 11 dei 13 seggi che spettano al Punjab nel parlamento federale;

Dicembre
6
, nell'Uttar Pradesh fondamentalisti induisti distruggono la moschea di Babur ad Ayodhya, una delle sette città sante dell'induismo (l'edificio, cinquecentesco, sorgerebbe sul sito di un antico tempio induista dedicato al dio Rama); le forze dell'ordine non intervengono;
il primo ministro federale Narasimha Rao rimuove subito il primo ministro dell'Uttar Pradesh e pone lo stato sotto l'amministrazione diretta di New Delhi;
7, mentre manifestazioni antiindiane si verificano in diversi paesi musulmani, in India si susseguono per diversi giorni scontri fra induisti (82% della popolazione) e musulmani (11%) che provocano la morte di più di 1100 persone;
8, vengono arrestati 8 leader induisti;
10, vengono messi fuorilegge diversi raggruppamenti fondamentalisti sia induisti sia musulmani;
15, il primo ministro Narasimha Rao scioglie le assemblee di altri tre stati controllati dal partito induista BJP ( Bharatiya Janata);

Kashmir sudorientale o Jammu e Kashmir (con capitali Srinagar e Jammu) [dal 1972]
1992
-
Sikkim [dal 1975]
1992
-

a


1992
Bangladesh
(Repubblica del Bengala Libero)
[dal 1988 l'Islam è religione di stato]
- Presidente
Abdur Rahman Biswas
(1991 - 1996)
- Primo ministro
Khaleda Zia
(1991 - 1996)
[PNB]
[PNB (Partito nazionale).]
1992
-

a



1992
Unione di Myanmar
[ex Birmania, regime militare]
- Presidente
gen. Saw Maung
(1988 - 1992)
[SLORC]
gen. Than Shwe
(1992 apr - ?)
[SLORC]
SLORC (Consiglio per il ripristino della legge e dell'ordine)
[dopo un colpo di stato militare]
[Aung San Suu Kyi (premio Nobel per la pace 1991, dirigente dell'opposizione e figlia dell'eroe dell'indipendenza birmana Aung San) dal 1989 è sempre tenuta segregata in casa dalla giunta militare.]
1992
Aprile
24
, il gen. Than Shwe sostituisce Saw Maung a capo del governo, e annuncia misure di liberalizzazione;

a


1992
Thailandia
Bhumibol Adulyadej Rama IX  
(? - ?)
figlio di ?
1946-?, re di Thailandia;

- Primo ministro
Anand Panyarachun
(1991 feb - 1992)
gen. Suchinda Kraprayoon
(apr - mag, dim.)
Anand Panyarachun
(giu - set)
Anand Panyarachun
(1992 set - ?)
[è a capo di un governo che alla coalizione uscente ha associato il Partito democratico unito e il Muan Chon.]
1992
Marzo
22
, i thailandesi sono chiamati a eleggere un'assemblea formata da 360 deputati e dotata di poteri alquanto ristretti; i 270 membri del senato vengono invece designati dalla giunta militare; sostenuto dalle forze armate, il partito Samakkhi Tham si aggiudica 79 seggi; il Chart Thai, vicino alla giunta militare, ottiene 74 seggi, mentre il Partito della nuova aspirazione, guidato da un ex ufficiale dell'esercito ostile alla giunta, ne conquista 72;
30, nell'ambito di un programma di rimpatrio organizzato dalle Nazioni Unite, 527 profughi cambogiani (su un totale di 375.000 ospitati nei campi thailandesi) fanno ritorno nel paese d'origine;

Aprile
7
, il gen. Suchinda Kraprayoon, comandante in capo delle forze armate, viene nominato primo ministro;

Maggio
4
e 7, Bangkok, decine di migliaia di manifestanti sfilano per le strade chiedendo le sue dimissioni; il leader dell'opposizione Chamlong Srimuang inizia uno sciopero della fame;
18, in seguito a violenti scontri tra manifestanti e polizia, viene decretato lo stato di emergenza; i dirigenti dell'opposizione sono arrestati, e la repressione è severa;
20, l'intervento del re mette fine ai disordini;
24, il gen. Suchinda Kraprayoon presenta le dimissioni, dopo aver decretato un'amnistia per i responsabili della repressione;
[secondo le autorità i disordini avrebbero provocato una quarantina di morti, cifra che le altre fonti considerano decisamente sottostimata.]

Giugno
10
, il parlamento approva quasi unanimemente le modifiche alla costituzione richieste dall'opposizione; il primo ministro dovrà essere scelto tra i membri eletti della camera bassa, mentre i senatori, nominati dal capo dello stato, non potranno più votare le mozioni di censura; il re affida a Anand Panyarachun la guida di un governo di transizione incaricato di organizzare nuove elezioni;
14, Anand Panyarachun forma un governo di tecnocrati;

Settembre
13
, elezioni:
i partiti ostili al regime militare ottengono la vittoria alle elezioni aggiudicandosi il 51% dei suffragi e 185 seggi su 360;
23, Chuan Leekpai viene nominato primo ministro per decreto reale;


1992
Laos
(Repubblica democratica popolare)
- Presidente
Kaysone Phomvihane
(1991 - † nov 1992)
Nouhak Phoumsavanh
(1992 nov - ?)
- Primo ministro
Khamtay Siphandon
(1991 - ?)
- Segretario del PPR
-
Khamtay Siphandon
(1992 - ?)
[PPR (Partito popolare rivoluzionario) comunista, partito unico al potere dal 1975.].
Dal 1988 il paese sta attuando una prudente politica di privatizzazione e di liberalizzazione economica allo scopo di ottenere aiuti internazionali;
il regime comunista collabora ancora strettamente col Vietnam e nel 1988 ha stipulato un accordo di cooperazione con la Cina;
migliorano anche i rapporti con la Thailandia: i due paesi si sforzano di ridurre gli incidenti di frontiera, di impedire alla resisternza laotiana di rifugiarsi in Thailandia e di agevolare il rimpatrio entro il 1994 delle decine di migliaia di laotiani ancora rifugiati in Thailandia.]
Novembre
21
, la morte del presidente Kaysone Phomvihane lascia un vuoto politico ma non lascia intravedere un mutamento nell'orientamento del regime;
25, il parlamento elegge al suo posto il presidente dell'assemblea nazionale Nouhak Phoumsavanh;
28, la segreteria del PPR viene assunta da Khamtay Siphandon che conserva le mansioni di primo ministro e appare il nuovo uomo forte del paese;

Dicembre
elezioni politiche: non portano alcun cambiamento (è il PPR a scegliere i 154 candidati agli 85 seggi);

a


1992
[dal 1989 l'ex Repubblica Democratica di Kampuchea si è trasformata in questo nuovo stato "neutrale, pacifico e non allineato";
il buddhismo è tornato ad essere religione di stato.]
- Capo dello stato
N. Sihanouk
(1991 nov - 1993)
 
1992
Febbraio
28
, il consiglio di sicurezza dell'ONU crea l'Autorità provvisoria delle Nazioni unite per la Cambogia (Apronuc), incaricata di riportare la pace, di amministrare il paese e di organizzare elezioni libere;

Marzo
30
, nell'ambito di un programma di rimpatrio organizzato dalle Nazioni Unite, 527 profughi cambogiani (su un totale di 375.000 ospitati nei campi thailandesi) fanno ritorno nel paese d'origine;
proseguono, soprattutto da parte dei Khmer rossi, le violazioni del cessate il fuoco e i tentativi di destabilizzare il paese;

a


1992
- Presidente
-
gen. Le Duc Anh
(1992 set - ?)
- Primo ministro
Vo Van Kiet
(1991 ago - ?)
- segretario generale del Partito comunista
Do Muoi
(1991 giu - ?)
1992
Aprile
15
, viene adottata una nuova costituzione che istituisce una presidenza unica e accentua la separazione dei poteri tra partito e stato;

Luglio
19
, in seguito ad elezioni viene formata una nuova assemblea nazionale; il gen. Le Duc Anh, candidato unico, ottiene il voto unanime dei 392 deputati presenti;

Settembre
23
, il gen. Le Duc Anh viene eletto presidente della repubblica dalla nuova assemblea nazionale;

Novembre
4
, il Giappone annuncia il ripristino degli aiuti al paese, sospesi quattordici anni prima;

Dicembre
14
, gli Stati Uniti, che hanno ormai ammorbidito il loro atteggiamento nei confronti del paese, autorizzano le società americane a concludere contratti con il paese stesso dopo la revoca dell'embargo;



1992
Giappone

Akihito

(Tokyo ? - ?)
figlio di Hirohito;
dal 1989, imperatore del Giappone;
si apre l'era Heisei ("della pace universale");



[Nuova costituzione dal 1° gennaio 1946;
a ricostruzione ormai conclusa, continua (dal 1948) a governare il Partito conservatore al quale si oppongono:
- socialisti (uniti dal 1955 al 1959) che costituiscono lo schieramento egemone dell'opposizione;
- comunisti, con modestissime fortune elettorali;
- buddhisti del komei-to.]
- Primo ministro
Kiichi Miyazawa
(1991 ott - 1993)
[PLD]
[PLD (Partito liberaldemocratico)]
1992
-

a


1992

Filippine

-
-
l' "Esercito popolare di liberazione" (Huk), duramente represso dalle truppe governative e ridotto a poche sacche di resistenza durante gli anni Cinquanta, riorganizzatosi agli inizi degli anni Sessanta, riprende una forte attivitŕ di guerriglia che crea non poche difficoltŕ al regime di Marcos.
1992
-

a


1992

Indonesia

-
-
1992
-

a

 

 




1992
MAROCCO
[[indipendente dal 1956, con l'eccezione delle plazas di Ceuta e Melilla, di Ifni e del cosiddetto Sahara spagnolo, ma compresa anche la città di Tangeri.
Nel 1975, dopo lunghe diatribe internazionali, il paese incorpora 180.000 kmq delle regioni settentrionali del Sahara Occidentale (ex Sahara Spagnolo) entrando in contrasto col movimento guerrigliero indipendentista del Fronte Polisario (Fronte Popolare di Liberazione di Sagua el Hamra e Rio de Oro) mentre, nel fronte interno, riesce a tenere sotto controllo i movimenti islamici.]
Hasan o Hassan II
-

(Rabat 1929 - 1999)
figlio di Maometto V [Sidi Muhammad Ibn Yusuf];
1960, nominato dal padre, diventa capo delle forze armate e vice presidente del consiglio;
1961-99, re del Marocco;
in successione al padre;
nel 1962 applica la costituzione parlamentare e una riforma agraria;
nel 1963 č coinvolto nella crisi interna del partito Istiqlal (scissione della destra filomonarchica a lui legata);
nel 1965, implicato nell' "affare Ben Barka" tenta di consolidare l'autoritŕ monarchica appoggiandosi dapprima agli ambienti militari; scioglie il parlamento;
nel 1991 č costretto ad accettare il referendum voluto dall'ONU sul Sahara Occidentale e il cessate il fuoco col Fronte Polisario;

[il parlamento, sciolto nel 1965, è stato ripristinato nel 1975]

1992
all'interno accelera il processo di democratizzazione delle istituzioni con una riforma costituzionale, approvata mediante un referendum;



1992
[legge coranica e potere direttamente al popolo tramite un congresso generale del popolo.]
- Dittatore militare
col. Muammar el-Gheddafi
(1969 - 2011)
(1971 - ?)
[il regime militare, dopo aver nazionalizzato (1971) le riserve petrolifere, ha fatto della Libia uno dei poli di riferimento delle tendenze più radicali del panarabismo ma anche una potenza emergente nello scacchiere africano.
Dalla prima metà degli anni '80 opera il gruppo di opposizione Fronte nazionale per la salvezza della Libia;
dal 1988 il colonnello ha promesso una serie di riforme:
- della giustizia: introduzione dell'habeas corpus e forse abolizione della pena di morte;
- dell'esercito e della polizia: abolizione e, al loro posto, una milizia popolare,
… senza tuttavia precisare le tappe della riforma; ]

1992
Ottobre
24
, il governo avvia un piano di decentralizzazione che prevede una suddivisione amministrativa del paese in circa 1500 comuni "autogestiti"; la creazione di queste entità, dotate teoricamente di autonomia amministrativa, politica e finanziaria, si inserisce nela linea di democrazia diretta enunciata dal colonnello nel 1977;




 
1992
[dal 1962 indipendente nell'ambito del Commonwealth e repubblica dal 1964;
dal 1967, assieme all'Uganda e alla Tanzania il paese ha dato vita all'EAC (East African Community) organizzazione economica regionale.]
- Presidente
Daniel Arap Moi [di etnia kalenjin] III
(1978 - ?)
[KANU (Kenya African National Union)]
- vicepresidente
-
- Ministro degli Interni
-
1992
Dicembre
29
, Nairobi, si svolgono le prime elezioni libere e pluraliste in 26 anni, dopo una campagna elettorale all'insegna della violenza etnica e segnalata da numerose irregolairtà.

 
Elezioni politiche
 
%
seggi
- KANU (Kenya African National Union)
[Daniel Arap Moi ]
37
100
- FORD-Asili (una delle due componenti del Forum for Restoration of Democracy)
[Kenneth Matiba ]
26
-
- Democratic Party
[Mwai Kibaki]
19
-
- FORD-Kenya (una delle due componenti del Forum for Restoration of Democracy)  
[Jaramogi Oginga Odinga]
18
-
 
-
188
sono in palio 188 dei 200 seggi dell'assemblea nazionale (altri 12 sono di nomina presidenziale);
 



1992
Repubblica del Ruanda
[capitale Kigali]
[indipendente dal 1° Luglio 1962; nel 1976 il presidente ha inserito il paese nella progettata organizzazione di cooperazione regionale "Comunità economica dei Grandi Laghi" ora istituita fra i tre paesi.
Dal 1978 vige una nuova costituzione che apre la strada al ritorno dei civili al governo.]
- Presidente e primo ministro
gen. Juvénal Habyarimana
(1973 lug - ?)
[dal 1975 opera un partito unico, il Movimento rivoluzionario nazionale per lo sviluppo.]
1992
Luglio
14
, dopo 21 mesi di guerra civile, un altro cessate il fuoco viene firmato in Tanzania da ribelli del FPR (Fronte patriottico del Ruanda) e governo;

Agosto
, entra in vigore il cessate il fuoco, sotto la sorveglianza di osservatori internazionali, cui fanno seguito negoziati di pace;

1992
[indipendente dal 1° luglio 1962 e repubblica dal 1966, è sotto la direzione del partito unico (vatussi) UPRONA (Unità e progresso nazionale).]
- Dittatore
magg. Pierre Buyoya
(1987 set - ?)
[di etnia tutsi (vatussi)]
[salito al potere nel 1987 con un colpo di stato incruento.]
1992
Marzo
viene adottato un progetto di costituzione pluralista;



1992
LEGA ARABA
Il 22 marzo 1945 è nata al Cairo questa lega fondata da Egitto, Libano, Siria, Giordania, Iraq, Arabia Saudita e Yemen;
1953, Libia
1956, Sudan
1958, Tunisia e Marocco
1961, Kuwait
1962, Algeria.
Fa parte anche l'OLP (Organizzazione per la liberazione della Palestina), presieduta da Yasir Arafat.
1992
-

Marzo
nasce il Gia (Groupe Islamique Armé), gruppo islamista armato fondato probabilmente da mujaheddin tornati in Algeria dopo la guerra in Afghanistan.
È guidato dall'emiro Abou Abd Ahmed, noto anche con il nome di Djafar al Afghani.
Scopo ultimo del gruppo è rovesciare il governo algerino sostenuto dai militari e fondare uno stato islamista basato sulla sharia.
Il numero dei suoi appartenenti si aggira tra i 20/25.000 uomini.
[Dal dicembre del 1993 compirà attacchi particolarmente violenti contro stranieri in Algeria e anche contro cittadini algerini.]





1992
Repubblica Libanese
(Seconda repubblica)

[retta collegialmente con un riequilibrio dei poteri favorevole ai musulmani;
durante le libere elezioni libanesi, "Hezbollah" (partito di Dio) e Amal conquistano un successo importante emergendo come il blocco politico con il maggior numero di deputati; il movimento viene quindi considerato come parte integrante del tessuto politico libanese e lo stesso governo di Beirut lo definisce "la resistenza nazionale al sud", esso ha infatti le sue roccaforti nel sud del paese, soprattutto nella valle della Beqaa e nei sobborghi e bassifondi meridionali della capitale.]

- Presidente
Elias Hrawi
(1989 nov - 1998)
[cristiano maronita]
- Capo del governo di unità nazionale
Omar Karamé
(1990 - mag 1992, dim.)
[musulmano sunnita]
Eashid Solh
(mag - ott)
[musulmano sunnita]
Rafiq al-Hariri
(1992 ott - ?)
[musulmano sunnita]
- Presidente del parlamento
-
Amal Nabih Berri
(1992 ott - ?)
[musulmano sciita]
1992
Maggio
6
, dopo una serie di violente manifestazioni contro il carovita verificatesi a Beirut, il primo ministro Omar Karamé si dimette;
16, Eashid Solh forma un nuovo governo, approvato da Damasco;
prima delle elezioni politiche viene proclamato uno sciopero generale di tre giorni dalle formazioni cristiane che chiedono una riforma della legge elettorale e rifiutano di partecipare ad una consultazione elettorale prima del ritiro delle truppe armate siriane;

Agosto
23
e 30, 3 settembre, elezioni politiche;

Ottobre
16
, entra in funzione il nuovo parlamento di 128 seggi, equamente ripartiti fra cristiani e musulmani, sotto la presidenza del leader della milizia sciita Amal Nabih Berri;
22, il presidente Elias Hrawi nomina primo ministro Rafiq al-Hariri, un miliardario musulmano sunnita;


Hezbollah (partito di Dio) inizia ad avvicinarsi ad Hamas il movimento palestinese, addestrando alla lotta armata alcuni dei suoi militanti nei campi nella valle della Beqaa;
Hezbollah, contrario a qualsiasi negoziato con Israele, sta migliorando la sua capacitŕ offensiva nei confronti di quest'ultimo ma, se esiste, lo deve sempre all'accordo politico tra la Siria, reale "padrona" del Libano, e l'Iran.


1992

[dall'aprile 1946 il paese ha conseguito la piena indipendenza; da febbraio 1958 federazione della Siria e dell'Egitto nella Repubblica Araba Unita (RAU).
La guerra arabo-israeliana le è costata la perdita delle alture del Golan. Con la guerra del Kippur, impegnata a fianco dell'Egitto, recupera El-Quneitra.]

- Presidente
gen. Hafez el-Assad
(1980 - ?)
[ala progressista moderata del partito Baath]
- Primo ministro
Mahmud al-Zub
(1987 - ?)
1992
Dicembre
2
, un referendum conferisce il quarto mandato presidenziale al candidato unico Hafez el Assad;

1992
[come membro fondatore, dal 22 marzo 1945 fa parte della "Lega araba"; dal 1949, dopo l'annessione della Palestina orientale (Cisgiordania) [40.000 kmq di superficie con poco meno di 1 Mne di abitanti], il Regno hashemita del Giordano viene comunemente chiamato Giordania.]
Hussein
(? - ?)
figlio di Talal;
1952-?, re del Regno hashemita del Giordano;

1992
-


1992
Gerusalemme, "internazionalizzata" dall'ONU, è divisa in due settori: la città vecchia (assegnata alla Giordania) e la città nuova (assegnata a Israele);

guerra dei sei giorni (1967): ha consegnato di fatto l'intera Palestina storica a Israele;
guerra del Kippur (1973): alla conferenza di Ginevra del 1974:
- un accordo fra Egitto e Israele ha deciso il ritiro delle truppe israeliane dalle posizioni raggiunte a occidente del canale di Suez e la creazione di un'ampia fascia smilitarizzata a oriente, garantita dalle forze di pace dell'ONU;
- un secondo accordo con la Siria ha impegnato gli israeliani a ritirarsi da el-Quneitra, stabilendo un'analoga fascia smilitarizzata sulle alture del Golan; 
Y. 'Arafat, ex leader di al-Fatah, è dal 1969 a capo dell'OLP (Organizzazione per la liberazione della Palestina) che:
- dal 1964, con il suo "Esercito per la liberazione della Palestina" e finanziata dalla Lega araba, lotta contro Israele,
- dal 1974 è stata riconosciuta dal vertice arabo di Algeri quale unico rappresentante del popolo palestinese, e ammessa all'ONU quale entitŕ politica nazionale, in qualitŕ di "osservatore";
dopo il riavvicinamento israelo-egiziano [accordi di Camp David] l'OLP registra difficoltŕ diplomatiche nei confronti di taluni stati arabi sostenitori; 
dal 1982 il quartier generale dell'OLP è stato trasferito in Tunisia;

[Gerusalemme viene formalmente indicata come capitale dello stato.]
- Presidente
Chaim Herzog
(1983 - 1993)
- Primo ministro
Yitzhak Shamir
(1986 - 1992)
[Likud (coalizione di centro destra)]
Yitzhak Rabin
(1992 - ?)
[laburista]
- Ministro della difesa
Yitzhak Rabin
(1986 - ?)
[laburista]
-
- Ministro delle finanze
Shimon Peres
(1986 - ?)
[laburista]
-
[governo di coalizione con la maggior parte dei partiti religiosi ortodossi e delle piccole formazioni dell'estrema destra nazionalista]

1992
Gennaio
15 e 16 , esce dal governo il partito di estrema destra Tehiya, seguito da Moledet, nel timore che il progetto di uno statuto di autonomia per i territori occupati sfoci nella creazione di uno stato palestiense;

Giugno
23
, le elezioni politiche anticipate sono vinte dai laburisti di Yitzhak Rabin che conquistano 44 seggi contro i 32 del Likud;

Luglio
2
, il presidente Chaim Herzog incarica Yitzhak Rabin di formare il nuovo governo;
13, il nuovo governo ottiene l'investitura dalla Knesset: la sua composizione riflette quella della coalizione di sinistra, con l'aggiunta del partito ultraortodosso sefardita Shas;

Agosto
5
, il governo sospende la colonizzazione "privata" nei territori occupati;

Dicembre
16
, il primo ministro Yitzhak Rabin decide l'espulsione in Libano di 415 palestinesi;
18, la decisione è condannata dal consiglio di sicurezza dell'ONU;


- Egitto (fascia di Gaza)

1992
Dicembre
8
, V anniversario dell'intifadah

l'OLP sceglie di appoggiare Saddam Hussein nella disastrosa guerra del Golfo compromettendo cosě le aspirazioni palestinesi volte alla creazione di un proprio stato autonomo nei territori occupati da Israele;


Hamas «zelo, fervore»
["Harakat Al-Muqawanat Al-Islamiya"]


dichiarato illegale, questo "Movimento di resistenza islamica" che opera nei territori palestinesi occupati da Israele ed č la maggiore fonte propulsiva dell' "intifadah palestinese", si oppone con durezza al processo di pace israelo-palestinese e lotta per scalzare l'OLP quale unico portavoce della causa palestinese;
particolarmente attivo nella Striscia di Gaza cuore della "guerra delle pietre" iniziata nel 1987 svolge sia un'intensa attivitŕ sociale, sia una campagna terroristica contro obiettivi civili e militari israeliani per mezzo della sua componente armata, i battaglioni Izz-al Din Qassam;
formalmente autonomi, questi ultimi operano sotto il coordinamento di una direzione generale.
Dicembre
la dura reazione israeliana all'attivitŕ di Hamas (415 dei suoi dirigenti sono espulsi dai territori) e quella successiva dell'Autoritŕ nazionale palestinese guidata da Y. 'Arafat non ne hanno frenato il largo consenso presso la minoritaria componente palestinese che si oppone al processo di pace sancito dagli accordi del settembre 1993, firmati dall'OLP e Stato di Israele, su Gaza e Gerico.


- Giordania (Cisgiordania)
1992
Dicembre
8
, V anniversario dell'intifadah


1992
Regno Arabo Saudita
[dal 27 set 1932]
[come membro fondatore, dal 22 marzo 1945 fa parte della "Lega araba".]
Fahd ibn 'Abd al-Aziz
Albero genealogico
(ar-Riyadh 1922 - ?)
figlio di 'Abd al-Aziz III discendente della dinastia wahhabita dei Banu Sa'ud;
1975-80, designato principe ereditario, promuove il secondo piano quinquennale di sviluppo saudita, impegnandosi in prima persona per l'industrializzazione del paese;
1981, suggerisce un piano di pace per la Palestina che prevede, accanto al riconoscimento di Israele, il ritiro di quest'ultimo da Gerusalemme e dai territori occupati;
1982-?, re dell'Arabia Saudita;
appena nominato re, riafferma con forza il suo ruolo diprotettore e custode dei luoghi santi dell'Islam, applicando in maniera alquanto rigida la legge coranica, pur favorendo la "modernizzazione" del processo educativo del popolo;
acerrimo avversario del khomeinismo sciita, impone il numero chiuso ai pellegrini alla Mecca; negli anni '80 sostiene con armi e denaro Saddam Hussein e offre più volte la sua mediazione per risolvere i conflitti arabo-israeliani e libanese;
1992
Marzo
crea la Shura, il consiglio consultivo;

1992
[sceiccato indipendente dal 16 giugno 1961;
la nuova costituzione (1963) prevede la formazione di un'assemblea nazionale con elezioni su base individuale (i partiti sono messi al bando).
Nel 1963 si sono svolte le prime elezioni, su base individuale (i partiti sono messi al bando), per la formazione dell'assemblea nazionale.]
Jaber al-Ahmed al-Sabah

(? - ?)
cugino di Sabah al-Salim al-Sabah;
1977-?, sceicco del Kuwait;



[la popolazione è composta per più della metà da stranieri; dal 1986 è sciolta l'assemblea nazionale e sospesa la costituzione del 1962.]
- Primo ministro
sceicco Saad al-Abdallah al-Sabah
(principe ereditario)
(? - ?)
1992
Ottobre
5
, si svolgono le prime elezioni dopo lo scioglimento dell'assemblea nazionale nel 1986; possono votare solo i cittadini di sesso maschile, di almeno 21 anni e la cui famiglia si sia installata nell'emirato prima del 1921; la vittoria va all'opposizione democratica e islamica che ottiene 29 dei 50 seggi dell'assemblea nazionale;

1992
Bahrein
[Monarchia assoluta indipendente dal 1972.]
?  
(?-?)
?-?, emiro del Bahrein;
1992
-

1992
Qatar
[Monarchia assoluta indipendente dal 1972.]
?  
(?-?)
?-?, emiro del Qatar;
1992
-

1992
EMIRATI ARABI UNITI
[capitale: Abu Dhabi]
[confederazione di sette sceiccati, monarchie assolute: Abu Dhabi, Dubai, Sharja, Ajman, Umm al-Qaiwain, Ras al-Khaimah e Fujayrah, noti anche come Stati della Tregua (Trucial States);
dal 1985 sono stati allacciati rapporti diplomatici con l'Unione Sovietica;
dal 1986 hanno riallacciato i rapporti con Il Cairo interrotti nel 1979 (quando l'Egitto è stato espulso dalla lega in seguto agli accordi con Israele).
Dopo l'invasione del Kuwait da parte dell'Iraq, una parte consistente delle forze alleate è stata stanziata negli Emirati. ]
- Presidente
sceicco Šayh Zayd
(? - ?)
[emiro di Abu Dhabi]
- Vicepresidente
sceicco Maktum
(? - ?)
[emiro di Dubai]
1992
il timore che il paese possa concedere agli Stati Uniti una base permanente nel Golfo induce l'Iran ad annettersi tre isole nello stretto di Hormuz (Abu Musa, finora amministrata congiuntamente dall'Iran e dall'emirato di Sharjah, e le due isole Tumb, appartenenti all'emirato di Ras al-Khaymah);
moltiplicano le spese militari, stipulando importanti contratti pe l'acquisto di armi dai paesi occidentali;
il fallimento della Banca di credito e di commercio internazionale, di cui l'emiro di Abu Dhabi è il principale azionista (70%), appanna l'immagine del paese;
 
- Abu Dhabi
?  
(?-?)
?-?, emiro di Abu Dhabi;
1992
-
- Dubai
?  
(?-?)
?-?, emiro di Dubai;
1992
-
- Sharja
?  
(?-?)
?-?, emiro di Sharja;
1992
-
- Ajman
?  
(?-?)
?-?, emiro di Ajman;
1992
-
- Umm al-Qaiwain
?  
(?-?)
?-?, emiro di Umm al-Qaiwain;
1992
-
- Ras al-Khaimah [dal 1972]
?  
(?-?)
?-?, emiro di Ras al-Khaimah;
1992
-
- Fujayrah
?  
(?-?)
?-?, emiro di Fujayrah;
1992
-


1992
[dopo la fusione, avvenuta nel 1990 dei due stati (Yemen del Nord, conservatore, e Yemen del Sud, socialista).]
- Presidente
Ali Abdullah Saleh
(1990 - ?)
[CPG (Congresso generale del popolo)]
- Primo ministro
Haider Abu Bakr al Attas
(1990 -?)
[PSY (Partito socialista)]
[dal 1991 il paese ha una nuova costituzione approvata da un referendum]

1992
-





1992
[dal 1972 il trattato di assistenza irano-omanita, con cui la casa regnante ha sostituito alla protezione britannica quella iraniana, è stato sancito dalla cessione di Hormuz all'Iran;
apertura dei rapporti diplomatici con la Repubblica Democratica Popolare dello Yemen (1977 e 1983), con la Repubblica Popolare Cinese (1978), con l'Unione Sovietica (1985) e con la Siria (1987);
patto di difesa stipulato con gli Stati Uniti (1980);
dal 1990 ha aperto le sue basi aeree alle forze occidentali evitando però ogni forma di impegno esplicito.]
Qabus ibn Said
-
(? - ?)
figlio del sultanoTaymoor;
1970-?, sultano di Oman;



1992
Ottobre
un accordo pone fine a un contenzioso confinario con lo Yemen che dura da 25 anni;
il sultanato, che mantiene la sua amabasciata a Baghdad, svolge una funzione essenziale di intermediazione tra l'Iraq e i paesi del Golfo; la firma di accordi bilaterali di difesa tra Kuwait, Qatar e Stati Uniti rende meno urgente la richiesta del sultanato di Oman che venga posto a disposizione del Consiglio di cooperazione del Golfo un esercito di 100.000 uomini;







1992
[dall'agosto 1988 a Ginevra si incontrano le due delegazioni guidate da:
- Tarek Aziz (Iraq),
- Velayati (Iran)
con il segretario delle Nazioni Unite Perez De Cuellar come moderatore, ma i negoziati non progrediscono.]
- Presidente del Consiglio del Comando della rivoluzione
- Primo ministro
Mohamed Hamza el Zubaidi (1991 set - 1993)
[partito baath iracheno]
Ispettore capo dell'ONU in Iraq
Rolf Ekéus
(1991 - 1999)
1992
-



Kurdistan (iracheno)
[le multinazionali del petrolio e in particolare l'Iraq Petroleum Corporation (anglo-franco-olandese-americana) operano nei giacimenti della zona di Kirkuk.]
1992
circa 3 milioni di curdi conducono una dura lotta per l'indipendenza guidata dall'UPK (Unione patriottica del Kurdistan) di Jalal Talibani e dal PDK (Partito democratico del Kurdistan) di Massud Barzani;
Settembre
20-25
, l'opposizione al regime si riunisce a Arbil, nel Kurdistan iracheno: i partecipanti, che mirano all'instaurazione di uno stato "democratico, pluralista e parlamentare", decidono di istituire una direzione collegiale;




1992
[la nuova costituzione assegna la direzione del paese a una guida spirituale (il faqih), cioè allo stesso Ruhollah Khomeini mentre il potere esecutivo spetta a un presidente.
Successore designato (1985) nel ruolo di "guida della rivoluzione" è l'ayatollah Hossein Ali Montazeri, che però ha perso potere dopo l'esecuzione del suo collaboratore;
il presidente del parlamento (Majlis), Hashemi Ali Akbar Rafsanjani, ha assunto la direzione del consiglio dei guardiani della rivoluzione.
Dopo il cessate il fuoco, dall'agosto 1988 a Ginevra si incontrano le due delegazioni guidate da:
- Tarek Aziz (Iraq),
- Velayati (Iran)
con il segretario delle Nazioni Unite Perez De Cuellar come moderatore; ]
- Capo e guardiano supremo della nazione
ayatollah Ali Khamenei
(1989 - ?)
[PRI]
- Presidente della repubblica (potere esecutivo)
Hashemi Ali Akbar Rafsanjani
(1989 lug - ?)
[PRI]
- Presidente del parlamento (Majlis)
Mehdi Karoubi
(1989 - ?)
[PRI]
- Primo ministro
?
(? - ?)
[PRI]
PRI (Partito della repubblica islamica, khomeinista)
[davanti al Majlis Hashemi Ali Akbar Rafsanjani ha presentato un governo di tecnici]
1992
Aprile
10
, al primo turno delle elezioni politiche si va già delinenando la vittoria dell'ACC (Associazione del clero combattente) sui radicali dell'ARC (Associazione dei religiosi combattenti); l'opposizione non ha partecipato allo scrutinio;

Maggio
8
, al secondo turno delle elezioni politiche l'ACC, che raggruppa i "pragmatici" o moderati ed è sostenuta dal presidente Hashemi Ali Akbar Rafsanjani e dalla guida della rivoluzione Ali Khamenei, ottiene più di tre quarti dei seggi vincendo nettamente contro l'ARC che difende l'eredità di Ruhollah Khomeini ed ha una larga maggioranza nel parlamento uscente ed è diretta dal presidente del Majilis, Mehdi Karoubi; a Teheran i moderati conquistano tutti i seggi; l'opposizione non ha partecipato allo scrutinio;







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Movimento popolare

«segue da 1975»
1992, con lo scoppio di Tangentopoli i bei tempi del movimento sembrano finiti.
A Milano i candidati eletti alle regionali:
. Antonio Simone,
. Luigi Martinelli,
. Vigilio Sironi,
sono condannati e finiscono in carcere.
«segue 1993»




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