©

Il Viandante

in rete dal 1996


Se ti siamo stati utili effettua una

Nuova Ricerca

ANNO 1993

STORIA e POLITICA RELIGIONE e FILOSOFIA ARTE

Bancarella Libri usati

Cosa Nostra
SCIENZE ECONOMIA LETTERE e TEATRO CINEMA
Radio-TV

Papa Giovanni Paolo II
(1978-2005)

segretario di Stato:
cardinale Angelo Sodano;

direttore dell'Entità e di Sodalitium Pianum: mons. Luigi Poggi;

ONU
Organizzazione delle nazioni unite

1993, New York,
segretario generale:
- 1991-96, Boutros Boutros Ghali.

UNESCO
(United Nations Educational Scientific and Cultural Organization)

«segue da 1984»
1993, i membri sono 181;
«segue 1994»



1993
UNIONE EUROPEA
III LEGISLATURA - (1989-1994)
Stati Membri
Seggi
[dal 1952]
       
01
Belgio      
24
02
Francia      
81
03
Germania      
81
04
Italia      
81
05
Lussemburgo      
6
06
Paesi Bassi      
25
[dal 1973]
       
07
Danimarca      
16
08
Regno Unito      
81
09
Irlanda      
15
[dal 1981]
       
10
Grecia      
24
[dal 1987]
       
11
Portogallo      
24
12
Spagna      
60
Totale Deputati
518

 

1993
III LEGISLATURA - (1989-1994)
- Deputati Italiani (81) -
[Elezioni: ]
PPE - Gruppo del Partito Popolare Europeo (Democratici Cristiani)

26
Rosaria Bindi
Andrea Bonetti
Franco Borgo
Carlo Casini
Maria Luisa Cassanmagnago Cerretti
Mauro Chiabrando
Felice Contu
Aldo De Matteo
(1992 17 mar - 1994)
[subentrato a Salvo Lima]
Lorenzo De Vitto
(1989 - 27 apr 1994)
Antonio Fantini
Arnaldo Forlani
Roberto Formigoni
(1989 - 6 mag 1993)

subentra
Maria Teresa Coppo Gavazzi
(1993 18 mag - 1994)

Mario Forte
Gerardo Gaibisso
Giulio Cesare Gallenzi
Francesco Guidolin
Antonio Iodice
Francesco Lamanna
(1992 7 set - 1994)
[subentrato a Emilio Colombo]
Calogero Lo Giudice
Agostino Mantovani
(1991 23 apr - 1994)
[subentrato a Giovanni Goria]
Alberto Michelini
Giuseppe Mottola
Eolo Parodi
(1990 27 set - 1994)
[subentrato a Mario Giovanni Guerriero Ruffini]
Ferruccio Pisoni
tesoriere
Nino Pisoni
Gabriele Sboarina
1
Joachim Dalsass
Totale Membri
27
Gruppo per la Sinistra Unitaria Europea
22
Roberto Barzanti
Rinaldo Bontempi
Luciana Castellina
(1989 - 11 gen 1993)
[poi aderisce ai "Non iscritti"]
Anna Catasta
Adriana Ceci
Gaetano Cingari
(1992 15 giu - 9 mag 1994)
[subentrato a Giorgio Napolitano]
Luigi Alberto Colajanni
presidente
Biagio De Giovanni
Cesare De Piccoli
Maurice Duverger
Giulio Fantuzzi
Renzo Imbeni
Pasqualina Napoletano
Achille Occhetto
Giacomo Porrazzini
Andrea Raggio
Tullio Regge
Giorgio Rossetti
Roberto Speciale
Renzo Trivelli
Dacia Valent
(1989 - 11 gen 1993)
[aderisce poi ai "Non iscritti"]
 
Luciano Vecchi
Gruppo Socialista
12
Gianni Baget Bozzo
Vincenzo Bettiza
Pierre Carniti
Mario Didò
(1992 13 mag - 1994)
[subentrato a Bettino Craxi]
Giuliano Ferrara
(1989 - 11 mag 1994)
Franco Iacono 
Lelio Lagorio
vicepresidente 
Antonio La Pergola
Nereo Laroni
Vincenzo Mattina
tesoriere
Maria Magnani Noya
Luigi Vertemati
2
Antonio Cariglia
Enrico Ferri
Totale Membri
14
In data 12.01.1993 i deputati del Partito Democratico della Sinistra, dopo essere stata celebrata l'ammissione del soggetto politico nel Partito del Socialismo Europeo, vengono ammessi a far parte del Gruppo del Partito del Socialismo Europeo. Precedentemente avevano costituito il Gruppo per la Sinistra Unitaria Europea.
Gruppo Verde
3
Gianfranco Amendola
Alexander Langer
Enrico Falqui
 
2
Maria Adelaide Aglietta
presidente
(1990 1° nov - 1994)
Virginio Bettini
(1989 26 ott - 1994)
[subentrato a Francesco Corleone]
 
1
Eugenio Melandri
 
Antiproibizionisti sulla Droga
1
Marco Taradash
 
Totale Membri
7
Gruppo Liberaldemocratico e Riformista
3
Jas Gawronski
vicepresidente
Elda Pucci
(1992 24 mar - 1994)
[subentrata a Giorgio La Malfa]
Bruno Visentini
Gruppo Arcobaleno del Parlamento Europeo
2
Luigi Moretti
(1989 - 20 apr 1994)
[nel 1994 aderirà ai "Non iscritti"]
Francesco Enrico Speroni
(1989 - 20 apr 1994)
[nel 1994 aderirà ai "Non iscritti" e l'11 mag 1994 si dimetterà]
subentra
Gipo Farassino

(1994 19 mag - )
1
Mario Melis
Totale Membri
3
Non Iscritti
4
Antonio Mazzone
Pietro Mitolo
(1992 25 mag - 1994)
[subentrato a Gianfranco Fini]
Cristiana Muscardini
Giuseppe Rauti
1
Marco Pannella
Totale Membri
5
In data 12.01.1993 aderiscono al gruppo le deputate Luciana Castellina e Dacia Valent provenienti dal Gruppo per la Sinistra Unitaria Europea
In data 18.04.1994 aderisce al gruppo il deputato Giuliano Ferrara proveniente dal Gruppo del Partito del Socialismo Europeo
In data 21.04.1994 aderiscono al gruppo i deputato Luigi Moretti e Francesco Enrico Speroni provenienti dal Gruppo Arcobaleno del Parlamento Europeo
Totale Deputati Italiani
81

Gruppo del Partito Popolare Europeo (Gruppo Democratico Cristiano)
Rosaria Bindi, Democrazia Cristiana, membro
Andrea Bonetti, DC, membro
Franco Borgo, DC, membro
Carlo Casini, DC, membro
Maria Luisa Cassanmagnago Cerretti, DC, membro
Mauro Chiabrando, DC, membro
Emilio Colombo, DC, membro (in carica fino al 01.08.1992)
Francesco Lamanna, DC, membro (subentrato il 07.09.1992)
Felice Contu, DC, membro
Joachim Dalsass, Südtiroler Volkspartei, membro
Lorenzo De Vitto, DC, membro (in carica fino al 27.04.1994)
Vito Napoli, DC, membro (subentrato il 29.04.1994)
Antonio Fantini, DC, membro
Arnaldo Forlani, DC, membro
Roberto Formigoni, DC, membro (in carica fino al 06.05.1993)
Maria Teresa Coppo Gavazzi, DC, membro (subentrata il 18.05.1993)
Mario Forte, DC, membro
Gerardo Gaibisso, DC, membro
Giulio Cesare Gallenzi, DC, membro
Giovanni Goria, DC, membro (in carica fino al 13.04.1991)
Agostino Mantovani, DC, membro (subentrato il 23.04.1991)
Francesco Guidolin, DC, membro
Antonio Iodice, DC, membro
Salvatore Lima, DC, membro (in carica fino al 12.03.1992)
Aldo De Matteo, DC, membro (subentrato il 17.03.1992)
Calogero Lo Giudice, DC, membro
Alberto Michelini, DC, membro
Giuseppe Mottola, DC, membro
Ferruccio Pisoni, DC, tesoriere
Nino Pisoni, DC, membro
Mario Giovanni Guerriero Ruffini, DC, membro (in carica fino al 15.09.1990)
Eolo Parodi, DC, membro (subentrato il 27.09.1990)
Gabriele Sboarina, DC, membro

Gruppo per la Sinistra Unitaria Europea
Roberto Barzanti, Partito Comunista Italiano, membro
Rinaldo Bontempi, PCI, membro
Luciana Castellina, PCI, membro
il deputato rimane all'interno del gruppo fino all'11.01.1993 per aderire al Gruppo dei Non iscritti.
Anna Catasta, PCI, membro
Adriana Ceci, PCI, membro
Luigi Alberto Colajanni, PCI, presidente del gruppo
Biagio De Giovanni, PCI, membro
Cesare De Piccoli, PCI, membro
Maurice Duverger, PCI, membro
Giulio Fantuzzi, PCI, membro
Renzo Imbeni, PCI, membro
Pasqualina Napoletano, PCI, membro
Giorgio Napolitano, PCI, membro (in carica fino al 10.06.1992)
Gaetano Cingari, PCI, membro (subentrato il 15.06.1992, in carica fino al 09.05.1994)
Andrea Carmine De Simone, PCI, membro (subentrato il 19.05.1994)
Achille Occhetto, PCI, membro
Giacomo Porrazzini, PCI, membro
Andrea Raggio, PCI, membro
Tullio Regge, PCI, membro
Giorgio Rossetti, PCI, membro
Roberto Speciale, PCI, membro
Renzo Trivelli, PCI, membro
Dacia Valent, PCI, membro
il deputato rimane all'interno del gruppo fino all'11.01.1993 per aderire al Gruppo dei Non iscritti.
Luciano Vecchi, PCI, membro

Gruppo del Partito del Socialismo Europeo
Gianni Baget Bozzo, Partito Socialista Italiano, membro
Vincenzo Bettiza, PSI, membro
Antonio Cariglia, Partito Socialista Democratico Italiano, membro
Pierre Carniti, PSI, membro
Bettino Craxi, PSI, membro (in carica fino al 30.04.1992)
Mario Didò, PSI, membro (subentrato il 13.05.1992)
Giuliano Ferrara, PSI, membro (in carica fino all'11.05.1994)
il deputato rimane all'interno del gruppo fino al 17.04.1994 per aderire al Gruppo dei Non iscritti.
Gabriele Panizzi, PSI, membro (subentrato il 19.05.1994)
Enrico Ferri, PSDI, membro
Franco Iacono, PSI, membro
Lelio Lagorio, PSI, vicepresidente del gruppo
Antonio La Pergola, PSI, membro
Nereo Laroni, PSI, membro
Vincenzo Mattina, PSI, tesoriere
Maria Magnani Noya, PSI, membro
Luigi Vertemati, PSI, membro
In data 12.01.1993 i deputati del Partito Democratico della Sinistra, dopo essere stata celebrata l'ammissione del soggetto politico nel Partito del Socialismo Europeo, vengono ammessi a far parte del Gruppo del Partito del Socialismo Europeo. Precedentemente avevano costituito il Gruppo per la Sinistra Unitaria Europea.

Gruppo Verde al Parlamento Europeo
Maria Adelaide Aglietta, Verdi Arcobaleno, presidente del gruppo dal 01.11.1990
Gianfranco Amendola, Liste Verdi, membro
Alexander Langer, Liste Verdi, vicepresidente del gruppo dal 25.07.1989 al 14.03.1990, presidente dal 15.03 al 31.10.1990
Enrico Falqui, Liste Verdi, membro
Eugenio Melandri, Democrazia Proletaria, membro
Edoardo Ronchi, Verdi Arcobaleno, membro (in carica fino al 26.07.1989)
Francesco Corleone, Verdi Arcobaleno, membro (subentrato il 27.07.1989, in carica fino al 26.10.1989)
Virginio Bettini, Verdi Arcobaleno, membro (subentrato il 26.10.1989)
Marco Taradash, Lega Antiproibizionista sulla droga, membro

Gruppo Liberale e Democratico
Jas Gawronski, Partito Repubblicano Italiano, vicepresidente del gruppo
Giorgio La Malfa, PRI, membro (in carica fino al 13.03.1992)
Elda Pucci, PRI, membro (subentrata il 24.03.1992)
Bruno Visentini, PRI, membro

Gruppo Arcobaleno del Parlamento Europeo
Mario Melis, Partito Sardo d'Azione, membro
Luigi Moretti, Lega Lombarda, membro
il deputato rimane all'interno del gruppo fino al 20.04.1994 per poi aderire al Gruppo dei Non iscritti.
Francesco Enrico Speroni, Lega Lombarda, membro
il deputato rimane all'interno del gruppo fino al 20.04.1994 per poi aderire al Gruppo dei Non iscritti.

Non iscritti
Gipo Farassino, Lega Lombarda, membro (subentrato il 19.05.1994 in sostituzione di Francesco Enrico Speroni dimessosi l'11.05.1994)
Gianfranco Fini, Movimento Sociale Italiano, membro (in carica fino all'11.05.1992)
Pietro Mitolo, MSI, membro (subentrato il 25.05.1992)
Antonio Mazzone, MSI, membro
Cristiana Muscardini, MSI, membro
Marco Pannella, Federalisti, membro
Giuseppe Rauti, MSI, membro
In data 12.01.1993 aderiscono al gruppo le deputate Luciana Castellina e Dacia Valent provenienti dal Gruppo per la Sinistra Unitaria Europea
In data 18.04.1994 aderisce al gruppo il deputato Giuliano Ferrara proveniente dal Gruppo del Partito del Socialismo Europeo
In data 21.04.1994 aderiscono al gruppo i deputato Luigi Moretti e Francesco Enrico Speroni provenienti dal Gruppo Arcobaleno del Parlamento Europeo



 



UNIONE EUROPEA
Commissione Delors III
(1993 gen - 1995)
Composizione politica
Sinistra / Socialisti (PSE): 5 membri
Destra / Conservatori (PPE, UPE e DE): 10 membri
Liberali (ELDR e ADE): 2 membri
Indipendenti: -
Jacques Delors*
Presidente
[III mandato]
PSE
FRANCIA
PS Socialisti
Relazioni Esterne e Politica estera e di sicurezza comune
Affari Economici, Finanziari e Monetari, Credito e Investimenti
Cooperazione e Sviluppo e Aiuti Umanitari
Hans van den Broek

Henning Christophersen

Vice presidente
Manuel Marin
Vice presidente
PPE
ELDR
PSE
PAESI BASSI
DANIMARCA
SPAGNA
CDA
Venstre
PSOE
Affari scientifici, Ricerca e Sviluppo
Istruzione, Formazione e Gioventù
Affari Industriali
Tecnologia dell'Informazione e delle Telecomunicazioni
Affari Economici Esterni, Politica Commerciale

Antonio Ruberti

Vice presidente

Martin Bangemann

Vice presidente

Leon Brittan

Vice presidente
PSE
ELDR
PPE
ITALIA
GERMANIA
(FDR)
REGNO UNITO
PSI
FDP
Conservatori
Questioni Istituzionali
Imprese
Mercato Interno e Servizi
Relazioni con il Parlamento e con gli Stati membri
Cultura e settore audiovisivo
Trasporti
Energia

Raniero Vanni d'Archirafi

João de Deus Pinheiro

Abel Matutes
(1993 - apr 1994)

PPE
PPE
PPE
ITALIA
PORTOGALLO
SPAGNA
DC
PSD/PP
PP
Bilancio, Controllo Finanziario e Lotta contro le Frodi
Dogane e Fiscalità
Politica dei Consumatori
Politiche Regionali
Peter Schmidhuber
Christiane Scrivener

Bruce Millan

PPE
Liberali, democratici e riformatori
PSE
GERMANIA
(FDR)
FRANCIA
REGNO UNITO
CSU
UDF o PR
Labour
Agricoltura e Sviluppo Rurale
Affari Sociali e Occupazione
Immigrazione, Affari interni e giudiziari
Concorrenza
Personale e Amministrazione

René Steichen

Pádraig Flynn

Karel van Miert

Vice presidente
PPE
ADE
PSE
LUSSEMBURGO
IRLANDA
BELGIO
CSV
Fianna Fáil
PS
Ambiente, Sicurezza Nucleare e Protezione Civile, Pesca
   
   

Ioannis Paleokrassas

   
PPE
   
GRECIA
       
ND
   

Legenda:
- PPE (Partito Popolare Europeo),
- PSE (Partito del Socialismo Europeo)
- ADE (Alleanza Democratica Europea)
- ALDE (Alleanza dei Liberali e dei Democratici per l'Europa)

Note
* Jacques Delors, già in carica dal 1985, poi riconfermato nel 1989, viene riconfermato per il terzo mandato consecutivo.
È il primo e unico presidente della commissione a svolgere tre mandati.

Durante il suo mandato entra in vigore il Trattato di Maastricht, per cui la Commissione Delors III è la prima commissione dell'Unione Europea.
La breve durata della Commissione è pensata per avvicinare i mandati della Commissione alle legislature del Parlamento europeo.

 


Commissione Delors III
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
La Commissione Delors III è stata la Commissione Europea in carica dal gennaio 1993 al 1995[1]. Durante il suo mandato entrò in vigore il Trattato di Maastricht, per cui la Commissione Delors III è stata la prima commissione dell'Unione Europea.
La breve durata della Commissione fu pensata per avvicinare i mandati della Commissione alle legislature del Parlamento europeo.
Indice [nascondi]
1 Presidente
2 Composizione politica
3 Componenti della Commissione
4 Attività svolta
5 Note
6 Voci correlate

Presidente
- Jacques Delors (Francia Francia) — Partito del Socialismo Europeo
Delors era già presidente della commissione dal 1985, venne riconfermato per il terzo mandato consecutivo. È stato il primo e finora unico presidente della commissione a svolgere tre mandati.

Composizione politica
Sinistra / Socialisti (PSE): 5 membri
Destra / Conservatori (PPE, UPE e DE): 10 membri
Liberali (ELDR e ADE): 2 membri
Indipendenti: -

Componenti della Commissione
Legenda: [ ] Sinistra/Socialisti - [ ] Destra/Conservatori - [ ] Liberali
Commissario Nazionalità Incarico Competenze Partito europeo Partito nazionale

- Jacques Delors Francia Francia Presidente PSE PS
- Martin Bangemann Germania Germania Vicepresidente
Affari Industriali
Tecnologia dell'Informazione e delle Telecomunicazioni
ELDR FDP
- Leon Brittan Regno Unito Regno Unito Vicepresidente Affari Economici Esterni, Politica Commerciale PPE Conservatori
- Henning Christophersen Danimarca Danimarca Vicepresidente Affari Economici, Finanziari e Monetari, Credito ed Investimenti ELDR Venstre
- Manuel Marin Spagna Spagna Vicepresidente Cooperazione e Sviluppo e Aiuti Umanitari PSE PSOE
- Karel van Miert Belgio Belgio Vicepresidente
Concorrenza
Personale e Amministrazione
PSE PS
- Antonio Ruberti Italia Italia Vicepresidente
Affari scientifici, Ricerca e Sviluppo
Istruzione, Formazione e Gioventù
PSE PSI
- Abel Matutes Spagna Spagna Commissario
Trasporti
Energia
PPE PP
- Marcelino Oreja[2]
- Ioannis Paleokrassas Grecia Grecia Commissario
Ambiente, Sicurezza Nucleare e Protezione Civile
Pesca
PPE ND
- René Steichen Lussemburgo Lussemburgo Commissario Agricoltura e Sviluppo Rurale PPE CSV
- Raniero Vanni d'Archirafi Italia Italia Commissario
Questioni Istituzionali
Imprese
Mercato Interno e Servizi
PPE DC
- Christiane Scrivener Francia Francia Commissario
Dogane e Fiscalità
Politica dei Consumatori
PR
- Peter Schmidhuber Germania Germania Commissario Bilancio, Controllo Finanziario e Lotta contro le Frodi PPE CSU
- Pádraig Flynn Irlanda Irlanda Commissario
Affari Sociali e Occupazione
Immigrazione, Affari interni e giudiziari
ADE Fianna Fáil
- João de Deus Pinheiro Portogallo Portogallo Commissario
Relazioni con il Parlamento e con gli Stati membri
Cultura e settore audiovisivo
PPE PSD/PP
- Hans van den Broek Paesi Bassi Paesi Bassi Commissario Relazioni Esterne e Politica estera e di sicurezza comune PPE CDA
- Bruce Millan Regno Unito Regno Unito Commissario Politiche Regionali PSE Laburisti

Attività svolta
Il Trattato di Maastricht che istituiva l'Unione Europea entrò in vigore il 1º novembre 1993. L'attività della Commissione si concentrò dunque sulla preparazione della creazione dell'Unione Europea e della realizzazione di tutte le riforme richieste dalla nuova organizzazione e delle nuove funzioni delle istituzioni europee.
La Commissione promosse il processo di realizzazione e rafforzamento del Mercato Unico Europeo e la creazione dell'Istituto monetario europeo per la realizzazione dell'unione monetaria.
La Commissione condusse inoltre i negoziati di adesione con l'Austria, la Norvegia, la Svezia e la Finlandia, che entrarono nell'Unione Europea (esclusa la Norvegia, che bocciò l'ingresso con un referendum) il 1º gennaio 1995. Durante il suo mandato Ungheria e Polonia presentarono ufficialmente la loro domanda di adesione all'UE e vennero conclusi accordi di associazione con Repubblica ceca, Slovacchia, Romania e Bulgaria.
La Commissione creò il Fondo europeo per gli investimenti. Seguì l'istituzione del Comitato delle regioni.


Note
^ Commissione Delors III. URL consultato il 01-05-2011.
^ Oreja subentrò a Matutes nell'aprile 1994.

 



1993
Schweizerische Eidgenossenschaf
Confédération suisse
Confederazione svizzera
[Repubblica federale]
- Presidente
-
- Primo ministro
-
[governo di coalizione: Partito radicale democratico, Partito cristiano-democratico, Partito socialista e Unione democratica di centro]

1993
-




1993
Fürstentum Liechtenstein
[Monarchia costituzionale]
Hans Adam
Albero genealogico
(? - ?)
figlio di Francesco Giuseppe II;
1989-?, principe di Liechtenstein;
[succeduto al padre]



 
- Primo ministro
Hans Brunhart
(1978 - ?)
[VU (Unione patriottica)]
[in parlamento (25 seggi) la VU (Unione patriottica) ha 13 seggi mentre il FBP (Partito borghese per il progresso) ne ha 12]
1993
-



1993
Republik Osterreich
[neutrale da mag 1955]
questione Alto Adige:
– 1° accordo 1969; 2° accordo 1971
- Presidente
Thomas Klestil
(1992 lug - ?)
[ÖVP (Partito popolare)]
- Cancelliere
Franz Vranitzky
(1986 - 1997)
[SPÖ]
- Ministro degli esteri
?
(? - ?)
[]
[governo di coalizione tra SPÖ (Partito socialista) e FPÖ (Partito liberale)]
1993
Gennaio
23
, più di 200.000 persone sfilano a Vienna contro il razzismo e la xenofobia;
dal 25 gennaio al 1° febbraio il FPÖ [Jörg Haider] organizza una raccolta di firme contro l'immigrazione (gli stranieri sono il 6,6% della popolazione) per chiedere che il parlamento voti l'inserimento nella costituzione di una clausola che dichiari l'Austria paese non di immigrazione. Le firme richieste sono 100.000 , e ne vengono raccolte 417.000 (pari al 7,37% dell'elettorato); la coalizione di governo ne tiene conto e adotta misure molto restrittive;
a seguito di una scissione del FPÖ [Jörg Haider], nasce il Forum liberale, partito d'orientamento europeo;

 

1993
Bundesrepublik Deutschland
[Repubblica Federale di Germania (FDR)]
(maggio 1949)
Presidente
Richard von Weizsäcker (1984 - 1994)
[CDU]
XII Legislatura 1990 20 dic - 10 nov 1994
Cancelliere
H. Kohl
IV
(1991 18 gen - 17 nov 1994)
[CDU]
[Coalizione "giallo-nera" composta da:
- CDU (Christlich Demokratische Union Deutschlands - Unione cristiano-democratica),
- CSU (Christlich-Soziale Union - Unione cristiano-sociale),
- FDP (Freie Demokratische Partei - Partito liberaldemocratico).]
Vice-cancelliere
+ Affari esteri
Vice-cancelliere

Jürgen W. Möllemann (FDP)
(1992 18 mag - 21 gen 1993)
Klaus Kinkel (FDP)
(1993 21 gen - 25 ott 1998)
Capo della Cancelleria federale
(Senza portafoglio)
Friedrich Bohl (CDU)
(1991 18 gen - 25 ott 1998)
Interni
Rudolf Seiters (CDU)
(1991 21 nov - 7 lug 1993)
Manfred Kanther (CDU)
(1993 7 lug - 25 ott 1998)
Giustizia
Sabine Leutheusser-Schnarrenberger (FDP)
(1992 18 mag - 17 gen 1996)
Finanze
Theodor Waigel (CSU)
(1989 22 apr - 25 ott 1998)
Economia
Jürgen W. Möllemann (FDP)
(1991 18 gen - 21 gen 1993)
Dr. Günter Rexrodt (FDP)
(1993 21 gen - 25 ott 1998)
Agricoltura e Foreste
Ignaz Kiechle (CSU)
(1983 30 mar - 21 gen 1993)
Jochen Borchert (CSU)
(1993 21 gen - 25 ott 1998)
Lavoro e Solidarietà sociale
Norbert Blüm (CDU)
(1982 4 ott - 25 ott 1998)
Difesa
Volker Rühe (CDU)
(1992 1° apr - 17 nov 1994)
Famiglia e Anziani
Hannelore Rönsch (CDU)
(1991 18 gen - 17 nov 1994)
Pari opportunità e Gioventù
A. Merkel (CDU)
(1991 18 gen - 17 nov 1994)
Sanità
Horst Seehofer (CSU)
(1992 6 mag - 25 ott 1998)
Trasporti
Günther Krause (CDU)
(1991 18 gen - 13 mag 1993)
Matthias Wissmann (CDU)
(1993 14 mag - 25 ott 1998)
Ambiente
Klaus Töpfer (CDU)
(1987 8 mag - 17 nov 1994)
Poste e Telecomunicazioni
Wolfgang Bötsch (CDU)
(1993 22 gen - 31 dic 1997)
Territorio, Genio civile e Urbanizzazione
Irmgard Schwaetzer (FDP)
(1991 18 gen - 17 nov 1994)
Ricerca e Tecnologia
Heinz Riesenhuber (CDU)
(1982 4 ott - 21 gen 1993)
Matthias Wissmann (CDU)
(21 gen - 13 mag)
Paul Krüger (CDU)
(1993 13 mag - 17 nov 1994)
Formazione e Scienze
Rainer Ortleb (FDP)
(1991 18 gen - 4 feb 1994)
Cooperazione economica

dal 22/01/1993: Cooperazione economica e sviluppo
Carl-Dieter Spranger (CSU)
(1991 18 gen - 25 ott 1998)
-

1993
Gennaio
12
, la corte costituzionale del Land di Berlino decide la sospensione del processo a E. Honecker, malato, in nome del rispetto della "dignità umana";

Aprile
2
, il governo approva la partecipazione delle forze armate tedesche all'applicazione della risoluzione 816 del consiglio di sicurezza dell'ONU sull'interdizione dei voli sulla Bosnia; il SPD (Partito socialdemocratico) e il FPD (Partito liberale) si rivolgono alla corte costituzionale di Karlsruhe, chiedendo che venga prima modificata la costituzione tedesca, che stabilisce che le forze armate non possono essere utilizzate solo a scopi difensivi;
8, la corte costituzionale approva in via provvisoria l'intervento in Bosnia;
21, il governo, su invito dell'ONU, accetta di inviare in Somalia, in giugno, un battaglione incaricato di compiti logistici;
14, E. Honecker raggiunge la sua famiglia in Cile;

Maggio
3
, il presidente del SPD (Partito socialdemocratico) Björn Engholm si dimette in seguito a uno scandalo;

Giugno
13
, Björn Engholm viene sostituito da Rudolf Scharping;

Maggio
26
, il Bundestag approva misure limitative del diritto di asilo;
28, il Bundesrat approva quanto appena approvato dal Bundestag;
29, Solingen, un incendio appiccato da neonazisti distrugge un edificio abitato da lavoratori turchi, provocando la morte di cinque persone;

Ottobre
12
, la corte costituzionale di Karlsruhe dichiara compatibile con la legge fondamentale il trattato di Maastricht, già approvato dal parlamento nel dicembre 1992: la ratifica del trattato è così definitiva;

Novembre
26
, il governo mette fuori legge il Partito dei lavoratori del Kurdistan, sospettato di responsabilità in una serie di attentati antiturchi verificatisi il 4 in diversi paesi europei;

Dicembre
16
, la Germania stabilisce rapporti diplomatici con la Macedonia;

 

 

 

 




1993
Royaume de Belgique
Konikrijk België
[Monarchia costituzionale]

Baldovino I

Albero genealogico

(1930 - 1993)
figlio di Leopoldo III e di Astrid di Svezia;
1951-93, re dei Belgi;
1993
Luglio
31
, muore; tutti i partiti gli rendono omaggio, non gli estremisti fiamminghi.

Alberto II

Albero genealogico

(? - ?)
figlio di Leopoldo IIIe di Astrid di Svezia;
1993
Agosto
9, il principe Alberto di Liegi, fratello del re defunto, presta il giuramento costituzionale davanti al parlamento, diventando così il sesto re dei belgi;
dal 1993, re del Belgio;

 
- Primo ministro
Jean-Luc Dehane
(1992 mar - 1994)
[cristiano-sociali fiamminghi]
- Ministro dell'interno
?
(? - ?)
[governo di coalizione: cristiano-sociali, socialisti e la Volksunie]
1993
Febbraio
6
, il parlamento modifica l'art. 1 della costituzione: il Belgio diventa uno stato federale composto da tre regioni:
- Vallonia,
- Fiandre,
- Bruxelles;
voluto dalla coalizione al potere, il federalismo trova l'opposizione dei liberali e dei democratici francofoni, che lo considerano un separatismo di fatto a causa della superiorità economica e demografica delle Fiandre.

1993
Koninkrijk der Nederlanden
[Regno dei Paesi Bassi]

Beatrice I

Albero genealogico

(n. 1938)
figlia di Giuliana regina dei Paesi Bassi e del principe consorte Bernardo di Lippe-Biesterfeld;
principessa dei Paesi Bassi, di Orange-Nassau, di Lippe-Biesterfeld;
1961, si laurea in sociologia all'universitŕ di Leida;
1966, sposa Claus von Amsberg, diplomatico tedesco;
dal 1980, regina dei Paesi Bassi;
[dopo l'abdicazione della madre]


 
Primo ministro
Ruud Lubbers
(1982 - mag 1994)
[CDA]
[governo di centrosinistra: CDA (democristiani) e PVDA (Partito socialista)]
1993
Dicembre
16
, i Paesi Bassi allacciano rapporti diplomatici con la Macedonia;




1993
Grousherzogden Lezebuurg
Grand-Duché de Luxemburg
- dal 1919 il paese ha una costituzione democratica e la vita parlamentare è dominata dal Partito cristiano-sociale;
- dal 1948 ha rinunciato alla neutralità,
- dal 1951 fa parte della CECA,
- dal 1954 fa parte della UEO,
- dal 1957 fa parte della CEE che ha sede proprio in Lussemburgo.

Giovanni di Borbone-Parma

Albero genealogico

(1921 - ?)
figlio secondogenito del principe Felice di Borbone-Parma e di Charlotte di Nassau-Weilburg, granduchessa di Lussemburgo e duchessa di Nassau;
1964-?, granduca di Lussemburgo;
[dopo l'abdicazione della madre]


 
- Primo ministro
Jacques Santer
(1984 - 1994)
[]
[governo di coalizione: democristiani e socialisti]
1993
-


1993
Kongeriget Danmark
[Regno di Danimarca]
Margherita II
Albero genealogico

(? - ?)
figlia di Federico IX e di Ingrid di Svezia;
dal 1972, regina di Danimarca;

 
Primo ministro
Poul Schlüter
(1982 - gen 1993)
[Partito conservatore]
Poul Nyrup Rasmussen
(1993 gen - ?)
[Partito socialdemocratico]
[governo di coalizione: conservatori, Partito del progresso, radicali e cristiano-popolari.]
1993
Gennaio
14
, il primo ministro Poul Schlüter, coinvolto in uno scandalo legato all'immigrazione di rifugiati tamil provenienti dallo Sri Lanka, rassegna le dimissioni;
15, il Folketing incarica il presidente del Partito socialdemocratico Poul Nyrup Rasmussen di avviare le consultazioni per la formazione del nuovo governo;
25, Poul Nyrup Rasmussen annuncia la formazione di un governo di centro-sinistra comprendente socialdemocratici, centristi, radicali e cristiano-popolari;
il nuovo governo, che segna il ritorno al potere dei socialdemocratici dopo 10 anni, è anche il primo dal 1971 a disporre della maggioranza al Folketing (90 voti su 179);

Maggio
28
, si tiene un nuovo referendum sul trattato di Maastricht; in seguito all'accordo firmato nel dicembre 1992 al vertice di Edimburgo, il testo è integrato da deroghe in materia di difesa e di moneta comune, di cittadinanza e di cooperazione tra le forze di polizia;
le astensioni sono inferiori rispetto al 1992 (solo il 14,5%) e la vittoria va al sì (56,8% dei voti);

Dicembre
16, la Danimarca allaccia rapporti diplomatici con la Macedonia;


1993
Repubblica d'Islanda
[dal 17 giugno 1944]
- Presidente
Vigdís Finnbogadóttir
(1980 giu - giu 1996) IV
- Primo ministro
David Oddsson
(1991 apr - apr 1995)
[Partito dell'indipendenza (di destra)]
[governo di coalizione: conservatori e socialdemocratici]
1993
-


1993
Kongeriket Norge
[Regno di Norvegia]
[dal 1905]
Olav V
Albero genealogico

(1903 - ?)
figlio di Haakon VII e di Maud di Gran Bretagna;
1957-
, re di Norvegia;

 
- Primo ministro
signora Gro Harlem Brundtland
(1990 nov - ott 1996)
[Partito laburista]
[governo laburista di minoranza]
1993
Settembre
13, si svolgono le elezioni per il rinnovo del parlamento (Storting):

 
Elezioni politiche
 
%
seggi
+/- (*)
- Partito laburista
[Gro Harlem Brundtland ]
37,1
67
+4
- Partito del centro
[Anne Enger Lahnstein]
18,5
32
+21
- Partito conservatore
[Jan P. Syse]
15,6
29
-8
- Partito socialista di sinistra
[Erik Solheim]
-
13
-4
- Partito cristiano-popolare
[?]
-
13
-1
- Partito del progresso
[Carl I. Hagen]
6,0
10
-12
- altri
-
1
-
   
165
 
* rispetto al 1989.
 


la signora Gro Harlem Brundtland resta a capo di un governo laburista di minoranza;

Oslo, si svolgono, con la mediazione del ministro degli esteri norvegese Johan Joergen Holst, negoziati segreti fra i rappresentanti di Israele e dell'OLP che pongono le basi per l'accordo di pace firmato a Washington il 13 settembre;





1993
Konungariket Sverige
[Regno di Svezia]
Carlo XVI Gustavo
Albero genealogico

(1946 - ?)
figlio di ? e di ?;
dal 1973, re di Svezia;


 
Primo ministro
Carl Bildt
(1991 ott - ott 1994)
[Partito conservatore]
[governo minoritario che riunisce i quattro partiti della coalizione "borghese" (centrodestra)]
1993
-


1993
Suomen Tasavalta
Republiken Finland
[Repubblica di Finlandia]
[dal 1961 aderisce all'EFTA; dal 1973 accordo di cooperazione con il Comecon; nel 1986 diventa membro dell'EFTA.]
Presidente
Mauno Koivisto
(1982 - gen 1994)
[Partito socialdemocratico]
Primo ministro
Esko Aho
(1991 mar - feb 1995)
[Partito di centro]
Ministro dell'interno
-
Ministro degli esteri
-
[governo senza alcun partito di sinistra]
1993
-





1993
REPUBBLICA di SLOVENIA
cap. Lubiana
(8 ottobre 1991)
- Presidente
Milan Kucan
(1991 ott - ?)
- Primo ministro
Janez Drnovšek
(1991 ott - ?)

1993
-


a


1993
REPUBBLICA di CROAZIA
cap. Zagabria
(25 giugno 1991)
- Presidente
Franjo Tudjman
(1991 giu - ?)
[HDZ (Unione democratica)]
- Primo ministro
Hrvoje Sarinic
(1992 ago - ?)
1993
Gennaio
22
, nel tentativo di liberare dall'isolamento il sud del paese, l'esercito croato scatena un'offensiva contro le milizie serbe che dall'agosto del 1991 occupano la Krajina;
con questa azione Zagabria intende protestare contro l'inerzia delle forze dell'ONU dislocate nella regione e contro l'occupazione di un terzo del suo territorio da parte delle forze serbe;

[Nella cittadina di Imotski, nell'aspro entroterra spalatino, lo sport di moda è fare incursioni-lampo nei villaggi musulmani oltre le montagne, in Bosnia, e ripulirli senza complimenti.
A fine guerra, quando la Croazia boccheggerà stremata dallo sforzo bellico, questo sconosciuto paesotto straboccherà di soldi; sarà uno dei massimi mercati di valuta forte nei Balcani.
A Bajina Basta, sulla riiva destra della Drina, il passatempo più diffuso fino al 1995 è il "weekend di guerra" in Bosnia, ad ammazzare musulmani e a rastrellare automobili, trattori, denaro e vestiti.
Una rapina su scala industriale.]
Krajina [da kraj=confine; regione croata, a maggioranza serba]
nel 1990 (dicembre) la regione proclama la propria autonomia;
nel 1991 (aprile) la regione annuncia di voler essere annessa alla Serbia; dall'agosto del 1991 truppe serbe occupano la regione;
Aprile
20, i serbi della Croazia e della Bosnia decidono l'unificazione;
1993
Giugno
19-20
, in un referendum i serbi della Krajina croata e quelli di Bosnia si dichiarano quasi unanimemente favorevoli all'unificazione;
presidente
della "repubblica" di Krajina: Milan Martic (1994, 23 gennaio - ?), candidato appoggiato da Belgrado;
Slavonia [regione croata dove i serbi sono ampiamente minoritari]
nel 1991 (agosto) i serbi della regione proclamano la propria autonomia; (novembre) le truppe federali si impadroniscono di Vukovar;
a

1993
NUOVA REPUBBLICA SOCIALISTA
FEDERATIVA di JUGOSLAVIA

(Serbia e Montenegro, dal 30 maggio 1992)
- Direttore della presidenza collegiale
(a rotazione annuale)
Dobrica Cosic (1992 giu - 1° giu 1993, destituito)
[Serbia]
Zoran Lilic (1993 25 giu - ?)
- Primo ministro
Radoje Kontic
(1992, 29 dic - ?)
-

1993
Giugno
, il presidente Dobrica Cosic viene destituito dal parlamento federale;
viene arrestato Vuk Draskovic, leader del Movimento del rinnovamento serbo;
25, nuovo presidente federale viene eletto Zoran Lilic;
Luglio
, Vuk Draskovic inizia uno sciopero della fame (sarà liberato il 9 luglio);


SERBIA - cap. Belgrado
1993
[il 20 dicembre scorso S. Miloševic, leader del Partito socialista (ex comunista), ha vinto le elezioni presidenziali serbe]
Dicembre
19
, il Partito socialista di S. Miloševic vince le elezioni politiche, caratterizzate da grandi promesse nazionalistiche e da numerose irregolarità;

Vojvodina (Provincia autonoma) - capol. Novi Sad
[amministrativamente legata alla Serbia dove i serbi rappresentano la metà della popolazione e dove vive una consistente minoranza ungherese] 
nel 1988 (ottobre) si dimettono i dirigenti della regione autonoma dopo che oltre 100.000 persone hanno manifestato nel capoluogo Novi Sad chiedendo l'integrazione della regione nella Serbia;
MONTENEGRO - cap. Podgorica-Titograd
nel 1988 (ottobre), a Podgorica-Titograd, un tentativo di organizzare una manifestazione simile a quella in Vojvodina sfocia in violenti scontri con la polizia;
nel 1990 (dicembre) le elezioni confermano al potere il Partito comunista;
da marzo 1992 il 66% degli elettori ha deciso di rimanere nell'ambito di uno stato federale jugoslavo;

Lo psichiatra di Pale (Bosnia) Radovan Karadzic, «un razzista montenegrino moderato, … un mollusco, comandato a bacchetta dalla moglie serba» (così lo descrive il suo ex amico della stessa origine montenegrina, lo scrittore Marko Vesovic, uno dei maggiori scrittori bosniaci) faceva notare che il popolo del Montenegro ha i femori più lunghi d'Europa, adducendo ciò come prova della superiorità razziale dei montenegrini che rappresentano quindi il popolo eletto. Poi capisce che in Bosnia non conviene essere montenegrino, che non se ne può fare una professione dove i popoli sono tre, serbi, croati e musulmani e, quindi, gli altri popoli vengono dopo. Quando capisce che è un caso disperato far parte "degli altri popoli" si iscrive tra i serbi.
Il capo dei serbi geneticamente puri di Bosnia, dunque, non è né puro né serbo. Come S. Miloševic, e come molti dei protagonsiti di questa guerra, anche lui è del Montenegro. A Pale quindi è un immigrato che la borghesia locale ha snobbato e respinto, al contrario del suo amico Marko Vesovic che è un immigrato inserito e accettato.
Dice di lui Ismet Ceric (per quindici anni suo superiore alla clinica psichiatrica di Sarajevo):
«Non è mai stato religioso e non ha fatto il servizio militare, non era nazionalista, aveva amici musulmani e, soprattutto, non amava i serbi. Non era nemmeno un grande psichiatra, quindi non può essergli attribuita una grande capacità di manipolare. Era ambizioso, questo sì. Prima ha fatto il poeta, poi ha tentato la strada del business. Alla fine si è messo in politica. Lì gli è andata bene. Ma credo che egli non sia mai stato altro che una pedina».

[Paolo Rumiz, Maschere per un massacro, Editori Riuniti 1996.]

a

1993
REPUBBLICA SERBA di BOSNIA-ERZEGOVINA
cap. Sarajevo
(27 aprile 1992)
- Presidente
Alija Izetbegovic
(1992 apr - ?)
- Primo ministro
Haris Silajdzic
(? - ?)
- Ministro degli esteri
Irfan Ljubijankic
(? - † mag 1995)
1993
Gennaio
8
, il vicepresidente bosniaco Hakija Turajlic viene ucciso da un miliziano serbo mentre è a bordo di un mezzo blindato dell'ONU;

Marzo
2
, l'enclave musulmana di Cerska, assediata da oltre dieci mesi, cade in mano alle milizie serbe;

Aprile
16
, i croati aprono un nuovo fronte nella Bosnia centrale, attaccando numerose città musulmane; lo stesso giorno il consiglio di sicurezza dell'ONU attribuisce lo statuto di "zona di sicurezza" all'enclave musulmana di Srebrenika, nella parte orientale della Bosnia "ripulita" dai serbi: dopo un anno di assedio Srebrenika era sul punto cedere alle truppe serbe;
17, le autorità militari musulmane firmano la resa di Srebrenika; viene indetto un cessate il fuoco; i caschi blu sono incaricati di evacuare i feriti e sorvegliare le operazioni di disarmo dei musulmani; contrariamente a quanto stabilito nella risoluzione dell'ONU, i serbi mantengono le posizioni e rifiutano di consegnare le armi;
20, i serbi della Bosnia e della Croazia decidono l'unificazione, allo scopo di formare una Grande Serbia;

Maggio
29
, un convoglio di aiuti umanitari parte da Brescia diretto alle città di Vitez e Zavidovici. Ci sono Sergio Lana, Guido Puletti (giornalista), Fabio Moreni, Agostino Zanotti e Christian Penocchio (fotografo) apppartenenti al “Coordinamento bresciano iniziative di solidarietà”, un'associazione laica che portava aiuti alla popolazione bosniaca e ospitava in Italia chi fuggiva dalla guerra, e al gruppo “Caritas di Ghedi”.
Il convoglio viene assalito da una banda militare nei pressi di Gornji Vakuf, in Bosnia centrale. Dopo essere stati derubati, i cinque vengono scortati nel bosco: Guido Puletti, Fabio Moreni e Sergio Lana vengono uccisi, Agostino Zanotti e Christian Penocchio si salvano scappando nei boschi.
[Nel 2001, il responsabile delle uccisioni, il capo della banda Hanefija Prijic [Paraga], sarà condannato a quindici anni di carcere per crimini di guerra contro civili. Il 17 maggio 2013 una lapide sarà posata nel luogo dell'eccidio.]

Giugno
19-20
, in un referendum i serbi della Bosnia e della Krajina croata si dichiarano quasi unanimemente favorevoli all'unificazione;

Agosto
26
, un convoglio umanitario scortato dalla Forza di protezione dell'ONU (Unprofor) penetra nella parte musulmana della città di Mostar, assediata e bombardata dalle forze croate da ormai tre mesi;

Settembre
27
, l'enclave musulmana di Bihac proclama l'indipendenza; il leader Fikret Abdic si oppone alle concessioni fatte dal presidente bosniaco;


Già nel 1993, Enes Durakovic, il ministro bosniaco dell'Educazione, dice: «Quando la città sarà liberata e verranno riaperte le vie di comunicazione, vedo una scena terrificante: una colonna interminabile di decine di migliaia di persone che esce di città e poi si divide in due. Una parte verso est, Belgrado. Una parte verso sud, il mare. La maggioranza dei serbi e dei croati lascerà la città. Nessuno farà pressione su di loro, ma se ne andranno lo stesso. Così finirà la fiaba di una Sarajevo multiculturale». «Ormai - continua - siamo noi a non volerne più sapere di questa repubblica bosniaca multinazionale e multiconfessionale, o almeno di quella che vorrebbero imporci dall'esterno. Ciò che ci viene offerto è, da un lato, lo Stato fascista dei croati, dall'altro lo Stato nazista dei serbi».


Lo scontro montagna-fondovalle finisce col dividere i serbi anche all'interno della stessa Bosnia. Vengono in superficie vecchie ruggini tra Pale e Banja Luka; la prima è un moderno centro di villeggiatura sciistica, la seconda un antico nucleo urbano sulla spianata del fiume Vrbas. I due centri hanno avuto, nella seconda guerra mondiale, storie opposte: nazionalista il primo, partigiana il secondo. Ora queste differenze vengono al pettine. La guarnigione militare di Banja Luka si ribella alla leadership di Pale, contestandone l'ossessione etnocentrica e l'assenza di disciplina.

Ai sarajevesi sembra impossibile che quel mediocre di Radovan Karadzic [vedi Montenegro] possa rappresentare qualcuno. Fanno questo errore e ne pagheranno le conseguenze.
Le sue fandonie da fiera di paese (si definisce grande psichiatra, grande poeta, grande amante, grande politico) si rivelano perfette per i semplici abitanti delle montagne.
Ma chi sono questi aggressivi montanari di Pale che egli ha potuto così facilmente influenzare? Perché proprio a Pale i serbo-bosniaci hanno scelto di mettere la propria capitale? Da dove viene questa gente, nota per il coltello facile, che a est di Sarajevo popola una terra aspra e boscosa chiamata Romanija, situata nel bel mezzo di territori a maggioranza musulmana?
Per risolvere questo enigma bisogna fare un passo indietro di ca trent'anni, nel 1965

[Paolo Rumiz, Maschere per un massacro, Editori Riuniti 1996.]
a


1993
REPUBBLICA del KOSOVO
cap. Pristina
(24 maggio 1992)
- Presidente
Ibrahim Rugova
(1992 - ?)
- Primo ministro
-
[albanesi (90%), la minoranza: serba e montenegrina]
1993
Per aumentare la presenza dei serbi fra la popolazione, la Chiesa serba arriva ad istituire una onorificenza, la Majka Jugovica, per le madri ortodosse più prolifiche.

Giugno
28
, il vescovo serbo-ortodosso di Raska Prizren, Artemije Radosavljevic, consegna per la prima volta la Majka Jugovica a trenta donne serbe con un numero di figli superiore alla media. Nell'occasione il vescovo non manca di lanciare un appello: «Fate ancora più figli, affinché le scuole si riempino di nuovo, e affinché ci sia qualcuno per difendere il Kosovo e Metohija.».


a

1993
REPUBBLICA di MACEDONIA
cap. Skoplje
(15 settembre 1991)
- Presidente
Kiro Gligorov
(1991 - ?)
- Primo ministro
Branko Crvenkovski
(? - ?)
1993
Aprile
8, il paese viene ammesso all'ONU con il nome di ex repubblica jugoslava di Macedonia;
Dicembre
solo ora sei paesi dell'Unione europea (Danimarca, Francia, Germania, Gran Bretagna, Italia e Paesi Bassi) allacciano rapporti diplomatici con il nuovo stato;

a

1993
- Capo dello stato
Sali Berisha
(1992 apr - ?)
[Pda]
- Capo del governo
Aleksander Meksi
(1992 apr - ?)
[Pda]
[Pda (Partito democratico albanese)]
1993
-



1993
- Presidente
K. Karamanlis
(1990 - 1995)
[ND (Nuova democrazia)]
- Primo ministro
Constantin Mitsotakis
(1990 apr - 1993)
[ND (Nuova democrazia)]
Andreas Papandreu
(1993 nov - ?)
[PASOK (Partito socialista panellenico)]
[nel luglio 1974 è caduto il regime dei colonnelli]
1993
Ottobre
10
, elezioni politiche anticipate:

 
Elezioni politiche
 
%
seggi
+/-
- PASOK (Movimento socialista panellenico)
46,9
170
+47
- ND (Nuova democrazia)
39,4
111
-39
- Primavera politica
(partito nazionalista dei dissidenti di ND, Antonis Samaras)
4,9
10
 
- Partito comunista greco
4,5
9
 
- Coalizione della sinistra e del progresso
(raggruppata intorno ai comunisti)
< 3
0
- 1
Totale
 
300
 
 


Ottobre
23
, Andreas Papandreu incaricato di formare il nuovo governo presenta un programma basato sul "rafforzamento dell'ellenismo" e sul ritorno allo stato assistenziale;
25, il parlamento vota la fiducia al governo formato da Andreas Papandreu;





1993

CIPRO
(indipendenza: agosto 1960)

[dal 1975 l'isola è di fatto divisa in due formazioni nazionali distinte]
vengono interrotte le trattative in corso tra i due presidenti, con la mediazione del segretario dell'ONU Javier Pérez de Cuéllar, intese a risolvere il problema della coesistenza della comunità greco-cipriota e di quella turco-cipriota.
- giugno 1989, i due presidenti, dopo aver ripreso le trattative interrotte nel 1985, si riuniscono a New York con il segretario dell'ONU Javier Pérez de Cuéllar per tentare di risolvere il problema della coesistenza della comunità greco-cipriota e di quella turco-cipriota;
- febbraio 1990, i due presidenti si riuniscono nuovamente a New York con il segretario dell'ONU Javier Pérez de Cuéllar per tentare di risolvere il problema della coesistenza della comunità greco-cipriota e di quella turco-cipriota… ma nulla viene risolto.
- nel 1992, dopo la Guerra del Golfo Bush tenta di risolvere il problema della coesistenza della comunità greco-cipriota e di quella turco-cipriota, e i negoziati riprendono sotto l'egida dell'ONU che propone di trasformare l'isola in uno stato federale con due zone e due comunità.]

Repubblica turca di Cipro del Nord
(Nord, 30% del territorio)
[dal 1983: riconosciuta da Ankara ma da nessun altro paese; nel maggio 1985 un referendum ha approvato la nuova costituzione.]
- Presidente
Rauf Denktas
(1976 - ?)
- Primo ministro
Servis Eroglu
(? - 1993)
[Partito di unione nazionale]
 
[economicamente sopravvive grazie all'aiuto turco]
1993
Dicembre
12 , le divergenze tra il presidente e il primo ministro Servis Eroglu, sostenitore della linea dura, portano a elezioni anticipate; il Partito di unione nazionale di Eroglu ottiene solo la maggioranza relativa e il Partito democratico e il Partito repubblicano turco formano un governo moderato;

Repubblica di Cipro
(Sud, 70% del territorio)
- Presidente
George Vassiliou
(1988 feb - 1993)
[indipendente sostenuto dai comunisti]
Glafkos Clerides
(1993 feb - ?)
[Raggruppamento democratico]
1993
Febbraio
14
, alle elezioni presidenziali George Vassiliou viene sconfitto (con uno scarto solo dello 0,6%) da Glafkos Clerides presidente del Raggruppamento democratico, che si è mostrato molto meno favorevole del suo predecessore alla proposta dell'ONU;


1993
Repubblica di Turchia
(dopo il colpo di stato)
[già nella NATO dal 1952, dal 1955 il paese è nel "patto di Baghdad"; dal 1982 esiste una nuova costituzione che ha conferito consistenti poteri al presidente (oltre alla conferma di un altro mandato settennale).]
- Presidente
Turgut Özal
(1989 - † apr 1993)
[ANAP (Partito della madrepatria)]
Suleyman Demirel
(1993 mag - ?)
[DYP (Partito della giusta via)]
- Primo ministro
Suleyman Demirel
(1991 nov - )
[DYP (Partito della giusta via)]
Tansu Ciller
(1993 mag - ?)
[DYP (Partito della giusta via)]
1993
Gennaio
24
, Ankara, viene assassinato Ugur Mumcu, autorevole editorialista del quotidiano di sinistra «Cumhuriyet». Diverse formazioni islamiche rivendicano l'attentato contro Ugur Mumcu, un convinto sostenitore del kemalismo che in numerosi articoli aveva denunciato l'ascesa dell'integralismo islamico nel paese. [Nel 1990 quattro personalità vicine ai principi del kemalismo sono state vittime di attentati islamici.]
Il primo ministro Suleyman Demirel denuncia le "trame straniere", alludendo a una responsabilità dell'Iran;
27, le esequie di Ugur Mumcu si trasformano nella più imponente manifestazione contro l'integralismo mai organizzata nel paese dopo il 1977;

Marzo
17
, Abdullah Ocalan, un dirigente ribelle del PKK (Partito dei lavoratori del Kurdistan), proclama un cessate il fuoco unilaterale dal 20 marzo al 15 aprile, dichiarandosi a favore di un "processo di pace, amicizia e fraternità storica fra turchi e curdi";
il primo ministro Suleyman Demirel rifiuta l'ipotesi di negoziato, ma rinvia l'offensiva di primavera contro il PKK;

Aprile
17
, muore il presidente Turgut Özal; il presidente dell'assemblea nazionale Husamettin Cindoruk, assume l'incarico ad interim;

Maggio
16
, i deputati eleggono Suleyman Demirel presidente della repubblica;

Giugno
8
, Abdullah Ocalan annuncia la fine della tregua; ogni speranza di soluzione politica svanisce dopo che i ribelli curdi (senza l'autorizzazione dei dirigenti del PKK) prendono d'assalto un convoglio nei pressi di Bingöl, uccidendo 33 militari. [A partire dalla tregua indetta a marzo, 90 membri del PKK hanno perso la vita];
13, il DYP (Partito della giusta via) sceglie come nuovo leader Tansu Ciller, in sostituzione di Suleyman Demirel;
14, su invito del presidente Suleyman Demirel, la signora Tansu Ciller costituisce un nuovo governo;
[già ministro dell'economia, è la prima donna ad assumere la guida di un governo turco.]
La composizione del suo gabinetto rispecchia la rinnovata alleanza con il SHP (Partito populista socialdemocratico) e la volontà di tagliare i ponti con la "vecchia guardia" del DYP;
24, i militanti del PKK assaltano alcune missioni diplomatiche e imprese turche in Francia, Germania, e Svizzera;
27, un attentato dinamitardo a Adalia, località della costa mediterranea, provoca 26 feriti tra cui 12 turisti stranieri; pur avendo dichiarato di voler colpire obiettivi turistici, il PKK smentisce la paternità dell'attentato;

Luglio
2
, Sivas, Anatolia Centrale, 37 persone perdono la vita nell'incendio di un albergo. L'attentato viene attribuito agli integralisti musulmani, che nei giorni precedenti avevano organizzato un'imponente manifestazione con oltre 10.000 partecipanti per protestare contro la presenza in città dello scrittore laico militante Aziz Nesin, alloggiato nell'albergo dato alle fiamme; lo scrittore è illeso;
5, la signora Tansu Ciller ottiene la fiducia dell'assemblea nazionale;
12, il PKK rivendica il rapimento di due turiste, un'australiana e un'inglese, scomparse alcuni giorni prima nel Sudest dell'Anatolia. In cambio della liberazione dei due ostaggi i ribelli chiedono un cessate il fuoco dell'esercito turco, che sta attuando una brutale repressione contro i separatisti curdi. I capi del PKK mirano a colpire il settore turistico e, al tempo stesso, a sensibilizzare l'opinione pubblica occidentale;
17, Adalia, tre alberghi sono bersaglio di attentati che provocano ua vittima di nazionalità turca;
24, Van, Anatolia Orientale, un gruppo di turisti francesi viene intercettato da un commando del PKK.

Agosto
10
, viene liberato il gruppo di ostaggi francesi intercettato in luglio da un commando del PKK;
11, vengono liberate le due turiste: australiana e inglese. Altri ostaggi vengono rapiti in questo mese.






   
1993
Eesti Vabariik
(Repubblica d'Estonia)
(capitale: Tallinn)
- Presidente
Lennart Meri
(1992 ott - ?)
Primo Ministro
Mart Laar
(1992 - set 1994)
[Partito liberale]
[Nell'ottobre 1988 si è costituito il Fronte popolare estone; la spinta indipendentistica si fa sempre piů marcata e da maggio 1991 fa parte del ricostituito Consiglio baltico, al quale aveva preso parte tra il 1934 e il 1940.]
1993
Maggio
14
, l'Estonia è ammessa al Consiglio d'Europa;

Giugno
21
, il parlamento approva una legge sullo statuto dei cittadini stranieri;

Luglio
16-17
, le autorità ex comuniste delle città di Narva e Sillamäe, a maggioranza russofona, organizzano dei referendum sull' «autonomia nazionale territoriale nell'ambito della repubblica estone», che Tallin dichiara illegali; con questa iniziativa i governi delle due città intendono protestare contro la legge approvata in giugno dal parlamento giudicata discriminatoria dalla minoranza di lingua russa; l'esito del referendum è quasi unanimemente favorevole all'autonomia, ma il tasso di partecipazione risulta piuttosto esiguo;

Settembre
10
, papa Giovanni Paolo II conclude in Estonia (ove i cattolici non sono che poche migliaia) la sua prima visita nei paesi dell'ex Unione Sovietica;

 
1993
Latvjias Republika
(Repubblica di Lettonia)
(capitale: Riga)
Presidente
?
(? - ?)
Guntis Ulmanis
(1993 lug -?)
[Unione contadina]
Primo Ministro
Ivars Godmanis
(? - 1993)
[Fronte popolare]
Valdis Birkavs
(1993 lug - lug 1994)
[Via lettone]
[Nell'ottobre 1988 si è costituito il Fronte popolare lettone; la spinta indipendentistica si fa sempre piů marcata e da maggio 1991 fa parte del ricostituito Consiglio baltico, al quale aveva preso parte tra il 1934 e il 1940.]
1993
Giugno
5-6
, si svolgono le prime elezioni democratiche da oltre 50 anni;
circa 600.000 degli 1,1 milioni di cittadini russofoni (su una popolazione totale di 2,6 milioni di abitanti) non sono ammessi a partecipare al voto in quanto considerati stranieri;

 
Elezioni politiche
 
%
seggi
+/- (*)
- Via lettone*
[Anatolijs Gorbunovs , ex dirigente comunista]
-
36
 
- Partito dell'indipendenza della Lettonia**
(di orientamento nazionalista)
[? ]
-
15
 
- Armonia per la Lettonia***
(di orientamento nazionalista)
[? ]
-
13
 
- Unione contadina
[Guntis Ulmanis ]
-
12
 
- altri
-
24
 
   
100
 
* schierato su posizioni moderate riguardo al problema della popolazione russa;
** favorevole all'espulsione della minoranza russofona;
*** fautore dell'integrazione dei russofoni.
 


il Fronte popolare del primo ministro Ivars Godmanis , che ha condotto il paese all'indipendenza, non si aggiudica alcun seggio;

Luglio
6
, dopo aver ripristinato la costituzione del 1922, il parlamento elegge alla sua presidenza (la più alta funzione politica del paese) Anatolijs Gorbunovs;
7, il parlamento nomina Guntis Ulmanis, rappresentante dell'Unione contadina, alla presidenza della repubblica;

Settembre
8-9
, papa Giovanni Paolo II visita la Lettonia (ove il 20% della popolazione è cattolica) durante il suo primo pellegrinaggio nei paesi dell'ex Unione Sovietica e lancia un appello a "perdonare" gli oppressori, riferendosi implicitamente anche alla minoranza russa;

 
1993
Lietuvos Respublika
(Repubblica di Lituania)
(capitale: Vilnius)
- Presidente del parlamento
Vytautas Landsbergis
(1990 mar - ?)
[movimento indipendentista Sajùdis]
- Presidente della repubblica
Kazimera Prunksene
(1990 - gen 1991)
Algerdas Brazauskas
(1993 feb - ?)
[Partito democratico del lavoro (ex comunisti)]
- Primo Ministro
Adolfas Slezevicius
(? - feb 1996)
[Nell'ottobre 1988 si è costituito il Fronte popolare lituano; la spinta indipendentistica si fa sempre piů marcata e da maggio 1991 fa parte del ricostituito Consiglio baltico, al quale aveva preso parte tra il 1934 e il 1940.]
1993
Febbraio
14
, Algerdas Brazauskas, del Partito democratico del lavoro (ex comunisti), viene eletto presidente della repubblica;

Maggio
14, la Lituania viene ammessa al Consiglio d'Europa;

Agosto
31
, gli ultimi soldati russi lasciano il paese; alla Lituania, primo paese baltico ad ottenere l'evacuazione delle truppe dell'ex Armata Rossa, verrà versata un'indennità a compenso dei danni causati dall'occupazione sovietica; la minoranza russa nel paese è, rispetto alle altre due repubbliche, meno numerosa e meno integrata;

Settembre
4
, papa Giovanni Paolo II si reca in Lituania in occasione della sua prima visita nelle repubbliche dell'ex Unione Sovietica; il pontefice auspica una "nuova evangelizzazione" dei paesi ex comunisti;

1993
CSI (Comunitŕ degli stati indipendenti)
1991, dicembre, Minsk, Bielorussia, i presidenti:
- B.N. Eltsin (Russia), 
- Stanislav Šuškevic (Bielorussia)
- Leonid Kravcuk Ucraina)
sottoscrivono l'accordo che dŕ vita alla CSI (Comunitŕ degli stati indipendenti).
[Le 5 repubbliche dell'Asia centrale aderiscono al progetto;
Alma-Ata, Kazahstan, 11 repubbliche ex sovietiche firmano un accordo che sancisce la dissoluzione dell'URSS: a eccezione delle tre repubbliche baltiche e della Georgia, tutte le repubbliche che facevano parte dell'Unione Sovietica aderiscono alla CSI;
la Russia rileva il seggio dell'URSS in seno al consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite.]
1993
Federazione di Russia
(capitale: Mosca)
- Presidente del Parlamento
B.N. Eltsin
(1990 giu - ?)
- Segretario generale del Partico comunista
-
- Presidente della federazione
-
- Primo ministro
-
Patriarca di Mosca
-
1993
-


a

Repubblica di Cecenia
(capitale: Groznyj)
[indipendente dal novembre 1991]
- Presidente della repubblica
Džokhar Dudaev
(1991 ott - 21 apr 1996)
- Primo ministro
-

1993

La regione rimanente dell'Ichkeria (Cecenia) dichiara la piena indipendenza.
[Nello stesso anno venne abolito l'insegnamento della lingua russa nelle scuole cecene e viene annunciato che la lingua cecena comincerà ad essere scritta in alfabeto latino (con l'aggiunta di alcuni speciali caratteri ceceni), anziché in alfabeto cirillico come imposto dal governo sovietico durante gli anni '30.
Il governo comincia anche a stampare la propria moneta e i propri francobolli. Uno dei primi decreti di Džokhar Dudaev dà a ogni uomo il diritto di portare armi.]

Le scelte politiche di Džokhar Dudaev a favore dell'indipendenza cominciano presto a minare l'economia della Cecenia e, secondo gli osservatori russi, trasforma la regione in un paradiso criminale.
La popolazione di etnia diversa da quella cecena lascia la repubblica per via delle minacce da parte della criminalità, che il governo tratta con indifferenza.
Il Parlamento ceceno tenta di organizzare un referendum sulla fiducia pubblica in Džokhar Dudaev, dato che ha fallito nel consolidare l'indipendenza della regione.
La ritorsione di Džokhar Dudaev comporta lo scioglimento del Parlamento e di altri organi del potere.

Aprile
il presidente rifiuta la partecipazione della Cecenia alle elezioni presidenziali russe;

Dicembre
il presidente rifiuta la partecipazione della Cecenia al referendum sull'adozione della nuova costituzione;




a

Repubblica di Ucraina
(capitale: Kijev)
[indipendente dal 16 luglio 1990]
- Presidente della repubblica
Leonid Kravcuk
(1991 dic - lug 1994)
- Primo ministro
Leonid Kucma
(1991 dic - set 1993)
[Partito della nuova Ucraina (opposizione riformista e moderata)]
Leonid Kravcuk
(1993 set - ?)
[ass. funzioni]
1993
Settembre
21
, il governo si dimette;
24, il parlamento dà l'assenso alla convocazione delle elezioni legislative e presidenziali per il 1994.
Leonid Kravcuk
assume su di sé le funzioni di presidente e primo ministro;


Repubblica ucraina di Crimea
[provincia autonoma, con la popolazione in maggioranza russa, era stata legata all'Ucraina nel 1954.
Nel 1992 (maggio) la proclamazione d'indipendenza della Crimea viene annullata.]
- Presidente
Jurij Meškov
(1993 gen - ?)
[nazionalista russo]
[fautore dell'annessione della Crimea alla Russia.]
1993
-
a


Repubblica Socialista Sovietica dell'Azerbaigian
(capitale: Baku)
[indipendente dal 30 agosto 1991]
- Presidente del parlamento
Isa Gambarov
(1991 - giu 1993)
Geidar Alijev
(1993 giu - ?)
[Nuovo Azerbaigian]
- Presidente della repubblica
Abulfaz Elchibey
(1992 giu - giu 1993)
[Fronte popolare]
Geidar Alijev
(1993 giu - ?)
- Primo ministro
Ragim Guseinov
(1992 mag - giu 1993, dim.)
[Fronte popolare]
Surat Guseinov
(1993 giu - ?)
[governo di unità nazionale]
1993
Giugno
6
, la città di Giandza (Kirovabad), secondo centro urbano del paese, è in mano alle truppe ribelli del col. Surat Guseinov, sostenitore del vecchio regime comunista; i ribelli si impadroniscono di armi e truppe dell'esercito russo in ritirata;
7, Surat Guseinov ottiene le dimissioni del primo ministro Panakh Guseinov;
15, mentre le forze ribelli si avvicinano minacciose alla capitale, il parlamento elegge a suo presidente Geidar Alijev;
18, Abulfaz Elchibey fugge da Baku;
25, il parlamento destituisce Abulfaz Elchibey da tutti gli incarichi, affidandoli a Geidar Alijev;
27, le forze ribelli si uniscono al nuovo presidente;
30, Geidar Alijev nomina Surat Guseinov alla carica di primo ministro;

Luglio
le forze armene occupano la città di Agdam;

Ottobre
3
, Geidar Alijev viene eletto presidente;


grandi giacimenti di petrolio (fra i più consistenti dell'URSS e del mondo) sulle rive del Caspio, nella penisola di Apšeron e nella zona di Neftecala, e sul fondo del mare;

Nagorno-Karabach [provincia autonoma]: indipendente dal 1991; poiché da maggio 1992 gli armeni hanno conquistato l'intera provincia, da giugno le forze azere hanno lanciato contro di loro un'offensiva;
1993
Ottobre
24, le forze armene del Nagorno-Karabach si impossessano della regione di Zangelan, assicurandosi il controllo dell'intera area sud-occidentale del paese; migliaia di profughi fuggono di fronte all'avanzata delle truppe armene;
Nahicevan [repubblica autonoma, che una porzione di territorio della repubblica armena separa dal resto dell'Azerbaigian]
1993
-
a

Repubblica di Georgia
(capitale: Tbilisi)
[indipendente dal 9 aprile 1991]
- Capo di Stato
Capo di Stato
Eduard Sevardnadze
(1992 ott - ?)
- Primo ministro
-
1993
Settembre
14
, in seguito ad una nuova offensiva in Mingrelia da parte dei sostenitori del presidente deposto Zviad Gamsachurdja, il presidente Eduard Sevardnadze ottiene la proclamazione dello stato di emergenza e la messa in congedo del parlamento per tre mesi;

Ottobre
2
, le truppe di Zviad Gamsachurdja, che ha approfittato dei combattimenti in Abchazija per fare ritorno al suo feudo in Mingrelia, si impadronisce del porto di Poti;
17, le comunicazioni tra la capitale Tbilisi e il mar Nero sono interrotte;
21, dopo l'adesione del paese alla CSI (Comunità degli stati indipendenti), ha inizio lo spiegamento delle truppe russe sull'asse ferroviario che collega Tbilisi al mar Nero;
le forze georgiane, nel frattempo, lanciano una controffensiva in Mingrelia;

Novembre
6
, le truppe di Zviad Gamsachurdja abbandonano Zugdidi, ultima città ancora in loro possesso;
25, il parlamento georgiano accetta di prolungare lo stato di emergenza fino al 20 gennaio;


- Ossetsja Meridionale" [capitale Tschinvali; repubblica indipendente dal dicembre 1991, con una popolazione di circa 100.000 abitanti, li osseti, una minoranza di lingua russa che chiede l'annessione alla repubblica autonoma dell'Ossetsja Settentrionale (600.000 abitanti), situata in territorio russo.]
1993
le milizie georgiane assediano la capitale;

- Abchazija [capitale Suchumi; repubblica da luglio 1992, ha proclamato la propria sovranità immediatamente contestata da Tbilisi.]
1993
Luglio
2
, i separatisti abchazi lanciano un'offensiva in direzione di Suchumi; Tbilisi accusa Mosca di sostenere militarmente i ribelli e di voler annettere l'Abchazija alla Russia;
7, Eduard Sevardnadze impone la legge marziale sul territorio;
27, grazie alla mediazione di Mosca i belligeranti concludono un accordo che prevede il cessate il fuoco e lo spiegamento di una forza di interposizione russa;

Settembre
27
, Suchumi viene conquistata dai ribelli abchazi;

a

Repubblica di Armenia
(capitale: Jerevan)
[indipendente dal 23 agosto 1990]
- Presidente della repubblica
Levon Ter-Petrosjan
(1991 ott - ?)
[Movimento nazionale armeno]
1993
-


a

1993
- Presidente
L. Walesa
(1990 22 dic - 22 dic 1995)
[leader di Solidarnosc]
- Primo ministro
Hanna Suchocka
(1992 11 lug - 25 ott 1993)
[UD]
Waldemar Pawlak
(1993 26 ott - 6 mar 1995)
[PSL (Partito dei contadini)]
- Presidente della Sdrp (Socialdemocrazia della Repubblica di Polonia): Aleksander Kwasniewski (1990-1995);
- Presidente di UD (Unione democratica): Tadeusz Mazowiecki (1990-?);
1993
Maggio
28
, mozione di censura presentata nei confronti del governo di Hanna Suchocka;

Settembre
19
, elezioni anticipate:

 
Elezioni anticipate
- SLD 
(Alleanza della sinistra democratica, ex comunisti)
20,4%
- PSL 
(Partito dei contadini)
15,4%
- UD (Unione democratica)
(Mazowiecki-Suchocka)
10,6%
- Unione del lavoro
(ala sinistra di Solidarnošc)
7,3%
- Confederazione per una Polonia indipendente
(destra nazionalista)
5,8%
- Blocco apartitico a sostegno delle riforme
(creato da Lech Walesa)
5,4%
L'introduzione di una soglia di rappresentanza pari al 5% dei suffragi porta all'eliminazione di:
- Partito liberale
(Jan Krzysztof Bielecki)
 
- Sindacato Solidarnošc  
- Partiti cristiani  
- Partiti minori della destra  
 
 


Ottobre
18
, il presidente della repubblica Lech Walesa nomina Waldemar Pawlak (1993-?) alla carica di primo ministro;




1993
Repubblica Ceca
(1993)
[dal 1° Gennaio 1993 la Repubblica Federativa Ceca e Slovacca lascia il posto a due stati distinti.]
- Presidente della repubblica
Václav Havel
(1993 - ?)
[Forum civico]
- Primo ministro
Václav Klaus
(1993 - ?)
[ODS (Partito civico democratico)]
1993
Gennaio
26
, i parlamentari cechi eleggono presidente della repubblica Václav Havel (1993-?) del Forum civico; la nuova costituzione del 16 dicembre 1992 ha ridotto notevolmente i suoi poteri a favore di quelli del primo ministro Václav Klaus (1993-?) dell'ODS (Partito civico democratico);



1993
Repubblica Slovacca
(1993)
[dal 1° Gennaio 1993 la Repubblica Federativa Ceca e Slovacca lascia il posto a due stati distinti.]
- Presidente della repubblica
-
Michal Kovac
(1993 feb - ?)
[HZDS]
- Primo ministro
-
Michal Kovac
(1993 feb - 1994)
[HZDS]
[HZDS(Movimento per una Slovacchia democratica)]
1993
Febbraio
2
, il parlamento approva la legge sulla separazione monetaria;
15, il parlamento elegge alla presidenza della repubblica Michal Kovac, unico candidato in lizza e membro dell'HZDS(Movimento per una Slovacchia democratica) il partito del primo ministro nazionalista Vladimir Meciar;

Marzo
2
, Michal Kovac, che ha il sostegno della Sinistra democratica (SDL, ex comunisti) e del Partito nazionalista slovacco, assume l'incarico;




1993
Repubblica d'Ungheria
(IV Repubblica 1989)
- Presidente della repubblica
Árpad Góncz
(1990 ago - ?)
[Sds (Alleanza dei liberi democratici)]
- Primo ministro
József Antall
(1990 mag - † 1993)
[Forum democratico]
Peter Boross
(1993 - ?)
[Forum democratico]
1993
-






1993
- Presidente della repubblica
Ion Iliescu
(1990 mag - 1996)
[Fsn (Fronte di salvezza nazionale)]
- Primo ministro
Nicolae Vacaroiu
(1992 nov - ?)
-
-
 
Fsn (Fronte di salvezza nazionale) comprendente dissidenti, militari e diversi membri del partito emarginati da N. Ceausescu, tra cui l'ex segretario del comitato centrale (fino al 1971) Ion Iliescu;
1993
Maggio
30
, Petre Roman annuncia che il Fsn (Fronte di salvezza nazionale) ha assunto il nome di Partito democratico;

Agosto
2
, i minatori della valle dell'Jiu entrano in sciopero, ma nove giorni dopo ritornano al lavoro senza aver ottenuto i sostanziosi aumenti salariali che avevano richiesto;


1993
Repubblica di Bulgaria
(novembre 1990)
[nuova costituzione dal luglio 1991]

- Presidente
Želio Želev
(1990 ago - 1996)
[Ufd (Unione forze democratiche)]
- Capo del governo
Luben Berov
(1992 dic - set 1994, dim.)
[]
- Dirigente del Psb
Aleksander Lilov
(1990 - ?)
Psb (Partito socialista bulgaro)
[ha sostituito il Pcb che non rivestiva più un ruolo guida]
1993
-

 





République Française
1993
Costituzione del 1958
 
V REPUBBLICA
Presidente della Repubblica
F.-M. Mitterand
(1981 21 mag - 17 mag 1995)
Presidente del Senato
René Monory (UC)
(1992 2 ott - 1° ott 1998)
Presidente dell'Assemblea Nazionale
Henri Emmanuelli [PS]
(1992 gen-mar 1993)
Philippe Séguin [RPR]
(1993 apr-?)
Presidente del Congresso
(Senato+Camera)

 
Primo ministro
Pierre Bérégovoy * [PS]
(1992 2 apr - 28 mar 1993)
É. Balladur [RPR]
(29 mar - 16 mag 1995)
Interni
Paul Quilés [PS]
(1992 2 apr - 29 mar 1993)
Charles Pasqua [RPR]
(29 mar - 19 mag 1995)
Esteri
Roland Dumas
(1988 12 mag - 29 mar 1993)
Alain Juppé
(29 mar - 19 mag 1995)
Colonie
Regioni liberate
 
Difesa
Guerra
Marina
Aviazione
Economia e Finanze
Michel Sapin [PS]
(1992 2 apr - 29 mar 1993)
Economia
Edmond Alphandéry (UDF/CDS)
(29 mar - 18 mag 1995)
Budget
 
Nicolas Sarkozy (RPR)
(29 mar - 18 mag 1995)
Agricoltura
Commercio
e Industria
Lavori Pubblici
Lavoro
Giustizia
Michel Vauzelle
(1992 2 apr - 29 mar 1993)
Pierre Méhaignerie
(29 mar - 18 mag 1995)
Educazione Nazionale
Riforme

* [10 mag 1988 - 16 mag 1995] Periodo qualificato di "Seconda coabitazione", terminandosi con l'elezione di J. Chirac alla presidenza della repubblica.

 
1993
Gennaio

l'aviazione francese effettua, insieme con l'aviazione americana e quella britannica, una serie di raid sull'Iraq, in risposta alle provocazioni di Baghdad;

Febbraio
9
, la visita di F.-M. Mitterand in Vietnam è la prima di un presidente francese dal 1945; questi dichiara che la guerra d'Indocina è stata "un errore";

Marzo
21
e 28, si svolgono le elezioni politiche:

 
Elezioni politiche
 
%
seggi
+/- (*)
- UPF (Union pour la France)
[RPR, UDF e alcuni candidati di destra indipendenti)
 
484
-
- PS (Partito socialista)  
54
-
- PCF (Partito comunista)  
23
-
- altri  
16
-
   
577
 
* rispetto al 1988.
Crollo del PS.
 


Marzo
29
, F.-M. Mitterand nomina primo ministro Édouard Balladur del RPR (Rassemblemente pour la République) [destra gollista];

Aprile
2
, Philippe Séguin del RPR diventa presidente dell'assemblea nazionale;

Maggio
, Nevers, l'ex primo ministro socialista Pierre Bérégovoy, colpito dal disastro elettorale del suo partito e dalle rivelazioni su un prestito senza interessi concessogli da un uomo d'affari, si suicida;

Ottobre
21
, Parigi, è in visita il leader dell'OLP Yassir Arafat ricevuto con gli onori riservati ai capi di stato;
24, Le Bourget, al congresso socialista viene eletto primo segretario il candidato unico Michel Rocard;

Dicembre
16
, la Francia instaura rapporti diplomatici con la Macedonia;

Corsica [dal 1982 l'isola ha ottenuto una certa autonomia ma le principali organizzazioni separatiste sono messe fuori legge.]
1993
-
Polinesia Francese [territorio d'oltremare]
1993
-
Nuova Caledonia [territorio d'oltremare]
1993
-





1993
Elisabetta II
Albero genealogico
(n. 1926)
figlia di Giorgio VI e di Elisabeth Bowes-Lyon [Queen Mum];
1947-52, duchessa di Edimburgo;
1953 (2 giugno) regina di Gran Bretagna e d'Irlanda del Nord, capo del Commonwealth;
Primo ministro,
Primo lord del Tesoro
[Prime Minister, First Lord of the Treasury]
J. Major conservatore
(1990 28 nov - 2 mag 1997)
Cancelliere dello Scacchiere
[Chancellor
of the Exchequer
]
Norman Lamont
(1990 28 nov - 27 mag 1993)
Kenneth Clarke
(27 mag - 2 mag 1997)
Segretari di Stato
 
Affari Esteri e Commonwealth
 
Difesa
Affari Interni
 
Giustizia    
Colonie
 
Affari economici
Carburanti
ed Energia
 
Commercio estero
 
Sanità
 
Edilizia
 
 
1993
Gennaio
13
e 18, l'aviazione inglese e quella americana effettuano una serie di raid nel Sud dell'Iraq, dopo che Baghdad ha moltiplicato le sue provocazioni nei confronti della coalizione occidentale;

Maggio
20
, grazie all'astensione dei laburisti, il governo ottiene l'approvazione della camera dei comuni al trattato di Maastricht;

Luglio
20
, la camera dei lord approva il progetto di ratifica;
22
, i deputati respingono la mozione del governo riguardante il capitolo sociale del trattato;
23
, John Major, che ha impegnato la responsabilità del suo governo sul testo respinto il giorno prima, ottiene un voto favorevole;

Agosto
2
, la ratifica è formalmente conclusa in seguito alla rinuncia da parte degli euroscettici a un ricorso destinato a invalidare il procedimento di ratifica;

Ottobre
18
, il ministro della difesa Malcolm Rifkin annuncia l'abbandono per ragioni di bilancio del progetto franco-britannico per la costruzione di un missile nucleare aerotrasportato;
25
, John Major respinge le proposte di Gerry Adams, presidente del Sinn Fein, che si impegna ad ottenere un cessate il fuoco da parte dell'IRA in cambio dell'approvazione di Londra all' "iniziativa di pace" negoziata dal Sinn Fein e dal Partito socialdemocratico laburista (SDLP) di John Hume: il piano prevede l'apertura di negoziati sul futuro istituzionale della provincia e la sua successiva approvazione con un referendum d'autodeterminazione in Ulster e in Irlanda. Le proposte sono respinte anche dal Partito unionista dell'Ulster di James Molyneux che sostiene la fragile maggioranza del governo Major;

Novembre
27
, dopo la rivelazione di contatti segreti fra il governo e l'IRA, il ministro incaricato per l'Irlanda del Nord, sir Patrick Mayhew ammette l'esistenza ormai da diversi anni di un "canale di comunicazione" con l'IRA, ma smentisce che siano in corso negoziati;

Dicembre
15
, i primi ministri di Gran Bretagna e di Irlanda, John Major e Albert Reynolds, rendono pubblica una dichiarazione congiunta sull'Irlanda del Nord; per la prima volta dalla partizione del 1921 la Gran Bretagna non esclude la possibilità di una rinuncia alla sovranità sull'Irlanda del Nord a condizione che la maggioranza della popolazione lo richieda con un referendum; Londra accetta di ammettere alle consultazioni anche il Sinn Fein in cambio della cessazione degli atti di violenza per un periodo di tre mesi; dal canto suo Dublino prende in esame l'eventualità di una modifica alla sua costituzione che prevede espressamente la riunificazione dell'isola;
Chris Patten sottopone all'approvazione del consiglio legislativo di Hong Kong il suo progetto mirante a democratizzare le elezioni locali del 1994 e quelle politiche del 1995;
15
, la Cina rompe i negoziati bilaterali, impone sanzioni economiche e dichiara che la cooperazione con la Gran Bretagna ne sarà danneggiata;
16
, Gran Bretagna e Macedonia instaurano rapporti diplomatici;
27
, Pechino fa sapere che il consiglio legislativo e i consigli locali saranno sciolti già il 1° luglio 1997, giorno della restituzione di Hong Kong alla Cina;
29
, l'IRA, pur affermando che la lotta continua, dichiara che esiste, se c'è la volontà politica, una speranza che le basi della pace siano gettate;

1993
Ottobre
23
, Belfast, un attentato dell'IRA provoca 10 morti;

Dicembre
30, un soldato britannico viene ucciso nell'Irlanda del Nord: l'attentato è rivendicato dall'IRA;


- Primo ministro
Albert Reynolds
(1992 feb - ?)
1993
Dicembre
15
, i primi ministri di Gran Bretagna e di Irlanda, John Major e Albert Reynolds, rendono pubblica una dichiarazione congiunta sull'Irlanda del Nord. Per la prima volta dalla partizione del 1921 la Gran Bretagna non esclude la possibilità di una rinuncia alla sovranità sull'Irlanda del Nord a condizione che la maggioranza della popolazione lo richieda con un referendum. Londra accetta di ammettere alle consultazionie anche il Sinn Fein in cambio della cessazione degli atti di violenza per un periodo di tre mesi.






1993
- Presidente
M. Soares
(1986 - 1995)
[PS (Partito socialista)]
- Presidente del consiglio
Aníbal Cavaco Silva
(1985 - 1995)
[PSD (Partito socialdemocratico)]
 
1993
Ottobre
29-31
, il presidente si reca in visita a Macao, ove incontra i rappresentanti cinesi della colonia che nel 1999 verrà restituita alla Cina;



1993
don Juan Carlos
Albero genealogico

(Roma 1938)
figlio di don Juan di Borbone e di Maria Mercedes di Borbone-Napoli;
1969, viene designato dal dittatore F. Franco Bahamonde [el Caudillo] a succedergli "a titolo di re";
- re di Spagna;
[da Novembre 1975]

 
 
IV Legislatura
 
Primo ministro
Felipe González Márquez
III
(1989 29 ott - 6 giu 1993)
[PSOE (Partito socialista operaio spagnolo)]
Felipe González Márquez
IV
(6 giu - 3 mar 1996)
[PSOE (Partito socialista operaio spagnolo)]
Difesa
Narcis Serra
(1983 - 1993)
 
Interno
   
Affari Esteri
Javier Solana Madariaga
(1992 - 1995)
[PSOE]
Economia
Carlos Solchaga
(1983 - 1993)
[PSOE]
 
Finanze
   
Lavori pubblici
   
Industria
   
Commercio
   
Istruzione e Scienze
-
Lavoro
   
Informazioni
   
Affari sociali
-
 

1993
Giugno
6
, si svolgono le elezioni legislative anticipate:
 
Elezioni legislative
 
%
seggi
+/-
- PSOE
(Partito socialista operaio spagnolo)
[Felipe González Márquez]
38,68
159
-
- PP
(Partito popolare), centro-destra
[José Maria Aznar]
34,82
141
-
- Sinistra unita -
18
-
- Convergenza e unione
[nazionalisti catalani]
-
17
-
- Partito nazionale basco
-
5
-
- altri -
10
-
   
350
 
 
 


Giugno
21
,Madrid, l'esplosione di due autobombe uccide sette persone; gli attentati sono attribuiti all' Eta, ormai sempre più isolata;

Luglio
9
, Felipe González Márquez, incaricato dal re di formare un governo, ottiene l'investitura del parlamento;
13, presenta il suo primo governo di minoranza, dominato dai "rinnovatori" del PSOE; i nazionalisti catalani e baschi hanno infatti rinunciato a parteciparvi in attesa di nuovi sviluppi sulla questione delle autonomie provinciali;

Ottobre
7
, il re Juan Carlos in visita a Parigi pronuncia, su invito del presidente dell'assemblea nazionale francese, un discorso imperniato sul ruolo dell'Europa nel mondo; dopo il presidente americano Th.W. Wilson, nel 1919, il monarca spagnolo è il primo capo di stato straniero a parlare ai deputati dell'assemblea nazionale;


 





1993
Repubblica Italiana
Presidente
della Repubblica
Oscar Luigi Scalfaro (Dc)
(1992 28 mag - 15 mag 1999)

XI Legislatura 1992 23 apr - 14 apr 1994

Presidente
della Camera
G. Napolitano (Pci)
(1992 3 giu - 14 apr 1994)
Presidente
del Senato
G. Spadolini (Pri)
(1987 2 lug - 14 apr 1994)
Presidenti
del Consiglio
G. Amato (Psi) I
(1992 28 giu - 28 apr 1993, dim.)
C.A. Ciampi (Indip.)
(1993 28 apr -10 mag 1994)
[+ Turismo e Spettacolo ad interim]
A. Maccanico (Ud)
(1993 apr - apr 1994)
[sottosegretario]
Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio F. Fabbri (Psi)
(1992 28 giu - 28 apr 1993)
A. Maccanico (Ud-Pri)
(1993 apr - apr 1994)
Interno
N. Mancino (Dc)
(1992 giu 92 - apr 1994)
sottosegretari Saverio D'Aquino (Pli)
(1992 giu 92 - apr 1994)
Claudio Lenoci (Psi)
(1992 giu - apr 1993)
Costantino Dell'Osso (Psi)
(1993 apr - apr 1994)
Antonino Murmura (Dc)
(1992 giu 92 - apr 1994)
  Vito Riggio (Dc)
(1993 apr - apr 1994)
[del. Protezione civile]
Esteri
E. Colombo (Dc)
(1992 1° ago - apr 1993)
B. Andreatta (Dc)
(1993 apr - 19 apr 1994)
sottosegretari Carmelo Azzarà (Dc)
(1992 giu - 19 apr 1994)
Giuseppe Giacovazzo (Dc)
(1992 giu - 19 apr 1994)
V. Spini (Psi)
(1992 giu - apr 1993)
L. Fincato (Psi)
(1993 apr - apr 1994)
Difesa
Salvo Andò (Psi)
(1992 giu - apr 1993)
F. Fabbri (Psi)
(1993 apr - apr 1994)
sottosegretari Salvatore D'Alia (Dc)
(1992 giu - apr 1993)
Antonio Giagu De Martini (Dc)
(1993 apr - apr 1994)
Dino Madaudo (Psdi)
(1992 giu - apr 1993)
Antonio Patuelli (Pli)
(1993 apr - apr 1994)
Tesoro
Piero Barucci (Dc)
(1992 giu - apr 1994)
[+ Dipartimento della Funzione Pubblica]
Tesoro
[Accorpa il Ministero delle Partecipazioni Statali in seguito al Referendum abrogativo del 1993]

Piero Barucci (Dc)
(1992 giu - apr 1994)
sottosegretari Paolo Bruno (Psdi)
(1992 giu - apr 1993)
Paolo De Paoli (Psdi)
(1993 apr - apr 1994)
Antonio Giagu De Martini (Dc)
(1992 giu - apr 1993)
Sergio Coloni (Dc)
(1993 apr - apr 1994)
Piergiovanni Malvestio (Dc)
(1992 giu - apr 1994)
M. Sacconi (Psi)
(1987 lug - mag 1994)
Finanze
G. Goria (Dc)
(1992 giu - 19 feb)
Franco Reviglio (Psi)
(21 feb - 30 mar)
G. Amato (Psi)
(31 mar - 28 apr)
[ad interim]
Vincenzo Visco (Pds) (apr - 4 mag) Franco Gallo (Indip.)
(4 mag - apr 1994)
sottosegretari Giorgio Carta (Psdi)
(1992 giu - apr 1993)
Antonio Pappalardo (Psdi)
(apr - 22 mag)
Paolo Bruno (Psdi)
(14 giu - apr 1994)
Stefano De Luca (Pli)
(1992 giu - apr 1994)
Pino Pisicchio (Dc)
(1992 giu - apr 1993)
Riccardo Triglia (Dc)
(1993 apr - apr 1994)
Bilancio e Programmazione economica
F. Reviglio (Psi)
(1992 giu - 21 feb)
[del. Interventi Straordinari nel Mezzogiorno]
B. Andreatta (Dc)
(21 feb - apr 93)
L. Spaventa (Indip.)
(1993 apr - apr 1994)
sottosegretari Vito Bonsignore (Dc)
(1992 giu - apr 1993)
Florindo D'Aimmo (Dc)
(1993 apr - apr 1994)
Luigi Grillo (Dc)
(1992 giu - apr 1994)
Partecipazioni statali
[Incorporato nel Ministero del Tesoro in seguito al Referendum abrogativo del 1993]
Giuseppe Guarino
(1992 giu - 21 feb 1993)
[ad interim]
     
Agricoltura e Foreste
Giovanni Angelo Fontana (Dc)
(1991 apr - apr 1992)
Risorse Agricole, Alimentari e Forestali
[Modifica in seguito al Referendum abrogativo del 1993]


Alfredo Luigi Diana
(Dc)
(1993 apr - apr 1994)
sottosegretari Paolo Fogu (Psi)
(1991 apr - apr 1992)
Pasquale Diglio (Psi)
(1993 apr - apr 1994)
Industria, Commercio e Artigianato
G. Guarino (Dc)
(1992 giu - apr 1993)
Paolo Savona (Indip.)
(1993 apr - 19 apr 1994)
sottosegretari Luigi Farace (Dc)
(1992 giu - apr 1993)
Germano De Cinque (Dc)
(1993 apr - apr 1994)
Felice Iossa (Psi)
(1992 giu - apr 1993)
Rossella Artioli (Psi)
(1993 apr - apr 1994)
Commercio estero
Claudio Vitalone (Dc)
(apr 91 - apr 92)
P. Baratta (Indip.)
(1993 apr - apr 1994)
Lavori Pubblici
Francesco Merloni (Dc)
(1992 giu - apr 1993)
Francesco Merloni (Dc)
(1993 apr - apr 1994)
sottosegretari Tommaso Bisagno (Dc)
(1992 giu - apr 1993)
Achille Cutrera (Psi)
(1993 apr - apr 1994)
Gabriele Piermartini (Psi)
(1992 giu - apr 1993)
Pino Pisicchio (Dc)
(1993 apr - apr 1994)
Trasporti
[Soppresso dalla legge 24/12/1993, n. 537, art. 1, c. 8.]
Giancarlo Tesini (Dc)
(1992 giu - apr 1993)
R. Costa (Pli)
(apr - dic 1993)
sottosegretari Cesare Cursi (Dc)
(1992 giu - apr 1993)
Giorgio Carta (Psdi)
(apr - dic 1993)
  Michele Sellitti (Psi)
(apr - dic 1993)
Marina mercantile
[Soppresso dalla legge 24/12/1993, n. 537, art. 1, c. 8.]
Giancarlo Tesini (Dc)
(1992 giu - apr 1993)
[ad interim]
R. Costa (Pli)
(apr - dic 1993)
[ad interim]
sottosegretari Giulio Camber (Psi)
(1992 giu - apr 1993)
Giorgio Carta (Psdi)
(apr - dic 1993)
  Michele Sellitti (Psi)
(apr - dic 1993)
Lavoro e Previdenza sociale
F. Marini (Cisl)
(1992 giu - apr 1993)
o
Nino Cristofori (Dc)
(1992 giu - apr 1993)
Gino Giugni (Psi)
(1993 apr - apr 1994)
sottosegretari Florindo D'Aimmo (Dc)
(1992 giu - apr 1993)
Luciano Azzolini (Dc)
(1993 apr - apr 1994)
Sandro Principe (Psi)
(1992 giu - apr 1994)
Grazia e Giustizia
C. Martelli (Psi)
(apr 91 - 10 feb 93, dim.)
G. Conso (Indip.)
(12 feb 93 - apr 1994)
sottosegretari Germano De Cinque (Dc)
(apr 91 - apr 93)
Vincenzo Binetti (Dc)
(1993 apr - apr 1994)
  Daniela Mazzuconi (Dc)
(1991 apr - apr 1994)
Pubblica Istruzione
R. Russo Jervolino (Dc)
(1992 giu - apr 1994)
sottosegretari Giuseppe Matulli (Dc)
(1992 giu - apr 1994)
Savino Melillo (Pli)
(1987 28 lug - apr 1993)
Antonio Mario Innamorato (Psi)
(1993 apr - apr 1994)
Università, Ricerca Scientifica e Tecnologica
Alessandro Fontana (Dc)
(1992 giu - apr 1993)
Luigi Berlinguer (Pds)
(apr - 4 mag)
U. Colombo (Indip.)
(4 mag - apr 1994)
sottosegretari Rossella Artioli (Psi)
(1992 giu - apr 1993)
Silvia Costa (Dc)
(1993 apr - apr 1994)
Beni culturali
A. Ronchey (Indip.)
(1992 giu - apr 1994)
Poste e Telecomunicazioni
Maurizio Pagani (Psdi)
(1992 giu - apr 1994)
sottosegretari P. Fiori (Dc)
(1992 giu - apr 1993)
Ombretta Fumagalli Carulli (Dc)
(1993 apr - apr 1994)
Giorgio Casoli (Psi)
(1992 giu - apr 1993)
 
Sanitŕ
F. De Lorenzo (Pli)
(giu 92 - 21 feb 93
R. Costa (Pli)
(21 feb - apr 93)
[ad interim]
Maria Pia Garavaglia (Dc)
(1993 apr - apr 1994)
sottosegretari Luciano Azzolini (Dc)
(1992 giu - apr 1993)
Nicola Savino (Psi)
(1993 apr - apr 1994)
  P. Fiori (Dc)
(1993 apr - apr 1994)
Turismo e Spettacolo
M. Boniver (Psi)
(1992 giu - apr 1993)
C.A. Ciampi
(1993 apr - apr 1994)
[ad interim]
Ambiente
Carlo Ripa di Meana (Psi)
(giu 92 - 7 mar 93)
Valdo Spini (Psi)
(9 mar - apr 93)
Francesco Rutelli (Fdv)
(apr - 4 mag)
Valdo Spini (Psi)
(4 mag - apr 1994)
sottosegretari     Roberto Formigoni (Dc)
(1993 apr - apr 1994)
Ministri senza portafoglio
Coordinamento Politiche Comunitarie e Affari regionali
R. Costa (Pli)
(giu 92 - 21 feb 93)
Gianfranco Ciaurro (Pli)
(21 feb - apr)
V. Spini (Psi)
[28 apr - 4 mag 93]
Livio Paladin (Indip.)
4 mag - apr 1994)
Coordinamento della Protezione Civile
F. Facchiano (Psdi)
(1992 giu - apr 1993)
N. Mancino (Dc)
(1993 apr - apr 1994)
Funzione pubblica
  Sabino Cassese (Indip.)
(1993 apr - apr 1994)
Rapporti con il Parlamento
  Augusto Barbera (Pds)
(1993 apr - 4 mag 1993)
Paolo Barile (Indip.)
(4 mag - apr 1994)
Ambiente
  V. Spini (Psi)
(mar 93 - apr 94)
Riforme elettorali e istituzionali
  L. Elia (Dc)
(mar 93 - apr 94)
Affari sociali
Adriano Bompiani (Dc)
(1992 giu - apr 1993)
Fernanda Contri (Psi)
(mar 93 - apr 94)
Aree Urbane
Carmelo Conte (Psi)
(1992 giu - apr 1993)
 
Privatizzazioni
(funzioni connesse al riordino delle Partecipazioni Statali)
 
Paolo Baratta (Indip.)
(21 feb - apr)
 
 

Repubblica Italiana

Gennaio
29
, Venezia, G.I. dr. Felice Casson (RG. 1/89) sentenza ordinanza contro Gerardo Serravalle + 11.
["Gladio".]
Milano, la magistratura emette 15 avvisi di garanzia contro il gruppo dirigente di VFS per ricostituzione del disciolto Partito fascista.

Febbraio
Craxi si dimette dalla segreteria del Psi per trasferirsi poi in "esilio" in Tunisia;
anche Forlani č costretto ad abbandonare la vita politica;
24, Venezia, G.I. dr. Felice Casson (RG. 1/89) sentenza ordinanza contro Maurizio Midena + 1.
[Strage di Peteano (31 maggio 1972).]

Marzo

Andreotti č formalmente accusato dalla procura di Palermo di gravissime collusioni con la mafia;
25, viene approvata una nuova legge elettorale per i Comuni, che introduce meccanismi maggioritari e l'elezione diretta del sindaco; sarŕ messa alla prova alle amministrative;

Aprile
un referendum abroga parte della legge elettorale per il Senato;
22
, si dimette G. Amato;
28
, C.A. Ciampi crea un governo tecnico;

Maggio
14
, a Roma esplode un autobomba al passaggio dell'auto con a bordo Maurizio Costanzo;
27
, a Firenze esplode un'autobomba in via dei Georgofili: cinque morti;

Giugno
elezioni amministrative:
Dc: subisce una secca sconfitta;
Psi: di fatto č azzerato;

Luglio
12
, Franco Freda, leader del Fronte nazionale, viene arrestato in Puglia con l'accusa di «ricostituzione del disciolto Partito fascista».
27, a Roma esplode un'autobomba nel piazzale, dietro la basilica di San Giovanni in Laterano; a Milano un'autobomba parcheggiata in via Palestro provoca cinque morti;

Agosto
4
, sono approvate due nuove leggi elettorali per la Camera ed il Senato, per cui viene introdotto un meccanismo elettorale:
- 75% uninominale maggioritario,
- 25% proporzionale;
si va verso la logica del bipolarismo;

Settembre
2
, le Br-Pcc colpiscono la base Usaf di Aviano da dove gli Stati Uniti controllano l'Italia, l'Europa dell'Est e del Sud, il Medio Oriente e il Mediterraneo.
[In carcere finiscono 14 persone, due delle quali – gli irriducibili:
. Ario Pizzarelli,
. Francesco Aiosa,
nel 1999 rivendicheranno l'omicidio del prof. Massimo D'Antona, ucciso proprio alla vigilia della guerra in Kosovo.]

Ottobre
Trento, la Procura apre un fascicolo in cui sono inseriti terroristi croati, fascisti italiani, avventurieri internazionali e due "insospettabili" che avrebbero contattato mercenari per assaltare il centro Rai di Saxa Rubra nell'ambito di un progetto di golpe.
21, Padova, nella notte, un ordigno viene lanciato contro il Palazzo di Giustizia che viene in parte distrutto. L'azione viene rivendicata dalla sedicente formazione Falange armata.
28, Venezia, Corte di Assise, presidente dr. Salvarani (RG. 632/93) sentenza contro Morin Marco + 7.
[Strage di Peteano (31 maggio 1972).]

Novembre

Dicembre
10
, legge n. 515, (legge sulla par condicio);
30
, decreto legge n. 558 (decreto salva RAI) finalizzato al risanamento economico dell'azienda;

Referendum sugli stupefacenti.
Elezioni regionali in Trentino-Alto Adige, Friuli-Venezia-Giulia.

Forza Italia



1993

S. Berlusconi pone le basi per la fondazione di questo movimento politico

«segue 1994»

 

Torna su



CAMPANIA

1993

Maggio
dal Rapporto annuale sul fenomeno della criminalità organizzata per il 1992, presentato al Parlamento dal ministro dell'Interno, risulta che avrebbero operato in Campania 108 famiglie con circa 5.000 aderenti;

Luglio
14
, secondo il Rapporto della Criminalpol (sulle linee evolutive della camorra in Campania nel periodo 1980-1993) risulta che opererebbero in Campania, complessivamente, 111 famiglie ed oltre 6.700 affiliati.

Campania
Province
clan o famiglie
Napoli
(capoluogo 25)
67
Salerno
12
Caserta
17
Benevento
4
Avellino
11
Totale
111
 



Il clan prevalente è quello di Carmine Alfieri, ora detenuto, al quale farebbero capo altri 20 gruppi.
I suoi uomini rispondono a Mario Fabbrocino, oggi latitante.

Dicembre
20
, Francesco Bidognetti vice di Francesco Schiavone [Sandokan] viene arrestato per associazione di stampo mafioso; successivamente scarcerato con obblighi, si rende irreperibile come il suo capo. I Casalesi, oltre ad esercitare la propia influenza nei comuni dell'aversano e nel mondragonese, hanno attività anche fuori della Campania, giungendo fino in Emilia Romagna.

I gruppi camorristici in provincia di Caserta sono numerosi e ampiamente radicati:
. Lubrano-Papa, tradizionalmente legato ai Nuvoletta di Marano (Na), zona di Sparanise e di Tulazio;
. La Torre ed Esposito, zone di Mondragone, Grazzanise, Sessa Urunca, Carinola e Baia Domizia spingendosi fino al basso Lazio;
. Venosa-Caterino, zona di Casapesenna e comuni vicini (sottratto all'egemonia dei Casalesi dopo la morte di Mario Iovine);
. Rosario Benenato, zona di Caserta città;
. Antimo e Giovanni Perreca, fratelli, zona di Recale;
ecc.

Fonti:
- Fabrizio Calvi, La Vita quotidiana della Mafia dal 1950 a oggi, 1986.



PUGLIA

1993

Brindisi.
Grave crisi occupazionale con 50.000 disoccupati nella provincia (12% della popolazione residente), ricco serbatoio di manodopera per la criminalità organizzata.
La Sacra Corona Unita è presente in quasi tutte le attività produttive della zona.
In ambito provinciale operano cinque distinti sodalizi criminali che contano 250 affiliati.
Autonomamente o in accordo con tali sodalizi opera anche una moltitudine di bande locali (36 già identificate, composta ciascuna da 40/50 elementi) soprattutto nel contrabbando di tabacchi, attività in continua espansione.
È pure in aumento il fenomeno estortivo con 123 attentati dinamitardi ed incendiari nel corso del 1992 e con sanguinose faide tra bande rivali che hanno causato 7 vittime.
Numerosi gli arresti delle forze dell'ordine nei comuni di S. Vito dei Normanni, Francavilla Fontana, Mesagne, Sandonaci e Cisternino.

Ufficialmente operano 16 società finanziarie, mentre esercitano le stesse attività, ma in modo abusivo, molte altre aziende: complessivamente si contano 64 imprese di intermediazione finanziaria e mobiliare.
Il fiorire dell'attività di usura è sintomo di attività di riciclaggio diretto a rimettere in circolazione denaro proveniente da reati, e soprattutto, dal traffico di stupefacenti.
Sono avvenuti attentati ai danni degli amministratori dei comuni di: S. Pietro Vernotico, S. Vito dei Normanni, Francavilla Fontana e Carovigno.

Omicidi registrati nella provincia: 8.
Estorsioni ed usura sono gestite o controllate dalla Sacra Corona Unita.
Attentati di probabile natura estortiva: 70.

Fonti:
- Nicola Tranfaglia, Mafia, Politica e Affari 1943-2000, Editori Laterza, 2001.



Processi Andreotti

1993

Marzo
27
, l'ufficio della Procura di Palermo guidato da Giancarlo Caselli inoltra al Senato la richiesta di autorizzazione a procedere nei confronti dell'ex presidente del Consiglio G. Andreotti;
il presidente del Senato Giovanni Spadolini informa G. Andreotti che la Procura di Palermo ha chiesto l'autorizzazione a procedere nei suoi confronti. L'accusa è di concorso in associazione mafiosa.
[Domanda di autorizzazione a procedere contro il senatore Giulio Andreotti per i reati di cui agli articoli 110 e 416 del codice penale; e agli articoli 110 e 416 bis del codice penale (associazione per delinquere; associazione di tipo mafioso) trasmessa dal ministro di Grazia e Giustizia (CONSO)]

Aprile
3
, mentre si trova a New York sotto il programma di protezione dei collaboratori della giustizia, Francesco Marino Mannoia [Mozzarella] rende la sua deposizione sugli incontri tra G. Andreotti e Cosa Nostra.
[Collaboratore di giustizia, faceva parte della famiglia di S. Maria del Gesù ed era l'uomo di fiducia di uno dei capi più potenti di Cosa Nostra, Stefano Bontate [il Falco], nonché un chimico addetto alla lavorazione della morfina base importata in Sicilia dal Medio Oriente e trasformata in eroina da inviare negli Usa.]
6, il super-pentito della mafia T. Buscetta [don Masino], interrogato dai magistrati di Palermo, accusa G. Andreotti come mandante dell'omicidio di C. [Mino] Pecorelli, giornalista di «OP».
[Nella stessa deposizione T. Buscetta [don Masino] sembra intendere che la visita di G. Badalamenti [don Tano] a G. Andreotti fosse collegata alla pronuncia della Cassazione – vedi omicidio di Stefano Leale (1960) – e quindi alla sentenza del 1971. Per questo, nella loro memoria i difensori di G. Andreotti potranno esclamare:
«Ebbene ci sia consentito insorgere con la forza della indignazione contro la stessa ipotesi che il presidente Giovanni Rosso e la Corte da lui presieduta potessero essere influenzati nelle loro decisioni dal senatore Andreotti o da chiunque altro. Chi insinua ciò colpisce in Giovanni Rosso uno dei magistrati di più alta statura umana, morale e giuridica che abbia onorato la Toga e, con lui, colpisce tutta la magistratura italiana…».
In verità – come risulterà dalle precisazioni fornite nell'interrogatorio del 19 gennaio 1995 – T. Buscetta [don Masino] sa che la sentenza «doveva essere fatta a Roma», e ha quindi intuitivamente pensato che si trattasse di una decisione della Cassazione; in ogni caso, non ha dubbi, in base a solidi criteri cronologici, che G. Badalamenti [don Tano] si riferisse all'aggiustamento del processo in Corte d'Assise del 1979.
In ogni caso gli incontri di G. Andreotti con gli esponenti di Cosa Nostra nel 1979 e nel 1987 aventi per oggetto l'«aggiustamento» di processi, se provati, hanno l'effetto di sostanziare l'accusa di associazione per delinquere di tipo mafioso tra G. Andreotti e i capi di Cosa Nostra, e non altro.
Per finire, sull'incontro avvenuto nel 1979, sono solo due le persone che possono confermare o smentire il racconto di T. Buscetta [don Masino]:
. G. Badalamenti [don Tano], detenuto negli Stati Uniti per la condanna riportata nel processo della "Pazza Connection" e che mantiene fermo il suo rifiuto di collaborare con la giustizia;
. Filippo Crimi, detenuto (1995) perché recentemente condannato per associazione mafiosa. Il suo "pentimento " è assai improbabile.]
[Memoria Depositata dal Pubblico Ministero nel procedimento penale n. 3538/94 N.R. instaurato nei confronti di Andreotti Giulio, vol. II, pp. 27-52.]

Ripartono quindi le indagini dopo l'assoluzione dei vari indagati nel 1991.

14, la Procura di Palermo invia una richiesta integrativa: tre collaboratori della giustizia hanno parlato di riunioni tra l'ex presidente del Consiglio e i capi di Cosa Nostra, e un sovrintendente della polizia di Stato risulta essere stato testimone diretto di un incontro tra G. Andreotti e un capomafia trafficante di droga a Mazara del Vallo, in Sicilia, il 19 agosto 1985.
Lo stesso giorno, la Procura di Roma, dopo aver ricevuto il verbale con le dichiarazioni di T. Buscetta [don Masino], iscrive G. Andreotti  nel registro delle notizie di reato.

Maggio
13
, contro le aspettativa prevalenti, il Senato concede l'autorizzazione a procedere [procura di ?].

Lo stesso mese, durante la sua deposizione davanti al magistrato di Palermo, G. Andreotti ribadisce che «in tanti anni, mai ho avuto il minimo indizio che vi fosse qualche collegamento da parte sua con persone che non dovessero essere frequentate».
A questo punto i giudici gli leggono un passo della deposizione del suo braccio destro, l'on. Franco Evangelisti, al quale Salvo Lima aveva confidato di conoscere T. Buscetta [don Masino], definito da Salvo Lima stesso «un mio amico, uno che conta».
G. Andreotti
nega di aver mai saputo alcunché, da Franco Evangelisti o da altra persona, circa le relazioni tra Salvo Lima e T. Buscetta [don Masino], ma è costretto ad ammettere che questa sua risposta può apparire inverosimile.
A una nuova contestazione a proposito dello stesso tema, G. Andreotti replica che fino al 1968 conosceva Salvo Lima solo di vista.
Circa il commento di Salvo Lima riferito da Franco Evangelisti – vedi Mafia 1980 –, egli si limita ad alludere alle inesattezze della memoria del suo stretto collaboratore, determinate dal precario stato di salute:
«Evangelisti non mi ha mai detto questa cosa. Se l'avessi sentita ne sarei rimasto impressionato. Ricordo che noi democristiani reagimmo a interpretazioni del delitto Mattarella di questo genere. Aggiungo anche negli ultimi anni, Evangelisti era molto debilitato, e viveva in una sostanziale immobilità che, forse, poteva fargli ricostruire dei momenti passatti senza corrispondenza all'esattezza».
La tesi di G. Andreotti di non avere mai avuto il minimo indizio dei collegamenti mafiosi di Salvo Lima viene poi ulteriormente contraddetta dalla dettagliata deposizione di Paolo Sylos Labini.
[Insigne economista, si era dimesso dal "Comitato tecnico-scientifico della programmazione" del ministero del Bilancio per protesta contro la nomina di Salvo Lima a sottosegretario di quel dicastero. Essendo al corrente dei documenti della Commissione Antimafia e delle quattro autorizzazioni a procedere già collezionate da Salvo Lima, egli aveva infatti deciso di porre il ministro del Bilancio (G. Andreotti, appunto) di fronte all'alternativa tra la revoca della nomina di Salvo Lima a sottosegretario e le sue dimissioni dal "Comitato tecnico-scientifico della programmazione". G. Andreotti aveva puramente e semplicemente optato per Salvo Lima, nonostante lo scalpore suscitato dal caso e le proteste della corrente giovanile della Dc. Nella sua deposizione Paolo Sylos Labini sottolinea come egli avesse anche chiesto ad Aldo Moro, tramite Beniamino Andreatta, di intervenire per la rimozione di Salvo Lima, e che Aldo Moro aveva confessato la sua impotenza ad agire, commentando che Salvo Lima «era troppo forte e pericoloso».]
Lo stesso anno il pentito Cancemi dichiara ai giudici, riferendosi a qualche anno prima, che l'on. Salvo Lima «era nelle mani» dei Buscemi (famiglia mafiosa di Boccadifalco), cioè i Buscemi erano in grado di fargli fare quello che volevano.

Durante lo stesso interrogatorio G. Andreotti dichiara:
«Ribadisco in questa sede che io non ho mai visto né conosciuto i cugini Ignazio e Antonino Salvo, né comunque alcun appartenente a quella famiglia. So che, magari, ciò può sembrare strano, data la passata notorietà dei Salvo – i quali, come mi è stato detto, avevano rapporti con mezza Palermo e, quindi, anche con l'on. Lima – ma ripeto che non li ho mai visti né conosciuti».


Giugno
9
, la Procura di Roma chiede al Senato di poter indagare su G. Andreotti in ordine ad una ipotesi di accusa ancora più grave: concorso nell'omicidio del giornalista Carmine [Mino] Pecorelli.
30, il Senato concede l'autorizzazione a procedere [Procura di Palermo]: la Giunta esclude «intenti persecutori» nell'iniziativa del pool guidato da Giancarlo Caselli;

Luglio
26
, con la sua deposizione Salvatore Cancemi, il capo della famiglia mafiosa di Porta Nuova, diventa collaboratore di giustizia.
[Memoria Depositata dal Pubblico Ministero nel procedimento penale n. 3538/94 N.R. instaurato nei confronti di Andreotti Giulio, vol. III, pp. 75-76.]

29, il Senato concede l'autorizzazione a procedere [Procura di Roma];

Lo stesso mese Salvatore Cancemi, il capo della famiglia mafiosa di Porta Nuova, diventa collaboratore di giustizia.

Agosto
le dichiarazioni dei pentiti della Banda della Magliana coinvolgono il PM romano Claudio Vitalone.
[Uomo molto vicino a G. Andreotti viene definito la sua "longa manus" negli ambienti della magistratura.
Così lo delinea Vittorio Sbardella, luogotenente andreottiano nel Lazio negli anni Settanta:
«Vitalone ha sempre coltivato buoni rapporti con il presidente Carnevale e con tanti altri magistrati amici della Corte di Cassazione, tra i quali in particolare posso ricordare Paolino Dell'Anno, che è un uomo a lui molto legato e anzi devoto…
Si è detto che Salvo Lima poteva essere il tramite tra i cugini Salvo, Andreotti e il presidente Carnevale. Io non sarei troppo sicuro di ciò, e vorrei osservare che il vero punto di snodo – per i suoi rapporti con i cugini Salvo da un lato, e con Andreotti e la Corte di Cassazione dall'altro – era proprio Claudio Vitalone…
».
Sempre in proposito, l'avv. Alfonso Conte – socio del costruttore Francesco Maniglia di Palermo – riferisce di aver conosciuto Claudio Vitalone in casa di Gaetano Caltagirone, a Roma, durante una cena con molte persone appartenenti alla magistratura, al mondo politico, alle forze dell'ordine, verso il 1977. Dice inoltre di aver rivisto Claudio Vitalone in occasione della festa tenutasi nella villa di Francesco Maniglia nel 1978, presenti i cugini Salvo, il sindaco di Palermo, l'on. Aristide Gunnella, Salvo Lima, e numerosi altri ospiti di rango. La sera stessa l'avv. Alfonso Conte e signora presero la decisione di troncare i rapporti con quell'ambiente perché disgustati dall'eccessiva ostentazione di ricchezza, di potenza e di cattivo gusto che vi dominava (es. «…il lungo viale d'ingresso alla villa era illuminato da varie persone che reggevano fiaccole con costumi tipici siciliani…».]

Settemnbre
20
, la difesa del senatore democristiano presenta una seconda memoria difensiva con cui chiede ai giudici di disporre tutti gli opportuni accertamenti sulle forme di scorta e di vigilanza a G. Andreotti durante i suoi viaggi; la richiesta viene pienamente esaudita.
In particolare, sull'incontro del 1987, la difesa di G. Andreotti produce un'argomentazione, basata su un particoalre del racconto di Baldassarre [Balduccio] Di Maggio, il bacio tra Salvatore Riina [Totò 'u Curtu] e G. Andreotti, che dovrebbe dimostrare la totale inverosimiglianza dell'episodio e la conseguente inattendibilità del pentito.
Nella memoria difensiva si sostiene infatti: «che il senatore Andreotti nell'autunno dell'87, si sia recato a casa del Salvo agli arresti domiciliari, e che vi abbia ricevuto da Riina quel bacio che non è un fatto folcloristico, come taluno dice – ma che costituisce il clou dell'incontro – è ipotesi che veleggia nei cieli rarefatti dell'assurdo. Del resto tutto cresce all'ombra del ridicolo…».

Ottobre
19
, il pentito Salvatore Cancemi mette a verbale la descrizione dei fatti avvenuti nel 1987 riguardanti l'indicazione di voto, dettata da Salvatore Riina [Totò 'u Curtu], che doveva favorire il Psi, in particolare tre esponenti: Claudio Martelli, Filippo Fiorino e Turi Lombardo.

Dicembre
17
, l'inchiesta passa alla Procura di Perugia, competente ad indagare sui magistrati romani.
[La Procura di Roma indaga sugli abusi commessi presso la prima sezione penale della Corte di Cassazione, mentre la Procura di Perugia si dedica all'omicidio di Carmine [Mino] Pecorelli.]

Lo stesso mese, durante un interrogatorio, G. Andreotti viene messo di fronte alle accuse del pentito Francesco Marino Mannoia [Mozzarella].
Per quanto riguarda la sua conoscenza o meno dei cugini Antonino [Nino] e Ignazio Salvo egli conferma quanto già dichiarato nel maggio scorso.
[Vittorio De Martino, all'epoca (7 giugno 1979) direttore dell'Hotel Zagarella e cognato del costruttore Francesco Maniglia dichiara:
«Posso dire con certezza che Nino Salvo conosceva il sen. Andreotti… Vidi insieme il sen. Andreotti e Nino Salvo in occasione del buffet presso l'Hotel Zagarella…».
La stessa circostanza sarà poi confermata da:
. Vito Ciancimino: «… davo esplicitamente per scontato, implicito, che i cugini Salvo conoscessero Andreotti…»;
. Attilio Ruffini e Mario Fasano dichiarano di aver partecipato al pranzo insieme agli esponenti democristiani, a G. Andreotti e a Antonino [Nino] e Ignazio Salvo.
A questo punto il PM chiede ad G. Andreotti se vuole continuare ancora a sostenere di non conoscere i cugini Antonino [Nino] e Ignazio Salvo… L'interpellato risponde:
«Ricordo nettamente la sera del 7 giugno, perché in poche ore feci un comizio, andai al "Giornale di Sicilia" per una intervista, e partecipai poi a un ricevimento nel quale erano alcune centinaia di persone. Il mio desiderio era di far presto e di andare a dormire in Prefettura.
Ignoravo chi fosse il proprietario dell'albergo e, fino ad aver visto la fotografia di questa sera, non realizzavo che si trattasse del sig. Salvo quello che insieme ai dirigenti del Partito mi salutò all'ingresso dell'hotel. Essendo una manifestazione non di corrente ma di tutta la Dc, non potevo certamente pensare che vi fossero presenze che dovessero essere sconsigliate. […]
Ripeto che con Ignazio e Nino Salvo io non ho mai avuto rapporti e non ho ricevuto, direttamente o no, richieste per loro esigenze […]
».

A carico di G. Andreotti esiste anche un altro incontro avvenuto il 19 agosto 1985, che non è stato riferito dai collaboratori di giustizia, ma da un sovrintendente della Polizia di Stato.
Inoltre, il 28 dicembre 1987, G. Andreotti partecipò a Roma, in forma strettamente privata, all'inaugurazione della chiesa di Cristo Re.

Intanto Giuseppe Giammarinaro (Dc, corrente andreottiana), eletto alla Regione Siciliana nell'aprile 1991, è attualmente latitante, dopo aver ricevuto un ordine di arresto dal giudice di Marsala per reati contro la pubblica amministrazione, commessi mentre era presidente di una Ussl di Castelvetrano.

Lo stesso mese, interrogato dai magistrati di Palermo, G. Andreotti ricorda il caso del falso pentito Pellegriti, che aveva accusato Salvo Lima di essere il mandante degli omicidi Mattarella e La Torre ed era stato incriminato per calunnia da G. Falcone.
G. Andreotti
sostiene – strumentalmente, secondo la Procura – che l'iniziativa di G. Falcone, che tutelava l'onorabilità di Salvo Lima, aveva rafforzato la sua fiducia nei confronti dell'amico, e prosegue descrivendo una rete di rapporti cordiali e di stima reciproca instauratasi tra lui stesso e G. Falcone dopo l'arrivo di quest'ultimo a Roma in qualità di direttore degli affari penali del Ministero di Grazia e Giustizia.
Questa dichiarazione di G. Andreotti consente ai colleghi di G. Falcone che lo stanno interrogando di metterlo di fronte a uno dei documenti più agghiaccianti dell'intero processo: le deposizioni dei giudici Vito D'Ambrosio e Mario Almerighi sul modo in cui la vittima di Capaci aveva interpretato le prime attenzioni di G. Andreotti nei suoi riguardi, e sulle vere ragioni della cordialità mostrata in seguito da G. Falcone verso G. Andreotti.
Le testimonianze dei giudici Vito D'Ambrosio e Mario Almerighi parlano di un episodio avvenutio nel giugno 1989, immediatamente dopo il fallito attentato dell'Addaura contro G. Falcone. Dal loro racconto appare senza ombra di dubbio che G. Falcone considerava G. Andreotti un pericolo per la sua stessa vita.
[Dichiara Mario Almerighi: «… quella sera, durante una cena a casa mia [subito dopo l'attentato dell'Addaura, N.d.A.], Giovanni Falcone mi riferì, in modo piuttosto agitato, che aveva ricevuto, nelle prime ore della mattina del giorno precedente, una telefonata dell'on. Giulio Andreotti.
Non tanto il contenuto della telefonata, che era stato di semplice solidarietà, quanto l'autore della telefonata stessa, ricordo che fu la causa della sua preoccupazione. Infatti, Giovanni mi disse che non aveva mai avuto rapporti di alcun genere con l'on. Andreotti che neanche conosceva […]
…mi disse che quando sarebbe stato ucciso, si sarebbe dovuto indagare sulla persona che per prima avesse fatto arrivare una corona di fiori sulla sua bara. Mi spiegò, infatti, che questa era una usanza molto diffusa nei delitti di mafia.
[…]».
Dichiara Vito D'Ambrosio: «La stessa riflessione era stata fatta da Falcone a Mario Almerighi, e in seguito, tra noi tre, l'accenno alla telefonata di Andreotti diventò una specie di segnale in codice per indicare il mandante di delitti o comunque di strategie delegittimatrici».
In proposito l'on. Vito Sbardella avvalora la deposizione dei due giudici svelando il significato nascosto che il gruppo andreottiano attribuiva ai rapporti con G. Falcone:
«…Vitalone mena vanto, secondo me a sproposito, dei suoi asseriti rapporti di amicizia con il giudice Giovanni Falcone.
Per quel che mi risulta, Vitalone cercò soltanto di allacciare un rapporto con il giudice Falcone per diminuire la conflittualità tra lo stesso giudice, che era schierato sulle posizioni che tutti conosciamo, e Andreotti
».

 


 

[Fonti:
- «Il Sole-24Ore»: Vincenzo Morgante, Roberta Miraglia, Donatella Stasio.]
- Pino Arlacchi, IL PROCESSO-Giulio Andreotti sotto accusa a Palermo, Rizzoli Milano 1995.





OVEST
-
-
-
-

1993

-

 


 

DOMINION OF CANADA
[Aggiunta alle altre province britanniche nel 1763, include la regione sulle due rive del fiume San Lorenzo grossolanamente delimitate da Anticosti a est e il Lago Nipissing a ovest.
Dal 7 nov 1763 la provincia (ex Canada francese) è stata divisa formalmente in tre distretti: Québec, Trois-Rivières, Montréal.
Nel 1791 la provincia è stata separata in due parti:
Basso Canada (francofoni) e Alto Canada (lealisti).
Nel 1841, con l'Act of Union sono stati nominati due primi ministri ma Canada Est e Canada Ovest continuano ad andare ognuna per la sua strada. Il sistema dura ben 25 anni (1842-67).
Nel 1867, 1° luglio, nasce ufficialmente la confederazione: Dominion of Canada.]
Dal 1931, nonostante lo «statuto di Westminster», in pratica il Foreing Office britannico continua a rappresentare il Dominion in quasi tutte le nazioni del mondo e formalmente i canadesi continuano ad essere cittadini britannici, fino all'approvazione della legge sulla cittadinanza nel 1946.
Dal 1° gennaio 1947, in base al Canadian Citizenship Act, i canadesi diventano a pieno titolo cittadini del loro paese.
Governatore generale
Ramon J. Hnatyshyn
(1989 - 1994)
Primo ministro
Martin Brian Mulroney
II
(1989 - giu 1993)
[conservatore]
Kim Campbell
(giu-nov)
[conservatore]
Jean Chrétien
I (1993 nov - giu 1997)
(Partito liberale)
Ministro degli Esteri
-

1993
Febbraio
lo sconfitto Martin Brian Mulroney si ritira cedendo il posto a Kim Campbell;

Giugno
13
, il ministro federale della Difesa Kim Campbell assume la direzione del PC (Partito conservatore);
25, Kim Campbell diventa primo ministro federale al posto di Brian Mulroney dimissionario;
è la prima donna a ricoprire questa carica nella storia del Canada;

Luglio
si giunge al totale ritiro delle forze canadesi dalla NATO già iniziato l'anno precedente su ordine del primo ministro Martin Brian Mulroney;

Ottobre
25
, elezioni per il rinnovo della Camera dei Comuni:

Elezioni della Camera dei Comuni
 
%
seggi
. Jean Chrétien
[PL (Partito liberale)]
41,6
177
. Lucian Bouchard
[BQ (Bloc Quèbécois), indipendentista]
14,0
54
. Preston Manning
[RP (Reform Party), ultraconservatore]
18,0
52
. ?
[NPD (Nuovo Partito Democratico)]
6,6
9
. Kim Campbell
[PC (Partito conservatore)]
1,6
2
. ?
[Indipendente]
-
1
Totale seggi
 
295
Kim Campbell viene sconfitta anche nella sua circoscrizione;



Novembre
4
, Jean Chrétien, un uomo politico del Québec, sostenitore di un federalismo centralizzato, forma il nuovo governo;

Missione di "peacekeeping" in Somalia. Qui, nell'ambito di un'operazione ONU completamente fallita, i canadesi per la prima volta cedono la scena agli americani e soprattuto sono coinvolti in gravi avvenimenti quando alcuni paracadutisti sono accusati della tortura e dell'omicidio di un giovane somalo e di altri incidenti a sfondo razziale.
[La corte marziale che giudica colpevole uno dei militari accusati non chiude la questione che sarà in seguito riaperta e coinvolgerà l'intero reggimento paracadutista.]

Nello stesso anno i canadesi sono stati impegnati in dodici zone "calde" del mondo con una forza di 4.700 uomini; il 10% di tutte le truppe al servizio dell'ONU in questo momento.

 

QUÉBEC
Primo ministro della provincia
Robert Bourassa
(1985 - 1994)
[PLQ (Parti libéral du Québec)]
Sindaco di Montréal
-
Arcivescovo di Montréal
Paul-Émile Léger
(? - ?)
Arcivescovo di Québec
-

1993
-

Il successo del BQ (Bloc québécois) alle elezioni federali suona come campana a morto per i liberali di Robert Bourassa.

 


 

 

ONTARIO
-
-

1993

-

 

 


NEW BRUNSWICK
-
-

1993

-

NOVA SCOTIA
-
-

1993

-

MANITOBA [dal 1870]
-
-

1993

-


BRITISH COLUMBIA [dal 1858]
[nel 1866 ha incorporato l'Isola di Vancouver e dal 1871 fa parte della confederazione.]
Primo ministro della provincia
-

1993

-

 

ISOLA DEL PRINCIPE EDOARDO
[Dal 1873 fa parte della confederazione.]
Primo ministro della provincia
-

1993

-

 

TERRITORIO DELLO YUKON [creato nel 1898]
Primo ministro della provincia
-

1993

-

 

ALBERTA [creata nel 1905]
Primo ministro della provincia
-

1993

-

 

SASKATCHEWAN [creata nel 1905]
Primo ministro della provincia
-

1993

-

 

TERRANOVA
- 1867-1934, rimane Dominion autonomo.
- 1934-mar 1949, torna allo status di colonia dipendendo interamente dalla Gran Bretagna sul piano politico ed economico;
- 1949, 1 ° aprile, diventa la X provincia del Dominion del Canada.
Primo ministro della provincia
-

1993

-

 

[Luca Codignola-Luigi Bruti Liberati, Storia del Canada, Bompiani 1999.]

 

 

1993
U.S.A.
(Stati Uniti d'America)
- Presidente
William Jefferson [Bill] Clinton, I
(1993 - 2000)
42°

- Vicepresidente

Al Gore
(1993 - 2000 )

- Segretario di Stato

?
(1989 - ?)
1993
-
FBI (Federal Bureau of Investigation)
[direttore: C.M. Kelley (1973-?)]
1993
-
CIA (Central Intelligence Agency)
1993
-



 
1993
GRANDI ANTILLE
- Presidente del consiglio di stato
Fidel Castro Ruz
(1959 - 2007)
[capo dello stato e primo ministro]
[confermato dalla nuova costituzione in vigore dal 1976, e poi nel 1981;
nel febbraio 1986 viene effettuato un grande rinnovamento del comitato centrale del partito ma il presidente viene confermato nella sua carica;
una nuova riforma costituzionale e in vigore dal 1992.]
Partito unico: Partito comunista cubano.
1993
Febbraio
24
, per la prima volta dal 1959, si svolgono elezioni a suffragio universale diretto per il rinnovo dell'assemblea nazionale: tuttavia vi è una sola lista, quella del Partito comunista cubano;
25, il presidente accenna alla possibilità di un suo ritiro;

Marzo
15
, l'assemblea nazionale rielegge il presidente alla testa del consiglio di stato per altri 5 anni;

Dicembre
21
, dopo che numerosi cubani hanno lasciato l'isola nel corso dell'anno, arriva negli Stati Uniti passando da Madrid la figlia del presidente, Alina Fernández Revuelta, da tempo critica nei confronti del regime del padre;
- Capo del consiglio di governo
Joseph Nérette
(1991 ott - ?)
[ad interim]
- Primo ministro
Marc Bazin
(1992 - giu 1993, dim.)
Robert Malval
(1993 set - dic 1993)
[padre Jean Bertrand Aristide (1990 dic-dic 1995)
in esilio: 1991 set - ott 1994.]
1993
Giugno
6
, il primo ministro si dimette;
16, il consiglio di sicurezza dell'ONU minaccia di sottoporre Haiti a un embargo totale sul petrolio e sugli armamenti se entro il 23 non interverrà un accordo che preveda il ritorno di padre Jean Bertrand Aristide;

Luglio
2
, Governors Island (New York), l'accordo viene firmato dal gen. Raoul Cédras;
3, Governors Island (New York), l'accordo viene firmato da Jean Bertrand Aristide, il cui rientro è previsto per il giorno 30 ottobre;

Agosto
le sanzioni vengono sospese;

Settembre
2
, in applicazione dell'accordo di Governors Island, un governo viene formato da Robert Malval, designato da Jean Bertrand Aristide;
agenti di polizia in borghese moltiplicano le aggressioni contro i sostenitori del presidente Jean Bertrand Aristide, con la complicità passiva dell'esercito;

Ottobre
14
, il ministro della giustizia Guy Malary viene assassinato;

Dicembre
15, Robert Malval si dimette, dopo aver tentato invano di convocare una "conferenza di riconciliazione nazionale";

- Presidente della repubblica
Joaquín Balaguer, VI,
(1990 mag - 1994)
[PRSC]
PRSC (Partido reformista social cristiano)
[di destra]
1993
mentre l'inflazione è al 5%, si profila un successo del piano di stabilizzazione, ma la firma del NAFTA (Accordo di libero scambio dell'America del Nord) desta preoccupazioni per il prevedibile dirottamento verso il Messico degli investimenti statunitensi;
- Primo ministro
Percival Patterson
(1992 mar - ?)
[PNP]
[PNP (Partito nazionale del popolo), socialdemocratico.]
1993
Marzo
30
, le elezioni politiche assegnano al PNP 53 dei 60 seggi del parlamento, contro i 7 del JLP (Partito laburista della Jamaica), conservatore, di Edward Seaga che accusa il governo di brogli;
l'inflazione, che ha ormai raggiunto il 25%, determina un rapido deprezzamento della moneta, un fatto che complica il servizio del debito;


1993
Estados Unidos Mexicanos
(Stati Uniti del Messico)
[repubblica federale]
- Presidente della repubblica federale
Carlos Salinas de Gortari
(1988 dic - 1994)
[PRI (Partido Revolucionario Institucional)]
- Ministro dell'interno
Patrocinio Gonzáles
(? - gen 1994)
[dal 1953 è stato concesso il voto alle donne;
la scena politica è dominata da due partiti:
- PRI (Partido Revolucionario Institucional);
- PAN (Partido de Acción Nacional);
una nuova legge elettorale, in vigore dal 1979, permette anche ai partiti di sinistra di partecipare alle elezioni legislative.]

1993
Luglio
7
, il presidente annuncia l'intenzione di proporre al congresso una riforma elettorale per "migliorare la democrazia messicana", nella speranza di mettere a tacere le critiche di chi accusa il PRI di essersi ritagliato un sistema elettorale su misura;

Novembre
28
, il PRI annuncia che il presidente ha scelto Luis Donaldo Colosio come candidato del partito alle elezioni presidenziali dell'agosto prossimo;







1993
Repubblica dell'America centrale
(1921)
- Presidente
-
1993

-



1993
República de Guatemala
[formalmente indipendente dal 1847]
- Presidente
Jorge Serrano Elías
(1991 - giu 1993)
[MAS]
Ramiro de León
(1993 giu - ?)
[?]
[MAS (Movimiento para acción y solidaridad), di centrodestra.]
nuova costituzione dal 1985
1993
Giugno
dopo il suo tentativo di sciogliere il parlamento e la corte suprema, il presidente viene deposto;
gli succede Ramiro de León, il quale dichiara guerra alla corruzione;

1993
- Presidente
Alfredo Cristiani
(1989 giu - apr 1994)
[ARENA]
[ARENA (Alianza republicana nacionalista), estrema destra.]
1993
Marzo
15
, la Commissione per l'accertamento della verità rende pubblico il suo rapporto sulle violazioni dei diritti umani avvenute durante la guerra civile, tra il 1980 e il 1991; principale accusato è l'esercito, ma anche le autorità e i guerriglieri del FMNL (Frente Farabundo Martí de Liberación Nacional) sono chiamati in causa;
il documento raccomanda la destituzione di 40 ufficiali di grado supperiore (la quasi totalità dello stato maggiore, compreso il ministro della difesa) e di 14 membri della corte suprema, responsabili di aver ostacolato il corso della giustizia;
20, il parlamento adotta il progetto di amnistia generale elaborato dal governo conservatore; la decisione è condannata dalla Chiesa, dalle forze di opposizione e dal segretaro generale dell'ONU Javier Pérez de Cuéllar;

Aprile
, i due ufficiali condannati per l'uccisione dei sei gesuiti vengono scarcerati; il presidente Alfredo Cristiani comunica al segretaro dell'ONU Javier Pérez de Cuéllar che gli alti ufficiali messi sotto accusa dal rapporto dell'ONU verranno messi a riposo;

1993
Honduras
- Presidente
-
-
[dal 1951 il paese è inserito (carta di San Salvador) nella "Organizzazione degli stati dell'America Centrale".]
1993
-
Belize [Honduras Britannico]
[dal 1964 la colonia britannica gode dell'autonomia interna.]
1993
l'indipendenza, rivendicata dal People's United Party, partito di governo, è ritardata dalle rivendicazioni annessionistiche che sul paese avanzano il Guatemala e il Messico;


1993
- Presidente
Anastasio Somoza [Tachito]
(1967 - ?)
[dal 1937 le forze guerrigliere si oppongono alla dittatura della famiglia Somoza la quale poggia sulla "guardia nacional", una sorta di milizia pretoriana, armata e organizzata dagli Stati Uniti fin dall'insurrezione di A.C. Sandino.]
1993
l'opposizione è rappresentata da una coalizione di partiti clandestini e dal Fronte di liberazione nazionale sandinista, che conduce la lotta armata;

1993
- Presidente della repubblica
D. Oduber Quirós
(1974 - ?)
[riformista]
1993
la vita politica finora non ha conosciuto né violente pressioni dei militari né gravi traumi sociali grazie a uno sviluppo del reddito nazionale a livelli proporzionalmente più elevati che in altri paesi dell'America centrale;

1993
República de Panamá
(indipendente dal 1903)
- Presidente della repubblica
Guillermo Endara
(1989 dic - 1994)
1993
Ottobre
sciopero degli insegnanti;

 


 
1993
- Presidente
César Gaviria Trujillo
(1990 - 1994)
[Partido liberal]
Due rimangono i gravi problemi del paese:
- la violenza politica: continuano gli attacchi della guerriglia, in particolare del gruppo M-19 (estremisti populisti), e le violenze degli squadroni della morte;
- il narcotraffico: la lotta contro il narcotraffico si svolge tra molte contraddizioni: viene creato un corpo di guardie speciali.]
1993
Dicembre
2
, Pablo Escobar, capo del cartello di Medellín, viene ucciso dagli uomini dell'unità speciale creata per arrestarlo;
[era evaso dal carcere nel luglio 1992 dopo esservi stato rinchiuso nel giugno 1991].

1993
[dal 1973 il paese è entrato nel "patto andino" e dal 1978 nel patto amazzonico.]

- Presidente della repubblica

Carlos Andrés Pérez
(1989 feb - giu 1993)
[AD (Acción democrática)]
Ramón Velásquez
(1993 giu - gen 1994)
[ad interim]
1993
Maggio
20
, la corte suprema apre un procedimento giudiziario contro il presidente, in relazione a uno storno di fondi pubblici per una cifra pari a 17 milioni di dollari;
21, il senato, dominato dall'opposizione, decreta la sospensione del presidente;

Giugno
4
, il congresso elegge presidente ad interim il senatore Ramón Velásquez;

Agosto
31
, il congresso vota la destituzione del presidente Carlos Andrés Pérez;

Dicembre
5
, elezioni presidenziali:

 
Elezioni presidenziali
 
%
. Rafael Caldera di Convergencia democrática
[una coalizione eterogenea che riunisce esponenti di diverse formazioni dall'estrema destra ai comunisti, uniti in nome dell'opposizione alla politica neoliberale e alla corruzione]
30,3
. Claudio Fermín di di AD (Acción democrática); [socialdemocratici]
24,2
. Oswaldo Alvarez Paz del COPEI (Comité de organización política electoral independiente) 23,5
. Andrés Velásquez di Causa radical
[populisti e sindacalisti]
20,8
 
 


 



1993
República del Ecuador

- Presidente della repubblica

Sixto Durá Ballén
(1992 - 1996)
[PUR (Partido de unidad republicana)]
[il protocollo di Rio de Janeiro non ha delimitato con precisione la linea di confine, nella zona della cordigliera del Cóndor;
dalla conferenza di Rio de Janeiro il paese dipende sempre più dagli Stati Uniti che hanno ottenuto anche la cessione di basi militari.]
1993
per compensare il calo dei corsi internazionali, viene aumentata la produzione del petrolio; l'amministrazione riesce così a riportare l'inflazione dal 60 al 31%;


1993
(Repubblica indipendente dal 1827)

- Presidente della repubblica

gen. F. Morales Bermúdez
(1975 ago - ?)
1993
-


1993

- Presidente della repubblica

Jaime Paz Zamora
(1989 - 1993)
[MIR]
Gonzalo Sánchez de Lozada
(1993 ago - ?)
[MNR]
MIR (Movimento della sinistra rivoluzionaria)
1993
Giugno
6
, elezioni presidenziali:

 
Elezioni presidenziali
 
%
. Gonzalo Sánchez de Lozada
[MNR (Movimento nazionalista rivoluzionario) ]
36,0
. Hugo Bánzer Suárez
[ADN (Azione democratica nazionalista) e sostenuto anche dal MIR (Movimento della sinistra rivoluzionaria)]
21,0
. Carlos Palenque
[Comunità indie]
21,0
 
 


il MNR (Movimento nazionalista rivoluzionario) conquista la maggioranza dei seggi nelle due camere;

Giugno
9
, il gen. Hugo Bánzer Suárez ammette la sconfitta e rinuncia al secondo turno;

Agosto
6
, Gonzalo Sánchez de Lozada è proclamato presidente.


1993

- Capo dello Stato

P. Aylwin Azócar
(1990 mar - 1994)
[democristiano]

- Comandante delle forze armate

gen. A. Pinochet Ugarte
(fino al 1997)

1993
Novembre
13
, il tribunale di Santiago condanna rispettivamnete a 7 e a 6 anni di carcere il gen. Manuel Contreras (a riposo), fondatore della DINA, la polizia politica della giunta militare, e il gen. Pedro Espinoza per l'assassinio di Orlando Letelier, ministro degli esteri di S. Allende Gossens, avvenuto a Washington nel 1976;

Dicembre
11
, elezioni presidenziali:

 
Elezioni presidenziali
. Eduardo Frei
[Concertazione per la democrazia (17 partiti, tra cui il Partito comunista)]
58%
. Arturo Alessandri
[candidato unico di Unione democratica indipendente (favorevole a A. Pinochet Ugarte ) e di Rinnovamento nazionale (centro-destra)]
24%
. José Pinera
[ex ministro di A. Pinochet Ugarte ]
6%
con 79 seggi su 120 la Concertazione per la democrazia non ottiene la maggioranza richiesta per procedere a una revisione della costituzione.
 


Eduardo Frei, figlio del presidente a capo del paese dal 1964 al 1970 viene eletto presidente;




1993
[I conflitti etnico sociali oppongono:
- PPP (People's Progressive Party), maggioranza indiana, marxista;
- PNC (People's National Congress), consistente minoranza nera, socialista, al potere dal 1964
- UF (United Force), minoranza bianca.]

- Presidente della repubblica

Cheddi Jagan
(1992 - ?)
[PPP]

- Primo ministro

-
1993
-


 



1993
Republiek van Suriname
(indipendente dal 1975)
[Contrasti razziali tra:
- NPK (Alleanza nazionale dei partiti), formazione di maggioranza appoggiata dalla popolazione nera e meticcia;
- PRP (Partito riformista progressista), appoggiato dalla popolazione di origine asiatica;
crescente opposizione, anche armata, dei bush-negroes, i discendenti degli schiavi fuggitivi che accusano le nuove autorità di non rispettare i diritti riconosciutigli dall'amministrazione olandese.]

- Presidente

Ronald Venetiaan
(1991 - ?)
[Nuovo fronte per la democrazia e lo sviluppo
]

- Primo ministro

?
(? - ?)
[il col. Dési Bouterse ha assunto la guida di un consiglio militare incaricato di garantire il passaggio alla democrazia.
La pace di Kourou (Guyane Française) è stata rifiutata dall'esercito. ]
[dal 1990 Stati Uniti e Paesi Bassi hanno sospeso ogni aiuto fino al ritorno della democrazia.]
1993
Febbraio-Marzo
sciopero dei minatori.



1993
[dal 1946 integrata alla metropoli come dipartimento d'oltremare;
dal 1966 ha assunto una rilevante importanza strategica in seguito alla creazione di un centro spaziale lungo la fascia litoranea tra Kourou e Sinnamary. ]

- Governatore

?
(? - ?)
1993
-


1993

- Presidente

Itamar Franco
(1993 - 1994)

- Ministro delle finanze

Fernando Henrique Cardoso
(1993 - 1994)
1993
Aprile
21
, si svolge il referendum previsto dalla costituzione del 1988 sulla natura del regime che dovrà essere instaurato nel 1995:
- il 66,1% sceglie la repubblica contro il 10,2% favorevole alla monarchia,
- il 56,4% sceglie il regime presidenziale contro un 24,7% favorevole al regime parlamentare;


1993

- Capo dello stato

gen. Andrés Rodríguez
(1989 mag - lug 1993)
[Partido colorado]
Juan Carlos Wasmosy
(1993 mag - ?)
[Partido colorado]
[nuova costituzione dal 1992]
1993
Maggio
9
, elezioni presidenziali:

 
Elezioni presidenziali
 
%
. Juan Carlos Wasmosy
del Partido colorado;
39,90
. Domingo Laino
del PLRA (Partido liberal radical auténtico); [ centrosinistra ]
31,13
. Guillermo Caballero Vargas
del Movimento indipendente di unità nazionale;
23,14
 
 


l'opposizione conquista però la maggioranza nelle due camere;

Agosto
15
, il nuovo presidente assume le sue funzioni;




1993

- Presidente

Carlos Saúl Menem
(1989 lug - 1999)
[Partito giustizialista]
[Partito giustizialista (peronisti)]
1993
Novembre
14
, il presidente e il capo dell'opposizione Raúl Alfonsin concludono un "patto democratico": il capo dello stato può venire rieletto per un secondo e ultimo mandato, ridotto a quattro anni, e vengono accresciuti i poteri del parlamento rispetto a quelli del presidente;

Dicembre
il parlamento approva questa riforma costituzionale;



Patagonia
1993
-

1993
- Presidente
Luis Alberto Lacalle
(1990 - 1994)
[Partito blanco]
[il governo è stato costretto a scendere a patti con il Partito blanco per ottenere l'avallo della sua politica economica.]
1993
-




1993
Mongolia
(Unione democratica mongola)
- Presidente
Punsalmaguiin Ochirbat
(1990 - 1993)
[PRPM]
Punsalmaguiin Ochirbat
(1993 giu - ?)
[?]
- Primo ministro
Dachyn Byambasuren
(1990 - 1996)
[PRPM]
[PRPM (Partito rivoluzionario del popolo)]
[in base alla nuova costituzione i seggi del parlamento (Grande Hural) sono ora 76]
1993
Giugno
6
, si svolgono le elezioni presidenziali a suffragio universale; viene eletto il presidente uscente Punsalmaguiin Ochirbat che però, essendogli stata negata l'investitura del PRPM (il cui candidato era Lodonguiin Tudev), si è presentato come candidato dell'opposizione (che in parlamento e molto minoritaria);

1993
CINA
Repubblica Popolare Cinese

- Capo dello stato

Li Xiannan
(1982 - 1993)

Jiang Zemin
(1993 - ?)

- Primo ministro

Li Peng
(1987 nov - ?)
[ad interim]
- presidente del PCC
Yang Shangkun
(1988 -?)
- segretario generale del PCC
Jiang Zemin
(1989 giu - ?)
- presidente della commissione militare centrale del governo
Jiang Zemin
(1989 nov - ?)
[Nuova costituzione dal 1982.]

1993
Marzo
27
, l'ANP (Assemblea nazionale popolare) porta Jiang Zemin alla presidenza della repubblica;
28, Li Peng è confermato primo ministro;
29, viene inserito nella costituzione il concetto di "economia socialista di mercato";

Agosto
20
, il partito lancia una campagna contro la corruzione;
27, il contadino miliardario Yu Zuomin è il primo a fare le spese del nuovo rigore: un tempo portato ad esempio per aver messo in pratica le riforme economiche, viene condannato a 20 anni per aver regnato come un monarca assoluto sulla sua provincia, depredandola sistematicamente;

Settembre
il dissidente Wei Jingsheng viene liberato sulla parola dopo più di 14 anni di carcere.



TIBET [dal 1962 annesso dalla Cina]
1993
-
Repubblica di Cina
(Repubblica nazionalista)

- Presidente della repubblica

Lee Teng hui
(1988 gen - ?)

- Vicepresidente

-

- Primo ministro

Lee Teng hui
(1988 gen - ?)

- Capo del KMT

Lee Teng hui
(1988 gen - ?)

[Cina nazionalista nell'isola di Taiwan (Formosa): capitale Taipei; dal 1971 esclusa dalle Nazioni Unite e disconosciuta dalla maggioranza dei suoi partner politici e commerciali occidentali.
Dal 1987 è stata abrogata la legge marziale, sostituita da una legge per la sicurezza nazionale che autorizza l'esistenza di partiti politici diversi dal KMT, riconosce il diritto di sciopero e sottrae i civili alla giurisdizione dei tribunali militari.
L'opposizione si è da poco coalizzata in un nuovo partito, il Partito democratico del progresso.
Nel 1988 è stata proclamata un'amnistia dalla quale sono esclusi però i comunisti; nel 1989 si sono svolte le prime elezioni politiche veramente libere. ]
KMT (Kuomintang), partito nazionalista al potere.
1993
Giugno
27-29
, Singapore, si svolgono i primi contatti diretti dal 1949 tra rappresentanti ufficiali di Pechino e Taipei;

Agosto
10
, sette deputati del KMT formano il Nuovo partito, che raccoglie giovani "continentali" ostili alla politica dell'indipendenza di fatto dell'isola perseguita da Lee Teng-hui: è la prima scissione nel partito dalla sua fondazione nel 1912;
18, il XIV congresso del KMT rielegge Lee Teng-hui alla presidenza del partito;

a


1993


Choson
(Repubblica Democratica Popolare di Corea – a Nord)
[con capitale Pyongyang, nell'orbita sovietica.]
- Presidente della repubblica
Kim Il Sung
(1972 - lug 1994)
- Capo supremo dell'esercito
Kim Jong Il
(1991 dic - ?)
- Primo ministro
Kang Song San
(1992 dic - ?)
[dal 1948 segretario del Partito dei lavoratori (partito unico).]
Il suo potere è praticamente assoluto;
"successore" designato, ufficialmente dal 1984, suo figlio Kim Jong Il;
1993
-
DAE HAN
(Repubblica di Corea – a Sud)
[con capitale Seoul (sotto l'egida statunitense)]
- Presidente
gen. Roh Tae Wo
(1987 - 1993)
[PDG (Partito della democrazia e della giustizia)]
Kim Young Sam
(1993 - ?)
[PDL (Partito democratico liberale)]
- Primo ministro
Chung Won Shik
(1991 mag - 1993)
Hwang in-Sung
(1993 feb - dic)
1993
Febbraio
25
, Kim Young Sam entra ufficialmente in carica come presidente e nomina primo ministro Hwang in-Sung del PDL;

Dicembre
17
, troppo legato al vecchio regime, Hwang in-Sung viene destituito;

a


1993
Pakistan
(repubblica islamica a prevalenza musulmana)
[dal 1971 solo ex Pakistan occidentale]
- Capo dello stato
Ghulam Ishaq Khan
(1988 dic - lug 1993, dim.)
-

Farooa Leghari
sunnita
(1993 nov - ?)
[PPP (Partito del Popolo)]

- Primo ministro
Mian Mohammad Nawaz Sharif
(1990 nov - apr 1993)
[JDA]
Balakh Sher Mazari
(1993 apr - lug, dim.)
[?]
Moeen Qureshi
(lug - ott)
[ad interim]
Benazir Bhutto
(1993 ott - ott 1996)
[PPP (Partito del Popolo)]
[JDA (Alleanza democratica islamica).]
1993
Aprile
12
, si dimette un altro membro del governo, l'ottavo in pochi giorni; la crisi nasce dalla contrapposizione tra il presidente e il primo ministro che intende limitare i poteri del capo dello stato;
18, il presidente destituisce il primo ministro e scioglie l'assemblea nazionale, nominando a capo del governo il moderato Balakh Sher Mazari; Benazir Bhutto del PPP (Partito del Popolo) si schiera a fianco del presidente;
22, la metà dei portafogli del governo provvisorio viene assegnata a uomini di Benazir Bhutto (tra cui il marito Asif Ali Zafar, imputato di reati penali);

Maggio
26
, la corte suprema dichiara incostituzionali i provvedimenti decisi dal presidente;

Giugno
27
, Mian Mohammad Nawaz Sharif, reintegrato nelle sue funzioni, ottiene la fiducia dell'assemblea nazionale;

Luglio
18
, il presidente e il primo ministro presentano le dimissioni, come prevede un "compromesso" imposto il 15 dal capo di stato maggiore dell'esercito, il gen. Abdul Waheed;
19, viene nominato un primo ministro ad interim, Moeen Qureshi;

Ottobre
6
, elezioni politiche anticipate:

 
Elezioni politiche
 
seggi
+/-
- PPP (Partito del Popolo)
(Benazir Bhutto)
86
+41
- Lega musulmana
(Mian Mohammad Nawaz Sharif)
72
-
- altri 59
-8
Totale
217
 
 
 


Ottobre
19
, Benazir Bhutto viene eletta primo ministro;

Novembre
13
, un collegio di grandi elettori nazionali e provinciali nomina presidente della repubblica il sunnita Farooa Leghari del - PPP (Partito del Popolo).


Kashmir nord occidentale (capitale Muzaffarabad) [dal 1972]
1993
-

a



1993
Unione Indiana
(repubblica federale a prevalenza indù)
[dal 1950, staccatosi dalla metropoli, il paese si è dato una costituzione repubblicana e federale a regime parlamentare;
lingua ufficiale: hindi; dal 1987 comprende 25 stati.]
- Primo ministro
Narasimha Rao
(1991 giu - 1996)
[Partito del Congresso]
Nel 1988 sette partiti dell'opposizione riuniti a New Delhi hanno formato un fronte nazionale da contrapporre al Partito del Congresso alle imminenti elezioni, e quattro di essi (Lok Dal, Janata, Jan Morcha e Congresso "S") si sono fusi in un nuovo partito, il Janata Dal.
1993
Marzo
12
, una serie di attentati dinamitardi colpisce il quartiere degli affari di Bombay, provocando 300 vittime;

Settembre
30
, un terremoto devasta la provincia occidentale del Maharashtra: i morti sono più di 20.000;

Ottobre
15
, l'esercito assedia la moschea di Srinnagar, dove si è asserragliato un gruppo di separatisti musulmani del Kashmir;

Novembre
16
, i separatisti musulmani del Kashmir si arrendono;

Kashmir sudorientale o Jammu e Kashmir (con capitali Srinagar e Jammu) [dal 1972]
1993
-
Sikkim [dal 1975]
1993
-

a


1993
Bangladesh
(Repubblica del Bengala Libero)
[dal 1988 l'Islam è religione di stato]
- Presidente
Abdur Rahman Biswas
(1991 - 1996)
- Primo ministro
Khaleda Zia
(1991 - 1996)
[PNB (Partito nazionale)]
1993
-

a



1993
Unione di Myanmar
[ex Birmania, regime militare]
- Presidente
gen. Than Shwe
(1992 apr - ?)
[SLORC]
SLORC (Consiglio per il ripristino della legge e dell'ordine)
[dopo un colpo di stato militare]
[Aung San Suu Kyi (premio Nobel per la pace 1991, dirigente dell'opposizione e figlia dell'eroe dell'indipendenza birmana Aung San) dal 1989 è sempre tenuta segregata in casa dalla giunta militare.]
1993
Febbraio
sei premi Nobel per la pace, a cui non è stato permesso di entrare in Birmania, e altre personalità (il Dalai-lama, Desmond Tutu) cercano di esercitare pressioni sullo SLORC per ottenere la liberazione di Aung San Suu Kyi (premio Nobel per la pace 1991, dirigente dell'opposizione e figlia dell'eroe dell'indipendenza birmana Aung San) che dal 1989 è sempre tenuta segregata in casa dalla giunta militare, e il riconoscimento della sua vittoria alle elezioni del maggio 1990;

Luglio
20
, lo SLORC prolunga di un quinto anno la detenzione di Aung San Suu Kyi;
lo SLORC chiude anche le concessioni thailandesi per lo sfruttamento del legname perché arricchirebbero i ribelli, consentendogli di acquistare armi in Thailandia;

Dicembre
l'Alleanza democratica, che raggruppa i principali movimenti ribelli, chiede che si proceda a negoziati globali, ma la giunta preferisce firmare trattati di pace separati;

a


1993
Thailandia
Bhumibol Adulyadej Rama IX  
(?-?);
1946-?, re di Thailandia;

- Primo ministro
Chuan Leekpai
(1992 - 1995)
1993
-


1993
Laos
(Repubblica democratica popolare)
- Presidente
Nouhak Phoumsavanh
(1992 nov - ?)
- Primo ministro
Khamtay Siphandon
(1991 - ?)
- Segretario del PPR
Khamtay Siphandon
(1992 - ?)
[PPR (Partito popolare rivoluzionario) comunista, partito unico al potere dal 1975.].
Dal 1988 il paese sta attuando una prudente politica di privatizzazione e di liberalizzazione economica allo scopo di ottenere aiuti internazionali;
il regime comunista collabora ancora strettamente col Vietnam e nel 1988 ha stipulato un accordo di cooperazione con la Cina;
migliorano anche i rapporti con la Thailandia: i due paesi si sforzano di ridurre gli incidenti di frontiera, di impedire alla resisternza laotiana di rifugiarsi in Thailandia e di agevolare il rimpatrio entro il 1994 delle decine di migliaia di laotiani ancora rifugiati in Thailandia.]
1993
-

a


1993
[dal 1989 l'ex Repubblica Democratica di Kampuchea si è trasformata in questo nuovo stato "neutrale, pacifico e non allineato";
il buddhismo è tornato ad essere religione di stato.]
- Capo dello stato
N. Sihanouk
(1991 nov - 1993)
 
1993
Aprile
2
, i Khmer rossi uccidono tre militari dell'Apronuc (Autorità provvisoria delle Nazioni unite per la Cambogia), una provocazione che, aggiunta alle violenze contro i vietnamiti residenti in Cambogia, conferma il loro rifiuto di applicare gli accordi di pace dell'ottobre 1991;

Maggio
23-28
, si svolgono sotto l'egida dell'ONU le elezioni per l'assemblea costituente;
si reca alle urne, senza incidenti, il 42% degli elettori;
- Funcinpec (Fronte unito nazionale per una Cambogia indipendente, neutrale, pacifica e cooperativa) [Norodom Ranariddh, figlio di N. Sihanouk]: 45,47% dei voti;
- PPC (Partito del popolo) [Hun Sen]: 38,22%;

Giugno
14
, l'assemblea costituente elegge capo dello stato il principe N. Sihanouk;
16, Norodom Ranariddh e Hun Sen accettano la copresidenza del governo nazionale provvisorio, a cui non partecipano i Khmer rossi;
20, Son Sann viene eletto presidente dell'assemblea costituente;
21, l'assemblea costituente ripristina la monarchia parlamentare abolita nel 1970;

Settembre
24
, il consiglio del trono designa come sovrano N. Sihanouk, che nomina suo figlio Norodom Ranariddh "primo primo ministro" e Hun Sen "secondo primo ministro";
l'ONU constata che l'avvento di autorità legali mette fine alla missione dell'Apronuc;

a


1993
- Presidente
gen. Le Duc Anh
(1992 set - ?)
- Primo ministro
Vo Van Kiet
(1991 ago - ?)
- segretario generale del Partito comunista
Do Muoi
(1991 giu - ?)
1993
Febbraio
9-10
, F. Mitterand è il primo capo di stato francese a recarsi nel paese dopo il 1945; la missione viene accolta favorevolmente dal regime di Hanoi, ormai privo del sostegno sovietico e sempre sottoposto all'embargo americano; il presidente francese annuncia il raddoppio degli aiuti francesi e la remissione del debito vietnamita;
10, dopo aver definito "un errore" la guerra d'Indocina, F. Mitterand si reca a Dien Bien Phu;




1993
Giappone

Akihito

(Tokyo ? - ?)
figlio di Hirohito;
dal 1989, imperatore del Giappone;
si apre l'era Heisei ("della pace universale");



[Nuova costituzione dal 1° gennaio 1946;
a ricostruzione ormai conclusa, continua (dal 1948) a governare il Partito conservatore al quale si oppongono:
- socialisti (uniti dal 1955 al 1959) che costituiscono lo schieramento egemone dell'opposizione;
- comunisti, con modestissime fortune elettorali;
- buddhisti del komei-to.]
- Primo ministro
Kiichi Miyazawa
(1991 ott - ago 1993, dim.)
[PLD]
Morihiro Hosokawa
(1993 ago - ?)
[Nuovo Partito del Giappone]
[PLD (Partito liberaldemocratico)]
1993
Giugno
18
, la camera dei rappresentanti approva una mozione di sfiducia al governo. La camera viene sciolta.
22, il PLD si spacca: i transfughi formano il Partito del rinnovamento e il Partito dei pionieri;

Luglio
18, elezioni anticipate:

 
Elezioni anticipate
 
seggi
+/-
- PLD (Partito liberaldemocratico)
223
-52
- Coalizione anti PLD
(tutti gli altri partiti escluso il Partito comunista)
152
-
- Partito socialista
[di Doi Takako, posto a capo del partito nel 1986]
70
-66
- Partito comunista
15
-
- Altri
51
-
 
511
 
Il PLD perde la maggioranza assoluta.
 


Luglio
22
, il primo ministro rassegna le dimissioni dalla presidenza del PLD;
30, viene sostituito da Yohei Kono;

Agosto
4
, Kiichi Miyazawa presenta le dimissioni del suo governo;
6, la dieta elegge primo ministro Morihiro Hosokawa, candidato della "coalizione anti PLD" e leader del Nuovo Partito del Giappone da lui fondato nel 1992;
[è la prima volta dal 1955 che un primo ministro non viene espresso dal PLD.]
alla presidenza della camera viene eletta Doi Takako;


a


1993

Filippine

-
-
l' "Esercito popolare di liberazione" (Huk), duramente represso dalle truppe governative e ridotto a poche sacche di resistenza durante gli anni Cinquanta, riorganizzatosi agli inizi degli anni Sessanta, riprende una forte attivitŕ di guerriglia che crea non poche difficoltŕ al regime di Marcos.
1993
-

a


1993

Indonesia

-
-
1993
-

a





1993
MAROCCO
[indipendente dal 1956, con l'eccezione delle plazas di Ceuta e Melilla, di Ifni e del cosiddetto Sahara spagnolo, ma compresa anche la città di Tangeri.
Nel 1975, dopo lunghe diatribe internazionali, il paese incorpora 180.000 kmq delle regioni settentrionali del Sahara Occidentale (ex Sahara Spagnolo) entrando in contrasto col movimento guerrigliero indipendentista del Fronte Polisario (Fronte Popolare di Liberazione di Sagua el Hamra e Rio de Oro) mentre, nel fronte interno, riesce a tenere sotto controllo i movimenti islamici.]
Hasan o Hassan II
-
(Rabat 1929 - 1999)
figlio di Maometto V [Sidi Muhammad Ibn Yusuf];
1960, nominato dal padre, diventa capo delle forze armate e vice presidente del consiglio;
1961-99, re del Marocco;
in successione al padre;
nel 1962 applica la costituzione parlamentare e una riforma agraria;
nel 1963 č coinvolto nella crisi interna del partito Istiqlal (scissione della destra filomonarchica a lui legata);
nel 1965, implicato nell' "affare Ben Barka" tenta di consolidare l'autoritŕ monarchica appoggiandosi dapprima agli ambienti militari; scioglie il parlamento;
nel 1991 č costretto ad accettare il referendum voluto dall'ONU sul Sahara Occidentale e il cessate il fuoco col Fronte Polisario;

[il parlamento, sciolto nel 1965, è stato ripristinato nel 1975]

1993
forma un governo da cui vengono esclusi i partiti;



1993
[legge coranica e potere direttamente al popolo tramite un congresso generale del popolo.]
- Dittatore militare
col. Muammar el-Gheddafi
(1969 - 2011)
(1971 - ?)
[il regime militare, dopo aver nazionalizzato (1971) le riserve petrolifere, ha fatto della Libia uno dei poli di riferimento delle tendenze più radicali del panarabismo ma anche una potenza emergente nello scacchiere africano.
Dalla prima metà degli anni '80 opera il gruppo di opposizione Fronte nazionale per la salvezza della Libia;
dal 1988 il colonnello ha promesso una serie di riforme:
- della giustizia: introduzione dell'habeas corpus e forse abolizione della pena di morte;
- dell'esercito e della polizia: abolizione e, al loro posto, una milizia popolare,
… senza tuttavia precisare le tappe della riforma;
dal 1992 il governo ha avviato un piano di decentralizzazione che prevede una suddivisione amministrativa del paese in circa 1500 comuni "autogestiti".]
1993
-




 
1993
[dal 1962 indipendente nell'ambito del Commonwealth e repubblica dal 1964;
dal 1967, assieme all'Uganda e alla Tanzania il paese ha dato vita all'EAC (East African Community) organizzazione economica regionale.]
- Presidente
Daniel Arap Moi [di etnia kalenjin] III
(1978 - ?)
[KANU (Kenya African National Union)]
- vicepresidente
-
- Ministro degli Interni
-
1993
Gennaio
, i leader dell'opposizione Kenneth Matiba, Mwai Kibaki e Oginga Odinga denunciano i brogli che avrebbero alterato i risultati delle elezioni di dicembre;
27, il presidente Daniel Arap Moi instaura il coprifuoco nella parte occidentale del paese, dove si susseguono i conflitti etnici fra i kikuyu (l'etnia maggioritaria) e i kalenjin (l'etnia del presidente);


1993
Repubblica del Ruanda
[capitale Kigali]
[indipendente dal 1° Luglio 1962; nel 1976 il presidente ha inserito il paese nella progettata organizzazione di cooperazione regionale "Comunità economica dei Grandi Laghi" ora istituita fra i tre paesi.
Dal 1978 vige una nuova costituzione che apre la strada al ritorno dei civili al governo.]
- Presidente e primo ministro
gen. Juvénal Habyarimana
(1973 lug - ?)
[dal 1975 opera un partito unico, il Movimento rivoluzionario nazionale per lo sviluppo.]
1993
Febbraio
, la Federazione internazionale dei diritti dell'uomo denuncia le violenze ai danni dei tutsi. Il governo ammette che le violenze tribali hanno provocato in gennaio 300 morti;
8, i ribelli del FPR (Fronte patriottico del Ruanda) lanciano una nuova offensiva nel Nordest;

Agosto
4
, si incontrano ad Arusha (Tanzania) il presidente Juvénal Habyarimana e il leader del FPR Alexis Kanyarengwe: viene firmato un accordo di pace;

1993
[indipendente dal 1° luglio 1962 e repubblica dal 1966, è sotto la direzione del partito unico (vatussi) UPRONA (Unità e progresso nazionale).]
- Dittatore
magg. Pierre Buyoya
(1987 set - ?)
[di etnia tutsi (vatussi)]
Melchior Ndadaye
(giu - ott.)
[di etnia hutu)]
-
- Primo ministro
-
Sylvie Kinigi
(1993 giu - ?)
[di etnia tutsi (vatussi)]
[salito al potere nel 1987 con un colpo di stato incruento.]
1993
Giugno
si svolgono le elezioni presidenziali a suffragio universale:

 
Elezioni presidenziali
 
seggi
-Melchior Ndadaye
[Fronte per la democrazia in Burundi ]
64
-
-
 
81
 
 


come atto di riconciliazione il presidente eletto Melchior Ndadaye, di etnia hutu, nomina primo ministro la tutsi Sylvie Kinigi;

Ottobre
Melchior Ndadaye e altri sei deputati vengono assassinati; Sylvie Kinigi resta al suo posto ma si scatena una violenza etnica (800.000 persone si rifugiano nei paesi vicini);



 
1993
LEGA ARABA
Il 22 marzo 1945 è nata al Cairo questa lega fondata da Egitto, Libano, Siria, Giordania, Iraq, Arabia Saudita e Yemen;
1953, Libia
1956, Sudan
1958, Tunisia e Marocco
1961, Kuwait
1962, Algeria.
Fa parte anche l'OLP (Organizzazione per la liberazione della Palestina), presieduta da Yasir Arafat.
1993
-






1993
Repubblica Libanese
(Seconda repubblica)

[retta collegialmente con un riequilibrio dei poteri favorevole ai musulmani;
durante le libere elezioni libanesi, "Hezbollah" (partito di Dio) e Amal conquistano un successo importante emergendo come il blocco politico con il maggior numero di deputati; il movimento viene quindi considerato come parte integrante del tessuto politico libanese e lo stesso governo di Beirut lo definisce "la resistenza nazionale al sud", esso ha infatti le sue roccaforti nel sud del paese, soprattutto nella valle della Beqaa e nei sobborghi e bassifondi meridionali della capitale.]

- Presidente
Elias Hrawi
(1989 nov - 1998)
[cristiano maronita]
- Capo del governo
Rafiq al-Hariri
(1992 ott - ?)
[musulmano sunnita]
- Presidente del parlamento
Amal Nabih Berri
(1992 ott - ?)
[musulmano sciita]
[Parlamento: 128 seggi, equamente ripartiti fra cristiani e musulmani.]
1993
Agosto
9
, l'esercito libanese entra nella zona di Tiro, dal 1978 posta sotto il controllo del contingente di pace dell'ONU;


1993

[dall'aprile 1946 il paese ha conseguito la piena indipendenza; da febbraio 1958 federazione della Siria e dell'Egitto nella Repubblica Araba Unita (RAU).
La guerra arabo-israeliana le è costata la perdita delle alture del Golan. Con la guerra del Kippur, impegnata a fianco dell'Egitto, recupera El-Quneitra.]

- Presidente
gen. Hafez el-Assad
(1980 - ?)
[ala progressista moderata del partito Baath]
- Primo ministro
Mahmud al-Zub
(1987 - ?)
1993
-

1993
[come membro fondatore, dal 22 marzo 1945 fa parte della "Lega araba"; dal 1949, dopo l'annessione della Palestina orientale (Cisgiordania) [40.000 kmq di superficie con poco meno di 1 Mne di abitanti], il Regno hashemita del Giordano viene comunemente chiamato Giordania.]
Hussein
(? - ?)
figlio di Talal;
1952-?, re del Regno hashemita del Giordano;

1993
-


1993
Gerusalemme, "internazionalizzata" dall'ONU, è divisa in due settori: la città vecchia (assegnata alla Giordania) e la città nuova (assegnata a Israele);

guerra dei sei giorni (1967): ha consegnato di fatto l'intera Palestina storica a Israele;
guerra del Kippur (1973): alla conferenza di Ginevra del 1974:
- un accordo fra Egitto e Israele ha deciso il ritiro delle truppe israeliane dalle posizioni raggiunte a occidente del canale di Suez e la creazione di un'ampia fascia smilitarizzata a oriente, garantita dalle forze di pace dell'ONU;
- un secondo accordo con la Siria ha impegnato gli israeliani a ritirarsi da el-Quneitra, stabilendo un'analoga fascia smilitarizzata sulle alture del Golan; 
Y. 'Arafat, ex leader di al-Fatah, è dal 1969 a capo dell'OLP (Organizzazione per la liberazione della Palestina) che:
- dal 1964, con il suo "Esercito per la liberazione della Palestina" e finanziata dalla Lega araba, lotta contro Israele,
- dal 1974 è stata riconosciuta dal vertice arabo di Algeri quale unico rappresentante del popolo palestinese, e ammessa all'ONU quale entitŕ politica nazionale, in qualitŕ di "osservatore";
dopo il riavvicinamento israelo-egiziano [accordi di Camp David] l'OLP registra difficoltŕ diplomatiche nei confronti di taluni stati arabi sostenitori; 
dal 1982 il quartier generale dell'OLP è stato trasferito in Tunisia;
dal 1991 l'OLP appoggia Saddam Hussein nella disastrosa guerra del Golfo compromettendo cosě le aspirazioni palestinesi volte alla creazione di un proprio stato autonomo nei territori occupati da Israele;

[Gerusalemme viene formalmente indicata come capitale dello stato.]
- Presidente
Chaim Herzog
(1983 - 1993)
Ezer Weizmann
(1993 - ?)
[MAPAL o Labor (Partito laburista)]
- Primo ministro
Yitzhak Rabin
(1992 - ?)
[MAPAL o Labor (Partito laburista)]
- Ministro della difesa
-
- Ministro delle finanze
-
[governo di coalizione con la maggior parte dei partiti religiosi ortodossi e delle piccole formazioni dell'estrema destra nazionalista]

1993
Gennaio
19
, la Knesset abroga la legge del 1986 che proibiva ogni contatto fra cittadini israeliani e membiri dell'OLP;

Marzo
24
, la Knesset elegge Ezer Weizmann, del Labor (Partito laburista), capo dello stato;

Settembre
13
, a Washington, l'OLP e Israele siglano un accordo di pace che non riesce però a fermare l'escalation degli scontri. 

Ottobre
3
, l'esercito israeliano scatena una grande offensiva nei territori occupati contro il movimento islamico Hamas;
19, su richiesta del leader dell'OLP Y. 'Arafat, Israele libera il palestinese Salim Hassan al Zrei, in carcere da 23 anni;
25-26, viene rimesso in libertà un primo gruppo di 700 prigionieri;

Novembre
2
, Ehud Olmert del Likud, viene eletto sindaco di Gerusalemme battendo il laburista Teddy Kollek: i laburisti governavano la città dal 1948;
13
, Y. 'Arafat per la prima volta condanna l'uccisione di un colono ebreo da parte di un palestinese;

Dicembre
15
, gli ultimi dei 415 palestinesi espulsi nel dicembre 1992 tornano in Cisgiordania e a Gaza;


- Egitto (fascia di Gaza)

1993
Ottobre
3
, l'esercito israeliano scatena una grande offensiva nei territori occupati contro il movimento islamico Hamas;
21, un dirigente di al Fatah vicino ad Y. 'Arafat, Assad Saftawi, viene assassinato a Gaza;
Dicembre
8
, VI anniversario dell'intifadah



Hamas «zelo, fervore»
["Harakat Al-Muqawanat Al-Islamiya"]


dichiarato illegale, questo "Movimento di resistenza islamica" che opera nei territori palestinesi occupati da Israele ed č la maggiore fonte propulsiva dell' "intifadah palestinese", si oppone con durezza al processo di pace israelo-palestinese e lotta per scalzare l'OLP quale unico portavoce della causa palestinese;
particolarmente attivo nella Striscia di Gaza cuore della "guerra delle pietre" iniziata nel 1987 svolge sia un'intensa attivitŕ sociale, sia una campagna terroristica contro obiettivi civili e militari israeliani per mezzo della sua componente armata, i battaglioni Izz-al Din Qassam;
formalmente autonomi, questi ultimi operano sotto il coordinamento di una direzione generale.


- Giordania (Cisgiordania)
1993
Ottobre
3
, l'esercito israeliano scatena una grande offensiva nei territori occupati contro il movimento islamico Hamas;
30, i coloni ebrei della Cisgiordania attuano violente operazioni di rappresaglia dopo l'uccisione di uno di loro;
Dicembre
8
, VI anniversario dell'intifadah



1993
Regno Arabo Saudita
[dal 27 set 1932]
[come membro fondatore, dal 22 marzo 1945 fa parte della "Lega araba".]
Fahd ibn 'Abd al-Aziz
Albero genealogico
(ar-Riyadh 1922 - ?)
figlio di 'Abd al-Aziz III discendente della dinastia wahhabita dei Banu Sa'ud;
1975-80, designato principe ereditario, promuove il secondo piano quinquennale di sviluppo saudita, impegnandosi in prima persona per l'industrializzazione del paese;
1981, suggerisce un piano di pace per la Palestina che prevede, accanto al riconoscimento di Israele, il ritiro di quest'ultimo da Gerusalemme e dai territori occupati;
1982-?, re dell'Arabia Saudita;
appena nominato re, riafferma con forza il suo ruolo diprotettore e custode dei luoghi santi dell'Islam, applicando in maniera alquanto rigida la legge coranica, pur favorendo la "modernizzazione" del processo educativo del popolo;
acerrimo avversario del khomeinismo sciita, impone il numero chiuso ai pellegrini alla Mecca; negli anni '80 sostiene con armi e denaro Saddam Hussein e offre più volte la sua mediazione per risolvere i conflitti arabo-israeliani e libanese;
1993
Agosto
nomina i membri della Shura, il consiglio consultivo da lui creato nell'anno precedente;

Dicembre
28, inaugura la Shura; benché il consiglio esprima il suo parere solo su richiesta del primo ministro (in realtà il re) e benché tale parere non sia vincolante, si tratta comunque di un passo avanti verso la modernizzazione del regime;

1993
[sceiccato indipendente dal 16 giugno 1961;
la nuova costituzione (1963) prevede la formazione di un'assemblea nazionale con elezioni su base individuale (i partiti sono messi al bando).
Nel 1963 si sono svolte le prime elezioni, su base individuale (i partiti sono messi al bando), per la formazione dell'assemblea nazionale.]
Jaber al-Ahmed al-Sabah

(? - ?)
cugino di Sabah al-Salim al-Sabah;
1977-?, sceicco del Kuwait;



[la popolazione è composta per più della metà da stranieri; dal 1986 è sciolta l'assemblea nazionale e sospesa la costituzione del 1962;
dopo le elezioni del 1992 (le prime dal 1986) 29 dei 50 seggi dell'assemblea nazionale sono occupati dall'opposizione democratica e islamica.]
- Primo ministro
sceicco Saad al-Abdallah al-Sabah
(principe ereditario)
(? - ?)
1993
-

1993
Bahrein
[Monarchia assoluta indipendente dal 1972.]
?  
(?-?)
?-?, emiro del Bahrein;
1993
-

1993
Qatar
[Monarchia assoluta indipendente dal 1972.]
?  
(?-?)
?-?, emiro del Qatar;
1993
-

1993
EMIRATI ARABI UNITI
[capitale: Abu Dhabi]
[confederazione di sette sceiccati, monarchie assolute: Abu Dhabi, Dubai, Sharja, Ajman, Umm al-Qaiwain, Ras al-Khaimah e Fujayrah.
[dal 1985 sono stati allacciati rapporti diplomatici con l'Unione Sovietica.]
dal 1986 hanno riallacciato i rapporti con Il Cairo interrotti nel 1979 (quando l'Egitto è stato espulso dalla lega in seguto agli accordi con Israele).
Dopo l'invasione del Kuwait da parte dell'Iraq, una parte consistente delle forze alleate è stata stanziata negli Emirati.]
- Presidente
sceicco Šayh Zayd
(? - ?)
[emiro di Abu Dhabi]
- Vicepresidente
sceicco Maktum
(? - ?)
[emiro di Dubai]
1993
Ottobre
la corte suprema di giustizia di Lussemburgo potrebbe obbligare i paese a risarcire i creditori della
Banca di credito e di commercio internazionale, fallita l'anno precedente, di cui l'emiro di Abu Dhabi era il principale azionista (70%);
 
- Abu Dhabi
?  
(?-?)
?-?, emiro di Abu Dhabi;
1993
-
- Dubai
?  
(?-?)
?-?, emiro di Dubai;
1993
-
- Sharja
?  
(?-?)
?-?, emiro di Sharja;
1993
-
- Ajman
?  
(?-?)
?-?, emiro di Ajman;
1993
-
- Umm al-Qaiwain
?  
(?-?)
?-?, emiro di Umm al-Qaiwain;
1993
-
- Ras al-Khaimah [dal 1972]
?  
(?-?)
?-?, emiro di Ras al-Khaimah;
1993
-
- Fujayrah
?  
(?-?)
?-?, emiro di Fujayrah;
1993
-


1993
[dopo la fusione, avvenuta nel 1990 dei due stati (Yemen del Nord, conservatore, e Yemen del Sud, socialista).]
- Presidente
Ali Abdullah Saleh
(1990 - ?)
[CPG (Congresso generale del popolo)]
- Primo ministro
Haider Abu Bakr al Attas
(1990 - 1994)
[PSY (Partito socialista)]
[dal 1991 il paese ha una nuova costituzione approvata da un referendum]

1993
Aprile
27
, si svolgono le elezioni legislative, a cui partecipano per la prima volta anche le donne:
 
Elezioni legislative
 
seggi
- CPG (Congresso generale del popolo)
[ex partito unico dello Yemen del Nord]
121
- Al-Islah (Raggruppamento yemenita per la riforma)
[fedela alla tradizione tribale e islamista]
62
- PSY (Partito socialista yemenita)
[ex partito unico dello Yemen del Sud]
56
altri
?
Totale
301
Dei circa 2000 indipendenti (su un totale di 3000 candidati) presentatisi alle elezioni 47 vengono eletti:
- 25 confluiscono nelle file del CPG,
- 13 si alleano al PSY.
 


I tre partiti principali si accordano per formare un governo di unità nazionale che tenga unito il paese salvaguardando la democrazia appena conquistata;

Agosto
15
, il vicepresidente 'Ali Salem al Baid, segretario generale del PSY, rifiuta di prestare giuramento in quanto membro del nuovo consiglio presidenziale eletto dal Parlamento: al Baid, che rivendica una nuova spartizione del potere tra il Nord e Sud, lascia la capitale per rifugiarsi nel suo feudo di Aden;





1993
[dal 1972 il trattato di assistenza irano-omanita, con cui la casa regnante ha sostituito alla protezione britannica quella iraniana, è stato sancito dalla cessione di Hormuz all'Iran;
apertura dei rapporti diplomatici con la Repubblica Democratica Popolare dello Yemen (1977 e 1983), con la Repubblica Popolare Cinese (1978), con l'Unione Sovietica (1985) e con la Siria (1987);
patto di difesa stipulato con gli Stati Uniti (1980);
dal 1990 ha aperto le sue basi aeree alle forze occidentali evitando però ogni forma di impegno esplicito.]
Qabus ibn Said
-
(? - ?)
figlio del sultanoTaymoor;
1970-?, sultano di Oman;



1993
Ottobre
il sultanato, che mantenendo la sua ambasciata a Baghdad svolge una funzione essenziale di intermediazione tra l'Iraq e i paesi del Golfo, ottiene l'elezione al consiglio di sicurezza dell'ONU;







1993
[dall'agosto 1988 a Ginevra si incontrano le due delegazioni guidate da:
- Tarek Aziz (Iraq),
- Velayati (Iran)
con il segretario delle Nazioni Unite Perez De Cuellar come moderatore, ma i negoziati non progrediscono.]
- Presidente del Consiglio del Comando della rivoluzione
- Primo ministro
Mohamed Hamza el Zubaidi (1991 set - 1993)
[partito baath iracheno]
Ahmed Hussein (1993 set - ?)
[partito baath iracheno]
Ispettore capo dell'ONU in Iraq
Rolf Ekéus
(1991 - 1999)
1993
Settembre
5
, Ahmed Hussein diventa primo ministro;



Kurdistan (iracheno)
[le multinazionali del petrolio e in particolare l'Iraq Petroleum Corporation (anglo-franco-olandese-americana) operano nei giacimenti della zona di Kirkuk.]
1993
circa 3 milioni di curdi conducono una dura lotta per l'indipendenza guidata dall'UPK (Unione patriottica del Kurdistan) di Jalal Talibani e dal PDK (Partito democratico del Kurdistan) di Massud Barzani;



1993
[la nuova costituzione assegna la direzione del paese a una guida spirituale (il faqih), cioè allo stesso Ruhollah Khomeini mentre il potere esecutivo spetta a un presidente.
Successore designato (1985) nel ruolo di "guida della rivoluzione" è l'ayatollah Hossein Ali Montazeri, che però ha perso potere dopo l'esecuzione del suo collaboratore;
il presidente del parlamento (Majlis), Hashemi Ali Akbar Rafsanjani, ha assunto la direzione del consiglio dei guardiani della rivoluzione.
Dopo il cessate il fuoco, dall'agosto 1988 a Ginevra si incontrano le due delegazioni guidate da:
- Tarek Aziz (Iraq),
- Velayati (Iran)
con il segretario delle Nazioni Unite Perez De Cuellar come moderatore; ]
- Capo e guardiano supremo della nazione
ayatollah Ali Khamenei
(1989 - ?)
[PRI]
- Presidente della repubblica (potere esecutivo)
Hashemi Ali Akbar Rafsanjani
(1989 lug - ?)
[PRI]
- Presidente del parlamento (Majlis)
Mehdi Karoubi
(1989 - ?)
[PRI]
- Primo ministro
?
(? - ?)
[PRI]
PRI (Partito della repubblica islamica, khomeinista)
[davanti al Majlis Hashemi Ali Akbar Rafsanjani ha presentato un governo di tecnici]
1993
Giugno
11
, Hashemi Ali Akbar Rafsanjani viene rieletto alla presidenza della repubblica con il 63% dei voti; il tasso di astensione (44%) rivela la stanchezza della popolazione; contro ogni previsione Ahmed Tavakkoli, candidato delle ricche famiglie del bazar, ottiene il 24% dei voti; aveva impostato la sua campagna sulla guerra al nepotismo e alla corruzione;







Torna su

Movimento popolare

«segue da 1992»
1993,
a Roma viene processato il gruppo della Cascina, guidato da Marco Bucarelli e dal prete milanese don Giacomo Tantardini, "il parroco con la Thema", legato al democristiano Vittorio Sbardella († set 1994).
Lo scandalo è grosso e Cl (Comunione e Liberazione) si deve dissociare.
Dicembre
interviene Giancarlo Cesana, presidente del movimento, che di fronte alla stampa dichiara chiusa l'esperienza del Mp.
Però R. Formigoni resiste.

Nuova Ricerca