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ANNO 1929

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Papa Pio XI
(1922-39)

- segretario di Stato: card. P. Gasparri.

1929
Febbraio
11
, il Vaticano e l'Italia firmano i
"Patti lateranensi" [in nome della santissima Trinità e non del popolo italiano (che non ne sa nìente)], un insieme di trattati che mettono fine alla cosiddetta "questione romana".
Il testo, redatto e negoziato da Francesco Pacelli, fratello di mons. E. Pacelli, limita qualsiasi intervento dei gruppi cattolici in politica ed è anche la base per la redazione del concordato con il Reich di A. Hitler .
In Russia sono già stati arrestati i vescovi Antoni Malecki e Alexander Frison e tutte le chiese cattoliche vengono fatte saltare in aria con la dinamite per ordine di Stalin.

Giugno
14
, concordato con la Prussia;
concluso dopo lunghe trattative, ripristina o statuisce nuovi privilegi a favore della Chiesa cattolica in Germania, quali:
- il ristabilimento della sede vescovile ad Aquisgrana,
- il concorso dello Stato alla fondazione di nuove parrocchie,
- la regolamentazione degli edifici e fondi dello Stato destinati a scopi della Chiesa ecc.;


Luglio
25
, il papa esce dal Vaticano, ponendo fine alla clausura dei pontefici, e benedice la folla in Piazza S. Pietro;
29-30, «Osservatore Romano»: dopo la "Conciliazione", parlando agli arcivescovi e vescovi d'Italia, in occasione di un pellegrinaggio internazionale di seminaristi, Pio XI «confessa di essere seriamente preoccupato per la ressa alle porte dei seminari».

Agosto
12
, mentre il papa è furente con B. Mussolini, p. W. Ledóchowski si adira con Enrico Rosa, direttore de «La Civiltà Cattolica» per aver incoraggiato la critica del papa; per questo motivo, secondo un rappporto della polizia segreta, invia il direttore a un congresso ecclesiastcio in Spagna nel tentativo di tenerrlo lontano e di lasciare che il papa si calmi;


Novembre
Pio XI sostituisce P. Gasparri alla segreteria di Stato, con mons. E. Pacelli;

Dicembre

Il vescovo Eugène Neveu, che ha lasciato l'Unione Sovietica per sottoporsi a un trattamento medico sulla costa francese, non riesce più a rientrare a Mosca e l'Entità perde un prezioso agente in Russia.
Il papa ordina la creazione di un'unità speciale all'interno dell'Entità, il Collegium Russicum.
[a.f.: già fondato in agosto]
Questa nuova divisione dell'intelligence vaticana nasce dall'Ufficio Speciale Vaticano, conosciuto anche come Commissione per la Russia. La direzione viene affidata al vescovo Michel d'Herbigny.
31, il papa emana l'enciclica Divini illius magistri: sull'educazione cristiana della gioventù, reclamando alla Chiesa cattolica un ruolo insostituibile nella formazione dei giovani di tutto il mondo.
«A questo effetto è necessario che tutto l'insegnamento della scuola, insegnamenti, programmi e libri, in ogni disciplina, siano governati dallo spirito cristiano sotto la direzione e la vigilanza della Chiesa, per modo che la Religione sia veramente fondamento e coronamento di tutta l'istruzione, in tutti i gradi, non solo elementare, ma anche medio e superiore».

FUCI
(Federazione universitaria cattolica italiana)

«segue da 1928»
1929, nata e sviluppatasi come associazione d'élite, inquadrata nell' "Opera dei congressi",
al suo interno si formano numerosi esponenti cattolici della classe dirigente italiana:
1925-33, uno dei suoi assistenti ecclesiastici e G.B. Montini;
«segue 1930»

Internazionale operaia socialista

«segue da 1928»
1929
-.
«segue 1930»



CRI
(Croce Rossa
Internazionale)

«segue da 1864»
1929, 27 luglio, viene firmata dal CICR (Comitato internazionale della Croce Rossa) la Convenzione sul trattamento dei prigionieri di guerra.
«segue»

Fondamentalismo
islamico

«segue da 1880»
1929, l'egiziano Hasan al-Banna, allo scopo d'informare il movimento nazionale arabo ai principi dell'integralismo islamico, fonda la setta politico-religiosa dei «fratelli musulmani»;
le differenze con i movimenti riformisti di fine '800 e inizio '900 sono capitali;
durante la seconda guerra mondiale e soprattutto nell'immediato dopoguerra diventa una delle forze trainanti della lotta anticoloniale in Egitto;
1954, ottobre, dopo il fallito attentato contro Nasser, sono condannati all'illegalità per la loro involuzione ultraconservatrice,
1967, dopo la guerra arabo-israeliana, si propagano nei paesi del Vicino Oriente tramite la diaspora palestinese;
1979, dopo la conquista del potere in Iran da parte di Khomeini l'ondata rivoluzionaria non sconvolge politicamente anche gli altri paesi musulmani, tuttavia segna il passaggio da un islamismo rivoluzionario, terzomondista e politico a un neofondamentalismo socio-politico sempre contraddistinto da un atteggiamento fortemente antioccidentale;
anche il FIS (Fronte islamico di salvezza) algerino passa da un tentativo di conquista diretta del potere politico a una pre-fase di ri-islamizzazione drastica e capillare della società;
il movimento palestinese Hamas e quello dei guerriglieri filoiraniani Hezbollah, pur tesi a conquistare direttamente il potere politico, operano non tanto entro società islamiche, quanto contro realtà esterne all'Islam (Stato di Israele);
i fratelli musulmani sono tornati a operare in Egitto dopo l'avvento di Sadat, svolgendo un ruolo ambiguo di supporto e al tempo stesso di contrapposizione, anche violenta, al nuovo regime
1996 dopo le prime fasi delle trattative di pace israelo-palestinesi, il movimento di Hamas accusa integralisticamente di tradimento gli stessi esponenti dello schieramento palestinese.
Fine





1929
-
Presidente
della repubblica e dei ministri
-
Cancelliere
mons. Ignaz Seipel
Partito cristiano-sociale
(1926 ott - mag 1929)
Ernst Streeruwitz
Partito cristiano-sociale
(mag - giu)
Interni
Affari Esteri
Finanze
-
1929
-


GERMANIA
1929

Presidente
della Repubblica

Paul Ludwig von Hindenburg
(1925 26 apr - 2 ago 1934)
Presidente
del
Reichsrat (rappresentanti
dei Länder)
-
Presidente
del Reichstag
(deputati eletti
dal popolo)
-
Cancelliere del Reich
[Reichskanzler]
H. Müller-Franken SPD
II
(1928, 28 giu - 27 mar 1930)
Segretari di Stato
-
Difesa/Guerra
-
Affari Esteri
-
Finanze
R. Hilferding
socialdemocratico
(1929 dim.)
-
-
W. Marx (1923-28) e H. Müller-Franken (1928-30) alla testa della cosiddetta "grande coalizione" (cioè governo formato da socialdemocratici, cattolici del centro e rappresentanti del Partito popolare tedesco).

Nazismo

1929
Gennaio
6
, nominato Reichsführer da A. Hitler in persona, H. Himmler [29enne] assume il comando delle 286 SS (Schutzstaffeln = squadre di protezione - chiamate anche Schwarze Korps, Milizie nere) sparse per tutta la Germania;
A. Hitler intende fare delle SS l'arma assoluta della sua politica.

Marzo
-

Giugno
19
, L'Aia, conferenza per ridurre le riparazioni imposte alla Germania dopo la prima guerra mondiale;

Ottobre
24
, il crollo di Wall Street dà inizio a una delle più terribili crisi economiche della storia.

Scoppia la crisi economica mondiale.

Fino a questo momento A. Hitler è riuscito a guadagnare solo un po' di terreno nell'ambito della destra; alleato ad essa, sostiene l'opportunità di un plebiscito popolare per respingere il "piano Young", concernente le riparazioni di guerra dovute dalla Germania agli alleati.



1929
REPUBBLICA di POLONIA
[capitale Varsavia]
Presidente
I. Moscicki
(1926 4 giu - 20 set 1939)
Presidente del consiglio
Kazimierz Bartel
(1928 27 giu - 13 apr 1929)
Kazimierz Switalski
(14 apr - 7 dic)
Kazimierz Bartel
(1929 29 dic - 15 mar 1930)
Ministro della guerra
mar.llo J. Pilsudski
(1926 mag - 1935)
[in pratica è padrone della Polonia]
-

1929
la depressione colpisce molto gravemente l'economia polacca;

 



1929
Presidente della Repubblica
T.G. Masaryk
(1918 - 1935)
Ministro degli Esteri
E. Beneš
(1919 - 1935)
Ambasciatore a Londra
Jan Masaryk
(1925 - 1938)
-

1929
la riforma agraria del 1919 ha portato all'esproprio di più di un milione di ettari appartenenti a grandi proprietari;
dal 1921 opera il Partito Comunista Cecoslovacco;

Aprile
23
, viene inaugurato a Roma il maestoso palazzo di via della Concordia sede del Collegio Nepomuceno;
[In genere i collegi ecclesiastici romani sono denominati dal paese a cui appartengono i loro ospiti: ma ciò non era possibile per il nuovo che ammette studenti di quattro differenti nazionalità. Il papa perciò ha deciso che venga chiamato con il nome di un santo e il santo prescelto è stato Giovanni Nepomuceno.
I risultati auspicati da Pio XI nel dar vita all'istituzione, quelli cioè di formare una élite ecclesiastica omogenea e filoromana nel paese di J. Hus, saranno però raggiunti solo parzialmente a causa dello scoppio della II guerra mondiale a soli 10 anni di distanza dalla sua apertura.]

 





1929
FRIULI-VENEZIA GIULIA,
ISTRIA, Fiume e Zara
Trattato di Rapallo: 12 novembre 1920.
VENEZIA GIULIA
Trattato di Rapallo: 12 novembre 1920.
- il confine fra l'Italia e lo stato S.H.S. è stabilito al Monte Nevoso in Carniola, con l'Istria, Zara e un perimetro di circa 7 km intorno a questa città, le isole di Cherso, Lussin, Lagosta e Pelagosa con gli isolati adiacenti attribuiti all'Italia.
1929
continuano (1928-30) ad essere sciolte le leghe delle cooperative di Gorizia e di Trieste, costituite da 310 cooperative, di cui 156 di credito.

Febbraio
11
, l'accordo dei "Patti Lateranensi" diventa l'esca per fratture insanabili all'interno del mondo cattolico locale, tra italiani da una parte e sloveni e croati dall'altra. Di fronte alle opportunità che la conciliazione offre, la Santa Sede è disponibile a isolare le figure "scomode", a cominciare dall'arcivescovo di Gorizia, mons. Borgia Sedej, e dal vescovo di Trieste, mons. Luigi Fogar, che, seppure solerti nell'ossequio verso chi rappresenta lo stato italiano, difendono la libertà della Chiesa dalle ingerenze del regime e si sforzano di salvaguardare la rete del culto.

Si formano nel frattempo due organizzazioni clandestine:
- TIGR (dalle sigle slovene di Trieste, Istria, Gorizia e Rijeka);
- Borba (lotta),
che praticano sabotaggi a impianti militari e ferroviari, incendi di scuole e sedi fasciste, talvolta spionaggio a favore di Francia e Inghilterra e che affermano la parola d'ordine dell'unione alla Jugoslavia.

ISTRIA
1929
Pola, dal Tribunale Speciale viene processato un gruppo di antifascisti croati accusati di aver sabotato le elezioni plebiscitarie del 24 marzo nel paese di Beram, impedendo agli elettori di recarsi alle urne: Vladimir Gortan, considerato il capo del gruppo, viene condannato a morte, quattro suoi compagni a trent'anni di carcere.
Fiume
Con questi accordi (Roma 23 ott 1922, gen 1924, feb 1925 e Nettuno 20 lug 1925) lo stato libero di Fiume scompare per essere assorbito nel Regno d'Italia.
[In seguito si avranno vivaci controversie tra l'Italia e la Jugoslavia perché la sistemazione è tutt'altro che esauriente, ma non ci saranno ulteriori modifiche territoriali.]
1929
-
Zara [in Dalmazia]
Con questi accordi (Roma 23 ott 1922, gen 1924, feb 1925 e Nettuno 20 lug 1925) la Jugoslavia viene a comprendere tutta la Dalmazia meno Zara.
1929
-

1929
REGNO dei SERBI, CROATI e SLOVENI
[S.H.S.]
– dal 1° dicembre 1918 –
[Monarchia parlamentare ereditaria]
Alessandro I Karagjorgjevic
Albero genealogico

(1888 - ottobre 1934)
figlio di Pietro I e di Zorka di Montenegro;
1914, reggente del regno Serbia nel periodo della prima guerra mondiale;
1921-29, re dei serbi-croati-sloveni…;
[dal 1918: unificazione di serbi, croati, sloveni, macedoni, montenegrini; regno privo del litorale dalmata (rimasto all'Italia in seguito al trattato di pace) e della Carinzia (rimasta all'Austria).]
1929
Ottobre
3
, il regno serbo-croato… assume la denominazione di Regno di Jugoslavia.
1929-34
, re di Jugoslavia;

Primo ministro
gen. Petar Zivkovic
(1929 gen - apr 1932)
-
1929
…la situazione va progressivamente peggiorando e
Gennaio
6
, il re sospende la Costituzione del Vidovdan e proclama la sua dittatura col gen. Petar Zivkovic (capo della "mano bianca") come primo ministro;
[È uno della banda dei regicidi del 1903 (era ufficiale di servizio al Konak) dalla influenza dei quali il re non si è mai potuto liberare. Il suo stato di servizio in guerra è pressoché nullo. Nelle tre guerre a cui ha partecipato la Serbia dal 1912 al 1918 non è mai stato sul campo di battaglia.]
Sono sciolti tutti i partiti politici.
In seguito il re cerca di far partecipare al governo la coalizione dei contadini croati, ma la proposta viene respinta dal capo di questa Svetozar Pribicevic il quale si ritira a Bled dove gli fanno visita i ministri di Francia, degli Stati Uniti e della Gran Bretagna.
Il primo (Dard) sembra soprattutto preoccupato perché si mantenga l'organizzazione militare jugoslava, di cui la Francia ha bisogno per la sua politica, e teme che se venisse adottato il sistema federale detta organizzazione si indebolirebbe;

Maggio
18
, Svetozar Pribicevic viene arrestato e confinato a Brus, e poi, dovendo subire una operazione, internato in un ospedale di Belgrado.

Ottobre
3
, il re emana un decreto che modifica il nome e la forma dello stato: il regno serbo-croato… assume la denominazione di Regno di Jugoslavia.
altri decreti vengono emanati relativamente all'aumento del potere regio, ai comuni, alle restrizioni sulla stampa, e il territorio nazionale viene diviso in 9 regioni, o banovine, i cui confini di proposito non corrispondono alle antiche divisioni storiche e geografiche del paese; a capo di ogni banovina è il bano o governatore nominato dal ministro dell'Interno ed è a lui responsabile.

Novembre
3
, viene convertita in legge la nuova costituzione che fa della Jugoslavia una vera monarchia assoluta.

Per dare un'idea del forte predominio dell'elemento serbo nel paese basta constatare che, nell'anno in corso, i 150 generali dell'esercito sono tutti serbi, e così pure tutti i ministri plenipotenziari eccetto lo Smodka (ministro presso la Santa Sede).

[Le masse serbe e i loro partiti accettano più o meno supinamente il colpo di stato, pur non mancando alcuni esponenti politici, come il capo degli agrari di sinistra, Dragoljub Jovanovic, che levano la loro voce contro la dittatura e l'intollerabile situazione in cui la popolazione (in primo luogo quella contadina) viene a trovarsi.
SLOVENIA
[dal 1° dicembre 1918]
1929
-
CROAZIA

1929
Gennaio
7
, il croato A. Pavelic fonda un'organizzazione nazionalista (autonominandosi poglavnik=Duce), ustaša [insorto] – Ustaša - Hrvatski revolucionarni pokret - Ustaša-Movimento rivoluzionario croato – in opposizione alla dittatura del re e alla sua politica accentratrice che si scontra con la realtà plurinazionale del nuovo stato jugoslavo;
[Nel Manuale degli ustascia si legge, ad esempio: «Il nostro giuramento si fa davanti al Crocifisso, posto fra due ceri, di fronte ai quali si trovano un pugnale, una bomba e una pistola».]
non riuscendo a comporre le divergenze tra serbi e croati, il re scioglie il parlamento e assume poteri dittatoriali finendo tuttavia col favorire i serbi rispetto agli altri sudditi;
gli ustaša, già caratterizzatisi per le loro posizioni di estrema destra e per il ricorso a metodi terroristici, sono costretti all'esilio assieme al loro capo;
in politica estera egli sostiene la Piccola Intesa e si dimostra amico della Francia;

Lo stesso anno A. Pavelic viene ad un accordo con B. Mussolini.
B. Mussolini acconsente al piano di A. Pavelic di organizzare un servizio segreto per l'espansione fascista nei Balcani (A. Pavelic riesce a stipulare accordi per un'azione in comune con l'organizzazione terrorista del fascista bulgaro Vanca Mihailoc, la V.M.R.O.) ma lo appoggia soprattutto nel reclutamento di operai jugoslavi (emigrati con poca fortuna nel Belgio e nell'America Latina) e di studenti croati iscritti alle università italiane, che vengono addestrati in speciali campi nelle isole Eolie e a Bovino (Val di Toro).
B. Mussolini concede inoltre ad A. Pavelic di poter usufruire di «Radio Bari» per trasmissioni in croato di propaganda antigovernativa.
L'attività espletata dalle formazioni ustaša continua tuttavia a svolgersi nel più gran segreto e a limitarsi ad attentati dimostrativi o intimidatori in territorio jugoslavo.
[Soltanto una volta, forse, l'opinone pubblica dell'intera Europa e del mondo avranno sentore della loro esistenza… il 6 ottobre 1934.]


SERBIA
1929
-
MONTENEGRO
[dal 1° dicembre 1918]
1929
-
MACEDONIA
1929
-


1929
Regno di Albania
[dal 1° set 1928]
Zog I
(? - ?)
figlio di
1928 -39
, re degli Albanesi;
[dal 1928, il presidente della repubblica: Ahmet Bey Zo_golli (1925-27) si è proclamato re, con l'appoggio dell'Italia, instaurando un regime dittatoriale.
Governa il paese con pugno di ferro. Tutti i giovedì, sulla piazza del mercato di Tirana, vengono eseguite le
condanne a morte per impiccagione.
Ha tre sorelle, molto brutte, che sfilano di frequente per
le vie della capitale.
Ha sposato la bellissima contessa Geraldina d'Ungheria.]
1929
-
primo ministro    
ministro dell'Interno    
ministro degli Affari Esteri    
ministro della Guerra    
ministro delle Finanze    

1929
-

a


1929
Repubblica di Grecia
(1924-35)
Presidente
-
Koundouriotes
(giu - ?)
Zaïmes
(? - ?)
Primo ministro
E. Venizelos
(1928 - 1932)
1929
Maggio
16
, l'ex dittatore Pangalos viene arrestato sotto l'imputazione di complotto, ma rilasciato poco dopo;

Giugno
3
, Koundouriotes è rieletto presidente;
7, E. Venizelos ricostituisce il suo ministero facendovi entreare il gen. Gonatas e Karapanaghiottes, complici dell'espulsione di re Costantino I e delle fucilazioni del 28 novembre 1922.
Questo fatto inDuce il Partito popolare capeggiato da Tsaldares ad abbandonare il parlamento.

Le elezioni mostrano che la popolarità di E. Venizelos va sensibilmente scemando;
Koundouriotes si dimette dalla presidenza della repubblica alla quale viene eletto Zaïmes ma E. Venizelos, pur essendosi dimesso anche lui, torna al potere subito dopo;

Ottobre
30
, un tentativo di colpo di stato degli amici di Pangalos, che è stato condannato a due anni di carcere, fallisce e ventisette di essi vengono arrestati.

La situazione finanziaria della Grecia si fa ora assai difficile.



1929
Repubblica di Turchia
(novembre 1923)
[dal 1925 la shari'a (vecchia legge religiosa islamica) è stata sostituita dai moderni codici, modellati su quelli europei.]
Presidente
della Repubblica
Mustafa Kemal
(1923 nov - 10 nov 1938)
Primo ministro
Ismet Pascià
(1923 nov - 10 nov 1938)
-
Partito repubblicano del popolo
[partito unico]
1929
dal 1928 la repubblica ha deciso:
- l'eguaglianza di tutte le religioni con lo scioglimento delle sette religiose islamiche e la laicizzazione dello stato;
- l'introduzione del calendario gregoriano, dell'alfabeto latino e del sistema metrico-decimale;
- il riconoscimento della parità della donna e del suffragio femminile;





1929
U.R.S.S.
(Unione delle repubbliche sovietiche: Russia, Ucraina, Bielorussia e Transcaucasia)
Segretario generale del PCUS
Stalin
(1922 apr - 1953)
[Il PCUS (Partito comunista dell'Unione Sovietica), partito unico, ha un ruolo dirigente.
Il metropolita Sergej di Novgorod ha assunto nel 1924 la direzione del patriarcato della Chiesa ortodossa, senza però trasferire la propria sede a Mosca.
È in atto la "seconda guerra contadina" (1928-31).]
RUSSIA
(Repubblica Socialista Federativa Sovietica)
(capitale: Mosca)
1929
Gennaio
degli ufficiali di grado superiore il 75% non sono membri del Partito, per cui Stalin vorrebbe reagire a questo stato di cose ma mel Consiglio rivoluzionario militare si scontra con un "puro", il comandante di corpo d'armata Fabrizio [Fabricius], membro del Partito fin dal 1902.
Il dittatore, tuttavia, riesce ad imporre il suo punto di vista al Comitato esecutivo del Partito ed il Consiglio rivoluzionario militare deve obbedire. Ormai solamente i membri del Partito o i candidati al Partito possono ottenere un comando di regione, di grandi unità o di corpi d'armata.
Molti vecchi ufficiali che non intendono iscriversi al Partito sono silurati.
[Tra questi ci sono tre futuri marescialli della seconda guerra mondiale: Tolbukhin, Govorov e Vassilievsky.]
Poco tempo dopo la decisione di Stalin, il generale Fabrizio [Fabricius] perisce in un misterioso incidente aereo… quanto al gen. M.N. Tuchacevskij, benché membro del Partito dal 1918, viene destituito dal suo comando della regione militare di Leningrado e messo in disparte: è nominato direttore dell'Accademia Frunze.
31, espulso dalla Russia, Trockij va in Turchia;

Migliaia di contadini che hanno nascosto il loro grano, vengono arrestati e i loro beni confiscati cosicché i primi grossi contingenti di kulak deportati cominciano ad affluire nei campi e nelle zone di sfruttamento forestale di molte regioni del grande nord della Siberia.
Nasce il Gulag (acronimo per Direzione centrale dei lager da parte della polizia politica) che, oltre che meccanismo di repressione ed esclusione, diviene strumento di produzione.

Febbraio
9
, Mosca, la Russia firma un patto di non aggressione con l'Estonia, la Lettonia, la Polonia e la Romania;
[…non servirà a niente]

Aprile
8
, un decreto sulle associazioni religiose vieta qualsiasi propaganda religiosa nel modo più assoluto;
[Inizia così il periodo più drammatico per la Chiesa cattolica in Russia]
lo stesso mese, durante la seduta plenaria del Comitato Centrale Stalin propone a N.I. Bucharin di rinnegare le proprie idee, promettendo in cambio di mantenerlo nelle cariche da lui occupate; N.I. Bucharin rifiuta;
23, Stalin assume di fatto la direzione del Komintern;

Luglio
M.P. Tomskij perde la direzione dei sindacati.
Si intensifica l'eliminazione della destra:
Ukhanov e Riutin sono cacciati dall'organizzazione di Mosca; Dogadov, Melnichansky e gli altri aiutanti di M.P. Tomskij vengono esclusi dal Consiglio dei sindacati dell'Unione.
A.I. Rykov per il momento viene lasciato stare ma gli viene tolta la maggior parte dei suoi collaboratori.

Novembre
al plenum del Comitato Centrale del partito, l'assemblea esclude la troika (N.I. Bucharin - A.I. Rykov - M.P. Tomskij ) dal Politburo.
Tutti e tre dovranno d'ora in poi accontentarsi di incarichi di minore responsabilità.

Dicembre
21
, la stampa festeggia con gran pompa i cinquant'anni di Stalin;

Lo stesso anno, l' "Associazione degli Atei Militanti" intraprende la sua più aspra battaglia contro la religione.
Contemporaneamente il governo decide di ritornare al sistema obbligatorio dei kolchoz e dei sovchoz, togliendo così l'ultimo appoggio economico alle parrocchie, specie nei villaggi.

Due decreti procurano una grande delusione al metropolita Sergej di Novgorod: uno pone la vita delle parrocchie completamente sotto il controllo dello Stato sovietico, l'altro dichiara penalmente perseguibile ogni propaganda religiosa.
Di fatto diventa reato non solo la diffusione ma anche la difesa della fede.

BIELORUSSIA
(Repubblica Socialista Federativa Sovietica)
(Beloruskaja SSR - capitale: Minsk)
presidente della repubblica
-
1929
-
UCRAINA
(Repubblica Socialista Federativa Sovietica)
(capitale: Kijev)
presidente della repubblica
-
1929
-
TRANSCAUCASIA
(Repubblica Socialista Federativa Sovietica)


Repubblica Socialista di Armenia
(Repubblica socialista - capitale: Jerevan)
presidente della repubblica
-
1929
-


Repubblica Socialista Sovietica dell'Azerbaigian
[Parte settentrionale del paese.]
presidente della repubblica
-
1929
-
Repubblica Socialista Georgiana
(Repubblica federativa - capitale: Tbilisi)
presidente della repubblica
Noé Jordania
(1918 - ?)
1929
-

- Adzaristan (repubblica autonoma)
- Abhasia (repubblica autonoma)
- Ossezia Meridionale (provincia autonoma)


1929
REPUBBLICA POPOLARE d'UNGHERIA
(dal 16 novembre 1918)
Reggente
Miklós Horthy von Nagybánya
(1920 mar - ott 1944)
Primo ministro
conte István Bethlen
(1921 mag - 1931)
Ministro della guerra
G.Y. Gömbös
(1929 - 1932)
1929
-

a


1929
REGNO di ROMANIA

Michele I

Albero genealogico

(Sinaia, Valacchia 1921 - ?)
figlio del principe ereditario Carlo e di Elena di Grecia;
1927-30, re di Romania;
sale al trono (giugno) in seguito alla rinuncia del padre (1926) ai suoi diritti, ma il potere effettivo viene esercitato da un consiglio di reggenza così composto:
. patriarca Miron Cristea,
. presidente della Cassazione Buzdugan,
. principe Nicola, secondogenito del re;

1940-47, re di Romania;


primo ministro
Maniu
(1928 dic - ?)
-
ministro dell'Interno
Vaida-Voevod
(1928 dic - ?)
-
ministro degli Affari Esteri
Mironescu
(1928 dic - ?)
-
ministro delle Finanze
Popovici
(1928 dic - ?)
-
1929
Febbraio
Maniu ottiene un prestito a Londra, Parigi e New York per 20.000.000 di dollari.

In occasione di scioperi nelle industrie scoppiano agitazioni operaie dovute in parte alla propaganda comunista e in parte ai metodi duri della polizia.

Aprile
7
, scoppiano agitazioni operaie;

Agosto
6
, scoppiano agitazioni operaie;

Ottobre
5
, viene commesso un attentato contro il ministro dell'Interno Vaida-Voevod ritenuto responsabile delle repressioni della polizia;
7
, muore il reggente Buzdugan, presidente della Cassazione, e la regina Maria cerca di farsi nominare reggente al suo posto; ma invece Maniu annuncia che il ministero assumerà le funzioni di reggenza in attesa della nomina di un successore a Buzdugan;
9, il primo ministro Maniu nomina alla carica di reggente Costantino Sarazeanu, cognato del suo ministro delle Finanze Popovici.
I liberali e il gruppo del gen. Averescu si ritirano dal parlamento come protesta per questa nomina da essi ritenuta anticostituzionale.

Intanto il movimento a favore del ritorno del principe Carlo si va intensificando con l'appoggio dell'esercito e del Partito nazionale dei Contadini.

a


1929
REGNO di BULGARIA
Boris III
Albero genealogico

(Sofia 1894 - 28 ago 1943)
figlio di Ferdinando di Sassonia-Coburgo-Saalfeld-Koháry e di Maria Luisa di Borbone-Parma;
1918, 3 ottobre, il padre abdica a suo favore;
1918-43, zar dei bulgari;



Primo ministro
Liapceff
(1926 gen - ?)
1929
agli inizi dell'anno si cerca di venire ad un accordo bulgaro-jugoslavo mediante un convegno a Pirot, e il governo di Belgrado riapre la frontiera. Ma non è concluso nulla di positivo.

Marzo
30
, le relazioni fra i due paesi invece peggiorano dalla conclusione del trattato greco-jugoslavo che è rienuto come un nuovo tentativo di accerchiamento della Bulgaria.
L'amnistia concessa all'ex primo ministro Radoslavoff, cui è permesso di rientrare in patria, provoca una protesta da parte della Jugoslavia perché era stato lui a far intervenire la Bulgaria nella guerra 1915-18.
Poichè l'O.R.M.I. continua a commettere attentati alla frontiera bulgaro-jugoslava, il governo fa arrestare i capi principali delle due fazioni dell'organizzazione.
La Jugoslavia non ne è soddisfatta e chiede ulteriori misure di rigore, minacciando in caso di rifiuto gravi rappresaglie contro la Bulgaria, appellandosi all'art. 12 del patto della Società delle Nazioni.

a




1929
III Repubblica
Presidente della Repubblica
Gaston Doumergue
(1924 13 giu - 13 giu 1931)
Presidente del Senato
Paul Doumer
(1927 14 gen - 11 giu 1931)
Presidente della Camera
-
Presidente dell'Assemblea nazionale
(Senato+Camera)
-
Presidente del Consiglio
R. Poincaré
V
(18 nov - 26 lug 1929)
[governo di unità nazionale)
A. Briand
XI
(29 lug - 22 ott)
André Tardieu
I
(3 nov - 17 feb 1930)
Interni
André Tardieu
(1928 11 nov - 21 feb 1930 )
Affari Esteri
A. Briand
(1926 23 lug - 14 gen 1932)
Colonie
-
Regioni liberate
-
Guerra
P. Painlevé
(1925-29)
André Maginot
(1929-32)
Marina
-
Finanze
Henry Chéron
(11 nov - 21 feb 1930 )
Commercio
e Industria
-
Lavori Pubblici
-
Lavoro
-
Giustizia
Louis Barthou
(1926 23 lug - 3 nov 1929)
Lucien Hubert
(3 nov - 21 feb 1930)
Pubblica Istruzione
e dei Culti
-
-

1929
-
Pio XI, nominando arcivescovo di Parigi il sulspiziano Jean Verdier, gli affida, tra gli altri incarichi, quello di organizzare l'Azione Cattolica francese.
Nasce la J.A.C. (Jeunesse Agricole Chrétienne).

 



1929
REGNO dei PAESI BASSI

Guglielmina

Albero genealogico

(l'Aia 1880 - castello di Het Loo, presso Apeldoorn 1962)
figlia di Guglielmo III re d'Olanda e della sua seconda moglie Emma di Waldeck-Pyrmont;
1890-1948, regina dei Paesi Bassi;
[dal 31 agosto 1898 ha assunto ufficialmente il potere]

Primo ministro
-
1929
continua la costruzione (1926-32) della grande diga a nord dello Zuiderzee;

a



1929
REGNO del BELGIO

Alberto I

Albero genealogico

(1875 - 1934)
figlio di Filippo di Fiandra e di Maria di Hohenzollern-Sigmaringen;
1909-34, re dei belgi;



1929
-


1929
Granducato di Lussemburgo
Charlotte di Nassau-Weilburg
Albero genealogico

(1896-?)
figlia di Guglielmo IV e di Maria Anna di Portogallo;
1919-64, duchessa di Nassau;
1919-64, granduchessa di Lussemburgo;
[dal 1919 il paese ha una costituzione democratica]


1929
-




1929
REGNO UNITO
di
GRAN BRETAGNA e IRLANDA
Giorgio V
Albero genealogico

(Marlborough House, London 3.6.1865 - Sandringham, Norfolk 20.1.1936)
secondo figlio di Edoardo VII e di Alessandra di Danimarca;
1877-92, presta servizio nella marina militare;
1892, diventa erede presuntivo al trono per la morte del fratello maggiore Alberto Vittorio;
1893, sposa la p.ssa Mary von Teck (1867-1953)
1901-10, principe di Galles;
1910-36, re di Gran Bretagna e Irlanda, imperatore delle Indie;
succeduto alla morte del padre;

Primo ministro,
Primo lord del Tesoro
[Prime Minister, First Lord of the Treasury]
S. Baldwin conservatore
(1924 4 nov - 5 giu 1929)
R. MacDonald laburista
(5 giu - 24 ago 1931)
Cancelliere dello Scacchiere
[Chancellor
of the Exchequer
]
W. Churchill
(1924 6 nov - 4 giu 1929)
Philip Snowden
(7 giu - 5 nov 1931)
Segretari di Stato
-
Affari Esteri e Commonwealth
-
A. Henderson
(7 giu - 5 nov 1931)
Affari Interni
-
-
Giustizia
-
-
Colonie
-
-
Commercio
-
-
Sanità
A.N. Chamberlain
(1924 - 4 giu 1929)
-

1929

Londra, la riunione dei rappresentanti dei dominions, dopo accese discussioni e superando l'opposizione britannica, raggiunge la conclusione che è necessario un atto formale del Parlamento che riconosca la fine della supremazia della Gran Bretagna sui membri dell'Impero.
Le spinte nazionaliste sono all'apice tra i dominions e il Canada svolge in questo momento un ruolo di capofila.

 

Irlanda del Nord
1929
-
Eire
- Presidente      
- Capo del Governo      
- Nunzio di Dublino      

1929
Novembre
27
, in Phoenix Park, in un'isola di verde, a poca distanza dalla residenza del Presidente della Repubblica, viene elevata la Nunziatura Apostolica (privilegio, questo, condiviso solo dall'Ambasciata degli U.S.A.).

 



1929
DANIMARCA e ISLANDA
Cristiano X
Albero genealogico

(Charlottenlund 1870 - Copenaghen 1947)
figlio di Federico VIII e di Luisa di Svezia;
1912-47, re di Danimarca;
continua a favorire l'evoluzione democratica del paese;
1919-44, re d'Islanda;
[rimane re dell'isola (fino alla proclamazione della repubblica nel 1944) anche se, staccatasi dalla Danimarca, si è costituita in stato sovrano.]

REGNO di DANIMARCA
1929
dal 1915 il paese ha una nuova costituzione che istituisce, fra l'altro, il nuovo sistema bicamerale ed estende il diritto di voto alle donne;
REGNO d'ISLANDA
1929
Giugno
6
, diventa sede del vicariato apostolico della Chiesa cattolica romana;


1929
REGNO DI NORVEGIA
[dal 1905]
Haakon VII
Albero genealogico

principe Carlo (? - ?)
figlio di Federico VIII re di Danimarca e di Luisa di Svezia;
1905-57
, re di Norvegia;

Primo ministro
1929
la crisi mondiale colpisce la Norvegia in misura minore degli altri paesi anche per la grande differenziazione produttiva della sua economia;


1929
REGNO di SVEZIA
Gustavo V
Albero genealogico

(Stoccolma, castello di Drottningholm 16 giugno 1858 – Stoccolma, 29 ottobre 1950)
figlio di Oscar II e di Sofia di Nassau;
1907-50, re di Svezia;
osserva correttamente le regole del sistema parlamentare;

1929
-


1929
FINLANDIA
Governo provvisorio
1929
negli anni Venti il governo attua una politica anticomunista e la politica estera è caratterizzata da una stretta neutralità;
il Partito comunista finlandese viene ora posto fuori legge;




1929
Presidente
gen. A.O. de Fragoso Carmona
(1928 - 1932)
Ministro delle Finanze
1929
accentuando la pressione fiscale e comprimendo la spesa, A. de Oliveira Salazar riesce in pochi anni a riequilibrare il bilancio, stabilizzando la moneta;

 

a


1929
Regno di Spagna
Alfonso XIII di Borbone 
Albero genealogico

(Madrid 1886 - Roma 1941)
figlio postumo di Alfonso XII e di Maria Cristina d'Absburgo-Lorena;
1886-1931, re di Spagna;

insurrezione nazionalista in Marocco (1920-26);

Presidente
del Consiglio
M. Primo de Rivera y Orbaneja
(1925 - 29 gen 1930)
Interni
-
-
Finanze
-
-
-

1929
lo scoppio della crisi monetaria e il conseguente ribasso della peseta, mentre già si avvertono i primi sintomi della disoccupazione, pregiudicano ulteriormente il regime;

Julian Gorkin, fondatore nel 1921 del Partito comunista di Valencia, rompe con Mosca perché i sovietici, secondo lui, vogliono persuaderlo a diventare un assassino.

***

Isole Canarie:
-





1929
REGNO d'ITALIA
Vittorio Emanuele III
Albero genealogico

(Napoli 1869 - Alessandria d'Egitto 1947)
figlio di Umberto I e di Margherita di Savoia;
1878-1900, principe di Piemonte;
1896, Roma 24 ott: sposa la p.ssa Elena del Montenegro (1873-1952);
1900-46, re d'Italia;
dal 1922, è esautorato da qualsiasi esercizio del potere dalla dittatura fascista;


1936-43, imperatore d'Etiopia
1939-43, re d'Albania;

PARLAMENTO
XXVII Legislatura
(1924 24 mag - 21 gen 1929)
XXVIII Legislatura
(1929 20 apr - 19 gen 1934)
Presidente del Senato
T. Tittoni
laziale
(1924 24 mag - 21 gen 1929)
 
L. Federzoni (Pnf)
romagnolo
(1929 20 apr - 19 gen 1934)
Presidente della Camera
A. Casertano (Dem.soc.)
campano
(1925 13 gen - 21 gen 1929)
 
G. Giuriati (Pnf)
veneto
(1929 20 apr - 19 gen 1934)
 
Capo del Governo cav. B. Mussolini (Pnf)
romagnolo
(1926 3 gen - 19 lug 1932)
(1926 3 gen - 12 set 1929)

+ Interni, Esteri, Guerra, Marina, Aeronautica, Corporazioni.
(1929 12 set - lug 1932)

+ Interni
Sottosegretario F. Giunta (Pnf)
toscano
(1927 21 dic - 19 lug 1932)
Interno
cav. B. Mussolini(Pnf)
romagnolo
(1926 6 nov - 25 lug 1943)
[ad interim]
Sottosegretario M. Bianchi
calabrese

(1928 13 mar - 12 set 1929)
L. Arpinati (Pnf)
romagnolo
(1929 12 set - 7 mag 1933)
Affari Esteri
cav. B. Mussolini(Pnf)
romagnolo
(1922 31 ott - 12 set 1929)
[ad interim]
Dino Grandi (Pnf) (Pnf)
romagnolo
(1929 12 set - 20 lug 1932)
Sottosegretario Dino Grandi (Pnf) (Pnf)
romagnolo
(1925 14 mag - 11 set 1929)
A. Fani(Pnf)
umbro
(1929 12 set - 19 lug 1932)
Colonie
cav. B. Mussolini(Pnf)
romagnolo
(1928 18 dic - 12 set 1929)
[ad interim]
gen. E. De Bono (Pnf)
(1929 12 set - 17 gen 1935)
Sottosegretario gen. E. De Bono
lombardo
(1928 18 dic - 11 set 1929)
A. Lessona (Pnf)
laziale
(1929 12 set - 11 giu 1936)
Guerra
  cav. B. Mussolini(Pnf)
romagnolo
(1925 4 apr - 12 set 1929)
[ad interim]
P. Gazzera (Pnf)
piemontese
(1929 12 set - 22 lug 1933)
Sottosegretario P. Gazzera
piemontese
(1928 24 nov - 11 set 1929)
A. Manaresi (Pnf)
romagnolo
(1929 12 set - 21 lug 1933)
Marina
 cav. B. Mussolini(Pnf)
romagnolo
(1925 8 mag - 12 set 1929)
[ad interim] 
amm. G. Sirianni (Pnf)
ligure
(1929 12 set - 6 nov 1933)
Sottosegretario amm. G. Sirianni
ligure
(1925 14 mag - 11 set 1929)
G. Russo (Pnf)
siciliano
(1929 12 set - 5 nov 1933)
Aeronautica
cav. B. Mussolini
romagnolo
(1925 30 ago - 12 set 1929)
[ad interim]
I. Balbo (Pnf)
romagnolo
(1929 12 set - 6 nov 1933)
Sottosegretario I. Balbo
romagnolo
(1926 6 nov - 12 set 1929)
R. Riccardi (Pnf)
nato a Mosca
(1929 12 set - 6 nov 1933)
Corporazioni
cav. B. Mussolini (Pnf)
romagnolo
(1926 2 lug - 12 set 1929)
[ad interim]
G. Bottai (Pnf)
laziale
(1929 12 set - 20 lug 1932)
Sottosegretari G. Bottai (Pnf)
laziale
(1926 6 nov - 11 set 1929)
E. Trigona (Pnf)
toscano
(1929 12 set - 20 lug 1932)
  G. Josa (Pnf)
molisano
(12 set - 9 nov)
E.D. Alfieri (Pnf)
romagnolo
(1929 9 nov - 20 lug 1932)
Finanze
A. Mosconi (Pnf)
veneto
(1928 9 lug - 20 lug 1932)
Sottosegretario E.B. Rosboch (Pnf)
piemontese
(1928 9 lug - 20 lug 1932)

Economia nazionale
[soppresso il 12.9.1929)

A. Martelli (Pnf)
siciliano
(1928 9 lug - 12 set 1929)
 
Sottosegretari A. Lessona (Pnf)
laziale
(1928 9 lug - 11 set 1929)
[Industria]
 
G. Josa (Pnf)
molisano
(1928 9 lug - 12 set 1929)
[Agricoltura]
 
Agricoltura e Foreste
(Istituito il 12.9.1929)
  G. Acerbo (Pnf)
abruzzese
(1929 12 set - 24 gen 1935)
Sottosegretari

 

A. Serpieri (Pnf)
romagnolo
(1929 12 set - 24 gen 1935)
[Bonifica Integrale]
  A. Marescalchi (Pnf)
romagnolo
(1929 12 set - 24 gen 1935)
Lavori Pubblici
G. Giuriati (Pnf)
veneto
(1924 5 gen - 30 apr 1929)
cav. B. Mussolini (Pnf)
romagnolo
(30 apr - 12 set)
[ad interim]
M. Bianchi (Pnf)
calabrese
(1929 12 set - 3 feb 1930)
Sottosegretario A. Di Crollalanza (Pnf)
pugliese
(1928 9 lug - 13 feb 1930)
Giustizia e Affari di Culto
A. Rocco (Pnf)
campano
(1925 5 gen - 20 lug 1932)
Sottosegretario P. Mattei Gentili (Pnf ex Ppi)
marchigiano
(1924 3 lug - 11 set 1929)
G. Morelli (Pnf)
toscano
(1929 12 set - 19 lug 1932)

Pubblica Istruzione
[Soppresso il 12.9.1929 e sostituito con quello dell'Educazione Nazionale]

G. Belluzzo (Pnf)
veneto
(1928 9 lug - 12 set 1929)
 
Sottosegretario P.S. Leicht (Pnf)
veneto
(1928 9 lug - 12 set 1929)
 
Educazione Nazionale
(Istituito il 12.9.1929)
  B. Giuliano (Pnf)
piemontese
(1929 12 set - 20 lug 1932)
Sottosegretari   R. Ricci (Pnf)
toscano
(1929 12 set - 12 nov 1937)
[Educazione Fisica e Giovanile]
  S. Di Marzo (Pnf)
siciliano
(1929 12 set - 20 lug 1932)
Comunicazioni
C. Ciano (Pnf)
toscano
(1924 30 apr - 30 apr 1934)
Sottosegretari F. Pennavaria (Pnf)
siciliano
(1926 6 nov - 20 lug 1932)
G. Cao (Pnf)
sardo
(1928 9 lug - 20 lug 1932)
R. Riccardi (Pnf)
nato a Mosca
(1928 9 lug - 11 set 1929)
F. Pierazzi (Pnf)
toscano
(1929 12 set - 9 lug 1932)
[In tutto 12 ministeri con altrettanti ministri e 27 sottosegretari]
 
-
 

1929

Fascismo

Partito unico: Pnf (Partito nazionale fascista)
- segretario:
. A. Turati, emiliano (1926 30 mar - 23 set 1930);
- vicesegretario:
. A. Melchiori marchigiano (1925 13 feb - ott 1930);
. A. Starace, pugliese (1926 30 mar - 6 dic 1931);
. L. Arpinati, romagnolo (1926 30 mar - 11 set 1929).
[vedi: Una rivoluzione e un capo, con pref. di B. Mussolini]

Gennaio
24
, altra "infornata" di senatori;
intanto Pio XI chiede a B. Mussolini di bandire film e commedie disdicevoli ed invia p. P. Tacchi Venturi a colloquio con il Duce per meglio collabroare in questo sforzo; lo stesso mese i due discutono di film americani che il gesuita definisce una cloaca di peccati e oscenità; B. Mussolini, dicendosi d'accordo, qualifica il cinema americano come una «scuola di corruzione, che rovinerà la Nazione se non vi si rimedia». Compiaciuto, il gesuita chiede al dittatore «di studiare il modo di far meglio funzionare la censura».

Febbraio
7, il card. P. Gasparri convoca gli ambasciatori presso la Santa Sede e dice loro che sarà presto annunciato un accordo storico che porrà fine alla decennale disputa tra la Chiesa e il governo italiano;
8, mons. Francis Spelman, l'unico americano presente nell'ufficio del segretario di Stato, scrive da Roma alla madre a Boston: «Questi sono giorni meravigliosi! Meravigliosi per essere vivi e ancora di più per esserlo a Roma!» E aggiunge: «Qui sono tutti raggianti e ne hanno ben donde. Il Santo Padre, il Cardinal Gasparri e Monsignor Borgongini hanno un posto assicurato nella storia, così come, naturalmente Mussolini»;
9, verso sera, da B. Mussolini e dall'avv. F. Pacelli vengono perfezionati i dettagli conclusivi dei patti vaticani-italiani;
[L'ultima disputa riguarda lo status del palazzo del Sant'Uffizio…]
11, il processo di riavvicinamento al Vaticano, già avviato dai governi precedenti (V.E. Orlando nel 1920), viene coronato dalla "conciliazione" con la chiesa (Patti lateranensi);
in pratica trattasi di accordi sottoscritti nel Palazzo del Laterano da B. Mussolini e dal cardinale e segretario di stato P. Gasparri, plenipotenziari di Vittorio Emanuele III e di papa Pio XI;
sono costituiti da:
- un "trattato" politico (al quale è annessa una "convenzione finanziaria") inteso a regolare i rapporti tra l'Italia e la Santa Sede chiudendo la "questione romana",
- un "concordato" volto a determinare le condizioni della chiesa cattolica in Italia;
i patti che vanno a sostituire la disciplina dettata dalla "legge delle guarentigie" sono resi esecutivi con la legge del 27 maggio 1929 n. 810 (saranno nel dopoguerra richiamati nella Costituzione all'art. 7);
ciò rafforza il prestigio di B. Mussolini.
12, in prima pagina il «New York Times» titola: 60 Years of Enmity Ended […] Throngs Cheer in the Streets.
Per gli italiani non vi è più contraddizione tra essere un buon italiano e un buon cattolico.
Nel suo diario, tuttavia, il gen. Enrico Caviglia annota: «Questi uomini che salgono con colpi di Stato hanno bisogno di legittimarsi col Vaticano»; ma tra vent'anni, si chiede, cosa succederà quando il popolo comincerà a risentire della dittatura che lo ha derubato della sua libertà? E si domanda: «Come si giudicherà il Vaticano che ha dato l'appoggio morale al regime?».
13, il rapporto di alcuni informatori a Roma comincia calorosamente: «Il fatto della conciliazione ha destato gioia, entusiasmo indicibili nella quasi totalità della popolazione […]. Si dice che lo storico avvenimento rappresenta un successo ineguagliable del genio del Duce, […] che il prestigio e la forza del Fascismo sono stati accresciuti in modo enorme».
Ma c'è del malcontento: «A masticar male sono rimasti alcuni vecchi e rancidi liberali […] i vecchi massoni – che sono incorreggibili anche se abbiano preso la tessera – e gli ebrei».
Per gli ebrei italiani i "Patti lateranensi" sono fonte di nervosismo e paura. Si chiedono infatti cosa riserverà loro il futuro!
17, B. Mussolini riceve un sorprendente ultimatum in una lettera dal card. P. Gasparri, inviata tramite l'avv. F. Pacelli: «La Santa Sede mentre con intima soddisfazione [sic] ammira ed encomia l'opera d'immenso vantaggio religioso compiuta dall'On. Mussolini sente vivissimo desiderio che le prossime elezioni politiche abbiano un alto valore, come suole dirsi, plebiscitario, valore di plauso e di adesione al Duce e al Regime da lui creato e in lui impersonato».
La Santa Sede desidera che le elezioni forniscano «veramente eloquente prova e solenne del pieno consenso dei cattolici italiani al Governo dell'On. Mussolini».
[L'avv. F. Pacelli invia la lettera con una nota di accompagnamento, facendola apparire come una lettera del card. P. Gasparri, benché presentata nella "fedele" trascrizione dello stesso avv. F. Pacelli.]
Del migliaio di nomi presentati al Gran Consiglio del fascismo da varie organizzazioni fasciste e statali, tra i quali vanno scelti i 400 candidati, il papa valuta i tre quarti non abbastanza cattolici. Egli sostiene che, con la firma del Concordato, l'Italia abbia acquisito «il carattere di Stato confessionale». E l'appartenenza al parlamento dovrà riflettere questa nuova realtà.
Pio XI vuole quindi che il Duce accantoni la propria lista per sostituirla con una composta da «uomini liberi da ogni legame con la massoneria, con l'ebraismo e con tutti, in una parola, i partiti anticlericali».
La lettera con i desiderata papali così conclude: «In questa guisa il Duce verrà a porre, come tanto si confida, la più bella e necessaria corona all'opera grande del Trattato del Concordato. Egli si mostrerà una volta di più, (conformemente lo ha testé chiamato Sua Santità) l'Uomo della Provvidenza di Dio».
Il papa dà le sue istruzioni al card. P. Gasparri il quale detta poi la lettera all'avv. F. Pacelli. È quest'ultimo a recapitarla al Duce.
21, p. P. Tacchi Venturi reca a un elenco degli uomini che Pio XI considera «degni rappresentanti di uno Stato confessionale»;
il papa richiede in pratica che ebrei e massoni siano esclusi dalle liste di candidati, per far posto a fascisti di provata fede cattolica;
26, altra "infornata" di senatori;

mons. Alberto Romita, vescovo di Campobasso, invia una circolare a tutti i suoi parroci. È il «sacro dovere» di tutti, «senza eccezioni» di dare il proprio voto «all'Uomo provvidenziale», che ha collaborato così strettamente con il papa per «ridare Dio all'Italia e l'Italia a Dio»; egli scrive che i preti devono fare tutto quel che possono per persuadere i loro parrocchiani a recarsi alle urne e votare;


Marzo
2, altra "infornata" di senatori.
Nelle ultime tre "infornate" (24 gen, 26 feb e 2 mar) troviamo:
. F. Bensa, ligure,
. rag. S. Borletti, lombardo,
. ing. G. Brezzi, piemontese,
. marchese G.e De Capitani d'Arzago, lombardo,
. G. Miliani, marchigiano,
. ing. P. Puricelli, lombardo,
. ing. N. Romeo, campano,
. ing. G. Tofani, ligure,
. conte P.G. Venino, lombardo;

10, Roma, nel discorso alla prima assemblea quinquennale del regime, B. Mussolini traccia un bilancio positivo del regime in vista delle elezioni [plebiscito] del 24 marzo.
Rivendica, tra l'altro, il merito di aver composto «il grave dissidio che, dal '70 in poi, ha tormentato la coscienza degli italiani» dissidio che ha costituito «una vera spina nel fianco della Nazione».
13, L. Colombo, presidente nazionale dell'Azione cattolica, fa un pubblico appello a tutti i membri dell'organizzazione perché votino "";
17, «L'Osservatore Romano» pubblica un appello – firmato dal consiglio nazionale esecutivo dell'Azione cattolica – che sollecita tutti i cattolici a votare "" – cosa non da poco visto che il 99% degli italiani è cattolico – mentre il resto della stampa cattolica, e del clero, si unisce con slancio alla campagna;
24, domenica, "elezioni" politiche;
il plebiscito si svolge in un clima tranquillo: in tutta Italia i sacerdoti guidano letteralmente i propri parrocchiani al seggio;
il trionfo di B. Mussolini è completo: 8.506.676 "sì" (98,3%), su 8.650.470 votanti;
In occasione della XXVIII Legislatura, re Vittorio Emanuele III dice a senatori e deputati: «Le elezioni… hanno dimostrato su quali forze vaste e disciplinate possa contare il Governo Fascista!».

Aprile
22
, il Consiglio dei ministri estende anche agli istituti magistrali l'insegnamento religioso e riconosce il valore legale degli studi compiuti negli istituti privati, ai fini dell'ammissione agli esami di maturità e di abilitazione;
le cerimonie religiose assumono un carattere sempre più spiccatamente fascista;
molti beni, già incamerati dallo Stato, vengono restituiti alle Congregazioni religiose.

Maggio
5, Roma, diecimila giovani e piccole italiane, in divisa, sfilano nella Basilica di Santa Maria sopra Minerva, innanzi all'urna di Santa Caterina da Siena, salutando romanamente.
Viene introdotta l'assicurazione obbligatoria contro le malattie professionali.
13, per spiegare alla Camera il significato e la portata dei patti lateranensi, B. Mussolini parla anche dell'origine e della diffusione del cristianesimo:
«Prima constatazione: l'Italia ha il privilegio singolare, di cui dobbiamo andare orgogliosi, di essere l'unica Nazione europea che è sede della religione universale. Questa religione è nata nella Palestina, ma è diventata cattolica a Roma. Se fosse rimasta nella Palestina, molto probabilmente sarebbe stata una delle tante sette che fioriscono in quell'ambiente arroventato, come, ad esempio, quella degli Esseni e dei Terapeuti, e molto probabilmente si sarebbe spenta, senza lasciare traccia di sé».

In un dibattito al Senato, B. Croce contesta apertamente l'accordo dei "patti lateranensi".
30, in una lettera al card. P. Gasparri, papa Pio XI s'arrabbia molto per le espressioni usate alla Camera da B. Mussolini che definisce «ereticali, e peggio che ereticali sulla essenza stessa del cristianesimo e del cattolicesimo»…

Giugno
7
, messa bene in chiaro la inconsistenza della "conciliazione", sono solennemente ratificati in Vaticano i "Patti lateranensi" e il quadrumviro C.M. De Vecchi, conte di Val Cismon, viene nominato ambasciatore presso la Santa Sede;
30, Pio XI nomina F. Borgongini-Duca, il protetto del card. P. Gasparri, primo nunzio della Santa Sede in Italia; con l'incarico di segretario della Sacra Congregazione degli affari ecclesiastici straordinari, egli è uno dei sottosegretari di stato del card. P. Gasparri; nello stesso tempo il papa sposta l'altro sottosegretario, Giuseppe Pizzardo, il sostituto segretario di Stato, nella posizione resasi vacante di recente;

Luglio

parte da Roma la lunga tournée del Carro di Tespi, teatro ambulante per le masse ideato dall'Opera Nazionale dopolavoro.

Agosto

Settembre
12, Dino Grandi (Pnf) è ministro degli Esteri;
il Tribunale speciale condanna a 30 anni di reclusione Cesare Rossi autore del memoriale sul "delitto Matteotti" che coinvolgeva direttamente B. Mussolini nell'esecuzione del delitto;
su disposizione di B. Mussolini il Ministero della pubblica istruzione prende il nome di "Ministero dell'Educazione nazionale" e C.M. De Vecchi, conte di Val Cismon, ne diventa il titolare.
20, è la ricorrenza patriottica più importante per gli italiani;
[Nel 1870 le truppe conquistarono Roma. Naturalmente, mentre i patrioti festeggiano, i legittimisti vaticani celebrano speciali messe di suffragio. Pur tuttavia, anche se la ricorrenza viene festeggiata, B. Mussolini, nel tentativo di placare Pio XI ansioso di abolirla come se fosse un punto insito nel concordato, gli promette che non sarà celebrata mai più.]

Ottobre

Novembre
Roma, arrivata Rachele con i figli, compresa l'ultimogenita Anna Maria nata a settembre, la "famiglia Mussolini" si stabilisce nella magnifica Villa Torlonia;
lo stesso mese Pio XI sceglie mons. E. Pacelli, nunzio apostolico in Germania, come segretario di Stato;

Dicembre
5
, i sovrani d'Italia si recano in visita ufficiale dal Papa, come segno definitivo di riconciliazione.
7, l' «Osservatore romano», dandone notizia, scrive che Pio XI si è volto in modo speciale al principe ereditario «su cui riposano tante speranze dell'Italia e non solo dell'Italia».
lo stesso mese, dopo che il papa ha richiamato mons. E. Pacelli da Berlino creandolo cardinale, il card. Bonaventura Cerretti, ex aspirante segretario di Stato, afferma: «Mi allontanerò tutti e lascerò che il Pacelli col fratello, servitori e schiavi del Fascismo, manutengoli comprati da Mussolini, discreditino la S. Sede, e umiliando il papato ne indeboliscano il potere, ne offuschino la supremazia morale educativa, di fronte a tutte le potenze cattoliche».
10, l'ambasciatore italiano in Germania, Luigi Aldrovandi, guarda invece alla nomina con favore assai maggiore. A suo dire: «Mons. Pacelli […] mi aveva espresso la sua ammirazione per sua Eccellenza Mussolini prima degli accordi del Laterano» e conclude dicendo che non sarà facile trovare una persona della sua qualità per rimpiazzarlo a Berlino;
Pcd'I: viene espulso dal partito A. Tasca, esponente della corrente di destra.




TRATTATO
FRA LA SANTA SEDE E L'ITALIA
In nome della Santissima trinità. Premesso:


- che la Santa Sede e l'Italia hanno riconosciuto la convenienza di eliminare ogni ragione di dissidio fra loro esistente con l'addivenire ad una sistemazione definitiva dei reciproci rapporti, che sia conforme a giustizia ed alla dignità delle due Alte Parti e che, assicurando alla Santa Sede in modo stabile una condizione di fatto e di diritto la quale le garantisca l'assoluta indipendenza per l'adempimento della sua alta missione nel mondo, consenta alla Santa Sede stessa di riconoscere composta in modo definitivo ed irrevocabile la "questione romana ", sorta nel 1870 con l'annessione di Roma al Regno d'Italia sotto la dinastia di Casa Savoia;

- che dovendosi, per assicurare alla Santa Sede l'assoluta e visibile indipendenza, garentirle una sovranità indiscutibile pur nel campo internazionale, si è ravvisata la necessità di costituire, con particolari modalità, la Città del Vaticano, riconoscendo sulla medesima alla Santa Sede la piena proprietà e l'esclusiva ed assoluta potestà e giurisdizione sovrana;

Sua Santità il Sommo Pontefice Pio XI e Sua Maestà Vittorio Emanuele III, Re d'Italia, hanno risoluto di stipulare un Trattato, nominando a tale effetto due Plenipotenziari, cioè, per parte di Sua Santità, Sua Eminenza Reverendissima il signor Cardinale Pietro Gasparri, Suo Segretario di Stato, e, per parte di Sua Maestà, Sua Eccellenza il signor Cavaliere Benito Mussolini, Primo Ministro e Capo del Governo; i quali, scambiati i loro rispettivi pieni poteri e trovatili in buona e dovuta forma, hanno convenuto negli articoli seguenti:

1. L'Italia riconosce e riafferma il principio consacrato nell'art. 1 dello Statuto del Regno 4 marzo 1848, pel quale la religione cattolica, apostolica e romana è la sola religione dello Stato.

2. L'Italia riconosce la sovranità della Santa Sede nel campo internazionale come attributo inerente alla sua natura, in conformità alla sua tradizione ed alle esigenze della sua missione nel mondo. La Città del Vaticano.

3. L'Italia riconosce alla Santa Sede la piena proprietà e la esclusiva ed assoluta potestà e giurisdizione sovrana sul Vaticano, com'è attualmente costituito, con tutte le sue pertinenze e dotazioni, creandosi per tal modo la Città del Vaticano per gli speciali fini e con le modalità di cui al presente Trattato. I confini di detta Città sono indicati nella pianta che costituisce l'allegato primo del presente Trattato, del quale forma parte integrante. Resta peraltro inteso che la Piazza di San Pietro, pur facendo parte della Città del Vaticano, continuerà ad essere normalmente aperta al pubblico e soggetta ai poteri di polizia delle autorità italiane; le quali si arresteranno ai piedi della scalinata della Basilica, sebbene questa continui ad essere destinata al culto pubblico, e si asterranno perciò dal montare ed accedere alla detta Basilica, salvo che siano invitate ad intervenire dall'autorità competente.
Quando la Santa Sede, in vista di particolari funzioni, credesse di sottrarre temporaneamente la piazza di San Pietro al libero transito del pubblico, le autorità italiane, a meno che non fossero invitate dall'autorità competente a rimanere, si ritireranno al di là delle linee esterne del colonnato berniniano e del loro prolungamento.

4. La sovranità e la giurisdizione esclusiva, che l'Italia riconosce alla Santa Sede sulla Città del Vaticano, importa che nella medesima non possa esplicarsi alcuna ingerenza da parte del Governo italiano e che non vi sia altra autorità che quella della Santa Sede.

5. Per l'esecuzione di quanto è stabilito nell'articolo precedente, prima dell'entrata in vigore del presente Trattato, il territorio costituente la Città del Vaticano dovrà essere, a cura del Governo italiano, reso libero da ogni vincolo e da eventuali occupatori. La Santa Sede provvederà a chiuderne gli accessi, recingendo le parti aperte, tranne la piazza di San Pietro.
Resta per altro convenuto che, per quanto riflette gli immobili ivi esistenti, appartenenti ad istituti od enti religiosi, provvederà direttamente la Santa Sede a regolare i suoi rapporti con questi, disinteressandosene lo Stato italiano.

6. L'Italia provvederà, a mezzo degli accordi occorrenti con gli enti interessati, che alla Città del Vaticano sia assicurata un'adeguata dotazione di acque in proprietà.
Provvederà, inoltre, alla comunicazione con le ferrovie dello Stato mediante la costruzione di una stazione ferroviaria nella Città del Vaticano, nella località indicata nell'allegata pianta e mediante la circolazione di veicoli propri del Vaticano sulle ferrovie italiane.
Provvederà altresì al collegamento, direttamente anche cogli altri Stati, dei servizi telegrafici, telefonici, radiotelegrafici, radiotelefonici e postali nella Città del Vaticano.
Provvederà infine anche al coordinamento degli altri servizi pubblici.
A tutto quanto sopra si provvederà a spese dello Stato italiano e nel termine di un anno dall'entrata in vigore del presente Trattato.
La S. Sede provvederà, a sue spese, alla sistemazione degli accessi del Vaticano già esistenti e degli altri che in seguito credesse di aprire.
Saranno presi accordi tra la S. Sede e lo Stato italiano per la circolazione nel territorio di quest'ultimo dei veicoli terrestri e degli aeromobili della Città del Vaticano.

7. Nel territorio italiano intorno alla Città del Vaticano il Governo si impegna a non permettere nuove costruzioni, che costituiscano introspetto, ed a provvedere, per lo stesso fine, alla parziale demolizione di quelle già esistenti da Porta Cavalleggeri e lungo la via Aurelia ed il viale Vaticano. In conformità alle norme del diritto internazionale, è vietato agli aeromobili di qualsiasi specie di trasvolare sul territorio del Vaticano.
Nella piazza Rusticucci e nelle zone adiacenti al colonnato, ove non si estende la extraterritorialità di cui all'art. 15, qualsiasi mutamento edilizio o stradale, che possa interessare la Città del Vaticano, si farà di comune accordo.

8. L'Italia, considerando sacra ed inViolabile la persona del Sommo Pontefice, dichiara punibile l'attentato contro di Essa e la provocazione a commetterlo con le stesse pene stabilite per l'attentato e la provocazione a commetterlo contro la persona del Re.
Le offese e le ingiurie pubbliche commesse nel territorio Italiano contro la persona del Sommo Pontefice con discorsi, con fatti e con scritti, sono punite come le offese e le ingiurie alla persona del Re.

La cittadinanza vaticana.

9. In conformità alle norme del diritto internazionale sono soggette alla sovranità della S. Sede tutte le persone aventi stabile residenza nella Città del Vaticano. Tale residenza non si perde per il semplice fatto di una temporanea dimora altrove, non accompagnata dalla perdita dell'abitazione nella Città stessa o da altre circostanze comprovanti l'abbandono di detta residenza.
Cessando di essere soggette alla sovranità della S. Sede, le persone menzionate nel comma precedente, ove a termini della legge italiana, indipendentemente dalle circostanze di fatto sopra previste, non siano da ritenere munite di altra cittadinanza, saranno in Italia considerate senz'altro cittadini italiani. Alle persone stesse, mentre sono soggette alla sovranità della S. Sede, saranno applicabili nel territorio del Regno d'Italia, anche nelle materie in cui deve essere osservata la legge personale, quando non siano regolate da norme emanate dalla Santa Sede, quelle della legislazione italiana, e, ove si tratti di persona che sia da ritenere munita di altra cittadinanza, quelle dello Stato cui essa appartiene.

10. I dignitari della Chiesa e le persone appartenenti alla Corte Pontificia, che verranno indicati in un elenco da concordarsi fra le alte parti contraenti, anche quando non fossero cittadini del Vaticano, saranno sempre ed in ogni caso rispetto all'Italia esenti dal servizio militare, dalla giuria e da ogni prestazione di carattere personale. Questa disposizione si applica pure ai funzionari di ruolo dichiarati dalla S. Sede indispensabili, addetti in modo stabile e con stipendio fisso agli uffici della Santa Sede, nonché ai dicasteri ed agli uffici indicati appresso negli artt. 13, 14, 15 e 16, esistenti fuori della Città del Vaticano. Tali funzionari saranno indicati in altro elenco, da concordarsi come sopra è detto e che annualmente sarà aggiornato dalla S. Sede. Gli ecclesiastici che, per ragione di ufficio, partecipano fuori della Città del Vaticano all'emanazione degli atti della S. Sede, non sono soggetti per cagione di essi a nessun impedimento, investigazione o molestia da parte delle autorità italiane.
Ogni persona straniera investita di ufficio ecclesiastico in Roma gode delle garanzie personali competenti ai cittadini italiani in virtù delle leggi del Regno. Il diritto di legazione.

11. Gli enti centrali della Chiesa Cattolica sono esenti da ogni ingerenza da parte dello Stato italiano (salvo le disposizioni delle leggi italiane concernenti gli acquisti dei corpi morali), nonché dalla conversione nei riguardi dei beni immobili.

12. L'Italia riconosce alla S. Sede il diritto di legazione attivo e passivo secondo le regole generali del diritto internazionale
Gli inviati dei Governi esteri presso la S. Sede continuano a godere nel Regno di tutte le prerogative ed immunità, che spettano agli agenti diplomatici secondo il diritto internazionale, e le loro sedi potranno continuare a rimanere nel territorio italiano godendo delle immunità loro dovute a norma del diritto internazionale, anche se i loro Stati non abbiano rapporti diplomatici con l'Italia.
Resta inteso che l'Italia si impegna a lasciare sempre ed in ogni caso libera la corrispondenza da tutti gli Stati, compresi i belligeranti, alla S. Sede e viceversa, nonché il libero accesso dei Vescovi di tutto il mondo alla Sede apostolica. Le alte parti contraenti si impegnano a stabilire fra loro normali rapporti diplomatici, mediante accreditamento di un ambasciatore italiano presso la S. Sede e di un Nunzio Pontificio presso l'Italia, il quale sarà il decano del corpo diplomatico, a termini del diritto consuetudinario riconosciuto dal Congresso di Vienna con atto 9 giugno 1815. Per effetto della riconosciuta sovranità e senza pregiudizio di quanto è disposto nel successivo art. 19, i diplomatici della S. Sede ed i corrieri spediti in nome del Sommo Pontefice godono nel territorio italiano, anche in tempo di guerra, dello stesso trattamento dovuto ai diplomatici ed ai corrieri di gabinetto degli altri governi esteri, secondo le norme del diritto internazionale. La proprietà della Santa Sede.

13. L'Italia riconosce alla Santa Sede la piena proprietà delle basiliche patriarcali di San Giovanni in Laterano, di Santa Maria Maggiore e di San Paolo, cogli edifici annessi. Lo Stato trasferisce alla S. Sede la libera gestione ed amministrazione della detta basilica di S. Paolo e dell'annesso monastero, versando altresì alla S. Sede i capitali corrispondenti alle somme stanziate annualmente nel bilancio del Ministero della P.I. per la detta basilica. Resta del pari inteso che la S. Sede è libera proprietaria del dipendente edificio di S. Callisto presso S. Maria in Trastevere.

14. L'Italia riconosce alla S. Sede la piena proprietà del palazzo pontificio di Castel Gandolfo con tutte le dotazioni, attinenze e dipendenze, quali ora si trovano già in possesso della S. Sede medesima, nonché si obbliga a cedere, parimenti in piena proprietà, effettuandone la consegna entro sei mesi dall'entrata in vigore del presente Trattato, la Villa Barberini in Castel Gandolfò con tutte le dotazioni attinenze e dipendenze. Per integrare la proprietà degli immobili siti nel lato Nord del Colle Gianicolense appartenenti alla Sacra Congregazione di Propaganda Fide e ad altri istituti ecclesiastici e prospicienti verso i palazzi vaticani, lo Stato si impegna a trasferire alla S. Sede od agli enti che saranno da essa indicati gli immobili di proprietà dello Stato o di terzi esistenti in detta zona. Gli immobili appartenenti alla detta Congregazione e ad altri istituti, e quelli da trasferire, sono indicati nell'allegata pianta.
L'Italia, infine, trasferisce alla S. Sede in piena e libera proprietà gli edifici ex-conventuali in Roma annessi alla Basilica dei Santi Dodici Apostoli ed alle chiese di S. Andrea della Valle e di S. Carlo ai Catinari, con tutti gli annessi e dipendenze, e da consegnarsi, liberi da occupatori, entro un anno dall'entrata in vigore del presente Trattato. Esenzioni tributarie e doganali.

15. Gli immobili indicati nell'art. 13 e negli alinea primo e secondo dell'art. 14, nonché i palazzi della Dataria, della Cancelleria, di Propaganda Fide in Piazza di Spagna, il palazzo del Sant'Offizio ed adiacenza, quello dei convertendi (ora Congregazione per la Chiesa orientale) in Piazza Scossacavalli, il Palazzo del Vicariato e gli altri edifici nei quali la S. Sede in avvenire crederà di sistemare altri suoi dicasteri, benché facenti parte del territorio dello Stato italiano, godranno delle immunità riconosciute dal diritto internazionale alle sedi degli agenti diplomatici di Stati esteri. Le stesse immunità si applicano pure nei riguardi delle altre chiese, anche fuori di Roma, durante il tempo in cui vengono nelle medesime, senza essere aperte al pubblico, celebrate funzioni coll'intervento del Sommo Pontefice.

16. Gli immobili indicati nei tre articoli precedenti, nonché quelli adibiti a sedi dei seguenti istituti pontifici: Università Gregoriana, Istituto Biblico, Orientale, Archeologico, Seminario Russo, Collegio Lombardo, i due palazzi di S. Apollinare e la Casa degli esercizi per il clero di S. Giovanni e Paolo, non saranno mai assoggettati a vincoli o ad espropriazioni per causa di pubblica utilità, se non previo accordo con la S. Sede, e saranno esenti da tributi sia ordinari che straordinari tanto verso lo Stato quanto verso qualsiasi altro ente.
È' in facoltà della S. Sede di dare a tutti i suddetti immobili, indicati nel presente articolo e nei tre articoli precedenti, l'assetto che creda, senza bisogno di autorizzazioni o consensi da parte di autorità governative, provinciali e comunali Italiane, le quali possono all'uopo fare sicuro assegnamento sulle nobili tradizioni artistiche che vanta la Chiesa Cattolica.

17. Le retribuzioni, di qualsiasi natura, dovute dalla S. Sede, dagli altri enti centrali della Chiesa Cattolica e dagli enti gestiti direttamente dalla S. Sede anche fuori di Roma, a dignitari, impiegati e salariati, anche non stabili, saranno nel territorio italiano esenti, a decorrere dal 1° gennaio 1929, da qualsiasi tributo tanto verso lo Stato quanto verso ogni altro ente.

18. 1 tesori d'arte e di scienza esistenti nella Città del Vaticano e nel Palazzo Lateranense rimarranno visibili agli studiosi ed ai visitatori, pur essendo riservata alla S. Sede piena libertà di regolare l'accesso del pubblico.

19. I diplomatici e gli inviati della S. Sede, i diplomatici e gli inviati dei Governi esteri presso la S. Sede e i dignitari della Chiesa provenienti dall'estero diretti alla Città del Vaticano e muniti di passaporti degli Stati di provenienza, vistati dai rappresentanti pontifici all'estero, potranno senz'altra formalità accedere alla medesima attraverso il territorio italiano. Altrettanto dicasi per le suddette persone, le quali munite di regolare passaporto pontificio si recheranno dalla Città del Vaticano all'estero. Lo stato dei Cardinali.

20. Le merci provenienti dall'estero e dirette alla Città del Vaticano, o, fuori della medesima, ad istituzioni od uffici della S. Sede, saranno sempre ammesse da qualunque punto del confine italiano ed in qualunque porto del Regno al transito per il territorio italiano con piena esenzione dai diritti doganali e daziari.

21. Tutti i Cardinali godono in Italia degli onori dovuti ai Principi del sangue: quelli residenti in Roma, anche fuori della Città del Vaticano, sono, a tutti gli effetti, cittadini della medesima. Durante la vacanza della Sede pontificia, l'Italia provvede in modo speciale a che non sia ostacolato il libero transito ed accesso dei Cardinali attraverso il territorio italiano al Vaticano, e che non si ponga impedimento o limitazione alla libertà personale dei medesimi. Cura, inoltre, l'Italia che nel suo territorio all'intorno della Città del Vaticano non vengano commessi atti, che comunque possano turbare le adunanze del Conclave. Le dette norme valgono anche per i Conclavi che si tenessero fuori della Città del Vaticano, nonché per i Concili presieduti dal Sommo Pontefice o dai suoi legati e nei riguardi dei Vescovi chiamati a parteciparvi.

22. A richiesta della S. Sede e per delegazione che potrà essere data dalla medesima o nei singoli casi o in modo permanente, l'Italia provvederà nel suo territorio alla punizione dei delitti che venissero commessi nella Città del Vaticano, salvo quando l'autore del delitto si sia rifugiato nel territorio italiano, nel qual caso si procederà senz'altro contro di lui a norma delle leggi italiane. La S. Sede consegnerà allo Stato italiano le persone, che si fossero rifugiate nella Città del Vaticano, imputate di atti, commessi nel territorio italiano, che siano ritenuti delittuosi dalle leggi di ambedue gli Stati. Analogamente si provvederà per le persone imputate di delitti che si fossero rifugiate negli immobili dichiarati immuni nell'art. 15, a meno che i preposti ai detti immobili preferiscano invitare gli agenti italiani ad entrarvi per arrestarle.

23. Per l'esecuzione nel Regno delle sentenze emanate dai tribunali della Città del Vaticano si applicheranno le norme del diritto internazionale. Avranno invece senz'altro piena efficacia giuridica, anche a tutti gli effetti civili, in Italia le sentenze ed i provvedimenti emanati da autorità ecclesiastiche ed ufficialmente comunicati alle autorità civili, circa persone ecclesiastiche o religiose e concernenti materie spirituali o disciplinari. La neutralità del Vaticano.

24. La S. Sede, in relazione alla sovranità che Le compete anche nel campo internazionale, dichiara che essa vuole rimanere e rimarrà estranea alle competizioni temporali fra gli altri Stati ed ai Congressi internazionali indetti per tale oggetto, a meno che le parti contendenti facciano concorde appello alla sua missione di pace, riservandosi in ogni caso di far valere la sua potestà morale e spirituale.
In conseguenza di ciò la Città del Vaticano sarà sempre ed in ogni caso considerata territorio neutrale ed inViolabile.

25. Con speciale convenzione sottoscritta unitamente al presente Trattato, la quale costituisce l'allegato quarto al medesimo e ne forma parte integrante, si provvede alla liquidazione dei crediti della S. Sede verso l'Italia.

26. La S. Sede ritiene che con gli accordi, i quali sono oggi sottoscritti, le viene assicurato adeguatamente quanto le occorre per provvedere con la dovuta libertà ed indipendenza al governo pastorale della Diocesi di Roma e della Chiesa Cattolica in Italia e nel mondo; dichiara definitivamente ed irrevocabilmente composta e quindi eliminata la Questione romana e riconosce il Regno d'Italia sotto la Dinastia di Casa Savoia con Roma capitale dello Stato italiano. Alla sua volta l'Italia riconosce lo Stato della Città del Vaticano sotto la sovranità del Sommo Pontefice. È abrogata la legge 13 maggio 1871, n. 214, e qualunque altra disposizione contraria al presente Trattato.

27. Il presente Trattato, non oltre quattro mesi dalla firma, sarà sottoposto alla ratifica del Sommo Pontefice e del Re d'Italia ed entrerà in vigore all'atto stesso dello scambio delle ratifiche.

Roma, 11 febbraio 1929

(L.S.) Pietro Cardinale Gasparri.
(L.S.) Benito Mussolini.

Seguono:
Allegato I: Pianta del territorio dello Stato della Città del Vaticano.
Allegato II: Piante degli immobili . con privilegio di extraterritorialità e con esenzione da espropriazione e da tributi (Tavole XII).
Allegato III: Piante degli Immobili esenti da espropriazione e da tributi' (Tavole VIII).
Allegato IV: Convenzione finanziaria. (Si omettono le piante allegate).

ALLEGATO IV. - CONVENZIONE FINANZIARIA

[Con R.D. 27 maggio 1929, n. 851, sono state dettate le norme per la esecuzione della Convenzione finanziaria].

In nome della Santissima trinità. Premesso:

- che la S. Sede e l'Italia, a seguito della stipulazione del Trattato, col quale è stata definitivamente composta la Questione romana, hanno ritenuto necessario regolare con una convenzione distinta, ma formante parte integrante del medesimo, i loro rapporti finanziari;
- che il Sommo Pontefice, considerando da un lato i danni ingenti subiti dalla Sede Apostolica per la perdita del patrimonio di San Pietro, costituito dagli antichi Stati Pontifici, e dei beni degli enti ecclesiastici, e dall'altro i bisogni sempre crescenti della Chiesa pur soltanto nella città di Roma, e tuttavia avendo anche presente la situazione finanziaria dello Stato e le condizioni economiche del popolo italiano specialmente dopo la guerra, ha ritenuto di limitare allo stretto necessario la richiesta di indennizzo, domandando una somma, parte in contanti e parte in consolidato, la quale è in valore di molto inferiore a quella che a tutt'oggi lo Stato avrebbe dovuto sborsare alla S. Sede medesima anche solo in esecuzione dell'impegno assunto con la legge 13 maggio 1871;
- che lo Stato italiano, apprezzando i paterni sentimenti del Sommo Pontefice, ha creduto doveroso aderire alla richiesta del pagamento di detta somma;
Le due alte parti, rappresentate dai medesimi plenipotenziari, hanno convenuto:

1. L'Italia si obbliga a versare, allo scambio delle ratifiche del Trattato, alla S. Sede la somma di lire 750.000.000 (settecento cinquanta milioni) ed a consegnare contemporaneamente alla medesima tanto consolidato italiano 5 per cento al portatore (col cupone scadente al 30 giugno p.v.) del valore nominale di lire italiane 1.000.000.000 (un miliardo).

2. La S. Sede dichiara di accettare quanto sopra a definitiva sistemazione dei suoi rapporti finanziari con l'Italia in dipendenza degli avvenimenti del 1870.

3. Tutti gli atti da compiere per l'esecuzione del Trattato, della presente Convenzione e del Concordato, saranno esenti da ogni tributo.

Roma, 11 febbraio 1929

(L.S.) Pietro Cardinale Gasparri.
(L.S.) Benito Mussolini.

Concordato fra la Santa Sede e l'Italia.

-

Partito comunista italiano
(Pci)

1929

LUSSEMBURGO
Esch sur Alzette, S. Schiapparelli [Willy], segretario del gruppo locale (una quarantina di compagni) e più tardi componente della direzione dei "Gruppi del Lussemburgo", partecipa a due riunioni con Tasca (espulso poi dal Partito nel settembre 1929, con la condanna esplicita delle sue posizioni opportunistiche);
nello stesso luogo assiste ad un tentativo di comizio di Felice Quaglino;
[Autodidatta, ex muratore di Zubiena (Biella), emigrato da giovane a Torino, era diventato in seguito deputato socialista e segretario del Sindacato Edile; "riformista convinto e un ammalato inguaribile di "anticomunismo", morirà in Francia all'epoca del fascismo.]
Felice Quaglino, pur attorniato da poliziotti lussemburghesi, non appena si mette ad insultare l'Unione Sovietica e il Pci, viene letteralmente buttato giù dal palco…; volano bastonate da parte della polizia e sassate da parte dei militanti comunisti: il malcapitato, incerottato, se ne deve ritornare a Parigi da dove è venuto.
Rumelange, S. Schiapparelli [Willy] "ospita" in una specie di baracca di minatore P. Secchia ed Ottavio Pastore, inviati dal Centro del Pci (Partito comunista italiano) di Parigi.

Maggio
, Rumelange, la "Società Musica Italiana" con il suo Consiglio in testa e seguita dalla maggioranza degli italiani, sfila suonando Bandiera Rossa e L'Internazionale, fra la costernazione dei gendarmi e il livore del gruppo di fascisti che, estromessi dal Consiglio, avevano abbandonato anche la società assieme ai loro amici.
[Esistente da anni in città, la "Società Musica Italiana" contava su ca 200 soci di cui una quarantina musicanti, tutti italiani. In seguito a beghe interne il Consiglio viene ricostituito; tra gli undici eletti, sei sono comunisti e cinque "meno fascisti degli altri".]
Naturalmente la faccenda accelera l'intervento del Consolato e del governo contro questo "strano Consiglio" della "Società Musica Italiana";

Giugno
ad uno ad uno, per motivi diversi, i sei comunisti (cso S. Schiapparelli [Willy] vengono estromessi dal Consiglio.

Luglio
l'Internazionale Comunista, di comune accordo con l'Internazionale Sindacale rossa (Profintern) lancia la parola d'ordine di fare del 1° agosto (data dello scoppio della I Guerra mondiale) la "Giornata mondiale contro i pericoli di guerra".
Lo stesso mese la "Confederazione Generale del Lavoro" clandestina organizza la sua II Conferenza in Francia. Vi prendono parte oltre venti delegati venuti dai più importanti centri industriali dell'Italia settentrionale e centrale e alcuni compagni residenti all'estero: in tutto circa 40 persone. In rappresentanza del Pci partecipa lo stesso P. Togliatti [Ercoli].

Agosto
, la maggioranza dei comunisti italiani emigrati nel Lussemburgo sciopera contro i pericoli di guerra;
conscio che sia già pronto per lui il decreto d'espulsione, S. Schiapparelli [Willy] – 28 anni, 6 di appartenenza al Pci – su disposizione del partito, attraversa la frontiera belga-lussemburghese ad Arlon e si reca nel grosso centro di Seraing a una ventina di km da Liegi.

BELGIO
Seraing, S. Schiapparelli [Willy] è chiamato a far parte del Comitato Direttivo dei Gruppi aderenti al Pcb (Partito comunista belga). La maggioranza dei compagni è già stata espulsa almeno dalla Francia. Dirigente di Seraing è Lombardi [Nuccio] della provincia di Cuneo (passato in seguito all'apparato del Pci e poi uscito dal partito).
Del gruppo dirgente fanno parte anche i due fratelli Perlini di Verona, operai metallurgici.
A Seraing egli ritrova il compagno Antonio Tonussi [Ivo] di Vittorio Veneto, già conosciuto a Parigi, ed il compagno Luciano Pennello di Padova.
In questo periodo il Pcb conta ca 5.000 iscritti, compresi gli emigrati; a Seraing esso gode di un certo prestigio, grazie soprattutto al suo dirigente Julen Lahaut, un ex minatore, vero capo popolo (nel 1950 sarà assassinato dai fascisti belgi).
Delle 5.000 copie de «Il Riscatto» che si stampano, 3.500 sono diffuse in Belgio e il resto in Lussemburgo. Tutti sono iscritti al Sindacato riformista esclusa una parte di comunisti belgi (la categoria dei minatori). Questi aderiscono alla "Opposizione Sindacale Rivoluzionaria" rappresentata in Belgio da alcune centinaia di aderenti ai "Chevaliers du Travail", mentre i riformisti organizzano milioni di lavoratori con "Case del Popolo" ovunque, con giornali, riviste e ogni sorta di mezzi propagandistici.
I "Chevaliers du Travail" sono attestati su posizioni ingenuamente estremiste, una sorta di reazione alla politica dei social-democratici. Questo loro atteggiamento li porta ad un accentuato distacco dalla massa degli operai.
La figura più popolare dei comunisti italiani in Belgio è senza dubbio Carlo Gagliazzo, di Biella ed ex deputato comunista di Torino, residente a Bruxelles. Gli altri dirigenti nazionali dei gruppi sono:
. Paolo Robotti, funzionario,
. Eros Vecchi, funzionario,
. Teresio Testa, di Novi Ligure, operaio metallurgico (morirà in un incidente automobiistico alla frontiera spagnola durante la guerra di Spagna.
La maggioranza degli emigrati lavora in miniera oppure nei cantieri edili (qui si fanno 10 e anche 11 ore al giorno con soltanto mezz'ora di sosta per il cosiddetto pasto di mezzogiorno). Inoltre il manovale dei cantieri edili deve procurarsi a proprie spese la carriola, la pala e il piccone.
Anche il Belgio l'emigrato sospetto di orientamenti comunisti viene espulso dai sindacati; anche qui la polizia è al servizio dei consolati fascisti.
Del gruppo di Seraing, tra gli altri, fanno parte:
. Lido Ceccarelli [Pisa], di Pisa
[emigrato a Nancy fin dal 1924 a causa di persecuzioni da parte dei fascisti, trova lavoro in un cantiere edile e milita nei "Gruppi" di lingua. Espulso per la sua attività antifascista, si trasferisce in Lussemburgo e un anno e mezzo dopo, in seguito ad una rissa con un gruppo di fascisti italiani, deve abbandonare pure questo paese e rifugiarsi in Belgio; qui risiede a Seraing e poi a Tertre con il nome di Bernasconi; scoperto con documenti falsi viene costretto a trasferirsi a Bruxelles; rientra a Parigi con passaporto intestato a Pietro Bianchi (nome di un compagno della provncia di Varese deceduto in un incidente sul lavoro; dopo aver partecipato a tanti "fattacci" (scontri con i facsisti) ritorna a Bruxelles dove viene ricercato in base ad un mandato di cattura della polizia francese; soggiorna un anno in URSS ove partecipa ad un "Corso di Studio" e ritorna a Parigi nel 1932; entra illegalmente in Italia in qualità di "corriere" del Pci e nel luglio di S. Vittore a Milano; malgrado la sua denuncia al Tribunale Speciale, alcuni mesi dopo usufruisce dell'amnistia del "decennale"; in seguito viene arrestato altre 12 volte: durante la guerra di Liberazione farà parte del Comitato militate di Pisa e parteciperà ad azioni gappiste; ancora vivo nel 1971],
. Antonio Tonussi [Ivo], [ancora vivo nel 1971],
. Piero Zorzetto, di Pordenone [ancora vivo nel 1971],
. Giacomo Gray, già sindaco di Romagnano (Novara) [ancora vivo nel 1971],
. Nizzoli [Mitraglia], ex consigliere comunale di Marzabotto [deceduto in Spagna],
. Piazza, minatore veneto [deceduto in Spagna],
. Nevicati, di Parma, operaio tipografo [deceduto in Spagna],
. Leopoldo Giannoni [Rosso]
[Quest'ultimo, nato nel 1899, è uno dei fondatori del Pci di Santa Croce sull'Arno (Pisa); operaio carpentiere, viene arrestato per la prima volta in Italia nel 1923 e subisce due anni di carcere; nel 1927 emigra clandestinamente in Francia, a Parigi, da dove viene espulso nel 1929; ripara allora in Belgio a Seraing; espulso anche dal Belgio nel 1932, raggiungerà il Lussemburgo; nel dopguerra sarà uno dei dirigenti ell'emigrazione italiana del Lussemburgo, dove morirà il 22 novembre 1970 anch'egli, come tanti altri, senza percepire un soldo di pensione come "perseguitato politico"; sarà sepolto nel cimitero di Differdange, in Lussemburgo.]


[Stefano Schiapparelli, Ricordi di un fuoruscito, Edizioni del Calendario, Milano 1971; con prefazione di Giorgio Amendola.]



OVEST
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-
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1929
-

 


 

DOMINION OF CANADA
[Aggiunta alle altre province britanniche nel 1763, include la regione sulle due rive del fiume San Lorenzo grossolanamente delimitate da Anticosti a est e il Lago Nipissing a ovest.
Dal 7 nov 1763 la provincia (ex Canada francese) è stata divisa formalmente in tre distretti: Québec, Trois-Rivières, Montréal.
Nel 1791 la provincia è stata separata in due parti:
Basso Canada (francofoni) e Alto Canada (lealisti).
Nel 1841, con l'Act of Union sono stati nominati due primi ministri ma Canada Est e Canada Ovest continuano ad andare ognuna per la sua strada. Il sistema dura ben 25 anni (1842-67).
Nel 1867, 1° luglio, nasce ufficialmente la confederazione: Dominion of Canada.]
Governatore generale
Freman F.-T. Willingdon
marchese di Willingdon
(1926 - 1931)
Primo ministro
W.L. Mackenzie King
(1926 25 set - 6 ago 1930)
[liberale]

1929
-
Con un'applicazione un po' troppo zelante delle leggi proibizioniste da parte degli Stati Uniti, la nave canadese I'm Alone che ha a bordo liquori di contrabbando viene colata a picco dalla guardia costiera americana in acque internazionali.
L'affondamento della nave che ha provocato un morto tra l'equipaggio rischia di aprire un incidente di una certa gravità.
[È dall'inizio del proibizionismo (1920) negli Stati Uniti che si assiste a un enorme flusso di contrabbando attraverso il confine canadese e sulle coste atlantiche, il che continua a suscitare vivaci lamentele da parte delle autorità americane.]
Quando il governo americano si rivolge all'ambasciata britannica, la risposta è che ora esiste una legazione canadese che può occuparsi di tali questioni.
Di conseguenza, il ministro canadese a Washington Vincent Massey (1887-1967), personalmente contrario alle misure proibizioniste, è in grado di far valere le ragioni del proprio paese di fronte a quello he ritiene un atto provocatorio a parte degli Stati Uniti.
[Nel 1935 una commissione arbitale riconoscereà che l'affondamento è stato ingiustificato.]

Ottobre
29
,"martedì nero", New York, crollo della borsa a Wall Street;
il Canada è particolarmente colpito dalla sua stretta interconnessione con il sistema economico degli Stati Uniti.
In particolare entra in crisi il sistema delle esportazioni e ciò ha conseguenze gravissime.
Con l'80% dei prodotti agricoli e minerari venduti all'estero, l'economia canadese è estremamente vulnerabile a una diminuzione della domanda esterna.

Dall'avvento della Grande depressione (1929-39) il flusso immigratorio dall'Italia viene interrotto.
[Riprenderà soltanto a partire dal 1950.]


QUÉBEC
Primo ministro
Louis-Alexandre Taschereau
(1920 - ?)
[liberale]
Sindaco di Montréal
Camillien Houde
(1928 - 1954)
[liberale di destra]
Vescovo di Montréal
-

1929
-

Sempre ostinatamente ostile a ogni tipo di riforma sociale, al principio della Grande Depressione (1929-39) il primo ministro Louis-Alexandre Taschereau (1867-1952) ha ormai coalizzato contro di sé una vasta opposizione.
In questi anni l'industria quebecchese è basata in primo luogo sulla produzione leggera destinata al mercato dei consumi, in particolare l'abbigliamento e i prodotti alimentari. L'industria pesante (ferro e acciaio) ha un posto di minor rilievo, mentre i settori elettrometallurgico, elettrochimico e quello della carta e della cellulosa sono in piena espansione e quest'anno coprono 1/4 dell'intera produzione.
L'agricoltura, che rappresenta circa il 20% dell'insieme della produzione, occupa ancora il 22% della popolazione, ma questa percentuale è in netto calo.
In tale situazione, quando la crisi economica si abbatte sulla provincia, lo sviluppo in atto si interrompe bruscamente.


 

 

ONTARIO
-
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1929
-

 

 


NEW BRUNSWICK
-
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1929
-

NOVA SCOTIA
-
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1929
-

MANITOBA [dal 1870]
-
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1929
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BRITISH COLUMBIA [dal 1858]
[nel 1866 ha incorporato l'Isola di Vancouver e dal 1871 fa parte della confederazione.]
Primo ministro della provincia
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1929
-

 

ISOLA DEL PRINCIPE EDOARDO
[Dal 1873 fa parte della confederazione.]
Primo ministro della provincia
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1929
-

 

TERRITORIO DELLO YUKON [creato nel 1898]
   
1929
-
ALBERTA [creata nel 1905]
   
1929
-
SASKATCHEWAN [creata nel 1905]
   

1929
-

in questa provincia il Ku Klux Klan of the British Empire svolge un ruolo di un certo rilievo;
nelle elezioni provinciali la sua alleanza con i conservatori è fondamentale nel porre fine a ventiquattro anni di dominio liberale; nell'occasione gli incappucciati sfilano nelle vie della capitale Regina per festeggiare la vittoria;
[In questo momento la setta vanta un seguito di 40.000 membri, una cifra del tutto esagerata e ridotta dagli storici a una compresa tra 10.000 e 15.000. Poiché mancano i negri a cui rivolgersi, nella provincia la setta accentua il carattere di organizzazione protestante estremista e si batte con successo contro l'insegnamento del francese nelle scuole e contro l'istruzione religiosa cattolica.
Sinchè nella provincia rimarranno al potere i conservatori (fino al 1934), lo stesso primo ministro Richard B. Bennett dovrà fare i conti con le perentorie tirate anticattoliche che gli giungeranno da Regina.
Una volta ritornati al potere i liberali nella provincia, l'influenza della setta declinerà rapidamente e lo stesso avverrà nel resto del Canada.]

 

 

TERRANOVA
Primo Ministro
Richard Squires
(1928 - 1932)

1929
-

 


UNIONE degli STATI UNITI d'AMERICA
Presidente degli Stati Uniti
C. Coolidge [30°]
(1923 2 ago - 4 mar 1929)
[Pr]
H.H. [Clark] Hoover [31°]
(1929 4 mar - 4 mar 1933)
[Pr]
Vicepresidente
C.G. Dawes
(1923 - ?)
 
Segretario di Stato
[Ministro degli Esteri]
F.B. Kellogg
(1923 - ?)
 
Ministro del Tesoro
-
Ministro della Guerra
-
Presidente della Corte Suprema
W.H. Taft
(1921 30 giu - 3 feb 1930)

1929
Gennaio

Dal 1923 il paese è entrato in un'era di prosperità senza precedenti: il mondo degli affari ha fatto grandi profitti, in genere si è trovato facilmente lavoro, i livelli di vita sono cresciuti in modo notevole.
La chiave del boom è stata un enorme incremento della produzione industriale risultante dall'innovazione tecnologica e dall'applicazione delle teorie di organizzazione scientifica del lavoro di Frederick W. Taylor.
Benché in dieci anni la popolazione sia cresciuta solo del 16% circa, la produzione industriale è quasi raddoppiata.
Il prodotto nazionale lordo è salito da 72,4 Mdi di dollari (1919) a 104 Mdi di dollari (1929) e il reddito annuo pro capite da 710 dollari a 857 dollari.
In particolare il boom degli anni Venti si è fondato sul boom dell'edilizia.
L'interruzione delle importazioni dall'estero durante la prima guerra mondiale ha stimolato l'industria chimica nazionale, incoraggiandola ad avventurarsi in nuovi settori come la fabbricazione di tessuti sintetici e la produzione di plastica. Durante gli anni Venti la lavorazione della seta artificiale (rayon), della bachelite e dei sottoprodotti della cellulosa come celanese, celluloide e cellophane sono diventate importanti industrie.
Ancora più sorprendente è stata la crescita dell'industria elettrica, settore in cui si sono verificati progressi tecnici rivoluzioari: lo sviluppo di nuove fonti di energia, come le turbine a vapore e gli impianti idroelettrici, il miglioramnto nei progetti dei generatori e nei sistemi di trasporto dell'energia, la creazione di grandi reti elettriche.
In un decennio il consumo di elettricità è stato più che raddoppiato, soprattutto per l'aumentata domanda da parte delle industrie, ma anche i consumi domestici sono saliti con estrema rapidità: nel 1912 solo il 16% della popolazione viveva in abitazioni con illuminazione elettrica, nel 1927 la percentuale è stata del 63%. Grazie al fatto che il costo dell'energia elettrica è continuato regolarmente a scendere, gli elettrodomestici sono entrati nella vita di tutti i giorni: per la prima volta sono stati prodotti su larga scala cucine elettriche, ferri da stiro, frigoriferi, ventilatori, tostapane e tutta una serie di piccoli congegni elettrici.
[Per fare un esempio, la produzione di frigoriferi è salita dalle 5000 unità del 1921 a circa 1 milione nel 1930.]
Un altro settore in forte espansione è stato quello radiofonico.
[A differenza della Gran Bretagna che ha concesso il monopolio delle trasmissioni a una società pubblica, gli Stati Uniti hanno affidato ai privati il compito di sviluppare il settore.
Il primo network, cioè la prima rete in grado di coprire tutto il territorio nazionale associando una serie di emittenti e ripetitori, è stata la NBC (National Broadcasting Company) creata nel 1926; l'anno successivo è sorta la CBS (Columbia Broadcasting System); sempre nel 1927, mentre il numero delle stazioni emittenti è saito a 732, il Congresso ha deciso di istituire una commissione per regolamentare, sia pure tardivamente, la concessione delle licenze di trasmissione alle singole stazioni e l'assegnazione delle lunghezze d'onda.
Poco più di un giocattolo prima della guerra mondiale, la radio diviene un oggetto indispensabile in ogni casa: nel 1930, ad esempio, secondo i dati rilevati dal censimento, il 40% delle famiglie americane ne possiederà una.]

Un terzo dell'intero reddito nazionale va solo al 5% della popolazione; nello stesso tempo il 71% dei cittadini americani ha un reddito inferiore a 2500 dollari l'anno, il minimo ritenuto necessario per vivere in modo confortevole.
Il sistema bancario degli Stati Uniti – per sua natura malsano – crea ulteriore motivo di insicurezza economica: gli Stati Uniti hanno un gran numero di banche indipendenti (più di 30.000 nel 1921) costituite in prevalenza da piccoli istituti locali, operanti nelle zone rurali e con un'attività limitata.
Una legislazione inadeguata, una gestione incompetente e disonesta e il fatto che solo un terzo degli istituti sia associato al sistema federale di riserva rendono le banche estremamente vulnerabili in caso di crisi.
[Negli anni Venti sono falliti circa 5000 istituti bancari.]

Protezionismo:
L'evidente fallimento del XVIII emendamento (1920) fa nascere un movimento d'opinione per la sua abrogazione.
Ma i sostenitori del proibizionismo, particolarmente numerosi tra i fondamentalisti delle campagne, restano ossessivamente fedeli a quello che nel 1928 J.E. Hoover ha definito "un grande esperimento sociale ed economico, di nobili intenti e propositi lungimiranti".
Però la lotta per l'abrogazione del XVIII emendamento non coinvolge soltanto i fondamentalisti bigotti delle zone rurali e i progressisti delle gradi città: fra i sostenitori del proibizionismo ci sono molti assistenti sociali preoccupati per i dannosi effetti sociali dell'alcolismo, così come gli abrogazionisti non contano solo sui distillatori clandestini ma anche su un gruppo di ricchi uomini d'affari che finanziano un'associazione contro il XVIII emendamento, convinti che le nuove entrate derivanti dal ripristino della tassa sugli alcolici porterebbe a una riduzione dell'imposta sui redditi.
La "commissione Wickersham", ora creata, riconosce che il proibizionismo è stato un fallimento ma, in contrasto con le sue stesse conclusioni, ne raccomanda la continuazione.
L'inizio della "grande depressione" fornisce agli abrogazionisti nuovi validi argomenti: la distillazione e la produzione di bevande alcoliche, si dice, porteranno:
- lavoro a un milione di persone,
- benefici alla produzione agricola di certi cereali,
- un incremento delle entrate fiscali federali e dei singoli stati grazie all'imposta di fabbricazione sugli alcolici.

Settembre

Sintomi della crisi:
- la borsa ha perso ormai ogni contatto con la realtà, al punto che molti operatori importanti cominciano a liquidare le azioni in loro possesso;
- alla metà del mese i prezzi diminuiscono bruscamente;

Ottobre
24
,"giovedì nero", New York, alla borsa si registra un vero e proprio crollo quando i possessori di azioni, presi dal panico, cercano di vendere a qualsiasi condizione;
per qualche giorno si cerca di frenare la discesa del mercato…
29,"martedì nero", New York, crollo della borsa a Wall Street;
il collasso degli Stati Uniti ha un impatto devastante su tutti i paesi che in vario modo dipendono da questo mercato.
[Per altri tre mesi i prezzi continueranno a scendere senza sosta.]

 

 

[Maldwyn A. Jones, Storia degli Stati Uniti, Bompiani 1984.]

 




- Direttore: John Edgar Hoover (1924-72)

1929
Gennaio

-

 

 

[01] DELAWARE [dal 7 dicembre 1787] - cap. Dover
[Primo stato a ratificare la Costituzione degli Stati Uniti d'America.
Non esistono collegamenti fra chiesa e stato e una grande libertà religiosa si è affermata sin dall'inizio.]
Governatore
-

1929
Gennaio

-

 

[02] PENNSYLVANIA [dal 12 dicembre 1787] - cap. Harrisburg
[Non esistono collegamenti fra chiesa e stato e una grande libertà religiosa si è affermata sin dall'inizio.]
Governatore
-

1929
Gennaio

-

 

[03] NEW JERSEY [dal 18 dicembre 1787] - cap. Trenton
[Non esistono collegamenti fra chiesa e stato e una grande libertà religiosa si è affermata sin dall'inizio.]
Governatore
-

1929
Gennaio

-

 

[04] - [04] GEORGIA [dal 2 gennaio 1788] - cap. Atlanta
[Già ammesso nell'Unione nel 1780 ma ratificato solo il 2 gennaio 1788.
Riammesso al Congresso il 30 marzo 1870.]
Governatore
-
-

1929
Gennaio

-

[05] CONNECTICUT [dal 4 gennaio 1788] - cap. Hartford
Governatore
-

1929
Gennaio

-

[06] MASSACHUSETTS [dal 6 febbraio 1788] - cap. Boston
Governatore
-

1929
Gennaio

-

[07] MARYLAND [dal 28 aprile 1788] - cap. Annapolis
Governatore
-

1929
Gennaio

-

[08] - [01] SOUTH CAROLINA [dal 23 maggio 1788] - cap. Columbia
Governatore
-
-

1929
Gennaio

-

[09] NEW HAMPSHIRE [dal21 giugno 1788] - cap. Concord
Governatore
-

1929
Gennaio

-

[10] - [08] VIRGINIA [dal 26 giugno 1788]- cap. Richmond
[Riammesso al Congresso il 30 marzo 1870]
Governatore
-
-

1929
Gennaio

-

[11] NEW YORK [dal 26 luglio 1788] - cap. Albany
[L'anglicanesimo è la religione di stato in quattro contee.]
Governatore
-

1929
Gennaio

-

[12] - [09] NORTH CAROLINA [dal 21 novembre 1789] - cap. Raleigh
[Tratto di terre immediatamente a sud della Virginia, attorno allo stretto di Albemarle.]
Governatore
-
-

1929
Gennaio

-

[13] RHODE ISLAND [dal 29 maggio 1790] - cap. Providence
Governatore
-

1929
Gennaio

-

[14] VERMONT [dal 4 marzo 1791] - cap. Montpelier
Governatore
-

1929
Gennaio

-

[15] KENTUCKY [dal 1° giugno 1792] - cap. Frankfort
Governatore
-
-

1929
Gennaio

-

[16] - [10] TENNESSEE [dal 1° giugno 1796] - cap. Nashville
[Riammesso all'Unione dall'aprile 1866.]
Governatore
-
-

1929
Gennaio

-


[17] OHIO [dal 1° marzo 1803] - cap. Columbus
Governatore
-
-

1929
Gennaio

-

[18] - [05] LOUISIANA [dal 30 aprile 1812] - cap. Baton Rouge
- 1819, Trattato Adams-Onís: stabilisce il confine con il MESSICO spagnolo: va dal fiume Sabine, nel TEXAS orientale, fino al 42° parallelo (futuro confine settentrionale della CALIFORNIA) e da quel punto, verso ovest, fino al Pacifico.
Governatore
-
-

1929
Gennaio

-

[19] INDIANA [dal 11 dicembre 1816] - cap. Indianapolis
Governatore
-
-

1929
Gennaio

-

[20] - [06] MISSISSIPPI [dal 10 dicembre 1817] cap. Jackson
[Riammesso al Congresso il 30 marzo 1870]
Governatore
-
-

1929
Gennaio

-

[21] ILLINOIS [dal 3 dicembre 1818] - cap. Springfield
-
Governatore
-
-

1929
Gennaio

-

[22] ALABAMA [dal 14 dicembre 1819] - cap. Montgomery
[Dal 18 ottobre 1867 sotto la sovranità degli Stati Uniti.]
Governatore
-

1929
Gennaio

-

[23] MAINE [dal 15 marzo 1820] - cap. Augusta
-
Governatore
-
-

1929
Gennaio

-

[24] MISSOURI [dal 10 agosto 1821] - cap. Jefferson City
Governatore
-
-

1929
Gennaio

-

[25] - [11] ARKANSAS [dal 15 giugno 1836] - cap. Little Rock
Governatore
-
-

1929
Gennaio

-

[26] MICHIGAN [dal 26 gennaio 1837] - cap. Lansing
Governatore
-
-

1929
Gennaio

-

[27] - [03] FLORIDA [dal 3 marzo 1845] - cap. Tallahassee
Tra il 1810 al 1813 gli Stati Uniti hanno inglobato la maggior parte della Florida occidentale, la scia costiera che corre da New Orleans a Mobile, ma una buona parte della colonia, unitamente a tutta la Florida orientale, cioè la penisola, resta ancora sotto il dominio spagnolo.
Nel 1819, con il Trattato Adams-Onís è stata completamente ceduta agli Stati Uniti dalla Spagna.
Nel 1868 è rientrata a far parte dell'Unione.]
Governatore
-
-

1929
Gennaio

-

[28] - [07] TEXAS [dal 29 dicembre 1845] - cap. Austin
Governatore
-
-

1929
Gennaio

-

[29] IOWA [dal 28 dicembre 1846] - cap. Des Moines
Governatore
-
-

1929
Gennaio

-

[30] WISCONSIN [dal 29 maggio 1848] - cap. Madison
Governatore
-
-

1929
Gennaio

-

[31] CALIFORNIA [dal 9 settembre 1850] - cap. Sacramento
Governatore
-

1929
Gennaio

-

[32] MINNESOTA [dall'11 maggio 1858] cap. Saint Paul
Governatore
-
-

1929
Gennaio

-

[33] OREGON [dal 14 febbraio 1859] - cap. Salem
- 1845, alla fine dell'anno i 5000 coloni americani dell'Oregon organizzano un governo provvisorio e chiedono la fine del regime di occupazione comune e l'esclusiva giurisdizione americana.
- 1848, diventa territorio autonomo.
Governatore
-
-

1929
Gennaio

-

[34] KANSAS [dal 28 gennaio 1861] - cap. Topeka
Governatore
-
-

1929
Gennaio
-

[35] WEST VIRGINIA [dal 19 giugno 1863] - cap. Charleston
Governatore
-
-

1929
Gennaio

-

[36] NEVADA [dal 31 ottobre 1864] - cap. Carson City
[Il 2 marzo 1861 il suo territorio era stato separato da quello dell'UTAH.]
Governatore
-

1929
Gennaio

-

[37] NEBRASKA [dal 1° marzo 1867] - cap. Lincoln
Governatore
-
-

1929
Gennaio

-

[38] COLORADO [dal 1° agosto 1876] - cap. Denver
[Territorio autonomo dal 28 febbraio 1861.]
Governatore
-

1929
Gennaio

-

[39] NORTH DAKOTA [dal 2 novembre 1889] - cap. Bismarck
Governatore
-
-

1929
Gennaio

-

[40] SOUTH DAKOTA [dal 2 novembre 1889] - cap. Pierre
Governatore
-
-

1929
Gennaio

-

[41] MONTANA [dall'8 novembre 1889] - cap. Helena
[cap.li: fino al 1865 Bannack, fino al 1875 Virginia City.]
Governatore
-
-

1929
Gennaio

-

[42] WASHINGTON [dall'11 novembre 1889] - cap. Olympia
Governatore
-
-

1929
Gennaio

-

[43] IDAHO [dal 3 luglio 1890] - cap. Boise
[Territorio autonomo dal 24 marzo 1863 con cap. Boise.
Inizialmente, fino al 7 dicembre 1864, la capitale era Lexinton.]
Governatore
-
-

1929
Gennaio

-

[44] WYOMING [dal 10 luglio 1890] - cap. Cheyenne
Governatore
-
-

1929
Gennaio

-

[45] UTAH [dal 4 gennaio 1896] - cap. Salt Lake City
[Territoro annesso nel 1850.
Dal 2 marzo 1861 si è staccato il Territorio del NEVADA.]
Governatore
-
-

1929
Gennaio
-

[-] Territorio delle HAWAII [dal 7 luglio 1898] - cap. Honolulu
 
Governatore
-
-

1929
Gennaio
-

[46] OKLAHOMA [dal 16 novembre 1907] - cap. Oklahoma City
[Territorio autonomo dal 2 maggio 1890.
Con l'annessione di questo nuovo stato gli indiani sono stati espropriati del loro territorio di riserva "permanente". ]
Governatore
-
-

1929
Gennaio
-

[47] NEW MEXICO [dal 6 gennaio 1912] - cap. Santa Fe
[Territorio autonomo dal 1846.]
Governatore
-
-

1929
Gennaio
-

[-] Territorio dell'ALASKA [dal 1912] - cap. Juneau
[1867, 9 aprile, il senato ratifica l'atto d'acquisto del territorio dalla Russia per 7,2 Mni di dollari;
18 ottobre [Alaska day], avviene il passaggio di sovranità;
1884, diviene un distretto dell'Oregon;
1898, viene scoperto l'oro: questo fatto provoca una vera e propria invasione di cercatori d'oro; altro oro viene poi scoperto nel vicino Klondike, territorio canadese, e l'Alaska è utilizzata come base di partenza per i cercatori.]
Governatore
-
-

1929
Gennaio
-

[48] ARIZONA [dal 14 febbraio 1912] - cap. Phoenix
[Territorio autonomo dal 1863, ma fino al 1886 non ci fu pace con gli Indiani.]
Governatore
-
-

1929
Gennaio
-


a

 



1929
GRANDI ANTILLE
- Presidente della repubblica
[nella costituzione è inserito l' "emendamento Platt" che dà diritto agli Stati Uniti di intervenire negli affari interni del paese e di installarvi proprie basi per usi militari e commerciali: dal 1903 esiste la base militare di Guantánamo]
1929
il comunista PSP (Partido socialista popular) e il Directorio Estudiantil si contrappongono alla dittatura filofascista;
Haiti
-
?
(?-?)
occupazione militare diretta statunitense (1916-39)
1929
-
- Presidente della repubblica
?
(?-?)
1929
dal 1916 truppe americane occupano Santo Domingo imponendovi un regime militare;
- Governatore
?
(?-?)
[colonia britannica dal 1866]
1929
-

1929
Estados Unidos Mexicanos
(Stati Uniti del Messico)
[repubblica federale]
- Presidente della repubblica federale
E. Postes Gil
(1928 - 1930)

1929
la rivolta dei cristeros viene duramente domata;



1929
Repubblica dell'America centrale
(1921)
- Presidente
-

1929
-



1929
- Capo del governo
-
(formalmente indipendente dal 1847)

1929
-



1929
Honduras
-
?
(? - ?)
1929
totale dipendenza dagli Stati Uniti, interessati a mantenere sotto proprio controllo le ricche piantagioni di banane, unica risorsa economica del paese;
continuano (dal 1911 al 1933) gli interventi delle truppe americane per salvaguardare gli interessi yankee;

1929
- Presidente della repubblica
?
(1903 - ?)
1929
guerra con il Guatemala;
la conclusione di questo conflitto che vede intervenire gli Stati Uniti, con ruolo di mediazione, segna l'ingresso del paese nell'area di influenza della grande potenza americana;
da questo momento si succederanno governi militari: rari, e in genere effimeri, i governi regolarmente eletti;

1929
- Presidente
?
(? - ?)
1929
[rimane in vigore il trattato Bryan-Chamorro con gli Stati Uniti]
rifiutatosi di deporre le armi, dopo l'accordo di Tipitapa fra le varie fazioni in lotta, A.C. Sandino guida una tenace guerriglia contro l'intervento statunitense in Nicaragua; nonostante gli sforzi dei marines americani, riesce sempre a sottrarsi alla cattura, suscitando l'ammirazione di gran parte della popolazione dell'America latina;

1929
- Presidente della repubblica
?
(? - ?)
[liberale]
1929
ritorna ora il regime liberale;

1929
República de Panamá
(indipendente dal 1903)
- Presidente della repubblica
?
(1903 - ?)
1929
-





1929
- Presidente  
1929
-

1929

- Presidente della repubblica

J.V. Gómez
(1908 - 1935)
[dal 1903 fino al 1938 decine di migliaia di oppositori vengono incarcerati o esiliati.]
1929
in conseguenza dello sfruttamento delle risorse petrolifere, negli anni Venti entra in una fase di rapido quanto caotico sviluppo economico; nel giro di pochi anni il paese diventerà il secondo esportatore di greggio, ma sarà rivoluzionata la sua struttura politica e sociale;
l'eccezionale ondata di prosperità salvaguarderà l'economia venezuelana dalla recessione mondiale (1929-31).



1929
República del Ecuador

- Presidente della repubblica

?
(?-?)
1929
si alternano dittature conservatrici (J.J. Flores, G. García Moreno) e di dittature liberali (V. Rocafuerte, E. Alfaro) e da crescenti ingerenze dell'esercito, formato all'origine da elementi venezuelani;



1929

- Presidente della repubblica

A.B. Leguía
(1919 - 1930)
[dittatura "progressista"]
(Repubblica indipendente dal 1827)
1929
dal 1924 opera nel paese, con un vasto programma di riforme, il partito radicalpopulista APRA (Alianza Popular Revolucionaria Americana), fondato da V.R. Haya de la Torre, perseguitato da chi tiene il potere;


1929

- Presidente della repubblica

?
(?-?)
1929
primo conflitto con il Paraguay (1928 5 dic-3 gen 1929);
privata di ogni sbocco al mare dopo la guerra del Pacifico, si fa sempre più accentuata la dipendenza economico-politica dall'Inghilterra e poi dagli Stati Uniti, principali importatori di stagno.


1929

- Presidente della repubblica

gen. C. Ibáñez del Campo
(1927 - 1931)
1929
tipico rappresentante dei ceti medi, il generale ne intepreta le ansie di rinnovamento in chiave di un esasperato desarrollismo (ideologia di uno sviluppo economico a tappe forzate), adottando un vasto piano di opere pubbliche e d'investimenti sociali;


1929
dal 1816 divise nelle tre colonie:
Guyana Britannica

- Governatore

?
(? - ?)
1901
-
Suriname (olandese)

- Governatore

?
(? - ?)
1901
-
Guyane Française
[già sede di una colonia penitenziaria e poi, dal 1852,
di un bagno penale (fino al 1945)]

- Governatore

?
(? - ?)
1901
-


1929

- Presidente della repubblica

?
(? - ?)
- Ministro delle finanze
-
1929
-



1929

- Presidente della repubblica

gen. B. Ferreira
(1904 - ?)
[partito degli azules]
1929
inizia la guerra con la Bolivia per i possedimenti del Chaco;



1929

- Presidente della repubblica

H. Irigoyen II
(1928 ott - set 1930)
[Unión civica radical]
1929
Buenos Aires,

 



Patagonia
1929
-

1929
- Presidente della repubblica
(1915 - ?)
[partito colorado]
1929
Montevideo,




1929
CINA
(Repubblica dal 1911)

presidente del governo nazionalista

Chiang Kai-shek
(1928 - 1935)

1929
Mao Tse-tung riesce a costituire le prime zone rosse nel sud;

a

1929
DAE HAN
(Corea)

1929
lo stato coreano ha cessato di esistere come entità autonoma nel 1910 essendo stato annesso dal Giappone;
la dominazione di Tokyo è improntata a uno spietato regime poliziesco;
è attivo comunque un movimento di resistenza nazionale che ora provoca un'insurrezione;

a






1929
(periodo Showa: 1926-45)
Giappone

Hirohito

(Tokyo 1901-1989)
figlio di Yoshihito;
1921-26, reggente;
1926-45, imperatore del Giappone;

1929
-

Kuomintang
KMT
(Partito nazionale del popolo)

1929
Tokyo, dal 1905 opera la T'ung Meng Hui (Lega dei rivoluzionari) ispirata ai "tre principi del popolo" formulati da Sun Yat-sen:
- indipendenza nazionale
- democrazia parlamentare
- socialismo agrario;

a





1929
[colonia spagnola dal 1900, con capitale Villa Cisneros già protettorato dal 1884.]
-
-
1929
-


1929
Marocco
[dal 1912 è un protettorato della Francia che ha riconosciuto alla Spagna una zona di sua spettanza (Rif, Ifni, Tarfaya) e lasciato sul trono l'ex sultano Mulay 'Abd al-Hafiz;
con la convenzione di Parigi la città di Tangeri è stata internazionalizzata con un proprio statuto autonomo.]
Maometto V  
(Fez 1909 - Rabat 1961)
figlio di Mulay Yusuf;
la rivolta (1920-26) delle popolazioni berbere della regione Rif è stata domata ed il loro leader M. ibn 'Abd el-Krim è stato deportato nell'isola di Réunion;
1927-57, sultano del Marocco;
[alla morte del padre]

1957-61, re del Marocco;


1929
mentre il paese continua ad opporre una strenua resistenza alla "pacificazione", il sultano si avvicina decisamente a quei movimenti che reclamano una maggiore autonomia del Marocco, non nascondendo le sue simpatie per l'Istiqlal o Partito dell'indipendenza; dal canto suo la Francia crea una residenza militare che lascia insoddisfatta ogni istanza autonomista;


1929
Algeria
-
-
1929
agitazione nazionalista dell'emiro Khaled, nipote di 'Abd el-Kader († Damasco 1883);

1929
Tunisia
[con il trattato del Bardo del 1881, perfezionato nel 1883 con il trattato della Marsa, la Francia è riuscita a imporvi il suo protettorato.
Il bey conserva formalmente le sue prerogative.]
1929
si fa sentire la tendenza nazional-riformista rappresentata dai "giovani tunisini" sfociata nel 1920 nella fondazione di un partito politico moderno, il Destur o Partito liberal-costituzionale;


1929
LIBIA
[nome romano riesumato durante il conflitto per indicare le due regioni della Tripolitania e della Cirenaica]
- dal 1913 l'Italia esercita la sua sovranità sulla Libia -
Governatore
LIBIA
mar.llo P. Badoglio
(1929 1° gen - 15 gen 1934)
TRIPOLITANIA
(1912-1934)
1929
Gennaio
assunto il governo generale della Libia, per il nuovo governatore rimangono in Tripolitania:
- il problema di disarmare i nomadi della Ghibla;
- l'occupazione del Fezzan.
Sbarcato a Tripoli, il mar.llo P. Badoglio lancia un proclama nel quale promette pace, tranquillità e benessere per chi si sottomette all'autorità del governo; morte, distruzione e rovina per coloro che si manterranno ribelli.

Febbraio
Al proclama del governatore gli Ulàd Slemàn residui, con i loro alleati Misciàscia della Ghibla, avanzano dal Fezzan, subito rinfrancati (evidentemente chiamati dai politicanti di Tripoli che sperano rinnovare le commedie del 1919 e tessere intrighi lucrosi) per "trattare con il governo".
Ma i gruppi sahariani predisposti e comandati dal gen. R. Graziani agli ordini di ufficiali superiori di altissimo valore come il col. Gigliarelli, i ten.col. Ferrari-Orsi, Galliani, Amato e Moramarco spezzano questo tentatvio che mira a far risollevare la Ghibla e giungere al ciglione dell'Altopiano. Il dominio italiano raggunge invece le porte del Fezzan e i nomadi Ulàd Bud Sef, Misciascia, Mogarba e alleati minori vengono disarmati.

Marzo
i ribelli Ulàd Bu Sef rimasti si raccolgono a Cufra.
Si prepara l'avanzata nel Fezzan.

Novembre
avviene segretamente la radunata nello Sciueref;
25, il gen. R. Graziani assume il comando delle truppe che risultano così formate:
a) colonna dello Sciuref - nella Ghibla - al comando di Amedeo di Savoia-Aosta, duca delle Puglie, costituita da:
- 1° raggruppamento sahariano (due gruppi sahariani e una sezione di artiglieria sahariana), agli ordini del ten.col. Ferrari-Orsi;
- 2° raggruppamento sahariano (formazione come la precedente), agli ordini del ten.col. Amato;
[La colonna è seguita da una carovana di 700 cammelli con aliquote dei vari servizi, due mesi di viveri, 17 giornate d'acqua per i 260 km di deserto da superare.]
b)colonna orientale - nella Giofra - al comando del col. Cubeddu, costituita da un battaglione eritreo autotrasportato, una squadriglia autoblindo mitragliatrici e un autogruppo di manovra (286 autocarri) per costituire la futura base di Brach;
c)colonna di Derg - al comando del ten.col. Moramarco, costituita da un gruppo sahariano, da un nucleo meharisti, una sezione artiglieria sahariana e adeguati elementi logistici.
La copertura avanzata per le colonne italiane è costituita dall'occupazione preventiva di Brach fatta da irregolari sahariani.
29, inizia il superamento dello squallido Serir, l'aspro e insidioso cammino per i pozzi di El Fatia e di El Ghelania, con temperature elevatissime di giorno e bassissime di notte;

Dicembre
5
, la colonna dello Sciuref sbocca a Brach dopo aver attraversato 265 km di deserto senza il minimo incidente: gli abitanti di Brach fanno atto di sottomissione calorosa al duca delle Puglie;
[Prima cura degli italiani è il ritrovamento e la degna sistemazione della tomba della medaglia d'oro cap. De Dominicis, caduto a Maharuga nel 1913.]
La conseguenza politica principale dell'operazione è la sottomissione degli Zintan, ama gli effetti si ripercuotono molto lontano.
6, la colonna orientale muove da Hon dopo essersi garantita con appositi distaccamenti da qualsiasi sorpresa dagli sbocchi meridionali del Gebel Soda;
14, la colonna orientale al completo raggiunge Brach nel pomeriggio e si rifornisce di derrate alimentari per dieci giorni; dopo accurate preventive ricognizioni aeree delle varie zone interessanti l'avanzata, la colonna orientale attraversa la regione dello Zellà ed occupa Sebba;
15, alla presenza del duca delle Puglie viene nuovamente innalzata la bandiera sui ruderi del forte di Sebba (dove nel 1914 era iniziata la vasta rivolta che ricondusse le forze italiane alla costa);
22, arriva a Sebba anche l'autocolonna logistica proveniente da Hon che ha brillantemente superato le aspre difficoltà della traversata desertica.
Arrivano intanto notizie che il nemico è raccolto in vari gruppi dei quali il più importante si trova a Uau-el-Kebir.
CIRENAICA
Muhammad Idris al-Mahdi al-Sanusi
-

(Giarabub 1890 - Il Cairo 1983)
1917-22, capo della confraternita dei Senussi;
1923-48, è costretto all'esilio;


1948, emiro di Cirenaica;
1950-69, re di Libia(Idris I);

vice
governatore
Cirenaica
col.

Domenico Siciliani
(1929 gen - set)
gen. R. Graziani
(set - ?)
1929
Gennaio
assunto il governo generale della Libia, per il nuovo governatore rimangono in Cirenaica:
- il problema del Gebel Verde, ove Omar el-Muchtar, per quanto duramente battuto, resta alla macchia con i tronconi spezzati della sua organizzazione;
- l'occupazione della lontanissima Cufra che, nominalmente, è dominata dal senusso Mohammed el-Abed.
Il comando delle truppe della Cirenaica finora del gen.div. Ottorino Mezzetti, viene ora affidato al gen.brig. Ronchetti; come segretario generale della Cirenaica (finora comm. Gabelli) viene invece nominato un funzionario di grado minore.
Il col. Domenico Siciliani, che non alcuna pratica della Libia e ha avocato sé tutti gli affari del vice-governatorato, decide di riprendere i contatti con i comandanti ribelli già dichiarati fuorilegge sin dal tempo del governatore Bongiovanni.
Dopo il ritorno a Bengasi di Mohammed Redà es-Senussi dall'esilio di Ustica, il col. Domenico Siciliani decide di iniziare alcune trattative con Omar el-Muchtar, ormai null'altro che la longa manus di Idrìs che nei lussuoisi alberghi del Cairo vive a contatto con gli ambienti pan-arabisti. Le trattative culminano in un convegno nella lontana ridotta di Sidi Rahuna fra il governatore generale mar.llo d'Italia P. Badoglio che vi si reca inerme e senza scorta, e il capo-brigante Omar el-Muchtar che si presenta circondato di cavalieri armati (come un vincitore che accorda l'armistizio al vinto).

Giugno [inizio 1348 per gli arabi]
Sidi Rahuma: il mar.llo P. Badoglio e Omar el-Muchtar si accordano a fare un armistizio della durata di due mesi perché ciascuno possa mettersi a rapporto con i propri superiori; fra le condizioni dell'armistizio presentate dai ribelli (come da lettera di Omar el-Muchtar del 20 ottobre 1929 [16 Giumada Aual 1348]) sono le seguenti:
1) - amnistia generale per tutti i colpevoli di reati politici, sia per coloro che si trovano nell'interno del paese che per quelli che si trovano all'esterno, e liberazione dei prigionieri per ragioni politiche;
2) - ritiro di tutti i presidi stabiliti durante la guerra del 1341 [1922-23] compresi quellidi Giarabub e di Gialo;
3) - diritto da parte mia [Omar el-Muchtar] di prendere le decisioni legali dagli arabi residenti attorno ai presidi italiani sulle coste;
4) - durata dell'armistizio, due mesi, rinnovabili.
[…]
Queste condizioni vengono accettate dal mar.llo P. Badoglio che promette pure di mantenerle.
Prima dello scadere dei due mesi viene richiesto a Omar el-Muchtar di rinnovare l'armistizio col pretesto che il governatore generale è partito per Roma; in questo modo l'armistizio viene prolungato di dieci e poi di venti giorni, fino al 5 ottobre…

Settembre
12
, il completo catastrofico fallimento della politica del col. Domenico Siciliani porta al risultato che B. Mussolini abbandona il ministero delle Colonie che viene assunto dal gen. E. De Bono; questi ordina di inviare il gen. R. Graziani come vice-governatore in Cirenaica, respingendo la proposta fatta da P. Badoglio di inviarvi un civile, il comm. Maurizio Rava. Il col. Domenico Siciliani (nel frattempo promosso generale di brigata) ripara sotto le ali badogliane, assumendo nella Tripolitania, ormai interamente occupata e pacificata, il comando cartolario delle truppe;

Ottobre
5, Omar el-Muchtar comunica al governatorato italiano che l'armistizio scadrà il 24 ottobre;
24
, ricostituiti i duar, il comandante delle forze nazionali Omar el-Muchtar riprende le armi e, riempiti i magazzini, i ribelli riprendono le ostilità.

In pratica, la situazione in Cirenaica ritorna ad essere sull'altopiano quale era prima del 1927 e anzi, peggio, perché il morale delle truppe libiche non era stato scosso.


1929
Fu'ad I  
(Il Cairo 1868 - 1936)
figlio del khedivè Isma'il;
1917-1922, sultano d'Egitto;
succede al fratello maggiore Husayn Kamil († 1917);
1922-1936, re d'Egitto;

- Alto Commissario
lord Lloyd
(1925 - giu 1929)
?
(1929 giu - ?)
- Primo Ministro
Sarwat Pascià
(? - ?)

1929
Giugno
quando il laburista R. MacDonald sale al potere in Gran Bretagna, lord Lloyd viene sostituito;

Viene fatto un altro tentativo di raggiungere un accordo, e questa volta il successo pare alle porte, poiché la Gran Bretagna è disposta persino a ritirare le truppe dalla zona del Canale di Suez, ma – e non per l'ultima volta – i negoziati vengono interrotti in seguito alla richiesta egiziana di una revisione della convenzione del 1899, in base alla quale era stato instaurato un condomino anglo-egiziano nel Sudan.

Il Sudan è una questione in grado di sollevare l'intera nazione, poiché anche i fellahin analfabeti sono consapevoli dell'importanza delle inondazioni del Nilo, dalle quali dipende la loro sussistenza.




1929
Sudan
[dalla convenzione del 18 gennaio 1899, il paese è stato costituito in "condominio" anglo-egiziano, di fatto in possedimento britannico]
   
1929
dal 1924 la White Flag League fondata da Ali Abd al-Latif (condannato a tre anni in carcere lo stesso anno) ha abbandonato il programma unitario della Valle del Nilo e adottato una nuova strategia orientata verso l'obiettivo di una nazione sudanese autonoma.
Disegno troppo prematuro per raggiungere risultati apprezzabili.


1929
Guinea-Bissau
[colonia autonoma portoghese dal 1879, i suoi confini (rettilinei e artificiosi di evidente origine coloniale) con l'Africa Occidentale Francese sono stati regolati nel 1896.]
   
1929
-


1929
Africa Occidentale Francese
(AOF – 1895-1958)

[possedimenti retti, dal 1895, da un governatore generale, dipendente dal ministero delle colonie, in forma accentuatamente centralizzata]

- Governatore generale
?
(? -?)
Senegal [sotto controllo francese dal 1817, sottomesso e pacificato dal 1865.] cap. Dakar.

1929
Fondazione del Partito Socialista del Senegal.
[Nel 1938 sarà assorbito nella SFIO (Section Française de l'Internationale Ouvrière).]

 

Mauritania [protettorato francese dal 1904, il territorio vi è stato annesso dal 1920 ma le autorità coloniali non verranno mai completamente a capo dello spirito d'indipendenza mauro]
1929
-
Sudan francese [ex Senegal-Niger dal 1904, nel 1921 è tornato al suo nome originario.]
1929
-
Alto Volta [costituita in colonia dai francesi nel 1919 con territori staccati dalle colonie dell'Alto Senegal e del Niger.]
1929
-
Niger [completamente colonizzato dal 1920] cap. Zinder.
1929
-
Guinea Francese [protettorato francese dal 1889, è sorta la città di Conakry nel 1890; colonia francese dal 1891;
con l'acquisizione dell'isola di Los nel 1904 ha assunto il suo assetto territoriale definitivo;]
1929
-
Costa d'Avorio [colonia francese dal 1893.]
1929
-
Dahomey [annesso dal 1899 ma, completamente, dal 1916]
1929
-

1929
Sierra Leone
[colonia inglese dal 1808.]
- Governatore
?
(?-?)
1929
-

1929
[ex Monrovia, è una repubblica indipendente dal 1847, con una costituzione modellata su quella statunitense ma con il predominio dell'elemento nero-americano su quello autoctono;
nel 1857 al paese si è unita l'ex colonia formatasi a capo delle Palme nel 1833.]
-
-
1929
-


1929
Costa d'Oro
[colonia della corona britannica dal 1874]
[colonia della corona britannica dal 1874; nel 1922 si è ingrandita con l'annessione dell'ex Togo tedesco, la parte occidentale (Togoland) del territorio;]
- Governatore
-
1929
-

1929
Togo
[sotto mandato francese dalla fine della prima guerra mondiale, dal 1922 il territorio comprende solo la parte orientale dell'ex Togo tedesco e mantiene una distinta fisionomia giuridica.]
?
(?-?)
1929
-




1929
comprende i due ex protettorati britannici;
all'unità amministrativa della federazione non corrisponde tuttavia una reale integrazione etnico-culturale del paese;
Nigeria settentrionale [territori haussa, riuniti dal 1900]
-
-

1929
-

Nella Nigeria orientale donne dimostranti vengono caricate e arrestate da reparti dell'esercito britannico.

Nigeria Meridionale [territori degli Oil Rivers (dal 1849), di Lagos (dal 1861) e Benin (dal 1897), riuniti dal 1906]
-
-
1929
all'unità amministrativa della federazione non corrisponde tuttavia una reale integrazione etnico-culturale del paese, resa ora, nel primo dopoguerra, ancora più improbabile dall'accessione, sotto mandato britannico, di un quinto del Camerun tedesco;
ulteriori elementi di divisione si portano avanti dal 1922;

Lagos
1929
-





1929
Camerun
[dal 1920 l'ex protettorato franco-britannico è diviso in due mandati coloniali previsti dal trattato di Versailles]
Njoya
-
(? - ?) c
1883-1933, re dei bantu;

Mandato (1) [alla Gran Bretagna, la porzione nordorientale, circa un quinto del paese]
1929
-
Mandato (2) [alla Francia, il resto (ha recuperato anche i territori ceduti nel 1911)]
1929
-

1929
Africa Equatoriale Francese
(1910-1958)
1910, la Francia crea questa nuova unità amministrativa che, pur mantenendo a Brazzaville la sede del governatore generale, è divisa in quattro ripartizioni:
Medio Congo [ex Congo Francese]
-
1929
Dicembre
André Matsua, fondatore della Société amicale des originaires de l'Afrique Equatoriale Française e arrestato a Parigi assieme ai suoi uomini, viene trasferito a Brazzaville dove è condannato a tre anni di reclusione e a cinque anni d'esilio; sentenza, questa, che solleva la collera popolare e genera tutta una serie di gravi incidenti in seguito ai quali André Matsua e i suoi compagni sono deportati nel Ciad; il movimento continuerà tuttavia a sopravvivere nella clandestinità.

Gabon [già assorbito dal Congo Francese nel 1888 e ora separato]
-
1929
-
Ubangi Sciari (Oubangui-Chari) [ex Impero Centrafricano, diventato colonia francese dal 1905]
-
1929
-
Ciad [pur annesso dalla Francia, la resistenza all'interno continuerà fino al 1917]
-
1929
Con la valorizzazione economica delle regioni meridionali attraverso al costruzione della ferrovia Brazzaville-Pointe Noire (1921-34), si sviluppano i primi movimenti nazionalisti, a sfondo profetico-religioso e xenofobo.



1929
Congo Belga
[colonia dello stato belga dal 1908]
(capitale: Lépoldville)
[il territorio dello Zaire, già sede (ancor prima dell'arrivo dei portoghesi) di importanti regni autoctoni quali quello del Congo, di Kuba, Luba, Lunda:
- nel 1880 è stato posto sotto il controllo dell'Associazione internazionale per il Congo, promossa da Leopoldo II re del Belgio;
- 1885-1908, sotto la sovranità (esercitata a titolo personale) di Leopoldo II re del Belgio.]
Governatore
-
1929
Lépoldville [1924] ha 19.000 abitanti.
Nel periodo tra le due guerre vengono estese le piantagioni ed avviato lo sfruttamento delle ricchissime risorse minerarie, senza che ciò comporti alcun miglioramento del livello di vita delle popolazioni indigene e delle condizioni igienico-sanitarie.
Katanga [regione sudorientale, annessa militarmente dai belgi nel 1891 sotto l'egida della Compagnie du Katanga istituita da re Leopoldo II.]
1929
nella zona dell'attuale Jadotville, la Union Minière:
- nel 1917, a Likasi, ha aperto un'altra grande miniera di rame (dopo quella iniziale a Elisabethville);
- nel 1921, a Panda, ha installato un concentratore di minerale;
- nel 1928, a Shituru, ha inaugurato un nuovo complesso industriale, di gran lunga il maggiore del Congo e fra i più imponenti dell'intera Africa.
ll complesso industriale [intitolato a Jean Jadot] forma una delle capitali mondiali del rame.
Ruanda-Urundi [dal 1919 sotto amministrazione belga, nel 1925 è stato annesso alla colonia.]
1929
-




1929
Eritrea
[colonia italiana dal 1° gennaio 1890, con il fiume Mareb come confine con l'Etiopia.]
-
-
1929
-



1929
Impero di Etiopia
Tafari Makonnen

(Harar 1891 - † 1975)
figlio secondogenito del principe Makonnen e nipote di Menelik II;
1911, governatore dell'Harar;
1916, erede al trono, è reggente per l'imperatrice Zauditu;
1923, ottiene l'ammissione dell'Etiopia alla Società delle Nazioni;

1930-75, imperatore di Etiopia [Hayla Sellasye I o Hailé Selassié I];

1929
-



1929
SOMALIA
Somalia Francese [colonia francese dal 1896]
il porto di Gibuti (1888) è collegato per ferrovia alla capitale etiopica Addis Abeba (1897-1917);
[situata in territorio dancalo e non propriamente somalo]
1929
-
Somalia Britannica [protettorato inglese dal 1884]
1929
-
Somalia Italiana [protettorato italiano dal 1889, sotto la piena responsabilità del governo italiano dal 1905, colonia italiana dal 1927]
1929
-


1929
Africa Orientale Britannica
(IBEAImperial British East Africa)
Uganda [protettorato britannico dal 1894]
-
-
1929
formalmente diviso in quattro regni federati, è uno dei possedimenti più prosperi della Gran Bretagna in Africa;

Kenya [nome ufficiale solo dal 1920]
- Governatore
Grigg
(? - ?)

1929
Tra le nuove leve intellettuali kikuyu, formatesi nelle missioni protestanti inglesi, prendono vita negli anni Venti i primi raggruppamenti politici indigeni.
Dopo aver partecipato ai primi movimenti autonomisti bantu, Jomo Kenyatta (Ka Mauwa Ngengi) è segretario generale della KCA (Kikuyu Central Association) e pubblica "Muiguithania".
Il governatore Grigg interrompe la raccolta dei contributi per il sindacato.
Il governo laburista britannico di J.R. MacDonald intensifica la discriminazione razziale e la repressione politica nel Kenya (e in India sotto il fabiano (Fabian Society)Sidney James Webb, barone Passfield).





1929
[dalla fine del primo conflitto mondiale (novembre 1918) il territorio è attribuito dalla Società delle Nazioni in mandato [Mandato B] alla Gran Bretagna che concede una relativa autonomia interna.]
-
-
1929
-

1929
[protettorato (assieme all'isola di Pemba) dal 1890 e colonia dal 1913 della corona britannica.]
-
-
1929
-


1929
Angola
- Governatore
?
(? - ?)

1929
-


1929
Rhodesia
1929
ribattezzato Rhodesia dal 1895 in onore di Cecil J. Rhodes;
dal 1890 la British South Africa Chartered Co., società fondata da Cecil J. Rhodes, ha ottenuto da re LoBenguella la concessione esclusiva di sfruttamento venticinquennale del territorio del protettorato sui maTabele;
Rhodesia del Nord-Ovest [protettorato dal 1899, dal 1914, è uno dei più poveri possedimenti britannici]
-
-
1929
passata ora sotto il controllo statale, mantiene lo status di protettorato, dipendendo dal Foreign Office e restando in gran parte sotto il controllo della Compagnia ; [vedi 1948]

Rhodesia del Sud [protettorato dal 1911]
-
-
1929
passata sotto il controllo statale nel 1923, si è rifiutata d'integrarsi nell'Unione Sudafricana divenendo colonia autonoma della corona e godendo così di maggiore libertà amministrativa; a forte immigrazione bianca, adotta una legislazione razziale analoga a quella sudafricana (apartheid) sancendo la completa esclusione dell'elemento indigeno dalla vita politica del paese;
[la situazione rimane così fino al secondo dopoguerra: vedi 1953]

1929
[l'ex territorio Malawi, protettorato britannico dal 1891, che aveva assunto formalmente il nome British Central Africa
nel 1893, ha assunto questo nuovo nome nel 1907]
-
-
1929
sin dall'inizio del secolo fermenti antibritannici sono già sorti e ora si diffondono a causa dell'indiscriminata diffusione delle piantagioni coloniali a scapito delle colture alimentari per il fabbisogno della popolazione (in costante aumento);
gli inglesi devono far fronte ad una sollevazione popolare guidata dal pastore protestante nero John Chilembwe;
[vedi 1944]


1929
Mozambico
[già nel 1891 il Portogallo completava la conquista delle regioni interne ma solo nel 1915 è riuscito a pacificarle;
nel 1923 ha integrato il triangolo di Kionga, già possedimento tedesco sino alla fine della prima guerra mondiale.]
-
-
1929
procede tra le due guerre al riassetto definitivo del possedimento gestito in parte dalla società privata Companhia de Moçambique;


1929
Madagascar
(Imérina)
[annesso alla Francia dal 1896]

1929
Maggio
19
, col pretesto di una manifestazione non autorizzata, le autorità coloniali intervengno ponendo fermamente fine all'iniziativa "sovversiva" di Jean Ralaimongo affiancato dai due giornali «L'Opinion» e «L'Aurore Malgache», editi rispettivamente a Diego-Suarez e a Tananarive;




1929
Unione Sudafricana
[dominion britannico a struttura federativa dal 1910]
- Primo ministro
J.B.M. Hertzog
(1924 - 1933)
[Nationalist Party (afrikaner)]
dal 1912 si è costituito il SANNC (South African Native National Congress) – dal 1925 mutato in ANC (African National Congress) – formazione politica nera;
dal 1913 è in vigore il Native Land Act che consente al primo ministro di coinvolgere l'elemento boero nella prima guerra mondiale a fianco dell'Inghilterra;
dal 1914 è abolita l'imposta discriminatoria nei confronti degli indiani del Natal;
dal 1918 si è annessa con una serie di decisioni unilaterali l'ex colonia tedesca dell'Africa del Sud-Ovest, ricevuta invece in amministr azione fiduciaria dalla Lega delle Nazioni; nel tentativo di diminuire il costo del lavoro nell'industria mineraria colpita da recessione in conseguenza del declino del gold standard, il primo ministro fa ricorso alla manodopera africana semispecializzata;
mentre dal 1925 l'afrikaans ha rimpiazzato l'olandese come seconda lingua ufficiale dell'Unione, sono in vigore: Native Land Act (dal 1913) e Colour Bar Act (dal 1926);

1929
Lo slogan «repubblica nera» (appoggiato da N.I. Bucharin all'Internazionale di Mosca l'anno precedente) viene abbandonato in seguito alle riuscite pressioni della fazione "bianca" sull'Internazionale Comunista.
L'ala sinistra del CPSA (Communist Party of South Africa) (la prima "opposizione di sinistra") considera lo slogan antidemocratico e contrario agli interessi non europei.
In seguito ai metodi del "divide et impera" adottati dal sindacalismo inglese per il tramite di W.G. Ballinger all'interno dell'ICWU (Industrial and Commercial Workers Union), Clement Kadalie è costretto ad abbandonare la grande unione che ha fondato (ha raggiunto fino a 250.000 membri).
[In seguito il leader della sinistra laburista Fenner Brockway si opporrà ai Mau Mau, appoggerà la secessione del Biafra e sarà fatto lord.]

Walton, del CPSA è il candidato bianco in Sudafrica.

 







1929
Repubblica Libanese
(1926)
[posto dal 1920 sotto mandato francese dalla Società delle Nazioni, dal 1926 il Grande Libano si è costituito in repubblica]
- Presidente
?
(? - ?)
1929
-



1929
[posta dal 1920 sotto mandato francese dalla Società delle Nazioni e poi divisa in tre distretti autonomi.]
 
1929
la struttura di governo abbozzata l'anno precedente dall'Assemblea Costituente è inaccettabile dal punto di vista francese, poiché si parla dell'unità geografica della Siria e non si riconosce il controllo francese.

1929
[dal 1922 la regione è stata attribuita in mandato dalla Società delle Nazioni alla Gran Bretagna, sulla base del piano di spartizione del levante convenuto da inglesi e francesi (accordo Sykes-Picot);
l'orientamento dell'amministrazione britannica, legandosi sin dall'inizio:
- sia agli ambienti sionisti ("dichiarazione Balfour" del 1917),
- sia al movimento nazionalista arabo in funzione antiturca,
ha creato attriti acuti tra le due comunità, che dal 1920 vanno organizzandosi sul piano militare dando vita a violenti scontri.]
- Alto Commissario
sir John Chancellor
(1928 - 1931)
1929
dal 1923 ad oggi gli anni sono stati relativamente tranquilli, soprattutto perché i timori arabi sono stati ridotti dal calo dell'immigrazione ebraica.

Agosto
16
, Gerusalemme [El Quds in arabo, Yerushalayim in ebraico] le due comunità (arabi e israeliani) danno vita a ulteriori violenti scontri;
l'organo esecutivo dell'Organizzazione sionistica mondiale assume la dizione di Jewish Agency - Agenzia ebraica;

Nello stesso mese una disputa riguardante le pratiche religiose al Muro del Pianto a Gerusalemme porta ad estesi scontri fra le comunità, con molte vittime.
Le truppe accorrono e ristabiliscono l'ordine. Gli arabi massacrano i coloni ebrei a Hebron, le vittime arabe vengono uccise soprattutto da soldati inglesi.
La Gran Bretagna deve affrontare tutte le contraddizioni del mandato.
Il nuovo Alto Commissario, sir John Chancellor, propone:
- la revisione del mandato per eliminare gli speciali privilegi concessi agli ebrei,
- limitare l'acquisto di terre da parte loro (che procede speditamente con l'aiuto dei fondi sionisti e delle vendite da parte dei proprietari terrieri non residenti),
- concedere agli arabi una forma di autogoverno.
Un rapporto tecnico britannico stabilisce che non c'è terra sufficiente per accogliere nuovi immigrati senza sostanziali fondi di sviluppo che, nel corso della depressione mondiale, il governo britannico non è disposto a fornire.

1929
Emirato di Transgiordania
Abdullah o 'Abd Allah ibn al-Husayn 
(La Mecca 1882 - Gerusalemme 1951) secondogenito del re del Higiaz Husayn ibn 'Ali, della dinastia degli Hashimiti o Hashemiti;
1920, re dell'Iraq;
[designato dal Congresso panarabo di Damasco]
1921, deve cedere il trono iracheno al fratello maggiore Faysal, espulso dalla Siria dai francesi, ottenendo in cambio l'emirato autonomo di Transgiordania, sotto mandato britannico;
1921-46, emiro di Transgiordania [sotto mandato britannico];


1946-51, re del Regno hashemita del Giordano;
1929
-


1929
ARABIA
'Abd al-'Aziz III o ibn Sa'ud
Albero genealogico
(Riyadh 1887-Taif 1953)
discendente della dinastia wahhabita dei Banu Sa'ud;
1891, la dinastia viene scalzata dalla capitale Riyadh a opera dei rivali Banu Rashid del Gebel Shammar;
1902-13, ristabilisce con una serie di campagne l'unità del Neged, intraprendendo dopo il crollo dell'impero ottomano l'unificazione della penisola arabica;
1915-18, prima guerra mondiale: pur avendo stipulato un accordo di alleanza con la Gran Bretagna (1915), si mantiene neutrale dedicandosi al consolidamento interno dello stato, da lui organizzato sulla base di colonie agricolo-militari di contadini soldati legati al sovrano da un patto ("fratelli fedeli");
1918, approfitta dei contrasti anglo-francesi nel Vicino Oriente per sviluppare una tempestiva politica di annessioni;
1919, si annette il Gebel Shammar;
1924, si annette la Mecca;
1925, si annette Gidda;
1926, re del Higiaz;
1927-32, re del Higiaz e del Neged;
[… e dipendenze];
riconosciuto al congresso musulmano universale della Mecca, ottiene anche il riconoscimento della Gran Bretagna (trattato di Gidda);


1932-53, re dell'Arabia Saudita;

1929
per le aperture, ritenute eccessive, verso gli occidentali si creano dei tentativi di rivolta da parte dei "fratelli fedeli" (guerrieri Ihwan), tenaci oppositori a ogni innovazione;
[le rigide concezioni wahhabite regolano la vita politica e sociale:
- autorità assoluta del sovrano, purché egli sia pio credente,
- applicazione integrale del diritto musulmano secondo il rito hanbalita (prevede, fra l'altro, severe pene corporali anche per i reati minimi),
- austerità di vita e di comportamento (divieto di cantare e di fumare in pubblico, ecc.)



1929
Yemen
(imamato)
[con il trattato di Mudros la sovranità turca, che non è mai stata effettiva, è giunta al termine.]
Yahya 

(?-?)
figlio di
1904-48, imam dello Yemen;

 

1929
-


1929
Iraq
[la Gran Bretagna:
- da maggio 1916 (accordo Sykes-Picot) si è aggiudicata nominalmente l'Iraq,
- dal 1918 occupa Mosul,
- dal 1920 (conferenza di Sanremo, ) ha ricevuto il mandato sull'Iraq;
- al 1920 (conferenza di Sanremo, ) ha ricevuto il mandato sull'Iraq;
- dal 1921 ha posto sul trono iracheno re Faysal;
[i curdi sono divisi fra quattro stati diversi (Iraq, Iran, Siria e Turchia)
- dal 1923 (trattato di Losanna) ha ricevuto anche il mandato su Mosul che aveva annesso all'Iraq;
- dal 1926 (trattato di Mosul) la maggior parte dell'ex Kurdistan ottomano, compresi i giacimenti di Kirkuk, appartengono all'Iraq… cioè ancora alla Gran Bretagna; ]
Faysal I

(Taif, La Mecca 1883 - Berna 1933)
terzogenito dello sceriffo della Mecca e re del Higiaz Husayn ibn 'Ali, della dinastia degli Hashemiti;
1916, durante la prima guerra mondiale capeggia con il col. Th.E. Lawrence la "rivolta del deserto" contro il dominio ottomano, dimostrando nel corso dell'insurrrezione perizia politica oltre che militare;
1918, 28 settembre, il suo ingresso a Damasco a fianco delle truppe britanniche del gen. E.H.H. Allenby lo consacra campione della causa del risorgimento arabo;
1920, marzo, al congresso panarabo diventa re di Siria;
25 luglio
, entrato in urto con l'alto commissario francese per il Levante, gen. Gouraud, per il suo progetto di dar vita a una "grande Siria" che inglobasse anche Libano, Palestina e Giordania, viene da questo sconfitto e detroinizzato;
1921-33, re dell'Iraq;
1922-24, con metodi dispotici reprime nel sangue il movimento nazionale curdo;


1929
-
Kurdistan (iracheno)
1929
per tutti gli anni Venti l'APOC (Anglo-Persian Oil Company), che continua a dominare la scena petrolifera in Medio Oriente, mostra scarso interesse per il potenziale petrolifero dei territori sulla sponda occidentale del Golfo: Kuwait, Bahrein e la provincia orientale del futuro regno dell'Arabia Saudita.

Nel 1927 un immenso giacimento petrolifero è stato scoperto nei pressi di Kirkuk e gli interessi delle multinazionali del petrolio e in particolare dell'IPC (Iraq Petroleum Corporation) (anglo-franco-olandese-americana) per i giacimenti della zona sono oggetto di una lunga controversia con la Turchia.



1929
Persia
Negli anni tra le due guerre la Persia diventa uno dei maggiori produttori di petrolio.
Mentre dal 1928 sono state annullate tutte le concessioni di extraterritorialità, la Anglo-Persian Oil Company, poi AIOC (Anglo-Iranian Oil Company) continua a sfruttare (1909-51) gli ingenti giacimenti petroliferi.
Reza Khan Pahlavi

(Sevad Kuh, Mazandaran 1878 - Johannesburg 1944)
1925, rafforzato il proprio potere personale e deposto l'ultimo sovrano della dinastia Qajar, assume per sé e per la propria famiglia la corona imperiale;
1925-41, scià di Persia [dal 1935 Iran];
[legittimato dal parlamento e dall'appoggio dell'esercito]



- Primo ministro
?
(1925 - ?)
1929
-

 





Balladur, Édouard (Smirne, Turchia 1929) politico francese;
1969, consigliere del primo ministro G. Pompidou;
1974, vicesegretario del presidente e segretario generale durante la presidenza di G. Pompidou;
1977, abbandona il settore pubblico e assume la presidenza della società privata Générale du service informatique;
1986-88, ministro per l'economia, la finanza e le privatizzazioni nel governo di J. Chirac;
1993, è nominato primo ministro da F. Mitterand;
1995, sconfitto alle elezioni presidenziali viene sostituito da A. Juppé.

Balzamo, Vincenzo (Colli a Volturno, Isernia 3 aprile 1929 – Milano, 2 novembre 1992) politico italiano, esponente del PSI (Partito Socialista Italiano).

Benjedid, Chadii (Bouteldja 1929) militare e politico algerino;
1965, partecipa al colpo di stato contro Ben Bella;
1979-1992, alla morte di H. Boumedienne diventa presidente della repubblica algerina e capo dell'esercito; abbandona la carica quando l'avanzata degli integralisti islamici viene bloccata dai militari.

Bisaglia, Antonio [Toni] (Rovigo, 31 marzo 1929 – Santa Margherita Ligure, Genova 24 giugno 1984) politico italiano, esponente della Democrazia cristiana.

Cabral, Luis Almeida (Bafata 1929/31) politico della Guinea-Bissau;
[Fratello di Amilcar.]
1956, cofondatore, assieme al fratello, del PAIGCV (Partito africano per l'indipendenza della Guinea-Bissau e del Capo Verde o African Party for the Independence of Guinea-Bissau and Capo Verde Islands);
1973, dopo aver militato nel PAIGCV, diventa presidente del Paese non appena proclamata la sua indipendenza;
1977, marzo, viene riconfermato;
1980, viene deposto da un colpo di stato militare e arrestato;
1981, liberato ed espulso dalla Guinea-Bissau si rifugia a Cuba.

Chamorro, Violeta Barrios de (Rivas 1929) donna politica nicaraguense, moglie del leader Pedro Joaquin Chamorro Cardenal, assassinato nel 1978 per ordine di Somoza, direttrice del quotidiano «La Prensa»;
1979, caduto Somoza, entra nella giunta nazionale sandinista per uscirne subito dopo per dissensi col presidente D. Ortega;
1990, presidente della repubblica, cerca di porre fine al conflitto civile tra i sandinisti e i contras (sostenuti economicamente prima da Somoza e poi dagli Stati Uniti);
1996, fallito il tentativo di mediazione con i sandinisti, e scontratasi con i suoi sostenitori della coalizione UNO, non si ripresenta alle elezioni presidenziali.

De Felice, Renzo (Rieti 1929-Roma 1996) storico italiano, allievo di F. Chabod e di D. Cantimori, fondatore/direttore della rivista «Storia contemporanea» nel 1970, collaboratore del «Giornale», premio speciale per la cultura nel 1988 e premio Feltrinelli nel 1995;
Storia degli ebrei italiani sotto il fascismo (1961)
Italia giacobina (1965)
Mussolini il rivoluzionario (1965)
Mussolini fascista:
- La conquista del potere (1966)
- L'organizzazione dello Stato fascista (1968)
Le interpretazioni del fascismo (1969)
Rapporti tra fascismo e nazionalsocialismo fino all'andata al potere di Hitler 1922-1933 (1971)
Fascismo, democrazia, fronte popolare (1974)
Mussolini il Duce:
- Gli anni del consenso (1974)
Intervista sul fascismo (1975)
Le interpretazioni del fascismo (1977)
Mussolini il Duce:
- Lo stato totalitario 1936-40 (1981)
Il triennio giacobino in Italia 1796-1799 (1990)
Rosso e nero (1995)
Mussolini l'alleato:
- Guerra civile (1996, postumo).

Fichera, Massimo (Catania 1929) dirigente italiano, laureato in filosofia, direttore del settimanale «Risorgimento», è entrato nel Partito socialista;
1966, divenuto uno dei più stretti collaboratori di Adriano Olivetti, ritorna alla politica attiva interessandosi alle vicende RAI accanto a E. Manca; diventa consigliere di amministrazione della RAI;
1975-79, direttore di Rete2, da dopo la riforma;
1990, vicedirettore generale della RAI per il settore delle nuove tecnologie e direttore di Euronews, il consorzio europeo che proDuce notiziari in più lingue.

Forte, Francesco (Busto Arsizio, 11 febbraio 1929) politico italiano, esponente del PSI (Partito Socialista Italiano).

Frank, Anne (Francoforte 1929-Bergen-Belsen 1945, campo di concentramento) ragazzina di famiglia ebrea tedesca rifugiatasi ad Amsterdam;
1942-44, vive nascosta con i suoi in un alloggio murato; scoperta viene deportata a Bergen -Belsen dove muore;
Diario di Anna Frank (1947, scoperto e pubblicato).

Galasso, Giuseppe (Napoli, 19 novembre 1929) politico italiano, esponente del PRI (Partito Repubblicano Italiano).

Granelli, Luigi (Lovere, Bergamo 1º marzo 1929 – Lovere, 1º dicembre 1999) politico italiano, esponente della corrente "La Base" della Democrazia Cristiana.

Hasan II o Hassan II (Rabat 1929-1999)
1960, è nominato dal padre Maometto V capo delle forze armate e Vice presidente del consiglio;
1961, re del Marocco in successione al padre;
1962, applica la costituzione parlamentare e una riforma agraria
1963, è coinvolto nella crisi interna del partito Istiqlal (scissione della destra filomonarchica a lui legata);
1965, implicato nell' "affare Ben Barka" tenta di consolidare l'autorità monarchica appoggiandosi dapprima agli ambienti militari;
1971, luglio, fallisce l'attentato di Shiral;
1972, agosto, dopo la scomparsa del suo più stretto collaboratore generale M. Oufkir, fa caute aperture verso l'opposizione e apre, in politica estera, gradualmente verso l'occidente; subisce un secondo attentato e reagisce con durezza;
1975, novembre, guida la "Marcia verde";
1976, annette le regioni settentrionali del Sahara Occidentale (ex Sahara spagnolo) entrando in contrasto col movimento guerrigliero indipendentista del Fronte Polisario mentre, nel fronte interno, riesce a tenere sotto controllo i movimenti islamici;
1990, avviene lo sciopero generale contro gli aumenti dei prezzi; durante la crisi del Golfo si schiera a fianco della coalizione dell'ONU inviando truppe in Arabia Saudita;
1991, è costretto ad accettare il referendum voluto dall'ONU sul Sahara Occidentale e il cessate il fuoco col Fronte Polisario;
1992, all'interno accelera il processo di democratizzazione delle istituzioni con una riforma costituzionale, approvata mediante un referendum
1993, forma un governo da cui vengono esclusi i partiti.

Karmal, Babrak (Kabul 1929-Mosca 1996) politico afgano;
1949, arrestato per le sue posizioni marxiste, sconta cinque anni di carcere;
1965 e 1969, viene eletto alla camera bassa dell'assemblea nazionale;
1973 e 1977, dopo i due colpi di stato gli viene affidata la vicepresidenza;
1979, viene allontanato con l'incarico di ambasciatore a Praga;
1980, tornato in patria dopo la caduta di Amin, diviene presidente della repubblica afgana e primo ministro, alla guida di un governo appoggiato dall'occupazione militare sovietica;
1981, dà le dimissioni da primo ministro ma continua a imporre un ferreo controllo su tutte le attività del paese;
1986, abbandona la carica di presidente della repubblica, trasferendosi in URSS nel 1987.

King, Martin Luther (Atlanta, Georgia 1929-Memphis, Tennessee 1968, assassinato) ministro battista statunitense;
1955, organizza i movimenti neri nel boicottaggio dei servizi pubblici segregati della città di Montgomery, nell'Alabama;
1957, è tra i fondatori della "Southern Christian Leadership Conference";
1960, insieme ad altri leaders neri e bianchi fonda una delle più importanti organizzazioni per i diritti civili, lo "Student Non-violent Coordinating Committee" (detto in gergo lo Snick), impegnato soprattutto nella registrazione dei neri nelle liste elettorali;
1963, estate, è tra i promotori della marcia di 200.000 neri su Washington per sollecitare dall'amministrazione Kennedy l'approvazione della legge sui diritti civili;
1964, premio Nobel per la pace; ma il movimento da lui animato si divide e ne escono gli elementi più radicali che criticano la sua pratica non violenta a cui oppongono lo slogan del "potere nero";
Perché non possiamo aspettare (1964)
1966, la battaglia del movimento si sposta al nord e si pone una serie di obiettivi di portata più vasta, investendo il problema delle abitazioni, della lotta alla povertà, della disoccupazione; conDuce una battaglia pacifista contro la guerra in Vietnam;
La forza d'amare (1968)
1968, viene assassinato in circostanza ancora oscure, anche se il sicario è stato arrestato.

– Le Roy Ladurie, Emmanuel (Moutiers en Cinglais, Calvados 1929), titolare dal 1973 della cattedra di Storia della civiltà moderna al Collège de France, presidente del Comitato scientifico della Biblioteca nazionale di Francia e membro dell'Accademia delle scienze naturali e politiche;
L'Etat royal (1987)
L'ancien règime (1991)
Saint Simon, le système de la Cour (1997).

Muhammad 'Abed 'Ar'uf o Yasir Arafat (Gerusalemme 1929-Parigi 2004) politico palestinese, di nobile famiglia;
1947, combatte contro gli ebrei che stanno per dar vita allo Stato di Israele e si iscrive all'università del Cairo per studiare ingegneria; fonda in seguito l'Associazione studenti palestinesi, la stessa da cui fiorirà poi il nucleo di "Al Fatah"; ottenuta la laurea, va a lavorare in Kuwait dove fonda un giornale che incita alla lotta nazionalista, entrando a far parte del gruppo dei «fratelli musulmani» (vedi dx);
1955, rientra in Egitto per frequentare un corso di ufficiali e specializzarsi in esplosivi;
1965, contribuisce in modo speciale alla nascita di "Al Fatah" assumendo il nome di Abu Ammar (Colui che Costruisce, Padre Costruttore);
1967, viene eletto presidente dell'OLP (Organizzazione di Liberazione Palestinese), movimento di cui fanno ormai parte i membri di Al Fatah, del FPLP di George Habash, di Al Saiqa, ecc.;
1970, comandante in capo di tutte le forze di guerriglia;
1972, Amman, marzo: vedi Intervista con la storia di Oriana Fallaci.
1974, rappresentante del popolo palestinese all'assemblea dell'ONU;
1976, propone il riconoscimento di Israele in cambio di uno stato palestinese da costituire su territori occupati;
1984, presenta un piano per la soluzione del problema palestinese;
1988, nasce lo stato palestinese del quale viene eletto presidente nel 1989;
1994, è premio Nobel per la pace assieme agli israeliani S. Peres e Y. Rabin;
1996, al congresso di Gaza del consiglio nazionale palestinese ottiene l'abolizione degli articoli della Carta nazionale che prevedevano la distruzione di Israele;
nei successivi incontri con il premier israeliano B. Netanyahu a Wye, nel Maryland, con la mediazione del presidente statunitense Bill Clinton e di re Husayn di Giordania, si fissa al 2000 il termine per firmare un accordo definitivo di pace;
2000, giugno, partecipa a Camp David, nel Maryland, a un incontro organizzato da Clinton con il premier israeliano Ehud Barak, succeduto a Netanyhahu; nonostante gli sforzi del presidente degli Stati Uniti, giunto quasi al termine del suo secondo mandato, le due parti non riescono ad accordarsi sul problema della sovranità e del controllo di Gerusalemme; gli eventi precipitano: visita di Ariel Sharon sulla spianata delle Moschee (o, per gli israeliani, del Tempio) e il successivo scatenarsi di una "intifada" (rivolta) con conseguente escalation di violenza e di morte;
2001, gennaio, gli sforzi di Clinton a Taba, in Egitto, per far accordare le due parti, risultano vani; febbraio, alle elezioni, Barak viene sconfitto da Sharon con il quale Arafat, ormai indebolito all'interno della propria fazione, deve affrontare la crisi sempre più grave tra israeliani e palestinesi;
2004, novembre, muore in un ospedale di Parigi dopo alcuni giorni di coma.
[2012, viene riesumata la salma per appurare se sia stato avvelenato.]

Primakov, Evgenij Maksimovic (Kiev 1929) politico russo cresciuto con la madre in Georgia (secondo alcuni, figlio di un ebreo, Finkelstein, scomparso in una delle "purghe" staliniane), ha studiato all'Istituto di studi orientali e all'università Lomonosov di Mosca, specializzandosi in scienze economiche;
1959, entra nel Partito comunista dell'Unione Sovietica;
1962-70, lavora per la «Pravda», il quotidiano del partito, come articolista, esperto del Medio oriente, e caporedattore;
1970, vicedirettore dell' Imemo (Istituto di economia mondiale e relazioni internazionali), il più importante comitato sovietico di esperti per la politica internazionale;
1977, direttore del Centro studi orientali;
1985, assume la direzione dell'Imemo;
1989, tra i principali fautori della perestroika (ristrutturazione), lavora a fianco di M.S. Gorbaciov diventando membro del Politburo; come inviato speciale di M.S. Gorbaciov interviene per far uscire il leader iracheno Saddam Hussein dalla guerra del Golfo;
1991, direttore del Comitato per la sicurezza dello stato, la sezione esteri del KGB; dopo lo scioglimento di quest'ultimo, dirige l'ente successore, il "Servizio segreto estero russo";
1996, è nominato ministro degli esteri da B.N. Eltsin;
1998, primo ministro, pochi mesi dopo la sua carica viene affidata da B.N. Eltsin a Vladimir Putin.

Schlüter, Poul (Tonder 1929) politico danese, studente in legge alle università di Aarhus e Copenaghen;
1951, leader nazionale del Movimento dei giovani conservatori;
1964, membro del comitato esecutivo del partito conservatore, deputato del Folketing;
1974, leader dei conservatori;
1982-84, primo ministro;
1984-93, vinte le elezioni è alla guida di una coalizione di centro-destra; per la firma dell'Atto unico europeo si scontra con il suo stesso partito;
1986, vinto un referendum su questo tema, perde tuttavia le elezioni anticipate del 1987, del 1988 e del 1990, senza però mai abbandonare la carica di primo ministro alla guida di governi di minoranza;
1993, torna al potere la coalizione guidata dai socialdemocratici.

Torrijos Herrera, Omar Efraín o Omar Torrijos (Santiago, 13 febbraio 1929 – 31 luglio 1981), militare e politico panamense;
leader della República de Panamá anche se non vinse mai le elezioni e non fu mai presidente;
1968-81, comandante della Guardia Nazionale di Panamá;
1968, promotore del colpo di Stato, grazie al suo ascendente sulle masse povere e sui contadini;
1977, trattati Torrijos-Carter fra Panamá e Stati Uniti che sanciscono il diritto di controllo per i centramericani del Canale di Panama a partire dal 2000;
1981, 31 luglio, muore a causa di un misterioso incidente aereo. [Versioni non ufficiali affermano che i sistemi di bordo erano controllati da terra, e John Perkins nel suo Confessioni di un sicario dell'economia lascia intendere che fu la CIA ad eliminarlo, perché si era rivelato un personaggio troppo scomodo e difficile da controllare.



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Giustizia e Libertà

1929, Parigi, viene costituito questo movimento politico antifascista italiano, per iniziativa di un gruppo di emigrati politici tra cui:
- C. Rosselli
- C. Levi
- Alberto Cianca
- C. Facchinetti
- E. Lussu
- V. e F. Nitti
- R. Rossetti
- G. Salvemini
- A. Tarchiani;
in aperta polemica con gli uomini, la mentalità e i metodi del mondo politico prefascista avanzano l'esigenza di nuove forme di lotta contro il fascismo tendenti a rovesciare la dittatura attraverso l'agitazione rivoluzionaria;
«segue 1930»

«segue da 1925»
1929- set 1943, direttore è A. Borelli;
«segue 1943»

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