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ANNO 1922

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Papa
Benedetto XV

(1914-22)

segretario di Stato: cardinale Pietro Gasparri;

1922
Gennaio
20
, il raffreddore di inizio anno si trasforma in polmonite;
22, ore 06:00, poco dopo aver firmato l'approvazione di un piano per l'invio di una missione in Russia, l'ultima decisione presa, il papa muore.

Febbraio
2
, nella Cappella Sistina si apre il conclave che dura solo 4 giorni.
Sono presenti 53 cardinali; tra gli assenti ci sono due cardinali provenienti dagli Stati Uniti:
. William O'Connell di Boston,
. Denis Dougherty di Filadelfia;
i 31 italiani costituiscono una maggioranza senza il cui sostegno non si può essere eletti.
Il mondo trepida per sapere chi sarà il nuovo papa; 40 milioni di italiani, per il 99% cattolici, mostrano l'interesse maggiore, ma 260 milioni di cattolici romani al di fuori dell'Italia aspettano con altrettanta impazienza!

Papa Pio XI
(1922-39)

Ambrogio Damiano Achille Ratti (Desio, Milano 1857-Roma 1939)
il padre dirige una filanda;
1879, ordinato sacerdote;
precettore in case di nobili milanesi, si fa conoscere per i suoi sentimenti antidemocratici e nazionalistici;
1882, dottore in diritto canonico e teologia;
1888, dottore della Biblioteca Ambrosiana;
1890-99, pubblica i 3 volumi di Acta ecclesiae mediolanensis ab eius initiis usque ad nostram aetatem;
1907, prefetto della Biblioteca Ambrosiana;
1913, pubblica il Missale ambrosianum duplex;
1914, prefetto della Biblioteca Vaticana;
1919-20, dopo visite apostoliche in Polonia e Lituania, diventa nunzio a Varsavia, dove appoggia la politica del gen. J. Pilsudski nella guerra russo-polacca, avviando le trattative per il concordato con la Polonia;
1921, cardinale e arcivescovo di Milano;
1922
Febbraio
6
, alla 14ª votazione viene eletto papa, superando i due terzi dei voti necessari;
come auspicio per una pace duratura, impartisce la sua benedizione Urbi et Orbi dal balcone di Piazza San Pietro, una cerimonia che, dopo la perdita dello Stato pontificio nel 1870, si svolgeva all'interno; con questo gesto il papa rende chiaro che durante il suo pontificato desidera mettere fine alla "questione romana";
nel momento della più violenta offensiva fascista, accelera la tendenza della politica vaticana all'alleanza col fascismo portando a compimento l'opera iniziata dal predecessore Benedetto XV;
concordato con la Lettonia.
[Suo fratello, in seguito nominato conte, è negoziante in seterie.]

Intanto L'Entità dirige l'operazione e il padre gesuita nordamericano Edmund Walsh e altri trenta sacerdoti vengono spediti in diverse parti del paese a distribuire vestiti e tonnellate di alimenti alla popolazione affamata; mentre le spie raccolgono informazioni sulle comunità cattoliche in Unione Sovietica, la diplomazia vaticana organizza incontri segreti prima a Roma tra gli ambasciatori e, successivamente, a Berlino tra il segretario di Stato P. Gasparri e Lenin.
Sebbene il Vaticano abbia elargito alla Russia un credito senza interessi di oltre dieci milioni di dollari, Lenin non fa nessuna concessione ai cattolici. Inoltre, a Rapallo, il leader sovietico preferisce firmare un accordo per la ripresa delle relazioni diplomatiche e l'inizio di una cooperazione economica con la Germania, la sua ex nemica, piuttosto che con lo Stato vaticano.
Viene chiamato a Roma Michel d'Herbigny in qualità di direttore del neonato Istituto Pontificio per gli Studi Orientali e consulente della Congregazione per le Chiese Orientali, il dipartimento vaticano responsabile degli affari ecclesiastici in Russia e in tutti i paesi slavi.
Fino a questo momento, senza un nunzio papale a Mosca o un delegato apostolico, il Vaticano è al corrente degli avvenimenti politici e religiosi solo attraverso alcuni giornalisti che hanno contatti con la Santa Sede. Solo il gesuita Edmund Walsh, capo della missione per gli aiuti pontifici, invia al Vaticano, attraverso l'ambasciata tedesca a Mosca, qualche rapporto contenente anche informazioni su movimenti di truppe. Ma il governo comunista impedisce a Edmund Walsh di muoversi liberamente nel paese.
Edmund Walsh viene sostituito da padre Eduard Gerhman che continua a dare copertura all'Entità a Mosca.

Ottobre
28
, il giorno della "marcia su Roma", il papa indirizza ai vescovi una lettera, in cui li invita a raddoppiare di zelo nell'opera santa di pacificazione:
«Esortate tutti quelli che sono affidati alle vostre cure a limitare, e, se occorre, a sacrificare pel pubblico bene i propri desideri, ispirandosi ai principii cristiani dell'ordine, ed a quei sentimenti di carità, di mansuetudine e di perdono dei quali il Divino Maestro ha fatto ai suoi fedeli legge suprema».
[Secondo Tasca, in Nascita e avvento del fascismo, questo non è altro che un appello al disarmo e alla tolleranza verso la sedizione fascista».]
Lo stesso mese, quando Enrico Rosa, direttore de «La Civiltà Cattolica» attacca il fascismo in un articolo, p. W. Ledóchowski manifesta il proprio scontento.

Novembre
2
, il «Popolo d'Italia», sotto il titolo "La soddisfazione del Vaticano per la soluzione delle crisi" pubblica:
«Durante i giorni del travaglio nazionale, che hanno condotto all'avvento del potere dell'on. Mussolini, nessun allarme si è avuto nei circoli più vicini al Pontefice, il quale, quando gli avvenimenti si sono avviati verso il loro sbocco normale, non ha celato agli intimi il Suo compiacimento nel vedere l'Italia dirigersi versi una rivalorizzazione delle sue migliori energie».
10, il «Popolo d'Italia» dà la notizia che il consiglio dei ministri abrogherà la legge sulla nominatività dei titoli (legge 24 settembre 1920, n. 1297).
11, «Le Journal» pubblica un'intervista concessa dal segretario di Stato P. Gasparri al suo corrispondente romano. Maurice de Waleffe riferisce che il cardinale italiano gli ha detto:
«Il movimetno fascista è divenuto una necessità. L'Italia andava verso l'anarchia ed il re ha saggiamente agito, perché comandare ai soldati italiani di sparare era egualmente pericoloso: se obbedivano significava la guerra civile; se non obbedivano era assai grave».
Dicembre
23
, emana la sua prima enciclica Ubi arcano Dei consilio: programma del suo pontificato peraltro ben riassunto nel suo motto "pax Christi in regno Christi", la pace di Cristo nel Regno di Cristo.
[Detto altrimenti, a fronte della tendenza a ridurre la fede a questione privata, egli pensa invece che i cattolici debbano operare per creare una società totalmente cristiana, nella quale Cristo regni su ogni aspetto della vita. Egli intende dunque costruire una nuova cristianità che, rinunciando alle forme istituzionali dell'Ancien Régime, si sforzi di muoversi nel seno della società contemporanea.
Nuova cristianità che soltanto la Chiesa cattolica costituita da Dio e interprete delle verità rivelate è in grado di promuovere.
Wikipedia.]
la sua prima enciclica è dedicata in gran parte all'Azione cattolica, nella quale tutti i laici «desiderosi di servire la causa di Cristo» sono invitati a entrare, per collaborare con i vescovi e i parroci, sotto il loro diretto controllo, al fine di preparare «sempre più perfetti cittadini, cioè coscienze che sappiano, in ogni momento della vita privata e pubblica, trovare, o almeno ben intendere ed applicare, la soluzione cristiana dei molteplici problemi, che si presentano nell'una e nell'altra condizione di vita».
Nello stesso documento egli deplora la lotta di classe («che, quasi piaga mortale, è penetrata in seno alle nazioni») e le lotte politiche, «nelle quali le parti contendenti d'ordinario sogliono osteggiarsi, non mirando sinceramente, nel dissenso delle opinioni, al pubblico bene, ma al conseguimento di propri vantaggi, con danno di quelli comuni».
Nell'enciclica egli afferma, tra l'altro, che «l'amore della patria, quando è regolato secondo le leggi cristiane, è fonte di molteplici virtù e di atti di eroismo».

 






1922
Schweizerische Eidgenossenschaf
Confédération suisse
Confederazione svizzera
[Repubblica federale]
- Presidente
-
- Primo ministro
-
-

1922

[Politica in materia di immigrazione - I fase: 1917 ca-1925]

Novembre
20
, conferenza di Losanna (20 nov 1922 - 24 lug 1923) – per la revisione del trattato di Sèvres – a cui partecipano:
- Francia,
- Gran Bretagna
[Ministro degli esteri lord Curzon;
Alto Commissario a Costantinopoli sir Horace Rumbold.]
- Italia,
- Giappone,
- Stati Uniti,
- Turchia,
- Grecia,
- Jugoslavia,
- Romania;
vi intervengono anche, per le questioni che le riguardano:
- Bulgaria,
- U.R.S.S..


[Jean Ziegler, Una Svizzera al di sopra di ogni sospetto, Arnoldo Mondadori Editore Milano 1976]


1922
Presidente
della repubblica e dei ministri
-
Cancelliere
Johann Schober
Conservatore
(1921 - gen 1922)
mons. Ignaz Seipel
Partito cristiano-sociale
(1922 gen - 1924)
Interni
-
-
Affari Esteri
-
-
Finanze
-
-

1922
dal 1920 è in vigore la costituzione austriaca che prevede un parlamento bicamerale comprendente:
- Nationalrat (consiglio nazionale eletto a suffragio nazionale),
- Bundesrat (consiglio federale eletto dalle diete dei Länder);

i contrasti fra cristiano-sociali (mons. Ignaz Seipel) di estrazione contadina e socialdemocratici (Karl Renner) di formazione operaia e urbana degenerano in una latente guerra civile, per il conflitto fra le forze paramilitari legate ai due schieramenti;

nel pieno di una gravissima crisi finanziaria, il sacerdote teologo Ignaz Seipel, presidente del Partito cristiano-sociale, è nominato cancelliere;
grazie anche agli aiuti internazionali riesce a risanare la situazione con la creazione di una nuova moneta, lo scellino;

Gennaio
26
, Johann Schober dà le dimissioni;
per un giorno diventa cancelliere Walter Breisky;



GERMANIA
1922
Presidente
della Repubblica
F. Ebert SPD
(1919 10 ago - apr 1925)
-
Presidente
del
Reichsrat (rappresentanti
dei Länder)
-
Presidente
del Reichstag
(deputati eletti
dal popolo)
-
-
Cancelliere del Reich
[Reichskanzler]
J. Wirth
II
Centro Cattolico
(1921 26 ott - 14 nov 1922)
W. Cuno
indipendente
(22 nov- 12 ago 1923)
Segretari di Stato
Difesa/Guerra
-
Affari Esteri
W. Rathenau
(? - † 24 giu 1922, assassinato)
 
 
 

Nazismo
1922

Gennaio
2
, il «Timber Trade Journal» informa che l'Inghilterra, in conto riparazioni di guerra, ha chiesto alla Germania ben 3,7 Mni di mc di legname segato e 1 Mne di traversine (Sleepers);
[mette pure in guardia il governo che tale enorme afflusso di legname porterebbe come conseguenza catastrofi finanziarie non indifferenti e l'aumento dei disoccupati e crisi nell'organizzazione dell'industria dei legnami.]

Marzo
3
, viene tolta la proibizione generale di costruire apparecchi civili, anche se restano taluni divieti in fatto di prestazioni e dimensioni degli aerei; subito, un buon numero dei più importanti industriali del ramo si mette apertamente all'opera;
un nuovo sensazionale idrovolante monoplano a scafo centrale, denominato Wal, progettato da Claudius Dornier costituisce un immediato successo; dal canto suo Hugo Junkers si accinge a costruire il suo grande apparecchio di linea, F. 13; Ernst Heinkel ha già studiato invece un piccolo biplano suscettibile d'essere impiegato come ricognitore; questo aereo, lo He 21, sarà poi seguito da due aerei scuola, lo He 18 e lo He 21 che però rientrano rigorosamente nei limiti previsti dal Trattato di Versailles;
si mette all'opera anche il gruppo industriale Albatros di Berlino mentre entra in lizza la nuova fabbrica Arado; l'ex pilota Ernst Udet costituisce un'azienda aeronautica a Ramersdorf, vicino a Monaco, quasi nello stesso momento in cui un giovane sconosciuto progettista di Messerschmitt apre la piccola officina ad Augusta: produce il piccolo monoplano sportivo biposto M. 17, il capostipite di una intera serie di eleganti velivoli leggeri, che culminerà nella più riuscita creatura della fabbrica: il caccia Bf. 109;
21, Parigi, viene firmato l'accordo tra le potenze dell'Intesa per la ripartizione delle riparazioni di guerra che dovranno essere pagate dalla Germania;

Aprile
16
, "trattato di Rapallo", tra:
- Germania di Weimar, W. Rathenau
- URSS, G.V. Cicerin;
in base all'accordo i due stati:
- ristabiliscono le relazioni diplomatiche,
- rinunciano reciprocamente a riparazioni e compensi per danni di guerra,
- stabiliscono facilitazioni commerciali, accordandosi reciprocamente la clausola della nazione più favorita;
la Germania, dal canto suo, si impegna a non chiedere compensi per le imprese tedesche nazionalizzate con la rivoluzione d'ottobre; il trattato segna il primo passo verso la rottura dell'isolamento in cui i due stati si sono venuti a trovare in seguito alla rivoluzione sovietica e alla capitolazione tedesca alla fine della prima guerra mondiale.
[Esso apre finalmente le porte alla aeronautica tedesca post-bellica perché infatti il documento contiene una clausola segreta in base alla quale L'Armata Aerea Rossa potrà usufruire di tutti i futuri sviluppi tecnici realizzati in Germania. In cambio di questa assistenza tecnica, così necessaria, la Russia accetta di mettere a disposizione della Reichwehr un aeroporto fuori mano ed in disarmo, dove si trovano poche piste, qualche aviorimessa, scomodissimi alloggiamenti e qualche attrezzatura. Si tratta dell'aeroporto di Lipetzk a circa 370 km a sud-est di Mosca.]
[a.f.: La firma di questo trattato è una delle azioni politiche più controverse del decennio; oltre all'estensione degli accordi commerciali, il patto dà all'Unione Sovietica il primo riconoscimento de jure e cancella ogni rivendicazione tra i due paesi. Le altre 34 nazioni creditrici della Russia si allarmano e pensano che un legame tra Mosca e Berlino sia pericoloso.
Anche la potente destra germanica ne è indignata.]

Maggio
19
, conferenza di Genova: un congresso internazionale si riunisce per riflettere sui problemi generali della Russia e sul debito tedesco.
Visto che gli altri delegati si mostrano ostili e poco realisti, i diplomatici della repubblica di Weimar e quelli sovietici se ne vanno e cominciano ad accordarsi tra di loro.
Viene firmato un accordo di non aggressione tra le 34 nazioni partecipanti.

Giugno
24
, il ministro degli Esteri W. Rathenau viene assassinato per strada;
[È il terzo dei politici moderati assassinati quest'anno.
Il trattato Russia-Krupp continua comunque anche senza di lui. D'altra parte, dato che i sovietici non hanno firmato il trattato di Versailles, non sono obbligati a rispettarlo.]

Settembre
18
, Monaco, nella più vasta sede dei raduni esistente in città, il circo Krone, Adolf Hitler affronta l'uditorio pronunciando un discorso che suscita ripetuti scrosci di applausi;

Novembre
"Questione della Ruhr":
Crollo del marco; la Germania dichiara di non essere in grado di continuare i pagamenti delle riparazioni di guerra, previste dal trattato di Versailles; per garantire i propri crediti, i francesi e i belgi occupano la Ruhr;

Dicembre
alla conferenza di Losanna, quando i tedeschi domandano una moratoria, il vendicativo R. Poincaré minaccia l'occupazione integrale della Ruhr, già occupata in parte l'anno precedente, per garantirsi, attraverso lo sfruttamento economico della regione, l'equivalente dei pagamenti;
22, Berlino, riuniti a congresso i delegati di 12 organizzazioni nazionali anarco-sindacaliste in rappresentanza di centinaia di migliaia di lavoratori di tutto il mondo rifondano l'AIT (Associazione Internazionale dei Lavoratori) approvando un documento sui Principi del sindacalismo rivoluzionario.
[Al suo culmine l'AIT conterà in totale più di 3 milioni di lavoratori.]



1922
REPUBBLICA di POLONIA
[capitale Varsavia]
Capo dello stato
J. Pilsudski
(1918 14 nov - 11 dic 1922)
Presidente
Gabriel Narutowicz
(11-16 dic)
[Partito Popolare Polacco "Wyzwolenie"]
Stanislaw Wojciechowski
(1922 20 dic - 14 mag 1926)
[Partito Popolare Polacco "Piast"]
Comandante supremo dell'esercito
J. Pilsudski
(1919 gen - 1923)
Presidente del consiglio
(fino al 1922)
Antoni Ponikowski
(1921 19 set - 10 mar 1922)
Antoni Ponikowski
(10 mar - 6 giu)
Artur Sliwinski
(28 giu - 7 lug)
Julian Nowak
(31 lug - 14 dic)
W. Sikorski
(1922 16 dic - 26 mag 1923)
Ministro delle Finanze
W. Grabski
(1919 gen - nov 1925)
-

1922
la costituzione del 1921 ha assegnato ampi poteri al parlamento diviso in due camere: senato e sejm (dieta);
J. Pilsudski si dimette da capo dello stato;

 



1922
Presidente della Repubblica
T.G. Masaryk
(1918 - 1935)
Ministro degli Esteri
E. Beneš
(1919 - 1935)
-
1922
la riforma agraria del 1919 ha portato all'esproprio di più di un milione di ettari appartenenti a grandi proprietari;
dal 1921 opera il Partito Comunista Cecoslovacco;





1922
FRIULI-VENEZIA GIULIA,
ISTRIA, Fiume e Zara
Trattato di Rapallo: 12 novembre 1920.
VENEZIA GIULIA
- il confine fra l'Italia e lo stato S.H.S. è stabilito al Monte Nevoso in Carniola, con l'Istria, Zara e un perimetro di circa 7 km intorno a questa città, le isole di Cherso, Lussin, Lagosta e Pelagosa con gli isolati adiacenti attribuiti all'Italia.
1922
Gennaio
Trieste, congresso Pri;

Febbraio
29
, la provincia di Udine assume la denominazione di "Provincia del Friuli".

ISTRIA
1922
-
Fiume
La città viene costituita a Corpus separatum (come sotto Maria Teresa) con una sottile striscia di territorio che lo congiunge all'Italia; Porto Baros, però, parte integrale dell'antico Corpus separatum, viene attribuito alla Jugoslavia.
1922
Settembre
questione fiumana
: iniziano nuove trattative con la Jugoslavia (si concluderanno a gennaio del 1924);

Zara [in Dalmazia]
La Dalmazia (meno Zara) e tutte le altre isole dalmate e del Quarnero invece vanno allo stato S.H.S..
1922
-

1922
REGNO dei SERBI, CROATI e SLOVENI
[S.H.S.]
– dal 1° dicembre 1918 –
[Monarchia parlamentare ereditaria]
Alessandro I Karagjorgjevic
Albero genealogico

(1888 - ottobre 1934)
figlio di Pietro I e di Zorka di Montenegro;
1914, reggente del regno Serbia nel periodo della prima guerra mondiale;
1921-29, re dei serbi-croati-sloveni…;
[dal 1918: unificazione di serbi, croati, sloveni, macedoni, montenegrini; regno privo del litorale dalmata (rimasto all'Italia in seguito al trattato di pace) e della Carinzia (rimasta all'Austria).]

1929-34, re di Jugoslavia;

Primo ministro
N. Pašic
(1918 1° dic - dic 1925)
[fondatore del Partito radicale serbo (1881)]
-
1922
-
SLOVENIA
[dal 1° dicembre 1918]

1922
-

CROAZIA

1922
-

SERBIA

1922
-

MONTENEGRO
[dal 1° dicembre 1918]
1922
-
MACEDONIA

1922
-



1922
Albania
CONSIGLIO
DI REGGENZA
(quattro reggenti)
. Omer Vrioni [musulmano bektasei]
(1922 gen - giu),
. Refik Toptani [musulmano sunnita]
(1922 - ?),
. Sotir Petsi [ortodosso]
(1922 - ?),
. Antonio Pistuli [cattolico]
(1922 gen - giu).
primo ministro
Giafer Ipi
(1922 gen - dic)
ministro dell'Interno
Ahmed Zogu
(1922 - ?)
-
ministro degli Affari Esteri
Fan Noli
(1922 gen - giu)
-
ministro della Guerra
-
-

1922
Marzo
finalmente la Jugoslavia riconosce l'Albania;

Giugno
la Grecia riconosce l'Albania ma con riserve circa i confini e continua a promuovere agitazioni nell'Albania meridionale.
Per l'Albania anche i confini del 1913 non sono soddisfacenti, specialmente al nord, poiché lasciano fuori del territorio nazionale 800.000 albanesi annessi alla Jugoslavia che li opprime come ormai si sa; ma per il momento non conviene all'Albania sollevare la questione dell'irredentismo.
Il nuovo governo migliora le comunicazioni e Ahmed Zogu inizia il disarmo della popolazione, ma tale azione suscita malcontetno in molte zone e Bairam Tsuri, Hamid Toptani e Halid Lieshi promuovono ribellioni in vari settori.
I ministri, salvo Ahmed Zogu, si ritirano ad Elbasan, Fan Noli si dimette, e così fanno i reggenti Omer Vrioni e Antonio Pistuli.
Dopo varie vicende Ahmed Zogu riesce a domare la rivolta e nove degli insorti vengono giustiziati.

Agosto
giunge in Albania l'esperto finanziario della Società delle Nazioni A. Calmes (lussemburghese), il quale riferisce poco dopo che le difficoltà in cui si dibatte il paese sono dovute agli intrighi della Grecia e della Jugoslavia.
In questo stesso periodo gli albanesi ortodossi decidono di fondare una Chiesa autocefala, ossia indipendente dal Patriarcato di Costantinopoli, ciò che per i canoni di quella confessione hanno diritto di fare.
Il Patriarcato vi si oppone.

Dicembre
2
, il primo ministro Giafer Ipi e il suo governo si dimettono e Giafer Ipi diviene membro del Consiglio di Reggenza; alla presidenza succede Ahmed Zogu il quale deve fronteggiare nuove agitazioni di carattere economico-sociale, soprattutto per l'ostilità generale della popolazione contro la prepotenza dei bey musulmani latifondisti e gli ex-funzionari turchi che si credono una classe privilegiata con diritto di governare e sgovernare, e i rurali reclamano una riforma agraria generale.
Qualche cosa viene fatto ma non abbastanza.
Il disarmo progredisce discretamente e per la prima volta l'Albania ha un governo capace di esercitare la sua autorità in tutto il paese.

____________________

In Albania esistono idrocarburi allo stato solido (asfalto e bitume) e allo stato liquido (petroli) e linee petrolifere nella direzione SSE-NNO.
Le zone bituminose più interessanti sono quelle di Selenizza, a circa 30 km. da Valona e quelle nella Malakastra, presso Bérat. Per il petrolio, esistono zone petrolifere in varie parti della fascia subcostiera, in una striscia interna che, partendo da Scutari, arriva fino a Delvino e alla conca di Coriza. Oltre che lungo il fiume Devoli, tracce di petrolio si riscontrano a Tepeleni, al passo di Krabi fra Elbasan e Tirana occidente del lago di Ocrida.
Le località più produttive sono quelle comprese tra lo Skumbi e la Vojussa, e cioè: Drasciovizza, Selenizza (Selenicë), Pathos, Cucciova (Devoli), Greshie, Dumreja e Penkowa.

Il primo campo petrolifero in Albania fu iniziato da ingegneri italiani, francesi ed inglesi durante la Prima Guerra Mondiale.
Nel 1922 cominciano le richieste di concessioni da parte di società italiane, francesi, inglese e americane. Ma queste richieste non avranno alcun esito fino al 1925.



a


1922
Regno di GRECIA

Costantino I

Albero genealogico
(Atene 1868 - Palermo 11 gennaio 1923)
figlio di Giorgio I re degli Elleni e di Olga di Russia;
1889, sposa la principessa Sofia di Hohenzollern, sorella del Kaiser Guglielmo II;
1912, comandante vittorioso delle truppe greche durante la prima guerra balcanica;
1913-17, 1920-22, re di Grecia;
1918, ha abdicato nel 1917 a favore del secondogenito Alessandro;
1920, novembre, ritorna sul trono;
1922
Settembre
27, l'insurrezione rende la sua posizione insostenibile ed egli rinuncia al trono a favore del figlio Giorgio II e s'imbarca per l'Italia.
[Morirà a Palermo l'11 gennaio 1923] .


Primo ministro
?
(? - ?)
ministro egli Affari Esteri
Gounares
(? - ?)
1922
guerra greco-turca (1920-22):
Febbraio
15
, il ministro degli Affari Esteri Gounares scrive a lord Curzon assicurandolo che è impossibile per le forze elleniche di rimanere ancora in Anatolia sensa aiuti britannici, al che lord Curzon risponde incoraggiando la Grecia a resistere ancora un po' e viene convocata un'altra conferenza orientale a Parigi;

Marzo
22
, alla conferenza orientale di Parigi si giunge ad un armistizio [vedi Turchia]

Luglio
L'esercito greco in Anatolia è di circa 210.000 uomini con 400 cannoni dislocato lungo un fronte di 600 km, e metà degli effettivi devono proteggere le comunicazioni data l'ostilità della popolazione locale. In fatto di equipaggiamento è in cattivo arnese, poiché il materiale britannico e francese, logorato dalla lunga guerra, non è stato mai rinnovato.
Il comando è stato ancora mutato e al gen. Papoulas è stato sostituito il gen. Hadgianestes (un vecchio originale che viveva da da anni in esilio a Ginevra).
Questi si rende conto che la situazione è insostenibile e propone un ripiegamento su una l inea più arretrata, ma il governo di Atene non vuole dargli l'autorizzazione necessaria.

Agosto
26
, Ismet Pascià sferra l'attacco principale al centro greco presso Afium Karahissar sfondando colà lai fronte nemico;
29-30, altro attacco turco a Tunlu Bunar;
l'esercito greco, che ha lottato valorosamente per tre anni, si sfascia.
Demoralzzato dalla lunga attesa, dalla scarsità di viveri e dal fatto che sa di dover evacuare l'Anatolia in ogni modo, ha perso ogni volontà di resistere e ben presto diviene una torma di fuggiaschi; ripiega rapidamente su Smirne, incendiando i paesi lungo la strada per vendicasi delle popolazioni musulmane ostili.
Il gen. Hadgianestes è destituito dal governo di Atene e il suo successore gen. Trikoupes è fatto prigioniero assieme a 50.000 uomini prima ancora di sapere della sua nomina.
I resti dell'esercito, giuni Aa Smirne, si imbarcano per la Grecia, accompagnati da quei greci indigeni che fanno a tempo a fuggire e che riescono a trovar posto nelle navi affollatissime.



Settembre
26
, scoppia una rivoluzione capeggiata dal col. Plastiras, uno dei tanti militari politicanti (un flagello per il paese).
Le gravi sconfitte subite dai greci nella guerra contro la Turchia di Kemal Atatürk hanno però suscitato un forte risentimento contro la monarchia.
Il movimento insurrezionale trova appoggio presso gran parte dell'opinione pubblica disillusa e indignata per l'insipienza, l'incompetenza e leggerezza di cui hanno dato prova i suoi dirigenti sia civili che militari.
Questo sentimento vuole trovare un capro espiatorio nel re Costantino I (poco prima un idolo per la nazione) poiché, sebbene la colpa sua sia molto minore di quella del suo accanito avversario E. Venizelos e dei circoli politici che hanno spinto la Grecia alla rischiosa avventura, è la persona del sovrano che appare agli occhi del pubblico come maggiore responsabile.
27, l'insurrezione rende la posizione di re Costantino I insostenibile ed egli rinuncia al trono a favore del figlio Giorgio II e s'imbarca per l'Italia.

Giorgio II

Albero genealogico
(Tatoi, Atene 1890-Atene 1947)
primogenito di Costantino I re di Grecia e di Sofia di Hohenzollern;
1917, sospettato di condividere gli orientamenti filotedeschi del padre, lo segue in esilio venendo escluso dalla successione in favore del fratello Alessandro;
1920, torna in patria;
1922-24, 1935-47, re di Grecia;
[dopo la definitiva abdicazione del padre.]



Primo ministro
 
?
(? - ?)

1922
Settembre

27, salito al trono, re Giorgio II si trova di fronte ad una situazione davvero disastrosa e tale che egli non può quasi esercitare più alcuna autorità nel paese.
Il regime rivoluzionario militare ha deferito ad un tribunale di guerra gli ex ministri Gounares, Stratos, Baltatzes, Theotokes e Protopapadakes, e il gen. Hadzanestes che era stato comandante in capo in Anatolia, ai quali si attribuisce la maggiore colpa della disfatta.
[Anche la loro responsabilità è assai indiretta e certo non tale da meritare la suprema pena.]
Allora i rappresentanti dell'Intesa, riuniti a Losanna per la conferenza per la pace con la Turchia, non appena sanno della traduzione davanti alla corte marziale dei presunti responsabili e del pericolo che corrono di essere giustiziati, fanno forti pressioni su E. Venizelos, che si trova pure a Losanna, perché usi la sua sempre grande influenza presso le autorità greche a favore degli imputati.
Anzi lord Curzon informa E. Venizelos che invierà un delegato appositamente ad Atene per lo stesso scopo.
[Sembra invece che E. Venizelos abbia avvertito i suoi amici ad Atene della partenza di detto delegato perché si affrettassero quindi a farla finita con Gounares e compagni che sono i suoi nemici politici.]

Novembre
28
, condannati a morte dal tribunale militare, gli ex ministri Gounares, Stratos, Baltatzes, Theotokes e Protopapadakes, e il gen. Hadzanestes vengono giustiziati.

Il col. Plastiras , che ha assunto fin da principio un atteggiamento nettamente antimonarchico – mantenuto anche dopo la partenza di re Cosantino I –, vuole indire un plebiscito per avere una decisione pro o contro la repubblica; re Giorgio II è quindi indotto a lasciare il paese mentre si svolgono le operazioni del plebiscitio perché non possa influire sull'opinione pubblica;

Dicembre
19
, re Giorgio II parte lasciando la reggenza all'amm. Koundouriotes;



1922
IMPERO OTTOMANO

Mehmet VI o Muhammad VI

Albero genealogico
Mehmet Vahdettin o Mehmet Vahideddin
(Istanbul, 14 gen 1861 – Sanremo, 16 mag 1926)
figlio di 'Abd-ul-Mejid I e della sua sposa armena Tirimüjgan;
1918-22, XXXVI sultano; [ultimo]
1922
Novembre
1
°, il successo dei nazionalisti porta all'abolizione del sultanato (con effetto retroattivo al 1920);
17, l'ex sultano lascia Istanbul a bordo di una nave da guerra britannica.
19, suo cugino viene eletto califfo col nome di Abdul Mejid II, divenendo la nuova guida della dinastia. Condannato all'esilio a Malta, l'ultimo sultano ottomano trascorrerà gli ultimi anni della sua vita sulla riviera ligure. Morirà il 16 maggio 1926 a Villa delle Magnolie in Sanremo.

Capo del governo
Damad Ferid Pascià
(? - ?)

1922
dal 1920 Mustafa Kemal è a capo di un comitato esecutivo che ha assunto in sostanza la funzione di governo provvisorio;
guerra greco-turca (1920-22):
Marzo
22
, alla conferenza orientale di Parigi si giunge ad un armistizio per il quale i greci dovranno evacuare l'Anatolia entro quattro mesi e parte della Tracia orientale, mentre varie concessioni vengono fatte alla Turchia; il governo greco accetta l'armistizio, quello turco di Ankara lo approva in linea di massima, ma Mustafa Kemal insiste per l'evacuazione immediata; su questo punto le forze occidentali non possono mettersi d'accordo e le trattative si prolungano per vari mesi.
La Grecia cerca quindi di trovare la soluzione con un nuovo atto di forza.

Giugno
7
, la flotta greca bombarda Samsun sul Mar Nero;

Luglio
17, il governo di Atene erige la regione occupata in Anatolia a stato autonomo da denominarsi "Ionia" ed effettua concentramenti di truppe in Tracia;
29, la Grecia informa gli Alleati che intende marciare su Costantinopoli (finalmente è la "megali idea" che sta per realizzarsi) ma questo è un po' troppo anche per il filellenismo di Lloyd George il quale dichiara che non consentiraà a tale occupazione, e i presidi alleati della città vengono rinforzati.
Allo stesso tempo però il primo ministro britannico tiene un discorso alla Camera di intonazione decisamente antiturca dichiarando che il suo governo non si ritiene più impegnato alle decisioni di Parigi del marzo scorso in quanto sono sfavorevoli alla Grecia.
Questo discorso convince Mustafa Kemal che la Gran Bretagna non solo non farà più nulla per spingere i greci all'evacuazione pacifica dell'Anatolia, ma che li incoraggerà a resistere e forse si dispone ad inviare loro soccorsi militari.
Tale intenzone non vi è in realtà e il popolo britannico non tollererebbe un intervento armato a favore dei greci ma l'atteggiamento di Lloyd George è tale da giustificare il sospetto, e il governo di Ankara decide di agire.

L'esercito turco in Anatolia è di circa 120.000 uomini con 200 cannoni ma non ha linee di comunicazione da proteggere perché tutta la popolazione gli è favorevole e può concentrarsi in qualunque punto e attaccare dove ritiene più opportuno.
Il comandante in capo non è più Mustafa Kemal, ora denominato il Ghazi (il vincitore), troppo occupato con le cure di governo, ma Ismet Pascià.

Agosto
26
, Ismet Pascià sferra l'attacco principale al centro greco presso Afium Karahissar sfondando colà il fronte nemico;
29-30, altro attacco turco a Tunlu Bunar;
l'esercito greco, che ha lottato valorosamente per tre anni, si sfascia.
[I turchi minacciano anche un piccolo avamposto britannico situato a Chanak nella zona dei Dardanelli. Posto di forte alla prospettiva di evacuare gli stretti, il governo di D. Lloyd George sceglie di resistere e decide di rinforzare la posizione di Chanak, richiedendo l'aiuto della Francia, dell'Italia e degli alleati balcanici e invitando i dominions a inviare contingenti militari.]

Settembre
9
, le forze turche entrano a Smirne e nei primi giorni non ci sono casi di violenza. Ma dopo alcuni atti terroristici contro i comandanti turchi per opera, pare, di greci e armeni, seguono terribili rappresaglie e scoppiano incendi in varie parti della città, provocati non si sa bene da chi, che la distruggono in gran parte.
[Tutto ciò avviene alla presenza delle navi da guerra alleate che da una settimana sono all'àncora nel porto e che impassibili assistono a tanto sterminio!]

Nell'entusiasmo della vittoria i turchi vorrebbero marciare subito su Costantinopoli per cacciare gli Alleati con la forza, e per un certo tempo un conflitto sembra inevitabile. Ma dopo lunghe trattative e in seguito a una nota collettiva anglo-franco-italiana al governo di Ankara – in cui si propone una conferenza internazionale per concludere la pace con la Turchia su basi del tutto nuove – il pericolo viene evitato.
Si giunge ad un accordo in base al quale Costantinopoli non dovrà essere occupata dai turchi nazionalisti che dopo conclusa la pace, e il regime degli Stretti e la protezione delle minoranze saranno discussi alla conferenza.
Al convegno di Mudania fra i rappresentanti militari britannici, francesi, italiani e turchi viene concluso un armistizio e stabilita l'evacuazione greca dalla Tracia orientale, impegnandosi i turchi a tenersi per il momento ad una certa distanza dagli Stretti.


si conclude con la sconfitta dei greci e il ristabilimento dell'unità del paese;
accusato di aver accettato supinamente i trattati, Mehmet VI viene destituito da una rivolta nazionale scoppiata in Anatolia sotto la guida di Mustafa Kemal;

Novembre
, l'Assemblea nazionale di Ankara abolisce il sultanato (con effetto retroattivo al 1920) e con Mustafa Kemal [Ghazi] come presidente, proclama la repubblica.
Per qualche tempo ancora viene mantenuto il califfato, di cui viene investito un membro dell'ex famiglia imperiale Abdul Medgid.
20, conferenza di Losanna (20 nov 1922 - 24 lug 1923) – per la revisione del trattato di Sèvres – a cui partecipano: Francia, Gran Bretagna, Italia, Giappone, Stati Uniti, Turchia, Grecia, Jugoslavia,
Romania; vi intervengono anche, per le questioni che le riguardano, Bulgaria e U.R.S.S.. [vedi Svizzera]

In questo modo nasce la nuova Turchia, non più Impero ottomano, ma stato turco con una popolazione quasi esclusivamente turca, salvo la minoranza greca di Costantinopoli e qualche altro elemento poco numeroso.
Gli armeni o sono stati massacrati o si sono rifugiati nel territorio della Repubblica armena del Caucaso o altrove all'estero.
Le regioni abitate da arabi distaccate dalla Turchia diventano o stati indipendenti o paesi sotto mandato francese o britannico.
Ma i territori rimasti alla Turchia sono più compatti e omogenei, geograficamente ed etnicamente.






1922
RUSSIA
Terrore Rosso
-
Durante la guerra civile il patriarca Tikhon cerca di mantenere la piena neutralità della Chiesa.

1922
La "prima guerra contadina" (1918-1921/22) ha provocato 250.000 morti.

Gennaio
22
, muore papa Benedetto XV;

Febbraio
6
, la Ceka viene sciolta e le sue funzioni vengono trasferite ad un nuovo organo la OGPU o Ghepeu (Obyeddinenoye Gosudarstvennoye Politicheskoye Upravleniye - Direzione politica unificata di Stato) che ne eredita l'organizzazione ma con poteri molto più estesi.
Lenin favorisce una svolta radicale, la NEP (Nuova Politica Economica) che permette una certa ripresa dell'iniziativa privata in economia.
Ma essa inizia assieme ad una disastrosa carestia: tra i contadini 5 milioni di morti, di cui 1,5 milioni in Ucraina; l'intervento umanitario dell'Ara (American Relief Administration) salva circa 10 milioni di persone. Circa 2 milioni muoiono di malattie, fame, carenza di medicinali e di riscaldamento nelle città grandi e piccole. Lasciano il paese oltre 1,5 milioni di nobili, borghesi, imprenditori, commercianti, professionisti, intellettuali, artisti e scrittori.
22, viene eletto papa Pio XI.

Aprile
XI congresso del Partito comunista (bolscevico) russo: Stalinviene eletto segretario generale.
9, la «Gazeta Wieczerna» di Varsavia comunica che alcuni gruppi industriali tedeschi hanno ottenuto dal governo dei Soviet vaste concessioni boschive in Volinia e Podolia e che molte segherie sono state riattivate dai loro tecnici;
10, conferenza di Genova: indetta dal primo ministro britannico D. Lloyd George, vi partecipano vincitori, neutrali e… vinti, ivi comprese la Germania e la Russia.
È la più importante riunione dopo quella del 1878 a Berlino, infatti tutti i paesi dell'Europa vi hanno inviato i propri ministri degli Esteri e sono presenti quasi tutti i capi di governo.
16, trattato di Rapallo: il ministro degli Esteri tedesco W. Rathenau firma a Rapallo un trattato con il commissario del popolo sovietico addetto agli Affari Esteri Chicherin, appoggiato attivamente, durante il negoziato, da K.B. Radek. Il nuovo trattato (dopo quello di Brest-Litovsk del 1918) assicura una pace duratura.
I due Stati contraenti riconoscono i loro rispettivi confini, ristabiliscono le relazioni diplomatiche, rinunciano reciprocamente al completo pagamento delle indennità di guerra, si accordano reciprocamente la clausola di nazione favorita, s'impegnano a cooperare sul piano economico e a consultarsi nel caso che tale cooperazione dovesse svilupparsi in un contesto più vasto.
È un fulmine a ciel sereno.
[Secondo G. Clemenceau (1841-1929), la Germania ha condonato così ai sovietici i risarcimenti dei danni di guerra senza chiedere preventiva autorizzazione alle potenze che su questi beni vantano un diritto di prelazione (art. 248 del Trattato di Versailles), accordando così alla Russia un trattamento privilegiato. Inoltre la Germania mette al servizio di questa nazione le attrezzature industriali che non vuole utilizzare per un più rapido pagamento dei risarcimenti di guerra da essa stessa dovuti. In poche parole essa riprende agli occhi del mondo la propria indipendenza.]
Ma assai più importanti dei colloqui ufficiali, risultano i colloqui confidenziali avvenuti in margine alla conferenza di Rapallo, tra K.B. Radek da una parte e due militari tedeschi dall'altra: il colonnello Nicolai, ex capo del servizio informazioni dell'esercito tedesco durante la prima guerra mondiale, ed il maggiore von Hammerstein. Queste trattative portano ad un accordo segreto tra l'Armata Rossa e la Reichswehr. La clausola più importante di questo accordo segreto prevede l'invio in URSS di istruttori tedeschi e in Germania di ufficiali sovietici per dei corsi di addestramento.
La collaborazione Reichswehr-Armata Rossa è diretta, da parte tedesca, dal ministro della difesa Gessler e dal gen. H. von Seeckt, appoggiati dal col. Nicolai.
Il primo risultato è che gli ufficiali tedeschi in Russia prendono pratica nell'uso delle armi vietate alla Germania dal trattato di Versailles, come ad esempio gli aerei ed i carri armati. I tedeschi in cambio apportano all'armata Rossa l'esperienza tecnica e strategica e le cognizioni militari del Grande Stato Maggiore germanico. Più tardi questa cooperazione verrà estesa alla produzione degli armamenti.

Maggio
10
, Lenin è colpito da emiplegia;
il patriarca Tikhon viene posto agli arresti domiciliari e nello stesso tempo viene avviato un processo contro di lui con l'accusa di essersi rifiutato, al tempo della carestia, di mettere a disposizione gli oggetti preziosi ecclesiastici;
[nel frattempo erà già sorto (su iniziativa dei bolscevichi e con la collaborazione di sacerdoti liberali e riformisti) un consiglio presbiteriale nazionale la cui direzione era stata affidata al famigerato prete Vvedenszky di Pietroburgo.]
a capo di una delegazione il prete Vvedenszky fa visita al patriarca arrestato chiedendogli che gli venga affidata la direzione del patriarcato; dopo un primo rifiuto, il patriarca gli assegna, per un breve periodo, la direzione delle faccende del patriarcato: ciò è sufficiente per legalizzare il consiglio presbiteriale, e il nuovo movimento si infiltra a poco a poco in tutta l'organizzazione della Chiesa ortodossa con il nome di "Chiesa viva"; la maggioranza dei vescovi si oppone al movimento e il metropolita di Pietroburgo scomunica il prete Vvedenszky che viene così arrestato, condannato a morte e infine giustiziato;

Giugno
15
, il vapore "Carlo Marx" approda in Inghilterra con un carico di 2.700 tonnellate di legname da costruzione; è la prima volta che arriva in un porto inglese una nave che batte bandiera del governo dei Soviet.

Luglio
24
, una missione pontificia, composta di 9 sacerdoti e di tre laici, parte da Roma;

Settembre
29
, la missione pontificia inizia ufficialmente il suo lavoro in Crimea, spostandosi anche in altre regioni della Russia meridionale;
[Si spingerà più tardi sino a Mosca e a Leningrado.]
Mentre la commissione si trova in Crimea, Pio XI rivolge un memorandum a tutti gli Stati, che hanno rapporti diplomatici con la Santa Sede, domandando loro di agire in favore di una «normalizzazione» della situazione interna in Russia, condizionando, ad esempio, il loro riconoscimento al governo sovietico alla concessione da parte di quest'ultimo della più ampia libertà religiosa privata e pubblica, garantita dal diritto di proprietà.
L'iniziativa non solo è grave, ma perfino provocatoria, e si puo spiegare soltanto con la persuasione, condivisa da quasi tutte le diplomazie, che il regime sovietico sia, oltre che illegale, transitorio.
Sul piano religioso, la Segreteria di Stato vaticana ha accettato le condizioni poste dai russi, e cioè che la missione pontificia debba limitarsi alla pura attività assitenziale, evitando qualsiasi propaganda religiosa e astenendosi dalla celebrazione di riti sacri (i membri della missione giungono persino a celebrare la messa a porte chiuse), ma il fatto è che, contemporaneamente ai preparativi dell'invio della missione e alla sua attività, le strutture ecclesiastiche in Russia vengono ulteriormente ampliate, e ciò nonostante che, dopo i trattati coi Paesi Baltici e quello di Riga, del 18 marzo 1921, che hanno fissato i nuovi confini fra l'Unione Sovietica e l'Occidente, i cattolici russi siano scesi dai 6 milioni a 1,6.


CHIESA CATTOLICA
in RUSSIA
[1921- nov 1923]
Sacerdoti
Chiese
Fedeli
Archidiocesi
- Mohilev
74
115
250.000
Diocesi
- Tiraspol
100
90
300.000
- Kamieniec
48
100
300.000
- Minsk
14
46
150.000
- Zytomir
66
107
350.000
- Vladivostok*
6
6
20.000
Vicariati apostolici
- Siberia**
12
35
75.000
- Caucaso-Crimea
30
30
70.000
Amm. Apostolica per gli Armeni
47
15
66.618
Totali
397
574
1.581.618
Abitanti: ?; Cattolici: 1.600.000.
A queste circoscrizioni va aggiunto l'Esarcato per i fedeli di rito bizantino-slavo (alcune migliaia), assistiti da una decina di preti ucraini e russi. L'esarca è stato nominato nel 1921.
* Diocesi di Vladivostok, creata il 2 febbraio 1923.
** Vicariato apostolico in Siberia, creato il 1° dicembre 1921.
[Carlo Falconi, La Chiesa e le organizzazioni cattoliche in Europa, Milano 1960, Edizioni di Comunità.]

Irritato da questa riorganizzazione della Chiesa cattolica nel proprio territorio e dalle resistenze frapposte dalla Santa Sede a trasformare la Commissione Pontificia di aiuti in rappresentanza diplomatica, il governo sovietico non solo respinge la proposta del Vaticano di accettare una somma equivalente al valore degli oggetti di culto delle chiese cattoliche che i sovieti vogliono sequestrare, ma decide anche lo smantellamento dell'organizzazione cattolica nell'URSS.
Naturalmente occorre un pretesto…

Ottobre
il patriarca Tikhon viene arrestato
;
[Il regime non gli ha perdonato l'anatema lanciato il 19 gennaio 1918.]

Novembre
il Congresso dell'Internazionale Comunista (il primo congresso a cui partecipano rappresentanti delle popolazioni autoctone africane e dei negri d'America) sollecita l'analisi del problema specifico della razza nera, destinata – afferma la risoluzione finale approvata con voto unanime alla conclusione dei lavori - ad avere un'importanza vitale nel quadro della rivoluzione operaia mondiale;
un autentico rappresentante comunista dei territori dell'Africa del Nord francese, il "compagno Bodenga" lamenta in un suo intervento come il partito comunista francese abbia finora trascurato la propoaganda del verbo marxista tra le popolazioni indigene di quei paesi, tra le quali, nondimeno, l'apparato organizzativo rivoluzionario sta facendo rapidi progressi; termina col dire che «senza una rivoluzione nelle colonie non sarà mai possibile un trionfo del comunismo in Francia perché le truppe nere, rimanendo fedeli alla madrepatria, potranno essere impiegate con successo contro i ribelli della metropoli; donde l'utilità di inserire nel Comitato Esecutivo dell'Internazionale uno speciale rappresentante dell'Africa settentrionale».
[In realtà sarà proprio Stalin – nonostante le critiche postume – ad accentuare la connessione, già indicata da Lenin, tra questione nazionale e questione coloniale, sensibilizzandola sul piano dei movimenti autonomisti rivoluzionari e ordinandola, sotto il profilo dottrinale, in quella raccolta di scritti e di discorsi (abbraccianti il periodo 1912-1934), apparsa appunto col titolo di Il marxismo e la questione nazionale e coloniale, Torino, Einaudi, 1948.]
30
, nasce l'U.R.S.S. questa confederazione tra le repubbliche sovietiche di Russia, Ucraina, Bielorussia e Transcaucasia.

U.R.S.S.
(Unione delle repubbliche sovietiche: Russia, Ucraina, Bielorussia e Transcaucasia)

Dicembre
5
, accusati di attività antirivoluzionaria, vengono arrestati:
. mons. Giovanni Cieplak, arcivescovo di Mohilev,
. mons. Leonida Feodorov, esarca dei cattolici russi di rito bizantino,
. mons. Butkiewiez,
- 12 preti,
- 1 laico.

 

 

TRANSCAUCASIA
(Repubblica Socialista Federativa Sovietica)
Repubblica Socialista Sovietica dell'Azerbaigian
[Parte settentrionale del paese.]
presidente della repubblica
-
1922
-
presidente della repubblica
-
1922
Novembre
30
, entra ufficialmente a far parte della TRANSCAUCASIA;
Repubblica Socialista Georgiana
(Repubblica federativa - capitale: Tbilisi)
presidente della repubblica
NoéJordania
(1918 - ?)
1922
Novembre
30
, entra ufficialmente a far parte della TRANSCAUCASIA;

- Adzaristan (repubblica autonoma)
- Abhasia (repubblica autonoma)
- Ossezia Meridionale (provincia autonoma)



Repubblica Sovietica di Bielorussia 1922
Novembre
30
, entra ufficialmente a far parte della Federazione delle Repubbliche Sovietiche (Beloruskaja SSR);

Repubblica Sovietica dell'Ucraina - Presidente: ?(?-?);
1922

Novembre
l'URSS costituisce l'Ucraina con capitale Kijev, in repubblica federativa;

1922
REPUBBLICA POPOLARE d'UNGHERIA
(dal 16 novembre 1918)
Reggente
Miklós Horthy von Nagybánya
(1920 mar - ott 1944)
Primo ministro
conte István Bethlen
(1921 mag - 1931)
1922
-

a


1922
REGNO di ROMANIA
Ferdinando I
Albero genealogico
(Sigmaringen, Prussia 1865 - Sinaia, Valacchia 1927)
figlio di Leopoldo (1835-1905) principe di Hohenzollern-Sigmaringen [fratello di Carlo I] designato (1870) alla corona di Spagna e di Antonia di Portogallo;
1914-27, re di Romania;
Matrimoni principeschi (pr. ered. Carlo nel 1921, p.sse Elisabetta e Maria nel 1922)
1922
Ottobre
15
, re Ferdinando e la regina Maria sono solennemente incoronati ad Alba Julia ma, data la situazione politica, i transilvani e altri gruppi di opposizione non vogliono partecipare alla cerimonia;
primo ministro
Ion Bratianu
(1922 gen - mar 1926)
ministro degli Affari Esteri
-
ministro delle Finanze
Vintila Bratianu
(1922 - ?)

1922
Gennaio
19
, dopo vari tentativi, tutti falliti, Ion Bratianu può formare un ministero con l'appoggio dei liberali che ormai comprendono la maggioranza dei benestanti;
[Il Partito conservatore è scomparso a causa del suo atteggiamento germanofilo durante la guerra.]
Ion Bratianu istituisce una vera dittatura, sostenendo che è necessaria per salvare il paese dal caos.

Sciolta la Camera, indice elezioni che si svolgono con i vecchi metodi di pressione governativa che risultano favorevoli al ministero; ma il Partito del Popolo, i Popolari di Transilvania e i Democratici se ne astengono e dichiarano che il parlamento così eletto è illegale.
Una maggiore difficoltà è quella finanziaria, dovuta alla eccessiva emissione di buoni del Tesoro, e il nuovo ministro delle Finanze Vintila Bratianu cerca di rimettervi ordine.

Aprile
23
, conclude una convenzione di mutua protezione con la Cecoslovacchia contro la possibilità di una aggressione da parte dell'Ungheria, lo stato da cui più si temono tentativi revisionisti;

Giugno
7
, conclude una convenzione di mutua protezione con la Jugoslavia in vista di possibili aggressioni sia ungheresi che bulgare.
Da questi accordi e da altri analoghi fra la Cecoslovacchia e la Jugoslavia nasce la Piccola Intesa che si ritiene, con l'appoggio della Francia, capace di assicurare il mantenimento dello status quo nell'Europa centro-orientale.

a


1922
REGNO di BULGARIA
Boris III
Albero genealogico

(Sofia 1894 - 28 ago 1943)
figlio di Ferdinando di Sassonia-Coburgo-Saalfeld-Koháry e di Maria Luisa di Borbone-Parma;
1918, 3 ottobre, il padre abdica a suo favore;
1918-43, zar dei bulgari;



Primo ministro
A. Stambolijski
(1920 mar - giu 1923)

1922
lo zar deve subire la "dittatura verde" del partito contadino di A. Stambolijski;

a




-
1922
III Repubblica
Presidente della Repubblica
A. Millerand
(1920 23 set - 11 giu 1924)
Presidente del Senato
Léon Bourgeois
(1920 14 gen - 22 feb 1923)
Presidente della Camera
-
Presidente dell'Assemblea nazionale
(Senato+Camera)
-
-
Presidente del Consiglio
A. Briand
VII
(1921 16 gen - 12 gen 1922)
R. Poincaré
II
(1922 15 gen - 29 mar 1924)
Interni
Pierre Marraut
(1921 16 gen - 15 gen 1922)
Maurice Maunoury
(15 gen - 29 mar 1924)
Affari Esteri
A. Briand
(1921 16 gen - 15 gen 1922)
R. Poincaré
(15 gen - 9 giu 1924)
Colonie
-
-
Regioni liberate
-
-
Guerra
-
A. Maginot
(1922-24)
Marina
-
-
Finanze
Paul Doumer
(1921 16 gen - 15 gen 1922)
Charles de Lasteyrie
(15 gen - 29 mar 1924)
Commercio
e Industria
-
-
Lavori Pubblici
-
-
Lavoro
-
-
Giustizia
Laurent Bonnevay
(1921 16 gen - 15 gen 1922)
Louis Barthou
(15 gen - 5 ott)
Maurice Colrat
(5 ott - 29 mar 1924)
Pubblica Istruzione
e dei Culti
-
-
-
-

1922
-

-


1922
REGNO dei PAESI BASSI

Guglielmina

Albero genealogico

(l'Aia 1880 - castello di Het Loo, presso Apeldoorn 1962)
figlia di Guglielmo III re d'Olanda e della sua seconda moglie Emma di Waldeck-Pyrmont;
1890-1948, regina dei Paesi Bassi;
[dal 31 agosto 1898 ha assunto ufficialmente il potere]

Primo ministro
-

1922
-

a


1922
REGNO del BELGIO

Alberto I

Albero genealogico

(1875 - 1934)
figlio di Filippo di Fiandra e di Maria di Hohenzollern-Sigmaringen;
1909-34, re dei belgi;



1922
-



1922
Granducato di Lussemburgo
Charlotte di Nassau-Weilburg
Albero genealogico

(1896-?)
figlia di Guglielmo IV e di Maria Anna di Portogallo;
1919-64, duchessa di Nassau;
1919-64, granduchessa di Lussemburgo;
[dal 1919 il paese ha una costituzione democratica]


1922
-





1922
REGNO UNITO
di
GRAN BRETAGNA e IRLANDA
Giorgio V
Albero genealogico

(Marlborough House, London 3.6.1865 - Sandringham, Norfolk 20.1.1936)
secondo figlio di Edoardo VII e di Alessandra di Danimarca;
1877-92, presta servizio nella marina militare;
1892, diventa erede presuntivo al trono per la morte del fratello maggiore Alberto Vittorio;
1893, sposa la p.ssa Mary von Teck (1867-1953)
1901-10, principe di Galles;
1910-36, re di Gran Bretagna e Irlanda, imperatore delle Indie;
succeduto alla morte del padre;

Primo ministro,
Primo lord del Tesoro
[ Prime Minister, First Lord of the Treasury]
D. Lloyd George
liberale-nazionale
coalizione di governo
(1916 7 dic - 23 ott 1922)
A. Bonar Law conservatore
(23 ott - 22 mag 1923)
Cancelliere dello Scacchiere
[Chancellor
of the Exchequer
]
sir Robert Stevenson Horne
(1921 1° apr - 19 ott 1922)
S. Baldwin
(27 ott - 22 mag 1923)
Segretari di Stato
-
Affari Esteri e Commonwealth
lord G.N. Curzon of Kedleston
(1919 ott - gen 1924)
Giustizia
-
Colonie
-
Commercio
-

1922
-

Agosto
I turchi minacciano un piccolo avamposto britannico situato a Chanak nella zona dei Dardanelli.
Posto di forte alla prospettiva di evacuare gli stretti, il governo di D. Lloyd George sceglie di resistere e decide di rinforzare la posizione di Chanak, richiedendo l'aiuto della Francia, dell'Italia e degli alleati balcanici e invitando i dominions a inviare contingenti militari.

Settembre
15
, il ministro delle Colonie W.L.S. Churchill inivia a nome di D. Lloyd George un lungo dispaccio ai primi ministri di Canada, Australia, Nuova Zelanda e Sud Africa nel quale si sottolinea come un umiliante abbandono degli stretti avrebbe serie conseguenze per la stabilità dell'Impero soprattutto in India e tra le altre popolazioni musulmane soggette al dominio britannico. Inoltre W.L.S. Churchill, mostrando uno scarso senso di opportunità, ricorda lo sfortunato sbarco di Gallipoli nel 1915 di cui egli era stato il diretto ispiratore e che era costato decine di migliaia di morti alle truppe britanniche, australiane e neozelandesi: non si deve permettere che le loro tombe cadano nelle mani dei "feroci kemalisti".
Il dispaccio si chiude con un appello ai dominions perché inviino contingenti militari aggiungendo che il solo annuncio della loro disponibilità sarebbe forse sufficiente a impedire l'effettivo attacco contro le forze britanniche nella zona dello stretto dei Dardanelli.
Solo poche ore dopo l'invio del telegramma ai dominions, W.L.S. Churchill consegna alla stampa una dichiarazione ufficiale del governo che contiene tutte le informazioni sulla crisi turca e in particolare dà notizia della richiesta di aiuto fatta ai dominions.
A Ottawa il dispaccio di Londra incappa in una serie di ritardi burocratici, mentre invece le comunicazioni giornalistiche sono molto più rapide…

Ottobre
alla fine l'incidente si sgonfia: i turchi non attaccano la guarnigione di Chanak e a metà mese viene firmato un armistizio che prelude a un definitivo accordo di pace.
23, i conservatori ritirano il loro appoggio al governo di coalizione di D. Lloyd George il quale si dimette lasciando il posto a A. Bonar Law ;
nelle successive elezioni W.L.S. Churchill perde il suo seggio in Parlamento.

 

Irlanda del Nord
1922
Il parlamento di Belfast (Stormont) dominato dal partito conservatore unionista vota una Legge sui poteri speciali [rimarrà in vigore fino al 1974] che sospende praticamente le garanzie costituzionali per i cattolici e impone restrizioni censitarie per le elezioni municipali;
Eire

1922
Agosto
22
, M. Collins, passato dalla parte dei meno intransigenti aderendo al Governo dello Stato Libero, viene considerato un traditore e assassinato dai repubblicani di E. De Valera.

Dicembre
la guerra civile riaccesasi tra cattolici e protestanti viene domata verso la fine dell'anno dal governo di Dublino, presieduto da W. Cosgrave;
mentre proseguono le azioni terroristiche, l'ala del Sinn Fein guidata da E. De Valera si organizza nel partito Fianna Fail (soldati del destino).



1922
DANIMARCA e ISLANDA
Cristiano X
Albero genealogico

(Charlottenlund 1870 - Copenaghen 1947)
figlio di Federico VIII e di Luisa di Svezia;
1912-47, re di Danimarca;
continua a favorire l'evoluzione democratica del paese;
1919-44, re d'Islanda;
[rimane re dell'isola (fino alla proclamazione della repubblica nel 1944) anche se, staccatasi dalla Danimarca, si è costituita in stato sovrano.]
1940-45, costretto a subire l'occupazione nazista, mantiene un atteggiamento dignitoso che contribuisce ad alimentare lo spirito di resistenza del suo popolo.

REGNO di DANIMARCA
1922
dal 1915 il paese ha una nuova costituzione che istituisce, fra l'altro, il nuovo sistema bicamerale ed estende il diritto di voto alle donne;
REGNO d'ISLANDA
1922
-


1922
REGNO DI NORVEGIA
[dal 1905]
Haakon VII
Albero genealogico

principe Carlo (? - ?)
figlio di Federico VIII re di Danimarca e di Luisa di Svezia;
1905-57
, re di Norvegia;

Primo ministro

1922
-



1922
REGNO di SVEZIA
Gustavo V
Albero genealogico

(Stoccolma, castello di Drottningholm 16 giugno 1858 – Stoccolma, 29 ottobre 1950)
figlio di Oscar II e di Sofia di Nassau;
1907-50, re di Svezia;
osserva correttamente le regole del sistema parlamentare;

1922
-


1922
FINLANDIA
Governo provvisorio
1922
negli anni Venti il governo attua una politica anticomunista e la politica estera è caratterizzata da una stretta neutralità;




1922
Presidente
-
-
1922
padrone della situazione è ormai l'esercito, anche se incapace di assicurare al governo la stablità necessaria a risolvere la crisi finanziaria e politica;

a


1922
Regno di Spagna
Alfonso XIII di Borbone
Albero genealogico

(Madrid 1886 - Roma 1941)
figlio postumo di Alfonso XII e di Maria Cristina d'Absburgo-Lorena;
1886-1931, re di Spagna;

Primo Ministro
A. Maura y Montaner
(1921 14 ago - 7 mar)
José Sánchez Guerra
(8 mar - 6 dic)
Manuel García Prieto
(7 dic - 14 set 1923)
Interni
-
-
Economia
-
-
-
1922
governa appoggiandosi alle "giunte" militari, all'alto clero e ai grandi proprietari fondiari e incoraggiando, spesso, una politica repressiva;
insurrezione nazionalista in Marocco (1920-26);
Luglio
la notizia della grave disfatta subita ad Anual dalle truppe di occupazione del Marocco demoralizza il governo parlamentare che si dimostra impotente;

***

Isole Canarie:
-





1922
REGNO d'ITALIA
Vittorio Emanuele III
Albero genealogico

(Napoli 1869-Alessandria d'Egitto 1947)
figlio di Umberto I e di Margherita di Savoia;
1878-1900, principe di Piemonte;
1896, Roma 24 ott: sposa la p.ssa Elena del Montenegro (1873-1952);
1900-46, re d'Italia;
1922
Ottobre

"marcia su Roma": messo di fronte al rischio di una guerra civile preferisce non firmare il decreto di "stato d'assedio" che sgominerebbe le organizzazioni fasciste, anzi affida proprio a B. Mussolini l'incarico di formare il nuovo governo;
inizia la dittatura fascista

 


1936-43, imperatore d'Etiopia
1939-43, re d'Albania;

PARLAMENTO
XXVI Legislatura
(1921 11 giu - 25 gen 1924)
Presidente del Senato
T. Tittoni
laziale
(1921 11 giu - 10 dic 1923)
Presidente della Camera
E. de Nicola
campano
(1921 11 giu - 25 gen 1924)
 
Presidenti
del Consiglio
cav. prof.
I. Bonomi
lombardo
L. Facta (Pli)
piemontese
cav. B. Mussolini (Pnf)
romagnolo
(1921 4 lug - 26 feb 1922)
I
(26 feb - 1° ago)
I
(1° ago - 31 ott)
II
(1922 31 ott - 3 gen 1926)
Sottosegretario G. Bevione
piemontese
(1921 4 lug - 26 feb 1922)
G. Beneduce
campano
(26 feb - 31 ott)
G. Acerbo (Pnf)
abruzzese
(1922 31 ott - 3 lug 1924)
Interno
cav. prof.
I. Bonomi lombardo
(1921 4 lug - 26 feb 1922)
L. Facta (Pli)
piemontese
(26 feb - 1° ago)
P. Taddei (Pli)
toscano
(1° ago - 31 ott)
cav. B. Mussolini(Pnf)
romagnolo
(1922 31 ott - 17 giu 1924)
[ad interim]
Sottosegretario A. Teso
veneto
(1921 4 lug - 26 feb 1922)
A. Casertano
campano
(26 feb - 1° ago)
Carlo Fumarola
pugliese
(1° ago - 31 ott)
Aldo Finzi
veneto
(1922 31 ott - 17 giu 1924)
Affari Esteri

P. Tomasi Della Torretta
siciliano
(1921 8 lug - 26 feb 1922)

C. Schanzer (Pli)
austriaco
(26 feb - 31 ott)
cav. B. Mussolini(Pnf)
romagnolo
(1922 31 ott - 12 set 1929)
[ad interim]
Sottosegretari A. Valvassori Peroni
lombardo
(1921 27 ago - 26 feb 1922)
F. Tosti Di Valminuta
campano
(26 feb - 31 ott)
E. Vassallo (Ppi)
siciliano
(1922 31 ott - 27 apr 1923)

Colonie

G. Girardini
friulano
(1921 4 lug - 26 feb 1922)
G. Amendola (Pli)
campano
(26 feb - 31 ott)
L. Federzoni (nazionalista, dal 1923 Pnf)
romagnolo
(1922 31 ott - 3 giu 1924)
Sottosegretario conte P.G. Venino
lombardo
(1921 7 lug - 31 ott 1922)
G. Marchi
toscano
(1922 31 ott - 2 lug 1924)

Guerra

avv. L. Gasparotto
friulano
(1921 4 lug - 26 feb 1922)
principe
P. Lanza di Scalea (Partito agrario)
siciliano
(26 feb - 1° ago)
avv.
M. Soleri
piemontese
(1° ago - 31 ott)
cav. gen.
Duca della Vittoria
A. Diaz
campano
(1922 31 ott - 30 apr 1924)
Sottosegretario L. Macchi
siciliano
(1921 4 lug - 26 feb 1922)
P. Lissia
sardo
(26 feb - 1° ago)
A. Marracino
molisano
(1° ago - 31 ott)
C. Bonardi
lombardo
(1922 31 ott - 3 lug 1924)

Marina

E. Bergamasco
piemontese
(1921 4 lug - 26 feb 1922)
R. De Vito (Pdsi)  
toscano
(26 feb - 31 ott)
cav. duca
P. Thaon di Revel
piemontese
(1922 31 ott - 8 mag 1925)
Sottosegretari E. Sipari
campano (1921 4 lug - 26 feb 1922)
G. Pallastrelli
conte di Celleri
emiliano
(26 feb - 31 ott)
C. Ciano (Pnf) 
toscano
(1922 31 ott - 5 feb 1924)
  N. Serra
calabrese
(26 feb - 31 ott)
[Marina Mercantile]
 

Tesoro

G. De Nava
calabrese
(1921 4 lug - 26 feb 1922)
C. Peano (Pli)
piemontese
(26 feb - 1° ago)
G. Paratore (Pli)
siciliano
(1° ago - 31 ott)
V. Tangorra (Ppi)
lucano
(31 ott - † 21 dic)
A. De Stefani (Pnf)
veneto
(22-31 dic 1922)
[ad interim]
Sottosegretari conte Aldo Rossini
piemontese
(1921 4 lug - 31 ott 1922)
[Assistenza militare e Pensioni di Guerra]
A. Rocco (Pnf)
campano
(1922 31 ott - 21 dic)
C.M. De Vecchi
piemontese
(22-31 dic)
[Assistenza e Pensioni di Guerra]
  V. Tangorra
lucano
(1921 4 lug - 26 feb 1922)
G. De Capitani d'Arzago (Pli)
lombardo
(26 feb - 1° ago)
A. Fontana
piemontese
(1° ago - 31 ott)
   

Finanze

M. Soleri
piemontese
(1921 4 lug - 26 feb 1922)
G.B. Bertone (Pli)
piemontese
(26 feb - 31 ott)
A. De Stefani (Pnf)
veneto
(1922 31 ott - 10 lug 1925)
Sottosegretario G. Albanese
calabrese
(1921 4 lug - 26 feb 1922)
E. La Loggia
siciliano
(26 feb - 31 ott)
P. Lissia
sardo
(1922 31 ott - 3 lug 1924)
Agricoltura
Angelo Mauri
lombardo
(1921 4 lug - 26 feb 1922)
G. Bertini (Ppi)
toscano
(26 feb - 31 ott)
G. De Capitani d'Arzago (Pli)
lombardo
(1922 31 ott - 1° ago 1923)
Sottosegretario D.A. Spada
pugliese
(1921 4 lug - 26 feb 1922)
L. Congiu
sardo
(26 feb - 31 ott)
O. Corgini
emiliano
(1922 31 ott - 7 giu 1923)
Industria e Commercio

B. Belotti
lombardo
(1921 4 lug - 26 feb 1922)

T. Rossi (Pli)
conte di Montelera
piemontese
(1922 26 feb - 5 lug 1923)
Sottosegretari E. Carboni Boj
sardo
(1921 4 lug - 26 feb 1922)
[Marina Mercantile e Combustibili]
G. Bosco Lucarelli
campano
(26 feb - 31 ott)
G. Gronchi
toscano
(1922 31 ott - 27 apr 1923)
[Industria, Commercio e Lavoro]
C. Cascino
siciliano
(1921 4 lug - 26 feb 1922)
   

Lavori Pubblici

G. Micheli
emiliano
(1921 4 lug - 26 feb 1922)
V. Riccio (Pli)
campano
(26 feb - 31 ott)
G. Carnazza
(Pdsi, dal 1923 Pnf)
siciliano 
(1922 31 ott - 1º lug 1924)
Sottosegretario N. Lombardi
calabrese
(1921 4 lug - 26 feb 1922)
M.A. Martini
toscano
(26 feb - 31 ott)
A. Sardi
abruzzese
(1922 31 ott - 2 lug 1924)
Giustizia e Affari di Culto
avv. G. Rodinò
campano
(1921 4 lug - 26 feb 1922)
L. Rossi
veneto
(26 feb - 1° ago)
G. Alessio (Dem. sociale)
veneto
(1° ago - 31 ott)
A. Oviglio (Pnf)
romagnolo
(1922 31 ott - 5 gen 1925)
Sottosegretario G. Sanna Randaccio
sardo
(1921 4 lug - 26 feb 1922)
C. Cascino
siciliano
(26 feb - 31 ott)
F. Milani
emiliano
(1922 31 ott - 27 apr 1923)
Istruzione Pubblica
M.O. Corbino
siciliano
(1921 4 lug - 26 feb 1922)
A. Anile (Ppi)
calabrese
(26 feb - 31 ott)
G. Gentile  (Indip.)
(1922 31 ott - 1º lug 1924)

Sottosegretari

G. Rosadi
toscano
(1920 22 mag - 26 feb 1922)
[Antichità e Belle Arti]
G. Calò
pugliese
(26 feb - 1° ago)
[Antichità e Belle Arti]
G. De Capitani d'Arzago (Pli)
lombardo
(1-16 ago)
[Antichità e Belle Arti]
  Dario Lupi
toscano
(1922 31 ott - 2 lug 1924)
A. Anile
calabrese
(1921 4 lug - 26 feb 1922)
A. Lo Piano
siciliano
(26 feb - 31 ott)
 
  L. Siciliani
calabrese
(1922 26 feb - 15 apr 1923)
[Antichità e Belle Arti]
Lavoro e Prev. Sociale
A. Beneduce
campano
(1921 4 lug - 26 feb 1922)
A. Dello Sbarba (Part. Soc.ta riformista)
toscano
(26 feb - 31 ott)
S. Cavazzoni (Ppi)
emiliano
(1922 31 ott - 27 apr 1923)
Sottosegretario G.M. Longinotti
lombardo
(1920 22 mag - 26 feb 1922)
M. Cingolani
laziale
(26 feb - 31 ott)
Silvio Gai
laziale
(1922 31 ott - 27 apr 1923)

Poste e Telegrafi

V. Giuffrida
siciliano
(1921 4 lug - 26 feb 1922)
G.A. Colonna duca di Cesarò (Pdsi)
laziale
(26 feb - 2 mar)
L. Fulci (Pdsi)
siciliano
(2 mar - 31 ott)
G.A. Colonna
duca di Cesarò (Pdsi)
laziale
(1922 31 ott - 5 feb 1924)
Sottosegretario D. Brezzi
piemontese
(1921 4 lug - 26 feb 1922)
A. Petrillo
campano
(26 feb - 31 ott)
M. Terzaghi
toscano
(31 ott - 9 nov)
G. Caradonna
pugliese
(1922 10 nov - 3 mag 1924)
Ricostruzione
Terre liberate dal Nemico
G. Raineri
emiliano
(1920 16 giu - 26 feb 1922)
L. Facta (Pli)
piemontese (26 feb - 14 mar)
[ad interim]

M. Ferraris
piemontese (Pli)
(14 mar - 1° ago)
V. Luciani (Pli)
pugliese
(1° ago - 31 ott)
G. Giuriati (Pnf)
veneto
(1922 31 ott - 1º mar 1923)
Sottosegretario U. Merlin
veneto
(1921 4 lug - 1° mar 1923)
 
Commissariato per i servizi della Marina mercantile
  C. Ciano (Pnf)
toscano
(1922 19 nov - 30 apr 1924)
1922


Fascismo

Partito unico: Pnf (Partito nazionale fascista);
- segretario: M. Bianchi, calabrese (1921 19 nov - 12 gen 1923);
- vicesegretari:
. A. Starace, pugliese (1921 19 nov - 13 ott 1923).
. G. Marinelli, veneto(1921 19 nov -?), segretario amministrativo;
. A. Teruzzi, lombardo (1921 19 nov - ?);
. G. Bastianini, umbro (1921 19 nov - 24 apr 1923).

Gennaio
10
, «Il Popolo d'Italia» pubblica due mezze colonne in corsivo, nelle quali si fissano i limiti dell'attività femminile fascista, la quale è mobilitata per le iniziative a carattere benefico e didattico, per la costituzione di centri ginnastici e culturali, per l'assistenza dell'infanzia e la propaganda a domicilio;
nelle ultime righe il corsivo raccomanda alle fasciste di «non occuparsi di politica in senso diretto» ed di «rinunciare ad atteggiamenti ed azioni la cui energia meglio si adatta ai maschi»
[Qualche settimana dopo, il gruppo femminile di Roma si darà, primo in Italia, uno statuto in undici paragrafi. L'XI precisa che le donne fasciste non sono delle «politicanti» ma delle «vestali» sottoposte a una «disciplina interiore», non meno rigida e importante di quella militare risevata agli uomini.
Benché il segretario generale del movimento, Umberto Pasella, dirami alle segreterie provincali una circolare con la quale si consiglia di seguire l'esempio delle fasciste romane, quasi dappertutto le donne squadriste avranno la meglio sulle «vestali».]
24-25, Bologna, al congresso sindacale fascista, sotto la direzione del 38enne E. Rossoni e del 27enne D. Grandi (segretario generale della "Confederazione nazionale del lavoro intellettuale") si decide di raggruppare tutti i sindacati fascisti in cinque «corporazioni» – agricoltura, industria, commercio, marittimi, classe medie intellettuali – entro un'unica istituzione: la confederazione nazionale delle Corporazioni Sindacali Fasciste.
E. Rossoni ne viene nominato presidente dallo tesso B. Mussolini.

Operazione Misurata Marina [vedi Libia]

Febbraio
6
, viene eletto papa Achille Ratti [Pio XI].
Dopo l'elezione del pontefice, i giornali della destra cattolica, con l'aperto consenso di molti cardinali e di molti vescovi, iniziano una tambureggiante campagna contro il "bolscevismo bianco" del Ppi e contro ogni proposta di intesa dei popolari con i socialisti su un concreto programma di governo: il Ppi dovrebbe invece aderire alle "leghe antibolsceviche" capeggiate dai fascisti.
Torino, esce «Rivoluzione liberale».
17, cade il governo Bonomi sul rifiuto di salvare la Banca Italiana di Sconto.
25, Ppi: dopo la lunga crisi ministeriale caratterizzata dal "veto" di don L. Sturzo al ritorno di G. Giolitti, il partito dà il suo appoggio al primo ministero di L. Facta;
26, Nuovo governo: I di L. Facta (26 feb - 1° ago);

Pcd'I: l'orientamento iniziale impresso da A. Bordiga, specie al II congresso di Roma, e non condiviso dall'Internazionale, è caratterizzato da una violenta ostilità al vecchio Psi;

Marzo
il nuovo governo sotto la guida di L. Facta ottiene la fiducia delle Camere con il voto dei fascisti.
A Milano si radunano 20.000 fascisti provenienti da tutta la Lombardia.

Udine, nella tarda primavera, in un piccolo centro della provincia, un gruppo di socialisti tenta di vendicarsi d'una tremenda bastonatura occupando la sede del fascio.
Lo stesso pomeriggio i fascisti sono partiti per una spedizione, capitanati dal famoso manganellatore Gino Covre.
Espugnare e sconvolgere il loro "covo" sembra facile impresa ma improvvisamente escono al grido «a noi!», una trentina di donne, armate di bombe "sipe" e di bastoni piombati, munite di elmetti e di mollettiere, le quali si buttano sul nemico e lo costringono a ripiegare. Queste amazzoni sono comandate dalla signora Scarpa (in seguito dissidente, ritornerà fuori durante la Repubblica di Salò come tenente colonnello delle SS ausiliarie).
[Gian Carlo Fusco, Le rose del ventennio, 1974, Rizzoli Editore.]
Patti (Messina), Concettina Nieri inaugura il gagliardetto di questa sezione fascista, pronunciando un discorso pieno di fuoco etneo. Dice, tra l'altro: «Quando suoneranno i vespri fascisti, io stssa guiderò le camicie nere di Patti, come fece Giovanna d'Arco».
[In autunno infatti sarà mobilitata come gli altri: ma sarà incinta di sette mesi e non potrà fare granché.]
[Gian Carlo Fusco, Le rose del ventennio, 1974, Rizzoli Editore.]

29, Roma, l'«Osservatore Romano» titola: Popolari bastonati dai fascisti.

Aprile
9
, Conferenza finanziaria di Genova: apertura della conferenza economica per l'esame generale dei problemi suscitati dalla guerra e dalla crisi mondiale. Vi partecipa anche il governo russo.
Durante la conferenza si iniziano le conversazioni di S. Margherita che si protrarranno fino al 23 ottobre;
27, Roma, l'«Osservatore Romano» titola: Un parroco e un avvocato bastonati dai fascisti.
30, Libia: una colonna leggera e celere composta da 1250 fucili, 80 cavalieri e 4 pezzi, comandata dal col. Rodolfo Graziani, chiamato in Tripolitania da G. Volpi, raggiunge e rafforza Azizia presidio italiano;

Maggio
4-6
, Milano, primo congresso della "Confederazione nazionale delle corporazioni sindacali" [in pratica il sindacalismo fascista] sotto la presidenza di Edmondo Rossoni.
21
, Roma, il sottosegretario di Stato per l'agricoltura, on. Congiu, e il sottosegretario di Stato per l'industria e il commercio, on. Bosco Lucarelli, inaugurano la mostra del pioppo a Villa Umberto, organizzata dalla Federazione "Pro Montibus";
27, «il fulvo commissario del popolo russo» Cicerin fa visita a G. D'Annunzio al Vittoriale;
30, inizia la mobilitazione generale del partito fascista;
la conferenza di Genova per un accordo commerciale con la Russia fallisce.

Quando già i deputati socialisti hanno votato un ordine del giorno collaborazionista per assicurare «il ripristino della legge e della libertà», l'on. Carlo Cornaggia, amico di Pio XI e leader dei cattolici di destra, lancia un movimento secessionsita, che chiama "Unione Nazionale Italiana".

Giugno
1-2
, Bologna, concentrazione delle squadre d'azione; gli scontri sono violenti e B. Mussolini ordina alle squadre di lasciare la città.
6, Roma, l'«Osservatore Romano» titola: Dopo l'aggressione fascista al sacerdote Gregori.
21, Roma, l'«Osservatore Romano» titola: Conflitto tra fascisti e popolari.
27, in un'intervista al «Popolo d'Italia» l'on. Carlo Cornaggia spiega che gli aderenti alla "Unione Nazionale Italiana" «hanno voluto provvedere a premunirsi dalle conseguenze di una politica che non condividono, separando chiaramente le loro responsabilità da quelle del Ppi».
Invece di pensare a una collaborazione con i partiti di sinistra, i popolari dovrebbero allearsi ai vari "partiti dell'ordine", che si propongono di liberare il Paese dalla dittatura dei sovversivi.

Luglio
10
, senza spiegarne le ragioni, l'Italia dichiara di rinunciare – afferma la «Holzwelt» – alla fornitura da parte della Germania, in conto riparazioni di guerra, di pali telegrafici.
[È l'unico paese dell'Intesa a non ritirare tale fornitura].
12-14, continuano gli atti di violenza fascista (viene devastata anche la casa di G. Miglioli a Cremona) interessando anche l'Italia centrale e meridionale: spedizioni punitive, incursioni, occupazioni di municipi;
Ppi: l'avanzata delle squadre fasciste provoca sbandamenti e incertezze nelle file dei popolari; cominciano pure a deteriorarsi i rapporti tra Ppi e Santa Sede, sensibile all'atteggiamento di deferenza che B. Mussolini, messo da parte il primitivo anticlericalismo, assume ora verso la chiesa.
15, tumultuosa seduta alla Camera;
19, la Camera vota la sfiducia al presidente L. Facta;
20, dimissioni di L. Facta;
il "governo Facta" cade dopo aver negato la necessità di ricorrere a misure eccezionali;
26, Roma, l'«Osservatore Romano» titola: Esplosione di odio.
31, fallisce lo sciopero generale "legalitario" antifascista proclamato dall'Alleanza del lavoro che riunisce le principali centrali sindacali;

Agosto
, sciopero generale: le squadre fasciste sostituiscono gli scioperanti;
Nuovo governo: II di L. Facta (1° ago-31 ott);
3, Milano, i fascisti occupano Palazzo Marino e G. D'Annunzio arringa la folla dal balcone con il famoso "discorso improvviso": dice parole esitanti, glorificanti insieme la patria, la pacificazione, la comprensione reciproca, esprimendo in sostanza la sua ormai radicata passione di profeta dell'unità della nazione nel nome del lavoro.
Naturalmente i fascisti profittano di questo intervento per prospettare il dannunzianismo come un momento o un episodio o un aspetto del fascismo stesso.
G. D'Annunzio riscrive quel "discorso improvviso" accentuando in esso l'elemento pacifico e umanitario, allo scopo di non venire assorbito e annullato entro la massa vittoriosa… ma ormai il danno è stato fatto.
4, i fascisti assaltano la sede dell' «Avanti!»;
la situazione diventa drammatica: il nuovo governo di L. Facta non interviene di fronte all'occupazione della città di Milano da parte dei fascisti.
L'on. P. Taddei, ministro degli Interni, invia un telegramma a tutti i prefetti tra cui si legge: «…Massima parte dei mezzi finanziari di cui dispongono fascisti provengono da contributi volontari o coatti di industriali e agrari. La S.V. che ha certamente frequenti contatti con dirigenti associazioni dette classi dovrebbe con ogni cautela far comprendere quale grave danno morale e materiale per il paese rappresenti il perdurare di gravi agitazioni che conducono spesso ad azioni delittuose e come coloro medesimi che ora le alimentano finirebbero col soffrirne le conseguenze […]»
I poteri sono trasferiti alle autorità militari.
Si prepara la marcia su Roma la cui organizzazione politica viene affidata a B. Mussolini.
5, a Genova (Palazzo San Giorgio), Livorno e Parma squadre fasciste occupano le sedi dell'amministrazione.

6, una rappresentanza di combattenti si reca a Gardone per avere personalmente dal poeta l'interpretazione autentica delle sue parole;
[Di questo convegno, la «Voce Repubblicana», il 2 gennaio 1923, darà così notizia:
«D'Annunzio pensa a un'adunata di tutti gli ex combattenti tratti dai diversi partiti: essi imporranno al paese la loro volontà di unione e di pace. Dove? Quando? Fra due mesi, forse. Vi saranno migliaia di bandiere. Tenetevi pronti.
E poi? Un governo provvisorio, la fine della guerra civile, le elezioni in un regime di libertà. Sine stragi vici.
»]
Non sono soltanto parole.
In effetti, in questi giorni, G. D'Annunzio sta per raggiungere un accordo di massima per la pacificazione nazionale al di sopra dei partiti e delle fazioni in nome della Bontà o dello Spirito, e di altri simiglianti simboli, che egli oppone infastidito alla «carne agglomerata» delle adunate fasciste; alla «soperchieria d'osso e di muscoli»; alla prontezza di «consiglio manesco»; alle «risse di dentati appetiti»; in una parola, a tutto l'armamentario della tecnica politica delle squadre d'azione.
I suoi rappresentanti, Tom Antongini e Schiff Giorgini, si sono già accordati con F.S. Nitti intorno a un progetto di incontro ad altissimo livello fra lo stesso F.S. Nitti, il poeta e B. Mussolini, allo scopo di «riconciliare tutti i combattenti».
Il colloquio dovrebbe avvenire in una villa della Toscana, a metà strada tra Roma e Gardone.]
8, intanto Eugenio Coselschi gli comunica che «la speculazione riprovevole» dei fascisti comincia a creare «una situazione amara.»
I suoi fedeli già ricevono gli insulti e stanno per essere «esposti alle rappresaglie altrui».
A prova della validità del suo allarme, Eugenio Coselschi cita una lettera di B. Mussolini, in cui il capo del fascismo ha dichiarato in sostanza:
- 1 - che l'ordine di invasione di palazzo Marino è venuto da lui!
- 2 - di non aver potuto dirigere personalmente l'operazione perché trattenuto a Roma;
- 3 - che G. D'Annunzio ha ripagato ad usura i fascisti del suo passato atteggiamento.
Eugenio Coselschi annuncia quindi al poeta che nella federazione dei legionari si è costituita una compagnia di circa ventimila uomini provenienti da ogni partito e disposti a seguire solamente i suoi ordini: ad essere «intieramente e solamente del Comandante». Altri legionari invece si sono buttati al fascismo, sicché la situazione dei dannunziani si rivela «estremamente delicata».

13, ore 23:00, G. D'Annunzio cade accidentalmente da una finestra del Vittoriale;
[Il giorno successivo, alcuni parlano romanticamente di una donna gelosa, che avrebbe dato al poeta – forse inavvertitamente – una spinta, durante la notturna corsa di un ebbro gioco.
Altri, più inclini a razionali spiegazioni politiche, pongono in evidenza taluni dati immediatamente precedenti la mancata tragedia.]
F.S. Nitti telegrafa subito all'infermo come al «più grande scrittore da cui tutti attendono opere solo più insigni»;
qualche giorno dopo il dramma si fa vivo B. Mussolini, scusandosi dell'involontario ritardo («Fervidissimo seppure involontariamente tardivo invio l'augurio…»).
Nino Valeri, Dalla"belle époque" al fascismo, Editori Laterza 1975.]
20, Roma, l'«Osservatore Romano» titola: Circoli cattolici devastati.
22, Roma, l'«Osservatore Romano» titola: Le aggressioni dei fascisti contro i parroci.

Settembre
-

[È probabile che, tra agosto e settembre, siano intervenuti accordi confidenziali fra i capi dell'imminente moto insurrezionale e la Santa Sede per la tutela dei rispettivi interessi; se ci sono stati, si può star sicuri che l'abolizione della nominatività obbligatoria dei titoli – prevista dalla legge 24 settembre 1920, n. 1297 – è uno dei più importanti impegni che i fascisti hanno preso in cambio dell'amichevole neutralità della Chiesa di fronte alla «marcia su Roma».
Ernesto Rossi, Padroni del vapore e fascismo, G. Laterza e Figli SpA, Bari 1966.]
2, Roma, l'«Osservatore Romano» titola: Il circolo cattolico di Milzano incendiato dai fascisti.
7-10, Roma, al congresso della gioventù cattolica, viene discusso un tema vivo: il problema dei rapporti fra la gioventù cattolica e l'azione politica. Nonostante l'opposizione di un gruppo di filofascisti, capeggiati dall'on. Martire, prevalgono nettamente le tesi democratiche e viene eletta una direzione antifascista.
Ma allorché, alla fine delle adunanze, i congressisti sono ricevuti dal papa, trovano un'accoglienza glaciale e devono ascoltare una lunga ramanzina che porta periodi come questo: «Non politica, non economia sociale, dico perfino non cultura, ma prima di tutto la formazione cristiana della vita individuale. Questo è ciò che richiedono gli statuti della vostra istituzione».
12, Roma, l'«Osservatore Romano» titola: Cattolici assaliti dai fascisti a Catania.
14, Roma, l'«Osservatore Romano» titola: Cattolici aggrediti dai fascisti.
18, alla vigilia del consiglio nazionale del Ppi, otto senatori popolari della destra:
. Caffari,
. Conci,
. conte G. Grosoli,
. Montresor,
. C. Nava,
. Passerini,
. Reggi,
. conte Santucci,
indirizzano una lunga lettera a don L. Sturzo per manifestare la loro opposizione a ogni forma di alleanza con i socialisti.
20, dopo aver riportato integralmene la lettera, il filofascista «Giornale d'Italia» osserva che «gli uomini illustri che hanno compilato l'inatteso documento» scagionano il loro partito dall'accusa di avere vagheggiato una alleanza con i socialisti, «ma si soffermano tanto a dimostrare l'assurdità di tale connubio che proprio non se ne vedrebbe la ragione se la cosa fosse infondata». «Non solo, ma valutando bene il documento, si scopre facilmente che lo scopo di esso è tutto qui: nella dimostrazione del profondo abisso che separa i popolari dai socialisti e nella affermazione recisa della impossibilità di una qualsiasi collaborazione».
[Commentando la stessa lettera, Giorgio Candeloro scriverà – Il movimento cattolcio in Italia, Roma 1955 –:
«Se si pensa che tra i firmatari di questo messaggio sono due personalità obbedientissime al Vaticano, come il Grosoli e il Santucci, non si sbaglia giudicando questo documento come una presa di posizione di quella parte del Ppi che, particolarmente sensibile alle direttive vaticane, intende preparare il terreno alla collaborazione dei popolari con i fascisti».
[Non per niente questi "otto uomini illustri" lasceranno poi la barca del Ppi in pericolo, per passare su quella del Pnf: uno di loro, Cesare Nava, accetterà anche di essere ministro dell'Economia nazionale dopo l'assassinio di G. Matteotti.]
23, Roma, l'«Osservatore Romano» titola: I fascisti contro i cattolici veronesi.
24, Roma, l'«Osservatore Romano» titola: Nuove aggressioni fasciste contro i cattolici a Verona.
29, Udine, nel suo discorso B. Mussolini tende la mano al re;

Ottobre
1
-3
, Roma, XIX Congresso nazionale del Psi: i massimalisti rompono con la destra riformista e la scissione del partito;
2, il segretario di Stato card. P. Gasparri invia a tutti i vescovi d'Italia una lettera circolare protestando energicamente «contro le insinuazioni, assolutamente false e calunniose», che il Ppi sia «una emanazione della Santa Sede e l'esponente dei cattolici nel Parlamento e nel Paese».
Perché nessuno possa ancora insinuare che il Ppi trova «il suo più valido appoggio nella gerarchia ecclesiastica», nei vescovi, cioè, e nei parroci, «la Santa Sede raccomnda la più stretta neutralità».
4, Roma, l'«Osservatore Romano» titola: La sede del Partito Popolare di Nocera devastata dai fascisti.
8, Roma, l'«Osservatore Romano» titola: I fascisti diffidano un parroco a buttare la veste entro 48 ore.
9, Bologna, si costituisce il Partito liberale italiano;
10,
Roma, l'«Osservatore Romano» titola: Due sacerdoti insultati dai fascisti.
11
, Gardone Riviera, B. Mussolini si incontra con G. D'Annunzio per accordi sul congresso del Pnf che si terrà a Napoli il giorno 24;
14
, Roma, l'«Osservatore Romano» titola: L'adunata fascista a Firenze s'inizia con atti ostili contro la G. Diocesana e il Partito Popolare.
16
, B. Mussolini decide sia giunto il momento per la marcia su Roma e nomina un quadrumvirato composto da:
- E. De Bono
- C.M. De Vecchi
- I. Balbo
- M. Bianchi;
17, Milano, il prefetto scrive al presidente del consiglio L. Facta una lettera in cui lo informa che una commissione di industriali:
. Targetti,
. Olivetti,
. Benni,
. Pirelli,
. E. Conti,
. altri minori,
gli hanno chiesto udienza per esporre le loro preoccupazioni sulla situazione finanziaria e sul fascismo, che ritengono «debba essere subito incanalato». Qualsiasi ritardo provocherebbe «una gravissima crisi, di cui non si possono calcolare le conseguenze»;
Roma, l'«Osservatore Romano» titola: Una protesta della Federazione Giovanile Diocesana di Firenze.
18, il piano della marcia viene perfezionato a Bordighera in una riunione fra B. Mussolini e i quadrumviri;
Roma, l'«Osservatore Romano» titola: I fascisti contro le associazioni cattoliche.
19, «Il Giornale d'Italia» pubblica una circolare con la quale la segreteria di Stato del Vaticano ordina ai vescovi e ai parroci di astenersi dal prendere posizione nelle lotte politiche e di «subordinare anche le loro personali preferenze agli alti doveri e alle delicate esigenze del loro ministero», in tutti i casi dubbi e in quelli in cui la loro azione «potrebbe nuocere agli interessi religiosi affidati alle loro cariche».
San Rossore, lo stesso giorno il gen. Arturo Cittadini, primo aiutante di campo del re, avverte il presidente del consiglio L. Facta:
«Persona che non vuole essere nominata e merita di essere ritenuta attendibile ha fatto avere a S.M. il Re notizie le quali danno conferma alle voci corse in questi ultimi tempi circa il colpo di mano che verrebbe prossimamente tentato su Roma.
Notizie d'altra fonte, provenienti dall'ambiente bancario di Zurigo, che non sarebbe estraneo alla provvista dei fondi per il movimento di cui si tratta, sono parimenti venute a conoscenza di S.M. il Re e concorrono a dare credito alle informazioni della persona suddetta. Le date indicate come possibili, sono quelle del 24 ottobre e del 4 novembre.
»
Lo stesso giorno il Gran maestro della Massoneria, Domizio Torrigiani, manda una circolare – il «Giornale d'Italia» la pubblicherà il giorno stesso della "marcia su Roma" – ricordando che «a dare vita e alimento» al moto fascista nel suo inizio sono stati anche dei «nuclei di fratelli massoni molto autorevoli».
21, mentre viene dato ufficialmente l'annuncio della cerimonia per l'anniversario della Vittoria (4 novembre), il presidente del consiglio L. Facta accarezza l'idea di opporre ai fascisti i legionari reduci d Fiume, a B. Mussolini G. D'Annunzio, attirando quest'ultimo a Roma per tale data;
23, Roma, in seguito alle conversazioni di S. Margherita (iniziate a Genova il 9 aprile) vengono firmati numerosi accordi relativi a Zara, Fiume, il contrabbando e varie questioni economiche e commerciali. In quello concernente Fiume l'Italia s'impegna a sgombrare Susak entro 5 giorni dalla ratifica. Ma anche questi accordi sono vivamente criticati sia in Italia che in Jugoslavia.
24, durante il II congresso del Pnf, B. Mussolini dà pubblicamente l'annuncio della marcia in preparazione mostrando così che il vero scopo dell'azione è costringere il governo a cedere prima ancora che la marcia abbia luogo;
25, G. D'Annunzio telegrafa ad Eugenio Coselschi di essere ammalato (un raffreddore; «impossibile ricevere alcuno») e di rinunciare a tutto irrevocabilmente;
26, mentre la questione fiumana continua a tenere agitati i nazionalisti italiani troppo restii ad una aperta e durevole intesa col vicino d'oltre Adriatico, gli accordi di S. Margherita vengono approvati dal parlamento italiano e avviene ora lo scambio delle ratifiche.
Lo stesso giorno esce nei giornali una curiosa notizia che lascia supporre un intervento di G. Giolitti (tramite il prefetto di Milano, senatore Lusignoli) nella determinazione del poeta.
Scrive «Il Gazzettino» di Venezia: «Ieri è avvenuto a Villa Cargnacco un colloquio tra D'Annunzio e il prefetto di Milano senatore Lusignoli, proprio nello stesso giorno in cui il comunicato del dottor Duse prescriveva il più assoluto riposo al Comandante.».
I drammatici eventi successi fra la sera del 27 e il mattino del 28 ottobre rimarranno per molto tempo ancora avvolti nel dubbio:

- E se il re firmasse lo stato d'assedio; ossia la resistenza armata dei poteri dello Stato contro le squadre d'azione? Se, cioè, egli avallasse con la sua autorità la decisione di «sparare» (eventualmente) attribuita a P. Badoglio. Non basterebbe l'esecuzione di questo provvedimento per disperdere una parodia di rivoluzione che si regge, evidentemente, soltanto per effetto dello spontaneo concorso dei poteri costituiti?

- E perché, comunque, il re rifiuta, all'ultimo momento, di firmare, cedendo alle pressioni degli elementi filofascisti del suo entourage?

Al lettore non resta che vedere come sono andate effettivamente le cose, appoggiandosi, anzitutto, sui dati accertati della vicenda…
[Nino Valeri, Dalla"belle époque" al fascismo, Editori Laterza 1975.]

Lo stesso giorno un gruppo di industriali si reca da B. Mussolini alla sede del «Popolo d'Italia», in via Lovanio, a confermargli i gravissimi danni provocati all'economia nazionale dallo stato di confusionismo anarchico i cui versa il paese.

27, mobilitazione fascista: mentre si svolgono frenetici contatti tra gli esponenti fascisti monarchici (C.M. De Vecchi, C. Ciano) e uomini politici liberali (A. Salandra, ecc.), e B. Mussolini temporeggia per aumentare l'incertezza e il proprio peso nelle trattative, il presidente del consiglio L. Facta propone al re d'indire lo stato d'assedio;

ore 19,00: Roma, L. Facta incontra alla stazione Termini Vittorio Emanuele III rientrato in fretta nella capitale;
ore 21,00: L. Facta va a Villa Savoia a portare al re le dimissioni del gabinetto;
ore 21,24: al Viminale giunge da ogni parte d'Italia notizia che i poteri dello Stato stanno passando ai fascisti senza resistenza e con manifesto favore delle autorità costituite;

28,
ore 03,30: L. Facta, svegliato dal suo capo di gabinetto, Efrem Ferraris, giunge al Viminale;
ore 04,00: quando il presidente chiede a Efrem Ferraris: «Come vanno le cose?», si sente rispondere, mentre quest'ultimo gli fa vedere le notizie: «Peggio di così…». A questo punto, (come riferirsà in seguito il capo di gabinetto): «Il Presidente si rabbuia in volto e dice con voce ferma: "A questo punto non c'é che una soluzione. È la rivolta e alla rivolta si resisterà"». Ed esclama in dialetto: «Se a voelo avnì a devo porteme via a toch (se vogliono venire debbono portarmi via a pezzi)». E va nel suo gabinetto».
ore 04,30: arrivano alla spicciolata gli altri ministri;
ore 06,00: si raduna il Consiglio. Il presidente espone la situazione insurrezionale del Paese. Il ministro dell'Interno elenca le misure prese «per impedire con tutti i mezzi l'occupazione di Roma e dei pubblici poteri da parte dei fascisti». Il Consiglio delibera all'unanimità di proporre al re «la proclamazione dello stato di assedio e autorizza tutti i provvedimenti occorrenti per fronteggiare la situazione.»
ore 08,30: gli attacchini incollano sui muri della capitale un manifesto firmato da tutti i ministri:
«Di fronte ai tentativi insurrezionali il governo, dimissionario, ha il dovere di mantenere con tutti i mezzi e a qualunque costo l'ordine. E questo dovere compirà per intero a salvaguardia dei cittadini e delle libere istituzioni costituzionali.»
Intorno a questa stessa ora, L. Facta porta alla firma il decreto di stato d'assedio.
A questo punto si verifica l'evento sensazionale che deciderà per 22 anni il destino dell'Italia: il re si rifiuta di firmare!
L. Facta ritorna al Viminale, dove ritrova i suoi ministri ancora riuniti. Stupiti, costoro lo invitano a ritornare dal sovrano.
Il presidente ubbidisce, ma il re persiste nel suo diniego.

Vittorio Emanuele III rifiuta di firmare il decreto sperando di far rientrare la rivolta fascista con l'offerta di quattro ministeri in un nuovo gabinetto di A. Salandra; egli d'altronde non è più sfavorevole ad un governo di B. Mussolini perché teme una guerra civile che metta in crisi lo stesso istituto monarchico.


La marcia giunge intanto alla fase esecutiva; il quadrumvirato insediatosi a Perugia dovrebbe assumere i pieni poteri, mentre in tutta Italia (già divisa in 12 zone) le forze fasciste si mobilitano e "occupano" le città del nord (grazie anche al cedere delle autorità governative e militari che, secondo gli ordini ricevuti da Roma, oppongono poca o nessuna resistenza); intanto a Roma i fascisti formano tre colonne che dovrebbero occupare la capitale:
- da Santa Marinella, al comando di D. Perrone Compagni;
- da Monterotondo, al comando di U. Igliori;
- da Tivoli, al comando di G. Bottai;
una colonna di riserva a Foligno è comandata dal gen. U. Zamboni;
[si calcola in tutto 26.000 uomini che, armati solo di fucili e pistole, potevano essere fermati con estrema facilità];

Al mattino dello stesso giorno 28, Alfredo Rocco si reca alla sede del «Popolo d'Italia», in via Lovanio, per cercare di convincere B. Mussolini a formare un ministero con Salandra o con Orlando.
ll duce respinge la proposta e gli mostra la lista già completa delle persone con le quali intende comporre il nuovo ministero.
Alfredo Rocco allora lo abbraccia dicendogli «Hai ragione: tu porterai fortuna all'Italia; ora bisogna far sapere queste cose a Roma». E si reca in fretta e furia a telegrafare.
In tarda serata, in prefettura a Milano, (e pure l'indomani in treno mentre con B. Mussolini è in viaggio verso Roma) Cesare Rossi incontra gli onorevoli A.S. Benni e G. Olivetti.
[Come lo stesso confermerà sul «Tirreno» del 18 nov 1955.]

28/29, la notte le formazioni paramilitari fasciste eseguono la "marcia su Roma"; le colonne vengono fermate con interruzioni ferroviarie, ma senza spargimento di sangue, a Civitavecchia, Avezzano, Orte e Segni, mentre proseguono le trattative;
[È questa la data ufficiale dell'inizio del regime fascista]
[Per questa marcia le donne hanno avuto, generalmente, l'incarico di cooperare all'impresa in qualità di vivandiere, magazziniere, telefoniste di fiducia e dattilografe ai centri di mobilitazione. Soltanto un centinaio hanno parteciapto alla marcia come forza armata.
Fra le più gagliarde e combattive ci sono:
- due sorelle liguri, le Baschetto, una delle quali si è fatta gli orecchini con due denti sputati da una manganellata,
- le tre Campolongo, istriane, che in segno d'italianità sono solite portare le mutande tricolori,
- una signorina Gujom, veneziana, famosa per aver incoraggiato la corte di un deputato popolare al solo scopo di ridergli in faccia al momento supremo.
Dopo la marcia, naturalmente affluiranno nuove iscritte.
Gian Carlo Fusco, Le rose del ventennio, 1974, Rizzoli Editore.]

29, mentre a Roma si insegue il miraggio di una soluzione Salandra, a Milano si lavora seriamente per una soluzione Mussolini. Attive conversazioni si svolgono tra B. Mussolini, il prefetto Lusignoli e i dirigenti della Confederazione generale dell'industria, i deputati A.S. Benni e G. Olivetti.
I dirigenti dell'Associazione bancaria, che hanno versato 20 Mni di lire per finanziare la «marcia su Roma», e quelli della Confederazione dell'Industria e della Confederazione dell'Agricoltura telegrafano a Roma per avvisare A. Salandra che la situazione non permette altro sbocco che un governo di B. Mussolini. Il sen. E. Conti, grande magnate dell'industria elettrica, e il sen. Albertini, direttore del «Corriere della Sera», (al quale l'indomani i fascisti impediranno di uscire), telegrafano da parte loro al presidente del consiglio L. Facta per pregarlo di chiedere al re di affidare a B. Mussolini la formazione del ministero.

B. Mussolini, che nel frattempo non si è mosso da Milano, non accetta l'offerta di quattro ministeri fattagli da A. Salandra il quale rimette l'incarico al re;
Vittorio Emanuele III affida l'incarico a B. Mussolini di formare il nuovo governo;
Ppi: alcuni popolari partecipano al ministero di B. Mussolini nonostante il parere contrario di don L. Sturzo; la collaborazione dei popolari col fascismo continua, anche se fra polemiche e dissensi.
Milano, lo stesso giorno, il sen. Luigi Albertini si trova in prefettura assieme ai capoccioni della Confindustria, per fare pressioni sul re affinché non indugi a dare a B. Mussolini l'incarico di comporre il nuovo governo.
30, B. Mussolini arriva a Roma e poco dopo le colonne fasciste possono sfilare davanti a lui e al re;
l'unico episodio grave della marcia avviene durante l'ingresso in città della colonna di Tivoli: nel quartiere di S. Lorenzo una sparatoria tra gli abitanti del quartiere e una squadra toscana provoca la morte di 13 antifascisti;
Psi: nel congresso di Roma la corrente riformista e quella unitaria si separano dai massimalisti e si organizzano nel Psu (Partito socialista unitario), che ha tra i suoi leader:
- F. Turati,
- C. Treves,
- G. Matteotti,
- G.E. Modigliani;
dopo l'allontanamento dei riformisti, vengono riprese le trattative per aderire alla Terza internazionale e alla fusione con il Pcd'I;
31, in una lettera ad E. Rosa, direttore de «La Civiltà Cattolica», il preposito generale dei gesuiti, p. W. Ledóchowski gli ordina infuriato di cambiare musica;
lo stesso papa Pio XI ordina ad E. Rosa di eliminare il pezzo critico del fascismo che ha preparato per il numero successivo della rivista;
[Due volte al mese, infatti, il direttore della rivista porta nell'ufficio del segretario di Stato vaticano le bozze del numero successivo perché siano approvate prima della pubblicazione.
Da questo momento «La Civiltà Cattolica» continuerà a denunciare episodi di violenza fascista che hanno come bersaglio organizzazioni cattoliche, senza tuttavia più addebitarli a B. Mussolini o al fascismo. Piuttosto il contrario: il periodico lavorerà per conto del Vaticano per legittimare il fascismo agli occhi di tutti i buoni cattolici in Italia e non solo.]

A fine mese, su «Civiltà Cattolica» compare un articolo di fondo: La rivoluzione mondiale e gli ebrei.
[L'articolo è importante perché la sua argomentazione sarà utilizzata dai nazisti come giustificazione centrale per la loro campagna antisemita.]

Libia: l'occupazione di Jefren (28-31 ottobre) appartiene di diritto, se non di fatto, all'amministrazione di G. Amendola; Garian, Tarhuna e Misurata cadono sotto il ministero di Federzoni;

Novembre
, un comunicato dell' «Agenzia Volta» rivendica alla Confindustria il merito principale della avvenuta soluzione della crisi;
lo stesso giorno N. Sansanelli, lucano, viene nominato segretario [ad interim] del Pnf (1922 1° nov - 15 ott 1923);
2, il «Popolo d'Italia» pubblica la seguente corrispondenza da Roma:
«Durante i giorni del travaglio nazionale, che condussero all'avvento al potere dell'on. Mussolini, nessun allarme si ebbe nei circoli più vicini al Pontefice, il quale, quando gli avvenimenti si sono avviati verso il loro sbocco normale, non ha celato agli intimi il suo compiacimento nel vedere l'Italia dirigersi verso una rivalorizzazione delle sue migliori energie».
L' «Osservatore Romano» non replica in nessun modo a tale nota.
4, è ormai fallito il tentativo di scongiurare il successo fascista attraverso l'incarico da parte del governo a G. D'Annunzio di una grande commemorazione della Vittoria prevista per questo giorno [costo dell'operazione: 7 Mni di lire];
14
, Su proposta dell'on. B. Mussolini – così i giornali del giorno dopo – il Consiglio dei ministri ha approvato un disegno di legge con cui è stabilito che la relazione della Commissione d'inchiesta sulla guerra, istituita con Legge 18 luglio 1920, n. 999, con tutti gli atti e i documenti sui cui si fonda, sarà pesentata non oltre il termine fissato del 31 dicembre 1922, al governo del Re, che ne curerà la comunicazione alle due Camere.
Ogni pubblicazione totale o parziale della relazione dei lavori della Commissione, prima che la relazione sia comunicata alle due Camere è vietata. I trasgressori saranno puniti con la detenzione non inferiore a 6 mesi e con la multa non inferiore a L. 5.000, senza pregiudizio di maggiori pene sancite dal Codice Penale.
Il ministro Teofilo Rossi ha riferito al Consiglio sulla questione del monopolio statale delle assicurazioni sulla vita umana; dopo lunga discussione, il Consiglio ha concordemente stabilito per l'importante questione i seguenti criteri di massima:
a) avversione ai criteri monopolistici con il contemporaneo coordinamento degli istituti assicurativi;
b) efficace tutela da parte dello Stato per gli interessi degli assicurati, e, riservandosi di definire prossimamente, secondo questi criteri, la questione, ha prorogato fino al 30 giugno 1923 il regime provvisorio delle assicurazioni, di cui all'art. 29 della Legge 4 aprile 1912.
16
, B. Mussolini ottiene i pieni poteri dalla Camera per realizzare un programma di «economia, ordine, disciplina…» per l'Italia è la fine della democrazia e della libertà.
17, A. de Gasperi giustifica con un gran discorso il voto dei 107 deputati popolari favorevoli al Governo fascista.
Lo stesso giorno l' «Osservatore Romano» rileva con particolare compiacimento la promessa che B. Mussolini aveva fatto di rispettare tutte le fedi religiose «con particolare riguardo a quella dominante, che è il cattolicesimo»:
«Il cattolicesimo, da religione "eguale" alle varie confessioni professate da insignificanti minoranze, si fa "religione dominante dello Stato"».
21, Roma, l'«Osservatore Romano» titola: Comunicazione del Vescovo di Vicenza sulle violenze al clero.
[In questi anni sembra che nessun fascista sia stato mai scomunicato per violenza contro la Ciesa.]
23, l' «Osservatore Romano» dà la buona notizia che l'on. Lupi, sottosegretario alla Pubblica istruzione, con una lettera ai sindaci ha diffidato tutte le amministrazioni comunali a ricollocare nelle scuole elementari, da cui siano stati tolti, il crocefisso e il ritratto del re, «simboli sacri della fede e del sentimento nazionale».
24, Roma, l'«Osservatore Romano» titola: Contro un sacerdote giornalista.



Dicembre
3
, nella riunione della giunta centrale dell'Azione cattolica, mons. Pizzardo, assistente ecclesiastico presso la stessa giunta, comunica che il papa ha nominato il comm. Luigi Colombo presidente generale di questa associazione.
11, allo scopo di trovare un punto di unione fra i due incomodi comandanti, G. D'Annunzio manda a un amico, il gen. Emilio Giampietro che fa la spola tra Roma e Gardone, una lettera – ancora inedita negli anni '70 – in cui sembra riemergere la sua sotterranea angoscia, fatta di antiche e di recenti esperienze: «Io non voglio forzare nessuno ad essermi fedele. Anzi provo una gioia aspra e segreta quando mi sento rinnegare dai prossimi. Non v'è vita eroica che non sia esaltata dalle rinnegazioni e dalle ingratitudini fraterne.»
[Nino Valeri, Dalla"belle époque" al fascismo, Editori Laterza 1975.]
13, Roma, l'«Osservatore Romano» titola: Partiti e fazioni – Circolo cattolico devastato ad Aosta.

15, il Gran Consiglio del fascismo propone la costituzione di una milizia volontaria per la sicurezza nazionale che sarà alle dirette dipendenze di B. Mussolini.
15, Roma, l'«Osservatore Romano» titola: Violenze contro giovani cattolici.
18, Torino, nella notte, per motivi di vendetta privata due fascisti rimangono uccisi in una sparatoria.
Il fascio procede alla mobilitazione generale.
Le squadre fasciste devastano la sede della Camera del Lavoro e del giornale di A. Gramsci «Ordine Nuovo».
Alla fine della spedizione punitiva contro lavoratori, militanti socialisti, comunisti e anarchici, viene ufficialmente comunicato che si devono deplorare undici morti e due dozzine di feriti gravi; ma l'organizzatore della "rappresaglia", Pietro Brandimarte, si vanta che le vittime sono 22… fra le quali Pietro Ferrero, anarchico e segretario dei metallurgici della FIOM.
[È stato legato per i piedi a un camion, poi lanciato a tutta velocità rendendone il cadavere irriconoscibile.]
Il quadrumviro C.M. De Vecchi, in seguito primo ambasciatore dell'Italia presso la Santa Sede, esprime con un telegramma la sua solidarietà agli assassini.
20, l' «Osservatore Romano», dopo aver dato notizia di questi gravissimi fatti (cominciando col dire che i fascisti sono stati «vigliaccamente aggrediti», constata con infinito dolore:
«Il Paese si ritrova di fronte da un lato a gente che non disarma, e per cui certe tregue non sono che attesa di momenti propizi per colpire a tradimento; e, dall'altro, a organizzazioni che non sanno frenare l'impeto, che non ha nemmeno le spiegazioni di un dì».
Di fatto, nonostante che i nomi dei colpevoli corrano su tutte le bocche, nessuno viene arrestato.
L'amnistia concessa a chi ha commesso reati «per fini nazionali» cancella poi anche le imputazioni.
Il fascio di Torino viene sciolto, ma la ricostituzione viene affidata allo stesso C.M. De Vecchi.
22, Roma, l'«Osservatore Romano» titola: Le violenze contro il clero nel Vicentino.
27, il Ministro dell'Istruzione, on. G. Gentile, annunzia ufficialmente che «intende fare dell'insegnamento religioso il principale fondamento dell'educazione pubblica e di tutta la restaurazione morale dello spirito italiano».
28, l' «Osservatore Romano», manifestando il suo compiacimento per questi nobilissimi propositi, scrive che attende con fiducia una tale riforma «radicalmente salutare» della scuola italiana, la quale, «informata alle ragioni dello spirito, quali sono vive e perenni nella tradizione della stirpe, ne resusciterà integre e rinvigorite le virtù più belle e le energie più generose».
Il Consiglio dei ministri decreta il passaggio alla Biblioteca vaticana della Biblioteca chigiana, acquistata dal governo italiano nel 1918, assieme al palazzo che la contiene.
[Dandone notizia con grande compiacimento, la «Civiltà Cattolica» del 13 gennaio 1923 ricorderà che Pio XI, allora bibliotecario del Vaticano, conoscendo i tesori di questa biblioteca ne aveva proposto l'acquisto a Benedetto XV; ma la sua proposta non aveva potuto realizzarsi.
La Biblioteca chigiana, fondata nel 1600 da Alessandro VIII, raccoglie più di 3.300 manoscritti rari e preziosi: 56 pregevolissimi codici greci, 200 codici classici latini, 280 codici dei classici italiani, manoscritti antichi, incunaboli, messali, disegni di Bernini ecc. ecc.]


Nello stesso tempo B. Mussolini si muove con prontezza per tenere fede alle sue promesse al Vaticano, ansioso di dimostrare di poter fare quello di cui il Partito popolare è stato incapace. Deciso a restaurare i privilegi di cui la Chiesa godeva prima dell'unificazione:
- ordina che i crocefissi siano appesi alle pareti di ogni classe, poi in tutte le aule di tribunale e stanze di ospedale;
- decreta un crimine l'insulto a un prete o il parlare con tono denigratorio della religione cattolica;
- reintroduce i cappellani cattolici nei corpi militari;
- offre ai preti e ai vescovi prebende statali più generose e, con particolare compiacimento del Vaticano, stabilisce che la religione cattolica venga insegnata nelle scuole elementari;
- ricopre la Chiesa di denaro compresi 3 Mni di lire per restaurare le chiese danneggiate durante la guerra e sovvenzioni per scuole italiane all'estero gestite da ecclesiasitci.
[L'anno successivo, per meglio corroborare le sue credenziali cattoliche, farà battezzre la moglie Rachele e i loro tre bambini, Edda, Vittorio e Bruno. Rachele, i cui principi anticlericali sono più robusti di quelli del marito, acconsentirà solo con riluttanza.]

Il card. Vincenzo Vannutelli, decano del Collegio cardinalizio, loda B. Mussolini come l'uomo «già acclamato da tutta l'Italia come il ricostruttore dei destini della nazione secondo le sue tradizioni civili e religiose».

B. Mussolini intende ora cementare il proprio crescente legame con il Vaticano incontrandone il segretario di Stato card. P. Gasparri ma l'incontro deve essere organizzato con grande cura perché il segretario di Stato vaticano non può mostrarsi in pubblico con il capo del governo, dato che la Santa Sede ancora non riconosce la legittimità dell'Italia.
Ci pensa Carlo Santucci, un vecchio amico del cardinale, uno dei primi membri del Partito popolare a lasciare per unirsi ai fascisti.






OVEST
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1922
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DOMINION OF CANADA
[Aggiunta alle altre province britanniche nel 1763, include la regione sulle due rive del fiume San Lorenzo grossolanamente delimitate da Anticosti a est e il Lago Nipissing a ovest.
Dal 7 nov 1763 la provincia (ex Canada francese) è stata divisa formalmente in tre distretti: Québec, Trois-Rivières, Montréal.
Nel 1791 la provincia è stata separata in due parti:
Basso Canada (francofoni) e Alto Canada (lealisti).
Nel 1841, con l'Act of Union sono stati nominati due primi ministri ma Canada Est e Canada Ovest continuano ad andare ognuna per la sua strada. Il sistema dura ben 25 anni (1842-67).
Nel 1867, 1° luglio, nasce ufficialmente la confederazione: Dominion of Canada.]
Governatore generale
Julian H.G. Byng
visconte Byng di Vimy
(1921 - 1926)
Primo ministro
W.L. Mackenzie King
(1921 29 dic - 28 giu 1926)
[liberale]

1922
il primo ministro W.L. Mackenzie King visita gli Stati Uniti che conosce bene ma a Washington egli non dà seguito all'iniziativa di Robert L. Borden, volta a creare una rappresentanza diplomatica, ma si propone invece di aggiornare l'Accordo Rush-Bagot che dal 1817 regola gli armamenti navali sui Grandi Laghi.
Alla fine i colloqui non portano a risultati concreti ma il primo ministro chiarisce a Londra che egli comunque insisterà per una firma separata sull'eventuale accordo ponendo così l'accento sulla richiesta canadese di una maggiore autonomia nella condotta e nella formulazione della propria politica estera.

Finora operante nella clandestinità, il Partito comunista adotta come nome di facciata quello di Workers Party of Canada.
[Solo nel 1924 nascerà ufficialmente il CPC (Communist Party of Canada).]

Settembre
16
, "caso Chanak": l'ignaro primo ministro viene avvicinato da un cronista del quotidiano «The Toronto Star» che lo informa per la prima volta del passo compiuto dal governo britannico e gli chiede quale sarà la posizione assunta dal Canada.
Nel frattempo i gornali anglocanadesi escono con titoli a tutta pagina quali "il leone britannico chiama in siuto i suoi cuccioli contro la belva asiatica"…
Profondamente urtato dal comportamento di Londra, dopo aver riunito il suo gabinetto W.L. Mackenzie Kingverifica che quasi all'unanimità i membri del governo sono contrari a un impegno canadese in Turchia.
18, viene dunque inviata a Londra una fredda risposta nella quale si richiedono maggiori informazioni sulla situazione turca come passo preliminare a una decisione governativa di riunire il Parlamento;
a un nuovo telegramma di D. Lloyd George nel quale si richiede una precisa dichiarazione che il Canada sarà al fianco dell'impero, Ottawa risponde che non sembra necessario riasserire la fedeltà del Dominion all'impero britannico.
19, nel suo diario perosnale W.L. Mackenzie King scrive che questo caso è stata la migliore cosa che potesse succedere;
[Difatti, quasi costretto dall'inopportuna iniziativa di governo di Londra, con la sua tattica dilatoria ha potuto affermare al popolo canadese che il tempo dell'automatico impegno del Canada a fianco della Gran Bretagna quando e dove a questa piaccia è finito per sempre.]

Ottobre
alla fine l'incidente si sgonfia: i turchi non attaccano la guarnigione di Chanak e a metà mese viene firmato un armistizio che prelude a un definitivo accordo di pace.

Lo stesso anno fa la sua comparsa in Canada il fascismo.
[Sarà però solo a partire dagli anni 1930 che, dietro l'impulso di nuovi dinamici consoli italiani a Toronto e Montréal, inizierà in grande stile una campagna di propaganda orchestrata direttamente da Roma.
Tale propaganda avrà un notevole successo per quanto riguarda la comunità italocanadese che aderirà nella stragrande maggioranza al regime, anche se non mancheranno di manifestarsi esempi di dissenso ad opera dei non molti antifascisti.
Va però detto che per gli italocanadesi nel complesso non si tratterà di un'adesione ideologica al fascismo, quanto piuttosto di una reazione rispetto al nuovo ruolo che l'Italia assumerà nel mondo.]

 


QUÉBEC
Primo ministro
Louis-Alexandre Taschereau
(1920 - ?)
[liberale]
Vescovo di Montréal
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1922
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ONTARIO
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1922
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NEW BRUNSWICK
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1922
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NOVA SCOTIA
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1922
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MANITOBA [dal 1870]
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1922
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BRITISH COLUMBIA [dal 1858]
[nel 1866 ha incorporato l'Isola di Vancouver e dal 1871 fa parte della confederazione.]
Primo ministro della provincia
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1922
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ISOLA DEL PRINCIPE EDOARDO
[Dal 1873 fa parte della confederazione.]
Primo ministro della provincia
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1922
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TERRITORIO DELLO YUKON [creato nel 1898]
   
1922
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ALBERTA [creata nel 1905]
   
1922
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SASKATCHEWAN [creata nel 1905]
   
1922
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TERRANOVA
Primo Ministro
Richard Squires
(1919 - 1923)

1922
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UNIONE degli STATI UNITI d'AMERICA
Presidente degli Stati Uniti
W.G. Harding [29°]
(1921 4 mar - 2 ago 1923)
[Pr]
Vicepresidente
Calvin Coolidge
(1921 - 1923)
Segretario di Stato
[Ministro degli Esteri]
Charles Evans Hughes
(1921 - 1923)
Ministro del Tesoro
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Ministro della Guerra
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Presidente della Corte Suprema
W.H. Taft
(1921 30 giu - 3 feb 1930)

1922
Gennaio
periodo di breve depressione (1921-22);

Febbraio
6
, conferenza di Washington: come proposto a novembre dal ministro degli Esteri Charles Evans Hughes, viene ora sottoscritto un trattato navale tra le cinque potenze:
- Stati Uniti, Gran Bretagna e Giappone (rapporto 5:5:3);
- Francia e Italia (rapporto 1,75:1,75).
[La Gran Bretagna, travagliata da difficoltà economiche, accetta senza protestare di mantenersi alla pari con gli Stati Uniti anche se ciò implica una rinuncia di fatto alla sua tradizione di supremazia marittima.
Il Giappone, inizialmente restio ad accettare un rapporto di forze sfavorevole, ammorbidisce la sua posizione quando gli Stati Uniti e la Gran Bretagna si impegnano a non rafforzare le loro basi navali rispettivamente nelle Filippine e a Hong Kong.]
Un altro accordo viene raggiunto con il "trattato delle quattro potenze", in base al quale Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia e Giappone si garantiscono reciprocamente il rispetto delle colonie nel Pacifico e s'impegnano a consultarsi in caso di guerra in questa regione; tale accordo, dal contenuto abbastanza generico, è in realtà un artificio per annullare gli effetti della precedente alleanza tra Gran Bretagna e Giappone senza offendere il governo di Tokio.
Un terzo e più importante accordo è raggiunto con il "trattato delle nove potenze": esso impegna i firmatari a rispettare l'integrità e l'indipendenza della Cina e a osservare la politica della "porta aperta".
Il senato degli Stati Uniti ratifica tutti e tre i trattati; quello delle quattro potenze viene però approvato con un margine di soli quattro voti e con un'esplicita riserva sul fatto che non comporta "alcun impegno a costituire un esercito, alcuna alleanza, alcun obbligo di intervento in aiuto di altri".
[In una serie di accordi successivi il Giappone farà tutte le concessioni che Charles Evans Hughes richiederà: restituirà la sovranità sullo Shantung alla Cina e ritirerà le sue truppe dalla Siberia.]
Naturalamente i "trattati di Washington" vengono accolti con entusiasmo da tutto il mondo, che li considera il piunto di partenza di una pace duratura.

il presidente W.G. Harding pone il veto a un progetto di sussidio governativo agli ex combattenti scontrandosi così col potente gruppo di pressione dell'American Legion;

il presidente nomina:

- ministro degli Esteri: Charles Evans Hughes, eminente giurista ed ex governatore dello stato di NEW YORK;
- ministro degli Interni: Albert B. Fall;
- ministro del Commercio: Herbert Hoover, ingegnere minerario responsabile, durante il conflitto mondiale, degli aiuti al Belgio e capo del "Food Administration";
- ministro dell'Agricoltura: Henry C. Wallace, apprezzato direttore di un periodico agricolo dello IOWA;
- ministro del tesoro: Andrew Mellon, multimilionario banchiere e industriale di Pittsburgh;
- ministro della Giustizia: W.H. Taft, ex presidente.
[Purtroppo il presidente affida altri posti di responsabilità al suo entourage politico, la cosiddetta "gang dell'OHIO", che condividerà le sue passioni per il poker e il whisky ma non il suo rispetto per la cosa pubblica. Le loro malefatte getteranno grave discredito sul governo.]

il governo:
- si affretta a soddisfare le richieste degli uomini d'affari riguardanti la riduzione delle spese federali e un consistente taglio al carico fiscale;
- abroga la sovrattassa sui profitti introdotta durante la guerra,
- riduce le aliquote sui redditi più elevati, anche se non quanto Andrew Mellon desidererebbe;
gli interessi delle grandi società vengono uleriormente assecondati con un pronto ritorno alla tradizionale politica protezionistica repubblicana;
viene emanato il Fordney-McCumber Act che eleva i dazi a livelli mai visti;

il governo appoggia inoltre gli imprenditori nelle controversie a carattere sindacale;

dopo gli episodi di violenza nella zona carbonifera dell'ILLINOIS W.G. Harding ottiene la ripresa del lavoro promettendo la nomina di una commissione d'inchiesta federale; ma quando la commissione mette in luce le condizioni di vita disperate dei minatori, il presidente ignora le sue raccomandazioni;

più o meno nello stesso periodo il ministro della Giustizia W.H. Taft fa cessare uno sciopero a oltranza di ferrovieri che protestano contro le riduzioni nelle paghe ottenendo un'ingiunzione del tribunale che vieta il picchettaggio; nel frattempo la Corte Suprema attesta colpi terribili alle organizzazione sindacali;

Bailey contro Drexel Furniture Company: esaminando il caso, la Corte Suprema dichiara inapplicabili le norme del Child Labor Act (1919).

["Proibizionismo" e "opposizione alle teorie evoluzionistiche" sono solo aspetti di un più vasto movimento inteso a garantire il rispetto del conformismo morale e intellettuale attraverso una serie di leggi.
Norme statali proibiscono diverse attività nei giorni festivi, mettono fuori legge la maggior parte dei giochi d'azzardo, limitano o vietano la diffusione di informazioni sul controllo delle nascite e la vendita di contraccettivi.
In questi anni si assiste a una nuova proliferazione di divieti, alcuni davvero bizzarri:
alcune amministrazioni cittadine mettono al bando i costumi da bagno "indecenti", molti stati considerano reati penalmente perseguibili sia le pratiche erotiche sia i rapporti extraconiugali. Anthony Comstock, un infaticabile promotore di crociate contro il vizio, è morto nel 1915, ma le sue idee sopravvivono in certe forme di censura di libri, opere teatrali, pellicole cinematografiche.
Qualsiasi cosa le autorità giudichino oscena o immorale è passibile di sequestro o di soppressione. Funzionari della dogana non pemettono l'importazione delle opere di Ovidio e di F. Rabelais, del Candido di Voltaire e dell'Ulisse di J. Joyce.
L'ufficio del procuratore distettuale di Los Angelse interrompe la tournée di una compagnia teatrale che rappresenta Desiderio sotto gli olmi di E.G. O'Neil.
L'industria cinematografica, come reazione alla negativa pubblicità degli scandali sessuali di Hollywood, crea un proprio comitato di censura nel 1922, con a capo Will H. Hays, l'ex ministro delle poste e telecomunicazioni di W.G. Harding. Ma neppure i rigidi criteri morali fissati da Will H. Hays salvano molti film da altri tagli censori nei singoli stati.
Nel frattempo la censura trova un bersaglio alternativo nei libri di storia "non patriottici". A New York e Chicago apposite commissioni passano solennemente al vaglio libri accusati di mostrare eccessiva comprensione verso il punto di vista degli inglesi nel 1776. L'OREGON e il WISCONSIN arrivano anche a proibire tali libri nelle scuole pubbliche.]

Pur continuando a sostenere la legalità dell'intervento in America latina, Charles Evans Hughes ritira le truppe statunitensi da Cuba.


" Bureau of Investigation":
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[Maldwyn A. Jones, Storia degli Stati Uniti, Bompiani 1984.]

 




[01] DELAWARE [dal 7 dicembre 1787] - cap. Dover
[Primo stato a ratificare la Costituzione degli Stati Uniti d'America.
Non esistono collegamenti fra chiesa e stato e una grande libertà religiosa si è affermata sin dall'inizio.]
Governatore
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1922
Gennaio

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[02] PENNSYLVANIA [dal 12 dicembre 1787] - cap. Harrisburg
[Non esistono collegamenti fra chiesa e stato e una grande libertà religiosa si è affermata sin dall'inizio.]
Governatore
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1922
Gennaio

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[03] NEW JERSEY [dal 18 dicembre 1787] - cap. Trenton
[Non esistono collegamenti fra chiesa e stato e una grande libertà religiosa si è affermata sin dall'inizio.]
Governatore
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1922
Gennaio

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[04] - [04] GEORGIA [dal 2 gennaio 1788] - cap. Atlanta
[Già ammesso nell'Unione nel 1780 ma ratificato solo il 2 gennaio 1788.
Riammesso al Congresso il 30 marzo 1870.]
Governatore
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1922
Gennaio

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[05] CONNECTICUT [dal 4 gennaio 1788] - cap. Hartford
Governatore
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1922
Gennaio

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[06] MASSACHUSETTS [dal 6 febbraio 1788] - cap. Boston
Governatore
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1922
Gennaio

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[07] MARYLAND [dal 28 aprile 1788] - cap. Annapolis
Governatore
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1922
Gennaio

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[08] - [01] SOUTH CAROLINA [dal 23 maggio 1788] - cap. Columbia
Governatore
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1922
Gennaio

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[09] NEW HAMPSHIRE [dal21 giugno 1788] - cap. Concord
Governatore
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1922
Gennaio

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[10] - [08] VIRGINIA [dal 26 giugno 1788]- cap. Richmond
[Riammesso al Congresso il 30 marzo 1870]
Governatore
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1922
Gennaio

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[11] NEW YORK [dal 26 luglio 1788] - cap. Albany
[L'anglicanesimo è la religione di stato in quattro contee.]
Governatore
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1922
Gennaio

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[12] - [09] NORTH CAROLINA [dal 21 novembre 1789] - cap. Raleigh
[Tratto di terre immediatamente a sud della Virginia, attorno allo stretto di Albemarle.]
Governatore
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1922
Gennaio

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[13] RHODE ISLAND [dal 29 maggio 1790] - cap. Providence
Governatore
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1922
Gennaio

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[14] VERMONT [dal 4 marzo 1791] - cap. Montpelier
Governatore
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1922
Gennaio

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[15] KENTUCKY [dal 1° giugno 1792] - cap. Frankfort
Governatore
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1922
Gennaio

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[16] - [10] TENNESSEE [dal 1° giugno 1796] - cap. Nashville
[Riammesso all'Unione dall'aprile 1866.]
Governatore
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1922
Gennaio

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[17] OHIO [dal 1° marzo 1803] - cap. Columbus
Governatore
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1922
Gennaio

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[18] - [05] LOUISIANA [dal 30 aprile 1812] - cap. Baton Rouge
- 1819, Trattato Adams-Onís: stabilisce il confine con il MESSICO spagnolo: va dal fiume Sabine, nel TEXAS orientale, fino al 42° parallelo (futuro confine settentrionale della CALIFORNIA) e da quel punto, verso ovest, fino al Pacifico.
Governatore
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1922
Gennaio

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[19] INDIANA [dal 11 dicembre 1816] - cap. Indianapolis
Governatore
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1922
Gennaio

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[20] - [06] MISSISSIPPI [dal 10 dicembre 1817] cap. Jackson
[Riammesso al Congresso il 30 marzo 1870]
Governatore
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1922
Gennaio

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[21] ILLINOIS [dal 3 dicembre 1818] - cap. Springfield
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Governatore
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1922
Gennaio

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[22] ALABAMA [dal 14 dicembre 1819] - cap. Montgomery
[Dal 18 ottobre 1867 sotto la sovranità degli Stati Uniti.]
Governatore
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1922
Gennaio

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[23] MAINE [dal 15 marzo 1820] - cap. Augusta
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Governatore
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1922
Gennaio

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[24] MISSOURI [dal 10 agosto 1821] - cap. Jefferson City
Governatore
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1922
Gennaio

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[25] - [11] ARKANSAS [dal 15 giugno 1836] - cap. Little Rock
Governatore
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1922
Gennaio

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[26] MICHIGAN [dal 26 gennaio 1837] - cap. Lansing
Governatore
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1922
Gennaio

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[27] - [03] FLORIDA [dal 3 marzo 1845] - cap. Tallahassee
Tra il 1810 al 1813 gli Stati Uniti hanno inglobato la maggior parte della Florida occidentale, la scia costiera che corre da New Orleans a Mobile, ma una buona parte della colonia, unitamente a tutta la Florida orientale, cioè la penisola, resta ancora sotto il dominio spagnolo.
Nel 1819, con il Trattato Adams-Onís è stata completamente ceduta agli Stati Uniti dalla Spagna.
Nel 1868 è rientrata a far parte dell'Unione.]
Governatore
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1922
Gennaio

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[28] - [07] TEXAS [dal 29 dicembre 1845] - cap. Austin
Governatore
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1922
Gennaio

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[29] IOWA [dal 28 dicembre 1846] - cap. Des Moines
Governatore
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1922
Gennaio

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[30] WISCONSIN [dal 29 maggio 1848] - cap. Madison
Governatore
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1922
Gennaio

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[31] CALIFORNIA [dal 9 settembre 1850] - cap. Sacramento
Governatore
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1922
Gennaio

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[32] MINNESOTA [dall'11 maggio 1858] cap. Saint Paul
Governatore
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1922
Gennaio

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[33] OREGON [dal 14 febbraio 1859] - cap. Salem
- 1845, alla fine dell'anno i 5000 coloni americani dell'Oregon organizzano un governo provvisorio e chiedono la fine del regime di occupazione comune e l'esclusiva giurisdizione americana.
- 1848, diventa territorio autonomo.
Governatore
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1922
Gennaio

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[34] KANSAS [dal 28 gennaio 1861] - cap. Topeka
Governatore
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1922
Gennaio
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[35] WEST VIRGINIA [dal 19 giugno 1863] - cap. Charleston
Governatore
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1922
Gennaio

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[36] NEVADA [dal 31 ottobre 1864] - cap. Carson City
[Il 2 marzo 1861 il suo territorio era stato separato da quello dell'UTAH.]
Governatore
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1922
Gennaio

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[37] NEBRASKA [dal 1° marzo 1867] - cap. Lincoln
Governatore
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1922
Gennaio

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[38] COLORADO [dal 1° agosto 1876] - cap. Denver
[Territorio autonomo dal 28 febbraio 1861.]
Governatore
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1922
Gennaio

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[39] NORTH DAKOTA [dal 2 novembre 1889] - cap. Bismarck
Governatore
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1922
Gennaio

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[40] SOUTH DAKOTA [dal 2 novembre 1889] - cap. Pierre
Governatore
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1922
Gennaio

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[41] MONTANA [dall'8 novembre 1889] - cap. Helena
[cap.li: fino al 1865 Bannack, fino al 1875 Virginia City.]
Governatore
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1922
Gennaio

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[42] WASHINGTON [dall'11 novembre 1889] - cap. Olympia
Governatore
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1922
Gennaio

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[43] IDAHO [dal 3 luglio 1890] - cap. Boise
[Territorio autonomo dal 24 marzo 1863 con cap. Boise.
Inizialmente, fino al 7 dicembre 1864, la capitale era Lexinton.]
Governatore
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1922
Gennaio

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[44] WYOMING [dal 10 luglio 1890] - cap. Cheyenne
Governatore
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1922
Gennaio

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[45] UTAH [dal 4 gennaio 1896] - cap. Salt Lake City
[Territoro annesso nel 1850.
Dal 2 marzo 1861 si è staccato il Territorio del NEVADA.]
Governatore
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1922
Gennaio
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[-] Territorio delle HAWAII [dal 7 luglio 1898] - cap. Honolulu
 
Governatore
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1922
Gennaio
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[46] OKLAHOMA [dal 16 novembre 1907] - cap. Oklahoma City
[Territorio autonomo dal 2 maggio 1890.
Con l'annessione di questo nuovo stato gli indiani sono stati espropriati del loro territorio di riserva "permanente". ]
Governatore
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1922
Gennaio
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[47] NEW MEXICO [dal 6 gennaio 1912] - cap. Santa Fe
[Territorio autonomo dal 1846.]
Governatore
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1922
Gennaio
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[-] Territorio dell'ALASKA [dal 1912] - cap. Juneau
[1867, 9 aprile, il senato ratifica l'atto d'acquisto del territorio dalla Russia per 7,2 Mni di dollari;
18 ottobre [Alaska day], avviene il passaggio di sovranità;
1884, diviene un distretto dell'Oregon;
1898, viene scoperto l'oro: questo fatto provoca una vera e propria invasione di cercatori d'oro; altro oro viene poi scoperto nel vicino Klondike, territorio canadese, e l'Alaska è utilizzata come base di partenza per i cercatori.]
Governatore
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1922
Gennaio
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[48] ARIZONA [dal 14 febbraio 1912] - cap. Phoenix
[Territorio autonomo dal 1863, ma fino al 1886 non ci fu pace con gli Indiani.]
Governatore
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1922
Gennaio
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a




1922
GRANDI ANTILLE
- Presidente della repubblica
?
(?-?)
[nella costituzione è inserito l' "emendamento Platt" che dà diritto agli Stati Uniti di intervenire negli affari interni del paese e di installarvi proprie basi per usi militari e commerciali: dal 1903 esiste la base militare di Guantánamo]

1922
nel dopoguerra sorgono i primi movimenti operai e studenteschi organizzati;
il gen. Gerardo Machado y Morales è capo del Partito liberale;

Pur continuando a sostenere la legalità dell'intervento in America latina, il segretario di Stato americano Charles Evans Hughes ritira le truppe statunitensi da Cuba.

Haiti
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?
(?-?)
occupazione militare diretta statunitense (1916-39)
1922
-
- Presidente della repubblica
?
(?-?)
1922
dal 1916 truppe americane occupano Santo Domingo imponendovi un regime militare;
- Governatore
?
(?-?)
[colonia britannica dal 1866]
1922
-

1922
Estados Unidos Mexicanos
(Stati Uniti del Messico)
[repubblica federale]
- Presidente della repubblica federale
A. Obregón
(1920 - 1924)

1922
fortemente anticlericale, il presidente sviluppa una politica sociale (distribuzione di terre ai contadini e riforma della pubblica istruzione) appoggiandosi ai sindacati e mantiene rapporti amichevoli con gli Stati Uniti ai quali rinnova la concessione per lo sfruttamento delle risorse petrolifere del paese;



1922
Repubblica dell'America centrale
(1921)
- Presidente
-

1922
-



1922
- Capo del governo
-
(formalmente indipendente dal 1847)

1922
-



1922
Honduras
-
?
(? - ?)
1922
totale dipendenza dagli Stati Uniti, interessati a mantenere sotto proprio controllo le ricche piantagioni di banane, unica risorsa economica del paese;
continuano (dal 1911 al 1933) gli interventi delle truppe americane per salvaguardare gli interessi yankee;

1922
- Presidente della repubblica
?
(1903 - ?)
1922
guerra con il Guatemala;
la conclusione di questo conflitto che vede intervenire gli Stati Uniti, con ruolo di mediazione, segna l'ingresso del paese nell'area di influenza della grande potenza americana;
da questo momento si succederanno governi militari: rari, e in genere effimeri, i governi regolarmente eletti;

1922
- Presidente
?
(? - ?)
1922
[rimane in vigore il trattato Bryan-Chamorro con gli Stati Uniti]

1922
- Presidente della repubblica
?
(? - ?)
[liberale]
1922
ritorna ora il regime liberale;

1922
República de Panamá
(indipendente dal 1903)
- Presidente della repubblica
?
(1903 - ?)
1922
-





1922
- Presidente  
1922
perdurano le controversie con gli Stati Uniti;

1922

- Presidente della repubblica

J.V. Gómez
(1908 - 1935)
[dal 1903 fino al 1938 decine di migliaia di oppositori vengono incarcerati o esiliati.]
1922
in conseguenza dello sfruttamento delle risorse petrolifere, negli anni Venti entra in una fase di rapido quanto caotico sviluppo economico; nel giro di pochi anni il paese diventerà il secondo esportatore di greggio, ma sarà rivoluzionata la sua struttura politica e sociale;



1922
República del Ecuador

- Presidente della repubblica

?
(?-?)
1922
si alternano dittature conservatrici (J.J. Flores, G. García Moreno) e di dittature liberali (V. Rocafuerte, E. Alfaro) e da crescenti ingerenze dell'esercito, formato all'origine da elementi venezuelani;



1922

- Presidente della repubblica

A.B. Leguía
(1919 - 1930)
[dittatura "progressista"]
(Repubblica indipendente dal 1827)
1922
forte centralizzazione dell'apparato statale ("Patria Nueva") e massicci investimenti, tramite prestiti nordamericani, nel settore delle opere pubbliche;


1922

- Presidente della repubblica

?
(?-?)
1922
privata di ogni sbocco al mare dopo la guerra del Pacifico, si fa sempre più accentuata la dipendenza economico-politica dall'Inghilterra e poi dagli Stati Uniti, principali importatori di stagno.


1922

- Presidente della repubblica

A. Alessandri Palma
(1920 - 1925)
[liberaldemocratico]
1922
l'opposizione conservatrice paralizza l'attività parlamentare con il ricorso all'ostruzionismo;
al suo IV congresso, il Partido obrero proletario (socialista, che opera del 1912, di Luis E. Recabarren) aderisce all'unanimità alla III Internazionale, trasformandosi in PCCh (Partito comunista cileno);


1922
dal 1816 divise nelle tre colonie:
Guyana Britannica

- Governatore

?
(? - ?)
1901
-
Suriname (olandese)

- Governatore

?
(? - ?)
1901
-
Guyane Française
[già sede di una colonia penitenziaria e poi, dal 1852,
di un bagno penale (fino al 1945)]

- Governatore

?
(? - ?)
1901
-


1922

- Presidente della repubblica

?
(? - ?)
1922
-



1922

- Presidente della repubblica

gen. B. Ferreira
(1904 - ?)
[partito degli azules]
1922
-



1922

- Presidente della repubblica

H. Irigoyen
(1916 - 1930)
[Unión civica radical]
1922
Buenos Aires,

 




1922
- Presidente della repubblica
(1915 - ?)
[partito colorado]
1922
Montevideo,




1922
CINA
(Repubblica dal 1911)

presidente

Yüan Shih-k'ai
(1912 - ?)

1922
-

a

1922
DAE HAN
(Corea)

1922
lo stato coreano ha cessato di esistere come entità autonoma nel 1910 essendo stato annesso dal Giappone;
la dominazione di Tokyo è improntata a uno spietato regime poliziesco;
è attivo comunque un movimento di resistenza nazionale;

a





1922
(periodo Taisho: 1912-26)
Giappone



Yoshihito

(? - 1926)
1912-26, imperatore del Giappone;
[dal 1921 è reggente il figlio Hirohito (Tokyo 1901-1989).]

1922
-

Kuomintang
KMT
(Partito nazionale del popolo)

1922
Tokyo, dal 1905 opera la T'ung Meng Hui (Lega dei rivoluzionari) ispirata ai "tre principi del popolo" formulati da Sun Yat-sen:
- indipendenza nazionale
- democrazia parlamentare
- socialismo agrario;

a





1922
[colonia spagnola dal 1900, con capitale Villa Cisneros già protettorato dal 1884.]
-
-
1922
-


1922
Marocco
[dal 1912 è un protettorato della Francia che ha riconosciuto alla Spagna una zona di sua spettanza (Rif, Ifni, Tarfaya) e lasciato sul trono l'ex sultano Mulay 'Abd al-Hafiz]
1922
-

campagne del Rif

1920-26




1922
Algeria
-
-
1922
agitazione nazionalista dell'emiro Khaled, nipote di 'Abd el-Kader († Damasco 1883);

1922
Tunisia
[con il trattato del Bardo del 1881, perfezionato nel 1883 con il trattato della Marsa, la Francia è riuscita a imporvi il suo protettorato.
Il bey conserva formalmente le sue prerogative.]
1922
si fa sentire la tendenza nazional-riformista rappresentata dai "giovani tunisini" sfociata nel 1920 nella fondazione di un partito politico moderno, il Destur o Partito liberal-costituzionale;


1922
LIBIA
[nome romano riesumato durante il conflitto per indicare le due regioni della Tripolitania e della Cirenaica]
- dal 1913 l'Italia esercita la sua sovranità sulla Libia -
TRIPOLITANIA
(1912-34)
Governatore
Tripoli
G. Volpi
(1921 lug - giu 1925)

1922
Gennaio
dopo la concessione alla Tripolitania di uno statuto assai liberale, riprende con maggiori forze l'espansione armata, poi continuata dal regime fascista;
all'inizio delle operazioni per la riconquista della Tripolitania, il nuovo governatore può disporre delle seguenti forze:
- 4 battaglioni nazionali di cui uno presidiario (costitutito quasi tutto da cariche speciali), due di volontari, della forza effettiva di due compagnie - a difesa di Tripoli - il quarto a Homs;
- 4 battaglioni libici (tripolitani volontari inquadrati da ufficiali italiani);
- 2 battaglioni eritrei (tali battaglioni vengono mobilitati e ceduti per un anno dal governo dell'Eritrea. Costano molto perché in un anno si devono pagare i due viaggi di andata e ritorno e due passaggi del canae di Suez);
- 4 battaglioni misti (composti di eritrei, abissini e arabi reclutati sul posto, che assumono ferma di due anni. Costano molto meno degli eritrei perché i quadri, i quadrupedi e il nucleo restano sempre in Libia ove ogni anno affluiscono o rimpatriano solo quelle aliquote di ascari che terminano la ferma e non vogliono raffermarsi;
- 2 squadroni savari (cavalleria libica);
- 3 gruppi Spahis (cavalleria libica guarda confine; ideata e costituita già nel 1913 dal vice-residente di Zuara e costituita regolarmente nel 1916 dal governatore gen. Giovanni Ameglio.)
[La loro caratteristica è di possedere un cavallo di proprietà e di godere di una paga globale dovendo con quesa provvedere a se stessi e al mantenimento del cavallo; esigendo il cavallo di proprietà, si arruolano giovani di famiglie notabili e questo dà al corpo una certa aria di aristocrazia cavallaresca. Sono lasciati vestire il costume nazionale.
Sotto il comando del gen. il comando del gruppo, sempre su richiesta del vice-residente di Zuara, approvata dal capo dell'ufficio politico col. Sani, è stata data al ten di cavalleria Franco Navarra-Viggiuani.];
- 1 batteria da montagna nazionale e 2 libiche;
- 1 squadrone meharisti (inizialmente non ha valore poiché a Tripoli non ci sono mehara: il corpo sarà creato più tardi dal gen. R. Graziani e sotto il comando del duca d'Aosta);
- 1 gruppo di 8 autoblinde.
25
, Operazione Misurata Marina
Tripoli, 1500 uomini fra eritrei, carabinieri, zaptié, mitraglieri, genio e artiglieria, s'imbarcano all'alba su una flottiglia composta da due piroscafi, Brasile e Amalfi, due siluranti, Lanciere e Orfeo, due cannoniere, Abastro e De Lutti, e due Mas. Il governatore di Tripoli G. Volpi sale a bordo del Brasile, piroscafo passeggeri che batte la linea Siracusa-Tripoli, requisito all'ultimo momento per assicurare all'operazione la massima riservatezza;
26
, Il corpo di spedizione, agli ordini del col. Pizzari, è costituito da
- 2 battaglioni eritrei,
- 1 compagnia mitragliatrici,
- 1 batteria da montagna,
- 1 compagnia del genio,
- 1 un nucleo di carabinieri e zaptiè;
in tutto 1550 fucili, 4 cannoni da 65 montagna, 34 mitragliatrici.
I mezzi marittimi sono:
- 2 piroscafi (requisiti) Brasile e Amalfi,
- 2 siluranti: Lanciere e Orfeo,
- 2 cannoniere,
- 2 motoscafi antisommergibili.
Gli sbarchi sono effettuati a mezzo di 4 maone a remi e delle lancie a remi del Brasile.
ore 06:00, inizia lo sbarco che termina alle ore 16:00 nonostante il mare divenuto tempestoso;
sbarcati all'alba senza trovare resistenza, hanno problemi i giorni successivi per cui G. Volpi chiede a rinforzo due compagnie eritree e tre autoblindate;
29 e 31, con altri piroscafi requisiti a Tripoli, giungono:
- 1 battaglione eritreo misto,
- 1 compagnia di zappatori di fanteria,
- 1 sezione libica da montagna,
- 1 reparto di artiglieria pesante;
successivamente arriano altre 2 compagnie eritree e 3 autoblinde.
Poiché i ribelli si sono pericolosamente addensati di fronte alla linea di sbarco italiana, il col. Pizzari decide di attaccarli;

Febbraio
11
, le truppe italiane escono dalla testa di sbarco e attaccano; il nemico, che possiede mitragliatrici, bombarde campali e 4 cannoni viene battuto e si ritira a Misurata città; nel complesso dell'operazione i ribelli perdono ca 600 morti contro i 140 delle truppe italiane.
L'occupazione di Misurata Marina, che fa prevedere imminente e inevitabile quella di Misurata città (capitale della ex Giamurìa e centro principale dei ribelli) produce naturalmente una ripercussione in tutta la Libia.
Frattanto il governo italiano si decide a rinforzare l'esiguo corpo di truppe della Tripolitania con altri due battaglioni eritrei.
Si iniziano quindi le operazioni contro i ribelli della costa occidentale i quali, per rappresaglia dello sbarco a Misurata, hanno interrotto la ferrovia fra Tripoli e Zavia e fra Tripoli e Azizia.
11, le truppe del col. Pizzarri, accorse in aiuto, attaccano gli arabi che dopo cinque ore di combattimenti si ritirano lasciando Misurata Marina agli italiani.

Aprile
16-23
, iniziate le operazioni per sbloccare i due presidi isolati e ripulire la zona adiacente a Tripoli, le truppe mobili vengono portate inizialmente contro il nucleo nemico di Zavia col concorso di una colonna proveniente da Zuara al comando del col. R. Graziani ;
30, ristabilite le comunicazioni con Zavia e spazzate quelle oasi costiere, inizia l'operazione in direzione di Azizia (50 km a sud di Tripoli) dove, insediati nel villaggio, ca 5000 ribelli tripolini tengono praticamente gli italiani assediati a Tripoli.
L'operazione (è presente anche il gen. P. Badoglio inviato dal ministro delle Colonie) viene effettuata dai gruppi: Couture (poi Pizzari), R. Graziani, Belly, Gallina, Imoda; due colonne italiane muovono alla volta di Azizia, l'una da Tripoli, l'altra da Zuara (al comando del col. R. Graziani).
Maggio
4
, i ribelli vengono battuti a Sidi-es-Saiah (verso oriente) e successivamente inseguiti dalle colonne del col. R. Graziani e di Pizarri verso occidente.
[Perdite: 740 morti tra i ribelli, ca 90 mnorti tra gli italiani.]
Con queste vittorie italiane viene soffocata definitivamente la ribellione nella Gefara.
Rotte le esitazioni del governo romano, viene preparata l'occupazione del Gebel Gabri.
Essa viene compiuta dalla colonna del col. R. Graziani che, partita da Zuara per el-Uòtia, avanza su Giosc. Contemporaneamente i gruppi Pizzari, Gallina e Belly avanzano dalla Gefara rispettivamente verso il Gebel di Jefren e verso quello di Garian per impegnare e trattenere i rispettivi armati. La scalata del Gebel si effettua a Giosc;

Libia: le truppe del col. R. Graziani, Gallina, Belly e Pizzarri sviluppano azioni di "polizia" a sud e ad ovest allargando verso la frontiera tunisina e restituendo ai berberi i territori da cui sono stati cacciati; la sfiducia iniziale tra G. Amendola e G. Volpi lascia il posto al dialogo.
Grandi concentrazioni fasciste si susseguono a Bologna, Rovigo, Ferrara con la partecipazione di decine di migliaia di cittadini: si chiede la realizzazione promessa di opere pubbliche per diminuire la disoccupazione dilagante;

Giugno
2
, a Giosc le mehalle di Rogeben e Zintan, capeggiate dall'ex caimacam ribelle Mohammed Fgheni, dopo aver posto una valida resistenza, vengono battute dal gruppo del col. R. Graziani ;
14, occupata Giosc, una colonna celere (di cui fa parte anche il gruppo di armati berberi al comando di Jusuf Charbìsc) viene spinta dal col. R. Graziani sull'altopiano per il vallone di es-Slamat dove si trincera con l'ordine di proseguire su Giado;
18, i reduci della sconfitta di Giosc si scontrano con detta colonna la quale dopo un aspro combattimento li disperde.
Giado, Cabao e Nalat vengono subito occupate.
Sul Gebel Garbi torna la bandiera italiana.
[Aveva sventolato l'ultima volta nel 1916 per opera del valoroso e sventurato Sasi Chzam.]
Occorre ora completare l'occupazione del ciglione dell'Altopiano con quella di Jefren e del Garian.

Ottobre
28
, dopo una opportuna preparazione politica che assicura la neutralità favorevole di una parte della popolazione, il gruppo del col. R. Graziani avanza da Giado su Jefren mentre il gruppo di Pizarri concorre attaccando da nord;
30, dopo aver battuto i ribelli, il col. R. Graziani occupa il capoluogo dell'altopiano;
[L'occupazione di Jefren (28-31 ottobre) appartiene di diritto, se non di fatto, all'amministrazione di G. Amendola.]

Novembre
17
, coadiuvato dai gruppi Pizzari, Belly e dal presidio di Azizia dalla pianura e a copertura verso Tarhuna, dopo aver battuto le mehalle avversarie il gruppo del col. R. Graziani rioccupa il Garian.
La rioccupazione del Gebel Garbi coincide con l'avvento al potere del governo nazionale di B. Mussolini.
Nuovo ministro delle Colonie è L. Federzoni che promette e dà effettivamente il più fervido appoggio all'opera di riconquista.
Il nemico ora non è più a Roma ma soltanto nel deserto.

[L'occupazione di Garian, Tarhuna e Misurata cadono sotto il ministero di L. Federzoni.]


Il problema della rioccupazione della Tripolitania nord-orientale è ben diverso da quello della Tripolitania nord-occidentale: in quest'ultima le truppe italiane hanno avuto il sicuro concorso di una parte della popolazione, quella del gruppo berbero; inoltre le tribù qui erano meno numerose.
Intanto Ahmed el-Mraied, persa ormai la speranza di diventare emiro della Tripolitania, si è fortemente sistemato sul Gebel Tarhuna, occupandone le vallate verso Tripoli e verso il Garian e facendo guardare i suoi fianchi verso Homs da altri armati dislocati fra Tagiura ed Homs e da riserve fra Homs e Misurata.

CIRENAICA
Muhammad Idris al-Mahdi al-Sanusi

(Giarabub 1890 - Il Cairo 1983)
1917-22, capo della confraternita dei Senussi;
1923-48, è costretto all'esilio;
1948, emiro di Cirenaica;
1950-69, re di Libia(Idris I);

Governatore
Bengasi
-

1922
Aprile
una commissione di tripolitani giunge ad Agedabia per conoscere le definitive intenzioni dell'Emiro dei Senussi; poiché questi decide di romperla con l'Italia, viene investito - teoricamente - dell'emirato libico. Per festeggiare l'avvenimento egli fa distruggere la residenza italiana di Zuetina.
Novembre
il nuovo ministro delle Colonie L. Federzoni trova la colonia nella condizione più tragica: chiusi i presidi italiani nei reticolati nelle fortezze costiere; a Bengasi un ridicolo parlamentino italo-arabo sotto la presidenza del senusso Safi ed Din, noto italofobo; nell'interno, dei campi di armati senussiti i quali stanno a garantire l'ubbidienza dele popolazioni alla confraternita armata dall'Italia e lautamente pagata; per dirla in breve i Senussi hanno Violato i patti conclusi col trattato di Bu Marian.
Il neo ministro rompe quindi gli accordi denunziando i procedimenti senussiti: Idrìs fugge in Egitto lasciando a rappresentarlo il fratello Mohàmmed er-Redà.

a


1922
EGITTO
[protettorato britannico dal 1914]
Fu'ad I  
(Il Cairo 1868 - 1936)
figlio del khedivè Isma'il;
1917-1922, sultano d'Egitto;
succede al fratello maggiore Husayn Kamil († 1917);
1922-1936, re d'Egitto;
- Alto Commissario
gen. E.H.H. Allenby [il Toro]
(1919 mar - 1925)
- Primo Ministro
'Adil Pascià
(1919 mar - 1925)
Zaglul Pascià
(o Sa'd Zaghlul)
(1922 - ?)

1922
Febbraio
28
, firma del trattato anglo-egiziano;
D. Lloyd George cede alle proposte del gen. E.H.H. Allenby [il Toro] e la Gran Bretagna pubblica una dichiarazione in cui l'Egitto viene riconosciuto come «uno Stato indipendente sovrano», ma riservando a propria discrezione quattro punti che saranno oggetto dei futuri negoziati anglo-egiziani. Tali punti riguardano: «
- la sicurezza delle comunicazioni dell'impero britannico in Egitto;
- la difesa dell'Egitto da ogni invasione o interferenza straniera, diretta o indiretta;
- la salvaguardia degli interessi stranieri e delle minoranze in Egitto;
- il Sudan
».
[a.f.: D. Lloyd George ha ceduto dietro suggerimento di sir Alfred Milner e dietro pressioni del gen. E.H.H. Allenby [il Toro].
Giuseppe Vella, Nevile Henderson, Maro Bulzoni Editore, Roma 1967.]

Marzo
16
, il sultano d'Egitto assume il titolo di re con il nome di Fu'ad I.

Una commissione costituzionale emana la costituzione, basata sul modello belga, che prevede un senato e una camera dei deputati elettiva.
Sebbene vengano così conferiti al re poteri considerevoli – compreso quello di sciogliere il parlamento e nominare alcuni senatori – non sono della portata desiderata dal re e il gen. E.H.H. Allenby [il Toro] deve intervenire per evitare che si costituisca una dittatura monarchica.

Conseguenza ultima è che nei successivi trent'anni l'Egitto sarà governato da un agitato e in ultima analisi intrattabile equilibrio di forze:
- il palazzo, dove le forze della dinastia del wali Mehmet Alì (o Muhammad 'Ali) sono state parzialmente ristabilite;
- il parlamento e i politici, tra i quali il Wafd è solitamente, ma non sempre, dominante;
- la residenza del rappresentante del governo britannico (che, nonostante l'indipendenza, non è ancora diventata un'ambasciata).

Ripetuti sforzi per negoziare un trattato anglo-egiziano per risolvere le principali divergenze cadono nel vuoto poiché le richieste minime della Gran Bretagna sono inaccettabili per l'orgoglio nazionale egiziano.
La più sofferta di tali divergenze è il Sudan, che il monarca e il Wafd sono concordi nel pretendere per l'Egitto: una rivendicazione che la Gran Bretagna rifiuta in toto.
Il settantenne Zaglul Pascià (o Sa'd Zaghlul), leader del Wafd, ottenuto il permesso di rimpatriare dall'esilio, sbaraglia i concorrenti nelle prime elezioni parlamentari. Come primo ministro preme affinchè vengano riconosciute le rivendicazioni egiziane in Sudan. Vi è un ammutinamento su larga scala dei cadetti militari sudanesi che, seppur nazionalisti, sono disposti a collaborare con la controparte egiziana contro la Gran Bretagna.
I funzionari anglo-sudanesi biasimano comprensibilmente l'Egitto a causa dei disordini creati.


1922
Sudan
[dalla convenzione del 18 gennaio 1899, il paese è stato costituito in "condominio" anglo-egiziano, di fatto in possedimento britannico]
   
1922
nei maggiori centri e sull'onda del Graduates' Club sono sorte molte "Leghe" ed "Associazioni" con obiettivi politici, tra le quali la più importante è The League of Sudanese Union (Lega dell'Unione Sudanese);
viene arrestato l'ex ufficiale sudanese di origine Dinka, Ali Abd al-Latif, per la sua azione sobillatrice contro l'Inghilterra;


1922
Guinea-Bissau
[colonia autonoma portoghese dal 1879, i suoi confini (rettilinei e artificiosi di evidente origine coloniale) con l'Africa Occidentale Francese sono stati regolati nel 1896.]
   
1922
-


1922
Africa Occidentale Francese
(AOF – 1895-1958)

[possedimenti retti, dal 1895, da un governatore generale, dipendente dal ministero delle colonie, in forma accentuatamente centralizzata]

- Governatore generale
?
(? -?)
Senegal [sotto controllo francese dal 1817, sottomesso e pacificato dal 1865.] cap. Dakar.
1922
-
Mauritania [protettorato francese dal 1904, il territorio vi è stato annesso dal 1920 ma le autorità coloniali non verranno mai completamente a capo dello spirito d'indipendenza mauro]
1922
-
Sudan francese [ex Senegal-Niger dal 1904, nel 1921 è tornato al suo nome originario.]
1922
-
Alto Volta [costituita in colonia dai francesi nel 1919 con territori staccati dalle colonie dell'Alto Senegal e del Niger.]
1922
-
Niger [completamente colonizzato dal 1920] cap. Zinder.
1922
-
Guinea Francese [protettorato francese dal 1889, è sorta la città di Conakry nel 1890; colonia francese dal 1891;
con l'acquisizione dell'isola di Los nel 1904 ha assunto il suo assetto territoriale definitivo;]
1922
-
Costa d'Avorio [colonia francese dal 1893.]
1922
-
Dahomey [annesso dal 1899 ma, completamente, dal 1916]
1922
-

1922
Sierra Leone
[colonia inglese dal 1808.]
- Governatore
?
(?-?)
1922
-

1922
[ex Monrovia, è una repubblica indipendente dal 1847, con una costituzione modellata su quella statunitense ma con il predominio dell'elemento nero-americano su quello autoctono;
nel 1857 al paese si è unita l'ex colonia formatasi a capo delle Palme nel 1833.]
-
-
1922
-


1922
Costa d'Oro
[colonia della corona britannica dal 1874, mentre continua la resistenza degli ashanti dell'interno.]
- Governatore
-
1922
s'ingrandisce con l'annessione dell'ex Togo tedesco, la parte occidentale (Togoland) del territorio;

1922
Togo
[1919, alla fine della prima guerra mondiale il territorio è stato affidato [Mandato B] per due terzi alla Francia e per il resto alla Gran Bretagna.]
1922
Luglio
20
, la Società delle Nazioni attribuisce il mandato sul territorio a:
- Francia: parte orientale, che mantiene una distinta fisionomia giuridica;
- Gran Bretagna: parte occidentale (Togoland) subito incorporata alla Costa d'Oro;




1922
comprende i due ex protettorati britannici;
all'unità amministrativa della federazione non corrisponde tuttavia una reale integrazione etnico-culturale del paese;
Nigeria settentrionale [territori haussa, riuniti dal 1900]
-
-
1922
-

Nigeria Meridionale [territori degli Oil Rivers (dal 1849), di Lagos (dal 1861) e Benin (dal 1897), riuniti dal 1906]
-
-
1922
all'unità amministrativa della federazione non corrisponde tuttavia una reale integrazione etnico-culturale del paese, resa ora, nel primo dopoguerra, ancora più improbabile dall'accessione, sotto mandato britannico, di un quinto del Camerun tedesco;
ulteriore elemento di divisione è la stessa amministrazione coloniale inglese che mira a consolidarsi sia facendo leva sugli antichi risentimenti tra haussa e fulbe, tra yoruba e ibo, sia puntando in molti casi sui ceti più retrivi, rappresentati da vecchi notabili locali;
si cristallizzano quindi le differenze tra settentrione musulmano, feudale e politicamente passivo, occidente prospero e oriente cristianizzato e serbatoio di quadri amministrativi;
tali differenze creano fratture anche all'interno del movimenti per l'indipendenza tra i nuovi ceti professionali e mercantili yoruba e quelli ibo (rappresentati da Nmandi Azikiwe, detto Zik), entrambi malvisti dagli ambienti conservatori haussa;






1922
Camerun
[dal 1920 l'ex protettorato franco-britannico è diviso in due mandati coloniali previsti dal trattato di Versailles]
Njoya
-
(? - ?) c
1883-1933, re dei bantu;

Mandato (1) [alla Gran Bretagna, la porzione nordorientale, circa un quinto del paese]
1922
-
Mandato (2) [alla Francia, il resto (ha recuperato anche i territori ceduti nel 1911)]
1922
-

1922
Africa Equatoriale Francese
(1910-1958)
1910, la Francia crea questa nuova unità amministrativa che, pur mantenendo a Brazzaville la sede del governatore generale, è divisa in quattro ripartizioni:
Medio Congo [ex Congo Francese]
-
1922
da novembre 1911 la Francia ha ceduto al Camerun tedesco il corridoio del Sanga (sarà restituito al Medio Congo nel 1919);

Gabon [già assorbito dal Congo Francese nel 1888 e ora separato]
-
1922
-
Ubangi Sciari (Oubangui-Chari) [ex Impero Centrafricano, diventato colonia francese dal 1905]
-
1922
-
Ciad [pur annesso dalla Francia, la resistenza all'interno continuerà fino al 1917]
-
1922
Con la valorizzazione economica delle regioni meridionali attraverso al costruzione della ferrovia Brazzaville-Pointe Noire (1921-34), si sviluppano i primi movimenti nazionalisti, a sfondo profetico-religioso e xenofobo.




1922
Congo Belga
[colonia dello stato belga dal 1908]
(capitale: Lépoldville)
[il territorio dello Zaire, già sede (ancor prima dell'arrivo dei portoghesi) di importanti regni autoctoni quali quello del Congo, di Kuba, Luba, Lunda:
- nel 1880 è stato posto sotto il controllo dell'Associazione internazionale per il Congo, promossa da Leopoldo II re del Belgio;
- 1885-1908, sotto la sovranità (esercitata a titolo personale) di Leopoldo II re del Belgio.]
Governatore
-
1922
nel periodo tra le due guerre vengono estese le piantagioni ed avviato lo sfruttamento delle ricchissime risorse minerarie, senza che ciò comporti alcun miglioramento del livello di vita delle popolazioni indigene e delle condizioni igienico-sanitarie.
Katanga [regione sudorientale, annessa militarmente dai belgi nel 1891 sotto l'egida della Compagnie du Katanga istituita da re Leopoldo II.]
1922
dal 1906 il Comité Spécial du Katanga ha finito in pratica col rappresentare gli interessi monopolistici di grandi società private europee e in particolare della Bécéka (ferrovie) e della Union Minière che ha ricevuto una concessione di ben 20.000 kmq per lo sfruttamento del rame (prima colata nel 1911) e un'altra concessione di 14.000 kmq per lo stagno.
Nel 1917 la Union Minière ha aperto un'altra grande miniera a Likasi (nella zona dell'attuale Jadotville) e nel 1921 ha installato a Panda, nella stessa zona, un concentratore di minerale.
Ruanda-Urundi [dal 1919 sotto amministrazione belga]
1922
-



1922
Eritrea
[colonia italiana dal 1° gennaio 1890, con il fiume Mareb come confine con l'Etiopia.]
-
-
1922
-



1922
Impero di Etiopia
Zauditu
(? - ?)
1917-28, imperatrice di Etiopia;
succeduta a Ligg Iyasu;
1922
-



1922
SOMALIA
Somalia Francese [colonia francese dal 1896]
il porto di Gibuti (1888) è collegato per ferrovia alla capitale etiopica Addis Abeba (1897-1917);
[situata in territorio dancalo e non propriamente somalo]
1922
-
Somalia Britannica [protettorato inglese dal 1884]
1922
-
Somalia Meridionale Italiana [protettorato italiano dal 1889, ma sotto la piena responsabilità del governo italiano dal 1905, dopo il riscatto del Benadir]
1922
-

1922
Africa Orientale Britannica
(IBEAImperial British East Africa)
Uganda [protettorato britannico dal 1894]
-
-
1922
formalmente diviso in quattro regni federati, è uno dei possedimenti più prosperi della Gran Bretagna in Africa;

Kenya [nome ufficiale solo dal 1920]
-
-

1922
dopo l'arresto di Harry Thuku la guida del movimento dei kikuyu è passata a James Beauettah e a Joseph Kangethe;

Jomo Kenyatta fonda la KCA (Kikuyu Central Association) che esige la restituzione delle terre sottratte dai coloni "bianchi" ai kikuyu e ad altre popolazioni africane.

Marzo-Aprile
la polizia britannica spara su 25 kenyoti aderenti all'Associazione dei Giovani Kikuyu.
M.A. Desai, direttore del giornale «Cronaca dell'Africa Orientale», difende i diritti di Harry Thuku, che viene mandato al confino a Kismayo.
L'arcidiacono dei missionari, Owen, cerca, con l'appoggio del governo, di mettere in crisi l'Associazione dei Giovani Kikuyu mediante un'opera di infiltrazione politica e di trasformarla in un'Associazione Assistenziale.
L'Associazione dei Giovani Kikuyu viene messa al bando.



1922
[dalla fine del primo conflitto mondiale (novembre 1918) il territorio è attribuito dalla Società delle Nazioni in mandato [Mandato B] alla Gran Bretagna che concede una relativa autonomia interna.]
-
-
1922
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1922
[protettorato (assieme all'isola di Pemba) dal 1890 e colonia dal 1913 della corona britannica.]
-
-
1922
-


1922
Angola
- Governatore
?
(? - ?)

1922
-


1922
Rhodesia
1922
ribattezzato Rhodesia dal 1895 in onore di Cecil J. Rhodes;
dal 1890 la British South Africa Chartered Co., società fondata da Cecil J. Rhodes, ha ottenuto da re LoBenguella la concessione esclusiva di sfruttamento venticinquennale del territorio del protettorato sui maTabele;
Rhodesia del Nord-Ovest [protettorato dal 1899]
-
-
1922
dal 1914, è uno dei più poveri possedimenti britannici;
le nuove scoperte nel Copperbelt danno inizio al boom del rame e quindi ad un afflusso dal sud di bianchi, che ben presto richiedono di federarsi alla Rhodesia del Sud per ottenere un completo controllo politico della regione;

Rhodesia del Sud [protettorato dal 1911]
-
-
1922
-


1922
[l'ex territorio Malawi, protettorato britannico dal 1891, che aveva assunto formalmente il nome British Central Africa
nel 1893, ha assunto questo nuovo nome nel 1907]
-
-
1922
sin dall'inizio del secolo fermenti antibritannici sono già sorti e ora si diffondono a causa dell'indiscriminata diffusione delle piantagioni coloniali a scapito delle colture alimentari per il fabbisogno della popolazione (in costante aumento);
gli inglesi devono far fronte ad una sollevazione popolare guidata dal pastore protestante nero John Chilembwe;
[vedi 1944]


1922
Mozambico
[già nel 1891 il Portogallo ha completato la conquista delle regioni interne ma solo nel 1915 è riuscito a pacificarle.]
-
-
1922
-


1922
Madagascar
(Imérina)
[annesso alla Francia dal 1896]
1922
alla Ligue Française pour l'accession aux droits de citoyens des indigènes de Madagascar;nata in Francia l'anno precedente, aderisce ora un insegnante malgascio, Jean Ralaimongo che contribuirà al lancio del giornale «L'Action coloniale» dalle cui colonne saranno sferrati violenti attacchi contro gli «abusi dell'amministrazione e dei coloni francesi» ed alimentata una vivace campagna per l'amnistia dei condannati della V.V.S.;
[Tra i collaboratori del giornale figurerà anche il nome di Ho-Chi-Minh.]




1922
Unione Sudafricana
[dominion britannico a struttura federativa dal 1910]
dal 1912 si è costituito il SANNC (South African Native National Congress), formazione politica nera;
dal 1913 è in vigore il Native Land Act che consente al primo ministro di coinvolgere l'elemento boero nella prima guerra mondiale a fianco dell'Inghilterra;
dal 1914 è abolita l'imposta discriminatoria nei confronti degli indiani del Natal;
dal 1918 si è annessa con una serie di decisioni unilaterali l'ex colonia tedesca dell'Africa del Sud-Ovest, ricevuta invece in amministrazione fiduciaria dalla Lega delle Nazioni;
- Primo ministro
J.C. Smuts
(1919 - 1924)
[Partito afrikaner]

1922
nel tentativo di diminuire il costo del lavoro nell'industria mineraria colpita da recessione in conseguenza del declino del gold standard, il primo ministro fa ricorso alla manodopera africana semispecializzata;
un imponente sciopero dei lavoratori bianchi (poor whites) collegati al Partito laburista viene represso in un bagno di sangue (230 morti);

Gennaio
i minatori bianchi del Rand scioperano per protestare contro la concessione di lavori specializzati agli africani.
I lavoratori "bianchi" uccidono operai, donne e bambini africani nel corso di irruzioni fatte nelle locations (campi cintati per i lavoratori a basso salario).
ICWU (Industrial and Commercial Workers Union) chiedono che gli scioperanti bianchi, razzisti, siano impiccati.
Il CPSA (Communist Party of South Africa), su «Internazionale», si dichiara a favore della segregazione industriale come mezzo per proteggere i salari dei "bianchi" (edizione del 13 gennaio 1922) e appoggia lo sciopero antiafricano.

Febbraio
Fordsburg, Johannesburg, i membri del CPSA marciano in corteo con i lavoratori bianchi antiafricani recando uno striscione con la scritta «lavoratori di tutto il mondo, unitevi e lottate per un Sudafrica bianco».

Marzo
25
, il leader dell'APO (African Peoples Organisation), Abdurhaman, bolla i «sanguinosi crimini» commessi dagli scioperanti "bianchi " del Rand che hanno ucciso, secondo una stima ufficiale, trenta africani.
Nell'interesse dell' «unità dei bianchi», J.C. Smuts ricorre all'aviazione e all'esercito per reprimere lo sciopero dei "bianchi" e fa impiccare i suoi capi, Hull, Lewis, Long e Stassen (quest'ultimo è riconosciuto colpevole di aver ucciso due africani).
[Altri condannati saranno rilasciati prima del maggio 1924, in vista delle "elezioni" per soli bianchi.]

Maggio
Bondelswartland, Africa sud-occidentale, contadini e operai protestano contro la "tassa sul cane" e la deportazione, ordinata da J.C. Smuts, di Abram Morris, uno dei capi della guerra antitedesca del 1906.
J.C. Smuts invia forze terrestri e aeree che aprono il fuoco sulla popolazione con le mitragliatrici.
Abram Morris e altri 60 ribelli sono massacrati nella lotta contro il dominio sudafricano sulla "Namibia".

Agosto
l' «Internazionale», organo ufficiale del CPSA, proclama che lo sciopero antiafricano dei lavoratori "bianchi" nel 1922 è «l'avvenimento più glorioso nella storia della civiltà bianca in Sudafrica… uno degli episodi più luminosi nella storia dei lavoratori sudafricani».
[Questa dichiarazione compare anche sul numero del 16 marzo 1923.]
Ivor Jones "rappresenta" il CPSA nell'Internazionale Comunista che non interviene per condannare i compagni razzisti, in un periodo in cui Lenin è molto malato (morirà nel 1924) e L. Trotzkij è in parte isolato.
L'Internazionale Comunista si lascia ingannare e non respinge la politica "pogromista" antiafricana del Partito comunista sudafricano guidato interamente da "bianchi".]










1922
Grande Libano
[(litorale siriano corrispondente all'antica Fenicia)
- posto dal 1920 sotto mandato francese dalla Società delle Nazioni]
 
1922
Luglio
il Consiglio della Società delle Nazioni approva ufficialmente il mandato francese in Libano (diventerà effettivo nel settembre 1923 e gli Stati Uniti daranno la loro approvazione nel 1924).



1922
SIRIA
[posta dal 1920 sotto mandato francese dalla Società delle Nazioni]
 
1922
Luglio
il Consiglio della Società delle Nazioni approva ufficialmente il mandato francese in Siria (diventerà effettivo nel settembre 1923 e gli Stati Uniti daranno la loro approvazione nel 1924).



1922
la regione viene attribuita in mandato dalla Società delle Nazioni alla Gran Bretagna, sulla base del piano di spartizione del levante convenuto da inglesi e francesi (accordo Sykes-Picot del 1916);
l'orientamento dell'amministrazione britannica, legandosi sin dall'inizio:
- sia agli ambienti sionisti ("dichiarazione Balfour" del 1917),
- sia al movimento nazionalista arabo in funzione antiturca,
crea subito attriti acuti tra le due comunità, che dal 1920 vanno organizzandosi sul piano militare dando vita a violenti scontri;
grazie al "memorandum Churchill" la comunità ebraica si rafforza;
- Alto Commissario
sir Herbert Samuel
(1920 - 1925)
1922
Luglio
il Consiglio della Società delle Nazioni approva ufficialmente il mandato britannico in Siria (diventerà effettivo nel settembre 1923 e gli Stati Uniti daranno la loro approvazione nel 1924).

Un'azione, seppur benintenzionata, di sir Herbert Samuel verso gli arabi ha conseguenze fatali.
Per mantenere l'equilibrio tra le due famiglie dominanti di Gerusalemme, rovescia le elezioni per il mufti di Gerusalemme a favore di un giovane nazionalista, Hagg Amin al-Husayni, un irriducibile nazionalista che stranamente manca di saggezza politica.
Da questa posizione, Hagg Amin al-Husayni riesce a diventare il leader degli arabi palestinesi.



1922
Emirato di Transgiordania
Abdullah o 'Abd Allah ibn al-Husayn 
(La Mecca 1882 - Gerusalemme 1951) secondogenito del re del Higiaz Husayn ibn 'Ali, della dinastia degli Hashimiti o Hashemiti;
1920, re dell'Iraq;
[designato dal Congresso panarabo di Damasco]
1921, deve cedere il trono iracheno al fratello maggiore Faysal, espulso dalla Siria dai francesi, ottenendo in cambio l'emirato autonomo di Transgiordania, sotto mandato britannico;
1921-46, emiro di Transgiordania [sotto mandato britannico];


1946-51, re del Regno hashemita del Giordano;

1922
concepito in funzione di corridoio per le comunicazioni della Gran Bretagna con l'Iraq e, di qui, con l'Iran e l'India, l'emirato dispone fin dall'inizio di un efficiente esercito, la Legione araba, addestrato e diretto da ufficiali inglesi (Peake, Glubb Pascià) ed equipaggiato all'europea, e di un organico sistema difensivo che ne fa uno dei cardini del dispositivo di sicurezza britannico nel Vicino Oriente tra le due guerre;


1922
ARABIA
Husayn ibn 'Ali
(Costantinopoli 1856 ca - Amman 1931)
figlio di 'Ali della dinastia degli Hashemiti;
[Hashimiti: una dinastia di sceriffi della Mecca che regnarono sulla Mecca quasi ininterrottamente dal sec. X al 1924; capostipite fu Hashim ibn 'Abd Manaf, antenato di Maometto.]
1909, subentrato al padre come Šharif (sceriffo) della Mecca, imposta una politica d'indipendenza nei confronti dei sultani ottomani di cui gli Hashemiti sono vassalli;
1917-23, re del Higiaz;


1922
-
'Abd al-'Aziz o ibn Sa'ud
Albero genealogico

(Riyadh 1887-Taif 1953)
discendente della dinastia wahhabita dei Banu Sa'ud;
1891, la dinastia viene scalzata dalla capitale Riyadh a opera dei rivali Banu Rashid del Gebel Shammar;
1902-13, ristabilisce con una serie di campagne l'unità del Neged, intraprendendo dopo il crollo dell'impero ottomano l'unificazione della penisola arabica;
1913-26, sultano del Nagd e delle sue colonie;
[riconosciuto dalla Gran Bretagna]
1914-18, prima guerra mondiale: pur avendo stipulato un accordo di alleanza con la Gran Bretagna (1915), si mantiene neutrale dedicandosi al consolidamento interno dello stato, da lui organizzato sulla base di colonie agricolo-militari di contadini soldati legati al sovrano da un patto ("fratelli fedeli");
1918, approfitta dei contrasti anglo-francesi nel Vicino Oriente per sviluppare una tempestiva politica di annessioni;
1919, si annette il Gebel Shammar;



1924, si annette la Mecca;
1925, si annette Gidda;
1926, re del Higiaz;
1927-32, re del Higiaz, Neged;
1932-53, re dell'Arabia Saudita;

1922
-


1922
Yemen
(imamato)
[con il trattato di Mudros la sovranità turca, che non è mai stata effettiva, è giunta al termine.]
   
? 
1922
-

1922
Armenia

(Zona turca)

 

1922
i superstiti dello sterminio si disperdono nell'esilio, soprattutto negli Stati Uniti ("diaspora armena");

(Zona russa)
[dal 1918 si è ricostituita una repubblica armena indipendente]

 
1922
da dicembre 1920, con l'appoggio dei russi, è stata instaurata una repubblica socialista che ora viene unita alla Repubblica Socialista Federativa Sovietica della Transcaucasia;




1922
Iraq
[la Gran Bretagna:
- da maggio 1916 (accordo Sykes-Picot) si è aggiudicata nominalmente l'Iraq,
- dal 1918 occupa Mosul,
- dal 1920 (conferenza di Sanremo, ) ha ricevuto il mandato sull'Iraq;
- al 1920 (conferenza di Sanremo, ) ha ricevuto il mandato sull'Iraq;
- dal 1921 ha posto sul trono iracheno re Faysal;
[i curdi sono divisi fra quattro stati diversi (Iraq, Iran, Siria e Turchia)]
Faysal I

(Taif, La Mecca 1883 - Berna 1933)
terzogenito dello sceriffo della Mecca e re del Higiaz Husayn ibn 'Ali, della dinastia degli Hashemiti;
1916, durante la prima guerra mondiale capeggia con il col. Th.E. Lawrence la "rivolta del deserto" contro il dominio ottomano, dimostrando nel corso dell'insurrrezione perizia politica oltre che militare;
1918, 28 settembre, il suo ingresso a Damasco a fianco delle truppe britanniche del gen. E.H.H. Allenby lo consacra campione della causa del risorgimento arabo;
1920, marzo, al congresso panarabo diventa re di Siria;
25 luglio
, entrato in urto con l'alto commissario francese per il Levante, gen. Gouraud, per il suo progetto di dar vita a una "grande Siria" che inglobasse anche Libano, Palestina e Giordania, viene da questo sconfitto e detroinizzato;
1921-33, re dell'Iraq;
1922-24, con metodi dispotici reprime nel sangue il movimento nazionale curdo;


1922
Luglio
il Consiglio della Società delle Nazioni approva ufficialmente il mandato britannico in Iraq (diventerà effettivo nel settembre 1923 e gli Stati Uniti daranno la loro approvazione nel 1924).
Kurdistan (iracheno)
1922
per tutti gli anni Venti l'APOC (Anglo-Persian Oil Company), che continua a dominare la scena petrolifera in Medio Oriente, mostra scarso interesse per il potenziale petrolifero dei territori sulla sponda occidentale del Golfo: Kuwait, Bahrein e la provincia orientale del futuro regno dell'Arabia Saudita.



1922
Persia
dal 1907 Gran Bretagna e Russia hanno firmato un accordo che divide la il territorio persiano in due zone d'influenza: la parte sudorientale riservata alla Gran Bretagna e la parte settentrionale riservata alla Russia, lasciando al governo persiano solo limitati poteri nella parte centrale del paese;
proprio in questa zona vengono scoperti ingenti giacimenti petroliferi, per sfruttare i quali viene costituita la Anglo-Persian Oil Company che iniziò la propria attività su scala industriale negli anni immediatamente precedenti la prima guerra mondiale;
dal 1908 è stata abrogata a la costituzione;
il governo è privo di autorità e le forze nazionaliste che trovano vasti consensi nell'esercito ne approfittano;
dal febbraio 1921 un colpo di stato militare ha dichiarato decaduta la dinastia Qagiar;
- Primo ministro
-
- Ministro della guerra
col. Reza Khan
(1921 - ?)
1922
Negli anni tra le due guerre la Persia diventa uno dei maggiori produttori di petrolio.

Reza Khan, capo della brigata dei cosacchi persiani di Qavzin, è asceso alla ribalta politica quale braccio armato del colpo di stato nazionalista, inteso a scongiurare lo smembramento del paese da parte delle potenze europee.

 



Berlinguer, Enrico (Sassari 25 maggio 1922 – Padova 11 giugno 1984) politico italiano, esponente del PCI (Partito Comunista Italiano).

Bertè, Pierantonio (Milano 1922) dirigente italiano, democristiano, dell'area di B. Zaccagnini;
1956, già collaboratore del quotidiano cattolico «L'Italia», dopo aver intrapreso la carriera politica nelle file della DC, viene eletto alla Camera dove rimane per quattro legislature, partecipando alla Commissione Istruzione e Belle Arti e alla Commissione di Vigilanza sulla Radiotelediffusione;
1976, designato dalla Regione Lombardia, entra nel consiglio dei amministrazione della RAI;
1977, assume la direzione generale della RAI, succedendo a Giuseppe Glisenti;
1980, dimessosi per motivi politici e non senza suscitare vaste polemiche, viene successivamente chiamato a dirigere l'Istituto Luce; gli succede Willy De Luca;
1992, direttore della Triennale di Milano.

Bookchin, Murray (1922) studioso statunitense del pensiero ecologico; direttore dell'Istituto di Ecologia Sociale nel Vermont;
L'ecologia della libertà (1984)
Per una società ecologica (1989)
Democrazia diretta (1993)
L'idea di ecologia sociale (1996).

Boutros-Ghali, Boutros (Il Cairo 1922) diplomatico egiziano
1977, ministro degli esteri del presidente A. Sadat
1978, collabora con lo stesso alla stesura degli accordi di pace di Camp David
1992, segretario generale dell'ONU
1996, viene sostituito da K. Annan.

Conso, Giovanni (Torino 1922) giurista italiano;
I fatti giuridici processuali penali (1955)
Questioni nuove di procedura penale (1959)
Costituzione e processo penale (1969)
1976-80, membro del Consiglio superiore della magistratura;
1981, vicepresidente;
1982, giudice della Corte costituzionale;
Nozioni brevi di procedura penale (1985, in coll.)
Commentario breve al codice di procedura penale (1987)
1987, vicepresidente della Corte costituzionale;
Profili del nuovo codice di procedura penale (1990)
1990-91, presidente;
1993-94, ministro della giustizia nei governi Amato e Ciampi.

D'Arezzo, Bernardo (Pagani, Salerno 23 agosto 1922 – Roma, 13 settembre 1985) politico italiano, esponente della Democrazia cristiana.

Echeverría Alvarez, Luis (Città di Messico 1922) politico messicano, dell'ala moderata e conservatrice del Partito rivoluzionario istituzionale;
1964-69, ministro degli interni;
1970-76, presidente del Messico.

Fraga Iribarne, Manuel (Vilalba, 23 novembre 1922 – Madrid, 15 gennaio 2012) politico spagnolo, docente di Diritto pubblico;
1955, segretario generale del ministero dell'Educazione;
1962-69, ministro dell'Informazione e del turismo nel governo di F. Franco Bahamonde [el Caudillo]; dimissionato da questi, resta consigliere nazionale del Movimiento, il partito unico franchista;
1973, è nominato ambasciatore a Londra;
1974, fonda un'associazione politica, Reforma Democrática per un trapasso indolore del regime franchista in uno democratico e regionalista;
1975, novembre, immediatamente dopo la morte di Franco, nel successivo governo guidato da Carlos Arias Navarro, è voluto dal nuovo re Juan Carlos I, come esponente riformatore, ed è nominato Vice presidente del governo e ministro dell'Interno;
1976, si autoesclude dal nuovo governo presieduto da Adolfo Suárez, per formare a settembre un nuovo partito, raccogliendo anche altre formazioni post franchiste, che diverrà Alianza Popular.
[ La nuova formazione politica ha partecipato alle prime elezioni democratiche spagnole del 1977 ottenendo 16 deputati, con l'8,2% dei consensi.]
1978, è uno dei padri fondatori della costituzione spagnola;
1981, si pronuncia contro il colpo di Stato spagnolo;
[Suo obiettivo principale è quello di creare la "grande destra".]
1982, Alianza Popular diventa Coalición Popular e dopo la sconfitta elettorale dell'Unione del Centro Democratico (UCD), come Partido Popular diventa il primo partito di centro destra di Spagna con il 26.36%.
1982-1989, è il leader dell'opposizione a Felipe González e presidente del Partido Popular fino al 1990 quando lascia ad Aznar;
1986, è candidato premier per la Coaliciòn Popular, ottenendo il 25,97% dei voti;
1987, è eletto deputato al Parlamento europeo;
1990-2005, presidente della regione autonoma della Galizia;
senatore designato dal parlamento galiziano.
[La sua azione è stata tesa al rinnovamento dell'economia spagnola, mentre dal punto di vista culturale e sociale non ha rinunciato ai valori tradizionali della destra.]


Fontanot, Spartaco [] (Monfalcone 1922 - ?) meccanico, militante comunista italiano.

Giuliano, Salvatore (Montelepre, Palermo 11 gennaio 1923-Castelvetrano, Trapani 1950) bandito italiano.

Guarino, Giuseppe (Napoli, 15 novembre 1922) politico italiano, esponente della Democrazia Cristiana.

Gullotti, Pietro Antonino [Nino] (Ucria, Messina 14 gennaio 1922 – Roma, 9 agosto 1989) politico italiano, esponente della "corrente dorotea" della Democrazia Cristiana.

Habibi, Emil (Haifa 1922-Nazareth 1996) scrittore e giornalista palestinese, il maggiore rappresentante della narrativa araba in Israele, direttore del giornale «al-Ittihad» organo del Partito comunista di Israele; eletto deputato nelle liste di questo partito, mantenne la carica per tre legislature divenendo poi direttore di una casa editrice di Haifa
Sestina dei sei giorni (1968, volume di racconti sulle vicissitudini delle famiglie palestinesi costrette a separarsi in seguito al passaggio della Cisgiordania e di Gaza sotto l'amministrazione egiziana e successivamente riunitesi nel 1967 quando queste terre tornarono sotto il controllo israeliano)
Le straordinarie avventure di Felice Sventura il Pessottimista (1974)
Ikhtayyi (1985).

Hibbert, Reginald, (1922_?), funzionario inglese;
sottosegretario del Foreing Office per le questioni europee;
1943, entra nel Soe (Special Operations Executive);
dopo un breve addestramernto al Cairo, verso la fine dell'anno viene paracadutato in Albania dove opera insieme ai partigiani comunnisti di Enver Hoxha;
1944, novembre, arriva in Italia;
[Giusto in tempo per assistere alla fase finale delle operazioni di saldatura tra il Soe, J.V. Borghese, E. Sogno e una parte della Resistenza "bianca". Ma egli continua a mantenere rapporti anche con ambienti comunisti, tanto che a guerra conclusa viene addirittura sfiorato dal sospetto di essere un "agente doppio", al servizio dei sovietici.
Un personaggio, insomma, considerato molto vicino agli ambienti delle spie dell'Università di Cambridge: Guy Burgess, Anthony Blunt e Kim Philby.]
Negli anni Cinquanta, l'MI5 e l'MI6, i servizi di Sua Maestà britannica, lo giudicano un soggetto "a rischio" soprattutto quando Kim Philby fugge in Russia nel 1963.
Eppure non solo non gli viene torto un capello, ma non si pongono nemmeno ostacoli alla sua rapida scalata ai vertici della diplomazia.]

1976, luglio, in rappresentanza della Gran Bretagna, partecipa, come segretario del Foreing Office per le questioni europee, al vertice dei "quattro" a Parigi per discutere sulla situazione italiana;

Jakes, Milos (Ceske Chalupy, Boemia 1922) politico cecoslovacco;
1945-52, ingegnere elettronico, dirigente del Movimento giovanile comunista, prosegue poi gli studi presso gli istituti politici del Partito comunista a Leningrado e a Mosca;
1967-68, tornato in patria, è ministro degli esteri;
1977, segretario del comitato centrale;
1981, membro del Politburo con responsabilità nel settore economico;
1987, succede come segretario generale del partito a G. Husák, posto al potere dai sovietici dal 1968;
1989, novembre, la sua politica brezneviana provoca una rivolta capeggiata da A. Dubcek e V. Havel conclusasi con le dimissioni sue e di tutti i membri del Politburo compreso il presidente G. Husák;
1990, alla vigilia delle elezioni, poi vinte dal partito di A. Dubcek e V. Havel, è arrestato in relazione all'intervento militare sovietico a Praga del 1968 e ad altri crimini, e poi rilasciato.

Kahn, Herman (Los Angeles 1922-Chappaqua 1983) futurologo e teorico militare americano;
1948-61, esperto militare per la Rand Corporation di Santa Monica;
Sulla guerra termonucleare (1960)
1961, fonda l'istituto di Croton-on-Hudson nello Stato di New York;
Pensando l'impensabile (1962)
Voi lo vivrete (1967, con A.J. Wiener)
L'anno duemila (1967)
I prossimi duecento anni (1977)
La sfida giapponese (1979).

Lauricella, Salvatore (Ravanusa, Agrigento 18 maggio 1922 – Catania, 7 novembre 1996) politico italiano, esponente della "corrente demartiniana" del PSI (Partito Socialista Italiano);
[Figlio di Giuseppe (avvocato socialista).]

Mancuso, Filippo (Palermo 11 gennaio 1923) politico italiano, laureato in giurisprudenza;
1995 gennaio - gennaio 1996, ministro di Grazia e Giustizia nel governo Dini;
1996, deputato per Forza Italia.

Marcora, Giovanni Andrea [Albertino] (Inveruno, Milano 22 dicembre 1922 – Inveruno, Milano 5 febbraio 1983) politico italiano, esponente della Democrazia cristiana.

Marzotto, Vittorio Emanuele [jr] (Valdagno, Vicenza 13 giugno 1922 – 5 febbraio 1999) industriale e politico italiano, esponente del PLI (Partito Liberale Italiano).
[Figlio di Gaetano [jr] e di Margherita Lampertico.]

Moscati, Sabatino (Roma 1922-1997) archeologo italiano, docente all'università di Roma, studioso delle antiche civiltà del Mediterraneo, diresse scavi in Sicilia (Mozia), Sardegna, Siria, Medio Oriente e a Malta
L'epigrafia ebraica antica (1951)
Le antiche civiltà semitiche (1958)
Archeologia mediterranea (1966)
Il mondo dei Fenici (1966 e 1979)
Italia archeologica (1973)
Le pietre parlano (1976)
I Cartaginesi in Italia (1977)
La civiltà mediterranea (1980)
Cartaginesi (1982)
Gli Italici (1983)
1985, fonda e dirige la rivista «Archeo»
L'Italia punica (1986)
Il volto del potere. Arte imperialistica nell'antichità (1989)
Gli adoratori di Moloch (1991)
Chi furono i Fenici (1992)
Il tramonto di Cartagine (1993)
1994, presidente dell'Accademia dei Lincei
Introduzione alle guerre puniche (1994)
Dove va l'archeologia? (1995)
Un giorno a Gerusalemme (1996).

Natali Pierucci Bondicchi, Lorenzo (Firenze, 2 ottobre 1922 – Roma, 29 agosto 1989) politico italiano, esponente della "corrente fanfaniana" della Democrazia cristiana.

Pérez Rodríguez, Carlos Andrés (Rubio 1922) politico venezuelano;
1958, esponente del partito socialdemocratico, viene eletto deputato;
1960, ministro degli interni;
1973-78, presidente della repubblica negli anni della ricchezza petrolifera;
1980, accusato di peculato dal parlamento, viene scagionato dal ministro di giustizia;
1988, riesce a farsi eleggere ancora presidente grazie ad un programma di rilancio economico e di lotta alla corruzione;
1989, le drastiche misure adottate causano sollevazioni popolari sedate con la dichiarazione dello stato d'assedio;
1992, sopravvive a due attentati;
1993, maggio, deve lasciare la carica, accusato di aver distratto fortissime somme di denaro.

Quazza, Guido (Genova 1922-Torino 1996) storico italiano;
[Figlio dello storico Romolo (1884-1961).]
direttore della «Rivista di storia contemporanea» studiò il periodo della resistenza a cui prese parte attiva
1948, docente di storia del risorgimento e storia moderna all'università di Torino
La lotta sociale nel Risorgimento (1951)
Le riforme in Piemonte nella prima metà del Settecento (1957 e 1992 in edizione ampliata e riveduta)
1962, docente di storia del risorgimento e storia moderna all'università di Pisa
1964, torna a Torino come docente di storia moderna e contemporanea
Il problema italiano e l'equilibrio europeo (1965)
La Resistenza italiana (1966)
Resistenza e storia d'Italia. Problemi e ipotesi di ricerca (1976)
Utopia di Quintino Sella. La politica della scienza (1991).

Rabin, Yitzhak (Gerusalemme 1922-Tel Aviv 1995) politico israeliano, figlio di immigrati russi, fece parte del movimento clandestino che sarebbe divenuto l'esercito israeliano;
1948-49, prende parte alla guerra d'indipendenza d'Israele;
1963, militare di carriera, capo di stato maggiore;
1967, si distingue nella "guerra dei Sei giorni" ed è poi ambasciatore a Washington;
1973 aderisce al Partito laburista;
1974-77, segretario del partito;
1974, viene scelto da Golda Meir come suo successore nella carica di primo ministro che tiene fino al 1977;
1984, ministro della difesa dopo il ritorno dei laburisti al governo, si contrappone più volte a Shimon Peres, capo del governo e leader dei laburisti, mantenendo la carica anche nel governo di Y. Shamir;
1986, capo del Likud;
1989, sostenitore della repressione dell'intifada, favorisce la costruzione di unità speciali di coloni;
1990, viene estromesso dal governo con tutti i laburisti;
1992, marzo, riconquista la direzione del partito e inizia il riavvicinamento con Peres e con la sua politica di pacificazione nei riguardi di Arafat;
1993, accordi di Oslo;
1994, premio Nobel per la pace (con Peres e Arafat); tale politica segna la rottura con l'estrema destra e con i fanatici ortodossi, da uno dei quali viene assassinato al termine di una manifestazione pacifista.

Radi, Luciano (Foligno, 19 settembre 1922 – Foligno, 1 giugno 2014) politico italiano, esponente della Democrazia Cristiana.

Reggio, Battista [Gatto] (Belveglio (Asti) 1922 - 1983) partigiano italiano;
ex comandante della 18ª Div.ne Garibaldi "Asti", viene condannato per gli omicidi avvenuti il 14-15 maggio 1944 a Montegrosso d'Asti;
1983, morto d'infarto, gli viene trovato ancora in tasca un libriccino nero con su segnati i nemici da eliminare alla prossima rivoluzione.

Rohegger, Riccardo [Richard] (Pola ? - ?) militante comunista italiano.


Sihanouk, Norodom o Norodom Sihanuk (Phnom Penh 1922) re della Cambogia, figlio del re Norodom Suramarit.

Toros, Mario (Pagnacco, 9 dicembre 1922) politico italiano, esponente della Democrazia cristiana.

Turé, Seku (Faranah 1922) politico guineano;
1941, impiegato nell'amministrazione postale della colonia, diviene un attivo sindacalista e organizza il primo sciopero vittorioso dell'Africa Occidentale Francese; è tra i fondatori della Federazione dei sindacati dei lavoratori della Guinea divenendo successivamente vicepresidente della Federazione sindacale mondiale;
1946, si accosta al movimento nazionalista africano, aderendo al Rassemblement démocraticque africain di F. Houphoüet-Boigny, ma si distingue per le sue posizioni più radicali che trovano espressione nella fondazione del Parti démocratique de Guinée;
1951, deputato all'assemblea nazionale francese;
1952, viene eletto segretario del Parti démocratique de Guinée;
1954, ancora deputato;
1955, sindaco di Conakry;
1958, conduce la Guinea all'indipendenza, prima fra le colonie francesi in Africa, divenendone presidente; di fronte all'ostilità e al boicottaggio economico e politico di Francia e Stati Uniti, stringe rapporti con l'Unione Sovietica accentuando il carattere socialista del nuovo stato e ponendosi come leader di maggiore prestigio dell'ala progressista del nazionalismo africano, nonostante il carattere sempre più repressivo e personalistico impresso al suo regime;
1970-80, opera una profonda svolta nella sua politica estera prendendo le distanze dall'Unione Sovietica, aprendo ai regimi moderati dell'Africa occidentale e ricercando nuovi rapporti economici e politici con la Francia e le altre potenze occidentali.

Ulam, Adam (Leopoli 1922-Cambridge, Inghilterra 2000) storico statunitense;
1950, docente presso la Harvard University, dove dirige il dipartimento di studi sovietici;
Lenin e il bolscevichi (1964)
Stalin (1975)
In nome del popolo (1978)
Storia della Russia sovietica (1980)
The Kirov Affair (1988, novella).

Vallet, Georges (Pierreclos, Mâcon 1922) archeologo francese;
1950, direttore scientifico, con F. Villard, degli scavi del centro greco di Megara Hyblaea (in provincia di Siracusa)
Reghion e Zancle. Storia, commercio e civiltà delle città calcidesi dello Stretto di Messina (1958, tesi di laurea)
1962-68, direttore dell'Istituto francese di Napoli;
1968-70, consigliere culturale dell'ambasciata francese in Italia;
1970-83, direttore dell' "École française" di Roma;
1983, direttore del "Centre national de la recherche scientifique" di Napoli;
1989, membro dell' "Institut de France".

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"Seconda Internazionale"

«segue da 1921»
1922
Conferenza di Berlino: il tentativo di fronte unico tra le tre organizzazioni fallisce.
«segue 1923»

«Il Telegrafo»

«segue da 1877»
1922-43, durante il fascismo diventa l'organo personale della famiglia Ciano e dopo la liberazione deve cessare le pubblicazioni;
«segue 1945»

«La Tribuna»

«segue da 1902»
1922, aderisce al movimento fascista;
«segue 1925»

«Il Popolo d'Italia»

«segue da 1921»
1922, novembre, dopo la marcia su Roma, a Benito Mussolini succedono nella direzione Arnaldo Giuliani e poi Vito;
«segue 1943»

«L'Ordine nuovo»

«segue 1921»
1922, dicembre, il quotidiano, costretto all'illegalità nel periodo fascista, cessa le pubblicazioni;
«segue 1924»

«Rivoluzione liberale»

1922, 11 febbraio, Torino, sotto la direzione di P. Gobetti, esce questa rivista settimanale, punto di riferimento per gli antifascisti.

 


UNIONE EDITRICE ROMANA

- Direttore: conte G. Grosoli.
Strettamente legata al Banco di Roma e al trust zuccheriero, (cioè l'Eridania) controlla:
- «Corriere d'Italia» [a.f.: «Il Giornale d'Italia»]
di Roma,
- «Italia»
di Milano,
- «Momento» di Torino,
- «Avvenire d'Italia»
di Bologna,
- «Messaggero Toscano»
di Pisa.
[Come affermerà (nel 1930) uno scrittore cattolico,
«Tanto il Partito popolare quanto l'Azione Cattolica non hanno altri organi nazionali all'infuori di quelli che mantengono gli zuccherieri e i trafficatori del Banco di Roma».
[Francesco Luigi Ferrari, L'Azione Cattolica e il regime (Milano, 1957, p. 23); rimasto inedito per 25 anni, è l'unico studio serio sull'argomento pubblicato in Italia ed è opera di un fervente cattolico ma sincero democratico e deciso antifascista.]

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