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ANNO 1922

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Papa
Benedetto XV

(1914-22)

Finanze Vaticane

«segue da 1919»
Febbraio
27-28
, «L'Osservatore Romano» si rallegra perché la più lunga crisi ministeriale che si sia mai avuta in Italia è stata finalmente conclusa con la formazione di un governo di coalizione, presieduto dall'on. L. Facta, dal quale sono esclusi soltanto i socialisti.
In risposta ai giornali che accusano la Santa Sede di essere stata la principale responsabile della eccezionale lunghezza della crisi, col suo veto al ritorno di Giolitti al governo, il giornale del Vaticano ipocritamente afferma che «la Santa Sede è, vuole e deve rimanere completamente estranea alle questioni della politica italiana, sia esterna che interna, come ad ogni partito di ogni colore».
D'altra parte – aggiunge – anche prima della formazione del "ministero Facta" la nominatività dei titoli non destava più preoccupazioni serie in Vaticano.
«segue 1929»

 

Federal Reserve

«segue da 1920»
1922, la guerra ha segnato la fine del "Gold Standard"; anche l'oro prende la via delle oreficerie, come era avvenuto per l'argento, e viene messo a punto il "Gold Exchange Standard", il sistema a cambio aureo.
Il nuovo sistema pone alla base degli scambi due monete da considerare sicure come l'oro e quindi di grande valore: il dollaro e la sterlina, ma solo il dollaro, perdendo il suo "cuore" aureo, acquista finalmente una dimensione autonoma di moneta forte.
«segue 1929»

Royal Dutch Shell

«segue da 1918»
1922, negli USA, costituisce la Shell Oil;
«segue 1941»

Shell Oil

1922, viene costituita la compagnia petrolifera Shell Union Oil Corporation allo scopo di gestire gli interessi negli USA della Royal Dutch Shell di cui è tuttora consociata;
ottiene le cospicue riserve petrolifere dell'Oklahoma e del Texas, nonché la raffineria di Wood River (nota per aver ricevuto nel 1943 l'US Army and Navy Award per il suo contributo allo sforzo bellico);
«segue 1923»

Banca di Stato dell'URSS

«segue da 1921»
1922, diventa istituto di emissione;
«segue 1954»


fine 1922 – inizio 1923
inizia una notevole ripresa in tutti i principali settori dell'economia mondiale.


Banche

Istituti di emissione

Banca d'Italia

- Direttore generale: B. Stringher (1900 nov - 1928);

- Governatore: Bonaldo Stringher
- Direttore generale:
1922,

Banca Romana

1922,
[nel 1894 le passività della banca sono state assunte dalla Banca d'Italia; vedi salvataggio nel 1914]

Banco di Sicilia

1922,

Banco di Napoli

1922,

Altre Banche

«segue da 1921»

Federazione Bancaria Italiana

1922,

Compagnia della Fede Cattolica
(o di San Paolo)

Presidente:
. nob. gr. uff. ing. Giacomo Salvadori in Wiesen, dal 1910.
Direttore generale:
. gr. uff. dott. Pier Giuseppe Fabris, dal 1912.
1922,

Consorzio delle Banche cattoliche

1922,

Banca Cattolica Vicentina

- Presidente: conte Alessandro Zileri-Dal Verme]
[(1863-1937), fratello dell'ex sindaco di Vicenza]
- Vice presidente: ing. Pietro Sinigaglia,

- 7 Consiglieri:
. Ernesto Azzalin,
. Enrico Marangoni,
. Leonardo Pagello,
. Pietro Rumor,
. don Giuseppe Stocchiero,
. don Vincenzo Strazzari,
. Girolamo Vaccari.
- Sindaci effettivi:
. Giuseppe Gavazzo,
. Giovanni Rossato,
. Girolamo Scimo (o Selmo ?!).
- Sindaci supplenti:
. Marcello Breda,
. Andrea Morucchio.
- Probiviri:
. Marino Breganze,
. don Attilio Caldana,
. don Francesco Snichelotto.

direttore Nicola Bevilacqua; Comitato direttivo
- Presidente:
. conte Alessandro Zileri-Dal Verme,
- Componenti:
. comm. Nicola Bevilacqua,
. Adriano Navarotto,
. Pietro Rumor.
- Segretario generale:
. Ferruccio Gugerotti.

1922
per la banca rimane ancora valida la ragione sociale della beneficienza, di cui privilegiano gli istituti e le associazioni confessionali, e che rientra fin dalle origini negli scopi previsti da tutti gli statuti della banca:
- ricreatori,
- Segretariati del popolo,
- asili infantili,
- patronati,
- scuole di dottrina cristiana,
- scuole di lavoro,
- circoli della gioventù cattolica,
- Unione femminile cattolica,
- conferenze di S. Vincenzo,
- cucine sociali,
- Casa della Provvidenza,
- FUCI,
- Suore Poverelle di S. Lucia,
- Suore della Visitazione,
- istituti di S. Chiara,
- Istituti delle Canossiane,
- Banca per le opere religiose della diocesi;
un'infinità di enti cattolici gode insomma degli aiuti della banca, peraltro mai sorda agli appelli del vescovo, come anche dell'arciprete di Schio, Elia Dalla Costa, il futuro vescovo di Padova e di Firenze, e cardinale, fra le più nobili e severe figure dell'episcopato italiano durante il fascismo, insieme con Rodolfi, Cazzani, Nicola Monterisi.

Luglio
20
, viene approvata la beneficienza alla campagna di appoggio contro le bestemmie;
27, al Comitato direttivo il comm. N. Bevilacqua lamenta il fatto che pervengono continuamente domande "a favore di enti e istituzioni sorte o che stanno sorgendo nel campo" e aggiunge che, anche se la banca ha in passato largheggiato con tutte le istituzioni, tale sistema non può più continuare;

Novembre
30
, al Comitato direttivo il comm. N. Bevilacqua dà relazione di pratiche svolte dall'Unione del lavoro di G. Arena per ottenere dalla banca la liquidazoine dei suoi debiti, precisando che il presidente conte Alessandro Zileri-Dal Verme, dopo aver avuto in proposito un colloquio con il vescovo di Vicenza, ritiene che non crede possa il Consiglio della banca intervenire, non senza rinunciare alla possibilità di un'intesa nei riguardi della nuova costituzione della direzione dell'Azione Cattolica diocesana [così come voluta da Pio XI], aggiungendo inoltre che nessun impegno e neppure affidamento è stato dato dalla banca dovendo ricordare l'azione pubblica e la propaganda compiuta dall'Unione del lavoro, volte a turbare profondamente i rapporti che devono correre tra capitale e lavoro.
Il comm. N. Bevilacqua afferma quindi che la situazione attuale dell'Unione del lavoro deve essere risolta direttamente da coloro che hanno detto, approvato e sostenuto il movimento proletario nelle forma come è stato condotto dall'Unione del lavoro, che non solo ha turbato i rapporti tra capitale e lavoro ma ha suscitato odi, violenze e denigrazioni a carico di enti e persone. Per conto suo dichiara di essere contrario a qualsiasi intervento della banca la quale non rifiuterà il suo aiuto ovviamente quando verrà disciplinata l'azione cattolica in base alle nuove direttive, ma il passato deve prima essere stato completamente liquidato.

Alle leghe artigiane vicentine, collegate all'Unione del lavoro fondata nel 1919 da don G. Arena, partecipano:
- bottonai di Lonigo,
- cappellai di Marostica,
- ceramisti di Nove,
- elettricisti di Valdagno,
- forrnaciai di Chiampo e Villaverla,
- marmisti di Chiampo,
- minatori di Valdagno, e San Giovanni Ilarione,
- mugnai di Noventa,
- muratori di Sarego.
A queste leghe si aggiungono anche le leghe degli impiegati, dei dipendenti salariati, postali ed esattoriali, dei cantonieri provinciali.
Si vanno diffondendo anche le cooperative di consumo (25.000 soci azionisti), di lavoro e produzione (60 fra consorziate e aderenti al Consorzio provinciale, con duemila soci), di assicurazione del bestiame e di credito.

Il Veneto dell'economia rogazionale, della mutualità cooperativistica, della beneficienza ai tanti patronati sociali, intitolati ai santi più vari, il Veneto delle casse rurali e delle società operaie, con i suoi fittavoli, mezzadri, artigiani sotto la protezione e la garanzia del parroco, il mondo di L. Wollemborg, di don Luigi Cerutti e di Giacomo Rumor, è un mondo che può ancora nutrire una qualche illusione sulla "fraternità" del capitale e del lavoro; il mondo degli Arena e dei Corazzin ha provocato invece una "rottura" con le vecchie forme del paziente "consociativismo" clerico-cooperativistico.

Credito Veneto

- Presidente: Nicola Bevilacqua,

- Consiglieri:
. conte Alessandro Zileri Dal Verme,
. avv. cav. Clodio Pomè Beltrame,
. comm. Giuseppe Cavazzana,
. conte gen. Giorgio Emo Capodilista,
. prof. avv. Carlo Emilio Ferri,
. ing. Ettore Galuppo,
. Giovanni Giusti,
. cav. Pietro Rumor,

- Sindaci effettivi:
. avv. cav. Vincenzo Fontana,
. Giovanni Mauro,
. ing. prof. Sergio Zanarotti.

- Sindaci supplenti:
. avv. Giuseppe Gavazzo,
. Gaetano Martelletto.

1922

Padova,

Comit
(Banca commerciale italiana)

1922,

Banca Toscana di Anticipazione e Sconto

1922,

Banco di Roma

1922
- Presidente: sen. conte C. Santucci (1917 dic-feb 1923)
- Vice presidente: sen. conte G. Grosoli Pironi (1917-23)
- Amm.re Del.: dr. Giuseppe Vicentini (1919 - feb 1923)

Roma, dopo la prima guerra mondiale, il banco viene ripetutamente finanziato dallo Stato.
Intanto «la Società editrice Romana si trova in condizioni disastrose, per difetto di controlli, perché appesantita da debiti personali verso gli stessi amministratori, e operante con impegni eccedenti le avute autorizzazioni»: il suo passivo grava direttamente o indirettamente, attraverso il Credito Nazionale, sul bilancio del Banco di Roma.
Nello stesso tempo il banco ha finora avuto come beneficiari:
- «Corriere d'Italia», quotidiano del Ppi (Partito Popolare Italiano);
- Confederazione dei Lavoratori,
- Direzione del Ppi,
a cui devono aggiungersi le spese segrete, amministrate personalmente dal dr. G. Vicentini e le sovvenzioni in parte garantite da avalli, aventi la forma di operazioni di credito.
Oltre alla stampa cattolica, il banco sovvenziona il «Nuovo Paese», giornale di sinistra, ma «decisamente ostile ai necessari controlli nell'uso del pubblico denaro».

Novembre
12
, due settimane dopo la formazione del suo primo gabinetto, B. Mussolini scrive al ministro del Tesoro, Vincenzo Tangorra (Ppi), un biglietto: «
1) Esigo per ragioni d'ordine altissimo, economico, nazionale ed internazionale, e ovvie del resto, che si faccia ogni sforzo per salvare il Banco di Roma.
2) Bisogna che nel più breve termne di tempo possibile, e con ogni buona volontà, il Banco di Roma dimostri che merita di essere salvato.
»
15, in una «riservatissima» diretta a B. Stringher, direttore generale della Banca d'Italia, il sen. conte C. Santucci respinge sdegnosamente le condizioni che gli vengono proposte per la sistemazione del banco, e cioè:
- garanzia solidale e personale di tutti i membri del Consiglio per i 125 Mni di nuova sovvenzione;
- istituzione di un controllo sul banco da parte degli istituti d'emissione;
- divieto di distribuire dividendi per tutto il tempo di mora.

24, fra il banco e gli istituti di emissione viene firmata una convenzione che mentre mette al sicuro il banco, tramite l'intervento del "Consorzio per le Sovvenzioni sui Valori Industriali", al tempo stesso salva i crediti vantati dalla Banca d'Italia verso la Banca italiana di sconto e il banco stesso.

Già da questo momento si può prevedere che gli oneri di salvataggio andranno ben oltre, al netto dei recuperi, il miliardo di lire [ca 90 Mdi del 1966].
Questa somma enorme viene caricata sul bilancio dello stato senza chiedere alcuna autorizzazione al Parlamento e senza neppure discutere la questione in Consiglio dei ministri.
[A. De Stefani, Baraonda bancaria, 1960.]

Banca italiana di Sconto

1922

- Presidente: sen. Guglielmo Marconi (? - ?)
Procedimento penale

viene aperto contro 42 persone:
- 12 amministratori membri del Comitato centrale della Banca, tra cui:
. Mario Perrone, consigliere delegato dell'Ansaldo, «testa forte» del gruppo;

- 5 sindaci,
- 7 direttori,
- 1 agente di cambio.

Fra gli imputati si trovano:
. sen. Guglielmo Marconi, presidente;
. sen. Pasquale Leonardi Cattolica
[collare dell'Annunziata, ammiraglio, ministro della Marina (1910 mar - mar 1911],
. sen. Enrico Scalini,
. sen. Ludovico Gavassi,
. Pio Perrone (fratello di Mario),
. comm. Angelo Pogliani, amm.re delegato della banca (? - ?)
[e finanziatore del Pnf, secondo Cesare Rossi].
[Ci vorranno quattro anni di interrogatori, perizie, udienze, comparse, rinvii, eccezioni, decisioni interlocutorie, requisitorie, arringhe… finché...]

Premesse che renderanno possibile la scandalosa sentenza finale sono:
I: l'avocazione all'Alta Corte di Giustizia – ai sensi dell'art. 37 dello Statuto – degli atti processuali concernenti i senatori, e, per logica conseguenza, anche degli atti che riguardano gli imputati estranei del Senato: una volta trasferito il processo a Palazzo Madama, il governo può guidarlo molto più agevolmente nella direzione corrispodente ai suoi fini.]
II: il decreto 22 dicembre 1922, n. 1641. [vedi sotto]
III: la nomina di un magistrato adatto alla funzione di pubblico ministero in un processo di questo genere: il comm. Giovanni Santoro.
[Trattasi dello stesso magistrato che assisterà anche la Commissione senatoriale d'inchiesta nelle indagini relative alle accuse mosse dal giornalista Donati contro il sen. E. De Bono per l'assassinio del deputato socialista G. Matteotti.]
La scelta non potrà essere più felice.
IV: la nomina (giugno 1924) di due periti addomesticabili per l'esame della banca e delle società collegate: il comm. Angiolo Tifi, presidente della Camera d commercio di Lecce, e l'ing. Umberto Savoia.
V: forse la più importante, è la nomina alla presidenza dell'Alta Corte di Giustizia di un generale di sicura fede fascista: il gran cordone Vittorio Zupelli, vicepresidente del Senato, ministro della Guerra nell'ultimo anno del conflitto mondiale.
[Come presidente della commissione senatoriale d'inchiesta, egli firmerà pure la sentenza che assolverà in istruttoria il gen. De Bono dall'accusa di complicità nel "delitto Matteotti".

[Bartolo Belotti, L'avventura fascista, Milano 1945;
Ernesto Rossi, Padroni del vapore e fascismo, G. Laterza e Figli SpA, Bari 1966.]


Febbraio
in una circolare in cui illustra ai prefetti la politica del governo nei confronti della banca, l'on. I. Bonomi osserva che «si tratta d'una banca privata e quindi d'un affare privato»;
17, cade il "governo Bonomi" sul rifiuto di salvare la Banca Italiana di Sconto;
25, primo ministero di L. Facta;

Marzo
allo scopo di finanziare l'esecuzione del concordato tra la Banca Italiana di Sconto e i suoi creditori, viene costituita una "Sezione speciale autonoma del consorzio per sovvenzioni su valori industriali"
[Consorzio già nato nel 1914 da un accordo tra le maggiori banche per coordinare le loro attività connesse all'industria.]
La "Sezione" viene inizialmente autorizzata a effettuare operazioni di credito fino alla concorrenza di 1 Mdo di lire, procurandosi i fondi presso gli Istituti di emissione. Attraverso la "Sezione" quindi la Banca Italiana di Sconto riceve dalla Banca d'Italia i fondi necessari per fronteggiare gli impegni rimasti scoperti, per un importo di oltre 1.700 Mni di lire, solo in piccola parte coperti dai successivi realizzi.

Maggio
22
, si svolge la discussione alla Camera;
l'ex ministro dell'Industria Bartolo Belotti (da tre mesi non lo è più) mette bene in chiaro che gli investimenti della Banca Italiana di Sconto, durante la guerra, hanno dato lautissimi profitti di cui non hanno potuto godere gli azionisti; il dissesto è maturato quando la guerra è già finita; la banca è caduta perché male amministrata.
Nello stesso suo intervento alla Camera, l'ex ministro precisa che la Banca Italiana di Sconto ha immobilizzato: [vedi box]

Immobilizzazioni
Mni di Lire
- Ansaldo
750
- società di navigazione e armatori privati
450
- Banca Italo-Caucasica (tra azioni e crediti)
92
- aziende cotoniere (per la sola filiale di Busto)
140
- aziende cinematografiche (dei quali 70 per la sola Cito-Cinema)
130
- partecipazioni e crediti azionari, in aziende meccaniche di trasformazione e in altre aziende.
ca 420
[Bartolo Belotti, L'avventura fascista, Milano 1945;
Ernesto Rossi, Padroni del vapore e fascismo, G. Laterza e Figli SpA, Bari 1966.]

Da un primo prospetto riassuntivo (incompleto) risulta che i creditori sono più di 410.000 per un importo superiore ai 3,260 Mdi di lire (ca 300 Mdi di lire del 1966);
246.000 sono creditori per somme inferiori alle 2.000 lire ciascuno; di essi 170.000 sono minuscoli depositanti a risparmio.
Nel suo intervento alla Camera, il deputato liberale Giovanni Marchi, illustrando alcuni documenti compromettenti che «sono sfuggiti alla Commissione d'inchiesta», conclude il suo discorso affermando che il troppo indulgente trattamento usato verso gli ex amministratori della banca «offende i princìpi più elementari della giustizia»: senza tanti complimenti, i responsabili dovrebbero andare tutti quanti in gattabuia.

Dicembre
22
, viene emesso il decreto 22 dicembre 1922, n. 1641 che, non solo concede l'amnistia a tutti i criminali fascisti per i reati commessi con un «fine nazionale», ma anche a tutti i colpevoli di «reati colposi, previsti dal codice penale e in qualsiasi altra legge»: così vengono estinte in istruttoria le imputazioni relative alla bancarotta semplice, lasciando sotto giudizio soltanto le imputazioni per reati che risultino manifestamente dolosi.
«segue 1923»

Credito Italiano

1922,

Banco Ambrosiano

1922,

Banco Lariano

1922, Como,

BNL
(Banca nazionale del lavoro)

1922, Banca della Venezia Giulia

1922, Trieste, dal 1921 si è fusa con la Banca Cooperativa di Trieste e con il Consorzio Fiumano di Credito e Risparmio di Fiume;

Casse di Risparmio

«segue da 1921»

Cassa di Risparmio di Venezia

1922,

Cassa di Risparmio di Vicenza

1922,

Cassa di Risparmio di Milano

1922,

Cassa di Risparmio delle Province Lombarde

1922,

Monte dei Paschi
(Cassa di Risparmio)

1922,


«segue 1923»

Banche Popolari

1922

Banca Popolare di Vicenza

- Presidente: Paolo Sartori ,
- vicepresidente: ?,
- Consiglieri:
. ?,
. ?,
. ?,
. ?,
. ?,
. ?,
. ?,
. ?,
. ?,
. ?,
. ?,

- Collegio Sindacale:
. ?, [effettivo]
. ?, [effettivo]
. ?, [effettivo]
. ?, [supplente]
. ?, [supplente]

Direttore: ? (?-?)

Filiale
Vicenza, Borgo S. Felice (dal 1920).

Banca Popolare Agricola di Cerea

1922,

«segue 1923»

Casse Rurali

-


Prezzi a confronto
(1913=100)
1919
1920
1921
1922
Italia
Carbone
1.666
-
775
-
Ghisa
1.036
-
916
-
Inghilterra
Carbone
204
-
-
-
Ghisa
191
-
-
-
Gli alti prezzi dei combustibili stimolano l'attività delle imprese elettriche per cui…
Energia elettrica
Potenza installata kW
1.480.000
-
-
2.080.000
Produzione energia elettrica
(milioni di kWh)
-
4.690
4.540
-
Acciaio
-
773.000
700.000
-
Produzione di ghisa (tonnellate)
-
*88.000
61.000
-
Autovetture
(FIAT)
-
14.835
10.320
-
* La produzione di ghisa era già crollata nel 1920 anche per gli altissimi prezzi dei noli.

Conflitto sociale
Scioperanti
1.050.000
1.270.000
-
-
-
1919
1920
1921
1922

L'atmosfera è percorsa da violenti clamori contro i profittatori di guerra (per i quali si invocano «tribunali, tortura, ghigliottina») e anzitutto contro le industrie belliche.
Ne deriva una serie di rigorose misure governative che vanno dall'imposta straordinaria sul patrimonio all'avocazione totale allo Stato dei profitti di guerra, alla nominatività dei titoli.
Questi provvedimenti [qualunque siano le ragioni morali e di giustizia sociale che li ispirano] contribuiscono ad accrescere le difficoltà dell'industria, scoraggiandovi l'afflusso di nuovi capitali e pretendendo l'avocazione di profitti che sono stati largamente investiti in nuovi impianti, e in parte volatizzati dal crollo dei prezzi seguito fra 1920-21.



Imprese elettriche
(Le 126 maggiori che assorbono la quasi totalità del settore)
(Mni di lire)
1918
1922
Capitale
912
2.133
Obbligazioni
218
176
Valore impianti
1.074
3.049
Indebitamento totale
601
2.402
Ammontare dei debiti
1914
1918
1922
% del capitale
58%
66%
113%
-

Questo rapido incremento degli impianti rispetto a quello del capitale è indice del largo ricorso a finanziamenti bancari, confermato dal crescere dell'indebitamento totale delle società considerate.



Cotone
(tonnellate)
1908-09
1920
1921
1922
Produzione di filati
-
-
-
156.000
Produzione di tessuti
-
-
-
101.000

Il prodotto rappresenta il 16% delle esportazioni complessive.

Seta
(tonnellate)
1908-09
1920
1921
1922
Produzione di bozzoli
53.000
28.000
-
*38.000

* cifra raggiunta grazie alla produzione del Trentino.
Cominciano ad apparirele prime fibre artificiali.



Porto di Venezia
o Porto Marghera

«segue da 1921»


1922
Porto Marghera è già in grado di ospitare i primi stabilimenti industriali;

Maggio
17
, ce ne sono già sedici quando il re inaugura a bordo della Pola il canale navigabile che unisce la stazione marittima alla nuova zona industriale (4.100 m di lunghezza, 64 m di larghezza);
da questo momento entrano in funzione il porto dei petroli, dove s'installeranno la Società italo-americana del petrolio e la Nafta, e il canale industriale nord;

Giugno
Giuriati, d'intesa con Giuseppe Volpi (che è già a Tripoli da quasi un anno e i cui rapporti con i fascisti sono di tipo "giolittiano"), provoca le dimissioni del primo capo del fascismo veneziano, Marsich;
SADE: superata la crisi di fine anno, grazie anche all'aiuto del governo, la società riprende la sua espansione completando la rete di 50.000 volts fino a Bologna;
«segue da 1923»

 

La Lockheed e il supermercato delle armi

1922

C.B. De Mille vende, rimettendoci, gli 8 aerei acquistati nel 1917 e si dedica al cinema.
Donald Douglas, arrivato a Los Angeles sette anni prima, impianta una fabbrica in uno studio cinematografico abbandonato a Santa Monica e comincia la sua attività costruendo aerosiluranti per la Marina americana.

«segue 1923»

Fonti:
- Anthony Sampson, The arms bazaar/Il supermercato delle armi - Arnoldo Mondadori Editore 1977.





Baumol, William J. (New York 1922) economista statunitense
Dinamica economica (1951)
Comportamento d'impresa, valore e crescita (1959)
Teoria economica ed analisi operazionale (1961)
Arti dello spettacolo: il dilemma economico (1966, con W.G. Bowen)
Teoria della politica ambientale (1975, con W.E. Oates)
Principi e politiche dell'economia (1979, con A.S. Blinder)
I mercati contendibili e la teoria della struttura industriale (1982)
Inflazione e arti dello spettacolo (1984, con H. Baumol).
Superequità: applicazione e teoria (1986)
Microteoria: applicazioni e origini (986).

Calabria, Fausto (Roma 1922 – aprile 1995) manager pubblico italiano.

Cipolla, Carlo Maria (Pavia 1922-Pavia 2000) storico ed economista italiano, socio dell'Accademia dei Lincei;
Studi di storia della moneta (1948)
Moneta e civiltà mediterranea (1957)
Le avventure della lira (1958)
Uomini, tecniche, economie (1962)
Istruzione e sviluppo. Il declino dell'analfabetismo nel mondo occidentale (1971)
1972, membro onorario a vita della Società economica e storica della Gran Bretagna;
Cristofano e la peste (1973)
Storia economica dell'Europa (1973-74, in 4 voll., curatore)
Storia economica dell'Europa pre-industriale (1974)
1980, laurea honoris causa dal politecnico di Zurigo;
Il fiorino e il quattrino (1982)
Allegro ma non troppo (1988, pamphlet portato pure in teatro)
Il burocrate e il marinaio (1993)
Tre storie extra vaganti (1993)
Contro un nemico invisibile (1995)
1995, premio Balzan.

Leibenstein, Harvey (1922) economista statunitense
Oltre l'uomo economico (1976)
Teoria generale dell'efficienza-X e sviluppo economico (1978)
Inflazione, distribuzione del reddito e teoria dell'efficienza-X (1980).

Patinkin, Don (Chicago 1922) economista israeliano, docente di economia politica a Chicago e in altre università degli USA
1956, insegna all'università di Gerusalemme
Moneta, interesse, prezzi (1956)
Il pensiero monetario di Keynes: uno studio del suo sviluppo (1976).

Pritzker, Jay (Chicago 1922-1999) uomo d'affari e filantropo statunitense, arricchitosi con la catena di alberghi Hyatt, da lui fondata;
1979, fonda quello che diventerà il più prestigioso premio mondiale dedicato ogni anno a un grande architetto, il Pritzker Architectural Prize, definito il premio Nobel per l'architettura;
tra le altre sue benemerenze figurano il Laboratorio Nancy Friend Pritzker della Stanford University, così chiamato in nome della figlia e dedicato allo studio della depressione, e la sua attività di amministratore dell'università di Chicago.

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Italia

Confindustria
- presidente: E. Conti (1920-?)
- segr. gen: on. G. Olivetti (1920-?)

Gennaio
24-25
, Bologna, al congresso sindacale fascista, E. Rossoni viene nominato presidente della Confederazione delle corporazioni sindacali fasciste.

Febbraio
Cade il governo Bonomi sul rifiuto di salvare la Banca Italiana di Sconto.
Con circolare, emanata dai ministeri del Tesoro e dell'Industria, si raccomanda a tutte le amministrazioni di dare la preferenza ai produttori nazionali, sempre entro lo scarto massimo di prezzo del 5%.
[vedi Legge 7 luglio 1907, n. 409]

Marzo
, in una seduta pubblica (a cui partecipa anche il dr. Alberto Pirelli) la Camera di Commercio di Milano chiede il trasferimento all'iniziativa privata dei telefoni urbani (si noti bene: non dei telefoni interurbani che hanno una gestione molto passiva).
La richiesta viene validamente appoggiata dalla Confindustria in un memoriale a stampa diretto al minisitro delle Poste.

Aprile
2
, la Legge 2 aprile 1922, n. 474 obbliga le società commerciali a investire in titoli di Stato la terza parte delle loro riserve.

Giugno
la Confindustria invita tutte le organizzazioni dipendenti a dare la maggiore possibile diffusione ad un manifesto dell' "Alleanza economica parlamentare" appena costituitasi sotto la presidenza dell'on. , segretario generale della stessa confederazione.
Quest manifesto dichiara che l'Alleanza sarà sempre con le forze del paese che non vogliono essere uccise dall'azione dello Stato, e reclama «l'abbandono da parte dello Stato di ogni funzione non strettamente necessaria».
Tra i firmatari:
- industria -
. A.S. Benni,
. G. Donegani,
. Banelli,
. Olivetti,
. Mazzini,
- proprietà terriera -
. Fontana,
. Marescalchi,
. Mariotti,
- esponenti del Pnf -
. A. De Stefani,
. Costanzo Ciano,
. Corgini,
. Gray,
. Giovanni Tofani.
[Un'alleanza fra plutocrati e nullatenenti «rivoluzionari» non può essere che un'associazione in cui ui plutocrati mettono i loro quattrini ed i rivoluzionari i loro servigi.]
[Ernesto Rossi, Padroni del vapore e fascismo, G. Laterza e Figli SpA, Bari 1966.]

Settembre
20
, B. Mussolini afferma: «Basta con lo Stato ferroviere, lo Stato postino, lo Stato assicuratore».

Ottobre
Il ministro delle Finanze A. De Stefani inizia a praticare una politica economica liberaleggiante;
[il partito abbandona i programmi economici estremisti e demagogici]
[del 1919]
Livorno, per esercitare una maggiore pressione sul governo circa la vertenza in atto, la Cantieri Orlando chiude i propri stabilimenti.
[All'inizio della guerra avevano ottenuto l'ordinazione di sedici cacciatorpediniere. Dopo la consegna, effettuata con grande ritardo rispetto al capitolato, i titolari della ditta, avevano chiesto un forte aumento sui prezzi stabiliti nel contratto e avevano preteso che la vertenza venisse deferita a una commissione arbitrale. Il ministero della Marina finora ha resistito.
vedi gennaio 1923]
13, per porre fine alla serrata, viene firmato un concordato tra:
- ingegneri Giuseppe e Luigi Orlando, titolari della Cantieri Orlando;
- i signori:
. Giuseppe Bastianini, vice segretario del partito fascista,
. on. C. Ciano, deputato di Livorno,
. Dino Perrone, commissario straordinario,
. Giuseppe Preziosi.
28/29, la notte le formazioni paramilitari fasciste eseguono la "marcia su Roma".
29, viene varato il decreto 29 ottobre 1922, n. 1478, [pubblicato sulla G.U. del 29 novembre successivo] col quale vengono abrogate le norme della legge 2 aprile 1922, n. 474 (vedi sopra).
[Nessuno, ovviamente, nella grande buriana della "marcia su Roma" se n'è accorto!]
31, [Lira Sterlina: quot. media mensile: 106,4=]

Novembre
8
, si runisce il Comitato centrale industriale (l'organo direttivo in comune della Confindustria e dell'Associazione fra le società per azioni).
Sono presenti:
. comm. Targetti, presidente di Confindustria [sic!],
. ing. De Benedetti, (pres. della Lega industriale di Torino),
. sen. E. Conti (elettrici),
. ing. Falck (siderurgici),
. on. Olivetti,
. dr. Biancardi,
. dr. Rejna.
Il comitato:
- chiede che l'abolizione della nominatività obbligatoria, annunciata per i titoli pubblici, venga senz'altro estesa ai titoli privati,
- approva il progetto di massima già concretato per il passaggio dei telefoni dallo Stato all'esercizio privato,
- decide di «affrettare la compilazione di altri progetti tecnici per servizi pubblici deficitari, progetti che porterebbero al governo il contributo dell'esperienza e dello spirito organizzativo degli industriali».
10, l'«Agenzia Stefani» comunica che il Consiglio dei ministri ha approvato un disegno di legge presentato dai ministri del Tesoro e delle Finanze, col quale è abrogata la legge 24 settembre 1920, n. 1297, sulla obbligatorietà della conversione in nominativi dei titoli al portatore emessi dallo Stato, dalle Province, dai Comuni, dalle società per azioni e da qualsiasi altro ente, nonché dei depositi vincolati a termine fisso.

In conformità alle proposte formulate ieri dal Comitato ministeriale, il Consiglio dei ministri ha deciso il passaggio della rete telefonica alle società private. Il passaggio sarà graduale, ma sollecitamente condotto e una commissione, composta dei ministri:
. G.A. Colonna di Cesarò,
. Vincenzo Tangorra,
. A. De Stefani,
. Teofilo Rossi,
definirà sollecitamente la forma di questo passaggio di gestione.
14, il Consiglio dei ministri prende decisamente posizione contro il monopolio statale delle assicurazioni e proroga il regime provvisorio sino al 30 giugno 1930.
[vedi aprile 1923]


Un comunicato dell' «Agenzia Volta» rivendica alla Confindustria il merito principale della avvenuta soluzione della crisi e prosegue offrendo a B. Mussolini, a nome di tutti gli industriali italiani, «la più aperta e leale collaborazione».
31, [Lira Sterlina: quot. media mensile: 98,9=]

Dicembre
31, [Lira Sterlina: quot. media mensile: 91,6=].
I fascisti sbandierano questo miglioramento dei cambi come una grande vittoria del «governo nazionale», ma…
[segue 1923]

Terni
(Saffat: Società degli alti forni, fonderie e acciaierie di Terni) 

«segue da 1915»
1922, sotto la presidenza di Arturo Bocciardo, che succede a G. Orlando, si trasforma in una grande impresa polisettoriale: accanto al nucleo siderurgico, sviluppa la produzione idroelettrica per la vendita di energia (6% della quota nazionale) e quelle elettrochimiche e minerarie;
la Saffat, che assume ora la denominazione di Terni-Società per l'industria e l'elettricità, ristruttura inoltre i cantieri, con la costituzione del gruppo Odero-Terni-Orlando (OTO);
è ancora strettamente legata alla Banca commerciale;
«segue 1930»

Ilva
[Società Ilva, alti forni e acciaierie d'Italia]

«segue da 1921»
1922, riportato il capitale a 150 Mni, riprende il possesso degli stabilimenti ceduti alla Società Esercizi Siderurgici e Metallurgici e ha di nuovo in affitto anche l'impianto di Portoferraio, ancora appartenente alla Elba.
«segue 1923»

Ansaldo
(Nuova)

«segue da 1921»
1922, viene costituita, sotto l'egida della "Sezione speciale autonoma del consorzio per sovvenzioni su valori industriali" una nuova società dello stesso nome, con 200 Mni di capitale alla quale viene affidata però solo una parte delle attività del vecchio gruppo costituitosi durante la guerra, da cui vengono invece staccate le aziende minerarie, idroelettriche, siderurgiche, marittime, ecc., e costituite in società autonome, rimaste per gran parte nelle mani dello Stato.
Anche gli impianti di Cogne sono ceduti a una società appartenente allo Stato, mentre le altre attività siderurgiche, e specialmente la grande acciaieria di Cornigliano, vengono praticamente liquidate.
Riprende a lavorare su scala minore riducendo l'attività al campo navalmeccanico.
Il bilancio rivela una perdita di 331 Mni di lire;
«segue 1923»

SNIA
(Società di Navigazione Industria e Affini)

«segue da 1920»
1922, la SNIA (Società di Navigazione Industria e Affini) diventa la SNIA Viscosa (Società nazionale industrie applicazioni viscosa);
«segue 1926»

«Il Legno»

1922, 15 marzo, Milano, nasce questa rivista quindicinale, diretta da Ottorino Fogli; con sede in Via Amedei, 8 , ha come gerente responsabile Defendente De Amici, come redattore Giovanni Ceccon, come amministratore Luigi Viganò.

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