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ANNO 1896

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SCIENZE ECONOMIA LETTERE e TEATRO CINEMA

Leone XIII
(1878-1903)

- segretario di Stato: cardinale M. Rampolla del Tindaro;
- segretario degli affari ecclesiastici straordinari: card. F. Segna;

1896, nell'ambito dell'Opera dei congressi fa la sua apparizione, con i contorni precisi del movimento politico, la corrente democratico-cristiana [Democrazia cristiana] innestando un conflitto tra i vecchi dirigenti [il conservatorismo di G. Toniolo] e il gruppo dei giovani, inclini ad una maggior apertura nel campo politico e sociale;

"Seconda Internazionale"

«segue da 1895»
1896 
Londra, al Congresso viene applicata la risoluzione, già adottata nel congresso di Zurigo, che prevede l'ammissione soltanto dei «sindacati professionali operai così come dei partiti e associazioni socialiste che riconoscono la necessità dell'organizzazione operaia e l'azione politica».
«segue 1897»

 

guerra ispano-americana

«segue da 1895»
1896, gli Stati Uniti tentano senza successo di offrire la loro mediazione per "cooperare alla immediata pacificazione dell'isola";
«segue 1897»

Sionismo
(da N. Birnbaum)

1896, Vienna, Th. Herzl, giornalista e politico austriaco di origine ebraica, pubblica Der Judenstaat (Lo Stato ebraico: tentativo di una soluzione moderna alla questione ebraica), dove propugna la ricostruzione in Palestina di uno Stato ebraico che possa offrire una sede nazionale a quegli ebrei di qualsiasi parte del mondo che non vogliano o possano fondersi con le popolazioni in mezzo a cui vivono;
nell'età contemporanea infatti la nazione ebraica ha come unico legame non la razza, non la lingua, non una cultura particolare, bensì la religione e le tradizioni che alla religione si riconnettono;
«segue 1897»

"banda della Cocca"

«segue da 1862»
Firenze, sul «Giornale di Erudizione» [edito dalla libreria Bocca] appare uno strano appello; uno che si firma "Un ramingo" chiede notizie su un certo Griscelli, barone di Rimini;
sembra che l'autore dell'appello sia il marchese Adriano Colocci-Vespucci, che sta cercando notizie di Filippo Curletti e sta indagando sul misterioso "Griscelli, barone di Rimini"
[I risultati della lunga inchiesta saranno pubblicati dieci anni dopo nel volume Griscelli e le sue memorie e benché nel libro egli affermi di non aver mai sentito parlare del Griscelli prima di quest'annuncio e di non essere il "ramingo" ma di conoscerlo, è certo che sia venuto in contatto con varie persone e che abbia raccolto informazioni preziose.
Il "ramingo", parlando del Griscelli, dice di averlo visto nel 1859, di avergli parlato; che era sicario e agente di Napoleone III, spia di molti governi, libellista, vagabondo, mistificatore, in pratica una leggenda. E se questo barone di Rimini fosse lo stesso Filippo Curletti alias J.A.? back]
È difficile dire con certezza se Filippo Curletti sia stato trovato. Di sicuro, cercando lui, il marchese Adriano Colocci-Vespucci si è imbattuto in questo misterioso personaggio che si faceva chiamare "Griscelli, barone di Rimini" e ne aveva ricostruito la storia e i movimenti seguendone le tracce in tutta Europa.
Si chiamava Giacomo Francesco Griscelli ed era nato in Corsica. Il primo a parlarne fu Victor Hugo nella sua Storia di un crimine.
Non sentendosi più sicuro a Londra, dopo l'omicidio, Giacomo Francesco Griscelli fuggì a Vienna dove trovò la copertura dei più alti personaggi della polizia austriaca. La ragione per la quale gli austriaci lo accolsero a braccia aperte lo scopri lo stesso Adriano Colocci-Vespucci tra le pagine di vita di Francesco di Arese un libro di Romualdo Bonfandini, parlamentare del Regno tra il 1867 e io 1896, nonché appassionato di intrighi e ricostruzioni storiche.
In questo libro [scrive Adriano Colocci-Vespucci] «si palesano le mene di una contropolizia al soldo dell'Austria, che aveva ramificazione nelle sètte avanzate e che forniva delazioni dal Piemonte e dalla Svizzera direttamente al conte Buol Schauenstein, presidente del Consiglio austriaco; delle quali delazioni il conte Buol Schauenstein si serviva e per sorvegliare le mosse dei cospiratori italiani e per controllare la sua polizia ufficiale. Ora codesta contro[polizia], allo stipendio austriaco, aveva ramificazioni estese a Londra, a Parigi e in ISvizzera. Capo di essa era un agente segreto che risiedeva a Torino. Fra i principali delatori di cui si serviva era un tal Butti, che frequentava Mazzini, Quadrio, Caroni ed altri, vendendo le confidenze allo agente del conte Buol Schauenstein
Dell'esistenza di questa sorta di controspionaggio austriaco e di suoi uomini infiltrati nelle organizzazioni mazziniane, si era venuto a sapere proprio a Torino, grazie a un agente italiano, un certo Giacomo Marchisio, che stava conducendo delle sue indagini parallele. Fra i documenti trascritti e consegnati a quest'ultimo c'era anche una lettera molto amichevole inviata all'agente austriaco da un certo "Filippo". Forse Curletti?
Da molti altri appunti si capiva benissimo che il governo austriaco sapeva con largo anticipo che Felice Orsini stava progettando un attentato contro Napoleone III. Naturalmente il conte di Cavour riuscì a sfruttare molto abilmente queste informazioni. Tramite il comune amico Francesco Arese, conVInse l'imperatore francese che gli "attentati a Parigi non sarebbero cessati finché gli austriaci trescavano in Italia".
Da Vienna Giacomo Francesco Griscelli si spostò in Italia, a Pesaro, dove fu accolto da un ottimo amico del governo austriaco, mons. Bellà. Da qui, nel 1859, si trasferì a Torino (non si sa se su suggerimento del prelato o se convinto da qualcun altro) per mettersi al servizio del conte di Cavour.
Di sicuro, scopre Adriano Colocci-Vespucci, Giacomo Francesco Griscelli e Filippo Curletti si conoscevano, poiché avevano lavorato insieme a Modena e si erano ritrovati a Ginevra dopo il "processo alla Cocca". Scopre anche che il còrso aveva convinto l'italiano a farsi consegnare il suo archivio dietro un lauto compenso. Soldi messi a disposizione da mons. Mermillod di Ginevra.
Dunque, dietro alla sigla J.A. si nascondeva il còrso Giacomo Francesco Griscelli il quale aveva iniziato a utilizzare i documenti di Filippo Curletti per alimentare una campagna anti-italiana. Questa campagna proseguì per qualche anno. S'interruppe di colpo quando il còrso, che aveva servito contemporaneamente Napoleone III, Austria, Inghilterra e il conte di Cavour, venne individuato dai nostri agenti segreti.
Col tempo è calato l'oblio anche sulla sua persona. E nessuno è stato in grado di accertare con precisione che fine avesse fatto e in quali mani fosse finito l'archivio che aveva avuto da Filippo Curletti (almeno quella parte che non aveva ancora utilizzato per il libello anonimo e successivamente per un libro di memorie).
Secondo Adriano Colocci-Vespucci, potrebbe essere stato assassinato. Lo stesso destino toccò con ogni probabilità all'incauto Filippo Curletti.
[Giovanni Fasanella, Antonella Grippo, 1861, Sperling & Kupfer 2010.]

 

 

 






1896
Impero d'Austria
 
Francesco Giuseppe I
Albero genealogico
(Vienna 1830-1916)
figlio dell'arciduca Francesco Carlo d'Absburgo-Lorena e di Sofia di Baviera;
1848-1916, imperatore d'Austria;
1867-1916, re d'Ungheria;
nel 1889 suo figlio Rodolfo si suicida a Mayerling con la giovane amante Maria Vetsera;

 
Francesco Ferdinando d'Absburgo
Albero genealogico
(Graz 1863-Sarajevo 1914)
figlio dell'arciduca Carlo Luigi, fratello dell'imperatore, e di Maria Annunciata di Borbone-Napoli;
sposa la contessa boema Sofia Chotek
[matrimonio morganatico a cui è contrario l'imperatore];
1896, alla morte del padre diventa erede al trono dell'Austria-Ungheria;
1896-1914, arciduca d'Austria;
erede al trono dell'Austria-Ungheria;

 
Ministro degli Affari Esteri
Kasimir Felix Badeni
[1846-1909]
(1893 - 1897)
Ministro delle Finanze
-
-

1896
dal 1879 l'Austria-Ungheria si è accostata al Reich tedesco (duplice alleanza);

Alldeutsche Vereinigung
(Unione pangermanica)

1886-1907, opera questa associazione politica austriaca, antislava e antisemitica, contro la politica di conciliazione e di equilibrio fra le varie nazionalità condotta da Kasimir Felix Badeni.


AUSTRIA
Cancelliere
-
Ministro della Difesa
-
Ministro degli Interni
-
 
Istria
1896
-
Dalmazia
1896
-

[Joze Pirjevec, Serbi, Croati, Sloveni - Storia di tre nazioni, Universale Paperbacks, Il Mulino, Bologna 1995]
Cattaro
1896
-
UNGHERIA
Cancelliere
-
Ministro della Difesa
-
Ministro degli Interni
-
Croazia-Slavonia
[Da marzo 1849, la nuova costituzione riconosce il regno di Croazia indipendente dall'Ungheria, una disposizione tuttavia di valore meramente simbolico.]
Bano
conte Károly Khuen-Héderváry
(1883 - 1903)
1896
Zagabria, il contatto con il pensiero moderno e sopratutto con quello di T.G. Masaryk, propugnatore di un tipo d'impegno politico meno legato a schemi ideologici ma basato piuttosto sul lavoro concreto fra il popolo, dà vita a un movimento giovanile che si propone di superare il conflitto fra serbi e croati e creare una nuova atmosfera atta a far uscire il paese dal vicolo cieco in cui si trova.
Si costituisce quini l'organizzazione "Gioventù croata e serba unita" a cui fa però da contrappunto un rigurgito di nazionalismo che ha pure come punto di partenza l'episodio della bandiera ungherese bruciata nel 1893.
Quando nel consiglio comunale di Zagabria si discute se condannare o meno quell'atto di vilipendio, il "partito del diritto " si divide in due parti:
- una lo condanna,
- un'altra, guidata da un avvocato di orgine ebrea, Josip Frank, lo approva uscendo per protesta dal partito e costituendone un altro, che si fregia dell'aggettivo di "puro".
[Nei prossimi anni esso diverrà il portavoce del più becero nazionalismo croato, forcaiolo e ferocemente antiserbo, e, in quanto tale, assai gradito a Vienna e a Budapest, soprattutto dopo la vittoria delle forze antiasburgiche a Belgrado nel 1903.]

[Joze Pirjevec, Serbi, Croati, Sloveni - Storia di tre nazioni, Universale Paperbacks, Il Mulino, Bologna 1995]
Fiume [detta "il Corpus separatum" - esclusa dalla Croazia-Slavonia]
1896
-
 

 

***


"Giovani cechi": T.G. Masaryk, leader del movimento costituitosi nel 1863 e staccatosi dai "Vecchi Cechi" nel 1879, è deputato (1891-1893) al parlamento di Vienna;
[dal 1883 l'università di Praga è divisa in due sezioni, una ceca e una tedesca.]





1896
Deutsches Reich
Guglielmo II
Albero genealogico

(Potsdam 1859-Doorn, Utrecht 1941)
primogenito dell'imperatore Federico III e della principessa inglese Victoria, e affetto da una paralisi parziale al braccio sinistro;
1888-1918, imperatore di Germania e re di Prussia;

 
Presidente
del Bundesrat

(consiglio federale)
principe Chlodwig zu Hohenlohe-Schillingsfürst
(1894 29 ott - 17 ott 1900)
Presidente
del Reichstag
 
Cancelliere del Reich
[Reichskanzler]
principe Chlodwig zu Hohenlohe-Schillingsfürst
(1894 29 ott - 17 ott 1900)
   
   
   
   
   

1896
dal 1882 "Triplice alleanza" tra Germania, Austria-Ungheria e Italia, in funzione anti Russia (dal 1890 in intesa con la Francia) per il dispaccio di solidarietà inviato al ministro boero O. Krüger al momento della controversia anglo-boera per il Transvaal, peggiorano i rapporti con l'Inghilterra già precari anche per gli ambiziosi progetti di costruzioni navali tedesche che minacciano il tradizionale dominio britannico sul mare.
Dal 1890 opera l'SPD (Partito socialdemocratico tedesco) e si sono ricostituiti i sindacati socialisti che ora compiono la loro prova di forza nello sciopero portuale di Amburgo;



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Regni
Regno di Baviera

Otto I (München 1848 - Schloß Fürstenried 1916)
figlio del re Massimiliano II Joseph e della p.ssa Marie di Prussia;
1886-1913, re di Baviera;
1896
poiché colpito da squilibrio mentale, governa lo zio, principe reggente Luitpold di Wittelsbach;

 
Regno di Sassonia

Albert I (Dresden 1828 - Castello di Sibyllenort 1902)
figlio di Johann I e di Amalie di Baviera;
1873-1902, re di Sassonia;
1896
-

Albero genealogico
 
Regno di Württemberg

Wilhelm II (Stuttgart 1848 - Schloss Bebenhausen 1921)
figlio di Friedrich Karl August e della p.ssa Katharine von Württemberg;
1891-1918, re di Württemberg;
1896
-

Albero genealogico
 
Granducati
Granducato di
 
 
Granducato di
 
 
 
   
 
Ducati
Ducato di Sassonia-Coburgo-Gotha

Alfred (Windsor Castle 1844 - Schloß Rosenau 1900)
figlio della regina Vittoria di Gran Bretagna e del principe consorte Alberto)
principe di Great Britain e Ireland,
1866-1900, duca di Edinburgh, ecc.;
1893-1900, duca di Sassonia-Coburgo-Gotha;
1896
-

Albero genealogico
 
Ducato di Sassonia-Meiningen

Georg II (Meiningen 1826 - Wildungen 1914)
figlio del duca Bernhard II e della p.ssa Marie di Hesse-Kassel;
1866-1914, duca di Sassonia-Meiningen;
1894
-

Albero genealogico
 
 
   
 
Principati
 
 


1896
REGNO di POLONIA
(Regno del Congresso)
[capitale Varsavia]
- dal 1864 il governo russo ha abolito il polacco come lingua ufficiale, soppresso ogni forma di governo locale e promulgata una riforma agraria molto più radicale di quella russa del 1861, per danneggiare la turbolenta nobiltà;
anche la chiesa cattolica viene perseguitata;
- dal 1892 opera il Partito socialista polacco, capeggiato poi da J. Pilsudski, dal quale si è staccata subito un'ala di sinistra, minoritaria, guidata da R. Luxemburg e J. Marchlewski;
 
1896
-





1896
Milan Obrenovic
Albero genealogico

(Marasesti, Moldavia 1845 - Vienna 1901)
pronipote del principe Miloš I;
1868-82, principe di Serbia;
dal 1878 la Serbia è un paese completamente indipendente;
1882-89, re di Serbia;
- dal 1889 ha abdicato in favore del figlio Alessandro e, stabilitosi in Francia, dal 1892 ha addirittura rinunciato alla cittadinanza serba;
- 1893, torna trionfalmente in patria per continuare, con alterne vicende, la sua lotta con la moglie Natalia;

Alessandro I Obrenovic
Albero genealogico
(Belgrado 1876 - 1903)
figlio di Milan I e di Natalia Kescho, figlia di un ufficiale russo;
1889-1903, re di Serbia;
in seguito all'abdicazione del padre, ma sotto un consiglio di reggenza presieduto dal ministro Ristic; il periodo della reggenza è disturbato dalle continue e poco edificanti liti fra l'ex re e sua moglie;
- dal 1893 governa in modo autoritario ma poco efficiente, durante un decennio di profonda crisi politica e di caos finanziario;
nel 1894 (maggio) abolisce la nuova costituzione per ristabilire quella del 1869 che gli consente di governare quasi dispoticamente; l'ex primo ministro Nikola Pašic, fondatore del Partito radicale serbo, dal 1893 ambasciatore a Pietroburgo, viene allontanato;

Primo ministro
-
1896
-

Principato del Montenegro
Nicola I Petrovich Njegosh
Albero genealogico

(Njegoš, Principato del Montenegro 1841 - Antibes, Francia 1921)
1860-1918, principe del Montenegro;
1896
una delle sue figlie, Jelena [Elena], sposa il principe di Napoli Vittorio Emanuele di Savoia;

1910-18, re del Montenegro (Nicola I);

1896
dal 1878 al congresso di Berlino ha ottenuto il riconoscimento della completa indipendenza del suo stato il cui territorio è stato notevolmente accresciuto e dotato di uno sbocco sull'Adriatico: Antivari;



1896
Regno degli Elleni
Giorgio I
Albero genealogico

(Copenaghen 1845-Salonicco 1913)
figlio di Cristiano IX re di Danimarca e di Luisa di Assia-Kassel nonché cognato di Edward VII re d'Inghilterra;
1863-1913, re degli Elleni;
- dal 1864 ha accordato al paese una costituzione democratica (non di immediata applicazione) e sostiene con alterna fortuna le aspirazioni all'indipendenza dell'isola di Creta;
- dal 1881 ha ottenuto la Tessaglia e parte dell'Epiro;


Primo Ministro
Deliannes
(1895 gen - 1897)
1896
L'aspirazione al problema dei greci irredenti è reso ancora più difficile dalla presenza in quasi tutte le regioni alle quali i greci aspirano, di altre popolazioni non elleniche, onde altri stati VI aspirano ugualmente:
- in Macedonia il conflitto non è solo con i turchi, ma anche con i bulgari e, più tardi, con i serbi e romeni;
- in Epiro il terreno è disputato loro dagli albanesi;
e le grandi e piccole potenze appoggiano chi una nazionalità chi un'altra.




1896
IMPERO OTTOMANO
[dal 1879 è sotto l'influenza della Germania]
Abdülhamit II o Abdülhamid
o 'Abd al-Hamid
Albero genealogico
(Istanbul, 21 set 1842 – Istanbul, 10 feb 1918)
figlio di 'Abd-ul-Mejid I e della sua sposa armena Tirimüjgan;
1876-1909, XXXIV sultano; "il sultano rosso"


TURCHIA
1896
mentre il paese è sotto l'influenza della Germania, il sultano si dimostra troppo tollerante nei confronti dei banditi curdi che massacrano migliaia dei suoi sudditi armeni;

I "Giovani turchi", che nel 1891 hanno riorganizzato il C.U.P. o "Comitato di Unione e Progresso" (Ittihad ve Taraqqi) (dal 1894 sotto la guida del nuovo leader Ahmed Riza e degli ufficiali Niazi e Enver Pascià) tentano un fallito colpo di stato che viene represso con facilità.
Il sultano non immagina ancora il pericolo che lo minaccia e la sua rete di spie risulta meno efficiente nelle zone più vicine alla capitale.
I rivoluzionari rimangono esterrefatti della cattiva conduzione da parte del sultano della situazione in Macedonia, ultima consistente provincia ottomana in Europa, e offesi dalla abietta debolezza del'impero nei confronti delle potenze europee.

Agosto
Istanbul, avviene la strage degli armeni.
[Fa parte più della questione anatolica che della storia balcanica.]

ARMENIA
«segue da 1895»
1896, in alcuni luoghi la popolazione musulmana viene incitata dalle voci che gli armeni hanno intenzione di massacrarli durante la preghiera nella moschea. Talvolta gli armeni cercano protezione nelle chiese ma ciò non è di alcuna utilità. Lo squillo di una tromba segna l'inizio dei massacri. Gran parte della Turchia orientale viene colpita e circa centomila armeni vengono uccisi o muoiono a causa di malattie e denutrizione.
È possible nascondere al mondo esterno l'estensione di tali massacri. Trapelano solo alcune notizie, spesso smentite come voci esagerate.
Agosto
un gruppo di temerari rivoluzionari armeni trasferisce la lotta nel cuore di Istanbul, dove assale e occupa al Banca Ottomana con il dichiarato proposito di attirare l'attenzione delle ambasciate europee sulle condizioni del suo popolo. Nel corso dell'inevitabile rappresaglia, viene concesso alla folla di Istanbul, capeggiata da fanatici religiosi, di uccidere e saccheggiare nel quartiere armeno.
Le potenze europee non possono ignorare ciò che sta accadendo. Con una serie di messaggi congiunti vengono denunciati i massacri e si rende noto che non si tratta di disturbi spontanei locali bensì provocati dal sultano e dai suoi agenti. Minacciano velatamente un intervento, affermando che sono in gioco la sopravvivenza del sultano e della dinastia.
Le repliche del sultano sono evasive e insoddisfacenti. Nella capitale si sparge la voce che la flotta britannica forzerà i Dardanelli e sbarcherà truppe. Ma ancora una volta il sultano viene salvato dalla rivalità tra le potenze:
- Inghilterra: l'anziano William Gladstone può inveire contro il «terribile Turco» presentandolo come una «disgrazia per la civiltà» e chiedere che la Gran Bretagna debba, qualora si riveli necessario, agire da sola, ma è all'opposizone, e il prudente primo ministro, lord Salisbury, che al pari della sua sovrana, la regina Vittoria, ha sempre detestato e temuto i russi più dei turchi, non ha alcuna intenzione di attuare tale mossa.
L''opinione pubblica dell'Europa intera insorge contro l'impero ottomano ma i governi delle potenze non ne desiderano ancora lo smembramento:
- Russia: non vuole ai propri confini una potente Armenia indipendente;
- Francia: non desidera mettere a repentaglio i propri investimenti nell'impero ottomano che in questo momento sono superiori a quelli della Gran Bretagna;
- Germania: ambisce a un'espansione politica e commerciale verso Oriente che può avvenire solo in seguito a un'alleanza con il sultano e il suo governo.
(segue 1897)
[Peter Mansfield, A History of the Middle East, 1991.]
BOSNIA-Erzegovina
[dal 1878, dopo il congresso di Berlino, è amministrata dall'Austria-Ungheria]

1896
-

Novibazar [sangiacato]

1896
Il sangiacato di Novibazar, che separa la Serbia dal Principato del Montenegro, è abitato in gran parte da serbi, metà dei quali musulmani, e resta alla Turchia, anche se sotto un regime speciale.

ALBANIA

1896
Il sentimento nazionale, promosso dalla cessione di Plava e Gusinje al Montenegro decretata dal congresso di Berlino, si rafforza sempre di più, facendo capo alla Lega albanese di resistenza.

MACEDONIA [ceduta dalla Bulgaria alla Turchia nel 1878]

1896
Salonicco, dal 1894 i patrioti macedoni hanno organizzato l'ORIM (Organizzazione rivoluzionaria interna macedone) che rivendica l'autonomia pur nell'ambito dell'impero turco; le riforme non vengono, anzi la repressione continua;



CRETA

1896
Luglio
4
, il sultano, sempre indotto dalle grandi potenze, accorda un'amnistia; ciò nonostante i militari, i funzionari e i musulmani in genere non obbediscono a lui ma al consigliere militare Abdullah;
in seguito il sultano invia nell'isola un alto commissario musulmano, Zihni Pascià, e un ispettore delle guarnigioni, Saad-ed-Din Pascià, noto per le stragi degli armeni;
a questo punto cominciano a giungere nell'isola ufficiali dalla Grecia per aiutare gli insorti;

CIPRO
1896
in seguito all'occupazione britannica dell'Egitto, l'isola perde gran parte della sua importanza e perciò il governo di Londra si disinteressa dell'isola trascurandola completamente.








1896
RUSSIA
 
Nicola II Romanov
Albero genealogico

(Carskoe Selo 1868 - Ekaterinburg, odierna Sverdlovsk 1918)
primogenito di Alessandro III e di Dagmar di Danimarca;
1894-1917, zar di Russia;
1896
Maggio
succeduto al padre a novembre del 1894, viene solo ora incoronato a Mosca con fastosi festeggiamenti che non sente il dovere di interrompere nonostante in un incidente, accaduto nei giardini del Palazzo Imperiale, centinaia di persone abbiano perso la vita;

 
Ministro dell'Interno
I.L. Goremykin
(1894 nov -1899)
viceministro
V.K. von Pleve
(1894 nov -1899)
Ministro degli Esteri
conte M.N. Murav'ëv
(1896 - 1900)
Ministro
delle Comunicazioni
S.J. VItte
(1892 feb - 1903)
Ministro
delle Finanze, Commercio e Industria
S.J. VItte
(1892 ago- 1903)
1896
grazie all'apporto nel paese di capitale straniero, s'incrementa lo sviluppo industriale, facilitato anche dalle riforme tecniche e finanziarie del ministro S.J. VItte;
con un viaggio a Parigi suggella l'amicizia franco-russa;




1896
-
 
Granducato di Finlandia
[relativamente autonomo]
- dal 1809, in seguito alla pace di Tilsit e al trattato di Fredrikshamn;
- dal 1863 la dieta viene convocata ufficialmente ogni cinque anni e
la lingua ufficiale è diventata il finlandese; la religione è luterana già dal XVI sec.;
- dal 1869 lo zar ha concesso la costituzione;
1896
-
 


1896
REGNO di ROMANIA
Carlo I

Albero genealogico

(Sigmaringen, Prussia 1839 - Sinaia, Valacchia 1914)
figlio di Carlo Antonio († 1885) principe di Hohenzollern-Sigmaringen (1848-49, abd.) e di Giuseppina di Baden;
1866-81, principe di Romania;
1869, sposa la principessa Elisabetta di Wied (o Carmen Sylva);
1877, alleato della Russia nella guerra contro la Turchia, comanda personalmente le truppe romene distinguendosi nell'assedio di Plevna;
nel 1878 l'annessione della Bessarabia alla Russia in cambio della non desiderata Dobrugia ceduta alla Romania crea un aspro dissenso fra Romania e il neo principato di Bulgaria;
1881-1914, re di Romania;
1896
dal 1883 è legato alla Triplice alleanza;

1896
-
 

a



1896
Principato di BULGARIA

Ferdinando

Albero genealogico

(Vienna 1861 - Coburgo 1948)
figlio di Augusto di Sassonia-Coburgo-Koháry († 1881) e di Clementina d'Orléans;
1887-1908, principe di Bulgaria;
[eletto dal Sobranje (Assemblea nazionale), è succeduto ad Alessandro di Battenberg (1879-86) che ha abdicato]
nel 1893 sposa la p.ssa Maria Luisa di Borbone-Parma (a condizione che i figli siano battezzati cattolici);
muore l'ex principe Alessandro di Battenberg ed egli si trova così a non avere più rivali da temere;
nel 1894 battezza il figlio Boris secondo il rito ortodosso (come previsto dalla costituzione bulgara) per ingraziarsi il clero slavo, nonostante la disapprovazione di papa Leone XIII; padrino è nientemeno che lo zar Nicola II per cui viene suggellata la riconciliazione russo-bulgara;
1896
Maggio
viene invitato ad assistere all'incoronazione dello zar a Mosca e il sultano emana due firmani che riconoscono la sua autorità sovrana tanto in Bulgaria quanto nella ex Rumelia orientale.


1908-18, zar dei bulgari;

Primo Ministro

avv. Stoiloff
(1894 mag - ?)

1896
-

a





1896
FRANCIA
III REPUBBLICA
Presidente della Repubblica
F. Faure
(1895 17 gen-16 feb 1899)
Presidente del Senato
Paul-Armand Challemel-Lacour
(1893 27 mar - 16 gen 1896)
Presidente della Camera
-
-
Presidente dell'Assemblea nazionale
(Senato+Camera)
-
-
 
Presidente del Consiglio
Léon Bourgeois
(1895 1° nov - 23 apr 1896)
Jules Mélines
(28 apr - 28 giu 1898)
Interni
Léon Bourgeois
(1895 1° nov - 28 mar 1896)
Ferdinand Sarrien
(30 mar - 29 apr)
Louis Barthou
(29 apr - 28 giu 1898)
Affari Esteri
Marcellin Berthelot
(1895 1° nov - 28 mar 1896)
Léon Bourgeois
(28 mar - 29 apr)
Gabriel Hanotaux
(29 apr - 28 giu 1898)
Colonie
-
-
Guerra
Marina
-
-
Finanze
Paul Doumer
(1895 1° nov - 29 apr 1896)
Georges Cochery
(29 apr - 28 giu 1898)
Lavori pubblici
-
-
Lavoro
-
Giustizia
Louis Ricard
(1895 1° nov - 29 apr 1896)
Jean-Baptiste Darlan
(29 apr - 1° dic 1897)
Istruzione Pubblica
-
-
   
   
 

1896
si inizia l'agitazione per la revisione del "processo Dreyfus", promossa da Mathieu Dreyfus, fratello dell'ex capitano, e da alcuni intellettuali, con a capo J. Reinach, lo storico G. Monod e L. Herr;

 


1896
REGNO dei PAESI BASSI

Guglielmina

Albero genealogico

(l'Aia 1880 - castello di Het Loo, presso Apeldoorn 1962)
figlia di Guglielmo III re d'Olanda e della sua seconda moglie Emma di Waldeck-Pyrmont;
1890-1948, regina dei Paesi Bassi;
[sotto la reggenza della madre]

Primo ministro

-
1896
-

a



1896
REGNO del BELGIO

Leopoldo II

Albero genealogico

(1835 - 1909)
figlio di Leopoldo I e di Carolina Carlotta Augusta d'Inghilterra;
1865-1909, re dei belgi;
1885-1908, sovrano dello Stato Indipendente del Congo [in realtà un suo possedimento personale]



 
1896
-

a



1896
Granducato di Lussemburgo

Adolfo di Nassau-Weilburg

Albero genealogico

(† 1905)
figlio di Guglielmo duca di Nassau e di Carlotta Federica Luisa di Sassonia Altenburg;
1839-66, duca di Nassau;
1890-1905, granduca di Lussemburgo;
[alla morte di Guglielmo III, re dei Paesi Bassi e granduca di Lussemburgo, in seguito ad una precedente convenzione.]


 

1896
-

a

 




1896
Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda
Vittoria
Albero genealogico

(Londra 1819-Osborne, isola di Wight 1901)
figlia di Edoardo duca di Kent e di Vittoria Maria Luisa di Sassonia-Coburgo-Gotha;
1820, alla morte del padre è posta sotto la tutela dello zio materno Leopoldo di Sassonia-Coburgo-Saalfeld (futuro Leopoldo I del Belgio);
1837-1901, regina del Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda;
succeduta alla morte dello zio Guglielmo IV morto senza eredi legittimi;
dal febbraio 1840 è sposata con l'amatissimo cugino Alberto di Sassonia-Coburgo-Gotha;
dal 14 febbraio 1861 è vedova;
1877-1901, imperatrice delle Indie;
dal 1894 la regina non utilizza più la prerogativa reale di nominare il capo del governo indipendentemente dalla volontà del parlamento;

Primo lord
del Tesoro
[First Lord
of the Treasury
]
R.A.T. Gascoyne-Cecil
conservatore/unionista
3° marchese di Salisbury
(1895 25 giu - 12 lug 1902)
Cancelliere dello Scacchiere
[Chancellor
of the Exchequer
]
sir Michael Hicks Beach
(1895 29 giu - 11 ago 1902)
Segretari di Stato
 
Affari Esteri e Commonwealth
R.A.T. Gascoyne-Cecil
marchese di Salisbury
(1895 lug - 11 ago 1902)
Guerra
-
-
Affari Interni
-
-
Giustizia
-
-
Colonie
J. Chamberlain
(1895 lug - 1903)
Commercio
-
-
1896
-
1896
-


1896
REGNO di DANIMARCA
Cristiano IX
Albero genealogico

(Gottorp, Schleswig-Holstein 1818 - Copenaghen 1906)
figlio di Federico Guglielmo e di Luisa di Assia-Kassel;
1863-1906, re di Danimarca;

1896
-

ISLANDA

1896
-


1896
REGNO di SVEZIA e NORVEGIA
Oscar II
Albero genealogico

(Stoccolma 1829 - 1907)
figlio di Oscar I e di Giuseppina di Leuchtenberg, e fratello di Carlo XV;
1872-1907, re di Svezia;
1872-1905, re di Norvegia;



SVEZIA
1896
-
NORVEGIA
1896
-







1896
REGNO di PORTOGALLO
Carlo I
Albero genealogico
(Lisbona 1863 - 1908)
figlio primogenito di re Luigi di Sassonia-Coburgo-Gotha-Koháry e di Maria Pia di Savoia-Carignano;
1886, sposa la princ.ssa Amélie de Orléans (1865-1951);
1889-1908, re di Portogallo;

Ministro degli Interni

João Franco
(1893 - 1906)

1896
favorisce le tendenze autoritarie del ministro degli interni;


a


1896
REGNO di SPAGNA
Alfonso XIII di Borbone
Albero genealogico

(Madrid 1886 - Roma 1941)
figlio postumo di Alfonso XII e di Maria Cristina d'Absburgo-Lorena;
1886-1931, re di Spagna;

Primo Ministro
1896
governa appoggiandosi alle "giunte" militari, all'alto clero e ai grandi proprietari fondiari e incoraggiando, spesso, una politica repressiva;











1896
REGNO D'ITALIA
Umberto I
Albero genealogico
(Torino 1844-Monza 1900)
figlio di Vittorio Emanuele II e di Maria Adelaide d'Absburgo-Lorena;
1849-78, principe di Piemonte;
1878-1900, re d'Italia;
1896, entusiastico sostenitore della politica espansionistica di Crispi in Africa, dopo la sconfitta di Adua cerca inutilmente di indurre il governo alla prosecuzione della guerra per ottenere la rivincita sul campo;

PARLAMENTO XIX Legislatura
(1895 10 giu - 2 mar 1897)
Presidente del Senato D. Farini
romagnolo
(1895 10 giu - 2 mar 1897)
Presidente della Camera T. Villa
piemontese
(1895 10 giu - 2 mar 1897)
 
Presidenti
del Consiglio
F. Crispi IV
siciliano
(1894 14 giu - 10 mar 1896)
A. Starabba
marchese di Rudini
II
siciliano
(10 mar - 11 lug)
A. Starabba
marchese di Rudini
III
siciliano
(1896 11 lug - 14 dic 1897)
Interno
Sottosegretario R. Galli
veneto
(1893 15 dic - 10 mar 1896)
P.E. Sineo
piemontese
(10 mar - 11 lug)
O. Serena
pugliese
(1896 23 nov - 14 dic 1897)
Affari Esteri

A. de Blanc
savoiardo
(1893 15 dic - 10 mar 1896)

O. Caetani
duca di Sermoneta
laziale
(10 mar - 11 lug)

E. Visconti Venosta
milanese
(1896 11 lug - 1° giu 1898)
Sottosegretario G. Adamoli
lombardo
(1894 21 giu - 10 mar 1896)
L. Bonin Longare
veneto
(1896 10 mar - 1º giu 1898)
Guerra
S. Mocenni
toscano
(1893 15 dic - 10 mar 1896)
C. Ricotti Magnani
piemontese
(10 mar - 11 lug)
L.G. Pelloux
savoiardo
(1896 11 lug - 14 dic 1897)
Sottosegretario G. Bogliolo
piemontese
(1893 15 dic - 10 mar 1896)
L. Dal Verme
lombardo
(10 mar - 11 lug)
marchese A. Afan De Rivera
campano
(1896 11 lug - 1º giu 1898)
Marina
E.C. Morin
ligure
(1893 15 dic - 10 mar 1896) 
B. Brin piemontese
(1896 10 mar - 24 mag 1898)
Sottosegretario L. Serra
pugliese
(1893 15 dic - 10 mar 1896)
G. Palumbo
campano
(1896 10 mar - 29 giu 1898)
Tesoro
S.C. Sonnino
toscano
(1894 14 giu - 10 mar 1896)
G. Colombo
lombardo
(10 mar - 11 lug)
L. Luzzatti
veneto
(1896 11 lug - 29 giu 1898)
Sottosegretario A. Salandra
pugliese
(1893 15 dic - 10 mar 1896)

V. De Bernardis
campano
(1896 10 mar - 16 gen 1898)

Finanze
P. Boselli 
ligure
(1894 14 giu - 10 mar 1896)
A. Branca
lucano
(1896 10 mar - 29 giu 1898)
Sottosegretario P. Bertolini
veneto
(1894 21 giu - 10 mar 1896)
G. Arcoleo
siciliano
(1896 10 mar - 18 gen 1898)
Agricoltura, Industria e Commercio
A. Barazzuoli
toscano
(1894 14 giu - 10 mar 1896)
F. Guicciardini
toscano
(1896 10 mar - 14 dic 1897)
Sottosegretario barone D. Sciacca-Della Scala
siciliano
(1894 2 dic - 10 mar 1896)
marchese C. Compans Di Brichanteau
savoiardo
(1896 10 mar - 25 feb 1897)
Lavori Pubblici
G. Saracco
piemontese
(1893 15 dic - 10 mar 1896)
C. Perazzi
piemontese
(10 mar - 11 lug)
G.N. Prinetti Castelletti lombardo
(1896 11 lug - 14 dic 1897)
Sottosegretario L. Romanin Jacur
veneto
(1893 15 dic - 10 mar 1896)
G. De Martino
(1896 10 mar - 16 gen 1898)
Grazia e Giustizia, e Culti
V. Calenda di Tavani
campano
(1893 15 dic - 10 mar 1896)
G.G. Costa
lombardo
(1896 10 mar - 15 ago 1897)
Sottosegretario E. Daneo
piemontese
(1893 15 dic - 10 mar 1896)
S. Ronchetti
lombardo
(1896 10 mar - 2 ott 1897)
Istruzione Pubblica
 G. Baccelli
laziale
(1893 15 dic - 10 mar 1896)
E. Gianturco
lucano
(1896 10 mar - 18 set 1897)
Sottosegretario S. Costantini
abruzzese
(1893 15 dic - 10 mar 1896)
T. Galimberti
piemontese
(1896 10 mar - 13 ott 1897)
Poste e Telegrafi
M. Ferraris
piemontese
(1893 15 dic - 10 mar 1896)
P. Carmine
lombardo
(10 mar - 11 lug)
P.E. Sineo
piemontese
(1896 11 lug - 26 feb 1898)
Sottosegretario L. Rava
romagnolo
(1893 15 dic - 10 mar 1896)

M. Mazziotti
campano
(1896 10 mar - 1º giu 1898)

Ministri senza portafoglio
Commissario Civile per la Sicilia   G. Codronchi Argeli
romagnolo
(1896 5 apr - 18 set 1897)
 

1896

Gennaio 
le truppe italiane si ritirano da Makallè in seguito all'attacco del negus Menelik II;

Febbraio
Roma, F. Crispi propone la sostituzione del gen. O. Baratieri con il gen. A. Baldissera e spinge il primo a un'offensiva contro Menelik II;

Marzo 
, a seguito della sconfitta di Adua il ministero retto da F. Crispi si dimette. 
Scontri all'isola di Tremiti fra i coatti e la polizia: viene ucciso l'anarchico Argante Salucci.
La formazione del nuovo ministero viene affidata al gen. Cesare Ricotti.

Appena salito al governo, A. Starabba, marchese di Rudini, concede l'amnistia in favore dei condannati politici.
[Nell'amnistia vengono però dimenticate le condanne minori date dai giudici ordinari e dalle commissioni speciali, per cui molti condannati rimangono ancora al domiciiolo coatto e in carcere. Malgrado la mozione svolta alla Camera l'11 maggio successivo da A. Costa, l'amnistia completa non sarà concessa.]

Aprile


Maggio
2
, vivaci discussioni alla Camera sulla chiusura della campagna d'Africa. A. Costa chiede l'abbandono completo dell'Eritrea e la messa in stato d'accusa del "governo Crispi".
Il rifiuto di mettere in stato d'accusa il precedente governo è giustificato da A. Starabba, marchese di Rudini, col proposito di «non attizzare gli odi» e di «non rendere più vive le passioni e più aspre le recriminazioni».
Dopo pochi giorni viene iniziato il rimpatrio delle truppe.
23, su «Civiltà Cattolica», quaderno dei gesuiti, si legge:
«Come la giustizia di Dio, in pena della violenta cattività nella quale teneva il Romano Pontefice, spinse Napoleone I, fondatore di un impero contro l'ordine della Provvidenza, verso i ghiacciai della Russia, là incontrò l'inciampo della sua caduta; così la giustizia medesima, fino da dieci anni, ha spinta, senza che ne sapesse il perchè, l'Italia legale, ancor essa costituita contro quell'ordine, verso le cocenti sabbie e i dirupi dell'Eritrea, dove ha pure incontrato uno spaventoso castigo del quale non si possono ora predire le conseguenze, ma si vede essere pena esemplare della ignobile prigionia cui da oltre venticinque anni serba il Papa dento la sua Roma.
Digitus Dei est hic! Qui è il dito di Dio, quel dito che per tanti anni si è bestemmiato e deriso
».

La Triplice Alleanza viene rinnovata automaticamente in base all'articolo 14 del trattato.

Giugno
 
Luglio
11-13
, Firenze, IV Congresso nazionale del Psi (Partito Socialista Italiano): con A. Costa alla presidenza, viene espresso il desiderio che il partito possa aver al più presto un suo quotidiano;

Agosto


Settembre
Parigi, Italia e Francia firmano un accordo sulla Tunisia che conferma gli accordi del 1868 e pone fine alle tensioni tra i due Paesi.

Ottobre
26
, ad Addis Abeba, viene firmato il trattato di pace tra l'Italia e l'Etiopia.




Novembre

Dicembre
25
, Roma, diretto da L. Bissolati esce il primo numero dell' «Avanti!», quotidiano del Psi (Partito Socialista Italiano).

MEZZOGIORNO E ISOLE

Napoli, solo ora una coalizione di liberali di destra e di sinistra riesce a sconfiggere i clericali e a ridurne di molto il peso.
Viene eletto sindaco Emilio Capomazza, marchese di Campolattato.
[Il suo discorso è un coraggioso riconoscimento dell'incapacità, dimostrata dall'unità ad oggi dalla classe dirigente napoletana, di dar vita a un governo municipale serio, efficiente, stabile e chiaro nel suo indirizzo politico-amministrativo. Vi si percepisce – ironia della sorte – pure, chiaramente, il disagio e il fermento crescenti delle masse popolari e la necessità di farvi fronte con una azione amministrativa adeguata.]

Fonti:
- Giuseppe Galasso, Intervista sulla storia di Napoli, a cura di Percy Allum, Laterza 1978.







 

DOMINION OF CANADA
[Aggiunta alle altre province britanniche nel 1763, include la regione sulle due rive del fiume San Lorenzo grossolanamente delimitate da Anticosti a est e il Lago Nipissing a ovest.
Dal 7 nov 1763 la provincia (ex Canada francese) è stata divisa formalmente in tre distretti: Québec, Trois-Rivières, Montréal.
Nel 1791 la provincia è stata separata in due parti:
Basso Canada (francofoni) e Alto Canada (lealisti).
Nel 1841, con l'Act of Union sono stati nominati due primi ministri ma Canada Est e Canada Ovest continuano ad andare ognuna per la sua strada. Il sistema dura ben 25 anni (1842-67).
Nel 1867, 1° luglio, nasce ufficialmente la confederazione: Dominion of Canada.]
Governatore generale
John C. Hamilton-Gordon
marchese di Aberdeen e Temair
(1893 - 1898)
Primo ministro
Mackenzie Bowell
(1894 - 1896)
[conservatore]
Charles Tupper
(1896)
[conservatore]
Wilfrid Laurier
(1896 giu - 1911)
[liberale]
Ministro dell'Interno    
Clifford Sifton
(1896 giu - 1905)

1896
Il governo di Ottawa propone una legge che ristabilisca i privilegi delle scuole cattoliche del Manitoba, dopo la già avvenuta approvazione (1890) nella provincia del Manitoba School Act.
Al culmine della crisi sulla questione scolastica i conservatori decidono di affidare le loro sorti al 75enne Charles Tupper che da tempo ha abbandonato la politica attiva.
Divenuto primo ministro, Charles Tupper cerca di risollevare le sorti del partito proponendo una soluzione per le scuole del Manitoba.
La proposta di legge suscita opposizioni anche tra i conservatori ed è ancora all'esame del Parlamento quando la legislatura è al suo termine e vengono indette nuove elezioni per il giugno successivo.

Giugno
durante la campagna elettorale i candidati conservatori usano un doppio registro per quanto riguarda la questione delle scuole nel Manitoba:
- nel Québec si presentano come i campioni dei diritti dei cattolici,
- nel Canada anglofono fanno intendere che la proposta di legge presentata da Charles Tupper non sarà mai approvata.
I liberali hanno invece una posizione più coerente. Il loro leader Wilfrid Laurier sostiene che va cercato un compromesso con il Manitoba che salvaguardi nello stesso tempo i diritti della provincia e quelli della minoranza cattolica.
Nel Québec l'episcopato attacca duramente il Partito liberale e una pastorale collettiva dei vescovi invita i fedeli a votare solo per quei candidati che si impegneranno a rendere giustizia ai cattolici del Manitoba.
Si ha quindi una situazione paradossale in cui il cattolico Wilfrid Laurier è duramente osteggiato da vescovi e clero.
I risultati delle elezioni danno ragione alla politica prudente di Wilfrid Laurier.
Nel Canada anglofono i due partiti risultano quasi alla pari, ma nel Québec gli elettori abbandonano i conservatori dando i due terzi dei seggi al Partito Liberale.
Risulta chiaro che, nonostante l'opposizone del clero, i francocanadesi non vogliono mancare l'occasione di vedere un loro uomo alla guida del paese.
Si insedia a Ottawa il governo liberale di Wilfrid Laurier (1823 - 1917) o (1841-1919).

[Per il mondo cattolico canadese quest'anno rappresenta un momento di svolta.
In questi ultimi anni del secolo – come mostrerà lo storico Roberto Perin – fallisce il tentativo, promosso dalla parte più dinamica dell'episcopato quebecchese, di creare una chiesa nazionale che possa far pesare la sua influenza sulla scena politica. Hanno pesato su questa vicenda le divisioni tra clero francofono e clero anglofono, ma l'intervento della Santa Sede è stato senz'altro decisivo. Il Vaticano ritiene estremista il nazionalismo cattolico francocanadese e per questo motivo ha deciso di sacrificare le aspirazioni del clero quebecchese alla più generale esigenza di mantenere rapporti politici con il governo canadese.]

Novembre
Wilfrid Laurier raggiunge un compromesso con il governo del Manitoba sulla questione scolastica. L'accordo, che prevede alcune concessioni per l'istruzione religiosa e l'insegnamento del francese, suscita la fiera opposizione dell'episcopato, tanto che un gruppo di vescovi invia a Roma una delegazione per richiedere l'intervento del pontefice.
Dopo lunghe discussioni, in Vaticano prevale una linea favorevole a Wilfrid Laurier.
[Nel 1897 il Vaticano deciderà di inviare in Canada un delegato apostolico nella persona di mons. Rafael Merry del Val (1865-1930), la cui missione è ritenuta necessaria perché l'eccessiva interferenza del clero canadese in politca rende difficili i rapporti tra Roma e Ottawa.
[Da quel momento si avrà un costante declino del ruolo politico dei cattolici in Canada.]

 

 

 


QUÉBEC
Vescovo di Montréal
-

1896
-

 

 

 

ONTARIO
Primo ministro della provincia (3°)
Oliver Mowat
(1872 ott - lug 1896)
[liberale]
   

1896
-


NEW BRUNSWICK
-
-

1896
-

NOVA SCOTIA
-
-

1896
-

MANITOBA [dal 1870]
-
-

1896
-


NORTHWEST (territori) [dal 1870]
-
-

1896
dal 1892 si sta trascinando il problema di stabilire l'esatto confine con l'Alaska, ceduta dalla Russia agli Stati Uniti nel 1867;

Agosto
17
, un cercatore americano accompagnato da due indiani scopre l'oro nello Yukon sul torrente Bonanza, un affluente del fiume Klondike.


BRITISH COLUMBIA [dal 1858]
[nel 1866 ha incorporato l'Isola di Vancouver e dal 1871 fa parte della confederazione.]
Governatore della provincia
-

1896
-

 

ISOLA DEL PRINCIPE EDOARDO
[Dal 1873 fa parte della confederazione.]
Governatore della provincia
-

1896
-

 

 

TERRANOVA
Primo Ministro
William V. Whiteway
(1895 - 1897)

1896
-

 


 

UNIONE degli STATI UNITI d'AMERICA
Presidente degli Stati Uniti
S.G. Cleveland II, [24°]
(1893 4 mar - 4 mar 1897)
[Pd]
Vicepresidente
-
Segretario di Stato
[Ministro degli Esteri]
-
Ministro del Tesoro
-
Ministro della Guerra
-
Presidente della Corte Suprema
M.W. Fuller
(1888 8 ott - 4 lug 1910)

1896
Gennaio
recessione (1893-97): conseguente alla crisi agricola del 1886 e ai crack finanziari delle holdings;

Con l'avvicinarsi delle elezioni presidenziali la questione monetaria assume un rilievo sempre più prepoderante.
La richiesta di libero conio dell'argento da parte dei populisti viene appoggiata da consistenti fazioni all'interno dei due partiti principali.
Intanto i proprietari delle miniere d'argento del West, che non si preoccupano certo dell'inflazione ma solo di alzare il prezzo del loro prodotto, contribuiscono a finanziare una campagna condotta dalla National Bimetallic League.
La propaganda più efficae a favore di questa lega viene svolta dal Coin's Financial School (1894) di William H. Harvey, un semplicistico trattato politico che ricorda nelle vendite e negli effetti i successi di Common Sense di Th. Paine e del romanzo di H. Beecher Stowe, Uncle Tom's Cabin (1851-52, La capanna dello zio Tom).
[Presentando il conio libero dell'argento come una panacea, il "prof. Quattrini" (Coin) riduce una complessa questione in termini facilmente comprensibili agli agricoltori, e fa inoltre leva sulle loro tendenze paranoiche presentando la demonetizzazione dell'argento come una cospirazione da parte dei banchieri britannici e degli usurai ebrei.]

La candidatura di W.J. Bryan e l'inclusione del libero conio dell'argento nella piattaforma dei democratici mettono in serio imbarazzo i populisti i quali, dopo un angoscioso dibattito, votano a favore della candidatura W.J. Bryan ma, a dimostrare la propria indipendenza, rifiutano di sostenere il candidato democratico alla vicepresidenza, un banchiere del MAINE, e sceglie invece il fiero e combattivo Tom Watson della GEORGIA.
Anche i repubblicani favorevoli al libero conio dell'argento appoggiano W.J. Bryan, mentre un gruppo di democratici sostenitori della base aurea insiste per nominare un proprio candidato.
La campagna elettorale, la prima nel corso di una generazione in cui una questione molto netta divide i partiti, è estremamente emotiva e violenta.
Mentre W. McKinley rispetta la tradizione standosene a casa e conducendo una dignitosa campagna mediante l'apparato del partito, W.J. Bryan gira le zone rurali di tutto il paese percorrendo 30.000 km e tenendo 6000 comizi. Il risultato principale dei suoi comizi è però quello di suscitare allarme e collera fra industriali e banchieri.
I contributi di quest'ultimi consentono a Marcus Alonzo Hanna, divenuto presidente del comitato nazionale repubblicano di raccogliere fondi come mai in precedenza: una cifra (stimata fra i 3,5 e i 16 Mni di dollari) molto più alta di quella raccolta fra i democratici.


Novembre
Il giorno delle elezioni si reca alle urne un numero eccezionale di elettori, ben 2 milioni in più rispetto al 1892.

 

Elezioni presidenziali
 
voto popolare
voto elettorale
. W. McKinley (Repubblicano)
7.104.779
271
. W.J. Bryan (Dem.-Populista)
6.502.925
176

Viene eletto presidente il repubblicano W. McKinley con 352.000 voti in più del candidato populista W.J. Bryan.
W. McKinley vince con il margine più ampio dal 1872.
W.J. Bryan raccoglie i voti dell'intero Sud e di gran parte del West, ma non riesce a conquistare roiccaforti agrarie come il NORTH DAKOTA, il MINNESOTA e lo IOWA.
Fatto ancor più importante egli non vince in nessuno stato del Nordest industriale; nella Nuova Inghilterra non riesce a conquistare nemmeno una contea.
Comunque la ragione principale della sua sconfitta è che non solo gli uomini daffari ma anche i lavoratori delle città rifiutano e perfino temono, la teoria del libero conio dell'argento.

 

 

guerra ispano-americana: gli orrori dei campi di concentramento creati a Cuba sono in effetti autentici, ma il modo in cui la guerra cubana viene riportata dalla stampa scandalistica scatena fino all'eccesso l'indignazione americana.
Due quotidaini di New York, il «World» di Joseph Pulitzer e il «Journal» di William Randolph Hearts, intraprendono allora una gara per la diffusione di notizie sempre più sensazionali sulla rivolta cubana. Ignorando le crudeltà perpetrate dai ribelli, essi riempiono le proprie pagine di racconti – autentici, esagerati o sempilicemente inventati – delle atrocità spagnole.
Questi articoli sinistri e faziosi vengono divorati dal pubblico nazionalista e stimolano la richiesta di un intervento da parte americana. S.G. Cleveland però non vede al cuna ragione per farsi coinvolgere nella faccenda.
[E dello stesso parere è anche il suo successore repubblicano W. McKinley, il quale, come la maggioranza degli uomini d'affari americani, teme che una guerra possa distruggere la prosperità a cui il paese è appena tornato dopo la depressione del 1893.]


 

Da quest'anno – fino al 1915 – tutti gli stati del Sud adottano estensivamente le "primarie democratiche", l'unica consultazione elettorale davvero significativa dal momento che nel Sud esiste in pratica solo questo partito, e da esse escludono gli elettori di colore.

Caso Plessy contro Ferguson: la Corte Suprema giudica legale la norma introdotta nello stato nel 1890 – che prevede che in treno ci siano scompartimenti separati per le due razze –, stabilendo che i diritti dei viaggiatori di colore non sono violati dalla segregazione a condizione che possano fruire di un identico mezzo di trasporto.
[Criticando questa sentenza, il giudice John M. Harlan predice che essa «stimolerà l'aggressione, più o meno brutale, contro i diritti concessi ai cittadini di colore…». Ben presto ci si accorgerà che ha ragione.
L'odio razziale, alimentato dalla propaganda di quanti sostengono la supremazia della razza bianca, scatenerà una serie di violenti attacchi contro i quartieri residenziali della gente di colore.]

 

 

[Maldwyn A. Jones, Storia degli Stati Uniti, Bompiani 1984.]

 




[01] DELAWARE [dal 7 dicembre 1787] - cap. Dover
[Primo stato a ratificare la Costituzione degli Stati Uniti d'America.
Non esistono collegamenti fra chiesa e stato e una grande libertà religiosa si è affermata sin dall'inizio.]
Governatore
-

1896
-

 

[02] PENNSYLVANIA [dal 12 dicembre 1787] - cap. Harrisburg
[Non esistono collegamenti fra chiesa e stato e una grande libertà religiosa si è affermata sin dall'inizio.]
Governatore
-

1896
-

 

[03] NEW JERSEY [dal 18 dicembre 1787] - cap. Trenton
[Non esistono collegamenti fra chiesa e stato e una grande libertà religiosa si è affermata sin dall'inizio.]
Governatore
-

1896
-

 

[04] - [04] GEORGIA [dal 2 gennaio 1788] - cap. Atlanta
[Già ammesso nell'Unione nel 1780 ma ratificato solo il 2 gennaio 1788.
Riammesso al Congresso il 30 marzo 1870.]
Governatore
-
-

1896
-




[05] CONNECTICUT [dal 4 gennaio 1788] - cap. Hartford
Governatore
-

1896
-

[06] MASSACHUSETTS [dal 6 febbraio 1788] - cap. Boston
Governatore
-

1896
-



[07] MARYLAND [dal 28 aprile 1788] - cap. Annapolis
Governatore
-

1896
-

 



 






[08] - [01] SOUTH CAROLINA [dal 23 maggio 1788] - cap. Columbia
Governatore
-
-

1896
-


[09] NEW HAMPSHIRE [dal 21 giugno 1788] - cap. Concord
Governatore
-

1896
-

 





[10] - [08] VIRGINIA [dal 26 giugno 1788] - cap. Richmond
[Riammesso al Congresso il 30 marzo 1870]
Governatore
-
-

1896
-

 





[11] NEW YORK [dal 26 luglio 1788] - cap. Albany
[L'anglicanesimo è la religione di stato in quattro contee.]
Governatore
-

1896
-

 

[12] - [09] NORTH CAROLINA [dal 29 maggio 1789] - cap. Raleigh
[Tratto di terre immediatamente a sud della Virginia, attorno allo stretto di Albemarle.]
Governatore
-
-

1896
-

[13] RHODE ISLAND [dal 29 maggio 1790] - cap. Providence
Governatore
-

1896
-


[14] VERMONT [dal 4 marzo 1791] - cap. Montpelier
Governatore
-

1896
-


[15] KENTUCKY [dal 1° giugno 1792] - cap. Frankfort
Governatore
-
-

1896
-



[16] - [10] TENNESSEE [dal 1° giugno 1796] - cap. Nashville
[Riammesso all'Unione dall'aprile 1866.]
Governatore
-
-

1896
-




[17] OHIO [dal 1° marzo 1803] - cap. Columbus
Governatore
-
-

1896
-

[18] - [05] LOUISIANA [dal 30 aprile 1812] - cap. Baton Rouge
- 1819, Trattato Adams-Onís: stabilisce il confine con il MESSICO spagnolo: va dal fiume Sabine, nel TEXAS orientale, fino al 42° parallelo (futuro confine settentrionale della CALIFORNIA) e da quel punto, verso ovest, fino al Pacifico.
Governatore
-
-

1896
-

 


[19] INDIANA [dal 11 dicembre 1816] - cap. Indianapolis
Governatore
-
-

1896
-

[20] - [06] MISSISSIPPI [dal 10 dicembre 1817] cap. Jackson
[Riammesso al Congresso il 30 marzo 1870]
Governatore
-
-

1896
-


[21] ILLINOIS [dal 3 dicembre 1818] - cap. Springfield
-
Governatore
-
-

1896
-

Chicago, durante la convenzione dei democratici, i sostenitori dell'argento del Sud e del West, che hanno lavorato sistematicamente per strappare il potere a S.G. Cleveland e ai conservatori dell'Est, si ritengono abbastanza forti per imporre una piattaforma che in pratica ripudia la politica di S.G. Cleveland e si dichiara a favore del conio libero e illimitato dell'argento sulla base del vecchio rapporto di 16 a 1.
Nel dibattito sulla piattaforma, W.J. Bryan tiene il celebre discorso della "croce d'oro", in cui riaffiorano le idee di Th. Jefferson sul valore e sull'importanza primaria dell'agricoltore nell'ambito della società e in cui si fa portavoce del contenuto risentimento dell'America rurale nei confronti del modo in cui un governo dominato dai ricchi ne ha sempre ignorato le aspirazioni.
Il suo attacco alla base aurea si conclude con queste parole:
«Non lasceremo cingere di spine la fronte di chi lavora, non permetteremo la crocifissione dell'umanità su una croce d'oro".
L'appassionata oratoria di W.J. Bryan elettrizza la convenzione democratica, lo rende il leader indiscusso dei sostenitori dell'argento e gli assicura la candidatura a presidente.
[A 36 anni W.J. Bryan è l'uomo più giovane che sia mai stato candidato da uno dei partiti maggiori alla presidenza.]

[22] ALABAMA [dal 14 dicembre 1819] - cap. Montgomery
[Dal 18 ottobre 1867 sotto la sovranità degli Stati Uniti.]
Governatore
-

1868
-

 

 




[23] MAINE [dal 15 marzo 1820] - cap. Augusta
-
Governatore
-
-

1896
-

[24] MISSOURI [dal 10 agosto 1821] - cap. Jefferson City
Governatore
-
-

1896
-

Giugno
St. Louis, la convenzione dei repubblicani è dominata dai sostenitori della base aurea e la piattaforma elettorale, oltre alla conferma degli alti dazi protezionistici, richiede inequivocabilmente il mantenimento della base aurea.
Di conseguenza, un certo numero di repubblicani del West sostenitori dell'argento lascia il partito, che candida a presidente William McKinley, autore del McKinley Tariff Act – che è già stato eletto in entrambe le camere e ha ottenuto per tre volte la carica di governatore dell'OHIO.
La scelta è dovuta anche alle manovre di corridoio del suo amico e protettore Marcus Alonzo Hanna, un ricco industriale e boss politico di Cleveland.


[25] - [11] ARKANSAS [dal 15 giugno 1836] - cap. Little Rock
Governatore
-
-

1896
-

 


[26] MICHIGAN [dal 26 gennaio 1837] - cap. Lansing
Governatore
-
-

1896
-


[27] - [03] FLORIDA [dal 3 marzo 1845] - cap. Tallahassee
Tra il 1810 al 1813 gli Stati Uniti hanno inglobato la maggior parte della Florida occidentale, la scia costiera che corre da New Orleans a Mobile, ma una buona parte della colonia, unitamente a tutta la Florida orientale, cioè la penisola, resta ancora sotto il dominio spagnolo.
Nel 1819, con il Trattato Adams-Onís è stata completamente ceduta agli Stati Uniti dalla Spagna.
Nel 1868 è rientrata a far parte dell'Unione.]
Governatore
-
-

1896
-


[28] - [07] TEXAS [dal 29 dicembre 1845] - cap. Austin
Governatore
-
-

1896
-

 


[-] Territorio del NEW MEXICO [dal 1846]
Governatore
-
-

1896
-

 


[29] IOWA [dal 28 dicembre 1846] - cap. Des Moines
Governatore
-
-

1896
-

 


[30] WISCONSIN [dal 29 maggio 1848] - cap. Madison
Governatore
-
-

1896
-

 


[31] CALIFORNIA [dal 9 settembre 1850] - cap. Sacramento
Governatore
-

1896
-

 


[32] MINNESOTA [dall'11 maggio 1858] cap. Saint Paul
Governatore
-
-

1896
Gennaio
-

 

 


[33] OREGON [dal 14 febbraio 1859] - cap. Salem
- 1845, alla fine dell'anno i 5000 coloni americani dell'Oregon organizzano un governo provvisorio e chiedono la fine del regime di occupazione comune e l'esclusiva giurisdizione americana.
- 1848, diventa territorio autonomo.
Governatore
-
-

1896
-

 


[34] KANSAS [dal 28 gennaio 1861] - cap. Topeka
Governatore
-
-

1888
Gennaio
-

 

 


[35] WEST VIRGINIA [dal 19 giugno 1863] - cap. Charleston
Governatore
-
-

1896
Gennaio
-

 

 


[36] NEVADA [dal 31 ottobre 1864] - cap. Carson City
[Il 2 marzo 1861 il suo territorio era stato separato da quello dell'UTAH.]
Governatore
-

1896
-

 


[37] NEBRASKA [dal 1° marzo 1867] - cap. Lincoln
Governatore
-
-

1896
-

 


[38] COLORADO [dal 1° agosto 1876] - cap. Denver
[Territorio autonomo dal 28 febbraio 1861.]
Governatore
-

1896
-

 


[39] NORTH DAKOTA [dal 2 novembre 1889] - cap. Bismarck
Governatore
-
-

1896
-

 


[40] SOUTH DAKOTA [dal 2 novembre 1889] - cap. Pierre
Governatore
-
-

1896
-

 


[41] MONTANA [dall'8 novembre 1889] - cap. Helena
[cap.li: fino al 1865 Bannack, fino al 1875 Virginia City.]
Governatore
-
-

1896
-

 


[42] WASHINGTON [dall'11 novembre 1889] - cap. Olympia
Governatore
-
-

1896
-

 


[-] Territorio dell'OKLAHOMA [dal 2 maggio 1890]
Governatore
-
-

1896
-


[43] IDAHO [dal 3 luglio 1890] - cap. Boise
[Territorio autonomo dal 24 marzo 1863 con cap. Boise.
Inizialmente, fino al 7 dicembre 1864, la capitale era Lexinton.]
Governatore
-
-

1896
-

 


[44] WYOMING [dal 10 luglio 1890] - cap. Cheyenne
Governatore
-
-

1896
-

 


[45] UTAH
[Territoro annesso nel 1850.
Dal 2 marzo 1861 si è staccato il Territorio del NEVADA.]
Governatore
-
-

1896
Gennaio
4
, entra a far parte dell'Unione.

 


a





1896
GRANDI ANTILLE
- Presidente della repubblica
?
(?-?)
guerra grande (1868-78): prima guerra d'indipendenza cubana;
guerra pequeña (1879-80);

1884
seconda guerra d'indipendenza cubana (1895-98).
muore anche A. Maceco, un altro membro del Partido de la revolución cubana;
la guerra viene condotta dagli spagnoli con forze ingenti e con metodi spietati e moderni di deportazione e di concentramento delle popolazioni, cui i patrioti oppongono una estenuante guerriglia;

Il governo spagnolo istituisce una serie campi di concentramento destinati a privare la guerriglia cubana dell'appoggio della popolazione civile.
A causa però di un'amministrazione incompetente e di un inadegauto regime sanitario vi muoiono moltissime persone.


Haiti
-
?
(?-?)
1896
-
- Presidente della repubblica
?
(?-?)
1896
-
- Governatore
?
(?-?)
[colonia britannica dal 1866]
1896
-


1896
STATI UNITI del MESSICO
(repubblica federale)
- Presidente della repubblica federale
José Porfirio Diaz
(1884 - 1911) II
[autoritarismo paternalistico]
1896
protagonista della guerra della reforma, ma al tempo stesso consapevole dell'impossibilità di rinunciare all'appoggio delle gerarchie terriere ed ecclesiastiche, tende ad imporre un regime stabile che restituisca al Messico una facciata di credibilità tale da attirare gli investimenti esteri;


1896
GUATEMALA
[formalmente indipendente dal 1847]
- Capo del governo
-
1896
-


1896

Repubblica dell'America centrale
(1894-98)

-
?
(?-?)
1896
-
El Salvador
1896
-
Honduras
1896
-
Nicaragua
1896
-



1896
COSTA RICA
[il paese è indipendente dal 1821]
- Presidente
T. Guardia
(1870 - ?)
1896
l'economia è basata in netta prevalenza sulla coltura del caffè e nel corso del secolo XIX, mentre si assiste ad una sistematica penetrazione di capitali inglesi e nordamericani, si forma pure una ristretta élite, socialmente e politicamente dominante, legata all'esportazione di questo prodotto;







1896
- Presidente
?
(? - ?)
1896
la forte espansione verso gli Stati Uniti e l'Inghilterra fa aumentare il potere economico dei gruppi oligarchici e contribuisce all'instaurazione di un regime politico fortemente accentrato, in grado di salvaguardare gli interessi economici e di ristabilire l'influenza delle gerarchie ecclesiastiche;


1896
- Presidente della repubblica
A. Guzmán Blanco
(1870 - 1888)
[dispotismo illuminato]
1896
-

1896
República del Ecuador
Presidente della repubblica
-
 
1896
si alternano dittature conservatrici (J.J. Flores, G. García Moreno) e di dittature liberali (V. Rocafuerte, E. Alfaro) e da crescenti ingerenze dell'esercito, formato all'origine da elementi venezuelani;



1896
BOLIVIA
Presidente della repubblica
?
(1825-?)
 
1896
l'evoluzione storica della regione è caratterizzata dall'instabilità politica, sociale ed economica, conseguenza della lotta tra le contrapposte oligarchie dell'altopiano minerario e del Chaco agricolo e delle tensioni sociali che percorrono il paese (agitazioni contadine e scioperi dei minatori);


1896
PERU'
[Repubblica indipendente dal 1827]
- Presidente della repubblica
N. Pierola
(1895 - 1919)
[partito "democratico" ("rivoluzione democratica")]
1896
-


1896
CILE
-
-
 
1896
fine della repubblica presidenziale e restaurazione del predomino oligarchico (1891-1925)


1896
GUYANE
[dal 1816 divise nelle tre colonie]
 dal 1816 divise nelle tre colonie:
Guyana Britannica (inglese)
1896
-
Suriname (olandese)
1896
-
Guyane Française (francese)
1896
già sede di una colonia penitenziaria e poi, dal 1852, di un bagno penale (fino al 1945);


1896
- Presidente provvisorio della repubblica
Prudente de Morais
(1895 - ?)
1896
insurrezione contadina dei canudos di Bahia (1896-97);


1896
Presidente della repubblica
?
(1874 - 1904)
[partito dei colorados]
 
1896
mentre cresce la dipendenza del paese dalle aree commerciali più solide (Argentina e Brasile) sorgono pure aspri conflitti fra il partito dei colorados laico e liberale, salito ora al potere, e quello degli azules, conservatore;



1896
- Presidente della repubblica
J.A. Roca
(1880 - 1886)
 
1896
Buenos Aires, nel 1891 è sorta l'Unión Civica radical come espressione della piccola borghesia urbana e rurale di recente formazione;






1896
Presidente della repubblica
?
(? - ?)
[partito colorado]
 
1896
Montevideo,





1896
CINA
Tz'u-Hsi [Tz'u-Hsi]

(Dinastia Manciù)

ex concubina Jehonala;
1861-1908, imperatrice della Cina;

1896
Pechino,

Rivolta dei boxers

l'associazione [secondo alcuni fondata addirittura nel XIII secolo], in cui confluiscono gli affiliati di altre Società segrete: "Loto bianco", "Paralumi rossi", "Velo della campana d'oro", "Pugni di fiori di susino" ecc., prende poi il nome di "Gruppo del diritto e dell'unità";

 




a

 




1895
(periodo Mejji: 1868-1912)
Giappone

Mutsuhito

(? - ?)
1868-1912, imperatore del Giappone;

- Primo ministro
Ito Hirobumi
(1885 -?)
- Ministro degli esteri
Okuma Shigenobu
(1887 - ?)

1895
dopo le prime elezioni del 1890, nelle quali il Partito liberale ha guadagnato il maggior numero di seggi nella camera dei deputati (oltre alla quale esiste anche la camera dei pari), il governo è ancora formato dai vecchi leader della "restaurazione Meiji" i quali per lo più provengono dai quattro han più potenti.

a

 




1896
Villa Cisneros
[protettorato spagnolo dal 1884.]
-
-
1896
-


1896
Marocco
-
-
1896
-


1896
Algeria
[dal 1848 parte integrante del territorio nazionale francese, organizzata in tre dipartimenti d'oltremare.]
-
?
(?-?)
1896
-


1896
Tunisia
[con il trattato del Bardo del 1881, perfezionato nel 1883 con il trattato della Marsa, la Francia è riuscita a imporvi il suo protettorato.
Il bey conserva formalmente le sue prerogative.]
- Bey  
1896
-



1896
EGITTO
[parte dell'Impero Ottomano]
[dal 1882 il paese è stato privato dagli inglesi di ogni autonomia di fatto, ma senza modifica del suo statuto giuridico, se non per la cessazione automatica del tributo alla Porta;
nel 1884 si è dotato di una costituzione col gradimento inglese.]
'Abbas Hilmi II
(Alessandria 1874 - Ginevra 1944)
figlio di Muhammad Tawfiq pascià;
1892-1914, khedivè d'Egitto;
salito al trono alla morte del padre mantiene un atteggiamento ostile agli inglesi che nel 1882 hanno occupato l'Egitto;
- Alto Commissario
E. Baring
(1883 - 1907)
1896
Lentamente e faticosamente l'economia comincia a riprendere e negli ultimi anni Novanta i bilanci iniziano a mostrare esigue eccedenze.


1896
Sudan
[capitale Khartum]
Il chedivè d'Egitto Muhammad Alì e suo figlio Ismail, tra il 1820 e il 1822, conquistano l'Alta Nubia, il Kordofan e il Sennar, realizzando la prima unificazione politica del paese.
Nel 1840 la dominazione egiziana viene consolidata a est con l'annessione di Kassala e nel 1846 con l'annessione di Suakin sul mar Rosso.]
   

1896
-

 


1896
Mauritania
[protettorato francese su su Trarza dal 1858.]
-
-
1896
-


1896
Guinea-Bissau
[colonia autonoma portoghese dal 1879.]
   
1896
vengono ora regolati i suoi confini (rettilinei e artificiosi di evidente origine coloniale) con l'Africa Occidentale Francese;



1896
Africa Occidentale Francese
(AOF – 1895-1958)

[possedimenti retti, dal 1895, da un governatore generale, dipendente dal ministero delle colonie, in forma accentuatamente centralizzata]

- Governatore generale
?
(? -?)
Senegal [sotto controllo francese dal 1817, sottomesso e pacificato dal 1865.]

1896
Settembre
Voulet invade la capitale e la rade al suolo;
Il re dei Mossi dell'Alto Volta, Mogho Naba, fugge;

Dicembre

Voulet prende possesso di Ougadougou e insedia solennemente al potere il collaborazionista Mahmadou, in seguito alla morte di Naba Masi, primo re "fantoccio" francese.
Mogho Naba, viene "detronizzato" e ha inizio una grande guerra di resistenza che coinvolge molte tribù, mentre la popolazione di Ougadougu deve subire il terrore imposto dai francesi.
[Nella capitale, il commercio è molto più fiorente ora di quanto lo sarà tra sessant'anni, dopo la concessione dell' "indipendenza" da parte del gen. De Gaulle.]

 

Sudan francese o Alto Niger [possedimento francese creato nel 1882 su gran parte del territorio dell'antico impero africano del Mali; colonia dal 1892.]
1896
1893-96, la popolazione di Timbuctu impegna Archinard in una lunga guerra;
1893-98, i Tuareg di Timbuctu oppongono resistenza al dominio francese;
Guinea Francese [protettorato francese dal 1889 e colonia francese dal 1891.]
1896
-
Costa d'Avorio [colonia francese dal 1893.]
1896
-






1896
Niger
Rabah
(? - ?)
1870-1900, re;
[regno costituito nel Bahirmi, nel Kanem-Bornu e in parte del Ciad – capitale Dikoa]
forma nella capitale un fiorente mercato di schiavi;


1896
la lotta ingaggiata contro il re apre la via alla colonizzazione francese ora preparata da un accordo franco-britannico relativo all'area nigeriana (linea Say-Maroua)
[si concluderà nel 1920].

 




1896
[colonia inglese dal 1808.]
- Governatore
?
(?-?)
1896
-


1896
[ex Monrovia, è una repubblica indipendente dal 1847, con una costituzione modellata su quella statunitense ma con il predominio dell'elemento nero-americano su quello autoctono;
nel 1857 al paese si è unita l'ex colonia formatasi a capo delle Palme nel 1833.]
-
-
1896
1891-98, John Payne Jackson, cittadino della Liberia, lancia, sulle pagine del periodico «Lagos Weekly Record», lo slogan «L'Africa agli Africani».



1896
Costa d'Oro
[Ghana]
[dal 1874 colonia della Corona inglese con gli Ashanti come popolo "indipendente" (finché non saranno piegati).]
-
-
1896
-


1896
Lagos
[dal 1861 colonia della Corona britannica.]
-
-
1896
-

1896
Togo
[protettorato tedesco dal 1884, confermato dalla conferenza di Berlino nel 1885.]
1896
-

1896
Dahomey
[protettorato francese dal 1883 e colonia dal 1894.]
-
-
1896
-


1896
Nigeria
-
-

1896
dal 1888 il governo britannico ha delimitato le sfere di interesse con la Francia (linea Say-Maroua) nella regione degli Oil Rivers (riconosciuti protettorato inglese dall'assemblea di Berlino del 1865) trasferendo i diritti della RNCO (Royal Niger Company) alla corona.




1896
[regione in parte colonizzata dai francesi nel 1889 con la fondazione del centro di Bangui.]
- -

1896
Il leader socialista francese, Jean Jaurès, richiede che sia il voto della nazione ad approvare il bilancio preventivo di Ubangi per la "missione" imperialistica di conquista transafricana di Marchand. La votazine è unanime.

La regione viene colonizzata dai francesi che completano l'opera con la spedizione di Marchand (1896-98).



1896
Camerun
Njoya
-
(? - ?)
1883-1933, re dei bantu;


1896
la popolazione Ewando insorge, ma la sua resistenza viene stroncata dalle truppe di von Kamptz che usano armi fabbricate dalla Krupp.
I tedeschi, temendo nuove insurrezioni, fortificano Yaoundé e si servono di Samba per reclutare nuovi soldati per le Schutztruppen.

 




1896
[colonia di Ntamo, nucleo della futura BrazzaVille ;
nel 1888 ha assorbito il Gabon.]
Commissario generale
1896
-


1896
[il territorio dello Zaire, già sede (ancor prima dell'arrivo dei portoghesi) di importanti regni autoctoni quali quello del Congo, di Kuba, Luba, Lunda, nel 1880 è stato posto sotto il controllo dell'Associazione internazionale per il Congo, promossa da Leopoldo II re del Belgio; la conferenza internazionale di Berlino (1884-85) per la spartizione delle sfere d'influenza europee in Africa ha convalidato il fatto compiuto e istituito questo nuovo stato affidandone la sovranità allo stesso re Leopoldo II che da quel momento la esercita a titolo personale.]

Leopoldo II

Albero genealogico

1885-1908, sovrano dello Stato Indipendente del Congo;
[sovranità esercitata a titolo personale.]
1896
mediante lo sfruttamento estremo della manodopera locale, nel possedimento sono costruite infrastrutture di base, create le prime piantagioni ed iniziata la prospezione dei giacimenti minerari;
Katanga [regione sudorientale, annessa militarmente dai belgi nel 1891 sotto l'egida della Compagnie du Katanga istituita da re Leopoldo II.]
1896
-





1896
Eritrea
[colonia italiana dal 1° gennaio 1890, con il fiume Mareb come confine con l'Etiopia.]
-
-
1896
-


1896
Impero di Etiopia
Menelik II
(Ancober, Scioà 1844 - Addis Abeba 1913)
figlio del re dello Scioà Hayla Malakot;
1855-68, è praticamente prigioniero nel forte di Magdala, da cui fugge solo alla morte dell'imperatore Teodoro II;
proclamatosi re dello Scioà, contende la successione imperiale a Giovanni IV, re del Tigré, riuscendo a farsi riconoscere una specie di influenza prioritaria nella parte meridionale dell'impero e il diritto di successione al trono imperiale alla morte di Giovanni IV;
1889-1913, imperatore di Etiopia;

1896
Marzo
, dopo la denuncia nel 1893 del trattato di Uccialli con l'Italia, riesce ad arginare la conseguente offensiva militare italiana infliggendo al corpo di spedizione del gen. O. Baratieri una dura sconfitta ad Adua.
Secondo una stima, l'Italia perde nella battaglia 4500 uomini; 1300 sono fatti prigionieri.

[Per gli importanti effetti avuti sugli europei, la sconfitta è paragonabile a quella subita nel Natal nel 1879 ad opera di Cetywayo.]

Ottobre
26
, Addis Abeba, viene firmato il trattato di pace tra l'Italia e l'Etiopia.




1896
SOMALIA
Costa francese dei Somali
protettorato francese dal 1884, vi è stato costruito nel 1888 il porto di Gibuti;
[situato in territorio dancalo e non propriamente somalo]
1896
-
Somalia Britannica
protettorato inglese dal 1884 con l'occupazione di Zeila, Berbera e Bulhar (in pratica la costa settentrionale del territorio, possesso egiziano 1840-84) a opera della Compagnia inglese delle Indie orientali;
1896
-
Somalia italiana
1896
attraverso i trattati di protettorato con i sultanati di Obbia e di Migiurtinia (Somalia settentrionale) dal 1889 è iniziata la penetrazione italiana estesasi dal 1892 con l'acquisto in affitto dal sultano di Zanzibar dei porti del Benadir (Brava, Merca, Mogadiscio e Uarsceik) attribuiti in amministrazione alla società privata V. Filonardi;

1896
[protettorato britannico dal 1894 mentre continua la resistenza opposta da Muanga re del Buganda anche con tentativi insurrezionali.]
- Governatore
cap. Lugard
(1890 - ?)

1896
-

 



1896
Kenya
(nome ufficiale solo dal 1920)
[il litorale keniota è protettorato inglese dal 1895.]
-
-

1896
I Mazrui, discendenti a Mombasa delle antiche famiglie nobili di Zanj, si ribellano agli inglesi che impiegano truppe indiane per domare la rivolta.
Gli inglesi creano una comunità indiana che deve svolgere le funzioni di gruppo "cuscinetto" contro gli africani.
[Una politica analoga viene seguita nell'Uganda e successivamente nel Tanganica.]





1896
Africa Orientale Tedesca
(Deutsch-Ost-Afrika)
Ruanda-Urundi
-
-
1896
le incessanti lotte dei baHutu, contro il predominio della minoranza tutsi (watutsi o vatussi) (la stirpe dei sovrani mwami) favoriscono l'instaurazione del dominio coloniale tedesco sul Burundi, che con il contiguo regno del Ruanda viene costituito in territorio del Ruanda-Urundi.
Tanganica [protettorato tedesco già dal 1884/85 e formalmente colonia tedesca dal 1890, dal 1891 il territorio è passato sotto la diretta sovranità della Germania]
-
-

1896
i Chagga, sotto la guida del capotribù Meli, si ribellano ai tedeschi.
Ai ribelli si uniscono la popolazione tabora e i Nyamwesi, il cui capo, Siki, viene assassinato.

Agosto
il leader socialdemocratico tedesco August Bebel, accusa Karl Peters di atrocità e di omicidio e quest'ultimo perde la propria carica nel Servizio Coloniale.
[Pur tuttavia, nel 1907 Karl Peters sarà reintegato dal Kaiser e nel 1914 gli sarà assicurata la pensione.]

1896-98, Liebert sferra una "guerra totale" contro Mkwawa (si "suiciderà", dopo due anni di resistenza).

 



1896
[dal 1890 l'isola (assieme all'isola di Pemba) è diventata protettorato della Gran Bretagna che vi induce l'afflusso di indo-pakistani.]
-
-

1896
Giugno
18
, trattato di protezione: in seguito a questo trattato il sultano di Zanzibar è costretto a cedere il controllo delle coste alla British East Africa (Compagnia Britannica dell'Africa Orientale) e a pagare un'indennità.

Luglio
, Mombasa e Zanzibar diventano protettorati britannici e Fort Jesus è trasformato in prigione per i ribelli africani.

 


1896
Africa del Sud-Ovest
[protettorato tedesco dal 1884.]
-

1896
-




1896
?
-
-

1896
Gennaio
,"Jameson raid": i boeri non si lasciano sopraffare e il vecchio gen. Joubert infligge una meritata sconfitta agli invasori;
l'imperatore tedesco Guglielmo II si felicita con S. Kruger [Oom Paul], presidente del Transvaal, per la mantenuta indipendenza;
il conflitto anglo-boero si inserisce quindi nella rivalità tra Germania e Gran Bretagna;


Nonostante la sconfitta subita nel 1893, i Matabele si ribellano una seconda volta unitamente ai Mashona, quando gli inglesi si impadroniscono delle loro terre ricche di pascoli e di miniere e deportano gli uomini più giovani per sfruttarli come mandopera a basso salario.

Marzo
l'esercito inglese riceve l'ordine «di sparare indiscriminatamente sugli indigeni».

Maggio
C.J. Rhodes riceve rinforzi dal fondatore dei Giovani Esploratori, Baden-Powell.

Agosto

Somabulane e altri capi sono costretti ad arrendersi in seguito ai massacri e ai saccheggi compiuti dagli inglesi.




1896
British Central Africa
[protettorato britannico dal 1891, l'ex territorio Malawi ha assunto il nome attuale dal 1893]
-
-
1896
-

1896
Mozambico
-
-

1896
il Portogallo ha completato nel 1891 la conquista delle regioni interne senza tuttavia riuscire a pacificarle;



1896
Regno del Madagascar
(Imérina)
[protettorato francese dal 1895]
Ranavalona III
-
(† ?)
1883-96, regina del Madagascar;

1896
Agosto
6
, il paese viene annesso alla Francia ma l'impianto dell'amministrazione coloniale, opera del governatore Gallieni (1896-1905), non riesce a stroncare del tutto la resistenza indigena;

La Francia porta a termine la sanguinosa conquista del Madagascar dopo aver piegato una strenua resistenza.

 


1896
Repubblica del Transvaal
[dal 1856]
[territorio dal Vaal al Limpopo - capitale: Pretoria]
Presidente
S.J.P. Kruger [Oom Paul]
(1883 - 1900)
1896
[nel 1884 è stato istituito il protettorato della Beciuania.]
Pretoria, il presidente risponde con pari rigidità all'atteggiamento britannico, schiacciando le minoranze non boere e ostacolando in ogni modo le iniziative economiche inglesi nella zona;

1896
Natal
[colonia autonoma dal 1893]
 
Governatore
?
(? - ?)
1896
-

1896
Stato Libero d'Orange
[territorio dall'Orange al Vaal - capitale: Bloemfontein]
[stato indipendente creato nel 1836 da coloni olandesi provenienti da Città del Capo;
dal 1848 è occupato dalle truppe britanniche che hanno spostato il centro amministrativo a Bloemfontein;
nel 1854, vista l'impossibilità di controllare militarmente l'immenso territorio, gli inglesi si sono ritirati.]
Presidente
-

1896
-

 


1896
[L'insediamento degli inglesi, divenuto definitivo dal 1814, ha formato un'oligarchia amministrativo-commerciale anglosassone nel Sud;
1834-39, grande trek (spostamento di massa dei coloni boeri verso le regioni dell'interno: Orange e Transvaal.]
Governatore
?
(? - ?)

1896
-



Botswana [la regione a nord del fiume Malopo, protettorato inglese dal 1885, viene organizzata come riserva indigena mentre la parte meridionale (British Bechuanaland) è colonia che nel 1895 è stata annessa alla Colonia del Capo.]

1896
-



 
1896
Sudafrica
[L'insediamento degli inglesi, divenuto definitivo dal 1814, ha formato un'oligarchia amministrativo-commerciale anglosassone nel Sud; 1834-39, grande trek (spostamento di massa dei coloni boeri verso le regioni dell'interno: Orange e Transvaal.]

1896
1890-1910, triplica la popolazione urbana del Sudafrica.


Capo

1896
-

 





1896
Persia
Nasir al-Din Scià
(1831-1896, assassinato)
figlio di Muhammad Scià, della dinastia Qagiar;
1848-96, scià di Persia;
1896
viene assassinato da un discepolo di Gamal al-Din al Afgani.

Nonostante gli occasionali atti di crudeltà, è stato in linea di massima un sovrano umano, ma le inclinazioni liberali e riformiste, ispirategli dal visir Mirza Taqi Khan, non sono durate e lungo. Suo grande successo è stato garantire la sicurezza all'impero. Vi è stato qualche tentativo di modernizzazione, come la pavimentazine delle strade e il telegrafo elettrico (installato dalla Compagnia dei Telegrafi indo-europea, che agisce per conto del governo britannico dall'India per servire i suoi interessi imperiali).
Alla Dar al-Funun di Teheran si insegnano scienza e tecnologia in base alle metodologie moderne, e si è assistito a una modesta crescita nella pubblicazione di giornali e libri. In generale, tuttavia, i sistemi amministrativi, educativi e giudiziari (che applicano sia il diritto islamico che il diritto consuetudinario preislamico) sono a livelli medievali.
Egli si è dilettato a viaggiare per l'Europa, pur vietando alla classe elevata persiana di far studiare i propri figli all'estero, nel timore che potessero venire contagiati dalle idee occidentali.
Per proteggere il trono ha mantenuto un numero consistente di forze armate che, sebbene mal pagate corrotte e inefficienti, erano dispendiose.
Poiché crescita e sviluppo economico erano scarsi e limitati i proventi della vendita delle cariche governative, le entrate dello stato sono state minime. Lo scià è quindi ricorso alle garanzie di concessione agli interessi stranieri [vedi 1873].
Negli ultimi anni di regno, in buona parte a causa della sua volontà di ipotecare in questo modo le risorse della nazione, lo scià ha perso popolarità mentre inizia ad emergere un movimento liberale riformista.
[Peter Mansfield, A History of the Middle East, 1991.]
Muzaffar al-Din
(? - ?)
figlio di Nasir al-Din Scià, della dinastia Qagiar;
1896-1907, scià di Persia;
debole e sofferente, e ancor più prodigo del padre;
1896
il movimento riformista recupera le proprie forze;
un nuovo leader riformista è Malkom Khan, ambasciatore persiano a Londra, che indice una campagna contro il capo dei ministri dello scià. Una volta deposto, fonda il giornale «Qanun» (Diritto) in cui si richiedono un codice fisso di leggi e un parlamento.
Seppure bandito in Persia, il giornale ha ampia circolazione nel paese.



 



Alessandri Rodríguez, Jorge (Santiago del Cile, 19 maggio 1896 – Santiago del Cile, 31 agosto 1986) politico cileno;
[Figlio del presidente cileno Arturo Alessandri Palma, liberale.]
Presidente della Repubblica Cilena (1958-64).

Backe, Herbert (Batumi, Georgia 1896–Norimberga 1947, suicida) politico tedesco.

Balbo, Italo (Quartesana, Ferrara 6 giugno 1896 – Tobruch, in Libia 28 giugno 1940, abbattuto per errore dalla contraerea italiana) repubblicano, militare, irredentista, giornalista e politico italiano.

Berger, Gottlob (Gerstetten, Wurttemberg 1896-1975) militare tedesco.

Berve, Helmut (Breslavia 1896-Hechendorf 1979) storico tedesco dell'antichità,allievo di W. Otto
L'impero di Alessandro su base prosopografica (1926, in 2 voll.)
Storia greca (1931-33, in 2 voll.)
1934-43, la sua produzione è un tipico esempio di deformazione della realtà storica in adesione all'ideologia nazista
Farse formatrici dell'antichità (1949)
La signoria di Agatocle (1953)
Dione (1956)
La tirannide presso i greci (1967, in due voll.).

Bruni, Gerardo [o Giraldo] (Ocosce, frazione di Cascia, Perugia 30 giugno 1896 – Roma, 10 dicembre 1975) bibliotecario e politico italiano.

Clark, Mark Wayne (Madison Barracks, New York 1896-Charleston, Carolina del Sud 1984) militare statunitense;
1942, comandante delle truppe americane in Inghilterra, si accorda ad Algeri con esponenti della resistenza francese ed ha un posto di primo piano nel successo dello sbarco delle forze anglo-americane nell'Africa del Nord (novembre); capo della V armata statunitense in Tunisia e in Italia, la guida negli sbarchi in Sicilia, Salerno e Anzio;
1943, novembre, ha il comando delle forze alleate in Italia, sostituendo il maresciallo inglese H. Alexander;
1945, 2 maggio, riceve la resa incondizionata delle truppe tedesche in Italia;
1952-53, comandante delle truppe dell'ONU in Corea
V armata americana (1950, memorie sulla seconda guerra mondiale). 

Duclos, Jacques (Louey, Alti Pirenei 1896-Parigi 1975) politico francese;
1919, fonda con H. Barbusse e P. Vaillant-Couturier la radicale "Association républicaine des anciens combattans" (1919);
1921, aderisce al Partito comunista francese;
1931, segretario dell'ufficio politico;
1935, membro del comitato esecutivo della Terza internazionale;
1934-36, uno dei principali esponenti del fronte popolare;
1940, processato in contumacia e condannato a cinque anni per la sua opposizione alla guerra, dirige la lotta clandestina durante l'occupazione nazista; 
1944, agosto, si segnala nell'insurrezione di Parigi;
1956, subentrato a M. Thorez come segretario generale del PCF dissente circa le valutazioni del XX congresso del Partito comunista dell'URSS sulla personalità di Stalin;
Deputato in varie legislature (1926-32, 1936-39, 1945-58) viene eletto senatore nel 1959.

Gottwald, Klement (Dedice, Moravia 23 nov 1896-Praga 14 mar 1953) politico cecoslovacco;
1912, membro del partito socialdemocratico;
1921, entra nel Partito comunista cecoslovacco dedicandosi al giornalismo;
1929, ne diventa segretario generale;
1934-36, è dirigente a Mosca dell'Internazionale comunista;
1939, quando i tedeschi invadono la Cecoslovacchia viene chiamato a Mosca da dove contribuisce a dirigere la resistenza nel suo paese;
1945, presidente del partito, diventa vicepresidente del consiglio nel governo presieduto dal socialdemocratico Z. Fierlinger;
1946, maggio, assume la direzione del governo dopo aver vinto le elezioni;
1948, 25 febbraio, assume il potere con un colpo di stato escludendo i partiti borghesi dal governo; giugno, eletto presidente della repubblica in sostituzione di E. Beneš, imposta una politica di stretta osservanza stalinista.

Jaross, Andor (1896-1946, giustiziato) politico ungherese.

Koch, Erich (Elberfeld nel Rihneland 1896-1986) politico tedesco.

Lohse, Hinrich (Muehlenbarbek, Schleswig-Holstein 1896–1964) incaricato del Reich per gli Stati Baltici e la Russia Bianca durante l'occupazione tedesca.

Lupis, Giuseppe (Ragusa, 28 marzo 1896 – 19 ottobre 1979) politico italiano, esponente del PSDI (Partito Socialista Democratico Italiano);
giornalista;
durante il Fascismo va esule negli Stati Uniti a New York insieme al futuro Presidente della Repubblica, il socialdemocratico Giuseppe Saragat, dove è direttore del «Mondo» di New York;
1947 2 febbraio-13 maggio, sottosegretario agli Affari Esteri (III "governo De Gasperi");
1948, eletto deputato (I Legislatura);
1953, rieletto deputato (II Legislatura);
1955 21 gennaio-30 aprile 1956, presidente della Federazione Nazionale Stampa Italiana;
1958, rieletto deputato (III Legislatura);
luglio-gennaio 1959, sottosegretario agli Affari Esteri (II "governo Fanfani");
1962 febbraio-maggio 1963, sottosegretario agli Affari Esteri (IV "governo Fanfani");
1963, rieletto deputato (IV Legislatura);
dicembre-giugno 1964, sottosegretario agli Affari Esteri (I "governo Moro");
1964 luglio-gennaio 1966, sottosegretario agli Affari Esteri (II "governo Moro");
1966 febbraio-giugno 1968, sottosegretario agli Affari Esteri (III "governo Moro");
1968, rieletto deputato (V Legislatura);
dicembre-luglio 1969, ministro della Marina Mercantile (I "governo Rumor");
1970 27 marzo - 6 luglio, ministro del Turismo e Spettacolo (III "governo Rumor");
agosto-gennaio 1972, ministro senza portafoglio con delega a capo della delegazione all'ONU ("governo Colombo");
1972, rieletto deputato (VI Legislatura);
giugno-giugno 1973, ministro della Marina Mercantile (I (II "governo Andreotti");
1973 luglio-marzo 1974, ministro senza portafoglio con delega a capo della delegazione all'ONU (IV "governo Rumor");
1974 14 marzo-3 ottobre, ministro senza portafoglio con delega per i Beni culturali e l'Ambiente (V "governo Rumor");
1976, rieletto deputato (VII Legislatura);

Miraglia, Accursio (Sciacca 2 gennaio 1896-1947, assassinato) sindacalista siciliano.


Morghen, Raffaello (Roma 1896-?) storico italiano del medioevo, allievo di P. Fedele ed E. Buonaiuti; alla sua scuola si sono formati alcuni fra i maggiori esponenti della medievalistica italiana contemporanea
Il tramonto della potenza sveva in Italia (1936)
1938, docente universitario e membro dell'Accademia dei Lincei
Gregorio VII (1942)
1951, presidente dell'Istituto storico italiano per il medioevo
Medioevo cristiano (1951)
Civiltà medioevale al tramonto (1971).

Mosley, Oswald Ernald (Londra 1896) politico inglese;
1918, deputato conservatore;
1922-24, indipendente;
1924, aderisce al Partito laburista;
1929, ha un incarico nel governo MacDonald;
1931, convinto dell'incapacità delle forze politiche  tradizionali di affrontare i problemi posti dalla depressione economica, fonda il "Nuovo partito", che dalla sinistra si sposta sempre più su posizioni apertamente corporativisti che;
1932, lo sostituisce con una nuova formazione l' "Unione fascista britannica" che negli anni seguenti tenta senza successo di inserirsi nello schieramento politico inglese;
1939, ammiratore di B. Mussolini, all'inizio della seconda guerra mondiale è internato fino al 1943; nel dopoguerra dopo alcuni tentativi di rilanciare il suo movimento rinuncia alla vita politica attiva.

Nagy, Imre (Kaposvár 1896-Budapest 1958, giustiziato) politico ungherese.

Pala, Giovanni (Terralba, Sassari 12 agosto 1896 – Genova 16 maggio 1988) politico italiano.

Pertini, Alessandro (Stella, Savona 1896-Roma 1990) politico italiano.

Ponti, Giovanni (Venezia, 19 gennaio 1896 – Padova, 28 dicembre 1961) politico italiano, esponente della Democrazia cristiana;
insegnante di lingue classiche di Liceo;
1919, aderisce al Partito Popolare Italiano (1919-1926);
1920-23, eletto consigliere comunale e assessore con Giunta del sindaco Giordano;
dirigente partigiano del CLN di Venezia e del Veneto, durante la lotta di Liberazione, viene arrestato, torturato e condannato a morte a Padova;
rimane in carcere fino a pochi giorni della fine della guerra;
[Decorato con medaglia di bronzo al Valor Militare.]
1945, è nominato dal CLN sindaco di Venezia e regge l’incarico fino alle elezioni;
1946, viene eletto consigliere per la Dc, partito che ha contribuito a fondare, che in questa occasione passa in minoranza;
commissario straordinario della Biennale di Venezia (1946-54);
1947-55, primo Procuratore di San Marco;
Commissario Regionale Veneto dell'ASCI (Associazione Scouts Cattolici Italiani);
1948, eletto deputato (I Legislatura);
1951, è rieletto sindaco ma rinuncia per problemi di salute;
1953, eletto senatore (II Legislatura);
1954 febbraio-giugno 1955, ministro senza portafoglio per lo Spettacolo, turismo e sport ("governo Scelba");
1961, 28 dicembre, muore a Padova, città in cui si era recato per sottoporsi a un intervento chirurgico.

Ricci, Renato (Carrara, Massa Carrara 1° giugno 1896 - Roma 22 gennaio 1956) politico italiano, iscritto al Pnf (Partito nazionale fascista).

Rokossovskij, Konstantin Konstantinovic (Varsavia 1896-Mosca 1968) militare sovietico, uno dei comandanti più capaci dell'esercito sovietico; figlio di un ferroviere;
1917, novembre, giovane tenente dell'esercito zarista;
1918, passato al servizio dei rossi, aderisce al Partito e partecipa alla prima guerra mondiale; aderì alla rivoluzione bolscevica e prende parte alle operazioni militari nella Siberia Orientale che portano alla sconfitta delle forze controrivoluzionarie;
1919, è alla testa di una grande unità;
1937, comanda il settore di Leningrado; arrestato e torturato dall'NKVD, viene poi inviato in un campo di concentramento da dove viene liberato soltanto alla vigilia del conflitto russo-tedesco, nella primavera del 1941;
il suo referente politico, di cui controfirma gli ordini, è il generale N.A. Bulganin, futuro maresciallo e uomo di fiducia di Stalin;
1941, autunno, comanda la XVI armata che dà un contributo decisivo alla difesa di Mosca;
1941-42, inverno, è alla testa del fronte (gruppo d'armate) del Don nella Vittoriosa offensiva di Stalingrado;
1943, comanda il fronte centrale nella battaglia di Kursk con il grado di maresciallo;
1944, comanda il primo fronte bielorusso che nella grande offensiva estiva raggiunge la vistola dinanzi a Varsavia;
1945, dirige il secondo fronte bielorusso nelle operazioni che portano all'occupazione della Prussia orientale, di Danzica e di Stettino;
1949, dopo aver preso la cittadinanza polacca, è nominato ministro della difesa a Varsavia e comandante in capo dell'esercito polacco;
1956, l'avvento al potere di W. Gomulka determina il suo rientro in Unione sovietica dove è primo viceministro della difesa;
1962, ispettore generale delle forze armate.

Shen Yeh-p'ing o Mao Tun [Mao Dun] (Tunghian 1896-Pechino 1981) scrittore e politico cinese; dopo gli studi universitari partecipò attivamente al movimento del 4 maggio e fondò, assieme a un gruppo di altri scrittori, la "Società per lo studio della letteratura";
Una donna 
Bachi primaverili
1930, è tra i fondatori della "Lega degli scrittori cinesi di sinistra", presieduta da Lu Hsün il cui manifesto programmatico sostiene la necessità di creare un'arte proletaria
Eclissi (1930, trilogia:
- Delusione
- Ondeggiamenti
- Inseguimento
)
Mezzanotte (193, descrive il collasso dell'economia cinese e la corruzione degli ambienti industriali di Shanghai)
1937, allo scoppio della guerra con il Giappone, ripara a Hong Kong dove dirige la rivista «Wen-i chen-ti» (Fronte artistico)
1949, in seguito alla costituzione della Repubblica popolare cinese rientra in patria e assume la carica di ministro della cultura, che manterrà fino all'epoca della rivoluzione culturale (1965-68) in cui è costretto a dare le dimissioni; 
Disillusione (1987, apparso in Italia).

Simonini, Alberto (Villa Ospizio, Reggio Emilia 19 febbraio 1896 – 6 luglio 1960) politico italiano, esponente del PSDI (Partito Socialista democratico italiano);
[Figlio di Augusto (manovale della stazione ferroviaria) e di Faustina Gallinari (contadina).]

Uborevic, Geremia (1896-?) militare sovietico;
1917, è sottotenente;
1918, passato ai rossi, si distingue come comandante di divisione, in occasione della guerra civile, finendo poi alla testa di un corpo di tiratori scelti;
1925, comanda gl Okrug del Nord Caucaso;
1928, comanda gli Okrug di Mosca;
1931, comanda gli Okrug della Bielorussia;
1937, 29 maggio, mentre assiste ad una conferenza a Minsk viene convocato urgentemente a Mosca. Alla stazione viene arrestato.

Zdanov, Andrej Aleksandrovic (Mariupol, Ucraina 1896-presso Mosca 1948) politico sovietico; da cui "zdaNovismo" (regime di soffocante intervento politico nel campo culturale);
1927-37, segretario del comitato regionale del partito comunista di M. Gor'kij;
1934, entra a far parte della segreteria del PCUS e assume un ruolo di grande rilievo nel gruppo dirigente sovietico durante le grandi epurazioni staliniane;
1939, diviene membro dell'ufficio politico;
1940-45, nel corso della seconda guerra mondiale organizza e dirige, come segretario del comitato di Leningrado, la resistenza della città assediata dai tedeschi;
1945, nominato presidente del soviet supremo, è il principale collaboratore di Stalin; particolarmente impegnato nella direzione politica dei  vari settori dell'attività culturale, condanna la maggior parte delle voci più significative della letteratura russa del Novecento, cercando nel contempo di sradicare ogni influenza straniera, specie occidentale, sulla cultura sovietica.

Zukov, Georgij KonstantiNovic (Strelkovka, Kaluga 1896-Mosca 1974) militare sovietico; operaio, fu uno dei nuovi quadri militari formatisi nell'Armata rossa durante la guerra civile, nel corso della quale fu comandante di cavalleria;
1937, esperto in mezzi corazzati, è comandante di divisione in Manciuria;
1939, è messo a capo di tutte le forze sovietiche in questa regione, sottoposta alla pressione dei giapponesi che egli riesce a respingere;
1939-40, durante la guerra con la Finlandia è capo di stato maggiore del generale S.K. Timošenko e riceve poi il comando della regione di Kijev;
1941, giugno, capo di stato maggiore generale, al momento dell'aggressione tedesca, si dimostra uno dei più validi comandanti sovietici e diventa il più stretto collaboratore militare di Stalin; dopo aver organizzato le prime difese di Leningrado assediata, guida la resistenza e la controffensiva davanti a Mosca;
1942-43, coordina le operazioni che portano alla Vittoria di Stalingrado e alla liberazione di Leningrado;
1943-44, coordina le operazioni che respingono i tedeschi fuori dall'URSS; al comando del I fronte bielorusso partecipa all'offensiva contro la Germania e alla conquista di Berlino;
1945, 8/9 maggio, è uno dei quattro comandanti alleati che ricevono la resa tedesca; divenuto inviso a Stalin per la sua grande popolarità, nel dopoguerra viene emarginato in incarichi periferici;
1953, dopo la morte di Stalin egli e nominato viceministro della difesa e garantisce l'appoggio delle forze armate al nuovo gruppo dirigente contro il capo della polizia segreta L.P. Berija;
1955, ministro della difesa;
1958, membro del praesidium del PCUS; collabora con N.S. Chrušcëv alla sconfitta del cosiddetto "gruppo antipartito";
1957, ottobre, viene allontanato da tutti gli incarichi sotto l'accusa di "culto della personalità" e di voler indebolire il ruolo del partito all'interno delle forze armate;
Memorie e battaglie (1969).

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I guerra italo-etiopica

«segue da 1895»
1896
Gennaio
7
, il grosso delle forze etiopiche investe Macallè (Mekele) e attacca il forte situato sulla collina di Enda Jesus che è stato abbandonato dal gen. G. Arimondi (ritiratosi ad Adigrat) ed è difeso solo da circa 1200 uomini sotto il comando del magg. G. Galliano che oppone un'accanita resistenza;
22, Macallè capitola e il negus Menelik II continua ad avanzare verso nord concentrando le sue truppe vicino ad Adua;
Febbraio
29
, il gen. O. Baratieri, che intenderebbe ripiegare, di fronte alle resistenze dei generali da lui consultati in un consiglio di guerra e alla pressione del presidente del consiglio F. Crispi, decide un'offensiva e avanza verso Adua;
Marzo
, battaglia di Adua:
15.000 italiani (tra bianchi, ascari e bande indigene) comandati dai generali Albertone, Arimondi, Ellena e Dabormida, si scontrano con i 120.000 etiopi di Menelik II: è una disfatta.
Perdite
gen.li Arimondi e Dabormida;
- 270 ufficiali italiani,
- 4.000 soldati italiani,
- 2.000 indigeni del Corpo di Operazioni Italiano;
Prigionieri:
1.900, cso il gen. Albertone;
ai ca 400 ascari catturati Menelik II fa amputare la mano destra e il piede sinistro;
mentre 56 cannoni restano in mano abissina, ciò che rimane dell'esercito del gen. O. Baratieri si ritira a Addi Caieh;
5, le violente manifestazioni italiane provocate dalla disfatta costringono F. Crispi a dimettersi;
il successore A. Starabba,
marchese di Rudini, inizia subito trattative di pace, mentre le operazioni militari continuano sotto il comando del gen. A. Baldissera, padovano;
Aprile
2-3
, rafforzato il corpo di spedizione (40.000 uomini) le truppe italiane, al comando del col. Stevani liberano il presidio di Kassala.
Maggio
4
, Adigrat, dove è bloccato il battaglione Prestinari, viene liberata dall'assedio nemico;
Ottobre
26
, si conclude la pace di Addis Abeba: Kassala e Adigrat sono abbandonate e le truppe italiane si ritirano entro i confini della colonia Eritrea:
il trattato di pace tra Italia ed Etiopia, firmato da Cesare Nerazzini, fa giustizia dell'interpretazione di F. Crispi dell'art. 17 del trattato di Uccialli e riconosce la piena indipendenza etiopica;
Fine (inizio 1882)

Deputazione
di storia patria

«segue da 1890»
1896, è creata una nuova deputazione in Umbria, all'inizio coordinata dall'Istituto storico italiano fondato nel 1883;
«segue 1934»

«Il Secolo»

«segue da 1895»
1896, Milano, assume la direzione C. Romussi, già caporedattore, uno dei principali esponenti del radicalismo lombardo;
«segue 1899»

«La Riforma»

«segue da 1878»
1896, 4 agosto, cessa le pubblicazioni, con la scomparsa dello statista siciliano dalla scena politica, dopo la sconfitta di Adua.

«L'Unione»

«segue da 1895»
1896, Milano, dal 1894 esce questo giornale cattolico fondato dall'arcivescovo della città, card. A.C. Ferrari;
[che poi diventerà «L'Italia»]
«segue 1897»

«Avanti!»
[organo del Psi]

1896, Roma, 25 dicembre, esce il primo numero di questo giornale socialista, che riprende il nome di una antecedente pubblicazione (1881) di A. Costa e rispecchia l'influenza esercitata sul socialismo europeo dalla socialdemocrazia tedesca con il proprio quotidiano omonimo «Vorwarts!», appunto.
Direttore: L. Bissolati;
«segue 1903»

«Il Marzocco»

1896, A. Orvieto fonda a Firenze questo periodico culturale italiano diretto fino al 1900 da E. Corradini che gli imprime un indirizzo nazionalistico in politica ed estetizzante in letteratura; VI collaborano:
- A. Conti
- U. Ojetti
- G. D'Annunzio
- L- Pirandello
…significativi gli articoli di E. Morasso che sostengono l'inutilità della democrazia parlamentare e incitano la borghesia italiana a controbattere l'offensiva proletaria del Partito socialista; la rivista soffierà sul fuoco dell'interventismo, attaccando B. Croce e i neutralisti.

«L'Avvenire»

1896, Bologna, viene fondato questo quotidiano cattolico da G. Grosoli e G. Acquaderni, diretto agli inizi da F. Crispolti;
«segue 1902»

 

 

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