©

Il Viandante

in rete dal 1996


Se ti siamo stati utili effettua una

Nuova Ricerca

Papa Pio VII
(1800-23)

cardinali:
Guidobbono Cavalchini Francesco [nipote di Gian Carlo] (1755-1828) (dal 1818).

Gesuiti»

«segue da 1814»
1820,
Processo Regoli: Modena, don Giovanni Battista Rossettini (1777-?) convinto di avere la missione di riformare e rinnovare la Chiesa, innanzitutto scoprendone e denunziandone i nemici, è rafforzato da questa convinzione da una religiosa di Reggio, Maria Piazza, superiora del locale convento delle Serve di Maria che ritiene di avere particolari doni mistici.
don G.B. Rossettini, spinto da suor M. Piazza, muove così una serie di accuse al gesuita p. Giovanni Regoli e ad una delle Serve di Maria, suor Agostina Castagnedoli, 21enne.
Le imputazioni si muovono su due linee parallele:
- rapporti immorali tra suor Agostina e il gesuita;
- collaborazione dei due alla locale loggia massonica, anche con la redazione di speciali documenti a favore di questa.
Mentre i superiori della Compagnia stanno a guardare come la cosa finirà, suor Agostina, dopo molte pressoni fisiche e morali (mesi di segregazione, privazione dei sacramenti, ispezioni fisiche sul corpo, alla ricerca di documenti nascosti), finisce per rispondere affermativamente a tutte le domande minuziose, dettagliate, veristiche, che don G.B. Rossettini le rivolge e che le rivelano un mondo che non conosce e non immagina nemmeno.
Segue il processo dell'Inquisizione.
«segue 1821»

«Amicizia cattolica»

«segue da 1819»
1820, nata con lo scopo principale di diffondere gratuitamente "buoni libri", dopo Torino e Rovereto, si propaga anche a Roma;
«segue da 1822»

Teatini
(Teate = Chieti)

«segue da 1641»
1820, padre Gioacchino Ventura, entrato nell'ordine, è spettatore della rivoluzione del 1820 a Napoli, dove difende arditamente la Chiesa contro la politica volteriana dei rivoluzionari;
«segue 1848»

«Annali patri»

1820-30, Pietroburgo: esce, con periodicità mensile, la prima serie di questa rivista culturale russa;
«segue 1839»

Processo Regoli

1820 ca,

«London Magazine»
(1820-29)

1820, Londra si allinea agli scozzesi con questo nuovo periodico;
tra i collaboratori:
. De Quincey,
. Hazlitt,
. Lamb.

«Literarisches Wochenblatt»
(1820-98)

1820, l'editore F.A. Brochhaus lancia questo settimanale.
«segue 1898»

ANNO 1820






1820
Deutscher Bund*
(Confederazione Germanica)
1815 8 giugno - 23 agosto 1866
[Unione, con vincoli assai blandi,
di trentacinque stati sovrani.]
 
Impero d'Austria (escluse le regioni polacche o ungheresi)
Francesco I (Firenze 1768-Vienna 1835)
figlio di Leopoldo II e di Maria Luisa di Borbone infanta di Spagna;
1792-1806, imperatore del Sacro Romano Impero (Francesco II);
1804-35, imperatore d'Austria;
- Cancelliere:
- Ministro degli Esteri: principe di Metternich-Winneburg (1809-48);
1814-15, congresso di Vienna: la perdita dei Paesi Bassi viene compensata dalla creazione del Regno del Lombardo Veneto e dall'acquisto del Salisburghese e del Tirolo;
1820
-

Albero genealogico
 
Regno di Prussia (escluse le terre polacche)
Federico Guglielmo III (Potsdam 1770-Berlino 1840)
figlio di Federico Guglielmo II e di Federica Luisa di Assia-Darmstadt;
1797-1840, re di Prussia;
1814-15, congresso di Vienna: ottiene cospicui ingrandimenti territoriali nelle regioni renane;
1820
-
Albero genealogico
 
Regno di Baviera
Maximilian I Joseph (Schwetzingen, Mannheim 1756 - Schloss Nymphenburg, München 1825)
figlio del principe palatino Friedrich Michael e di Maria Franziska von Sulzbach, sua cugina;
1795-1799, duca di Pfalz-Zweibrücken,
1799-1805, conte palatino di Zweibrücken-Birkenfeld-Bischweiler,
principe elettore di Baviera [Maximilian IV Joseph]
1805-1825, conte palatino del Reno, duca di Baviera, re di Baviera [Maximilian I Joseph]
1814-15, congresso di Vienna: riesce a salvare buona parte di ciò che ha ottenuto da Napoleone I. Rimane re di Baviera e continua a dominare la Franconia e la Svevia. Deve invece restituire il Tirolo all'imperatore d'Austria.
1820
accontentando l'opposizione, guidata dal principe ereditario Ludwig, nel 1818 ha concesso (molto tempo prima delle altre regioni tedesche) la costituzione.
Albero genealogico
 
Regno di Hannover
vedi Gran Bretagna IRLANDA e Hannover  
 
Regno di Sassonia
Federico Augusto I (Dresda 1750-1827)
figlio di Federico Cristiano e di Antonietta di Baviera;
1763-1806, principe elettore di Sassonia (Federico Augusto III il Giusto)
1806-13, re di Sassonia;
1807-13, duca di Varsavia;
1815-27, re di Sassonia;
1814-15, congresso di Vienna:è costretto a cedere alla Prussia un terzo dei territori tedeschi e alla Russia il ducato di Varsavia;
1820
-
Albero genealogico
 
Regno di Württemberg 
Wilhelm I (Lübben 1781 - Schloß Rosenstein 1864)
figlio del re Friedrich I e della duchessa Auguste von Braunschweig-Wolfenbüttel;
1803-1805, principe elettore di Württemberg;
1816-1864, re di Württemberg;
1820
-
Albero genealogico
 
In tutto 35 stati sovrani compresi i seguenti:
Elettorato
Elettorato di Assia-Kassel
Wilhelm I (Kassel 1743 - Kassel 1821)
figlio del langravio Friedrich II e della p.ssa Mary di Great Britain, Ireland e Hannover;
1803-06 + 1813-21, principe elettore di Hessen;
1820
-
Albero genealogico
 
Granducati
Granducato di Assia
Ludwig I (Prenzlau 1753 - Darmstadt 1830)
figlio del langravio Ludwig IX e della pfgfn Karoline von Zweibrücken-Birkenfeld;
1790-1806, langravio di Hesse-Darmstadt;
1806-16, granduca di Hesse [Ludwig X];
1816-30, granduca di Hessen und bei Rhein;
1820
-
Albero genealogico
 
Granducato di Baden
Ludwig I (Karlsruhe 1763 - Karlsruhe 1830)
figlio del granduca Karl Friedrich e della ldgvne Karoline di Hesse-Darmstadt;
1818-30, granduca di Baden;
1820
-
Albero genealogico
 
Granducato di Lussemburgo
Willelm I (The Hague 1772 - Berlin 1843)
figlio del principe Willelm v di Nassau-Dietz e della p.ssa Wilhelmine di Prussia;
1815-40, re dei Paesi Bassi e granduca di Lussemburgo;
1820
-
Albero genealogico
 
Granducato di Meclemburgo-Schwerin
Friedrich Franz I (Schwerin 1756 - Ludwigslust 1837)
figlio di Ludwig di Grabow e della p.ssa Charlotte di Saxe-Coburg-Saalfeld;
1785-1815, duca di Mecklenburg-Schering;
1815-37, granduca di Mecklenburg-Schwerin
1820
-
Albero genealogico
 
Granducato di Meclemburgo-Strelitz
Georg (Hannover 1779 - Schweizerhaus, vicino Neustrelitz 1860)
figlio del granduca Karl II e della langravina Friederike von Hessen-Darmstadt;
1816-60, granduca di Mecklenburg-Strelitz;
1820
-
Albero genealogico
 
Granducato di Sassonia-Weimar-Eisenach

Karl August (Weimar 1757 - Graditz 1828)
figlio del duca Ernst August II e della d.ssa Anna Amalie von Braunschweig-Wolfenbüttel;
1758-1815, duca di Sassonia-Weimar-Eisenach; 1815-28, granduca di Sassonia-Weimar-Eisenach (creato il 21.4.1815);
1820
-

Albero genealogico
 
Ducati
Ducato di Braunschweig

Karl III (Braunschweig 1804 - Ginevra 1873)
figlio del duca Friedrich Wilhelm e della p.ssa Marie von Baden;
1815-30, duca di Braunschweig;
1820
-

Albero genealogico
 
Ducato di Holstein-Sonderburg-Beck
Wilhelm (Lindenau, vicino Königsberg 1785 - Gottorp 1831)
figlio del duca Friedrich e della c.ssa Friederike von Schlieben;
1816-25, duca di Holstein-Sonderburg-Beck;
1820
-
Albero genealogico
 
Ducato di Lauenburg
Ducato di Limburgo
Ducato di Nassau
Wilhelm (Kirchheimbolanden 1792 - Kissingen 1839)
figlio del duca Friedrich Wilhelm von Nassau-Usingen e della c.ssa Luise/Isabelle zu Sayn-Hachenburg;
1816-39, duca di Nassau;
1820
-
Albero genealogico
 
Ducato di Oldenburg
Wilhelm (Eutin 1754 - castello di Plön 1823)
figlio del duca Friedrich August di Holstein-Gottorp e della langravina Ulrika Friederike Wilhelmine di Hesse-Kassel;
1785-1810, duca di Oldenburg;
[disabile mentale dal 1785, il ducato è amministrato dal cugino Pietro]
1814-23, duca di Oldenburg;
1820
-
Albero genealogico
 
Ducato di Sassonia-Coburgo-Saalfeld
Ernst I (Coburg 1784 - Gotha 1844)
figlio del duca Franz e della c.ssa Auguste Reuss zu Ebersdorf;
1806-26, duca di Sassonia-Coburgo-Saalfeld;
1820
-
Albero genealogico
 
Ducato di Sassonia-Gotha-Altenburg
Friedrich IV (Gotha 1774 - Gotha 1825)
figlio del duca Ernst II e della p.ssa Luise Charlotte von Sachsen-Meiningen;
1804-25, duca di Sassonia-Altenburg;
1820
-
Albero genealogico
 
Ducato di Sassonia-Hildburghausen
Friedrich (Hildburghausen 1763 - Jagdhaus Hummelshain vicino Altenburg 1834)
figlio del duca Ernst Friedrich III e della p.ssa Ernestine von Sachsen-Weimar-Eisenach;
1780-1826, duca di Sassonia-Hildburghausen;
1820
-
Albero genealogico
 
Ducato di Sassonia-Meiningen
Bernhard II (Meiningen 1800 - Meiningen 1882)
figlio del duca Georg I e della p.ssa Luise Eleonore zu Hohenlohe-Langenburg;
1803-66, duca di Sassonia-Meiningen;
1820
-
Albero genealogico
 
Principati
Principato di Assia-Homburg
Friedrich V (Homburg 1748 - Homburg 1820)
figlio del principe Friedrich IV e della c.ssa Ulrike Luise zu Solms-Braunfels;
1751-1820, principe di Assia-Homburg;
1820
-
Albero genealogico
 
Friedrich VI (Homburg 1769 - Homburg 1829)
figlio del principe Friedrich V e della langravina Karoline von Hessen-Darmstadt;
1820-29, principe di Assia-Homburg;
1820
-
Albero genealogico
 
Principato di Hohenzollern-Hechingen

Friedrich (Namur 1776 - Schloß Lindich 1838)
figlio del Reichsfürst Hermann e della p.ssa Maximiliane de Gavre;
1810-38, principe di Hohenzollern-Hechingen;
1820
-


Albero genealogico
 
Principato di Hohenzollern-Sigmaringen
Anton Alois (Sigmaringen 1762 - Sigmaringen 1831)
figlio del principe Karl Friedrich e della c.ssa Johanna von Hohenzollern-Berg;
1785-1831, principe di Hohenzollern-Sigmaringen;
1820
-
Albero genealogico
 
Principato di Liechtenstein
Johann I (Wien 1760 - Wien 1836)
figlio del principe Franz Joseph I e della c.ssa Marie Leopoldine von Sternberg;
1805-36, principe von und zu Liechtenstein;
1820
-
Albero genealogico
 
Principato di Lippe
Leopold II (Detmold 1796 - Detmold 1851)
figlio del principe Leopold I e della p.ssa Pauline Christine von Anhalt-Bernburg;
1809-51, principe di Lippe-Detmol;
1820
-
Albero genealogico
 
Principato di Reuss-Greiz
Heinrich XIX (Offenbach 1790 - Greiz 1836)
figlio del principe Heinrich XIII e della p.ssa Luise Pss von Nassau-Weilburg;
1817-36, principe di Reuss-Greiz;
1820
-
Albero genealogico
 
Principato di Reuss-Schleiz
Heinrich LXII (Schleiz 1785 - Gera 1854)
figlio del conte Heinrich XLII e della p.ssa Karoline Henriette zu Hohenlohe-Kirchberg;
1818-54, principe di Reuss-Schleiz;
1820
-
Albero genealogico
 
Principato Schaumburg-Lippe
Georg (Bückeburg 1784 - Bückeburg 1860)
figlio del conte Philipp II e della langravina Juliane von Hessen-Philippsthal;
1806-60, principe di Schaumburg-Lippe;
1820
-
Albero genealogico
 
Principato di Schwarzburg-Rudolstadt
Friedrich Günther I (Rudolstadt 1793 - Schloss Heidecksburg 1867)
figlio del principe Ludwig Friedrich II e della ldgvne Karoline di Hesse-Homburg;
1807-67, principe di Schwarzburg-Rudolstadt;
1820
-
Albero genealogico
 
Principato di Schwarzburg-Sondershausen
Günther Friedrich Karl I (Sondershausen 1760 - Schloss an der Possen, vicino a Sondershausen 1837)
figlio del principe Christian Günther III e della p.ssa Charlotte Wilhelmine di Anhalt-Bernburg;
1794-35, principe di Schwarzburg-Sondershausen;
1820
-
Albero genealogico
 
Principato di Waldeck e Pyrmont
Georg Friedrich Heinrich (Weil 1789 - Arolsen 1845)
figlio del principe Georg e della p.ssa Auguste von Schwarzburg-Sondershausen;
1813-45, principe di Waldeck e Pyrmont;
1820
-
Albero genealogico
 
Città libere e anseatiche
Francoforte sul Meno
Brema
Amburgo
Lubecca
*Bund in tedesco significa tanto confederazione quanto federazione.
[Fino al 1847 costituirà poco più di una cassa di risonanza, in Germania, della politica del cancelliere austriaco principe di Metternich-Winneburg.]



 


1820
REGNO di POLONIA
(Regno del Congresso)
[capitale Varsavia]
 
 
1820
-


1820
Repubblica di Cracovia
 
 
1820
-


1820
PROVINCE ILLIRICHE
[1814-1822]

[entità amministrativa rimasta tale anche nonostante le proteste dell'Ungheria]

SLOVENIA
1820
-
ISTRIA
1820
-
CROAZIA [a sud della Sava]
1820
-
DALMAZIA [strappata agli Absburgo nel 1808.]
1820
-





1820
Albero genealogico
(Srednja Dobrinja 1780 - Topcider, Belgrado 1860)
di origine contadina;
1815-39, 1858-60, principe di Serbia;
1820
-


1820
-




1820
IMPERO OTTOMANO

Mahmud II

Albero genealogico

(Istanbul, 20 luglio 1785 – Istanbul, 1 luglio 1839)
figlio del sultano Abdul Hamid I e di una francese,
fratello di Mustafa IV;
1808-39, XXX sultano;


1820
si ribella in Albania il pascià di Giannina, 'Alì di Tepelena, mentre insorgono anche i greci;





1820
RUSSIA
Alessandro I Romanov
Albero genealogico

(Pietroburgo 1777 - Taganrog 1825)
figlio di Paolo I e di Maria Fëdorovna;
1801-25, zar di Russia;




Ministro degli Esteri
K.V. Nessel'rode
(1816 - 1856)
1820
-

Granducato di Finlandia
[relativamente autonomo]
- dal 1809, in seguito alla pace di Tilsit e al trattato di Fredrikshamn;
1820
-





1820
REGNO di FRANCIA
Louis XVIII

Louis-Stanislas-Xavier (Versailles 1755-Parigi 1824)
fratello minore di Louis XVI;
1755-1795, conte di Provenza (Louis-Stanislas-Xavier);
1793-95, reggente del delfino;
1795-1814, re di Francia [autoproclamato];
1814 [6 apr - 19 mar 1815] -1824, re di Francia;

Camera dei Pari
[Carta del 1814]
Ch.-H. Dambray
(1815 12 ott - 12 dic 1829)
Camera dei deputati dei dipartimenti
[Carta del 1814]
A.-S. Ravez
(1818 11 dic - 5 nov 1827)
I deputati sono eletti per 5 anni e la Camera è rinnovata ogni quinquennio.
 
Primo ministro
É. Decazes
(1819 19 nov - 17 feb 1820, dim.)
[liberale]
A.-E. de Vignerot du Plessis
duca di Richelieu
II
(21 feb - 12 dic 1821)
[costituzionale]
Affari Esteri
É.-D. Pasquier
barone
(1819 19 nov - 14 dic 1821)
Interno
É. Decazes
conte
(1818 29 dic - 20 feb 1820)
J. J. Siméon
conte
(20 feb - 14 dic 1821)
Pubblica Istruzione
Facente funzioni di Président de la commission de l'Instruction publique
(sotto l'autorità del ministro dell'Interno)
George Cuvier

(13 set - 1° nov 1820)
Facente funzioni di
Président du Conseil royal de l'Instruction publique

George Cuvier
(1° nov - 20 dic)
Président du Conseil royal de l'Instruction publique
J.-J- de Corbière
conte
(21 dic - 31 lug 1821)
Guardasigilli
P.-F.-H. de Serre
(1818 29 dic - 14 dic 1821)
Finanze
A. Roy
(1819 19 nov - 14 dic 1821)
Guerra
M.-V.-N. de Fay
marchese di La Tour-Maubourg
(1819 19 nov - 14 dic 1821)
Marina e Colonie
P.-B. Portal d'Albarèdes
barone Portal
(1818 29 dic - 14 dic 1821)
Senza Portafoglio  

J.-J- de Corbière
conte
(21 dic - 14 dic 1821)
visconte
J.-H.-J. Lainé
(21 dic - 14 dic 1821)
J.-B. de Villèle
conte
(21 dic - 14 dic 1821)
 
1820
Febbraio
13
, Charles Ferdinand, duca di Berry – figlio di Carlo di Borbone fratello di Luigi XVIII – viene assassinato;
il primo ministro É. Decazes viene, addirittura, accusato di complicità con il clamoroso delitto politico;
17, a questo punto Carlo di Borbone impone le dimissioni del governo, moderatamente liberale, che il primo ministro accetta;
[In premio É. Decazes viene nominato duca e ambasciatore a Londra.]
20, Luigi XVIII si sposta sulle posizioni della destra e riaffidando a A.-E. de Vignerot du Plessis, duca di Richelieu, il mandato per un "II governo Richelieu";

La stabilità del nuovo governo, tuttavia, non è assicurata, sinché la Camera dei deputati è controllata dalla maggioranza liberale.
Luigi XVIII
chiede, quindi, al nuovo primo ministro di ottenere una nuova maggioranza e questi prende ad eseguire la missione affidatagli.
I liberali alla Camera costituiscono una netta maggioranza. Ma reagiscono debolmente, condizionati dalla generale indignazione seguita all'assassinio del duca di Berry. E dalla coscienza che la Francia è ancora una nazione a sovranità limitata l'unica garanzia dalle ingerenze straniere è rappresentata da Luigi XVIII. Ciò secondo i termini del protocollo (abbastanza) segreto di Aquisgrana e come appena dimostrato dal caso J.-J. Dessolles - abate Grégoire. Dal che consegue che i liberali potrebbero governare unicamente d'accordo con il re, mai contro.

Marzo
il primo minsitro sa profittare di questa debolezza, imponendo sin d'ora alla Camera l'approvazione delle leggi che ristabiliscono la censura, con tanto di autorizzazione preventiva. Contestualmente vengono aumentati i poteri di polizia e ridotte le libertà personali. Simili provvedimenti consentono al governo di procedere contro i giornali radicali e liberali, chiudendoli d'autorità o svenandoli con processi e vari interventi di autorità.
I radicali reagiscono battezzando tale complesso di provvedimenti: il "Secondo terrore bianco".
[Benché abbia molto poco a che fare il precedente del 1815, che è consistito in una diffusa reazione popolare anti-napoleonica, alla quale il re e lui si sono, semmai, opposti.]
Viene persino abbozzato un tentativo pronunciamento della guarnigione militare (probabilmente sull'esempio spagnolo di del Riego), scoperto in fase assai preliminare e represso senza eccessiva severità.

Giugno
2
, si arriva all'atto successivo con l'approvazione della legge del doppio voto, disegnata per aumentare la rappresentatività del quarto più ricco del, già ristretto, elettorato: l'insieme del corpo elettorale (circa 96.000 uomini, con un censo annuale pari a 300 franchi) vota per un parco di 258 deputati (il 60%), dopodiché il quarto più ricco vota una seconda volta, per 172 deputati supplementari (il 40%).
[Si tratta di un passaggio fondamentale nella storia della restaurazione francese: la legge rappresenta un orribile strumento giuridico (tanto singolare da passare alla storia del diritto costituzionale), che offende il sentimento dell'opinione pubblica moderata e liberale, allontanandola dalla causa monarchica e avvicinandola alle posizioni dei, sin qui, assai deboli radicali.]

Ottobre
25, su proposta del ministro della Guerra, M.-V.-N. de Fay, viene emanata l'ordonnance che prevede la riorganizzazione della fanteria francese;

Novembre
, un'ordonnance reale modifica il nome e le funzioni della Commissione di istruzione pubblica;
["Le conseil royal de l'instruction publique reprendra le rang et le costume de l'ancien conseil de l'Université".
Le rôle du président est renforcé. Il correspond seul avec le gouvernement et est le destinataire de toutes les lettres. Les diplômes de grades sont intitulés de son nom. Il signe les diplômes, les ordonnances de paiement, les délibérations, les arrêtés et les actes de nomination ainsi que les dépêches. Il nomme aux emplois sur avis du conseil et dispose des places d'employés dans les bureaux.
Au sein du conseil, un des conseillers exerce les fonctions de chancelier. Il signe les diplômes, les délibérations, les arrêtés et les actes de nomination. Il est également chargé de l'instruction et des rapports concernant les facultés (hors théologie catholique) et les écoles spéciales.
Un autre conseiller exerce les fonctions de trésorier.
Un des conseillers est chargé des collèges royaux et communaux des départements. Un autre exerce les fonctions de recteur de l'académie de Paris. Un conseiller est chargé des facultés de théologie catholiques et des institutions religieuses.
Le secrétaire général du conseil est conseiller.
Les membres sont nommés par le roi entre trois candidats présentés par le président, sur avis du conseil, parmi les "personnes les plus recommandables dans l'instruction publique".]

alle nuove elezioni della Camera dei Deputati la nuova legge elettorale produce un trionfo degli ultras;
[Incidentalmente, essa condanna la sua memoria di A.-E. de Vignerot du Plessis, duca di Richelieu, di fronte a quella storica francese. Cancellando i, brillanti, risultati del suo primo governo.]

La nuova maggioranza parlamentare gli consente di dare nuovo impulso ad un programma legislativo che si può dire, ormai, pienamente reazionario.
Una legislazione decisamente ultras in politica interna, unita ad un atteggiamento 'liberale' in politica economica.

 

 

a



1820

Luigi Filippo d'Orléans

Albero genealogico
(Parigi 1773 - Claremont, Londra 1850)
primogenito di Luigi Filippo Giuseppe duca di Orléans e di Luisa Maria Adelaide di Borbone Penthiève;
1785-93, duca di Chartres;
1793-1830, duca di Orléans;
1807-30, duca di Montpensier;
dal 1815 è rientrato in Francia;


1830-48, re dei francesi;

Carlo Filippo

Albero genealogico

(Versailles 1757 - Gorizia 1836)
fratello minore di Louis XVI e di Louis XVIII;
1757-1824, conte d'Artois;
dal 1814 è a capo dei reazionari estremi (ultras), opponendosi al liberalismo moderato del fratello;


1824-30, re di Francia (Carlo X);

Napoleone II

Albero genealogico

(Parigi 1811 - Schönbrunn, Vienna 1832)
(Napoleone Francesco Giuseppe Carlo) figlio unico ed erede di Napoleone I e di Maria Luigia d'Austria; "re di Roma";
1815-32, duca di Reichstadt;
il suo nome viene utilizzato dal cancelliere austriaco K.W.L. Metternich per agitare la minaccia di un movimento bonapartista contro Luigi Filippo d'Orléans, e premere in tal modo sul sovrano francese perché rinunci alla politica del "non intervento";



1820
Paesi Bassi - Lussemburgo
WILLEM I
Albero genealogico

(The Hague 1772 - Berlin 1843)
figlio di Willem V [il Batavo], principe di Orange-Nassau, e della p.ssa Sofia Wilhelmine di Prussia;
[viene spogliato di tutti i suoi possessi da Napoleone I]
1813, si autoproclama principe sovrano dei Paesi Bassi;
1815-40, re dei Paesi Bassi e granduca di Lussemburgo;
Marzo
3
, sale al trono;
1815-40, granduca di Lussemburgo;
Giugno
9
, diventa granduca;
[dal 1815 il congresso di Vienna ha decretato la fusione delle antiche province Unite e dei Paesi Bassi belgi in un unico regno, concepito come stato cuscinetto in funzione antifrancese.]




1820
Colonie: recuperate con l'eccezione del Capo e di Ceylon, dipendono unicamente dal re.
Madrepatria: l'unità tra olandesi e belgi si rivela assai difficile a causa, sia delle differenze economiche sia dei dissidi di carattere religioso (tre milioni di cattolici contro due milioni di protestanti) e linguistico (valloni contro olandesi e fiamminghi);





1820
GRAN BRETAGNA, IRLANDA e Hannover
Giorgio III
Albero genealogico
(Londra 1738 - Windsor 1820)
figlio di Federico Luigi principe di Galles e di Augusta di Sassonia-Gotha;
1751-60, duca di Brunswick-Lüneburg (Giorgio);
1760-1820, elettore di Hannover;
1760-1815, re di Gran Bretagna e Irlanda;
1814-20, re di Hannover;
poiché la malattia mentale di cui è affetto sin dal 1765, si era aggravata nel 1788 ed è ulteriormente peggiorata nel 1810, il Regency Bill ha provveduto a nominare reggente l'erede al trono, il principe di Galles Giorgio (il futuro Giorgio IV);

Giorgio IV
Albero genealogico
(Londra 1762 - Windsor 1830)
figlio primogenito di Giorgio III e di Carlotta Sofia di Mecklenburg-Strelitz;
1785, sposa segretamente la cattolica M.A. Fitzherbert
[il matrimonio dovrebbe far perdere il diritto di successione al trono in VIrtù dell'Act of Settlement, ma la regola non viene fatta valere nei confronti del giovane principe poiché le nozze non sono considerate valide];
1795, sposa la cugina Carolina di Brunswick;
1811-20, reggente a causa dell'inguaribile follia paterna;
1820, dopo una lunga separazione dalla moglie Carolina di Brunswick (prima accusata di adulterio ma poi assolta), tenta di divorziare;
1820-30, re di Gran Bretagna, Irlanda e Hannover;
re dandy, finisce per squalificare con il suo comportamento la funzione regale preparando così indirettamente la via alla riforma elettorale di due anni dopo.

Primo lord
del Tesoro
[First Lord
of the Treasury
]
R. Banks Jenkinson Tory
2° conte di Liverpool
(1812 9 giu - 10 apr 1827)
Cancelliere dello Scacchiere
[Chancellor
of the Exchequer
]
Nicholas Vansittart
(1812 12 mag - 31 gen 1823)
Segretari di Stato
Affari Esteri e Commonwealth    
Affari Interni
H. Addington
visconte Sidmouth
(1812 - 31 gen 1823)
Giustizia
-
 
 

1820
il nuovo re continua a governare circondato da favoriti e favorite sotto la cui influenza prende decisioni importanti;

Ancora nel 1820 il commercio estero della Gran Bretagna, inclusi i rapporti economici con le colonie, è regolato da quasi 2.000 leggi elle quali alcune risalgono addirittura al sec. XIV. Molte sono dimenticate o non vengono più applicate. Altre rimangono in vigore e complicano la vita tanto agli imprenditori quanto ai funzionari della corona, senza che risultino evidenti i loro effetti benefici. Che il sistema sia antiquato non vi è dubbio.

Prima ancora della commercializzazione delle ferrovie, una efficiente rete di canali artificiali unisce tutte le principali città, mentre passeggeri e carichi minori possono utilzzare una rete di ben 183.000 km di strade, tutte relativamente efficienti e in buona parte già ripavimentate con massicciate di pietrisco secondo le indicazioni (1820) dell'ingegnere scozzese John Loudon MdAdam (1756-1836).


1820
-



1820
Ernesto Augusto
Albero genealogico
(Londra 1771 - Hannover 1851)
quintogenito di re Giorgio III d'Inghilterra e di Carlotta Sofia di Mecklenburg-Strelitz;
1799-51, duca di Cumberland;
1815-20, risiede a Berlino, ponendosi a capo degli ultraconservatori locali;


1837-51, re di Hannover;

1820
-


1820
REGNO di DANIMARCA
Federico VI
Albero genealogico

(Copenaghen 1768 - 1839)
figlio di Cristiano VII e di Caterina Matilde d'Inghilterra;
1784-1808, reggente al trono di Danimarca e Norvegia;
1808-14, re di Norvegia;
1808-39, re di Danimarca;
l'assegnazione del ducato di Lauenburg ha compensato in parte la perdita della Norvegia a beneficio del re di Svezia Carlo XIV Bernadotte;





1820
[dal 1804 nello Schleswig-Holstein i contadini sono emancipati dalla servitù della gleba.]

ISLANDA

1820
-


1820
REGNO di SVEZIA e di NORVEGIA
Carlo XIV
Albero genealogico

(Pau 1763 - Stoccolma 1844)
[Charles-Jean-Baptiste-Jules Bernadotte, adottato da Carlo XIII]
1818-44, re di Svezia e Norvegia;
già dal 1810 ha assunto di fatto la direzione della politica svedese e posto le basi per la creazione di una moderna monarchia costituzionale;

1820
-




1820
REGNO di PORTOGALLO 
Giovanni VI [il Clemente]
Albero genealogico

don Juan (Lisbona 1769 - 1826)
figlio di Pietro III e di sua nipote la regina Maria I;
1792-1807, reggente il trono di Portogallo;
[in seguito alla follia della madre]
1807-26, principe del Brasile [don Juan];
1816-26, re di Portogallo;
ma rimane ancora in Brasile;


1820
rivoluzione liberale in Portogallo, mentre egli rimane ancora in Brasile;

a


1820
REGNO di SPAGNA
Ferdinando VII
Albero genealogico
(San Ildefonso, Segovia - Madrid 1833)
figlio di Carlo Iv e di Maria Luisa di Parma;
1808, re di Spagna;
dal 1808 al 1814 è tenuto confinato in Francia da Napoleone I;
1814-33, re di Spagna;
1820
è costretto dall'insurrezione di R. de Riego a ristabilire la costituzione liberale di Cadice del 1812, abolita nel 1814;





Primo Ministro
-

1820
-









1820
SAVOIA- REGNO DI SARDEGNA
Vittorio Emanuele I
Albero genealogico
(Torino 1759 - Moncalieri 1824)
figlio quartogenito di Vittorio Amedeo III di Savoia e di Maria Antonia Ferdinanda di Borbone-Spagna;
?-1796, duca d'Aosta;
1792, marchese di Rivoli;
1792-93, combatte nella campagna contro i francesi;
1793, marchese di Pianezza;
1796-99, dopo la pace di Parigi si ritira con la famiglia reale in Sardegna;
1802-21, re di Sardegna e duca di Savoia;
dal 1814 è tornato in Piemonte perché ha ottenuto dal congresso di Vienna la restituzione delle terre sabaude accresciute dei territori della Repubblica di Genova;




1820
-


SARDEGNA
[viceré: Carlo Felice di Savoia (1796-1802, 1814-21]


1820
ducato di Modena e Reggio
Francesco IV d'Austria-Este
Albero genealogico

(Milano 1779 - Modena 1846)
figlio dell'arciduca Ferdinando d'Absburgo e di Maria Beatrice d'Este;
1814-46, duca di Modena e Reggio;

1820
-


1820
ducato di Parma, Piacenza e Guastalla
Maria Luisa d'Austria
Albero genealogico

(Wien 1791 - Parma/Wien 1847)
figlia di Francesco I e di Maria Teresa di Borbone-Due Sicilie;
1810, sposa Napoleone I;
1811, 21 marzo, nasce Napoléon-François-Charles-Joseph;
[dal 1818 duca di Reichstadt]
1814-47, duchessa di Parma, Piacenza e Guastalla;


1820
Parma, si costituisce un'associazione segreta detta dei "Sublimi maestri perfetti" con a capo una guardia d'onore della duchessa Maria Luigia, il dottor Giacomo Martini.
vi sono anche altri gruppi di affiliati, gli "Adelfi" e gli "Amici della verità", nelle cui file si annoverano eminenti personaggi della corte, fra i quali:
. conte Claudio Linati,
. Jacopo Sanvitale,
. Ferdinando Maestri, giurista,
. Pietro Giordani, letterato piacentino,
. magg. Ambrogio Berchet,
. cap. Antonio Bacchi;
il conte von Neipperg li conosce tutti e cerca di coprirli alla meglio ritenendoli inoffensivi e così li definisce anche nelle sue lettere al principe di Metternich;




1820
Granducato di Toscana
Ferdinando III di Lorena
Albero genealogico
(Firenze 1769-1824)
secondogenito di Pietro Leopoldo (Leopoldo II ) e di Maria Ludovica di Borbone-Spagna;
1790-1801, granduca di Toscana;
1801-14, granduca di Würzburg;
nel 1801 è stato spodestato per effetto del trattato di Aranjuez che ha assegnato la Toscana a Ludovico di Borbone col titolo di re di Etruria mentre egli ha ottenuto in compenso il granducato di Würzburg;
1814-24, granduca di Toscana;
coadiuvato da capaci ministri come V. Fossombroni e N. Corsini;

 
1820
-


1820
REGNO DELLE DUE SICILIE
Ferdinando I
Albero genealogico

(Napoli 1751-1825)
figlio di Carlo III re di Spagna e di Maria Amalia di Sassonia;
sposato dal 1768 con Maria Carolina d'Absburgo (1752-1814);
1759-99, 1799-1806, 1815-16, re di Napoli;
[primo ministro e ministro degli esteri: ?; dal 1775 Maria Carolina d'Absburgo è entrata nel consiglio di stato]
1759-1816, re di Sicilia (Ferdinando III);
[viceré: ?]
1816-25, re delle Due Sicilie (Ferdinando I);

NAPOLI
1820
Luglio
dopo il moto rivoluzionario napoletano, concede la costituzione, analoga a quella spagnola del 1812, che limita drasticamente i suoi poteri;
Dicembre
si impegna davanti al parlamento a difendere questa costituzione per ottenere così l'assenso a recarsi a Lubiana dove si è riunito il congresso della santa alleanza; ma appena fuori dello stato è pronto a sollecitare l'intervento armato dell'Austria;

SICILIA
1820
dal 1817 la Sicilia è stata annessa al Regno di Napoli, la costituzione definitivamente soppressa e il popolo siciliano privato di tutte le sue libertà.

Luglio
15
, a Palermo giunge la notizia della rivoluzione scoppiata a Napoli sin dal giorno 2 in seguito alla quale re Ferdinando ha dovuto proclamare la costituzione di Spagna, promulgata a Cadice il 2 marzo;
le due correnti che si agitano sul nuovo assetto politico da dare alla Sicilia si manifestano subito turbolente. R. Settimo, il principe di Cattolica, il principe di Aci, Cesare Santoro, i professori Fino e di Lei e altri membri della nobiltà e del clero si riuniscono nel palazzo San Cataldo per chiedere gli ordinamenti del 1812; contemporaneamente gli ex "anticronici" capitanati dal marchese di Raddusa, dal duca di Sperlinga e dal colonnello in ritiro Emanuele Requesenz decidono di chiedere al luogotenente la costituzione spagnola e l'indipendenza.
Il luogotenente [viceré] Diego Naselli principe di Aragona favorisce inizialmente a Palermo il moto per la costituzione del 1812 per separare Palermo dal resto della Sicilia e particolarmente da Messina che invece chiedeva la costituzone della Spagna; crea così un incendio che non riesce più a spegnere;
17, il popolo sbaraglia le truppe regie e costringe il luogotenente ad imbarcarsi di nascosto sul pacchetto Tartaro alla volta di Napoli affidando il potere alle Maestranze;
[forza della democrazia durante i vespri, presero il potere in Palermo nel 1647 ai tempi dl D'Alesi, insorsero in Messina nel 1674 in difesa delle libertà comunali contro gli spagnoli, capeggiano ora i moti del 1820 e riappariranno nel 1848 in sostegno di Palermo]
le Maestranze eleggono una Giunta provvisoria di Tranquillità e di Sicurezza chiamando a presiederla il cardinal gravina (o Giardina??), col mandato di chiedere la costituzione di Spagna e l'indipendenza. Fra i membri della Giunta è compreso R. Settimo.
Il principe di Castelnuovo, a cui viene offerto di diventarne membro, declina l'offerta sia perché non ha fede nelle movimenti popolari, sia perché riconosce alla Sicilia soltanto il diritto della costituzione del 1812;
24, giunge a Palermo con mandato conciliativo il principe di Villafranca (rimasto in ottimi rapporti col re dopo la parte avuta nel 1814 quando ne aveva sollecitato il ritorno al potere) e il cardinale gravina gli affida la presidenza della Giunta;
26, nella rada di Palermo arriva una squadriglia napoletana comandata dal Bausan; la Giunta invia subito incontro ai napoletani una commissione di cui fa parte R. Settimo; Bausan vuole consegnare a R. Settimo il decreto di nomina a luogotenente generale per la Sicilia, emanato il 20 luglio dal re, ed ai consoli che compongono la commissione vuole rimettere il proclama ai Siciliani, in pari data, del vicario, in cui si conferma la prima Giunta provvisoria di governo che all'inizio della sollevazione era stata nominata dal Naselli, ma R. Settimo rifiuta la nomina, mostrando al Bausan la sciarpa gialla dell'indipendenza, ed i consoli non accettano il proclama;
26, la squadriglia napoletana, invitata dalla Giunta a ripartire, salpa per Messina;
intanto, mentre la Giunta provvede all'invio di una deputazione a Napoli per trattare sulla base dell'indipendenza, temperata dalla confederazione con Napoli, per il caso di guerra, e dalla costituzione di Spagna, e promuove intese con altre città dell'isola per guadagnarle alla propria causa, il governo di Napoli cerca di aizzare Messina contro Palermo;

Agosto
27/28
, Polizzi Generosa, al grido di «Morte ai giacobini!, Viva Santa Rosalia!» i "famuli" del barone C… C… uccidono il vecchio barone Gandolfo Leto di Cammisini, e i di lui figli Andrea, Giuseppe e Michele mentre sfuggono al massacro il sac. dr. Pasquale Glorioso ed i fratelli dott Giuseppe e don Domenico Summa perché trovano rifugio nel feudo del barone di Petralia.
I "giacobini", don Andrea Leto, cassiere comunale e amministratore del patrimonio civico, il fratello Michele, pro-segreto (segretario con incarico di accettare e controllare le finanze del Comune) e don Gandolfo Dominici, notaio con carattere di senatore, nelle qualità, in ottemperanza alle norme che aboliscono la feudalità rivendicano ai "Villani o brachiali", braccianti o partecipanti, i diritti derivanti dall'abolizione della feudalità.
Da ciò l'odio nei loro confronti e la sentenza di morte pronunziata in nome della baronia offesa.
Le teste dei cinque uccisi vengono esposte per due giorni avanti il carcere di Polizzi «indi messe in una caldaia, in piazza, sono state cotte nell'aceto ed essiccate per essere conservate e portate a Palermo al fine di ottenere riconoscimento e mercede»
Gli assassini, arrestati e tradotti a Collesano dal colonnello Costa dell'esercito borbonico, vengono poi rilasciati liberi con l'obbligo firmato da alcuni loro amici di riconsegnarli ad ogni richiesta, e «dietro ciò forma un officio al nuovo sindaco di Polizzi chiamandolo responsabile in caso di non adempimento»…
[Tutte inutili formalità… annoterà il dr Ferdinando Lo Cascio, segretario dell'archivio di Stato, 1821-29…]

Palermo, il popolo di Villalba tenta l'assalto alla casa di don Nicolò Palmeri Morillo, barone di Micciché e marchese di Villalba, il quale a stento riesce a salvare la vita grazie al suo segretario Girolamo Liberti uomo dalle forme gigantesche e analfabeta (come del resto lo erano stati tutti i segretari avuti dai marchesi di Villalba).

Settembre
5
, il gen. Florestano Pepe sbarca alla testa di seimila uomini con sei pezzi di artiglieria a Messina, col mandato di acconsentire all'indipendenza, qualora questa venga accettata da tutta l'isola e stabilita l'unità delle forze di terra e di mare, della rappresentanza diplomatica, delle finanze e della Corte Palatina;
12, la Giunta, che assume la denominazione di Giunta di Governo, venuta a conoscenza delle intenzioni concilianti di Napoli, incarica una commissione di studiare le basi su cui iniziare le trattative col generale Pepe, inviando una rappresentanza ad incontrarlo a Cefalù. Della rappresentanza fa parte anche R. Settimo, insieme al duca di Cumia, al principe di Trabia, al conte di S. Marco, al cav. Aceto, a Emanuele Caderara ed a Luigi Montalto.
Le condizioni di Pepe, comunicate alla Giunta, non piacciono alle Maestranze che, facendosi interpreti degli umori del popolo, propongono di troncare le trattative, ma l'insistenza del presidente principe di Villafranca, induce la maggioranza della Giunta a accettare la proposta del Pepe. Segue l'invio a Termini di una commissione presieduta dal principe di Villafranca per definire i patti proposti, la quale stabilisce che il 25 settembre le truppe napoletane sarebbero entrate in Palermo; la Giunta rimarrebbe in carica fino all'arrivo del rappresentante del re e subito si sarebbe proceduto alla convocazione di un Parlamento per decidere sull'indipendenza.
Appena le condizioni del colloquio di Termini, comuncate con un rapporto del principe di Villafranca, sono note a Palermo, i membri della Giunta si riuniscono nella gran sala del Collegio dei Gesuiti. In assenza del principe di Villafranca, è chiamato a presiedere l'adunanza R. Settimo, il quale, letto il rapporto del Villafranca, invita i presenti a pronunciarsi;
parlano i consoli, il padre Emanuele Estave e il cav. Giacomo Aceto dopo di che la Giunta accetta le condizioni fissate a Termini; conosciuta la deliberazione della Giunta il popolo la respinge e cominciano i tumulti;
25, la guardia Civica viene assalita e disarmata, i condannati liberati e svaligiato il palazzo Villafranca, i nobili fuggono nelle campagne, i borghesi si asserragliano nelle case, la Giunta si scioglie ed il popolo, rimasto solo padrone delle piazze, corre ad armarsi per opporsi alle truppe napoletane;
26, nella notte si hanno i primi scontri sull'Oreto, la mattina seguente le forze del gen. Florestano Pepe danno l'assalto generale; quando le truppe napoletane stanno per essere sopraffatte, il principe di Paternò invita il gen. Florestano Pepe a scendere a patti, favorevoli per la città, che il generale accetta:
- le truppe regie avrebbero accampato fuori le mura,
- i siciliani convocati al Parlamento avrebbero deciso dell'unità o dell'indipendenza,
- la costituzione di Spagna sarebbe stata riconosciuta in Sicilia,
- i prigionieri napoletani restituiti,
- un'amnistia generale sarebbe stata promulgata ed una Giunta eletta, sotto la presidenza del principe di Paternò;

Ottobre
6
, la nuova Giunta comprende: R. Settimo, il principe di Paternò, Pandolfina e Torrebruna, il duca di Cumia, il cav. Emanuele Requesenz, il dottor Salvatore Ognibene ed il console dei Sellai;

20 Ottobre - 30 dicembre

(vedi) Congresso di Troppau
la dichiarazione di Troppau rende possibile l'intervento militare dell'Austria nel Regno delle Due Sicilie per soffocarVI la rivoluzione costituzionale. 

sconfessata intanto a Napoli la convenzione stipulata dal gen. Florestano Pepe, questi lascia il comando delle truppe e a sostituirlo viene chiamato il gen. P. Colletta;

Novembre
7
, il gen. P. Colletta giunge a Palermo mentre il principe di Paternò lascia la presidenza della Giunta per l'insostenibilità della sua posizione, dopo la soppressione della convenzione di Termini;
soppresa infatti tale convenzione e negate quindi tutte le richieste della rivoluzione, la Giunta, che rappresenta l'espressione della volontà popolare, non ha più ragione di sussistere e viene sciolta.
Terminata così la rivoluzione del 1820 una tremenda reazione si sta per abbattere sulla Sicilia.








BRITISH NORTH AMERICA
[Nord America Britannico]
Governatore generale
James Monk
(1819 - 1820)
Peregrine Maitland
(1820)
George Ramsay
conte di Dalhousie
(1820 - 1828)
-
-

1820
-

 



 

 


QUÉBEC
[Aggiunta alle altre province britanniche nel 1763, include la regione sulle due rive del fiume San Lorenzo grossolanamente delimitate da Anticosti a est e il Lago Nipissing a ovest.
Dal 7 nov 1763 la provincia (ex Canada francese) è stata divisa formalmente in tre distretti: Québec, Trois-Rivières, Montréal.
Nel 1791 la provincia è stata separata in due parti:
Basso Canada (francofoni) e Alto Canada (lealisti).]
BASSO CANADA
Governatore della provincia
James Monk
(1819 - 1820)
Peregrine Maitland
(1820)
George Ramsay
conte di Dalhousie
(1820 - 1828)

1820
-

 

 

ALTO CANADA
Governatore della provincia
Peregrine Maitland
(1818 - 1828)

1820
-

 

 

TERRANOVA
Governatore della provincia
Charles Hamilton
(1818 - 1824)

1820
-

 

 

ISOLA DEL PRINCIPE EDOARDO
Governatore della provincia
Charles D. Smyth
(1813 - 1824)

1820
-

 

NEW BRUNSWICK
Governatore della provincia
George S. Smyth
(1817 - 1823)

1820
-

 

NOVA SCOTIA
Governatore della provincia
George Ramsay
conte di Dalhousie
(1818 - 1820)
James Kempt
(1820 - 1824)

1820
-

 

ISOLA DI CAPO BRETONE
Governatore della provincia
George R. Ainslie
(1816 - 1820)

1820
La provincia Isola di Capo Bretone, creata nel 1784, viene ora abolita.

 

 

UNIONE degli STATI UNITI d'AMERICA
Presidente degli Stati Uniti
J. Monroe [5°]
(1817 4 mar - 4 mar 1825)
[repubblicano]
Vicepresidente
-
Segretario di Stato
[Ministro degli Esteri]
J.Q. Adams
(1817 5 mar - 3 mar 1825)
[repubblicano]
Ministro del Tesoro
-
Ministro della Guerra
-
Presidente della Corte Suprema
John Marshall
(1801 31 gen - 6 lug 1835)
[federalista]

1820
Gennaio
-

 

Il partito federalista è ormai scomparso e il presidente J. Monroe (terzo virginiano di seguito a diventare presidente) viene rieletto senza opposizione.

Elezioni presidenziali
 
voto popolare
voto elettorale
. J. Monroe (Dem. - Rep.)
231
. J.Q. Adams (Dem. - Rep.)  
1

 

[Maldwyn A. Jones, Storia degli Stati Uniti, Bompiani 1984.]

 




[01] DELAWARE [dal 7 dicembre 1787] - cap. Dover
[Primo stato a ratificare la Costituzione degli Stati Uniti d'America.
Non esistono collegamenti fra chiesa e stato e una grande libertà religiosa si è affermata sin dall'inizio.]
Governatore
-

1820
-

 

[02] PENNSYLVANIA [dal 12 dicembre 1787] - cap. Harrisburg
[Non esistono collegamenti fra chiesa e stato e una grande libertà religiosa si è affermata sin dall'inizio.]
Governatore
-

1820
-

 

[03] NEW JERSEY [dal 18 dicembre 1787] - cap. Trenton
[Non esistono collegamenti fra chiesa e stato e una grande libertà religiosa si è affermata sin dall'inizio.]
Governatore
-

1820
-

 

[04] GEORGIA [dal 2 gennaio 1788] - cap. Atlanta
[Già ammesso nel 1780 ma ratificato solo il 2 gennaio 1788.]
Governatore
-

1820
-

[05] CONNECTICUT [dal 4 gennaio 1788] - cap. Hartford
Governatore
-

1820
-

[06] MASSACHUSETTS [dal 6 febbraio 1788] - cap. Boston
Governatore
-

1820
-


[07] MARYLAND [dal 28 aprile 1788] - cap. Annapolis
Governatore
-

1820
-






[08] SOUTH CAROLINA [dal 23 maggio 1788] - cap. Columbia
Governatore
-

1820
-

[09] NEW HAMPSHIRE [dal 21 giugno 1788] - cap. Concord
Governatore
-

1820
-

 





[10] VIRGINIA [dal 26 giugno 1788] - cap. Richmond
Governatore
-

1820
-

 





[11] NEW YORK [dal 26 luglio 1788] - cap. Albany
[L'anglicanesimo è la religione di stato in quattro contee.]
Governatore
-

1820
-
Dopo il 1820, nel "distretto ardente" – così chiamato perché regolarmente infiammato di eccitazione religiosa – della parte occidentale dello stato, il risveglio religioso diffusosi nell'est culminerà in uno straordinario slancio di esaltazione pentecostale.
Qui si forma il più influente predicatore del risveglio religioso, Charles Grandison Finney, che porta a New York e in altre città della costa orientale la teologia e il metodo delle riunioni all'aperto.
[Gli insegnamenti di Charles Grandison Finney e di altri esponenti della "sacra banda" di rinascita religiosa rappresentano una rivolta contro il calvinismo ortodosso: essi infatti respingono, o quanto meno minimizzano, i dogmi calvinisti della predestinazione e del peccato originale cui sostituiscono i concetti di libero arbitrio e di un Dio benevolo; secondo il loro messaggio ogni uomo è in grado di raggiungere da solo la propria salvezza.]
La conseguenza più ovvia del Secondo Grande Risveglio è un maggior interesse per la religione.]

 

[12] NORTH CAROLINA [dal 21 novembre 1789] - cap. Raleigh
[Tratto di terre immediatamente a sud della Virginia, attorno allo stretto di Albemarle.]
Governatore
-

1820
-

[13] RHODE ISLAND [dal 29 maggio 1790] - cap. Providence
Governatore
-

1820
-


[14] VERMONT [dal 4 marzo 1791] - cap. Montpelier
Governatore
-

1820
-


[15] KENTUCKY [dal 1° giugno 1792] - cap. Frankfort
Governatore
-
-

1820
-


[16] TENNESSEE [dal 1° giugno 1796] - cap. Nashville
Governatore
-
-

1820
-

 





[17] OHIO [dal 1° marzo 1803] - cap. Columbus
Governatore
-
-

1820
-

[18] LOUISIANA [dal 30 aprile 1812] - cap. Baton Rouge
- 1819, Trattato Adams-Onís: stabilisce il confine con il MESSICO spagnolo: va dal fiume Sabine, nel TEXAS orientale, fino al 42° parallelo (futuro confine settentrionale della CALIFORNIA) e da quel punto, verso ovest, fino al Pacifico.
Governatore
-

1820
-

compromesso del Missouri (principale artefice è Henry Clay):
il MISSOURI sarà ammesso nell'Unione come stato schiavista, mentre il MAINE, che finora ha fatto parte del MASSACHUSETTS, diventerà uno stato a sé stante e liberista allo scopo di mantenere l'equilibrio tra le due fazioni regionali;
inoltre lo schiavismo viene vietato nel territorio della LOUISIANA a nord del parallelo 36° 30', fatta ovviamente eccezione per il MISSOURI stesso.
Ulteriori difficoltà insorgono quando il MISSOURI include nella propria costituzione una clausola che vieta di mettere piede nello stato ai negri liberi e ai mulatti; ma Henry Clay torna ad escogitare un nuovo compromesso accettabile, permettendo così al MISSOURI nel 1821 di assurgere alla dignità di stato.
[Questo compromesso mette la sordina per un quarto di secolo alla questione dell'estensione dello schiavismo.]

 


[19] INDIANA [dal 11 dicembre 1816] - cap. Indianapolis
Governatore
-

1820
-

 


[-] FLORIDA
Tra il 1810 al 1813 gli Stati Uniti hanno inglobato la maggior parte della Florida occidentale, la scia costiera che corre da New Orleans a Mobile, ma una buona parte della colonia, unitamente a tutta la Florida orientale, cioè la penisola, resta ancora sotto il dominio spagnolo.
Nel 1819, con il Trattato Adams-Onís, è stata completamente ceduta agli Stati Uniti dalla Spagna.
Governatore
-
-

1820
-

 


[20] MISSISSIPPI [dal 10 dicembre 1817] cap. Jackson
Governatore
-
-

1820
-


[21] ILLINOIS [dal 3 dicembre 1818] - cap. Springfield
-
Governatore
-
-

1820
-

[22] ALABAMA [dal 14 dicembre 1819] - cap. Montgomery
Governatore
-
-

1820
-

[23] MAINE
-
Governatore
-
-

1820
Marzo
15
, entra a far parte dell'Unione.

a







1820
viceregno del Messico
(spagnolo)
- viceré
?
(? - ?)
 
1820
chiusasi già nel 1815 la prima fase della guerra anticoloniale col fallimento della rivolta contadina, la stessa può essere ripresa ora soltanto dalle élites creole, persuase, dopo la rivoluzione liberale spagnola, dell'opportunità di recidere gli ormai labili legami con la madrepatria;






1820
Repubblica Federale della Grande Colombia
Presidente della repubblica federale
Simón Bolívar
(1819 - 1830)
VENEZUELA
1820
Novembre
armistizio di Trujillo;
NUEVA GRANADA
1820
-


1820
ECUADOR
-
?
(?-?)
 
1820
-



1820
PERU'
-
?
(?-?)
 
1820
-



1820
CILE
Direttore generale
 
1820
Santiago, solo ora l'ammiraglio inglese T. Cochrane espugna Valdivia, ultima importante roccaforte spagnola in terra cilena;

 
1820
GUYANE
dal 1816 divise nelle tre colonie:
Guyana (inglese)
1820
-
Suriname (olandese)
1820
-
Guyane Française (francese)
1820
-


1820
don Juan
Albero genealogico
(Lisbona 1769 - 1826)
figlio di Pietro III e di sua nipote la regina Maria I;
1792-1807, reggente il trono di Portogallo;
[in seguito alla follia della madre]
dal 1807 dichiarato decaduto da Napoleone;
1807-26, principe del Brasile;
1816-26, re di Portogallo (Giovanni VI [il Clemente])
[dal 1808 vive in Brasile con la famiglia.]





1820
-



1820
PARAGUAY
Presidente della repubblica
G. Rodriguez Francia
(1814-40)
 
1820
-


1820
Province Unite del Rio de la Plata
(indipendente dal 9 luglio 1816)
Direttore supremo
 
1820
di fatto l'unità politica dell Province Unite è già cessata;




1820
URUGUAY
-
?
(? - ?)
 
1820
Montevideo, i portoghesi, assecondati dagli argentini, hanno sconfitto i patrioti uruguaiani che nel 1815, con il proprio movimento autonomista guidato da J.G. Artigas, avevano conquistato la capitale;







Cina







Giappone




1820
EGITTO
[parte dell'Impero Ottomano]
Mehmet Alì o Muhammad 'Ali
(Cavalla, Macedonia 1769 - Il Cairo 1849)
di famiglia albanese (secondo altri turca), nato in Macedonia;
1805-48, wali o pascià d'Egitto;
[eletto dagli "ulama" egiziani, insorti contro i mamelucchi, al posto del governatore Cosroe Pasha, ottenendo dalla Porta la ratifica della loro scelta.
Considerato il fondatore dell'Egitto moderno, riorganizza l'esercito su modello europeo, inizia a razionalizzare l'agricoltura e incentiva una nascente industria manifatturiera.]


1820
-

La Gran Bretagna si vede obbligata a concentrare i propri interessi nella regione del Golfo, ove riesce ora a concludere il Trattato generale per la pace marittima perpetua con gli sceiccati della Costa della Tregua [i futuri Emirati Arabi Uniti].
I britannici non occupano Aden ma vi fondano una colonia sino al 1839.

Muhammad 'Ali ha intanto motivi politici e commerciali per tentare la conquista del Sudan.


1820
Sudan
Vasti territori situati a sud dell'Egitto, conosciuti dagli scrittori arabi medievali con il nome di Bilad al-Sudan ("terra dei neri").
Qui l'Islam e la lingua araba sono progrediti più lentamente che in Medio Oriente e in Nordafrica, ma nel 1500 d.C. la grande maggioranza degli abitanti del nord e del centro (della futura Repubblica del Sudan) era musulmana e di lingua araba.
Nei tre secoli precedenti queste terre erano state dominate dal regno dei Fur, popolo dall'incerta origine, ma avevano subìto frequenti incursioni da parte dei mamelucchi d'Egitto, in cerca di schiavi e oro. Un gruppo di costoro, in fuga dai metodi repressivi di Muhammad 'Ali avevano fondato un proprio stato nel Dongola, sulla sponda occidentale del Nilo, e interferiva sul commercio fluviale.
   
1820
Il chedivè d'Egitto Muhammad 'Ali e suo figlio Ismail, tra il 1820 e il 1822, conquistano l'Alta Nubia, il Kordofan e il Sennar, realizzando la prima unificazione politica del paese.



1820
Senegal
[dal 1814 restituito alla Francia con il trattato di Parigi.]
- Governatore
-
1820
-


1820
Niger
1820
-




1820
Sierra Leone
[colonia inglese dal 1808.]
- Governatore
?
(?-?)
1820
-

1820
Costa d'Oro
-
-
1820
l'Ufficio Coloniale controlla il commercio e lo schiavismo della Costa d'Oro praticato dai mercanti inglesi per i tramite di capi ashanti.


1820
Basso Congo
-
1820
-


1820
Africa Sud-Occidentale
-

1820
-

 


1820
Rhodesia
1820
in questo periodo il clan guerriero nguni (zulu) dei maTabele, con a capo Moselekatse o Mzilikazi, supera lo Zambesi e occupa il paese maShona;

 
1820
Mozambico
-
-
1820
Il traffico degli schiavi raggiunge i 15.000 all'anno.




1820
Regno del Madagascar
(Imérina)
Radama I
(? - ?)
figlio di Andrianampoinimerina o Nampoina (1787-1810);
1810-28, re del Madagascar;
l'influenza guadagnata sotto il suo regno dagli emissari inglesi e dai missionari protestanti acuisce l'ostilità verso gli stranieri.
1820
il re crea una lingua malgascia scritta e le prime scuole locali con l'aiuto della protestante London Missionary Society;


1820
[L'insediamento degli inglesi (1806), divenuto definitivo nel 1814, ha formato un'oligarchia amministrativo-commerciale anglosassone nel Sud.]
- Governatore
Somerset
(?-?)
1820
il governatore Somerset stabilisce cinquemila coloni inglesi sulle terre conquistate di Ndlambe allo scopo di «creare un avamposto permanente contro le aggressioni delle tribù indigene» [lord Selborne 1908].
I coloni sono protetti dai soldati, mentre i missionari si inoltrano nei territori xhosa e khoi-khoin per fondare missioni-riserve di lavoro per contadini inglesi e olandesi.

A Cape Town i missionari renani traducono il loro catechismo in lingua "ottentotta".



 


 





1820
Persia
Fath 'Ali
(? - 1834)
nipote di Agha Muhammad, della dinastia Qagiar;
?-1834, scià di Persia;


1820
dopo il trattato del Golestan sono rimasti in discussione tre distretti di frontiera con la Russia.
[Se ne riparlerà nel 1827]


 



La rivoluzione industriale

1820,

 



Artusi, Pellegrino (Forlimpopoli 1820-Firenze 1911) gastronomo e scrittore italiano;
vita di U. Foscolo (1878)
Osservazioni in appendice a trenta lettere di G. Giusti (1880)
La scienza in cucina o l'arte di mangiar bene (1891).

Augier, Émile (Valence 1820-Croissy-sur-Seine, Parigi 1889) drammaturgo francese;
La cigüe (1844, La cicuta, rappresentata all'Odéon)
Le gendre de M. Poirier (1854, Il genero di M. Poirier, commedia)
Les effrontés (1861, Gli sfrontati)
Le fils de Giboyer (1862, Il figlio di Giboyer)
Maître Guérin (1864, Maestro Guérin, commedia)
La contagion (1866, Il contagio, commedia)
Madame Caverlet (1876, sul problema del divorzio).

Bellotti-Bon, Luigi (Udine 1820-Milano 1883) attore, capocomico e commediografo italiano, figlio degli attori Luigi Bellotti e Luigia Ristori, unì al proprio cognome quello di Francesco Augusto Bon con cui la madre, rimasta vedova, si era risposata;
Spensieratezza e buon cuore (1854)
1859, costituisce una propria compagnia, molto attiva nel decennio 1860-70.

Brontë, Anne (Thornton, Yorkshire 1820-Scarborough, Yorkshire 1849) scrittrice inglese;
[Figlia di un ecclesiastico irlandese, sorella di Charlotte ed Emily.]
Poems of Currer, Ellis and Acton Bell (1846, Poesie di Currer, Ellis e Anton Bell, in collaborazione con le sorelle)
Agnes Grey (1847)
The tenant of Wildfell Hall (1848, L'affittuaria di Wildfeld Hall, ispirata alla tragedia del fratello Branwell, morto per abuso di droga e alcool).

Béguyer de Chancourtois, Alexandre-Emile (Parigi 1820 20 gen - - 14 nov 1886) geologo e mineralogista francese;
1838, entra all'École Polytechnique dove è allievo di tre famosi scienziati francesi, Jean-Baptiste Élie de Beaumont, Pierre Guillaume Frédéric Le Play, e Ours-Pierre-Armand Petit-Dufrénoy;
dopo aver completato gli studi alla École Polytechnique, segue una spedizione geologica in Ungheria, Armenia e Turchia;
1848, tornato a Parigi, s'iscrive alla facoltà di insegnamento presso la École Nationale Supérieure des Mines de Paris;
lavora con Pierre Guillaume Frédéric Le Play per organizzare una collezione di minerali per il governo francese;
1852, è nominato professore di geodesia e geologia presso l'Ecole Nationale Supérieure des Mines di Parigi;
1862, crea un sistema di organizzazione degli elementi chimici;
[Tavola periodica degli elementi: vedi D.I. Mendeleev.]
1867, gli viene assegnata la Legion d'Onore da Napoleone III;
1875, ispettore delle Miniere a Parigi, fino alla sua morte, conduce numerose spedizioni all'estero.
[Nella sua qualità di ispettore delle miniere ha introdotto le leggi di sicurezza per prevenire le frequenti esplosioni di gas metano.]
1886, muore a Parigi.
[Tavola periodica degli elementi: vedi D.I. Mendeleev.]

Berti, Domenico (Cumiana, Torino 17 dicembre 1820 - Roma 22 aprile 1897) politico italiano.

Bezzi Castellini, Bartolomeo (Forlì, 27 febbraio 1820 – Sant'Alberto di Ravenna, 21 marzo 1898) militare e patriota italiano;
[La famiglia Castellini, forlivese, antichissima per nobiltà, diede membri al Consiglio della Città, al Numero dei Novanta Pacifici, alla Chiesa e alle armi. Il conte Sigismondo Castellini († Forlì 1851), sposato con Francesca Pentivoli non aveva figli e pertanto chiamò a sé, a Forlì, il nipote conte Lodovico Bezzi Scala da Ravenna (Ravenna 26 agosto 1794- Forlì 2 ottobre 1875) e lo lasciava unico erede del suo consistente patrimonio compreso il palazzo Castellini in Piazza Maggiore (poi Piazza Vittorio Emanuele II e oggi Piazza Aurelio Saffi); nel palazzo venivano conservati quadri rappresentanti membri della famiglia, alcuni preziosi Fiamminghi ed altri di scuola del Cignali.
Un secondo palazzo, sempre Castellini, si trovava in piazza del Duomo, più alcune proprietà terriere.
Il conte Lodovico Bezzi Scala sposava la contessa Orsola Mangelli e, dall'unione, il 27 febbraio 1820, nacque Bartolomeo.
In una data imprecisata, comunque prima del 1860, Bartolomeo sposa Caterina Casagrande Danesi. Il 23 febbraio 1862, a Carpineti, nacque Attilio. ]

spirito intraprendente e avventuroso, segue le tradizioni dei due casati: Castellini-Mangelli e si dedica completamente alle imprese di guerra dell'Italia risorgimentale;
Partecipò alle campagne del 1848, 1849-'50, 1860-'61 coi gradi di brigadiere dei "Cacciatori a cavallo", maresciallo del 1º reggimento cavalleria, sottotenente del 1º reggimento cacciatori.
1860, col grado di capitano, ha il comando di una compagnia del 4º reggimento fanteria, che conduce da prode, nelle Marche, alla presa di Monte Pelago e di Monte Pulito e per questo gli viene conferita la medaglia d'argento al valor militare;
1866, nella terza guerra di indipendenza abbandona l'esercito regio e si arruola nel Corpo Volontari Italiani di Giuseppe Garibaldi; è nominato capitano comandante la 3ª compagnia volontari del 2º Reggimento Volontari Italiani comandato dal ten.col. Pietro Spinazzi;
combatte con coraggio e abilità tanto che Giuseppe Garibaldi, nelle sue famose Memorie, lo citerà nella resa del forte d'Ampola e nella battaglia di Bezzecca del 21 luglio, ove si distingue al comando della sua compagnia guadagnando da Vittorio Emanuele II la seconda medaglia d'argento al valor militare perché: “Ferito dopo aver condotto la sua compagnia nel combattimento”.
Anche il suo sottotenente Lorenzo Salari in questa occasione viene decorato con una menzione onorevole al valor militare in quanto: “Ferito il capitano Castellini, prese il comando della compagnia durante il resto del combattimento e lo esercitò con intelligenza e sangue freddo”.
19 agosto, terminata la guerra ritorna mestamente a Forlì;
serve poi in diversi periodi nell'esercito regolare raggiungendo il grado di maggiore della riserva;
1881, 1º maggio, tutta la famiglia emigra a Bologna.

Burke, Robert O'Hara (Saint Cleram, IRLANDA 1820-Cooper's Creek, Australia 1861) esploratore australiano, il primo ad attraversare il continente da sud a nord; morì di fame e di stenti nel viaggio di ritorno.

Caird, John (Greenock, Glasgow 1820-Londra 1898) filosofo inglese, fratello di Edward (1835-1908);
Introduzione alla filosofia della religione (1880).

Caiser, ? o Camillo da Milano (1820-1865) frate cappuccino, laico, pittore;
1865, 21 ottobre, muore nel convento di Bergamo.

Cambray-Digny, Luigi Guglielmo conte di (Firenze 1820-1906) politico italiano, di famiglia originaria francese;
1849, contrario al governo dittatoriale di F.D. Guerrazzi e fautore della restaurazione lorenese;
1859, sostenitore dell'annessione della Toscana al Piemonte;
1860, senatore;
1865-67, sindaco di Firenze;
1867 ottobre-dicembre 1869, ministro delle finanze nei tre gabinetti Menabrea (tassa sul macinato, concessione del monopolio dei tabacchi ad una società privata - 1868 e legge sull'amministrazione e la contabilità dello stato - 1869).

Cosenz, Enrico (Gaeta 1820-Roma 1898) militare italiano;
1848, capitano dell'esercito borbonico si reca con G. Pepe, nella I guerra di indipendenza, a difendere venezia;
1849-59, esule a Genova, molto legato a G. Medici e C. Pisacane, si stacca, dopo il 1853, dalla democrazia repubblicana accettando un po' alla volta il programma di G. Garibaldi;
1859, nella II guerra di indipendenza è comandante del 1° reggimento dei "Cacciatori delle Alpi";
1860, partecipa alla campagna garibaldina per la liberazione del mezzogiorno; settembre, dopo l'ingresso a Napoli è nominato da G. Garibaldi ministro della guerra del governo dittatoriale;
1866, partecipa alla III guerra d'indipendenza come comandante di divisione e diventa deputato;
1870, partecipa alla presa di Roma e nel 1872 è senatore;
1882-1893, capo di stato maggiore dell'esercito.

Curtius, Georg (Lubecca 1820-Hermsdorf, Slesia 1885) filologo e comparatista tedesco, fratello di Ernst (1814-1896)
La comparazione linguistica in rapporto con la filologia classica (1845)
Tempi e modi verbali (1846)
Grammatica greca per le scuole (1852)
Principi di etimologia greca (1858-62)
Sulla storia e il compito della filologia (1862)
A proposito della cronologia degli studi indoeuropeistici (1873)
Il verbo greco (1873-76).

d'Arnoux, Charles-Albert [Bertall] (1820-1882) disegnatore, uno dei più prolifici del suo tempo, il cui nome appartiene anche alla storia della fotografia;
[deve il suo pseudonimo a H. de Balzac che gli suggerì di anagrammare il nome Albert.]
autore di migliaia di illustrazioni e di caricature per giornali e libri (3600 disegni soltanto per la collezione dei "Romans populaires illustrés");
il suo nome rimane legato soprattutto alle illustrazioni di:
Petites misères de la vie coniugale,
Physiologie du goût,
Types de la comédie humaine di H. de Balzac
e alla collaborazione prestata all'editore J. Hetzel per la sua "Bibliothèque des enfants";
Le Diable à Paris (illustrazioni, insieme con Paul Gavarni, editore J. Hetzel)
1860, comincia a eseguire dei ritratti che lo pongono in prima linea;
[Il fatto che suo nome figuri accanto a quelli di D.-A. Raffet, Kaulbach, Rethel, Toepfer, Cham e Nadar, nello schema di articolo De la caricature et généralement du comique dans les arts, che Ch. Baudelaire non realizzò mai, è la prova della considerazione nella quale egli era tenuto.]

Dekker, Eduard Douwes o Multatuli (Amsterdam 1820-Nieder-Ingelheim, Rheinland-Pfalz 1887) scrittore olandese
1838, a Giava è funzionario dell'amministrazione coloniale olandese, dalla quale viene espulso per la sua VIbrante denuncia degli abusi del colonialismo;
Max Havelaer (1860, romanzo, suo capolavoro)
Lettere d'amore (1861)
Idee (1862-77, in 7 voll.).

Engels, Friedrich (Barmen, Wuppertal 1820-Londra 1895) filosofo e politico tedesco, chiamato «il generale» nel movimento operaio internazionale.

Fet-Sensin, Afanasij Afanasevic (Novoselk', Mcensk 1820-Mosca 1892) poeta russo, traduttore di classici latini e di poeti tedeschi e inglesi, in particolare di H. Heine;
Fuochi della sera.

Forcade Laroquette, Jean Louis Victor Adolphe de (Parigi 8 aprile 1820 – Parigi 15 agosto 1874) politico francese;
[Fratello uterino del mar.llo de Saint-Arnaud.]
1847, eredita il château Malromé;
1860, 26 novembre-14 novembre 1861), ministro delle Finanze;
1861, senatore;
1863, vice-presidente del Consiglio di Stato;
1867, ministro del Commercio e dell'Agricoltura;
1868 17 dicembre- 2 gennaio 1870, ministro dell'Interno;
[Si fa notare per il suo rigore verso la stampa d'opposizione e disapprova i tentativi dell'Impero liberale.]
1864-70, consigliere generale del Cantone di Sauveterre-de-Guyenne, nella Gironde;
1870, 2 gennaio, dopo la formazione del "governo Ollivier", dà le dimissioni da senatore e si fa eleggere deputato del Lot-et-Garonne, divenendo uno dei capi della destra; dopo la caduta dell'Impero si ritira dalla vita politica.

Fromentin, Eugène (La Rochelle 1820-Saint-Maurice 1876) scrittore e pittore francese;
Un été dans le Sahara (1857, Un'estate nel Sahara)
Une année dans le Sahel (1859, Un anno nel Sahel)
Dominique (1863, un classico del romanzo francese del XIX secolo)
I maestri d'un tempo, Belgio, Olanda (1876).

Gruska, Anton Giuseppe (13 novembre 1820-Kramchberg, Austria 5 agosto 1911) cardinale, figlio di un modestissimo artigiano viennese; combattuto dal borgomastro Lueger, fu sempre fedele agli interessi della casa imperiale e dell'alto clero;
1848, amico di Doellinger, è tra i preti che assistono i feriti nei moti rivoluzionari;
precettore dei figli dell'arciduca Aberto, gode della protezione dell'imperatrice Carolina Augusta vedova di Francesco I;
1890, arcivescovo di Vienna;
1891, nominato cardinale da Leone XIII;
1911, 5 agosto, da tempo ritiratosi dagli affari dell'arcidiocesi, muore.
[Gli affari dell'arcidiocesi sono stati diretti prima dal vescovo Marschall e poi dal vescovo Nagl. La nomina a coadiutore di quest'ultimo suscitò in Austria molto rumore. Si diceva infatti fosse stato l'arciduca ereditario a chiedere l'allontanamento di Marschall per vendicarsi dell'opposizone da questi fatta al suo matrimonio morganatico con la contessa di Chotek poi duchessa di Hohenberg.]

Klapka, György (Temesvár, odierna Timisoara 1820-Budapest 1892) militare ungherese;
1848, scoppiata la rivoluzione ungherese ricopre alte cariche militari;
1849, maggio-giugno, ministro della guerra, sostiene la necessità di una strategia offensiva entrando in contrasto con A. Görgey; luglio, difende strenuamente la piazza di Komárom ottenendo (settembre) una resa onorevole dal generale austriaco J.J. von Haynau; si reca in esilio in Inghilterra;
Memorie (1850, in tedesco)
1853, febbraio, collabora con G. Mazzini per il fallito tentativo insurrezionale;
1859, avvicinatosi alla politica del conte di Cavour, organizza durante la seconda guerra d'indipendenza una Legione magiara in Italia;
1866, durante la terza guerra d'indipendenza è al servizio della Prussia;
Dai miei ricordi (1866)
1867, dopo la creazione della duplice monarchia austro-ungarica è deputato al parlamento;
1873, si reca in Turchia dove ha funzioni di consigliere militare;
1877, tornato in patria si ritira dalla vita politica.

Macedo, Joaquim Manuel de (Itaborai, Rio de Janeiro 1820-Rio de Janeiro 1882) scrittore brasiliano, politico liberale, il primo a descrivere in Brasile la società urbana, borghese, in numerosi romanzi;
A moreninha (1844, La morettina).

Mansel Henry LongueVille (1820-71) filosofo inglese, interprete di W. Hamilton; positivismo evoluzionistico;
I limiti del pensiero religioso (1858)
Filosofia del condizionato (1866).

Marzotto, Gaetano [sr] (Valdagno, Vicenza 20 settembre 1820 – Valdagno, Vicenza 8 novembre 1910) industriale e politico italiano, della società laniera Marzotto con sede a Valdagno (VI);
[Figlio di Luigi e padre di Vittorio Emanuele [sr]. ]

Massimo da Verona o Massimino Cappuccino (XIX) frate cappuccino, padre, pittore.

Mowat, Oliver - sir (Kingston, Upper Canada (futuro Ontario) 22 luglio 1820 – Toronto, Ontario 19 aprile 1903) politico canadese, presbiteriano;
[Figlio di John Mowat e Helen Levack.]
1867, uno dei Padri della Confederazione;
1872, 25 ott-12 lug 1896, 3° premier dell'Ontario;
1896, 13 lug-17 nov 1897, ministro della Giustizia e procuratore generale del Canada;
1897, 18 nov-19 apr 1903, 8° luogotenente-governatore dell'Ontario.

Nemcova, Bozena (Vienna 1820-Praga 1862) scrittrice ceca, trascorse l'infanzia a Ratiborice, affidata alle cure della nonna materna, Magdalena Novotna;
1837, sposa, per volontà della madre, un uomo che non ama, l'ispettore delle finanze Josef Nemec, da cui ha quattro figli;
1842-45, vive a Praga, in seguito al trasferimento del marito, dove si lega d'amicizia a diversi letterati;
Favole e racconti popolari (1845-47, sette libri)
1850, quando il marito viene trasferito in Ungheria ella preferisce rimanere a Praga con i figli dove vive fino alla morte in estrema povertà;
Baruška (1853)
Rosárka (1855)
La nonna (Quadri di vita provinciale) (1855, suo capolavoro, a cui lavorò negli anni 1853-54 in cui perse il figlio maggiore)
Il Villaggio sui monti (1856)
Povera gente (1856)
Nel castello e intorno al castello (1856)
Fiabe e racconti popolari slovacchi (1857-58).

Nightingale, Florence (Firenze 1820-Londra 1910) infermiera inglese, proveniente da una famiglia della ricca borghesia, dedicò tutta la sua vita all'assistenza dei malati e dei diseredati;
1854-56, infermiera militare durante la guerra di Crimea, riesce a riorganizzare con competenza e abnegazione i servizi sanitari dell'esercito britannico.

Pilo, Rosolino (Palermo 12 luglio 1820-San Martino, Palermo 21 maggio 1860) politico siciliano, figlio di Girolamo conte di Capaci, e Antonia Gioeni dei duchi di d'Angiò;
compì gli studi a Palermo e a Roma presso i Teatini di padre ventura, ma non volle intraprendere la carriera ecclesiastica;
1848, 12 gennaio, legatosi ai più ardenti liberali dell'isola, F. Crispi e G. La Masa, è tra i protagonisti della giornata rivoluzionaria di Palermo che porta alla caduta del governo borbonico in Sicilia; 
promosso maggiore e incaricato di comandare le artiglierie della piazza militare di Palermo e poi quelle di tutta l'isola, assume presto un atteggiamento critico nei confronti del governo siciliano, il cui orientamento giudica troppo moderato, e si oppone alla scelta fatta dalla camera che invita Alberto Amedeo di Savoia duca di Genova ad accettare la corona di Sicilia;
1849, costretto all'esilio dalla restaurazione borbonica, svolge a Genova un'intensa attività organizzativa per il Partito d'azione attraverso una fitta corrispondenza con G. Mazzini, i patrioti siciliani esuli e quelli rimasti nell'isola;
1856, accorre in Sicilia nella speranza di aiutare il barone Francesco Bentivegna nel tentativo di sollevare i paesi del palermitano; al suo arrivo a Messina apprende però che la rivolta è stata sventata e Francesco Bentivegna condannato a morte;
1857, amico di C. Pisacane ha affidate le munizioni e le armi destinate all'impresa di Sapri, ma non riesce a consegnarle al piroscafo Cagliari, come convenuto, a causa della nebbia o della rotta sbagliata; non potendo unirsi a C. Pisacane nella sua infelice spedizione e ricercato dalla polizia sarda, si rifugia a Malta; 
1860, 10 aprile, dopo lo scoppio del moto della Gancia a Palermo, sbarca in Sicilia con l'amico Giovanni Corrao, animando e preparando squadre di picciotti per una sollevazione generale e sollecita l'intervento armato di G. Garibaldi; 20 aprile, giungono alla Piana dei Greci dove li attende Luigi La Porta capo degli insorti;
5/6 maggio, avvenuto a Marsala lo sbarco dei Mille, egli attira verso Monreale il grosso delle truppe borboniche adoperando le "squadre" che lo seguono per compiere colpi di mano; 21 maggio, muore colpito dai borbonici presso San Martino.

Pisemskij, Aleksej Feofilaktovic (Ramen'e, Kostroma 1820-Mosca 1881) scrittore russo, nato in una famiglia di nobili origini ma poverissima;
dopo la laurea entranella burocrazia statale;
entra poi ne «Il Moscovita», slavofilo, che si oppone a «Il contemporaneo»;
Bojaršcina (1847, bocciato dalla censura)
Il pagliericcio (1850)
Una dura sorte (1853, teatro)
Schizzi di vita contadina (1856)
Mille anime (1858)
Il peccato del vecchio (1860)
Mare agitato (1863)
Gente degli anni Quaranta (1869)
Il gorgo (1871)
Piccoli borghesi (1877).

Rankine, William John Macquorn (Edimburgo 1820-Glasgow 1872) ingegnere e fisico scozzese da cui il "ciclo Rankine" ciclo termodinamico particolarmente efficiente; si formò al di fuori dell'ambito universitario lavorando nel campo delle costruzioni ferroviarie, agli inizi della loro espansione;
1855, insegna ingegneria civile e meccanica all'università di Glasgow;
Manuale del motore a vapore (1859).

Sandri, Bartolomeo (1820-1898) padre gesuita;
anima del comitato centrale dell'Opera dei Congressi, il sostegno e la guida di G.B. Paganuzzi e il sostenitore di quasi tutta la stampa intransigente veneta.

Sherman, William Tecumseh (Lancaster, Ohio 1820-New York 1891) militare statunitense, uno dei più abili militari della "guerra di secessione"; entrò nell'accademia militare di West Point;
1840-53, dopo l'accademia militare di West Point, presta servizio nell'esercito e prende parte alle campagne contro gli indiani seminole e alla guerra contro il Messico; rientrato nella vita civile, diviene banchiere a San Francisco fino allo scoppio della guerra di secessione nel corso della quale combatte nelle file unioniste (nordisti), nonostante le sue convinzioni conservatrici sul problema della schiavitù;
1862, aprile, comandante di divisione, si distingue nella battaglia di Shiloh ed è promosso maggiore generale;
1863 diventa brigadiere generale;
1864, marzo, succede a Grant, nominato comandante supremo delle forze unioniste, alla testa delle armate del sud-ovest; settembre, con la piena approvazione di questi, dopo la conquista di Atlanta, attua con i suoi 65.000 soldati la cosiddetta "marcia verso il mare" che porta all'occupazione di tutta la Georgia in pochi mesi; dicembre, presa di Savannah; da qui punta a nord attraverso le due Caroline, fornendo così un contributo decisivo alla Vittoria degli unionisti;
1865, 26 aprile, nelle sue mani si arrende il comandante confederato dell'armata delle Caroline, J.E. Johnston;
1869-84, comandante generale dell'esercito degli Stati Uniti.

Spencer, Herbert (Derby, Inghilterra 27 aprile 1820 - Brighton 8 dicembre 1903) filosofo inglese; "positivismo"

Tournachon, Gaspard-Félix o Nadar (Parigi 1820-1910) scrittore, caricaturista e fotografo francese, nato in una famiglia di editori-tipografi lionesi, parente di P. Gavarni, il celebre illustratore, che lo introdusse a «Le Charivari» il giornale reso famoso dalla collaborazione di H. Daumier;
[Figlio di Thérèse Maillet (1.9.1794-1860), lionese come il marito, morto nel 1837, e fratello di Alban-Adrien (Nadar jeune).]
un rovescio finanziario costringe la famiglia a ritirarsi a Lione dove collabora a piccoli giornali come il «Journal du commerce» e l' «Entr'acte lyonnais»; 
di nuovo a Parigi si dà completamente alla bohème diventando amico di Champfleury, Delveau, L. Blanc; divenuto segretario di celebri personalità del mondo politico comincia a scrivere per «La vogue», «Le Négociateur», «L'Audience» e racconti per «Le Corsaire»;
1848, abbandona tutto per recarsi in Polonia dove intende partecipare alla rivoluzione;
1849, fonda la «Revue comique»;
1853, sposatosi nel frattempo, apre, per ragioni economiche, uno studio fotografico che ha successo grazie anche alle sue relazioni: tra i clienti Ch. Baudelaire, M.A. Bakunin, Champfleury, E. Delacroix, G. Doré, G. de Nerval;
1856, interessato all'astronautica, realizza le prime vedute aerostatiche
1863, ottobre, l'aerostato Le Géant, fatto da lui costruire, compie il primo volo; il risultato dell'operazione si trasforma in un disastro finanziario;
1874, apre il suo celeberrimo studio di rue Daunon alla prima mostra degli impressionisti (tra cui gli amici Degas ed E. Manet che trasse, da una sua fotografia, l'acquaforte con il ritratto di Ch. Baudelaire);
1881, ospita anche la sesta mostra degli impressionisti;
1889, realizza la sua prima "intervista fotografica " (una sequenza di 27 fotografie del fisico M.-E. Chevreul in occasione del suo centesimo compleanno).

Tyndall, John (Leighein Bridge, Carlow 1820-Hindhead, Surrey 1893) fisico inglese, da cui "effetto Tyndall";
professore di filosofia naturale alla Royal Institution di Londra, fu collega e amico di M. Faraday; fu considerato  uno dei più audaci scalatori del sec. XIX (fu il primo ad attraversare il Cervino da Breuil a Zermatt, scalò da solo il monte Bianco e il monte Rosa); approfondì lo studio dei ghiacciai.

Zanella, Giacomo (Chiampo, Vicenza 1820-Cavazzale, Vicenza 1888) poeta italiano; buon conoscitore di lingue antiche e moderne, tradusse la Bibbia, oltre a vari classici greci e latini, a P.B. Shelley e a H. Heine
1843, viene ordinato sacerdote dopo aver compiuto gli studi nel seminario vescovile; i suoi sentimenti patriottici gli procurano l'ostilità del governo austriaco che lo fa allontanare dall'insegnamento;
1866, è professore di letteratura italiana all'università di Padova;
versi (1868)
Storia della letteratura italiana dalla metà del Settecento ai nostri giorni (1880)
Astichello (1881, sonetti)
1885, appare la sua ultima raccolta di versi;
Paralleli letterari (1885, vari studi di letteratura comparata).
[Una delle prose più colorite si riferisce a frate Francesco Maria Lorenzoni da Vicenza.]

Torna su

congresso di Troppau
20 ottobre-30 dicembre

1820, i rappresentanti delle maggiori potenze europee si riuniscono a Troppau (nome tedesco della città cecoslovacca di Opava) ed in particolare: 
- imperatore d'Austria (assistito da principe di Metternich)
- zar di Russia
(assistito da G.A. conte di Capodistria)
- re di Prussia
(assistito da K.A. von Hardenberg)
- i francesi La Ferronnays e Caraman,
- l'inglese lord R. Stewart;
principe di Metternich, con l'appoggio della Prussia e della Russia, riesce a far approvare (nonostante l'opposizione dei governi di Londra e di Parigi) il principio dell' "intervento";
19 novembre, Russia, Austria e Prussia firmano una dichiarazione nella quale si afferma che le potenze alleate si impegnano ad applicare misure repressive contro gli stati che attuassero riforme illegali o cadessero in preda alla rivoluzione; 
la dichiarazione di Troppau rende così possibile l'intervento militare dell'Austria nel regno delle Due Sicilie per soffocarVI la rivoluzione costituzionale del 1820. 

Carboneria

«segue da 1811»
1820
Lombardia
Tutto è soggettoalla Censura austriaca. Ciò significa che nessun giornale, nessun libro, nessuno scritto, nessun taccuino può essere stampato e diffuso se prima non passa negli Uffici della Polizia.
I cospiratori sono detti "Federati";
Piemonte
solo alla nobiltà spettano le cariche, gli onori e i privilegi; per loro immunità speciali, diritti speciali e giustizia speciale;
il borghese non ha alcuna garanzia;
il re, con un semplice tratto di penna [decreto reale], può cancellare i debiti di un nobile e rimetterne la liquidazione a tempo indeterminato, lasciando così i creditori nella miseria;
i gesuiti e la polizia dominano la stampa e l'istruzione pubblica;
i cospiratori sono detti "Adelfi";
Vittorio Emanuele I ha cacciato i migliori professori dall'università:
. Caluso, amico di V. Alfieri,
. Reineri, giureconsulto,
. vassalli, fisico,
. Balbis, botanico,
. Giobert, chimico,
perché tutti nominati da Napoleone I;
Modena
Francesco IV ristabilisce l'antico diritto criminale; tutti i comuni sono retti da un Podestà e la polizia cade nelle mani di un certo Giulio Besini anima del governo e delle sue nefandezze;
Centro Italia
i cospiratori sono detti "Guelfi" e "Carbonari";
Regno delle Due Sicilie
A. Capece Minutolo
, principe di Canosa, ministro della polizia dal 1816 (poi licenziato dallo stesso re Ferdinando I), per fronteggiare i carbonari ha costituito la "setta dei Calderai" (uomini malvagi provenienti dalle carceri svuotate nel 1799);
intanto in Spagna l'esercito, sotto la guida dei comandanti R. Riego y Nuñez e Quiroga, si è ribellato al re chiedendogli di ristabilire la costituzione liberale di Cadice del 1812, abolita nel 1814;
Luglio
1-2
, moti di Nola:
sotto l'impulso degli ufficiali M. Morelli e G. Silvati, d'accordo col prete Luigi Menichini Gran Maestro carbonaro e molto influente sulla popolazione, e con l'aiuto di ventisei cittadini armati, ha inizio la sommossa;
al grido di «Viva Dio, il Re e la Costituzione», le truppe riunitesi sotto la guida di Guglielmo Pepe nel campo di Monforte, si dirigono verso la capitale;
9, Ferdinando I, impaurito, concede la costituzione;
10, i carbonari entrano a Napoli tra feste e luminarie… ma VIgila la Santa Alleanza;
al congresso di Troppau (poi trasferito a Lubiana), viene deciso l'intervento militare;
alla notizia dell'imminete guerra con l'Austria il patriottismo si ridesta, il parlamento ripudia gli atti del re, tutti si preparano alle armi, 52.000 napoletani, tra giovani e veterani, si organizzano per bande onde sbarrare il passo sugli Appennini e difendersi dal mare; Guglielmo Pepe e Carrascosa sono creati generali supremi;
«segue 1821»

Stampa

«segue da 1819»
1820
Fino a questo momento i libri stampati raggiungono il pubblico nello stesso stato in cui i libri manoscritti avevano lasciato gli scriptoria medievali, cioè in fogli sciolti o cuciti insieme alla meglio;
il compito di far legare questi fogli in una copertina di cartone rivestita di pelle è lasciato al libraio oppure al privato stesso.
Il caso dell'editore che distribuisce i suoi libri già legati è eccezionale e limitato alle edizioni a poco prezzo destinate ai compratori più poveri, quelli che non possono permettersi di affidare i propri libri a un legatore di professione.
La tela, meno costosa, comincia a sostituire gradualmente la pelle.
Intanto in USA nascono le riviste da un penny, si diffondono presto in Inghilterra e di qui conquistano il continente.
Inghilterra
Da questo momento la "biblioteca circolante" (una delle tre istituzioni che influenzeranno molto sia l'abitudine e la lettura che la scelta dei testi da leggere, oltre alla "biblioteca pubblica" e al "club del libro") comincia a dominare dominerà il mercato librario (e lo farà fino al 1890); d'altra parte è in voga il three-decker, reso popolare da W. Scott, cioè il romanzo pubblicato in tre volumi al prezzo complessivo, arbitrario e artificiale, di 31 scellini e 6 pence.
Italia
Firenze, esce un catalogo (ca 10.000 titoli) dei Molini, "Librai e Stampatori all'insegna di Dante", attivi a Firenze e a Parigi tra Sette e Ottocento.
«segue 1821»

"filellenismo"

1820-30, in vari paesi europei opera questo movimento a sostegno della lotta d'indipendenza della Grecia dal dominio ottomano;
i "filelleni" organizzano una serie di comitati (a Londra, Parigi, Ginevra) per inviare volontari e mezzi finanziari agli insorti greci, e svolgono una continua opera di pressione sui governi inglese e francese per spingerli all'intervento contro i turchi;
tra i più caldi sostenitori della causa greca ci sono G. Byron (morto nel 1824 a Missolungi), F.A. Chateaubriand, E. Delacroix;
rilevante è anche l'impegno degli esuli politici italiani, alcuni dei quali combattono nelle file dei greci come A. Palma di Cesnola, A. Morandi e Santorre di Santarosa (morto combattendo contro i turchi nell'isola di Sfacteria nel 1825).

Monte di Pietà di Vicenza

«segue da 1496»
Inizi Ottocento, l'interesse sui prestiti viene portato al 6% cui si aggiunge una tassa fissa di mezzo punto percentuale, per consentire al Monte di riassestare le proprie finanze dopo le disastrose vicende napoleoniche;
«segue 1828».

Nuova Ricerca