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Papa Pio VI
(1775-99)

1790
Luglio
12
, l'Assemblea Costituente francese vota con decreto la «Costituzione civile del clero» che modella le circoscrizioni ecclesiastiche su quelle amministrative e prescrive che parroci e vescovi siano eletti tra gli ecclesiastici forniti dei requisiti canonici dalle assemblee elettorali del distretto o del dipartimento, e poi investiti dai loro diretti superiori: i vescovi, consacrati da uno dei vescovi metropolitani, non devono più richiedere la conferma canonica alla Santa Sede, basta solo la comunicazione della nomina; il clero secolare viene trasformato in un corpo di funzionari dello stato tenuto a giurare fedeltà alla costituzione;
i francesi occupano Avignone e il Contado Venassino;
« segue »

Francescani

«segue da 1758»
1790, 3 febbraio, l'Assemblea Costituente francese vota l'interdizione definitiva dei voti solenni, a cui seguono l'inventario dei conventi, l'interrogatorio dei religiosi, l'obbligo ad essi di scegliere tra la vita comune e la vita privata; seguono pure il raggruppamento e la reclusione in un piccolo numero di Case di quei religiosi che rifiutano di rientrare nel mondo, seguono la vendita di abbazie e conventi;
180 sono i martiri francescani dei tre Ordini;
«segue 1799»


Cluniacensi

«segue da 1621»
1790, il decreto di soppressione del monastero colpisce solo ca 40 monaci, soggetti al commendatario, cardinale di Rochefoucauld.

"riformati" o "trappisti"

«segue da 1664»
1790, quando l'assemblea nazionale francese sopprime gli ordini religiosi, l'abate A. Lestrange si rifugia con i trappisti nell'antica certosa di Val-Sainte (Svizzera);
«segue 1791»





 

 

ANNO 1790




1790
Unione Elvetica
CATTOLICI
- Uri (1291),
- Schwyz (1291),
- Unterwalden (1291),
- Lucerna (1332),
- Zug (1353),
- Glarus (1353) [in parte],
- Friburgo (1481),
- Soletta (1481).

PROTESTANTI
- Zurigo (1351),
- Berna (1353),
- Glarus (1353) [in parte],
- Basilea (1501),
- Sciaffusa (1501),
- Appenzell (1513).

1790

La Rivoluzione a Parigi serve da carta di tornasole per le contraddizioni che la Confederazione alberga: mentre i contadini di Lucerna, mercenari del re di Francia, muoiono alle Tuileries, il banchiere J. Necker organizza la fuga dei capitali degli aristocratici francesi verso Ginevra e Londra.
L'avvento di Napoleone Bonaparte segna la fine dell'antico regime patrizio. Esso tornerà un'ultima volta al potere, dopo la partenza delle truppe francesi di occupazione, nel 1814.

Agosto
31
, (esempio dei rapporti di classe esistenti all'interno dei reggimenti mercenari) il reggimento Lullin de Châteauvieux comandato da un ufficiale di Ginevra, ma reclutato principalmente nel paese di Vaud, si ammutina a Nancy. La sedizione non è, per la verità, politica, la causa principale essendo il ritardo nel pagamento del soldo, mai i Cantoni vedono in essa un grave attentato all'onore del nome svizzero; il consiglio di guerra dei reggimenti di Castella (Friburgo) e Vigier (Soleure) si dimostra tanto più spietato in quanto si tratta di un contingente da un paese suddito. Vuole dare un esempio che incuta terrore.
Uno degli agitatori è condannato alla ruota, ventidue uomini sono impiccati, quarantuno mandati alle galere del re a Tolone, gli altri banditi per sempre dalla Confederazione.
[Una parte dei condannati alle galere passano, coi ferri al collo, per le strade di Parigi. Vengono liberati a furor di popolo. Durante questa festa improvvisata alcuni parigini si mettono in testa il berretto dei galeorti. Questo berretto, chiamato "berretto frigio", diventerà il simbolo della futura repubblica!]

Questa deportazione semivolontaria dei contadini in eccesso non solo frutta parecchio denaro alle famiglie regnanti ma permette loro anche di partecipare con scaltrezza e profitto ai complessi giuochi della politica internazionale.

Verso la fine del XVIII secolo 70.000 confederati e sudditi dei balì della Confederazione sono incorporati in permanenza negli eserciti stranieri. Ottanta generali vendono questi uomini al maggior offerente e per la promozione delle guerre più ciniche.

[Jean Ziegler, Una Svizzera al di sopra di ogni sospetto, Arnoldo Mondadori Editore Milano 1976]


AUSTRIA - BOEMIA e UNGHERIA

Giuseppe II (Schönbrunn 1741 - Schönbrunn 1790)
primogenito di Francesco Stefano di Lorena (Francesco I) e di Maria Teresa d'Austria;
1764-90, re dei romani;
1765-90, imperatore del Sacro Romano Impero;
1780-90, re di Boemia e d'Ungheria;
il conte A.W. von Kaunitz-Rietberg, dal 1753 al servizio dell'Austria, continua a dirigerne la politica estera;
1788-91, guerra contro la Turchia; alleanza con Caterina di Russia;
1790
l'andamento della guerra contro la Turchia lo delude per cui, gravemente ammalato, ritorna a Vienna;
minacciato dalle avvisaglie di una rivolta ungherese alle spalle delle armate austriache e dal pericolo dell'entrata in guerra della Prussia, della Polonia, dell'Olanda e forse perfino dell'Inghilterra contro l'Austria, sul letto di morte revoca le riforme amministrative riguardanti l'Ungheria e rimanda a Budapest la corona di santo Stefano;
Febbraio
20
, muore: l'Ungheria è in festa.


Albero genealogico
 

Leopoldo II (Schönbrunn 1747 - Wien 1792)
terzogenito di Francesco Stefano di Lorena (Francesco I) e di Maria Teresa d'Austria;
1765-90, granduca di Toscana (Pietro Leopoldo I);
1790-92, imperatore del Sacro Romano Impero
e re di Boemia e d'Ungheria
;
succede al fratello;
il conte A.W. von Kaunitz-Rietberg, dal 1753 al servizio dell'Austria, continua a dirigerne la politica estera;
1790-91, il Belgio è in aperta insurrezione;

Pur dichiarando che la Patente di tolleranza non può considerarsi come immutabile legge costituzionale della monarchia ma soltanto una benigna concessione dipendente dal bene placito del principe, Leopoldo II la mantiene però in vigore respingendo ogni petizione perché siano almeno in qualche rispetto circoscritte le leggi di tolleranza.
[Né i sovrani posteriori l'abrogheranno; nello stesso tempo gli acattolici, malgrado tutti i rivolgimenti che succederanno, non cesseranno di godere di quelle facoltà in essa sancite, che anzi accresceranno.]

Albero genealogico
 
POLONIA
Stanislao II Augusto (Voucyn, 17 gen 1732 – San Pietroburgo, 12 feb 1798)
figlio di Stanislaw Poniatowski e di ?;
1764-95, re di Polonia;
fatto eleggere, con l'appoggio prussiano e russo, dai Czartoryski;
1790
dopo la spartizione (1771), introduce una serie di riforme; si riunisce la grande dieta;


Albero genealogico
 
 

BAVIERA

Karl IV Theodor (Schloss Drogenbusch/Uccle 1724 - Munich 1799)
figlio del pfgf Johann Christian Joseph von Sulzbach e di Marie Anne Henriette de La Tour-d'Auvergne marchesa di Bergen-op-Zoom;
Kfst von der Pfalz (1742-99)
[Palatinato Renano (o Inferiore)]
1777-99, elettore di Baviera;
1790
-


Albero genealogico
PRUSSIA

Federico Guglielmo II (Berlino 1744-97)
figlio del principe Augusto Guglielmo (fratello di Federico II) e di Luisa di Brunswick-Wolfenbüttel;
1786-97, re di Prussia;
1790
il suo iniziale atteggiamento antiaustriaco lo spinge ad una politica d'intesa con l'impero ottomano impegnato in una guerra contro gli Asburgo, e a favorire la rivolta dei belgi;


Albero genealogico
 
SASSONIA

Federico Augusto III [il Giusto] (Dresda 1750-1827)
figlio del pr. elett. Federico Cristiano e di Antonietta di Baviera;
1763-1806, principe elettore di Sassonia;
1790
cerca di mantenersi neutrale nei conflitti tra Austria e Prussia;
1806-27, re di Sassonia (Federico Augusto I);


Albero genealogico
 
 




1790
IMPERO OTTOMANO

Selim III

Albero genealogico

(1761-1808)
figlio di Mustafà III;
1789-1807, XXVIII sultano;

1790
guerra russo-turca (1787-92)








1790
RUSSIA
Caterina II [la Grande]
Albero genealogico

(Stettino 1729 - Pietroburgo 1796)
(Sofia Federica Amalia) figlia del principe Cristiano Augusto di Anhalt-Zerbst, generale prussiano, e della principessa Giovanna Elisabetta di Holstein-Gottorp;
1762-96, imperatrice di Russia;
-


Ministro degli Esteri
-
1790
1787-91, campagne militari contro la Turchia, sempre per la realizzazione del "progetto greco";
intanto allo scoppio della rivoluzione francese, turbata dal carattere radicale ed eversivo del moto, rinnega apertamente i suoi principi illuministici, e le divergenze con l'intelligencija russa si approfondiscono in seguito all'arresto dei maggiori esponenti della cultura progressista [A.N. Radišcev (1790), N.I. Novikov (1792) ecc.];

1785-1791, lo sceicco Mansur conduce la guerra di resistenza alla colonizzazione del Caucaso iniziata da Caterina II.


 
1790
REGNO di FRANCIA
Louis XVI

figlio del delfino Luigi e di Maria Giuseppina di Sassonia;
1770, sposa Maria Antonietta d'Austria;
1774-92, re di Francia;

Rivoluzione francese (1789-93)


Assemblea Nazionale Costituente
[1789 27 giu - 30 set 1791]
Principal ministre d'État
J. Necker
(1789 16 lug - 3 set 1790)
conte A.-M.
di Montmorin Saint-Hérem

(1790 3 set - 29 nov 1791)
Cancelliere
R.-N. de Maupeou
(1768 16 set - 1° lug 1790)
 
Ministro dell'Interno
-
F.-E. Guignard de Saint-Priest
(1790 7 ago - 25 gen 1791)
Guardasigilli
J.-M. Champion de Cicé
(1789 4 ago - 21 nov 1790)
M.-L.-F. Duport-Dutertre
(21 nov - 23 mar 1792)
Sovrintendente
delle Finanze
J. Necker
(1789 16 lug - 4 set 1790)
C.-G. Lambert
barone di Chamerolles, conte d'Auverse
(4 set - 4 dic)
C.-A. de Valdec de Lessart
(4 dic - 27 apr 1791)
Segretario di stato
agli Affari Esteri
conte A.-M.
di Montmorin Saint-Hérem

(1789 16 lug - 29 nov 1791)
Segretario di stato alla Guerra
Jean-Frédéric de la Tour du Pin-Gouvernet
(1789 4 ago - 16 nov 1790)
Louis le Bègue du Presle Duportail
(16 nov - 7 dic 1791)
 

Rivoluzione francese (1789-93)

1790
Gennaio
21
, principio dell'eguaglianza di tutti davanti alla legge;
lo stesso giorno la "Société des amis des Noirs" torna alla carica inviando una petizione all'Assemblea nazionale, chiedendo il voto immediato del principio di abolizione della tratta degli schiavi;
A.-P. Barnave è incaricato del rapporto; legato ad A. Lameth, membro del "Comitato Massiac", egli si oppone all'abate B.H. Grégoire, conte di Mirabeau e M. Robespierre;
27, N. de Condorcet sottopone all'Assemblea generale dei rappresentanti della Comune di Parigi la sua memoria diretta a far abrogare il "decreto del marco d'argento"; si decide che la stessa memoria, dopo la consultazione dei distretti, sia sottoposta all'Assemblea nazionale; ma questi si dimostrano gelosi della propria indipendenza e le loro assemblee primarie si considerano come i veri luoghi dove si esprime la sovranità popolare; i distretti decidono dunque di agire da soli;
28, riprende la discussione all'Assemblea nazionale sul diritto alla cittadinanza degli ebrei;
[Prima d'ora, una delegazione di ebrei di Parigi ha presentato una petizione all'assemblea dei rappresentanti della Comune che, contando un certo numero di sostenitori degli ebrei – J.-P. Brissot, abate Mulot, N. de Condorcet, Godard e De Bourges –, l'ha accolta calorosamente.]
la sera stessa, alla Costituente, nel corso di una seduta particolarmente tumultuosa, Talleyrand de Sèze, il duca di Liancourt e l'abate B.H. Grégoire strappano l'adozione di un decreto che riconosce agli "ebrei spagnoli, portoghesi e avignonesi" – cioè ebrei della Guyenne e del Contado Venassino, in particolare di Bordeaux e di Avignone – che beneficiano già di privilegi particolari, la cittadinanza francese;
alla Comune di Parigi, i sostenitori degli ebrei non allentano i loro sforzi;

nasce la "Società degli amici dei diritti dell'uomo e del cittadino" animata all'inizio da G.-J. Danton e C. Desmoulins, chiamata «club dei cordiglieri», poiché la sede, fino al 1791, è un ex convento di cordiglieri (o minori osservanti);

Febbraio

5, intervento di Prieur de la Côte-d'Or all' "Assemblea su pesi e misure";
9, i distretti indirizzano direttamente all'Assembela nazionale una propria mozione limitandosi a rinviarla al suo Comitato di Costituzione ma l'assemblea dei rappresentanti avverte vivamente questo passo dei distretti;
13, sono aboliti gli ordini regolari;
15, uniformazione del territorio, abolizione delle province; creazione di 83 dipartimenti;
23, il ministro della "Maison du Roi" invia al N. de Condorcet, per sentire il suo parere, una memoria sui piani di assicurazione sulla vita;

Marzo

8, seguendo il rapporto presentato da A.-P. Barnave, l'Assemblea nazionale emana un decreto che riconosce il diritto di cittadinanza agli uomini di colore liberi; nello stesso tempo, tuttavia, questo decreto accorda ai coloni gli ampi poteri che essi rivendicano per le assemblee coloniali; esso mette "i coloni e le loro proprietà sotto la salvaguardia speciale della Nazione"; in questo modo esso garantisce implicitamente i loro diritti sui loro schiavi; quanto alla tratta, il decreto non ne fa cenno.
Nelle Isole esplode la violenza.
9, Ch.-M. de Talleyrand propone all'Assemblea nazionale la Mémoire sur la nécessité et le moyens de rendre uniformes, dans tout le Royaume, toutes les mesures d'étendue et de pesanteur;

15, la legge del 15 marzo non soddisfa i contadini; il riscatto dei diritti reali che gravano sulla terra costituisce la base del compromesso ricercato da una parte della borghesia, molto favorevole ai signori che però lo rifiutano; i contadini non hanno i mezzi per pagare il riscatto e per lo più non sono disposti a farlo; 
[Fino al 1792 (in alcune regioni fino al 1799) i contadini non pagano più alcun censo né decime; le leggi dell'estate 1792 e del luglio 1793, che proclameranno l'abolizione di tutte le prestazioni feudali, non faranno che sancire una realtà di fatto.]
lo stesso giorno i diritti di taratura, gli altri diritti che li sostituiscono, e tutti i diritti in genere, sia in natura sia in denaro, riscossi col pretesto dei pesi, sono soppressi;

ha inizio la vendita delle proprietà ecclesiastiche e si svolge con modalità atte a favorire gli acquirenti più facoltosi; ma ben presto gli assegnati, emessi in quantità esorbitante e in tagli sempre più piccoli, si trasformano in vera e propria carta moneta dal corso forzoso, la cui quotazione di mercato comincia a scendere nei confronti della "moneta buona";
l'incameramento dei beni del clero e la soppressione delle decime rendono però necessaria una riorganizzazione della Chiesa di Francia, che molti reclamano anche per ragioni ideologiche;

primavera, il progetto del N. de Condorcet di creare un altro tipo di club, incontra le preoccupazioni del marchese di La Fayette e del conte di Mirabeau che si sono riavvicinati; costoro ritengono opportuno creare un nuovo club la cui influenza possa controbilanciare quella della Società degli amici della costituzione;
E.-J. Sieyès, che detesta A.-P. Barnave e i fratelli Lameth, approva il piano;
nello stesso tempo N. de Condorcet partecipa all'edizione de La Bibliothèque de l'homme public, opera che riproduce i passaggi essenziali dei più grandi autori politici, Bodin, Machiavelli, Locke, ecc.;

Aprile
12
, nasce la "Società del 1789";
[I membri, in numero limitato, si reclutano per cooptazione. A questo focolare dell'élite intellettuale dei patrioti appartengono:
. E.-J. Sieyès,
. marchese di La Fayette,
. conte di Mirabeau,
. J.-S. Bailly,
. P.S. Dupont de Nemours,
. C.-M. de Talleyrand-Périgorde,
. J.-R. Le Chapelier,
. B. Barère de Vieuzac,
ma anche dei saggi o degli scrittori interessati alla politica:
. A.-L. Lavoisier,
. P.-J.-G. Cabanis,
. A. Chénier,
. Suard,
ecc.
L'oggetto della società è "approfondire, sviluppare, espandere i principi di una libera Costituzione, e, più in generale, di cercare i mezzi di perfezionare l'arte sociale".
Non saranno create filiali o società satelliti. Tuttalpiù essa corrisponderà con altre società indipendenti. All'austerità del convento dei Jacobins, essa oppone il conforto di un grande appartamento del Palais Royal, situato al primo piano sui giardini, con biblioteca e sala di lettura all'inglese.
Si decide di dare un grande banchetto mensile.]


intanto l'Assemblea decide che bisognerà pagare una ricompensa elevata a Parigi – 750 franchi – per essere eleggibile;

13, la Costituente decide di mettere le spese del culto al primo posto delle spese pubbliche; l'interesse politico è evidente: dal momento in cui lo Stato sovvenziona il culto cattolico, egli acquista il diritto legittimo di determinare il suo statuto.
[Tale è l'ambizione dei costituenti: riformare la Chiesa per spezzare la sua potenza nello Stato, ma senza toccare il dogma.
Scrive l'avv. A.-A. Camus: «La Chiesa è nello Stato, lo Stato non è la Chiesa!». Così, dopo i difficili dibattiti dal 29 maggio al 12 luglio, si voterà la Costituzione civile del clero.]

Maggio
8, l'Assemblea nazionale emana un decreto in cui «supplica il re di scrivere a Sua Maestà britannica per pregarla di incaricare il Parlamento inglese di collaborare con l'Assemblea nazionale nella determinazione dell'unità di pesi e misure».
Si propone di adottare come campione la lunghezza del pendolo semplice, che segna il secondo alla latitudine di 45°;
12, la "Società del 1789" celebra il suo insediamento;
ovviamente, essendo chiusa al pubblico, la società può esercitare la sua influenza sull'opinione pubblica attraverso un proprio giornale ed appare così il «Journal de la Société de 1789» al quale collaborano:
. P.S. Dupont de Nemours,
. A. Chénier,
. L.A. La Rochefoucauld d'Enville,
. marchese di Pastoret;
[Da parte sua N. de Condorcet vi pubblicherà regolarmente, da giugno ad agosto 1790, degli articoli su questioni di dottrina piuttosto che di attualità, conformemente alla sua visione sul ruolo del club. I suoi partner preferiscono invece delle manifestazioni a carattere più politico.
Purtroppo i membri dimenticano di regolare le sottoscrizioni necessarie alla vita del giornale e, dopo i solleciti di pagamento inviati in agosto, il giornale cesserà le pubblicazioni a settembre.
Ovviamente, N. de Condorcet, che detesta sia la vita mondana che l'agitazione politica, prende le distanze dalla società.]

Lo stesso mese gli ebrei di Parigi chiedono all'assemblea della Comune di prendere nuovamente posizione sul riconoscimento del loro diritto di cittadinanza. N. de Condorcet e altri due commissari sono incaricati di redigere un rapporto il cui testo viene approvato e inviato ai sessanta distretti dei quali uno solo prende una posizione ostile agli ebrei.
[Sarà poi comunicato al Comitato di Costituzione dell'Assemblea nazionale accompagnato da una lettera di De Bourges sulla questione degli ebrei. La cittadinaza sarà riconosciuta a tutti gli ebrei con decreto del 27 settembre 1791.]

Giugno
-,


Luglio

12, viene approvata la Costituzione civile del clero, che trasforma i ministri del culto in pubblici funzionari stipendiati, cui viene imposto alla fine dell'anno il giuramento costituzionale;
14, viene celebrata la "Festa della Federazione";
20, presidente dell'Assemblea costituente: J.-B. Treilhard (20 lug-1° ago);

Agosto
22, il decreto dell'8 maggio, sancito da Luigi XVI, diventa legge; la nuova unità di misura è il pendolo, battente il secondo a 45° di latitudine;

Parigi, la riforma municipale ha diviso la città in 48 sezioni al posto dei 60 distretti.
Lo stesso mese hanno luogo le elezioni municipali.
[N. de Condorcet non viene eletto.]

Il debito esigibile ha raggiunto 1.092 Mni di franchi, gli interessi annuali ammontano a 89,8 Mni di franchi.
[Vendendo i beni del clero e del demanio reale, si potrebbe facilmente estinguere il debito. Il bilancio, depurato degli interessi, sarebbe quindi in equilibrio.
Il marchese di Montesquiou propone di emettere degli assignat, aventi corso forzoso, senza interessi, corrispondenti al valore dei beni nazionali. Sarebbero utilizzati dagli acquirenti di questi beni per pagarne il prezzo e distrutti man mano che saranno ricevuti in pagamento. Alla fine dell'operazione i beni nazionali saranno stati venduti, gli assignat distrutti, il debito dello Stato rimborsato e il bilancio tornato in equilibrio.
27, il conte di Mirabeau esorta l'Assemblea ad adottare il piano presentato dal marchese di Montesquiou; la maggioranza dei patrioti si allinea al suo progetto; N. de Condorcet è invece contrario e, mentre il dibattito prosegue in Assemblea, egli pubblica una brochure dove dimostra le conseguenze disastrose dell'eventuale scelta proposta con l'inevitabile inflazione;
[Se la massa degli assignat è inferiore al valore dei beni, si spoglia la Nazione a favore dei creditori; se, al contrario, se ne creano troppi, e in conseguenza di questa emissione eccessiva i beni sono pagati in assignat al di là del loro valore, si spogliano i creditori.]

Settembre
intanto, gli assignat creati nel novembre 1789, hanno già perso il 6% del loro valore. Con la creazione di 2 Mdi di assignat senza interesse, i loro corsi non possono che abbassarsi e i prezzi salire.
Sia Lavoiser al "Club dei giacobini" che Dupont de Nemours e Talleyrant all'Assemblea nazionale combattono essi stessi il progetto. Ma la facilità vince sul rigore.
29, l'Assemblea, con 508 voti contro 423, decreta che il debito esigibile dello Stato e quello del clero saranno rimborsati in "assignat-moneta senza interessi";
vengono emessi 1.200 Mni di assignat (compresi i 400 Mni già emessi).
[Il louis e l'assignat sono quotati in borsa e ogni giorno si assisterà all'erosione del credito della Rivoluzione.]

Al problemi finanziari si aggiunge la questione della riforma fiscale
.

Ottobre
21, la bandiera tricolore sostituisce quella bianca gigliata come emblema della Francia;
lo stesso mese il giovane avv. A.-P.-J.-M. Barnave viene eletto presidente dell'Assemblea nazionale;
[L'abate Grégoire e J.-P. Brissot gli rimproverano la sua difesa dei coloni di Santo Domingo contro i Neri.]

lo stesso mese il conte di Mirabeau esce dalla "Società del 1789" dove è diventato preponderante il gruppo conservatore; alcuni suoi membri hanno addirittura aderito al "Club della Costituzione monarchica" fondato dal conte di Clermont-Tonnerre e da P.-V. Malouet, che conta molti aristocratici convinti;
mentre sta prendendo le distanze dalla "Società del 1789", N. de Condorcet crea, con alcuni vecchi rappresentanti della Comune, il "Circolo sociale-Cercle social", che edita un giornale, «La Bouche de fer»;
La Bouche de fer» (1790 ott-lug 1791): edito da Nicolas de Bonneville e supervisionato da C.-F. Fauchet, pubblica tre volte alla settimana – dal 22 giugno 1791 ogni giorno – le deliberazioni del "Cercle social".]

Novembre
27
, l'Assemblea decreta che tutti i preti devono prestare giuramento alla Costituzione; i refrattari sono sostituiti e privati della retribuzione; la maggioranza dei vescovi si rifiuta di giurare e la metà dei curati segue il loro esempio;

lo stesso mese il "Cercle social" si unisce alla "Confederation universelle des Amis de la Vérité";
[Le riunioni si tengono al Circolo del Palais-Royal, una vasta costruzione di 2000 mq situata nei giardini dove si danno concerti e balli;


Dicembre
3
, risposta negativa degli inglesi alla proposta francese di fissare insieme una nuova unità di misura;

il nuovo sistema tributario messo a punto è basato su un'imposta fondiaria proporzionale al reddito; stenta quindi a funzionare a causa della mancanza di catasti e dell'inesperienza delle autorità locali incaricate del riparto e della riscossione delle imposte;

Varie circostanze intervengono in questi anni a rimuovere ogni indugio circa il problema dei protestanti e sono massimamente queste:
a) La promulgazione dell'Editto di tolleranza di Giuseppe II in Austria che esercita una grande influenza anche in Francia, sia perché l'Austria è stata finora considerata come lo Stato più reazionario, sia perché la stessa Maria Antonietta si è appropriata con entusiamo delle idee del fratello Giuseppe II, sia infine perché non si tralascia di magnificare anche in Francia la buona accoglienza fatta in genere dall'alto clero austriaco ai nuovi provvedimenti;
b) L'alleanza stretta dalla Francia con gli Stati Uniti d'America e la conseguente propaganda di liberalismo che fanno Americani soggiornanti in Francia, come B. Franklin, o francesi tornati d'America, come il marchese di La Fayette;
c) La libertà di culto concessa ad alcune colonie e quella riconosciuta agli inglesi che dimorino in Francia col trattato di commercio del 1785;
d) Finalmente e principalmente il proposito ormai incrollabile e l'accordo, anzi l'intesa cordialissima di cattolici illuminati e altolocalti, come il barone di Bréteuil, Malesherbes, Rulhière, De Saint-Vincent ecc., coi protestanti e principalmente con Rebaut de Saint-Étienne.


 
1790
FRANCIA
Louis Philippe II Joseph d'Orléans [Philippe Égalité]
Albero genealogico

(1747-Parigi 1793, ghigliottinato)
figlio di Louis Philippe I, duca d’Orléans, e di Louise Henriette de Conti;
1769, sposa Louise Marie Adélaïde de Bourbon-Penthièvre (1753-1821). [div. 1792/3]
duca d’Orléans (1785-93)





Luigi Filippo d'Orléans
Albero genealogico

(Parigi 1773 - Claremont, Londra 1850)
primogenito di Luigi Filippo Giuseppe duca di Orléans e di Luisa Maria Adelaide di Borbone Penthièvre;
1785-93, duca di Chartres;


1793-1830, duca di Orléans;
1807-30, duca di Montpensier;
1830-48, re dei francesi;


Louis-Stanislas-Xavier
Albero genealogico

(Versailles 1755-Parigi 1824)
fratello minore di Louis XVI;
1755-1795, conte di Provenza;


1814-24, re di Francia (Louis XVIII);

 

 
Carlo Filippo Albero genealogico

(Versailles 1757-Gorizia 1836)
fratello minore di Louis XVI e di Louis XVIII;
1757-1824, conte d'Artois;
1773, sposa Maria Teresa di Savoia, altra figlia del re di Sardegna Vittorio Amedeo III;
1789, ripara subito a Bruxelles; si trasferisce poi a Torino, presso il suocero dove inizia a organizzare le forze controrivoluzionarie fomentando insurrezioni e disordin in Francia e creando comitati d'intesa fra gli emigrati;


1824-30, re di Francia (Carlo X);


1790
Repubblica delle Sette Province Unite dei Paesi Bassi
Willelm V [il Batavo]
(The Hague 1748 - Braunschweig 1806)
figlio di Willelm IV d'Orange-Nassau e della p.ssa reale Anne di Gran Bretagna, Irlanda e Hannover, etc.;
principe di Nassau-Dietz
principe d’Orange
1751-95, statholder dei Paesi Bassi;
(22.10.1751-18.1.1795)

Olanda

 

Zelanda

 

Uthrecht

 

Frisia
 
Gheldria

 

Groninga

 

Overijssel

 

1790
-





1790
Gran Bretagna e Irlanda
Giorgio III
Albero genealogico

(Londra 1738 - Windsor 1820)
figlio di Federico Luigi principe di Galles e di Augusta di Sassonia-Gotha;
1751-60, duca di Brunswick-Lüneburg (Giorgio);
1760-1820, elettore di Hannover;
1760-1815, re di Gran Bretagna e Irlanda;
dal 1761 è sposato con Sofia Carlotta di Mecklenburg-Strelitz;
dal 1765 soffre di una grave malattia mentale;

- colpito da gravi disturbi mentali sin dal 1788 -

1814-20, re di Hannover;


 
Primo lord
del Tesoro
[First Lord
of the Treasury
]
W. Pitt [il Giovane] Tory
(1783 19 dic - 14 mar 1801)
Cancelliere
dello Scacchiere
[Chancellor
of the Exchequer
]
Segretari di Stato
-
Affari Esteri e Commonwealth
-
 
Affari Interni    
Giustizia    

1790
il potere è ormai nelle mani di W. Pitt [il Giovane] che guida la politica inglese contro la Francia rivoluzionaria;

Aprile
13, Londra, creazione presso i Comuni di un comitato incaricato della questione dell'uniformazione di pesi e misure;


 


 


 
SCOZIA [dal 1° maggio 1707 è unita a Inghilterra e Galles]
-
-
-
-

1790
-


 
IRLANDA
-
-
-
-

1790
dal 1729 al parlamento di Dublino è stata riconosciuta dall'Inghilterra l'indipendenza legislativa;
dal 1783 al parlamento di Dublino è stata di nuovo riconosciuta l'indipendenza legislativa; [?]

 

 

 

Nord America Britannico
Governatore generale
Guy Carleton
barone Dorchester
(1786- 1796)
-
-

1790
La Steam Boat (anche nota come Experiment) effettua il primo servizio viaggiatori intieramente a vapore sul fiume Delaware, tra Filadelfia e Burlington, nel New Jersey.

 

 

 

 


[Luca Codignola-Luigi Bruti Liberati, Storia del Canada, Bompiani 1999.]

 

 

 




QUÉBEC
[Aggiunta alle altre province britanniche nel 1763, include la regione sulle due rive del fiume San Lorenzo grossolanamente delimitate da Anticosti a est e il Lago Nipissing a ovest.
Dal 7 nov 1763 la provincia (ex Canada francese) è stata divisa formalmente in tre distretti: Québec, Trois-Rivières, Montréal.]
Governatore della provincia
Guy Carleton
barone Dorchester
(1786 - 1790)
Alured Clarke
(1790 - 1791)

1790
Coloro che nel Québec hanno nutrito nostalgiche speranze di un ritorno a ormai mitizzati antichi fasti legati a una Francia di antico regime aprono finalmente gli occhi. La Francia è diventata il regno dell'anticristo ateo e sanguinario, mentre è la moderata GranBretagna a garantire ai canadiens il pieno esercizio della loro religione in un contesto pacifico e ordinato.



 

 

TERRANOVA
Governatore della provincia
Mark Milbanke
(1789 - 1791)

1790
-

 

ISOLA DEL PRINCIPE EDOARDO
Governatore della provincia
-

1790
-

 

NEW BRUNSWICK
Governatore della provincia
-

1790
-

 

NOVA SCOTIA
Governatore della provincia
-

1790
-

 

ISOLA DI CAPO BRETONE
Governatore della provincia
-

1790
-

 

a

 

UNIONE degli STATI UNITI d'AMERICA
[Unione di 13 Stati – dal 1783. Nel caso dei primi 13 stati la data di ammissione all'Unione è considerata la data di ratifica della Costituzione.]
Presidente degli Stati Uniti
G. Washington [1°]
(1789 30 apr - 4 mar 1797)
Vicepresidente
J. Adams
(1789 - ?)
Segretario di Stato
[Ministro degli Esteri]
-
Th. Jefferson
(1790 22 mar - 31 dic 1793)
Ministro del Tesoro
A. Hamilton
(1789 - 1794)
Ministro della Guerra
?
(1789 - ?)
Presidente della Corte Suprema
John Jay
(1789 26 set - 29 giu 1795)

1790
Gennaio
viene eseguito il primo censimento ufficiale: gli Stati Uniti hanno una popolazione di poco inferiore ai 4 milioni:
- circa la metà vive nei sei stati a sud della linea Mason-Dixon, il confine tra PENNSYLVANIA e MARYLAND;
- il rimanente è suddiviso quasi equamente fra i tre stati centrali e i quattro della NUOVA INGHILTERRA.
Compresi nel totale sono poco più di 750.000 negri, tutti schiavi tranne 60.000 e tutti concentrati negli stati del Sud, dove costituiscono i 3/8 della popolazione.
In tutto il paese, in media, una persona ogni otto è nata all'estero, ma nella PENNSYLVANIA cosmopolita la proporzione è di una ogni tre.
La VIRGINIA è nettamente lo stato più popoloso: con un totale di 747.610 abitanti. Supera quasi del doppio la PENNSYLVANIA, lo stato che lo segue immediatamente in questa graduatoria, il cui ultimo posto è occupato dal RHODE ISLAND con 68.825 abitanti.
Il censimento indica che il paese è ancora nella stragrande maggioranza rurale: soltanto il 3,3% della popolazione abita in centri con 8000 abitanti o più.
In contrasto con la grande predominanza dei maschi che ha caratterizzato quasi tutto il XVII secolo, ora i due sessi sono abbastanza equilibrati.
E infine, la popolazione è straordinariamente giovane: circa metà di essa non ha ancora 16 anni.

Febbraio
2
, prima riunione della Corte suprema deli Stati Uniti;
[Costituisce una pietra miliare nella storia della giurisprudenza, eppure G. Washington ha trovato difficoltà a nominare personalità di spicco per un organismo apparentemente tanto poco importante.]

Il periodo della Rivoluzione ha visto un afflusso senza precedenti di pionieri nella regione al di là degli Appalachi, in particolare in KENTUCKY e nel TENNESSEE.
Fra il 1775 e il 1790 la popolazione di questa regione è cresciuta da un pugno di uomini a 120.000 persone.
Ciò ha reso indispensabile una politica chiara e definita per la distribuzione delle terre del West e per il governo del territorio.
Ci sono di mezzo due problemi:
- la mediazione fra le pretese dei coloni e degli speculatori,
- la repressione di prematuri tentativi di organizzazione politica come lo "stato di Franklin".

Il programma finanziario di A. Hamilton viene definito in una serie di relazioni riguardanti rispettivamente:
- credito pubblico,
[Nel suo rapporto sul debito pubblico (gennaio) egli caldeggia, prima di tutto, il consolidamento alla pari di tutto il debito interno ed estero contratto dal governo della confederazione e che ammonta a circa 56 Mni di dollari e, poi, l'assunzione da parte federale dei debiti contratti dai vari stati durante la Rivoluzione, per un totale di circa 21 Mni di dollari.
Non c'è praticamente alcuna opposizione al rimborso dei debiti con l'estero al valore nominale anziché a quello deprezzato del mercato: un passo del genere è ovviamente essenziale per la reputazione finanziaria del nuovo governo.
Ma la proposta di fare altrettanto per il debito interno viene aspramente osteggiata, soprattutto al Sud: quasi tutto il debito è infatti detenuto da speculatori, per la maggior parte del Nord, che l'avevano acquistato con enormi sconti quando i tempi duri avevano costretto i creditori originari a vendere.
J. Madison protesta che il provvedimento arricchirebbe un'esigua minoranza a spese dello stato, e suggerisce un'alternativa di distinguere fra detentori originari e acquirenti successivi. Ciononostante, la proposta di A. Hamilton viene adottata.
Al progetto di assunzione dei debiti statali c'è un'opposizione ancor più dura, perlopiù regionale. Gli stati del Sud, tranne il SOUTH CAROLINA, hanno provveduto al pagamento dei loro debiti e non sono disposti ad accollarsi una parte dei grossi debiti del MASSACHUSETTS e di altri stati della Nuova Inghilerra. Essi temono anche che questa assunzione allargherebbe i poteri federali a discapito degli stati.
J. Madison, ormai apertamente all'opposizione, convince il congresso (aprile) a respingere la proposta.
Ma entro agosto, una serie di contrattazioni politiche con Madison e Th. Jefferson permette ad A. Hamilton di capovolgere la decisione: in cambio dei voti sudisti per l'assunzione del debito, egli promette di fare generose concessioni agli stati che hanno già saldato la maggiorr parte dei debiti, e acconsente anche a fissare nel Sud la capitale nazionale; dopo dieci anni a Philadelphia, la sede del governo sarà trasferita in una località sul Potomac scelta dal presidente G. Washington.]
- una banca nazionale,
[Modellata sulla Banca d'Inghilterra, la prospettata Banca degli Stati Uniti dovrà avere un capitale di 10 Mni di dollari, un quinto dei quali sottoscritto dal governo, e servirà a una serie di scopi:
- come deposito dei fondi governativi,
- per facilitare l'esazione delle tasse,
- per stimolare il commercio e industria (sebbene, significativamente, non l'agricoltura), tramite prestiti,
- per emettere banconote e ridurre l'eccesso di emissioni da parte delle banche statali.
Quando il progetto di legge per la fondazione della banca arriva al Congresso, J. Madison solleva eccezioni di incostituzionalità. Egli sostiene che la Costituzione non ha specificatamente conferito al Congresso l'autorità di dare lo statuto a una società: tale potere perciò non esiste.
Il Congresso, in effetti, approva la legge, ma quando essa torna a G. Washington per la firma, il presidente è stato tanto turbato dalle osservazioni di J. Madison da consultare sia Th. Jefferson sia A. Hamilton sulla questione costituzionale.
Th. Jefferson appoggia la tesi di J. Madison sostenendo che la Costituzione va osservata rigorosamente e che non si devono consentire al Congresso poteri che non gli sono stati espressamente conferiti.
In risposta A. Hamilton espone la teoria dei "poteri impliciti": anche se non è stata autorizzata a chiare lettere l'istituzione di una banca centrale, essa costituisce il "mezzo necessario e opportuno" per esercitare i poteri costituzionali tanto esplicitamente concessi, come l'imposizione delle tasse e la regolamentazione della valuta e del commercio.
G. Washington, per quanto non completamente convinto dell'ampia interpretazione di A. Hamilton, firma tuttavia la legge che può così entrare in vigore.
La Banca degli Stati Uniti, con un mandato di venti anni, inizierà la sua attività a Philadelphia nel dicembre 1791.]
- le manifatture,
[vedi dicembre 1791]

[Maldwyn A. Jones, Storia degli Stati Uniti, Bompiani 1984.]

 




[01] DELAWARE [dal 7 dicembre 1787] - cap. Dover
[Primo stato a ratificare la Costituzione degli Stati Uniti d'America.
Non esistono collegamenti fra chiesa e stato e una grande libertà religiosa si è affermata sin dall'inizio.]
Governatore
-

1790
-

 

[02] PENNSYLVANIA [dal 12 dicembre 1787] - cap. Harrisburg
[Non esistono collegamenti fra chiesa e stato e una grande libertà religiosa si è affermata sin dall'inizio.]
Governatore
-

1790
-

 

[03] NEW JERSEY [dal 18 dicembre 1787] - cap. Trenton
[Non esistono collegamenti fra chiesa e stato e una grande libertà religiosa si è affermata sin dall'inizio.]
Governatore
-

1790
-

 

[04] GEORGIA [dal 2 gennaio 1788] - cap. Atlanta
[Già ammesso nel 1780 ma ratificato solo il 2 gennaio 1788.]
Governatore
-

1790
-

[05] CONNECTICUT [dal 4 gennaio 1788] - cap. Hartford
Governatore
-

1790
-

[06] MASSACHUSETTS [dal 6 febbraio 1788] - cap. Boston
Governatore
-

1790
-


[07] MARYLAND [dal 28 aprile 1788] - cap. Annapolis
Governatore
-

1790
-






[08] SOUTH CAROLINA [dal 23 maggio 1788] - cap. Columbia
Governatore
-

1790
-

[09] NEW HAMPSHIRE [dal 21 giugno 1788] - cap. Concord
Governatore
-

1790
-

 





[10] VIRGINIA [dal 26 giugno 1788] - cap. Richmond
Governatore
-

1790
-

 





[11] NEW YORK [dal 26 luglio 1788] - cap. Albany
[L'anglicanesimo è la religione di stato in quattro contee.]
Governatore
-

1790
-

 

[12] NORTH CAROLINA [dal 21 novembre 1789] - cap. Raleigh
[Tratto di terre immediatamente a sud della Virginia, attorno allo stretto di Albemarle.]
Governatore
-

1790
-

[13] RHODE ISLAND [dal 29 maggio 1790] - cap. Providence
Governatore
-

1790
-


a


1790
REGNO di DANIMARCA e di NORVEGIA
Cristiano VII
Albero genealogico
(1749 - 1808)
figlio di Federico V e di Luisa d'Inghilterra;
1766-1808, re di Danimarca e di Norvegia;
sotto la reggenza del figlio Federico;


Federico VI
Albero genealogico
(Copenaghen 1768 - 1839)
figlio di Cristiano VII e di Caterina Matilde d'Inghilterra;
1784, appena ammesso al Consiglio di stato, estromette il padre demente dal potere proclamandosi reggente;
1784-1808, reggente al trono di Danimarca e Norvegia;
per impulso suo e del primo ministro A.P. Bernstorff, viene dato sviluppo al commercio e all'industria ed hanno notevole diffusione le idee illuministiche;



1808-39, re di Danimarca;
1808-14, re di Norvegia;


Primo ministro e ministro degli Esteri
A.P. Bernstorff
(1784 - ?)
1790
-
NORVEGIA
1790
-
ISLANDA
1790
-


1790
REGNO di SVEZIA
Gustavo III
Albero genealogico
(Stoccolma 1746 - 1792)
figlio di Adolfo Federico e di Luisa Ulrica sorella di Federico il Grande;
1771-92, re di Svezia;

1790
con la pace di Varälä, che ristabilisce lo status quo, conclude la guerra con la Russia;


«segue 1791»

1790
REGNO di PORTOGALLO
Maria I di Braganza
Albero genealogico

(Lisbona 1734-Rio de Janeiro 1816)
figlia di Giuseppe I e di Maria Vittoria;
1777-1816, regina di Portogallo;
1790-91, vedova dal 1786 dello zio "re consorte" Pietro III, viene colta da pazzia e deve lasciare le funzioni di governo al figlio;


1790
-


a

1790
REGNO di SPAGNA
Carlo IV
Albero genealogico

(Napoli 1748 - Roma 1819)
figlio secondogenito di Carlo III e di Maria Amalia di Sassonia;
1788-1808, re di Spagna;


1790
-

a






1790
SAVOIA - REGNO DI SARDEGNA
Vittorio Amedeo III
Albero genealogico

(Torino 1726 - Moncalieri 1796)
figlio di Carlo Emanuele III di Savoia e di Polissena Cristina d'Assia-Rheinfelds;
?-1773, duca d'Aosta;
1730-73, principe di Piemonte;
1773-96
- conte di Aosta, Maurienne, Nizza e Asti;
- marchese di Saluzzo, Monferrato, Finale e Oneglia;
- duca di Savoia re di Cipro e Gerusalemme [titolare];
- re di Sardegna e duca di Savoia;


1790
-



1790
REPUBBLICA DI GENOVA
[Denominazione ufficializzata nel 1528 per iniziativa di Andrea Doria]
Alerame Maria Pallavicini
Albero genealogico

(? - ?)
figlio di
1789 30 lug - 30 lug 1791, doge di Genova;


Alerame Maria Pallavicini
Albero genealogico

(? - ?)
figlio di
1789 30 lug - 30 lug 1791, doge di Genova;


1790
-


1790
REPUBBLICA DI VENEZIA
"La Serenissima"
Ludovico Manin

(Venezia 14 mag 1725 - Venezia 24 ott 1802)
figlio di Lodovico Alvise e di Maria Basadonna, mercanti friulani arricchiti con l'industria del legno e della carta, che acquistarono il blasone della contea per centomila ducati nel 1651;
1789-97, doge di Venezia; [120° e ultimo]


- nunzio pontificio: ? (?-?);
- ambasciatore a Roma: ? (? -?)
- ambasciatore di Spagna: ? (? - ?)
- ambasciatore di Francia: ? (?-?)
1790
Giugno
l'ambasciatore veneziano alla corte dei Savoia scrive al doge e al Senato che esiste una «organizzazione segreta», il cui scopo è diffondere in ogni città dItalia il verbo della Rivoluzione;
un messaggio, abbastanza simile, viene spedito dall'ambasciatore veneziano a Parigi, Antonio Cappello, che a chiare lettere mette in guardia la Repubblica: «Questi non sono fuochi fatui, ma veri incendi: presto la Francia incendierà l'Europa».


1790
ducato di Modena
Ercole III d'Este
Albero genealogico
(Modena 1727 - Treviso 1803)
figlio di Francesco III e di Carlotta Aglae di Orléans;
1741, sposa Maria Teresa Cybo-Malaspina, erede del ducato di Massa e Carrara che assicura così al piccolo ducato estense uno sbocco sul mare;
1780-96, duca di Modena;




1790
-

Ferdinando di Borbone (Parma 1751-Badia di Fontevivo, Parma 1802) Albero genealogico
figlio di Filippo di Borbone e di Luisa Elisabetta di Francia;
1765-1802
, duca di Parma e Piacenza;


1790
Granducato di Toscana
Ferdinando III di Lorena
Albero genealogico

(Firenze 1769-1824)
secondogenito di Pietro Leopoldo (Leopoldo II ) e di Maria Ludovica di Borbone-Spagna;
1790-1801, granduca di Toscana;
1801-14, granduca di Würzburg;
1814-24, granduca di Toscana;


 

1790
-


1790
REGNO di NAPOLI e SICILIA
Ferdinando IV
Albero genealogico
(Napoli 1751 - 1825)
figlio di Carlo III re di Spagna e di Maria Amalia di Sassonia;
1759-99, 1799-1806, 1815-16, re di Napoli;
1759-1816, re di Sicilia (Ferdinando III);
dal 1768 è sposato con la duchessa Marie Karoline di Absburgo (1752-1814);



1816-25, re delle Due Sicilie (Ferdinando I di Borbone);

NAPOLI
Primo ministro e
Ministro degli Esteri
J.F.E. Acton
(1789 - 1811)
[dal 1775 Maria Carolina d'Absburgo è entrata nel consiglio di stato.]
Ministro della Marina
J.F.E. Acton
(1779 - ?)
Ministro della Guerra
J.F.E. Acton
(? - ?)
1790
mostratosi avverso allalla feudalità, il primo ministro:
- dileggia gli ozi dei nobili;
- introduce le scuole normali e le diffonde;
- rivitalizza il commercio restaurando i porti di Miseno, Brindisi e Baia, e disegnando molte strade regie o provinciali;
- pubblica per bandi la tolleranza religiosa a Brindisi e Messina;
- abolisce il ministero delle Finanze e affida la cura del denaro pubblico ad un Consiglio composto di 13 membri;
- affida gli altri incarichi di governo a:
. Carlo de Marco (Giustizia);
. Ferdinando Corradini (Culti);
. Saverio Simonetti (Amministrazione),
tutti chiamati ministri ma in realtà soggetti al primo ministro.
Aprile
viene promulgato il Codice Corallino;
[Torre del Greco: i marinai praticavano questa pesca sin dal XVI secolo nei mari di Corsica e Sardegna e, dal 1780, dinanzi le coste dell'Africa; trovando il lido di un piccolo scoglio deserto pieno di coralli (lontano 24 miglia dall'isola di Gàlita e 43 miglia dalle terre di Barberia) lo occupano e lo chiamano Summo dal nome del marinaio che per primo vi ha posto piede. Tentati in seguito lidi più lontani pescano oltre capo Negro, capo Rosa e capo Bon. Ogni anno seicento barche con quattromila uomini erano impiegati in questa pesca.
Ora, per evitare soprusi, viene costituita la "Compagnia del corallo" e sottoposta ad un prorpio statuto (gode di bandiera propria: sopra scudo azzurro ha una torre tra due rami di corallo, e in cima tre gigli d'oro). Le norme che regolano l'attività riguardano la partenza, il ritorno, la pesca, la vendita del corallo, i magistrati, i custodi, il fòro, i giudizi.
(Quando era libera prosperava, ora regredisce).
Altre leggi prescrivono che:
- le terre incolte ridotte a campo non paghino l'imposta fondiaria per vent'anni, piantate ad ulivi per quaranta;
- vengano popolate le isole di Ustica e Ventotene (ai cui coloni, presi tra le famiglie povere ed oneste, vengono affidate terre, vitto per un certo periodo, ed attrezzi per l'agricoltura e la pesca), quindi le Tremiti e Lampedusa (i cui coloni sono solo ladri e vagabondi del regno accusati dai magistrati del re).
Istituita una nuova magistratura, Udienza generale di Guerra e Casa Reale per giudicare le liti criminali e di altri favoriti del privilegio del foro, diviene più estesa, piena e continua la giurisdizione militare. A capo c'è un generale dell'esercito, giudici quattro magistrati; le forme brevi, i giudizi inappellabili.
Un'altra prammatica stabilisce che le colpe o le civili controversie degli abitatori di certe case, o in certe strade della città, siano trattate presso questa nuova magistratura. Lo spazio privilegiato nella sola Napoli è un buon 20% della città e gli abitanti non meno di tremila. Se si estende in altri luoghi, qualunque fortezza, castello, edificio militare ha intorno a sé terreno e cittadini liberi dalla giurisdizione comune. Inoltre viene prescritto che nessun tribunale possa giudicare i misfatti e i civili negozi degli ufficiali delle segreterie di Stato, perché il re, secondo i casi, vi provvederebbe.
Ciò nonostante, a causa dei molti errori del governo, crescono il numero e la gravità dei delitti.
Stato militare.
- a) - battaglione dei Liparotti (composto quando era fanciullo);
- b) - Collegio militare dei cadetti (secondo ordinanze compilate da ufficiali né dotti né esperti dell'arte della guerra);
- c) - 14.000 coscritti civili (solo nel regno di Napoli) delle classi più abbiette della società, poiché baroni, nobili, dottori, possessori di beni stabili, professionsiti e artigiani sono esentati dai ruoli.

Settembre
19
, i sovrani si recano a Vienna per celebrare i matrimoni delle due figlie: Maria Teresa con Francesco di Lorena (futuro imperatore Francesco II) e Luisa Maria con Ferdinando III di Lorena granduca di Toscana;
Con questi matrimoni (seguiti alla morte di Carlo III) ogni legame del regno di Napoli con la Spagna è definitivamente spezzato. Trionfa così la politica di Maria Carolina d'Absburgo e del primo ministro J.F.E. Acton.

SICILIA
Viceré
Francesco d'Aquino ,
principe di Caramanico
(1786 gen - 1795)
1790
il viceré riesce ad ottenere dal parlamento [come nel 1786] l'approvazione al progetto di catasto e la modificazione della Deputazione del regno, decretando che la sua composizione deve rappresentare proporzionalmente la forza politica ed economica dei tre bracci (feudale, ecclesiastico e demaniale), diminuendo in tal modo la preponderanza assoluta del braccio baronale, che prima ricopriva tutti e dodici i posti.

 

a




– Atterbom, Per Daniel Amadeus (Asbo 1790-Stoccolma 1855) scrittore svedese, vicino alle posizioni teoriche dei romantici tedeschi e ostile al classicismo francese; fondatore della rivista «Phosphorus», dà origine al movimento romantico "fosforismo";
1807, fonda la Società Aurora; 
I fiori (1812)
L'uccello azzurro (1813, frammento drammatico)
L'isola della felicità (1824-27, fiaba drammatica in versi, suo capolavoro).

Austin, John (Creeting Mill, Ipswich 1790-Weybridge 1859) giurista inglese;
The Province of Jurisprudence determined (1832)
Plea for the Constitution (1859)
Lectures on Jurisprudence or the Philosophy of Positive Law (1863, postumo).

– Bagratuni, Arsen (Costantinopoli 1790-Venezia 1866) letterato armeno, monaco dei "mechitaristi" a San Lazzaro degli Armeni a Venezia;
tradusse in lingua armena: Omero, Sofocle, Virgilio, Milton;
Haik l'eroe (poema epico in 20 canti).

Borghi, Giuseppe (Bibbiena 1790-Roma 1847) letterato italiano, collaboratore dell' «Antologia», tradusse Pindaro e scrisse numerosi inni sacri (su Dio, lo Spirito Santo, le Virtù, ecc. d'ispirazione manzoniana, armoniosi nella forma ma poveri di poesia.

Cavendish, Williammarchese di HartingtonVI duca di Devonshire (Parigi 21 maggio 1790 - 18 gennaio 1858) politico inglese, appartenente al partito whig;
[Figlio maggiore ed erede di lord William V († 1811) e di lady G. Spencer († 1806), rimase scapolo.]
studia prima alla Harrow School di Londra e poi al Trinity College di Cambridge;
1811, con il titolo di duca eredita anche un grande patrimonio composto da otto Stately homes (grandi magioni simbolo della potenza delle maggiori famiglie inglesi), e circa 200.000 acri di terreno;
politicamente, come è tradizione nella sua famiglia, si schiera con il partito whig;
[Supporta infatti l'Emancipazione cattolica, si schiera contro la schiavitù coloniale e propone una riduzione delle ore di lavoro nelle fabbriche.]
lord luogotenente di Derbyshire (1811-58);
1821, ha l'onore, in quanto uno dei maggiori pari del regno, di portare il "Globo crucigero" durante l'incoronazione di re Giorgio IV;
1826, viene inviato come ambasciatore straordinario in Russia per l'incoronazione dello zar Nicola I ;
1827, entra a far parte del Consiglio privato ee è nominato cavaliere dell'Ordine della Giarrettiera;
1827-28, lord Ciambellano sotto i governi di George Canning e di lord Goderich;
1830-34, ancora lord Ciambellano nei governi di lord Grey e di lord Melbourne;
1838, amante della botanica, diventa presidente della Royal Horticultural Society;
1858, 18 gennaio, scapolo, muore nella residenza di Hardwick Hall, nel Derbyshire.
[Alla sua morte, il titolo ducale passò a suo cugino di secondo grado William Cavendish, II conte di Burlington (1808-1891), che era vedovo della nipote di Georgiana, lady Blanche Howard.
Fu molto amico del principe reggente e conobbe personalmente personaggi come Antonio Canova e C. Dickens.].


Champollion, Jean-François [il Giovane] (Figeac, Lot 1790-Parigi 1832) egittologo francese;
L'Egitto sotto i faraoni (1814)
Lettera a M. Dacier relativa all'alfabeto dei geroglifici fonetici usati dagli egiziani per scrivere sui loro monumenti (1822)
Sommario del sistema geroglifico degli antichi egiziani (1824)
Monumenti dell'Egitto e della Nubia (1835-45, postumo)
Grammatica egiziana (1836-41, postumo)
Dizionario egiziano (1842-43, postumo) tutti e tre pubblicati dal fratello maggiore Jean-Jacques.

Custine, Astolphe-Louis-Léonor, marchese di (1790 18 marzo – 18 ottobre 1857) scrittore francese;
Impero dello Zar: viaggio nell'eterna Russia (1839)
[Documenta non solo il suo viaggio nell'impero russo, ma anche la società, l'economia e lo stile di vita durante il regno di Nicola I.
L'opera suscita molto rumore e qualche inaspettata reazione politica.]

Oltre che resoconti di viaggi, scrisse anche romanzi, poesie, saggi filosofici e politici, e una tragedia.

Dumont d'Urville, Jules-Sébastien-César (Condé-sur-Noireau, Calvados, 1790-Meudon, Versailles 1842) esploratore, entomologo e botanico francese;
1819, scopre la Venere di Milo nel corso di una spedizione nel mar Egeo;
1822-25, segue il capitano L.-J. Duperrey nel suo viaggio intorno al mondo;
1826-29, al comando di due corvette, esplora le coste dell'Australia e della Nuova Zelanda e le isole del Pacifico, da cui:
Viaggi dell'Astrolabe (1830 e sgg., in 22 voll.)
1837-40, esplora l'Antartide, da cui:
Viaggi al polo sud e nell'Oceania (1842-48, postumo).

Grossi, Tommaso (Bellano, Como 1790-Milano 1853) poeta e romanziere italiano;
1810, lasciato il seminario, si laurea in legge a Pavia, per poi stabilirsi a Milano dove si dedica alla letteratura;
Prineide (1815-16, satira dialettale antiaustriaca)
La fuggitiva (1816, novella in versi dialettali, tradotta in lingua nel 1817)
Ildegonda (1820, novella in versi)
I lombardi alla prima crociata (1826, poema)
Ulrico e Lida (1837, novella in versi)
Marco Visconti (1834, romanzo storico)
1838, si sposa e si dedica completamente all'attività di notaio, abbandonando la letteratura.

Kölcsey, Ferenc (1790-1838) poeta preromantico, critico letterario e politico ungherese, promotore delle idee risorgimentali;
Hymnus (1823, poema musicato da Ferenc Erkel; dal 1844 è l'inno nazionale ungherese).

Lamartine, Alphonse de (Mâcon, Saône-et-Loire 1790-Parigi 1869) poeta francese.

Martin, Nicolasconte Martin du Nord (Douai, Fiandra francese 29 luglio 1790 – château de Lormoy, Seine-et-Oise 12 marzo 1847) magistrato e politico francese.

Möbius, August Ferdinand (Schulpforta 1790-Lipsia 1868) matematico e astronomo tedesco, studiò a Lipsia dove ottenne un incarico per interessamento di K.F. Gauss; si occupò di problemi di geometria e di astronomia, ma la sua opera, lungamente ignorata, fu rivalutata solo in seguito grazie a F. Klein;
Il calcolo baricentrico (1827)
1844, gli viene assegnata la cattedra di astronomia dopo che già da anni dirige l'Osservatorio di Lipsia.

Morelli, Michele (Monteleone di Calabria, odierna Vibo Valentia 1790-Napoli 1822) patriota italiano, di agiata famiglia borghese;
1820, sottotenente del reggimento di cavalleria Real Borbone di guarnigione a Nola, organizza con G. Silvati (sottotenente nello stesso reparto) il movimento costituzionale che, iniziato a Nola la notte tra il 1° e il 2 luglio, dà l'avvio alla rivoluzione napoletana; dopo che questa viene soffocata dall'intervento delle truppe austriache egli viene arrestato e condannato a morte dalla gran corte criminale di Napoli;
1822, 12 settembre, viene impiccato.

Noverraz, Jean-Abraham (1790-1849) cameriere svizzero, del cantone di Vaud, impiegato nella Casa di Napoleone I;
segue l'ex imperatore a Sant'Elena dove sposa una cameriera di Mme de Montholon;
1821, dopo la morte di N. Bonaparte fa ritorno in Svizzera.
[Dei sei addetti alle cucine, solo Pierron (divenuto maggiordomo al posto dell'ex armatore Cipriani, dopo la sua morte) seguì all'Elba e poi a Sant'Elena l'ex imperatore. Un altro domestico di Sant'Elena è Théodore Rousseau.]


Oliveira Daun, João Carlos d' – duca di Saldanha (Lisbona 1790-Londra 1876) politico portoghese, nipote del marchese di Pombal, il grande ministro riformatore;
1815, dopo aver combattuto contro gli inglesi a sostegno dell'occupazione francese del Portogallo, si trasferisce in Brasile dove rimane sino al 1821 raggiungendo il grado di generale;
1823, torna in patria;
1826, diviene governatore militare di Oporto;
1827, ministro della guerra; ottobre, quando il reazionario Michele di Braganza, fratello di Pietro I, assume la reggenza, si rifugia a Londra e si oppone tenacemente al suo regime;
1834, sale al trono Maria II;
1835, maggio-novembre, è primo ministro;
1836, è costretto di nuovo all'esilio;
1846-48, tornato in Portogallo, instaura un governo autoritario; viene sostituito da A.B. da Costa Cabral;
1851-56, torna al potere come primo ministro; passato poi all'opposizione, si dedica alla carriera diplomatica;
1862-64, ambasciatore a Roma;
1866-69, ancora ambasciatore a Roma;
1870, a 80 anni di età guida un colpo di stato militare a Lisbona, impadronendosi per qualche mese del governo; agosto, ritiratosi, diventa ambasciatore a Londra dove muore.

Páez, José Antonio (Acarigua 1790-New York 1873) politico venezuelano, il fondatore della nazione venezuelana; di famiglia india, comandante di guerriglieri (llaneros), durante la guerra d'indipendenza contro gli spagnoli facilitò con le sue vittorie il successo delle truppe di S. Bolivar;
1818, Ortiz 1821, Carabobo, 1823, Puerto Cabello;
1831-35, fautore dell'indipendenza del Venezuela dalla Grande Colombia e leader dei conservatori, è primo presidente della Repubblica venezuelana, di cui favorisce lo sviluppo economico;
1839-43, ancora presidente della repubblica;
1846, entra in contrasto con J.T. Monagas, il nuovo presidente;
1847-50, viene imprigionato e poi costretto all'esilio;
1859, torna in patria;
1861, viene eletto per la terza volta presidente; 
1863, si dimette a causa del riaprirsi della guerra civile e si trasferisce a Buenos Aires e poi a New York.

Raimann, Ferdinand o Ferdinand Raimund (Vienna 1790-Pottenstein, Baviera 1836) attore e commediografo viennese;
Das Mädchen aus der Feenwelt oder Der Bauer als Milionär (1826, La fanciulla del regno delle fate ovvero il contadino divenuto milionario)
Moisasur's Zauberkrone (1827, La maledizione di Moisasur)
Der Alpenkönig und der Menschenfeind (1828, Il re delle Alpi e il misantropo)
Die unheilbringende Zauberkrone (1827, La corona portatrice di infelicità)
Der Verschwender (1834, Il dissipatore).

Santini, Jean-Noël (1790-1862) montanaro corso;
arruolatosi a quattordici anni come tamburino, segue Napoleone I all'isola d'Elba dove ha l'incarico di tenere in ordine lo studio e la scrivania dell'imperatore;
1815, a Sant'Elena fa il barbiere e il guardarobiere ma poi deve rientrare in Europa; gunto in Inghilterra vi propaga la solenne protesta di N. Bonaparte contro gli inglesi;
1855, è guardiano della tomba di N. Bonaparte agli Invalidi, posto creato per volontà dello stesso imperatore dei francesi.

Senior, Nassau William (Compton, Berkshire 1790-Kensington, Londra 1864) economista inglese, studiò a Eton e a Oxford ;
1819, inizia la carriera forense;
1825-30, titolare della cattedra di economia politica a Oxford;
Lineamenti della scienza dell'economia politica (1836)
1847-52, ancora insegnante di economia politica a Oxford;
Quattro lezioni introduttive all'economia politica (1852, dottrina accettata sia da W.S. Jevons sia da A. Marshall.

Tyler, John (Contea di Charles City o Greenway, Virginia 29 marzo 1790-Richmond, Virginia 18 gennaio 1862) politico statunitense, figlio del governatore della Virginia; repubblicano,
1841 4 aprile – 4 marzo 1845, 10° presidente degli Stati Uniti d'America.

Villemain, Abel-François (Parigi 9 giugno 1790 – Parigi 8 maggio 1870) scrittore e politico francese;
[Figlio di Ignace Jean Villemain, mercante e proprietario terriero, e di Anne Geneviève Laumier, figlia di un ricco borghese parigino.
Coniuge: nel 1832 sposa Dreux Louise Desmousseaux de Givré.]

si forma al Lycée Louis-le-Grand, dove apprende anche i rudimenti della retorica, sotto la guida di Luce de Lancival;
la brillante carriera al Lycée Louis-le-Grand gli procura fama da loquace oratore;
1810, da Fontanes gli viene assegnata la cattedra di retorica al Lycée Charlemagne e quella di letteratura francese e di versificazione latina all'École normale supérieure;
Michel de Montaigne (1812, saggio, grazie al quale riceve un premio)
1814, l'inizio della restaurazione francese, garantisceì un clima artistico che meglio si addice al suo temperamento;
1816, diviene professore alla Sorbona, dove vince un altro premio, per degli elogi incentrati sulla figura di Montesquieu; proprio alla Sorbona ha tra l'altro inizio il suo ciclo di lezioni, che si rivelerà fondamentale per i lavori di numerosi poeti, primo fra tutti Honoré de Balzac;
1818, è chiamato al Consiglio di stato;
Histoire de Cromwell (1819)
1821, diviene membro dell'Accademia francese;
De re publica di Cicerone (1823, traduzione dei frammenti)
Discours et mélanges littéraires (1823, raccolta di saggi incentrati sulla storia della letteratura, antica e moderna)
Lascaris ou les Grecs du VIe siècle (1825)
Essai sur l'état des Grecs depuis la conquête musulmane (1825)
[Due studi dal sapore storico l'uno e di natura letteraria l'altro con i quali egli rende pubbliche le proprie simpatie per la causa dell'indipendenza della Grecia.]
Nouveaux mélanges historiques et littéraires (1827)
Chef de l'imprimerie et de la librairie (1827)
[Dove denuncia il ripristino della censura, ai sensi della legge 24 giugno 1827.]
Cours de littérature française (1828-29, pubblicato in due parti: Tableau de la littérature au Moyen Âge, e Tableau de la littérature au XVIIIe siècle)
1829, abbandona il Consiglio di stato, a causa dello scandalo sorto dopo la pubblicazione dell'opera precedente;
1830, sotto la monarchia di Luglio, consegue uffici e dignità addirittura maggiori;
1832, diviene pari di Francia;
1839 12 mag- 1° mar 1840, ministro della Pubblica Istruzione nel "II governo Soult";
1840-44, ministro della Pubblica Istruzione nel "III governo Soult" (1840 29 ott - 18 set 1847);
[Durante le sue funzioni il Ministero della Pubblica Istruzione
promuove numerose iniziative, fra cui:
- acquisto di un nuovo corpus di epigrafi latine (nel tentativo di vivificare la cultura antiquaria),
- una proposta di riformare il vigente sistema scolastico, monopolizzato dallo stato (questo progetto, però, fallisceì due volte),
- un piano per allontanare il mondo cattolico dall'insegnamento.]

Études de littérature ancienne et étrangère (1846)
1848, in seguito alla rivoluzione e all'ascesa al trono di Napoleone III, si ritira a vita privata, dove può finalmente dedicarsi di nuovo ai tanto amati studi letterari;
Tableau de l'éloquence chrétienne au VIe siècle (1849)
1852, rinuncia alla cattedra dalla Sorbona: da questo momento in poi, mantiene solo il posto di segretario perpetuo dell'Accademia (ricoperto dal 1834);
Souvenirs contemporains histoire et de littérature (1853-55)
La Tribune moderne: M. de Chateaubriand (1858)
Essai sur le génie de Pindare et sur la poésie lyrique (1859)
La France, l'Empire et la Papauté (1860)
1870, 8 maggio, muore a Parigi.

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La rivoluzione industriale

«segue da 1787»
1790, l'americano John Fintch naviga sul suo battello a vapore, il Perseverance trasportando carichi a pagamento sul fiume Delaware da Trenton a Filadelfia: i costi sono però talmente alti da dover interrompere il servizio;
«segue 1791»

Stampa

«segue da 1789»
1790
Inghilterra
si deve a Thomas Bewick la rinascita e il perfezionamento della tecnica dell'incisione in legno (in opposizione all'intaglio) che va però a beneficio della stampa di qualità piuttosto che di quella popolare; ma è ugualmente il passo verso la soluzione giusta perché egli restaura il senso dell'armonia tipografica in gran parte perduto ai tempi dell'inquieto convivere della stampa tipografica con le incisioni in rame.
Olanda
Amsterdam, il mercante e bibliofilo Pietro Antonio Crevenna († 1792) si disfa in un'asta (26 apr-15 giu) della gran parte della propria collezione libraria. Il catalogo (1789, in 5 voll.) curato da Tommaso de Ocheda comprende un buon numero di nuove acquisizioni rispetto al precedente pubblicato nel 1776.
Stati Uniti
Il Congresso americano approva uno statuto in cui è mantenuta una delle peggiori caratteristiche del primitivo Licensing Act inglese (ovvero la concessione del copyright a una ristretta classe privilegiata di stampatori (anche se le limitazioni previste non sono a vantaggio di un numero strettamente circoscritto di stampatori e di luoghi, ma di tutti «i cittadini degli Stati Uniti e coloro che vi risiedono».
Europa
Le rivoluzioni francese e americana accrescono naturalmente l'inquietudine dei governanti, e libri e pamphlet che trattano di questi movimenti rivoluzionari vengono di solito proibiti, senza discriminazione per l'atteggiamento politico dell'autore: la condanna della rivoluzione francese pronunciata da E. Burke viene pertanto messa al bando insieme agli scritti di:
. Helvetius,
. Montesquieu,
. J.-J. Rousseau,
. Voltaire,
che le hanno aperto le porte, benché essi siano profondamente discordi fra loro sulle cause del male, sui rimedi e sulla meta ultima.
La censura bavarese aggiunge in più agli autori citati:
. Federico [il Grande] di Prussia,
. Spinoza,
. Kant,
. Erasmo da Rotterdam,
. Swift,
. Schiller,
. Wieland,
. Ovidio,
. Virgilio,
. Tommaso Moro,
. Platone ,
. Omero (solo l'Iliade e non l'Odissea: non si sa perché!!).
«segue 1791»

Libreria F.lli Bocca

1790, apre a Milano questa libreria che tra il 1829 e il 1936 si affermerà come casa editrice, qualificandosi per la circolazione in Italia della cultura positivistica storico-giuridica; importante la collana di studi "Biblioteca di scienze moderne".

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