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Papa
Benedetto XIV

(1740-58)

segretario di Stato: cardinale Silvio Valenti;
(dell'Entità si sa molto poco, forse perché il pontefice non tiene in simpatia i gesuiti, da sempre numerosi nelle file dello spionaggio papale);

1741, nuovo concordato col regno di Sardegna;
2 giugno
, firma del nuovo concordato col regno di Napoli:
. card. Gonzaga, legato del papa;
. card. Acquaviva e mons. Galliani, arcivescovo di Tessalonica, legati del re,
firmano i patti che, poco dopo ra, diventano leggi e regole di stato e di coscienza;
30 agosto, con un breve accorda ai parroci il diritto di fare erigere le Stazioni della Via Crucis nella propria parrocchia da qualunque francescano che ne abbia facoltà; decreta che il predicatore apostolico venga sempre scelto tra i cappuccini;
amico dei francescani L. Ganganelli e Giovan Battista di Biella, generale dei conventuali e penitente di Leonardo da Porto Maurizio (a cui farà la confessione generale nel Giubileo del 1750).

 

"passionisti"

«segui da 1737»
1741, la congregazione, la cui regola viene approvata da Benedetto XIV, si configura come un ordine di chierici esenti dalla giurisdizione dei vescovi;
«segue 1769»

 

ANNO 1741




Guerra di successione austriaca
[1740-48]
- Austria, Gran Bretagna, Olanda e Piemonte -
«»
- Francia, Spagna, Prussia, Baviera,
Sassonia, Svezia e Palatinato -

«segue da 1740»
1741
subito la Francia, la Spagna, la Baviera e la Sassonia si accordano con Federico II per lo smembramento dei domini asburgici; 
l'unica alleata dell'Austria, in questa fase, è l'Inghilterra che si limita tuttavia a mandare sussidi finanziari a Maria  Teresa senza intervenire direttamente nel conflitto;

Luglio
31
, viene occupata Passavia da parte dei franco-bavaresi guidati da Carlo Alberto di Baviera che, direttosi poi verso Praga (difesa brillantemente dal conte di Lobkowitz), viene incoronato re di Boemia;
Maria Teresa riesce a salvarsi dalla catastrofe facendo ampie concessioni alla nobiltà magiara in cambio del suo appoggio militare;

Ottobre
9
, col trattato segreto di Kleinschnellendorf riesce a neutralizzare Federico II con la promessa della Bassa Slesia;





1741
REGNO di BOEMIA e d'UNGHERIA
Maria Teresa d'Absburgo
Albero genealogico

(Vienna 1717-1780)
figlia primogenita dell'imperatore Carlo VI e della principessa Elisabetta di Brunswick-Wolfenbüttel;
1736, 12 febbraio, sposa il duca di Lorena Francesco Stefano, ora granduca di Toscana e duca di Parma e Piacenza (futuro imperatore Francesco I);
1740-80, regina di Boemia e d'Ungheria;
[arciduchessa d'Austria e sovrana sotto vari titoli dei domini asburgici]
1740-48, guerra di successione austriaca;


1741
-
LOMBARDIA
-



1741
REGNO di PRUSSIA
Federico II [il Grande]
Albero genealogico

(Berlino 1712 - Sans-Souci, Potsdam 1786)
figlio di Federico Guglielmo I e di Sofia Dorotea di Hannover;
1740-86, re di Prussia;
1740-48, guerra di successione austriaca;
1741
Gennaio
3
, entra a Breslavia, mentre il suo feldmaresciallo conte von Schwerin riporta a Mollwitz una decisiva vittoria sulle truppe austriace;





1741
SASSONIA - REGNO di POLONIA
Augusto III
Albero genealogico

(Dresda 1696 - 1763)
figlio di Augusto II e di Cristiana di Brandeburgo-Bareith;
1733-63, principe elettore di Sassonia (Ferdinando Augusto II);
1733-63, re di Polonia;
guerra di successione polacca (1733-38);
1741
ridotta dal 1738 a un protettorato della Russia;




1741
BAVIERA
Albero genealogico

(† 1745)
figlio di Massimiliano II Emanuele e di Maria d'Austria († 1694);
1726-45, elettore di Baviera;
1741
Settembre
le truppe franco-bavaresi occupano l'Alta Austria di cui Carlo Alberto riceve l'omaggio;
ben presto sono conquistate anche la Boemia e Praga;


1742-45, imperatore (Carlo VII);






1741
IMPERO OTTOMANO

Mahmud I

Albero genealogico

(1696-1754)
figlio di Mustafa II;
1730-54, sultano;
1741
-

1741
-





1741
RUSSIA
Ivan VI
Albero genealogico

(† 1764)
figlio di Antonio Ulrico di Brunswick-Bevern e di Anna Leopoldovna;
1740-41, zar di Russia;

Elisabetta II
Albero genealogico

(Kolomenskoe, presso Mosca 1709 - Pietroburgo 1762)
figlia di Pietro [il Grande] e di Caterina I;
1741-62, imperatrice di Russia;
1741
dopo il colpo di stato che ha detronizzato il piccolo Ivan VI;



Ministro degli Esteri
-
1741
1740-48, guerra di successione austriaca: contro Maria Teresa;








1741
REGNO di FRANCIA
Louis XV

(Versailles 1710-74)
figlio di Luigi duca di Borgogna e di Maria Adelaide di Savoia;
1715-74, re di Francia;
a soli cinque anni, sotto la reggenza del duca di Orléans imposta dal parlamento contro l'esplicita volontà del re scomparso;
1726 11 giu-19 gen 1743, affida gran parte della politica del regno al proprio ex precettore, il card. A.-H. de Fleury;


Principal ministre d'État
card. A.-H. de Fleury
(1726 11 giu - 29 gen 1743)
Guardasigilli
Henri François d'Aguesseau
(1737 20 feb - 27 nov 1750)
Sovrintendente
delle Finanze
Philibert Orry
(1730 19 mar - 5 dic 1745)
Segretario di stato
agli Affari Esteri
Jean-Jacques Amelot de Chaillou
(1737 22 feb - 26 apr 1744)
 
1741
1740-48, guerra di successione austriaca;


CANADA
[Il nome deriva dalla parola huron kanata – villaggio o insediamento – che venne utilizzata in riferimento agli indiani di Stadaconé dal navigatore bretone Jacques Cartier (1491-1557). Essa viene quindi applicata dai francesi anche al territorio di Micmac e Montagnais.
Il toponimo Nuova Francia è caduto progressivamente in disuso e nel sec. XVIII è sostituito da Canada o dai nomi delle altre regioni.]
Governatore generale della Nuova Francia
Charles de Beauharnois de la Boische
marchese di Beauharnois
(1726 - 1746)
Intendente
Gilles Hocquart
(1731 - 1748)

1741
Montrèal ha 2.960 abitanti.

Ben 18 signorie vengono avocate alla corona.
[In pratica dunque, nella colonia la figura del signore è subordinata a quella del funzionario della corona.]

I lavoratori francesi dei cantieri di Québec protestano contro il miglior trattamento riservato ai loro colleghi canadesi. Tali proteste non mutano mai in progetti di sovvertimento dell'ordine sociale esistente.

Costa settentrionale dell'Oceano Pacifico (territorio corrispondente più o meno alla futura British Columbia – il cui confine meridionale sarà in seguito fissato dal trattato dell'Oregon (1846) – e ai futuri stati americani di Washington e Oregon: i russi, anche se sanno dell'esistenza della costa nordamericana fin dagli anni 1710, solo ora mettono piede in "Alakshak" (poi Alaska) con la spedizione guidata dal navigatore danese Vitus Jonassen Bering (1681-1741) e dall'ufficiale di marina russo Aleksey Ilyich Chirikov (1703-1748).
[Nei decenni seguenti i promyshlenniki, gli equivalenti russi dei voyageurs canadesi, cominceranno a percorrere la regione in cerca di pellicce che poi invieranno nella capitale o venderanno all'impero cinese.]

 

 

 
1741
Repubblica delle Province Unite
Olanda
Statolder
vacante
[2° periodo: 1702-47]
 
Zelanda
Statolder
vacante
[2° periodo: 1702-47]
 
Uthrecht
Statolder
vacante
[2° periodo: 1702-47]
 
Frisia
Statolder Willelm IV d'Orange-Nassau (1711-47)
Gheldria
Statolder

Willelm IV d'Orange-Nassau (1722-47)

Groninga
Statolder Willelm IV d'Orange-Nassau (1718-47)
Overijssel
Statolder
vacante
[2° periodo: 1702-47]
 
Durante i periodi di vacanza dello statolderato, le province di Olanda, Zelanda e Uthrecht vengono governate esclusivamente dai loro stati, liberi da interventi autocratici.
Questo secondo periodo di vacanza dello statolderato terminerà con il passaggio ereditario agli statolder di Frisia del titolo ereditario di "statolder generale" di tutte le repubbliche.

 

1741
-



1741
Gran Bretagna e Irlanda
Giorgio II
Albero genealogico
(† 1760)
figlio di re Giorgio I e di Sofia Dorotea di Lüneburg-Celle;
1714-27, principe di Galles;
1727-60, elettore di Hannover;
1727-60, re di Gran Bretagna e Irlanda;
dal 1737 è vedovo;


 
Primo lord
del Tesoro
[First Lord
of the Treasury
]
-
Cancelliere
dello Scacchiere
[Chancellor
of the Exchequer
]
Segretari di Stato
-
Affari Esteri e Commonwealth
-
 
Affari Interni    
Giustizia    

1741
dal 1707 è in vigore l'Atto d'unione che ha ratificato l'istituzione del nuovo parlamento della Gran Bretagna;


guerra dell'Oreccho di Jenkins (1739-43) tra Inghilterra e Spagna;

 


 
SCOZIA [dal 1° maggio 1707 è unita a Inghilterra e Galles]
-
-
-
-

1741
-


 
IRLANDA
-
-
-
-

1741
dal 1729 al parlamento di Dublino è stata riconosciuta dall'Inghilterra l'indipendenza legislativa;

Nord America Britannico
-
-
-
-

1741
-

 




TERRANOVA
Governatore della provincia
Thomas Smith
(1741)

1741
-

 

ISOLA DEL PRINCIPE EDOARDO
Governatore della provincia
-

1741
-

 

NEW BRUNSWICK
Governatore della provincia
-

1741
-

 

NOVA SCOTIA
Governatore della provincia
-

1741
-

 

ISOLA DI CAPO BRETONE
Governatore della provincia
-

1741
-

 

a


1741
REGNO di DANIMARCA e di NORVEGIA
Cristiano VI [il Pio]
Albero genealogico
(† 1746)
figlio di Federico IV e di Luisa di Mecklenburg-Güstrow;
1730-46, re di Danimarca e di Norvegia;



1741
-
NORVEGIA
1741
-
ISLANDA
1741
-


1741
REGNO di SVEZIA
Federico I
Albero genealogico
(Kassel 1676 - Stoccolma 1751)
figlio di Carlo I langravio d'Assia-Kassel;
1720-51, re di Svezia;


1741
dal 1721 si è sfasciato il grande impero baltico svedese;
spinto dal "partito dei cappelli" dichiara guerra alla Russia;

I riformati, minacciati di rimanere privi di quel servizio divino di cui godono presso la legazione d'Inghilterra per la partenza del rappresentante inglese, trasmettono per mezzo del ministro conte di Gyllenborg una supplica al re.

Agosto
20
, con risoluzione pari data (approvata il 27 successivo dagli Stati), il re autorizza senz'altro i riformati ad esercitare pubblicamente il loro culto. Il che tutti i riformati e gli anglicani faranno poi sempre indisturbati in seguito.

La condizione di fatto dei cattolici è in questo periodo ben diversa e più favorevole che non la loro condizione di diritto, della quale essi riescono a violare apertamente le restrizioni odiose, giovandosi abilmente delle particolari circostanze diplomatiche ed economiche della Svezia. Il cui debolissimo governo, pencolante incerto sempre ora verso questa ora verso quella potenza straniera, è costretto, ad onta delle alte strida del clero ufficiale, accondiscendere i grandi Stati cattolici e specialmente la Francia e l'Austria, e a chiudere gli occhi sulla attivissima propaganda cattolica che i loro rappresentanti fanno nel paese.
A partire da quest'anno gli ecclesiastici delle legazioni e delle missioni cattoliche crescono di ardire per la libertà concessa ai predicatori riformati.
Si aggiunge la sempre più incalzante necessità della manodopera straniera e perlopiù cattolica, la quale induce il governo persino a deroghe parziali del suo regime proibitivo.
Così, ad esempio, agli operai che all'inizio dell'anno scorso si sono fatti venire dalla Francia per i lavori del castello di Stoccolma viene data dal governo esplicita garanzia che essi potranno assitere al servizio divino presso i ministri stranieri. Vantaggio di cui del resto ormai tutti gli stranieri addetti alle varie manifatture che vanno man mano impiantandosi in Svezia, godono così largamente per tacita condiscendenza dello Stato, che un tal fabbricante può ingaggiare dei lavoratori a venir di Germania, assicurando loro in buona fede che le nuove prescrizioni di quest'anno sanciscono la piena libertà di culto tanto per i riformati che per i cattolici.
Ma l'accesso alle cappelle delle legazioni può tornar utile solamente agli operai residenti nella capitale e non a quelli dispersi per il paese. Ed ecco allora agitarsi a loro vantaggio con petizioni al re e maneggi diplomatici, soprattutto l'ambasciatore francese.
Di qui, come è ovvio aspettarsi, continue rimostranze del concistoro luterano e dello stato ecclesiastico, giungono ora alla cancelleria ora al sovrano, che:
- gli stranieri non soltanto cattolici ma perfino luterani, sposati a donne cattoliche, battezzano e istruiscono la prole non nella religione ufficiale,
- che gli stessi adempiono con la più indisturbata pubblicità il loro culto,
- che la propaganda cattolica guadagna sempre nuovi proseliti fra i garzoni delle varie aziende.
Di qui sorge ancora l'obiezione, mossa infine alla proposta di concedere per legge ai cattolici piena libertà di culto, con dire che ormai la tolleranza verso gli stranieri è già da gran tempo praticata, visto che in Stoccolma gli appartenenti alla Chiesa romano-cattolica e alla Chiesa greca sono sempre cresciuti di numero ed hanno sempre praticato il loro culto in apposite cappelle.





1741
Portogallo
Giovanni V [il Magnanimo]
Albero genealogico

(Lisbona 1689 - 1750)
figlio di Pietro II di Braganza e di Maria Sofia di Baviera-Neuburg;
1707-50, re di Portogallo;
1741
ottiene dalla Santa Sede il titolo di "Maestà fedelissima" per sé e per i suoi discendenti;


1741
-

a

1741
REGNO di SPAGNA
Filippo V
(Versailles 1683 - Madrid 1746)
nipote di Luigi XIV di Francia e di Maria Teresa (figlia del re di Spagna Filippo IV);
duca d'Angiò (Filippo);
1700-06, duca di Brabante (Filippo);
1700-13, re di Napoli e Sicilia;
1700-46, re di Spagna;
1741
1740-46, guerra di successione austriaca;
nel tentativo di recuperare per il figlio Filippo il ducato di Parma e Piacenza e di consolidare le conquiste già effettuate in Italia, si allea con la Francia (trattato di Fontainebleau);

1741
-
guerra dell'Oreccho di Jenkins (1739-43) tra Inghilterra e Spagna;
a




1741
SAVOIA - REGNO DI SARDEGNA
Carlo Emanuele III
Albero genealogico

(Torino 1701-1773)
figlio di Vittorio Amedeo II di Savoia e di Anna Maria d'Orléans;
1715-30, principe di Piemonte;
1730-73,
- conte di Aosta, Maurienne, Nizza e Asti;
- marchese di Saluzzo e Monferrato;
- re di Cipro e Gerusalemme [titolare];
- re di Sardegna e duca di Savoia;

1746-73, marchese di Finale e Oneglia;


1741
1740-48, guerra di successione austriaca: alleato con l'Austria contro Francia e Spagna;


Pietro Giannone, da lui arrestato nel 1736 per ingraziarsi la curia romana, è detenuto nelle carceri piemontesi e ci rimarrà fino alla morte [1748].

1741
REPUBBLICA DI GENOVA
[Denominazione ufficializzata nel 1528 per iniziativa di Andrea Doria]
Nicolò Spinola
Albero genealogico

(? - ?)
figlio di
1740 16 feb - 16 feb 1742, doge di Genova;


1741
-


1741
REPUBBLICA DI VENEZIA
Alvise Pisani
Albero genealogico
(Venezia 1º gen 1664 - Venezia 17 giu 1741)
figlio di Gianfrancesco e di Paolina Contarini;
1735-41, doge di Venezia; [114°]
1741
Giugno
17
, muore.

Pietro Grimani
Albero genealogico
(Venezia 5 ott 1677 - Venezia 7 mar 1752)
figlio di Pietro e di Caterina Morosini;
1741
Giugno
30
, viene eletto doge, con 26 voti e senza veri altri candidati.
1741-52, doge di Venezia; [115°]

1741
-



1741
ducato di Modena
Francesco III d'Este
Albero genealogico
(Modena 1698 - Varese 1780)
figlio di Rinaldo I e di Carlotta Felicita di Brunswick-Lüneburg;
1737-80, duca di Modena;
sposa Carlotta Aglae di Orléans;
1741
combina le nozze del figlio (futuro Ercole III) con Maria Teresa Cybo-Malaspina che gli porterà in dote il ducato di Massa e Carrara;

1741
1740-48, guerra di successione austriaca: il suo stato è occupato dagli austro-piemontesi;


1741
Granducato di Toscana
Francesco II
Albero genealogico

(Lunéville 1708-Innsbruck 1765)
figlio di Leopoldo duca di Lorena e di Elisabetta Carlotta d'Orléans;
1729-36, duca di Lorena e di Bar (Francesco III Stefano);
dal 1732 governatore in Ungheria;
dal 12 febbraio 1736 marito di Maria Teresa d'Absburgo (dal 20 ottobre 1740 Maria Teresa d'Austria, regina di Boemia e d'Ungheria);
1737-65, granduca di Toscana;
1738-48, duca di Parma e Piacenza;
1745-65, imperatore del Sacro Romano Impero (Francesco I);


1741
TOSCANA
[a Firenze, dove non risiede, si fa rappresentare da un consiglio di reggenza.]
il card. Neri Corsini (nipote del papa) capeggia l'opposizione alla reggenza e alle sue riforme condotta dal più antico patriziato e fomenta la tensione fra Roma e la Toscana sollecitando condanne papali dei provvedimenti giurisdizionalistici adottati dalla reggenza;
PARMA
-


1741
REGNO di NAPOLI e SICILIA
Carlo VII
Albero genealogico
(Madrid 1716 - 1788)
quintogenito di Filippo V re di Spagna e di Elisabetta Farnese;
1732-34, duca di Parma e Piacenza (don Carlos);
grazie ai diritti ereditari fatti valere dalla madre;
1735-59, re di Napoli e di Sicilia;
[titolo che gli sarà riconosciuto ufficialmente nel 1738]
quando occupa il Regno di Napoli, B. Tanucci lo segue e qui viene nominato ministro di giustizia;
1741
1740-48, guerra di successione austriaca: si schiera con i franco-ispani;


1759-88, re di Spagna (Carlo III);

NAPOLI
Ministro di giustizia
B. Tanucci
(1735 -1759)

1741
Giugno
2
, l'indirizzo politico finora seguito, rispondente alla tradizione del pensiero politico meridionale, sfocia nel concordato con la Santa Sede che limita i privilegi e le esenzioni del clero;
[Si mette fine alle tre specie d'immunità finora in uso:
- Reali: gli antichi beni della Chiesa d'ora in poi pagheranno la metà dei tributi comuni; i nuovi acquisti, l'intero. (Mancando un catasto da cui si possa conoscere il patrimonio della Chiesa, l'opera per il governo non è semplice).
[Le proprietà della Chiesa nulla pagavano delle spese pubbliche; altre proprietà di natura laicale andavano confuse con le ecclesiastiche, e le terre e le case dei ministri e delle persone della Chiesa, godevano molte franchigie e molti favori per cui il fisco, sostenuta soltanto da poche terre e pochi cittadini, era debole; finché durò la guerra, il fisco era sostenuto sia dai baroni che dai doni della regina di Spagna, ma si trattava sempre di interventi straordinari.]
- Locali: dal patrimonio del clero vengono separate le proprietà laicali confuse con esso per malizia o errore; vengono ridotte le franchigie.
[Erano degli asili; dava asilo ai rei ogni chiesa, ogni cappella, i conventi, i loro orti e giardini, le case, le botteghe, i forni che avevano muro comune ecc. per cui a fianco di ogni delitto esisteva un asilo.]
- Personali: viene definito lo stato ecclesiastico ed esse ridotte. I poteri giuridici del vescovo vengono circoscritti. La giurisdizione secolare ampliata di altrettanto. Vengono poste difficoltà alle ordinazioni sacerdotali e aggravata la disciplina per i chierici, onde limitare il gran numero di preti.
[Accanto al numero già troppo elevato di chierici, si univano le squadre armate dei vescovi, gli infimi impiegati alle giurisdizioni ecclesiastiche, gli esattori delle imposte, i servi, i coabitanti, le stesse (un tempo) concubine dei preti.]
Assai più modesti sono i risultati della battaglia antifeudale [bisognerà aspettarne lo sviluppo nella seconda metà del secolo] e riesce solo parzialmente il tentativo di perequazione tributaria operato con la compilazione di un nuovo catasto, detto "onciario" [dalla moneta di conto adottata come unità di misura];
tra le altre cose viene affidato in questo periodo a L. Vanvitelli il progetto della reggia di Caserta per affermare il prestigio della neonata dinastia;




SICILIA
Viceré
Bartolomeo Corsini
(1737 - ?)
1741
di fatto è già dal 1734 che gli spagnoli occupano l'isola.
 

a




Affò, Davide o Ireneo(Busseto 1741-Parma 1797) erudito italiano, entrato nell'ordine dei Minori Osservanti, bibliotecario, autore di studi filologici;
Dizionario precettivo critico ed istorico della poesia volgare (1777)
Memorie degli scrittori e letterati parmigiani (1789-97, in 5 voll.)
Storia di Parma (1793).

Archenholz, Johann Wilhelm von (Langfuhr, Danzica 1741-Oyendorf, Amburgo 1812) scrittore e politico tedesco, fondatore del periodico «Minerva» (1792-1812)
Inghilterra e Italia (1785)
Storia della guerra dei sette anni (1789)
Annali della storia britannica (1789-98, in venti volumi).

Argenteau, Eugène-Guillaume – conte di Mercy (1741-1819) militare francese, prese parte con gli austriaci a varie campagne contro i francesi in Italia;
1796, 23 settembre, è sconfitto da Massena a Loano e da Bonaparte a Montenotte, dove lascia diecimila prigionieri e centinaia di morti;
deferito ad un tribunale di guerra, viene assolto;
1808, viene messo a riposo con il grado di generale d'artiglieria.

Cadalso, José (Cadice 1741-Gibilterra 1782) saggista e poeta spagnolo, vissuto i prevalenza a Madrid dove frequentò circoli illuministi (come la Fonda di San Sebastián);
Los eruditos a la violeta (1772, Eruditi alla violetta)
Ocios de mi juventud (1773, Ozi della mia gioventù)
Noches lúgubres (1789-90, Notti lugubri)
Cartas marruecas (1793, postumo, Carte marocchine).

Choderlos de Laclos, Pierre-Ambroise-François (Amiens 18 ottobre 1741 – Taranto 5 settembre 1803) scrittore francese;
[Nato da una famiglia di estrazione borghese, suo padre era un ufficiale governativo di servizio in Piccardia ed appartenente alla cosiddetta Nobiltà di toga (Noblesse de robe).
Studioso di balistica, egli può essere ritenuto l'inventore della granata.]

1760, entra nella École royale d'artillerie de La Fère, antesignana della École polytechnique;
1761-1787, come giovane ufficiale del genio, partecipa alla parte finale della "guerra dei sette anni", presso la guarnigione di stanza a La Rochelle;
1763, viene iniziato alla massoneria nella Loggia "L'Union di Toul";
[Diverrà in seguito Maestro Venerabile della Loggia parigina "Henry IV", appartenente al Grande Oriente di Francia.]
1769, alcune sue poesie compaiono nell' «Almanach des Muses»; a Besançon scrive due libretti d'opera comica;
1779, è incaricato delle opere di fortificazione dell'isola di Aix;
Les liaisons dangereuses (1782, Le amicizie pericolose, romanzo epistolare in 4 voll.; con un articolo sul «Mercure de France» espone la propria teoria del romanzo; tappa fondamentale nella storia del romanzo settecentesco)
L'éducation des femmes (L'educazione delle donne; trattato incompiuto)
1788, dopo aver lasciato l'esercito inizia un'intensa attività politica e diviene segretario al servizio del duca d'Orléans, sul quale ha una forte influenza ed ispira numerosi Cahiers de doléances;
1789, si iscrive al Club dei Giacobini e fonda e dirige da Parigi il giacobino «Journal des Amis de la Constitution», sovvenzionato dal duca; allorché questi è costretto a recarsi a Londra dopo essere stato accusato di aver preso parte attiva nei moti di luglio 1789 ed organizzato la "Marcia delle donne" del 5 ottobre, egli lo segue rimanendo nella capitale inglese fino al luglio del 1790, quando entrambi rientrano a Parigi;
Exposé de la conduite de M. le duc d'Orléans (?)
[Da lui scritto a giustificazione del comportamento del duca.]
viene nominato da G.-J. Danton segretario governativo;
1792, agosto, viene inviato, con il grado di generale, dal ministro della Difesa Joseph Servan, presso il generalissimo Nicolas Luckner, che sta preparando un nuovo esercito di 60.000 reclute; questi rassegna poco dopo le dimissioni ed egli ne prende subito il posto; è nominato capo di SM dell'armata dei Pirenei;
1793, 31 marzo, viene arrestato per i suoi legami con il duca d'Orléans, insieme agli altri seguaci del medesimo, ma non viene incarcerato, bensì costretto agli arresti domiciliari;
[È l'unico dei seguaci del duca d'Orléans a sfuggire alla ghigliottina.]
1794, dicembre, solo ora viene scarcerato, in circostanze rimaste oscure, e nominato Segretario generale delle ipoteche, una posizione che gli permette buoni introiti;
La guerre et la paix (La guerra e la pace; memoriale)
1800, gennaio, ottiene direttamente da N. Bonaparte, ora solo Primo console, la nomina a comandante della riserva dell'artiglieria nell'Armata del Reno;
1803, lo stesso Napoleone lo pone al comando della riserva di artiglieria nell'Armata d'Italia di stanza a Taranto;
5 settembre, dopo essersi ammalato di dissenteria e malaria, muore nel Convento di San Francesco di Taranto, ma avendo rifiutato i conforti religiosi, viene sepolto nella piazza d'armi interna al Forte di Laclos (che prende il nome proprio da lui) sull'Isola di San Paolo nel Golfo di Taranto.
[In seguito alla caduta di Napoleone, gli abitanti distruggeranno la sua tomba e, molto probabilmente, le sue spoglie saranno gettate in mare.]

Delacroix de Contaut, Charles-François (Givry-en-Argonne 15 aprile 1741 – Bordeaux 26 ottobre 1805) politico e diplomatico francese;
[Padre di:
. Charles-Henri Delacroix (1779-1845), generale dell'Impero;
. Eugène Delacroix (1798-1863), pittore.
Secondo alcuni storici, come Jean Orieux, Eugène Delacroix avrebbe avuto come padre biologico Ch.-M. de Talleyrand-Périgord; uno dei principali argomenti a sostegno di questa tesi era che Charles-François Delacroix era affetto da un'escrescenza che gli impediva di procreare e con i mezzi dell'epoca non poteva essere curato efficacemente.]

segretario di A.-R.-J. Turgot, diviene in seguito avvocato;
1792, 3 settembre, viene eletto deputato della Marna alla Convenzione nazionale;
1793, gennaio, al processo a Luigi XVI si pronuncia per la sua condanna a morte;
1795, viene eletto al Consiglio degli Anziani sotto il Direttorio; 5 nov-15 lug 1796, nominato ministro degli Affari esteri;;
15-20 luglio, viene sostituito da Ch.-M. de Talleyrand-Périgord; viene poi inviato come ambasciatore nella nella Repubblica Batava fino al 1798;
1800-02, schierato con Napoleone I, diventa prefetto del dipartimento delle Bocche del Rodano;
1803-05, prefetto del dipartimento della Gironda.

Delesguille, Jean (1741-1823) professore di storia alla Scuola militare di Parigi;
sotto il Terrore è impiegato all'ufficio del Comitato di salute pubblica e sotto l'Impero al ministero della Guerra.

Duruey, Joseph – signore di Sannois (1741 – Parigi 18 marzo 1794, ghigliottinato) banchiere francese;
[Nel XVII secolo la famiglia Duruey risiedeva a Parigi.
Suo nonno, Joseph (1623-1692), cocchiere del duca di Mecklembourg, sposò a Parigi Élisabeth-Angélique de Montmorency-Bouteville (1627-1695).
Figlio di Pierre Duruey (1697-1767) e di Anne Nicole Loignon de Beaupré, sposa a Parigi, il 14 luglio 1767 a Saint-Eustache, Jeanne Morin, che gli dà due figlie:
. Antoinette (1768-1816); sposa Vincent Philippe de Laage de Bellefaye (1764-1824), figlio di Clément de Laage, ex fermiere generale, pure lui ghigliottinato nel corso del 1794; la giovane coppia ha numerosi figli.
. Angélique (1770-1851); sposa Antoine Pierre de Chaumont de La Galaisière (1759-1846).]

1782, esercita la funzione di Relatore sui ricorsi (al Consiglio di Stato) a Poitiers; lo stesso anno acquista la carica di segretario del re;
1783, ottiene il posto di esattore generale delle Finanze della Generalità di Poitiers; acquista poi la carica di agente di cambio e viene nominato alla corte di Versailles, tesoriere degli Affari esteri;
1787, nominato banchiere della corte, è amminsitratore della Cassa di Sconto (1787-92) e amministratore del Tesoro reale sotto l' Ancien Régime;
1789, 9 luglio-30 settembre 1791, viene mantenuto al suo posto dall'Assemblea costituente col titolo di amministratore della Tesoreria nazionale ed è pure confermato al suo posto di amministratore della Cassa Nazionale di Sconto;
9 agosto, l'Assemblea, informata dei bisogni urgenti dello Stato, decreta l'emissione di un grande prestito nazionale di 30 Mni di franchi la cui emissione è affidata alle sue cure; 21 dicembre, il re lo autorizza a firmare e a consegnare alla Cassa di Sconto 170 Mni di assegnati, conformemente ai decreti votati dall'Assemblea nazionale il 19 e 21 dicembre;
1790, 24 dicembre, lui e la moglie acquistano da Louis Le Peletier de Mortefontaine, il castello di Mortefontaine nell'Oise;
1791, febbraio, il re lo informa in gran segreto della sua intenzione di partire in esilio seguendo il Piano d'evasione verso Montmédy concocté dal vescovo di Pamiers;
[Per finanziare il suo progetto, il re sollecita un prestito al suo fedele tesoriere: secondo gli atti registrati nel gennaio 1793 al processo del re, gli ha prestato la somma di 3.200.000 franchi, al tasso d'interesse del 5%, prelevata sulla sua cassa personale. La fallita fuga del re a Varennes il 20 e 21 giugno 1791, non ha permesso ai rivouzionari di scoprire l'origine di questo finanziamento ed egli non sembra essere stato ricercato come complice in questo periodo.
Tuttavia, in seguito alla presa del palazzo delle Tuileries in data 10 agosto 1792, sotto il regime della Convenzione nazionale, il ministro dell'Interno J.-M. Roland de la Platière scoprirà un armadio di ferro nascosto nel muro degli appartamenti reali e renderà noti all'Assemblea i documenti gravemente compromettenti che riguardano l'entourage di Luigi XVI e, in particolare, gli estratti conto del Tesoriere.]

1° ottobre-20 settembre 1792, viene mantenuto al suo posto dall'Assemblea legislativa col titolo di amministratore della Tesoreria nazionale ed è pure confermato al suo posto di amministratore della Cassa Nazionale di Sconto;
1794, 18 marzo (28 Ventoso, Anno II), imprigionato alla Conciergerie, viene condannato dal Tribunale rivoluzionario di Parigi ghigliottinato lo stesso giorno in place de la Révolution.
[Dopo la sua condanna, il castello di Mortefontaine viene sequestrato e diviene bene nazionale.
Sarà poi il fratello del Primo console, Giuseppe Bonaparte, che lo acquisterà con atto del 20 ottobre 1798.]


Fortis, Alberto (Padova 1741-Bologna 1803) scienziato e scrittore italiano fondatore, insieme a Elisabetta Caminer Turra, dei periodici «L'Europa letteraria» (1768-73) e «Il Giornale enciclopedico» (1774-81); prefetto della Biblioteca di Bologna e segretario nell'Istituto Nazionale nella Repubblica italiana;
Viaggio in Dalmazia (1774, primo saggio sulle caratteristiche etniche dei morlacchi, tradotto in parecchie lingue).

Gretry, André-Ernest-Modeste (1741-1813) musicista francese;
in disgrazia durante la Rivoluzione, diventa celebre sotto il Consolato e l'Impero.

Grimaldi, Francescantonio (1741-1784) funzionario e studioso napoletano, discendente da un ramo dell'illustre famiglia genovese, fratello di Domenico (1735-1805)
Riflessioni sopra l'ineguaglianza degli uomini (1779-80)
Annali del regno di Napoli (incompiuti).

Karpinski, Franciszek (Holoskówo, Ucraina 1741-Chorowszczyzna 1825) poeta polacco, il "poeta del cuore", popolarissimo ai suoi tempi
Laura e Filon
Divertimenti in versi e in prosa (1782-87, raccolta delle sue opere).

Galaup, Jean-François de – conte di La Pérouse (La Gua, Albi 1741-isola Vanikoro 1788) navigatore francese, entrato in marina a quindici anni; combatté con il grado di capitano di fregata nella guerra d'indipendenza americana distinguendosi nella battaglia delle Antille; terminata la guerra Louis XVI gli affidò il comando di un viaggio di circumnavigazione in cui, avvalendosi della collaborazione di alcuni scienziati, avrebbe dovuto completare le esplorazioni nel Pacifico intraprese dall'inglese J. Cook
1785, 1° agosto, iniziata la spedizione, si dirige verso l'isola di Pasqua, approdando quindi alle Hawaii
1786, luglio, giunto presso le coste dell'Alaska, si dirige poi verso le Filippine e compie importanti esplorazioni nei mari attorno alla Corea e all'arcipelago giapponese spingendosi a nord attraverso le Curili fino alla penisola di Kamcatka
1787, 7 settembre, giunto a Petropavlovsk invia in Francia con Jean-Baptiste Lesseps i giornali di viaggio (pubblicati tra il 1808 e il 1809) e le carte redatte durante la spedizione; ripreso il viaggio, puntando verso sud, fa una sosta alle isole Samoa e tocca poi la costa orientale australiana da dove invia il suo ultimo messaggio al ministro della marina francese; la fase finale del suo viaggio è avvolta nel mistero: secondo le tracce scoperte dall'inglese P. Dillon sarebbe naufragato in Oceania presso l'isola Vanikoro del gruppo di santa Croce.

Lavater, Johann Kaspar (Zurigo 1741-1801) teologo e scrittore svizzero, pastore calvinista, svolse per tutta la vita l'attività ecclesiastica a Zurigo;
Aussichten in die Ewigkeit (1768-78, Visioni dell'eternità o Speranze nell'eternità)
Physiognomische Fragmente zur Beförderung der Menschenkenntnis und Menschenliebe (1775-78, Frammenti fisiognomici per promuovere la conoscenza e l'amore dell'uomo; stampato da P.E. Reich)
[Tradotta poco dopo in francese, l'opera agirà nella cultura europea come replica cristiano-esoterica al neoclassicismo pagano di J.J. Winckelmann.]
Geheimes Tagebuch von einem Beobachter seiner selbst (1771-73, Diario segreto di un osservatore di se stesso);
rimane ferito durante la presa di Zurigo dalle truppe di A. Masséna.

Merck, Johann Heinrich (Darmstadt 1741-1791, suicida) scrittore tedesco;
1762, tronca gli studi teologici per studiare arte all'Accademia di Dresda;
1766, rientra nella città natale, dopo aver lavorato come precettore, adattandosi ad un modesto impiego di corte;
1770-71, risale a questo periodo la sua amicizia con J.G. Herdere con J.W. Goethe, nonché l'inizio della sua intensa attività di pubblicista;
1772, tiene per alcuni mesi la direzione della «Frankfurter Gelehrte Anzeigen» banditrice delle nuove idee dello "Sturm und Drang"; successivamente collabora alla «Allgemeine Deutsche Bibliothek» di C.F. Nicolai;
1776, collabora al «Teutscher Merkur» dell'amico Ch.M. Wieland;
Akademischer Briefwechsel (Carteggio accademico, sorta di breve romanzo epistolare).

Ricci, Scipione de' (Firenze 19 gennaio 1741 - Rignano, Firenze 27 gennaio 1810) ecclesiastico fiorentino; il maggior rappresentante del giansenismo italiano;
[Figlio del senatore Pier Francesco e della seconda moglie Luisa Ricasoli.]
Memorie (1865, postumo) [Le Monnier, Firenze 1865].

Riel de Beurnonville, Pierre de (1741-1821) militare francese;
sotto l'antico regime è colonnello degli svizzeri del conte di Artois;
durante la Rivoluzione è aiutante di campo di Luckner;
col grado di generale combatte a Walmy e a Jemmapes;
1793, ministro della Guerra;
è uno dei commissari mandati dalla Convenzione ad arrestare Dumouriez che lo consegna agli austriaci;
1795, liberato, viene inviato da N. Bonaparte ambasciatore a Berlino e a Madrid;
durante la Restaurazione è nominato maresciallo di Francia e marchese.

Servan de Gerbey, Joseph Marie (Romans-sur-Isère 14 febbraio 1741 – Parigi 10 maggio 1808) militare francese;
1790, maggiore, comandante del forte di Saint-Jean a Marsiglia;
1791, diviene luogotenente colonnello di un reggimento di fanteria;
1792, 9 maggio-giugno, ministro della Guerra, nominnto dai girondini; 10 agosto-3 ottobre, ancora ministro della Guerra;
1793, lasciata questa funzione, è posto al comando dell'Armata dei Pirenei occidentali (Armée des Pyrénées occidentales);
imprigionato come sospetto di "girondinismo" rimane in carcere durante tutto il Terrore;
lberato dalla Convenzione termidoriana, partecipa all'amministrazione militare.
[Il suo cognome figura tra quelli inscritti sotto l'Arco di Trionfo, sotto la Colonna 33.]

Valdec de Lessart, Antoine Claude Nicolas (Château de Mongenan, Portets, vicino a Bordeaux 25 gennaio 1741 – Versailles 9 settembre 1792) politico francese;
[Figlio illegittimo del barone de Gasq, presidente del Parlamento di Guyenne.]
1767, uno dei direttori della Compagnia delle Indie, diventa Maître des requêtes;
1788, ottobre, è uno dei tre commissari incaricati di discutere e di esaminare tutto sull'amministrazione finanziaria; uno degli intimi di J. Necker, è uno dei commissari incaricati da Luigi XVI di riconciliare i tre ordini degli Stati Generali;
1790, 4 dicembre, viene convocato presso il Contrôle général des finances;
1791, 25 gennaio, passa al Ministero dell'Interno, tenendo sempre il portafoglio finanziario;
[Al ministero finanziario, Étienne Clavière e i Girondini si preoccupano della sua gestione, mentre al ministero degli Interni Camille Desmoulins, Louis-Marie Stanislas Fréron e Jean-Paul Marat rimproverano le sue simpatie per il clero refrattario. Durante la vicenda di Varennes si è rivelato come docile esecutore degli ordini dell'Assemblea legislativa.]
settembre, è nominato ministro interlocutore navale; ottobre, è nominato ministro interinale degli Affari esteri quando la preoccupazione principale è l'attività bellica delle emigranti con sede a Trier e Mainz;
1792, gennaio, invia C.-M. de Talleyrand-Périgorde a Londra per cercare la neutralità inglese se non il sostegno; 10 marzo, impopolare, incapace di arrestare la marcia verso la guerra, sospettato perfino di tradimento viene denunciato da J.-P. Brissot; sotto la pressione dei Girondini viene trasferito alla Corte Suprema di Orléans; 10 agosto, il Tribunale Rivoluzionario di Parigi decide di processare i prigionieri ma Claude Fournier-L'Héritier, invece di portarli a Parigi, si ferma a Versailles dove 44 dei 52 prigionieri a lui affidati vengono massacrati: assieme a lui sono anche Luigi Hercule Timoléon de Cossé-Brissac e Charles- Xavier Franqueville d'Abancourt.

Verri, Alessandro (Milano 1741-Roma 1816) scrittore italiano (già in clima romantico);
[Figlio di Gabriele (1695-1782) e di Barbara Dati della Somaglia, fratello minore di Pietro (1728-97)]
partecipa giovanissimo alle battaglie illuministiche della "Accademia dei Pugni" da cui esce la rivista «Il Caffè»; esordisce con la difesa polemica delle prime opere dell'amico C. Beccaria; scenografo e attore per diletto fu tra i primi traduttori di W. Shakespeare con la versione di Amleto e di Otello;
Saggio sulla Storia d'Italia (1761-66, inedita)
1766-67, dopo un viaggio a Parigi, è a Londra; sosta quindi in Piemonte, in Liguria e in Toscana, giungendo infine a Roma dove fissa definitivamente la sua dimora, trattenuto dall'amore per la marchesa Margherita Boccapadule Gentile;
Tentativi drammatici (1779, due tragedie Pantea e La congiura di Milano)
Le avventure di Saffo, poetessa di Mitilene (1780, romanzo, offre qualche spunto a L'ultimo canto di Saffo di G. Leopardi)
1789, torna per un breve periodo a Milano;
Le notti romane (
- 1792, I parte, Al sepolcro degli Scipioni  
- 1804, II parte, Sulle ruine della magnificenza antica  
- 1967, III parte, Le veglie contemplative;
l'opera, vivente l'autore, conosce ben 32 edizioni e 8 traduzioni; è ispirata dal ritrovamento nel 1780 delle tombe degli Scipioni) [Tip. Salesiana, Torino 1877]
1794, torna per un altro breve periodo a Milano;
Dafni e Cloe di Longo Sofista (1812, traduzione)
La vita di Erostrato (1815, romanzo storico psicologico)
Vicende memorabili de' suoi tempi dal 1789 al 1801
Carteggio con il fratello Pietro, il più ricco ed importante di tutto il Settecento italiano (12 voll., pubblicati fra il 1910 ed il 1942).

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«segue da 1740»
1741
Francia
Carta: Jean-Etienne Guettard, un membro dell'Accademia delle Scienze di Parigi, inizia una serie di esperienze con vari vegetali: palma, sparto, aloe, ortiche, gelsi, alghe, ecc.; ricerche analoghe sono condotte dall'inglese John Strange e dal sassone Schäffer;
«segue 1742»

 

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