©

Il Viandante

in rete dal 1996


Se ti siamo stati utili effettua una

Nuova Ricerca

Papa
Benedetto XIV

(1740-58)

segretario di Stato: cardinale Silvio Valenti;
(dell'Entità si sa molto poco, forse perché il pontefice non tiene in simpatia i gesuiti, da sempre numerosi nelle file dello spionaggio papale);
canonizza cinque santi, fonda un nuovo ordine monastico i "Chierici scalzi" ed invita il cardinale Spinelli, arcivescovo di Napoli, ad introdurre il tribunale del Sant'Uffizio; l'arcivescovo nomina i consultori, i notai; forma il sigillo proprio per i processi, prepara le carceri dove rinchiude parecchie persone per materia di fede e a due di loro fa eseguire la cerimonia dell'abiura; fa inoltre scrivere in pietra ed esporre all'ingresso della casa: "Sant'Uffizio";

cardinali:
Guidobbono Cavalchini Carlo Alberto (1683-1774)
(dal 1742).



 

ANNO 1746




Guerra di successione austriaca
[1740-48]
- Austria, Gran Bretagna, Olanda e Piemonte -
«»
- Francia, Spagna, Prussia, Baviera,
Sassonia, Svezia e Palatinato -

«segue da 1745»
1746
Aprile
in Inghilterra i fautori di Carlo Edoardo Stuart vengono battuti a Culloden;

Settembre
in Italia Carlo Emanuele III e Maria Teresa costringono il nemico a sgomberare la Lombardia 
e occupano Genova;
 





1746
SACRO ROMANO IMPERO
Francesco I
Albero genealogico

(Lunéville 1708-Innsbruck 1765)
figlio di Leopoldo duca di Lorena e di Elisabetta Carlotta d'Orléans;
1729-36, duca di Lorena e di Bar (Francesco III Stefano);
1736, 12 febbraio, sposa Maria Teresa d'Absburgo, arciduchessa d'Austria;
1737-65, granduca di Toscana (Francesco II);
a Firenze, dove non risiede, si fa rappresentare da un consiglio di reggenza;
1738-48, duca di Parma e Piacenza (Francesco II);
1745-65, imperatore del Sacro Romano Impero;
[l'imperatrice e consorte Maria Teresa gli ha affidato l'organizzazione del debito pubblico e la direzione delle finanze.]


1746
in merito alla recente rivalità austro-prussiana, Vienna stringe un'alleazna difensiva con la Russia a cui aderisce in eguito anche la Sassonia.
Ma la Russia è alleata altresì con l'Inghilterra; alleanza difensiva che in caso di guerra anglo-francese dovrebbe garantire a re Giorgio II la difesa da parte della Russia del ducato di Hannover – sua proprietà personale in Germania – contro eventuali attacchi della Prussia alleata a sua volta di Parigi.

TOSCANA
-
PARMA e PIACENZA
-
 
1746
REGNO di BOEMIA e d'UNGHERIA
Maria Teresa d'Absburgo
Albero genealogico

(Vienna 1717-1780)
figlia primogenita dell'imperatore Carlo VI e della principessa Elisabetta di Brunswick-Wolfenbüttel;
1736, 12 febbraio, sposa il duca di Lorena Francesco Stefano, ora granduca di Toscana e duca di Parma e Piacenza (futuro imperatore Francesco I);
1740-80, regina di Boemia e d'Ungheria;
[arciduchessa d'Austria e sovrana sotto vari titoli dei domini asburgici]
. principale collaboratore: conte Friedrich Wilhelm von Haugwitz;
1740-48, guerra di successione austriaca;


1746
Dicembre
5
, la perdita di Genova fa tramontare del tutto le speranze dell'Austria di apprestare una nuova spedizione contro Napoli.
LOMBARDIA
-



1746
REGNO di PRUSSIA
Federico II [il Grande]
Albero genealogico

(Berlino 1712 - Sans-Souci, Potsdam 1786)
figlio di Federico Guglielmo I e di Sofia Dorotea di Hannover;
1740-86, re di Prussia;
1740-48, guerra di successione austriaca;




1746
SASSONIA - REGNO di POLONIA
Augusto III
Albero genealogico

(Dresda 1696-1763)
figlio di Augusto II e di Cristiana di Brandeburgo-Bareith;
1733-63, principe elettore di Sassonia (Ferdinando Augusto II);
1733-63, re di Polonia;
ridotta dal 1738 a un protettorato della Russia;



1746
BAVIERA
Massimiliano III Giuseppe di Wittelsbach
Albero genealogico

(† 1777)
figlio dell'imperatore Carlo VII e di Maria Amelia d'Austria († 1756)
1745-77, elettore di Baviera;





1746
IMPERO OTTOMANO

Mahmud I

Albero genealogico

(1696-1754)
figlio di Mustafa II;
1730-54, sultano;
1746
-

1746
-






1746
RUSSIA
Elisabetta II
Albero genealogico

(Kolomenskoe, presso Mosca 1709 - Pietroburgo 1762)
figlia di Pietro [il Grande] e di Caterina I;
1741-62, imperatrice di Russia;




Ministro degli Esteri
-
1746
1740-48, guerra di successione austriaca: contro Maria Teresa;





1746
REGNO di FRANCIA
Louis XV

(Versailles 1710-74)
figlio di Luigi duca di Borgogna e di Maria Adelaide di Savoia;
1715-74, re di Francia;
a soli cinque anni, sotto la reggenza del duca di Orléans imposta dal parlamento contro l'esplicita volontà del re scomparso;
1726 11 giu-19 gen 1743, affida gran parte della politica del regno al proprio ex precettore, il card. A.-H. de Fleury;
dal 1744 la favorita è Mme de Pompadour;


Principal ministre d'État
-
Guardasigilli
Henri François d'Aguesseau
(1737 20 feb - 27 nov 1750)
Sovrintendente
delle Finanze
Jean-Baptiste de Machault d'Arnouville
(1745 6 dic - 30 lug 1754)
Segretario di stato
agli Affari Esteri
René-Louis de Voyer de Paulmy
marchese d'Argenson
(1744 19 nov - 10 gen 1747)
 
1746
1740-48, guerra di successione austriaca;


CANADA
[Il nome deriva dalla parola huron kanata – villaggio o insediamento – che venne utilizzata in riferimento agli indiani di Stadaconé dal navigatore bretone Jacques Cartier (1491-1557). Essa viene quindi applicata dai francesi anche al territorio di Micmac e Montagnais.
Il toponimo Nuova Francia è caduto progressivamente in disuso e nel sec. XVIII è sostituito da Canada o dai nomi delle altre regioni.]
Governatore generale della Nuova Francia
Charles de Beauharnois de la Boische
marchese di Beauharnois
(1726 - 1746)
Intendente
Gilles Hocquart
(1731 - 1748)
1746
-
LOUISIANA
[Dal 1722 la capitale amministrativa è stata spostata da Mobile a Nouvelle-Orléans.]
Governatore
-
Commissaire-ordonnateur
-

1746
La popolazione è salita a 4.100 abitanti, di contro a 4.000 schiavi africani (1739).

 


1746
Repubblica delle Province Unite
Olanda
Statolder
vacante
[2° periodo: 1702-47]
 
Zelanda
Statolder
vacante
[2° periodo: 1702-47]
 
Uthrecht
Statolder
vacante
[2° periodo: 1702-47]
 
Frisia
Statolder Willelm IV d'Orange-Nassau (1711-47)
Gheldria
Statolder

Willelm IV d'Orange-Nassau (1722-47)

Groninga
Statolder Willelm IV d'Orange-Nassau (1718-47)
Overijssel
Statolder
vacante
[2° periodo: 1702-47]
 
Durante i periodi di vacanza dello statolderato, le province di Olanda, Zelanda e Uthrecht vengono governate esclusivamente dai loro stati, liberi da interventi autocratici.
Questo secondo periodo di vacanza dello statolderato terminerà con il passaggio ereditario agli statolder di Frisia del titolo ereditario di "statolder generale" di tutte le repubbliche.

 

1746
-

 

 


1746
Gran Bretagna e Irlanda
Giorgio II
Albero genealogico
(† 1760)
figlio di re Giorgio I e di Sofia Dorotea di Lüneburg-Celle;
1714-27, principe di Galles;
1727-60, elettore di Hannover;
1727-60, re di Gran Bretagna e Irlanda;
dal 1737 è vedovo;


 
Primo lord
del Tesoro
[First Lord
of the Treasury
]
Henry Pelham whig
(1743 27 ago - 7 mar 1754)
Cancelliere
dello Scacchiere
[Chancellor
of the Exchequer
]
Segretari di Stato
-
Affari Esteri e Commonwealth
-
 
Affari Interni    
Giustizia    

1746
Gennaio
21
, i giacobiti sono vittoriosi a Falkirk;

Aprile
16
, Culloden Moor, gli insorti – rivolta giacobita dei "montanari" (gli Highlanders) della Scozia – sono però sorpresi nel sonno da William Augustus [The Butcher-il Macellaio] (1721-1765), duca di Cumberland, e massacrati.
[Si tratta di un massaco senza quartiere di centinaia di Highlanders e delle loro famiglie "dovunque si trovino".
L'opera sarà completata da una serie di leggi, passate nel 1747, che proibiscono agli Highlanders di portare armi, indossare kilt e tartan, di prestare servizio militare a favore dei capi clan e di amministrare autonomamente la giustizia.
Per quanto è loro possibile, gli inglesi cercano di distruggere alla radice la cultura e l'esistenza fisica dei ribelli scozzesi.]
Il principe Carlo Edoardo, sul cui capo pende una taglia, vive per alcuni mesi nascosto negli Highlands e alla fine ripara nuovamente in Francia;
l'insuccesso segna la fine del "movimento giacobita" come forza politica, ma la sua memoria continua a vivere nella letteratura e nella musica popolare scozzese (W. Scott e R.L. Stevenson).


 


 
SCOZIA [dal 1° maggio 1707 è unita a Inghilterra e Galles]
-
-
-
-

1746
-


 
IRLANDA
-
-
-
-

1746
dal 1729 al parlamento di Dublino è stata riconosciuta dall'Inghilterra l'indipendenza legislativa;

Nord America Britannico
-
-
-
-

1746
guerra di successione austriaca o "guerra di re Giorgio" (1744-48) tra Gran Bretagna e Francia;

Marzo
dal giugno precedente, per tenere la fortezza di Louisbourg, gli anglo-americani hanno perso ben 900 uomini;
le perdite sono dovute soprattutto alle epidemie che hanno devastato gli uomini della guarnigione, a cui acadiani e Micmac hanno impedito di allontanrsi dalle mura amiche.
Una prevista spedizione britannica contro Québec non riesce nemmeno a partire.
Ancora peggior destino ha la grande flotta comandata da Jean-Baptiste-Louis-Frédéric de La Rochefoucauld, duca d'Anville (1709-1746) cui è stato affidato il compito di riconquistare Louisbourg.
Il duca, che muore d'infarto durante la campagna, perde oltre 3.000 uomini a causa del cattivo tempo e delle malattie senza che questi abbiano sparato un colpo.
Incursioni delle forze della guerriglia indiano-canadese: ne fanno ora le spese – per ricordare le incursioni principali – gli abitanti di Fort No. 4 (poi, Charleston, New Hampshire) e di Fort Massachusetts (poi Adams, Massachusetts).

 




TERRANOVA
Governatore della provincia
[vacante]

1746
-

 

ISOLA DEL PRINCIPE EDOARDO
Governatore della provincia
-

1746
-

 

NEW BRUNSWICK
Governatore della provincia
-

1746
-

 

NOVA SCOTIA
Governatore della provincia
-

1746
-

 

ISOLA DI CAPO BRETONE
Governatore della provincia
-

1746
-

 

a


1746
REGNO di DANIMARCA e di NORVEGIA
Cristiano VI [il Pio]
Albero genealogico
(† 1746)
figlio di Federico IV e di Luisa di Mecklenburg-Güstrow;
1730-46, re di Danimarca e di Norvegia;



Federico V
Albero genealogico
(Copenaghen 1723 - 1766)
figlio di Cristiano VI e di Sofia di Brandeburgo-Kulmbach;
1746-66, re di Danimarca e di Norvegia;



1746
-
NORVEGIA
1746
-
ISLANDA
1746
-

1746
REGNO di SVEZIA
Federico I
Albero genealogico
(Kassel 1676 - Stoccolma 1751)
figlio di Carlo I langravio d'Assia-Kassel;
1720-51, re di Svezia;


1746
sfasciatosi (già dal 1721) il grande impero baltico svedese, ha dovuto cedere alla Russia (1743) anche parte della Finlandia.




1746
Portogallo
Giovanni V [il Magnanimo]
Albero genealogico

(Lisbona 1689 - 1750)
figlio di Pietro II di Braganza e di Maria Sofia di Baviera-Neuburg;
1707-50, re di Portogallo;
1741-50, "Maestà fedelissima"
[titolo ottenuto dalla Santa Sede per sé e per i suoi discendenti.]


1746
-

a

1746
REGNO di SPAGNA
Filippo V
(Versailles 1683 - Madrid 1746)
nipote di Luigi XIV di Francia e di Maria Teresa (figlia del re di Spagna Filippo IV);
duca d'Angiò (Filippo);
1700-06, duca di Brabante (Filippo);
1700-13, re di Napoli e Sicilia;
1700-46, re di Spagna;
1746
1740-46, guerra di successione austriaca;
nel tentativo di recuperare per il figlio Filippo il ducato di Parma e Piacenza e di consolidare le conquiste già effettuate in Italia, si allea con la Francia (trattato di Fontainebleau);
Luglio
9
, muore prima che la guerra si concluda (1948).
[Sarà sepolto otto giorni dopo, il 17 luglio, nella chiesa di San Ildefonso nella Granja.]

Ferdinando VI
(Madrid 1713 - Villaviciosa 1759)
figlio di Filippo V e di Maria Luisa Gabriella di Savoia;
1729, sposa l'infanta Barbara di Portogallo (1711-1758);
1746-59, re di Spagna;
1746
Luglio
9
, muore il padre Filippo V;
salito al trono, intendendo seguire le direttive del padre pur desiderando la pace, invia in Italia nuove truppe confermando la guerra;
la matrigna Elisabetta Farnese [la madre Maria Luisa Gabriella di Savoia era già morta nel 1714] «…nulla perdendo di ricchezza o rispetto, scende di potenza e va a vivere in privato in un castello distante dalla reggia» [P. Colletta].

1746
-

a




1746
SAVOIA - REGNO DI SARDEGNA
Carlo Emanuele III
Albero genealogico

(Torino 1701-1773)
figlio di Vittorio Amedeo II di Savoia e di Anna Maria d'Orléans;
1715-30, principe di Piemonte;
1730-73,
- conte di Aosta, Maurienne, Nizza e Asti;
- marchese di Saluzzo e Monferrato;
- re di Cipro e Gerusalemme [titolare];
- re di Sardegna e duca di Savoia;
1746-73, marchese di Finale e Oneglia;


1746
1740-48, guerra di successione austriaca: alleato con l'Austria contro Francia e Spagna;
le truppe austro-sarde occupano Genova;
Dicembre
5
, Genova, un colpo di sasso lanciato dalla mano di un fanciullo, Balilla, dà inizio ad una sommossa popolare che riesce a cacciare gli austriaci del generale Botta (italiano). La perdita di Genova fa tramontare del tutto le speranze dell'Austria di apprestare una nuova spedizione contro Napoli.


Pietro Giannone, da lui arrestato nel 1736 per ingraziarsi la curia romana, è detenuto nelle carceri piemontesi e ci rimarrà fino alla morte [1748].

1746
REPUBBLICA DI GENOVA
[Denominazione ufficializzata nel 1528 per iniziativa di Andrea Doria]
Lorenzo De Mari
Albero genealogico

(? - ?)
figlio di
1744 1° feb - 1° feb 1746, doge di Genova;


Gian Francesco Brignole Sale II
Albero genealogico

(? - ?)
figlio di
1746 3 mar - 3 mar 1748, doge di Genova;


1746
-


1746
REPUBBLICA DI VENEZIA
Pietro Grimani
Albero genealogico
(Venezia 5 ott 1677 - Venezia 7 mar 1752)
figlio di Pietro e di Caterina Morosini;
1741-52, doge di Venezia; [115°]

1746
-



1746
ducato di Modena
Francesco III d'Este
Albero genealogico
(Modena 1698 - Varese 1780)
figlio di Rinaldo I e di Carlotta Felicita di Brunswick-Lüneburg;
1737-80, duca di Modena;
sposa Carlotta Aglae di Orléans;


1746
1740-48, guerra di successione austriaca: il suo stato è occupato dagli austro-piemontesi;




1746
REGNO di NAPOLI e SICILIA
Carlo VII
Albero genealogico
(Madrid 1716 - 1788)
quintogenito di Filippo V re di Spagna e di Elisabetta Farnese;
1732-34, duca di Parma e Piacenza (don Carlos);
grazie ai diritti ereditari fatti valere dalla madre;
1735-59, re di Napoli e di Sicilia;
[titolo che gli sarà riconosciuto ufficialmente nel 1738]
quando occupa il Regno di Napoli, B. Tanucci lo segue e qui viene nominato ministro di giustizia;
1746
1740-48, guerra di successione austriaca: si schiera con i franco-ispani;


1759-88, re di Spagna (Carlo III);

NAPOLI
Ministro di giustizia
B. Tanucci
(1735 -1759)

1746
secondo alcuni storici [es. Manfroni], il ritiro dalla politica della madre Elisabetta Farnese segna l'inizio dell'indipendenza del regno di Napoli dalla Spagna;
revoca il decreto con il quale gli ebrei erano stati ammessi nel regno;
nonostante la promessa fatta dall'imperatore Carlo V ai napoletani nel 1547, su invito di papa Benedetto XIV, l'arcivescovo di Napoli cardinale Spinelli, introduce il tribunale del Sant'Uffizio; nomina i consultori, i notai; forma il sigillo proprio per i processi, prepara le carceri dove rinchiude parecchie persone per materia di fede e a due di loro fa eseguire la cerimonia dell'abiura; fa inoltre scrivere in pietra ed esporre all'ingresso della casa: "Sant'Uffizio"; visto il cartello, il popolo minaccia di morte due cardinali; subito dopo, per le querele degli Eletti del popolo, in ricordo delle violate antiche leggi, il re emana un editto che tutto venga ripristinato e revocata la segreta ecclesiastica giurisdizione; il cardinale Landi, inviato dal papa per indurre il re a moderare i rigori dell'editto, nulla ottiene e, minacciato dal popolo, se ne ritorna a Roma; a sua volta l'arcivescovo Spinelli, odiato dal popolo, è costretto a rinunciare al seggio arcivescovile e lasciare la città.
Poiché continua ancora la guerra in Lombardia, il popolo dona al re trecentomila ducati.
Poiché l' Ordine di Malta si oppone al suo tentativo di ripristinare l'antico vassallaggio di Malta (creato duecento e più anni prima da Carlo V) interrompe il commercio con l'isola e sequestra i beni dell'Ordine nel regno. In seguito all'intervento del papa, sollecitato dal gran maestro dell'Ordine, con lettere supplichevoli al re, quest'ultimo concede il rinnovo del commercio e ripristina gli atti di pace ripristinando tuttavia le antiche ragioni a favore suo e dei suoi discendenti.




SICILIA
Viceré
Bartolomeo Corsini
(1737 - ?)
1746
-
 

a





Barral, Louis-Mathias (1746-1816) prelato francese, vescovo di Troyes;
esule per non prestare giuramento civile, richiamato e nominato, col Concordato, vescovo di Meaux e arcivescovo di Tours, guida le deputazioni di vescovi che si recano a Savona per indurre Pio VII ad essere conciliante con N. Bonaparte, cui rimane fedele come senatore e conte dell'Impero;
con la restaurazione deve lasciare la sua sede.

Bucquet, Jean-Baptiste-Michel (Parigi 18 febbraio 1746 – 24 January 1780) chimico, fisico e censore reale francese;
inviato inizialmente agli studi di legge, frequenta in seguito la Facoltà di Medicina di Parigi;
1770, si laurea in Medicina e in seguito diviene Docteur-Régent;
comincia quindi a tenere un corso pubblico di chimica nel suo laboratorio;
1776, diventa professore di Chimica e Storia naturale nella facoltà di Medicina all'Università di Parigi;
1777, collabora con A.-L. Lavoisier e compie diversi esperimenti che gli permettono di essere accettato come chimico all' "Académie des Sciences" di Parigi, dove terrà dei corsi pubblici fino al 1779.
[Il suo allievo più noto è A.-F. de Fourcroy.]

Clauzel, Jean-Baptiste (Lavelanet 21 settembre 1746 – Parigi 2 luglio 1803) politico francese;
[Figlio di un calderaio, negoziante di Lavelanet.]
sotto l' "Ancien Régime" svolge il lavoro del padre;
1790, viene eletto sindaco di Lavelanet;
1791, viene eletto deputato per il suo distretto all'Assemblea legislativa dove si dimostra molto discreto;
1792, viene rieletto deputato per il dipartimento dell'Ariège alla Convenzione nazionale dove siede sui seggi della Montagna;
1793, gennaio, al processo di Luigi XVI, questo "realista" vota per la morte del re, senza rinvio e si pronuncia contro l'appello del popolo; non vota invece la messa in stato d'accusa di J.-P. Marat dichiarando di essere «très éloigné d'adopter tous les principes de ce fanatique ami de la Révolution»; 16 novembre, (16 novembre 1793) con una mozione si dimostra un vero montagnardo, dalle opinioni francamente ostili circa i nobili, sulla chiamata di tutti i deputati nobili inviati in missione; malgrado la sua opposizione ai Girondini fa votare dai deputati il mantenimento delle indennità dei deputati in stato d'arresto; fine agosto, rappresentante in missione all'armata dei Pyrénées-Occidentales, viene improvvisamente richiamato a Parigi;
1794, 27 luglio (9 Termidoro, Anno II), figura tra coloro che organizzano la caduta di M. Robespierre; attivo termidoriano, dopo tale data entra a far parte del "Comitato di sicurezza generale" e fa chiudere il club dei Giacobini;
1795, 20 maggio (1° Pratile, Anno III), al momento dell'insurrezione dimostra una certa premura; denuncia e fa arrestare gli "ultimi Montagnardi"; chiede la messa in stato d'accusa di B. Barère de Vieuzac, J.-N. Billaud-Varenne e di Collot d'Herbois; ritornato all'armata dei Pyrénées-Occidentales, la trova disorganizzata quando l apace sta per essere firmata e reprime i realisti che tentano di prendere il potere a Toulouse;
1795, sotto il Direttorio viene eletto al Consiglio degli Anziani, e si mostra ostile riguardo i preti e gli emigrati;
1799, 9 novembre (18 Brumaio, Anno VIII) al momento del colpo di Stato si schiera con N. Bonaparte e termina la sua carriere politica nel corpo legislativo.

Crest, Stéphanie Félicité ducontessa di Genlis o Madame de Genlis (Issy-l'Évêque, 25 gennaio 1746 – Parigi, 3 dicembre 1830) scrittrice francese;
[Nasce in una famiglia borgognona della nobiltà di spada, figlia di un capitano che porta il titolo di marchese di Saint-Aubin.
In virtù del matrimonio con Charles Alexis Brûlart, ella diviene contessa di Genlis.]

1763, muore suo padre che, dilapidato il patrimonio avito, lascia la vedova e i due figli nel bisogno; la madre riesce subito a introdurre la figlia nei salotti bene del tempo, dove la ragazza si fa apprezzare per l'abilità con la quale suona l'arpa, strumento che sta conoscendo, dopo un periodo di oblio, un nuovo successo;
[Quattro volte alla settimana, ella rallegra con la musica i raffinati pranzi degli aristocratici commensali dietro compenso, circostanza che, essendo poco come si deve, dopo la sua fortunata risalita sociale ella si preoccuperà di negare.]
attraverso la mediazione di Madame de Montesson, amante e poi moglie morganatica del duca d’Orléans, ella fa la conoscenza di Charles-Alexis Brûlart, conte di Genlis, figlioccio e ricco erede del vecchio ministro Louis Philogène Brûlart de Sillery, marchese di Puisieulx; lo stesso anno i due giovani si sposano;
1772, Madame de Montesson la fa accogliere come dama di compagnia della duchessa di Chartres, nuora del duca d’Orléans, mentre il marito è promosso capitano delle guardie del duca; la coppia ha così diritto ad alloggiare al Palais-Royal e a ottenere un appannaggio di 10.000 lire, ed ella non esita a cedere alla corte del duca di Chartres, che durante la rivoluzione si farà chiamare Philippe Égalité, restando tuttavia buona amica della duchessa e occupandosi dell'istruzione delle due piccole figlie della coppia, due gemelle nate nel 1777;
ella scrive sull'educazione dei bambini, racconti morali e novelle storiche; è amica, tra gli altri, di Rousseau, di Charles-Pierre Claret de Fleurieu, di Bernardin de Saint-Pierre, di Talleyrand, e di Juliette Récamier.
1789, durante la Rivoluzione francese fugge in Inghilterra mentre il marito viene ghigliottinato, come Philippe Égalité: in Inghilterra sposa la figlia Pamela, avuta dal duca di Chartres, con il lord Edward Fitzgerald (ucciso dai repubblicani irlandesi nel 1798);
Adèle et Théodore ou lettres sur l'éducation contenant tous les principes relatifs à l'éducation des Princes, des jeunes personnes et des hommes (Paris, 1792, Lambert & F. J. Baudouin)
Les Petits Émigrés, ou Correspondance De Quelques Enfans: Ouvrage Fait Pour Servir À L'Education De La Jeunesse, (Parigi 1798, Onfroy; Berlino 1798, Legarde)
1801, Napoleone I l'autorizza a rientrare in Francia, la impiega come spia e le accorda una pensione; vive abbastanza a lungo per avere la soddisfazione di vedere Luigi Filippo d'Orléans, da lei allevato, salire sul trono di Francia;
Nouveaux contes moraux et nouvelles historiques (Paris 1806, Maradan)
Bélisaire (Paris 1808, Maradan)
Maison rustique pour servir à l'éducation de la jeunesse ou Retour en France d'une famille émigrée (Parigi 1810, Maradan)
De l'influence des femmes sur la littérature française, comme protectrices des lettres et comme auteurs, ou Précis de l'histoire des femmes françaises les plus célèbres (1811)
Dictionnaire critique et raisonné des étiquettes de la Cour ou l'esprit des étiquettes et des usages anciens (Paris 1818, E. Mongie)
Les Parvenus (Paris 1819, Ladvocat)
Mémoires de la marquise de Bonchamps (Paris 1823, s.e.)
Mémoires inédits sur le dix-huitième siècle et la Révolution française, depuis 1756 jusqu'à nos jours (Paris 1825, Ladvocat)
Alphonsine ou la tendresse maternelle (Paris 1825, Lecointe et Durey)
1830, 3 dicembre, muore a Parigi dopo aver avuto la soddisfazione di vedere Luigi Filippo d'Orléans, da lei allevato, salire sul trono di Francia.

D'Espremil, Jean-Jacques Duval de (1746-1794, ghigliottinato) politico francese;
1786, frequenta una società fondata da Bergasse a cui partecipano anche il marchese di La Fayette, J.-P. Brissot e Clavière;
[hanno l'idea che non si debba sconvolgere la costituzione monarchica francese ma solo aumentare il potere del parlamento.]
1787, magistrato al parlamento di Parigi e delegato all'assemblea dei Notabili, si mette subito in evidenza per le sue feroci critiche a Maria Antonietta;
schierato contro il dispotismo ministeriale rappresenato da Lomenie de Brienne e dalle riforme fiscali che propone, è uno dei sobillatori dell'opposizione convinto, come A.-J.-F. Duport e M.-J. Hérault de Séchelles, che l'interesse nazionale esiga la limitazione dell'arroganza regale;
1788, viene arrestato per l'opposizione praticata contro i piani di riforma proposti dalla Corte; liberato dopo la caduta di Lomenie de Brienne, per questa prigionia viene considerato come un eroe dalla popolazione;
eletto deputato della Nobiltà agli Stati Generali, diventa uno dei capi della Nobiltà e difensore dei privilegi.

Dubuisson, Pierre-Ulric (Laval, Mayenne 23 gennaio 1746 – Parigi 24 marzo 1794, ghigliottinato) attore, autore drammatico, direttore di teatro e storico francese;
[Figlio di un medico.]
1750, suo padre, coperto di debiti, parte per la Martinica affidando i suoi tre figli a suo zio, l'abate Dubuisson e una zia ad Angers;
1766, circa in questo periodo egli raggiunge il padre in Martinica;
1770, di ritorno in Francia, raggiunge Parigi;
1771, qui pubblica in forma anonima un poema in versi liberi;
1777, recita a Gand e a Maastricht nella stessa compagnia di Fabre d'Églantine; compie un nuovo viaggio in America;
1778, qui è direttore generale della posta reale a Saint-Domingue; vi recita un'opera teatrale, L'École des pères, ou les Effets de la prévention, che viene rappresentata al Cap-Français e ottiene una certa risonanza; egli raggiunge allora Parigi dove compone diverse opere sulle questioni coloniali e numerose opere teatrali; sotto la minaccia di una lettre de cachet, si rifugia a Bruxelles, dove compone o traduce dei libretti d'opera;
1783-90, la sua vita si divide tra il Belgio e Parigi; partigiano della Rivoluzione, dispera di poter avere un ruolo in Francia; in Belgio si pronuncia contro il partito di Van der Noot e viene incarcerato;
1790, messo in libertà, ritorna a Parigi;
1792, 10 agosto, prende parte alla famosa giornata e si dimostra assiduo nel club dei Gacobini di cui diviene segretario senza ancora schierarsi nel conflitto Girondini-Montagnardi;
verso la fine dell'anno, inviato in Belgio come commissario del potere esecutivo presso il gen. Dumouriez, si lega con l'avventuriero Pierre-Jean Berthold de Prosly;
1793, 6 marzo, fa parte del Comitato insurrezionale segreto che tenta nella notte di far assassinare 22 deputati girondini, che egli stesso definisce «ces hypocrites de patriotisme et de vertu»; una soffiata salva per questa volta coloro che moriranno invece il 31 ottobre; alcuni mesi dopo si unisce a J.-R. Hébert;
1794, denunciato da M. Robespierre di aver voluto seminare la discordia tra i Giacobini, viene giudicato dal Tribunale rivoluzionario; 24 marzo, viene condannato a morte e ghigliottinato.


Ducrest de Saint-Aubin, Stéphanie-Félicité – contessa de Genlis (Issy-l'Evêque, Saône-et-Loire 1746-Parigi 1830) scrittrice francese;
1762, istitutrice dei duchi di Orléans, sposa il conte di Genlis, girondino;
Les veillées du château (1784, Le veglie al castello, raccolta di favole)
dama d'onore della duchessa di Chartres, diviene l'amante del marito, il futuro Philippe Egalité;
1789, entusiasta della Rivoluzione, durante il Consolato comincia a scrivere romanzi;
entra in corrispondenza con N. Bonaparte compilando delle relazioni sullo spirito delle famiglie parigine;
Lezioni di una governante (1791)
1793, giustiziato il marito, emigra in Inghilterra e poi in Svizzera;
Mademoiselle de Clermont (1802)
1803, solo ora rientra in Francia su invito di N. Bonaparte;
La duchesse de La Vallière (1804)
Mademoiselle de La Fayette (1813)
Mémoires (1825, in 8 voll; memorie inedite sul XVIII secolo; testimonianza storica sulla vita e il costume aristocratico dell' «Ancien régime»).
[Chiara di Rosenberg o L'assedio della Roccella, F.lli Ferrario, Milano 1860] [vol. I ].

Fouquier de Tinville, Antoine-Quentin (Héroüel, Aisne [a.f.: Foreste] 10 giugno 1746 – Parigi 7 maggio 1795, ghigliottinato) magistrato e politico francese.

Gohier, Louis-Jérôme (Semblançay 27 febbraio 1746 – Eaubonne 29 maggio 1830) politico francese;
[Figlio di un notaio.]
avvocato al foro di Rennes;
1789, eletto deputato di Rennes agli Stati Generali;
1790, viene eletto deputato del dipartimento di Ille-et-Vilaine all'Assemblea legislativa;
[Prende parte attiva alle deliberazioni, protestando contro l'obbligo di giuramento per i religiosi previsto nella "Costituzione civile del clero" e chiedendo il sequestro dei beni degli "emigrati".]
1792, ottobre, segretario generale della Giustizia;
1793, 20 mar-20 apr-1794, sostituisce D.-J. Garat alla testa del ministero; con questa carica presiede agli arresti dei girondini; presidente dei tribunali civili, poi dei criminali, del dipartimento della Senna, entra a far parte del "Tribunal de cassation" sotto il Direttorio;
1799, 18 giugno, entra nel Direttorio al posto di Treilhard; qualche mese più tardi ne diviene presidente; ottobre, al ritorno dalla Campagna d'Egitto, N. Bonaparte ripetutamente tenta di coinvolgerlo nei propri progetti politici;
[Del resto, sua moglie è amica intima di Giuseppina di Beauharnais.]
1799, 9-10 novembre (18 Brumaio, Anno VII), rifiuta di dimettersi, e cerca invano un incontro con N. Bonaparte nel tentativo di salvare la repubblica; viene invece scortato al Palazzo del Lussemburgo e messo sotto sorveglianza dall'esercito come il suo collega Moulin; al suo rilascio si ritira nei suoi possedimenti di Eaubonne;
1802, è nominato console generale ad Amsterdam (nella Repubblica Batava);
all'unione del Regno d'Olanda coll'Impero, gli viene offerto un posto analogo negli Stati Uniti; tuttavia la sua salute lo costringe a rinunciare e a ritirarsi ad Eaubonne;
1830, 29 maggio, muore a Eaubonne.

Gohier, Louis-Jérôme (Semblançay 27 febbraio 1746 – Eaubonne 29 maggio 1830) politico francese;
[Figlio di un notaio.]
chiamato al barreau di Rennes vi pratica la professione di avvocato;
1789, viene inviato a rappresentare la città di Rennes agli Stati Generali;
1791, eletto nel dipartimento di Ille-et-Vilaine all'Assemblea legislativa, prende parte attiva alle deliberazioni, protestando contro l'obbligo di giuramento per i religiosi previsto nella Costituzione civile del clero e chiedendo il sequestro dei beni degli émigrés;
1792, ottobre, segretario generale della Giustizia;
1793, 20 mar-20 apr 1794, sostituisce Garat alla testa del ministero della Giustizia, dando prova di grande dedizione presiedendo agli arresti dei girondini; in seguito è nominato presidente dei tribunali civili, poi dei criminali, del dipartimento della Senna;
1795, sotto il Direttorio entra a far parte del Tribunal de cassation;
1799, 18 giugno, entra nel Direttorio al posto di J.-B. Treilhard; qualche mese più tardi ne diviene presidente; ottobre, N. Bonaparte, al suo ritorno dalla campagna in Egitto, tenta di coinvolgerlo nei propri progetti politici;
[Sua moglie amica intima di Giuseppina de Beauharnais.]
10 novembre (18 Brumaio, Anno VIII), colpo di Stato di N. Bonaparte; egli rifiuta di dimettersi e cerca invano un incontro con N. Bonaparte nel tentativo di salvare la repubblica; viene invece scortato al Palazzo del Lussemburgo e messo sotto sorveglianza dall'esercito come il suo collega J.-F. Moulin; al suo rilascio si ritira nei suoi possedimenti di Eaubonne;
1802, è nominato console generale ad Amsterdam (nella Repubblica Batava), e all'unione del Regno d'Olanda coll'Impero, gli viene offerto un posto analogo negli Stati Uniti; tuttavia la sua salute lo costringe a rinunciare e a ritirarsi ad Eaubonne;
1830, 29 maggio, muore a Eaubonne.

Grattan, Henry (Dublino 1746-Londra 1820) politico irlandese, protestante di origine aristocratica
1775, entra nella camera dei comuni irlandese dove intraprende una lunga battaglia per ottenere l'autonomia della sua patria
1782, ottiene una sua prima vittoria, quando è riconosciuto al parlamento irlandese il diritto di legiferare; la sua attività a favore dell'emancipazione dei cattolici non dà però molti risultati
1800, non riesce ad impedire la firma dell'Atto di unione con l'Inghilterra; si allontana così dalla vita pubblica, ma fa ancora parte del parlamento inglese.

Heinse, Johann Jakob Wilhelm (Langewiesen, Turingia 1746-Aschaffenburg 1803) scrittore tedesco
Laidion oder die Eleusinischen Geheimnisse (1774, Laidion o i misteri eleusini, romanzo epistolare)
1780-83, viaggio in Italia
Ardinghello und die glückseeligen Inseln (1787, Ardinghello e le isole felici, romanzo).

Keith Elphinstone, Georges – visconte Keith (1746-1823) militare inglese;
capitano della Marina, si distingue all'assedio di Tolone;
dopo la presa di Alessandria viene creato pari d'Inghilterra.

Jones, William (Londra 1746-Calcutta 1794) orientalista e giurista inglese
Grammatica persiana (1771)
Saggio sul diritto di cauzione (1778)
1783, viene inviato nel Bengala come giudice della corte suprema a Fort William
1784, qui fonda la società asiatica del Bengala
Traduce dall'arabo le Mu'allaqat, dal sanscrito (1789) la Sakuntala di Kalidasa, opere di Narayana e Jayadeva, notevoli parti dei Veda e il codice di Manu (1794); 
a lui il merito di aver intuito la stretta parentela fra il sanscrito e le lingue d'Europa (latino, greco, germanico, ecc.).

Kosciuszko, Tedeusz (Mereczowsczyzna, Lituania 1746-Soletta, Svizzera 1817) generale e politico polacco, di nobile famiglia decaduta; abbandonò l'esercito polacco e andò a combattere nella guerra d'indipendenza americana dove ottenne il titolo di generale di brigata e il privilegio della cittadinanza statunitense
1791, 3 maggio, tornato in Polonia, si distingue a Dubienka nella guerra seguita alla promulgazione della costituzione
1793, gennaio, quando il trattato austro-prussiano decreta la spartizione della Polonia, assieme ad altri generali polacchi prepara l'insurrezione armata contro gli invasori sperando nell'aiuto dei francesi (convenzione 19 novembre 1792)
1794, marzo, nominato comandante in capo, con poteri dittatoriali, dai polacchi insorti, sconfigge l'esercito russo a Raclawice (aprile); all'arrivo dei rinforzi prussiani è però costretto ad abbandonare Cracovia e a ripiegare su Varsavia; 7 maggio, con la dichiarazione emanata a Polaniec abolisce la servitù della gleba nel suo paese e riduce l'entità delle corvées ma non riesce a guadagnare all'insurrezione i contadini; 10 ottobre, sconfitto dai russi e prussiani a Maciejowice, viene tenuto prigioniero in Russia fino al 1796 rifiutando la collaborazione propostagli da Napoleone; dopo aver invano tentato una soluzione al problema polacco, si ritira in esilio in Svizzera.

Lackington, James (1746-1815) libraio londinese.

Laffon de Ladebat, André-Daniel (Bordeaux 30 novembre 1746 – Parigi 14 ottobre 1829) finanziere e politico francese.

Lindet, Jean Baptiste Robert (Bernay, Eure 2 maggio 1746 – Parigi 16 febbraio 1825) politico francese;
[Figlio di un commerciante di legname.
Fratello minore di Thomas (1743-1823) vescovo francese.]

1776, diviene avvocato e procuratore della cittadina di Bernay, città rivale d'Évreux;
1790, viene eletto sindaco di Bernay;
1791, viene eletto all'Assemblea legislativa come deputato dell'Eure; membro del Club dei Giacobini, siede sugli spalti dei Montagnardi;
[Invece il fratello Thomas viene eletto all'Assemblea Costituente in febbraio e rappresentante del popolo nella Legislativa in settembre.]
1792, viene eletto deputato alla Convenzione Nazionale;
in questo periodo contribuisce all'emanazione dei crimini attribuiti a Luigi XVI, favorendo la sua condanna a morte;
7 aprile, montagnardo, entra al Comitato di salute pubblica dove compie un lavoro considerevole fino all'ottobre 1794;
in questo periodo contribuisce all'emanazione dei crimini attribuiti a Luigi XVI, favorendo la sua condanna a morte;
1793, gennaio, processo a Luigi XVI; 10 marzo, viene istituito il Tribunale Rivoluzionario (di cui è stato relatore del progetto di legge); 6 aprile, nominato membro del Comitato di salute pubblica, si preoccupa molto per le finanze ed in seguito si dedica ampiamente alla politica agricola, ai trasporti e al commercio; 11 giugno, viene nominato dalla Convenzione come rappresentante del popolo in Eure e Calvados; si oppone vivamente ai deputati Girondini, in questo periodo in forte aumento in Normandia;
1794, 30 marzo, in serata rifiuta di firmare l'arresto deciso dal suo comitato e da quello di sicurezza generale nei confronti di G.-J. Danton;
[Dei membri del Comitato di salute pubblica, la sua firma è l'unica che manca nel mandato. In questa occasione, avrebbe inoltre affermato: «Sono qui per nutrire i cittadini, non per uccidere i patrioti». Lo stesso anno contrae una malattia apparentemente incurabile; viene curato dal sacerdote refrattario Gilbert Soury.]
20 settembre, il suo sostegno sulla commissione viene bruscamente fermato, annunciando la fine dell'economia secondo i criteri stabiliti dal governo rivoluzionario;
31 maggio, viene arrestato e incarcerato al Collège des Quatre-Nations; 30 luglio, scarcerato, viene eletto al Consiglio dei Cinquecento;
1798, eletto al Consiglio dei Cinquecento;
1799, 23 luglio, è richiamato al ministero delle Finanze ricoprendo il ruolo di ministro;
18 brumaio, dopo il colpo di stato lascia l'incarico per ridiventare avvocato;
1816, esiliato, rimane a Parigi fino alla morte.

Maury, Jean-Siffrein o abate Maury (Valréas 28 giugno 1746 – Roma, 10 maggio 1817) prelato francese;
ordinato sacerdote, diventa oratore sacro;
1789, deputato del clero di Péronne agli Stati generali, si dimostra fervido difensore della monarchia, divenendo agente del conte di Provenza (futuro Luigi XVIII);
violentemente antisemita, oratore infiammato del partito ultraconservatore dei "Neri" (così denominati per la coccarda nera che simboleggia l'Austria, dunque la regina);
1791, emigra;
1792, 24 aprile, è nominato arcivescovo titolare di Nicea;
1794, 21 febbraio, viene creato cardinale da Pio VI; lo stesso giorno è trasferito alla diocesi di Montefiascone e Corneto, conservando il titolo arcivescovile; 12 settembre, ottiene il titolo della Santissima Trinità al Monte Pincio;
1800, quando Napoleone I diventa imperatore, gli offre i suoi servigi ed è nominato arcivescovo di Nîmes;
1801, dallo stesso imperatore viene esiliato da Roma per il suo atteggiamento contrario alla negoziazione del concordato;
si ritira quindi nella sua diocesi di Montefiascone e Corneto;
1804, 22 agosto, la lettera di felicitazioni che indirizza all'imperatore segna il suo passaggio nelle file bonapartiste;
1805, aprile, incontra l'imperatore a Genova;
ngli anni successivi ottiene nomine importanti da parte dell'imperatore, fra cui quella a senatore, alla Legion d'onore e all'Académie française (da cui è stato estromesso nel 1803 e sarà nuovamente espulso nel 1816);
1810, 14 ottobre, un decreto imperiale lo nomina arcivescovo di Parigi, dopo la rinuncia del card. Joseph Fesch, zio di Napoleone I; 1º novembre, accetta l'arcivescovato e prende possesso della sede, meritandosi un'amareggiata lettera di papa Pio VI che lo invita a rinunziare, per salvaguardare la libertà della Chiesa; sordo ai richiami del Pontefice, vuole assumere il governo dell'arcidiocesi che gli è stato esplicitamente proibito e anzi fa arrestare il vicario generale, che gli si oppone;
1811, prende parte attiva nel Concilio nazionale della Chiesa gallicana;
1814, mutati i tempi, si associa alla risoluzione del capitolo della cattedrale a favore della deposizione di Napoleone I; 13 maggio, ciò nonostante deve rassegnare le dimissioni; 18 maggio, deve lasciare Parigi per sfuggire all'ira di Luigi XVIII che è asceso al trono; torna quindi a Roma, dove papa Pio VII si rifiuta di riceverlo in udienza, gli proibisce di frequentare le riunioni dei cardinali e gli toglie la diocesi di Montefiascone e Corneto, affidandola ad un amministratore apostolico;
1815, alla caduta dell'Impero viene imprigionato per quattro mesi, dopodiché ottiene il perdono del papa e la riconferma della dignità cardinalizia;
[???] è nominato ambasciatore presso la Santa Sede da Luigi XVIII;
1816, si dimette da vescovo di Montefiascone e Corneto; trascorre gli ultimi mesi che gli restano in forma molto riservata;
1817, 10 maggio, muore a Roma.


Mercier Dupaty, Charles-Marguerite-Jean-Baptiste (La Rochelle, 1746 – Parigi, 1788) giurista, letterato e scrittore francese;
[Padre di:
. Louis-Marie-Charles-Henri Mercier Dupaty (1771-1825), scultore;
. Louis Emmanuel Mercier Dupaty (1775-1851), autore teatrale, membro dell'Académie française.
Molto legato a suo cognato Fréteau e alla sorella di questi, Mme de Grouchy.
Mme Dupaty e Mme de Grouchy sono sorelle, nate Fréteau.
Mme de Grouchy è la madre di Sophie de Grouchy che sposerà nel 1786 il marchese di Condorcet.]

avvocato generale (sostituto procuratore generale) dello Stato e presidente del Parlamento di Bordeaux, carica molto importante nella giustizia francese dell'Ancien Régime;
compie un viaggio in Italia per studiarne i sistemi giuridici vigenti e le procedure penali; partendo da Avignone, passa per Tolone e Nizza e visita molte città italiane, tra cui Genova, Lucca, Firenze, Roma e Napoli;
Lettres sur l'Italie (1785, dagli appunti di questo viaggio)
[Anche in lingua tedesca: Briefe über Italien vom Jahr 1785, Mainz, 1790.
I contenuti politici del libro sull'Italia e la trattazione di tematiche politico-sociali invise alle classi dominanti, gli guadagnano l'inserimento dell'opera nell'Index Librorum Prohibitorum.]
Mémoire pour trois hommes condamnés à la roue (1785, vedi Affaire des trois roués)

Monge, Gaspard (Beaune 1746-Parigi 1818) matematico francese;
1780, entra all'Académie des Sciences;
1789, repubblicano, partecipa attivamente alla Rivoluzione;
1792 12 agosto-13 aprile 1793, ministro della Marina e poi sovrintendente a lavorazioni connesse con la produzione militare (lavora nel Genio come disegnatore);


membro del Comitato di salute pubblica;
1794-95, professore all'École Normale, contribuisce all'opera di ristrutturazione dell'ordinamento scolastico francese e alla fondazione dell' "Ecole Polytechnique";
1796, è legato da profonda amicizia a N. Bonaparte che conferisce a lui e a Berthollet l'onore di portare al Direttorio la ratifica del trattato di Campoformio;
1798, aprile, eletto al Consiglio dei Cinquecento, segue N. Bonaparte in Egitto incaricato di tutta la parte scientifica della spedizione;
senatore e conte, Luigi XVIII lo farà escludere dall' "Ecole Polytechnique".

Pache, Jean-Nicolas (1746-1823) politico francese di origine svizzera;
è nominato da J. Necker segretario della "Maison du Roi";
1792, durante la Rivoluzione è il collaboratore di J.-M. Roland de la Platière al ministero dell'Interno e di Servan al ministero della Guerra; 18 ottobre, ministro della Guerra;
1793, 2 febbraio, aderente alla Montagna, viene eletto sindaco di Parigi al posto del girondino Chambon; 31 maggio-2 giugno, con Chaumette ed Hébert gioca un ruolo importante; al momento della liquidazione degli "Hebertisti", M. Robespierre gli risparmia la ghigliottina.

Pestalozzi, Johann Heinrich (Zurigo 1746-Brugg 1827) educatore e pedagogista svizzero;
1769, in un podere nel cantone di Berna, impianta una piccola officina di filatura e tessitura;
1774, vi fonda un istituto educativo per bambini poveri (tenuta di Neuhof), esperienza che finirà nel 1779;
Veglia di un solitario (1780)
Lienhard und Gertrud (1781-87, Leonardo e Gertrude; Firenze, 1928, trad. ital.)
Mie indagini sul processo della natura nello sviluppo dell'umanità (1797)
1798, il direttorio elvetico gli affida la direzione a Stans di un istituto educativo per i bambini abbandonati, ma l'esperienza dura solo cinque mesi per l'aggravarsi della situazione bellica;
1800, si stabilisce a Burgdorf dove apre un istituto nel castello della cittadina;
Wie Gertrud ihre Kinder lehrt (1801, Come Gertrude istruisce i suoi figli; Firenze, II ed. 1923, trad. ital.)
Libro delle madri (1803)
1804, l'istituto viene sfrattato dal governo cantonale e trasferito a Münchenbuchsee; poco dopo accetta l'offerta del governo democratico di Losanna e si trasferisce nel castello di Yverdon, nel cantone di Vaud;
Lettera a un amico sul proprio soggiorno a Stans (1807)
1810, una commissione ispettiva dà parere sfavorevole sull'organizzazione educativa e didattica dell'istituto;
1825, è costretto a chiudere l'istituto e a ritirarsi a Neuhof dove muore due anni più tardi;
Il canto del cigno (opera in cui riassume le proprie idee e traccia un bilancio della propria esperienza educativa).

Piazzi, Giuseppe (Ponte di Valtellina 1746-Napoli 1826) astronomo italiano;
1769, religioso dell'ordine dei teatini, è professore a Malta e successivamente in varie case dell'ordine;
1780, a Palermo ha la cattedra di calcolo sublime che conserva fino alla morte;
1791, tornato in patria, dopo aver conosciuto in un viaggio in Europa gli astronomi J.J. de Lalande e F.W. Herschel, fonda una specola sulla torre di Santa Ninfa del Palazzo Reale;
1801, scopre il primo dei pianetini (asteroidi), cui dà il nome di Cerere, avviando così la ricerca e la scoperta di tutti i corpi di questo tipo (se ne conoscono ormai oltre 1800).

Quelen de La Vauguyon, Paul François de o Paul François de Quélen de Stuart de Caussade – duca de La Vauguyon (Parigi 30 luglio 1746 - Parigi 14 marzo 1828) politico francese.

Tuncq, Augustin (Conteville, Somme 27 agosto 1746 – Parigi 9 febbraio 1800) militare francese.

Venturi, Giovanni Battista (Bibbiano, Reggio nell'Emilia 1746-Reggio nell'Emilia 1822) fisico, ingegnere e storico della scienza italiano, da cui "tubo di Venturi";
allievo di L. Spallanzani, fu professore al seminario di Reggio e all'università di Modena, ingegnere dello stato presso il ducato di Modena;
2797, pubblica n trattato riguardante i suoi studi di idrodinamica;
1800, agente diplomatico della Repubblica Cisalpina.

Vicq d'Azyr, Félix (Valognes, 23 aprile 1746 – Parigi, 20 giugno 1794) anatomista e medico francese scopritore dell'anatomia comparata e della teoria dell'omologia in biologia;
[Figlio di un medico.]
si laurea in medicina all'Università di Parigi divenendo un brillante anatomista umano ed animale;
1773, comincia a tenere un corso di anatomia molto noto presso il "Jardin du Roi" [futuro Museo di Storia Naturale, a Parigi];
1774, viene eletto membro della Académie des Sciences, con il sostegno del suo amico N. de Condorcet;
allo scoppio di un'epidemia in Guyana viene incaricato di scrivere una relazione, di fare delle proposte e metterle in atto; seguendo la precoce percezione della responsabilità dello Stato negli affari sanitari, sostenuta da A.-R.-J. Turgot, propone la creazione della "Société Royale de Médecine";
1775, ne diviene segretario perpetuo;
[In oltre 16 anni, sotto la sua guida, la "Société Royale de Médecine" metterà assieme una grande massa di dati e informazioni sulle malattie, i medici, l'economia e le risorse alimentari.
Come anatomista è uno dei primi ad utilizzare le sezioni coronali del cervello e l'uso di alcol per aiutare la dissezione. Ha descritto il locus ceruleus, il locus niger nel cervello, nel 1786, e la banda di Vicq d'Azyr, un sistema di fibra ottica tra lo strato granulare esterno e lo strato piramidale esterno della corteccia cerebrale, così come il tratto mammillo-talamico, che porta il suo nome. I suoi studi sistematici della circonvoluzione cerebrale diventeranno un classico ed egli è uno dei primi neuroanatomisti.
Studia i nuclei grigi profondi del cervello ed i gangli della base.
Partecipa alla stesura della Seconda Enciclopedia.]

1788, dopo essersi occupato di scrivere gli elogi dei suoi colleghi, questa attività gli vale l'affiliazione a vita all'Accademia di Francia;
1793, è l'ultimo medico della regina Maria Antonietta († 16 ottobre 1793, ghigliottinata), che ha cercato di proteggere;
è inoltre professore di "Medicina veterinaria" presso la Scuola di Alfort e Sovrintendente delle epidemie;
1794, 20 giugno, muore per cause incerte, durante il periodo del Terrore.

Torna su

Stampa

«segue da 1745»
1746
Inghilterra
Londra, il reverendo Samuel Fancourt, un pastore dissidente, fonda «The Gentlemen and Ladies's Growing and Circulating Library», la sua seconda biblioteca circolante londinese, che però, come la prima (1730) non ha un successo durevole.
[Il tentativo di una biblioteca circolante arriderà invece alla British Library fondata a Londra da George Bathoe sullo Strand (strada che collega Trafalgar Square con Fleet Street e la city) quando ne prenderà le redini il famoso produttore e promotore di libri John Bell.
Francia
viene dispersa la biblioteca di Charles d'Orléans, abate di Rothelin.
Ricca di 132 manoscritti con numerosi esemplari in grand papier e affidata a legatori quali Boyet, Duseuil, Padeloup e gli Anguerrand.
[Il catalogo, curato da Gabriel Martin, scheda, in-ottavo, 5036 lotti.]
«segue 1747»

Encyclopédie

«segue da 1745»
1746, 
«segue 1747»

«Museum»
(1746-47)

1746, esce questo quindicinale di Robert Dodsley che, oltre alla recensione delle novità librarie, fa anche della critica letteraria… ma dura poco.

Banco di San Giorgio

«segue da 1675»
1746, dovendo la repubblica sborsare agli austriaci, impadronitisi della città, tre milioni di scudi d'oro, la moneta corrente subisce una grave crisi; il Banco di San Giorgio presta la somma alla repubblica ma è costretto a sospendere il pagamento degli interessi;
«segue 1755»

 

Nuova Ricerca