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Papa Pio VI
(1775-99)

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1787, cardinale G.S. Gerdil (1718-1802)

Il Dollaro

1787, 17 settembre, il primo articolo della Costituzone degli Stati Uniti attribuisce al Congresso Federale l'esclusiva nella coniazione;
1791, iniziano le sottoscrizioni per la nascita della First Bank of The United States: 1/5 sono assorbite dal Tesoro e le operazioni iniziano con un capitale di 675.000 dollari in contanti. La città di Filadelfia ottiene la zecca e la sede della banca. Grazie a Th. Jefferson sulla nuova moneta non viene inciso il ritratto di G. Washington, tanto caldeggiato da Alexander Hamilton, e questo per evitare rigurgiti monarchici;
il simbolo: l'effige dell'aquila calva americana con le ali spiegate;
1795, sono fusi i primi pezzi d'argento: 1 $ e 1/2 $;
1796, … i primi pezzi d'oro:
- 2,5 $, 1/4 di aquila,
- 5 $, mezza aquila
- 10 $, l'aquila (eagle
- 20 $, la doppia aquila.

chiesa swedenborghiana
o
"chiesa della Nuova Gerusalemme"

1787, alcuni ministri wesleyani inglesi, assidui lettori di E. Swedenborg, danno vita ad una congregazione organizzata; 
convinta di costituire il regno millenario dei santi, la chiesa è tuttora viva in comunità presenti in Inghilterra, Stati Uniti, Australia, Svizzera e Germania per un totale di circa 40.000 aderenti (1975).

 

 

ANNO 1787




1787
Unione Elvetica
Confederazione dei tredici cantoni elvetici:

CATTOLICI
- Uri (1291),
- Schwyz (1291),
- Unterwalden (1291),
- Lucerna (1332),
- Zug (1353),
- Glarus (1353) [in parte],
- Friburgo (1481),
- Soletta (1481).

PROTESTANTI
- Zurigo (1351),
- Berna (1353),
- Glarus (1353) [in parte],
- Basilea (1501),
- Sciaffusa (1501),
- Appenzell (1513).

1787
Gennaio
-


AUSTRIA - BOEMIA e UNGHERIA

Giuseppe II (Schönbrunn 1741 - Schönbrunn 1790)
primogenito di Francesco Stefano di Lorena (Francesco I) e di Maria Teresa d'Austria;
1764-90, re dei romani;
1765-90, imperatore del Sacro Romano Impero;
1780-90, re di Boemia e d'Ungheria;
il conte A.W. von Kaunitz-Rietberg, dal 1753 al servizio dell'Austria, continua a dirigerne la politica estera;
1787
-


Albero genealogico
 
POLONIA
Stanislao II Augusto (Voucyn, 17 gen 1732 – San Pietroburgo, 12 feb 1798)
figlio di Stanislaw Poniatowski e di ?;
1764-95, re di Polonia;
fatto eleggere, con l'appoggio prussiano e russo, dai Czartoryski;
1787
dopo la spartizione (1772), introduce una serie di riforme;


Albero genealogico
 
 

BAVIERA

Karl IV Theodor (Schloss Drogenbusch/Uccle 1724 - Munich 1799)
figlio del pfgf Johann Christian Joseph von Sulzbach e di Marie Anne Henriette de La Tour-d'Auvergne marchesa di Bergen-op-Zoom;
Kfst von der Pfalz (1742-99)
[Palatinato Renano (o Inferiore)]
1777-99, elettore di Baviera;
1787
-


Albero genealogico
PRUSSIA

Federico Guglielmo II (Berlino 1744-97)
figlio del principe Augusto Guglielmo (fratello di Federico II) e di Luisa di Brunswick-Wolfenbüttel;
1786-97, re di Prussia;
1787
-


Albero genealogico
 
SASSONIA

Federico Augusto III [il Giusto] (Dresda 1750-1827)
figlio del pr. elett. Federico Cristiano e di Antonietta di Baviera;
1763-1806, principe elettore di Sassonia;
1787
cerca di mantenersi neutrale nei conflitti tra Austria e Prussia;
1806-27, re di Sassonia (Federico Augusto I);


Albero genealogico
 
 




1787
IMPERO OTTOMANO

Abdul Hamid I

Albero genealogico

(1725-1789)
figlio di Ahmed III e di Rabia Semi, nonché fratello di Mustafà III;
1774-89, XXVII sultano;
1787
guerra russo-turca (1787-92)

1787
appreso che Russia e Austria intendono allearsi per eliminare l'impero ottomano dalle potenze esistenti, decide, sotto la pressione di potenti gruppi d'opinione interni, di dichiarare guerra alla Russia dando così inizio alla Guerra russo-turca (1787-1792).
L'Impero ottomano, stremato dalle precedenti guerre e piuttosto malconcio come organizzazione sia burocratica che militare, non ha fortuna nello svolgimento della guerra stessa, ove le sue truppe sono più volte sconfitte dal generale russo A.V. Suvorov.






1787
RUSSIA
Caterina II [la Grande]
Albero genealogico

(Stettino 1729 - Pietroburgo 1796)
(Sofia Federica Amalia) figlia del principe Cristiano Augusto di Anhalt-Zerbst, generale prussiano, e della principessa Giovanna Elisabetta di Holstein-Gottorp;
1762-96, imperatrice di Russia;
-


Ministro degli Esteri
-

1787
1787-91, campagne militari contro la Turchia, sempre per la realizzazione del "progetto greco";

«segue da 1786»
COSACCHI
1783-87, è costituita l'armata dei "cosacchi del Dnepr" del mar Nero.
«segue 1794»

1785-1791, lo sceicco Mansur conduce la guerra di resistenza alla colonizzazione del Caucaso iniziata da Caterina II.




1787
REGNO di FRANCIA
Louis XVI

figlio del delfino Luigi e di Maria Giuseppina di Sassonia;
1770, sposa Maria Antonietta d'Austria;
1774-92, re di Francia;


Principal ministre d'État
Ch. Gravier
conte di Vergennes
(1781 21 nov - 13 feb 1787)
É.-Ch. de Loménie de Brienne
(1787 13 feb - 25 ago 1788)
Cancelliere
R.-N. de Maupeou
(1768 16 set - 1° lug 1790)
Guardasigilli
A.-Th. Hue de Miromesnil
(1774 24 ago - 8 apr 1787)
L.-Ch.-F. de Basville
(8 apr - 14 set 1788)
Sovrintendente
delle Finanze
Ch.-A. de Calonne
(1783 3 nov - 8 apr 1787)
M. Bouvard de Fourqueux
(10 apr - 1° mag)
P.-Ch. Laurent de Villedeuil
(3 mag - 31 ago)
C.-G. Lambert
barone di Chamerolles, conte d'Auverse
(31 ago - 26 ago 1788)
Segretario di stato
agli Affari Esteri
Ch. Gravier
conte di Vergennes
(1774 21 lug - 13 feb 1787)
conte A.-M.
di Montmorin Saint-Hérem

(14 feb - 13 lug 1789)
 

1787
1783-87, Ch.-A. de Calonne, attua la stessa politica di espedienti usata da J. Necker fino al crollo finale;
[Il Précis di Ch.-A. de Calonne propone di:
- rimpiazzare la corvée con un'imposta in denaro pagabile da tutti,
- rendere libero il commercio dei grani,
- alleggerire i pesi della gabella,
- sopprimere i diritti di dogana interni,
- rimpiazzare l'imposta dei ventesimi con un'imposizione territoriale,
- riorganizzare la Cassa di sconto creata da A.-R.-J. Turgot.]

Escono gli scritti anonimi:
Justice et nécessité d'assurer en France un état légal aux Protestants (Ausbourg, l'an du rappel 1787);
La vérité rendue sensible à Louis XVI sur le rappel des Protestants (Londres 1787).

C.-G. de Lamoignon de Malesherbes pubblica:
Seconde Mémoire sur le mariages des Protestants (Londres (Paris) 1787).

Febbraio
7
, Parigi, Robert de Saint-Vincent tiene in Parlamento un caloroso discorso per i protestanti; ed il Parlamento delibera di incaricare il primo presidente di recarsi dal re e di supplicarlo a considerare i modi migliori per dare uno stato civile ai protestanti;
[Quanto cammino dal 1778!]
22, Assemblea dei Notabili: si apre il dialogo tra i notabili riuniti e Ch.-A. de Calonne, ma l'opinione pubblica è mal rappresentata;
[Su 144 notabili, solamente tre non sono nobili di nascita. I rappresentanti del Terzo Stato sono tutti nobili.
I notabili sono ripartiti in sette uffici così presieduti:
1. conte di Provenza; (vi siede anche il duca di La Rochefoucauld);
2. conte d'Artois (vi siede anche il marchese di La Fayette);
3.
4.
5.
6.
7. ]

Mentre Ch.-A. de Calonne si aspetta una camera di registrazione, trova invece un'assemblea indipendente, sospettosa, critica fino al dettaglio dei suoi progetti, che esige dei conti e delle precisazioni. Ma quelli da lui forniti mettono in causa l'esattezza del resoconto di J. Necker, sollevando così l'indignazione dei fedeli di quest'ultimo, numerosi tra i notabili.

Marzo
31
, Ch.-A. de Calonne pubblica l'Avertissement redatto dall'avv. Gerbier ma quando si appella all'opinone pubblica contro la resistenza dei privilegi ai suo progetti di riforma, l'emozione è considerevole;

Aprile
8
, la coalizione degli interessi, dei rancori e delle ambizioni fanno cadere Ch.-A. de Calonne;
con lui cade anche il suo nemico di sempre, il guardasigilli A.-Th. Hue de Miromesnil;
9, il posto di Ch.-A. de Calonne viene occupato dall'onorevole, ma troppo vecchio, Michel Bouvard de Fourqueux;

Maggio
2
, Michel Bouvard de Fourqueux dà le dimissioni;
il re chiama al Consiglio delle Finanze il più influente dei Notabili, l'abilissimo arcivescovo di Toulouse, É.-Ch. de Loménie de Brienne;
i Notabili, tuttavia, resi più sospettosi sullo stato reale delle Finanze, per la rivelazione fatta dallo stesso arcivescovo di un deficiti superiore di 20/30 milioni rispetto a quello annunciato da Ch.-A. de Calonne, chiedono sia effettuato un controllo delle finanze reali da parte di un Comitato indipendente di cui il re non vuole sentir parlare;
21, a questo punto il marchese di La Fayette invoca la necessità di una Assemblea veramente nazionale, detta altrimenti la convocazione degli Stati Generali;
23, il marchese di La Fayette prende la parola nel secondo ufficio dell'Assemblea dei Notabili, presieduta dal conte di Artois fratello del re, per protestare contro gli atti di arbitrio di cui i protestanti sono vittima dei cristiani in Francia. Il presidente gli vuol togliere la parola ma in suo aiuto interviene il tollerantissimo Monsignor de la Luzette, vescovo di Langres, e anch'egli si pronuncia perché questo stato di cose ormai insopportabile abbia un termine. E l'ufficio allora decide quasi unanime che una mozione in tal senso sia presentata al re.
Questi l'accoglie benevolmente e il barone di Bréteuil e C.-G. de Lamoignon de Malesherbes preparano tosto il progetto di quello che sarà poi il celebre editto di tolleranza.
25, non avendo il re e É.-Ch. de Loménie de Brienne più nulla da sperare dall'Assemblea dei Notabili, questa viene sciolta;
26, sbarca a Le Havre – è il suo secondo viaggio in Francia dopo il 1781 – Th. Paine;

Giugno
all'inizio del mese sono chiamati al governo – con il rango di ministri di Stato ma senza che sia loro affidato un dipartimento:
. C.-G. de Lamoignon de Malesherbes (ministro senza portafoglio sulle istanze di É.-Ch. de Loménie de Brienne);
. il duca di Nivernais,
che godono di ottima reputazione per il loro liberalismo, la loro virtù e il loro amore dei Lumi;
4, viene proclamata la totale libertà del commercio dei grani;
27, la corvée delle strade è rimpiazzata da una prestazione in denaro che, sommata all'imposta, pesa inizialmente su tutti i contribuenti;
[Queste misure sono registrate dal Parlamento senza difficoltà e così pure l'editto riguardante la creazione delle assemblee provinciali. Contrariamente al progetto di Ch.-A. de Calonne gli ordini rimangono distinti ma il Terzo Stato ottiene la metà dei voti.]

Luglio
2
, la "Corte dei pari" – cioè l'Assemblea generale del Parlamento formata da 7 principi di sangue, 7 pari ecclesiastici e 27 pari laici –, rifiuta la registrazione dei progetti di riforma finanziaria, la creazione cioè delle:
- imposta territoriale;
- imposta di bollo (che suscita presso i negozianti, numerosi e influenti a Parigi, una vera indignazione);
27, dopo il rifiuto del sovrano, il Parlamento fa delle rimostranze e questa volta invoca la convocazione degli Stati generali; esso afferma in pratica che solo la Nazione ha il diritto di accordare delle nuove imposte e dunque contestare la monarchia assoluta;
l'impressione prodotta nell'opinione pubblica è considerevole mentre si apre il conflitto tra la Corte e il Parlamento;

Agosto
14/15
, nella notte viene ordinato il trasferimento del Parlamento a Troyes e tutti i parlamentari ricevono l'ordine (lettre de cachet) di risiedere in questa città; anche C.-G. de Lamoignon de Malesherbes si adegua a questa decisione;
a questo punto É.-Ch. de Loménie de Brienne ritira gli editti dell'imposta di bollo e dell'imposta territoriale; come controparte il Parlamento accetta di registrare un editto che proroga di cinque anni l'imposta di ricchezza mobile (second vingtième);
É.-Ch. de Loménie de Brienne fa pure approvare dal re il progetto di riunire gli Stati generali nell'arco di cinque anni;

Settembre
20
, gli "esiliati" di un mese rientrano sotto gli applausi;

Novembre
17
, il re concede l'Editto di tolleranza: si compone di 36 articoli si intitola:
Édit du roi concernant ceux qui ne font pas profession de la religione catholique.
[Parrebbe quindi dover abbracciare tutti gli Acattolici, ma dal preambolo e dall'insieme delle disposizioni risulta che non si può riferire che ai riformati.
Nel preambolo Louis XVI:
- confessa l'inanità degli sforzi fatti dai suoi predecessori per ridurre i sudditi all'unità della fede,
- constata la falsità della finzione giuridica secondo cui in Francia non sarebbero più esistiti dei riformati,
- ammette la necessità di regolarizzare la loro posizione;
ma al tempo stesso dichiara solennemente che la sola religione cattolica potrà esercitarsi pubblicamente e che i dissidenti non riceveranno dalla legge "que ce que le droit naturel ne nous permet pas de leur refuser".
Art. 1 - concede ai protestanti il godimento di ogni dirritto patrimoniale e il libero esercizio d'ogni arte, industria e commercio e professione, ad eccezione però delle cariche giudiziarie, municipali e riferentisi all'insegnamento pubblico;
Art. 2 - decide che essi potranno contrarre matrimoni legittimi o far legittimare i già contratti irregolarmente, nelle forme determinate minutamente da articoli successivi, i quali danno ad essi la facoltà di scelta di celebrare il matrimonio o davanti ai parroci o davanti ai giudici locali.
Artt. 3 e 4, proibiscono ogni forma di comunità fra gli Acattolici e interdicono ai loro ministri di qualificarsi tali in qualunque atto o di distinguersi come tali con qualunque segno esteriore.
Altri articoli regolano la materia dei battesimi e delle sepolture, altri quelle delle feste cattoliche che dovranno osservarsi anche dai protestanti, e così via.
Riassumendo, è la "morte civile" di cui sono colpiti per il futuro i protestanti di Francia, quella che l'Editto di tolleranza di Luigi XVI unicamente fa scomparire e bisogna pertanto riportarsi alle condizioni particolari di questo paese per poterlo designare a stretto rigore di termini un "editto di tolleranza": tanto esso è inferiore all'Editto austriaco del 1781 per non parlare degli Editti prussiani dello stesso tempo!
I protestanti ne rimangono da principio, e a buon diritto, un po' delusi; poi, riconfortati dall'infaticabile Rebaut de Saint-Étienne, gli fanno festa.
Per contro, i cattolici gli fanno il viso delle armi e poiche l'editto, prima di entrare in vigore, deve essere registrato dai vari Parlamenti, si mettono in moto per impedirlo.
Il Clero e il Parlamento di Parigi, che pure ha dato la prima spinta alla cosa, fanno pervenire le loro rimostranze, stampate, al sovrano, non tanto contro il concetto fondamentale dell'Editto, quanto contro i termini di esso, che non sembrano salvaguardare a sufficienza le prerogative della religione cattolica.
Fioccano gli scritti degli intransigenti; e la Marescialla di Noailles e Madama di Genlis si prendono la briga di portare in giro a tutti i membri del Parlamento un certo Discours da esse commesso all'abate Bonnaud, e pieno di tirate contro l'Editto e le mene dei protestanti, non riuscendo, a dire il vero, col loro zelo intempestivo che a guadagnarsi il nomignolo canzonatorio di "Madri della chiesa".

Dicembre
7
, nella sala delle adunanze del Parlamento, indicando l'immagine di Cristo, Duval D'Epresmenil chiede, se si vuole proprio approvando l'Editto metterlo in croce una seconda volta;

Da parte degli illuminati e dei tolleranti non si sta con le mani in mano. Alle rimostranze dei corpi costituiti si fa rispondere dal re; alle tirate retoriche di vari oratori intransigenti, come quella citata di Duval D'Epresmenil, replica trionfalmente l'eloquenza convinta di Robert di Sain-Vincent e di altri; agli opuscoli, ai libelli si contrappongono altri scritti in copia non minore e fra di essi merita, e per il suo valore e per il suo carattere quasi ufficiale, di essere particolarmente ricordato quello che il Rulhières compone d'incarico del barone di Bréteuil, il ministro controfimatario dell'Editto di tolleranza di Luigi XVI:
Eclaircissements historiques sur le causes de la Révocation de l'Édit de Nantes et sur l'état des Protestants en France depuis le commencement du règne de Louis XIV jusqu'à nos jours, tirés des différentes archives du gouvernement (Paris 1788)
[È in due parti, di cui la seconda contiene il rapporto generale fatto al re dallo stesso barone di Bréteuil.]

Schiavismo:
[Dopo J.-B. Colbert solo i navigli francesi possono trasportare gli schiavi neri dall'Africa alle Antille.]
Nel 1787, questo traffico occupa 92 bastimenti con una stazza totale di 32.528 tonn. La vendita di di 30.839 neri produce 41.912.000 franchi. Da un libro dei conti di un armatore negriero, l'utile netto per ciascun nero è di 223 franchi, ciò significa, per l'anno 1787, un beneficio globale di 6.876.097 franchi. Il traffico è quindi più prospero che lo Stato lo sostiene con dei premi: 2.400.000 franchi nel 1786. Gli armatori dei grandi porti, Nantes, Bordeaux, Marseille, Le Havre sono molto impegnati nella tratta.

 

 
1787
FRANCIA
Louis Philippe II Joseph d'Orléans [Philippe Égalité]
Albero genealogico

(1747-Parigi 1793, ghigliottinato)
figlio di Louis Philippe I, duca d’Orléans, e di Louise Henriette de Conti;
1769, sposa Louise Marie Adélaïde de Bourbon-Penthièvre (1753-1821). [div. 1792/3]
duca d’Orléans (1785-93)





Luigi Filippo d'Orléans
Albero genealogico

(Parigi 1773-Claremont, Londra 1850)
primogenito di Luigi Filippo Giuseppe duca di Orléans e di Luisa Maria Adelaide di Borbone Penthièvre;
1785-93, duca di Chartres;
educato da Mme de Genlis, accetta al pari del padre la rivoluzione francese anche dopo la caduta della monarchia e combatte a Valmy e a Jemappes;


1793-1830, duca di Orléans;
1807-30, duca di Montpensier;
1830-48, re dei francesi;


Louis-Stanislas-Xavier
Albero genealogico

(Versailles 1755-Parigi 1824)
fratello minore di Louis XVI;
1755-1795, conte di Provenza;


1814-24, re di Francia (Louis XVIII);

 
Carlo Filippo
Albero genealogico

(Versailles 1757-Gorizia 1836)
fratello minore di Louis XVIe di Louis XVIII;
1757-1824, conte d'Artois;
1773, sposa Maria Teresa di Savoia, altra figlia del re di Sardegna Vittorio Amedeo III;


1824-30, re di Francia (Carlo X);


1787
Repubblica delle Sette Province Unite dei Paesi Bassi
Willelm V [il Batavo]
(The Hague 1748 - Braunschweig 1806)
figlio di Willelm IV d'Orange-Nassau e della p.ssa reale Anne di Gran Bretagna, Irlanda e Hannover, etc.;
principe di Nassau-Dietz
principe d’Orange
1751-95, statholder dei Paesi Bassi;
(22.10.1751-18.1.1795)

Olanda

 

Zelanda

 

Uthrecht

 

Frisia
 
Gheldria

 

Groninga

 

Overijssel

 

1787
-



1787
Gran Bretagna e Irlanda
Giorgio III
Albero genealogico

(Londra 1738 - Windsor 1820)
figlio di Federico Luigi principe di Galles e di Augusta di Sassonia-Gotha;
1751-60, duca di Brunswick-Lüneburg (Giorgio);
1760-1820, elettore di Hannover;
1760-1815, re di Gran Bretagna e Irlanda;
dal 1761 è sposato con Sofia Carlotta di Mecklenburg-Strelitz;
dal 1765 soffre di una grave malattia mentale;

1814-20, re di Hannover;


 
Primo lord
del Tesoro
[First Lord
of the Treasury
]
W. Pitt [il Giovane] Tory
(1783 19 dic - 14 mar 1801)
Cancelliere
dello Scacchiere
[Chancellor
of the Exchequer
]
Segretari di Stato
-
Affari Esteri e Commonwealth
-
 
Affari Interni    
Giustizia    

1787

Maggio
nasce la prima "Società degli amici dei Neri" alla quale si affilia anche il francese J.-P. Brissot;
[All'inizio del 1788 questi ne creerà una anche in Francia: Société des amis des Noirs.]

 


 


 
SCOZIA [dal 1° maggio 1707 è unita a Inghilterra e Galles]
-
-
-
-

1787
-


 
IRLANDA
-
-
-
-

1787
dal 1729 al parlamento di Dublino è stata riconosciuta dall'Inghilterra l'indipendenza legislativa;
dal 1783 al parlamento di Dublino è stata di nuovo riconosciuta l'indipendenza legislativa; [?]

 

 

Nord America Britannico
Governatore generale
Guy Carleton
barone Dorchester
(1786- 1796)
-
-

1787

La Chiesa d'Inghilterra comincia lo stabilimento di una vera e propria giurisdizione ecclesiastica nominando un lealista di New York di origine irlandese, Charles Inglis (1734-1816), a vescovo di Halifax. Egli ha giurisdizione sull'intero Nord America Britannico.

 

 


[Luca Codignola-Luigi Bruti Liberati, Storia del Canada, Bompiani 1999.]

 

 

 




QUÉBEC
[Aggiunta alle altre province britanniche nel 1763, include la regione sulle due rive del fiume San Lorenzo grossolanamente delimitate da Anticosti a est e il Lago Nipissing a ovest.
Dal 7 nov 1763 la provincia (ex Canada francese) è stata divisa formalmente in tre distretti: Québec, Trois-Rivières, Montréal.]
Governatore della provincia
Guy Carleton
barone Dorchester
(1786 - 1790)

1787
-



 

 

TERRANOVA
Governatore della provincia
John Elliott
(1786 - 1788)

1787
-

 

ISOLA DEL PRINCIPE EDOARDO
Governatore della provincia
-

1787
-

 

NEW BRUNSWICK
Governatore della provincia
-

1787
-

 

NOVA SCOTIA
[Dal 1763 comprende la Island of St. John e l'isola di Capo Bretone.]
Governatore della provincia
-

1787
-

 

ISOLA DI CAPO BRETONE
Governatore della provincia
-

1787
-

 

a

 

STATI UNITI d'AMERICA
[Unione di 13 Stati – dal 1783.]
CONGRESSO
-
-
-

1787
Gennaio
-

La Northwest Ordinance stabilisce che durante la fase iniziale della colonizzazione del West il territorio non sia autogovernato, come aveva proposto Th. Jefferson, ma debba avere un governatore e giudici nominati dal Congresso.
Quando il territorio avrà raggiunto i 5000 abitanti maschi adulti, potrà eleggersi un parlamento con poteri limitati.
Infine, quando la popolazione toccherà le 60.000 unità, il territorio potrà candidarsi come stato ed essere diviso non nei dieci o più stati previsti da Th. Jefferson, ma in non meno di tre e non più di cinque.
[In effetti il Territorio del Nordovest sarà diviso in 5 stati:
- OHIO (1803),
- INDIANA,
- ILLINOIS,
- MICHIGAN,
- WISCONSIN.]
L'ordinanza vieta inoltre lo schiavismo.
[Anche se il Congresso in seguito attenuerà il divieto sostenendo che in realtà intendeva semplicemente vietare l'ulteriore importazione di schiavi.
In pratica, dunque, non è un'azione federale ma sarà un provvedimento statale a vietare definitivamente lo schiavismo nel Territorio del Nordovest.
Nondimeno è questa la prima volta che il governo degli Stati Uniti prende provvedimenti contro la schiavitù.]
Mentre l'OHIO otterrà prematuramente la dignità di stato perché una maggioranza congressuale vorrà assicurarsi altri voti, l'UTAH, dominato dai mormoni, si vedrà rifiutare la qualifica di stato per decenni anche dopo aver raggiunto il numero di cittadini necessario, a causa della disapprovazione della poligamia da parte del congresso.
[Fino alla guerra di secessione, comunque, la necessità di mantenere un equilibrio fra nord e sud farà sì che l'ammissione degli stati e la creazione dei territori avvenga a coppie.
In seguito, la necessita di mantenere l'equilibrio dei partiti, oltre alla riluttanza del congresso ad abbandonare il controllo sui territori, faranno rallentare la costituzione di nuovi stati.
Ma per quanto modificato dalla politica, il sistema fissato dalla Northwest Ordinance sarà seguito coerentemente fino al 1912, quando anche l'ultimo territorio degli Stati Uniti, quello dell'ARIZONA, otterrà la dignità di stato.]

Maggio
14
, [e il 17 settembre] Philadelphia, la Convenzione federale o Convenzione dei delegati dei vari Stati scrive nell'art. IV, § 3 della nuova Costituzione federale: "Nessuna dichiarazione di fede sarà mai richiesta come condizione per ottenere qualunque ufficio o incarico pubblico negli Stati Uniti";
Quando la Costituzione viene posta alla discussione dei parlamenti dei vari Stati, che la devono ratificare, si manifestano due correnti contro questo articolo:
- l'una lo trova eccessivo e pericoloso, temendo che il potere passi nelle mani di cattolici, di ebrei o di infedeli; anche il papa di Roma – esclama inorridito uno dei delegati – potrebbe dunque diventare presidente degli Stati Uniti.
[L'opposizione è particolarmente forte nel Massachusetts, nei cui parlamenti il concetto liberale contenuto nell'articolo è – cosa assai singolare – combattuto specialmente dai militari e difeso dagli ecclesiastici.]
- l'altra insufficiente e monco, in quanto nell'articolo non trova una garanzia abbastanza larga e sicura della libertà religiosa;
[Questi stati propongono quindi degli emendamenti – discussi e approvati nel 1791 –, intesi ad assicurarla più esplicitamente e completamente. Tra questi è soprattttutto la Virginia che già nel 1785 ha operato per conto suo una piena separazione dei due poteri nella costituzione interna che si è data.]
25, Philadelphia, nella State House si riunisce la Convenzione federale.
Ogni stato è rappresentato, tranne il RHODE ISLAND che ha declinato l'invito; in totale sono presenti 55 delegati, con una presenza media in ogni seduta di circa trenta persone.
Sono assenti Th. Jefferson e John Adams che si trovano all'estero, inviati rispettivamente in Francia e in Gran Bretagna.
Con una media di 44 anni, i "padri fondatori" sono un gruppo relativamente giovane.
Solo sei di loro hanno sottoscritto la Dichiarazione d'indipendenza.
Scelto all'unanimità G. Washington come presidente, i delegati prendono due importanti decisioni:
1° - tenere segrete le loro deliberazioni, sottraendo così la Convenzione a pressioni esterne e incoraggiando una discussione franca;
2° - pur avendo il potere di riesaminare soltanto gli Articoli della confederazione, essi decidono di stenderne una completamente nuova.
La proposta di Hamilton di un governo unico e solido non trova appoggio.
C'è invece un accordo generale sulla necessità di un "governo equilibrato": non si deve permettere ad alcuna branca del governo di monopolizzare il potere, né il governo deve essere eslusivamente controllato da un unico interesse economico. Inoltre bisogna mantenere l'equilibrio fra i detentori della ricchezza e la popolazione in generale.
I delegati, preoccupati da una parte che un'élite ricca finisca per opprimere la massa del popolo, dall'altra diffidano della democrazia. Di conseguenza, mentre il popolo deve avere una voce nel governo, bisogna trovare i mezzi per limitare il governo della maggioranza in modo da evitare che esso porti al saccheggio dei beni dei ricchi.
Tra le varie questioni, quella più dibattutta è quella della rappresentanza.
Gli stati devono essere tutti ugualmente rappresentati nell'assemblea federale indipendentemente dalle loro dimensioni, come prevedono gli Articoli della confederazione, oppure bisogna basarsi sulla popolazione, un accordo in base al quale la VIRGINIA con i suoi 747.000 abitanti, avrebbe dodici volte più deputati del DELAWARE, che conta solo 60.000 abitanti?
Il primo passo della Convenzione è l'esame di una bozza di Costituzione.
Il "piano della VIRGINIA", in massima parte opera di J. Madison e presentato dal collega virginiano Edmund Randolph, prevede:
- un parlamento diviso in due camere, in ciascuna delle quali i deputati dovranno essere in numero proporzionale alla popolazione;
- il parlamento avrà ampi poteri: dovrà eleggere sia l'esecutivo sia i magistrati e avrà il diritto di veto sulle leggi statali in contrasto con la costituzione.
Per quanto gradito agli stati più grossi, il "piano della Virginia" viene ampiamente osteggiato da quelli minori, oltre che da alcuni delegati che disapprovano l'eccessivo potere affidato al nuovo congresso.
Nel tentativo di garantire che gli stati minori non vengano sopraffatti, William Paterson presenta il "piano del NEW JERSEY", uno schema alternativo al precedente che prevede:
- una camera legislativa unica, nella quale ciascuno stato avrà soltanto un voto; il piano prevede semplicemente l'emendamento degli Articoli della confederazione; anche se al congresso si devono dare poteri maggiori, fra cui l'autorità di imporre tasse e di regolamentare il commercio, bisogna però difendere al massimo le sovranità statali.
Alla fine si giunge a un compromesso: gli stati avranno rappresentanza uguale nella camera alta (il senato) e rappresentanza proporzionale in quella bassa (la camera dei rappresentanti).
[In realtà il conflitto fra gli stati più grossi e quelli minori è in gran parte teorico. Che la VIRGINIA sia vasta e il MARYLAND piccolo importa meno del fatto che entrambi abbiano un'economia basata sulle piantagioni, che si regge con il lavoro degli schiavi. Le gelosie fra i singoli stati hanno in realtà meno importanza del contrasto fra regioni economiche, specialmente fra il Nord e il Sud.
Una questione regionale nasce dalla decisione di assegnare i seggi della camera bassa in proporzione alla popolazione.
- Gli stati del Sud vogliono che nel novero della popolazione siano inclusi anche gil schiavi quando si tratta di assegnare i seggi congressuali, ma che gli schiavi vengano lasciati fuori quando si tratta di determinare la ricchezza da assogettare alla tassazione diretta.
- Gli stati del Nord vogliono invece che gli schiavi vengano eslusi dalla rappresentanza dato che non sono né cittadini né votanti, ma inclusi per quel che rigiarda la tassazione perché costituiscono una specie di patrimonio.
Il risultato è un' altro compromesso, la clausola dei "tre quinti", per la quale uno schiavo conta come 3/5 di una persona libera, sia per la rappresentanza alla camera sia per l'imposizione fiscale.
Una questione regionale più grave nasce dalla proposta di affidare al governo centrale la regolamentazione del commercio.
Il Sud, che dipende dall'esportazione delle materie prime, teme che il nuovo congresso finirà per tassare le esportazioni ed è anche preoccupato per la possibilità di interferenze federali nel commercio degli schiavi.
Per placare questi timori viene vietato al congresso di imporre tasse sulle esportazioni o di abolire la schiavitù per almeno vent'anni e, come ulteriore concessione, si decide che sarà necessario il consenso dei due terzi dei senatori per la ratifica dei trattati che sono, per il momento, per la maggior parte di natura commerciale.
Su alcune questioni, per esempio il ruolo preciso del proposto sistema giudiziario nazionale, non è possibile trovare accordi di sorta.
Nella sua forma definitiva, la Costituzione è una versione sostanzialmente modificata del "piano della Virginia".
Come il governo della confederazione, anche quello federale è autorizzato a mantenere un esercito e una marina, a battere moneta, a contrare prestiti e a stipulare trattati con le potenze straniere. Ma gli vengono riconosciuti anche altri poteri, come quello, in particoalre, di imporre tasse e di regolamentare il commercio.
Per di più, nella famosa clausola "elastica", il congresso è autorizzato a "varare tutte quelle leggi che si dimostreranno necessarie e opportune" per l'espletamento dei suoi poteri.
Gli stati vengono invece privati di alcuni poteri che hanno finora esercitato: non possono battere moneta, fare trattati, o approvare leggi, come quelle di sospensione "che menominino le obbligazioni derivanti dai contratti".
La Costituzione e tutte le leggi e i trattati varati nel suo rispetto vengono dichiarati suprema legge della nazione, superiore a qualsiasi legge di stato.
Così il governo federale non dovrà più dipendere dalla buona volontà degli stati: potrà agire direttamente, per mezzo di propri funzionari, nei confronti dei singoli cittadini.
La sua autorità esecutiva sarà esercitata da una persona sola, il presidente, con l'intervento del senato nelle decisioni importanti, riguardanti nomine di primo piano e la conclusione dei trattati.
Il presidente:
- sarà comandante in capo dell'esercito e della marina;
- potrà porre il veto alle leggi del congresso, annullabile però dai voti di due terzi di entrambe le camere,
- potrà essere rimosso dalla carica soltanto dietro incriminazione e condanna per "alti crimini e gravi scorrettezze".
Infine, gli emendamenti alla Costituzione, per quanto ancora difficili, vengono resi di più facile attuazione di quanto non sia stato sotto la confederazione.

Pur garantendo che la volontà del popolo alla fine prevarrà, i "padri fondatori" cercano di tenerla sotto controllo e di differirne l'esercizio.
Per questo viene adottata una serie di procedure elettorali:
- i membri della camera bassa dovranno essere eletti direttamente dai votanti ogni due anni e i requisiti elettorali dovranno essere decisi dagli stati;
- i senatori saranno eletti indirettamente, dalle assemblee statali, per un periodo di sei anni;
- il presidente avrà un mandato di quattro anni e dovrà essere eletto, in modo ancora più indiretto, da un collegio elettorale, di complicata scelta.
Dato che si trova al vertice della struttura costituzionale, si ritiene che il presidente debba essere soggetto il meno possibile all'influenza popolare.
A questo complicato sistema elettorale si affianca un'accurata divisione dei poteri (esecutivo, legislativo e giudiziario) che riflette la fede della Convenzione nella teoria della separazione dei poteri.
Ma la caratteristica più importante della Costituzione è la sua nuova e geniale divisione della sovranità fra i due governi, quelli di stato e quello federale.
Completamente sovrani nella propria sfera, ciascuno dovrà agire direttamente sulla stessa comunità politica. Tuttavia nella Costituzione non viene fatto alcun tentativo di definire i limiti fra il potere di stato e quello federale, né di decidere come simili conflitti di giurisdizione andranno risolti.
[Queste questioni forniranno materia di dibattito per decenni e saranno risolte definitivamente soltanto dopo la guerra di secessione.
La Costituzione federale – la più antica costituzione scritta ancora funzionante nel XXI secolo – nella pratica non opererà comunque come ora ci si aspetta:
- alcune disposizioni, come la procedura di elezione del collegio elettorale per l'elezione del presidente, si svuoteranno di significato;
- altre, come quelle che danno alla camera dei rappresentanti il controllo sulla carta moneta, non si dimostreranno del tutto efficaci;
- altre ancora, come quella che richiede l'approvazione dei trattati con i 2/3 dei voti del senato, ostacoleranno la formulazione e la conduzione di una politica estera coerente;
- e poi, la Costituzione stessa, sarà qualche volta di ostacolo per mutamenti molto urgenti.
Pur tuttavia, nonostante la sua concisione – soltanto seimila parole – essa rimarrà un modello di stesura schematica.
I "padri fondatori", infatti, non hanno commesso l'errore di tentare di prevedere ogni possibile avvenimento. Essi hanno steso un abbozzo, non un piano dettagliato. Il che consentirà a successive generazioni di reinterpretare la Costituzione in accordo con le mutate circostanze.]

Conclusi i lavori della Convenzione, gli stati devono però dare la loro approvazione.
Per quanto gli Articoli della confederazione stabiliscano che gli emedamenti richiedono l'approvazione di tutti i tredici stati, la Convenzione sa che sarà impossibile ottenere l'unanimità e decide che il nuovo documento entrerà in vigore quando almeno nove stati lo approveranno.
Per di più i delegati scavalcano audacemente le legislature di stato raccomandando che la Costituzione sia sottoposta a convenzioni statali appositamente convocate.
Una simile procedura conferirà alla Costituzione una dignità che manca alle costituzioni di tutti gli stati tranne il MASSACHUSETTS: quella di essere basata direttamente sul consenso popolare.
Non mancano ovviamente gli antifederalisti che, oltre a sostenere che la nuova Costituzione è illegale e che non c'è alcuna necessità di abbandonare gli Articoli della confederazione, essi sollevano una miriade di obiezioni specifiche tutte dovute alla diffidenza nei confronti del potere centralizzato; l'opposizione principale è che la Costituzione non contiene una Dichiarazione dei diritti che garantisca le libertà personali.
La Costituzione, dopo una battaglia tra federalisti e antifederalisti, alla fine viene approvata:
- DELAWARE, NEW JERSEY e GEORGIA, all'unanimità;
- PENNSYLVANIA, 43 a 26;
- CONNECTICUT, 128 a 40;
- MASSACHUSETTS, 187 a 168;
- MARYLAND, 61 a 11;
- SOUTH CAROLINA, 149 a 73;
- NEW HAMPSHIRE (nel giugno 1788), 57 a 47.

A questo punto (9 su 13) la Costituzione potrebbe entrare in vigore, ma senza la VIRGINIA e lo stato di NEW YORK non potrebbe essere efficace.
- VIRGINIA (25 giugno 1788), 89 a 79;
- NEW YORK (25 luglio 1788), 30 a 27.
- NORTH CAROLINA e RHODE ISLAND rimangono ancora sulle loro posizioni.
Ma il nuovo governo può ora cominciare a funzionare e, come ultimo gesto, il Congresso continentale indice le elezioni nazionali per il gennaio del 1789.

La Costituzione stabilisce che ogni dieci anni bisognerà indire un censimento ufficiale.
[Il primo sarà eseguito nel 1790.]

A Philadelphia viene fondata la "Società per l'alleviamento delle miserie delle pubbliche carceri", un'organizzazione che, come altre, ha lo scopo di diffondere il concetto di una carcerazione a scopo rieducativo anziché punitivo o dissuasivo.

[Maldwyn A. Jones, Storia degli Stati Uniti, Bompiani 1984.]

 




[01] DELAWARE [dal 7 dicembre 1787] - cap. Dover
[Primo stato a ratificare la Costituzione degli Stati Uniti d'America.
Non esistono collegamenti fra chiesa e stato e una grande libertà religiosa si è affermata sin dall'inizio.]
Governatore
-

1787
-

 

[02] PENNSYLVANIA [dal 12 dicembre 1787] - cap. Harrisburg
[Non esistono collegamenti fra chiesa e stato e una grande libertà religiosa si è affermata sin dall'inizio.]
Governatore
-

1787
-

 

[03] NEW JERSEY [dal 18 dicembre 1787] - cap. Trenton
[Non esistono collegamenti fra chiesa e stato e una grande libertà religiosa si è affermata sin dall'inizio.]
Governatore
-

1787
-

 

a


1787
REGNO di DANIMARCA e di NORVEGIA
Cristiano VII
Albero genealogico
(1749 - 1808)
figlio di Federico V e di Luisa d'Inghilterra;
1766-1808, re di Danimarca e di Norvegia;
sotto la reggenza del figlio Federico;


Federico VI
Albero genealogico
(Copenaghen 1768 - 1839)
figlio di Cristiano VII e di Caterina Matilde d'Inghilterra;
1784, appena ammesso al Consiglio di stato, estromette il padre demente dal potere proclamandosi reggente;
1784-1808, reggente al trono di Danimarca e Norvegia;
per impulso suo e del primo ministro A.P. Bernstorff, viene dato sviluppo al commercio e all'industria ed hanno notevole diffusione le idee illuministiche;



1808-39, re di Danimarca;
1808-14, re di Norvegia;


Primo ministro e ministro degli Esteri
A.P. Bernstorff
(1784 - ?)
1787
-
NORVEGIA
1787
-
ISLANDA
1787
-


1787
REGNO di SVEZIA
Gustavo III
Albero genealogico
(Stoccolma 1746 - 1792)
figlio di Adolfo Federico e di Luisa Ulrica sorella di Federico il Grande;
1771-92, re di Svezia;

1787
-





1787
REGNO di PORTOGALLO
Maria I di Braganza
Albero genealogico

(Lisbona 1734-Rio de Janeiro 1816)
figlia di Giuseppe I e di Maria Vittoria;
1777-1816, regina di Portogallo;
vedova dal 1786 dello zio "re consorte" Pietro III;


1787
-


a

1787
REGNO di SPAGNA
Carlos III

(Madrid 1716 - 1788)
quintogenito di Filippo V re di Spagna e di Elisabetta Farnese;
1732-34, duca di Parma e Piacenza (Carlo);
1735-59, re di Napoli e di Sicilia (Carlo VII);
[vedi sotto]
1759-88, re di Spagna;
1787
-


1787
-

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1787
SAVOIA - REGNO DI SARDEGNA
Vittorio Amedeo III
Albero genealogico

(Torino 1726 - Moncalieri 1796)
figlio di Carlo Emanuele III di Savoia e di Polissena Cristina d'Assia-Rheinfelds;
?-1773, duca d'Aosta;
1730-73, principe di Piemonte;
1773-96
- conte di Aosta, Maurienne, Nizza e Asti;
- marchese di Saluzzo, Monferrato, Finale e Oneglia;
- duca di Savoia re di Cipro e Gerusalemme [titolare];
- re di Sardegna e duca di Savoia;


1787
-



1787
REPUBBLICA DI GENOVA
[Denominazione ufficializzata nel 1528 per iniziativa di Andrea Doria]
Gian Carlo Pallavicino
Albero genealogico

(? - ?)
figlio di
1785 6 giu - 6 giu 1787, doge di Genova;


Raffaele Agostino De Ferrari
Albero genealogico

(? - ?)
figlio di
1787 4 lug - 4 lug 1789, doge di Genova;


1787
-


1787
REPUBBLICA DI VENEZIA
"La Serenissima"
Paolo Renier

(Venezia 21 nov 1710 - Venezia 13 feb 1789)
quintogenito di Andrea di Daniele e di Elisabetta Morosini (ramo di San Tomà); ha nove fratelli;
1779-89, doge di Venezia; [119°]



- nunzio pontificio: ? (?-?);
- ambasciatore a Roma: Alvise Tiepolo (1770 -?)
- ambasciatore di Spagna: ? (? - ?)
- ambasciatore di Francia: ? (?-?)
1787
-


1787
ducato di Modena
Ercole III d'Este
Albero genealogico
(Modena 1727 - Treviso 1803)
figlio di Francesco III e di Carlotta Aglae di Orléans;
1741, sposa Maria Teresa Cybo-Malaspina, erede del ducato di Massa e Carrara che assicura così al piccolo ducato estense uno sbocco sul mare;
1780-96, duca di Modena;




1787
-

Ferdinando di Borbone (Parma 1751-Badia di Fontevivo, Parma 1802) Albero genealogico
figlio di Filippo di Borbone e di Luisa Elisabetta di Francia; 1765-1802, duca di Parma e Piacenza;


1787
Granducato di Toscana
Pietro Leopoldo I
Albero genealogico
(Vienna 1747-1792)
terzogenito di Francesco Stefano di Lorena (Francesco I) e di Maria Teresa d'Austria;
viene educato a Vienna da C.A. Martini e F. Thurn;
1765-90, granduca di Toscana;
1790-92, imperatore del Sacro Romano Impero
e re di Boemia e d'Ungheria;


 
1787
le tesi presentate l'anno precedente dal vescovo di Pistoia Scipione de' Ricci nel sinodo diocesano, vengono respinte dalla maggior parte dei vescovi convocati a Firenze dal sovrano;


1787
REGNO di NAPOLI e SICILIA
Ferdinando IV
Albero genealogico
(Napoli 1751 - 1825)
figlio di Carlo III re di Spagna e di Maria Amalia di Sassonia;
1759-99, 1799-1806, 1815-16, re di Napoli;
1759-1816, re di Sicilia (Ferdinando III);
dal 1768 è sposato con la duchessa Marie Karoline di Absburgo (1752-1814);



1816-25, re delle Due Sicilie (Ferdinando I di Borbone);

NAPOLI
Primo ministro
marchese
D. Caracciolo
(1786 gen - 1789)
[dal 1775 Maria Carolina d'Absburgo è entrata nel consiglio di stato.]
Ministro degli Esteri
J.F.E. Acton
(1776 - ?)
Ministro della Marina
J.F.E. Acton
(1779 - ?)
Ministro della Guerra
J.F.E. Acton
(? - ?)
1787
Maggio
stringe un nuovo trattato di navigazione con la Russia, concordando, non solamente a quanto attiene al commercio bensì, in caso di guerra, ai doveri scambievoli di neutralità secondo il diritto internazionale.

SICILIA
Viceré
Francesco d'Aquino ,
principe di Caramanico
(1786 gen - 1795)
1787
il neo viceré riesce a comporre i dissidi suscitati dai decreti del 1785 tra i demani e la feudalità laica ed ecclesiastica, senza revocare i provvedimenti del predecessore. Egli alleggerisce la terra da un certo numero di vincoli abusivi tentando di ridurla al concetto di valore economico.

 

a




Arrivabene, Giovanni (Mantova 1787-Roma 1881) politico italiano, ex carbonaro;
Sulle società e istituzioni di beneficienza della città di Londra (1828-32)
Considerazioni sui principali mezzi per migliorare le condizioni delle classi operaie (1832)
Memorie (1879-84).

Batjuškov, Konstantin Nikolaevic (Vologda 1787-1855) poeta russo, membro dell'Arzamas (società letteraria nata come parodia di quella conservatrice di Siškov); tradusse versi di Tibullo, Tasso e Parny;
I miei Penati (1814)
Il mio genio (1815)
Il Tasso morente (1817)
Tauride (1817).

Casy, Joseph Grégoire (Auribeau-sur-Siagne, Alpes-Maritimes 8 ottobre 1787 – Parigi 19 febbraio 1862) militare e politico francese.

Chantelauze, Jean Claude Balthazar Victor de (Montbrison, Loire 10 novembre 1787 – château de Beauplan, Drôme 10 agosto 1859) politico francese.

Csoma, Sándor Körösi (1787-1842) linguista ungherese, fondatore della tibetologia; fu il primo a redigere un dizionario tibetano-inglese e una grammatica del tibetano;
sepolto a Darjeeling (India), è venerato dai buddhisti come bodhisattva.

Dufour, Guillaume-Henri (Costanza 1787-Ginevra 1875) militare svizzero; 
1815, termina il suo servizio negli eserciti napoleonici;
1817, torna in patria;
1819-30, fonda e dirige la scuola militare di Thun;
1831, capo di stato maggiore generale;
1842-64, dirige i lavori per la realizzazione della carta topografica della Svizzera che da lui prende il nome;
1847, durante la guerra del Sonderbund tra cantoni cattolici e cantoni protestanti comanda l'esercito federale che sconfigge gli insorti cattolici;
1864, presiede la conferenza di Ginevra che dà vita alla Croce Rossa.

Fraunhofer, Joseph von (straubing 1787-Monaco di Baviera 1826) fisico e ottico tedesco, da cui le righe di Fraunhofer corrispondenti all'assenza di radiazioni luminose. L'insieme dei suoi studi permise l'identificazione nell'atmosfera solare di vari elementi conosciuti sulla Terra.

Freire, Ramón (Santiago 1787-1851) militare e politico cileno;
1823, guida l'opposizione che porta alle dimissioni di B. O' Higgins;
1823-27, presidente, strappa agli spagnoli gli ultimi territori cileni e decreta l'abolizione della schiavitù;
1829, entra in conflitto con il presidente conservatore J. Prieto;
1830, aprile, viene da questo sconfitto a Lircay ed è costretto ad andare in esilio;
1842, ritorna in patria.

Guernon-Ranville, Martial Côme Annibal Perpétue Magloire deconte (Caen 2 maggio 1787 – château de Guernon-Ranville 30 novembre 1866) politico francese;
[Figlio di un ufficiale dei moschettieri neri, proviene da una famiglia di vecchia nobiltà della Normandia.]
1806, entra nelle vélites della Guardia imperiale (milizia italiana creata da Napoleone I) ma viene riformato per miopia;
1813, dopo gli studi a Parigi entra come avvocato nell'Ordine di Caen;
1814, saluta con entusiasmo il ritorno dei Borbone;
1815, durante i Cento-giorni si arruola in una compagnia di giovani volontari che devono combattere «l’usurpateur», ma finisce col recarsi a Gand con la sua compagnia di volontari, per montare la guardia presso Louis XVIII;
1820, solo ora viene ricompensata la sua devozione al sovrano con la nomina alle funzioni di presidente del Tribunale civile di Bayeux; è in seguito avvocato generale a Colmar;
1822, procuratore generale a Limoges;
1826, procuratore generale a Grenoble;
1829, procuratore generale a Lyon;
[Nei discorsi di insediamento in quest'ultima città si dichiara nettamente «contre-révolutionnaire».]
18 novembre, è chiamato, nel "governo Polignac", a succedere al conte G.-I. de Montbel, suo coetaneo, come Ministre secrétaire d’État au département des Affaires ecclésiastiques et de l’Instruction publique, Grand maître de l’Université;
[Durante il suo passaggio al ministero si sforza di migliorare la situazione degli istitutori.]
1830 14 febbraio, fa emettere un'ordonnance che estende il beneficio dell'istruzione primaria a tutti i Comuni del Regno; 2 marzo, viene eletto deputato (con 185 voti su 309 votanti e 357 iscritti contro 122 ad A.-F.-H. Lefebvre de Vatimesnil) dal collegio del dipartimento di Maine-et-Loire al posto di F.-R. de La Bourdonnaye, nominato pari di Francia;
[Egli avversa il progetto dell' "adresse des 221" mentre, al consiglio dei ministri, si batte contro lo scioglimento e si promnuncia nettamente, nella discussione sulle ordonnances, contro le misure estreme.]
19 luglio, viene rieletto deputato (con 193 voti su 354 votanti e 387 iscritti);
25 luglio, firma le ordonnances, meno per convinzione che per non separarsi dai suoi colleghi; 29 luglio, respinge ogni idea di transazione con l'insurrezione;
dopo la partenza della famiglia reale per Rambouillet, egli parte per Tours; 25/26 agosto, durante la notte viene arrestato a Tours e condotto al forte di Vincennes;
al momento del processo ai ministri di Carlo X davanti alla Corte dei Pari, viene difeso da Adolphe Crémieux e condannato alla prigione perpetua;
1836, 23 novembre, dopo essere stato incarcerato per cinque anni al forte di Ham, ne esce grazie alla amnistia collettiva decisa su proposta del primo ministro Molé e si ritira nel château de Guernon-Ranville presso Caen tenendosi in disparte dalla vita politica ma partecipando alla vita culturale di Caen;
1841, diviene membro dell' "Académie des sciences, arts et belles-lettres", della "Société d'horticulture et de la société d'agriculture et de commerce";
1866, 30 novembre muore nel château de Guernon-Ranville.

Guizot, François-Pierre-Guillaume (Nîmes 4 ottobre 1787 – Abbazia di Val-Richer, Calvados 12 settembre 1874) politico e storico francese, di famiglia calvinista.

Karadzic, Vuk Stefanovic (Tršic 1787-Vienna 1864) scrittore e filologo serbo;
Grammatica (1814)
Piccolo canzoniere slavo-serbo (1814)
Canzoniere popolare serbo (1815)
Vocabolario serbo (1818)
Canti popolari serbi (1823-33 e 1841-65, ampliamento delle opere precedenti)
1850, grazie a lui, serbi e croati stipulano un accordo a Vienna per un comune linguaggio letterario e un'unica ortografia.

Krupp, Friedrich (Essen 1787 - 8 ottobre 1826) industriale tedesco;
[Discendente da una nobile famiglia il cui capostipite Arndt si era stabilito a Essen, nella Ruhr, nel sec. XVII; nipote del droghiere di Essen Jodocus Krupp e unico figlio maschio di Peter Friedrich Wilhelm (1750-1792) e di una ragazza di Dusseldorf.]

Lowther, William– conte di Lansdale (1787-1872) politico inglese;
membro del parlamento inglese e lord dell'Ammiragliato.

Martínez de la Rosa, Francisco (Granada 1787-Madrid 1862) politico e scrittore spagnolo
1822, la repressione assolutista lo costringe ad un lungo esilio in Francia
La conjuración de Venecia (1834), teatro, primo dramma romantico in prosa del teatro spagnolo).

Menšikov, Aleksandr Sergeevic (Pietroburgo 1787-1869) militare russo, 
1812-15, addetto militare dello zar Alessandro I durante le campagne contro Napoleone
1817, nominato aiutante generale della cancelleria del capo di stato maggiore dello zar, segue Alessandro nei congressi della santa alleanza di Troppau, Lubiana e Verona
1826, ambasciatore in Persia
1828, comandante delle truppe operanti contro i turchi
1831, governatore della Finlandia
1836-53, ministro della marina
1853, inviato in missione a Costantinopoli, rivolge richieste ultimative ai turchi sulle questioni dei privilegi della chiesa ortodossa nei luoghi santi e della protezione russa sugli ortodossi dell'impero ottomano, questioni che costituiscono la premessa della guerra di Crimea
1855, marzo, ripetutamente battuto, viene sostituito da M.D. Gorcakov.

Montbel, Guillaume Isidore deconte (Tolosa 4 luglio 1787 – Frohsdorf, Austria 3 febbraio 1861) politico francese.
[Appena pochi mesi dopo, il 20 maggio 1861, sarà messa in vendita, tramite asta, la sua biblioteca di libri antichi e moderni.]

Orfila, Matheo José Bonaventure (Port Mahon, Minorca 1787-Parigi 1853) medico spagnolo, completò a Parigi gli studi di medicina iniziati a Valenza; considerato il fondatore della tossicologia medico-legale
Trattato di tossicologia generale (1813-15, dove dimostra le difficoltà di individuare i veleni quando siano associati a materie organiche)
1818, professore di medicina legale
1823, professore di chimica e poi preside nell'università.

Passavant, Johann David (Francoforte sul Meno 1787-1861) storico dell'arte tedesco, allievo di C.F. Rumohr
Raffaello (1839, monografia).

Purkinje, Jan Evangelista (Libochovice, Boemia 1787-Praga 1869) fisiologo, istologo e biologo ceco, fondatore dell'Istituto di fisiologia di Breslavia dove insegnò fisiologia e patologia
1849, dirige l'Istituto di fisiologia dell'università di Praga; le sue ricerche pongono le basi per l'affermazione della teoria cellulare.

Rask, Rasmus Kristian (Brondekilde, Odense 1787-Copenaghen 1832) linguista danese, considerato uno dei precursori della linguistica storica assieme a F. Bopp
Introduzione alla lingua islandese o nordica antica (1811)
1812, bibliotecario presso l'università di Copenaghen
Ricerca sull'origine della lingua nordica antica o islandese (1814, composta per un concorso della società danese delle scienze e apparsa dopo il Saggio sul sistema di coniugazione di Bopp, pur essendo stata redatta prima)
1831, viene nominato professore di lingue orientali all'università di Copenaghen.

Rochechouart de Mortemart, Casimir-Louis-Victurnien de – principe di Tonnay-Clarente – barone di Mortemart e dell'Impero, 11° duca di Mortemart (Parigi 20 marzo 1787 – Neauphle-le-Vieux, 1° gennaio 1875) militare, diplomatico e politico francese.
[Figlio di Victurnien-Jean-Baptiste de Rochechouart de Mortemart (1752-1812), 10° duca di Mortemart, e di Adélaïde de Cossé-Brissac.]

Rossi, Pellegrino conte (Carrara 1787-Roma 1848, assassinato) politico italiano, diventato conte nel 1845.

Rullière, Joseph Marcellin (Saint-Didier-la-Séauve, futura Saint-Didier-en-Velay, Haute-Loire 9 giugno 1787 – Parigi 24 agosto 1863) militare e politico francese;
1807, entra come velite nei granatieri della Guardia imperiale; viene quindi nominato sottotenente sottoaiutante-maggiore nel 1° Rgt di coscritti granatieri; partecipa alle campagne in Prussia e in Polonia;
1808, partecipa alla campagna in Spagna;
1809, 29 aprile, questo 1° Rgt diventa il 3° fucilieri della Guardia imperiale; partecipa alla campagna in Germania;
1810-12, partecipa alla campagna in Spagna;
1811, 24 giugno, diviene tenente aiutante-maggiore nello stesso reggimento;
1812, 8 giugno, nella campagna in Spagna rimane ferito da un colpo di fuoco al ginocchio destro nel combattimento d’Acerdo;
1813, 2 aprile, viene nominato capo di battaglione nel 146° Rgt fanteria; 6 aprile, cavaliere della Legion d'onore; partecipa alla campagna militare (1813-14) con la grande armata; 29 agosto-1° giugno 1814, viene fatto prigioniero;
1814, 24 dicembre, ufficiale della Legion d'onore;
1815, assiste a tutte le operazioni militari in Belgio e in Francia;
1820, 26 luglio, diviene tenente-colonnello nel 36° Rgt fanteria (ex legione di Saône-et-Loire);
1821, 26 agosto, passa con lo stesso grado nel 6° Rgt fanteria della Guardia reale;
1823-28, partecipa alle campagne militari in Spagna;
1826, 25 gennaio, è nominato colonnello del 35° Rgt di linea;
1828-29, partecipa alla campagna in Morea;
1829, 22 febbraio, commendatore della Legion d'onore;
1830-31, partecipa alla campagna d'Africa;
1832, 11 ottobre, maresciallo di campo; 6 novembre-25 gennaio 1833, fa parte dell'armata del Nord; assiste all'assedio della cittadella d’Anvers;
1837, 11 novembre, tenente-generale, dopo la presa di Constantine; patecipa (1837-39) alle campagne in Africa;
1839, grande ufficiale della Legion d'onore;
1848, viene eletto rappresentante della Loira all'Assemblea costituente; aprile, viene colpito dal decreto sebbene ancora nella forza dell'età; 20 dicembre-30 ottobre 1849, ministro della Guerra nel I e II governo di O. Barrot;
1849, viene eletto rappresentante della Loira all'Assemblea legislativa.
1863, 24 agosto, muore a Parigi.

Sturmer, Barthélémy barone di (1787-1853) commissario austriaco a Sant'Elena.

Uhland, Ludwig (Tubinga 1787-1862) scrittore tedesco, studiò diritto e linguistica nella città natale dove esercitò l'avvocatura;
1829, professore universitario di germanistica; in politica si schierò con i liberali e fu deputato a Landtag del regno del Württenberg, segnalandosi per i suoi interventi contro la politica anticostituzionale del re; 
1848, deputato, a livello nazionale, al parlamento di Francoforte resta fedele fino alla fine ai principi liberali;
Gedichte (1815 e 1817, Poesie)
Ernst Herzog von Schwaben (1818, Ernesto, duca di Svevia, teatro)
Ludwig der Bayer (1819, Ludovico il bavaro, teatro)
Walter von der Vogelweide (1822, lirica).

Windischgraetz, Alfred Candid Ferdinand principe di (Bruxelles 1787-Vienna 1862) militare austriaco;
1804, è il primo della famiglia a portare il titolo di principe; partecipa alle guerre contro Napoleone;
1833 è nominato tenente feldmaresciallo;
1840, comandante generale della Boemia;
1848, esponente della reazione militare, schiaccia la rivolta di Praga; ottobre, ha il comando di tutte le truppe austriache fuori dell'Italia e riconquista Vienna insorta;
1849, si impegna nella repressione della rivoluzione ungherese: prende Budapest  e vince a Kápolna; aprile, dopo alcuni insuccessi, viene richiamato;
1859, è nominato governatore della fortezza federale di Magonza;
1861, entra nella camera dei signori austriaca, dove guida la corrente conservatrice federalista dell'alta nobiltà.

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La rivoluzione industriale

«segue da 1785»
1787, James Rumsey idea un battello, che prova sul Potomac, azionato da un singolare sistema " a reazione" basato su una pompa che aspira l'acqua di prua e la scarica a poppa: non ottiene grandi benefici;
«segue 1790»

Ugonotti

«segue da 1762»
1787, un editto reale dà i diritti civili ai protestanti francesi (diritti confermati dalla "Dichiarazione dei diritti dell'uomo" del 1789).
Fine/Inizio 1535

Stampa

«segue da 1786»
1787
viene dispersa la biblioteca di Maffeo Pinelli, direttore della tipografia dogale di Venezia, una delle più importanti collezioni private italiane "magno cum studio collecta a Jacobo Morellio" (una delle più belle biblioteche d'Europa secondo Peignot).
[Il catalogo (uno dei migliori che esistano anche per le note con le quali lo ha arricchito il celebre Giacomo Morelli, bibliotecario alla Marciana) si dilunga per sei voll. in-ottavo, con antiporta incisa, che comprendono (ordinati in 59 classi) 12.464 libri a stampa e 99 manoscritti:
- I, II, III:. 7953 titoli di opere classiche e orientali;
- IV, V: 4610 titoli di letteratura italiana, francese, inglese e spagnola, quali incunaboli (ca 1300), quali manoscritti su pergamena;
- VI: indici.
La biblioteca sarà acquistata in blocco dal libraio inglese James Edwards per 6000 £ e dispersa in asta a Londra tra il 1789 (2 mar-2 giu) e il 1790.]
«segue 1788»

«Daily Universal Register»

«segue da 1785»
1787, Londra, il foglio copia ogni caratteristica del disegno grafico e dell'impaginazione del «The World» di John Bell (tranne la sensatissima esclusione della esse lunga (f);
«segue 1788»

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