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Papa
Benedetto XIV

(1740-58)

segretario di Stato: cardinale Silvio Valenti;
(dell'Entità si sa molto poco, forse perché il pontefice non tiene in simpatia i gesuiti, da sempre numerosi nelle file dello spionaggio papale)

1751
Marzo
con un breve riconosce gli statuti del Ritiro di S. Bonaventura al Palatino, come gli è stato sollecitato da fra Leonardo da Porto Maurizio che muore pochi mesi dopo, a novembre;
Maggio
18
, con la bolla Providas, condanna la massoneria e le sue cerimonie;
Luglio
6
, in seguito alle trattative iniziate a Roma dal card. Carlo Rezzonico (grazie a un accordo con Millini sulla base di una mediazione francese), nonostante l'opposizione del card. Querini, il papa con una bolla sopprime il patriarcato di Aquileia e crea due vescovadi: Udine e Gorizia;

cardinali:
Guidobbono Cavalchini Carlo Alberto (1683-1774)
(dal 1742).

Francescani

«segue da 1724»
1751, Etiopia, il re Iyasu II manda al Prefetto della Missione francescana, residente al Cairo, un nunzio recante in un sacchetto di broccato d'oro una sua lettera scritta in greco che chiede dei missionari;
vengono così inviati a Massaua tre missionari, due boemi ed un aleppino, che arrivati alla corte di Kalia trovano un ambiente favorevole; presto però i Monofisiti, vedendosi strappare i propri seguaci, li perseguitano fino a cacciarli dal regno; rimane ancora nove mesi p. Antonio da Lecco per tradurre il pentateuco in arabo, gli altri ritornano al Cairo.
«segue 1757»

Aquileia

1751, restituito a funzioni puramente religiose e assai ridotto nella sua giurisdizione, il patriarcato viene abolito dal pontefice; l'ultimo patriarca, Daniele Dolfin, riceve in compenso l'arcivescovado di Udine.


1751, l'abbé de Prades esprime la sua tesi improntata al sensismo e all'utilitarismo, che viene condannata dalla Sorbona.

ANNO 1751

In Inghilterra con una deliberazione del parlamento del 1751 viene stabilito che l'anno comincia il 1° gennaio anziché il 25 marzo e che il giorno successivo al 2 settembre anziché il 3 deve essere computato con il 14; i disordini non si contano, specie a Bristol dove vengono uccise diverse persone.




1751
Unione Elvetica
Confederazione dei tredici cantoni elvetici:

CATTOLICI
- Uri (1291),
- Schwyz (1291),
- Unterwalden (1291),
- Lucerna (1332),
- Zug (1353),
- Glarus (1353) [in parte],
- Friburgo (1481),
- Soletta (1481).

PROTESTANTI
- Zurigo (1351),
- Berna (1353),
- Glarus (1353) [in parte],
- Basilea (1501),
- Sciaffusa (1501),
- Appenzell (1513).

1751
Gennaio
-


1751
SACRO ROMANO IMPERO
Francesco I
Albero genealogico

(Lunéville 1708-Innsbruck 1765)
figlio di Leopoldo duca di Lorena e di Elisabetta Carlotta d'Orléans;
1729-36, duca di Lorena e di Bar (Francesco III Stefano);
1736, 12 febbraio, sposa Maria Teresa d'Absburgo, arciduchessa d'Austria;
1737-65, granduca di Toscana (Francesco II);
a Firenze, dove non risiede, si fa rappresentare da un consiglio di reggenza;
1738-48, duca di Parma e Piacenza (Francesco II);
1745-65, imperatore del Sacro Romano Impero;
[l'imperatrice e consorte Maria Teresa gli ha affidato l'organizzazione del debito pubblico e la direzione delle finanze.]


1751
-
TOSCANA
-
 
1751
REGNO di BOEMIA e d'UNGHERIA
Maria Teresa d'Absburgo
Albero genealogico

(Vienna 1717-1780)
figlia primogenita dell'imperatore Carlo VI e della principessa Elisabetta di Brunswick-Wolfenbüttel;
1736, 12 febbraio, sposa il duca di Lorena Francesco Stefano, ora granduca di Toscana e duca di Parma e Piacenza (futuro imperatore Francesco I);
1740-80, regina di Boemia e d'Ungheria;
[arciduchessa d'Austria e sovrana sotto vari titoli dei domini asburgici]
. cancelliere di stato (1750-53): conte A.W. von Kaunitz-Rietberg;



1751
-
LOMBARDIA
-



1751
REGNO di PRUSSIA
Federico II [il Grande]
Albero genealogico

(Berlino 1712 - Sans-Souci, Potsdam 1786)
figlio di Federico Guglielmo I e di Sofia Dorotea di Hannover;
1740-86, re di Prussia;
1740-48, guerra di successione austriaca;
1751
1750-53, Voltaire è ospite nella splendida reggia di Sans-Souci;




1751
SASSONIA - REGNO di POLONIA
Augusto III
Albero genealogico

(Dresda 1696-1763)
figlio di Augusto II e di Cristiana di Brandeburgo-Bareith;
1733-63, principe elettore di Sassonia (Ferdinando Augusto II);
1733-63, re di Polonia;
ridotta dal 1738 a un protettorato della Russia;



1751
BAVIERA
Massimiliano III Giuseppe di Wittelsbach
Albero genealogico

(† 1777)
figlio dell'imperatore Carlo VII e di Maria Amelia d'Austria († 1756)
1745-77, elettore di Baviera;


1751
Brunswick-Lüneburg
Giorgio
Albero genealogico

(Londra 1738 - Windsor 1820)
figlio di Federico Luigi principe di Galles e di Augusta di Sassonia-Gotha;
1751-60, duca di Brunswick-Lüneburg;



1760-1820, elettore di Hannover;
1760-1815, re di Gran Bretagna e Irlanda (Giorgio III);
1814-20, re di Hannover (Giorgio);






1751
IMPERO OTTOMANO

Mahmud I

Albero genealogico

(1696-1754)
figlio di Mustafa II;
1730-54, sultano;
1751
-

1751
-





1751
RUSSIA
Elisabetta II
Albero genealogico

(Kolomenskoe, presso Mosca 1709 - Pietroburgo 1762)
figlia di Pietro [il Grande] e di Caterina I;
1741-62, imperatrice di Russia;




Ministro degli Esteri
-
1751
-







1751
REGNO di FRANCIA
Louis XV

(Versailles 1710-74)
figlio di Luigi duca di Borgogna e di Maria Adelaide di Savoia;
1715-74, re di Francia;
a soli cinque anni, sotto la reggenza del duca di Orléans imposta dal parlamento contro l'esplicita volontà del re scomparso;
1726 11 giu-19 gen 1743, affida gran parte della politica del regno al proprio ex precettore, il card. A.-H. de Fleury;
dal 1744 la favorita è Mme de Pompadour;


Principal ministre d'État
-
Guardasigilli
Jean-Baptiste de Machault d'Arnouville
(1750 29 nov - 1° feb 1757)
Sovrintendente
delle Finanze
Jean-Baptiste de Machault d'Arnouville
(1745 6 dic - 30 lug 1754)
Segretario di stato
agli Affari Esteri
Louis Philogène Brûlart de Sillery
marquis de Puisieulx
(1747 27 gen - 9 set 1751)
François-Dominique Barberie de Saint-Contest
(1751 11 set - 24 lug 1754)
 
1751
il vingtième – un'imposta del 5% su ogni specie di reddito istituita nel 1749 – non da i frutti sperati per l'esenzione accordata al clero e per le violente proteste dei nobili contro ogni accertamento realistico;

Il pastore Antonio Court, l'eroe della restaurazione del protestantesimo francese, pubblica Le Patriote français et impartial (1751, 1ª ed; 2ª ed. Villefranche 1753)
CANADA
[Il nome deriva dalla parola huron kanata – villaggio o insediamento – che venne utilizzata in riferimento agli indiani di Stadaconé dal navigatore bretone Jacques Cartier (1491-1557). Essa viene quindi applicata dai francesi anche al territorio di Micmac e Montagnais.
Il toponimo Nuova Francia è caduto progressivamente in disuso e nel sec. XVIII è sostituito da Canada o dai nomi delle altre regioni.]
Governatore generale della Nuova Francia
Jacques-Pierre de Taffanel de La Jonquière
marchese di La Jonquière
(1749 - 1752)
Intendente
François Bigot
(1748 - 1760)
1751
-
LOUISIANA
[Dal 1722 la capitale amministrativa è stata spostata da Mobile a Nouvelle-Orléans.]
Governatore
-
Commissaire-ordonnateur
-

1751
-

 

 

ILLINOIS
[Regione vagamente definita dai futuri stati americani di Illinois, Kentucky, Missouri e Iowa.]
Governatore
-
Commissaire-ordonnateur
-

1751
-

 

 

GRANDI LAGHI
-
Governatore
-
Commissaire-ordonnateur
-

1751
Solo ora i francesi raggiungono le Montagne Rocciose, quando gli uomini agli ordini di Jacques Legardeur de Saint-Pierre (1701-1755), un ufficiale delle truppe regolari della colonia con una lunga esperienza nell'ovest, stabiliscono Fort La Jonquière.
[Questo probabilmente si trova, nel corso della sua breve esistenza, sul futuro sito di Rocky Mountain House, nell'Alberta occidentale.]

[Luca Codignola-Luigi Bruti Liberati, Storia del Canada, Bompiani 1999.]

 

 

1751
Repubblica delle Sette Province Unite dei Paesi Bassi
Willelm IV [il Frisone]
(Leeuwarden 1711 - The Hague 1751)
figlio di Giovanni Guglielmo Friso d'Orange-Nassau e di Marie Luise di Hesse-Cassel;
principe di Nassau-Dietz
principe d’Orange (1711-51)
1747-51, statholder delle Province Unite-dei Paesi Bassi;
(4.5.1747-1751)

Willelm V [il Batavo]
(The Hague 1748 - Braunschweig 1806)
figlio di Willelm IV d'Orange-Nassau e della p.ssa reale Anne di Gran Bretagna, Irlanda e Hannover, etc.;
principe di Nassau-Dietz
principe d’Orange
1751-95, statholder dei Paesi Bassi;
[22.10.1751-18.1.1795)
[Reggente: Anna d'Orange (1751-59)]

Olanda

 

Zelanda

 

Uthrecht

 

Frisia
 
Gheldria

 

Groninga

 

Overijssel

 

1751
-

 

 


1751
Gran Bretagna e Irlanda
Giorgio II
Albero genealogico
(† 1760)
figlio di re Giorgio I e di Sofia Dorotea di Lüneburg-Celle;
1714-27, principe di Galles;
1727-60, elettore di Hannover;
1727-60, re di Gran Bretagna e Irlanda;
1751
vedovo dal 1737, ora gli muore anche il primogenito Federico Luigi principe di Galles; 


 
Primo lord
del Tesoro
[First Lord
of the Treasury
]
Henry Pelham whig
(1743 27 ago - 7 mar 1754)
Cancelliere
dello Scacchiere
[Chancellor
of the Exchequer
]
Segretari di Stato
-
Affari Esteri e Commonwealth
-
 
Affari Interni    
Giustizia    

1751
-


 


 
SCOZIA [dal 1° maggio 1707 è unita a Inghilterra e Galles]
-
-
-
-

1751
-


 
IRLANDA
-
-
-
-

1751
dal 1729 al parlamento di Dublino è stata riconosciuta dall'Inghilterra l'indipendenza legislativa;

Nord America Britannico
-
-
-
-

1751
-

 

 




TERRANOVA
Governatore della provincia
Francis W. Drake
(1750 - 1752)

1751
-

 

ISOLA DEL PRINCIPE EDOARDO
Governatore della provincia
-

1751
-

 

NEW BRUNSWICK
Governatore della provincia
-

1751
-

 

NOVA SCOTIA
Governatore della provincia
-

1751
-

 

ISOLA DI CAPO BRETONE
Governatore della provincia
-

1751
-

 

Nord America (2)
-
-
-
-

1751
-


COLONIE DELLA CORONA
VIRGINIA
Governatore
-
-

1751
Jamestown, sul fiume James;






MASSACHUSETTS
Governatore
-
-

1751
-


NEW ENGLAND
[Confederazione dal 1643; Dominion 1686-88; Confederazione dal 1688.]
Governatore
-
-

1751
Alla colonia viene imposto il veto sulla valuta cartacea a corso legale.

PLYMOUTH
Governatore
-
-

1751
-

NEW HAVEN
Governatore
-
-

1751
-

CAROLINA
[Vasto tratto di terre immediatamente a sud della Virginia.
[La concessione è geograficamente distinta in:
- parte settentrionale: attorno allo stretto di Albemarle;
- parte meridionale.]
Governatore
-
-

1751
-

Nel SOUTH CAROLINA i negri superano i bianchi di quasi il doppio (40.000 negri contro 25.000 bianchi).
[Nonostante il loro stato servile essi hanno un forte influsso nelle colonie meridionali e la loro presezna si evidenzia in molti modi: dalle espressioni africane nel linguaggio alle caratteristiche unicamente restrittive dei codici.]


NEW YORK
Governatore
-
-

1751
-

 

NEW JERSEY
Governatore
-
-

1751
-

 

COLONIE DI PROPRIETÀ
PENNSYLVANIA
Governatore
-
-

1751
-

 

MARYLAND [Dal nome della regina Enrichetta Maria]
Governatore
-
-

1751
-






DELAWARE
Governatore
-
-

1751
-

 

COLONIE DI COMPAGNIA
CONNECTICUT
Governatore
-
-

1751
-

RHODE ISLAND
Governatore
-
-

1751
-

a

1751
REGNO di DANIMARCA e di NORVEGIA
Federico V
Albero genealogico
(Copenaghen 1723 - 1766)
figlio di Cristiano VI e di Sofia di Brandeburgo-Kulmbach;
1746-66, re di Danimarca e di Norvegia;



1751
-
Si permette la costruzione di una chiesa cattolica in Kopenaghen per convenzione con l'imperatrice Maria Tersa, che ha consentito da parte sua l'erezione in Vienna di una chiesa di rito luterano-danese.
NORVEGIA
1751
-
ISLANDA
1751
-

1751
REGNO di SVEZIA
Federico I
Albero genealogico
(Kassel 1676 - Stoccolma 1751)
figlio di Carlo I langravio d'Assia-Kassel;
1720-51, re di Svezia;


Adolfo Federico II
Albero genealogico

(Gottorp 1710 - Stoccolma 1771)
figlio di Cristiano Augusto duca di Holstein-Gottorp, vescovo luterano di Lubecca, e di Albertina Federica di Baden-Durlach;
1744, 29 agosto, sposa la p.ssa Luise Ulrike di Prussia (1720-1782), sorella di Federico [il Grande];
1751-71, re di Svezia;




1751
sfasciatosi (già dal 1721) il grande impero baltico svedese, ha dovuto cedere alla Russia (1743) anche parte della Finlandia.




1751
REGNO di PORTOGALLO
Giuseppe I
Albero genealogico

(Lisbona 1714-1777)
figlio di Giovanni V di Braganza [il Magnanimo] e di Marianna d'Austria;
1729, sposa Maria Vittoria, infante di Spagna;
1750-77, re di Portogallo;
capo del governo il marchese di Pombal;


1751
-


a

1751
Spagna
Ferdinando VI

(Madrid 1713-Villaviciosa 1759)
figlio di Filippo V e di Maria Luisa Gabriella di Savoia;
1729, sposa l'infanta Barbara di Portogallo (1711-1758);
1746-59, re di Spagna;


1751
-


a


 



1751
SAVOIA - REGNO DI SARDEGNA
Carlo Emanuele III
Albero genealogico

(Torino 1701-1773)
figlio di Vittorio Amedeo II di Savoia e di Anna Maria d'Orléans;
1715-30, principe di Piemonte;
1730-73,
- conte di Aosta, Maurienne, Nizza e Asti;
- marchese di Saluzzo e Monferrato;
- re di Cipro e Gerusalemme [titolare];
- re di Sardegna e duca di Savoia;
1746-73, marchese di Finale e Oneglia;

- il Piemonte confina a est con il Ticino -

1751
-



1751
REPUBBLICA DI GENOVA
[Denominazione ufficializzata nel 1528 per iniziativa di Andrea Doria]
Agostino Viale
Albero genealogico

(? - ?)
figlio di
1750 10 mar - 10 mar 1752, doge di Genova;


1751
-


1751
REPUBBLICA DI VENEZIA
Pietro Grimani
Albero genealogico
(Venezia 5 ott 1677 - Venezia 7 mar 1752)
figlio di Pietro e di Caterina Morosini;
1741-52, doge di Venezia; [115°]

1751
grazie ai servigi del card. Carlo Rezzonico (soppressione del patriarcato di Aquileia) il fratello Ludovico viene creato senatore;



1751
ducato di Modena
Francesco III d'Este
Albero genealogico
(Modena 1698 - Varese 1780)
figlio di Rinaldo I e di Carlotta Felicita di Brunswick-Lüneburg;
1737-80, duca di Modena;




1751
-

1751
Ducato di Parma e Piacenza
Felipe di Borbone 

(Madrid 15 mar 1720 - Alessandria, Italy 18 lug 1765?)
figlio di Filippo V e di Elisabetta Farnese;
1738, 16 agosto, sposa la p.ssa Louise-Elisabeth di Borbone, sorella di Louis XV;
1748-65, duca di Parma e Piacenza;
valendosi dell'opera del ministro G.-L. du Tillot;



1751
-


1751
REGNO di NAPOLI e SICILIA
Carlo VII
Albero genealogico
(Madrid 1716 - 1788)
quintogenito di Filippo V re di Spagna e di Elisabetta Farnese;
1732-34, duca di Parma e Piacenza (don Carlos);
grazie ai diritti ereditari fatti valere dalla madre;
1735-59, re di Napoli e di Sicilia;
[titolo che gli sarà riconosciuto ufficialmente nel 1738]
quando occupa il Regno di Napoli, B. Tanucci lo segue e qui viene nominato ministro di giustizia;
1740-48, guerra di successione austriaca: si schiera con i franco-ispani;
1751


1759-88, re di Spagna (Carlo III);

NAPOLI
Ministro di giustizia
B. Tanucci
(1735 -1759)

1751
-




SICILIA
Viceré
Bartolomeo Corsini
(1737 - ?)
1751
-
 

a




Bernard, André Antoine (21 giugno 1751 – Funchal, isola di Madeira 19 ottobre 1818) politico francese; chiamato Bernard de Saintes , è stato un avvocato e rivoluzionario francese , uno dei giacobini responsabili del regno del terrore nella rivoluzione francese .
[È un uomo dai molti nomi. Originariamente, prima della Rivoluzione, aggiunge il nome di una piccola proprietà della sua famiglia e diviene André Antoine Bernard de Jeuzines. In seguito è chiamato Bernard de Saintes, dal momento che rappresenta Saintes in Assemblea legislativa, ma non gli piace per cui lo cambia in Bernard de Xantes, che sembra meno religioso. Più tardi, si chiama Pioche-fer Bernard, o Pick-ax Bernard. Nel calendario rivoluzionario francese adotta, nel 1793, il giorno del nome di Bernard (30 novembre per Saint Andrew) cade il decimo giorno di Frimaio, e segna il Festival della Pick Iron Pick. A lui piace la connessione e cambia il suo nome in base a ciò.]
avvocato presso la città di Saintes;
1791, ottobre, viene eletto deputato per la città di Saintes all'Assemblea Legislativa;
1792, 20 set-26 ott 1795, viene eletto membro della Charente-Maritime alla Convenzione nazionale;
[Diventato un giacobino, nel 1793 e nel 1794 diviene noto nella Haute-Saône e nel Côte-d'Or per arrestare sospetti "nemici del popolo", mandandoli al tribunale rivoluzionario e alla ghigliottina; è uno dei responsabili del Terrore [III fase: 27-7-94/26-10-1795].]
come rappresentante della Convenzione nazionale, annette il ducato di Montbéliard, in precedenza un possesso del Württemberg, alla Francia;
1794, 2-22 settembre, presidente della Convenzione nazionale;
1795, quando il governo rivoluzionario viene rovesciato, egli viene imprigionato come tanti altri ma non compare tra quelli giustiziati;
1800, sotto l'Impero si stabilisce a Saintonge, dove lavora come avvocato criminale;
1816, esiliato dalla Francia come tanti altri regicidi, si stabilisce prima in Belgio, dove fonda un nuovo periodico a favore della democrazia «Le Surveillant»;
presto espulso dalle autorità olandesi (sotto il controllo del Belgio), prende la nave per gli Stati Uniti ma naufraga a Madeira;
1818, muore a Funchal nel 1818.
[La chiesa locale gli rifiuta un funerale cristiano, così i suoi resti vengono sepolti in mare.]

Boileau, Jacques (Avallon, Yonne 25 maggio 1751 – Parigi 31 ottobre 1793, ghigliottinato) politico francese;
avvocato nella sua città natale durante l’Ancien régime;
1789, giudice di pace;
1792, 6 settembre, viene eletto deputato (4° su 9) per il dipartimento di Yonne alla Convenzione nazionale;
dall'inizio dei lavori fino alla seduta del 25 settembre, difende le posizioni opposte alla Comune di Parigi e attaccando violentemente J.-P. Marat;
sostiene che la Comune si è arrogata tutti i poteri e che di fatto sorveglia essa stessa il potere esecutivo;
25 settembre, attacca J.-P. Marat leggendo l'articolo del suo giornale in cui egli dice che non bisogna attendersi nulla dall'Assembela che sta per essere eletta; tratta «L’Ami du peuple» folle e traditore e conclude con la sua messa instato d'accusa;
1793, gennaio, al processo di Luigi XVI gli vota contro l'appello al popolo, per la morte e contro il rinvio;
in diverse occasioni attacca ancora J.-P. Marat e quando viene il momento della sua messa in stato d'accusa ovviamente vota per il suo rinvio davanti al Tribunale rivoluzionario;
18 maggio, viene nominato membro della Commissione dei Dodici; 2 giugno, proprio per averne fatto parte viene decretato in stato d'arresto;
24-30 ottobre (3-9 Brumaio, Anno II), fa parte dei 21 deputati girondini che compaiono davanti al Tribunale rivoluzionario;
30 ottobre, viene condannato a morte;
[Al momento del processo tiene un comportamento poco coraggioso. Dapprima pretende di essere stato nominato alla commissione per servirgli come garanzia di patriottismo avendo votato la morte del re; in seguito si schiera contro i suoi coaccusati dicendo che era chiaro che vi era stato un complotto e che i giacobini avevano sempre ben servito la repubblica. Questa linea non gli eviterà la condanna.]
31 ottobre (10 Brumaio, Anno II), viene ghigliottinato assieme agli altri.

Borsa, Matteo (Mantova 1751-1798) letterato italiano, parente di S. Bettinelli;
La musica imitativa (1781)
I balli pantomimici (1783)
Del gusto presente in letteratura italiana (1783, dissertazione presentata ad un concorso indetto dall'accademia di Mantova)
Della fantasia (1795)
La metafisica popolare, Il Patriotismo, La nobiltà (tutte opere improntate al conservatorismo e scritte sotto l'impressione degli sconvolgimenti della Rivoluzione francese)
Opere (1800-18, in 6 voll. postumi).

Brinsley Sheridan, Richard (17511816) oratore e scrittore politico inglese.

Buchot, Philibert (Maynal 11 settembre 1751 – Parigi 27 agosto 1813) politico francese;
[Figlio di Jean Buchot, agricoltore, e di Anne Bonin.]
compiuti gli studi a Besançon, acquista delle solide conoscenze in teologia e letteratura classica e moderna;
1780, dopo aver rinunciato al sacerdozio, comincia ad insegnare Grammatica a Lons-le-Saulnier (fino al 1788);
1789, dopo aver superato ì'esame di diritto, è nominato avvocato all'università di Besançon; divenuto questo impiego poco remunerativo, egli diventa cancelliere del giudice di pace della città;
1792, primavera, viene eletto giudice al Tribunale di Lons-le-Saulnier; settembre, entra nella Società popolare di questa città, unendosi dunque al partito del popolo e alle idee rivoluzionarie;
1793, aprile, diviene presidente della "Società popolare" di Lons-le-Saulnier; riceve Léonard Bourdon et Louis Prost, inviati dalla Convenzione nazionale in missione nel Jura, e fa loro una buona impressione; giugno, con dei membri della società si reca alla Convenzione, a Parigi; essi fanno sentire la loro voce sostenendo i Giacobini e opponendosi ai movimenti reazionari federalisti; ritornato a Lons-le-Saulnier, viene aggredito dai federalisti e messo in prigione; 10 agosto, viene liberato grazie alla visita dei convenzionali Jean Bassal e Bernard de Saintes;
27 agosto, nella nuova commissione con sede a Dole, viene eletto procuratore generale sindaco dell'amministrazione generale del Jura; ottobre, a fine mese viene inviato dal convenzionale Louis Prost per combattere il federalismo a Pontarlier; 3 dicembre, viene revocato da Jean Bassal: due pamphlet diretti da due fronti lo attaccano violentemente;
[Gli uni lo trovano troppo clemente, gli altri lo accusano di essere un debosciato/corrotto; in realtà egli cerca di pacificare la regione, di calmare il gioco tra le fazioni e di riallacciare il dialogo.]
dicembre-fine marzo 1794, è senza impiego e abita a Dole;
1794, 9 aprile, viene chiamato a dirigere il "Commissariato delle relazioni esterne"; questa nomina inattesa proviene dalle raccomandazioni di René-François Dumas, presidente del Tribunale rivoluzionario, ed ex membro della "Società popolare" di Lons-le-Saulnier; 20 aprile, mentre M. Robespierre approva, senza nemmeno conoscerlo, la decisione viene ratificata per il il posto di ministro degli Affari esteri, funzione che occuperà fino al 3 novembre successivo nel governo della Convenzione;
[Secondo Miot, egli non si occupa affatto del ministero la cui organizzazione rimane la stessa di quella sotto F.-L.-M. Chemin des Forgues. Questo giudizio è avvalorato daai suoi principali biografi, Thuriet e Istria, che dimostrano che egli «ne fit pas grand chose durant les sept mois de son ministère». Egli sarebbe stato addirittura soprannominato «ministre étranger aux affaires». Durante il suo esercizio egli si trova incapace di condurre bene la su apolitica di neutralità di fronte alle potenze monarchiche; gli è stata tolta anche la Dogana. Quanto al trattamento annuale di 12.000 franchi, ne ha percepito solo 2.000.]
dopo la caduta di M. Robespierre rimane al suo posto per altri tre mesi;
gli ultimi anni della sua vita rimangono a lungo misteriosi;
1798, istitutore a Parigi, poi impiegato al dazio, recensore/scrutatore dei porti; abita in un modesto alloggio governativo al 2 quai de la Tournelle;
1808, 12 febbraio, a titolo di anzianità come ministro, ottiene una pensione di 6.000 franchi.

Cahier de Gerville, Bon-Claude (Bayeux 30 novembre 1751 – Bayeux 15 febbraio 1796) ministro francese;
[Figlio dell'esattore della città di Bayeux, aggiunge al suo nome un nom de terre.]
dopo gli studi di diritto a Parigi diviene avvocato al parlamento;
1789, elettore a Parigi e rappresentante della Commune per il distretto del Sépulcre; ottobre, è nominato procuratore-sindaco aggiunto;
1790, agosto, viene inviato a Nancy al momento della rivolta dei soldati di Châteauvieux;
1791, 17 novembre, viene nominato ministro dell'Interno dal partito patriota dell'Assembla legislativa che gli è grata per il rapporto sull' "affaire di Nancy"; rimpiazza così C.-A. de Valdec de Lessart, nominato ministro degl Affari esteri, e Luigi XVI è costretto ad accettare un ministro "patriota" che incarna cioè le idee dei Giacobini; 15 dicembre, su richiesta del "Comitato d'istruzione pubblica" invia ai direttori di dipartimento una circolare richiedente l'invio di una risposta dettagliata su tutti gli istituti di educazione e di istruzione di ciascun dipartimento; le risposte a questa circolare danno dei consigli preziosi sullo stato dell'istruzione pubblica in Francia alla fine dell'Ancien Régime;
1792, 10 marzo, in seguito a dissensi con i suoi colleghi, in particolare i giacobini che le conclusioni dell'inchiesta religiosa da lui condotta non hanno affatto soddisfatto, dà le dimissioni e si ritira nella sua città natale;
1796, 15 febbraio, muore a Bayeux.

Caminèr Turra, Elisabetta (Venezia 1751-Vicenza 1796) letterata italiana, traduttrice di opere teatrali francesi;
Composizioni teatrali moderne (1772-76, in 20 voll., raccolta delle citate traduzioni)
1774-81, con il padre Domenico e con A. Fortis compila «L'Europa letteraria»;
1782-90, con F. Albergati Capacelli compila a Vicenza il «Nuovo Giornale enciclopedico»;
Il trionfo della verità (raccolta di versi che comprende La magistratura, ode di G. Parini).

Carteaux, Jean-François (1751-1813) pittore e militare francese;
[Marito della cantante C.-U. Bazire.]
molto apprezzato dal re per la sua arte, diventa un accanito rivoluzionario aiutante di campo del marchese di La Salle;
è nella Guardia Nazionale agli ordini del marchese di La Fayette e infine nell'esercito comandato da N. Bonaparte;
1803, n. Bonaparte lo manda come amministratore civile e comandante militare nel principato di Piombino che pensa di offrire alla sorella Elisa.

Causse, Jean-Jacques (1751-1796) militare francese;
1792, sottotenente;
1793, comanante dei volontari del Monte Bianco.

Ceracchi, Giuseppe (1751-1802) scultore romano;
assai reputato, specie come ritrattista, la Rivoluzione lo trasforma in libertario;
accoglie con gioia l'arrivo di N. Bonaparte in Italia;
si reca in Francia dove scolpisce busti di J.-B. Bernadotte, A. Masséna e J.-V.-M. Moreau;
1799, dopo il 18 Brumaio, vede in N. Bonaparte un tiranno e tenta di ucciderlo durante una rappresentazione all'Opéra;
per l'attentato viene condannato a morte.

Chastenet, Armand-Marie-Jacques de – marchese di Puysegur (1751-1825) militare francese;
colonnello, comandante della Scuola di artiglieria di La Fère sotto il vecchio regime;
1792 dà le dimissioni e si ritira nelle sue terre;
1799, dopo il 18 Brumaio diviene sindaco di Soissons;
1805, si dimette per seguire e divulgare le teorie di A. Mesmer;
Napoleone I lo definisce un ciarlatano.

Colchen, Jean-Victor – conte (Metz 6 novembre 1751 - Parigi 21 luglio 1830 ) politico francese;
[Fratello maggiore di Claude Nicolas François Colchen, deputato (1808-15) nel Corpo Legislativo.
È imparentato con la beata Caroline Colchen Carré de Malberg.]

inizia la sua carrierra amministrativa come notaio;
1786, sotto-delegato delle intendenze di Pau e Auch;
1789, durante la Rivoluzione è capo di divisione al Ministero degli Affari esteri;
1795, primo segretario e commissario (19 feb-3 nov) delle Relazioni esterne (ministro degli Affari Esteri) nel governo della Convenzione Nazionale;
anno VIII è nominato prefetto della Mosella (il primo in questo posto);
anno IX, fa parte della commissione incaricata di negoziare la pace d'Amiens (poi firmata il 25 marzo 1802 - 4 Germinale, Anno X);
1803, fonda il lycée Fabert di Metz;
1805, 1° febbraio (12 Piovoso, Anno XIII) con decreto imperiale viene nominato al Senato conservatore con altri suoi colleghi prefetto della Dyle Louis-Gustave Doulcet de Pontécoulant;
14 giugno (25 Pratile, Anno XIII), viene fatto membro della Légion d'honneur;
1808, 12 marzo, membro del consiglio del sigillo dei titoli; 26 aprile, viene creato conte dell'Impero;
1813, 20 dicembre, diviene commissario straordinario della divisione militare di Nancy;
1814, avendo aderito all'atto di decadenza di Napoleone I, viene nominato pari di Francia da Luigi XVIII; 2 giugno, durante i Cento giorni, Napoleone I lo sceglie come "pari dei Cento giorni"; 24 luglio, al momento della seconda restaurazione viene quindi escluso dalla Camera dei pari;
1819, 5 marzo, viene finalmente reintegrato col titolo di barone; siede fino alla sua morte tra i liberali.

Desmier d’Archiac de Saint-Simon, Jeanne Louise Françoise o Davasse de Saint-Amarand detta Sainte-Amaranthe (Saintes 16 maggio 1751 – Parigi 17 giugni 1794, ghigliottinata) salottiera francese;
[Figlia di Étienne-Louis Desmier d'Archiac, marchese di Saint-Simon, le Pailly, Palaïseuil, la Grande-Résie, Pressigny, (Tesson 16 nov 1709 – (17 Fiorile, Anno VI) tenente-generale delle armate del re.]


Dufriche de Valazé, Charles Éléonor, detto Dufriche-Valazé o Valazé (Alençon 23 gennaio 1751 – Parigi 30 ottobre 1793, suicidio)
ex ufficiale nell'armata del re, diviene avvocato;
Traité des lois pénales (1784)
si occupa inoltre di economia politica e di gronomia;
1789, divenuto amministratore del distetto d’Alençon, si fa notare perr le sue proposte antimonarchiche, che chiedono la decadenza del re;
1792, eletto primo deputato de l’Orne alla Convenzione, legato a P.-V. Vergniaud, simpatizza per i girondini con i quali attacca la Comune di Parigi, responsabile a loro avviso dei massacri di settembre; 6 dicembre, la Convenzione costituisce la "Commissione dei Ventuno", di cui egli è il relatore, incaricata di presentare l'atto d'accusa dei crimini di cui Luigi Capeto (Luigi XVI) sarà accusato e la serie di questioni da porre al re al momento del processo; membro attivo di questa commissione, chiede il trasferimento alla Convenzione dei documenti del comitato di sorveglianza della Comune di Parigi; fa un rapporto sui crimini del re e chiede un decreto d'accusa contro J.-N. Pache ministro della Guerra;
1793, al processo di Luigi XVI vota per la colpevolezza, per la ratifica del giudizio del popolo, per la morte, con rinvio dell'esecuzione fino a quando sarà pronunciata la sorte di tutta la sua famiglia;
ardente avversario di J.-P. Marat, ne provoca la messa in stato d'accusa, ciò per cui sarà denunciato dalle sezioni di Parigi e da J.-P. Marat stesso; si pronuncia per il rapporto del decreto che ha annullato la "Commissione dei Dodici"; 31 maggio, chiede un decreto d'arresto contro Hanriot comandante in capo della guardia nazionale di Parigi; 2 giugno, viene arrestato con i girondini; 28 luglio, viene colpito da decreto d'accusa; 3 - 9 brumaire an II, ore 22:00, compare con i girondini davanti al Tribunale rivoluzionario al momento della pronuncia di condanna a morte dei girondini;
non volendo salire sul patibolo, si pugnala a morte;
il Tribunale ordina che il suo cadavere sia messo su una carretta che accompagna i girondini al patibolo;
[Lascia un figlio, Éléonor-Zoa, che sarà generale di divisione del Genio. En 1966, il restauro de l’Hôtel de ville d’Alençon, porterà alla scoperta, nel soffitto, di 297 manifesti di Dufriche-Valazé, del 1793, si quali si può leggere: «Je suis arrêté sans savoir pourquoi, sans même avoir de dénonciateur».]

Elliot, Gilbert - conte di Minto (Edimburgo 1751-Stevenage 1814) politico inglese, influenzato dalle idee degli enciclopedisti;
1776, entra alla camera dei comuni, tra i whigs, seguendo nella sua carriera politica E. Burke anche quando questi prende posizione contro la rivoluzione francese;
1793, prende parte, come commissario civile, all'evacuazione di Tolone trasportando i profughi in Italia; stabilitosi a Firenze, organizza la resistenza contro i francesi;
1794, occupata la Corsica dagli inglesi, ha poteri vicereali, facendo dell'isola la base della potenza inglese nel Mediterraneo;
1796, deve lasciare l'isola, insorta a favore dei francesi, e fa occupare l'Elba;
1799-1801, ambasciatore a Vienna;
1806-13, governatore generale dell'India inglese.

Genissieu, Jean-Joseph-Victor (Chabeuil, 2 giugno 1751 – Parigi, 27 ottobre 1804) politico francese;
avvocato presso il Parlamento di Grenoble;
1791, ricopre anche il ruolo di giudice del tribunale di di Grenoble;
1792, viene eletto deputato alla Convenzione nazionale per il dipartimento d'Isère;
1793, gennaio, al processo di Luigi XVI vota per la condanna del re;
1795, 8-26 ottobre, viene eletto presidente della Convenzione nazionale (l'ultimo a ricoprire tale carica, quando la Convenzione nazionale viene soppiantata dal Direttorio); diveine presidente del Consiglio dei Cinquecento;
1796, 7 gennaio, ricopre il ruolo di Ministro della Giustizia per appena tre mesi, quando riceve la carica di Commissario della Corte Suprema del consiglio d'amministrazione;
negli anni successivi, lavora ancora per il Consiglio dei Cinquecento;
1799, dopo il colpo di Stato di N. Bonaparte (18 Brumaio, Anno VII) lascia la politica e si ritira a vita privata.

Gretti, Giuseppe
(1751-† poco dopo 1827) avventuriero italiano;
studente in legge e uomo di mondo, frate sfratato (ex francescano conventuale), cavaliere pontificio di Pio VI;
giacobino, poi, sotto l'Impero, prefetto degli Studi, commissario di polizia e prefetto; solo la Restaurazione, a quanto pare, lo convince a vivere nell'ombra;
Capricci teatrali (Venezia 1787, 1ª edizione, in 4 voll.)
Teresa e Claudio, Teresa vedova, Teresa e Wilk (?, trilogia, ridotta anche in balli e opere).

Kilmaine, Charles-Edouard Jennings di (1751-1799) militare di origine irlandese;
1774, è al servizio della Francia;
sostituisce Napoleone al comando dell'esercito destinato a invadere l'Inghilterra.

Lacretelle, Pierre-Louis de o [Lacretelle il Vecchio] (Metz 1751-Parigi 1824) avvocato francese, legato agli Enciclopedisti;
[Fratello di Jean-Charles-Dominique (1766-1855), redattore del «Répertoire de jurisprudence» diretto da G. Guyot.]
Discorso sul pregiudizio delle pene infamanti (1784)
1789, membro della prima Comune parigina e supplente del Terzo stato agli Stati generali; rieletto poi supplente alla Legislativa;
1791, novembre, alla morte di Godard viene eletto deputato alla Legislativa;
1792, moderato, fondatore del Club dei Foglianti, rinuncia all'incarico solo dopo un anno e si nasconde fino alla morte di M. Robespierre;
riunitosi a Napoleone Bonaparte sarà membro dell' "Institut de France".

Lafargue de Grangeneuve, Jean-Antoine (Bordeaux 4 dicembre 1751 – Bordeaux 21 dicembre 1793, ghigliottinato) politico francese;
figlio di un avvocato al Parlamento di Parigi, è uno dei più celebri avvocati della sua città natale prima della Rivoluzione;
1789, aderisce con fervore alle idee rivoluzionarie e fonda la "Société populaire" di Bordeaux; nelllo stesso tempo diviene sostituto del procuratore alla Comune della città;
1791, 3 septembre, viene eletto deputato all'Assemblea Legislativa per il dipartimento della la Gironda, con 193 voti su 390 votanti; a Parigi si lega con J.-P. Brissot di cui diviene fedele; dalla prima seduta dell'Assemblea chiede l'abolizione dei titoli di "sire" e di "maesta";
1791, 25 novembre, entrato a far a parte del Comitato di Sorveglianza, prende varie volte la parola contro gli emigrati;
1792, 1° gennaio, contro gli emigrati, in particolare contro i due fratelli del re, presenta un rapporto molto severo;
Nel corso dell'inverno (1791-92) è favorevole, come J.-P. Brissot, alla guerra contro le potenze europee; egli s'interessa in ugual misura ai dibattiti sulle sussistenze e sostiene la piena e totale libertà del commercio; febbraio, attacca i ministri della Guerra e della Marina per tradimento in compagnia di Dubois-Crancé; in questo periodo, molto impegnato a sinistra difende il "Massacro de la Glacière" e il suo principale organizzatore, Jourdan Coupe-Tête; è anche il primo parlamentare a sedere con il capo coperto dal berretto frigio; 3 agosto, quando i suoi amici brissotins esitano sulla condotta da tenere verso Luigi XVI, egli presenta alla Legislativa un rapporto richiedente la decadenza del re;
[Secondo Louis Blanc, durante la giornata del 10 agosto egli avrebbe convenuto con il deputato cordigliere Chabot di assassinarlo tra di loro, per mettere questo crimine sul conto dei ralisti.]
dopo la caduta di Luigi XVI, le sue idee cambiano significativamente; molto più moderato, egli denuncia, uno dei primi, i massacri di settembre; 6 settembre, viene rieletto deputato alla Convenzione ma questa volta per le Bouches-du-Rhône – dipartimento dominato dal brissotin Ch.-J.-M. Barbaroux –, 4° su 10, con 372 voti su 674 votanti; siede naturalmente dalla parte dei girondini e attacca la Comune di Parigi e J.-P. Marat;
nel corso del processo a Luigi XVI vota per l'appello al popolo, la detenzione fino alla pace, ma non si pronuncia sul rinvio;
1793, 13 aprile, si pronuncia in favore della messa in stato d'accusa di J.-P. Marat; accusa pure i montagnardi di voler istituire una nuova tirannia; maggio, difende la "Commissione dei Dodici" attaccata dalla Comune di Parigi e dalla Montagna;
queste posizioni conservatrici sono la sua rovina;
31 maggio- 2 giugno, in queste giornate fa parte dei deputati girondini colpiti da mandato d'arresto; malgrado tutto, riesce a fuggire a casa sua a Bordeaux; 28 luglio, è messo fuorilegge; dicembre, viene denunciato e arrestato; condotto davanti a una commissione militare, non appena constatata la sua identità viene condannato a morte; 21 dicembre, [1° Nivôse Anno II)] viene ghigliottinato assieme al fratello Jean, amministratore del dipartimento.

Lally, decavaliere di Tollendal (1751-1830) militare francese;
[Figliastro del conte Th.-A. de Lally.]
capitano dell'armata, viene eletto agli Stati generali dalla nobiltà di Parigi;
1789, monarchico, dopo le giornate di ottobre dà le proprie dimissioni e si reca in esilio in Svizzera; ritorna poi per difendere la causa reale;
1792, arrestato dopo i fatti del 10 agosto, liberato dopo i massacri di settembre, si rifugia a Londra dove rimane fino al 18 Brumaio;
viene creato pari di Francia e membro del Consiglio privato da Luigi XVIII;
viene ammesso all'Académie française.


Lenz, Jakob Michael Reinhold (Sesswegen, Livonia 1751-Mosca 1792) scrittore tedesco, figlio di un pastore passato dal pietismo all'ortodossia, studiò teologia a Königsberg;
1771-76, vive a Strasburgo dove conosce J.W. Goethe con cui ha legami intensi; soggiorna alcuni mesi a Weimar;
Anmerkungen übers Theater (1774, Note sul teatro)
Pandämonium Germanicum
Lustpiele nach dem Plautus fürs deutsche Theater (1774, Rifacimenti plautini per il teatro tedesco)
Der Hofmeister oder Vorteile der Privaterziehung (1774, Il precettore o vantaggi dell'educazione privata)
Der neue Menoza (1774, Il nuovo Menoza)
Die Soldaten (1776, I soldati)
Der Waldbruder (L'eremita)
Zerbin oder die neuere Philosophie (1776, Zerbin o la filosofia moderna)
Der Landprediger (1777, Il pastore di campagna)
1777, si reca in Svizzera dove si manifestano alcuni sintomi di una forma di schizofrenia;
1779, è ricondotto dal fratello in Livonia;
1781, soggiorna a Mosca;
1792, un giorno viene trovato morto su una strada della città.

Letourneur, Étienne-François-Louis-Honoré anche Le Tourneur o Le Tourneur de la Manche (Granville, Manche 15 marzo 1751 – 4 ottobre 1817) politico francese;
dopo gli studi alla scuola militare serve nel Nord e a Cherbourg;
1791, avvocato, viene eletto deputato per la Manche all'Assemblea legislativa;
1792, viene eletto deputato alla Convenzione nazionale;
1793, gennaio, al processo a Luigi XVI vota per la morte del re, contro il rinvio ma a favore dell'appello al popolo;
1795, 6-20 gennaio, presidente della Convenzione nazionale;
2 novembre, eletto al Consiglio degli Anziani diviene uno dei leader del governo;
1796, 31 gen- 30 apr, presidente del Direttorio;
dopo il 18 Fruttidoro viene messo a riposo per sospettata intesa con L.-N.-M. Carnot;
1797, aprile, diviene un generale dell'armata rivoluzionaria francese; 30 apr-26 mag, viene eletto presidente del Direttorio;
1799, sotto il Consolato viene nominato da N. Bonaparte prefetto del dipartimento della Loira-inferiore quindi consigliere della Corte dei Conti;
1816, esiliato dopo la fine dell'Impero, vive il resto della sua vita a Bruxelles.

Lucchesini, Girolamo (Lucca 1751-Firenze 1825) politico italiano, allievo di L. Spallanzani;
1779, entra al servizio di Federico II di Prussia prima quale direttore della biblioteca reale e poi come ciambellano
1788, è inviato dal nuovo re Federico Guglielmo II a Varsaviaifensiva dalla Russia e dall'Austria
1792, quando Russia e e Prussia si spartiscono la Polonia, abbandona Varsavia ed ha l'incarico di negoziare a Vienna la concessione di un prestito austriaco alla Prussia per il suo intervento nella guerra contro la Francia
1800-05, è a Parigi quale ambasciatore del nuovo sovrano Federico Guglielmo III con il mandato di stabilire relazioni amichevoli tra Francia e Prussia
1806, per il fallimento diplomatico della missione, viene rimosso dall'incarico poco prima del riaccendersi delle ostilità fra i due stati; dopo aver svolto con scarsa efficacia il ruolo di mediatore nella pace di Tilsit viene allontanato dal servizio del re
1819, si ritira a Lucca e a poi Firenze
Sulle cause ed effetti della Confederazione Renana (1819, in 3 voll., in aperta polemica con la politica napoleonica)
Colloqui di Federico il Grande con il marchese Lucchesini (1819, memorie, in lingua tedesca, sulla sua attività alla corte di Federico il Grande negli anni 1780-82).

Madison, James (Port Conway, Virginia 16 marzo 1751 – Montpellier, Orange, Virginia 28 giugno 1836) politico statunitense, repubblicano;
1809, 4 marzo-4 marzo 1817, 4° presidente degli Stati Uniti d'America.

Manuel (1751-1793) politico francese;
autore di libelli che gli valgono tre mesi di soggiorno alla Bastiglia si fa eleggere alla nuova municipalità e diviene amministratore di polizia;
1791, 2 dicembre, diviene procuratore della Comune di Parigi;
1792, dopo il 20 giugno viene sospeso nello stesso tempo del sindaco di Parigi J. Pétion de Villeneuve;
23 luglio, è ristabilito e partecipa attivamente ai fatti del 10 agosto;
eletto a Parigi alla Convenzione, dopo il processo al re dà le dimissioni;
1793, 14 novembre, viene arrestato e ghigliottinato.

Patrault, Jean-Baptiste padre (1751-1837) ripetitore alla scuola di Brienne, vi resta fino all'espulsione dei Minimi del 1791.

Pindemonte, Giovanni (Verona 1751-1812) poeta e tragediografo italiano, fratello di Ippolito (1753-1828), membro del consiglio della Repubblica Veneta e podestà di Vicenza;
I baccanali (1788)
1793, per le sue idee rivoluzionarie è costretto ed esulare n Francia;
Elena e Gherardo (1796)
La Repubblica Cisalpina (1797, ode)
1799, ancora esule in Francia;
1800, viene arrestato sotto l'accusa di cospirazione contro N. Bonaparte;
1802, tornato in patria, fa parte del corpo legislativo della Repubblica italiana;
Cincinnato (1803)
Componimenti teatrali (1804-05, in 4 voll., raccolta di dodici tragedie a sfondo storico e romanzesco precedute da un Discorso sul teatro italiano)
Le ombre napoletane (1883, postumo, poemetto di tre canti in terzine).

Platof - conte (1751-1818) generale russo;
prende parte alle campagne di A.V. Sovorov contro i turchi e alle guerre contro la Francia;
1801, atamanno dei cosacchi;
1812, tormenta la Grande Armata durante la sua marcia su Mosca, e specialmente durante la ritirata francese;
1813, partecipa alla battaglia di Lipsia, passa il Reno e si spinge fino a Parigi;
le gesta e le brutalità dei cosacchi resteranno leggendarie.

Recamier, Jacques-Rose (1751-1830) banchiere francese;
[Marito di Juliette Bernard .]
durante la Rivoluzione accresce, con alcune speculazioni, il proprio capitale;
1799, dopo il 18 brumaio, si dimostra reticente e non aderisce immediatamente al nuovo regime;
1806, dichiara fallimento;
1809, riprende la libera gestione dei propri affari.

Ronsin, Charles Philippe (Soissons 1º dicembre 1751 – Parigi 24 marzo 1794, ghigliottinato) drammaturgo e generale francese;
17enne si arruola nel reggimento di Aunis;
1772, si congeda con il grado di caporale;
divenuto poi drammaturgo e precettore, diviene amico di Jacques-Louis David;
1789, luglio, accolta ormai con entusiasmo la Rivoluzione, diviene capitano della Guardia Nazionale di Parigi, distretto di Saint-Roch;
[Continua anche la sua carriera teatrale portando in teatro rappresentazioni che esalteranno la Rivoluzione tra il 1790 e il 1792.]
1790, diviene politicamente attivo, è uno dei primi membri del Club dei Cordiglieri e si unisce ai seguaci di J.-R. Hébert; ben presto è considerato uno dei più rappresentativi militanti sanculotti, si distingue nella critica particolarmente radicale della chiesa;
1791, giugno, dopo la fallita fuga del re, chiede la deposizione di Luigi XVI e la proclamazione della Repubblica;
1792, agosto-settembre, gli vengono affidate tre missioni; ottobre, il ministro della Guerra Pache lo nomina commissario e lo manda in Belgio presso l'armata di Dumouriez; con questo incarico denuncia le ruberie dei fornitori degli eserciti, protetti dallo stesso Dumouriez;
1793, 23 aprile, viene nominato assistente del ministro della Guerra Bouchotte; maggio, partecipa alle Guerre di Vandea; estate, comanda personalmente diverse unità rivoluzionarie contro i contadini ribelli e riceve la protezione del nuovo ministro della Guerra Bouchotte col grado di generale di brigata;
[Tuttavia la potenza delle truppe rivoluzionarie è fortemente minata da dispute interne dei generali sanculotti Rossignol e lui con gli ufficiali veterani. All'inizio dello stesso anno egli raccomanda lo spopolamento sistematico della Vandea. I ribelli dovrebbero essere espulsi e i paesi ripopolati da sostenitori della Repubblica che li dovrebbero sostituire.]
grazie ai suoi appoggi al ministero, viene promosso generale di brigata all'esercito delle coste di La Rochelle; settembre, diventa generale in capo dell'armata rivoluzionaria di Parigi;
[Nonostante sia violento e con un pessimo carattere, si rivela tuttavia un buon amministratore, onesto ed intelligente in tutti i suoi incarichi.]
viene poi fortemente attaccato nella Convenzione nazionale da Pierre Philippeaux per la sua brutalità e per corruzione; nel frattempo egli sostiene gli hébertisti a Lione contro la fazione degli "indulgenti" di G.-J. Danton e C. Desmoulins; viene quindi convocato a Parigi; 17 dicembre, sotto l'impulso di Fabre d'Églantine, viene arrestato insieme a François-Nicolas Vincent, che è un altro membro del Club dei Cordiglieri;
1794, 2 febbraio, viene rilasciato per la pressione crescente del Club dei Cordiglieri da lui controllato; avversario del "moderatismo", lo stesso giorno difende l'appello all'insurrezione degli hebertisti, chiamando il Club dei Cordiglieri a raccolta contro il Governo rivoluzionario; 7 febbraio, ritorna sulle sue opinioni e difende un programma d'unione dei repubblicani; alla fine però anche lui si dice a favore della sostituzione del governo rivoluzionario con una dittatura militare e sarà dalla parte di Fouquier de Tinville, che lo presenta come un "nuovo Cromwell"; 13-14 marzo, nella notte, percepito il pericolo di una sollevazione popolare, M. Robespierre fa arrestare tutti i principali hebertisti; egli viene arrestato insieme con J.-R. Hébert, A.-F. Momoro e François-Nicolas Vincent;
[Mentre è in prigione i Cordiglieri scrivono una petizione in favore suo e di François-Nicolas Vincent, affermando che sono grandi patrioti e che lui in particolare non dovrebbe essere punito per gli attacchi a Dumouriez, Custine, e J.-P. Brissot. Tra coloro che lo difendono vi sono Collot d'Herbois, che fa anche parte del "Comitato di salute pubblica". Questi lo difende dicendo che lui, mentre combatteva nel sud insieme a tutti gli altri patrioti della Rivoluzione, ha mostrato grande determinazione nell'imporre il rispetto della repubblica.
[Egli, comunque, è stato ritenuto essere al lavoro su una cospirazione dei militari, con la complicità di A.-Q. Fouquier de Tinville, per sostituire il governo rivoluzionario con una dittatura militare.]

24 marzo (4 Germinale, Anno II), cinque carri pieni di condannati hébertisti, lui compreso, sono portati alla ghigliottina.
[Entro una settimana dalla sua morte, la sua armata (l'Armée Révolutionnaire de Paris) è sciolta assieme alle altre armate rivoluzionarie.]

Sheraton, Thomas (Stockton-on-Tees, Durham 1751-Londra 1806) disegnatore di mobili inglese, di origini modeste, compì il suo apprendistato presso un ebanista
Libro di disegno dell'ebanista e del tappezziere (1791-94)
Dizionario del mobile (1803)
Enciclopedia dell'ebanista, del tappezziere e dell'artefice (1805)
Come "Sheraton" sono classificati gran parte dei mobili prodotti in Inghilterra tra il 1790 e il 1800, in particolare quelli realizzati in legno satinato.

Sheridan, Richard Brinsley Butler (Dublino 1751-Londra 1816) drammaturgo inglese, figlio di padre attore e di madre scrittrice di romanzi, fece gli studi ad Harrow;
1773, sposa, in circostanze quasi romanzesche, la cantante Ann Linley;
The Rivals (1775, I rivali)
1776, assume la direzione di un celebre teatro londinese, il Drury Lane che porterà dopo pochi anni ad un'eccezionale fortuna;
The School for Scandal (1777, La scuola della maldicenza)
The Critic (1779, Il critico)
1780, è deputato al parlamento.

Visconti, Ennio Quirino (Roma 1751-Parigi 1818) archeologo e letterato italiano, figlio del numismatico e antiquario G.B. Visconti, fu tra i principali esponenti del neoclassicismo italiano;
Il Museo Pio-Clementino (1783-1807, in 7 voll., dotta illustrazione delle raccolte antiquarie vaticane)
1798, viene nominato console della Repubblica Romana;
1799, novembre, emigra a Parigi dove ricopre la carica di conservatore del museo delle Statue del Louvre;
Iconografia antica:
- Iconografia greca (1808. in 3 voll)
- Iconografia romana (1817, rimasta ferma al I vol.)
Discorso sullo stato attuale della romana letteratura (1841, postumo, pubblicato insieme ad un "paragone" fra l'Antigone di Sofocle e quella di V. Alfieri, in Due discorsi inediti)
Osservazioni sulla Iliade del Monti (1961, postumo, raccolta di una serie di suggerimenti e appunti richiesti espressamente da V. Monti).

Voss, Johann Heinrich (Sommersdorf, Meclemburgo 1751-Heidelberg 1826) poeta tedesco.

Vouland, Jean-Henri (Uzès 11 ottobre 1751 – Parigi 23 febbraio 1801) rivoluzionario francese;
vissuto in unfamiglia protestante, s'iscrive, dopo gli studi diritto, al foro d’Uzès;
1789, 28 marzo, viene eletto deputato del Terzo stato per il siniscalcato di Nîmes e di Beaucaire agli Stati generali; seduto nella maggioranza patriota, presta il "Serment du Jeu de paume"- Giuramento della Pallacorda; intervenuto a più riprese negli affari di Nîmes, denuncia il sindaco della città e il clero di Carpentras;
1791, 14 febbraio, eletto segretario dell'assemblea, vota per l'annessione di Avignone alla Francia; 9 marzo, diviene membro del Tribunale di cassazione; 1° aprile, diviene giudice al tribunale d’Uzès; segretario del Club dei Foglianti sotto la presidenza di Barère, passa per avere delle opinioni realiste pronucniate ed è in relazione con l'editore Maret;
1792, 5 settembre, viene eletto – il 3° su 8, con 457 voti su 495 votanti – deputato del Gard alla Convenzione nazionale, dove siede sui banchi della Montagna;
1793, gennaio, al processo a Luigi XVI, egli vota per la morte del re, si oppone all'appello al popolo e al rinvio; aprile, viene per un breve periodo inviato in missione nell'Hérault e nel Gard; 14 settembre, entra a far parte del "Comitato di sicurezza generale"; 19 settembre, ne viene eletto segretario; 6 dicembre (16 Frimaio, Anno II) viene eletto presidente della Convenzione nazionale;
[Al "Comitato di sicurezza generale" egli gioca un ruolo attivo fino alla scadenza del mandato (15 Fruttidoro, Anno II), facendosi notare «par ses rigueurs, par ses emportements et par l’intempérance de son langage»]
vicino a Vadier e a Barère, firma innumerevoli mandati d'arresto;
[È lui che rivela alla Convenzione la pretesa cospirazione della prigione di Bicêtre che, dopo il voto della legge del 22 Pratile, conduce alla sbrigativa condanna di decine di sospetti; tra i condannati si trova Osselin, suo ex collega al "Comitato di sicurezza generale", che la sa lunga sulle pratiche di corruzione della polizia politica dell'anno II, tali e quali saranno descritte dallo storico Albert Mathiez e soprattutto da Arnaud de Lestapis; più precisamente, egli cerca in tutti i modi di far sparire i testimoni delle sue opinioni anti-democratiche all'inizio della Rivoluzione: come il libraio realista Levigneur che lo conosce molto bene e che sarà ghigliottinato nel 1794.]
1794, vicino ai Cordiglieri, prende parte al 9 Termidoro, giocando un ruolo importante nella messa fuori legge dei deputati robespierristi;
(12 Fruttidoro, Anno II), Lecointre lo denuncia come «complice de Robespierre», accusa senza seguito, avendolo messo fuori causa il rapporto di Merlin de Douai, depositato il 7 Nevoso seguente;
dopo il fallimento dell'insurrezione del 1° Pratile, Anno III, viene compreso tra gli accusati di Pratile, Anno III contro i membri dei comitati del periodo del Terrore;
ottobre (Brumaio, Anno IV), finora nascosto presso il libraio Maret, beneficia dell'amnistia generale;
[Dice a Joseph Fiévée: «Si vous me voyez à peu près libre quoique proscrit, aurait-il dit à Joseph Fiévée, c’est qu’ils n’ignorent pas que j’ai contre eux de terribles pièces à faire valoir.»]
1801, 23 febbraio, muore a Parigi, in difficoltà finanziarie.

Westermann, François Joseph [Le boucher de la Vendée - Il macellaio della Vandea] (Molsheim 5 settembre 1751 – Parigi 5 aprile 1794, ghigliottinato) militare francese;
1773, lascia il reggimento di cavalleria, dove finora ha servito, per entrare nella polizia;
1789, aderisce interamente alla Rivoluzione e la porta nel comune di Haguenau;
1792, 10 agosto, venuto a Parigi, prendee parte a questa giornata ed è uno dei primi a penetrare nel Palazzo delle Tuileries; nominato aiutante del generale, serve sotto Dumouriez nell'esercito del Nord;
1793, 4 maggio, arrestato dopo il tradimento di Dumouriez, viene ora liberato; 15 maggio, nominato generale di brigata, viene immediatamente mandato come comandante in capo dell'esercito delle coste de La Rochelle; 18 giugno, J.-P. Marat lo denuncia alla Convenzione Nazionale come agente di Dumouriez e per le sue estorsioni in Belgio, per sollevare i belgi contro l'esercito francese; in Vandea, tuttavia, il suo carattere implacabile lo fa diventare il terrore dei monarchici; 20 giugno, con 1200 uomini, prende d'attacco Parthenay, che è difesa dal marchese di Lescure con 6000 vandeani;
23 dicembre, partecipa alla "battaglia di Savenay"; dopo il rapporto inviato al "Comitato di salute pubblica" viene richiamato a Parigi;
3 aprile (14 Germinale, Anno II), viene portato dinanzi al Tribunale rivoluzionario;
[Di fronte ai giurati del Tribunale, chiede di essere messo a torso nudo, così da mostrare le ferite riportate in battaglia. «Sono sette ferite, tutte davanti», esclama, aggiungendo: «Solo una volta sono stato colpito alle spalle: con il mio atto d'accusa».]
1794, 5 aprile (16 Germinale, Anno II), viene condannato a morte e ghigliottinato lo stesso giorno dei seguaci di G.-J. Danton, del quale era amico;
[Il suo corpo viene sepolto nel vecchio Cimitero degli Errancis. Oggi ci sono vie che portano ancora il nome di questo generale, ricordato come "il macellaio della Vandea".]

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La rivoluzione industriale

«segue da 1750»
1751, piallatrice per ferro di Focq e tornio semplice di Vaucanson;
«segue 1752»

Krupp

1751, Helene Amalie che ha sposato a 19 anni Jodocus Krupp di 45, un droghiere di Essen già alle seconde nozze, dà al marito il sospirato figlio maschio; 
dopo la maternità ingrandisce il negozio, aggiungendo un reparto di macelleria, uno di vernici e uno di abbigliamento;
«segue 1757»

Stampa

«segue da 1750»
1751
Canada

Bartholomew Green di Boston fonda la prima stamperia (Halifax, Nuova Scozia).
«segue 1752»

Encyclopédie

«segue da 1750»
1751, le sottoscrizioni piovono da ogni parte 
luglio, esce il primo volume con il Discorso preliminare di d'Alembert, seguito a breve distanza dal secondo;
«segue 1752»

Almanacchi

«segue da 1743»
1751
Almanacco popolare:
- La Borlanda impasticciata;
Almanacco speciale o Annuario:
-
«segue 1756»

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