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Papa Pio VI
(1775-99)

1789, all'inizio della rivoluzione francese, si mantiene neutrale nonostante gli avvertimenti dell'attuale capo dell'Entità [oltre due secoli di vita] il card. G.B. Caprara;


Maurini

«segue da 1713»
1789, la congregazione viene sciolta allo scoppio della rivoluzione francese;
«segue 1792»

"giuseppinismo"
(o "giuseppismo")

«segue da 1785»
1789, autunno, il malcontento fiammingo sfocia nella rivoluzione antigiuseppina;
«segue 1800» 

1789, Alessandro Malaspina dà l'avvio, per conto del governo spagnolo, a una ambiziosa spedizione in America e in Oceania. Malaspina raccoglie una grande quantità di informazioni geodetiche, magnetiche e fisiche e del prezioso materiale mineralogico, botanico, zoologico ed etnografico.

«Nouvelles éphémerides économiques»

«segue da 1774»
1789, ricompare solo pochi mesi allo scoppio della rivoluzione.

«Journal des débats»

1789, 29 agosto, Gaultier de Biauzat, deputato del terzo stato, fonda questo quotidiano francese, organo di informazione sui dibattiti della costituente;
dopo il 18 brumaio, passa in proprietà dei fratelli Bertin e diventa governativo;
«segue 1805»

 

ANNO 1789


Termina l'orientamento culturale, manifestatosi in Europa nel 1688, noto come ILLUMINISMO

[Quello che la Rivoluzione francese fa in materia di libertà religiosa costituisce un fenomeno unico nella Storia. Questa non ci ha mostrato fin qui e non ci mostrerà anche in seguito se non eccessi di intolleranza, perpetrati in nome delle credenze più diverse, è vero, ma pur sempre di credenze positive; la Rivoluzione farà invece vedere in opera per la prima ed unica volta la intolleranza della miscredenza o della negazione.
Ma la diversità fra i due fenomeni è forse, chi ben guardi, più di forma che non di sostanza; poiché – come osserverà D'Alembert: "l'incredulité est une espèce de foi pour la plus part des impies".
[Francesco Ruffini, La libertà religiosa, F.lli Bocca, Torino 1901.]


 




1789
Unione Elvetica
Confederazione dei tredici cantoni elvetici:

CATTOLICI
- Uri (1291),
- Schwyz (1291),
- Unterwalden (1291),
- Lucerna (1332),
- Zug (1353),
- Glarus (1353) [in parte],
- Friburgo (1481),
- Soletta (1481).

PROTESTANTI
- Zurigo (1351),
- Berna (1353),
- Glarus (1353) [in parte],
- Basilea (1501),
- Sciaffusa (1501),
- Appenzell (1513).

1789
Gennaio
-


AUSTRIA - BOEMIA e UNGHERIA

Giuseppe II (Schönbrunn 1741 - Schönbrunn 1790)
primogenito di Francesco Stefano di Lorena (Francesco I) e di Maria Teresa d'Austria;
1764-90, re dei romani;
1765-90, imperatore del Sacro Romano Impero;
1780-90, re di Boemia e d'Ungheria;
il conte A.W. von Kaunitz-Rietberg, dal 1753 al servizio dell'Austria, continua a dirigerne la politica estera;
1788-91, guerra contro la Turchia; alleanza con Caterina di Russia;
1789
autunno, il malcontento fiammingo sfocia nella rivoluzione antigiuseppina;


Albero genealogico
 
POLONIA
Stanislao II Augusto (Voucyn, 17 gen 1732 – San Pietroburgo, 12 feb 1798)
figlio di Stanislaw Poniatowski e di ?;
1764-95, re di Polonia;
fatto eleggere, con l'appoggio prussiano e russo, dai Czartoryski;
1789
dopo la spartizione (1771), introduce una serie di riforme; si riunisce la grande dieta;


Albero genealogico
 
 

BAVIERA

Karl IV Theodor (Schloss Drogenbusch/Uccle 1724 - Munich 1799)
figlio del pfgf Johann Christian Joseph von Sulzbach e di Marie Anne Henriette de La Tour-d'Auvergne marchesa di Bergen-op-Zoom;
Kfst von der Pfalz (1742-99)
[Palatinato Renano (o Inferiore)]
1777-99, elettore di Baviera;
1789
-


Albero genealogico
PRUSSIA

Federico Guglielmo II (Berlino 1744-97)
figlio del principe Augusto Guglielmo (fratello di Federico II) e di Luisa di Brunswick-Wolfenbüttel;
1786-97, re di Prussia;
1789
-


Albero genealogico
 
SASSONIA

Federico Augusto III [il Giusto] (Dresda 1750-1827)
figlio del pr. elett. Federico Cristiano e di Antonietta di Baviera;
1763-1806, principe elettore di Sassonia;
1789
cerca di mantenersi neutrale nei conflitti tra Austria e Prussia;
1806-27, re di Sassonia (Federico Augusto I);


Albero genealogico
 
 



1789
IMPERO OTTOMANO

Abdul Hamid I

Albero genealogico

(1725-1789)
figlio di Ahmed III e di Rabia Semi, nonché fratello di Mustafà III;
1774-89, XXVII sultano;
1789
guerra russo-turca (1787-92)
Aprile
7
, muore mentre la guerra è ancora in corso.

Selim III

Albero genealogico

(1761-1808)
figlio di Mustafà III;
1789-1807, XXVIII sultano;

1789
guerra russo-turca (1787-92)





1789
RUSSIA
Caterina II [la Grande]
Albero genealogico

(Stettino 1729 - Pietroburgo 1796)
(Sofia Federica Amalia) figlia del principe Cristiano Augusto di Anhalt-Zerbst, generale prussiano, e della principessa Giovanna Elisabetta di Holstein-Gottorp;
1762-96, imperatrice di Russia;
-


Ministro degli Esteri
-

1789
1787-91, campagne militari contro la Turchia, sempre per la realizzazione del "progetto greco";

1785-1791, lo sceicco Mansur conduce la guerra di resistenza alla colonizzazione del Caucaso iniziata da Caterina II.







1789
REGNO di FRANCIA
Louis XVI

figlio del delfino Luigi e di Maria Giuseppina di Sassonia;
1770, sposa Maria Antonietta d'Austria;
1774-92, re di Francia;

Rivoluzione francese
(1789-93)


   
Stati Generali
[5 mag-27 giu]
Assemblea Nazionale Costituente
[27 giu - 30 set 1791]
Principal ministre d'État

J. Necker
(1788 26 ago - 11 lug 1789)

-

L.-A. Le Tonnellier
barone di Breteuil
(11-16 lug)

 
J. Necker
(1789 16 lug - 3 set 1790)
Cancelliere
R.-N. de Maupeou
(1768 16 set - 1° lug 1790)
 
R.-N. de Maupeou
(1768 16 set - 1° lug 1790)
Guardasigilli
Ch.-L.-F. de Paule de Barentin
(1788 17 set - 3 ago 1789)
 
J.-M. Champion de Cicé
(4 ago - 21 nov 1790)
Sovrintendente
delle Finanze

J. Necker
(1788 26 ago - 11 lug 1789)

-

L.-A. Le Tonnellier
barone di Breteuil
(11-13 lug)

J.-F. Foullon signore di Doué
(13-16 lug)

 
J. Necker
(16 lug - 4 set 1790)
Segretario di stato
agli Affari Esteri
conte A.-M.
di Montmorin Saint-Hérem

(1787 14 feb - 13 lug 1789)
 
conte A.-M.
di Montmorin Saint-Hérem

(16 lug - 29 nov 1791)
Segretario di stato alla Guerra
Louis Pierre de Chastenet
conte di Puységur
(1788 30 nov - 13 lug 1789)
Victor-François de Broglie
(13 - 16 lug)
 
Jean-Frédéric de la Tour du Pin-Gouvernet
(4 ago - 16 nov 1790)
 

Rivoluzione francese
(1789-93)

La Francia ha 27 milioni di abitanti, tutti in attesa degli Stati generali.
[Lo stesso anno, avendo l'esclusiva del commercio con le sue colonie, il paese importa per 218 Mni di franchi di prodotti dalle Isole, essenzialmente zucchero e caffè.; ne consuma 71 Mni, il resto viene riesportato.
[In particolare lo zucchero, acquistato 10 soldi la libbra, viene rivenduto il doppio assicurando un utile di 15 Mni di franchi agli industriali operanti nelle tredici città di Francia.]
La bilancia commerciale francese è in eccedenza solo grazie alle colonie. Su 357.601.000 franchi d'esportazioni, i prodotti delle colonie figurano per 163.691.000 franchi, per la maggior parte provenienti dalle isole d'America.
Senza le colonie, il deficit della bilancia commerciale francese sarebbe di 150 Mni di franchi.
Ciò dimostra l'importanza delle colonie d'America per l'economia francese e la rete d'influenza di cui dispongono in Francia i grandi piantatori. A Parigi gli interessi di numerosi armatori, industriali e commercianti sono legti all'economia delle colonie d'America.
La rovina del commercio coloniale, riguarderebbe più di 4 milioni di individui.
Gli "Amici dei Neri" devono quindi affrontare un gruppo di pressione molto potente.]

1789
Gennaio
L'inverno è crudele. La raccolta di cereali dell'anno precedente è stata severamente compromessa dalle tempeste dell'estate.
Durante i primi mesi dell'anno in corso il freddo infierisce con un rigore inaudito. Una gelata, simile a quella che si fa sentire nell'estremo Nord dell'Europa, indurisce il terreno a una grande profondità. Per due mesi tutta la Francia scompare sotto una coltre spessa di neve come nelle steppe della Siberia.
Il prezzo del pane va alle stelle. Da un anno all'altro il rialzo dei prezzi medi annuali supera il 50%. Nelle città regna la disoccupazione. A Parigi i rigori dell'inverno attirano una moltitudine di braccianti affamati che cercano un mezzo di sussistenza.
L'industria tessile subisce la concorrenza inglese dopo il trattato franco-inglese del 1786. Si contano 20.000 disoccupati a Lione. L'industria delle costruzioni ristagna.

24, viene emanato il Regolamento generale delle elezioni;
[Secondo il regolamento tutti i nobili domiciliati nel bailato sono elettori. Anche le donne nobili, proprietarie di feudi, possono votare dando procura a un elettore nobile.]

28, in tutte le chiese di Francia vengono lette le lettere di convocazione;
un fiorire di brochure, saggi e pamphlet ricopre il paese:
- Aix, il conte di Mirabeau lancia «La Nation provençale»;
- Arras, M. Robespierre redige il suo Appel à la Nation artésienne;
- Parigi, l'avv. Target, tra gli altri, pubblica le sue Lettres aux États généraux;
ovunque si legge il pamphlet di E.-J. Sieyès: Qu'est ce-que le Tiers État?;
a detta di qualcuno sembra che tutti i parigini siano diventati di colpo degli autori politici;
molti preparano le loro candidature agli Stati generali:
. marchese di La Fayette a Riom;
. L.A. La Rochefoucauld d'Enville a Parigi;
. duca di Liancourt a Rouen;

Febbraio
-
,

Marzo
-
,

Aprile
2
, muore il marchese di Mirabeau, l'uomo capace di conciliare la rivoluzione con la monarchia;
13, Parigi, problemi sorti per l'importanza della popolazione, la difficoltà di suddivisione in seggi e la necessità di uno scrutinio a due turni, costringono l'adozione tardiva di un particolare regolamento elettorale;
[Il regolamento aveva sollevato infatti un vivo malcontento nella capitale. Vi erano state introdotte come condizioni per essere eletti sia il possesso di un ufficio o di un grado, sia il pagamento di un'imposta diretta (la capitation) di 6 franchi – somma relativamente forte per l'epoca. Non si contavano così che 50.000 elettori per circa 600.000 abitanti. I parigini avevano avvertito questa discriminazione.]
intanto le misure prese da J. Necker per approvvigionare Parigi non hanno impedito il rialzo delle derrate;
[Il pane di quattro franchi, che aveva raggiunto 15 soldi in febbraio, si mantiene al di sopra della tariffa fissata a 14 soldi. I salari degli operai e dei lavoratori dipendenti oscillano per la maggior parte tra 15 e 20 soldi al giorno, al meglio 2 franchi.
Le Opere di carità non possono dare lavoro alla massa immensa di disoccupati.]
A causa della miseria scoppiano delle sommosse; la più grave,
a fine aprile, nel quartiere Saint-Antoine, finisce col saccheggio di Révillon, che fabbrica carta da parati, e di Henriot, salnitraio del re; i titolari sono accusati di aver detto, durante un'assemblea del Terzo stato, che un operaio può vivere con 15 soldi al giorno.
Vi si contano almeno venticinque morti e trecento feriti.


Maggio
5, con la solenne apertura degli Stati Generali si apre anche il conflitto tra gli ordini;
il Terzo Stato reclama la verifica dei poteri in comune, ciò che implica il voto per testa e non per ordine: il clero e la nobiltà si rifiutano;

Terzo Stato
[deputati n. 648]
- più della metà sono uomini di legge,
- 278 hanno un incarico governativo,
- 166 sono liberi professionisti,
- 85 sono commercianti e uomini di affari,
- 67 vivono di rendita, o amministrano le loro proprietà di solito terriere,
- 31 esercitano professioni varie, per lo più quella del medico»
[R.R. Palmer, L'era delle rivoluzioni democratiche, Milano, Rizzoli 1971, p. 621]

«Nella Francia del XVIII secolo, gli officiers, gli intellettuali e i liberi professionisti (per lo più avvocati e medici) non costituiscono certo delle categorie sociali in ascesa. Essi sono in declino e guardano con crescente irritazione l'ascesa della borghesia e il suo progressivo inserimento nelle alte sfere della gerarchia sociale […] si mette così in moto un processo che, nell'arco di una generazione "proletarizzerà" i gruppi posti al confine fra il top della gerarchia sociale – nobiltà, alto clero, ricca borghesia – e la base costituita dalla massa dei contadini, degli artigiani e degli operai. Questi "gruppi di confine", chiamiamoli così, si sentono minacciati da un vero e proprio declassamento, e ciò li esaspera e li rende sempre meno legati alle istituzioni dell'Ancien régime e alla Corona, la quale nulla fa per soddisfare le loro elevate aspettative e che assiste inerte alla loro progressiva proletarizzazione. In una tale situazione l'alleanza fra gli officiers, i liberi professionisti e gli intellettuali contro la nobiltà, il clero e la prospera neo-borghesia capitalistica è pressoché automatica. La comune insoddisfazione per l'ordine esistente che non offre loro possibilità future all'altezza delle loro ambizioni li unisce e li porta su posizioni politiche sempre più radicali e contestatarie. E sono essi, quando l'Ancien régime crolla a causa dell'ammutinamento popolare il 14 luglio, che spingono le masse contadine e operaie verso soluzioni estreme per cercare di trasformare la crisi nella "loro" rivoluzione.
Questa interpretazione della Rivoluzione francese è avanzata per la prima volta da Edmund Burke. Dopo di lui conte di Saint-Simon, Tocqueville e J. Michelet sottolineeranno il ruolo centrale nella Rivoluzione francese di quelli che, in mancanza di meglio, ho chiamato "gruppi di confine". Ma sarà soprattutto Alfred Cobban [Old Regime and Revolution, 1967] che sosterrà questa tesi…»
[Luciano Pellicani, Dinamica delle rivoluzioni, SugarCo Edizioni Srl, Milano 1874]

 


Giugno
12
, il Terzo Stato intraprende l'appello generale di tutti i deputati; il blocco dei deputati comincia ora a disgregarsi;
13, tre curati rispondono alla chiamata del loro cognome;
17, su proposta di E.-J. Sieyès si proclama l'Assemblea nazionale; Louis XVI fa chiudere la sala del palazzo dei Menus-Plaisirs che dovrebbe ospitare i deputati;
20, i deputati occupano allora la sala della pallacorda (Jeu de Paume) e sotto la presidenza di J.-S. Bailly e su proposta di J.-J. Mounier, giurano di non sciogliere l'assemblea finché il regno non avrà una costituzione;
23, Louis XVI tiene una seduta regia degli Stati Generali per dettarvi le proprie volontà; nel suo programma egli acconsente all'uguaglianza fiscale, ma mantiene espressamente "le decime, le rendite e i diritti feudali e signorili" cioè le basi dell'Ancien régime;
27, gli Stati Generali si trasformano in Assemblea nazionale costituente;

Da questo mese i piantatori delle colonie, per difendere i propri interessi, ritengono necessario avere una rappresentanza diretta agli Stati generali. Ecco quindi che dei deputati eletti dai coloni di Santo Domingo residenti a Parigi chiedono di esservi ammessi.
È l'occasione per gli "Amici dei Neri" di intervenire.


Luglio
9
, l'Assemblea nazionale si proclama Assemblea costituente; il re allora ricorre all'esercito e per il popolo questo significa la resistenza degli aristocratici al rinnovamento;
alla vigilia del raccolto del grano, crisi economica e mobilitazione ideologica si uniscono nell'animo popolare in una miscela esplosiva; 
Versailles, sorge il "club Breton", associazione privata di deputati del Terzo Stato, in maggioranza bretoni, che si riuniscono sotto la presidenza di J.-R. Le Chapelier per concordare l'atteggiamento da tenere e le decisioni da prendere all'assemblea costituente;
12, si diffonde a Parigi la notizia dell'esonero di J. Necker, ritenuto un ministro riformatore: ha un effetto bomba;
13
, l'Assemblea nazionale approva la costituzione a Parigi di una "milizia parigina" (trattasi in realtà di una milizia borghese) per difendersi da un temuto colpo di stato della monarchia, ma anche per salvaguardare la proprietà ed impedire ogni tentativo autonomamente rivoluzionario da parte dei ceti più bassi;
14, dopo aver depredato l'armeria degli Invalidi, la folla parigina si reca alla Bastiglia, la fortezza alta trenta metri dove sono rinchiusi i prigionieri di stato, e se ne impadronisce dopo un furioso assalto;
15, la milizia borghese assume il nome di "guardia nazionale";
J.-S. Bailly è nominato presidente della Costituente e sindaco di Parigi (1789 15 lug-12 nov 1791);
17, Louis XVI è costretto a richiamare J. Necker e a riconoscere la legittimità del comune insurrezionale formatosi a Parigi;
20, correnti di panico cominciano a percorrere quasi tutta la Francia; la "grande paura" suscita una reazione difensiva che si trasforma ben presto in volontà punitiva; abbandonando la caccia a briganti immaginari i contadini attaccano i castelli e distruggono gli archivi in cui sono conservati i titoli e i registri dei diritti signorili; il Terzo stato esita, finalmente viene trovata una soluzione di compromesso con la nobiltà liberale; i disordini si protraggono fino al giorno 6 agosto;

Agosto

4,  nella memorabile seduta della notte, il visconte di Noailles propone che i diritti feudali siano dichiarati riscattabili; il duca d'Aiguillon precisa che questi diritti sono una "proprietà" e poiché "ogni proprietà è sacra" non si può chiederne la soppressione pura e semplice senza "una giusta indennità"; salvaguardata così la parte essenziale dei loro interessi, i deputati si lasciano prendere dall'entusiasmo: vengono aboliti tutti i privilegi degli individui e degli ordini, come pure quelli delle province e delle città; circa i diritti feudali però i contadini non sono d'accordo; i decreti di applicazione del 5 e 11 del mese dimostrano i sacrifici dell'aristocrazia più apparenti che reali: la feudalità viene abolita nella sua forma istituzionale e giuridica, ma rimane nella sua realtà economica, come prelievo sul prodotto dei contadini;
9, alla richiesta di J. Necker l'assemblea decreta un prestito di 30 Mni di franchi ma abbassa il tasso d'interesse dal 5 al 4,5%, deludendo così l'attesa dei capitalisti. Il prestito si rivela un fallimento.
23, la domanda rivolta all'Assemblea costitutente da J.-P. Rabaut-Saint-Étienne, deputato di Nîmes, che sia esplicitamente concesso l'esercizio pubblico del culto protestante, viene respinta a grande maggioranza. Resta quindi alla religione cattolica la qualità di "culto dominante" e ai dissidenti non spetta se non quella di culti tollerati, assumendo qui la parola "tolleranza" il senso ristrettissimo di esercizio puramente privato o individuale della religione.
Contro questi termini "culto dominante" e "tolleranza", si scaglia il conte di Mirabeau:
"Je ne viens pas prêcher la tolérance; la liberté la plus illimitée de religion est à mes yeux un droit si sacré, que le mot tolérance, qui voudrait l'exprimer, me parait en quelque sorte tyrannique lui même, puisque l'autorité qui tolère, pourrait ne pas tolérer".
E più oltre:
"Dominant, je n'entends pas ce mot, et j'ai besoin qu'on me le définisse.
Est-ce un culte oppresseur que l'on veut dire? Mais vous avez banni ce mot, et des hommes qui ont assuré le droit de liberté ne revendiqueront pas celui d'oppression.
Est-ce le culte du prince que l'on veut dire? Mais le prince n'a pas le droit de dominer sur les consciences ni de régler les opinions.
Est-ce le culte du plus grand nombre? Mais le culte est un opinion; tel ou tel culte est le résultat de telle ou telle opinion. Or, les opinions ne se forment pas par le résultat des suffrages; votre pensée est à vous, elle est indépendente, vous ne pouvez pas l'engager!
".
Ma non gli resta che esprimere il suo dolore nel vedere che l'Assemblea nazionale invece di soffocare il germe dell'intolleranza, la colloca quasi in riserva, in una dichiarazione dei diritti dell'uomo".
Nella stessa seduta appare subito come sia profondamente radicata l'intransigenza cattolica allorché il conte di Clermont-Tonnerre propone che i protestanti e gli ebrei siano dichiarati idonei a qualunque carica pubblica. A grande stento l'Assemblea consente che per primi siano tolte le restrizioni poste dall'Editto del 1787 ma quanto agli ebrei, ad onta dell'appoggio dato alla loro causa dal conte di Mirabeau, essa dichiara di non volere nulla innovare.
[Gli ebrei non saranno equiparati agli altri cittadini nel godimento di tutti i diritti civili e politici se non implicitamente, con la Costituzione del settembre 1791, ed esplicitamente con il Decreto 28 settembre 1791.]
Francesco Ruffini, La libertà religiosa, F.lli Bocca, Torino 1901.]

26, viene enunciata la "Dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino" che pone le basi della nuova società:
- uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge;
- libertà di pensiero e di espressione;
- sicurezza della persona e della proprietà
[All'art. 10 l'Assemblea costitutente ha già scritto queste magnifiche parole: "Nul ne doit être inquiété pour ses opinions, même religieuses pourvu que leur manifestation ne trouble pas l'ordre public établi par la loi".
Ma esse sono ben lontane dall'avere nella mente del legislatore francese la portata di quelle dichiarazioni dei diritti americani che gli sono servite da modello. Colà si mirava soprattutto alla libertà di culto, qui non si considera se non la libertà di coscienza individuale.]
27, alla nuova richiesta di J. Necker l'assemblea decreta un prestito di 80 Mni di franchi al 5% ma è un nuovo fallimento;
29, la Costituente decreta la libertà del commercio dei grani, salvo all'esportazione;

Per sostenere la loro causa, i coloni costituiscono la "Società corrispondente dei coloni francesi" con sede all'Hôtel Massiac, in piazza della Vittoria.
Il "Comitato Massiac", di cui fanno parte piantatori, deputati monarchici, come P.-V. Malouet, patrioti come i f.lli Lameth e A.-P. Barnave, finanzieri e armatori aventi degli interessi nelle isole d'America, è dotato di importanti mezzi finanziari e anima una potente lobby coloniale a Parigi che conduce una violenta campagna contro gli "Amici dei Neri".
Esso trova un potente relais alla sua azione nel "Comitato dei deputati straordinari delle manifatture e del commercio", organizzato dalle Camere di commercio dei porti, che difendono il sistema coloniale e la tratta dei Neri.
Esso agisce su tutti i fronti:
- distribuisce nelle Isole delle casse di manifestini di propaganda sugli avvenimenti in Francia;
- ottiene dagli armatori che non si lasci imbarcare con destinazione le Isole alcun Nero o mulatto, onde evitare il contagio delle idee rivoluzionarie;
- riceve i delegati dei mulatti, Raymond (è il principale rappresentate della gente di colore a Parigi), Ogé e il loro avv. Joly, e respinge le loro istanze;
- all'Assemblea tenta in tutti i modi di bloccare il loro accesso al diritto di cittadinanza;
[Ogé (1750-1790), mulatto, viene inviato in Francia nel 1789 per reclamare i diritti politici degli uomini di colore; di ritorno a Santo Domingo per far applicare i decreti del marzo 1789; non potendo ottenerli, provoca un'insurrezione e viene giustiziato.]

Settembre
10
, l'assemblea rigetta la creazione di una seconda Camera;
11, nel dibattito sull'organizzazione dei poteri costituzionali, l'apparente unanimità in seno all'assemblea mostra le prime crepe; la concessione al re di un veto puramente sospensivo sulla legislazione è approvato con una maggioranza  esigua (574 voti contro 325) che dimostra la riluttanza ad ogni concessione al potere monarchico conservatore;

Parigi, lo stesso mese, si svolgono delle nuove elezioni per sostituire la municipalità, eletta dopo il 14 luglio, incapace di far fronte alle difficoltà crescenti della città.
[Tra i 180 membri che la compongono, figurano accademici come La Harpe e Dussaulx, eruditi come Périer-Thouin, Quatremère de Quincy, scrittori come P.-A. Caron de Beaumarchais e J.-P. Brissot, avvocati come Joly e Lacretelle, tutti vicini a N. de Condorcet.]
18, il quartiere di Saint-Germain-des-Prés elegge iN. de Condorcet alla nuova assemblea della Comune;
[Entra all'Hôtel de Ville assieme al chimico A.-L. Lavoisier, al direttore dell'Osservatorio C.-F. Cassini e al suo vecchio amico Suard.
La base elettorale è stata allargata ma elettori sono solo i cittadini che pagano un'imposta personale e diretta, cioè il 20% della popolazione parigina.]
I nuovi eletti trovano la situazione molto critica.
[Il raccolto del 1789 è stato buono, ma fittavoli e proprietari, in questo momento torbido, sono restii a vendere il loro raccolto. I grani arrivano in modo irregolare e il frumento è caro. A Parigi il pane costa 4 soldi la libbra. Le Opere di carità di Montmartre, che raggruppano 10.000 disoccupati, vengono chiuse, con una grande profusione di precauzioni militari, dal marchese di La Fayette.
Il re richiama a Versailles il reggimento delle Fiandre. La Guardia nazionale si irrita, i patrioti s'inquietano. Parigi si sente minacciata come in luglio.]
23, N. de Condorcet e altri tre commissari della Comune, sono scelti per fare rapporto sui movimenti di truppe verso la capitale;
24, la Costituente riconosce pienamente la qualità di cittadino ai protestanti;
30, N. de Condorcet fa parte di una delegazione che si reca all'Assemblea nazionale per conferire sulle misure da prendere;

Ottobre
, Versailles, il banchetto offerto agli ufficiali del reggimento delle Fiandre crea grande scandalo;
5-6, una folla composta principalmente di donne, esasperate dal carovita, marcia da Parigi a Versailles, invade gli appartamenti reali e costringe la corte a trasferirsi nel palazzo parigino delle Tuilleries; questo nuovo intervento delle masse unito ad una stampa politica dai toni accesi e declamatori («L'Ami du peuple» di J.-P. Marat e «Les Révolutions de France et de Brabant» di C. Des Moulins) spinge da un lato in posizioni più radicali il terzo stato mentre irrigidisce l'atteggiamento della corte e dell'aristocrazia; i margini per un compromesso, come quello vagheggiato dal marchese di La Fayette di creare una monarchia costituzionale all'inglese, sono risicati;
lo stesso mese, quando la corte è costretta a tornare nella capitale, il "club Breton" si trasferisce a Parigi dove assume il nome ufficiale di "Club/Società degli amici della costituzione";
mentre l'Assemblea fissa la propria sede a Parigi, al Manège,
questa società, con i propri membri in numero crescente, fissa la propria nel refettorio del convento dei frati domenicani, detti Jacobins, in rue Saint-Honoré, divenendo quindi nota a tutti come come "Club dei giacobini";
questa società raggruppa la maggior parte dei leaders politici del partito patriottico e:
- personalità scientifiche come:
. Cabanis,
. Thouin, botanico;
- artisti:
. David;
- avvocati;
- giornalisti:
. C. Desmoulins,
. A.-J. Gorsas;
- uomini di lettere:
. Laclos,
. Chamfort,
e crea nelle principali città delle altre società satelliti.
Per la qualità dei suoi membri, l'importanza dei suoi dibattiti e delle sue sedi in provincia, diventa un gruppo politicio importante. L'influenza al suo interno del triumvirato:
. A.-J.-F. Duport,
. A. Lameth,
. A.-P. Barnave,
è molto forte:
N. de Condorcet è tra i primi aderenti e vi conta numerosi amici.
[Fino alla crisi dell'estate 1791 sarà un club monarchico-costituzionale, chiuso alle forze genuinamente popolari (assai alta è la tassa d'iscrizione) i cui scopi sono:
- la discussione di progetti di legge da sottoporre all'assemblea,
- l'opera di propaganda per le leggi già emanate,
- la sorveglianza sul lealismo rivoluzionario dei funzionari pubblici;
ben presto la società si estenderà alla provincia, avviluppando l'intera Francia in una rete di club locali strettamente controllati dalla capitale.]
6, l'assemblea vota la "contribuzione patriottica";
[Come ultima alternativa J. Necker ha chiesto questa contribuzione di un ammontare pari al quarto del reddito e al quarantesimo delle stoviglie preziose e del denaro contante di ciascuno. In un discorso superbo, evocando lo spettro della bancarotta, il conte di Mirabeau riesce a strappare il voto all'assemblea. Il risultato, tuttavia, si rivelerà mediocre.]
13, N. de Condorcet è incaricato con tre dei suoi colleghi a redigere il progetto di regolamento interno dell'assemblea municipale; ma è soprattutto ai parigini che la municipalità intende rivolgersi; bisogna calmare gli spiriti e prevenire nuovi disordini; J.-P. Brissot redige un progetto corretto, assieme a lui, da P.-L. de Lacretelle, Vigée e N. de Condorcet;
14, il manifesto che compare su tutti i muri della città invita il ritorno alla calma, denuncia le sommosse, esorta alla pace civile che riporterà a Parigi provinciali e stranieri e che farà rinascere la prosperità;
nel frattempo N. de Condorcet s'impegna a fondo nella grande battaglia politica sul "decreto del marco d'argento";
[Il Comitato di Costituzione ha proposto che solamente coloro che pagano un contributo pari al valore di un marco d'argento, cioè 50 franchi d'imposta, possano essere eleggibili all'Assemblea nazionale; significa alzare l'asticella;
mentre B. Barère de Vieuzac denuncia "l'aristocrazia dei ricchi", il conte di Mirabeau, ricordandosi dei tempi difficili, proclama che bisognerebbe "sostituire la fiducia al marco d'argento";
29, ciò nonostante la maggioranza vota il decreto e pure l'emendamento conservatore che esige che "l'eleggibile abbia inoltre una proprietà fondiaria qualunque";
a questo punto borghesi di modesta ricchezza, membri delle professioni liberali, scrittori, tutti si sentono esclusi;
C. Desmoulins esplode e per far capire l'assurdità di questo decreto afferma che è sufficiente dire che J.-J. Rousseau, Corneille e Maply non sarebbero eleggibili!

Novembre
2
, su proposta del vescovo di Autun, Ch.-M. de Talleyrand, dopo un lungo dibattito l'Assemblea decreta – per 568 voti contro 346 e 40 astenuti – che i beni della chiesa siano messi a disposizione della nazione;
[Il realizzo di questa massa enorme, valutata diversi miliardi di franchi, dovrebbe permettere allo Stato di rimborsare i suoi creditori senza aumentare le imposte. L'abate J.S. Maury, il più popolare degli oratori del partito aristocratico, denuncia coloro che vogliono impossessarsi dei beni del clero, specie gli aggiotatori, gli stranieri e gli ebrei.]
3, N. de Condorcet viene eletto alla presidenza della municipalità di Parigi;
7, con un decreto l'Assemblea nazionale vieta ai deputati di diventare ministri, evidentemente per impedire al conte di Mirabeau l'accesso al potere; in compenso approva la soppressione della nobiltà ereditaria e dei titoli di nobiltà, deliberati dai Costituenti il 19 giugno 1790;

Ora si hanno le terre ma non si ha il denaro. La loro brutale messa in vendita sul mercato causerebbe la caduta dei prezzi.

Intanto N. de Condorcet nutre nientemeno che il progetto di creare un altro tipo di club, più vicino ad un centro di riflessione che di azione, più un'accademia di buoni spiriti che una associazione di militanti, e trova degli adepti tra i quali E.-J. Sieyès.

18, il duca L.A. La Rochefoucauld d'Enville propone di abolire tutte le gerarchie all'interno dell'Accademia; accolto il principio, viene nominata una commissione, alla quale appartiene anche N. de Condorcet, per preparare il nuovo regolamento;
[Purtroppo, ci vorrano sei mesi per redigere il testo e ventiquattro udienze per discuterne…]

Dicembre
3
, N. de Condorcet è nominato membro del "Comitato dei 24" incaricato di redigere il progetto di statuto municipale che deve essere sottoposto all'Assemblea nazionale;
4, N. de Condorcet è nominato alla presidenza di questo comitato;
[Il credito del N. de Condorcet è al massimo ma conta ben poco rispetto alla gloria che circonda il marchese di La Fayette o il prestigio di cui gode J.-S. Bailly, e ciò che viene dibattuto all'Hôtel de Ville e di poca importanza rispetto a ciò che si sta decidendo alla Costituente.]
12, N. de Condorcet fa abrogare dal Comitato del piano della municipalità che egli presiede il "decreto del marco d'argento";
13, mentre la Costituente ha finito i suoi lavori sulla divisione del Regno in dipartimenti, il sindaco di Parigi riunisce presso di sé i membri del Comitato e i deputati di Parigi;
14, il Comitato raccomanda che Parigi segua la sorte comune e sia il capoluogo di un dipartimento ordinario;
[Ciò significa fare di Parigi il centro amministrativo di un territorio di 18 leghe di raggio e accrescere ancora la sua potenza.]
l'assemblea municipale si esprime nello stesso senso; la maggioranza dei distretti consultati si dichiara favorevole;
15, sul «Journal de Paris», organo moderato diretto da Suard, appare un articolo del N. de Condorcet, nel quale si legge la speranza che l'Assemblea nazionale abolisca del tutto la tratta degli schiavi: ciò infiamma il partito dei coloni;
19-21, per far fronte ai bisogni della Tesoreria e rimborsare la Cassa di Sconto che avanza 170 Mni di franchi, si decide di vendere per 400 Mni dei beni della Chiesa, ai quali l'Assemblea aggiunge il demanio reale ad esclusione delle foreste. Simultaneamente è deliberata l'emissione di buoni del tesoro fruttiferi al 5%, detti "assignat" (assegnati), il cui rimborso deve essere garantito dai beni incamerati;
in teoria chi riceve gli assignat può comprare dallo Stato gli immobili appartenuti alla Chiesa o ai profughi politici e restituire quindi allo Stato il denaro emesso; la realtà è però diversa: la maggior parte delle persone che ricevono gli assignat  non intendono infatti acquistare proprietà immobiliari, ma invece generi alimentari, materie prime per la loro attività o prodotti per l'artigianato; il denaro quindi non torna all'origine, ma continua a circolare facendo salire il prezzo delle merci e consolidando una generale diffidenza verso la carta moneta; 
molti commercianti esperti invece comprano a prezzi irrisori i beni ecclesiastici in vendita (o meglio in svendita, rappresentando un onere per lo Stato per le spese di manutenzione ecc.) e vendono a prezzi alti la merce;
[questo sistema creditizio servirà comunque allo Stato ad armare l'esercito e mandarlo in guerra ben equipaggiato].
23, all'Assemblea un dibattito oppone i favorevoli e i contrari all'ammissione degli ebrei al diritto di cittadinanza;
- favorevoli:
. abate B.H. Grégoire, il più ardente difensore degi ebrei,
. conte di Clermont-Tonnerre, uno dei capi della destra monarchica,
. Du Port, uno dei leaders del partito patriottico,
. conte di Mirabeau,
. M. Robespierre;
- contrari:
. abate J.S. Maury, del partito dei "Neri",
. Reubell, ardente giacobino,
. principe di Broglie, deputato di Colmar,
. La Farre, vescovo di Nancy.
La mozione di Du Port, favorevole all'uguaglianza dei diritti degli abrei, viene respinta per 408 voti contro 403; poiché l'Assemblea rifiuta di pronunciarsi sulla sorte degli ebrei, questi ricorrono di nuovo all'Assemblea nazionale.
24, N. de Condorcet è incaricato di redigere il volere di Parigi alla Costituente;
28, la memoria è presentata alla Costituente ma il parere dei deputati è già scontato: Parigi sarà circondata solo da un minuscolo dipartimento.
Lo stesso giorno, il «Journal de Paris» pubblica una lettera di Mosneron de l'Aunay, deputato del commercio di Nantes, al N. de Condorcet; citando l'articolo scritto da quest'ultimo il 15 dicembre, egli mette l'accento sugli interessi del commercio francese e richiama al patriottismo dicendo che gli "Amici dei Neri" devono essere gli amici dei Bianchi, ecc.;
mentre N. de Condorcet si rifiuta di rispondergli, lo fa J.-P. Brissot su «Le Patriote français»;
intanto l'odio si fa intenso al punto che A. Dillon in una discussione afferma che ucciderà il marchese con le sue stesse mani…
presa tra i principi e gli interessi in gioco l'Assemblea esita, tergiversa; nelle Isole si sviluppano delle agitazioni, gli schiavi si ribellano;

 

 




1789
FRANCIA
Louis Philippe II Juseph d'Orléans [Philippe Égalité]
Albero genealogico

(1747-Parigi 1793, ghigliottinato)
figlio di Louis Philippe I, duca d’Orléans, e di Louise Henriette de Conti;
1769, sposa Louise Marie Adélaïde de Bourbon-Penthièvre (1753-1821). [div. 1792/3]
duca d’Orléans (1785-93)





Luigi Filippo d'Orléans
Albero genealogico

(Parigi 1773 - Claremont, Londra 1850)
primogenito di Luigi Filippo Giuseppe duca di Orléans e di Luisa Maria Adelaide di Borbone Penthièvre;
1785-93, duca di Chartres;


1793-1830, duca di Orléans;
1807-30, duca di Montpensier;
1830-48, re dei francesi;


Louis-Stanislas-Xavier
Albero genealogico

(Versailles 1755-Parigi 1824)
fratello minore di Louis XVI;
1755-1795, conte di Provenza;


1814-24, re di Francia (Louis XVIII);

 
Carlo Filippo Albero genealogico

(Versailles 1757-Gorizia 1836)
fratello minore di Louis XVIe di Louis XVIII;
1757-1824, conte d'Artois;
1773, sposa Maria Teresa di Savoia, altra figlia del re di Sardegna Vittorio Amedeo III;
1789
Luglio
17
, ripara subito a Bruxelles; si trasferisce poi a Torino, presso il suocero dove inizia a organizzare le forze controrivoluzionarie fomentando insurrezioni e disordini in Francia e creando comitati d'intesa fra gli emigrati;


1824-30, re di Francia (Carlo X);

 
1789
Repubblica delle Sette Province Unite dei Paesi Bassi
Willelm V [il Batavo]
(The Hague 1748 - Braunschweig 1806)
figlio di Willelm IV d'Orange-Nassau e della p.ssa reale Anne di Gran Bretagna, Irlanda e Hannover, etc.;
principe di Nassau-Dietz
principe d’Orange
1751-95, statholder dei Paesi Bassi;
(22.10.1751-18.1.1795)

Olanda

 

Zelanda

 

Uthrecht

 

Frisia
 
Gheldria

 

Groninga

 

Overijssel

 

1789
-

 


1789
Gran Bretagna e Irlanda
Giorgio III
Albero genealogico

(Londra 1738 - Windsor 1820)
figlio di Federico Luigi principe di Galles e di Augusta di Sassonia-Gotha;
1751-60, duca di Brunswick-Lüneburg (Giorgio);
1760-1820, elettore di Hannover;
1760-1815, re di Gran Bretagna e Irlanda;
dal 1761 è sposato con Sofia Carlotta di Mecklenburg-Strelitz;
dal 1765 soffre di una grave malattia mentale;

- colpito da gravi disturbi mentali sin dal 1788 -

1814-20, re di Hannover;


 
Primo lord
del Tesoro
[First Lord
of the Treasury
]
W. Pitt [il Giovane] Tory
(1783 19 dic - 14 mar 1801)
Cancelliere
dello Scacchiere
[Chancellor
of the Exchequer
]
Segretari di Stato
-
Affari Esteri e Commonwealth
-
 
Affari Interni    
Giustizia    

1789
grazie ad un lieve miglioramento, il re è in grado di riprendere parzialmente le sue funzioni, ma il potere resta sempre nelle mani di W. Pitt [il Giovane] che guida la politica inglese contro la Francia rivoluzionaria e contro N. Bonaparte;

Luglio
25
, proposta di sir John Riggs Miller ai Comuni inglesi;


 


 


 
SCOZIA [dal 1° maggio 1707 è unita a Inghilterra e Galles]
-
-
-
-

1789
-


 
IRLANDA
-
-
-
-

1789
dal 1729 al parlamento di Dublino è stata riconosciuta dall'Inghilterra l'indipendenza legislativa;
dal 1783 al parlamento di Dublino è stata di nuovo riconosciuta l'indipendenza legislativa; [?]

«segue da 1775»
1789, la costituzione del 1782 poggia su una base sociale assai ristretta e lo scoppio della rivoluzione francese stimola in Irlanda la nascita di un movimento repubblicano democratico, gli United Irishmen, sotto la guida di Theobald Wolfe Tone;
«segue 1793»

 

 

Nord America Britannico
Governatore generale
Guy Carleton
barone Dorchester
(1786- 1796)
-
-

1789
Da quest'anno, per il loro contributo alla causa della corona, i lealisti ricevono il diritto di aggiungere le iniziali UE ai loro nomi a significare la loro devozione al principio di un impero unito (United Empire).

L'esploratore scozzese Alexander Mackenzie (1764-1820) raggiunge il Mare di Beaufort lungo il fiume che porta il suo nome.

 

 

 

 


[Luca Codignola-Luigi Bruti Liberati, Storia del Canada, Bompiani 1999.]

 

 

 




QUÉBEC
[Aggiunta alle altre province britanniche nel 1763, include la regione sulle due rive del fiume San Lorenzo grossolanamente delimitate da Anticosti a est e il Lago Nipissing a ovest.
Dal 7 nov 1763 la provincia (ex Canada francese) è stata divisa formalmente in tre distretti: Québec, Trois-Rivières, Montréal.]
Governatore della provincia
Guy Carleton
barone Dorchester
(1786 - 1790)

1789
-



 

 

TERRANOVA
Governatore della provincia
Mark Milbanke
(1789 - 1791)

1789
-

 

ISOLA DEL PRINCIPE EDOARDO
Governatore della provincia
-

1789
-

 

NEW BRUNSWICK
Governatore della provincia
-

1789
-

 

NOVA SCOTIA
[Dal 1763 comprende la Island of St. John e l'isola di Capo Bretone.]
Governatore della provincia
-

1789
-

 

ISOLA DI CAPO BRETONE
Governatore della provincia
-

1789
-

 

a

 

UNIONE degli STATI UNITI d'AMERICA
[Unione di 13 Stati – dal 1783. Nel caso dei primi 13 stati la data di ammissione all'Unione è considerata la data di ratifica della Costituzione.]
Presidente degli Stati Uniti
G. Washington [1°]
(1789 30 apr - 4 mar 1797)
Vicepresidente
J. Adams
(1789 - ?)
Segretario di Stato
-
Ministro del Tesoro
A. Hamilton
(1789 - 1794)
Ministro della Guerra
?
(1789 - ?)
Presidente della Corte Suprema
John Jay [1° presid.]
(1789 26 set - 29 giu 1795)

1789
Gennaio
si svolgono le elezioni nazionali che danno ai federalisti il controllo del nuovo governo;

Febbraio
4
, G. Washington della VIRGINIA viene eletto primo presidente degli Stati Uniti d'America;
[L'unico nella storia degli Stati Uniti ad essere eletto senza un unico voto contrario.]

Elezioni presidenziali
 
voto popolare
voto elettorale
. G. Washington (VIRGINIA)
69
. J. Adams (MASSACHUSETTS)  
34
altri  
35

 

Aprile
22
, la nomina di G. Washington viene confermata dal senato;
egli si reca quindi a New York, presso la Federal Hall, dove gli vengono conferiti ufficialmente i poteri di presidente degli Stati Uniti;
30, New York, Federal Hall, sede temporanea del governo federale: mentre truppe britanniche e spagnole occupano ancora parte del territoro nazionale e gli Stati Uniti non hanno ancora una marina e l'esercito conta in tutto 840 uomini tra ufficiali e soldati, G. Washington presta giuramento come "Presidente degli Stati Uniti".

Il primo Congresso adotta e sottopone agli stati dieci emendamenti costituzionali, the Bill of Rights;
[Noti come la Dichiarazione dei diritti, saranno ratificati ed entreranno in vigore nel dicembre 1791. È un notevole passo avanti sulla via della riconcilizaione degli antifederalisti alla Costituzione.
Nove emendamenti riguardano i diritti dell'individuo e garantiscono la libertà:
- libertà di religione,
- libertà di parola,
- libertà di riunione,
- libertà di stampa,
- diritto di inoltrare ricorsi,
- diritto di portare armi,
- immunità contro perquisizioni e arresti arbitrari,
- immunità contro cauzioni esorbitanti,
- immunità contro punizioni crudeli ed eccezionali e 'acquartieramento di truppe in case private.
Il decimo emendamento riserva agli stati tutti i poteri, tranne quelli specificatamente delegati al governo federale.
Per completare la clausola, piuttosto vagamente espressa dalla Costituzione, che autorizza un potere giudiziario nazionale, la legge giudiziaria del 1789 istituisce un sistema gerarchico di corti federali:
- Corte suprema degli Stati Uniti: composta da un giudice capo e da cinque giudici associati;
- 3 corti circoscrizionali: presiedute da due giudici della corte suprema e da un giudicie distrettuale]
- 13 corti distrettuali.
La legge prevede anche che la Corte suprema abbia il potere di giudicare la costituzionalità delle sentenze delle corti di stato e la possibilità di invalidare le leggi statali in contrasto con la Costituzione.

C'è qualche suggerimento di rendere i capi dei ministeri responsabili di fronte al congresso (qualcosa di simile al sistema parlamenteare britannico) ma J. Madison, preoccupato dell'indipendenza dell'esecutivo, fa in modo che i ministri siano responsabili soltanto nei confronti del presidente.
In autunno vengono quindi costituiti:
- ministero degli Esteri: Th. Jefferson;
[Trovandosi in Francia come rappresentante americano, si insedierà ufficialmente solo a marzo 1790.]
- ministero del Tesoro: A. Hamilton;
[Segretario e aiutante di campo durante la guerra di G. Washington, contribuendo a organizzare la Bank of New York ha acquisito una certa esperienza di finanza pubblica.]
- ministero della Guerra: ?;
insieme alle cariche di procuratore generale e di direttore generale delle poste.
[Alla fine del secondo mandato di G. Washington i capi dei ministeri si trasformeranno in un gabinetto, un orgnaismo non indicato dalla Costituzione: si riuniranno regolarmente, voteranno e gungeranno a decisioni collettive.]

[Maldwyn A. Jones, Storia degli Stati Uniti, Bompiani 1984.]

 




[01] DELAWARE [dal 7 dicembre 1787] - cap. Dover
[Primo stato a ratificare la Costituzione degli Stati Uniti d'America.
Non esistono collegamenti fra chiesa e stato e una grande libertà religiosa si è affermata sin dall'inizio.]
Governatore
-

1789
-

 

[02] PENNSYLVANIA [dal 12 dicembre 1787] - cap. Harrisburg
[Non esistono collegamenti fra chiesa e stato e una grande libertà religiosa si è affermata sin dall'inizio.]
Governatore
-

1789
-

 

[03] NEW JERSEY [dal 18 dicembre 1787] - cap. Trenton
[Non esistono collegamenti fra chiesa e stato e una grande libertà religiosa si è affermata sin dall'inizio.]
Governatore
-

1789
-

 

[04] GEORGIA [dal 2 gennaio 1788] - cap. Atlanta
[Già ammesso nel 1780 ma ratificato solo il 2 gennaio 1788.]
Governatore
-

1789
-

[05] CONNECTICUT [dal 4 gennaio 1788] - cap. Hartford
Governatore
-

1789
-

[06] MASSACHUSETTS [dal 6 febbraio 1788] - cap. Boston
Governatore
-

1789
-


[07] MARYLAND [dal 28 aprile 1788] - cap. Annapolis
Governatore
-

1789
-






[08] SOUTH CAROLINA [dal 23 maggio 1788] - cap. Columbia
Governatore
-

1789
-

[09] NEW HAMPSHIRE [dal 21 giugno 1788] - cap. Concord
Governatore
-

1789
-

 





[10] VIRGINIA [dal 26 giugno 1788] - cap. Richmond
Governatore
-

1789
-

 





[11] NEW YORK [dal 26 luglio 1788] - cap. Albany
[L'anglicanesimo è la religione di stato in quattro contee.]
Governatore
-

1789
-

 

[12] NORTH CAROLINA
[Tratto di terre immediatamente a sud della Virginia, attorno allo stretto di Albemarle.]
Governatore
-

1789
Novembre
21
, lo stato della NORTH CAROLINA ratifica la nuova Costituzione degli Stati Uniti.


a


1789
REGNO di DANIMARCA e di NORVEGIA
Cristiano VII
Albero genealogico
(1749 - 1808)
figlio di Federico V e di Luisa d'Inghilterra;
1766-1808, re di Danimarca e di Norvegia;
sotto la reggenza del figlio Federico;


Federico VI
Albero genealogico
(Copenaghen 1768 - 1839)
figlio di Cristiano VII e di Caterina Matilde d'Inghilterra;
1784, appena ammesso al Consiglio di stato, estromette il padre demente dal potere proclamandosi reggente;
1784-1808, reggente al trono di Danimarca e Norvegia;
per impulso suo e del primo ministro A.P. Bernstorff, viene dato sviluppo al commercio e all'industria ed hanno notevole diffusione le idee illuministiche;



1808-39, re di Danimarca;
1808-14, re di Norvegia;


Primo ministro e ministro degli Esteri
A.P. Bernstorff
(1784 - ?)
1789
-
NORVEGIA
1789
-
ISLANDA
1789
-


1789
REGNO di SVEZIA
Gustavo III
Albero genealogico
(Stoccolma 1746 - 1792)
figlio di Adolfo Federico e di Luisa Ulrica sorella di Federico il Grande;
1771-92, re di Svezia;

1789
Febbraio
20
, [2° colpo di Stato]: con l'Atto di riunione e di sicurezza rafforza ulteriormente il suo potere assoluto;


«segue 1790»

1789
REGNO di PORTOGALLO
Maria I di Braganza
Albero genealogico

(Lisbona 1734-Rio de Janeiro 1816)
figlia di Giuseppe I e di Maria Vittoria;
1777-1816, regina di Portogallo;
vedova dal 1786 dello zio "re consorte" Pietro III;


1789
-


a

1789
REGNO di SPAGNA
Carlo IV
Albero genealogico

(Napoli 1748 - Roma 1819)
figlio secondogenito di Carlo III e di Maria Amalia di Sassonia;
1788-1808, re di Spagna;


1789
-

a







1789
SAVOIA - REGNO DI SARDEGNA
Vittorio Amedeo III
Albero genealogico

(Torino 1726 - Moncalieri 1796)
figlio di Carlo Emanuele III di Savoia e di Polissena Cristina d'Assia-Rheinfelds;
?-1773, duca d'Aosta;
1730-73, principe di Piemonte;
1773-96
- conte di Aosta, Maurienne, Nizza e Asti;
- marchese di Saluzzo, Monferrato, Finale e Oneglia;
- duca di Savoia re di Cipro e Gerusalemme [titolare];
- re di Sardegna e duca di Savoia;


1789
-



1789
REPUBBLICA DI GENOVA
[Denominazione ufficializzata nel 1528 per iniziativa di Andrea Doria]
Raffaele Agostino De Ferrari
Albero genealogico

(? - ?)
figlio di
1787 4 lug - 4 lug 1789, doge di Genova;


Alerame Maria Pallavicini
Albero genealogico

(? - ?)
figlio di
1789 30 lug - 30 lug 1791, doge di Genova;


1789
-


1789
REPUBBLICA DI VENEZIA
"La Serenissima"
Paolo Renier

(Venezia 21 nov 1710 - Venezia 13 feb 1789)
quintogenito di Andrea di Daniele e di Elisabetta Morosini (ramo di San Tomà); ha nove fratelli;
1779-89, doge di Venezia; [119°]
1789
Febbraio
13
, muore.
Marzo
2
, solo ora viene comunicata al pubblico la morte del doge per non interrompere i tripudi del carnevale.


Ludovico Manin

(Venezia 14 mag 1725 - Venezia 24 ott 1802)
figlio di Lodovico Alvise e di Maria Basadonna, mercanti friulani arricchiti con l'industria del legno e della carta, che acquistarono il blasone della contea per centomila ducati nel 1651;
1748, sposa Elisabetta Grimani; di Giannantonio [ramo "dei Servi"];
1789
Marzo
9
, viene eletto doge ma è considerato comunque uno snob (sine nobilitate);
1789-97, doge di Venezia; [120° e ultimo]




- nunzio pontificio: ? (?-?);
- ambasciatore a Roma: Alvise Tiepolo (1770 -?)
- ambasciatore di Spagna: ? (? - ?)
- ambasciatore di Francia: ? (?-?)
1789
-


1789
ducato di Modena
Ercole III d'Este
Albero genealogico
(Modena 1727 - Treviso 1803)
figlio di Francesco III e di Carlotta Aglae di Orléans;
1741, sposa Maria Teresa Cybo-Malaspina, erede del ducato di Massa e Carrara che assicura così al piccolo ducato estense uno sbocco sul mare;
1780-96, duca di Modena;




1789
-

1790
Ducato di Parma e Piacenza
Ferdinando di Borbone
Albero genealogico

(Parma 1751 - Badia di Fontevivo, Parma 1802)
figlio di Filippo di Borbone e di Luisa Elisabetta di Francia;
suo precettore fu il filosofo Condillac ma nulla rimarrà di illuministico nel suo spirito mediocre e bigotto;
1762, dicembre, muore di vaiolo la sua promessa sposa Marie Johanna di Absburgo (1750-1762);
1765-1802, duca di Parma e Piacenza;
1767, 15 ottobre, a 16 anni muore di vaiolo anche la sua seconda promessa sposa Marie Josephe di Absburgo;
dal 1769 è sposato con la duchessa Maria Amalia (1746-1804) figlia di Maria Teresa d'Absburgo;
1790
-



Primo ministro
-
1790

 


1789
Granducato di Toscana
Pietro Leopoldo I
Albero genealogico
(Vienna 1747-1792)
terzogenito di Francesco Stefano di Lorena (Francesco I) e di Maria Teresa d'Austria;
viene educato a Vienna da C.A. Martini e F. Thurn;
1765-90, granduca di Toscana;
1790-92, imperatore del Sacro Romano Impero
e re di Boemia e d'Ungheria;


 

1789
-


1789
REGNO di NAPOLI e SICILIA
Ferdinando IV
Albero genealogico
(Napoli 1751 - 1825)
figlio di Carlo III re di Spagna e di Maria Amalia di Sassonia;
1759-99, 1799-1806, 1815-16, re di Napoli;
1759-1816, re di Sicilia (Ferdinando III);
dal 1768 è sposato con la duchessa Marie Karoline di Absburgo (1752-1814);

sotto la reggenza di Bernardo Tanucci ancora ministro degli esteri;


1816-25, re delle Due Sicilie (Ferdinando I di Borbone);

NAPOLI
Primo ministro
marchese
D. Caracciolo
(1786 gen - 1789)
J.F.E. Acton
(1789 - ?)
[dal 1775 Maria Carolina d'Absburgo è entrata nel consiglio di stato.]
Ministro degli Esteri
Bernardo Tanucci
(? - 1789)
J.F.E. Acton
(1789 - ?)
Ministro della Marina
J.F.E. Acton
(1779 - ?)
Ministro della Guerra
J.F.E. Acton
(? - ?)
1789
una delle ultime azioni del marchese D. Caracciolo († 1789) è l'opposizione alle pretese della Chiesa di Roma per un nuovo concordato (tra le formule usate ci stavano pure quelle con le quali era stata esercitata per anni la tirannide pontificale!); mons. Caleppi, nunzio e negoziatore, viene addirittura scacciato dal regno; ma poco dopo J.F.E. Acton è nominato ministro degli esteri e primo ministro;
con l'intenzione di fare un vero e proprio esperimento socialistico, il re dà origine alla colonia di San Leucio, 214 coloni, con un proprio codice, forse pensato da egli stesso ma stilato forse da Antonio Pianelli di Bitonto;
Tre fonti alimentano l'Erario:
1) - donativi: (stabilito il donativo, veniva ripartito fra i comuni del regno e subito riscossi) rari sotto Carlo VII, due soli nell'attuale regno;
2) - imposte dirette: 2.819.500 ducati all'anno accresciuti di altri 290.000 ducati per costruire nuove strade.
Poste per comunità, si pagano per fuochi (famiglie); parecchie comunità, feudi originari o presenti della Chiesa, ed altre favorite dalle concessioni dei passati dominatori, godono franchigia piena o parziale dai pesi comuni.
La suddivisione tra le comunità paganti avviene in base alla popolazione censita (più supposta che numerata) nel 1737.
Le norme che regolano la distribuzione delle imposte si basano su tre liste, cui sono iscritti:
1 - coloro che hanno famiglia (capitazione),
2 - coloro che hanno un'attività,
3 - coloro che possiedono immobili.
Delle due prime liste non fanno parte gli ecclesiastici, i baroni, altri nobili, dottori, medici, notai e tutti quelli senza mestiere. È logico quindi che i tributi gravino soltanto sui lavoratori.
In quanto ai possedimenti (terza lista) restano franche le terre feudali, quelle del re o del fisco, le ecclesiastiche, i patrimoni dei chierici, i beni dei seminari, delle parrocchie, degli ospedali
3) - imposte indirette: "tutte quelle che il sottile ingegno degli appaltatori delle imposte ha saputo inventare in ogni tempo…".
Il re, pur abolendo parecchi arrendamenti [dallo spagnolo arrendar, dare a rendita], quello detto del minuto e quello detto della grascia (il capo dell'amministrazione doganale interna, incaricato di impedire l'esportazione dei grani ed i contrabbandi], favorisce i baroni. Infatti, anche se molte prammatiche o dispacci reprimono la giurisdizione baronale, altri ne mantengono le franchigie e riducono le imposte cosicché per "adoa" [pagato annualmente per il servizio militare] e "rilevio" [pagato dall'erede al momento del trapasso del feudo] pagano:
- i baroni più gravati: 7% [di rendita],
- i cittadini più favoti: 20%,
- la comune: 30%,
- altri: 40% o 50%,
- alcuni miserrimi: 60%.
[Secondo lo storico G.M. Galanti, nel feudo di San Gennaro di Palma (15 miglia o 5 leghe da Napoli) da lui visitato nel 1786, abitano in case soltanto i ministri del barone, mentre il popolo (circa 2.000 abitanti) si ripara sotto graticci e pagliate e nelle grotte.
Questa è la condizione dei feudi e se si pensa che di tutte le 2.765 città, terre o luoghi abitati, soltanto 50 nel 1734 e non più di 200 nel 1789 non erano feudali, ci si può rendere conto della situazione delle Sicilie.]
Mentre con i nuovi provvedimenti si restringe la giurisdizione dei baroni e il numero degli armigeri baronali, cresce di altrettanto la potestà regia e comune; ma con essa l'autorità della curia, ormai sfrontatamente disonesta e pericolosa. Parecchie ordinanze intendono frenare questa autorità:
- assoggettando i curiali a studi, ad esami, a discipline;
- moderandone l'avidità per tariffe, la malvagità per minacce.
Ma ciò nonostante valgono gli antichi usi e consuetudini e la curia si ingrandisce di uomini d'ogni specie, anche di plebe, togati.
I matrimoni vengono regolati da nuove leggi che, rafforzando l'autorità paterna, vietano le querele di stupro per seduzione, invalidano le promesse e i giuramenti dinanzi al sacerdote o all'altare, fanno diminuire le insidie delle donne, le fughe degli sposi, i parentadi ineguali, con vantaggio dei costumi e della quiete delle famiglie.

SICILIA
Viceré
Francesco d'Aquino ,
principe di Caramanico
(1786 gen - 1795)
1789
-

 

a





Balbo, Cesareconte di Vinadio (Torino 1789-1853) politico e storico piemontese;
[Figlio del conte Prospero e di Enrichetta Taparelli d'Azeglio.]
1804, fonda con alcuni coetanei l'Accademia dei Concordi;
1808, al servizio di Napoleone, durante la dominazione francese in Italia, è segretario generale della giunta governativa di Toscana;
1809, segretario della consulta per i territori già pontifici;
1811, uditore al Consiglio di Stato di Parigi;
Studi sulla guerra d'indipendenza di Spagna e di Portogallo (1816-19, pubblicati parzialmente nel 1847)
1822, in seguito al moto liberale piemontese (1821), al quale peraltro non ha partecipato, viene esiliato;
1824, ottiene di rientrare in Piemonte, ma deve rimanere al confino per altri due anni a Camerano;
Storia d'Italia sotto i barbari (1830, cioè dal 470 al 774)
Pensieri ed esempi di morale e di politica (1832-33, ma pubblicati nel 1854)
Vita di Dante (1839)
Meditazioni storiche (1842-45)
Le speranze d'Italia (Parigi 1844, scritto a sostegno del movimento d'opinione moderato per la soluzione della questione italiana, nato in seguito alle teorie neoguelfe, espresse nel Primato di V. Gioberti (1853);
[Egli è convinto che, espandendosi nei Balcani, l'Impero austriaco avrebbe naturalmente rinunciato al Lombardo-Veneto e auspica il costituirsi in Italia di una federazione di prìncipi indipendenti, attribuendo al suo interno una funzione di guida ai sovrani piemontesi.]
Sommario della storia d'Italia (1846)
1848, dopo la concessione dello statuto albertino, è il primo presidente del consiglio del regno di Sardegna (13 marzo-25 luglio) ed in seguito è a capo della Destra nel parlamento subalpino;
1850, si oppone alla "legge Siccardi "per l'abolizione del foro ecclesiastico;
1852, si oppone alla "legge Boncompagni" sul matrimonio;
Della monarchia rappresentativa in Italia (1857, postumo).

Beauharnais, Stéphanie de (1789-1860) nobildonna francese;
[Figlia di Claude conte di Beauharnais. ]
messa in convento dopo la morte della madre, quando N. Bonaparte sa della sua esistenza, la chiama a Parigi e la adotta;
1806, diciassettenne, sposa il principe ereditario di Baden Carlo Luigi Federico con un solenne matrimonio alle Tuileries.

Bulgarin, Faddej Venediktovic (Minsk 1789-Derpt 1859) giornalista e scrittore russo, di tendenze spiccatamente reazionarie, accusò scrittori come A.S. Puškin, N.V. Gogol', V.G. Belinskij di scarso amor patrio;
1822-29, fonda e dirige la rivista «L'Ape del Nord»;
1825, fa parte dello stuolo di rinnegati, quali i gemelli Grec, che si sono riconciliati col governo dopo aver nascosto la loro partecipazione del 14 dicembre con la denuncia dei loro amici ed eliminado un proto, che nella tipografia di Grec aveva stampato dietro loro ordine, proclami rivoluzionari;
1825-39, fonda e dirige e la rivista «Il Figlio della patria»;
Dimitrij l'usurpatore (1830)
Mazeppa (1833-34).

Cauchy, Augustin-Louis (Parigi 21 ago 1789 - Sceaux, Parigi 23 mag 1857) matematico francese;
[Disse di lui Abel: «È bigotto, cosa strana per uno scienziato».]
Memoria sulla propagazione delle onde (1816).
[L'Accademia di Francia ha raccolto i suoi lavori in 27 volumi.]

Cooper, James Fenimore (Burlington, New Jersey 1789-Cooperstown, New York 1851) scrittore statunitense; scrittore della "frontiera" americana, cresciuto nel settlement - Cooperstown - sulle rive del lago Otsego (nello Stato di New York) fondato dal padre, giudice e membro del Congresso;
espulso da Yale per una rissa, si arruola in marina; sposa l'aristocratica De Lancey;
Precaution (1820, Precauzione, pubblicato anonimo)
The Spy (1821, La spia, storia di spionaggio nel periodo della rivoluzione americana)
[senza sciovinismi, rendendosi conto anche delle ragioni dei lealisti.]
The Pilot (1822, Il pilota)
Leatherstocking Tales (Racconti di Calza-di-cuoio
. The Pioneers (1823, I Pionieri)
. The Last of the Mohicans (1826, L'ultimo dei Mohicani; alla maniera di W. Scott, un best-seller)
. The Prairie (1827, La prateria)
. The Pathfinder (1840, La guida)
. The Deerslayer (1841, L'uccisore di cervi)
. The Red Rover (1827, Il corsaro rosso)
. The Water-Witch (1830, La strega acquatica)
. The Littlepage Manuscripts (I manoscritti di Littlepage, trilogia, tra cui Satanstoe del 1845)
1826-33, si trasferisce con la famiglia a Parigi e diviene critico e saggista della società americana;
Notions of the Americans (1828)
The Bravo (1831, ambientato a Venezia)
Lettera ai connazionali (1834)
The Monikins (1835)
The American Democrat (1838)
The Crater (1847)
[Quando, in alcuni suoi scritti successivi, egli critica apertamente le tendenze livellatrici e l'aggressivo individualismo dell'America di A. Jackson, la sua popolarità andrà in buona parte perduta.
- Maldwyn A. Jones, Storia degli Stati Uniti, Bompiani 1984.]


Daguerre, J. (1789-1851) inventore francese della "dagherrotipia", 
1839, dopo anni di esperimenti (1829-33, in collaborazione con con N. Niepce - 1765-1833) perfeziona questo procedimento fotografico diretto, cioè senza negativo, rimasto in uso fino al 1860.

De Laugier, Cesare conte di Bellecour (Portoferraio 1789-Firenze 1871) militare toscano, di famiglia belga
1817, entra nell'esercito del granduca di Toscana
Gli italiani in Russia (1826)
Fasti e vicende militari italiane dal 1801 al 1815 (1829)
1848, partecipa alla guerra d'indipendenza
1849, febbraio, dopo la fuga di Leopoldo II tenta invano di ripristinare il dominio granducale a Firenze; ministro della guerra nel governo restaurato austriaco
1851, si ritira a vita privata
Concisi ricordi di un soldato napoleonico (1870).

Ducos, Jean Ernestvisconte di La Hitte (Bessières, in futuro nella Haute-Garonne, 5 settembre 1789 – Gragnague, Haute-Garonne 22 settembre 1878) militare e politico francese.

Ferrero Alberto - conte di La Marmora (Torino 1789-1863) militare piemontese;
[Fratello di Alfonso (1804-1878).]
1807, sottotenente di fanteria nell'esercito piemontese;
1809, passa nell'esercito del Regno d'Italia e prende parte alla campagna nel Veneto agli ordini del viceré Eugenio di Beauharnais;
1813, partecipa alla battaglia di Bautzen dove è insignito della legion d'onore da Napoleone I;
1815, in seguito alla restaurazione entra nell'esercito piemontese;
1821, dopo la rivoluzione costituzionale viene esonerato dal servizio attivo a causa delle sue simpatie per le idee liberali;
1824, richiamato, resta a lungo in Sardegna come addetto allo stato maggiore del viceré;
Viaggio in Sardegna dal 1819 al 1825 o descrizione statistica fisica e politica di quest'isola (1826, in francese)
1840, ha il grado di generale e il comando della Scuola di marina;
1848, organizza i volontari veneti nella guerra d'indipendenza;
1849, viene nominato luogotenente generale e comandante generale della Sardegna;
1845, gran conoscitore dell'isola, pubblica la prima carta geografica della regione fondata su una regolare triangolazione.

Hautpoul, Alphonse Henri de – conte (Versailles 4 gennaio 1789 – Parigi 27 luglio 1865) francese;
1849, 31 ott-10 apr- 1851, Primo Ministro della Francia.

Ingemann, Bernhard Severin (Torkildstrup 1789-Soro 1862) scrittore danese
L'infanzia di Erik Mendev (1828)
Re Enrico e i proscritti (1833)
Il principe Ottone di Danimarca (1835)
Uggeri il Danese (1837).

Lefebvre de Vatimesnil, Antoine François Henri (Rouen 19 dicembre 1789 – Sainte-Marie-de-Vatimesnil, 10 ottobre 1860) politico francese;
[Figlio di Pierre Henri Lefebvre de Vatimesnil, consigliere al Parlamento, poi deputato (1820-27).]

Lepelletier de Chambure, Auguste (1789-1832) militare francese;
1807, sottotenente;
comandante di una compagnia francese all'assedio di Danzica;
durante i Cento giorni è a capo di un corpo francese nella Costa d'Oro.

List, Friedrich (Reutlingen, Württemberg 1789-Kufstein, Tirolo 1846, suicida) economista tedesco, professore a Tubinga, consigliere del governo del Württemberg, sostenne l'abolizione delle barriere doganali interne, l'unificazione postale, l'ampliamento dell'autogoverno locale;
1820, per le sue idee riformatrici subisce una condanna;
1825, è costretto ad emigrare negli Stati Uniti dove si dedica a svariate attività;
[Durante l'esilio trova conferme alle sue intuizioni: scopre le virtù di un'economia nazionale, e matura una critica serrata al liberoscambismo della scuola inglese. Si convince che i dazi protettivi servono alle nazioni per garantire il loro autonomo sviluppo e che il liberoscambismo non è una teoria scientifica ma un'ideologia al servizio delle nazioni più forti. La ricchezza delle nazioni, al contrario di quanto sostiene Adam Smith, non riposa infatti, secondo lui, sul beneficio commerciale dello scambio di valore, organizzato secondo quel principio predatorio del comprare a buon mercato per rivendere a caro prezzo. Una nazione che produca solo valore di scambio non sarà mai sovrana perché la ricchezza di una nazione è intrinsecamente connessa con le sue forze produttive. Egli dimostra come chi predica i principi del libero scambio per gli altri sia stato storicamente il primo a non applicarli a se stesso: «Se i ministri inglesi avessero permesso all'Inghilterra la libera importazione di cotone e di soia dall'India, le fabbriche inglesi di cotone e di soia sarebbero immediatamente affondate. L'India aveva per sé non solo il basso costo della materia prima e della mano d'opera ma anche una lunga pratica, un'abilità tradizionale. Ma l'Inghilterra non voleva fondare degli stabilimenti in Asia per non cadere sotto il giogo manifatturiero del suo potenziale concorrente».[…] [«IL», IlSole24Ore, 2009]
Principi di economia politica americana (1827)
1832, rientra in Germania come console degli Stati Uniti;
Sistema nazionale dell'economia politica (1841)
Valore e condizioni dell'alleanza anglo-tedesca (1845, posizione per cui fu fortemente osteggiato).

Mentchicoff, Alessandro Sergio (1789 - ) principe russo;
[Nipote del principe Alessandro (ex pasticcere di corte, morto poi in Siberia).]  
1805, entra nell'armata russa, trascorrendo poi un po' di tempo come addetto all'ambasciata d Vienna;
1812-15, assiste alla campagna come aiutante dell'imperatore ottenendo il grado di generale;
1828, guerra turca, al comando di una divisione dell'esercito conquista la fortezza d'Anapa, molto importante essendo per i turchi il mezzo di "eccitare i popoli della montagna" contro i russi; passa poi in Europa all'assedio di Varna dove viene ferito gravemente; ristabilito in salute, è nominato viceammiraglio e capo di stato maggiore della marina;
1831, governatore generale della Finlandia;
1834, ammiraglio;
1836, ministro della marina al posto del ritirato Moller ; ritorna poi alla luogotenenza della Finlandia occupandosi della flotta russa nel Baltico;
1845, la flotta russa comprende circa 30 grandi legni da guerra con 2780 cannoni;
1853, guerra di Crimea; governatore di Sebastopoli.

Ohm, Georg Simon (Erlangen 1789-Monaco di Baviera 1854) fisico tedesco, da cui la fondamentale legge della conduzione elettrica (legge di Ohm) e l'unita di misura della carica elettrica ohm (W);
conseguì il dottorato all'università di Erlangen, ma abbandonò presto una poco promettente carriera universitaria per intraprendere l'attività di insegnante nelle scuole inferiori; dopo le scoperte di H.Ch. Oersted si dedicò allo studio della conducibilità elettrica
Teoria matematica del circuito galvanico (1827)
1852, gli viene assegnata la cattedra di fisica all'università di Monaco.

Pellico, Silvio (Saluzzo, Cuneo 1789-Torino 1854) scrittore e patriota italiano;
[Figlio di Onorato, un modesto commerciante saluzzese, e di Margherita Tournier, savoiarda di Chambery.]

Perrone di San Martino, Ettore (Torino 1789-Novara 1849) militare piemontese, di famiglia aristocratica;
1809, dopo aver combattuto come ufficiale nell'esercito napoleonico, a Wagram ottiene la stella della legion d'onore;
1815, rientra in Piemonte, ove raggiunge il grado di colonnello;
1821, compromesso nei moti, ripara in Francia;
1839, diventa generale di brigata dell'esercito francese;
1848, marzo, accorso a Milano dopo le cinque giornate, ha dal governo provvisorio lombardo il comando di una divisione con cui partecipa all'assedio di Mantova; agosto-ottobre, ministro degli esteri nel gabinetto d'Azeglio lo sostituisce poi alla presidenza fino a dicembre;
1849, deputato di Ivrea nella prima legislatura, dopo l'armistizio Salasco insiste alla camera subalpina sulla necessità di riorganizzare l'esercito, prima di riprendere la guerra contro l'Austria; rotto l'armistizio, nella campagna successiva ha il comando della 3ª divisione ma cade nella battaglia di Novara, meritando la medaglia d'oro al valor militare alla memoria.

Romanò, Carlo [anche Romano] (Cantù, 4 maggio 1789 – Dongo, 13 novembre 1855) vescovo cattolico italiano.

Salvotti, Antonio – barone von Eichenkraft und Bindeburg (Mori, Trento 1789-Trento 1866) magistrato austriaco, laureatosi in legge all'università di Landeshut; dopo aver fatto pratica legale a Milano e aver esercitato la professione a Trento, intraprese la carriera giudiziaria;
1819, consigliere del tribunale di Trento, completa a Venezia l'inquisizione contro P. Maroncelli e i carbonari del Polesine;
1822, maggio, nominato consigliere presso il tribunale di Milano, porta a termine l'istruzione dei famosi processi contro F. Confalonieri, l'organizzazione segreta dei "Federati" e A.-Ph. Andryane; astuto ed espertissimo nella procedura, pur senza ricorrere a metodi illegali e all'uso di sevizie, riesce ad ottenere ammissioni e confessioni da vari imputati;
1823-24, le sentenze sono gravissime;
1846, giugno, è nominato vicepresidente del tribunale d'appello di Innsbruck;
1850, presidente del senato della corte suprema di Trento e consigliere imperiale.

Taylor, Isidore-Séverin-Justin barone (Bruxelles 1789-Parigi 1879) scrittore belga;
1815-22, vengono rappresentate le sue opere letterarie e drammatiche;
Voyages pittoresques et romantiques de l'ancienne France (1820-54, coautore; opera illustrata da Isabey, Géricault, Viollet-le-Duc ecc.)
1825 9 luglio-17 ottobre 1838, commissario reale del Théâtre Français (la Comédie Française).

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«segue da 1788»
1789, i Didot acquistano le cartiere di Essonnes.
Come annunciato alla fine dell'anno precedente, avviene la vendita della biblioteca del defunto Monseigneur le Prince de Soubise, maresciallo di Francia.
Sono 8302 i numeri del catalogo. Accanto alle opere acquistate ci sono anche quelle ereditate dallo zio Armand-Gaston, cardinale di Rohan.
In pratica ciò significa possedere la biblioteca di J.-A. de Thou con tutti i volumi appartenuti a John Grolier in essa raccolti.
Inghilterra
Londra, il libraio inglese John Edwards disperde all'asta (2 mar-2 giu) l'intera biblioteca di Maffeo Pinelli acquistata in blocco per 6000 £..
«segue 1790»

 

1789, Almanacco per tutti [Venezia presso Antonio Zatta & Figli, con licenza de' superiori e privilegio…]

Carta

«segue da 1786»
1789, 26 marzo, alla vigilia della rivoluzione gli stampatori Didot, che hanno già tentato di perfezionare il torchio tipografico, comperano le cartiere di Essonnes;
«segue 1799»

Congregazione
dell'Indice dei libri proibiti

«segue da 1777»
1789,
Francia
Agosto
26
, con la Dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino viene ufficialmente proclamata la libertà di stampa;
«segue 1835»


Banco di San Giorgio

«segue da 1755»
1789, il debito pubblico, cresciuto fino a 46 milioni di scudi d'oro nel 1755, si riduce a 25 milioni, grazie ad una felice politica di ammortamento;
«segue 1805»

 

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