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ANNO 1866

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Papa Pio IX
(1846-78)

- segretario di Stato e responsabile del servizio di spionaggio papale: card. G. Antonelli;

1866, il ducato di Roma, l'unico restante al papa, viene ancora protetto da Napoleone III ma
alla fine dell'anno, R. Cadorna ottiene che i francesi si ritirino.

Aprile
4
, con un breve Pio IX approva la "Società Cattolica Italiana per la libertà della Chiesa in Italia" fondata il dicembre scorso da
Gian Battista Casoni di Bologna, unitamente a F. Ricasoli e al marchese Ceva di Firenze;
[Pur sciolta l'anno successivo, rimarrà sul terreno come il germe d'un futuro movimento cattolico nazionale.]

"Prima internazionale Comunista"

«segue da 1865»
1866

- Prima fase (1864-67):
vengono costituite sezioni in Francia, Svizzera, Belgio, Germania.
Ginevra, I Congresso: il gruppo più compatto e influente è quello dei mutualisti proudhoniani (P.-J. Proudhon), favorevoli alla cooperazione più che alla lotta di classe («non si tratta di distruggere la società esistente ma di regolarla») e sostenitori della creazione di un «sistema di credito mutuo e gratuito, nazionale e quindi internazionale».
«segue 1867»

 

guerra austro-prussiana

1866
Giugno
"battagla di Sadowa": tre armate prussiane sotto la direzione del generale H.K.B. von Moltke, capo di stato maggiore, superati i monti della Boemia, sboccano nella pianura, dove gli austriaci (205.000 uomini) del generale L.A. von Benedek, per incitamento dell'imperatore, si vanno attestando su una linea di resistenza ad ovest dell'alto corso dell'Elba;
la I armata (principe Federico Carlo) e la III armata (gen. K.H. von Bittenfeld) prussiane agganciano L.A. von Benedek in lento ripiegamento verso le sue linee difensive e, nonostante dispongano solo di 125.000 uomini, attaccano il centro e la sinistra austriache tra Sadowa e Königgrätz; l'azione prussiana, che deve serVIre a trattenere gli austriaci, si trasforma in una vera e propria battaglia campale; 
la difesa austriaca, all'inizio abbastanza efficace, non riesce a contenere l'attacco di sorpresa effettuato sull'ala destra dalla II armata prussiana di 100.000 uomini (principe ereditario Federico Guglielmo) giunta sul luogo della battaglia nel pomeriggio.
Perdite (morti, feriti, prigionieri):
- austriaci: 40.000 uomini, oltre ad un ingente quantitativo di materiale bellico;
- prussiani: 10.000 uomini;
Luglio
26
, si giunge all'armistizio;
Agosto
18
, subito dopo la Vittoria di Sadowa, con un trattato tra la Prussia e 22 stati minori della Germania del Nord prende forma, voluta da Bismarck, la Confederazione
della Germania del Nord
;
23, "pace di Praga": Austria e Prussia firmano questo trattato che pone fine alla guerra austro-prussiana;
in base ad esso l'Austria deve:
- rinunciare ad ogni influenza sugli stati tedeschi a nord del Meno (la Confederazione, appunto); 
- acconsentire all'annessione dello Schleswig-Holstein alla Prussia; 
- impegnarsi a pagare una indennità di guerra di 20 milioni di talleri e a cedere il Veneto a Napoleone III (vedi III guerra d'indipendenza) che lo passerà poi all'Italia con il successivo trattato di Vienna (ottobre); 
le condizioni imposte all'Austria dal cancelliere prussiano O. von Bismarck, principale artefice del trattato, sono assai meno dure di quello che voleva il re Guglielmo I, e preparano così il futuro riavvicina mento fra le due nazioni.






1866
SVIZZERA

1866
Ginevra, primo congresso dell'Internazionale; Carlo Marx affronta Bakunin.
L'appoggio delle federazioni del Giura va alle tesi anarchiche.




[Jean Ziegler, Una Svizzera al di sopra di ogni sospetto, Arnoldo Mondadori Editore Milano 1976]



1866
Deutscher Bund*
(Confederazione Germanica)
1815 8 giugno - 23 agosto 1866
[Unione, con vincoli assai blandi,
di trentacinque stati sovrani.]
 
Impero d'Austria (escluse le regioni polacche o ungheresi)
Francesco Giuseppe I (Vienna 1830-1916)
figlio dell'arciduca Francesco Carlo d'Absburgo-Lorena e di Sofia di Baviera;
1848-1916, imperatore d'Austria;
Cancelliere e Ministro degli Esteri: J.B. von Rechberg(1859 set-?);
- Ministro degli Interni: Alexander von Bach [1813-1893] (1852-?);
dal 1852 è in atto il "sistema Bach";

1867-1916, re d'Ungheria;

Albero genealogico

1866
l'Austria cessa di essere la potenza egemone delle aree germaniche del Centroeuropa.
In Italia, dopo le perdite del 1859, le viene ora tolta anche la Venezia euganea, onde non le rimangono altri territori italiani che il Trentino, la Venezia-Giulia, Fiume e la Dalmazia.
In Germania, con la sconfitta di Sadowa, deve pure rinunciare alla sua autorità a favore della Prussia che prende il suo posto (nel 1871 sarà l'Impero germanico).
Da questo momento, tuttavia, data pure la sua penetrazione nei Balcani, dove cerca compensi per la perdita di territorio e influenza in Italia e in Germania.
Comincia pure ad affermarsi la tendenza slava nella monarchia, almeno nell'Austria, ciò che suscita gravi conflitti interni fra tedeschi e slavi e fra slavi e italiani, conflitti che servono al governo austriaco per mantenere la sua autorità su tutto lo stato, mentre le influenze slave le risultano utile mezzo di penetrazione fra gli stati d'oltre Sava. Per questa ragione le autorità austriache si mettono ad incoraggiare l'elemento slavo nell'Adriatico contro quello italiano, ad intraprendere la colonizzazione slava nel goriziano, nell'Istria e a Trieste, e a promuovere la deitalianizzazione della Dalmazia, trasformandoVI tutte le amministrazioni comunali (eccetto quella di Zara) da italiane in slave.
Siccome tutti gli slovenie i croati sono compresi entro i confini della monarchia non VI possono essere fra di essi irredentismia favore di una unione con stati esteri, mentre invece gli italiani sono sempre oriemtati verso una eventuale unione coi loro fratelli del Regno d'Italia.

Comincia così a profilarsi il cosiddetto "movimento trialista" mirante a trasformare la duplice monarchia in triplice: Austria, Ungheria e paese sud-slavi. Corollario di questa tendenza sarebbe quello di assorbire nella monarchia anche i paesi sud slavi che ora non ne fanno parte, ossia:
- Bosnia-Erzegovina,
[sarà occupata nel 1878]
- Serbia,
- Principato del Montenegro,
[In questi due viene svolta un'attività di penetrazione politica ed economica e il governo imperiale e regio talvolta appoggia la Serbia nei suoi conflitti con la Turchia e la Bulgaria, tal altra le si mostra ostile, ma sempre con lo scopo recondito di attirare tutti questi paesi nella propria orbita.]
- Macedonia.

La penetrazione austro-ungarica si svolge anche verso l'Albania dove scuole e istituzioni religiose austriache vengono create e largamente sussidiate e si effettua un'attiva propaganda per indurre le popolazioni albanesi a guardare verso Vienna e Budapest per la loro tutela anziché verso Roma. Si profila così una Vivace rivalità fra l'Austria-Ungheria e l'Italia che svolge un'azione educativa ed economica analoga presso gli albanesi, con la differenza che l'italiana ha tradizioni molto più antiche di quella austro-ungarica ed è rafforzata dall'esistenza di importanti nuclei albanesi in Italia stabilitivi da quattro secoli.
È però contro la Russia che la diplomazia austro-ungarica, appoggiata da quella tedesca, lotta accanitamente, cercando di scalfire le posizioni che la Russia ha potuto stabilire nei Balcani, date le sue affinità di razza e di religione coi serbi, macedoni e bulgari. La Russia lavora soprattutto le popolazioni slave ortodosse ancora soggette alla Turchia, e con denari, scuole, chiese, insegnanti e propagandisti d'ogni genere incoraggia i movimenti nazionalisti di indipendenza, atteggiandosi a loro protettrice.



***


- "Vecchi cechi": F.L. Rieger, leader dell'autonomismo boemo contro il centralismo di Vienna  e capo del partito, nel 1863 si è dimesso da deputato al parlamento di Vienna e alla dieta di Boemia per guidare il boicottaggio dei lavori parlamentari;
- "Giovani cechi": costituitosi nel 1863, questo movimento non contesta la struttura generale della monarchia austro-ungarica ma avanza determinate richieste;



Regno di Prussia (escluse le terre polacche)

Guglielmo I (Berlino 1797-1888)
secondogenito di Federico Guglielmo III e di Luisa Augusta di Meclemburgo-Strelitz;
1861-88, re di Prussia;
1814-15, congresso di Vienna: la Prussia ha ottenuto cospicui ingrandimenti territoriali nelle regioni renane;
- Cancelliere e Ministro degli Esteri: O. von Bismarck (1862 ott-1890);
1866
guerra con l'Austria;
1871-88,imperatore di Germania;

Albero genealogico
 
Regno di Baviera

Ludwig II (Monaco 1845-Starnberger See 1886)
figlio del re Massimiliano II Joseph e della p.ssa Marie di Prussia;
1864-86, re di Baviera;
1866
appoggia l'Austria nella guerra contro la Prussia;

 
Regno di Hannover
George V [il re cieco] (Berlin 1819-Paris 1878)
figlio di Ernst August I e di Friederike di Mecklenburg-Strelitz;
1851-66, re di Hannover;
1866
Settembre
20
, il territorio di Hannover viene occupato dalle truppe prussiane e, dopo la Vittoria della Prussia sull'Austria, trasformato in un territorio della Prussia.
Albero genealogico
 
Regno di Sassonia
Johann I (Dresden 1801-Pillnitz 1873)
figlio del principe Maximilian e di Carolina di Parma, e fratello di Friedrich August II;
1854-73, re di Sassonia;
1866
-
Albero genealogico
 
Regno di Württemberg 
Karl (Stuttgart 1823 - Stuttgart 1891)
figlio del re Wilhelm I e della grand.ssa Olga di Russia;
1864-91, re di Württemberg;
1866
-
Albero genealogico
 
In tutto 35 stati sovrani compresi i seguenti:
Elettorato
Elettorato di Assia-Kassel
Friedrich Wilhelm (Philippsruhe 1802 - Prague 1875)
figlio del pr. elettore Wilhelm II e della p.ssa Auguste von Preussen;
1847-66, principe elettore di Hessen;
1866
-
Albero genealogico
 
Granducati
Granducato di Assia
Ludwig III (Darmstadt 1806 - Seeheim 1877)
figlio del granduca Ludwig II e della p.ssa Wilhelmine di Baden;
1848-77, granduca di Hessen und bei Rhein;
1866
-
Albero genealogico
 
Granducato di Baden
Friedrich I (Karlsruhe 1826 - Mainau 1907)
figlio del granduca Leopold e della p.ssa Sophie di Svezia;
1856-1907, granduca di Baden;
1866
-
Albero genealogico
 
Granducato di Lussemburgo
Willelm III (Brussels 1817 - Het Loo 1890)
figlio del re Willelm II e della grand.ssa Anna di Russia;
1849-90, re dei Paesi Bassi e granduca di Lussemburgo;
1866
-
Albero genealogico
 
Granducato di Meclemburgo-Schwerin
Friedrich Franz II (Ludwigslust 1823 - Schwerin 1883)
figlio del granduca Paul Friedrich e della p.ssa Alexandrine di Prussia;
1842-83, granduca di Mecklenburg-Schwerin;
1866
-
Albero genealogico
 
Granducato di Meclemburgo-Strelitz
Friedrich Wilhelm (Neustrelitz 1819 - Neustrelitz 1904)
figlio del granduca Georg e della p.ssa Marie von Hessen-Kassel;
1860-1904, granduca di Mecklenburg-Strelitz;
1866
-
Albero genealogico
 
Granducato di Oldenburg
Peter II (Oldenburg 1827 - Rastede 1900)
figlio del granduca August e della p.ssa Ida von Anhalt-Bernburg-Schaumburg-Hoym;
1853-1900, granduca di Oldenburg;
1866
-
Albero genealogico
 
Granducato di Sassonia-Weimar-Eisenach

Karl Alexander (Weimar 24.6.1818 - Weimar 5.1.1901)
figlio del granduca Karl Friedrich e della grand.ssa Maria Pavlovna di Russia;
1853-1901, granduca di Sassonia-Weimar-Eisenach;
1866
-

Albero genealogico
 
Ducati
Ducato di Anhalt (dal 1863)
Leopold IV (Dessau 1794 - Dessau 1871)
figlio del pr.ered. Friedrich di Anhalt-Dessau e della langr.na Amalie von Hessen-Homburg;
1863-1871, duca di Anhalt;
1866
-
Albero genealogico
 
Ducato di Braunschweig
Wilhelm (Braunschweig 1806 - Schloss Sibyllenort 1884)
figlio del duca Friedrich Wilhelm e della p.ssa Marie von Baden;
1830-84, duca di Braunschweig;
1866
-
Albero genealogico
 
Ducato di Schleswig-Holstein-Sonderburg-Glücksburg
Friedrich (Schleswig 1814 - Schleswig 1885)
figlio del duca Wilhelm e della langravina Luise von Hessen-Kassel, nonché fratello di Karl;
1863-66, duca di Schleswig-Holstein-Sonderburg-Glücksburg;
1866
-
Albero genealogico
 
Ducato di Lauenburg
Ducato di Limburgo
Ducato di Nassau
Adolf (castello di Biebrich in Wiesbaden 1817 - castello di Hohenburg vicino Lenggries 1905)
figlio del duca Wilhelm e della p.ssa Luise di Saxe-Altenburg;
1839-66, duca di Nassau;
1866
Settembre
20
, Nassau viene annessa alla Prussia ed egli perde il trono.
Albero genealogico
 
Ducato di Sassonia-Altenburg (dal 1826)
Ernst I (Hildburghausen 1826 - Altenburg 1908)
figlio del duca Georg e della d.ssa Maria von Mecklenburg-Schwerin;
1853-1908, duca di Sassonia-Altenburg;
1866
-
Albero genealogico
 
Ducato di Sassonia-Coburgo-Gotha

Ernst II (Coburgo 1818-castello di Reinhardsbrunn 1893)
figlio di Ernst I e della p.ssa Luise di Saxe-Gotha;
1844-93, duca di Sassonia-Coburgo-Gotha;
1866
-

Albero genealogico
 
Ducato di Sassonia-Meiningen

Bernhard II (Meiningen 1800 - Meiningen 1882)
figlio del duca Georg I e della p.ssa Luise Eleonore zu Hohenlohe-Langenburg;
1803-66, duca di Sassonia-Meiningen;
1866
Settembre
20
, abdica.

Albero genealogico
 
Georg II (Meiningen 1826 - Wildungen 1914)
figlio del duca Bernhard II e della p.ssa Marie di Hesse-Kassel;
1866-1914, duca di Sassonia-Meiningen;
1866
-
Albero genealogico
 
Principati
Principato di Assia-Homburg
Ferdinand (Homburg 1783 - Homburg 1866)
figlio del principe Friedrich V e della langravina Karoline von Hessen-Darmstadt;
1848-66, principe di Assia-Homburg;
1866
-
Albero genealogico
 
Principato di Liechtenstein
Johann II (Lednice (Eisgrub), Moravia 1840 - Feldsberg 1929)
figlio del principe Aloisio II e della c.ssa Franziska Kinsky von Wchinitz u.Tettau;
1858-1929, principe von und zu Liechtenstein;
1866
-
Albero genealogico
 
Principato di Lippe
Leopoldo III (Detmold 1821 - Detmold 1875)
figlio del principe Leopold II e della p.ssa Emilie von Schwarzburg-Sondershausen;
1851-75, principe di Lippe-Detmold;
1866
-
Albero genealogico
 
Principato di Reuss-Greiz
Heinrich XXII (Greiz 1846 - Greiz 1902)
figlio del principe Heinrich XX e della landgravine Karoline di Hesse-Homburg;
1859-1902, principe di Reuss-Greiz;
1866
-
Albero genealogico
 
Principato di Reuss-Schleiz
Heinrich LXVII (Schleiz 1789 - Gera 1867)
figlio del conte Heinrich XLII e della p.ssa Karoline Henriette zu Hohenlohe-Kirchberg;
1854-67, principe di Reuss-Schleiz;
1866
-
Albero genealogico
 
Principato Schaumburg-Lippe
Adolf I (Bückeburg 1817 - Bückeburg 1893)
figlio del principe Georg e della p.ssa Ida zu Waldeck u.Pyrmont;
1860-93, principe di Schaumburg-Lippe;
1866
-
Albero genealogico
 
Principato di Schwarzburg-Rudolstadt
Friedrich Günther I (Rudolstadt 1793 - Schloss Heidecksburg 1867)
figlio del principe Ludwig Friedrich II e della ldgvne Karoline di Hesse-Homburg;
1807-67, principe di Schwarzburg-Rudolstadt;
1866
-
Albero genealogico
 
Principato di Schwarzburg-Sondershausen
Günther Friedrich Karl II (Sondershausen 1801 - Sondershausen 1889)
figlio del principe Günther Friedrich Karl I e della p.ssa Karoline von Schwarzburg-Rudolstadt;
1835-80, principe di Schwarzburg-Sondershausen;
1866
-
Albero genealogico
 
Principato di Waldeck e Pyrmont
Georg Viktor (Arolsen 1831 - Mariánské Lázne (Marienbad), Bohemia 1893)
figlio del principe Georg Friedrich Heinrich e della p.ssa Emma von Anhalt-Bernburg-Schaumburg-Hoym;
1845-93, principe di Waldeck e Pyrmont;
1866
-
Albero genealogico
 
Città libere e anseatiche
Francoforte sul Meno
Brema
Amburgo
Lubecca
*Bund in tedesco significa tanto confederazione quanto federazione.
[Fino al 1847 ha costituito poco più di una cassa di risonanza, in Germania, della politica del cancelliere austriaco principe di Metternich-Winneburg.]
Dopo la sconfitta dell'Austria nella guerra del 1859, in Germania si alimentano le agitazioni per una genuina struttura federale.






1866
Agosto
23
, pace di Praga: l'Austria sconfitta riconosce lo scioglimento della Confederazione Germanica al cui posto la Prussia organizza la Confederazione della Germania del Nord (Norddeutscher Bund), inizialmente una alleanza e confederazione degli stati tedeschi indipendenti a nord del fiume Meno.
 


1866
REGNO di POLONIA
(Regno del Congresso)
[capitale Varsavia]
- dal 1864 il governo russo ha abolito il polacco come lingua ufficiale, soppresso ogni forma di governo locale e promulgata una riforma agraria molto più radicale di quella russa del 1861, per danneggiare la turbolenta nobiltà;
anche la chiesa cattolica viene perseguitata;
 
1866
-




1866
[Da marzo 1849, la nuova costituzione riconosce il regno di Croazia indipendente dall'Ungheria, una disposizione tuttavia di valore meramente simbolico.
Dal 1852 è in atto il "sistema Bach".]
1866
Zagabria, il vescovo di Djakovo Josip Jurai Strossmayer, fonda l'Accademia jugoslava delle arti e delle scienze.
Mentre la monarchia degli Absburgo si trova sull'orlo dello sfacelo, il vescovo non rimane insensibile alle voci di coloro che sostengono l'opportunità di un'alleanza fra croati e serbi per sfruttare l'occasione propizia: entra infatti in trattative segrete col principe Mihailo III ObreNovic e con Garašanin per costituire uno stato jugoslavo indipendente dall'Austria e dalla Turchia.
[Ma si tratta solo di un episodio, per quanto significativo: la rapida vittoria delle forze prussiane assesta a questi piani un grave colpo, costringendo Vienna non solo a concludere rapidamente la pace e a sgombrare il Veneto, ma anche a trovare un accordo con i magiari (o meglio, con la loro classe feudale).]

DALMAZIA
-
Il problema dalmata ha ripercussioni anche sulla situazione interna della Croazia.

[Joze Pirjevec, Serbi, Croati, Sloveni - Storia di tre nazioni, Universale Paperbacks, Il Mulino, Bologna 1995]
BOSNIA
1866
-

1866
Mihailo III ObreNovic
Albero genealogico
(Kragujevac 1823 -Kosutnjak, Belgrado 1868)
figlio secondogenito di Miloš ObreNovic;
1839-42, 1860-68, principe di Serbia;
1866
tenta di organizzare i popoli balcanici in una lega antiturca, cui si affiancano anche colloqui segreti con alcuni esponenti croati, nella speranza di approfittare della debolezza dell'Austria edificando sulle sue rovine uno stato jugoslavo. Ma nascono subito delle divergenze significative che condizioneranno in seguito ogni tentativo di collaborazione fra serbi e croati:
- i croati mirano a un rapporto paritario,
- i serbi pretendono per sé il ruolo di popolo guida, chiedendo non solo la Bosnia-Erzegovina, ma anche dei territori che intaccherebbero l'integrità della Croazia.

[Aspirazioni grandiserbe sono del resto coltivate, oltreché dai conservatori di Belgrado, dai liberali, a loro fieramente avversi, della cosiddetta "Gioventù serba unita". In contrasto con G. Mazzini e i populisti russi, questo movimento capeggiato dal brillante giornalista Svetozar Miletic ha il suo centro a Novi Sad, capitale della Vojvodina, che fin dai primi decenni del secolo è assurta quasi all'Atene di tutto il popolo serbo. Qui è stata trasferita da Budapest (dove era stata fondata nel 1825), la prima società di intellettuali l' "Ape regina serba" e qui si è formata, a metà del secolo, una scuola poetica tardoromantica, tra i cui esponenti va citato almeno Jovan JovaNovic Zmaj, poeta satirico, autore di versi per l'infanzia e cantore di struggenti sentimenti familiari e patriottici.
Al fascino dell'idea grandeserba non sa sottarsi nemmeno il fondatore del socialismo serbo, Svetozar Markovic: anche per lui la Bosnia è «quella terra dove il popolo serbo è diviso fra tre religioni».]
[Joze Pirjevec, Serbi, Croati, Sloveni - Storia di tre nazioni, Universale Paperbacks, Il Mulino, Bologna 1995]

Principato del Montenegro
Nicola I Petrovich Njegosh
Albero genealogico

(Njegoš, Principato del Montenegro 1841 - Antibes, Francia 1921)
1860-1918, principe del Montenegro;




1910-18, re del Montenegro (Nicola I);

1866
-





1866
Regno degli Elleni
Giorgio I
Albero genealogico

(Copenaghen 1845-Salonicco 1913)
figlio di Cristiano IX re di Danimarca e di Luisa di Assia-Kassel nonché cognato di Edward VII re d'Inghilterra;
1863-1913, re degli Elleni;
- dal 1864 ha accordato al paese una costituzione democratica (non di immediata applicazione); condiziona le rivendicazioni di Atene su Creta;





 
1866
l'Inghilterra condiziona le rivendicazioni di Atene su Creta frenandone l'intervento in occasione dell'insurrezione cretese;




1866
IMPERO OTTOMANO
Abdül Aziz o 'Abd al-'Aziz
Albero genealogico
(Istanbul, 9 febbraio 1830 – Istanbul, 4 giugno 1876)
figlio di Mahmud II;
1861-76, XXXII sultano;


1866
1866-68, insurrezione di Creta;





1866
RUSSIA
 
Alessandro II Romanov
Albero genealogico

(Mosca 1818 - Pietroburgo 1881)
figlio di Nicola I e di Carlotta di Prussia;
1855-81, zar di Russia;

 
Ministro degli Esteri
A.M. Gorcacov
(1856 - 1866)
1866
nella seconda metà del regno, dopo aver:
- creato una magistratura autonoma,
- semplificato la procedura civile e penale,
- istituito organi di autogoverno locale (gli zemstvo, le cui competenze rimangono però assai circoscritte),
- riorganizzato l'esercito e la marina,
- liberalizzato la legislazione industriale e commerciale,
- potenziato le ferrovie e gli istituti di credito,
l'opera riformatrice dello zar si blocca mentre si acuisce l'azione repressiva;





-
1866
si cominciano a liberare i contadini dalla servitù della gleba;

 
Granducato di Finlandia
[relativamente autonomo]
- dal 1809, in seguito alla pace di Tilsit e al trattato di Fredrikshamn;
- dal 1863 la dieta viene convocata ufficialmente ogni cinque anni e
la lingua ufficiale è diventata il finlandese; la religione è luterana già dal XVI sec..
1866
-

1866
Principato di ROMANIA
[dal 9 novembre 1859 con l'unione di Moldavia e Valacchia]
Alessandro Couza

 

(? - ?)
colonnello, figlio di ;
1859-66, principe di Romania;
allo stesso tempo demagogo e dispotico, confisca le proprietà dei monasteri, abolisce i privilegi feudali della nobiltà;
nel 1864, con un colpo di stato sopprime l'assemblea nazionale, sostituendoVI un senato eletto a suffragio universale; ma l'istituzione del monopolio dei tabacchi gli toglie le simpatie popolari, mentre la sua eccessiva aVIdità di denaro e la sua vita privata poco edificante gli suscitano ostilità generali;
malgrado alcune utili riforme da lui introdotte, finisce per avere tutti contro di sé: la nobiltà, il clero e le masse popolari;
1866
Febbraio
23
, un gruppo di 40 congiurati penetra nel suo palazzo e lo obbligano ad abdicare e andare in esilio.


viene costituito un governo provvisorio presieduto da Golescu e le due camere eleggono principe il conte delle Fiandre, fratello del re del Belgio; ma il sultano si oppone a tale scelta e il conte delle Fiandre stesso rifiuta.
viene quindi proposto il principe Carlo di Hohenzollern-Sigmaringen, imparentato con la Casa Reale di Prussia e coi Bonaparte ed egli viene eletto con plebiscito il 20 aprile dello stesso anno.
Carlo di Hohenzollern-Sigmaringen

Albero genealogico

(Sigmaringen, Prussia 1839 - Sinaia, Valacchia 1914)
figlio di Carlo Antonio († 1885) principe di Hohenzollern-Sigmaringen (1848-49, abd.) e di Giuseppina di Baden;
1859, entra nell'esercito prussiano;
1866
Aprile
20
, grazie anche all'appoggio di Napoleone III col quale ha rapporti di parentela, viene eletto con plebiscito popolare:
1866-81, principe di Romania;
la conferenza di Parigi dichiara nulla l'elezione ma per suggerimento di Bismarck egli parte subito per la Romania in incognito;
Maggio
22
, giunge a Bucarest dove viene accolto con grande entusiasmo popolare.
La Turchia protesta e concentra un esercito sul Danubio sotto Omar Pascià, i romeni mobilitano e una nuova guerra sembra imminente; ma la Vittoria prussiana sull'Austria (la Duplice Monarchia Austria-Ungheria sarà costituita con un compromesso nel 1867) a Sadowa e l'insurrezione di Creta distraggono l'attenzione sia della Porta che dell'Austria stessa da ogni idea di intervento.
La conferenza di Parigi e il sultano si adattano al fatto compiuto e finiscono per riconoscere il nuovo sovrano.



1881-1914, re di Romania; (Carlo I)






1866
-
 

a




1866
FRANCIA
II IMPERO
[Costituzione del 1852]
(1852-1870)
[Autoritario]
Napoleone III
Albero genealogico
(Parigi 1808-Chislehurst, Kent 1873)
figlio terzogenito (Carlo Luigi Napoleone Bonaparte) di Luigi Bonaparte re d'Olanda (1806-10) e di Hortense Beauharnais;
1852-70, imperatore dei francesi;
Senato
Raymond-Théodore Troplong
(1852 30 dic - 1° mar 1869)
Corpo legislativo
Consiglio di Stato
 
Presidente del Consiglio di Stato

Napoleone III
(1852 2 dic - 17 lug 1869)
III

Ministro della Maison de l'Empereur
mar.llo conte J.-B.- Ph. Vaillant
(1860 4 dic - 2 gen 1870)

Affari Esteri
É. Drouyn de Lhuys
(1865 15 ott - 1° set 1866)
Charles de La Valette
(1° set - 2 ott)
Léonel de Moustier
(2 ott - 17 dic 1868)
Interno
Charles de La Valette
(28 mar - 13 nov 1867)
Polizia generale  
Belle Arti
mar.llo conte
J.-B.- Ph. Vaillant
(1863 23 giu - 2 gen 1870)
Istruzione pubblica  
Giustizia e Culti
P.-J. Baroche
(1863 23 giu - 17 lug 1869)
Finanze
A.-M. Fould
(14 nov - 20 gen 1867)
Agricoltura,
Commercio
e Lavori pubblici
-
Guerra
mar.llo conte
J.-L.-C.-A. Randon
(1859 5 mag - 20 gen 1867)
Marina e Colonie
conte
J.N.S.P. de Chasseloup-Laubat
(1860 24 nov - 20 gen 1867)

1866
1859-69, apertura del canale di Suez;
1862-67, spedizione in Messico volta a creare in quel paese una monarchia dipendente da Parigi;
terza guerra d'indipendenza: mediazione di Napoleone III per la cessione del Veneto all'Italia;




1866
REGNO dei PAESI BASSI
Guglielmo III

Albero genealogico

(† 1890)
figlio di Guglielmo II e di Anna di Russia;
1849-90, re dei Paesi Bassi e granduca di Lussemburgo;


Primo ministro
J.R. Thorbeke
(1862 - 1866)
[governo liberale]
-
1866
-
 

a



1866
REGNO del BELGIO

Leopoldo II

Albero genealogico

(1835 - 1909)
figlio di Leopoldo I e di Carolina Carlotta Augusta d'Inghilterra;
1865-1909, re dei belgi;

1885-1908, sovrano dello Stato Indipendente del Congo
[in realtà un suo possedimento personale]



 
Primo ministro
Charles Latour Rogler
(1857 - 1868)
liberale

1866
il governo attua nuove misure anticlericali e rafforza il libero scambio mentre dal 1863 i cattolici, forti soprattutto tra i fiamminghi, si sono organizzati in partito;
Nel budget dello stato i culti figurano, come un capitolo del Ministero della Giustizia, per la somma cospicua di 5.474.367 lire (4 milioni nel 1850), di cui la massima parte spetta al culto cattolico;
i liberali da alcuni anni chiedono che si tolga ai culti ogni stipendio, giacché lo stato, non avendo alcuna autorità su di loro, deve pure sottrarsi ad ogni obbligo; il partito cattolico, temendo la logica di questo principio, si affanna a provare che per lo stato belga il traitment non è uno stipendio ma una indennità, un corrispettivo dei beni ecclesiastici incamerati all'epoca della rivoluzione francese; in pratica se lo stato non intendesse più pagare, dovrebbe restituire i beni di cui spogliò il clero;
questa tesi è sostenuta nel «Journal historique et littéraire de Kersten», uno degli organi del partito cattolico; l'opinione è suffragata da De Teux, Dechamps e da altri capi del partito cattolico ma è nello stesso tempo combattuta da Frère-Orban, De Fré, Laurent e da altri rappresentanti del partito liberale;
su questa interpretazione e su molte altre faccende attinenti il culto cattolico si inizia la lotta politica in Belgio;
1885-1908, sovrano dello Stato Indipendente del Congo [in realtà un suo possedimento personale]


a

 




1866
Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda
Vittoria
Albero genealogico

(Londra 1819-Osborne, isola di Wight 1901)
figlia di Edoardo duca di Kent e di Vittoria Maria Luisa di Sassonia-Coburgo-Gotha;
1820, alla morte del padre è posta sotto la tutela dello zio materno Leopoldo di Sassonia-Coburgo-Saalfeld (futuro Leopoldo I del Belgio);
1837-1901, regina del Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda;
succeduta alla morte dello zio Guglielmo IV morto senza eredi legittimi;
- 1840, febbraio, sposa l'amatissimo cugino Alberto di Sassonia-Coburgo-Gotha;
- dal 14 febbraio 1861 è vedova;
1866
-

1877-1901, imperatrice delle Indie;



Primo lord
del Tesoro
[First Lord
of the Treasury
]
J. Russell
liberale
1° conte Russell
(29 ott - 28 giu 1866)
E.G. Stanley
conservatore
conte di Derby
(28 giu - 27 feb 1868)
Cancelliere dello Scacchiere
[Chancellor
of the Exchequer
]
W.E. Gladstone
(1859 18 giu - 26 giu 1866)
B. Disraeli
(6 lug - 29 feb 1868)
Segretari di Stato
 
Affari Esteri e
Commonwealth
G. Villiers
conte di Clarendon
(1865 - 1866)
-
Affari Interni
-
Giustizia
-
Colonie
-

1866
-

Dicembre
4-24
, Londra, una delegazione ufficiale delle tre province del Nord America Britannico:
- New Brunswick,
- Nova Scotia,
- Provincia del Canada,
favorevoli alla confederazione (16 delegati in tutto) e alcuni funzionari imperiali si incontrano nella capitale imperiale per definire gli ultimi dettagli e preparare il progetto di legge che sarà successivamente portato di fronte alla Camera dei Comuni;

La provincia Isola di Vancouver, creata nel 1849, viene ora abolita.

 

1866
-



1866
REGNO di DANIMARCA
Cristiano IX
Albero genealogico

(Gottorp, Schleswig-Holstein 1818 - Copenaghen 1906)
figlio di Federico Guglielmo e di Luisa di Assia-Kassel;
1863-1906, re di Danimarca;

1866
-
ISLANDA
1866
-


1866
REGNO di SVEZIA e NORVEGIA
Carlo XV
Albero genealogico

(Stoccolma 1826 - Malmö 1872)
figlio di Oscar I e di Giuseppina di Leuchtenberg;
1859-72, re di Svezia e Norvegia;


SVEZIA
1866
-
NORVEGIA
1866
-







1866
REGNO di PORTOGALLO
Luiz I
Albero genealogico
(? - 1889)
secondogenito di Ferdinando di Sassonia-Coburgo-Gotha e di Maria II regina di Portogallo;
1861-89, re di Portogallo;
[succeduto al fratello Pietro V]
1862, sposa Maria Pia di Savoia-Carignano (1847-lug 1911);

-

?
(?-?)

1866
nel Concordato la religione cattolica è considerata come religione di stato, e quindi ufficiale;


a


1866
REGNO di SPAGNA
Isabella II
Albero genealogico

(1830 - 1904)
figlia di Ferdinando VII e di Maria Cristina di Napoli;
1833-68, regina di Spagna;
[maggiorenne dal 1843]


 
Primo Ministro
R.M. Narváez
(1864 -?)
Interni
-
 
1866
-










1866
REGNO D'ITALIA
Vittorio Emanuele II
Albero genealogico

(Torino 1820 - Roma 1878)
figlio di Carlo Alberto e di Maria Teresa d'Absburgo-Lorena di Toscana;
1831-49, principe di Piemonte;
1849-59, duca di Savoia;
1849-61, re di Sardegna;
dal 1855 è vedovo;
1861-78, re d'Italia;

 
PARLAMENTO
IX Legislatura
(1865 18 nov - 13 feb 1867
Presidente del Senato
conte G. Casati
lombardo
(1865 18 nov - 13 feb 1867)
Presidente della Camera
A. Mari
toscano
(1865 18 nov - 13 feb 1867)
 
Presidenti
del Consiglio
Alfonso Ferrero III
conte di La Marmora
piemontese
(1865 31 dic - 20 giu 1866)
(+ Esteri)
B. Ricasoli II
toscano
(1866 20 giu - 10 apr 1867)
Interno
D. Chiaves
piemontese
(1865 15 dic - 20 giu 1866)
Affari Esteri
- B. Ricasoli
toscano
(20 - 28 giu)
E. Visconti Venosta
lombardo
(1866 29 giu - 10 apr 1867)
Guerra
I. De Genova
conte di Pettinengo
piemontese
(1865 31 dic - 21 ago 1866)
E. Cugia Di Sant'Orsola
sardo
(1866 22 ago - 10 apr 1867)
Marina
D. Angioletti
toscano
(1864 21 dic - 20 giu 1866)
A. Depretis
lombardo
(1866 20 giu - 16 feb 1867)
Finanze
A. Scialoja
campano
(1865 31 dic - 16 feb 1867)
Agricoltura, Industria e Commercio
D. Berti
piemontese
(1865 31 dic - 20 giu 1866)
F. Cordova
siciliano
(1866 20 giu - 10 apr 1867)
Lavori Pubblici
S. Jacini
lombardo
(1864 28 set - 16 feb 1867)
Grazia e Giustizia, e Culti
G. De Falco
campano
(1865 31 dic - 20 giu 1866)
F. Borgatti
romagnolo
(1866 20 giu - 17 feb 1867)
Istruzione Pubblica
D. Berti
piemontese
(1865 31 dic - 16 feb 1867)
Ministri senza portafoglio
-
  Alfonso Ferrero
conte di La Marmora
piemontese
(1866 20 giu - 10 apr 1867)
 
1866
-






BRITISH NORTH AMERICA
[Nord America Britannico]
Governatore generale
Charles S. Monck
visconte Monck
(1861 - 1868)
-
-

1866
-

Marzo
17
, gli Stati Uniti non rinnovano il trattato di Reciprocità;

Maggio
31
, ca mezzo migliaio di feniani invade la penisola del Niagara, occupando la città di Fort Erie e scontrandosi a Ridgeway con due battaglioni della milizia.
[Come in ogni opera comica che si rispetti, entrambi gli avversari si ritirano convinti di essere stati sconfitti, ma il governo degli Stati Uniti è costretto a intervenire contro i suoi facinorosi cittadini.]


PROVINCIA DEL CANADA
[Aggiunta alle altre province britanniche nel 1763, include la regione sulle due rive del fiume San Lorenzo grossolanamente delimitate da Anticosti a est e il Lago Nipissing a ovest.
Dal 7 nov 1763 la provincia (ex Canada francese) è stata divisa formalmente in tre distretti: Québec, Trois-Rivières, Montréal.
Nel 1791 la provincia è stata separata in due parti:
Basso Canada (francofoni) e Alto Canada (lealisti).
Nel 1841, con l'Act of Union sono stati nominati due primi ministri ma Canada Est e Canada Ovest continuano ad andare ognuna per la sua strada. Il sistema dura ben 25 anni (1842-67).]
BASSO CANADA [o Canada Est]
Primo ministro
-
Vescovo di Montréal
Ignace Bourget
(1840 - 1876)

1866
Processo di unificazione della Provincia del Canada (1864 14 giu-29 mar 1867).
Una volta ottenuta l'approvazione dei parlamenti delle tre province interessate, il passo successivo è l'approvazione di Londra.

Dicembre
4-24
, una delegazione ufficiale delle tre province favorevoli alla confederazione (16 delegati in tutto) e alcuni funzionari imperiali si incontrano nella capitale imperiale per definire gli ultimi dettagli e preparare il progetto di legge che sarà successivamente portato di fronte alla Camera dei Comuni;
New Brunsvick
. Edward B. Chandler (1800-1880),
. Charles Fisher (1808-1880),
. John M. Johnson (1818-1868),
. Peter Mitchell (1824-1899)
. Samuel I. Tilley (1818-1896),
. Robert D. Wilmot (1809-1891) - nuovo;
Nova Scotia
. Adams G. Archibald (1814-1892),
. William A. Henry (1816-1888),
. Jonathan McCully (1809-1877),
. John W. Ritchie (1808-1890) - nuovo,
- Charles Tupper (1821-1915);
Provincia del Canada
. George-Étienne Cartier (1814-1873) - francocanadese,
. Alexander T. Galt (1817-1893),
. Hector-Louis Langevin (1826-1906) - francocanadese,
. John A. Macdonald (1815-1891),
. William McDougall (1822-1905).
Oltre a un impegno formale per la costruzione dell'Intercolonial Railway, si tratta soprattutto di accordarsi sulle scuole confessionali nelle varie province garantendo e formalizzando la continuazione dello status quo e di dare nuovi nomi a nuove realtà.
Le due province che sostituiscono Canada Est e Canada Ovest sono chiamate Québec e Ontario (qualcuno ha proposto Toronto).
Il Nord America Britannico diventa semplicemente Canada (preferito a Province Unite, Confederazione del Nord America Britannico o addirittura Acadia).
Alla dizione Regno o Viceregno del Canada, un po' troppo magniloquente e non gradita agli Stati Uniti, si preferisce quella di Dominion of Canada, che, pur in assenza di un corrispettivo in lingua francese, riprende un'antica tradizione coloniale britannica (il Dominion of New England, 1686-89).
Il progetto di legge raggiunge quindi l'aula parlamentare

 

 

 

ALTO CANADA [o Canada Ovest]
Primo ministro
-

1866
-

 

 

 

 

 

TERRANOVA
Primo Ministro
Frederic B.T. Carter
(1865 - 1870)

1866
-

 

ISOLA DEL PRINCIPE EDOARDO
Governatore della provincia
George Dundas
(1859 - 1868)

1866
-

 

NEW BRUNSWICK
Governatore della provincia
Arthur Hamilton Gordon
(1861 - 1866)
Charles H. Doyle
(1866 - 1867)

1866
Maggio
25
-12 giugno
, ai assiste ora a una elezione favorevole alla Confederazione;

 

 

NOVA SCOTIA
Governatore della provincia
William F. Williams
(1865 - 1867)

1866
Aprile
17
, il partito federale ottiene un voto parlamentare favorevole all'unione delle province marittime che, pur non facendo menzione delle Settantadue Risoluzioni di Québec, dà mandato al suo leader, Charles Tupper (1821-1915), di negoziare con il governo imperiale un nuovo progetto di unione;

 

ISOLA DI VANCOUVER [dal 1849]
Governatore della provincia
Arthur E. Kennedy
(1863 - 1866)
-

1866
La provincia viene unita alla British Columbia.

 

BRITISH COLUMBIA [dal 1858]
[nel 1866 ha incorporato l'Isola di Vancouver.]
Governatore della provincia
Frederick Seymour
(1864 - 1869)

1866
Corsa all'oro (1858-66).

Da questo momento una legge apposita vieta agli indiani di votare.
La provincia incorpora l'Isola di Vancouver.

 

 

UNIONE degli STATI UNITI d'AMERICA
Presidente degli Stati Uniti
Andrew Johnson [17°]
(1865 15 apr - 4 mar 1869)
[Un]
Vicepresidente
-
Segretario di Stato
[Ministro degli Esteri]
-
Ministro del Tesoro
-
Ministro della Guerra
-
Presidente della Corte Suprema
S.P. Chase
(1864 6 dic - 7 mag 1873)

1866
Gennaio
all'inizio dell'anno il presidente A. Johnson attacca apertamente i leader radicali come traditori, lasciando intendere che abbiano avuto qualche responsabilità nella tragica fine di A. Lincoln;

Febbraio
viene votato il Freedmen's Bureau Bill, che si propone di contrastare i "codici neri" prolungando la durata del Freedmen's Bureau e autorizzandolo a denunciare ai tribunali militari i casi di discriminazione razziale.
Il presidente A. Johnson pone il veto affermando, nella dichiarazione allegata, che il provvedimento di legge è incostituzionale in quanto amplia, in tempo di pace, le competenze dei tribunali militari; per di più i tribunali civili sono tutti in funzione e perfettamente in grado di proteggere gli ex schiavi emancipati.

Marzo
17
, gli Stati Uniti non rinnovano il trattato di Reciprocità;

Lo stesso mese viene votato il Civil Rights Act che conferisce la cittadinanza alla popolazione di colore e vieta ai singoli stati di emanare norme discriminanti per motivi razziali.
Con uguale tempestività A. Johnson pone il veto obiettando che questa legge invade la sfera di competenza degli stati, non deve essere approvata mentre undici stati del Sud non sono ancora rappresentati al Congresso, e discrimina i bianchi a favore dei negri.
Questo comportamento irrita al tal punto i moderati che i radicali riescono a ottenere la maggioranza dei due terzi prevista per una nuova approvazione del Freedmen's Bureau Bill e del Civil Rights Bill che rende vano il veto di A. Johnson.
In questo modo egli amplia in misura irreparabile la frattura all'interno dei repubblicani.

Aprile
si assiste a incursioni feniane verso il New Brunswick;

Per eliminare ogni dubbio sulla costituzionalità delle norme riguardanti i diritti civili e prevenire eventuali ricorsi alla magistratura, le stesse leggi vengono incorporate nel XIV emendamento alla Costituzione, proposto dal "Comitato congiunto per la ricostruzione".
Il XIV emendamento – il più dettagliato mai votato per integrare la Costituzione e il più complesso per le sue implicazioni nei rapporti tra i singoli stati e il governo federale – comprende quattro grandi enunciazioni di principio:
- 1ª sezione - afferma che tutte le persone nate o naturalizzate negli Stati Uniti e soggette alla loro giurisdizione sono cittadini degli Stati Uniti e dello stato in cui risiedono; nessuno stato può emanare o applicare alcuna legge che "restringa i privilegi e le immunità dei cittadini degli Stati Uniti", né privare "alcuna persona della vita, della libertà, o della proprietà, senza una procedura legale nella dovuta forma", né rifiutare "a chicchessia nei limiti della sua giurisdizione l'uguale protezione delle leggi".
[Dal momento che alcune decisioni successive della magistratura stabiliranno che il termine "persona" si riferisce sia ai singoli individui sia alle "persone giuridiche", il contenuto di questa prima sezione del XIV emendamento sarà utilizzato per salvaguardare il mondo degli affari dall'intervento delle leggi dei singoli stati. Però sembra infondata l'accusa che sia proprio questa l'intenzione degli estensori del testo.
In realtà l'obiettivo di questa parte dell'emendamento è semplicemente quello di proteggere gli ex schiavi emancipati (anche se le motivazioni filantropiche si associano alla speranza di prevenire una migrazione in massa dei negri nel Nord migliorandone le condizioni di vita nel Sud).]
- 2ª sezione - non inserisce espressamente l'obbligo di concedere il voto ai negri, ma prevede che in caso contrario venga proporzionalmente ridotto il numero dei delegati dello stato inadempiente alla camera dei rappresentanti.
[Le norme di questa sezione non saranno mai fatte rispettare e del resto saranno superate dall'introduzione, nel 1870, del XV emendamento che affermerà in modo esplicito che il diritto di voto non può "essere negato né limitato… per ragioni di razza, di colore o di precedente condizione servile".]
- 3ª sezione - vieta l'accesso alle cariche di senatore o di rappresentante al Congresso, nonché a "qualsiasi impiego civile o militare", a coloro che abbiano "preso parte a un'insurrezione o ribellione" malgrado abbiano "prestato giuramento di difendere la Costituzione degli Stati Uniti".
- 4ª sezione - conferma la validità del "debito pubblico degli Stati Uniti" mentre non riconosce "alcun debito o alcuna obbligzione contratti per venire in aiuto all'insurrezione" né "alcuna indennità reclamata per la perdita o l'emancipazione di uno schiavo".

Il presidente A. Johnson esprime senza esitazioni il suo dissenso e consiglia gli stati del Sud di non ratificare il XIV emendamento.
Il suo consiglio probabilmente è superfluo.
Solo il TENNESSEE, degli 11 stati che avevano aderito alla Confederazione, ratifica l'emendamento (sia pure con qualche irregolarità procedurale) e pertanto viene riammesso dal Congresso a far parte dell'Unione.
Gli altri 10 stati respingono l'emendamento con ampia maggioranza. I loro dieci rifiuti bastano a bocciare l'emendamento ma, per precauzione, anche il DELAWARE e il KENTUCKY rifiutano di ratificarlo.

Giugno
si assiste a incursioni feniane verso il Canada Ovest e il Canada Est;

Luglio
subito dopo la guerra, l'ex ufficiale unionista, ora deputato al Massachusetts, Nathaniel P. Banks (1816-1894), presenta al Congresso una proposta di legge che, se approvata, stipulerebbe le condizioni alle quali "gli stati della Nova Scotia, del New Brunswick, del Canada Est e del Canada Ovest" sarebbero ammessi a far parte dell'Unione.

I risultati elettorali danno una clamorosa vittoria al Partito repubblicano. Sia al senato sia alla camera dei rappresentanti il partito si assicura una maggioranza decisamente superiore ai due terzi necessari per aggirare l'eventuale veto presidenziale.
I radicali hanno ormai via libera per realizzare le loro idee a proposito della ricostruzione.


Dicembre
Causa Ex parte Milligan: la Corte suprema stabilisce che è incostituzionale far operare le corti marziali dove sono funzionanti i tribunali civili.
Tale sentenza apre dubbi sulla validità giurisdizionale dei tribunali operanti nell'ambito del Freedmen's Bureau Act e viene quindi ferocemente attaccata dai radicali.

Lo stesso anno Cyrus W. Field, che già prima della guerra di secessione ha finanziato alcuni tentativi malamente falliti di mettere in opera un cavo tansatlantico, riesce a realizzare quest'impresa: di conseguenza le notizie, i prezzi delle merci, le quotazioni di borsa sono trasmessi istantaneamente attraverso l'oceano, e non è più necessario attendere due settimane o anche più come quando venivano trasportate dai piroscafi.

I governi della ricostruzione nel Sud, pur giovandosi di un ampio appoggio da parte di consistenti gruppi di bianchi, non hanno una base politica stabile.
Si tratta in sostanza di governi-fantasma, la cui sopravvivenza è legata alla possibilità di manipolare il voto dei negri e alla presenza dell'esercito.
Per mobilitare gli elettori negri i repubblicani si affidano alla "Union League" (un'associazione patriottica fondata a Philadelphia nel corso della guerra).
Durante la ricostruzione la "Union League" si diffonde in tutto il Sud, apparentemente per familiarizzare la gente di colore con le nuove responsabiltà politiche, in effetti per raccogliere suffragi a favore dei repubblicani: i suoi incaricati spiegano ai negri che i loro interessi coincidono con quelli repubblicani, li istruiscono sul modo di votare per i repubblicani e a volte compilano addirittura la loro scheda elettorale. Per di più la "Union League" falsifica sistematicamente le liste elettorali e non si fa scrupolo di manomettere le urne.

MONTANA, guerra contro i sioux (1865-67): i sioux assalgono e sterminano un drappello di 82 soldati guidati dal cap. W.J. Fetterman.
Il "massacro di Fetterman" costringe il governo federale a riconsiderare ilproblema indiano da un nuovo punto di vista.

________________


 

 

[Maldwyn A. Jones, Storia degli Stati Uniti, Bompiani 1984.]

 




[01] DELAWARE [dal 7 dicembre 1787] - cap. Dover
[Primo stato a ratificare la Costituzione degli Stati Uniti d'America.
Non esistono collegamenti fra chiesa e stato e una grande libertà religiosa si è affermata sin dall'inizio.]
Governatore
-

1866
-

 

[02] PENNSYLVANIA [dal 12 dicembre 1787] - cap. Harrisburg
[Non esistono collegamenti fra chiesa e stato e una grande libertà religiosa si è affermata sin dall'inizio.]
Governatore
-

1866
-

 

[03] NEW JERSEY [dal 18 dicembre 1787] - cap. Trenton
[Non esistono collegamenti fra chiesa e stato e una grande libertà religiosa si è affermata sin dall'inizio.]
Governatore
-

1866
-

 

[04] - [04] GEORGIA [dal 2 gennaio 1788] - cap. Atlanta
[Già ammesso nell'Unione nel 1780 ma ratificato solo il 2 gennaio 1788.]
Governatore
-
-

1866
-




[05] CONNECTICUT [dal 4 gennaio 1788] - cap. Hartford
Governatore
-

1866
-

[06] MASSACHUSETTS [dal 6 febbraio 1788] - cap. Boston
Governatore
-

1866
-



[07] MARYLAND [dal 28 aprile 1788] - cap. Annapolis
Governatore
-

1866
-

 



 






[08] - [01] SOUTH CAROLINA [dal 23 maggio 1788] - cap. Columbia
Governatore
-
-

1866
-


[09] NEW HAMPSHIRE [dal 21 giugno 1788] - cap. Concord
Governatore
-

1866
-

 





[10] - [08] VIRGINIA [dal 26 giugno 1788] - cap. Richmond
Governatore
-
-

1866
-

 





[11] NEW YORK [dal 26 luglio 1788] - cap. Albany
[L'anglicanesimo è la religione di stato in quattro contee.]
Governatore
-

1866
-

 

[12] - [09] NORTH CAROLINA [dal 29 maggio 1789] - cap. Raleigh
[Tratto di terre immediatamente a sud della Virginia, attorno allo stretto di Albemarle.]
Governatore
-
-

1866
-

[13] RHODE ISLAND [dal 29 maggio 1790] - cap. Providence
Governatore
-

1866
-


[14] VERMONT [dal 4 marzo 1791] - cap. Montpelier
Governatore
-

1866
-


[15] KENTUCKY [dal 1° giugno 1792] - cap. Frankfort
Governatore
-
-

1866
-



[16] - [10] TENNESSEE [dal 1° giugno 1796] - cap. Nashville
 
Governatore
-
-

1866
Aprile
viene riammesso all'Unione.

Ku Klux Klan
 corruzione delle parole
Kyklos (greco=cerchio) e clan (inglese)

Dopo la guerra di secessione, nel TENNESSEE viene fondata questa organizzazione segreta per mantenere la "supremazia bianca" e impedire, con la violenza, l'esercizio dei diritti da parte dei negri appena liberati dalla schiavitù;
regolato da un complesso rituale, esso è guidato da capi identificabili con titoli di fantasia come Gran Dragone, Gran Titano, Gran Ciclope, tutti alle dipendenze di uno Stregone Imperiale.
Suo primo capo e grande stregone è il gen. N.B. Forrest, sudista, che si pone l'obiettivo di stabilire un "invisibile impero del sud" contrapposto ai vincitori nordisti;
si diffonde rapidamente in tutto il Sud.
Obiettivo iniziale del Klan è di contrastare le iniziative della "Union League" e di conseguenza i suoi componenti in un primo momento si limitano ad azioni intimidatorie effettuate indossando tuniche e cappucci bianchi, all'erezione di croci fiammeggianti sulle colline e a spedizioni notturne che intendono tenere in soggezione i negri e convincerli a disertare le elezioni.
Ma quando tali azioni si rivelano insufficienti, si passa alla violenza sfrenata.
Negri, carpetbaggers e scalawags vengono assassinati, uccisi a bastonate, impiccati, bruciati o costretti a lasciare le loro case.
Da atti del genere alla criminalità aperta il passo è breve.

«segue 1869»

 


[17] OHIO [dal 1° marzo 1803] - cap. Columbus
Governatore
-
-

1866
-

[18] - [05] LOUISIANA [dal 30 aprile 1812] - cap. Baton Rouge
- 1819, Trattato Adams-Onís: stabilisce il confine con il MESSICO spagnolo: va dal fiume Sabine, nel TEXAS orientale, fino al 42° parallelo (futuro confine settentrionale della CALIFORNIA) e da quel punto, verso ovest, fino al Pacifico.
Governatore
-
-

1866
-

Luglio
30
, New Orleans, disordini sconvolgono la città: perdono la vita o vengono feriti circa 200 tra negri e bianchi sostenitori dell'Unione;


[19] INDIANA [dal 11 dicembre 1816] - cap. Indianapolis
Governatore
-
-

1866
-

[20] - [06] MISSISSIPPI [dal 10 dicembre 1817] cap. Jackson
Governatore
-
-

1866


[21] ILLINOIS [dal 3 dicembre 1818] - cap. Springfield
-
Governatore
-
-

1866
-

[22] - [02] ALABAMA [dal 14 dicembre 1819] - cap. Montgomery
Governatore
-
-

1866
-




[23] MAINE [dal 15 marzo 1820] - cap. Augusta
-
Governatore
-
-

1866
-

[24] MISSOURI [dal 10 agosto 1821] - cap. Jefferson City
Governatore
-
-

1866
-


[25] - [11] ARKANSAS [dal 15 giugno 1836] - cap. Little Rock
Governatore
-
-

1866
-

 


[26] MICHIGAN [dal 26 gennaio 1837] - cap. Lansing
Governatore
-
-

1866
-


[27] - [03] FLORIDA [dal 3 marzo 1845] - cap. Tallahassee
Tra il 1810 al 1813 gli Stati Uniti hanno inglobato la maggior parte della Florida occidentale, la scia costiera che corre da New Orleans a Mobile, ma una buona parte della colonia, unitamente a tutta la Florida orientale, cioè la penisola, resta ancora sotto il dominio spagnolo.
Nel 1819, con il Trattato Adams-Onís è stata completamente ceduta agli Stati Uniti dalla Spagna.
Governatore
-
-

1866
-


[28] - [07] TEXAS [dal 29 dicembre 1845] - cap. Austin
Governatore
-
-

1866
-

All'inizio dell'anno alcuni intraprendenti allevatori guidano le loro mandrie sulla prima delle "lunghe piste" verso nord, quella che dopo un percorso di circa 1600 km raggiunge Sedalia (MISSOURI), dove c'è un capolinea della Missouri Pacific Railroad. Molti capi di bestiame vanno perduti lungo la strada.


[-] Territorio del NEW MEXICO [dal 1846]
Governatore
-
-

1866
-

 


[29] IOWA [dal 28 dicembre 1846] - cap. Des Moines
Governatore
-
-

1866
-

 


[30] WISCONSIN [dal 29 maggio 1848] - cap. Madison
Governatore
-
-

1866
-

 


[-] Territorio dell'UTAH [dal 1850]
[Dal 2 marzo 1861 si è staccato il Territorio del NEVADA.]
Governatore
-
-

1866
-

 

 


[31] CALIFORNIA [dal 9 settembre 1850] - cap. Sacramento
Governatore
-

1866
-

 


[32] MINNESOTA [dall'11 maggio 1858] cap. Saint Paul
Governatore
-

1866
-

 


[33] OREGON [dal 14 febbraio 1859] - cap. Salem
- 1845, alla fine dell'anno i 5000 coloni americani dell'Oregon organizzano un governo provvisorio e chiedono la fine del regime di occupazione comune e l'esclusiva giurisdizione americana.
- 1848, diventa territorio autonomo.
Governatore
-

1866
-

 


[34] KANSAS [dal 28 gennaio 1861] - cap. Topeka
Governatore
-
-

1866
Gennaio
-

Ben Holladay, il pioniere del MISSOURI che ha rilevato i beni del fallimento (1862) della Central Overland, California and Pikes's Peak Express Company, acquista ora il controllo della società californiana Wells, Fargo and Company, la quale a sua volta ha rilevato le linee di John Butterfield, a ovest delle Montagne Rocciose. Ora Ben Holladay controlla quasi 8000 km di linee.
[Il trasporto via terra sarà ancora un fatto di rilevante importanza economica ancora per qualche decennio, ma è ormai in fase declinante in quanto sta facendo enormi progressi il trasporto per ferrovia.]


[-] Territorio del COLORADO [dal 28 febbraio 1861]
Governatore
-
-

1866
Gennaio
-

 


[-] Territorio dell'IDAHO [dal 24 marzo 1863] - cap. Boise
[Inizialmente, fino al 7 dicembre 1864, la capitale era Lexinton.]
Governatore
-
-

1866
Gennaio
-

 


[35] WEST VIRGINIA [dal 19 giugno 1863] - cap. Charleston
Governatore
-
-

1866
Gennaio
-

 


[-] Territorio del MONTANA [1864-89] [dal 26 maggio 1864] - cap. Virginia City
[Fino al 1865 cap. Bannack.]
Governatore
-
-

1866
Gennaio
-

La capitale si sposta a Virginia City nel 1865 e infine a Helena nel 1875. Nel 1870 la popolazione non indiana del Territorio del Montana ammontava a 20.595 persone.


[36] NEVADA [dal 31 ottobre 1864] - cap. Carson City
[Il 2 marzo 1861 il suo territorio era stato separato da quello dell'UTAH.]
Governatore
-
-

1866
-

 

 


a







1866
GRANDI ANTILLE
Cuba
-
1866
-
Haiti
-
?
(?-?)
1866
-
- Presidente della repubblica
?
(?-?)
1866
-
Giamaica
- Governatore
?
(?-?)
1866
l'isola diventa colonia della corona britannica;


1866
Ferdinando Massimiliano
Albero genealogico

(1832 - 1867)
figlio dell'arciduca Francesco Carlo d'Absburgo-Lorena e di Sofia di Baviera;
1864-1867, imperatore del Messico;





 
1866
B.P. Juárez Garcia, costretto ancora una volta a fuggire nel nord del paese, sostenuto dagli Stati Uniti anima contro i francesi e gli "imperiali" una resistenza a oltranza;



1866
GUATEMALA
[formalmente indipendente dal 1847]
- Capo del governo
-
1866
-


1866
HONDURAS
-
?
(?-?)
1866
cresce la dipendenza dagli Stati Uniti, interessati a mantenere sotto proprio controllo le ricche piantagioni di banane, unica risorsa economica del paese;


1866
NICARAGUA
[protettorato della Gran Bretagna sulla Costa de Mosquitos: (1848-60)]
- Dittatore
-
1866
lotte tra liberali e conservatori (clericali) agitano la vita interna del paese per tutto il secolo XIX;
gli interessi nordamericani sono rafforzati dal progetto di costruire un canale interoceanico attraverso il Nicaragua;



1866
COSTA RICA
[il paese è indipendente dal 1821]
-
?
(?-?)
1866
l'economia è basata in netta prevalenza sulla coltura del caffè e nel corso del secolo XIX, mentre si assiste ad una sistematica penetrazione di capitali inglesi e nordamericani, si forma pure una ristretta élite, socialmente e politicamente dominante, legata all'esportazione di questo prodotto;





1866
- Presidente  
1866
-


1866
-
-
1866
-

1866
República del Ecuador
Presidente della repubblica
-
 
1866
conflitti di frontiera con la Colombia;
le gravi amputazioni territoriali portano a un quadro politico instabile contrassegnato fino agli inizi del Novecento da un alternarsi di dittature conservatrici (J.J. Flores, G. García Moreno) e di dittature liberali (V. Rocafuerte, E. Alfaro) e da crescenti ingerenze dell'esercito formato all'origine da elementi venezuelani;



1866
BOLIVIA
Presidente della repubblica
?
(1825-?)
 
1866
l'evoluzione storica della regione è caratterizzata dall'instabilità politica, sociale ed economica, conseguenza della lotta tra le contrapposte oligarchie dell'altopiano minerario e del Chaco agricolo e delle tensioni sociali che percorrono il paese (agitazioni contadine e scioperi dei minatori);


1866
PERU'
[Repubblica indipendente dal 1827]
- Presidente della repubblica
gen. M.I. Prado
(1865 - 1868)
1866
-



1866
CILE
Presidente della repubblica
M. Montt
(1851 - 1861)
 
1866
sotto questa presidenza la crescente influenza britannica è culminata nella creazione di una rete ferroviaria nazionale e nell'istituzione di un moderno sistema creditizio ma ha imposto al modo di sviluppo, attraverso la manovra dei profitti e delle leve finanziarie, un orientamento marcatamente monoproduttivo, che alla lunga ha reso l'economia facilmente vulnerabile dalle fluttuazioni del mercato internazionale;


1866
GUYANE
[dal 1816 divise nelle tre colonie]
 dal 1816 divise nelle tre colonie:
Guyana Britannica (inglese)
1866
-
Suriname (olandese)
1866
-
Guyane Française (francese)
1866
già sede di una colonia penitenziaria e poi, dal 1852, di un bagno penale (fino al 1945);


1866
Pedro II
Albero genealogico
(Rio de Janeiro 1825 - Parigi 1891)
figlio di Pietro I;
1831-89, imperatore del Brasile;
a soli sei anni dopo l'abdicazione del padre;
[incoronato imperatore nel 1841, regnerà di fatto solo dal 1847]
nel 1847, rientrata la secessione del Rio Grande do Sul, istituisce un gabinetto responsabile dinanzi al parlamento, nel quale vengono immessi in posti chiave ex dirigenti separatisti;


1866
questione dei vescovi (1855-73): le istanze autonomistiche in seno alla chiesa, che sono all'origine di una lunga controversia con l'imperatore sul problema della massoneria, trovano un ostacolo sempre più intollerabile nell'ancor vigente regalismo della corona;
guerra grande (1864-70): assieme all'Argentina e l'Uruguay contro il Paraguay;




1866
PARAGUAY
Presidente della repubblica
Francisco Solano López
(1862 - 1870)
 
1866
guerra del Paraguay (1864-70): il primo conflitto internazionale latino-americano, che vede impegnati il Brasile, l'Argentina e l'Uruguay contro il Paraguay;



1866
- Presidente della repubblica
B. Mitre
(1862 - 1868)
 
1866
guerra contro il Paraguay (1865-70);






1866
Presidente della repubblica
V. Flores
(1865 - 1868)
[partito colorado]
 
1866
consolidato dall'alleanza con l'Argentina e il Brasile contro il Paraguay, il partito colorado si manterrà al potere per quasi un secolo;

 




1866
CINA
Tz'u-Hsi

(Dinastia Manciù)

ex concubina Jehonala;
1861-1908, imperatrice della Cina;

1866
Pechino,

 




a

 




1866
Giappone

 


1866
-

a

 




1866
Marocco
-
-
1866
-


1866
Algeria
-
-
1866
anche se i francesi hanno conquistato nel 1957 la Grande Cabilia, non l'hanno ancora sottomessa definitivamente;

1866
EGITTO
[parte dell'Impero Ottomano]
Isma'il
(Il Cairo 1830 - Costantinopoli 1895)
figlio di Ibrahim Pascià
1863-67, viceré d'Egitto;
succeduto allo zio Sa'id, è il vero continuatore della politica del padre;

1867-79, khedivè d'Egitto;

e riesce a ottenere dal sultano (firmani del 1866, 1867 e 1873) ampie autonomie per l'Egitto, il titolo di "chedivè" e prerogative regali;

1866
-



1866
Sudan
[capitale Khartum]
Il chedivè d'Egitto Muhammad Alì e suo figlio Ismail, tra il 1820 e il 1822, conquistano l'Alta Nubia, il Kordofan e il Sennar, realizzando la prima unificazione politica del paese.
Nel 1840 la dominazione egiziana viene consolidata a est con l'annessione di Kassala e nel 1846 con l'annessione di Suakin sul mar Rosso.]
   

1866
-

 




1866
Senegal
[sotto controllo francese dal 1817]
[dal 1817 è sotto controllo francese;
dal 1865, sottomesso e pacificato, è diventato la testa di ponte per la conquista dell'entroterra sudanese.]
- Governatore
?
(? - ?)
1866
1856-86, i senegalesi sotto la guida del damel di Cayor, Lat-Dior, un capo uolof (ucciso nel 1886), oppongono un'accanita resistenza ai conquistatori bianchi;
partecipa alla lotta anche Mamadou Lamine, vincitore dei francesi a Casamence;



Il governatore francese L.-L.-C. Faidherbe conquista Matam, Bakel e Medina e marcia verso est sulla "strada di Barth".
La resistenza è guidata da Hadj Omar e dal figlio Ahmadu che fanno prigioniero il governatore a Segu.
L.-L.-C. Faidherbe pone le fondamenta della futura ricchezza del Senegal, basata sull'esportazione del petrolio.


1866
Mauritania
[protettorato francese su su Trarza dal 1858.]
-
-
1866
-




1866
Niger
1866
-


1866
Guinea
 
-  

1866
-


1866
Sierra Leone
[colonia inglese dal 1808;
nel 1858 il governo britannico ha annesso al governatorato della Sierra Leone i possedimenti della Costa d'Oro
(Ghana) dove è già presente dal 1821.]
- Governatore
?
(?-?)
1866
-


1866
[ex Monrovia, è una repubblica indipendente dal 1847, con una costituzione modellata su quella statunitense ma con il predominio dell'elemento nero-americano su quello autoctono;
nel 1857 al paese si è unita l'ex colonia formatasi a capo delle Palme nel 1833.]
- Presidente
?
(?-?)

1866
-


1866
- Governatore
-
 
1866
-


1866
Lagos
[dal 1861 colonia della Corona britannica.]
-
-
1866
-


1866
Dahomey
-
-

1866
la Francia dal 1863 ha chiuso gli sbocchi marittimi del paese;


1866
Nigeria
[dalla conferenza di Berlino del 1865, la zona ibo (nota col nome di Oil Rivers per le foreste di palma olearia) è riconosciuta protettorato inglese.]
-
-

1866
-




1866
Africa Centrale
-
-
1866
-

1866
Malawi
-
-

1866
Marzo
il missionario-esploratore D. Livingstone parte da Zanzibar;

Aprile
7
, parte dalla baia di Mikindiny per l'interno, con una spedizione composta di:
- 12 sepoys (soldati indiani) di Bombay,
- 9 uomini di Johanna, delle isole Comoro,
- 7 schiavi liberati,
- 2 uomini del Zambese,
in tutto 30 uomini, sotto il comando del johannese Musa;
- 6 cammelli, 3 bufali, 2 muli e 3 asini.
I sepoys sono armati di carabine "Enfield", regalate al dottore dal governo di Bombay.
Il bagaglio consiste in 10 balle di stoffe, due sacchi di conterie, varie scatole di strumenti , come cronometri, termometri, sestante, termometri ad aria, abiti, medicine, ecc.
Risale la sponda sinistra del fiume Rovuma (fiume che si getta nell'oceano Indiano a 10°11' latitudine sud) diretto al lago Nyassa.

Maggio
18
, da un luogo chiamato Ngomano dove, egli scrive, è stato ricevuto con molta ospitalità dal capo di questa tribù, invia una sua lettera diretta in Europa.
[Nessun'altra notizia arriverà in Europa fino a quella della sua morte.]

Luglio
18
, la carovana, diminuita dei suoi dodici soldati licenziati in precedenza, arriva al villaggio di Vuahyyu situato a otto giorni di cammino al sud del Rovuma.

Agosto
la carovana, dopo aver patito molto la fame ed essersi ridotta a causa di diserzioni, arriva a Mponda, paese presso il lago Nyassa ma qui D. Livingstone rimane solo, abbandonato da gran parte dei suoi portatori e dallo stesso comandante johannese Musa. E saranno proprio costoro ad annunciare a Zanzibar la morte del dottore scozzese.
Fortunatamente nella regione non sono ancora giunti i mercanti di schiavi per cui gli indigeni sono ospitali.

Dicembre
uscito dalla regione ospitale, egli entra in una provincia dove i Mazitu avevano derubato tutto il bestiame, tutte le provviste costringendo gli abitanti ad emigrare, per cui poco o niente egli trova da mangiare.
In mezzo a mille difficoltà egli attraversa il Babisa, il Bobemba, il Barungu, il Ba-Ulungu e il Lunda.

 




1866
Camerun
-
1866
-

1866
Gabon
-
-

1866
-





1866
Zaire
-
-
1866
Un esploratore italiano, Carlo Piaggia, compie una prima serie di esplorazioni africane partendo dal Sudan ed entrando nel paese dove abitano popolazioni designate col nome di niamniàm (i futuri asande); raggiunge il villaggio di Tombo, poco a nord dell'attuale confine congolese, di cui si serve come base. Da qui esplora parte delle zone anche congolesi e vi rimane dal 1863 al 1865.
[Morirà solo, a Corcuggi, nel 1882, mentre dal Sudan sta cercando di raggiungere l'Etiopia.]


1866
Katanga
-
-

1866
-

 


1866
Basso Congo
-
1866
-


1866
Etiopia
Teodoro II
(? - 1868)
Ligg Kasa, un condottiero del nord, si fa incoronare imperatore;
1855-68, imperatore di Etiopia;
riesce a realizzare l'unità politico-territoriale dell'impero con l'uso della forza e con metodi di governo assolutistici, senza tuttavia giungere a ridimensionare il peso della chiesa né a sopprimere l'apparato nobiliare di origine feudale;
1866
-



1866
Somalia
[nel 1840 la costa settentrionale del territorio è diventata possedimento egiziano;
nel 1862 la Francia ha acquistato Obock, all'imbocco del Mar Rosso, da alcuni capi dancali.]
-
-
1866
-

1866
Uganda
-
-
1866
-

1866
Africa Orientale
-
-
1866
-





1866
Angola
-

1866
-

 

 

 




1866
Moselekatse [o Mzilikazi]
-
figlio di
? - 1868, re dei maTabele di Zimbabwe;
[clan guerriero nguni (zulu)]
1866
-


1866
Mozambico
-
-
1866
-




1866
Regno del Madagascar
(Imérina)
 
Raharo
(1863 - 1883)
1866
è al potere l'ex primo ministro malgascio Raharo (1863-83) che tenta tardivamente di salvare l'indipendenza del regno riavvicina ndosi alla Gran Bretagna e completando l'occidentalizzazione interna (emanazione di un codice, coscrizione obbligatoria, emancipazione degli schiavi, cristianesimo come religione ufficiale);


1866
Repubblica del Transvaal
[dal 1856]
[territorio dal Vaal al Limpopo - capitale: Pretoria]
Presidente
M. Pretorius
(1856 - 1872)
1860
Pretoria,

1866
Natal
[dominio inglese dal 1844]
[nel 1838 la regione è stata conquistata e colonizzata da coloni olandesi (boeri) e nel 1840 trasformata in repubblica indipendente;
1842-44, gli inglesi vi affermano nuovamente il loro dominio, dopo aver costretto i boeri a trasferirsi nell'interno, nello stato libero dell'Orange.]
Governatore
?
(? - ?)
1860
-

1866
Stato Libero d'Orange
[territorio dall'Orange al Vaal - capitale: Bloemfontein]
[stato indipendente creato nel 1836 da coloni olandesi provenienti da Città del Capo;
dal 1848 è occupato dalle truppe britanniche che hanno spostato il centro amministrativo a Bloemfontein;
nel 1854, vista l'impossibilità di controllare militarmente l'immenso territorio, gli inglesi si sono ritirati.]
Presidente
M. Pretorius
(1859 - ?)
1866
-

1866
[L'insediamento degli inglesi, divenuto definitivo dal 1814, ha formato un'oligarchia amministrativo-commerciale anglosassone nel Sud;
1834-39, grande trek (spostamento di massa dei coloni boeri verso le regioni dell'interno: Orange e Transvaal.]
Governatore
?
(? - ?)
1866
-






1866
Persia
Nasir al-Din Scià
(1831-1896)
figlio di Muhammad Scià, della dinastia Qagiar;
1848-96, scià di Persia;


1866
-


 




Bongiovanni, Luigi (Reggio nell'Emilia 8 dicembre 1866 – Roma 4 aprile 1941) militare e politico italiano.
[Figlio di Giuseppe e di Carolina Bigliardi.]

Casely Hayford, J.E. (1866-1930) scrittore e politico africano, laureato in legge;
studia alla Scuola Superiore Metodista di Cape Coast e poi all'Università di Fourah Bay;
si laurea in legge in Inghilterra;
1896, torna in patria (Costa d'Oro);
Gold Coast Native Institutions (1905, Istituzioni Indigene della Costa d'Oro)
[In cui si mostra un discepolo del liberalismo inglese, col suo nuovo "culto dell'identità africana", di E.W. Blyden e del vescovo revivalista liberiano Harris che predica nella Costa d'Oro e nella Costa d'Avorio la rinascita del credo etiope e la liberazione nazionale.]

De Bono, Emilio (Cassano d'Adda, Milano 1866-Verona 1944) militare e politico italiano; ufficiale di carriera, partecipò alle campagne d'Eritrea e di Libia e fu maggior generale nella prima guerra mondiale;
1919, fascista;
1922, quadrumviro della marcia su Roma e direttore generale di polizia nel primo ministero Mussolini;
1924, implicato nel "delitto Matteotti", comanda la Milizia volontaria per la sicurezza nazionale;
1925, senatore e governatore della Tripolitania;
1929, ministro delle colonie, comanda la prima fase della guerra d'Etiopia come alto commissario nell'Africa Orientale Italiana;
1935, novembre, viene sostituito da Badoglio e nominato maresciallo d'Italia;
1940, ispettore delle truppe d'oltremare;
1943, 25 luglio, nella seduta del gran consiglio vota contro B. Mussolini; dopo la proclamazione della Repubblica Sociale Italiana viene processato dal tribunale speciale fascista di Verona, condannato a morte e fucilato. 
[Dopo aver tentato invano di salvarsi la pelle consegnando al duce i documenti del "delitto Matteotti" in suo possesso.
Trattasi, molto probabilmente, degli stessi documenti presenti fra le carte sequestrate dagli inglesi a B. Mussolini, a Dongo, poco prima della fucilazione di quest'ultimo. Il famoso archivio segreto sui rapporti segreti tra il fascismo e il governo di Londra, che tanto avrebbe imbarazzato W. Churchill e la Corona britannica se fosse finito in mano ai partigiani e, peggio, a conoscenza dell'opinione pubblica.]


Di Saluzzo Di Paesana, Marco – marchese (Torino 9 aprile 1866 – Saluzzo, Cuneo 19 ottobre 1928) militare e politico italiano.

Edler von Alpenbach, Heinrich (Praga 15 luglio 1866 – Graz 15 novembre 1933) militare austro-ungarico.

Fabri, Carlo (Piacenza 19 gennaio 1866 – Piacenza 19 febbraio 1951) politico italiano.

Fera, Luigi (Cellara, Cosenza 4 maggio 1866 – Roma, 9 maggio 1936) politico italiano.

Gerlach, Hellmut von (Mönchmotschelnitz, Slesia 1866-Parigi 1935) politico tedesco
1896, fonda l'Unione nazionale-sociale con F. Naumann
1901, dirige il giornale democratico «Die Welt am Montag»
1903-07, deputato
ostile al nazionalismo tedesco, anche durante il primo conflitto mondiale, alla caduta dell'impero è per alcuni mesi sottosegretario al ministero dell'interno prussiano; combatte i movimenti antisemitici e l'organizzazione paramilitare degli "Elmi d'acciaio"
1933, inviso ai nazisti è costretto a fuggire in Austria e poi in Francia dove assume un ruolo di rilievo nell'emigrazione politica tedesca.

Mosconi, Antonio (Vicenza 9 settembre 1866 – Roma 13 luglio 1955) politico italiano.

Rossi di Montelera, Cesare (Chieri, Torino 11 novembre 1866 – Torino 10 gennaio 1926) politico italiano.
[Fratello del conte Teofilo.]

Sazonov, Sergej Dmitrevic (Rjazan 1866-Nizza 1927) politico russo;
1906-10, rappresentante presso il Vaticano; settembre, è chiamato a reggere il ministero degli esteri;
1912-13, durante le guerre balcaniche, rafforza le posizioni russe nei Balcani e mantiene i rapporti di stretta collaborazione con la Francia e la Gran Bretagna; fallisce invece il tentativo di riavvicina mento agli imperi centrali;
1914, spinge lo zar a ordinare la mobilitazione generale dopo l'ultimatum austriaco alla Serbia;
1915, ottiene il riconoscimento degli alleati alle pretese russe su Costantinopoli e gli Stretti; si oppone invece, nel corso delle trattative che portano al patto di Londra, alle richieste italiane relative all'Adriatico;
1916, luglio, si dimette per l'impopolarità suscitata da un suo progetto di autonomia per la Polonia;
1917, viene sorpreso dalla rivoluzione prima di poter assumere il nuovo incarico di ambasciatore a Londra;
1918-19, ministro degli esteri nel governo controrivoluzionario "bianco" di A.V. Kolcak;
Gli anni fatali 1910-1916 (1927).

Seeckt, Johannes Friedrich Leopold von – detto Hans (Schleswig, 22 aprile 1866 – Berlino, 27 dicembre 1936) militare tedesco.

Sitta, Pietro (Quacchio, fraz. di Ferrara 2 novembre 1866 – Ferrara 10 agosto 1947) politico italiano.

Steffens, Lincoln (1866-1936) giornalista statunitense, il cui stile, incalzante e minuzioso al tempo stesso, influenzerà non pochi scrittori.

Sun Yat-sen ( Sun Wen ) (Hsiangshan, Kwangtung 1866-Pechino 1925) politico cinese, considerato il padre della Cina moderna.

Tangorra, Vincenzo (Venosa, Potenza 8 dicembre 1866 – Roma 21 dicembre 1922) politico italiano.

Vandervelde, Émile (Ixelles, Bruxelles 1866-Bruxelles 1938) politico belga, marxista, profondamente influenzato da E. Bernstein e dal reVIsionismo, fu tra i fondatori del Partito operaio belga;
Inchiesta sulle associazioni professionali in Belgio (1891)
1894, eletto deputato, è uno dei dirigenti più ascoltati del partito;
1900-18, presidente del bureau dell'Internazionale socialista;
Il collettivismo e l'evoluzione industriale (1900)
Lo sciopero generale in Belgio (1913)
1914-18, ministro nel governo di unità nazionale; 1914, dopo il fallimento contribuisce a ricostituire l'Internazionale operaia e socialista;
1917, si schiera contro lo stato fondato sulla teoria della dittatura del proletariato costituitosi in Russia, orientando in seguito tutta la sua azione politica sulla base di una chiara distinzione tra comunismo e democrazia; contrario ad ogni forma di accentramento e statalismo è tra coloro che più contribuiscono a fare del Partito operaio non una struttura rigida sul modello della socialdemocrazia tedesca, bensì una federazione di gruppi politici, sindacati, cooperative e mutue, nella quale rappresenta sempre l'ala politicamente più ortodossa e tradizionale, critica delle nuove concezioni diffusesi soprattutto negli anni fra le due guerre, in particolare del "planismo" di Hendrik de Man;
Il Belgio invaso e il socialismo internazionale (1917)
Il socialismo contro lo stato (1918)
1919-21, ministro della giustizia;
1925-27, ministro degli esteri;
Il partito operaio belga (1925)
L'alternativa: capitalismo di stato e socialismo democratico (1933)
1935-37, ministro senza portafoglio;
Ricordi di un militante socialista (1939.

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Regno d'Italia

Gennaio

FebbraioIII guerra d'indipendenza

Marzo
di fronte ad un ulteriore aggravamento della tensione tra Austria e Prussia, il presidente del consiglio gen. A. Ferrero, conte di La Marmora, incoraggiato da Napoleone III, decide di accettare la richiesta del cancelliere prussiano O. von Bismarck di aprire trattative per un'alleanza militare; 
19, Imola, per l'onomastico di G. Garibaldi la "Società del Progresso" organizza un banchetto alle acque minerali, le nuove fonti scoperte da Gioachino Cerchiari; le discussioni si fanno violente per via dell'aumento del prezzo del pane (45 lire il sacco), del granoturco (superiore a 20 lire) della carne e del vino (in continuo aumento ogni giorno). Colpa non già della grandine, della siccità o della filossera, ma del governo e delle sue tasse. Quella nuova "del macinato" farà poi il resto.
Imola, nel corso dell'anno molti preti sono condannati e rinchiusi nelle prigioni della Rocca; per loro lavorano comunque i parroci e tra i due partiti principali il repubblicano (popolani e operai) e il monarchico (ricchi) è lotta incessante e violenta.

Aprile
8, il gen. G. Govone inviato a Berlino conclude così un trattato di alleanza che stabilisce:
- l'Italia dichiarerà guerra all'Austria non appena la Prussia inizi le ostilità;
- le due potenze non concluderanno pace separata fino a che l'Austria non ceda all'Italia il Veneto e alla Prussia territori equivalenti per popolazione;
- l'alleanza scadrà qualora entro tre mesi la Prussia non dichiari guerra all'Austria (condizione inserita nel trattato su richiesta italiana);
O. von Bismarck non vuole prender alcun impegno per il Trentino, che dal 1815 rientra nei confini della Confederazione Germanica, ma promette il suo appoggio alle rivendicazioni italiane su quel territorio qualora l'Italia riuscisse ad impadronirsene;
l'intenso lavoro diplomatico di due mesi si complica per l'atteggiamento ambiguo di Napoleone III che spera di trarre dal conflitto austro-prussiano vantaggi territoriali sul Reno;
17, Bologna, i membri dela "squadraccia", terrore degli imolesi, sono condotti alla Corte d'Assise.

Maggio
5, il governo di Vienna fa sapere a quello di Firenze, tramite la Francia, di essere disposto a cedere il Veneto purché l'Italia rompa l'alleanza con la Prussia;
il gen. A. Ferrero, conte di La Marmora, respinge questa offerta imbarazzante ma dichiara la sua disponibilità ad un congresso internazionale sulle questioni controverse come hanno proposto l'Inghilterra, la Francia e la Russia;

Giugno
12, fallito il tentativo di mediazione per l'intransigenza prussiana e austriaca, vengono rotte le relazioni diplomatiche tra Berlino e Vienna, e a Vienna viene firmato un accordo segreto austro-francese:
- Francesco Giuseppe si impegna a cedere il Veneto alla Francia, perché questa lo ceda a sua volta all'Italia e ad ammettere la possibilità di compensi territoriali alla Francia nel caso la guerra modificasse la situazione in Germania;
- Napoleone III si impegna ad adoperarsi perché l'Italia rimanga neutrale oppure conduca una guerra senza troppo impegno (raccomandazione fatta dall'imperatore all'ambasciatore italiano a Parigi C. Nigra);
14, i prussiani, comandati dal gen. H.K.B. von Moltke, iniziano le ostilità contro gli stati tedeschi alleati dell'Austria;
17, dichiarano guerra all'Austria;
20, l'Italia dichiara guerra all'Austria fissando per il 23 l'inizio delle ostilità; 
il comando effettivo dell'esercito (assunto formalmente, per i tre corpi d'armata, dal re Vittorio Emanuele II e dai suoi due figli Umberto principe di Piemonte e Amedeo duca d'Aosta) è preso dal gen. A. Ferrero, conte di La Marmora, che lascia la carica di presidente del consiglio per quella di capo di stato maggiore, mentre viene formato un nuovo governo sotto la presidenza di B. Ricasoli;
- il gen. A. Ferrero, conte di La Marmora, ha il comando diretto dei tre corpi d'armata (dodici divisioni) attestati sul Mincio;
- il gen. E. Cialdini, ha il comando del corpo d'armata (otto divisioni) schierato sul basso Po;
in tutto 220.000 uomini più 38.000 volontari al comando di G. Garibaldi che devono avanzare sul Trentino.

Gli austriaci, che hanno concentrato il grosso dell'esercito contro i prussiani, dispongono in Italia soltanto di 75.000 uomini (oltre i presidi delle fortezze) comandati dall'arciduca Alberto d'Asburgo;
l'inferiorità numerica è però compensata:
- dalla migliore organizzazione,
- dalle forti posizioni del Quadrilatero (Peschiera, Verona, Mantova e Legnago),
- dalla possibilità di manovrare per linee interne,
- dalla maggiore capacità del comandante imperiale rispetto ai due comandanti italiani, tra loro rivali e discordi.

Il comando italiano è consigliato dai prussiani di non indugiare nell'investimento del Quadrilatero, ma di puntare direttamente su Padova con un'offensiva sul basso Po o dal Mincio e di avanzare poi rapidamente verso l'Isonzo e il cuore dell'impero; il piano non viene però preso in considerazione dai comandanti italiani che non si accordano su chi dei due debba effettuare l'attacco principale;
nel frattempo l'arciduca Alberto d'Asburgo, che ha lasciato poche forze sul Po e concentrato il grosso dei suoi a Verona, disloca le sue truppe sulle colline moreniche a sud del Garda per attaccare gli italiani sul fianco
23, il gen. A. Ferrero, conte di La Marmora, convinto che gli austriaci siano sulla sinistra dell'Adige, varca il Mincio nel tentativo di tagliare le comunicazioni tra le fortezze del quadrilatero; 
32.000 austriaci attaccano e sconfiggono 18.000 italiani a Custoza; verso sera un secondo attacco costringe alla ritirata sull'Oglio le truppe italiane;
gli attacchi coraggiosi compiuti dai due figli del re e dai gen.li Rey di Villarey, Cerale, Pianell, Sirtori e Durando non hanno efficacia a causa delle disposizioni date dal gen. A. Ferrero, conte di La Marmora.
Perdite (morti, feriti e prigionieri):
- austriaci: 8000
- italiani: 7500;
il gen. E. Cialdini, avuta notizia della sconfitta di Custoza, non solo non passa il Po, come era previsto, ma ritira il grosso delle sue truppe verso Modena;

Luglio
2, G. Garibaldi, entrato nel Trentino, è fortemente contrastato nelle strette valli Giudicarie;
3, G. Garibaldi batte gli austriaci a Monte Suello;
i prussiani battono gli austriaci a Sadowa
4, l'Austria chiede la mediazione di Napoleone III offrendo l'immediata cessione del Veneto a patto che l'Italia si ritiri dalla guerra;
la Prussia dichiara a sua volta di accettare la mediazione francese pur continuando la guerra;
anche l'Italia accetta la mediazione ma prosegue la guerra nella speranza di ottenere qualche successo prima della fine delle trattative;
a Vezza d'Oglio muoiono:
. Nicostrato Castellini, milanese, com.te dei Carabinieri Milanesi,
. cap. G.G. Frigerio;
. altri dieci morti e oltre cinquanta feriti;
7, G. Garibaldi batte gli austriaci a Darso;
8, E. Cialdini passa il Po;
10, G. Garibaldi batte gli austriaci a Lodrone;
14, E. Cialdini occupa Padova;
16, G. Garibaldi batte gli austriaci a Condino;
intanto a Ferrara un consiglio di guerra decide che E. Cialdini continui l'avanzata nel Veneto mentre il gen. A. Ferrero, conte di La Marmora, assedia le piazze del Quadrilatero; 
E. Cialdini avanzerà fino ad Udine e Palmanova,
il comandante della flotta ammiraglio C. Pellion, conte di Persano, rimasto finora inattivo, è invitato ad agire sotto minaccia di destituzione.
La flotta italiana è composta di:
- 11 bastimenti corazzati,
- 4 fregate in legno ad elice,
- 1 corvetta ad elice,
- 2 corvette ad elice armate,
- 4 piroscafi avVIsi,
- 4 cannoniere,
- 1 trasporto ospedale,
- 1 trasporto vive ri,
- l'Affondatore, potente macchina guerresca, costata somme ingenti, che dovrebbe fare prodigi.
È dunque superiore a quella austriaca ma indebolita dai contrasti esistenti tra gli ufficiali; l'ammiraglio W. von Tegetthoff invece è un ottimo comandante;
18/ 19,
per far uscire la flotta nemica dalla base di Pola, l'ammiraglio C. Pellion, conte di Persano, da Ancona si dirige verso l'isola di Lissa [la Gibilterra dell'Adriatico] che bombarda per due giorni;
la Formidabile di Saint-Bon, la Maria Pia e il S. Martino si distinguono nell'assalto;
20, salpata da Pola, la flotta austriaca dell'ammiraglio W. von Tegetthoff, composta di 23 navi:
in prima linea:
- 7 fregate corazzate in prima linea,
in seconda linea:
- 8 fregate e corvette miste, tra cui 1 vascello,
- 4 avvisi e grosse cannoniere,
compare riunita e compatta nelle acque di Lissa in forma di cuneo con in punta l'ammiraglia Ferdinand Max.
Per i marinai italiani è la prima volta che si trovano uniti in un'unica forza, in un'impresa tutta italiana, in un mare italiano.  
Gli italiani gli vanno incontro in maniera disordinata, ed il passaggio improvviso dell'ammiraglio C. Pellion, conte di Persano sull'Affondatore (dotato di ariete) causa un vuoto nella formazione italiana che viene in pratica divisa in due dal cuneo austriaco:
- la Re d'Italia (di E. Faà di Bruno) viene speronata dalla Ferdinand Max e affonda;
muoiono:
. P.C. Boggio, giornalista e deputato,
. ecc.
- la Palestro (di A. Cappellini), incendiata, esplode portando alla morte capo ed equipaggio; muoiono con lui:
. luogotenente Ernesto Viterbo, di Napoli,
. ecc.
[si sono rifiutati di salire sul Governolo accorso a salvare gli equipaggi];
- l'Ancona e la Varese sbagliano manovra e si scontrano fra loro con danni seri;
gli austriaci, che hanno solo qualche lieve danno, se ne vanno pure indisturbati verso Porto San Giorgio a Lissa;
Perdite:
- italiani: 620 morti e 40 feriti
- austriaci: 174, tra morti e feriti;
[L'ammiraglio C. Pellion, conte di Persano, sarà radiato dalla marina.]
21, G. Garibaldi ottiene un grande successo nella battaglia di Bezzecca ed il gen. G. Medici, entrato in Valsugana, dopo breve combattimento a Levico, avanza verso Trento;
a Tiarno, mentre conduce i suoi all'attacco sulla strada di Molina, muore il col. Giovanni Chiassi, com.te l'8° rgt volontari;
in Valtellina il col. Guicciardi vince a Bormio contro una torma di austriaci;
sul Po il gen. Nunziante espugna Borgoforte;
il gen. E. Cialdini, passato il Po, con rapide marcie attraversa il Veneto e si pone sul Tagliamento pronto a riscattare in una definitiva battaglia gli errori di Custoza e il disastro di Lissa;
i prussiani tuttavia concludono con gli austriaci una tregua;
26, la tregua viene sanzionata dall'armistizio di Nikolsburg e anche gli italiani devono interrompere le operazioni;

Agosto
9, G. Garibaldi, ricevuto l'ordine di ritirarsi dal Trentino, accetta col famoso telegramma «Ho ricevuto il dispaccio n. 1073. Obbedisco»;
12, a Cormons è firmato l'armistizio;

Settembre 
Palermo, scoppia la rivolta del "Sette e mezzo" [durata sette giorni e mezzo], che vede una confluenza, su un medesimo fronte, di garibaldini, di repubblicani di varia gradazione (dai mazziniani seguaci di F. Crispi agli inediti "socialisti" aderenti all'Internazionale) e di borbonici e di clericali, nonché di noti personaggi dell'aristocrazia e dell'alto clero;
dopo cinque giorni di combattimenti viene repressa dal gen. R. Cadorna;
mentre in città la forza del governo è riuscita ad imporsi, nelle campagne si assiste al fenomeno del brigantaggio: innumerevoli bande, guidate da elementi di efferata crudeltà come i vari:
. Alfano,
. Botindari,
. Lo Monte,
. Plaja,
. Sajeva,
. Sparacino,
. Torretta,
. Tortomasi,
scorrazzano nel vasto spazio a latifondo della Sicilia occidentale;
i rapporti tra i baroni, i mafiosi e i briganti è coperto da un velo, per le pubbliche autorità impenetrabile;
il garibaldinismo entra nella fase di liquidazione e quanto di esso sopravvive ancora, con i nuovi capi popolari:
. Badìa,
. Ingegneros,
. Friscia,
. Riggio,
sta andando verso un futuro politico incerto: l'anarchismo da una parte e il socialismo dall'altra;

Ottobre
3, è firmata la pace tra l'Italia e l'Austria:
- l'Austria cede il Veneto e la provincia di Mantova con la clausola umiliante della consegna formale a Napoleone III che a sua volta consegna i territori all'Italia; l'imperatore d'Austria rinuncia al titolo di re del Lombardo-Veneto e riconosce ufficialmente il Regno d'Italia;
21-22, un plebiscito sanziona l'annessione del Veneto al Regno d'Italia; 
la pessima condotta della guerra e la mancata annessione del Trentino e degli altri territori di lingua italiana lasciano molta amarezza in bocca agli italiani;

Novembre

Dicembre 
le ultime truppe francesi partono da Roma.
Fine 

«Il Secolo»

1866, 5 maggio inizia le pubblicazioni questo quotidiano fondato dall'editore E. Sonzogno, con un programma tendenzialmente moderato;
«segue 1869»

«Il Politecnico»

«segue da 1865»
1866, la rivista passa definitivamente in mano ad un gruppo di tecnici e politici di orientamento moderato raccolti attorno a Francesco Brioschi;
[da non confondere con la rivista omonima fondata nel 1945 da E. Vittorini]
«segue 1869»

1866, 15 settembre, dalla fusione del «Corriere di Vicenza» e della «Gazzetta di Vicenza», nasce «Il Giornale di Vicenza»; sarà il primo foglio vicentino a raggiungere una lunga durata, cessando di essere pubblicato nel 1882;
«segue 1876»

 

 

 

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