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ANNO 1860

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Papa Pio IX
(1846-78)

- segretario di Stato e responsabile del servizio di spionaggio papale: card. G. Antonelli;

1860
Gennaio
19
, nell'enciclica Nullis Certe, denuncia gli «…attentati sacrileghi commessi contro la sovranità della Chiesa romana ed esigo la restituzione di quello che è stato rubato [la Romagna]»; segue una scomunica per tutti gli usurpatori dei diritti della Santa Sede;
Marzo-Aprile
mons. Tancredi Bellà dispone di una rete d'informazione, fuori dal controllo dell'Entità di Roma, formata di dieci o dodici agenti ognuno dei quali recluta i suoi informatori; tra questi c'è anche un ispettore della polizia di Pesaro che ha servito tempo addietro nei corpi di polizia della Toscana e di Venezia, ed ora, dopo l'annessione della Toscana al Regno d'Italia, si è trasferito a Pesaro (in seguito abbandonerà lo spionaggio papale e si unirà alla polizia di Napoli pur continuando negli anni a passare informazioni a monsignore);
Maggio
mons. Tancredi Bellà riceve dai suoi agenti la notizia del cattivo stato di salute di G. Garibaldi il quale, nonostante tutto, si è messo al comando di un contingente di cinquemila uomini diretti in Sicilia; una parte rilevante di queste truppe appartiene alla società segreta dei "Protettori", unitasi ai carbonari nella campagna garibaldina;
l'ambasciatore americano a Roma presenta una nota di protesta al cardinale segretario di Stato perché i messaggi che viaggiano dall'ambasciata di Parigi a quella di Roma vengono aperti dalle spie del papa;
Settembre
7
, il conte della Minerva, incaricato sardo di affari presso il Vaticano, parte da Genova per Civitavecchia latore a Roma di una lettera ufficiale del conte di Cavour (del 4 set) al segretario di stato card. G. Antonelli, chiedente al governo pontificio lo scioglimento di circa 10.000 uomini di truppe estere, mercenari stranieri, considerati come provocatori di disordini;
il cardinale ricusa di ricevere l'inviato sardo;
11, il cardinale risponde che non è mai stato impedito ad alcun governo tenere soldati stranieri e tanto meno al papa, e che i disordini si devono attribuire agli "eccitamenti esterni"; prima ancora che arrivi la risposta a Torino, le truppe italiane passano i confini dello Stato pontificio;
12, un memorandum, firmato da re Vittorio Emanuele II e scritto da L.C. Farini, comunica al mondo le ragioni per le quali le truppe italiane sono entrate nel territorio pontificio;
Dicembre
al papa resta soltanto un terzo dei territori dello Stato pontificio. 








1860
Deutscher Bund*
(Confederazione Germanica)
1815 8 giugno - 23 agosto 1866
[Unione, con vincoli assai blandi,
di trentacinque stati sovrani.]
 
Impero d'Austria (escluse le regioni polacche o ungheresi)
Francesco Giuseppe I (Vienna 1830-1916) (Vienna 1830-1916)
figlio dell'arciduca Francesco Carlo d'Absburgo-Lorena e di Sofia di Baviera;
1848-1916, imperatore d'Austria;
- Cancelliere e Ministro degli Esteri: J.B. von Rechberg (1859 set-?)
- Ministro degli Interni: Alexander von Bach [1813-1893] (1852-?);
dal 1852 è in atto il "sistema Bach";
1860
Ottobre
all'interno la proposta federativa, nonostante notevoli concessioni ai liberali, scontenta le nazionalità minori specialmente gli ungheresi;
1867-1916, re d'Ungheria;
Albero genealogico
 
Regno di Prussia (escluse le terre polacche)

Federico Guglielmo IV (Berlino 1795-Sans-Souci, Potsdam 1861)
figlio di Federico Guglielmo III e di Luisa Augusta di Meclemburgo-Strelitz;
1840-61, re di Prussia;
1814-15, congresso di Vienna: la Prussia ha ottenuto cospicui ingrandimenti territoriali nelle regioni renane;
- Cancelliere e Ministro degli Esteri: ;
1860
-

Albero genealogico
 
Regno di Baviera

Maximilian II Joseph (Monaco 1811-1864)
figlio del re Ludwig I e della p.ssaTherese von Sachsen-Altenburg;
1848-64, re di Baviera;
1860
di tendenze liberali, non avversa le esperienze costituzionali;
favorevole alla creazione di una confederazione di piccoli e medi stati tedeschi, che costituisca una terza forza di fronte ad Austria e Prussia, è però costretto dai sentimenti antriprussiani dei bavaresi all'alleanza con l'Austria.

 
Regno di Hannover
George V [il re cieco] (Berlin 1819-Paris 1878)
figlio di Ernst August I e di Friederike di Mecklenburg-Strelitz;
1851-66, re di Hannover;
1860
-
Albero genealogico
 
Regno di Sassonia
Johann I (Dresden 1801-Pillnitz 1873)
figlio del principe Maximilian e di Carolina di Parma, e fratello di Friedrich August II;
1854-73, re di Sassonia;
1860
-
Albero genealogico
 
Regno di Württemberg 
Wilhelm I (Lübben 1781 - Schloß Rosenstein 1864)
figlio del re Friedrich I e della duchessa Auguste von Braunschweig-Wolfenbüttel;
1803-1805, principe elettore di Württemberg;
1816-1864, re di Württemberg;
1860
-
Albero genealogico
 
In tutto 35 stati sovrani compresi i seguenti:
Elettorato
Elettorato di Assia-Kassel
Friedrich Wilhelm (Philippsruhe 1802 - Prague 1875)
figlio del pr. elettore Wilhelm II e della p.ssa Auguste von Preussen;
1847-66, principe elettore di Hessen;
1860
-
Albero genealogico
 
Granducati
Granducato di Assia
Ludwig III (Darmstadt 1806 - Seeheim 1877)
figlio del granduca Ludwig II e della p.ssa Wilhelmine di Baden;
1848-77, granduca di Hessen und bei Rhein;
1860
-
Albero genealogico
 
Granducato di Baden
Friedrich I (Karlsruhe 1826 - Mainau 1907)
figlio del granduca Leopold e della p.ssa Sophie di Svezia;
1856-1907, granduca di Baden;
1860
-
Albero genealogico
 
Granducato di Lussemburgo
Willelm III (Brussels 1817 - Het Loo 1890)
figlio del re Willelm II e della grand.ssa Anna di Russia;
1849-90, re dei Paesi Bassi e granduca di Lussemburgo;
1860
-
Albero genealogico
 
Granducato di Meclemburgo-Schwerin
Friedrich Franz II (Ludwigslust 1823 - Schwerin 1883)
figlio del granduca Paul Friedrich e della p.ssa Alexandrine di Prussia;
1842-83, granduca di Mecklenburg-Schwerin;
1860
-
Albero genealogico
 
Granducato di Meclemburgo-Strelitz
Georg (Hannover 1779 - Schweizerhaus, vicino Neustrelitz 1860)
figlio del granduca Karl II e della langravina Friederike von Hessen-Darmstadt;
1816-60, granduca di Mecklenburg-Strelitz;
1860
-
Albero genealogico
 
Friedrich Wilhelm (Neustrelitz 1819 - Neustrelitz 1904)
figlio del granduca Georg e della p.ssa Marie von Hessen-Kassel;
1860-1904, granduca di Mecklenburg-Strelitz;
1860
-
Albero genealogico
 
Granducato di Oldenburg
Peter II (Oldenburg 1827 - Rastede 1900)
figlio del granduca August e della p.ssa Ida von Anhalt-Bernburg-Schaumburg-Hoym;
1853-1900, granduca di Oldenburg;
1860
-
Albero genealogico
 
Granducato di Sassonia-Weimar-Eisenach

Karl Alexander (Weimar 24.6.1818 - Weimar 5.1.1901)
figlio del granduca Karl Friedrich e della grand.ssa Maria Pavlovna di Russia;
1853-1901, granduca di Sassonia-Weimar-Eisenach;
1860
-

Albero genealogico
 
Ducati
Ducato di Braunschweig
Wilhelm (Braunschweig 1806 - Schloss Sibyllenort 1884)
figlio del duca Friedrich Wilhelm e della p.ssa Marie von Baden;
1830-84, duca di Braunschweig;
1860
-
Albero genealogico
 
Ducato di Schleswig-Holstein-Sonderburg-Glücksburg
Karl (Gottorp 1813 - Luisenlund 1878)
figlio del duca Wilhelm e della langravina Luise von Hessen-Kassel;
1831-63, duca di Schleswig-Holstein-Sonderburg-Glücksburg;
1860
-
Albero genealogico
 
Ducato di Lauenburg
Ducato di Limburgo
Ducato di Nassau
Adolf (castello di Biebrich in Wiesbaden 1817 - castello di Hohenburg vicino Lenggries 1905)
figlio del duca Wilhelm e della p.ssa Luise di Saxe-Altenburg;
1839-66, duca di Nassau;
1860
-
Albero genealogico
 
Ducato di Sassonia-Altenburg (dal 1826)
Ernst I (Hildburghausen 1826 - Altenburg 1908)
figlio del duca Georg e della d.ssa Maria von Mecklenburg-Schwerin;
1853-1908, duca di Sassonia-Altenburg;
1860
-
Albero genealogico
 
Ducato di Sassonia-Coburgo-Gotha

Ernst II (Coburgo 1818-castello di Reinhardsbrunn 1893)
figlio di Ernst I e della p.ssa Luise di Saxe-Gotha;
1844-93, duca di Sassonia-Coburgo-Gotha;
1860
-

Albero genealogico
 
Ducato di Sassonia-Meiningen
Bernhard II (Meiningen 1800 - Meiningen 1882)
figlio del duca Georg I e della p.ssa Luise Eleonore zu Hohenlohe-Langenburg;
1803-66, duca di Sassonia-Meiningen;
1860
-
Albero genealogico
 
Principati
Principato di Assia-Homburg
Ferdinand (Homburg 1783 - Homburg 1866)
figlio del principe Friedrich V e della langravina Karoline von Hessen-Darmstadt;
1848-66, principe di Assia-Homburg;
1860
-
Albero genealogico
 
Principato di Liechtenstein
Johann II (Lednice (Eisgrub), Moravia 1840 - Feldsberg 1929)
figlio del principe Aloisio II e della c.ssa Franziska Kinsky von Wchinitz u.Tettau;
1858-1929, principe von und zu Liechtenstein;
1860
-
Albero genealogico
 
Principato di Lippe
Leopoldo III (Detmold 1821 - Detmold 1875)
figlio del principe Leopold II e della p.ssa Emilie von Schwarzburg-Sondershausen;
1851-75, principe di Lippe-Detmold;
1860
-
Albero genealogico
 
Principato di Reuss-Greiz
Heinrich XXII (Greiz 1846 - Greiz 1902)
figlio del principe Heinrich XX e della landgravine Karoline di Hesse-Homburg;
1859-1902, principe di Reuss-Greiz;
1860
-
Albero genealogico
 
Principato di Reuss-Schleiz
Heinrich LXVII (Schleiz 1789 - Gera 1867)
figlio del conte Heinrich XLII e della p.ssa Karoline Henriette zu Hohenlohe-Kirchberg;
1854-67, principe di Reuss-Schleiz;
1860
-
Albero genealogico
 
Principato Schaumburg-Lippe
Georg (Bückeburg 1784 - Bückeburg 1860)
figlio del conte Philipp II e della langravina Juliane von Hessen-Philippsthal;
1806-60, principe di Schaumburg-Lippe;
1860
Novembre
21
, muore.
Albero genealogico
 
Adolf I (Bückeburg 1817 - Bückeburg 1893)
figlio del principe Georg e della p.ssa Ida zu Waldeck u.Pyrmont;
1860-93, principe di Schaumburg-Lippe;
1860
-
Albero genealogico
 
Principato di Schwarzburg-Rudolstadt
Friedrich Günther I (Rudolstadt 1793 - Schloss Heidecksburg 1867)
figlio del principe Ludwig Friedrich II e della ldgvne Karoline di Hesse-Homburg;
1807-67, principe di Schwarzburg-Rudolstadt;
1860
-
Albero genealogico
 
Principato di Schwarzburg-Sondershausen
Günther Friedrich Karl II (Sondershausen 1801 - Sondershausen 1889)
figlio del principe Günther Friedrich Karl I e della p.ssa Karoline von Schwarzburg-Rudolstadt;
1835-80, principe di Schwarzburg-Sondershausen;
1860
-
Albero genealogico
 
Principato di Waldeck e Pyrmont
Georg Viktor (Arolsen 1831 - Mariánské Lázne (Marienbad), Bohemia 1893)
figlio del principe Georg Friedrich Heinrich e della p.ssa Emma von Anhalt-Bernburg-Schaumburg-Hoym;
1845-93, principe di Waldeck e Pyrmont;
1860
-
Albero genealogico
 
Città libere e anseatiche
Francoforte sul Meno
Brema
Amburgo
Lubecca
*Bund in tedesco significa tanto confederazione quanto federazione.
[Fino al 1847 ha costituito poco più di una cassa di risonanza, in Germania, della politica del cancelliere austriaco principe di Metternich-Winneburg.]
Dopo la sconfitta dell'Austria nella guerra del 1859, in Germania si alimentano le agitazioni per una genuina struttura federale.



 


1860
REGNO di POLONIA
(Regno del Congresso)
[capitale Varsavia]
 
 
1860
dopo la rivoluzione inizia un processo di liberalizzazione;




1860
[Da marzo 1849, la nuova costituzione riconosce il regno di Croazia indipendente dall'Ungheria, una disposizione tuttavia di valore meramente simbolico.
Dal 1852 è in atto il "sistema Bach".]
1860
-

[Joze Pirjevec, Serbi, Croati, Sloveni - Storia di tre nazioni, Universale Paperbacks, Il Mulino, Bologna 1995]
BOSNIA
1860
-

1860
Miloš I Obrenovic
Albero genealogico

(Srednja Dobrinja 1780 - Topcider, Belgrado 1860)
di origine contadina;
1815-39, 1858-60, principe di Serbia;
[principe ereditario (dal 1817) di un paese autonomo (dal 1830) che ha esteso il suo potere ai distretti della Serbia meridionale (dal 1833)];
1839, costretto ad abdicare a favore del figlio Milan, si ritira in Valacchia;
nel 1858 è richiamato sul trono dalla Skupština;
1860
Settembre
muore.

Mihailo III Obrenovic
Albero genealogico

(Kragujevac 1823 - Kosutnjak, Belgrado 1868)
figlio secondogenito di Miloš ObreNovic;
1839-42, 1860-68, principe di Serbia;
succede al padre;

1860
-

Principato del Montenegro
Danilo I Petrovich Njegosh
Albero genealogico

(presso Cattaro 1826 - 1860)
nipote di Petar II Njegoš;
1851-52, vladika (metropolita ortodosso, principe vescovo) di Cettigne;
1852-60, knez (principe laico) del Principato del Montenegro;
1860
viene assassinato da un fuoruscito montenegrino.
Dopo lunghe lotte con i turchi è riuscito ad assicurare allo stato, se non l'indipendenza formale, frontiere internazionalmente riconosciute.


Nicola I Petrovich Njegosh
Albero genealogico

(Njegoš, Principato del Montenegro 1841 - Antibes, Francia 1921)
1860-1918, principe del Montenegro;
1860
succeduto allo zio Danilo I, ispira la sua azione al nazionalismo serbo e mira a creare un regno della Grande Serbia;

1910-18, re del Montenegro (Nicola I);

1860
-



1860
REGNO di GRECIA

Ottone I

Albero genealogico

(Salisburgo 1815 - Bamberga 1867)
secondogenito di Luigi I re di Baviera;
1832-62, re dei greci;
- dal 1844 ha concesso una costituzione di cui però non tiene conto;


- i greci rimangono esclusi dalla direzione politica del paese -

 
1860
-


1860
IMPERO OTTOMANO

'Abd ul-Mejid I o 'Abd al-Magid

Albero genealogico

(23 aprile 1823 – 25 giugno 1861)
figlio di Mahmud II;
1839-61, XXXI sultano;


1860
-





1860
RUSSIA
 
Alessandro II Romanov
Albero genealogico

(Mosca 1818 - Pietroburgo 1881)
figlio di Nicola I e di Carlotta di Prussia;
1855-81, zar di Russia;

 
Ministro degli Esteri
A.M. Gorcacov
(1856 - 1866)
1860
-


-
1860
-
 
Granducato di Finlandia
[relativamente autonomo]
- dal 1809, in seguito alla pace di Tilsit e al trattato di Fredrikshamn;
1860
-


1860
Principato di ROMANIA
[dal 9 novembre 1859 con l'unione di Moldavia e Valacchia]
Alessandro Couza

 

(? - ?)
colonnello, figlio di ;
1859-66, principe di Romania;
allo stesso tempo demagogo e dispotico, confisca le proprietà dei monasteri, abolisce i privilegi feudali della nobiltà;







1860
-
 

a






1860
FRANCIA
II IMPERO
[Costituzione del 1852]
(1852-1870)
[Autoritario]
Napoleone III
Albero genealogico
(Parigi 1808-Chislehurst, Kent 1873)
figlio terzogenito (Carlo Luigi Napoleone Bonaparte) di Luigi Bonaparte re d'Olanda (1806-10) e di Hortense Beauharnais;
1852-70, imperatore dei francesi;
Senato
Raymond-Théodore Troplong
(1852 30 dic - 1° mar 1869)
Corpo legislativo
Consiglio di Stato
 
Presidente del Consiglio di Stato

Napoleone III
(1852 2 dic - 17 lug 1869)
III

P.-J. Baroche
(1852 30 dic - 23 giu 1863)

Ministro di Stato
A.-M. Fould
(1852 2 dic - 23 nov 1860)
Alexandre Florian Joseph Colonna Walewski
(23 nov - ?)
Ministro della Casa dell'Imperatore
A.-M. Fould
(1852 14 dic - 23 nov 1860)
mar.llo conte J.-B.- Ph. Vaillant
(4 dic - 2 gen 1870)
Affari Esteri
A.F. J. Colonna
conte Walewski
(1855 7 mag - 4 gen 1860)
P.-J. Baroche
(4-24 gen)
[ad interim]
É.-A. Thouvenel
(24 gen - 15 ott 1862)
Interno
A.-A.-M. Billault
(1859 1° nov - 5 dic 1860)
J.-G.-V. Fialin
conte di Persigny
(5 dic - 23 giu 1863)
Belle arti    
A.F.J. Colonna
conte Walewski
(23 nov - ?)
Istruzione pubblica e Culti
mar.llo conte
J.-B.- Ph. Vaillant
(1857 15 ago 28 ago 1860)
[ad interim]
A.-A.-M. Billault
(29 ago - 30 set)
[ad interim]
mar.llo conte
J.-B.- Ph. Vaillant
(30 set - 10 ott)
[ad interim]
 
Giustizia
C.-A. Delangle
(1859 5 mag - 23 giu 1863)
Finanze
P. Magne
(1855 3 feb - 26 nov 1860)
J.-L.-V.-A. de Forcade Laroquette
(26 nov - 14 nov 1861)
Agricoltura, Commercio e Lavori pubblici
E. Rouher
(1855 - giu 1863)
Guerra
mar.llo conte
J.-L.-C.-A. Randon
(1859 5 mag - 20 gen 1867)
Marina
amm. F.-A. Hamelin
(1855 19 apr - 24 nov 1860)
Marina e Colonie
conte
J.N.S.P. de Chasseloup-Laubat
(24 nov - 20 gen 1867)
Algeria e Colonie
conte
J.N.S.P. de Chasseloup-Laubat
(24 mar - 24 nov 1860)
Senza portafoglio     Pierre Magne
(26 nov - 30 mar 1863)

Pierre Jules Baroche
(3 dic - 23 giu 1863)

Adolphe Billault
(5 dic - ?)

1860
Gennaio
il trattato di libero scambio concluso con l'Inghilterra, spinge i ceti imprenditoriali dell'industria all'opposizione;
annessione di Nizza e della Savoia;
1859-69, apertura del canale di Suez;

 
 
Possedimenti degli ordini monastici
(solo proprietà fondiarie)
 
1850
1859
1860
- ettari
9.185,00
14.660,75
15.289,00
* 1859, 105.370.000 franchi.
 





1860
REGNO dei PAESI BASSI
Guglielmo III

Albero genealogico

(† 1890)
figlio di Guglielmo II e di Anna di Russia;
1849-90, re dei Paesi Bassi e granduca di Lussemburgo;


Primo ministro
-
1860
-
 

a



1860
REGNO del BELGIO

Leopoldo I

Albero genealogico

(1790 - 1865)
figlio di Francesco Federico duca di Sassonia-Coburgo-Saalfeld e di Carl. di Reuss d'Ebersd;
[dal 1830 il Belgio è indipendente e dal 1939, con il "trattato dei ventiquattro articoli" che, tra l'altro, gli ha imposto uno statuto di neutralità assoluta, è riconosciuto definitivamente come paese indipendente dall'Olanda e dalle potenze.
dal 1850 è stata istituita per legge la scuola statale.]
1831-65, re dei belgi;



 
Primo ministro
Charles Latour Rogler
(1857 - 1868)
liberale
1860
il governo attua nuove misure anticlericali e rafforza il libero scambio, ma il movimento cattolico, nel quale il fondamentale orientamento moderato non escude un'attenta sensibilità per le emergenti questioni sociali, va consolidando la sua compagine;
Luglio
18
, entra in vigore la legge 18 luglio 1860, propugnta da Frère-Orban, che abolisce il dazio al consumo; se i comuni perdono la facoltà di imporre la gabella del dazio al consumo vengono indennizzati, con altri cespiti di rendite, dei proventi che essi perdono;

a

 




1860
Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda
Vittoria
Albero genealogico

(Londra 1819-Osborne, isola di Wight 1901)
figlia di Edoardo duca di Kent e di Vittoria Maria Luisa di Sassonia-Coburgo-Gotha;
1820, alla morte del padre è posta sotto la tutela dello zio materno Leopoldo di Sassonia-Coburgo-Saalfeld (futuro Leopoldo I del Belgio);
1837-1901, regina del Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda;
succeduta alla morte dello zio Guglielmo IV morto senza eredi legittimi;
dal febbraio 1840 è sposata con l'amatissimo cugino Alberto di Sassonia-Coburgo-Gotha;
1877-1901, imperatrice delle Indie;

Primo lord
del Tesoro
[First Lord
of the Treasury
]
H.J. Temple liberale
visconte Palmerston
(1859 18 giu - 18 ott 1865)
Cancelliere dello Scacchiere
[Chancellor
of the Exchequer
]
W.E. Gladstone
(1859 18 giu - 26 giu 1866)
Segretari di Stato
 
Affari Esteri e
Commonwealth
J. Russell
(1859 18 giu - ott 1865)
Affari Interni
-
-
Giustizia
-
-
Colonie
-
-
1860
-

1860
-


1860
REGNO di DANIMARCA
Cristiano IX
Albero genealogico

(Gottorp, Schleswig-Holstein 1818 - Copenaghen 1906)
figlio di Federico Guglielmo e di Luisa di Assia-Kassel;
1863-1906, re di Danimarca;

1860
-

ISLANDA

1860
-

1860
REGNO di SVEZIA e NORVEGIA
Carlo XV
Albero genealogico

(Stoccolma 1826 - Malmö 1872)
figlio di Oscar I e di Giuseppina di Leuchtenberg;
1859-72, re di Svezia e Norvegia;


SVEZIA
1860
-
NORVEGIA
1860
-




1860
REGNO di PORTOGALLO
Pietro V
Albero genealogico
(Lisbona 1837 - 1861)
figlio di Ferdinando di Sassonia-Coburgo-Gotha e di Maria II regina di Portogallo;
1853-61, re di Portogallo;


Ministro degli Interni

-

1860
-


a


1860
REGNO di SPAGNA
Isabella II
Albero genealogico

(1830 - 1904)
figlia di Ferdinando VII e di Maria Cristina di Napoli;
1833-68, regina di Spagna;
[maggiorenne dal 1843]


Primo Ministro
-
1860
guerra contro il Marocco (1859-60);












1860
REGNO DI SARDEGNA
Albero genealogico

(Torino 1820 - Roma 1878)
figlio di Carlo Alberto e di Maria Teresa d'Absburgo-Lorena di Toscana;
1831-49, principe di Piemonte;
1849-59, duca di Savoia;
1849-61, re di Sardegna;
dal 1855 è vedovo;


1861-78, re d'Italia;

PARLAMENTO SUBALPINO
VI Legislatura
[1857 14 dic - 21 gen 1860]
VII Legislatura
[1860 2 apr - 17 dic 1860]
 
Presidente del Senato
Cesare Alfieri di Sostegno
(1857 14 dic - 21 gen 1860)
 
Cesare Alfieri di Sostegno
(1860 2 apr - 28 dic)
 
Presidente della Camera
U. Rattazzi
piemontese
(1859 10 gen - 21 gen 1860)
 
U. Rattazzi
piemontese
(1860 2 apr - 17 dic 1860)
 
 
Presidenti
del Consiglio
Alfonso Ferrero I
conte di La Marmora
piemontese
(1859 19 lug - 21 gen 1860)
C. Benso III
conte di Cavour
piemontese
(1860 21 gen - 23 mar 1861)
Interno
U. Rattazzi
piemontese
(1859 19 lug - 21 gen 1860)
C. Benso
conte di Cavour
piemontese
(21 gen - 24 mar)
[ad interim]
L.C. Farini*
romagnolo
(24 mar - 28 set)
G.B. Cassinis
piemontese
(2 ott - 31 dic)
[ad interim]
M. Minghetti
romagnolo
(1860 31 dic - 31 ago 1861)
Affari Esteri
G. Dabormida
savoiardo
(1859 19 lug - 21 gen 1860)
C. Benso
conte di Cavour
piemontese
(1860 21 gen - † 6 giu 1861)
Guerra
Alfonso Ferrero
conte di La Marmora
piemontese
(1856 26 giu - 21 gen 1860)
M. Fanti**
lombardo
(1860 21 gen - 12 giu 1861)
Marina
[Con R.D. 18.03.1860, n. 4038 viene distaccato dal Ministero della Guerra ed unito alla Presidenza del Consiglio dei Ministri.]
  C. Benso
conte di Cavour
piemontese
(1860 18 mar - † 6 giu)
Finanze
Giovanni Battista Oytana
(1859 19 lug - 21 gen 1860)
F.S. Vegezzi
piemontese
(1860 21 gen - 3 apr 1861)
Agricoltura, Industria e Commercio
[Ministero ricostituito il 5 luglio 1860]

 

T. Corsi
toscano
(1860 5 lug - 23 mar 1861)
Lavori Pubblici
Pietro Monticelli
(1859 19 lug - 21 gen 1860)
S. Jacini
lombardo
(1860 21 gen - 13 feb 1861)
Affari ecclesiastici e Grazia e Giustizia
V. Miglietti
piemontese
(1859 19 lug - 21 gen 1860)
G.B. Cassinis
piemontese
(1860 21 gen - 17 nov)
F.S. Vegezzi
piemontese
(17-28 nov)
[ad interim]
G.B. Cassinis
piemontese
(1860 28 nov - 12 giu 1861)
Pubblica Istruzione
conte G. Casati
lombardo
(1859 19 lug - 21 gen 1860)
T. Mamiani della Rovere
marchigiano
(1860 21 gen - 23 mar 1861)
Ministri senza portafoglio
-
  T. Corsi
toscano
(8 apr - 5 lug)
 

* Ammalatosi, viene sostituito prima da G.B. Cassinis e poi da F.S. Vegezzi.
** Durante la sua assenza, dal 29 settembre 1860, è stato sostituito da C. Benso conte di Cavour.

 

1860
Marzo
25-29
, elezioni generali al Parlamento: con l'aggiunta dei rappresentanti dell'Italia centrale, il numero dei deputati passa da 387 a 443;

Aprile
2
, il Parlamento [VII Legislatura] inaugurato dal re è, di fatto, il primo Parlamento italiano;
10, Genova, A. Bertani, medico personale dell'ambasciaotre inglese sir James Hudson, amico personale di G. Garibaldi e informatore del conte di Cavour, entra a "palazzo Serra", a Santa Sabina, in casa di Giambattista Fauché, un affiliato della loggia massonica "Madre Loggia Capitolare" e direttore amministrativo nonché reggente della compagnia di navigazione Rubattino & C.;
porta con sé una lettera firmata da G. Garibaldi nella quale questi chiede di poter noleggiare il Piemonte o il Cagliari per recarsi in Sicilia con un gruppo di amici; mette pure a disposizione della compagnia la somma di centomila franchi a titolo di indennizzo; mentre Giambattista Fauché acconsente a mettere a disposizione il vascello ma, per motivi di segretezza, gli suggerisce anche l'unica soluzione possibile: rubarlo alla compagnia. Non sa che sta per entrare in un ingranaggio più grande di lui…
R. Rubattino, infatti, ha già visto nel "governo Cavour" un'ancora di salvezza per risollevare le sorti economiche della compagnia (di cui è azionista anche il governo sardo che finora non solo ha finto di non vedere un abituale contrabbando di armi sulla rotta Genova-Tunisi ma pure azioni patriottiche come la spedizione di Sapri).
25, Torino, il conte di Cavour spedisce un dispaccio all'ambasciatore sardo a Napoli, marchese Salvatore Pes di Villamarina, con la richiesta di "dieci o dodici esemplari della carta topografica della Sicilia in 4 fogli" oltre a "dodici copie della carta del Regno di Napoli dello Zannoni"; per farle avere a G. Garibaldi invita il marchese a imbarcarle sul piroscafo Lombardo, sempre della Rubattino & C..
Mentre Giambattista Fauché crede di agire di testa sua [e forse lo fa davvero] in realtà tutto si sta decidendo sulla sua testa.

Maggio
4
, R. Rubattino si precipita a Torino; davanti al notaio Gioachino Vincenzo Baldioli – così riferirà lo storico legittimista Giacinto de' Sivo – fra G. Garibaldi e la compagnia Rubattino & C. si stipula un accordo segreto – meno segreto per Giambattista Fauché che è l'amministratore della società – per la fornitura di due bastimenti a vapore. R. Rubattino intende venderli addirittura (e il Medici pur ne conviene il prezzo), ma non vuole consegnarli sulla semplice firma del nizzardo. Rivoltisi al ministro dell'interno L.C. Farini, questi non può firmare come ministro né intende garantire l'operazione da privato senza altre garanzie per cui si pensa di far intervenire il re.
A Torino, dinanzi al notaio Bedigni, viene stipulato un atto con cui i bastimenti vengono venduti; intervengono quindi:
. Medici per G. Garibaldi,
. gen. Saint-Front per il re,
. Riccardi per L.C. Farini.
Il governo piemontese, dunque, interviene in questa "guerra sporca" (nel senso di "non ortodossa", combattuta con mezzi e tecniche solitamente impiegati dalle potenze europee in ambito coloniale) a tutti gli effetti.
Procura a G. Garibaldi due navi, il Piemonte e il Lombardo.
Arrivano anche le armi, non ferri vecchi, ma fucili in dotazione all'esercito franco-piemontese, pistole a tamburo omaggio del col. Samuel Colt, armi da fuoco a canna rigata arrivate per l'occasione dalle Officine del Commissariato britannico e munizioni dalla società Ansaldo (una fabbrica di armi che sosterrà sempre di nascosto la spedizione).
Il conte di Cavour segue ogni operazione nell'ombra.
Fa anche requisire molte armi e munizioni acquistate con il Fondo per un milione di fucili, salvo poi rifornirgliene altre. Si preoccupa pure di procurare i soldi per i suoi agenti e per questo dà incarico ai banchieri ginevrini De la Rue di aprire a Napoli presso il banchiere De Gas il credito di un milione di ducati.
M. d'Azeglio, a nome del conte di Cavour, trasmette al banchiere Costantino Garavaglia l'ordine di fornirgli una grossa somma di monete d'oro [il giorno dopo M. d'Azeglio manda in rimborso tante sue accettazioni di L. 50.000 cadauna pagabili presso il gabinetto del presidente del Consiglio.
[Parte di questi soldi saranno utilizzati a Napoli dal contrammiraglio Carlo Persano per corrompere burocrati e alti ufficiali borbonici. Un'altra parte viene fatta arrivare direttamente ad A. Bertani che incarica Salvatore Calvino e Gaspare Fiali di "farne tanti rotoli da 50 marenghi l'uno".]
[Giovanni Fasanella, Antonella Grippo, 1861, Sperling & Kupfer 2010.]
5, spedizione dei Mille.




1860
Granducato di Toscana
Ferdinando IV di Lorena
Albero genealogico
(Firenze 1835 - Salisburgo 1908)
primogenito di Leopoldo II di Lorena e di Maria Antonietta di Borbone-Napoli;
1856, sposa la p.ssa Anna di Sassonia (1836–1859);
1859-60, granduca di Toscana;
1860
Marzo
22
, la Toscana viene annessa all'Italia ed egli perde il trono.



1860
REGNO DELLE DUE SICILIE
Francesco II [Franceschiello o il Figlio della Santa]
Albero genealogico

(Napoli 1836 - Arco, Trento 1894)
figlio di Ferdinando II re delle Due Sicilie e di Maria Cristina di SAVOIA;
sposato dal 1859 con Maria Sofia di Baviera, sorella dell'imperatrice Elisabetta d'Austria;
1859-60, re delle Due Sicilie;




NAPOLI
- Primo ministro
e luogotenente gen.le
del Regno
C. Filangieri
(1859 - gen 1860)
 
- Ministro dell'Interno
L. Romano
(15 lug - 25 set)
 
- Ministro degli Esteri
Luigi Carafa di Traetto
(? - ?)
 
- Ministro della guerra
C. Filangieri
(1859 - gen 1860)
Francesco Antonio Winspeare
(1860 gen - ?)
- Prefetto di polizia
Ajossa
(? - giu 1860)
L. Romano
(1860 25 giu - ?)

1860
Gennaio
dimissioni del ministro C. Filangieri;
Giugno
25
, nomina prefetto di polizia L. Romano;

CAMORRA

La camorra diventa politica.


Giugno
25
, Napoli, proclamata la costituzione, si aprono le prigioni;
usciti a frotte, i camorristi, come prima preoccupazione, assaltano il commissariato di polizia, danno fuoco agli schedari e prendono gli sbirri a colpi di bastone;
L. Romano, appena proclamato prefetto di polizia, si trova in una situazione particolare in cui:
- un re ha dato suo malgrado la costituzione,
- il popolo non la vuole,
- un esercito è pronto a far fuoco sul popolo,
- una massa di turbolenti molesta e provoca l'esercito,
- l'antica polizia è scomparsa,
- la Guardia Nazionale ancora non esiste,
- la città di Napoli è in balia di se stessa,
- la canaglia sanfedista sta aspettando un nuovo 15 maggio 1848 [ha già preso in affitto delle botteghe per porVI il bottino derivante dal saccheggio della città];
non sapendo più che pesci pigliare il prefetto, ascoltando il consiglio di un vecchio generale borbonico, si getta in braccio ai camorristi.

Il saccheggio di Napoli non ha luogo.
Felice di questo primo successo, il prefetto comincia ad arruolare questi malfattori immaginando così di formare una Guardia Cittadina. I picciotti di sgarro prendono il posto dei vecchi sbirri (una legione di tirannelli che aveva oppresso e tiranneggiato non poco il popolo ed ora rincorsa e cacciata), ogni camorrista in capo diventa capo squadra. Pur senza uniformi, discipline e rgolamenti, la nuova guardia riesce a farsi rispettare e temere.

- Salvatore De Crescenzo [Tore 'e Criscienzo] il re dei camorristi, liberato dopo anni di prigione, diventa capo squadra della Guardia Cittadina; L. Romanoe Salvatore De Crescenzo si incontrano a più riprese a casa del ministro e nel locale malfamato di Marianna De Crescenzo [la Sangiovannara]; avuta la certezza che Salvatore De Crescenzo è pronto ad assumere il comando della nuova polizia (che deve prendere il posto di quella borbonica), L. Romanoriceve anche gli altri esponenti della camorra:
. Felice Mele, diventa ispettore (diventato ispettore, ha tra i vari assassinii a carico anche quello dell'ispettore di polizia borbonica Perrelli, in piazza San Nicola alla Carità),
. Luigi Cozzolino ['o Perzianaro], cameriere di una locanda,
. Michele ['o Chiazziere], garzone di un parrucchiere di via Chiaia,
. ['o Schiavetto],
. [Mastro tredici],
. Callicchio [?], taverniere,
tutta "gente onorata" con cui mette a punto un piano d'azione.
. ecc.

Agosto
il conte di Cavour decide di dare il via alle operazioni e la squadra navale piemontese, sotto il comando dell'ammiraglio Persano, viene fata stazionare davanti a Napoli, in mezzo ad altre navi battenti bandiere inglesi, francesi e spagnole. Ufficialmente è a disposizone della contessa di Siracusa (nata SAVOIA Carignano), moglie di don Leopoldo di Borbone [don Popò], per soccorrerla in caso di necessità.
In pratica l'intenzione del conte di Cavour è di mettere le mani su Napoli senza l'aiuto di G. Garibaldi.

Annullata la Guardia Cittadina, Salvatore De Crescenzo, il più pericoloso dei suoi compagni, viene rinchiuso a Castel Capuano e poi relegato nell'isola di Ponza. Qui comincia la lotta accanita con Nico Antonio Lubrano. Condannato a morte per l'influenza di Salvatore De Crescenzo, Nico Antonio Lubrano viene assassinato al suo ingresso nella prigione di Castel Capuano. Ultima notizia: è inviato alle Murate di Firenze ed è diventato borbonico.

Novembre
Diventati poliziotti hanno cessato di essere camorristi; tornati ad essere camorristi non cessano di essere poliziotti.
Dopo l'arrivo di Garibaldi i camorristi iniziano subito col proteggere ed esercitare il contrabbando.
[Sotto i Borboni il contrabbando veniva esercitato da una banda speciale che aveva forse dei contatti con la camorra ma non era composta da camorristi. I capi della banda erano ben conosciuti dai negozianti, i quali confidavano loro volentieri i propri affari e acquistavano le merci pagando solo la metà, il terzo o il quarto dei dazi. I doganieri erano testimoni compiacenti e talvolta complici e mezzani di siffatti traffici. Anche i negozianti più onorevoli non sdegnavano di ricorrere al contrabbando perché, in questi tempi di universale corruttela, ogni sorta di frode non era considerata colpevole se essa avveniva soltanto a danno del fisco.]
Non limitandosi soltanto ad imporre contribuzioni a coloro che esercitano il contrabbando e ne approfittano, la camorra ora lo esercita per proprio conto. C'è un contrabbando di terra e uno di mare ognuno dei quali ha un capo supremo che arricchisce di colpo.
- Salvatore De Crescenzo, generalissimo dei marinai, comanda un gruppo di uomini VIolenti che proteggono quesi raggiri, spaventano i doganieri e la dogana di Napoli, i cui proventi erano saliti fino a 40.000 ducati il giorno, a malapena riesce ora a raggiungere un migliaio;
- Pasquale Merolle, contrabbandiere di terra, comanda un gruppo di uomini armati che si appostano a tutte le porte della città presso l'ufficio della dogana; quando giunge un carico e i gabellotti si apprestano ad effettuarne il controllo per esigere il tributo, vengono tosto allontanati dai camorristi al grido di «È roba d' o si Peppe» [Lasciate passare, appartiene a Garibaldi].
Il bello è che i trasportatori o i loro padroni non guadagnano niente da questo contrabbando in quanto la differenza tra quello che dovrebbero pagare alla dogana e quello che lasciano in mano ai camorristi è esigua. Pagano quindi alla camorra non per interesse ma per paura; infatti, se pagano il dazio alla camorra non rischiano che di essere sorpresi dal fisco e di subire una pena leggera; ma se la pagano al fisco, sono sicuri di essere presi e bastonati dai camorristi.

Silvio Spaventa (Bomba, Chieti 1822-Roma 1893) è nominato ministro della polizia della luogotenenza napoletana di L.C. Farini,
[conserverà l'incarico nelle successive luogotenenze del principe di Carignano e di G. Ponza di S. Martino ed avrà una parte di rilievo nella normalizzazione della situazione a Napoli; vedi I moribondi del Palazzo Carignano, autore un deputato napoletano???]]

Dicembre
una notte, dopo che fra tutte le porte di Napoli, in una sola giornata, l'amministrazione aveva incassato 25 soldi, novanta camorristi vengono arrestati in un colpo solo; il giorno dopo l'incasso frutta 800 ducati (3400 lire italiane);

Fonti:
- Marco Monnier, La Camorra, 1862;
- Giovanni Fasanella, Antonella Grippo, 1861, Sperling & Kupfer 2010.


SICILIA
- Governatore
Paolo Ruffo di Castelcicala
(? - ?)
- Capo della polizia
Salvatore Maniscalco
(? - ?)

1860
Dal 1817 la Sicilia è stata annessa al Regno di Napoli, la costituzione definitivamente soppressa e il popolo siciliano privato di tutte le sue libertà.

Aprile
4
, Sicilia, i patrioti siciliani:
. Francesco Riso, capopolo a Palermo,
. R. Pilo,
. Gaetano La Loggia,
. Marinuzzi,
. Firmaturi,
. Piediscalzi,
. G. La Masa,
. N. Fabrizi,
. altri,
sono riuniti nel convento della Gancia, a pochi passi da Palermo pronti a insorgere; ma nella notte frate Michele da Sant'Antonino svela la congiura al capo della polizia Salvatore Maniscalco;
5, al mattino tutti gli insorti, attaccati in forze dalle truppe rege, vengono dispersi e in parte uccisi; il convento è raso al suolo dai colpi di cannone;
Francesco Riso rimane gravemente ferito ad una gamba;
18, Carini, 6000 borbonici attaccano un'altra banda di insorti ma non ottenendo alcun risultato effettivo bruciano la città;
28, mente si trova all'ospedale, Salvatore Maniscalco gli offre la vita del padre Giovanni Riso [invece già fucilato il 14] in cambio di alcune sue confessioni… ma invano;
Maggio
5-6
, spedizione dei Mille;
quando G. Garibaldi sbarca in Sicilia, cerca inutilmente di arginare il crollo del regno chiedendo la mediazione francese;
Giugno
25
, annuncia la concessione di istituzioni liberali ma è troppo tardi; una costituzione strappata per forza dal barone Brénier ministro di Francia ne affretta la caduta; è costretto quindi a rifugiarsi nella fortezza di Gaeta dove la guarnigione cerca di resistere alle truppe sarde [dai legittimisti Maria Sofia è paragonata addirittura a G. d'Arco]; si arrenderà il 13 febbraio 1861.

 

Alcune compagnie di un battaglione di irlandesi tentano invano di difendere Spoleto dall'assalto delle truppe piemontesi.

Fonti:
- Altre





BRITISH NORTH AMERICA
[Nord America Britannico]
Governatore generale
Edmund W. Head
(1854 - 1861)
-
-

1860
-

Nella Provincia del Canada due grandi linee integrano buona parte dei numerosi tronchi ferroviari già esistenti e diventano il punto di riferimento di decine di tronchi lateriali. Si tratta delle:
- Great Western Railway (1849-54),
- Grand Trunk Railway, o Grand Tronc, la vera e propria spina dorsale del Nord America Britannico, che, costruita tra il 1852 e il 1860, collega ora Sarnia, Toronto, Montréal e Portland nel Maine.
Alla fine del decennio tutti i maggiori centri urbani del Nord America Britannico centrale e orientale, nonché quelli degli Stati Uniti a nord della direttrice Baltimora-St. Louis, sono collegati tra loro.


PROVINCIA DEL CANADA
[Aggiunta alle altre province britanniche nel 1763, include la regione sulle due rive del fiume San Lorenzo grossolanamente delimitate da Anticosti a est e il Lago Nipissing a ovest.
Dal 7 nov 1763 la provincia (ex Canada francese) è stata divisa formalmente in tre distretti: Québec, Trois-Rivières, Montréal.
Nel 1791 la provincia è stata separata in due parti:
Basso Canada (francofoni) e Alto Canada (lealisti).
Nel 1841, con l'Act of Union sono stati nominati due primi ministri ma Canada Est e Canada Ovest continuano ad andare ognuna per la sua strada. Il sistema dura ben 25 anni (1842-67).]
[governo di coalizione tra la maggioranza di una sezione e la minoranza dell'altra]
BASSO CANADA [o Canada Est]
Primo ministro
George-Étienne Cartier
(1858 - 1862)
Vescovo di Montréal
Ignace Bourget
(1840 - 1876)

1860
Montréal, la chiesa dedicata a Saint-Jacques, distrutta dall'ennesimo incendio, viene ora ricostruita (1860-94) sul modello di San Pietro a Roma.
I vescovi statunitensi in visita sono ammirati della magnificenza della chiesa del Canada Est, mentre aumentano a dismisura le vocazioni maschili e femminili e il numero delle comunità religiose.

 

 

 

ALTO CANADA [o Canada Ovest]
Primo ministro
J.A. Macdonald
(1858 - 1862)

1860
-

 

 

 

 

 

TERRANOVA
Primo Ministro
John Kent
1858 - 1861)

1860
-

 

ISOLA DEL PRINCIPE EDOARDO
Governatore della provincia
George Dundas
(1859 - 1868)

1860
-

 

NEW BRUNSWICK
Governatore della provincia
John H.T. Manners-Sutton
(1854 - 1861)

1860
Viene inaugurata la tratta della linea ferroviaria Saint John-Shediac.

 

 

NOVA SCOTIA
Governatore della provincia
George A.C. Phipps
conte di Mulgrave e marchese di Normanby
(1858 - 1863)

1860
-

 

ISOLA DI VANCOUVER [dal 1849]
Governatore della provincia
James Douglas
(1851 - 1863)

1860
Una nuova scoperta a Horsefly River, nelle Cariboo Mountains, seguita da altre in rapida successione a Williams Creek, Lightning Creek e Lowtree Creek, nei pressi del villaggio di Barkerville – che raggiungerà i 10.000 abitanti già nel 1863 a un solo anno dalla fondazione –, allarga ulteriormente l'area interessata alla corsa all'oro e il numero dei nuovi arrivati.

La comunità di origine asiatica (soprattutto cinese) conta già 7.000 rappresentanti nell'Isola di Vancouver e nella British Columbia.
[Tra il 1863 e il 1875 si vedrà privata del diritto di voto attraverso specifiche leggi approvate della British Columbia.]

 

BRITISH COLUMBIA [dal 1858]
Governatore della provincia
James Douglas
(1858 - 1864)

1860
Corsa all'oro (1858-66).

 


UNIONE degli STATI UNITI d'AMERICA
Presidente degli Stati Uniti
J. Buchanan [15°]
(1857 4 mar - 4 mar 1861)
[Pd]
Vicepresidente
-
Segretario di Stato
[Ministro degli Esteri]
-
Ministro del Tesoro
-
Ministro della Guerra
-
Presidente della Corte Suprema
R.B. Taney
(1836 15 mar - 12 ott 1864)

1860
Gennaio
-

 

Un progetto di legge sulla concessione di terre viene ora approvato dal Congresso ma J. Buchanan vi pone il veto.

 

le strutture economiche della parte settentrionale e di quella meridionale degli Stati Uniti sono differenti:
- il Nord ha già raggiunto uno sviluppo industriale e capitalistico,
- il Sud è ancora legato a una attività agricola basata essenzialmente sull'utilizzazione del lavoro degli schiavi negri;
già negli anni Cinquanta si era giunti ad un contrasto a proposito dei territori del West, strappati nel 1848 al Messico; la pretesa degli stadi sudisti che anche qui fosse introdotta la schiavitù, era stata solo parzialmente accolta dal congresso federale che aveva preferito invece favorire il processo di colonizzazione;

Aprile
incoraggiata dal successo ottenuto nel trasporto di rifornimenti militari, la società di Russell, Majors e Waddell fonda il famoso Pony Express per assicurare un servizio postale più rapido con la costa del Pacifico.
Il collegamento tra St. Joseph (MISSOURI), capolinea occidentale della ferrovia, e Sacramento (CALIFORNIA) è assicurato da abilissimi corrieri a cavallo che in soli dieci giorni coprono i 3164 km della pista attraverso le praterie centrali, più breve del tortuoso percorso meridionale seguito dalle diligenze della Butterfield Overland Express.
[Tuttavia, senza il sussidio governativo, il Pony Express non sarebbe remunerativo; in ogni caso il servizio diventerà obsoleto dopo appena diciotto mesi.]

Maggio
16
, la convenzione del "Partito repubblicano" a Chicago nomina A. Lincoln come proprio candidato alla presidenza.

Lo stesso mese la convenzione dell' Unione costituzionale a Baltimora nomina John Bell del TENNESSEE come candidato presidenziale ed Edward Everett come suo compagno.


Giugno
i delegati superstiti alla convenzione del Partito democratico a Baltimora nominano candidato Stephen A. Douglas;
i dissidenti, indetta una propria convenzione, nominano candidato il vicepresidente John C. Breckinridge del KENTUCKY.

Mentre A. Lincoln segue l'usanza di non condurre personalmente la campagna elettorale, Stephen A. Douglas invece si presenta energicamente in ogni angolo del paese, e in particolare al Sud, dove ribadisce più volte il concetto che la secessione sarebbe una follia.


Novembre
6
, elezioni presidenziali.

Elezioni presidenziali
 
voto popolare
voto elettorale
. A. Lincoln (Repubblicano)
1.865.593
180
. Stephen A. Douglas (Democratico)
1.382.713
12
. John C. Breckinridge (Democratico)
848.356
72
. John Bell (Union)
592.906
39

. A. Lincoln riporta una netta vittoria nel collegio elettorale ma, come sempre, i voti del collegio elettorale non rispecchiano esattamente l'opinione del paese ed egli ottiene solo il 40% dei voti popolari.
È il candidato più regionalista, non avendo avuto nemmeno un voto in 10 dei 33 stati e il suo elettorato è tutto concentrato negli stati liberi.
. Stephen A. Douglas è l'unico a riscuotere successo in tutte le sezioni, ma, dato che le sue forze sono sparpagliate, perde nel collegio elettorale.
. John C. Breckinridge guadagna buona parte del Sud ma riceve relativamente pochi voti al Nord, nonostante l'appoggio di F. Pierce, J. Buchanan e della maggioranza dei congressisti democratici del Nord.
[Molti ma non tutti i suoi elettori sono secessionisti, e comunque egli ottiene solo una minoranza dei voti dei 15 stati schiavisti, mentre negli 11 stati che costituiranno la Confederazione sudista la sua maggioranza popolare è molto esigua.]
. John Bell raccoglie quasi tutti i suoi voti dagli stati di confine.

 

 

A. Lincoln viene eletto presidente degli Stati Uniti.

L'elezione a presidente degli Stati Uniti del repubblicano A. Lincoln, convinto unionista e contrario all'introduzione della schiavitù nel West, fa temere al sud, non del tutto a ragione, che i nordisti si apprestino ad abolire la schiavitù nell'intera Unione.
È chiaro comunque che il voto non è stato a favore della separazione.
Nessuno dei candidati ha sostenuto la secessione.
Il voto combinato di John Bell e Stephen A. Douglas dimostra che l'unionismo è ancora abbastanza forte nel Sud; esso tuttavia è disorganizzato e si affievolisce progressivamente man mano che si scende più a sud.]

Dicembre
20
, alla convenzione di Charleston alcuni stati del sud prendono la decisione di uscire dall'Unione:
- Carolina del Sud (per prima, il giorno 20)
- Alabama
- Florida
- Georgia
- Louisiana
- Mississippi
- Texas.

Negli anni 1860, nella zona di confine tra Alberta e Montana, ha luogo la lunga guerra tra Cree da un parte, e Blackfoot e Assiniboine dall'altra.

La popolazione degli Stati Uniti supera i 31 milioni di abitanti ed è superiore a quella del Regno Unito.

A partire da quest'anno l'idea del "selvaggio West" si diffonde tra la gente soprattutto grazie a una serie di romanzetti da quattro soldi pubblicati da Erastus Beadle con grandissimo successo di pubblico.
[Questi romanzi, che hanno come protagonisti personaggi leggendari ma realmente esistiti come Deadwood Dick, Buffalo Bill e Calamity Jane, rendono familiare a migliaia di lettori un mondo fatto di diligenze e fuorilegge, cercatori d'oro e guide, cacciatori di bufali e fuochi di bivacco.]
Nello stesso tempo cominciano a circolare i primi dipinti dedicati al mondo del West.
[I due artisti più noti dipingono dal vivo. Charles M. Russell [Il pittore cow-boy] e Fredric Remington, autore di dipinti e sculture che raffigurano indiani, cow-boy e pionieri con una cura e una sensibilità senza pari.]
Molti però tentano di rappresentare lo scenario del West standosene in uno studio tranquillo e comodo della costa atlantica: è il caso, tra gli altri, della serie di litografie enormemente popolari prodotte da Currier e Ives, che raffigurano in forma emblematica quelle immagini che gli americani sono soliti associare al selvaggio West. Non sempre le raffigurazioni romantiche degli artisti corrispondono alla realtà, ma dal momento che enfatizzano le qualità più ammirate dell'opinione pubblica americana – coraggio, virilità, individualismo, capacità di cavarsela con i propri mezzi – finiscono per dare un'immagine dell'intera società americana.

Gli indiani che vivono nelle Grandi Pianure appartengono a molte grandi tribù: alcune sono divise tra loro da gravi inimicizie, che di solito risalgono a differenze culturali o a dispte su erritori di caccia.
- ute e cheyenne sono nemici da secoli;
- kiowa delle Black Hills vivono da anni in perenne guerra con i loro vicini sioux, arapaho, cheyenne.
Queste divisioni impediscono agli indiani ii opporre un fronte comune ai pionieri bianchi che si avventurano sulle loro terre.
A parte alcune tribù che vivono a est del Mississippi, gli indiani delle pianure sono nomadi e bellicosi.

Ci sono soltanto 300 istituti superiori in tutti gli Stati Uniti.
Ci sono in compenso 6000 istituti privati o semiprivati, metà dei quali nel Sud.
Sono in genere riservati ai maschi.]

Nel 1860 circa metà degli stati ha approvato leggi – in gran parte, va ricordato, su sollecitazione maschile – che riconoscono i diritti di proprietà delle donne sposate, ma molte altre disparità sociali e politiche rimangono.

 

[segue da 1840]

Produzione di Cotone
Anni
balle (da circa 2 q l'una)
1790
3.000
1801
100.000
1820
400.000
1860
4.000.000
Nel 1860 il MISSISSIPPI è il principale stato cotoniero dell'Unione e quasi un terzo del cotone americano viene dalle zone a ovest del fiume Mississippi.
[Maldwyn A. Jones, Storia degli Stati Uniti, Bompiani 1984.]

Schiavismo: il commercio interno degli schiavi è perfettamente organizzato e molto redditizio: alla vigilia della guerra di secessione coinvolge forse 80.000 schiavi all'anno, per un valore di 60 Mni di dollari.
Dopo la chiusura della tratta degli schiavi dall'estero, i prezzi sono saliti rapidamente: se per acquistare un "bracciante di prima qualità" nel 1832 bastavano 500 dollari, ora ne occorrono 1800.
La distribuzione degli schiavi nel vecchio Sud è nettamente diversa da quella del resto delle Americhe.
Mentre in Brasile, a Cuba e in Giamaica gli schaivi sono più numersi dei bianchi, complessivamente, nel 1860, essi non rappresentano più di un terzo della popolazione del Sud degli Stati Uniti; soltanto in tre stati, SOUTH CAROLINA, MISSISSIPPI E LOUISIANA gli schiavi sono in maggioranza, ma in nessun caso la proporzione supera il 60%.
Inoltre i proprietari brasiliani o caraibici di solito possiedono più di un centinaio di schiavi ciascuno, mentre negli Stati Uniti meno dell'1% dei proprietari di schiavi ne ha così tanti (e sono meno di una dozzina quelli che ne possiedono 500 o più).
Lo stesso anno quasi tre quarti dei proprietari di schiavi nel Sud ne hanno meno di una decina ciascuno. Molti piccoli agricoltori controllano personalmente il lavoro degli schiavi, spesso lavorando fianco a fianco con loro. Tuttavia la maggior parte degli schiavi è riunita in gruppi di venti o più e si trova nelle grosse fattorie o nelle grandi piantagioni.
Mentre la severità dei codici riflette il timore del Sud per un'insurrezione degli schiavi, la resistenza organizzata di questi ultimi è stata rara:
- 1801, Richmond, una congiura viene scoperta e repressa prima che esploda;
- 1822, Charleston, la congiura organizzata da un negro libero viene repressa;
- 1831, agosto, contea di Southampton (VIRGINIA), Nat Turner, un predicatore negro che ha sviluppato tendenze mistiche, guida un'insurrezione: 57 bianchi sono uccisi prima che Nat Turner e i suoi seguaci siano catturati e giustiziati.
Anche se dopo quest'ultimo episodio il sud non è stato più turbato da vere e proprie ribellioni di schiavi, le voci di imminenti sollevazioni continuano a tener desto l'allarme.
I codici degli schiavi sono inaspriti, aumentano le pattuglie di sorveglianza notturna e l'affrancamento dei negri viene reso più difficile.
Anche i negri liberi, che nel 1860 sono almeno 250.000 negli stati schiavisti, subiscono maggiori restrizioni.

[Lo schiavismo è una forma di investimento altamente redditizia ed è tutt'altro che finito nel 1860.
Tuttavia, quali che siano i profitti dei singoli piantatori, i forti investimenti del Sud in schiavi e terra comportano un'assai scarsa disponibilità di capitali per l'industria e i trasporti.
Lo schiavismo si rivela quindi anche la principale causa della dipendenza economica del Sud. L'insistere nelle coltivazioni su larga scala porta il Sud a dipendere dal Nord per:
- i prodotti industriali,
- i prestiti in anticipo sui raccolti,
- i servizi di vendita e di traporto del proprio cotone e degli altri prodotti d'esportazione.
La maggior parte dei profitti dei piantatori finisce così nelle casse del Nord, e non senza ragione il Sud comincia a considerarsi una colonia nordista.
La classe dominante dei piantatori è comunque ostile a ogni inpresa industriale o commerciale: essi considerano l'agricoltura come l'unica occupazione degna di un gentiluomo e temono che l'industrializzazione farebbe crollare sia lo schiavismo sia il loro rango sociale.
Per quanto esistano fonderie e stabilimenti tessili, il Sud, nel 1860, produce meno del 10% dei manufatti americani.]
Immigrazione
Anni
Afflusso annuale
dopo 1830
50.000
dopo 1840
100.000
dopo 1850
300.000

Fra il 1815 e il 1860 sono affluiti almeno 5 milioni di immigrati, più dell'intera popolazione degli Stati Uniti nel 1790.
La maggior parte proviene dall'Europa settentrionale e occidentale: soprattutto Irlanda, Germania e Gran Bretagna e un minor numero da Svizzera, Paesi Bassi e Scandinavia.
La traversata dell'Atlantico resta una dura prova: gli emigranti sono ammucchiati insieme per settimane, negli alloggiamenti senz'aria e senza luce della terza classe, il vitto è scadente e scarso, le epidemie frequenti.
Nel 1847 più di 17.000 emigranti, per la maggior parte irlandesi, sono morti di tifo.
La stragrande maggioranza degli emigranti si insedia al Nord. Il Sud viene perlopiù evitato: non offre infatti altrettanto facilmente possibilità di lavoro né terre da coltivare.
Gli immigrati con precedenti esperienze industriali si riuniscono in genere nei centri americani delle loro attività:
- minatori di carbone e lavoratori siderurgici in PENNSYLVANIA,
- vasai nell'OHIO,
- operai tessili nella Nuova Inghilterra.
Tra gli agricoltori:
- norvegesi e svedesi, nel WISCONSIN e nel MINNESOTA,
- tedeschi nell'OHIO, ILLINOIS, WISCONSIN e IOWA,
ma perlomeno altrettanti trovano posto nei centri cittadini.

Per quanto l'afflusso degli emigranti apporti vantaggi economici al paese, il suo volume e certe sue caratteristiche mettono in allarme molti americani.
Nel 1850 gli immigrati costituiscono quasi la metà della popolazione di New York, Chicago, Cincinnati, Milwaukee, Detroit e San Francisco; a St.Louis sono addirittura i due terzi
Ma più preoccupante del loro numero è la rovina dell'unità sociale.
- 1849, due terzi degli indigenti del MASSACHUSETTS sono stranieri, in massima parte irlandesi;
- 1858, su 17.328 persone arrestate a New York in un tipico quartiere, non meno di 14.638 sono straniere, 10.477 delle quali irlandesi.

Mentre nel 1830 gli Stati Uniti erano quasi esclusivamente protestanti, ora, grazie all'immigrazione irlandese e tedesca, il numero dei cattolici ha superato i 3 milioni, un decimo della popolazione; il numero di vescovi e preti cattolici, di conventi, di monasteri, scuole e collegi cattolici sono saliti in corrispondenza.
Tutto questo riaccende l'anticattolicesimo dei tempi delle colonie.
- 1830-40, c'è un'ondata di pubblicazioni scurrili contro il cattolicesimo, la cui popolarità è dovuta probabilmente più al richiamo della pornografia religiosa che non a un reale atteggiamento anticattolico;
- 1840, i pregiudizi contro il cattolicesimo sono ulteriormente stimolati dal rifiuto dei cattolici di usare la versione della Bibbia di re Giacomo nelle scuole pubbliche e dalle richieste cattoliche di stanziamenti statali per le scuole; per molti protestanti questo è un atteggiamento blasfemo, fazioso e antiamericano.

[Maldwyn A. Jones, Storia degli Stati Uniti, Bompiani 1984.]

 

IRLANDESI
[1860]
*Città
n.
New York
200.000
Philadelphia
95.000
Boston
70.000
Nonostante la loro origine quasi eslusivamente rurale, soltanto l'8% degl irlandesi si stabilisce nelle campagne: mal attrezzati per le colture praticate in America, senza capitali e con nozioni agricole limitate alla coltivazione delle patate, essi aborriscono la vita solitaria delle fattorie americane e non vogliono trasferirsi in zone in cui manchi una chiesa cattolica.
Per questi motivi, ed essendo il più delle volte troppo poveri e demoralizzati per fare qualcosa di diverso, gli irlandesi si accalcano nelle città restando spesso là dove sono sbarcati.

*Altre considerevoli colonie irlandesi sono a St.Louis, Chicago, New Orleans e San Francisco.
[Maldwyn A. Jones, Storia degli Stati Uniti, Bompiani 1984.]

 

Lo stesso anno ci sono 8 città con più di 150.000 abitanti (l'Inghilterra ne annovera solo 7).

[Maldwyn A. Jones, Storia degli Stati Uniti, Bompiani 1984.]

 




[01] DELAWARE [dal 7 dicembre 1787] - cap. Dover
[Primo stato a ratificare la Costituzione degli Stati Uniti d'America.
Non esistono collegamenti fra chiesa e stato e una grande libertà religiosa si è affermata sin dall'inizio.]
Governatore
-

1860
-

 

[02] PENNSYLVANIA [dal 12 dicembre 1787] - cap. Harrisburg
[Non esistono collegamenti fra chiesa e stato e una grande libertà religiosa si è affermata sin dall'inizio.]
Governatore
-

1860
-

 

[03] NEW JERSEY [dal 18 dicembre 1787] - cap. Trenton
[Non esistono collegamenti fra chiesa e stato e una grande libertà religiosa si è affermata sin dall'inizio.]
Governatore
-

1860
-

 

[04] GEORGIA [dal 2 gennaio 1788] - cap. Atlanta
[Già ammesso nel 1780 ma ratificato solo il 2 gennaio 1788.]
Governatore
-

1860
-


 


[05] CONNECTICUT [dal 4 gennaio 1788] - cap. Hartford
Governatore
-

1860
-

[06] MASSACHUSETTS [dal 6 febbraio 1788] - cap. Boston
Governatore
-

1860
-



[07] MARYLAND [dal 28 aprile 1788] - cap. Annapolis
Governatore
-

1860
-
Maggio
Baltimora, si riunisce la convenzione dell' Unione costituzionale, un nuovo partito composto da gruppi di conservatori ex whig, ed ex Know-Nothing.
I delegati scelgono John Bell del TENNESSEE come candidato presidenziale ed Edward Everett come suo compagno.
Il programma – il più breve e il più vago della storia – indica:
"La Costituzione del paese, l'Unione degli stati e l'applicazione delle legge".

 

Giugno
Baltimora, alla convenzione nazionale democratica la maggior parte dei delegati sudisti torna a presentarsi, ma quasi subito torna ad abbandonare i lavori, e questa volta definitivamente.
I delegati superstiti nominano candidato Stephen A. Douglas con un programma basato sulla sovranità popolare.
I dissidennti indicono una propria convenzione che nomina candidato il vicepresidente John C. Breckinridge del KENTUCKY, con una piattaforma che reclama una protezione federale allo schiavismo nei territori.
È così decretata la rovina del Partito democratico: con due candidati rivali in campo, svanisce ogni speranza di vittoria democratica.

 



 






[08] SOUTH CAROLINA [dal 23 maggio 1788] - cap. Columbia
Governatore
-

1860
Aprile
23
, Charleston, si riunisce la convenzione nazionale democratica e la frattura del Partito democratico appare subito irreparabile.
Stephen A. Douglas, pur sostenuto dalla maggioranza dei delegati, è fieramente avversato dai sostenitori di J. Buchanan, memori della sua opposizione alla "costituzione di Lecompton", e dagli "attaccabrighe" sudisti che, infuriati per la "dottrina di Freeport", lo considerano un repubblicano.
Sperando di riunificare il partito, e di assicurarsi la maggioranza dei due terzi necessaria per la candidatura presidenziale, Stephen A. Douglas si presenta con un vago appoggio alla sovranità popolare e la dichiarazione che su tutte le questioni dello schiavismo nei territori il partito si atterrà alle decisioni della Corte suprema.
Ma i democratici del Sud vogliono una piattaforma che offra una protezione federale allo schiavismo nei territori, e quando tale richiesta viene respinta i delegati del profondo Sud abbandonano i lavori.
Non riuscendo a nominare un candidato la convenzione si aggiorna a giugno a Baltimora.

Dicembre
20
, Charleston, una convenzione di stato appositamente convocata approva, senza un solo voto contrario, un'ordinanza di secessione che scioglie "l'Unione attualmente esistente fra il South Carolina e altri stati".

Lo stesso anno frequentano la scuola pubblica solo 20.000 bambini (tutti bianchi).

Anche la comunità di colore appare tuttavia divisa al suo interno.
Esiste – come dirà lo storico Thomas Holt – un frattura tra due fazioni politiche:
- blacks (neri): comprende la massa degli ex schiavi;
- browns (marroni): comprende i negri di idee conservatrici, relativamente benestanti, spesso mulatti, già liberi all'inizio della guerra di secessione.


[09] NEW HAMPSHIRE [dal 21 giugno 1788] - cap. Concord
Governatore
-

1860
-

 





[10] VIRGINIA [dal 26 giugno 1788] - cap. Richmond
Governatore
-

1860
-

 





[11] NEW YORK [dal 26 luglio 1788] - cap. Albany
[L'anglicanesimo è la religione di stato in quattro contee.]
Governatore
-

1860
-

 

[12] NORTH CAROLINA [dal 21 novembre 1789] - cap. Raleigh
[Tratto di terre immediatamente a sud della Virginia, attorno allo stretto di Albemarle.]
Governatore
-

1860
-

[13] RHODE ISLAND [dal 29 maggio 1790] - cap. Providence
Governatore
-

1860
-


[14] VERMONT [dal 4 marzo 1791] - cap. Montpelier
Governatore
-

1860
-


[15] KENTUCKY [dal 1° giugno 1792] - cap. Frankfort
Governatore
-
-

1860
-


[16] TENNESSEE [dal 1° giugno 1796] - cap. Nashville
Governatore
-
-

1860
-

 





[17] OHIO [dal 1° marzo 1803] - cap. Columbus
Governatore
-
-

1860
-

[18] LOUISIANA [dal 30 aprile 1812] - cap. Baton Rouge
- 1819, Trattato Adams-Onís: stabilisce il confine con il MESSICO spagnolo: va dal fiume Sabine, nel TEXAS orientale, fino al 42° parallelo (futuro confine settentrionale della CALIFORNIA) e da quel punto, verso ovest, fino al Pacifico.
Governatore
-

1860
-

 

 


[19] INDIANA [dal 11 dicembre 1816] - cap. Indianapolis
Governatore
-

1860
-

 


[20] MISSISSIPPI [dal 10 dicembre 1817] cap. Jackson
Governatore
-
-

1860
-


[21] ILLINOIS [dal 3 dicembre 1818] - cap. Springfield
-
Governatore
-
-

1860
Maggio
16
, Chicago, si riunisce la convenzione del "Partito repubblicano" rincuorato dallo scompiglio democratico.
Sapendo di poter comunque contare sul voto abolizionista, i repubblicani puntano molto praticamnte sulle aspirazioni economiche del'industria e dell'agricoltura del Nord: la loro piattaforma chiede perciò tariffe protettive, concessioni di terre e sovvenzioni federali alla ferrovia del Pacifico.
Si cerca inoltre di togliere al partito ogni residua "colorazione nativista", dichiarando una netta opposizione al prolungamento del periodo di residenza degli immigrati prima della naturalizzazione.
Sullo schiavismo i repubblicani cercano di mostrarsi moderati: pur assumendo un atteggiamento fermamente contrario all'estensione dello schiavismo e denunciando la mancanza di unione, l' "infame" "costituzione di Lecompton" e la recente riapertura clandestina del traffico di schiavi dall'Africa, essi condannano anche episodi come l'incursione di John Brown e, soprattutto, riconoscono specificamente a ogni stato il diritto di controllare le porprie istituzioni interne (un modo per riconoscere indirettamente che il governo federale non ha il potere di interferire con lo schiavismo degli stati).
Pur non essendo proprio uno sconosiuto, A. Lincoln è tutt'altro che il candidato più ovvio dei repubblicani. Ha assai meno esperienza politica a livello nazionale di concorrenti come William H. Seward e Salmon P. Chase, ma ha già dimostrato di essere un degno avversario del probabile candidato democratico Stephen A. Douglas.
Alla fine i suoi fiancheggiatori, guidati dal giudice di Chicago David Davis, riempiono astutamente la sala della convenzione con rumorsi sostenitori di A. Lincoln e, fatto decisamente importante, si assicurano l'appoggio delle delegazioni principali promettendo in forma più o meno esplicita incarichi nel gabinetto.
In questo modo, alla terza votazione, A. Lincoln viene nominato candidato.

[22] ALABAMA [dal 14 dicembre 1819] - cap. Montgomery
Governatore
-
-

1860
-

[23] MAINE [dal 15 marzo 1820] - cap. Augusta
-
Governatore
-
-

1860
-

[24] MISSOURI [dal 10 agosto 1821] - cap. Jefferson City
Governatore
-
-

1860
-


[25] ARKANSAS [dal 15 giugno 1836] - cap. Little Rock
Governatore
-
-

1860
-


[26] MICHIGAN [dal 26 gennaio 1837] - cap. Lansing
Governatore
-
-

1860
Gennaio
-


[27] FLORIDA [dal 3 marzo 1845] - cap. Tallahassee
Nel 1819, con il Trattato Adams-Onís è stata completamente ceduta agli Stati Uniti dalla Spagna.
Governatore
-
-

1860
-

 


[28] TEXAS [dal 29 dicembre 1845] - cap. Austin
Governatore
-
-

1860
-

 


[-] Territorio del NEW MEXICO [dal 1846]
Governatore
-
-

1860
-

 


[-] Territorio dell'UTAH
Governatore
-
-

1860
-

 

 


[29] IOWA [dal 28 dicembre 1846] - cap. Des Moines
Governatore
-
-

1860
-

 


[30] WISCONSIN [dal 29 maggio 1848] - cap. Madison
Governatore
-
-

1860
-

 


[31] CALIFORNIA [dal 9 settembre 1850] - cap. Sacramento
Governatore
-

1860
-

 


[-] Territorio del KANSAS [dal 1854]
Governatore
-
-

1860
Gennaio
-

 


[32] MINNESOTA [dall'11 maggio 1858] - cap. Saint Paul
Governatore
-
-

1860
-



[33] OREGON [dal 14 febbraio 1859] - cap. Salem
- 1845, alla fine dell'anno i 5000 coloni americani dell'Oregon organizzano un governo provvisorio e chiedono la fine del regime di occupazione comune e l'esclusiva giurisdizione americana.
- 1848, diventa territorio autonomo.
Governatore
-
-

1860
-



a





1860
STATI UNITI del MESSICO
(repubblica federale)
- Presidente della repubblica federale
gen. M. Miramón
(1859 feb - dic 1860)
- guerra civile: 1858-61 -
[un golpe militare, sorretto dai conservatori e dai clericali, si è impadronito di Città del Messico costringendo il governo legittimo, presieduto da B.P. Juárez Garcia, a riparare a Querétaro.]
1860
Dicembre
dopo aver cercato inutilmente appoggio dagli Stati Uniti, il presidente M. Miramón viene battuto dalle forze liberali di B.P. Juárez Garcia a Calpulalpan ed è costretto a riparare in Europa;








a

1860
GUATEMALA
[formalmente indipendente dal 1847]
- Capo del governo
Rafael Carrera
(1839 - 1865)
1860
-


1860
HONDURAS
-
?
(?-?)
1860
cresce la dipendenza dagli Stati Uniti, interessati a mantenere sotto proprio controllo le ricche piantagioni di banane, unica risorsa economica del paese;


1860
NICARAGUA
[protettorato della Gran Bretagna sulla Costa de Mosquitos: (1848-60)]
- Dittatore
-
1860
lotte tra liberali e conservatori (clericali) agitano la vita interna del paese per tutto il secolo XIX;
gli interessi nordamericani sono rafforzati dal progetto di costruire un canale interoceanico attraverso il Nicaragua;



1860
COSTA RICA
[il paese è indipendente dal 1821]
-
?
(?-?)
1860
l'economia è basata in netta prevalenza sulla coltura del caffè e nel corso del secolo XIX, mentre si assiste ad una sistematica penetrazione di capitali inglesi e nordamericani, si forma pure una ristretta élite, socialmente e politicamente dominante, legata all'esportazione di questo prodotto;

 





1860
VENEZUELA
[Repubblica indipendente dal 1830]
-
-
1860
rivoluzione federale (1859-63): è in atto la guerra civile, provocata dai "liberali democratici" o "federalisti";

1860
ECUADOR
Presidente della repubblica
-
 
1860
conflitti di frontiera con il Perù cui seguono gravi amputazioni territoriali;
J.J. Flores
ha il comando delle forze che respingono il tentativo d'invasione da parte della Colombia.



1860
BOLIVIA
Presidente della repubblica
?
(1825-?)
 
1860
l'evoluzione storica della regione è caratterizzata dall'instabilità politica, sociale ed economica, conseguenza della lotta tra le contrapposte oligarchie dell'altopiano minerario e del Chaco agricolo e delle tensioni sociali che percorrono il paese (agitazioni contadine e scioperi dei minatori);


1860
PERU'
[Repubblica indipendente dal 1827]
- Presidente della repubblica
Ramon Castilla
(1855 - 1862)
[epoca della "rivoluzione conservatrice"]
1860
guerra vittoriosa contro la República del Ecuador;



1860
CILE
Presidente della repubblica
M. Montt
(1851 - 1861)
 
1860
-


1860
GUYANE
[dal 1816 divise nelle tre colonie]
 dal 1816 divise nelle tre colonie:
Guyana Britannica (inglese)
1860
-
Suriname (olandese)
1860
-
Guyane Française (francese)
1860
già sede di una colonia penitenziaria e poi, dal 1852, di un bagno penale (fino al 1945);


1860
Pedro II
Albero genealogico
(Rio de Janeiro 1825 - Parigi 1891)
figlio di Pietro I;
1831-89, imperatore del Brasile;
a soli sei anni dopo l'abdicazione del padre;
[incoronato imperatore nel 1841, regnerà di fatto solo dal 1847]
nel 1847, rientrata la secessione del Rio Grande do Sul, istituisce un gabinetto responsabile dinanzi al parlamento, nel quale vengono immessi in posti chiave ex dirigenti separatisti;


1860
questione dei vescovi (1855-73): le istanze autonomistiche in seno alla chiesa, che sono all'origine di una lunga controversia con l'imperatore sul problema della massoneria, trovano un ostacolo sempre più intollerabile nell'ancor vigente regalismo della corona;





1860
PARAGUAY
Presidente della repubblica
C.A. López
(1841 - 1862)
 
1860
sin dall'inizio il presidente ha imboccato la strada dell'economia aperta;
difficili rimangono i rapporti con l'Argentina di J.M. de Rosas, contrario ancora a riconoscere l'indipendenza paraguaiana; da parte sua egli aiuta gli argentini della provincia di Corrientes, ribelli al governo centrale;


1860
- Dittatore provvisorio
J.J. de Urquiza
(1854 - 1861) II
 
1860
dal 1853 l'Argentina si è data una costituzione federale sul tipo di quella statunitense, cui però Buenos Aires non vuole aderire;






1860
Presidente della repubblica
gen. F. Rivera
(1830-35) (1838-?)
[del partito liberale o colorado]
 
1860
l'eccidio di alcuni ufficiali colorados a Quinteros, nel 1858, ha segnato il declino del partito blanco e l'affermazione di quello colorado;






Cina





1860
Giappone

 


1860
-

a





AFRICA
In Africa, i liberali e i missionari inglesi praticano teorie razziali o, meglio, razziste, che si riallacciano alla "scienza" e alla letteratura europee.
In tale contesto spiccano, tra gli altri, i nomi di:
. E. Haeckel, naturalista tedesco,
. Th. Carlyle, saggista inglese,
. Th.H. Huxley, naturalista liberale inglese,
. conte Joseph-Arthur de Bobineau (1816-1887), francese, razzista per antonomasia,
- C. Kingsley, scrittore inglese,
. Houston Steward Chamberlain, il filosofo della poltica inglese.
Il filologo tedesco F.M. Muller formula la teoria "ariana" della razza da applicare alla linguistica, teoria che, contro le sue intenzioni, viene ripresa dai razzisti coloniali in Germania e altrove.
Nel 1863, l'esploratore e amministratore coloniale inglese R.F. Burton elabora la teoria razzista sullo sviluppo limitato dei "negri" dopo la pubertà.
Nella dichiarazione di Quincy del 1858, A. Lincoln difende la discriminazione razziale contro gli ex schiavi africani con una concezione tipica del tempo sia i Europa sia nel Nordamerica.
In seguito…
Il criminologo italiano C. Lombroso sviluppa una teoria sulla ciriminalità "naturale" di "negri" e cinesi.
Il musicista tedesco W.R. Wagner accetta la scala delle "razze", dominata dagli ariani.
Il poeta inglese J.R. Kipling, durante il suo soggiorno al Capo nella seconda metà del secolo, esalta la supremazia del "sangue" inglese e appoggia la politica razzista di Cecil Rhodes.
In Belgio, il duca di Brabante, dichiara: «Il Belgio ha bisogno di una colonia». In seguito sarà eletto re con il nome di Leopoldo II.

[Hosea Jaffe, AFRICA, Movimenti e lotte di liberazione, Arnoldo Mondadori Editore, Milano 1978.]

 

1860
Marocco
-
-
1860
vengono definiti i limiti delle "enclaves" spagnole;


1860
Algeria
-
-
1860
anche se i francesi hanno conquistato nel 1957 la Grande Cabilia, non l'hanno ancora sottomessa definitivamente;

1860
Tunisia
   
1860
-


1860
EGITTO
[parte dell'Impero Ottomano]
Sa'id
(? - ?)
1854-63, viceré d'Egitto;

1860
-



1860
Sudan
[capitale Khartum]
Il chedivè d'Egitto Muhammad Alì e suo figlio Ismail, tra il 1820 e il 1822, conquistano l'Alta Nubia, il Kordofan e il Sennar, realizzando la prima unificazione politica del paese.
Nel 1840 la dominazione egiziana viene consolidata a est con l'annessione di Kassala e nel 1846 con l'annessione di Suakin sul mar Rosso.]
   

1860
-

 




1860
Senegal
[sotto controllo francese dal 1817]
- Governatore
gen. L.-L.-C. Faidherbe
(1854 - 1865)
1860
continua la sottomissione del paese anche come risposta alla ripresa dell'espansionismo tacruro sotto la guida di al-Hagg 'Umar (1850-64);

1856-86, i senegalesi sotto la guida del damel di Cayor, Lat-Dior, un capo uolof (ucciso nel 1886), oppongono un'accanita resistenza ai conquistatori bianchi;
partecipa alla lotta anche Mamadou Lamine, vincitore dei francesi a Casamence.



1860
Mauritania
[protettorato francese su su Trarza dal 1858.]
-
-
1860
-



1860
Niger
1860
-


1860
Guinea
 
-  

1860
-



1860
Sierra Leone
[nel 1858 il governo britannico ha annesso al governatorato della Sierra Leone i possedimenti della Costa d'Oro
(Ghana) dove è già presente dal 1821.]
- Governatore
?
(?-?)
1860
-

1860
[ex Monrovia, è una repubblica indipendente dal 1847, con una costituzione modellata su quella statunitense ma con il predominio dell'elemento nero-americano su quello autoctono;
nel 1857 al paese si è unita l'ex colonia formatasi a capo delle Palme nel 1833.]
- Presidente
Stephen Allen Benson
(1856-64)

1860
-


1860
- Governatore
-
 
1860
-


1860
Lagos
-
-
1860
-


1860
Dahomey
-
-

1860
la Francia chiude gli sbocchi marittimi del paese che, appena tornato indipendente, cerca di estendersi territorialmente a spese degli altri stati yoruba avvalendosi di un agguerrito esercito e di un corpo speciale femminile di circa 10.000 unità;


1860
Nigeria
-
-

1860
dopo la spedizione nel 1830 dei fratelli Lander, la zona ibo (nota col nome di Oil Rivers per le foreste di palma olearia) viene posta sotto l'autorità di un console britannico;




1860
Africa Centrale
-
-
1860
-

1860
Malawi
-
-
1860
1859-64, seconda lunga "esplorazione" di D. Livingstone nell'Africa centrale.
Visita nuovamente la futura Rhodesia settentrionale (Zambia).





1860
Camerun
-
1860
-

1860
Gabon
-
-

1860
-










1860
Zaire
-
-
1860


L'esploratore italiano, il veneto Giovanni Miani, nato a Rovigo, precede H.M. Stanley nell'esplorare certe zone del Congo.
Mentre sta risalendo dal Sudan al Nilo Bianco, pur piagato ad una gamba, supera un affluente di destra del Nilo Bianco, l'Aswa: si trova in pratica a meno di cento km dal lago Alberto invece gli indigeni gli dicono che le sorgenti del Nilo sono lontane un mese di viaggio. Rinuncia e incide il suo nome su un grande albero di tamarindo a 3°32' di latitudine nord.
[Nel 1862 John Hanning Speke e James Augustus Grant, scopritori delle Owen Falls, e un terzo esploratore inglese, Samuel Baker, troveranno quell'albero.]



1860
Katanga
-
-

1860
-

 


1860
Basso Congo
-
1860
-


1860
Etiopia
Teodoro II
(? - 1868)
Ligg Kasa, un condottiero del nord, si fa incoronare imperatore;
1855-68, imperatore di Etiopia;
riesce a realizzare l'unità politico-territoriale dell'impero con l'uso della forza e con metodi di governo assolutistici, senza tuttavia giungere a ridimensionare il peso della chiesa né a sopprimere l'apparato nobiliare di origine feudale;
1860
-



1860
Somalia
[nel 1840 la costa settentrionale del territorio è diventata possedimento egiziano.]
-
-
1860
-

1860
Africa Orientale
-
-
1860
-






1860
Zanzibar
Isola dell'oceano Indiano, situata presso il continente africano, nel 1503 venne conquistata dai portoghesi che instaurarono il loro dominio anche sulla fascia costiera continentale antistante, ove la città più importante era Mombasa, creandovi basi per il commercio con l'Asia e un certo numero di piantagioni.
All'inizio del XVII sec. l'isola e la fascia costiera vennero raggiunte da commercianti indiani e conquistate dagli imam di Mascate per poi finire, nella prima metà dell'800 sotto il dominio di Sa'id ibn Sultan imam dell'Oman il quale estese la propria autorità sulla costa orientale africana di Mogadiscio, a Nord, e sino a capo Delgado, a Sud.
-
-

1860
-

 


1860
Angola
-

1860
-

 

 

 




1860
Moselekatse [o Mzilikazi]
-
figlio di
? - 1868, re dei maTabele di Zimbabwe;
[clan guerriero nguni (zulu)]
1860
-


1860
Mozambico
-
-
1860
-




1860
Regno del Madagascar
(Imérina)
Ranavalona I
(† 1861)
vedova di Radama I (1810-28);
1828-61, regina del Madagascar;


1860
-


1860
Repubblica del Transvaal
[dal 1856]
[territorio dal Vaal al Limpopo - capitale: Pretoria]
Presidente
M. Pretorius
(1856 - 1872)
1860
Pretoria,

1860
Natal
[dominio inglese dal 1844]
[nel 1838 la regione è stata conquistata e colonizzata da coloni olandesi (boeri) e nel 1840 trasformata in repubblica indipendente;
1842-44, gli inglesi vi affermano nuovamente il loro dominio, dopo aver costretto i boeri a trasferirsi nell'interno, nello stato libero dell'Orange.]
Governatore
?
(? - ?)
1860
dopo aver soffocato (1857) la Rivoluzione indiana, gli inglesi importano manodopera indiana a basso costo, che sostituisce i ribelli zulu nelle piantagioni di zucchero del Natal.

1860
Stato Libero d'Orange
[territorio dall'Orange al Vaal - capitale: Bloemfontein]
[stato indipendente creato nel 1836 da coloni olandesi provenienti da Città del Capo;
dal 1848 è occupato dalle truppe britanniche che hanno spostato il centro amministrativo a Bloemfontein;
nel 1854, vista l'impossibilità di controllare militarmente l'immenso territorio, gli inglesi si sono ritirati.]
Presidente
M. Pretorius
(1859 - ?)
1860
-

1860
[L'insediamento degli inglesi, divenuto definitivo dal 1814, ha formato un'oligarchia amministrativo-commerciale anglosassone nel Sud;
1834-39, grande trek (spostamento di massa dei coloni boeri verso le regioni dell'interno: Orange e Transvaal.]
Governatore
Grey
(? - ?)
1860
-

 





1860
Persia
Nasir al-Din Scià
(1831-1896)
figlio di Muhammad Scià, della dinastia Qagiar;
1848-96, scià di Persia;


1860
-


 



Amici, Giovanni (Grottaferrata, Roma 13 ottobre 1860 – Perugia 30 agosto 1921) politico italiano.

Andrassy, Gyula [il Giovane] (Töketerebes, oggi Trebisov 1860-Budapest 1929) politico ungherese;
[Figlio di Gyula [il Vecchio].]
1906-10, ministro dell'interno;
Le origini dello stato e della costituzione d'Ungheria (1901-11)
1918, ministro degli esteri nominato dall'imperatore Carlo con il preciso compito di chiedere l'armistizio con gli alleati, attraverso la mediazione del presidente degli Stati Uniti W. Wilson;
1919, ostile ai regimi rivoluzionari ungheresi di Mihály Károlyi e Béla Kun, è a capo di un governo controrivoluzionario e guida  poi un gruppo "legittimista" di opposizione al reggente M. Horthy.

Barzilai, Salvatore (Trieste 5 luglio 1860 – Roma 1 maggio 1939) giornalista e politico italiano.

Branting, Karl Hjaimar (Stoccolma 1860-1925) politico svedese;
1889, tra i fondatori del Partito socialdemocratico svedese e direttore dell'organo ufficiale «Socialdemokraten»;
1896, deputato al Riksdag;
1917, dopo aver fatto parte del governo liberale di Nils Eden, presiede tre ministeri;
1921, premio Nobel per la pace;
1922, rappresentante della Svezia alla Società delle Nazioni, di cui diventa membro del consiglio.

Corsi, Camillo (Roma 13 maggio 1860 – Roma 17 luglio 1921) militare e politico italiano.

Credaro, Luigi (Sondrio 15 gennaio 1860 – Roma 15 febbraio 1939) pedagogista e politico italiano.

Dubnow, Simon (Mstislavl, Bielorussia 1860-Riga 1941, ucciso da un ufficiale della Gestapo suo ex allievo) storico ebreo russo, fondatore (1906) del partito ebraico «Folkist»;
Profilo di storia ebraica (1901-05, in 3 voll., in russo)
Storia degli ebrei in Russia e Polonia (1914)
Storia universale del popolo ebraico (1925-29, in 10 voll., in tedesco; l'undicesimo in ebraico nel 1940)
Storia del chassidismo (1930-32, in ebraico)
Il libro della mia vita (1930-40, in russo).

Fusinato, Guido (Castelfranco Veneto, Treviso 15 febbraio 1860 – Schio, 22 settembre 1914) politico italiano;
[Figlio dello scrittore e patriota Arnaldo Fusinato.]
novembre, eletto deputato – XVIII Legislatura (1892 23 nov - 8 mag 1895);
1895, giugno, eletto deputato – XIX Legislatura (1895 10 giu - 2 mar 1897);
1897, aprile, rieletto deputato – XX Legislatura (1897 5 apr - 17 mag 1900);
1899, maggio, sottosegretario agli Affari Esteri (1899 14 mag - 15 feb 1901);
1900, giugno, rieletto deputato – XXI Legislatura (1900 16 giu - 18 ott 1904);
1903, novembre, sottosegretario agli Affari Esteri (1903 3 nov - 24 dic 1905);
1905, novembre, rieletto deputato – XXII Legislatura (1905 30 nov - 8 feb 1909);
1906, 29 maggio al 2 agosto, ministro della Pubblica Istruzione sotto il III "governo Giolitti";
1909, marzo, rieletto deputato – XXIII Legislatura (1909 24 mar - 29 set 1913);
1912, partecipa come plenipotenzario al "Trattato di Ouchy" tra Italia e Impero Ottomano a conclusione della Guerra italo-turca;
1913, novembre, rieletto deputato – XXIV Legislatura (1913 27 nov - 29 set 1919);
1914, 22 settembre su suicida.
[Filoaustriaco, dopo lo scoppio della prima guerra mondiale e la dichiarazione di neutralità dell'Italia del 1914, considerandola un tradimento, si suicida.]

Guarracino, Alessandro (Napoli 2 dicembre 1860 – Napoli 26 febbraio 1925) politico italiano.

Herzl, Theodor (Budapest 1860-Edlach, Bassa Austria 1904) giornalista e politico austriaco di origine ebraica;
1878, trasferitosi a Vienna e laureatosi in legge, entra nel giornalismo ed è corrispondente della viennese «Neue Freie Presse»;
1891-95, segue a Parigi la vita parlamentare della terza repubblica densa di umori antisemiti;
Der Judenstaat (Lo Stato ebraico: tentativo di una soluzione moderna alla questione ebraica) (Vienna 1895, ottanta edizioni, in diciotto lingue - quella italiana nel 1918- dove prospetta un prossimo ritorno degli ebrei in Palestina o in Argentina, come tentativo radicale di una soluzione moderna della questione ebraica)
1897, dà vita all'Organizzazione sionistica mondiale ("sionismo"); 29-31 agosto, il primo convegno tenuto a Basilea adotta il "programma di Basilea";
1903, dalle personalità britanniche ha l'offerta dell'Uganda come sede dello stato ebraico, ma tale offerta a cui egli non è contrario, viene respinta decisamente dal VI congresso sionistico ed egli prende quindi posizione a favore della Palestina; parallelamente sviluppa un'attività pubblicistica sull'organo sionista «Die Welt»;
Altneuland (1902, romanzo dove anticipa i tratti immaginari dell' "antica nuova terra" ebraica)
Diari (1922-23, postumi, in tre voll.).

Kehr, Paul Fridolin (Waltershausen, Gotha 1860-Wässerndorf, Franconia 1944) storico e paleografo tedesco, 
1903-36, direttore dell'Istituto storico germanico di Roma
Regesta pontificum romanorum (1906, prima uscita di 8 voll. , relativi all'Italia, Italia pontificia, e di 3 voll. relativi alla Germania, Germania pontificia, dell'edizione critica sistematica dei più antichi documenti di storia pontificia (fino al 1198) 
1913-29, direttore generale degli archivi di stato di Prussia
Monumenta Germaniae Historica (1919-35, con altri).

Marcello, Girolamo (Venezia 16 ottobre 1860 – Venezia 12 giugno 1940) militare e politico italiano.

Montini, Giorgio (Concesio, Brescia 30 giugno 1860 – Concesio, Brescia 12 gennaio 1943) giornalista e politico italiano.
[Padre di Giovanni Battista [futuro Paolo VI].]

Naumann, Friedrich (Störmthal, Lipsia 1860-Travemünde, Lubecca 1919) politico tedesco, pastore protestante
1896, fonda l'Unione nazionalsociale, che ha però breve vita
1907-18, deputato al Reichstag quasi ininterrottamente nei gruppi della sinistra liberale, fautore dell'imperialismo tedesco, 
Mitteleuropa (1915, in cui sostiene un piano di unione economica dei paesi dell'Europa centrorientale sotto la direzione della Germania)
1919, ha una parte di rilievo nell'assemblea di Weimar come presidente del Partito democratico tedesco, di tendenza repubblicana e progressista.

Orlando, Vittorio Emanuele (Palermo 1860-Roma 1952) giurista e politico italiano;
[Padre di Camillo (deputato Dc).]

Ottavi, Edoardo (Ajaccio, Corsica 7 giugno 1860 – Casale Monferrato, Alessandria 18 settembre 1917) politico italiano.

Pellizzo, Luigi (Costapiana di Faedis, Udine 26 febbraio 1860 – Faedis, Udine 14 agosto 1936) arcivescovo cattolico italiano.
[Figlio di Domenico e di Rosa Costaperaria. Fratello di Giambattista, sindaco di Faedis.]
1871, la famiglia si trasferisce a Udine;
1872, entra nel seminario di Udine;
1884, viene ordinato sacerdote;
1886, si laurea in diritto canonico presso l'Università Gregoriana di Roma; dopo la laurea torna a Udine dove diventa insegnante di storia e diritto canonico presso il seminario da lui stesso frequentato anni prima;
1894, assume la carica di vicerettore;
1900, sostituisce mons. Pierantonio Antivari alla guida della struttura ecclesiastica; lo stesso anno si prodiga affinché nascano nuove forme di divulgazione cattolica e dalla sua spinta prendono vita il quotidiano «Il crociato» e il settimanale «Il piccolo crociato»;
1904, a seguito di un aumento di vocazioni, inizia la costruzione di un nuovo seminario a Rubignacco;
1906, 13 luglio, dopo la morte del vescovo Giuseppe Callegari, è nominato vescovo di Padova;
1907, 2 maggio, si insedia nella sede vescovile di Padova;
subito inizia una profonda ristrutturazione della diocesi e come già fatto a Udine favorisce la nascita di testate giornalistiche di ispirazione cattolica;
1908, 5 gennaio, nasce per suo espresso volere il giornale «La Difesa del popolo»;
1912-21, compie la visita pastorale alla diocesi (con una lunga interruzione dovuta alla guerra);
1915, 15 giu-30 nov 1918, scrive a papa Benedetto XV centoquarantasei lettere che informano il papa sulle drammaticità della prima guerra mondiale;
1921, inizia la seconda visita pastorale, che resterà incompiuta, alla diocesi di Padova;
1923, 24 marzo, si dimette dalla guida spirituale di Padova per assumere la carica di segretario-economo della fabbrica di San Pietro a Roma che in questi anni ha un'amministrazione precaria; contestualmente viene nominato anche arcivescovo titolare di Damiata;
1936, 14 agosto, muore a Faedis (Udine).


Pershing, John Joseph [Black Jack] (presso Laclede, Linn County, Missouri 13 settembre 1860 – Washington D.C. 15 luglio 1948) militare statunitense, generale.

Petrosino, Giuseppe Michele detto Joe (Padula, Palermo o Salerno? 30.8.1860-Palermo 12.3.1909) tenente di polizia italo-americano;
1873, figlio di un sarto, si trasferisce con i genitori, tra i primi emigrati, negli Stati Uniti;
1907, sposa Adelina Salino nel cuore della vecchia chiesa di San Patrizio in Mott Street, nel cuore di Little Italy;
1909, convinto che il problema della Mano nera abbia ormai assunto per gli Stati Uniti l'importanza di un problema nazionale, ritiene di risolverlo aggredendo la mafia madre nella sua terra di origine;
viene ucciso in piazza Marina, a Palermo.


Platonov, Sergej Fëdorovic (Cernigov 1860-Samara, oggi Kujbyšev 1933) storico russo, uno degli ultimi storici di tendenza borghese
1890, professore straordinario all'università di Kijev
1899, ordinario di storia russa all'università di Pietroburgo
1913-16, direttore dell'istituto pedagogico femminile
1918-29, presidente della commissione di archeografia
1920-31, membro dell'Accademia delle scienze dell'URSS
Ivan il terribile (1923)
Boris Godunov (1924)
Il periodo dei torbidi (1924)
1930, accusato di complottare per il ripristino della monarchia, è arrestato e confinato a Samara.

Poincaré, Raymond (Bar-le-Duc, Mosa 1860-Parigi 1934) politico francese, avvocato.

Pouget, Émile (1860-1931) sindacalista francese, uno dei principali esponenti dell'anarcosindacalismo.

Rava, Luigi (Ravenna, 29 novembre 1860 – Roma, 12 maggio 1938) politico italiano.

Taddei, Paolino (Poggio A Caiano, frazione di Carmignano, Firenze - in seguito Poggio A Caiano, Prato - 22 gennaio 1860 – Firenze 15 ottobre 1925) politico italiano.
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Italia

Gennaio

Febbraio

Marzo
11-12
, plebisciti per l'annessione al Regno di Sardegna si tengono in Emilia e nei Ducati di Parma e Modena;
15, un plebiscito porta il Granducato di Toscana verso lo stato unitario; i risultati sono annunciati da Enrico Poggi, ministro del governo provvisorio toscano, e decretano l'annessione al Regno di Sardegna e al nascente Regno d'Italia;
18, dopo il risultato del suffragio universale, proposto dal regio commissario di Modena L.C. Farini, le province dell'Emilia vengono unite allo Stato italiano;
25-29, elezioni generali;



Aprile
2
, il re inaugura il primo [di fatto] Parlamento italiano;
4, Palermo, scoppia la rivolta della Gancia;
Napoli, che non si è mossa nel 1859 allo scoppiare della guerra austro-franco-piemontese, non si muove neppure ora.
10, Genova [vedi box]
14, il ministro sardo a Napoli, marchese Salvatore Pes di Villamarina, scrive al conte di Cavour che «… il governo è forte, molto forte per contenere il popolaccio. Non VI sarebbe che un'insurrezione simile a quella scoppiata in Sicilia che possa condurre alla caduta dei Borboni a Napoli. Ma per il momento ciò non è nel gusto dei napoletani».
G. Garibaldi, deputato di Nizza nel parlamento di Torino, protesta aspramente contro l' "incostituzionale" cessione della sua città natale alla Francia il cui responsabile, dice, è il conte di Cavour;

Maggio
5-6
, spedizione dei Mille

Giugno
25
, Napoli, Francesco II, seguendo il consiglio di Napoleone III, con atto sovrano concede una costituzione e promette una politica di riforme;

Luglio
27
, Messina si arrende ai garibaldini;

Agosto
21
, dopo l'insurrezione di Altamura, la Puglia è annessa al Regno d'Italia e viene divisa inizialmente nelle province di Bari, Foggia e Lecce (Terra di Bari, Capitanata e Terra d'Otranto);

Settembre
7
, Napoli, mentre G. Garibaldi entra in città, avviene l'avanzata sopra Urbino dei volontari bolognesi di Camillo Casarini e di Gaetano Tacconi operanti d'intesa con il conte di Cavour;
8, altri volontari col gen. Masi avanzano sopra Fossombrone e Città della Pieve;
10, il gen. M. Fanti intima con lettera al generale dei pontifici Lamorcière di sgombrare dalle città che facessero manifestazioni nazionaliste;
11, le truppe italiane passano il confine;
12, le truppe del gen. E. Cialdini prendono Pesaro;
14, le truppe del gen. L.M. Gerbaix de Sonnaz, dopo tre ore di combattimento, prendono Perugia; seguono immediatamente le occupazioni di Sant'Angelo, Gubbio, Spoleto;
18, Castelfidardo, il gen. E. Cialdini batte il gen. Lamorcière disperdendone le forze; tra i VInti cade anche il gen. Pimodan.
Rimane ancora Ancona, ben difesa da ca 6000 uomini e 124 cannoni.
Avviene quindi un attacco simultaneo di:
- gen. M. Fanti, dal lato di terra,
. ctramm. conte di Persano, dal lato di mare con 4 fregate e sette navi minori;
27- 28, i bersaglieri occupano il Lazzaretto;
28, salta in aria la batteria del Molo;
29, Ancona capitola.
Intanto sul Volturno ca 50.000 uomini, tutte le forze di Francesco II, minacciano di muovere su Napoli, appoggiate dalla fortezza di Capua;

Ottobre
1-2
, battaglia del Volturno;
2, Torino, riapre il Parlamento;
3, il re Vittorio Emanuele II fa l suo solenne ingresso ad Ancona; dalle Marche avanza poi per il Tronto verso Napoli;
4
, il conte di Cavour ottiene dal Parlamento maggiori poteri per poter annettere tutte le province dell'Italia Centrale e Meridionale qualora, con plebiscito, si dichiarino per l'annessione;
11
, inizia la proclamazione di Roma a capitale d'Italia;
21
, si compie il plebiscito per l'annessione del Regno delle Due Sicilie;
26, Teano, G. Garibaldi si incontra con Vittorio Emanuele II additandolo ai suoi come primo re d'Italia.
Lo stesso giorno l'Austria decide d'intervenire.

Novembre
5
, viene proclamato il plebiscito;
mentre alle ultime fucilate contro i borbonici al Garigliano ci pensa il gen. E. Cialdini, occupata Mola di Gaeta G. Garibaldi inizia l'assedio di Gaeta
[finirà il 13 febbraio 1861].
7
 , sotto una pioggia battente, G. Garibaldi e Vittorio Emanuele II entrano a Napoli;
8, G. Garibaldi, presenta solennemente al re i risultati del plebiscito e gli cede tutti i poteri;
rifiutata dal sovrano la sua offerta di rimanere come luogotenente del re per il consolidamento dell'opera nazionale nel Mezzogiorno, egli ringrazia ma non accetta né il titolo di generale dell'esercito, né il collare dell'Annunziata, né una lauta pensione;
9, senza aver avvisato nessuno e accompagnato dai più intimi:
. Basso,
. Gumaroli,
. Nuvolari,
si imbarca sul Washington diretto a Caprera… portando con sé un sacco di sementi, un sacco di fagioli e un rotolo di merluzzo.
Per guidare le province meridionali nella difficile transizione dal vecchio al nuovo regime, il re stabilisce una luogotenenza. In pochi mesi si avvicenderanno quattro luogotenenti dell'ex Regno delle due Sicilie:
. L.C. Farini (1860 nov-feb 1861),
. principe Eugenio di Carignano (cugino del re) (mar-apr 1861),
. conte G. Ponza di San Martino (mag-giu 1861),
. gen. E. Cialdini (da lug 1861).

Dicembre
2
, re Vittorio Emanuele II entra solennemente a Palermo;


«Gazzetta ufficiale del Regno»

«segue da 1797»
1860, Torino, la «Gazzetta piemontese» diventa
«Gazzetta ufficiale del Regno»;
«segue 1862»



Partito d'azione

«segue da 1857»
1860, torna ad avere una funzione di rilievo per il contributo decisivo che dà alla liberazione del mezzogiorno a opera di G. Garibaldi e negli anni successivi quando continua a battersi per il completamento dell'unità fornendo parte dei quadri politici alla sinistra storica.
ottant'anni dopo…

"banda della Cocca"

«segue da 1858»
1860
Aprile
Torino, inizia il processo della Dogana Vecchia; gli imputati sono 14, accusati di una trentina di omicidi;
nelle prime due settimane di dibattito il principale imputato Vincenzo Cibolla svolge un ruolo di protagonista assoluto;
tra altri fatti, parla anche dell'omicidio di due ricchi macellai, Giovanni Battista Beltramo e Piero Maina, avvenuto la sera del 1° giugno 1856 durante un furto nelle loro abitazioni, in un palazzo del vicolo del Corpus Domini;
30, si conclude il processo con severe condanne per tutti gli imputati;
nel frattempo però il giudice istruttore Tommaso Soardi, avendo svolto ulteriori indagini sui reati emersi in sede dibattimentale, rinvia a giudizio i membri della banda;
«segue 1861»
[Giovanni Fasanella, Antonella Grippo, 1861, Sperling & Kupfer 2010.]

Deputazione
di storia patria

«segue da 1833»
1860, viene trasformata in Deputazione di storia patria per le antiche province e la Lombardia;
L.C. Farini, dittatore della Romagna e dell'Emilia, crea altre deputazioni: Romagna, Modena, Parma;
seguono:
«segue 1862»

«Giornale di Sicilia»

1860, giugno, G. Ardizzone fonda a Palermo questo giornale in polemica con le posizioni antiunitarie di parte dell'aristocrazia agraria e del clero, raggiungendo alla fine Ottocento una tiratura tra 14.000 e 18.000 copie, una posizione di predominio nella stampa quotidiana siciliana;
«segue 1927»



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