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Papa Pio VI
(1775-99)

1796, giugno, è obbligato all'armistizio di Bologna;

 

 

ANNO 1796




1796
Unione Elvetica
Confederazione dei tredici cantoni elvetici:

CATTOLICI
- Uri (1291),
- Schwyz (1291),
- Unterwalden (1291),
- Lucerna (1332),
- Zug (1353),
- Glarus (1353) [in parte],
- Friburgo (1481),
- Soletta (1481).

PROTESTANTI
- Zurigo (1351),
- Berna (1353),
- Glarus (1353) [in parte],
- Basilea (1501),
- Sciaffusa (1501),
- Appenzell (1513).

1796
-


AUSTRIA - BOEMIA e UNGHERIA
Francesco II (Firenze 1768-Vienna 1835)
figlio di Leopoldo II e di Maria Luisa di Borbone infanta di Spagna;
1792-1806, imperatore del Sacro Romano Impero;
1796
-
1804-35, imperatore d'Austria (Francesco I);


Albero genealogico
 
POLONIA – La nazione senza stato dal 1795

- I spartizione: 1772,
- II spartizione: 1793,
- III spartizione: 1795.

1796
la dissoluzione dello stato polacco disperde per l'Europa gran parte dei patrioti che hanno partecipato alla disperata insurrezione di T. Kosciuszko: molti di loro combattono negli eserciti napoleonici, con la legione polacca creata da J.H. Dabrowski;


 

BAVIERA

Karl IV Theodor (Schloss Drogenbusch/Uccle 1724 - Munich 1799)
figlio del pfgf Johann Christian Joseph von Sulzbach e di Marie Anne Henriette de La Tour-d'Auvergne marchesa di Bergen-op-Zoom;
Kfst von der Pfalz (1742-99)
[Palatinato Renano (o Inferiore)]
1777-99, elettore di Baviera;
1796
-


Albero genealogico

Maximilian I Joseph (Schwetzingen, Mannheim 1756 - Schloss Nymphenburg, München 1825)
figlio del principe palatino Friedrich Michael e di Maria Franziska von Sulzbach, sua cugina;
1795-1799, duca di Pfalz-Zweibrücken,
1796
-
1799-1805, conte palatino di Zweibrücken-Birkenfeld-Bischweiler,
elettore di Baviera [Maximilian IV Joseph],
[dal 16.02.1799]
1805-1825, conte palatino del Reno,
duca di Baviera,
re di Baviera [Maximilian I Joseph]


Albero genealogico
 
PRUSSIA

Federico Guglielmo II (Berlino 1744-97)
figlio del principe Augusto Guglielmo (fratello di Federico II) e di Luisa di Brunswick-Wolfenbüttel;
1786-97, re di Prussia;
1796
-


Albero genealogico
 
SASSONIA

Federico Augusto III [il Giusto] (Dresda 1750-1827)
figlio del pr. elett. Federico Cristiano e di Antonietta di Baviera;
1763-1806, principe elettore di Sassonia;
1796
cerca di mantenersi neutrale nei conflitti tra Austria e Prussia;
1806-27, re di Sassonia (Federico Augusto I);


Albero genealogico
 
 




1796
IMPERO OTTOMANO

Selim III

Albero genealogico

(1761-1808)
figlio di Mustafà III;
1789-1807, XXVIII sultano;

1796
istituisce un'ambasciata permanente a Berlino.
L'impero si allinea anche formalmente al sistema degli stati europei.







1796
RUSSIA
Caterina II [la Grande]
Albero genealogico

(Stettino 1729 - Pietroburgo 1796)
(Sofia Federica Amalia) figlia del principe Cristiano Augusto di Anhalt-Zerbst, generale prussiano, e della principessa Giovanna Elisabetta di Holstein-Gottorp;
1762-96, imperatrice di Russia;
durante il suo regno ha posto le basi per un sistema di pubblica istruzione ispirato al modello austraico, in cui ha impiegato come educatori anche dei gesuiti cacciati da molti paesi cattolici; la sua opera pedagogica (presto fallita per mancanza di personale) si è ispirata a criteri di carattere sociale; seguendo così l'esempio di Pietro il Grande ha istituito per le classi nobili la Scuola dell'Accademia delle Scienze e il collegio Smol'nyi ma nello stesso tempo ha aperto in tutto il paese centinaia di scuole primarie e secondarie;
[tra le commedie da lei scritte:
L'onomastico della signora Vorcalkina,
L'ingannatore,
L'ingannato,
Lo sciamano siberiano
ecc. ]
Alla sua morte la corte russa ha raggiunto uno splendore e una fama europei, anche se purtroppo molte delle riforme da lei proposte non sono mai state realizzate e se il popolo russo ha pagato duramente la sua politica espansionistica.


Paolo I Romanov
Albero genealogico

(Pietroburgo 1754 - 1801)
figlio di Pietro III e di Caterina II;
entra subito in contrasto con la madre al punto tale da indurla a prendere presso di sé il nipote Alessandro (suo figlio) per educarlo e nominarlo suo erede;
1781, dopo un lungo viaggio per l'Europa compiuto sotto il nome di "conte del Nord", in compagnia della seconda moglie Maria Sofia di Württemberg (Maria Fëdorovna) si ritira a Gatcina fino alla morte della madre;
1796-1801, zar di Russia;
1796
salito al trono licenzia i collaboratori della madre, tra cui il gen. A.V. Suvorov;


Ministro degli Esteri
-
1796
-




 
1796
FRANCIA
Prima Repubblica
(1792 21 set - 18 mag 1804)
[Costituzione dell'anno III]
(1795 22 ago - 10 nov 1799)
Consiglio degli anziani
[Un presidente quasi ogni mese]
Consiglio dei Cinquecento  
DIRETTORIO
[5 membri]
(1795 2 nov - 9 nov 1799)
P.-F.- Barras
(1795 2 nov - 10 nov 1799)
L.-M. de la Révellière-Lépeaux
(1795 2 nov - 18 giu 1799)
J.-F. Reubell
(1795 2 nov - 19 mag 1799)
L.-N.-M. Carnot
(1795 2 nov - 5 set 1797)
É.-F. Le Tourneur
(1795 2 nov - 26 mag 1797)
Presidente del Direttorio
J.-F. Reubell
(1795 2 nov - 31 gen 1796)
É.-F. Le Tourneur
(31 gen - 30 apr)
L.-N.-M. Carnot
(30 apr - 29 lug)
P.-F.- Barras
(1° nov - 30 gen 1797)
 
[6 Ministri]
Affari Esteri
Ch.-F. Delacroix de Contaut
(1795 3 nov - 15 lug 1796)
Ch.-M. de Talleyrand-Périgord
(1796 15 lug - 20 lug 1799)
Interno
P. Bénézech
(1795 3 nov - 15 lug 1797)
Pubblica Istruzione
Directeur général de l'instruction publique
(5ª divisione del Ministero dell'Interno)
Pierre-Louis Ginguené
(1795 5 nov - set 1797)
Guardasigilli
Ph.-A. Merlin
[Merlin de Douai]
(1795 3 nov - 5 gen 1796)
J.-J.-V. Genissieu
(5 gen - 4 apr)
Ph.-A. Merlin
[Merlin de Douai]
(4 apr - 24 set 1797)
Finanze
G.-Ch. Faipoult
(1795 8 nov - 14 feb 1796)
D.-V. Ramel
(14 feb - 20 lug 1799)
Guerra
J.-B. A.- A. du Bayet
(1795 3 nov - 8 feb 1796)
C.-L. Petiet
(8 feb - 14 lug 1797)
 

1796
Gennaio
31
, nuovo presidente del Direttorio: É.-F. Le Tourneur (31 gen - 30 apr);

Febbraio
22
, VANDEA, alcuni capi vandeani si riuniscono a Saugrenière (vicino a La Poitevinière) per organizzare i loro eserciti, ma nella notte la riunione viene interrotta dai repubblicani che attaccano a sorpresa la città.
23, VANDEA, al mattino i repubblicani fanno molti prigionieri tra cui lo stesso gen. J.-N. Stofflet che, dopo l'arresto, viene condotto ad Angers.
25, VANDEA, Angers, giudicato con un processo veloce e condannato a morte, il mar.llo di campo J.-N. Stofflet viene fucilato.

Marzo
2
, il gen. di divisione N. Bonaparte riceve dal Direttorio la nomina a comandante in capo dell'Armata d'Italia;
9
, Parigi, il gen. N. Bonaparte sposa Josephine Beauharnais;
21, il gen. N. Bonaparte lascia Parigi per la campagna d'Italia;
23, VANDEA, il gen. Travot con al seguito circa 80 uomini, trova F.-A. de Charette con una trentina di fedelissimi nei boschi di La Chabotterie (comune di Saint-Sulpice-le-Verdon), il generale vandeano, dopo essere rimasto leggermente ferito, viene arrestato e condotto a Nantes per essere giudicato.
27, il gen. N. Bonaparte arriva a Nizza, quartiere generale dell'Armata d'Italia, dove invece dei sessantamila uomini promessi, trova soltanto trentamila combattenti disponibili, mancanti di tutto, senza denari, senza viveri, privi di scarpe e difettosi di vestiti, e quindi in preda all'indisciplina e al saccheggio; pur tuttavia è un esercito composto di gioventù coraggiosa ed intrepida, vittorioso da poco sotto il gen. Massena;

29, VANDEA, condannato a morte, F.-A. de Charette viene fucilato in piazza Viarmes a Nantes.

Aprile
6
(17 Germinale, Anno IV), «Congiura degli uguali»;
[Un "Direttorio segreto rivoluzionario" composto di sette membri:
. F.-N. Babeuf  (babuvismo),
. F. Buonarroti,
. A.-A. Darthé,
. S. Maréchal,
. ?,
. ?,
. ?,
allo scopo di rovesciare il «Direttorio» e ristabilire la "costituzione del 1793", nonché avviare l'instaurazione di una società comunista, danno vita alla «congiura degli uguali», movimento il cui programma sta nel Manifesto degli uguali di S. Maréchal.]
9, I campagna d'Italia di N. Bonaparte [vedi sotto];
12, battaglia di Montenotte (Savona) [vedi Liguria];
13-15, battaglia di Dego (Savona) [vedi Liguria];
14, battaglia di Millesimo (Savona) [vedi Liguria];
30, nuovo presidente del Direttorio: L.-N.-M. Carnot (30 apr - 29 lug):

Maggio
10
, battaglia di Lodi (Lombardia) [vedi Repubblica Cispadana];
lo stesso giorno, scoperta la "congiura degli uguali" in seguito ad una delazione, F.-N. Babeuf, F. Buonarroti e altri sono arrestati e tradotti dinanzi all'alta corte di Vendôme;
15, pace di Parigi: Vittorio Amedeo III deve cedere ufficialmente alla Francia la Savoia, Nizza, Cuneo, Tenda e Breglio;

Giugno
-

Luglio
15
, il Direttorio annuncia ufficialmente che: «le insurrezioni dell'Ovest sono terminate».
[A causa dei metodi usati per porre fine all'insurrezione, la "Vandea Militare" potrebbe insorgere nuovamente in qualsiasi occasione, gli insorti non riescono, ancora, ad accettare la repubblica visto il trattamento che hanno ricevuto, inoltre subiscono l'influenza dei futuri sovrani che vedendo i risultati della prima guerra di Vandea, capiscono che l' "Esercito cattolico e reale" potrebbe farli tornare al trono.]
29, nuovo presidente del Direttorio: L.-M. de la Révellière-Lépeaux (29 lug - 1° nov);

Agosto
-

Settembre
21
(Vendémiaire [Vendemmiaio], Anno V)

Ottobre
-

Novembre
, nuovo presidente del Direttorio: P.-F.- Barras (1° nov - 30 gen 1797);

Dicembre
-

 
1796
FRANCIA
Luigi Filippo d'Orléans
Albero genealogico

(Parigi 1773 - Claremont, Londra 1850)
primogenito di Luigi Filippo Giuseppe duca di Orléans e di Luisa Maria Adelaide di Borbone Penthièvre;
1785-93, duca di Chartres;
1793-1830, duca di Orléans;
1794, è in viaggio negli Stati Uniti;


1807-30, duca di Montpensier;
1830-48, re dei francesi;


Louis-Stanislas-Xavier
Albero genealogico

(Versailles 1755-Parigi 1824)
fratello minore di Louis XVI;
1755-1795, conte di Provenza;
da giugno 1795 autoproclamatosi re di Francia col nome di Louis XVIII, ha rifiutato ogni concessione alle idee e alle istituzioni rivoluzionarie e proclamato il ritorno a una monarchia assoluta purgata dagli abusi;


1814-24, re di Francia (Louis XVIII);

 

 
Carlo Filippo Albero genealogico

(Versailles 1757-Gorizia 1836)
fratello minore di Louis XVIe di Louis XVIII;
1757-1824, conte d'Artois;
1773, sposa Maria Teresa di Savoia, altra figlia del re di Sardegna Vittorio Amedeo III;
dal 1794 risiede in Inghilterra;


1824-30, re di Francia (Carlo X);

 

 

 


1796
Gran Bretagna e Irlanda
Giorgio III
Albero genealogico

(Londra 1738 - Windsor 1820)
figlio di Federico Luigi principe di Galles e di Augusta di Sassonia-Gotha;
1751-60, duca di Brunswick-Lüneburg (Giorgio);
1760-1820, elettore di Hannover;
1760-1815, re di Gran Bretagna e Irlanda;
dal 1761 è sposato con Sofia Carlotta di Mecklenburg-Strelitz;
dal 1765 soffre di una grave malattia mentale;

- colpito da gravi disturbi mentali sin dal 1788 -

1814-20, re di Hannover;


 
Primo lord
del Tesoro
[First Lord
of the Treasury
]
W. Pitt [il Giovane] Tory
(1783 19 dic - 14 mar 1801)
Cancelliere
dello Scacchiere
[Chancellor
of the Exchequer
]
Segretari di Stato
-
Affari Esteri e Commonwealth
-
 
Affari Interni    
Giustizia    

1796
il potere è ormai nelle mani di W. Pitt [il Giovane] che guida la politica inglese contro la Francia rivoluzionaria;

 


 


 


 
SCOZIA [dal 1° maggio 1707 è unita a Inghilterra e Galles]
-
-
-
-

1796
-


 
IRLANDA
-
-
-
-

1796
mentre dal 1795 in tutto il paese è stato sospeso l'habeas corpus, i protestanti del nord hanno istituito e armato il reazionario ordine di Orange;

 

 

Nord America Britannico
Governatore generale
Guy Carleton
barone Dorchester
(1786- 1796)
-
-

1796
-

 

[Luca Codignola-Luigi Bruti Liberati, Storia del Canada, Bompiani 1999.]

 

 

 




PROVINCIA DEL CANADA
[Aggiunta alle altre province britanniche nel 1763, include la regione sulle due rive del fiume San Lorenzo grossolanamente delimitate da Anticosti a est e il Lago Nipissing a ovest.
Dal 7 nov 1763 la provincia (ex Canada francese) è stata divisa formalmente in tre distretti: Québec, Trois-Rivières, Montréal.
Nel 1791 la provincia è stata separata in due parti:
Basso Canada (francofoni) e Alto Canada (lealisti).]
BASSO CANADA [o Canada Est]
Governatore della provincia
-

1796
-

 

ALTO CANADA [o Canada Ovest]
Governatore della provincia
John Graves Simcoe
(1791 - ?)

1796
-



 

 

TERRANOVA
Governatore della provincia
James Wallace
(1794 - 1796)

1796
-

 

ISOLA DEL PRINCIPE EDOARDO
Governatore della provincia
-

1796
-

 

NEW BRUNSWICK
Governatore della provincia
-

1796
-

 

NOVA SCOTIA
Governatore della provincia
-

1796
-

 

ISOLA DI CAPO BRETONE
Governatore della provincia
-

1796
-

 

a

 

UNIONE degli STATI UNITI d'AMERICA
Presidente degli Stati Uniti
G. Washington [1°]
(1789 30 apr - 4 mar 1797)
Vicepresidente
J. Adams
(1789 - ?)
Segretario di Stato
[Ministro degli Esteri]
Timothy Pickering
(1795 10 dic - 12 mag 1800)
[federalista]
Ministro del Tesoro
A. Hamilton
(1789 - ?)
Ministro della Guerra
?
(1789 - ?)
Presidente della Corte Suprema
Oliver Ellsworth
(1796 8 mar - 15 dic 1800)

1796
Gennaio

stanco del peso della presidenza e amareggiato dall'offensiva campagna di calunnie scatenata contro di lui per la firma al "trattato di Jey", G. Washington non vuole ripresentarsi candidato alle elezioni;
[La sua decisione stabilisce un precedente nella tradizione presidenziale, quello di non superare i due mandati, che tutti i suoi successori, tranne Franklin D. Roosevelt, seguiranno.]

I repubblicani scelgono come loro candidato Th. Jefferson, i federalisti J. Adams.
[Dato che la Costituzione non prevede ancora votazioni separate per il presidente e il vicepresidente, ogni elettore dà semplicemente due voti senza specificare quale candidato preferisce come presidente. Il candidato con il maggior numero di voti (a patto che ottenga la maggioranza rispetto al totale di elettori) diventa presidente e il secondo arrivato vicepresidente.]

A. Hamilton
, che non vede di buon occhio la moderazione di J. Adams né la sua indipendenza, spera di manipolare la macchina elettorale in modo da far diventare presidente il candidato federalista alla vicepresidenza, Thomas Pinkerley. Egli spera che una parte dei repubblicani del sud, il cui primo voto andrà a Th. Jefferson, si lascerà convincere a votare anche per un altro candidato sudista, Thomas Pinkerley. Ma alcuni sostenitori di J. Adams intuiscono la manovra e non danno a Thomas Pinkerley il loro secondo voto.

Alla fine J. Adams diviene presidente con 71 voti, mentre la vicepresidenza va a Th. Jefferson, i cui 68 voti superano quelli di Thomas Pinkerley.
[Unica volta nella storia americana che candidati di partiti diversi vengono eletti presidente e vicepresidente.]

Elezioni presidenziali
 
voto popolare
voto elettorale
. J. Adams (Federalista)  
71
. Th. Jefferson (Dem. - Rep.)
68
. Thomas Pinkerley (Federalista)  
59
. Aaron Burr (Dem. - Rep.)  
30
altri  
48

 

Lo stesso anno il Land Act avvantaggia le società terriere a tutto danno dei coloni stabilendo che le terre demaniali vengano vendute all'asta in lotti di 640 acri (2,6 kmq) a un prezzo minimo di 2 dollari l'acro.
[Durante l'era di Th. Jefferson l'unità minima di vendita sarà ridotta prima a metà (320 acri) e poi a un quarto (160 acri) mentre agli acquirenti saranno accordate dilazioni di pagamento di parecchi anni.
Tuttavia il sistema dei crediti incoraggerà le speculazioni e nel 1820 il Congrsso vi porrà fine, riducendo però contemporaneamente il lotto minimo d'acquisto a un ottavo (80 acri) e il prezzo minimo a 1,25 dollari l'acro.
Un'ulteriore concessione alle pressioni del West verrà dalla legge sulla prelazione del 1841 che concederà un diritto di priorità nell'acquisto della terra a coloro che l'hanno colonizzata.]

[Maldwyn A. Jones, Storia degli Stati Uniti, Bompiani 1984.]

 




[01] DELAWARE [dal 7 dicembre 1787] - cap. Dover
[Primo stato a ratificare la Costituzione degli Stati Uniti d'America.
Non esistono collegamenti fra chiesa e stato e una grande libertà religiosa si è affermata sin dall'inizio.]
Governatore
-

1796
-

 

[02] PENNSYLVANIA [dal 12 dicembre 1787] - cap. Harrisburg
[Non esistono collegamenti fra chiesa e stato e una grande libertà religiosa si è affermata sin dall'inizio.]
Governatore
-

1796
-

 

[03] NEW JERSEY [dal 18 dicembre 1787] - cap. Trenton
[Non esistono collegamenti fra chiesa e stato e una grande libertà religiosa si è affermata sin dall'inizio.]
Governatore
-

1796
-

 

[04] GEORGIA [dal 2 gennaio 1788] - cap. Atlanta
[Già ammesso nel 1780 ma ratificato solo il 2 gennaio 1788.]
Governatore
-

1796
-

[05] CONNECTICUT [dal 4 gennaio 1788] - cap. Hartford
Governatore
-

1796
-

[06] MASSACHUSETTS [dal 6 febbraio 1788] - cap. Boston
Governatore
-

1796
-


[07] MARYLAND [dal 28 aprile 1788] - cap. Annapolis
Governatore
-

1796
-






[08] SOUTH CAROLINA [dal 23 maggio 1788] - cap. Columbia
Governatore
-

1796
-

[09] NEW HAMPSHIRE [dal 21 giugno 1788] - cap. Concord
Governatore
-

1796
-

 





[10] VIRGINIA [dal 26 giugno 1788] - cap. Richmond
Governatore
-

1796
-

 





[11] NEW YORK [dal 26 luglio 1788] - cap. Albany
[L'anglicanesimo è la religione di stato in quattro contee.]
Governatore
-

1796
-

 

[12] NORTH CAROLINA [dal 21 novembre 1789] - cap. Raleigh
[Tratto di terre immediatamente a sud della Virginia, attorno allo stretto di Albemarle.]
Governatore
-

1796
-

[13] RHODE ISLAND [dal 29 maggio 1790] - cap. Providence
Governatore
-

1796
-


[14] VERMONT [dal 4 marzo 1791] - cap. Montpelier
Governatore
-

1796
-


[15] KENTUCKY [dal 1° giugno 1792] - cap. Frankfort
Governatore
-
-

1796
-


[16] TENNESSEE
Governatore
-
-

1796
Giugno
, entra nell'Unione.

 





a


1796
REGNO di DANIMARCA e di NORVEGIA
Cristiano VII
Albero genealogico
(1749 - 1808)
figlio di Federico V e di Luisa d'Inghilterra;
1766-1808, re di Danimarca e di Norvegia;
sotto la reggenza del figlio Federico;


Federico VI
Albero genealogico
(Copenaghen 1768 - 1839)
figlio di Cristiano VII e di Caterina Matilde d'Inghilterra;
1784, appena ammesso al Consiglio di stato, estromette il padre demente dal potere proclamandosi reggente;
1784-1808, reggente al trono di Danimarca e Norvegia;
per impulso suo e del primo ministro A.P. Bernstorff, viene dato sviluppo al commercio e all'industria ed hanno notevole diffusione le idee illuministiche;



1808-39, re di Danimarca;
1808-14, re di Norvegia;


Primo ministro e ministro degli Esteri
A.P. Bernstorff
(1784 - ?)
1796
-
NORVEGIA
1796
-
ISLANDA
1796
-


1796
REGNO di SVEZIA
Gustavo IV Adolfo
Albero genealogico

(? - ?)
1792-1809, re di Svezia;
sotto la reggenza dello zio Carlo duca di Sudermania (futuro Carlo XIII);
1796
raggiunta la maggiore età sale al trono manifestando lo stesso odio di suo padre per la rivoluzione francese;




Carlo
Albero genealogico

(Stoccolma 1748 - 1818)
fratello di Gustavo III;
1788-90, ha il comando della flotta svedese nella guerra contro la Russia;
1792-96, reggente per il nipote Gustavo IV Adolfo;
1796
si ritira;



1809-18, re di Svezia;
1814-18, re di Norvegia;



1796
-




1796
REGNO di PORTOGALLO
Maria I di Braganza
Albero genealogico

(Lisbona 1734-Rio de Janeiro 1816)
figlia di Giuseppe I e di Maria Vittoria;
1777-1816, regina di Portogallo;
1790-91, vedova dal 1786 dello zio "re consorte" Pietro III, viene colta da pazzia e deve lasciare le funzioni di governo al figlio;


don Juan
Albero genealogico

don Juan (Lisbona 1769-1826)
figlio di Pietro III e di sua nipote la regina Maria I;
1792-1807, reggente il trono di Portogallo;
[in seguito alla follia della madre]
1807-26, principe del Brasile;
1816-26, re di Portogallo (Giovanni VI il Clemente);


1796
-


a

1796
REGNO di SPAGNA
Carlo IV
Albero genealogico

(Napoli 1748 - Roma 1819)
figlio secondogenito di Carlo III e di Maria Amalia di Sassonia;
1788-1808, re di Spagna;


Primo ministro
Manuel Godoy
(1792 - ?)
[secondo amante della regina]
1796
dopo il trattato di Basilea, si schiera a fianco della Francia in guerra con la Gran Bretagna;

a




1796
SAVOIA - REGNO DI SARDEGNA
Vittorio Amedeo III
Albero genealogico

(Torino 1726 - Moncalieri 1796)
figlio di Carlo Emanuele III di Savoia e di Polissena Cristina d'Assia-Rheinfelds;
?-1773, duca d'Aosta;
1730-73, principe di Piemonte;
1773-96
- conte di Aosta, Maurienne, Nizza e Asti;
- marchese di Saluzzo, Monferrato, Finale e Oneglia;
- duca di Savoia re di Cipro e Gerusalemme [titolare];
- re di Sardegna e duca di Savoia;
1796
Aprile
9
, I campagna in Italia di N. Bonaparte:
con 38.000 soldati a disposizione, male armati e male equipaggiati, il generale di divisione N. Bonaparte (ventisettenne, appena nominato comandante in capo dell'Armata d'Italia) parte all'attacco dell'esercito austro-piemontese sbaragliandolo (vittorie di Montenotte - 12 aprile), Millesimo, Dego e Mondovì - 21 aprile) [vedi Liguria];
28, N. Bonaparte costringe Vittorio Amedeo III a firmare l' «armistizio di Cherasco»:
per le sconfitte subite, il Piemonte deve cedere la Savoia, Nizza, Tenda e Breglio; oltre ad altre sanzioni, deve disarmare il proprio esercito (sarà omologato dalla pace di Parigi il 15 maggio);
re Vittorio Amedeo III muore poco dopo per un attacco di apoplessia.



Carlo Emanuele IV 
Albero genealogico

(1751-1819)
figlio di Vittorio Amedeo III di Savoia e di Maria Antonia Ferdinanda di Borbone-Spagna;
1773-96, principe di Piemonte;
1796-1802, marchese di Saluzzo, Monferrato, Finale e Oneglia;
1796-1802, re di Cipro e Gerusalemme [titolare];
1796-1802, re di Sardegna e duca di Savoia;


1796
in seguito alla vittoria delle armate rivoluzionarie, scoppiano moti democratici in Piemonte, dove si costituscono le effimere repubbliche di Asti e di Alba;

SARDEGNA
[viceré: Carlo Felice di Savoia (1796-1802, 1814-21]

Nel 1796, con R. Viglietto del 19 novembre è istituito in Piemonte il Corpo di Stato Maggiore dell'ARMATA quale ente di suprema direzione dell'Esercito;
[Soppresso nel 1798 con l'avvento del Governo Francese, sarà ripristinato con Regio Decreto 12 novembre 1814 come Corpo dello Stato Maggiore Generale e della Topografia Reale.]

 

 

1796
PIEMONTE

Repubblica di Asti

Luglio
30
, Asti, il marchese Mazzetti di Frinco, a capo di duecento contadini, entra in città e abbatte il governo repubblicano; assalito il castello, dopo aver ucciso un gran numero di cittadini, arresta diversi liberali che sottopone poi a giudizio;

[Fuciliazioni eseguite ad Asti in seguito ai moti piemontesi:

Agosto
2
, avv. Secondo Arò, 28enne, presidente della repubblica di Asti, Felice Berutti (figlio di Maddalena Tornaris Berutti);
3, avv. Gioacchino Testa e Secondo Berutti (fratello dell'altro);
9, Giambattista Festa, Giuseppe Maria Trinchero e Francesco Chiomba;
12, Domenico Rivella, Gasparo Raspi e Giambattista Celotto;
12-16, sosta per le celebrazioni della vittoria;
17, soldato Cavione;
23, Pietro Giacomo Valle, Giuseppe Merlone;
25, Giuseppe Valentino, Giuseppe Da Canale;

[Fuciliazioni eseguite in altre città in seguito ai moti piemontesi:

Casale Monferrato: Antonio Cloris, Giuseppe Raschio, Antonio Pero, Antonio Cantino e Giulio Cesare Roberto;
Moncalvo: F.lli Fagiani e Giovanni Antonio Maranzana;
Chieri: venti in un giorno;
Saluzzo: avv. Roccavilla;
Biella: 14 fra cui l'avv. Baffa;
Racconigi: oltre dieci;
Carignano: Francesco Goveano;
Torino
8 agosto, Paolo Bonino (cameriere del marchese di Cravanzana), e il materassaio Giuseppe Pasio accusati di voler assassinare il re (i cadaveri vengono bruciati e le ceneri sparse al vento);
7 settembre, dottor Ignazio Boyer e Giuseppe Berteux, già maresciallo d'alloggio;





1796
REPUBBLICA DI GENOVA
[Denominazione ufficializzata nel 1528 per iniziativa di Andrea Doria]
Giacomo Maria Brignole
Albero genealogico

(? - ?)
figlio di
1779 4 mar - 4 mar 1781,
1795 17 nov - 17 giu 1797, doge di Genova;
[l'ultimo doge, nominato per la seconda volta]


1796
Aprile
9
, I campagna d'Italia di N. Bonaparte;
12, battaglia di Montenotte (paese sulla Bormida in provincia di Savona): truppe francesi dell'Armée d'Italie (N. Bonaparte) contro truppe austriache (gen. Beaulieu);
[Lanciati i suoi attacchi verso l'Appennino ligure, N. Bonaparte, con 36.000 francesi (divisioni dei gen. Laharpe, Angereau e Massena) riesce a spezzare le linee nemiche, separando i 48.000 sardo-piemontesi (gen. Provera) dai ca 48.000 austriaci: batterà in seguito questi a Dego, gli altri a Millesimo.]
13-15, battaglia di Dego (borgata in provincia di Savona): truppe francesi dell'Armée d'Italie (N. Bonaparte) contro austriaci (gen. Argentau); il gen. Massena insegue e sospinge fino ad Acqui i nemici facendo un rilevante numero di prigionieri e vasto bottino di armi;
14, battaglia di Millesimo (borgata sulla Bormida in provincia di Savona): truppe francesi dell'Armée d'Italie (N. Bonaparte) contro sardo-piemontesi (gen. Provera);
[N. Bonaparte investe le forze del re di Sardegna e, proseguendo nello sfondamento, sospinge i sardo-piemontesi verso Mondovì e Cherasco, tagliandoli fuori da ogni comunicazione con l'alleato austriaco.]


1796
Repubblica Cispadana

1796
Maggio
segue: I campagna in Italia di N. Bonaparte:
10, battaglia di Lodi:
francesi (N. Bonaparte) contro austriaci (gen. Beaulieu);
[Proseguendo nella sua rapida avanzata verso est contro gli austriaci dopo le vittorie di Montenotte, Dego e Millesimo, N. Bonaparte passa il Po presso Piacenza e lancia le sue colonne all'attacco del ponte di Lodi, sull'Adda; minacciando le retrovie autriache costringe il gen. Beaulieu a ripiegare sull'Adda.
Il distaccamento di copertura austriaco, lasciato a Lodi, viene investito dalle divisioni del gen. Massena e del gen. Angereau che, superiori in forze, hanno la meglio e costringono gli austriaci a ripiegare attraverso il ponte sulla sponda opposta del fiume. Fallito un primo tentativo di forzare il ponte, bersagliato a breve distanza da una trentina di pezzi, N. Bonaparte ne ritenta la conquista ordinando un'azione laterale ma simultanea affidata a una colonna rapidamente portatasi a guado sulla sponda sinistra. La manovra gli riesce. Minacciati sul fianco destro e assaliti sul davanti gli austriaci rinunciano a difendere il ponte e si ritirano in disordine, lasciando nelle mani del nemico una ventina di cannoni. La mancanza della cavalleria impedisce ai francesi un efficace inseguimento.
Conseguenze: N. Bonaparte si avvia verso Milano e il gen. Beaulieu si ritira dietro al Mincio, fra Piacenza e Goito.]
15, N. Bonaparte entra da trionfatore a Milano, abbandonata dal governo austriaco; si assicura le spalle con l'occupazione delle legazioni pontificie e con i duri patti imposti ai duchi di Modena e di Parma;

Agosto
5
, vittoria di Castiglione;

Settembre
8
, vittoria di Bassano;

Novembre
17
, vittoria di Arcole;


Dicembre
fine
, i rappresentanti di Bologna, Ferrara, Modena e Reggio proclamano a Reggio la Repubblica Cispadana;





1796
REPUBBLICA DI VENEZIA
"La Serenissima"
Ludovico Manin

(Venezia 14 mag 1725 - Venezia 24 ott 1802)
figlio di Lodovico Alvise e di Maria Basadonna, mercanti friulani arricchiti con l'industria del legno e della carta, che acquistarono il blasone della contea per centomila ducati nel 1651;
1789-97, doge di Venezia; [120° e ultimo]


- nunzio pontificio: ? (?-?);
- ambasciatore a Roma: ? (? -?)
- ambasciatore di Spagna: ? (? - ?)
- ambasciatore di Francia: ? (?-?)
1796
Marzo
il gen. Massena occupa Verona;

Giugno
1
°, nonostante la Serenissima abbia dichiarato la propria neutralità, i francesi arrivano a Verona dove occupano i forti militari e alcuni edifici per il ristoro delle truppe;

Luglio
Verona biene ripresa dagli austriaci del gen. Würmser;

Agosto
Verona viene rioccupata dai francesi del gen. Sérurier;
21, per la prima volta (prove alla mano) Napoleone cerca di attirare Venezia nella sua orbita;

Settembre
19, per la seconda volta (prove alla mano) Napoleone cerca di attirare Venezia nella sua orbita, per tramite del ministro Lallement;

Ottobre
31, per la terza volta (prove alla mano) Napoleone cerca di attirare Venezia nella sua orbita, da parte del Direttorio per gli affari esteri;

Dicembre
come ha gia fatto il podestà di Brescia, anche il podestà di Bergamo, Alessandro Ottolini, deve accettare la richiesta del gen. L. Baraguey d'Hilliers di approntare degli alloggi per le sue truppe; il generale francese comunque, non toglie i vessilli di San Marco dato che, ufficialmente, le città sono ancora sotto il dominio veneto;

[Perché Venezia si è rifiutata di entrare nell'orbita di Napoleone?
Per il divario psicologico che separa la classe dirigente francese, uscita dalla Rivoluzione, da quella che guida la Repubblica veneziana.
Venezia è certo una repubblica, ma non ha niente di popolare: non è certo né democratica, né egalitaria.
I veneziani non hanno mai creduto nell'égalité, e nonostante questo loro scetticismo se la sono sbrigata piuttosto bene per parecchi secoli.
Quanto ai concetti di liberté e fraternité sono concetti che possono anche andare, se in giuste dosi e entro certi limiti, ma a patto che «i poveri stiano al posto loro».]


1796
ducato di Modena
Ercole III d'Este
Albero genealogico
(Modena 1727 - Treviso 1803)
figlio di Francesco III e di Carlotta Aglae di Orléans;
1741, sposa Maria Teresa Cybo-Malaspina, erede del ducato di Massa e Carrara che assicura così al piccolo ducato estense uno sbocco sul mare;
1780-96, duca di Modena;
1796
con l'avvicinarsi dei francesi lascia Modena; fa trasportare a Venezia i suoi tesori e vi si reca lui stesso abbandonando il suo ducato; vive poi in esilio a Venezia e a Treviso.




1796
-

1796
Ducato di Parma e Piacenza
Ferdinando di Borbone
Albero genealogico

(Parma 1751 - Badia di Fontevivo, Parma 1802)
figlio di Filippo di Borbone e di Luisa Elisabetta di Francia;
suo precettore fu il filosofo Condillac ma nulla rimarrà di illuministico nel suo spirito mediocre e bigotto;
1762, dicembre, muore di vaiolo la sua promessa sposa Marie Johanna di Absburgo (1750-1762);
1765-1802, duca di Parma e Piacenza;
1767, 15 ottobre, a 16 anni muore di vaiolo anche la sua seconda promessa sposa Marie Josephe di Absburgo;
dal 1769 è sposato con la duchessa Maria Amalia (1746-1804) figlia di Maria Teresa d'Absburgo;
1796
-



Primo ministro
-
1796
dopo aver tentato di mantenersi neutrale durante le guerre contro la Francia rivoluzionaria, quando le truppe francesi occupano Piacenza è costretto ad accettare le dure condizioni di N. Bonaparte;

 



1796
Granducato di Toscana
Ferdinando III di Lorena
Albero genealogico
(Firenze 1769-1824)
secondogenito di Pietro Leopoldo (Leopoldo II ) e di Maria Ludovica di Borbone-Spagna;
1790-1801, granduca di Toscana;
1801-14, granduca di Würzburg;
1814-24, granduca di Toscana;
 

1796
Neri Corsini, inviato toscano a Parigi, fa sapere che il Direttorio ha intenzione di occupare Livorno; per scongiurare il pericolo, il granduca invia un gruppo di notabili presso N. Bonaparte che si trova a Bologna:
. marchese F. Manfredini, maggiordomo maggiore;
. Tommaso Corsini (fratello di Neri), che è preoccupato soprattutto di assicurarsi i beni che possiede nelle terre pontificie occupate dai francesi, cosa che ottiene senza difficoltà;
. prof. L. Pignotti;
anche se il gruppo non è in grado di ostacolare le decisioni del Direttorio e quindi ad impedire l'intervento delle truppe di N. Bonaparte a Livorno, il generale francese assicura che non toccherà Firenze, per non "disturbare il granduca" nella sua capitale;


1796
REGNO di NAPOLI e SICILIA
Ferdinando IV
Albero genealogico
(Napoli 1751 - 1825)
figlio di Carlo III re di Spagna e di Maria Amalia di Sassonia;
1759-99, 1799-1806, 1815-16, re di Napoli;
1759-1816, re di Sicilia (Ferdinando III);
dal 1768 è sposato con la duchessa Marie Karoline di Absburgo (1752-1814);



1816-25, re delle Due Sicilie (Ferdinando I di Borbone);

NAPOLI
Primo ministro e
Ministro degli Esteri
J.F.E. Acton
(1789 - 1811)
[dal 1775 Maria Carolina d'Absburgo è entrata nel consiglio di stato.]
Ministro della Marina
J.F.E. Acton
(1779 - ?)
Ministro della Guerra
J.F.E. Acton
(? - ?)
1796
mentre aumentano le torture ai prigionieri, vengono imprigionati anche F.M. Pagano (coraggioso difensore dei congiurati del 1794), Ciaia, Monticelli, Bisceglie, il vescovo Forges;
Ottobre
11
, il principe di Belmonte, inviato a Parigi come ambasciatore presso Napoleone, ottiene la pace ma il re dovrà rispettare i seguenti patti:
- mantenersi neutrale e sciogliersi dalle alleanze;
- impedire l'ingresso nei porti napoletani ai vascelli delle potenze in guerra, oltre il numero di quattro;
- liberare i francesi imprigionati per reati politici;
. scoprire e punire gli autori del furto di documenti all'ambasciatore Makau (il furto voluto dalla regina);
- lasciare libero ai francesi il culto delle religioni;
- concordare patti di commercio che diano alla Francia gli stessi benefici goduti dagli stati più favoriti;
- riconoscere la repubblica Bàtava
[Per trattati segreti:
- il re pagherà alla repubblica francese 8 milioni di franchi (2 milioni di ducati);
- i Francesi, prima dell'accordo col pontefice, non andranno oltre la fortezza di Ancona, né asseconderanno i moti rivoluzionari delle regioni del sud Italia; quest'ultimo patto unito al silenzio sui napoletani prigionieri per cause di lesa maestà costano all'erario napoletano 1 milione di franchi in doni ed elargizioni varie.
[Le prime richieste erano enormi: 60 milioni di franchi, cento statue ed oggetti d'arte, libertà al governo francese di fare scavi a Ponmpei, consegna di sei navi da guerra, facoltà di occupare Trapani, lo stato dei Presidi e l'Elba; si imponeva il licenziamento di J.F.E. Acton, la cacciata degli emigrati.
Il Direttorio avrebbe voluto anche la liberazione dei detenuti politici napoletani ma il principe di Belmonte riesce ad evitare al re di Napoli l'umiliazione, cedendo piuttosto sulle richieste di denaro.]

SICILIA
Viceré
arcivescovo
Lopez y Royo

(1795 gen - ?)
1796
-

 

a




– Böhl de Faber y Larrea, Cecilia o Fernán Caballero (Morges 1796-Siviglia 1877) narratrice spagnola, sposata in seconde nozze al marchese Arco Hermoso (1822-34);
La gaviota (1849, Il gabbiano)
Clemencia (1852, Clemenza)
La familia de Alvareda (1856, La famiglia de Alvareda).

Bretón de los Herreros, Manuel (Quel, Logroño 1796-Madrid 1873) commediografo e giornalista spagnolo, direttore del «La Gaceta» di Madrid, compose poesie giocose e satiriche, nonché libelli politici e anticlericali; autore di ca 175 commedie;
Marcela, oj a cuál de los tres? (1831, Marcella o a quale dei tre?)
Muérete y verás (1837, Muori e vedrai)
La escuela del matrimonio (1852, La scuola del matrimonio).

Bruat, Armand-Joseph (Colmar 1796 - 1855) militare francese;
1811, entra nella scuola navale di Brest;
1815, come aspirante alfiere, e poi (1819) alfiere, è imbarcato come allievo della scuola speciale di marina a bordo del Tourville, della Revanche, della Flore, dell'Hussard e dell'Esperance;
1827, luogotenente di vascello, è ufficiale di manovra sul Breslaw a Navarino;
1829, cavaliere della Legione d'onore;
1830, agosto, mentre è al comando del brick Silène che naviga di conserva col brick Aventure comandato da d'Assigny, i due navigli si perdono vicino al capo Bengut; gli equipaggi sono fatti prigionieri e lui incarcerato nel bagno di Algeri; dalla prigione riesce a far pervenire utili istruzioni al gen. conte di Bourmont e all'ammiraglio Duperré; di ritorno a Tolone si discolpa senza grandi difficoltà dinanzi al consiglio di guerra;
1831, novembre, capitano di corvetta;
1835, capitano di vascello, comanda in seguito i vascelli Ièna e Triton;
1843, gennaio, governatore delle isole Marchesi; aprile, governatore degli stabilimenti francesi nell'Oceania e commissario del re presso la regina delle isole della Società;
1846, contrammiraglio, è chiamato dal governo della repubblica alla prefettura di Tolone; settembre governatore della Martinica e comandante della stazione navale delle Antille;
1849, marzo, governatore generale delle Antille;
1852, entra nel consiglio dell'ammiragliato;
1853, comandante in capo della squadra di evoluzione dell'Oceano;
1854, sotto gli ordini dell'ammiraglio Hamelin è comandante in seconda delle forze navali del mar Nero; dicembre, al ritorno in patria dell'ammiraglio Hamelin, è comandante in capo;
1955, 
settembre, per decreto imperiale è richiamato a Parigi per ricevere la nomina ad ammiraglio; 
novembre, dopo che i vascelli hanno gettato l'ancora a Beïcos, nel Bosforo, si reca al palazzo di Tchéragan, assieme a Theuvenel, ambasciatore di Francia, i generali Bosquet, Larchey, de Chasseloup-Laubat, Clère, Manèque, Duprat de la Roquette, e il contrammiraglio Rigault de Genouilly oltre ad altri vari comandanti e ufficiali; nello stesso giorno riceve a bordo del Montebello la visita del gran visir Aali-Pascià, di Fuad-Pascià, ministro degli affari esteri, e del capitan-pascià Mehemet-Alì-Pascià; segue alla sera un grande banchetto all'ambasciata francese; 
19 novembre, muore per un attacco di colera; 
11 dicembre, Parigi, viene eseguita una solenne cerimonia funebre agli Invalides e quindi viene inumato nel cimitero Père-Lachaise.

– Buchez, Philippe-Joseph (Mataguela-Petite, Ardenne 1796-Rodez 1865) filosofo e politico francese, ispiratore del movimento cooperativo francese e del giornale operaio «L'Atelier» (1840-50);
Introduzione alla scienza della storia (1833)
Storia parlamentare della rivoluzione francese (1834-38, in 40 voll., con Roux)
Saggio di un trattato completo di filosofia (1838-40)
1848, presiede per qualche mese l'assemblea costituente.

– Carnot, Sadi-Nicolas (Parigi 1796-1832) ingegnere e fisico francese, figlio del matematico Lazare-Nicolas,
1812, viene ammesso all'Ecole Polytechnique, dove studia fisica ed economia;
intraprese la carriera militare, conseguendo il grado di capitano del genio; 
1819, abbandona l'esercito per dedicarsi allo studio, in particolare a ricerche sul calore;
1823, a Magdeburgo muore il padre;
Réflexions sur la puissance motrice du feu et sur les machines propres à développer cette puissance (1824, Riflessioni sulla potenza motrice del fuoco…, in cui descrive (applicando alle macchine termiche il modello proposto dal padre per le "macchine in generale") la macchina termica ideale, funzionante su un ciclo termodinamico, detto successivamente "ciclo di Carnot": le sue conclusioni sono il punto di partenza dal quale Clausius e lord Kelvin giungono a stabilire in forma rigorosa il secondo principio della termodinamica).
1832, muore a Parigi a trentasei anni.
[Nel 1878 vengono pubblicate postume le altre sue opere dove è delineata la legge di conservazione dell'energia.].

Corot, Jean-Baptiste-Camille (Parigi 1796-1875) pittore francese.

Crémieux, Isaac-Jacob Adolphe (Nîmes 30 aprile 1796 – Parigi 10 febbraio 1880) politico francese, di origini ebraiche.

Enfantin, Barthélemy-Prosper (Parigi 1796-Saint-Mandé, Seine 1864) politico ed economico francese;
1824, conosce Saint-Simon e alla sua morte diventa uno dei capi della scuola sansimoniana dei cui giornali è assiduo collaboratore; accentuando gli aspetti mistico-religiosi della dottrina, la presenta come una nuova religione, destinata a raccogliere l'eredità delle missioni svolta dal cattolicesimo nel medioevo e cerca di organizzare una vera e propria chiesa;
1832, arrivato alla rottura con A. Bazard e gli altri sansimoniani d'ispirazione razionalistica, si ritira con i suoi seguaci nel quartiere parigino di Ménilmontant dove fonda una comunità di fedeli che vive in attesa dell'avvento di una «madre suprema»: viene condannato a due anni di carcere per associazione illecita e oltraggio ai costumi; poi viene amnistiato;
1833, si trasferisce in Egitto dove elabora un progetto per il taglio dell'istmo di Suez; tornato in patria si impegna in attività economiche di vario genere;
1851, accoglie con favore il colpo di stato di Luigi Napoleone;
La science de l'homme (1858, originale esposizione delle idee di Saint-Simon)
1864, con la sua morte ha fine la storia della scuola sansimoniana.

Fichte, Immanuel Hermann (1796-1879) editore delle opere stampate e manoscritte del padre Johann Gottlieb (1762-1814), delineò per suo conto una concezione spiritualistica del mondo;
Contributi alla caratteristica della filosofia moderna (1829)
Lineamenti di un sistema di filosofia (1833-46, in 3 voll.)
1837, fonda la rivista «Zeitchrift für Philosophie und Spekulative Theologie»;
Sistema di etica (1850-53, in 2 voll.)
Antropologia (1856)
Psicologia (1864-73, in 2 voll.)
L'intuizione teistica del mondo (1873)
Lo spiritualismo moderno (1878).

Immermann, Karl Lebrecht (Magdeburgo 1796-Düsseldorf 1840) romanziere e drammaturgo tedesco;
1813-17, studia diritto ad Halle e partecipa come volontario alle "guerre di liberazione" contro Napoleone I;
Trauerspiel in Tirol (1827, Tragedia nel Tirolo; rifatta poi nel 1834 col titolo Andreas Hofer)
1817-34, magistrato dello stato prussiano;
1832, fonda a Düsseldorf una società teatrale;
Merlin (1832)
1834-37, dirige il locale teatro comunale assumendo l'originale drammaturgo realista Chr. D. Grabbe del quale fa rappresentare nel 1836 La battaglia di Arminio;
Die Epigonen (1836, Gli epigoni, romanzo)
Münchhausen, eine Geschichte in Arabesken (1838-39, Münchhausen, una storia in arabeschi; internamente al romanzo, ma completamente staccata, c'è la novella Oberhof).

Lacrosse, Bertrand Théobald Joseph debarone (Brest, Finistère 29 gennaio 1796 – Parigi 28 marzo 1865) militare e politico francese.
[Figlio di Jean-Baptiste Raymond de Lacrosse (1761-1829), contrammiraglio e politico francese, proveniente da una antica famiglia dell'Agenois.]

Möhler, Johann Adam (Igersheim 1796-Würzburg 1838) teologo cattolico tedesco, laureatosi presso la facoltà teologica di Ellwangen;
1818, ordinato sacerdote, completa la sua preparazione scientifica a Berlino dove conosce F. Schleiermacher;
1820, inizia l'insegnamento come libero docente nella "scuola cattolica di Tubinga" di cui diventa il più famoso esponente accanto ai suoi ex maestri J.S. Drey e J.B. von Hirscher;
L'unità nella chiesa (1825)
La simbolica (1932, sulle differenze dottrinali tra le professioni di fede cattolica e protestante, nel loro sviluppo storico)
1835, lascia Tubinga per l'università di Monaco.

Murav'ëv, Michail M. (1796-1866)
conte russo;
1863, reprime l'insurrezione polacca nelle province lituane.

Pallavicino Trivulzio, Giorgio Guido - marchese (Milano 1796-Genestrelle, Pavia 1878) politico italiano, amico di F. Confalonieri, aderì alla società segreta liberale antiaustriaca dei "Federati";
1821, marzo, allo scoppio della rivoluzione piemontese si reca in Piemonte con G. de Castillia e G. Arconati per cercare di ottenere appoggio militare da Carlo Alberto qualora in Lombardia iniziasse un movimento insurrezionale; dicembre, arrestato dalla polizia austriaca, fa delle ammissioni compromettenti che portano all'arresto di altri congiurati e dello stesso F. Confalonieri; condannato a morte, ha poi la pena commutata in 20 anni di carcere duro, che sconta nello Spielberg, a Gradisca e a Lubiana;
1835, amnistiato, viene confinato a Praga;
1840, torna in Lombardia;
1848, marzo, prende parte alle cinque giornate di Milano riparando poi in Piemonte al ritorno degli austriaci a Milano;
1849-60, deputato al parlamento subalpino, segue una linea politica liberale-moderata ed ha stretti rapporti con D. Manin e con Cavour collaborando con G. La Farina alla fondazione (1856) della Società nazionale;
1860, senatore e prodittatore a Napoli durante la liberazione del mezzogiorno da parte di G. Garibaldi;
1862, prefetto di Palermo, favorisce il tentativo di G. Garibaldi conclusosi in Aspromonte, suscitando per questo vivaci polemiche;
Memorie (1882-85, in 3 voll., postumo).

Pauly, August (Benningen, Württemberg 1796-Stoccarda 1845) filologo tedesco;
Realencyclopädie der classichen Altertumswissenschaft (1839, Enciclopedia della scienza dell'antichità classica; opera interamente rifatta dai suoi collaboratori nel 1894, sotto la direzione di G. Wissowa e poi di W. Kroll e infine di K. Ziegler; se ne pubblica anche un'edizione ridotta, ma più aggiornata Der kleine Pauly; tra i collaboratori dell'opera anche studiosi italiani).

Pepoli, Carlo (Bologna 1796-1881) patriota e letterato italiano, vicepresidente dell'Accademia dei Felsinei;
1825, stringe amicizia con G. Leopardi (che gli ha dedicato la celebre epistola in versi);
1831, prende parte ai moti rivoluzionari ed è membro del consiglio provvisorio: ciò gli costa la prigionia a Venezia, l'esilio a Parigi, a Ginevra e a Londra; qui insegna letteratura italiana all'University College;
Puritani (135, libretto composto a Parigi per la musica di V. Bellini e tratto da un dramma di J. Ancelot)
1848, durante la guerra è commissario nel corpo pontificio del generale G. Durando che combatte nel Veneto; va di nuovo esule in Inghilterra per un decennio;
1859, torna definitivamente a Bologna;
1862, è nominato senatore del regno;
Poesie  prose (1880).

Perusio, Angelo (Palama Campana 1796 – Roma 1852)
monaco e cospiratore italiano;
converso sguattero, naturalmente incoltissimo, opera nel convento della Sanità a Napoli;
1832, agosto, tenta la sollevazione contemporanea del Nolano, dell'Ariano e delle Puglie: una miserabile tragicommedia;
14 settembre, viene arrestato nel suo convento dove si è incautamente nascosto;
1833, 9 settembre, viene condannato a morte, ma poi la pena viene commutata nell'ergastolo;
1848, liberato, viene rinchiuso nelle carceri del Sant'Uffizio;
1852, muore a Roma nel convento di S. Francesco a Ripa.

Pickering, William (1796-1854) editore inglese;
1830, adotta spavaldamente l'ancora e il delfino aldini e il motto "ALDI DISCIP. ANGLUS" quale marchio della sua edizione dei poeti inglesi (53 volumi), ma è solo un vano tentativo di combattere la decadenza generale.

Platen-Hallermünde, August von (Ansbach, Baviera 1796-Siracusa 1835) poeta tedesco, di famiglia aristocratica, fu avviato alla carriera militare;
1806, frequenta a Monaco la scuola dei cadetti;
1810, entra come paggio al servizio della dinastia bavarese;
1814, sottotenente; 
1815, partecipa alla campagna antinapoleonica;
1818, avendo ottenuto una licenza da re Massimiliano I si volge agli studi universitari presso la facoltà di lettere di Würzburg e poi ad Erlangen (dove ascolta le lezioni di filosofia di F.W.J. Schelling);
Der Pilger vor St. Just (1819, Il pellegrino davanti a St. Just, ballata tradotta da G. Carducci)
Das Grab im Busento (1820, La tomba nel Busento, pure tradotta da G. Carducci)
Lyrische Blätter (1821, Fogli lirici)
Ghaselen (1821, Gazele)
Die gläserne Pantoffel (1823, La pantofola di vetro, tearo)
Sonette aus Venedig (1825, Sonetti veneziani)
Ode a Napoleone (1825)
1826, viene in Italia dove abita a Roma e in Sicilia;
Die verhängnisvolle Gabel (1826, La forchetta fatale)
Der romantische Oedipus (1829, Edipo romantico)
Polenlieder (1831, Canti di Polonia, dedicato alla rivoluzione stroncata dai russi nel 1831)
Die Abassiden (1835, Gli Abassidi)
Tagebücher (1896-1900, postumi, Diari, ricchi di impressioni di viaggio).

Polevoj, Nikolaj Alekseevic (Irkutsk 1796 - Pietroburgo 1846) scrittore russo;
[Ex pizzicagnolo siberiano, attacca le autorità letterarie e gli stessi scienziati; coglie ogni occasione per toccare le questioni più scabrose di politica, ma lo fa con una abilità ammirevole. Dice quasi tutto senza che lo si possa mai cogliere in castagna.]
1825, fonda e dirige e la rivista «Moskovskij telegraf» (Il telegrafo di Mosca), aperta alla cultura occidentale e in particolare al romanticismo;
[Le riviste cominciano a predominare nella letteratura russa. È infatti il mezzo migliore per diffondere la luce in un grande stato.
Accanto al «Telegrafo» – che continua ad uscire fino al 1834 –, c'è il «Messaggero di Mosca», il «Telescopio», la «Biblioteca circolante», gli «Annali della patria» e il loro figlio naturale, «Il Contemporaneo».
Egli ritiene – e A.I. Herzen sarà d'accordo con lui – che la distruzione di un'autorità è un atto rivoluzionario, e che un uomo, il quale s'è liberato dal peso opprimente di grandi nomi e d'autorità scolastiche, non può restare completamente uno schiavo e religioso. ]

Istorija russkogo naroda (1829-33, Storia del popolo russo, in 6 voll.)
in polemica con N. M. Karamzin, scrive anche racconti:
Živopisec (1833, Il pittore)
Emma (1834)
e melodrammi;
1834, soppressa la rivista, lascia Mosca e va a Pietroburgo dove fonda la nuova rivista «Il figlio della patria» ma ora si sposta su posizioni conservatrici [vedi, però, anche F.V. Bulgarin].
[Ma in Russia non si perdona ai rinnegati! La sua stella impallidisce nel giorno stesso in cui egli entra in rapporti col governo.
Altri esempi:
. Puškin, viene totalmente abbandonato per parecchio tempo per un complimento a Nicola I dopo il colera e per due poesie politiche.
. Gogol
, per un opuscolo servile, cade nel più profondo disprezzo.
A Mosca intanto il «Telegrafo» viene sostituito dal «Telescopio» di Nadezdin.]

1847, muore lasciando i suoi affari nella più inestricabile confusione.
[La sua opera viene raccolta e proseguita da due uomini: il polacco Senkovskij («L'Ape del Nord») e V. G. Belinskij.]


Prescott, William Mickling (Salem, Massachusetts 1796-Boston 1859) storico statunitense, uno dei maggiori americani (nonostante alcune lacune documentarie e giustificate critiche mosse alla sua visione della politica spagnola del Cinquecento);
1811-14, studia diritto ad Harvard, ma non esercita l'avvocatura anche perché un incidente gli fa perdere quasi completamente la vista; ciò nonostante viaggia per due anni in Europa interessandosi alla sua storia antica; grazie a una ricchissima biblioteca e a collaboratori all'estero, come P. de Gayangos, raccoglie un notevole numero di fonti;
Storia del regno di Ferdinando e Isabella (1838)
La storia della conquista del Messico (1842)
Storia della conquista del Perú (1847)
Storia del regno di Filippo II (incompiuto).

Saint-Arnaud, Leroy de (1796 - 1854) militare francese;
1815, entra nelle guardie del corpo;
1818, sotto luogotenente di fanteria, serve nella legione dipartimentale della Corsica, in quella delle Bocche del Rodano e al 49° reggimento di linea;
1827, per motivi sconosciuti, dà le dimissioni;
1831, febbraio, rimasto finora a vita privata, entra nel 64° reggimento di linea col suo vecchio grado; dicembre, diventa luogotenente;
1836, incorporato nella legione straniera, va a combattere in Algeria;
1837, agosto, capitano; novembre, viene decorato;
1840, agosto, capo di battaglione al 18° reggimento di fanteria leggera;
1841, marzo, capo battaglione agli zuavi;
1842, agosto, ufficiale della Legion d'onore; luogotenente colonnello del 33° di linea;
1844, ottobre, colonnello;
1847, novembre, maresciallo di campo;
1850, gennaio, comanda la divisione di Costantina;
1851, intraprende la spedizione di Kabylia che frutta la sottomissione del paese compreso fra Djigelli e Setis; luglio, al suo ritorno in Francia è generale di divisione e comandante della 1ª divisione dell'armata a Parigi; ottobre, ministro della guerra, attua varie riforme;
1852, dicembre, maresciallo di Francia, ed inoltre senatore, grande scudiere, gran croce della Legion d'onore ecc.;
1854 aprile, nominato comandante in capo di tutta l'armata d'Oriente, parte da Marsiglia a bordo della corvetta a vapore Berthollet; giugno, passa in rivista la terza divisione a Costantinopoli: guerra di Crimea
29 settembre, è trasportato morente a bordo del Berthollet dove muore verso le quattro del mattino seguente; 18 ottobre, Parigi, il corpo del generale viene inumato nella chiesa degli Invalides.

Steiner, Jakob (Untrensdorf, Svizzera 18 mar 1796-Berlino 1 apr 1863) matematico svizzero;
[Figlio di poveri contadini.]
inizia a studiare solo a 14 anni recandosi presso l'istituto fondato da J.H. Pestalozzi a Zurigo;
si perfeziona ad Heidelberg e a Berlino dove, per sopravvivere, impartisce lezioni private;
Sviluppo sistematico dell'interdipendenza delle figure geometriche (1832)
1834, con l'appoggio dei fratelli von Humboldt riesce ad ottenere la qualifica di professore straordinario all'università di Berlino; in contatto con N.H. Abel e K.G. Jacobi collabora al «Giornale di matematica pura e applicata» di A.L. Crelle; alla sua morte lascia una discreta fortuna, in gran parte devoluta all'istituzione di un premio per le ricerche matematiche.

Thonet, Michael (Boppard, Coblenza 1796-Vienna 1871) disegnatore di mobili austriaco;
1821, nel laboratorio di falegnameria, da lui fondato a Boppard, comincia a sperimentare nuove tecniche di lavorazione del legno;
1842, Metternich lo chiama a Vienna dove rimane cinque anni lavorando all'arredamento di Palazzo Lichtenstein; lancia la sua prima sedia in legno evaporato e curvato (disegnata per il Café Daum di Vienna) realizzando il primo e più clamoroso esempio di produzione "di serie" altamente qualificata nella forma e nelle proprietà costruttive;
1859, segue il "modello n. 14" la sedia Thonet per antonomasia; si affiancano poi una poltroncina e il primo dondolo (1860) con numerose varianti;
1870, la fabbrica di Vienna (altre ne ha aperte in Ungheria e in Moravia) produce mobili in quantità fino ad ora mai viste.

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«segue da 1795»
1796
Germania
1796-1811, esce il Konversations-Lexicon (in 6 voll. più 2 di supplemento) dell'editore tedesco F.A. Brockhaus rivolto ad un pubblico medio.
Monaco,
il bavarese Alois Senefelder inventa (1796-99) un sistema (più tardi chiamato litografia) che brevetta poi in Inghilterra nel 1800.
Italia
Roma, viene venduta parte della biblioteca del card. G. Garampi († 1792) a prezzi prestabiliti: il catalogo di questa vendita, in 5 volumi, conta 16.630 schede stilate dal libraio romano Mariano De Romanis.
Viene pure messa all'asta la collezione del "catalogo Imperiali": parte acquistata da Pio VI per la biblioteca dell'Accademia dei Nobili Ecclesiastici, parte dal granduca di Toscana Ferdinando III che destina i volumi alla Palatina di Firenze.
Sudafrica
Città del Capo, il legatore tedesco (al servizio della Compagnia olandese delle Indie orientali) Christian Ritter stampa un «Almanacco» e varie altre cose senza importanza.
«segue 1797»

Compagnia Unita delle Indie Orientali
(Vereenigde Oost-Indische Compagnie)
[Olanda]

1796, gli inglesi occupano tutti i possedimenti delle colonie olandesi.
Il colpo mortale alla compagnia viene inflitto dalla guerra dell'Inghilterra alla Repubblica Batava di Napoleone, che impedisce il rientro delle merci in Olanda.

 


 

 

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