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ANNO 1912

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Papa Pio X
(1903-14)
[santo (da Pio XII nel 1954)]

- segretario di Stato: card. R. Merry del Val;

1912
l'SP comincia ad essere conosciuto presso le alte gerarchie della Curia romana come il "sacro terrore"; tra i suoi maggiori difensori, a parte lo stesso papa, il segretaio di Stato e il card. Gaetano De Lai c'è anche il cappuccino spagnolo card. José de Calasanz Vives y Tutó;
primavera, mons. Eugenio Pacelli contatta mons. U. Benigni per dirgli che la Segreteria di Stato sta preparando una dichiarazione sui movimenti operai in Germania e sta cercando qualcuno per rimpiazzare un arcivescovo tedesco destituito da poco;
il cardinale segretario di Stato revoca l'appoggio finanziario al giornale «Corrispondenza Romana» e poco dopo ne ordina la chiusura;
Settembre
24
, il papa emana l'enciclica Singulari quadam: sui sindacati misti.

USA

1912, Thomas Woodrow Wilson viene eletto 26° presidente degli Stati Uniti;

Triplice alleanza

«segue da 1902»
1912, 5 dicembre, il trattato viene rinnovato anticipatamente rispetto alla scadenza dell'8 luglio 1914;
«segue 1913»

"Seconda Internazionale"

«segue da 1911»
1912
-
«segue 1913»

 





1912
Impero d'Austria
 
Francesco Giuseppe I
Albero genealogico
(Vienna 1830-1916)
figlio dell'arciduca Francesco Carlo d'Absburgo-Lorena e di Sofia di Baviera;
1848-1916, imperatore d'Austria;
1867-1916, re d'Ungheria;
nel 1889 suo figlio Rodolfo si suicida a Mayerling con la giovane amante Maria Vetsera;
nel 1898 la moglie Elisabetta [Sissi], principessa di Baviera, è stata pugnalata a morte a Ginevra da un anarchico italiano;

 
Francesco Ferdinando d'Absburgo
Albero genealogico
(Graz 1863-Sarajevo 1914)
figlio dell'arciduca Carlo Luigi, fratello dell'imperatore, e di Maria Annunciata di Borbone-Napoli;
sposa la contessa boema Sofia Chotek
[matrimonio morganatico a cui è contrario l'imperatore];
1896, alla morte del padre diventa erede al trono dell'Austria-Ungheria;
1896-1914, arciduca d'Austria;
erede al trono dell'Austria-Ungheria;

 
Ministro degli Affari Esteri
Aerenthal
(? - † feb 1912)
conte Berchtold
(1912 feb - ?)
Ministro delle Finanze
-
-

dal 1879 l'Austria-Ungheria si è accostata al Reich tedesco (duplice alleanza);
nel 1905 le relazioni con la Russia si aggravano ulteriormente quando l'Austria-Ungheria, approfittando della debolezza della rivale (stremata dalla guerra contro il Giappone), intende annettersi la Bosnia e l'Erzegovina: è iniziata la reazione a catena.
nel 1908 (ottobre) viene annessa ufficialmente la Bosnia-Erzegovina, già occupata militarmente nel 1878 previa autorizzazione del congresso di Berlino;
nel 1910 (dicembre) il ministro degli Affari Esteri austro-ungarico conte Aerenthal avverte il gran vizir turco in visita a Vienna del pericolo al quale va incontro l'impero ottomano per l'intensificarsi delle persecuzioni turche in Macedonia.
1912
Agosto
13
, il conte Berchtold (succeduto ad Aerenthal come ministro degli Affari Esteri austro-ungarico dopo la morte di questi il 17 febbraio 1912) propone alle altre potenze uno scambio di vedute per un'azione comune da svolgersi a Costantinopoli e nelle capitali balcaniche per indurre la Porta ad applicare delle rifome nel senso di un decentramento e gli stati balcanici ad astenersi da qualsiasi atto che possa intralciare l'opera di pacificazione che la Turchia sta per intraprendere.
Le grandi potenze accettano in massa la proposta, ma la Russia si mostra contraria ai passi collettivi e la Turchia, messa al corrente di questa iniziativa, la respinge nettamente.
Altri passi sono tentati, ma intanto, in vista del concentramento di truppe turche ai confini della Bulgaria e della Serbia, queste due potenze mobilitano i loro eserciti.

 

AUSTRIA
Cancelliere
-
Ministro della Difesa
-
Ministro degli Interni
-
 
Istria
1912
-
Dalmazia
1912
-

[Joze Pirjevec, Serbi, Croati, Sloveni - Storia di tre nazioni, Universale Paperbacks, Il Mulino, Bologna 1995]
Cattaro
1912
-
 
UNGHERIA
Cancelliere
-
Ministro della Difesa
-
Ministro degli Interni
-
TRANSILVANIA [appartiene all'Ungheria]
1912
abitata da una popolazione in parte romena, la regione è per la Romania una terra irredenta. Non ci sono agitazioni manifeste, ma il problema resta e gli abitanti romeni sono molto scontenti del regime magiaro che cerca di magiarizzarli.
Croazia-Slavonia
[Da marzo 1849, la nuova costituzione riconosce il regno di Croazia indipendente dall'Ungheria, una disposizione tuttavia di valore meramente simbolico.]
Bano
?
(? - 1912)
Slavko Cuvaj
(1912 - ?)
 
1912
Zagabria, l'aperta repressione austro-ungarica culmina ora con la nomina a bano di Slavko Cuvaj, definito da Strossmayer «un brigante travestito da burocrate».
Dietro il suggerimento di Slavko Cuvaj, il sabor viene sciolto dal re, la costituzione viene abolita e alla Croazia viene imposto un regime dittatoriale che provoca, in un'atmosfera carica di tensione e di entusiasmo "jugoslavo" per i successi serbi nelle guerre balcaniche, una fortissima reazione tra i giovani.

In primavera, gli studenti universitari e ginnasiali, sempre più convinti della necessità di darsi a un "nazionalismo rivoluzionario", attratti dagli ideali populistico-anarchici dei rivoluzionari russi, organizzano scioperi e manifestazioni di massa che hanno vasto successo.
Alcuni, tra i più esagitati, entrano anche in contatto con la società segreta di Belgrado "Ujedinjenie ili smrt" (unione o morte) per organizzare nei mesi successivi ben due attentati contro il bano Slavko Cuvaj.

Intanto le due correnti del partito, riunitesi temporaneamente, rivolgono una petizione al sovrano con la richiesta di risolvere la questione costituzionale della Croazia mediante l'unione di tutti i suoi territori e l'annessione ad essa della Bosnia-Erzegovina.

Ottobre
dopo il secondo attentato, Slavko Cuvaj pensa bene di andarsene "in ferie", dalle quali peraltro non tornerà.

In Croazia, come in tutti i territori della corona di santo Stefano, il diritto di voto, rigidamente legato al censo, è limitato a poco più del 27% di tutti i maschi maggiorenni.
Le larghe massa popolari rimangono ai margini del processo politico e il "partito contadino", organizzato nel 1904 dai fratelli Antun e Stjepan Radic – che auspica una federazione di popoli asburgici nell'ambito del quale dovrebbe trovar spazio anche un stato autonomo sloveno-croato-serbo – non riesce a mandare nel sabor più di un pugno di deputati.

[Joze Pirjevec, Serbi, Croati, Sloveni - Storia di tre nazioni, Universale Paperbacks, Il Mulino, Bologna 1995]
Fiume [detta "il Corpus separatum" - esclusa dalla Croazia-Slavonia]
1912
-
BOSNIA-ERZEGOVINA
[dal 1878 amministrata dall'Austria-Ungheriae da questa poi annessa il 7 ottobre 1908]
Governatore
gen. Varesanin von Vares
(? - ?)
1912
Allo scoppio della prima guerra balcanica parecchi studenti bosniaci penetrano i Serbia per arruolarsi nell'esercito e combattere conro i turchi, e osì – come dice lo scrittore inglese serbofilo Seton-Watson in Serajevo (Londra 1926) – si hanno i primi contatti fra i giovani bosniaci e gli elementi estremisti serbi.
L'impopolarità del bano di Croazia Slavko Cuvaj provoca disordini cruenti a Zagabria. Vi sono anche le prime dimostrazioni colletttive di studenti ortodossi, cattolici e musulmani a Serajevo, dove la polizia spara contro i dimostranti, uccidendo un musulmano.

Giugno
8
, lo studente bosniaco Luka Jukic tenta di assassinare Slavko Cuvaj a Zagabria, ma uccide invece il capo del dipartimento dell'Istruzione e un agente di polizia.
In varie università austriache e ungheresi ci sono pure delle dimostrazioni di studenti serbi e croati, si formano organizzazioni studentesche radicali e si fondano molti nuovi giornali sovversivi, anch'essi però letti quasi esclusivamente da studenti.
L'esempio di Bogdan Zerajic istiga altri atti terroristici.
 

 

***


- T.G. Masaryk, leader dei "cechi realisti", si batte per i diritti delle minoranze slave nell'ambito della monarchia asburgica;





1912
DEUTSCHE REICH
Guglielmo II
Albero genealogico

(Potsdam 1859-Doorn, Utrecht 1941)
primogenito dell'imperatore Federico III e della principessa inglese Victoria, e affetto da una paralisi parziale al braccio sinistro;
1888-1918, imperatore di Germania e re di Prussia;

-
Presidente
del Bundesrat
(consiglio federale)
Th. von Bethmann Hollweg
(1909 14 lug - 13 lug 1917)
Presidente
del Reichstag
-
-
Cancelliere del Reich
[Reichskanzler]
Th. von Bethmann Hollweg
(1909 14 lug - 13 lug 1917)
Segretari di Stato
Affari Esteri
-
-
-
-
1912
dal 1882 "Triplice alleanza" tra Germania, Austria-Ungheria e Italia, in funzione anti Russia (dal 1890 in intesa con la Francia).
Dal 1909 si sono rafforzati i rapporti tra Inghilterra e Russia.
Dal 1890 opera l'SPD (Partito socialdemocratico tedesco) e si sono ricostituiti i sindacati socialisti.
Alle elezioni i socialdemocratici diventano il gruppo più forte della camera.

a



Regno di Baviera

Otto I (München 1848 - Schloß Fürstenried 1916)
figlio del re Massimiliano II Joseph e della p.ssa Marie di Prussia;
1886-1913, re di Baviera;
1912
poiché colpito da squilibrio mentale, governa lo zio, principe reggente Luitpold di Wittelsbach;
il bavarese Rudolf Glauer (figlio adottivo di von Sebottendorff, porta il nuovo cognome), molto ricco (anche se non si sa da dove arrivi tanta ricchezza), direttore della «Mezzaluna rossa» turca durante la guerra dei Balcani (1912), fonda la Società di Thulé che rappresenta la punta più avanzata dell'antisemitismo. Alle sue riunioni si ritrovano i leader della destra e i pangermanisti. Essa favorisce la nascita di nuove associazioni e aiuta tutti i gruppi e tutte le pubblicazioni antisemite.

LUDWIG Leopold Joseph etc.

(Monaco 1845-Sárvár, Ungheria 1921)
figlio di Luitpold di Wittelsbach e dell'arciduchessa Augusta di Austria-Toscana;
1912
Dicembre
12
, alla morte del padre subentra come reggente del re Otto I, colpito da grave squilibrio mentale;
1913-18, re di Baviera;

Regno di Württemberg

Wilhelm II (Stuttgart 1848 - Schloss Bebenhausen 1921)
figlio di Friedrich Karl August e della p.ssa Katharine von Württemberg;
1891-1918, re di Württemberg;
1912
-

Albero genealogico


1912
REGNO di POLONIA
(Regno del Congresso)
[capitale Varsavia]
- dal 1864 il governo russo ha abolito il polacco come lingua ufficiale, soppresso ogni forma di governo locale e promulgata una riforma agraria molto più radicale di quella russa del 1861, per danneggiare la turbolenta nobiltà;
anche la chiesa cattolica viene perseguitata;
- dal 1892 opera il Partito socialista polacco, capeggiato poi da J. Pilsudski, dal quale si è staccata subito un'ala di sinistra, minoritaria, guidata da R. Luxemburg e J. Marchlewski;
- dal 1907, nella Galizia austriaca, si è creato un Partito contadino polacco che fa proseliti anche nelle regioni settentrionali;
-
1912
-




1912
Pietro I Karagjorgjevic
Albero genealogico

(1844 - 1921)
figlio di Alessandro, principe di Serbia;
1858, dopo la deposizione del padre, passa gran parte della sua vita all'estero ricevendo una buona educazione militare nella Scuola di Saint-Cyr in Francia;
sposa Zorka († ?), figlia del principe Nicola di Montenegro.
1903-18, re di Serbia;

1918-21, re dei serbi-croati-sloveni;

presidente del consiglio
M. Milovanovitch
(? - † 18 giu 1912)
N. Pašic
(1912 giu - nov 1918)
ministro degli interni
N. Pašic
(1904 giu - ?)
[fondatore del Partito radicale serbo (1881)]
ministro degli esteri
M. Milovanovitch
(? - † 18 giu 1912)
 

1912
Febbraio
29
, a Sofia, si giunge alla firma del trattato di alleanza serbo-bulgaro [vedi Bulgaria];

Marzo
N. Pašic invia una circolare ai suoi rappresentanti all'estero affemando che la Serbia considera come paese serbo, e destinato quindi a essere incorporao nel regno, tutta la Macedonia centrale e settentrionale, comprese le parti attribuite mediante il trattato di Berlino alla Bulgaria. Egli istituisce un'agenzia di informazioni per la propaganda serba a Parigi e fa sapere ai suoi amici francesi che né la Serbia né la Grecia intendono rispettare gli accordi con la Bulgaria.
[Alla Bulgaria erano stati attribuiti i due terzi della Macedonia e con la riserva dell'arbitrato dello zar la metà dell'altro terzo, mentre alla Serbia resterebbe parte della regione del Kossovo dove i serbi sono mescolati non ai bulgari, ma agli albanesi e ai turchi.]

Giugno
18
, muore il presidente del consiglio M. Milovanovitch e viene sostituito da N. Pašic;

Settembre
28
, N. Pašic invia ai suoi rappresentanti all'estero una circolare con la quale asserisce doversi attribuire alla Vecchia Serbia, ossia al Regno di Serbia, Prilep, Kicevo e Ohrida;

1ª guerra balcanica (1912-13): alleanza balcanica (Serbia, Montenegro, Bulgaria e Grecia) contro la Turchia; a differenza di quello turco, gli eserciti alleati hanno scopi nettamente offensivi e mirano a strappare alla Turchia la Macedonia e la Tracia, e forse anche a giungere a Costantinopoli.

Ottobre
l'incaricato di affari serbo a Vienna Mihailovic annuncia che «questa manifestazione simultanea è il segno che siamo usciti da uno stato di debolezza e dalla fase di soggezione», e che «alla sorte dei nostri connazionali della Turchia vogliamo provvedere da noi… È necessario uscire dall'equivoco».
[Analoghe dichiarazioni vengono fatte dai ministri degli Affari Esteri di Serbia, Grecia e Bulgaria.]

La Serbia ha un esercito bene organizzato tecnicamente, ma inquinato da discordie politiche, dovute specialmente al regicidio e all'influenza di società segrete, e dai ricordi delle sconfitte nelle ultime guerre (contro la Turchia nel 1877 e contro la Bulgaria nel 1885) che sono ancora vivi e attenuano la fiducia di ufficiali e gregari.
Il comando supremo viene assunto da re Pietro I, col gen. Putnik come capo di SM, e l'esercito viene diviso in quattro armate:
- 1ª - schierata dietro alla 2ª e comandata dal principe Alessandro, presso Vranja lungo la ferrovia Nis-Usküb;
- 2ª - sotto il gen. Stepanovic, è accentrata intorno a Kiustendil in Bulgaria;
- 3ª - sotto il gen. Jankovic, a occidente di Nis;
- 4ª - sotto il gen. Zivkovic fra Pozega e Kraljevo.
In tutto sono 200.000 uomini.

Scopo immediato dell'esercito serbo è discendere la valle del Vardar e per di più occupare l'Albania settentrionale.

Novembre
, la Serbia ora non si contenta, come pretendeva, del solo vilayet di Kossovo e dei territori che le spetterebbero in base agli iniziali accordi con la Bulgaria, ma vuole a tutti i costi uno sbocco sull'Adriatico. Il primo ministro Pasic in una intervista pubblicata nel «Daily Telegraph» di Londra dice che la Serbia vuole avere «un tratto di costa sull'Adriatico» coi porti «naturali» dell'antico regno di Serbia, e cioè S. Giovanni di Medua, Alessio e Durazzo, definendo tutto questo territorio come la «culla dello stato serbo e della sua tradizione nazionale». È vero che il paese è abitato quasi esclusivamente da albanesi ma ciò non interessa al governo di Belgrado che conta di poterli facilmente ridurre alla ragione o di eliminarli del tutto.

Appena iniziatesi le trattative di Londra, l'Ufficio stampa di Belgrado e il ministro serbo a Parigi Vesnic, a mezzo della nuova agenzia serba in questa capitale, cominciano a svolgere una attiva propaganda antibulgara.
[L'agenzia predetta figura come indipendente dal governo serbo, ma ne riceve in realtà un sussidio confessato di 3000 franchi al mese e uno clandestino di 25.000, e per di più le vengono rimborsate tutte le spese telegrafiche e gli stipendi dei suoi corrispondentei speciali. Anche la Grecia e la Romania sussidiano questa agenzia, e i tre governi in questione hanno insistito perché la Bulgaria sia esclusa dalla combinazione.]
La propaganda serba è così diffusa in tutti i giornali francesi con a capo un grande quotidiano della sera.

9, all'inizio delle ostilità la Russia non appoggia ancora le estreme pretese serbe (attribuire alla Vecchia Serbia, ossia al Regno di Serbia, Prilep, Kicevo e Ohrida) ed è anzi Sazonoff a suggerire con una dichiarazione al governo di Sofia che, essendosi la Bulgaria messa in testa dell'alleanza balcanica a far capire alla Serbia che il suo sbocco sull'Adriatico non è ammissibile inquantoché la Triplice alleanza vi si è dichiarata nettamente contraria.

Dopo le operazioni in Tracia, il primo ministro Pasic intende ritirare le truppe serbe dalla fronte di Ciatalgia col pretesto del loro esaurimento, ma in realtà per inviarle ad occupare le località sulle quali la Serbia vanta delle pretese - Usküb, Kumanovo, Kicevo, Istip e Prilep. Allo stesso tempo, d'accordo col capo di SM Voivoda Putnik, sguinzaglia delle bande di cetnici serbi, organizzate dal col. Dimitrievic Apisper conto della "Narodna Odbrana" per creare un movimento serbo colà a soffocare nel sangue ogni resistenza della popolazione bulgara. Allo stesso tempo Pasic fa balenare agli occhi di re Ferdinando l'idea di una occupazione escusivamente bulgara di Costantinopoli, sempre allo scopo di distrarlo dalla Macedonia.

REGNO del MONTENEGRO
Nicola I Petrovich Njegosh
Albero genealogico

(Njegoš, Montenegro 1841 - Antibes, Francia 1921)
1860-1918, principe del Montenegro;
1910-18, re del Montenegro (Nicola I)
[primo e ultimo sovrano di uno stato indipendente dal 1878, con uno sbocco sull'Adriatico: Antivari, e dal 1905 con una costituzione]

1912
Febbraio
29
, a Sofia, si giunge alla firma del trattato di alleanza serbo-bulgaro [vedi Bulgaria];

1ª guerra balcanica (1912-13): alleanza balcanica (Serbia, Montenegro, Bulgaria e Grecia) contro la Turchia; a differenza di quello turco, gli eserciti alleati hanno scopi nettamente offensivi e mirano a strappare alla Turchia la Macedonia e la Tracia, e forse anche a giungere a Costantinopoli.

Ottobre
, mobilita il proprio esercito;
8
, l'incaricato di affari del Montenegro a Costantinopoli Plamenac annuncia alla Porta che il suo paese dichiara la guerra alla Turchia.


Il Montenegro non dispone che di un piccolo esercito e non può mettere in linea che 30 o 35.000 uomini, diviso in tre gruppi:
- uno a nord su 4 brigate, sotto il gen. Vukotic, lungo il confine del sangiacato di Novibazar;
- uno al centro su 5 brigate, sotto il principe Danilo, intorno a Podgorica;
- uno lungo la costa su 3 brigate, sotto il gen. Martinovic,
più 3000 albanesi cristiani.
Assume il comando in capo il re Nicola I.

Scopo immediato dell'esercito montenegrino è occupare il sangiacato di Novibazar.
Essendo stati i primi ad entrare in guerra, i montenegrini riescono ben presto a occupare il sangiacato di Novibazar e quindi a congiungersi con i serbi. In seguito essi si scagliano contro Scutari ma qui incontrano una dura resistenza.



1912
Regno degli Elleni

Giorgio I

Albero genealogico

(Copenaghen 1845-Salonicco 1913)
figlio di Cristiano IX re di Danimarca e di Luisa di Assia-Kassel nonché cognato di Edward VII re d'Inghilterra;
1863-1913, re degli Elleni;
- dal 1881 ha ottenuto la Tessaglia e parte dell'Epiro;
1912
limitato nel suo potere dal primo ministro, impegna il proprio paese nella prima guerra dei Balcani;

-
Capo del governo
E. Venizelos
(1910 ott - mar 1915)
1912
dal 1910 E. Venizelos, capo del governo, realizza un intenso programma di riforme finanziarie e militari; in politica estera segue una linea espansionistica diretta ad ottenere i territori che la Grecia rivendica per ragioni etniche, culturali e storiche e che sono ancora sottoposti al dominio ottomano;

Maggio
29
, viene firmato il trattato di alleanza greco-bulgaro;
[Esso dispone che si deve mantenere la pace nei Balcani, ma che se uno dei due stati contraenti fosse aggredito dalla Turchia, sia nel suo territorio «sia per un'offesa sistematica ai diritti derivanti dai trattati o dai principi fondamentali del diritto delle genti», l'altro sarebbe tenuto a prestargli aiuto con la totalità delle sue forze armate. Se però la guerra dovesse scoppiare fra la Grecia e la Turchia per la questione dell'ammissione dei deputati cretesi al parlamento ellenico la Bulgaria manterrebbe una benevola neutralità.]
Come si vede il trattato mira soltanto alla questione delle condizioni delle popolazioni cristiane nella Turchia europea e particolarmente in Macedonia, mentre la questione cretese viene deliberatamente esclusa dagli accordi.

1ª guerra balcanica (1912-13): alleanza balcanica (Serbia, Montenegro, Bulgaria e Grecia) contro la Turchia; a differenza di quello turco, gli eserciti alleati hanno scopi nettamente offensivi e mirano a strappare alla Turchia la Macedonia e la Tracia, e forse anche a giungere a Costantinopoli.

Ottobre
, mobilita il proprio esercito.
14
, E. Venizelos accoglie nella camera greca i deputati cretesi, dichiarando così implicitamente l'annessione di Creta alla Grecia.

La Grecia costituisce due armate:
- 1ª - in Tessaglia su 5 divisioni fra Larissa e Vlokhos, più due divisioni di riserva a Velestino e Farsala, Sotto il diadoco (erede al trono) Costantino;
- 2ª - in Epiro, sotto il gen. Sapoundzaki, intorno ad Arta composta di elementi vari, compresi alcuni reparti cretesi.
In tutto 100.000 uomini.
La flotta comprende un incrociatore efficiente, l'Averoff, costruito in Italia, 6 vecchie torpediniere e un sommergibile.

Scopo immediato dell'esercito greco è giungere a Salonicco e impadronirsi dell'Albania meridionale.

Novembre
2
, il ministro degli Affari Esteri Coromilas chiede al ministro bulgaro ad Atene Hadgimisceff che alla Grecia venga attribuito un territorio macedone comprendente due milioni di abitanti, mentre alla Bulgaria ne toccherebbe uno che non contiene che 1.300.000.
Il governo bulgaro risponde che in mancanza di accordi precisi gli acquisti saranno ripartiti in proporzione alle forze rispettivamente impegnate e ai sacrifici sofferti dalle parti.
Avendo la Bulgaria concentrato in tutto 620.000 uomini contro la Turchia mentre la Grecia non ne ha concentrati che 210.000, è evidente che i due terzi del territorio, abitato da 3.300.000 individui, spetti alla Bulgaria.
Coromilas si mostra però intransigente e rinnova la minaccia greca di non firmare né l'armistizio né la pace con la Turchia se prima non sarà regolata la spartizione della Macedonia.
16, la Grecia, che non ha voluto firmare l'armistizio desiderando prima completare l'occupazione delle isole dell'Egeo e impedire il trasporto di altre truppe turche dall'Anatolia in Macedonia, alla prima riunione della conferenza di pace a Londra fa intervenire anche i suoi delegati.
17, secondo un rapporto del ministro bulgaro Hadgimisceff al suo ministro degli Affari Esteri si prospetta già in seno all'alleanza balcanica una duplice alleanza serbo-greca contro la Bulgaria.

Dicembre
, il ministro russo ad Atene induce E. Venizelos a presentare le condizioni greche di pace prima che venga concluso un accordo per le future frontiere greco-bulgare.
[Ma la Grecia tarderà a lungo l'invio di tale progetto e mentre E. Venizelos ne presenta uno a Daneff a Londra verbalmente, non lo farà per iscritto che molto più tardi e quando alla fine il documento sarà redatto non corrisponderà più alla precedente dichiarazione verbale.]
CRETA
1912
nel 1909 un'insurrezione cretese, sotto la guida di E. Venizelos, ha proclamato l'unione dell'isola alla Grecia, senza però trovare l'appoggio nel governo di Atene;



1912
IMPERO OTTOMANO
Mehmet V
Albero genealogico
(Istanbul, 2 nov 1844 – Istanbul, 3 lug 1918)
figlio di 'Abd-ul-Mejid I e della sua sposa armena Tirimüjgan;
1909-18, XXXV sultano;
il suo ruolo è comunque privo di potere effettivo: le decisioni vengono in realtà prese da vari membri del governo ottomano;

guerra italo-turca (1911-12);
prima guerra balcanica (1912-13);

TURCHIA

1912
l'influsso del movimento progressista dei giovani turchi determina i principali avvenimenti interni dell'impero turco;

La Lega di Decentramento Ottomana del principe Sabah al Din riemerge ora dalla clandestinità con il nome di Partito per la Decentralizzazione Amministrativa Ottomana, formatosi al Cairo sotto l'egida della Gran Bretagna ad opera di un gruppo di emigranti siriani.


guerra italo-turca (1911-12) [vedi box Libia];

Con la legge del 1909 la Turchia ha aumentato notevolmente il suo esercito, estendendo l'obbligo di leva anche ai cristiani, agli albanesi, agli arabi del Hedgiaz e del Yemen e agli abitanti di Costantinopoli che in passato ne erano stati esenti; ma con ciò ne ha intaccato la compattezza e il fanatismo musulmano.
In teoria essa può mettere in linea 42 divisioni, più 35 di riserva di primo bando e 24 di militari più anziani. Ma effettivamente non entra in azione che parte di queste forze. Il grosso di esse, ossia 200.000 uomini sotto Abdullah Pascià, è concentrato in Tracia, appoggiato alle due formidabili piazzeforti di Adrianopoli e Kirk-Kilissè (Lozengrad).
Il resto dell'esercito turco è diviso in parecchi gruppi distaccati sotto Riza Pascià (Armata dello Struma, Armata del Vardar, e altri reparti minori verso la Tessaglia, in Epiro, in Albania, e nel sangiacato di Novibazar, per far fronte ai serbi, montenegrini e greci.
Come marina non dispone che di 4 vecchie corazzate, 4 incrociatori e 7 torpediniere, tutti di scarso valore bellico.
L'azione turca deve comunque essere soprattutto difensiva per proteggere la capitale.

Settembre
con la fine del mese sono già state trasportate alcune divisioni verso il confine bulgaro;

Ottobre
, inizia la mobilitazione vera e propria;
6, la Turchia fa un ultimo tentativo per evitare la guerra;
l'agenzia ottomana comunica che il governo turco ha deciso di applicare la legge sui vilayet del 1880 promulgata d'accordo con la commissione internazionale per la Rumelia orientale.
8, le grandi potenze, particolarmente l'Italia che vuole evitare che il suo conflitto con la Turchia si estenda ai Balcani, incaricano due di esse, Russia e Austria-Ungheria, di fare un passo verbale a Sofia, Belgrado, Atene e Cetinje, riprovando tutte le misure suscettibili di provocare un turbamento della pace, e impegnandosi, sulla base dell'art. 23 del trattato di Berlino, a prendere in mano la realizzazione delle riforme dell'amministrazione della Turchia europea «restando inteso che tali riforme non lederanno in alcun modo la sovranità di S.M. il sultano né l'integrità dell'Impero ottomano». Qualora ciò nonostante la guerra scoppiasse fra gli stati balcanici e la Turchia «esse non ammetterebbero alla fine del conflitto alcuna modificazione allo status quo territoriale dell'Europa».
Lo stesso giorno l'incaricato di affari del Montenegro a Costantinopoli Plamenac annuncia alla Porta che il suo paese dichiara la guerra alla Turchia.
Gli altri stati non si muovono ancora, in attesa dell'esito dei passi diplomatici (che del resto sanno essere destinati a fallire).
13, gli altri stati rispondono invece all'Austria-Ungheria e alla Russia con una nota che precisa le condizioni alle quali si può evitare il conflitto e sono:
- autonomia delle provincie macedoni,
- nomina di governatori cristiani per ciascuna di esse,
- riconoscimento ufficiale delle lingue locali,
- creazione di assemblee elettive nazionali,
- formazione di milizie locali destinate a sostituire quelle turche.
Per assicurare l'esecuzione di queste condizioni gli stati balcanici pretendono che oltre il controllo delle grandi potenze la Turchia accetti anche quello dei predetti stati e chiedono la smobilitazione turca entro 48 ore.
Con ciò si esclude del tutto ogni intervento o mediazione delle grandi potenze.
14, la Porta non risponde a queste proposte ma consegna all'ambasciatore austro-ungarico una nota diretta a tutte le grandi potenze con la quale respinge ogni ingerenza straniera nella sua opera per le riforme interne, ma si dichiara pronta ad associarsi agli sforzi delle grandi potenze «per prevenire conflitti che avrebbero per conseguenza grandi calamità di cui nessuno può prevederne l'estensione».
15
, trattato di Ouchy, l'impero ottomano lascia mano libera all'Italia in Libia;
17, la Turchia consegna i passaporti ai ministri di Serbia e di Bulgaria (il Montenegro è già in guerra), con una nota che equivale ad una dichiarazione di guerra. Alla Grecia non fa alcuna dichiarazione del genere, sperando forse che essa si stacchi dall'alleanza balcanica;
18, la Grecia, la Serbia e la Bulgaria rispondono alla Turchia dichiarandole esse stesse la guerra.
Lo stesso giorno i greci penetrano in territorio turco con due colonne, una avanzante su Salonicco e l'altra su Monastir, ma quest'ultima trova maggiore resistenza ed è costretta a ripiegare; solo in seguito all'avanzata dei serbi dal nord potrà riprendere la sua avanzata.
La divisione in Epiro invece può penetrare in Albania, occupare Pente-Pegadia e spingersi in seguito verso Valona.
Lo stesso giorno i bulgari passano il confine con tre colonne, una a sinistra diretta su Kirk-Kilissè, una a destra lungo il fiume Tungia su Adrianopoli, e una centrale che deve servire di collegamento fra le altre due.
I turchi vogliono concentrare le loro difese intorno a Kirk-Kilissè, opponendo solo lieve resistenza alla colonna bulgara di destra. Ma ciò consente ai bulgari di avanzare rapidamente lungo la Tungia e poi manovrare verso sinistra in direzione di Kirk-Kilissè;
19, entrano in azione i serbi e la 1ª armata passa il confine a Ristovac, la 3ª a destra a Prepolac, e la 2ª più a sinistra.
Le tre armate si congiungono intorno a Kumanovo, dove sono raggiunte anche dalla divisione bulgara.
22, le due colonne bulgare effettuano il loro congiungimento e i turchi sono costretti ad evacuare Kirk-Kilissè in gran fretta e ripiegare su Lüle-Burgas, inseguiti dai bulgari.
Contemporaneamente si stanno svolgendo altre operazioni contro Adrianopoli. La piazzaforte è presidiata da 50.000 uomini, ma le sue opere difensive sono semipermanenti e improvvisate, datando fin dalla guerra del 1877.
I bulgari con un'armata, più due divisioni serbe, sono in numero di 150.000 e cingono la città di assedio;
24, i turchi, in numero di 60.000 in questo settore sotto Zeki Pascià, vengono sconfitti a Kumanovo e costretti a evacuare anche Usküb.
[Questa vittoria è considerata dai serbi come la rivincita di Kossovo (dove nel 1389 i loro antenati erano stati sconfitti dai turchi e il loro impero distrutto)].
Il grosso delle forze serbe ora si dirige verso Monastir per cooperare coi greci ma in realtà anche per affermarsi in questa regione e impedire che la occupino i bulgari.
27-1° novembre, a Lüle-Burgas si volge la più grande e più cruenta battaglia della guerra durata cinque giorni;
i turchi oppongono una vigorosa resistenza ed essendo dapprima più numerosi dei bulgari arrestano l'avanzata, ma sopraggiunti i rinforzi, i bulgari attaccano di nuovo col massimo ardore e conseguono piena vittoria, costringendo i turchi a ritirarsi sulle linee arretrare di Ciatalgia.
[Lo scrittore francese Francis Charmes definisce Lüle-Burgas la battaglia decisiva della guerra, perché anche se i turchi avessero vinto i greci e i serbi in Macedonia ma fossero stati battuti, come lo sono stati, dai bulgari, la loro vittoria ad ovest non servirebbe a nulla, mentre se fossero stati sconfitti in Macedonia ma avessero riportato la vittoria in Tracia sarebbero stati i vincitori della guerra perché avrebbero potuto penetrare in Bulgaria, il loro nemico più formidabile, e colpire i serbi e i greci, anche se vittoriosi, di fianco.]
29, Adrianopoli, i turchi fanno un primo tentativo per rompere l'investimento serbo-bulgaro ma senza successo;
31, date le gravissime perdite, i turchi fondono le loro due armate di Tracia in una sola su tre corpi e si concentrano dietro le linee di Ciatlagia e Ciorlü per difendere la capitale. Rinforzano queste posizioni e vi fanno affluire nuove unità dall'Anatolia, ciò che rallenta l'avanzata dei bulgari;

Novembre
4
, Adrianopoli, i turchi fanno un secondo tentativo per rompere l'investimento serbo-bulgaro ma senza successo;
7
 , Adrianopoli, i turchi fanno un terzo tentativo per rompere l'investimento serbo-bulgaro ma senza successo;
17
, i bulgari, sotto il gen. Dimitrieff sferrano un nuovo attacco principale su Nakkasköi e uno secondario su Bacesköi; i combattimenti sono durissimi e sebbene i bulgari progrediscano verso Lazarköi un contrattacco sferrato da Mukhtar Pascià li respinge, e anche a Kastania perdono terreno. Le riserve non vengono impiegate, il che fa pensare che il comando bulgaro non intenda condurre a fondo le operazioni in questo settore.
24, i bulgari si impadroniscono di Degianos a sud della città; ma nel frattempo re Ferdinando, avendo il suo esercito subito forti perdite, ha stipulato una sospensione d'armi con i turchi (sarà resa definitiva il 3 dicembre);
l'armistizio viene firmato anche dalla Serbia e dal Montenegro, ma non dalla Grecia. Esso è stato concluso per la durata delle trattative di pace che devono cominciare a Londra fra dieci giorni e svolgersi secondo le proposte fatte da sir Edward Grey l'11 novembre scorso alla Camera dei Comuni.

I bulgari, sconfitti i turchi in Tracia, evidentemente pensano a Costantinopoli ma si rendono conto che se l'Austria-Ungheria e l'Italia non consentono ai serbi uno sbocco sul mare Adriatico, tutte le grandi potenze e specialmente la Russia si opporrebbero ad una occupazione di Costantinopoli da parte della Bulgaria o di un qualsiasi stato balcanico. È questa considerazione, oltre le gravi perdite subite, che induce i bulgari ad arrestare la loro marcia verso la capitale turca.

 

Novibazar [sangiacato]

1912
Il sangiacato di Novibazar, che separa la Serbia dal Principato del Montenegro, è abitato in gran parte da serbi, metà dei quali musulmani, e resta alla Turchia, anche se sotto un regime speciale.

ALBANIA

1912
Il sentimento nazionale, promosso dalla cessione di Plava e Gusinje al Montenegro decretata dal congresso di Berlino, si rafforza sempre di più, facendo capo alla Lega albanese di resistenza.
Nel 1897, scoppiata la guerra contro la Grecia, moltissimi albanesi si sono arruolati volontari nell'esercito turco perché vedono nella Grecia un nemico del popolo albanese che mira a togliere loro parte dei territori albanesi.
Essi si oppongono anche ad ogni mutamento nell'amministrazione macedone, perché vi vedono il pericolo di cessioni alla Grecia, alla Serbia, alla Bulgaria di territori abitati in tutto o in parte da albanesi.
Specialmente nella regione di Kossovo si oppongono accanitamente alla penetrazione della Serbia che, dopo l'occupazione austro-ungarica della Bosnia-Erzegovina decretata dal trattato di Berlino, ha continuato a dirigere la propria attenzione sul Kosovo e a svolgervi un'attiva propaganda, sperando di poter un giorno annetterselo.
La Russia patrocina le sue aspirazioni.
Nel 1903 ca 3000 albanesi insorgono contro il pericolo serbo e l'appoggio dato alla penetrazione serba dalle autorità russe.
La situazione diviene assai tesa e il console russo Scerbina a Mitrovica, città prevalentemente albanese, è assassinato da un soldato albanese che vede in lui il protettore dei nemici del suo popolo.
Nel suo volume In High Albania la scrittrice inglese Edith Durham (competentissima nei problemi balcanici) afferma la grande prevalenza dell'elemento albanese in ogni parte del Kossovo eccetto che ai suoi margini estremi occidentali e orientali. I serbi convertiti all'Islam e i turchi fanno causa comune con gli albanesi.

Nel 1910 avvengono delle feroci repressioni turche che suscitano vivo fermento nella popolazione e che privano il governo ottomano di uno dei suoi principali appoggi.

Agosto
dopo l'occupazione d Skopje da parte di 10.000 albanesi, il governo di Istanbul concede l'autonomia al Kosovo.

Novembre
Le grandi potenze si rendono conto che la spartizione della Turchia europea è ormai inevitabile e si precoccupano soltanto di impedire che sia spartita fra gli alleati anche l'Albania, paese che interessa in particolare modo:
- all'Austria-Ungheria, perché non desidera una eccessiva espansione della Serbia,
- all'Italia, perché teme di vedere installata sulla costa orientale dell'Adriatico di fronte alla propria sponda vicinissima ad essa uno stato che potrebbe in qualunque momento divenire vassallo di una grande potenza ad essa ostile.
, l'Austria-Ungheria si oppone nettamente all'occupazione serba dell'Albania settentrionale e presenta a Belgrado un programma di limitazione alle conquiste serbe, comunicandolo anche alle altre potenze europee. Esso dispone:
- che sia applicata l'autonomia e conservata l'integrità del territorio albanese,
- che la Serbia rinunci allo sbocco sull'Adriatico,
- che siano assicurate delle garanzie per gli interessi economici austro-ungarici nei Balcani e specialmente per il collegamento ferroviario fra le linee della Bosnia e quella da Mitrovica a Usküb e all'Egeo. L'Impero austro-ungarico aspira così a congiungersi con questo mare commercialmente, e in avvenire anche politicamente.
Le grandi potenze accettano il principio che l'Albania debba essere autonoma. Inoltre:
- l'Italia e la Germania approvano anche l'esclusione della Serbia dall'Adriatico;
- la Francia appoggia la Serbia,
- la Russia e la Gran Bretagna si accontentano che ad essa sia accordato uno sbocco puramente economico sull'Adriatico, idea in sé assurda, non essendovi né ferrovia né strada fra la Serbia e la costa albanese, né la possibilità di costruirne senza incorrere in enormi spese.

5, intanto i greci occupano Janina e invadono l'Albania meridionale, i montenegrini stringono d'assedio Scutari e occupano S. Giovanni di Medua e Alessio; occupano poi Djakovo e Ipek;

7, il primo ministro serbo Pasic risponde negando ogni possibilità di creare un'Albania autonoma e sostenendo che le varie tribù non si metterebbero mai d'accordo. Egli propone invece che si applichi agli albanesi il trattamento che avevano subito nel Medio Evo, ossia che siano spartiti fra la Serba e la Grecia. Allo stesso tempo, egli aggiunge, la Serbia «senza uno sbocco al mare non ha garanzie sufficienti per la sua esistenza e il suo sviluppo economico». Egli chiede quindi i porti di S. Giovanni di Medua, Alessio e Durazzo che «possedette l'Impero serbo medievale e grazie ai quali era collegata al resto dell'Europa». In una parola «vogliamo la spartizione della Turchia europea, lasciando alla decisione internazionale delle grandi potenze la sorte di Costantinopoli».
A scanso di equivoci Pasic ordina alle armate serbe 3ª e 4ª di affrettare i tempi e marciare verso l'optatus alveus sull'Adriatico, l'una passando per Dibra ed Elbasan, l'altra per la valle del Drin Bianco, per mettere l'Europa dinanzi al fatto compiuto.
I serbi sotto il principe Alessandro da Köprülü avanzano su Krusevo con una colonna e su Prilep con un'altra…;
15, …raggiungendo il nemico nella piana di Monastir e sconfiggendolo in una battaglia durata fino al giorno 18;
19, i serbi sotto il principe Alessandro entrano a Monastir;

28, Vlore (Valona), viene proclamata l'indipendenza dell'Albania.

MACEDONIA [ceduta dalla Bulgaria alla Turchia nel 1878]

1912
Salonicco, dal 1894 i patrioti macedoni hanno organizzato l'ORIM (Organizzazione rivoluzionaria interna macedone) che rivendica l'autonomia pur nell'ambito dell'impero turco; le riforme non vengono, anzi la repressione continua;
il movimento dei "Giovani turchi" pretende ora l'integrazione della Macedonia nella Turchia;

Durante gli ultimi mesi della guerra italo-turca, sia per il fatto che per motivo di essa nei Balcani la situazione si è fatta sempre più tesa sia per il fatto che non cessano gli atti di ferocia contro i macedoni, si incomincia a parlare sul serio della necessità di una alleanza fra i paesi balcanici per porre fine una volta per sempre a questo stato di cose.

[Già in passato (inizi sec. XIX) il greco Rhegas la propose ma allora non era che un'utopia; poco dopo il congresso di Belrino il ministro serbo Ristic aveva pensato ad una alleanza militare serbo-bulgara ma credeva anche che una Turchia riformata e costituzionale (che allora non era neppure in vista) ne avrebbe potuto far parte. Carlo re di Romania aveva approvato il concetto e anche Alessandro principe di Bulgaria vi aveva dato il suo appoggio ma la guerra serbo-bulgara mandò all'aria ogni idea del genere.
Quando poi nel 1889 Francesco Crispi suggerì un'alleanza, limitata alla Serbia e la Bulgaria, i ricordi della guerra serbo-bulgara del 1885 erano troppo freschi perché fosse concepibile.
Alcuni anni più tardi il primo ministro greco Trikoupes, recatosi a Sofia e a Belgrado, propose un'alleanza contro la Turchia e suggerì anche un'intesa fra i quattro stati balcanici (compreso quindi il Montenegro) per l'eventuale spartizione dei territori da togliersi alla Porta, spartizione da stabilirsi sulla base di mutue concessioni. Sebbene egli non facesse proposte concrete alla Romania sembra che anche questa fosse disposta a cooperare. Ma riuscì ostacolo insormontabile la questione delle concessioni da farsi sulle rispettive aspirazioni; per di più il ministro bulgaro Stambuloff, avendo stabilito rapporti amichevoli con la Triplice alleanza e con la Turchia, non voleva comprometterli, tanto più che la posizione del principe Ferdinando era ancora assai precaria. In seguito la Turchia ebbe sentore di queste conversazioni mediante un'indiscrezione avvenuta a Belgrado, fatto di cui si tenne conto nelle ulteriori trattative sulle quali fu conservato il massimo riserbo.
Comunque per un ventennio non si parlò più dell'alleanza poiché la Macedonia costituiva una difficoltà insolubile.
Ad un certo momento la Bulgaria si mostrò disposta a favorire la formazione di una Macedonia autonoma entro i confini stabiliti dal trattato di S. Stefano sotto l'alta sovranità della Porta, poiché era convinta che prima o poi l'annessione in qualche forma sarebbe stata inevitabile come era avvenuto per la Rumelia orientale. Invece la Grecia e la Serbia miravano ad una spartizione definitiva e immediata del paese.
Vi erano inoltre le divergenze fra la Russia e l'Austria-Ungheria. La prima voleva un raggruppamento o federazione dei tre stati slavi della penisola sotto la sua egida, mentre la seconda voleva tenerli divisi poiché aspirava essa stessa ad esercitare un controllo sulla loro politica ed impedire così qualsiasi unione sud-slava che avrebbe potuto finire per attirare le proprie province meridionali.
Quando scoppiò la guerra turco-greca nel 1897 si profilò la possibilità di un intervento degli altri stati balcanici contro la Turchia, ma le grandi potenze fecero forti pressioni per impedirlo, e l'Austria-Ungheria concluse allora un accordo con la Romania promettendole una fetta di territorio bulgaro. La Grecia offriva invece alla Bulgaria una parte della Macedonia e uno sbocco sull'Egeo se interveniva, ma la Bulgaria rifiutò, tenendo allora a restare in buoni rapporti con la Turchia.
L'Austria-Ungheria riesce a combinare un accordo greco-romeno contro la Bulgaria che però ebbe breve durata e rimase senza conseguenze.
Anche i fatti provocati dalle bande greche in Romania e Bulgaria nel 1905 avevano allontanato di nuovo ogni possibilità di una alleanza balcanica e mentre la Russia cerca di patrocinare una unione doganale serbo-bulgara nello stesso anno l'Austria-Ungheria riesce ad impedirla.
Ma l'alleanza viene affrettata dalla rivoluzione dei "Giovani turchi", o piuttosto dagli avvenimenti che ne furono l'immediata conseguenza e dalla condotta del nuovo regime turco verso le popolazioni cristiane e gli albanesi.]

Novembre
gli alleati, che prima dell'inizio della prima guerra balcanica, dichiaravano non avere altro scopo che di conseguire un miglioramento nelle condizioni dei cristiani in Turchia, ben presto lasciano capire le loro reali intenzioni: spartirsi pressoché tutta la Turchia europea (come risulta del resto dai testi dei loro vari trattati di alleanza). Dopo le prime vittorie abbandonano quindi ogni idea di semplici riforme e procedono alla sistematica occupazione della Macedonia.

CRETA [amministrazione autonoma, sotto la sovranità nominale del sultano ma sotto la protezione effettiva di Gran Bretagna, Italia, Francia e Russia]

1912
nel 1908 un'insurrezione cretese, sotto la guida di E. Venizelos, ha proclamato l'unione dell'isola alla Grecia, senza però trovare l'appoggio nel governo di Atene;

CIPRO
1912
in seguito all'occupazione britannica dell'Egitto, l'isola perde gran parte della sua importanza e perciò il governo di Londra si disinteressa dell'isola trascurandola completamente.






1912
RUSSIA
Nicola II Romanov
Albero genealogico

(Carskoe Selo 1868 - Ekaterinburg, odierna Sverdlovsk 1918)
primogenito di Alessandro III e di Dagmar di Danimarca;
1894-1917, zar di Russia;

-
- Presidente della duma
-
[1907-12, la terza duma, eletta dopo una modifica della legge elettorale che riduce drasticamente la rappresentanza operaia e contadina, è ossequiente al governo]
Presidente del consiglio
-
Ministro degli Esteri
S.D. Sazonov
(1910 set - lug 1916)

1912
ripresa delle agitazioni operaie;

Partito operaio socialdemocratico russo
1912
dal 1903 si è diviso due frazioni:
- bolscevica (maggioritaria)
- menscevica (minoranza):
P.B. Aksel'rod, Martov, G.V. Plechanov.
con la "domenica di sangue" si sono accentuate le divergenze tra bolscevichi e menscevichi;

Georgia [provincia russa dal 1801]

1912
si viene formando una corrente di pensiero marxista che fa della provincia un centro attivo della rivoluzione;



1912
REGNO di ROMANIA

Carlo I

Albero genealogico

(Sigmaringen, Prussia 1839 - Sinaia, Valacchia 1914)
figlio di Carlo Antonio († 1885) principe di Hohenzollern-Sigmaringen (1848-49, abd.) e di Giuseppina di Baden;
1866-81, principe di Romania;
1869, sposa la principessa Elisabetta di Wied (o Carmen Sylva);
1877, alleato della Russia nella guerra contro la Turchia, comanda personalmente le truppe romene distinguendosi nell'assedio di Plevna;
nel 1878 l'annessione della Bessarabia alla Russia in cambio della non desiderata Dobrugia ceduta alla Romania crea un aspro dissenso fra Romania e il neo principato di Bulgaria;
1881-1914, re di Romania;
- dal 1883 è legato alla triplice alleanza;



Presidente
del consiglio

-
Maiorescu
(1912 ott - ?)
1912
Ottobre
la Romania vuole approfittare della situazione per ottenere anch'essa degli aumenti territoriali. Alla vigilia delle ostilità tra gli alleati balcanici e la Turchia, il governo di Bucarest dichiara alla Porta di voler restare neutrale e al ministro di Bulgaria dice la stessa cosa ma con l'aggiunta significativa (in riferimento ai kutzovalacchi) «fino a che non si tratti di cambiamenti territoriali».
Non appena risulta chiaro che gli alleati balcanici intendono spartirsi la maggior parte della Turchia europea, il governo romeno dichiara che, implicando questo fatto la revisione del trattato di Berlino, la Romania solleverà la questione dei suoi confini meridionali e del possesso della Silistria, assegnata nel 1878 alla Bulgaria.
Costituitosi alla fine del mese un ministero di coalizione sotto la presidenza di Maiorescu, si fanno subito attivi preparativi militari.
Novembre
, inizio delle ostilità tra gli alleati balcanici e la Turchia.
Il dr. Daneff, presidente del Sobranje bulgaro, inviato a Vienna poco dopo l'inizio delle ostilità (1° novembre) ottiene per il suo paese l'appoggio dell'Austria-Ungheria che, a quanto gli risulta, è decisa a fare la guerra piuttosto che consentire alla Serbia uno sbocco sull'Adriatico.
In vista del presunto ingrandimento della Bulgaria e degli altri stati balcanici e per indennizzarsi del sacrificio degli kutzovalacchi i quali sotto il regime greco, bulgaro o serbo sarebbero definitivamente perduti per la Romania, questa reclama compensi territoriali e precisamente una espansione verso sud del suo confine con la Bulgaria in Dobrugia.

Dicembre
8
, il dr. Daneff si reca a Bucarest per tentare di addivenire ad un accordo. Ma mentre la Romania reclama Silistria e una notevole rettifica a suo favore della linea di confine, il dr. Daneff non vuole promettere che alcune concessioni a favore dei kutzovalacchi che vengano compresi nel futuro territorio bulgaro.
Non si giunge ad alcuna conclusione, e quando le trattative vengono riprese a Londra fra lo stesso dr. Daneff e il ministro romeno Misciu, il primo non vuole fare nuova concessioni e la Romania minaccia di occupare militarmente il territorio disputato.

a


1912
REGNO di BULGARIA
Ferdinando
Albero genealogico

(Vienna 1861 - Coburgo 1948)
figlio di Augusto di Sassonia-Coburgo-Koháry († 1881) e di Clementina d'Orléans;
1887-1908, principe di Bulgaria;
1908-18, zar dei bulgari;

Presidente del consiglio
J.E. Ghescioff
(? - mag 1913)

1912
Febbraio
2
, le visite di vari principi balcanici a Sofia in occasione del 18° compleanno del principe ereditario Boris contribuiscono pure all'accordo greco-bulgaro;
nella stessa occasione si giunge ad un'intesa più o meno concreta tra il principe Danilo del Montenegro e gli altri stati balcanici;
in questo momento interviene James Bourchier (giornalista inglese del «Times»), simpatizzante bulgaro; è a lui che si rivolge J.E. Ghescioff, pregandolo di informare il governo di Atene che desidera veder partire da lì il suggerimento per una alleanza formale; il giornalista fa la comunicazione in occasione di un suo viaggio ad Atene dopo di che le trattative iniziano a mezzo del nuovo ministro greco a Sofia Panas.
[Qualche tempo prima il governo russo ha cercato di promuovere la fusione delle due chiese ortodosse, quella patriarchista greca e quella esarchista bulgara, e anche qui è intervenuto James Bourchier il quale ne ha parlato a Costantinpoli con i due prelati; l'idea, ritenuta prematura, viene lasciata cadere.]
Lo stesso mese, alla riunione dei principi del sangue a Sofia, il granduca Andrea Vladimirovic di Russia viene pure informato dell'alleanza in corso;
29
Sofia, si giunge alla firma del trattato di alleanza serbo-bulgaro che portala firma di Pietro I re di Serbia e di Ferdinando zar dei bulgari.
[Esso è simile a quello greco-bulgaro, ma contiene in più nell'allegato degli accordi precisi circa la eventuale spartizione territoriale nel caso di una guerra vittoriosa contro la Turchia. Tutto il territorio a nord della catena dello Sciar Dagh, ossia la Vecchia Serbia e il sangiacato di Novibazar (vilayet di Kossovo), viene attribuito alla Serbia, tutto quello a sud-est dei monti Rhodope e lo Struma alla Bulgaria; la zona intermedia dovrà costituire la Macedonia autonoma desiderata dalla Bulgaria, ma qualora il progetto di autonomia non risultasse di pratica applicazione si tirerebbe una linea dal punto dove i confini della Serbia, Bulgaria e Turchia ora si incontrano, un poco a nord-ovest di Kiustendil, fino a Struga all'estremità nord del lago d'Ohrida, lasciando Kratovo, Veles, Monastir e la città di Ohrida alla Bulgaria. La sorte ultima di alcuni distretti più a nord di questa linea e a sud dello Sciar Dagh, ossia i kaza di Kumanovo, Usküb, Kicevo e Dibra e il nahiè di Struga, sarebbe lasciata all'arbitrato dello zar di Russia.]
Nel testo – questo è importante – non vi è alcun accenno all'Albania e all'Adriatico, sebbene la Serbia abbia sempre in vista l'annessione di vasti territori albanesi e uno sbocco sull'Adriatico.

Aprile
l'accordo greco-bulgaro è praticamente concluso, così pure quello montenegrino-bulgaro e quello greco-bulgaro;
alla fine del mese viene comunicato a Serbia e Bulgaria, che lo zar avrebbe consentito a fare da arbitro nelle circostanze previste dal trattato serbo-bulgaro;

Maggio
12
, viene firmata una convenzione militare in base alla quale la Bulgaria deve mobilitare almeno 200.000 uomini, inviandone 100.000 in Macedonia e 100.000 in Tracia, e la Serbia 150.000; ambedue i governi sono convinti (non si sa bene per quale ragione) che anche la Russia interverrà contro la Turchia, inviando un corpo di spedizione dal Caucaso contro l'Asia Minore.

Il Trattato serbo-bulgaro dispone inoltre che:
- se l'Austria-Ungheria attacca la Serbia, la Bulgaria invierà 200.000 uomini in suo soccorso, e lo stesso impegno vale per il caso, invadendo gli austro-ungarici il sangiacato di Novibazar, la Serbia dichiari guerra all'Austria-Ungheria;
- se la Romania dichiara guerra alla Bulgaria, la Serbia si impegna a venire al soccorso di questa con almeno 100.000 uomini;
- se la Turchia attacca la Bulgaria, la Serbia si impegna a penetrare in Turchia per la valle del Vardar pure con 100.000 uomini;
- se la Turchia attacca la Serbia, la Bulgaria si impegna ad aiutare questa con almeno 100.000 uomini da dirigersi verso la valle del Vardar;
- se la Romania attacca la Serbia, la Bulgaria invierà le sue truppe contro la prima.
Questi accordi vengono poi sostituiti da altre convenzioni militari, in conformità al trattato, concluse dai due Stati Maggiori.
29
, viene firmato il trattato di alleanza greco-bulgaro [vedi Grecia];
Malgrado le trattative in corso siano tenute segretissime, qualche notizia al riguardo trapela.

Luglio
2
, una convenzione militare tra gli alleati balcanici stabilisce: «Se la situazione esige il rafforzamento delle truppe bulgare sul teatro delle operazioni del Vardar e tutte le truppe enumerate non sono indispensabili, le unità necessarie saranno trasportate da quest'ultimo teatro in quello della Maritza».

Settembre
?
, tra Montenegro e Serbia viene concluso in Svizzera un accordo per il quale i due stati dovranno operare separatamente e nessuna località turca dovrà essere occupata in comune da serbi e montenegrini (da questo già si deduce una mancanza di reciproca fiducia tra i due stati);
22
, tra Grecia e Bulgaria viene firmata una convenzione militare che dispone che la Bulgaria debba intervenire con almeno 300.000 uomini e la Grecia con almeno 120.000, ma che ciascuno dei due comandi è libero di adottare il proprio piano di operazioni.
28
, tra Serbia e Bulgaria viene firmata l'ultima delle convenzioni militari (tre giorni dopo quindi che la mobilitazione turca sia conosciuta dagli alleati) che dispone che le varie forze siano distribuite a seconda dei bisogni della situazione militare.
La Bulgaria deve inviare forze importanti nei vilayet di Kossovo, Monastir e Salonicco ma qualora la Serbia vi invii almeno 120.000 uomini la Bulgaria sarebbe libera di concentrare le sue forze nella zona di Adrianopoli.
La flotta greca – l'unica di cui dispongono gli alleati – dovrà impedire che la Turchia trasferisca le sue forze anatoliche nei Balcani.
Malgrado queste trattative siano tenute segretissime, qualche notizia la riguardo trapela.

1ª guerra balcanica (1912-13): alleanza balcanica (Serbia, Montenegro, Bulgaria e Grecia) contro la Turchia; a differenza di quello turco, gli eserciti alleati hanno scopi nettamente offensivi e mirano a strappare alla Turchia la Macedonia e la Tracia, e forse anche a giungere a Costantinopoli.

Ottobre
14
, re Ferdinando si incontra con Pietro re di Serbia a Pirot e poi si reca ad assumere il comando del suo esercito a Stara Zagora.

Possiede l'esercito più importante dell'alleanza balcanica. Il morale dei soldati è alle stelle per l'idea di affermare l'indipendenza completa del loro paese e liberare i loro fratelli oppressi di Macedonia. Difetta di ufficiali di complemento, riesce difficile la requisizione di quadrupedi e la rete ferroviaria e stradale e insufficiente.
Oltre alle truppe regolari si formano dei battaglioni di volontari macedoni per facilitare le operazioni dell'esercito in Macedonia.
Il comando in capo è assunto da re Ferdinando, col gen. Savoff come capo di SM, e l'esercito viene diviso in tre armate:
- 1ª - al centro fra Nova Zagora e Jamboli - sotto il gen. Kutinceff;
- 2ª - fra Haskovo e Tirnovo - sotto il gen. Ivanoff;
- 3ª - fra Jamboli e Burgas sul Mar Nero sotto il gen. Dimitrieff.
Vi sono poi due divisioni indipendenti, una a sud di Filippopoli e una a Kiustendil destinata ad appoggiare l'esercito serbo e operare nella Macedonia.
In tutto sono 350.000 uomini, forza più numeorsa quindi degli eserciti serbo e greco riuniti.
Sul mare la Bulgaria non dispone che di un vecchio avviso, 6 torpediniere e qualche cannoniera.

Scopo immediato dell'esercito bulgaro è l'occupazione della valle della Maritza e la presa di Kirk-Kilissè e Adrianopoli.

Novembre
sia le pretese romene che le complicazioni realtive all'Albania preoccupano grandemente la Bulgaria, la quale, pur non essendo interessata alal quesytione albanese, teme che se la Serbia non otterrà soddisfazione in Adriatico pretenderà maggiori compensi in Macedonia.

a




1912
III Repubblica
Presidente della Repubblica
Armand Fallières
(1906 18 feb - 18 feb 1913)
Presidente del Senato
Antonin Dubost
(1906 16 feb - 14 gen 1920)
Presidente della Camera
-
Presidente dell'Assemblea nazionale
(Senato+Camera)
-
-
Presidente del Consiglio
J. Caillaux
(1911 27 giu - 11 gen 1912)
R. Poincaré
I
(1912 14 gen - 21 gen 1913)
Interni
J. Caillaux
(1911 27 giu - 14 gen 1912)
Théodore Steeg
(14 gen - 21 gen 1913)
Affari Esteri
Justin de Selves
(1911 27 giu - 9 gen 1912)
R. Poincaré
(14 gen - 21 gen 1913)
Colonie
A. Lebrun
(1911-14)
Guerra
Adolphe Messimy
(1911 ago-?)
A. Millerand
(1912-13
Marina
T. Delcassé
(1911 mar-1913)
Finanze
Louis-Lucien Klotz
(1911 27 giu - 22 mar 1913)
Commercio
e Industria
-
Lavori Pubblici
-
-
Lavoro
-
-
Giustizia
Jean Cruppi
(1911 27 giu - 14 gen 1912)
A. Briand
(14 gen - 21 gen 1913)
Pubblica Istruzione
e dei Culti
-
-
-
1912
-


1912
REGNO dei PAESI BASSI

Guglielmina

Albero genealogico

(l'Aia 1880 - castello di Het Loo, presso Apeldoorn 1962)
figlia di Guglielmo III re d'Olanda e della sua seconda moglie Emma di Waldeck-Pyrmont;
1890-1948, regina dei Paesi Bassi;
[dal 31 agosto 1898 ha assunto ufficialmente il potere]

Primo ministro
-

1912
nella società indonesiana, sconvolta nelle strutture tradizionali, fanno la loro comparsa gruppi nazionalistici;

a


1912
REGNO del BELGIO

Alberto I

Albero genealogico

(1875 - 1934)
figlio di Filippo di Fiandra e di Maria di Hohenzollern-Sigmaringen;
1909-34, re dei belgi;



1912
-



1912
Granducato di Lussemburgo

Guglielmo IV di Nassau-Weilburg

Albero genealogico

(† ?)
figlio di Adolfo granduca di Lussemburgo e di Adelaide di Anhalt-Dessau;
1905-12, granduca di Lussemburgo;
1905-12, duca di Nassau;

Maria Adelaide di Nassau-Weilburg

Albero genealogico

(† 1924)
figlia di Guglielmo IV e di Maria Anna di Portogallo;
1912-19, duchessa di Nassau;
1912-19, granduchessa di Lussemburgo;

1912
-





1912
REGNO UNITO
di
GRAN BRETAGNA e IRLANDA
Giorgio V
Albero genealogico

(Marlborough House, London 3.6.1865 - Sandringham, Norfolk 20.1.1936)
secondo figlio di Edoardo VII e di Alessandra di Danimarca;
1877-92, presta servizio nella marina militare;
1892, diventa erede presuntivo al trono per la morte del fratello maggiore Alberto Vittorio;
1893, sposa la p.ssa Mary von Teck (1867-1953)
1901-10, principe di Galles;
1910-36, re di Gran Bretagna e Irlanda, imperatore delle Indie;
succeduto alla morte del padre;

Primo ministro,
Primo lord del Tesoro
[Prime Minister, First Lord of the Treasury]
Herbert Henry Asquith liberale
(1908 7 apr - 27 mag 1915)
Cancelliere dello Scacchiere
[Chancellor
of the Exchequer
]
D. Lloyd George
(1908 12 apr - 25 mag 1915)
Segretari di Stato
-
Affari Esteri e Commonwealth
-
Guerra
-
Affari Interni
-
Giustizia
-
Colonie
-
Commercio
-

1912
Choisy, Inghilterra, dopo una furiosa sparatoria viene ucciso Jules Bonnot, bandito di ascendenze anarchiche e antiborghesi, per un periodo anche autista di Conan Doyle a Londra.
Novembre
11
, alla Camera dei Comuni sir Edward Grey, in riferimento alla prima guerra balcanica in atto, propone di riunire a Londra gli ambasciatori delle grandi potenze «allo scopo di agevolare uno scambio di vedute, specialmente sui punti che potrebbero più direttamente influire sugli interessi dell'una o dell'altra delle grandi potenze». Si spera che ciò renda possibile la ripresa delle trattative fra la Bulgaria e la Romania relative alla Dobrugia.

Dicembre
16
, Londra, alla prima riunione della conferenza di pace intervengono anche i delegati greci;
23, dopo varie discussioni preliminari per la verifica dei poteri, non volendo i i turchi ammettere i greci perché non hanno firmato l'armistizio, i delegati alleati presentano collettivamente le loro proposte che sono le seguenti:
1 - cessione di tutto il territorio turco a occidente di una linea che parte da un punto ad est di Rodosto fino a un punto nella baia di Maladra sul Mar Nero a sud-est di Midia ed escludendo la penisola di Gallipoli;
2 - cessione delle isole dell'Egeo;
3 - abbandono da parte della Turchia dei suoi diritti su Creta.
Queste cessioni dovranno essere fatte dalla Turchia agli stati balcanici senza considerare in qual modo i vari territori verranno eventualmente spartiti.
28, il capo della delegazione turca Rascid Pascià:
- dichiara che la Porta non può ammettere qualsiasi mutamento territoriale nel vilayet di Adrianopoli;
- consente ad accordare larghe riforme in Macedonia, che verrebbe eretta a provincia autonoma sotto il controllo di un principe cristiano, preferibilmente protestante, scelto dagli alleati e approvato dal sultano;
- l'Albania diverrebbe autonoma sotto un principe della Casa imperiale ottomana;
- si rifiuta di discutere la cessione delle isole dell'Egeo col pretesto che fanno parte dell'Anatolia;
- quanto a Creta, essendo già sotto il controllo e la garanzia delle grandi potenze, gli alleati balcanici non hanno diritto di deliberare al riguardo; è una questione da trattarsi fra la Turchia e le grandi potenze.
I turchi, che non dimentichiamo sono vinti e non vincitori, sono presto indotti a mostrarsi più accondiscendenti e consentono a cedere i territori ad ovest del vilayet di Adrianopoli e anche una parte di questo con una linea di confine lungo il fiume Arda fino al punto di confluenza col Sögudiu Ciai e di là, lasciando ad est Gumulgina, fino al lago Buru. Dichiarano di rimettere alle grandi potenze i diritti della Turchia su Creta.
Ma i delegati alleati insistono sulle loro primitive richieste, minacciando qualora non vengano soddisfatte, di rompere le trattative.
Rescid Pascià si mostra intransigente circa Adrianopoli, dicendo che la città è necessaria per la difesa di Costantinopoli, e circa le isole dell'Egeo. A ciò il delegato serbo Novakovic, a nome degli alleati, risponde dichiarando di dover sospendere la seduta.
Intervengono allora gli ambasciatori delle grandi potenze.

1912


1912
REGNO di DANIMARCA
Federico VIII
Albero genealogico

(Copenaghen 1843 - Amburgo 1912)
figlio di Cristiano IX e di Luisa di Assia-Kassel;
1906-12, re di Danimarca;

Cristiano X
Albero genealogico

(Charlottenlund 1870 - Copenaghen 1947)
figlio di Federico VIII e di Luisa di Svezia;
1912-47, re di Danimarca;
continua a favorire l'evoluzione democratica del paese;
1919-44, re d'Islanda;

1912
il re promuove l'evoluzione del regime parlamentare affermatosi definitivamente dal 1901;

ISLANDA

1912
-



1912
REGNO DI NORVEGIA
[dal 1905]
Haakon VII
Albero genealogico

principe Carlo (? - ?)
figlio di Federico VIII re di Danimarca e di Luisa di Svezia;
1905-57
, re di Norvegia;

Primo ministro
1912
-


1912
REGNO di SVEZIA
Gustavo V
Albero genealogico

(Stoccolma, castello di Drottningholm 16 giugno 1858 – Stoccolma, 29 ottobre 1950)
figlio di Oscar II e di Sofia di Nassau;
1907-50, re di Svezia;
orienta inizialmente la politica svedese in favore della Germania;

1912
-



1912
Granducato di Finlandia
[relativamente autonomo]
- dal 1901 lo zar ha abolito la costituzione del 1869;
- dal 1910 la camera è sciolta, gli oppositori sono deportati in Siberia e l'assetto amministrativo del Paese è modellato su quello russo, con l'introduzione del russo come lingua ufficiale.

1912
-





1912
Presidente
Teófilo Braga
(1910 - 1913)
1912 
-
a


1912
REGNO di SPAGNA
-
Alfonso XIII di Borbone
Albero genealogico

(Madrid 1886 - Roma 1941)
figlio postumo di Alfonso XII e di Maria Cristina d'Absburgo-Lorena;
1886-1931, re di Spagna;

Primo Ministro
José Canalejas Méndez
(1910 9 feb - 11 nov 1912)
Manuel García Prieto
(12-13 nov)
Álvaro de Figueroa y Torres
conte di Romanones
(14 nov - 26 ott 1913)
Interni
-
-
Economia
-
-
-
1912 
governa appoggiandosi alle "giunte" militari, all'alto clero e ai grandi proprietari fondiari e incoraggiando, spesso, una politica repressiva;

***

Isole Canarie:
-





1912
REGNO d'ITALIA
Vittorio Emanuele III
Albero genealogico

(Napoli 1869 - Alessandria d'Egitto 1947)
figlio di Umberto I e di Margherita di Savoia;
1878-1900, principe di Piemonte;
1896, Roma 24 ott: sposa la p.ssa Elena del Montenegro (1873-1952);
1900-46, re d'Italia;
1911-13, guerra italo-turca;
[È favorevole alla guerra contro la Turchia per la conquista della Libia.]


1936-43, imperatore d'Etiopia
1939-43, re d'Albania;

PARLAMENTO XXIII Legislatura
(1909 24 mar - 29 set 1913)
Presidente del Senato G. Manfredi
emiliano
(1909 24 mar - 29 set 1913)
Presidente della Camera G. Marcora
lombardo
(1909 24 mar - 29 set 1913)
 
Presidente
del Consiglio
G. Giolitti IV
piemontese
(1911 30 mar - 21 mar 1914)
Interno
Sottosegretario A. Falcioni
piemontese
(1911 30 mar - 21 mar 1914)
Esteri
A. Paternò-Castello
marchese di San Giuliano
siciliano
(1910 31 mar - 16 ott 1914)
Sottosegretario P. Lanza Branciforte
principe di Trabia
siciliano
(1909 11 dic - 21 mar 1914)
Guerra
ten.gen. P. Spingardi
piemontese
(1909 4 apr - 21 mar 1914)
Sottosegretario E. Mirabelli
campano
(1910 13 giu - 21 mar 1914)
Marina
P. Leonardi Cattolica
campano
(1910 1° apr - 29 lug 1913)
Sottosegretario E. Bergamasco
piemontese
(1910 31 mar - 24 nov 1913)
Colonie
[Ministero costituito con R.D. n. 1205 del 20 novembre 1912.]
P. Bertolini
veneto
(1912 20 nov - 21 mar 1914)
Sottosegretario G. Colosimo
calabrese
(1912 26 nov - 26 nov 1913)
Tesoro
F. Tedesco
campano
(1910 31 mar - 21 mar 1914)
Sottosegretario A. Pavia
veneto
(1910 31 mar - 21 mar 1914)
Finanze
L. Facta
piemontese
(1910 31 mar - 21 mar 1914)
Sottosegretario C. Cimati
ligure
(1911 30 mar - 21 mar 1914)
Agricoltura, Industria e Commercio
F.S. Nitti
lucano
(1911 30 mar - 21 mar 1914)
Sottosegretario L. Capaldo
campano
(1911 30 mar - 21 mar 1914)
Lavori Pubblici
E. Sacchi
lombardo
(1910 31 mar - 21 mar 1914)
Sottosegretario L. De Seta
calabrese
(1911 30 mar - 21 mar 1914)
Grazia, Giustizia e Culti

C. Finocchiaro Aprile
siciliano
(1911 30 mar - 21 mar 1914)

Sottosegretario C. Gallini
emiliano
(1911 30 mar - 21 mar 1914)
Istruzione Pubblica
L. Credaro
lombardo
(1910 31 mar - 21 mar 1914)
Sottosegretario A. Vicini
emiliano
(1911 30 mar - 21 mar 1914)
Poste e Telegrafi
T. Calissano
piemontese
(1911 30 mar - 21 set 1913)
Sottosegretario A. Battaglieri
piemontese
(1911 30 mar - 21 mar 1914)

1912
Gennaio

due mercantili francesi vengono fermati e scortati a Cagliari dove i 29 militari turchi a bordo vengono sbarcati e arrestati.
[L'incidente diplomatico costerà all'Italia una condanna a 160.000 lire di multa da parte della corte dell'Aia.]
Torino, inizia uno sciopero di 65 giorni; sono coinvolti i lavoratori dell'industria automobilistica.

Febbraio
viene approvata a larga maggioranza e a scrutinio segreto la conversione in legge del decreto di annessione della Libia all'Italia. Gravi contrasti si creano dopo il voto all'interno del Psi.
27, alla Camera viene ripresa la discussione, interrotta nel luglio scorso, sul monopolio di stato delle assicurazioni sulla vita ma, non sul testo originale bensì sul testo modificato in seguito all'accettazione degli emendamenti presentati dai sostenitori degli interessi delle società assicuratrici: l'assunzione da parte dell'INA del regime di monopolio delle assicurazioni sulla durata della vita umana viene rinviato di un decennio, durante il quale le società, che finora hanno esercitato l'attività assicuratrice, possono essere autorizzate a continuare le loro operazioni purché:
- cedano all'INA il 40% dei nuovi rischi assunti,
- si sottomettano al controllo del ministero,
- s'impegnino a investire in titoli del debito pubblico la metà dei premi riscossi e dei relativi interessi.

Marzo
2
, la seconda edizione del disegno di legge sul monopolio delle assicurazioni sulla vita viene approvato alla Camera, a scrutinio segreto, con 266 voti favorevoli, 79 contrari e uno astenuto.

Il re Vittorio Emanuele III sfugge all'attentato dell'anarchico Antonio d'Alba che viene condannato all'ergastolo.
L'Italia chiede all'Austria un consenso alle operazioni navali italiane nell'Egeo.

Aprile

4, al Senato, dopo una rapida discussione, la seconda edizione del disegno di legge sul monopolio delle assicurazioni sulla vita, diventa legge 4 aprile 1912.

Maggio
-

Giugno
iniziano le trattative di pace ufficiose con la Turchia, trattate da G. Volpi console italiano in Serbia.
30, con l'approvazione della legge elettorale gli elettori passano da 3.329.147 a 8.672.249.
La legge estende il diritto di voto a tutti i cittadini maschi, anche se analfabeti (purché abbiano compiuto 30 anni). ;
[La riforma elettorale approvata è stato il prezzo che G. Giolitti ha dovuto pagare ai socialisti di L. Bissolati per l'appoggio ottenuto durante la guerra italo-turca. Molti nuovi elettori sono operai e il Psi riscuote molti consensi nel mondo operaio.]

Luglio
7-
10, Reggio Emilia, XIII Congresso nazionale del Psi: l'ala rivoluzionaria del partito s'impone e sotto la guida di B. Mussolini decide l'espulsione di
. L. Bissolati,
. I. Bonomi,
. A. Cabrini,
. G. Podrecca,
perché troppo compromessi con le istituzioni monarchiche;
l'ala riformista di L. Bissolati e di I. Bonomi, che continua a sostenere il presidente del consiglio G. Giolitti, fonda il "Partito socialista riformista" (con vita breve) e la corrente di F. Turati viene messa in minoranza dalla sinistra;

Agosto


Settembre
la Federazione italiana giovanile socialista organizza un programma di intenso antimilitarismo con lo slogan "Il soldo al soldato", cioè assistenza ai coscritti e diffusione di idee rivoluzionarie tra le truppe. L'Italia vince tre medaglie d'oro alle olimpiadi di Stoccolma:
- Nedeo Nadi, fioretto individuale
- Alberto Braglia, ginnastica individuale
- Braglia, Cavalli, Domenichelle, Fragosi, Boni, Bianchi, Zamponi, Salvi, Loy, ginnastica a squadre.

Ottobre
15
, trattato di Ouchy, l'impero ottomano lascia mano libera all'Italia in Libia;
18, si conclude la pace tra Italia e Turchia con il trattato di Losanna.

In questo momento, prima del "patto Gentiloni", l'alleato di G. Giolitti è il Partito Radicale che, con i suoi 70 deputati, ha appoggiato il "III e il IV governo Giolitti".

"patto Gentiloni":
G. Giolitti, e con lui vari esponenti della classe politica che ha governato l'Italia nel suo primo cinquantennio di vita, desidera bloccare l'avanzata del Psi; prende perciò l'iniziativa di rivolgersi all'UECI (Unione Elettorale Cattolica Italiana), il cui presidente è il conte V.O. Gentiloni, dirigente dell'Azione cattolica.
L'esperimento della collaborazione con i cattolici viene rinnovato.
Dato il sistema elettorale (uninominale e maggioritario), il vincolo di appartenenza partitica è molto debole. Per tale ragione il "patto" consiste in un elenco di sette punti considerati irrinunciabili per ottenere il sostegno degli elettori cattolici.
I sette punti d'impegno, detti anche «Eptalogo», facenti parte del programma elaborato dalla presidenza dell' UECI (Unione Elettorale Cattolica Italiana) e che ogni candidato deve sottoscrivere, sono:
1 - Difesa delle istituzioni statutarie e delle garanzie date dagli ordinamenti costituzionali alle libertà di coscienza e di associazione, e quindi opposizione anche ad ogni proposta di legge in odio alle congregazioni religiose e che comunque tenda a turbare la pace religiosa della Nazione;
2 - Svolgimento della legislazione scolastica secondo il criterio che, col maggiore incremento alla scuola pubblica, non siano fatte condizioni che intralcino o screditino l'opera dell'insegnamento privato, fattore importante di diffusione e di elevazione della cultura nazionale;
3 - Sottrarre ad ogni incertezza ed arbitrio e munire di forme giuridiche sincere e di garanzie pratiche, efficaci, il diritto dei padri di famiglia di avere pei propri figli una seria istruzione religiosa nelle scuole comunali;
4 - Resistere ad ogni tentativo di indebolire l'unità della famiglia e quindi assoluta opposizione al divorzio;
5 - Riconoscere gli effetti della rappresentanza nei Consigli dello Stato, diritto di parità alle organizzazioni economiche o sociali indipendentemente dai principii sociali o religiosi ai quali esse si ispirino;
6 - Riforma graduale e continua degli ordinamenti tributari e degli istituti giuridici di giustizia nei rapporti sociali;
7 - Appoggiare una politica che tenda a conservare e rinvigorire le forze economiche e morali del paese, volgendole a un progressivo incremento dell'influenza italiana nello sviluppo della civiltà internazionale.

Si conclude così, in maniera informale, il "patto Gentiloni", alleanza elettorale conclusa tra:
- cattolici,
- liberali giolittiani,
per contrastare una eventuale avanzata socialista nelle imminenti elezioni politiche (le prime a suffragio universale).
Sebbene non ci siano accordi ufficiali su scala nazionale, ma solo intese locali trai gruppi cattolici e i singoli candidati, il "patto" suscita molte polemiche sia per la segretezza con cui viene concluso sia perché sembra menomare gravemente il carattere liberale dello stato.
[Di fronte alle accuse di aver "ceduto" ai cattolici, riferitegli dai liberali della sua maggioranza, G. Giolitti ne nega l'esistenza.
I radicali comunque lasciano la maggioranza giolittiana.
Fra i cattolici, esprime delle riserve don L. Sturzo, che si batte per la creazione di un partito di cattolici.
La Santa Sede appoggia il "patto": in vista delle elezioni, Pio X toglierà il non expedit in 330 collegi su 508.]

Nello spirito del "patto", V.O. Gentiloni e G. Giolitti danno quindi vita al Partito Liberale nel cui accordo fondativo sono inseriti ovviamente i sette punti citati.

[Ad esso s'ispireranno, dopo la seconda guerra mondiale, i fondatori del Partito Liberale Italiano.]
Nel Partito Liberale, ora fondato, vengono perciò a confluire:
- il filone risorgimentale più istituzionale, legato alla tradizione della destra storica,
- il filone cattolico largamente maggioritario nel Paese, anche se finora sostanzialmente escluso dalla partecipazione ufficiale alla legislazione e all'amministrazione dello Stato.
Il Partito liberale mette a disposizione una nutrita quantità di seggi per i candidati cattolici. Da parte sua, V.O. Gentiloni è incaricato di passare al vaglio i candidati liberali, al fine di far confluire i voti dei cattolici su quelli di loro che promettano di fare propri i valori sottolineati dalla dottrina cristiana e, parallelamente, di negare il proprio sostegno a leggi anticlericali.
Tale partito nell'epoca prefascista ha quindi un orientamento monarchico, cattolico e tradizionalista.

 

 

 

 



Novembre
23-25
, Modena, è costituita l'USI (Unione Sindacale Italiana) su posizioni sindacaliste rivoluzionarie.
[Conterà circa 100.000 aderenti, giungendo a punte massime di circa 500.000 aderenti.]

Dicembre



CAMPANIA

1912

Dopo il "processo Cuocolo", relativo all'assassinio dei due coniugi avvenuto nel 1905 [6] a Napoli e fondato sulle rivelazioni di Gennaro Abbatemaggio, pentito ante litteram, la camorra viene considerata finita.

Fonti:
- Fabrizio Calvi, La Vita quotidiana della Mafia dal 1950 a oggi, 1986.




 

OVEST
-
-
-
-

1912
-

 


 

DOMINION OF CANADA
[Aggiunta alle altre province britanniche nel 1763, include la regione sulle due rive del fiume San Lorenzo grossolanamente delimitate da Anticosti a est e il Lago Nipissing a ovest.
Dal 7 nov 1763 la provincia (ex Canada francese) è stata divisa formalmente in tre distretti: Québec, Trois-Rivières, Montréal.
Nel 1791 la provincia è stata separata in due parti:
Basso Canada (francofoni) e Alto Canada (lealisti).
Nel 1841, con l'Act of Union sono stati nominati due primi ministri ma Canada Est e Canada Ovest continuano ad andare ognuna per la sua strada. Il sistema dura ben 25 anni (1842-67).
Nel 1867, 1° luglio, nasce ufficialmente la confederazione: Dominion of Canada.]
Governatore generale
Arthur W.P.A.
duca di Connaught e Strathearn
(1911 - 1916)
Primo ministro
Robert L. Borden
(1911 set - dic 1917)
[conservatore]

1912
-

Viene approvato il Canadian Grain Act che dà al governo federale poteri d'ispezione e d'intervento sul commercio del grano.

Giugno
il primo ministro Robert L. Borden si reca a Londra e giunge alla conclusione che è ormai impossibile procrastinare una decisione sulla questione navale.

 

Dicembre
alla fine dell'anno viene presentato un progetto di legge che prevede uno stanziamento di 35 Mni di dollari (su un bilancio annuale di 144 Mni) a favore dell'Ammiragliato britannico, misura che naturalmente incontra la fiera opposizione dei liberali che la combattono con un duro ostruzionismo.
[Il dibattito alla Camera durerà cinque mesi…]

 


QUÉBEC
Vescovo di Montréal
-

1912
-

 


 

 

ONTARIO
-
-

1912
-

Viene approvato il famigerato Regolamento 17, contestato sin dalla sua entrata in vigore, che restringe drasticamente l'insegnamento del francese nelle scuole della provincia anche nelle zone densamente abitate da francofoni.


NEW BRUNSWICK
-
-

1912
-

NOVA SCOTIA
-
-

1912
-

MANITOBA [dal 1870]
-
-

1912
-


NORTHWEST (territori) [dal 1870]
-
-

1912
-


BRITISH COLUMBIA [dal 1858]
[nel 1866 ha incorporato l'Isola di Vancouver e dal 1871 fa parte della confederazione.]
Primo ministro della provincia
-

1912
-

 

ISOLA DEL PRINCIPE EDOARDO
[Dal 1873 fa parte della confederazione.]
Primo ministro della provincia
-

1912
-

 

TERRITORIO DELLO YUKON [creato nel 1898]
   
1912
-
ALBERTA [creata nel 1905]
   
1912
-
SASKATCHEWAN [creata nel 1905]
   
1912
-

 

TERRANOVA
Primo Ministro
Edward P. Morris
barone Morris
(1909 - 1917)

1912
-

 


UNIONE degli STATI UNITI d'AMERICA
Presidente degli Stati Uniti
W.H. Taft [27°]
(1909 4 mar - 4 mar 1913)
[Pr]
Vicepresidente
-
Segretario di Stato
[Ministro degli Esteri]
-
Ministro del Tesoro
-
Ministro della Guerra
-
Presidente della Corte Suprema
E.D. White Jr
(1910 19 dic - 19 mag 1921)

1912
Gennaio
-

annessione dello stato del Nuovo Messico;

Febbraio
dopo mesi di pressione da parte dei suoi seguaci perché sfidi W.H. Taft nella candidatura alla presidenza e in risposta all'appello ben congegnato di un gruppo di governatori repubblicani, Th. Roosevelt annuncia la propria candidatura.

La lotta tra W.H. Taft e Th. Roosevelt per ottenere la "nomination" repubblicana è dura e senza esclusione di colpi.
Th. Roosevelt è chiaramente preferito dalla maggioranza del'elettorato repubblicano: nei tredici stati in cui si tengono le primarie presidenzialiper la prima volta nella storia degli Stati Uniti - Th. Roosevelt ottiene 278 delegati contro i 48 di W.H. Taft e i 36 di Robert M. La Follette.
Ma i sostenitori di W.H. Taft controllano l'apparato del partito e il comitato nazionale repubblicano.

Giugno
quando si riunisce la convenzione repubblciana a Chicago, W.H. Taft vince una cruciale battaglia su alcuni seggi contestati e ottiene la nomination al primo ballottaggio.
I seguaci di Th. Roosevelt dichiarano che la vittoria di W.H. Taft è un furto e lasciano la convenzione.

Si avvicinano le elezioni presidenziali.

Il Partito Repubblicano ha scelto come candidato W.H. Taft.

La piattaforma del Partito progressista, che ha scelto come proprio candidato Th. Roosevelt, riflette e in realtà supera il riformismo dell'ex presidente nei suoi ultimi anni alla Casa Bianca.
Appoggia
:
- l'iniziativa legislativa popolare, il referendum e la revoca;
- il voto alle donne;
- la nomination dei candidati mediante le primarie;
- la revisione popolare delle decisioni prese a livello statale.
Chiede una lunga lista di riforme sociali:
- salario minimo garantito per le donne;
- una legge sul lavoro minorile;
- una legge per l'indennizzo ai lavoratori;
- un sussidio di disoccupazione;
- una pensione per gli anziani.
Propone infine:
- la formazione di agenzie federali per regolamentare il mondo degli affari, l'industria e il mercato fnanziario.

Eppure, per l'insistenza di Th. Roosevelt, viene eliminato un progetto di legge antitrust dalla piattaforma programmatica, che non promette nemmeno di abbassare i dazi doganali.
Tali omissioni testimoniano la dipendenza del nuovo partito dai finanziamenti dei ricchi industrialie e in particolare di George W. Perkins, intimo amico e socio di J.P. Morgan, e di Frank A. Munsey, milionario e proprietario di una catena di giornali.
Inoltre, anche Th. Roosevelt tiene molto al voto della gente di colore del Nord, che ha contribuito al suo successo nelle primarie, è impossibile convincere il partito progressista ad appoggiare la causa dei diritti civili dei negri.
La scissine repubblicana aumenta enormemente le possibilità democratiche di riconquistare la presidenza per la prima volta dal 1892.

La piattaforma del Partito democratico, che ha scelto come proprio candidato Th.W. Wilson e che deve molto a William Jennings Bryan il quale rimane pure sempre un uomo di punta del partito:
- denuncia il Payne-Aldrich Tariff Act e promette una diminuzione dei dazi;
- richiede il rafforzamento delle leggi antitrust;
- richiede una nuova legislazione bancaria e il controllo sul money trust;
- appoggia gli emendamenti costituzionali per un'imposta sui redditi;
- appoggia l'elezione diretta dei senatori;
- chiede l'apertura di crediti agli agricoltori;
- vuole che i sindacati non ricadano sotto le norme dello Sherman Antitrust Act.

Anche se si può scegliere tra tre candidati (quattro se si considera anche il candidato del Partito socialista, Eugene V. Debs), la campagna elettorale è in realtà un duello fra Th.W. Wilson e Th. Roosevelt.

Ottobre
mentre la campagna elettorale prosegue senza slanci, un fanatico spara a Th. Roosevelt.


Novembre
alle presidenziali, l'ammirazione suscitata dal coraggio di Th. Roosevelt nel continuare ugualmente la campagna elettorale non impedisce tuttavia a Th.W. Wilson di ottenere una vittoria decisiva: viene eletto 28° presidente degli Stati Uniti.

Elezioni presidenziali
 
voto popolare
voto elettorale
. Th.W. Wilson (Democratico)
6.293.454
435
. Th. Roosevelt (Progressista)
4.119.538
88
. W.H. Taft (Repubblicano)
3.484.980
8
. Eugene V. Debs (Socialista)
900.672
-

Ha vinto in 40 stati su 48, di cui 6 sono andati a Th. Roosevelt e solamente 2 a W.H. Taft.
Th.W. Wilson ha ottenuto però solo il 42% del consenso popolare.

[Il Partito progressista, anche se sostenuto più del previsto dai repubblicani, dimostra di non essere destinato a durare.
Il fatto che sia stato essenzialmente lo strumento personale di Th. Roosevelt si è reso evidente quando non è riuscito a ottenere più di 9 seggi alla camera e 1 al senato.
Quasi subito dopo le elezioni i suoi sostenitori prendono a rientrare nelle file repubbicane.]

 

 

La commissione monetaria nazionale istituita nel 1908, con a capo il banchiere multimilionario e senatore Nelson W. Aldrich, pubblica il suo rapporto che raccomanda la creazione di una banca centrale sotto il controllo di banchieri privati.
I democratici rifiutano la proposta poiché finirebbe per rafforzare il potere già eccessivo di Wall Street, ma non riescono ad accordarsi su una soluzione alternativa.
I conservatori desiderano un sistema decentrato, libero dall'influenza di Wall Street, ma pur sempre controllato e posseduto da privati; anche l'ala del partito più legata agli ambienti rurali è propensa alla decentralizzazione, ma cita il rapporto del 1913 della "commissione Pujo" con le sue sensazionali rivelazioni su un money trust dominato dagli interessi Morgan-Rockfeller per dimostrare la necessità di un controllo pubblico sul settore bancario.
[Soddisfare entrambe le fazioni non è certo compito facile, ma con l'aiuto di William Jennings Bryan, Th.W. Wilson raggiungerà infine un compromesso accettabile, nel dicembre 1913.]

 

Un gruppo di militanti della NAWSA più combattive, guidate da Alice Paul, che ha passato parecchi anni in Inghilterra, cercano di infondere nel movimento il fervore che ha caratterizzato il suo corrispondente inglese.
Ma poiché Anna Howard Shaw e Carrie Chapman Catt, le personalità dominanti della NAWSA, si oppongono decisamente al fatto che le suffragette americane adottino le forme di lotta già sperimentate dalle inglesi come la distruzione delle cassette della posta, lo sfregio dei dipinti e l'interruzione delle riunioni pubbliche, esse si limitano a picchettare la Casa Bianca.

Quando in Nicaragua scoppia una rivoluzione contro il governo filostatunitense, W.H. Taft invia i marines a reprimerla e a proteggere i capitali investiti in questo paese.

"Bureau of Investigation":
-


 

 

 


 


 

 

[Maldwyn A. Jones, Storia degli Stati Uniti, Bompiani 1984.]

 




[01] DELAWARE [dal 7 dicembre 1787] - cap. Dover
[Primo stato a ratificare la Costituzione degli Stati Uniti d'America.
Non esistono collegamenti fra chiesa e stato e una grande libertà religiosa si è affermata sin dall'inizio.]
Governatore
-

1912
Gennaio

-

 

[02] PENNSYLVANIA [dal 12 dicembre 1787] - cap. Harrisburg
[Non esistono collegamenti fra chiesa e stato e una grande libertà religiosa si è affermata sin dall'inizio.]
Governatore
-

1912
Gennaio

-

 

[03] NEW JERSEY [dal 18 dicembre 1787] - cap. Trenton
[Non esistono collegamenti fra chiesa e stato e una grande libertà religiosa si è affermata sin dall'inizio.]
Governatore
-

1912
Gennaio

-

 

[04] - [04] GEORGIA [dal 2 gennaio 1788] - cap. Atlanta
[Già ammesso nell'Unione nel 1780 ma ratificato solo il 2 gennaio 1788.
Riammesso al Congresso il 30 marzo 1870.]
Governatore
-
-

1912
Gennaio

-




[05] CONNECTICUT [dal 4 gennaio 1788] - cap. Hartford
Governatore
-

1912
Gennaio

-

[06] MASSACHUSETTS [dal 6 febbraio 1788] - cap. Boston
Governatore
-

1912
Gennaio

-

Lawrence, l'IWW (Industrial Workers of the World) organizza un lungo sciopero – il suo maggior successo – che vede impegnati 25.000 lavoratori tessili di 22 gruppi etnici diversi.
Quando le industrie tessili cedono alle richieste degli scioperanti, sembra che questa organizzazione, che conta quest'anno 60.000 iscritti, debba diventare il sindacato più potente.


[07] MARYLAND [dal 28 aprile 1788] - cap. Annapolis
Governatore
-

1912
Gennaio

-

Baltimora, si riunisce la convenzione del Partito democratico;
c'è un'accesa discussione per la scelta del candidato.
Champ Clark, presidente della camera dei rappresentanti, va alla convenzione con l'appoggio di un impressionante numero di delegati ma, dopo che i suoi rivali si alleano per bloccarlo, al 46° ballottaggio è nominato candidato il governatore del NEW JERSEY, Th.W. Wilson.

 

 






[08] - [01] SOUTH CAROLINA [dal 23 maggio 1788] - cap. Columbia
Governatore
-
-

1912
Gennaio

-


[09] NEW HAMPSHIRE [dal21 giugno 1788] - cap. Concord
Governatore
-

1912
Gennaio

-

 





[10] - [08] VIRGINIA [dal 26 giugno 1788]- cap. Richmond
[Riammesso al Congresso il 30 marzo 1870]
Governatore
-
-

1912
Gennaio

-

 





[11] NEW YORK [dal 26 luglio 1788] - cap. Albany
[L'anglicanesimo è la religione di stato in quattro contee.]
Governatore
-

1912
Gennaio

-

 

[12] - [09] NORTH CAROLINA [dal 21 novembre 1789] - cap. Raleigh
[Tratto di terre immediatamente a sud della Virginia, attorno allo stretto di Albemarle.]
Governatore
-
-

1912
Gennaio

-

[13] RHODE ISLAND [dal 29 maggio 1790] - cap. Providence
Governatore
-

1912
Gennaio

-


[14] VERMONT [dal 4 marzo 1791] - cap. Montpelier
Governatore
-

1912
Gennaio

-


[15] KENTUCKY [dal 1° giugno 1792] - cap. Frankfort
Governatore
-
-

1912
Gennaio

-



[16] - [10] TENNESSEE [dal 1° giugno 1796] - cap. Nashville
[Riammesso all'Unione dall'aprile 1866.]
Governatore
-
-

1912
Gennaio

-

 


[17] OHIO [dal 1° marzo 1803] - cap. Columbus
Governatore
-
-

1912
Gennaio

-

[18] - [05] LOUISIANA [dal 30 aprile 1812] - cap. Baton Rouge
- 1819, Trattato Adams-Onís: stabilisce il confine con il MESSICO spagnolo: va dal fiume Sabine, nel TEXAS orientale, fino al 42° parallelo (futuro confine settentrionale della CALIFORNIA) e da quel punto, verso ovest, fino al Pacifico.
Governatore
-
-

1912
Gennaio

-

 


[19] INDIANA [dal 11 dicembre 1816] - cap. Indianapolis
Governatore
-
-

1912
Gennaio

-

[20] - [06] MISSISSIPPI [dal 10 dicembre 1817] cap. Jackson
[Riammesso al Congresso il 30 marzo 1870]
Governatore
-
-

1912
Gennaio

-


[21] ILLINOIS [dal 3 dicembre 1818] - cap. Springfield
-
Governatore
-
-

1912
Gennaio

-

Agosto
Chicago, i seguaci di Th. Roosevelt si riuniscono nuovamente per fondare il Partito progressista: in un'atmosfera più religiosa che politica, eleggono Th. Roosevelt come loro portabandiera.

[22] ALABAMA [dal 14 dicembre 1819] - cap. Montgomery
[Dal 18 ottobre 1867 sotto la sovranità degli Stati Uniti.]
Governatore
-

1912
Gennaio

-

 

 




[23] MAINE [dal 15 marzo 1820] - cap. Augusta
-
Governatore
-
-

1912
Gennaio

-

[24] MISSOURI [dal 10 agosto 1821] - cap. Jefferson City
Governatore
-
-

1912
Gennaio

-

[25] - [11] ARKANSAS [dal 15 giugno 1836] - cap. Little Rock
Governatore
-
-

1912
Gennaio

-

 


[26] MICHIGAN [dal 26 gennaio 1837] - cap. Lansing
Governatore
-
-

1912
Gennaio

-


[27] - [03] FLORIDA [dal 3 marzo 1845] - cap. Tallahassee
Tra il 1810 al 1813 gli Stati Uniti hanno inglobato la maggior parte della Florida occidentale, la scia costiera che corre da New Orleans a Mobile, ma una buona parte della colonia, unitamente a tutta la Florida orientale, cioè la penisola, resta ancora sotto il dominio spagnolo.
Nel 1819, con il Trattato Adams-Onís è stata completamente ceduta agli Stati Uniti dalla Spagna.
Nel 1868 è rientrata a far parte dell'Unione.]
Governatore
-
-

1912
Gennaio

-


[28] - [07] TEXAS [dal 29 dicembre 1845] - cap. Austin
Governatore
-
-

1912
Gennaio

-


[29] IOWA [dal 28 dicembre 1846] - cap. Des Moines
Governatore
-
-

1912
Gennaio

-

[30] WISCONSIN [dal 29 maggio 1848] - cap. Madison
Governatore
-
-

1912
Gennaio

-

[31] CALIFORNIA [dal 9 settembre 1850] - cap. Sacramento
Governatore
-

1912
Gennaio

-

 

 


[32] MINNESOTA [dall'11 maggio 1858] cap. Saint Paul
Governatore
-
-

1912
Gennaio

-

 

 


[33] OREGON [dal 14 febbraio 1859] - cap. Salem
- 1845, alla fine dell'anno i 5000 coloni americani dell'Oregon organizzano un governo provvisorio e chiedono la fine del regime di occupazione comune e l'esclusiva giurisdizione americana.
- 1848, diventa territorio autonomo.
Governatore
-
-

1912
Gennaio

-

[34] KANSAS [dal 28 gennaio 1861] - cap. Topeka
Governatore
-
-

1912
Gennaio
-

 

 


[35] WEST VIRGINIA [dal 19 giugno 1863] - cap. Charleston
Governatore
-
-

1912
Gennaio

-

 

 


[36] NEVADA [dal 31 ottobre 1864] - cap. Carson City
[Il 2 marzo 1861 il suo territorio era stato separato da quello dell'UTAH.]
Governatore
-

1912
Gennaio

-

 


[37] NEBRASKA [dal 1° marzo 1867] - cap. Lincoln
Governatore
-
-

1912
Gennaio

-

[38] COLORADO [dal 1° agosto 1876] - cap. Denver
[Territorio autonomo dal 28 febbraio 1861.]
Governatore
-

1912
Gennaio

-

 


[39] NORTH DAKOTA [dal 2 novembre 1889] - cap. Bismarck
Governatore
-
-

1912
Gennaio

-

[40] SOUTH DAKOTA [dal 2 novembre 1889] - cap. Pierre
Governatore
-
-

1912
Gennaio

-

[41] MONTANA [dall'8 novembre 1889] - cap. Helena
[cap.li: fino al 1865 Bannack, fino al 1875 Virginia City.]
Governatore
-
-

1912
Gennaio

-

[42] WASHINGTON [dall'11 novembre 1889] - cap. Olympia
Governatore
-
-

1912
Gennaio

-

[43] IDAHO [dal 3 luglio 1890] - cap. Boise
[Territorio autonomo dal 24 marzo 1863 con cap. Boise.
Inizialmente, fino al 7 dicembre 1864, la capitale era Lexinton.]
Governatore
-
-

1912
Gennaio

-

[44] WYOMING [dal 10 luglio 1890] - cap. Cheyenne
Governatore
-
-

1912
Gennaio

-

[45] UTAH [dal 4 gennaio 1896] - cap. Salt Lake City
[Territoro annesso nel 1850.
Dal 2 marzo 1861 si è staccato il Territorio del NEVADA.]
Governatore
-
-

1912
Gennaio
-

 


[-] Territorio delle HAWAII [dal 7 luglio 1898] - cap. Honolulu
 
Governatore
-
-

1912
Gennaio
-

 


[46] OKLAHOMA [dal 16 novembre 1907] - cap. Oklahoma City
[Territorio autonomo dal 2 maggio 1890.
Con l'annessione di questo nuovo stato gli indiani sono stati espropriati del loro territorio di riserva "permanente". ]
Governatore
-
-

1912
Gennaio
-


[47] NEW MEXICO
[Territorio autonomo dal 1846.]
Governatore
-
-

1912
Gennaio
6
, entra a far parte dell'Unione.


[-] Territorio dell'ALASKA
[1867, 9 aprile, il senato ratifica l'atto d'acquisto del territorio dalla Russia per 7,2 Mni di dollari;
18 ottobre [Alaska day], avviene il passaggio di sovranità;
1884, diviene un distretto dell'Oregon;
1898, viene scoperto l'oro: questo fatto provoca una vera e propria invasione di cercatori d'oro; altro oro viene poi scoperto nel vicino Klondike, territorio canadese, e l'Alaska è utilizzata come base di partenza per i cercatori.]
Governatore
-
-

1912
Gennaio
-
diviene "Territorio" autonomo degli Stati Uniti;


[48] ARIZONA
[Territorio autonomo dal 1863, ma fino al 1886 non ci fu pace con gli Indiani.]
Governatore
-
-

1912
Febbraio
14
, entra a far parte dell'Unione.


a



1912
GRANDI ANTILLE
- Presidente della repubblica
?
(?-?)
[nella costituzione è inserito l' "emendamento Platt" che dà diritto agli Stati Uniti di intervenire negli affari interni del paese e di installarvi proprie basi per usi militari e commerciali: dal 1903 esiste la base militare di Guantánamo]
1912
i moti bracciantili vengono repressi con l'eccidio di 3000 insorti;
Haiti
-
?
(?-?)
1912
-
- Presidente della repubblica
?
(?-?)
1912
come conseguenza della bancarotta del bilancio statale, dal 1907 l'apparato finanziario del paese è passato sotto controllo americano;
- Governatore
?
(?-?)
[colonia britannica dal 1866]
1912
-

1912
Estados Unidos Mexicanos
(Stati Uniti del Messico)
[repubblica federale]
- Presidente della repubblica federale
F.I. Madero
(1911 nov - feb 1913)

1912
il neo presidente cerca di realizzare un programma di riforma agraria e di democratizzazione della vita politica del paese ma il suo idealismo velleitario e la sua condotta oscillante gli suscitano contro la contemporanea opposizione delle masse contadine (insurrezione di E. Zapata e di P. Orozco) e delle forze reazionarie capeggiate da Félix Diaz, nipote del dittatore sconfitto;


1912
- Capo del governo
-
(formalmente indipendente dal 1847)

1912
-



1912
Honduras
-
?
(? - ?)
1912
totale dipendenza dagli Stati Uniti, interessati a mantenere sotto proprio controllo le ricche piantagioni di banane, unica risorsa economica del paese;
continuano (dal 1911 al 1933) gli interventi delle truppe americane per salvaguardare gli interessi yankee;

1912
- Presidente della repubblica
?
(1903 - ?)
1912
guerra con il Guatemala;
la conclusione di questo conflitto che vede intervenire gli Stati Uniti, con ruolo di mediazione, segna l'ingresso del paese nell'area di influenza della grande potenza americana;
da questo momento si succederanno governi militari: rari, e in genere effimeri, i governi regolarmente eletti;

1912
- Presidente
?
(? - ?)
1912
gli interessi nordamericani si sono fatti preponderanti con il diffondersi delle piantagioni di banane della United Fruit Company;
con il pretesto di por fine alle lotte interne, gli Stati Uniti occupano militarmente il paese;

1912
- Presidente della repubblica
?
(? - ?)
1912
i primi insediamenti nel paese, della United Fruit Company statunitense, per la produzione delle banane, non ha impedito la sopravvivenza di numerosi piccoli produttori nelle campagne, favorevoli a un moderato sviluppo civile e sociale del paese;
con il ritorno del regime liberale il paese conosce ora un periodo di relativa stabilità politica;


1912
República de Panamá
(indipendente dal 1903)
- Presidente della repubblica
?
(1903 - ?)
1912
-





guerra del Chaco

Il Chaco, regione geografica dell'America meridionale, fra le Ande e i fiumi Paraguay e Paraná, possiede consistenti giacimenti di petrolio; viene diviso in tre zone:

- Chaco Boreal,
a N del fiume Pilcomayo, appartiene al Paraguay tranne le frange sett. e occid. che appartengono alla Bolivia;
- Chaco Central,
fra il fiume Pilcomayo e il fiume Bermejo, appartiene all'Argentina;
- Chaco Austral
a S del fiume Bermejo, appartiene all'Argentina;
1907-13, viene attuata una soluzione provvisoria riguardante il Chaco Boreal con l'istituzione di una fascia neutra in attesa di un accordo definitivo;
«segue 1927»


1912
- Presidente  
1912
perdurano le controversie con gli Stati Uniti;

1912

- Presidente della repubblica

J.V. Gómez
(1908 - 1935)
[dal 1903 fino al 1938 decine di migliaia di oppositori vengono incarcerati o esiliati.]

1912
-



1912
República del Ecuador

- Presidente della repubblica

?
(?-?)

1912
si alternano dittature conservatrici (J.J. Flores, G. García Moreno) e di dittature liberali (V. Rocafuerte, E. Alfaro) e da crescenti ingerenze dell'esercito, formato all'origine da elementi venezuelani;



1912

- Presidente della repubblica

Pierola
(1895 - 1919)
[del partito "democratico" ("rivoluzione democratica")]
(Repubblica indipendente dal 1827)
1912
-


1912

- Presidente della repubblica

?
(?-?)

1912
privata di ogni sbocco al mare dopo la guerra del Pacifico, si fa sempre più accentuata la dipendenza economico-politica dall'Inghilterra e poi dagli Stati Uniti, principali importatori di stagno.


1912

- Presidente della repubblica

?
(1891 - ?)

1912
fine della repubblica presidenziale e restaurazione del predomino oligarchico (1891-1925);
il movimento operaio già piuttosto combattivo e maturato attraverso dure lotte, viene organizzato nel Partido obrero proletario (poi comunista) da Luis E. Recabarren;


1912
dal 1816 divise nelle tre colonie:
Guyana Britannica

- Governatore

?
(? - ?)
1901
-
Suriname (olandese)

- Governatore

?
(? - ?)
1901
-
Guyane Française
[già sede di una colonia penitenziaria e poi, dal 1852,
di un bagno penale (fino al 1945)]

- Governatore

?
(? - ?)
1901
-


1912

- Presidente della repubblica

?
(? - ?)

1912
-



1912

- Presidente della repubblica

gen. B. Ferreira
(1904 - ?)
[partito degli azules]

1912
-



1912

- Presidente della repubblica

?
(? - ?)
1912
-


1912
- Presidente della repubblica
J. Battle y Ordoñez
(1911 - 1915) II
[partito colorado]
1912
Montevideo,





1912
CINA

P'u-yi

(DinastiaManciù)

1908-1912, imperatore della Cina;
1912
Febbraio
12
, abdica.

1912
- capo provvisorio: Sun Yat-sen (1911-12);
Gennaio
,
Sun Yat-sen è nominato presidente provvisorio della repubblica;
Aprile
Sun Yat-sen si dimette a favore del generale manciù Yüan Shih-k'ai per scongiurare la guerra civile;
dopo l'allontanamento di Sun Yat-sen dal potere, la

T'ung Meng Hui (Lega dei rivoluzionari) confluisce con numerosi gruppi minori, sorti nel frattempo, nel partito del Kuo-min-tang (KMT) (Partito nazionale del popolo) che dovrebbe allargare le basi del movimento democratico;

a

1912
DAE HAN
(Corea)

1912
lo stato coreano ha cessato di esistere come entità autonoma nel 1910 essendo stato annesso dal Giappone;
la dominazione di Tokyo è improntata a uno spietato regime poliziesco;

a





1912
(periodo Mejji: 1868-1912)
Giappone

Mutsuhito

(? - ?)
1868-1912, imperatore del Giappone;

Yoshihito
(periodo Taisho: 1912-26)

(? - 1926)
1912-26, imperatore del Giappone;
1912
inizia l'era "Taisho";

1912
-

Kuomintang
KMT
(Partito nazionale del popolo)

1912
Tokyo, dal 1905 opera la T'ung Meng Hui (Lega dei rivoluzionari) ispirata ai "tre principi del popolo" formulati da Sun Yat-sen:
- indipendenza nazionale
- democrazia parlamentare
- socialismo agrario;

a






1912
[colonia spagnola dal 1900, con capitale Villa Cisneros già protettorato dal 1884.]
-
-
1912
-


1912
Marocco
Mulay 'Abd al-Hafiz
-
(Fez 1875 – Enghien-les-Bains, Parigi 1937)
1907-12, sultano del Marocco;
dopo aver capeggiato contro il fratello la rivolta tradizionalista, intesa a salvaguardare l'indipendenza del Marocco dalla penetrazione francese;
1912
Marzo
30
, mentre è costretto ad accettare i deliberati della conferenza di Algeciras (dal 1909), ora, in seguito all'incidente di Agadir, con la convenzione di Fez deve sottomettersi al protettorato francese;
1912
il Marocco diventa quindi un protettorato della Francia che riconosce alla Spagna una zona di sua spettanza (Rif, Ifni, Tarfaya) e lascia sul trono Mulay 'Abd al-Hafiz;

1912
Algeria
[dal 1848 parte integrante del territorio nazionale francese, organizzata in tre dipartimenti d'oltremare;
dal 1880 continua la colonizzazione francese attraverso una forte immigrazione dalla Francia e una sistematico esproprio delle terre appartenenti ai proprietari musulmani; i costanti tentativi di assimilare gli arabi-berberi alla cultura francese finiranno col risveglio nazionale algerino.]
-
?
(?-?)
1912
-

1912
Tunisia
[con il trattato del Bardo del 1881, perfezionato nel 1883 con il trattato della Marsa, la Francia è riuscita a imporvi il suo protettorato.
Il bey conserva formalmente le sue prerogative.]
- Bey  
1912
-


1912
LIBIA
[nome romano riesumato durante il conflitto per indicare le due regioni della Tripolitania e della Cirenaica]
(Tripolitania 1912-34)


Guerra italo-turca
o
Guerra libica

1912
Gennaio
nelle acque della Sardegna vengono sequestrate le navi francesi Carthage e Manouba sospettate di trasportare armi destinate agli arabo-turchi: si crea un incidente diplomatico;

Febbraio
11-12
, LIBIA - Enver bey attacca le truppe italiane ma è respinto;

Marzo
3
, LIBIA - SIDI ABDALLAH -Marabutto (tomba di un santone) su un contrafforte nel retroterra di Derna; Enver bey, che comanda le truppe turco-arabe nella zona di Derna, attacca un battaglione del 26° Fanteria inviato a proteggere i lavori di fortificazione sulla sinistra dell'uadi; la giornata viene salvata dal gen. L. Capello, sopraggiunto alla testa del reggimento 35° fanteria e due [quattro] battaglioni, ma gli italiani lasciano sul terreno 52 morti fra cui 5 capitani e 3 tenenti;
11, LIBIA - si verifica una situazione analoga a Tobruk;
12, LIBIA - …e a Bengasi: il gen. Giovanni Ameglio riesce ad accerchiare gli attaccanti nell'oasi di Suani el Rani; ognuno di questi scontri si chiude con forti perdite per i turco-arabi ma alla fine dell'azione le truppe italiane rientrano negli accampamenti e ricomincia l'assedio;
le truppe italiane, a cui poco giova la superiorità in uomini, si limitano così a completare l'occupazione delle coste della Libia e a interrompere le comunicazioni con l'interno;
per sbloccare la situazione il governo italiano decide di portare la guerra in luoghi più vitali per la Turchia, avvalendosi della propria superiorità navale;

Aprile
10
, LIBIA - la V Divisione italiana, comandata dal gen. Garioni, sbarca nella penisola di Machbez (o Macabez) a ovest di Zuara e occupa sulla terraferma Bu Chenez erigendovi un fortino; per marciare su Zuara, obiettivo ultimo della Divisione, il gen. Garioni muove alla conquista di Sidi Said (sulla costa, verso Zuara) con le colonne del gen. Lequio e del gen. Cavaciocchi;
28
,sono occupate Stampalia, Rodi e le altre isole del Dodecaneso (12 isole occupate) e viene attuato il blocco del commercio turco sullo stretto dei Dardanelli;

Maggio
termina l'occupazione di Rodi;

Giugno
5
, LIBIA - intanto a Derna si incontrano, per una foto di gruppo, i vari corrispondenti di guerra inviati della stampa italiana:
. Arnaldo Fraccaroli del «Corriere della Sera»,
. Mario Bassi de «La Stampa»,
. Pedrazzi de «Il Nuovo Giornale»,
. Lucatelli e Olmi de «Il Secolo» di Milano.
6
, G. Volpi, incaricato da G. Giolitti, si reca a Costantinopoli per un "sondaggio sulla pace".
16, LIBIA - MISURATA - la 1ª Divisione speciale (gen. Camerana) sbarca sulla spiaggia di Bu Scelfa nei pressi di Misurata;
26-28, LIBIA - SIDI SAID - Marabutto (tomba di un santone) sulla costa della Tripolitania; con il costante appoggio della regia nave Carlo Alberto che combarda la posizione turco-araba, la V Divisione italiana, comandata dal gen. Garioni, conquista il Marabutto di Sidi Said;

Luglio
8
,LIBIA - MISURATA - le truppe italiane avanzano e occupano Misurata dopo aver messo in fuga i turchi-arabi che resistono tenacemente;
[Perdite italiane: morti 2 ufficiali e 21 soldati; feriti 5 ufficiali, 107 militari italiani e 7 eritrei; i turco-arabi hanno circa 500 morti e altrettanti feriti.]
12
, all'Hotel Gibbon di Losanna vengono avviate le trattative di pace;
14, LIBIA - SIDI ALI' - altura sulla costa della Tripolitania; dopo il combattimetno di Sidi Said, il gen. Garioni muove con a sinistra la colonna del gen. Lequio e a destra la colonna del gen. Cavaciocchi per impadronirsi dell'altura di Sidi Said dominante l'oasi di Zuara. Una massa turco-araba di ca 6000 uomini attacca la colonna del gen. Cavaciocchi che marcia nel deserto; arrestata e respinta, la massa araba viene dispersa con un contrattacco e Sidi Alì viene occupata;
18-19
, suscita clamore il tentativo di forzare lo stretto ad opera delle torpediniere del comandante E. Millo;

Settembre
14
, LIBIA - il gen. Reisoli, assunto il comando delle truppe, effettua un'avanzata per ampliare il territorio occupato;
17, LIBIA - Enver bey contrattacca (combattimento di Casr el Leben) ed è respinto;

Ottobre
le popolazioni slave dei balcani (Montenegro, Serbia, Bulgaria e Grecia), incoraggiate da queste operazioni, iniziano le ostilità contro la Turchia e costringono il governo turco a concludere trattative di pace, già avviate da alcuni mesi;
8, le truppe montenegrine mettono l'assedio a Scutari, nell'Albania settentrionale;
8-10, LIBIA - SIDI ABDALLAH -Marabutto (tomba di un santone) su un contrafforte nel retroterra di Derna; la colonna del gen. Tomaso Salsa, agli ordini del gen. Reisoli, avanza e respinge il nemico;
[il gen. Reisoli amplia quindi ancora la zona occupata con i combattimenti vittoriosi di Sidi Abdalla (sucitata) e del Bu Msafer.]
13, Grecia, Bulgaria e Serbia si alleano per la liberazione della Macedonia;
15, trattato di Ouchy (sobborgo di Losanna), viene firmato un accordo preliminare segreto con cui l'impero ottomano s'impegna a concedere piena autonomia alle due province africane della Cirenaica e della Tripolitania in cambio di un impegno italiano al rispetto della libertà religiosa nella regione;
[Negoziatore del trattato (l'anima) è G. Volpi, esponente dell'attività economica e finanziaria italiana in Turchia e nei Balcani; sono con lui i deputati Bertolini e Fusinato.]
la Turchia accetta quindi di firmare il trattato con l'Italia riunciando in pratica alla sovranità sulla Libia, che l'Italia fra l'altro fatica a raccogliere per la fiera resistenza opposta dalle tribù mobilitate dalla Senussiya, forte soprattutto in Cirenaica;
18, Ouchy ore 15,45, viene firmata la pace di Losanna:
ci si limita a fissare la cessazione delle ostilità, subordinando il ritiro delle truppe italiane dal Dodecaneso al ritiro di quelle turche dalle due province africane, ma la questione della sovranità su queste ultime non viene affrontata;
in pratica la sovranità su Cirenaica e Tripolitania, proclamata con decreto reale l'anno precedente, viene ora sanzionata sul piano giuridico internazionale dal trattato di Ouchy (Losanna);
risultato: 3.431 morti, dei quali 1.948 per malattia;
per la Libia divisa, nelle due regioni Tripolitania e Cirenaica, viene creato il ministero delle colonie ma la conquista effettiva è ancora da compiere;
Cirenaica: le trattative con la Senussia (la confraternita politico religiosa che domina l'interno del paese) portano di fatto ad una spartizione del territorio che lascia all'Italia la fascia costiera;
il gen. Enver Bey e i suoi ufficiali dichiarano infatti di non accettare la pace e non solo restano con le loro truppe in Cirenaica ma intensificano l'opera di organizzazione della resistenza;
Tripolitania: i comandi italiani scelgono la via dell'espansione armata;

Dicembre
18
, LIBIA - TARHUNA - le truppe italiane sbarcate a Tripoli occupano questo centro senza incontrare resistenza;



1912
EGITTO
[parte dell'Impero Ottomano]
[dal 1882 il paese è stato privato dagli inglesi di ogni autonomia di fatto, ma senza modifica del suo statuto giuridico, se non per la cessazione automatica del tributo alla Porta;
nel 1884 si è dotato di una costituzione col gradimento inglese;
dal 1899 è stato stabilito un condominio anglo-egiziano sul Sudan, di fatto possedimento britannico;]
'Abbas Hilmi II
(Alessandria 1874 - Ginevra 1944)
figlio di Muhammad Tawfiq pascià;
1892-1914, khedivè d'Egitto;
salito al trono alla morte del padre mantiene un atteggiamento ostile agli inglesi che nel 1882 hanno occupato l'Egitto;
- Alto Commissario
lord H.H. Kitchener
(1911 - 1914)
1912
-


1912
Sudan
[dalla convenzione del 18 gennaio 1899, il paese è stato costituito in "condominio" anglo-egiziano, di fatto in possedimento britannico]
   
1912
-


1912
Mauritania
[protettorato francese su su Trarza dal 1858.]
-
-
1912
-


1912
Guinea-Bissau
[colonia autonoma portoghese dal 1879, i suoi confini (rettilinei e artificiosi di evidente origine coloniale) con l'Africa Occidentale Francese sono stati regolati nel 1896.]
   
1912
-


1912
Africa Occidentale Francese
(AOF – 1895-1958)

[possedimenti retti, dal 1895, da un governatore generale, dipendente dal ministero delle colonie, in forma accentuatamente centralizzata]

- Governatore generale
?
(? -?)
Senegal [sotto controllo francese dal 1817, sottomesso e pacificato dal 1865.] cap. Dakar.
1912
-
Senegal-Niger [ex Territorio del Senegambia-Niger a sua volta ex Sudan francese]
1912
-
Guinea Francese [protettorato francese dal 1889, è sorta la città di Conakry nel 1890; colonia francese dal 1891;
con l'acquisizione dell'isola di Los nel 1904 ha assunto il suo assetto territoriale definitivo;]
1912
-
Costa d'Avorio [colonia francese dal 1893.]
1912
-
Dahomey [annesso dal 1899]
1912
restano libere ancora le regioni settentrionali;

1912
Sierra Leone
[colonia inglese dal 1808.]
- Governatore
?
(?-?)
1912
dopo aver proceduto all'occupazione dell'entroterra, la Gran Bretagna impone il protettorato sulle circoscrizioni locali;

1912
[ex Monrovia, è una repubblica indipendente dal 1847, con una costituzione modellata su quella statunitense ma con il predominio dell'elemento nero-americano su quello autoctono;
nel 1857 al paese si è unita l'ex colonia formatasi a capo delle Palme nel 1833.]
-
-
1912
-


1912
Costa d'Oro
[colonia della corona britannica dal 1874, mentre continua la resistenza degli ashanti dell'interno;
la Aborigines' Rights Protection Society (Società per la protezione dei diritti degli aborigeni), esercita ancora una influenza considerevole nel paese in materia di legislazione terriera e forestale (Forest Lands Bill del 1911).]
- Governatore
-
1912
-


1912
Togo
[protettorato tedesco dal 1884, confermato dalla conferenza di Berlino nel 1885.] cap. Lomé
[dal 1904 la capitale è dotata di un porto e collegata con l'interno da tre linee ferroviarie;]
- Comandante
?
(?-?)
1912
-


1912
Nigeria
dopo la sistemazione dei possedimenti nigeriani da parte del governo britannico abbiamo due protettorati:
Nigeria settentrionale [territori haussa, riuniti dal 1900]
- Governatore
Lugard
(? - ?)
Lugard
(? - ?)
1912
Lugard ritorna dalla sua missione "di pace" a Hong Kong e diventa governatore della Nigeria, sia settentrionale che meridionale.

Nigeria Meridionale [territori degli Oil Rivers (dal 1849), di Lagos (dal 1861) e Benin (dal 1897), riuniti dal 1906]
- Governatore
-
Lugard
(? - ?)
1912
-



1912
Camerun
Njoya
-
(? - ?) c
1883-1933, re dei bantu;

1912
dal 1902 i tedeschi hanno sottomesso l'Adamaoua (emirato fulbe);
per la convenzione franco-tedesca seguita all'incidente di Agadir, il protettorato viene esteso a sud fino al Congo e a est fino all'Ubangi.

Samba si allea con Douda Manga Beli e Madola e insieme acquistano armi da Francesi e Inglesi per un'insurrezione generale contro la Germania.



1912
Africa Equatoriale Francese
(1910-1958)
1910, la Francia crea questa nuova unità amministrativa che, pur mantenendo a Brazzaville la sede del governatore generale, è divisa in quattro ripartizioni:
Medio Congo [ex Congo Francese]
-
1912
da novembre 1911 la Francia ha ceduto al Camerun tedesco il corridoio del Sanga (sarà restituito al Medio Congo nel 1919);

Gabon [già assorbito dal Congo Francese nel 1888 e ora separato]
-
1912
-
Ubangi Sciari (Oubangui-Chari) [ex Impero Centrafricano, diventato colonia francese dal 1905]
-
1912
-
Ciad [pur annesso dalla Francia, la resistenza all'interno continuerà fino al 1917]
-
1912
-




1912
Congo Belga
[colonia dello stato belga dal 1908]
(capitale: Lépoldville)
[il territorio dello Zaire, già sede (ancor prima dell'arrivo dei portoghesi) di importanti regni autoctoni quali quello del Congo, di Kuba, Luba, Lunda:
- nel 1880 è stato posto sotto il controllo dell'Associazione internazionale per il Congo, promossa da Leopoldo II re del Belgio;
- 1885-1908, sotto la sovranità (esercitata a titolo personale) di Leopoldo II re del Belgio.]
Governatore
-
1912
dopo i risultati dell'anno precedente, tutti gli sforzi dei prospettori della "Forminière" vengono improvvisamente concentrati lungo il corso medio del Kasai, proprio nella zona sommariamente esplorata da Narcisse Janot cinque anni prima.
Il capo missione Oliver stabilisce la sua base a Tshikapa, dove il fiume omonimo si getta in quello che dà nome alla regione.
La "Forminière" è salva e nel suo bilancio del 1912 figura la voce d'una riserva di diamanti.
Katanga [regione sudorientale, annessa militarmente dai belgi nel 1891 sotto l'egida della Compagnie du Katanga istituita da re Leopoldo II.]
1912
dal 1906 il Comité Spécial du Katanga ha finito in pratica col rappresentare gli interessi monopolistici di grandi società private europee e in particolare della Bécéka (ferrovie) e della Union Minière che ha ricevuto una concessione di ben 20.000 kmq per lo sfruttamento del rame (prima colata nel 1911) e un'altra concessione di 14.000 kmq per lo stagno.




1912
Eritrea
[colonia italiana dal 1° gennaio 1890, con il fiume Mareb come confine con l'Etiopia.]
-
-
1912
-



1912
Impero di Etiopia
Menelik II
(Ancober, Scioà 1844 - Addis Abeba 1913)
figlio del re dello Scioà Hayla Malakot;
1855-68, è praticamente prigioniero nel forte di Magdala, da cui fugge solo alla morte dell'imperatore Teodoro II;
proclamatosi re dello Scioà, contende la successione imperiale a Giovanni IV, re del Tigré, riuscendo a farsi riconoscere una specie di influenza prioritaria nella parte meridionale dell'impero e il diritto di successione al trono imperiale alla morte di Giovanni IV;
1889-1913, imperatore di Etiopia;
dal 1909, già colpito da paralisi nel 1908, ha affidato il governo al nipote Ligg Iyasu;

1912
-



1912
SOMALIA
Muhammad ibn 'Abd Allah o "Mad Mullah" [per gli inglesi] († 1920) capo religioso;
1900, conduce la resistenza somala nel nord;
Somalia Francese [colonia francese dal 1896]
il porto di Gibuti (1888) è collegato per ferrovia alla capitale etiopica Addis Abeba (1897-1917);
[situata in territorio dancalo e non propriamente somalo]
1912
-
Somalia Britannica [protettorato inglese dal 1884]
1912
-
Somalia Meridionale Italiana [protettorato italiano dal 1889, ma sotto la piena responsabilità del governo italiano dal 1905, dopo il riscatto del Benadir]
1912
-

1912
Africa Orientale Britannica
(IBEAImperial British East Africa)
Uganda [protettorato britannico dal 1894]
-
-
1912
formalmente diviso in quattro regni federati, è uno dei possedimenti più prosperi della Gran Bretagna in Africa;
dal 1902 le sono stati uniti amministrativamente entrambi i possedimenti, il litorale keniota (protettorato inglese dal 1895) e l'interno (dipendenza del protettorato dal 1902);

Kenya [nome ufficiale solo dal 1920]
-
-


1912
Africa Orientale Tedesca
(Deutsch-Ost-Afrika)
Ruanda-Urundi
-
-
1912
le incessanti lotte dei baHutu, contro il predominio della minoranza tutsi (watutsi o vatussi) (la stirpe dei sovrani mwami) favoriscono l'instaurazione del dominio coloniale tedesco sul Burundi, che con il contiguo regno del Ruanda viene costituito in territorio del Ruanda-Urundi.
Tanganica [protettorato tedesco già dal 1884/85 e formalmente colonia tedesca dal 1890, dal 1891 il territorio è passato sotto la diretta sovranità della Germania]
-
-
1912
una rivolta locale (1903-05), quella dei maji-maji, viene soffocata nel sangue;

1912
Zanzibar
[Dal 1890 l'isola (assieme all'isola di Pemba) è diventata protettorato della Gran Bretagna che vi induce l'afflusso di indo-pakistani.]
-
-
1912
-


1912
Africa del Sud-Ovest
[protettorato tedesco dal 1884]
-
1912
-

1912
Angola
- Governatore
?
(? - ?)
1912
-


1912
Rhodesia
1912
ribattezzato Rhodesia dal 1895 in onore di Cecil J. Rhodes;
dal 1890 la British South Africa Chartered Co., società fondata da Cecil J. Rhodes, ha ottenuto da re LoBenguella la concessione esclusiva di sfruttamento venticinquennale del territorio del protettorato sui maTabele;
Rhodesia del Nord-Ovest [protettorato dal 1899]
-
-
1912
-

Rhodesia del Sud [protettorato dal 1911]
-
-
1912
-


1912
[l'ex territorio Malawi, protettorato britannico dal 1891, che aveva assunto formalmente il nome British Central Africa
nel 1893, ha assunto questo nuovo nome nel 1907]
-
-
1912
sin dall'inizio del secolo fermenti antibritannici sono già sorti e ora si diffondono a causa dell'indiscriminata diffusione delle piantagioni coloniali a scapito delle colture alimentari per il fabbisogno della popolazione (in costante aumento);


1912
Mozambico
-
-
1912
il Portogallo ha completato nel 1891 la conquista delle regioni interne senza tuttavia riuscire a pacificarle;


1912
Regno del Madagascar
(Imérina)
[protettorato francese dal 1895]
1912
protettorato francese dal 1895 e annesso alla Francia dal 1896;
la monarchia merina è dichiarata decaduta ma l'impianto dell'amministrazione coloniale, opera del governatore Gallieni (1896-1905), non riesce a stroncare del tutto la resistenza indigena;




1912
Unione Sudafricana
[dominion britannico a struttura federativa dal 1910]
- Primo ministro
L. Botha
(1910 - 1919)
[L. Botha, leader della resistenza boera assieme a J.C. Smuts, entrambi fondatori del Partito afrikaner]

1912
Gennaio
8
, Bloemfontein, Stato Libero dell'Orange, è costituito il SANNC (South African Native National Congress - Congresso Nazionale Indigeno del Sudafrica) – nel 1925 il nome sarà cambiato in ANC. Tra i fondatori che si oppongono alla linea di John Tengo Jabavu sono:
. Pixley Ka Sema (imparentato alla "casa reale" zulu, laureatosi alla Columbia University, entra al Middle Temple di Londra e poi fa pratica legale a Johannesburg, ex insegnante del Columbia College negli Stati Uniti e del Jesus College a Oxford) [padre dell'ANC];
. Richard Msimang (avvocato nel Somerset, Inghilterra),
. Alfred Mangena (controllore delle liste elettorali presso il collegio Lincoln's Inn di Londra);
. rev. J.L. Dube (fondatore del Congresso indigeno del Natal, studiò alla Tuskagee University, USA, nel 1889 e qui subì l'influsso del liberalismo, del cristianesimo e della classe media negra, per il tramite delle idee di Booker T. Washington; primo presidente dell'ANC sotto il "governatore onorario" Letsie II, re basuto, già protetto di Booker T. Washington nel periodo in cui studiava negli Stati Uniti, dopo il 1889);
. Molena (membro del "consiglio dei capi" Montsioa Baralong).

[L'influenza dei liberali e dei negri americani sui fondatori del SANNC è stata considerevole, benchè meno forte di quella inglese. Tuttavia i primi hanno insistito sull'elemento "identità africana" più degli inglesi che in questo particolare periodo tendono a porre l'accento sull'assimilazione entro il liberalismo, piuttosto che sul separatismo politico.
In entrambi i casi, comunque, i "nazionalisti" africani devono diventare appendici politiche dei liberali.
Le origini ex tribali e l'educazione "borghese" si combinano per rendere facile questo adattamento al sistema razzista, indipendentemente dai moventi e dalle intenzioni dei "nazionalisti" in questione.
Per la maggior parte, la considerano la via migliore per realizzare qualche riforma, avendo, i seguaci inglesi di Montesquieu, loro insegnato che ogni mutamento totale è disatroso.
Del resto c'è ben poco da fare, a parte il "servirsi" dei liberali per ottenere le riforme volute.
[Per la stessa ragione il rev. J.L. Dube, il rev. Rubusana, Pixley Ka Sema e altri accetteranno di andare a Londra dopo le conferenze del SANNC del 1913 e del 1914.]

Il re sotho, Letsie II, manda propri rappresentanti al primo congresso per protestare contro l'Union of South Africa Act (1910) e l'imminente Native Land Act (1913), formulato dal liberale Sauer.

Il rev. Rubusana, altro precursore dell'ANC, seguirà i liberali anche dopo che la sua elezione al Consiglio Provinciale del Capo gli guadagnerà una condanna da parte di Rose-Innes per aver osato servirsi di uno scompartimento ferroviario di prima classe, Violando così la regola dell' "apartheid".
Nessun altro africano sarà più eletto al Consiglio Provinciale né potrà presentarsi candidato.







1912
ARABIA
Husayn ibn 'Ali
(Costantinopoli 1856 ca - Amman 1931)
figlio di 'Ali della dinastia degli Hashemiti;
[Hashimiti: una dinastia di sceriffi della Mecca che regnarono sulla Mecca quasi ininterrottamente dal sec. X al 1924; capostipite fu Hashim ibn 'Abd Manaf, antenato di Maometto.]
1909, subentrato al padre come Šharif (sceriffo) della Mecca, imposta una politica d'indipendenza nei confronti dei sultani ottomani di cui gli Hashemiti sono vassalli;


1917-24, re del Higiaz;


1912
-

1912
Iraq
[questa parte dell'Asia occidentale, dove all'inizio del secolo sono stati scoperti i ricchi giacimenti petroliferi di Kirkuk e Mossul nel nord della regione, è sotto l'Impero ottomano ed è amministrata dalla Turchia]
-
-
1912
-

Kurdistan (iracheno)
1912
-


1912
Persia
 
dal 1907 Gran Bretagna e Russia hanno firmato un accordo che divide la il territorio persiano in due zone d'influenza: la parte sudorientale riservata alla Gran Bretagna e la parte settentrionale riservata alla Russia, lasciando al governo persiano solo limitati poteri nella parte centrale del paese;
proprio in questa zona vengono scoperti ingenti giacimenti petroliferi, per sfruttare i quali viene costituita la Anglo-Persian Oil Company che inizierà la propria attività su scala industriale negli anni immediatamente precedenti la prima guerra mondiale;
dal 1908 è stata abrogata a la costituzione;
Ahmad Mirza
 (? - ?)
figlio di Muhammad 'Ali, della dinastia Qagiar;
1909-?, scià di Persia;
salito al trono undicenne sotto la reggenza di Našir al-Mulk;
1912
Gennaio
il reggente Našir al-Mulk porta a compimento un colpo di stato, scioglie il Maglis e acconsente alle richieste russe, espellendo William Shuster (la cui opera ha appena iniziato a dare i primi risultati) e colleghi.
La nazione è lasciata in uno stato di grande confusione.
Le proteste da parte del governo degli Stati Uniti e dell'opinione pubblica liberale in Gran Bretagna sono vane.
La necessità di conciliarsi la Russia in vista della prevista guerra con la Germania è di estrema importanza per il governo liberale britannico.

 



Belaúnde Terry Fernando (Lima 1912) politico peruviano;
1963, presidente della repubblica;
1968, deposto da un colpo di stato, va in esilio in USA;
1980, rieletto presidente;
1982, sfugge ad un attentato;
1985, gli succede A. Garcia.

Bolender, Kurt (1912-carcere di Hagen 1965, suicida) militare tedesco.

Callaghan, James (Portsmouth 1912) politico britannico;
1945, deputato laburista;
1964-67, cancelliere dello scacchiere;
1967-70, ministro degli interni;
1976, segretario del Partito laburista e primo ministro fino al 1979;
1980, abbandona la direzione del Partito laburista.

Curiel, Eugenio (Trieste 1912-Milano 1945) politico italiano, assistente di fisica all'università di Padova nel 1934
1937-38, redattore della pagina sindacale del giornale degli studenti universitari padovani «Il Bò» (1937-38), antifascista
1939, arrestato per le sue origini ebraiche, è condannato a cinque anni di confino a Ventotene; aderisce al Partito comunista
1943, liberato, promuove la creazione del "Fronte nazionale della gioventù"; dirigente nel PCI, è tra i principali redattori dell' «Unità» clandestina e della rivista «La nostra lotta»
1945, febbraio, viene ucciso da una squadra di fascisti
1946, gli viene conferita la medaglia d'oro alla memoria
I suoi scritti sono stati raccolti in:
Classi e generazioni nel secondo risorgimento (1955)
Dall'antifascismo alla democrazia progressiva (1970)
Scritti 1935-45 (1973).

Delle Fave, Umberto (San Severo, Foggia 13 dicembre 1912 - Roma, 14 ottobre 1986) politico italiano, esponente della Democrazia cristiana.

Debré, Michel (Parigi 1912-1996) politico francese;
1948, senatore del gruppo gollista;
1955-58, presidente del gruppo repubblicano-sociale al Consiglio della Repubblica; membro del Consiglio d'Europa e dell'assemblea della CECA;
1958, tra i fautori del ritorno al potere di Ch. De Gaulle;
1958-59, ministro della giustizia, prepara la riforma giudiziaria e la nuova costituzione;
1959-62, primo ministro nel primo governo della V Repubblica;
1963, rieletto deputato;
1965-68, ministro delle finanze;
1968-69, ministro degli esteri;
1969-73, ministro della difesa;
1978, ancora deputato;
1979, parlamentare europeo;
1981, si presenta senza successo alle elezioni presidenziali;
1989, autore di numerosi volumi storico-politici entra all'Académie française.

Della Giovanna, Ettore (Napoli 1912) giornalista italiano;
1946, dopo aver lavorato diversi anni alla casa editrice Arnoldo Mondadori, è corrispondente dagli Statti Uniti per «il Giornale d'Italia»;
1953, corrispondente dagli Statti Uniti per «Epoca», passa in seguito come inviato speciale a «Il Tempo»;
1971, inizia a lavorare presso i servizi giornalistici della RAI.

Finley, Moses (New York 1912-Cambridge 1986) storico statunitense dell'antichità, vittima del maccartismo, lasciò gli USA nel 1954 e divenne professore a Cambridge
Studi sulla terra e il credito nell'antica Atene (1951)
Il mondo di Odisseo (1954)
Gli antichi greci (1963)
La Grecia dalla preistoria all'età arcaica (1970)
L'economia degli antichi e dei moderni (1973)
L'uso e l'abuso della storia (!974)
Schiavitù antica e ideologie moderne (1980)
La politica nel mondo antico (1983)
Problemi e metodi di storia antica (1985)
La proprietà a Roma. Guida storica e critica (1980)
Breve storia della Sicilia (1987, postuma, con D. Mack Smith e C.J. Duggan).

Honecker, Erich (Neunkirchen, Saar 1912 - Santiago del Cile 1994) politico tedesco.

Kádár, János (Kapoly, Samogy - o Salgotarjan - 22 maggio 1912-Budapest 1989) politico ungherese.

Kim Il Sung (Mankyeungdai, presso Pyongyang 1912-Pyongyang 1994) politico coreano;
1924, emigra nella Cina nordorientale insieme al padre;
1926, aderisce all'organizzazione giovanile comunista cinese;
1929, viene arrestato per la sua attività rivoluzionaria e rimane in prigione per alcuni mesi;
1932, aprile, organizza un reparto partigiano coreano, embrione dell'armata nazionale rivoluzionaria coreana e inizia nella Cina nordorientale e nelle regioni settentrionali della Corea la lotta contro le truppe di occupazione giapponesi in collegamento con le forze partigiane cinesi;
1945, estate, dopo aver intensificato le operazioni di guerriglia, partecipa, al fianco dell'esercito sovietico, alla liberazione della Corea dai giapponesi; dicembre, viene eletto primo segretario del Partito comunista coreano;
1948, il partito diventa il "Partito coreano del lavoro"; settembre, egli diventa presidente del consiglio dei ministri della Repubblica Democratica Popolare di Corea; durante la guerra contro la Corea del Sud e gli Stati Uniti guida lo sforzo militare nordcoreano;
1953, gli viene conferito il grado di maresciallo; nonostante il contributo decisivo della Cina nella guerra, egli, che cumula le cariche di segretario generale del partito, di presidente della repubblica e di comandante supremo delle forze armate, sa mantenere una posizione di equidistanza nel contrasto cino-sovietico;
1972, promulgata la costituzione, diventa primo presidente della Repubblica democratica popolare di Corea senza abbandonare, fino alla morte, la carica di segretario del Partito comunista;
1980, designa come suo successore il figlio Kim Jong II (Khabarovsk, Siberia 1942) e lo nomina vicepresidente del Partito;
1983, fa uccidere 17 ufficiali della Corea del Sud in visita diplomatica;
1987, fa abbattere un aereo civile (115 vittime);
1991, nomina il figlio capo supremo delle forze armate.

Lajolo, Davide [Ulisse] (Vinchio, Asti 1912-Milano 1984) politico e scrittore italiano;
cresciuto nel fascismo, conbatte in tutte le guerre del "regime";
1943, dopo l'8 settembre, diventa comandante partigiano del Raggruppamento Divisioni Garibaldine VIII e IX tra Alba, Asti e Alessandria con il nome di battaglia di "Ulisse";
deputato alla Camera per il PCI durante tre legislature e membro del Comitato Centrale;
1946-58, direttore de «l'Unità» a Milano;
[Il 4 novembre 1949 – in seguito all'ordine impartito all'inizio dell'anno da Mario Scelba, ministro dell'interno, a tutte le prefetture del Centronord di riaprire le inchieste su delitti del dopoguerra – appare un suo articolo dal titolo "Inchiesta sulle persecuzioni contro la Resistenza. Il goveno ha dichiarato guerra ai partigiani della provincia di Modena". Egli scrive che quelle del" Triangolo della morte" sono tutte menzogne… ma qualche gorno prima lo stesso quotdiano comunista aveva affermato che in quella provincia i partigiani in carcere erano mezzo migliaio, per l'esattezza 506. È quindi costretto ad ammettere che il dato è inesatto e che la cifra si riferisce alle persone arrestate dalla primavera del 1945 alla fine dell'ottobre 1949. La maggior parte dei fermati è stata scarcerata o si trova in attesa di processo. ]
in seguito dirigerà il settimanale «Giorni»;
Il vizio assurdo (1960, ritratto critico e psicologico di C. Pavese)
Il voltagabbana (1963)
Come e perché (1968)
Pavese e Fenoglio (1971, premio Campione)
Giuseppe di Vittorio (1972)
Poesie come pane (1973, raccolta di profili di scrittori contemporanei)
I Rossi (1974)
1975, direttore del settimanale «Giorni-Vie Nuove»;
Finestre aperte a Botteghe oscure (1975)
Veder l'erba dalla parte delle radici (1977, personale riflessione sulla malattia)
I me' (1977)
Fenoglio (1978)
Ventiquattro anni (1981, sulla sua esperienza di deputato del PCI)
Conversazione in una stanza (1983, dialogo con Mario Soldati)
Su fratelli su compagni (1983, storia del movimento operaio nel periodo 1896-1924)
Pertini e i giovani (1983)
Il merlo di campagna e il merlo di città (1983)
Dedicato a mio padre (1985, raccolta di poesie inedite pubblicate a cura della figlia Laurana).

Mariotti, Luigi (Firenze, 23 novembre 1912 – Firenze, 27 dicembre 2004) politico italiano, esponente del Partito Socialista Italiano (riformista).


Mieli, Renato [col. Merryl] (Alessandria d'Egitto 29 dicembre 1912 – Milano 21 maggio 1991) giornalista italiano;
[Padre del giornalista Paolo.]

Petacci, Clara [Claretta] (1912-Giulino di Mezzegra (Como) 28 aprile 1945, fucilata) ultima amante-amica di B. Mussolini;
[Figlia del dr. Francesco Saverio e di Giuseppina Persichetti.
Sorella di Myriam [Myriam di San Servolo], attrice, e di Marcello († Dongo 18 apr 1945), medico, con una spiccata attitudine per gli affari… «Fa più male al fascismo lui di quindici battaglie perdute» commenta il capo dell'Ovra, la polizia segreta.]

1934, sposa un ufficiale aviatore dal quale si separa dopo soli quattro mesi di convivenza;
1945, 27 aprile, chiede di morire con il suo Duce.

Philby, Harold Adrian Russell [Kim] (Ambala, India 1º gennaio 1912 – Mosca, 11 maggio 1988) agente segreto britannico [Sönchen-figliolo] al servizio dell'URSS.
[Conosciuto come uno dei "Cinque di Cambridge" (insieme a Guy Burgess [Mädchen-bambina], Donald Duart Maclean [Waise-orfano], Anthony Blunt [Tony] e John Cairncross [Molière]).
In realtà sarebbero stati almeno 9…]


Soustelle, Jacques (Montpellier 1912-Neuilly-sur-Seine, Parigi 1990) politico ed etnologo francese;
La famiglia otomí-pame del Messico centrale (1937, in seguito ad alcune spedizioni compiute negli anni '30 in America Centrale)
1945, a capo dell'ufficio informazione dei servizi segreti francesi a Londra, è poi ministro delle colonie;
1955-56, governatore dell'Algeria;
Amata e sofferente Algeria (1956)
1958, ministro dell'informazione con il governo De Gaulle, viene nominato responsabile dei dipartimenti d'Oltremare, ma si dimette poco dopo in polemica con la gestione della politica algerina;
La speranza tradita (1962)
1968, dopo un breve esilio, perché accusato di aver appoggiato l'OAS, rientra in patria;
1973, viene eletto deputato per i riformisti; rappresenta la Francia al Consiglio d'Europa negli anni '70;
Archeologia e antropologia (1973)
L'universo degli Aztechi (1979)
I Maya (1982)
1983, membro dell'Académie française.

Stroessner, Alfredo (Asunción 1912) generale e politico paraguaiano;
1932, allievo della scuola militare, entra nell'esercito e diventa generale;
1951, comandante delle forze armate; collaboratore di F. Chávez nelle fila del partito colorado;
1954, dopo aver destituito con un colpo di Stato F. Chávez, diventa presidente della repubblica; pur perseguendo la repressione dei partiti d'opposizione, i privilegi per i ceti più ricchi ed enormi spese militari, si impegna in importanti riforme rivolte alle classi povere rurali, nella diffusione dei servizi pubblici e nella stabilizzazione dell'economia;
1978, dopo la modifica della costituzione, viene nominato presidente a vita;
1989, alla guida del più lungo regime dittatoriale dell'America latina, viene destituito da un colpo di Stato guidato da A. Rodriguez che lo costringe all'esilio in Brasile.

Taviani, Paolo Emilio (Genova 6 novembre 1912 – Roma 18 giugno 2001) politico italiano, esponente della Democrazia cristiana.

Toffanin, Mario [Giacca] (1912-?) partigiano italiano;
17enne, operaio di una un'officina meccanica di Trieste, si iscrive al Pci;
durante il fascismo, alla vigilia della guerra, fugge in Croazia per evitare l'arruolamento;
milita nel Partito comunista jugoslavo, poi rientra in Italia a combattere nelle file della Resistenza;
1945, 7 febbraio, eccidio di Porzus (tra il Goriziano e Cividale); (comanda sei brigate dei Gap)
[Uno degli episodi più tristi e dolorosi dei contrasti intestini della Resistenza.]
alla fine della guerra, finito sotto inchiesta, fugge di nuovo in Jugoslavia;
1949, ottobre, costretto a fuggire dalla Jugoslavia (quando Tito rompe con l'URSS), si stabilisce in Cecoslovacchia;
[Terra d'asilo per centinaia di partigiani comunisti italiani ricercati per le vendette consumate nell'immediato dopoguerra.]
1978, il presidente della Repubblica Sandro Pertini gli concede la grazia e può quindi rientrare in Italia;
1995, quando si riapre il processo per l'eccidio di Porzus scappa di nuovo all'estero, in Slovenia;
1998, in un 'intervista a «Rivoluzione», giornale del Centro sociale "Gramigna" di Padova, dichiara che inizierebbe anche subito la rivoluzione proletaria;
[Dei suoi compagni, ormai quasi tutti morti, sono rimasti in sei, tutti pronti a dargli man forte, a ricominciare.]
? , dove muore.


Vô Nguyen o Giap (An Ka, Vietnam del Nord 1912) militare e politico vietnamita;
1926, entra nel movimento nazionalista;
1930-33, è condannato a tre anni di carcere per la sua attività politica;
1937, si laurea in diritto presso l'università di Hanoi e aderisce al Partito comunista;
1939, quando il Partito comunista è considerato illegale, ripara in Cina; a Yenan, quartiere generale di Mao Tse-Tung, studia la tattica militare adottata dai comunisti cinesi, basata sulla guerriglia, collaborando intanto con Ho Chi Minh alla formazione del Fronte dell'indipendenza vietnamita (Vietminh);
1944, rientrato clandestinamente in patria come responsabile delle unità di propaganda armata del Vietminh, organizza nel Tonchino le prime formazioni partigiane antinipponiche e antifrancesi;
1945, agosto, dopo la proclamazione della Repubblica Democratica del Vietnam, diventa primo ministro degli interni, poi comandante in capo dell'esercito popolare;
1946, dirige la lotta di liberazione contro la Francia fino alla vittoria di Dien Bien Phu ricevendo per le sue doti militari il soprannome di Giap (corazza);
1960, ministro della difesa e vice primo ministro del governo di Hanoi è l'ispiratore della strategia militare del FNL del Vietnam del Sud contro il regime di Saigon e le forze di occupazione statunitensi;
1969, Hanoi, febbraio: vedi Intervista con la storia di Oriana Fallaci.
1975, aprile, l'offensiva congiunta di FNL ed esercito del Vietnam del Nord porta alla liberazione definitiva del Vietnam;
La guerra di liberazione e l'armata popolare: Guerra di popolo, esercito del popolo (Tra gli scritti)
1976-80, vice primo ministro e ministro della difesa è poi progressivamente emarginato;
1986, entra di nuovo a far parte del comitato centrale del partito;
1990, ha un incontro col primo ministro cinese Li Peng per rinsaldare le relazioni fra i due paesi un tempo ostili.

Zaccagnini, Benigno [Zac] (Faenza, 17 aprile 1912 – Ravenna, 5 novembre 1989) politico italiano, esponente della Democrazia cristiana.

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«Avanti!»
[organo del Psi]

«segue da 1911»
1912, direttore:
. B. Mussolini (1912-ott 1914);
«segue 1914»

«La Difesa del Popolo»

«segue da 1911»
1912, vincendo le elezioni, i cattolici conquistano il Comune di Padova con una Giunta clerico-moderata;

«L'Italia»

«segue da 1911»
1912, 25 giugno, nasce questo quotidiano che prende il posto del cattolico «L'Unione» del quale continua l'indirizzo volto a promuovere l'inserimento dei cattolici nella vita politica italiana;
diretto da F. Meda confluisce poco dopo nel trust di giornali cattolici creato dal conte G. Grosoli Pironi, ma nonostante l'appoggio del card. A.C. Ferrari, è tra i giornali sconfessati dall'Avvertenza di Pio X;
«segue 1918»

 


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