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Giuseppe Volpi

(Venezia 19 novembre 1877-Roma 1947) uomo d'affari e politico italiano; 

figlio di Ernesto, ingegnere edile con casa nella parrocchia di Santa Maria Gloriosa dei Frari, ex garibaldino, e di Emilia di Mitri la cui famiglia aveva casa a Murano sin dal '700; 

1896
1 marzo, muore a Adua il fratello maggiore;
luglio, terminato il liceo, s'iscrive alla facoltà di giurisprudenza all'università di Padova; contemporaneamente, assieme al dottor Ugo Pantaleo, assume la rappresentanza per Venezia d'una compagnia d'assicurazione sulla vita L'Urbaine: 150 lire di stipendio ed una percentuale sugli affari;
è corrispondente da Venezia de «La capitale» (giornale politico quotidiano) diretto da Filandro Colarita;

1897
ottiene da Parigi l'esclusiva della compagnia d'assicurazione L'Urbaine per tutta la regione veneta; il padre gli cede la proprietà della Compagnia editrice e di pubblicità L'Aquila; morto il padre e trovandosi in cattive condizioni economiche, decide di andare in Ungheria dove si mette a commerciare in prodotti agricoli;

1899
completa il ramo assicurativo con quello degli incendi; nel frattempo pochi esami all'università e con voti mediocri; stabilisce rapporti con la Società Ungherese di Commercio (sezione del Museo commerciale ungherese); è accreditato presso la III Esposizione internazionale d'arte della città di Venezia come rappresentante del «Budapest Hirlap»; 
interrompe gli studi universitari;

1900
15 maggio, dalla Società Ungherese di Commercio ottiene la rappresentanza – esclusiva nel Veneto – per l'introduzione e la vendita di prodotti dell'industria e dell'agricoltura ungheresi; nello stesso periodo fonda la casa d'importazione e esportazione G. Volpi e Co. prendendo pure contatto con il governo serbo per l'istituzione di un'Agenzia commerciale serba in Italia;
5 luglio, fonda con Giovanni Pantaleo e Baldassarre Vareton una Società Mineraria (Sede: Venezia; Cap. Soc: 15.000 lire, versato in parti uguali dai soci; egli partecipa agli utili per 1/3 ed ha, come gerente, la firma sociale), per lo sfruttamento d'un giacimento d'antracite in Carnia, in cui, in veste di procuratore, compare Ugo Pantaleo
a Napoli viene ricevuto nella casa del banchiere trentenne Giuseppe Toeplitz, cui la Banca commerciale italiana (Comit) ha affidato una delle sue agenzie più importanti [pochi mesi dopo sarà trasferito a Venezia per aprire e dirigere un'altra agenzia]: tra i due uomini nascerà un'amicizia durata trent'anni;
per mezzo di Joseph Strausz, giornalista ungherese, conosce a Belgrado Ivan Popovic ex ministro della Pubblica Istruzione, e, tramite questi, Milenko Vesnic, uno dei maggiori esponenti del partito radicale serbo;
a Venezia frequenta due montenegrini, il conte Lujo-Aloisio Vojnovic, ministro di Grazia e Giustizia del Montenegro, e il dottor Boschic, rappresentante di un uomo d'affari, Ante Deskovic, che ha ottenuto dal principe Nicola alcune importanti concessioni industriali nel principato ed ora è alla ricerca di gruppi europei interessati a rilevarle; importante inoltre la sua relazione con il conte N.A. Papadopoli, proprietario di terre, di industrie (la Filatura Cascami Seta e una cartiera) e di aziende commerciali che lavorano soprattutto con l'Europa centrale e con i Balcani; con Papadopoli, azionista della Società Mineraria [è entrato nella società con la somma di 250.000 lire], e con l'ingegnere ferroviario Roberto Paganini ha sin dall'inizio rapporti d'affari; altri membri dell'aristocrazia veneta con cui ha rapporti di stima, sono il conte Amedeo Corinaldi di Padova, il conte Ruggero Revedin di Treviso e il conte Piero Foscari di Venezia, del gruppo  forse il più autorevole; 
in questi anni, fiancheggiato dagli amici serbi e veneziani, appoggiato dalla Comit, tenta la fortuna nei Balcani e nell'Impero Ottomano.

1902
Tramite la sua Compagnia editrice e di pubblicità L'Aquila dà alle stampe l' «Indicatore Veneto» (1902-03);
trasforma in Società Italiana per le Miniere d'Oriente un Sindacato costituito con gli stessi soci un qualche mese prima (Sede: Venezia, I piano, Palazzo Vianelli, in campo San Provolo; Cap.Soc. 1.500.000 franchi oro; Pres: Nicolò Papadopoli, vicepres.: on. Roberto Paganini; consiglieri: Ruggero Revedin, Piero Foscari, Giuseppe Marcello, Tito Braida; consiglieri delegati: Amedeo Corinaldi e Giuseppe Volpi; direttore generale Bernardino Nogara); le zone di sfruttamento sono in Anatolia (carbone) e al confine fra Turchia e Bulgaria (zolfo e zinco);

1903 
G. Volpi, P. Foscari e R. Revedin sollecitati dal conte Lujo-Aloisio Vojnovic, nel frattempo divenuto ministro del Montenegro a Roma, visitano il principato per gettare le basi di una serie di iniziative da prendersi per lo sviluppo del paese;
[versione diversa di Giovanni Baldacci in Dell'origine e dell'istituzione del Monopolio dei Tabacchi del Montenegro: …tutto è cominciato nella seconda metà del 1902 durante un viaggio in Italia del principe ereditario del Montenegro, Danilo, il quale sta cercando un prestito di 300.000 lire; essendo falliti diversi tentativi sulle piazze di Milano, Genova e Roma, specialmente per cattive informazioni della Banca commerciale italiana, e venuta la cosa a conoscenza del signor Vesnic (dirigente della legazione serba a Roma) questi s'interessa della faccenda allo scopo di fomentare in divisionarie (sic!) nel Montenegro per favorire loschi disegni della Serbia, che teme, da parte della dinastia montenegrina, seri guai al Reame; chiamato a Roma certo Giuseppe Volpi, ch'egli a suo tempo ha fatto nominare viceconsole onorario di Serbia a Venezia [solo per questioni di donne], lo informa dello stato delle cose e lo invita a proporre i suoi servigi per la risoluzione dell'affare alla condizione che gli verrebbe accordata la concessione dell'esercizio del Monopolio dei tabacchi nel Principato. Questa la condizione necessaria al Volpi per favorire i disegni del Vesnic. Data l'assoluta necessità, le proposte di Volpi vengono immediatamente accolte, gli vengono rilasciati diplomi in bianco per conferimento di decorazioni di diverso grado; in questo modo viene rimediata la somma richiesta, per la cui consegna il Volpi, accompagnato dal conte R. Revedin si reca in Montenegro.]

20 giugno, a Belgrado un complotto militare mette fine al regno e alla vita di Alessandro e di Draga Mašin che egli ha sposato contro la volontà dell'esercito e dei consiglieri di corte; sale al trono Pietro Karagjorgievic, nipote di quello che aveva organizzato la prima insurrezione serba del 1804-13; Pietro fa una politica costituzionale e antiaustriaca che schiude alla diplomazia italiana un promettente campo d'azione; Vesnic, divenuto ministro di Serbia a Roma, nomina viceconsole onorario a Venezia G. Volpi;
[congresso di Berlino del 1878
- il Montenegro conquista l'accesso alla costa ma non può avere una marina da guerra, né può aprire le proprie acque alla marina da guerra di altri paesi; quanto alla polizia marittima delle coste montenegrine, se ne occupa l'Austria-Ungheria mediante leggeri bastimenti guardia-coste; 
- la Serbia conduce una vita nazionale ancora più precaria: non ha accesso alla costa dalmata perché l'Austria la occupa da Zara a Ragusa e non ha accesso alla costa montenegrina perché i due paesi sono separati dalla Bosnia, dall'Erzegovina e dal sangiaccato di Novi Pazar; le comunicazioni stradali, ferroviarie e marittime favoriscono i contatti col nord e scoraggiano qualsiasi diretto collegamento fra i due Stati slavi; per andare in Serbia i montenegrini devono passare da Fiume. In pratica la situazione resterà ferma per 30 anni]

Volpi e i suoi amici veneziani intendono inserirsi in quella dozzina di progetti ferroviari che dovrebbero risolvere il problema delle comunicazioni portuali e ferroviarie di questa zona balcanica;
egli intanto propone al principe di Cettigne il monopolio dei tabacchi [idea nata due o tre anni prima quando il Regio Monopolio dei Tabacchi Italiani aveva studiato la possibilità di creare in Montenegro un ente analogo; egli la riprende, interpella i tecnici che avevano avuto i primi contatti e si fa dare una "benedizione" dal prossimo ministro degli esteri marchese di S. Giuliano] e costituisce a proposito la società Regia cointeressata dei tabacchi del Montenegro (Cap. Soc.: 2.500.000 corone oro; Cons. Amm.ne: Pres. sen. ing. R. Paganini, Cons.: Foscari, Revedin, Papadopoli, Amm.re delegato: Volpi con una quota pari a 430.000 corone; c'è inoltre Toeplitz, in rappresentanza della Comit); gli utili sono cospicui ma il governo montenegrino esige la percentuale dell'80%; subito dopo Volpi comincia a negoziare con i montenegrini tre concessioni, ben più importanti:
- la costruzione di un porto franco ad Antivari (odierna Bar) [la prova generale prima di Porto Marghera],
- la costruzione e l'esercizio d'una ferrovia da Antivari al lago di Scutari,
- l'esercizio d'un servizio di navigazione sul lago;
contemporaneamente incarica due ingegneri, E. Gabet del R. Corpo delle Miniere e Angelo Forti, di prospettare le risorse minerarie e idroelettriche del principato con lo scopo di preparare le condizioni necessarie allo sviluppo del Montenegro e avanzare una formale candidatura al grande negoziato ferroviario che fra poco impegnerà le banche e i governi d'Europa;
a Mogliano Veneto compra villa Morosini;

1905
gennaio, costituisce la SADE (Società Adriatica di Elettricità) e diventa uno dei maggiori produttori e distributori di energia elettrica in Italia;
dicembre, fonda la Compagnia di Antivari in cui confluisce il gotha finanziario e tecnico dell'Italia: 
- Comit (maggior parte del capitale)
- Banca Zaccaria Pisa di Venezia
- l'intero gruppo veneziano: Piaggio, Vonwiller, Orlando, Odero, Breda, Raggio, Rossi;
- una serie di deputati, scrittori, scienziati (Guglielmo Marconi, Vico Mantegazza, Vittorio Rolandi Ricci, l'on. Carlo Ottavio Cornaggia)
… quello che sorprende è il capitale versato: appena 4.000.000 di corone; 
[Paradosso apparente: l'azione di Volpi nel Montenegro è obiettivamente antiaustriaca perché si propone finalità che il governo di Vienna non può approvare (rompere l'isolamento economico del principato e dirottare almeno in parte verso la costa adriatica quelle comunicazioni ferroviarie che l'Austria vuole far convergere verso i capolinea di Vienna, Budapest, Fiume e Trieste), ma i denari di cui egli si serve per raggiungere questi scopi sono quelli della Comit (istituto nato con un forte apporto di capitale tedesco e destinato, secondo le voci, ad assicurare il controllo della finanza tedesca sull'economia italiana).
La verità: la Comit seguirà Volpi nei Balcani finché riterrà l'affare interessante e lo frenerà quando riterrà la partita complicata  ed il governo italiano prudente.]

1906
Entra nel consiglio d'amministrazione della Galileo, una società nata subito dopo l'unità d'Italia ed ora appena risanata dal gruppo Orlando e dalla Banca Commerciale;

1908
il ministro degli esteri austriaco Aerenthal propone al suo governo di effettuare un collegamento tra la ferrovia austriaca in Bosnia e quella turca in Macedonia attraverso il sangiaccato di Novi Pazar con lo scopo di unire Vienna e Berlino a Costantinopoli inserendo tutta l'area balcanica in un sistema di comunicazioni controllate dagli Imperi centrali.
[Se si fosse realizzato, Serbia e Montenegro si sarebbero ritrovati sugli opposti versanti d'una grande dorsale ferroviaria, tutte le province balcaniche sarebbero divenute vassalli economici dell'Europa centrale e l'Impero Ottomano infine una grande marca di frontiera degli Imperi centrali sulla via del più lontano Oriente.]
Francia, Russia, Serbia e Montenegro si accordano per chiedere a Costantinopoli che la nuova ferrovia abbia lo sbocco sul mare.
Intanto la concessione carbonifera di Eraclea-Kouby, in Anatolia, era installata a breve distanza da una concessione di una società francese che continuava ad opporre ostacoli politici e amministrativi a quella italiana; Volpi, per tener testa alla concorrenza e poter agire con più efficacia, con l'aiuto della Comit costituisce la Società Commerciale d'Oriente, diretta dall'ing. Bernardino Nogara, le cede tutte le partecipazioni che egli ha acquisito nell'Impero Ottomano e la installa a Costantinopoli.
maggio, Parigi, si negozia; i cattivi rapporti italo-francesi vengono sul tavolo ed i gruppi francesi fanno capire che se l'Italia vuole una posizione di rilievo nella ferrovia balcanico-adriatica la concorrenza ad Eraclea deve cessare; il ministro egli esteri Tittoni, appoggiato dal direttore generale della Banca d'Italia Stringher e dal presidente della Comit Mangili, convince Volpi che è opportuno cedere; la Società Commerciale d'Oriente vende così i propri diritti a Kouby e ottiene in cambio 11.400 azioni (su un totale di di 75.000) della Société Ottomane d'Eraclée, un milione di obbligazioni e un posto in consiglio di amministrazione per Giuseppe Volpi ma l'azionista di minoranza non ha alcun controllo sulla società francese;
la Banca d'Italia, un gruppo francese, un gruppo russo e il governo serbo s'intendono per la costruzione d'una ferrovia che collegherebbe il Danubio all'Adriatico, secondo un tracciato da definirsi;
la società francese costruttrice sarà composta per il 45% da capitale francese, per il 35% da capitale italiano e per il resto da capitale russo e serbo; a Stringher il compito di riunire i partecipanti italiani; inutile dire lo sforzo di Volpi per ottenere per sé e per la Società Commerciale d'Oriente una parte di primo piano, ma Stringher si rifiuta di dare a Volpi e ai suoi collaboratori un ruolo preminente e la Comit misura attentamente i rischi dell'impresa e i limiti della propria partecipazione;
da un lato i francesi fanno pesare la loro maggioranza, controllando attentamente i problemi finanziari e tecnici dell'operazione, dall'altro il quadro politico dell'Oriente e dei Balcani subisce improvvisamente una rapida serie di colpi e contraccolpi.
A Costantinopoli, mentre Volpi si trova nella casa di un direttore della Banca Imperiale Ottomana, le truppe di Mahmud Chefket conquistano la città per i "giovani turchi" [tra i quali ci sono anche alcuni suoi amici]: le cose mutano aspetto;
5 ottobre, approfittando degli eventi di Costantinopoli, la Bulgaria proclama la propria sovranità e qualche giorno dopo l'Austria annette la Bosnia e l'Erzegovina.
Da questo momento nei Balcani la politica scalzerà l'economia.

1909
1 gennaio, sommessamente, viene inaugurata la ferrovia Antivari-Vir Bazar, sul lago di Scutari, bell'esempio di ingegneria ferroviaria (44 km a scartamento ridotto), costruita da Paganini in due anni e mezzo;
23 ottobre, con molta solennità da una nave italiana, il Molfetta, alla presenza del regio ministro a Cettigne, barone Squitti, viene inaugurato il porto di Antivari, costruito dall'ing. Coen Cagli [lo stesso di Porto Maghera]: su una superficie di 120 ettari, due moli (250 m e 100 m), 4,5 km di banchine, 3 Mni di tonn di merce; un porto "franco" cioè particolarmente adatto a insediamenti industriali per l'intera area balcanica; una piccola "Montecarlo balcanica", il cui primo albergo viene chiamato Marina [nome della figlia primogenita di Volpi, a sua volta derivante da quello della figlia di Foscari];

1911
29 settembre, l'Italia dichiara guerra alla Turchia ed inizia le operazioni militari per la conquista della Tripolitania e della Cirenaica; Volpi e la Comit non hanno interessi in Africa settentrionale, appannaggio invece, nel tacito accordo delle sfere d'influenza, del Banco di Roma;
pochi mesi dopo lo scoppio del conflitto, i due maggiori rappresentanti dell'Italia a Costantinopoli, de Martino e Theodoli, sono partiti e accade così che l'unico italiano ivi presene capace di tenere contatti e analizzare la situazione locale sia un ingegnere minerario, rappresentante della Commerciale d'Oriente, l'ing. Bernardino Nogara;

1912
25 aprile, Venezia giorno di San Marco, promette al sindaco Grimani una Storia della Repubblica di Venezia dalle origini alla sua seconda fine [prima iniziativa culturale di Volpi]; offerta dalle tre società SADE, Cellina e Società Veneziana di Navigazione e preparata sotto la direzione d'un gruppo di studiosi e di artisti di cui fanno parte Molmenti, Fradeletto, Cian, Vittorio Rossi e il pittore Ettore Tito;
maggio, Giolitti, che ha letto le informazioni arrivate da Costantinopoli, approfittando di Volpi, quale console serbo a Venezia, decide di tentare un sondaggio e Volpi si mette al lavoro: 
- dal presidente del Consiglio serbo Milanovic ottiene un passaporto diplomatico [in attesa se n'è già procurato uno tedesco "Kaufmann", grazie al funzionario Gutsche della Comit] , 
- dalla Comit ha tutta l'assistenza necessaria, 
- da De Nari, direttore italiano della Société Anonyme Ottomane de Construction ottiene due lettere di presentazione per Carasso Effendi, deputato di Salonicco, e Midhat Choukry segretario generale del Comitato Unione e Progresso [poi non se ne servirà];
6 giugno, parte da Venezia fermandosi poi a Belgrado, dove vede il principe ereditario Alessandro e il presidente del consiglio Milanovic
10 giugno, giunge a Costantinopoli dove incontra il ministro della Guerra Mahmud Chewket, il ministro degli Esteri Assim, il vicepresidente della Camera Halagian, il direttore del «Tanin» Hussein Djaid e il deputato di Salonicco Carasso; incontra anche i maggiori finanzieri europei, alcuni giornalisti, molti diplomatici; tutti gli interlocutori di Volpi desiderano la pace e capiscono pure le esigenze italiane, ma come ppotrebbe il governo turco cedere due province che l'Italia non ha ancora conquistato? Da questa posizione derivano progetti di spartizione;
14 giugnoHalagian comunica a Volpi una proposta: il governo italiano ritirerà il decreto del 5 novembre e la Turchia proclamerà l'indipendenza e la neutralità dei due vilayet lasciando all'Italia una posizione economica privilegiata e una presenza militare nelle zone conquistate; 
16 giugno, al suo ritorno in Italia riferisce questa proposta a Giolitti;
pochi giorni dopo riceve un telegramma da Nogara che gli comunica come nel Comitato (Unione e Progresso) si sia creata una corrente sfavorevole a Volpi e che quindi la delegazione italiana dovrà essere cambiata; 
21 settembre, l'on. Elia Musatti, direttore del «Secolo nuovo» [qualche mese fa ha presentato le dimissioni dalla Camera dei Deputati per protestare contro la guerra italo-turca e provocare un'elezione suppletiva da cui peraltro ne è uscito sconfitto], incontra in campo San Fantin il direttore dell' «Adriatico», quotidiano regionale di orientamento democratico-moderato a cui notoriamente Volpi e la Comit prestano aiuto finanziario; volano parole grosse sull'onestà di Volpi e sulla collusione tra politica e finanza; anziché querelare o sfidare a duello l'avversario Volpi chiede un jury d'onore sotto la presidenza del sindaco di Roma Nathan; (vedi 21.1.1913) composto dal generale Vincenzo Garioni e dall'avvocato Ernesto Orrei per Volpi, da Camillo Prampolini e Filippo Turati per Musatti, il jury si riunisce a Milano il 21gennaio 1913 e dichiara che Volpi non ha mai tenuto condotta scorretta nella sua vita intima giovanile e che lo stato economico, fino dalle origini, è dovuto alla sua intelligente operosità negoziati di Ouchy
18 ottobre, ad Ouchy (pace di Losanna) in Svizzera la delegazione viene quindi composta da due deputati italiani, come richiesto dal governo turco, Pietro Bertolini, futuro ministro delle Colonie, e Guido Fusinato, professore di diritto internazionale all'università di Torino, ma Volpi pure ne fa parte e con tutte le prerogative d'un plenipotenziario, accompagnato da Alexander Joel, figlio di Otto il direttore generale della Comit
3 novembre, Milano, pranza nella casa di Joel, in via Borgonuovo 11; oltre a padroni di casa ci sono Cesare Mangili, presidente della Comit, e due grandi industriali elettrici, Esterle della Edison e Ettore Conti.; scopo principale dell'incontro è la situazione finanziaria della Commerciale d'Oriente che ha un debito di 600.000 lire verso la Comit ed è ricca soltanto di concessioni promettenti e di crediti congelati; si decide di liquidare la vecchia società e di fondarne una nuova a Milano, con gli stessi azionisti; Volpi lascia  la presidenza a Otto Joel ma riappare come amm.re delegato e porta con sé come dote le concessioni bulgare e le azioni di Eraclea; nei giorni successivi un funzionario della Comit, Uccelli, va a Costantinopoli per controllare o sistemare vari affari che Nogara, designato dal governo italiano a far parte del consiglio di amministrazione del Debito Pubblico Ottomano, non può più seguire; 
Nogara
, che continua ad essere tuttavia il rappresentante di fatto di Volpi e Joel a Costantinopoli, individua assieme all'ambasciatore d'Italia a Istanbul Garroni, la futura zona d'influenza italiana in un tratto della costa meridionale dell'Anatolia, intorno al golfo di Adalia; 
pochi mesi dopo Volpi, attraverso la Commerciale d'Oriente, procura al governo di Costantinopoli un prestito di 8 Mni di franchi e si propone come intermediaria per raccogliere la quota-parte italiana (50 Mni di franchi su 500) d'un grande prestito internazionale che non sarà lanciato a causa della guerra;

1913 
gennaio, Stringher diventa azionista di maggioranza della Compagnia di Antivari accettando di sottoscrivere per la Banca d'Italia 5730 nuove azioni da mille corone; Volpi ha due obiettivi: impedire che gli austriaci dirottino la ferrovia verso la costa albanese e convincere la finanza internazionale a valorizzare la "sua" Antivari;
21 gennaio, Milano, il jury composto dal generale Vincenzo Garioni e dall'avvocato Ernesto Orrei per Volpi, da Camillo Prampolini e Filippo Turati per Musatti, dichiara che "Volpi non ha mai tenuto condotta scorretta nella sua vita intima giovanile e che lo stato economico, fino dalle origini, è dovuto alla sua intelligente operosità";
3 febbraio, ricominciano le ostilità che si concludono a marzo con la conquista di Adrianopoli da parte delle forze serbe e bulgare;
8 maggio, il sindaco di Venezia gli comunica che la consulta araldica ha riconosciuto la sua nobiltà e che quindi egli può fregiarsi del titolo di nobile;
ottobre, Volpi è a Parigi, interessato alla creazione d'un sindacato internazionale per l'internazionalizzazione delle ferrovie balcaniche; egli teme che il governo serbo, preoccupato di un nuovo conflitto con l'Austria e facendo poco conto sull'appoggio effettivo della Russia e delle altre potenze dell'Intesa, faccia concessioni all'Austria nella questione ferroviaria; urgono contatti a Belgrado; recatosi a Belgrado per conto del governo italiano [e non munito di poteri speciali forniti da un sindacato internazionale, come sperato] apprende che i serbi non hanno intenzione di cedere alle pretese austriache;
intanto miete successi in Montenegro dove la sua società, la Compagnia di Antivari ha ricevuto qualche mese prima 3 Mni di lire dal governo italiano; facendo leva sulla fame cronica di denaro delle finanze montenegrine, ottiene che il governo di Cettigne garantisca una serie di opzioni ferroviarie a un consorzio internazionale di cui lui, Volpi, è l'animatore; ne fanno parte, con la Commerciale d'Oriente, la Regie Générale di Parigi e la Banca Russo-Asiatica;

1914
primavera, Volpi è prossimo a realizzare due progetti ferroviari: Adalia e Antivari.
estate: le notizie che Bernardino Nogara gli manda da Costantinopoli descrivono una realtà minacciosa; 
28 giugnol'arciduca Francesco Ferdinando d'Asburgo viene assassinato; 
28 luglio, l'Austria dichiara guerra alla Serbia: scoppia la I guerra mondiale
la Triplice Alleanza (Austria, Germania e Turchia) sono alleate contro la Triplice Intesa;
Ojetti lo conosce a S. Vito di Cadore;

1915
29 aprile, arruolatosi, è nominato sottotenente della milizia territoriale;
10 maggio, si presenta al terzo reggimento genio telegrafisti di stanza a Firenze [dove ha sede la Galileo di cui è vicepresidente]; 
24 maggio, l'Italia entra in guerra a fianco della Triplice intesa; la Comit accantona Otto Joel e liquida in Svizzera, per il tramite di Toeplitz, da tempo cittadino italiano, le partecipazioni tedesche;

1917
compra un palazzo sul Canal Grande a Venezia ed un altro in via Quattro Fontane a Roma; più tardi comprerà Maser, la villa di Palladio affrescata da Veronese, un altro grande palazzo veneziano per il Centro Volpi di Elettrologia e una Badia del XII secolo a Farfa sui colli della Sabina;

1919, coltiva l'idea di un grande complesso portuale a Marghera la cui costruzione inizia proprio in quest'anno;
giugno, inviato dal governo italiano come proprio rappresentante al Consiglio Supremo Economico, partecipa a Parigi al trattato di Versailles, dove si reca con Schanzer, Crespi e Ferraris alla testa d'una delegazione di cui fanno parte alcuni fra i maggiori funzionari, industriali e finanzieri del momento: Alberto Pirelli, Bernanrdo Attolico, Giacomo De Martino, Bernardino Nogara, Lodovico Luciolli; divisi in quattro commissioni (Economica, Riparazione danni, Finanziaria, Porti-Fiumi-Ferrovie) e in numerose sezioni i delegati alleati convengono a Parigi per rifare la geografia economica dell'Europa;
chiede un forte indennizzo per i danni subiti durante la guerra dalle sue società montenegrine, ma con risultati così modesti che la Commerciale d'Oriente (Comor) deve invocare un nuovo salvataggio;
a Parigi si parla anche dei giacimenti carboniferi di Eraclea; per tener conto degli interessi di Roma e delle preclusioni di Parigi e per sfuggire alle richieste italiane di carbone inglese, il governo britannico cerca d'orientare Orlando verso la Georgia che si è scissa da Mosca e cerca di stabilire contatti con le maggiori potenze occidentali; in Giorgia l'Italia avrebbe trovato le risorse energetiche indispensabili alla sua economia e buoni mercati per le sue esportazioni; Nitti, presidente del Consiglio, decide per una missione italiana di industriali, finanzieri e giornalisti in Georgia presieduta da Volpi e da Ettore Conti, uno dei maggiori esponenti dell'industria elettrica lombarda: vi dovrebbero partecipare anche Toeplitz, Mussolini, Nenni, Barzini, Piero Gadda Conti e numerosi funzionari;
14 giugno, presidente dell'Associazione tra le società per azioni;
settembre, Milano, per iniziativa della Comit nasce la Società anonima italo-russa per il Mar Nero (Cap. Soc. 3 Mni di lire; amm.re ing. Auerbach; anche Toeplitz nel consiglio d'amministrazione);
ottobre, il capitale della Comor viene svalutato dei primi 3/4 ed aumentato a 25.000.000 per permettere alla società di fare nuove operazioni d'accordo con la Comit; tra queste operazioni ci sono naturalmente le ferrovie dell'Anatolia meridionale;

1920
febbraio, Taranto, sulla Salunto parte la missione italiana in Georgia ma senza Mussolini e Volpi: il primo perché la situazione adriatica sì è nuovamente inasprita, il secondo forse perché a Venezia ha ora i suoi affari più importanti;
12 novembre, trattato di Rapallo, l'Italia accetta l'unione degli slavi del sud e rinuncia a qualsiasi pretesa sulla Dalmazia; Volpi vi partecipa ufficialmente per le questioni economiche;
3 dicembre, ministro plenipotenziario ["per grandi servigi resi al paese"] per le sue missioni diplomatiche a Ouchy, Parigi, Belgrado, Rapallo;
La Società Commerciale d'Oriente continuerà a convocare i suoi consigli di amministrazione e le sue assemblee, ma i programmi ferroviari e portuali dell'Anatolia meridionale hanno termine con le fulminee vittorie di Kemal Ataturk. Rimarranno soltanto i rapporti personali che Volpi riuscirà a mantenere eccellenti.

1921
3 agosto, sbarca a Tripoli come nuovo governatore; 

1922
gennaio, si iscrive al Partito Nazionale Fascista;
16 ottobre, viene nominato senatore; la sua attività finanziaria e industriale tocca il picco più alto; è azionista di 55 società, in Italia e all'estero, ed è presente nel consiglio d'amministrazione di 46 aziende italiane; di 20 di esse è presidente o vicepresidente: 
- SADE
- Cellina, 
- Idroelettrica Veneta, 
- Società Italia Centrale, 
- Società Pugliese Elettricità, 
- Mineraria Elettrica del Valdarno, 
- Sviluppo Imprese Elettriche, 
- Marchigiana Imprese Elettriche, 
- Officine Galileo, 
- Elettrica Venezia Giulia, 
- Società Italo-Americana Elettricità, 
- Credito Industriale di Venezia, 
- Cantieri Navali e Acciaierie Venezia, 
- Porto Industriale di Venezia, 
- Compagnia di Antivari, 
- Società Veneta dei Beni Immobili, 
- Società Veneziana Beni Immobili, 
- Cartiera Reali, 
- Compagnia Italiana Grandi Alberghi, 
- Associazione fra le Società Italiane per Azioni
.
[fra partecipazioni azionarie, assegni consigliari e tantièmes, ha incassato nell'anno 1.481.197,60 lire, pari a 412.454.728 del 1978]

1923
verso la fine dell'incarico a Tripoli lancia l'idea del volume Rinascita della Tripolitania [Mondadori, 1926] con prefazione di Pietro Lanza di Scalea;

1924
comincia  a restaurare il castello di Tripoli, una piccola acropoli di vecchie mura, caserme, baracche facendone, con grande libertà una struttura medioevale; ordina poi la costruzione di alcuni grandi palazzi: il palazzo di giustizia, la Banca d'Italia, la cattedrale, il Grand Hotel Municipale, il vicariato apostolico, la moschea di Sidi Hamuda e il monumento ai caduti; 
compra per sé la bella casa turca dei Caramanlis nel mezzo della Menscía [confiscata nel 1969] e 2000 ettari della azienda agricola di Misurata [dopo la sua morte sarà venduta al presidente della Corte di Cassazione libica, ma la rivoluzione di Gheddafi e i  provvedimenti di nazionalizzazione successivi interromperanno il pagamento del prezzo], dove ha vinto la prima battaglia, e d'ora in poi meta quasi annuale;

1925
1 luglio, dà le dimissioni dal suo incarico a Tripoli;
3 luglio, il suo nome è ora Giuseppe Volpi di Misurata;
13 luglio, Ministro delle Finanze nel momento in cui occorre definire il problema dei debiti di guerra e approntare la difesa del cambio in coincidenza con la stabilizzazione della lira a "quota novanta";

1926 
27, gennaio, firma con Churchill l'accordo Italia-Inghilterra sui debiti di guerra;
28 febbraio, l'università Ca' Foscari di Venezia gli consegna la laurea ad honorem;

1928
gennaio, costituisce in America la Italian Superpower, un grande cassetto azionario di 30 Mni di dollari a cui contribuiscono con propri titoli alcune delle maggiori finanziarie elettriche italiane.
Lo scopo dell'operazione è quello d'introdurre le azioni italiane, attraverso un complicato sistema di obbligazioni americane, sul mercato finanziario statunitense. Ma a tal fine bisogna che le azioni italiane si presentino con una copertura adeguata e Volpi riesce ad allineare in consiglio di amministrazione, accanto ad alcuni finanzieri, i maggiori rappresentanti dell'industria elettrica americana.
7 luglio, Mussolini gli chiede di rassegnare le dimissioni da ministro delle Finanze; 
[secondo una legge del 1926 al Gran Consiglio possono sedere ex officio tutti coloro che sono stati ministri per più di tre anni, ma sembra ci sia contestazione sull'esatto periodo in cui egli ricoperto la carica; ma, anche se il suo diritto non viene riconosciuto ("la legge del 1926 non è retroattiva"), farà parte lo stesso del Gran Consiglio per meriti straordinari].
Ritorna alle sue attività imprenditoriali che, oltre al resto, si vanno allargando a iniziative nei campi creditizio, assicurativo, industriale, di trasporto, alberghiero e di navigazione; 
invia una commissione in Romania per studiare l'elettrificazione di una zona compresa fra le città di Cluj (Klausenburg) e di Oradea Mare (Grosswardein);
in Spagna alcuni tecnici della SADE vengono ricevuti da Primo de Rivera e da altri membri del governo; 
costituisce a Bruxelles la CIBE (Compagnie Italo-Belge pour Entreprises d'Electricité et d'Utilité Publique), Cap. Soc. 78 Mni di lire, cui partecipa il suo gruppo, la Banca Commerciale, la Pirelli e la Bastogi;

1929
primavera, invia una missione in Grecia;
15 maggio, è presidente della fabbriceria della basilica di San Marco; diventa inoltre presidente della Biennale internazionale d'arte [costituita in Ente Autonomo il 13 gennaio 1930];
12 giugno, chiede di essere iscritto alla Unione Nazionale Fascista del Senato;
[la sua tessera porta la data del 26 gennaio 1922, ma la sua iscrizione al partito risale in realtà al 22 luglio 1923; l'anzianità "antemarcia" gli è stata riconosciuta dal fascio di Tripoli per ricordare la data di occupazione di Misurata Marina];
a Bruxelles costituisce una grande holding, l'Europel (Compagnie Européenne pour Entreprises d'Electricité et d'Utilité Publique; soci fondatori: SADE e Elektrobank di Zurigo, Cap. Soc. int. vers.: 500 Mni di franchi belgi);
controlla insieme alla Banca Commerciale la Compagnia Internationale des Wagons Lits di Bruxelles, cioè una società privata che esercita un servizio pubblico in regime di oligopolio e, per alcuni mesi, di monopolio;
ottobre: crisi di Wall Street;
inizia un lungo negoziato (1929-33) fra SADE e Montecatini per lo sfruttamento della concessione idroelettrica del Piave-Ansei;
[Questa concessione è un enclave "straniero" nell'impero veneto del gruppo Volpi. Ottenuta da un finanziere locale nel 1920, trasferita a un gruppo inglese nel 1924 e rilevata da Montecatini nel 1929, pone problemi che la SADE ha già risolto nei primi anni della sua esistenza e a cui il gruppo applica infallibilmente la stessa ricetta: accordarsi con il concessionario per acquistare la sua energia, costruire linee di raccordo per evitare che egli divenga distributore, controllarne le ambizioni e l'influenza facendo di lui, tutt'al più, un azionista di minoranza. Ma Montecatini non è un imprenditore locale, bensì uno dei maggiori gruppi nazionali, quello che sta emergendo dalla crisi degli anni "venti" come "proprietario" del mercato chimico nazionale. Il fatto che l'energia cadorina sia destinata agli impianti della Montecatini a Marghera rende la vicenda ancora più significativa perché dimostra che la carta geo-politica dell'economia italiana contiene spazi incerti e confini imprecisi, abbandonati ai rapporti di forza tra le potenze e all'arbitraggio del regime.]
Il negoziato fra Volpi e Donegani ha fasi alterne. Donegani rinuncia alla costruzione d'una rete di distribuzione, ma chiede per l'energia del Piave-Ansei un prezzo che Volpi considera eccessivo. Volpi, dal canto suo, resta fermo sulle sue posizioni nella convinzione che la Montecatini, prima o poi cederà.

1930
febbraio, a Montreal fonda una grande holding, l'European Electric Corporation Ltd (Cap. Soc. 43 Mni di dollari, di cui 19 versati)
marzo, fonda la Società Anonima Greca Galileo
intanto in Gran Bretagna la SADE controlla la British International Utilities Ltd;
il quadro è pronto
- SADE: fornisce i quadri tecnici (oggi know-how),
- CIBE: amministra le attività e partecipazioni greche, romene, inglesi, spagnole, ungheresi, portoghesi,
- Europel e European Electric Corporation Ltd:  fungono da collettori di capitale sul mercato europeo e su quello americano, 
-
Italian Superpower: distribuisce su spalle più larghe il peso dell'azionariato elettrico italiano.
La strategia è chiara: l'America ed in certa misura alcuni paesi europei fra cui il Belgio devono fornire i capitali, la SADE deve fornire la consulenza tecnica, ma fra i capitali e le società occorre inserire un diaframma di holdings satelliti affinché chi procura denaro abbia con le aziende contatti remoti e anonimi, mentre chi fornisce tecnica possa avere con esse contatti diretti e e concreti.
maggio, riceve, dopo averla sollecitata, una "sacra particula ex ossibus Sancti Marci Evangelistae" con un biglietto del cardinale Lafontaine, patriarca di Venezia: "E il Santo Evangelista protegga il suo Procuratore [da qualche mese è primo procuratore della basilica di San Marco], la famiglia, la contea". Trasmette subito il tutto a monsignor Giacinto Tornizza, vescovo di Tripoli.
novembre, sbarca a New York dal Vulcania: rispetto a cinque anni prima la scena è cambiata.
Verso la fine dell'anno Carlo Galli, ministro d'Italia a Belgrado, risolve la questione tra la Regia dei Tabacchi ed il governo di Belgrado;

1931
Lancia il primo Festival internazionale di musica cominciando anche a preparare la mostra del cinema; si reca ad Atene per organizzare la settimana d'arte italiana e invita il ministro degli Esteri Michalacopulos al corso per stranieri che si aprirà a Venezia a settembre;
in America la crisi assume proporzioni terrificanti;
- Europel: decide di sciogliersi [liquidata nel 1932];
-
European Electric Corporation Ltd:  muore in un certo senso prima di nascere; l'unica operazione a cui si dedica per molti mesi è l'acquisto delle obbligazioni che essa stessa ha emesso nel mercato finanziario americano; in tal modo salda i debiti e poiché le sua obbligazioni hanno condiviso le sorti di tutti i titoli quotati alla Borsa di New York, realizza un beneficio non indifferente; in ogni caso tira i remi in barca rinunciando agli ambiziosi orizzonti; l'operazione non sembra proprio ortodossa ai partners americani e darà luogo a qualche divergenza [sarà liquidata nel 1940 dopo lunghi negoziati].
luglio, Piave-Ansei, Montecatini chiede e ottiene dal ministero dei Lavori pubblici l'autorizzazione a costruire un proprio elettrodotto da Fadalto a Marghera. L'enclave del Piave-Ansei diventa così il punto di partenza d'un progetto elettrico-industriale destinato a colpire Volpi là dove egli ha le basi territoriali della sua potenza. Corre ai ripari chiedendo l'arbitraggio del regime; intanto l'on. Motta, presidente dell'UNFIEL, rivendica la libera costruzione degli elettrodotti.
dicembre, le azioni della costituenda Wagonfina spettanti alla Comit sono trasferite, con altre 400 partecipazioni, a una finanziaria pubblica, la Sofindit [da cui sorgerà da lì a poco l'IRI]. Volpi, non gradendo la presenza maggioritaria dello Stato in una sua finanziaria, accenna a disfarsi delle azioni di sua proprietà.

1932
marzo, costituisce la holding Compagnie Financière pour les Communications Internationales et le Tourisme, detta anche Wagonfina, di cui la CIBE e la Comit hanno rispettivamente un terzo e due terzi; con essa i due gruppi italiani controllano i Wagons Lits e, indirettamente, la Thos. Cook and Son Ltd di Londra;
7 maggio, fa visita a Costanzo Ciano, ministro delle Comunicazioni, per uno studio dei rapporti tra Ferrovie dello Stato, Cit, Enit e la WL-Cook in ordine a revisione dei contratti, agenzie, propaganda, turismo ecc.
luglio, in Spagna italiani e americani si separano; ciascuno prende possesso della propria posta e la SADE, in particolare, rinuncia ai suoi programmi d'espansione nel mercato spagnolo; il gruppo Volpi rinuncia ad alcune importanti partecipazioni azionarie per rafforzare la sua presenza nelle società più congeniali, quelle elettriche e acquedottistiche della zona veneto-emiliana;
senatore; è presidente della Biennale e uno dei promotori del Festival del cinema di Venezia;
settembre, riceve i principi di Piemonte alle gare di tennis e il duca di Spoleto alle gare motonautiche;

1933
Inaugura il 15° congresso internazionale di cultura commerciale;
la SADE partecipa, tra l'altro, alla elettrificazione ferroviaria della Venezia Giulia;
novembre, Piave-Ansei, il contenzioso con la Montecatini (sorto nel 1929 ma in via di regolazione da febbraio) viene definito con l'intervento di Toeplitz e di Beneduce
Donegani rinuncia alla costruzione dell'elettrodotto e Volpi deve assicurare la fornitura di energia a condizioni particolarmente vantaggiose per il gruppo chimico.
18 dicembre, presentatosi alla Sorbona come rappresentante di un capitalismo che ha in gran parte fallito dice:
"…dobbiamo convincerci fermamente che (…) il liberalismo economico ha fatto il suo tempo; occorre creare una nuova economia, non paralizzarsi in un atteggiamento negativo. (…) La consegna allo Stato di tutte le leve di produzione è anch'essa un errore giacché in tal modo arriveremo de plano al capitalismo di Stato, vale a dire a un socialismo di Stato rovesciato".

1934
3 giugno, inaugura la via sacra di Aquileia… tutto ciò che è veneziano ormai gli appartiene di diritto;
Alcuni mesi dopo consegna i gagliardetti di combattimento alle navi della II squadra, riceve Mussolini e Starace a Porto Marghera, il principe del Nepal sull'incrociatore Zara, una delegazione della città di Bari, Max Reinhardt che mette in scena Il mercante di Venezia a campo San Trovaso, Guglielmo Marconi che inaugura con lui il I congresso internazionale di elettro-radiologia e finalmente Mussolini per la seconda volta a Lido di Venezia;
come presidente della Biennale diventa in pochi anni il garante d'una "zona franca" internazionale in cui il regime interferisce prudentemente e raramente; i suoi palazzi sono stati arredati dalla moglie, appartenente a una famiglia di antiquari toscani, e i suoi discorsi vengono scritti da alcuni ghost writers (fra cui Elio Zorzi, capo dell'ufficio stampa della Biennale); coltiva la compagnia di Ettore Tito, Ciardi, Selvatico, Armando Brasini, Luigi Marangoni, Renato Simoni, Ugo Ojetti, Trilussa, Carena;
quando la Mostra del cinema proietta Estasi di G. Machaty in cui Hedy Lamarr (allora Hedna Kieslerova) appare nuda, soffoca lo "scandalo" nell'ironia; 
29 ottobre, presidente della Confindustria, lascia la direzione effettiva dell'ente a Giovanni Balella;

1935
10 gennaio, parla agli industriali a Genova;
13 gennaio, distribuisce la befana ai bambini della Confindustria;
18 febbraio, …e a Bolzano;
aprile, riceve in Italia una delegazione di industriali francesi restituendo poi la visita in Francia alla testa di una delegazione italiana;
marzo, si reca nella sua contea coloniale a Misurata;
aprile, visita il fabbricone di Prato e inaugura il corso per Dirigenti;
maggio, visita l'Esposizione di Bruxelles 
giugno, …e il Petit Palais di Parigi; assume la presidenza del Salone Internazionale dell'Automobile;
consegna la medaglia di Venezia ai cittadini di Anversa e inaugura a Venezia il III Congresso internazionale del Rotary;

1937
Fonda il Centro Volpi di Elettrologia; 
quando la Mostra del cinema proietta La grande illusione di J. Renoir, convince Ciano a considerarlo "un film patriottico francese e tedesco nello stesso tempo";

1938
primavera, incontra Enrico Fermi per preparare con lui un congresso sullo sviluppo delle ricerche atomiche da tenersi nel 1939; 
maggio, nasce a Losanna un suo figlio di secondo letto.
Belgrado, museo del principe Paolo,  presiede il comitato per la "Mostra del ritratto italiano attraverso i secoli".
Nella direzione delle sue aziende interviene ormai molto raramente, gli affari del gruppo del resto procedono benissimo; 

1939
5 dicembre, l'ambasciatore inglese Percy Loraine gli annuncia il cavalierato di Gran Croce dell'ordine del British Empire, in riconoscenza dei servizi pregevoli resi (…) all'industria e alla cultura della Gran Bretagna;
7 dicembre, partecipa alla riunione del Gran Consiglio in cui viene ribadita la "non belligeranza", già decisa dal Consiglio dei Ministri del 1° settembre;

1940
Secondo alcune testimonianze la Confindustria invia Mussolini un telegramma per invocare l'intervento in guerra, secondo il direttore Giovanni Balella il telegramma non c'è stato…
10 giugno, l'Italia entra in guerra;
27 agosto, le autorità del Reich, dopo aver recensito le partecipazioni azionarie straniere in società belghe, emano un'ordinanza con cui si riservano un diritto d'opzione; tale ordinanza mette in pericolo il controllo che egli aveva acquisito all'inizio degli anni trenta, con la Banca Commerciale, nella Compagnie Internationale des Wagons Lits. La partecipazione italiana era del 16%, e un accordo concluso a Parigi nel 1932 con la Casse des Dépôts et Consignations, che deteneva il 24% aveva permesso a Volpi di controllare la società. I tedeschi invece hanno chiari obiettivi: sciogliere i Wagons Lits, trasferire il materiale rotabile a una loro società nazionale (la Mitropa) e gestire da Berlino le maggiori linee internazionali;
14 settembre, ricorso a palazzo Chigi, ha una riunione con Giannini, direttore generale degli Affari Economici, d'Agostino della Banca Commerciale, Velani delle Ferrovie dello Stato;
28 settembre, apprende da Giannini che è intervenuto sui tedeschi per salvare la società belga dalle minacce dell'ordinanza; come prima cosa la diplomazia italiana sortisce l'effetto di attenuare la portata dell'ordinanza del 27 agosto;
novembre, con una lettera il barone Snoy, presidente dei Wagons Lits, gli trasmette copia di un'ordinanza "concernant les juifs": come consigliere di amministrazione Volpi è tenuto a dichiarare razza e religione;
dicembre, la risposta di Volpi: "Vi dichiaro con la presente che io non sono nella situazione contemplata dalla detta ordinanza, inquantoché sono di razza ariana ed i miei avi, fino all'epoca più remota, sono stati tutti di razza ariana e tutti professanti la religione cattolica".
Egli diviene presidente della Compagnie Internationale des Wagons Lits.

1941
Nel suo palazzo di Venezia dà un pranzo per l'adesione della Croazia al patto tripartito; per iniziativa di Ciano, è nominato da Mussolini presidente della Commissione economica italo-croata (nelle intenzioni del regime: proconsole economico in uno Stato satellite).
Già la Comit controlla a Zagabria la Hrvatska Banka; l'ex ambasciatore Carlo Galli, messo a riposo nel 1938 e ora uomo della Comit, espone il suo disegno: assorbire la banca locale Udruzena, portare a 100 Mni di lire il capitale del nuovo istituto e garantirgli un credito Comit di altrettanto. 
30 maggio, Galli vede Ante Pavelic, gli espone il progetto ed ottiene un consenso di massima; ma nei mesi successivi il proprietario della Udruzena, Sverlijuga, con cui la Comit sta negoziando e che dovrebbe prendere la presidenza del nuovo istituto, viene arrestato per ordine di Pavelic perché ritenuto appartenente alla massoneria; in Italia tutti sono convinti che l'arresto sia stato voluto dai tedeschi per ostacolare i progetti italiani; anche se ciò non è confermato quello che è certo è che la Germania nei rapporti italo-croati sta diventando invadente;
giugno, Roma apprende che il governo croato ha costituito una nuova società, la Domovina, per rilevare i portafogli assicurativi delle società nemiche e ha ceduto alla Muenchner Rueckversicherung le riassicurazioni del nuovo gruppo; gli italiani corrono ai ripari dal momento che tra compagnie italiane di riassicurazioni esiste la Compagnia di Roma, da poco costituita tra l'INA (Istituto Nazionale delle Assicurazioni) e le Generali con 200 milioni di capitale; nei giorni successivi il ministro d'Italia a zagrabia negozia con il ministerdegli Esteriri Lorcovice e con il ministro delle Finanze Košak un accordo cheprevede in materi adiriaassicurazoni della Domovina il 20% ai croati, il 50% agli italiani e il 30% ai tedeschi; ma i tedeschi non avallano l'accoordo italo-croato del luglio;.
luglio, il ministro degli Esteri italiano apprende: 
- che la parità aurea della kuna è stata fissata unilateralmente dal governo croato in una misura leggermente superiore alla parità fissata con la lira, tenuto conto del contenuto aureo di questa, 
- che l'ammontare della circolazione è stato fissato senza previ accordi con l'Italia e infine
- che la stampa dei biglietti è stata affidata per un valore di dieci miliardi alle officine di Lipsia;
i croati cercano di farsi perdonare lo sgarbo promettendo di affidare all'Italia la stampa dei biglietti di banca e il conio delle monete.
Il ministro d'Italia a Zagabria negozia con il ministro degli Esteri Lorcovice e con il ministro delle Finanze Košak un accordo che prevede in materia di riassicurazioni della Domovina il 20% ai croati, il 50% agli italiani e il 30% ai tedeschi; 
28 ottobre-2 novembre, ma i tedeschi non avallano l'accordo italo-croato del luglio; in una riunione tenuta a Roma la sottocommissione per le assicurazioni della Commissione economica permanente italo-croata deve convenire nuove percentuali: la quota fissa delle riassicurazioni sarà ripartita su basi diverse (45% agli italiani e ai tedeschi, 10% ai croati) e l'eccedente diviso a metà fra compagnie italiane e mercato tedesco;
19 novembre, in una lettera Beneduce chiede a Volpi la su adesione per la ricerca del metano nella zona di Ferrandina;
15 dicembre, Ciano e Volpi incontrano Ante Pavelic a Venezia;.
la Calcografia e Cartevalori di Milano, che avrebbe dovuto stampare banconote da 2 a 5 kune, abbandona l'affare perché le sue offerte sono superiori a quelle della concorrenza locale  e di una ditta tedesca;

1942
29 novembre, muore a Roma la sua prima moglie;

1943
3 maggio, per volere di Mussolini alla presidenza di Confindustria viene nominato l'ex direttore Giovanni Balella;
24-25 luglio, nella notte della famosa seduta del Gran Consiglio Giovanni Balella siede di diritto al suo posto;
egli è rimasto uno dei maggior rappresentanti del capitalismo italiano, ma ha ormai abbandonato molte cariche a Vittorio Cini e a Gaggia conservando per sé la presidenza della Compagnie Internationale des Wagons Lits e di sei aziende che gli sono particolarmente care:
- SADE
- Compagnia di Antivari
- Grandine
- Generali
- Anonima Infortuni
- Sviluppo;
agosto, lascia Roma con la famiglia per passare qualche giorno di vacanza in un albergo di Saltino, in Toscana (dove prende possesso di un appartamento di sei stanze); lasciato l'albergo per una dimostrazione ostile inscenata nei suoi confronti, si reca a Farfa Sabina, nella sua proprietà acquistata nel 1937; colto improvvisamente da malore, viene trasportato a Roma dove, visitato dal prof . Frugoni, gli viene diagnosticata una forma acuta di diabete; un'iniezione di insulina non impedisce il coma diabetico… superato il pericolo, una lunga degenza;
mentre è a letto nel palazzo di via Quattro Fontane, Castellano firma l'armistizio, gli alleati sbarcano a Salerno, il re fugge a Brindisi, Skorzeny libera Mussolini dal Gran Sasso, gli amici della fronda antifascista trovano rifugio in Italia o all'estero; tutti fuorché Vittorio Cini di cui egli apprende l'arresto all'inizio della convalescenza; gli fa visita Bernardino Nogara che, dopo gli anni trascorsi in Turchia come rappresentante della Commerciale d'Oriente e come delegato italiano all'amministrazione del Debito pubblico ottomano, è diventato, una volta rientrato in patria, il maggior consulente finanziario del Vaticano; di lì a poco Pavolini "segretario giacobino del partito"chiede l'arresto degli industriali indegni;
poco dopo Giovanni Preziosi approfitta dell'occasione per rifarsi nei confronti della Comit  accusando Volpi di essere "l'uomo covato dall'Alta Banca ebraica"; i tedeschi dal canto loro colgono l'occasione per colpire i quadri dirigenti dell'economia italiana e regolare vecchi conti con coloro che si erano opposti all'egemonia dei gruppi finanziari del Reich nell'Europa centrale e nei Balcani;
23 settembre, le SS di Herbert Kappler circondano il palazzo di via Quattro Fontane ed egli viene arrestato e trasportato in via Tasso; le SS (secondo le testimonianze della moglie Natalia Volpi) si fanno consegnare i gioielli in possesso della moglie, asportano quadri, sculture, oggetti d'arte; 
15 ottobre, è oggetto di una campagna denigratoria (in Germania il «Völkischer Beobachter» lo accusa di aver acqustato alcuni terreni a Roma per conto delle Assicurazioni Generali permettendo così alla "Sinagoga di venire in aiuto al re traditore";
26 ottobre,  le collezioni di casa Volpi [secondo documenti rinvenuti dopo la fine della guerra] partono da Roma su un vagone contrassegnato Kassel 51952 e destinato a Goering; viaggiano con esse l'arredamento di casa d'Assia e tre pietre sepolcrali per il museo germanico di Klagenfurt; 
dopo un breve passaggio nella prigione delle SS [dove forse è stato torturato] viene portato a Regina Coeli dove rimane ca due mesi; le condizioni di salute, l'intervento d'un suo collaboratore, l'ing. Fausto Grisi [assunto nel 1924 a Porto Marghera e da tempo amministratore dei suoi beni], su Buffarini-Guidi e le pressioni di alcuni amici (Nogara, Graziani) gli permettono di ottenere un ricovero nella clinica "piccole suore azzurre";

1944 
24 febbraio, rimasto finora qui piantonato, ottiene la libertà; Nogara interviene subito presso il nunzio di Berna nella speranza di ottenere un visto d'ingresso dal Dipartimento politico federale, ma le autorità svizzere fanno sapere che avrebbero potuto semmai accogliere i famigliari come profughi se si fossero presentati alla frontiera; si decide quindi che la famiglia si presenti alla frontiera e Graziani garantisce il permesso;
aprile, partiti da Roma fanno sosta a Farfa dove il parroco del paese, don Maurizio Caleri, incontra Volpi nel giardino della tenuta; da Milano quindi raggiungono Como e li dopo un po' la frontiera, nel mezzo della notte, accompagnati da un prete e da due contrabbandieri; poiché le guardie svizzere accolgono soltanto la moglie e il figlio, egli è costretto a tornare indietro;
29 luglio, dopo essere stato ospitato da amici della zona, riesce finalmente ad attraversare la frontiera nei pressi di Clivio e a farsi ricoverare in un ospedale a Lugano; qualche settimana dopo è alla clinica Cécil di Losanna dove i medici constatano "una arteriosclerosi grave con manifestazioni neurologiche importanti (…)".

1945
23 marzo, il nucleo di polizia giudiziaria presso l'Alto Commissariato per le Sanzioni contro il fascismo lo denunzia all'autorità giudiziaria che, a sua volta, emana il mandato di cattura;
luglio, costituitosi un comitato tecnico per l'avocazione dei profitti di regime, il patrimonio di Volpi viene sequestrato;
dicembre, esaminato il caso Volpi da marzo a dicembre, l'Alto Commissariato invia gli atti alla sezione speciale della Corte d'Assise di Roma; i delitti di cui egli è imputato sono:
- avere concorso ad annullare le garanzie costituzionali e a distruggere le libertà popolari (art. 2 del D-L-L- 27 luglio 1944, n. 159); [non luogo a procedere]
- avere contribuito a mantenere in vigore il regime fascista con atti rilevanti (art. 3 dello stesso decreto); [colpevole]
La difesa è affidata agli avvocati Annibale Angelucci e Federico Hollaender-Ogliani, ma l'uomo che più di tutti si prodigò per raccogliere documenti e sollecitare testimonianze è l'ing. Fausto Grisi;

1946
22 giugno, amnistia;

1947 
27 gennaio, la sezione istruttoria della Corte d'Assise decide di procedere solo per le imputazioni di cui all'art 3, soprattutto per aver partecipato all'approvazione della legge 24.12.1925 n. 2275 "con cui  vennero estesi agli invalidi e alle famiglie dei caduti per la (…) causa nazionale le norme per il conferimento delle pensioni di guerra, legge che al di sopra delle apparenti finalità umanitarie, nasconde l'esaltazione ed il premio alla violenza e al delitto, elevati a sistema nelle competizioni politiche";
poiché il reato rientra fra quelli prescritti dall'amnistia del 22 giugno 1946, la corte ritiene di non rinviarlo a giudizio;
21 ottobre, assolto per un reato e amnistiato per l'altro, Volpi può rientrare in Italia ma le sue condizioni si aggravano non appena passata la frontiera;
16 novembre, Roma, muore a villa Bianca dove è stato ricoverato subito dopo il suo rientro in Italia;
19 novembre, viene sepolto nella cappella di famiglia, nel cimitero di san Michele a Venezia ma i famigliari ottengono che la salma sia tumulata in un'arca neorinascimentale nella chiesa dei Frari accanto alle tombe di alcune fra le maggiori famiglie dogali veneziane. 

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Il suo enorme patrimonio passa agli eredi, senza venire neppure scalfito dalle terribili leggi fiscali avocatrici dei profitti del regime.

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Compagnia di Antivari: sopravvive distribuendo fino al 1942 un piccolo dividendo (1%) ridivenendo per un momento nel 1942 il polo adriatico d'una progettata trasversale balcanica. Ma…
- dopo l'8 settembre 1943, i tedeschi arrestano il medico ebreo della società e ne fucilano la moglie;
- aprile 1945, i partigiani di Tito, dopo aver occupato Antivari (24 novembre 1944), arrestano e trasferiscono a Cettigne il direttore, quattro funzionari e la moglie di uno di essi;
il sogno balcanico di Volpi è seppellito una volta per tutte.

Società Elettrica Coloniale Italiana: venduta ad una compagnia inglese sin dagli anni cinquanta;

SADE: sino al dicembre 1943 Volpi conserva formalmente la presidenza; il giorno 6 Gaggia [rimarrà presidente fino alla morte nel 1953; gli succederà Vittorio Cini] comunica al consiglio di amministrazione che Volpi, dalla clinica dove si trova, ha presentato le sue dimissioni;
1963, sono passati gli impianti allo Stato; 10 ottobre, la frana del Vajont mette la società sul banco degli imputati;
1964, si unisce alla Montecatini;
1966, l'inondazione di Venezia mette sul banco degli accusati la Società Porto Industriale;

1970, Michele Sindona acquista il pacchetto di controllo della Sviluppo e con esso azioni SADE e CIGA detenute dalla vecchia finanziaria di Volpi e Toeplitz; un altro matrimonio coinvolgerà Sviluppo e Immobiliare;
la partecipazione nella Mid-Lincolnshire viene definitivamente liquidata nel 1947;

Dopo la fine della guerra il Credito Industriale di Venezia si fonde col Banco de Italia y de Rio de la Plata per confluire, verso la metà degli anni sessanta, nell'Istituto Bancario Italiano (IBI) di Carlo Pesenti;
l'Adriatica di Navigazione, sorta dalla fusione di alcune piccole aziende, entra nella Finmare alla fine degli anni Venti, mentre la Società Italiana di Armamento (Sidarma) perde buona parte della sua flotta durante la seconda guerra mondiale, la ricostituisce con le Liberty, ordina alcune petroliere ma non può ritirarle per la crisi dei noli.
Volpi, caduto i disgrazia, deve cedere la presidenza della Wagons Lits ad Alberto d'Agostino; più tardi l'IRI rileverà la quota del gruppo Volpi e la partecipazione italiana diverrà gradualmente minoritaria;
le Officine Galileo passano alla Montecatini (poi apparterranno alla Montedison).

Alle Assicurazioni Generali (di cui era presidente nel 1938) gli succedono: Cosulich, Tripcovich, Baroncini, Merzagora.
Cotonificio Veneziano (già Cotonificio Brunner): rilevato dopo la prima guerra mondiale viene ceduto alla Snia Viscosa dopo la seconda;
il «Gazzettino» rilevato nel 1939 dal gruppo Volpi è ceduto alla Democrazia Cristiana nel 1946;
le Bonifiche del Tagliamento;
la Società Telefonica in cui confluisce negli anni cinquanta la TELVE di cui egli è il maggiore azionista;

 

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