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ANNO 1923

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Papa Pio XI
(1922-39)

- segretario di Stato: card. P. Gasparri.

1923
primavera, Mosca, tre prelati e dodici sacerdoti cattolici vengono arrestati dalla polizia segreta con l'accusa di attività controrivoluzionaria e antisovietica. Tra questi l'arcivescovo Jan Cieplak e il suo vicario generale, Konstanty Budkiewicz, agente dell'Entità. Mentre il primo è condannato ai lavori forzati a vita, il secondo viene giustiziato con un colpo alla nuca in una prigione sotterranea della Lubyanka la notte del 31 marzo.
Poco dopo, chiese, seminari e scuole vengono chiuse e i sacerdoti arrestati, giustiziati o condannati all'esilio.
Settembre
5-6
, Genova, si svolge un congresso eucaristico a cui partecipa, come legato del papa, il cardinale De Lai.
9, il «Popolo d'Italia» scrive che i cardinali tornano dal congresso «più che soddisfatti, raggianti per le accoglienze ricevute, e più che mai saldi nelle loro simpatie per il governo dell'on. Mussolini».

"Seconda Internazionale"

«segue da 1922»
1923
Conferenza di Amburgo: le incessanti polemiche tra comunisti e socialisti e il riflusso dell'ondata rivoluzionaria postbellica contribuiscono alla riunificazione delle frazioni socialiste di destra e di centro con la costituzione dell'Internazionale operaia socialista che proclama come suo scopo fondamentale «la sostituzione del sistema di produzione capitalistico con il socialismo» e la lotta di classe «come mezzo per l'emancipazione della classe operaia».
Maggio
22-25
, Congresso di Losanna: riconoscimento dell'Internazionale operaia socialista.
«segue 1924»

 

1923, 1-2 settembre, un terremoto semidistrugge Tokyo e Yokohama provocando 74.000 vittime.
[La ricostruzione inizia con capitali americani.]






1923
Schweizerische Eidgenossenschaf
Confédération suisse
Confederazione svizzera
[Repubblica federale]
- Presidente
-
- Primo ministro
-
-

1923

[Politica in materia di immigrazione - I fase: 1917 ca-1925]

Luglio
14
, è ancora in corso la conferenza di Losanna (20 nov 1922 - 24 lug 1923) – per la revisione del trattato di Sèvres – a cui partecipano:
- Francia,
- Gran Bretagna
[Ministro degli esteri lord Curzon;
Alto Commissario a Costantinopoli sir Horace Rumbold.]
- Italia,
- Giappone,
- Stati Uniti,
- Turchia,
- Grecia,
- Jugoslavia,
- Romania;
vi intervengono anche, per le questioni che le riguardano:
- Bulgaria,
- U.R.S.S..


[Jean Ziegler, Una Svizzera al di sopra di ogni sospetto, Arnoldo Mondadori Editore Milano 1976]


1923
-
Presidente
della repubblica e dei ministri
-
Cancelliere
mons. Ignaz Seipel
Partito cristiano-sociale
(1922 gen - 1924)
Interni
Affari Esteri
Finanze
-
-

1923
dal 1920 è in vigore la costituzione austriaca che prevede un parlamento bicamerale comprendente:
- Nationalrat (consiglio nazionale eletto a suffragio nazionale),
- Bundesrat (consiglio federale eletto dalle diete dei Länder);

i contrasti fra cristiano-sociali (mons. Ignaz Seipel) di estrazione contadina e socialdemocratici (Karl Renner) di formazione operaia e urbana degenerano in una latente guerra civile, per il conflitto fra le forze paramilitari legate ai due schieramenti;

SUDTIROLO

Bozner Unterland o Südtiroler Unterland (Bassa Atesina);
[È un territorio dell'Alto Adige che comprende la zona tra Branzoll e Salurn. È attraversata dal fiume Adige, dall'autostrada e dalla ferrovia del Brennero.
Questa è la zona che (1923-39) soffrirà maggiormente le persecuzioni fasciste della popolazione germanofona.
Vengono così create le Katakombenschulen "scuole delle catacombe", unica opportuntà per i bambini del Sudtirolo di imparare il tedesco durante le repressioni fasciste.
Welscher: nei paesi di lingua tedesca designa il cittadino di nazionalità e lingua italiana; dopo il fascismo assumerà valore spregiativo.
Welschtirol: si usa semplicemente per definire il "Tirolo italiano" cioè il Trentino.]

[Lilli Gruber, Tempesta, Rizzoli 2013.]





GERMANIA
1923

Presidente
della Repubblica

F. Ebert SPD
(1919 10 ago - apr 1925)
-
Presidente
del
Reichsrat (rappresentanti
dei Länder)
-
Presidente
del Reichstag
(deputati eletti
dal popolo)
-
-
Cancelliere del Reich
[Reichskanzler]
W. Cuno
indipendente
(1922 22 nov- 12 ago 1923)
G. Stresemann
DVP
I
(13 ago - 3 ott)
G. Stresemann
DVP
II
(6 ott - 23 nov)
W. Marx
I
Centro Cattolico
(30 nov - 15 dic 1924)
Segretari di Stato
Difesa/Guerra
-
Affari Esteri
-
-
-
G. Stresemann
(1923-26)
-
-

Nazismo
1923

Gennaio
10
, conferenza di Parigi: il primo ministro francese L. Poincaré mantiene la sua posizione rigida circa le riparazioni di guerra dovute dai tedeschi;
la Germania viene dichiarata insolvente per quanto riguarda i pagamenti delle riparazioni di guerra;
11, avviene l'occupazione militare franco-belga della Ruhr e il controllo delle industrie e delle miniere della regione, sotto gli ordini del gen. Degoutte ed organizzata con la partecipazione dell'esercito belga in accordo con l'esercito italiano*.
- una MICUM (Mission Interalliée de Contrôle des Usines et des Mines) vi stabilisce un governo militare;
- viene proclamata la legge marziale,
- si istituisce la censura sulla stampa,
- si istituisce la confisca dei beni,
- 147.000 abitanti vengono espulsi;
gli italiani si rifiutano di partecipare* [punto controverso rispetto a quanto detto sopra da altre fonti] e gli inglesi protestano, affermando che «il passo franco-belga non si accorda con il trattato».
[Nonostante il precipitar della storia da ora, per i Kruppianer che si ricorderanno degli anni Venti "l'invasione" sarà sempre l'occupazione del 1923.
I Kruppianer (lavoratori della Krupp) soprannominano l'occupazione «die Bajonette».]
Di dubbia validità giuridica e frutto dell'ambizione francese, l'occupazione della Ruhr – soprannominata dai Kruppianer (lavoratori della Krupp) «die Bajonette» – assume ben presto un carattere di violenta repressione.
Gli invasori si rendono conto di aver fatto un atto di forza arbitrario e si giustificano con il fatto che la zona occupata è piccola: 100 km di lunghezza e 45 di larghezza; ma poiché l'industria tedesca è concentrata proprio qui, i poilus si sono beccati, sia pure in pegno:
- l'85% della produzione carbonifera del paese;
- l'80% della produzione di ferro e acciaio,
- la fonte di un 70% dei manufatti.
La popolazione, spinta dal cancelliere tedesco W. Cuno, oppone una compatta resistenza passiva all'occupante;
la Ruhr viene quasi completamente isolata dalla Germania, gli scioperanti tedeschi sono scacciati dai posti di lavoro e sostituiti da francesi;
ciò conduce le relazioni tra Francia e Germania a un punto tale di frizione che la diplomazia internazionale ritiene di dover intervenire e sostenere gli sforzi che A. Briand in Francia e G. Stresemann in Germania stanno compiendo a favore di una sistemazione pacifica delle vertenze sorte al termine della prima guerra mondiale;
26, Monaco, al poligono di tiro, H. Himmler incontra E. Röhm, capo delle SA (Sturmabteilungen, reparti d'assalto - o "camicie brune");
27, A. Hitler, dall'aprile 1920 a capo del NSDAP (Nationalsozialistische Deutsche Arbeiterpartei – Partito nazionalsocialista dei lavoratori tedeschi), alla tribuna del secondo congresso del partito forgia lo slogan: «Deutschland erwache» (Germania risvegliati);
intanto H. Göring ha fondato la Stosstrupp Hitler o guardia personale di A. Hitler per garantire il servizio d'ordine dei comizi nazisti,

Febbraio
-

Marzo
31
, Essen, vigilia di pasqua, ore 07:00, un certo ten. Durieux del 16° Fanteria francese appare nell'Altendorferstrasse con undici uomini e un fucile mitragliatore; sono qui per far l'inventario dei veicoli che si trovano nel zentrale Garage della Krupp che sta proprio di fronte agli uffici amministrativi; intanto tutte le stanze per gli ospiti di Villa Hügel sono state occupate da un generale e dai suoi uomini, tutti francesi.
ore 09:00, quando il ten. Durieux entra nella fabbrica comincia a ululare la sirena dei pompieri seguita da quella della Hauptverwaltungsgebäudee e seguita a sua volta da altre migliaia di sirene.
[Al processo che ne seguirà il ten. Durieux dirà di aver visto almeno 30.000 persone.]
ore 10:30, gli ululati delle sirene cessano;
ore 11:00, quando i Kruppianer avanzano il ten. Durieux ordina di aprire il fuoco su di loro…

Aprile
, Pasqua, sul «New York Times» appare un titolo a lettere cubitali:
I FRANCESI UCCIDONO 6 UOMINI E NE FERISCONO 30 IN UNO SCONTRO ALLA KRUPP;
[La realtà è ancora peggiore. In tutto i morti sono 13, compresi 5 apprendisti minorenni, e i feriti 52.]
Il generale francese che si è autoospitato a Villa Hügel si affretta a far venire da Düsseldorf carri armati e fucili mitragliatori per timore di qualche rappresaglia.
Lo stesso pomeriggio un motoclista belga, un agente di polizia e due ingegneri francesi vengono aggrediti, picchiati e derubati. I sabotatori fanno saltare un ponte di Essen.
Nella vicina Mülheim alcuni membri della Rote Soldatenbund invadono il municipio e lo tengono 24 ore. Granate a mano vengono lanciate contro i soldati francesi a Düsseldorf e una delle loro sentinelle viene assassinata alla stazione da un cecchino tedesco.
Parigi fa sapere che, essendo sfuggito alla giustizia l'assassino della sentinella, Essen dovrà pagare una multa di centomila marchi,
10, un'ora dopo l'alba vengono esposte le bandiere a mezz'asta in tutta la Germania e le campane suonano a morto in ogni paese e città.

Maggio
9
, Gustav Krupp, processato con l'imputazione di aver incitato alla rivolta i suoi dipendenti e condannato a 100 Mni di marchi di multa e a 15 anni di prigione, viene mandato alla prigione di Düsseldorf sotto scorta armata.
I sabotatori tedeschi si vendicano facendo saltare per laria le caserme di Dortmund.
I francesi ritorcono con l'arresto del capo della polizia tedesco.
Fuori l'inflazione galoppa. È iniziato il crollo del marco tedesco nei confronti delle altre monete.
Alla fine del mese 750.000 lavoratori dell'acciaio e del carbone, compresi i Kruppianer, si mettono in sciopero.

Giugno
il marco scende a 100.000 per ogni dollaro;

Luglio

il marco scende a 200.000 per ogni dollaro;
il marco scende a 500.000 per ogni dollaro;
28, il marco scende a 1.000.000 per ogni dollaro;

Agosto
12-14
, sciopero generale in tutta la Germania; i negozi restano chiusi perché continua l'ascesa folle dei prezzi; i disordini si fanno sempre più violenti;
cade il governo del cancelliere W. Cuno;
14, G. Stresemann viene nominato cancelliere e Rudolf Hilferding ministro delle finanze;
20, visto che le dimostraazioni non risolvono nulla, 750.000 lavoratori dell'acciaio e del carbone, compresi i Kruppianer, si mettono di nuovo in sciopero;
a Essen e a Düsseldorf i tedeschi perseguitano i francesi;
la situazione è incontrollabile;

Settembre

il governo di G. Stresemann, impegnato in una difficile inflazione, deve cessare ogni appoggio alla resistenza antifrancese nella Ruhr.
La Baviera è retta da un triumvirato (formato da G. von Kahr e due militari: il generale Lossow e il colonnello von Seisser) che ha intenzione di proclamare l'autonomia della regione e, in un secondo tempo, di creare un'unione di Stati germanici del sud comprendente l'Austria; A. Hitler non vuole saperne di questa coalizione.

Ottobre
22
, il governo francese proclama la repubblica della Ruhr e della Renania ad Aquisgrana e Düren; troppo debole per sopravvivere a un plebiscito si dissolve e ha inizio l'ingrato compito di ritirare l'occupazione o «die Bajonette»;
23, giorno del crollo definitivo del marco: con un dollaro si possono acquistare 40 Mdi di marchi nelle banche e 60 Mdi di marchi alla borsa nera.
31, il marco tedesco non ha più alcuna valutazione monetaria;
[È sceso a 4,2 mila miliardi per un dollaro.]

Novembre

La repubblica di Weimar sta attraversando uno dei momenti più difficili; ecco il fine dell'azione politica di A. Hitler: eliminare la repubblica di Weimar e introdurre la dittatura, secondo il modello inaugurato in Italia da B. Mussolini;
8-11, putsch di Monaco
A. Hitler e E. Ludendorff organizzano un colpo di stato a Berlino contro il governo repubblicano, ma il putsch fallisce già a Monaco…
8, Monaco, A. Hitler (all'insaputa di E. Ludendorff) penetra con un revolver in mano nella Bürgerbraukeller, una birreria nella quale G. von Kahr sta tenendo una riunione pubblica dinanzi a tremila persone.
Egli spara un colpo di pistola per aria e avanza verso la tribuna dove si trova l'oratore, s'impossessa del microfono e dichiara che la rivoluzione nazionale comincia, che l'edificio è circondato da seicento uomini bene armati, che nessuno deve abbandonare la sala, che se la calma non torna immediatamente farebbe piazzare una mitragliatrice nella galleria, che i governi del Reich e della Baviera sono rovesciati, che è stato formato un nuovo governo provvisorio, che le caserme della Reichswehr e della polizia sono occupate, che l'esercito e la polizia marciano sulla città sotto l'insegna della svastica.
In effetti le SA hanno accerchiato la sala e piazzato una mitragliatrice puntata sulla folla. La poliza peraltro ha ricevuto l'ordine di non intervenire: uno dei suoi capi, W. Frick, è membro del NSDAP e ha impartito le disposizioni necessarie per facilitare il compito del Führer.
In una saletta accanto, A. Hitler fa delle offerte al triumvirato:
- a G. von Kahr, commissario generale del Reich, offre la reggenza della Baviera (offerta astuta perché è il capo dei monarchici bavaresi e ci sarebbe l'eventualità di una restaurazione…),
- a O. von Lossow propone il ministero dell'Esercito,
- a H. von Seisser propone il ministero degli Interni;
quando interviene E. Ludendorff, che ha un immenso prestigio tra la popolazione, il triumvirato sembra disposto a cedere poiché il generale rappresenta una forza considerevole: capo degli ex Freikorps e delle diverse associazioni patriottiche bavaresi…
a questo punto, avuto l'annuncio che nella caserma del 19° Reggimento di fanteria bavarese stanno scoppiando incidenti, A. Hitler, che ha bisogno della neutralità dei soldati non avendo ottenuto il loro appoggio, abbandona la Bürgerbraükeller;
il triumvirato approfitta per dissolversi: G. von Kahr si rifugia a Ratisbona e organizza la resistenza; dopo aver fatto rapidamente il punto della situazione fa affiggere un manifesto per le strade di Monaco in cui si legge, tra l'altro, che il NSDAP, le leghe Union-Oberland e Reichskriegs flagge sono sciolti.
Le associazioni di ex combattenti si sono infatti unite all'NSDAP nell'azione alla Bürgerbraükeller. I membri del Reichskriegs flagge sono stati anzi i più organizzati e i più efficaci accanto alle SA. Sotto il comando di E. Röhm essi si sono impadroniti del ministero della Guerra, unico punto strategico che i rivoltosi riescono tuttavia a controllare.
H. Himmler passa la notte al ministero insieme a E. Röhm e ai suoi amici della lega;
9, i manifestanti passano sotto il ministero della Guerra dietro a A. Hitler e E. Ludendorff diretti verso il centro della città; sotto le bandiere con la svastica il corteo di 3.000 partecipanti arriva verso mezzogiorno in fondo alla Residenzstrasse, in piazza dell'Odeon.
Sulla Feldherrnhalle gli si pone davanti uno sbarramento di polizia [chiamata "polizia verde" dal colore dell'uniforme].
Mentre i manifestanti esitano e parlamentano si ode un colpo di pistola partito da non si sa dove. La polizia spara, degli uomini cadono, tra i quali Max-Erwin von Scheubner-Richter, ferito mortalmente. Anche H. Göring è colpito a una coscia e viene condotto da un banchiere per le prime cure. Questo banchiere israelita lo aiuterà a passare in Austria con sua moglie.
Mentre la folla si disperde in preda al panico, i dirigenti nazisti si gettano a terra per ripararsi. Solo E. Ludendorff prosegue la marcia da solo e si fa arrestare.
Sul selciato della Residenzstrasse rimangono 16 morti; E. Röhm e i suoi uomini si arrendono dopo due ore. Il ministero della Guerra era stato circondato già all'alba dalla fanteria dell'esercito regolare.
A. Hitler riesce a fuggire e si rifugia a Uffing, in una casa di campagna di proprietà di certi amici, gli Hanfstaengl.
11, A. Hitler viene arrestato dalla polizia e incarcerato; in prigione ritrova molti altri capi della cospirazione tra cui E. Röhm stesso; H. Himmler invece perde solo l'impiego;
23, si dimette il governo di G. Stresemann;
24, minato dall'alcoolismo e stroncato da un'embolia, muore Eckart;

Dicembre
4
, W. Marx, con pieni poteri, forma un nuovo governo teso al risanamento economico della Germania;
dopo sette mesi di prigione Gustav Krupp, usufruisce dell'amnistia di Natale;

Berlino
1921-23
, per il collasso della Russia zarista, per l'incertezza politica delle nazioni sorte dal disfacimento dell'impero austro-ungarico, per il basso costo della vita (per chi sia fornito di valuta pregiata), per le nuove correnti di pensiero affiorate dopo il crollo del sogno egemonico degli Hohenzollern Berlino è diventata il più vivace centro culturale dell'Europa. Dalla Russia principi, borghesi, ricchi, nobili, feudatari, fuggono verso la Germania che è rimasta sola, salda, intatta nello spezzettamento europeo, malgrado la tremenda sconfitta. Verso Berlino le intellighentia slave cercano scampo dall'opposizione bolscevica, come molti anni prima, ad inizio secolo, avevano cercato asilo a Parigi contro l'oppressione zarista. Chi è stato ricco a Mosca e a Pietroburgo e può attraversare le frontiere con una manciata di gioielli, ora si sta rifacendo una vita nella capitale tedesca.
Corrispondente da Berlino per «La Stampa» è Giulio De Benedetti che ha sposato Maria Bignami. La loro casa diventa uno dei centri più ospitali di Berlino, frequentata dall'ambasciatore italiano Alessandro de Bosdari con la moglie Jeanne, dal pittore dell'alta società Gino De Finetti, dall'addetto alla Commissione Militare interalleata Raffaele Cadorna, dall'aviatore Guido Keller amico di D'Annunzio, da Attilio Raimondi (figlio del Presidente della Corte d'Appello di Milano) membro di una delle tante Commissioni interalleate create per vigilare ed infrenare le velleità della sconfitta Germania degli Hohenzollern.
[Raimondo Colino Pansa, Memoria di Mary, La Martinella di Milano 1970]



1923
REPUBBLICA di POLONIA
[capitale Varsavia]
Capo dello stato
Stanislaw Wojciechowski
(1922 20 dic - 14 mag 1926)
[Partito Popolare Polacco "Piast"]
Comandante supremo dell'esercito
J. Pilsudski
(1919 gen - 1923)
Presidente del consiglio
Wladyslaw Sikorski
(1922 16 dic - 26 mag 1923)
Wincenty Witos
(26 mag - 14 dic)
Wladyslaw Grabski
(1923 19 dic - 14 nov 1925)
Ministro delle Finanze
W. Grabski
(1919 gen - nov 1925)
-

1923
la costituzione del 1921 ha assegnato ampi poteri al parlamento diviso in due camere: senato e sejm (dieta);
J. Pilsudski si dimette ora anche da comandante supremo dell'esercito;

GALIZIA
Dopo la prima guerra mondiale è stata unita alla Polonia (prima era parte integrante dell'Impero austro-ungarico).

CHIESA CATTOLICA
in Galizia
n.
membri
Ucraini cattolici
3.576.237
Diocesi Metropolitana:
- Halicz-Lviv.
1
Diocesi suffraganee:
- Lviv (Leopoli),
- Stanislav,
- Peremyshl
3
Amministrazione apostolica: - Sanok
1
Sacerdoti
2.275
Ordini religiosi:
- basiliani (oltre 600 membri],
- eudisti,
- redentoristi di rito orientale.
- Congregazioni di suore
8

Ogni diocesi ha il suo seminario e a Lviv c'è anche un'accademia ecclesiastica.

[Carlo Falconi, La Chiesa e le organizzazioni cattoliche in Europa, Milano 1960, Edizioni di Comunità.]

 



1923
Presidente della Repubblica
T.G. Masaryk
(1918 - 1935)
Ministro degli Esteri
E. Beneš
(1919 - 1935)
-
1923
la riforma agraria del 1919 ha portato all'esproprio di più di un milione di ettari appartenenti a grandi proprietari;
dal 1921 opera il Partito Comunista Cecoslovacco;




1923
FRIULI-VENEZIA GIULIA,
ISTRIA, Fiume e Zara
Trattato di Rapallo: 12 novembre 1920.
VENEZIA GIULIA
- il confine fra l'Italia e lo stato S.H.S. è stabilito al Monte Nevoso in Carniola, con l'Istria, Zara e un perimetro di circa 7 km intorno a questa città, le isole di Cherso, Lussin, Lagosta e Pelagosa con gli isolati adiacenti attribuiti all'Italia.
1923
-

ISTRIA
1923
-
Fiume
La città viene costituita a Corpus separatum (come sotto Maria Teresa) con una sottile striscia di territorio che lo congiunge all'Italia; Porto Baros, però, parte integrale dell'antico Corpus separatum, viene attribuito alla Jugoslavia.
1923
-

Zara [in Dalmazia]
La Dalmazia (meno Zara) e tutte le altre isole dalmate e del Quarnero invece vanno allo stato S.H.S..
1923
-

1923
REGNO dei SERBI, CROATI e SLOVENI
[S.H.S.]
– dal 1° dicembre 1918 –
[Monarchia parlamentare ereditaria]
Alessandro I Karagjorgjevic
Albero genealogico

(1888 - ottobre 1934)
figlio di Pietro I e di Zorka di Montenegro;
1914, reggente del regno Serbia nel periodo della prima guerra mondiale;
1921-29, re dei serbi-croati-sloveni…;
[dal 1918: unificazione di serbi, croati, sloveni, macedoni, montenegrini; regno privo del litorale dalmata (rimasto all'Italia in seguito al trattato di pace) e della Carinzia (rimasta all'Austria).]

1929-34, re di Jugoslavia;

Primo ministro
N. Pašic
(1918 1° dic - dic 1925)
[fondatore del Partito radicale serbo (1881)]
-
1923
-
SLOVENIA
[dal 1° dicembre 1918]

1923
-

CROAZIA

1923
-

SERBIA

1923
-

MONTENEGRO
[dal 1° dicembre 1918]
1923
-
MACEDONIA
1923
-


1923
Albania
CONSIGLIO
DI REGGENZA
(quattro reggenti)
. Giafer Ipi [?]
(1923 - ?),
. Refik Toptani [musulmano sunnita]
(1922 - ?),
. Sotir Petsi [ortodosso]
(1922 - ?),
. ? [?]
primo ministro
Ahmed Zogu
(1923 - feb 1924)
ministro dell'Interno
-
-
ministro degli Affari Esteri
-
-
ministro della Guerra
-
-

1923
Gennaio
scoppia un moto di rivolta capeggiato da Bairam Tsuri, ma è presto domato.
Intanto è nominato consigliere finanziario permanente della Società delle Nazioni l'olandese dr. Hunger, mentre l'inglese col. Stirling è scelto come consulente al ministero dell'Interno, e ad altri stranieri vengono affidati diversi servizi.
Varie società estere cominciano ora a cercare di ottenere concessioni per lo sfruttamento del paese, specialmente per le ricerche di petrolio, la cui presenza è stata da tempo constatata.
La situazione generale non è soddisfacente.
Vi è grande miseria nel nord, sia per il fallimento dei raccolti per due anni consecutivi che per le devastazioni fatte dagli jugoslavi al tempo delle loro incursioni.
Gli albanesi sia in Grecia che in Jugoslavia sono perseguitati, e il governo greco anzi vuole espellere dall'Epiro meridionale e la Ciamuria tutti gli albanesi musulmani col pretesto che sono "turchi" e che quindi è applicabile a loro l'accordo greco-turco per lo scambio di popolazioni.
Ma una Commissione della Società delle Nazioni che compie un'inchiesta al riguardo può constatare che si tratta di veri albanesi, e alla fine la pretesa greca viene abbandonata.

Febbraio
gli albanesi ortodossi fondano una Chiesa autocefala, ossia indipendente dal Patriarcato di Costantinopoli, nonostante l'opposizione di quest'ultimo.

Marzo
Tirana, in un congresso di albanesi musulmani si decide di staccare la comunità dal Califfato, sostenendosi che questo in realtà non esiste più dalla morte di Maometto.
Si infrangono così gli ultimi legami tra l'Albania e Costantinopoli.

Agosto
27
, "eccidio di Gianina": Gianina (Epiro), un gruppo armato di epiroti stermina la missione italiana in Grecia, guidata dal gen. E. Tellini, capo della delegazione interalleata per la delimitazione dei confini greco-albanese [vedi anche Grecia];
29, il governo italiano invia un ultimatum al governo greco chiedendo la punizione dei colpevoli e ampie riparazioni e scuse. Inoltre la flotta italiana bombarda e occupa Corfù.
31, la Conferenza degli Ambasciatori, della quale la "commissione Tellini" era una emanazione e che è quindi investita della vertenza, dichiara di considerare che il delitto è stato commesso contro la Conferenza stessa. La quale avoca a sé la questione e invita il governo greco a:
- chiedere scusa all'Italia,
- ordinare una cerimonia reliiosa di espiazione a Atene
- onorare le salme delle vittime;
tutto ciò viene fatto e la Conferenza nomina poi una commissione d'inchiesta.
L'Italia evacua Corfù; ma la commissione trova il governo greco colpevole di negligenza dolosa e lo condanna a pagare l'indennità chiesta dall'Italia.



a


1923
Regno di GRECIA
Giorgio II
Albero genealogico
(Tatoi, Atene 1890 - Atene 1947)
primogenito di Costantino I re di Grecia e di Sofia di Hohenzollern;
1917, sospettato di condividere gli orientamenti filotedeschi del padre, lo segue in esilio venendo escluso dalla successione in favore del fratello Alessandro;
1920, torna in patria;
1922-24, 1935-47, re di Grecia;
[dopo la definitiva abdicazione del padre.]
dal 19 dicembre 1922 ha lasciato la Grecia lasciando la reggenza all'amm. Koundouriotes;


Primo ministro
E. Venizelos
(1923 gen)
Kaphandares
(feb)
Papanastasiou
(1923 mar)

1923
Gennaio
4
, E. Venizelos torna ad Atene e l'amm. Koundouriotes lo nomina primo ministro;
30, accordo greco-turco per lo scambio delle popolazioni;

Febbraio
4
, E. Venizelos è sostituito da Kaphandares;

Marzo
10
, Kaphandares è sostituito da Papanastasiou;
il nuovo regime militare guidato da A. Papanastasiu è incalzato dal profilarsi di acute tensioni sociali all'interno del paese, di cui si fanno interpreti le neocostituite organizzazioni dell'Unione democratica e del Partito comunista; la Lega degli Ufficiali, già ultra-monarchica, reclama ora la repubblica;
25, Papanastasiou proclama la repubblica;

Aprile
13
, il regime repubblicano viene confermato da un plebiscito, anche se non a grande maggioranza;
[Si hanno 758.742 voti per la repubblica e 525.322 per il mantenimento della monarchia.]
l'amm. Koundouriotes viene eletto presidente e il re dichiarato formalmente deposto.
[Ci si collega all'eccidio della missione Tellini che una conseguenza dell'anarchia del paese.]

La Grecia è oberata dall'immane compito di sistemare le centinaia di migliaia di profughi greci fuggiti dall'Anatolia o giunti in seguito all'accordo greco-turco di gennaio.
Le è stato concesso, per il tramite della Società delle Nazioni, un prestito di 10 Mni di sterline, ma la spesa totale ammonta a ben 80 Mni.

Luglio
trattato di Losanna: annulla le precedenti conquiste territoriali greche, provocando l'esodo di circa un milione e mezzo di greci dall'Asia Minore; la monarchia viene travolta;

Agosto
27
, "eccidio di Gianina": Gianina (Epiro), un gruppo armato di epiroti stermina la missione italiana in Grecia, guidata dal gen. E. Tellini, capo della delegazione interalleata per la delimitazione dei confini greco-albanese;
[Greci ed albanesi si muovono reciproche accuse ma i responsabili della strage non saranno mai identificati.
Alcuni ritengono che l’attentato possa essere stato in realtà un incidente di brigantaggio senza alcuna motivazione politica, ma questa matrice viene esclusa in quanto dai cadaveri e dall'automezzo che li trasportava non è stato rubato alcunché.]
31, il governo fascista fa occupare temporaneamente Corfù da truppe italiane.

Dicembre
data la sua posizione vacillante in seguito alla grave crisi politica in atto, il re è costretto a riprendere la strada dell'esilio lasciando la reggenza all'ammiraglio P. Kunduriotis;




1923
Repubblica di Turchia
(novembre 1923)
Presidente
della Repubblica
Mustafa Kemal [Ghazi]
(1923 nov - 10 nov 1938)
Primo ministro
Ismet Pascià
(1923 nov - 1937)
1923
Aprile
, Mustafa Kemal induce la Grande Assemblea a sciogliersi e indice nuove elezioni, creando il nuovo Partito del Popolo, che sostituisce il Partito di Difesa Nazionale da lui creato in precedenza.

Luglio
24
, conferenza di Losanna (20 nov 1922 - 24 lug 1923): fra la Turchia e gli stati vincitori della prima guerra mondiale viene stipulato questo trattato che sostituisce il trattato di Sèvres del 1920, stipulato nel quadro della conferenza di pace di Parigi e mai applicato, e prende atto sia della rivoluzione avvenuta in Turchia e della costituzione di un governo nazionalista che non intende assumersi le responsabilità dell'ex impero ottomano, sia della sconfitta subita dalla Grecia nel conflitto del 1920-21 con la Turchia;
la Tracia orientale, l'Armenia, il Kurdistan e altri territori minori possono così rimanere sotto la sovranità della Turchia che ottiene anche la restituzione del naviglio militare e del materiale bellico a suo tempo sequestrato dai vincitori;
per evitare contrasti fra il gruppo etnico greco e quello turco viene attuato uno scambio di popolazione fra i greci residenti in Turchia (salvo Istanbul) e i turchi residenti in Grecia (salvo la Tracia occidentale);
sulla questione degli Stretti la Turchia si impegna a garantire il libero passaggio alle navi mercantili e militari, eccettuato il caso di una guerra in cui essa sia direttamente coinvolta;
l'Italia vede riconosciuta la sua piena sovranità sulla Libia e sul Dodecanneso, perfezionando in questo modo la pace di Losanna del 1912;
questo trattato, che abolisce definitivamente il regime delle Capitolazioni, favorisce gli sforzi di Mustafa Kemal per creare una Turchia omogenea e moderna.

La Turchia chiede la restituzione di gran parte del wilayato di Mossul, che si pensa sia ricco di petrolio.

Ottobre
29
, proclamata la repubblica, di cui viene eletto presidente, Mustafa Kemal regge il paese con sistemi dittatoriali attraverso il sistema del partito unico (il Partito repubblicano del popolo);
e con l'appoggio del primo ministro Ismet Inönü;

Poiché il califfato islamico ispira al popolo la stessa lealtà del sultano e, sebbene Mustafa Kemal voglia abolire contemporaneamente le istituzioni del sultanato e del califfato, in questo caso si inchina alla volontà popolare. Accosente che il nipote di Muhammad VI, 'Abd al_Magid, diventi il capo spirituale dell'Islam.
Ma, sebbene il califfo sia sprovvisto di poteri politici, la corte diviene il centro dei complotti monarchici, e quando due eminenti indiani musulmani, Amir 'Ali e l'Agha Khan pubblicano una dichiarazione invitando il popolo turco a mantenere il califfato, Mustafa Kemal approfitta della sfavorevole reazione turca all'interferenza straniera per abolirlo.





1923
U.R.S.S.
(Unione delle repubbliche sovietiche: Russia, Ucraina, Bielorussia e Transcaucasia)
Segretario generale del PCUS
Stalin
(1922 apr - 1953)
[Il PCUS (Partito comunista dell'Unione Sovietica), partito unico, ha un ruolo dirigente.]
RUSSIA
(Repubblica Socialista Federativa Sovietica)
(capitale: Mosca)

1923
L'allontanarsi delle prospettive rivoluzionarie in Europa determina uno spostamento dell'attenzione sovietica verso l'Asia: accordo con il Kuomintang.

Gennaio
all'inizio dell'anno viene decisa la sorte degli arrestati di dicembre:
- condanna a morte e confisca di tutti i beni personali:
. mons. Giovanni Cieplak, arcivescovo di Mohilev;
[Pena commutata in 10 anni di prigione ed espulsione dalla Russia.]
. mons. Butkiewiez;
[L'unico a essere fucilato, il 30 marzo 1923, venerdì santo.]
- 10 anni di prigione + confisca di tutti i beni personali e perdita dei diritti civili:
. mons. Leonida Feodorov, esarca dei cattolici russi di rito bizantino;
[Passerà di prigione in prigione, fino alla morte nel 1935.]
. 4 preti;
- a pene minori:
. 8 preti
. 1 laico.
[L'unico a essere fucilato, il 30 marzo 1923, venerdì santo, sarà mons. Butkiewiez.]
[Dopo questo inizio clamoroso, il resto sarà ordinaria amministrazione. Uno dopo l'altro i vescovi ancora in libertà saranno arrestati ed esiliati:
. mons. Zygmunt Lozinski, vescovo di Minsk,
[arrestato nel 1922 e poi esiliato.]
. mons. Ignazio Dubowski, vescovo di Zytomir,
[arrestato nel giugno 1923, sarà esiliato nel 1925.]
. mons. Pietro Mankowski, vescovo di Kamieniec,
[arrestato ed esiliato nel 1923.]
. mons. Adriano Smets, amministratore della diocesi di Tiraspol,
[dopo un periodo di carcere potrà riparare in Occidente.]
. mons. Carlo Sliwowski.
[appena eletto vescovo di Vladivostok sarà costretto a rifugiarsi a Shangai.]
Il vicaro apostolico della Siberia deve invece riparare ad Harbin.]


Marzo
Le condizioni di Lenin peggiorano: nel suo "testamento" chiede che Stalin sia rimosso dall'incarico di segretario generale.
Appoggiandosi ai numerosi "combattenti" e ai "pratici" del partito, fomentando il loro risentimento nei riguardi dei "teorici" Zinov'ev e Trockij, Stalin riesce ad ottenere una decisiva influenza nel Comitato Centrale.
Un altro elemento contribuisce al mutamento della situazione: A.I. Rykov, sostenitore di Stalin, viene nominato presidente del Consiglio dei Commissari, mentre Kamenev, che ne è stato il vero capo durante la malattia di Lenin, si vede rifiutare la nomina ufficiale col pretesto che è di origine ebrea, come Trockij.
«Noi dobbiamo» avrebbe detto Stalin, «tener conto del carattere contadino del popolo russo». Il Gruppo Zinov'ev-Kamenev perde così una base essenziale del suo potere. Di contro N.I. Bucharin, altro sostenitore di Stalin, viene considerato in questo periodo il teorico numero uno ed è suo il programma economico che Stalin adotta per gli anni 1924-1925.

Aprile
29
, i dirigenti della "Chiesa viva" (movimento fondato l'anno precedente dal prete Vvedenszky) si radunano in sinodo e prendono le seguenti decisioni:
- la Chiesa appoggia incondizionatamente lo Stato sovietico;
- la giurisdizione della gerarchia viene limitata, mentre viene estesa quella del clero in cura d'anime;
- ai laici viene riconosciuto un ruolo più importante;
- viene favorita la diffusione della tendenza liberale in teologia;
- d'ora in poi i sacerdoti sposati possono diventare vescovi e quelli rimasti vedovi possono risposarsi;
- abolisce il patriarcato e riduce il vecchio patriarca Tikhon allo stato laicale.
Poco dopo, il patriarca viene rimesso al vertice della Chiesa.
[Ha dovuto tuttavia, forse per salvare il salvabile, sottoporsi ad un'autocritica, confessando i "peccati" commessi contro lo Stato sovietico, riconoscendo che la corte suprema aveva stabilito la pena con mezzi "legali", chiedendo che il processo fosse chiuso e gli venisse condonata la "meritata" pena del carcere. Ha dovuto inoltre promettere che la Chiesa ortodossa non opporrà alcuna resistenza allo Stato sovietico e prenderà le distanze dai circoli degli emigrati e dagli elementi monarchici e controrivouzionari dei bianchi.]

Giugno
16
, il patriarca Tikhon, prigioniero dall'ottobre scorso, sottoscrive il manifesto di adesione al governo anche se tale atto non porta innovazioni sostanziali a favore della sua Chiesa ortodossa;
[All'origine di tale scelta sta forse la minaccia di uno scisma da parte di elementi propensi a aiutare il regime (riunitisi nella "Chiesa Vivente", poi frantumata in diverse sottochiese).]

Ottobre
alcuni membri della Pontificia Commissione di soccorsi, giunti in Russia nell'estate 1922, fanno ritorno a Roma;
[I rimanenti smobiliteranno nel settembre 1924.]

Dicembre
alla fine dell'anno, prima ancora che la Pontificia Commissione di soccorsi smobiliti, tutte le sedi episcopali, da quella del metropolita di Mohilev a quella dell'amministrazione apostolica dell'Armenia, sono vacanti.

BIELORUSSIA
(Repubblica Socialista Federativa Sovietica)
(Beloruskaja SSR - capitale: Minsk)
presidente della repubblica
-
1923
-
UCRAINA
(Repubblica Socialista Federativa Sovietica)
(capitale: Kijev)
presidente della repubblica
-
1923
-
TRANSCAUCASIA
(Repubblica Socialista Federativa Sovietica)
Repubblica Socialista di Armenia
(Repubblica socialista - capitale: Jerevan)
presidente della repubblica
-
1923
-
Repubblica Socialista Sovietica dell'Azerbaigian
[Parte settentrionale del paese.]
presidente della repubblica
-
1923
-
Repubblica Socialista Georgiana
(Repubblica federativa - capitale: Tbilisi)
presidente della repubblica
NoéJordania
(1918 - ?)
1923
-

- Adzaristan (repubblica autonoma)
- Abhasia (repubblica autonoma)
- Ossezia Meridionale (provincia autonoma)


1923
REPUBBLICA POPOLARE d'UNGHERIA
(dal 16 novembre 1918)
Reggente
Miklós Horthy von Nagybánya
(1920 mar - ott 1944)
Primo ministro
conte István Bethlen
(1921 mag - 1931)
Direttore del
Partito di indipendenza nazionale
1923
-

a


1923
REGNO di ROMANIA
Ferdinando I
Albero genealogico
(Sigmaringen, Prussia 1865 - Sinaia, Valacchia 1927)
figlio di Leopoldo (1835-1905) principe di Hohenzollern-Sigmaringen [fratello di Carlo I] designato (1870) alla corona di Spagna e di Antonia di Portogallo;
1914-27, re di Romania;
Matrimoni principeschi (pr. ered. Carlo nel 1921, p.sse Elisabetta e Maria nel 1922)
dal 1922 (ottobre) è re di tutti i romeni;

primo ministro
Ion Bratianu
(1922 gen - mar 1926)
ministro degli Affari Esteri
-
ministro delle Finanze
Vintila Bratianu
(1922 - ?)

1923
Marzo
23
, per far fronte alle continue crisi politiche viene adottata una nuova costituzione che è un riproduzione di quella del 1866 con l'aggiunta del suffragio universale e di una misura di rappresentanza per le minoranze.
La concessione del diritto di cittadinanza agli ebrei provoca vivace agitazione, specialmente nelle universotà, essendo l'antisemitismo sempre fortissimo in Romania.
Viene ora costituito un nuovo Partito nazionale che comprende i transilvani e il gruppo nazionale popolare coalizzati, di intesa con il Partito dei contadini, tutti in opposizione al ministero di Ion Bratianu.

Nel campo dei rapporti internazionali i rapporti con la Russia rimangono sempre tesi per la questione della Bessarabia, e agenti sovietici povocaano la formazione di una repubblichetta comunista a Taradbunar in Bessarabia che dura tre giorni.
Viene indetta quindi una conferenza russo-romena per risolvere le varie questioni disputate fra i due governi.

a


1923
REGNO di BULGARIA
Boris III
Albero genealogico

(Sofia 1894 - 28 ago 1943)
figlio di Ferdinando di Sassonia-Coburgo-Saalfeld-Koháry e di Maria Luisa di Borbone-Parma;
1918, 3 ottobre, il padre abdica a suo favore;
1918-43, zar dei bulgari;



Primo ministro
A. Stambolijski
(1920 mar - giu 1923)
prof. Tsankoff
(giu - gen 1926)

1923
seguendo la sua idea di una forma di jugoslavismo che dovrebbe portare a una stretta intesa se non addirittura ad una unione fra Bulgaria e Jugoslavia, conclude un accordo con questa.
[Si crede contenga un impegno per parte del governo di Sofia di sopprimere l'O.R.M.I. o almeno frenarne le attività. Ma la questione macedone rimane sempre gravissima e non si può risolvere cosi semplicisticamente.]
Vi sono centinaia di migliaia di macedoni in Bulgaria fuggiti dalle atroci persecuzioni jugoslave e non si riesce mai a far ascoltare le giuste lagnanze di costoro alla Società delle Nazioni in base agli articoli sulla protezione delle minoranze sottoscritti dalla Jugoslavia come da tanti altri stati; anzi ogni volta che viene sollevata la questione dell minoranze in Macedonia essa viene messa a tacere o scartata dall'ordine del giorno.
Mentre la Bulgaria è riuscita a ottenere una riduzione dell'onere intollerabile delle riparazioni, da 90.000.000 di sterline a 22.000.000, da pagarsi in sessanta anni, e ha anzi cominciato a versare le prime annualità, non ottiene mai l'esecuzione dell'art. 4 del trattato di Neully che le dà diritto ad uno sbocco sull'Egeo.
Tutte queste difficoltà rendono sempre più difficile la sua situazione, e il tentativo di A. Stambolijski di arrivare a una intesa con la Jugoslavia, con la quale una vera amicizia è impossibile, suscita contro di lui molta opposizione e l'accanita ostilità dei macedoni.

Frequenti sono i dissensi in seno alla O.R.M.I. perché una frazione di essa reclama l'autonomia della Macedonia, un'altra favorisce una federazione balcanica di cui la Macedonia farebbe parte e un'altra ancora aspira all'unione della Macedonia alla Bulgaria.
Data l'abitudine dei membri dell'associazione alle lotte cruenti contro la autorità turche prima e quelle serbe o jugoslave poi, anche i dissensi interni spesso assumono aspetti di inaudita ferocia.
Per vari anni il capo dell'O.R.M.I. è stato Todor Aleksandroff il quale ha favorito l'autonomia della Macedonia con Salonicco, e quindi si è inimicato la fazione federalista.
Ora che A. Stambolijski è venuto a patti con la Jugoslavia è divenuto suo acerrimo nemico.

Giugno
8/9
, nella notte alcuni ufficiali e borghesi, che hanno sofferto per le misure di rigore del primo ministro, effettuano
un colpo di stato reazionario abbattono la "dittatura verde" del partito contadino del primo ministro A. Stambolijski che viene fucilato mentre sta cercando di fuggire nella campagna;
[Uno degli organizzatori senza dubbio è stato Todor Aleksandroff e forse anche il responsabile dell'uccisione del primo ministro.]
Lsa maggior parte dei suoi colleghi al governo sono arrestati.
Si costituisce dunque un nuovo ministero presieduto dal prof. Tsankoff nel quale sono rappresentati tutti i partiti meno i liberali, gli agrari e i comunisti;
parecchi agrari si rifugiano in Jugoslavia dove si alleano con i comunisti pure pofughi colà e appoggiati da Mosca e cercano ad un certo momento di promuovere una rivoluzione rossa a tipo sovietico in Bulgaria.
Il neo primo ministro reprime il movimento con estrema severità e fa uccidere, giustiziare o imprigionare moltissimi individui.
Si hanno casi di guerriglia di bande ai confini e un tentativo di insurrezione per parte di elementi bulgari e macedoni sul territorio greco nella valle della Mesta severamente represso dalle autorità greche.

a




-
1923
III Repubblica
Presidente della Repubblica
A. Millerand
(1920 23 set - 11 giu 1924)
Presidente del Senato
Léon Bourgeois
(1920 14 gen - 22 feb)
Gaston Doumergue
(22 feb - 17 giu 1924)
Presidente della Camera
-
Presidente dell'Assemblea nazionale
(Senato+Camera)
-
-
Presidente del Consiglio
R. Poincaré
II
(1922 15 gen - 29 mar 1924)
Interni
Maurice Maunoury
(1922 15 gen - 29 mar 1924)
Affari Esteri
R. Poincaré
(1922 15 gen - 9 giu 1924)
Colonie
-
Regioni liberate
-
Guerra
A. Maginot
(1922-24)
Marina
-
Finanze
Charles de Lasteyrie
(1922 15 gen - 29 mar 1924)
Commercio
e Industria
-
Lavori Pubblici
-
Lavoro
-
Giustizia
Maurice Colrat
(1922 5 ott - 29 mar 1924)
Pubblica Istruzione
e dei Culti
-
-
-
1923
-
-


1923
REGNO dei PAESI BASSI

Guglielmina

Albero genealogico

(l'Aia 1880 - castello di Het Loo, presso Apeldoorn 1962)
figlia di Guglielmo III re d'Olanda e della sua seconda moglie Emma di Waldeck-Pyrmont;
1890-1948, regina dei Paesi Bassi;
[dal 31 agosto 1898 ha assunto ufficialmente il potere]

Primo ministro
-

1923
-

a


1923
REGNO del BELGIO

Alberto I

Albero genealogico

(1875 - 1934)
figlio di Filippo di Fiandra e di Maria di Hohenzollern-Sigmaringen;
1909-34, re dei belgi;



1923
Maggio
30
, viene nominato nunzio apostolico, mons. Clemente Micara;



1923
Granducato di Lussemburgo
Charlotte di Nassau-Weilburg
Albero genealogico

(1896-?)
figlia di Guglielmo IV e di Maria Anna di Portogallo;
1919-64, duchessa di Nassau;
1919-64, granduchessa di Lussemburgo;
[dal 1919 il paese ha una costituzione democratica]


1923
stipula l'unione doganale con il Belgio;





1923
REGNO UNITO
di
GRAN BRETAGNA e IRLANDA
Giorgio V
Albero genealogico

(Marlborough House, London 3.6.1865 - Sandringham, Norfolk 20.1.1936)
secondo figlio di Edoardo VII e di Alessandra di Danimarca;
1877-92, presta servizio nella marina militare;
1892, diventa erede presuntivo al trono per la morte del fratello maggiore Alberto Vittorio;
1893, sposa la p.ssa Mary von Teck (1867-1953)
1901-10, principe di Galles;
1910-36, re di Gran Bretagna e Irlanda, imperatore delle Indie;
succeduto alla morte del padre;

Primo ministro,
Primo lord del Tesoro
[Prime Minister, First Lord of the Treasury]
A. Bonar Law conservatore
(1922 23 ott - 22 mag 1923)
S. Baldwin conservatore
(22 mag - 22 gen 1924)
Cancelliere dello Scacchiere
[Chancellor
of the Exchequer
]
S. Baldwin
(1922 27 ott - 22 mag 1923)
S. Baldwin
(22 mag - 27 ago)
N. Chamberlain
(27 ago - 22 gen 1924)
Segretari di Stato
-
Affari Esteri e Commonwealth
lord G.N. Curzon of Kedleston
(1919 ott - gen 1924)
Affari Interni
-
Giustizia
-
Colonie
-
Commercio
-

1923
-

Ottobre
Londra, Conferenza Imperiale: a partire da quest'anno la nozione di una politica estera imperiale comune viene definitivamente abbandonata e non riapparirà più all'ordine del giorno nei successivi incontri londinesi.

Irlanda del Nord
1923
-
Eire

1923
-



1923
DANIMARCA e ISLANDA
Cristiano X
Albero genealogico

(Charlottenlund 1870 - Copenaghen 1947)
figlio di Federico VIII e di Luisa di Svezia;
1912-47, re di Danimarca;
continua a favorire l'evoluzione democratica del paese;
1919-44, re d'Islanda;
[rimane re dell'isola (fino alla proclamazione della repubblica nel 1944) anche se, staccatasi dalla Danimarca, si è costituita in stato sovrano.]

REGNO di DANIMARCA
1923
dal 1915 il paese ha una nuova costituzione che istituisce, fra l'altro, il nuovo sistema bicamerale ed estende il diritto di voto alle donne;

REGNO d'ISLANDA
1923
-


1923
REGNO DI NORVEGIA
[dal 1905]
Haakon VII
Albero genealogico

principe Carlo (? - ?)
figlio di Federico VIII re di Danimarca e di Luisa di Svezia;
1905-57
, re di Norvegia;

Primo ministro

1923
-



1923
REGNO di SVEZIA
Gustavo V
Albero genealogico

(Stoccolma, castello di Drottningholm 16 giugno 1858 – Stoccolma, 29 ottobre 1950)
figlio di Oscar II e di Sofia di Nassau;
1907-50, re di Svezia;
osserva correttamente le regole del sistema parlamentare;

1923
-


1923
FINLANDIA
Governo provvisorio
1923
negli anni Venti il governo attua una politica anticomunista e la politica estera è caratterizzata da una stretta neutralità;
il Partito comunista finlandese viene sciolto e i suoi deputati arrestati;




1923
Presidente
-
-

1923 
padrone della situazione è ormai l'esercito, anche se incapace di assicurare al governo la stablità necessaria a risolvere la crisi finanziaria e politica.

Lisbona, TerzoI Congresso Panafricano: sono presenti pochi delegati africani.

a


1923
Regno di Spagna
Alfonso XIII di Borbone 
Albero genealogico

(Madrid 1886 - Roma 1941)
figlio postumo di Alfonso XII e di Maria Cristina d'Absburgo-Lorena;
1886-1931, re di Spagna;

Primo Ministro
Manuel García Prieto
(1922 7 dic - 14 set)
Direttorio militare
gen. M. Primo de Rivera y Orbaneja
(15 set - 29 gen 1930)
Interni
-
-
Economia
-
-
-
1923 
governa appoggiandosi alle "giunte" militari, all'alto clero e ai grandi proprietari fondiari e incoraggiando, spesso, una politica repressiva;
insurrezione nazionalista in Marocco (1920-26);
Settembre
12/13
, il gen. M. Primo de Rivera y Orbaneja rende pubblico un proclama che invita l'esercito a "liberare la patria dai professionisti della politica"; chiamato subito dopo dal re a Madrid, forma un direttorio militare, che sospende le garanzie costituzionali, scioglie le cortes, introduce la censura e mette fuori legge le organizzazioni sindacali;
per coprire lo stato maggiore e impedire un'inchiesta che potrebbe mettere in luce proprie responsabilità personali, il re appoggia l'appena instaurato governo autoritario del generale, compromettendo in tal modo la monarchia con la dittatura e screditandola agli occhi dei suoi stessi sostenitori;

***

Isole Canarie:
-





1923
REGNO d'ITALIA
Vittorio Emanuele III
Albero genealogico

(Napoli 1869 - Alessandria d'Egitto 1947)
figlio di Umberto I e di Margherita di Savoia;
1878-1900, principe di Piemonte;
1896, Roma 24 ott: sposa la p.ssa Elena del Montenegro (1873-1952);
1900-46, re d'Italia;
dal 1922, è esautorato da qualsiasi esercizio del potere dalla dittatura fascista;


1936-43, imperatore d'Etiopia
1939-43, re d'Albania;

PARLAMENTO
XXVI Legislatura
(1921 11 giu - 25 gen 1924)
Presidente del Senato
T. Tittoni
laziale
(1921 11 giu - 10 dic 1923)
Presidente della Camera
E. de Nicola
campano
(1921 11 giu - 25 gen 1924)
 
Presidente
del Consiglio
cav. B. Mussolini (Pnf)
romagnolo
(1922 31 ott - 3 gen 1926)
Sottosegretario G. Acerbo (Pnf)
abruzzese
(1922 31 ott - 3 lug 1924)
Interno
cav. B. Mussolini(Pnf)
romagnolo
(1922 31 ott - 17 giu 1924)
[ad interim]
Sottosegretario Aldo Finzi
veneto
(1922 31 ott - 17 giu 1924)
Affari Esteri
cav. B. Mussolini(Pnf)
romagnolo
(1922 31 ott - 12 set 1929)
[ad interim]
Sottosegretario E. Vassallo (Ppi)
siciliano
(1922 31 ott - 27 apr 1923)
 
Colonie
L. Federzoni (nazionalista, dal 1923 Pnf)
romagnolo
(1922 31 ott - 3 giu 1924)
Sottosegretario G. Marchi
toscano
(1922 31 ott - 2 lug 1924)
Guerra
cav. gen.
Duca della Vittoria
A. Diaz
campano
(1922 31 ott - 30 apr 1924)
Sottosegretario C. Bonardi
lombardo
(1922 31 ott - 3 lug 1924)
Marina
cav. duca
P. Thaon di Revel
piemontese
(1922 31 ott - 8 mag 1925)
Sottosegretario C. Ciano (Pnf) 
toscano
(1922 31 ott - 5 feb 1924)
Finanze
A. De Stefani (Pnf)
veneto
(1922 31 ott - 10 lug 1925)
Sottosegretari

 

P. Lissia
sardo
(1922 31 ott - 3 lug 1924)
A. Rocco (Pnf)
campano
(1923 1° gen - 6 set 1923)
 
(1° gen - 8 mar)
[Tesoro]
(8 mar - 1° set)
[Assistenza e Pensioni di Guerra)
 

Sottosegretari

C.M. De Vecchi
piemontese
(1° gen - 3 mag)
 
(1° gen - 8 mar)
[Assistenza e Pensioni di Guerra)
(8 mar - 3 mag)
[Tesoro]
 
Lavoro e Previdenza sociale
(Soppresso il 27.4.1923)
S. Cavazzoni (Ppi)
emiliano
(1922 31 ott - 27 apr 1923)
 
Sottosegretario Silvio Gai
laziale
(1922 31 ott - 27 apr 1923)
 
Industria, Commercio
(Soppresso il 5 luglio 1923)
T. Rossi (Pli)
conte di Montelera
piemontese
(1922 26 feb - 5 lug 1923)
 
Sottosegretario G. Gronchi (Ppi)
toscano
(1922 31 ott - 27 apr 1923)
[Industria, Commercio e Lavoro]
 
Agricoltura
(Soppresso il 5 luglio 1923)
G. De Capitani d'Arzago (Pli)
[marchese dal 25 feb]
lombardo
(1922 31 ott - 1° ago 1923)
 
Sottosegretario O. Corgini
emiliano
(1922 31 ott - 7 giu 1923)
 
Economia nazionale
(Istituito il 5 luglio 1923)
(ex Lavoro e Previdenza sociale, Industria e Commercio, e Agricoltura)
  M.O. Corbino
siciliano (Pli)
(1923 1° ago - 1º lug 1924)
   

A. Serpieri
romagnolo
(1923 1° ago - 3 lug 1924)

Lavori Pubblici
G. Carnazza
(Pdsi, dal 1923 Pnf)
siciliano 
(1922 31 ott - 1º lug 1924)
Sottosegretari A. Sardi
abruzzese
(1922 31 ott - 2 lug 1924)
E. Torre
piemontese
(1923 4 gen - 30 apr 1924)
Giustizia e Affari di Culto
A. Oviglio (Pnf)
romagnolo
(1922 31 ott - 5 gen 1925)
Sottosegretario F. Milani
emiliano
(1922 31 ott - 27 apr 1923)
 
Istruzione Pubblica
G. Gentile (Indip.)
siciliano
(1922 31 ott - 1º lug 1924)
Sottosegretario Dario Lupi
toscano
(1922 31 ott - 2 lug 1924)
L. Siciliani
calabrese
(1922 31 ott - 15 apr 1923)
[Antichità e Belle Arti sino al 29.4.1923, data di soppressione del sottosegretariato]
 
Poste e Telegrafi
G.A. Colonna duca di Cesarò (Pdsi)
laziale
(1922 31 ott - 5 feb 1924)
Sottosegretario G. Caradonna
pugliese
(1922 10 nov - 3 mag 1924)
Ricostruzione
Terre liberate dal Nemico

(Soppresso il 5.2.1923)
G. Giuriati (Pnf)
veneto
(1922 31 ott - 1º mar 1923)
 
Sottosegretario U. Merlin
veneto
(1921 4 lug - 1° mar 1923)
 
 
A disposizione
con incarichi speciali
  G. Giuriati (Pnf)
veneto
(1923 11 mar - 24 gen 1924)
Commissariato per i servizi della Marina mercantile
C. Ciano (Pnf)
toscano
(1922 19 nov - 30 apr 1924)
Commissariato per l'Aeronautica
cav. B. Mussolini(Pnf)
romagnolo
(1923 24 gen - 29 ago 1925)
vicecommissario Aldo Finzi
veneto
(1923 24 gen - 29 ago 1925)

1923

Fascismo

Partito unico: Pnf (Partito nazionale fascista);
- segretario:
. M. Bianchi, calabrese (1921 19 nov - 13 ott 1923);
. N. Sansanelli, lucano (13 gen - 13 ott);
. G. Bastianini, umbro (13 gen - 13 ott);
. Agostino Magliani (13 gen - 13 ott);
. F. Giunta, toscano (1923 15 ott - 22 apr 1924);
- vicesegretario:
. A. Starace, pugliese (1921 19 nov - 13 ott 1923);
. G. Marinelli, veneto(1921 19 nov -?), segretario amministrativo;
. A. Teruzzi, lombardo (1921 19 nov - ?);
. G. Bastianini, umbro (1921 19 nov - 24 apr 1923).
- vicesegretario [ad interim]: N. Sansanelli, lucano, (1922 1° nov - 15 ott 1923);

___________________

«segue da 1919»
Vicenza, seconda fase: nella sua parabola discendente il Partito popolare italiano (Ppi) offre il meglio di se stesso nella resistenza allo squadrismo fascista: diviene ora fin troppo chiaro che non si può più parlare di subordinazione del "politico" al "sociale" (vedi prima fase), ma all'inverso il "politico" diventa prioritario per la difesa stessa del patrimonio economico-sociale dei cattolici;

_________________________

Gennaio
In un'intervista alla «Tribuna» l'on. G. Gentile spiega che il suo progetto di fare dell'insegnamento religioso il principale fondamento dell'educazione pubblica… è ancora avversato da molti:
«Sono in gran parte residui della mentalità positivistica del secolo passato o di particolari preoccupazioni del liberalismo italiano».
Richiesto in qual modo intenda attuare il suo programma risponde:
«In linea generale basterà capovolgere le vigenti disposizioni legislative. Mentre oggi si prescrive che, per ottenere nelle scuole primarie l'insegnamento religioso, basta che un certo numero di padri di famiglia si trovino d'accordo nel farne pecisa richiesta, tale prescrizione dovrà essere rovesciata nel senso che l'insegnamento religioso sarà obbligatorio: soltanto quei padri di famiglia i quali vorranno provvedere da sé all'educazione religiosa dei loro figlioli dovranno presentare una motivata domanda di esenzione».
6, l' «Osservatore Romano» esprime al ministro dell'Istruzione on. G. Gentile tutta la gratitudine dei cattolici.
9, Roma, Palazzo Giustiniani, dopo una riunione massonica a cui hanno partecipato una trentina di gerarchi fascisti, il Gran maestro, in un comunicato stampa, riconferma la fiducia della Massoneria nel principi democratici e la sua opposizione a ogni ingerenza diretta o indiretta del Vaticano nella vita dello Stato.
10, una nota della ufficiosa «Agenzia Volta» accusa la Massoneria di essere antifascista e prende in giro il comunicato del Gran maestro.
12, durante la seconda riunione del Gran Consiglio sono sciolte le "squadre d'azione";
nella stessa seduta «...udita la relazione del gen. De Bono sulla formazione della Milizia per la sicurezza Nazionale, l'approva nelle sue linee fondamentali e affida al comando generale e ai comandi dipendenti il compito di ultimare i lavori necessari entro il 28 febbraio […]».
Lo stesso giorno Roberto Farinacci dichiara:
«Io, che sono un ateo, riconosco la necessità della politica vaticana perseguita dall'on. Mussolini, perché con essa il Governo Fascista ha svuotato il Partito popolare del suo contenuto cattolico».
13, la «Civiltà Cattolica» afferma che tra tutte le riforme introdotte dal nuovo governo quella che dà «più motivo a bene sperare» è il proposito di fare «dell'insegnamento religioso il principale fondamento della educazione pubblica e della restaurazione di tutto lo spirito italiano».
Ed esclama lo scrittore gesuita: «Siamo ben lontani dalle pastoie liberalesche imposte all'insegnamento del catechismo!».
14, con R.D.L. si concretano le direttive fissate dal Gran Consiglio ponendo le basi dell'ordinamento della Mvsn (Milizia volontaria per la sicurezza nazionale) alla quale vengono affidati compiti politici, educativi, militari; per la loro realizzazione viene creato un comando generale che esplica la sua azione di comando e di coordinamento attraverso i comandi di zona, di gruppo e di legione.
Lo stesso Gran Consiglio invita tutti i fascisti massoni a scegliere fra l'appartenenza al partito e l'appartenza alla Massoneria, «poiché non v'è per i fascisti che una sola disciplina, la disciplina del fascismo; che una sola gerarchia, la gerarchia del fascismo; che una sola obbedienza, la obbedienza assoluta, devota e quotidiana al Capo e ai capi del fascismo».
L' «Osservatore Romano» «si associa al giudizio che l'opinione pubblica ha prontamente pronunciato su tale decisione: un atto, cioè, di coerenza», pur rilevando le difficoltà che incontrerà la sua attuazione per il carattere segreto della Massoneria.
L' «Osservatore Romano» riporta inoltre le parole del gerarca Roberto Farinacci con questo commento:
«Ci sembra di non ingannarci se definiamo quest'affermazione – tal qual è riferita e senza entrare nel merito – come infelice. Infelice verso la complessa opera svolta dal Capo del Governo, rappresentata così nel campo delicatissimo dei rapporti fra il potere civile e il potere religioso, fra le coscienze cattoliche e lo Stato, come ispirata non a un altissimo senso morale, ma a una pura e semplice mossa tattica contro un determinato Partito. Infelice verso la stessa suprema Autorita Ecclesiastica, quasi che questa possa essere coinvolta in competizioni politiche di parte, cui è estranea e superiore».
Lo stesso giorno il «Corriere d'Italia» dedica un lungo articolo di fondo alla visita di omaggio che il giorno prima Filippo Cremonesi, appena nominato commissario di Roma, ha fatto al cardinal vicario Basilio Pamphili.
[Il quotidiano della destra cattolica ricorda che nel 1888 F. Crispi aveva imposto le dimissioni al sindaco Leopoldo Torlonia perché era andato dal cardinale vicario a pregarlo di porgere al papa gli auguri dei romani, mentre nel 1911 nessuno aveva imposto al sindaco Ernesto Nathan di dimettersi per il discorso pronunciato contro il Papa in occasione del 20 settembre, discorso che aveva sollevato le più indignate proteste di Pio X.]
Alla luce di questi precedenti «emerge ancor più alto e chiaro il significato dell'atto compiuto dal regio commissario».
19, Roma, nella casa del sen. conte C. Santucci, presidente (si dimetterà il 9 febbraio) del Banco di Roma, B. Mussolini ha un lungo colloquio segreto con il card. P. Gasparri;
[Ne darà notizia a «Il Popolo di Roma» lo stesso sen. conte C. Santucci con una lettera il 23 agosto 1929.]
23, Roma, Grand Hotel, alla riunione del Gran consiglio del fascismo sono presenti:
. G. Acerbo,
. I. Balbo,
. G. Bastianini,
. M. Bianchi,
. Aldo Finzi,
. F. Giunta,
. B. Mussolini,
. E. Rossoni,
. N. Sansanelli,
. A. Starace.

Lo stesso giorno, mentre non è ancora spenta l'impressione della strage di Torino (22 morti), i fascisti cominciano a tenere per diversi giorni (23-27) la città di La Spezia sotto il terrore ammazzando altre sei persone.

Anche se B. Mussolini non ripudia formalmente le istituzioni liberali, l'Italia è retta da un regime che usa la violenza fisica contro gli avversari e un rigido e vessatorio controllo sulla stampa.

Febbraio
, nasce così un secondo organismo di parte (dopo il Gran Consiglio del Fascismo):
- la Mvsn (Milizia volontaria per la sicurezza nazionale) che raccoglie le disciolte "squadre d'azione"
[nel 1924 sarà inserita tra le forze armate dello Stato, pur conservando la sua caratteristica di organizzazione fascista e il 27 luglio 1943 sarà sciolta.]
P. Gobetti viene arrestato, ma rilasciato dopo pochi giorni per le pressioni del mondo intellettuale.
6, l'on. Mazzolani presenta al Parlamento la relazione (in due volumi) della Commissione d'inchiesta; nell'introduzione, dopo aver scritto che «la Commissione è ben lungi dal ritenere di avere esaurito il suo compito vastissimo», avverte che la relazione porta l'elenco delle azioni di recupero iniziate e non condotte a termine, per dare modo al governo di esaminare «la convenienza o meno di continuare, almeno per questa piccola parte, lo sforzo diretto a far restituire all'Erario ciò che, indebitamente o eccessivamente, fu lucrato da chi faceva tranquillamente i suoi affari nelle città protette dai petti dei combattenti».
Nonostante la commissione non abbia potuto condurre a termine l'inchiesta, la sua relazione ha messo in luce le responsabilità:
- di uomini di governo,
- di alti ufficiali dell'esercito e della marina,
- di direttori generali dei ministeri economici,
- (specialmente) di molti Grandi Baroni dell'industria e della finanza, che hanno profittato delle forniture belliche per far man bassa – con la corruzione e con l'inganno – nelle casse dello Stato, mentre centinaia di migliaia di giovani erano costretti a sopportare per mesi e per anni sofferenze inaudite nelle trincee, ed erano condotti al macello da generali incoscienti o incapaci. Nessun altro documento ufficiale costituisce [secondo l'autore di queste righe, Ernesto Rossi] un atto di accusa più pesante contro la classe dirigente dell'Italia prefascista.
[Ernesto Rossi, Padroni del vapore e fascismo, G. Laterza e Figli SpA, Bari 1966.]
21, Roma, Campidoglio, il card. Vannutelli celebra, alla presenza del duce, il matrimonio dell'on. Aldo Finzi, sottosegretario agli Interni;

Lo stesso mese il "Gran Consiglio del fascismo" individua la massoneria come minaccia per il fascismo e dichiara il farne parte incompatibile con l'affiliazione al Pnf.
Gruppi di squadristi mettono a sacco e bruciano le sedi di logge massoniche in tutto il Paese. «La Civiltà Cattolica» loda il "Gran Consiglio del fascismo" per la sua azione, avvertendo che il complotto giudaico-massonico, da tempo denunciato dal periodico, punta ora non soltanto alla Chiesa ma anche a B. Mussolini.
Aggiunge, inoltre, che il governo dovrebbe agire contro gli ebrei italiani, accusandoli di esercitare un'influenza maggiore di quanto non giustifichi il loro numero esiguo.

Marzo
2
, mons. Quadraroli, vescovo e principe di Teramo, in una pastorale indirizzata al clero e al popolo della sua diocesi inneggia «agli uomini nuovi, che, compresi dei valori spirituali del cristianesimo, stanno ritrovando la via maestra che conduce a Dio, e che da cinquant'anni sembra smarrita».
[«Avanti!», 2 marzo 1923]
14, mons. Paino, arcivescovo di Messina, prendendo possesso della diocesi dice che «sente il dovere di mandare il suo saluto a Colui che indirizza l'Italia sulla via retta, a colui che dà nuovo vigore alla Nazione, al Capo del Governo».
[«Osservatore Romano», 14 marzo 1923]
[Dello stesso tenore sono non poche altre manifestazioni, basta scorrere i giornali…]
18, Eugenio Coselschi (da cui G. D'Annunzio cerca da tempo di tenersi alla larga) scrive una lettera al vate per annunciare la trasformazione della "Federazione Legionari Fiumani" in "Unione spirituale dannunziana" allo scopo «assorgere al libero e seren campo dell'ideale», innalzando «l'ambiente alla più luminosa sfera di intellettuale e spirituale comprensione».
22
, Roma, partono i primi reparti della milizia nazionale fascista per dare inizio alla colonizzazione della Libia;
23, rispondendo alle accuse mosse al governo dalla stampa di opposizione, dopo la presentazione della relazione della Commissione d'inchiesta, il Consiglio dei ministri afferma che tutte le polemiche al riguardo non hanno alcun fondamento, «in quanto i diritti dello Stato sono completamente salvaguardati e la giustizia saprà compiere il suo dovere fino in fondo».
[In realtà, neppure i responsabili più manifesti dei maggiori reati di concussione e di peculato (fra i quali si trovano diversi gerarchi fascisti) verranno poi puniti ed i recuperi saranno tutti quanti liquidati con le più benevole transazioni in via amministrativa.]
Lo stesso giorno, avviene la prima "infornata" di senatori.

Aprile
10, Roma, l'«Osservatore Romano» titola: Violenze fasciste a Fabriano.
11, alla vigilia del IV congresso del Ppi, un gruppo di popolari della destra papalina, tra i quali:
. sen. C. Nava (già sottosegretario e ministro, presidente del Banco Ambrosiano di Milano),
. on. E. Martire,
. on. Padulli,
approvano un ordine del giorno per manifestare il loro «non equivoco consenso» al Governo nazionale e per chiedere l'espulsione dal partito della corrente di sinistra.
L'ordine del giorno, diramato dalla «Agenzia Stefani», viene calorosamente applaudito dal «Popolo d'Italia».
Contemporaneamente l'on. Cornaggia, che da tempo è uscito dal Ppi, lancia il manifesto della sua Unione nazionale chiamando a raccolta tutti i cattolici che non vogliono più avere niente a che fare col partito di don L. Sturzo.
12, Torino, al IV congresso del Ppi si delineano due tendenze sul problema dei rapporti con il fascismo:
- da un lato convergenza,
- dall'altro collaborazione tattica e non ideologica;
don L. Sturzo difende la ragion d'essere e l'autonomia del Ppi e l'attacco ai "clerico-fascisti" assume un significato nettamente antifascista.
Nonostante l'opposizione della sinistra, capeggiata dall'avv. Francesco Luigi Ferrari, sostenitore vigoroso della tesi anticollaborazionista, il congresso conclude i suoi lavori approvando la partecipazione dei popolari al "ministero Mussolini", «come apprezzabile concorso perché la rivoluzione fascista si inserisca nella Costituzione», e confermando la «collaborazione condizionata».
15, l' «Osservatore Romano» esprime tutto il suo compiacimento per il fatto che il Ppi ha ribadito la sua volontà di collaborare «non tanto con un partito, quanto con i poteri costituiti pel supremo interesse nazionale».
Ma il duce non rimane soddisfatto, perché il congresso ha dato la possibilità di riconoscere i sentimenti antifascisti della maggior parte degli iscritti al Ppi.
15-17, Milano, XX Congresso nazionale del Psi;
17, B. Mussolini convoca i membri del governo popolari, e restituisce loro – secondo il comunicato ufficiale – «ampia libertà di azione e di movimento». Alla assicurazione del ministro S. Cavazzoni che, dentro o fuori del governo, il partito «non modificherà l'atteggiamento di collaborazione preso all'indomani della rivoluzione fascista», il duce si degna di «riservarsi la definitiva decisione».
Subito dopo, per placare il Nume offeso, il gruppo popolare approva un ordine del giorno in cui ripete che «l'approvata partecipazione dei popolari al ministero implica l'approvazione dell'azione svolta dal governo» e riafferma al governo «la fiducia già espressa col votare la legge dei pieni poteri».
Dopo essere così riuscito a compromettere e a umiliare i deputati popolari, B. Mussolini scrive a S. Cavazzoni che l'ordine del giorno non gli sembra sufficientemente chiaro e licenzia bruscamente, come servi infedeli, i popolari dal suo ministero.

19, Roma, l'«Osservatore Romano» titola: Festa missionaria nel Piacentino turbata dai fascisti.
20, Roma, l'«Osservatore Romano» titola: Protesta della Giunta Diocesana di Piacenza.

Intanto la "riforma Gentile", stabilendo che nella scuola di stato non c'è spazio per le lingue minoritarie, crea le premesse normative per la successiva snazionalizzazione linguistica.
Di pari passo viene creato l'Ispettorato speciale del Carso, una struttura autonoma di controllo militare delle campagne slovene; ad esso vengono assegnati, sotto la guida di Emilio Grazioli, gli squadristi giuliani della prima ora, gli uomini violenti del "fascismo di confine" che non trovano spazio nella politica di normalizzazione successiva alla marcia su Roma, ma che ancora sono utili per interventi mirati di intimidazione.

Viene introdotta una normativa in base alla quale i docenti, per poter insegnare nelle scuole italianizzate, devono superare un esame di idoneità: il carattere selettivo delle prove porta al licenziamento di un primo, consistente numero di insegnanti, per lo più maestri elementari.

21, per ordine di B. Mussolini, la giornata diventa la festa dei lavoratori per l'Italia in sostituzione di quella del 1° Maggio;
il Ppi esce dal governo;
per superare l'opposizione del Ppi alla riforma elettorale, B. Mussolini chiede, attravesrso la stampa fascista, la testa di don L. Sturzo e fa raddoppiare le violenze contro i circoli cattolici e gli iscritti all'Azione cattolica.
La conseguente uscita dei popolari dal governo determina nuove manifestazioni di intolleranza contro le sezioni del Ppi e le organizzazioni bianche, mentre al contrario il rafforzamento delle intese tra la Santa Sede ed il governo di B. Mussolini fa apparire agli occhi della chiesa il Ppi come un ostacolo alla difesa dei propri interessi;
[Quando si tratta i rapporti fra il Ppi e le banche cattoliche, immancabilmente si fa riferimento, prima che al Credito Nazionale, al Banco di Roma. Il fascismo, B. Mussolini in testa, è convinto che il partito di don L. Sturzo abbia il suo supporto nel Banco di Roma, (A. de Stefani parla addirittura di infeudamento del Banco di Roma) attraverso la persona di G. Vicentini, e nelle banche cattoliche federate, di qui la sua azione tendente a rompere questo legame.
Che il Banco di Roma abbia aiutato finanziariamente il Ppi non può essere contestato ma la misura di questo aiuto è di ben scarsa entità.]
24, la destra papalina pubblica un proclama di incondizionata adesione al governo, che «equivale ad una aperta scissione dal grosso del partito».
25, il card. P. Gasparri indirizza una circolare agli ordinari d'Italia per raccomandare, a nome del papa, l'osservanza della circolare 2 ottobre 1922 che vieta ai sacerdoti di prendere parte attiva alla lotta politica.
«Sua Santità vuole che tutti coloro che rappresentano in qualche modo e misura gli interessi della religione si attengano alla regola della più stretta prudenza, evitando anche la sola apparenza di atteggiamento e favoreggiamento di partiti politici».
27, il Consiglio dei ministri decide di introdurre l'esame di Stato nelle scuole secondarie. Tale provvedimento suscita le più sperticate lodi da parte della stampa cattolica, che ha sempre sostenuto l'esame di stato come strumento necessario per lo sviluppo in Italia della scuola confessionale.
29, viene soppresso il sottosegretariato;

Maggio
6
, Vicenza, «L'Operaio Cattolico» di G. Rumor scrive:
«Non sappiamo se Sturzo abbia capito lo sproposito fatto nell'impoverire l'Azione Cattolica facendo credere che il Partito Popolare fosse la sintesi del movimento nostro. Ma non l'ha capito lui, l'abbiamo pur sempre compreso noi, e l'abbiamo ribadito nel cervello allo svolgersi degli ultimi avvenimenti […] Oggi più che mai sentiamo il bisogno della vera intensa azione cattolica […] (senza la quale) si cede nel contingente movimento politico che è fatto di ripieghi della giornata»;
alla vigilia della discussione alla camera del "progetto di legge elettorale Acerbo" i fascisti lanciano un duro attacco contro don L. Sturzo per costringerlo a dimettersi minacciando tutte le organizzazioni popolari nel caso non venga da loro votata la legge;
15
, G. D'Annunzio così si esprime con B. Mussolini:
«Io mi serro qui, fra i gloriosi ricordi e le fertili malinconie, per finalmente scoraggiare i troppi figuri che ogni giorno tentano di falsarmi e di frodarmi. Oggi è di moda non so che spiritualismo dannunziano! Bisogna diffidarne. Io non voglio essere aggettivato. Il nome "dannunziano" mi era già odioso nella letteratura. Odiosissimo m'è nella politica. Quando avrò pace?».
E pace ce l'avrà; anche troppa! Da questo momento non sarà "aggettivato" che a tratti e pochissimo letto anche dai letterati specialisti. È ormai giunto alla fine della sua laboriosa giornata.
[Nino Valeri, Dalla"belle époque" al fascismo, Editori Laterza 1975.]
Lo stesso giorno l'avv. Carlo Maria Maggi, federale di Milano, e il comm. Luigi Colombo, nella sua qualità di presidente della giunta diocesana, firmano un accordo per evitare che si ripetano fatti incresciosi nelle pubbliche manifestazioni delle organizzazioni cattoliche, fissando la modalità della loro partecipazione con i vessilli in modo che non possano venire scambiate con altre associazioni.
16, Roma, l'«Osservatore Romano» titola: Minacce fasciste contro un Congresso eucaristico.
21, invece di rilevare l'enormità di tale accordo, l'«Osservatore Romano» lo commenta favorevolmente dicendo che è «degno di considerazione e d'imitazione dovunque».
Così avalla le violenze e i soprusi che vengono commessi anche contro i cattolici del Ppi.
Pochi giorni dopo, B. Mussolini propone una riforma elettorale che, garantendo due terzi dei seggi al Pnf, tramuterebbe la Camera in una emanazione del potere esecutivo, instaurando legalmente il regime totalitario.
I popolari prendono subito decisamente posizione contro, ben sapendo che senza il loro voto sarebbe impossibile raggiungere in Parlamento la maggioranza necessaria per la sua approvazione.
24, l' «Osservatore Romano» spiega che la riforma elettorale proposta dal governo è indirizzata solo ad assicurare una «maggioranza stabile e quanto possibile unicolore, per dare al potere esecutivo la tranquillità necessaria di azione ed esonerarlo da tutiti gli esami bimestrali a cui è sottoposto per l'addietro, con le sue comunicazioni politiche, a ogni ripresa parlamentare».
Non è proprio il caso di drammatizzare. E così continua:
«Noi restiamo pertanto dell'opinione che il sistema proporzionale non costituisca affatto un ostacolo per una maggioranza parlamentare, rimanendo il più ragionevole, il più equo, il più proprio, per la efficace manifestazione della volonta popolare. Ma poiché ci si è determinati alla riforma, al fine particolare cui abbiamo accennato, non è da escludere che il ventilato disegno a collegio nazionale, con lista di maggioranza preferita e proporzionale per le minoranze, offra dei lati vantaggiosi: basterebbe pensare all'inutilità delle pressioni – per non dire violenze – elettorali, ed alla possibilità di presentare liste immuni dalle ambiziose nullità locali».
Ernesto Rossi, Il manganello e l'aspersorio, Kaos edizioni, Milano 2000.]

25, accordo tra Belgio, Francia, Inghilterra e Italia sul rimborso agli Stati Uniti delle spese sostenute nell'allestimento dell'Armata del Reno, durante la guerra mondiale;
26, Roma, l'«Osservatore Romano» titola: I fascisti di Secondigliano distruggono un circolo cattolico.
[Dall'analisi di Perin della stampa settimanale diocesana del Veneto si evince tuttavia che i giornali non considerano B. Mussolini responsabile delle violenze citate.
A seguito della sua legittimazione vaticana dopo la sua presa del potere, questo modello si consoliderà.
Del resto, tutti gli articoli dell'«Osservatore Romano» che riportano gli episodi di pestaggii e punizioni all'olio di ricino, finiscono quasi tutti con rispettosi appelli a B. Mussolini affinché persegua i responsabili. Ogni tanto, quando gli animi si riscaldano particolarmente, egli fa arrestare qualcuno, ma è raro che i colpevoli siano processati, e ancor meno condannati.
Pio XI è ovviamente dispiaciuto e indignato per le imboscate ai parroci locali e contro le sedi dell'Azione cattolica ma B. Mussolini sa usare la violenza a proprio vantaggio convincendo il papa di essere soltanto lui in grado di tenere le teste calde sotto controllo.]

Giugno
8
, don L. Sturzo riafferma che poiché «la religione non è caratteristica di partito» quei nuclei e quegli uomini che «vengono classificati in politica come cattolici per differenziarsi dai popolari», sono in fondo «dei conservatori nazionali o dei conservatori liberali, o, come un tempo si chiamavano, dei clerico-moderati.»
25, il «Corriere d'Italia» pubblica un articolo di mons. Enrico Pucci, funzionario della Segreteria di Stato, che invita don L. Sturzo a «non creare imbarazzi e non imporre responsabilità all'autorità ecclesiastica».
[Così nell'Elenco nominativo dei confidenti dell'Ovra:
«Pucci mons. Enrico, non meglio identificato, nel 1927 canonico alla Chiesa di S. Maria in via in Roma, giornalista, informatore vaticano del «Popolo d'Italia» e di molte agenzie straniere».
In seguito a ricorso all'apposita commissione, mons. Enrico Pucci sarà cancellato dall'elenco il 17 gennaio 1948.]
26, in un'intervista al «Corriere della Sera», l'on. A. De Gasperi tenta di mettere le mani avanti, dichiarando che «allo stato delle cose, il ritiro di don Sturzo, se non fosse causato da ragioni interne e organizzative del partito, avrebbe immediatamente due effetti nazionalmente dannosi:
- l'uno, di far tornare i cattolici in uno stato di minorità politica, in confronto alle altre nazioni;
- il secondo, di valorizzare l'opinione che la Santa Sede interviene direttamente nella vita politica italiana, di modo che qualsiasi governo si crederebbe autorizzato a farsi valere attraverso gli interessi religiosi
».
Osservazione giustissima; ma che non trova alcuna eco in Vaticano.

Luglio
3
, il «Popolo d'Italia» riporta integralmente in prima pagina un appello, firmato da quaranta importantiissimi personaggi del mondo cattolico, in cui si legge:
«La nostra coscienza di cattolici italiani ci impone, in quest'ora di maturazione politica e di crisi spirituale della Nazione, di chiarire, senza possibilità di equivoco, di proclamare senza infingimenti e sottintese riserve, il nostro atteggiamento di fronte al Governo fascista.
Il nostro consenso deve manifestarsi adesso completo. Esso è determinato dal fatto che il Fascismo, per mezzo del Governo nazionale, che di questo movimento è l'unica espressione autorevole, riconosce apertamente ed onora quei valori religiosi e sociali che costituiscono la base di ogni sano reggimento politico, professando, contro le viete ideologie democratiche e settarie, princìpi di disciplina e d'ordine gerarchico nello Stato, in armonia con le dottrine religiose e sociali affermate sempre dalla Chiesa
».
L' «Osservatore Romano» avverte che si tratta di «iniziativa personale di uomini militanti nell'Azione cattolica» ma la «Agenzia Volta» rileva che, secondo l'annuario pontificio, quasi tutti i firmatari rivestono cariche importanti in Vaticano.
Il «Popolo d'Italia» riporta infatti, dal comunciato dell'«Agenzia Volta», una lunga lista di questi personaggi, prìncipi, marchesi e conti del papa, fra i quali:
- 5 brigadieri generali delle guardie nobili:
. comm. Emilio Alvarez De Castro,
. marchese Carlo Antici Mattei;
. conte Luigi Negroni;
. conte Enrico Pietromarchi;
. (?)

- 6 camerieri segreti di cappa e spada di Sua Santità:
. conte Adriano Aloisi Nosella, avv.to presso la Sacra Romana Rota;
. comm. avv. Giuseppe Giacomini, già direttore dell'«Osservatore Romano»;
. principe Francesco Massimo, sovraintendente generale alle poste pontificie;
. conte Enrico Pocci;
. comm. Camillo Serafini, conservatore del gabinetto numismatico;
. (?)
- 1 vessillifero di Santa Romana Chiesa:
. marchese Patrizio Patrizi, tenente generale delle guardie nobili, già presidente dell'Unione Popolare fra i cattolici d'Italia;
- il decano del collegio degli avvocati del Sacro Concistoro:
. comm. Virginio Jaccucci, ufficiale della Sacra Congregazione della Fabbrica di S. Pietro;
- molte guardie nobili:
. marchese Carlo Malvezzi;
. dr. Francesco Theodoli, guardia nobile onoraria di Sua Santità;
. ecc.
- diversi alti funzioni del Vaticano:
. comm. G.B. Giovanele, architetto alla Sacra Congregazione della Rev. Fabbrica di S. Pietro;
. barone Rodolfo Kanzler, custode del Museo Sacro;
. marchese Pietro Misciatelli, commissario per l'arte sacra al Vicariato di Roma;
. ecc..
9, il R.D.L. 9 luglio 1923 proroga fino al 30 luglio dell'anno successivo i provvedimenti presi per i due esercizi precedenti sul miglioramento economico e la sistemazione del fondo per il culto, «fermo restando il contributo annuo del Tesoro – precisa l'art. 1in 38 milioni di lire».
Ma l'art. 2 dello stesso decreto dispone:
«Potranno essere stabiliti, con decreto reale, ulteriori norme di applicazione ed esecuzione dei provvedimenti in favore del clero, a chiarimento, in aggiunta od anche in deroga delle precedenti disposizioni».
Con questo articolo B. Mussolini ottiene il potere di allargare o stringere quanto vuole i cordoni della borsa per soddisfare le richieste della Santa Sede, in proporzione ai meriti ch'essa si saprà acquistare nei suoi riguardi.
10, Ppi: di fronte al ricatto fascista e alle pressioni della gerarchia ecclesiastica, don L. Sturzo rassegna le dimissioni e si ritira nel convento di Montecassino.
11, «La Nazione» rileva che l'avvenimento «è apparso in tutta la sua gravità quando si è saputo che le dimissioni di don Sturzo sono state suggerite dal Vaticano».
«Il monito di monsignor Pucci, sul quale recentemente è stato suscitato rumore polemico, ha raggiunto l'obiettivo. Don Sturzo ha dovuto abbandonare il suo posto, perché non è gradito al Santo Padre il suo atteggiamento di aperta ostilità al governo fascista, di cui il Vaticano apprezza giustamente la continua restaurazione dei valori morali e religiosi della Nazione».

15, la Camera discute sulla "legge Acerbo", il progetto di riforma elettorale che prevede l'adozione di un sistema maggioritario all'interno di un collegio unico nazionale.
Quando viene messa ai voti la legge elettorale, il gruppo del Ppi non ha neppure il coraggio di votare contro: decide di astenersi.
Nonostante questa decisione, nove popolari della destra votano a favore del passaggio alla discussione degli articoli.
Lo stesso giorno invia ai prefetti di Milano e di Pisa questo telegramma:

Data ripercussione sfavorevole in Vaticano ultimi incidenti anticattolici sarebbe bene che direttorio locale federazione provinciale fascista si recasse ufficialmente sede arcivescovado presentare deplorazioni rinnovando attestazione alto rispetto Fascismo per religione cattolica.

Mussolini

Questo documento segreto sarà pubblicato, assieme ad altri, dal comm. Fasciolo dopo la sua fuga all'estero durante la crisi per l'assassinio di G. Matteotti.

Un'altra legge dello stesso giorno dà alla polizia l'autorità di licenziare i direttori di giornali e di sequestrare copie dei loro giornali se pubblicano qualunque cosa considerata ingiuriosa per la reputazione dell'Italia o offensiva per il re, il papa o la Chiesa cattolica.

21, la Camera approva la "legge Acerbo": viene approvata con l'astensione ufficiale del Ppi e con il voto favorevole di alcuni deputati della destra popolare, guidati da Stefano Cavazzoni (poi espulsi dal partito).
La instaurazione legale del regime totalitario, voluta dal Vaticano, viene resa così possibile dalla astensione e dal voto favorevole dei popolari
La Camera approva misure che limitano la libertà di stampa.
27, la «Civiltà Cattolica», commentando la votazione, osserva con compiacimento che «la giornata del 15 potrebbe definirsi, almeno per il gruppo parlamentare del Partito popolare, una specie di Caporetto senza che ancora bene si veda se il gruppo smarrito potrà trovare anche lui il suo Piave».
Per merito di Pio XI e dei suoi più intimi collaboratori, il Ppi non riuscirà più a trovare il suo Piave.
Alla fine di luglio presentano le dimissioni dal Ppi 5 senatori:
. conte G. Grosoli Pironi (28 luglio),
. marchese F. Crispolti (2 agosto),
. conte C. Santucci (2 agosto),
(tutti e tre amici personali del card. P. Gasparri)
. barone E. Sanjust de Teulada (in seguito)
. A. Passerini (in seguito),
tutti uomini di completa fiducia del Vaticano.

Agosto
A fine mese un giornale fascista proclama che il più grande nemico del regime non è più il socialismo, bensì il Ppi.
Le squadre fasciste sono di nuovo in cerca di prede.

23, Argenta (Ferrara) una squadraccia fascista assassina don G. Minzoni, organizzatore delle forze cattoliche nel ferrarese;
24, L' «Osservatore Romano» riceve e pubblica questo telegramma:
«Denunciamo barbaro assassinio arciprete Argenta, diocesi Ravenna, don Giovanni Minzoni, reduce guerra dieci decorazioni e medaglia argento, colpito tradimento mazza ferrata testa, notte ore ventitré giorno ventitré. Apostolo fervente Azione cattolica e movimento giovanile, parroco esemplare, compianto unanime, indignazione enorme».
Il giornale vaticano riporta che la notizia ha rattristato B. Mussolini. Pio XI non dice nulla avallando la tesi del capo del governo secondo cui la violenza è opera di «idioti» e «camerati indisciplinati».
L'arcivescovo di Ferrara sceglie di non partecipare al suo funerale, inviando al proprio posto un prete fascista.
[Il processo si svolgerà due anni dopo a Ferrara e si concluderà il 1° agosto 1925 con otto assoluzioni.]
27, "eccidio di Giannina": Gianina (Epiro), un gruppo armato di epiroti stermina la missione italiana in Grecia, guidata dal gen. E. Tellini, capo della delegazione interalleata per la delimitazione dei confini greco-albanese;
31, il governo fascista fa occupare temporaneamente Corfù da truppe italiane.
Lo stesso giorno l' «Osservatore Romano» pubblica una lettera del quadrumviro I. Balbo indirizzata all'arcivescovo di Ravenna:
«Eccellenza, il fatto luttuoso di Argenta mi riempie l'animo di tristezza, perché speravo scomparsi per sempre dalla mia cara provincia fenomeni così tristi di brutalità. Prego l'E.V. di rendersi interprete dei miei sentimenti presso la famiglia del valoroso compagno di guerra don Minzoni e presso il clero ferrarese. Sono questi i sentimenti del Fascismo che, reggendo i destini della Nazione, attraverso la persona del suo Duce, intende rivolgere sempre più la sua opera alla redenzione grandiosa, cristiana, di cui V.E. è fervido ed amato apostolo».

Intanto B. Mussolini copre la Chiesa di denaro e di privilegi:
- porta avanti una legge che permette alla polizia di licenziare qualunque direttore il cui giornale screditi il papa o la Chiesa cattolica;
- accoglie la richiesta del Vaticano che per l'insegnamento della religione nelle scuole vengano adottati solamente i libri approvati dalla Chiesa;
- accosente a chiudere le sale da gioco;
- concede riconsocimento statale all'Università Cattolica di Milano;
- annuncia la propria opposizione al divorzio;
- si dà da fare per salvare la Banca di Roma, strettamente legata al Vaticano e sull'orlo della bancarotta;
- i crocefissi tornano nelle aule scolastiche italiane e sono aggiunte al calendario civile le festività cristiane;
- mette insieme generosi finanziamenti per ricostituire le chiese danneggiate durante la guerra.
E la lista potrebbe continuare



Settembre
2
, con decreto pari data viene istituita la provincia di Taranto;

in un "Programma di collaborazione dei cattolici col governo Mussolini", il Vaticano, facendo luce sull'appoggio che B. Mussolini sta dando alla Chiesa cattolica, arriva a dire: «I cattolici non possono pensare che con terrore a quello che potrebbe avvenire in Italia se il governo dell'On. Mussolini dovesse cedere ad un'eventuale insurrezione delle forze sovversive e perciò hanno tutto l'interesse a sostenerlo».
In breve, conclude la nota vaticana, «sotto ogni rispetto la costituzione per parte dei cattolici di una massa di appoggio al governo dell'On. Mussolini sembra la combinazione più salda e rassicurante che possa oggi pensarsi per l'Italia».


Ottobre
13
, C.M. De Vecchi è nominato governatore della Somalia; prima di assumere la carica di questa colonia dichiara che «là dove sventola la gloriosa bandiera italiana deve trovare degno posto la Croce di Cristo» e prestabilisce tutto un programma di azione missionaria, per la quale chiede e ottiene, in un lungo colloquio con il card. P. Gasparri, l'aiuto della Santa Sede.
B. Mussolini celebra con viaggi in varie città l'anniversario della marcia su Roma.
Lo stesso giorno, dopo vari piccoli segretariati e tentativi di direzione collegiale, l'avv. F. Giunta, toscano, viene nominato segretario del Pnf.

Scrive don L. SturzoOramai non solo in Italia, ma in tutta la vita europea – dell'Europa vinta e dell'Europa vincitrice – è stata superata la concezione clericale, cioè di raggruppamenti personali di laici e di ecclesiastici, i quali, al di fuori della diretta responsabilità politica e di partito e della partecipazione alla vita dello Stato, assumevano come proprio compito la difesa cattolica in compenso dei buoni servizi elettorali resi al governo, a qualsiasi governo, e insieme in compenso all'appoggio religioso delle classi dirigenti.»
Questo è il significato del "laicismo" di don L. Sturzo.
[Nino Valeri, Dalla"belle époque" al fascismo, Editori Laterza 1975.]

19, Pio XI concede udienza ai partecipanti alla «settimana di organizzazione della gioventù cattolica». E spiega loro:
«Sì, si dia a Cesare quel che è di Cesare, a Dio quel che è di Dio.
Da Dio stesso noi siamo stati messi nella grande famiglia umana ed è la volontà di Dio che ci ha destinato ad appartenere ad uno stato, cioè ad una parte determinata di quella famiglia; quindi è Dio stesso che vuole da noi l'obbedienza e il dovuto rispetto all'ordine da Lui costituito. Voi, perciò, prestando ossequio alle Autorità degli uomini avrete la coscienza di compiere il dovere che su voi incombe, non solo come cittadini, ma anche come cattolici che fedelmente osservano la legge di Dio
».


Novembre
Roma, su ordine di B. Mussolini, alcuni fascisti saccheggiano la casa dell'ex primo ministro F.S. Nitti, al centro della città. La polizia non interviene: i razziatori sfilano trionfalmente per le strade di Roma;


Dicembre

Roma, una mattina G. Amendola, leader dell'opposizone liberale, viene assalito da quattro fascisti muniti di bastoni, vicino alla propria abitazione in centro città.
Nel riportare l'assalto, il «Popolo d'Italia» sostiene che il malcapitato ha avuto solo quello che si merita.

In seguito a molti arresti di militanti (divenuti 20.000) da parte del fascismo, il Pcd'I ha una vita travagliata e conosce una grave crisi interna: 268.000 voti;
al congresso del Psi cade l'ipotesi di una fusione col Pcd'I;
Pri: alla scelta antifascista degli organi nazionali fa seguito la scissione di una federazione repubblicana autonoma in Romagna e nelle Marche, che persiste nella neutralità, ritardando ma non evitando lo scontro col fascismo; salvo marginali adesioni alla dittatura, gli scissionisti tornano nel Pri che si associa alla protesta dell'Aventino.
30, con R.D.L. 30 dicembre 1923, n. 2859 viene specificato l'elenco dei giorni festivi a tutti gli effetti civili.
[Sarà pubblicato in «Gazzetta Ufficiale» il 15 gennaio successivo.]

Lo stesso anno il governo italiano stipula con la neonata U.R.S.S. un accordo per le forniture petrolifere; scelta che B. Mussolini giustifica alla Camera con queste parole: «Il trattato con l'Unione Sovietica nasce dalla necessità di rinsaldare l'indipendenza del nostro mercato dai trust internazionali nelle cui mani non possiamo affidare l'avvenire della nostra industria e la stessa sicurezza dei servizi pubblici, in particoalre quelli attinenti la difesa della nostra Patria».
È un atto che i britannici non gradiscono:
- perché un loro agente ha osato «muoversi in proprio», andando addirittura contro la decisione di boicottare il petrolio «comunista» presa l'anno precedente alla conferenza dell'Aja;
- perché, visto che gli inglesi s accingono a dare l'assalto al mercato italiano, anche i rapporti tra Roma e Mosca (come quelli con le americane Standard Oil e Sinclair Oil) costituiscono una minaccia per i loro interessi.
Alla fine, lo stesso anno, con una decisione imposta dallo stesso B. Mussolini la Dgc (Direzione generale dei combustibili) viene chiusa.
Con questo atto si spalancano alla Gran Bretagna le porte del mercato italiano e le vie del petrolio dal Medio Oriente all'Europa, proprio attraverso l'Italia.
Con ciò B. Mussolini diventa per W. Churchill, e per gli interessi economici che questi rappresenta, una pedina troppo importante perché si possa correre il rischio di perderla.

Lo stesso anno lo Stato Maggiore Centrale riprende la denominazione di Stato Maggiore del Regio Esercito.




Partito comunista italiano
(Pci)

1923
Vienne-Isère (Francia) [centro industriale tessile], il "Gruppo di lingua italiano" aderente al Partito comunista francese (Pcf) fa capo al "Comitato interregionale" con sede a Lione diretto da Arturo Colombi [Bruno] e da Paolo Robotti [Bianchi].
Segretario regionale del Pcf è Benoit Frachon.
Sempre del gruppo dirigente lionese fanno parte, tra gli altri:
- Santhià,
- Bitossi,
. Cerreti,
. Giuseppe Longo [Neri];
dirigente di S. Étienne è, invece, l'ex deputato comunista di Torino, Arturo Bandini [morirà in Francia durante la guerra di LIberazione].
Tra i componenti del gruppo dirigente del "Gruppo di lingua italiano" di Vienne-Isère sono:
. Tommaso Cresto, di Biella,
. Giuseppe Negro [Busin], di Pralungo (Biella),
. Gino Sella, di Schio (Vicenza),
. Antonio Varale, di un paese del biellese,
. Nardi, di Pistoia,
. Roasino, di Borgosesia,
. Beretta, di Borgosesia.
[Sulla base di disposizioni dell'Internazionale Comunista, i militanti emigrati non sono membri del partito del paese di origine ma del partito del paese nel quale risiedono. Nel tempo stesso i comunisti emigrati vengono organizzati in "Gruppi di Lingua" ove si trattano i problemi delle masse emigranti dal paese d'origine.
Bene inteso, il Pci (e gli altri Partiti nell'emigrazione) ha sempre il diritto di attingere dall'emigrazione i quadri che ritiene di utilizzare per il lavoro politico nel paese di origine. In questo caso essi rompono ovviamente tutti i legami che hanno con l'emigrazione.
In Francia, data l'importanza dell'emigrazione italiana, l'incarico di dirigere questo settore viene dato, d'accordo col Pcf, a compagni del gruppo dirigente del Pci.]

Novembre
Vienne-Isère, nel "Gruppo di lingua italiano" entra ora a far parte S. Schiapparelli [Willy] di Occhieppo Inferiore (Vercelli);


[Stefano Schiapparelli, Ricordi di un fuoruscito, Edizioni del Calendario, Milano 1971; con prefazione di Giorgio Amendola.]



 

OVEST
-
-
-
-

1923
-

 


 

DOMINION OF CANADA
[Aggiunta alle altre province britanniche nel 1763, include la regione sulle due rive del fiume San Lorenzo grossolanamente delimitate da Anticosti a est e il Lago Nipissing a ovest.
Dal 7 nov 1763 la provincia (ex Canada francese) è stata divisa formalmente in tre distretti: Québec, Trois-Rivières, Montréal.
Nel 1791 la provincia è stata separata in due parti:
Basso Canada (francofoni) e Alto Canada (lealisti).
Nel 1841, con l'Act of Union sono stati nominati due primi ministri ma Canada Est e Canada Ovest continuano ad andare ognuna per la sua strada. Il sistema dura ben 25 anni (1842-67).
Nel 1867, 1° luglio, nasce ufficialmente la confederazione: Dominion of Canada.]
Governatore generale
Julian H.G. Byng
visconte Byng di Vimy
(1921 - 1926)
Primo ministro
W.L. Mackenzie King
(1921 29 dic - 28 giu 1926)
[liberale]

1923
-
Il Canada negozia e firma direttamente il trattato con gli Stati Uniti relativo allo sfruttamento dei banchi di halibut sulla costa del Pacifico. Le reazioni a Londra sono negative, ma W.L. Mackenzie King non devia dalla propria strada.

Marzo
2
, l'Halibut Treaty viene concluso con un ministro canadese che per la prima volta firma da solo a nome del proprio paese senza l'intervento del rappresentante britannico.

Ottobre
il primo ministro partecipa alla sua prima Conferenza Imperiale;
nella sua delegazione inserisce Oscar D. Skelton e John W. Dafoe (1866-1944), il direttore della «Manitoba Free Press» il quotidiano canadese ora più influente nel campo della politica estera;
durante i lavori si profila subito un netto contrasto tra i canadesi e il ministro degli Esteri britannico lord G.N. Curzon of Kedleston, che dà per scontata l'esistenza di una politica estera imperiale condotta da Londra e alla quale i dominions devono aderire;
alla fine il Canada ottiene però il riconoscimento concreto della propria autonomia quando viene deciso che i trattati internazionali riguardanti un solo dominion (come l'Halibut Treaty) non hanno bisogno di essere controfirmati dalla Gran Bretagna;
altro passo fondamentale quindi nel processo di decentralizzazione dell'impero britannico.
È certo comunque che a partire da quest'anno la nozione di una politica estera imperiale comune viene definitivamente abbandonata e non riapparirà più all'ordine del giorno nei successivi incontri londinesi.


QUÉBEC
Primo ministro
Louis-Alexandre Taschereau
(1920 - ?)
[liberale]
Vescovo di Montréal
-

1923
-

 


 

 

ONTARIO
-
-

1923
-

 

 


NEW BRUNSWICK
-
-

1923
-

NOVA SCOTIA
-
-

1923
-

MANITOBA [dal 1870]
-
-

1923
-


BRITISH COLUMBIA [dal 1858]
[nel 1866 ha incorporato l'Isola di Vancouver e dal 1871 fa parte della confederazione.]
Primo ministro della provincia
-

1923
-

 

ISOLA DEL PRINCIPE EDOARDO
[Dal 1873 fa parte della confederazione.]
Primo ministro della provincia
-

1923
-

 

TERRITORIO DELLO YUKON [creato nel 1898]
   
1923
-
ALBERTA [creata nel 1905]
   
1923
-
SASKATCHEWAN [creata nel 1905]
   
1923
-

 

TERRANOVA
Primo Ministro
Richard Squires
(1919 - 1923)
William R. Warren
(1923 - 1924)

1923
-

 


UNIONE degli STATI UNITI d'AMERICA
Presidente degli Stati Uniti
W.G. Harding [29°]
(1921 4 mar - 2 ago 1923)
[Pr]
C. Coolidge [30°]
(1923 2 ago - 4 mar 1929)
[Pr]
Vicepresidente
Calvin Coolidge
(1921 - 1923)
C.G. Dawes
(1923 - 1928)
Segretario di Stato
[Ministro degli Esteri]
Ch.E. Hughes
(1921 - 1923)
F.B. Kellogg
(1923 - 1928)
Ministro del Tesoro
-
-
Ministro della Guerra
-
-
Presidente della Corte Suprema
W.H. Taft
(1921 30 giu - 3 feb 1930)

1923
Gennaio
Una volta superata la "breve depressione" (1921-22), il paese entra in un'era di prosperità senza precedenti.

Agli inizi dell'anno viene provato che:
. Charles R. Forbes, capo dell'ufficio reduci, ha indebitamente sottratto, o sperperato, non meno di 250.000 dollari;
. Thomas W. Miller, responsabile della salvaguardia delle proprietà straniere, ha accettato bustarelle consistenti;
entrambi sono giudicati colpevoli e condannati a pene detentive.

Tra gli implicati nelle attività losche di Thomas W. Miller ci sono:
. Jesse Smith, uno dei componenti della "gang dell'OHIO";
[Ha fatto ottimi affari anche nell'ambito del ministero della Giustizia promettendo dietro compenso condoni e "sentenze addomesticate"; quando gli illeciti cominciano a venire alla luce si suicida.]
. Harry M. Daugherty, amico del ministro della Giustizia W.H. Taft:
[Sarà in seguito processato per associazione a delinquere, ma eviterà la condanna in appello.]

Il più sensazionale degli scandali in cui è compromessa l'amministrazione viene alla luce quando sono "affittati" a privati alcuni giacimenti petroliferi del governo precedentemente non sfruttati e destinati alla marina. Una commissione d'inchiesta senatoriale scopre che il ministro degli Interni, Albert B. Fall, dopo aver ottenuto il trasferimento della competenza su questi giacimenti al suo ministero, ha ceduto in segreto i diritti di sfruttamento su quelli di ElK Hills (CALIFORNIA) e di Teapot Dome (WYOMING) a due magnati del petrolio, Edward L. Doheny e Harry F. Sinclair, i quali in cambio versavano ad Albert B. Fall congrui "affitti".
Albert B. Fall, giudicato colpevole di essersi lasciato corrompere, viene condannato a una pena pecuniaria di 100.000 dollari e a un anno di carcere, diventando così il primo uomo di governo imprigionato per reati penali.
[Fatto sorprendente, grazie all'abilità dei loro difensori e a una serie di sottigliezze legali, Edward L. Doheny e Harry F. Sinclair vengono prosciolti dall'accusa di corruzione.]
Il presidente W.G. Harding non ha partecipato in alcun modo a queste vergognose transazioni, anzi ne era all'oscuro.


Giugno
, lo stato di New York sopprime il regime proibizionista;
alla morte del presidente gli subentra il vicepresidente Calvin Coolidge che diviene il 30° presidente degli Stati Uniti,

Adkins contro Children's Hospital: esaminado il caso, la Corte Suprema invalida una legge del distretto di Columbia che fissava un livello salariale minimo per le donne.

Agosto
2
, mentre sta facendo un giro di conferenze negli stati del West, il presidente W.G. Harding muore all'improvviso.
[La delusione e la tensione accumulate quando si è reso conto che gli amici lo hanno tradito, hanno forse contribuito.
Ignara degli scandali, la popolazione americana piange un presidente che amava.
Neppure quando gli episodi di corruzione saranno divulgati si registreranno reazioni incontrollate; anzi, fatto abbastanza singolare, la pubblica opinione se la prenderà più con gli "assassini in doppio petto" che hanno smascherato gli illeciti che non con i colpevoli.]

Al suo posto diventa presidente C. Coolidge.

Debiti di guerra: durante la guerra mondiale (1914-18) gli Stati Uniti hanno prestato agli Alleati (in particolare Gran Bretagna, Francia e Italia) un totale di 10,35 Mdi di dollari, quasi tutti spesi negli Stati Uniti in cambio di munizioni, viveri e altro materiale di interesse bellico.
Di conseguenza gli Alleati ritengono che tali prestiti facciano parte del contributo americano alla vittoria e debbano essere cancellati.
Secondo loro si tratterebbe di un atto di giustizia in quanto non si deve dimenticare che sono stati i paesi europei a sostenere quasi tutto il peso della guerra.
D'altra parte gli Stati Uniti considerano la questione unicamente dal punto di vista di una normale transazione d'affari e vogliono che il prestito sia restituito.
La celebre osservazione di C. Coolidge, «Hanno avuto il denaro, no?», rispecchia appieno il punto di vista dell'opinione pubblica americana.
Però l'atteggiamento degli Stati Uniti, pur essendo corretto sotto l'aspetto formale e legale, non tiene conto dell'effettiva impossibilità a saldare il debito da parte degli europei, che:
- non hanno riserve auree sufficienti,
- non possono soddisfare le loro obbligazioni con l'esportazione di merci a causa degli alti dazi protettivi americani.
L'unica speranza di poter pagare il debito, per gli alleati europei, è quella di ricevere dalla Germania le riparazioni di guerra secondo quanto prevede il "trattato di Versailles".
Gli Stati Uniti rifiutano di accogliere formalmente la tesi che i debiti di guerra siano legati alla questione delle riparazioni ma le circostanze li costringono a farlo.
Ora che la Germania si sottrae al pagamento delle riparazioni, sostenendo che non è in grado di farlo, l'esercito francese occupa la regione industrializzata della Ruhr: la Germania reagisce lasciandosi travolgere da un'inflazione incontrollabile che minaccia di far crollare l'intera economia europea.
A questo punto gli Stati Uniti intervengono per stabilizzare la situazione.
Un comitato internazionale presieduto da Charles G. Dawes (un banchiere di Chicago che ufficialmente agisce come privato) mette a punto un nuovo accordo sulle riparazioni.
Il "piano Dawes" diminuisce l'entità dei pagamenti per le riparazioni e decide la concessione di un prestito alla Germania di 200 Mni di dollari, forniti per metà da banche americane.
[Questo provvedimento di emergenza sarà poi sostituito nel 1929 dal "piano Young" che prende il nome da un altro finanziere americano, Owen D. Young.]
Una volta ottenuta la garanzia di ricevere annualmente il pagamento delle riparazioni, le nazioni europee negoziano nuovi accordi con gli Stati Uniti per saldare il loro debito; vengono diminuiti i tassi d'interesse e viene fissato un piano che rateizza i versamenti in 62 anni.
[L'effetto immediato di tali accordi è la creazione di – come sarà in seguito definita – "una giostra finanziaria":
- tra il 1923 e il 1930 gli americani investiranno in Germania circa 2,5 Mdi di dollari;
- la Germania verserà più o meno la stessa somma agli Alleati in conto riparazioni;
- le nazioni europee a loro volta faranno affluire nelle casse degli Stati Uniti 2,6 Mdi di dollari a parziale ammortamento dei debiti di guerra.
Queste singolari transazioni garantiranno all'Europa alcuni anni di stabilità, basata però su fondamenta piuttosto fragili.
In seguito al manifestarsi della "grande depressione" (1929), gli Stati Uniti non saranno più in grado di agire come banchieri internazionali e la catena di pagamenti s'interromperà.
Nel 1933, quando la Germania cesserà di versare il denaro delle riparazioni, di fatto verrà sospeso anche il pagamento dei debiti di guerra degli stati europei a beneficio degli Stati Uniti.]



" Bureau of Investigation":
-

[Maldwyn A. Jones, Storia degli Stati Uniti, Bompiani 1984.]

 




[01] DELAWARE [dal 7 dicembre 1787] - cap. Dover
[Primo stato a ratificare la Costituzione degli Stati Uniti d'America.
Non esistono collegamenti fra chiesa e stato e una grande libertà religiosa si è affermata sin dall'inizio.]
Governatore
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1923
Gennaio

-

 

[02] PENNSYLVANIA [dal 12 dicembre 1787] - cap. Harrisburg
[Non esistono collegamenti fra chiesa e stato e una grande libertà religiosa si è affermata sin dall'inizio.]
Governatore
-

1923
Gennaio

-

 

[03] NEW JERSEY [dal 18 dicembre 1787] - cap. Trenton
[Non esistono collegamenti fra chiesa e stato e una grande libertà religiosa si è affermata sin dall'inizio.]
Governatore
-

1923
Gennaio

-

 

[04] - [04] GEORGIA [dal 2 gennaio 1788] - cap. Atlanta
[Già ammesso nell'Unione nel 1780 ma ratificato solo il 2 gennaio 1788.
Riammesso al Congresso il 30 marzo 1870.]
Governatore
-
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1923
Gennaio

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[05] CONNECTICUT [dal 4 gennaio 1788] - cap. Hartford
Governatore
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1923
Gennaio

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[06] MASSACHUSETTS [dal 6 febbraio 1788] - cap. Boston
Governatore
-

1923
Gennaio

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[07] MARYLAND [dal 28 aprile 1788] - cap. Annapolis
Governatore
-

1923
Gennaio

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[08] - [01] SOUTH CAROLINA [dal 23 maggio 1788] - cap. Columbia
Governatore
-
-

1923
Gennaio

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[09] NEW HAMPSHIRE [dal21 giugno 1788] - cap. Concord
Governatore
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1923
Gennaio

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[10] - [08] VIRGINIA [dal 26 giugno 1788]- cap. Richmond
[Riammesso al Congresso il 30 marzo 1870]
Governatore
-
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1923
Gennaio

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[11] NEW YORK [dal 26 luglio 1788] - cap. Albany
[L'anglicanesimo è la religione di stato in quattro contee.]
Governatore
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1923
Gennaio

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[12] - [09] NORTH CAROLINA [dal 21 novembre 1789] - cap. Raleigh
[Tratto di terre immediatamente a sud della Virginia, attorno allo stretto di Albemarle.]
Governatore
-
-

1923
Gennaio

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[13] RHODE ISLAND [dal 29 maggio 1790] - cap. Providence
Governatore
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1923
Gennaio

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[14] VERMONT [dal 4 marzo 1791] - cap. Montpelier
Governatore
-

1923
Gennaio

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[15] KENTUCKY [dal 1° giugno 1792] - cap. Frankfort
Governatore
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1923
Gennaio

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[16] - [10] TENNESSEE [dal 1° giugno 1796] - cap. Nashville
[Riammesso all'Unione dall'aprile 1866.]
Governatore
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1923
Gennaio

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[17] OHIO [dal 1° marzo 1803] - cap. Columbus
Governatore
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1923
Gennaio

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[18] - [05] LOUISIANA [dal 30 aprile 1812] - cap. Baton Rouge
- 1819, Trattato Adams-Onís: stabilisce il confine con il MESSICO spagnolo: va dal fiume Sabine, nel TEXAS orientale, fino al 42° parallelo (futuro confine settentrionale della CALIFORNIA) e da quel punto, verso ovest, fino al Pacifico.
Governatore
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1923
Gennaio

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[19] INDIANA [dal 11 dicembre 1816] - cap. Indianapolis
Governatore
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1923
Gennaio

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[20] - [06] MISSISSIPPI [dal 10 dicembre 1817] cap. Jackson
[Riammesso al Congresso il 30 marzo 1870]
Governatore
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1923
Gennaio

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[21] ILLINOIS [dal 3 dicembre 1818] - cap. Springfield
-
Governatore
-
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1923
Gennaio

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[22] ALABAMA [dal 14 dicembre 1819] - cap. Montgomery
[Dal 18 ottobre 1867 sotto la sovranità degli Stati Uniti.]
Governatore
-

1923
Gennaio

-

[23] MAINE [dal 15 marzo 1820] - cap. Augusta
-
Governatore
-
-

1923
Gennaio

-

[24] MISSOURI [dal 10 agosto 1821] - cap. Jefferson City
Governatore
-
-

1923
Gennaio

-

[25] - [11] ARKANSAS [dal 15 giugno 1836] - cap. Little Rock
Governatore
-
-

1923
Gennaio

-

[26] MICHIGAN [dal 26 gennaio 1837] - cap. Lansing
Governatore
-
-

1923
Gennaio

-

[27] - [03] FLORIDA [dal 3 marzo 1845] - cap. Tallahassee
Tra il 1810 al 1813 gli Stati Uniti hanno inglobato la maggior parte della Florida occidentale, la scia costiera che corre da New Orleans a Mobile, ma una buona parte della colonia, unitamente a tutta la Florida orientale, cioè la penisola, resta ancora sotto il dominio spagnolo.
Nel 1819, con il Trattato Adams-Onís è stata completamente ceduta agli Stati Uniti dalla Spagna.
Nel 1868 è rientrata a far parte dell'Unione.]
Governatore
-
-

1923
Gennaio

-

[28] - [07] TEXAS [dal 29 dicembre 1845] - cap. Austin
Governatore
-
-

1923
Gennaio

-

[29] IOWA [dal 28 dicembre 1846] - cap. Des Moines
Governatore
-
-

1923
Gennaio

-

[30] WISCONSIN [dal 29 maggio 1848] - cap. Madison
Governatore
-
-

1923
Gennaio

-

[31] CALIFORNIA [dal 9 settembre 1850] - cap. Sacramento
Governatore
-

1923
Gennaio

-

[32] MINNESOTA [dall'11 maggio 1858] cap. Saint Paul
Governatore
-
-

1923
Gennaio

-

[33] OREGON [dal 14 febbraio 1859] - cap. Salem
- 1845, alla fine dell'anno i 5000 coloni americani dell'Oregon organizzano un governo provvisorio e chiedono la fine del regime di occupazione comune e l'esclusiva giurisdizione americana.
- 1848, diventa territorio autonomo.
Governatore
-
-

1923
Gennaio

-

[34] KANSAS [dal 28 gennaio 1861] - cap. Topeka
Governatore
-
-

1923
Gennaio
-

[35] WEST VIRGINIA [dal 19 giugno 1863] - cap. Charleston
Governatore
-
-

1923
Gennaio

-

[36] NEVADA [dal 31 ottobre 1864] - cap. Carson City
[Il 2 marzo 1861 il suo territorio era stato separato da quello dell'UTAH.]
Governatore
-

1923
Gennaio

-

[37] NEBRASKA [dal 1° marzo 1867] - cap. Lincoln
Governatore
-
-

1923
Gennaio

-

[38] COLORADO [dal 1° agosto 1876] - cap. Denver
[Territorio autonomo dal 28 febbraio 1861.]
Governatore
-

1923
Gennaio

-

[39] NORTH DAKOTA [dal 2 novembre 1889] - cap. Bismarck
Governatore
-
-

1923
Gennaio

-

[40] SOUTH DAKOTA [dal 2 novembre 1889] - cap. Pierre
Governatore
-
-

1923
Gennaio

-

[41] MONTANA [dall'8 novembre 1889] - cap. Helena
[cap.li: fino al 1865 Bannack, fino al 1875 Virginia City.]
Governatore
-
-

1923
Gennaio

-

[42] WASHINGTON [dall'11 novembre 1889] - cap. Olympia
Governatore
-
-

1923
Gennaio

-

[43] IDAHO [dal 3 luglio 1890] - cap. Boise
[Territorio autonomo dal 24 marzo 1863 con cap. Boise.
Inizialmente, fino al 7 dicembre 1864, la capitale era Lexinton.]
Governatore
-
-

1923
Gennaio

-

[44] WYOMING [dal 10 luglio 1890] - cap. Cheyenne
Governatore
-
-

1923
Gennaio

-

[45] UTAH [dal 4 gennaio 1896] - cap. Salt Lake City
[Territoro annesso nel 1850.
Dal 2 marzo 1861 si è staccato il Territorio del NEVADA.]
Governatore
-
-

1923
Gennaio
-

[-] Territorio delle HAWAII [dal 7 luglio 1898] - cap. Honolulu
 
Governatore
-
-

1923
Gennaio
-

[46] OKLAHOMA [dal 16 novembre 1907] - cap. Oklahoma City
[Territorio autonomo dal 2 maggio 1890.
Con l'annessione di questo nuovo stato gli indiani sono stati espropriati del loro territorio di riserva "permanente". ]
Governatore
-
-

1923
Gennaio
-

[47] NEW MEXICO [dal 6 gennaio 1912] - cap. Santa Fe
[Territorio autonomo dal 1846.]
Governatore
-
-

1923
Gennaio
-

[-] Territorio dell'ALASKA [dal 1912] - cap. Juneau
[1867, 9 aprile, il senato ratifica l'atto d'acquisto del territorio dalla Russia per 7,2 Mni di dollari;
18 ottobre [Alaska day], avviene il passaggio di sovranità;
1884, diviene un distretto dell'Oregon;
1898, viene scoperto l'oro: questo fatto provoca una vera e propria invasione di cercatori d'oro; altro oro viene poi scoperto nel vicino Klondike, territorio canadese, e l'Alaska è utilizzata come base di partenza per i cercatori.]
Governatore
-
-

1923
Gennaio
-

[48] ARIZONA [dal 14 febbraio 1912] - cap. Phoenix
[Territorio autonomo dal 1863, ma fino al 1886 non ci fu pace con gli Indiani.]
Governatore
-
-

1923
Gennaio
-


a





1923
GRANDI ANTILLE
- Presidente della repubblica
?
(?-?)
[nella costituzione è inserito l' "emendamento Platt" che dà diritto agli Stati Uniti di intervenire negli affari interni del paese e di installarvi proprie basi per usi militari e commerciali: dal 1903 esiste la base militare di Guantánamo]
1923
nel dopoguerra sorgono i primi movimenti operai e studenteschi organizzati;
il gen. Gerardo Machado y Morales è capo del Partito liberale;
Haiti
-
?
(?-?)
occupazione militare diretta statunitense (1916-39)
1923
-
- Presidente della repubblica
?
(?-?)
1923
dal 1916 truppe americane occupano Santo Domingo imponendovi un regime militare;
- Governatore
?
(?-?)
[colonia britannica dal 1866]
1923
-

1923
Estados Unidos Mexicanos
(Stati Uniti del Messico)
[repubblica federale]
- Presidente della repubblica federale
A. Obregón
(1920 - 1924)

1923
fortemente anticlericale, il presidente sviluppa una politica sociale (distribuzione di terre ai contadini e riforma della pubblica istruzione) appoggiandosi ai sindacati e mantiene rapporti amichevoli con gli Stati Uniti ai quali rinnova la concessione per lo sfruttamento delle risorse petrolifere del paese;
Francisco [Pancho] Villa, ancora in rotta con il governo centrale, è assassinato;



1923
Repubblica dell'America centrale
(1921)
- Presidente
-

1923
-



1923
- Capo del governo
-
(formalmente indipendente dal 1847)

1923
-



1923
Honduras
-
?
(? - ?)
1923
totale dipendenza dagli Stati Uniti, interessati a mantenere sotto proprio controllo le ricche piantagioni di banane, unica risorsa economica del paese;
continuano (dal 1911 al 1933) gli interventi delle truppe americane per salvaguardare gli interessi yankee;

1923
- Presidente della repubblica
?
(1903 - ?)
1923
guerra con il Guatemala;
la conclusione di questo conflitto che vede intervenire gli Stati Uniti, con ruolo di mediazione, segna l'ingresso del paese nell'area di influenza della grande potenza americana;
da questo momento si succederanno governi militari: rari, e in genere effimeri, i governi regolarmente eletti;

1923
- Presidente
?
(? - ?)
1923
[rimane in vigore il trattato Bryan-Chamorro con gli Stati Uniti]

1923
- Presidente della repubblica
?
(? - ?)
[liberale]
1923
ritorna ora il regime liberale;

1923
República de Panamá
(indipendente dal 1903)
- Presidente della repubblica
?
(1903 - ?)
1923
-




1923
- Presidente  
1923
perdurano le controversie con gli Stati Uniti;

1923

- Presidente della repubblica

J.V. Gómez
(1908 - 1935)
[dal 1903 fino al 1938 decine di migliaia di oppositori vengono incarcerati o esiliati.]
1923
in conseguenza dello sfruttamento delle risorse petrolifere, negli anni Venti entra in una fase di rapido quanto caotico sviluppo economico; nel giro di pochi anni il paese diventerà il secondo esportatore di greggio, ma sarà rivoluzionata la sua struttura politica e sociale;



1923
República del Ecuador

- Presidente della repubblica

?
(?-?)
1923
si alternano dittature conservatrici (J.J. Flores, G. García Moreno) e di dittature liberali (V. Rocafuerte, E. Alfaro) e da crescenti ingerenze dell'esercito, formato all'origine da elementi venezuelani;



1923

- Presidente della repubblica

A.B. Leguía
(1919 - 1930)
[dittatura "progressista"]
(Repubblica indipendente dal 1827)
1923
forte centralizzazione dell'apparato statale ("Patria Nueva") e massicci investimenti, tramite prestiti nordamericani, nel settore delle opere pubbliche;


1923

- Presidente della repubblica

?
(?-?)
1923
privata di ogni sbocco al mare dopo la guerra del Pacifico, si fa sempre più accentuata la dipendenza economico-politica dall'Inghilterra e poi dagli Stati Uniti, principali importatori di stagno.


1923

- Presidente della repubblica

A. Alessandri Palma
(1920 - 1925)
[liberaldemocratico]
1923
l'opposizione conservatrice paralizza l'attività parlamentare con il ricorso all'ostruzionismo;
dal 1922 opera il PCCH (Partito comunista cileno) (ex Partido obrero proletario, di Luis E. Recabarren);

1923
dal 1816 divise nelle tre colonie:
Guyana Britannica

- Governatore

?
(? - ?)
1901
-
Suriname (olandese)

- Governatore

?
(? - ?)
1901
-
Guyane Française
[già sede di una colonia penitenziaria e poi, dal 1852,
di un bagno penale (fino al 1945)]

- Governatore

?
(? - ?)
1901
-


1923

- Presidente della repubblica

?
(? - ?)
1923
-



1923

- Presidente della repubblica

gen. B. Ferreira
(1904 - ?)
[partito degli azules]
1923
-



1923

- Presidente della repubblica

H. Irigoyen
(1916 - 1930)
[Unión civica radical]
1923
Buenos Aires,

 



Patagonia
1923
Gennaio
27
, ad un anno dalla rivolta, un anarchico, Kurt Gustav Wilckens, uccide il col. Varela, responsabile della repressione.

1923
- Presidente della repubblica
(1915 - ?)
[partito colorado]
1923
Montevideo,




1923
CINA
(Repubblica dal 1911)

presidente

Yüan Shih-k'ai
(1912 - ?)

1923
Sun Yat-sen ricorre all'aiuto sovietico e riorganizza il Kuomintang (KMT) sul modello bolscevico aprendo il partito ai comunisti e dotandolo di un proprio apparato militare con centro di formazione nell'Accademia militare di Huang-pu (Wampoa);
tale svolta, mentre garantisce al Kuomintang (KMT) una disciplina e una forza senza precedenti, crea al suo interno due ali di potere:
- ala radicale: Sun Ch'ing-ling (moglie di Sun Yat-sen) e Wang Ch'ing-wei;
- ala moderata: Hu Han-min e Chiang Kai-shek;

a

1923
DAE HAN
(Corea)

1923
lo stato coreano ha cessato di esistere come entità autonoma nel 1910 essendo stato annesso dal Giappone;
la dominazione di Tokyo è improntata a uno spietato regime poliziesco;
è attivo comunque un movimento di resistenza nazionale;

a





1923
(periodo Taisho: 1912-26)
Giappone



Yoshihito

(? - 1926)
1912-26, imperatore del Giappone;
[dal 1921 è reggente il figlio Hirohito (Tokyo 1901-1989).]

1923
Settembre
1-2
, un terremoto semidistrugge Tokyo e Yokohama provocando 74.000 vittime.
[La ricostruzione inizia con capitali americani.]
Lo stesso mese viene assassinato l'anarchico Sakae Osugi, accusato dalla polizia dell'imperatore di avere provocato il terremoto.

Kuomintang
KMT
(Partito nazionale del popolo)

1923
Tokyo, dal 1905 opera la T'ung Meng Hui (Lega dei rivoluzionari) ispirata ai "tre principi del popolo" formulati da Sun Yat-sen:
- indipendenza nazionale
- democrazia parlamentare
- socialismo agrario;

a






1923
[colonia spagnola dal 1900, con capitale Villa Cisneros già protettorato dal 1884.]
-
-
1923
-


1923
Marocco
[dal 1912 è un protettorato della Francia che ha riconosciuto alla Spagna una zona di sua spettanza (Rif, Ifni, Tarfaya) e lasciato sul trono l'ex sultano Mulay 'Abd al-Hafiz]
1923
convenzione di Parigi: la città di Tangeri viene ora internazionalizzata con un proprio statuto autonomo;

campagne del Rif

1920-26




1923
Algeria
-
-
1923
agitazione nazionalista dell'emiro Khaled, nipote di 'Abd el-Kader († Damasco 1883);

1923
Tunisia
[con il trattato del Bardo del 1881, perfezionato nel 1883 con il trattato della Marsa, la Francia è riuscita a imporvi il suo protettorato.
Il bey conserva formalmente le sue prerogative.]
1923
si fa sentire la tendenza nazional-riformista rappresentata dai "giovani tunisini" sfociata nel 1920 nella fondazione di un partito politico moderno, il Destur o Partito liberal-costituzionale;


1923
LIBIA
[nome romano riesumato durante il conflitto per indicare le due regioni della Tripolitania e della Cirenaica]
- dal 1913 l'Italia esercita la sua sovranità sulla Libia -
TRIPOLITANIA
(1912-34)
Governatore
Tripoli
G. Volpi
(1921 lug - giu 1925)
1923
Gennaio
Inizia l'operazione, decisa dal governo e dal comando delle truppe italiane, che prevede l'attacco all'altopiano di Tarhuna.
Il movimento delle tre colonne:
- gruppo Gebel (col. R. Graziani ),
- gruppo Msellata (col. Pizzari),
- gruppo Gefara (ten.col. Belly),
si opera cronometricamente;
31, la colonna del col. Pizzari occupa Gasr Garabulli; la colonna del ten.col. Belly occupa Sidi Bu Argub, avanguardia del nemico verso Azizia;
anche la colonna del col. R. Graziani parte dal Garian…

Febbraio
2-4-6
, la colonna del ten.col. Belly prosegue verso l'Uadi Milga;
3
, la colonna principale del col. R. Graziani dopo un lungo giro nel deserto e un vivace combattimento occupa Bir el-Uàar e avanza su Tarhuna dal sud-ovest;
4
, la colonna del col. Pizzari dopo vivaci combattimenti contro forze ingenti occupa el Gusbat;rafforzata quindi da una riserva tenuta a Tripoli e inviata in autocarro, riprende l'avanzata;lo stesso giorno la colonna principale del col. R. Graziani attacca e disfa una gross aliquota dei ribelli a Gàrs el-Hàgera;
6, la colonna rafforzata del col. Pizzari giunge sull'aspro terreno tenacemente difeso del Gebel Msid; i ribelli sgomberano le posizioni di fronte alla colonna del ten.col. Belly e ripiegano su Tarhuna dove la colonna principale del col. R. Graziani , vinte le ultime resistenze, arriva in serata;
rioccupazione di Tarhuna: una parte dei ribelli, abbandonando il proprio paese, fugge verso oriente, ma gli armati dei Nuahi el-Arbaa – le popolazioni cioè fra il Gebel Tarhuna, Azizia e Tripoli – depongono le armi arrendendosi.
[Perdite: 1500 morti tra i ribelli, 50 morti tra le truppe italianae.]
Vista la situazione favorevole, il governatore G. Volpi decide di completare la riconquista di tutta la Tripolitania settentrionale e si procede al riordinamento dei gruppi:
- gruppo Gebel (col. R. Graziani ), riordinato a Tarhuna,
- gruppo Msellata (col. Pizzari), riordinato a el-Gusbat.
21, iniziata l'operazione, la colonna del col. Pizzari sgomina e disperde, attaccandoli alle spalle, i nuclei nemici ancora schierati di fronte al presidio di Homs;
23, combattendo col concorso dell'aviazione e il fuoco di un cacciatorpediniere, la colonna del col. Pizzari occupa Zliten; la colonna del col. R. Graziani giunge contemporaneamente a sud-ovest dell'oasi omonima, avvolgendola;
25
, ripresa l'avanzata, le due colonne convergono su Misurata;
26
, rioccupazione di Misurata: mentre i ribelli si sottraggono alla battaglia, la colonna del col. Pizzari (col concorso di truppe provenienti da Misurata Marina) rioccupa Misurata.

Maggio
, viene occupata Tauòrga: un grosso campo di Misuratini segnalato a Bir Tagemùt viene attaccato da una colonna leggera partita da Tauòrga agli ordini del ten.col. Ruggieri e completamente disfatto (4 maggio).
Ma la popolazione non viene sottomessa integralmente…

Agosto
nuclei armati ribelli attaccano in tutta la regione orientale e il governo ordina subito grosse operazioni di polizia che si svolgono nei territori di Homs, el Gusbàt, Tarhùna, Zlìten e Misurata e che dureranno fino a Novembre; vi partecipano:
- gruppo del col. Ottorino Mezzetti (1°, dal Gebel),
- gruppo del col. Ottorino Mezzetti (2°, da Misurata),
- gruppo del col. Marghinotti,
- gruppo del col. Gallina.
Per dare il colpo di grazia alla compagine ribelle occorre sottomettere i potenti gruppi nomadi degli Orfella, sotto la guida di Abd el-Nebi Belcher (ex caimacam del governo italiano, durante la prima occupazione) per cui vengono costituiti o ricostituiti nuovi gruppi:
- gruppo Gebel (col. R. Graziani ), a Tarhuna,
- gruppo orientale (col. Ottorino Mezzetti), a Misurata
- colonna Malta, a Garian
- colonna Volpini, a Nalut
- gruppo Mariotti,
- colonna Galliani, a Giado.

Dicembre
11
, il gruppo orientale, diviso in tre colonne, percorre circa 300 km portandosi da Misurata a Sedada: qui piomba sul campo ribelle e lo distrugge catturando una grande quantità di armi tra cui tre cannoni; il gruppo giunge alle spalle di Beni Ulid;
23, il gruppo Gebel muove da Tarhuna e il suo comandante col. R. Graziani assume il comando dell'intera operazione;
il gruppo Malta, partito dal Garian, percorrendo 200 km giunge a Scemech a sud-est di Beni Ulid e disperde gli armati nemici dislocati sull'Uadi Sofeggin.
Beni Ulid è virtualmetne accerchiata da tre parti.
27, il gruppo centrale avanza impetuosamente e viene attaccato dal grosso dei ribelli di Abd el-Nebi Belcher mentre il gruppo orientale travolge quelli che sono stati inviati per trattenerlo;
in serata entrambi i gruppi riuniti sono nel castello di Beni Ulid.


CIRENAICA
Muhammad Idris al-Mahdi al-Sanusi

(Giarabub 1890 - Il Cairo 1983)
1917-22, capo della confraternita dei Senussi;
1923-48, è costretto all'esilio;


1948, emiro di Cirenaica;
1950-69, re di Libia(Idris I);

Governatore
Bengasi
gen. Bongiovanni
(1923 gen - mag 1924)

1923
Gennaio
30
, viene inviato in Cirenaica il nuovo governatore militare gen. Bongiovanni;
nei campi misti di el-Acroma, Chaulàn, Slonta, Tecniz ed el-Abiàr armi e munizioni sono requisite; lo stesso giorno il governatore proclama lo stato d'assedio, denuncia al parlamentino la slealtà di Idrìs e dice che si attende che Mohàmmed er-Redà inviti tutti ad attenersi ai precedenti accordi. I Senussi rispondono raccogliendosi attorno ad Agedabia (creata dagli italiani e da loro stessi abbandonata nel 1915) sede dell'emirato.

Aprile
21
, una forza di 7 battaglioni, 5 squadroni, 3 batterie e alcune autoblinde, concentrata rapidamente nel sud bengasino, marcia in colonne convergenti su Agedabia che, dopo vivace combattimento, viene occupata. Dopo l'occupazione il governatore dichiara decaduti tutti gli accordi conclusi con la Senussia.
Si tratta ora di riprendere la conquista della Cirenaica, altopiano, sirtica ed oasi sahariane: l'opera compiuta negli anni 1913 e 1914 dai governatori Briccola e Ameglio è distrutta e, come in Tripolitania, occorre riprendere la colonia pezzo per pezzo.
Ricominciano così le ostilità.
Rispetto alla Tripolitania, qui non ci sono centri abitati analoghi alle oasi e ai villaggi gebelici. In Cirenaica la popolazione è dedita alla pastorizia e quindi non ci sono obiettivi territoriali da colpire. Inoltre gli accordi italiani con la Senussia, l'oro e le armi che le ha prodigato il ministero delle Colonie durante tanti anni, hanno permesso alla confraternita di impiantare un completo sistema di sfruttamento delle popolazioni, il quale costituisce la base per organizzare la resistenza.
La resistenza assume quindi un carattere particolare.
Subito dopo la ripresa delle ostilità da parte italiana, una parte delle popolazioni cirenaiche si dichiara sottomessa e si accosta ai presidi italiani; un'altra resta dissidente o ribelle cosituendo il dor: ognuna delle grandi tribù cirenaiche: Abeidàt, Bràasa-Hasa, Abìd, Aughìr, Dòrsa e Mogàrba orientali ha un proprio dor.
[Il dor [pl. duar] comprende essenzialmente gli armati, con pochissimo personale aggiunto per i servizi indispensabili: le famiglie e le "impedimenta" fanno parte dei campi sottomessi. In realtà non esistono sottomessi e ribelli, ma tutta la popolazione soggiace al rigoroso segreto controllo dei capi della ribellione: ciascuna tribù sottomessa vive e lavora allo scopo principale di rifornire il dor.
Rispetto alla potenti mehalle tripolitane i dor sono poca cosa ma in compenso il dor è inesauribile perché costantemente riportato a numero.
I "sottomessi" chiedono logicamente di essere armati per potersi difendere dai ribelli (impossibile per le truppe italiane difendere persone e greggi sparse in tutto l'immenso territorio) ma le armi e le munizioni che vengono date ai sottomessi prima o poi, apertamente o con sotterfugi, passano ai ribelli. Quando uno dei duar viene battuto dalle truppe italiane, cavalli, armi e munizioni affluiscono di nuovo, con precisione militare, dai campi dei sottomessi, e dopo pochi giorni il dor è ricostruito e pronto a ricominiciare.]

Giugno
10
, una autocolonna di rifornimento viene sorpresa e distrutta a Bir Bilal e due compagnie del 7° eritrei vengono pure sorprese e annientate, lì vicino il giorno dopo;
le operazioni di repressione tentate nella regione di Agedabia non producono che la dispersione dei ribelli sull'Altopiano;

Durante la stagione invernale che in Cirenaica è rigida e rende quasi impraticabile il terreno l'attività militare viene sospesa.



1923
Fu'ad I  
(Il Cairo 1868 - 1936)
figlio del khedivè Isma'il;
1917-1922, sultano d'Egitto;
succede al fratello maggiore Husayn Kamil († 1917);
1922-1936, re d'Egitto;

- Alto Commissario
gen. E.H.H. Allenby [il Toro]
(1919 mar - 1925)
- Primo Ministro
Zaglul Pascià
(o Sa'd Zaghlul)
(1922 - ?)
1923
pur avendo promulgato una costituzione di tipo parlamentare non rinuncia all'esercizio di un forte potere personale, appoggiandosi alla Gran Bretagna e ai settori moderati della vita politica egiziana (da lui organizzati nel Partito del popolo) per contrastare l'influenza del partito nazionalista Wafd fondato da Zaglul Pascià (o Sa'd Zaghlul);
escluso il Wafd dal potere, governa in modo dittatoriale conducendo un'efficace azione di rinnovamento economico mirante a occidentalizzare il paese.

Una delle prime iniziative del governo di Zaglul Pascià
(o Sa'd Zaghlul) è quella di dichiarare gratuita e obbligatoria l'istruzione.

1923
Sudan
[dalla convenzione del 18 gennaio 1899, il paese è stato costituito in "condominio" anglo-egiziano, di fatto in possedimento britannico]
   
1923
nei maggiori centri e sull'onda del Graduates' Club sono sorte molte "Leghe" ed "Associazioni" con obiettivi politici, tra le quali la più importante è The League of Sudanese Union (Lega dell'Unione Sudanese);


1923
Guinea-Bissau
[colonia autonoma portoghese dal 1879, i suoi confini (rettilinei e artificiosi di evidente origine coloniale) con l'Africa Occidentale Francese sono stati regolati nel 1896.]
   
1923
-


1923
Africa Occidentale Francese
(AOF – 1895-1958)

[possedimenti retti, dal 1895, da un governatore generale, dipendente dal ministero delle colonie, in forma accentuatamente centralizzata]

- Governatore generale
?
(? -?)
Senegal [sotto controllo francese dal 1817, sottomesso e pacificato dal 1865.] cap. Dakar.
1923
-
Mauritania [protettorato francese dal 1904, il territorio vi è stato annesso dal 1920 ma le autorità coloniali non verranno mai completamente a capo dello spirito d'indipendenza mauro]
1923
-
Sudan francese [ex Senegal-Niger dal 1904, nel 1921 è tornato al suo nome originario.]
1923
-
Alto Volta [costituita in colonia dai francesi nel 1919 con territori staccati dalle colonie dell'Alto Senegal e del Niger.]
1923
-
Niger [completamente colonizzato dal 1920] cap. Zinder.
1923
-
Guinea Francese [protettorato francese dal 1889, è sorta la città di Conakry nel 1890; colonia francese dal 1891;
con l'acquisizione dell'isola di Los nel 1904 ha assunto il suo assetto territoriale definitivo;]
1923
-
Costa d'Avorio [colonia francese dal 1893.]
1923
-
Dahomey [annesso dal 1899 ma, completamente, dal 1916]
1923
-

1923
Sierra Leone
[colonia inglese dal 1808.]
- Governatore
?
(?-?)
1923
-

1923
[ex Monrovia, è una repubblica indipendente dal 1847, con una costituzione modellata su quella statunitense ma con il predominio dell'elemento nero-americano su quello autoctono;
nel 1857 al paese si è unita l'ex colonia formatasi a capo delle Palme nel 1833.]
-
-
1923
-


1923
Costa d'Oro
[colonia della corona britannica dal 1874; nel 1922 si è ingrandita con l'annessione dell'ex Togo tedesco, la parte occidentale (Togoland) del territorio.]
- Governatore
-

1923
-

 



1923
Togo
[sotto mandato francese dalla fine della prima guerra mondiale, dal 1922 il territorio comprende solo la parte orientale dell'ex Togo tedesco e mantiene una distinta fisionomia giuridica.]
?
(?-?)
1923
-





1923
comprende i due ex protettorati britannici;
all'unità amministrativa della federazione non corrisponde tuttavia una reale integrazione etnico-culturale del paese;
Nigeria settentrionale [territori haussa, riuniti dal 1900]
-
-
1923
-

Nigeria Meridionale [territori degli Oil Rivers (dal 1849), di Lagos (dal 1861) e Benin (dal 1897), riuniti dal 1906]
-
-
1923
all'unità amministrativa della federazione non corrisponde tuttavia una reale integrazione etnico-culturale del paese, resa ora, nel primo dopoguerra, ancora più improbabile dall'accessione, sotto mandato britannico, di un quinto del Camerun tedesco;
ulteriori elementi di divisione si portano avanti dal 1922;

Lagos
1923
ad opera di Herbert Macauley nasce il Nigerian National Democratic Party (Partito Democratico Nazionale Nigeriano);





1923
Camerun
[dal 1920 l'ex protettorato franco-britannico è diviso in due mandati coloniali previsti dal trattato di Versailles]
Njoya
-
(? - ?) c
1883-1933, re dei bantu;

Mandato (1) [alla Gran Bretagna, la porzione nordorientale, circa un quinto del paese]
1923
-
Mandato (2) [alla Francia, il resto (ha recuperato anche i territori ceduti nel 1911)]
1923
-

1923
Africa Equatoriale Francese
(1910-1958)
1910, la Francia crea questa nuova unità amministrativa che, pur mantenendo a Brazzaville la sede del governatore generale, è divisa in quattro ripartizioni:
Medio Congo [ex Congo Francese]
-
1923
da novembre 1911 la Francia ha ceduto al Camerun tedesco il corridoio del Sanga (sarà restituito al Medio Congo nel 1919);

Gabon [già assorbito dal Congo Francese nel 1888 e ora separato]
-
1923
-
Ubangi Sciari (Oubangui-Chari) [ex Impero Centrafricano, diventato colonia francese dal 1905]
-
1923
-
Ciad [pur annesso dalla Francia, la resistenza all'interno continuerà fino al 1917]
-
1923
Con la valorizzazione economica delle regioni meridionali attraverso al costruzione della ferrovia Brazzaville-Pointe Noire (1921-34), si sviluppano i primi movimenti nazionalisti, a sfondo profetico-religioso e xenofobo.




1923
Congo Belga
[colonia dello stato belga dal 1908]
(capitale: Lépoldville)
[il territorio dello Zaire, già sede (ancor prima dell'arrivo dei portoghesi) di importanti regni autoctoni quali quello del Congo, di Kuba, Luba, Lunda:
- nel 1880 è stato posto sotto il controllo dell'Associazione internazionale per il Congo, promossa da Leopoldo II re del Belgio;
- 1885-1908, sotto la sovranità (esercitata a titolo personale) di Leopoldo II re del Belgio.]
Governatore
-
1923
nel periodo tra le due guerre vengono estese le piantagioni ed avviato lo sfruttamento delle ricchissime risorse minerarie, senza che ciò comporti alcun miglioramento del livello di vita delle popolazioni indigene e delle condizioni igienico-sanitarie.
Katanga [regione sudorientale, annessa militarmente dai belgi nel 1891 sotto l'egida della Compagnie du Katanga istituita da re Leopoldo II.]
1923
dal 1906 il Comité Spécial du Katanga ha finito in pratica col rappresentare gli interessi monopolistici di grandi società private europee e in particolare della Bécéka (ferrovie) e della Union Minière che ha ricevuto una concessione di ben 20.000 kmq per lo sfruttamento del rame (prima colata nel 1911) e un'altra concessione di 14.000 kmq per lo stagno.
Nel 1917 la Union Minière ha aperto un'altra grande miniera a Likasi (nella zona dell'attuale Jadotville) e nel 1921 ha installato a Panda, nella stessa zona, un concentratore di minerale.
Ruanda-Urundi [dal 1919 sotto amministrazione belga]
1923
-



1923
Eritrea
[colonia italiana dal 1° gennaio 1890, con il fiume Mareb come confine con l'Etiopia.]
-
-
1923
-



1923
Impero di Etiopia
Zauditu
(? - ?)
1917-28, imperatrice di Etiopia;
succeduta a Ligg Iyasu;
1923
-



1923
SOMALIA
Somalia Francese [colonia francese dal 1896]
il porto di Gibuti (1888) è collegato per ferrovia alla capitale etiopica Addis Abeba (1897-1917);
[situata in territorio dancalo e non propriamente somalo]
1923
-
Somalia Britannica [protettorato inglese dal 1884]
1923
-
Somalia Meridionale Italiana [protettorato italiano dal 1889, ma sotto la piena responsabilità del governo italiano dal 1905, dopo il riscatto del Benadir]
1923
Ottobre
13
, C.M. De Vecchi diventa governatore ed inizia a dirigere l'occupazione dei sultanati di Obbia e Migiurtina;

1923
Africa Orientale Britannica
(IBEAImperial British East Africa)
Uganda [protettorato britannico dal 1894]
-
-
1923
formalmente diviso in quattro regni federati, è uno dei possedimenti più prosperi della Gran Bretagna in Africa;

Kenya [nome ufficiale solo dal 1920]
-
-

1923
dopo l'arresto di Harry Thuku la guida del movimento dei kikuyu è passata a James Beauettah e a Joseph Kangethe.

La Gran Bretagna vieta agli africani del Kenya di possedere terreni sulle "proprietà europee".
Nelle riserve gli africani sono affittuari della Corona Britannica.
Sotto l'influenza dei missionari, l'Associazione dei Giovani Kavirondo viene trasformata in una Associazione Assistenziale dei Contribuenti Kavirondo.
Il rev. Arthur è nominato dal governatore «rappresentante indigeno» nel Consiglio Legislativo bianco nel Kenya.




1923
[dalla fine del primo conflitto mondiale (novembre 1918) il territorio è attribuito dalla Società delle Nazioni in mandato [Mandato B] alla Gran Bretagna che concede una relativa autonomia interna.]
-
-
1923
-

1923
[protettorato (assieme all'isola di Pemba) dal 1890 e colonia dal 1913 della corona britannica.]
-
-
1923
-


1923
Angola
- Governatore
?
(? - ?)

1923
-


1923
Rhodesia
1923
ribattezzato Rhodesia dal 1895 in onore di Cecil J. Rhodes;
dal 1890 la British South Africa Chartered Co., società fondata da Cecil J. Rhodes, ha ottenuto da re LoBenguella la concessione esclusiva di sfruttamento venticinquennale del territorio del protettorato sui maTabele;
Rhodesia del Nord-Ovest [protettorato dal 1899]
-
-
1923
dal 1914, è uno dei più poveri possedimenti britannici;
le nuove scoperte nel Copperbelt danno inizio al boom del rame e quindi ad un afflusso dal sud di bianchi, che ben presto richiedono di federarsi alla Rhodesia del Sud per ottenere un completo controllo politico della regione;

Rhodesia del Sud [protettorato dal 1911]
-
-
1923
passata sotto il controllo statale si rifiuta d'integrarsi nell'Unione Sudafricana divenendo colonia autonoma della corona;


1923
[l'ex territorio Malawi, protettorato britannico dal 1891, che aveva assunto formalmente il nome British Central Africa
nel 1893, ha assunto questo nuovo nome nel 1907]
-
-
1923
sin dall'inizio del secolo fermenti antibritannici sono già sorti e ora si diffondono a causa dell'indiscriminata diffusione delle piantagioni coloniali a scapito delle colture alimentari per il fabbisogno della popolazione (in costante aumento);
gli inglesi devono far fronte ad una sollevazione popolare guidata dal pastore protestante nero John Chilembwe;
[vedi 1944]


1923
Mozambico
[già nel 1891 il Portogallo ha completato la conquista delle regioni interne ma solo nel 1915 è riuscito a pacificarle.]
-
-
1923
integra ora il triangolo di Kionga, già possedimento tedesco sino alla fine della prima guerra mondiale;


1923
Madagascar
(Imérina)
[annesso alla Francia dal 1896]
1923
rientrato nell'isola alla fine dell'anno, l'insegnante malgascio Jean Ralaimongo organizza una piccola ma valida centrale nazionalista affiancata da due giornali: «L'Opinion» e «L'Aurore Malgache» editi rispettivamente a Diego-Suarez e a Tananarive; comunque il suo programma di rivendicazioni assumerà, anche per l'influenza dei comunisti, un'impostazione troppo radicale per essere tollerata dalle autorità coloniali;




1923
Unione Sudafricana
[dominion britannico a struttura federativa dal 1910]
dal 1912 si è costituito il SANNC (South African Native National Congress), formazione politica nera;
dal 1913 è in vigore il Native Land Act che consente al primo ministro di coinvolgere l'elemento boero nella prima guerra mondiale a fianco dell'Inghilterra;
dal 1914 è abolita l'imposta discriminatoria nei confronti degli indiani del Natal;
dal 1918 si è annessa con una serie di decisioni unilaterali l'ex colonia tedesca dell'Africa del Sud-Ovest, ricevuta invece in amministrazione fiduciaria dalla Lega delle Nazioni;
- Primo ministro
J.C. Smuts
(1919 - 1924)
[Partito afrikaner]

1923
dopo la repressione nei confronti dei lavoratori bianchi (poor whites) collegati al Partito laburista finisce il riformismo unionista.

Gennaio
alla Terza Conferenza dell'ICWU (Industrial and Commercial Workers Union), Clement Kadalie condanna «il cinico massacro del nostro popolo» perpetrato dagli scioperanti "bianchi" di Johannesburg.












1923
Grande Libano
[(litorale siriano corrispondente all'antica Fenicia)
- posto dal 1920 sotto mandato francese dalla Società delle Nazioni]
 
1923
-



1923
SIRIA
[posta dal 1920 sotto mandato francese dalla Società delle Nazioni]
 
1923
Settembre
divenuto effettivo il mandato ricevuto dalla società delle Nazioni, la Francia, in base all'inequivocabile proposito di dividere la Siria per governarla più facilmente, divide la nazione in tre distretti autonomi:
1 - a nord-est, sui monti Alawiti (Ansariyyah), abitato prevalentemente dalla setta subsciita degli Alawiti,
2 - a sud, nel Gebel Druso, in cui la maggior parte degli abitanti sono Drusi,
3 - nel rimanente della Siria con Damasco come capitale.
[Per quanto concerne quest'ultimo viene concesso uno statuto speciale al distretto di Alessandretta (futuro Iskenderun), di popolazione mista araba, turca e armena.]

Tutti e tre i distretti hanno amministrazioni autonome con consiglieri francesi ma c'è un'amministrazione di supervisione generale sotto l'Alto Commissario della Siria e del Libano a Beirut.


1923
[dal 1922 la regione è stata attribuita in mandato dalla Società delle Nazioni alla Gran Bretagna, sulla base del piano di spartizione del levante convenuto da inglesi e francesi (accordo Sykes-Picot);
l'orientamento dell'amministrazione britannica, legandosi sin dall'inizio:
- sia agli ambienti sionisti ("dichiarazione Balfour" del 1917),
- sia al movimento nazionalista arabo in funzione antiturca,
ha creato attriti acuti tra le due comunità, che dal 1920 vanno organizzandosi sul piano militare dando vita a violenti scontri.]
- Alto Commissario
sir Herbert Samuel
(1920 - 1925)
1923
anni 1923-1929: sono relativamente tranquilli, soprattutto perché i timori arabi vengono ridotti dal calo dell'immigrazione ebraica;





1923
Emirato di Transgiordania
Abdullah o 'Abd Allah ibn al-Husayn 
(La Mecca 1882 - Gerusalemme 1951) secondogenito del re del Higiaz Husayn ibn 'Ali, della dinastia degli Hashimiti o Hashemiti;
1920, re dell'Iraq;
[designato dal Congresso panarabo di Damasco]
1921, deve cedere il trono iracheno al fratello maggiore Faysal, espulso dalla Siria dai francesi, ottenendo in cambio l'emirato autonomo di Transgiordania, sotto mandato britannico;
1921-46, emiro di Transgiordania [sotto mandato britannico];


1946-51, re del Regno hashemita del Giordano;
1923
concepito in funzione di corridoio per le comunicazioni della Gran Bretagna con l'Iraq e, di qui, con l'Iran e l'India, l'emirato dispone fin dall'inizio di un efficiente esercito, la Legione araba, addestrato e diretto da ufficiali inglesi (Peake, Glubb Pascià) ed equipaggiato all'europea, e di un organico sistema difensivo che ne fa uno dei cardini del dispositivo di sicurezza britannico nel Vicino Oriente tra le due guerre;

Maggio
25
, assicuratasi l'approvazione della Società della Nazioni in seguito all'esclusione della Transgiordania dalla politica della patria nazionale ebraica, la Gran Bretagna riconosce ora la Transgiordania come uno stato indipendente, soggetto agli obblighi britannici sotto il mandato della Palestina.
Dietro pressione francese, ai leader siriani, rifugiatisi in Transgiordania, viene ordinato di andarsene.
Tutte le truppe vengono poste al comando di un ufficiale inglese e con l'aiuto britannico le neonate forze giordane riescono a far fronte ad alcuni dissensi tribali interni e alle incursioni dei guerrieri wahhabiti del Nagl, agli inizi degl anni Venti.



1923
ARABIA
Husayn ibn 'Ali
(Costantinopoli 1856 ca - Amman 1931)
figlio di 'Ali della dinastia degli Hashemiti;
[Hashimiti: una dinastia di sceriffi della Mecca che regnarono sulla Mecca quasi ininterrottamente dal sec. X al 1924; capostipite fu Hashim ibn 'Abd Manaf, antenato di Maometto.]
1909, subentrato al padre come Šharif (sceriffo) della Mecca, imposta una politica d'indipendenza nei confronti dei sultani ottomani di cui gli Hashemiti sono vassalli;
1917-23, re del Higiaz;
1923
per il suo orientamento panarabo incontra presto l'ostilità della Gran Bretagna e scontratosi con la dinastia rivale dei Sauditi sovrani del Neged è costretto ad abdicare di fronte alle vittorie di ibn Sa'ud.

'Ali
(? - ?)
figlio maggiore di Husayn ibn 'Ali della dinastia degli Hashemiti;
[Hashimiti: una dinastia di sceriffi della Mecca che regnarono sulla Mecca quasi ininterrottamente dal sec. X al 1924; capostipite fu Hashim ibn 'Abd Manaf, antenato di Maometto.]
1923-24, re del Higiaz;


1923
quando i guerrieri di ibn Sa'ud si scagliano sul Higiaz, re Husayn ibn 'Ali vorrebbe combattere fino in fondo ma gli higiazeni lo convincono ad abdcare in favore del figlio maggiore, 'Ali, arretrato per barricarsi con le sue forze a Gedda, che potrebbe chiedere condizioni migliori ai wahhabiti.
Husayn ibn 'Ali, amareggiato, si reca in esilio a Cipro, portando con sè tutto ciò che rimane dei suoi tesori.
'Abd al-'Aziz o ibn Sa'ud
Albero genealogico

(Riyadh 1887-Taif 1953)
discendente della dinastia wahhabita dei Banu Sa'ud;
1891, la dinastia viene scalzata dalla capitale Riyadh a opera dei rivali Banu Rashid del Gebel Shammar;
1902-13, ristabilisce con una serie di campagne l'unità del Neged, intraprendendo dopo il crollo dell'impero ottomano l'unificazione della penisola arabica;
1913-26, sultano del Nagd e delle sue colonie;
[riconosciuto dalla Gran Bretagna]
1914-18, prima guerra mondiale: pur avendo stipulato un accordo di alleanza con la Gran Bretagna (1915), si mantiene neutrale dedicandosi al consolidamento interno dello stato, da lui organizzato sulla base di colonie agricolo-militari di contadini soldati legati al sovrano da un patto ("fratelli fedeli");
1918, approfitta dei contrasti anglo-francesi nel Vicino Oriente per sviluppare una tempestiva politica di annessioni;
1919, si annette il Gebel Shammar;



1924, si annette la Mecca;
1925, si annette Gidda;
1926, re del Higiaz;
1927-32, re del Higiaz, Neged;
1932-53, re dell'Arabia Saudita;

1923
-


1923
Yemen
(imamato)
[con il trattato di Mudros la sovranità turca, che non è mai stata effettiva, è giunta al termine.]
   
? 
1923
-

1923
Iraq
[la Gran Bretagna:
- da maggio 1916 (accordo Sykes-Picot) si è aggiudicata nominalmente l'Iraq,
- dal 1918 occupa Mosul,
- dal 1920 (conferenza di Sanremo, ) ha ricevuto il mandato sull'Iraq;
- al 1920 (conferenza di Sanremo, ) ha ricevuto il mandato sull'Iraq;
- dal 1921 ha posto sul trono iracheno re Faysal;
[i curdi sono divisi fra quattro stati diversi (Iraq, Iran, Siria e Turchia)]
Faysal I

(Taif, La Mecca 1883 - Berna 1933)
terzogenito dello sceriffo della Mecca e re del Higiaz Husayn ibn 'Ali, della dinastia degli Hashemiti;
1916, durante la prima guerra mondiale capeggia con il col. Th.E. Lawrence la "rivolta del deserto" contro il dominio ottomano, dimostrando nel corso dell'insurrrezione perizia politica oltre che militare;
1918, 28 settembre, il suo ingresso a Damasco a fianco delle truppe britanniche del gen. E.H.H. Allenby lo consacra campione della causa del risorgimento arabo;
1920, marzo, al congresso panarabo diventa re di Siria;
25 luglio
, entrato in urto con l'alto commissario francese per il Levante, gen. Gouraud, per il suo progetto di dar vita a una "grande Siria" che inglobasse anche Libano, Palestina e Giordania, viene da questo sconfitto e detroinizzato;
1921-33, re dell'Iraq;
1922-24, con metodi dispotici reprime nel sangue il movimento nazionale curdo;


1923
(trattato di Losanna) riceve ora anche il mandato su Mosul che aveva annesso all'Iraq;
Kurdistan (iracheno)
1923
per tutti gli anni Venti l'APOC (Anglo-Persian Oil Company), che continua a dominare la scena petrolifera in Medio Oriente, mostra scarso interesse per il potenziale petrolifero dei territori sulla sponda occidentale del Golfo: Kuwait, Bahrein e la provincia orientale del futuro regno dell'Arabia Saudita.



1923
Persia
dal 1907 Gran Bretagna e Russia hanno firmato un accordo che divide la il territorio persiano in due zone d'influenza: la parte sudorientale riservata alla Gran Bretagna e la parte settentrionale riservata alla Russia, lasciando al governo persiano solo limitati poteri nella parte centrale del paese;
proprio in questa zona vengono scoperti ingenti giacimenti petroliferi, per sfruttare i quali viene costituita la Anglo-Persian Oil Company che iniziò la propria attività su scala industriale negli anni immediatamente precedenti la prima guerra mondiale;
dal 1908 è stata abrogata a la costituzione;
il governo è privo di autorità e le forze nazionaliste che trovano vasti consensi nell'esercito ne approfittano;
dal febbraio 1921 un colpo di stato militare ha dichiarato decaduta la dinastia Qagiar;
- Primo ministro
-
Reza Khan
(1923 - ?)
- Ministro della guerra
Reza Khan
(? - ?)
-
1923
Negli anni tra le due guerre la Persia diventa uno dei maggiori produttori di petrolio.

Già ministro della guerra, Reza Khan diventa primo ministro;
il suo primo compito è quello di riunire e ricostruire le forze armate. Requisisce i fondi statali per assicurare il pagamento regolare delle truppe. Così facendo crea gradualmente un esercito di 40.000 uomini relativamente efficiente e disciplinato, grazie al quale aspira di affermare l'autorità del governo centrale sull'intero paese.





Antoniozzi, Dario (Rieti, 11 dicembre 1923) politico italiano, esponente della Democrazia cristiana.

Barié, Ottavio (Santa Margherita Ligure 1923) storico italiano figlio del filosofo Giovanni Emanuele (1894-1956)
Idee e dottrine imperialistiche dell'Inghilterra vittoriana (1953)
L'Inghilterra e il problema italiano (1960-65)
L'Italia dell'Ottocento (1972)
L. Albertini (1972, biografia, del quale ha curato l'epistolario in 5 voll. nel 1968)
Gli Stati Uniti nel secolo XX tra leadership e guerra fredda (1978).

Bartolomei, Giuseppe (Anghiari, Arezzo 12 gennaio 1923 – Roma, 28 settembre 1996) politico italiano, esponente della Democrazia cristiana.

Bonifacio, Francesco Paolo (Castellammare di Stabia, Napoli 1923-Roma 1989) giurista e politico italiano;
Ricerche sul deposito irregolare del diritto romano (1947)
Studi sul processo formulare romano (1956)
Il lavoro fondamentale della Repubblica democratica (1969).
1973, presidente della corte costituzionale;
1975, ministro di grazia e giustizia nel governo Moro;
1976-79, riconfermato nel governo Andreotti;
1976, senatore.

Cengarle, Onorio (Codroipo, Udine 8 maggio 1923 – Vicenza, 20 giugno 2007) politico e sindacalista italiano, esponente della Democrazia cristiana.

Evangelisti, Franco (Alatri, Frosinone 10 febbraio 1923 – Roma, 11 novembre 1993) politico italiano, esponente della Democrazia cristiana, e dirigente sportivo italiano;
[Fratello di Gilberto noto giornalista sportivo della Rai.]

Fiori, Giuseppe (Silanus, Nuoro 1923) giornalista italiano, noto biografo di A. Gramsci, dell'anarchico Michele Schirru, di E. Lussu, E. Berlinguer e di altri; capogruppo della Sinistra Indipendente nella Commissione parlamentare di vigilanza sulla RAI e nella Commissione Telecomunicazioni del Senato; vicedirettore del Tg2 e di «Paese Sera»;
Il venditore. Storia di Silvio Berlusconi e della Fininvest (1995).

Jaruzelski, Wojciech (Lublino, Kurow 1923) generale e politico polacco, figlio di piccoli imprenditori terrieri;
1939, è deportato in URSS dove lavora in miniera e frequenta poi una scuola per allievi ufficiali;
1943, si arruola nei reparti polacchi aggregati all'Armata rossa e partecipa alla conquista di Berlino;
1945-47, combatte l'opposizione al nuovo governo comunista polacco;
1955, si diploma presso l'Accademia di stato maggiore; generale di brigata;
1958, generale di divisione;
1960, capo dell'amministrazione politica delle forze armate;
1962, vice primo ministro;
1965-68, capo di stato maggiore generale;
1969, ministro della difesa;
1971, membro del POUP (Partito operaio unificato polacco);
1981-85, primo ministro e 1981-89, primo segretario del POUP;
dicembre 1981, deve affrontare le richieste del sindacato indipendente Solidarnosc reprimendo con un colpo di stato militare i tentativi di riforma; negli anni successivi cerca un compromesso con le gerarchie cattoliche e l'opposizione;
1983, abroga la legge marziale;
1985, viene eletto presidente del consiglio di Stato;
1989, consente il ritorno alla legalità di Solidarnosc in cambio di alcune riforme economiche;
1990, lasciata la carica di presidente, è sostituito da L. Walesa.

Kissinger, Henry Alfred (Fürth, Baviera 1923) politico statunitense, figlio di ebrei tedeschi emigrati in America nel 1938;
1952, consegue la laurea in scienze politiche all'università di Harvard con una tesi su Metternich e vi insegna per molti anni specializzandosi sui problemi di politica estera;
Armi nucleari e politica estera (1957)
La necessità di scegliere (1960)
1968, viene scelto dal presidente R.M. Nixon come "consigliere speciale per gli affari della sicurezza nazionale"; incontro a Pechino con Chou En-lai (1971);
1972, Washington, novembre: vedi Intervista con la storia di Oriana Fallaci.
1973, diventa segretario di stato; accordi di Parigi (gennaio 1973) con i rappresentanti del Vietnam del nord e del movimento di liberazione vietnamita: anche se non assicurano la cessazione immediata della guerra, permettono lo sganciamento delle truppe americane; premio Nobel per la pace [in seguito discusso in quanto attribuito prima delle vicende legate al golpe in Cile];
La diplomazia della restaurazione (1973)
1974-76, rimane in carica anche sotto la presidenza di G.R. Ford; mediazione per l'allentamento della tensione tra arabi e israeliani nel Vicino Oriente;
1977, con l'avvento del nuovo presidente J.E. Carter e la revisione della politica estera statunitense, viene allontanato dall'amministrazione;
Gli anni della Casa Bianca (1979)
Anni di crisi (1982)
1983, viene nominato da R. Reagan presidente della commissione speciale per il Centro America;
Il prezzo della politica (1983)
Diplomazia (1996).

Koivisto, Mauno Henrik (Turku 1923) politico finlandese, ex operaio autodidatta, il "presidente della gente";
1947, si iscrive al Partito socialdemocratico;
1968-82, direttore della Banca di Finlandia, in più occasioni;
1968-70, guida del governo;
1979-82, guida del governo;
1982, eletto presidente della repubblica;
1983, riceve l'ordine di Lenin;
1988, riconfermato;
1994, porta a termine il secondo mandato.

Koselleck, Reinhart (Gorlitz 1923) storico e filosofo tedesco, già docente di scienze politiche a Bochum, di storia moderna a Heidelberg e a Bielefeld
Critica illuminista e crisi della società borghese (1959)
La Prussia tra riforma e rivoluzione 1791-1848 (1967)
Futuro passato: per una semantica dei tempi storici (1979)
Ermeneutica e istorica (1987, suo dibattito con H.G. Gadamer).

Nguyen Van Thieu (Pha Ranh, Ninh Thuan 1923-Boston 2001) politico sudvietnamita; aderente al Vietminh durante l'occupazione giapponese, se ne distaccò assumendo posizioni anticomuniste nell'immediato dopoguerra, e compì una brillante carriera militare sotto la dittatura di Ngô Dinh Diem che lo nominò generale di divisione;
1963, novembre, è uno dei principali artefici del colpo di stato che rovescia Ngô Dinh Diem;
1964, gennaio, è uno dei principali artefici del putsch che porta al potere il generale Nguyen Khan; è promosso generale di corpo d'armata e destinato a dirigere le operazioni contro le truppe del FNL nel delta del Mekong; considerato l'uomo forte del regime, è ormai un sicuro alleato degli Stati Uniti per i suoi legami con la CIA;
1966, gennaio, vice primo ministro nel secondo governo Nguyen Khan; giugno, primo ministro del direttorio presieduto dal generale Nguyen Cao Ky;
1967, settembre, presidente della repubblica sudvietnamita;
1971, ottobre, alle elezioni-farsa viene riconfermato; fa incarcerare e torturare migliaia di oppositori, sollecitando l'inasprimento dell'intervento americano nella guerra del Vietnam fino a estendere il conflitto ai vicini stati del Laos e della Cambogia e rendendosi responsabile del dissesto materiale e morale del Vietnam del Sud;
1973, Saigon, gennaio: vedi Intervista con la storia di Oriana Fallaci.
1973, è costretto a firmare gli accordi di pace di Parigi dopo i clamorosi scacchi subiti dall'offensiva vietcong;
1975, aprile, di fronte all'incalzare delle truppe nordvietnamite giunte davanti a Saigon, dà le dimissioni e fugge a Taiwan.

Olivi, Marcello (Genova, 19 giugno 1923 – Padova, 20 aprile 2012) politico italiano, esponente della Democrazia cristiana.

Persky, Shimon o Shimon Peres (Wolozyn, Polonia, oggi Bielorussia 1923) politico israeliano;
1934, si trasferisce in Palestina;
1956, avvicinatosi alle idee di D.Ben Gurion, diventa direttore generale del ministero della difesa;
1974, dopo aver ricoperto vari incarichi nel governo di G. Meir, ottiene il dicastero della difesa nel governo di I. Rabin;
1977, sostituisce lo stesso I. Rabin alla guida del partito laburista;
1984, riesce a formare un governo di unità nazionale con il quale realizza successi in campo economico ed inizia una politica di apertura verso i palestinesi;
1986, viene sostituito alla guida del governo dal leader del partito di destra (Likud) I. Shamir ed osteggia quindi, in qualità di leader dell'opposizione, la politica di chiusura verso i palestinesi;
1988, rientra nella coalizione di governo dopo un rimpasto;
1990, non riuscendo ad ammorbidire la linea di Shamir, provoca la caduta del governo;
1992, insieme con I. Rabin porta il suo partito alla vittoria e assume la carica di ministro degli esteri riuscendo a portare avanti la sua idea di pace;
Il nuovo Medio Oriente (1993)
1993, gli accordi di Washington, firmati da I. Rabin e Arafat, gli valgono il premio Nobel per la pace condiviso con gli altri protagonisti;
1995, con l'uccisione del premier I. Rabin, assume temporaneamente la carica di primo ministro;
1996, alle elezioni viene sconfitto di misura dal leader del Likud, B. Netanyahu;
1999, B. Netanyahu si dimette;
2000 settembre, Sharon, con la sua visita sulla spianata delle Moschee, contribuisce fortemente a scatenare l'intifada palestinese;
2001, dopo le dimissioni di E. Barak, sconfitto nelle elezioni da A. Sharon, viene da questi chiamato a far parte del governo come ministro degli esteri.

Qabbani, Nizar (Damasco 1923-Londra 1998) poeta e diplomatico siriano, laureatosi in legge all'università di Damasco; fu uno dei poeti arabi più letti nel XX secolo;
1945-66, lavora nel servizio diplomatico al Cairo, ad Ankara, a Londra, a Madrid, a Pechino, a Beirut;
Infanzia del cuore (1954, finanziato dalla madre che non è andata a scuola; scandalizza i musulmani conservatori); trasferitosi a Beirut vi fonda una casa editrice;
Note a margine sul Libro della sconfitta (1967)
1981, la sua seconda moglie viene uccisa da un autobomba; già sconvolto in gioventù dal suicidio della sorella, che non voleva sposare un uomo che non amava, si trasferisce in Europa.

Tudjman, Franjo (Zagabria 1923-1999) politico croato, partigiano con Tito durante l'occupazione tedesca, fu poi generale nell'esercito jugoslavo;
1971, viene radiato dal partito e incarcerato con l'accusa di deviazionismo; al suo rilascio fonda l'Unione democratica croata e contrasta le mire egemoniche della Serbia di Milosevic;
1990, viene eletto presidente della Croazia;
1991, guida la Croazia all'indipendenza;
1992, è confermato presidente;
1995, firma con Milosevic e il bosniaco Izetbegovic gli accordi di pace di Dayton.

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«Il Secolo»

«segue da 1909»
1923, Milano, la proprietà viene rilevata da un gruppo di industriali lombardi che affidano il foglio a G. Bevione il quale procede alla sua completa fascistizzazione;
quale corrispondente da Berlino viene scelto l'avv. Raimondo Colino Pansa;
«segue 1927»

«Avanti!»
[organo del Psi]

«segue da 1921»
1923, direttore
. P. Nenni (1923-25);
«segue 1926»

«Il Giornale d'Italia»

«segue da 1901»
1923, il direttore A. Bergamini si dimette (siamo a 300.000 copie);
«segue 1926»

«L'Italia»

«segue da 1918»
1923, luglio, un forte finanziamento vaticano consente di staccare il giornale dal trust del conte G. Grosoli Pironi e di legarlo più strettamente alla curia milanese;
«segue 1926»

«Il Popolo»

1923, G. Donati fonda e dirige questo quotidiano italiano, organo del Ppi (Partito popolare italiano) per contrastare le crescenti simpatie di molti militanti e giornali cattolici per il governo di B. Mussolini;
5 aprile, esce il primo numero;
corrispondente da Berlino è Giulio De Benedetti [sua consorte è Maria Bignami, figlia di Enrico Bignami uno dei fondatori del Partito socialista, nonché fondatore e direttore della rivista «Coenobium».]
«segue 1925»