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ANNO 1933

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Papa Pio XI
(1922-39)

- segretario di Stato:
. card. E. Pacelli (1929 nov - ?);
- sottosegretari:
. G. Pizzardo, segretario della Congregazione degli affari ecclesiastici straordinari;
. Alfredo Ottaviani, sostituto segretario di Stato;

1933
Gennaio
il card. E. Pacelli si riunisce più volte segretamente con F. von Papen (il papa lo saprà due anni dopo) ed insieme tracciano la base del concordato;
un tedesco su tre è cattolico;

Febbraio
A. Hitler dichiara che le chiese cattoliche fanno parte della vita nazionale tedesca…
24, l'ambasciatore tedesco assicura il card. E. Pacelli che A. Hitler auspica di instaurare buoni rapporti con la Santa Sede. Dopotutto, sottolinea l'ambasciatore, A. Hitler è cattolico.

Marzo
7
, l'ambasciatore francese in Vaticano, Charles-Roux, riferisce al suo ministro degli Affari esteri una confidenza avuta dal papa: «Ho cambiato idea su Hitler, è la prima volta che da un simile governo si sia levata una voce a denunciare il bolscevismo in termini così categorici, unendosi a quella del papa». E ricorda: «Queste parole, pronunciate con voce ferma e con una sorta di spericolatezza, sono per me dimostrazione di quanto il nuovo cancelliere tedesco abbia guadagnato agli occhi di Pio XI lanciando una dichiarazione di guerra mortale contro il bolscevismo».
L'opinione sorprendentemente positiva del papa su A. Hitler produce costernazione e confusione tra i vertici della Chiesa tedesca che, nella campagna per le elezioni hanno unanimemente ricusato il nazismo e offerto forte appoggio al Partito di centro.
12, il papa convoca il card. Michael von Faulhaber, arcivescovo di Monaco, per comunicargli la necessità di cambiare linea. Al suo ritorno in patria l'arcivescovo informa gli altri prelati.
20, l'ambasciatore britannico, Mr. Kirkpatrick, riferisce a sua volta a sir John Simon di aver notato l'ossessione del papa per la minaccia comunista. E osserva che, senza tenere conto di questo punto, è impossibile comprendere gli atti di Pio XI.
23, A. Hitler dichiara che le Chiese cristiane sono «il più importante fattore nel mantenimento della nostra identità nazionale». S'impegna a proteggere «l'influenza che spetta alle confessioni cristiane nella scuola e nell'educazione».
25, parlando con il card. E. Pacelli il papa esprime il proprio apprezzamento per le osservazioni di A. Hitler, lodandone le «buone intenzioni».

In un articolo su Le encicliche sociali di Leone XIII e Pio XI, il 25enne prof. A. Fanfani scrive:
«Né inutile la conoscenza di quanto nelle due lettere è scritto risulterà per noi italiani, che oggi godiamo i frutti di una pace sociale ignota agli altri Paesi, perché proprio nella Rerum Novarum [Leone XIII] e nella Quadragesimo Anno [Pio XI] troveremo una sanzione – la quale non può che recar gioia agli animi nostri – delle recenti conquiste che la nostra Italia, prima nel mondo, ha fatto nel campo della giustizia e della pace sociale, attraverso la organizzazione corporativa».
[«Vita e pensiero», 03/1933]

Alla fine del mese, i vescovi tedeschi annunciano che non ostacoleranno più il leader nazista.

Aprile
Pio XI riceve una lettera di E. Stein, la filosofa di Monaco convertitasi dall'ebraismo undici anni prima. Gli chiede di criticare apertamente la campagna dei nazisti contro gli ebrei, una campagna mossa da un governo che si definisce "cristiano" e che usa immagini cristiane a sostegno dei propri sforzi. [vedi lettera]
Il card. E. Pacelli, rispondendo per conto del papa, non scrive a E. Stein bensì all'arciabate che ha inoltrato la sua lettera alla Santa Sede. Gli dice di farle sapere che ha mostrato il messaggio al papa, aggiungendo la preghiera che Dio protegga la Sua Chiesa in questi tempi difficili. Null'altro.
7, nel telegramma indirizzato al papa per riferire quanto sta succedendo in Germania, mons. C. Orsenigo scrive: «Lotta antisemita da ieri ha assunto carattere governativo. Intervento Rappresentante Santa Sede sarebbe equivalente protesta contro legge Governo». Pio XI segue il consiglio del nunzio e tace.
11, lo stesso mons. C. Orsenigo scrive: «Purtroppo il principio antisemita è stato accettato e sanzionato dall'intero Governo, e questo fatto purtroppo resterà come un'ignobile macchia proprio sulle prime pagine della storia, non priva d benemerenze, che sta scrivendo il nazionalsocialismo germanico!».
[Quello che colpisce è che, in questi primi mesi del governo nazista, a suggerire A. Hitler di non perseguitare gli ebrei sia B. Mussolini e non Pio XI.]

Luglio
20
, il Vaticano firma il concordato, rimasto inoperante, col Reich nazista. Il trattato:
- permette la professione e il pubblico esercizio della religione cattolica;
- riconosce l'indipendenza della Chiesa;
- garantisce la libera comunicazione tra la Santa Sede e i suoi vescovi in Germania e l'autonomia nella nomina delle cariche ecclesiastiche;
- permette l'insegnamento cattolico nelle scuole pubbliche;
- autorizza il Vaticano a tenere corsi di teologia in tutte le università tedesche. Ma tutto ciò è possibile a determinate condizioni:
- lo Stato tedesco può esercitare il diritto di veto alle nomine dei vescovi per ragioni politiche;
- i vescovi già eletti devono prestare giuramento di fedeltà al Reich e al Führer.
[L'Entità scopre che all'ultimo momento il card. E. Pacelli ha deciso di includere nel concordato un punto in cui si specifica che nessun religioso può appartenere a un'organizzazione o partito politico e che F. von Papen non si è opposto.]
H. Brüning, il leader del Partito di centro, è indignato perché il Vaticano ha svenduto il partito cattolico per mettersi con A. Hitler. Ne considera responsabile il card. E. Pacelli e lo accusa di aver frainteso la natura del nazismo.
Pio XI comprende presto che il "patto col davolo" non si rivelerà all'altezza delle aspettative.
Mentre infatti stanno firmando gli accordi, i nazisti introducono la legge sulla prevenzione della nascita di persone affette da malattie ereditarie, che obbliga la sterilizzazione forzata degli individui considerati minorati, in aperto contrasto con la dottrina ecclesiastica.
A. Hitler interviene anche contro la fitta rete di scuole parrocchiali: i nazisti vogliono una Chiesa da poter controllare pienamente.

Dopo la firma del concordato, i servizi di sicurezza del Reich decidono di colpire violentemente le basi del cattolicesimo in Germania.
Contrariamente a quanto affermato a febbraio, A. Hitler promette ora di sradicare completamente il cristianesimo dalla Germania. «O sei cristiano o sei tedesco. Non puoi essere entrambe le cose contemporaneamente».
Vengono chiusi tutti i quotidiani e le case editrici cattoliche, e imposte delle restrizioni alle cerimonie religiose. Il controllo delle attività dei servizi segreti pontifici viene affidato al Sicherheitsdienst (SD), il servizio di spionaggio del Partito Nazista. Il suo capo: R. Heydrich.

Mentre A. Deubner, sta tornando a Roma per dare le proprie spiegazioni a Pio XI, al card. E. Pacelli e all'Entità, Michel d'Herbigny viene inviato, per ordine del papa, in un monastero per riflettere sulle sue azioni e pregare per il perdono. Ormai però si è fatto troppi nemici tra importanti personalità di Roma e, peggio ancora, della Curia. Ora il numero degli oppositori al "Collegium Russicum" è aumentato pericolosamente e uno dei maggiori avversari è W. Ledóchowski, il padre generale dei gesuiti.

Settembre
29
, il papa dice a Michel d'Herbigny che p. W. Ledóchowski ha deciso, su raccomandazione del suo superiore, di mandarlo per qualche tempo a riposare in una clinica belga;

Ottobre
2
, Michel d'Herbigny lascia il suo ufficio scortato da due agenti dell'Entità; nel pomeriggio, completamente solo, abbandona Roma dove non tornerà mai più.
19, «L'Avvenire d'Italia» avverte che i nazisti stanno lavorando a una «chiesa nazionale tedesca nella quale si dovrebbero confondere protestanti e cattolici».

Novembre
due agenti del controsponaggio vaticano fanno visita a Michel d'Herbigny assieme a p. W. Ledóchowski e gli consegnano un documento in cui gli si chiede di dare le dimissioni da tutte le cariche e i posti che occupa nella Curia romana; egli firma il documento senza protestare.
Rimarrà completamente isolato in una casa gesuita fino al 1957, anno della sua morte.

Dicembre
nel consueto discorso natalizio ai cardinali – sono passati solo cinque mesi dalla firma del concordato –, Pio XI manifesta il proprio disappunto per il governo nazista.

FUCI
(Federazione universitaria cattolica italiana)

«segue da 1932»
1933, nata e sviluppatasi come associazione d'élite, inquadrata nell' "Opera dei congressi",
al suo interno si formano numerosi esponenti cattolici della classe dirigente italiana:
1925-33, uno dei suoi assistenti ecclesiastici e G.B. Montini;
guardata a vista dal regime fascista, si deve occupare solo di religione;
«segue 1934»

Internazionale operaia socialista

«segue da 1932»
1933
Conferenza di Parigi.
«segue 1934»

USA

1933, F.D. Roosevelt fa approvare la "Carta del Lavoro";
7 novembre, New York, Fiorello La Guardia viene eletto sindaco della città;
5 dicembre, definitiva abrogazione del proibizionismo con il 21° emendamento della costituzione;

Piccola intesa
( Cecoslovacchia, Iugoslavia, Romania) «segue da 1921»
1933, febbraio, forte dell'appoggio della Francia ma osteggiata dall'Italia di Mussolini, si dà una struttura organizzativa più salda che trasforma l'alleanza in una "organizzazione internazionale unificata con personalità propria"; vengono così creati:
- un consiglio politico (tre ministri degli esteri)
- un segretariato,
- un consiglio economico,
permanenti, tutti con sede a Ginevra;
non serve a nulla:
- l'avvento al potere del nazismo in Germania,
- la politica filofascista della Iugoslavia sotto la direzione di M. Stojadinovic,
- l'arrendevolezza delle potenze occidentali di fronte all'aggressiva politica tedesca, portano ben presto alla sua dissoluzione;
«segue 1939»





1933
-
Presidente
della repubblica e dei ministri
-
Cancelliere
Enghelbert Dollfuss
(1932 mag - 1934)
[Partito cristiano-sociale]
Interni
-
Affari Esteri
-
Finanze
-
-

1933
[da maggio 1932 E. Dollfuss ha instaurato (con l'appoggio di B. Mussolini) un regime autoritario (austrofascismo).]

Marzo
15
, E. Dollfuss abroga la costituzione parlamentare;

Luglio
appresa la notizia che il Vaticano sta per firmare un concordato con A. Hitler, E. Dollfuss ne è contrariato perché pensa che indebolirebbe la resistenza del proprio Paese a un'annessione nazista;
il card. E. Pacelli, sapendo che il cancelliere ha scritto del concordato in termini critici, chiede all'ambasciatore austriaco presso la Santa Sede il favore di rimuovere il rapporto di E. Dollfuss dagli archivi diplomatici austriaci;



GERMANIA
1933

Presidente
della Repubblica

Paul Ludwig von Hindenburg
(1925 26 apr - 2 ago 1934)
Presidente
del
Reichsrat (rappresentanti
dei Länder)
-
-
Presidente
del Reichstag
(deputati eletti
dal popolo)
-
-
Cancelliere del Reich
[Reichskanzler]
gen. K. von Schleicher*
Conservatore
(1932 4 dic - 28 gen 1933)
[capo dell'ufficio politico della Reichswehr]
Adolf Hitler*
(NSDAP)
(1933 30 gen - lug 1934)
Vicecancelliere
-
F. von Papen
(cattolico e nazionalista, che ha tatticamente favorito il successo nazista, crede ancora di poter controllare il cancelliere)
Segretari di Stato
**
Affari Esteri
K. von Neurath
(1932 - feb 1935)
Interno
Franz Bracht
Conservatore
(1932 - 28 gen 1933)
W. Frick
(nazionalsocialista, ex Ministro dell'Interno in Turingia)
(1933 gen - ago 1943)
Finanze
Economia e Agricoltura
Hermann Warmbold Liberale
Friedrich Syrup
(NSDAP)
Econ., Agric. e Alimentazione
A. Hugenberg
(DNVP)
(1933 gen - giu, dim.)
 
Grazia e Giustizia
F. Gürtner
(NSDAP)
(1932 lug - gen 1941)
Difesa
Ferdinand von Bredow Conservatore
K. von Schleicher
Conservatore
W. von Blomberg
(1933 gen - mar 1935)
Poste e lavoro
Paul von Eltz-Rübenach Conservatore
Edgar Jung
Conservatore
Aviazione
-
H. Göring
(NSDAP)
(1933 gen - apr 1945)
[Senza Portafoglio dal 1 ott 1930]
J. Popitz
Conservatore
Herbert von Bose Conservatore
- Capo della Polizia Municipale di Berlino
-
H. Göring
(NSDAP)

* Governa per mezzo di un decreto presidenziale.
** La maggioranza del governo è formata da conservatori e da "esperti".

NSDAP (Nationalsozialistische Deutsche Arbeiter Partei – Partito nazionalsocialista dei lavoratori tedeschi)

Nazismo

1933
Gennaio
Le SA (Sturmabteilungen, reparti d'assalto - o "camicie brune") sono costituite da circa 400.000 uomini.
Intanto, visto che il gen. K. von Schleicher si è messo a sinistreggiare, i quattrini degli indignatissimi baroni della Ruhr cominciano ad affluire alle casse vuote dei nazisti.

4, il gen. K. von Schleicher organizza un incontro tra P.L. von Hindenburg e G. Strasser, fresco dimissionario dal direttivo dello NSDAP e recentemente tornato dalle vacanze. G. Strasser si dichiara pronto a entrare nel suo governo. Questa mossa dell'astuto generale getta nella costernazione l'ambiente nazista, perché si pensa che se G. Strasser assumesse una carica, molti militanti passeranno dalla sua parte e la posizione di A. Hitler ne risulterebbe molto indebolita.
Questo è esattamente l'intento del cancelliere.
15, in un colloquio con il ministro austriaco della Giustizia, Kurt von Schuschnigg, egli dichiara che «il signor Hitler ha cessato di costituire un problema» e che «tutta la questione è risolta».
Ma egli stavolta si sbaglia.
Egli non è stato in grado di formarsi una maggioranza nel Reichstag, né di assicurarsi l'appoggio né dei nazionalisti e dei conservatori, né della socialdemocrazia o del Centro, né dei sindacati. La sua posizione è quantomai instabile, ed egli è in procinto di cadere.
Nel frattempo, F. von Papen ha intrattenuto stretti rapporti con A. Hitler – con cui si è già incontrato il 4 gennaio – per riuscire a scalzarlo e formare un governo in cui lui stesso e A. Hitler siano alla pari.
Durante tutto questo tempo, F. von Papen non ha cessato di esercitare la propria influenza su P.L. von Hindenburg cercando di indurlo a revocargli la propria fiducia.
16, J.P. Goebbels scrive che la situazione finanziaria è assai migliorata da un giorno all'altro.
23, il cancelliere si reca quindi in visita dal presidente e, ammettendo di non esser riuscito ad assicurarsi una maggioranza stabile in parlamento, chiede lo scioglimento di esso e la concessione dei poteri d'emergenza per governare mediante decreti secondo l'art. 48; si sente però rispondere che questo non è possibile e di riprovare una volta di più a formare una maggioranza al Reichstag che sostenga il suo governo.
Curiosamente, egli si trova ora esattamente nella stessa situazione in cui si trovava il suo antico alleato F. von Papen all'inizio del dicembre scorso: allora era stato F. von Papen a chiedere la concessione dei pieni poteri, ed egli si era opposto assicurando di poter formare un governo appoggiato dai nazisti che fosse sostenuto da una maggioranza al Reichstag. Ora, è lui stesso a insistere che si istituisca un governo dittatoriale, mentre F. von Papen – da dietro le quinte – assicura che questo passo potrebbe essere evitato, in quanto lui stesso è sicuro di poter costituire un governo che abbia la maggioranza, sempre contando sull'appoggio di A. Hitler.
Il gen. K. von Schleicher capisce di essere alla fine: è stato preso nella propria stessa rete, tradito dalla sua stessa strategia e dagli uomini di cui ha creduto di potersi servire.
28, K. von Schleicher è costretto alle dimissioni che aprono la via alla dittatura hitleriana;
[Scompare così dalla vita politica e si ritira a vita privata. Tutti si dimenticano di lui, con la sola eccezione di A. Hitler e dei suoi accoliti.]
30, lunedì, ore 11:17, grazie all'appoggio di uomini politici conservatori, con l'aiuto pure del centro cattolico, A. Hitler è nominato cancelliere dal presidente del Reich P.L. von Hindenburg;



30 Gennaio 1933
[In piedi (da sx a dx): W. Funk, H.H. Lammers, W. Darré, n.i., n.i., W. Frick, n.i., n.i..
Seduti (da sx a dx ): H. Göring , A. Hitler , F. von Papen.]



[(Da sx verso dx): W. Funk, H.H. Lammers, W. Darré, F. Seldte, F. Gürtner, J.P. Goebbels, n.i., A. Hitler; H. Göring, n.i., W. von Blomberg, W. Frick, K.F. von Neurath, H. Schacht, conte J.L. Schwerin von Krosigk, J. Popitz, F. von Papen, e O. Meissner.]

_____________________

A. Hugenberg diviene ministro dell'Economia, Agricoltura e Alimentazione e F. von Papen vicecancelliere.
Al Karl Liebknecht Haus, sede del partito comunista tedesco, regna la costernazione.

Febbraio
4
, F. von Papen, che ha conferito con A. Hitler in casa del barone K. von Schröder a Colonia, si è illuso di aver raggiunto un intesa con lui. Ora dice ad A. Hugenberg, tutto soddisfatto:
«Abbiamo assunto Hitler!»

A. Hitler riesce a convincere il presidente del Reich a sciogliere il Reichstag nel quale dimostra non esservi la maggioranza coerente di governo. P.L. von Hindenburg cede; nuove elezioni sono fissate per il 5 marzo, ma il governo resta operante;

Kummersdorf-Ovest, intanto dalla stazione sperimentale viene lanciato il primo razzo militare, l'A1.

20, in casa del presidente del Reichstag, H. Göring, si tiene una riunione a cui partecipano:
. A. Hitler,
. G. Krupp,
. 4 dirigenti della I.G. Farben,
. A. Vögler, capo della potente Vereinigte Deutsche Stahlwerke;
H. Göring parla per primo, presentando il suo capo che si alza e prende la parola…
Alla fine del suo discorso, G. Krupp garantisce che lui e i suoi colleghi (venticinque industriali) alle prossime elezioni gli daranno il loro appoggio. Offre per primo 1 Mne di marchi e un altro paio di milioni vengono raccolti dagli altri.

I nazisti organizzano una campagna di estrema violenza: in qualche settimana vengono assassinati 51 avversari del NSDAP (Nationalsozialistische deutsche Arbeiterpartei – Partito nazionalsocialista dei lavoratori tedeschi).
Berlino, la polizia fa scopertamente il gioco dei nazisti.
Essa viene rafforzata da:
- 25.000 SA chiamati "poliziotti ausiliari",
- 10.000 SS di H. Himmler,
- 15.000 "caschi d'acciaio".
Lo scopo dei nazisti è quello di esasperare i comunisti e i socialisti per creare un incidente decisivo e favorevole all'NSDAP, creando un moto di difesa nei conservatori.
Ma nessuno dei partiti di sinistra cade nel tranello.
E allora…
27
, incendio del palazzo del Reichstag:
ore 21:00, Berlino, alcuni passanti notano delle fiamme all'interno del palazzo e danno l'allarme; quando arrivano i pompieri è già troppo tardi. Il fuoco si è esteso all'intero edificio;
[Un uomo mentre sta uscendo a torso nudo viene arrestato e frugato: si chiama Marinus van der Lubbe, almeno secondo il passaporto che è stato trovato, un passaporto olandese;
i veri colpevoli: H. Göring o le SA o le SS non saranno mai individuati, nemmeno 12 anni dopo, al processo di Norimberga
Kruze, l'attendente di E. Röhm confermerà che l'incendio è stato opera di ventitré membri dei reparti d'assalto designati dallo stesso E. Röhm, con il consenso di H. Göring. Tutti questi uomini saranno fucilati il 30 giugno 1934, eccezione fatta per Kruze che si rifugerà in Svizzera dove sarà braccato dalla "Gestapo". Kruze aggiungerà anche che E. Röhm ha minacciato A. Hitler di far scoppiare la faccenda e che questo ricatto è la vera causa della sua morte.]
l'attentato, di sicura matrice comunista, secondo il governo, diventa il pretesto per una serie di provvedimenti di emergenza che sovvertono i principi giuridici;
meno di tre ore dopo l'attentato, polizia, SA e SS controllano i porti, gli aeroporti, le frontiere;
28, all'alba J.P. Goebbels inizia la sua campagna di massiccia propaganda;
con decreto A. Hitler istituisce dei campi (Lager) di "custodia protettiva" (Schutzhaft);
le SS e le SA lanciano la prima offensiva ufficiale del nazismo; a Berlino vengono interrogati, arrestati e già deportati a titolo preventivo i maggiori esponenti del KPD (Kommunistische Partei Deutschlands - Partito comunista di Germania) [è ancora la più importante sezione dell'Internazionale comunista] e anche socialisti, sindacalisti, liberali: circa 4.500 persone;
All'interno del paese vengono arrestate 7.000 persone in base alle liste stabilite dalle SS.
[vedi La caduta degli dei di L. Visconti].
A. Hitler, temendo la potenza dei sindacati che contano circa sei milioni di persone, promulga un decreto antisciopero;
[Lo può fare senza riferire a P.L. von Hindenburg poiché la firma del presidente della Repubblica non è più necessaria. L'ha deciso lui stesso, applicando una disposizione della Costituzione di Weimar, quando A. Hitler, l'indomani dell'incendio, lo ha chiesto.]
P.L. von Hindenburg dà le dimissioni.
[Per diciotto mesi, fino alla sua morte, non verrà più sostituito.]

Marzo
poco prima delle elezioni, A. Hitler incontra un gruppo di vescovi ai quali assicura che proteggerà i diritti della Chiesa, delle sue scuole e delle sue organizzazioni, aggiungendo che sono tutti alleati nella stessa lotta, la battaglia contro gli ebrei. E dice loro: «Sono stato attaccato per il mio modo di trattare la questione ebraica. Per 1500 anni la Chiesa ha considerato gli ebrei come esseri nocivi, li ha esiliati nel ghetto… Io fornisco al cristianesimo il più grande servizio».
A giudicare dal rapporto di mons. C. Orsenigo, nunzio apostolico in Germania, al card. E. Pacelli, i vescovi non esprimono alcuna obiezione sull'affermaizone di A. Hitler.
Il vescovo di Osnabrück descrive a parte l'incontro: A. Hitler ha detto «non una parola contro la Chiesa, soltanto apprezzamenti per i vescovi».
D'altra parte i temi usati dai nazisti per ingiuriare gli ebrei sono in gran parte gli stessi sostenuti dalla rivista ufficiale del Vaticano «La Civiltà Cattolica».
5, alle elezioni del Reichstag, democratiche solo in apparenza, il
NSDAP ottiene il 43,9% dei voti;
[17.164.000 voti nazisti.]
il partito ha una maggioranza di 16 seggi, sufficiente per governare, ma non ottiene comunque la maggioranza assoluta del Reichstag; gli mancano 53 seggi.
[Non ha avuto nemmeno alcuna maggioranza nei Lander cattolici a differenza di quanto avvenuto in altre regioni tedesche].
Poiché gli altri partiti avevano annunciato, durante la campagna, che si sarebbero uniti per sbarrare la strada del potere ai nazionalsocialisti, A. Hitler decide di impedir loro questa manovra a tutti costi.
Tutti deputati comunisti pertanto sono "invitati" a non presentarsi al Reichstag.
Dopo l'incendio il Parlamento si riunisce all'Opera Kroll, nel Tiergarten.
Numerosi deputati non si presentano, molti di loro infatti vengono arrestati, assassinati o personalmente avvisati che non vivranno a lungo dopo la seduta solenne di apertura della sessione.
6, il Segretario di Stato del Ministero dell'Economia Bang scrive una lettera personale al Capo della Cancelleria del Reich H.H. Lammers suggerendogli di adottare alcune misure antiebraiche; questi, a sua volta, trasmette la lettera al Ministro degli Interni W. Frick aggiungendo la sua proposta di cacciare dalla Germania gli ebrei dell'Europa orientale di nazionalità straniera.
Il meccanismo a lungo preparato si sta mettendo in moto.
Inizia la persecuzione contro gli ebrei.
Il primo obiettivo consiste nel rendere judenfrei l'amministrazione dello Stato. In questo senso i progetti per l'esclusione degli ebrei dalla funzione pubblica sono già pronti. Tuttavia proprio la necessità di espellere gli ebrei dalla "macchina dello Stato" ripropone con urgenza la necessità di dare al più presto una definizione certa dell'ebreo.
10, Dachau (Baviera), sorge il primo campo di concentramento nazista (KL-Konzentrationslager), comandato da Th. Eicke, destinato all'inizio agli oppositori politici interni e poi ai criminali comuni e omosessuali;
a 20 km a nord-ovest di Berlino viene creato anche quello di Sachsenhausen;
23, prima seduta del Reichstag: per ottenere l'appoggio del centro cattolico alla sua richiesta di pieni poteri, A. Hitler dichiara che «vede nel cristianesimo gli incrollabili fondamenti della vita morale del suo popolo ed annette la massima importanza alle relazioni con la Santa Sede».
«Il governo del Reich spera, però, e si attende che il lavoro di rinnovamento nazionale e morale del popolo, che il governo medesimo si è imposto come compito, sarà egualmente apprezzato».
Con la legge sui pieni poteri (Ermächtigungsgesetz) il Reichstag trasferisce completamente a A. Hitler la sua competenza legislativa per quattro anni;
[Sono mancati all'appello per approvare la legge: 81 deputati comunisti (tutti gli eletti del partito) e 26 su 118 deputati socialisti.
La legge viene votata da 441 deputati, nazionalisti e centro cattolici compresi. Solo i socialisti si sono rifiutati.]

I Governo di Hitler: 23 marzo 1933
- Presidente
- Cancelliere
A. Hitler
(1933 gen-lug 1934)
NSDAP
[Governa per mezzo di un decreto presidenziale.]
- Vicecancelliere
Franz von Papen
(cattolico e nazionalista, che ha tatticamente favorito il successo nazista, crede ancora di poter controllare il cancelliere)
- Segretario della Cancelleria
H.H. Lammers
(1933 gen-1943)
Propaganda
Joseph Paul Goebbels
(1933 mar-apr 1945)
Interno
Wilhelm Frick
(nazionalsocialista, ex Ministro dell'Interno in Turingia)
(1933 gen-ago 1943)
Affari Esteri
Kostantin von Neurath
(1932-feb 1935)
Difesa
Werner von Blomberg
(1933 gen-mar 1935)

Aviazione

Hermann Göring
(1933 gen-apr 1945)
Primo ministro della Prussia
e Capo della Polizia Municipale di Berlino
Giustizia
Franz Gürtner
(1932 lug-gen 1941)
Economia
A. Hugenberg
(1933 gen-giu)
 
Finanze
conte J.L. Schwerin von Krosigk
(1933 gen-apr 1945)
Alimentazione
e Agricoltura
Walter Darré
(1933 gen-mag 1942)
Lavoro
Franz Seldte
(1933 gen-apr 1945)


A partire da quest'anno si forma un organismo nazionale della comunità ebraica che assume diverse denominazioni e che è guidato dal rabbino Leo Baeck.
[Prima dell'arrivo al potere di A. Hitler le Comunità ebraiche avevano iniziato un percorso di centralizzazione. Erano così sorte delle "federazioni regionali" delle comunità.]

25, vicino a Stoccarda viene aperto il primo campo di rieducazione.
29, la conferenza episcopale di Fulda notifica:
«Per fondate ragioni, i pastori diocesani della Gemania hanno assunto negli ultimi anni, di fronte al movimento nazionalsocialista, un atteggiamento contrario espresso con divieti e ammonimenti.
Ora si deve riconoscere che il rappresentante supremo del Governo del Reich, il quale è anche il capo autorevole di questo movimento, ha fatto pubbliche e solenni dichiarazioni che riconoscono la inViolabilità degli insegnamenti della fede cattolica e gli immutabili compiti della Chiesa. Perciò, senza ritirare la condanna di certi errori religiosi e morali contenuta nelle sue precedenti disposizoni, crede l'episcopato di poter nutrire fiducia che si possano ormai considerare non più necessari quei generali divieti e ammonimenti
».

Aprile
, A. Hitler è ormai il padrone della Germania, non ha più bisogno della firma di P.L. von Hindenburg, non ha più bisogno della ratifica parlamentare per promulgare leggi e per decidere la politica estera. Può perfino concludere trattati con i paesi stranieri senza riferirne a nessuno, può allontanare i deputati dell'opposizione con la semplice frase: «Ora non ho più bisogno di voi». È la dittatura.
Al momento della conquista del potere A. Hitler rispetta l'elementare precauzione politica che consiste nel distribuire i poteri di polizia tra più uomini:
- H. Göring, ministro degli interni di Prussia, è il padrone di Berlino;
- H. Himmler, capo della polizia bavarese, è anche Reichsführer SS (Schutzstaffeln = squadre di protezione - chiamate anche Schwarze Korps, Milizie nere, che raggiungono i 50.000 elementi);
- E. Röhm dirige le SA (Sturmabteilungen, reparti d'assalto - o "camicie brune": 600.000 uomini nella sola regione di Berlino e 4.500.000 uomini in tutta la Germania)
tutti e tre posti sotto l'autorità diretta del Führer.
[Poiché stanno a guardia di campi di prigionieri, possono far fuori senza processo i loro nemici personali; molti capi delle SS vengono così uccisi].
tutti e tre posti sotto l'autorità diretta del Führer.
7, viene emanata la "Legge sul risanamento della funzione pubblica". Porta la firma di A. Hitler, del ministro degli Interni W. Frick e del ministro delle Finanze conte J.L. Schwerin von Krosigk.
La legge colloca a riposo tutti i funzionari della Pubblica Amministrazione sia a livello nazionale che locale. La legge (anche per l'intervento del Presidente del Reich P.L. von Hindenburg) viene stemperata in alcuni punti.
I funzionari nominati prima del 1° agosto 1914, gli ex-combattenti, gli orfani di ex-combattenti, i padri che hanno perso figli in guerra non vengono collocati a riposo. In più viene mantenuto il diritto alla pensione per chi abbia almeno 10 anni di attività lavorativa.
[Apparentemente la legge non è esclusivamente focalizzata sui non ariani. Ed è proprio questa genericità che, negli anni successivi, permetterà di aggirare le eccezioni concesse. Il dispositivo legislativo infatti prevede il licenziamento per "ragioni di semplificazione" della Pubblica Amministrazione. Perciò un non ariano "protetto" dalle eccezioni può essere licenziato non in quanto non ariano ma per "semplificare" la macchina burocratica.]
9 (e 12), i vescovi della Renania e il card. Bertram invitano i cattolici a collaborare col governo nazista;

I silenzi di Pio XI:
12, in una lettera inviata a Pio XI la filosofa Edith Stein chiede al papa e al suo segretario di Stato - il card. E. Pacelli, vecchio nunzio apostolico in Germania e futuro Pio XII - di non tacere più e di denunciare le prime persecuzioni contro gli ebrei;
[Questo documento prova - se ancora ce ne fosse bisogno - come la Chiesa, ai più alti livelli, sia informata delle persecuzioni naziste e taccia.]

17, il corrispondente in Germania dell'autorevole giornale americano «Time», fa pubblicare quanto segue: "Il grande Congresso dei Deutsche Christen (Cristiani tedeschi) è stato tenuto nell'antico palazzo della Dieta prussiana per presentare le linee delle Chiese evangeliche in Germania nel nuovo clima portato dal nazionalsocialismo. Il pastore Hossenfelder ha cominciato annunciando: "Lutero ha detto che un contadino può essere più pio mentre ara la terra di una suora mentre prega. Noi diciamo che un nazista dei Gruppi d'Assalto è più vicino alla volontà di Dio mentre combatte, che una Chiesa che non si unisce al giubilo per il Terzo Reich" (allusione polemica alla Gerarchia cattolica che si è rifiutata di "unirsi al giubilo", ndr). Continua il «Time»: "Il pastore dottor Wieneke-Soldin ha aggiunto: «La croce a forma di svastica e la croce cristiana sono una cosa sola. Se Gesù dovesse apparire oggi tra noi sarebbe il leader della nostra lotta contro il marxismo e contro il cosmopolitismo antinazionale». L'idea basilare di questo cristianesimo riformato è che l'Antico Testamento, essendo un libro ebraico, debba essere proibito nel culto e nelle scuole di catechismo domenicali. Il Congresso ha infine adottato questi due principi: 1) «Dio mi ha creato tedesco. Essere tedesco è un dono del Signore. Dio vuole che mi batta per il mio germanesimo»; 2) «Servire in guerra non è una Violazione della coscienza cristiana ma obbedienza a Dio»".
26
, H. Göring, utilizzando i quadri della polizia politica prussiana crea la "Gestapo" (Geheime Staats-Polizei) che per ora opera solo nell'ambito della Prussia dove provvede ad epurare gli oppositori del regime in tutti i settori dell'amministrazione e della società.
28, G. Krupp ha un altro colloquio con A. Hitler;

Viene creata la Luftwaffe.
H. Göring si trova a capo di un complesso assortito di uomini:
. Erhard Milch, presidente della Lufthansa, diviene Vice-Ministro dell'Aria;
. Wever, tenente generale, già ufficiale della Reichwehr, diviene capo di stato maggiore,
. Stumpff, generale, diviene Capo del Personale,
. Karl Bodenschatz, già aiutante maggiore del Richthofen Geschwader, viene promosso "assistente personale del Ministro dell'Aria";
inoltre ad uno ad uno gli ormai dimenticati piloti da caccia e gli ufficiali della vecchia armata imperiale, vengono richiamati dal congedo per affluire nella nuova schiera a cui forniscono i quadri tecnici e amministrativi necessari all'aviazione.
Molti di questi nuovi alti gerarchi sono comunque uomini che non hanno mai volato in vita loro, o hanno smesso fin dal 1918: questi ultimi poi sono rimasti fermi sostenitori dei concetti e dei criteri di guerra aerea appresi molti anni prima al fronte occidentale. I pochi che fanno eccezione, come il comandante amministrativo A. Kesselring ed il generale Wever, e che si rendono conto del fatto che in un futura guerra aerea la massa dei bombardieri strategici dovrebbe costituire la spina dorsale di qualsiasi aviazione, si trovano a dover lottare pazientemente contro i colleghi per superare la confusione, la testardaggine e l'incomprensione.
L'istruzione del personale di volo tedesco, in corso ormai da molti anni presso il centro sperimentale di Lipetzk ed in altri aeroporti ausiliari del Caucaso viene sospesa; H. Göring decide infatti che l'accordo con i russi ha ormai cessato di essere utile e può quindi essere troncato, anche se è convinto che il personale di volo abbia bisogno di conseguire una migliore esperienza pratica.
B. Mussolini, in stretta amicizia con A. Hitler, si dichiara disposto, purché ciò non dia luogo a complicazioni internazionali, ad accogliere in Italia equipaggi di volo e a farli allenare nella Regia Aeronautica una delle più efficienti (per il momento) e moderne d'Europa.
I primi piloti tedeschi passano così segretamente le frontiere e vengono smistati in diversi aeroporti italiani dove sono fatti passare per militari provenienti dalle vallate dell'Alto Adige; tutti gli aviatori tedeschi, molti dei quali provengono dalla Lufthansa, vengono vestiti con uniformi dell'aeronautica italiana ed ammessi a seguire i vari corsi di addestramento aereo; tra di loro c'è un esperto volovelista, il 19enne Adolf Galland [in futuro osannato come il "secondo Richthofen"]. Nel frattempo, il pilota acrobatico Ernst Udet (amico dell'attrice Leni Riefenstal), dopo essersi dapprima rifiutato di entrare nel Partito nazista accetta alla fine, dopo un viaggio negli Stati Uniti, di diventare Oberst del Dipartimento Tecnico della Luftwaffe avendo così voce in capitolo per quanto gli sta veramente a cuore: l'approntamento di velivoli da impiegarsi come bombardieri in picchiata e caccia.

Maggio
2
, i nazisti razziano tutti gli uffici sindacali del paese, si impossessano dei loro quattrini e chiudono i loro capi nei campi di concentramento;
A. Hitler
mette fuori legge le contrattazioni collettive, mette al bando l'SPD (insieme a tutti gli altri partiti, fatta eccezione per il suo);
Robert Ley, capo del "Fronte del lavoro nazionalsocialista", dichiara che il nuovo governo intende «ripristinare in pieno tutti i diritti di proprietà al padrone dell'industria, che come tale è il solo a prendere tutte le decisioni».
4, i giornali annunciano che ora G. Krupp è il Führer dell'industria tedesca; la prima cosa che egli fa è di espellere tutti gli ebrei dal Reichsverband che viene trasformato nel semiufficiale Reichsgruppe Industrie;
6, anche i vescovi bavaresi invitano i cattolici a collaborare col governo nazista;
10, di fronte all'Università di Berlino vengono bruciate le opere degli autori liberali e democratici;
negli stessi giorni G. Krupp istituisce l'Adolf Hitler Spende (Fondo Adolf Hitler) con lo scopo di «offrire un pegno di gratitudine al capo della nazione».
[In pratica questi quattrini servono a mantenere «gli S.M. delle SA e delle SS, la Gioventù Hitleriana, e altri gruppi politici». Hanno però anche la possibilità di liberare gli uomini d'affari dalla persecuzione di quei giannizzeri del partito che penetrano nei loro uffici per pretendere dei contributi. In base a certe direttive di Rudolf Hess – trovate dodici anni dopo nei dossiers del segretario privato di G. Krupp – «tutti quelli che hanno già dato possono farsi riconoscere mediante un certificato con la mia firma e il timbro del partito».
Per diversi anni, sino a quando non sarà rimpiazzato dal figlio maggiore, G. Krupp continuerà a fare il presidente volontario di questo sistematico strumento di ricatto.
Il Fondo diventerà la più grossa risorsa dei nazisti. Soltanto G. Krupp ci verserà più di 6 Mni di Reichsmark, oltre ad altri 6 Mni per altre cause naziste.
Mentre all'inizio dell'anno G. Krupp è un membro responsabile dell'Establishment tradizionale germanico, cinque anni dopo diventerà uno schiavo.]
[Prima del 18] il giornale svizzero «Schönere Zukunft», critica la «pericolosa e tragica capitolazione» della Chiesa tedesca, e pronostica che la sua «ampia e insospettata accondiscendenza» sarà mal ripagata dai nazisti («il movimento che proviene dall'antico "Los von Rome", dopo gli ebrei si getterà sui cattolici»).
22, G. Krupp ordina ai membri della direzione di dimettersi e proibisce altre riunioni tra di loro, ufficiali o no; gli ebrei si ritirano in silenzio (questo lungo, tragico silenzio che al momento sembra saggio ma che in seguito risulterà ben poco opportuno), mentre gli altri aspettano che il cancelliere mantenga le sue promesse di febbraio;

Giugno
22
, H. Göring ordina ai funzionari di sorvegliare i loro colleghi e di far conoscere ai superiori gerarchici le critiche portate dagli uni o dagli altri al funzionametno dell'amminsitrazione o alla politica del potere. Una nota identica viene diffusa nelle aziende private.
Egli incarica la "Gestapo" di fare un'inchiesta sulle attività delle SA. Fa chiudere parecchi campi (in pratica ogni capo di sezione aveva la sua prigione), tra cui quello di Heines, amico personale di E. Röhm che infliggeva ai prigioneri un trattamento di inaudita crudeltà; non si occupa invece dei campi aperti dalle SS, altrettanto terribili come quelli delle SA. Ne risulta così che le SS vengono appoggiate mentre le SA vengono ostacolate.
26, vengono arrestati i deputati della Dieta bavarese e tutti i capi del Partito popolare, tra cui mons. Leicht, deputato al Reichstag.
Sono altresì arrestati parecchi sacerdoti nella Baviera e nel Palatinato, i quali, per l'intervento del vescovo di Spira, sono rilasciati dopo aver sottoscritto una dichiarazione in cui si impegnano «a non sottoporre il governo di Hitler e i provvedimenti da esso deliberati a critiche atte a suscitare sentimenti avversi».
30, F. von Papen è nominato vicecancelliere;

Luglio
2, l' «Osservatore Romano» dà notizia che molti rappresentanti del popolo tedesco, durante gli ultimi giorni, sono stati arrestati.
8, la «Civiltà Cattolica» comunica che il partito cattolico bavarese è stato sciolto e i dirigenti dei sindacati bianchi, che pure hanno dato «un aiuto prezioso contro il marxismo e il bolscevismo», sono stati sostituiti da elementi tratti dalle camicie brune.
Lo stesso giorno viene parafato un Concordato fra la Santa Sede e il Reich tedesco.
A. Hitler
revoca il decreto di scioglimento delle organizzazioni cattoliche aventi carattere educativo e di beneficenza, e «fa rimettere in libertà i capi di tali organizzazioni, come pure i sacerdoti tratti nei giorni scorsi in arresto».
10-11, l' «Osservatore Romano» pubblica anche le dichiarazioni date da F. von Papen il giorno prima a Roma per illustrare alla stampa l'importanza dell'atto che è venuto a firmare in Vaticano.
Il massimo esponente del centro cattolico tedesco assicura che
«La chiara delimitazione delle competenze risultanti dal Concordato eliminerà in futuro ogni contrasto fra lo Stato e la Chiesa».
14, da questo momento, con decreto, la NSDAP costituisce l'unico partito politico tedesco;
viene discussa la "Legge sulla prevenzione della nascita di persone affette da malattie ereditarie";
20, avviene lo scambio delle ratifiche in Vaticano: plenipotenziario per la Santa Sede, il segretario di Stato card. E. Pacelli, che ha favorito in modo tanto efficace l'intesa fra i cattolici e i nazisti; e, per il Reich, F. von Papen nominato vice cancelliere da A. Hitler, in riconoscimento dei servizi che i cattolici tedeschi gli hanno prestato per l'instaurazione del regime totalitario.
23, l' «Osservatore Romano» dedica tutta la prima pagina al testo del nuovo Concordato, che mantiene in vigore i concordati già conclusi con la Baviera (1924), con la Prussia (1929) e col Baden (1932) e detta particolari disposizioni per i rimanenti Stati.
Tra tali disposizioni, sono quelle con le quali la Santa Sede si impegna:
- art. 14, di comunicare al luogotenente del Reich il nome delle persone che intende scegliere come arcivescovi e vescovi, «per accertare che contro di esse non esistano obiezioni di carattere politico generale»;
- art. 16, di far prestare ai vescovi un giuramento di fedeltà al Reich germanico, in cui promettono di far rispettare dal loro clero «il governo stabilito secondo la legge costituzionale dello Stato»;
- art. 21, la Santa Sede ottiene in cambio che l'insegnamento religioso diventi obbligatorio nelle scuole elementari, professionali, medie e superiori «in conformità con i princìpi della Chiesa cattolica»;
- art. 30, di far recitare tutte le domeniche e le feste di precetto una preghiera per la prosperità del Reich e del popolo germanico;
- art. 32, a vietare agli ecclesiastici e ai sacerdoti l'appartenenza ai partiti politici e ogni attività in loro favore;
- ecc.

25, per semplice opportunità politica solo ora viene promulgata la "Legge sulla prevenzione…";
questa legge di fatto autorizza la sterilizzazione forzata delle persone ritenute portatrici di malattie ereditarie.
[Il risultato pratico sarà la sterilizzazione di più di 400.000 tedeschi durante i 12 anni di regime.]
Parallelamente viene varata una intensa campagna di propaganda destinata a convincere il popolo tedesco della giustezza della sterilizzazione e dell'eutanasia: film, grandi mostre, periodici vengono diffusi capillarmente. Dal punto di vista organizzativo viene creata la Direzione Sanitaria del Reich subordinata al Ministero degli Interni e guidata da L. Conti.
Successivamente viene creata la "Commissione per la Sanità e la Salute del Reich", diretta dal medico e generale SS Karl Brandt, che si dedica all'organizzazione della propaganda nelle scuole, negli uffici pubblici e nel Partito Nazista. Ogni provincia viene dotata di un "Ufficio del Partito per la politica razziale" guidato da un esperto di eugenetica.
Alla "Commissione per le malattie genetiche ed ereditarie" lavora il dottor Ernst Wentzler.
La Direzione Sanitaria del Reich crea in tutta la Germania circa 500 "Centri di consulenza per la protezione del patrimonio genetico e della razza". I medici che li dirigono sono incaricati di raccogliere tutti i dati necessari per stimare quale parte della popolazione debba essere sterilizzata e controllare le nascite di bambini deformi o psichicamente disabili. Contemporaneamente, a partire dall'anno in corso, i fondi destinati agli Istituti psichiatrici vengono drasticamente ridotti.

Alle elezioni ecclesiastiche i "Cristo-nazisti" ottengono oltre il 75 per cento di suffragi da parte di quegli stessi protestanti i quali, alle elezioni politiche, a differenza dei cattolici, hanno assicurato la maggioranza parlamentare al NSDAP. Non è quindi, quella dei Deutsche Christen, la penosa bizzarria di un gruppetto di minoranza, ma l'espressione della maggioranza dei luterani.
Tutto questo comunque non è casuale ma risponde a una logica storica e teologica: "Il fenomeno dei «Cristiani Tedeschi» mette in luce il tipico pericolo al quale si trova esposto il protestantesimo nei confronti dei nazisti. La concezione luterana di un cristianesimo nazionale, germanico, anti-latino, offre a A. Hitler un buon punto di aggancio, alla pari della tradizione di una Chiesa di Stato e della fortissima sottolineatura dell'obbedienza nei confronti dell'autorità politica, che è di casa presso i seguaci di M. Lutero. Proprio per questi aspetti il protestantesimo tedesco è molto più esposto del cattolicesimo alle lusinghe di A. Hitler. Un movimento aberrante come i Deutsche Christen non si potrebbe formare nell'ambito del concetto cattolico di Chiesa. All'interno di quest'ultima, i fedeli si trovano ben più facilitati a resistere alle dottrine naziste. Si vede anche ora ciò che la storia ha sempre confermato: come male minore, la Chiesa cattolica può venire tatticamente a patti con i sistemi statali anche oppressivi, ma alla fine si rivela una difesa per tutti contro le degenerazioni del totalitarismo. Non può, infatti, per sua natura - a differenza delle Chiese nate dalla Riforma - confondersi con lo Stato, deve opporsi necessariamente a un governo che voglia costringere i battezzati in una sola visione del mondo.
In effetti, il tipico dualismo luterano per cui il mondo è diviso in due Regni (quello "profano" affidato solo al Principe, e quello "religioso" di competenza della Chiesa, ma della quale lo stesso Principe è il Moderatore, il Protettore, se non il Capo in terra), proprio quel dualismo giustifica anche il lealismo al tiranno.
Un lealismo che per la maggioranza dei quadri della Chiesa protestante si spingerà sino alla fine: luglio del 1944".
[da: Joseph Ratzinger, Rapporto sulla fede (intervista di Vittorio Messori), Paoline, Roma 1983.]

Agosto

Settembre
22
, viene istituita la "Camera della Cultura del Reich" che incorpora letteratura, stampa, radio, teatro, musica, cinema, arti, etc. Per lavorare in questi settori occorre esservi iscritti. La Camera ovviamente per insindacabili motivi può rifiutare l'iscrizione di chiunque. Ovviamente gli ebrei vengono sistematicamente esclusi dal nuovo organismo.

Ottobre
4
, con un decreto viene di fatto proibito agli ebrei di essere editori di giornali;

Intanto ha termine il corso dei piloti tedeschi in Italia, i quali, perfettamente addestrati, fanno ora ritorno in Germania.

Novembre

Dicembre
, l'art. 1 della legge 1 dicembre 1933 precisa che "il partito nazionalsocialista è diventato il solo rappresentante dell'idea dello Stato tedesco ed è indissolubilmente legato allo Stato";
da Dachau riesce a fuggire l'ex deputato comunista H. Beimler autore di Inferno a Dachau.

Dopo avere ottenuto, dai cattolici conservatori, tutto quello che desiderava, A. Hitler riprende la campagna contro la Chiesa fregandosene completamente del Concordato.
Nonostante gli appelli, le proteste, le scomuniche dei vescovi tedeschi, per tre anni Pio XI incasserà senza reagire.
[A. Hitler non ha certo dimostrato di sottovalutare i 23 milioni di cattolici presenti nel "Grande Reich" e, appena giunto al potere ha voluto subito concludere un Concordato con il Vaticano.
Il nazismo, tuttavia, è stato facilitato nella conquista del potere da non poche personalità cattoliche, che in seguito si mostreranno più irriducibili agli errori teorici e pratici del nazismo:
. F. von Papen, cancelliere;
[Nel luglio 1959, ambasciatore in Turchia, con biglietto della Segreteria di Stato vaticana sarà riammesso fra i Camerieri di Spada e Cappa di Sua Santità Giovanni XXIII.]
. Martin Spahn, deputato;
. Michael Schmauss, teologo;
. card. Michele von Faulhaber, arcivescovo di Monaco;
. von Galen, vescovo di Münster (poi cardinale).
Saranno poi molti i vescovi, preti e laici che, pur deplorando gli atteggiamenti antireligiosi del nazism,o appoggeranno la politica panschiavista di A. Hitler.
Solo nel 1958, comunque – Wilfried Daim, Der Mann, der Hitler die Ideen gab, L'uomo che diede ad Hitler le idee, Wien 1958 – si verrà a scoprire il nome dell'uomo che forse ha più influito sulle idee del fondatore del nazismo:
. Georg Adolf Josef Lanz von Liebenfels (1874-1954).]

Iniziati a marzo, gli arresti nei vari campi di concentramento sono già 26.000.

[Gli ebrei a Berlino:
- 1933, sono 160.000.
- 1939, con l'inizio della guerrra, 70.000 si trovano bloccati in città.
- 1941,
settembre, i nazisti impongono loro di indossare una stella gialla; ottobre, è proibito l'espatrio e cominciano le grandi retate.
Le persone catturate partono in convogli diretti ai ghetti, ai campi di lavoro o di concentramrento. Lodz, Minsk, Kaunas, poi Riga e Theresienstadt. E da lì verso Sobibór, Treblinka o Auschwitz.
- 1942, i nazisti danno il via alla fase finale dell'epurazione di Berlino: catturare 15.000 ebrei;
giugno, J.P. Goebbels dichiara Berlino Judenfrei, senza più ebrei!
Ma la caccia alle poche migliaia rimaste libere continua.
Lilli Gruber, Tempesta, Rizzoli 2013.]

 



1933
REPUBBLICA di POLONIA
[capitale Varsavia]
Presidente
I. Moscicki
(1926 4 giu - 20 set 1939)
Presidente del consiglio
Aleksander Prystor
(1931 27 mag - 9 mag 1933)
Janusz Jedrzejewicz
(1933 10 mag - 13 mag 1934)
Ministro degli esteri
Józef Beck
(1932 - set 1939)
Ministro della guerra
mar.llo J. Pilsudski
(1926 mag - 1935)
[in pratica è padrone della Polonia]
-

1933
il ministro degli Esteri J. Beck conduce una politica anticomunista;

 



1933
Presidente della Repubblica
T.G. Masaryk
(1918 - 1935)
Ministro degli Esteri
E. Beneš
(1919 - 1935)
Ambasciatore a Londra
Jan Masaryk
(1925 - 1938)
-
1933
la riforma agraria del 1919 ha portato all'esproprio di più di un milione di ettari appartenenti a grandi proprietari;
dal 1921 opera il Partito Comunista Cecoslovacco;
le conseguenze della crisi economica mondiale (1929-33) in atto arrestano gli sforzi di modernizzazione del paese ispirati al modello delle democrazie occidentali, mentre il diffondersi di una vasta disoccupazione di massa inasprisce i contrasti sociali;
al tempo stesso si fanno sempre più tesi i rapporti fra i cechi e gli slovacchi, che danno vita a un movimento autonomistico guidato dall'abate A. Hlinka;
una forte spinta autonomistica si manifesta anche all'interno della minoranza tedesca dei sudeti che, dopo l'avvento al potere in Germania del nazismo, chiede sempre più decisamente l'annessione alla Germania;
il governo e la maggioranza della popolazione intendono comunque difendere l'integrità del territorio nazionale;




1933
FRIULI-VENEZIA GIULIA,
ISTRIA, Fiume e Zara
Trattato di Rapallo: 12 novembre 1920.
VENEZIA GIULIA
Trattato di Rapallo: 12 novembre 1920.
- il confine fra l'Italia e lo stato S.H.S. è stabilito al Monte Nevoso in Carniola, con l'Istria, Zara e un perimetro di circa 7 km intorno a questa città, le isole di Cherso, Lussin, Lagosta e Pelagosa con gli isolati adiacenti attribuiti all'Italia.
1933
-
ISTRIA
1933
-
Fiume
Con questi accordi (Roma 23 ott 1922, gen 1924, feb 1925 e Nettuno 20 lug 1925) lo stato libero di Fiume scompare per essere assorbito nel Regno d'Italia.
[In seguito si avranno vivaci controversie tra l'Italia e la Jugoslavia perché la sistemazione è tutt'altro che esauriente, ma non ci saranno ulteriori modifiche territoriali.]
1933
-
Zara [in Dalmazia]
Con questi accordi (Roma 23 ott 1922, gen 1924, feb 1925 e Nettuno 20 lug 1925) la Jugoslavia viene a comprendere tutta la Dalmazia meno Zara.
1933
-

1933
REGNO di JUGOSLAVIA
[dal 3 ottobre 1929]
[dal 1918: unificazione di serbi, croati, sloveni, macedoni, montenegrini; regno privo del litorale dalmata (rimasto all'Italia in seguito al trattato di pace) e della Carinzia (rimasta all'Austria);
dal 1921 monarchia parlamentare ereditaria;
dal 1929 è sospesa la costituzione del 1921.]
Alessandro I Karagjorgjevic
Albero genealogico

(1888 - ottobre 1934)
figlio di Pietro I e di Zorka di Montenegro;
1914, reggente del regno Serbia nel periodo della prima guerra mondiale;
1921-29, re dei serbi-croati-sloveni…;
1929-34, re di Jugoslavia;

Primo ministro
?
(1932 giu - ?)
-
1933
Marzo

Vladko Macek viene tradotto avanti il tribunale speciale e condannato a tre anni di carcere;
scoppiano moti rivoluzionari in Croazia, in Dalmazia e in Stiria;
SLOVENIA
1933
-
CROAZIA
1933
gli ustaša, in esilio dal 1929 assieme al loro capo A. Pavelic, tentano inutilmente di ritornare in patria e di spingere all'insurrezione la popolazione croata;
SERBIA
1933
-
MONTENEGRO
1933
-
MACEDONIA
1933
-


1933
Regno di Albania
[dal 1° set 1928]
Zog I
(? - ?)
figlio di
1928 -39
, re degli Albanesi;
[dal 1928, il presidente della repubblica: Ahmet Bey Zo_golli (1925-27) si è proclamato re, con l'appoggio dell'Italia, instaurando un regime dittatoriale.]
1933
-
primo ministro    
ministro dell'Interno    
ministro degli Affari Esteri    
ministro della Guerra    
ministro delle Finanze    

1933
si hanno i primi segni di un allontanamento del re dalla politica di fiduciosa alleanza con l'Italia;

a


1933
Repubblica di Grecia
(1923-35)
Presidente
Zaïmes
(1929 - ?)
Primo ministro
P. Tsaldaris
(1932 set - ?)
1933
Giugno
6
, E. Venizelos subisce un attentato;


1933
Repubblica di Turchia
(novembre 1923)
[dal 1925 la shari'a (vecchia legge religiosa islamica) è stata sostituita dai moderni codici, modellati su quelli europei.]
Presidente
della Repubblica
Mustafa Kemal
(1923 nov - 10 nov 1938)
Primo ministro
Ismet Inönü [dal 1932]
(1923 nov - 10 nov 1938)
-
Partito repubblicano del popolo
[partito unico]

1933
dal 1928 la repubblica ha deciso:
- l'eguaglianza di tutte le religioni con lo scioglimento delle sette religiose islamiche e la laicizzazione dello stato;
- l'introduzione del calendario gregoriano, dell'alfabeto latino e del sistema metrico-decimale;
- il riconoscimento della parità della donna e del suffragio femminile;





1933
U.R.S.S.
(Unione delle repubbliche sovietiche: Russia, Ucraina, Bielorussia e Transcaucasia)
Segretario generale del PCUS
Stalin
(1922 apr - 1953)
[Il PCUS (Partito comunista dell'Unione Sovietica), partito unico, ha un ruolo dirigente.
Il metropolita Sergej di Novgorod ha assunto nel 1924 la direzione del patriarcato della Chiesa ortodossa, senza però trasferire la propria sede a Mosca.Di fatto, dopo i due decreti del 1929, diventa reato non solo la diffusione ma anche la difesa della fede.
Alla "seconda guerra contadina" (1928-31) è seguita una nuova carestia (1932-33) provocata da una radicale politica di requisizioni di grano e altri prodotti agricoli, questa volta senza aiuti, né testimoni esterni.
La collettivizzazione [Robert Conquest, The Harvest of Sorrow (Il raccolto della pena), 1986], deve sostenere l'industrializzazione e i rifornimenti delle città, e liquidare i "kulaki" come classe. Trattasi di un vero e proprio genocidio del mondo contadino ucraino, depositario della tradizione nazionale: 11 milioni di morti tra il 1930 e il 1937, di cui 5 in Ucraina, 1 nel Caucaso settentrionale. Fame, scontri armati, esecuzioni, malattie, deportazioni di massa dei "kulaki", ma anche dei contadini "medi" e "poveri". Tre milioni di contadini arrestati moriranno nei lager. In Kazakhstan, agli allevatori nomadi è imposta con le armi e il taglio dei rifornimenti la sedentarizzazione: è la "grande fame" con un milione di morti, su una popolazione di quattro.]
RUSSIA
(Repubblica Socialista Federativa Sovietica)
(capitale: Mosca)
1933
viene varato il secondo Piano quinquennale;
l'URSS inaugura rapporti diplomatici con gli Stati Uniti;

BIELORUSSIA
(Repubblica Socialista Federativa Sovietica)
(Beloruskaja SSR - capitale: Minsk)
presidente della repubblica
-
1933
-
UCRAINA
(Repubblica Socialista Federativa Sovietica)
(capitale: Kijev)
presidente della repubblica
-
1933
-
TRANSCAUCASIA
(Repubblica Socialista Federativa Sovietica)


Repubblica Socialista di Armenia
(Repubblica socialista - capitale: Jerevan)
presidente della repubblica
-
1933
-


Repubblica Socialista Sovietica dell'Azerbaigian
[Parte settentrionale del paese.]
presidente della repubblica
-
1933
-
Repubblica Socialista Georgiana
(Repubblica federativa - capitale: Tbilisi)
presidente della repubblica
Noé Jordania
(1918 - ?)
1933
-

- Adzaristan (repubblica autonoma)
- Abhasia (repubblica autonoma)
- Ossezia Meridionale (provincia autonoma)


1933
REPUBBLICA POPOLARE d'UNGHERIA
(dal 16 novembre 1918)
Reggente
Miklós Horthy von Nagybánya
(1920 mar - ott 1944)
Primo ministro
G.Y. Gömbös
(1932 ott - ott 1936)
Ministro della guerra
-

1933
il primo ministro osteggia la Piccola Intesa e mira a più stretti legami con la Germania di A. Hitler e l'Italia di B. Mussolini;

a


1933
REGNO di ROMANIA

Michele I

Albero genealogico

(Sinaia, Valacchia 1921 - ?)
figlio del principe ereditario Carlo e di Elena di Grecia;
1927-30, 1940-47, re di Romania;
sale al trono (giugno) in seguito alla rinuncia del padre (1926) ai suoi diritti, ma il potere effettivo viene esercitato da un consiglio di reggenza;
dal 1930 è ridiventato principe ereditario;

Carlo II
Albero genealogico
(Sinaia, Valacchia 1893 - Estoril, Portogallo 1953)
figlio di Ferdinando I e di Maria di Sassonia-Coburgo-Gotha;
1920, scioglie il matrimonio morganatico contratto con una borghese;
1921, sposa la principessa Elena di Grecia;
1928, anche questo matrimonio viene sciolto;
1926, la sua vita privata e in particolare la relazione con Magda Lupescu suscitano scandalo a Bucarest, tanto da dover egli rinunciare ai suoi diritti al trono e recarsi in esilio;
nel 1931 (giugno) torna a Bucarest facendosi proclamare re dal potente Partito nazionale dei Contadini;
1930-40, re di Romania;  

primo ministro
Maniu
(1931 ott - gen 1933)
Vaida-Voevod
(1933 feb - nov)
Duca
(nov - ?)
Angelescu
(dic - ?)
ministro dell'Interno
-
-
-
-
ministro degli Affari Esteri
-
Titulescu
(1933 feb - ?)
ministro delle Finanze
-
-
Giorgio Bratianu
(nov - ?)
-

1933
Gennaio
13
, per dissensi col re (il quale vuole affidare importanti cariche civili a ufficiali suoi amici) il primo ministro Maniu si dimette;

Febbraio
14
, si torna a Vaida-Voevod con Titulescu agli Esteri;
16, Titulescu, come rappresentante romeno, firma il nuovo statuto della Piccola Intesa che diventa un'organizzazione più unitaria con personalità propria, un consiglio permanente composto di tre ministri degli Affari Esteri e un segretariato stabile con sede a Ginevra. Titulescu afferma che essa non è strumento della Francia e che la Romania desidera rafforzare l'amicizia con la Germania e l'Italia. Di fatto però la Piccola Intesa mira soprattutto a conservare lo status quo senza alcuna concessione alle nazioni vinte né alle minorazne nazionali.

Novembre
12
, il Ministero si mostra alquanto ben disposto verso il movimento delle "Guardie di ferro" mentre il re lo osteggia e ora costringe il ministero ad andarsene nominando Duca primo ministro con Titulescu sempre agli Esteri e Giorgio Bratianu alle Finanze.
13, si riunisce il parlamento e viene subito sciolto;

Dicembre
11
, il ministero emana misure di rigore contro le "Guardie di ferro", di cui 320 vengono arrestate, e contro gli antisemiti.
20, alle elezioni i liberali conquistano 300 seggi e il Partito nazionale dei Contadini solo 20.
30, in molti ambienti si crea un vivo fermento e a Sinaia il primo ministro Duca viene assassinato dallo studente Costantinescu, membro delle "Guardie di ferro".
Il re affida la presidenza del consiglio ad Angelescu il quale infierisce ancora di più contro le "Guardie di ferro" e proclama lo stato d'assedio in nove città.


a


1933
REGNO di BULGARIA
Boris III
Albero genealogico

(Sofia 1894 - 28 ago 1943)
figlio di Ferdinando di Sassonia-Coburgo-Saalfeld-Koháry e di Maria Luisa di Borbone-Parma;
1918, 3 ottobre, il padre abdica a suo favore;
1918-43, zar dei bulgari;
dal 1930 è sposato con Giovanna di Savoia (1907-2000);



Primo ministro
Mucianoff
(1930 ott - mag 1934)

1933
-

a




1933
III Repubblica
Presidente della Repubblica
A. Lebrun
(1932 10 mag - 10 lug 1940)
Presidente del Senato
Jules Jeanneney
(1932 3 giu - 10 lug 1942)
Presidente della Camera
-
Presidente dell'Assemblea nazionale
(Senato+Camera)
-
Presidente del Consiglio
J. Paul-Boncour
(1932 18 dic - 28 gen 1933)
É. Daladier
I
(31 gen - 24 ott)
Albert Sarraut
I
(26 ott - 24 nov)
C. Chautemps
II
(26 nov - 27 gen 1934)
Interni
Camille Chautemps
(1932 3 giu - 30 gen 1934)
Affari Esteri
J. Paul-Boncour
(1932 18 dic - 30 gen 1934)
Colonie
-
Regioni liberate
-
Difesa
-
Guerra
-
Marina
-
Aviazione
-
-
Finanze
Henry Chéron
(1932 30 dic - 31 gen 1933)
G. Bonnet
(31 gen - 30 gen 1934)
Commercio
e Industria
-
Lavori Pubblici
-
Lavoro
-
Giustizia
Abel Gardey
(1932 18 dic - 31 gen 1933)
Eugène Penancier
(31 gen - 26 ott)
Albert Dalimier
(26 ott - 26 nov)
Eugène Raynaldy
(26 nov - 27 gen 1934)
Pubblica Istruzione
e dei Culti
-
1933
-


1933
REGNO dei PAESI BASSI

Guglielmina

Albero genealogico

(l'Aia 1880 - castello di Het Loo, presso Apeldoorn 1962)
figlia di Guglielmo III re d'Olanda e della sua seconda moglie Emma di Waldeck-Pyrmont;
1890-1948, regina dei Paesi Bassi;
[dal 31 agosto 1898 ha assunto ufficialmente il potere]

Primo ministro
H. Colijn
(? - ?)

1933
mentre l'accesso alle cariche pubbliche viene interdetto a tutti i membri dei movimenti estremisti, i socialisti si riavvicinano ai partiti borghesi;

a


1933
REGNO del BELGIO

Alberto I

Albero genealogico

(1875 - 1934)
figlio di Filippo di Fiandra e di Maria di Hohenzollern-Sigmaringen;
1909-34, re dei belgi;



1933
[dal 1930 è attivo il "rexismo" di L. Degrelle, militante nell' "Azione Cattolica" e fondatore di questo movimento d'ispirazione clerico-fascista.]
continuano a farsi sentire le ripercussioni della grande depressione del 1929;



1933
Granducato di Lussemburgo
Charlotte di Nassau-Weilburg
Albero genealogico

(1896-?)
figlia di Guglielmo IV e di Maria Anna di Portogallo;
1919-64, duchessa di Nassau;
1919-64, granduchessa di Lussemburgo;
[dal 1919 il paese ha una costituzione democratica]


1933
-





1933
Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda
Giorgio V
Albero genealogico

(Marlborough House, London 3.6.1865 - Sandringham, Norfolk 20.1.1936)
secondo figlio di Edoardo VII e di Alessandra di Danimarca;
1877-92, presta servizio nella marina militare;
1892, diventa erede presuntivo al trono per la morte del fratello maggiore Alberto Vittorio;
1893, sposa la p.ssa Mary von Teck (1867-1953)
1901-10, principe di Galles;
1910-36, re di Gran Bretagna e Irlanda, imperatore delle Indie;
succeduto alla morte del padre;

Primo ministro,
Primo lord del Tesoro
[Prime Minister, First Lord of the Treasury]
R. MacDonald laburista-nazionale
governo nazionale
(1931 24 ago - 7 giu 1935)
Cancelliere dello Scacchiere
[Chancellor
of the Exchequer
]
A.N. Chamberlain
(1931 5 nov - - 28 mag 1937)
Segretari di Stato
-
Affari Esteri e Commonwealth
-
Affari Interni
-
Giustizia
-
Colonie
-
Commercio
-
Sanità
-

1933
-

Giugno
Londra, si tiene una conferenza economica mondale che intende combattere la depressione mondiale mediante una diminuzione generalizzata dei dazi doganali e attraverso un accordo che stabilizzi la fluttazione delle varie monete e metta ordine nel mercato dei cambi;
[Fin dall'inizio è dubbio che la conferenza possa raggiungere qualche risultato concreto perché tutta le nazioni che vi partecipano sono ossessionate dalla necessità di fare i propri interessi. Ma la "dichiarazione bomba" di F.D. Roosevelt, il 3 luglio successivo, affretterà la conclusione dei lavori rafforzando negli europei la convinzione che sia impossibile accordarsi con gli americani.]


 

1933
-



1933
DANIMARCA e ISLANDA
Cristiano X
Albero genealogico

(Charlottenlund 1870 - Copenaghen 1947)
figlio di Federico VIII e di Luisa di Svezia;
1912-47, re di Danimarca;
continua a favorire l'evoluzione democratica del paese;
1919-44, re d'Islanda;
[rimane re dell'isola (fino alla proclamazione della repubblica nel 1944) anche se, staccatasi dalla Danimarca, si è costituita in stato sovrano.]

REGNO di DANIMARCA

1933
dal 1915 il paese ha una nuova costituzione che istituisce, fra l'altro, il nuovo sistema bicamerale ed estende il diritto di voto alle donne;

REGNO d'ISLANDA

1933
-



1933
REGNO DI NORVEGIA
[dal 1905]
Haakon VII
Albero genealogico

principe Carlo (? - ?)
figlio di Federico VIII re di Danimarca e di Luisa di Svezia;
1905-57
, re di Norvegia;

Primo ministro
1933
la crisi mondiale colpisce la Norvegia in misura minore degli altri paesi anche per la grande differenziazione produttiva della sua economia;


1933
REGNO di SVEZIA
Gustavo V
Albero genealogico

(Stoccolma, castello di Drottningholm 16 giugno 1858 – Stoccolma, 29 ottobre 1950)
figlio di Oscar II e di Sofia di Nassau;
1907-50, re di Svezia;
osserva correttamente le regole del sistema parlamentare;

1933
-



1933
FINLANDIA
Governo provvisorio

1933
dal 1929 il Partito comunista finlandese è stato posto fuori legge;





1933
Presidente
A. de Oliveira Salazar
(1932 lug - 1968)
1933
il presidente abroga la costituzione del 1911, introDucendo con un plebiscito i principi costituzionali di uno "Estado Novo", nazionale, cristiano, unitario e corporativo;
viene approvato lo statuto dei lavoratori;
la Carta Organica [diventerà la Legge Organica nel 1955] stabilisce il sistema organizzativo delle colonie, intese quali organismi provvisti di autonomia e di personalità giuridica, affidate ad un Governatore (o ad un Governatore generale, come nel caso delle due colonie più importanti dell'Angola e del Mozambico), assistito da un Consiglio Legislativo e da un Consiglio di Governo.
a


1933
Repubblica di Spagna
(seconda)
[ La Spagna conta 23,5 milioni di abitanti]
Presidente
della Repubblica
N. Alcalà Zamora y Torres
(1931 dic - mag 1936)
-
Presidente
del Consiglio
M. Azaña y Diaz
(1931 14 ott - 12 set)
Alejandro Lerroux García
(12 set - 8 ott)
D. Martínez Barrio
(9 ott - 15 dic)
Alejandro Lerroux Garcia
(16 dic - 27 apr 1934)
Interni
-
Marina
-
Lavoro
Francisco Largo Caballero
(1931 dic - ott 1933)
-
-
Finanze
Indalecio Prieto y Tuero
(1931 dic - ott 1933)
-
-

1933

Riforma agraria (1932-33);

Giugno
3
, quando la separazione della Chiesa dallo Stato viene sanzionata in una legge sulle confessioni e congregazioni religiose, Pio XI emana la enciclica Dilectissima Nobis contro il gravissimo errore, che è una «funesta conseguenza del laicismo, ossia della apostasia dell'odierna società, che pretende straniarsi da Dio e quindi dalla Chiesa».
Il papa insorge specialmente contro la disposizione con la quale vengono sciolti la Compagnia di Gesù e tutti gli ordini religiosi che fanno voti di obbedienza «ad una autorità differente da quella legittima dello Stato».
10, nel suo quaderno «Civiltà Cattolica» precisa che la «legge iniqua» è stata sanzionata dal Presidente «così detto cattolico» N. Alcalà Zamora y Torres.
Il principio della separazione dello Stato dalla Ciesa significa «la effettiva tirannide dello Stato sopra la Chiesa». Mentre si concede la libertà delle opinioni più erronee, la si nega alla verità cattolica; mentre si dà licenza alla diffusione della immoralità e della propaganda sovversiva, si rifiuta la predicazione della morale cristiana e dell'insegnamento religioso: la legge smentisce così il vanto di libertà che si arroga la nuova Repubblica.
[Così scriverà Giuseppe Cirillo – agente segreto del governo fascista, poi valoroso partigiano, il cui nome comparirà nella «Gazzetta Ufficiale» del 2 luglio 1946 nell'elenco degli informatori dell'Ovra – nel libro intitolato Casi e cose (a me pare sia andata così), Genova 1948:
«Il Quartiere Generale dell'impresa di Franco è a Roma. Al Grand Hôtel in via Terme di Diocleziano siedono quasi in permanenza l'infante don Juan e il banchiere don Juan March, uno degli uomini più ricchi della Spagna, in parte il finanziatore dell'impresa, che, nell'intendimento degli organizzatori, deve essere rapida e incruenta.
Nell'Accademia di Spagna al Gianicolo, istituzione dei gesuiti spagnoli, c'è la stazione radiotelegrafica clandestina che tiene in collegamento lo Stato Maggiore del Movimento con gli esecutori. È condotta dal radiotelegrafista spagnolo don Antonio Alcolado, ex ufficiale radiotelegrafista della Marina mercantile spagnola che, per meriti repubblciani, è stato assunto quale impiegato al Consolato Generale di Spagna a Genova
.
Chi scrive dice di conoscere Antonio Alcolado fin da quando navigava; è un vero amico dell'Italia, ha sposato una signora pisana, e si interessa ai guai italiani; con lui dice di aver parlato spesso delle speranze degli antifascisti e dei repubblicani italiani.
Al primo annuncio della sollevazione di tutte le guarnigioni militari contro la Repubblica, andrà da lui a Genova. Lo troverà indaffarato e confuso in partenza per Roma con un'auto del Consolato. Antonio Alcolado gli farà solo capire di aver ceduto a pressioni nelle quali il governo italiano non è estraneo.
In seguito, barcamenandosi tra il cancelliere Canegui e altri del Consolato, chi scrive verrà a sapere di più e un bel giorno a Roma Antonio Alcolado lo vedrà entrare da lui nell'alto rifugio dove sono gli apparecchi che nessuno dovrebe vedere. Si spaventerà e lo pregherà di non andarlo più a trovare ma intanto chi scrive avrà la prova dell'infame macchinazione ai danni del popolo spagnolo dalla signora doña Leonor March (lo crederà un verdarero amigo) e dal suo confessore, un prelato francese.]

Ottobre
Diego Martínez Barrio diventa presidente del consiglio (fino a novembre);
29
, Madrid, nel Teatro de la Comedia J.A. Primo de Rivera e J. Ruiz de Alda fondano la Falange Española, movimento politico di ispirazione fascista, antiparlamentare e antimarxista;

Novembre
19
, le elezioni legislative sanciscono la vittoria dei radicali (centro) e della CEDA (partito cattolico di destra); una serie di riforme politiche e sociali viene così interrotta dalla vittoria elettorale delle destre;

Generalitat
(governo autonomo catalano)
Presidente
del Consiglio
-
dal 1932 opera il partito della Esquerra repubblicana de Catalunya (Sinistra repubblicana di Catalogna);
1933
-




1933
REGNO d'ITALIA
Vittorio Emanuele III
Albero genealogico

(Napoli 1869 - Alessandria d'Egitto 1947)
figlio di Umberto I e di Margherita di Savoia;
1878-1900, principe di Piemonte;
1896, Roma 24 ott: sposa la p.ssa Elena del Montenegro (1873-1952);
1900-46, re d'Italia;
dal 1922, è esautorato da qualsiasi esercizio del potere dalla dittatura fascista;



1936-43, imperatore d'Etiopia
1939-43, re d'Albania;

PARLAMENTO
XXVIII Legislatura
(1929 20 apr - 19 gen 1934)
Presidente del Senato
L. Federzoni (Pnf)
romagnolo
(1929 20 apr - 19 gen 1934)
Presidente della Camera
G. Giuriati (Pnf)
veneto
(1929 20 apr - 19 gen 1934)
 
Duce
cav. B. Mussolini(Pnf)
(1932 20 lug - 25 lug 1943)
+ Interno, Esteri, Guerra
Sottosegretario E. Rossoni (Pnf)
romagnolo
(1932 20 lug - 23 gen 1935)
Interno
cav. B. Mussolini(Pnf)
(1926 6 nov - 25 lug 1943)
[ad interim]
Sottosegretario L. Arpinati (Pnf)
romagnolo
(1929 12 set - 7 mag 1933)
G. Buffarini Guidi (Pnf)
toscano
(1933 8 mag - 5 feb 1943)
Affari Esteri
cav. B. Mussolini(Pnf)
(1932 20 lug 9 giu 1936)
[ad interim]
Sottosegretario F. Suvich (Pnf)
friulano
(1932 20 lug - 10 giu 1936)
Colonie
gen. E. De Bono (Pnf)
lombardo
(1929 12 set - 17 gen 1935)
Sottosegretario A. Lessona (Pnf)
laziale
(1929 12 set - 11 giu 1936)
Guerra
P. Gazzera (Pnf)
piemontese
(1929 12 set - 22 lug 1933)
cav. B. Mussolini(Pnf)
(1933 22 lug - 25 lug 1943)
[ad interim]
Sottosegretario A. Manaresi (Pnf)
romagnolo
(1929 12 set - 21 lug 1933)
Federico Baistrocchi
(1933 22 lug - 6 ott 1936)
Marina
amm. G. Sirianni (Pnf)
ligure
(1929 12 set - 6 nov 1933)
cav. B. Mussolini(Pnf)
(1933 6 nov - 25 lug 1943)
[ad interim]
Sottosegretario G. Russo (Pnf)
siciliano
(1929 12 set - 5 nov 1933)
amm. Domenico Cavagnari
(1933 6 nov - 7 dic 1940)
Aeronautica
I. Balbo (Pnf)
romagnolo
(1929 12 set - 6 nov 1933)
cav. B. Mussolini
(1933 6 nov - 25 lug 1943)
[ad interim]
Sottosegretario R. Riccardi (Pnf)
nato a Mosca
(1929 12 set - 6 nov 1933)
gen. G. Valle
(1933 6 nov - 31 ott 1939)
Corporazioni
cav. B. Mussolini(Pnf)
(1932 20 lug - 11 giu 1936)
Sottosegretario A. Asquini (Pnf)
friulano
(1932 20 lug - 23 gen 1935)
Finanze
G. Jung (Pnf)
siciliano
(1932 20 lug - 17 gen 1935)
Sottosegretario U. Puppini (Pnf)
romagnolo
(1932 20 lug - 30 apr 1934)
Agricoltura e foreste
G. Acerbo (Pnf)
abruzzese
(1929 12 set - 24 gen 1935)
Sottosegretari A. Serpieri (Pnf)
romagnolo
(1929 12 set - 24 gen 1935)
[Bonifica Integrale]
A. Marescalchi (Pnf)
romagnolo
(1929 12 set - 24 gen 1935)
Lavori Pubblici
A. Di Crollalanza (Pnf)
pugliese
(1930 3 feb - 24 gen 1935)
Sottosegretario A. Leoni (Pnf)
sardo
(1930 15 feb - 24 gen 1935)
Grazia e Giustizia
P. De Francisci (Pnf)
laziale
(1932 20 lug - 24 gen 1935)
Sottosegretario Antonio Albertini
(1932 20 lug - 23 gen 1935)
Educazione nazionale
Francesco Ercole (Pnf)
(1932 20 lug - 24 gen 1935)
Sottosegretari R. Ricci (Pnf)
toscano
(1929 12 set - 12 nov 1937)
['Educazione Fisica e Giovanile]
A. Solmi (Pnf)
emiliano
(1932 20 lug - 24 gen 1935)
Comunicazioni
C. Ciano (Pnf)
toscano
(1924 30 apr - 30 apr 1934)
Sottosegretario R. Romano (Pnf)
siciliano
(1932 20 lug - 23 gen 1935)
 
 
1933
Fascismo

Partito unico: Pnf (Partito nazionale fascista)
- segretario: A. Starace, pugliese (1931 7 dic-10 gen 1937).

Gennaio


Febbraio
23
, il presidente nazionale dell'Azione cattolica, A. Ciriaci, scrive direttamente a B. Mussolini per lodarlo di tutto quello che ha fatto finora e per indicare le zone dove è necessario concentrare maggiormente il controllo.
L'Azione cattolica dovrà continuare a collaborare con il regime per contribuire alla grandezza della patria. Il governo dovrà bandire film e commedie riprovevoli, sequestrare libri e riviste immorali, e richiedere alle donne di indossare vestiti decorosi. E conclude:
«Non chiede nuove leggi. Chiede soltanto che le ottime leggi vigenti – e vigenti appunto in gran parte per la saggezza e la forza dell'Eccellenza Vostra – siano rispettate ed applicate con maggiore vigore e lealtà da tutti».

A. Starace annuncia che da questo momento in poi tutti gli atti ufficiali del governo conterranno il nome DUCE solo in lettere maiuscole;

Marzo
18
, muore in Somalia Luigi di Savoia, duca degli Abruzzi;
25
, Venezia, tra discussioni e polemiche è inaugurato il "ponte del Littorio", ponte stradale sulla Laguna, affiancato a quello ferroviario, della cui fattibilità si parlava già nel 1845 [vedi «Gazzetta Privilegiata» di Venezia, 23 maggio].

Lo stesso mese quando il provveditore agli studi di Torino sta per autorizzare il rabbino capo della città a insegnare religione agli studenti ebrei del liceo, Pio XI comunica a B. Mussolini il proprio scontento.
Per conto del papa, il card. E. Pacelli scrive al Duce: «A Vostra Eccellenza non sfuggirà la gravità della cosa non appena vorrà riflettere che, ammesso il precedente, si affaccia anche il pericolo di una identica richiesta da parte dei protestanti».
[Fatto significativo, si concentra non sugli ebrei bensì sui protestanti.
A seguito di questa protesta, il governo revoca l'autorizzazione per il rabbino di Torino e annulla un'autorizzazione simile già in essere per il rabbino di Milano.
Il papa fa sapere a B. Mussolini di aver appreso la notizia «con molto piacere».

30, il Duce invia una nota confidenziale al proprio ambasciatore a Berlino, V. Cerruti, con le istruzioni d'incontrare immediatamente A. Hitler e avvertilo che la sua campagna antisemita è un errore.
Essa, dice B. Mussolini, «aumenterà pressione morale e rappresaglie economiche del giudaismo mondiale». Egli vuole assicurarsi che A. Hitler capisca che sta offrendo questo consiglio nello sforzo di aiutare. «Ogni regime ha non solo il diritto ma il dovere di eliminare dai posti di comando gli elementi non completamente fidati ma per questo non è necessario – anzi può essere dannoso – di portare sul terreno della "razza"».
B. Mussolini ammonisce il leader nazista che non saranno soltanto gli ebrei a rivoltarsi contro il regime nazista se la campagna proseguisse: «Queso antisemitismo può coagulare contro Hitler i nemici – anche cristiani – della Germania».
31, l'ambasciatore italiano a Berlino V. Cerruti incontra il Führer per trasmettergli il consiglio del Duce; Pio XI, molto probabilmente, ne è a conoscenza.
A. Hitler respinge l'ammonimento di B. Mussolini e continua il proprio percorso omicida.

Aprile
10
, Roma, il vicecancelliere tedesco F. von Papen, durante un suo incontro con il Duce, gli assicura che riconosce «che la campagna contro gli ebrei è stata un errore»;
11, sia F. von Papen che H. Göring incontrano Pio XI in Vaticano;
[Non si sa cosa si siano detti. «L'Osservatore Romano» riporta solo l'avvenimento senza aggiungere commenti o spiegazioni.]
17-18, Marsiglia, XXII Congresso nazionale del Psi [in esilio];
26, B. Mussolini incontra Chaim Weizman che gli descrive la campagna di persecuzione nazista degli ebrei in queste prime settimane del governo di A. Hitler; il leader sionista parla del suo piano per ottenere il permesso di far migrare in Palestina una gran numero di ebrei tedeschi;

Maggio
18
, «L'Osservatore Romano», replicando al giornale svizzero «Schönere Zukunft» [vedi Germania], che ha criticato la «pericolosa e tragica capitolazione» della Chiesa tedesca ecc., osserva che le manifestazioni del clero tedesco non sono cose nuove, dato che «i cattolici, per amore di Patria, non hanno mai rifiutato l'opera loro a nessun Regime, purché la religione sia rispettata, la pace garantita, l'aiuto al popolo assicurato».
Per l'organo vaticano, il giornale svizzero commette il solito errore di guardare alla Chiesa quale strumento di lotta politica.
«Voler riconoscere il Paese sui fondamenti cristiani, e in amichevoli intese con la Chiesa, è cosa meritoria, è opera di vera salvezza».
[In un libro edito a Parigi nel 1937, don L. Sturzo, dopo aver ricordato la ritrattazione dell'episcopato tedesco, scriverà che «il Nunzio ha favorito l'intesa dei capi cattolici con i nazi, in modo così efficare da render possibile, qualche mese dopo, la stipulazione del nuovo Concordato».
Quel nunzio è il card. E. Pacelli, il futuro Pio XII.]

Lo stesso mese un inviato italiano in Germania riferisce a B. Mussolini che i leader nazisti cominciano a ripensare alle proprie campagne antisemite, vista la cattiva pubblicità che stanno producendo.

Giugno
7
, Stresa con la conclusione del "patto a quattro"
- Italia (B. Mussolini)
- Inghilterra (Grahm)
- Francia (De Jouvenel)
- Germania (von Hassel),
il DUCE cerca, inutilmente, di far prevalere nelle relazioni con le grandi potenze i criteri di una moderata revisione dei trattati di pace;
29, il pugile italiano Primo Carnera batte, al Madison Square Garden di New York, l'americano Sharkey e diventa campione del mondo dei pesi massimi.
Lo stesso mese, su richiesta del papa, il card. E. Pacelli scrive a tutti i vescovi dell'Italia settentrionale, dove il problema delle danze in pubblico è considerato particolarmente acuto, chiedendo loro di riferire sulle condizioni nelle loro diocesi.
In risposta l'arcivescovo di Milano esprime la speranza che si possa persuadere il ministro dell'Interno ad «ascoltare la voce dell'episcopato dell'Alta Italia in questa storia…». A illustrare la serietà del problema include una recente lettera che ha ricevuto dal vescovo di Cremona, che riferisce che le locali organizzazioni fasciste, in particolar modo i gruppi sociali del dopolavoro, hanno reso i balli pubblici «un'industria organizzata». La polizia, lamenta il vescovo, fa poco.
[La battaglia del Vaticano contro le danze pubbliche continuerà fino alla fine del papato di Pio XI, con grande costernazione della gerarchia fascista.]

Il gesuita p. P. Tacchi Venturi, che può contare su una rete di informatori che lo aggiorna, spedisce al card. E. Pacelli una copia di un'informativa in cui si accenna ad una circolare del ministero dell'Interno indirizzata a tutti i prefetti d'Italia, in cui si invita a tenere sott'occhio l'attività politica dei sacerdoti…
Secondo il gesuita, una sola può essere la ragione per cui il governo abbia investito risorse in una simile sorveglianza: «Perché al Centro burocratico del Govenro ossia nei ministeri, specie a quello dell'Interno, ci sono gli alti papaveri burocratici che sono o ebrei o massoni, i quali vogliono far vedere ai Prefetti che il clero ed i cattolici bisogna considerarli sempre […] – l'ellissi è nell orignale – come nemici».
Invece di sprecare il tempo indagando sui sacerdoti, – dice p. P. Tacchi Venturi – le autorità del governo farebbero meglio a controllare la «formidabile attività politica subdola sovversiva degli abrei, dei massoni, dei protestanti che, sotto le mentite spoglie di ammiratori del Fascismo, sono diventati quasi i padroni feudatari dell'Italia, come mai era avvenuto nel passato».
Bisogna mettere in guardia B. Mussolini.
Del resto, ben si sa, da tempo in Vaticano si addebita agli ebrei di essere la forza maligna dietro una cospirazione mondiale contro la cristianità e la civiltà europea; i gesuiti della «Civiltà Cattolica» sono tra i suoi più fervidi sostenitori.

Luglio
, parte da Orbetello la crociera aerea del "decennale" guidata da I. Balbo. La trasvolata viene compiuta in formazione attraverso l'Atlantico settentrionale. I velivoli torneranno a Ostia il 12 agosto.
2, «L'Osservatore Romano» dà notizia che molti rappresentanti del popolo tedesco, durante gli ultimi giorni, sono stati arrestati.
8, viene parafato un Concordato fra la Santa Sede e il Reich tedesco.
11, il governo comunica ai direttori dei giornali di non pubblicare immagini di donne nude «perché costituiscono un elemento antidemografico»;
20, avviene lo scambio delle ratifiche in Vaticano: plenipotenziario per la Santa Sede, il segretario di Stato card. E. Pacelli, che ha favorito in modo tanto efficace l'intesa fra i cattolici e i nazisti; e, per il Reich, F. von Papen nominato vice cancelliere da A. Hitler, in riconoscimento dei servizi che i cattolici tedeschi gli hanno prestato per l'instaurazione del regime totalitario.
Mentre i giornali fascisti si compiacciono dell'accordo, che dà l'approvazione pontificia al regime totalitario in Germania, molti giornali stranieri, anche cattolici, criticano aspramente la Santa Sede per questa «canonizzazione dell'hitlerismo».
27, in polemica con questi giornali, «L'Osservatore Romano» (nel giorno stesso in cui, negli Acta Diurna dà notizia di nuove leggi repressive introdotte dal governo nazista, che comminano la pena di morte anche per chi abbia commesso solo il reato di scrivere contro il regime, e informa che «le condanne a morte hanno cominciato a funzionare»), ricorda che «la Santa Sede tratta con gli Stati in quanto tali, per assicurare i diritti e la libertà della Chiesa, prescindendo da ogni considerazione e apprezzamento di altra natura».
«Le varie Costituzioni di Stato sono materia interna delle singole Nazioni e, salvi sempre i diritti di Dio e della Chiesa, riguardano unicamente i singoli popoli, i quali sono liberi di scegliersi, nell'ambito del retto vivere civile, quelle forme di governo che meglio rispondono al benessere ed alla prosperità del Paese».

Agosto
20
, Isola di Capri: lo stesso vescovo dell'anno scorso, insiste ora con mons. G. Pizzardo, uno degli uomini più vicini al papa e responsabile per l'Azione cattolica: «Quest'anno è peggio. Si vedono da mane a sera, per tutte le vie dell'abitato e nella piccola Piazzetta molte donne (specie straniere e dell'alta Italia) vestite in modo indecente sì, che è uno spettacolo nauseante […] Non potrebbe interessarsene la Giunta Centrale presso il Capo del Governo?».

Settembre

Ottobre
(Anno XI dell'era fascista
): viene diffusa una pubblicazione, recante un epitaffio firmato da B. Mussolini, dal titolo: 45 morti, 283 feriti dei fasci italiani all'Estero, che reca le fotografie di coloro che hanno pagato con la vita, in Francia, in Belgio, in Svizzera, nel Lussemburgo e in America il loro servizio al fascismo dal 1922 al 1932.
27, sul quaderno de «La Civiltà Cattolica» padre Rosa lamenta che il Concordato col Reich abbia incontrato tanta «incomprensione» anche da parte dei cattolici. Questo Concordato «porta in sé la nobile impronta delle sue origini e dei suoi autori: chiarezza e saggezza giuridica della legislatrice dei popoli, larghezza di mente e longanimità romana da una parte, e dall'altra sano realismo e nuovo ardimento ideale a pro' della religione».
La cosa più importante, sotto il riguardo religioso, è la restaurazione sociale, urgentissima per «il pauroso avanzare dell'uragano bolscevico».

Novembre

Dicembre
9
, altra "infornata" di senatori, tra cui:
. A. Bocciardo, ligure,
. G. Broglia, veneto,
. I. Levi, piemontese.

Lo stesso anno, nonostante le richieste di licenziamento avanzate da Pio XI, l'ex sacerdote G. Saitta riceve l'ambita cattedra di filosofia presso l'Università di Bologna. Il papa perde questa battaglia.

Lo stesso anno, Roma è colpita da un'epidemia di tifo.



Partito comunista italiano
(Pci)

1933
Gennaio
verso la fine dell'anno precedente e l'inizio di questo si fanno i primi passi per preparare l'unità antifascista con i Comitati di "Fronte unico" e con l'adesione a questi ultimi, in particolare di:
. Raffaele Rossetti, Medaglia d'Oro, repubblicano,
. Silvio Schettini, di Rovereto, grande mutilato della guerra mondiale, repubblicano (entrerà più tardi nelle file del Pci),
. Piccoli, anarchico, sarto meridionale,
. Mariani, di Milano, socialista,
. Montasini, di Reggio Emilia, repubblicano.

Marzo
Nei primi mesi dell'anno Romano Cocchi [Adami] che dirige il settimanale dei Gruppi in Svizzera «Falce e Martello» viene espulso da questo paese e si rifugia a Parigi;
[valente giornalista di origine emiliana, era entrato nel Pci nel 1925, dopo un periodo di attività sindacale quale dirigente, insieme all'on. G. Miglioli, delle "Leghe Bianche" del bergamasco; da cattolico antifacista era diventato comunista!]
Espulso dall'Argentina, giunge nella capitale francese anche il compagno Dolfi [Catena], toscano (caduto poi in Italia durante la guerra di Liberazione)
per molto tempo dirige il Movimento dei Patronati delle vittime del fascismo, a carattere unitario, avente o scopo di organizzare l'aiuto alle famiglie dei carcerati in Italia;
sempre in questo periodo, il compagno Gnudi riprende il suo posto importante nella direzione dell'emigrazione.
In questo modo la direzione dei "Gruppi" si rafforza politicamente.
È il periodo delle numerose e possenti manifestazioni per la liberazione del compagno G. Dimitrov arrestato in questo mese dai nazisti (sarà liberato nel febbraio 1934), manifestazioni che in Francia e particolarmente a Parigi toccano un alto livello di combattività e nelle quali l'emigrazione italiana è sempre presente.

Maggio
Parigi, in una sala di Clichy, nella banlieu di Parigi, si celebra l'anniversario dell'assassinio di G. Matteotti, con una conferenza organizzata dal Partito Socialista Italiano.
Chiede la parola Vasco Jacoponi, segretario nazionale dei C.P.A. (Comitati Proletari Antifascisti), ma Angelica Balabanof, che presiede, gliela rifiuta.
Seguono seggiolate e intervento della polizia.
[Si è ancora lontani dall'Unità antifascista raggiunta con il "Patto d'Unità d'Azione" tra il Pci e il Psi che sarà raggiunto soltanto nell'agosto del 1934.]

Giugno
Parigi, alla salle Pleyel viene organizzato un secondo congresso contro la guerra ed il fascismo, ancora più risonante del primo dell'anno precedente ad Amsterdam.
In questo il Pci affida il compito di prendere la parola al compagno Bertona [Carlo] della provincia di Novara, uscito in questi giorni clandestinamente dall'Italia assieme ad altri delegati.
Piano piano nella emigrazione italiana si ritrova la strada dell'unità antifascista, anche se è necessaria una lotta politica di chiarificazione e di convinzione in seno ai "Gruppi" contro incrostazioni settarie esistenti un po' a tutti i livelli degli organi dirigenti dei gruppi stessi: culla di questo movimento è la grande Parigi.
Tra i primi artefici di questa battaglia troviamo, tra gli altri, i compagni P. Togliatti [Ercoli] e L. Longo [Gallo].
Intanto il compagno Camillo Montanari [Agostino] [«terribilmente tirchio»] passa dall'emigrazione all'apparato illegale del Pci e ricopre la carica di amministratore del partito.
La compagna Maria Bergamini (futura moglie di S. Schiapparelli [Willy]), che conosce molto bene il francese ed è munita di ottimi documenti francesi, affitta appartamenti a proprio nome per cui parecchi compagni ta i quali:
. Gnudi [Oreste],
. Massini [Silverio]
. Giuseppe Berti e sua figlia Vinca (ancora bambina)
vengono sistemati per diversi mesi da lei in un elegante rione nei pressi della Porte Maillot, nella rue du Bois de Boulogne.
Il compagno Camillo Montanari [Agostino] mette gli emigrati italiani a contatto con una conoscente di Reggio Emila, una certa Bizzarri, antifascista e portinaia in un albergo (Hôtel du Commerce) di fronte all'uscita del Metro Jussieu nel quartiere latino. Presso di lei è sempre possibile trovare una camera nei "momenti di emergenza" senza esibire alcun documento. In questo albergo alloggia per un certo periodo anche Egle Gualdi [Bruna].
Un altro albergo disponibile è in rue de la Sablière, nel 14° arrondissement (il proprietario, avido di denaro, si definisce socialista). Anche qui comunque alloggiano per alcune notti compagni di passaggio, tra cui Francesco Leone, senza bisogno di esibire i documenti.
A Fontenay St Bois il compagno Ernesto Rossi (fratello di Giuseppe, di Firenze, membro della direzione del partito, † 1948) gestisce una epicèrie in cui ospita e sfama diversi compagni italiani nascosti presso di lui, perché ricercati dalla polizia.
Parigi, oltre gli incarichi che ha già, S. Schiapparelli [Willy] assume anche quello di segretario dei Gruppi della Zona sud di Parigi che comprende gli importanti centri di Ivry, Vitry, Villejuif, Choisy le Roy e altri comuni ancora.
Del Comitato di zona fanno parte tra gli altri:
. Marega [Marius], di Gorizia, garibaldino di Spagna,
. Anselmo Neri, di Mirandola (deceduto a Parigi nel perido della guerra, in seguito a sevizie subite dalla polizia, dopo un arresto),
. Serafino Gagliazzi [Simon], ottimo compagno di Arona (deceduto a Novara subito dopo la Liberazione),
. Egle Gualdi [Bruna], appena rientrata da un corso di studi in Unione Sovietica,
. Casimiro Lonarti [Miro], appena rientrato da un corso di studi in Unione Sovietica,
. Luigi Marconi, garibaldino in Spagna (risiederà in Francia),
. Antonio Guerrini, della provncia di Brescia, garibaldino in Spagna (risiederà in Francia).
I dirigenti più noti dei gruppi della regione parigina sono invece:
. Roberto Virdi [Durand] che funge da segretario regionale,
. Pietro dal Pozzo, di Treviso (eletto deputato dopo la Liberazione),
. Cabrelli [Salvatore], della provincia di Massa Carrara (più tardi si dimenticherà di essere stato comunista);
nessuno dei tre è funzionario: sono tre operai.

Agosto
in Francia i fascisti tedeschi e italiani hanno seguaci nelle "Croix de feu" (Croci di fuoco), raggruppamenti diretti dal col. La Roque con l'appoggio del prefetto di polizia Chiappe.
In questo periodo l'illegale «Vie Prolétarienne» cessa le pubblicazioni e viene sostituito con un altro settimanale legale «Bandiera Rossa», il cui primo numero redatto dal compagno Romano Cocchi [Adami] è stampato in questo mese.

Settembre
il settimanale «Bandiera Rossa» viene soppresso dal governo francese;
18, una settimana dopo appare «La nostra bandiera» che porta in bella vista, sulla testata, una fiammante bandiera rossa.

[Stefano Schiapparelli, Ricordi di un fuoruscito, Edizioni del Calendario, Milano 1971; con prefazione di Giorgio Amendola.]



 

OVEST
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1933
-

 


 

DOMINION OF CANADA
[Aggiunta alle altre province britanniche nel 1763, include la regione sulle due rive del fiume San Lorenzo grossolanamente delimitate da Anticosti a est e il Lago Nipissing a ovest.
Dal 7 nov 1763 la provincia (ex Canada francese) è stata divisa formalmente in tre distretti: Québec, Trois-Rivières, Montréal.
Nel 1791 la provincia è stata separata in due parti:
Basso Canada (francofoni) e Alto Canada (lealisti).
Nel 1841, con l'Act of Union sono stati nominati due primi ministri ma Canada Est e Canada Ovest continuano ad andare ognuna per la sua strada. Il sistema dura ben 25 anni (1842-67).
Nel 1867, 1° luglio, nasce ufficialmente la confederazione: Dominion of Canada.]
Dal 1931, nonostante lo «statuto di Westminster», in pratica il Foreing Office britannico continua a rappresentare il Dominion in quasi tutte le nazioni del mondo e formalmente i canadesi continuano ad essere cittadini britannici, fino all'approvazione della legge sulla cittadinanza nel 1946.
Governatore generale
Vere B.P. Bessborough
conte di Bessborough
(1931 - 1935)
Primo ministro
Richard B. Bennett
(1930 - 1935)
[conservatore]

1933
Grande depressione (1929-39).
Il CPC (Communist Party of Canada) è considerato fuori legge (1931-36).

Con l'ascesa al potere del nazismo in Germania si fa intensa la propaganda dei consoli tedeschi in Canada.
[La popolazione di origine tedesca costituisce il primo gruppo etnico immigrato, ma tra loro il 70% è nato in Canada e tra coloro che non lo sono la grande maggioranza proviene non dalla Germania ma da territori che erano appartenuti all'ex impero zarista.]


I rappresentanti canadesi presso la Società delle Nazioni a Ginevra, svolgono un'azione favorevole a tentativi estremi di conciliazione, con l'eccezione del delegato permanente Walter Riddell (1881-1963), il quale appoggia una mozione di dura condanna dell'aggressione giapponese.

Febbraio
24
, quando a Ginevra viene approvata la mozione di dura condanna dell'aggressione giapponese, il Giappone annuncia la sua intenzione di ritirarsi dalla Società delle Nazioni;
[Il suo esempio sarà seguito, pochi mesi dopo, dalla Germania nazista.]

Intanto James S. Woodsworth, leader della CCF (Co-operative Commonwealth Federation), e John W. Dafoe (1866-1944) ammoniscono che il fallimento della Società delle Nazioni ha posto le basi per una guerra mondiale nel prossimo futuro.

Aprile
Richard B. Bennett compie una visita a Washington durante la quale è accolto calorosamente dal presidente F.D. Roosevelt.
Alla fine dei colloqui i due rilasciano una dichiarazione congiunta nella quale si auspica un aumento degli scambi tra i due paesi che dovrebbe migliorare drasticamente la situazioe economica del continente nordamericano.
[Inizia così un lungo processo che arriverà a maturazione solo nel 1935 dopo che il Congresso americano avrà approvato la legge che permetterà al presidente di negoziare accordi tariffari con paesi stranieri senza il consenso del Senato.

Ottobre
-

Dicembre
Nell'inverno la Grande Depressione raggiunge il suo apice.
Richard B. Bennett non è rimasto inattivo ma le manovre finanziarie si sono rivelate insufficienti.
A questo punto egli diviene il capro espiatorio per la terribile situazione in cui versa il paese.
L'enorme disoccupazione, già di per sé fenomeno gravissimo, ha anche la conseguenza di creare una massa di emarginati, un numero che arriva a circa 70.000, che si spostano da una città all'altra sempre in cerca di lavoro viaggiando da clandestini sui treni. Questo provoca la reazione della classe media che vede in costoro una minaccia per l'ordine pubblico.
La polizia inizia una vera e propria caccia ai senza tetto, arrestandoli ed espellendoli dai centri urbani. Per il ministro del Lavoro Gideon Robertson si tratta di individui che minacciano la pace della comunità.

Quest'anno – momento peggiore della crisi economica – nel settore non agricolo la disoccupazione si aggira attorno al 27/%.


QUÉBEC
Primo ministro
Louis-Alexandre Taschereau
(1920 - ?)
[liberale]
Sindaco di Montréal
Camillien Houde
(1928 - 1954)
[liberale di destra]
Vescovo di Montréal
-

1933
A livello dell'intero Québec, tra il 1929 e il 1933 la disoccupazione è aumentata del 25% e sono le aree urbane a essere particolarmente colpite dal crollo delle esportazioni del consumo interno.
Montréal conta più di 60.000 disoccupati che, tenendo conto delle loro famiglie, salgono a 250.000, ossia il 30% della popolazione della città.
Il governo di Louis-Alexandre Taschereau (1867-1952) si rivela incapace di prendere provvedimenti efficaci. Ciò non fa che aumentare un già diffuso stato di malessere sociale e politico. Le spinte verso il cambiamento giungono da diverse parti.

Alcuni deputati provinciali liberali guidati da Paul Gouin (1898-1976) danno vita a una scissione dalla quale nasce l'ALN (Action libérale nationale), il cui programma è chiaramente ispirato a quello dei gesuiti dell'École sociale populaire.
Nello stesso anno diviene leader dei conservatori quebecchesi Maurice Duplessis (1890-1959), sinora semplice deputato provinciale.


 

 

ONTARIO
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1933
-

 

 


NEW BRUNSWICK
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1933
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NOVA SCOTIA
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1933
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MANITOBA [dal 1870]
-
-

1933
Le fattorie vengono devastate dalla siccità e dalle pesti bovine.
Winnipeg, viene fondato il Canadian Nationalist Party, un'organizazione d'ispirazione nazista a partire dalla divisa, ma che fa anche appello al nazionalismo canadese. La leadership del partito e anglocanadese, ma la maggior parte dei suoi membri è costituita da immigrati venuti dall'Europa.


BRITISH COLUMBIA [dal 1858]
[nel 1866 ha incorporato l'Isola di Vancouver e dal 1871 fa parte della confederazione.]
Primo ministro della provincia
-
Thomas Dufferin [Duff] Pattullo
(1933 - ?)

1933
alle elezioni provinciali la CCF (Co-operative Commonwealth Federation) ottiene più di 300.000 voti, oltre il 30% del voto popolare;

Thomas Dufferin [Duff] Pattullo diventa primo ministro brandendo lo slogan "Lavoro e Salari" che prefigura una sorta di New Deal.
Il programma di interventi pubblici da lui previsto è fortemente innovativo ma si scontra con il fatto che esso dipende dai fondi federali. Ciò porta il governo provinciale a una costante frizione con Ottawa.

 

ISOLA DEL PRINCIPE EDOARDO
[Dal 1873 fa parte della confederazione.]
Primo ministro della provincia
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1933
-

 

TERRITORIO DELLO YUKON [creato nel 1898]
   
1933
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ALBERTA [creata nel 1905]
   
1933
-
SASKATCHEWAN [creata nel 1905]
   

1933
Luglio
Regina, si tiene la prima convenzione della CCF (Co-operative Commonwealth Federation) con l'intervento di 150 delegati;
un gran numero di membri della LSR (League for Social Reconstruction) hanno già aderito al nuovo partito.
Viene dato quindi a Frank H. Underhill l'incarico di preparare una dichiarazione di principii e la piattaforma elettorale.
[Il testo diverrà poi famoso sotto il nome di "Manifesto di Regina".
È un programma dichiaratamente socialista che invoca la nazionalizzazione delle industrie essenziali e l'introduzione di un sistema di welfare generalizzato includente l'assistenza sanitaria, l'assistenza contro le malattie e la disoccupazione, le pensioni. Nella scelta del leader del partito si è raggiunto un compromesso tra la componente intellettuale dell'est e quella degli agricoltori dell'ovest attraverso la nomina di James S. Woodsworth. Difatti solo una tale figura carismatica può essere in grado di tenere assieme due gruppi così eterogenei e James S. Woodsworth, data la sua passata esperienza, si trova perfettamente a suo agio sia in un campo di minatori che tra professori universitari.
Di carattere schivo e gentile, sostenitore della non violenza, profondamente onesto, James S. Woodsworth è anche un oratore efficace e incisivo e porta nella sua carriera politica quell'impronta etica e religiosa che gli varrà (1959), da parte dello storico Kenneth McNaught, la definizione di "un profeta in politica".]
La CCF (Co-operative Commonwealth Federation) respinge decisamente il socialismo marxista e ciò le vale violentissimi attacchi da parte dei comunisti che tacciano il partito di socialfascismo e descrivono il suo capo come il "dottor Woodsworth" che accorre al capezzale del capitalismo ammalato.
Dal canto suo Richard B. Bennett accusa il partito di voler creare un Canada sovietico e in genere la stampa conservatrice lo taccia di pericoloso estremismo.
Secondo lo stesso James S. Woodsworth invece la CCF (Co-operative Commonwealth Federation) è un "un tipo di socialismo distintamente canadese", aggiungendo che non intende seguire modelli stranieri, che siano britannici, americani o russi.
Per quanto riguarda la composizione del partito essa varia grandemente da provincia a provincia, ma i suoi quadri sono costituiti essenzialmente da sindacalisti o organizzatori agrari.
È comunque all'ovest che esiste una sua base di massa e le prime prove elettorali non fanno che confermarlo.

 

 

TERRANOVA
Primo Ministro
Frederick C. Alderdice
(1932 - 1934)

1933
-

 


UNIONE degli STATI UNITI d'AMERICA
Presidente degli Stati Uniti
H.H. [Clark] Hoover [31°]
(1929 4 mar - 4 mar 1933)
[Pr]
F.D. Roosevelt [32°]
(1933 4 mar - 12 apr 1945)
[Pd]
Vicepresidente
-
Segretario di Stato
[Ministro degli Esteri]
-
Cordell Hull
(? - ?)
Ministro del Tesoro
-
Ministro della Guerra
-
Presidente della Corte Suprema
C.E. Hughes
(1930 - 1941)

1933
Gennaio

-

Febbraio
nei quattro mesi che sono passati tra l'elezione e l'insediamento alla Casa Bianca del presidente, l'economia è continuata a peggiorare; mentre i repubblicani criticano il fatto che F.D. Roosevelt non abbia collaborato con il suo predecessore un'improvvisa epidemia di fallimneti nel mondo delle banche causa un'ondata di panico in tutto il paese.
[Molti criticano l'eccessiva durata di questa fase di interregno, tanto che più tardi, nello stesso anno sarà approvato il XX emendamento che la ridurrà a due mesi e mezzo.]

Marzo
4
, nel suo messaggio indirizzato al paese al momento del suo insediamento alla Casa Bianca il presidente promette di adottare una "politica di buon vicinato, quella di chi ha il massimo rispetto per se stesso e così facendo rispetta anche i diritti degli altri".
[Interpretata in un primo momento come applicabile nei confronti di ogni nazione del mondo, la politica del "buon vicinato" in effetti finisce per attagliarsi all'America latina, continuando in questo senso le scelte di disimpegno militare impostate da C. Coolidge e H.H. [Clark] Hoover .]

Quando F.D. Roosevelt si insedia alla Casa Bianca, in 38 stati è stata proclamata una "chiusura a tempo indefinito" delle banche e l'intero sistema bancario degli Stati Uniti sembra al collasso;
il neo presidente ordina la chiusura degli sportelli in tutti gli Stati Uniti e convoca d'urgenza il Congresso;
Il suo Emergency Banking Relief Bill, approvato dopo un dibattito durato appena dieci ore, sottopone tutto il sistema bancario americano al controllo federale, disponendo he sia concesso il permesso di riaprire gli sportelli, con una licenza federale, alle sole banche ritenute solvibili;
12, il presidente indirizza al paese il primo dei suoi messaggi radiofonici – noti come "discorsi accanto al caminetto": fra le altre cose egli dice ai suoi ascoltatori che ora possono depositare di nuovo i loro risparmi in banca senza temere altri fallimenti.
La gente gli crede e la crisi viene superata.
Il periodo successivo – detto dei "cento giorni" – sarà una fase di attività frenetica in cui il presidente sommergerà il Congresso di messaggi, esortazioni, progetti, disegni di legge. I congressisti, lieti di aver trovato finalmente una guida, approveranno in tempi brevi quindici provvedimenti di grande importanza concernenti interventi a favore dei disoccupati, dell'industtria, dell'agricoltura, del lavoro, dei trasporti, del sistema bancario, della moneta.
Tutti questi provvedimenti, senza precedenti per la loro importanza, per i settori interessati e per la rapidità con cui saranno approvati, non seguiranno un piano preordinato né una teoria economica precisa: ci saranno leggi contraddittorie, ripetizioni, sovrapposizioni di competenze, tutti aspetti che caratterizzeranno l'intera politica del New Deal.
Il presidente sarà molto attento e disponibile ad ascoltarre le teorie economiche, ma non ne diverrà mai schiavo, smettendo di seguire da un giorno all'altro quelle che non gli sembreranno più utili.
Nel dare contenuto concreto alla politica del New Deal F.D. Roosevelt seguirà oltre al parere dei suoi collaboratori al governo, anche le proposte di un gruppo di consiglieri (professori universitari, avvocati, giornalisti) che si era abituato a consultare da quando era governatore dello stato di NEW YORK.
I personaggi più importanti di questo "trust di cervelli" – come sarà chiamato – saranno:
. Samuel Rosenman, giudice,
. prov. Felix Frankfurther, della facoltà di giurisprudenza dell'Università di Harvard;
. Rexford G. Tugwell,
. Raymond Moley,
. Adolf A. Berle Jr,
tutti e tre, questi ultimi, della Columbia University.
F.D. Roosevelt fa approvare, tra l'altro:
- Federal Emergency Relief Act che autorizza uno stanziamento di 500 Mni di dollari da assegnare agli stati per sussidi diretti; l'attuazione di questo programma viene affidata a un operatore sociale di New York, Harry Hopkins, convinto assertore della necessità che il governo, per rispetto nei confronti del disoccupato, debba fornirgli un'occupazione retribuita anziché limitarsi a versargli un sussidio; vengono così messi a punto progetti di ogni tipo per dare lavoro ai disoccupati: manutenzione stradale, costruzione di scuole, parchi, campi-gioco.
[Durante l'inverno del 1934 più di 4 milioni di persone lavoreranno a queste opere pubbliche.]
- CCC (Civilian Conservation Corps), un'organizzazione che assume giovani disoccupati per lavorare a progetti di tutela dell'ambiente;
- Public Works Administration, un ente che, con uno stanziamento di 3,3 Mdi di dollari e sotto la direzione del ministro degli Interni, Harold Ickes, costruisce scuole, tribunali, ospedali, dighe, ponti, strade, edifici pubblici, persino portaerrei;
- TVA (Tennessee Valley Authority), uno degli enti più noti e ammirati tra quelli creati dal New Deal;
[Fin dal 1916, anno in cui il govenro federale aveva costruito una diga e due fabbriche di munizioni a Muscle Shoals (ALABAMBA), sul fiume Tennessee, un gruppo d senatori progressisti guidato da George W. Norris, senatore del NEBRASKA, aveva fatto pressione perché il governo sfruttasse la zona per realizzare impianti idroelettrici e fabbricare fertilizzanti.]
Questa idea ora diviene il nucleo di un progetto di più ampio respiro destinato a sviluppare l'intero bacino del Tennessee, interessando ben sette stati diversi.
La TVA costruisce dighe e centrali idroelettriche per garantirsi la disponibilità di energia a basso prezzo e si impegna nella ralizzazione di un programma di controllo delle acque, di recupero delle terre incolte, di forestazione, costruendo inoltre case, scuole, centri ricreativi.
La disponibilità di energia elettrica a basso costo non attirerà tutte le industrie che si spera ma l'opera della TVA contribuirà a migliorare nettamente le condizioni di vita in tutto il bacino del fiume Tennessee;
- Agricultural Adjustment Act, – noto come AAA – che cerca di sostenere il livello dei prezzi agricoli tenendo sotto controllo la produzione. Gli agricoltori che si impegnano a ridurre le terre coltivate o i raccolti vengono compensati con denaro raccolto con imposte a carico di chi coltiva determinati prodotti. Per rispettare questo programma – che uno storico definirà "una carestia organizzata" – gli agricoltori:
- distruggeranno circa un quarto del raccolto di cotone,
- macelleranno 6 milioni di maiali,
- smantelleranno parte delle piantagioni di tabacco.
[Sarà difficile giudicare il successo dell'AAA: nel 1935 il reddito nazionale agricolo sarà quasi raddoppiato, ma l'incremento sarà in parte favorito:
- dalla siccità,
- da un serie di tempeste di sabbia,
- dalla svalutazione del dollaro.
A trarre maggiori benefici dall'AAA saranno i proprietari di grandi tenute agricole; i mezzadri, gli affittuari, i salariati in genere peggioreranno le loro condizioni, specialmente nella zona della monocoltura del cotone, e molti abbandoneranno la terra.]
- National Industrial Recovery Act, che mira ad armonizzare la pianificazione governativa con le iniziative dell'industria privata allo scopo di:
- stabiilizzare i prezzi,
- ridurre la concorrenza,
- espandere il potere d'acquisto,
- favorire il rientro al lavoro dei disoccupati,
- migliorare le condizioni del lavoro.
La sezione 7ª della legge garantisce il diritto alla contrattazione collettiva – "Carta del Lavoro" –.
A capo della NRA (National Recovery Administration), un'altra sua creatura, F.D. Roosevelt nomina un ex generale dell'esercito ricco d'iniziativa, Hugh S. Johnson.
Pur destando molto entusiasmo, la NRA si rivelerà ben presto un'esperienza poco produttiva in quanto:
- le norme di comportamento, elaborate troppo in fretta non sempre tenendo conto della struttura estremamente complessa dell'industria americana, saranno difficili da applicare;
- molti datori di lavoro non saranno d'accordo con la sezione 7ª che favorisce la sindacalizzazione;
- queste intese non creeranno nuovi posti di lavoro né impediranno che i prezzi salgano più rapidamente dei salari.
[Di conseguenza, quando nel 1935 la Corte Suprema dichiarerà la NRA incostituzionale, nessuno si leverà a difendere la sua causa.]

Se il primo New Deal pone particolarmne l'accento sugli interventi assistenziali e anticrisi, esso però non trascura le riforme:
Glass-Steagall Banking Act, emanato per rafforzare il sistema bancario e prevenire fallimenti come quelli degli anni Venti, esso:
- estende i poteri del sistema federale di riserva,
- vieta alle banche commerciali di operare nel settore degli investimenti finanziari,
- limita il ricorso al credito bancario per fini speculativi,
- [cosa più importante] crea la Federal Bank Deposit Insurance Corporation che garantisce la copertura dei depositi dei singoli risparmiatori fino all'ammontare di 5000 dollari.
[Sarà abrogato nel 1999 e ciò sarà una delle concause della futura grande crisi del 2008-10 – in Europa 2008-14.]
- Federal Securities Act, rende obbligatoria una seria documentazione per le nuove emissioni di titoli e una preventiva registrazione presso la commissione federale per il commercio;
- Securities and Exchange Act, attribuisce questo compito a una specifica commissione per i titoli e la borsa che avrà anche ampi poteri per regolamentare i mercati azionari. Il provvedimento cerca inoltre di prevenire speculazioni come quelle del 1929 vietando la cessione di azioni "a termine" senza il pagamento di almeno il 55% del valore della transazione.

Aprile
convinto che la svalutazione – pur confessando di non avere alcuna competenza in proposito – riporterebbe in alto i prezzi dei generi di prima necessità si lancia in sconsiderati esperimenti di politca monetaria: gli Stati Uniti abbandonano così la parità aurea.
[Dopo qualche tempo, il Tesoro comincia ad acquistare oro a prezzo elevato. Ciò di conseguenza fa diminuire il valore del dollaro, rendendo più competitive sui mercati esteri le merci americane, ma sul mercato interno i prezzi diminuiscono ulteriormente, anziché salire.]

Giugno
in estate, gruppi di contadini del Middle West armati di carabine e forconi impediscono agli ufficiali giudiziari di rendere esecutivi alcuni provvedimenti di sequestro per debiti;

Alla conferenza economica mondale di Londra il capo della delegazione americana, il ministro degli Esteri Cordell Hull, spera di far approvare il suo schema di progetto per accordi reciproci in materia tariffaria ma, alla vigilia dell'apertura della conferenza, F.D. Roosevelt critica tale progetto;

Luglio
3
, in un discorso F.D. Roosevelt attacca il piano di stabilizzazione delle monete faticosamente messo a punto dalla conferenza definendolo un "vecchio feticcio dei cosiddetti banchieri internazionali".
[La sua avversione alla stabilizzazione si spiega col fatto che questa metterebbe in crisi il suo progetto di incrementare il potere d'acquisto interno attraverso una svalutazione del dollaro.]

Novembre
7
, New York, Fiorello La Guardia viene eletto sindaco della città;

Lo stesso mese riprendono le relazioni diplomatiche tra Stati Uniti e URSS.
[L'URSS è l'unica delle grandi potenze non ancora riconosciuta dagli Stati Uniti. Il governo russo erà infatti accusato di:
- incoraggiare le forze rivoluzionarie in tutto il mondo,
- perseguitare la religione e i suoi ministri,
- non voler onorare i debiti contratti dallo zar e dal suo governo.]
Gli ambienti finanziari americani sperano che il riconoscimento del regime sovietico favorisca le esportazioni verso l'URSS, contribuendo così a rivitalizzare l'economia; inoltre si spera che l'Unione Sovietica possa costituire un valido baluardo contro l'espansionismo giapponese in Asia.
L'occasione costituita da un'apertura della diplomazia sovietica viene così colta tempestivamente dagli Stati Uniti che ora riconoscono il governo dell'URSS.
A loro volta i sovietici garantiscono piena libertà di culto ai cittadini americani che si trovino in URSS, si impegnano a non appoggiare campagne di propaganda nè attività sovversive negli Stati Uniti e accettano di negoziare un accordo sui debiti anteriori al 1917.
[Le speranze suscitate da quest'intesa andranno però ben presto deluse: i sovietici non rispetteranno totalmente nessuno dei loro impegni, e non si registrerà neppure il tanto atteso incremento degli scambi commerciali tra i due paesi.]



Dicembre
5
, con la ratifica da parte di tutti gli stati del XXI emendamento alla Costituzione, avviene la definitiva abrogazione del "proibizionismo";
ai singoli stati viene attribuito il potere di legiferare in materia di bevande alcoliche: sette stati, quasi tutti del Sud, votano a favore del mantenimento di norme proibizionistiche.

Lo stesso mese, al VII congresso panamericano di Montevideo, il ministro degli Esteri Cordell Hull sottoscrive un accordo in cui si afferma che "nessuno stato ha il diritto di intromettersi negli affari interni o esterni di un altro".
[Sanziona in pratica la politica di "buon vicinato" promessa da F.D. Roosevelt al momento del suo insediamento alla Casa Bianca.]


viene istituito il NIRA (National Industrial Recovery Act) per la riorganizzazione dell'industria;

Lo stesso anno una commissione senatoriale accerta che il banchiere milionario J.P. Morgan e i suoi diciassette soci non hanno pagato alcuna imposta federale sul reddito nei due anni precedenti.
Alcuni milionari si arricchiscono anche durante la depressione, tra gli altri:
. J. Paul Getty,
. Joseph P. Kennedy.

Nell'inverno la Grande Depressione raggiunge il suo apice.

 

 

[Maldwyn A. Jones, Storia degli Stati Uniti, Bompiani 1984.]

 




- Direttore: John Edgar Hoover (1924-72)

1933
Gennaio

-

questo "Ufficio" della divisione investigativa del dipartimento della giustizia viene riorganizzato;

 

[01] DELAWARE [dal 7 dicembre 1787] - cap. Dover
[Primo stato a ratificare la Costituzione degli Stati Uniti d'America.
Non esistono collegamenti fra chiesa e stato e una grande libertà religiosa si è affermata sin dall'inizio.]
Governatore
-

1933
Gennaio

-

 

[02] PENNSYLVANIA [dal 12 dicembre 1787] - cap. Harrisburg
[Non esistono collegamenti fra chiesa e stato e una grande libertà religiosa si è affermata sin dall'inizio.]
Governatore
-

1933
Gennaio

-

 

[03] NEW JERSEY [dal 18 dicembre 1787] - cap. Trenton
[Non esistono collegamenti fra chiesa e stato e una grande libertà religiosa si è affermata sin dall'inizio.]
Governatore
-

1933
Gennaio

-

 

[04] - [04] GEORGIA [dal 2 gennaio 1788] - cap. Atlanta
[Già ammesso nell'Unione nel 1780 ma ratificato solo il 2 gennaio 1788.
Riammesso al Congresso il 30 marzo 1870.]
Governatore
-
-

1933
Gennaio

-

[05] CONNECTICUT [dal 4 gennaio 1788] - cap. Hartford
Governatore
-

1933
Gennaio

-

[06] MASSACHUSETTS [dal 6 febbraio 1788] - cap. Boston
Governatore
-

1933
Gennaio

-

[07] MARYLAND [dal 28 aprile 1788] - cap. Annapolis
Governatore
-

1933
Gennaio

-

[08] - [01] SOUTH CAROLINA [dal 23 maggio 1788] - cap. Columbia
Governatore
-
-

1933
Gennaio

-

[09] NEW HAMPSHIRE [dal21 giugno 1788] - cap. Concord
Governatore
-

1933
Gennaio

-

[10] - [08] VIRGINIA [dal 26 giugno 1788]- cap. Richmond
[Riammesso al Congresso il 30 marzo 1870]
Governatore
-
-

1933
Gennaio

-

[11] NEW YORK [dal 26 luglio 1788] - cap. Albany
[L'anglicanesimo è la religione di stato in quattro contee.]
Governatore
-

1933
Gennaio

-

[12] - [09] NORTH CAROLINA [dal 21 novembre 1789] - cap. Raleigh
[Tratto di terre immediatamente a sud della Virginia, attorno allo stretto di Albemarle.]
Governatore
-
-

1933
Gennaio

-

[13] RHODE ISLAND [dal 29 maggio 1790] - cap. Providence
Governatore
-

1933
Gennaio

-

[14] VERMONT [dal 4 marzo 1791] - cap. Montpelier
Governatore
-

1933
Gennaio

-

[15] KENTUCKY [dal 1° giugno 1792] - cap. Frankfort
Governatore
-
-

1933
Gennaio

-

[16] - [10] TENNESSEE [dal 1° giugno 1796] - cap. Nashville
[Riammesso all'Unione dall'aprile 1866.]
Governatore
-
-

1933
Gennaio

-


[17] OHIO [dal 1° marzo 1803] - cap. Columbus
Governatore
-
-

1933
Gennaio

-

[18] - [05] LOUISIANA [dal 30 aprile 1812] - cap. Baton Rouge
- 1819, Trattato Adams-Onís: stabilisce il confine con il MESSICO spagnolo: va dal fiume Sabine, nel TEXAS orientale, fino al 42° parallelo (futuro confine settentrionale della CALIFORNIA) e da quel punto, verso ovest, fino al Pacifico.
Governatore
-
-

1933
Gennaio

-

[19] INDIANA [dal 11 dicembre 1816] - cap. Indianapolis
Governatore
-
-

1933
Gennaio

-

[20] - [06] MISSISSIPPI [dal 10 dicembre 1817] cap. Jackson
[Riammesso al Congresso il 30 marzo 1870]
Governatore
-
-

1933
Gennaio

-

[21] ILLINOIS [dal 3 dicembre 1818] - cap. Springfield
-
Governatore
-
-

1933
Gennaio

-

[22] ALABAMA [dal 14 dicembre 1819] - cap. Montgomery
[Dal 18 ottobre 1867 sotto la sovranità degli Stati Uniti.]
Governatore
-

1933
Gennaio

-

[23] MAINE [dal 15 marzo 1820] - cap. Augusta
-
Governatore
-
-

1933
Gennaio

-

[24] MISSOURI [dal 10 agosto 1821] - cap. Jefferson City
Governatore
-
-

1933
Gennaio

-

[25] - [11] ARKANSAS [dal 15 giugno 1836] - cap. Little Rock
Governatore
-
-

1933
Gennaio

-

[26] MICHIGAN [dal 26 gennaio 1837] - cap. Lansing
Governatore
-
-

1933
Gennaio

-

[27] - [03] FLORIDA [dal 3 marzo 1845] - cap. Tallahassee
Tra il 1810 al 1813 gli Stati Uniti hanno inglobato la maggior parte della Florida occidentale, la scia costiera che corre da New Orleans a Mobile, ma una buona parte della colonia, unitamente a tutta la Florida orientale, cioè la penisola, resta ancora sotto il dominio spagnolo.
Nel 1819, con il Trattato Adams-Onís è stata completamente ceduta agli Stati Uniti dalla Spagna.
Nel 1868 è rientrata a far parte dell'Unione.]
Governatore
-
-

1933
Gennaio

-

[28] - [07] TEXAS [dal 29 dicembre 1845] - cap. Austin
Governatore
-
-

1933
Gennaio

-

[29] IOWA [dal 28 dicembre 1846] - cap. Des Moines
Governatore
-
-

1933
Gennaio

-

[30] WISCONSIN [dal 29 maggio 1848] - cap. Madison
Governatore
-
-

1933
Gennaio

-

[31] CALIFORNIA [dal 9 settembre 1850] - cap. Sacramento
Governatore
-

1933
Gennaio

-

[32] MINNESOTA [dall'11 maggio 1858] cap. Saint Paul
Governatore
-
-

1933
Gennaio

-

[33] OREGON [dal 14 febbraio 1859] - cap. Salem
- 1845, alla fine dell'anno i 5000 coloni americani dell'Oregon organizzano un governo provvisorio e chiedono la fine del regime di occupazione comune e l'esclusiva giurisdizione americana.
- 1848, diventa territorio autonomo.
Governatore
-
-

1933
Gennaio

-

[34] KANSAS [dal 28 gennaio 1861] - cap. Topeka
Governatore
-
-

1933
Gennaio
-

[35] WEST VIRGINIA [dal 19 giugno 1863] - cap. Charleston
Governatore
-
-

1933
Gennaio

-

[36] NEVADA [dal 31 ottobre 1864] - cap. Carson City
[Il 2 marzo 1861 il suo territorio era stato separato da quello dell'UTAH.]
Governatore
-

1933
Gennaio

-

[37] NEBRASKA [dal 1° marzo 1867] - cap. Lincoln
Governatore
-
-

1933
Gennaio

-

[38] COLORADO [dal 1° agosto 1876] - cap. Denver
[Territorio autonomo dal 28 febbraio 1861.]
Governatore
-

1933
Gennaio

-

[39] NORTH DAKOTA [dal 2 novembre 1889] - cap. Bismarck
Governatore
-
-

1933
Gennaio

-

[40] SOUTH DAKOTA [dal 2 novembre 1889] - cap. Pierre
Governatore
-
-

1933
Gennaio

-

[41] MONTANA [dall'8 novembre 1889] - cap. Helena
[cap.li: fino al 1865 Bannack, fino al 1875 Virginia City.]
Governatore
-
-

1933
Gennaio

-

[42] WASHINGTON [dall'11 novembre 1889] - cap. Olympia
Governatore
-
-

1933
Gennaio

-

[43] IDAHO [dal 3 luglio 1890] - cap. Boise
[Territorio autonomo dal 24 marzo 1863 con cap. Boise.
Inizialmente, fino al 7 dicembre 1864, la capitale era Lexinton.]
Governatore
-
-

1933
Gennaio

-

[44] WYOMING [dal 10 luglio 1890] - cap. Cheyenne
Governatore
-
-

1933
Gennaio

-

[45] UTAH [dal 4 gennaio 1896] - cap. Salt Lake City
[Territoro annesso nel 1850.
Dal 2 marzo 1861 si è staccato il Territorio del NEVADA.]
Governatore
-
-

1933
Gennaio
-

[-] Territorio delle HAWAII [dal 7 luglio 1898] - cap. Honolulu
 
Governatore
-
-

1933
Gennaio
-

[46] OKLAHOMA [dal 16 novembre 1907] - cap. Oklahoma City
[Territorio autonomo dal 2 maggio 1890.
Con l'annessione di questo nuovo stato gli indiani sono stati espropriati del loro territorio di riserva "permanente". ]
Governatore
-
-

1933
Gennaio
-

[47] NEW MEXICO [dal 6 gennaio 1912] - cap. Santa Fe
[Territorio autonomo dal 1846.]
Governatore
-
-

1933
Gennaio
-

[-] Territorio dell'ALASKA [dal 1912] - cap. Juneau
[1867, 9 aprile, il senato ratifica l'atto d'acquisto del territorio dalla Russia per 7,2 Mni di dollari;
18 ottobre [Alaska day], avviene il passaggio di sovranità;
1884, diviene un distretto dell'Oregon;
1898, viene scoperto l'oro: questo fatto provoca una vera e propria invasione di cercatori d'oro; altro oro viene poi scoperto nel vicino Klondike, territorio canadese, e l'Alaska è utilizzata come base di partenza per i cercatori.]
Governatore
-
-

1933
Gennaio
-

[48] ARIZONA [dal 14 febbraio 1912] - cap. Phoenix
[Territorio autonomo dal 1863, ma fino al 1886 non ci fu pace con gli Indiani.]
Governatore
-
-

1933
Gennaio
-


a

 



1933
GRANDI ANTILLE
- Presidente della repubblica
-
[nella costituzione è inserito l' "emendamento Platt" che dà diritto agli Stati Uniti di intervenire negli affari interni del paese e di installarvi proprie basi per usi militari e commerciali: dal 1903 esiste la base militare di Guantánamo]
1933
il comunista PSP (Partido socialista popular) e il Directorio Estudiantil si contrappongono alla dittatura filofascista;
l'impetuosa crescita delle agitazioni studentesche e delle lotte rivendicative dei lavoratori delle campagne e dei servizi urbani riesce ad abbattere il regime;
Agosto
12
, dopo l'abbandono da parte dell'esercito e nonostante la mediazione dell'ambasciatore degli Stati Uniti S. Welles (alternando la minaccia di un atto di forza alla persuasione diplomatica), il presidente è costretto a lasciare l'isola ed il potere in mano ai militari;
alla ribalta il dittatore Fulgencio Battista.
Haiti
-
?
(? - ?)
occupazione militare diretta statunitense (1916-39)
1933
-
- Presidente della repubblica
1933
-
- Governatore
?
(?-?)
[colonia britannica dal 1866]
1933
-


1933
Estados Unidos Mexicanos
(Stati Uniti del Messico)
[repubblica federale]
- Presidente della repubblica federale
A. Rodriguez
(1932 - 1934)
- Ministro della difesa
Lázaro Cárdenas
(1933 - 1934)

1933
-


1933
Repubblica dell'America centrale
(1921)
- Presidente
-

1933
-



1933
- Capo del governo
-
gen. Jorge Ubico
(1931 - 1944)
(formalmente indipendente dal 1847)

1933
la United Fruit Company statunitense, proprietaria delle maggiori piantagioni di caffè e di banane del paese, è l'eminenza grigia della dittatura del gen. Jorge Ubico che sale ora al potere manu militari;



1933
Honduras
- Dittatore
T. Carias Andino
(1932 - 1949)
1933
-

1933
- Presidente
gen. Maximiliano Hernández Martínez
(1931 - ?)
1933
-

1933
- Presidente
?
(? - ?)
1933
[rimane in vigore il trattato Bryan-Chamorro con gli Stati Uniti]
rifiutatosi di deporre le armi, dopo l'accordo di Tipitapa fra le varie fazioni in lotta, A.C. Sandino guida una tenace guerriglia contro l'intervento statunitense in Nicaragua; nonostante gli sforzi dei marines americani, riesce sempre a sottrarsi alla cattura, suscitando l'ammirazione di gran parte della popolazione dell'America latina;
gli Stati Uniti ritirano il loro contingente militare e i guerriglieri sandinisti escono dalla clandestinità;

1933
- Presidente della repubblica
?
(? - ?)
[liberale]
1933
ritorna ora il regime liberale;

1933
República de Panamá
(indipendente dal 1903)
- Presidente della repubblica
?
(1903 - ?)
1933
-

 



1933
- Presidente
-
[presidenze di E. Olaya Herrera, di A. López Pumarejo e di altri]
1933
ripristinato il regime di separazione fra stato e chiesa, i presidenti liberali tentano, con alterno successo, di avviare il paese verso un regime di democrazia rappresentativa, mentre in politica estera essi si allineano sempre più con gli Stati Uniti (la cui influenza nella vita economica del paese si va sempre più estendendo).

1933

- Presidente della repubblica

J.V. Gómez
(1908 - 1935)
[dal 1903 fino al 1938 decine di migliaia di oppositori vengono incarcerati o esiliati.]
1933
l'eccezionale ondata di prosperità (è il secondo esportatore di greggio) salvaguarda l'economia venezuelana dalla recessione mondiale (1929-31) ma istituisce nuovi rapporti di dipendenza del paese verso le società concessionarie dei giacimenti (perlopiù nordamericane e inglesi) creando una sperequazione sempre più sensibile tra borghesia cittadina e ceti medi urbani, beneficiati dal boom petrolifero, e proletariato rurale, colpito dal declino delle esportazioni agropastorali.



1933
República del Ecuador

- Presidente della repubblica

?
(?-?)
1933
si alternano dittature conservatrici (J.J. Flores, G. García Moreno) e di dittature liberali (V. Rocafuerte, E. Alfaro) e da crescenti ingerenze dell'esercito, formato all'origine da elementi venezuelani;



1933

- Presidente della repubblica

S. del Cerro
(1930 - ?)
(Repubblica indipendente dal 1827)
1933
la crisi economica del 1929-31 ha causato la restaurazione militare e la messa fuori legge del partito radicalpopulista
APRA (Alianza Popular Revolucionaria Americana), fondato da V.R. Haya de la Torre;


1933

- Presidente della repubblica

?
(?-?)
1933
primo conflitto con il Paraguay (1928 5 dic-3 gen 1929);
guerra con il Paraguay (1932-35), per il petrolio del Chaco.

1933

- Presidente della repubblica

A. Alessandri Palma
(1932 - 1936)
[ex leader liberale]
1933
Aprile
19
, nasce il Partito socialista del Cile, emergendo dallo spazio sociale e politico che il PCCh (Partito comunista cileno) – dopo aver raccolto tutte le forze del vecchio POS (Partido obrero socialista) – non ha saputo mantenere, sia sotto il peso della repressione, sia per la contrazione cui le interne dispute lo hanno costretto.
Nel nuovo partito convergono radicalsocialisti, riformisti, trotskisti; esso proclama la sua adesione al marxismo-leninismo, ma rivolge la sua polemica contro il PCCh e la Terza Internazionale.


1933
dal 1816 divise nelle tre colonie:
Guyana Britannica

- Governatore

?
(? - ?)
1901
-
Suriname (olandese)

- Governatore

?
(? - ?)
1901
-
Guyane Française
[già sede di una colonia penitenziaria e poi, dal 1852,
di un bagno penale (fino al 1945)]

- Governatore

?
(? - ?)
1901
-


1933
Brasile

- Dittatore

[dal 1930 ha sciolto il parlamento nazionale e quello degli stati]
1933
il dittatore non può opporsi all'elezione di un'assemblea costituente che approva una carta costituzionale di tipo federalista in cui fra l'altro è sancito il divieto di rielezione del presidente;



1933

- Presidente della repubblica

gen. B. Ferreira
(1904 - ?)
[partito degli azules]
1933
guerra con la Bolivia (1929-35) per i possedimenti del Chaco;



1933

- Presidente della repubblica

A. Justo
(1930 - ?)
[conservatore]
1933
Buenos Aires, il movimento operaio organizzato si va strutturando nella Confederación General del Trabajo;
Settembre
il colpo di stato del gen. J.F. Uriburu (a cui partecipa anche J.D. Perón) pone fine all'esperimento radicale, riportando al potere i conservatori;

 



Patagonia
1933
-

1933
- capo militare
G. Terra
(1931 - 1938)
1933
Montevideo,

 




1933
CINA
-
(Repubblica dal 1911)

presidente del governo nazionalista

Chiang Kai-shek
(1928 - 1935)

1933
dopo aver occupato la Manciuria, i giapponesi occupano Jehoi, provincia nordorientale della Cina;
Chiang Kai-shek continua la guerra di annientamento contro la Repubblica di Kiangsi;

Repubblica sovietica cinese
degli operai e dei contadini

(Repubblica di Kiangsi - Cina meridionale)
presidente
Mao Tse-tung
(1931 nov - ?)

1933
i comunisti cinesi continuano a combattere contro i giapponesi invasori;

a

1933
DAE HAN
(Corea)

1933
lo stato coreano ha cessato di esistere come entità autonoma nel 1910 essendo stato annesso dal Giappone;
la dominazione di Tokyo è improntata a uno spietato regime poliziesco;
è attivo comunque un movimento di resistenza nazionale che dal 1931 organizza la guerriglia antigiapponese;

a






1933
(periodo Showa: 1926-45)
Giappone

Hirohito

(Tokyo 1901-1989)
figlio di Yoshihito;
1921-26, reggente;
1926-45, imperatore del Giappone;

1933
una serie di attentati a uomini politici e a personalità del mondo economico, nonché vari tentativi di colpi di stato da parte dell'esercito, consentono a gruppi militari e ultranazionalisti di impadronirsi del potere;

Kuomintang
KMT
(Partito nazionale del popolo)

1933
Tokyo, dal 1905 opera la T'ung Meng Hui (Lega dei rivoluzionari) ispirata ai "tre principi del popolo" formulati da Sun Yat-sen:
- indipendenza nazionale
- democrazia parlamentare
- socialismo agrario;

a





1933
[colonia spagnola dal 1900, con capitale Villa Cisneros già protettorato dal 1884.]
-
-
1933
-


1933
Marocco
[dal 1912 è un protettorato della Francia che ha riconosciuto alla Spagna una zona di sua spettanza (Rif, Ifni, Tarfaya) e lasciato sul trono l'ex sultano Mulay 'Abd al-Hafiz;
con la convenzione di Parigi la città di Tangeri è stata internazionalizzata con un proprio statuto autonomo.]
Maometto V  
(Fez 1909 - Rabat 1961)
figlio di Mulay Yusuf;
la rivolta (1920-26) delle popolazioni berbere della regione Rif è stata domata ed il loro leader M. ibn 'Abd el-Krim è stato deportato nell'isola di Réunion;
1927-57, sultano del Marocco;
[alla morte del padre]

1957-61, re del Marocco;


1933
mentre il paese continua ad opporre una strenua resistenza alla "pacificazione", il sultano si avvicina decisamente a quei movimenti che reclamano una maggiore autonomia del Marocco, non nascondendo le sue simpatie per l'Istiqlal o Partito dell'indipendenza; dal canto suo la Francia crea una residenza militare che lascia insoddisfatta ogni istanza autonomista;


1933
Algeria
-
-
1933
agitazione nazionalista dell'emiro Khaled, nipote di 'Abd el-Kader († Damasco 1883);

1933
Tunisia
[con il trattato del Bardo del 1881, perfezionato nel 1883 con il trattato della Marsa, la Francia è riuscita a imporvi il suo protettorato.
Il bey conserva formalmente le sue prerogative.]
1933
si fa sentire la tendenza nazional-riformista rappresentata dai "giovani tunisini" sfociata nel 1920 nella fondazione di un partito politico moderno, il Destur o Partito liberal-costituzionale;


1933
LIBIA
[nome romano riesumato durante il conflitto per indicare le due regioni della Tripolitania e della Cirenaica]
– dal 1913 l'Italia esercita la sua sovranità sulla Libia;
dagli anni '20 è iniziato un vasto programma di colonizzazione delle terre coltivabili ai margini del deserto, mentre Tripolitania (1925) e Cirenaica sono state ormai "pacificate" (1931) –
Governatore
LIBIA
mar.llo P. Badoglio
(1929 1° gen - 15 gen 1934)
TRIPOLITANIA
(1912-1934)

1933
Gennaio
-

CIRENAICA
Muhammad Idris al-Mahdi al-Sanusi

(Giarabub 1890 - Il Cairo 1983)
1917-22, capo della confraternita dei Senussi;
1923-48, è costretto all'esilio;


1948, emiro di Cirenaica;
1950-69, re di Libia(Idris I);

vice
governatore
Cirenaica
gen. R. Graziani
(1929 set - 1935)

1933
-



1933
Fu'ad I  
(Il Cairo 1868 - 1936)
figlio del khedivè Isma'il;
1917-1922, sultano d'Egitto;
succede al fratello maggiore Husayn Kamil († 1917);
1922-1936, re d'Egitto;

- Alto Commissario
?
(1929 giu - 1933)
sir Miles Lampson
(1933 - 1936)
- Primo Ministro
Sidqi Pascià
(1930 - 1933)
Nahhas Pascià
(1933 - ?)
1933
in seguito ad un attacco cardiaco Sidqi Pascià è costretto a lasciare la carica di primo ministro e viene sostituito da uomini di minor valore.
Il Wafd solleva la nazione chiedendo il ripristino della costituzione del 1923, che inevitabilmente riporterebbe il partito al potere.
La Gran Bretagna si trova a dover affrontare un dilemma.
In Egitto gli umori popolari stanno diventando pericolosi
.


1933
Sudan
[dalla convenzione del 18 gennaio 1899, il paese è stato costituito in "condominio" anglo-egiziano, di fatto in possedimento britannico]
   
1933
dal 1924 la White Flag League fondata da Ali Abd al-Latif (condannato a tre anni in carcere lo stesso anno) ha abbandonato il programma unitario della Valle del Nilo e adottato una nuova strategia orientata verso l'obiettivo di una nazione sudanese autonoma.
Disegno troppo prematuro per raggiungere risultati apprezzabili.


1933
Guinea-Bissau
[colonia autonoma portoghese dal 1879, i suoi confini (rettilinei e artificiosi di evidente origine coloniale) con l'Africa Occidentale Francese sono stati regolati nel 1896.]
   
1933
-


1933
Africa Occidentale Francese
(AOF – 1895-1958)

[possedimenti retti, dal 1895, da un governatore generale, dipendente dal ministero delle colonie, in forma accentuatamente centralizzata]

- Governatore generale
?
(? -?)
Senegal [sotto controllo francese dal 1817, sottomesso e pacificato dal 1865.] cap. Dakar.
1933
-
Mauritania [protettorato francese dal 1904, il territorio vi è stato annesso dal 1920 ma le autorità coloniali non verranno mai completamente a capo dello spirito d'indipendenza mauro]
1933
-
Sudan francese [ex Senegal-Niger dal 1904, nel 1921 è tornato al suo nome originario.]
1933
-
Alto Volta [1932-47, la colonia è soppressa e smembrata tra Costa d'Avorio, Sudan Francese e Niger]
1933
-
Niger [completamente colonizzato dal 1920] cap. Zinder.
1933
-
Guinea Francese [protettorato francese dal 1889, è sorta la città di Conakry nel 1890; colonia francese dal 1891;
con l'acquisizione dell'isola di Los nel 1904 ha assunto il suo assetto territoriale definitivo;]
1933
-
Costa d'Avorio [colonia francese dal 1893.]
1933
-
Dahomey [annesso dal 1899 ma, completamente, dal 1916]
1933
-

1933
Sierra Leone
[colonia inglese dal 1808.]
- Governatore
?
(?-?)
1933
-

1933
[ex Monrovia, è una repubblica indipendente dal 1847, con una costituzione modellata su quella statunitense ma con il predominio dell'elemento nero-americano su quello autoctono;
nel 1857 al paese si è unita l'ex colonia formatasi a capo delle Palme nel 1833.]
-
-
1933
-


1933
Costa d'Oro
[colonia della corona britannica dal 1874; nel 1922 si è ingrandita con l'annessione dell'ex Togo tedesco, la parte occidentale (Togoland) del territorio;]
- Governatore
-
1933
-

1933
Togo
[sotto mandato francese dalla fine della prima guerra mondiale, dal 1922 il territorio comprende solo la parte orientale dell'ex Togo tedesco e mantiene una distinta fisionomia giuridica.]
?
(?-?)
1933
-


1933
comprende i due ex protettorati britannici;
all'unità amministrativa della federazione non corrisponde tuttavia una reale integrazione etnico-culturale del paese;
Nigeria settentrionale [territori haussa, riuniti dal 1900]
-
-
1933
-

Nigeria Meridionale [territori degli Oil Rivers (dal 1849), di Lagos (dal 1861) e Benin (dal 1897), riuniti dal 1906]
-
-
1933
all'unità amministrativa della federazione non corrisponde tuttavia una reale integrazione etnico-culturale del paese, resa ora, nel primo dopoguerra, ancora più improbabile dall'accessione, sotto mandato britannico, di un quinto del Camerun tedesco;
ulteriori elementi di divisione si portano avanti dal 1922;

Lagos
1933
-





1933
Camerun
[dal 1920 l'ex protettorato franco-britannico è diviso in due mandati coloniali previsti dal trattato di Versailles]
Njoya
-
(? - ?) c
1883-1933, re dei bantu;

Mandato (1) [alla Gran Bretagna, la porzione nordorientale, circa un quinto del paese]
1933
-
Mandato (2) [alla Francia, il resto (ha recuperato anche i territori ceduti nel 1911)]
1933
-

1933
Africa Equatoriale Francese
(1910-1958)
1910, la Francia crea questa nuova unità amministrativa che, pur mantenendo a Brazzaville la sede del governatore generale, è divisa in quattro ripartizioni:
Medio Congo [ex Congo Francese]
-
1933
-

Gabon [già assorbito dal Congo Francese nel 1888 e ora separato]
-
1933
-
Ubangi Sciari (Oubangui-Chari) [ex Impero Centrafricano, diventato colonia francese dal 1905]
-
1933
-
Ciad [pur annesso dalla Francia, la resistenza all'interno continuerà fino al 1917]
-
1933
Con la valorizzazione economica delle regioni meridionali attraverso al costruzione della ferrovia Brazzaville-Pointe Noire (1921-34), si sviluppano i primi movimenti nazionalisti, a sfondo profetico-religioso e xenofobo.




1933
Congo Belga
[colonia dello stato belga dal 1908]
(capitale: Lépoldville)
[il territorio dello Zaire, già sede (ancor prima dell'arrivo dei portoghesi) di importanti regni autoctoni quali quello del Congo, di Kuba, Luba, Lunda:
- nel 1880 è stato posto sotto il controllo dell'Associazione internazionale per il Congo, promossa da Leopoldo II re del Belgio;
- 1885-1908, sotto la sovranità (esercitata a titolo personale) di Leopoldo II re del Belgio.]
Governatore
-
1933
Lépoldville [1931] ha 30.000 abitanti.
Nel periodo tra le due guerre vengono estese le piantagioni ed avviato lo sfruttamento delle ricchissime risorse minerarie, senza che ciò comporti alcun miglioramento del livello di vita delle popolazioni indigene e delle condizioni igienico-sanitarie.
Katanga [regione sudorientale, annessa militarmente dai belgi nel 1891 sotto l'egida della Compagnie du Katanga istituita da re Leopoldo II.]
1933
nella zona dell'attuale Jadotville, la Union Minière:
- nel 1917, a Likasi, ha aperto un'altra grande miniera di rame (dopo quella iniziale a Elisabethville);
- nel 1921, a Panda, ha installato un concentratore di minerale;
- nel 1928, a Shituru, ha inaugurato un nuovo complesso industriale, di gran lunga il maggiore del Congo e fra i più imponenti dell'intera Africa.
ll complesso industriale [intitolato a Jean Jadot] forma una delle capitali mondiali del rame.
Ruanda-Urundi [dal 1919 sotto amministrazione belga, nel 1925 è stato annesso alla colonia.]
1933
-




1933
Eritrea
[colonia italiana dal 1° gennaio 1890, con il fiume Mareb come confine con l'Etiopia.]
-
-
1933
durante l'anno si comincia ad attuare il "Piano di difesa" per il quale occorrono diversi anni;



1933
Impero di Etiopia
Hayla Sellasye I

Tafari Makonnen (Harar 1891 - † 1975)
figlio secondogenito del principe Makonnen e nipote di Menelik II;
1930-75, imperatore di Etiopia
[Hayla Sellasye I (potenza della Trinità) o Hailé Selassié I];
negus neghesti
(re dei re), emana una costituzione moderna;

1933
-



1933
SOMALIA
Somalia Francese [colonia francese dal 1896]
il porto di Gibuti (1888) è collegato per ferrovia alla capitale etiopica Addis Abeba (1897-1917);
[situata in territorio dancalo e non propriamente somalo]
1933
-
Somalia Britannica [protettorato inglese dal 1884]
1933
-
Somalia Italiana [protettorato italiano dal 1889, sotto la piena responsabilità del governo italiano dal 1905, colonia italiana dal 1927]
1933
le autorità italiane promuovono la creazione di alcune grandi concessioni agricole sul fiume Scebeli basate sul lavoro forzato degli indigeni e il monopolio dell'importazione della banana in Italia; viene inoltre perseguita con relativa larghezza di mezzi una politica di espansione nell'Ogaden ben oltre le frontiere concordate con il governo etiopico, fino ai pozzi di Ual-Ual;
alla fine dell'anno la forza difensiva della Somalia italiana comprende:
- 68 ufficiali;
- 38 sottufficiali;
- 2500 ascari;
le bande (dubat) comprendono inoltre 7 ufficiali e 2000 regari.

Settembre
con le sue truppe la Somalia italiana tiene in rispetto la calata di ca 10.000 uomini del degiac Ghebre Mariam, governatore di Harar, ai confini somali italiani che non sono mai stati determinati chiaramente per esclusiva cattiva volontà degli abissini.
Il "Piano di difesa" della Somala italiana prevede la mobilitazione di ca 16.000 uomini.


1933
Africa Orientale Britannica
(IBEAImperial British East Africa)
Uganda [protettorato britannico dal 1894]
-
-
1933
formalmente diviso in quattro regni federati, è uno dei possedimenti più prosperi della Gran Bretagna in Africa;

Kenya [nome ufficiale solo dal 1920]
-
-
1933
Tra le nuove leve intellettuali kikuyu, formatesi nelle missioni protestanti inglesi, prendono vita negli anni Venti i primi raggruppamenti politici indigeni.



1933
[dalla fine del primo conflitto mondiale (novembre 1918) il territorio è attribuito dalla Società delle Nazioni in mandato [Mandato B] alla Gran Bretagna che concede una relativa autonomia interna.]
-
-
1933
-

1933
[protettorato (assieme all'isola di Pemba) dal 1890 e colonia dal 1913 della corona britannica.]
-
-
1933
-


1933
Angola
- Governatore
?
(? - ?)

1933
-



1933
Rhodesia
1933
ribattezzato Rhodesia dal 1895 in onore di Cecil J. Rhodes;
dal 1890 la British South Africa Chartered Co., società fondata da Cecil J. Rhodes, ha ottenuto da re LoBenguella la concessione esclusiva di sfruttamento venticinquennale del territorio del protettorato sui maTabele;
Rhodesia del Nord-Ovest [protettorato dal 1899, dal 1914, è uno dei più poveri possedimenti britannici]
-
-
1933
passata ora sotto il controllo statale, mantiene lo status di protettorato, dipendendo dal Foreign Office e restando in gran parte sotto il controllo della Compagnia ; [vedi 1948]

Rhodesia del Sud [protettorato dal 1911]
-
-
1933
passata sotto il controllo statale nel 1923, si è rifiutata d'integrarsi nell'Unione Sudafricana divenendo colonia autonoma della corona e godendo così di maggiore libertà amministrativa; a forte immigrazione bianca, adotta una legislazione razziale analoga a quella sudafricana (apartheid) sancendo la completa esclusione dell'elemento indigeno dalla vita politica del paese;
[la situazione rimane così fino al secondo dopoguerra: vedi 1953]

1933
[l'ex territorio Malawi, protettorato britannico dal 1891, che aveva assunto formalmente il nome British Central Africa
nel 1893, ha assunto questo nuovo nome nel 1907]
-
-
1933
sin dall'inizio del secolo fermenti antibritannici sono già sorti e ora si diffondono a causa dell'indiscriminata diffusione delle piantagioni coloniali a scapito delle colture alimentari per il fabbisogno della popolazione (in costante aumento);
gli inglesi devono far fronte ad una sollevazione popolare guidata dal pastore protestante nero John Chilembwe;
[vedi 1944]


1933
Mozambico
[già nel 1891 il Portogallo completava la conquista delle regioni interne ma solo nel 1915 è riuscito a pacificarle;
nel 1923 ha integrato il triangolo di Kionga, già possedimento tedesco sino alla fine della prima guerra mondiale.]
-
-
1933
procede tra le due guerre al riassetto definitivo del possedimento gestito in parte dalla società privata Companhia de Moçambique;


1933
Madagascar
(Imérina)
[annesso alla Francia dal 1896]

1933
-




1933
Unione Sudafricana
[dominion britannico a struttura federativa dal 1910 ma indipendente sul piano internazionale (statuto di Westminster, 1931)]
- Primo ministro
J.B.M. Hertzog
(1924 - 1933)
[Nationalist Party (afrikaner)]
dal 1912 si è costituito il SANNC (South African Native National Congress) – dal 1925 mutato in ANC (African National Congress) – formazione politica nera;
dal 1913 è in vigore il Native Land Act che consente al primo ministro di coinvolgere l'elemento boero nella prima guerra mondiale a fianco dell'Inghilterra;
dal 1914 è abolita l'imposta discriminatoria nei confronti degli indiani del Natal;
dal 1918 si è annessa con una serie di decisioni unilaterali l'ex colonia tedesca dell'Africa del Sud-Ovest, ricevuta invece in amministr azione fiduciaria dalla Lega delle Nazioni; nel tentativo di diminuire il costo del lavoro nell'industria mineraria colpita da recessione in conseguenza del declino del gold standard, il primo ministro fa ricorso alla manodopera africana semispecializzata;
mentre dal 1925 l'afrikaans ha rimpiazzato l'olandese come seconda lingua ufficiale dell'Unione, sono in vigore: Native Land Act (dal 1913) e Colour Bar Act (dal 1926);

1933
-






1933
Repubblica Libanese
(1926)
[posto dal 1920 sotto mandato francese dalla Società delle Nazioni, dal 1926 il Grande Libano si è costituito in repubblica]
- Presidente
?
(? - ?)
1933
-



1933
[posta dal 1920 sotto mandato francese dalla Società delle Nazioni e poi divisa in tre distretti autonomi;
dal 1930 è una repubblica parlamentare con la Francia quale supervisore degli affari esteri e della sicurezza.]
 
1933
continuano dal 1930 negoziati disordinati e vani al fine di stabilire un trattato franco-siriano accettato da entrambe le parti.

1933
[dal 1922 la regione è stata attribuita in mandato dalla Società delle Nazioni alla Gran Bretagna, sulla base del piano di spartizione del levante convenuto da inglesi e francesi (accordo Sykes-Picot);
l'orientamento dell'amministrazione britannica, legandosi sin dall'inizio:
- sia agli ambienti sionisti ("dichiarazione Balfour" del 1917),
- sia al movimento nazionalista arabo in funzione antiturca,
ha creato attriti acuti tra le due comunità, che dal 1920 vanno organizzandosi sul piano militare dando vita a violenti scontri.]
- Alto Commissario
sir ?
(? - ?)
1933
Un boicottaggio messo ora in atto dei beni sionisti e britannici non ha alcun effetto.

Ottobre
27
, violenta sommossa degli arabi contro gli inglesi che proteggono l'immigrazione degli ebrei;


L'immigrazione ebraica intanto quest'anno ha avuto un'impennata: 30.000 persone.


1933
Emirato di Transgiordania
Abdullah o 'Abd Allah ibn al-Husayn 
(La Mecca 1882 - Gerusalemme 1951) secondogenito del re del Higiaz Husayn ibn 'Ali, della dinastia degli Hashimiti o Hashemiti;
1920, re dell'Iraq;
[designato dal Congresso panarabo di Damasco]
1921, deve cedere il trono iracheno al fratello maggiore Faysal, espulso dalla Siria dai francesi, ottenendo in cambio l'emirato autonomo di Transgiordania, sotto mandato britannico;
1921-46, emiro di Transgiordania [sotto mandato britannico];
1933
dopo la morte del fratello Faysal, ne riprende il progetto di creazione di una "grande Siria" (Transgiordania, Palestina, Libano e Siria) rinsaldando a tale scopo l'alleanza con la Gran Bretagna;

1946-51, re del Regno hashemita del Giordano;
1933
-


1933
Regno Arabo Saudita
[dal 27 set 1932]
'Abd al-'Aziz III o ibn Sa'ud
Albero genealogico
(Riyadh 1887-Taif 1953)
discendente della dinastia wahhabita dei Banu Sa'ud;
1891, la dinastia viene scalzata dalla capitale Riyadh a opera dei rivali Banu Rashid del Gebel Shammar;
1902-13, ristabilisce con una serie di campagne l'unità del Neged, intraprendendo dopo il crollo dell'impero ottomano l'unificazione della penisola arabica;
1915-18, prima guerra mondiale: pur avendo stipulato un accordo di alleanza con la Gran Bretagna (1915), si mantiene neutrale dedicandosi al consolidamento interno dello stato, da lui organizzato sulla base di colonie agricolo-militari di contadini soldati legati al sovrano da un patto ("fratelli fedeli");
1918, approfitta dei contrasti anglo-francesi nel Vicino Oriente per sviluppare una tempestiva politica di annessioni;
1919, si annette il Gebel Shammar;
1924, si annette la Mecca;
1925, si annette Gidda;
1926, re del Higiaz;
1927-32, re del Higiaz e del Neged;
[… e dipendenze];
riconosciuto al congresso musulmano universale della Mecca, ottiene anche il riconoscimento della Gran Bretagna (trattato di Gidda);
1932 (27 settembre) procede alla piena integrazione dei suoi possedimenti dando ad essi il nome di Regno Arabo Saudita;
1932-53, re dell'Arabia Saudita;

1933
in seguito alla Grande Depressione il numero dei pellegrini è sceso quest'anno a soli 20.000;

vengono scoperti i ricchi giacimenti di petrolio del Hasa-Dahna… mutamenti di fondo in arrivo, in campo economico;

Maggio
29
, in seguito all'offerta dell'anno precedente, pur con una certa riluttanza ibn Sa'ud dà una concessione sul petrolio nei territori orientali del regno alla Standard Oil of California.

In questo modo vengono poste le basi per lo stretto rapporto tra Arabia Saudita e Stati Uniti che influenzerà profondamente la storia moderna del Medio Oriente.
[In seguito la Standard Oil of California venderà azioni per la concessione alla Texas Company, e nel 1944 la compagnia che farà funzionare la concessione assumerà il nome di Aramco (Arabian-American Oil Company).
Con lo sfruttamento da parte di un gruppo di società concessionarie americane consorziate nell'Aramco, si avranno dei mutamenti di fondo in campo economico.

[15% delle riserve petrolifere mondiali – 90% di analfabetismo]

È naturale che le compagnie statunitensi, tra le quali spicca la Betchel Corporation, svolgano un ruolo più importante nello sviluppo della nuova infrastruttura del regno.
Quando si capirà che l'Arabia Saudita possiede circa un quarto delle riserve petrolifere mondiali l'associazione saudita-statunitense diverrà ancor più significativa!]

Con la scoperta del petrolio nel Bahrein e la conclusione di un accordo saudita con la Standard Oil of California, dopo interminabili negoziati dietro le quinte, la APOC (Anglo-Persian Oil Company) e la Gulf Oil insabbiano le divergenze per formare un'alleanza al fine di negoziare una concessione come partner alla pari. Per questo moivo costituiscono la KOC (Kuwait Oil Company), sulla base del 50%.




1933
Yemen
(imamato)
[con il trattato di Mudros la sovranità turca, che non è mai stata effettiva, è giunta al termine.]
Yahya 

(?-?)
figlio di
1904-48, imam dello Yemen;

 

1933
-

1933
Iraq
[dal 1930 l'Iraq è "formalmente" indipendente e dal 1932 fa parte della Società delle Nazioni;
[rimane infatti ancora legato alla Gran Bretagna da un trattato 25le in base al quale gli inglesi mantengono il controllo degli aeroporti militari, e inglesi rimangono i quadri dell'amministrazione e dell'esercito.]
Faysal I

(Taif, La Mecca 1883 - Berna 1933)
terzogenito dello sceriffo della Mecca e re del Higiaz Husayn ibn 'Ali, della dinastia degli Hashemiti;
1916, durante la prima guerra mondiale capeggia con il col. Th.E. Lawrence la "rivolta del deserto" contro il dominio ottomano, dimostrando nel corso dell'insurrrezione perizia politica oltre che militare;
1918, 28 settembre, il suo ingresso a Damasco a fianco delle truppe britanniche del gen. E.H.H. Allenby lo consacra campione della causa del risorgimento arabo;
1920, marzo, al congresso panarabo diventa re di Siria;
25 luglio
, entrato in urto con l'alto commissario francese per il Levante, gen. Gouraud, per il suo progetto di dar vita a una "grande Siria" che inglobasse anche Libano, Palestina e Giordania, viene da questo sconfitto e detroinizzato;
1921-33, re dell'Iraq;
1922-24, con metodi dispotici reprime nel sangue il movimento nazionale curdo;
1933
alla sua morte la situazione interna degenera rapidamente.


Ghazi I

(? - ?)
figlio di Faysal I;
1933-39, re dell'Iraq;
affascinane e popolare, è noto come nazionalista arabo ma gli manca l'autorità caratteristica del padre;


1933
Agosto
nell'Iraq settentrionale, un'unità militare opera il massaccro di trecento abitanti di un villaggio assiro; il massacro viene applaudito da gran parte dell'opinione pubblica e i soldati non saranno mai puniti.
Numerosi appartenenti alla comunità assira partono alla volta della Siria.
Kurdistan (iracheno)
1933
le multinazionali del petrolio e in particolare l'Iraq Petroleum Corporation (anglo-franco-olandese-americana) operano nei giacimenti della zona di Kirkuk;



1933
Persia
Negli anni tra le due guerre la Persia diventa uno dei maggiori produttori di petrolio.
Mentre dal 1928 sono state annullate tutte le concessioni di extraterritorialità, la Anglo-Persian Oil Company, poi AIOC (Anglo-Iranian Oil Company) continua a sfruttare (1909-51) gli ingenti giacimenti petroliferi.
Reza Khan Pahlavi

(Sevad Kuh, Mazandaran 1878 - Johannesburg 1944)
1925, rafforzato il proprio potere personale e deposto l'ultimo sovrano della dinastia Qajar, assume per sé e per la propria famiglia la corona imperiale;
1925-41, scià di Persia [dal 1935 Iran];
[legittimato dal parlamento e dall'appoggio dell'esercito]


1933
Lo scià denuncia tutti i trattati che conferiscono diritti extraterritoriali a sudditi delle potenze straniere.
In una disputa con il governo sovietico sulla concessione per la pesca nelL Mar Caspio ottiene un compromesso, con la formazione di una compagna russo-persiana che sfrutterà la zona.
Pur di raggiungere lo scopo di migliorare le magre entrate della Anglo-Persian Oil Company, è disposto a correre il rischio di cancellare la concessione del 1932.
La Gran Bretagna riferisce la questione alla Società delle Nazioni e la disputa si conclude ora con un compromesso in base al quale la Persia ottiene condizioni decisamente migliori.
La forte affermazione dei diritti nazionali persiani da parte dello scià costringe la Gran Bretagna a spostare la sua base nel Golfo del Bahrein, sulla costa occidentale.
Due stazioni carbonifere britanniche in territorio persiano vengono trasferite, e la Royal Air Force sposta la propria rotta di volo verso l'India dalla sponda persiana a quella araba.
Tuttavia gli attriti continuano, poiché lo scià periodicamente riafferma le rivendicazioni persiane sul Bahrein.

I successi dello scià hanno anche risvolti negativi.
Il suo regime militare, fastoso e autoritario, lascia poco spazio alla libertà e all'iniziativa personale.
Il Maglis viene conservato, ma è poco più di una facciata.
Alcune iniziative economiche sono avventate e inutili.
L'agricoltura viene decisamente trascurata, e la tendenza a volere sedentarizzare i nomadi è un fallimento totale, poiché non viene presa alcuna misura adeguata per mantenere i loro greggi nelle rispettive zone d'insediamento.
Ma ciò che va maggiormente a detrimento della reputazione dello scià è l'acquisizione di immense porzioni delle terre migliori con la confisca in seguito ad accuse politiche, e con metodi d'acquisto molto simili all'espropriazone.




Aquino Cojuangco, Corazón o Cory Aquino (Manila 1933) donna politica filippina, vedova di Benigno Aquino
1983, dopo l'assassinio del marito, ne raccoglie l'eredità politica
1986, pur vincitrice delle elezioni presidenziali, lancia la parola d'ordine della disobbedienza civile dopo che Marcos rifiuta il verdetto delle urne; alla caduta del dittatore dà vita ad un governo sempre condizionato da gravi problemi economici e dall'atteggiamento dei vari capi militari che soffocano i vai tentativi di golpe (1987, 1989 - grazie agli Stati Uniti - 1990 e 1991)
1992, decide di non ricandidarsi alle elezioni.

Bodrato, Guido (Monteu Roero, Cuneo 27 marzo 1933) politico italiano, esponente della Democrazia cristiana.

De Benedetti, Franco (Torino 1933) politico italiano, laureato in ingegneria, già amministratore delegato e vicepresidente di Olivetti, è consigliere d'amministrazione di Cir, Cofide e della Fondazione Rodolfo Debenedetti;
1994, senatore.

Fabbri, Fabio (Ciano d'Enza, Reggio Emilia 15 ottobre 1933) politico italiano, esponente del PSI (Partito Socialista Italiano).

Grossi, Paolo (Firenze, 29 gennaio 1933) giurista e storico italiano, presidente della Corte costituzionale dal 24 febbraio 2016.

Machel, Samora Moïse (Xilembena, Gaza 1933-Nkomati, Repubblica Sudafricana 1986) politico del Mozambico;
1966, responsabile militare del FRELIMO, movimeno di liberazione del Mozambico dal colonialismo portoghese;
1969, dopo l'uccisione di E. Mondlane, che capeggiava il movimento, ne assume la direzione, con M. Dos Santos e il prete cattolico U. Simago;
1970, diventa unico presidente
1975, con l'indipendenza del Mozambico diventa presidente della repubblica;
1986, muore in un incidente aereo.

Marini, Franco (San Pio delle Camere, L'Aquila 1933) sindacalista e politico italiano, laureato in giurisprudenza, di matrice cattolica;
1973, segretario della Confederazione italiana sindacati lavoratori (CISL) per il pubblico impiego e per la pubblica amministrazione;
1979, vice segretario della CISL;
1985-91, segretario generale;
1991 aprile-aprile 1992, ministro del Lavoro (VII "governo Andreotti";
1994, deputato del Ppi;
1996, deputato del Ppi per l'Ulivo;
1997-99, subentra nella segreteria del partito a Gerardo Bianco divenutone presidente; parlamentare europeo nella circoscrizione dell'Italia centrale;
2006, presidente del Senato nella XV legislatura.

Paladin, Livio (Trieste 1933-Padova 2000) giurista italiano, ha fondato e diretto la rivista «Le regioni»;
La potestà legislativa regionale (1958)
1963, docente di diritto costituzionale all'università di Trieste;
Commento allo statuto della regione Friuli-Venezia Giulia (1964)
Il principio costituzionale di eguaglianza (1965)
1969, docente di diritto costituzionale all'università di Padova;
Diritto regionale (1973)
La libertà di informazione (1977)
1977, giudice della corte costituzionale;
1985, presidente della corte costituzionale;
1987, ministro per la funzione pubblica e per gli affari regionali nel VI governo Fanfani;
1990, presiede l'organo consuntivo di costituzionalisti nato su indicazione del presidente Cossiga per studiare le possibili riforme del CSM (Consiglio superiore della Magistratura);
Commentario breve alla Costituzione (1990, con V. Crisafulli)
Diritto costituzionale (1991).

Scotti, Vincenzo (Napoli, 16 settembre 1933) politico italiano, esponente della Democrazia cristiana.

Thayer, George C. (Filadelfia 1933-?) scrittore statunitense, ha studiato nel New Hampshire all'Università di Pennsylvania, al Centre d'Etudes Industrielles dell'Università di Ginevra, alla London School of Economics; dopo aver lavorato nell'industria per cinque anni, ne trascorre due in Inghilterra, il primo dei quali accanto a Randolph Churchill come research assistant per la biografia di Winston Churchill;
The british political fringe (1965, pubblicato in Inghilterra)
The farther shores of politics (1967, pubblicato in America)
The war business (1969, Affari & Guerra, Garzanti)

Zamberletti, Giuseppe (Varese, 17 dicembre 1933) politico italiano, esponente della Democrazia cristiana.


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Giustizia e Libertà

«segue da 1932»
1933, dopo la vittoria di A. Hitler in Germania, con la ripresa del dibattito tra le forze antifasciste europee sulla strategia generale di resistenza e di lotta contro il totalitarismo dilagante, il movimento arriva a sostenere, come sbocco della rivoluzione italiana, la costituzione di una "repubblica socialista antistatalista";
«segue 1934»

«Il Resto del Carlino»

«segue da 1927»
1933-34, caduto in disgraziaL. Arpinati, uno dei massimi rappresentanti del fascismo bolognese, la testata e lo stabilimento tipografico vanno al Partito fascista e
una piccola quota di minoranza viene acquistata dal gerarca D. Grandi;
«segue 1940»

 

«Il Becco Giallo»

«segue da 1927»
1933, cessa le pubblicazioni, dopo che A. Giannini è passato al fascismo, che lo sostituisce con il «Merlo Giallo», organo fiancheggiatore del regime.