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ANNO 1935

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Papa Pio XI
(1922-39)

- segretario di Stato:
. card. E. Pacelli (1929 nov - ?);
- sottosegretari:
. G. Pizzardo, segretario della Congregazione degli affari ecclesiastici straordinari;
. Alfredo Ottaviani, sostituto segretario di Stato;

1935
nel riferire del congresso nazionale del Partito nazista, mons. C. Orsenigo, nunzio apostolico a Berlino, informa il Vaticano che i nazisti giustificano la propria persecuzione incolpando gli ebrei del comunismo. E scrive:
«Non so se tutto il bolscevismo russo sia stato opera esclusiva dei giudei ma qui si è trovato il modo di farlo credere e di agire di conseguenza contro il giudaismo. Se, come pare, il Governo nazionalsocialista avrà vita lunga, i giudei sono destinati a scomparire da questa nazione».

Agosto
27
, duemila infermiere cattoliche provenienti da venti Paesi si recano in autobus dal Vaticano a un'udienza con il papa a Castel Gandolfo, a conclusione di una loro conferenza; Pio XI loda la loro opera per un'ora e infine impartisce la benedizione. In piedi, al suo fianco, c'è un raggiante mons. G. Pizzardo che ha aiutato ad organizzare l'evento.
Inaspettatamente però, il papa dice anche alle infermiere che una guerra di conquista, non potrebbe mai essere tollerata. Sarebbe «una guerra ingiusta, qualcosa di là di qualunque immaginazione […] Sarebbe qualcosa d'indicibilmente orribile».

Dicembre
16
, Pio XI annuncia la creazione di venti nuovi cardinali, quattordici dei quali italiani;
[Il Sacro Collegio era sceso a soli 49 cardinali. Con la nuova immissione si trova un numero al di sotto del massimo consentito di 70.]
la cosa desta molta attenzione poiché, in pratica, sono tutti italiani nella Segreteria di Stato vaticana, compresi i nunzi;
in Germania, negli articoli di giornale e negli ambienti politici si collegano le nomine cardinalizie del papa alla crescente influenza del regime fascista sul Vaticano;
un giornale tedesco osserva mestamente il contrasto tra l'appoggio entusiasta che i vescovi italiani offrono alla guerra di B. Mussolini in Etiopia e l'incapacità di mostrarne uno simile per il regime nazista da parte dei vescovi tedeschi;
a scapito delle attese, il nuovo arcivescovo di Westminster, Arthur Hinsley, non è tra quelli che hanno ricevuto la berretta cardinalizia;
[Avendo due mesi prima denunziato il regime fascista come tirannico, l'«odierna deificazione del cesarismo», facendo infuriare B. Mussolini, la decisione del papa di ignorarlo è ampiamente attribuita al suo desiderio di non offendere il Duce.]
Del resto non è l'unico uomo di Chiesa ad essere snobbato.
26, mons. G. Pizzardo caldeggia il delegato apostolico in Canada, mons. Andrea Cassulo, a contrastare l'opposizione alla guerra in Etiopia, spiegando che l'opposizione ha come bersagliio sia il fascismo siia la Chiesa, aggiungendo che si tratta di un'«avversione che si porta naturalmente contro un grande stato cattolico come l'Italia, che mantiene buoni rapporti colla S. Sede». Gli attacchi sono motivati dall'«odio dei nemici della Chiesa i quali vorrebbero colpire la Chiesa Cattolica e la S. Sede attraverso l'Italia».
[Come gli Stati Uniti, e per ragioni simili – l'opposizione della maggioranza protestante – il Canada non ha alcun legame diplomatico ufficiale con il Vaticano ed è quindi privo di nunzio.]

FUCI
(Federazione universitaria cattolica italiana)

«segue da 1934»
1935, nata e sviluppatasi come associazione d'élite, inquadrata nell' "Opera dei congressi",
al suo interno si formano numerosi esponenti cattolici della classe dirigente italiana;
guardata a vista dal regime fascista, si deve occupare solo di religione;
«segue 1936»

Internazionale operaia socialista

«segue da 1934»
1935
nel periodo (1934-38) dei fronti popolari assume incerte e contraddittorie posizioni sul problema dell'allenza con i comunisti e della strategia della lotta contro il fascismo.
«segue 1936»

 

Fronte popolare

1935, 14 luglio, nasce in Francia questo accordo programmatico fra socialisti, comunisti e vari movimenti intellettuali di ispirazione antifascista;
il VII congresso della Terza Internazionale comunista (1923-43),
[alla presidenza:
- il bulgaro G. Dimitrov,
- il tedesco W. Pieck,
- la spagnola D. Ibárruri,
- il francese M. Thorez]
mutata la linea politica che dura dal 1919, definisce "una necessità" la formazione di fronti popolari;
a causa però dell'opposizione congiunta dell'internazionale operaia socialista e dei gruppi di estrema sinistra, l'unità d'azione fra comunisti e socialisti e l'alleanza di fronte popolare hanno alla fine successo soltanto in Francia, in Spagna e fra i partiti italiani in esilio; costituiscono infatti la base programmatica dei blocchi di sinistra;
otterranno la maggioranza alle elezioni spagnole del febbraio e a quelle francesi del maggio 1936.





1935
-
Presidente
della repubblica e dei ministri
-
Cancelliere
Kurt von Schuschnigg (1934 - 1938)
[Partito cristiano-sociale]
Interni
-
Affari Esteri
-
Finanze
-
-
1935
-


GERMANIA
1935
Partito unico: NSDAP (Nationalsozialistische deutsche Arbeiterpartei – Partito nazionalsocialista dei lavoratori tedeschi).
- Führer e Cancelliere del Reich
Adolf Hitler
(1934 agosto-aprile 1945)
[In lui sono unificati i poteri di capo dell'esecutivo e di comandante delle forze armate tedesche.]
- Segretario della Cancelleria
H.H. Lammers
(1933 gen-1943)
Propaganda
Joseph Paul Goebbels
(1933 mar-apr 1945)
Interno
Wilhelm Frick
(1933 gen-ago 1943)
Affari Esteri
Kostantin von Neurath
(1932-feb 1935 dim.)
 
Difesa/Guerra
Werner von Blomberg
(1933 gen-mar 1935)
(1935 mar-gen 1938)
Esercito
Werner von Fritsch
(1934 1° feb-gen 1938)
Aviazione
Hermann Göring
(1933 gen-apr 1945)
Giustizia
Franz Gürtner
(1932 lug-gen 1941)
Economia
H. Schacht
(1934 3 ago-26 nov 1937)
Finanze
conte J.L. Schwerin von Krosigk
(1933 gen-apr 1945)
Alimentazione
e Agricoltura
Walter Darré
(1933 gen-mag 1942)
Lavoro
Franz Seldte
(1933 gen-apr 1945)
-
Dal 14 luglio 1933 ufficialmente tutti i partiti sono aboliti.

1935
Nazismo
La Gestapo (Geheime Staats-Polizei), creata da H. Göring, continua ad allargare il suo campo d'azione all'intera Germania sotto il controllo del capo delle SS (Schutzstaffeln = squadre di protezione - chiamate anche Schwarze Korps, Milizie nere), H. Himmler (coadiuvato da R. Heydrich responsabile dell'SD - Servizio di sicurezza delle SS), e la direzione di H. Müller.
Sono presenti dappertutto.
Gli operai sono sotto il controllo diretto del Fronte del lavoro, gli agricoltori sotto quello del Fronte contadino, gli sportivi sotto quello dell'associazione La forza con la gioia. Viene creata un'agenzia distampa, la DNB (Deutsche Nachrichten Büro) e gli scrittori sono posti sotto il controllo di una "associazione professionale", senza il visto della quale non possono pubblicare i loro libri. L'università, i dottori, i servizi di ricerca scientifica vengono controllati. Tutti gli organismi professionali e di categoria sono strumenti dell'SD o della Gestapo.
Anche gli stranieri vengono posti sotto controllo tramite un ufficio di politica estera dell'NSDAP.
Infine un servizio di ascolto telefonico permette il controllo delle comunicazioni pubbliche e private e assicura il controllo delle ambasciate.
I ministri non tardano ad accorgersi che i loro domestici appartengono alla Gestapo, che i loro telefoni sono controllati in permanenza e che possono esserci perfino dei microfoni nei loro uffici.
L'SD dispone di uno schedario rotativo di cinquecentomila schede di personalità tedesche e di tutto il mondo consultabili in pochi secondi.
Per la prima volta in un paese è possibile un rapporto quotidiano sulla situazione dell'opinione pubblica fatto dalla polizia politica, grazie a una rete di "rispettabili corrispondenti" scelti tra gli uomini più influenti delle amministrazioni.
R. Heydrich apre perfino una casa di appuntamenti, elegante e discreta, ricoperta completamente di microfoni e di apparecchi fotografici invisibili. Nello stesso tempo sceglie i suoi collaboratori. Recluta i migliori giuristi, i migliori poliziotti, i migliori tecnici di laboratorio.
Quando l'SD assume dimensioni tali che diventa seriamente difficile dirigerlo efficacemente, H. Himmler e R. Heydrich decidono di comune accordo di specializzarlo unicamente nell'informazione e nell'investigazione. Alla Gestapo invece vengono affidati i compiti di repressione.
Infine, poiché il sistema dei campi di concentramento si amplia, viene creato un organismo speciale che li diriga.
All'interno di ciascuna organizzazione vengono create delle suddivisioni in corrispondenza verticale con le altre. Nell'SD, ad esempio esiste (a partire dal 1935) una sezione ebrei diretta da A. Eichmann, alla quale corrisponde una sezione identica nella Gestapo, che lavora in stretta connessione con la prima. Esse si occupano delle "misure di protezione" da prendere in favore dei cittadini tedeschi israeliti. Poi un servizio speciale si occupa dei deportati ebrei che vengono rinchiusi nei campi di concentramento.
Altre sezioni si occupano dei massoni, dei comunisti, dei cristiani, dei "sabotatori" della produzione.
Nessun altro funzionario di polizia può venire nominato senza il consenso di H. Himmler che favorisce così molte SS.
Trasformata in un formidabile e terribile strumento di informazione e di repressione, la Gestapo viene posta sotto il comando di H. Müller, l'aiutante diretto di R. Heydrich.
Con decreto: «La Gestapo ha il compito di indagare su tutte le attività che potrebbero mettere in pericolo lo Stato e di lottare contro di esse, di coordinare e di interpretare i risultati delle inchieste, di informare il governo, di portare a conoscenza delle autorità gli accertamenti compiuti in modo da fornire loro la possibilità di intervenire».

Gennaio
2
, W. Canaris è nominato nuovo capo dell'Abwehr
[Servizio informazioni militare che opera dal 1925 al 1944.]
14, gli abitanti della Saarland [Saar o La Sarre], per tre quarti cattolici, sono chiamati a decidere se il loro paese debba:
- rimanere ancora, per dieci anni, sotto l'amministrazione della Società delle nazioni [voti 46.613],
- passare subito alla Francia [voti 2.083],
- tornare (bacino carbonifero compreso), alla Germania [voti 476.089].
Il plebiscito dà questi risultati, nonostante gli elettori siano in grandissima maggioranza dei lavoratori manuali, e nonostante la stampa e la propaganda orale li abbia molto bene informati:
- sui caratteri della dittatura nazista,
- sullo scioglimento di tutte le organizzazioni sindacali.
- sulle esecuzioni contro gli ebrei e contro la stessa Chiesa cattolica.
Il merito maggiore di questa stepitosa vittoria nazista, che favorisce enormemente il consolidamento della dittatura hitleriana, è da attribuire ai vescovi tedeschi, i quali hanno preso parte alla campagna elettorale, come veri e propri agenti di J.P. Goebbels, facendo fare al clero fortissime pressioni su tutti i fedeli in favore della Germania nazista.

Theodor Eicke riceve il titolo di Ispettore dei Campi e Capo delle Unità di Guardia.
All'inizio dell'anno 1935 Theodor Eicke, Ispettore dei Campi e Capo delle Unità di Guardia, comanda 6 campi: Dachau, Esterwegen, Lichtenburg, Sachsenburg, Moringen e lo stabilimento penale "Columbia" a Berlino.

Marzo
14
, A. Hitler firma un ordine speciale con cui autorizza la costruzione dello Jagdgeschwader von Richthofen II che viene organizzato su due Gruppen forti ciascuno di circa quaranta apparecchi:
- I Gruppen: con gli Arado Ar. 65 (poi sostituiti dagli Ar. 68) con sede a Doberitz-Elsgrund, nelle vicinanze di Berlino;
- II Gruppen: con gli Heinkel He. 51, con sede a Juterborg-Damm;
16
, un Führerbefehl (ordine di A. Hitler) decreta:
- la coscrizione obbligatoria,
- la formazione di un esercito di 12 Corpi d'armata e 36 Div.ni,
- la ricostituzione dell'aeronautica militare,
contravvenendo così alle clausole militari del trattato di Versailles;
il Reichswehr diventa ora la Wehrmacht;
il Ministro della difesa Werner von Blomberg diventa Ministro della guerra;
la fase "clandestina" della Luftwaffe, creata nel 1933, ha quindi termine e H. Göring assume subito il grado di General der Flieger (Generale degli aviatori) dichiarando ad un'Europa attonita che la Germania esige l'immediata parità dei diritti aerei con gli altri Stati;
il Truppenamt ridiviene il Generalstab,
la Marineleitung di Weimar assume il nome di Kriegmarine;

Aprile
20
, in occasione del genetliaco di A. Hitler viene istituito un altro reparto di biplani He. 51 che viene battezzato Horst Wessel Geschwader e presentato al Fuehrer come dono per il suo compleanno;
[Horst Wessel era il malfamato capo delle SA ucciso a suo tempo per strada durante una rissa nazista]


Maggio
21
, viene emanato un regolamento che stabilisce l'obbligatorietà dell'ascendenza ariana per servire nell'esercito (che peraltro aveva sempre posto sbarramenti agli ebrei);

Giugno
27
-1° luglio
, congresso cattolico di Praga;

Luglio

Agosto

Settembre
14
, Norimberga, la stessa commissione del segretario della Cancelleria del Reich H.H. Lammers che ha redatto la "Legge per la protezione del sangue e dell'onore tedesco" si riunisce nuovamente per redigere la "Legge sulla Cittadinanza":
Art. 1:
Art. 2:
Art. 3:
Fatta una preliminare distinzione tra
- "suddito": chi gode della protezione dello Stato Tedesco,
- "cittadino": suddito di sangue tedesco o apparentato,
solo al secondo si accorda il pieno godimento dei diritti civili. Gli ebrei pertanto possono essere sudditi ma non cittadini, sottoposti alle leggi dello stato ma privi di qualsiasi reale diritto. Eliminati dalla Pubblica Amministrazione, privati della cittadinanza e ridotti a sudditi privi di diritti.
Rimane ancora lo spinoso problema dei "mezzi-ebrei".
Mentre il Partito Nazista intende assimilarli agli ebrei puri, alla fine è la proposta del Segretario di Stato W. Stuckart e del suo esperto per i problemi ebraici Bernhard Losener (ambedue del Ministero degli Interni) a diventare il "Primo Regolamento alla Legge sulla Cittadinanza" (promulgato il 14 novembre prossimo);
si individuano così "ebrei" e "non ariani" (Mischlinge). I non ariani sono sottoposti a tutte le restrizioni comuni, gli ebrei sono destinati al processo di distruzione.
15
, viene promulgata la "Legge per la protezione del sangue e dell'onore tedesco".

Dopo l'emanazione delle "leggi di Norimberga", con le quali da ora vengono sistematicamente organizzate le persecuzioni contro gli ebrei, anche i vescovi tedeschi affiancano la propaganda antisemita dei nazisti.
L'episcopato tedesco dà anche la sua collaborazione alle ricerche per individuare i cattolici "mezzi ariani", vale a dire quei cattolici che hanno ascendenti ebrei.
Dato che prima del 1874-1876 le nascite venivano registrate esclusivamente dalle chiese, si chiede ora alle chiese di aiutare lo Stato a stabilire chi è o non è completamente ariano, perché, secondo le leggi naziste, questo dipende dalla razza (o, in altre parole, dalla religione) dei genitori e dei nonni.
La Chiesa accoglie questa richiesta come se sia del tutto naturale, protestando soltanto perché i sacerdoti, già sovraccarichi di lavoro, non ricevono alcun compenso per questo particolare servizio reso allo Stato […].
La collaborazione della Chiesa in tali ricerche continuerà anche durante gli anni di guerra, quando essere ebreo non significherà più soltanto venire licenziato da un posto statale e perdere le fonti di sussistenza, ma avrà come conseguenze la deportazione e la soppressione fisica.
Si ha l'impressione che il pontefice, come del resto l'episcopato tedesco, circoscriva le proprie premure soltanto ai cattolici non ariani.
[Guenter Lewy, I nazisti e la Chiesa, Il Saggiatore Milano, 1965]

Ottobre
8, viene emanata una seconda legge (dopo quella del 1933) per "La salvaguardia della salute ereditaria del popolo tedesco". Con essa si autorizza l'aborto nel caso in cui uno dei genitori sia affetto da malattie ereditarie;

Novembre
14
, viene promulgato il "Primo Regolamento alla Legge sulla Cittadinanza";
Sono ebrei puri:
- Tutti coloro che hanno tre o più nonni ebrei.
- Tutti coloro che hanno due nonni ebrei e:
a) appartengono alla comunità religiosa giudea al 15 settembre 1935.
b) sono sposati ad un coniuge ebreo o stanno contraendo matrimonio con un coniuge ebreo alla data del 15 settembre 1935.
c) sono nati da un matrimonio celebrato dopo la promulgazione della Legge per la Protezione e l'Onore del sangue tedesco (15 settembre 1935).
d) sono nati dopo il 31 luglio 1935 da una relazione extraconiugale nella quale uno dei due genitori era ebreo puro o per tre quarti.
Sono "non ariani" (Mischlinge):
- Tutti coloro che hanno un solo nonno ebreo (Mischlinge di secondo grado).
- Tutti coloro che hanno due nonni ebrei (Mischlinge di primo grado) ma che alla data del 15 settembre 1935:
a) Non appartengono più alla fede giudaica alla data del 15 settembre 1935.
b) non sono sposati o hanno cessato di esserlo con un coniuge ebraico.
Gli ebrei sono ora definiti con precisione.

Dicembre
da quest'anno viene dato il via al "progetto Lebensborn", attraverso un circuito di apposite cliniche aperte in Germania.
H. Himmler concepisce un mistico rapporto tra le SS e le leggende teutoniche di Enrico I [l'Uccellatore] e Federico [il Grande].
[L'anno prima egli fece ristrutturare in Vestfalia il castello di Wewelsburg, con una spesa di 11 Mni di marchi, dove organizzare un vero e proprio "Ordine delle SS" in stile medievale, consacrato alla tutela della purezza razziale.]
10, Berlino, viene fondata la "Lebensborn e.V." – "Sorgente di vita società registrata" – società amministrata dall' "Ufficio centrale della razza e del Popolamento" in collegamento con diversi uffici per la tutela della madre e del fanciullo.
Il progetto è quello di costruire un potente strumento per la crescita del numero di nascite «razzialmente di valore».
[Il "progetto Lebensborn", a cui gli ufficiali SS sono obbligati a partecipare, è finanziato direttamente da una tassa a carico della NSV (Nationalsozialistische Volkswohlfahrt), l'ente di previdenza sociale dei dirigenti SS.
[Il progetto non riuscirà ad avere la larga adesione che si aspetta H. Himmler, poiché delle 238.000 SS solo 8.000 vi aderiscono.]
L'obiettivo principale del progetto è indirizzato alle ragazze-madri.
Queste, se possono certificare la loro purezza razziale, ricevono la migliore assistenza per il parto, un ambiente protetto e la promessa di sottrarle al giudizio negativo delle famiglie e della Chiesa, assicurando loro la massima segretezza.
H. Himmler spera così di impedire la «degenerazione progressiva della razza germanica», ostacolando gli aborti, le nascite di disabili e far mutare l'opinione comune negativa che si ha delle ragazze madri.
L'ufficio del "progetto Lebensborn" decide se la madre può tenere con sé il nato nell'ambito dell'organizzazione. In ogni caso, se entro un anno la madre non ha le necessarie garanzie economiche e morali per la crescita del bambino, questo viene dato in adozione, che sono protette con la massima segretezza per rendere impossibile risalire ai genitori naturali dell'adottato. La pratica del conferimento in adozione è però molto limitata.
[Il clima di mistero che accompagna le SS si estenderà al "progetto Lebensborn", riguardo al quale si diffonderanno pettegolezzi e dicerie tali che nel dopoguerra si sarà convinti, anche sulla base dei crimini nazisti perpetrati sulle donne, che l'organizzazione non sia stata altro che una serie di bordelli per soldati.]
La realtà del "progetto Lebensborn" è infatti difficilmente percepibile ad un occhio esterno. L'istituzione si occupa con attenzione e professionalità della tutela delle donne partorienti che si affidano ad essa, ma questo trattamento protettivo privilegiato per principio è riservato solo alla categoria delle “donne di sangue puro” disposte a donare il proprio figlio alla Germania.
[Significativa a questo proposito la testimonianza al processo di Norimberga di Gregor Ziemer, un educatore statunitense visitatore per motivi di studio dell'istituzione statale per la tutela dei figli illegittimi di madri tedesche di sangue puro. Egli racconterà come le case siano tutte in ambienti naturali idilliaci, lontane dallo smog cittadino e dove le donne ricoverate, salvo le ore dedicate all'istruzione ideologica nazista, sono libere da qualsiasi lavoro domestico.
La clinica visitata da Gregor Ziemer, un albergo di lusso requisito ad ebrei, si presenta ariosa, luminosa e igienicamente perfetta. Gregor Ziemer ha anche modo di assistere al pranzo delle partorienti meravigliandosi della quantità e della qualità dei cibi. Le donne, prima di iniziare a mangiare, salutano con il braccio teso il ritratto di A. Hitler sotto una svastica, dicendo in coro: «Nostro Führer ti ringraziamo per la tua munificenza; ti ringraziamo per questa casa; ti ringraziamo per questo cibo. A te dedichiamo tutte le nostre forze: a te dedichiamo la vita nostra e quella dei nostri figli!».
Osserverà Gregor Ziemer: «Ringraziavano un nume. Offrivano a Hitler i loro bambini ancora non nati».
Le statistiche dell' "Ufficio Razza e Popolamento" constateranno che nei "Lebensborn" tedeschi partoriranno circa 2000 donne, dopo aver dimostrato di possedere i requisiti razziali richiesti.
- 1947, la «Gazeta Ludowa»", un giornale polacco, scrive che il numero dei bambini rapiti arrivava a duecentocinquantamila.
Secondo un altro calcolo si arriverebbe invece ad un massimo di duecentomila di cui il 15-20% tornerà alla sua famiglia di origine.
Secondo la Croce Rossa polacca saranno eliminati, senza contare gli aborti forzati, quarantamila bambini nati nei campi di sterminio che non soddisfano i requisiti razziali.
Secondo i dirigenti del "progetto Lebensborn" il progetto si occuperà di non più di 400-500 bambini di razza pura.
Rielaborazione da Wikipedia: segue 1938)]

Entro la fine dell'anno tutti i funzionari ebrei (esclusi solo gli insegnanti delle scuole ebraiche) devono essere licenziati. Soltanto agli ex-combattenti viene concessa la pensione.
Con successivi regolamenti ed integrazioni saranno espulsi i medici convenzionati con il sistema assicurativo statale contro le malattie, così pure saranno colpiti i dentisti e gli odontotecnici.
Tutte le categorie di professionisti che hanno un rapporto di lavoro vengono così "purgate" dagli elementi ebraici. Per molti medici, avvocati, professionisti ebrei questi provvedimenti signicano l'impossibilità a sostentarsi con il proprio lavoro. Coloro che sono in grado di farlo emigrano in altri Paesi.
Molti tedeschi abbandonano la Germania.
[Le dimensioni dell'emigrazione sono imponenti: ad esempio i medici non ariani che nel 1935 sono 9.000 si ridurranno a poco più di 4.000 nel 1938.]

31
, in una predica l'arcivescvoo di Friburgo Gröber ripudia il pacifismo dottrinario, sostenendo che la Chiesa è «una forza che protegge e aiuta lo Stato», e afferma che i teologi cattolici «non hanno mai lasciato al giudizio individuale del fedele, con la sua inevitabile ristrettezza di visione e le sue passioni, il decidere sulla legittimità o illegittimità di un'eventuale guerra: tale decisione spetta soltanto alle autorità costituite».
[Guenter Lewy, I nazisti e la Chiesa, Il Saggiatore Milano, 1965]

Kummersdorf-Ovest, intanto dalla stazione sperimentale Walter Dornberger invia in missione Her Doktor W. von Braun il quale scopre il posto ideale per installarvi una base segreta: un'isola quasi deserta, Rügen ma deve subito cambiare idea perché il Fronte del Lavoro del

NSDAP ha già scelto l'isola per installarvi un campo estivo del movimento "Kraft durch Freude" (la Forza attraverso la Gioia); alla fine, consigliato dalla madre, propende per Peenemünde (dove il nonno andava a caccia di anatre) nell'isola d'Usedom, perduta tra i marosi del Baltico, di fronte alla Svezia; accanto all'isola c'è anche un isolotto soprannominato "l'oca di Grafsweilder". Sul terreno di Peenemünde, subito acquistato dal governo per 750.000 marchi, presto cominciano i lavori centinaia di operai.

Lo stesso anno H. Himmler fonda l'Ahnenerbe (letteralmente "l'eredità degli avi") un organo delle SS preposto a raccogliere qualsiasi tipo di materiale (da mobili a canzoni tradizionali, da oggetti di uso quotidiano a racconti popolari) che vada a comporre il patrimonio culturale e antropologico di una ipotetica razza ariana.
L'Ahnenerbe persegue come fine ultimo quello di provare a spiegare la storia dell'intera umanità attraverso i «ritrovamenti» e le «teorie» di scienziati ed esperti disposti ad avvalorare le tesi del capo delle SS.
Delegati dell'Ahnenerbe saranno attivi in Sudtirolo fin dal gennaio del 1940.
[Lilli Gruber, Tempesta, Rizzoli 2013.]

 

 

 



1935
REPUBBLICA di POLONIA
[capitale Varsavia]
Presidente
I. Moscicki
(1926 4 giu - 20 set 1939)
Presidente del consiglio
Leon Kozlowski
(1934 15 mag - 28 mar 1935)
Walery Slawek
(28 mar - 12 ott)
Marian Zyndram-Koscialkowski
(1935 13 ott - 15 mag 1936)
Ministro degli esteri
Józef Beck
(1932 - set 1939)
Ministro della guerra
mar.llo J. Pilsudski
(1926 mag - 1935 †)
[in pratica è padrone della Polonia]
-
-

1935
una nuova costituzione attribuisce all'esecutivo poteri pressoché illimitati;
alla morte del dittatore il regime dei colonnelli (cioè del partito militare che gli sopravvive) avvia la Polonia alla tragedia del 1939;

 



1935
Presidente della Repubblica
T.G. Masaryk
(1918 - 1935)
E. Beneš
(1935 - ?)
Ministro degli Esteri
E. Beneš
(1919 - 1935)
-
Ambasciatore a Londra
Jan Masaryk
(1925 - 1938)
-
1935
nonostante le spinte autonomistiche all'interno (il movimento guidato dall'abate A. Hlinka e la minoranza tedesca dei sudeti) il governo e la maggioranza della popolazione intendono comunque difendere l'integrità del territorio nazionale;
alla morte di T.G. Masaryk gli succede al governo E. Beneš ;




1935
FRIULI-VENEZIA GIULIA,
ISTRIA, Fiume e Zara
Trattato di Rapallo: 12 novembre 1920.
VENEZIA GIULIA
Trattato di Rapallo: 12 novembre 1920.
- il confine fra l'Italia e lo stato S.H.S. è stabilito al Monte Nevoso in Carniola, con l'Istria, Zara e un perimetro di circa 7 km intorno a questa città, le isole di Cherso, Lussin, Lagosta e Pelagosa con gli isolati adiacenti attribuiti all'Italia.
1935
-
ISTRIA
1935
-
Fiume
Con questi accordi (Roma 23 ott 1922, gen 1924, feb 1925 e Nettuno 20 lug 1925) lo stato libero di Fiume scompare per essere assorbito nel Regno d'Italia.
[In seguito si avranno vivaci controversie tra l'Italia e la Jugoslavia perché la sistemazione è tutt'altro che esauriente, ma non ci saranno ulteriori modifiche territoriali.]
1935
-
Zara [in Dalmazia]
Con questi accordi (Roma 23 ott 1922, gen 1924, feb 1925 e Nettuno 20 lug 1925) la Jugoslavia viene a comprendere tutta la Dalmazia meno Zara.
1935
-

1935
REGNO di JUGOSLAVIA
[dal 3 ottobre 1929]
[dal 1918: unificazione di serbi, croati, sloveni, macedoni, montenegrini; regno privo del litorale dalmata (rimasto all'Italia in seguito al trattato di pace) e della Carinzia (rimasta all'Austria);
dal 1921 monarchia parlamentare ereditaria;
dal 1929 è sospesa la costituzione del 1921.]
Pietro II Karagjorgjevic
Albero genealogico

(1923 - ?)
figlio di Alessandro I;
1934-45, re di Jugoslavia;
[a 11 anni sotto un Consiglio di reggenza presieduto dal principe Pavel Karagjorgjevic, cugino di Alessandro I.]

Primo ministro
Uzunovic
(1934 ott - mag)
Jeftic
(mag - giu)
Milan Stojadinovic
(giu - feb 1939)
ministro della Guerra e della Marina
gen. Petar Zivkovic
(1934 ott - mar 1936)
ministro delle Finanze
-
Jeftic
(mag - ?)
-
1935
Febbraio
nel processo celebrato a Aix-en-Provence, per l'assassinio dell'ex re di Jugoslavia Alessandro I Karagjorgjevic, sono condannati a morte in contumacia, su vari indizi e testimonianze, Ante Pavelic, capo dei rivoluzionari croati (ustaša) e il suo aiutante Kvaternik, ritenuti gli organizzatori della congiura; altre tre individui invece sono condannati ai lavori forzati a vita.
Il governo dI Belgrado accusa quello di Budapest di aver consentito che il complotto si preparasse sul territorio ungherese e la questione è portata innanzi alla Società delle Nazioni.

Maggio
il Consiglio della Società delle Nazioni dichiara chiusa la vertenza tra Belgrado e Budapest sorta in seguito all'assassinio di Alessandro I Karagjorgjevic;
il presidente del consiglio Uzunovic si dimette e gli succede Jeftic il quale nello stesso mese indice le elezioni;
ma le agitazioni continuano, specie in Croazia;

Giugno
23
, il reggente chiama a capo del governo Milan Stojadinovic (abile banchiere, affascinato da B. Mussolini e da A. Hitler) già ministro delle Finanze sotto Jeftic;
il nuovo primo ministro (fieramente avversato dalla caršija che, estromessa dal potere, ha sete di vendetta) attenua le misure di rigore allo scopo di pacificare i croati, introDuce utili misure economiche e cerca di addivenire ad una reale distensione;
SLOVENIA
1935
-
CROAZIA
1935
dopo l'impressione destata dal regicidio (1934), gli ustaša e il loro capo Ante Pavelic stanno aspettando tempi migliori per la realizzazione dei loro progetti, verso i quali sono favorevoli sia B. Mussolini sia A. Hitler;
SERBIA
1935
-
MONTENEGRO
1935
-
MACEDONIA
1935
-


1935
Regno di Albania
[dal 1° set 1928]
Zog I
(? - ?)
figlio di
1928 -39
, re degli Albanesi;
[dal 1928, il presidente della repubblica: Ahmet Bey Zo_golli (1925-27) si è proclamato re, con l'appoggio dell'Italia, instaurando un regime dittatoriale.]
1935
-
primo ministro
Pandeli Evangheli
(? - ago)
Mehdi Frasheri
(ago - ?)
ministro dell'Interno    
ministro degli Affari Esteri    
ministro della Guerra    
ministro delle Finanze    

1935
mentre dal 1933 il re si è allontanato dalla politica di fiduciosa alleanza con l'Italia, bey e intellettuali stanno cercando di farlo allontanare dal trono ma non sono ascoltati dal ministero degli Esteri;

Agosto
14
, a Fieri scoppia un moto rivoluzionario capeggiato da un ex vicepresidente del consiglio di stato, Costantino Cekrezi; viene rapidamente domato e, mentre Costantino Cekrezi e altri capi fuggono all'estero, numerosi partecipanti sono arrestati e condannati a morte dal Tribunale speciale e quindi giustiziati.
Questi fatti provocano molto malcontento, onde il Ministero di Pandeli Evangheli è costretto a dimettersi e cedere il posto a un altro capeggiato da Mehdi Frasheri.

L'Italia mediante nuovi accordi liquida i versamenti di interessi arretrati, annulla il prestito decennale, sistema la situazione finanziaria e concede altri prestiti per opere pubbliche e per lo sviluppo dell'agricoltura.

________________________

Petrolio

entra in attività l'A.I.P.A. (Agenzia Italiana Petroli Albania);
[Cesserà dopo l'8 settembre 1943.]
Dalle prime estrazioni si rileva che il petrolio albanese ha una forte percentuale di asfalto ed un altissimo contenuto di zolfo, il che lo rende inadatto alla raffinazione.
L’A.I.P.A., in collaborazione con il Politecnico di Milano, studia il problema e trova una soluzione nel sottoporre il petrolio albanese ad un processo di idrogenazione, reazione chimica con la quale si introDuce idrogeno in un composto. In particolare nell’industria del petrolio il trattamento di idrogenazione – detto idroraffinazione – è condotto sotto elevata pressione di idrogeno allo scopo di migliorare le caratteristiche di impiego del prodotto. L’idroraffinazione dà ottimi risultati ed è caratterizzata da una resa assai elevata (fino all’80%) e, di particolare importanza, è l’eliminazione dello zolfo dal greggio estratto.
Per sfruttare questo procedimento chimico viene creata la società ANIC con stabilimento a Bari, destinato specificatamente alla raffinazione del petrolio estratto in Albania, mentre lo stabilimento ANIC di Livorno è specializzato nella lavorazione delle ligniti toscane.
L’A.I.P.A. ha una concessione di 164.000 ettari lungo il fiume Devoli e qui, in località Cucciova (ridenominata Petrolia) si effettuano le prime trivellazioni.
Alla zona dei pozzi, lungo il fiume Devoli, si affianca quella degli impianti, della case per operai ed impiegati, delle distillerie e dei vari servizi che si vanno costruendo nell’area del giacimento: ospedale, scuole, chiesa, telegrafo, luoghi di svago.
Una grande officina provvede alla riparazione del macchinario ed alla sua manutenzione: l’energia è prodotta in loco da dinamo azionate da motori diesel, il cui carburante proviene dallo stesso giacimento petrolifero.
Viene costruito un oleodotto, della lunghezza di 74 chilometri, dalla zona di produzione (Devoli) al porto di Valona. L’oleodotto, servito da quattro stazioni di pompaggio è capace, col suo diametro di 200 millimetri, di smaltire 1.000 e anche più tonnellate di petrolio al giorno.
A Valona il petrolio è raccolto in grandi serbatoi interrati ed il carico sulle navi cisterna viene effettuato mediante tubazioni sommerse, in una vasta zona del porto riservata all’A.I.P.A..

 

 

 



a


1935
Repubblica di Grecia
(1923-35)
Presidente
Zaïmes
(1929 - set 1935)
gen. Kondyles
(set - ?)
[Reggente]
Primo ministro
P. Tsaldaris
(1932 set - lug)
gen. Kondyles
(lug - ?)
1935
Gennaio
16
, si giunge ad un'intesa su un programma di sei anni di espansione economica e di difesa nazionale.
Soltanto E. Venizelos non vuole lasciare Creta sia perché pretende che il governo gli garantisca la sicurezza personale ad Atene, sia come protesta per i continui rinvii del processo contro coloro che avevano attentato alla sua vita il 6 giugno 1933.

Marzo
, un gruppo di ex ufficiali promuove un movimento rivoluzionario a carattere militare. Un gruppo di insorti occupa l'arsenale di Salamina, l'incrociatore Averoff e altre navi minori, e un altro gruppo s'impadronisce della caserma degli Evzoni in Atene.
Le guarnigioni di provincia sono invitate a partecipare al movimento, ma solo nella Macedonia orientale vi è qualche adesione sotto il comando del gen. Kamenos.
Ad Atene le forze governative sconfiggono i rivoltosi senza difficoltà e il ministro della Guerra gen. Kondyles marcia contro i rivoltosi occupanti Seres, Drama, Cavalla e Demir Hissar, e li sbaraglia in due giorni.
11, il gen. Kamenos e alcuni ufficiali ribelli passano il confine bulgaro e si arrendono a queste autorità.
Le forze governative non perdono in tutto che 11 morti e ventotto feriti.
Le navi ribelli si dirigono a Creta dove E. Venizelos dichiara di assumersi lui la direzione della ribellione; attaccate dall'aviazione rimasta fedele al governo, le navi lasciano Creta per occupare Samo, Chio e Mitilene, ma poi finiscono per arrendersi alle forze governative, mente E. Venizelos fugge con 50 seguaci a Rodi, d'onde si ritira in Francia.
[Risulterà in seguito che il movimento è stato preparato da tempo, ma male organizzato e peggio condotto, onde ha fallito in modo ridicolo.]
Il primo ministro afferma che il regime repubblicano non è in pericolo ma i repubblicani autentici non possono fare a meno di constatare il contrasto offerto dal fatto che personalità monarchiche siano al potere in un governo repubblicano.
Riunitosi il tribunale di guerra esso condanna a morte il gen. Papoulas, presidente della "Lega di difesa repubblicana", e tre altri ufficiali, i quali vengono giustiziati, mentre E. Venizelos, Plastiras e l'ex ministro Koundouriotes sono condannati a morte in contumacia. Molti altri hanno condanne al carcere e un gran numero di funzionari, professori e insegnanti vengono destituiti, la Camera è sciolta, il Senato abolito e la inamovibilità dei magistrati, funzionari civili e impiegati di banca sospesa.

Giugno
9
, si svolgono nuove elezioni;
risulta essere in progresso il movimento monarchico e il gen. Kondyles, divenuto ora vice-primo ministro, dichiara che il governo è disposto a sottoporre la questione del regime a un plebiscito (come era avvenuto nel 1923).
Per protesta contro tale atteggiamento i capi dei due vecchi partiti repubblicani decidono di astenersi dal partecipare alle elezioni.
In esso il Partito popolare di Tsaldares conquista 243 seggi, mentre gli altri gruppi non ne toccano che una cinquantina in tutto.

Luglio
10
, viene votata la legge che istituisce il plebiscito sulla forma di governo, ma siccome Tsaldares non vuole pronunciarsi in un senso o nell'altro ne segue una nuova crisi, ed egli si dimette lasciando la carica al gen. Kondyles.

Settembre
10
, finalmente Tsaldares si pronuncia per la monarchia e il governo fa emanare dall'Assemblea nazionale un proclama che dichiara essere la Grecia di nuovo un Regno.
Zaïmes rinuncia alla presidenza e affida la reggenza al gen. Kondyles.
Si tratta ora di richiamare re Giorgio II ma questi dichiara che non intende rientrare semplicemente come capo di un partito vittorioso, e che accetterebbe la corona solo se gli venisse offerta da una soverchiante maggioranza.

Novembre
3
, ha luogo il plebiscito: il 97% dei voti sono per la restaurazione della monarchia;
25, re Giorgio II giunge ad Atene, acclamato con caloroso entusiasmo.

Giorgio II
Albero genealogico

(Tatoi, Atene 1890 - Atene 1947)
primogenito di Costantino I re di Grecia e di Sofia di Hohenzollern;
1917, sospettato di condividere gli orientamenti filotedeschi del padre, lo segue in esilio venendo escluso dalla successione in favore del fratello Alessandro;
1920, torna in patria;
1922-24, 1935-47, re di Grecia;
[dopo la definitiva abdicazione del padre.]
1935
Novembre
25
, in esilio da dicembre 1923 e deposto da marzo 1924, rientra in Atene dopo un plebiscito largamente favorevole alla restaurazione della monarchia;

Presidente del consiglio
Demerges
(1935 nov - ?)
1935
Novembre
25
, re Giorgio II insiste subito per una amnistia generale a favore di tutti i ribelli, salvo che gli ufficiali ammutinati, pur essendo anch'essi amnistiati, non dovranno rientrare nell'esercito.
Il gen. Kondyles non accetta di stare al potere a queste condizioni e cede la presidenza del consiglio a Demerges; viene quindi emanata l'amnistia nella forma voluta dal re;

Dicembre
17
, viene sciolta l'Assemblea nazionale;
ora E. Venizelos dichiara che intende tornare a Creta e promette di aderire alla monarchia purché il re continui sulla buona strada.



1935
Repubblica di Turchia
(novembre 1923)
[dal 1925 la shari'a (vecchia legge religiosa islamica) è stata sostituita dai moderni codici, modellati su quelli europei.]
Presidente
della Repubblica
Mustafa Kemal
(1923 nov - 10 nov 1938)
Primo ministro
Ismet Inönü [dal 1932]
(1923 nov - 10 nov 1938)
-
Partito repubblicano del popolo
[partito unico]
1935
dal 1928 la repubblica ha deciso:
- l'eguaglianza di tutte le religioni con lo scioglimento delle sette religiose islamiche e la laicizzazione dello stato;
- l'introduzione del calendario gregoriano, dell'alfabeto latino e del sistema metrico-decimale;
- il riconoscimento della parità della donna e del suffragio femminile;
Mustafa Kemal riceve ora dal parlamento l'appellativo di Atatürk (padre dei turchi).
conferenza di Montreux: disciplina il regime degli Stretti;




1935
U.R.S.S.
(Unione delle repubbliche sovietiche: Russia, Ucraina, Bielorussia e Transcaucasia)
Segretario generale del PCUS
Stalin
(1922 apr - 1953)
[Il PCUS (Partito comunista dell'Unione Sovietica), partito unico, ha un ruolo dirigente.]
NKVD
(Narodnyi Komissariat Vnutrennic Del)
[Commissariato del popolo per gli affari interni]
Presidente
G. Jagoda
(1934 lug - set 1936)
vice-presidente
Prokofiev
(1934 lug - set 1936)
[Il metropolita Sergej di Novgorod ha assunto nel 1924 la direzione del patriarcato della Chiesa ortodossa, senza però trasferire la propria sede a Mosca. Solo dal 1934 (dopo i due decreti del 1929) le autorità hanno smesso le loro vessazioni contro la Chiesa ortodossa anche se la "Lega dei senza Dio" ha sferrato una nuova campagna contro la fede religiosa profetizzando che nel 1937 non ci saranno più preti e le chiese rimarranno vuote per mancanza di fedeli.
]
RUSSIA
(Repubblica Socialista Federativa Sovietica)
(capitale: Mosca)
1935
Gennaio
15
, Leningrado, Zinov'ev, Kamenev, Evdokimov, Bakaiev, Kuklin e altri quattoridici accusati di complicità nell'assassinio di Kirov ad opera di Leonid Nikolaiev, vengono processati a Leningrado in quanto rappresentanti del "centro di Mosca".
Presidente del tribunale: Ulrich;
Procuratore generale: Viscinskij.
Accusa: essendo a conoscenza dei propositi terroristici del "centro di Leningrado" il gruppo di Zinov'ev li ha politicamente incoraggiati.
16, Zinov'ev è condannato a dieci anni di prigione; Evdokimov e Bakaiev a otto anni e Kamenev a cinque.
Nessuno dei prigionierei verrà mai rilasciato.
18, il Comitato Centrale diffonde una circolare segreta che invita alla vigilanza e sollecita tutte le sezioni a "dar la caccia ai nemici". Una nuova ondata di arresti colpisce molte migliaia di ex oppositori e di sospetti.
23, solo ora appaiono davanti al tribunale, presieduto dal solito Ulrich, i capi della NKVD di Leningrado (il processo era stato annunciato per il 4 dicembre). Fra i dodici accusati si trovano anche Zaporojetz e Medved, accusati di negligenza nell'esercizio delle loro funzioni. Solo uno dei funzionari viene condannato a dieci anni di carcere in nome di crimini non ben specificati che avrebbe commesso durante l'inchiesta e che si sarebbero aggiunti all'imputazione principale. Medved è condannato a tre anni di prigione e gli altri, chi a due, chi a tre, secondo i casi. Le pene devono essere scontate in un kontslager (campo di concentramento).
Zaporojetz, inviato nei campi di lavoro delle miniere d'oro di Lanzoloto in Estremo Oriente, coadiuvato da Fomin, altro membro della NKVD, diviene ben presto capo dell'amministrazione del Genio Civile del campo di Kolima; Medved, che da Solovetsk è riuscito a tornare a Mosca, raggiunge i due. Tutti gli alti funzionari della NKVD di Leningrado subiscono lievi condanne ma nel 1937 saranno tutti giustiziati.
L'affare Kirov per il momento è chiuso. Tutti gli ex oppositori zinovievisti sono in carcere.
Jdanov
, uomo d'azione legato a Stalin, è nominato governatore di Leningrado.
Inizia la "primavera sovietica".

VII Congresso del Komintern: viene lanciata la parola d'ordine "fronti popolari", per la costituzione di alleanze con tutte le forze antifasciste.
[Ultimo congresso diretto dal governo sovietico che, per sue ragioni di politica estera, desidera migliorare i suoi rapporti con la Santa sede. Il congresso chiude i suoi lavori con la parola d'ordine «Collaborazione con i cattolici».]

Marzo
7
, con una circolare Stalin ordina che siano ritirate dalle biblioteche tutte le opere di Trockij, Zinov'ev e Kamenev;
30, cambiamenti nella legislazione sovietica attuati con decreto: il porto illegale di un coltello viene punito con 5 anni di prigione;

Aprile
7
, cambiamenti nella legislazione sovietica attuati con decreto: tutte le pene, compresa quella di morte, vengono estese ai ragazzi dai 12 anni in avanti.
[sarà violentemente criticato dalle potenze occidentali!]

Giugno
9
, cambiamenti nella legislazione sovietica attuati con decreto: è proibito espatriare, pena la morte, a tutti i cittadini, militari o civili. Se si tratta di un militare, i familiari del fuggitivo, al corrente delle sue intenzioni, sono passibili di dieci anni di prigione, mentre gli altri congiunti e tutti quelli che abitano sotto lo stesso tetto del "fuoruscito" possono essere condannati a 5 anni di esilio.
[Una forma particolare del sistema degli ostaggi che Stalin introDuce in molti settori e che più tardi sarà ripreso dallo stesso A. Hitler .]
21, con un'altra circolare Stalin ordina che siano ritirate dalle biblioteche tutte le opere di E.A. Preobrazenskij e di altri suoi compagni;
25, viene sciolta l'associazione degli ex prigionieri politici come era avvenuto pochi giorni prima alla associazione dei vecchi bolscevichi, ad opera di una commissione presieduta da N.I. Ezov [Iejov].
Un buon numero di partecipanti ad una campagna a favore della clemenza viene arrestato. Il veterano Lobov, che si era vivacemente opposto all'adozione di metodi del terrore all'interno del partito, muore durante un interrogatorio per una presunta crisi cardiaca.
A fine giugno anche il Komsomol subisce nel suo complesso un serio repulisti. Molti gruppi di giovani scoperti nel progettare o preparare l'uccisione di Stalin, vengono scoperti e giustiziati.

Luglio
27
, Kamenev, giudicato a porte chiuse, è condannato a 10 anni di prigione per «aver contravvenuto all'articolo 58 del codice penale». Suo fratello Rosenfeld viene citato come testimone a carico. Gli altri quaranta accusati di quello che viene chiamato il "complotto del Kremlino" vengono per lo più condannati a pene varie di lavori forzati; soltanto due di lloro vengono giustiziati.

Agosto
nasce il movimento stachanovista;

Settembre
22
, cambiamenti nella legislazione sovietica attuati con decreto: Stalin redige il decreto del consiglio del Commissari (Solvlarkon), che istituisce nell'Armata Rossa i gradi per i komandirs superiori (sottotenente, tenente, tenente in prima, capitano, maggiore, tenente colonnello e colonnello). Il decreto non modifica in nulla la posizione degli ufficiali generali e dei komandirs subalterni;
tutti gli ufficiali superiori ottengono il beneficio dell'immunità in materia di arresto. In altre parole essi non possono venire arrestati da nessun organo civile senza una speciale autorizzazione del commissario del popolo alla Difesa. Novembre
20
, dopo l'istituzione del grado di maresciallo dell'Unione Sovietica, ha luogo la nomina dei primi cinque titolari di questo grado.
Alcuni ufficiali superiori sono anche membri del Comitato Centrale del Partito Comunista e precisamente.
-
-
membro del Comitato Centrale del PCUS
Marescialli dell'URSS
.K.E. Vorošilov
SI
. Bluker
NO
.S.M. Budënny
SI
. Egorov
NO
.M.N. Tuchacevskij
SI
Ufficiali superiori
. Iakir
SI
. Gamarnik
SI
. Bluker
SI
. Iegorov
SI
. Bulin
SI
. Uborovic
SI
-


Kiev, alle "grandi manovre" gli addetti militari stranieri rimangono stupefatti nel vedere l'esibizione di una rilevante quantità di carri armati, costituiti in un'unità autonoma. Ma l'attrazione principale della gioranta è data dallo spiegamento sul campo di un gruppo d'artiglieria al completo e di tremila paracadutisti di un reggimento di fanteria aerotrasportato.
In tre anni di sforzo costante, l'attività del giovane maresciallo M.N. Tuchacevskij ha trasformato totalmente l'esercito russo.

Riavvicinamento con la Cina di Chiang Kai-shek;

BIELORUSSIA
(Repubblica Socialista Federativa Sovietica)
(Beloruskaja SSR - capitale: Minsk)
presidente della repubblica
-
1935
-
UCRAINA
(Repubblica Socialista Federativa Sovietica)
(capitale: Kijev)
presidente della repubblica
-
1935
-
TRANSCAUCASIA
(Repubblica Socialista Federativa Sovietica)


Repubblica Socialista di Armenia
(Repubblica socialista - capitale: Jerevan)
presidente della repubblica
-
1935
-
Repubblica Socialista Sovietica dell'Azerbaigian
[Parte settentrionale del paese.]
presidente della repubblica
-
1935
-
Repubblica Socialista Georgiana
(Repubblica federativa - capitale: Tbilisi)
presidente della repubblica
Noé Jordania
(1918 - ?)
1935
-

- Adzaristan (repubblica autonoma)
- Abhasia (repubblica autonoma)
- Ossezia Meridionale (provincia autonoma)


1935
REPUBBLICA POPOLARE d'UNGHERIA
(dal 16 novembre 1918)
Reggente
Miklós Horthy von Nagybánya
(1920 mar - ott 1944)
Primo ministro
G.Y. Gömbös
(1932 ott - ott 1936)
Ministro della guerra
-
1935
il primo ministro osteggia la Piccola Intesa e mira a più stretti legami con la Germania di A. Hitler e l'Italia di B. Mussolini;

a


1935
REGNO di ROMANIA

Michele I

Albero genealogico

(Sinaia, Valacchia 1921 - ?)
figlio del principe ereditario Carlo e di Elena di Grecia;
1927-30, 1940-47, re di Romania;
sale al trono (giugno) in seguito alla rinuncia del padre (1926) ai suoi diritti, ma il potere effettivo viene esercitato da un consiglio di reggenza;
dal 1930 è ridiventato principe ereditario;

Carlo II
Albero genealogico
(Sinaia, Valacchia 1893 - Estoril, Portogallo 1953)
figlio di Ferdinando I e di Maria di Sassonia-Coburgo-Gotha;
1920, scioglie il matrimonio morganatico contratto con una borghese;
1921, sposa la principessa Elena di Grecia;
1928, anche questo matrimonio viene sciolto;
1926, la sua vita privata e in particolare la relazione con Magda Lupescu suscitano scandalo a Bucarest, tanto da dover egli rinunciare ai suoi diritti al trono e recarsi in esilio;
nel 1931 (giugno) torna a Bucarest facendosi proclamare re dal potente Partito nazionale dei Contadini;
1930-40, re di Romania;  

primo ministro
Tatarescu
(1934 gen - ?)
ministro dell'Interno
-
ministro degli Affari Esteri
Titulescu
(1933 feb - ago)
Antonescu
(ago - ?)
ministro delle Finanze
-

1935
Gennaio
11
, alla riunone del consiglio della Piccola Intesa tenutosi a Lubiana, Titulescu dichiara che la Romania è irriducibilmente opposta a un ritorno degli Absburgo. Egli e altri capi della Piccola Intesa vedono in una possibile restaurazione un pericolo per i loro paesi, mentre non vedono quello molto più reale dell'aggressione russa sempre imminente:

Maggio
11-13
, Bucarest , alla conferenza dell'Intesa Balcanica il consiglio proclama la sua approvazione del Patto franco-sovietico che tanto contribuisce a provocare la presente guerra.
Il governo romeno in seguito al suo patto di non aggressione con l'U.R.S.S. decide la ricostruzione del ponte sul Nistro fra Tighina e Tiraspol;

Tatarescu, con Titulescu agli Esteri, non solo rimane fedele alla fragilissima Piccola Intesa ma si mostra sempre francofilo, germanofobo, italofobo ed ora anche russofilo. Quest'ultimo atteggiamento è però malvisto in seno al gabinetto;

Agosto
29
, Tatarescu ricostruisce quindi il Ministero sostituendo Titulescu con Antonescu, più cordiale verso la Germania e l'Italia.

Ottobre
18
, viene inaugurato solennemente il del ponte sul Nistro fra Tighina e Tiraspol;



a


1935
REGNO di BULGARIA
Boris III
Albero genealogico

(Sofia 1894 - 28 ago 1943)
figlio di Ferdinando di Sassonia-Coburgo-Saalfeld-Koháry e di Maria Luisa di Borbone-Parma;
1918, 3 ottobre, il padre abdica a suo favore;
1918-43, zar dei bulgari;
- dal 1923 ha progressivamente aumentato il proprio potere personale;
- dal 1930 è sposato con Giovanna di Savoia (1907-2000);
appoggiato dall'esercito sospende la costituzione e impone un regime autoritario;



Primo ministro
Kimon Gheorghieff
(1934 mag - ?)
gen. Zlateff
(? - ?)

1935
La scomparsa del parlamentarismo non dispiace a nessuno, ma le eccessive limitazioni poste alle prerogative della Corona finiscono per scontentare gl stessi elementi militari e portano alla caduta di Kimon Gheorghieff, al quale succede il gen. Zlateff con un gabinetto tutto di ufficiali.
Anche questo esperimento non dà esito felice e i militari decidono di non ingerirsi più di affari politici affidando al re la riorganizzazione del governo.

a




1935
III Repubblica
Presidente della Repubblica
A. Lebrun
(1932 10 mag - 10 lug 1940)
Presidente del Senato
Jules Jeanneney
(1932 3 giu - 10 lug 1942)
Presidente della Camera
-
Presidente dell'Assemblea nazionale
(Senato+Camera)
-
-
Presidente del Consiglio
Pierre-Étienne Flandin
I
(8 nov - 31 mag 1935)
Fernand Bouisson
(1-4 giu)
P. Laval
IV
(7 giu - 22 gen 1936)
Interni
Marcel Régnier
(1934 nov - 1° giu 1935)
Fernand Bouisson
(1-7 giu)
Joseph Paganon
(7 giu - 24 gen 1936)
Affari Esteri
P. Laval
(13 ott - 24 gen 1936)
Colonie
-
Regioni liberate
-
Difesa
-
Guerra
-
Marina
-
Aviazione
-
Finanze
Louis Germain-Martin
(1934 9 feb - 1° giu 1935)
J. Caillaux
(1-7 giu)
Marcel Régnier
(7 giu - 4 giu 1936)
Commercio
e Industria
-
Lavori Pubblici
-
Lavoro
-
Giustizia
Georges Pernot
(1934 8 nov - 7 giu 1935)
Léon Bérard
(7 giu - 4 giu 1936)
Pubblica Istruzione
e dei Culti
-
-

1935
-

La Gran Bretagna e la Francia avanzano una proposta congiunta per porre fine alla crisi. Il piano prevede la ripartizione dell'Etiopia, assegnando all'Italia parte del suo territorio più desiderabile.

 



1935
REGNO dei PAESI BASSI

Guglielmina

Albero genealogico

(l'Aia 1880 - castello di Het Loo, presso Apeldoorn 1962)
figlia di Guglielmo III re d'Olanda e della sua seconda moglie Emma di Waldeck-Pyrmont;
1890-1948, regina dei Paesi Bassi;
[dal 31 agosto 1898 ha assunto ufficialmente il potere]

Primo ministro
H. Colijn
(? - ?)

1935
mentre dal 1933 l'accesso alle cariche pubbliche è stato interdetto a tutti i membri dei movimenti estremisti, i socialisti si riavvicinano ai partiti borghesi;

Giugno
13
, mons. Paolo Giobbe viene nominato nunzio apostolico.

a



1935
REGNO del BELGIO

Leopoldo III

Albero genealogico

(1901 - ?)
figlio di Alberto I e di Elisabetta di Baviera;
1934-51, re dei belgi;


1935
[dal 1930 è attivo il "rexismo" di L. Degrelle, militante nell' "Azione Cattolica" e fondatore di questo movimento d'ispirazione clerico-fascista.]
continuano a farsi sentire le ripercussioni della grande depressione del 1929;
il "rexismo" viene condannato dalle gerarchie ecclesiastiche;



1935
Granducato di Lussemburgo
Charlotte di Nassau-Weilburg
Albero genealogico

(1896-?)
figlia di Guglielmo IV e di Maria Anna di Portogallo;
1919-64, duchessa di Nassau;
1919-64, granduchessa di Lussemburgo;
[dal 1919 il paese ha una costituzione democratica]


1935
-





1935
REGNO UNITO
di
GRAN BRETAGNA e IRLANDA
Giorgio V
Albero genealogico

(Marlborough House, London 3.6.1865 - Sandringham, Norfolk 20.1.1936)
secondo figlio di Edoardo VII e di Alessandra di Danimarca;
1877-92, presta servizio nella marina militare;
1892, diventa erede presuntivo al trono per la morte del fratello maggiore Alberto Vittorio;
1893, sposa la p.ssa Mary von Teck (1867-1953)
1901-10, principe di Galles;
1910-36, re di Gran Bretagna e Irlanda, imperatore delle Indie;
succeduto alla morte del padre;

Primo ministro,
Primo lord del Tesoro
[Prime Minister, First Lord of the Treasury]
R. MacDonald laburista-nazionale
governo nazionale
(1931 24 ago - 7 giu 1935)
S. Baldwin conservatore
governo nazionale
(7 giu - 28 mag 1937)
Cancelliere dello Scacchiere
[Chancellor
of the Exchequer
]
A.N. Chamberlain
(1931 5 nov - - 28 mag 1937)
Segretari di Stato
-
Affari Esteri e Commonwealth
-
A.R. Eden
(dic - feb 1938)
Guerra
-
A. Duff Cooper
visconte di Norwich (dic - 28 mag 1937)
Affari Interni
-
-
Giustizia
-
-
Colonie
-
-
Commercio
-
-
Sanità
-
-

1935
-

Agosto
22
, questione etiopica: il governo britannico inizia a prendere misure precauzionali mettendo in stato d'allerta l'esercito e la flotta;

La Gran Bretagna e la Francia avanzano una proposta congiunta per porre fine alla crisi. Il piano prevede la ripartizione dell'Etiopia, assegnando all'Italia parte del suo territorio più desiderabile.

Novembre
28
, Hugh Montgomery, l'emissario britannico, tempesta il Vaticano con estratti pubblicati dagli infuocati discorsi dei vescovi e implora Pio XI di farli cessare;
in risposta il papa dice di aver inviato propri delegati in visita ai trasgressori per incoraggiarli a mitigare la retorica;
sia i discorsi che le proteste britanniche tuttavia continuano;

Dicembre
alla metà del mese, quando i termini del piano trapelano sui giornali, l'accordo, bloccato dalla pressione politica in entrambi i paesi, s'infrange;
travolto dallo scandalo il ministro degli Affari Esteri britannico rassegna le dimissioni;

 

Irlanda del Nord
1935
-
Eire

1935
-



1935
DANIMARCA e ISLANDA
Cristiano X
Albero genealogico

(Charlottenlund 1870 - Copenaghen 1947)
figlio di Federico VIII e di Luisa di Svezia;
1912-47, re di Danimarca;
continua a favorire l'evoluzione democratica del paese;
1919-44, re d'Islanda;
[rimane re dell'isola (fino alla proclamazione della repubblica nel 1944) anche se, staccatasi dalla Danimarca, si è costituita in stato sovrano.]

REGNO di DANIMARCA

1935
dal 1915 il paese ha una nuova costituzione che istituisce, fra l'altro, il nuovo sistema bicamerale ed estende il diritto di voto alle donne;

REGNO d'ISLANDA

1935
-



1935
REGNO DI NORVEGIA
[dal 1905]
Haakon VII
Albero genealogico

principe Carlo (? - ?)
figlio di Federico VIII re di Danimarca e di Luisa di Svezia;
1905-57
, re di Norvegia;

Primo ministro
1935
una coalizione governativa tra il Partito laburista e il Partito dei contadini permette di superare le difficoltà economiche;


1935
REGNO di SVEZIA
Gustavo V
Albero genealogico

(Stoccolma, castello di Drottningholm 16 giugno 1858 – Stoccolma, 29 ottobre 1950)
figlio di Oscar II e di Sofia di Nassau;
1907-50, re di Svezia;
osserva correttamente le regole del sistema parlamentare;

1935
-



1935
FINLANDIA
[Repubblica parlamentare]

1935
-





1935
REPUBLICA PORTÚGUESA
[Estado Novo]
Presidente del Consiglio 
A. de Oliveira Salazar
(1932 lug - 1968)
[unico detentore del potere reale]
1935
la costituzione fissa all'art. 1 la composizione della nazione portoghese intesa come unione inalienabile della metropoli e dei suoi territori coloniali; più precisamente:
«Il territorio del Portogallo comprende:
1) in Europa: il continente e gli arcipelaghi di Madeira e delle Azzorre;
2) in Africa occidentale: l'arcipelago del Capo Verde, la Guinea, le isole di S. Tomé e del Principe e loro dipendenze, San Giovanni Battista d'Ajuda, Cabinda e l'Angola;
3) in Africa orientale: il Mozambico;
4) in Asia: lo Stato dell'India e Macao e loro dipendenze rispettive;
5) in Oceania: Timor e le sue dipendenze.»
a


1935
Repubblica di Spagna
(seconda)
[ La Spagna conta 23,5 milioni di abitanti]
Presidente
della Repubblica
N. Alcalà Zamora y Torres
(1931 dic - mag 1936)
-
Presidente
del Consiglio
Alejandro Lerroux Garcia
(1934 4 ott - 24 set 1935)
Joaquín Chapaprieta Torregrosa
(25 set - 13 dic)
Manuel Portela Valladares
(14 dic - 18 feb 1936)
Interni
-
Marina
-
Lavoro
-
Finanze
-
1935
indebolito da una scissione del partito radicale e screditato dagli scandali amministrativi, Alejandro Lerroux Garcia deve abbandonare il governo;
Stato Catalano
della Repubblica Federale Spagnola
Presidente
della Generalitat
L. Companys I Jover
(1934-39)
[della Esquerra repubblicana de Catalunya (Sinistra repubblicana di Catalogna), fondata nel 1932]
1935
-




1935
REGNO d'ITALIA
Vittorio Emanuele III
Albero genealogico
(Napoli 1869 - Alessandria d'Egitto 1947)
figlio di Umberto I e di Margherita di Savoia;
1878-1900, principe di Piemonte;
1896, Roma 24 ott: sposa la p.ssa Elena del Montenegro (1873-1952);
1900-46, re d'Italia;
dal 1922, è esautorato da qualsiasi esercizio del potere dalla dittatura fascista;


1936-43, imperatore d'Etiopia
1939-43, re d'Albania;

PARLAMENTO
XXIX Legislatura
(1934 28 apr - 2 mar 1939)
Presidente del Senato
L. Federzoni (Pnf)
romagnolo
(1934 28 apr - 2 mar 1939)
Presidente della Camera
C. Ciano
(1934 28 apr - 2 mar 1939)
 
Partito unico: Pnf (Partito nazionale fascista)
Segretario
A. Starace (Pnf)
(1931 7 dic - 31 ott 1939)
 
Duce
cav. B. Mussolini(Pnf)
(1932 20 lug - 25 lug 1943)
+ Interno, Esteri, Guerra
Sottosegretari E. Rossoni (Pnf)
romagnolo
(1932 20 lug - 23 gen 1935)
G. Medici Del Vascello (Pnf)
campano
(1935 24 gen - 30 ott 1939)
G. Ciano (Pnf)
toscano
(1934 6 set - 26 giu 1935)
[del. Stampa e Propaganda]
Interno
cav. B. Mussolini(Pnf)
(1926 6 nov - 25 lug 1943)
[ad interim]
Sottosegretario G. Buffarini Guidi (Pnf)
toscano
(1933 8 mag - 5 feb 1943)
Affari Esteri
cav. B. Mussolini(Pnf)
(1932 20 lug 9 giu 1936)
[ad interim]
Sottosegretario F. Suvich (Pnf)
friulano
(1932 20 lug - 10 giu 1936)
Colonie
gen. E. De Bono (Pnf)
lombardo
(1929 12 set - 17 gen 1935)
cav. B. Mussolini(Pnf)
(1935 17 gen - 11 giu 1936)
[ad interim]
Sottosegretario A. Lessona (Pnf)
laziale
(1929 12 set - 11 giu 1936)
Guerra
cav. B. Mussolini(Pnf)
(1933 22 lug - 25 lug 1943)
[ad interim]
Sottosegretario Federico Baistrocchi
(1933 22 lug - 6 ott 1936)
Marina
cav. B. Mussolini(Pnf)
(1933 6 nov - 25 lug 1943)
[ad interim]
Sottosegretario amm. Domenico Cavagnari
(1933 6 nov - 7 dic 1940)
Aeronautica
cav. B. Mussolini(Pnf)
(1933 6 nov - 25 lug 1943)
[ad interim]
Sottosegretario gen. G. Valle
(1933 6 nov - 31 ott 1939)
Corporazioni
cav. B. Mussolini(Pnf)
(1932 20 lug - 11 giu 1936)
Sottosegretario A. Asquini (Pnf)
friulano
(1932 20 lug - 23 gen 1935)
F. Lantini (Pnf)
lombardo
(1935 24 gen - 11 giu 1936)
Finanze
G. Jung (Pnf)
siciliano
(1932 20 lug - 17 gen 1935)
P. Thaon di Revel (Pnf)
piemontese
(1935 17 gen - 6 feb 1943)
Sottosegretario Ageo Arcangeli
(1934 30 apr - 24 gen 1935)
Giuseppe Bianchini
(1935 24 gen - 15 lug 1937)
Agricoltura e foreste
G. Acerbo (Pnf)
abruzzese
(1929 12 set - 24 gen 1935)
E. Rossoni (Pnf)
romagnolo
(1935 24 gen - 31 ott 1939)
Sottosegretari A. Serpieri (Pnf)
romagnolo
(1929 12 set - 24 gen 1935)
[Bonifica Integrale]
Gabriele Canelli
(1935 24 gen - 19 apr 1937)
[Bonifica Integrale]
A. Marescalchi (Pnf)
romagnolo
(1929 12 set - 24 gen 1935)
G. Tassinari (Pnf)
(1935 24 gen - 30 ott 1939)
Lavori Pubblici
A. Di Crollalanza (Pnf)
pugliese
(1930 3 feb - 24 gen 1935)
Luigi Razza (Pnf)
(24 gen - † 7 ago)
G. Cobolli Gigli (Pnf)
(1935 5 set - 31 ott 1939)
Sottosegretario A. Leoni (Pnf)
sardo
(1930 15 feb - 24 gen 1935)
Giuseppe Cobolli Gigli
(24 gen - 5 set)
 
Grazia e Giustizia
P. De Francisci (Pnf)
laziale
(1932 20 lug - 24 gen 1935)
A. Solmi (Pnf)
emiliano
(1935 24 gen - 12 lug 1939)
Sottosegretario Antonio Albertini
(1932 20 lug - 23 gen 1935)
Cesare Tumedei
(1935 24 gen - 15 nov 1936)
Educazione nazionale
Francesco Ercole (Pnf)
(1932 20 lug - 24 gen 1935)
C.M. De Vecchi (Pnf)
piemontese
conte di Val Cismon
(1935 24 gen - 15 nov 1936)
Sottosegretari R. Ricci (Pnf)
toscano
(1929 12 set - 12 nov 1937)
['Educazione Fisica e Giovanile]
A. Solmi (Pnf)
emiliano
(1932 20 lug - 24 gen 1935)
 
Comunicazioni
U. Puppini (Pnf)
romagnolo
(1934 30 apr - 24 gen 1935)
A.S. Benni (Pnf)
piemontese
(1935 24 gen - 31 ott 1939)
Sottosegretari R. Romano (Pnf)
siciliano
(1932 20 lug - 23 gen 1935)
G. Host Venturi (Pnf)
istriano
(1935 24 gen - 31 ott 1939)
  M. Jannelli (Pnf)
lucano
(1935 24 gen - 13 feb 1943)

Stampa e Propaganda
(Istituito con Regio Decreto n. 1009 del 26 giugno 1935)

  G. Ciano (Pnf)
toscano
(26 giu - 5 set)
 
Sottosegretario   E.D. Alfieri (Pnf)
romagnolo
(1935 22 ago - 11 giu 1936)
 
 
Regno d'Italia

1935

Gennaio
4-8
, avvengono le conversazioni B. Mussolini - P. Laval;
il patto franco-italiano [mai ratificato, sarà considerato decaduto da G. Ciano il 17 dicembre 1938] con relativa alleanza militare antigermanica comporta come compenso per l'Italia la "mano libera" accordatale dalla Francia in Etiopia.
[Nel 1938 la situazione sarà capovolta.]
[Gli storici continueranno a datare la "guerra abissina" – scoppierà in ottobre – dall'incidente di Ual-Ual (dicembre 1934) e da questa visita di P. Laval quando il ministro francese sistema le questioni con l'Italia circa i confini libici, sullo stato degli italiani in Tunisia e sulla ferrovia di Gibuti; questioni che pendono fin dal 1919.
In realtà B. Mussolini ha già dato ordine al gen. E. De Bono di preparare la guerra nel 1932. Nel 1932 il Giappone ha creato lo stato del Manchukuo lasciando la Società delle Nazioni, e nel 1932 A. Hitler ha avuto i primi larghi successi elettorali e F. von Papen e K. von Schleicher si sono succeduti nel cancellierato germanico per preparare la via al nazismo.]
7, P. Laval viene ricevuto in visita privata da Pio XI;
nel riferire sulla visita, lo stesso giorno l' «Osservatore Romano» scrive che, finito il colloquio durato «esattamente cinquanta minuti», il papa si è fatto presentare e ha benedetto il seguito del ministro, e regalato a sua figlia un ricco rosario in corallo e oro, mentre P. Laval ha fatto omaggio al papa di tre preziosissimi volumi del XVII secolo. Il socialista pentito ed ex senza Dio si è poi recato nella Basilica Vaticana a venerare la tomba del principe degli Apostoli.
31, l' «Osservatore Romano» fa grandissimi elogi al conte C.M. De Vecchi che, dopo cinque anni e mezzo dalla nomina di ambasciatore presso la Santa Sede, è stato ricevuto in udienza di congedo da Pio XI.

III periodo dei fasci femminili: le delegate provinciali hanno ora l'incarico di raccogliere le fedi, di propagandare fra le tesserate lo spirito delle donne spartane. Le iscritte hanno ora una divisa e anche le più anziane si devono adattare al "tu" delle gerarche. Nelle campagne si sono venute inquadrando le massaie rurali e dalla scuola d'Orvieto escono quelle risolute insegnanti di educazione fisica che una volta destinate in provincia diventano un po' le specialiste dell'organizzazione femminile.
[Man mano che il fascismo si avvicinerà alla sua rovinosa conclusione imperialista, il fascio femminile acquisterà caratteri sempre più burocratici.
Qualche mese prima dello scoppio della guerra, le delegate avranno uno stipendio che va dalle 3.000 alle 5.000 lire, a seconda dell'importanza del capoluogo.
Sopravvenuto il conflitto, le fasciste sarano messe ai posti di ristoro, nelle stazioni, per distribuire aranciate e pacchi contenenti torroni, pettini e indumenti di lana ai militari di passaggio sulle tradotte.
Dopo il 25 luglio anche il fascio femminile si scioglierà di colpo. Con l'8 settembre, poco alla volta, cominciando dal Veneto e dalla Lombardia si formeranno le sezioni femminili repubblichine.
La maggior parte delle iscritte borghesi si terranno lontane dal movimento. A Milano qualche grossa borghese aderirà, ma cercando di dare alla cosa un valore formale o mettendosi fin da principio sul terreno del doppio gioco.
In sostanza, il fascio femminile di Salò sarà la breve e forsennata rivincita di molte che nel 1922 avevano partecipato squadristicamente alla preparazione della marcia su Roma e poi erano state escluse dal partito in omaggio a pregiudizi borghesi. Benché invecchiate, queste torneranno in circolazione, spesso accompagnate dalle figlie, dalle nipoti e dalle sorelle più giovani.
Si daranno a fare propaganda, a ingrossare le modeste folle delle manifestazioni, ad accompagnare le truppe avviate al Sud, a festeggiare, sotto lo sguardo freddo della gente, i camerati tedeschi, anch'essi annoiati e diffidenti, a maledire i partigiani. Alcune, non paghe di questa partecipazione laterale, indosseranno l'uniforme delle ausiliarie e presteranno servizio in quaità di telefoniste, di cuciniere e, ina qualche caso, di serventi ai pezzi di artiglieria che batteranno la Linea Gotica davanti al Magra e nella valle del Reno.]
[Gian Carlo Fusco, Le rose del ventennio, 1974, Rizzoli Editore.]

Febbraio
, nel lasciare il suo posto di ambasciatore in Vaticano, C.M. De Vecchi riceve gli onori del papa che gli conferisce una medaglia d'oro e rivolge molte lodi;
[Il card. E. Pacelli, invece, lo considerava un mediocre già nel 1932.
Prima di nominare il conte Bonifacio Pignatti Morano di Custoza (1877-1957) come nuovo ambasciatore in Vaticano, B. Mussolini cerca l'approvazione del papa il quale contatta mons. Luigi Maglione, il suo nunzio in Francia; questi, alla fine di marzo, gli assicurerà che il conte è una buona scelta, un cattolico praticante, buon padre, intelligente, modesto e retto.]
11, inizia la mobilitazione dell'esercito italiano in vista della spedizione in Africa Orientale;
23
, da Messina partono le prime truppe dirette in Etiopia;
il Consiglio dei Ministri delibera ufficialmente la costituzione del Parco nazionale del Circeo.
Lo stesso mese – dopo il VII e ultimo congresso del Kominternl'atteggiamento dei comunisti nei confronti della Chiesa cattolica cambia dal giorno alla notte.
Nello «Stato operaio» non si troverà più una parola di critica, né del papa, né delle gerarchie ecclesiastiche, né delle organizzazioni cattoliche.
[Nella rivista non saranno commentate:
- né l'appoggio di Pio XI all'impresa etiopica,
- né le cerimonie spettacolari con le quali i vescovi donano le loro croci d'oro alla patria per resistere alle «inique sanzioni»,
- né la crociata contro i «rossi», durante la guerra civile in Spagna,
- né la esplicita condanna del governo sovietico e del sistema comunista nell'enciclica Divini Redemptoris del 19 marzo 1937.]

Marzo
2
, il gen. E. De Bono è nominato comandante supremo di tutte le forze armate dell'Africa Orientale;

Aprile
, nel concistoro segreto, quando ormai le intenzioni di B. Mussolini sono tutte manifeste, Pio XI deplora che l'orizzonte sia «oscurato da nubi minacciose e solcato da sinistri bagliori».
Una nuova guerra sarebbe «un delitto così enorme, una manifestazione di furore così folle» che la ritiene «assolutamente impossibile».
11-14, Stresa, si riunisce la "conferenza di Stresa" fra i rappresentanti di:
- Francia, P. Laval
- Gran Bretagna, J. Macdonald e J. Simon
- Italia, B. Mussolini;
è stata promossa da P. Laval, presidente del consiglio francese, dopo la reintroduzione da parte di A. Hitler del servizio militare obbligatorio in Germania;
alla fine della conferenza viene emessa una dichiarazione comune contraria a ogni possibile cambiamento degli accordi di Versailles che possa mettere in pericolo la pace; ne nasce un ipotetico "fronte di Stresa", ben presto rotto dalla politica revisionistica di B. Mussolini;
il Duce infatti, che pende più verso la Francia e l'Inghilterra, non pensa a difendersi dal pericolo tedesco ma soprattutto ad ottenere il consenso delle due potenze alla conquista dell'Etiopia;
21, entra in vigore il "Sabato Fascista", in forza dell'art 5 della legge n. 370 del 22 febbraio 1934;

Maggio


Giugno
15
, Roma, Pio XI riceve cinquemila iscritti all'Associazione dei granatieri, concentrati nella capitale da tutte le parti d'Italia per uno dei tanti raduni di ex combattenti che B. Mussolini organizza nei momenti climaterici, per infiammare lo spirito guerriero degli italiani. Sono guidati dai loro dirigenti e da alcuni ufficiali superiori, tra i quali il gen. Morozzo della Rocca, medaglia d'oro.
24, Roma, incontro A.R. Eden - B. Mussolini per la questione etiopica. I colloqui non portano ad alcun accordo.

Luglio
28
, Pio XI proclama la eroicità delle virtù esercitate dal ven. Giustino Da Jacobis, predicatore della fede cattolca in Abissinia.
[Fatta in questo momento, a settantacinque anni dalla morte dell'interessato, assume evidentemente il carattere di una manifestazione di "guerra psicologica" in favore di B. Mussolini.]
Il papa dice che la glorificazione di «questo grande italiano», di «questo grande abissino d'adozione», avviene mentre «tra l'Italia e l'Abissinia trasversano il cielo nubi, delle quali a nessuno può sfuggire la presenza, il significato, il mistero». Ma lui «spera, ancora spera, sempre spera nella pace di Cristo, nel Regno di Cristo». «Comunque, nutriamo ogni fiducia che nulla avverrà se non secondo verità, secondo giustizia, secondo carità».

Agosto
27
, Pio XI riceve duemila infermiere e le esorta a pregare perché la guerra sia evitata. Il solo pensiero della guerra lo fa fremere. «All'estero» si parla di «una guerra di conquista, di una guerra offensiva», ma egli si rifiuta di prestar fede a tali voci.
28, messo in allerta da Augusto Ciriaci, capo dell'Azione cattolica nazionale circa il discorso del papa, Giuseppe Talamo, ambasciatore ad interim in attesa del successore di C.M. De Vecchi, si precipita negli uffici della Segreteria di Stato vaticana dove invita mons. G. Pizzardo, tutto costernato, ad apportare le dovute "correzioni" all'articolo che apparirà su «L'Osservatore Romano»; certo, per il cronista del quotidinao non è facile apportare le modifiche richieste in un testo che riporta un'ora e venti minuti di discorso;
29, al momento della firma del testo emendato da parte di Pio XI, mons. Domenico Tardini si sente dire: «Veramente non abbiamo detto proprio così»; mentre a ogni obiezione avanzata dal papa egli si offre docile a rettificare ogni errore vi sia, alla fine il papa dice semplicemente: «No lasciamo stare».
Eppure questo testo pur così indebolito spiace all'ambasciatore in carica.
Mentre la stampa fascista lo cita in maniera selettiva per dimostrare il sostegno del papa alla guerra, fuori dell'Italia le osservazioni, anche nella loro forma emendata, sono utilizzate a riprova dell'opposizione di Pio XI.


Settembre
2
, il «Times» di Londra richiama l'attenzione sulle osservazioni del papa, seguite da una lunga lettera inviata dall'arcivescovo di Westminster che cita favorevolmente il commento del pontefice secondo cui «una Guerra di conquista, una guerra offensiva e ingiusta è indicibilmente orribile».
Lo stesso giorno il «Washington Post» reca un articolo in prima pagina intitolato Pontiff plans plea to Il Duce to avent war, e sottolinea stranamente il ruolo chiave che p. P. Tacchi Venturi avrebbe svolto nel recare il messaggio del papa a B. Mussolini.
3, il «Washington Post» dedica un editoriale all'appello papale per la pace, attribuendo una battuta assai dubbiosa al gesuita, nel frattempo;
5-8, i "Prétres anciens combattants" organizzano un pellegrinaggio a Roma di quindicimila cattolici ex combattenti di tutti i Paesi (tra i quali mille sacerdoti).
6, mentre il Consiglio della Società delle Nazioni inizia la discussione sulla questione italo-etiopica, il congresso eucaristico di Teramo, al quale partecipano 19 arcivescovi e 57 vescovi, vota per acclamazione questo messaggio a S.E. il Capo del Governo:

«L'Italia cattolica rappresenta migliaia di congressisti convenuti Teramo XI Congresso Eucaristico nazionale
presente Cardinale Legato Pontificio ed Autorità ecclesiastiche politiche civili militari
prega Gesù Eucaristico
per prosperità di sempre nuove grandezze Patria diletta,
per vostro governo più compatta e forte
».

15, un comunicato ufficiale governativo alla stampa annunzia che le campane di tutte le chiese suoneranno, il 2 ottobre, avendo le autorità ecclesiastiche dato ordini «in conformità ai desideri delle autorità politiche».
27, al suo incontro con Charles-Roux, il papa, nel ripetere i suoi timori circa il disastro nel quale potrebbe precipitare l'Italia se il Duce procederà con l'invasione, dice all'ambasciatore francese di aver offerto un incontro segreto con B. Mussolini per discutere di come avrebbe potuto aiutare a negoziare una via per scongiurare il conflitto. Tuttavia, riporta Pio XI, B. Mussolini ha rifiutato.



Ottobre
2
, la più "storica" e "oceanica" adunata del popolo italiano attorno al Duce coincide con l'avanzata delle truppe italiane in Etiopia;
ore: 15,30, Violando il diritto canonico, le campane di tutte le chiese d'Italia, comprese quelle di Roma, contribuiscono al colossale frastuono.
Con questo scampanio comincia la guerra santa per la liberazione dell'Abissinia.
Intervengono, tra i tanti prelati a favore:
. card. Schuster, arcivescovo di Milano;
. card. Nasalli Rocca, arcivescovo di Bologna;
. mons. Massimiliano Massimiliani, vescovo di Modigliana;
. mons. Tommaso Valeri, arcivescovo di Brindisi e Ostuni;
. mons. Giovanni Piccioni, vescovo di Livorno;
. mons. Ercolano Marini, arcivescovo di Amalfi;
. ecc.
3, all'alba 110.000 uomini al comando del gen. E. De Bono oltrepassano il confine dall'Eritrea all'Etiopia.
Il papa, temendo ora che l'invasione causerebbe l'isolamento internazionale dell'Italia, fa il passo straordinario – dopo quello di agosto, tramite l'arcivescovo di Westminster, andato a vuoto – di spedire un appello al re britannico Giorgio V. Ma la sua lettera viene respinta intonsa dal ministro degli Esteri britannico.
[Il primo ministro ha infatti considerato il tentativo del papa di comunicare direttamente con il re una questione di politica estera come un'infrazione del protocollo diplomatico.]
Intanto il conte Bonifacio Pignatti, nuovo ambasciatore presso la Santa Sede, presenta le sue credenziali al papa.
11, su «La Civiltà Cattolica», quaderno dei gesuiti, si legge:
«L'Etiopia è l'esempio più tipico dell'imputridimento morale e del decadimento intellettuale di un popolo cristiano staccato da Roma, per lo scisma e l'eresia, e rimasto chiuso ad ogni influsso, anche indiretto, del cattolicesimo nelle istituzioni civili che da esso derivano presso i popoli europei.
Superiore agli altri popoli non cristiani dell'Africa per il suo cristianesimo, benché guasto e corrotto, il popolo abissino è rimasto, per lo scisma, di gran lunga inferiore a tutti gli altri popoli anche mediocremente civili, privo di svoglimento e di progresso, fino ai nostri tempi
».
[Giudizio ben diverso da quello del 1895…]
24, falliti i tentativi diplomatici, in una riunione B. Mussolini dice a p. P. Tacchi Venturi che le speranze del papa in un'intercessione francese che aiuti a mediare nella disputa sono fuori luogo. Gli dice inoltre di riferire al papa che la nostra amicizia con la Francia è terminata. Solo la Germania nazista resta amica dell'Italia. «Chi avrebbe mai pensato che gli amici di 20 anni or sono […] sarebbero divenuti nostri nemici, e noi lasciassimo diventare amici dei nemici di allora».

In Francia Camillo Berneri, Umberto Marzocchi, Umberto Consiglio ed altri anarchici danno vita a un "Convegno d'intesa degli anarchici italiani emigrati in esilio".

Novembre
all'inizio del mese, con l'Italia sempre più isolata e le sanzioni che entrano in vigore, le teorie della cospirazione guadagnano nuovo slancio; il complotto protestante-giudaico-massonico-comunista, dal quale molti nella Chiesa hanno messo in guardia, riceve nuovo impulso; l'arciviescovo di Amalfi invia una circolare ai sacerdoti, che a loro volta la condivideranno con i loro parrocchiani nelle omelie domenicali: «La Società delle Nazioni agisce sotto l'influsso di forze occulte: la massoneria, il bolscevismo, l'anglicanismo [sic]» combattono l'Italia perché non possono tollerare la vista del regime fascista che vive «in perfetta collaborazione con la Chiesa Cattolica»;
alla metà del mese il conte Bonifacio Pignatti intavola una serie di lunghe conversazioni con il card. E. Pacelli mettendo in chiaro quanto sia importante che la Santa Sede si avvalga dell'aiuto dei nunzi nell'impegno bellico. È cruciale convincere i vescovi e altri cattolici influenti nel mondo della bontà delle motivazioni italiane per la guerra. Il segretario di Stato assicura l'ambasciatore italiano che questi sforzi sono senz'altro in corso e che il Vaticano ha già fatto molto;
18, sulla base dell'art. 16 del Patto della Società delle Nazioni, 52 stati dichiarano le sanzioni economiche e finanziarie contro l'Italia; l'Austria, l'Ungheria, l'Albania e il Paraguay si rifiutano di dare il proprio voto a favore di questo provvedimento;
19
, il card. E. Pacelli arriva al punto di aggiungere il proprio consiglio dicendo a B. Mussolini, tramite il conte Bonifacio Pignatti, che è assai importante procurarsi il sostegno americano. Il governo dovrebbe lanciare «una intensa e intelligente propaganda italiana negli Stati Uniti nei giornali, nelle università, nelle riviste, con mezzi e forme adatte alla mentalità nordamericana»;
il card. E. Pacelli sa quanto B. Mussolini sia preoccuapto del fatto che gli Stati Uniti, che non fanno parte della Società delle Nazioni, possano unirsi al boicottaggio internazionale.
[In effetti, prima che B. Mussolini dichiarasse guerra, sia le amministrazioni repubblicane, sia quelle democratiche avevano una visione benevola del dittatore, ma la guerra ha provocato un drastico cambiamento. I giornali notano crescenti somiglianze tra l'Italia fascista e la Germania nazista.]
22
, in un incontro con il card. E. Pacelli, il conte Bonifacio Pignatti sottolinea quanto sia cruciale che il petrolio non venga aggiunto alla lista delle sanzioni – come stanno proponendo Gran Bretagna e altrove – e quanto sia importante che gli Stati Uniti ne rimangano fuori. Egli chiede nuovamente al segretario di Stato di attivare la rete diplomatica della Santa Sede per aiutare lo sforzo bellico.
Nel richiamare l'attenzione sul bene che la Chiesa potrebbe fare negli Stati Uniti, egli loda il lavoro di padre Charles E. Coughlin.
28
, il card. E. Pacelli assicura l'ambasciatore italiano che il Vaticano sta facendo quel che può, ma aggiunge che giacché padre Charles E. Coughlin «ha già parlato fortemente contro l'Inghilterra e le sanzioni, onde non ha bisogno di essere incitato a fare di più»;

A fine del mese il duce decide di organizzare la Giornata della Fede (18 dicembre);
[Una brillante idea propagandistica che legherà ulteriormente gli italiani, e in particoalre le donne, allo sforzo bellico.
A dimostrazione del loro amore per il paese e i loro sostegno alla guerra, tutti i buoni italiani dovranno donare le loro fedi alla patria. I vescovi dovranno sollecitare i cattolici a rendere le loro fede d'oro e benedire gli anelli sostitutivi in acciaio che i donatori riceveranno in cambio.]

29
, sulla «Rivista diocesana» mons. Francesco Gargini, vescovo di Bertinoro (Ravenna) dà il suo piccolo contributo al "culto della personalità":
«Diocesano nostro è l'Uomo provvidenziale che ha sgominato i nemici interni della Nazione, che ha dato agli italaini, che ne necessitavano, il senso della Patria…».
Sul numero di novembre della sua rivista «Vita e pensiero», padre Agostino Gemelli scrive:
«Nell'ora delle minacce, quando il bieco massonismo internazionale, la demagogia comunista, la forza prepotente di chi sgavazza nell'abbondanza e il fariseismo di protestanti, congiuravano in un poco nobile e poco ideale connubio alzando una pretesa spada di Damocle sul nostro capo, l'Italia ha saputo conservare una tranquillità così operosa e serena, un atteggiamento così concorde e virile, da dimostrare a quale altezza politica l'abbia saputa elevare in pochi anni il fascismo».
30, p. P. Tacchi Venturi, inviato dal papa a Palazzo Venezia per discutere le speranze di una rapida fine della guerra, approfitta dell'occasione per insistere sull'argomento che lo angustia da sempre: la cospirazione giudaico-massonica-bolscevica tesa a distruggere il Fascismo e il Duce;
[Molto probabilmente – secondo le conclusioni di Renzo De Felice (1981) – p. P. Tacchi Venturi avrebbe aiutato il Duce a sottoscrivere la teoria di un complotto dell' «ebraismo internazionale» contro il suo sforzo bellico in Etiopia.]
Lo stesso giorno, giunta ormai in Vaticano la richiesta di istruzioni da parte dei vescovi in merito alle fedi degli italiani, Pio XI, temendo che una circolare scritta possa trapelare, decide di inviare un messo per trasmettere a voce il suo messaggio: "Istruzioni per mons. Roveda da impartire verbalmente ai Vescovi d'Italia":
«Facciamo attenzione, per non entrare nel merito, vale a dire non esprimere giudizi sul diritto e la giustizia dell'impresa abissina, e soprattutto [sic] guardarsi da ogni parola che possa offendere o riuscire sgradita all'altra parte».
Mentre alcuni membri dell'alto clero condividono il disagio del papa, per la grande maggioranza è impossibile trattenersi.
Svariati prelati eminenti, come l'arcivescovo di Milano e il rettore dell'Università cattolica, non mostrano alcuna remora nell'identificarsi con la guerra. Così i vescovi, nei loro bollettini diocesani e nelle omelie, sollecitano tutti i buoni cattolici a offrire le proprie fedi alla santa causa. I preti allestiscono comitati parrocchiali che assicurino la massima partecipazione locale e, quando verrà il momento, doneranno le prorpie croci pettorali doro.]


Dicembre
3
, il card. Nasalli Rocca, arcivescovo di Bologna, scrive al card. E. Pacelli: «A parte che non mi piaccia molto questa di privarmi delle fedi stesse ormai la cosa è fatta e solo mi preme chiedere una direttiva per la benedizione affinché non si abbiano dissensi e modi diversi di fare»;
il papa risponde all'arcivescovo: vada che i preti parrocchiali benedicano le fedi, ma il vescovo stesso dovrebbe evitare;
Milano, il card. Schuster benedisce personalmente 25.000 fedi d'argento sostitutive nella sua cappella privata;
l'arcivescovo di Messina informa i preti di aspettarsi che i buoni cattolici della sua indigente diocesi donino almeno trenta chili d'oro;
il vescovo di Monreale chiede ai suoi sacerdoti di fondere gli ex voto ricevuti negli anni;
in provincia di Grosseeto, un parroco chiede al proprio vescovo i lpermesso di gofondere le camoane per sostenre il Duce e la guerra;
8, Roma, Teatro Argentina, alla grande cerimonia per premiare i vincitori della "battaglia del grano", mons. Santino Mangaria, vescovo di Civitacastellana, Orte e Gallere, reca al Duce la parola di solidarietà del clero. Alla fine del suo discorso si toglie dal collo la collana pastorale e l'offre alla patria.
Dopo di lui si avanza mons. Giubbi, vescovo di S. Miniato, che consegna anche lui al Duce la collana pastorale esclamando:
«Duce, con la Chiesa che è sempre ivenuta incontro alle gravi necessità dei suoi popoli, saremo pronti a fondere anche gli ori delle nostre chiese e i bronzi dei nostri campanili per il trionfo della verità e della giustizia».
11, un informatore della polizia scrive in un suo rapporto che il Vaticano sostiene la raccolta di fedi d'oro e che «anche le offerte d'oro dei Vescovi, sono ben viste […] dove cominciano le riserve è per le croci pettorali, ritenendosi che […] esse costituiscano qualche cosa di sacro»;
12, mons. Giorgio Maria Del Rio, arcivescovo di Oristano, pubblica sul bollettino dell'arcidiocesi un appello ai fedeli tra cui si legge:
«[…] Le popolazioni abissine sono ad un infimo livello religioso e morale, sono lontane dalla vera fede, dalla nostra religione cattolica, che è fonte di civiltà e di progresso […]».
Sul bollettino diocesano di dicembre, mons. Beniamino Ubaldi, vescovo di Gubbio, annuncia una giornata di «preghiera per la Patria».
16, Pio XI annuncia la creazione di venti nuovi cardinali, quattordici dei quali italiani;
nel suo rapporto sulla nomina, il conte Bonifacio Pignatti nota, come tanti altri, la palese assenza dell'arcivescovo di Westminster, attribuendola all'insoddisfazione del Vaticano per la critica dell'arcivescovo allo sforzo bellico italiano e dei commenti sul papa.
18, Giornata della Fede: in seguito alle sanzioni economiche e finanziarie decretate dalla Società delle Nazioni il 18 novembre, milioni di donne italiane offrono la vera nuziale per la «patria assediata»;
Roma, primi sono il re e la regina, che depositano i propri monili d'oro presso la tomba del Milite Ignoto al Vittoriano; il drammaturgo Luigi Pirandello cede la sua medaglia d'oro del premio Nobel e presto seguono altri dell'élite culturale italiana…
B. Mussolini, cercando di fare un dono spettacolare, offre la medaglia d'oro commemorativa pontificia che gli era stata donata alla firma dei "Patti lateranensi"
[Ciò causerà una crisi nel suo staff allorché un esame rivelerà non trattarsi d'oro ma di un metallo modesto, con una sottile placcatura d'oro. Informato A. Starace, questi dovrebbe averlo detto al Duce.]

È dai tempi in cui i papi governavano lo Stato Pontificio che la Chiesa cattolica non si identifica così strettamente con il governo. E da quelli delle crociate che non gioca un ruolo tanto centrale nell'esortare i cattolici alla conquista di territori stranieri.
Del resto, ormai preti e vescovi spiegano che i Paesi contrari all'invasione sono mossi da odio congiunto dell'Italia fascista e della Chiesa cattolica romana.

19, mentre i vescovi italiani fanno a gara nella loro fervida professione di fede fascista e nella proclamazione del sostegno divino alla guerra, mons. Navarra, vescovo di Terracina, vicino a Roma, coglie l'umore: «O Duce! […] oggi l'Italia è fascista e il cuore di tutti gli italiani batte all'unisono col vostro… Iddio vi benedica, o Duce! Vi sostenga nel giornaliero, titanico lavoro, e vi conceda che […] possiate […] assistere alla vittoria che non può mancare delle armi italiane»;
parlando alle donne della sua diocesi, il vescovo di Ventimiglia (Imperia) identifica «i nemici d'Italia, i nemici della sua grandezza e del suo avvenire» nel «bolscevismo russo, il comunismo, la massoneria internazionale, il protestantesimo inglese»;
25, Natale, nell'omelia tenuta al popolo, mons. Giuseppe Lojacono, vescovo di Ariano, troviamo:
«Erode, accecato dal sospetto, dalla gelosia e dall'ambizione, cerca a morte il Divino Fanciullo di Betlemme. Erode è l'immagine di chi per invidia, per gelosia, per insaziabile sete di dominio, cerca a morte la Patria nostra. Ma come la stella di Betlemme rese vane le insidie di Erode, così anche le macchinazioni ginevrine saranno rese vane dalla stella di Italia».

 

Lo stesso anno lo Stato Maggiore viene articolato in:
- Corpo di SM del quale fanno parte colonnelli e tenenti colonnelli di Stato Maggiore;
- Servizio di SM comprendente maggiori, capitani e tenenti in servizio di SM.
[Entrambi saranno soppressi con Decreto 16 novembre 1944.]




Partito comunista italiano
(Pci)

1935
Gennaio
Mosca, in questo periodo alla Scuola Leninista, nel settore italiano, P. Togliatti [Ercoli], tiene tre lezioni alle quali partecipano anche insegnanti e allievi di altri partiti della scuola stessa.
- I, "Il fascismo",
- II, "La guerra",
- III, "Gli avversari".
[Gli elementi fondamentali di queste tre lezioni li ritroveremo più tardi nei rapporti di G. Dimitrov e di P. Togliatti [Ercoli]al VII ed ultimo Congresso dell'Internaizonale Comunista.
21
, Mosca, si festeggia il 14° anniversario della fondazione del Partito Comunista.


Luglio
Parigi, esce «La Difesa».
25, Mosca, inizia il VII ed ultimo Congresso dell'Internazionale Comunista, i cui lavori continueranno fino al 21 agosto.
A presentare alla tribuna il compagno P. Togliatti [Ercoli] è M. Thorez, presidente di turno, che lo definisce «…uno dei migliori timonieri dell'Internazionale Comunista».


Agosto
9
, Mosca, VII ed ultimo Congresso dell'Internazionale Comunista, alla seduta odierna Dolores Ibàrruri [la Pasionaria], che presiede, annuncia al congresso l'assassinio del compagno Montanari [Agostino] avvenuto lo stesso giorno a Parigi da parte di un agente trozkista, un certo Bensi, che si dice abbia avuto l'incarico dall'OVRA di attentare alla vita di P. Togliatti [Ercoli].
15, Mosca, ha termine intanto il soggiorno di S. Schiapparelli [Willy] che, ancora prima del termine del Congresso, parte per Parigi; prossima destinazione Montreal (Canada).

Ottobre
Parigi, esce «L'Idea popolare».
12-13, Bruxelles, Casa del Popolo, su iniziativa del Pci si tiene nella sala Matteotti il Congresso degli italiani contro la guerra in Abissinia; vi partecipano i delegati della C.G.L., del Pci, del Psi, degli anarchici, dei repubblicani, della Lega italiana dei diritti dell'Uomo e numerosi senza partito.
Sono presenti:
. Egidio Gennari (Pci),
. Giovanni Germanetto (Pci),
. Ruggiero Grieco (Pci),;
. Cesare Campioli, di Reggio Emilia (della corrente di sinistra del Psi),
. G. Miglioli (corrente cattolica del Psi).
Partecipa, prendendo la parola, il compagno Antonio Pesenti (appartenente al gruppo socialista milanese, diretto da Rodolfo Morandi) uscito espressamente dall'Italia.

[Stefano Schiapparelli, Ricordi di un fuoruscito, Edizioni del Calendario, Milano 1971; con prefazione di Giorgio Amendola.]



 

OVEST
-
-
-
-

1935
-

 


 

DOMINION OF CANADA
[Aggiunta alle altre province britanniche nel 1763, include la regione sulle due rive del fiume San Lorenzo grossolanamente delimitate da Anticosti a est e il Lago Nipissing a ovest.
Dal 7 nov 1763 la provincia (ex Canada francese) è stata divisa formalmente in tre distretti: Québec, Trois-Rivières, Montréal.
Nel 1791 la provincia è stata separata in due parti:
Basso Canada (francofoni) e Alto Canada (lealisti).
Nel 1841, con l'Act of Union sono stati nominati due primi ministri ma Canada Est e Canada Ovest continuano ad andare ognuna per la sua strada. Il sistema dura ben 25 anni (1842-67).
Nel 1867, 1° luglio, nasce ufficialmente la confederazione: Dominion of Canada.]
Dal 1931, nonostante lo «statuto di Westminster», in pratica il Foreing Office britannico continua a rappresentare il Dominion in quasi tutte le nazioni del mondo e formalmente i canadesi continuano ad essere cittadini britannici, fino all'approvazione della legge sulla cittadinanza nel 1946.
Governatore generale
Vere B.P. Bessborough
conte di Bessborough
(1931 - 1935)
John Buchan
barone Tweedsmuir of Eisfield
(1935 2 nov - 11 feb 1940)
Primo ministro
Richard B. Bennett
(1930 - 1935)
[conservatore]
W.L. Mackenzie King
(1935 23 ott - 15 nov 1948)
[liberale]

1935
Grande depressione (1929-39).
Il CPC (Communist Party of Canada) è considerato fuori legge (1931-36).
[La WUL (Workers Unity League), creata dal partito e che ora conta 40.000 iscritti, in grande maggioranza non comunisti, viene ora sciolta. Molti degli ex militanti della WUL daranno vita alla sezione canadese del sindacato americano CIO (Congress of Industrial Organizations) che alla fine degli anni 1930 diverrà una delle più importanti e combattive organizzazioni sindacali del Canada.
Ai comunisti una notevole popolarità deriva anche dal ruolo giocato nell' "On-To-Ottawa Trek" e, nel 1937, dall'entusiastica adesione dei militanti al Battaglione Mackenzie-Papineau, che combatterà nelle Brigate Internazionali durante la Guerra Civile Spagnola (1936-39).
Pesa sul partito però la stretta tutela di Mosca.
Questa provoca dure divisioni al suo interno sino a quando la firma del patto di non aggressione tra l'Unione Sovietica e la Germania nazista (agosto 1939) ne provocherà la crisi e la successiva messa fuori legge.]

Gennaio
2
, in un discorso alla radio, Richard B. Bennett annuncia un programma di riforme che chiaramente si rifa a quello del presidente americano F.D. Roosevelt ;
[Diverrà noto appunto come il "New Deal di Bennett".
Questo piano, poi riproposto e ampliato in altri quattro discorsi radiofonici, è sulla carta assolutamente rivoluzionario per un leader conservatore. Egli attacca infatti gli avidi industriali e finanzieri che sfruttano il popolo e in pratica dichiara chiusa l'epoca del liberalismo fondato sul libero mercato e sulla sfrenata ricerca del profitto. Per combattere la crisi è necessario introdurre una legislazione che regoli le ore di lavoro, i salari e le condizioni lavorative. È anche previsto un sistema di assicurazioni contro la disoccupazione, le malattie e gli incidenti industriali.
La sua retorica è un mero espediente che però gli vale l'ostilità di molti membri del suo partito e anche di alcuni ministri.
15, alla riapertura del Parlamento la sensazione suscitata dall'annuncio di inizio d'anno si è ormai esaurita e i progetti di legge presentati dal governo si rivelano poca cosa rispetto alle promesse fatte.
Soprattutto il pezzo forte del programma, l'Employement and Social Insurance Act, trova molte difficoltà e, una volta approvato, si riDuce solo al pallido ricordo della grande riforma preannunciata.
[Nel giro di poco tempo la legislazione sarà dimenticata e il "New Deal di Bennett" entrerà nei libri di storia più come una nota curiosa che come un esempio di efficace politica economica.]

Richard B. Bennett scioglie il parlamento e indice nuove elezioni per l'ottobre successivo.

Giugno
La delegazione canadese a Ginevra è guidata da Howard Ferguson (1870-1946), Alto Commissario a Londra, coadiuvato dal diplomaticco di carriera Walter Riddell (1881-1963). Entrambi subiscono largamente l'influenza della posizione britannica e in particolare del ministro degli esteri Samuel Hoare (1880-1959).

Agosto
22
, questione etiopica: il governo britannico inizia a prendere misure precauzionali mettendo in stato d'allerta l'esercito e la flotta; in una situazione che vede il Partito Conservatore avviato a una quasi certa sconfitta, alcuni consiglieri suggeriscono a Richard B. Bennett di usare l'Etiopia come arma elettorale: una formale promessa che i canadesi non combatteranno una guerra su questa questione può influire molto positivamente in vista delle elezioni, specie nel Québec.
Il primo ministro non è però di questo avviso e non vuole impegnarsi direttamente su questa questione anche se, in un discorso alla radio, ricorda che è un dovere del governo mantenere il paese al di fuori di contese in cui i suoi interessi non sono direttamente coinvolti.
Quanto ai liberali, la loro posizione è drasticamente isolazionista. Ernest Lapointe (1876-1941) il luogotenente di W.L. Mackenzie King nel Québec dichiara ancor più esplicitamente che «nessun interesse in Etiopia di qualsivoglia natura, vale la vita di un singolo cittadino canadese».
Lo stesso capo del Partito Liberale assicura gli elettori, dopo aver ricordato l'atteggiamento da lui tenuto durante l' "affare di Chanak", che un nuovo governo liberale impedirà qualunque spargimento di sangue canadese se non in difesa della patria.

Settembre
11
, Samuel Hoare dichiara che il suo paese ha la più ferma intenzione di aderire pienamente ai principi su cui si basa il patto costitutivo della Società delle Nazioni e di rendere efficace il sistema della sicurezza collettiva contro un'aggressione del tutto ingiustificata.
Si tratta di uno dei momenti più alti del'assemblea ginevrina e tutti i delegati percepiscono chiaramente che si sta muovendo un passo decisivo che dovrebbe portare a una ferma azione contro l'Italia.
Il discorso di Samuel Hoare è accolto entusiasticamente dai delegati canadesi che vorrebbero dichiarare immediatamente il loro pieno appoggio alla linea scelta dalla Gran Bretagna.
A Ottawa la situazione è però estremamente confusa.
Richard B. Bennett seguendo un parere di Oscar D. Skelton, dapprima ordina a Howard Ferguson di non prendere posizione, ma poco dopo cambia opinone e decide che il Canada non può sottrarsi ai suoi obblighi e che quindi si unirà agli altri membri della Società delle Nazioni nello sforzo per il mantenimento della pace. In questa grave situazione di incertezza comunque il governo preferisce che il Canada non prenda alcuna iniziativa a Ginevra.


Ottobre
3
, l'attacco italiano all'Etiopia rende impossibile attendere il risultato delle urne per chiarire la posizione canadese;
a questo punto si crea una situazione decisamente paradossale, dato che Richard B. Bennett e Oscar D. Skelton danno istruzioni a Howard Ferguson di astenersi dal votare sulla questione dell'aggressione italiana contro l'Etiopia basandosi sul fatto che non si può anticipare la posizione che prenderà il nuovo Parlamento.
A Ginevra i rappresentanti canadesi sono costernati: agl occhi del mondo una loro astensione apparirebbe come un sostegno dell'Italia e significherebbe una vera e propria rottura con la Gran Bretagna e con i paesi del Commonwealth.
Howard Ferguson fa dunque appello a Ottawa per evitare un passo così grave e alla fine Richard B. Bennett dà il via libera autorizzando il capo della delegazione a votare assieme alla maggioranza una mozione di condanna contro l'Italia.
Poco dopo il Canada entra a far parte del "Comitato dei Diciotto" che dovrà valutare l'applicazione delle eventuali sanzioni.
In questa sede Howard Ferguson si schiera apertamente a favore di un'azione ferma contro l'Italia.
14, si svolgono le elezioni federali;

Elezioni della Camera dei Comuni
 
%
seggi
. W.L. Mackenzie King
[PL (Partito liberale)]
-
173
. Richard B. Bennett
[PC (Partito conservatore)]
-
40
. James S. Woodsworth
[CCF (Co-operative Commonwealth Federation) - movimento laburista]
-
7
. ?
[- (-), ]
-
-
Totale seggi
 
?
- La CCF (Co-operative Commonwealth Federation) ottiene 400.000 voti, il 9% del voto popolare. Il partito si conferma come una forza ancora regionale che stenta a fare breccia nell'Ontario e non ha quasi nessuna presenza nel Québec e nelle province marittime.

dopo le elezioni federali i liberali tornano trionfalmente al potere; il primo atto di W.L. Mackenzie King una volta insediatosi al governo è quello di far visita al ministro americano a Ottawa con la proposta di arrivare immediatamente a un accordo.
Durante il colloquio il primo ministro annuncia la sua intenzione di recarsi personalmente a Washington e sottolinea che il Canada, sotto la sua guida, sceglierà la "via americana" rafforzando politicamente ed economicamente le relazioni con il paese vicino.
15, a Ginevra, dove Howard Ferguson abbandona il suo posto – in seguito dà le dimissioni dalla carica di Alto Commissario a Londra – la delegazione canadese resta in mano del delegato permanente Walter Riddell (1881-1963).
A questo punto ha inizio una sorta di commedia degli equivoci che pone il Canada, all'insaputa e anzi contro le precise intenzioni del suo nuovo governo, al centro dell'attenzione mondiale nel ruolo di ultrapaladino dello spirito di Ginevra in nome della dottrina della sicurezza collettiva.
Infatti Walter Riddell, approfittando della mancanza di precise istruzioni in senso negativo provenienti da Ottawa, decide di forzare la situazione secondo le sue personali inclinazioni politiche. Egli è infatti convinto che si tratti dell'ultima occasione che la Società delle Nazioni ha per impedire un collasso europeo e una nuova guerra mondiale.

Novembre
, a Ginevra Walter Riddell pronunzia un appassionato discorso a favore delle sanzioni, definite "il più grande esperimento sino a ora tentato tra le nazioni";
2, Walter Riddell prende la parola nel "Comitato dei Diciotto" proponendo l'inclusione del petrolio, carbone, ferro e acciaio nella lista delle materie prime da sottoporre a embargo.
[Prima di presentare la proposta egli aveva telegrafato a Ottawa chiedendo istruzioni specifiche, ma ha poi agito prima di ricevere una risposta, confortato anche dal parere positivo del rappresentante inglese e di quello francese.]
In serata giunge a Ginevra un telegramma da Ottawa che proibisce a Walter Riddell di fare dichiarazioni sull'estensione delle sanzioni e critica il suo eccessivo attivismo.
Naturalmente è troppo tardi.
Nel giro di pochi giorni grandi quotidiani come il «New York Times» e il «Times» di Londra danno in prima pagina la notizia della "proposta canadese" mettendo il govenro di Ottawa in serio imbarazzo.
Alla prevedibile reazione della stampa francocanadese, che unanimemente condanna questo ennesimo atto di servilismo verso la Gran Bretagna, si aggiungono infatti le preoccupanti notizie provenienti dall'Europa circa l'atteggiamento del governo italiano. Questo ha infatti ammonito le nazioni sanzioniste che un allargamento dell'embargo sarà considerato come un aperto atto di ostilità.
Dopo lunghe discussioni W.L. Mackenzie King decide infine di esprimere ufficialmente una rettifica sulla questione che viene consegnata alla stampa dal ministro della Giustizia e primo ministro ad interim Ernest Lapointe, che è personalmente un fiero avversario dell'iniziativa di Walter Riddell.
Nella sua dichiarazione Ernest Lapointe puntualizza che il Canada sta applicando le sanzioni contro l'Italia come leale membro della Società delle Nazioni, ma chiarisce anche che mai il governo ha preso l'iniziativa di proporre l'embargo di prodotti chiave come il petrolio e l'acciaio. In questo campo, egli afferma, il delegato canadese a Ginevra ha espresso soltanto una sua opinione personale.
[Il testo della nota di Ernest Lapointe è mal formulato e si presta a molteplici e controverse interpretazioni, ma W.L. Mackenzie King viene salvato dall'imbarazzo in seguito al successivo evolversi della crisi etiopica.]
Vi sono molte critiche alla dichiarazione di Ernest Lapointe e di fronte all'aggressione italiana il patriottismo britannico e l'idealismo filosocietario spingono nella stessa direzione gran parte del mondo anglocanadese.]

Nei primi giorni del mese W.L. Mackenzie King compie il suo viaggio e stabilisce con F.D. Roosevelt un rapporto personale basato sulla stima reciproca.
[È l'inizio di una lunga collaborazione che durerà sino alla Seconda Guerra Mondiale.]
15, W.L. Mackenzie King e il segretario di Stato Cordell Hull (1871-1955) appongono alla presenza di F.D. Roosevelt le loro firme sul testo ufficiale dell'accordo attraverso il quale le due parti si concedono reciprocamente il trattamento di nazione più favorita.
Mentre il Canada si impegna ad applicare alle merci americane la tariffa preferenziale accordata ai suoi migliori partner commerciali, gli Stati Uniti fanno concessioni sulle importazioni di legname e prodotti agricoli e alimentari, anche se vengono fissate delle quote annuali.

A Ginevra intanto la discussione sull'allargamento delle sanzioni continua, ma i primi entusiasmi si sono di molto raffreddati e gli stessi governi britannico e francese procedono con cautela per non alienarsi le simpatie di B. Mussolini in modo irreversibile.

Dicembre
4
, il «Telegram» di Toronto titola a tutta pagina "La Gran Bretagna si erge a difesa delle sanzioni, il Canada batte in ritirata" e pubblica una vignetta, dal titolo La voce del padrone, raffigurante Ernest Lapointe che tira per una manica Walter Riddell dietro suggerimento di un prete cattolico.
[Nel paese esistono profonde divergenze riguardo il problema delle sanzioni contro l'Italia. Molti messagi di plauso – come si evincerà da un grosso plico di lettere indirizzate a Ernest Lapointe dopo la sconfessione di Walter Riddell presenti nei National Archives di Ottawa – provengono dal Québec mentre gli anglocanadesi condannano il "tradimento" operato nei confronti di Londra.
Non vi è comunque dubbio che nel Québec prevalga una forte ostilità verso la Società delle Nazioni.]
11, si diffonde la notizia del Piano Hoare-Laval con il quale Gran Bretagna e Francia propongono la cessione di una larga parte del territorio etiopico all'Italia.
La proposta provoca critiche talmente forti che viene ben presto abbandonata, ma ormai appare evidente che le grandi potenze non intendono impegnarsi a fondo in difesa dell'Etiopia.


QUÉBEC
Primo ministro
Louis-Alexandre Taschereau
(1920 - ?)
[liberale]
Sindaco di Montréal
Camillien Houde
(1928 - 1954)
[liberale di destra]
Vescovo di Montréal
-

1935
-

in vista delle elezioni previste per ottobre, tra la riformista ALN (Action libérale nationale) e i conservatori viene concordata un'alleanza – definita poi "un'empia alleanza" – per scalzare Louis-Alexandre Taschereau dal potere; nasce così l'Union nationale sulla base di un'intesa tra il conservatore Maurice Duplessis e Paul Gouin che lascia al primo la carica di premier e al secondo la maggioranza nel governo.

Ottobre
alle elezioni provinciali il crollo del Partito Liberale porta a una situazione di stallo in cui Louis-Alexandre Taschereau ottiene 48 seggi contro 42 dei suoi avversari, divisi in 26 per l'ALN e 16 per i conservatori.
Per la prima volta i liberali si trovano a fare i conti con un'opposizione forte e agguerrita ed è in questa situazione che emerge l'abilità politica di Maurice Duplessis. Egli riesce infatti a estromettere gradualmente Paul Gouin e a guidare un duro ostruzionismo che mette praticamente il governo nell'impossibilità di funzionare.
A nulla vale l'estremo tentativo dei liberali di sostituire il loro capo con il riformista J.-A. Godbout (1892-1956).

Durante la guerra d'Etiopia (1935-36) il pubblico quebecchese sostiene con decisione la causa italiana nel contrasto con la Società delle Nazioni.

 

 

ONTARIO
Primo ministro della provincia
Mitchell [Mitch] Hepburn
(1934 - ?)
[liberale]

1935
-

 

 


NEW BRUNSWICK
-
-

1935
-

NOVA SCOTIA
-
-

1935
-

MANITOBA [dal 1870]
-
-

1935
-


BRITISH COLUMBIA [dal 1858]
[nel 1866 ha incorporato l'Isola di Vancouver e dal 1871 fa parte della confederazione.]
Primo ministro della provincia
-

1935
Giugno
in estate il malcontento nei campi di lavoro giunge al culmine; alcune migliaia di ospiti danno vita al Relief Camps Workers Union, una sorta di sindacato organizzata dal Partito Comunista. Essi decidono di portare la loro protesta direttamente a Ottawa e iniziano un lungo viaggio attraverso le praterie dell'ovest su carri merci, l' "On-To-Ottawa Trek".
Durante il viaggio centinaia di disoccupati si uniscono alla marcia ma, una volta giunti a Regina nel Saskatchewan…

 

ISOLA DEL PRINCIPE EDOARDO
[Dal 1873 fa parte della confederazione.]
Primo ministro della provincia
-

1935
-

 

TERRITORIO DELLO YUKON [creato nel 1898]
Governatore
-

1935
-

 

ALBERTA [creata nel 1905]
Primo ministro della provincia
-

1935
William [Bible Bill] Aberhart costituisce la Social Credit League che si presenta alle prossime elezioni provinciali;
[La piattaforma elettorale del partito è meno fumosa rispetto alla dottrina del Social Credit dell'ingegnere scozzese Clifford H. Douglas e presenta un vasto programma di misure sociali:
- riforma del sistema educativo,
- allargamento dell'accesso all'università,
- aiuti alle cooperative agricole,
- assistenza medica pubblica,
- legislazione sulla sicurezza del lavoro.
In tal modo, e sempre agitando l'affascinante proposta di riforma del sistema finanziario, William [Bible Bill] Aberhart e i suoi possono contare sull'appoggio di un vastissimo arco di elettori che va dagli agricoltori, agli operai dell'industria, ai piccoli commercianti, ai professionisti.
La Social Credit League approfitta anche di uno scandalo che ha travolto il partito di governo, lo United Farmers of Alberta.

Agosto
22
, si svolgono le elezioni provinciali;
la Social Credit League ottiene una vittoria schiacciante guadagnando 63 seggi su 70 e il 54% del voto popolare;
25, il «New York Times» definisce "incredibile" l'elezione e il suo corrispondente da Calgary riporta che uomini d'affari e banchieri sono letteralmente spaventati;
[Una volta al potere però William [Bible Bill] Aberhart non riesce ad attuare quella distribuzione di denaro la cui proposta gli ha procurato tanto sostegno. Più concretamente il govenro attua una moratoria sui debiti e le ipoteche, il che gli procura la perenne riconoscenza degli agricoltori.

[Fenomeni simili a quello del Social Credit si sviluppano negli stessi anni negli Stati Uniti e anche lì hanno un grande seguito di massa.]

 

SASKATCHEWAN [creata nel 1905]
Primo ministro della provincia
-

1935
Giugno
… una volta giunti a Regina nel Saskatchewan, i centinaia di disoccupati della marcia – partita dalla British Columbia e diretta a Ottawa – la RCMP (Royal Canadian Mounted Police), il nuovo nome assunto dalle [Giubbe Rosse], riceve l'ordine di bloccare i manifestanti nella città in attesa che una loro delegazione venga ricevuta dal primo ministro. A condurla è l'organizzatore comunista Arthur [Slim] Evans (1890-1944).
[Tra le due parti non vi può essere dialogo e – come narrerà il capo delegazione – il primo ministro lo interrompe mentre descrive la misera situazione dei campi di lavoro affermando che dopotutto coloro che vi sono ospitati stanno meglio della maggioranza della popolazione e che comunque essi vi si trovano perché non hanno voglia di lavorare.
Quando viene accompagnato fuori dall'Ufficio di Richard B. Bennett, l'organizzatore comunista prende congedo definendolo come «non adatto a essere il primo ministro di un villaggio di ottentotti».]
Fallito il colloquio la delegazione torna a Regina e viene iniziata una raccolta fondi per finanziare il ritorno dei disoccupati in British Columbia.

Luglio
, proprio il giorno della festa nazionale canadese la RCMP riceve l'ordine di arrestare i capi della protesta e di cacciare dalla città i manifestanti;
inizia così un violento scontro di piazza che vede di fronte 2.000 manifestanti e 500 tra agenti della RCMP e della polizia municipale;
alla fine della giornata un agente è rimasto ucciso e si contano dozzine di feriti e 130 arrestati.

 

 

TERRANOVA
- 1867-1934, rimane Dominion autonomo.
- 1934, torna allo status di colonia dipendendo intieramente dalla Gran Bretagna sul piano politico ed economico.
Governatore
(1934 - 1949)
[governo commissariato]

1935
-

 


UNIONE degli STATI UNITI d'AMERICA
Presidente degli Stati Uniti
F.D. Roosevelt [32°]
(1933 4 mar - 12 apr 1945)
[Pd]
Vicepresidente
H.A. Walface
(? - ott 1944)
Segretario di Stato
[Ministro degli Esteri]
-
Ministro del Tesoro
-
Ministro della Guerra
-
Presidente della Corte Suprema
C.E. Hughes
(1930 - 1941)

1935
Gennaio
mentre l'economia è ancora stagnante, all'inizio dell'anno la Corte Suprema comincia a dichiarare illegittimi alcuni dei provvedimenti più importanti del New Deal;
il governo mette quindi a punto una serie di nuove leggi.
[Dal contenuto così diverso e così ampio che alcuni storici parleranno di un "secondo New Deal". NOn viene tuttavia messo in discussione l'obiettivo primario del New Deal, cioè la salvezza e la continuità del sistema capitalistico.]

Pacifismo e isolazionismo sono al culmine.
[Pacifismo: [vedi 1934]
Isolazionismo: il rigetto della proposta di una partecipazione statunitense alla "corte permanente di giustizia" dimostra quanto siano diffuse le ideee isolazioniste.
[Istituita in base all'art. XIV dell'atto costitutivo della Società delle Nazioni col compito di occuparsi delle controversie internazionali, questa corte funziona in modo indipendente dalla Società delle Nazioni ed è aperta a giuristi di ogni paese.
Gli ex presidenti W.G. Harding, C. Coolidge e H.H. [Clark] Hoover sono stati favorevoli all'adesione degli Stati Uniti ma il senato, dominato da isolazionisti, si è sempre opposto a quello che considera una specie di "cavallo di Troia" per l'ingresso nella Società delle Nazioni e ha insistito nel porre riserve che gli altri membri della corte hanno giudicato inaccettabili.
Verso il 1930 è stata accettata un formula di compromesso che ha accolto in parte le obiezioni americane, ma gli isolazionisti hanno ancora una volta manifestato la loro opposizione.]
Ora il presidente F.D. Roosevelt convince il senato a riprendere in esame la questione: confida infatti di poter ottenere l'approvazione di quello che è diventato un impegno ormai annacquato. Invece gli isolazionisti, guidati dall'editore di quotidinai William Randolph Hearst e un sacerdote famoso per le sue trasmissioni radiofoniche, padre Charles E. Coughlin, sfruttano l'atmosfera ostile creata dalla pubblicazione dei risultati della commissione d'inchiesta presieduta da Gerald P. Nye per fomentare l'opinione pubblica.
Sommersi da un diluvio di telegrammi di protesta, una ventina di senatori che si sono espressi a favore dell'adesione alla "corte permanente di giustizia" cambiano idea;
29, al momento della votazione conclusiva, la proposta di adesione alla "corte permanente di giustizia" non riesce ad ottenere, sia pure per poco, la necessaria maggioranza dei due terzi.

 

Nasce la CIO (?), sindacato radicale americano.

Aprile
il Congresso istitutisce la WPA (Works Progress Administration) – in seguito ribattezzata Works Project Administration – allo scopo di gestire nuove misure destinate a prendere il posto dei provvedimenti d'emergenza del 1933.
Da questo momento gli interventi diretti in materia di assistenza vengono attribuiti alle autorità locali, mentre la WPA deve concentrare i suoi sforzi su programmi che creino nuovi posti di lavoro.
[Nel giro di otto anni l'ente darà occupazione a 8,5 milioni di persone, spendendo circa 11 Mdi di dollari.
Sotto la direzione di Harry Hopkins, la WPA costruirà, restaurerà o amplierà un gran numero di strade, ponti, edifici scolastici, ospedali, aeroporti, portando a termine anche progetti di risanamento urbano e opere di rimboschimento.
I progetti più singolari della WPA sono quelli destinati ad aiutare scrittori, artisti e attori disoccupati:
- Federal Writers Project: cura la redazione di una serie di guide statali e regionali di ottimo livello, cataloga archivi storici, cura schedari per la consultazione dei quotidiani, pubblica opere di storia locale e raccolte sul folclore regionale, riunisce le testimonianze degli ex schiavi negri ancora viventi.
- Federal Arts Project: offre a parecchie migliaia di artisti senza lavoro l'opportunità di abbellire uffici postali, scuole, biblioteche, tribunali e altri edifici pubblici con affreschi ispirati alle vicende della storia degli Stati Uniti o al mondo del lavoro.
- Federal Music Project: orchestre organizzate dalla WPA tengono concerti sinfonici in cui presenziano oltre cento milioni di persone e sono organizzati corsi musicali cui partecipano oltre mezzo mlione di alunni al mese.
- Federal Theater Project, bersaglio di numerose critiche, le sue compagnie itineranti che danno lavoro a circa 12.500 attori e tecnici, mettono in scena una serie di spettacoli teatrali (spesso sperimentali), di balletti, di spettacoli di marionette e di rappresentazioni circensi in cittadine ove non si è mai visto nulla del genere.
[Nel 1939 le forze conservatrici del Congresso taglieranno i fondi del Federal Theater Project, giustificando la decisione col fatto che molte delle opere rappresentate sono ispirate a idee di sinistra, a volte marxiste, e che il "Living newspaper", un genere teatrale che prende spunto dagli avvenimenti contemporanei, fa apertamente propaganda a favore del New Deal.]

Finora, nel campo della legislazione previdenziale gli Stati Uniti sono stati piuttosto arretrati nei confroni dell'Europa.
Quest'anno, solo in 27 dei 48 stati dell'Unione esistono leggi che prevedono la pensione di vecchiaia e in uno solo, il WISCONSIN, viene corrisposto un sussidio previdenziale ai disoccupati.
Il Social Security Act crea ora un sistema nazionale obbligatorio per la pensione di vecchiaia e un sistema misto, gestito dalle autorità federali e dagli stati, per le previdenze a favore dei disoccupati, reperendo i fondi per tali attività mediante trattenute sugli stipendi e contributi versati dai datori di lavoro.
[Questa legge è per molti aspetti insufficiente e piena di difetti. Il sistema così creato è l'unico a esser finanziato esclusivamente con i contributi in corso e non può contare su altre entrate fiscali: di conseguenza sarà possibile effetturare i primi pagamenti solo nel 1942.
Le pensioni sono basse e proporzionate al reddito preesistente, non legate ad un livello minimo di sussitenza come accade in Gran Bretagna.
Le previdenze dei disoccupati vengono corrisposte solo per un periodo limitato, trenta giorni al massimo.
Molti milioni di persone ne sono escluse, compresi i lavoratori di alcune categorie particolarmente bisognose di tutela, come i salariati agricoli, i lavoratori saltuari, i domestici.
E soprattutto non esiste alcuna forma di previdenza per la malattia: le norme che introducono l'assicurazione contro le malattie inserite in una prima stesura della legge vengono depennate per la decisa opposizone dei medici.
Ma anche così il Social Security Act è un punto di riferimento importante per la successiva legislazione in materia.]
Se da un lato il Social Security Act annulla il senso delle rivendicazioni del movimento di Francis E. Townsend (il che rientra nei suo obiettivi), l'appello di F.D. Roosevelt per una "tassazione progressiva sul patrimonio e sui redditi" si propone di togliere consensi alla crociata lanciata da Huey P. Long con lo slogan "distribuiamo la ricchezza".
Non tutte le proposte avanzate dalla presidenza in materia fiscale vengono approvate ma ora il Wealth Tax Act aumenta le aliquote dell'imposta sui redditi e delle sovrattasse e impone un tributo sui profitti che superano determinati livelli.
Il provvedimento scatena le critiche dei conservatori, ma in realtà è relativamente moderato e funziona ben poco come misura di ridistribuzione del reddito.

Luglio
il Congresso approva il National Labor Relations Act, la riforma più innovativa dell'epoca del New Deal.
Frutto del lavoro del senatore Robert Wagner, questa legge destinata a regolamentare le relazioni industriali ha l'appoggio della presidenza solo dopo che la Corte Suprema ha dichiarato illegittimo il National Industrial Recovery Act (1933), che nella sezione 7ª aveva esplicitamente riconosciuto la validità della contrattazione collettiva. Dal momento che tale legge si è dimostrata insufficente, F.D. Roosevelt decide che siano necessarie norme più drastiche.
La nuova legge – ben presto ribattezzata familiarmente Wagner Act – chiarisce che il governo appoggia in concreto senza riserve il diritto dei lavoratori ad associarsi in sindacato. Essa istituisce, in sostituzione della soppressa NRA, un nuovo ente nazionale autorizzato a sottoscrivere contratti per conto dei lavoratori e anche a impedire alla direzione delle aziende il ricorso a pratiche irregolari come la stesura di "liste nere" e i "sindacati di impresa". La legge estende notevolmente il ruolo del governo nelle relazioni industriali e apre la strada ad un incremento senza precedenti del numero degli iscritti ai sindacati e del potere di queste associazioni.


Agosto
30
, Washington, il Congresso approva con amplissima maggioranza il Neutrality Act (1935); la prima di queste "leggi sulla neutralità" che prevede la neutralità degli Stati Uniti in un eventuale conflitto in Europa. Entrata in vigore proprio quando B. Mussolini è sul punto di attaccare l'Etiopia, invita il presidente, qualora ritenga configurarsi una situazione di guerra, a dichiarare un embargo delle forniture di materiale bellico nei confronti di tutti gli stati coinvolti nel conflitto e gli concede il potere di ammonire i cittadini americani a non viaggiare su navi appartenenti ai paesi belligeranti.

Ottobre
quando l'esercito italiano passa all'offensiva in Etiopia il governo chiede un impegno "morale" (cioè volontario) all'embargo sulle forniture di petrolio e di altre merci all'Italia, però rifiuta di appoggiare la Società delle Nazioni nell'imporre sanzioni.
22, il card. Dougherty, arcivescovo d Philadelphia, si lagna del fatto che padre Charles E. Coughlin sia ormai «quasi fuori controllo». Aggiunge che ormai egli è diventato «un eroe per il proletariato e specialmente per i membri di quella marmaglia di origine ebraica o socialisti e comunisti».
[Considerando l'attitudine antisemita di padre Charles E. Coughlin, si tratta di una caratterizzazione abbastanza particolare.]

Novembre
la campagna coordinata del governo italiano e del Vaticano, ampiamente indirizzata alla comunità italo-americana riesce; la stampa americana continua a sostenere B. Mussolini;
10, Philadelphia, in 200.000 manifestano contro le sanzioni della Società delel Nazioni.
Simili raduni si tengono in altre città dalla massiccia popolazione immigrata, e il Congresso è inondato da petizioni.
Più influente di tutti è il predicatore radiofonico padre Charles E. Coughlin, fondatore dell' "Unione nazionale di giustizia sociale", che trasmette per decine di milioni di ascoltatori ogni domenica, attaccando le sanzioni una settimana dopo l'altra.
Nello stesso periodo prende a stigmatizzare i «banchieri ebrei» e sostenere B. Mussolini.
[In una lettera a E.D. Alfieri, sottosegretario per la stampa e la propaganda, un fascista italo-americano, segretario dell' "Unione Italiana d'America" a New York sottolinea quanto siano importanti, lì, gli sforzi di padre Charles E. Coughlin. Mette in risalto il forte sostegno fornito dagli italo-americani alla guerra in Etiopia che, insieme agli sforzi di padre Charles E. Coughlin, hanno impedito che passasse il disegno di legge di F.D. Roosevelt sulle sanzioni, contro la generale opposizone alla guerra negli Stati Uniti.]

Il disegno di legge Pittman-McReynolds, che chiede agli Stati Uniti di unirsi alle sanzioni, provoca un diluvio di proteste da parte della comunità italo-americana. Sommersi da migliaia di lettere e da innumerevoli delegazioni, gli uomini del Congresso – secondo il capo dell'agenzia di controllo degli armamenti americana – «tremarono al solo pensiero»: il disegno di legge non passa.

 

[Fenomeni simili a quello del Social Credit in Alberta - provincia del Dominion of Canada – si sviluppano negli stessi anni negli Stati Uniti e anche qui hanno un grande seguito di massa. Si tratta di:
- programma "Share Our Wealth" ("Mettiamo in comune le nostre ricchezze") lanciato nel 1932 dal senatore e boss politico della Louisiana Huey P. Long (1893-1935);
- piano pensionistico, proposto nel 1934 dal medico californiano Francis E. Townsend (1867-1960).
Entrambi gli schemi si basano sulla distribuzione generalizzata di somme di denaro contante ai lavoratori o agli anziani e ottengono l'appoggio di milioni di cittadini.
In particolare quest'anno – come sarà stimato – Huey P. Long può attrarre tra i 5 e i 6 milioni di voti.
A differenza del Social Credit però, i due movimenti americani non saranno in grado di prendere il potere in nessuna legislatura statale e scompariranno nel giro di pochi anni.]

Schechter contro Stati Uniti: esaminato il caso, la Corte Suprema decide che il National Industrial Recovery Act è incostituzionale in quanto delega scorrettamente il potere legislativo all'esecutivo.

Un gruppo di sindacalisti delusi costituisce il CIO (Committee on Industrial Organization). Sotto la guida di John L. Lewis, presidente degli United Mine Workers, il CIO inizia una vigorosa campagna per organizzare i lavoratori delle indusrie siderurgiche, automobilistiche, del vetro, della gomma e di altre produzioni di massa, ottenendo notevole successo.


Ku Klux Klan
corruzione delle parole
Kyklos (greco=cerchio) e clan (inglese)

«segue da 1925»
Anni '30, combattuto dai governi federali, va lentamente declinando;
«segue 1965»

 

 

[Maldwyn A. Jones, Storia degli Stati Uniti, Bompiani 1984.]

 




- Direttore: John Edgar Hoover (1924-72)

1935
Gennaio

-

Agosto
30
, questo "Ufficio" della divisione investigativa del dipartimento della giustizia, appena riorganizzato, assume ora la denominazione di FBI (Federal Bureau of Investigation), sempre con lo stesso direttore;
vengono affidati nuovi compiti nella lotta contro la criminalità organizzata e riconosciuta una più ampia discrezionalità nel perseguire determinati reati di importanza federale (tra cui rapimenti, traffico di stupefacenti, rapine alle banche);

 

[01] DELAWARE [dal 7 dicembre 1787] - cap. Dover
[Primo stato a ratificare la Costituzione degli Stati Uniti d'America.
Non esistono collegamenti fra chiesa e stato e una grande libertà religiosa si è affermata sin dall'inizio.]
Governatore
-

1935
Gennaio

-

 

[02] PENNSYLVANIA [dal 12 dicembre 1787] - cap. Harrisburg
[Non esistono collegamenti fra chiesa e stato e una grande libertà religiosa si è affermata sin dall'inizio.]
Governatore
-

1935
Gennaio

-

 

[03] NEW JERSEY [dal 18 dicembre 1787] - cap. Trenton
[Non esistono collegamenti fra chiesa e stato e una grande libertà religiosa si è affermata sin dall'inizio.]
Governatore
-

1935
Gennaio

-

 

[04] - [04] GEORGIA [dal 2 gennaio 1788] - cap. Atlanta
[Già ammesso nell'Unione nel 1780 ma ratificato solo il 2 gennaio 1788.
Riammesso al Congresso il 30 marzo 1870.]
Governatore
-
-

1935
Gennaio

-

[05] CONNECTICUT [dal 4 gennaio 1788] - cap. Hartford
Governatore
-

1935
Gennaio

-

[06] MASSACHUSETTS [dal 6 febbraio 1788] - cap. Boston
Governatore
-

1935
Gennaio

-

[07] MARYLAND [dal 28 aprile 1788] - cap. Annapolis
Governatore
-

1935
Gennaio

-

[08] - [01] SOUTH CAROLINA [dal 23 maggio 1788] - cap. Columbia
Governatore
-
-

1935
Gennaio

-

[09] NEW HAMPSHIRE [dal21 giugno 1788] - cap. Concord
Governatore
-

1935
Gennaio

-

[10] - [08] VIRGINIA [dal 26 giugno 1788]- cap. Richmond
[Riammesso al Congresso il 30 marzo 1870]
Governatore
-
-

1935
Gennaio

-

[11] NEW YORK [dal 26 luglio 1788] - cap. Albany
[L'anglicanesimo è la religione di stato in quattro contee.]
Governatore
-

1935
Gennaio

-

[12] - [09] NORTH CAROLINA [dal 21 novembre 1789] - cap. Raleigh
[Tratto di terre immediatamente a sud della Virginia, attorno allo stretto di Albemarle.]
Governatore
-
-

1935
Gennaio

-

[13] RHODE ISLAND [dal 29 maggio 1790] - cap. Providence
Governatore
-

1935
Gennaio

-

[14] VERMONT [dal 4 marzo 1791] - cap. Montpelier
Governatore
-

1935
Gennaio

-

[15] KENTUCKY [dal 1° giugno 1792] - cap. Frankfort
Governatore
-
-

1935
Gennaio

-

[16] - [10] TENNESSEE [dal 1° giugno 1796] - cap. Nashville
[Riammesso all'Unione dall'aprile 1866.]
Governatore
-
-

1935
Gennaio

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[17] OHIO [dal 1° marzo 1803] - cap. Columbus
Governatore
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1935
Gennaio

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[18] - [05] LOUISIANA [dal 30 aprile 1812] - cap. Baton Rouge
- 1819, Trattato Adams-Onís: stabilisce il confine con il MESSICO spagnolo: va dal fiume Sabine, nel TEXAS orientale, fino al 42° parallelo (futuro confine settentrionale della CALIFORNIA) e da quel punto, verso ovest, fino al Pacifico.
Governatore
-
-

1935
Gennaio

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[19] INDIANA [dal 11 dicembre 1816] - cap. Indianapolis
Governatore
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-

1935
Gennaio

-

[20] - [06] MISSISSIPPI [dal 10 dicembre 1817] cap. Jackson
[Riammesso al Congresso il 30 marzo 1870]
Governatore
-
-

1935
Gennaio

-

[21] ILLINOIS [dal 3 dicembre 1818] - cap. Springfield
-
Governatore
-
-

1935
Gennaio

-

[22] ALABAMA [dal 14 dicembre 1819] - cap. Montgomery
[Dal 18 ottobre 1867 sotto la sovranità degli Stati Uniti.]
Governatore
-

1935
Gennaio

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[23] MAINE [dal 15 marzo 1820] - cap. Augusta
-
Governatore
-
-

1935
Gennaio

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[24] MISSOURI [dal 10 agosto 1821] - cap. Jefferson City
Governatore
-
-

1935
Gennaio

-

[25] - [11] ARKANSAS [dal 15 giugno 1836] - cap. Little Rock
Governatore
-
-

1935
Gennaio

-

[26] MICHIGAN [dal 26 gennaio 1837] - cap. Lansing
Governatore
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-

1935
Gennaio

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[27] - [03] FLORIDA [dal 3 marzo 1845] - cap. Tallahassee
Tra il 1810 al 1813 gli Stati Uniti hanno inglobato la maggior parte della Florida occidentale, la scia costiera che corre da New Orleans a Mobile, ma una buona parte della colonia, unitamente a tutta la Florida orientale, cioè la penisola, resta ancora sotto il dominio spagnolo.
Nel 1819, con il Trattato Adams-Onís è stata completamente ceduta agli Stati Uniti dalla Spagna.
Nel 1868 è rientrata a far parte dell'Unione.]
Governatore
-
-

1935
Gennaio

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[28] - [07] TEXAS [dal 29 dicembre 1845] - cap. Austin
Governatore
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-

1935
Gennaio

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[29] IOWA [dal 28 dicembre 1846] - cap. Des Moines
Governatore
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1935
Gennaio

-

[30] WISCONSIN [dal 29 maggio 1848] - cap. Madison
Governatore
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1935
Gennaio

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[31] CALIFORNIA [dal 9 settembre 1850] - cap. Sacramento
Governatore
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1935
Gennaio

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[32] MINNESOTA [dall'11 maggio 1858] cap. Saint Paul
Governatore
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1935
Gennaio

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[33] OREGON [dal 14 febbraio 1859] - cap. Salem
- 1845, alla fine dell'anno i 5000 coloni americani dell'Oregon organizzano un governo provvisorio e chiedono la fine del regime di occupazione comune e l'esclusiva giurisdizione americana.
- 1848, diventa territorio autonomo.
Governatore
-
-

1935
Gennaio

-

[34] KANSAS [dal 28 gennaio 1861] - cap. Topeka
Governatore
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-

1935
Gennaio
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[35] WEST VIRGINIA [dal 19 giugno 1863] - cap. Charleston
Governatore
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-

1935
Gennaio

-

[36] NEVADA [dal 31 ottobre 1864] - cap. Carson City
[Il 2 marzo 1861 il suo territorio era stato separato da quello dell'UTAH.]
Governatore
-

1935
Gennaio

-

[37] NEBRASKA [dal 1° marzo 1867] - cap. Lincoln
Governatore
-
-

1935
Gennaio

-

[38] COLORADO [dal 1° agosto 1876] - cap. Denver
[Territorio autonomo dal 28 febbraio 1861.]
Governatore
-

1935
Gennaio

-

[39] NORTH DAKOTA [dal 2 novembre 1889] - cap. Bismarck
Governatore
-
-

1935
Gennaio

-

[40] SOUTH DAKOTA [dal 2 novembre 1889] - cap. Pierre
Governatore
-
-

1935
Gennaio

-

[41] MONTANA [dall'8 novembre 1889] - cap. Helena
[cap.li: fino al 1865 Bannack, fino al 1875 Virginia City.]
Governatore
-
-

1935
Gennaio

-

[42] WASHINGTON [dall'11 novembre 1889] - cap. Olympia
Governatore
-
-

1935
Gennaio

-

[43] IDAHO [dal 3 luglio 1890] - cap. Boise
[Territorio autonomo dal 24 marzo 1863 con cap. Boise.
Inizialmente, fino al 7 dicembre 1864, la capitale era Lexinton.]
Governatore
-
-

1935
Gennaio

-

[44] WYOMING [dal 10 luglio 1890] - cap. Cheyenne
Governatore
-
-

1935
Gennaio

-

[45] UTAH [dal 4 gennaio 1896] - cap. Salt Lake City
[Territoro annesso nel 1850.
Dal 2 marzo 1861 si è staccato il Territorio del NEVADA.]
Governatore
-
-

1935
Gennaio
-

[-] Territorio delle HAWAII [dal 7 luglio 1898] - cap. Honolulu
 
Governatore
-
-

1935
Gennaio
-

[46] OKLAHOMA [dal 16 novembre 1907] - cap. Oklahoma City
[Territorio autonomo dal 2 maggio 1890.
Con l'annessione di questo nuovo stato gli indiani sono stati espropriati del loro territorio di riserva "permanente". ]
Governatore
-
-

1935
Gennaio
-

[47] NEW MEXICO [dal 6 gennaio 1912] - cap. Santa Fe
[Territorio autonomo dal 1846.]
Governatore
-
-

1935
Gennaio
-

[-] Territorio dell'ALASKA [dal 1912] - cap. Juneau
[1867, 9 aprile, il senato ratifica l'atto d'acquisto del territorio dalla Russia per 7,2 Mni di dollari;
18 ottobre [Alaska day], avviene il passaggio di sovranità;
1884, diviene un distretto dell'Oregon;
1898, viene scoperto l'oro: questo fatto provoca una vera e propria invasione di cercatori d'oro; altro oro viene poi scoperto nel vicino Klondike, territorio canadese, e l'Alaska è utilizzata come base di partenza per i cercatori.]
Governatore
-
-

1935
Gennaio
-

[48] ARIZONA [dal 14 febbraio 1912] - cap. Phoenix
[Territorio autonomo dal 1863, ma fino al 1886 non ci fu pace con gli Indiani.]
Governatore
-
-

1935
Gennaio
-


a




1935
GRANDI ANTILLE
- Presidente della repubblica
-
[dal 1933 il potere è in mano ai militari]
[mentre dal 1903 gli Stati Uniti hanno una loro base militare a Guantánamo, dal 1934 hanno rinunciato al diritto formale d'intervento stabilito dall'emendamento Platt]
1935
mentre gli Stati Uniti rinunciano al diritto formale d'intervento stabilito dall' "emendamento Platt", l'ex sergente F.E. Batista y Zaldivar smorza ogni opposizione interna con un sapiente dosaggio di trame clientelari e di richiami demagogici cui non sfuggono neppure il comunista PSP (Partido socialista popular) e il Directorio Estudiantil;
Haiti
-
?
(? - ?)
occupazione militare diretta statunitense (1916-39)
1935
-
- Presidente della repubblica
1935
-
- Governatore
?
(?-?)
[colonia britannica dal 1866]
1935
-

1935
Estados Unidos Mexicanos
(Stati Uniti del Messico)
[repubblica federale]
- Presidente della repubblica federale
Lázaro Cárdenas
(1934 - 1940)
["seconda rivoluzione messicana" all'insegna di una ripresa massiccia della riforma agraria]

1935
-

 

 
1935
Repubblica dell'America centrale
(1921)
- Presidente
-

1935
-



1935
- Capo del governo
-
gen. Jorge Ubico
(1931 - 1944)
(formalmente indipendente dal 1847)

1935
la United Fruit Company statunitense, proprietaria delle maggiori piantagioni di caffè e di banane del paese, è l'eminenza grigia della dittatura del gen. Jorge Ubico che sale ora al potere manu militari;



1935
Honduras
- Dittatore
T. Carias Andino
(1932 - 1949)
1935
-

1935
- Presidente
gen. Maximiliano Hernández Martínez
(1931 - ?)
1935
-

1935
- Presidente
J. Sacasa
(? - ?)
1935
-

1935
- Presidente della repubblica
?
(? - ?)
[liberale]
1935
ritorna ora il regime liberale;

1935
República de Panamá
(indipendente dal 1903)
- Presidente della repubblica
?
(1903 - ?)
1935
-




1935
- Presidente
-
[presidenze di E. Olaya Herrera, di A. López Pumarejo e di altri]
1935
ripristinato il regime di separazione fra stato e chiesa, i presidenti liberali tentano, con alterno successo, di avviare il paese verso un regime di democrazia rappresentativa, mentre in politica estera essi si allineano sempre più con gli Stati Uniti (la cui influenza nella vita economica del paese si va sempre più estendendo).

1935

- Presidente della repubblica

J.V. Gómez
(1908 - 1935)
[dal 1903 fino al 1938 decine di migliaia di oppositori vengono incarcerati o esiliati.]
1935
l'eccezionale ondata di prosperità (è il secondo esportatore di greggio) salvaguarda l'economia venezuelana dalla recessione mondiale (1929-31) ma istituisce nuovi rapporti di dipendenza del paese verso le società concessionarie dei giacimenti (perlopiù nordamericane e inglesi) creando una sperequazione sempre più sensibile tra borghesia cittadina e ceti medi urbani, beneficiati dal boom petrolifero, e proletariato rurale, colpito dal declino delle esportazioni agropastorali.



1935
República del Ecuador

- Presidente della repubblica

J.M. Velasco Ibarra
(1934 - ?)
[velasquismo]
1935
il neo presidente cerca di attuare riforme sociali ed economiche nel quadro di un regime autoritario;



1935

- Presidente della repubblica

S. del Cerro
(1930 - ?)
(Repubblica indipendente dal 1827)
1935
la crisi economica del 1929-31 ha causato la restaurazione militare e la messa fuori legge del partito radicalpopulista
APRA (Alianza Popular Revolucionaria Americana), fondato da V.R. Haya de la Torre;


1935

- Presidente della repubblica

?
(?-?)
1935
primo conflitto con il Paraguay (1928 5 dic-3 gen 1929);
guerra con il Paraguay (1932-35), per il petrolio del Chaco.
nuovamente sconfitto, il paese deve cedere gran parte della regione del Chaco; ciò mette in luce l'arretratezza sociale e il marasma politico (sotto l'apparenza di successive costituzioni liberali di importaazione europea) in cui si dibatte il paese;
le reazioni della piccola borghesia al disastro del paese a cui si aggiungono le sanguinose lotte dei lavoratori, provocano un forte sviluppo del movimento nazionalista e saldano un nuovo blocco di forze della sinistra (finora caratterizzata da tendenze a ribellioni elementari dell popolazione indigena e da vivaci minoranze anarco-sindacaliste e marxiste);

1935

- Presidente della repubblica

A. Alessandri Palma
(1932 - 1936)
[ex leader liberale]
1935
rifluito su posizioni di estrema destra, il neo presidente ha avviato una dura repressione contro il movimento operaio condotta da squadre paramilitari;


1935
dal 1816 divise nelle tre colonie:
Guyana Britannica

- Governatore

?
(? - ?)
1901
-
Suriname (olandese)

- Governatore

?
(? - ?)
1901
-
Guyane Française
[già sede di una colonia penitenziaria e poi, dal 1852,
di un bagno penale (fino al 1945)]

- Governatore

?
(? - ?)
1901
-


1935

- Presidente della repubblica

1935
rivolta comunista;



1935

- Presidente della repubblica

gen. B. Ferreira
(1904 - ?)
[partito degli azules]
1935
guerra con la Bolivia (1929-35) per i possedimenti del Chaco;
Giugno
il paese vince la guerra e così dopo 120.000 morti si arriva all'armistizio e al trattato di pace che, preparato da una conferenza a Buenos Aires (luglio 1935-gennaio 1936), sarà concluso il 21 luglio 1938;


1935

- Presidente della repubblica

A. Justo
(1930 feb - feb 1938)
[conservatore]
1935
Buenos Aires, il movimento operaio organizzato si va strutturando nella Confederación General del Trabajo;

 



Patagonia
1935
-

1935
- capo militare
G. Terra
(1931 - 1938)
1935
Montevideo,

 



1935
CINA
-
(Repubblica dal 1911)

presidente del governo nazionalista

Chiang Kai-shek
(1928 - 1935)

1935
i giapponesi hanno occupato la Manciuria e Jehoi, provincia nordorientale della Cina;
Dicembre
, Chiang Kai-shek viene eletto presidente della repubblica cinese;

Repubblica sovietica cinese
degli operai e dei contadini

(Repubblica di Kiangsi - Cina meridionale)
presidente
Mao Tse-tung
(1931 nov - ?)

1935
Gennaio
La lunga marcia: a Tsunyi nel Kweichow viene tenuta una riunione del comitato centrale che dà la direzione del Partitio comunista a Mao Tse-tung e pone come obiettivo dell'impresa il raggiungimento delle ultime basi rosse esistenti nel nord attraverso una "lunga marcia" al fine di poter meglio utilizzare le forze rivoluzionarie contro l'invasione giapponese;
l'impresa ha due fasi:
- la prima, difficile soprattutto per la continua pressione militare del Kuomintang (KMT) e implica gravi perdite;
- la seconda presenta difficoltà materiali per la necessità di superare alte catene di montagne (ai confini col Tibet) e paludi;
molti gruppi percorrono a più riprese il tracciato di non meno di 10.000 km che finisce col portare gli uomini delle basi rosse del sud alla nuova base rossa dello Shensi nella zona di Yenan, particolarmente adatta a sbarrare il passo all'avanzata giapponese; il trasferimento si concluderà nell'inverno 1935.

a

1935
DAE HAN
(Corea)

1935
lo stato coreano ha cessato di esistere come entità autonoma nel 1910 essendo stato annesso dal Giappone;
la dominazione di Tokyo è improntata a uno spietato regime poliziesco;
è attivo comunque un movimento di resistenza nazionale che dal 1931 organizza la guerriglia antigiapponese;

a





1935
(periodo Showa: 1926-45)
Giappone

Hirohito

(Tokyo 1901-1989)
figlio di Yoshihito;
1921-26, reggente;
1926-45, imperatore del Giappone;

1935
una serie di attentati a uomini politici e a personalità del mondo economico, nonché vari tentativi di colpi di stato da parte dell'esercito, consentono a gruppi militari e ultranazionalisti di impadronirsi del potere;

Kuomintang
KMT
(Partito nazionale del popolo)

1935
Tokyo, dal 1905 opera la T'ung Meng Hui (Lega dei rivoluzionari) ispirata ai "tre principi del popolo" formulati da Sun Yat-sen:
- indipendenza nazionale
- democrazia parlamentare
- socialismo agrario;

a





1935
[colonia spagnola dal 1900, con capitale Villa Cisneros già protettorato dal 1884, le è stata annessa militarmente nel 1934 la regione di Saguia el Hamra]
-
-
1935
-


1935
Marocco
[dal 1912 è un protettorato della Francia che ha riconosciuto alla Spagna una zona di sua spettanza (Rif, Ifni, Tarfaya) e lasciato sul trono l'ex sultano Mulay 'Abd al-Hafiz;
con la convenzione di Parigi la città di Tangeri è stata internazionalizzata con un proprio statuto autonomo.]
Maometto V  
(Fez 1909 - Rabat 1961)
figlio di Mulay Yusuf;
la rivolta (1920-26) delle popolazioni berbere della regione Rif è stata domata ed il loro leader M. ibn 'Abd el-Krim è stato deportato nell'isola di Réunion;
1927-57, sultano del Marocco;
[alla morte del padre]

1957-61, re del Marocco;

1935
mentre il paese continua ad opporre una strenua resistenza alla "pacificazione", il sultano si avvicina decisamente a quei movimenti che reclamano una maggiore autonomia del Marocco, non nascondendo le sue simpatie per l'Istiqlal o Partito dell'indipendenza; dal canto suo la Francia crea una residenza militare che lascia insoddisfatta ogni istanza autonomista;


1935
Algeria
-
-
1935
agitazione nazionalista dell'emiro Khaled, nipote di 'Abd el-Kader († Damasco 1883);

1935
Tunisia
protettorato francese dal 1883, anche se il bey conserva formalmente le sue prerogative.
1935
il Neo-Destur (presidente: M. Matari; segretario generale: H. Bourghiba, in carcere 1934-36), che dal 1934 si è posto come obiettivo la fine del protettorato, riceve come risposta una politica forte da parte delle autorità francesi che proibiscono i partiti nazionalisti, ne internano i principali dirigenti senza tuttavia arrestare la crescita del movimento;

1935
LIBIA
[nome romano riesumato durante il conflitto per indicare le due regioni della Tripolitania e della Cirenaica]
– dal 1913 l'Italia esercita la sua sovranità sulla Libia;
dagli anni '20 è iniziato un vasto programma di colonizzazione delle terre coltivabili ai margini del deserto, mentre Tripolitania (1925) e Cirenaica sono state ormai "pacificate" (1931)
dal 1934 la Libia è divisa in quattro province: Tripolitania, Sirtica, Cirenaica, e Fezzan –
Governatore
LIBIA
mar.llo I. Balbo
(1934 16 gen - † 28 giu 1940)

1935
il vasto programma di colonizzazione delle terre coltivabili ai margini del deserto, iniziato sin dagli anni '20, viene intensificato ed è costruita un'efficiente infrastruttura in tutta la regione costiera con l'obiettivo di favorire, in prospettiva, l'insediamento di un'ingente comunità di italiani nella colonia;

Muhammad Idris al-Mahdi al-Sanusi
-

(Giarabub 1890 - Il Cairo 1983)
1917-22, capo della confraternita dei Senussi;
1923-48, è costretto all'esilio;


1948, emiro di Cirenaica;
1950-69, re di Libia(Idris I);



1935
Fu'ad I  
(Il Cairo 1868 - 1936)
figlio del khedivè Isma'il;
1917-1922, sultano d'Egitto;
succede al fratello maggiore Husayn Kamil († 1917);
1922-1936, re d'Egitto;

- Alto Commissario
sir Miles Lampson
(1933 - 1936)
- Primo Ministro
Nahhas Pascià
(1933 - ?)
1935
pur avendo promulgato una costituzione di tipo parlamentare non ha rinunciato all'esercizio di un forte potere personale, appoggiandosi alla Gran Bretagna e ai settori moderati della vita politica egiziana (da lui organizzati nel Partito del popolo) per contrastare l'influenza del partito nazionalista Wafd fondato da Zaglul Pascià (o Sa'd Zaghlul) ;
escluso il Wafd dal potere, ha poi governato in modo dittatoriale conDucendo un'efficace azione di rinnovamento economico mirante a occidentalizzare il paese.

Novembre
Il Cairo, si verifica un'immensa dimostrazione studentesca a favore del Wafd.
[Il giovane 17enne ma austero leader degli studenti della scuola secondaria, un certo Gamal 'Abd al-Nasser, viene sfiorato alla fronte dalla pallottola di un poliziotto.]

La Gran Bretagna è tuttavia ancora restia a considerare il ritorno di un governo wafdista. C'è però una possibilità.
Anche se il Wafd non ha perso la brama di potere, ora è più disposto al compromesso per raggiungere i suoi obiettivi. Esso condivide infatti con l'Inghilterrsa il timore per le mire espansionistiche italiane in Africa, mostrate dall'invasione e dall'occupazione italiana dell'Etiopia.
L'Egitto dipende, per la propria difesa, dalla Gran Bretagna.

Dicembre
il re acconsente al ripristino della costituzione del 1923;

1935
Sudan
[dalla convenzione del 18 gennaio 1899, il paese è stato costituito in "condominio" anglo-egiziano, di fatto in possedimento britannico]
   
1935
dal 1924 la White Flag League fondata da Ali Abd al-Latif (condannato a tre anni in carcere lo stesso anno) ha abbandonato il programma unitario della Valle del Nilo e adottato una nuova strategia orientata verso l'obiettivo di una nazione sudanese autonoma.
Disegno troppo prematuro per raggiungere risultati apprezzabili.


1935
Guinea-Bissau
[colonia autonoma portoghese dal 1879, i suoi confini (rettilinei e artificiosi di evidente origine coloniale) con l'Africa Occidentale Francese sono stati regolati nel 1896.]
   
1935
-


1935
Africa Occidentale Francese
(AOF – 1895-1958)

[possedimenti retti, dal 1895, da un governatore generale, dipendente dal ministero delle colonie, in forma accentuatamente centralizzata]

- Governatore generale
?
(? -?)
Senegal [sotto controllo francese dal 1817, sottomesso e pacificato dal 1865.] cap. Dakar.
1935
una "sezione" senegalese del Partito Socialista francese viene organizzata a Dakar da Lamine Gueye;
Mauritania [protettorato francese dal 1904, il territorio vi è stato annesso dal 1920 ma le autorità coloniali non verranno mai completamente a capo dello spirito d'indipendenza mauro]
1935
-
Sudan francese [ex Senegal-Niger dal 1904, nel 1921 è tornato al suo nome originario.]
-
Alto Volta [1932-47, la colonia è soppressa e smembrata tra Costa d'Avorio, Sudan Francese e Niger]
1935
-
Niger [completamente colonizzato dal 1920] cap. Zinder.
1935
-
Guinea Francese [protettorato francese dal 1889, è sorta la città di Conakry nel 1890; colonia francese dal 1891;
con l'acquisizione dell'isola di Los nel 1904 ha assunto il suo assetto territoriale definitivo;]
1935
-
Costa d'Avorio [colonia francese dal 1893.]
1935
-
Dahomey [annesso dal 1899 ma, completamente, dal 1916]

1935
-

Nell'Africa Francese 5 milioni di africani sono impegnati in "prestazioni" di lavoro coatto, come per esempio, nella costruzione di ferrovie.

 


1935
Sierra Leone
[colonia inglese dal 1808.]
- Governatore
?
(?-?)
1935
-

1935
[ex Monrovia, è una repubblica indipendente dal 1847, con una costituzione modellata su quella statunitense ma con il predominio dell'elemento nero-americano su quello autoctono;
nel 1857 al paese si è unita l'ex colonia formatasi a capo delle Palme nel 1833.]
-
-
1935
-


1935
Costa d'Oro
[colonia della corona britannica dal 1874; nel 1922 si è ingrandita con l'annessione dell'ex Togo tedesco, la parte occidentale (Togoland) del territorio;]
- Governatore
-
1935
-

1935
Togo
[sotto mandato francese dalla fine della prima guerra mondiale, dal 1922 il territorio comprende solo la parte orientale dell'ex Togo tedesco e mantiene una distinta fisionomia giuridica.]
?
(?-?)
1935
-


1935
comprende i due ex protettorati britannici;
all'unità amministrativa della federazione non corrisponde tuttavia una reale integrazione etnico-culturale del paese;
Nigeria settentrionale [territori haussa, riuniti dal 1900]
-
-
1935
-

Nigeria Meridionale [territori degli Oil Rivers (dal 1849), di Lagos (dal 1861) e Benin (dal 1897), riuniti dal 1906]
-
-
1935
all'unità amministrativa della federazione non corrisponde tuttavia una reale integrazione etnico-culturale del paese, resa ora, nel primo dopoguerra, ancora più improbabile dall'accessione, sotto mandato britannico, di un quinto del Camerun tedesco;
ulteriori elementi di divisione si portano avanti dal 1922;

Lagos
1935
-





1935
Camerun
[dal 1920 l'ex protettorato franco-britannico è diviso in due mandati coloniali previsti dal trattato di Versailles]
Njoya
-
(? - ?) c
1883-1933, re dei bantu;

Mandato (1) [alla Gran Bretagna, la porzione nordorientale, circa un quinto del paese]
1935
-
Mandato (2) [alla Francia, il resto (ha recuperato anche i territori ceduti nel 1911)]
1935
-

1935
Africa Equatoriale Francese
(1910-1958)
1910, la Francia crea questa nuova unità amministrativa che, pur mantenendo a Brazzaville la sede del governatore generale, è divisa in quattro ripartizioni:
Medio Congo [ex Congo Francese]
-
1935
-

Gabon [già assorbito dal Congo Francese nel 1888 e ora separato]
-
1935
-
Ubangi Sciari (Oubangui-Chari) [ex Impero Centrafricano, diventato colonia francese dal 1905]
-
1935
-
Ciad [pur annesso dalla Francia, la resistenza all'interno continuerà fino al 1917]
-
1935
Continuano a svilupparsi i movimenti nazionalisti, a sfondo profetico-religioso e xenofobo.




1935
Congo Belga
[colonia dello stato belga dal 1908]
(capitale: Lépoldville)
[il territorio dello Zaire, già sede (ancor prima dell'arrivo dei portoghesi) di importanti regni autoctoni quali quello del Congo, di Kuba, Luba, Lunda:
- nel 1880 è stato posto sotto il controllo dell'Associazione internazionale per il Congo, promossa da Leopoldo II re del Belgio;
- 1885-1908, sotto la sovranità (esercitata a titolo personale) di Leopoldo II re del Belgio.]
Governatore
-
1935
Lépoldville [1931] ha 30.000 abitanti.
Nel periodo tra le due guerre vengono estese le piantagioni ed avviato lo sfruttamento delle ricchissime risorse minerarie, senza che ciò comporti alcun miglioramento del livello di vita delle popolazioni indigene e delle condizioni igienico-sanitarie.
Katanga [regione sudorientale, annessa militarmente dai belgi nel 1891 sotto l'egida della Compagnie du Katanga istituita da re Leopoldo II.]
1935
nella zona dell'attuale Jadotville, la Union Minière:
- nel 1917, a Likasi, ha aperto un'altra grande miniera di rame (dopo quella iniziale a Elisabethville);
- nel 1921, a Panda, ha installato un concentratore di minerale;
- nel 1928, a Shituru, ha inaugurato un nuovo complesso industriale, di gran lunga il maggiore del Congo e fra i più imponenti dell'intera Africa.
ll complesso industriale [intitolato a Jean Jadot] forma una delle capitali mondiali del rame.
Ruanda-Urundi [dal 1919 sotto amministrazione belga, nel 1925 è stato annesso alla colonia.]
1935
-





1935
ERITREA
[colonia italiana dal 1° gennaio 1890, con il fiume Mareb come confine con l'Etiopia]
Alto Commissario per tutta l'A.O.
e governatore dell'Eritrea
gen. E. De Bono
(1935 gen - ?)
1935
Gennaio
7
, il gen. E. De Bono, nominato Alto Commissario per tutta l'A.O. e governatore dell'Eritrea, parte per Massaua seguito da Dall'Ora, nominato Intendente;
lo stesso giorno avviene la firma del trattato franco-italiano
[Trattasi di un avvenimento internazionale di vasta portata: per la prima volta da che esiste il Regno d'Italia si vede un presidente francese infrangere la tradizione di odio e di disprezzo verso l'Italia.
L'art. 4 dell'accordo contempla una lieve rettifica di confine a favore dell'Italia fra l'Eritrea e la Somalia francese, ma il valore dell'accordo sta nel disinteressamento amichevole francese all'espansione dell'Italia in Etiopia.]

[La popolazione italiana dell'Asmara, capitale dell'Eritrea, passa da 3873 unità (Gennaio) a 15.000 unità (Maggio).]

Febbraio
lo S.M. dell'Esercito italiano comincia ad attuare il progetto di difesa (Progetto A.O.), completato nell'agosto precedente, che si basa su una ipotesi di guerra difensiva-controffensiva, con situazione europea tranquilla, che permetta cioè l'invio di truppe oltremare;
5
, sono mobilitate le Div.ni Peloritana, Gavinana e Sabauda;
la mobilitazione indigena fornisce all'Eritrea un Corpo d'Armata su 28 battaglioni, e reparti equivalenti ed una grossa div.ne in Somalia (arabo-somali e primi reparti libici);
18, da Messina, Catania e Siracusa si provvede al trasporto in Somalia (18 feb-20 apr) della div.ne Peloritana;

Marzo
16
, da Napoli si provvede al trasporto in Eritrea (16 mar-1° giu) della div.ne Gavinana;
26
, vengono mobilitate le Div.ni Gran Sasso e Sila;

Aprile
3
, viene mobilitata la 1ª div.ne Camicie Nere 23 Marzo;
, viene mobilitata la 2ª div.ne Camicie Nere 28 Ottobre;

Maggio
18
, viene mobilitata la 3ª div.ne Camicie Nere 21 Aprile;
23, viene mobilitata la 4ª div.ne Camicie Nere 3 Gennaio;

Giugno
9, da Cagliari e Livorno si provvede al trasporto in Eritrea (9 giu-5 lug) della div.ne Sabauda;
13, viene mobilitata la V div.ne Camicie Nere 10 Febbraio;
dopo un intenso periodo di addestramento della durata di circa tre mesi, le Div.ni aggiunte a marzo vengono gradualmente trasportate in Eritrea a fianco di quelle dell'Esercito;

Agosto
16
, da Napoli si provvede al trasporto in Eritrea della 1ª div.ne Camicie Nere 23 Marzo (16 ago-21 set) e della 2ª div.ne Camicie Nere 28 Ottobre (16 giu-22 set)
19
, vengono mobilitate le Div.ni Cosseria e Assietta;
mentre sono in partenza ben sette divisioni, 4 Armate (19 Div.ni - 235.000 uomini) partecipano alle grandi esercitazioni estive che si conducono in Alto Adige con la rivista passata dal re a Bonzone (90.000 uomini) e con un significativo discorso del capo del governo B. Mussolini alla presenza del re;

Settembre
7
, da Napoli si provvede al trasporto in Eritrea della 3ª div.ne Camicie Nere 21 Aprile (7-22 set);
11, da Genova si provvede al trasporto in Libia delle Div.ni Cosseria (11-18 set) e Assietta (13-17 set); Eritrea della div.ne Gran Sasso (21-29 set);
24
, viene mobilitata la div.ne Metauro;
in seguito alle minacce inglesi entra improvvisamente in azione un nuovo fronte - quello libico - che viene rinforzato da tre Div.ni nazionali (Cosseria, Assietta, Metauro); contemporaneamente parte una terza div.ne Camicie Nere per il fronte nord;
mentre le industrie belliche lavorano senza sosta, giorno e notte, perché l'ordine è di essere pronti per ottobre,
25, da Napoli, Reggio Calabria e Messina si provvede al trasporto in Eritrea della div.ne Sila (25 set-10 ott)
da Napoli si provvede al trasporto in Libia della div.ne Metauro (28 set-4 ott);

Ottobre
, vedi box; - ca 800.000 uomini sono alle armi.-

Uomini e mezzi in Africa Orientale
[1° ottobre 1936]
Uomini
ERITREA
SOMALIA
Totale
Ufficiali
5.700
1.650
7.350
Sottufficiali e truppa nazionale
99.200
21.000
202.900
indigena
53.200
29.500
Mezzi
- mitragliatrici
4.200
1.600
5.800
- pezzi d'artiglieria
580
120
700
- carri armati
112
45
157
- automezzi
13.600
1.850
15.450
- quadrupedi
35000
7.900
42.900

ERITREA: 3 Corpi d'Armata (uno indigeno, due nazionali) con un totale di 7 Div.ni (una in corso di affluenza);
SOMALIA: 1 div.ne nazionale (per la difesa del campo trincerato di Mogadiscio) in rinforzo al blocco di truppe coloniali mobilitate e raggruppate dal gen. R. Graziani



3, il gen. E. De Bono passa la frontiera con l'Etiopia (il Mareb), riconquista Adigrat, Adua, Macallè e occupa Axum la città santa.
L'aviazione italiana attacca il villaggio di Ual-Ual.
[Il gen. E. De Bono si serve del degiacc (capo di provincia e comandante delle sue forze militari)Hailé Selassié Gugsà, genero del negus, come spia e collaboratore.]
[L'Italia esulta, Adua 1896 è vendicata.]
10, da Napoli si provvede al trasporto in Eritrea della 4ª div.ne Camicie Nere 3 Gennaio (10 ott-3nov);
18, viene mobilitata la 6ª div.ne Camicie Nere Tevere;
29, viene rimpatriata dalla Libia (29 ott-12 nov) la div.ne Metauro;

Novembre
, da Napoli si provvede al trasporto in Eritrea della V div.ne Camicie Nere 10 Febbraio(1-9 nov);
16, il gen. E. De Bono è sostituito dal mar.llo P. Badoglio nella carica di Alto Commissario e Comandante Superiore in Africa Orientale.
23, da Napoli si provvede al trasporto in Somalia della legione (Italiani all'Estero) della 6ª div.ne Tevere di Camicie Nere (reclutata con italiani residenti all'estero volontari, con mutilati e combattenti della grande guerra e con studenti di tutti gli Atenei d'Italia)(23 nov-5 gen 1936)
Contemporaneamente un grande sviluppo viene dato all'aviazione con l'invio negli aeroporti già approntati di apparecchi moderni numerosi e potenti.
30, viene mobilitata la div.ne Trento;
Oltre 60.000 operai volontari - che saliranno poi a 100.000 - fiancheggiano le truppe.

Dicembre
10, da Livorno e Napoli si provvede al trasporto in Libia della div.ne Trento(10 dic-6 gen 1936);
11
, vengono comunicate all'Italia delle proposte, cosiddette P. Laval-Hoare, francese e britannico ma, prima ancora che il governo di Roma possa esaminarle, i gruppi intransigenti inglesi con a capo il ministro A.R. Eden creano un artificioso movimento di opinione pubblica, forzano la mano al governo di S. Baldwin e gli impongono di sconfessare davanti al Parlamento le sue stesse proposte. Il ministro degli Esteri Hoare si dimette e A.R. Eden afferra quel ministero.
22, viene mobilitata la div.ne Pusteria;
24, da Bengasi si provvede al trasporto in Eritrea della div.ne Cosseria (24-27 dic).

 

 



1935
Impero di Etiopia
Hayla Sellasye I

Tafari Makonnen (Harar 1891 - † 1975)
figlio secondogenito del principe Makonnen e nipote di Menelik II;
1930-75, imperatore di Etiopia
[Hayla Sellasye I (potenza della Trinità) o Hailé Selassié I];
negus neghesti
(re dei re), emana una costituzione moderna;

1935
Giugno
19
, l'Etiopia chiede alla Società delle Nazioni l'invio di osservatori neutrali alle sue frontiere;

Ottobre
3
, II guerra italo-etiopica
:
con la dichiarazione di guerra all'Etiopia, si rompe definitivamente il "fronte di Stresa";
il gen. E. De Bono viene nominato Alto Commissario per tutta l'Africa Orientale;
vengono messi in campo mezzi ingentissimi e mobilitate grandi risorse facendo balenare la prospettiva di venire in possesso di grandi risorse etiopiche;
senza dichiarazione di guerra reparti italiani iniziano l'invasione dell'Etiopia;
– 200-300 mila abissini con fucili e lance

contro

– 330.000 soldati e 87.000 ascari, 100.000 lavoratori italiani militarizzati, 350 aerei, 250 carri armati, 1100 cannoni e 14.000 automezzi;
dopo la conquista del centro di Makallé l'offensiva italiana si deve arrestare per questioni logistiche;
arrivando dall'Eritrea, il gen. E. De Bono passa la frontiera;
10-11, Ginevra, la Società della Nazioni accusa il governo fascista di aggressione e decide di adottare contro l'Italia una serie di misure economiche, tali da imporre il blocco dei crediti internazionali e l'embargo delle forniture militari; l'Italia è dichiarata "stato aggressore"
20, fronte somalo: il gen. R. Graziani assicura alle truppe italiane il corso del medio Scebeli con le località di Dagnerei e Callafò; le colonne si spingono quindi nella vallata del Fafan;

Novembre
3-9
, un nuovo balzo in avanti porta le divisioni italiane del gen. E. De Bono a stendersi in un grande arco proteso a sud e a ovest verso l'avversario, dallo Scirè alle alture a sud di Macallè;
7, fronte somalo: un magistrale impiego dell'aviazione schiaccia gli abissini che occupano il campo trincerato di Gorrahei che viene preso e diventa una delle basi principali per le ulteriori operazioni;
11, fronte somalo: un'audace puntata giunge a sud di Sassabaneh nei pressi di Hamanlei.
La minaccia su Harar comincia ad attirare verso il fronte somalo ingenti forze etiopiche.
16, E. De Bono viene nominato maresciallo d'Italia e richiamato in patria. Il comando delle operazioni in Etiopia viene affidato al mar.llo P. Badoglio il quale chiede subito rinforzi.
18, con rapidità, sulla base dell'art. 16 del Patto della Società delle Nazioni, 52 stati dichiarano le sanzioni economiche e finanziarie contro l'Italia; l'Austria, l'Ungheria, l'Albania e il Paraguay si rifiutano di dare il proprio voto a favore di questo provvedimento;
nello stesso tempo si intensifica il rifornimento all'Etiopia di armi, specialmente da parte inglese, cecoslovacca e belga, mentre i "consiglieri" britannici si moltiplicano alla corte del Negus e presso i comandi etiopici.

Dicembre
ai primi del mese le truppe del gen. R. Graziani fanno una felice puntata sull'asse della valle del Faf;
tentativo etiopico di colpire sul fianco lo schieramento italiano;
23, primo lancio di iprite nella regione del Tacazzé, in dispregio della Convenzione di Ginevra del 17 giugno 1926, firmata anche dall'Italia, che vieta l'uso di gas asfissianti e vescicanti.

Nel momento culminante dell'invasione le forze italiane in Etiopia ammontano complessivamente a 500.000 uomini, compresi i servizi e tutte le infrastrutture civili e militari.
Intanto la Gran Bretagna ha accordato alle navi italiane il permesso di passare liberamente attraverso il Canale di Suez.
La Società delle Nazioni ignora l'appello rivolto da Hailé Selassié affinché l'invasione italiana sia fermata e l'Italia boicottata con misure veramente efficaci.

L'invasione italiana tronca bruscamente il suo piano di sviluppo;
[Abissinia: con il termine si intende indicare la regione etiopica (comprendente il Tigré, lo Scioà, l'Amara e il Goggiam) che si estende a Nord del fiume Auasc e dello spartiacque tra l'Omo e l'Abbai]



1935
SOMALIA
Somalia Francese [colonia francese dal 1896]
il porto di Gibuti (1888) è collegato per ferrovia alla capitale etiopica Addis Abeba (1897-1917);
[situata in territorio dancalo e non propriamente somalo]
1935
-
Somalia Britannica [protettorato inglese dal 1884]
1935
-
Somalia Italiana [protettorato italiano dal 1889, sotto la piena responsabilità del governo italiano dal 1905, colonia italiana dal 1927]
1935
Marzo
7
, il gen. R. Graziani viene nominato governatore della Somalia;


1935
Africa Orientale Britannica
(IBEAImperial British East Africa)
Uganda [protettorato britannico dal 1894]
-
-
1935
formalmente diviso in quattro regni federati, è uno dei possedimenti più prosperi della Gran Bretagna in Africa;

Kenya [nome ufficiale solo dal 1920]
-
-

1935
Tra le nuove leve intellettuali kikuyu, formatesi nelle missioni protestanti inglesi, prendono vita negli anni Venti i primi raggruppamenti politici indigeni.

Harry Thuku fonda la KPA (Kikuyu Provincial Association).




1935
[dalla fine del primo conflitto mondiale (novembre 1918) il territorio è attribuito dalla Società delle Nazioni in mandato [Mandato B] alla Gran Bretagna che concede una relativa autonomia interna.]
-
-
1935
-

1935
[protettorato (assieme all'isola di Pemba) dal 1890 e colonia dal 1913 della corona britannica.]
-
-
1935
-


1935
Angola
- Governatore
?
(? - ?)

1935
-


1935
Rhodesia
1935
ribattezzato Rhodesia dal 1895 in onore di Cecil J. Rhodes;
dal 1890 la British South Africa Chartered Co., società fondata da Cecil J. Rhodes, ha ottenuto da re LoBenguella la concessione esclusiva di sfruttamento venticinquennale del territorio del protettorato sui maTabele;
Rhodesia del Nord-Ovest [protettorato dal 1899, dal 1914, è uno dei più poveri possedimenti britannici]
-
-

1935
passata ora sotto il controllo statale, mantiene lo status di protettorato, dipendendo dal Foreign Office e restando in gran parte sotto il controllo della Compagnia ; [vedi 1948]

Nella Rhodesia settentrionale i lavoratori africani del rame scioperano, ma sono costretti a tornare al lavoro dalla polizia inglese.

 

Rhodesia del Sud [protettorato dal 1911]
-
-
1935
passata sotto il controllo statale nel 1923, si è rifiutata d'integrarsi nell'Unione Sudafricana divenendo colonia autonoma della corona e godendo così di maggiore libertà amministrativa; a forte immigrazione bianca, adotta una legislazione razziale analoga a quella sudafricana (apartheid) sancendo la completa esclusione dell'elemento indigeno dalla vita politica del paese;
[la situazione rimane così fino al secondo dopoguerra: vedi 1953]

1935
[l'ex territorio Malawi, protettorato britannico dal 1891, che aveva assunto formalmente il nome British Central Africa
nel 1893, ha assunto questo nuovo nome nel 1907]
-
-
1935
sin dall'inizio del secolo fermenti antibritannici sono già sorti e ora si diffondono a causa dell'indiscriminata diffusione delle piantagioni coloniali a scapito delle colture alimentari per il fabbisogno della popolazione (in costante aumento);
gli inglesi devono far fronte ad una sollevazione popolare guidata dal pastore protestante nero John Chilembwe;
[vedi 1944]


1935
Mozambico
[già nel 1891 il Portogallo completava la conquista delle regioni interne ma solo nel 1915 è riuscito a pacificarle;
nel 1923 ha integrato il triangolo di Kionga, già possedimento tedesco sino alla fine della prima guerra mondiale.]
-
-
1935
procede tra le due guerre al riassetto definitivo del possedimento gestito in parte dalla società privata Companhia de Moçambique;


1935
Madagascar
(Imérina)
[annesso alla Francia dal 1896]

1935
-




1935
Unione Sudafricana
[dominion britannico a struttura federativa dal 1910 ma indipendente sul piano internazionale (statuto di Westminster, 1931)]
- Primo ministro
-
dal 1912 si è costituito il SANNC (South African Native National Congress) – dal 1925 mutato in ANC (African National Congress) – formazione politica nera;
dal 1913 è in vigore il Native Land Act che consente al primo ministro di coinvolgere l'elemento boero nella prima guerra mondiale a fianco dell'Inghilterra;
dal 1914 è abolita l'imposta discriminatoria nei confronti degli indiani del Natal;
dal 1918 si è annessa con una serie di decisioni unilaterali l'ex colonia tedesca dell'Africa del Sud-Ovest, ricevuta invece in amministr azione fiduciaria dalla Lega delle Nazioni; nel tentativo di diminuire il costo del lavoro nell'industria mineraria colpita da recessione in conseguenza del declino del gold standard, il primo ministro fa ricorso alla manodopera africana semispecializzata;
mentre dal 1925 l'afrikaans ha rimpiazzato l'olandese come seconda lingua ufficiale dell'Unione, sono in vigore: Native Land Act (dal 1913) e Colour Bar Act (dal 1926);
dal 1934 il Partito afrikaner (unionista) di J.C. Smuts e il Nationalist Party (nazionalista) di J.B.M. Hertzog si sono fusi nell'United Party favorendo così l'aggregazione in partito politico della destra ultrarazzista e apertamente filonazista di D.F. Malan (Purified Nationalist Party);

1935
Lev Trotzkij (Trockij) scrive il saggio Una lettera al Sudafrica sulla questione agraria e nazionale di questa regione.

Dicembre
Bloemfontein, si riunisce, con 950 delegati, la AAC (All African Convention) – Convenzione Panafricana, formata da tutte le organizzazioni non-europee (africane, asiatiche e meticce), allo scopo di organizzare l'opposizione alle nuove "Leggi indigene" di J.C. Smuts.
All'interno dell'AAC si crea una divisione tra i non-collaboratori, guidati dai cosiddetti "non europei trotzkisti".
Sono presenti 112 organizzazioni.
I liberali si appellano alla Conferenza.
G.H. Gool chiede che l'AAC «respinga le leggi in toto… e ponga le basi di un movimento di liberazione nazionale».
[G.H. Gool (1906-1962) ha studiato allo Alighar College, India, e al Guys University Hospital di Londra; sua cognata, [Cissie], diventa consigliere comunale, come suo padre, Abdul Abdurahman († 1940), fondatore dell'APO (African Peoples Organisation).
[Cissie] si iscrive al CPSA (Communist Party of South Africa) e morirà nel 1964 a circa 64 anni e in piena confusione politica, dopo aver lavorato anche con i liberali e i loro collaboratori "di colore". Tuttavia per un certo periodo, negli anni quaranta, lavorerà anche per il NEUM.]

Quattrocento delegati accettano la proposta di boicottaggio formulata da G.H. Gool e da altri che più tardi fondano il NEUM (Non-European Unity Movement = Movimento di Unità Non-Europea).
La soluzione adottata viene accettata dalla minoranza.
Il NRC (Native Representative Council = Consiglio Rappresentativo Indigeno) non è accettato.
Clement Kadalie appoggia la proposta di boicottaggio.
Jabavu, Xuma, Msimang, Godlo vengono eletti funzionari e sono denunciati come collaboratori da G.H. Gool e da altri.






1935
Repubblica Libanese
(1926)
[posto dal 1920 sotto mandato francese dalla Società delle Nazioni, dal 1926 il Grande Libano si è costituito in repubblica]
- Presidente
?
(? - ?)
1935
-



1935
[posta dal 1920 sotto mandato francese dalla Società delle Nazioni e poi divisa in tre distretti autonomi;
dal 1930 è una repubblica parlamentare con la Francia quale supervisore degli affari esteri e della sicurezza.]
 
1935
continuano dal 1930 negoziati disordinati e vani al fine di stabilire un trattato franco-siriano accettato da entrambe le parti.

1935
[dal 1922 la regione è stata attribuita in mandato dalla Società delle Nazioni alla Gran Bretagna, sulla base del piano di spartizione del levante convenuto da inglesi e francesi (accordo Sykes-Picot);
l'orientamento dell'amministrazione britannica, legandosi sin dall'inizio:
- sia agli ambienti sionisti ("dichiarazione Balfour" del 1917),
- sia al movimento nazionalista arabo in funzione antiturca,
ha creato attriti acuti tra le due comunità, che dal 1920 vanno organizzandosi sul piano militare dando vita a violenti scontri.]
- Alto Commissario
sir ?
(? - ?)
1935
-

L'immigrazione ebraica quest'anno è stata di 62.000 persone.
L'aumento dell'afflusso è in parte dovuto ai timori causati dall'ascesa al potere di A. Hitler in Germania, ma soprattutto alla crescente fiducia nel futuro della Palestina che, a differenza della depressione mondiale, sta vivedo un periodo di forte espansione grazie alla produzione degli agrumi.
I partiti arabi, sebbene tutt'altro che uniti, chiedono collettivamente:
- il blocco dell'immigrazione ebraica,
- il divieto di trasferire terre,
- la creazione di istituzioni democratiche.
Gli inglesi propongono un consiglio legislativo di 28 membri, nel quale gli arabi avrebbero 14 seggi e gli ebrei 8, e i rimanenti sarebbero riservati a funzionari britannici.
Gran parte degli arabi – anche se non la totalità – rifiuta la proposta poichè non sarebbero rappresentati in modo proporzionato.
Gli ebrei denunciano aspramente la proposta nella convinzione che fornirebbe agli arabi la possibilità di bloccare permanentemente la nascita di una patria nazionale ebraica.
[Per questo motivo alcuni palestinesi in seguito si pentiranno del proprio rifiuto!]



1935
Emirato di Transgiordania
Abdullah o 'Abd Allah ibn al-Husayn 
(La Mecca 1882 - Gerusalemme 1951) secondogenito del re del Higiaz Husayn ibn 'Ali, della dinastia degli Hashimiti o Hashemiti;
1920, re dell'Iraq;
[designato dal Congresso panarabo di Damasco]
1921, deve cedere il trono iracheno al fratello maggiore Faysal, espulso dalla Siria dai francesi, ottenendo in cambio l'emirato autonomo di Transgiordania, sotto mandato britannico;
1921-46, emiro di Transgiordania [sotto mandato britannico];
1933, dopo la morte del fratello Faysal, ne riprende il progetto di creazione di una "grande Siria" (Transgiordania, Palestina, Libano e Siria) rinsaldando a tale scopo l'alleanza con la Gran Bretagna;

1946-51, re del Regno hashemita del Giordano;
1935
stretta alleanza con la Gran Bretagna in vista della creazione di una "grande Siria" (Transgiordania, Palestina, Libano e Siria) progetto del fratello Faysal († 1933);



1935
Regno Arabo Saudita
[dal 27 set 1932]
'Abd al-'Aziz III o ibn Sa'ud
Albero genealogico
(Riyadh 1887-Taif 1953)
discendente della dinastia wahhabita dei Banu Sa'ud;
1891, la dinastia viene scalzata dalla capitale Riyadh a opera dei rivali Banu Rashid del Gebel Shammar;
1902-13, ristabilisce con una serie di campagne l'unità del Neged, intraprendendo dopo il crollo dell'impero ottomano l'unificazione della penisola arabica;
1915-18, prima guerra mondiale: pur avendo stipulato un accordo di alleanza con la Gran Bretagna (1915), si mantiene neutrale dedicandosi al consolidamento interno dello stato, da lui organizzato sulla base di colonie agricolo-militari di contadini soldati legati al sovrano da un patto ("fratelli fedeli");
1918, approfitta dei contrasti anglo-francesi nel Vicino Oriente per sviluppare una tempestiva politica di annessioni;
1919, si annette il Gebel Shammar;
1924, si annette la Mecca;
1925, si annette Gidda;
1926, re del Higiaz;
1927-32, re del Higiaz e del Neged;
[… e dipendenze];
riconosciuto al congresso musulmano universale della Mecca, ottiene anche il riconoscimento della Gran Bretagna (trattato di Gidda);
1932 (27 settembre) procede alla piena integrazione dei suoi possedimenti dando ad essi il nome di Regno Arabo Saudita;
1932-53, re dell'Arabia Saudita;

1935
-
Il sovrano del Qatar dà ora una concessione petrolifera, ma i sovrani dei sei stati della Tregua (cosiddetti in seguito alla tregua del 1853 con la Gran Bretagna, in base alla quale rinunciarono alla guerra marittima) si mostrano più difficili.
Contrattano e chiedono condizioni migliori, e diverse forme di pressione – inclusa la minaccia di confiscare le loro flotte perlifere, poichè praticano ancora la tratta degli schiavi – sono usate per farli cedere.
['ultimo a soccombere sarà, nel 1939, il sovrano di Abu Dhabi, lo sceicco Sahbut:
dopo la sua ascesa al trono nel 1928, è riuscito a restituire stabilità a Abu Dhabi che per vent'anni aveva assistito a aspre lotte familiari. È convinto che vi sia ancora petrolio nel territorio – bolle di petrolio sono state avvistate al largo di alcune delle duecento isole di Abu Dhabi – e i petrolieri sono concordi che è il più promettente stato della Tregua. ConDuce quindi una difficile contrattazione per la concessione. Dovrà attendere vent'anni prima di dimostrare d'aver ragione, ma poi il petrolio sarà trovato in enormi quantiità.]

[In Arabia Saudita, Kuwait e Qatar, petrolio in quantità commerciabili sarà trovato poco prima della seconda guerra mondiale e il suo sfruttamento dovrà venire rinviato dopo la guerra. Tuttava nel 1939 sarà chiaro che i territori cricostanti il Golfo Persico assumeranno una grande importanza strategica ed economica. In pratica, nella seconda metà del secolo le loro riserve petrolifere e di gas naturale ammonteranno a circa due terzi di quelle scoperte sino a quel momento.]

1935
Yemen
(imamato)
[con il trattato di Mudros la sovranità turca, che non è mai stata effettiva, è giunta al termine;
dal 1935 un trattato di «amicizia musulmana e fratellanza araba» lo unisce al Regno Arabo Saudita.]
Yahya 

(?-?)
figlio di
1904-48, imam dello Yemen;

 

1935
-

1935
Iraq
[dal 1930 l'Iraq è "formalmente" indipendente e dal 1932 fa parte della Società delle Nazioni;
[rimane infatti ancora legato alla Gran Bretagna da un trattato 25le in base al quale gli inglesi mantengono il controllo degli aeroporti militari, e inglesi rimangono i quadri dell'amministrazione e dell'esercito.]
Ghazi I

(? - ?)
figlio di Faysal I;
1933-39, re dell'Iraq;


1935
-
Kurdistan (iracheno)
1935
le multinazionali del petrolio e in particolare l'Iraq Petroleum Corporation (anglo-franco-olandese-americana) operano nei giacimenti della zona di Kirkuk;



1935
Iran
[Negli anni tra le due guerre la Persia diventa uno dei maggiori produttori di petrolio.
Mentre dal 1928 sono state annullate tutte le concessioni di extraterritorialità, dal 1933 è stato rinegoziato l'accordo con la AIOC (Anglo-Iranian Oil Company) che continua a sfruttare (1909-51) gli ingenti giacimenti petroliferi.]
Reza Khan Pahlavi

(Sevad Kuh, Mazandaran 1878 - Johannesburg 1944)
1925, rafforzato il proprio potere personale e deposto l'ultimo sovrano della dinastia Qajar, assume per sé e per la propria famiglia la corona imperiale;
1925-41, scià dell'Iran;
[cambia ufficialmente il nome del paese da Persia in Iran]


1935
viene fondata l'Università di Teheran con alcuni europei nel personale docente;





Barin Luigia (Ceregnano, Rovigo 1 giugno 1935 – 23 agosto 1985) donna politica italiana, esponente della Democrazia Cristiana;
1979, eletta senatrice (VIII Legislatura – 1979 20 giu-11 lug 1983) nella regione Veneto;
[Elezione: 3 giugno 1979 - Proclamazione: 2 settembre 1982 - Convalida: 20 ottobre 1982, in sostituzione di Guido Gonella († 19 agosto 1982).
Incarichi e uffici ricoperti nella Legislatura:
- Gruppo Democratico Cristiano: membro 1982 3 set - 11 lug 1983;
- 9ª Commissione permanente (Agricoltura): membro 1982 15 set - 11 lug 1983.]


Calderone, Antonino (Catania 1935-?) uomo d'onore siciliano, in seguito collaboratore di giustizia ("pentito").
[Fratello di Giuseppe [Pippo] Calderone].]

Cleaver, Eldridge (Wabbaseka, Arkansas 1935-Pomona, California 1998) scrittore e attivista nero statunitense; cresciuto nel ghetto nero di Los Angeles, trascorse gran parte dell'adolescenza e della gioventù in riformatori e penitenziari;
Anima in ghiaccio (1968, raccolta dei ricordi di prigionia già pubblicati nel giornale radicale «Ramparts»)
1968, ottenuta la libertà vigilata, entra a far parte del gruppo militante afro-americano delle Pantere nere, di cui diventa uno dei leader; quando gli viene revocata per la seconda volta la libertà vigilata, dopo gli infiammati discorsi all'università di Berkeley, la cui sospensione provoca la rivolta studentesca, per non tornare in carcere ripara prima in Canada e poi a Cuba, in Algeria, a Parigi e, alla fine sulla Riviera francese;
1975, fa ritorno volontariamente negli Stati Uniti affermando di essere mutato grazie alla religione e deve trascorrere altri otto mesi in carcere;
Anima in fiamme (dedicato a Gesù Cristo).

Detienne, Marcel (Liegi 1935) storico francese, direttore di studi presso l'Ecole pratique des hautes études di Parigi;
I maestri di verità nella Grecia arcaica (1977)
Il mito. Guida storica e critica (1977)
Le astuzie dell'intelligenza nell'antica Grecia (1978, con J.-P. Vernant)
Dioniso e la pantera profumata (1981)
Dioniso a cielo aperto (1988)
Sapere e scrittura in Grecia (1989)
La vie quotidienne des Dieux grecs (1989, La vita quotidiana degli dei greci, con Giulia Sissa) .

Diouf, Abdou (Louga 1935) politico senegalese
1961, membro dell'UPS (Union Progressiste Senegalaise)
1970-81, primo ministro
1981, presidente del Senegal dopo L.S. Senghor, riconfermato poi nel 1983, 1988 e 1993
1982, dà vita assieme al presidente del Gambia D. Jawara ad una confederazione fra Senegal e Gambia chiamata Senegambia da lui presieduta e sciolta nel 1989; costantemente deve fronteggiare il problema delle istanze indipendenti della popolazione Dioula in Casamance (regione compresa tra Gambia e Guinea-Bissau)
1989, altro problema: il conflitto etnico con la Mauritania.

Eanes, Antonio dos Santos Ramalho (Castelo Branco 1935) generale e politico portoghese;
1974, fa parte del movimento rivoluzionario che porta alla caduta della dittatura;
1976, viene eletto presidente della repubblica;
1980, strenuo difensore della costituzione viene rieletto con l'appoggio delle sinistre;
1985, è tra i fondatori del PRD (Partito rinnovatore democratico);
1986, lascia la presidenza dopo il secondo mandato, come da costituzione.

Fisichella, Domenico (Messina, 15 settembre 1935) politico, esponente di AN (Alleanza Nazionale), e docente italiano.

Fracanzani, Carlo (Padova, 12 giugno 1935) politico italiano, esponente della corrente di sinistra della Democrazia cristiana.

Husayn ibn Talal o Hussein (Amman 1935-1999)
1952, figlio di re Talal, diventa re di Giordania giovanissimo in un momento di acuta crisi politica;
1955, rifiuta di aderire al patto di Baghdad;
1956, allontana il comandante della Legione araba Glubb pascià;
1962, propostosi come uno dei maggiori antagonisti di Nasser alla guida del mondo arabo è ispiratore con re Faysal dell'Arabia Saudita di un blocco dei paesi arabi moderati;
1967, giugno, accetta un temporaneo avvicinamento all'Egitto alla vigilia del conflitto arabo-israeliano che costerà alla Giordania l'amputazione dei territori orientali;
1971, dopo aver mirato alla progressiva liquidazione dei fedayn si giunge alle stragi di settembre;
1972, Amman, aprile: vedi Intervista con la storia di Oriana Fallaci.
1973, durante il conflitto arabo-israeliano si limita ad una partecipazione puramente simbolica, tentando in seguito trattative unilaterali di pace con Israele;
1977, riconciliatosi con Arafat, si rifiuta di partecipare insieme all'Egitto alle trattative con Israele;
1987, al vertice islamico favorisce il riavvicinamento tra il siriano Assad e l'egiziano Mubarak, in pessimi rapporti da decenni;
1988, annuncia pubblicamente la rottura di ogni rapporto ufficiale tra Amman e la Cisgiordania rinunciando a rivendicare quest'ultima dopo l'annessione da parte di Israele (1967) per favorire un confronto diretto tra questo e l'OLP (Organizzazione per la liberazione della Palestina);
1991, dopo la "guerra del Golfo", dove ha sostenuto una posizione intermedia tra i contendenti, deve affrontare grandi difficoltà economiche e diplomatiche sia per l'embargo decretato dall'ONU ai flussi commerciali da e per l'IRAQ, tramite il porto giordano di 'Aqaba, sia per la necessità di accogliere un milione e mezzo di profughi;
1993, in seguito alle elezioni che vedono la sconfitta dell'opposizione islamista, dà un nuovo impulso ai suoi contatti con Israele;
1994, firmato con Rabin il trattato di pace, si dedica al rilancio dello sviluppo del paese.

Klarsfeld, Serge (Bucarest, 17 settembre 1935) scrittore e storico romeno.

Letta, Gianni (Avezzano, L'Aquila 1935) politico italiano;
[Zio di Enrico.]
giornalista italiano, corrispondente del «Tempo» già da universitario, poi redattore della testata a L'Aquila e a Roma, è stato avviato a una brillante carriera dal fondatore e direttore del quotidiano Renato Angiolillo;
1973-87, direttore della testata dopo aver percorso varie tappe al suo interno;
TV: Italia domanda (1987, suo debutto su Canale 5)
È nominato vicepresidente del gruppo Fininvest, con l'incarico di mantenere i rapporti con il mondo della politica romana (in particolare con la Dc di Andreotti e Fanfani, suoi storici padrini);
1994-96, sottosegretario alla presidenza del Consiglio nel governo Berlusconi I;
2001 giugno - maggio 2006, sottosegretario alla presidenza del Consiglio nel governo Berlusconi II.

Longo, Pietro (Roma, 29 ottobre 1935) politico italiano, esponente del PSI (Partito Socialista Italiano).

Marzano, Antonio (Roma 1935) politico italiano, laureato in giurisprudenza, insegna politica economica e finanziaria all'università La Sapienza di Roma e alla Luiss;
1996, deputato, è responsabile economico di Forza Italia;
2001, ministro alle Attività produttive.

Mattarella, Piersanti (Castellammare del Golfo 24 maggio 1935 - 6 gennaio 1980) politico siciliano, esponente della Democrazia cristiana;
[Figlio di Bernardo († 1971) potente democristiano, e fratello di Sergio.
Sposa Irma Chiazzese, figlia di Lauro Chiazzese ex rettore dell'università di Palermo e docente di Diritto romano, e sorella di Marisa Chiazzese moglie del fratello Sergio.]

1961, docente di diritto civile all'università di Palermo, diventa consigliere comunale a Palermo nelle file della Dc;
1967, deputato regionale nelle file della Dc;
1971, ancora deputato regionale nelle file della Dc, è nominato assessore al bilancio;
1978, presidente della regione siciliana, si distingue subito nello sforzo di moralizzazione [nonostante la difficile eredità];
1980, 6 gennaio, viene assassinato.

Menem, Carlos Saúl (Anillaco, Rioja 1935) politico argentino;
1973, dirigente del movimento giustizialista argentino, è governatore di Rioja; dopo il golpe militare viene arrestato;
1980, viene liberato;
1983 e 1987, ancora governatore di Rioja;
1989, presidente della repubblica;
1995, viene confermato, impegnandosi per risollevare la situazione finanziaria del Paese.

Ostellino, Piero (Venezia 1935) giornalista italiano, di famiglia torinese; laureato in scienze politiche, è stato tra i fondatori del Centro di Ricerca e documentazione Luigi Einaudi di Torino;
1970, già editorialista del «Corriere dell'Informazione», passa al «Corriere della Sera»;
1973-78, ne è corrispondente da Mosca;
Intervista sul dissenso in URSS (1977)
Vivere in Russia (1977, premio Campione 1978)
1979-80, corrispondente da Pechino;
1980, premio Saint Vincent per i suoi servizi dalla Cina;
Vivere in Cina (1981, premio Estense 1982)
In che cosa credono i russi (1982, premio Rhegium Julii)
I nuovi militari (1983, con Luigi Caligaris)
1984, 19 giugno, direttore del «Corriere della Sera»;
Cose viste e pensate (1985)

Reviglio della Veneria, Franco (Torino 1935) economista e politico italiano, esponente del PSI (Partito socialista Italiano);
[Tra i suoi collaboratori, da giovani, Giulio Tremonti, Domenico Siniscalco, Alberto Meomartini, Mario Baldassarri e Franco Bernabè che saranno poi chiamati i “Reviglio boys”.]

Tatarella, Giuseppe [Pinuccio] (Cerignola, 17 settembre 1935 – Torino, 8 febbraio 1999) politico italiano, esponente del MSI (Movimento Sociale Italiano).

Zhelev, Zhelyu (Vesselinovo 1935) politico bulgaro;
1979, solo ora riesce a laurearsi in filosofia all'università di Sofia, dove ha studiato e dove ha presentato in precedenza una tesi critica nei confronti di Lenin;
1990, esponente dell'opposizione al regime di Mladenov e leader del partito dell' "Unione delle forze democratiche", diviene capo provvisorio dello Stato;
1992, dopo le elezioni viene riconfermato ed avvia il Paese verso la democratizzazione.

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Giustizia e Libertà

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1935,
«segue 1936»