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ANNO 1936

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Papa Pio XI
(1922-39)

- segretario di Stato:
. card. E. Pacelli (1929 nov - ?);
- sottosegretari:
. G. Pizzardo, segretario della Congregazione degli affari ecclesiastici straordinari;
. Alfredo Ottaviani, sostituto segretario di Stato;

1936
Gennaio
9
, Hugh Montgomery, l'inviato britannico in Vaticano, insoddisfatto, riferisce a Londra: «Uno dei risultati delle nuove scelte dei cardinali e molti lo riterranno sciagurato […] è che riassesta l'equilibrio della nazionalità presso il Sacro Collegio in modo molto favorevole all'Italia. Le poche speranze appese che si può aver nutrito qui e lì circa un successore straniero all'attuale papa devono dunque essere definitivamente abbandonate».
Lo stesso giorno Pio XI convoca p. P. Tacchi Venturi per dirgli che, nonostante la sua intenzione di crearlo cardinale, ha deciso che non è il momento giusto. Vista la delicata congiuntura internazionale, la nomina a cardinale del suo emissario privato presso B. Mussolini poteva essere fraintesa. Cosa ne avrebbero pensato gli inglesi?
Nello stesso tempo l'ambasciatore tedesco in Vaticano, Diego von Bergen, nella consueta riunione degli ambasciatori ad inizio anno, deve assorbirsi le lamentele di Pio XI.
In effetti il papa lamenta il fatto che mentre nel 1933, all'ascesa al potere di A. Hitler due terzi di tutti gli scolari di Monaco di Baviera, la più vasta regione cattolica della Germania, frequentavano scuole parrocchiali cattoliche, nel 1935 questa cifra si è dimezzata.
[Altri due anni e si ridurrà al 3%.]

11, il delegato apostolico in Canada, mons. Andrea Cassulo, scrive a mons. G. Pizzardo lamentando quanto sia diffusa in Canada l'opposizione alla guerra etiope; purtroppo, scrive, protestanti, comunisti e «coloro che tengono molto al principio democratico» da tempo avversano il fascismo. «I buoni però ed anche gli uomini politici più sereni, davanti all'opera del Fascismo, tutore dell'ordine religioso e civile, hanno dovuto confessare il lavoro meraviglioso compiuto».
Quanto all'avvertimento di mons. G. Pizzardo circa i nemici occulti della Chiesa, aggiunge che farà del suo meglio per spargere la voce.

Febbraio
, mons. G. Pizzardo, ansioso di mostrare quanto il Vaticano stia facendo dietro le quinte per aiutare lo sforzo di guerra di B. Mussolini, condivide il rapporto di mons. Andrea Cassulo con l'ambasciatore italiano presso la Santa Sede, conte Bonifacio Pignatti.
Poco dopo, la Segreteria di Stato vaticana riceve un altro messaggio da Ottawa circa la cospirazione ai danni della Chiesa e dell'Italia, ma stavolta da una fonte sorprendente. Il Primo minsitro canadese W.L. Mackenzie King, ha ricevuto una lettera «da certo E. Pound di Rapallo», «nella quale si afferma che le sanzioni sono volute da una cricca ebraica internazionale come mezzo escogitato per scatenare la guerra europea».
Fino ad ora, dice W.L. Mackenzie King, non ha riflettuto molto sulla questione dell'influenza ebraica in Canada, ma alla luce di questa nuova informazione adesso studierà attentamente la questione. Aggiunge, secondo la nota vaticana, la propria convinzione che «il giudaismo abbia elementi potentissimi in Inghilterra e negli Stati Uniti, tanto nelle sfere governative quanto in generale nell'opinione pubblica dei due Paesi».
[Non è chiaro dai commenti del Primo ministro canadese se sia consapevole che «E. Pound» sia il famoso poeta E. Pound.]

Il Vaticano inoltra al governo del Reich ben 34 note di protesta per Violazione del concordato firmato meno di tre anni prima con il Terzo Reich.
Lo spionaggio vaticano manda a Berlino due sacerdoti, nonché agenti esperti:
. Günther Hessner (bavarese, figlio di una famiglia fedele al kaiser e di conseguenza seguace del nuovo Reich);
. Leon Brendt (educato in un contesto ideologico liberale, è contrario a Hitler)
per svolgere delle indagini circa i rapporti inviati da agenti dell'Entità distaccati presso la nunziatura a Berlino in cui si parla di un'istituzione dipendente dal Reich che si occupa di "purificare" la razza ariana.
I due agenti riescono ad infiltrarsi nel Rasse-Heirat Institut (Hessner come maggiordomo e Brendt come cuoco).
In Unione Sovietica i cattolici si sono ridotti al numero di cinquanta.

In una lettera autografa W. Ledóchowski sollecita Pio XI perché pubblichi un avvertimento mondiale sul «terribile pericolo che di giorno in giorno più lo minaccia».
Il pericolo è costituito dalla propaganda atea comunista che viene da Mosca, tutto opera degli ebrei mentre «la grande stampa mondiale, anch'essa ebrea, appena ne parla». Gli suggerisce che un'enciclica su questo argomento «[…] inviterebbe non soltanto i cattolici ma anche altri a una più energica e meglio organizzata resistenza».
Condividendo l'opinione del gesuita, il papa acconsente a preparare una speciale enciclica di cui in seguito invierà le bozze al gesuita per commenti e suggerimenti.
[Nella Divini Redemptoris, con gran disappunto di W. Ledóchowski il papa non farà riferimento alcuno agli ebrei.]
«La Civiltà Cattolica» non mostra simili scrupoli e fa il possibile per spaventare i cattolici sul pericoloso complotto ebraico.
A qualche mese dall'enciclica anticomunista, la rivista pubblica un altro ammonimento, dal titolo La Questione Giudaica.]

Settembre
14
, il papa riceve in udienza 500 profughi spagnoli, pronunciando quello che «L'Osservatore Romano» definisce il «discorso del doveroso aiuto».

Ottobre
2
, il card. E. Pacelli salpa da Napoli alla volta di New York per una prolungata visita oltreoceano;
[Gli Stati Uniti non hanno mai ospitato una così alta carica vaticana. Sulle ragioni del viaggio nessuno prende sul serio la dichiarazione del Vaticano che sia a scopo puramente «personale».]

Dicembre
«La Civiltà Cattolica» offre ai suoi lettori utili suggerimenti sull'argomento raccomandando un importante e nuovo volume italiano, Ebrei, Cristianesimo, Fascismo, di Romanini.
La rivista loda il libro, uno sproloquio fascista antisemita, come «scritto con sincerità e calore di fede». Il recensore aggiunge che è un libro che «può fare del bene tra il popolo. È una raccolta di articoli e saggi sul pericolo comunista, ateo e distruttore, nel quale ha grande parte l'ebraismo, e sulle benemerenze del Fascismo in pro della religione e dell'ordine sociale. Notiamo che l'infusso di non pochi giudei, quali profittatori, è noto
[Forse è il primo libro veramente antisemita prodotto dalla campagna antisemita del regime fascista.]
25, nel suo messaggio natalizio il papa ribadisce la necessità della crociata contro il presunto comunismo spagnolo.

FUCI
(Federazione universitaria cattolica italiana)

«segue da 1935»
1936, nata e sviluppatasi come associazione d'élite, inquadrata nell' "Opera dei congressi",
al suo interno si formano numerosi esponenti cattolici della classe dirigente italiana;
guardata a vista dal regime fascista, si deve occupare solo di religione;
«segue 1937»

Internazionale operaia socialista

«segue da 1935»
1936
nel periodo (1934-38) dei fronti popolari assume incerte e contraddittorie posizioni sul problema dell'allenza con i comunisti e della strategia della lotta contro il fascismo;
negli anni cruciali della guerra civile spagnola (1936-39) dimostra una generica solidarietà non sostenuta da azioni di massa e da precisi impegni;
«segue 1937»

convenzione di Montreux

1936, 20 luglio, in sostituzione del trattato di Losanna del 1923, i rappresentanti di Gran Bretagna, Francia, URSS, Grecia, Romania e Turchia sottoscrivono questo accordo sulla sistemazione degli stretti del Bosforo e dei Dardanelli;
la Turchia ottiene lo scioglimento della Commissione internazionale degli Stretti ed ha la facoltà di rimilitarizzare il Bosforo e i Dardanelli;
secondo la convenzione, tuttora vigente, è consentito il libero passaggio delle navi mercantili, a meno che appartengano a stati in guerra con la Turchia;
per le navi da guerra sono stabilite alcune limitazioni, soprattutto in caso di conflitto:
- se nel conflitto è coinvolta la Turchia il transito delle navi straniere è lasciato alla sua discrezione,
- se la Turchia è neutrale il passaggio è consentito solo alle navi dei paesi non belligeranti;
dopo la seconda guerra mondiale l'URSS ha tentato più volte e inutilmente di ottenere dalla Turchia condizioni di maggior favore per la sua flotta.





1936
Schweizerische Eidgenossenschaf
Confédération suisse
Confederazione svizzera
[Repubblica federale]
- Presidente
-
- Primo ministro
-
-

1936

[Politica in materia di immigrazione - II fase: 1925-1950]

La crisi economica mondiale ha colpito la Svizzera soprattutto tra il 1930 e il 1936.
Quest'anno si registrano addirittura 90.000 svizzeri disoccupati, ma 110.000 stranieri occupati: il capitalismo fa uso dell'esercito di riserva della manodopera immigrata per far funzionare certi settori economici.

[Jean Ziegler, Una Svizzera al di sopra di ogni sospetto, Arnoldo Mondadori Editore Milano 1976]


1936
-
Presidente
della repubblica e dei ministri
-
Cancelliere
Kurt von Schuschnigg (1934 - 1938)
[Partito cristiano-sociale]
Interni
-
Affari Esteri
-
Finanze
-
-
1936
Luglio
11
, con un accordo il cancelliere ottiene da A. Hitler la promessa di non intervento della Germania negli affari austriaci, ma deve accogliere alcuni elementi filonazisti nel suo governo;



GERMANIA
1936
- Führer e Cancelliere del Reich
Adolf Hitler
(1934 agosto-aprile 1945)
[In lui sono unificati i poteri di capo dell'esecutivo e di comandante delle forze armate tedesche.]
- Segretario della Cancelleria
H.H. Lammers
(1933 gen-1943)
Propaganda
Joseph Paul Goebbels
(1933 mar-apr 1945)
Interno
Wilhelm Frick
(1933 gen-ago 1943)
Affari Esteri
Guerra
Werner von Blomberg
(1935 mar-gen 1938)
Esercito
Werner von Fritsch
(1934 1° feb - gen 1938)
Aviazione
Hermann Göring,
(1933 gen-apr 1945)
Giustizia
Franz Gürtner
(1932 lug-gen 1941)
Economia
H. Schacht
(1934 3 ago-26 nov 1937)
Finanze
conte J.L. Schwerin von Krosigk
(1933 gen-apr 1945)
Alimentazione
e Agricoltura
Walter Darré
(1933 gen-mag 1942)
Lavoro
Franz Seldte
(1933 gen-apr 1945)
Dal 14 luglio 1933 ufficialmente tutti i partiti sono aboliti.

1936
Nazismo

La Gestapo (Geheime Staats-Polizei), creata da H. Göring, continua ad allargare il suo campo d'azione all'intera Germania sotto il controllo del capo delle SS (Schutzstaffeln = squadre di protezione - chiamate anche Schwarze Korps, Milizie nere), H. Himmler (coadiuvato da R. Heydrich responsabile dell'SD - Servizio di sicurezza delle SS), e la direzione di H. Müller.
[le SS, composte da 200.000 uomini, sono ormai una potentissima organizzazione ciecamente fedele al regime nazista: gli "eletti".
Egli dispone dell'aiuto di due aiutanti preziosi, due militari di formazione: il Brigadeführer Gottlob Berger, capo del servizio reclutamento delle Waffen SS, e l'Obergruppenführer P. Hausser, ispettore generale delle SS-VT (SS Verfügungstruppen).]
appena nominato Brigadeführer e ispettore della SS-VT (SS Verfügungstrupp), P. Hausser è incaricato da A. Hitler e H. Himmler di fare delle SS un corpo scelto;
[Le SS-VT [altezza minima 1,75], organizzate in battaglioni, sono sparse in tutto il Reich. Egli ha bisogno perciò, all'inizio, di riunire tutte queste unità. Crea due reggimenti:
- Deutscland a Monaco,
- Germania ad Amburgo,
sotto il comando del SS Standartenführer Demelhuber.
(Ma la Leibstandarte [altezza minima 1,80], guardia del corpo di A. Hitler, il cui comandante è J. Dietrich, gli sfugge).
Questi due reggimenti sono in pratica l'abbozzo di ciò che diventeranno, nel corso della guerra (ufficialmente il 2 marzo 1940), le Waffen SS.
Ovviamente nessuno deve essere ebreo e neppure avere antenati ebrei: come data di riferimento per la verifica H. Himmler pone la fine della guerra dei trent'anni.
I soldati semplici firmano un impegno di quattro anni, i sottufficiali di dodici anni, gli ufficiali di venticinque anni. Queste severe disposizioni non frenano tuttavia le candidature. D'altra parte i membri della Gioventù hitleriana preferiscono servire nelle SS (dove peraltro non si tiene conto di nessun rango sociale per salire di grado) che nella Wehrmacht.
L'addestramento al combattimento e comunque assai duro. Su ordine di H. Himmler, nel corso delle manovre delle SS, i cannoni, le mitragliatrrici, i fucili sono carichi di proiettili e di pallottole vere. Ne seguono incidenti e i generali della Wehrmacht protestano contro tali esercitazioni che costano la vita a soldati di cui il Reich un giorno avrà bisogno.]

Febbraio
16
, A. Hitler, con il pretesto che il patto franco-sovietico (appena ratificato dall'Assemblea dei deputati francesi) è incompatibile con le clausole del patto di Locarno, dà ordine, pur in Violazione del trattato di Versailles, che venga rioccupata la zona smilitarizzata della Ruhr, cioè la Renania;
[Nessuno dice nulla. L'Europa resta impassibile]

Marzo
7
, un contingente relativamene esiguo di truppe tedesche (una sola divisione, dichiarerà in seguito il gen. A. Jodl) penetra nella Renania con tre battaglioni che varcano il Reno in tre punti: Aquisgrana, Treviri e Saarbrucken;
[la Luftwaffe, costituita soltanto di una semplice accozzaglia di velivoli vecchi e nuovi, è ancora totalmente impreparata ad affrontare un'operazione militare, anche se di dimensioni limitate come questa; nei tre Jagdgeschwader che i tedeschi tra mille difficoltà sono riusciti a mettere sul piede operativo, solamente una decina di aerei sono in grado di eseguire voli di guerra; per dare l'impressione di averne a disposizione un gran numero, gli stessi velivoli vengono mostrati al pubblico in località diverse, spostandoli di aereoporto in aeroporto e riverniciandone le eliche e le ogive con colori diversi durante la notte; affinché la scarsità dei piloti non desti i sospetti degli addetti aeronautici esteri, vengono piazzati degli avieri in combinazione di volo vicino agli aerei sui quali questi non saprebbero nemmeno come salire e facendoli fotografare dai giornalisti;
l'intera mobilitazione è pertanto una completa messa in scena con pochi aerei da combattimento effettivamente efficienti nascosti dietro uno scenario di cartone: il trucco tuttavia funziona e viene interpretato come una conferma della rinata potenza aerea tedesca.
[Blomberg dispone solo di quattro brigate.
Ammetterà in seguito il Führer: «Se i francesi fossero stati lì a difendere quel territorio, avremmo dovuto ritirarci con la coda tra le gambe, perché le risorse militari a nostra disposizione erano inadeguate anche per una resistenza modesta».
Infatti le armi più formidabili del Reich in questo periodo sono i nuovi U-boat della Krupp.
Secondo «Der Kampf der Marine», «…il 7 marzo del 1936 durante il periodo critico dell'occupazione della zona smilitarizzata sulla frontiera occidentale, avevamo a nostra disposizione diciotto sottomarini che avremmo potuto impiegare in caso di emergenza sulla costa francese sino alla Gironda».]

Durante le 48 ore successive all'ingresso delle truppe nella Renania i generali tedeschi attendono il disastro minuto per minuto ma la notizia dell'occupazione renana era stata inoltrata agli ambasciatori francese, inglese e italiano, accompagnandola con allettanti proposte di pace, in quanto A. Hitler ha saputo interpretare con stupefacente precisione e sensibilità l'opinione pubblica predominante nelle potenze occidentali. Anthony Eden si dichiara convinto che la Germania non abbia intenzioni ostili e la Francia comprende così di non poter contare sull'aiuto inglese: le due grandi potenze sono entrambe indecise e disorientate.
In questo clima si riuniscono le nazioni firmatarie del patto di Locarno solo per giungere ad una condanna generica dell'attegiamento tedesco, definito un inammissibile atto di forza. Ma si parla poco di contromisure militari e in sostanza non si conclude nulla.

Molti tedeschi tuttavia sono rimasti con la preoccupazione che A. Hitler si sia servito della sua carica di Comandante Supremo delle forze armate per giocare temerariamente d'azzardo con le sorti del Paese.
Il dittatore, deciso a stroncare qualsiasi opposizione, scioglie d'autorità il Reichstag.
Vengono subito indette le elezioni, un invito diretto al popolo tedesco perché esprima il suo gudizio sugli indirizzi del Governo e i risultati delle urne mettono subito a tacere quei pochi alti gerarchi militari che mantengono ancora una vaga dissidenza nei confronti di A. Hitler; votano 45.001.489 elettori (il 99%) di cui 44.461.278 (il 98,8%) in favore del dittatore nazista che vede così approvata dalla nazione, senza possibilità di dubbio, la propria politica.

27, dopo l'occupazione della Renania, in una predica il vescovo tedesco von Galen ringrazia il führer per «tutto quello che ha fatto per l'onore del popolo tedesco», chiedendo a Dio di benedire i suoi sforzi futuri.
[Guenter Lewy, I nazisti e la Chiesa, Il Saggiatore Milano, 1965]

Aprile
20
, in violazione degli accordi di Locarno, i berlinesi assistono alla prima sfilata propriamente militare, quella della terza divisione corazzata con cinquecento carri, cannoni da 77 e 105 che risvegliano l'entusiasmo patriottico come la FLAK la contraerea tedesca, le autoblindo, i sidecar a tre posti, i pontoni dei genieri ecc.

Maggio

Giugno
3
, reduce da una conferenza stampa tenuta a Dresda, il gen. Wever decolla sul suo aereo Heinkel 70 «Blitz», il più veloce apparecchio tedesco, ma senza prima aver liberato la leva che serve a bloccare i comandi della cloche durante le soste a terra; l'He. 70 riesce a sollevarsi dalla pista ma con alettoni e timone di profondità bloccati non può prendere quota e finisce col precipitare;
il generale rimane ucciso sul colpo;
[avendo conseguito il brevetto solo nel 1934, egli aveva scelto nel 1935 l'aereo per uso personale; non era quindi un pilota veramente esperto]
con la scomparsa di questo brillante ufficiale (definito in seguito una delle maggiori intelligenze a disposizione della Luftwaffe) sfuma per la Germania ogni speranza di avere una grossa forza da bombardamento strategico;
25
, H. Himmler è posto a dirigere gli organi di polizia tedeschi riorganizzati e suddivisi nei due settori:
- ORPO (Ordnungspolizei, Polizia d'ordine) con a capo il gen. K. Daluege;
[Nel 1944 farà parte dell'attentato contro A. Hitler.]
- SIPO (Sicherheitspolizei, Polizia di sicurezza) con a capo lo stesso R. Heydrich;
il controllo sulla Gestapo da parte delle SS, e perciò del Partito nazista, diventa totale;
si compie un ulteriore passo in avanti nel consolidamento dell'universo dei lager tedeschi. Tutti i campi precedenti, tranne Dachau, vengono chiusi e anno dopo anno ne verranno fondati di nuovi;
H. Himmler affida alle SS il controllo totale dei campi di concentramento, con esclusione di qualsiasi ingerenza esterna, nonostante le "resistenze" della magistratura;
Sachsenhausen, appena fondato, gli internati sono costretti a lavorare nelle officine aeronautiche Heinkel e in varie industrie meccaniche; viene inoltre iniziata, utilizzando detenuti falsari, la fabbricazione di valute e documenti falsi inglesi e americani che poi proseguirà a Schlier (la famosa "Operazione Bernhard");

Luglio
11
, con un accordo A. Hitler promette al cancelliere austriaco Kurt von Schuschnigg il non intervento della Germania negli affari austriaci; costui deve però accettare alcuni elementi filonazisti nel proprio governo;
18, guerra civile in Spagna: A. Hitler, seguendo l'esempio di B. Mussolini, decide di fornire attiva assistenza al generale F. Franco Bahamonde [el Caudillo];
nei tre anni che seguono, rifornimenti per centinaia di tonnellate e migliaia di uomini prendono la via della Spagna; tra questi il "Corpo Volontari" della Luftwaffe contrassegnato ufficialmente con il numero "88" di reparto, ma conosciuto con la denominazine popolare di Legione Condor ;
il personale della Luftwaffe scelto per essere inviato in Spagna, come prima cosa si presenta ad un ufficio arruolamento a Berlino presso il quale viene fornito di abiti civili, documenti e valuta spagnola; poi i giovani proseguono verso la seconda tappa, un centro affluenza sito a Doberitz; infine, sempre vestiti in borghese e fingendosi innocui turisti dell'associazione nazista "Kraft durch Freude" (Fortificati mentre ti diverti), tecnici, piloti, ed esperti aeronautici di ogni categoria si spostano ad Amburgo per imbarcarsi su di un piroscafo passeggeri che dovrebbe salpare per Genova ma che in realtà li porta in Spagna;
lo smistamento della corrispondenza personale, che potrebbe costituire un serio problema agli effetti della sicurezza e della segretezza viene risolto così: gli amici e i familiari che desiderano scrivere ad un pilota ricevono istruzioni di indirizzare presso un certo "signor Max Winkler, Berlino S.W. 68"; un recapito fittizio che serve soltanto come centro per l'ulteriore trasmissione delle lettere;
al loro arrivo a destinazione i piloti tedeschi indossano subito le uniformi giallo-oliva degli spagnoli e vengono assegnati al grado militare immediatamente superiore a quello che rivestono nell'aeronautica tedesca (che implica anche un paga superiore, ben gradita agli interessati);
estate, Amburgo, parte il primo convoglio degli aviatori della Legione Condor, prendendo imbarco sul piroscafo Usaramo; sulla stessa nave vengono caricati sei biplani Jeinkel He. 51 e molte parti di ricambio per bombardieri Junkers Ju. 52/3m.

Agosto
dopo tre anni trascorsi senza reagire agli appelli, alle proteste alle scomuniche dei vescovi tedeschi, Pio XI comincia a fare delle allusioni alle afflizioni che gli vengono dalla Germania ma senza mai nominare il governo di A. Hitler.
Ora A. Hitler si mette a capo della crociata antibolscevica e anche i vescovi dimenticano gli affronti e le violenze subite.

30
, domenica, in tutte le chiese della Germania viene letta una pastorale collettiva dei vescovi tedeschi, invocanti l'intervento di A. Hitler in Spagna.

Settembre
14
, Norimberga, si tiene il congresso nazista;
A. Hitler dice alla folla che «la centrale ebrea rivoluzionaria prepara con tenacia infaticabile la rivoluzione mondiale»; nel corso del suo discorso afferma anche che il «98 per cento dei posti direttivi sta in mano agli ebrei».
[Sarà questa un'affermazione su cui i nazisti e «La Civiltà Cattolica» continueranno a martellare negli anni che porteranno all'Olocausto.]
Eppure, a metà degli anni Venti, di 417 membri delle più alte posizioni nell'Unione Sovietica, soltanto il 6% era di origine ebraica e questa cifra cala drammaticamente negli anni Trenta, anche per via dei processi delle purghe di Stalin, dalla forte connotazione antisemita. Nel 1938, mentre «La Civiltà Cattolica» e il governo nazista sosterranno che quasi tutti i leader dell'Unione Sovietica sono ebrei, uno soltanto dei 9 membri del Politburo sarà di origine ebraica, e solo uno dei 37 membri del Presidio dell'Unione Sovietica.]

Novembre
25
, Berlino, tra Germania e Giappone viene stipulato il "patto antiKomintern", una difesa comune contro l'internazionale comunista, ma soprattutto per operare un accerchiamento militare dell'Unione Sovietica;
[vi aderiranno anche: Italia (1937), Ungheria (1939), Croazia, Slovenia, Finlandia, Romania, Bulgaria, Spagna, Danimarca, Cina e il Manciuhuò (1941)]




1936
REPUBBLICA di POLONIA
[capitale Varsavia]
Presidente
I. Moscicki
(1926 4 giu - 20 set 1939)
Presidente del consiglio
Marian Zyndram-Koscialkowski
(1935 13 ott - 15 mag 1936)
Felicjan Slawoj Skladkowski
(1936 15 mag - 30 set 1939)
Ministro degli esteri
Józef Beck
(1932 - set 1939)
Ministro della guerra
-
-

1936
la costituzione del 1935 attribuisce all'esecutivo poteri pressoché illimitati;
il regime dei colonnelli (cioè del partito militare) avvia la Polonia alla tragedia del 1939;

Settembre
6
, Czestochowa, radunato presso il santuario, un Concilio Episcopale, presieduto dal legato pontificio card. Marmaggi, consacra i traguardi raggiunti e prende anche una posizione rigorosamente intransigente verso le «illusioni che oggi sogliamo chiamare progressiste», protestando contro la persecuzione rossa in Spagna, denunciando la pericolosità di «fronti popolari» ed esortando infine all'unità della fede tutti i cattolici polacchi.

 



1936
Presidente della Repubblica
E. Beneš
(1935 - 1938)
Ministro degli Esteri
-
Ambasciatore a Londra
Jan Masaryk
(1925 - 1938)
-
1936
nonostante le spinte autonomistiche all'interno (il movimento guidato dall'abate A. Hlinka e la minoranza tedesca dei sudeti) il governo e la maggioranza della popolazione intendono comunque difendere l'integrità del territorio nazionale;




1936
FRIULI-VENEZIA GIULIA,
ISTRIA, Fiume e Zara
Trattato di Rapallo: 12 novembre 1920.
VENEZIA GIULIA
Trattato di Rapallo: 12 novembre 1920.
- il confine fra l'Italia e lo stato S.H.S. è stabilito al Monte Nevoso in Carniola, con l'Istria, Zara e un perimetro di circa 7 km intorno a questa città, le isole di Cherso, Lussin, Lagosta e Pelagosa con gli isolati adiacenti attribuiti all'Italia.
1936
Dicembre

con un provvedimento concordato tra le autorità politiche ed ecclesiastiche, ora anche mons. Luigi Fogar, vescovo di Trieste, viene allontanato dalla propria sede.
Al suo posto viene insediato mons. Carlo Margotti (già arcivescovo di Gorizia dal 1931) fino alla nomina del nuovo vescovo, mons. Antonio Santin.
[L'omogeneità al regime di mons. Carlo Margotti sarà ben documentata dalla lettera pastorale del giugno 1940 al momento dell'entrata in guerra dell'Italia, per la quale sarà additato da esempio dallo stesso B. Mussolini.]
Queste operazioni politico-religiose lacerano la Chiesa cattolica nelle diocesi del confine nordorientale, determinando uno scollamento del corpo sacerdotale: molti preti, sull'esempio di mons. Carlo Margotti o di mons. Giuseppe Nogara (arcivescovo di Udine, nel 1933 ha proibito l'uso delle lingue locali persino nella confessione) sono pronti a vivere il proprio ministero in chiave nazionalistica e a promuovere un'azione normalizzatrice e italianizzatrice; all'opposto, il clero slavo si arrocca su posizioni difensive, facendosi assertore di una resistenza di principio all'attacco fascista e fortificando così il radicamento nazionale delle stesse popolazioni presso cui svolge la sua azione pastorale.
[Gianni Oliva, Foibe, Le Scie-Mondadori, Milano 2002.]
ISTRIA
1936
-
Fiume
Con questi accordi (Roma 23 ott 1922, gen 1924, feb 1925 e Nettuno 20 lug 1925) lo stato libero di Fiume scompare per essere assorbito nel Regno d'Italia.
[In seguito si avranno vivaci controversie tra l'Italia e la Jugoslavia perché la sistemazione è tutt'altro che esauriente, ma non ci saranno ulteriori modifiche territoriali.]
1936
-
Zara [in Dalmazia]
Con questi accordi (Roma 23 ott 1922, gen 1924, feb 1925 e Nettuno 20 lug 1925) la Jugoslavia viene a comprendere tutta la Dalmazia meno Zara.
1936
-

1936
Regno di Jugoslavia
[dal 3 ottobre 1929]
[dal 1918: unificazione di serbi, croati, sloveni, macedoni, montenegrini; regno privo del litorale dalmata (rimasto all'Italia in seguito al trattato di pace) e della Carinzia (rimasta all'Austria);
dal 1921 monarchia parlamentare ereditaria;
dal 1929 è sospesa la costituzione del 1921.]
Pietro II Karagjorgjevic
Albero genealogico

(1923 - ?)
figlio di Alessandro I;
1934-45, re di Jugoslavia;
[a 11 anni sotto un Consiglio di reggenza presieduto dal principe Pavel Karagjorgjevic, cugino di Alessandro I.]

Primo ministro
Milan Stojadinovic
(1935 giu - feb 1939)
ministro della Guerra e della Marina
gen. Petar Zivkovic
(1934 ott - mar 1936)
gen. L. Maric
(mar - ?)
 
1936
-
SLOVENIA
1936
-
CROAZIA
1936
dopo l'impressione destata dal regicidio (1934), gli ustaša e il loro capo Ante Pavelic stanno aspettando tempi migliori per la realizzazione dei loro progetti, verso i quali sono favorevoli sia B. Mussolini sia A. Hitler;
SERBIA
1936
-
MONTENEGRO
1936
-
MACEDONIA
1936
-


1936
Regno di Albania
[dal 1° set 1928]
Zog I
(? - ?)
figlio di
1928 -39
, re degli Albanesi;
[dal 1928, il presidente della repubblica: Ahmet Bey Zo_golli (1925-27) si è proclamato re, con l'appoggio dell'Italia, instaurando un regime dittatoriale.]
1936
-
primo ministro
Mehdi Frasheri
(ago - ?)
ministro dell'Interno    
ministro degli Affari Esteri    
ministro della Guerra    
ministro delle Finanze    

1936
mentre dal 1933 il re si è allontanato dalla politica di fiduciosa alleanza con l'Italia, bey e intellettuali – non riuscendo ad essere ascoltati dal ministero degli Esteri per fare allontanare il re dal trono – cercano nuove vie di avvicinamento ad ambienti politici romani, offrendo la corona d'Albania a Casa Savoia per un suo principe al fine di suscitare l'interesse italiano all'impresa;


a


1936
Regno di Grecia
(1935-47)
Giorgio II
Albero genealogico

(Tatoi, Atene 1890 - Atene 1947)
primogenito di Costantino I re di Grecia e di Sofia di Hohenzollern;
1922-24, 1935-47, re di Grecia;


Presidente del consiglio
Demerges
(1935 nov - ?)
Vice Primo ministro
+ ministro della Guerra
gen. I. Metaxas
(1936 feb - lug)
gen. I. Metaxas
(1936 ago - 1941)
Dittatura militare
[filofascista]

1936
Gennaio
26
, si svolgono le elezioni;
non danno un risultato decisivo e nessun partito consegue una maggioranza assoluta.
I liberali sotto Sopholus (il successore di E. Venizelos) hanno 127 seggi, e con l'appoggio dei repubblicani e degli agrari arrivano a 142, gli altri gruppi a 143, onde i 15 comunisti tengono la bilancia.
31, muore il gen. Kondyles;

Febbraio
scomparso così un ostacolo alla formazione di un ministero relativamente stabile, e non essendovi riuscito Sopholus, al quale per primo il re ha dato l'incarico, torna al potere Demerges con il gen. Metaxas come vice primo ministro e ministro della Guerra nonché la vera personalità dominante della situazione;

Marzo
16
, muore P. Tsaldaris;
18
, muore E. Venizelos;

Aprile
22
, il gabinetto ottiene il voto di fiducia di 24 voti contro 16, rinvia il parlamento e viene autorizzato a governare con decreti, salva l'approvazione di un comitato parlamentare di 40 membri dei vari partiti. Esso emana subito un'amnistia completa e revoca le confische delle proprietà dei ribelli del 1934.

I comunisti intanto stanno intensificando le loro attività, promuovendo scioperi e disordini in vari centri e preannunciando lo sciopero generale per il 5 agosto; ma il gen. I. Metaxas li previene.

Agosto
4
, il gen. I. Metaxas proclama lo stato d'assedio, scioglie la Camera e arresta i deputati comunisti.
Quindi:
- predispone un vasto piano di riforme sociali,
- viene ad un accordo con i portatori esteri di titoli greci per cui il governo ellenico si impegna a pagare il 40% anziché il 35% degli interessi,
- conclude una convenzione con la Germania per gli scambi commerciali,
- impone una rigida limitazione all'esportazione della valuta greca.
Con decreto dello stesso 4 agosto vengono conferiti speciali poteri al gen. I. Metaxas che da questo momento diventa praticamente dittatore della Grecia, benché le sue misure di rigore suscitino malcontento in molti ambienti.

Settembre
15
, muore Zaïmes;

Anche la Grecia prende parte alle sanzioni contro l'Italia, senza grande entusiasmo poiché esse recano grave pregiudizio al commercio, ma solo per le irresistibili pressioni britanniche.



1936
Repubblica di Turchia
(novembre 1923)
[dal 1925 la shari'a (vecchia legge religiosa islamica) è stata sostituita dai moderni codici, modellati su quelli europei.]
Presidente
della Repubblica
Mustafa Kemal [Atatürk]
(1923 nov - 10 nov 1938)
Primo ministro
Ismet Inönü [dal 1932]
(1923 nov - 10 nov 1938)
-
Partito repubblicano del popolo
[partito unico]
1936
dal 1928 la repubblica ha deciso:
- l'eguaglianza di tutte le religioni con lo scioglimento delle sette religiose islamiche e la laicizzazione dello stato;
- l'introduzione del calendario gregoriano, dell'alfabeto latino e del sistema metrico-decimale;
- il riconoscimento della parità della donna e del suffragio femminile;

Luglio
20
, Convenzione di Montreux: è conclusa fra gli stati firmatari della Convenzione di Losanna meno l'Italia che se ne disinteressa finché durano gli accordi navali mediterranei, conseguenza delle sanzioni;





1936
U.R.S.S.
(Unione delle repubbliche sovietiche: Russia, Ucraina, Bielorussia e Transcaucasia)
Segretario generale del PCUS
Stalin
(1922 apr - 1953)
[Il PCUS (Partito comunista dell'Unione Sovietica), partito unico, ha un ruolo dirigente. Il metropolita Sergej di Novgorod ha assunto nel 1924 la direzione del patriarcato della Chiesa ortodossa, senza però trasferire la propria sede a Mosca. Solo dal 1934 (dopo i due decreti del 1929) le autorità hanno smesso le loro vessazioni contro la Chiesa ortodossa anche se la "Lega dei senza Dio" ha sferrato una nuova campagna contro la fede religiosa profetizzando che nel 1937 non ci saranno più preti e le chiese rimarranno vuote per mancanza di fedeli.
]
NKVD
(Narodnyi Komissariat Vnutrennic Del)
[Commissariato del popolo per gli affari interni]
Presidente
G. Jagoda
(1934 lug - set)
N.I. Ezov [Iejov]
(ott - dic 1938)
vice-presidente
Prokofiev
(1934 lug - set)
Berman e Frinovski
(ott - dic 1938)
RUSSIA
(Repubblica Socialista Federativa Sovietica)
(capitale: Mosca)
1936

Gennaio
14
, il Comitato Centrale emana un ordine secondo il quale tutti gli iscritti al Partito devono restituire la vecchia tessera in modo che gli "indesiderabili", ai quali la nuova sarà rifiutata, possano essere più facilmente ritrovati;
19, Londra, il maresciallo M.N. Tuchacevskij rappresenta Stalin alle esequie di re Giorgio V d'Inghilterra… c'è anche il giovane capo di SM generale spagnolo F. Franco Bahamonde.
Durante il suo soggiorno nella capitale inglese il m.llo M.N. Tuchacevskij riesce, a mezzo dell'addetto militare all'ambasciata sovietica, il suo amico generale Putna, ad ottenere diversi colloqui segreti con i capi dello stato maggiore inglese. Convinto della necessità di una guerra preventiva contro la Germania hitleriana, trova piuttosto restii i suoi interlocutori. Il maresciallo allora, al fine di convincere gli inglesi che una coalizione fra Inghilterra, Francia, Cecoslovacchia ed URSS permetterebbe di eliminare la minaccia dello sviluppo militare tedesco, rivela loro tutta una serie di notizie militari russe. Poiché gli inglesi restano scettici, egli rivela loro anche le cifre esatte del potenziale dell'industria bellica del suo paese e quelle della produzione mensile di cannoni, di carri armati e di navi da guerra.
Queste notizie non collimano tuttavia con quelle fornite loro dagli agenti dell'Intelligence Service in URSS.

Febbraio
9
, profondamente deluso M.N. Tuchacevskij, in compagnia della moglie lascia Londra per Parigi;
10, Parigi, rue de Grenelle, Ambasciata dell'URSS: il maresciallo M.N. Tuchacevskij tiene una riunione segreta. Vi ha convocato gli addetti militari sovietici a Parigi, a Praga,
a Berlino e a Varsavia.
Forte delle informazioni ricevute, si reca a visitare i generali dello stato maggiore francese.
11, rende visita al ge. M.-G. Gamelin, capo dello SM generale dell'armata francese, e generalissimo designato; gli espone quanto già riferito ai capi militari britannici e lo esorta a prendere dei provvedimenti prima che Hitler dia piena potenza all'esercito tedesco. Come risposta, il 74enne generale francese gli dice che la Francia non abbandonerà la sua posizione difensiva finché il Terzo Reich non passerà ad un'aggressione. Una "guerra preventiva" sarebbe non solo contraria ai principi cui s'ispira la politica francese, ma sarebbe disapprovata dall'opinione generale.
Sconsolato, il 43enne maresciallo sovietico rimane a Parigi ancora 48 ore.

Nella riunione del Soviet Supremo, i primi discorsi di politica estera, quelli di Molotov e di Litvinov, seguono con molta cautela la linea di un riavvicinamento tra Berlino e Mosca (peraltro già avanzata da Stalin al XVII congresso del Partito nel 1934, quando aveva fatto un sondaggio circa un'intesa con la Germania). D'altra parte Stalin, dopo aver tentato di avvicinarsi alla Francia e all'Inghilterra, dopo aver firmato nel 1935 un patto con la Francia, dopo aver ricevuto a Mosca con tutti gli onori il presidente del Consiglio francese Pierre Laval, ha capito che con queste due nazioni ci sono scarse possibilità di creare un solido sistema di alleanze in funzione antitedesca. Perciò ha ora deciso di sondare le disponibilità dei nazisti ad un riavvicinamento tra Berlino e Mosca.
Dalla tribuna il maresciallo M.N. Tuchacevskij lancia un attacco in piena regola contro il regime hitleriano. Egli esprime pubblicamente quella che è l'opinione della maggioranza dei quadri dell'Armata Rossa.

Giugno
la scena è pronta: Zinov'ev, Kamenev e Evdokimov, capi riconosciuti della fazione zinovievista formano un gruppo molto omogeneo con Bakaiev, l'anello che li ha collegati all'affare Kirov; inoltre essi hanno una lunga abitudine alle ritrattazioni, alle abiure, alle autoaccuse e si sentono ormai perduti. Ma i trotzkysti sono meno vulnerabili. Alla fine i tre capri espiatori vengono trovati nelle persone di:
. Smirnov,
[Nato nel 1881, operaio all'età di diciassette anni, entrato ben presto nelle file del Partito, è stato più volte arrestato ed esiliato dalla polizia zarista. Si è distinto durante la rivoluzione del 1905 e, durante la guerra civile, ha riportato una clamorosa vittoria alla testa della V armata, sull'ammiraglio Kolchak. Soprannominato il "Lenin della Siberia" ha governato questa provincia per molti anni dopo la rivoluzione e nel 1922, proprio poco prima che Stalin fosse nominato segretario del Partito, era stato proposto per questa stessa carica. Arrestato con altri trotzkysti nel 1927, ha fatto atto di sottomissione, ma al tempo del "caso Riutin", ha appoggiato la proposta di deporre Stalin. Da quel momento sconta il suo errore in prigione. È quindi impossibile che abbia partecipato a una qualsiasi congiura.
Ma Stalin vuole che venga inserito lo stesso nella lista degli accusati.]
. Mrackovsky,
[Ha combattuto in Siberia; nel 1927 dirigeva la tipografia clandestina di Trockij ed è stato arrestato con quelli dell'opposizione.]
. Ter-Vaganian.
[Intellettuale armeno, si è battuto con coraggio durante la rivoluzione e durante la guerra civile e poi si è dedicato al giornalismo. Condannato all'esilio, dal 1933 sconta la pena in Siberia.]
In questo affare è implicato un quarto trotkysta, Dreitzer, ex-capo della guardia del corpo di Trockij e uno degli organizzatori delle manifestazioni del novembre 1927; egli non è accusato di appartenere al "centro" ma di dirigere la squadra degli assassini.

I primi interrogatori sono un fiasco completo. Quello di Mrackovsky si prolunga inutilmente per 90 ore. Portato davanti a Molotov, Mrackovsky gli sputa in faccia.
Dopo che la tecnica degli interrogatori si è fatta sempre più dura Zinov'ev e Kamenev capitolano dopo essersi fatti promettere da Stalin la salvezza per loro, per i loro sostenitori e la libertà per le loro famiglie. Di conseguenza, tutti gli oppositori di secondo piano cedono uno dopo l'altro. Luglio
5
, l'NKVD arresta il generale Schmidt, comandante di un'unità blindata nel settore di Kiev, in Ucraina. Il suo superiore, generale Iakir, che non è stato informato, furente si reca immediatamente a Mosca dove, negli uffici del Cremlino, protesta con tale violenza da far restare a bocca chiusa tutti coloro a cui si rivolge.
Alla fine viene ricevuto da N.I. Ezov [Iejov], aiutante di G. Jagoda, che gli mostra "le prove" che accusano il generale Schmidt di essere implicato in un complotto ordito da elementi trotzkysti "prove" emerse dall'atto di accusa del processo di Zinov'ev.
Il generale Iakir, arrestato a sua volta, sente di essere indirettamente minacciato, dato che il generale Schmidt è suo intimo amico, un vecchio compagno di battaglia.
[Membro del Partito fin dal 1915, Schmidt, figlio di un calzolaio ebreo, si era arruolato dapprima nella marina, poi, durante la guerra civile, aveva combattuto valorosamente alla testa di un reggimento di cavalleria leggera. Dal 1925 al 1927, aveva militato nell'opposizione. A Mosca, all'apertura del Congresso del 1927, quando viene pronunciata la decisione di espellere i trotzkysti, accetta la decisione del Partito. In seguito per quasi dieci anni ha continuato a prestare servizio con fedeltà.]
Qualche giorno dopo viene arrestato Kuzlichev, capo di stato maggiore dell'arma aerea, accusato di essere «il complice di Schmidt nel tentativo che mirava ad assassinare il maresciallo Voroshilov». Anche lui è un amico del generale Iakir. Tutti sono incarcerati alla Lubianka.

20, in una circolare segretissima il Comitato Centrale informa che molti individui in stato di arresto sono riusciti a conservare la loro vecchia tessera, nonostante le misure precedentemente prese. Si ricorda che «ogni distinzione fra spie, provocatori, guardie bianche, kulak e trotzkysti-zinovievisti, è stata eliminata». Si raccomanda un ritorno alla vigilanza e si definisce così il compito dei membri del Partito per il mese seguente; «la prima qualità di un buon bolscevico, nelle attuali circostanze, deve essere la capacità di scovare i nemici del Partito comunque e dovunque si nascondano». Al ricevimento di questa circolare i funzionari locali si scatenano in una nuova campagna di delazioni.
Viene istituito il commissariato del popolo per la giustizia.
- la confessione di Mrackovsky è verbalizzata il 20 luglio;

Agosto
5
, confessa Smirnov;
11, cambiamenti nella legislazione sovietica attuati con decreto: i condannati hanno 72 ore di tempo per ricorrere contro la sentenza;
14, confessano Evdokimov e Ter-Vaganian;
19, ha inizio il Processo farsa (19-23 agosto 1936) davanti a un tribunale del collegio militare della Corte Suprema, nella piccola sala d'ottobre della sede dei sindacati, scelta invece dell'immensa sala delle Colonne che è stata teatro di recenti clamorosi processi;
- Presidente: Ulrich;
- Giudice di parte civile: Matulevic,
- Giudice militare: Nikitcenco.
Davanti agli imputati, il procuratore generale dell'URSS: A.J. Vyšinskij.
Dopo la lettura dell'atto di accusa (in particolare sono accusati di aver, nel processo del gennaio 1935, nascosto la loro responsabilità diretta nell'assassinio di Kirov) tutti i prigionieri, ad eccezione di Smirnov e di Holtzman, si dichiarano colpevoli sotto tutti gli aspetti. Uno alla volta gli imputati sono chiamati alla sbarra: Mrackovsky, Evdokimov; al pomeriggio è la volta di Dreitzer, Reingold, Bakaiev, Picker;
20, è la volta di Kamenev, Zinov'ev, Saforova (prima moglie di Smirnov, compare come testimone); al pomeriggio tocca a Smirnov, Olberg, …;
21, mentre sulla «Pravda» compaiono le dichiarazioni di Rakovsky, A.I. Rykov e Piatakov che reclamano la pena di morte per gli imputati, si avvia l'ultimo giorno del processo; depone l'armeno Ter-Vaganian; al termine della seduta serale viene richiamato Dreitzer, affinché denunci l'attività del generale Vitovt Putna, addetto militare a Londra;
22, viene resa pubblica una dichiarazione fatta il giorno precedente dal procuratore generale A.J. Vyšinskij con la quale egli ha ritenuto che anche Tomski, N.I. Bucharin, Ukhanov, A.I. Rykov , K.B. Radek, Piatakov, Serebryakov e Sokolonikov sono più o meno tutti implicati nelle stesse attività criminali controrivoluzionarie per cui anch'essi vengono giudicati.
Tomski si suicida nella sua dacia di Bolcevo.
Il procuratore generale A.J. Vyšinskij inizia la sua requisitoria. Il pomeriggio è riservato alle ultime dichiarazioni degli accusati che assumono essi stessi la propria difesa.
23, tutta la giornata è riservata ancora alle ultime dichiarazioni degli accusati… l'ultimo a lasciare la sbarra è Fritz David.
La corte si ritira nella sala di consiglio per conoscere la sentenza preparata in anticipo da G. Jagoda, capo dell'NKVD.
Nel pomeriggio riprende la seduta e il presidente dichiara gli accusati colpevoli di tutte le imputazioni loro contestate.
Sono tutti condannati a morte.
In seguito i prigionieri sono condotti alle vetture della polizia con cui sono trasportati alla Lubyanka, la prigione dell'NKVD;
nonostante il decreto dell'11 agosto, la notizia dell'esecuzione degli imputati viene diffusa 24 ore dopo la condanna…
25, si conclude la "grande purga".
Alla fine del mese la maggior parte dei membri del Politburo rientra a Mosca dalle vacanze estive;

Settembre
all'inizio del mese viene arrestato il generale Vitovt Putna, richiamato da Londra;
intanto il generale Schmidt e il capo di stato maggiore Kuzlichev, incarcerati alla Lubianka, vengono sottoposti a interrogatori speciali condotti dal capo dela sezione speciale delle informazioni M.I. Gay e dal celebre Z.M. Uskalov [il torturatore]. Nonostante le sevizie i due si rifiutano di confessare di aver tentato di assassinare K.E. Vorošilov.
A metà del mese Stalin, Jdanov e Mikoyan si trattengono ancora a Sotchi, al sole del Mar Nero;
25, Stalin e Jdanov inviano da Sotchi un telegramma a Molotov con cui nominano il compagno N.I. Ezov [Iejov] commissario del popolo per gli Affari Interni, al posto di G. Jagoda, accusato di lassismo;
26, Stalin convoca N.I. Ezov [Iejov] e gli espone i suoi sospetti sull'Armata Rossa in generale e su M.N. Tuchacevskij in particolare e lo incarica di procedere lui stesso all'inchiesta… più preciamente gli chiede di portargli le prove che esiste un complotto contro di lui.
27, i giornali annunciano la nomina di N.I. Ezov [Iejov] a capo dell'NKVD e quella di G. Jagoda a commissario del popolo per le comunicazioni, in sostituzione di A.I. Rykov senza menzionare la formula d'uso che questo è stato chiamato ad altri incarichi;
30, G. Jagoda passa le consegne a N.I. Ezov [Iejov];
Berman, aiutante del capo della sezione per l'Estero (ed ex direttore dell'amministrazione dei campi di lavoro), viene nominato vice comandante dell'NKVD mentre Prokofiev, aiutante di G. Jagoda, assume l'incarico di vice commissario alle Comunicazioni marittime e fluviali;

N.I. Ezov [Iejov] ha per le mani un rapporto fantastico redatto da Aleksandr Orlov circa una conversazione fra K.B. Radek e il colonnello tedesco Nicolai a Oliva (territorio libero di Danzica), rinvenuto tra i documenti trasmessi da G. Jagoda. Il rapporto dice: «… Si trama contro Stalin una cospirazione, politicamente diretta da K.B. Radek e Piatakov, legata al gruppo militare M.N. Tuchacevskij, Putna, Gamarnik. K.B. Radek ha incontrato il colonnello Nicolai per mettere a punto la collaborazione dell'esercito tedesco con l'Armata Rossa. Piatakov si è recato in Norvegia per incontrare Trockij ed ottenere la sua approvazione e a Copenaghen per incontrare il figlio di Trockij… I cospiratori hanno proposto al governo tedesco la conclusione di un accordo economico e politico a condizione che il suddetto governo si impegni a non attaccare l'URSS approfittando dei disordini che potrebbero sorgere durante il progettato colpo di Stato…»
Ha inizio l' "affare Tuchacevskij"

Ottobre
17
, anche Frinovski (ex comandante delle guardie di frontiera) viene nominato vice comandante dell'NKVD;
Molchacov e i capi delle varie sezioni dell'NKVD conservano i loro incarichi, ma ad essi N.I. Ezov [Iejov] affianca dei collaboratori del Comitato Centrale "per aiutarli nel lavoro" ma in effetti per soppiantarli al momento giusto.
Stalin nel frattempo è rientrato a Mosca.

Novembre
7
, Mosca, tutti i rappresentanti del Politburo presenti alla sfilata, prendono posto sulla tribuna d'onore. Tutti i discorsi pronunciati per celebreare il XIX anniversario della rivoluzione contengono violenti attacchi alle "spie trotzkyste-zinonieviste"… nessun accenno ai "deviazionisti di destra". Ma alla fine del mese la maggior parte degli accusati che non ha ancora confessato è sottoposta a pesanti interrogatori da parte dell'NKVD.

…fine novembre, Egreville (Seine-et-Marne), Albergo dei Viaggiatori, il 42enne Nikolas Skoblin, ex generale dell'Armata Bianca, che riveste a Parigi la carica di aiutante del gen. Miller, successore del gen. Kutiepov (misteriosamente scomparso il 26 gennaio del 1930; rapito in piena Parigi) alla presidenza dell'organizzazione mondiale dei militari russi in esilio (R.O.V.S., con sede nell'ufficio al II piano di rue du Colisée n. 29; collaboratore e maico il gen. Pavel Kussonsky), s'incontra con due agenti dell'NKVD venuti da Mosca: Aleksander Spiegelglass, secondo aiutante del capo della sezione estero, e Vassili Sarovsky, commissario di terzo grado della Sicurezza di Stato (ambedue lavorano quindi agli ordini di N.I. Ezov [Iejov]). Tra loro si conclude un patto:
l'NKVD s'incarica di far sparire il gen. Miller e in cambio Nikolas Skoblin si impegna ad aiutarli a rovinare M.N. Tuchacevskij fornendo loro le prove (redigendo in proposito un rapporto tendenzioso) della sua connivenza con i trotzkysti e con alcuni membri dell'alto comando tedesco.
[La moglie di Nikolas Skoblin è un'ex ballerina dell'Opera di Petroburgo, la bella Nedejda Vassilevna Plevitskaia. Sebbene abbia sposato un generale bianco, ha sempre lavorato per i rossi, per la Ceka, la Ghepeu e per l'NKVD. Nel 1930 anche Nikolas Skoblin è diventato una spia della Ghepeu e i due hanno acquistato una piccola proprietà di campagna a Ozoir-la-Ferrière, al limitare della foresta d'Armainvilliers, nei pressi di Parigi. Tre giorni alla settimana (lunedì, martedì e mercoledì) i due coniugi li trascorrono a Parigi, all'albergo Pax, al 143 dell'avenue Victor-Hugo, dove è loro riservata la stanza n. 2.]

Dicembre
4
, Piatakov, rassicurato in prigione da Ordzonikidze che lo ha convinto ad affrontare serenamente il processo dal momento che non corre alcun rischio, fa piena confessione; nello stesso giorno K.B. Radek firma la sua prima deposizione;
5, anche Muralov, arresosi alle argomentazioni dello stesso K.B. Radek, fa una confessione completa; poi capitola anche Norkin.

Ai primi di dicembre intanto… Berlino, Hotel Adlon, s'incontrano due uomini:
. R. Heydrich, il crudele aiutante del capo delle SS H. Himmler e il potentissimo animatore della Gestapo e del servizio di informazioni del partito nazista (l'SD);
. Nikolas Skoblin.
I due erano stati presentati qualche mese prima dal barone Wrangel (da non confondere col generale omonimo).
[Si ignora l'esatto tenore dell'incontro, svoltosi in privato, ma quattro testimonianze, quelle dei vice di R. Heydrich (Walter Schellenberg, Hermann Beherends, Alfred Naujocks e Erich Jahnke) ne rivelano l'essenziale.]
R. Heydrich ha ricevuto da Nikolas Skoblin un rapporto dettagliato secondo il quale il maresciallo M.N. Tuchacevskij complotterebbe con dei membri del Grande Stato Maggiore tedesco allo scopo di realizzare un doppio push militare: a Mosca per sbarazzarsi di Stalin e a Berlino per sbarazzarsi di Hitler.
Il giorno successivo R. Heydrich convoca nel suo ufficio il capo del servizio Est dell'SD, il colonnello delle SS Hermann Beherends, unitamente al grande specialista in affari internazionali, il capitano delle SS Erich Jahnke, informandoli di quanto appreso. Poiché quest'ultimo non è d'accordo con lui sull'uso appropriato da farsi delle informazioni ricevute gli infligge tre mesi di arresti di rigore a domicilio poi dichiara a Hermann Beherends, che non ha aperto bocca, che ne parlerà a H. Himmler ed insieme avvertiranno A. Hitler.
Erich Jahnke
avverte segretamente Walter Schellenberg di quanto è successo.


20
, nell'anniversario della fondazione della polizia segreta, Stalin dà un banchetto a cui sono invitati alcuni capi dell'NKVD, in particolare N.I. Ezov [Iejov], Frinovski e Pauker.
24, Berlino, R. Heydrich e H. Himmler si recano dal Führer per esporre il loro piano: sono presenti anche Hess e M. Bormann. In pratica si tratterebbe di produrre dei documenti sufficienti a provare, in maniera inconfutabile, che il maresciallo M.N. Tuchacevskij e qualcuno dei suoi colleghi dell'Armata Rossa stanno cospirando con certi generali tedeschi per prendere il potere nei loro rispettivi paesi, e fare in modo che detti documenti pervengano nelle mani di Stalin.
La decisione non è facile ed A. Hitler alla fine prende posizione contro M.N. Tuchacevskij e interviene negli affari interni dell'Unione Sovietica al fianco di Stalin.
Tale decisione determinerà tutto il corso della politica tedesca fino al 1941: inDuce infatti la Germania a stipulare un'alleanza provvisoria con l'Unione Sovietica e incoraggia A. Hitler ad attaccare l'ovest prima di rivolgersi contro la Russia.

Dopo la totale trasformazione dell'esercito russo, grazie all'opera (1933-35) del giovane maresciallo M.N. Tuchacevskij, alla fine dell'anno non si conoscono le cifre degli effettivi; ufficialmente gli uomini sotto le armi sono 1.300.000 unità (cifra comunicata alla S.D.N.), ma in realtà sono quasi tre milioni.

Dal 1918 al 1936 occorre stimare a 8 milioni i morti della liquidazione dei "kulak" e della grande carestia che ne segue; più di 4 milioni di persone sono morte nei campi e nelle prigioni in seguito ai maltrattamenti e circa 2 milioni sono state giustiziate mediante fucilazione o pallottola alla nuca.
Il totale per questo primo periodo, oltrepassa dunque i 14 milioni di vittime.

Entra in vigore la nuova costituzione.
Aiuto sovietico ai repubblicani spagnoli durante la guerra civile.

Repubblica della Ceceno-Inguscezia
(repubblica autonoma)
1936
viene creata come repubblica autonoma all'interno della Repubblica Russa;

BIELORUSSIA
(Repubblica Socialista Federativa Sovietica)
(Beloruskaja SSR - capitale: Minsk)
presidente della repubblica
-
1936
-
UCRAINA
(Repubblica Socialista Federativa Sovietica)
(capitale: Kijev)
presidente della repubblica
-
1936
-
TRANSCAUCASIA
(Repubblica Socialista Federativa Sovietica)
Repubblica Socialista Sovietica dell'Azerbaigian
[Parte settentrionale del paese.]
presidente della repubblica
-
1936
diventa repubblica federale;
Repubblica Socialista Georgiana
(Repubblica federativa - capitale: Tbilisi)
presidente della repubblica
Noé Jordania
(1918 - ?)
1936
-

- Adzaristan (repubblica autonoma)
- Abhasia (repubblica autonoma)
- Ossezia Meridionale (provincia autonoma)
Repubblica autonoma di Armenia
(Repubblica socialista - capitale: Jerevan)
presidente della repubblica
-
1936
repubblica socialista da dicembre 1920 e riunita alla Repubblica Socialista Federativa Sovietica della Transcaucasia dal 1922, è ora costituita in repubblica autonoma dell'URSS.


1936
REPUBBLICA POPOLARE d'UNGHERIA
(dal 16 novembre 1918)
Reggente
Miklós Horthy von Nagybánya
(1920 mar - ott 1944)
Primo ministro
G.Y. Gömbös
(1932 ott - ott 1936 †)
-
Ministro della guerra
-
1936
il primo ministro osteggia la Piccola Intesa e mira a più stretti legami con la Germania di A. Hitler e l'Italia di B. Mussolini;
Ottobre
6
, G.Y. Gömbös, il cui programma dittatoriale incontra l'opposizione del Reggente, muore improvvisamente a Monaco di Baviera;

a


1936
REGNO di ROMANIA

Michele I

Albero genealogico

(Sinaia, Valacchia 1921 - ?)
figlio del principe ereditario Carlo e di Elena di Grecia;
1927-30, 1940-47, re di Romania;
sale al trono (giugno) in seguito alla rinuncia del padre (1926) ai suoi diritti, ma il potere effettivo viene esercitato da un consiglio di reggenza;
dal 1930 è ridiventato principe ereditario;

Carlo II
Albero genealogico
(Sinaia, Valacchia 1893 - Estoril, Portogallo 1953)
figlio di Ferdinando I e di Maria di Sassonia-Coburgo-Gotha;
1920, scioglie il matrimonio morganatico contratto con una borghese;
1921, sposa la principessa Elena di Grecia;
1928, anche questo matrimonio viene sciolto;
1926, la sua vita privata e in particolare la relazione con Magda Lupescu suscitano scandalo a Bucarest, tanto da dover egli rinunciare ai suoi diritti al trono e recarsi in esilio;
nel 1931 (giugno) torna a Bucarest facendosi proclamare re dal potente Partito nazionale dei Contadini;
1930-40, re di Romania;  

primo ministro
Tatarescu
(1934 gen - ?)
ministro dell'Interno
-
ministro degli Affari Esteri
Antonescu
(1935 ago - ?)
ministro delle Finanze
-

1936
-



a


1936
REGNO di BULGARIA
Boris III
Albero genealogico

(Sofia 1894 - 28 ago 1943)
figlio di Ferdinando di Sassonia-Coburgo-Saalfeld-Koháry e di Maria Luisa di Borbone-Parma;
1918, 3 ottobre, il padre abdica a suo favore;
1918-43, zar dei bulgari;
- dal 1923 ha progressivamente aumentato il proprio potere personale;
- dal 1930 è sposato con Giovanna di Savoia (1907-2000);
appoggiato dall'esercito sospende la costituzione e impone un regime autoritario;



Primo ministro
gen. Zlateff
(? - ?)
Tosceff
(? - ?)
Kiosseivanoff
(lug - ?)

1936
breve ministero Tosceff;

Luglio
4
, viene al potere Kiosseivanoff, uomo di fiducia del re, e si mette a preparare una nuova costituzione; scioglie la Lega militare, ma gli ufficiali rimangono sempe un elemento importante nel paese e sebbene siano stati soppressi i vecchi partiti politici risulta impossibile tornare alla normalità senza ricorrere ad essi;
Kiosseivanoff ricostituisce il ministero facendovi entrare tre uomini di partito oltre ad altri non di partito;

a




1936
III Repubblica
Presidente della Repubblica
A. Lebrun
(1932 10 mag - 10 lug 1940)
Presidente del Senato
Jules Jeanneney
(1932 3 giu - 10 lug 1942)
Presidente della Camera
-
Presidente dell'Assemblea nazionale
(Senato+Camera)
-
Presidente del Consiglio
P. Laval
IV
(1935 7 giu - 22 gen)
Albert Sarraut
II
(24 gen - 4 giu)
L. Blum
(4 giu - 21 giu 1937)
Interni
Joseph Paganon
(1935 7 giu - 24 gen)
Albert Sarraut
(24 gen - 4 giu)
Roger Salengro
(4 giu - 18 nov)
Marx Dormoy
(24 nov - 18 gen 1938)
Affari Esteri
P. Laval
(1934 13 ott - 24 gen)
Pierre Étienne Flandin
(24 gen - 4 giu)
Yvon Delbos
( 4 giu - 13 mar 1938)
Colonie
-
Regioni liberate
-
Difesa
-
Guerra
É. Daladier
(1936-38)
Marina
-
Aviazione
-
Finanze
Marcel Régnier
(1935 7 giu - 4 giu)
Vincent Auriol
(4 giu - 22 giu 1937)
Commercio
e Industria
-
Lavori Pubblici
-
Lavoro
-
Giustizia
Léon Bérard
(1935 7 giu - 4 giu)
Marc Rucart
(4 giu - 22 giu 1937)
Pubblica Istruzione
e dei Culti

1936
Gennaio

Febbraio
viene presentato all'esame della Camera il testo del patto franco-sovietico il quale, firmato l'anno precedente dopo che la Germania ha dichiarato decaduto il trattato di Versailles, deve appunto venire ratificato dall'Assemblea dei deputati francesi; il patto risulta approvato con 353 voti contro 164;

Maggio
sale al potere il Front populaire;

Giugno
4
, dopo la vittoria alle elezioni, Léon Blum, leader del Front populaire, forma il governo; deve subito affrontare i grandi scioperi e l'occupazione delle fabbriche da parte degli operai, nonché la questione spagnola;
i vari problemi aumentano le incertezze del Partito radicale, la componente più moderata del Front populaire; prende il sopravvento la politica di non intervento nella guerra civile spagnola (anche su pressione inglese) ma si oppongono i comunisti;

Ottobre
il governo è costretto a svalutare il franco;
31, l'ambasciatore de Chambrun, che ha fatto di tutto, nel corso della sua missione a Roma, per addivenire ad un leale e concreto accordo con l'Italia, viene richiamato; non resta a Roma che un incaricato d'affari;

Lo stesso anno nasce la J.I.C. (Jeunesse Indépendante Chrétienne), della gioventù borghese.
[A questo punto troviamo quindi in Francia:
- A.C.J.F. (Association Catholique de la Jeunesse Française - Gioventù Cattolica) (1881);
- J.O.C. (Jeunesse Ouvrère Catholique), maschile;
- J.O.C. (Jeunesse Ouvrère Catholique), femminile;
- J.A.C. (Jeunesse Agricole Chrétienne);
- J.E.C. (Jeunesse Étudiante Chrétienne);
- J.M.C. (Jeunesse Maritime Chrétienne).
A differenza della A.C.J.F., le altre si interessano più dell'ambiente che delle persone, più delle sezioni che degli iscritti mettendo ciascuna l'accento sui problemi specifici della propria categoria.
Nel cuore dei vescovi, tuttavia, il posto della A.C.J.F. è occupato, sin dal 1924, dalla F.N.C. (Fédération Nationale Catholique) fondata dal generale de Castelneu all'indomani della vittoria elettorale del cartello delle sinistre, allo scopo di impedire la realizzazione del loro programma anticlericale.
Caduto il cartello delle sinistre, senza che esso avesse potuto realizzare il suo programma anticlericale, la funzione della F.N.C. venne a mancare, ma poiché il generale continuava a scorgere sempre nuove minacce all'orizzonte e non intendeva disarmare le proprie formazioni, la maggioranza dei vescovi, rassicurata dalla presenza vigilante del loro eroe, fu ancora più propensa a diffidare di quello strano pullulare di associazioni di categoria che si manifestava in grembo alla A.C.J.F..
Dovrà essere ancora Roma, quindi, a piegare all'assenso il clero e l'episcopato di Francia.]



1936
REGNO dei PAESI BASSI

Guglielmina

Albero genealogico

(l'Aia 1880 - castello di Het Loo, presso Apeldoorn 1962)
figlia di Guglielmo III re d'Olanda e della sua seconda moglie Emma di Waldeck-Pyrmont;
1890-1948, regina dei Paesi Bassi;
[dal 31 agosto 1898 ha assunto ufficialmente il potere]

Primo ministro
H. Colijn
(? - ?)

1936
mentre dal 1933 l'accesso alle cariche pubbliche è stato interdetto a tutti i membri dei movimenti estremisti, i socialisti si riavvicinano ai partiti borghesi;

a



1936
REGNO del BELGIO

Leopoldo III

Albero genealogico

(1901 - ?)
figlio di Alberto I e di Elisabetta di Baviera;
1934-51, re dei belgi;


1936
[dal 1930 è attivo il "rexismo" di L. Degrelle, militante nell' "Azione Cattolica" e fondatore di questo movimento d'ispirazione clerico-fascista.]
continuano a farsi sentire le ripercussioni della grande depressione del 1929;
alle elezioni il rexismo di L. Degrelle conquista 21 seggi;



1936
Granducato di Lussemburgo

Charlotte di Nassau-Weilburg

Albero genealogico

(1896-?)
figlia di Guglielmo IV e di Maria Anna di Portogallo;
1919-64, duchessa di Nassau;
1919-64, granduchessa di Lussemburgo;
[dal 1919 il paese ha una costituzione democratica]


1936
-





1936
REGNO UNITO
di
GRAN BRETAGNA e IRLANDA
Giorgio V
Albero genealogico

(Marlborough House, London 3.6.1865 - Sandringham, Norfolk 20.1.1936)
secondo figlio di Edoardo VII e di Alessandra di Danimarca;
1877-92, presta servizio nella marina militare;
1892, diventa erede presuntivo al trono per la morte del fratello maggiore Alberto Vittorio;
1893, sposa la p.ssa Mary von Teck (1867-1953)
1901-10, principe di Galles;
1910-36, re di Gran Bretagna e Irlanda, imperatore delle Indie;
succeduto alla morte del padre;

Edoardo VIII [David]
Albero genealogico

(White Lodge, Richmond Park, Surrey 23.6.1894 - Paris 28.5.1972)
primogenito di Giorgio V e della p.ssa Vittoria Maria von Teck;
1911-36, principe di Galles;
1936 (gennaio - 18 dicembre), re di Gran Bretagna e Irlanda, imperatore delle Indie;
Dicembre
abdica […non tanto per il suo amore per una donna divorziata, ma per la sua trascorsa imbarazzante simpatia nei confronti di A. Hitler] -
governatore delle Bahamas (dal 1937)

 

-
Giorgio VI
Albero genealogico

(York Cottage, Sandringham, Norfolk 14.12.1895 - Sandringham House, Norfolk 6.2.1952)
secondogenito di Giorgio V e della p.ssa Vittoria Maria von Teck;
1936-52, re di Gran Bretagna e Irlanda, imperatore delle Indie;

 

Primo ministro,
Primo lord del Tesoro
[Prime Minister, First Lord of the Treasury]
S. Baldwin conservatore
governo nazionale
(1935 7 giu - 28 mag 1937)
Cancelliere dello Scacchiere
[Chancellor
of the Exchequer
]
A.N. Chamberlain
(1931 5 nov - - 28 mag 1937)
Segretari di Stato
Affari Esteri e Commonwealth
A.R. Eden
(1935 dic - feb 1938)
Guerra
A. Duff Cooper
visconte di Norwich
(1935 dic - 28 mag 1937)
Affari Interni
-
-
Giustizia
-
-
Colonie
-
-
Commercio
-
-
Sanità
-
-

1936
Settembre
9
, Londra, si costituisce il "Comitato di non intervento" in Spagna;

 

Irlanda del Nord
1936
-
Eire
1936
-


1936
DANIMARCA e ISLANDA
Cristiano X
Albero genealogico

(Charlottenlund 1870 - Copenaghen 1947)
figlio di Federico VIII e di Luisa di Svezia;
1912-47, re di Danimarca;
continua a favorire l'evoluzione democratica del paese;
1919-44, re d'Islanda;
[rimane re dell'isola (fino alla proclamazione della repubblica nel 1944) anche se, staccatasi dalla Danimarca, si è costituita in stato sovrano.]

REGNO di DANIMARCA

1936
dal 1915 il paese ha una nuova costituzione che istituisce, fra l'altro, il nuovo sistema bicamerale ed estende il diritto di voto alle donne;

REGNO d'ISLANDA

1936
-



1936
REGNO DI NORVEGIA
[dal 1905]
Haakon VII
Albero genealogico

principe Carlo (? - ?)
figlio di Federico VIII re di Danimarca e di Luisa di Svezia;
1905-57
, re di Norvegia;

Primo ministro
1936
una coalizione governativa tra il Partito laburista e il Partito dei contadini permette di superare le difficoltà economiche;


1936
REGNO di SVEZIA
Gustavo V
Albero genealogico

(Stoccolma, castello di Drottningholm 16 giugno 1858 – Stoccolma, 29 ottobre 1950)
figlio di Oscar II e di Sofia di Nassau;
1907-50, re di Svezia;
osserva correttamente le regole del sistema parlamentare;

1936
-



1936
FINLANDIA
[Repubblica parlamentare]

1936
-





1936
REPUBLICA PORTÚGUESA
[Estado Novo]
Presidente del Consiglio 
A. de Oliveira Salazar
(1932 lug - 1968)
[unico detentore del potere reale]
[unico partito legalmente funzionante: Unione nazionale]
1936
appoggia attivamente i franchisti spagnoli;

Febbraio
22
, una legge non abolisce il divorzio – ammesso con decreto il 3 nov 1910 –, ma ne restringe l'applicabilità;
a


1936
Repubblica di Spagna
(seconda)
[La Spagna conta 23,5 milioni di abitanti]
Guerra civile:
1936
18 luglio - 1° aprile 1939
Presidente
della Repubblica
N. Alcalà Zamora y Torres
(1931 dic - mag 1936)
M. Azaña y Diaz
(mag - 3 mar 1939)
Presidente
del Consiglio
Manuel Portela Valladares
(1935 14 dic - 18 feb)
M. Azaña y Diaz
(19 feb - 9 mag)
Augusto Barcía Trelles
(10-12 mag)
[ad interim]
S. Casares Quiroga
(13 mag - 18 lug)
D. Martínez Barrio
(18 lug)
[ad interim]
J. Giral Pereira
(19 lug - 3 set)
F. Largo Caballero
(4 set - 16 mag 1937)
Interni
-
Marina
-
Lavoro
-
Finanze
-
Controgoverno
Giunta Militare

generalissimo
F. Franco Bahamonde [el Caudillo]
Presidente
del Consiglio
Miguel Cabanellas Ferrer
(24 lug - 3 ott)
Fidel Dávila Arrondo
(4 ott - 29 gen 1938)
Interni

1936
Gennaio

È da notare che la medesima stampa e le medesime gerarchie ecclesiastiche che in Italia, dopo il "delitto Matteotti" (1924), sostennero che i cattolici dovevano obbedienza ai poteri costituiti, qualuque fosse la loro origine e comunque criticabili essi fossero: «Potestà non è se non da Dio», ora sostengono che i cattolici hanno il diritto di insorgere contro il governo della Repubblica spagnola – regolarmente eletto secondo le norme costituzionali – che non è disposto a riconoscere la «libertà della Chiesa» come la riconosce il governo di B. Mussolini.
In El Catolicismo y la cruzada de Franco. Quiènes y con qué fines prepararon la guerra – edito in Francia nel 1955 – il suo autore Juan de Iturralde – pseudonimo di un alto prelato franchista – sulla scorta di pubblicazioni falangiste e di documenti segreti trovati dai repubblicani nelle sedi dei vescovadi, metterà in luce:
- la parte avuta, nel pronunciamiento di F. Franco Bahamonde [el Caudillo], dal grande finanziere Juan March;
- le trattative condotte dai capi militari per assicurarsi l'appoggio di B. Mussolini e di A. Hitler prima della rivolta;
- l'apporto del clero, specialmente navarrese e madrileno, alla preparazione militare dei ribelli;
- le specifiche responsabilità del card. Segura, del gesuita Alfonso Torres e del gesuita Juan Antonio Segarra (che cospira a Roma), nella preparazione politica dell'insurrezione.

Lo stesso mese un gruppo di deputati e dirigenti nazionalisti baschi chiede di essere ricevuto dalla Santa Sede per discutere di alcuni problemi di carattere religioso. Il card. E. Pacelli assicura che l'udienza sarà loro accordata.
Giunti a Roma, s'imbattono invece in difficoltà di ogni genere, non solo per ottenere l'udienza pontificia ma anche per essere ricevuti dal cardinale segretario.
Trascorsi diversi giorni d'inutile attesa, alcuni deputati si recano in Vaticano per cercar di chiarire il mistero. Dopo lunga anticamera, compare mons. Pizzardo, che li invita a passare in una saletta. I deputati baschi obiettano che a loro interessa soltanto sapere quando potrà riceverli il card. E. Pacelli: allora mons. Pizzardo, senz'altre cerimonie, e senza nemmeno farli sedere, dice loro:
«Signori, poiché Madrid ci ha fatto sapre che i nazionalisti baschi sono il solo gruppo di destra che non vuole unirsi agli altri cattolici alle prossime elezioni, il cardinale crede di non poterli ricevere senza contrarre una responsabilità di coscienza».
I deputati rispondono che non sono venuti a Roma per discutere questioni elettorali, né politiche, ma esclusivamente religiose. Ma mons. Pizzardo prosegue:
«In questi momenti così critici, perché non si uniscono alle destre? La Spagna attraverserà, con le prossime elezioni, il momento più critico della storia. La lotta è tra Cristo e Lenin. Non vi è altra scelta. Come si sono unite le sinistre, così devono unirsi anche le destre. Fortunatamente tutte le destre si sono già unite, anche in Catalogna. Perciò se loro son cattolcii, devono unirsi alla maggioranza».
A uno dei deputati che protesta per il dubbio espresso da mons. Pizzardo circa il cattolicesimo dei presenti il cardinale «tutto soavità, passandogli la mano sulla faccia e sulle spalle», dice: «Lo so, lo so che loro sono cattolici. Ma perché non si uniscono alla Ceda? Ripeto che da queste elezioni dipende se la Spagna sarà di Cristo o di Lenin. Se vinceranno Azana, Alcalà Zamora, o i socialisti, sarà la fine della Chiesa, della religione e di Cristo».
I presenti rimangono stupefatti di fronte a un simile linguaggio di un prelato pontificio, il quale aggiunge: «Loro devono rinunziare al nome di nazionalisti per unirsi con la Ceda, altrimenti le sinistre potrebbero accusare gli appartenenti alla Ceda di unirsi con i nemici della patria e di dar così prova di scarso patriottismo».
[La Ceda è l'organizzazione monarchico-fascista, capeggiata dal cattolico Gil Robles.]
I cattolici baschi tornano al loro Paese senza aver veduto il papa, né il card. E. Pacelli.
In Democrazia e cattolicesimo in America, Firenze 1953 – Paul Blanshard scriverà:
«La Chiesa cattolica negli Stati Uniti ha una parte decisiva nell'impedire che venga tolto l'embargo per le armi alla Spagna, armi che salverebbero il governo dai ribelli di F. Franco Bahamonde [el Caudillo]. Mentre A. Hitler e B. Mussolini si affrettano ad aiutare F. Franco Bahamonde [el Caudillo], la stampa cattolica americana descrive la lotta come una guerra santa per la salvezza del cristianesimo e nega che F. Franco Bahamonde [el Caudillo] sia aiutato da A. Hitler.]

Febbraio
16
, il Fronte popolare vice le elezioni alle Cortes;
A. Lerroux Garcia subisce una pesante sconfitta, invece M. Azaña y Diaz è ancora presidente del consiglio, fino a maggio, quando sarà eletto presidente della Repubblica;
le opposizioni abbandonano in gran parte il parlamento poiché questo non ha più che la parvenza del potere, passato di fatto al partito comunista; il governo sovietico invia Bela Kun, Losovski ed altri comunisti internazionali per prendere in mano la direzione del movimento spagnolo; così la repubblica naufraga in una sanguinosa anarchia;
17, scoppia la rivolta militare preparata dalle gerarchie ecclesiastiche e dai grandi proprietari con l'aiuto di A. Hitler e di B. Mussolini;
18, la legge sull'epurazione dell'amministrazione pubblica prevede che i giudici possono essere sospesi dalle proprie funzioni per motivi di carattere politico;
il potere giudiziario dipende quindi dal potere esecutivo;

Marzo
J.A. Primo de Rivera, figlio del generale, cade prigioniero dei repubblicani;

Aprile

Maggio
S. Casares Quiroga diventa Presidente del Consiglio (1936 mag-lug);

Giugno
mentre da Amburgo parte il primo convoglio degli aviatori della Legione Condor, l'organizzazione dei trasporti aerei Hisma, che si serve di un gran numero di grossi trimotori Junkers, trasferitasi in volo attraverso il Mediterraneo verso le sue basi spagnole, si attiva nel trasbordare le truppe marocchine di F. Franco Bahamonde [el Caudillo] dal Nord Africa, attraverso lo stretto, fino alla Spagna.

Luglio
12
, Madrid, viene assassinato il tenente J. Castilo, della polizia ed esponente della sinistra;
13
, per ritorsione [ordine del governo] viene assassinato José Calvo Sotelo, capo del gruppo monarchico delle cortes;
[capo del "partito del rinnovamento", pochi giorni prima aveva denunciato al parlamento gli orrori dell'anarchia dominante.]
17
, Marocco, il gen. F. Franco Bahamonde [el Caudillo] dà inizio alla rivolta armata contro il governo repubblicano;
[il sollevamento riesce nel Marocco, a Siviglia, alla Coruña, ad Avila, Càceres, Vittoria, Saragozza, Cadice, Cordova, Jaca e Pamplona; i sollevati si battono con fortuna varia a Oviedo, Huseca, Teruel e a Toledo, mentre sono sopraffatti a Madrid, a Barcellona, a San Sebastian e a Gijon.]
S. Casares Quiroga si rifiuta di armare i partiti antifascisti e le organizzazioni operaie;
18
, l'insurrezione dell'esercito e delle destre, cui aderiscono la Falange Española e il gen. F. Franco Bahamonde [el Caudillo], contro il governo repubblicano presieduto da J. Giral, dà inizio alla guerra civile;
il colonnello José Moscardò assume il comando dell'Alcázar che rimane assediato per ben 78 giorni;
19, il golpe dei militari spagnoli supportati dai poteri economici e dalla chiesa, non riesce: più di metà del territorio è invece in mano al popolo che insorge sconfiggendo i generali.
Gli anarchici sono presenti in forze ovunque, ma soprattutto a Barcellona e in Catalogna la loro forza è schiacciante.
È la rivoluzione sociale:
- gli operai collettivizzano e autogestiscono fabbriche e servizi,
- i contadini le terre ed il lavoro nei campi,
- la difesa si organizza in milizie popolari,
mentre numerosi aspetti della vita quotidiana come l'educazione ed addirittura il rapporto fra i sessi subiscono modificazioni a volte profonde;
S. Casares Quiroga, costretto a dimettersi sotto la pressione dei partiti di sinistra, abbandona la Spagna e la vita politica;
D. Martínez Barrio dirige un effimero gabinetto incaricato di ricercare una soluzione con i militari insorti;
J. Giral Pereira è il nuovo presidente del consiglio (fino a settembre);
23, Barcellona, si forma il Comitato Centrale delle Milizie Antifasciste;
Burgos, i nazionalisti formano un governo provvisorio attraverso un "comitato di difesa nazionale";
30, Burgos, F. Franco Bahamonde [el Caudillo] dà vita a un controgoverno riconosciuto dalla Germania di A. Hitler e dall'Italia di B. Mussolini;

Agosto
1-6
, formazione della colonna di miliziani italiani guidati da C. Rosselli, inquadrata nella "colonna Ascaso", della CNT-FAI;
dopo la morte in un incidente aereo del gen. J. Sanjurjo Sacanele, capo riconosciuto del pronunciamiento, F. Franco Bahamonde [el Caudillo] si pone gradualmente a capo del movimento in cui la Falange Española ha una posizione fiancheggiatrice e subordinata rispetto ai militari;
[Inizialmente, tuttavia, F. Franco Bahamonde [el Caudillo] non può esercitare il comando poiché le truppe dell'Andalusia, agli ordini del gen. Queipo de Llano, comandane del corpo d'armata di Siviglia, sono materialmente ancora divise da quelle del gen. Mola, comandante della Navarra, a causa del saliente nell'Estremadura, rimasto rosso.]
5, nonostante l'opposizione della marina, rimasta fedele al governo, F. Franco Bahamonde [el Caudillo] riesce a sbarcare le sue truppe coloniali nella madre patria grazie a un ponte aereo organizzato dalla Germania e dall'Italia (pochi aviatori volontari con 9 apparecchi da bombardamento), e grazie all'opera del gen. Queipo de Llano che ha assicurato le basi di sbarco di Cadice e Algesiras;
BALEARI, le isole partecipano al movimento nazionale ma l'iniziale successo viene frustrato dal governo di Barcellona con una serie di bombardamenti e l'invio di truppe;
19, Viznar, i franchisti fucilano Federico Garcia Lorca;
25, i franchisti occupano Toledo e Burgos;

Settembre
1
, F. Franco Bahamonde [el Caudillo] si fa nominare generalissimo dalla giunta militare;
F. Largo Caballero è il nuovo presidente del consiglio.
L'intervento della Francia e della Russia è immediato. La prima assume la direzione tecnica e propagandistica della guerra soppiantando la Russia, che tuttavia mantiene la direzione politica.

[Mentre gli aerei italiani aiutano i falangisti, quelli francesi e russi entrano in Spagna camuffati, al servizio dei miliziani (rossi spagnoli) [ca 400.000] e delle brigate internazionali (elementi arruolati generalmente in Francia) [ca 80.000.
Capo di S.M. dell'esercito rosso è il gen. Rojo; capi principali sono i generali Miaja, Pozes, Hernandez Sarabia e, degli internazionali, il Lister.


Le forze armate del "governo nazionale", stabilitesi a Burgos, sono guidate da ex allievi del generalissimo, gli ufficiali Davila, Queipo de Llano, Saliquet, Aranda, Varela, Yague, Moscardo, Soichaga ecc. Dispongono di 4 incrociatori, un cacciatorpediniere e una trentina di navi minori; un buon numero di aerei è agli ordini del gen. Kindelen.
A queste forze si aggiungono via via ca 5/6.000 volontari tedeschi (per la maggior parte aviatori, artiglieri, contraerei e carristi), ca 40.000 legionari italiani (numero massimo raggiunto in certe fasi) e alcune centinaia di "camicie verdi" portoghesi.]
3
, BALEARI, l'intervento di Arconovaldo Bonacorsi e di aerei legionari italiani permette la liberazione dell'isola di Maiorca;
9
, il "Comitato di non intervento" riunitosi a Londra cerca di regolare più o meno bene l'intervento di tutte le grandi potenze, a seconda dei singoli interessi generali o particolari;
[Interesse russo è quello di crearsi in Spagna, col pretesto del comunismo, una appendice in pieno Mediterraneo; una base di operazione posta in posizione eccezionalmente favorevole, affacciata all'Atlantico. Naturalmente questo contrasta con l'interesse italiano e tedesco ed anche con quello britannico. Perciò la condotta degli inglesi è altrettanto prudente e cauta quanto sfrenata e virulenta quella dei francesi i quali sotto un governo di "fronte popolare" dominato dai rossi, non può graduare la sua politica come fa l'Inghilterra.]
13, BALEARI, sono occupate dai legionari italiani le isole di Ibiza e Formentera;
24, rivolgendosi a un gruppo di monaci e di preti fuggiti dalla Spagna, Pio XI mette in guardia «contro l'insidia con la quale gli araldi delle forze sovversive cercano di dar luogo a false possibilità di avvicinamento e di collaborazione da parte cattolica, distinguendo tra ideologia e pratica, fra idee ed azione, fra ordine economico ed ordine politico».
28, le porte dell'Alcázar si aprono per accogliere i falangisti.
Intanto il numero totale degli uomini portati in volo dal Marocco con i grossi trimotori Junkers Ju. 52/3m tedeschi ha raggiunto le 14.000 unità, ma poiché continuano a giungere in Spagna grossi rifornimenti di materiale aeronautico francese e russo, il generale fa appello a A. Hitler e a B. Mussolini per ottenere ulteriori aiuti; il nerbo della Legione Condor viene quindi inviato tempestivamente via mare a Cadice dove ha luogo una breve parata militare per dare il benvenuto agli aviatori tedeschi, prima che aerei da bombardamento della Luftwaffe inizino una serie d'incursioni sui porti mediterranei in possesso dei governativi;
Legione Condor:
comandata inizialmente dal generale Hugo von Sperrle, ha poi come capo il generale Volkmann il quale si assume anche la responsabilità di organizzare e dirigere in Spagna le prime unità tedesche da bombardamento giunte dalla Germania;
[Aiutante maggiore di Hugo von Sperrle, e dal 1938 comandante della legione stessa, è Wolfram von Richthofen cugino di Manfred e a sua volta appartenente al Richthofen Geshwader.]
disponibilità:
- Jagdgruppe J/88 inizialmente comprende tre Staffeln che, nei periodi di piena efficienza, dispongono ciascuno di dodici biplani Heinkel He. 51 (questo fino al 1937, quando la prima e la seconda squadriglia riceveranno i nuovi caccia monoplano Messerschmitt 109 B entrati solo di recente in servizio regolare presso la Luftwaffe);
- Kampfgruppe K/88 comprende quattro Staffeln di trimotori Junkers 52/3m i quali però si dimostrano così lenti e vulnerabili da potere essere usati solo per missioni diurne e solo se fortemente scortati da caccia;
l'evidente inferiorità degli 52/3m determinerà più tardi l'entrata in servizio di alcuni Ju. 86, che peraltro dimostreranno di essere dei bombardieri già superati poiché mancano a loro volta di armamento e di velocità e dovranno essere ritirati dopo solo un brevissimo periodo di servizio;
- l'unico gruppo da ricognizione è dotato dei velocissimi monoplani Heinkel 70;
- l'unico reparto idrovolanti è dotato degli Heinkel 50 e 60, idrovolanti che nella guerra spagnola non raggiungono certo i risultati avuti nelle grandi battaglie aeree del 1915-18.

Ottobre
1
, nominato capo del governo dello stato spagnolo [carica che terrà fino al 1973], F. Franco Bahamonde [el Caudillo] riorganizza il paese su basi autoritarie, consolidando il proprio potere personale, reprimendo duramente gli avversari
3, il Comitato Centrale delle Milizie Antifasciste viene sciolto.
Il regime creato da F. Franco Bahamonde [el Caudillo], mentre presta un ossequio formale alle tendenze nazional-sindacaliste e di rivoluzione sociale della Falange Española, si regge in pratica sulle forze economiche e sui gruppi sociali che hanno osteggiato la politica riformatrice della seconda repubblica;
Comunión tradicionalista (carlismo=seguaci di don Carlos), durante la guerra civile spagnola, schiera i suoi reparti combattenti (requetés) al fianco dei militari insorti contro la repubblica;
5-6, le brigate internazionali comuniste entrano nel territorio spagnolo per dare una mano al governo contro i nazionalisti;
6, primo decreto del "Comitato di Difesa dell'Aragona", organo di autogoverno formato dagli anarcosindacalisti;
10, formazione dell'Esercito Popolare;
22, formazione delle Brigate internazionali;
inizio in pratica della militarizzazione e del controllo comunista delle milizie operaie;
29, il governo legittimo spagnolo denuncia alla Società delle Nazioni l'intervento di truppe italiane e tedesche a fianco dei franchisti;
Gli italiani si distinguono nei combattimenti di Navalcarnero, Ilecas, Esquivias, Sesena, Cuesta de la Reina.
[Tra la fine di settembre e i primi di ottobre, i volontari italiani per la Spagna provengono o dall'Esercito o dalla Milizia. Vengono inoltre impiegate unità della Marina Militare e dell'Aeronautica. I volontari dell'Esercito, sciolti a loro domanda dagli obblighi di servizio, partono, dapprima isolati in qualità di istruttori, quindi in esigui gruppi, quando dalla parte degli avversari materiali e unità di volontari internazionali sono già affluiti in numero superiore.
Gli elementi italiani sbarcano a Vigo di Galizia con artiglierie 65/17 e carri veloci e vengono incorporati nel Tercio Legionario. Tra il 21 e il 29 ottobre, durante l'avanzata iniziale del generalissimo su Madrid, si distinguono nei combattimenti di Navalcarnero, Ilecas, Esquivias, Sesena, Cuesta de la Reina.]

Novembre
4
, gli anarchici entrano con 4 ministri (fra cui Federica Montseny e García Oliver) nel secondo governo centrale di F. Largo Caballero;
6, il governo sotto l'incalzare delle truppe nazionaliste, lascia Madrid e si rifugia a Valencia;
8, El Salvador e Guatemala riconoscono il regime di F. Franco Bahamonde [el Caudillo];
18, Italia e Germania riconoscono il regime di F. Franco Bahamonde [el Caudillo];
19, Buenaventura Durruti muore a Madrid colpito da una pallottola nella Zona Universitaria, dove si combatte. La versione ufficiale è quella di un colpo fascista, ma molti pensano ad un omicidio degli stalinisti. [Con gli anni prenderà corpo l'ipotesi di un incidente];
20, Alicante, i repubblicani fucilano J.A. Primo de Rivera;
22, Barcellona, i funerali di Buenaventura Durruti raccolgono una folla immensa di 500.000 persone;

Dicembre

20, F. Franco Bahamonde [el Caudillo] dà 48 ore di tempo per lasciare il paese al carlista Fal Conde, che ha appena costituito una Reale Accademia Militare;
22, Cadice, sbarcano 3.000 volontari italiani;
[Poiché tra le Brigate internazionali si contano già oltre 45.000 volontari stranieri regolarmente inquadrati e modernamente armati, con un aumento medio di 300 uomini al giorno, diviene necessario inviare dall'Italia quadri di volontari nonché materiale per ristabilire l'equilibrio.]
Lo stesso giorno nel suo discorso il presidente [?] José Antonio Aguirre, cattolico devotissimo, esprime il suo stupore e il suo dolore perché le gerarchie ecclesiastiche spagnole non hanno protestato minimamente contro l'esecuzione sistematica di sacerdoti da parte delle autorità ribelli.
26, nel suo quaderno «Civiltà Cattolica» sostiene che l'ammutinamento militare è stato solo una misura preventiva contro la rivoluzione preparata dai comunisti, i quali «si dispongono ad avventarsi come uccelli di rapina sul cuore della Spagna cattolica, già madre gloriosa di civiltà a tanti popoli».

Vari decreti ripristinano il "servizio religioso" nell'esercito.

Stato Catalano
della Repubblica Federale Spagnola
Presidente
della Generalitat
L. Companys I Jover
(1934-39)
[della Esquerra repubblicana de Catalunya (Sinistra repubblicana di Catalogna), fondata nel 1932]
1936
Febbraio
L. Companys I Jover viene arrestato dalle truppe governative e imprigionato;
[dopo la vittoria del fronte popolare ritorna alla presidenza della Generalitat fino al 1939]

Maggio
Saragozza, congresso della CNT (Confederación Nacional del Trabajo); i delegati presenti rappresentano oltre 1.500.000 iscritti; è approvato un programma d'azione per l'organizzazione della società rivoluzionaria;

Luglio
Gli anarchici sono presenti in forze ovunque, ma soprattutto a Barcellona e in Catalogna la loro forza è schiacciante.

Settembre
26, la CNT (Confederación Nacional del Trabajo) entra nel governo della Generalitat Catalana.

Dicembre
17
, Mosca, la «Pravda» scrive: «In Catalogna è già cominciata la pulizia dai trotzkisti e dagli anarco-sindacalisti. Essa verrà condotta con la stessa energia che nell'Unione Sovietica»;




1936
REGNO d'ITALIA
Vittorio Emanuele III
Albero genealogico

(Napoli 1869 - Alessandria d'Egitto 1947)
figlio di Umberto I e di Margherita di Savoia;
1878-1900, principe di Piemonte;
1896, Roma 24 ott: sposa la p.ssa Elena del Montenegro (1873-1952);
1900-46, re d'Italia;
dal 1922, è esautorato da qualsiasi esercizio del potere dalla dittatura fascista;
1936-43, imperatore d'Etiopia;


1939-43, re d'Albania;

PARLAMENTO
XXIX Legislatura
(1934 28 apr - 2 mar 1939)
Presidente del Senato
L. Federzoni (Pnf)
romagnolo
(1934 28 apr - 2 mar 1939)
Presidente della Camera
C. Ciano
(1934 28 apr - 2 mar 1939)
 
Partito unico: Pnf (Partito nazionale fascista)
Segretario
A. Starace (Pnf)
(1931 7 dic - 31 ott 1939)
 
Duce
cav. B. Mussolini(Pnf)
(1932 20 lug - 25 lug 1943)
+ Interno, Guerra
Sottosegretari G. Medici Del Vascello (Pnf)
(1935 24 gen - 30 ott 1939)
F. Guarneri (Pnf)
lombardo
(1936 2 gen - 20 nov 1937)
[del. Scambi e Valute]
Interno
cav. B. Mussolini(Pnf)
(1926 6 nov - 25 lug 1943)
[ad interim]
Sottosegretario G. Buffarini Guidi (Pnf)
toscano
(1933 8 mag - 5 feb 1943)
Affari Esteri
cav. B. Mussolini(Pnf)
(1932 20 lug 9 giu 1936)
[ad interim]
G. Ciano (Pnf)
toscano
(1936 9 giu - 6 feb 1943)
Sottosegretario F. Suvich (Pnf)
friulano
(1932 20 lug - 10 giu 1936)
G. Bastianini (Pnf)
umbro
(1936 11 giu - 14 ott 1939)
Colonie
cav. B. Mussolini(Pnf)
(1935 17 gen - 11 giu 1936)
[ad interim]
A. Lessona (Pnf)
laziale
(1936 11 giu - 8 apr 1937)
Sottosegretario A. Lessona (Pnf)
laziale
(1929 12 set - 11 giu 1936)
Guerra
cav. B. Mussolini(Pnf)
(1933 22 lug - 25 lug 1943)
[ad interim]
Sottosegretario Federico Baistrocchi
(1933 22 lug - 6 ott 1936)
Alberto Pariani
(1936 7 ott - 31 ott 1939)
Marina
cav. B. Mussolini(Pnf)
(1933 6 nov - 25 lug 1943)
[ad interim]
Sottosegretario amm. Domenico Cavagnari
(1933 6 nov - 7 dic 1940)
Aeronautica
cav. B. Mussolini
(1933 6 nov - 25 lug 1943)
[ad interim]
Sottosegretario gen. G. Valle
(1933 6 nov - 31 ott 1939)
Corporazioni
cav. B. Mussolini(Pnf)
(1932 20 lug - 11 giu 1936)
F. Lantini (Pnf)
lombardo
(1936 11 giu - 31 ott 1939)
Sottosegretario F. Lantini (Pnf)
lombardo
(1935 24 gen - 11 giu 1936)
 
Finanze
P. Thaon di Revel (Pnf)
piemontese
(1935 17 gen - 6 feb 1943)
Sottosegretario Giuseppe Bianchini
(1935 24 gen - 15 lug 1937)
Agricoltura e foreste
E. Rossoni (Pnf)
romagnolo
(1935 24 gen - 31 ott 1939)
Sottosegretari Gabriele Canelli
(1935 24 gen - 19 apr 1937)
[Bonifica Integrale]
G. Tassinari (Pnf)
(1935 24 gen - 30 ott 1939)
Lavori Pubblici
G. Cobolli Gigli (Pnf)
(1935 5 set - 31 ott 1939)
Sottosegretario  
Grazia e Giustizia
A. Solmi (Pnf)
emiliano
(1935 24 gen - 12 lug 1939)
Sottosegretario Cesare Tumedei
(1935 24 gen - 15 nov 1936)
 
Educazione nazionale
C.M. De Vecchi (Pnf)
piemontese
conte di Val Cismon
(1935 24 gen - 15 nov 1936)
G. Bottai (Pnf)
(1936 15 nov - 5 feb 1943)
Sottosegretario R. Ricci (Pnf)
toscano
(1929 12 set - 12 nov 1937)
['Educazione Fisica e Giovanile]
Comunicazioni
A.S. Benni (Pnf)
piemontese
(1935 24 gen - 31 ott 1939)
Sottosegretari G. Host Venturi (Pnf)
istriano
(1935 24 gen - 31 ott 1939)
M. Jannelli (Pnf)
lucano
(1935 24 gen - 13 feb 1943)
Stampa e propaganda
  E.D. Alfieri (Pnf)
romagnolo
(1936 11 giu - 27 mag 1937)
Sottosegretario E.D. Alfieri (Pnf)
romagnolo
( 1935 22 ago - 11 giu 1936)
 
 
 
 
Regno d'Italia

1936

Fascismo

Partito unico: Pnf (Partito nazionale fascista)
- segretario: A. Starace, pugliese (1931 7 dic-10 gen 1937).


Gennaio
all'inizio dell'anno, l'ambasciatore italiano, conte Bonifacio Pignatti, dice a p. W. Ledóchowski [il Papa Nero] che B. Mussolini vuole sostituire il direttore antifascista della rivista nordamericana «America», Wilfrid Parsons, con uno filofascista; viene subito accontentato;
[È stato a capo del settimanale gesuita per undici anni e acerrimo rivale di p. Charles E. Coughlin; viene rimpiazzato da Francis Talbot, S.J., un sostenitore di p. Charles E. Coughlin e del fascismo.]
Mentre il conte Bonifacio Pignatti, gratificato da questo appoggio, commenta che i nemici dell'Italia sono i nemici della Chiesa, p. W. Ledóchowski risponde, d'accordo con lui, che gli attacchi a B. Mussolini per la sua guerra in Etiopia sono semplicemente «un pretesto del quale profitta il giudaismo internazionale per muovere all'assalto della civiltà occidentale». E continua avvertendo che A.R. Eden, il ministro degli Esteri britannico, è «nelle mani degli ebrei e in modo speciale dei Rothschild».

Febbraio
, su «Civiltà cattolica» (da oggi fino al 20 marzo 1937) padre Antonio Messineo pubblica una serie di quindici articoli per esporre il pensiero cattolicio sulle annessioni territoriali, sullo spazio vitale, sulla sovrappopolazione e sul diritto di espansione dei popoli.
[Tali articoli – in seguito riuniti nel libro di 245 paginer Giustizia ed espansione coloniale, Roma 1937 –, riusciranno particolarmente graditi ai fascisti che vi troveranno le tesi continuamente adoperate nella loro propaganda bellicista.]
Quello che più indigna il padre gesuita è l'ipocrisia del clero copto, che si contenta di una religiosità tutta esteriore, senza alcuna presa sui costumi e sulla morale della popolazione.
[Ben diverso fu il linguaggio tenuto dai gesuiti nella guerra italo-etiopica del 1895-96.]
Lo stesso giorno, il conte Bonifacio Pignatti, nel suo rapporto a B. Mussolini della conversazione avuta con mons. G. Pizzardo, aggiunge che il capo dell'Ordine dei cappuccini a Ottawa ha ricevuto un rapporto dai suoi confratelli in Etiopia, secondo il quale i loro sforzi laggiù di guadagnarsi l'appoggio dell'invasione italiana sono ostacolati dalla «propaganda antitaliana, [sic] di ebrei e di massoni»;
7, mons. F. Borgongini-Duca, primo nunzio della Santa Sede in Italia, trova B. Mussolini d'«umore nero», furioso con la Francia.
Egli dice che sì, anche l'Inghilterra è il loro nemico, ma la Francia è peggio, perché la Francia li ha traditi. In seguito alla recente vittoria elettorale della sinistra, il nuovo ministro degli Esteri francese «è stato combinato dalla massoneria nella loggia da quel porco di Mandel; ma è ebreo, venduto all'Inghilterra, nemico giurato dell'Italia».
Il Duce continua nella sua tirata: «Il governo sono 14 massoni e 3 ebrei. La massoneria ebraica, secondo il Protocollo dei Savi di Sion "corrompete i cani" cioè i cattolici, ha avuto questo bel risultato di incretinare la Francia».
28, l'Amba Alagi, punto di vitale importanza strategica per raggiungere la capitale Addis Abeba, è occupata dagli italiani.
In Italia avvengono manifestazioni di giubilo popolare per le strade, esattamente quarant'anni dopo la sconfitta di Adua.

Lo stesso mese, in Spagna, il potere passa di fatto al partito comunista; il governo sovietico vi invia suoi emissari ed altri comunisti internazionali per prendere in mano la direzione del movimento spagnolo.

Marzo
3
,
l'immagine miracolosa della Madonna di Pompei viene benedetta dal patriarca titolare di Costantinopoli, trasportata a Napoli con una grande processione a cui partecipano vedove e madri dei caduti in guerra e autorità politiche, ribendetta dal card. Ascalesi a Napoli, issata a bordo di una nave in partenza per l'Abissinia e posta su un altare incorniciato da emblemi fascisti.
A pochi giorni di distanza seguono la Madonna patrona di Faenza e Sant'Antonio da Padova.

Aprile

-
Maggio
6
, p. P. Tacchi Venturi invia a B. Mussolini una lettera di congratulazioni: «Eccellenza, sia anche a me permesso, dopo aver ringraziato Dio per la vittoria e la pace romana, di rivolgere a V.S. una parola di sincero, fervido ringraziamento! Il Signore l'ha assistita in modo mirabile in non cedere nelle ore più trepide ed incerte, e i cuori di tutti gli italiani credenti lo supplicano perché ora continui [a dare] a V.E. il suo divino aiuto, affinché il frutto della vittoria sia veramente quello che si ha il diritto di attendere da una nazione vincitrice cattolica».
9, 100.000 romani con bandiere fasciste si riversano in piazza venezia; B. Mussolini annuncia la costituzione dell'Impero Italiano d'Etiopia, sotto lo scettro di re Vittorio Emanuele III;
su delibera delle due camere, il re e B. Mussolini sono nominati "Marescialli dell'Impero"… anche se il pari grado disturba un po' il re.
In tutte le chiese vengono cantati Te Deum di ringraziamento e molti vescovi e arcivescovi spiegano al popolo di fedeli il grande significato della vittoria per l'avvenire dell'Italia.
Niente di simile si è mai visto, neppure alla fine della prima guerra mondiale.
10, Firenze, Santa Maria del Fiore, l'arcivescovo Elia della Costa fa il suo discorso:
«Questa guerra finita, questa pace restituita, sono l'epilogo felice dell'asprissima lotta ingaggiata contro l'Italia non già da un esercito di soldati, ma, incredibile a dirsi, da un esercito di Nazioni, contro cui la perfetta unione degli italiani, la sapienza dei reggitori, l'abilità dei condottieri, l'eroismo dei soldati, la costanza degli operai, hanno avuto sfolgorante vittoria contro difficoltà e ostacoli di terreno, di clima, di costumi, che parevano insuperabili come erano stati per tanti secoli insuperabili. Ne sia lodato il Signore perchè la coalizione mondiale contro la nostra nazione è apparsa circondata spesso da un affannoso mistero: i primi e più accaniti avversari nostri erano tra coloro a cui è programma la lotta contro la Chiesa, contro la fede cattolica, per cui è parso spesso che l'ostentata protezione dell'impero etiopico, protezione che allo stesso impero è costata la vita, non fosse che una maschera che celava la guerra a Dio e quindi all'Italia dove non si bruciano palazzi, chiese, conventi, dove ogni incrinatura all'unità religiosa è attentato di lesa Nazione, dove nessun adito è aperto al comunismo demolitore della proprietà, della famiglia, di ogni ordine religioso e civile […]».
14, convinto che il Duce sopravvaluti l'appoggio del papa, il conte Bonifacio Pignatti gli dice che il papa ha agito soltanto per il suo interesse; aggiunge che è innegabile il pressoché universale, entusiasta sostegno che la gerarchia vaticana e il clero italiano hanno dato allo sforzo bellico, invita tuttavia B. Mussolini alla cautela: «Non bisogna dimenticare che, in dipendenza del conflitto italo-etiopico il papato si è trovato id fronte a una coalizione ebraico-massonico-bolscevica» fortemente sostenuta dal protestantesimo. Se il Vaticano ha sostenuto la guerra di B. Mussolini, è perché la Chiesa sta combattendo la propria santa battaglia contro gli stessi nemici.
[Anche il conte Bonifacio Pignatti, quindi, condivide la teoria del complotto sostenuta da p. P. Tacchi Venturi.]
16, all'inaugurazione della esposizione mondiale della stampa cattolica, Pio XI si associa al gaudio generale del clero italiano.
31, durante la manifestazione di omaggio a Pio XI per il suo compleanno, il presidnete dell'Azione cattolica, comm. Augusto Ciriaci, viene di rincalzo a «Civiltà Cattolica» con queste parole:
«La vittoria sui campi di battaglia, la resistenza all'assedio economico, l'eroismo militare e il coraggio civile di tutto un popolo sono il collaudo storico di quella rinnovata vita nazionale e di quella restaurata unità spirituale che, or sono sette anni, i Patti Lateranensi hanno provvidenzialmente consacrato.
Oggi la vittoria illumina la nostra bandiera. Il nostro sovrano aggiunge alla maestà regale il titolo di Imperatore di Etiopia.
Il popolo italiano, sempre più numeroso, in ossequio alla legge divina, ha trovato, alla sua capacità di lavoro e alla potenza della sua missione civile quelle nuove terre che gli erano negate in nome di ingiustizia dimentica delle supreme esigenze dei popoli. Oggi alla spada succede l'aratro, alla forza delle armi la pace del lavoro e della civiltà, di una civiltà che non è parola vuota di senso perché porta in sé la luce della romanità cristiana
».

Di fatto la sovranità italiana sull'Etiopia viene accettata dalla Società delle Nazioni e successivamente riconosciuta dalle singole potenze: cambia la politica economica ed estera italiana.

Giugno
9
, il conte G. Ciano viene nominato ministro per gli Affari esteri;
11
, P. Badoglio chiede di essere esonerato dalla carica di viceré d'Etiopia; lo sostituisce il maresciallo d'Italia R. Graziani.
P. Badoglio
riprende il posto di capo di S.M. Generale.

Luglio
7
, la Società delle Nazioni revoca le sanzioni contro l'Italia.

Agosto
lo «Stato operaio» pubblica un lunghissimo appello sotto il titolo «Per la salvezza dell'Italia, riconciliazione del popolo italiano!», firmato da 63 dirigenti del partito comunista in esilio, con le loro qualifiche politiche e gli anni di pena scontati nelle carceri e nei confini fascisti (P. Togliatti, Grieco, Gennari, G. Di Vittorio, L. Longo, E. Sereni, Montagnani, C. Negarville, ecc.).
L'appello pone la domanda: «Chi sono i nemici del popolo?».
E risponde: «Sono Volpi, Motta, Donegani, Pirelli, Morpurgo, Cini, Conti, Gaggia, Orsi, Borletti, Pavoncelli»:
«Sono questi grandi magnati del capitale che impediscono l'unione del nostro popolo, mettendo fascisti e antifascisti gli uni contro gli altri, per sfruttare tutti con maggiore libertà».
Ai lavoratori cattolici l'appello si rivolge con queste parole: «Noi comunisti ti diamo la mano, lavoratore cattolico, perché assieme a te vogliamo lottare per una giustizia più grande, per la pace tra gli uomini, per la libertà».

Settembre
25
, nel quaderno de «La Civiltà Cattolica» padre E. Rosa, dopo aver recensito favorevolmente un libro antisemita del cattolico Léon De Poncins, osserva:
«I giudei sono ricchi, ma di una ricchezza differente da quella degli altri uomini, la quale, anziché far loro temere il comunismo, ne fa loro sperare guadagno. Essi sono capitalisti nel senso moderno della parola cioè speculatori e trafficatori di denaro […]».
L'atteggiamento delle gerarchie ecclesiastiche rispetto al "problema giudaico" è negli altri Paesi analogo a quello che esse tengono in Italia.
[In Polonia, per esempio, proprio quest'anno in una lettera pastorale il primate card. Hlond – nel momento in cui parecchie città polacche, specialmente nelle università e nelle scuole, si verificano gravi tumulti ansemiti – dice che gli ebrei sono «l'avanguardia dell'ateismo, del bolscevismo e della rivoluzione» e invita tutti i cattolici a boicottarli economicamente.]

Ottobre
, allo scopo di adeguare la Mvsn (Milizia volontaria di sicurezza nazionale) ai nuovi compiti a lei assegnati viene a cessare l'originario "ordinamento Teruzzi";
ora con l' "ordinamento Russo" la milizia ordinaria viene così organizzata:
- un comando generale con sede a Roma, retto da un capo di S.M. che ha alla sua diretta dipendenza vari organi e uffici, ciascuno con distinte attribuzioni,
- 14 comandi di zona CC.NN. (Camicie Nere)
[al comando di luogotenenti generali o di consoli generali con l'incarico],
- 32 comandi di gruppi battaglioni CC.NN.
[al comando di consoli generali o di consoli con l'incarico],
- 132 legioni ordinarie
[al comando di un console e di un 1° Seniore],
- 5 coorti autonome,
senza contare le milizie speciali e i reparti permanenti di Roma;
Il Duce è primo caporale d'onore.
25
, nasce il patto italo-tedesco;
28
, anniversario della marcia su Roma.

Lo stesso mese «Stato operaio» pubblica un altro appello del Comitato centrale del Pci, indirizzato questa volta esclusivamente ai cattolici italiani.
«La posizione dei comunisti verso la religione non è dettata dal cinico basso opportunismo che tante volte ha spinto gli uomini politici dell'anticlericalismo volgare e del nazionalismo ateista all'apologia della religione per tenere aggiogati gli umili…
I comunisti non dichiarano la guerra alla religione, ma alle basi sociali dello sfruttamento, della miseria e della guerra, a quella potenza economica che – come ricorda il papa Pio XI nell'enciclica Quadragesimo anno – si è andata concentrando nelle mani di un piccolo numero di uomini e decide a suo piacere del destino e della vita dei popoli
».
Dopo aver ricordato anche il parere di «uno dei più grandi dottori della Chiesa», s. Tommaso d'Aquino, l'appello continua:
«Il Pci chiama tutti i compagni a stabilire dei contatti permanenti e fraterni con i dirigenti delle organizzazioni cattoliche pensosi delle sorti del popolo, siano essi laici o sacerdoti, ad appoggiare la loro azione in difesa degli interessi delle masse popolari, e ad agire insieme per spingere e sostenere quei dirigenti fascisti che, da qualunque posto, intervengono per la difesa degli interessi del popolo».

Novembre
, in un discorso al popolo italiano B. Mussolini conia il termine «Asse Roma-Berlino» per definire la crescente solidarietà tra Germania e Italia;

Dicembre






Partito comunista italiano
(Pci)

1936
Marzo
Parigi, esce «Il Grido del Popolo».

Giugno
Parigi, la Francia ha un governo di Fronte Popolare, presieduto dal socialista Léon Blum; Ministro dell'Interno è un altro social-democratico, Max Dourmoy;

Luglio
Spagna, nel Guadarrama muore l'operaio torinese Paolo Lazzaro, il primo italiano caduto per la libertà della Spagna repubblicana.

Agosto
già i primi volontari sono accorsi in Spagna;
fra i primi a partire è Francesco Leone sotto la cui direione si costituisce immediatamente la centuria "Gastone Sozzi" con oltre un centinaio di volontari italiani nella quasi totalità provenienti dall'emigrazione;
16, arriva in Spagna L. Longo [Gallo].
Il compagno Pini [Sabelli] che ha avanzato la richiesta di partire per la Spagna viene invece inviato a New York.
Il compagno S. Schiapparelli [Willy] che ha fatto la stessa richiesta, deve rimanere a Parigi da dove lavora comunque in direzione della Spagna assieme a:
. Adamo Zanelli [Jean],
. Portalis (un sardo naturalizzato francese),
. Pieretti [Pedro],
e altri.

GUERRA DI SPAGNA
Contributo del Partito Comunista Italiano
(alle Brigate Internazionali in genere e alla Brigata Garibaldi in particolare)

Periodo
n. volontari

1921-1925

363

1926-1930

206
1931-1935
313
Totale
822
 
Da pag. 126 di «Rinascita», Trent'anni di vita e lotte del P.C.I. di Antonio Roasio ex dirigente delle Brigate Internazionali.



Ottobre
Parigi, esce «L'Idea popolare».

TUNISIA
comincia ora le sue pubblicazioni un periodico antifascista «L'italiano di Tunisi», settimanale della sezione tunisina della "Lega Italiana dei Diritti dell'Uomo» (LIDU).
In Tunisia, diversamente da quanto avviene in Francia, in seno al LIDU si è potuta costituire una larga alleanza politica comprendente comunisti, socialisti, repubblicani "giellisti", anarchici ecc.. Per stroncarne l'attività, il Consolato fascista ricorre ad ogni mezzo di pressione: allo spionaggio e anche alla violenza armata.
Del Movimento unitario antifascista fanno parte:
. Barresi, repubblicano (presidente),
. compagno Giuseppe Miceli,
. compagni Ferruccio e Silvano Bensansson,
. Bongiovanni,
. Loris e Ruggero Gallico,
. Michelino Rossi,
. Sicurella,
. Marco Vais,
. Valenzi,
. ecc..

Novembre
Parigi, al n. 128 del Boulevard de Charonne, nei pressi del metrò Avron, il Pci apre una propria libreria: Librerie Franco-Italienne e come "proprietario" figura il giovane compagno francese Roussel, mentre il dirigente politico di fatto è il compagno Ambrogio Donini [Stucchi per l'emigrazione e Vitello per l'apparato clandestino del Pci].
[La libreria è anche il primo posto per S. Schiapparelli [Willy] ritornato in questo periodo dalle carceri americane.]

[Stefano Schiapparelli, Ricordi di un fuoruscito, Edizioni del Calendario, Milano 1971; con prefazione di Giorgio Amendola.]




 

OVEST
-
-
-
-

1936
-

 


 

DOMINION OF CANADA
[Aggiunta alle altre province britanniche nel 1763, include la regione sulle due rive del fiume San Lorenzo grossolanamente delimitate da Anticosti a est e il Lago Nipissing a ovest.
Dal 7 nov 1763 la provincia (ex Canada francese) è stata divisa formalmente in tre distretti: Québec, Trois-Rivières, Montréal.
Nel 1791 la provincia è stata separata in due parti:
Basso Canada (francofoni) e Alto Canada (lealisti).
Nel 1841, con l'Act of Union sono stati nominati due primi ministri ma Canada Est e Canada Ovest continuano ad andare ognuna per la sua strada. Il sistema dura ben 25 anni (1842-67).
Nel 1867, 1° luglio, nasce ufficialmente la confederazione: Dominion of Canada.]
Dal 1931, nonostante lo «statuto di Westminster», in pratica il Foreing Office britannico continua a rappresentare il Dominion in quasi tutte le nazioni del mondo e formalmente i canadesi continuano ad essere cittadini britannici, fino all'approvazione della legge sulla cittadinanza nel 1946.
Governatore generale
John Buchan
barone Tweedsmuir of Eisfield
(1935 2 nov - 11 feb 1940)
Primo ministro
W.L. Mackenzie King
(1935 23 ott - 15 nov 1948)
[liberale]

1936
Grande depressione (1929-39).
Il CPC (Communist Party of Canada) è considerato fuori legge (1931-36).
L'art. 98 del Codice penale, approvato nel 1919 e diretto contro le attività sovversive e rivoluzionarie, viene ora abrogato.

Non tutti gli intellettuali anglocanadesi sono convinti assertori del principio della sicurezza collettiva e del modo in cui si è tentato di applicarlo contro l'Italia.
Escort Reid, segretario nazionale del "Canadian Institute for International Affairs", sostiene che il Canada debba farsi promotore alla Società delle Nazioni di un'iniziativa per andare incontro alle richieste economiche dell'Italia, a suo parere schiacciata dall'egoismo delle grandi potenze. Egli propone anche che il Canada si ritiri dalla Società delle Nazioni a meno di non venire esentato dal meccanismo di intervento previsto dall'art. 10 del patto societario.
Nei primi mesi dell'anno sia Escort Reid che Frank H. Underhill (1889-1971), storico all'University of Toronto, sostengono a più riprese che la controvesia contro l'Italia presentata al pubblico come una sorta di crociata, non è una questione di moralità internazionale, ma puramente un gioco delle vecchie potenze imperialiste per mantenere lo status quo.

Marzo
la posizione di Escort Reid e Frank H. Underhill viene reiterata alla Camera dei Comuni dal leader pacifista James S. Woodsworth, il quale dichiara che, pur condannando la condotta dell'Italia, deve ricordare che l'Impero britannico è stato costruito con metodi non molto diversi da quelli usati da B. Mussolini. Si tratta dunque di uo scontro tra vecchi e nuovi imperialisti a cui il Canada deve restare del tutto estraneo, anche perché – secondo James S. Woodsworth – le due parti contendenti raggiungeranno ben presto un accordo a spese dei più deboli.

Maggio
2, ad Addis Abeba (Etiopia) la popolazione prende a sassate le ambasciate francese e britannica a causa della complicità anglo-francese con l'Italia alla Società delle Nazioni e come reazione di sdegno nei confronti dell'embargo.
5, le truppe del mar.llo P. Badoglio entrano ad Addis Abeba;

In Canada il governo supera fortunosamente una crisi così potenzialmente pericolosa grazie al fatto che le rivelazioni sul Piano Hoare-Laval hanno spostato l'attenzione mondiale su questa vicenda e quindi hanno fatto passare in secondo piano la politica canadese in Etiopia.

Giugno
che nel Québec prevalga una forte ostilità verso la Società delle Nazioni è provato anche dalla presente dichiarazione di Jean Bruchési (1901-1979), docente all'Université de Montréal:
«Questa fu la nostra posizione al tempo dei recenti episodi connessi alla guerra italo-etiopica. il Canada ovviamente votò per le sanzioni, ma se la provincia del Québec avesse potuto prendere una decisione autonoma, essa non avrebbe certamente adottato tale linea di condotta. Praticamente all'unanimità la nostra stampa francocanadese rifiutò di dissimulare la propria simpatia per l'Italia e quando il signor Riddell propose un inasprimento delle sanzioni contro Roma, vi fu un vero e prorpio uragano di proteste».
Egli conclude auspicando che il Canada lasci al più presto la Società delle Nazioni, da lui definita un vero e proprio vaso di Pandora.

Luglio
18
, inizia la guerra civile spagnola (1936-39);
F. Franco Bahamonde [el Caudillo] è aiutato apertamente da A. Hitler e B. Mussolini, mentre Francia e Inghilterra adottano una politica di non intervento.
Di fronte alla guerra ancora una volta il Canada si trova diviso, anche se questa volta la discriminante è non solo di carattere etnico, ma soprattutto politico-ideologico.


QUÉBEC
Primo ministro
Louis-Alexandre Taschereau
(1920 - 1936)
[liberale]
J.-A. Godbout
(giu - ago)
[liberale]
Maurice Duplessis
(1936 ago - ott 1939)
[Union nationale]
Sindaco di Montréal
Camillien Houde
(1928 - 1954)
[liberale di destra]
Vescovo di Montréal
-

1936
-

La CIO (?), sindacato radicale americano, fa il suo ingresso tra le fila degli operai delle grandi industrie canadesi.

L'Union nationale prende il potere in Québec.
[Il motto della provincia, riportato sulle targhe delle automobili, è "Je me souviens" (Io mi ricordo).
Il sacerdote e storico Lionel Groulx, definito il padre spirituale del Québec moderno – occupa la cattedra di storia canadese all'Université de Montréal dal 1915 al 1948 – catturerà lo spirito di un'epoca mostrando nei suoi scritti come il sentimento nazionale francocanadese affondi le sue radici in tutta la passata storia dell'esperienza francese in Nord America.
Egli compendierà le sue tesi nella Histoire du Canada français depuis la découverte (1950-51), un'eccellente sintesi che rimarrà per anni fondamentale nella sotoriografia quebecchese.
Nella ricerca delle proprie radici il pubblico di Québec si rivolge anche al romanzo popolare, come avviene nel caso di Maria Chapdelaine: récit du Canada français, dell'immigrato francese Louis Hémon (1880-1913).
Uscito come romanzo a puntate nel 1914 a Parigi, ha poi conosciuto il vero successo con l'edizione di Montréal del 1916 e dunque il suo autore ha raggiungo la fama soltanto alcuni anni dopo la sua morte. Sono seguite poi numerosissime altre edizioni sia in francese che in inglese e ben tre versioni cinematografiche, di cui una nel 1983.
Da notare che nel Canada anglofono esiste un'ignoranza del Québec così profonda che i cambiamenti avvenuti non sono affatto notati, e – come addirittura lamenteranno (1971) gli storici René Durocher e Paul-André Linteau – una persistenza di questa visione di maniera sull'arretratezza della provincia francofona rimarrà ancora nel XX secolo.]

Giugno
11
, diventa premier (fino al 28 agosto) l'agronomo J.-A. Godbout (1892 24 set - 18 set 1956), del Partito Liberale.

Luglio
18
, inizia la guerra civile spagnola (1936-39);
Per il Canada francese non vi è dubbio che in Spagna si stia combattendo una crociata contro il comunismo ateo e la massoneria e i maggiori organi di stampa del Québec sostengono apertamente la ribellione di F. Franco Bahamonde [el Caudillo].

Al Partito Liberale non resta altra scelta se non quella di ricorrere nuovamente alle urne ed è ciò che aspetta Maurice Duplessis divenuto ora il capo incontrastato dell'Union nationale dopo aver dichiarato di avere abbracciato il programma riformatore dell'ALN (Action libérale nationale).

Il pubblico quebecchese loda unanimemente l'intervento fascista in Spagna contro i "rossi".
In generale gli anni della guerra civile spagnola (1936-39) vedono la provincia francofona attivamente mobilitata contro la repubblica spagnola e il comunismo internazionale, un atteggiamento peraltro condiviso, anche se in forma meno virulenta, dall'opinione conservatrice del Canada anglofono.
In Quèbec fa eccezione il quotidiano «Le Canada», ma la sua voce sembra soffocata dall'ondata anticomunista.
Nel medesimo periodo cominciano a manifestarsi pubblicamente tendenze antisemite anche al di fuori del piccolo gruppo di Adrien Arcand. Esse trovano la loro voce in alcuni collaboratori dell'influente quotidiano di Montréal «Le Devoir», il più importante organo del nazionalismo francocanadese.
Lo stesso sacerdote e storico Lionel Groulx non ne è esente, anche perché il suo nazionalismo assume tinte inevitabilmente xenofobe. Ciò è dimostrato dalla sua adesione alla campagna "achat chez nous" che, nel favorire gli acquisti presso i commercianti quebecchesi, assume implicitamente un carattere di boicottaggio nei confronti dei loro concorrenti ebrei.
[D'altro canto Lionel Groulx nutre – come risulterà dai suoi Mémoires (1972) – moderate simpatie verso il fascismo italiano.]

Agosto
17
, si svolgono le elezioni provinciali; il responso delle urne spazza via i liberali dopo quarantun anni di dominio nel Québec e apre la strada al monopolio politico dell'Union nationale;
[Durerà fino al 1960, con la sola interruzione degli anni della II Guerra mondiale.]
Maurice Duplessis adotta dure misure repressive contro le organizzazioni operaie.

Ottobre
Montréal, è in visita una delegazione repubblicana spagnola, di cui fa parte un frate francescano;
quando si diffonde la notizia che i delegati spagnoli parleranno all'Arena Mont-Royal, ai cattolici della città ciò appare come un'intollerabile provocazione; le organizzazioni giovanili cattoliche indicono quindi una violenta manifestazione di protesta che fornisce alle autorità municipali il pretesto per proibire il comizio repubblicano.
Per alcuni giorni vi sono incidenti tra i giovani cattolici e gli studenti dell'anglofona McGill University che appoggiano la causa repubblicana.

Nelle fila della sinistra si ha una concreta mobilitazione e un gruppo eterogeneo di comunisti, socialisti e liberali dà vita al Committee to Aid Spanish Democracy che organizza tra l'altro l'invio di un'unità medica sul fronte spagnolo. Tale unità, guidata da Norman Bethune (1890-1939) – un medico che diverrà poi leggendario per l'azione compiuta a fianco delle armate comuniste durante la Guerra Cino-Giapponese (1937-39) –, istituisce un servizio di trasfusione di sangue operante nelle immediate retrovie del fronte.
[Questo servizio sarà preso a modello dai corpi sanitari alleati nella Secoda Guerra Mondiale.]

Dicembre
come Norman Bethune altri canadesi sono convinti che il fascismo debba essere fermato in Spagna prima che sia troppo tardi;
alla fine dell'anno alcune centinaia di volonari partono per la Spagna.
[Essi formeranno il primo nucleo del Battaglione Mackenzie-Papineau, creato nel 1937 e inquadrato nelle Brigate Internazionali. Il battaglione, che porta il nome dei due leader delle Ribellioni del 1837-38, raggiungerà una forza di 1.250 uomini, di cui la metà cadrà sul campo di battaglia.
Interessante notare – come dirà (1969) lo storico Victor Hoar – che tra i volontari vi è una forte presenza di recenti immigrati, in particolare finlandesi e ucraini.]


A partire dal 1936, dopo l'aggressione italiana contro l'Etiopia, il fascismo comincia a perdere gradualmente il favore del pubblico canadese.

 

ONTARIO
Primo ministro della provincia
Mitchell [Mitch] Hepburn
(1934 - ?)
[liberale]

1936
Marzo
Toronto, nasce il settimanale «Il Lavoratore», che propugna una larga alleanza delle forze democratiche contro nazismo e fascismo.

Luglio
18
, inizia la guerra civile spagnola (1936-39);
Nel Canada anglofono i giornali liberi, tra cui i più importanti sono i quotidiani «The Toronto Star» e «The Winnipeg Free Press», sposano la causa del governo repubblicano, che a loro parere combatte contro il fascismo ormai divenuto una gravissima minaccia per la pace mondiale.
Ma non la pensa così il quotidiano conservatore di Toronto «The Globe and Mail» – nato quest'anno dalla fusione del «Globe» e del «Mail and Empire» –, il quale teme che il comunismo prenda piede in Europa e loda dunque l'atteggiamento neutrale assunto dalla Gran Bretagna.

 


NEW BRUNSWICK
-
-

1936
-

NOVA SCOTIA
-
-

1936
-

MANITOBA [dal 1870]
-
-

1936
-


BRITISH COLUMBIA [dal 1858]
[nel 1866 ha incorporato l'Isola di Vancouver e dal 1871 fa parte della confederazione.]
Primo ministro della provincia
-

1936
-

 

ISOLA DEL PRINCIPE EDOARDO
[Dal 1873 fa parte della confederazione.]
Primo ministro della provincia
-

1936
-

 

TERRITORIO DELLO YUKON [creato nel 1898]
   
1936
-
ALBERTA [creata nel 1905]
   

1936
Calgary, l'unica concessione del governo alla dottrina del Social Credit è l'emissione di "Prosperity Certificates" come parte degli stipendi dei dipendenti pubblici, ma questo "finto denaro" verrà ritirato quando i negozianti rifiuteranno di accettarlo.

 

SASKATCHEWAN [creata nel 1905]
   
1936
-
[Luca Codignola-Luigi Bruti Liberati, Storia del Canada, Bompiani 1999.]

 

TERRANOVA
- 1867-1934, rimane Dominion autonomo.
- 1934, torna allo status di colonia dipendendo intieramente dalla Gran Bretagna sul piano politico ed economico.
Governatore
(1934 - 1949)
[governo commissariato]

1936
-

 


UNIONE degli STATI UNITI d'AMERICA
Presidente degli Stati Uniti
F.D. Roosevelt [32°]
(1933 4 mar - 12 apr 1945)
[Pd]
Vicepresidente
H.A. Walface
(? - ott 1944)
Segretario di Stato
[Ministro degli Esteri]
-
Ministro del Tesoro
-
Ministro della Guerra
-
Presidente della Corte Suprema
C.E. Hughes
(1930 - 1941)

1936
Gennaio
La politica fiscale di F.D. Roosevelt e le sue critiche all'avidità e all'egosimo dei grandi uomini d'affari "monarchici dell'economia" – così li ha definiti durante la campagna elettorale –, contribuiscono ad alienare l'appoggio dei ricchi alla politica del New Deal: ai loro occhi F.D. Roosevelt ha tradito la sua classe.

Febbraio
il senato approva un secondo Neutrality Act (1936) che:
- proroga per un altro anno il contenuto del primo Neutrality Act (1935),
- proibisce di concedere forniture di merci a credito e prestiti ai belligeranti.

Giugno
quando si riunisce la convenzione democratica, F.D. Roosevelt ottiene la nomina per acclamazione sulla base di un programma che esalta i risultati raggiunti dal New Deal.
La piattaforma repubblicana condanna invece senza riserve tale politica, ma non propone di abolirla; accusa però il presidente di usurpare le prerogative del Congresso e gli rinfaccia di tenere un comportamento ambiguo e di avere centralizzato ogni potere a Washington.
In mancanza di un candidato che possa rivaleggiare in popolarità con F.D. Roosevelt, i repubblicani alla fine scelgono un politico di grande capacità e di idee pogressiste, Alfred M. Landon del KANSAS, il solo governatore repubblicano che abbia mantenuto la sua carica nel 1932, l'anno del trionfo democratico.
La campagna elettorale raggiunge toni aspri.

In occasione delle elezioni presidenziali il CIO (Committee on Industrial Organization) offre a F.D. Roosevelt un notevole contributo finanziario.

Novembre
3
, uscito vittorioso alle presidenziali contro il governatore del KANSAS Alfred M. Landon, F.D. Roosevelt viene rieletto, per la seconda volta, presidente degli Stati Uniti;

Elezioni presidenziali
 
voto popolare
voto elettorale
. F.D. Roosevelt (Democratico)
27.751.597
523
. Alfred M. Landon (Repubblicano)
16.679583
8
. William Lemke (Union e altri)
882.479
-

[Ha vinto in tutti gli stati eccetto che nel MAINE e nel VERMONT. I partiti minori sono stati schiacciati dalla valanga di voti per lui.
I democratici hanno ottenuto i tre quarti dei seggi al senato e quasi i quattro quinti dei seggi alla camera dei rappresentanti.]

 

 

Stati Uniti contro Butler: esaminato il caso, la Corte Suprema annulla l'AAA (Agricultural Adjustment Act) in quanto rappresentaun abuso incostituzionale del potere di imposizione fiscale.

Lo stesso anno, Stati Uniti e Panama firmano un trattato analogo a quello firmato due anni prima con Cuba.

 

 

[Maldwyn A. Jones, Storia degli Stati Uniti, Bompiani 1984.]

 




FBI
(Federal Bureau of Investigation)
- Direttore: John Edgar Hoover (1924-72)

1936
Gennaio

-

 

 

[01] DELAWARE [dal 7 dicembre 1787] - cap. Dover
[Primo stato a ratificare la Costituzione degli Stati Uniti d'America.
Non esistono collegamenti fra chiesa e stato e una grande libertà religiosa si è affermata sin dall'inizio.]
Governatore
-

1936
Gennaio

-

 

[02] PENNSYLVANIA [dal 12 dicembre 1787] - cap. Harrisburg
[Non esistono collegamenti fra chiesa e stato e una grande libertà religiosa si è affermata sin dall'inizio.]
Governatore
-

1936
Gennaio

-

 

[03] NEW JERSEY [dal 18 dicembre 1787] - cap. Trenton
[Non esistono collegamenti fra chiesa e stato e una grande libertà religiosa si è affermata sin dall'inizio.]
Governatore
-

1936
Gennaio

-

 

[04] - [04] GEORGIA [dal 2 gennaio 1788] - cap. Atlanta
[Già ammesso nell'Unione nel 1780 ma ratificato solo il 2 gennaio 1788.
Riammesso al Congresso il 30 marzo 1870.]
Governatore
-
-

1936
Gennaio

-

[05] CONNECTICUT [dal 4 gennaio 1788] - cap. Hartford
Governatore
-

1936
Gennaio

-

[06] MASSACHUSETTS [dal 6 febbraio 1788] - cap. Boston
Governatore
-

1936
Gennaio

-

[07] MARYLAND [dal 28 aprile 1788] - cap. Annapolis
Governatore
-

1936
Gennaio

-

[08] - [01] SOUTH CAROLINA [dal 23 maggio 1788] - cap. Columbia
Governatore
-
-

1936
Gennaio

-

[09] NEW HAMPSHIRE [dal21 giugno 1788] - cap. Concord
Governatore
-

1936
Gennaio

-

[10] - [08] VIRGINIA [dal 26 giugno 1788]- cap. Richmond
[Riammesso al Congresso il 30 marzo 1870]
Governatore
-
-

1936
Gennaio

-

[11] NEW YORK [dal 26 luglio 1788] - cap. Albany
[L'anglicanesimo è la religione di stato in quattro contee.]
Governatore
-

1936
Gennaio

-

[12] - [09] NORTH CAROLINA [dal 21 novembre 1789] - cap. Raleigh
[Tratto di terre immediatamente a sud della Virginia, attorno allo stretto di Albemarle.]
Governatore
-
-

1936
Gennaio

-

[13] RHODE ISLAND [dal 29 maggio 1790] - cap. Providence
Governatore
-

1936
Gennaio

-

[14] VERMONT [dal 4 marzo 1791] - cap. Montpelier
Governatore
-

1936
Gennaio

-

[15] KENTUCKY [dal 1° giugno 1792] - cap. Frankfort
Governatore
-
-

1936
Gennaio

-

[16] - [10] TENNESSEE [dal 1° giugno 1796] - cap. Nashville
[Riammesso all'Unione dall'aprile 1866.]
Governatore
-
-

1936
Gennaio

-


[17] OHIO [dal 1° marzo 1803] - cap. Columbus
Governatore
-
-

1936
Gennaio

-

[18] - [05] LOUISIANA [dal 30 aprile 1812] - cap. Baton Rouge
- 1819, Trattato Adams-Onís: stabilisce il confine con il MESSICO spagnolo: va dal fiume Sabine, nel TEXAS orientale, fino al 42° parallelo (futuro confine settentrionale della CALIFORNIA) e da quel punto, verso ovest, fino al Pacifico.
Governatore
-
-

1936
Gennaio

-

[19] INDIANA [dal 11 dicembre 1816] - cap. Indianapolis
Governatore
-
-

1936
Gennaio

-

[20] - [06] MISSISSIPPI [dal 10 dicembre 1817] cap. Jackson
[Riammesso al Congresso il 30 marzo 1870]
Governatore
-
-

1936
Gennaio

-

[21] ILLINOIS [dal 3 dicembre 1818] - cap. Springfield
-
Governatore
-
-

1936
Gennaio

-

[22] ALABAMA [dal 14 dicembre 1819] - cap. Montgomery
[Dal 18 ottobre 1867 sotto la sovranità degli Stati Uniti.]
Governatore
-

1936
Gennaio

-

[23] MAINE [dal 15 marzo 1820] - cap. Augusta
-
Governatore
-
-

1936
Gennaio

-

[24] MISSOURI [dal 10 agosto 1821] - cap. Jefferson City
Governatore
-
-

1936
Gennaio

-

[25] - [11] ARKANSAS [dal 15 giugno 1836] - cap. Little Rock
Governatore
-
-

1936
Gennaio

-

[26] MICHIGAN [dal 26 gennaio 1837] - cap. Lansing
Governatore
-
-

1936
Gennaio

-

[27] - [03] FLORIDA [dal 3 marzo 1845] - cap. Tallahassee
Tra il 1810 al 1813 gli Stati Uniti hanno inglobato la maggior parte della Florida occidentale, la scia costiera che corre da New Orleans a Mobile, ma una buona parte della colonia, unitamente a tutta la Florida orientale, cioè la penisola, resta ancora sotto il dominio spagnolo.
Nel 1819, con il Trattato Adams-Onís è stata completamente ceduta agli Stati Uniti dalla Spagna.
Nel 1868 è rientrata a far parte dell'Unione.]
Governatore
-
-

1936
Gennaio

-

[28] - [07] TEXAS [dal 29 dicembre 1845] - cap. Austin
Governatore
-
-

1936
Gennaio

-

[29] IOWA [dal 28 dicembre 1846] - cap. Des Moines
Governatore
-
-

1936
Gennaio

-

[30] WISCONSIN [dal 29 maggio 1848] - cap. Madison
Governatore
-
-

1936
Gennaio

-

[31] CALIFORNIA [dal 9 settembre 1850] - cap. Sacramento
Governatore
-

1936
Gennaio

-

[32] MINNESOTA [dall'11 maggio 1858] cap. Saint Paul
Governatore
-
-

1936
Gennaio

-

[33] OREGON [dal 14 febbraio 1859] - cap. Salem
- 1845, alla fine dell'anno i 5000 coloni americani dell'Oregon organizzano un governo provvisorio e chiedono la fine del regime di occupazione comune e l'esclusiva giurisdizione americana.
- 1848, diventa territorio autonomo.
Governatore
-
-

1936
Gennaio

-

[34] KANSAS [dal 28 gennaio 1861] - cap. Topeka
Governatore
-
-

1936
Gennaio
-

[35] WEST VIRGINIA [dal 19 giugno 1863] - cap. Charleston
Governatore
-
-

1936
Gennaio

-

[36] NEVADA [dal 31 ottobre 1864] - cap. Carson City
[Il 2 marzo 1861 il suo territorio era stato separato da quello dell'UTAH.]
Governatore
-

1936
Gennaio

-

[37] NEBRASKA [dal 1° marzo 1867] - cap. Lincoln
Governatore
-
-

1936
Gennaio

-

[38] COLORADO [dal 1° agosto 1876] - cap. Denver
[Territorio autonomo dal 28 febbraio 1861.]
Governatore
-

1936
Gennaio

-

[39] NORTH DAKOTA [dal 2 novembre 1889] - cap. Bismarck
Governatore
-
-

1936
Gennaio

-

[40] SOUTH DAKOTA [dal 2 novembre 1889] - cap. Pierre
Governatore
-
-

1936
Gennaio

-

[41] MONTANA [dall'8 novembre 1889] - cap. Helena
[cap.li: fino al 1865 Bannack, fino al 1875 Virginia City.]
Governatore
-
-

1936
Gennaio

-

[42] WASHINGTON [dall'11 novembre 1889] - cap. Olympia
Governatore
-
-

1936
Gennaio

-

[43] IDAHO [dal 3 luglio 1890] - cap. Boise
[Territorio autonomo dal 24 marzo 1863 con cap. Boise.
Inizialmente, fino al 7 dicembre 1864, la capitale era Lexinton.]
Governatore
-
-

1936
Gennaio

-

[44] WYOMING [dal 10 luglio 1890] - cap. Cheyenne
Governatore
-
-

1936
Gennaio

-

[45] UTAH [dal 4 gennaio 1896] - cap. Salt Lake City
[Territoro annesso nel 1850.
Dal 2 marzo 1861 si è staccato il Territorio del NEVADA.]
Governatore
-
-

1936
Gennaio
-

[-] Territorio delle HAWAII [dal 7 luglio 1898] - cap. Honolulu
 
Governatore
-
-

1936
Gennaio
-

[46] OKLAHOMA [dal 16 novembre 1907] - cap. Oklahoma City
[Territorio autonomo dal 2 maggio 1890.
Con l'annessione di questo nuovo stato gli indiani sono stati espropriati del loro territorio di riserva "permanente". ]
Governatore
-
-

1936
Gennaio
-

[47] NEW MEXICO [dal 6 gennaio 1912] - cap. Santa Fe
[Territorio autonomo dal 1846.]
Governatore
-
-

1936
Gennaio
-

[-] Territorio dell'ALASKA [dal 1912] - cap. Juneau
[1867, 9 aprile, il senato ratifica l'atto d'acquisto del territorio dalla Russia per 7,2 Mni di dollari;
18 ottobre [Alaska day], avviene il passaggio di sovranità;
1884, diviene un distretto dell'Oregon;
1898, viene scoperto l'oro: questo fatto provoca una vera e propria invasione di cercatori d'oro; altro oro viene poi scoperto nel vicino Klondike, territorio canadese, e l'Alaska è utilizzata come base di partenza per i cercatori.]
Governatore
-
-

1936
Gennaio
-

[48] ARIZONA [dal 14 febbraio 1912] - cap. Phoenix
[Territorio autonomo dal 1863, ma fino al 1886 non ci fu pace con gli Indiani.]
Governatore
-
-

1936
Gennaio
-


a




1936
GRANDI ANTILLE
- Presidente della repubblica
-
[dal 1933 il potere è in mano ai militari]
[mentre dal 1903 gli Stati Uniti hanno una loro base militare a Guantánamo, dal 1934 hanno rinunciato al diritto formale d'intervento stabilito dall'emendamento Platt]
1936
intanto l'ex sergente F.E. Batista y Zaldivar smorza ogni opposizione interna con un sapiente dosaggio di trame clientelari e di richiami demagogici cui non sfuggono neppure il comunista PSP (Partido socialista popular) e il Directorio Estudiantil;
Haiti
-
?
(? - ?)
occupazione militare diretta statunitense (1916-39)
1936
-
- Presidente della repubblica
1936
-
- Governatore
?
(?-?)
[colonia britannica dal 1866]
1936
-

1936
Estados Unidos Mexicanos
(Stati Uniti del Messico)
[repubblica federale]
- Presidente della repubblica federale
Lázaro Cárdenas
(1934 - 1940)
["seconda rivoluzione messicana" all'insegna di una ripresa massiccia della riforma agraria]

1936
Aprile
l'ex presidente P.E. Callesviene espulso dal paese;



1936
Repubblica dell'America centrale
(1921)
- Presidente
-

1936
-



1936
- Capo del governo
-
gen. Jorge Ubico
(1931 - 1944)
(formalmente indipendente dal 1847)

1936
la United Fruit Company statunitense, proprietaria delle maggiori piantagioni di caffè e di banane del paese, è l'eminenza grigia della dittatura del gen. Jorge Ubico che sale ora al potere manu militari;



1936
Honduras
- Dittatore
T. Carias Andino
(1932 - 1949)
1936
-

1936
- Presidente
gen. Maximiliano Hernández Martínez
(1931 - ?)
1936
-

1936
- Presidente
J. Sacasa
(? - ?)
1936
-

1936
- Presidente della repubblica
?
(? - ?)
[liberale]
1936
ritorna ora il regime liberale;

1936
República de Panamá
(indipendente dal 1903)
- Presidente della repubblica
?
(1903 - ?)
1936
-




1936
- Presidente
-
[presidenze di E. Olaya Herrera, di A. López Pumarejo e di altri]
1936
ripristinato il regime di separazione fra stato e chiesa, i presidenti liberali tentano, con alterno successo, di avviare il paese verso un regime di democrazia rappresentativa, mentre in politica estera essi si allineano sempre più con gli Stati Uniti (la cui influenza nella vita economica del paese si va sempre più estendendo).

1936

- Presidente della repubblica

?
(1936 - ?)
[dal 1903 fino al 1938 decine di migliaia di oppositori vengono incarcerati o esiliati.]
1936
l'eccezionale ondata di prosperità (è il secondo esportatore di greggio) salvaguarda l'economia venezuelana dalla recessione mondiale (1929-31) ma istituisce nuovi rapporti di dipendenza del paese verso le società concessionarie dei giacimenti (perlopiù nordamericane e inglesi) creando una sperequazione sempre più sensibile tra borghesia cittadina e ceti medi urbani, beneficiati dal boom petrolifero, e proletariato rurale, colpito dal declino delle esportazioni agropastorali.



1936
República del Ecuador

- Presidente della repubblica

J.M. Velasco Ibarra
(1934 - ?)
[velasquismo]
1936
il neo presidente cerca di attuare riforme sociali ed economiche nel quadro di un regime autoritario;



1936

- Presidente della repubblica

O.R. Benavides
(? - 1939)
(Repubblica indipendente dal 1827)
1936
la crisi economica del 1929-31 ha causato la restaurazione militare e la messa fuori legge del partito radicalpopulista
APRA (Alianza Popular Revolucionaria Americana), fondato da V.R. Haya de la Torre;


1936

- Presidente della repubblica

?
(?-?)
1936
la sconfitta nella guerra con il Paraguay, ha messo in luce l'arretratezza sociale e il marasma politico (sotto l'apparenza di successive costituzioni liberali di importaazione europea) in cui si dibatte il paese;
le reazioni della piccola borghesia al disastro del paese a cui si aggiungono le sanguinose lotte dei lavoratori, provocano un forte sviluppo del movimento nazionalista e saldano un nuovo blocco di forze della sinistra.

1936

- Presidente della repubblica

A. Alessandri Palma
(1932 - 1936)
[ex leader liberale]
1936
rifluito su posizioni di estrema destra, il neo presidente ha avviato una dura repressione contro il movimento operaio condotta da squadre paramilitari;
fallisce un golpe della Milicia;
come reazione al fallito golpe della Milicia e sull'onda del diffuso malcontento per il perdurante ristagno economico, i partiti del centro e della sinistra, dai liberaldemocratici ai comunisti, si coalizzano nel raggruppamento del Frente Popular;


1936
dal 1816 divise nelle tre colonie:
Guyana Britannica

- Governatore

?
(? - ?)
1901
-
Suriname (olandese)

- Governatore

?
(? - ?)
1901
-
Guyane Française
[già sede di una colonia penitenziaria e poi, dal 1852,
di un bagno penale (fino al 1945)]

- Governatore

?
(? - ?)
1901
-


1936

- Presidente della repubblica

1936
scoppia la rivolta contadina di Caldeirão (1936-38);



1936

- Presidente della repubblica

gen. B. Ferreira
(1904 - ?)
[partito degli azules]
1936
conferenza di Buenos Aires (luglio 1935-gennaio 1936): preparazione del trattato di pace tra Bolivia e Paraguay (sarà concluso il 21 luglio 1938);
i militari guidati da Rafael Franco, rovesciano il governo liberale e cercano di attuare grandi progetti di riforme sociali, distribuzione di terre, nazionalizzazione delle industrie, riconoscimento delle organizzazioni sindacali;


1936

- Presidente della repubblica

A. Justo
(1930 feb - feb 1938)
[conservatore]
1936
Buenos Aires, il movimento operaio organizzato si va strutturando nella Confederación General del Trabajo;

 



Patagonia
1936
-

1936
- capo militare
G. Terra
(1931 - 1938)
1936
Montevideo,

 



1936
CINA
-
Repubblica Cinese

presidente della repubblica

Chiang Kai-shek
(1935 dic -1949)

1936
i giapponesi, dopo aver già occupato la Manciuria e Jehoi, provincia nordorientale della Cina, occupano ora Chahar e Sui-yüan, rimaste sguarnite in seguito alla guerra civile cinese tra i nazionalisti del Kuomintang (KMT) e i comunisti.
La lunga marcia dei comunisti cinesi si è conclusa nell'inverno appena trascorso;

Repubblica sovietica cinese
degli operai e dei contadini

(Repubblica di Kiangsi - Cina meridionale)
presidente
Mao Tse-tung
(1931 nov - ?)

1936
La lunga marcia: La lunga marcia dei comunisti cinesi si è conclusa nell'inverno appena trascorso;

a

1936
DAE HAN
(Corea)

1936
lo stato coreano ha cessato di esistere come entità autonoma nel 1910 essendo stato annesso dal Giappone;
la dominazione di Tokyo è improntata a uno spietato regime poliziesco;
è attivo comunque un movimento di resistenza nazionale che dal 1931 organizza la guerriglia antigiapponese;

a






1936
(periodo Showa: 1926-45)
Giappone

Hirohito

(Tokyo 1901-1989)
figlio di Yoshihito;
1921-26, reggente;
1926-45, imperatore del Giappone;


- Primo ministro
Okada
(? - 1936)
Hiroka
(1936 - ?)
- Ministro degli esteri  
 

1936
Febbraio
26
, una ventina di giovani ufficiali, alla testa di circa millecinquecento soldati, assalgono la sede del capo del governo, Okada, la sua casa e le abitazioni di diverse personalità della finanza e del governo; Okada scampa alla morte, perché il col. Matsui, suo cognato, nell'intento di salvarlo, si spaccia per lui, cadendo ucciso al suo posto.
I morti sono molti, tra costoro molte personalità: il visconte Saito e il ministro delle finanze Takahasci.

Gli assaltatori a loro volta sono assediati da truppe regolari, negli stessi uffici del governo. Resistono e mandano persino un proclama al popolo, dichiarando di aver agito nell'interesse della nazione, per eliminare i parassiti che si annidano all'ombra del trono.
[I motivi di questa insurrezione sono di diverso aspetto: ne esistono di epidermici e di più profondi, radicati nello spirito nazionale. Il motivo che ha fatto esplodere la scintilla è stato un incidente nel corso del procedimento penale nei confronti del ten.col. Arizawa che aveva ucciso a colpi di pistola, nel 1935, il magg.gen. Nagata. Al processo, che si trascina da lungo tempo, depone il gen. Mazaki che però esce offeso dall'aula. Viene subito sostituito dal gen. Watanabe e i fedeli di Mazaki attuano il colpo di mano.]
Gli ufficiali ribelli rimangono asserragliati sulle loro posizioni, in stato di assedio: quando finalmente si arrendono, è concessa la completa impunità ai soldati. I quattro capitani che hanno originato l'azione, con altri nove ufficiali e altri complici borghesi, sono invece processati e condannati a morte.
Il cap. Nanaka, comunque già condannato, quando sa che l'imperatore è contro di loro e ha ordinato lo sgombero delle truppe, preferisce il suicidio.
Il dramma di questi giorni sconvolge non poco il paese. E la sconfitta porta a vittorie di carattere sociale. Il movimento dei "giovani ufficiali" sparisce, ma sparisce anche il ministero Okada, sostituito da Hiroka.
Nella nomina dei vari ministri, inoltre, le aspirazioni dei giovani ribelli sono determinanti, ormai radicate. Viene istituito il veto militare, che liquida ben quattro ministri proposti da Hiroka.
Da questo momento il ministro della guerra è scelto in linea generale con l'approvazione del capo di SM e del direttore generale dell'educazione militare.
Sono attuate anche delle nazionalizzazioni, tese all'assistenza verso la classe contadina.

Kuomintang
KMT
(Partito nazionale del popolo)

1936
Tokyo, dal 1905 opera la T'ung Meng Hui (Lega dei rivoluzionari) ispirata ai "tre principi del popolo" formulati da Sun Yat-sen:
- indipendenza nazionale
- democrazia parlamentare
- socialismo agrario;

a





1936
[colonia spagnola dal 1900, con capitale Villa Cisneros già protettorato dal 1884, le è stata annessa militarmente nel 1934 la regione di Saguia el Hamra]
-
-
1936
-


1936
Marocco
[dal 1912 è un protettorato della Francia che ha riconosciuto alla Spagna una zona di sua spettanza (Rif, Ifni, Tarfaya) e lasciato sul trono l'ex sultano Mulay 'Abd al-Hafiz;
con la convenzione di Parigi la città di Tangeri è stata internazionalizzata con un proprio statuto autonomo.]
Maometto V  
(Fez 1909 - Rabat 1961)
figlio di Mulay Yusuf;
la rivolta (1920-26) delle popolazioni berbere della regione Rif è stata domata ed il loro leader M. ibn 'Abd el-Krim è stato deportato nell'isola di Réunion;
1927-57, sultano del Marocco;
[alla morte del padre]

1957-61, re del Marocco;

1936
mentre il paese continua ad opporre una strenua resistenza alla "pacificazione", il sultano si avvicina decisamente a quei movimenti che reclamano una maggiore autonomia del Marocco, non nascondendo le sue simpatie per l'Istiqlal o Partito dell'indipendenza; dal canto suo la Francia crea una residenza militare che lascia insoddisfatta ogni istanza autonomista;


1936
Algeria
-
-
1936
agitazione nazionalista dell'emiro Khaled, nipote di 'Abd el-Kader († Damasco 1883);

1936
Tunisia
[con il trattato del Bardo del 1881, perfezionato nel 1883 con il trattato della Marsa, la Francia è riuscita a imporvi il suo protettorato.
Il bey conserva formalmente le sue prerogative.]
1936
il Neo-Destur (presidente: M. Matari; segretario generale: H. Bourghiba, in carcere 1934-36), che dal 1934 si è posto come obiettivo la fine del protettorato, riceve come risposta una politica forte da parte delle autorità francesi che proibiscono i partiti nazionalisti, ne internano i principali dirigenti senza tuttavia arrestare la crescita del movimento;

1936
LIBIA
[nome romano riesumato durante il conflitto per indicare le due regioni della Tripolitania e della Cirenaica]
– dal 1913 l'Italia esercita la sua sovranità sulla Libia;
dagli anni '20 è iniziato un vasto programma di colonizzazione delle terre coltivabili ai margini del deserto, mentre Tripolitania (1925) e Cirenaica sono state ormai "pacificate" (1931)
dal 1934 la Libia è divisa in quattro province: Tripolitania, Sirtica, Cirenaica, e Fezzan –
Governatore
LIBIA
mar.llo I. Balbo
(1934 16 gen - † 28 giu 1940)

1936
il vasto programma di colonizzazione delle terre coltivabili ai margini del deserto, iniziato sin dagli anni '20, viene intensificato ed è costruita un'efficiente infrastruttura in tutta la regione costiera con l'obiettivo di favorire, in prospettiva, l'insediamento di un'ingente comunità di italiani nella colonia;

Muhammad Idris al-Mahdi al-Sanusi
-

(Giarabub 1890 - Il Cairo 1983)
1917-22, capo della confraternita dei Senussi;
1923-48, è costretto all'esilio;


1948, emiro di Cirenaica;
1950-69, re di Libia(Idris I);



1936
Fu'ad I  
(Il Cairo 1868 - 1936)
figlio del khedivè Isma'il;
1917-1922, sultano d'Egitto;
succede al fratello maggiore Husayn Kamil († 1917);
1922-1936, re d'Egitto;
1936
Aprile
28
, muore;
dopo la sua morte sale al trono il figlio Faruk. 
Faruk  
(Il Cairo 1920 - Roma 1965)
figlio di re Fu'ad I;
1936-52, re d'Egitto;
1936
Aprile
28
, di ritorno da un breve e insufficiente periodo di studio in Inghilterra, succede al padre di cui ricalca la politica assolutistica e conservatrice, approfittando del declino del partito del Wafd per appoggiarsi al movimento filofascista delle camicie verdi di Ahmad Husayn.
[Nel 1946 accoglierà i sovrani d'Italia, Elena e Vittorio Emanuele III nel loro lungo esilio.]
 

1951-52, re d'Egitto e del Sudan;
- Alto Commissario
sir Miles Lampson
(1933 - 1936)
 
- Primo Ministro
Nahhas Pascià
(1933 - ?)
- Ambasciatore britannico
sir Miles Lampson
(1933 - 1946)
1936
Agosto
26
, viene firmato il patto di alleanza anglo-egiziano, per concludere il quale sono stati fatti non meno di sei tentativi nei precedenti quattordici anni;
se la dichiarazione del 1922 ha apportato all'Egitto una sorta d'indipendenza, questo trattato fa un ulteriore passo verso l'indipendenza totale;
sir Miles Lampson diventa ambasciatore invece che Alto Commissario, e la Gran Bretagna appoggia l'entrata dell'Egitto nella Società delle Nazioni.
L'Inghilterra cerca di abolire al più presto le Capitolazioni.
Il trattato ha la validità di vent'anni. ed entrambe le parti si impegnano a una successiva alleanza nel 1956.
[Entrambe le parti si impegnano a una successiva alleanza nel 1956, anche se a tale data l'Egitto avrà il diritto di sottoporre a terzi la questione della necessità di mantenere uleriormente le truppe britanniche.]
L'occupazione inglese è formalmente conclusa, ma le truppe saranno ritirate solo gradualmente dalla zona del "Canale di Suez" e dal Sinai, mentre le potenzialità difensive dell'Egitto migliorano.

L'Egitto deve abbandonare gran parte delle sue mire sul recupero del Sudan, sebbene di fatto le condizioni dell'ultimatum del gen. E.H.H. Allenby [il Toro] del 1924 siano state capovolte. L'immigrazione egiziana nel Sudan non viene più ostacolata e truppe egiziane e sudanesi saranno poste a disposizione del governatore generale.
Funzionari egiziani saranno utilizzati nel caso in cui non siano disponibili i sudanesi.
Tuttavia ciò non significa che la situazione precedente al 1924 sia stata stabilita.
Il condomino anglo-egiziano del Sudan è solo una finzione, poiché la Gran Bretagna resta inequivocabilmente il partner dominante.

Mentre le cose procedono per il meglio, tutte le concessioni fatte nel trattato alle richieste nazionaliste egiziane vengono ampiamente annullate dalla clausola che dà all'Inghilterra il diritto di rioccupare il paese, con uso illimitato di porti, aeroporti e strade egiziane, in caso di un coinvolgimento britannico nella guerra.

Il Wafd rimane il partito delle masse e la vera espressione dell'Egitto politico. Tuttavia, prima del trattato, la sua "antibritannicità" era l'unico vero punto importante sulla piattaforma politica.
All'interno del partito regna una molteplicità d'idee, da quelle ultraconservatrici a quelle etremamente radicali, ma il centro di gravità tende decisamente a destra.
La grande maggioranza di coloro che lo votano vive nelle aree rurali dominate dai grandi e medi proprietari terrieri. Pochissimi membri del parlamento wafdisti vogliono apportare seri cambiamenti al sistema sociale o economico egiziano; innanzitutto non deisiderano alcuna riforma nelle proprietà terriere, distribuite in modo straordinariamente ineguale, il che significa che il 6% dei proprietari possiede il 63% dell'area cotlivata.
Da'altro lato il settore industriale egiziano, limitato ma in crescita, è stato creato da pochi egiziani abbienti al di fuori del Wafd [vedi Federazione Egiziana delle Industrie].

Nel bilancio educativo, nonostante negli anni Venti e Trenta il numero degli studenti di ambo i sessi sia aumentato sensibilmente, vi sono deficienze gravi.
Poiché sono state costruite poche scuole nuove, le classi sono sovraffollate e gli standard educativi si abbassano. Inoltre non viene fatto alcun tentativo di adattare il sistema scolastico ai fabbisogni egiziani e – come diventerà in seguito tipico delle nazioni da poco indipendentidndeti – un numero sempre maggiore di diplomati, provenienti dalle scuole secondarie statali e università, non riesce a trovare impiego.
Il problema è rappresentato dall'esistenza, a lato dell'insegnamento statale egiziano, di una rete totalmente separata di scuole laiche e religiose. Queste sono molto prestigiose ma accentuano le divisioni di classe, poichè i figli e le figlie delle classi superiori egiziane che vi studiano crescono parlando francese e hanno poco in comune con i loro connazionali.
Gli studenti cominciano a dimostrarsi sempre più impazienti e insoddisfatti del Wafd e della forma menomata assunta dalla democrazia parlamentare egiziana. Molti di costoro considerano il trattato anglo-egiziano un tradimento e alcuni si rivolgono a un nuovo leader, un eloquente e carismatico ex insegnante di nome Hasan al-Banna, fondatore dei Fratelli Musulmani a Isma'iliyyah, nel 1928/29.
[Nei primi anni egli si è appellato soprattutto ai poveri e agli analfabeti, ma nel 1934 ha trasferito il suo quartier generale al Cairo e iniziato ad attirare sostenitori tra le classi più colte: studenti, insegnanti, impiegati statali e ufficiali dell'esercito.]
I Fratelli Musulmani si diffondono in tutta la nazione.
Le aspirazioni di Hasan al-Banna sono semplici e idealistiche: vuole uno stato islamico basato sugli insegnamenti coranici, poiché le tradizioni islamiche rispondono a tutte le necessità di un nuovo ordinamento sociale.
Ma se il movimento manca di un programma politico, si diffonde grazie alle proprie diramazioni.
I suoi gruppi giovanili iniziano a ricevere un addestramento paramilitare.

I Fratelli Musulmani hanno rivali che si appellano alla gioventù.
Vi è il Misr al-Fitat (Partito del Giovane Egitto) di Ahmad Husayn, in teoria socialista, ma che, con le camicie verdi modellate sulle Camicie Nere di B. Mussolini, ha un carattere fortemente fascista.
Come rispota il Wafd organizza un gruppo rivale di Camicie Blu, che nelle università combattono una serie di battaglie campali contro le Camicie Verdi.
Non molto tempo prima è stato costituito un movimento giovanile monarchico di stampo fascista, che ora si butta nella mischia.
La vita politica egiziana sta rapidamente deteriorando.

Intanto l'esercito egiziano è ormai teoricamente alleato degli inglesi, cosicché la Gran Bretagna è ansiosa di migliorarlo; nel contempo il Wafd ha bisogno di guadagnare popolarità.
Per la prima volta l'Accademia Militqre viene aperta a giovani non appartenenti alla aristocrazia terriera.
Gamal 'Abd al-Nasser, Anwar al-Sadat e un folto numero di altri ambiziosi giovani egiziani riesce ad intraprendere la carriera militare e a prender parte al movimento dei Liberi Ufficiali.
[Anni dopo il movimento sferrerà la Rivoluzione del 1952 che condurrà alla fine della monarchia e dell'occupazione britannica.]

1936
Sudan
[dalla convenzione del 18 gennaio 1899, il paese è stato costituito in "condominio" anglo-egiziano, di fatto in possedimento britannico]
   
1936
dal 1924 la White Flag League fondata da Ali Abd al-Latif (condannato a tre anni in carcere lo stesso anno) ha abbandonato il programma unitario della Valle del Nilo e adottato una nuova strategia orientata verso l'obiettivo di una nazione sudanese autonoma.
Disegno troppo prematuro per raggiungere risultati apprezzabili.


1936
Guinea-Bissau
[colonia autonoma portoghese dal 1879, i suoi confini (rettilinei e artificiosi di evidente origine coloniale) con l'Africa Occidentale Francese sono stati regolati nel 1896.]
   
1936
-


1936
Africa Occidentale Francese
(AOF – 1895-1958)

[possedimenti retti, dal 1895, da un governatore generale, dipendente dal ministero delle colonie, in forma accentuatamente centralizzata]

- Governatore generale
?
(? -?)
Senegal [sotto controllo francese dal 1817, sottomesso e pacificato dal 1865.] cap. Dakar.
1936
una "sezione" senegalese del Partito Socialista francese viene organizzata a Dakar da Lamine Gueye;
Mauritania [protettorato francese dal 1904, il territorio vi è stato annesso dal 1920 ma le autorità coloniali non verranno mai completamente a capo dello spirito d'indipendenza mauro]
1936
-
Sudan francese [colonia creata su gran parte del territorio dell'antico impero africano del Mali nel 1882]
1936
-
Alto Volta [1932-47, la colonia è soppressa e smembrata tra Costa d'Avorio, Sudan Francese e Niger]
1936
-
Niger [completamente colonizzato dal 1920] cap. Zinder.
1936
-
Guinea Francese [protettorato francese dal 1889, è sorta la città di Conakry nel 1890; colonia francese dal 1891;
con l'acquisizione dell'isola di Los nel 1904 ha assunto il suo assetto territoriale definitivo;]
1936
-
Costa d'Avorio [colonia francese dal 1893.]
1936
-
Dahomey [annesso dal 1899 ma, completamente, dal 1916]
1936
-

1936
Sierra Leone
[colonia inglese dal 1808.]
- Governatore
?
(?-?)
1936
-

1936
[ex Monrovia, è una repubblica indipendente dal 1847, con una costituzione modellata su quella statunitense ma con il predominio dell'elemento nero-americano su quello autoctono;
nel 1857 al paese si è unita l'ex colonia formatasi a capo delle Palme nel 1833.]
-
-
1936
-


1936
Costa d'Oro
[colonia della corona britannica dal 1874; nel 1922 si è ingrandita con l'annessione dell'ex Togo tedesco, la parte occidentale (Togoland) del territorio;]
- Governatore
-
1936
-

1936
Togo
[sotto mandato francese dalla fine della prima guerra mondiale, dal 1922 il territorio comprende solo la parte orientale dell'ex Togo tedesco e mantiene una distinta fisionomia giuridica.]
?
(?-?)
1936
-


1936
comprende i due ex protettorati britannici;
all'unità amministrativa della federazione non corrisponde tuttavia una reale integrazione etnico-culturale del paese;
Nigeria settentrionale [territori haussa, riuniti dal 1900]
-
-
1936
-

Nigeria Meridionale [territori degli Oil Rivers (dal 1849), di Lagos (dal 1861) e Benin (dal 1897), riuniti dal 1906]
-
-
1936
all'unità amministrativa della federazione non corrisponde tuttavia una reale integrazione etnico-culturale del paese, resa ora, nel primo dopoguerra, ancora più improbabile dall'accessione, sotto mandato britannico, di un quinto del Camerun tedesco;
ulteriori elementi di divisione si portano avanti dal 1922;

Lagos
1936
-





1936
Camerun
[dal 1920 l'ex protettorato franco-britannico è diviso in due mandati coloniali previsti dal trattato di Versailles]
Njoya
-
(? - ?) c
1883-1933, re dei bantu;

Mandato (1) [alla Gran Bretagna, la porzione nordorientale, circa un quinto del paese]
1936
-
Mandato (2) [alla Francia, il resto (ha recuperato anche i territori ceduti nel 1911)]
1936
-

1936
Africa Equatoriale Francese
(1910-1958)
1910, la Francia crea questa nuova unità amministrativa che, pur mantenendo a Brazzaville la sede del governatore generale, è divisa in quattro ripartizioni:
Medio Congo [ex Congo Francese]
-
1936
-

Gabon [già assorbito dal Congo Francese nel 1888 e ora separato]
-
1936
-
Ubangi Sciari (Oubangui-Chari) [ex Impero Centrafricano, diventato colonia francese dal 1905]
-
1936
-
Ciad [pur annesso dalla Francia, la resistenza all'interno continuerà fino al 1917]
-
1936
Continuano a svilupparsi i movimenti nazionalisti, a sfondo profetico-religioso e xenofobo.




1936
Congo Belga
[colonia dello stato belga dal 1908]
(capitale: Lépoldville)
[il territorio dello Zaire, già sede (ancor prima dell'arrivo dei portoghesi) di importanti regni autoctoni quali quello del Congo, di Kuba, Luba, Lunda:
- nel 1880 è stato posto sotto il controllo dell'Associazione internazionale per il Congo, promossa da Leopoldo II re del Belgio;
- 1885-1908, sotto la sovranità (esercitata a titolo personale) di Leopoldo II re del Belgio.]
Governatore
-
1936
Lépoldville [1931] ha 30.000 abitanti.
Nel periodo tra le due guerre vengono estese le piantagioni ed avviato lo sfruttamento delle ricchissime risorse minerarie, senza che ciò comporti alcun miglioramento del livello di vita delle popolazioni indigene e delle condizioni igienico-sanitarie.
Katanga [regione sudorientale, annessa militarmente dai belgi nel 1891 sotto l'egida della Compagnie du Katanga istituita da re Leopoldo II.]
1936
nella zona dell'attuale Jadotville, la Union Minière:
- nel 1917, a Likasi, ha aperto un'altra grande miniera di rame (dopo quella iniziale a Elisabethville);
- nel 1921, a Panda, ha installato un concentratore di minerale;
- nel 1928, a Shituru, ha inaugurato un nuovo complesso industriale, di gran lunga il maggiore del Congo e fra i più imponenti dell'intera Africa.
ll complesso industriale [intitolato a Jean Jadot] forma una delle capitali mondiali del rame.
Ruanda-Urundi [dal 1919 sotto amministrazione belga, nel 1925 è stato annesso alla colonia.]
1936
-





1936
Impero di Etiopia
ETIOPIA

Tafari Makonnen (Harar 1891 - † 1975)
Tafari Makonnen, figlio secondogenito del principe Makonnen e nipote di Menelik II;
1930-75, imperatore di Etiopia
[Hayla Sellasye I (potenza della Trinità) o Hailé Selassié I];
negus neghesti
(re dei re);
1936
Maggio
2/3, lascia Addis Abeba e parte per Gibuti in treno con la sua famiglia e cento nobili feudali allo scopo di fare appello alla Società delle Nazioni e continuare la resistenza dall'esilio in Gran Bretagna (dove riceve una grande sostegno morale da Sylvia Pankhurst, ex suffragetta e cofondatrice dell'ala sinistra del Partito comunista britannico.
[Sylvia Pankhurst comincia a scrivere una serie di opere anti-imperialiste sull'Etiopia, l'Eritrea e la Somalia. Nel 1960 morirà come cittadina onoraria ad Addis Abeba.]
Nel gruppo di persone al seguito del negus c'è anche ras Hailu Tekla Haimanot, un collaborazionista che l'imperatore porta con sé per impedirgli di tradirlo nuovamente. Ma a Dire Daua, sulla strada per Gibuti, il negus gli perdona e lo lascia in libertà.
Tuttavia, ras Hailu Tekla Haimanot continua a collaborare con gli italiani.
A Dire Daua, il console britannico, Chapman Andrews, si incontra con l'imperaotore e ne favorisce la partenza.

 

Gennaio
, da Napoli si provvede al trasporto in Eritrea della div.ne Pusteria (1-11 gen);
In Eritrea si formano i comandi del III e IV Corpo d'Armata;
il tentativo di colpire sul fianco l'esercito italiano, partendo dal Tembién e lo Sciré, consegue alcuni successi ma senza ulteriore sviluppo;
il governo etiopico raduna, con contingenti tratti in maggioranza dalle province meridionali, un esercito di circa 30.000 uomini al comando del ras Destà Damtù con il compito di avanzare dalla base di Neghelli per Dolo e Baidoa verso lo stesso capoluogo della colonia italiana, Mogadiscio;
quando la presenza di questo esercito, già preannunciata dai giornali inglesi, viene confermata dall'aviazione, il gen. R. Graziani , pur lasciando le truppe necessarie sul Faf, provvede a spostare forze adeguate alla controffensiva verso il punto minacciato;
20-24, I battaglia del Tembien: nel Tembien ras Kassa ha raccolto il suo esercito. Lo fronteggia il Corpo d'armata eritreo al comando del gen. A. Pirzio Biroli, costituito da 2ª div.ne eritrea e un gruppo battaglioni eritrei della 1ª div.ne, div.ne Camicie Nere 28 Ottobre e un gruppo autonomo Camicie Nere; il mar.llo P. Badoglio ordina al Corpo d'armata eritreo di prendere l'offensiva; la 2ª div.ne eritrea parte da Passo Abarò ed è subito violentemente attaccata da una forte massa etiopica; a Zeban Kerkalà si svolge un duro combattimento, in seguito al quale gli etiopici ripiegano;
da Derna-Tobruk si provvede al trasporto in Eritrea della div.ne Assietta (20-25 gen)
21, la 2ª div.ne avanza fino a Monte Lata e si congiunge con una colonna proveniente da Abba Salama dove si ferma, trascurando di inseguire il nemico che può concentrare le forze contro la div.ne 28 Ottobre a Passo Uarieu, mettendola in gravissima difficoltà;
22, la pressione nemica contro Passo Uarieu aumenta e si fa minacciosa a causa del mancato intervento della div.ne eritrea che nella giornata stessa ripiega su Passo Abarò;
23, il nemico, per le gravi perdite subite, desiste da ulteriori attacchi; la battaglia comunque non ha raggiunto lo scopo di battere ras Kassa; la crisi è tanto grave che il mar.llo P. Badoglio deve prevedere anche una eventuale ritirata d Macallè ma il valore e la tenacia della div.ne 28 Ottobre scongiura il pericolo.
[Perdite: etiopici: 8000 uomini; italiani: fra morti e feriti, 60 ufficiali, 605 nazionali e 417 eritrei.]
31, da Tripoli si provvede al trasporto in Somalia della div.ne Libia (31 gen-10 feb).


Febbraio
10
-15, battaglia dell'Endertá: superate le difficoltà logistiche, il mar.llo P. Badoglio riprende l'offensiva contro le forze etiopiche (ca 80.000 uomini) di ras Mulughietà;
il I Corpo d'Armata (Div.ni Sabauda, Pusteria, 3 Gennaio, battaglioni eritrei) al comando del gen. Ruggero Santini, e il III Corpo d'Armata (Dv.ni Sila e 23 Marzo) al comando del gen. E. Bastico, si muovono;
12, si accendono i primi combattimenti ma l'azione s'impernia sull'aviazione che agisce con insistenza logorando la capacità di resistenza degli etiopici;
15, la manovra si conclude, dopo aver respinto contrattacchi etiopici, con la conquista della sommità dell'Amba Aradam effettuata da Camicie Nere della div.ne 23 marzo, agli ordini del duca di Pistoia, con il concorso della div.ne alpina Pusteria; l'esercito di ras Mulughietà, in fuga, viene disperso sia per l'inseguimento effettuato dall'aviazione, sia per gli attacchi dei ribelli Galla, che uccidono lo stesso ras;
27-29, II battaglia del Tembien: il III Corpo d'armata, al comando del gen. E. Bastico, con la 1ª div.ne eritrea e la div.ne Camicie Nere 23 Marzo, muove dal torrente Ghevà verso nord, mentre le forze del Corpo d'Armata eritreo, al comando del gen. A. Pirzio Biroli, muovono da Passo Uarieu verso sud, allo scopo di accerchiare le forze riunite di ras Kassa e di ras Seyoum;
iniziata la battaglia, viene conquistata l'Amba Uore (presso Passo Uarieu) mediante un'ardita impresa di scalatori alpini eritrei e Camicie Nere; frattanto il III Corpo d'Armata marcia verso nord non contrastato dal nemico, ma superando gravi difficoltà per il terreno;
28, colonne del III Corpo d'Armata e del Corpo d'Armata eritreo si avvicinano;
29, si congiungono ad overst di Abbi Addi, chiudendo il cerchio intorno al nemico; i resti degli eserciti di ras Kassa e di ras Seyoum si danno alla fuga verso il fiume Tacazzè.
[Perdite: etiopici: 8000 caduti; italiani: tra morti e feriti, 34 ufficiali, 359 nazionali, 188 eritrei.]
battaglia dello Scirè: l'esercito etiopico di ras Immirù (o Imru) e del degiac Aialeu Burru è raccolto nella zona di Selaclacà; il mar.llo P. Badoglio dispone che il II Corpo d'Armata, al comando del gen. Pietro Maravigna, con le Div.ni Gavinana, Gran Sasso e 21 Aprile, la III brigata eritrea, gruppo bande e spahis, avanzi dalla zona di Acum su Selaclacà e che il IV Corpo d'Armata, al comando del gen. Ezio Babbini, con le Div.ni Casseria e 1° Febbraio e un battagline eritreo punti a nord su Selaclacà, attraverso una vasta, ignota regione, ampia 90 km.;
iniziata l'avanzata, il II Corpo d'Armata è impegnato in duri combattimenti che si prolungano fino al 3 marzo;
intanto il gen. R. Graziani dalla Somalia spinge le sue forze fino a Neghelli;

[a.f.: gennaio-febbraio: nella battaglia di Tembiem, ras Kassa riesce a ritardare l'avanzata di P. Badoglio, ma la rivalità feudale di ras Mulughietà nei confronti di ras Kassa impedisce che i rinforzi lo raggiungano in tempo. Gli eserciti di ras Seyoum, ras Imru e ras Kassa dispongono complessivamente di 60.000 uomini contro i 200.000 italiani ora schierati sulla linea del fronte.
Nuovo lancio di iprite contro focolai di resistenza etiopici. Numerose le vittime tra la popolazione. Gli uomini di ras Seyoum combattono con pietre e bastoni. Il degiacc Mashasha Wodie e il degiacc Beyenne muoiono in battaglia e vengono onorati come eroi nazionali.
La Società delle Nazioni è costretta ad ammettere che l'Italia fa uso di iprite per bombardare villaggi e civili.
Sul fronte sud il gen. R. Graziani attacca gli eserciti di ras Desta Damtu, ras Nasibu e del degiacc Amd Mikael a Sidamo, Bale, Gaden, Harrar e Arussi. Cadono molti eroi della resistenza etiopica, tra cui Afework, che muore dopo aver usato una mitragliatrice antiaerea contro venti bombardieri italiani.
Gli abissini danneggiano carri armati italiani.
Neghelli viene occupata dopo che i bombardieri hanno sganciato sulla città tonnellate di esplosivo.
Ad Enderta, il mar.llo P. Badoglio, comandante sul fronte settentrionale, impiega 70.000 uomini e 170 aerei contro l'esercito guidato da ras Mulughietà.
Gli abissini combattono con la forza della disperazione, 6.000 perdono la vita.
28 febbraio, l'Amba Alagi, punto di vitale importanza strategica per raggiungere la capitale Addis Abeba, è occupata dagli italiani.
Ras Imru continua la resistenza, dopo aver impegnato il mar.llo P. Badoglio ad Axum e Adua.
Nella battaglia dello Sciré 50.000 soldati italiani sono impegnati contro 25.000 uomini di ras Imru. Quattromila cadono in battaglia, ma la maggior parte riesce a fuggire e a continuare la resistenza.
Hosea Jaffe, AFRICA, Movimenti e lotte di liberazione, Arnoldo Mondadori Editore, Milano 1978.]

Marzo
mentre continuano i contatti presi in precedenza, un altissimo funzionario italiano debitamente autorizzato, il comm. E. C. si reca con un altro funzionario ad Atene (entrambi sotto pseudonimo) e svolgono trattative concrete a mezzo del dott. Zervos, medico personale greco del negus Hayla Sellasye I;
3
, gli etiopici, minacciati sul fianco e a tergo dall'avanzata del IV Corpo d'Armata, ripiegano verso il fiume Tacazzè inseguiti dal II Corpo d'Armata;
28, in una riunione, seguita alle trattative del giorno 2, a mezzo del dott. Zervos il negus Hayla Sellasye Ifa alcune richieste al governo italiano:
a - garanzie per lui e la sua dinastia;
b - un compenso di 300 Mni di lire;
c - una cointeressenza nelle imprese italiane di valorizzazione dell'Etiopia;
4) un trattato di alleanza analogo a quello italo-albanese di Tirana.
Le trattative col negus non vengono concluse perché ostacolate dagli inglesi in tutti i modi.
31, battaglia di Mai Ceu (o di Passo Mecan) presso il lago Ascianghi: le Div.ni 2ª eritrea, al comando del gen. Dalmazzo, e la div.ne Pusteria, al comando del gen. Negri, sono schierate a Passo Mecan; l'esercito etiopico, 40.000 armati e la guardia imperiale al comando diretto del negus Hayla Sellasye I attacca furiosamente ma viene respinto;

[a.f.: marzo: l'aviazione italiana usa bombe incendiarie contro l'esercito di ras Imru e riesce a piegare la resistenza etiopica a Mai Chew, dove lo stesso Hailè Selassiè prende parte all'ultimo tentativo di salvare Addis Abeba.
L'Italia annuncia che i morti etiopici sono ottomila e impiega nuovamente bombe aeree dirompenti e iprite.
Hosea Jaffe, AFRICA, Movimenti e lotte di liberazione, Arnoldo Mondadori Editore, Milano 1978.]

Aprile
, dopo aver ripetuto l'attacco più volte, l'esercito etiopico compie ora un altro tentativo ma viene ricacciato dalla difesa; si ritira quindi in disordine inseguito dal 1° Corpo d'Armata e dal Corpo d'Armata eritreo;
4, il Corpo d'Armata, al comando del gen. Ruggero Santini, raggiunge il lago Ascianghi e il Corpo d'Armata eritreo, al comando del gen. A. Pirzio Biroli, raggiunge Quoram.
[Perdite: etiopici ca 8.000 uomini; italiani: 68 ufficiali, 332 nazionali e 873 eritrei.]
le truppe italiane marciano su Dessiè, rifornite dall'aviazione, mentre 60.000 lavoratori italiani vengono proiettati fra l'Amba Alagi e Quoram per costruire la rotabile;
fronte somalo: i brillanti combattimenti di avanguardia di Lama Scillindi, Malca Riz e Amino, e i perpetui bombardamenti aerei avvertono il ras Destà Damtù che la "sorpresa strategica" che egli progettava è fallita;
12, fronte somalo: il mar.llo R. Graziani attacca le forze del ras Destà Damtù;
15-16, fronte somalo:battaglia di Gianagobò (Ogaden-Etiopia sud-orientale) l'ala sinistra delle truppe del gen. R. Graziani , composta principalmente dalla div.ne Libia, prende contatto con le truppe avanzate dei degiac Abbedè (Abebé) Damtù e Maconnen Endelacciù; la colonna del gen. G. Nasi, con l'appoggio di aerei da bombardamento, attacca la massa etiopica forte di 10.000 uomini;
lo stesso giorno le forze italiane del mar.llo P. Badoglioentrano a Dessiè, base principale del fronte etiopico del nord;
16, fronte somalo: la Dv.ne Libia , con il concorso della colonna Navarra (dubat, banda di Olol Dinie e carri armati) sbaraglia il nemico infliggendogli gravi perdite (ca 2000 morti);
fronte somalo: dopo questa operazione preliminare, le truppe del mar.llo R. Graziani , su tre colonne convergono sul campo trincerato di Sassabaneh;
24, fronte somalo: le tre colonne del mar.llo R. Grazianicominciano l'attacco delle posizioni avanzate; si svolgono gli aspri combattimenti di Dagamedò, Hamanlei e Gunugadu;
29, fronte somalo: cadute queste località, viene presa d'assaltola linea fortificata di Sassabaneh e Bullaleh (progettata e costruita da ufficiali belgi e turchi), difesa con accanimento dagli abissini di ras Nasibù;
30, le colonne convergono su Dagabur e l'armata etiopica del sud è in rotta sulla carovaniera di Giggica e l'aviazione termina di disperderla;

[a.f.: aprile: sul Lago Asciangi 150 aerei italiani bombardano con iprite l'esercito di Hailé Sleassié. Durante la ritirata delle sue truppe, l'imperatore si reca in pellegrinaggio religioso-feudale alle chiese di Lalibelà di tradizione medievale.
Le truppe italiane puntano su AddIs Abeba con una grande colonna motorizzata, dopo aver conquistato Dessiè.
Le truppe degli invasori, costituite in gran parte da contadini, esultano nel vedere la fertile terra etiopica.
Il mar.llo R. Graziani riferisce che gli abissini resistono fino all'estremo.
A Debra Libanòs, nello Scioa, sede di un celebre convento, il mar.llo R. Graziani ordina la fucilazione di 425 monaci copti.
Hosea Jaffe, AFRICA, Movimenti e lotte di liberazione, Arnoldo Mondadori Editore, Milano 1978.]

Maggio
3
, l'imperatore d'Etiopia, Hailé Selassié, lascia il paese con i suoi familiari per Gibuti;
[il 3 giugno raggiungerà Londra, ospite del governo inglese.]
6
, il mar.llo d'Italia P. Badoglio, al comando delle truppe italiane, entra trionfalmente ad Addis Abeba mentre il mar.llo R. Graziani [L'africano] conquista Harrar;

[a.f.: 2 maggio: In Addis Abeba la popolazione prende a sassate le ambasciate francese e britannica a causa della complicità anglo-francese con l'Italia alla Società delle Nazioni e come reazione di sdegno nei confronti dell'embargo.
Cinquantamila abissini lasciano Addis Abeba e trovano rifugio sul monte Entoto, dove formano un numeorso esercito di resistenza che non dà tregua agli italiani della capitale.
5 maggio: le truppe del mar.llo P. Badoglio entrano ad Addis Abeba mentre in tutta Italia si festeggia la vittoria. Dopo aver scoperto che Hailé Selassié ha lasciato la capitale, ras Imru si ritira con mille uomini e inizia una lunga e alla fine vittoriosa guerriglia contro le forze di occupazione.
L'Italia dichiara di aver perduto solo 390 soldati italiani e 3139 per lo più libici e somali.
Hosea Jaffe, AFRICA, Movimenti e lotte di liberazione, Arnoldo Mondadori Editore, Milano 1978.]

9, B. Mussolini annuncia l'annessione dell'Impero Etiopico e la costituzione dell'Impero Italiano d'Etiopia, sotto lo scettro di Vittorio Emanuele III; il mar.llo P. Badoglio è nominato viceré di Etiopia;
su delibera delle due camere, il re e B. Mussolini sono nominati "Marescialli dell'Impero"… anche se il pari grado disturba un po' Vittorio Emanuele III;
di fatto la sovranità italiana sull'Etiopia viene accettata dalla Società delle Nazioni e successivamente riconosciuta dalle singole potenze: cambia la politica economica ed estera italiana.
21, il neo-viceré mar.llo P. Badoglio, chiamato ad Addis Abeba il mar.llo R. Graziani gli comunica il suo intendimento di rimpatriare perché alla sua salute non confa il clima dell'Altopiano; perciò rientra a Roma lasciandogli la reggenza del vicereame e annunciando che proporrà la sua nomina a viceré al capo del governo B. Mussolini;
22, il mar.llo P. Badoglio parte in aereo da Addis Abeba e con lui parte alla chetichella anche il neo-governatore di Addis Abeba, Giuseppe Bottai;
il mar.llo P. Badoglio si reca a Roma a raccogliere altre prebende:
il titolo di duca di Addis Abeba, la principesca villa di Roma ecc.
Intanto la legge fondamentale dell'Impero, confezionata a Roma dalla burocrazia coloniale, crea i governatorati dell'Eritrea, Somalia, Tigrai, Goggiam, Harar e Galla-Sidamo, ripartendo arbitrariamente il territorio più ampio, cioè lo Scioa e creando così un'inutile complicazione;
[Abissinia: con il termine si intende indicare la regione etiopica (comprendente il Tigré, lo Scioà, l'Amara e il Goggiam) che si estende a Nord del fiume Auasc e dello spartiacque tra l'Omo e l'Abbai]
i governatori sono nominati dal ministro delle Colonie [ora Africa Italiana] senza nemmeno sentire il parere del viceré e quindi, in un certo senso, hanno la possibilità di corrispondere direttamente con Roma: i poteri finanziari del viceré sono limitatissimi.
[In pratica si segue la stessa politica di accentramento che già tanto male ha fatto alla Libia.]

Lo stesso giorno il mar.llo R. Graziani ordina l'uccisione di tutti i "ribelli".
La linea ferroviaria è sabotata dai guerriglieri.

Giugno
11, il mar.llo P. Badoglio chiede di essere esonerato dalla carica di viceré d'Etiopia; lo sostituisce il mar.llo d'Italia R. Graziani.
il mar.llo P. Badoglio riprende il posto di capo di Stato Maggiore Generale.
28
, dall'assemblea della Società delle Nazioni il negus Hailé Selassié lancia un appello per la sicurezza collettiva contro l'espansionismo militare fascista.
In seguito ad un intervento italiano l'appello viene respinto e la Società delle Nazioni pone fine alle "sanzioni" contro l'Italia.
La Gran Bretagna e gli Stati Uniti riconoscono l'occupazione italiana dell'Etiopia.

Luglio
4
, la Società delle Nazioni revoca le sanzioni contro l'Italia.
mentre l'assedio alla capitale si va rasserenando, i capi etiopici, messi da parte dalla politica ministeriale, sono ostili o stanno addirittura riordinando le disperse formazioni dell'esercito del negus;
28, ad oriente di Addis Abeba ha luogo un combattimento con forze italiane (risultate vincitrici);
alla fine del mese si combatte nell'interno della capitale stessa, proprio nei giorni in cui è venuto a controllare la situazione il ministro dell'Africa Italiana Alessandro Lessona;
29, il mar.llo d'Italia R. Graziani ordina che il vescovo copto Abuna Petres sia giustiziato pubblicamente. (Abuna Petres sarà considerato dagli abissini un martire nazionale).
La cattedrale di San Giorgio ad Addis Abeba viene data alle fiamme, mentre all'interno si trovano i membri di un'intera congregazione;
ras Imru è catturato e tenuto prigioniero per sette anni in Italia; ras Kassa viene fatto prigioniero e giustiziato;
la stessa sorte tocca al degiacc Beyenne Merid e a ras Desta Damtu.
Gli invasori usano gas asfissianti contro focolai di resistenza. L'Etiopia ha perso circa 250.000 uomini sui campi di battaglia. [Durante i colloqui per le riparazioni e il risarcimento dei danni di guerra, colloqui svoltisi dopo la seconda guerra mondiale, le perdite totali subite dall'Etiopia, inclusi i morti civili, saranno valutate a 746.000 persone.]

Jomo Kenyatta, è segretario della Società degli Amici Internazionali di Abissinia. Peter Mbuyu Koinange condanna l'aggressione fascista dell'Etiopia. L'invasione è condannata anche in Sudafrica, durante riunioni a Città del Capo e a Johannesburg, dalla AAC (All African Convention), dall'APO (African Peoples Organisation), dall'ANC (African National Congress), dal Partito comunista e dai "trotzkisti" della Quarta Internazionale.


Settembre
nonostante l'avvenuta annessione, gli stessi negoziatori delle due parti (dott. Zervos per il negus - comm. E. C. per il governo italiano) si ritrovano all'Aia ma il risultato è nullo, sempre a causa delle interferenze britanniche. Alla fine l'Italia rinuncia a trattare col negus Hailé Selassié.]

Ottobre
terminata la stagione delle piogge, le colonne mobili italiane, già pronte, si irradiano in tutti i sensi e la pacificazine progredisce e con ritmo veloce: nelle operazioni relative si distinguono i gen. governatori Geloso, A. Pirzio Biroli, G. Nasi e il gen. Tracchia nelle sue azioni di protezione della capitale;

L' "embargo" deciso dalla Società delle Nazioni viene osservato, per quanto riguarda la limitazione delle armi, solo nei confronti di Hailé Selassié e non di B. Mussolini.
È il periodo della guerra civile spagnola: le Brigate internazionali si battono eroicamente contro i fascisti di F. Franco Bahamonde [el Caudillo]; tuttavia, la sinistra europea non ritiene di dover organizzare una brigata internazionale per aiutare un paese africano in lotta contro il fascismo. Anche in Spagna, i socialisti, il Partito comuinista e il POUM tradiscono la loro stessa causa, rifiutandosi di combattere per l'indipendenza del Marocco dalla Spagna e dalla Francia; in Marocco, un funzionario coloniale impiega soldati marocchini contro i repubblicani.


1936
Viceré
[investito della funzione di governatore generale]
gen. R. Graziani
(1936 giu - nov 1937)
ETIOPIA
[il paese è annesso all'impero coloniale italiano dal 1936]
[Abissinia: con il termine si intende indicare la regione etiopica (comprendente il Tigré, lo Scioà, l'Amara e il Goggiam) che si estende a Nord del fiume Auasc e dello spartiacque tra l'Omo e l'Abbai]
1936
dopo Neghelli, il gen. R. Graziani viene promosso mar.llo d'Italia;
ERITREA
[colonia italiana dal 1° gennaio 1890, con il fiume Mareb come confine con l'Etiopia, è integrata nell'AOI dal 1936]
1936
Gennaio
6
, il presidente americano F.D. Roosevelt pronuncia un discorso piuttosto sfavorevole alla causa italiana;
SOMALIA ITALIANA
[protettorato italiano dal 1889, sotto la piena responsabilità del governo italiano dal 1905, colonia italiana dal 1927, integrata nell'AOI dal 1935]
Governatore
gen. R. Graziani
(1935 7 mar - ?)
1936
-




1936
SOMALIA
Somalia Francese [colonia francese dal 1896]
il porto di Gibuti (1888) è collegato per ferrovia alla capitale etiopica Addis Abeba (1897-1917);
[situata in territorio dancalo e non propriamente somalo]
1936
-
Somalia Britannica [protettorato inglese dal 1884]
1936
-

1936
Africa Orientale Britannica
(IBEAImperial British East Africa)
Uganda [protettorato britannico dal 1894]
-
-
1936
formalmente diviso in quattro regni federati, è uno dei possedimenti più prosperi della Gran Bretagna in Africa;

Kenya [nome ufficiale solo dal 1920]
-
-
1936
Tra le nuove leve intellettuali kikuyu, formatesi nelle missioni protestanti inglesi, prendono vita negli anni Venti i primi raggruppamenti politici indigeni.
Jomo Kenyatta, dopo aver frequentato a Londra la Scuola di Studi Africani e Orientali e la Scuola di Economia (sotto il prof. Malinovski), pubblica il saggio Facing Mount Kenya (Di fronte al monte Kenya) che ha per tema la disintegraazione delle costumanze tribali ad opera del colonialismo.
[Più tardi Jomo Kenyatta, studia anche a Mosca.]



1936
[dalla fine del primo conflitto mondiale (novembre 1918) il territorio è attribuito dalla Società delle Nazioni in mandato [Mandato B] alla Gran Bretagna che concede una relativa autonomia interna.]
-
-
1936
-

1936
[protettorato (assieme all'isola di Pemba) dal 1890 e colonia dal 1913 della corona britannica.]
-
-
1936
-


1936
Angola
- Governatore
?
(? - ?)

1936
-


1936
Rhodesia
1936
ribattezzato Rhodesia dal 1895 in onore di Cecil J. Rhodes;
dal 1890 la British South Africa Chartered Co., società fondata da Cecil J. Rhodes, ha ottenuto da re LoBenguella la concessione esclusiva di sfruttamento venticinquennale del territorio del protettorato sui maTabele;
Rhodesia del Nord-Ovest [protettorato dal 1899, dal 1914, è uno dei più poveri possedimenti britannici]
-
-
1936
passata ora sotto il controllo statale, mantiene lo status di protettorato, dipendendo dal Foreign Office e restando in gran parte sotto il controllo della Compagnia ; [vedi 1948]

Rhodesia del Sud [protettorato dal 1911]
-
-
1936
passata sotto il controllo statale nel 1923, si è rifiutata d'integrarsi nell'Unione Sudafricana divenendo colonia autonoma della corona e godendo così di maggiore libertà amministrativa; a forte immigrazione bianca, adotta una legislazione razziale analoga a quella sudafricana (apartheid) sancendo la completa esclusione dell'elemento indigeno dalla vita politica del paese;
[la situazione rimane così fino al secondo dopoguerra: vedi 1953]

1936
[l'ex territorio Malawi, protettorato britannico dal 1891, che aveva assunto formalmente il nome British Central Africa
nel 1893, ha assunto questo nuovo nome nel 1907]
-
-
1936
sin dall'inizio del secolo fermenti antibritannici sono già sorti e ora si diffondono a causa dell'indiscriminata diffusione delle piantagioni coloniali a scapito delle colture alimentari per il fabbisogno della popolazione (in costante aumento);
gli inglesi devono far fronte ad una sollevazione popolare guidata dal pastore protestante nero John Chilembwe;
[vedi 1944]


1936
Mozambico
[già nel 1891 il Portogallo completava la conquista delle regioni interne ma solo nel 1915 è riuscito a pacificarle;
nel 1923 ha integrato il triangolo di Kionga, già possedimento tedesco sino alla fine della prima guerra mondiale.]
-
-
1936
procede tra le due guerre al riassetto definitivo del possedimento gestito in parte dalla società privata Companhia de Moçambique;


1936
Madagascar
(Imérina)
[annesso alla Francia dal 1896]

1936
-




1936
Unione Sudafricana
[dominion britannico a struttura federativa dal 1910 ma indipendente sul piano internazionale (statuto di Westminster, 1931)]
- Primo ministro
-
dal 1912 si è costituito il SANNC (South African Native National Congress) – dal 1925 mutato in ANC (African National Congress) – formazione politica nera;
dal 1913 è in vigore il Native Land Act che consente al primo ministro di coinvolgere l'elemento boero nella prima guerra mondiale a fianco dell'Inghilterra;
dal 1914 è abolita l'imposta discriminatoria nei confronti degli indiani del Natal;
dal 1918 si è annessa con una serie di decisioni unilaterali l'ex colonia tedesca dell'Africa del Sud-Ovest, ricevuta invece in amministr azione fiduciaria dalla Lega delle Nazioni; nel tentativo di diminuire il costo del lavoro nell'industria mineraria colpita da recessione in conseguenza del declino del gold standard, il primo ministro fa ricorso alla manodopera africana semispecializzata;
mentre dal 1925 l'afrikaans ha rimpiazzato l'olandese come seconda lingua ufficiale dell'Unione, sono in vigore: Native Land Act (dal 1913) e Colour Bar Act (dal 1926);
dal 1934 il Partito afrikaner (unionista) di J.C. Smuts e il Nationalist Party (nazionalista) di J.B.M. Hertzog si sono fusi nell'United Party favorendo così l'aggregazione in partito politico della destra ultrarazzista e apertamente filonazista di D.F. Malan (Purified Nationalist Party);

1936
al (Purified Nationalist Party)Hertzog e Smuts devono ora concedere il Representation of Natives Act che sospende i diritti politici della comunità nera.

Il CPSA (Communist Party of South Africa) riesce a infrangere il boicottaggio del progetto si legge antiafricano del 1936 in Sudafrica e una campagna per un "Fronte Popolare" con il Partito laburista bianco, i sionisti, i gruppi sudafricani bianchi e i liberali. Forma la Lega contro il Fascismo e la Guerra (un gruppo borghese bianco), appoggia i processi di Mosca e perseguita i trotzkisti del Circolo Lenin, del partito dei lavoratori e delle cellule della Quarta Internazionale, a Città del Capo, Johannesburg e Durban.
Il CPSA opera insieme alla Chiesa Anglicana, importante organizzazione segregazionista del Sudafrica.
Il CPSA accetta l'elezione dei consigli "bantu" come previsto dalla legge del 1936 e i capi dell'ANC (African National Congress) diventano consiglieri sotto J.C. Smuts.
È in carica il regime segregazionista di J.B.M. Hertzog, con il partito di J.C. Smuts.
Il governo Smuts-Hertzog fa passare la legge sul territorio e fidecommisso indigeno (che completa e perfeziona arrruolamento, segregazione ed esproprio delle terre) e quello sulla Rappresentanza Indigena. In virtù di questa legge, vengono creati due organismi:
- un Consiglio Rappresentativo dei "bianchi nartivi",
- un Consiglio Rappresentativo di collaborazionisti indigeni,
e viene negato il diritto di voto a tutti gli africani del Sudafrica.

Febbraio
10
, Città del Capo, i liberali elaborano e ottengono un "compromesso" con i capi dell'AAC (All African Convention) che accettano la Rappresentanza Indigena.
I trotzkisti del partito dei lavoratori respingono il "compromesso" che viene attaccato anche dal loro organo ufficiale «Spark». Al contrario, il membro africano del CPSA, Mfutsanyana, lo accetta.

 

 


1936
[posto dal 1920 sotto mandato francese dalla Società delle Nazioni, dal 1926 il Grand Liban si è costituito in repubblica]
- Presidente
?
(? - ?)
1936
i governi di Beirut e di Parigi concludono un trattato che pone fine al regime mandatario, non ratificato tuttavia dal governo francese;
il maronita Pierre Gemayel fonda le Falangi libanesi;

Un movimento nascente per l'indipendenza, in opposizone all'eccessiva e persistente interferenza francese al governo, accoglie tra i suoi ranghi un certo numero di eminenti maroniti.
Il patriarca maronita pubblica una raccolta di appunti che danno voce in modo preciso a tali critiche.
Lo stesso anno il governo francese propone un trattato franco-libanese simile a quello firmato con la Siria, ma, proprio come nel caso della Siria, sebbene sia stato immediatamente ratificato dal parlamento libanese, non viene mai ratificato dai governi di destra che fanno seguito al Fronte popolare in Francia.

1936
[posta dal 1920 sotto mandato francese dalla Società delle Nazioni e poi divisa in tre distretti autonomi;
dal 1930 è una repubblica parlamentare con la Francia quale supervisore degli affari esteri e della sicurezza.]
 

1936
rispetto ad alcuni anni prima la situazione si presenta ora in modo diverso;

Maggio
in Francia sale al potere un governo di sinistra, guidato dal Fronte Popolare;

Agosto
la Gran Bretagna stabilisce un precedente concedendo l'indipendenza all'Iraq e giunge a un accordo con l'Egitto.

Come la controparte egiziana, i nazionalisti siriani, ora organizzati nel Blocco nazionale, sono preoccupati della crescente tensione nella regione mediterranea causata dalle mire imperialistiche dell'Italia.
I negoziati – finora disordinati e vani al fine di stabilire un trattato franco-siriano accettato da entrambe le parti – stanno progredendo ed ora viene firmato un accordo che prevede l'indipendenza siriana con un consiglio franco-siriano che si occupa della politica estera, con priorità francese sulla consulenza e l'assistenza, e il mantenimento, da parte dei francesi, di due basi militari.
I distretti drusi e alawiti verrebbero annessi alla Siria.
Sebbene il trattato venga ratificato dal parlamento siriano, non viene tuttavia ratificato dalla Camera dei Deputati francese e non entrerà mai in vigore.



1936
[dal 1922 la regione è stata attribuita in mandato dalla Società delle Nazioni alla Gran Bretagna, sulla base del piano di spartizione del levante convenuto da inglesi e francesi (accordo Sykes-Picot);
l'orientamento dell'amministrazione britannica, legandosi sin dall'inizio:
- sia agli ambienti sionisti ("dichiarazione Balfour" del 1917),
- sia al movimento nazionalista arabo in funzione antiturca,
ha creato attriti acuti tra le due comunità, che dal 1920 vanno organizzandosi sul piano militare dando vita a violenti scontri.]
- Alto Commissario
sir ?
(? - ?)

1936
dopo il massiccio afflusso nella regione di ebrei profughi dalla Germania nazista, continuano gli scontri tra palestinesi ed israeliani;
la notizia che i sionisti acquistano di contrabbando armi per difendersi è la scintilla che fa scoppiare la rivolta;

rivolta araba 1936-38:

Aprile
19-23
, scontri sanguinosi tra arabi ed ebrei con 18 morti e un'ottantina di feriti.
I partiti politici arabi costituiscono un Alto Comitato Arabo, guidato da Hagg Amin al-Husayni, che indice lo sciopero generale. Questo dura sei mesi.
Al contempo i ribelli arabi, ai quali si uniscono volontari provenienti dalle nazioni confinanti, si rifugiano sulle colline, dando così inizio a una rivolta a livello nazionale.





1936
Emirato di Transgiordania
Abdullah o 'Abd Allah ibn al-Husayn 
(La Mecca 1882 - Gerusalemme 1951) secondogenito del re del Higiaz Husayn ibn 'Ali, della dinastia degli Hashimiti o Hashemiti;
1920, re dell'Iraq;
[designato dal Congresso panarabo di Damasco]
1921, deve cedere il trono iracheno al fratello maggiore Faysal, espulso dalla Siria dai francesi, ottenendo in cambio l'emirato autonomo di Transgiordania, sotto mandato britannico;
1921-46, emiro di Transgiordania [sotto mandato britannico];
1933, dopo la morte del fratello Faysal, ne riprende il progetto di creazione di una "grande Siria" (Transgiordania, Palestina, Libano e Siria) rinsaldando a tale scopo l'alleanza con la Gran Bretagna;

1946-51, re del Regno hashemita del Giordano;
1936
stretta alleanza con la Gran Bretagna in vista della creazione di una "grande Siria" (Transgiordania, Palestina, Libano e Siria) progetto del fratello Faysal († 1933);





1936
Regno Arabo Saudita
[dal 27 set 1932]
'Abd al-'Aziz III o ibn Sa'ud
Albero genealogico
(Riyadh 1887-Taif 1953)
discendente della dinastia wahhabita dei Banu Sa'ud;
1891, la dinastia viene scalzata dalla capitale Riyadh a opera dei rivali Banu Rashid del Gebel Shammar;
1902-13, ristabilisce con una serie di campagne l'unità del Neged, intraprendendo dopo il crollo dell'impero ottomano l'unificazione della penisola arabica;
1915-18, prima guerra mondiale: pur avendo stipulato un accordo di alleanza con la Gran Bretagna (1915), si mantiene neutrale dedicandosi al consolidamento interno dello stato, da lui organizzato sulla base di colonie agricolo-militari di contadini soldati legati al sovrano da un patto ("fratelli fedeli");
1918, approfitta dei contrasti anglo-francesi nel Vicino Oriente per sviluppare una tempestiva politica di annessioni;
1919, si annette il Gebel Shammar;
1924, si annette la Mecca;
1925, si annette Gidda;
1926, re del Higiaz;
1927-32, re del Higiaz e del Neged;
[… e dipendenze];
riconosciuto al congresso musulmano universale della Mecca, ottiene anche il riconoscimento della Gran Bretagna (trattato di Gidda);
1932 (27 settembre) procede alla piena integrazione dei suoi possedimenti dando ad essi il nome di Regno Arabo Saudita;
1932-53, re dell'Arabia Saudita;

1936
Aprile
trattato di alleanza tra l'Araba Saudita e l'Iraq: mediante il patto di non aggressione e di fratellanza araba regola i rapporti con l'Iraq, uno dei paesi confinanti;

Maggio
trattato di alleanza tra l'Arabia Saudita e l'Egitto: mira a liquidare il vecchio contenzioso tra i due paesi;


1936
Yemen
(imamato)
[con il trattato di Mudros la sovranità turca, che non è mai stata effettiva, è giunta al termine;
dal 1935 un trattato di «amicizia musulmana e fratellanza araba» lo unisce al Regno Arabo Saudita.]
Yahya 

(?-?)
figlio di
1904-48, imam dello Yemen;

 

1936
-

1936
Iraq
[dal 1930 l'Iraq è "formalmente" indipendente e dal 1932 fa parte della Società delle Nazioni;
[rimane infatti ancora legato alla Gran Bretagna da un trattato 25le in base al quale gli inglesi mantengono il controllo degli aeroporti militari, e inglesi rimangono i quadri dell'amministrazione e dell'esercito.]
Ghazi I

(? - ?)
figlio di Faysal I;
1933-39, re dell'Iraq;


1936
1936-41: sette colpi di stato;

Ai politici di vecchio stampo si oppone un'alleanza di intellettuali riformisti delal classe media e giovani ufficiali dell'esercito.
Costoro s'impadroniscono del potere guidati dal gen. Bakr Sidqi.
Dieci mesi dopo, come è iniziato, con un assassinio e un colpo di stato militare, il movimento scomparirà.

 

Kurdistan (iracheno)
1936
le multinazionali del petrolio e in particolare l'Iraq Petroleum Corporation (anglo-franco-olandese-americana) operano nei giacimenti della zona di Kirkuk;



1936
Iran
[Negli anni tra le due guerre la Persia diventa uno dei maggiori produttori di petrolio.
Mentre dal 1928 sono state annullate tutte le concessioni di extraterritorialità, dal 1933 è stato rinegoziato l'accordo con la AIOC (Anglo-Iranian Oil Company) che continua a sfruttare (1909-51) gli ingenti giacimenti petroliferi.]
Reza Khan Pahlavi

(Sevad Kuh, Mazandaran 1878 - Johannesburg 1944)
1925, rafforzato il proprio potere personale e deposto l'ultimo sovrano della dinastia Qajar, assume per sé e per la propria famiglia la corona imperiale;
1925-41, scià dell'Iran;
[legittimato dal parlamento e dall'appoggio dell'esercito]



1936
le donne sono obbligate a togliersi il velo e l'abbigliamento di stile europeo viene reso obbligatorio per entrambi i sessi. Lo scià prosegue la politica di pacificazione e unificazione del paese – compito che non era riuscito agli scià Qagiar – sottomettendo le tribù quasi indipendenti.
I bakhtiari e i kašgar vengono posti alle dipendenze di ufficiali del nuovo esercito.

È indispensabile un miglioramento delle comunicazioni per unificare gli estesi territori dell'impero.
La compagnia tedesca Junkers organizza un servizio aereo interno. I servizi postali e le telecomunicazioni vengono enormemente migliorati.
Ingegneri americani ed europei contribuiscono alla costruzione di strade e ferrovie.
La costruzione di una ferrovia transiranica, che unisca il Mar Caspio al Golfo, è il progetto grazie al quale lo scià desta l'entusiasmo dell'intera nazione.
Il progresso implica l'industrializzazione, cosicché viene fondata una serie di industrie tessili, dell'acciaio, del cemento.
Alcune di queste hanno enormi profitti.






Barsacchi, Paolo (Viareggio, Lucca 12 novembre 1936 - 4 ottobre 1986) politico italiano, esponente del PSI (Partito Socialista Italiano).

Berlusconi, Silvio (Milano 1936) imprenditore e politico italiano, figlio di un dirigente di banca.

Bernini, Carlo (Bondeno, Ferrara 6 maggio 1936 – Castelfranco Veneto, 1º gennaio 2011) politico italiano, esponente della Democrazia cristiana, 4° Presidente della Regione Veneto.

Carniti, Pietro Secondo o Pierre Carniti (Castelleone, Cremona 1936) sindacalista e politico italiano;
1965, già esponente della FIM (Federazione italiana metalmeccanici) aderente alla CISL, ne diventa segretario generale;
1967, segretario della CISL;
1970, nuovamente segretario della FIM;
1979-85, segretario della CISL in successione a L. Macario
1986, nominato presidente della RAI da Craxi, si dimette per divergenze;
1986-87, per dieci mesi ricopre la carica di coordinatore per le politiche meridionali presso l'IRI;
1989, viene eletto al parlamento europeo nelle file del PSI;
1994, è rieletto per il PDS.

Costa, Raffaele (Mondovì, Cuneo 8 settembre 1936) politico italiano, esponente del PLI (Partito Liberale Italiano).

De Klerk, Frederik Willem (Johannesburg 1936) politico sudafricano
1972, deputato, ricopre vari incarichi governativi all'interno del National party
1989, presidente della Repubblica Sudafricana, succedendo a P.W. Botha anche nella guida del partito
1990, legalizza l'ANC (African National Congress), il partito della maggioranza nera oltre a scarcerare il suo leader Nelson Mandela (dopo 27 anni di detenzione)
1993, per aver portato il paese all'abolizione dell' "apartheid" viene insignito con Mandela del premio Nobel per la pace; vara il nuovo testo costituzionale che garantisce la convivenza multirazziale e tutela i gruppi di minoranza
1994, con le elezioni viene sostituito alla presidenza della repubblica da Mandela, mantenendo la carica di vicepresidente
1996, si dimette.

Duarte, Manuel A. Melo o Alegre Manuel (Agueda 1936) poeta portoghese, ministro della pubblica istruzione nel 1965
Piazza della Canzone (1965)
Il canto e le armi (1967)
Una nave per Itaca (1971)
Lettere (1974).

Havel, Václav (Praga 1936) drammaturgo, saggista e politico ceco;
Festa all'aperto (1963)
Il memorandum (1965)
Non c'è verso di concentrarsi (1968)
Lettere a Olga (1970-73, diario della prigionia)
I congiurati (1971)
Hotel delle Cime (1974)
1977, fonda il movimento «Charta '77» per il rispetto dei diritti dell'uomo; per questo viene perseguitato e più volte incarcerato;
Il potere dei senza potere (1978)
L'identità umana (1984)
Largo desolato (1985)
Interrogatorio a distanza (1986)
1989-92, presidente della Repubblica
Da tutte le parti (1990)
1993, presidente della Repubblica Ceca.

Jervolino, Rosa [Rosetta] (Napoli, 17 settembre 1936), donna politica italiana (Dc);
[Figlia di Angelo Raffaele Jervolino e di Maria De Unterrichter, entrambi parlamentari della Democrazia cristiana all'Assemblea Costituente.
Moglie di ? Russo, ha tre figli: Michele, Maria Cristina e Francesca.
Si è presentata alle competizioni elettorali come Rosa Iervolino Russo, con il cognome del padre (trascritto con la I semplice in luogo della J dall'impiegato dell'anagrafe) anteposto a quello del marito.]


Occhetto, Achille (Torino 1936) politico italiano, giornalista pubblicista;
1962-66, segretario nazionale della FGCI (Federazione giovanile comunista italiana);
1969-76, segretario generale del PCI siciliano;
1976, deputato;
1979, entra nella segreteria nazionale del PCI;
1987, vicesegretario;
1988, segretario, succedendo a Natta; si contraddistingue per un progressivo riavvicinamento verso la socialdemocrazia europea;
Un indimenticabile '89 (1990)
1989, viene eletto nel Parlamento europeo;
1991, al congresso di Rimini il PCI si trasforma in PDS (Partito della sinistra);
1994, lascia la segreteria dopo la flessione elettorale del partito alle elezioni politiche, sostituito da Massimo D'Alema; viene eletto nel Parlamento europeo, in seno al quale si occupa delle commissioni affari esteri, sicurezza e difesa;
Il sentimento e la ragione (1994)
1996, presidente della commissione Esteri della Camera nella XIII legislatura.

Salvadori, Massimo Luigi (Ivrea, Torino 1936) storico italiano,
1967, docente di storia delle dottrine politiche a Torino e successivamente alla Columbia University a New York;
Il mito del buongoverno. La questione meridionale da Cavour a Gramsci (1960)
Gramsci e la democrazia (1970)
Storia dell'età contemporanea (1976)
Eurocomunismo e socialismo sovietico (1978)
Storia del marxismo (1979)
Dopo Marx. Saggi su socialdemocrazia e comunismo (1981)
Storia del pensiero comunista. Da Lenin alla crisi dell'internazionalismo (1984)
L'alternativa dell'Europa (1985)
Europa America marxismo (1990)
Storia d'Italia e crisi di regime (1994)
La parabola del comunismo (1995)
Storia dell'età moderna (1990-94)
Storia dell'età contemporanea (1990-94).

Sanguinetti, Julio Maria (Montevideo 1936) politico uruguayano, avvocato, membro del partito riformista Colorado;
1962, viene eletto al parlamento;
1967-71, ministro dell'industria e del commercio nel governo Pacheco Areco e dell'istruzione nel successivo governo Bordaberry; fautore di un compromesso con i militari al potere negli anni '70, è per questo criticato dai movimenti radicali,
1984, al termine della dittatura, indicato dal suo partito come candidato alla presidenza alle elezioni, le vince assumendo un atteggiamento conciliante nei confronti delle colpe dei militari e tentando si superare la difficile situazione economica;
1989, perde le elezioni a favore di L. Lacalle del partito Blanco di ispirazione conservatrice.

Santuz, Giorgio (Udine, 23 gennaio 1936) politico italiano, esponente della Democrazia cristiana.

Zanone, Valerio (Torino 22 gennaio 1936) politico italiano, esponente del PLI (Partito Liberale Italiano).

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Giustizia e Libertà

«segue da 1935»
1936, critico verso le alleanze del Fronte popolare, considerato conservatore e difensivo, dà un rilevante appoggio alla causa dei repubblicani spagnoli durante la guerra civile, costituendo fra l'altro la prima formazione combattente di volontari italiani (luglio);
«segue 1937»