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ANNO 1920

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Benedetto XV

(1914-22)

- segretario di Stato: card. P. Gasparri.

1920
Maggio
23
, emana l'enciclica Pacem Dei munus pulcherrimum: sulla pace raggiunta, sul dovere di assicurare tale pace e sul compito dei cattolici nella nuova sistemazione dell'Europa;
mons. Eugenio Pacelli ha ricevuto diverse lamentele dei fedeli per le numerose violenze su donne e bambini cattolici compiute da soldati africani che combattono nell'esercitio francese;
Dicembre
31
, il card. Adolf Bertram scrive una lettera al cardinale segretario di Stato in cui afferma che la Francia, nella sua occupazione della Renania, preferisce impiegare soldati africani [la "vergogna nera"] che, per le loro carenze culturali e morali, commettono indicibili violenze contro donne e bambini della regione;
mons. Eugenio Pacelli chiede al segretario di Stato di far intervenire l'Entità;
l'ambasciatore francese respinge le accuse tacciandole di "propaganda antifrancese" pur sapendo che i responsabili sono soldati e ufficiali appartenenti ai reggimenti dei paesi nordafricani e delle colonie francesi nell'Africa subsahariana;
mentre l'Entità invia in Renania degli investigatori, una bambina di undici anni, Nina Holbech, viene sequestrata da tre soldati e due ufficiali appartenenti ai reggimenti africani, uccisa e il suo corpo lasciato penzolare da una trave in una stalla.
La Germania chiede giustizia.
Mons. Eugenio Pacelli decide di intervenire mentre lo spionaggio papale comincia una campagna di denuncia negli Stati Uniti e in Gran Bretagna contro la Francia; in seguito alle pressioni dell'Entità su Washington, il Congresso decide di inviare una commissione d'indagine in Germania ma il governo del presidente Th. Woodrow Wilson consiglia la commissione del Congresso di non prendere alcuna iniziativa contro la Francia e di ignorare le proteste della Germania e della Santa Sede.

La prima Pace mondiale

«segue da 1919»
1920

Gennaio
10
, entra in vigore il patto della Società delle Nazioni, firmato l'anno precedente;

Febbraio

Marzo

Aprile
19-26, a Sanremo si volge la conferenza tra i primi ministri di Francia, Gran Bretagna, Italia e i delegati giapponese, greco e belga per dare esecuzione alle clausole del trattato di pace di Versailles con la Germania e delineare lo schema di trattato di pace con la Turchia (approvato nell'agosto a Sèvres);
respinta la proposta di riarmo avanzata dalla Germania, i partecipanti decidono l'internazionalizzazione degli stretti e l'affidamento dei mandati sugli ex territori dell'impero turco; inoltre Francia e Inghilterra si accordano per la spartizione delle materie prime della Turchia e della Romania;
Giugno
4
, "trattato di pace di Trianon" [vedi lato] tra le potenze alleate e l'Ungheria
Luglio
16
, entra in vigore il trattato di Saint-Germain-en-Laye del 10 settembre precedente;
Agosto
10
, "Trattato di Sèvres" con la Turchia;
[vedi Turchia]
Novembre
12
, "trattato di Rapallo", con cui si giunge ad una definizione, sia pur provvisoria, del confine tra:
- Italia, Carlo Sforza, a cui è riconosciuto un confine strategicamente sicuro sulle Alpi Giulie e le sono attribuite le città di Zara e le isole di Cherso, Lussino, Lagosta e Pelagosa;
- Iugoslavia, A. Trumbic, che ottiene la parte della Dalmazia attribuita all'Italia dal trattato di Londra del 26 aprile 1915;
la città di Fiume viene costituita in stato libero e il governo, presieduto da G. Giolitti è costretto ad intervenire militarmente per far sgomberare la città dai "legionari" di G. D.Annunzio, che l'8 settembre vi ha proclamato la reggenza del Carnaro;
contemporaneamente tra i due stati viene firmata anche una convenzione della durata di due anni volta ad impedire qualsiasi tentativo di restaurazione asburgica in Austria.
La disgregazione dell'impero austriaco e le rinunce territoriali imposte alla Russia con la pace di Brest-Litovsk danno origine a nuovi stati:
- Jugoslavia
- Austria
- Cecoslovacchia
- Ungheria
- Polonia
- Lituania
- Estonia
- Lettonia
- Finlandia
e a rettifiche di confine per Bulgaria, Romania, Grecia.

Piccola intesa
(Cecoslovacchia, Iugoslavia, Romania)

1920 agosto-giugno 1921,
- Cecoslovacchia,
- Iugoslavia,
- Romania,
volendo cautelarsi da possibili tendenze revansciste dell'Austria e dell'Ungheria, attraverso una serie di trattati stringono questo sistema di alleanza;
«segue 1921»

"Seconda Internazionale"

«segue da 1919»
1920
Congresso di Ginevra: mentre i socialisti di sinistra, che hanno già aderito ai programmi della Terza Internazionale o Komintern, si fanno promotori della creazione dei vari partiti comunisti, le frazioni di destra tentano, come nel congresso di Berna, di resusicitare la Seconda internazionale opponendosi al leninismo e affermando l'impossibilità di costruire la società socialista se non basandola sulla libertà e sui principi democratici.
A loro volta i socialsti di orientamento centrista danno vita all'Unione dei partiti socialisti per l'azione internazionale (chiamata a volte "Internazionale due e mezzo").
«segue 1921»

Mandati

In base all'art. 22 del Patto della Società delle Nazioni, viene creato questo istituto per l'amministrazione delle colonie e delle province tolte rispettivamente alla Germania e alla Turchia, uscite sconfitte dalla prima guerra mondiale.
I Mandati vengono distinti in tre categorie (A, B e C) a seconda del grado di sviluppo delle popolazioni interessate, della posizione geografica dei territori, delle loro condizioni economiche e di tutte le altre circostanze similari.
Mandato A: è riferito a quelle comunità dell'impero ottomano che, avendo raggiunto un grado di sviluppo tale che la loro esistenza come nazioni indipendenti può essere provvisoriamente riconosciuta, hanno soltanto bisogno del consiglio e dell'assistenza di una potenza mandataria fino al momento in cui tale indipendenza diventi di fatto operante. Questo tipo di Mandato si applica alla Siria e al Libano (affidati alla Francia) e alla Palestina, all'Irak e alla Trabsgiordania (affidati alla Gran Bretagna) [Otterranno l'indipendenza tra il 1932 e il 1948].
Mandato B: interessa i territori ex tedeschi del Togo, del Camerun e dell'Africa orientale (poi Tanganyka e Ruanda-Urundi). Il Togo viene affidato per due terzi alla Francia e per il resto alla Gran Bretagna; il Camerun per quattro quinti alla Francia e per il resto alla Gran Bretagna; il Tanganyka alla Gran Bretagna e il Ruanda-Urundi al Belgio.
Mandato C: riguarda quei territori ex tedeschi come l'Africa del sud-ovest e quelle isole del Pacifico che per la scarsa rilevanza demografica o territoriale si desidera siano amministrati da potenze mandatarie come parti integranti di esse. In concreto l'Africa del sud-ovest viene affidata all'Unione del Sud Africa; Samoa alla Nuova Zelanda; la Nuova Guinea e le isole del Pacifico a sud dell'Equatore all'Australia; le isole del Pacifico a nord dell'Equatore al Giappone e l'isola di Nauru alla Gran Bretagna.
Le potenze mandatarie hanno l'obbligo di inviare annualmente un rapporto alla speciale Commissione Permanente della Società delle Nazioni.
Inghilterra e Francia, così ulteriormente impinguatesi, controllano da sole circa due terzi del continente africano sia come superficie che come popolazione:
- Africa inglese: 9,5 Mni di Kmq con 58 Mni di abitanti (valutazione del tempo);
- Africa francese: 10,7 Mni di Kmq con 40 Mni di abitanti (valutazione del tempo).
Il resto è suddiviso tra Portogallo, Belgio, Italia e Spagna.





1920
Schweizerische Eidgenossenschaf
Confédération suisse
Confederazione svizzera
[Repubblica federale]
- Presidente
-
- Primo ministro
-
-

1920

[Politica in materia di immigrazione - I fase: 1917 ca-1925]


[Jean Ziegler, Una Svizzera al di sopra di ogni sospetto, Arnoldo Mondadori Editore Milano 1976]


1920
-
Presidente
della repubblica e dei ministri
-
Cancelliere
Karl Renner
Partito socialdemocratico
(1918 nov - giu 1920)
Michael Mayr
Partito cristiano-sociale
(1920 giu - 1921)
Sottosegretario
[per la riforma della costituzione]
Michael Mayr
Partito cristiano-sociale
(1918 nov - giu 1920)
-
Interni
Affari Esteri
Finanze
-

1920
entra in vigore la costituzione austriaca che prevede un parlamento bicamerale comprendente:
- Nationalrat (consiglio nazionale eletto a suffragio nazionale),
- Bundesrat (consiglio federale eletto dalle diete dei Länder);

i contrasti fra cristiano-sociali (mons. Ignaz Seipel) di estrazione contadina e socialdemocratici (Karl Renner) di formazione operaia e urbana degenerano in una latente guerra civile, per il conflitto fra le forze paramilitari legate ai due schieramenti;



GERMANIA
1920
Presidente
della Repubblica
F. Ebert SPD
(1919 10 ago - apr 1925)
-
Presidente
del
Reichsrat (rappresentanti
dei Länder)
-
-
Presidente
del Reichstag
(deputati eletti
dal popolo)
-
-
-
Cancelliere del Reich
[Reichskanzler]
G. Bauer SPD
(1919 14 ago - 26 mar 1920)
H. Müller SPD
I
(27 mar - 8 giu)
Konstantin Fehrenbach
(1852-1926)
Centro Cattolico
(25 giu - 4 mag 1921)
Segretari di Stato
Difesa/Guerra
G. Noske
(1918 9 nov - 1920)
-
-
Affari Esteri
H. Müller
(1919 10 ago - ?)
-
-
 

1920
Gennaio
10
, il Diktat di Versailles viene ratificato dalla Germania;

la maggior parte dei membri della Spartacusbund (Lega di Spartaco) confluiscono, dopo la fusione con il grosso dei socialisti indipendenti (dopo la scissione socialdemocratica di Halle), nel
KPD [Kommunistische Partei Deutschlands] (Partito comunista di Germania);

le destre cercano di abbattere la Repubblica di Weimar che ha solo sette mesi di vita; il gen. Walther Freiherr von Lüttwitz, comandante delle unità militari di stanza a Berlino, occupa la capitale e nomina cancelliere imperiale Friedrich Wolfgang Kapp, un ultra conservatore;
il presidente F. Ebert fugge a Dresda, poi a Stoccarda, in cerca di aiuto; il partito ha una sola arma disponibile: lo sciopero geerale; F. Ebert la sfrutta e ordina a tutti i lavoratori del paese di entrare in agitazione;
dopo una settimana il putsch fallisce e Friedrich Wolfgang Kapp deve fuggire in Svezia;
frattanto anche la Ruhr è insorta;

Nazismo
1920
Febbraio
Monaco, in vista della sfilata in massa dei socialdemocratici fissata per il giorno 21 febbraio, Adolf Hitler [31enne] fa affiggere in tutta la città dei manifesti rossi a nome del DAP (Deutsche Arbeiter Partei) promovendo una riunione del partito il giorno 24 febbraio; vi aderisce anche Anton Drexler il quale propone di invitare un'oratore di sua conoscenza, il dottor Johannes Dingfelder, celebre per i suoi discorsi antisemiti. In realtà egli teme che A. Hitler non sia in grado di parlare a 2.000 persone;
21, Monaco, i socialdemocratici indipendenti invitano i proletari a sfilare in massa per celebrare l'anniversario della morte di Kurt Eisner, il fondatore della Repubbica di Weimar;
24, Monaco, nella sala delle feste della Hofbräuhaus, dove funziona un numeroso servizio d'ordine molto ben organizzato, duemila persone partecipano alla riunione del DAP (Deutsche Arbeiter Partei) in cui A. Hitler rende pubblico il programma del partito sotto forma di una dichiarazione in 25 punti.
Egli espone il desiderio di fare della Germania un grande e potente stato, di estendere il Reich alla sua naturale area geografica ed umana. Da questa Germania gli ebrei non sarebbero esclusi ma si toglierrebbe loro ogni possibilità di entrare nell'esercito, nelle amministrazioni e nella stampa.

[ (Data ???) Monaco, Sterneckerstrasse, in una piccola birreria si riuniscono:
. A. Hitler,
. E. Röhm, capitano, omosessuale con la faccia coperta di cicatrici,
. Dietrich Eckardt, giornalista, erotomane e dedito all'eroina, assai noto a Schwabig, il quartiere degli scapigliati dove, nelle riunioni, sostiene la superiorità degli ariani e il disprezzo epr la massa;
. Gottfried Feder, ingegnere autodidatta, propagandista di teorie antiborghesi;
. Johannes Dingfelder, medico omeopata, che scrive incredibili articoli di economia.
. ?
. ?
Sono in sette… diventeranno 70 milioni.
Enzo Biagi, Quante donne, ERI Roma 1996.]

Marzo
, fino a questo giorno A. Hitler rimane nell'esercito;
Ruhr: la Rote Soldatenbund (Lega dei soldati rossi) di sinistra, ma anticomunista, sembra invincibile;
19, Essen, settantamila uomini guidati da ex militari, si scontrano con la polizia locale e un Freikorps; ci sono trecento morti; i soldati rossi vincono e le officine Krupp vengono occupate;
la settimana dopo finiscono nelle mani dei lavoratori anche le fabbriche di Mühlheim, Düsseldorf, Oberhausen, Elbenfeld e Kettwig;
il presidente F. Ebert, tornato a Berlino, invia una petizione al comitato dell'Intesa perché autorizzi il Reichswehr a sedare la rivolta;

Aprile
, A. Hitler controlla il DAP (Deutsche Arbeiter Partei) e lo ribattezza NSDAP (Nationalsozialistische Deutsche Arbeiter Partei – Partito nazionalsocialista dei lavoratori tedeschi); del partito egli è il n. 1, Hermann Esser il n. 2., mentre Anton Drexler e i suo amici passano in secondo piano; entrano anche:
- E. Ludendorff [56enne],
- H. Göring [27enne], ex asso dell'aviazione
- A. Rosenberg [27enne], architetto
- R. Hess [26enne], ex ufficiale d'aviazione, che mette poi in contatto con A. Hitler il professore di geopolitica nell'università di Monaco, K. Haushofer, di cui è stato assistente;
3, Ruhr, il gen. von Watter, comandante delle truppe regolari della Renania-Westfalia, invade la Ruhr;
in una giornata tutti i dissidenti (compresi molti innocenti) vengono sterminati; i tribunali militari giudicano e condannano a morte i membri della Rote Soldatenbund;
i francesi, con il pretesto che delle truppe regolari hanno occupato la fascia neutrale della Renania, la invadono a loro volta;
[Essi sognano ancora di costituire una repubblica renana indipendente che faccia da cuscinetto fra Francia e Germania e non in via provvisoria come adesso. Uno dei pochi tedeschi che approvano una cosa del genere è Konrad Adenauer di Colonia. Così anche i poilus si buttano dentro e cominciano a sparare.]
Questi fatti non fanno altro che suscitare dei nuovi risentimenti sia nella Ruhr che a Berlino.
10, R. Hess, responsabile del servizio d'ordine del NSDAP lancia per la prima volta la parola magica: rivolgendosi ad A. Hitler lo chiama Führer;

Luglio
sulle bandiere del NSDAP appare per la prima volta la svastica… la croce uncinata;

Ottobre
16
, per la prima volta A. Hitler prende la parola in pubblico elettrizzando gli ascoltatori: «Deutschland erwache - Germania svegliati».




a



1920
REPUBBLICA di POLONIA
[capitale Varsavia]
Capo dello stato e comandante supremo dell'esercito
J. Pilsudski
(1918 14 nov - 11 dic 1922)
Presidente dei ministri
Leopold Skulski
(1919 13 dic - 9 giu 1920)
W. Grabski
(27 giu - 24 lug)
Wincenty Witos
(1919 24 lug - 13 set 1921)
Ministro delle Finanze
W. Grabski
(1919 gen - nov 1925)
-

1920
-

Poco dopo questa data i polacchi praticheranno una politica sistematica di latinizzazione dei bizantini tanto da giungere all'arresto del metropolita dei ruteni, mons. Cheptytskyi, che sarà trasferito a Poznan, dove solo l'intervento della Santa Sede potrà liberarlo (a 6 mesi dall'arresto).




1920
Presidente della Repubblica
T.G. Masaryk
(1918 - 1935)
Ministro degli Esteri
E. Beneš
(1919 - 1935)
-

1920
con i trattati internazionali di Saint-Germain e del Trianon (1919-20) vengono stabiliti i confini territoriali del nuovo stato composto da Boemia, Moravia, ex Slesia austriaca e bassa Austria, oltre alla Slovacchia e alla Rutenia subcarpatica finora parte dell'Ungheria;
ne risulta una compagine nazionale estremamente composita con il 67% della popolazione costituita da cechi e slovacchi e con forti minoranze allogene: tedesca (23,4%), ungherese (5,6%) e ucraina (3,4%);
negli intendimenti delle potenze vincitrici e in particolare della Francia il nuovo stato dovrebbe costituire una sorta di argine nei confronti di eventuali aspirazioni revansciste tedesche; più in particolare la Cecoslovacchia dovrebbe allinearsi alla politica di accerchiamento della Germania contribuendo così a garantire la sistemazione politica dell'Europa quale è stata fissata dai trattati di Versailles;
dall'anno precedente la riforma agraria ha portato all'esproprio di più di un milione di ettari appartenenti a grandi proprietari;

Lo stesso anno prende vita la Chiesa cattolica nei territori cechi, sulla base di 4 diocesi che ben presto riconoscono per dirigente supremo il patriarca di Praga.
[Nel 1925 sarà riconosicuta anche nella Slovacchia e nella Rutenia Subcarpatica.]
Contemporaneamente, però, il nuovo Stato vede diffondersi altre confessioni protestantiche, che non cessano di moltiplicarsi neppure negli ani seguenti…
[Alla vigilia della II guerra mondiale saranno nel paese ben 21 Chiese e un numero ancor maggiore di denominazioni.]

Questo stato di cose conduce molto vicino all'ammissione del principio della separazione della Chiesa dallo Stato
, già formalmente proposta, del resto, nella "dichiarazione" del 18 ottobre 1918.
Più tardi invece, il progetto viene abbandonato e in suo luogo è sancito un provvedimento generale di difesa della libertà di coscienza e delle singole fedi. I vari governi risolvono poi, caso per caso, il problema dei rapporti con le varie Chiese, pur lasciando praticamente sussistere nella sua sostanza, parzialmente modificato e adattato con i nuovi provvedimenti, l'ordinamento giuridico austro-ungarico.
Quanto alla Chiesa romana, essa continua ad essere governata, nei paesi cechi, dalla legge austriaca e, in Slovacchia, da quella ungherese.
La situazione slovacca si rivela subito la più delicata.
Il clero cattolico romano ha accolto con estrema diffidenza la formazione del nuovo Stato e continua a manifestargli la propria resistenza. Per di più la nuova frontiera ha separato il territorio di alcune diocesi dalle loro sedi storiche rimaste in Ungheria.
«segue 1928»]

Agosto
Benedetto XV, ricevendo in udienza il futuro cardinale Kaspar, vescovo di Praga, lo invita a sollecitare dall'espiscopato della nuova nazione l'invio di seminaristi moravi, slovacchi e sudeti al Collegio boemo.
[L'episcopato però eluderà quasi completamente il suo desiderio col doppio pretesto dell'esasperato nazionalismo che oppone tra loro i vari popoli della giovane repubblica e della limitata capienza degli ambienti del collegio leonino.]






1920
REGNO dei SERBI, CROATI e SLOVENI
[S.H.S.]
– dal 1° dicembre 1918 –
Pietro I Karagjorgjevic
Albero genealogico

(1844 - 1921)
figlio di Alessandro, principe di Serbia;
1858, dopo la deposizione del padre, passa gran parte della sua vita all'estero ricevendo una buona educazione militare nella Scuola di Saint-Cyr in Francia;
sposa Zorka († ?), figlia del principe Nicola di Montenegro.
1903-18, re di Serbia;
1918-21, re dei serbi-croati-sloveni;
[dal 1914 è reggente il figlio Alessandro]
[1918, unificazione di serbi, croati, sloveni, macedoni, montenegrini; regno privo del litorale dalmata (rimasto all'Italia in seguito al trattato di pace) e della Carinzia (rimasta all'Austria).]

Alessandro I Karagjorgjevic
-
Albero genealogico

(1888 - ottobre 1934)
figlio di Pietro I e di Zorka di Montenegro;
1914-18, reggente del regno Serbia nel periodo della prima guerra mondiale;

1921-29, re dei serbi-croati-sloveni;
1929-34, re di Jugoslavia;

Primo ministro
N. Pašic
(1918 1° dic - dic 1925)
[fondatore del Partito radicale serbo (1881)]
ministro degli esteri
M. Milovanovitch
(? - ?)

1920
sono indette le elezioni per l'Assemblea costituente;

Novembre
dopo protratte e acrimoniose discussioni e trattative non solo fra l'Italia e lo stato S.H.S. (Regno dei serbi-croati-sloveni), ma anche fra l'Italia, la Francia, la Gran Bretagna e gli Stati Uniti, si giunge al:
12, "trattato di Rapallo" [vedi Italia].

SLOVENIA
[dal 1° dicembre 1918]
1920
Ottobre

" plebiscito carinziano";

Novembre
12, "trattato di Rapallo" [vedi Italia].



[Il timore nei confronti dei vicini tedeschi e italiani, così diffuso in Slovenia nel peridoo tra le due guerre, è aggravato anche dalle difficili condizioni cui sono esposti i connazionali rimasti in Austria e in Italia dopo il plebiscito carinziano (ottobre) e il trattato di Rapallo (novembre).
Per quanto riguarda l'Italia, gli sloveni del Litorale (che assume il nome di Venezia Giulia proposto nel 1863 dal linguista goriziano Graziadio Isaia Ascoli) non si fanno fin dall'inizio soverchie illusioni: essi hanno davanti agli occhi l'esempio dei loro connazionali delle valli del Natisone che, passati sotto l'Italia nel 1866, hanno subito da allora un costante e sistematico processo di snazionalizzazione.
La durezza del trattamento cui sono sottoposti supererà tuttavia anche le più nere previsioni.]

Nei contatti con le autorità locali, e così pure nel parlamento di Roma, i rappresentanti sloveni, come il triestino Josip Vilfan e il goriziano Engelbert Besedniak, si premurano di sottolineare la propria disponibilità a una leale collaborazione con lo stato, pretendendo nel contempo che esso s'impegni a sua volta a seguire una politica di aperta e generosa tutela della minorazna.

[Joze Pirjevec, Serbi, Croati, Sloveni - Storia di tre nazioni, Universale Paperbacks, Il Mulino, Bologna 1995]
CROAZIA
1920
-
SERBIA
1920
-
MONTENEGRO
[dal 1° dicembre 1918]
1920
-
MACEDONIA
1920
-


1920
Albania
primo ministro
Suleiman Delvino
(1920 gen - nov)
Elias Vrioni
(dic - ?)
ministro dell'Interno
Ahmed Bey Zogu
(1920 gen - nov)
-
ministro degli Affari Esteri
Mehmed Konitza
(1920 gen - nov)
-
ministro della Guerra
Bairam Tsuri
(1919 ago - nov)
-

1920
Gennaio
28
, Lusnja, si riunisce l'Assemblea nazionale presieduta da Suleiman Delvino che poi costituisce un ministero con a capo lo stesso Suleiman Delvino, con Mehmed Konitza come ministro degli Affari Esteri e Ahmed Bey Zogu ministro dell'Interno;
il nuovo governo riafferma la decisione di resistere vigorosamente contro la spartizione del paese.
In attesa che sia assicurata l'integrità albanese, l'assemblea nazionale decide di nominare un Consiglio di reggenza con Akif Pascià Elbasani come presidente.
Cacciano le truppe italiane ancora rimaste nel paese e scoppia una rivolta intorno a Valona; alcuni posti periferici italiani devono essere abbandonati ma gli attacchi contro la città sono respinti.

Intanto la Grecia occupa ancora una piccola zona entro i confini albanesi del 1913 a sud-est di Korcia, e bande di agitatori greci scorazzano in altre parti dell'Albania meridionale di cui la Grecia vuole a tutti i costi impadronirsi.

Aprile
viene assassinato per vendetta Prenk Bib Doda, capo ereditario dei mirditi.
[Non avendo figli e sapendo che il suo erede, il cugino Marko Gjoni, è molto mal visto dalla tribù, lo aveva diseredato lasciando i suoi beni alla tribù stessa.]
Marko Gjoni, rimasto indignatissimo per essere stato messo in disparte, si reca a Prizren per ottenere l'appoggio delle autorità jugoslave a favore delle sue pretese; vi trova accoglienza favorevole;

Giugno
Marko Gjoni, torna in Mirdizia con abbondanti fondi fornitigli da Belgrado, e cerca di sollevare la tribù contro il governo di Tirana col pretesto che è un regime musulmano di tendenze "giovani turche" e quindi pericoloso per i mirditi cattolici.
Emana un proclama annunciando la creazione di una "repubblica mirdita" indipendente, come hanno fatto i greci con l'Epiro autonomo. Ma non ha successo e dei 30.000 abitanti della Mirdizia poco più di un migliaio lo appoggiano, e di questi pochissimi sono veri mirditi – in maggioranza sono serbi – più alcuni albanesi rinnegati di altre regioni.
Il governo jugoslavo non solo finanzia e arma il movimento, ma invia truppe in territorio albanese per occupare varie località; esse sono però respinte dalle truppe albanesi e il governo di Tirana invia una protesta alle grandi potenze e alla Società delle Nazioni.

Luglio
in estate il conte Manzoni viene inviato in Albania dal "governo Giolitti" per arrivare ad una intesa;
22, l'Italia denuncia l'accordo Tittoni-Venizelos per quella parte che la Grecia non è stata ancora in grado di eseguire e che contempla una sistemazione generale dei problemi balcanici e anatolici; con questa denuncia cade il consenso italiano alle ambizioni greche nel settore albanese.

Agosto
2
, il conte Manzoni e Suleiman Delvino firmano un accordo per il quale l'Italia riconosce l'indipendenza dell'Albania entro i confini del 1913 e si impegna ad evacuare Valona, conservando solo l'isolotto di Saseno che ne domina la baia;

Settembre
2
, le ultime truppe italiane lasciano Valona.

[In seguito le relazioni italo-albanesi finiranno pe migliorare sensibilmente e l'Italia diverrà, in un certo senso, tutrice dei diritti albanesi contro le ambizioni serbe e greche appoggiate dalla Francia.]

Dicembre
10
, il ministero si ricostrusce con Elias Vrioni come presidente del consiglio;
17, l'Albania viene ammessa alla Società delle Nazioni;

La Francia, dopo l'esito delle elezioni greche, si astiene per il momento dal far valere le sue rivendicazioni in Albania.
Ma tanto la Grecia che la Jugoslavia cercano di far credere che il nazionalismo albanese sia associato con quello turco, per metterlo in cattiva luce presso le grandi potenze ostili a questo.
Effettivamente la Turchia ha cercato la cooperazione albanese, ma senza successo.
I greci accusano quindi i musulmani albanesi di aver massacrato molti ortodossi, accusa dimostrata falsa dall'inchiesta compiuta in seguito dalla Società delle Nazioni.
L'Albania fa di tutto per giungere ad un'intesa con i suoi vicini.

a


1920
Regno di GRECIA

Alessandro I

Albero genealogico
(Tatoi, Atene 1893 - Atene 1920)
secondogenito di Costantino I re di Grecia e di Sofia di Hohenzollern;
1917-20, re di Grecia;
[ dal 14 giugno 1917, per volere delle potenze dell'Intesa.]
1920
Ottobre
muore.

Costantino I

Albero genealogico

(Atene 1868 - Palermo 11 gennaio 1923)
figlio di Giorgio I re degli Elleni e di Olga di Russia;
1889, sposa la principessa Sofia di Hohenzollern, sorella del Kaiser Guglielmo II;
1912, comandante vittorioso delle truppe greche durante la prima guerra balcanica;
1913-17, 1920-22, re di Grecia;
1918, ha abdicato nel 1917 a favore del secondogenito Alessandro;
1920
Novembre
ritorna sul trono;

Primo ministro
E. Venizelos
(1917 giu - nov 1920)

1920

Agosto
10
, trattato di Sèvres: a spese della Turchia, la Grecia ottiene la Tracia orientale e le isole di Imbro e Tenedo, nonché (fino allo svolgimento di un plebiscito da tenere nel 1925) la regione di Smirne;
sollecitato dalle pressioni inglesi e dai settori più oltranzisti dell'esercito, il capo del governo E. Venizelos approfitta dell'opposizione kemalista al trattato di Sèvres e occupa militarmente tutta l'Anatolia occidentale, gettando il paese in un'avventura senza sbocchi;

Ottobre
muore re Alessandro I.

Novembre
guerra greco-turca (1920-22):
le gravi sconfitte subite dai greci nella guerra contro la Turchia di Kemal Atatürk contribuiscono alla sconfitta elettorale di E. Venizelos, che si dimette, e al ritorno sul trono di Costantino I;
il cambiamento di regime provoca come al solito dei cambiamenti nel comando militare e il venizelista gen. Paraschevopoulos viene sostituito dal realista gen. Papoulas, e cambiano pure altri generali e ufficiali superiori, cosa che certo non giova all'efficienza bellica dell'esercito;
i greci sferrano un'offensiva contro Ankara ma dopo alcuni successi iniziali sono sconfitti a In Onü da forze turche comandate da Ismet Pascià e costretti a ripiegare;
i rovesci militari portano alla riconquista turca dell'Anatolia e della Tracia orientale suscitando un forte risentimento contro la monarchia;

Dicembre
si svolgono le elezioni generali;
poiché risulta una enorme maggiorazna a favore del ritorno di re Costantino I, la Francia, ritenendo costui sempre germanofilo, da questo momento ostracizza la Grecia e poiché anche questa è in guerra con la Turchia kemalista, si astiene per il momento dal far valere le sue rivendicazioni in Albania.



1920
IMPERO OTTOMANO

Mehmet VI o Muhammad VI

Albero genealogico
Mehmet Vahdettin o Mehmet Vahideddin
(Istanbul, 14 gen 1861 – Sanremo, 16 mag 1926)
figlio di 'Abd-ul-Mejid I e della sua sposa armena Tirimüjgan;
1918-22, XXXVI sultano; [ultimo]

Capo del governo
Damad Ferid
(? - apr)
Mustafa Kemal
(apr - ?)
Damad Ferid
(? - apr)
1920
Gennaio
durante gli ultimi mesi del 1919 e i primi del 1920 i combattimenti fra greci e turchi continuano cruenti ma senza esito decisivo.
28, i deputati nazionalisti al parlamento di Costantinopoli firmano il cosiddetto "Patto nazionale" che proclama l'indipendenza dell'Impero pur riconoscendo alle province periferiche non abitate da turchi il diritto di esprimere la loro volontà e accetta un plebiscito per Batum, Kars e Ardahan e per la Tracia occidentale. Respinge ogni limitazione allo sviluppo della Turchia, politico, economico e giudiziario, condannando così implicitamente le capitolazioni.
La Gran Bretagna e la Francia sono ormai quasi in conflitto aperto con i nazionalisti.

Aprile
20
, alla conferenza di Sanremo (Italia), riunitasi per preparare fra l'altro la pace con la Turchia, si decide di:
- assegnare alla Grecia il sangiacato di Smirne e il kaza di Aivali, salvo un'ombra di sovranità lasciata al sultano, e la Tracia orientale meno la zona degli Stretti, la quale con Costantinopoli deve essere neutralizzata e sottoposta a una commissione interalleata.
- l'Anatolia orientale, unita alla piccola repubblica armena della Transcaucasia costituisce lo stato armeno, il Kurdistan diventa autonomo e il resto dell'Anatolia resa alla Turchia, ma la sua parte meridionale è divisa in zone di "prevalenza economica" fra l'Inghilterra e la Francia.
Ai francesi viene dato un mandato sulla Siria e agli inglesi su Palestina e Mesopotamia.
I consulenti militari delle delegazioni esaminano il progetto e il mar.llo Foch (Francia) dice che per eseguirlo occorrerebbero 27 divisioni e che i suoi colleghi britannico (sir Henry Wilson) e italiano (Pietro Badoglio) ne ritengono necessarie 30 o 32. E. Venizelos dice quindi che egli ne può fornire anche 50.
Questo basta per i delegati politici improvvisati strateghi e il progetto viene approvato.
Quando i nazionalisti turchi vengono a conoscenza del progetto di San Remo lo respingono nella sua totalità e le grandi potenze allora autorizzano la Grecia a sferrare contro di essi un'offensiva senza restrizioni, e la guerra ricomincia in pieno.
Tornato al potere dopo breve parentesi Damad Ferid cerca di venire a un'intesa con gli Alleati e sotto la pressione di questi induce lo Sceijh-ul-Islam a proclamare ribelli i nazionalisti;
allora Mustafa Kemal si trasferisce ad Ankara e indice nuove elezioni;
23, Ankara: l'assemblea nazionale costituente qui riunitasi (Grande Assemblea Nazionale turca), sconfessa il governo di Mehmet VI e promulga una costituzione temporanea, ponendo Mustafa Kemal a capo di un comitato esecutivo che assume in sostanza la funzione di governo provvisorio;
egli procede quindi alla fusione di tutte le formazioni militari in un nuovo esercito regolare che si mostra degno delle vecchie tradizioni militari della Turchia.
Il sultano non si regge che nella capitale, nella zona degli Stretti e nella Tracia orientale, e anche qui solo sotto la protezione delle grandi potenze poiché la popolazione è quasi tutta kemalista.


Maggio
le autorità britanniche fanno arrestare e deportare a Malta parecchie personalità appartenenti al Partito kemalista trovantisi in Costantinopoli;
16, le truppe britanniche occupano vari edifici pubblici della città;
il parlamento turco protesta contro tali misure e sospende le sue sedute sine die.


Agosto
10
, trattato di Sèvres: concluso il trattato di pace fra l'Intesa e la Turchia di Costantinopoli (che segue la traccia degli accordi di San Remo) si arriva in pratica ad un definitivo smembramento dell'impero ottomano;
la Turchia:
- mantiene in Europa soltanto Costantinopoli e la penisola di Gallipoli;
- deve cedere la Tracia orientale alla Grecia che ottiene pure le isole di Imbro e Tenedo, nonché (fino allo svolgimento di un plebiscito da tenere nel 1925) la regione di Smirne;
- perde inoltre ogni residuo di sovranità sulla Siria, la Mesopotamia, la Palestina e l'Arabia;
- rinuncia ad ogni pretesa sull'Africa settentrionale (Marocco, Tunisia, Libia, Egitto e Sudan), su Cipro e sul Dodecaneso;
- riconosce l'indipendenza dell'Armenia e l'autonomia del Kurdistan;
- concede assoluta libertà di navigazione negli stretti (sottoposti al controllo di una commissione internazionale) in tempo di pace come in tempo di guerra;
- viene infine ristabilito, e anzi esteso, l'umiliante regime delle capitolazioni, mentre le forze armate della Turchia sono ridotte a proporzioni irrisorie;
il trattato estremamente vessatorio e punitivo (soprattutto per i compensi territoriali assegnati alla Grecia sullo stesso territorio anatolico) suscita la violenta reazione del leader nazionalista Mustafa Kemal; [vedi Trattato di Losanna]

Gli ambasciatori di Mehmet VI firmano il trattato di Sèvres, con il quale si riconoscono i mandati, si abolisce il controllo ottomano sull'Anatolia e Smirne, vengono considerevolmente ridotti i confini della Turchia, e si riconosce l'indipendenza di Hijaz.
Lo stesso giorno, senza tener conto né dell'armistizio di Mudros (30 ottobre 1918) né del trattato di Sèvres (10 agosto 1920) che hanno ridimensionato drasticamente lo stato turco (ridotto a Istanbul e ad una parte dell'Anatolia), Mustafa Kemal reprime la rivolta dei curdi e poi attacca la Grecia;
guerra greco-turca (1920-22), Mustafa Kemal assume il comando delle operazioni;

I kemalisti per il momento sospendono le operazioni nell'Anatolia occidentale per dirigere i loro attacchi contro la Repubblica armena del Caucaso che sconfiggono senza difficoltà;

Novembre
2
, i kemalisti (turchi nazionalisti) costringono la repubblica armena a firmare la pace di Aleksandropol con la quale deve restituire Kars e Ardahan, cedute ai russi nel 1878.
Essi si spingerebbero ancora più in là ma, pur vedendo nella Russia, sia zarista che sovietica, il loro nemico tradizionale, vogliono intendersi con essa a causa della comune ostilità contro le potenze occidentali.

Intanto la caduta di E. Venizelos in Grecia e il ritorno di re Costantino costa al paese le simpatie della Francia, la quale pensa di venire ad una intesa con i kemalisti.
Solo la Gran Bretagna non vuole abbandonare la politica di Sèvres, ma non appoggia più le rivendicazioni greche con lo stesso fervore di prima e limita grandemente gli invii di rifornimenti.





1920
RUSSIA
Terrore Rosso
Durante la guerra civile il patriarca Tikhon cerca di mantenere la piena neutralità della Chiesa.

1920
Gennaio
il generale controrivoluzonario A.V. Kolcak viene catturato a Irkutsk;
il governo bolscevico dichiara fuori-legge Makhno;
solo il generale P.N. Vrengel' in Crimea mantiene un esercito controrivoluzionario;
Aprile
Il generale A.I. Denikin comandante dell'Armata bianca nel Caucaso è costretto a ripiegare;
il IX congresso del Partito comunista (bolscevico) russo; decide la militarizzazione del lavoro ("comunismo di guerra");
scoppia la guerra russo-polacca, originata dalla controversia sulla delimitazione dei confini dei due Stati, dopo il ritiro delle forze d'occupazione tedesche, ed anche dall'appoggio dato dalla Polonia di J. Pilsudski al movimento controrivoluzionario ucraino capeggiato da Petliura;
Maggio
6
, offensiva polacca contro la città di Kiev che viene occupata; la XII, la XV e la XVI Armata, rosse, si ritirano senza quasi combattere e, durante la ritirata, subiscono azioni di disturbo da parte di partigiani ucraini.
Trockij e il comando dell'Armata Rossa avvertono il pericolo per cui tutte le forze disponibili vengono inviate sul fronte occidentale; al centro esse vengono poste al comando di M.N. Tuchacevskij sulla riva est della Beresina proprio di fronte al "varco di Smolensk" [vedi Napoleone]. Egorov comanda le altre forze a sud-ovest sul fronte della Galizia.
Giugno
Controffensiva sovietica contro i polacchi.
I Polacchi non solo sono costretti ad indietreggiare ma sono presto messi in fuga dall'impeto delle forze di M.N. Tuchacevskij. L'Armata Rossa, sostenendo un ritmo di marcia di 21 km al giorno, invade la Galizia e la Polonia.
Luglio
nel II Congresso della Terza Internazionale, Lenin traccia le linee programmatiche rivoluzionarie, destinate a sovvertire l'esistente struttura del mondo «diviso in uno stragrande numero di popoli oppressi e in un piccolo numero di popoli privilegiati, politicamente ed economicamente potenti e quindi oppressori».
Agosto
l'Armata Rossa attacca la Vistola; a Mosca si è certi della vittoria. Tre importanti capi comunisti, Marchiewsky, Dzerjinski e Kon si recano sulla Vistola per formare un governo bolscevico polacco e, in attesa, si fermano a venti km da Varsavia, accampandosi in una foresta.
A sud M.N. Tuchacevskij s'impadriisce di Mohilev e di Brest-Litovsk e passa il Bug. La ritirata dei Polacchi è disastrosa.
10, M.N. Tuchacevskij si prepara ad attaccare Varsavia alle spalle: dovrà attraversare il fiume posto a valle della capitale. La sua offensiva prevista per il giorno 13 dovrà essere appoggiata dall'intervento delle forze di Egorov dal fronte sud-ovest.
[In questo periodo Stalin è presidente del comitato rivoluzionario destinato al fronte del generale Egorov, presso il quale si trova anche il generale K.E. Vorošilov, in quanto commissario politico della Prima Armata di cavalleria di S.M. Budënny. In questa situazione nessun ordine operativo è ritenuto valido se non è convalidato da Stalin il quale però, per motivi non chiari, si rifiuta di firmare l'ordine di Egorov che ha invitato S.M. Budënny a sostenere le truppe di M.N. Tuchacevskij. Alle insistenze di quest'ultimo Stalin impone il principio della "autonomia delle armate" imposto dal Comitato Centrale del Partito… e così si perde del tempo prezioso;
13, il maresciallo polacco J. Pilsudski organizza intanto, secondo un piano elaborato da una missione militare, capeggiata dal generale Weygand, la controffensiva polacca;
16, la possente controffensiva, stabilita dal piano, viene sferrata a sud-est ed a nord di Varsavia;
19, Stalin firma l'ordine tanto atteso, dietro precisa ingiunzione del Soviet Supremo e di Trockij in persona ma ormai è troppo tardi;
20, solo ora arriva, sulla zona alla sinistra di M.N. Tuchacevskij, la Prima Armata di cavalleria comandata da S.M. Budënny e pertanto la sfolgorante campagna di M.N. Tuchacevskij si risolve in una dura sconfitta.
L'Armata Rossa subisce una perdita di 40 mila morti e 25 mila prigionieri.
Dopo la campagna viene istituita una commissione d'inchiesta. M.V. Frunze, Serge Kamenev, Kubichev e numerosi capi dell'Armata Rossa, consultati, sostengono M.N. Tuchacevskij, mentre S.M. Budënny, Chapochnikov ed un certo qual numero di altri capi dell'Armata Rossa prendono le parti di Stalin. Alla fine la faccenda viene sepolta.
[M.N. Tuchacevskij, tratto in inganno da Trockij, ha creduto fermamente fino all'ultimo che la rivoluzione sarebbe divampata anche a Varsavia ma non è accaduto nulla. Gli operai polacchi, nonostante la forte propaganda marxista, non hanno visto l'Armata Rossa come un esercito di liberatori, bensì di oppressori, vale a dire come nemici di ieri, di sempre. Il sentimento nazionale è prevalso sulla solidarietà del proletariato.]
Novembre
M.N. Tuchacevskij è costretto alla fuga.

I bolscevichi riconquistano i porti di Arcangelo e Murmansk, che erano stati occupati dagli alleati nel 1918 e inoltre l'Azerbaigian e l'Armenia, dove i moderati e i nazionalisti hanno costituito delle repubbliche autonome.
Entro la fine dell'anno i bianchi vengono cacciati anche dalla Mongolia, dal Turkestan, dal khanato di Buhara e di Kiwa.
Sconfitta del generale P.N. Vrengel' in Crimea: scompare così l'ultimo esercito bianco.

23, il Consiglio dei commissari del popolo emana un decreto con il quale si ammette che venga concesso ai capitalisti stranieri di sfruttare le ricchezze naturali della Russia;

Dicembre

si costituisce la Repubblica Socialista Sovietica di Bielorussia.
Mosca riconosce l'indipendenza della Lituania, dell'Estonia, della Finlandia.

GEORGIA [repubblica indipendente dal 1918]
presidente della repubblica
NoéJordania
(1918 - ?)
1920
con un governo georgiano indipendente si è alleata alla Germania in funzione antibolscevica, diventando un focolaio della reazione bianca; è ora costretta a riconoscere l'esistenza del partito bolscevico che è riuscito a radicarsi tra i contadini georgiani insorti;
il presidente firma un patto di non aggressione con Mosca che non impedirà all'Armata rossa di occupare il paese pochi mesi dopo;



Repubblica Sovietica di Bielorussia

1920
la demarcaziojne etnica (linea Curzon) decisa dalla conferenza di pace di Parigi provoca lo scoppio della guerra sovieto-polacca;



Repubblica Democratica Indipendente UCRAINA

- Presidente: S. Petljura(1918 nov-mar 1921);
[I bolscevichi hanno proclamato una Repubblica Sovietica dell'Ucraina.]
1920

il territorio è sconvolto dai combattimenti fra le truppe "bianche" del generale Denikin, le truppe polacche, quelle dell'Armata Rossa e quelle degli autonomisti di S. Petljura;



Repubblica democratica indipendente dell'Azerbaigian

- Primo ministro: N. Usubekov (1918-21), nazionalista;
[Contrasti tra i vari gruppi etnici (soprattutto fra turchi e armeni).]
1920
Aprile
29
, l'Armata rossa occupa la parte settentrionale del paese proclamandola repubblica sovietica;



Repubblica Indipendente di Armenia

1920
Agosto

la repubblica armena indipendente, costituita nella zona russa, viene riconosciuta dal trattato di Sèvres;
Dicembre
di fronte alla minaccia d'una rripresa dell'espansionismo turco, con l'appoggio dei russi viene instaurata nella regione una repubblica socialista;
il rimanente dei turchi armeni fugge in gran parte in Libano e Siria (ove dopo pochi anni sarà loro conferita la cittadinanza)

 
1920
REPUBBLICA POPOLARE d'UNGHERIA
(dal 16 novembre 1918)

Reggente

-
Miklós Horthy von Nagybánya
(1920 mar - ott 1944)
Primo ministro
-
Pal Teleki
(1920 mar - apr 1921)
1920
Gennaio
a Parigi, i rappresentanti ungheresi cercano di ottenere dalle grandi potenze vincitrici un ridimensionamento delle pretese degli stati confinanti con l'Ungheria, ma non conseguono alcun risultato concreto;

Marzo
l'assemblea nazionale elegge Miklós Horthy von Nagybánya reggente di Ungheria ma, nonostante le sue professioni filomonarchiche, egli si oppone ai tentativi di recuperare il trono da parte dell'imperatore Carlo I;
Pal Teleki è nominato primo ministro;

Giugno
4
, "trattato di pace di Trianon" tra le potenze alleate e l'Ungheria, firmato nel palazzo del Grand Trianon, a Versailles;
l'Ungheria deve quindi cedere:
- la Croazia e la Slavonia alla Iugoslavia,
- la Transilvania a il banato di Temesvár alla Romania,
- la Slovacchia e parte della Rutenia alla Cecoslovacchia
[tra cui le città di Kassa, Rozsnyó, Löcse e Besztercebánya];
Come risultato, la superficie dell'Ungheria, privata di ogni sbocco sul mare, viene ridotta da 282.870 kmq a 92.833 kmq e i suoi abitanti da 18.264.533 a 7.980.143.
Edvard Benes e Masaryk con dati statistici e carte geografiche falsate ottengono che le potenze vincitrici smembrino il paese come uno Stato composto di nazionalità.
Dei 10.283.390 abitanti così separati sono:
- il 30,2% ungheresi,
- il 27,4% rumeni,
- il 16,1% slovacchi e
- il 4,1% serbi.
In effetti viene smembrato uno stato nazionale per trasformare altri due stati nazionali - la Romania e la Serbia - in Stati composti di varie nazionalità e per poterne fondare un terzo di questo tipo, cioè la Cecoslovacchia.
Analoghe dure condizioni riguardano la consistenza delle forze militari magiare.

Novembre
13
, il trattato di Trianon viene ratificato;

Gli ungheresi naturalmente rimangono profondamente amareggiati per queste dolorose amputazioni che secondo loro costituiscono una ingiuria etnica ed economica mostruosa, anche perché essi sono stati privati di molta parte delle loro materie prime, e perché nel tracciare i confini si sono spesso separate le regioni produttive dai loro mercati naturali, le industrie dal loro carbone, ferro e legname, e in molti casi si sono attribuiti alla Romania o alla Jugoslavia distretti puramente magiari solo per dare a quegli stati una industria, una foresta, una miniera o un nodo ferroviario.
Questa decisione crea fra l'Ungheria e i suoi vicini una ostilità aspra e insanabile i cui effetti si vedranno in seguito.

a


1920
REGNO di ROMANIA
Ferdinando I
Albero genealogico
(Sigmaringen, Prussia 1865 - Sinaia, Valacchia 1927)
figlio di Leopoldo (1835-1905) principe di Hohenzollern-Sigmaringen [fratello di Carlo I] designato (1870) alla corona di Spagna e di Antonia di Portogallo;
1914-27, re di Romania;

primo ministro
Vaida-Voevod
(1919 set - mar)
gen. Averescu
(mar - ?)
ministro degli Affari Esteri
-
-
Take Ionescu
(giu - ?)

1920
Marzo
cade il governo di Vaida-Voevod;
19, viene al potere il gen. Averescu, appoggiato dalla Lega del popolo;
[Da lui fondata nel 1917, comprende molti dei conservatori fra cui il gruppo di Take Ionescu.]
compito principale del nuovo governo è di ristabilire l'ordine, minacciato specialmente in Bessarabia per la propaganda da oltre Nistro;

Giugno
4
, trattato di Trianon: in base ad esso la Romania ottiene la Transilvania e parte del Banato; per la prima non ci sono problemi, anche perché l'Ungheria è considerata uno stato nemico non meritevole di considerazone, ma per il Banato vi è un altro aspirante, la Jugoslavia.
I delegati romeni ne hanno reclamato l'assegnazione completa col pretesto che la popolazione romena ne è la maggioranza relativa; ma di fronte al 40% di romeni vi sono il 23% di tedeschi, il 20 % di serbi e il 14% di magiari.
La Romania sostiene che la divisione del Banato secondo la composizione etnica del paese è per ragioni geografiche ed economiche impossibile, mentre secondo i serbi esso si divide in due parti geograficamente ed etnicametne ben distinte; essi insistono pure sulla necessità di dare maggior respiro alla loro capitale Belgrado per non lasciarla col confine alle porte ed esposta ad attacchi immediati.
I serbi pretendono che l'elemento serbo è l'unico veramente autoctono, che i magiari non vi erano penetrati che nei secoli X e XI e che se nella parte orientale prevalgono i romeni in quella occidentale la maggioranza netta è serba.
Le statistiche da ambo le parti sono probabilmente errate, e sembra che l'elemento magiaro sia più numeroso di quanto non pretendano tanto i serbi quanto i romeni e ad ogni modo esso è il più antico, onde l'Ungheria sostiene l'unità del Banato e chiede che non le sia tolto affatto.
Ma a Parigi non viene accolta la tesi ungherese e si procede alla divisione del paese fra la Romania e la Jugoslavia, divisione fatta in modo alquanto frettoloso che suscita vivo risentimento dei romeni contro gli jugoslavi e anche contro gli Alleati accusati di esser venuti meno agli impegni del 1916.
21, Take Ionescu diventa ministro degli Affari Esteri;

La Bessarabia viene annessa alla Romania in seguito ad un plebiscito della popolazione, confermato poi per legge romena.


Settembre
28
, in seguito ad una convenzione fra la Romania e le grandi potenze alleate viene approvata l'annessione della Bessarabia;
[Ma tale strumento diventerà legalmente esecutivo solo parecchi anni più tardi poiché, mentre la Gran Bretagna e la Francia lo ratificano, occorre la ratifica di almeno tre delle grandi potenze e quella italiana avverrà nel 1927.]
Alla conferenza di pace gli ucraini non bolscevichi si oppongono a che le parti nord-ovest e sud-est della provincia, circa 10.000 kmq, siano cedute alla Romania pretendendo che sono abitate in maggioranza da ucraini. [vedi censimento del 1930]
In ogni caso il numero di coloro che desiderano riunirsi alla Russia bolscevica è piccolo.

Dicembre
9
, nel Senato viene fatta esplodere una macchina infernale che provoca la morte del vescovo Radu e ferisce mortalmente il ministro della giustizia Greceanu e un altro senatore;
severe misure vengono prese contro i comunisti ma il governo interviene come mediatore per comporre gli scioperi;

a


1920
REGNO di BULGARIA
Boris III
Albero genealogico

(Sofia 1894 - 28 ago 1943)
figlio di Ferdinando di Sassonia-Coburgo-Saalfeld-Koháry e di Maria Luisa di Borbone-Parma;
1918, 3 ottobre, il padre abdica a suo favore;
1918-43, zar dei bulgari;



Primo ministro
-
A. Stambolijski
(1920 mar - giu 1923)

1920
Marzo
28
, lo zar deve subire la "dittatura verde" del partito contadino di A. Stambolijski, ora primo ministro a capo di una maggioranza assoluta al Sobranje.
Egli cerca di realizzare il suo programma agrario e fa emanare una legge per l'espropriazione delle terre della Corona e della Chiesa ortodossa e anche quelle dei privati superiori a 30 ettari (o a 4 ettari per quelle appartenenti a chi non le coltiva direttamente) a favore dei contadini senza terra.
In realtà non si sente il bisogno di una tale legge in un paese dove non esistono latifondi e dove pochissimi sono i contadini senza terra.
Verso i suoi avversari politici A. Stambolijski si dimostra assai duro.
In politica estera cerca di vivere in buoni rapporti con i vicini della Bulgaria, e idea una sua forma di jugoslavismo che dovrebbe portare a una stretta intesa se non addirittura ad una unione fra Bulgaria e Jugoslavia.

a




-
1920
III Repubblica
Presidente della Repubblica
R. Poincaré
(1913 18 feb - 18 feb 1920)
Paul Deschanel
(18 feb - 21 set, dim. esaur. nerv.)
A. Millerand
(1920 23 set - 11 giu 1924)
Presidente del Senato
Antonin Dubost
(1906 16 feb - 14 gen 1920)
Léon Bourgeois
(14 gen - 22 feb 1923)
Presidente della Camera
Presidente dell'Assemblea nazionale
(Senato+Camera)
-
Presidente del Consiglio
G. Clemenceau
II
(1917 16 nov - 18 gen 1920)
A. Millerand
I
(20 gen - 18 feb)
A. Millerand
II
(18 feb - 23 set)
Georges Leygues
(24 set - 12 gen 1921)
Interni
Jules Pams
(1917 16 nov - 20 gen 1920)
Théodore Steeg
(20 gen - 16 gen 1921)
Affari Esteri
Stéphen Pichon
(1917 16 nov - 20 gen 1920)
A. Millerand
(20 gen - 24 set)
Georges Leygues
(24 set - 16 gen 1921)
Colonie
-
Regioni liberate
A. Lebrun
(1917 16 nov - 20 gen 1920)
-
-
Guerra
-
Marina
-
Finanze
Louis-Lucien Klotz
(12 set - 20 gen 1920)
Frédéric François-Marsal
(20 gen - 16 gen 1921)
Commercio
e Industria
-
Lavori Pubblici
-
Lavoro
-
Giustizia
Louis Nail
(1917 16 nov - 20 gen 1920)
Gustave Lhopiteau
(20 gen - 16 gen 1921)
Pubblica Istruzione
e dei Culti
-
-
1920
-
La C.F.T.C. (Confédération Française des Travailleurs Chrétiens) conta su un complesso di ca 600 sindacati e di 150.000 iscritti.
Non esiste in Francia, in campo padronale, alcun equivalente di questa organizzazione.
-
a


1920
REGNO dei PAESI BASSI
Guglielmina
Albero genealogico

(l'Aia 1880 - castello di Het Loo, presso Apeldoorn 1962)
figlia di Guglielmo III re d'Olanda e della sua seconda moglie Emma di Waldeck-Pyrmont;
1890-1948, regina dei Paesi Bassi;
[dal 31 agosto 1898 ha assunto ufficialmente il potere]

Primo ministro
-

1920
-

a


1920
REGNO del BELGIO
Alberto I
Albero genealogico

(1875 - 1934)
figlio di Filippo di Fiandra e di Maria di Hohenzollern-Sigmaringen;
1909-34, re dei belgi;



1920
su idea del ministro Helleputte, viene fondata l'Unione Internazionale di Studi Sociali, subito affidata alla direzione del card. D.-J- Mercier;

 



1920
Granducato di Lussemburgo

Charlotte di Nassau-Weilburg

Albero genealogico

(1896-?)
figlia di Guglielmo IV e di Maria Anna di Portogallo;
1919-64, duchessa di Nassau;
1919-64, granduchessa di Lussemburgo;
[dal 1919 il paese ha una costituzione democratica]


1920
il paese entra a far parte della Società delle Nazioni;






1920
Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda
Giorgio V
Albero genealogico

(Marlborough House, London 3.6.1865 - Sandringham, Norfolk 20.1.1936)
secondo figlio di Edoardo VII e di Alessandra di Danimarca;
1877-92, presta servizio nella marina militare;
1892, diventa erede presuntivo al trono per la morte del fratello maggiore Alberto Vittorio;
1893, sposa la p.ssa Mary von Teck (1867-1953)
1901-10, principe di Galles;
1910-36, re di Gran Bretagna e Irlanda, imperatore delle Indie;
succeduto alla morte del padre;

Primo ministro,
Primo lord del Tesoro
[ Prime Minister, First Lord of the Treasury]
D. Lloyd George
liberale-nazionale
coalizione di governo
(1916 7 dic - 23 ott 1922)
Cancelliere dello Scacchiere
[Chancellor
of the Exchequer
]
A. Chamberlain
(1919 10 gen - 1° apr 1921)
Segretari di Stato
Affari Esteri e Commonwealth
lord G.N. Curzon of Kedleston
(1919 ott - gen 1924)
Guerra
W.L.S. Churchill
(1919 10 gen - 1° apr 1921)
-
-
Affari Interni
-
Giustizia
-
Colonie
-
Commercio
-

1920
il re riesce a convincere una parte dei laburisti a partecipare al governo di unione nazionale seguito al crollo della sterlina.
La Chiesa del Galles, che finora ha avuto la rappresentanza in seno alla Camera dei Lord, ora la perde avendo cessato di essere parte della Chiesa d'Inghilterra; contemporaneamente perde anche il carattere di chiesa di stato in Galles.

1920
Marzo
iniziano due anni di guerriglia tra i Black and Tans (termine derivante dal colore della divisa di questi reparti speciali inviati dalla Gran Bretagna) e l'IRA; i primi si mostreranno più spietati della "Royal Irish Constabulary", la polizia statale irlandese, uccidendo numerosi rivoluzionari

Dicembre
il 73enne canonico Magner, mentre interviene a sedare una rissa fra un ciclista e alcuni poliziotti, viene ucciso con un colpo di pistola da un agente, dichiarato poi irresponsabile dalle autorità e prosciolto da ogni accusa.

Lo stesso mese, col Government of Ireland Act la Gran Bretagna impone la divisione dell'Irlanda in due parti:
Irlanda del Nord
- 6 contee dell'Ulster, a maggioranza protestante, che devono eleggere un parlamento con sede a Belfast;
Eire
- 26 contee cattoliche, che devono eleggere un parlamento con sede a Dublino;
le due parti dovranno legiferare, per le rispettive aree, sotto il controllo supremo del parlamento di Westminster;

a


1920
DANIMARCA e ISLANDA
Cristiano X
Albero genealogico

(Charlottenlund 1870 - Copenaghen 1947)
figlio di Federico VIII e di Luisa di Svezia;
1912-47, re di Danimarca;
continua a favorire l'evoluzione democratica del paese;
1919-44, re d'Islanda;
[rimane re dell'isola (fino alla proclamazione della repubblica nel 1944) anche se, staccatasi dalla Danimarca, si è costituita in stato sovrano.]
1940-45, costretto a subire l'occupazione nazista, mantiene un atteggiamento dignitoso che contribuisce ad alimentare lo spirito di resistenza del suo popolo.

REGNO di DANIMARCA
1920
dal 1915 il paese ha una nuova costituzione che istituisce, fra l'altro, il nuovo sistema bicamerale ed estende il diritto di voto alle donne;
REGNO d'ISLANDA
1920
-


1920
REGNO DI NORVEGIA
[dal 1905]
Haakon VII
Albero genealogico

principe Carlo (? - ?)
figlio di Federico VIII re di Danimarca e di Luisa di Svezia;
1905-57
, re di Norvegia;

Primo ministro
1920
-


1920
REGNO di SVEZIA
Gustavo V
Albero genealogico

(Stoccolma, castello di Drottningholm 16 giugno 1858 – Stoccolma, 29 ottobre 1950)
figlio di Oscar II e di Sofia di Nassau;
1907-50, re di Svezia;
osserva correttamente le regole del sistema parlamentare;
affida l'incarico di costituire il governo al socialdemocratico K.H. Branting;

1920
-


1920
FINLANDIA
Governo provvisorio
1920
pace di Tartu: la Russia sovietica riconosce la repubblica parlamentare di Finlandia;
negli anni Venti il governo attua una politica anticomunista;





1920
Presidente
-
-
1920
padrone della situazione è ormai l'esercito, anche se incapace di assicurare al governo la stablità necessaria a risolvere la crisi finanziaria e politica;
a


1920
REGNO di SPAGNA
Alfonso XIII di Borbone
Albero genealogico

(Madrid 1886 - Roma 1941)
figlio postumo di Alfonso XII e di Maria Cristina d'Absburgo-Lorena;
1886-1931, re di Spagna;

Primo Ministro
Manuel Allendesalazar Muñoz
(1919 12 dic - 4 mag)
Eduardo Dato Iradier
(5 mag - 7 mar 1921)
Interni
-
-
Economia
-
-
-
1920
governa appoggiandosi alle "giunte" militari, all'alto clero e ai grandi proprietari fondiari e incoraggiando, spesso, una politica repressiva;
insurrezione nazionalista in Marocco (1920-26);
Attentato contro Eduardo Dato Iradier

***

Isole Canarie:
-





1920 REGNO d'ITALIA

Albero genealogico
(Napoli 1869 - Alessandria d'Egitto 1947)
figlio di Umberto I e di Margherita di Savoia;
1878-1900, principe di Piemonte;
1896, Roma 24 ott: sposa la p.ssa Elena del Montenegro (1873-1952);
1900-46, re d'Italia;
1911-13, guerra italo-turca;
1914-18, I guerra mondiale;


1936-43, imperatore d'Etiopia
1939-43, re d'Albania;

PARLAMENTO XXV Legislatura
(1919 1° dic - 7 apr 1921)
Presidente del Senato T. Tittoni
laziale
(1919 1° dic - 7 apr 1921)
Presidente della Camera V.E. Orlando
siciliano
(1919 1° dic - 25 giu 1920)
E. de Nicola
campano
(1920 26 giu - 7 apr 1921)
 
Presidenti
del Consiglio
F.S. Nitti I
(Radicale)
lucano
(1919 23 giu - 21 mag 1920)
F.S. Nitti II
(Radicale)
lucano
(22 mag - 15 giu)
G. Giolitti V
piemontese
(1920 15 giu - 4 lug 1921)
Interno
Sottosegretario G. Grassi
pugliese
(1919 23 giu - 21 mag 1920)
[Interno]
G.Porzio
campano
(22 mag - 15 giu)
[Interno]
G.Porzio
campano
(1920 15 giu - 4 lug 1921)
[Presid. Consiglio]

C. Corradini
abruzzese
(1920 15 giu - 4 lug 1921)
[Interno]
Affari Esteri
V. Scialoja (Liberale)
piemontese
(1919 26 set - 15 giu 1920)
conte Carlo Sforza
toscano
(1920 15 giu - 4 lug 1921)
Sottosegretario conte Carlo Sforza
toscano
(1919 23 giu - 15 giu 1920)
B. Belotti
lombardo
(15 giu - 28 lug)
marchese
M. Di Saluzzo Di Paesana
piemontese
(1920 29 lug - 4 lug 1921)
Guerra
conte A. Alberici
lombardo
(1919 24 giu - 14 mar 1920)
prof.
I. Bonomi
lombardo
(14 mar - 21 mag)
avv. G. Rodinò
campano
(22 mag - 15 giu)
cav. prof.
I. Bonomi
lombardo
(1920 15 giu - 1° apr 1921)
Sottosegretario A. Finocchiaro Aprile
siciliano
(1919 23 giu - 14 mar 1920)
A. Agnelli
lombardo
(14 mar - 21 mag)
A. Ciappi
marchigiano
(22 mag - 15 giu)
P. Bignami
lombardo
(15 - 28 lug)
G. Lanza di Trabia
siciliano
(29 lug - 4 lug 1921)
Marina
G. Sechi
sardo
(1919 23 giu - 4 lug 1921)
Sottosegretario M. Soleri
piemontese
(1919 23 giu - 14 mar 1920)
G. Celli
abruzzese
(14 mar - 15 giu)
N. Tortorici
siciliano
(1920 15 giu - 9 giu 1921)
Colonie
L. Rossi
veneto
(1919 23 giu - 14 mar 1920)
F.S. Nitti
lucano
(14 mar - 21 mag)
B. [Meuccio] Ruini
emiliano
(22 mag - 14 giu)
L. Rossi
veneto
(1920 15 giu - 4 lug 1921)
Sottosegretario conte Carlo Sforza
toscano
(4 gen - 14 mar)
[ad interim]
G. Paratore
siciliano
(15 mar - 21 mag)
A. Pecoraro Lombardo
siciliano
(1920 22 mag - 4 lug 1921)
Tesoro
C. Schanzer (Liberale)
austriaco
(1919 23 giu - 14 mar 1920)
L. Luzzatti
veneto
(14 mar - 21 mag)
C. Schanzer (Liberale)
austriaco
(22 mag - 15 giu)
F. Meda
lombardo
(1920 15 giu - 1° apr 1921)
Sottosegretari B. Belotti
lombardo
(1919 23 giu - 14 mar 1920)
A. Finocchiaro Aprile
siciliano
(14 mar - 21 mag)
A. Agnelli
lombardo
(1920 22 mag - 2 mar 1921)
  V. Bianchi
campano
(1920 17 giu - 4 lug 1921)
[Assistenza Militare e Pensioni di Guerra]
Finanze
F. Tedesco (Liberale)
campano
(1919 23 giu - 14 mar 1920)
C. Schanzer (Liberale)
austriaco
(14 mar - 21 mag)
G. De Nava
calabrese
(22 mag - 15 giu)

F. Tedesco (Liberale)
campano
(15 giu - 9 ago)

L. Facta
piemontese
(1920 10 ago - 4 giu 1921)
Sottosegretario F. Perrone
lucano
(1919 23 giu - 14 mar 1920)

P. Masciantonio
abruzzese
(14 mar - 21 mag)

G. Amendola
campano 
(22 mag - 15 giu)
G.B. Bertone
piemontese
(1920 15 giu - 4 lug 1921)
Agricoltura
A. Visocchi
campano  (Liberale)
(1919 23 giu - 14 mar 1920)
A. Falcioni
piemontese
(14 mar - 21 mag)
G. Micheli
emiliano
(1920 22 mag - 4 lug 1921)
Sottosegretario M. Cermenati
lombardo
(1919 23 giu - 21 mag 1920)
G. Pallastrelli
conte di Celleri
emiliano
(1920 22 mag - 4 lug 1921)
Industria, Commercio e Lavoro
D. Ferraris (Liberale)
piemontese
(1919 23 giu - 21 mag 1920)

M. Abbiate
ligure
(22 mag - 3 giu)

 
Sottosegretario L. Murialdi
piemontese
(1919 23 giu - 14 mar 1920)
[Approvvig. e consumi alimentari]
M. Soleri
piemontese
(15 mar - 21 mag)
[Approvvig. e consumi alimentari]
 
B. [Meuccio] Ruini
emiliano
(1919 19 gen - 14 mar 1920)
F. Perrone
lucano
(14 mar - 21 mag)
[Marina Mercantile, Combustibili e Aeronautica civile]
V. Giuffrida
siciliano
(22 mag - 15 giu)
[Marina Mercantile, Combustibili e Aeronautica civile]
A. La Pegna
campano
(14 mar - 21 mag)

G.M. Longinotti
lombardo
(22 mag - 2 giu)

 
Industria e Commercio
      G. De Nava
calabrese
(3 - 15 giu)
G. Alessio
veneto
(1920 15 giu - 4 lug 1921)
Sottosegretari       A. Lo Piano
siciliano
(3 - 15 giu)
P. Sitta
romagnolo
(1920 15 giu - 4 lug 1921)
[Marina Mercantile, Combustibili e Aeronautica civile]
A. Rubilli
campano
(1920 15 giu - 4 lug 1921)
Lavoro e Previdenza Sociale
      M. Abbiate
ligure
(3 - 15 giu)
A. Labriola
campano
(1920 15 giu - 4 lug 1921)
Sottosegretario     G.M. Longinotti
lombardo
(1920 22 mag - 26 feb 1922)
Lavori Pubblici

E. Pantano (Radicale)
siciliano
(1919 23 giu - 14 mar 1920)

G. De Nava
calabrese
(14 mar - 21 mag)
C. Peano
piemontese
(1920 22 mag - 4 lug 1921)
Sottosegretario A. Ciappi
marchigiano
(1919 23 giu - 21 mag 1920)

G. Bertini
toscano
(1920 22 mag - 4 lug 1921)

Giustizia e Affari del Culto
L. Mortara (Indip.)
lombardo
(1919 23 giu - 21 mag 1920)
A. Falcioni
piemontese
(22 mag - 15 giu)
L. Fera
calabrese
(1920 15 giu - 4 lug 1921)
Sottosegretario A. La Pegna
campano
(1919 23 giu - 14 mar 1920)
G.Porzio
campano
(14 mar - 21 mag)
A. Dello Sbarba
toscano
(1920 22 mag - 4 lug 1921)
Istruzione Pubblica
G. Baccelli (Liberale)
laziale
(1919 23 giu - 14 mar 1920)
A. Torre
campano
(14 mar - 15 giu)
B. Croce
abruzzese
(1920 15 giu - 4 lug 1921)
Sottosegretario G. Celli
abruzzese
(1919 23 giu - 14 mar 1920)
R. Caporali
abruzzese
(14 mar - 15 giu)
C. Rossi
di Montelera

piemontese
(1920 15 giu - 4 lug 1921)
P.G. Molmenti
veneto
(1919 24 nov - 21 mag 1920)
[Antichità e Belle Arti]
G. Rosadi
toscano
(1920 22 mag - 26 feb 1922)
[Antichità e Belle Arti]
Poste e Telegrafi
P. Chimienti (Liberale)
pugliese
(1919 23 giu - 14 mar 1920)
G. Alessio
veneto
(14 mar - 21 mag)
G. Paratore
siciliano
(22 mag - 15 giu)
R. Pasqualino Vassallo
siciliano
(1920 15 giu - 4 lug 1921)
Sottosegretario P. Masciantonio
abruzzese
(1919 23 giu - 14 mar 1920)
E. Pietribonni
veneto
(14 mar - 21 mag)
G. Amici
laziale
(1920 22 mag - 4 lug 1921)
Trasporti marittimi e ferroviari
[soppresso con R.D. 21.03.1920 n. 304]
R. De Vito (Demosociale)
toscano
(1919 23 giu - 14 mar 1920)
G. De Nava
calabrese
(14 - 20 mar)
   
Sottosegretario E. Sanjust Di Teulada
sardo
(1919 23 giu - 14 mar 1920)
 
Terre liberate dal nemico
C. Nava (Popolare)
lombardo
(1919 23 giu - 14 mar 1920)
G. Raineri
emiliano
(14 mar - 21 mag)
A. La Pegna
campano
(22 mag - 15 giu)
G. Raineri
emiliano
(1920 16 giu - 26 feb 1922)
Sottosegretario E. Pietribonni
veneto
(1919 23 giu - 14 mar 1920)
A. Dello Sbarba
toscano
(14 mar - 21 mag)
G. Agnesi
ligure
(22 mag - 15 giu)
F. Degni
campano
(1920 15 giu - 4 lug 1921)
Ministri senza portafoglio
-        
Commissariati
commissari
Comm. gen. per il carbone e i combustibili nazionali R. De Vito (Demosociale)
toscano
(1919 23 giu - 14 mar 1920)
 
Comm. gen. per approvvigionamenti e consumi alimentari
[Istituito presso il Ministero del Tesoro con R.D. 17.06.1920]
  M. Soleri
piemontese
(1920 17 giu - 4 lug 1921)
-

Fascismo

"Fasci di combattimento"
- segretario nazionale: Umberto Pasella (1919 ago-nov 1921).

1920
Gennaio
, sul «Popolo d'Italia» B. Mussolini scrive:
«Noi abbiamo stracciato tutte le verità rivelate, abbiamo sputato su tutti i dogmi, respinto tutti i paradisi, schernito tutti i ciarlatani – bianchi, rossi, neri – che mettono in commercio le droghe miracolose per dare la "felicità" al genere umano.
Due religioni oggi si contendono il dominio degli spiriti e del mondo: la nera e la rossa. Da due Vaticani partono oggi le encicliche: da quello di Roma e da quello di Mosca. Noi siamo gli eretici di queste due religioni. Noi, soli, immuni dal contagio
».

In Emilia parte un movimento di lotta dei braccianti per aprire le trattative sui nuovi patti agrari.
L'Albania chiede il ritiro delle truppe italiane e la completa indipendenza del Paese: i 70.000 soldati italiani si ritirano sulle coste e il governo italiano ratifica l'indipendenza dell'Albania.

All'inizio dell'anno viene pubblicato il lodo sulla vertenza fra B. Mussolini e alcuni collaboratori del «Popolo d'Italia», che lo avevano accusato pubblicamente di essersi appropriato dei quattrini raccolti per l'impresa di Fiume.

Febbraio
la «Civiltà Cattolica» (giornale dei gesuiti) scrive:
«È un po' di luce. È poca; ma questo barlume ci basta per poter dire: quale pozzanghera! E la pozzanghera qui si apre precisamente in un giornale del quale abbiamo dovuto occuparci già una volta – ed è anche troppo – per le sue luride bestemmie ed ignobili turpitudini».
26, Milano, esce il primo numero di «Umanità Nova» quotidiano anarchico diretto da E. Malatesta; raggiungerà in breve le 50.000 copie;

Marzo
scontri al governo tra F.S. Nitti e il Partito Popolare che si vedrà escluso dal governo.
Inizia a Torino il cosiddetto sciopero delle "lancette" che coinvolge 120.000 lavoratori della città.
La immediata repressione esercitata dalla Guardia Regia e l'appoggio di crumiri alle posizioni degli industriali faranno fallire lo sciopero.
7, Milano, la Confederazione degli industriali di Milano ha indetto per oggi il suo primo convegno in cui gli industriali danno vita alla Confindustria. Presidente: E. Conti.
Intanto, dopo l'occupazione di Fiume nel settembre scorso, G. D'Annunzio intende concretizzare un progetto serio (almeno in apparenza) di carattere nettamente sovversivo: proclamare la repubblica di Fiume ed estendere quindi da Fiume l'insurrezione repubblicana in tutta Italia, con l'appoggio o almeno la benevola neutralità dell'Ungheria, della Germania, della Croazia.
25, fallito questo disegno, principalmente a causa dell'opposizone aperta di molti tra gli stessi legionari, G. D'Annunzio sembra ripiegare sopra un'altra idea [così come riferito dal gen. Enrico Caviglia a F.S. Nitti]: costituire «uno stato capace di vivere di vita propria» che dovrebbe comprendere «Dalmazia, Fiume, isole e Istria orientale, avere milizie proprie e reggersi con le istituzioni del Comune medievale»!.
A causa di questi progetti vagamente repubblicani e rivoluzionari che G. D'Annunzio ha cominciato ad agitare d'accordo con Alceste De Ambris, il magg. Reina, ex comandante dei granatieri di Ronchi e intimo del poeta, si scosta clamorosamente da lui.

Lo stesso mese Gramsci scrive: «In Italia, a Roma, c'è il Vaticano, c'è il Papa; lo Stato liberale ha dovuto trovare un sistema di equilibrio con la potenza spirituale della Chiesa: lo Stato operaio dovrà anch'esso trovare un sistema di equilibrio».
[Osservazione ovvia – dirà Ernesto Rossi –, è infatti evidente che nessun politico può fare a meno di tener conto dell'esistenza della Chiesa cattolica in Italia, e deve proporsi di arrivare a un certo sistema di equilibrio: il sistema di equilibrio dello Stato liberale è stato raggiunto con:
- la legge delle guarentigie,
- lo scioglimento di molte corporazioni religiose,
- l'incameramento di una buona parte dei beni ecclesiastici,
- l'istituzione del matrimono civile,
- l'abolizione della manomorta,
- ecc.]


Aprile
2
, Genova, il Consiglio regionale ligure "Unione Escursionisti italiani", indice la "Festa degli alberi" con lo scopo di propagandare il rimboschimento in Liguria;
Ppi:
Napoli, il congresso è dominato dalla discussione sulla politica agraria; ribadita la linea politica di centro, è condannata sia l' "ala destra" sia la tendenza di sinistra facente capo alla "Conquista popolare" di G. Speranzini.
13, Trieste, il commissario generale civile Mosconi telegrafa a F.S. Nitti: «In questo momento apprendo riservatamente da fonte sicura (…) essere intendimento D'Annunzio proclamare repubblica comunista sovietica a Fiume ed estenderla anche Venezia Giulia chiedendo per tale azione appoggio e unione con partito socialsta locale».
I socialisti respingono, subito e pubblicamente, questo tentativo di incontro.
16, F.S. Nitti ordina al suo capo di gabinetto: «Non occorre dare alcuna informazione ufficiale, ma le notizie possono essere largamente diffuse…». Telegrafa quindi a Mosconi: «Si tratta di tentativo criminoso di gente che per fatua vanità personale dopo aver iniziato movimento di patriottismo tenta ora impresa anarchica e dissennata». Suggerisce al gen. Enrico Caviglia «Occorre affrettare l'esodo delle truppe e fare entrare in Fiume alcune centinaia di carabinieri per mantenere l'ordine».
20, F.S. Nitti comunica al prefetto di Torino: «Comando Trieste mi fa sapere che cosiddetto Comando D'Annunzio commette sempre più atti arbitrari e delittuosi. Ieri l'altro cinque aeroplani sono partiti da Fiume per gettare manifesti di propaganda in varie città del regno – fra le quali appunto Torino –. È ormai tempo di finirla con queste buffonate sembrando evidente concessione azione D'Annunzio con azione Malatesta».
Il R.D. 20 aprile 1920 sopprime il Corpo di Stato Maggiore sostituito dal Servizio di Stato Maggiore.
27, G. D'Annunzio costituisce ufficialmente "La Lega di Fiume" in difesa di tutti i popoli oppressi «contro la Lega delle Nazioni, complotto di ladroni e di truffatori privilegiati».
30, Milano, circa il lancio della sottoscrizione pro Fiume, il prefetto Flores informa con telegramma F.S. Nitti che: «…ottiene le generose elargizioni degli industriali» che «per evitare attacchi» non lesinano «versamenti qualunque somma richiesta».
Lo stesso giorno il «Popolo d'Italia» pubblica:

Pogramma dei Fasci di combattimento
Approvato a Milano dal Comitato centrale:
. Benito Mussolini,
. Roberto Farinacci,
. Cesare Rossi,
. Leandro Arpinati,
. altri 15 membri,
che contiene i seguenti «postulati di carattere immediato»:

a) Forte imposta straordinaria sul capitale a carattere progressivo, che abbia la forma di vera espropriazione parziale di tutte le ricchezze, da pagarsi in un termine di tempo assai breve;
b) Sequestro di tutti beni di tutte le Congregazioni religiose e abolizione di tutte le mense vescovili, che costituiscono un'enorme passività per la nazione e un privilegio per i pochi;
c) Revisione di tutti i contratti di forniture di guerra, sequestro dei sopraprofitti di guerra lasciati improduttivi;
d) Tassazione onerosa delle eredità.

[Posizioni plutocratiche che verranno ben presto superate…]
Fonti:
Ernesto Rossi, Padroni del vapore e fascismo, G. Laterza e Figli SpA, Bari 1966.]




Maggio
4
, Trieste, il commissario generale civile Mosconi conferma: «Informatori di Fiume dicono che D'Annunzio avrebbe a Milano persona di fiducia che sembra sia De Ambris con incarico trattare con istituto bancario prestito 150 milioni».

[In effetti il poeta tenta di tradurre in fatti clamorosi, tali da richiamare su Fiume l'attenzione preoccupata del mondo intero, l'azione de "La Lega di Fiume", minacciando di associarsi ad una vagheggiata sollevazione delle «provincie irredente albanesi e montenegrine contro i serbo-croati».
Informazioni confidenziali dello SM del Regio Esercito riducono rapidamente la sostanza del romantico episodio all'invio di due lettere autografe (ricercatissime dalle autorità civili e militari):
- una, destinata a un non precisamnte qualificato ufficiale albanese, concerne una spedizione (fantastica) militare a Kossovo;
- l'altra, diretta a un comandante italiano le truppe di Durazzo, annuncia una possibile visita del poeta (che poi non avverrà).]

È un fatto quindi che tutta la politica di G. D'Annunzio sembra avvolta in questo periodo di una sorta di disperata vanità, lucidamente consapevole di essere tale.
Ciò che dà invece una nuova direzione ai suoi piani è l'apporto delle forze e dell'esperienza tecnica di B. Mussolini.

Trieste, vengono create le "squadre volontarie di difesa cittadina".

La CGdL approva la creazione di consigli di azienda per la tutela dei lavoratori.
21, il governo rassegna le sue dimissioni per l'opposizione del Partito Popolare.
Gravi scontri si verificano a Roma tra nazionalisti e le Guardie Regie.
24, dice B. Mussolini : «Non si deve mandare a picco la nave borghese, ma entrarvi dentro per espellervi gli elementi parassitari.»

Giugno
Gli albanesi attaccano Valona ma sono respinti dalle truppe italiane. Il governo considera Valona un pericolo se occupata da potenze straniere e invia nuove truppe per la sua difesa.
26, Ancona, rivolta dei bersaglieri contro la spedizione in Albania: soldati e lavoratori occupano parte della città.
Ppi: giugno, il nuovo "gabinetto Giolitti" (succeduto a F.S. Nitti) ottiene l'appoggio e la collaborazione dei popolari (F. Meda e G. Micheli entrano al governo) in cambio di assicurazioni in merito alle rivendicazioni del Ppi in favore della scuola privata e del riconoscimento dei sindacati bianchi;

Luglio
1-4
, Bologna, si tiene il II Congresso nazionale dell'Unione Anarchica Italiana che approva il programma di E. Malatesta.
Trieste, squadre fasciste incendiano la sede della rappresentanza slovena.
La Federazione Nazionale dell'Industria meccanica proclama la serrata in tutta Italia in seguito ai disordini e agli scioperi di Milano.
Gli operai in risposta occupano gi stabilimenti metalmeccanici in tutta Italia.
Armando Borghi parte alla volta dell'URSS in rappresentanza dell'USI. Si incontra con Lenin con scarsi risultati ed assiste alla repressione nei confronti degli anarchici.

13, Trieste, piazza Unità, fascisti e nazionalisti si radunano per una manifestazione antislava organizzata da Francesco Giunta (un fedelissimo di B. Mussolini catapultato a Trieste dal Lazio agli inizi dell'anno).
[Il giorno prima a Spalato alcuni ufficiali italiani della nave Puglia avevano strappato una bandiera jugoslava, scatenando la reazione della popolazione dalmata (negli scontri ci sono state vittime sia tra italiani, sia tra jugoslavi).]
Durante il comizio di Francesco Giunta si hanno i primi tafferugli nei quali trova la morte un giovane, Giovanni Nini, cuoco dell'albergo "Bonavia".
Appena si sparge la notizia che sotto le volte del Municipio è stato ucciso un uomo, tutti i fascisti s'incolonnano per vie diverse verso il "Narodni Dom" (Casa del Popolo, meglio nota come Hotel Balkan), che è la sede centrale delle organizzazioni culturali ed economiche degli sloveni in città.
[Un imponente edificio a sei piani che ospita la Cassa Prestiti e Risparmio, gli uffici dell'associazione Edinost, un teatro, la Società Operaia, una biblioteca, un ristorante, un caffè, oltre ad appartamenti privati e studi di professionisti (tra questi quelli del presidente dell'Edinost, Josip Vilfan.]
Al momento dell'assalto il "Narodni Dom" è chiuso e i locali del tutto vuoti. Divisi in tre colonne, gli uomini di Francesco Giunta raggiungono il palazzo da direzioni diverse (da via Roma, da via San Spiridione, da via Dante).
Dopo che dal terzo piano sono state lanciate due bombe a mano e sparati colpi di fucile, alcuni militari di quelli posti nel frattempo dal commissario Crispo Moncada a presidio dell'edificio, aprono il fuoco contro le finestre. Incoraggiati, i fascisti accerchiano il palazzo e ,divelte le porte che erano state sbarrate, gettano all'interno delle latte di benzina e vi appiccano il fuoco che si sviluppa immediato. L'incendio è di proporzioni immense.
Hugen Roblek di Radovlijka e sua figlia, rimasti allinterno dellos tabile, si gettano dal terzo piano: il primo pmuore sul colpo, la figlia rimane gravemente ferita.
«Le grandi fiamme del Balkan purificano finalmente Trieste, purificano l'anima di tutti noi […]»
così commenterà Rino Alessi, futuro direttore del quotidiano «Il Piccolo» (proprietaro del giornale dopo le leggi razziali del 1938).
Le devastazioni continuano il giorno seguente, con incursioni squadriste alla tipografia del giornale «Edinost», alle sedi della Banca di Credito di Lubiana, della Cassa di Risparmio Croata, della Cooperativa per il Commercio e l'Industria, a numerosi studi di professionisti sloveni: le distruzioni si mescolano con i pestaggi, le intimidazioni, i saccheggi. Grazie alla complicità delle forze di polizia, gli uomni di Francesco Giunta portano a compimento un'azione spettacolare (Il «capolavoro del fascismoi triestino», lo definirà B. Mussolini.
L'episodio non è isolato.
Pochi giorni dopo viene distrutto il "Narodni Dom" di Pola e vengono date alle fiamme case nei villaggi di Krnica e Mackoije.
Del resto la tensione etnica tra italiani, sloveni e croati è ben nota da secoli.
Centinaia di migliaia di sloveni (327.230 secondo il censimento austriaco del 1910, 271.305 secondo quello italiano del 1921), che abitano nei territori occupati dall'esercito italiano dopo la rotta austro-ungarica a Vittorio Veneto sentono con forza il richiamo del nuovo stato e vivono l'annessione al regno sabaudo come un trauma.
D'altra parte, il diffondersi del mito della «vittoria mutilata» e l'impresa di G. D'Annunzio a Fiume – pur non riguardando direttamente l'area abitata dagli sloveni – alimentano in Italia la propaganda delle correnti nazionaliste più radicali e creano un'atmosfera inquietante di esaltazione e di fermento: l'italianità di Trieste e dell'Istria diventa il simbolo di una nazione che deve affermare i propri diritti contro le prepotenze dell'Inghilterra della Francia e degli Stati Uniti, le potenze vincitrici che non riconoscono lo sforzo dei combattenti del Carso e che vogliono ridisegnare l'Europa tradendo gli accordi di Londra.
Ad aggravare la criticità del momento è l'arrivo a Trieste di un'ondata di immigrazione proveniente dal resto dell'Italia: «uno stormo di parassiti, tenori, baritoni, violinisti, mandolinisti…» secondo Attilio Tamaro, uno dei più battaglieri nazionalisti giuliani.
[Si calcola che 50.000 persone, i cosiddetti "regnicoli", siano giunti nella città giuliana in cerca di fortuna tra il 1919 e il 1922.]

[Gianni Oliva, Foibe, Le Scie-Mondadori, Milano 2002.]

18, appena tornato al potere, G. Giolitti riesce a far approvare la Legge 18 luglio 1920, n. 999, con la quale viene insediata la Commissione d'inchiesta, composta di quindici deputati e quindici senatori. Essa ha i seguenti compiti:
a) accertare gli oneri finanziari risultanti a carico dello Stato per spese dipendenti dalla guerra e le modalità della loro erogazione;
b) procedere alla revisione dei contratti, delle commesse, delle indennità di requisizione e di espropriazione, dei compensi attribuiti in sede di sistemazione di contratti di guerra, dei provvedimenti relativi alla alienazione del materiale bellico, nonché dei pagamenti di qualsiasi genere, fatti o da farsi in dipendenza della guerra, e in dipendenza degli approvvigionamenti, consumi e servizi di ogni genere, alla guerra inerenti;
c) accertare, in ordine agli oggetti indicati nei comma a) e b) ogni responsabilità morale, giuridica, amministrativa, politica;
d) proporre provvedimenti atti a reintegrare l'erario di ciò che possa risultare doversi recuperare, e ciò indipendentemente da qualsiasi sentenza e decisione di qualsiasi giurisdizione ordinaria o speciale anche se passata in cosa giudicata.

Agosto
30, viene resa nota la carta del Carnaro, in parte opera dell'anarco-sindacalista Alceste De Ambris imbevuta di corporativismo e di ambigui propositi: tutto questo al centro di una confusa e vasta rete di intrighi e di fermenti eversivi;
31, ha inizio in Italia settentrionale l'occupazione e la difesa armata delle fabbriche, che si rafforzerà il mese successivo;

Settembre
8, dopo aver assunto tutti i poteri a Fiume G. D'Annunzio vi proclama la reggenza italiana del Carnaro.
Percorrendo il Friuli e la Venezia Giulia, B. Mussolini tuona : «Di fronte a una razza inferiore e barbara come la slava non si deve seguire la politica che dà lo zuccherino, ma quella del bastone. I confini dell'Italia devono essere il Brenero, il Nevoso e le Dinariche: io credo che si possano sacrificare 500.000 slavi barbari a 50.000 italiani».
Con il sostanziale fallimento dell'occupazione delle fabbriche, anche le azioni e gli scioperi degli operai e dei contadini diminuiscono di intensità; il fascismo, che finora ha i punti di forza nelle città del nord, si diffonde anche nelle campagne dell'Italia settentrionale e centrale dove distrugge con la violenza delle "squadre d'azione" e delle spedizioni punitive le organizzazioni contadine e operaie: prima quelle "rosse", poi "quelle bianche" (cattoliche);
il proposito di restaurare l'ordine turbato dai socialisti procura a B. Mussolini le simpatie e gli appoggi dei conservatori, di vasti strati degli agrari, degli industriali, della burocrazia, dell'esercito.
l'Italia conquista tredici medaglie d'oro alle Olimpiadi di Anversa.

_____________

Estate-Autunno, quando B. Mussolini riprende i contatti con G. D'Annunzio per definire i preparativi dell'ormai famoso colpo di stato, sempre annunziato e sempre rinviato, si è ormai scostato dal primitivo suo programma rivoluzionario, e quindi anche dai progetti vagamente "rossi" e sovietizzanti del poeta, per accostarsi in modo sempre più visibile e netto, alle forze conservatrici della destra.
Del resto la stella di G. D'Annunzio è ormai tramontata, lasciandolo solo con i suoi fantasmi giostranti a vuoto, solamente per lui.
[Nino Valeri, Dalla"belle époque" al fascismo, Editori Laterza 1975.]

_________________



Ottobre
4
, un accordo fra sindacati riformisti ed industriali davanti a G. Giolitti pone fine all'occupazione delle fabbriche;
15
, Milano, E. Malatesta viene arrestato con tutta la redazione di «Umanità Nova». Da alcuni giorni è in arresto anche Armando Borghi, e nei giorni seguenti diversi dirigenti dell'USI finiranno in carcere.
Il gabinetto di G. Giolitti rinnova con la Senussia a Regima gli accordi di Acroma accettando di fatto lo stesso condomino che i turchi avevano tollerato prima del 1911.

Novembre
dopo protratte e acrimoniose discussioni e trattative non solo fra l'Italia e lo stato S.H.S. (Regno dei serbi-croati-sloveni), ma anche fra l'Italia, la Francia, la Gran Bretagna e gli Stati Uniti, si giunge al:
12, "trattato di Rapallo", in base al quale:
- il confine fra l'Italia e lo stato S.H.S. è stabilito al Monte Nevoso in Carniola, con l'Istria, Zara e un perimetro di circa 7 km intorno a questa città, le isole di Cherso Lussin, Lagosta e Pelagosa con gli isolati addiacenti attribuiti all'Italia;
- la Dalmazia (meno Zara) e tutte le altre isole dalmate e del Quarnero invece vanno allo stato S.H.S..
- Fiume viene costituito a Corpus separatum come sotto Maria Teresa con una sottile striscia di territorio che lo congiunge all'Italia; ma al momento della firma il delegato italiano conte C. Sforza, ministro degli Affari Esteri nel gabinetto di G. Giolitti, consegna al delegato jugoslavo Trumbic una lettera, destinata a restare segreta, con la quale Porto Baros, parte integrale dell'antico Corpus separatum, viene attribuito alla Jugoslavia.
È predisposta la costituzione di una commissione italo-jugoslava per tracciare i confini sul terreno, e ogni eventuale divergenza viene deferita all'arbitrato del presidente della Confederazione svizzera; un'altra commissione di tecnici dei due stati sarà formata per sottoporre ai governi proposte «su tutti gli argomenti atti a stabilire i più cordiali rapporti economici e finanziari fra i due paesi».
Il trattato provvede poi alla situazione dei cittadini e interessi italiani in Dalmazia. È convenuto che per il momento le truppe italiane e alleate continueranno a occupare Fiume fino a che non sarà costituito un governo regolare indigeno per la città stato, mentre quelle italiane attualmente nella Dalmazia settentrionale verranno ritirate in tre tempi dalle tre zone in cui è divisa questa parte del paese.

[Questo strumento non ha buona stampa né in Italia né in Jugoslavia. In quest'ultimo paese bisogna distinguere fra la stampa croata e slovena, che senza eccezione lo condanna come deplorevole, e quella serba che, senza esaltare l'amicizia per l'Italia, tenta di dimostrare la inevitabilità del trattato e l'impossibilità di ottenere migliori condizioni.
In Italia le critiche sono assai aspre in parlamento e nella stampa, sia per la rinuncia a quasi tutta la Dalmazia che per la poco soddisfacente sistemazione di Fiume e la cessione di Porto Baros.
Eppure il trattato mirava ad effettuare una reale conciliazione fra Italia e Jugoslavia; se non vi è riuscito è in parte dovuto per le eccessive ambizioni slave e in parte per la tenace ostilità dei nazionalisti italiani.
Le commissioni per la cui creazione il trattato ha disposto concluderanno ben poco.
In occasione della Conferenza di Roma degli stati successori dell'Austria saranno firmate alcune convenzioni italo-jugoslave su questioni relative ai crediti, all'estradizione, ecc..]

20, il "trattato di Rapallo" viene ratificato dal principe reggente di Jugoslavia;

L'insediamento socialista al Comune di Bologna è turbato dall'attacco di 500 fascisti che provocano 9 morti.

Dicembre
19
, il "trattato di Rapallo" viene convertito in legge dal parlamento italiano;

Trieste, esce il primo numero del «Popolo di Trieste», filiazione diretta del «Popolo d'Italia», che in poche settimane raggiunge una tiratura di 40.000 copie.

FIUME "Natale di sangue":
Come rivelerà in seguito, nella sua lettera-relazione al ministro degli Esteri C. Sforza per giustificare il fallimento del tentativo di sgonfiare il pallone eroico del legionarismo, riducendo la spedizione militare ad una semplice operazione di polizia, il deputato fiumano on. Riccardo Zanella (capo del Partito autonomista fiumano) nei giorni precedenti ha fatto arrivare in città le armi: complessivamente 70 pistole, una cassa di cartucce, 10 casse di bombe a mano. Quantitativo esiguo, ma sufficiente allo scopo, che è poi, molto semplicemente, di creare disordine.
L'on. Riccardo Zanella ha altresì organizzati e pronti per l'insurrezione «circa 2.000 uomini tra i quali la polizia fiumana per intero e un battaglione fiumano che hanno armi proprie, i giovani di due club sportivi, i lavoratori del porto.».
Conta pure, ragionevolmente sulla cooperazione dei contadini del suburbio. Tutto è dunque pronto per sollevare una rivolta interna.
«Tra me e il maggiore Reina, che teneva il contatto con le autorità militari della zona di operazioni, indi tra me ed i miei amici di Fiume fu stabilito che la nostra azione scoppiasse sabato, 25 dicembre alle ore 6 del mattino e che, come da precedente accordo con i competenti dirigenti, le truppe regolari approfittassero dell'insurrezione per avere il pretesto di inondare improvvisamente la città di militari, al massimo entro un'ora.».

In forza dei suoi precedenti, il magg. Reina sembra l'uomo più adatto a funzionare da collegamento tra gli antidannunziani di Fiume e il comando del gen. E. Caviglia.
«Perciò venerdì 24 dicembre io mi recai coi miei compagni a Sussak per entrare poi, durante la notte, a Fiume, e prendere il mio posto di combattimento tra i miei concittadini».
24, ore 18:00, «con mia incredibile sorpresa, vedo che le truppe regolari iniziano l'azione che era stata concordata per le 6 del mattino seguente!.
La conseguenza di quell'improvviso attacco fu che ai primi allarmi, cioè alle ore 17
[dai legionari fiumani] furono arrestati tutti i capi della associazione autonoma e tutti i noti avversari del regime dannunziano (…). Io stesso ero disorientato ed angosciato per la mancanza di ogni notizia.
25, finalmente alle 5 e mezzo del 25 vedo il maggiore Reina che si era appena alzato. Egli mi comunicava che andava a vestirsi in divisa per entrare alle 6 e mezzo con le truppe [del gen. E. Caviglia] e che io potevo recarmi a Fiume attraverso la cartiera.»
[La cartiera è il luogo di raccolta dell'insurrezione.]
26, mentre ferve ancora la battaglia, l'on. Riccardo Zanella invia questa lettera-relazione, come sopra specificato, redatta e firmata ad Abbazia;


31, continuano gli scontri tra fascisti e socialisti: a Ferrara muoiono tre fascisti e un socialista; seguirà il pestaggio di alcuni dirigenti socialisti da parte fascista.
Il gen.E. Caviglia attacca i legionari di G. D'Annunzio che si è rifiutato di abbandonare Fiume.
Dopo quattro giorni, il "Natale di sangue",   G. D'Annunzio accetta di cedere i suoi poteri al Consiglio della città.
[In un suo scritto uscito postumo, il gen. E. Caviglia accennerà a un tentativo fatto proprio da G. Giolitti per evitare, se non il sangue, almeno la battaglia aperta tra due eserciti italiani: «L'on. Zanella, inviato dal governo ad Abbazia assicurava che, nel giorno in cui le nostre truppe si fossero avvicinate a Fiume per occuparla, egli avrebbe suscitato una rivoluzione entro la città, così rapidamente che il comando fiumano non sarebbe più stato in grado di funzionare, e le nostre truppe avrebbero trovato agevole l'occupazione.».
Enrico Caviglia, Il conflitto di Fiume, Milano 1948.]


Tra il 1920 e il 1921, pur tra mille difficoltà, il governo liberale costituisce la Dgc (Direzione generale dei combustibili) che ha il compito di ridurre la dipendenza energetica italiana dalle compagnie straniere.

MEZZOGIORNO E ISOLE

Napoli, alle elezioni amministrative il "blocco popolare" perde il comune e si torna alla consueta prevalenza di clericali, ora organizzati nel Ppi (Partito popolare itaiano) di don L. Sturzo, e dei liberali moderati.

 

Fonti:
- Giuseppe Galasso, Intervista sulla storia di Napoli, a cura di Percy Allum, Laterza 1978.

 

 



Partito popolare italiano
(Ppi)

1920

Gennaio
-

Febbraio
-

Marzo
-
,

Aprile
8-11
, Congresso di Napoli: i popolari decidono di attenersi, nei loro rapporti con gli altri partiti, a una «tattica di intransigenza», presentandosi soli nelle elezioni. Ma durante la campagna per le elezioni ammisntirative, che si svolgono dal s


Giugno
-

Settembre
durante la campagna per le elezioni amministrative (settembre-novembre), diversi vescovi – e primo fra tutti il card. A.C. Ferrari, arcivescovo di Milano – intervengono pubblicamente consigliando i cattolici a votare in favore dei "blocchi", ai quali partecipano anche i fascisti.

Novembre
pochi giorni prima della consultazione elettorale, la sinistra del partito fa riconfermare dalla sezione milanse il deliberato del congresso di Napoli per l'assoluta intransigenza.
Allora l'arcivescovado fa sapere che il card. A.C. Ferrari, dal letto del dolore dove sta agonizzando, consiglia a tutti i credenti di votare contro il bolscevismo.
La grande maggioranza dei cattolici, incoraggiata dal quotidiano «Italia» e dalle conferenze dell'on. Nava e degli altri maggiorenti della destra papalina, seguono il consiglio.
La direzione del partito, sulla base dei risultati di un'inchiesta svolta a Milano dal prof. Colonnetti, intende prendere severe sanzioni; ma alla fine, per non rompere l'unità del partito, si contenta di ordinare la ricostituzione della sezione milanese, chiedendo solo a coloro che vogliono esservi riammessi di firmare una dichiarazione in cui si impegnano ad attenersi, in analoghe ciircostanze, alle norme segnate dagli organi responsabili del partito, ed attenervisi «senza riserve».
La Federazione giovanile cattolica di Milano, diretta da don Giovanni Rossi, ex segretario particolare del card. A.C. Ferrari, ritiene inaccettabile anche questa soluzione conciliativa e chiede istruzioni alla Santa Sede, rilevando che la formula dell'impegno risulta offensiva per l'autorità ecclesiastica e lesiva delle coscienze dei cattolici.

Dicembre
-




 

OVEST
-
-
-
-

1920
-

 


 

DOMINION OF CANADA
[Aggiunta alle altre province britanniche nel 1763, include la regione sulle due rive del fiume San Lorenzo grossolanamente delimitate da Anticosti a est e il Lago Nipissing a ovest.
Dal 7 nov 1763 la provincia (ex Canada francese) è stata divisa formalmente in tre distretti: Québec, Trois-Rivières, Montréal.
Nel 1791 la provincia è stata separata in due parti:
Basso Canada (francofoni) e Alto Canada (lealisti).
Nel 1841, con l'Act of Union sono stati nominati due primi ministri ma Canada Est e Canada Ovest continuano ad andare ognuna per la sua strada. Il sistema dura ben 25 anni (1842-67).
Nel 1867, 1° luglio, nasce ufficialmente la confederazione: Dominion of Canada.]
Governatore generale
Victor C.W. Cavendish
duca di Devonshire
(1916 - 1921)
Primo ministro
Robert L. Borden
(1917 - 1920)
[unionista]
Arthur Meighen
(1920 - 1921)
[unionista]

1920
-
Nasce il National Progressive Party (Partito Nazionale Progressista) per iniziativa di Thomas Crerar, leader degli agricoltori del Manitoba ed ex ministro di Robert L. Borden.

Negli Stati Uniti viene introdotto il proibizionismo.
[Si trattadi una situazione piuttosto paradossale, dato che in Canada alla fine della I Guerra mondiale tutte le province, con l'eccezione del Québec e della British Columbia, hanno approvato leggi che proibiscono o limitano la produzione e la vendita di bevande alcoliche.
Dopo pochi anni il movimento per la temperanza perderà il sostegno popoalre e d'altro canto anche nelle zone dove rimangono in vigore misure proibizioniste, è pur sempre legale produrre alcolici per l'esportazione.
Ne deriverà un intensissimo traffico di contrabbando con gli Stati Uniti che procurerà enormi profitti alle distillerie canadesi, tanto che alla fine degli anni 1920 alcune province come l'Ontario e il Québec diverrano fortemente dipendenti da questa fonte di entrate.]

 


QUÉBEC
Primo ministro
-
Louis-Alexandre Taschereau
(1920 - ?)
[liberale]
Vescovo di Montréal
-

1920
-

Da quest'anno il primo ministro Louis-Alexandre Taschereau (1867-1952), liberale di destra, gestisce ininterrottamente il potere manipolando con metodi da boss i collegi elettorali, con il risultato che all'assemblea provinciale l'ormai esistente maggioranza urbana è del tutto sottorappresentata; è fautore dell'ingresso nella provncia del capitale americano e ostinatamente ostile a ogni tipo di riforma sociale.

Negli anni 1920 l'École sociale populaire, fondata dai gesuiti nel 1911, inizia a propagare con successo la dottrina sociale cattolica sulla base della quale sono organizzati sindacati, casse popolari e unioni professionali.
Lo stesso anno il sacerdote e storico Lionel Groulx dà vita al mensile «L'Action française» e a un movimetno nazionalista dello stesso nome.

 

 

ONTARIO
-
-

1920
-

Nasce il «Canadian Forum», una rivista i cui fondatori sono in gran parte docenti dell'University of Toronto.
La rivista diviene ben presto una tribuna per il nuovo spirito culturale manifestatosi dopo la guerra. Questo è ben esemplificato dalla scuola di pittori chiamata il Gruppo dei Sette che si definiscono nazionalisti in quanto interpreti dell'esperienza canadese e propagandisti di un "arte nazionale".
Il gruppo è formato da:
. Franklin Carmichael (1890-1974),
. Lawren S. Harris (1885-1970),
. Alexander Y. Jackson (1882-1974),
. Franz H. Johnston (1888-1949),
. Arthur Lismer (1885-1969),
. James E.H. MacDonald (1873-1932),
. Frederick H. Varley (1881-1969).
Grazie a «Canadian Forum» i Sette diverranno, nel giro di pochi anni, ben noti tra le élite culturali anglocanadesi.
[Negli stessi anni saranno fondati:
- Canadian Institute for Pacific Relations,
- Association of Canadian Clubs,
- Canadian Radio League,
tutte organizzazioni che devono stabilire una stretta rete di contatti tra accademici, uomini d'affari e pubblico colto allo scopo di propagandare e promuovere i nuovi ideali nazionali emersi dalla Prima Guerra Moniale.

 


NEW BRUNSWICK
-
-

1920
-

NOVA SCOTIA
-
-

1920
-

MANITOBA [dal 1870]
-
-

1920
-


NORTHWEST (territori) [dal 1870]
-
-

1920
-


BRITISH COLUMBIA [dal 1858]
[nel 1866 ha incorporato l'Isola di Vancouver e dal 1871 fa parte della confederazione.]
Primo ministro della provincia
-

1920
-

 

ISOLA DEL PRINCIPE EDOARDO
[Dal 1873 fa parte della confederazione.]
Primo ministro della provincia
-

1920
-

 

TERRITORIO DELLO YUKON [creato nel 1898]
Governatore
-

1920
-

 

ALBERTA [creata nel 1905]
Primo ministro della provincia
-

1920
-

 

SASKATCHEWAN [creata nel 1905]
Primo ministro della provincia
-

1920
-

 

 

TERRANOVA
Primo Ministro
Richard Squires
(1919 - 1923)

1920
-

 


UNIONE degli STATI UNITI d'AMERICA
Presidente degli Stati Uniti
Th.W. Wilson [28°]
(1913 4 mar - 4 mar 1921)
[Pd]
Vicepresidente
-
Segretario di Stato
[Ministro degli Esteri]
-
Ministro del Tesoro
-
Ministro della Guerra
-
Presidente della Corte Suprema
E.D. White Jr
(1910 19 dic - 19 mag 1921)

1920
Gennaio
16
, entra in vigore il XVIII emendamento che intende regolamentare ulteriormente la materia dell'alcolismo.

Proibizionismo
:
Sia il Volstead Act (1919) che il XVIII emendamento si riveleranno impossibili da applicare.
Si requisiscono migliaia di apparecchiature per la distillazione illegale, si distruggono milioni di litri di vino e di liquori, nel 1932 fniiranno in prigione per violazione alle norme sulle bevande alcoliche ben 44.678 persone, tanto da mettere in crisi il sistema carcerario. Ma a causa della parsimonia del Congresso non ci saranno mai abbastanza agenti per far rispettare la legge: solo 1520 nel 1920 e 2836 nel 1939. Per di più si tratta in gran parte di agenti nominati dalle forze politiche, pagati poco e perciò relativamente facili da corrompere.
Tra la popolazione, i ricchi e gran parte degli operai immigrati considerano il proibizionismo intollerabile violazione della libertà individuale e lo rifiutano in toto.
Gli espedienti per aggirare la legge assumono forme ingegnose. I contrabbandieri importano liquori dalle Antille, dalle Bahamas, attraverso il confine con il Canada o con il Messico.
L'alcol per uso industriale viene ridistillato e trasformato in gin e whisky artificiali, a volte tossici e persino letali.
Distillerie clandestine "casalinghe" producono "chiaro di luna" e "rugiada di montagna", moltissimi cittadini preparano personalmente birra e gin, il vino destinato alle funzioni religiose viene utilizzato a scopi mondani, medici compiacenti prescrivono bevande alcoliche ad ammalati cronici di "arsura".
Comunque nelle piccole città e nelle zone rurali il Volstead Actvien e fatto osservare con un certo rigore, e nel paese il consumo di alcolici registra nel complesso un netto calo: ci sono meno casi di alcolismo e un minor numero di arresti per ubriachezza. Ma nelle zone dove l'avversione al proibizionismo è più diffusa ci si prende gioco della legge impunemente.
Gli speakeasies, bar clandestini dove si smerciano alcolici, e i night-club, locali dalle attività piuttosto generiche dove si trova di tutto, si moltiplicano con la connivenza dell'amministrazione pubblica in molte grandi città: nel 1929 ci sono a New York 32.000 speakeasies, il doppio dei bar esistenti prima del proibizionismo.]
La conseguenza più grave del proibizionismo è lo sviluppo del crimine organizzato.
Una volta ottenuto il monopolio del commercio degli alcolici, le bande si dedicano ad altri racket proficui: gioco d'azzardo, prostituzione, stupefacenti; parte del denaro viene investita in attività del tutto legali, di copertura.
L'appoggio di uomini politici, poliziotti e giudici corrotti consente ai gangster di dominare l'apparato amministrativo di alcune città; si spiega così l'ascesa di Al Capone, il più noto fuorilegge di Chicago, che dal 1927 realizzerà un profitto di 60 Mni di dollari l'anno.
Ai tempi di Al Capone le lotte tra bande sono all'ordine del giorno: tra il 1927 e il 1930 ci saranno oltre 500 morti in scontri fra gangster rivali, e quasi mai la polizia potrà individuare i colpevoli.]

 




entra in vigore il XIX emendamento con cui le donne ottengono il diritto di voto;

Marzo
19, ora che l'argomento della ratifica del "trattato di pace di Versailles" torna di nuovo in discussione al senato, alcuni democratici si rifiutano di seguire le direttive di Th.W. Wilson: 49 senatori contro 35 votano a favore del trattato con le riserve proposte. MAncano però 7 voti per raggiungere la maggioranza di due terzi richiesta per la ratifica.
Di conseguenza il trattato e l'adesione degli Stati Uniti alla "Società delle Nazioni" non ha l'approvazione del Congresso.
Th.W. Wilson pensa che le prossime elezioni saranno "un grande e solenne referendum" sulla "Società delle Nazioni", ma le sue speranze andranno deluse.]

 



Maggio
3
, New York, Andrea Salsedo, tipografo di origine italiana e simpatizzante libertario "vola" dalla finestra del 14° piano dei locali del "Bureau of Investigation", probabilmente "suicidato" dalla polizia che lo aveva arrestato il 7 marzo e da due mesi lo teneva in isolamento sotto durissimi pestaggi. Era accusato di aver stampato un opuscolo anarchico.

Lo stesso mese termina improvvisamente il sistema dei prezzi garantiti agli agricoltori.

In vista delle elezioni i repubblicani presentano come candidato alla presidenza W.G. Harding dell'OHIO e alla vicepresidenza Calvin Coolidge che, avendo raggiunto una certa notorietà come governatore del MASSACHUSETTS quando gli è stato attribuito il merito di aver posto fine allo sciopero dei poliziotti di Boston, è diventato quasi un simbolo della legge e dell'ordine;
i democratici, demoralizzati per la lunga controversia sulla "Società delle Nazioni" e divisi sulla legge riguardante il "proibizionismo" nominano loro candidato alla presidenza un altro politico dell'OHIO poco conosciuto, il governatore James M. Cox, di tendenze progressiste; alla vicepresidenza nominano F.D. Roosevelt;
il candidato democratico James M. Cox fa dell'adesione alla "Società delle Nazioni" uno dei suoi argomenti elettorali, mentre i repubblicani si mantengono deliberatamente sul vago.

Novembre
Alle presidenziali il repubblicano W.G. Harding vince con facilità contro il democratico James M. Cox.
Elezioni presidenziali
 
voto popolare
voto elettorale
. W.G. Harding (Repubblicano)
16.152.200
404
. James M. Cox (Democratico)
9.147.353
127
. Eugene V. Debs (Socialista)
919.799
-

Il repubblicano W.G. Harding vince con facilità contro il democratico James M. Cox, con un margine di voti maggiore di qualsiasi precedente candidato alla presidenza, anche se ha votato solo il 49% dell'elettorato (ben poca cosa in rapporto al 71% del 1916).

 


Una volta eletto, il repubblicano W.G. Harding decide però di interpretare la sua schiacciante vittoria come un rifiuto popolare nei confronti del trattato di Versailles.
2, inizia a trasmettere regolarmente la stazione radiofonica «KDKA» di Pittsburgh, comunicando i risultati delle elezioni presidenziali.

Alla fine della guerra mondiale Cuba Haiti, Repubblica Dominicana e Nicaragua sono occupate da truppe statunitensi e la penetrazione economica ha trasformato di fatto la maggior parte delle nazioni sudamericane in protettorati.
[Negli anni Venti gli investimenti degli Stati Uniti e il controllo economico continueranno ad aumentare, ma sarà limitato progressivamente l'intervento delle forze armate.]

La sconfitta della Germania ha allontanato ogni minaccia all'imbocco occidentale del canale di Panama.

 

 
Popolazione urbana e rurale negli Stati Uniti d'America
Anni
Urbana
Rurale
Totale
di cui
nati in Italia
1890
22.720.233
40.227.491
62.947.714
-
1900
30.797.185
45.197.390
75.994.575
484.027
1910
42.623.383
49.348.883
91.972.206
1.343.125
1920
54.304.603
51.406.017
105.710.620
1.610.113
Fonti:
13th Census of the United States 1910, Vol. I, pp. 184-187.
14th Census of the United States 1920, Vol. II, p. 768.


Scrittori degli anni Venti:
. H.L. Mencken, giornalista, mette in ridicolo le dominanti convenzioni sociali, sessuali, estetiche e la stessa democrazia, insieme con l'intera umanità;
. S. Lewis, romanziere, primo scrittore degli Stati Unitti a ricevere il premio Nobel per la letteratura;
. S. Anderson,
. E. Hemingway,
. F.S. Fitzgerald,
. W. Faulkner,
. E.G. O'Neill,


" Bureau of Investigation":
-




[nuovo] Ku Klux Klan
corruzione delle parole
Kyklos (greco=cerchio) e clan (inglese)

«segue da 1915»
1920, il reclutamento al [nuovo]Ku Klux Klan viene affidato a due ex esattori e si espande in maniera straordinaria, specialmente negli stati del Middle West, del Sudovest e della costa del Pacifico;
all'inizio degli anni 1920 la setta arriva a controllare lo stato dell'Indiana;
«segue 1925»

 

 



 

 

 


 


 

 

[Maldwyn A. Jones, Storia degli Stati Uniti, Bompiani 1984.]

 




[01] DELAWARE [dal 7 dicembre 1787] - cap. Dover
[Primo stato a ratificare la Costituzione degli Stati Uniti d'America.
Non esistono collegamenti fra chiesa e stato e una grande libertà religiosa si è affermata sin dall'inizio.]
Governatore
-

1920
Gennaio

-

 

[02] PENNSYLVANIA [dal 12 dicembre 1787] - cap. Harrisburg
[Non esistono collegamenti fra chiesa e stato e una grande libertà religiosa si è affermata sin dall'inizio.]
Governatore
-

1920
Gennaio

-

 

[03] NEW JERSEY [dal 18 dicembre 1787] - cap. Trenton
[Non esistono collegamenti fra chiesa e stato e una grande libertà religiosa si è affermata sin dall'inizio.]
Governatore
-

1920
Gennaio

-

 

[04] - [04] GEORGIA [dal 2 gennaio 1788] - cap. Atlanta
[Già ammesso nell'Unione nel 1780 ma ratificato solo il 2 gennaio 1788.
Riammesso al Congresso il 30 marzo 1870.]
Governatore
-
-

1920
Gennaio

-

 




[05] CONNECTICUT [dal 4 gennaio 1788] - cap. Hartford
Governatore
-

1920
Gennaio

-

[06] MASSACHUSETTS [dal 6 febbraio 1788] - cap. Boston
Governatore
-

1920
Gennaio

-

5, Nicola Sacco e Bartolomeo Vanzetti, immigrati italiani, anarchici dichiarati e renitenti alla leva in tempo di guerra, vengono arrestati sotto l'accusa di aver assassinato a scopo di rapina un cassiere e una guardia privata di un portavalori di South Braintree (Boston);



[07] MARYLAND [dal 28 aprile 1788] - cap. Annapolis
Governatore
-

1920
Gennaio

-

 

 

 






[08] - [01] SOUTH CAROLINA [dal 23 maggio 1788] - cap. Columbia
Governatore
-
-

1920
Gennaio

-


[09] NEW HAMPSHIRE [dal21 giugno 1788] - cap. Concord
Governatore
-

1920
Gennaio

-

 





[10] - [08] VIRGINIA [dal 26 giugno 1788]- cap. Richmond
[Riammesso al Congresso il 30 marzo 1870]
Governatore
-
-

1920
Gennaio

-

 





[11] NEW YORK [dal 26 luglio 1788] - cap. Albany
[L'anglicanesimo è la religione di stato in quattro contee.]
Governatore
-

1920
Gennaio

-

 

[12] - [09] NORTH CAROLINA [dal 21 novembre 1789] - cap. Raleigh
[Tratto di terre immediatamente a sud della Virginia, attorno allo stretto di Albemarle.]
Governatore
-
-

1920
Gennaio

-

[13] RHODE ISLAND [dal 29 maggio 1790] - cap. Providence
Governatore
-

1920
Gennaio

-


[14] VERMONT [dal 4 marzo 1791] - cap. Montpelier
Governatore
-

1920
Gennaio

-


[15] KENTUCKY [dal 1° giugno 1792] - cap. Frankfort
Governatore
-
-

1920
Gennaio

-



[16] - [10] TENNESSEE [dal 1° giugno 1796] - cap. Nashville
[Riammesso all'Unione dall'aprile 1866.]
Governatore
-
-

1920
Gennaio

-

 


[17] OHIO [dal 1° marzo 1803] - cap. Columbus
Governatore
-
-

1920
Gennaio

-

[18] - [05] LOUISIANA [dal 30 aprile 1812] - cap. Baton Rouge
- 1819, Trattato Adams-Onís: stabilisce il confine con il MESSICO spagnolo: va dal fiume Sabine, nel TEXAS orientale, fino al 42° parallelo (futuro confine settentrionale della CALIFORNIA) e da quel punto, verso ovest, fino al Pacifico.
Governatore
-
-

1920
Gennaio

-

 


[19] INDIANA [dal 11 dicembre 1816] - cap. Indianapolis
Governatore
-
-

1920
Gennaio

-

[20] - [06] MISSISSIPPI [dal 10 dicembre 1817] cap. Jackson
[Riammesso al Congresso il 30 marzo 1870]
Governatore
-
-

1920
Gennaio

-


[21] ILLINOIS [dal 3 dicembre 1818] - cap. Springfield
-
Governatore
-
-

1920
Gennaio

-



[22] ALABAMA [dal 14 dicembre 1819] - cap. Montgomery
[Dal 18 ottobre 1867 sotto la sovranità degli Stati Uniti.]
Governatore
-

1920
Gennaio

-

 

 




[23] MAINE [dal 15 marzo 1820] - cap. Augusta
-
Governatore
-
-

1920
Gennaio

-

[24] MISSOURI [dal 10 agosto 1821] - cap. Jefferson City
Governatore
-
-

1920
Gennaio

-

[25] - [11] ARKANSAS [dal 15 giugno 1836] - cap. Little Rock
Governatore
-
-

1920
Gennaio

-

 


[26] MICHIGAN [dal 26 gennaio 1837] - cap. Lansing
Governatore
-
-

1920
Gennaio

-


[27] - [03] FLORIDA [dal 3 marzo 1845] - cap. Tallahassee
Tra il 1810 al 1813 gli Stati Uniti hanno inglobato la maggior parte della Florida occidentale, la scia costiera che corre da New Orleans a Mobile, ma una buona parte della colonia, unitamente a tutta la Florida orientale, cioè la penisola, resta ancora sotto il dominio spagnolo.
Nel 1819, con il Trattato Adams-Onís è stata completamente ceduta agli Stati Uniti dalla Spagna.
Nel 1868 è rientrata a far parte dell'Unione.]
Governatore
-
-

1920
Gennaio

-


[28] - [07] TEXAS [dal 29 dicembre 1845] - cap. Austin
Governatore
-
-

1920
Gennaio

-


[29] IOWA [dal 28 dicembre 1846] - cap. Des Moines
Governatore
-
-

1920
Gennaio

-

[30] WISCONSIN [dal 29 maggio 1848] - cap. Madison
Governatore
-
-

1920
Gennaio

-

[31] CALIFORNIA [dal 9 settembre 1850] - cap. Sacramento
Governatore
-

1920
Gennaio

-

 

 


[32] MINNESOTA [dall'11 maggio 1858] cap. Saint Paul
Governatore
-
-

1920
Gennaio

-

 

 


[33] OREGON [dal 14 febbraio 1859] - cap. Salem
- 1845, alla fine dell'anno i 5000 coloni americani dell'Oregon organizzano un governo provvisorio e chiedono la fine del regime di occupazione comune e l'esclusiva giurisdizione americana.
- 1848, diventa territorio autonomo.
Governatore
-
-

1920
Gennaio

-

[34] KANSAS [dal 28 gennaio 1861] - cap. Topeka
Governatore
-
-

1920
Gennaio
-

 

 


[35] WEST VIRGINIA [dal 19 giugno 1863] - cap. Charleston
Governatore
-
-

1920
Gennaio

-

 

 


[36] NEVADA [dal 31 ottobre 1864] - cap. Carson City
[Il 2 marzo 1861 il suo territorio era stato separato da quello dell'UTAH.]
Governatore
-

1920
Gennaio

-

 


[37] NEBRASKA [dal 1° marzo 1867] - cap. Lincoln
Governatore
-
-

1920
Gennaio

-

[38] COLORADO [dal 1° agosto 1876] - cap. Denver
[Territorio autonomo dal 28 febbraio 1861.]
Governatore
-

1920
Gennaio

-

 


[39] NORTH DAKOTA [dal 2 novembre 1889] - cap. Bismarck
Governatore
-
-

1920
Gennaio

-

[40] SOUTH DAKOTA [dal 2 novembre 1889] - cap. Pierre
Governatore
-
-

1920
Gennaio

-

[41] MONTANA [dall'8 novembre 1889] - cap. Helena
[cap.li: fino al 1865 Bannack, fino al 1875 Virginia City.]
Governatore
-
-

1920
Gennaio

-

[42] WASHINGTON [dall'11 novembre 1889] - cap. Olympia
Governatore
-
-

1920
Gennaio

-

[43] IDAHO [dal 3 luglio 1890] - cap. Boise
[Territorio autonomo dal 24 marzo 1863 con cap. Boise.
Inizialmente, fino al 7 dicembre 1864, la capitale era Lexinton.]
Governatore
-
-

1920
Gennaio

-

[44] WYOMING [dal 10 luglio 1890] - cap. Cheyenne
Governatore
-
-

1920
Gennaio

-

[45] UTAH [dal 4 gennaio 1896] - cap. Salt Lake City
[Territoro annesso nel 1850.
Dal 2 marzo 1861 si è staccato il Territorio del NEVADA.]
Governatore
-
-

1920
Gennaio
-

 


[-] Territorio delle HAWAII [dal 7 luglio 1898] - cap. Honolulu
 
Governatore
-
-

1920
Gennaio
-

 


[46] OKLAHOMA [dal 16 novembre 1907] - cap. Oklahoma City
[Territorio autonomo dal 2 maggio 1890.
Con l'annessione di questo nuovo stato gli indiani sono stati espropriati del loro territorio di riserva "permanente". ]
Governatore
-
-

1920
Gennaio
-


[47] NEW MEXICO [dal 6 gennaio 1912] - cap. Santa Fe
[Territorio autonomo dal 1846.]
Governatore
-
-

1920
Gennaio
-

 


[-] Territorio dell'ALASKA [dal 1912] - cap. Juneau
[1867, 9 aprile, il senato ratifica l'atto d'acquisto del territorio dalla Russia per 7,2 Mni di dollari;
18 ottobre [Alaska day], avviene il passaggio di sovranità;
1884, diviene un distretto dell'Oregon;
1898, viene scoperto l'oro: questo fatto provoca una vera e propria invasione di cercatori d'oro; altro oro viene poi scoperto nel vicino Klondike, territorio canadese, e l'Alaska è utilizzata come base di partenza per i cercatori.]
Governatore
-
-

1920
Gennaio
-

 


[48] ARIZONA [dal 14 febbraio 1912] - cap. Phoenix
[Territorio autonomo dal 1863, ma fino al 1886 non ci fu pace con gli Indiani.]
Governatore
-
-

1920
Gennaio
-


a



1920
GRANDI ANTILLE
- Presidente della repubblica
?
(?-?)
[nella costituzione è inserito l' "emendamento Platt" che dà diritto agli Stati Uniti di intervenire negli affari interni del paese e di installarvi proprie basi per usi militari e commerciali: dal 1903 esiste la base militare di Guantánamo]
1920
nel dopoguerra sorgono i primi movimenti operai e studenteschi organizzati;
il generale Gerardo Machado y Morales diventa capo del Partito liberale;
Haiti
-
?
(?-?)
occupazione militare diretta statunitense (1916-39)
1920
-
- Presidente della repubblica
?
(?-?)
1920
dal 1916 truppe americane occupano Santo Domingo imponendovi un regime militare;
- Governatore
?
(?-?)
[colonia britannica dal 1866]
1920
-


1920
Estados Unidos Mexicanos
(Stati Uniti del Messico)
[repubblica federale]
- Presidente della repubblica federale
V. Carranza
(1917 mar - 1920)
A. Obregón
(1920 - 1924)

1920
continua, da parte del presidente V. Carranza, il periodo di "normalizzazione" con metodi non sempre teneri finché non viene assassinato in un attentato;
al suo posto sale alla presidenza A. Obregón il quale, fortemente anticlericale, sviluppa una politica sociale (distribuzione di terre ai contadini e riforma della pubblica istruzione) appoggiandosi ai sindacati e mantiene rapporti amichevoli con gli Stati Uniti ai quali rinnova la concessione per lo sfruttamento delle risorse petrolifere del paese;


1920
- Capo del governo
-
(formalmente indipendente dal 1847)

1920
-



1920
Honduras
-
?
(? - ?)
1920
totale dipendenza dagli Stati Uniti, interessati a mantenere sotto proprio controllo le ricche piantagioni di banane, unica risorsa economica del paese;
continuano (dal 1911 al 1933) gli interventi delle truppe americane per salvaguardare gli interessi yankee;

1920
- Presidente della repubblica
?
(1903 - ?)
1920
guerra con il Guatemala;
la conclusione di questo conflitto che vede intervenire gli Stati Uniti, con ruolo di mediazione, segna l'ingresso del paese nell'area di influenza della grande potenza americana;
da questo momento si succederanno governi militari: rari, e in genere effimeri, i governi regolarmente eletti;

1920
- Presidente
?
(? - ?)
1920
[rimane in vigore il trattato Bryan-Chamorro con gli Stati Uniti]

1920
- Presidente della repubblica
?
(? - ?)
[liberale]
1920
ritorna ora il regime liberale;

1920
República de Panamá
(indipendente dal 1903)
- Presidente della repubblica
?
(1903 - ?)
1920
-






1920
- Presidente  
1920
perdurano le controversie con gli Stati Uniti;

1920

- Presidente della repubblica

J.V. Gómez
(1908 - 1935)
[dal 1903 fino al 1938 decine di migliaia di oppositori vengono incarcerati o esiliati.]
1920
in conseguenza dello sfruttamento delle risorse petrolifere, negli anni Venti entra in una fase di rapido quanto caotico sviluppo economico; nel giro di pochi anni il paese diventerà il secondo esportatore di greggio, ma sarà rivoluzionata la sua struttura politica e sociale;



1920
República del Ecuador

- Presidente della repubblica

?
(?-?)
1920
si alternano dittature conservatrici (J.J. Flores, G. García Moreno) e di dittature liberali (V. Rocafuerte, E. Alfaro) e da crescenti ingerenze dell'esercito, formato all'origine da elementi venezuelani;



1920

- Presidente della repubblica

A.B. Leguía
(1919 - 1930)
[dittatura "progressista"]
(Repubblica indipendente dal 1827)
1920
forte centralizzazione dell'apparato statale ("Patria Nueva") e massicci investimenti, tramite prestiti nordamericani, nel settore delle opere pubbliche;


1920

- Presidente della repubblica

?
(?-?)
1920
privata di ogni sbocco al mare dopo la guerra del Pacifico, si fa sempre più accentuata la dipendenza economico-politica dall'Inghilterra e poi dagli Stati Uniti, principali importatori di stagno.


1920

- Presidente della repubblica

?
(1891 - 1920)
1920
fine della repubblica presidenziale e restaurazione del predomino oligarchico (1891-1925); questo regime parlamentare, incapace di esprimere maggioranze omogenee e stabili, è la causa attiva di un ceto politico opportunista e corrotto, finora sconosciuto;
opera dal 1912 il Partido obrero proletario (poi comunista) di Luis E. Recabarren;
il voto operaio e quello dei ceti medi concorrono a portare alla presidenza il candidato liberaldemocratico Arturo Alessandri Palma fautore di un programma di riforme d'ispirazione radicale e populista (separazione della chiesa dallo stato, legislazione sociale, controllo dell'industria dei nitrati, imposta sui redditi) decisamente antioligarchico;
terminata la seconda guerra mondiale, si esaurisce rapidamente il ciclo del salnitro per la concorrenza dei nitrati sintetici di produzione tedesca;


1920
dal 1816 divise nelle tre colonie:
Guyana Britannica

- Governatore

?
(? - ?)
1920
-
Suriname (olandese)

- Governatore

?
(? - ?)
1920
-
Guyane Française
[già sede di una colonia penitenziaria e poi, dal 1852,
di un bagno penale (fino al 1945)]

- Governatore

?
(? - ?)
1920
-


1920

- Presidente della repubblica

?
(? - ?)
1920
-



1920

- Presidente della repubblica

gen. B. Ferreira
(1904 - ?)
[partito degli azules]
1920
-



1920

- Presidente della repubblica

H. Irigoyen
(1916 - 1930)
[Unión civica radical]
1920
Buenos Aires, nasce il Partito comunista argentino;

 




1920
- Presidente della repubblica
-
1920
-





1920
CINA
(Repubblica dal 1911)

presidente

Yüan Shih-k'ai
(1912 - ?)

1920
Nanchino,

a

1920
DAE HAN
(Corea)

1920
lo stato coreano ha cessato di esistere come entità autonoma nel 1910 essendo stato annesso dal Giappone;
la dominazione di Tokyo è improntata a uno spietato regime poliziesco;
è attivo comunque un movimento di resistenza nazionale;

a





1920
(periodo Taisho: 1912-26)
Giappone

Yoshihito

(? - 1926)
1912-26, imperatore del Giappone;

1920
-

Kuomintang
KMT
(Partito nazionale del popolo)

1920
Tokyo, dal 1905 opera la T'ung Meng Hui (Lega dei rivoluzionari) ispirata ai "tre principi del popolo" formulati da Sun Yat-sen:
- indipendenza nazionale
- democrazia parlamentare
- socialismo agrario;

a





1920
[colonia spagnola dal 1900, con capitale Villa Cisneros già protettorato dal 1884.]
-
-
1920
-


1920
Marocco
[dal 1912 è un protettorato della Francia che ha riconosciuto alla Spagna una zona di sua spettanza (Rif, Ifni, Tarfaya) e lasciato sul trono l'ex sultano Mulay 'Abd al-Hafiz]
1920
campagne del Rif
1920-26

1920, le popolazioni berbere della regione Rif, sotto la guida di M. ibn 'Abd el-Krim, si ribellano alla penetrazione spagnola;


1920
Algeria
[dal 1848 parte integrante del territorio nazionale francese, organizzata in tre dipartimenti d'oltremare;
dal 1880 continua la colonizzazione francese attraverso una forte immigrazione dalla Francia e una sistematico esproprio delle terre appartenenti ai proprietari musulmani; i costanti tentativi di assimilare gli arabi-berberi alla cultura francese finiranno col risveglio nazionale algerino.]
-
?
(?-?)
1920
agitazione nazionalista dell'emiro Khaled, nipote di 'Abd el-Kader († Damasco 1883);

1920
Tunisia
[con il trattato del Bardo del 1881, perfezionato nel 1883 con il trattato della Marsa, la Francia è riuscita a imporvi il suo protettorato.
Il bey conserva formalmente le sue prerogative.]
- Bey  
1920
La tendenza nazional-riformista rappresentata dai "giovani tunisini" sfocia nella fondazione di un partito politico moderno, il Destur o Partito liberal-costituzionale;


1920
LIBIA
[nome romano riesumato durante il conflitto per indicare le due regioni della Tripolitania e della Cirenaica]
- dal 1913 l'Italia esercita la sua sovranità sulla Libia -
TRIPOLITANIA
(1912-34)
Governatore
Tripoli
comm. Metzinger
(ago - ?)
comm. Mercatelli
(ago - lug 1921)
1920
Decisamente ribelle al governo è Ramadàn esc-Scetèui, cioè il partito degli orientali costieri capitanato dai Cologhli di Misurata il quale, nonostante i patti non ha affatto consegnato al governo le armi e il tesoro di guerra ricevuto dai turchi; contro questo gruppo si levano i suoi avversari naturali, e cioè gli orientali dell'interno, guidati dagli Ulad Sleman ed Orfella - sotto Abd el Nebi Belcher e, fra gli occidentali, i Tarhuna sotto Ahmed el-Mràied.
Si alleano invece a Ramadàn esc-Scetèui la metà dei Garian sotto i due fratelli Coobàr e metà di Nalut sotto Chlifa ben Ascher. Ma questi viene battuto da una lega abilmente creata da Tripoli fra arabi e berberi italofili. I medesimi, poco dopo, avanzano sul Garian ove il nostro presidio è assediato dai fratelli Coobàr, battono questi ultimi e li fanno prigioneiri.
I Cologhli di Misurata sono così ormai isolati e stanno per essere accerchiati.
In questa situazione riceve un appoggio insperato da parte del ministero delle Colonie il quale disapprova l'opera del comm. Metzinger e lo richiama sostituendolo con chi a Roma ha maggiormente criticato la sua azione e cioè il comm. Mercatelli.
Preoccupati dal richiamo del governatore, i capi della lega antimisuratina domandano spiegazioni al governo e poiché tali spiegazioni non vengono fornite, i due fratelli Coobàr vengono rilasciati. Ma è lo stesso Ramadàn esc-Scetèui che risolve la situazione. Fiducioso nelle sue truppe regolarizzate, tenta un grande colpo per spezzare il cerchio degli avversari e si getta su Beni Ulid capoluogo degli Orfella di cui riesce ad impadronirsene. Ma questi forti nomadi tornano subito al contrattacco, circondano i misuratini e li distruggono quasi per intero;
Agosto
24
, Ramadàn esc-Scetèui viene ucciso.
Dopo un periodo di smarrimento, i misuratini si riorganizzano, sempre sotto la direzione dei Cologhli: tutti i rappresentanti delle varie regioni si riuniscono in un convegno a Garian in cui risorge la questione dell'emirato. La "commissione del Garian" chiede di trattare direttamente con il governo di Roma. Il governatore naturalmente si oppone ma il governo romano si affretta ad inviare a mandare un emissario libico per chiamarla. Essa giunge a Roma, ma il ministro, preso da scrupoli, dichiara che non la riceverà se prima non saranno liberati i 16 prigioneri ancora tenuti in ostaggio a Misurata.
Contemporaneamente giungono a Roma altre due commissioni, una di notabili dissidenti da quelli giunti in precedenza, e un'altra di italiani della Tripolitania che intendono richimare il governo ad un contegno decente. La situazione è complicata dai deputati socialisti i quali, in odio all'Italia e a nome degli italioti, sostengono ogni rivendicazione dei libici.
La "commissione del Garian" dichiara allora che non ha difficoltà a restituire i prigionieri; però non al governo ma al partito socialista.
[Sono i precursori di quanto avverrà nel 1947 per i prigionieri italiani in Jugoslavia.]
Dopo di ciò la "commissione del Garian" pretende di essere riconosciuta come sola, autentica rappresentante della popolazione della Tripolitania ma poiché così non è, il ministro Luigi Rossi rifiuta e con ciò le trattative vengono rotte.

CIRENAICA
Muhammad Idris al-Mahdi al-Sanusi

(Giarabub 1890 - Il Cairo 1983)
1917-22, capo della confraternita dei Senussi;
1923-48, è costretto all'esilio;
1948, emiro di Cirenaica;
1950-69, re di Libia(Idris I);

Governatore
Bengasi
-

1920
Ottobre
25
, il trattato d Acroma viene sostituito ora dal trattato di Régima per cui viene riconosciuto a Idrìs il titolo di "Emiro dei Senussi" con l'amministrazione autonoma di Gialo, Giarabub e Cufra e con sede ad Agedabia con larghe prebende: ma entro otto mesi egli deve sgombrare la Cirenaica!

[Un rapporto del prof. Tedeschi, direttore dell'ospedale di Derna, evidenzia, tra l'altro, i dati di morbilità per le tribù dell'altopiano orientale: lue 70%, tubercolosi 35%, tracoma 85%.]

a


1920
EGITTO
[protettorato britannico dal 1914]
Fu'ad I  
(Il Cairo 1868 - 1936)
figlio del khedivè Isma'il;
1917-1922, sultano d'Egitto;
succede al fratello maggiore Husayn Kamil († 1917);



1922-1936, re d'Egitto;
- Alto Commissario
gen. E.H.H. Allenby [il Toro]
(1919 mar - 1925)
- Primo Ministro
'Adil Pascià
(1919 mar - 1925)

1920
-



1920
Sudan
[dalla convenzione del 18 gennaio 1899, il paese è stato costituito in "condominio" anglo-egiziano, di fatto in possedimento britannico]
   
1920
la dominazione inglese ne accentua la dipendenza coloniale, contestata fin dal periodo tra le due guerre mondiali dai nazionalisti sudanesi divisi tra una tendenza indipendentistica e una tendenza favorevole all'unione con l'Egitto;


1920
Mauritania
[protettorato francese su su Trarza dal 1858.]
-
-
1920
il territorio viene ora annesso alla Francia ma le autorità coloniali non verranno mai completamente a capo dello spirito d'indipendenza mauro;


1920
Guinea-Bissau
[colonia autonoma portoghese dal 1879, i suoi confini (rettilinei e artificiosi di evidente origine coloniale) con l'Africa Occidentale Francese sono stati regolati nel 1896.]
   
1920
-


1920
Africa Occidentale Francese
(AOF – 1895-1958)

[possedimenti retti, dal 1895, da un governatore generale, dipendente dal ministero delle colonie, in forma accentuatamente centralizzata]

- Governatore generale
?
(? -?)
Senegal [sotto controllo francese dal 1817, sottomesso e pacificato dal 1865.] cap. Dakar.
1920
-
Senegal-Niger [ex Territorio del Senegambia-Niger a sua volta ex Sudan francese]
1920
-
Alto Volta [costituita in colonia dai francesi nel 1919 con territori staccati dalle colonie dell'Alto Senegal e del Niger; ]
1920
-
Niger [ex regno costituito nel Bahirmi, nel Kanem-Bornu e in parte del Ciad – capitale Dikoa. ]
1920
l'ex regno viene completamente colonizzato dopo un susseguirsi di spedizioni militari iniziate nel 1890 in seguito all'accordo franco-britannico relativo all'area nigeriana (linea Say-Maroua);
Guinea Francese [protettorato francese dal 1889, è sorta la città di Conakry nel 1890; colonia francese dal 1891;
con l'acquisizione dell'isola di Los nel 1904 ha assunto il suo assetto territoriale definitivo;]
1920
-
Costa d'Avorio [colonia francese dal 1893.]
1920
-
Dahomey [annesso dal 1899 ma, completamente, dal 1916]
1920
-

1920
Sierra Leone
[colonia inglese dal 1808.]
- Governatore
?
(?-?)
1920
-

1920
[ex Monrovia, è una repubblica indipendente dal 1847, con una costituzione modellata su quella statunitense ma con il predominio dell'elemento nero-americano su quello autoctono;
nel 1857 al paese si è unita l'ex colonia formatasi a capo delle Palme nel 1833.]
-
-

1920
Il giamaicano Marcus Aurelius Garvey (1887-1940) fonda la Chiesa Ortodossa Africana e invoca il potere negro: chiede infine alla Liberia di fondare tra i suoi confini una colonia di "ritorno dall'Africa".

Settembre
il senegalese Blaise Diagne difende Johnson, sindaco di Monrovia, e Marcus Aurelius Garvey dall'accusa di "bolscevismo".

 


1920
Costa d'Oro
[colonia della corona britannica dal 1874, mentre continua la resistenza degli ashanti dell'interno;
nel 1919 la Aborigines' Rights Protection Society (Società per la protezione dei diritti degli aborigeni), alla quale è stato ritirato il riconoscimento ufficiale del governo inglese, si è trasformata in una specie di movimento di opposizione guidato, tra gli altri, da W.E. C. Sekyi, un autorevole avvocato di Cape Coast.]
- Governatore
-

1920
L'avvocato e giornalista J.E. Casely Hayford accetta una carica nel Consiglio Legislativo britannico in Costa d'Oro.

Grazie alla sua opera nasce il West African National Congress (Congresso Nazionale dell'Africa Occidentale) con l'obiettivo dichiarato di costituire un fronte unico comprendente in un primo tempo tutti gli africani dei quattro territori britannici dell'Africa occidentale e, successivamente, quelli di tutta l'Africa, secondo la concezione del Pan-African Congress del dr. Du Bois.
Le sue idee influenzano H. Macauley († 1946) che contende ad Azikiwe il titolo di "padre del nazionalismo nigeriano".
J.E. Casely Hayford chiede che nelle colonie le legislature abbiano membri africani in parte eletti, una graduale "partecipazione africana" agli Organi Esecutivi Coloniali e la condizione di "dominion" anche per gli stati africani, e non solo per quelli del "Commonwealth bianco" dell'Impero Britannico.
Gli inglesi riescono finalmente a trovare lo "scranno d'oro" degli ashanti, rimasto nascosto per lungo tempo.

 



1920
[1919, alla fine della prima guerra mondiale il territorio è stato affidato [Mandato B] per due terzi alla Francia e per il resto alla Gran Bretagna.]
- Comandante
?
(?-?)

1920
-

 

 






1920
comprende i due ex protettorati britannici;
all'unità amministrativa della federazione non corrisponde tuttavia una reale integrazione etnico-culturale del paese;
Nigeria settentrionale [territori haussa, riuniti dal 1900]
-
-
1920
-

Nigeria Meridionale [territori degli Oil Rivers (dal 1849), di Lagos (dal 1861) e Benin (dal 1897), riuniti dal 1906]
-
-
1920
-



1920
Camerun
[protettorato franco-britannico, dopo il primo conflitto mondiale]
Njoya
-
(? - ?) c
1883-1933, re dei bantu;

1920
viene ora diviso in due mandati coloniali [Mandato B] previsti dal trattato di Versailles:
- alla Gran Bretagna, la porzione nordorientale, circa un quinto del paese;
- alla Francia, il resto (recupera anche i territori ceduti nel 1911);

1920
Africa Equatoriale Francese
(1910-1958)
1910, la Francia crea questa nuova unità amministrativa che, pur mantenendo a Brazzaville la sede del governatore generale, è divisa in quattro ripartizioni:
Medio Congo [ex Congo Francese]
-
1920
da novembre 1911 la Francia ha ceduto al Camerun tedesco il corridoio del Sanga (sarà restituito al Medio Congo nel 1919);

Gabon [già assorbito dal Congo Francese nel 1888 e ora separato]
-
1920
-
Ubangi Sciari (Oubangui-Chari) [ex Impero Centrafricano, diventato colonia francese dal 1905]
-
1920
-
Ciad [pur annesso dalla Francia, la resistenza all'interno continuerà fino al 1917]
-
1920
-




1920
Congo Belga
[colonia dello stato belga dal 1908]
(capitale: Lépoldville)
[il territorio dello Zaire, già sede (ancor prima dell'arrivo dei portoghesi) di importanti regni autoctoni quali quello del Congo, di Kuba, Luba, Lunda:
- nel 1880 è stato posto sotto il controllo dell'Associazione internazionale per il Congo, promossa da Leopoldo II re del Belgio;
- 1885-1908, sotto la sovranità (esercitata a titolo personale) di Leopoldo II re del Belgio.]
Governatore
-
1920
nel periodo tra le due guerre vengono estese le piantagioni ed avviato lo sfruttamento delle ricchissime risorse minerarie, senza che ciò comporti alcun miglioramento del livello di vita delle popolazioni indigene e delle condizioni igienico-sanitarie.
Katanga [regione sudorientale, annessa militarmente dai belgi nel 1891 sotto l'egida della Compagnie du Katanga istituita da re Leopoldo II.]

1920
dal 1906 il Comité Spécial du Katanga ha finito in pratica col rappresentare gli interessi monopolistici di grandi società private europee e in particolare della Bécéka (ferrovie) e della Union Minière che ha ricevuto una concessione di ben 20.000 kmq per lo sfruttamento del rame (prima colata nel 1911) e un'altra concessione di 14.000 kmq per lo stagno.
Nel 1917 la Union Minière ha aperto un'altra grande miniera a Likasi (nella zona dell'attuale Jadotville).

Diamanti, oro e soprattutto il rame dominano le esportazioni del Congo Belga di manufatti prodotti dalla manodopera a basso salario.


Ruanda-Urundi [dal 1919 sotto amministrazione belga]
1920
-



1920
Eritrea
[colonia italiana dal 1° gennaio 1890, con il fiume Mareb come confine con l'Etiopia.]
-
-
1920
-



1920
Impero di Etiopia
Zauditu
(? - ?)
1917-28, imperatrice di Etiopia;
succeduta a Ligg Iyasu;
1920
-



1920
SOMALIA
Muhammad ibn 'Abd Allah o "Mad Mullah" [per gli inglesi] († 1920) capo religioso;
1920
muore dopo aver condotto per vent'anni la resistenza somala nel nord.

Somalia Francese [colonia francese dal 1896]
il porto di Gibuti (1888) è collegato per ferrovia alla capitale etiopica Addis Abeba (1897-1917);
[situata in territorio dancalo e non propriamente somalo]
1920
-
Somalia Britannica [protettorato inglese dal 1884]
1920
-
Somalia Meridionale Italiana [protettorato italiano dal 1889, ma sotto la piena responsabilità del governo italiano dal 1905, dopo il riscatto del Benadir]
1920
-

1920
Africa Orientale Britannica
(IBEA – Imperial British East Africa)
Uganda [protettorato britannico dal 1894]
-
-

1920
formalmente diviso in quattro regni federati, è uno dei possedimenti più prosperi della Gran Bretagna in Africa;
dal 1902 le sono stati uniti amministrativamente entrambi i possedimenti, il litorale keniota (protettorato inglese dal 1895) e l'interno (dipendenza del protettorato dal 1902 e divenuta ora colonia) i quali ora vengono staccati prendendo il nome ufficiale di Kenya.

Nell'Uganda si registra una resistenza popolare all'Ordinanza sulle Autorità Indigene, con la quale viene usato il sistema dei capi poliziotti per poter ottenere il kasanvu (lavoro coatto) che viene aumentato da trenta a sessanta giorni all'anno. Gli inglesi impongono l'Ordinanza sui Tribunali con la Legge Indigena come forma di discriminazione razziale in campo giuridico, secondo l'esempio sudafricano. Gli inglesi si servono della divisione tra cattolici e protestanti provocata dalle missioni per dividere le forze di resistenza.
La Gran Bretagna istituisce nell'Uganda un Consiglio Legislativo eletto e si serve del Lukiko (Consiglio) del Kabaka (re) dei Baganda, come di uno strumento di governo indiretto per controllare e sfruttare i contadini-operai baganda.

Kenya [nome ufficiale solo dal 1920]
-
-

1920
La colonizzazione dell'interno ha intanto via via sovvertito la struttura etnica del paese.
L'accaparramento delle terre più fertili da parte dei coloni bianchi, oltre ad accentuare le rivalità tribali provoca il regresso delle popolazioni nomadi (in particolare dei masai), e la deculturazione degli agricoltori bantu, chiusi in riserve o forzatamente spinti a inurbarsi e ad assimilarsi ai costumi europei.
Nelle città della costa la vecchia aristocrazia suahili va perdendo importanza di fronte alla piccola borghesia indiana, introdotta dal regime coloniale, e agli assimilati bantu, privilegiati dall'amministrazione britannica rispetto alle altre etnie africane.
Tra le nuove leve intellettuali kikuyu, formatesi nelle missioni protestanti inglesi, prendono vita negli anni Venti i primi raggruppamenti politici indigeni. Nasce la moderata Kikuyu Association.

Nel Kenya, l'Ordinanza britannica sulle Autorità Indigene legalizza sessanta giorni di lavoro coatto all'anno, ma gli agricoltori inglesi nel Kenya esigono che il lavoro coatto sia portato a ducentosessanta giorni all'anno.
L'Alleanza delle Società Missionarie in Kenya chiede alla Commissione dell'Africa Orientale di non permettere le libere contrattazioni tra dipendenti e padroni.
È costituita l'Associazione dei Giovani Kikuyu presieduta da Harry Thuku. Sua meta principale è quella di ottenere riforme politiche. Si tratta di un'estensione dell'Associazione Kikuyu formata nel 1920 allo scopo di vedere attuate le promesse fatte a soldati e cittadini durante la «guerra per porre fine alle guerre». L'Associazione Kikuyu chiede la fine del Kipande (lavoro coatto) e delle imposte sulla mandopera.

Luglio
il Kenya viene dichiarato colonia.
Esistono tre "gruppi razziali" classificati dalla legge:
- 10.000 "europei",
- 23.000 "asiatici",
- 2.000.000 di "indigeni".
W.L.S. Churchill, ministro degli Affari Coloniali, dichiara che «i principi demcratici non possono essere applicati all'evoluzione di Asiatici e Africani».



1920
[dalla fine del primo conflitto mondiale (novembre 1918) il territorio è attribuito dalla Società delle Nazioni in mandato [Mandato B] alla Gran Bretagna che concede una relativa autonomia interna.]
-
-
1920
sotto i governatori inglesi Byatt e Cameron, viene conservato il sistema tedesco del governo militare indiretto attraverso soldati e coloni britannici.
Sorgono le prime piantagioni di agave.
Cameron instaura il sistema dei «capi poliziotti» e crea un Consiglio Legislativo dominato ed eletto dai "bianchi".

1920
[protettorato (assieme all'isola di Pemba) dal 1890 e colonia dal 1913 della corona britannica.]
-
-
1920
A Zanzibar il legislatore britannico dichiara che si dovrebbe insegnare «agricoltura agli Arabi, commercio agli Indiani e industria agli Africani».


1920
Angola
- Governatore
?
(? - ?)

1920
-


1920
Rhodesia
1920
ribattezzato Rhodesia dal 1895 in onore di Cecil J. Rhodes;
dal 1890 la British South Africa Chartered Co., società fondata da Cecil J. Rhodes, ha ottenuto da re LoBenguella la concessione esclusiva di sfruttamento venticinquennale del territorio del protettorato sui maTabele;
Rhodesia del Nord-Ovest [protettorato dal 1899]
-
-
1920
dal 1914, è uno dei più poveri possedimenti britannici;
le nuove scoperte nel Copperbelt danno inizio al boom del rame e quindi ad un afflusso dal sud di bianchi, che ben presto richiedono di federarsi alla Rhodesia del Sud per ottenere un completo controllo politico della regione;

Rhodesia del Sud [protettorato dal 1911]
-
-
1920
-


1920
[l'ex territorio Malawi, protettorato britannico dal 1891, che aveva assunto formalmente il nome British Central Africa
nel 1893, ha assunto questo nuovo nome nel 1907]
-
-
1920
sin dall'inizio del secolo fermenti antibritannici sono già sorti e ora si diffondono a causa dell'indiscriminata diffusione delle piantagioni coloniali a scapito delle colture alimentari per il fabbisogno della popolazione (in costante aumento);
gli inglesi devono far fronte ad una sollevazione popolare guidata dal pastore protestante nero John Chilembwe;
[vedi 1944]


1920
Mozambico
-
-
1920
-


1920
Madagascar
(Imérina)
[annesso alla Francia dal 1896]
1920
alla Ligue Française pour l'accession aux droits de citoyens des indigènes de Madagascar;nata in Francia l'anno precedente, aderisce ora un insegnante malgascio, Jean Ralaimongo che contribuirà al lancio del giornale «L'Action coloniale» dalle cui colonne saranno sferrati violenti attacchi contro gli «abusi dell'amministrazione e dei coloni francesi» ed alimentata una vivace campagna per l'amnistia dei condannati della V.V.S.;
[Tra i collaboratori del giornale figurerà anche il nome di Ho-Chi-Minh.]




1920
Unione Sudafricana
[dominion britannico a struttura federativa dal 1910]
dal 1912 si è costituito il SANNC (South African Native National Congress), formazione politica nera;
dal 1913 è in vigore il Native Land Act che consente al primo ministro di coinvolgere l'elemento boero nella prima guerra mondiale a fianco dell'Inghilterra;
dal 1914 è abolita l'imposta discriminatoria nei confronti degli indiani del Natal;
dal 1918 si è annessa con una serie di decisioni unilaterali l'ex colonia tedesca dell'Africa del Sud-Ovest, ricevuta invece in amministrazione fiduciaria dalla Lega delle Nazioni;
- Primo ministro
J.C. Smuts
(1919 - 1924)
[Partito afrikaner]

1920
Febbraio
Johannesburg, settantamila minatori africani entrano in sciopero in ventidue miniere di proprietà inglese. I lavoratori "bianchi" si oppongono allo sciopero.
La polizia si scatena contro i minatori.

Maggio
l'SANNC, per il tramite di Msimang, cerca invano di creare un'alternativa all'ICWU (Industrial and Commercial Workers Union);

Luglio
ancora l'SANNC, per il tramite di Msimang, cerca invano di creare un'alternativa all'ICWU;

Ottobre
25
, a Port Elizabeth, al Capo, viene arrestato Massabalala dell'ICWU e la polizia uccide ventiquattro lavoratori e ne ferisce centoventisei.
I lavoratori aggrediscono Rubusana, leader dell'SANNC, per aver criticato Massabalala.
Trentamila lavoratori africani assistono al funerale delle vittime del terrore poliziesco. SANNC e ICWU si adoperano a convincere i votanti non-europei del Capo ad appoggiare i candidati "progressisti" del Partito nazionalista sudafricano nelle elezioni del Parlamento formato da soli bianchi.


 

 



1920
Grande Libano
[litorale siriano corrispondente all'antica Fenicia]
 
1920
Maggio
5, il Consiglio Supremo della Società delle Nazioni annuncia la propria decisione:
- la Siria sarà suddivisa in:
. due mandati francesi, Libano e Siria,
[…]

Agosto
31
, il gen. Gouraud proclama con decreto la nascita del Grand Liban, comprendente:
- est, il precedente sangiaccato autonomo del Monte Libano, la pianura della Beqaa,
- nord, la città costiera di Tripoli,
- sud, le città costiere di Sidone e Tiro.
La popolazione del Grand Liban è costituta da un'esigua maggioranza cristiana, minacciata però dalla forte tendeza cristiana all'emigrazione e dal superiore tasso di natalità dei musulmani.


1920
 

1920
conferenza di Sanremo: la Jewish Agency - Agenzia ebraica (organo esecutivo [la dizione risale al 1929] dell'Organizzazione sionistica mondiale, viene riconosciuta come ente pubblico dall'art. 4 del mandato britannico in Palestina);

Marzo
8
, Damasco, il Congresso Generale Siriano passa una risoluzione che proclama l'indipendenza della Siria/Palestina e l'autonomia libanese.
[Nel contempo un'analoga assemblea delle autorità irachene dichiara lindpendenza dell'Iraq.]

La risposta della Gran Bretagna e della Francia è immediata. Rifiutandosi di riconoscere la risoluzione di Damasco, convocano rapidamente un'assemblea del Consiglio Supremo della Società delle Nazioni

Maggio
5, il Consiglio Supremo della Società delle Nazioni annuncia la propria decisione:
- la Siria sarà suddivisa in:
. due mandati francesi, Libano e Siria,
. un mandato britannico, Palestina;
[Il mandato britannico della Palestina implica l'obbligo di adempiere ai termini della "dichiarazione Balfour".]
- l'Iraq rimarrà indiviso poiché mandato britannico.

Provocati da tali decisioni, gli arabi di Siria spingono l'emiro Faysal a dichiarare guerra ai francesi. Consapevole della propria debolezza militare, l'emiro Faysal permette ai giovani ufficiali, teste calde, di attaccare le posizioni francesi al confine libanese;

Luglio
14
, il comandante francese, gen. Gouraud, fa pervenire un ultimatum, chiedendo che alle forze francesi venga concessa l'occupazione di Aleppo, Homs, Hama e della pianura della Beqaa.
L'emiro Faysal accetta l'ultimatum, anche se la sua risposta non ha alcun motivo d'essere, poiché i francesi hanno deciso di occupare la Siria.
Una colonna francese, compredente truppe senegalesi e arabe nordafricane, avanza,
25, … e s'impadronisce di Damasco;
una resistenza coraggiosa da parte delle truppe male addestrate dell'emiro Faysal può fare ben poco contro i carri armati e gli aerei francesi.
La Francia invita l'emiro Faysal a lasciare la Siria, e il sovrano in esilio è ricevuto da un imbarazzato governo britannico.
Ricevuti i due mandati, una delle prime azioni della Francia è l'ingrandimento del Libano a scapito della Siria. È intenzione delLA Francia fare deL Libano il quartiere generale per le operazioni in Medio oriente. I maroniti del Lbano hanno sempre considerato al Francia loro protettrie, menre la Siria è diventata uno dei centri del nazionalsino arabo.

Novembre
deluso nella speranza di diventare re dell'Iraq, il futuro emiro 'Abd-Allah approda dall'Higiaz a Ma'an, nei pressi di Aqaba, alla testa di eserciti tribali con il dichiarato proposito di attaccare i francesi in Siria per vendicare il fratello Faysal.

Le decisioni alleate sulla spartizione dell'impero ottomano non vengono prese in modo pacifico
.
A prescindere dai combattimenti in Siria, vi è una rivolta contro gli ebrei da parte degli arabi palestinesi, il cui timore aumenta proporzionalmente alla sempre maggiorr chiarezza degli obiettivi dei leader sionisti.


1920
ARABIA
Husayn ibn 'Ali
(Costantinopoli 1856 ca - Amman 1931)
figlio di 'Ali della dinastia degli Hashemiti;
[Hashimiti: una dinastia di sceriffi della Mecca che regnarono sulla Mecca quasi ininterrottamente dal sec. X al 1924; capostipite fu Hashim ibn 'Abd Manaf, antenato di Maometto.]
1909, subentrato al padre come Šharif (sceriffo) della Mecca, imposta una politica d'indipendenza nei confronti dei sultani ottomani di cui gli Hashemiti sono vassalli;
1917-23, re del Higiaz;


1920
-
'Abd al-'Aziz o ibn Sa'ud
Albero genealogico

(Riyadh 1887-Taif 1953)
discendente della dinastia wahhabita dei Banu Sa'ud;
1891, la dinastia viene scalzata dalla capitale Riyadh a opera dei rivali Banu Rashid del Gebel Shammar;
1902-13, ristabilisce con una serie di campagne l'unità del Neged, intraprendendo dopo il crollo dell'impero ottomano l'unificazione della penisola arabica;
1913-26, sultano del Nagd e delle sue colonie;
[riconosciuto dalla Gran Bretagna]
1914-18, prima guerra mondiale: pur avendo stipulato un accordo di alleanza con la Gran Bretagna (1915), si mantiene neutrale dedicandosi al consolidamento interno dello stato, da lui organizzato sulla base di colonie agricolo-militari di contadini soldati legati al sovrano da un patto ("fratelli fedeli");
1918, approfitta dei contrasti anglo-francesi nel Vicino Oriente per sviluppare una tempestiva politica di annessioni;
1919, si annette il Gebel Shammar;



1924, si annette la Mecca;
1925, si annette Gidda;
1926, re del Higiaz;
1927-32, re del Higiaz, Neged;
1932-53, re dell'Arabia Saudita;

1920
ibn Sa'ud invia il figlio quindicenne Faysal sull'altopiano dell'Asir, nell'Arabia sudoccidentale, per assicurarsi l'appoggio delle popolazioni ivi residenti;


1920
Yemen
(imamato)
[con il trattato di Mudros la sovranità turca, che non è mai stata effettiva, è giunta al termine.]
   
? 
1920
-

1920
Armenia

(Zona turca)

 

1920
i superstiti dello sterminio si disperdono nell'esilio, soprattutto negli Stati Uniti ("diaspora armena");

(Zona russa)
[dal 1918 si è ricostituita una repubblica armena indipendente]

 
1920
Agosto
viene riconosciuta dal trattato di Sèvres;
Dicembre
di fronte alla minaccia di una ripresa dell'espansionismo turco, con l'appogio dei russi nella regione viene instaurata una repubblica socialista;



1920
Iraq
[la Gran Bretagna:
- da maggio 1916 (accordo Sykes-Picot) si è aggiudicata nominalmente l'Iraq;
- dal 1918 occupa Mosul;
la conferenza di Sanremo, oltre a confermare l'occupazione, le attribuisce il mandato sul paese.]
Abdullah o'Abd-Allah
o 'Abd Allah ibn al-Husayn
(La Mecca 1882 - Gerusalemme 1951)
secondogenito del re del Higiaz Husayn ibn 'Ali, della dinastia degli Hashimiti o Hashemiti;
1920-21, re dell'Iraq;
designato dal Congresso panarabo di Damasco;

- Alto Commissario
sir Percy Cox
(? - ?)
1920
Marzo
il Congresso panarabo di Damasco dichiara l'indipendenza dell'Iraq, con sovrano l'emiro 'Abd-Allah.

Le decisioni alleate sulla spartizione dell'impero ottomano non vengono prese in modo pacifico.
In Iraq, dove le speranze arabe sono state frustrate dall'insediamento di un'amministrazione a base coloniale senza nessuna partecipazione araba effettiva, le tribù del medio Eufrate si ribellano e sono domate solo a un alto prezzo.
Kurdistan (iracheno)
1920
-



1920
Persia
 
dal 1907 Gran Bretagna e Russia hanno firmato un accordo che divide la il territorio persiano in due zone d'influenza: la parte sudorientale riservata alla Gran Bretagna e la parte settentrionale riservata alla Russia, lasciando al governo persiano solo limitati poteri nella parte centrale del paese;
proprio in questa zona vengono scoperti ingenti giacimenti petroliferi, per sfruttare i quali viene costituita la Anglo-Persian Oil Company che ha iniziato la propria attività su scala industriale negli anni immediatamente precedenti la prima guerra mondiale;
dal 1908 è stata abrogata a la costituzione;
Ahmad Mirza
 (? - ?)
figlio di Muhammad 'Ali, della dinastia Qagiar;
1909-?, scià di Persia;
salito al trono undicenne sotto la reggenza di Našir al-Mulk;
1912, il reggente Našir al-Mulk attua un colpo di stato;
- Primo ministro
Našir al-Mulk
(? - ?)
1920
Negli anni tra le due guerre la Persia diventa uno dei maggiori produttori di petrolio.
La produzione di quest'anno: 12 milioni di barili.

 



– Anielewicz, Mordechai (Varsavia 1920-1943, suicida) combattente polacco.

– Ben Barka, Mehdi (Rabat 1920-1965) politico marocchino, la cui scomparsa e la morte dell'unico testimone Figon diedero vita all' «affare Ben Barka».

– Ben, Khedda, Yussef (Berrouaghia 1920) politico algerino;
1946, segretario del movimento nazionalista di Messali Hadij;
1955, entrato a far parte del Fronte di liberazione nazionale, è costretto all'esilio;
1961, capo del governo provvisorio della Repubblica algerina, guida la rivoluzione algerina durante la prigionia in Francia di Ben Bella;
1962, Ben Bella, liberato in seguito agli accordi di Evian, lo esclude dalla lista unica delle elezioni.

– Bertoldi, Luigi (San Candido, 31 gennaio 1920 – Verona, 17 dicembre 2001) politico italiano, esponente del PSI (Partito Socialista italiano).

– Brodolini, Giacomo (Recanati, Macerata 1920-Zurigo 12 luglio 1969) politico italiano;
1947, si iscrive al PSI (Partito Socialista italiano);
1968, dicembre-luglio 1969, ministro del lavoro nel governo Rumor, lega il suo nome all'aumento dei minimi di pensione, all'abolizione delle "gabbie salariali" e alla elaborazione dello "statuto dei lavoratori".

– Ciampi, Carlo Azeglio (Livorno, 9 dicembre 1920) economista e politico italiano;
10º Presidente della Repubblica Italiana.
[Durata mandato: 18 maggio 1999 – 15 maggio 2006.]

– Colombo, Emilio (Potenza, 11 aprile 1920 – Roma, 24 giugno 2013) politico italiano, esponente della Democrazia cristiana.

– Faccio, Adele (Pontesbba, 13 novembre 1920 – Roma, 8 febbraio 2007) donna politica italiana, un'esponente del Partito Radicale.
[Nipote della scrittrice Rina Faccio [Sibilla Aleramo.]

– Faruk (Il Cairo 1920-Roma 1965) re d'Egitto (1936-52) e del Sudan (1951-52);
1936, succede al padre re Fu'ad I di cui ricalca la politica assolutistica e conservatrice, approfittando del declino del partito del Wafd per appoggiarsi al movimento filofascista delle camicie verdi di Ahmad Husayn;
1940, allo scoppio del secondo conflitto mondiale è favorevole alle potenze dell'Asse e in un primo tempo manitiene l'Egitto sostanzialmente neutrale nonostante la presenza delle truppe britanniche nel paese;
1942, quando gli inglesi gli affiancano come primo ministro il vecchio leader wafdista Nahhas Pascià è è costretto ad appoggiare apertamente gli Alleati;
1945, gode di un certo prestigio nell'immediato dopoguerra quando patrocina la creazione della Lega araba;
1947, ottiene l'evacuazione delle truppe britanniche dal paese;
1948, la leggerezza con cui impegna l'Egitto nella disastrosa guerra contro Israele, che mette in luce l'inettitudine e la corruzione degli ambienti di corte, e il suo ritorno a velleità di governo personale segnano il suo declino politico;
1952, 26 luglio, al termine di una lunga crisi ministeriale da lui stesso provocata, viene rovesciato da un colpo di stato dei cosiddetti "ufficiali liberi" guidati dal generale Naghib che sancisce la fine della plurimillenaria monarchia egiziana; esule nel Principato di Monaco, del quale assume la cittadinanza, trascorre gli ultimi anni conducendo una vita interessante solo la cronaca mondana.

– Ferri, Mauro (Roma 1920) politico italiano;
1953, deputato per il PSI (Partito Socialista italiano), poi riconfermato;
1963, capogruppo del PSI;
1966, dopo l'unificazione PSI-PSDI mantiene la carica;
1969-72, segretario del PSDI dopo la scissione;
1972-73, ministro dell'industria nel secondo governo Andreotti;
1995, presidente della corte costituzionale.

– Gorrieri, Ermanno (Magreta, Modena 26 novembre 1920 – Modena, 29 dicembre 2004) politico italiano, esponente della Democrazia cristiana.

– Gozzini, Mario (Firenze 1920-Firenze 1999) politico italiano;
1986, già senatore della Sinistra indipendente, lega il suo nome ad una legge che prevede, per certi reati e a determinate condizioni, particolari benefici per i detenuti.

– Jenkins, Roy - barone di Hillhead (Pontypool, Galles 1920) politico britannico, di famiglia operaia, laurea in scienze politiche a Oxford, giornalista e saggista;
1948, deputato del Partito laburista;
1964, responsabile dell'aviazione durante il governo Wilson;
1965-67, ministro dell'interno;
1967-70, cancelliere dello scacchiere;
1970-72, vicepresidente del Partito laburista quando, in occasione del referendum europeo, vota con l'opposizione conservatrice favorevole all'adesione della Gran Bretagna alla CEE;
1974-76, ministro dell'interno;
1977-81, presidente della commissione delle Comunità europee;
1981,dopo aver promosso la scissione del'ala destra del Partito laburista, dà vita al Partito socialdemocratico;
1987, perde il suo seggio ai Comuni e diventa barone di Hillhead.
Biografia di Gladstone (1995, premio Withbread).

– Jotti, Leonilde [Nilde] (Reggio nell'Emilia 10 aprile 1920 – Roma 4 dicembre 1999) donna politica italiana, esponente del PCI (Partito Comunista Italiano).

– Kristol, Irving (1920) agente segreto statunitense;
[Figlio di un piccolo industriale delle confezioni.]
1936, frequenta il City College dove diviene amico di Irving Howe, Daniel Bell e Melvin Lasky;
collabora con la "Young People's Socialist League", un'organizzazione della sinistra anticomunista, e con i trockisti;
1940, laureatosi con lode, va a lavorare in un'azienda di trasporti di Chicago dove aiuta a pubblicare la rivista ex trockista «Enquiry», finché non viene chiamato nell'esercito;
1944, arruolato in fanteria, vede i combattimenti in Francia e Germania;
1946, viene congedato; arriva in Gran Bretagna dove inizia a lavorare per «Commentary»;
1947, torna a New York dove è nominato direttore responsabile.
fonda «The Public Interest» con Daniel Bell;
1969, occupa la cattedra "Henry R. Luce di Valori Urbani" alla New York University;
[È a questo punto che inizia a definirsi un «neoconservatore» vale a dire «un liberale che ha fatto i conti con la realtà».
Si collega all' "American Enterprise Institute" e al «Wall Street Journal», si dedica a dar conferenze nelle aziende per compensi altissimi ed è soprannominato il «santo protettore della Nuova Destra».]

1981, scrive una "Lettera Aperta al Pentagono" in cui deplora il fatto che i soldati americani non stiano correttamente sull'attenti durante il canto dell'inno nazionale.
Si schiera a favore della reintroduzione di «parate militari come si deve» ecc.

– Lasky, Melvin Jonah (Bronx 1920-?) agente segreto statunitense.

– Macario, Luigi (Andezeno, Torino 1920-Roma 1994) sindacalista italiano, membro del CLN di Torino e poi segretario provinciale dei postelegrafonici;
1948, partecipa con altri sindacalisti di area cattolica alla scissione dal sindacato unitario;
1950, è tra i fondatori della CISL;
1955, ne diventa segretario confederale;
1962-1973, è segretario della Federazione italiana metalmeccanici (FIM);
1973-76, torna alla confederazione, come segretario generale aggiunto;
1979, sostenitore dell'autonomia sindacale e legato alla corrente di "Forze nuove", viene eletto al senato nelle file della Democrazia cristiana.

– Mack Smith, Denis (Londra 1920) storico inglese, docente a Cambridge e a Oxford, dedicò i suoi studi al panorama storico italiano, approfondendo in particolare i temi risorgimentali e il periodo fascista
Cavour e Garibaldi nel 1860 (1954)
Garibaldi. Una grande vita in breve (1957)
Storia della Sicilia medievale e moderna (1968)
Vittorio Emanuele II (1971)
Le guerre del duce (1976 e 1992)
Mussolini (1981)
Cavour (1984)
I Savoia re d'Italia (1990)
Mazzini (1993).

– Mahendra, Bir Bikram (1920-Katmandu 1972) re del Nepal
1955, sale al trono succedendo al padre
1959, tenta di formulare una costituzione
1960, spaventato dalle tensioni parlamentari anti-cinesi, assume i pieni poteri revocando le garanzie costituzionali
1962, concede una nuova costituzione
1963, stila il codice Mahendra con cui viene finalmente abolito il sistema delle caste;
1972, gli succede il figlio Birendra.

– Malfatti di Montetretto, Francesco (13 gennaio 1920 – 18 dicembre 1999) diplomatico, partigiano e agente segreto italiano;
[Padre di Paolo e Giorgio, pure diplomatici.]

– Marchais, Georges (La Hoguette, Calcados 1920-Parigi 1997) politico francese;
1947, esponente del Partito comunista francese;
1972, segretario generale del PCF;
1974, dopo il successo elettorale (1973) sostiene la candidatura di Mitterand alle elezioni presidenziali;
1977, già presentatosi come uno dei leader dell'eurocomunismo, se ne allontana;
1981, battuto alle presidenziali, sostiene accordi con il Partito socialista;
1984, guida la protesta degli operai delle acciaierie francesi contro la politica di austerità del governo Mauroy; nonostante il declino del partito, sostiene sempre una politica intransigente, anche dopo la transizione capitalistica a Mosca e i cambiamenti nell'Est europeo;
1994, lascia la guida del PCF.

– Meyer, Cord Jr. (10 Novembre 1920 - 13 marzo 2001) agente segreto della CIA.

– Pennacchini, Erminio (Sagliano Micca, Biella, Piemonte 10 aprile 1920 – 10 luglio 1998) politico italiano, esponente della Democrazia cristiana.
[Nipote del vescovo F. Baldelli († 1963) – fondatore della Poa (Pontifica opera d'assistenza per l'Italia) – avendone sposato una nipote.]

– Pérez de Cuellar, Javier (Lima 1920) diplomatico peruviano, ambasciatore per il suo paese in varie nazioni
1981, è nominato segretario generale delle Nazioni unite
1986, viene riconfermato nella carica
1988, premio Nobel per la pace
1991, si adopera con autorevolezza come mediatore nella guerra del Golfo, senza però riuscire ad evitare il conflitto
1991, lascia la carica.

– Piskulic, Oskar [Zuti=giallo] (Fiume 29 marzo 1920 - ?) politico italo-croato;
1941, si iscrive al Partito comunista ed entra subito nel movimento partigiano;
alla fine degli anni Quaranta finisce in carcere per uno scontro con il ministro dell'interno e trascorre qualche anno nella prigione di Stara Gradiska;
negli anni Novanta è al centro di un'inchiesta italiana sulle fucilazioni di Fiume;

– Poujade, Pierre (Saint-Céré, Lot,1920) politico francese, di professione cartolaio; il poujadismo è rimasto nel linguaggio politico francese come sinonimo di qualunquismo di destra e di semplicismo nell'approccio ai problemi generali della società e dello stato;
1954, fonda l'Unione dei commercianti e degli artigiani di Francia organizzando una campagna contro gli eccessivi oneri fiscali;
1956, alle elezioni l'unione riesce a portare in parlamento 40 deputati che costituiscono il gruppo di "Unione e fraternità francese";
sempre più xenofobo e antioperaio è alla fine tacciato di fascismo per cui la sua stagione politica e quella del suo movimento è breve.

– Russo, Carlo (Savona 19 marzo 1920 – Savona 26 novembre 2007) politico italiano, esponente della Democrazia cristiana.
[Fratello di Giovanni Russo (1932), avvocato e parlamentare.]

– Weizsäcker, Richard von (Stoccolma 1920) politico tedesco, di nobile famiglia, ha studiato legge ad Oxford, Grenoble, Göttingen;
1964-70, presidente del congresso della chiesa protestante tedesca;
1974, entra a far parte dell'Unione cristiano democratica (CDU);
1979, rappresenta il partito a Berlino;
1981-84, sindaco di Berlino;
1984-94, presidente della repubblica per due legislature, appoggiato da una larghissima maggioranza.

– Zatterin, Ugo (Venezia 1920-Roma 2000) giornalista italiano;
1945, inizia la carriera all' «Avanti»; lavora in seguito per il «Il Tempo», «La Stampa», «La Gazzetta del popolo» e per il settimanale «Oggi»;
1957, entra in RAI come commentatore degli avvenimenti di politica interna;
TV:
1959, La donna che lavora (inchiesta)
1961, Tribuna politica (moderatore)
Salute sotto inchiesta (inchiesta)
L'industria dei calciatori (inchiesta);
1969, già direttore di «Telesera» e del «Radiocorriere», assume la direzione del centro di produzione della RAI di Torino;
1980, direttore del Tg2, dopo la discussa conduzione di A. Barbato;
1986, lascia l'azienda per limiti di età, assumendo poi la direzione del quotidiano abruzzese «Il Centro».

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«segue da 1901»
1920, la tiratura si avvicina alle 750.000 copie;
«segue 1925»

 Agenzia Stefani

«segue da 1881»
1920, diventa società anonima;
«segue 1924»

«segue da 1887»
1920, la rilevante espansione editoriale del primo ventennio del Novecento all'interno dell'area veneta, non modifica l'originaria struttura familiare dell'azienda giornalistica e le caratteristiche di un foglio di provincia divenuto presto assai popolare per le numerose edizioni locali attente alla cronaca minuta della regione.

«segue da 1915»
1920, 1° dicembre, G. Agnelli controlla già un terzo delle azioni;
il giornale ha comunque ben chiaro il carattere di reazione politica e sociale del fascismo anche se non sa come fronteggiarlo;
«segue 1925»

«Avanti!»
[organo del Psi]

«segue da 1917»
1920, A. Gramsci controlla l'edizione torinese;
«segue 1921»

«l'Unità»
(settimanale)

«segue da 1911»
1920, 30 dicembre, dopo alcune interruzioni cessa definitivamente le pubblicazioni.

«L'Ordine nuovo»

«segue 1919»
1920, nell'immediato dopoguerra, questa rivista settimanale è già protagonista di grandi lotte;
«segue 1921»

 

 

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