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Carlo Azeglio CIAMPI

(Livorno, 9 dicembre 1920)

economista e uomo politico italiano, 10º Presidente della Repubblica Italiana.
[Durata mandato: 18 maggio 1999 – 15 maggio 2006.]

 

studio Lauree in Lettere e Giurisprudenza[2]
Professione Economista, politico

 

1946
vince il concorso per entrare alla Banca d'Italia dove resterà ben 47 anni;






1960
25 marzo-19 luglio ("governo Tambroni);
luglio-febbraio 1962 (III "governo Fanfani);

responsabile (1960-73) del Servizio Studi della Banca d'Italia;

1962
febbraio-maggio 1963 (IV "governo Fanfani);

1963
16 maggio, elezioni politiche (IV Legislatura);

1963
dicembre-luglio 1964 (I "governo Moro");

1964
luglio-febbraio 1966 (II "governo Moro");

1966
febbraio-giugno 1968 (III "governo Moro");

1968
5 giugno, elezioni politiche (V Legislatura – 1968 5 giu-24 mag 1972);
giugno-dicembre 1968 (II "governo Leone");
dicembre-luglio 1969 (I "governo Rumor");

1969
agosto-febbraio 1970 (II "governo Rumor");

1970
27 marzo-6 luglio (III "governo Rumor");
agosto-gennaio 1972 ("governo Colombo");

1972
17-26 febbraio 1972 (I "governo Andreotti");
25 maggio, elezioni politiche (VI Legislatura – 1972 25 mag - 4 lug 1976);
giugno-giugno 1973 (II "governo Andreotti");

1973
luglio-marzo 1974 (IV "governo Rumor");

segretario generale (1973-76) della Banca d'Italia;

1974
14 marzo-3 ottobre  (V "governo Rumor");
novembre-gennaio 1976 (IV "governo Moro");

1976
12 febbraio-30 aprile (V "governo Moro");
5 luglio, elezioni politiche (VII Legislatura – 1976 lug-19 giu 1979);
luglio-gennaio 1978 (III "governo Andreotti");

vicedirettore generale (1976-78) della Banca d'Italia;

1978
marzo-gennaio 1979 (IV "governo Andreotti");

direttore generale (1978-79) della Banca d'Italia;

1979
20-31 marzo (V "governo Andreotti");
20 giugno, elezioni politiche (VIII Legislatura – 1979 20 giu-11 lug 1983);
agosto-marzo 1980 (I "governo Cossiga");

ottobre, governatore (1979 ott - apr 1993) della Banca d'Italia;

1980
4 aprile-27 settembre (II "governo Cossiga");
ottobre-maggio 1981 ("governo Forlani");

1981
giugno-agosto 1982 (I "governo Spadolini");

1982
23 agosto-13 novembre (II "governo Spadolini");
dicembre-aprile 1983 (V "governo Fanfani);

1983
12 luglio, elezioni politiche (IX Legislatura – 1983 12 lug-1 lug 1987);
agosto-giugno 1986 (I "governo Craxi");

1986
agosto-marzo 1987 (II "governo Craxi");

1987
17 aprile-luglio (VI "governo Fanfani);
2 luglio, elezioni politiche (X Legislatura – 1987 2 lug-22 apr 1992);
luglio-marzo 1988 ("governo Goria");

1988
aprile-luglio 1989 ("governo De Mita");

1989
luglio-marzo 1991 (VI "governo Andreotti");

1991
aprile-aprile 1992 (VII "governo Andreotti");


È stato governatore della Banca d'Italia dal 1979 al 1993, presidente del Consiglio dei ministri e ministro del turismo e dello spettacolo ad interim (1993-1994) e ministro del tesoro e del bilancio (1996-1999). Con la fine del suo mandato presidenziale è diventato senatore a vita. Primo presidente del Consiglio e primo capo dello Stato non parlamentare nella storia della Repubblica, Ciampi fu anche il secondo presidente eletto dopo essere stato governatore della Banca d'Italia preceduto da Luigi Einaudi nel 1948. Governatore onorario della Banca d'Italia.
Dopo una militanza giovanile nel Partito d'Azione, Ciampi non ha più aderito ad alcun partito.[1][4] Come Capo dello Stato ha conferito l'incarico a tre Presidenti del Consiglio: Massimo D'Alema (del quale ha respinto le dimissioni di cortesia presentate nel 1999), Giuliano Amato (2000-2001) e Silvio Berlusconi (2001-2006); ha nominato cinque senatori a vita: Rita Levi-Montalcini nel 2001, Emilio Colombo nel 2003, Mario Luzi nel 2004, Giorgio Napolitano e Sergio Pininfarina nel 2005; ha infine nominato cinque Giudici della Corte costituzionale: nel 2000 Giovanni Maria Flick, nel 2004 Franco Gallo e nel 2005 Sabino Cassese, Maria Rita Saulle e Giuseppe Tesauro.
Indice [nascondi]
1 Biografia
1.1 Durante la Resistenza
1.2 Banca d'Italia
2 Incarichi di governo
2.1 Governo Prodi e D'Alema
3 Presidente della Repubblica
3.1 Nomine Presidenziali
4 Senatore a vita
5 Presunta militanza massonica
6 Opere
7 Onorificenze
7.1 Onorificenze italiane
7.2 Onorificenze straniere
7.3 Riconoscimenti
8 Note
9 Bibliografia
10 Voci correlate
11 Altri progetti
12 Collegamenti esterni
Biografia
Figlio di Pietro Ciampi e di Maria Masino, quest'ultima nata a Pisa da famiglia di Cuneo[5], frequentò l'Istituto San Francesco Saverio, retto dai Gesuiti, dalla terza elementare al liceo. Saltò la quinta elementare e la terza liceo per gli ottimi voti conseguiti nelle classi precedenti. Dopo la maturità, concorse alla Scuola normale superiore di Pisa per un posto nel corso di laurea in lettere: nella prova scritta di italiano del concorso trattò di Piccolo mondo antico di Antonio Fogazzaro e nella prova orale è esaminato da Giovanni Gentile; supera il concorso classificandosi undicesimo insieme a Scevola Mariotti.
Durante il suo percorso di studi, compì diversi soggiorni all'estero, in particolare all'Università di Lipsia. Conseguì la laurea in Lettere nel 1941, discutendo una tesi in filologia classica e letteratura greca intitolata Favorino d'Arelate e la consolazione ?e?? f????[6] (relatore Augusto Mancini) alla Scuola normale superiore di Pisa, dove aveva frequentato, rimanendone affascinato, le lezioni del filosofo Guido Calogero[7] e dove aveva conosciuto anche Franca Pilla, futura moglie. Fu chiamato alle armi nello stesso anno con il grado di sottotenente nel corpo automobilistico e inviato in Albania.
Durante la Resistenza
Quando fu siglato l'armistizio dell'8 settembre 1943, Ciampi, che si trovava in Italia con un permesso, rifiutò di aderire alla Repubblica Sociale Italiana e si rifugiò a Scanno, in Abruzzo, dove trovò il suo Maestro Guido Calogero, condannato al confino per le sue idee antifasciste, esponente di primo piano del pensiero liberalsocialista e vicino al Partito d'Azione. Il 24 marzo 1944 Ciampi, con un gruppo di una sessantina di persone, fra cui lo stesso Calogero, altri antifascisti, prigionieri sfuggiti alla Wehrmacht e con l'aiuto della guida locale Alberto Pietrorazio,[8] partendo da Sulmona si mise in marcia per raggiungere gli Alleati, attraversando il massiccio della Majella.
Si trattava di un viaggio difficile e pericoloso, in mezzo alla neve e a temperature molto basse, lungo un percorso che toccava Campo di Giove ed attraversava le linee tedesche passando per il Guado di Coccia:
« Si progredisce molto lentamente in alcuni punti, dovendo camminare quasi a quattro gambe perché i soli piedi non fanno presa (specie io che non ho i chiodi)
(...) Qualcuno comincia a scoppiare, cerco di aiutare insieme ad un altro un prigioniero che non ce la fa più: avvertiamo Alberto, ma questo dice che non può rallentare la marcia in quanto che si deve giungere al Guado di Coccia prima dell'alba, pena la sicurezza della spedizione (...) Alle quattro ormai del 25 marzo siamo al Guado[9] »
L'itinerario, passando per Taranta Peligna, condusse infine i sopravvissuti a Casoli. Il gruppo, che perde una decina di componenti, stremati dal freddo e dalla fatica, incontra per primo i Patrioti della Brigata Maiella.[10] Ciampi riesce quindi ad arrivare a Bari, dove consegna a Tommaso Fiore il testo manoscritto del «catechismo liberalsocialista del Partito d'azione» datogli da Calogero, si arruola nel rifondato esercito italiano e si iscrive al Partito d'Azione.
Il diario personale sulla traversata è stato donato da Ciampi stesso al liceo scientifico di Sulmona , in occasione della sua visita a Sulmona per l’inaugurazione de "Il sentiero della libertà".
Banca d'Italia
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Banca d'Italia.
Nel 1946 sposa Franca Pilla (nata il 19 dicembre 1920), consegue la seconda laurea in giurisprudenza presso l'Università di Pisa e partecipa al concorso che lo fa entrare come impiegato in Banca d'Italia, dove rimarrà per 47 anni (14 da governatore), dopo aver abbandonato l'insegnamento, che era, per sua stessa ammissione, la vera grande passione.[11]
Dopo la laurea in Lettere aveva infatti ottenuto una cattedra di Lettere Italiane e Latine al Liceo Classico "Niccolini e Guerrazzi" di Livorno, dove sono ancora conservati i documenti che attestano il suo passaggio dalla Scuola alla Banca d'Italia. Nello stesso anno si iscrive anche alla CGIL e ne conserva la tessera fino al 1980. Nel 1960 fu chiamato all'amministrazione centrale della Banca. Nel 1973 diventò Segretario generale, Vice direttore generale nel 1976 e Direttore generale nel 1978.
Nell'ottobre del 1979 fu nominato Governatore della Banca d'Italia e presidente dell'Ufficio italiano dei cambi nel pieno della bufera che aveva travolto l'istituzione dopo il crack di Michele Sindona e gli arresti del Governatore Paolo Baffi e del Vicedirettore Mario Sarcinelli (entrambi poi scagionati da ogni accusa). Ciampi ha dichiarato che «Appena nominato Governatore andai a rendere omaggio al Capo dello Stato e dissi chiaramente che se Mario Sarcinelli avesse dovuto lasciare la Banca d'Italia, mi dovevano considerare dimissionario»[12]. Ricoprì l'incarico fino al 1993. Ha ricevuto, il 11 dicembre 1991, la laurea magistrale honoris causa in Economia e commercio dall'Università degli Studi di Pavia.
Incarichi di governo
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Governo Ciampi.
Dall'aprile 1993 al maggio 1994 fu il presidente del Consiglio di un governo tecnico di transizione, il primo presidente del Consiglio non parlamentare della storia della Repubblica. Non sono mancate anche in tal senso polemiche, che, sebbene minoritarie, vedono una carenza di rappresentatività popolare negli organi costituzionali, non avendo egli mai ricoperto cariche elettive. Nel giugno 1994 fu chiamato a ricoprire la carica di vicepresidente della Banca dei Regolamenti Internazionali,[13] ruolo che detenne fino al maggio 1996.
Governo Prodi e D'Alema
In seguito è stato ministro del tesoro (dall'aprile 1996 al maggio 1999) nei governi Prodi I e D'Alema I. In questo periodo, la sua opera è stata caratterizzata dalla riduzione del debito pubblico italiano in vista degli obblighi imposti dal trattato di Maastricht, per garantire l'accesso dell'Italia alla moneta unica europea. Ha avviato il processo di privatizzazione delle Poste italiane. È autore di alcuni libri, tra i quali si ricordano: Considerazioni finali del governatore della Banca d'Italia dal 1979 al 1993, finito di stampare nel 1994; Sfida alla disoccupazione: promuovere la competitività europea e Un metodo per governare, entrambi del 1996.
Presidente della Repubblica

Il Presidente Ciampi durante il messaggio per la Festa del Tricolore del 2003.
La sua candidatura venne avanzata da un vasto schieramento parlamentare e in particolare dall'allora Presidente del Consiglio D'Alema che ottenne, durante le trattative, il benestare dell'opposizione di centro-destra, anche se Ciampi, che non era iscritto in alcun partito, era molto vicino all'Ulivo. Considerato come figura fondamentale per l'adozione dell'euro e come uno dei ministri più popolari del governo godette anche dell'appoggio del mondo economico e finanziario oltre che della stima dei dirigenti dell'Unione europea.
Il 13 maggio 1999 venne eletto alla prima votazione, con una larga maggioranza (707 voti su 1010), decimo presidente della Repubblica. In questa veste, egli ha cercato di trasmettere agli italiani quel patriottico sentimento nazionale che deriva dalle imprese del Risorgimento e della Resistenza e che si manifesta nell'Inno di Mameli e nella bandiera tricolore.
Ciampi è stato un Presidente che, come avvenuto con Sandro Pertini, ebbe sempre un alto indice di gradimento popolare nei sondaggi fatti dai vari Istituti italiani, con una media oscillante tra il 70 e l'80% (il minimo si registrò con il 67% nel nord-est del Paese), rimanendo sempre, perciò, una delle figure nelle quali gli italiani riponevano la loro fiducia e rafforzando con la sua figura istituzionale lo stesso ruolo del Presidente della Repubblica.
Come Pertini, anche Ciampi ha assistito ad una finale calcistica dell'Italia; infatti il 2 luglio 2000 come Capo dello Stato era presente allo Stadio De Kuip di Rotterdam nella sfortunata Finale di Euro 2000 persa dagli azzurri ai supplementari per 2-1 contro la Francia. Ha ricevuto, nel 2005, il premio Carlo Magno dalla città tedesca di Aquisgrana per il suo impegno volto a garantire l'idea di Europa unita e pacifica;[14] sempre nel 2005, ha anche ricevuto honoris causa il David di Donatello per la sua volontà di rilanciare il cinema italiano.

 

 

1992
23 aprile, elezioni politiche (XI Legislatura – 1992 23 apr-14 apr 1994);
giugno-aprile 1993 (I "governo Amato");

1993
28 aprile-10 maggio 1994, presidente del Consiglio dei ministri e ministro del Turismo e dello Spettacolo (ad interim) ("governo Ciampi");
[È il primo presidente del consiglio non parlamentare, salito a Palazzo Chigi in un'Italia sotto lo shock da Tangentopoli e con un bilancio pubblico disastrato.]


1998, ottobre, ministro del Bilancio e della programmazione economica nel "governo D'Alema I";
1998-99, presidente dell'Interim Committee del Fondo monetario internazionale;
1999-2006, 13 maggio, X presidente della repubblica, eletto al primo scrutinio con 707 voti su 1010.
2006, 15 maggio, lascia il Quirinale; gli subentra G. Napolitano.
Senatore a vita.

1994
15 aprile, eletto deputato (XII Legislatura – 1994 15 aprile-8 mag 1996);
10 maggio-17 gennaio 1995 (I "governo Berlusconi");

1995
gennaio-gennaio 1996 ("governo Dini");

1996
presidente (1996-99) dell'Università internazionale di Venezia;

9 maggio, elezioni politiche (XIII Legislatura – 1996 9 mag-29 mag 2001);
17 maggio-ottobre 1998, ministro del Tesoro, del Bilancio e della Programmazione Economica (I "governo Prodi");

1998
ottobre-13 maggio, ministro del Tesoro, del Bilancio e della Programmazione Economica (I "governo D'Alema");

presidente (1998-99) dell'Interim Committee del Fondo monetario internazionale;

 

1999
18 maggio, eletto 10° Presidente della Repubblica Italiana;
[Durata mandato: 18 maggio 1999 – 15 maggio 2006.
Assieme alla moglie, "donna Franca", fissa la residenza presso il palazzo del Quirinale.
Secondo il giornalista Ferruccio Pinotti, sarebbe stato affiliato sin da giovane alla Loggia massonica Hermes di Livorno, appartenente all'obbedienza massonica del Grande Oriente d'Italia.
Tuttavia, proprio quest'anno, il diretto interessato e il gran maestro della massoneria italiana Virgilio Gaito smentiscono la sua appartenenza alla massoneria.]

______________________

Giudici della Corte costituzionale:
Giovanni Maria Flick, 14 febbraio 2000
Franco Gallo, 14 settembre 2004
Sabino Cassese, 4 novembre 2005
Maria Rita Saulle, 4 novembre 2005
Giuseppe Tesauro, 4 novembre 2005


Senatori a vita
Rita Levi-Montalcini, 1º agosto 2001
Emilio Colombo, 14 gennaio 2003
Mario Luzi, 14 ottobre 2004
Giorgio Napolitano, 23 settembre 2005
Sergio Pininfarina, 23 settembre 2005

______________________________________

22 dicembre-aprile 2000, (II "governo D'Alema");

2000
25 aprile-giugno 2001 (II "governo Amato");

2001
30 maggio, elezioni politiche (XIV Legislatura – 2001 30 mag-27 apr 2006);
10 giugno-23 aprile 2005 (II "governo Berlusconi");

2005
23 aprile–17 maggio 2006 (III "governo Berlusconi");

2006
10 febbraio, apre, come da protocollo, i Giochi olimpici invernali di Torino 2006;
28 aprile, elezioni politiche (XV Legislatura – 2006 28 apr-28 apr 2008);
maggio-aprile 2008 (II "governo Prodi");
3 maggio, con una nota ufficiale dal Quirinale egli conferma la sua indisponibilità ad un settennato-bis;
[I motivi che l'hanno spinto a questa decisione sono l'età avanzata e la convinzione che "il rinnovo di un mandato lungo, quale è quello settennale, mal si confà alle caratteristiche proprie della forma repubblicana del nostro Stato".]

15 maggio, si dimette;
lo stesso giorno, il suo successore Giorgio Napolitano (da lui stesso nominato senatore a vita pochi mesi prima) presta giuramento;
di diritto, egli diventa senatore a vita;

[Il suo primo atto da senatore a vita è quello di votare la fiducia al II "governo Prodi", esprimendosi favorevolmente riguardo al nuovo esecutivo; ciò provoca l'accesa reazione, manifestata durante la votazione con fischi e grida, di numerosi esponenti della Casa delle Libertà.]

giugno, annuncia che votera no al referendum confermativo sulle riforme istituzionali, motivando questa scelta in coerenza con il suo costante impegno a difesa della Costituzione;
[Tale posizione è criticata dal centro destra ed apprezzata dal centro sinistra dalla componente dei costituzionalisti che ad esso si ispira.]

2007
pur non avendo mai accettato di aderirvi ufficialmente, è considerato vicino al PD (Partito Democratico) che lo ha nominato componente di diritto del Coordinamento Nazionale, come membro onorario;

2008
29 aprile, elezioni politiche (XVI Legislatura – 2008 29 apr-14 mar 2013);
8 maggio-16 novembre 2011 (IV "governo Berlusconi");

2010
aprile, per un peggioramento delle sue condizioni fisiche, dovuto all'età, e per la scarsa collaborazione ottenuta dalle forze politiche, è costretto a dimettersi dall'incarico di presidente del comitato organizzativo delle manifestazioni per il centocinquantenario dell'Unità d'Italia nel 2011;
[Gli succede nell'incarico Giuliano Amato, ex presidente del Consiglio.]

2011
16 novembre-28 aprile 2013 ("governo Monti");

2012
31 dicembre, nonostante le precarie condizioni di salute, rende omaggio alla camera ardente di Rita Levi Montalcini, da lui nominata senatrice a vita;

2013
25 febbraio, elezioni politiche (XVII Legislatura – 2013 25 feb-…);
28 aprile-22 febbraio 2014 ("governo Letta");

2014
22 febbraio, ("governo Renzi");
24 giugno, da oggi (morte di Emilio Colombo), è il più anziano senatore in carica;
22 agosto, è reso noto il suo ricovero in un clinica privata di Bolzano per essere sottoposto a un intervento di artroprotesi all'anca il cui esito sarà positivo;
11 luglio, viene ricoverato d'urgenza a Bolzano, trasportato con l'elicottero da Siusi dove si trova in vacanza, in seguito ad un'embolia polmonare;
18 agosto, in seguito al miglioramento delle sue condizioni di salute, viene dimesso dall'ospedale e fa rientro a Roma;

____________________________

Presidente del Consiglio dei ministri
Carlo Azeglio Ciampi (Indipendente)

Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri
Antonio Maccanico (PRI)

Ministeri senza portafoglio

Affari sociali
Fernanda Contri (PSI)

Coordinamento delle politiche comunitarie
Valdo Spini (PSI) fino al 4 maggio 1993
Livio Paladin (Indipendente) dal 4 maggio 1993

Funzione pubblica
Sabino Cassese (Indipendente)

Rapporti con il Parlamento
Augusto Barbera (PDS) fino al 4 maggio 1993
Paolo Barile (Indipendente) dal 4 maggio 1993

Riforme elettorali e istituzionali
Leopoldo Elia (DC)

MINISTERI


Affari esteri
Ministro Beniamino Andreatta (DC) (fino al 19/04/94) e Leopoldo Elia (DC) (dal 19/4/1994)
Sottosegretari Carmelo Azzarà (DC), Giuseppe Giacovazzo (DC), Laura Fincato (PSI)

Interno
Ministro Nicola Mancino (DC)
Sottosegretari Antonino Murmura (DC), Saverio D'Aquino (PLI), Costantino Dell'Osso (PSI), Vito Riggio (DC, con delega alla protezione civile)

Grazia e Giustizia
Ministro Giovanni Conso (Indipendente)
Sottosegretari Vincenzo Binetti (DC), Daniela Mazzuconi (DC)

Bilancio e Programmazione Economica
Ministro Luigi Spaventa (Indipendente)
Sottosegretari Luigi Grillo (DC), Florindo D'Aimmo (DC)

Finanze
Ministro Vincenzo Visco (PDS) fino al 4 maggio 1993
Franco Gallo (Indipendente) dal 4 maggio 1993
Sottosegretari Paolo Bruno (PSDI, dal 14 giugno 1993), Antonio Pappalardo (PSDI, fino al 22 maggio 1993), Stefano De Luca (PLI), Riccardo Triglia (DC)

Tesoro
Il dicastero accorpa il Ministero delle Partecipazioni Statali in seguito al Referendum abrogativo del 1993.
Ministro Piero Barucci (DC)
Sottosegretari Paolo De Paoli (PSDI), Piergiovanni Malvestio (DC), Maurizio Sacconi (PSI), Sergio Coloni (DC)

Difesa
Ministro Fabio Fabbri (PSI)
Sottosegretari Antonio Giagu De Martini (DC), Antonio Patuelli (PLI)

Pubblica Istruzione
Ministro Rosa Iervolino Russo (DC)
Sottosegretari Giuseppe Matulli (DC), Antonio Mario Innamorato (PSI)

Lavori Pubblici
Ministro Francesco Merloni (DC)
Sottosegretari Achille Cutrera (PSI), Pino Pisicchio (DC)

Risorse Agricole, Alimentari e Forestali
Modifica della denominazione del Ministero dell'Agricoltura e Foreste in seguito al Referendum abrogativo del 1993.
Ministro Alfredo Luigi Diana (DC)
Sottosegretari Pasquale Diglio (PSI)

Trasporti
Soppresso dalla legge 24 dicembre 1993, n. 537, art. 1, comma 8.
Ministro Raffaele Costa (PLI)
Sottosegretari Giorgio Carta (PSDI), Michele Sellitti (PSI)

Marina Mercantile
Soppresso dalla legge 24 dicembre 1993, n. 537, art. 1, comma 8.
Ministro Raffaele Costa (PLI) Ad interim.
Sottosegretari Giorgio Carta (PSDI), Michele Sellitti (PSI)

Trasporti e Navigazione
Istituito dalla legge 24 dicembre 1993, n. 537, art. 1, comma 9, per accorpamento del

Ministero dei Trasporti col Ministero della Marina Mercantile.
Ministro Raffaele Costa (PLI) Dal 1994.
Sottosegretari Giorgio Carta (PSDI), Michele Sellitti (PSI)

Poste e Telecomunicazioni
Ministro Maurizio Pagani (PSDI)
Sottosegretari Ombretta Fumagalli Carulli (DC)

Industria, Commercio e Artigianato
Ministro Paolo Savona (Indipendente) fino al 19 aprile 1994
Paolo Baratta ad interim dal 19 aprile 1994
Sottosegretari Germano De Cinque (DC), Rossella Artioli (PSI)

Sanità
Ministro Maria Pia Garavaglia (DC)
Sottosegretari Nicola Savino (PSI), Publio Fiori (DC)

Commercio con l'Estero
Ministro Paolo Baratta (Indipendente)

Lavoro e Previdenza Sociale
Ministro Gino Giugni (PSI)
Sottosegretari Luciano Azzolini (DC), Sandro Principe (PSI)

Beni Culturali e Ambientali
Ministro Alberto Ronchey (Indipendente)

Turismo e Spettacolo
Ministro Carlo Azeglio Ciampi, ad interim

Ambiente
Ministro Francesco Rutelli (FdV) fino al 4 maggio 1993
Valdo Spini (PSI) dal 4 maggio 1993
Sottosegretari Roberto Formigoni (DC)

Università, Ricerca Scientifica e Tecnologica
Ministro Luigi Berlinguer (PDS) fino al 4 maggio 1993
Umberto Colombo (Indipendente) dal 4 maggio 1993
Sottosegretari Silvia Costa (DC)

 

Fonti
- Altre

 

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