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ANNO 1995

STORIA e POLITICA RELIGIONE e FILOSOFIA ARTE

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SCIENZE ECONOMIA LETTERE e TEATRO CINEMA
Radio-TV

Papa Giovanni Paolo II
(1978-2005)

segretario di Stato: cardinale Angelo Sodano;

direttore dell'Entità e di Sodalitium Pianum: cardinale Luigi Poggi;

ONU
Organizzazione delle nazioni unite

1995, New York,
segretario generale:
- 1991-96, Boutros Boutros Ghali.

UNESCO
(United Nations Educational Scientific and Cultural Organization)

«segue da 1994»
1995, in materia di diritti umani la XXVIII conferenza generale vota ad unanimità la Dichiarazione di principi sulla tolleranza, documento sottoscritto anche da Paesi caratterizzati da forti integralismi, che tutela la libertà di pensiero e di religione e che evidenzia il ruolo primario dell'educazione.

accordo di Schengen

«segue da 1992»
1995, all'accordo del 1985 tra:
- Belgio,
- Francia,
- Germania,
- Lussemburgo,
- Paesi Bassi,
- Italia (1990),
- Spagna (1991),
- Portogallo (1991),
- Grecia (1992),
aderisce ora:
- Austria (1995);
«segue 1996»

 


 

1995
UNIONE EUROPEA
IV LEGISLATURA - (1994-1999)
Stati Membri
Seggi
[dal 1952]
       
01
Belgio      
25
02
Francia      
87
03
Germania      
99
04
Italia      
87
05
Lussemburgo      
6
06
Paesi Bassi      
31
[dal 1973]
     
07
Danimarca      
16
08
Regno Unito      
87
09
Irlanda      
15
[dal 1981]
     
10
Grecia      
25
[dal 1987]
     
11
Portogallo      
25
12
Spagna      
64
[dal 1995]
     
13
Austria Adesione: 1° gen 1995
Elezioni: 13 ott 1996
21
14
Finlandia Adesione: 1° gen 1995
Elezioni: 10 ott 1996
16
15
Svezia Adesione: 1° gen 1995
Elezioni: 17 set 1995
22
Totale Deputati
626
1995
IV LEGISLATURA - (1994-1999)
- Deputati Italiani (87) -
Gruppo Forza Europa
[In data 05.07.1995 il gruppo cambia denominazione in Unione per l'Europa]
26
Aldo Arroni
Claudio Azzolini
Monica Stefania Baldi
Valerio Baldini
Giampiero Boniperti
Ernesto Caccavale
Luigi Caligaris
Ombretta Colli
Alessandro Danesin
Stefano De Luca
Pietro Antonio Di Prima
Luigi Andrea Florio
Riccardo Garosci
Giacomo Leopardi
Giancarlo Ligabue
presidente
Franco Malerba
Alfonso Luigi Marra
Roberto Mezzaroma
Eolo Parodi
vicepresidente
Guido Podestà
Giacomo Santini
Umberto Scapagnini
Antonio Tajani
Luisa Todini
Guido Viceconte
vicepresidente
Marilena Marin
[FLD, ex Lega]
(1994 15 dic - 1999)
[ex Gruppo del Partito Europeo dei Liberali, Democratici e Riformatori]
Enrico Ferri
[ex PSDI]
(1995 15 dic - 1999)
[ex "Non Iscritti")
2
Pier Ferdinando Casini
Alessandro Fontana
vicepresidente
Totale Membri
28



Gruppo Partito del Socialismo Europeo
16
Corrado Augias
Francesco Baldarelli
Roberto Barzanti
Rinaldo Bontempi
Pierre Carniti
Luigi Alberto Colajanni
vicepresidente
Biagio De Giovanni
Giulio Fantuzzi
Fiorella Ghilardotti
Renzo Imbeni
Andrea Manzella

Enrico Montesano
(1994 - 10 nov 1996)

Achille Occhetto
(1994 - 11 ott 1998)
Giorgio Ruffolo
Roberto Speciale
Luciano Vecchi
2
Elena Marinucci
Riccardo Nencini
Totale Membri
18
Gruppo del Partito Popolare Europeo
8
Gerardo Bianco
Giovanni Burtone
Carlo Casini
Pierluigi Castagnetti
Maria Paola Colombo Svevo

Giampaolo D'Andrea
(1994 - 26 ott 1998)

Antonio Graziani
vicepresidente
Carlo Secchi
1
Michl Ebner
3
Livio Filippi
Danilo Poggiolini

Mariotto Segni
(1994 - 15 set 1995)

subentra
Vincenzo Viola
(1995 18 set - 1999)
Totale Membri
12

 

Gruppo del Partito Europeo dei Liberali, Democratici e Riformatori
5
Umberto Bossi
(1994 - 18 feb 1997)
Gipo Farassino
(1994 - 18 feb 1997)
Raimondo Fassa
Marco Formentini
(1994 - 18 feb 1997)
Luigi Moretti
(1994 - 18 feb 1997)
1
Giorgio La Malfa
Totale Membri
6
Gruppo della Sinistra Unitaria Europea
5
Luciano Pettinari
vicepresidente
(1994 - 14 feb 1997)
[rimane nel gruppo fino al 24 mag 1998)
Luigi Vinci
vicepresidente
(1997 14 feb - 1999)
Fausto Bertinotti
Luciana Castellina
Lucio Manisco
Gruppo Verde al Parlamento europeo
3

Alexander Langer
presidente
(1994 - 3 lug 1995)

subentra
Gianni Tamino
vicepresidente (1995 11 lug - 1999)
Adelaide Aglietta
Carlo Ripa di Meana
(1994 - 12 lug 1998)
La Rete
1
Leoluca Orlando
Totale Membri
4
Gruppo dell'Alleanza Radicale Europea
2
Gianfranco Dell'Alba

Marco Pannella
(1994 - 28 mar 1996)

Non Iscritti
10
Amedeo Amadeo
Roberta Angelilli

Spalato Bellerè
(1994 - 21 apr 1998)

Marco Cellai
Gianfranco Fini
Cristiana Muscardini
Sebastiano Musumeci
Gastone Parigi
Salvatore Tatarella
Antonio Michele Trizza
1
Enrico Ferri
(1994 - 14 dic 1995)
[aderisce poi a Forza Europa]
 
1
Pino Rauti
Totale Membri 12  
Totale Deputati Italiani
87

Note

 

UNIONE EUROPEA
Commissione Santer (1995-15 marzo 1999)

 

Jacques Santer
Presidente
PPE
LUSSEMBURGO
CSV

Commercio e relazioni con l'America settentrionale, l'Australia, la Nuova Zelanda, il Giappone, la Cina e la Corea

Relazioni con i Paesi del Mediterraneo, del Medio Oriente, dell'America Latina e dell'Asia [2]

Mercato interno, servizi, dogane e questioni fiscali
Leon Brittan
Vice presidente
[1]

Manuel Marín

Vice presidente
Mario
Monti
DE
PSE
Indipendenti
REGNO UNITO
SPAGNA
ITALIA
Conservatori
PSOE
Indipendente
Agricoltura e sviluppo rurale
Concorrenza
Affari economici, finanziari e monetari

Franz
Fischler

Karel
van Miert

Yves-Thibault
de Silguy

PPE
PSE
-
AUSTRIA
BELGIO
FRANCIA
ÖVP
PS (Parti Socialiste)
Indipendente
Occupazione e Affari sociali
Politica dei consumatori, Pesca e Aiuto umanitario di urgenza
Ambiente e
Sicurezza nucleare

Pádraig
Flynn

Emma
Bonino

Ritt
Bjerregaard

UFE
ALDE
PSE
IRLANDA
ITALIA
DANIMARCA
Fianna Fáil
Lista Bonino
SD
(Socialdemokraterne)
Industria e Tecnologia dell'informazione e delle telecomunicazioni
Trasporti
Energia,
Piccole e medie imprese e
Turismo
Martin
Bangemann
Neil
Kinnock

Christos
Papoutsis

ELDR
PSE
PSE
GERMANIA
REGNO UNITO
GRECIA
FDP (Freie Demokratische Partei)
Labour Party
PASOK
Immigrazione, Affari interni e giudiziari, Controllo finanziario e Lotta antifrode
Bilancio,
Personale e Amministrazione
Politica regionale

Anita
Gradin

Erkki
Liikanen

Monika
Wulf-Mathies

PSE
PSE
PSE
SVEZIA
FINLANDIA
GERMANIA
SAP (Sveriges Socialdemokratiska Arbetareparti)
SDP (Suomen Sosialidemokraattinen Puolue)
SPD (Sozialdemokratische Partei Deutschlands)
Affari scientifici, Ricerca e
Sviluppo
Politica estera e di sicurezza comune e
Relazioni con i Paesi dell'Europa Centrale e dell'Est
Relazioni con i Paesi dell'Africa, dei Caraibi e del Pacifico

Edith
Cresson

Hans
van den Broek

[3]

João de Deus
Pinheiro

PSE
PPE
PPE
FRANCIA
PAESI BASSI
PORTOGALLO
PS (Parti Socialiste)
CDA (Christen-Democratisch Appèl)
PSD (Partido Social Democrata)
Relazioni con il Parlamento e con gli Stati membri, cultura e audiovisivo

Marcelino
Oreja

PPE
SPAGNA
PP (Partido Popular)

Note:
[1] - La delega di Leon Brittan comprende anche Hong Kong, Macao e Taiwan.
[2] - Fanno eccezioni le relazioni con il Giappone, la Cina, la Corea, Hong Kong, Macao e Taiwan, gestite dal commissario Leon Britta.
[3] Van den Broek gestisce anche le relazioni con Malta, Cipro, la Turchia, i paesi dell'ex Unione Sovietica e la Mongolia.

 

 




Legenda
PARTITI EUROPEI

- PPE (Partito Popolare Europeo),
- PSE (Partito del Socialismo Europeo),
- ALDE (Alleanza dei Liberali e dei Democratici per l'Europa) o ALDE Party,
- DE (Gruppo Democratico Europeo) o ED (European Democratic Group),
- UPE (Unione per l'Europa) o UFE (Union for Europe).
PARTITI NAZIONALI

- CSV (Chrëschtlech Sozial Vollekspartei) - Lussemburgo;
- PSOE (Partido Socialista Obrero Español);
- ÖVP (Österreichische Volkspartei) - Partito Popolare Austriaco;
- PS (Parti Socialiste) - Partito Socialista, Belgio;
- Fianna Fáil - The Republican Party (tradotto dal gaelico: Soldati del Destino) - Partito Repubblicano, Irlanda;
- SD (Socialdemokraterne) - I Socialdemocratici, Danimarca;
- FDP (Freie Demokratische Partei) - Partito Liberale Democratico, Germania;
- PASOK (Panellinio Sosialistiko Kinima) - Movimento Socialista Panellenico, Grecia;
- SAP (Sveriges Socialdemokratiska Arbetareparti) - Partito Socialdemocratico dei Lavoratori di Svezia;
- SDP (Suomen Sosialidemokraattinen Puolue) - Partito Socialdemocratico Finlandese;
- SPD (Sozialdemokratische Partei Deutschlands) - Partito Socialdemocratico di Germania;
- PS (Parti Socialiste) - Partito Socialista, Francia;
- CDA (Christen-Democratisch Appèl) - Appello Cristiano Democratico, Olanda;
- PSD (Partido Social Democrata) - Partito Socialdemocratico, Portogallo;
- PP (Partido Popular) - Partito Popolare, Spagna.



Presidente
Jacques Santer (Lussemburgo Lussemburgo) — Partito Popolare Europeo
Dopo i dieci anni di presidenza di Jacques Delors, un socialista francese, il posto di Presidente della Commissione europea spettava, in base ad una logica di bilanciamento, ad un esponente del Partito Popolare Europeo proveniente da un piccolo stato membro[1]. La candidatura del primo ministro olandese Ruud Lubbers venne bloccata dal governo tedesco, a causa delle resistenze che Lubbers aveva espresso contro l'unificazione tedesca[1]. Helmut Kohl e François Mitterrand proposero il primo ministro belga Jean-Luc Dehaene, ma la candidatura venne bocciata dal governo britannico, che riteneva Dehaene troppo europeista[1]. La nomina del primo ministro lussemburghese Jacques Santer si impose dunque come mediazione[1].

Composizione politica
Sinistra / Socialisti (PSE): 9 membri
Destra / Conservatori (PPE, UPE e DE): 7 membri
Liberali (ELDR): 2 membri
Indipendenti: 2 membri
Componenti della Commissione

Legenda: [ ] Sinistra/Socialisti - [ ] Destra/Conservatori - [ ] Liberali - [ ] Verdi - [ ] Indipendenti
Commissario Nazionalità Incarico Competenze Partito europeo Partito nazionale


Jacques Santer Lussemburgo Lussemburgo Presidente PPE CSV
Leon Brittan Regno Unito Regno Unito Vicepresidente Commercio e relazioni con l'America settentrionale, l'Australia, la Nuova Zelanda, il Giappone, la Cina e la Corea[2] DE Cons.
Manuel Marín Spagna Spagna Vicepresidente Relazioni con i Paesi del Mediterraneo, del Medio Oriente, dell'America Latina e dell'Asia[3] PSE PSOE
Mario Monti Italia Italia Commissario Mercato interno, servizi, dogane e questioni fiscali - -
Franz Fischler Austria Austria Commissario Agricoltura e sviluppo rurale PPE ÖVP
Karel van Miert Belgio Belgio Commissario Concorrenza PSE PS
Yves-Thibault de Silguy Francia Francia Commissario Affari economici, finanziari e monetari - -
Pádraig Flynn Irlanda Irlanda Commissario Occupazione e affari sociali UPE FF
Emma Bonino Italia Italia Commissario Politica dei consumatori, pesca e aiuto umanitario di urgenza ELDR Lista Bonino
Ritt Bjerregaard Danimarca Danimarca Commissario Ambiente e sicurezza nucleare PSE SD
Martin Bangemann Germania Germania Commissario Industria e tecnologia dell'Informazione e delle telecomunicazioni ELDR FDP
Neil Kinnock Regno Unito Regno Unito Commissario Trasporti PSE Lab.
Christos Papoutsis Grecia Grecia Commissario Energia, piccole e medie imprese e turismo PSE PASOK
Anita Gradin Svezia Svezia Commissario Immigrazione, affari interni e giudiziari, controllo finanziario e lotta antifrode PSE SAP
Erkki Liikanen Finlandia Finlandia Commissario Bilancio, personale e amministrazione PSE SDP
Monika Wulf-Mathies Germania Germania Commissario Politica regionale PSE SPD
Edith Cresson Francia Francia Commissario Affari scientifici, ricerca e sviluppo PSE PS
Hans van den Broek Paesi Bassi Paesi Bassi Commissario Politica estera e di sicurezza comune e relazioni con i Paesi dell'Europa Centrale e dell'Est[4] PPE CDA
João de Deus Pinheiro Portogallo Portogallo Commissario Relazioni con i Paesi dell'Africa, dei Caraibi e del Pacifico PPE PSD
Marcelino Oreja Spagna Spagna Commissario Relazioni con il Parlamento e con gli Stati membri, cultura e audiovisivo PPE PP

Note
^ a b c d Max Haller, European integration as an elite process: the failure of a dream? (New York e Londra: Routledge 2008), pag. 99.
^ La delega di Brittan era comprendeva anche Hong Kong, Macao e Taiwan.
^ Facevano eccezioni le relazioni con il Giappone, la Cina, la Corea, Hong Kong, Macao e Taiwan, gestite dal commissario Brittan.
^ Van den Broek gestiva anche le relazioni con Malta, Cipro, la Turchia, i paesi dell'ex Unione Sovietica e la Mongolia.

 



 

Royaume de Belgique
Konikrijk België
Regioni
Province
Comuni
3
9
596
+ 3 comunità linguistiche
   
Stato federale, dal febbraio 1993, composto da tre regioni:
- Vallonia,
- Fiandre,
- Bruxelles;
[Voluto dalla coalizione al potere, il federalismo trova l'opposizione dei liberali e dei democratici francofoni, che lo considerano un separatismo di fatto a causa della superiorità economica e demografica delle Fiandre.]
Alberto II
Albero genealogico
(? - ?)
figlio di Leopoldo IIIe di ?;
dal 1993
, re del Belgio;
- Primo ministro
Jean-Luc Dehane
(1992 mar - 1994)
[cristiano-sociale]
Jean-Luc Dehane
(1994 giu - ?)
[cristiano-sociale]
- Ministro dell'interno
?
(? - ?)
- Ministro degli esteri
Frank Vandenbroucke
(? - mar 1994)
 
[governo di coalizione: cristiano-sociali e socialisti]

1995
Febbraio
17, l'arresto di due personalità vicine al Partito socialista fiammingo rilancia l'affare Agusta; la chiamata in causa di questa formazione, dopo quella dei socialisti francofoni, getta discredito sia sul segretario generale della NATO, Willy Claes, ministro dell'economia al momento dei fatti, sia sul commissario europeo Karel van Miert, presidente del partito nel 1988; nello stesso giorno il primo ministro annuncia l'organizzazione di elezioni legislative anticipate;

Marzo
8
, Bruxelles, il gen. Jacques Lefebvre, già capo di stato maggiore dell'aeronautica e implicato a sua volta nell'affare Agusta, si toglie la vita;
22, il ministro degli esteri Frank Vandenbroucke rassegna le proprie dimissioni;
[era stato presidente del Partito socialista fiammingo dal 1989 al 1991, cioè all'epoca in cui questo aveva ricevuto il denaro proveniente dall'Agusta]

Maggio
21
, elezioni politiche anticipate:

 
Elezioni legislative anticipate
 
%
seggi
+/- (*)
Collegio elettorale fiammingo
[Fiandre]
     
- cristiano-sociali
[Jean-Luc Dehaene]
-
29
-
- socialisti -
20
-
-Vlaams Blok
-
11
-
- Liberali -
21
-
- Ecologisti -
**5
-
- altri -
-
-
Collegio elettorale francofono
[Vallonia]
     
-cristiano-sociali
-
12
-
- socialisti -
21
-
- Fronte nazionale
-
2
-
- Liberali
-
18
 
- Ecologisti -
**6
 
- altri - - -
   
*150
 
* invece dei 212, in applicazione della nuova costituzione federale;
**gli ecologisti ottengono 11 seggi in totale;
 


Giugno
Jean-Luc Dehaene forma un governo non dissimile dal precedente;

Ottobre
20
, il parlamento autorizza il rinvio alla corte di cassazione di Willy Claes, accusato di corruzione nell'ambito dell'affare Agusta; Willy Claes annuncia subito le dimissioni da segretario generale della NATO, carica che occupava dal settembre 1994;





Contee
Comuni
14
275
Eccezioni: Copenaghen e Frederiksberg, sia province che comuni
 
 
Margherita II
Albero genealogico
(? - ?)
figlia di Federico IX e diIngrid di Svezia;
dal 1972, regina di Danimarca;
- Primo ministro
Poul Nyrup Rasmussen
(1993 gen - ?)
[Partito socialdemocratico]
[governo di centro-sinistra: socialdemocratici, centristi, radicali e cristiano-popolari;
primo governo dal 1971 a disporre della maggioranza al Folketing (90 voti su 179) ]

1995
Marzo
6-12 , Copenaghen, si tiene il vertice mondiale per lo sviluppo sociale, il cui obiettivo è definire le modalità di lotta contro la povertà, di promuovere l'occupazione e di favorire l'integrazione sociale;

 

1995
Bundesrepublik Deutschland
[Repubblica Federale di Germania (FDR)]
(maggio 1949)
Presidente
R. Herzog
(1994 1° lug - 30 giu 1999)
[CDU]
XIII Legislatura 1994 10 nov - 26 ott 1998
Cancelliere
H. Kohl
V
(1994 17 nov - 25 ott 1998)
[CDU]
[Coalizione "giallo-nera" composta da:
- CDU (Christlich Demokratische Union Deutschlands - Unione cristiano-democratica),
- CSU (Christlich-Soziale Union - Unione cristiano-sociale),
- FDP (Freie Demokratische Partei - Partito liberaldemocratico).]
Vice-cancelliere
+ Affari esteri
Klaus Kinkel (FDP)
(1993 21 gen - 25 ott 1998)
Capo della Cancelleria federale
(Senza portafoglio)
Friedrich Bohl (CDU)
(1991 18 gen - 25 ott 1998)
Interni
Manfred Kanther (CDU)
(1993 7 lug - 25 ott 1998)
Giustizia
Sabine Leutheusser-Schnarrenberger (FDP)
(1992 18 mag - 17 gen 1996)
Finanze
Theodor Waigel (CSU)
(1989 22 apr - 25 ott 1998)
Economia
Dr. Günter Rexrodt (FDP)
(1993 21 gen - 25 ott 1998)
Agricoltura e Foreste
Jochen Borchert (CSU)
(1993 21 gen - 25 ott 1998)
Lavoro e Solidarietà sociale
Norbert Blüm (CDU)
(1982 4 ott - 25 ott 1998)
Difesa
Volker Rühe (CDU)
(1992 1° apr - 25 ott 1998)
Famiglia e Anziani
Claudia Nolte (CDU)
(1994 17 nov - 25 ott 1998)
Sanità
Horst Seehofer (CSU)
(1992 6 mag - 25 ott 1998)
Trasporti
Matthias Wissmann (CDU)
(1993 14 mag - 25 ott 1998)
Ambiente
A. Merkel (CDU)
(1994 17 nov - 25 ott 1998)
Poste e Telecomunicazioni
Wolfgang Bötsch (CDU)
(1993 22 gen - 31 dic 1997)
Territorio, città e edilizia
Klaus Töpfer (CDU)
(1994 17 nov - 14 gen 1998)
Formazione, Scienza, Ricerca e Tecnologia
Jürgen Rüttgers (CDU)
(1994 17 nov - 25 ott 1998)
Cooperazione economica e sviluppo
Carl-Dieter Spranger (CSU)
(1991 18 gen - 25 ott 1998)
-

1995
Giugno
8
, Berlino [dopo Londra e Parigi e prima di Mosca] ricorda solennemente il 50° anniversario della capitolazione tedesca: alle cerimonie partecipano numerosi capi di stato;

 






Regioni
Nomoj
Comuni
13
54
6.034
-
   
 
- Presidente
K. Karamanlis
(1990 - 1995)
[ND (Nuova democrazia)]
Kostas Stephanopoulo
(1995 - ?)
[Primavera politica]
- Primo ministro
Andreas Papandreu
(1993 - gen 1996)
[PASOK (Movimento socialista panellenico)]
- Ministro dell'Industria
Kostas Simitis
(1993 - set 1995, dim.)
[PASOK (Movimento socialista panellenico)]
-

1995
Marzo
8, il parlamento elegge presidente della repubblica (carica onorifica) Kostas Stephanopoulos candidato di Primavera politica (partito nazionalista dei dissidenti di ND, Antonis Samaras); l'altro candidato era Athanase Tsaldaris;

Settembre
il ministro dell'Industria Kostas Simitis, anch'egli del PASOK abbandona la carica per contrasti sulla politica economica del governo; il primo ministro Andreas Papandreu [vecchio, malato e contestato dalle correnti innovatrici del suo partito], procede a un rimpasto ministeriale destinato a rinserrare i ranghi intorno alla sua persona;



Comunità autonome
Province
Comuni
17
50
8.027
-
   
 
don Juan Carlos  
Albero genealogico
(Roma 1938)
figlio di don Juan di Borbone e di Maria Mercedes di Borbone-Napoli;
1969, viene designato dal dittatore F. Franco Bahamonde [el Caudillo] a succedergli "a titolo di re";
- re di Spagna;
[da Novembre 1975]
 
1995
V Legislatura
 
1993 6 giu - 3 mar 1996
Presidente
del Consiglio
Felipe González Márquez
IV
(1993 6 giu - 3 mar 1996)

[PSOE (Partito socialista operaio spagnolo)
]
 
Difesa
Julián García Vargas
(1994-giu 1995)
Interno
Narcis Serra
(n. 2 ?)
Affari Esteri
Javier Solana Madariaga
(1992-95)
[PSOE]
-
Economia
-
Finanze
-
Lavori pubblici
-
Industria
-
Commercio
-
Istruzione e Scienze
-
Lavoro
-
Informazioni
-
Affari sociali
-
 

1995
Gennaio
23
, San Sebastián, viene assassinato (probabilmente dall' Eta) il candidato alla carica di sindaco Gregorio Ordóñez, del PP (Partito popolare)
[è il primo uomo politico vittima del terrorismo dal febbraio 1984];

Febbraio
viene arrestato Luis Roldan, capo della Guardia civil dal 1986 al 1993, fuggito nel 1994;
16
, il giudice Baltasar Garzón ordina l'incarcerazione dell'ex segretario di stato per la sicurezza Rafael Vera, accusato di aver organizzato la lotta clandestina contro l' Eta con la creazione dei Gal (Gruppi antiterrorismo di liberazione), responsabili dell'assassinio di non meno di 27 militanti baschi in Francia tra il dicembre 1983 e il luglio 1987);

Marzo
un nuovo conflitto oppone al largo di Terranova pescatori europei – in particolare spagnoli – e pescatori canadesi;

Aprile
15
,
circa il conflitto tra pescatori europei e canadesi viene raggiunto un accordo sulle quote;
19
, il presidente del PP (Partito popolare) e leader dell'opposizione José Maria Aznar resta leggermente ferito in un attentato dinamitardo attribuito all' Eta;

Maggio
28
, le elezioni regionali parziali e quelle municipali vedono la vittoria del PP ma il PSOE non subisce la prevista disfatta;

Giugno
15
, il direttore dei servizi speciali militari si dimette in seguito alle rivelazioni della stampa sulle intercettazioni telefoniche illegali effettuate tra il 1984 e il 1991 a danno di diverse persone, tra cui il re Juan Carlos;
18, un ex responsabile dei servizi speciali, a cui risalirebbero le irregolarità, viene arrestato;
28, si dimettono sia Narcis Serra, numero due del governo e ministro della difesa all'epoca dei fatti, sia l'attuale ministro della difesa Julián García Vargas;

Luglio
, la Spagna assume per sei mesi la presidenza dell'Unione europea;
nel rapporto inviato al tribunale supremo, il giudice Baltasar Garzón definisce il primo ministro "fondatore e dirigente" dei Gal;
17, CIU, la coalizione nazionalista catalana di Jordi Pujol ritira il suo sistematico appoggio parlamentare al governo, sicché il PSOE non dispone più della maggioranza alle cortes;
27, Felipe González Márquez annuncia la convocazione di elezioni politiche anticipate per il marzo 1996;

Ottobre
25
, per la prima volta dall'ascesa socialista al governo nel 1982, le cortes respingono il bilancio preventivo;

Novembre
27-28
, Barcellona, una riunione sui rapporti euromediterranei raccoglie i rappresentanti dell'Unione europea e di undici paesi del Mediterraneo, a cui si aggiungono l'Autorità palestinese e la Mauritania; i Quindici si impegnano a riequilibrare i loro rapporti con il Sud nel quadro di una "associazione globale"; i partecipanti prevedono di creare una zona euromediterranea di libero scambio per il 2010;

Dicembre
11
, Madrid, l'esplosione di un'autobomba al passaggio di un veicolo militare provoca 6 morti.
Nel 1995 13 persone sono state uccise dall' Eta.



Regioni
Dipartimenti
Comuni
26
100
36.577
-
   
 
1995
Costituzione del 1958
 
V REPUBBLICA
Presidente della Repubblica
F.-M. Mitterand
(1981 21 mag - 17 mag 1995)
J. Chirac [RPR]
(1995 17 mag - 16 mag 2007)
Presidente del Senato
René Monory (UC)
(1992 2 ott - 1° ott 1998)
Presidente dell'Assemblea Nazionale
Philippe Séguin [RPR]
(1993 apr - ?)
Presidente del Congresso
(Senato+Camera)

 
Primo ministro
*É. Balladur [RPR]
(1993 29 mar - 16 mag 1995)
**Alain Juppé [RPR]
I
(18 mag - 7 nov)
Alain Juppé [RPR]
II
(7 nov - 2 giu 1997)
Interni
Charles Pasqua [RPR]
(1993 29 mar - 19 mag 1995)
Jean-Louis Debré [RPR]
(18 mag - 4 giu 1997)
Esteri
Alain Juppé
(1993 29 mar - 19 mag 1995)
Hervé de Charette
(18 mag - 4 giu 1997)
Colonie
Regioni liberate
 
Difesa
Guerra
Marina
Aviazione
Economia, Finanze e Piano
 
Alain Madelin (UDF/PR)
(18 mag - 25 ago)
Jean Arthuis (UDF/CDS)
(26 ago - 7 nov)
Jean Arthuis (UDF/CDS)
(7 nov - 4 giu 1997)
Economia
Edmond Alphandéry (UDF/CDS)
(1993 29 mar - 18 mag 1995)
 
Budget
Nicolas Sarkozy (RPR)
(1993 29 mar - 18 mag 1995)
 
Agricoltura
Commercio
e Industria
Lavori Pubblici
Lavoro
Giustizia
Pierre Méhaignerie
(1993 18 mag - 4 giu 1997)
Educazione Nazionale
Riforme

* [10 mag 1988 - 16 mag 1995] Periodo qualificato di "Seconda coabitazione", terminandosi con l'elezione di J. Chirac alla presidenza della repubblica.

1995
Gennaio
, la Francia assume per sei mesi la presidenza dell'Unione Europea;
6
, il vicepresidente iracheno Tariq Aziz è ricevuto dal ministro degli esteri Alain Juppé; la Francia annuncia l'intenzione di aprire una sezione di interessi presso l'ambasciata rumena a Baghdad;
18
, il primo ministro Édouard Balladur annuncia la propria candidatura alle elezioni presidenziali di aprile;

Febbraio
3
, il socialista Lionel Jospin annuncia la propria candidatura alle elezioni presidenziali di aprile;

Aprile
23
, si svolge il primo turno delle elezioni presidenziali (affluenza: 78,38%):

 
Elezioni presidenziali (I turno)
 
%
-Lionel Jospin
[PS (Partito socialista)]
23,30
- Jacques Chirac
[ RPR (Rassemblemente pour la République) [destra gollista]]
20,84
- Édouard Balladur
[ RPR (Rassemblemente pour la République) [destra gollista]]
18,58
- Jean-Marie Le Pen
[FN (Front National)]
15,00
- altri 5 candidati
-
 
100
-
 


Maggio
7
, si svolge il secondo turno delle elezioni presidenziali (affluenza: 79,67):

 
Elezioni presidenziali (II turno)
 
%
- Jacques Chirac
[ RPR (Rassemblemente pour la République) [destra gollista]]
52,64
-Lionel Jospin
[PS (Partito socialista)]
47,36
 
100
-
 


15
, il primo segretario del PS Henri Emmanuelli è condannato a un anno di carcere per un caso di finanziamento occulto del suo partito; 
17
, avviene il passaggio delle consegne tra F.-M. Mitterand e J. Chirac, che nello stesso giorno nomina primo ministro Alain Juppé del RPR (Rassemblemente pour la République) [destra gollista];
23, il nuovo governo (42 membri di cui 12 donne) presenta un programma "di una sola parola: occupazione";

Giugno
11
e 18, si svolgono le elezioni municipali, che vedono la tenuta della maggioranza ma anche dei socialisti, che in particolare conquistano sei arrondissements parigini; il FN (Front National) conquista tre città nel Sud, fra cui Tolone;
13, François Léotard sostituisce Gérard Longuet alla presidenza del PR (Parti républicain), principale componente dell' UDF (Union pour la démocratie française);
l'annuncio del presidente J. Chirac che la Francia riprenderà gli esperimenti nucleari provoca un'ondata di proteste in tutto il mondo ma soprattutto nel Pacifico;

Luglio
19-23
, J. Chirac dedica all'Africa il suo primo viaggio all'estero come capo dello stato, visitando Marocco, Costa d'Avorio, Gabon e Senegal;
25, Parigi, sette persone restano uccise in un attentato dinamitardo in una stazione della metropolitana; sono sospettati gli integralisti islamici;

Settembre
3 e 4, Parigi, avvengono altri attentati dello stesso tipo ma senza vittime;
7, regione di Rhône-Alpes, un'autobomba esplode davanti alla scuola ebraica di Villeurbanne, ferendo 14 persone;
24, in occasione del rinnovo parziale del senato, il PS progredisce, ma la sinistra, con 96 seggi su 231, resta ampiamente minoritaria;
29, un algerino sospettato di uno degli attentati dei mesi precedenti (una bomba scoperta in agosto sul treno Parigi-Lione) viene ucciso dalla gendarmeria nei pressi di Lione;

Ottobre
6
, Parigi, esplode un'altra bomba, ferendo alcune persone;
7, il GIA (Gruppo islamico armato) rivendica tutti gli attentati compiuti in Francia a partire dal luglio;
14, Lionel Jospin sostituisce Henri Emmanuelli alla segreteria del PS;
15, il primo ministro Alain Juppé viene eletto presidente del RPR;
17, Parigi, un'altra bomba esplode nella metropolitana, ferendo gravemente cinque persone;
20-21, Parigi, viene in visita il presidente russo Boris Eltsin;

Novembre
2, a conclusione di una operazione di polizia condotta a Parigi, Lione e Lille, viene smantellata la rete islamica a cui è attribuita la responsabilità dell'ondata di attentati che ha colpito la Francia a partire da luglio; il "coordinatore" Bualem Bensaid è arrestato a Parigi, mentre la polizia inglese arresta a Londra il comandante del gruppo, Rachid Ramda;
15, il governo presenta un piano di riforma della sicurezza sociale che prevede tra l'altro un prelevamento dello 0,5% su tutti i redditi e l'unificazione dei regimi pensionistici speciali;
17, viene presentato un progetto riguardante le ferrovie, giudicato insufficiente dai sindacati;
24, prende il via una serie di azioni di protesta per chiedere il ritiro dei due progetti: lo sciopero dei trasporti e di altri servizi paralizza il paese, in particolare la regione parigina, mentre anche gli studenti entrano in agitazione;
25, il CDS, diretto da François Bayrou, si trasforma in Force démocrate;

Dicembre
4
, i partecipanti al sesto vertice dei paesi francofoni che si svolge a Cotonou in Benin, esprimono la volontà di conferire una dimensione politica al loro movimento introducendo la carica di segretaro generale, che sarà attribuita in occasione del vertice di Hanoi nel 1997;
12, i serbi di Bosnia liberano i due piloti francesi fatti prigionieri il 30 agosto dopo l'abbattimento del loro aereo;
14, Parigi, viene firmato l'accordo di pace per l'ex Iugoslavia concluso il 21 novembre a Dayton negli Stati Uniti;
verso la metà del mese una serie di concessioni da parte del governo pone fine agli scioperi iniziati a novembre;

Corsica [dal 1982 l'isola ha ottenuto una certa autonomia ma le principali organizzazioni separatiste sono messe fuori legge.]
1995
-
Polinesia Francese [territorio d'oltremare]
1995
Settembre
5, nell'atollo di Mururoa viene effettuato il primo degli esperimenti nucleari annunciati da J. Chirac; il giorno dopo si verificano disordini a Papeete;
Nuova Caledonia [territorio d'oltremare]
1995
-

Contee
Comuni
Distretti
Municipalità
32
84
49
30
-
     
 
       
1995
Novembre
24
, la proposta di abrogare la clausola costituzionale che interdisce il divorzio viene approvata per referendum dal 50,3% dei votanti;

1995
Regioni
Province Comuni
20*
95 8.074
* + 5 a statuto speciale
 
Presidente
della Repubblica
Oscar Luigi Scalfaro (Dc)
(1992 28 mag - 15 mag 1999)

XII Legislatura 1994 15 apr - 8 mag 1996

Presidente
della Camera
I. Pivetti (Lega nord)
(1994 16 apr - 8 mag 1996)
Presidente
del Senato
C. Scognamiglio Pasini (Udc)
(1994 16 apr - 8 mag 1996)
Presidente
del Consiglio
S. Berlusconi (Fi) I
(1994 10 mag - 17 gen 1995)
L. Dini
(1995 gen - apr 1996)
+ Tesoro + Giustizia (da ott 1995)
[Governo tecnico]
Vicepresidenti G. Tatarella (An)
(1994 mag - 17 gen 1995)
+ Poste e Tel.
 
R. Maroni (Lega)
(1994 mag - 17 gen 1995)
+ Interno
 
sottosegretari Gianni Letta (Fi)
(1994 mag - 17 gen 1995)
[del. Spettacolo, Turismo e Sport]
Lamberto Cardia
(1995 gen - apr 1996)
[del. Sport]
Interno
R. Maroni (Lega)
(1994 10 mag - 17 gen 1995)
Antonio Brancaccio
(1995 gen - 8 giu 1995)
Giovanni Rinaldo Coronas
(1995 giu - apr 1996)
sottosegretari Maurizio Gasparri (An)
(1994 10 mag - 17 gen 1995)
Luigi Rossi
(1995 gen - apr 1996)
Marianna Li Calzi (Fi)
(1994 10 mag - 17 gen 1995)
Corrado Scivoletto
(1995 gen - apr 1996)
Domenico Lo Jucco (Fi)
(1994 10 mag - 17 gen 1995)
Francesco Caramazza
(1995 gen - apr 1996)
Esteri
A. Martino (Fi)
(1994 10 mag - 17 gen 1995)
Susanna Agnelli
(1995 gen - apr 1996)
sottosegretari Livio Caputo (Fi)
(1994 10 mag - 17 gen 1995)
Walter Cardini
(1995 gen - apr 1996)
Franco Rocchetta (Lega)
(1994 10 mag - 17 gen 1995)
Emanuele Sciamacca del Murgo e dell'Agnone
(1995 gen - apr 1996)
Vincenzo Trantino (An)
(1994 10 mag - 17 gen 1995)
 
Difesa
C. Previti (Fi)
(1994 10 mag - 17 gen 1995)
Domenico Corcione
(1995 gen - apr 1996)
sottosegretari Guido Lo Porto (An)
(1994 10 mag - 17 gen 1995)
Stefano Silvestri
(1995 gen - apr 1996)
Mauro Polli (Lega)
(1994 10 mag - 17 gen 1995)
Carlo Maria Santoro
(1995 gen - apr 1996)
Tesoro
L. Dini (Indip.)
(1994 10 mag - 17 gen 1995)
L. Dini
(1995 gen - apr 1996)
[ad interim]
sottosegretari Marisa Bedoni (Lega)
(1994 10 mag - 17 gen 1995)
Dino Piero Giarda
(1995 gen - apr 1996)
Salvatore Cicu (Fi)
(1994 10 mag - 17 gen 1995)
Carlo Pace
(1995 gen - apr 1996)
Giovanni Mongiello (Ccd)
(1994 10 mag - 17 gen 1995)
  Giuseppe Vegas
(1995 7 mar - apr 1996)
Antonio Rastrelli (An)
(1994 10 mag - 17 gen 1995)
 
Grazia e Giustizia
A. Biondi (Udc)
(1994 10 mag - 17 gen 95)
F. Mancuso
(1995 gen - 19 ott 1995)
L. Dini
(1995 ott - 16 feb 1996)
[ad interim]
sottosegretari Gian Franco Anedda (An)
(1994 10 mag - 17 gen 95)
Donato Marra
(1995 gen - apr 1996)
Mario Borghezio (Lega)
(1994 10 mag - 17 gen 95)
Edilberto Ricciardi
(1995 gen - apr 1996)
Domenico Contestabile (Fi)
(1994 10 mag - 17 gen 95)
 
Bilancio e Programmazione economica
G.C. Pagliarini (Lega)
(1994 10 mag - 17 gen 95)
Rainer Masera
(1995 gen - 12 gen 1996)
sottosegretari Ilario Floresta (Fi)
(1994 10 mag - 17 gen 95)
Alberto Carzaniga
(1995 gen - apr 1996)
Antonio Parlato (An)
(1994 10 mag - 17 gen 95)
Giorgio Ratti
(1995 gen - apr 1996)
Finanze
G. Tremonti (eletto con il Patto Segni)
(1994 10 mag - 17 gen 1995)
A. Fantozzi (Lista Dini)
(1995 gen - apr 1996)
sottosegretari Roberto Asquini (Lega)
(1994 10 mag - 17 gen 1995)
Franco Caleffi
(1995 gen - apr 1996)
Filippo Berselli (An)
(1994 10 mag - 17 gen 1995)
Giuseppe Vegas (1995 gen - 8 mar 1996) Emesto Vozzi (1995 8 mar - apr 1996)
Sandro Trevisanato (Fi)
(1994 10 mag - 17 gen 1995)
 
Risorse agricole, alimentari e forestali
A. Poli Bortone (An)
(1994 10 mag - 17 gen 1995)
Walter Luchetti
(1995 gen - apr 1996)
sottosegretari Paolo Scarpa Bonazza Buora (Fi)
(1994 10 mag - 17 gen 1995)
Vito Bianco
(1995 gen - apr 1996)
  Mario Prestamburgo
(1995 gen - apr 1996)
Sanità
R. Costa (Udc)
(mag - 17 gen 95)
Elio Guzzanti
(1995 gen - apr 1996)
sottosegretari Giulio Conti (An)
(mag - 17 gen 95)
Mario Condorelli
(1995 gen - apr 1996)
Giuseppe Nisticò (Fi)
(mag - 17 gen 95)
Salvatore Sicurello
(1995 gen - 30 dic 1995)
Università, Ricerca Scientifica e Tecnologica
S. Podestà (Fi)
(1994 10 mag - 17 gen 1995)
Giorgio Salvini
(1995 gen - apr 1996)
sottosegretari Giovanni Meo Zilio (Lega)
(1994 10 mag - 17 gen 1995)
Sergio Barabaschi
(1995 gen - apr 1996)
Pubblica istruzione
F. D'Onofrio (Ccd)
(1994 10 mag - 17 gen 1995)
Giancarlo Lombardi
(1995 gen - apr 1996)
sottosegretari Fortunato Aloi (An)
(1994 10 mag - 17 gen 1995)
Luciano Corradini
(1995 gen - apr 1996)
Mariella Mazzetto (Lega)
(1994 10 mag - 17 gen 1995)
Eteldreda Porzio Serravalle
(1995 gen - apr 1996)
Industria, Commercio e Artigianato
V. Gnutti (Lega)
(1994 10 mag - 17 gen 1995)
Alberto Clò
(1995 gen - apr 1996)
G. Bernini (Pdl)
(1994 10 mag - 17 gen 95)
sottosegretari Giampiero Beccaria (Fi)
(1994 10 mag - 17 gen 1995)
Luigi Mastrobuono
(1995 gen - 24 gen 1996)
Francesco Pontone (An)
(1994 10 mag - 17 gen 1995)
 
Commercio Estero
G. Bernini (Pdl)
(1994 10 mag - 17 gen 1995)
Alberto Clò
(1995 gen - apr 1996)
[ad interim]
sottosegretari   Mario D'Urso
(1995 gen - apr 1996)
Beni culturali e ambientali
D. Fisichella (An)
(1994 10 mag - 17 gen 1995)
Antonio Paolucci
(1995 gen - apr 1996)
sottosegretari   Mario D'Addio
(1995 gen - 7 mar 1995)
Carla Guiducci Bonanni
(1995 7 mar - apr 1996)
Lavoro e Previdenza sociale
C. Mastella (Ccd)
(1994 10 mag - 17 gen 1995)
T. Treu (Ri)
(1995 gen - ott 1998)
sottosegretari Carmelo Porcu (Msi)
(1994 10 mag - 17 gen 1995)
Franco Liso
(1995 gen - apr 1996)
Adriano Teso (Fi)
(1994 10 mag - 17 gen 1995)
Nicola Scalzini
(1995 gen - 7 mar 1995)
Matilde Grassi
(1995 7 mar - apr 1996)
Trasporti e Navigazione
P. Fiori (An)
(1994 10 mag - 17 gen 1995)
Giovanni Caravale
(1995 gen - apr 1996)
sottosegretari Sergio Cappelli (Lega)
(1994 10 mag - 17 gen 1995)
Carlo Chimenti
(1995 gen - apr 1996)
Gianfranco Micciché (Fi)
(1994 10 mag - 17 gen 1995)
Giovanni Puoti
(1995 gen - apr 1996)
Lavori Pubblici
R.M. Radice (Fi)
(1994 10 mag - 17 gen 1995)
P. Baratta
(1995 gen - apr 1996)
sottosegretari Stefano Aimone Prina (Lega)
(1994 10 mag - 17 gen 1995)
Paolo Stella Richter
(1995 gen - apr 1996)
Domenico Nania (An)
(1994 10 mag - 17 gen 1995)
Lucio Testa
(1995 gen - apr 1996)
Poste e Telecomunicazioni
G. Tatarella (An)
(1994 10 mag - 17 gen 1995)
Agostino Gambino
(1995 gen - apr 1996)
sottosegretari Antonio Marano (Lega)
(1994 10 mag - 17 gen 1995)
Alessandro Frova
(1995 gen - apr 1996)
Ambiente
A. Matteoli (An)
(1994 10 mag - 17 gen 1995)
P. Baratta
(1995 gen - apr 1996)
[ad interim]
sottosegretari Roberto Lasagna (Fi)
(1994 10 mag - 17 gen 1995)
Emilio Gerelli
(1995 gen - apr 1996)
Ministri senza portafoglio
Rapporti col Parlamento
G. Ferrara (Fi)
(1994 10 mag - 17 gen 1995)
Guglielmo Negri
(1995 gen - apr 1996)
Italiani nel Mondo
S. Berlinguer (Indip.)
(1994 10 mag - 17 gen 1995)
 
Riforme Istituzionali
F. Speroni (Lega)
(1994 10 mag - 17 gen 1995)
Giovanni Motzo
(1995 gen - ott 1998)
Funzione pubblica e Affari regionali
G. Urbani (Fi)
(1994 10 mag - 17 gen 1995)
F. Frattini (Fi)
(1995 gen - 18 mar 1996)
Famiglia e solidarietà sociale
A. Guidi (Fi)
(1994 10 mag - 17 gen 1995)
Adriano Ossicini
(1995 gen - apr 1996)
Coordinamento delle politiche Unione Europea
D. Comino (Lega)
(1994 10 mag - 17 gen 1995)
 
Aree urbane-Roma Capitale-Giubileo del duemila
  Nicola Scalzini
(1995 7 mar - apr 1996)
Protezione Civile
  Franco Barberi
(1995 gen - apr 1996)
Turismo e Spettacolo
  Mario D'Addio
(1995 7 mar - apr 1996)
 

Repubblica Italiana

Elezioni nelle Regioni a statuto ordinario

Gennaio
-

Governo "tecnico" di L. Dini che, sostenuto da progressisti, Lega e Ppi, diventa sempre più "politico".

5, sul settimanale «l'Espresso» compare un lungo articolo a firma di Gian Luigi Melega dal titolo Gratti Gladio e trovi la X MasL'atto di nascita della Stay Behind italiana – nel quale, sulla base di documenti rinvenuti negli archivi federali americani, il giornalista sostiene che a costituire i primi nuclei delle organizzazioni paramilitari segrete nate in Italia dopo il 1945 sarebbero stati gli ex marò della X Mas, passati al soldo dell'Oss e riutilizzati in funzione anticomunista.
[Il regista di questa operazione viene identificato nel capo della cosiddetta Sezione X2 (Counterintelligence Branch) dell'Oss durante la Seconda guerra mondiale, Jesus James Angleton, il quale avrebbe ordinato di salvare i militi di Junio Valerio Borghese dai processi per collaborazionismo che li attendevano, per poi farne il nocciolo duro di un futuro esercito anticomunista.]
In pratica, afferma il giornalista, i «Gladiatori» provengono dalla X Mas.… ma il suo assunto si basa su un palese fraintendimento. Egli ha infatti tratto queste informazioni dal corposo fascicolo 10 Flottiglia Mas - Stay behind organisation e questo lo ha portato ad associare la X Mas all'operazione "Stay Behind".
Una lettura più attenta del materiale, tuttavia, – agli atti della Commissione Stragi – dimostra che la denominazione Stay Behind del titolo non ha alcuna attinenza con le strutture convenzionalmente definite di tipo "stay behind" ma va semplicemente ricondotta al significato letterale del termine, ossia «stare indietro, agire dietro le spalle».
Nel fascicolo, infatti, sulla base di interrogatori rilasciati da alcuni marò della X Mas ad agenti dell'Oss (che li avevano catturati nelle ultime settimane del conflitto) si parla del tentativo del "battaglione Vega" della X Mas di dare vita a operazioni di guerra clandestina, spionaggio e sabotaggio agendo dietro le linee ("stay behind", appunto) dell'esercito alleato.
Ma soprattutto da essi emerge il progetto, invero molto velleitario, degli uomini del "battaglione Vega" di organizzare, una volta terminata la guerra, un movimento in grado di combattere contro i comunisti e contro i tedeschi, per un'Italia libera, indipendente, senza fascismo, senza comunismo, senza tedeschi e senza qualsiasi partito che avrebbe potuto privare il Paese della libertà.
di questo progetto parlò con dovizia di particolari un certo Elio Cucchiara, uno degli istruttori del "battaglione Vega" che, a fine febbraio 1945
Ciò non significa che nel dopoguerrra ex repubblichini o militi di Junio Valerio Borghese non siano entrati in contatto con alcune delle organizzazioni segrete nate per reagire in caso d'invasione comunista. Infatti, l'aver erroneamente ritenuto che il fascicolo citato sia la prova che dietro "Gladio" ci fosse la X Mas ha finito per lasciare in ombra altri elmenti, del tutto estranei alla vicenda del "battaglione Vega", dai quali sembra emergere l'esistenza di un legame tra ex fascisti e l'organizzazione O/3 Cvl.
Di una collaborazione tra osovani e fascisti in funzione anticomunista ha parlato, per esempio:
. Sergio Nesi, ex ufficiale della X Mas, il quale ha sostenuto che alla fine della guerra
. Nino Buttazzoni, nativo di Trieste, ex comandante del "battaglione Np (nuotatori paracadutisti)" della X Mas, il quale ha sostenuto che a settembre 1945
. Ugo Fabbri, ex militante della sezione triestina dell'organizzazione neofascista "Ordine Nuovo", il quale nel febbraio 1978
. Franco Turco, ex repubblichino e poi appartenente all' "Organizzazione O", il quale, in un'intervista a «Il Gazzettino» il 6 dicembre 1990, dichiarerà che all'interno di tale organizzazione vi era uno svariato numero di fascisti… più precisamente che nel 1954 l'organizzazione sarebbe stata sciolta e le armi consegnate, ma un anno più tardi fu avvicinato da Guglielmo de Bellis, presidente della sezione Alpini di Udine, il quale gli propose di entrare a far parte di una uova aggregazione segreta che di lì a poco sarebbe nata…. Lui rifiutò ma si trattava certamente di "Gladio".]

Febbraio
Msi: al congresso di Fiuggi confluisce in An (Alleanza nazionale) che sotto la leadership di Gianfranco Fini ha ormai preso le distanze dall'eredità del fascismo; si astiene la destra intransigente guidata da P. Rauti;

Marzo
18
, Milano, G.I. dr. Salvini (RG. 721/88) sentenza ordinanza contro Nico Azzi + 29.
[Eversione nera in Lombardia-Veneto.]
Arriva in Italia la prima informativa riguardante il "dossier Mitrokhin" [Rapporto Impedian] (l'ultima arriverà il 10 novembre 1998).

Aprile
23
, nelle Regioni a statuto ordinario si svolgono le elezioni.

Maggio
20, il decreto legge n. 83 ripropone una più completa disciplina della par condicio in periodo di elezioni;
alle elezioni amministrative si assiste ad una netta affermazione del centro-sinistra;

Giugno
La Lega Nord insedia a Mantova, dichiarata capitale, un "governo ombra";

Luglio
Ppi: in seguito ad una scissione, una parte confluisce nel centro-destra con il Cdu di Rocco Buttiglione, ed un'altra nel centro-sinistra con il Ppi di Gerardo Bianco;

Agosto
sono approvate: 
- una legge di riforma del sistema previdenziale;
- un decreto sulla par condicio televisiva
- la legge finanziaria;

Settembre

Ottobre
6
, Roma, a Villa Madama l'Italia ospita il primo incontro davvero planetario sulla ex Jugoslavia, con la "pax americana" già nell'aria; ci sono:
. Susanna Agnelli, ministro degli Esteri,
. Richard Holbrooke, mediatore USA,
. Bildt, svedese,
. Ivanov, russo,
oltre ai vari massimi vertici negoziali di Canada, Germania, Francia, Gran Bretagna e Giappone.
Finora l'Occidente si è servito di diplomatici tipo:
. Lord Carrington,
. Thorvald Stoltenberg,
. Lord Owen,
. Yasushi Akashi;
dopo che tutti si sono fatti mangiare in un sol boccone da S. Miloševic, Richard Holbrooke è il primo diplomatico vero dopo una lunga serie di fantocci.
I rappresentanti dell'ex Jugoslavia stanno invece in un angolo, lontani dai riflettori... come se la questione li non riguardasse:
. Topcagic [Bosnia],
. Sanader [Croazia],
. Milutinovic [Federazione Jugoslava fra Serbia e Montenegro].
Come nel 1914, il destino della Bosnia non riguarda i bosniaci: le cose si decidono altrove.
[Paolo Rumiz, Maschere per un massacro, Editori Riuniti 1996.]

Novembre

Dicembre
9
, Friuli, Sacile, in una cabina telefonica viene fatto trovare un volantino corredato dal simbolo della stella a cinque punte inscritta in un cerchio, intitolato "Nuovo Ordine Mondiale, Bosnia, Nucleare e Aviano".
Si stanno facendo strada gli Nta (Nuclei territoriali antimperialisti).

Referendum sulla privatizzazione RAI e sulla pubblicità.



VFS
(Veneto Fronte Skinheads)

«segue da 1994»

1995

Gennaio
3
, Roma, la magistratura indaga Pietro Puschiavo, presidente di VFS, per «apologia di genocidio»;

«segue 1996»

 

PUGLIA

1995

Brindisi.
Nella provincia, con circa 410.000 abitanti, dove è nata e cresciuta la Sacra Corona Unita, operano sei organizzazioni criminali che dispongono di oltre 200 affiliati.
In seguito ad una segnalazione del comando del Nucleo provinciale di Polizia tributaria, relativo a talune operazioni anomale eseguite fino alla fine del mese di dicembre da Roberto Della Porta direttore della filiale della Banca Tamborino Sangiovanni inizia con indagini giudiziarie l' "operazione Atlantide": permetterà il sequestro di 27 Mdi di lire in contanti riciclati in tre imprese portuali facenti capo al gruppo D'Oriano che opera in stretto collegamento con l'organizzazione contrabbandiera brindisina dei fratelli Morleo e che fa riferimento anche al gruppo D'Alessandro di Castellammare di Stabia, appartenente alla camorra napoletana.

Giugno
14
, il questore di Brindisi Francesco Forleo, imbarcato su un elicottero della polizia in missione notturna antiimmigrazione, apre il fuoco contro uno scafo in fuga; così contemporaneamente opera anche il dr Pietro Antonacci (dirigente della squadra mobile) mediante l'uso di pistola mitragliatrice PM12 e di altra arma lunga. Tutto ciò in assenza di qualsiasi azione offensiva da parte dell'equipaggio dello scafo inseguito; uno dei membri, Vito Ferraese, viene colpito a morte. Pasquale Filomena e Emanuel Carbone aiutano (secondo l'accusa) l'autore dell'omicidioa d eludere le indagini.

Dicembre
31
, avviene la fusione per incorporazione tra Credito Emiliano SpA e Banca Tamborino Sangiovanni.
[Credem, istituto di credito presente con agenzie e filiali sia nel brindisino che in Albania.
In seguito all'accertamento ispettivo della Banca d'Italia (dal 10 ottobre 1994 al 10 febbraio 1995) sono emerse alcune irregolarità in ordine ai rapporti intercorsi tra Roberto Della Porta e tale Giuseppe Annichiaro, presidente del comitato promotore della Cassa rurale e artigiana di Carovigno.]

Tra il 1995 e il 1996 i sindaci di Brindisi, il notaio Michele Errico e l'avv. Lorenzo Maggi si dimettono.

Le indagini giudiziarie, favorite anche dalla colllaborazione di esponenti di primo piano della Sacra Corona Unita sono sfociate in ben cinque maxiprocessi ed hanno permesso sin dai primi anni Novanta di incrinare profondamente le struure dell'organizzazione criminale. Sono stati tratti inarresto:
. Giuseppe Rogoli,
. Salvatore Buccarella,
. Antonio Donatiello,
e in seguito:
. Benedetto Stano,
. Antonio Pagano,
. Antonio Luperti,
. Maria Rosaria Buccarella,
. Cosimo Nigro.
Alcuni altri, quali:
. Santo Vantaggiato,
. Francesco Prudentino,
si sono rifugiati in latitanza "protetta" nel Montenegro da dove continuano a controllare agevolmente i loro territori brindisini.

Fonti:
- Nicola Tranfaglia, Mafia, Politica e Affari 1943-2000, Editori Laterza, 2001.

 

Processi Andreotti

1995

Gennaio
il pentito Di Maggio dichiara che Andrea Mangiaracina gli è stato «presentato» come uomo d'onore da Salvatore Riina [Totò 'u Curtu], a Palermo.
Nel momento in cui viene redata la Memoria del PM contro G. Andreotti, Andrea Mangiaracina è latitante perché colpito da ordine di arresto per traffico di droga e riciclaggio di notevoli somme di denaro tra la Svizzera, Hong Kong, il Sud Africa e altri paesi.

 


 

[Fonti:
- «Il Sole-24Ore»: Vincenzo Morgante, Roberta Miraglia, Donatella Stasio.]
- Pino Arlacchi, IL PROCESSO-Giulio Andreotti sotto accusa a Palermo, Rizzoli Milano 1995.

 

 

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Comuni
   
118
     
 
Jean di Borbone-Parma
Albero genealogico
(1921 - ?)
figlio secondogenito del principe Felice di Borbone-Parma e di Charlotte di Nassau-Weilburg, granduchessa di Lussemburgo e duchessa di Nassau;
1964-?, granduca di Lussemburgo;
[dopo l'abdicazione della madre]
- Primo ministro
Jean-Claude Juncker
(1995 - ?)
[cristiano-sociale]
 
[governo di coalizione: democristiani e socialisti]
1995
Gennaio
28
, il ministro delle finanze, il cristiano-sociale Jean-Claude Juncker, viene nominato primo ministro;

Ottobre
40.000 persone manifestano contro il programma governativo che prevede l'abolizione di alcuni privilegi riservati ai dipendenti dell'amministrazione statale;



Koninkrijk der Nederlanden
[Regno dei Paesi Bassi]
 
Province
Comuni
 
12
702
-
   
 
Beatrice I
Albero genealogico
(n. 1938)
figlia di Giuliana regina dei Paesi Bassi e del principe consorte Bernardo di Lippe-Biesterfeld;
principessa dei Paesi Bassi, di Orange-Nassau, di Lippe-Biesterfeld;
1961, si laurea in sociologia all'università di Leida;
1966, sposa Claus von Amsberg, diplomatico tedesco;
dal 1980, regina dei Paesi Bassi;
[dopo l'abdicazione della madre]

- Primo ministro
Wim Kok
(1994 ago - ?)
[PVDA]
[accordo di governo tra: PVDA (Partito socialista), VVD (Partito popolare per la libertà e la democrazia) e Democrazia '66;
per la prima volta dal 1917 il CDA (democristiani) non è al potere.]

1995
Marzo
8
, le elezioni provinciali vedono l'affermazione del VVD; i suoi partner di governo, PVDA e Democrazia '66, perdono terreno; il CDA (democristiani) mantiene le proprie posizioni;

Aprile
7, i Paesi Bassi firmano un contratto con la McDonnel-Douglas per la fornitura di trenta elicotteri da combattimento Apache; l'elicottero di fabbricazione statunitense viene dunque preferito al Tigre, prodotto dal gruppo franco-tedesco Eurocopter; i partner dell'Unione europea protestano contro la mancata applicazione delle preferenze comunitarie;




Regioni autonome
Municipalità
Freguesias
2*
305
4.100
* Madera, Azzorre.
   
 
- Presidente
M. Soares
(1986 - 1995)
[PS (Partito socialista)]
- Presidente del consiglio
Aníbal Cavaco Silva
(1986 - 1995)
[PSD (Partito socialdemocratico)]
António Guterres
(1995 - ?)
[PS (Partito socialista)]
 

1995
Ottobre
, elezioni legislative:

 
Elezioni legislative
 
%
+/-
seggi
- PS (Partito socialista)
[António Guterres]
43,0
-
109
- PSD (Partito socialdemocratico)
[Aníbal Cavaco Silva]
34,0
-
83
- PP (Partito popolare), di destra
[Manuel Monteiro]
9,0
-
11
- Coalizione guidata dai comunisti
7,0
-
11
- altri
-
-
16
     
230
 
 


29, il presidente concede l'investitura al governo guidato da António Guterres;



1995
Contee
Distretti
Parishes
Community Councils
59
481
10.000
800*
-
   
* dipendono dai Distretti
 
Elisabetta II
Albero genealogico
(n. 1926)
figlia di Giorgio VI e di Elisabeth Bowes-Lyon [Queen Mum];
1947-52, duchessa di Edimburgo;
1953 (2 giugno) regina di Gran Bretagna e d'Irlanda del Nord, capo del Commonwealth;
Primo ministro,
Primo lord del Tesoro
[Prime Minister, First Lord of the Treasury]
J. Major
(1990 28 nov - 2 mag 1997)
[Partito conservatore]
Cancelliere dello Scacchiere
[Chancellor
of the Exchequer
]
Kenneth Clarke
(1993 27 mag - 2 mag 1997)
Segretari di Stato
 
Affari Esteri e Commonwealth
 
Difesa
Affari Interni
 
Giustizia    
Colonie
 
Affari economici
Carburanti
ed Energia
 
Commercio estero
 
Sanità
 
Edilizia
 
 
1995
Aprile
29, i militanti del Partito laburista approvano con il 65% di voti favorevoli la proposta (caldeggiata da Tony Blair) di eliminare dallo statuto ogni riferimento alla dottrina marxista;

Maggio
31
, il principe Carlo si reca in visita a Dublino;

Giugno
20, la compagnia petrolifera anglo-olandese Shell, bersaglio di una violenta campagna di opinione orchestrata dal gruppo ecologista Greenpeace, rinuncia a collocare nell'oceano Atlantico la piattaforma di stoccaggio Brent-Spar e rende noto che quest'ultima verrà smantellata a terra; il progetto della compagnia petrolifera era appoggiato dal primo ministro britannico J. Major;
22, J. Major rinuncia al suo mandato di leader del Partito conservatore, e dunque anche alla carica di primo ministro; con questa mossa egli cerca di salvaguardare la propria immagine, fortemente offuscata dalle critiche degli "euroscettici" all'interno del suo stesso partito, in un clima reso pesante da scandali e insuccessi elettorali;
23, il segretario al Foreign Office Douglas Hurd, favorevole all'integrazione della Gran Bretagna nell'Europa, annuncia la sua intenzione di abbandonare la vita politica;

Luglio
4, J. Major viene rieletto a capo del Partito conservatore alla prima tornata di consultazioni; il suo avversario era John Redwood, rappresentante della destra;
5, J. Major procede a un ampio rimaneggiamento della compagine ministeriale; il nuovo incarico di vice primo ministro viene affidato a Michael Heseltine; Malcolm Rifkin diventa segretario al Foreign Office, mentre Michael Portillo, ultimo antieuropeo a occupare un posto chiave nel governo, viene nominato ministro della difesa;
13, il governo britannico acquista alcuni elicotteri militari Apache, costruiti dalla statunitense Mc Donnell-Douglas, venendo meno ai criteri di preferenza europei, che gli avrebbero imposto di privilegiare il Tigre del gruppo franco-tedesco Eurocopter;

Settembre
ai primi del mese Greenpeace ammette di essere caduta in errore e di avere ampiamente sopravvalutato la capacità di stoccaggio della piattaforma;

Ottobre
30
, in occasione del vertice franco-britannico, J. Major e il presidente francese J. Chirac si pronunciano a favore di un' "alleanza globale" nel settore della difesa;

1995
Febbraio
22
, i primi ministri britannico e irlandese, John Major e John Bruton, rendono pubbliche le proposte che serviranno di base per i negoziati di pace nell'Ulster.
Il documento ufficiale propone:
- la concessione dell'autonomia amministrativa dell'Ulster,
- la creazione di un'assemblea e di un governo locali,
- la costituzione di organismi transnazionali dotati di competenze tecniche;
inoltre Londra e Dublino si impegnano a eliminare dalle rispettive costituzioni ogni rivendicazione di sovranità sull'Irlanda del Nord;

Maggio
10
, il governo britannico e il Sinn Fein si incontrano per la prima volta in un negoziato diretto;


Republik Osterreich
[neutrale da mag 1955]
questione Alto Adige:
– 1° accordo 1969; 2° accordo 1971
-
-
-
-
-
-
-
   
 
- Presidente
Thomas Klestil
(1992 lug - ?)
[ÖVP (Partito popolare)]
- Cancelliere
Franz Vranitzky
(1986 - 1997)
[SPÖ]
- Ministro degli esteri
?
(? - ?)
[]
[governo di coalizione tra SPÖ (Partito socialista) e FPÖ (Partito liberale)]
1995
Gennaio
, il paese entra nell'Unione Europea;
Febbraio
l'esplosione di una bomba in un campo nomadi della provincia orientale di Burgenland, che provoca quattro morti, determina un'ondata di emozione nel paese; gli attentati xenofobi si sono moltiplicati dal 1993;

Ottobre
12
, la rottura della coalizione di governo provocata dall'ÖVP (Partito popolare), fautore di una più rigorosa politica di bilancio, porta alle elezioni legislative anticipate;

Dicembre
17
, elezioni legislative (anticipate):

 
Elezioni legislative (anticipate)
(affluenza 85,98%)
%
seggi
+/-
- SPÖ
(Partito socialista)
[F. Vranitzky]
38,06
72
+12
-ÖVP
(Partito popolare)
[Wolfgang Schüssel]
28,29
53
+1
- FPÖ
[Jörg Haider]
21,89
41
-1
- Forum liberale
5,51
9
-1
- Verdi
4,81
8
-5
- altri  
-
 
   
183
 
 
 



Suomen Tasavalta
Republiken Finland

[Repubblica di Finlandia]
-
-
-
-
-
-
-
   
 
- Presidente
Martti Ahtisaari (1994 feb - ?)
[Partito socialdemocratico]
- Primo ministro
Esko Aho
(1991 apr - feb 1995)
[Partito di centro]
Paavo Lipponen
(1995 apr - ?)
[Partito socialdemocratico]
[governo senza alcun partito di sinistra]
1995
Gennaio
, il paese entra nell'Unione Europea;

Febbraio
20-22
, il presidente Martti Ahtisaari compie una visita in Francia;

Marzo
19
, si svolgono le elezioni per il rinnovo del parlamento:



 
Elezioni legislative
 
%
seggi
+/- (*)
- Partito socialdemocratico
[Paavo Lipponen ]
28,3
63
+15
- Partito di centro
[Esko Aho ]
19,9
44
-11
- Partito conservatore
17,9
39
-1
- Alleanza di sinistra
[comunisti]
11,2
22
+3
- Partito svedese
[liberale]
5,1
11
=
- Verdi
-
-
-
- Unione cristiana
-
-
-
- Partito rurale
-
-
-
- altri
-
21
-
   
200
 
* rispetto al 1991.
 


Aprile
13
, Paavo Lipponen forma un governo di coalizione che comprende, oltre al suo partito, anche i conservatori, i liberali svedesi, l'Alleanza di sinistra e i Verdi;


Konungariket Sverige
[Regno di Svezia]
-
-
-
-
-
-
-
   
 
Carlo XVI Gustavo Albero genealogico
(1946 - ?)
figlio di ? e di ?;
dal 1973, re di Svezia;

- Primo ministro
Ingvar Carlsson
(1994 ott - mar 1996)
[Partito socialdemocratico]
 
1995
Gennaio
, il paese entra nell'Unione Europea;

Settembre
17
, si svolgono le prime elezioni europee (affluenza: 41%):



 
Elezioni europee
 
%
seggi
+/-
- Partito socialdemocratico
-
7
 
- Partito conservatore
-
5
 
- Partito di centro
-
?
 
- Partito liberale
-
?
-
- Partito cristiano-democratico
-
?
-
- Ecologisti
-
4
-
- Partito della sinistra
[ex comunisti]
-
3
-
   
22
 
-
 


Ottobre
26
, Stoccolma, il governo, seguendo il parere della corte suprema, respinge la richiesta francese di estradizione dell'algerino Abdelkrim Deneche, sospettato di essere l'autore di uno degli attentati compiuti in Francia durante l'estate (l'algerino dispone però di un alibi);






1995
Schweizerische Eidgenossenschaf
Confédération suisse
Confederazione svizzera
[Repubblica federale]
- Presidente
-
- Primo ministro
-
[governo di coalizione: Partito radicale democratico, Partito cristiano-democratico, Partito socialista e Unione democratica di centro]

1995
Ottobre
22
, si svolgono le elezioni politiche (affluenza: 42%):
 
Elezioni federali
(consiglio nazionale)
 
%
seggi
+/- (*)
- Partito socialista -
54
+15
- Partito radicale democratico
-
45
- Partito cristiano-democratico   -
34
- Unione democratica di centro -
29
- Verdi -
-
-
- Partito degli automobilisti -
-
-
- Partito democratico
(estrema destra)
-
-
-
- altri -
-
-
   
200
 
* rispetto al 1991.
 


il Partito socialista conquista la maggioranza relativa;





1995
Repubblica d'Islanda
[dal 17 giugno 1944]
Presidente
Vigdís Finnbogadóttir
(1980 giu - giu 1996) IV
- Primo ministro
David Oddsson
(1991 apr - apr 1995)
[Partito dell'indipendenza (di destra)]
David Oddsson
(1995 apr - ?)
[Partito dell'indipendenza (di destra)]
[governo di coalizione: conservatori e socialdemocratici]
1995
Aprile
8
, si svolgono le elezioni:

 
Elezioni politiche
 
%
seggi
+/-
- Partito dell'indipendenza
(conservatori)
[David Oddsson ]
-
25
-
- Partito progressista agrario
(centristi)
[Halldor Asgrimsson ]
-
15
-
- Partito popolare (socialdemocratico)
-
7
-
-Alleanza popolare
(socialisti di sinistra)
-
9
-
-altri -
7
-
   
63
 
 
 


Aprile
22
, David Oddsson forma una coalizione governativa di centrodestra con i centristi agrari di Halldor Asgrimsson;




1995
Kongeriket Norge
[Regno di Norvegia]
[dal 1905]
Olav V
Albero genealogico

(1903 - ?)
figlio di Haakon VII e di Maud di Gran Bretagna;
1957-
, re di Norvegia;

 
- Primo ministro
signora Gro Harlem Brundtland
(1990 nov - ott 1996)
[Partito laburista]
[governo laburista di minoranza]
1995
-


   
1995
Eesti Vabariik
(Repubblica d'Estonia)
(capitale: Tallinn)
- Presidente
Lennart Meri
(1992 ott - ?)
Primo Ministro
Andres Tarand
(1994 set - 1995)
[Partito socialdemocratico]
Tiit Vähi
(1995 apr - ?)
[Partito della coalizione]
1995
Gennaio
, entra in vigore l'accordo di libero scambio firmato con l'Unione europea il 14 luglio 1994;

Marzo
5
, si svolgono le elezioni politiche anticipate:

 
Elezioni politiche
 
%
seggi
+/- (*)
- Partito della coalizione
[Tiit Váhi ] ex primo ministro??
32,2
41
-
-Unione rurale
[Arnold Ruutel ]
-Partito della riforma
(destra liberale)
[Siim Kallas ]
16,2
19
-
-Partito di centro
(centrosinistra)
[Edgar Savisaar ]
14,2
16
-
-Pro Patria
[Mart Laar ]
7,9
8
-
-Nostra casa è l'Estonia!
(coalizione dei russofoni)
[Viktor Andreev ]
5,9
6
=
- altri
-
11
 
   
101
 
* rispetto al 1992.
 


Aprile
5
, il parlamento elegge il governo di coalizione formato da Tiit Vähi, che raggruppa il Partito della coalizione, l'Unione rurale e il Partito di centro;

Giugno
12
, l'Estonia firma un accordo di associazione con i Quindici, e lo stesso fanno Lituania e Lettonia;


 
1995
Latvjias Republika
(Repubblica di Lettonia)
(capitale: Riga)
- Presidente del parlamento
Anatolijs Gorbunovs
(1993 lug - ?)
[Via lettone]
Presidente
Guntis Ulmanis
(1993 lug -?)
[Unione contadina]
Primo Ministro
Maris Gailis
(1994 set - 1995)
[Via lettone]
Andris Skele
(1995 dic - ?)
[indip.]
[governo di coalizione: Via lettone e Unione contadina]
1995
Gennaio
31
, la Lettonia entra a far parte del Consiglio d'Europa;

Giugno
12, Estonia, Lettonia e Lituania firmano un accordo di associazione con l'Unione europea, che prelude a una futura integrazione al termine di un periodo di transizione più breve di quelli imposti alle altre repubbliche nate dalla dissoluzione dell'Unione Sovietica;

Settembre
30
-1° Ottobre, sullo sfondo di una difficile situazione economica e sociale si svolgono le elezioni legislative:

 
Elezioni legislative
 
%
seggi
+/- (*)
-Saimnieks
[Ziedonis Cevers ] (1)
15,3
-
 
-Movimento popolare per la Lettonia
[? ] (1)
15,0
-
 
-Via lettone (2)
[Anatolijs Gorbunovs , ex dirigente comunista]
14,6
-
 
-Partito dell'indipendenza della Lettonia (3)
(di orientamento nazionalista)
[? ]
6,2
-
 
-Unione contadina
[Guntis Ulmanis ]
6,1
-
 
- altri
-
-
 
   
100
 
(1) favorevole al rafforzamento dei legami con la Russia;
(2) schierato su posizioni moderate riguardo al problema della popolazione russa;
(3) favorevole all'espulsione della minoranza russofona;
(4) fautore dell'integrazione dei russofoni.
(*) rispetto al 1993.
 


Dicembre
14, il presidente Guntis Ulmanis affida l'incarico di formare un nuovo governo all'uomo d'affari Andris Skele, dopo che Ziedonis Cevers, capo del partito Saimnieks, ha rinunciato a costituire una maggioranza;



 
1995
Lietuvos Respublika
(Repubblica di Lituania)
(capitale: Vilnius)
- Presidente del parlamento
Vytautas Landsbergis
(1990 mar - ?)
[movimento indipendentista Sajùdis]
- Presidente della repubblica
Algerdas Brazauskas
(1993 feb - ?)
[Partito democratico del lavoro (ex comunisti)]
- Primo Ministro
Adolfas Slezevicius
(? - feb 1996)
1995
Marzo
25, le elezioni locali vedono la vittoria dell'opposizione conservatrice guidata da Vytautas Landsbergis, che ottiene quasi il 30% dei suffragi contro il 20% circa del Partito democratico del lavoro del presidente Algerdas Brazauskas;

Giugno
12, Estonia, Lettonia e Lituania firmano un accordo di associazione con l'Unione europea, che prelude a una futura integrazione al termine di un periodo di transizione più breve di quelli imposti alle altre repubbliche nate dalla dissoluzione dell'Unione Sovietica;




 

1995
CSI (Comunità degli stati indipendenti)
1991, dicembre, Minsk, Bielorussia, i presidenti:
- B.N. Eltsin (Russia), 
- Stanislav Šuškevic (Bielorussia)
- Leonid Kravcuk Ucraina)
sottoscrivono l'accordo che dà vita alla CSI (Comunità degli stati indipendenti).
[Le 5 repubbliche dell'Asia centrale aderiscono al progetto;
Alma-Ata, Kazahstan, 11 repubbliche ex sovietiche firmano un accordo che sancisce la dissoluzione dell'URSS: a eccezione delle tre repubbliche baltiche e della Georgia, tutte le repubbliche che facevano parte dell'Unione Sovietica aderiscono alla CSI;
la Russia rileva il seggio dell'URSS in seno al consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite.]
1995
Federazione di Russia
(capitale: Mosca)
- Presidente del Parlamento
B.N. Eltsin
(1990 giu - ?)
- Segretario generale del Partico comunista
-
- Presidente della federazione
-
- Primo ministro
-
Patriarca di Mosca
-
1995
-


a

Repubblica di Cecenia
(capitale: Groznyj)
[indipendente dal novembre 1991]
- Presidente della repubblica
Džokhar Dudaev
(1991 ott - 21 apr 1996)
- Primo ministro
-

1995 - prima guerra di Cecenia (1994 dic - ago 1996)
Gennaio
Džokhar Dudaev abbandona il Palazzo Presidenziale di Grozny, si dirige a Sud con il suo esercito e continua a condurre la guerra;
[Forse da una postazione missilistica vicino Vedeno, la capitale storica della Cecenia.]
19, dopo un mese di intensi bombardamenti, le forze russe espugnano il palazzo presidenziale di Groznyi.

Dal canto suo Džokhar Dudaev continua a insistere che le sue forze prevarranno dopo la fine della guerra convenzionale, e i guerriglieri ceceni continuano a operare attraverso tutto il paese attaccando le unità russe e demoralizzando i soldati nemici;
una Jihad contro la Russia è dichiarata da Akhmad Kadyrov, nominato da Džokhar Dudaev Mufti della Cecenia, e numerosi volontari stranieri cominciano ad arrivare nella repubblica, per lo più dalle vicine repubbliche musulmane del Caucaso settentrionale, come il Daghestan.
[La popolarità di Džokhar Dudaev negli stati Baltici, specialmente in Estonia, è anche una delle ragioni del mito delle "Calze Bianche", che si crede siano soldatesse baltiche usate come cecchini dai ceceni.]

Aprile
il villaggio di Samaški è teatro di pesanti soprusi da parte delle truppe russe;

Giugno
la presa di ostaggi condotta da Shamil Basaev a Budennovsk (150 morti), nel sud della Russia, porta a un accordo di cessate il fuoco;
[Comandante di un gruppo di indipendentisti ceceni legato agli islamisti, Shamil Basaev si definisce "jihadista"; il suo gruppo armato agisce nel Caucaso del nord, soprattutto in Cecenia.]

Luglio
viene firmato il trattato di cessate il fuoco;

Agosto
la ripresa dei combattimenti sospende il trattato russo firmato in luglio;

Dicembre
14, in un'elezione organizzata da Mosca, Doku Zavgaev, ex segretario del partito, viene eletto con il 95% dei voti "capo della Repubblica".


a

Repubblica di Ucraina
(capitale: Kijev)
[indipendente dal 16 luglio 1990]
- Presidente della repubblica
Leonid Kucma
(1994 lug - ?)
- Primo ministro
Vitalij Masol
(1994 giu - mar 1995, dim.)
[comunista]
Evgenij Marcuk
(1995 mar - mag 1996)
[?]
1995
Marzo
, il primo ministro Vitalij Masov si dimette e viene sostituito da Evgenij Marcuk, più favorevole alle riforme;
17, il parlamento di Kiev abolisce la carica di presidente della Crimea e abroga la costituzione indipendentista. Poche ore dopo unità del ministero dell'interno assumono il controllo dei punti strategici di Simferopol';
20, un alto responsabile russo in visita a Kiev definisce l'operazione una "questione interna" dell'Ucraina;

Aprile
, il presidente Leonid Kucma assume personalmente e provvisoriamente l'amministrazione della Crimea;
4, il parlamento toglie la fiducia a Evgenij Marcuk, un voto che apre una crisi politica tra il parlamento stesso e l'esecutivo;

Giugno
7
, in base ad un compromesso il presidente Leonid Kucma rinuncia a sciogliere il parlamento, che in cambio accetta di mettere in cantiere una nuova costituzione; Evgenij Marcuk resta primo ministro;

Repubblica ucraina di Crimea
[autonoma dal Maggio 1992; con la popolazione in maggioranza russa, era stata legata all'Ucraina nel 1954.]
- Presidente: Jurij Meškov (1993 gen-apr 1995) nazionalista russo;
[fautore dell'annessione della Crimea alla Russia.]
1995

Novembre
2
, il parlamento di Simferopol', ora favorevole al dialogo con Kiev, adotta una nuova costituzione che definisce la Crimea "Repubblica autonoma che è parte integrante dell'Ucraina";





Repubblica ucraina di Crimea
[provincia autonoma, con la popolazione in maggioranza russa, era stata legata all'Ucraina nel 1954.
Nel 1992 (maggio) la proclamazione d'indipendenza della Crimea viene annullata.]
- Presidente
Jurij Meškov
(1993 gen - apr 1995)
[nazionalista russo]
 
[fautore dell'annessione della Crimea alla Russia.]
1995
Novembre
2
, il parlamento di Simferopol', ora favorevole al dialogo con Kiev, adotta una nuova costituzione che definisce la Crimea "Repubblica autonoma che è parte integrante dell'Ucraina";
a

Repubblica Socialista Sovietica dell'Azerbaigian
(capitale: Baku)
[indipendente dal 30 agosto 1991]
- Presidente del parlamento
Geidar Alijev
(1993 giu - ?)
[Nuovo Azerbaigian]
- Presidente della repubblica
Geidar Alijev
(1993 giu - ?)
- Primo ministro
-
 
1995
Marzo
15
, unità del ministero degli interni guidate da Ramil Djavadov, che esigono le dimissioni del presidente Geidar Alijev, si ribellano a Baku; l'ex primo ministro Surat Guseinov e l'ex presidente Ayaz Mutalibov sono accusati di essere gli istigatori dell'ammutinamento, che fallisce il 17;

Novembre
12
, Nuovo Azerbaigian, il partito del presidente Geidar Alijev, vince le prime elezioni effettuate dall'indipendenza del paese con il 78% dei voti; gli osservatori internazionali denunciano numerose frodi e irregolarità; il Fronte popolare dell'ex presidente Abulfaz Elchibey era l'unico partito di opposizione autorizzato a presentarsi; nello stesso giorno è approvata con referendum ua nuova costituzione che accresce i poteri del presidente Geidar Alijev;



[grandi giacimenti di petrolio (fra i più consistenti dell'URSS e del mondo) sulle rive del Caspio, nella penisola di Apšeron e nella zona di Neftecala, e sul fondo del mare]
Nagorno-Karabach [provincia autonoma]: indipendente dal 1991; da maggio 1992 gli armeni hanno conquistato l'intera provincia, poi la città di Agdam ed infine si sono impossessati della regione di Zangelan, assicurandosi il controllo dell'intera area sud-occidentale dell'Azerbaigian causando così la fuga di migliaia di profughi.]
1995
-
Nahicevan [repubblica autonoma, che una porzione di territorio della repubblica armena separa dal resto dell'Azerbaigian]
1995
-
a


Repubblica di Georgia
(capitale: Tbilisi)
[indipendente dal 9 aprile 1991]
- Capo di Stato
Eduard Sevardnadze
(1992 ott - ?)
[massima carica dello stato]
- Primo ministro
-
[Il paese è in stato di emergenza dal 14 settembre 1993.]v
1995
Agosto
24
, il parlamento adotta una nuova costituzione: viene introdotto un regime presidenziale e un sistema federale che concede alla repubblica dell'Abchazija lo statuto di repubblica autonoma;
29, Tbilisi, il presidente Eduard Sevardnadze sfugge ad un attentato: i sospetti cadono sui capi delle milizie ma anche sul capo dei servizi di sicurezza, vicino ai circoli di potere russi, che viene immediatamente rimosso;

Novembre
5
, si svolgono le elezioni presidenziali che vedono la vittoria di Eduard Sevardnadze con il 70% dei voti;

- Ossetsja Meridionale" [capitale Tschinvali; repubblica indipendente dal dicembre 1991, con una popolazione di circa 100.000 abitanti, li osseti, una minoranza di lingua russa che chiede l'annessione alla repubblica autonoma dell'Ossetsja Settentrionale (600.000 abitanti), situata in territorio russo.]
1995
le milizie georgiane assediano la capitale;

- Abchazija [capitale Suchumi; repubblica da luglio 1992, ha proclamato la propria sovranità immediatamente contestata da Tbilisi.]
1995
da settembre 1993 la capitale Suchumi è in mano ai ribelli abchazi;
Agosto
24
, i ribelli abchazi respingono il testo della nuova costituzione adottata dal governo georgiano;

a



Repubblica di Armenia
(capitale: Jerevan)
[indipendente dal 23 agosto 1990]
- Presidente della repubblica
Levon Ter-Petrosjan
(1991 ott - ?)
[Movimento nazionale armeno]
[dal 1994 il partito Dašnak (socialista e nazionalista), principale partito d'opposizione, il cui presidente era stato espulso nel luglio 1992, è sospeso assieme ad altri sette partiti.]
1995
Luglio
5
, elezioni legislative, effettuate per la prima volta dopo l'ndipendenza;
in parlamento il Movimento nazionale armeno ottiene 64 seggi su 190; l'appoggio di 83 eletti non iscritti al movimento assicura la maggioranza assoluta allo schieramento presidenziale; gli osservatori internazionali denunciano numerose irregolarità, a cominciare dal divieto a partecipare allo scrutinio che copisce otto partiti d'opposizione tra cui Dašnak;
lo stesso giorno, con un referendum, gli elettori approvano con il 67% dei voti un progetto di riforma della costituzione che accresce i poteri del capo dello stato;


a


1995
- Presidente
L. Walesa
(1990 22 dic - 22 dic 1995)
[leader di Solidarnosc]
Aleksander Kwasniewski (1995 23 dic - 23 dic 2005)
[SLD (Alleanza della sinistra democratica, ex comunisti)]
- Primo ministro
Waldemar Pawlak
(1993 26 ott - 6 mar 1995)
[PSL (Partito dei contadini)]
Joseph Oleksy
(1995 7 mar - 7 feb 1996)
[SLD (Alleanza della sinistra democratica, ex comunisti)]
1995
la celebrazione del cinquantesimo anniversario della liberazione del campo di prigionia di Auschwitz è occasione di vivaci polemiche, alimentate dalla reticenza del presidente L. Walesa nel riconoscere gli ebrei come principali vittime del genocidio;
26, le organizzazioni ebraiche si riuniscono un giorno prima della cerimonia ufficiale;

Febbraio
7
, la coalizione di governo (SLD-PSL) si accorda per trasferire l'incarico di primo ministro da Waldemar Pawlak a Joseph Oleksy del SLD;

Marzo
4, il Sejm concede la fiducia al governo di Joseph Oleksy;

Novembre
5
, al primo turno delle presidenziali Aleksander Kwasniewski, candidato del SLD, sconfigge di stretta misura L. Walesa conquistando il 35,11% dei voti contro il 33,11% del presidente uscente; l'ex dissidente Jacek Kuron ottiene il 9,22%, l'ex primo ministro Jan Olszewski il 6,86%.
19, al secondo turno delle elezioni presidenziali Aleksander Kwasniewski, candidato del SLD, ottiene il 51,72% dei suffragi; si impegna a difendere i principi della democrazia e dell'economia di mercato, e si dichiara favorevole all'adesione della Polonia all'Unione europea e alla NATO;

 

 
1995
Repubblica Ceca
(1993)
[dal 1° Gennaio 1993 la Repubblica Federativa Ceca e Slovacca lascia il posto a due stati distinti.]
- Presidente della repubblica
Václav Havel
(1993 - ?)
[Forum civico]
- Primo ministro
Václav Klaus
(1993 - ?)
[ODS (Partito civico democratico)]
1995
Marzo
25
, da 80.000 a 90.000 persone manifestano a Praga per la preservazione dei diritti sociali acquisiti; il clima di tensione indebolisce la posizione della coalizione di centrodestra al potere;

Aprile
22
, Miroslav Stepan fonda il Partito dei comunisti cecoslovacchi;





1995
Repubblica Slovacca
(1993)
[dal 1° Gennaio 1993 la Repubblica Federativa Ceca e Slovacca lascia il posto a due stati distinti.]
- Presidente della repubblica
Michal Kovac
(1993 feb - ?)
[HZDS]
- Primo ministro
Jozef Moravcik
(1994 mar - ?)
[HZDS]
[HZDS(Movimento per una Slovacchia democratica)]
[governo di coalizione comprendente, oltre all'HZDS, la ZRS e il Partito nazionale slovacco]
1995
-



1995
Repubblica d'Ungheria
(IV Repubblica 1989)
- Presidente della repubblica
Árpad Góncz
(1990 ago - ?)
[Sds (Alleanza dei liberi democratici)]
- Primo ministro
Gyula Horn
(1994 - ?)
[Psu (Partito socialista ungherese)]
1995
Giugno
19
, il parlamento rielegge Árpad Góncz alla presidenza della repubblica per un mandato di cinque anni; a Góncz, che ha il sostegno della coalizione al potere, si oppone il candidato della destra Ferenc Madl.





1995
- Presidente della repubblica
Ion Iliescu
(1990 mag - 1996)
[Fsn (Fronte di salvezza nazionale)]
- Primo ministro
Nicolae Vacaroiu
(1992 nov - ?)
-
-
 
Fsn (Fronte di salvezza nazionale) comprendente dissidenti, militari e diversi membri del partito emarginati da N. Ceausescu, tra cui l'ex segretario del comitato centrale (fino al 1971) Ion Iliescu;
1995
-

1995
Repubblica di Bulgaria
(novembre 1990)
[nuova costituzione dal luglio 1991]

- Presidente
Želio Želev
(1990 ago - 1996)
[Ufd (Unione forze democratiche)]
- Capo del governo
Reneta Indzova
(1994 dic - gen 1995)
[trans.]
Jan Videnov
(1995 gen - dic 1996)
[Psb]
- Dirigente del Psb
Aleksander Lilov
(1990 - ?)
[elezioni legislative in atto]
Psb
(Partito socialista bulgaro)
[ha sostituito il Pcb che non rivestiva più un ruolo guida]
1995
Gennaio
25
, Jan Videnov del Psb (Partito socialista bulgaro) viene eletto primo ministro dal parlamento;


 


1995
REPUBBLICA di SLOVENIA
cap. Lubiana
(8 ottobre 1991)
- Presidente
Milan Kucan
(1991 ott - ?)
- Primo ministro
Janez Drnovšek
(1991 ott - ?)
1995
Novembre

gli gnomi subalpini vivono appartati, trincerati nella loro identità in bilico. Si sentono piccoli, hanno mollato la Jugoslavia ma temono che l'Europa li inghiotta.
Come passi la frontiera per Karlovac…
[Paolo Rumiz, Maschere per un massacro, Editori Riuniti 1996.]

a


1995
REPUBBLICA di CROAZIA
cap. Zagabria
(25 giugno 1991)
- Presidente
Franjo Tudjman
(1991 giu - ?)
[HDZ (Unione democratica)]
- Primo ministro
Hrvoje Sarinic
(1992 ago-?)
1995
Franjo Tudjman non vuole e non può avere le Krajine con la trattativa; solo il cannone cancellerebbe il sospetto di una pastetta con i serbi. Ma soprattutto un attacco in piena regola spingerebbe le popolazioni civili a fuggire e a lasciare le abitazioni ai tanti profughi croati, in attesa nei campi di raccolta.
È altrettanto ovvio che la riconquista dovrà avvenire subito, altrimenti la vicina Dalmazia – le cui strade d'accesso sono controllate dai serbi di Knin – rimarrebbe per un'altra stagione senza turisti, bloccando l'unico afflusso di valuta forte per il paese. Se accadesse, le tensioni economiche e sociali distruggerebbero la popolarità del partito di governo.
Ma il presidente ha anche altre convinzioni.
Sa, per esempio, che a S. Miloševic i serbi "lunatici" delle montagne erano stati utili come elemento di innesco della guerra, ma ora sono diventati ingombranti, nel momento del compromesso. Troppa povera la loro terra, troppo distante da Belgrado, e dunque fronte di troppi grattacapi per essere seriamente difendibile. Essa dunque può, anzi deve essere venduta in cambio di "altro", specie in vista di una razionalizzazione delle frontiere etniche, troppo arzigogolate, e di una divisione della Bosnia tra area di influenza serba (a oriente) e di influenza croata (a occidente).

Agosto
Mentre tutto è maledettamente chiaro in anticipo, al momento del blitz nelle Krajine le cancellerie mondiali si mostrano sorprese:
- gli USA si dicono sconcertati;
- l'Onu e il gruppo di contatto per la Bosnia lamentano di essere stati presi in giro da Zagabria per l'abbandono della trattativa;
- l'Italia addirittura moraleggia, condanna l'uso della forza.

Ma non è solo l'offensiva di Knin, è tutta la guerra ad essere stata prevedibile fin dall'inizio.
Sin dal 1989 la disintegrazione violenta della Jugoslavia era annunciata
.


Ottobre
29
, si svolgono le elezioni politiche anticipate con un tasso di partecipazione del 68,78%:



 
Elezioni politiche anticipate
 
%
seggi
- HDZ (Unione democratica)
Franjo Tudjman
45,23
75
- Partito contadino
- Partito popolare
18,26
19
- Partito liberale
11,55
12
- ex comunisti
8,93
10
altri
-
-
   
127
 


Novembre
…Come passi la frontiera per Karlovac scopri in Croazia la sindrome opposta di quella trovata in slovenia, l'ostentazione della grandezza ma, appena oltre il ponte sulla Kupa, è subito odore di morte. Sul fronte i serbi hanno lasciato una distruzione selvaggia, bestiale. Case sventrate, alberi carbonizzati. NEi boschi tenebrosi della Lika è il deserto umano. Partiti i serbi, qualcuno deivecchi abitanti ritorna, ma sono ancora pochi. I croati non vogliono venire in questi posti petrosi e sinstri. La presenza umana preponderante è lapolizia. nei primi cinquanta cjhilomeri sono sette controlli di velocità, sette pattuglie nel più totale deserto.
I croati di Kakanj, profughi dalla Bosnia centrale, dopo tre anni nei campi di raccolta in Istria, li hanno spediti qui, tra le capre e il vento. È la logica del "rinnovamento demografico", la tudjmaniana demografska obnova. Il sindaco musulmano di Kakanj e il priore del locale convento francescano hanno invitato gli esuli a rientrare, hanno spedito fotografie delle loro case intatte, ma i funzionari croati hanno posto mille ostacoli. L'Italia ha stanziato un miliardo di lire per rendere possibile l'operazione, costruendo tutti i contatti necessari; ma non c'è stato niente da fare, la paura seminata dalla propaganda era troppo forte.
Non tornate in Bosnia, aveva detto loro la polizia, vi taglieranno la gola. Ma la paura vera era che gli esuli scoprissero la possibilità – ancora intatta in quell'area – della convivenza etnica. Ciò avrebbe obbligato Zagabria ad ammettere di avere distrutto inutilmente mezza città di Mostar e decine di villaggi a maggioranza musulmana. Bisognava impedire che i croati di Bosnia scoprissero di esser stati trascinati nel 1993 in una guerra demenziale contro il loro unico alleato: meglio dunque perpetuare l'inganno, far vivere ancora la gente nella paura.
Così i poveri croati di Kakanj hanno rinunciato alle loro case e accettato di trasferirsi in queste montagne di lupi che nessuno voleva.
Come tutti gli ex comunisti, Franjo Tudjman è allergico alle terre con un forte genius loci perché le sa più autonome e ostili alla centralizzazione. È per questo che egli non ama l'Istria.
Naturalmente non può ammetterlo e forse non lo sa. Così riveste di etnia anche l'orgogliosa diversità istriana, espressasi politicamente in un voto di massa contro di lui. E accusa la timida minoranza italiana di essere la quinta colonna di imperialismi altrui.
A Plitvice gli alberghi sono quasi intatti e n on è un controsenso. Li hanno costruiti in gran parte i serbi della zona: nessuno distrugge ciò che sente come suo. Anche Knin è quasi intatta, ma per un altro motivo. È il segno che gli occupanti sono filati in anticipo.
Spalato è vuota, anche il sabato sera; passata la Neretva, è la frontiera con l'Erzegovina…
[Paolo Rumiz, Maschere per un massacro, Editori Riuniti 1996.]

Krajina [da kraj=confine; regione croata, a maggioranza serba]
nel 1990 (dicembre) la regione proclama la propria autonomia;
nel 1991 (aprile) la regione annuncia di voler essere annessa alla Serbia; dall'agosto del 1991 truppe serbe occupano la regione;
nel 1993 (giugno) i serbi della Krajina croata e quelli di Bosnia si dichiarano quasi unanimemente favorevoli all'unificazione;
presidente della Repubblica Srpska Krajina: Milan Martic (1994, 23 gennaio - ?), candidato appoggiato da Belgrado;
1995
Luglio
9
, il quotidiano «Il Piccolo» di Trieste annuncia: «Alla fine Knin cadrà con la forza»; continua illustrando le fasi dettagliate dell'offensiva: attacco simultaneo da ovest e da nord, manovrando pure dal lato bosniaco a est; i punti di sfondamento: Karlovac, Petrinja, Slunj, Obrovac, Livinjsko Polje.
Il giornale entra anche nei minimi dettagli strategici:
- 1) il fuoco di artiglieria sbarrerà le due strade principali che da Knin e Glina collegano le Krajine alla loro base di rifornimento in Bosnia, Banja Luka;
- 2) un'azione coordinata tra i croati e i bosniaco-musulmani del gen. Dudakovic permetterà a quest'ultimo, dopo tre anni, di rompere il drammatico isolamento della sua enclave di Bihac;
- 3) l'esercito croato neutralizzerà all'inizio l'aeroporto nemico sulle montagne e le basi dei missili Orkan e Luna, puntati sulla costa dalmata e su Zagabria;
- 4) né i serbo-bosniaci né Belgrado porteranno aiuto ai loro fratelli in Croazia.

Agosto
4
, ore 05:00, i croati danno il via da sud-ovest all'offensiva su Knin allo scopo di liberare la Krajina occupata dai serbi indipendentisti nell'estate del 1991, incontrando una debole resistenza; a nord le truppe speciali sfondano sul fronte della Lika e puntano sui laghi di Plitvice;
5, trentadue ore dopo il lancio dell'offensiva, l'esercito di Zagabria espugna la roccaforte della Repubblica Srpska Krajina;
duecentomila serbi fuggono oltre le montagne ed è la disfatta di genti che furono, sotto l'impero asburgico, l'indomabile avamposto contro i turchi;
invece di cercare un laborioso accerchiamento, i croati puntano direttamente su Knin per neutralizzare il quartier generale politico e militare delle Krajine e decapitare la rivolta;
7, viene firmato un cessate il fuoco;
Le previsioni de «Il Piccolo» si sono avverate, persino nei dettagli. Ciò semplicemente grazie a una deduzione logica, fatta partendo dalle agenzie di stampa e dalla lettura redazionale dei giornali di regime pubblicati in Serbia e Croazia nei mesi di maggio e giugno.
[Zagabria sapeva in anticipo che la ritirata dei duecentomila serbi di Knin non sarebbe stata d'impaccio a Radovan Karadzic. Gli avrebbe anzi ripopolato i territori, svuotati dalla guerra, dalle pulizie etniche e dalle diserzioni. Era chiaro fin dall'inizio che le truppe di Pale non avevano motivo di attaccare i croati. Questi ultimi infatti, oltre ad averlo segretamente rifornito, avevano frenato il riarmo dei bosniaci e consentito al gen. Ratko Mladic il mantenimento dell'esile corridoio strategico di Brcko, unico collegamento fra i due tronconi della Bosnia serba. Ma la non reazione delle truppe del gen. Ratko Mladic era prevedibile anche dall'intenzione del generale stesso di non sguarnire il fronte ovest, quello contro i temibili bosniaco musulmani.

Già saccheggiate dai serbi, le Krajine – dopo la fuga di questi – vengono saccheggiate anche dai croati.
Racconta Guido Rampoldi su «La Repubblica» che, nella spartizione del bottino, prima l'elettronica, gli impianti stereo, i televisori sono andati alle truppe d'élite che in agosto hanno conquistato la regione; poi è arrivata l'orda delle truppe di riserva e dei civili e ha spolpato ogni cosa.

I serbi in fuga dalla Croazia vanno verso Belgrado, sotto il sole cocente di Agosto, intasando a decine di migliaia l'unica via d'uscita dalla sacca di Banja Luka, lo stretto corridoio strategico che il gen. Ratko Mladic tiene a sud della Sava, schiacciato tra la Croazia e il territorio controllato dai bosniaci.
È il più massiccio esodo del dopoguerra in Europa.
Vanno i serbi in fuga e scoprono il grande imbroglio; vedono che in Bosnia non c'è nessuno ad aspettarli. La loro è la seconda ondata. Quelli della prima hanno fatto le valigie ancora prima che iniziassero i bombardamenti: profittatori di guerra con grosse cilindrate rubate, benzina, scorte di marchi tedeschi e basi d'appoggio in Serbia. Gli unici ad andare in direzione opposta sono i militari che si dirigono a Banja Luka e guardando allibiti lo scenario, misurano le proporzioni della sconfitta.
Le truppe di Zagabria sono lì, a tre chilometri soltanto, oltre la Sava. Potrebbero bombardare quando vogliono. Non lo fanno solo perché fa loro comodo che la Bosnia si svuoti.
Slavonia [regione croata dove i serbi sono ampiamente minoritari]
nel 1991 (agosto) i serbi della regione proclamano la propria autonomia; (novembre) le truppe federali si impadroniscono di Vukovar;
1995
Maggio
1-2
, l'esercito dI Zagabria riconquista la Slavonia occidentale occupata dai serbi indipendentisti della "repubblica" di Krajina, riassumendo così il controllo della strada che collega Zagabria alla parte orientale del paese.
[Quando Zagabria riconquista la sacca di Pakrac, né S. MiloševicRadovan Karadzic muovono un dito per difenderla… l'avevano infatti già svenduta quattro anni prima.]

A Pakrac, di fronte alla rotta serba, gli uomini di Radovan Karadzic, che pure erano a un tiro di schioppo oltre la Sava, sono rimasti a guardare. Contro Zagabria c'era stata una ritorsione solo platonica, con un paio di quasi inoffensivi missili sul centro. Ora, la stessa TV croata, paga della vittoria su Pakrac, non dà a queste bombe sulla città il carattere, quasi sacrilego, di altri attacchi effettuati in precedenza.
a


1995
NUOVA REPUBBLICA SOCIALISTA
FEDERATIVA di JUGOSLAVIA

(Serbia e Montenegro, dal 30 maggio 1992)
- Direttore della presidenza collegiale
(a rotazione annuale)
Zoran Lilic
(1993 25 giu - ?)
- Primo ministro
Radoje Kontic
(1992, 29 dic - ?)
-

1995
-

SERBIA - cap. Belgrado
1995
Belgrado, il quotidiano «Borba», messo in liquidazione giudiziaria nel 1993, continua ad uscire in edizione clandestina;

Vojvodina (Provincia autonoma) - capol. Novi Sad
[amministrativamente legata alla Serbia dove i serbi rappresentano la metà della popolazione e dove vive una consistente minoranza ungherese] 
nel 1988 (ottobre) si dimettono i dirigenti della regione autonoma dopo che oltre 100.000 persone hanno manifestato nel capoluogo Novi Sad chiedendo l'integrazione della regione nella Serbia;
MONTENEGRO - cap. Podgorica-Titograd
nel 1988 (ottobre), a Podgorica-Titograd, un tentativo di organizzare una manifestazione simile a quella in Vojvodina sfocia in violenti scontri con la polizia;
nel 1990 (dicembre) le elezioni confermano al potere il Partito comunista;
da marzo 1992 il 66% degli elettori ha deciso di rimanere nell'ambito di uno stato federale jugoslavo;

[Nei mesi immediatamente seguenti all'inizio della guerra, nella croata Dubrovnik, sulla costa, dopo il saccheggio serbo-montenegrino di tutti i centri abitati del circondario, si usava dire con una battuta che la propria casa stava a Niksic, la città del Montenegro dove il bottino rastrellato in Dalmazia veniva selezionato e messo in vendita.]

a

1995
REPUBBLICA SERBA di BOSNIA-ERZEGOVINA
cap. Sarajevo
(27 aprile 1992)
- Presidente
Alija Izetbegovic
(1992 apr - ?)
- Primo ministro
Haris Silajdzic
(? - ?)
- Ministro degli esteri
Irfan Ljubijankic
(? - † mag 1995)
[dal 20 giugno 1993 i serbi della Bosnia e della Krajina croata si sono dichiarati quasi unanimemente favorevoli all'unificazione.]

1995
Maggio
28
, il ministro degli esteri bosniaco Irfan Ljubijankic muore precipitando col suo elicottero colpito da un razzo nei pressi di Bihac;

Giugno
già alla fine del mese i servizi segreti americani e francesi segnalano che il gen. Ratko Mladic ammassa uomini e mezzi attorno all'enclave di Srebrenica, protetta dall'Onu, ma non se ne fa nulla.
Luglio
6
, quando i serbi scatenano l'attacco, i caschi blu olandesi di stanza a Srebrenica lanciano un appello dietro l'altro, chedendo al loro comando generale di dare il via libera a un bombardamento dissuasivo della Nato. Ma mentre la cittadina è sotto un diluvio di fuoco, gli aerei non arrivano. A Zagabria il comandante francese dell'Unprofor, gen. Bernard Janvier sembra soprassedere…
[Sembra invece che il tutto faccia parte del piano di spartizione già in atto dall'inizio dell'anno (il futuro "piano Clinton") messo a punto dal cosiddetto gruppo di contatto delle cinque grandi potenze: esso assegna Srebrenica ai serbi e il piano di evacuazione è già in qualche modo stato autorizzato!].
11-15, dopo la resa dell'enclave bosniaca, ottomila maschi musulmani vengono portati via e massacrati da truppe speciali del gen. Ratko Mladic e buttati in fosse comuni: un rastrellamento sistematico, velocizzato dall'uso di camion, preparato con largo anticipo.
[È il più spaventoso massacro in Europa dopo il 1945, ma i rapporti sulla strage dormiranno fino a settembre e oltre nei cassetti delle cancellerie.]

In quattro anni di guerra, Sarajevo è scesa da cinquecentomila a trecentomila abitanti, ma solo la metà di essi sono sarajevesi. Almeno centocinquantamila vengono dai villaggi "ripuliti" dai serbi del gen. Ratko Mladic; i vecchi musulmani del posto – un misto un po' snob di morbido Islam europeo e nobiltà asburgica – tollerano questi "fratelli" immigrati sempre più numerosi, ma non li amano.
Mentre i serbi sulle montagne sono nemici dai quali ci si può difendere e chiaramente differenziare, dai nuovi immigrati musulmani la città non può proteggersi; essi svuotano anziché rafforzare il genius loci. Ancor più in controtendenza è la scelta degli ebrei, etnia per così dire "neutrale", sulla quale cioè non pesa il sospetto di pretese egemoniche.

Quando i nazionalisti musulmani tentano di far approvare una legge contro i matrimoni misti, la gente scende per strada a manifestare e il parlamento boccia la proposta. Quando, con il paese in ginocchio, il nuovo ministro della Cultura, l'integralista Mustafa Ceric, stanzia sei milioni di marchi per dei Corani extralusso, in parlamento si grida allo scandalo.
Ma quanto a lungo potrà reggere questa miracolosa laicità del paese
?

Di tutte le distruzioni perpetrate a Sarajevo, le più insensate sono state quelle ai danni delle tante biblioteche. Ma di queste, la più folle, la più carica di sinistra forza metafisica fu il bombardamento della biblioteca nazionale, un magnifico edificio moresco del XIX secolo, andato in fumo in trenta ore con le sue centinaia di migliaia di volumi.
Dell'edificio oggi restano le mura annerite, simili a una conchiglia corrosa.
Solo i ruderi della Frauenkirche ebbero, dopo la coventrizzazione inglese di Dresda nel 1945, un'analoga forza ammonitrice.
Che si sia voluto deliberatamente distruggere il cuore della cultura bosniaca, la materia prima della sua civiltà, il legame tra passato e futuro, lo si vedrà tra qualche mese quando molti dei più preziosi volumi posti in salvo in extremis saranno trafugati nottetempo dallo stesso custode che li ha in consegna. È un serbo che, svanito nel nulla, ricomparirà in TV, nella veste di ricco businessman, dalla parte degli assedianti.
È impossibile schedare o ricordare le biblioteche private di Sarajevo distrutte dal fuoco. Non ci sarebbe nessuno per farlo.
A differenza di altri centri della Bosnia come Banja Luca o Srebrenica, Sarajevo crebbe sotto il dominio turco. Poichè non risulta tollerabile l'idea che una città possa essere fiorita con l'Islam, oggi è insopportabile dover ammettere che nella città sul fiume Miljacka i cristiani non solo non sono mai stati espulsi, ma vi erano giunti da fuori in un secondo tempo, per prosperarvi liberamente. La storia di Sarajevo, sigillata nella biblioteca universitaria, raccontava proprio questo: dei grandi edifici pubblici costruiti all'inizio del Cinquecento da Gazi Husrefbeg, ricco filantropo figlio di uno slavo convertito, o degli ebrei sefarditi in fuga dalle pulizie etniche della cristianissima Spagna. In quei volumi stava scritto che – assai più dei cattolici, costretti più volte alla fuga – proprio gli ortodossi vissero bene sotto l'Islam, ebbero in Costantinopoli la loro capitale religiosa esattamente come i turchi, e spesso si convertirono spontaneamente. Tutto questo doveva essere cancellato.
Ma come rivendicare sui musulmani i diritti ancestrali del sangue, se i musulmani erano, di fatto, nient'altro che slavi convertiti, dunque la stessa carne? Bisognava prevenire l'obiezione di avere scatenato una guerra sacrilega e fratricida. Per questo, dopo la bugia sulla storia, era necessario trovarne una sul sangue, dire che gli slavi islamizzati erano anche geneticamente più deboli. Accanto al manipolatore di cervelli Radovan Karadzic, compare così il manipolatore di Dna, Biljana Plavsic, biologa, vicepresidente dei serbo-bosniaci. La sua teoria è che «solo il materiale umano geneticamente difettoso è passato all'Islam» e che «generazione dopo generazione, questi difetti si sono accumulati».
La Chiesa fa eco, i matrimoni misti non riescono bene, generano bastardi.
Ed ecco i musulmani diventare una sorta di immondizia truffaldina – da qui il termine balija, intraducibile insulto – tanto più pericolosa perché il peccato originale del cristianesimo tradito si è depositato nell'inconscio. Radoslav Unkovic, direttore di un roboante "Istituto repubblicano per la protezione della cultura storica e dell'eredità naturale della repubblica serbo-bosniaca", è un altro degli ineffabili pseudo-intellettuali che per una buona paga hanno messo la loro penna al servizio degli assassini. Scrive:«Il balija è di origine serba. Per questo vuole sterminare le sue radici. Per cancellare il ricordo della vergogna. Per strappare dal suo inconsio le tracce della sua origine e del fallimento morale dei suoi antenati».
A furia di essere esaltati come razza superiore, i serbi di Bosnia hanno finito per sentirsi superiori anche ai loro "fratelli" della Serbia propriamente detta, creando le premesse di una clamorosa frattura all'interno del popolo eletto. Riecco la biologa Biljana PlavsicSpecialmente nelle zone di confine, i serbi di Bosnia hanno sviluppato una particolare abilità nel fiutare i pericoli e nel rafforzare un meccanismo di difesa in tutta la nazione. È un istinto che si è consolidato nel corso dei secoli. Come biologa so benissimo che le migliori capacità di sopravvivemza si sviluppano in quelle specie che vivono a contatto di altre specie che ne minacciano l'esistenza».

Ed ecco, nei montanari, risvegliarsi la certezza orgogliosa di essere gli unici veri guardiani della nazione. I serbi d Serbia, non avendo mai conosciuto la guerra nel loro territorio, sono dei rammolliti; i belgradesi sono apertamente giudicati "disertori", "spazzatura intellettuale". La frattura tra "fratelli" diviene col tempo insopportabile fino ad esplodere…

Agosto
avviene l'offensiva croata su Knin; i serbi delle Krajine e quelli di Bosnia accusano S. Miloševic di tradimento.
Le differenze tra Banja Luka e Pale, già venute al pettine nel 1993, si accentuano ulteriormente e, nella fase finale della guerra, S. Miloševic fatica non poco a tener in pugno la situazione anche se il suo potere su Pale è assoluto; bastano alcuni dati:
- la rete radar antiaerea dei serbo-bosniaci non può funzionare senza il "cervello" belgradese;
- i profughi maschi dalle Krajine sono rastrellati con la forza in Serbia - persino dai campi protetti dall'Onu - e rispediti a combattere in Bosnia;
- i centri di addestramento paramilitare nella valle della Tara in Monenegro;
- viaggi segreti a Belgrado del gen. Ratko Mladic anche nei mesi del "divorzio".
Stranamente la comunità internazionale sottovaluta questa divisione e non la sfrutta diplomaticamente. Non si accorge che dopo due anni di guerra i popoli serbi, ciascuno convinto della propria sacra missione e della propria planetaria imbattibilità, cominciano ad odiarsi tra loro: Knin contro Pale, Pale contro Belgrado e Banja Luka, Belgrado contro Knin, i "conquistadores" di Vukovar contro tutti gli altri.
Mentre il mondo – per giustificare la propria inazione – ancora mitizza la forza serba, l'unità dei serbi non esiste già più.
29, un'altra bomba di mortaio di 120 mm cade su Sarajevo e fa strage: oltre cento cittadini tra morti e feriti.
Per la prima volta, i caschi blu arrivano a conclusioni rapidissme sull'accertamento delle responsabilità: il gen. Smith, comandante generale dell'Unprofor, accusa i serbi. La stessa notte i jet della Nato hanno dal comando Onu disco verde per bombardarele postazioni serbo-bosniache attorno alla città.
Come d'incanto, in queste ore, Onu, Nato, Stati Uniti d'America, tutti escono dalla palude dei dubbi in cui per quattro anni si sono lambiccati davanti ai massacri.
Persino Londra e Parigi, notoriamente morbide con la Serbia, perdono ogni remora, si dichiarano favorevoli agli attacchi missilistici americani. Addirittura Mosca, tradizionale alleata di Belgrado, dà all'operazione il suo silenzio-assenso.
Che cosa è accaduto?
È accaduto che la guerra ha raggiunto da sola il suo limite di esaurimento fisiologico. Dopo quattro anni di razzie si è arrivati al fondo del barile e non c'è più nulla da grattare.
Èd è Belgrado la prima a voler chiudere la partita. I giornali mettono i silenziatori ad ogni proesta nazionalistica, riducono al minimo le notizie sui bomabrdamenti Nato e sulla rotta di Knin. Mentre i fratelli serbi arrivano a migliaia, affranti, alle porte di Belgrado in cerca di un tetto e di un pezzo di pane, il capitano Zeljko Raznjatovic [Arkan], il capo delle milizie paramiliitari se ne sta nella sua villa miliardaria di Dedinje, nel quartiere dei vip belgradesi e della nomenklatura. Non sta più sul campo della morte, a Glina o Gospic, dove non c'è più nulla da rapinare.
Improvvisamente, dopo quattro anni di guerra feroce e trattative estenuanti, i confini tra Serbia e Croazia possono tornare senza problemi a quelli del 1991.

Settembre
Derventa, dopo l'ultima travolgente avanzata protetta dai missili Nato, la Bosnia serba occidentale è già sotto l'assedio dei croati e dei bosniaci; i rifugiati delle Krajine sono già passati come un'onda di marea e ora anche i serbo-bosniaci vogliono andarsene. I muri spettrali di Derventa, distrutta tre anni prima e mai più ricostruita, rivelanp il collasso organizzativo e demografico del territorio. Non solo sono stati espulsi musulmanani e croati ma se ne sono andati spontaneamente anche molti serbi contrari all'abominio.
Ora anche quelli rimasti hanno paura. La percezione del crollo organizzativo della Grande Serbia ha gettato Banja Luka nel caos. Gli ospedali "purificati" funzionano a metà, negli uffici pubblici i violenti e i primitivi hanno importato inefficienza e mentalità mafiosa, le fabbriche hanno dimezzato la già bassa produttività. Mentre a Sarajevo e Tuzla, nell'arrea controllata dai governativi bosniaci, è ancora possibile essere multati per divieto di sosta, nonostante l'emergenza militare, a Banja Luka, invece, le auto rubate circolano senza targa e senza problemi, infrangendo il codice della strada che non c'è.
Le case rubate non sono state ricolonizzate, solo alcuni disperati hanno accettato. Quasi nessuno le ha volute, tantomeno i superstiziosi montanari di Knin. Fugge la povera gente, in cerca di inesistenti territori dove ci sia la pace.

Novembre
…passata la Neretva, è la frontiera con l'Erzegovina, lo Stato di cartapesta controllato dai proconsoli di Franjo Tudjman e dal loro esercito di banditi montanari. Sono loro che, annidandosi nei gangli vitali del potere anche in Croazia, hanno distrutto la reputazione di quest'ultima, spingendola lontano dall'Europa. I poliziotti hanno le stesse divise e la stessa bandiera di quelli di Zagabria, ma le facce sono completamente diverse. La pace di Dayton non l'hanno digerita. Speravano di buttarlo giù questo confine, di unirsi alla Croazia e non a quei fottuti bosniaci di Sarajevo. Avendola fatta tremendamente sporca nel 1993, uccidendo e rubando tutto quello che hanno potuto, ora guardano male i giornalisti.
Nell'Erzegovina la distruzione non è più selvaggia ma sistematica, pianificata, capillare e implacaile. Case fatte saltare a freddo con la dinamite, non in battaglia a cannonate.
- Klepci, serba e musulmana, è in cenere;
- Visici, croata, è intatta;
- Tasovcici, serba, rasa al suolo, con gli abitanti in una fossa comune;
- Pocitelj, villaggio a maggioranza musulmana, colma di macerie;
[Il gen. Tihomir Blaskic, che ha guidato le operazioni, è stato dichiarato criminale di guerra dalla corte internazionale dell'Aja: il giorno dopo Franjo Tudjman lo ha promosso capo delle ispezioni nel suo esercito.]
- Mostar, il primo check point bosniaco vuol dire anche il primo sorriso. Dopo seicento chilometri di musi duri, tre frontiere implacabili e innumerevoli controlli, c'è la sensazione di essere tornati a casa. È strano perché il viaggio dalla frontiera italiana a Sarajevo attraverso le Krajine appena riconquistate dovrebbe essere un viaggio dalla normalità alla follia, dalla tolleranza al fondamentalismo, dalla civiltà alla barbarie.
Invece è l'esattamente il contrario.
Entrati nella Bosnia – che il mondo si ostina a chiamare musulmana mentre in realtà è solo bosniaca – si nota che le tre etnie, nonostante lepulizie etniche e le semplificazioni occidentali, ancora convivono.
Mostar ovest, croata e moderna, è intatta e senz'anima. Mostar est, bosniaca e antica, devastata dai grossi calibri croati, è un cumulo di macerie, ma è viva, palpita.
Sulle rocce della riva vicino al ponte che non c'è più, un cartello: "Remember 9.10.93", giorno dell'abbattimento.
[Il ponte era sopravvissuto alla caduta dell'impero ottomano e a due guerre mondiali.]
Josip Silic, architetto di Mostar, croato, dopo aver difeso la città dai serbi, sente come una colpa nazionale questa distruzione. Dopo l'abbattimento del ponte vecchio se n'è andato a Zagabria e da allora non ha che un sogno, ricostruirlo. Racconta dei simboli che esso racchiude, spiega che il rapporto con l'Islam è uno dei fondamenti dell'identià europea della Croazia e persino della sopravvivenza del cattolicsemio nei Balcani. Spiega che per secoli qui i francescani sono vissuti fianco a fianco con i muezzin, che i musulmani erano croati convertiti e che nell'Ottocento furono proprio quei musulmani – che da secoli portavano non il turbante ma la hrvatska, il copricapo croato – i primi a rivoltarsi contro il dominio turco.

Dicembre
…dopo il monte Igman, ecco Sarajevo… quella di sempre.
Ci si sta chiedendo cosa porteranno gli accordi di Dayton sapendo che:
- il gen. Ratko Mladic e i suoi non cederanno facilmente il loro quartier generale sulle montagne, Pale, così come sta scritto nel documento accettato anche da Belgrado;
- il borgo operaio di Ilidza, alle porte della città, e il rione di Grbavica – da cui tutto ebbe inizio – non accetteranno la stessa sorte;
- Radovan Karadzic e il suo apparato di propaganda non consentiranno alla loro gente di scoprire che la convivenza era ed è, nonostante tutto, possibile; di sicuro, per impedirlo, sarebbero capaci di affrontare anche un nuovo catastrofico esodo.
A Ilidza, rimasta dal 1992 nelle mani di Radovan Karadzic, i tamburi della propaganda hanno ripreso a suonare e la povera gente non ha ancora capito quanto siano stati imbrogliati.
Mentre Sarajevo respira, nella Bosnia serba e in quella croata, etnicamente ripulite fino all'ultimo uomo, si sente invece la paura della pace.


Dopo gli accordi di Dayton:
ci si accorge che la guerra è servita solo a rendere definitivo e inamovibile l'assetto criminale di questo potere tangentizio cresciuto nel sistema. Essa ha proiettato alla conquista del "palazzo" due clan di antica tradizione banditesca.
- A Belgrado hanno vinto i montenegrini di S. Miloševic, abilissimi a sfruttare il furore bellico di un altro clan – i morlacchi di Knin e di Pale – e poi scaricarli a razzia ultimata.
- A Zagabria hanno vinto dei montanari: gli erzegovesi, mafia emergente, implacabili affaristi e grandi elettori di Franjo Tudjman.
Avversarie solo in apparenza, le due tribù hanno collaborato all'innesco della tensione in Croazia e alla pulizia etnica in Bosnia. Entrambe hanno sottomesso le nazioni per la cui libertà avevano dichiarato di combattere, taglieggiato i civili e accumulato ricchezze enormi. Alla fine si sono divise il territorio secondo schemi concordati.


[Paolo Rumiz, Maschere per un massacro, Editori Riuniti 1996.]


Il ponte di Mostar, distrutto dai croati, conosce una grande gara di generosità per il finanziamento della ricostruzione, ma solo da parte degli Stati musulmani del Medio Oriente.
Dice Zlatko Dizdarevic: «… non siamo noi, è l'Occidente che ci vuole islamici».
Il liceo artistico di Sarajevo chiese aiuto, nel 1992, una decina di milioni di lire in materiali. Solo gli arabi si sono mostrati pronti a pagare, ma patto che si confezionassero secondo il design e la moda castigata islamica. Piuttosto che accettare, la scuola ha preferito restare al verde.
Pure il quotidiano «Oslobodjerne» ha chiesto aiuti all'Occidente per ricostruire la sede distrutta, ottenendo risposta solo da una banca saudita. Il consiglio di amministrazione ha preferito declinare l'offerta, per evitare polemiche.
Una presenza occidentale significativa è quella del miliardario americano Sórós che, attraverso la sua fondazione, ha finanziato durante la guerra la ricostruzione di scuole e acquedotti e pagato molti intellettuali laici perché restassero a Sarajevo.
Il pericolo di una islamizzazione della città più laica d'Europa è incombente, e la fine dell'assedio non fa che accentuarlo.

[Finanziariamente, attraverso i prestiti alla patria e il furto su scala industriale la guerra ha concentrato capitale nelle mani della nomenklatura e delle sue gang criminali. In più essa ha evitato alle diverse Repubbliche di pagare i debiti in dollari alle banche internazionali e ai risparmiatori privati.
Economicamente, lo scontro ha consentito di proteggere dalla concorrenza internazionale i colossi industriali socialisti in bancarotta e poi di addebitarne il crollo alla cospirazione straniera.
Militarmente il conflitto ha permesso all'Armata di restare comunque – grazie alla frammentazione in eserciti nazionali – il pilastro del paese. E ciò proprio nel momento in cui, in tutta l'Europa post comunista, le strutture di difesa sono state riportate a dimensioni più modeste per l'attenuarsi della contrapposizione est-ovest.
Il grande marasma ha distrutto la borghesia evoluta, erodendone le condizioni minime di intrapresa e di sopravvivenza; ha rilanciato il sottoproletariato, che ha scoperto nel mitra e nel parassitismo di guerra la strada più facile per far soldi; ha rafforzato infine il potere della vecchia "nuova classe", quella dei burocrati privilegiati che negli anni Cinquanta — secondo le accuse "eretiche" di Milovan Djilas – stavano portando il paese al disastro.
Antropologicamente la guerra ha reso più rapida la selezione naturale in favore dei primitivi e a sfavore degli evoluti, bloccando lo sviluppo del paese per i successivi vent'anni ma creando in compenso una base umana perfettamente funzionale al mantenimento dello status quo.
La guerra nei Balcani è a tutti gli effetti non l'antagonista ma il coerente proseguimento della "pax jugoslava" di Tito. Il più cinico e perfetto dei gattopardismi.
Il sistema è infatti sopravvissuto. Dalla Macedonia alla Slovenia, la guerra ha impedito qualsiasi ribaltone politico, consolidando al vertice esattamente gli stessi leader e le stesse classi dirigenti del 1991. Queste sono in maggioranza figlie legittime dell'apparato rosso e, pur avendo contribuito attivamente alla bancarotta del paese o, comunque sia, avendola consentita con la complicità e il silenzio, sono rimaste ben salde in sella.

La guerra ha consentito ai vari leader il godimeno di dividendi altissimi:
________________
- S. Miloševic:
. prima, esasperando la tensione, ha conquistato la leadership;
. poi, con la guerra, ha rafforzato lo Stato di polizia, disperso e frammentato l'opposizione, normalizzato la stampa, accumulato valuta e beni;
. con l'embargo ha protetto i contadini – sua base elettorale – dai prezzi insostenibili degli altri paesi europei;
. le bombe della Nato sui serbi di Bosnia gli hanno permesso di ridimensionare la leadership di Radovan Karadzic e di acquistare potere ancor più assoluto sui "cugini" di Pale;
. con l'avanzata croato-musulmana e la caduta delle Krajine ha ricompattato demograficamente e razionalizzato strategicamente i territori della Grande Serbia;
. offrendo il suo silenzio-assenso ai missili Nato, si è anche conquistato il ruolo di parte credibile e di indispensabile ago della bilancia agli occhi delle potenze;
. subito dopo Dayton, si è dimostrato in grado di sfruttare politicamente l'abrogazione delle sanzioni e gli aiuti internazionali per la ricostruzione del paese.
Persino i processi del Tribunale dell'Aja contro i criminali di guerra potrebbero rivelarglisi utili: cooperando con i giudici, il mandante dei crimini ha infatti l'occasione unica di disfarsi di coloro che li hanno eseguiti e di ottenere lo scopo senza nemmeno sporcarsi le mani.

- Franjo Tudjman:
per lui il più straordinario affare sono stati proprio i serbi:
. la guerra in Dalmazia, abbattendo i prezzi delle case in una delle regioni turistiche più belle del mondo, ha consentito alla ricca emigrazione croata – la stessa che aveva pagato la sua campagna elettorale – di portare a termine, proprio grazie al nemico in casa, una grande operazione immobiliare altrimenti impossibile;
(Si afferma che la riconquista delle Krajine è potuta avvenire solo dopo la riorganizzazione dell'esercito croato; è vero, ma è altrettanto vero che essa è avvenuta solo dopo che in Dalmazia case, alberghi e attrezzature turistiche erano definitivamente passati di mano)
. grazie alla guerra, il presidente-generale ha concentrato nelle mani sue, del suo parentado e del suo partito il business delle privatizzazioni, il controllo dei servizi segreti, della stampa, delle banche, delle marine turistiche e dei duty free shop.
Ora che finalmente è riuscito a cacciare i serbi dal paese, è forse lui stesso a chiedersi come farà a mantenere il potere senza la sua bella gallina dalle uova d'oro.]

- Milan Kucan:
con lo strappo da Belgrado ha garantito la sopravvivenza della classe dirigente comunista più evoluta;
[la destra, guidata dall'"ex eroe" della miniguerra slovena, Janez Jansa (allora ministro della Difesa) grida alla rivoluzione incompiuta, denuncia tentacolari interessi della mafia rossa legata ai traffici d'armi e ai servizi segreti ex federali, rivela meccanismi di riappropriazione delle fabbriche da parte di ex comunisti rei di esportazioni di valuta, parla di un'enorme Tangentopoli slovena ancora tutta da scoprire.

[Paolo Rumiz, Maschere per un massacro, Editori Riuniti 1996.
Altre fonti correlate:
. Laura Silber e Allan Little, The Death of Yugoslavia, Londra 1995;
. Noel Malcolm, Bosnia, A Short History, Londra 1994.]


a


1995
REPUBBLICA del KOSOVO
cap. Pristina
(24 maggio 1992)
- Presidente
Ibrahim Rugova
(1992 - ?)
- Primo ministro
-
[albanesi (90%), la minoranza: serba e montenegrina]
1995
La maggioranza della popolazione albanese del Kosovo è musumana e, al di là delle strumentalizzazioni, è indiscutibile che in Jugoslavia, a partire dagli anni '80, le appartenenze confessionali hanno inciso nelle crescenti divisioni.
Dal punto di vista serbo i Balcani si dividono fra il mondo dell'ortodossia e un'asse islamico-cattolico che va da Istanbul alla Croazia. Ma l'Islam non ha un ruolo costitutivo per l'identità albanese, a differenza di quanto sembra valere per i musulmani bosniaci. Infatti, anche se l'Islam è la religione più diffusa fra gli albanesi, esistono anche tre chiese cristiane: quella cattolica, quella ortodossa e quella "uniate" di rito ortodosso ma legata al Vaticano. I musulmani sono traadizionalmente divisi in una comunità sunnita predominante ed in un ramo relativamente forte degli ordini dei Sufi, fra i quali l'ordine dei Dervishi Bektashi, il più diffuso e consistente, organizzato in una comunità religiosa indipendente.
Nel nuovo movimento nazionale per l'indipendenza non esistono i minimi indizi di un risveglio religioso musulmano-cattolico. Tutte le rivendicazioni albanesi di questi anni hanno avuto un carattere esclusivamente nazionale e politico, senza alcun riferimento alla religione.
La religione degli albanesi e "l'albanesimo", un elemento fondamentale dell'ideologia nazionale.
Ciò nonostante non si può negare che membri del clero, sia islamico che cattolico, abbiano rafforzato la propria posizione nella società e che il loro ruolo nella vita politica sia diventato più rilevante. La chiesa serbo-ortodossa, invece, è stata fra quelle che per lunghi anni hanno invocato più fortemente la "riconquista" del Kosovo, fra quelli che più hanno demonizzato gli albanesi con la minaccia islamica sulla terra santa serba e che hanno attivamente appoggiato la politica di S. Miloševic.
Anche nel Kosovo la chiesa serbo-ortodossa, così come avviene in Bosnia, va a braccetto con assassini e sobillatori di guerra.
La chiesa serbo-ortodossa costruisce chiese anche nel Kosovo, là dove sono stati distrutti beni culturali non serbi, e impedisce agli albanesi di costruire nuove chiese e moschee.

Maggio
20
, Gracanica, viene proclamato un "Consiglio nazionale" dei serbi. Atanasije Jevtic, il vescovo di Zahumlje-Herzegovina, e Amfilohije Dadovic, metropolita del Montenegro, si presentano alla riunione assieme al neofascista serbo Vojislav Seselj, prossimo vice primo miniitro della Serbia, i cui seguaci sono considerati i responsabili dei crimini di guerra più crudeli.
Nella riunione si decide che bisogna spingere la popolazione serba a cacciare i 670.000 albanesi perché, secondo gli estremisti serbi, questi sono degli estranei, arrivati nel Kosovo solo dopo la seconda guerra mondiale. Al loro posto vanno invece accolti i profughi serbi della Bosnia-Erzegovina.


a

1995
EX REPUBBLICA JUGOSLAVA di MACEDONIA
cap. Skoplje
(15 settembre 1991)
- Presidente
Kiro Gligorov
(1991 - ?)
- Primo ministro
Branko Crvenkovski
(? - ?)
1995
Settembre
13

nella sede ginevrina dell'ONU e su pressione degli Stati Uniti, Macedonia e Grecia firmano un accordo che pone fine al loro contrasto: la prima si impegna a modificare la bandiera e le clausole controverse della costituzione, la seconda a togliere l'embargo contro Skopje;
non viene invece risolto il problema del nome ufficiale del paese, tuttora denominato ex repubblica jugoslava di Macedonia;

Ottobre
3
, il presidente Kiro Gligorov resta gravemente ferito in un attentato dinamitardo; come previsto dalla costituzione, diventa capo di stato ad interim il presidente dell'assemblea Stojan Andov;
14, cessa, come previsto, l'embargo greco;

[La capitale, tuttavia, durante la guerra in Bosnia, anzichè essere in miseria per l'effetto congiunto dell'embargo internazionale contro la Serbia e il blocco ellenico alle frontiere, è stata presa d'assalto da decine di multinazionali che vi hanno aperto sontuosi uffici di rappresentanza. Il rumoroso caravanserraglio decaduto si è trasformato di colpo in una capitale del business: aeroporto congestionato, mercato straripante di mercanzia, lussuose automobili, vita notturna per spendaccioni, ballerine brasiliane e rhum della Martinica.]
[Paolo Rumiz, Maschere per un massacro, Editori Riuniti 1996.]
a


1995
- Capo dello stato
Sali Berisha
(1992 apr - ?)
[Pda]
- Capo del governo
Aleksander Meksi
(1992 apr - ?)
[Pda]
[Pda (Partito democratico albanese)]
1995
-



1995

CIPRO
(indipendenza: agosto 1960)

[dal 1975 l'isola è di fatto divisa in due formazioni nazionali distinte]
vengono interrotte le trattative in corso tra i due presidenti, con la mediazione del segretario dell'ONU Javier Pérez de Cuéllar, intese a risolvere il problema della coesistenza della comunità greco-cipriota e di quella turco-cipriota.
- giugno 1989, i due presidenti, dopo aver ripreso le trattative interrotte nel 1985, si riuniscono a New York con il segretario dell'ONU Javier Pérez de Cuéllar per tentare di risolvere il problema della coesistenza della comunità greco-cipriota e di quella turco-cipriota;
- febbraio 1990, i due presidenti si riuniscono nuovamente a New York con il segretario dell'ONU Javier Pérez de Cuéllar per tentare di risolvere il problema della coesistenza della comunità greco-cipriota e di quella turco-cipriota… ma nulla viene risolto.
- nel 1992, dopo la Guerra del Golfo Bush tenta di risolvere il problema della coesistenza della comunità greco-cipriota e di quella turco-cipriota, e i negoziati riprendono sotto l'egida dell'ONU che propone di trasformare l'isola in uno stato federale con due zone e due comunità.]

Repubblica turca di Cipro del Nord
(Nord, 30% del territorio)
[dal 1983: riconosciuta da Ankara ma da nessun altro paese; nel maggio 1985 un referendum ha approvato la nuova costituzione.]
- Presidente
Rauf Denktas
(1976 - ?)
- Primo ministro
-
[economicamente sopravvive grazie all'aiuto turco]
1995
Aprile
22
, alle elezioni viene rieletto alla presidenza con il 60% dei voti;

Repubblica di Cipro
(Sud, 70% del territorio)
- Presidente
Glafkos Clerides
(1993 feb - ?)
[Raggruppamento democratico]
1995
-



1995
Repubblica di Turchia
(dopo il colpo di stato)
[già nella NATO dal 1952, dal 1955 il paese è nel "patto di Baghdad"; dal 1982 esiste una nuova costituzione che ha conferito consistenti poteri al presidente (oltre alla conferma di un altro mandato settennale).]
- Presidente
Suleyman Demirel
(1993 mag - ?)
[DYP (Partito della giusta via)]
- Primo ministro
Tansu Ciller
(1993 mag - set 1995)
[DYP (Partito della giusta via)]
Tansu Ciller
(1995 ott - mar 1996)
[DYP (Partito della giusta via)]
1995
Marzo
6
, la Turchia e l'Unione europea firmano un accordo di unione doganale che entrerà n vigore il 1° febbraio 1996;
12, due persone muoiono in un attentato contro gli alaviti, una minoranza sciita di orientamento laico;
13 e 14, nel corso delle manifestazioni di protesta che questi indicono a Istanbul e ad Ankara dalle 15 alle 30 persone restano uccise;
20, l'esercito turco lancia una grande operazione contro le basi del PKK (Partito dei lavoratori del Kurdistan) in territorio iracheno, nella zona di esclusione instaurata a Nord del 36° parallelo nell aprile 1991 dalla coalizione antiirachena: all'operazione, denominata "Acciaio" partecipano 35.000 uomini appoggiati da mezzi blindati e dall'aviazione; [un'offeniva analoga era già stata scatenata dalla Turchia nell'ottobre 1992]; le reazioni internazionali e in particolare quelle irachene, sono blande; parte delle truppe turche torna in patria in aprile;

Maggio
4
, l' "operazione Acciaio" si conclude: il bilancio ufficiale è di 555 morti e 543 prigionieri del PKK, contro 58 morti turchi;

Luglio
23
, il parlamento approva le proposte di emendamenti costituzionali presentate dal governo di Tansu Ciller intese a democratizzare le istituzioni ereditate dal regime militare: al successo del progetto hanno collaborato la coalizione al potere e il principale partito di opposizione, l'ANAP (Partito della madrepatria) di Mesut Ylmaz;

Settembre
20
, essendosi ritirato dalla coalizione governativa, il CHP (Partito repubblicano del popolo, socialdemocratico) [già SHP] di Deniz Baykal, il primo ministro Tansu Ciller rassegna le dimissioni;

Ottobre
5
, la stessa Tansu Ciller forma un nuovo governo di minoranza che dovrebbe avere l'appoggop esterno del MHP (Partito d'azione nazionale, di estrema destra) di Alparslan Türkes e del DSP (Partito democratico della sinistra, di centrosinistra) di Bülent Ecevit;
15, il parlamento non concede la fiducia al nuovo governo;
26, vengono convocate elezioni anticipate;
30, Tansu Ciller presenta un nuovo governo che riforma la coalizione formata da DYP (Partito della giusta via) e CHP;

Dicembre
, il tribunale per la sicurezza dello stato assolve lo scrittore curdo Yachae Kemal dall'accusa di propaganda separatista che gli era stata rivolta sulla base dell'articolo 8 della legge antiterrorismo per aver scritto un articolo in cui accusava il regime di Ankara di "opprimere i curdi e la Turchia"; la sua assoluzione è il frutto della revisione dell'articolo 8 alla luce delle modifiche alla costituzione, revisione che ha gia portato alla liberazione di 114 detenuti per reati di opinione;
14, il leader del PKK (Partito dei lavoratori del Kurdistan), Abdullah Ocalan esprime la volontà di trovare una soluzione politica al conflitto che lo oppone al regime di Ankara, e annuncia un cessate il fuoco uniltareale in attesa che il nuovo governo renda pubblica la sua posizione sulla questione curda;
15, il parlamento europeo ratifica il trattato di unione doganale tra i Quindici e la Turchia. Una risoluzione invita le autorità turche a proseguire sulla strada della riforma delle istituzioni e a trovare una soluzione politica al problema curdo;
24, elezioni politiche anticipate:

 
Elezioni politiche anticipate
 
%
seggi
- RP (Partito della prosperità)
(islamico, di Necmettin Erbakan)
21,32
158
- ANAP (Partito della madrepatria)
(destra liberale)
19,66
132
- DYP (Partito della giusta via) (conservatore, di Tansu Ciller)
19,20
135
- DSP (Partito democratico della sinistra)
(centrosinistra, di Bülent Ecevit)
14,65
75
- CHP (Partito repubblicano del popolo)
(socialdemocratico, di Deniz Baykal)
[già - SHP]
10,71
50
Totale
 
550
 
 








 
1995
LEGA ARABA
Il 22 marzo 1945 è nata al Cairo questa lega fondata da Egitto, Libano, Siria, Giordania, Iraq, Arabia Saudita e Yemen;
1953, Libia
1956, Sudan
1958, Tunisia e Marocco
1961, Kuwait
1962, Algeria.
Fa parte anche l'OLP (Organizzazione per la liberazione della Palestina), presieduta da Yasir Arafat.
1995
-




1995
[confederazione di sette sceiccati, monarchie assolute: Abu Dhabi, Dubai, Sharja, Ajman, Umm al-Qaiwain, Ras al-Khaimah e Fujayrah.
[dal 1985 sono stati allacciati rapporti diplomatici con l'Unione Sovietica.]
dal 1986 hanno riallacciato i rapporti con Il Cairo interrotti nel 1979 (quando l'Egitto è stato espulso dalla lega in seguto agli accordi con Israele).
Dopo l'invasione del Kuwait da parte dell'Iraq, una parte consistente delle forze alleate è stata stanziata negli Emirati.]
- Presidente
sceicco Zaid
(? - ?)
[emiro di Abu Dhabi]
- Vicepresidente
sceicco Maktum
(? - ?)
[emiro di Dubai]
[l'aumento del deficit di bilancio provocato dal ribasso dei corsi del petrolio ha costretto il governo a una maggiore pressione fiscale.]
1995
Settembre
una domestica filippina viene condannata a morte per aver ucciso l'uomo per cui lavorava e che l'aveva violentata;

Ottobre
30
, in seguito ad una campagna internazionale di protesta, la corte d'appello di Abu Dhabi la condanna ad un anno di reclusione e 100 frustate;


1995
Repubblica Libanese
(Seconda repubblica)

[retta collegialmente con un riequilibrio dei poteri favorevole ai musulmani;
durante le libere elezioni libanesi, "Hezbollah" (partito di Dio) e Amal conquistano un successo importante emergendo come il blocco politico con il maggior numero di deputati; il movimento viene quindi considerato come parte integrante del tessuto politico libanese e lo stesso governo di Beirut lo definisce "la resistenza nazionale al sud", esso ha infatti le sue roccaforti nel sud del paese, soprattutto nella valle della Beqaa e nei sobborghi e bassifondi meridionali della capitale;
dall'agosto 1993 l'esercito libanese è entrato nella zona di Tiro, dal 1978 posta sotto il controllo del contingente di pace dell'ONU.]

- Presidente
Elias Hrawi
(1989 nov - 1998)
[cristiano maronita]
- Capo del governo
Rafiq al-Hariri
(1992 ott - ?)
[musulmano sunnita]
- Presidente del parlamento
Amal Nabih Berri
(1992 ott - ?)
[musulmano sciita]
[Parlamento: 128 seggi, equamente ripartiti fra cristiani e musulmani.
Dall'agosto 1993 l'esercito libanese è entrato nella zona di Tiro, posta dal 1978 sotto il controllo del contingente di pace dell'ONU.]
1995
Maggio
19
, in disaccordo con il presidente del parlamento Amal Nabih Berri, il primo ministro Rafiq al-Hariri rassegna le dimissioni per la terza volta nell'anno; anche questa volta Damasco le respinge;

Giugno
24, la corte di giustizia condanna a morte Samir Geagea, capo delle Forze libanesi, giudicato colpevole di aver assassinato nell'ottobre del 1990 Dany Chamoun comandante di una milizia cristiana rivale; la condanna a morte viene commutata in ergastolo; c'è tuttavia chi denuncia il fatto che Samir Geagea, che dalla fine della guerra ha sempre rifiutato ogni incarico di governo, sia il solo a dover rendere conto di tali atti;

Ottobre
19
, cedendo alle pressioni della Siria, 110 dei 128 deputati libanesi approvano per alzata di mano l'emendamento costituzionale che estende retroattivamente da sei a nove anni la durata del mandato presidenziale di Elias Hrawi, in scadenza a novembre;
[in base alla costituzione tale mandato non sarebbe rinnovabile.];


1995

[dall'aprile 1946 il paese ha conseguito la piena indipendenza; da febbraio 1958 federazione della Siria e dell'Egitto nella Repubblica Araba Unita (RAU).
La guerra arabo-israeliana le è costata la perdita delle alture del Golan. Con la guerra del Kippur, impegnata a fianco dell'Egitto, recupera El-Quneitra.]

- Presidente
gen. Hafez el-Assad
(1980 - ?)
[ala progressista moderata del partito Baath]
- Primo ministro
Mahmud al-Zub
(1987 - ?)
1995
-

1995
[come membro fondatore, dal 22 marzo 1945 fa parte della "Lega araba"; dal 1949, dopo l'annessione della Palestina orientale (Cisgiordania) [40.000 kmq di superficie con poco meno di 1 Mne di abitanti], il Regno hashemita del Giordano viene comunemente chiamato Giordania.]
Hussein
(? - ?)
figlio di Talal;
1952-?, re del Regno hashemita del Giordano;

1995
-


1995
Gerusalemme, "internazionalizzata" dall'ONU, è divisa in due settori: la città vecchia (assegnata alla Giordania) e la città nuova (assegnata a Israele); sindaco: Ehud Olmert (1993-?) del Likud.

guerra dei sei giorni (1967): ha consegnato di fatto l'intera Palestina storica a Israele;
guerra del Kippur (1973): alla conferenza di Ginevra del 1974:
- un accordo fra Egitto e Israele ha deciso il ritiro delle truppe israeliane dalle posizioni raggiunte a occidente del canale di Suez e la creazione di un'ampia fascia smilitarizzata a oriente, garantita dalle forze di pace dell'ONU;
- un secondo accordo con la Siria ha impegnato gli israeliani a ritirarsi da el-Quneitra, stabilendo un'analoga fascia smilitarizzata sulle alture del Golan; 
Y. 'Arafat, ex leader di al-Fatah, è dal 1969 a capo dell'OLP (Organizzazione per la liberazione della Palestina) che:
- dal 1964, con il suo "Esercito per la liberazione della Palestina" e finanziata dalla Lega araba, lotta contro Israele,
- dal 1974 è stata riconosciuta dal vertice arabo di Algeri quale unico rappresentante del popolo palestinese, e ammessa all'ONU quale entità politica nazionale, in qualità di "osservatore";
dopo il riavvicinamento israelo-egiziano [accordi di Camp David] l'OLP registra difficoltà diplomatiche nei confronti di taluni stati arabi sostenitori; 
dal 1982 il quartier generale dell'OLP è stato trasferito in Tunisia;
dal 1991 l'OLP appoggia Saddam Hussein nella disastrosa guerra del Golfo compromettendo così le aspirazioni palestinesi volte alla creazione di un proprio stato autonomo nei territori occupati da Israele;
1994, Y. 'Arafat torna in Palestina;
[Gerusalemme viene formalmente indicata come capitale dello stato.]
- Presidente
Ezer Weizmann
(1993 - ?)
[MAPAL o Labor (Partito laburista)]
- Primo ministro
Yitzhak Rabin
(1992 - † nov 1995, ass.)
[MAPAL o Labor (Partito laburista)]
Shimon Peres
(1995 - 1996)
[MAPAL o Labor (Partito laburista)]
- Ministro della difesa
-
- Ministro delle finanze
-
[governo di coalizione con la maggior parte dei partiti religiosi ortodossi e delle piccole formazioni dell'estrema destra nazionalista]

1995
Gennaio
22
, un duplice attentato suicida rivendicato dalla Gihad islamica provoca 21 morti, soprattutto soldati, a Netanya, a Nord di Tel Aviv;

Aprile
27
, il governo decide di confiscare 53 ha di terre palestinesi a Gerusalemme Est per costruirvi alloggi destinati agli ebrei immigrati; l'Autorità palestinese protesta vivacemente;

Maggio
17
, gli Stati Uniti pongono il veto all'adozione di una risoluzione dell'ONU che chiede ad Israele di annullare le annunciate espropriazioni di terre;
22, il governo sospende le confische contestate: il Likud minacciava di votare una mozione di censura presentata dai deputati arabi;

Luglio
24
, un attentato suicida contro un autobus, rivendicato da Hamas, uccide sei persone a Tel Aviv, e altre cinque muoiono il 21 agosto a Gerusalemme in un attentato identico;

Novembre
4 , Yitzhak Rabin viene assassinato da un estremista israeliano, Yigal Amir, membro di un gruppo di estrema destra; il Likud e alcune personalità religiose vengono accusati di aver fomentato un clima di odio contro i responsabili del processo di pace tra Israele e i palestinesi;
6, le esequie di Yitzhak Rabin radunano un milione di israeliani e decine di capi di stato e di governo, tra cui il presidente egiziano e re Hussein di Giordania, per i quali è la prima visita a Gerusalemme dal 1967; non assiste ai funerali Y. 'Arafat, la cui presenza è giudicata inopportuna dalle autorità;
22, Shimon Peres, nominato primo ministro, presenta il suo governo e si dichiara deciso a proseguire l'opera del suo predecessore;


- Egitto (fascia di Gaza)

1995
Aprile
9
, otto israeliani, di cui sette soldati, vengono uccisi a Gaza in due attentati suicidi rivendicati dalla Gihad islamica e da Hamas; la polizia palestinese arresta più di 250 militanti islamici in due giorni;
Dicembre
8
, VIII anniversario dell'intifadah


Hamas «zelo, fervore»
["Harakat Al-Muqawanat Al-Islamiya"]


dichiarato illegale, questo "Movimento di resistenza islamica" che opera nei territori palestinesi occupati da Israele ed è la maggiore fonte propulsiva dell' "intifadah palestinese", si oppone con durezza al processo di pace israelo-palestinese e lotta per scalzare l'OLP quale unico portavoce della causa palestinese;
particolarmente attivo nella Striscia di Gaza cuore della "guerra delle pietre" iniziata nel 1987 svolge sia un'intensa attività sociale, sia una campagna terroristica contro obiettivi civili e militari israeliani per mezzo della sua componente armata, i battaglioni Izz-al Din Qassam;
formalmente autonomi, questi ultimi operano sotto il coordinamento di una direzione generale.


- Giordania (Cisgiordania)
1995
Febbraio
25
, massacro di Hebron: un colono ebreo, Baruch Goldstein, militante del Kach, apre il fuoco sui fedeli musulmani riuniti nella grotta dei patriarchi, a Hebron in Cisgiordania, uccidendone 52; Y. 'Arafat sospende i negoziati di Washington e chiede l'invio di una forza internazionale per proteggere i palestinesi dei territori occupati;
Dicembre
8
, VIII anniversario dell'intifadah



1995
Regno Arabo Saudita
[dal 27 set 1932]
[come membro fondatore, dal 22 marzo 1945 fa parte della "Lega araba".]
Fahd ibn 'Abd al-Aziz
Albero genealogico
(ar-Riyadh 1922 - ?)
figlio di 'Abd al-Aziz III discendente della dinastia wahhabita dei Banu Sa'ud;
1975-80, designato principe ereditario, promuove il secondo piano quinquennale di sviluppo saudita, impegnandosi in prima persona per l'industrializzazione del paese;
1981, suggerisce un piano di pace per la Palestina che prevede, accanto al riconoscimento di Israele, il ritiro di quest'ultimo da Gerusalemme e dai territori occupati;
1982-?, re dell'Arabia Saudita;
appena nominato re, riafferma con forza il suo ruolo diprotettore e custode dei luoghi santi dell'Islam, applicando in maniera alquanto rigida la legge coranica, pur favorendo la "modernizzazione" del processo educativo del popolo;
acerrimo avversario del khomeinismo sciita, impone il numero chiuso ai pellegrini alla Mecca; negli anni '80 sostiene con armi e denaro Saddam Hussein e offre più volte la sua mediazione per risolvere i conflitti arabo-israeliani e libanese;
1995
Luglio
2
, procede, per la prima volta in vent'anni, a un ampio rimpasto governativo; oltre la metà dei ministeri cambia titolare, ma i più importanti rimangono ai membri della famiglia reale; questa decisione mira a tacitare i critici, sia interni che esterni, che deunciano la sclerosi del regime, e affida comunque a una nuova élite il compito di applicare le misure d'austerità necessarie per risolvere la crisi economica e finanziaria;

Novembre
viene colpito da un ictus;
1995
-


1995
[dopo la fusione, avvenuta nel 1990 dei due stati (Yemen del Nord, conservatore, e Yemen del Sud, socialista).]
- Presidente
Ali Abdullah Saleh
(1990 - ?)
[CPG (Congresso generale del popolo)]
- Primo ministro
Abdel Aziz Abd al Ghani
(1994 -?)
[CPG (Congresso generale del popolo)]
[costituzione approvata nel 1961;
dopo la secessione (dichiarata illegittima) di 'Ali Salem al Baid leader del PSY (Partito socialista yemenita), rifugiatosi in 'Oman, il parlamento di San'a ha approvato una serie di emendamenti costituzionali (che ha fatto della legge islamica la sola fonte del diritto) e trasformato il consiglio presidenziale in presidenza della repubblica.]

1995
-





1995
[dal 1972 il trattato di assistenza irano-omanita, con cui la casa regnante ha sostituito alla protezione britannica quella iraniana, è stato sancito dalla cessione di Hormuz all'Iran;
apertura dei rapporti diplomatici con la Repubblica Democratica Popolare dello Yemen (1977 e 1983), con la Repubblica Popolare Cinese (1978), con l'Unione Sovietica (1985) e con la Siria (1987);
patto di difesa stipulato con gli Stati Uniti (1980);
dal 1990 ha aperto le sue basi aeree alle forze occidentali evitando però ogni forma di impegno esplicito;
dal 1993 è stato eletto al consiglio di sicurezza dell'ONU.
Il censimento, effettuato per la prima volta nel 1994, rivela: 2.017.591 abitanti con il 26% di stranieri.]
Qabus ibn Said
-
(? - ?)
figlio del sultanoTaymoor;
1970-?, sultano di Oman;



1995
-


1995
[sceiccato indipendente dal 16 giugno 1961;
la nuova costituzione (1963) prevede la formazione di un'assemblea nazionale con elezioni su base individuale (i partiti sono messi al bando).
Nel 1963 si sono svolte le prime elezioni, su base individuale (i partiti sono messi al bando), per la formazione dell'assemblea nazionale.]
Jaber al-Ahmed al-Sabah

(? - ?)
cugino di Sabah al-Salim al-Sabah;
1977-?, sceicco del Kuwait;



[la popolazione è composta per più della metà da stranieri; dal 1986 è sciolta l'assemblea nazionale e sospesa la costituzione del 1962;
dopo le elezioni del 1992 (le prime dal 1986) 29 dei 50 seggi dell'assemblea nazionale sono occupati dall'opposizione democratica e islamica;
le formazioni islamiche sarebbero favorevoli ad una riforma costituzionale che imponga la šari'a come unica fonte del diritto; ]
- Primo ministro
sceicco Saad al-Abdallah al-Sabah
(principe ereditario)
(? - ?)
1995
-



1995
[dall'agosto 1988 a Ginevra si incontrano le due delegazioni guidate da:
- Tarek Aziz (Iraq),
- Velayati (Iran)
con il segretario delle Nazioni Unite Perez De Cuellar come moderatore, ma i negoziati non progrediscono.]
- Presidente del Consiglio del Comando della rivoluzione
- Primo ministro
Ispettore capo dell'ONU in Iraq
Rolf Ekéus
(1991 - 1999)
1995
Maggio
17
, Ramadi, a Ovest di Baghdad, scoppiano disordini quando alla tribù dei dulaimi viene restituito il corpo torturato dell'alto ufficiale arrestato a novembre del 1994; la repressione provoca una trentina di morti;

Giugno
14
, una ribellione in una guarnigione di Abu Gharib, nella stessa regione, guidata da un membro della tribà dei dulaimi, viene duramente repressa;

Agosto
8
, a conclusione di una lunga serie di destituzioni e di passaggi all'opposizione di personalità vicine al capo dello stato, due generi di Saddam Hussein e le loro famiglie si rifugiano in Giordania, dove ottengono asilo politico; uno dei fuggitivi, il gen. Hussein Kamel Hassan, era ministro dell'industria e responsabile del programma di industrializzazione;

Ottobre
15
, Saddam Hussein si fa riconfermare capo dello stato con un referendum, che gli assegna un nuovo mandato settennale con il 99,96% dei voti;
17, si svolge una cerimonia di investitura, per la prima volta dall'ascesa al potere di Saddam Hussein nel 1979;




Kurdistan (iracheno)
[le multinazionali del petrolio e in particolare l'Iraq Petroleum Corporation (anglo-franco-olandese-americana) operano nei giacimenti della zona di Kirkuk.]
1995
circa 3 milioni di curdi conducono una dura lotta per l'indipendenza guidata dall'UPK (Unione patriottica del Kurdistan) di Jalal Talibani e dal PDK (Partito democratico del Kurdistan) di Massud Barzani;
Novembre
24
, l'UPK e il PDK firmano un accordo che dovrebbe porre fine alle ostilità tra le formazioni curde irachene; i combattimenti riprendono però un mese dopo;




1995
[la nuova costituzione assegna la direzione del paese a una guida spirituale (il faqih), cioè allo stesso Ruhollah Khomeini mentre il potere esecutivo spetta a un presidente.
Successore designato (1985) nel ruolo di "guida della rivoluzione" è l'ayatollah Hossein Ali Montazeri, che però ha perso potere dopo l'esecuzione del suo collaboratore;
il presidente del parlamento (Majlis), Hashemi Ali Akbar Rafsanjani, ha assunto la direzione del consiglio dei guardiani della rivoluzione.
Dopo il cessate il fuoco, dall'agosto 1988 a Ginevra si incontrano le due delegazioni guidate da:
- Tarek Aziz (Iraq),
- Velayati (Iran)
con il segretario delle Nazioni Unite Perez De Cuellar come moderatore; ]
- Capo e guardiano supremo della nazione
ayatollah Ali Khamenei
(1989 - ?)
[PRI]
- Presidente della repubblica (potere esecutivo)
Hashemi Ali Akbar Rafsanjani
(1989 lug - ?)
[PRI]
- Presidente del parlamento (Majlis)
Mehdi Karoubi
(1989 - ?)
[PRI]
- Primo ministro
?
(? - ?)
[PRI]
PRI (Partito della repubblica islamica, khomeinista)
[davanti al Majlis Hashemi Ali Akbar Rafsanjani ha presentato un governo di tecnici]
1995
Aprile
4
, le manifestazioni contro il carovita sfociano a Teheran in scontri contro le forze dell'ordine che provocano nove morti;




 



OVEST
-
-
-
-

1995

-

 


 

DOMINION OF CANADA
[Aggiunta alle altre province britanniche nel 1763, include la regione sulle due rive del fiume San Lorenzo grossolanamente delimitate da Anticosti a est e il Lago Nipissing a ovest.
Dal 7 nov 1763 la provincia (ex Canada francese) è stata divisa formalmente in tre distretti: Québec, Trois-Rivières, Montréal.
Nel 1791 la provincia è stata separata in due parti:
Basso Canada (francofoni) e Alto Canada (lealisti).
Nel 1841, con l'Act of Union sono stati nominati due primi ministri ma Canada Est e Canada Ovest continuano ad andare ognuna per la sua strada. Il sistema dura ben 25 anni (1842-67).
Nel 1867, 1° luglio, nasce ufficialmente la confederazione: Dominion of Canada.]
Dal 1931, nonostante lo «statuto di Westminster», in pratica il Foreing Office britannico continua a rappresentare il Dominion in quasi tutte le nazioni del mondo e formalmente i canadesi continuano ad essere cittadini britannici, fino all'approvazione della legge sulla cittadinanza nel 1946.
Dal 1° gennaio 1947, in base al Canadian Citizenship Act, i canadesi diventano a pieno titolo cittadini del loro paese.
Governatore generale
-
Primo ministro
Jean Chrétien
I
(1993 nov - giu 1997)
(Partito liberale)
Ministro degli Esteri
-

1995
Aprile
15
, dopo sei settimane di tensione provocate tra l'altro dal fermo di un peschereccio spagnolo ad opera della guardia costiera canadese, Canada e Unione Europea concludono un accordo che mette fine al conflitto sulla pesca all'halibut al largo di Terranova; vengono ridotte le quote di pescato concesse alla Spagna e al Portogallo;

Giugno
14-17
, Halifax, l'organizzazione del vertice del G7 conferma il peso internazionale del Canada, dal momento che Ottawa contribuisce a far adottare un meccanismo di lotta alle crisi finanziarie gravi come quella che ha subito il Messico in gennaio;



Novembre
Montréal viene scelta come sede del segretariato delle Nazioni Unite per l'ambiente, che ha come obiettivo la protezione della fauna e della flora;

Dicembre
11
, su iniziativa di Jean Chrétien, la Camera dei comuni adotta una risoluzione che riconosce al «popolo» del Québec lo statuto di «società distinta»; questa disposizione, che non ha valore costituzionale, è rifiutata dagli indipendentisti;

 

QUÉBEC
Primo ministro della provincia
Jacques Parizeau
(1994 set - 1996)
PQ (Parti Québécois)
Sindaco di Montréal
-
Arcivescovo di Montréal
-
Arcivescovo di Québec
-

1995
-

Ottobre
30
, la popolazione del Québec, consultata per referendum, rifiuta con una maggioranza di stretta misura (50,56% dei voti) il progetto presentato dal primo ministro Jacques Parizeau di fare della provincia uno stato sovrano, nel quadro di una partnership economica e politica con il Canada;
di fronte a un risultato così stretto, il primo ministro federale Jean Chrétien dichiara che conviene «esaminare delle soluzioni innovatrici» nella definizione delle relazioni tra Ottawa e il Québec;
[Il voto dei canadesi di origine italiana, che già si erano espressi a favore dei liberali separatisti nelle elezioni provincial dell'anno scorso, è stato ora in grande maggioranza antiseparatista.]
31, Jacques Parizeau annuncia per la fine dell'anno la decisione di rassegnare le dimissioni da primo ministro e da capo del PQ (Parti Québécois);

 


 

 

ONTARIO
-
-

1995

-

 

 


NEW BRUNSWICK
-
-

1995

-

NOVA SCOTIA
-
-

1995

-

MANITOBA [dal 1870]
-
-

1995

-


BRITISH COLUMBIA [dal 1858]
[nel 1866 ha incorporato l'Isola di Vancouver e dal 1871 fa parte della confederazione.]
Primo ministro della provincia
-

1995

-

 

ISOLA DEL PRINCIPE EDOARDO
[Dal 1873 fa parte della confederazione.]
Primo ministro della provincia
-

1995

-

 

TERRITORIO DELLO YUKON [creato nel 1898]
   
1995
-
ALBERTA [creata nel 1905]
Primo ministro della provincia  
1995
-
SASKATCHEWAN [creata nel 1905]
Primo ministro della provincia  
1995
-
TERRANOVA
- 1867-1934, rimane Dominion autonomo.
- 1934-mar 1949, torna allo status di colonia dipendendo interamente dalla Gran Bretagna sul piano politico ed economico;
- 1949, 1 ° aprile, diventa la X provincia del Dominion del Canada.
Primo ministro della provincia
-
1995
-
[Luca Codignola-Luigi Bruti Liberati, Storia del Canada, Bompiani 1999.]

 

 

1995
U.S.A.
(Stati Uniti d'America)
- Presidente
William Jefferson [Bill] Clinton, I
(1993 - 2000)
42°

- Vicepresidente

Al Gore
(1993 - 2000 )

- Segretario di Stato

?
(1989 - ?)
1995
-
FBI (Federal Bureau of Investigation)
[direttore: C.M. Kelley (1973-?)]
1995
-
CIA (Central Intelligence Agency)
1995
-


 



1995
GRANDI ANTILLE
- Presidente del consiglio di stato
Fidel Castro Ruz
(1959 - 2007)
[capo dello stato e primo ministro]
[confermato dalla nuova costituzione in vigore dal 1976, e poi nel 1981;
nel febbraio 1986 viene effettuato un grande rinnovamento del comitato centrale del partito ma il presidente viene confermato nella sua carica;
una nuova riforma costituzionale e in vigore dal 1992.]
Partito unico: Partito comunista cubano.
1995
-
- Presidente
padre Jean Bertrand Aristide
(1994 ott - 1995)
[in esilio: 1991 set-feb 1995]
- Primo ministro
Smarck Michel
(1994 set - ott 1995)
[uomo d'affari]
Claudette Werleigh
(1995 ott - mar 1996)
[?]
- Ministro degli esteri
-
Claudette Werleigh
(1995 ott - mar 1996)
[?]
[]
1995
Giugno
25
, il primo turno delle elezioni è caratterizzato da irregolarità;

Settembre
17
, secondo turno delle elezioni: i partiti contrari a quello del presidente, lanciano appelli per il boicottaggio, denunciando le irregolarità avvenute a giugno;
ciò nonostante il movimento Lavalas, che sostiene il presidente, conquista 17 seggi su 27 al senato e 68 su 83 alla camera;

Ottobre
il primo ministro Smarck Michel, criticato per la sua politica di austerità, si dimette e viene sostituito dal ministro degli esteri Claudette Werleigh;

Dicembre
17
, l'ex primo ministro René Préval, candidato del movimento Lavalas, vince le elezioni presidenziali già al primo turno, con il'87,9% dei voti;
il presidente, che non può svolgere un secondo mandato consecutivo e ha pensato di restare al potere per un periodo supplementare di tre anni per compensare il tempo passato in esilio, sostiene la candidatura di René Préval solo all'ultimo momento e con scarsa convinzione;
continuano le violenze nel paese;

- Presidente della repubblica
Joaquín Balaguer, VII,
(1994 - 1996)
[PRSC]
PRSC (Partido reformista social cristiano)
[di destra]
1995
Febbraio
l'aumento dei prezzi provoca sanguinosi scontri;

Giugno
l'aumento dei prezzi provoca sanguinosi scontri;
l'economia appare in espansione, ma è minacciata dalla scarsità di energia elettrica;
- Primo ministro
Percival Patterson
(1992 mar - ?)
[PNP]
[PNP (Partito nazionale del popolo), socialdemocratico.]
l'inflazione, che ha ormai raggiunto il 25%, determina un rapido deprezzamento della moneta, un fatto che complica il servizio del debito.
1995
Marzo
una crisi interna al JLP (Partito laburista della Jamaica), conservatore, di Edward Seaga porta alla nascita di una nuova formazione che si affianca ai due partiti tradizionali, il Movimento democratico nazionale di Bruce Golding;


1995
Estados Unidos Mexicanos
(Stati Uniti del Messico)
[repubblica federale]
- Presidente della repubblica federale
Ernesto Zedillo Ponce de León
(1994 set - ?)
[PRI (Partido Revolucionario Institucional)]
- Ministro dell'interno
-
[dal 1953 è stato concesso il voto alle donne;
la scena politica è dominata da due partiti:
- PRI (Partido Revolucionario Institucional);
- PAN (Partido de Acción Nacional);
una nuova legge elettorale, in vigore dal 1979, permette anche ai partiti di sinistra di partecipare alle elezioni legislative.]

1995
Gennaio
17
, il presidente conclude un accordo politico con i due principali partiti di opposizione, il PAN (Partido de Acción Nacional) e il PRD (Partido revolucionario democrático), al fine di "rafforzare il regime democratico e costituire un autentico stato di diritto"; punti salienti dell'accordo sono la maggiore autonomia dei poteri e la riforma elettorale;

Febbraio
9
, il presidente ordina l'arresto dei leader zapatisti e rivela la vera identità del "sottocomandante" Marcos (Rafael Sebastián Guillén Vicente); a detta del presidente, l'EZLN non sarebbe un movimento autoctono ma un'organizzazione guerrigliera il cui obiettivo principale è di "conquistare il potere con la forza delle armi";
nei giorni successivi l'esercito riprende possesso dei territori conquistati dall'EZLN;
14, il presidente invita gli zapatisti a riprendere i negoziati, portando, come pegno di buona volontà, le dimissioni del governatore del Chiapas, la cui legittimità è contestata dall'EZLN;
28, Città di Messico, Raúl Salinas, fratello dell'ex presidente, viene arrestato con l'accusa di aver ordinato, per motivi personali, l'assassinio di José Francisco Ruiz;

Agosto
27
, oltre un milione di persone partecipano al referendum organizzato dall'EZLN, con il tacito consenso delle autorità statali, per decidere l'evoluzione futura del movimento insurrezionale; la stragrande maggioranza dei votanti approva le rivendicazioni zapatiste e si pronuncia in favore della trasfrormazione dell'EZLN in partito politico;








1995
Repubblica dell'America centrale
(1921)
- Presidente
-
1995

-



1995
República de Guatemala
[formalmente indipendente dal 1847]
- Presidente
Ramiro de León
(1993 giu - gen 1996)
[?]
[nuova costituzione dal 1985]
1995
Gennaio
14
, Efraín Ríos Montt, del Frente republicano, viene eletto presidente del Parlamento;

Marzo
31
, la firma di un accordo riguardante l' "identità e i diritti delle popolazioni indigene", in cui si riconosce che "il Guatemala è un paese multietnico e multilingue" (gli indiani indigeni rappresentano il 60% della popolazione), rilancia i negoziati intrapresi nel 1991 tra il governo e i guerriglieri dell'URNG (Unidad revolucionaria nacional guatemalteca);
in attesa della firma di un accordo di pace, l'instablità politica continua e pesare sulla situazione economica;

Novembre
elezioni presidenziali, primo turno;

1995
- Presidente
Armando Calderón Sol
(1994 apr - ?)
[ARENA]
[ARENA (Alianza republicana nacionalista), estrema destra.]
1995
-

1995
Honduras
- Presidente
-
-
[dal 1951 il paese è inserito (carta di San Salvador) nella "Organizzazione degli stati dell'America Centrale".]
1995
-
Belize [Honduras Britannico]
[dal 1964 la colonia britannica gode dell'autonomia interna.]
1995
l'indipendenza, rivendicata dal People's United Party, partito di governo, è ritardata dalle rivendicazioni annessionistiche che sul paese avanzano il Guatemala e il Messico;


1995
- Presidente
Anastasio Somoza [Tachito]
(1967 - ?)
[dal 1937 le forze guerrigliere si oppongono alla dittatura della famiglia Somoza la quale poggia sulla "guardia nacional", una sorta di milizia pretoriana, armata e organizzata dagli Stati Uniti fin dall'insurrezione di A.C. Sandino.]
1995
l'opposizione è rappresentata da una coalizione di partiti clandestini e dal Fronte di liberazione nazionale sandinista, che conduce la lotta armata;

1995
- Presidente della repubblica
D. Oduber Quirós
(1974 - ?)
[riformista]
1995
la vita politica finora non ha conosciuto né violente pressioni dei militari né gravi traumi sociali grazie a uno sviluppo del reddito nazionale a livelli proporzionalmente più elevati che in altri paesi dell'America centrale;

1995
República de Panamá
(indipendente dal 1903)
- Presidente della repubblica
Ernesto Pérez Balladares
(1994 mag - ?)
[Partito democrático revolucionario]
1995
Febbraio
11
, mentre si moltiplicano le accuse di corruzione e di nepotismo nei confronti del governo, diversi "sospetti" accusati di aver fomentato un complotto contro il presidente vengono arrestati;

 


1995
- Presidente
Ernesto Samper Pizano
(1994 ago - ?)
[Partido liberal]
Due rimangono i gravi problemi del paese:
- la violenza politica: continuano gli attacchi della guerriglia, in particolare del gruppo M-19 (estremisti populisti), e le violenze degli squadroni della morte;
- il narcotraffico: la lotta contro il narcotraffico si svolge tra molte contraddizioni: viene creato un corpo di guardie speciali.]
1995
Giugno
9
, la polizia arresta il capo del cartello di Cali, Gilberto Rodriguez Orejuela, principale responsabile del traffico di droga dopo la morte di Pablo Escobar;

10, Medellín, un attentato provoca 28 morti;

Luglio
Santiago Medina, tesoriere della campagna elettorale di Ernesto Samper Pizano, viene arrestato;

Agosto
2
, il ministro della difesa Fernando Botero Zea annuncia le dimissioni. Si apre un'inchiesta giudiziaria sulla sua implicazione nell'eventuale finanziamento da parte dei cartelli della droga alla campagna presidenziale di Ernesto Samper Pizano, da lui diretta;
6, la polizia arresta il "numero due" del cartello di Cali, Miguel Rodriguez Orerjuela, fratello del capo dell'organizzazione catturato in giugno;
15, Fernando Botero Zea è posto in detenzione preventiva;
16, il presidente decreta lo stato d'assedio per combattere "la condizione di violenza generalizzata" che caratterizza il paese;

Novembre
il presidente decreta ancora lo stato d'assedio;

Dicembre
14
, la commissione parlamentare d'accusa, creata in agosto per determinare se il presidente Ernesto Samper Pizano abbia scientemente finanziato la propria campagna elettorale con dei narcodollari, dichiara innocente il capo dello stato per insufficienza di prove;

1995
[dal 1973 il paese è entrato nel "patto andino" e dal 1978 nel patto amazzonico.]

- Presidente della repubblica

Rafael Caldera
(1994 feb - ?)
[Convergencia democrática]
[dal 27 giugno scorso sono sospese le garanzie costituzionali: dovrebbero, come promesso dal presidente, essere ripristinate nel luglio 1995]
1995
lotta contro la corruzione, diffusa in particolare nel settore bancario.

 



1995
República del Ecuador

- Presidente della repubblica

Sixto Durá Ballén
(1992 - 1996)
[PUR (Partido de unidad republicana)]
[il protocollo di Rio de Janeiro non ha delimitato con precisione la linea di confine, nella zona della cordigliera del Cóndor;
dalla conferenza di Rio de Janeiro il paese dipende sempre più dagli Stati Uniti che hanno ottenuto anche la cessione di basi militari.]
1995
Gennaio
26
, gli scontri di frontiera con il Perù sono l'ennesimo episodio di un contenzioso che divide i due paesi dal 1941, in seguito al protocollo di Rio de Janeiro;
27, il presidente decreta lo stato d'emergenza;

Febbraio
13
, il Perù annuncia un successo militare decisivo e decreta un cessate il fuoco unilaterale; l'Ecuador contesta la vittoria peruviana ma s'impegna a rispettare il cessate il fuoco;
17, le due parti concludono un accordo di pace sotto l'egida dei paesi garanti del protocollo di Rio de Janeiro; alcune scaramucce si verificano ancora fino alla fine del mese;

Agosto
il vicepresidente Alberto Dahik, artefice della politica neoliberista, abbandona il paese dopo essere stato accusato di sottrazione di fondi, una crisi che riflette il conflitto esistente fra presidenza e parlamento.
La guerra con il Perù e la crisi politica creano un clima di instabilità che frena il rilancio economico.



1995
(Repubblica indipendente dal 1827)

- Presidente della repubblica

gen. F. Morales Bermúdez
(1975 ago - ?)
1995
-


1995

- Presidente della repubblica

Gonzalo Sánchez de Lozada
(1993 ago - ?)
[MNR]

- Primo ministro

Antonio Aranibar
(1994 mar - ?)
[?]
MIR (Movimento della sinistra rivoluzionaria)
1995
Marzo
14
, gli insegnanti scatenano una protesta;
30, ha inizio una marcia di protesta su La Paz, organizzata dai contadini scontenti della politica intesa a sostituire altre colture alle piantagioni di coca. Il governo deve fare marcia indietro, chiamando in causa solo le nuove piantagioni, ma mantiene il suo programma, adottato su pressione degli Stati Uniti, che mira a limitare la produzione di coca;

Aprile
18
, il presidente decreta lo stato di emergenza in seguito all'estendersi del movimento di protesta scatenato dagli inseganti; centinaia di sindacalisti vengono arrestati fra i quali Oscar Salas, segretario generale della potente Centrale operaia boliviana;

Ottobre
viene revocato lo stato d'emergenza.


1995

- Capo dello Stato

Eduardo Frei
(1994 mar - ?)
[Concertazione per la democrazia]

- Comandante delle forze armate

gen. A. Pinochet Ugarte
(fino al 1997)

1995
Maggio
30
, la corte suprema conferma le condanne ai gen.li Pedro Espinoza e Manuel Contreras, emesse nel novembre 1993. Il secondo rifiuta da molti mesi di raggiungere il suo luogo di detenzione, adducendo a pretesto problemi di salute;

Agosto
21
, il presidente Eduardo Frei lancia un'iniziativa destinata a trovare una soluzione "globale" sia ai problemi istituzionali sia a quelli relativi ai diritti dell'uomo che intralciano il funzionamento di quella "democrazia imperfetta" che è ancora, ai suoi occhi, il Cile. Ma la proposta si scontra con la resistenza delle forze armate e dell'ala destra della coalizione al potere;


1995
[I conflitti etnico sociali oppongono:
- PPP (People's Progressive Party), maggioranza indiana, marxista;
- PNC (People's National Congress), consistente minoranza nera, socialista, al potere dal 1964
- UF (United Force), minoranza bianca.]

- Presidente della repubblica

Cheddi Jagan
(1992 - ?)
[PPP]

- Primo ministro

-
1995
Un incidente ecologico provoca la chiusura temporanea della più grande miniera d'oro del paese (le esportazioni d'oro rappresentano per la Guyana la principale fonte di valuta).
Il debito estero (2,1 Mdi di dollari) raggiunge l'importo per abitante più alto del continente americano.


 



1995
Republiek van Suriname
(indipendente dal 1975)
[Contrasti razziali tra:
- NPK (Alleanza nazionale dei partiti), formazione di maggioranza appoggiata dalla popolazione nera e meticcia;
- PRP (Partito riformista progressista), appoggiato dalla popolazione di origine asiatica;
crescente opposizione, anche armata, dei bush-negroes, i discendenti degli schiavi fuggitivi che accusano le nuove autorità di non rispettare i diritti riconosciutigli dall'amministrazione olandese.]

- Presidente

Ronald Venetiaan
(1991 - ?)
[Nuovo fronte per la democrazia e lo sviluppo
]

- Primo ministro

?
(? - ?)
[il col. Dési Bouterse ha assunto la guida di un consiglio militare incaricato di garantire il passaggio alla democrazia.
La pace di Kourou (Guyane Française) è stata rifiutata dall'esercito. ]
[dal 1990 Stati Uniti e Paesi Bassi hanno sospeso ogni aiuto fino al ritorno della democrazia.]
1995
Febbraio
Mentre il paese diventa il 14° membro del Caricom, continua ad essere un centro di transito del traffico di cocaina, in cui sono implicati anche membri dell'esercito.



1995
[dal 1946 integrata alla metropoli come dipartimento d'oltremare;
dal 1966 ha assunto una rilevante importanza strategica in seguito alla creazione di un centro spaziale lungo la fascia litoranea tra Kourou e Sinnamary. ]

- Governatore

?
(? - ?)
1995
-


1995

- Presidente

Fernando Henrique Cardoso
(1995 - )
[Partito socialdemocratico]

- Ministro delle finanze

-
1995
Gennaio
1
, Fernando Henrique Cardoso si insedia alla presidenza;

Agosto
28
, con una solenne cerimonia, il presidente firma il disegno di legge relativo all'indennizzo alle famiglie delle persone "scomparse" sotto il regime militare, fra il 1964 e il 1985, ma annuncia che i responsabili delle torture e delle esecuzioni non saranno perseguiti, in applicazione della legge di amnistia approvata nel 1979;


1995

- Capo dello stato

Juan Carlos Wasmosy
(1993 mag - ?)
[Partido colorado]
[nuova costituzione dal 1992]
1995
il presidente conclude un accordo con i militari, che esercitano tuttora una forte influenza sui destini politici del paese: in base a tale accordo, i membri dell'esercito non potranno più essere affiliati ad alcun partito, né svolgere attività economiche private;


1995

- Presidente

Carlos Saúl Menem
(1989 lug - 1999)
[Partito giustizialista]
[Partito giustizialista (peronisti)]
1995
Febbraio
le confessioni di un ufficiale di aviazione, che ha riconosciuto di aver gettato in mare dal suo aereo dei prigionieri vivi durante la dittatura (1976-83), riaccendono la discussione sui desaparecidos. Fanno seguito altre identiche testimonianze. Il presidente chiede che il passato sia dimenticato. L'esercito è tuttavia obbligato a fare pubblica autocritica.

Maggio
14
,

Elezioni presidenziali
 
%
(voti al leader)
seggi
(al partito in parlamento)
. Carlos Saúl Menem*
[Partito giustizialista]
49,7
132
. José Bordon
[Frepaso (Fronte per un paese solidale)]
29,4
27
. Horacio Massaccesi
[Partito radicale]
17,0
71
altri  
27
   
257
* il presidente Carlos Saúl Menem viene rieletto al primo turno alla guida dello stato con un mandato di quattro anni in luogo dei sei precedenti, con il 49,7% dei voti, essendo sufficiente per l'elezione al primo turno il 45% dei voti.
 




Patagonia
1995
-

1995
- Presidente
Julio María Sanguinetti
(1995 - ?)
[Partido colorado]
[il governo è stato costretto a scendere a patti con il Partito blanco per ottenere l'avallo della sua politica economica.]
1995
Marzo
, il neo eletto presidente assume ora le sue funzioni;




 
1995
Mongolia
(Unione democratica mongola)
- Presidente
Punsalmaguiin Ochirbat
(1993 giu - ?)
[?]
- Primo ministro
Dachyn Byambasuren
(1990 - 1996)
[PRPM]
[PRPM (Partito rivoluzionario del popolo)]
[in base alla nuova costituzione i seggi del parlamento (Grande Hural) sono ora 76]
1995
-

1995
CINA
Repubblica Popolare Cinese

- Capo dello stato

Jiang Zemin
(1993 - ?)

- Primo ministro

Li Peng
(1987 nov - ?)
[ad interim]
- presidente del PCC
Yang Shangkun
(1988 -?)
- segretario generale del PCC
Jiang Zemin
(1989 giu - ?)
- presidente della commissione militare centrale del governo
Jiang Zemin
(1989 nov - ?)
[Nuova costituzione dal 1982.]
1995
Aprile
28
, sono annunciate le dimissioni del primo segretario del comitato municipale del PCC di Pechino, Chen Xitong, membro dell'ufficio politico, che sarebbe implicato in malversazioni finanziarie; si tratta del primo siluramento di un dirigente di questo livello dopo quello di Zhao Ziyang nel 1989.
L'episodio riflette in particolare gli sforzi del presidente Jiang Zemin per controllare l'apparato dello stato nella prospettiva della successione di Deng Xiaoping;

Dicembre
8
, il governo insedia il ragazzo che è stato scelto come la decima reincarnazione del Pan-c'en-lama, in disaccordo con le autorità religiose tibetane che hanno prescelto un altro ragazzo;
13, il dissidente Wei Jingsheng, liberato sulla parola nel settembre 1993 dopo più di 14 anni di carcere e poi nuovamente arrestato nel 1994, viene ora condannato a 14 anni di carcere per aver tentato di "rovesciare il governo".



TIBET [dal 1962 annesso dalla Cina]
1995
-
Repubblica di Cina
(Repubblica nazionalista)

- Presidente della repubblica

Lee Teng hui
(1988 gen - ?)

- Vicepresidente

-

- Primo ministro

Lee Teng hui
(1988 gen - ?)

- Capo del KMT

Lee Teng hui
(1988 gen - ?)

[Cina nazionalista nell'isola di Taiwan (Formosa): capitale Taipei; dal 1971 esclusa dalle Nazioni Unite e disconosciuta dalla maggioranza dei suoi partner politici e commerciali occidentali.
Dal 1987 è stata abrogata la legge marziale, sostituita da una legge per la sicurezza nazionale che autorizza l'esistenza di partiti politici diversi dal KMT, riconosce il diritto di sciopero e sottrae i civili alla giurisdizione dei tribunali militari.
L'opposizione si è da poco coalizzata in un nuovo partito, il Partito democratico del progresso.
Nel 1988 è stata proclamata un'amnistia dalla quale sono esclusi però i comunisti; nel 1989 si sono svolte le prime elezioni politiche veramente libere. ]
KMT (Kuomintang), partito nazionalista al potere.
1995
Luglio
8
, Lee Teng-hui giunge negli Stati Uniti in visita "privata", la prima di un presidente di Taiwan dopo la rottura dei rapporti diplomatici tra i due paesi, avvenuta nel 1979 dopo la riapertura di rapporti fra Pechino e Washington;
la visita suscita vive proteste da parte della Cina, che la considera una dimostrazione della volontà di indipendenza dell'isola e del sostegno americano a tale linea;

Luglio
21-26
, nel quadro di manovre militari di dimensioni eccezionali, l'esercito cinese lancia missili a salve circa 150 km a Nord dell'isola; queste misure di intimidazione, che proseguono nei mesi successivi, sono una risposta preventiva ad ogni tentativo da parte di Taiwan di rafforzare la sua autonomia sulla scena internazionale;

Dicembre
2
, elezioni politiche (affluenza alle urne: 67%):

 
Elezioni politiche
 
seggi
+/-
- KMT (Kuomintang)
(45,3% dei voti)
85  
- DPP
(Partito democratico progressista) (33% ca dei voti)
54  
- Nuovo partito
(13% dei voti)
21  
- candidati indipendenti 4  
Totale
164
 
 
 


a


1995


Choson
(Repubblica Democratica Popolare di Corea – a Nord)
[con capitale Pyongyang, nell'orbita sovietica.]
- Presidente della repubblica
-
- Capo supremo dell'esercito
Kim Jong Il
(1991 dic - ?)
- Primo ministro
Kang Song San
(1992 dic - ?)
[Kim Jong Il, figlio del defunto Kim Il Sung, continua a non assumere ufficialmente né la direzione del Partito dei lavoratori (partito unico) né quella dello stato.]
1995
Febbraio
16
, il giorno del compleanno di Kim Jong Il viene proclamato "la più grande festa del paese";
DAE HAN
(Repubblica di Corea – a Sud)
[con capitale Seoul (sotto l'egida statunitense)]
- Presidente
Kim Young Sam
(1993 - ?)
[PDL (Partito democratico liberale)]
- Primo ministro
Lee Hong-Koo
(1994 dic - ?)
[?]
1995
Giugno
27
, il PDL subisce una grave sconfitta alle elezioni locali;
28, Seoul, il crollo del grande magazzino Sampoong, che provoca più di 500 morti, mette in luce le conseguenze dannose della corsa alla crescita a qualunque costo;

Dicembre
5
, l'ex presidente Roh Tae Woo è accusato di corruzione per aver ricevuto, quando era al potere, 369 milioni di dollari di tangenti in cambio della concessione di contratti pubblici; sono ugualmente accusati i dirigenti di 7 conglomerate, fra cui la Daewoo e la Samsung;
21, gli ex presidenti Chun Doo Hwan e Roh Tae Woo sono messi sotto accusa in rapporto al loro ruolo nel colpo di stato del 1979; d'altro canto la giustizia procede nell'inchiesta sui disordini di Kwangju, nel maggio 1980, la cui repressione fece 200 morti;

a


1995
Pakistan
(repubblica islamica a prevalenza musulmana)
[dal 1971 solo ex Pakistan occidentale]
- Capo dello stato

Farooa Leghari
sunnita
(1993 nov - ?)
[PPP]

- Primo ministro
Benazir Bhutto
(1993 ott - ott 1996)
[PPP]
[PPP (Partito del Popolo).]
1995
Febbraio
il governo decide di mettere fuori legge alcune organizzazioni estremiste sunnite e sciite responsabili dei violenti scontri avvenuti nel Punjab e a Karachi;

Dicembre
21
, l'esplosione di un'autobomba nei pressi di un centro commerciale a Peshawar provoca una sessantina di morti;
il bilancio delle ripetute violenze che hanno insanguinato il Pakistan nel corso dell'anno è di quasi di 2000 morti.


Kashmir nord occidentale (capitale Muzaffarabad) [dal 1972]
1995
-

a



1995
Unione Indiana
(repubblica federale a prevalenza indù)
[dal 1950, staccatosi dalla metropoli, il paese si è dato una costituzione repubblicana e federale a regime parlamentare;
lingua ufficiale: hindi; dal 1987 comprende 25 stati.]
- Primo ministro
Narasimha Rao
(1991 giu - 1996)
[Partito del Congresso]
Nel 1988 sette partiti dell'opposizione riuniti a New Delhi hanno formato un fronte nazionale da contrapporre al Partito del Congresso alle imminenti elezioni, e quattro di essi (Lok Dal, Janata, Jan Morcha e Congresso "S") si sono fusi in un nuovo partito, il Janata Dal.
1995
Marzo
alcuni separatisti musulmani rimangono asserragliati in un santuario sufi;

Maggio
Sharar-i-Sharif, una città di 30.000 abitanti nello stato di Jammu e Kashmir, è distrutta da un incendio nel corso di sanguinosi scontri fra l'esercito e i separatisti musulmani asserragliati da marzo in un santuario sufi;

Luglio
cinque occidentali (1 norvegese, 1 americano, 1 tedesco e 2 inglesi) sono presi in ostaggio dai separatisti del Kashmir, che chiedono in cambio la liberazione di 15 detenuti;

Agosto
13
, viene ritrovato il cadavere decapitato dell'ostaggio norvegese, mentre gli altri restano nelle mani dei ribelli;
questi avvenimenti rinfocolano la tensione fra India e Pakistan;

Kashmir sudorientale o Jammu e Kashmir (con capitali Srinagar e Jammu) [dal 1972]
1995
-
Sikkim [dal 1975]
1995
-

a


1995
Bangladesh
(Repubblica del Bengala Libero)
[dal 1988 l'Islam è religione di stato]
- Presidente
Abdur Rahman Biswas
(1991 - 1996)
- Primo ministro
Khaleda Zia
(1991 - 1996)
[PNB (Partito nazionale)]
[Da marzo 1994 l'opposizione boicotta le sessioni del parlamento e nel dicembre successivo 147 parlamentari dell'opposizione, in particoare di quella islamica, hanno abbandonato i loro seggi per ottenere le dimissioni del governo.]
1995
-

a



1995
Unione di Myanmar
[ex Birmania, regime militare]
- Presidente
gen. Than Shwe
(1992 apr - ?)
[SLORC]
SLORC (Consiglio per il ripristino della legge e dell'ordine)
[dopo un colpo di stato militare]
[Aung San Suu Kyi (premio Nobel per la pace 1991, dirigente dell'opposizione e figlia dell'eroe dell'indipendenza birmana Aung San) dal 1989 è sempre tenuta segregata in casa dalla giunta militare.]
1995
Gennaio
cade Manerplaw, quartier generale del gen. Bo Mya, capo dell'Unione nazionale karen;
[i karen sono una delle minoranze etniche in rivolta contro il potere centrale.]

Febbraio
cade anche la piazzaforte di Kawmoora;
in seguito a questi fatti il gen. Bo Mya chiede una tregua;

Marzo
il Giappone concede al paese un aiuto umanitario di un miliardo di yen e cancella 4 miliardi di yen di debiti;

Luglio
10
lo SLORC annuncia la liberazione senza condizioni di Aung San Suu Kyi;
11, in occasione di una conferenza stampa, Aung San Suu Kyi lancia un prudente appello alla riconciliazione nazionale e auspica il dialogo con i militari;
una delegazione birmana è invitata alla riunione dei ministri degli esteri dell'ASEAN, nella quale Rangoon riceve lo statuto di osservatore;

Settembre
il paese realizza un totale di investimenti stranieri dell'ordine di 3 miliardi di dollari;

Ottobre
il paese inaugura "l'anno del turismo", in vista di un rilancio del settore;

a


1995
Thailandia
Bhumibol Adulyadej Rama IX  
(?-?);
1946-?, re di Thailandia;

- Primo ministro
Chuan Leekpai
(1992 - 1995)
Banharn Silpa-archa
(1995 - set 1996)
[Partito della nazione thailandese]
1995
Gennaio
l'adozione di una nuova costituzione porta al ritiro dalla coalizione governativa del Partito della nuova aspirazione guidato dal gen. Chaovalith Yongchaiyudh, contrario alla decentralizzazione prevista dalla nuova legge fondamentale;

Aprile
5
, Thailandia, Laos e Vietnam firmano un accordo per lo sfruttamento delle acque del Mekong;

Maggio
19
, il primo ministro, prendendo atto della nuova fragilità del governo, scioglie il parlamento;

Luglio
2
, elezioni politiche anticipate:

 
Elezioni politiche anticipate
 
%
seggi
+/-
- Partito della nazione thailandese
(Banharn Silpa-archa)
 
93
 
- Partito democratico
(Chuan Leekpai )
?
86
 
- Partito della nuova aspirazione
(Chaovalith Yongchaiyudh)
?
56
 
- Palang Dharma
(Thaksin Shinawatra )
?
23
 
- Partito dell'azione sociale
(?)
?
23
 
- Prahackorn Thai
(?)
 
18
 
- Muan Chon
(?)
 
3
 
- altri
?
?
 
   
391
 
 
 


Luglio
13
, Banharn Silpa-archa viene nominato primo ministro e annuncia la formazione di un governo di coalizione comprendente, oltre al suo partito:
- Partito della nuova aspirazione,
- Palang Dharma ,
- Partito dell'azione sociale,
- Prahackorn Thai ,
- Muan Chon.





1995
Laos
(Repubblica democratica popolare)
- Presidente
Nouhak Phoumsavanh
(1992 nov - ?)
- Primo ministro
Khamtay Siphandon
(1991 - ?)
- Segretario del PPR
Khamtay Siphandon
(1992 - ?)
[PPR (Partito popolare rivoluzionario) comunista, partito unico al potere dal 1975.].
Dal 1988 il paese sta attuando una prudente politica di privatizzazione e di liberalizzazione economica allo scopo di ottenere aiuti internazionali;
il regime comunista collabora ancora strettamente col Vietnam e nel 1988 ha stipulato un accordo di cooperazione con la Cina;
migliorano anche i rapporti con la Thailandia: i due paesi si sforzano di ridurre gli incidenti di frontiera, di impedire alla resisternza laotiana di rifugiarsi in Thailandia e di agevolare il rimpatrio entro il 1994 delle decine di migliaia di laotiani ancora rifugiati in Thailandia.
Dal 1994 il Ponte dell'Amicizia collega Laos e Thailandia attraverso il Mekong.]
1995
Gennaio
9
, muore Souphanouvong;
nel corso dell'anno viene abolito il controllo dei cambi, e i prezzi sono liberalizzati;

Aprile
5
, Thailandia, Laos e Vietnam firmano un accordo per lo sfruttamento delle acque del Mekong;
vengono programmati investimenti nel settore idroelettrico;

a


1995
Cambogia
(monarchia parlamentare)
[dal 1989 l'ex Repubblica Democratica di Kampuchea si è trasformata in questo nuovo stato "neutrale, pacifico e non allineato";
il buddhismo è tornato ad essere religione di stato.]
 
(Phnom Penh 1922 - ?)
figlio del re Norodom Suramarit;
1993-?, re della Cambogia;

- Primo primo ministro
Norodom Ranariddh
(figlio di N. Sihanouk)
(1992 - ?)
- Secondo primo ministro
Hun Sen
(1992 - ?)
 
1995
-

a


1995
- Presidente
gen. Le Duc Anh
(1992 set - ?)
- Primo ministro
Vo Van Kiet
(1991 ago - ?)
- segretario generale del Partito comunista
Do Muoi
(1991 giu - ?)
1995
Gennaio
28
, Hanoi, con gli Stati Uniti viene firmato un accordo che prevede l'apertura di un ufficio dic ollegamento nelelr ispettive capitali;

Aprile
5
, Thailandia, Laos e Vietnam firmano un accordo per lo sfruttamento delle acque del Mekong;

Luglio
11
, con una solenne cerimonia alla Casa Bianca, il presidente Bill Clinton annuncia la normalizzazione dei rapporti diplomatici con il Vietnam;
28, il Vietnam diventa membro dell'ASEAN (Associazione delle nazioni dell'Asia del Sud-Est);

Agosto
5-6
, la visita a Hanoi del segretario di stato americano Warren Christopher suggella la normalizzazione dei rapporti diplomatici tra i due paesi;






1995
Giappone

Akihito

(Tokyo ? - ?)
figlio di Hirohito;
dal 1989, imperatore del Giappone;
si apre l'era Heisei ("della pace universale");



[Nuova costituzione dal 1° gennaio 1946;
a ricostruzione ormai conclusa, continua (dal 1948) a governare il Partito conservatore al quale si oppongono:
- socialisti (uniti dal 1955 al 1959) che costituiscono lo schieramento egemone dell'opposizione;
- comunisti, con modestissime fortune elettorali;
- buddhisti del komei-to.]
- Primo ministro
Tomiichi Murayama
(1994 giu - gen 1996)
[Partito socialista]
1995
Gennaio
17
, un sisma di forte intensità devasta la regione densamente popolata del Kansai, in particolare distruggendo la città di Kobe; il bilancio è di 5000 morti, il più grave dopo quello del terremoto che aveva distrutto Tokyo nel 1923. Viene denunciata la lentezza dei soccorsi.

Marzo
20
, 12 persone restano uccise e migliaia di altre intossicate in un attentato con gas tossico nella metropolitana di Tokyo. Viene sospettata la setta Aum Shinri-kyo il cui capo è il santone Shoko Asahara;

Maggio
16
, il santone Shoko Asahara viene arrestato;


a


1995

Filippine

-
-
l' "Esercito popolare di liberazione" (Huk), duramente represso dalle truppe governative e ridotto a poche sacche di resistenza durante gli anni Cinquanta, riorganizzatosi agli inizi degli anni Sessanta, riprende una forte attività di guerriglia che crea non poche difficoltà al regime di Marcos.
1995
-

a


1995

Indonesia

-
-
1995
-

a






1995
MAROCCO
[indipendente dal 1956, con l'eccezione delle plazas di Ceuta e Melilla, di Ifni e del cosiddetto Sahara spagnolo, ma compresa anche la città di Tangeri.
Nel 1975, dopo lunghe diatribe internazionali, il paese incorpora 180.000 kmq delle regioni settentrionali del Sahara Occidentale (ex Sahara Spagnolo) entrando in contrasto col movimento guerrigliero indipendentista del Fronte Polisario (Fronte Popolare di Liberazione di Sagua el Hamra e Rio de Oro) mentre, nel fronte interno, riesce a tenere sotto controllo i movimenti islamici.]
Hasan o Hassan II
-
(Rabat 1929 - 1999)
figlio di Maometto V [Sidi Muhammad Ibn Yusuf];
1960, nominato dal padre, diventa capo delle forze armate e vice presidente del consiglio;
1961-99, re del Marocco;
in successione al padre;
nel 1962 applica la costituzione parlamentare e una riforma agraria;
nel 1963 è coinvolto nella crisi interna del partito Istiqlal (scissione della destra filomonarchica a lui legata);
nel 1965, implicato nell' "affare Ben Barka" tenta di consolidare l'autorità monarchica appoggiandosi dapprima agli ambienti militari; scioglie il parlamento;
nel 1991 è costretto ad accettare il referendum voluto dall'ONU sul Sahara Occidentale e il cessate il fuoco col Fronte Polisario;

[il parlamento, sciolto nel 1965, è stato ripristinato nel 1975]

1995
-



1995
[legge coranica e potere direttamente al popolo tramite un congresso generale del popolo.]
- Dittatore militare
col. Muammar el-Gheddafi
(1969 - 2011)
(1971 - ?)
[il regime militare, dopo aver nazionalizzato (1971) le riserve petrolifere, ha fatto della Libia uno dei poli di riferimento delle tendenze più radicali del panarabismo ma anche una potenza emergente nello scacchiere africano.
Dalla prima metà degli anni '80 opera il gruppo di opposizione Fronte nazionale per la salvezza della Libia;
dal 1988 il colonnello ha promesso una serie di riforme:
- della giustizia: introduzione dell'habeas corpus e forse abolizione della pena di morte;
- dell'esercito e della polizia: abolizione e, al loro posto, una milizia popolare,
… senza tuttavia precisare le tappe della riforma;
dal 1992 il governo ha avviato un piano di decentralizzazione che prevede una suddivisione amministrativa del paese in circa 1500 comuni "autogestiti".]
1995
-




 
1995
[dal 1962 indipendente nell'ambito del Commonwealth e repubblica dal 1964;
dal 1967, assieme all'Uganda e alla Tanzania il paese ha dato vita all'EAC (East African Community) organizzazione economica regionale.]
- Presidente
Daniel Arap Moi [di etnia kalenjin] III
(1978 - ?)
[KANU (Kenya African National Union)]
- vicepresidente
-
- Ministro degli Interni
-
[da gennaio 1994 c'è il coprifuoco nella parte occidentale del paese, dove si susseguono i conflitti etnici fra i kikuyu (l'etnia maggioritaria) e i kalenjin (l'etnia del presidente).]
1995
-


1995
Repubblica del Ruanda
[capitale Kigali]
[indipendente dal 1° Luglio 1962; nel 1976 il presidente ha inserito il paese nella progettata organizzazione di cooperazione regionale "Comunità economica dei Grandi Laghi" ora istituita fra i tre paesi.
Dal 1978 vige una nuova costituzione che apre la strada al ritorno dei civili al governo.]
- Presidente
Pasteur Bizimungu
[di origine hutu ma aderente al movimento tutsi]
(1994 lug - ?)
[FPR (Fronte patriottico del Ruanda)]
- Vicepresidente e Ministro della Difesa
Paul Kagamé
[?]
(1994 lug - ?)
[APR (Esercito patriottico ruandese)]
- Primo ministro
Faustin Twagiramungu
[opposizione hutu moderata]
(1994 lug - 1995)
[MDR (Movimento democratico repubblicano)]
Pierre-Célestin Rwigema
[opposizione hutu moderata]
(1995 ago - ?)
[MDR (Movimento democratico repubblicano)]
- Viceprimo ministro
Alexis Kanyarengwe
[presidente del movimento tutsi]
(1994 lug - ?)
- Ministro dell'Interno
-
Alexis Kanyarengwe
[presidente del movimento tutsi]
(1995 ago - ?)
1995
Aprile
6
, Kigali, si apre, per essere subito aggiornato, il processo contro i responsabili del genocidio: sono in carcere con questa accusa circa 30.000 persone;
22-23, l'APR, incaricato di costringere al rientro alle rispettive case i rifugiati del campo Kibeho, nell'ex ZHS ("zona umanitaria sicura"), apre il fuoco uccidendo oltre 6000 persone;

Maggio
19
, il rapporto pubblicato dalla commissione d'inchiesta per far luce sui fatti del campo Kibeho, addossa tutte le responsabilità all'APR scagionando il governo, e mettendo sotto accusa anche l'Unamir per non aver impedito l'attività dei numerosi estremisti hutu ospitati nel campo;

Agosto
16
, l'ONU sospende per un anno l'embargo sulla vendita di armi al Ruanda decretato nel maggio 1994 contro il vecchio governo hutu;
19, lo Zaire inizia a costringere al rimpatrio i rifugiati ruandesi e burundesi presenti sul suo territorio;
24, lo Zaire sospende le espulsioni dopo aver ottenuto dall'alto commissariato dell'ONU per i rifugiati garanzie sulla ripresa della campagna di rimpatrio volontario (che peraltro avrà scarso successo);
28, su proposta del capo dello stato, il parlamento toglie la fiducia al primo ministro, reo di aver denunciato il mancato rispetto degli accordi di Arusha che regolavano la spartizione del potere;
29, vengono rimossi quattro ministri, di cui tre hutu;
31, il presidente Pasteur Bizimungu nomina primo ministro Pierre-Célestin Rwigema del MDR, mentre il vice primo ministro Alexis Kanyarengwe assume il ministero dell'interno;

Settembre
11
, una pattuglia dell'APR attaccata da miliziani hutu a Kanama, vicino al confine con lo Zaire, si rivale sulla popolazione uccidendo centinaia di persone;

Novembre
5
, l'APR conduce una vasta operazione contro un campo di miliziani hutu e di ex soldati delle FAR (Forze armate ruandesi) sempre nella zona di confine con lo Zaire;

1995
[indipendente dal 1° luglio 1962 e repubblica dal 1966, è sotto la direzione del partito unico (vatussi) UPRONA (Unità e progresso nazionale).]
- Presidente
Sylvestre Ntibantunganya
(1994 apr - ?)
[di etnia hutu]
- Primo ministro
Anatole Kanyenkiko
(1994 gen - feb 1995)
[di etnia tutsi (vatussi)]
Antoine Nduwayo
(1995 feb - ?)
[di etnia tutsi (vatussi)]
[UPRONA]
1995
Febbraio
15
, Anatole Kanyenkiko rassegna le dimissioni, su pressione dell'UPRONA (Unione per il progresso nazionale), tutsi, che lo accusa di non rappresentare abbastanza la minoranza tutsi;
23, il capo dello stato lo sostituisce con Antoine Nduwayo, membro dell'UPRONA;

Marzo
11
, Bujumbura, il ministro dell'energia e delle miniere Ernest Kabushemeye viene assassinato;
13, viene rapito l'ex sindaco tutsi della capitale, Lucien Sabuku;
15, viene trovato il corpo martoriato di Lucien Sabuku;
Bujumbura, alla fine del mese le violenze fra estremisti hutu e tutsi provocano centinaia di morti nella capitale che viene abbandonata da molti abitanti;

Giugno
7
, l'esercito prende d'assalto i quartieri hutu della capitale per sloggiarne i ribelli armati; l'operazione provoca decine di vittime civili;

Agosto
19
, lo Zaire incomincia ad espellere i burundesi e i ruandesi rifugiatisi nel suo territorio;
24, lo Zaire sospende le espulsioni dopo che l'altocommissariato dell'ONU per i rifugiati ha fornito garanzie sulla ripresa del programma dirimpatri volontari.

Dicembre
Alla fine dell'anno, secondo gli osservatori occidentali, le violenze hanno provocato quasi 15.000 morti.

 






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