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ANNO 1947
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Cosa Nostra
SCIENZE ECONOMIA LETTERE e TEATRO CINEMA

Papa Pio XII
(1939-58)

responsabile dell'Entità: card. P. Fumasoni Biondi.

"Operazione Odessa"

1947
Gennaio
4
, il conte Gino Monti, fuggito nel dicembre 1945 da un campo di prigionia "speciale", passando dal porto di Genova grazie a padre Karlo Petranovic, entra ora in Argentina con un certificato di "apolide" rlasciato dal Vaticano;
Luglio
il conte Gino Monti viene inviato da Perón in Spagna a reclutare tedeschi che abbiano competenze tecniche. I suoi protetti sono criminali di guerra nazisti, come:
. Eckart Krahmer, generale della Luftwaffe,
. Reinhard Spitzy, agente dello spionaggio tedesco;
. ecc.
Il conte Gino Monti torna di nuovo in Italia per fare da collegamento in Vaticano tra l'Entità e il collegio San Girolamio degli Illirici di padre Krunoslav Draganovic.
Il contatto tedesco nel collegio è Reinhard Kops (usa il nome fittizio di Hans Raschenbach e un passaporto falso fornito dall'Entità).

ONU
[Organizzazione delle nazioni unite]

1947
segr.gen.: Trygve Lie (1946 feb - mar 1953);
«segue 1948»

La seconda
Pace mondiale

1947
Febbraio
10
, trattato di Parigi, tra
- Alleati
- Italia, Ungheria, Romania, Bulgaria e Finlandia
mancano l'Austria e la Germania per le quali ci si ripromette, date le notevoli divergenze tra i vincitori, di provvedere in seguito;
Italia:
perde:
- tutte le colonie africane (tranne la Somalia che mantiene in amministrazione fiduciaria), il Dodecaneso, l'isola di Saseno e la concessione di Tientsin;
deve cedere:
- alla Francia: il Piccolo san Bernardo, il Moncenisio, il monte Tabor e la zona del monte Chaberton, le valli comprendenti Briga e Tenda;
- alla Iugoslavia: gran parte dell'Istria, Fiume, Zara, le isole di Cherso, Lagosta e Pelagosa;
deve accettare infine lo statuto del Territorio libero di Trieste;
le sono imposte gravi limitazioni nella consistenza delle sue forze armate;
deve versare:
- 360 milioni di dollari come riparazioni di guerra;
[alla firma il marchese Roberto Lupi di Soragna]
Ungheria:
deve cedere:
- alla Romania: la Transilvania
deve versare:
- 400 milioni di dollari;
Romania:
deve cedere:
- all'URSS: la Bessarabia e la Buscovina settentrionale (già occupate dall'URSS dopo il patto russo-tedesco del 1939 e poi riconquistate dalla Romania);
deve versare all'URSS:
- 300 milioni di dollari in merci in otto anni;
Bulgaria:
perde tutti i territori annessi nel corso della guerra (salvo la Dobrugia meridionale)
deve versare:
- 70 milioni di dollari;
Finlandia;
deve cedere:
- all'URSS: le zone di Petsamo, Salla e parte della Carelia; deve poi permettere l'installazione di una base militare sovietica (restituita nel 1950) nel suo territorio (a Porkkala);
deve versare all'URSS:
- 300 milioni di dollari in 6 anni, una enorme indennità di guerra (date le condizioni del paese);
quasi tutti i paesi sconfitti consegnano note di protesta per le clausole dei trattati di pace, assai lontani dai principi firmati nella carta atlantica; d'altro canto anche gli stati vincitori di minor peso, come la Iugoslavia, non si ritengono soddisfatti dei pur notevoli ampliamenti territoriali ottenuti. OMS
(Organizzazione mondiale della sanità) 1947, 22 luglio, New York, viene fondata questa organizzazione;
15 novembre, viene collegata all'Onu, con sede a Ginevra.

Upu
(Unione Postale universale)

«segue da 1874»
1947, 15 novembre, viene collegata all'ONU;
«segue 1964»

 





1947
Schweizerische Eidgenossenschaf
Confédération suisse
Confederazione svizzera
[Repubblica federale]
- Presidente
-
- Primo ministro
-
-

1947
Maggio
15
, canonizzazione in S. Pietro del beato Nicolao della Flüe;

[Politica in materia di immigrazione - II fase: 1925-1950]

I permessi d'entrata per i lavoratori stranieri salgono a 150.000.

[Jean Ziegler, Una Svizzera al di sopra di ogni sospetto, Arnoldo Mondadori Editore Milano 1976]


1947
Fürstentum Liechtenstein
[Monarchia costituzionale]

Francesco Giuseppe II

Albero genealogico
(1906 - 1989)
figlio di
1938-89
, principe di Liechtenstein;


 
-
[il FBP (Partito borghese del progresso), centrodestra, è al potere dal 1928]

1947
-



1947
Republik Osterreich
- Presidente
Karl Renner
(1945 20 dic - 31 dic 1950)
[SPÖ, Partito socialdemocratico]
- Cancelliere
Leopold Figl
(1945 20 dic - 2 apr 1953)
[ÖVP, Partito popolare austriaco]
-

1947
Settembre
viene costituita la Commissione austriaca del film cattolico;

Lo stesso anno:
- fondazione del Seminar für Kirchliche Frauenberufe.
- i benedettini dell'abbazia di S. Pietro in Salisburgo fondano l' Institutum Liturgicum;

 



1947
GERMANIA
Entro le 4 zone di occupazione si trovano ora 17 Stati:
- USA: Baviera, Assia, Württemberg-Baden, Brema (dal 1/4/1947)
- Regno Unito: Renania Settentrionale-Vestfalia, Bassa Sassonia, Schleswig-Holstein, Amburgo, Brema (sino al 1/4/1947)
- Francia: Württemberg-Hohenzollern, Renania-Palatinato, Baden
- URSS: Sassonia, Sassonia-Anhalt, Turingia, Brandeburgo, Meclemburgo
Berlino inizialmente è sottoposta ad uno statuto speciale.

1947
Gennaio
, entra ufficialmente in funzione la creazione di una bizona anglo-americana suscitando dubbi profondi nella Francia e l'aperta contrarietà dei sovietici;
2, PROCESSO MILCH (02);
[Ufficialmente The United States of America vs. Erhard Milch,è il 2° dei processi "secondari" che le autorità militari americane indicono a Norimberga: 2 gen - 17 apr 1947.
Il feldmaresciallo Erhard Milch è stato accusato il 14 novembre 1946 di aver commesso crimini di guerra e contro l'umanità.
Il giudice Michael Musmanno sintetizza l'accusa nei seguenti punti:
1 - ha consapevolmente commesso crimini di guerra in quanto responsabile della schiavizzazione dei lavoratori delle fabbriche e di aver volontariamente e consapevolmente usato prigionieri di guerra durante operazioni militari contrariamente a quanto scritto nel diritto militare internazionale e al costume di condurre una guerra;
2 - ha consapevolmente e volontariamente partecipato ad esperimenti medici fatali condotti su soggetti non consenzienti;
3 - ha ricoperto un ruolo di responsabilità per quello che riguarda il lavoro in schiavitù e gli esperimenti medici, negli stessi modi citati nei precedenti due punti, su persone di nazionalità tedesca e non.
I giudici sono:
. Robert Toms,
. Fitzroy Donald Phillips,
. Michael Musmanno,
. John Speight.
Il capo della commissione d'accusa è Telford Taylor mentre la difesa è composta da Friedrich Bergold e Werner Milch (fratello dell'imputato).
Erhard Milch si è dichiarato innocente da tutte le accuse il 20 dicembre 1946.
Il processo vede il feldmaresciallo Erhard Milch colpevole per i punti numero 1 e 3 con conseguente condanna all'ergastolo da scontare in una prigione vicino Monaco di Baviera.
[La sentenza sarà commutata dall'alto commissario per la Germania John McCloy a 15 anni di reclusione nel 1951, ma nel giugno 1954 sarà rilasciato in libertà condizionale.
Durante il carcere Erhard Milch presenterà una domanda di Habeas corpus verso la Corte Suprema degli Stati Uniti (in pratica chiederà di essere ricevuto), che però rigetterà l'istanza con 4 voti favorevoli e 1 astenuto su un totale di 9 membri.
Erhard Milch trascorrerà il resto della sua vita a Düsseldorf, dove morirà il 25.01.1972.]
4, viene presentata l'accusa per il Processo ai Giudici (5 marzo 1947);

Febbraio
Ahlen, la CDU (Christlich-Demokratische Union - Unione cristiano-democratica), partito d'ispirazione cristiana, lancia un programma che riconosce il bisogno di un «rinnovamento radicale».
La CDU opera in coalizione con la CSU (Christlich-Soziale Union - Unione cristiano-sociale) della Baviera e comprende sia protestanti (40%) sia cattolici (60%);
sorta in opposizione alla socialdemocrazia, la CDU-CSU si contraddistingue per una politica di integrazione incondizionata a occidente, di forte accentuazione antisovietica e anticomunista, mirante, più che all'unificazione delle due Germanie, alla rivendicazione dei territori orientali tedeschi e all'isolamento della Repubblica Democratica Tedesca.

Marzo
5
, PROCESSO AI GIUDICI (03);
[Ufficialmente The United States of America vs. Josef Altstötter, et al., è il 3° dei processi "secondari" che le autorità militari americane indicono a Norimberga: 5 mar - 4 dic 1947.
Anche se ha luogo presso lo stesso palazzo di Giustizia di Norimberga, e celebrato esclusivamente da corti militari statunitensi e non davanti all'IMT (International Military Tribunal).
I 16 imputati sono tutti avvocati e giuristi tedeschi funzionari del Ministero della Giustizia del Reich, e altri pubblici ministeri e giudici di tribunali speciali e tribunali popolari della Germania nazista. Molti di loro furono inoltre responsabili nell'attuazione e nella promozione dei programmi nazisti di politica razziale ed eugenetica.
I giudici del processo sono:
. Carrington T. Marshall (presidente), ex presidente della Corte Suprema dell'Ohio,
. James T. Brand, giudice della Corte Suprema dell'Oregon,
. Blair Mallory B., ex giudice della terza Corte di Appello del Texas;
. Justin Woodward Harding, come giudice supplementare, dello Stato dell'Ohio.
[Carrington T. Marshall saràcostretto ad uscire dal processo per malattia il 19 giugno 1947, per cui James T. Brand diverrà il presidente e Justin Woodward Harding ne diverrà un membro fisso.]
Il Procuratore capo d'accusa è Telford Taylor e il suo vice è Charles M. LaFollette.
L'accusa è stata presentata il 4 gennaio 1947.
I capi d'accusa a carico degli imputati sono:
1 - Partecipazione a piani comuni e cospirazioni per crimini di guerra e crimini contro l'umanità.
2 - Partecipazione a crimini di guerra attraverso l'abuso del potere giudiziario e penale, per agevolare e acconsentire omicidi di massa, torture e saccheggi della proprietà privata.
3 - Crimini contro l'umanità attraverso le stesse modalità, favorendo inoltre il lavoro forzato.
4 - L'appartenenza a un'organizzazione criminale, il NSDAP o le SS.
Tutti gli imputati si dichiarano "non colpevole".

(03) PROCESSO AI GIUDICI
3° Processo
secondario
[5 mar - 4 dic 1947]
The United States of America vs. Josef Altstötter, et al.
[]
Imputato
Carica
Capi d'accusa
Condanna
1
2
3
4

01. Josef Altstötter

appartenente alle SS
*
C
C
C
5 anni
[Ipsc]
(rilasciato nel 1950)
[† 13.11.1979 a Norimberga]
02. Wilhelm von Ammon
-
*
C
C
-
10 anni
[Ipsc]
rilasciato nel 1951 da John J. McCloy
[† 13.12.1992 a Memmingen]
03. Paul Barnickel
-
*
I
I
-
ASSOLTO
[† 4.06.1966 a Monaco di Baviera]

04. Hermann Cuhorst
appartenente alle SS e al NSDAP
*
I
I
I
ASSOLTO
[† 5.08.1991 a Kressbronn am Bodensee]
05. Karl Engert
appartenente alle SS
*
I
I
I
ASSOLTO
causa malattia
[† 8.09.1951]
06.
Günther Joel
appartenente alle SS
*
C
C
C
10 anni
[Ipsc]
[† 1969]
07.
Herbert Klemm
-
*
C
C
I
Ergastolo
[† data sconosciuta]
08. Ernst Lautz
-
*
C
C
I
10 anni
[Ipsc]
[† 22.01.1979 a Lubecca]
09. Wolfgang Mettgenberg
-
*
C
C
I
10 anni
[Ipsc]
[† 7.04.1950 nella prigione di Landsberg]
10.
Günther Nebelung
appartenente
al NSDAP
*
I
I
I
ASSOLTO
[† 10.02.1970 a Seesen]
11.
Rudolf Oeschey
appartenente
al NSDAP
*
C
C
C
Ergastolo
[† 10.02.1980 a Neuss]
12. Hans Petersen
-
*
I
I
-
ASSOLTO
[† 12.09.1963 a Darmstadt]
13.
Oswald Rothaug
appartenente
al NSDAP
*
I
C
I
Ergastolo
(rilasciato il 22.12.1956)
[† 4.12.1967 a Colonia]
14.
Curt Rothenberger
-
*
C
C
-
7 anni
[Ipsc]
[† 1.09.1959 ad Amburgo]
15.
Franz Schlegelberger
-
*
C
C
-
Ergastolo
(rilasciato nel 1950)
[† 14.12.1970 a Flensburg]
16. Carl Westphal
-
-
-
-
-
si è suicidato nel 1946 prima dell'inizio del processo

Ipsc - incluso periodo già scontato in carcere.
* Il capo d'accusa viene in parte tralasciato, in quanto la Corte dichiara che è al di fuori della sua giurisdizione nonostante il dissentire del giudice Blair Mallory B. che presenta un parere divergente affermando che la Corte ha tale giurisdizione.
Dei 16 imputati:
- 10 sono dichiarati colpevoli;
(4 condanne all'ergastolo e 6 a vari anni)
- 5 sono prosciolti da ogni accusa;
- 1 suicidato prima dell'inizio del processo.
Tutti i condannati sono riconosciuti colpevoli di tutte le accuse che gli sono sottoposte, tranne Oswald Rothaug, che viene condannato solo per il capo d'accusa mentre fu dichiarato "non colpevole" per i capi d'accusa 2 e 4. Tuttavia, il giudice nella sua sentenza ha commentato che:
«Con i suoi modi e metodi ha fatto della sua corte uno strumento di terrore e vinse la paura e l'odio della popolazione. Dalle testimonianze dei suoi più stretti collaboratori, nonché le sue vittime, si scopre che Oswald Rothaug rappresentava in Germania la personificazione degli intrighi e dei segreto nazisti. Egli era ed è un uomo sadico, un demonio. [...]».
[Il processo ai giudici ispirerà il film del 1961 Vincitori e vinti (Judgment at Nuremberg).]

I più alti funzionari giudiziari del regime nazista non sono però processati:
. Franz Gürtner, ministro della Giustizia († 29.01.1941);
. Otto Georg Thierack, ministro della Giustizia dal 1942, († 22.11. 1946, suicidio);
. Roland Freisler, presidente del Tribunale del Popolo dal 1942, († 3.02.1945, ucciso da un raid aereo su Berlino);
. Hans Globke, l'unico ancora vivo, non viene processato poiché non iscritto al NSDAP.
[Nel dopoguerra opererà in qualità di Direttore della Cancelleria della Repubblica Federale di Germania tra il 1953 e il 1963 divenendo uno dei più stretti collaboratori del cancelliere K. Adenauer. Morirà il 13.02.1973 a Bonn.]
L'opinione pubblica considererà le sentenze generalmente troppo leggere: la maggior parte dei detenuti saranno rilasciati già nei primi anni del 1950 e alcuni (Ernst Lautz, Curt Rothenberger, Franz Schlegelberger) riceveranno persino delle pensioni di anzianità in Germania Ovest.

 

 

È dall'inverno 1946 che gli investigatori continuano ad accumulare prove, malgrado:
- il ritiro degli Alleati,
- l'indifferenza dei corrispondenti dei giornali stranieri,
- l'atteggiamento dell' "amministrazione Truman", secondo la quale la Germania deve schierarsi al fianco dei paesi occidentali nella Guerra Fredda.
Il più grosso ostacolo che si para di fronte alla pubblica accusa è il decreto del giudice della Corte Suprema Fred Vinson che proibisce di concedere licenze ai giudici federali scelti a far parte della Corte di Norimberga.
Ma il gen. Lucius Clay non si fa intimidire e fa il giro di tutte le Corti Supreme, dove recluta i giudici più abili. Il tribunale (Corte Militare III A) che giudicherà Alfried Krupp sarà quindi così composto:
. H.C. Anderson, della Corte d'Appello del Tennessee;
. Edward J. Daly, della Corte Suprema del Connecticut;
. William J. Wilkins, della Corte Suprema di Washington.

Tutto questo richiede tempo ma il tempo lavora a favore di entrambe le parti.
[Nel giro di due anni il gen. Telford Taylor riesce a procurarsi collaboratori di prima qualità (e liberarsi di un potente burocrate che vorrebbe addirittura processare Bertha Krupp).
Il suo giovane aiutante Rawlings Ragland, magistrato del Kentucky che deve dirigere l'accusa contro Alfried Krupp, suddivide le imputazioni più gravi tra i suoi dieci collaboratori. I documenti sono numerati, le deposizioni trascritte e le prove presentate.
Nello stesso tempo Berthold Krupp ha assunto i più importanti difensori del fratello.
La difesa condotta da Otto Kranzbühler (ex capitano di marina) a favore di K. Dönitz di fronte al Tribunale Militare Internazionale ha dimostrato senza ombra di dubbio che Otto Kranzbühler è il più preparato e il più autorevole avvocato tedesco.
I suoi collaboratori sono innumerevoli.
Il presidente della Corte è H. Russell Thayer.]

Maggio
3
, vengono presentate le accuse per il processo alla IG Farben;

Giugno
5
, presentazione del "piano Marshall" all'Università di Harvard;
7-8, Monaco di Baviera, si riuniscono i rappresentanti dei Länder tedeschi:
- da una parte i rappresentanti della zona orientale insistono per l'unità politica tedesca;
- dall'altra i rappresentanti delle zone occidentali sostengono la necessità di discutere di pari passo sia l'unità politica sia quella economica.
Nel corso dello stesso mese nasce il "Consiglio economico della bizona anglo-americana" che si riunisce per la prima volta a Francoforte.

Luglio
3
, viene depositata l'accusa per il Processo agli Einsatzgruppen (1947 29 set - 10 apr 1948);
[Sarà modificata il 29 luglio 1947 per includere altri accusati.]

Agosto
27
, PROCESSO all'IG FARBEN;
[Ufficialmente The United States of America vs. Carl Krauch, et al.; è il dei processi "secondari" che le autorità militari americane indicono a Norimberga: 1947 27 ago - 30 lug 1948.
Gli imputati in questo processo sono tutti direttori della IG Farben, una grande industria chimica tedesca.
[La compagnia crebbe notevolmente durante la prima guerra mondiale quando fu incaricata dello sviluppo del "processo di Haber" per produrre ammoniaca, per poi arrivare al nitrato sintetico, importante componente nella fabbricazione di esplosivi come dinamite e TNT (allora importato dal Cile, ma insufficiente).
La società incorporò: Agfa, Basf, Bayer, Hoechst e altre piccole imprese chimiche tedesche.
Durante la seconda guerra mondiale, una sussidiaria della IG Farben produsse il velenoso gas "Zyklon B" utilizzato nei campi di sterminio.
La IG Farben si occupò anche della produzione di petrolio sintetico e di gomma (detta Buna) derivata dal carbone ad Auschwitz, il che segnò l'inizio dell'attività delle SS e dei campi durante l'olocausto. Al suo massimo, nel 1944, la fabbrica faceva uso di 83.000 schiavi.
I giudici in questo processo, facenti parte del Tribunale Militare VI, sono:
. Curtis Grover Shake (presidente), precedente giudice a capo della Corte Suprema dell’Indiana,
. James Morris dal North Dakota,
. Paul M.Hebert, preside dell’Università di legge della Louisiana,
. Clarence F.Merrell, avvocato dell’Indiana come sostituto giudice,
. Telford Taylor, Capo del consiglio per la persecuzione dei crimini di guerra.

Imputazioni
(Le accuse sono state fatte il 3 maggio 1947.)

Capo d’accusa 1
Tutti gli imputati, operando in vece della IG Farben, parteciparono al piano di preparazione, inizio e entrata in guerra della Germania, con l’aggressione e l'invasione di altri Paesi in violazione alle leggi internazionali ed ai trattati.
Tutti gli imputati avevano alte posizioni nella finanza, nell’industria e nell’economia tedesca e commisero crimini contro la pace come definito dall’art.2 del Control Council Law No. 10 e precisamente contro:
- Austria, 12 marzo 1938,
- Cecoslovacchia, 1º ottobre 1938 e 15 marzo 1939,
- Polonia, 1º settembre 1939,
- Inghilterra e Francia, 3 settembre 1939,
- Danimarca e la Norvegia, 9 aprile 1940,
- Belgio, Paesi Bassi e Lussemburgo, 10 maggio 1940,
- Jugoslavia, e la Grecia, 6 aprile 1941,
- U.R.S.S., 22 giugno 1941,
- U.S.A., 11 dicembre 1941,
Le imputazioni dichiarano:
a) l’alleanza tra la IG Farben, A. Hitler e lo NSDAP,
b) la IG Farben:
- operò secondo i piani dell’alto comando tedesco,
- partecipò alla preparazione del Four-Year Plan e in base alla richiesta economica della Germania in guerra,
- partecipò alla creazione e all’equipaggiamento militare tedesco per la guerra,
- procurò e stoccò materiale militare per offensive belliche,
- partecipò all’indebolimento dei potenziali nemici della Germania,
- partecipò al saccheggio, privazione, riduzione in schiavitù e uccisione come parte degli invasori.
Capo d'accusa 2
Crimini di guerra e crimini contro l'umanità per aver saccheggiato e derubato i territori occupati e installazioni in Austria, Cecoslovacchia, Polonia, Norvegia, Francia e Russia.
Vennero incorporate dalla Farben:
- Austria: SkodawerkeWetzler A.G.;
- Cecoslovacchia: Prager Verein;
- Polonia: Przemysl Chemiczny Boruta S.A. Zgierz (Boruta), Chemiczna Fabryka Wola Krzysztoporska (Wola) e la Zaklady Chemiczne w Winnicy (Winnica);
- Norvegia: Norsk-Hydro;
- Francia: Compagnie Nationale de Matières Colorantes et Manufactures de Produits Chimiques du Nord Réunies Êtablissements Kuhlmann; Societé Anonyme des Matières Colorantes & Produits Chimiques de Saint Denis; Compagnie Française de Produits Chimiques et Matières Colorantes de Saint-Clair-du-Rhône.
- Russia: diverse industrie chimiche e tessili, ottenute grazie alla cosiddetta "Operazione Barbarossa", piano di aggressione e distruzione delle risorse sovietiche, in totale disaccordo alle convenzioni dell'Aia del 1907.
Capo d'accusa 3
Crimini di guerra e crimini contro l’umanità per aver partecipato alla deportazione e riduzione in schiavitù su gigantesca scala dei detenuti nei campi di concentramento, dei civili delle zone occupate, dei prigionieri di guerra, e di averli maltrattati, terrorizzati, torturati e uccisi. Le imputazioni chiariscono:
Ruolo della IG Farben nel programma del campo di lavoro. Cinque milioni di uomini (tra cui donne e bambini) furono deportati in Germania e ridotti alla schiavitù con torture e crudeltà, senza acqua, cibo, medicinali. La IG Farben costruì impianti nelle vicinanze dei campi lavoro per poter attingere a questa forza lavoro.
Utilizzo del gas tossico e esperimenti medici sui prigionieri.
Collegamenti tra la IG Farben a Auschwitz.
Capo d'accusa 4
Membri dell’organizzazione criminale SS.
Tre imputati, Christian Schneider, Heinrich Bütefisch, e Erich von der Heyde, sono accusati di essere membri delle SS, organizzazione dichiarata criminale dall'IMT (International Military Tribunal).
Capo d'accusa 5
Cospirazione a commettere i crimini menzionati nei capi d’accusa 1, 2 e 3.

(06) PROCESSO all'IG FARBEN
6° Processo
secondario
[1947 27 ago - 30 lug 1948]
The United States of America vs. Carl Krauch, et al.
[]
Imputato
Carica
Capi d'accusa
Condanna
1
2
3
4
5

01. Carl Krauch

- Presidente del consiglio d'amministrazione;
- membro dell'ufficio di H. Göring per il Four-Year Plan
I
I
C
I
6 anni,
(Ipp)
02. Hermann Schmitz
- Presidente del consiglio esecutivo (CEO);
- membro del Reichstag
I
C
I
I
4 anni,
(Ipp)
03. Georg von Schnitzler
- Wehrwirtschaftsführer (Military Economy Leader);
- Capitano delle SA
I
C
I
I
2½ anni,
(Ipp)

04. Fritz Gajewski
- Direttore della Agfa
I
I
I
I
ASSOLTO
05. Heinrich Hörlein - Capo delle ricerche chimiche
I
I
I
I
ASSOLTO
06. August von Knierim
- Capo consigliere;
- Capo del dipartimento legale
I
I
I
I
ASSOLTO
07. Fritz ter Meer - Responsabile del dipartimento II, l'impianto chimico di Buna, vicino a Auschwitz
I
C
C
I
7 anni,
(Ipp)
08. Christian Schneider
- Capo del dipartimento I, produzione di azoto e benzina;
- capo del personale;
- "socio sostenitore" delle SS
I
I
I
I
I
ASSOLTO
09. Otto Ambros
- Capo della commissione delle strategie chimiche di guerra;
- capo produzione di Buna e Auschwitz
I
I
C
I
8 anni,
(Ipp)
10. Max Brüggemann
- Responsabile all'impianto
I
I
I
I
Processo rinviato per motivi di salute
11. Ernst Bürgin - Responsabile all'impianto
I
C
I
I
2 anni,
(Ipp)
12.
Heinrich Bütefisch

- Capo produzione a Auschwitz,
- Obersturmbannführer (Ten.col) delle SS
I
I
C
I
I
6 anni,
(Ipp)
13. Paul Häfliger - Capo del dipartimento metallurgico
I
C
I
I
2 anni,
(Ipp)
14. Max Ilgner - Capo dei servizi segreti e propaganda
I
C
I
I
3 anni,
(Ipp)
15. Friedrich Jähne - Capo ingegnere
I
C
I
I
1½ anno,
(Ipp)
16. Hans Kühne - Responsabile all'impianto
I
I
I
I
ASSOLTO
17.
Carl Lautenschläger
- Responsabile all'impianto
I
I
I
I
ASSOLTO
18.
Wilhelm Mann
- Farmaceutico
I
I
I
I
ASSOLTO
19. Heinrich Oster - Manager del sindacato (Nitrogen Syndicate)
I
C
I
I
2 anni,
(Ipp)
20.
Karl Wurster
- Responsabile all'impianto
I
I
I
I
ASSOLTO
21. Walter Dürrfeld - Capo costruzioni all'impianto di Auschwitz e Monowitz (Auschwitz III)
I
I
C
I
8 anni,
(Ipp)
22. Heinrich Gattineau - Servizi segreti e centrale di polizia
I
I
I
I
ASSOLTO
23.
Erich von der Heyde
- Vicedirettore dei servizi segreti e alla centrale di polizia;
- Hauptsturmführer (Cap.) delle SS,
- membro del OKW
I
I
I
I
I
ASSOLTO
24.
Hans Kugler
- Responsabile vendite vernici per il sud-est Europa
I
C
I
I
1½ anni,
(Ipp)

I - Indiziato - C colpevole
Ipp - incluso periodo del processo.
Dei 24 imputati:
- 13 sono ritenuti colpevoli di almeno un capo d’accusa e condannati al carcere da un anno e mezzo a 8 anni;
- 10, sono prosciolti dalle accuse.
Max Brüggemann viene processato il 9 settembre per ragioni di salute.
Gli imputati Max Ilgner e Hans Kugler sono rilasciati subito dopo il processo perché hanno scontato interamente il periodo di custodia appena sentenziato.
Gli imputati trascorrono il periodo di detenzione alla prigione di Landsberg am Lech, Baviera.

 



Settembre
29
, PROCESSO AGLI EINSATZGRUPPEN (09);
[Ufficialmente The United States of America vs. Otto Ohlendorf, et. al., è il dei processi "secondari" che le autorità militari americane indicono a Norimberga: 1947 29 set - 10 apr 1948.
Gli Einsatzgruppen erano speciali unità composte da membri delle SS e della Polizia che operarono numerosi massacri di ebrei, comunisti e partigiani in Europa orientale (principalmente in Unione Sovietica e Polonia. Tra il 1941 ed il 1943 queste «squadre della morte» uccisero – principalmente attraverso fucilazione – oltre un milione di ebrei, decine di migliaia di partigiani (o supposti tali), zingari, disabili e commissari politici.
I 24 accusati del processo erano tutti ufficiali degli Einsatzgruppen pesantemente coinvolti nelle operazioni di massacro.
Il tribunale sentenzia nel suo giudizio:
(EN)
«[...] In this case the defendants are not simply accused of planning or directing wholesale killings through channels. They are not charged with sitting in an office hundreds and thousands of miles away from the slaughter. It is asserted with particularity that these men were in the field actively superintending, controlling, directing, and taking an active part in the bloody harvest.»
(IT)
«[...] In questo caso gli imputati non sono semplicemente accusati di aver pianificato o diretto uccisioni massive attraverso canali di comando. Non sono accusati di aver seduto in un ufficio a centinaia o migliaia di miglia lontano dal massacro. È stato dimostrato con dovizia di particolari che questi uomini ebbero un ruolo attivo sul campo supervisionando, controllando, dirigendo e prendendo attiva parte al sanguinoso raccolto.»
I giudici di questo caso, appartenenti dal Tribunale Militare II-A, sono:
. Michael A. Musmanno (giudice presidente), della Pennsylvania,
. John J. Speight, dell'Alabama,
. Richard D. Dixon, del North Carolina.
Il capo del consiglio d'accusa è Telford Taylor e il pubblico ministero Benjamin B. Ferencz.
L'accusa è stata depositata inizialmente il 3 luglio e modificata il 29 luglio 1947 per includere gli accusati Steimle, Braune, Hänsch, Strauch, Klingelhöfer e von Radetzky.
Capi di accusa:
1 - Crimini contro l'umanità attraverso la persecuzione su basi politiche, razziali e religiose, assassinio, sterminio, detenzione ed altri atti inumani compiuti contro popolazioni civili inclusi cittadini tedeschi e di altre nazioni come parte di un sistematico progetto di genocidio. Suddivisi in più unità, operavano:
- Einsatzgruppe A, nella regione baltica;
- Einsatzgruppe B, nella regione moscovita;
- Einsatzgruppe C, nei dintorni di Kiev in Ucraina;
. Einsatzgruppe D, nell'area sud della Russia.
2 - Crimini di guerra per le stesse ragioni; maltrattamenti ai prigionieri di guerra e alla popolazione civile dei territori occupati e per la sfrenata distruzione e devastazione non giustificata dalle necessità militari in violazione alle convenzioni internazionali, artt. 43 e 46 delle Convenzioni dell'Aia del 1907 e sui prigionieri di guerra della Convenzione di Ginevra del 1929.
3 - Appartenenza ad organizzazioni criminali. Le SS, l'SD e la Gestapo – dalle quali provenivano molti dei membri degli Einsatzgruppen – erano state dichiarate «organizzazioni criminali» nel corso del precedente processo di Norimberga.
Tutti gli imputati vengono accusati di tutti i capi d'accusa e tutti si dichiarano «non colpevoli».
Il tribunale li giudica colpevoli di tutte le accuse ad esclusione di Rühl e Graf trovati colpevoli solamente del terzo capo di accusa.
§Imputazioni e condanne degli imputati[modifica | modifica wikitesto]

(09) PROCESSO AGLI EINSATZGRUPPEN
9° Processo
secondario
[1947 29 set - 10 apr 1948]
The United States of America vs. Otto Ohlendorf, et. al.
[]
Imputato
Carica
Capi d'accusa
Condanna
1
2
3
[pena commutata
per amnistia
del 1951]

01. Otto Ohlendorf

- SS-Gruppenführer; membro dell'SD;
- comandante dell'Einsatzgruppe D
C C C
Morte per impiccagione
giustiziato il 7 giugno 1951
02. Heinz Jost
- SS-Brigadeführer;
- membro dell'SD;
- comandante dell'Einsatzgruppe A
C C C
Ergastolo
[10 anni]
03. Erich Naumann - SS-Brigadeführer;
- membro dell'SD;
- comandante dell'Einsatzgruppe B
C C C
Morte per impiccagione
giustiziato il 7 giugno 1951

04. Otto Rasch
- SS-Brigadeführer;
- membro dell'SD e della Gestapo;
- comandante dell'Einsatzgruppe C
C C C
Dismesso dal processo il 5 febbraio 1948 a causa delle condizioni di salute.
05. Erwin Schulz - SS-Brigadeführer;
- membro della Gestapo;
- comandante dell'Einsatzkommando 5 (Einsatzgruppe C)
C C C
20 anni
[15 anni]
06. Franz Six
- SS-Brigadeführer;
- membro dell'SD;
- comandante del Vorkommando Moscow (Einsatzgruppe B)
C C C
20 anni
[15 anni]
07. Paul Blobel - SS-Standartenführer;
- membro dell'SD;
- comandante del Sonderkommando 4a (Einsatzgruppe C)
C C C
Morte per impiccagione
giustiziato il 7 giugno 1951
08. Walter Blume - SS-Standartenführer;
- membro dell'SD e della Gestapo;
- comandante del Sonderkommando 7a (Einsatzgruppe B)
C C C
Morte per impiccagione
[25 anni]
09. Martin Sandberger
- SS-Standartenführer;
- membro dell'SD;
- comandante del Sonderkommando 1a (Einsatzgruppe A)
C C C
Morte per impiccagione
[carcere a vita]
10. Willy Seibert - SS Standartenführer;
- membro dell'SD;
- vice responsabile del Einsatzgruppe D
C C C
Morte per impiccagione
[15 anni]
11. Eugen Steimle - SS-Standartenführer;
- membro dell'SD;
- comandante del Sonderkommando 7a (Einsatzgruppe B) e del Sonderkommando 4a (Einsatzgruppe C)
C C C
Morte per impiccagione
[20 anni]
12. Ernst Biberstein
- SS-Obersturmbannführer;
- membro dell'SD;
- comandante del Einsatzkommando 6 (Einsatzgruppe C)
C C C
Morte per impiccagione
[carcere a vita]
13. Werner Braune - SS-Obersturmbannführer;
- membro dell'SD e della Gestapo;
- comandante del Sonderkommando 11b (Einsatzgruppe D)
C C C
Morte per impiccagione
[giustiziato il 7.06.1951]
14. Walter Hänsch - SS Obersturmbannführer; membro dell'SD;
- comandante del Sonderkommando 4b (Einsatzgruppe C)
C C C
Morte per impiccagione
[15 anni]
15. Gustav Nosske - SS-Obersturmbannführer;
- membro della Gestapo;
- comandante del Einsatzkommando 12 (Einsatzgruppe D)
C C C
Ergastolo
[10 anni]
16. Adolf Ott - SS-Obersturmbannführer; membro dell'SD;
- comandante del Sonderkommando 7b (Einsatzgruppe B)
C C C
Morte per impiccagione
[carcere a vita]
17. Eduard Strauch
- SS-Obersturmbannführer;
- membro dell'SD;
- comandante del Einsatzkommando 2 (Einsatzgruppe A)
C C C
Morte per impiccagione [1]
[consegnato alle autorità Belghe; muore in ospedale]
18. Emil Haussmann
- SS-Sturmbannführer;
- membro dell'SD;
- ufficiale del Einsatzkommando 12 (Einsatzgruppe D)
C C C
suicida dopo la sentenza il 31.07.1947
19. Waldemar Klingelhöfer - SS-Sturmbannführer;
- membro dell'SD;
- ufficiale del Sonderkommando 7b (Einsatzgruppe B)
C C C
Morte per impiccagione
[carcere a vita]
20. Lothar Fendler
- SS-Sturmbannführer;
- membro dell'SD;
- vice responsabile del Sonderkommando 4b (Einsatzgruppe C)
C C C
10 anni [2]
[8 anni]
21. Waldemar von Radetzky - SS-Sturmbannführer;
- membro dell'SD;
- vice responsabile del Sonderkommando 4a (Einsatzgruppe C)
C C C
20 anni
[rilasciato]
22. Felix Rühl - SS-Hauptsturmführer;
- membro della Gestapo;
- ufficiale del Sonderkommando 10b (Einsatzgruppe D)
I I C
10 anni [3]
[rilasciato]
23. Heinz Schubert
- SS-Obersturmführer;
- membro dell'SD;
- ufficiale dell'Einsatzgruppe D
C C C
Morte per impiccagione
[10 anni]
24. Mathias Graf
- SS-Untersturmführer;
- membro dell'SD;
- ufficiale dell'Einsatzkommando 6 (Einsatzgruppe D)
C C C
Rilasciato per decorrenza dei termini d'accusa

I - Indiziato - C colpevole
Delle 14 sentenze di morte, ne saranno eseguite quattro; le altre saranno commutate in prigionia nell'amnistia del 1951. Nel 1958 tutti i detenuti saranno rilasciati.
Le Einsatzgruppen erano suddivise in reparti che prendevano il nome di Einsatzkommando oppure Sonderkommando. Tra parentesi è riportato il nome dell'unità principale alla quale il reparto apparteneva.

[1] Eduard Strauch soffre di attacchi epilettici durante la deposizione del 15 settembre 1947. La sua difesa tenta di destituirlo dal processo per motivi di salute, ma il tribunale non accetta, adDucendo che le testimonianze di Eduard Strauch sono coerenti e dimostrano ch'egli è mentalmente capace di partecipare al processo.
[2] Sebbene Lothar Fendler sia ritenuto colpevole di tutti i capi d'accusa, il tribunale considera insufficienti le prove presentate di organizzazione e pianificazione dei massacri, ma sembra avere un incarico primario.
[3] Felix Rühl è ritenuto colpevole del capo d'accusa 3; sui capi d'accusa 1 e 2 il tribunale ritiene che, come ufficiale subalterno, non era responsabile delle atrocità commesse dall'Einsatzgruppe D e nemmeno di ostacolarle, e sebbene sapesse dei massacri non si può provare che vi avesse partecipato.


30, il "Governo Militare per la Germania" degli Stati Uniti ricostituisce l' IMT (International Military Tribunal) che in precedenza era stato riunito per il "Processo dei dottori", per trattare il "Caso RuSHA".



Ottobre
5
, i sovietici danno la risposta comunista al "piano Marshall" creando il Kominform;
20, PROCESSO RuSHA (08);
[Ufficialmente United States of America vs. Ulrich Greifelt, et al., è l'8° dei processi "secondari" che le autorità militari americane indicono a Norimberga: 1947 20 ott - 10 mar 1948.
Tutti i 14 imputati sono ufficiali dirigenti nel RuSHA o Ufficio di Razza e Risistemazione, un'organizzazione centrale nell'implementazione di programmi razziali del Terzo Reich o in altre organizzazioni in missioni parallele come la "Società Lebensborn" (segue 1948) e l' "Ufficio Principale per il Rimpatrio dei tedeschi di razza".
Le accuse riguardano tre imputazioni:
1 - crimini contro l'umanità,
2 - crimini di guerra,
3 - associazione in organizzazioni criminali.
Gli imputati sono accusati di responsabilità criminale per molti aspetti del programma razziale nazista, inclusi:
- rapimento "scopo valutazione razziale" di bambini per arianizzazione,
- evacuazione forzata di cittadini stranieri dalle loro case in favore di tedeschi o di persone di etnia tedesca,
- persecuzione e sterminio di ebrei nella Germania e nell'Europa occupata dalla Germania.
I giudici in questo processo sono:
. Lee B. Wyatt (presidente),
. Daniel T. O'Connell,
. Johnson T. Crawford.

Tutti gli accusati si dichiarano innocenti.

(08) PROCESSO RuSHA
8° Processo
"secondario"
[1947 20 ott - 10 mar 1948]
United States of America vs. Ulrich Greifelt, et al.
[accusati di responsabilità criminale per molti aspetti del programma razziale nazista]
Imputato
Carica
Capi d'accusa
Condanna
1
2
3

01. Ulrich Greifelt

Capo del RKFDV
C
C
C
Ergastolo
[† 1949]
02.
Rudolf Creutz
-
C
C
C

15 anni;
liberato nel 1955,
[† 1970]
03.
Konrad Meyer
Leader del RKFDV
I
I
C
(in carcere dal 27 marzo 1945);
pena già espiata, liberato
[† 1973]
04. Otto Schwarzenberger
Leader delRKFDV
I
I
C
(in carcere dal 2 maggio 1945);
pena già espiata, liberato
05. Herbert Hübner
Leader del RKFDV a Poznan
C
C
C
15 anni;
solto em 1951
06.
Werner Lorenz
-
C
C
C
20 anni;
liberato nel 1955,
[† 1974]
07.
Heinz Brückner
-
C
C
C
15 anni;
liberato nel 1951
08. Otto Hofmann
Leader del RKFDV até abril de 1943
C
C
C
25 anni;
liberato nel 1954,
[† 1982]
09.
Richard Hildebrandt
RuSHA, successore di Otto Hofmann
C
C
C
25 anni;
[† 1952]
10.
Fritz Schwalm
-
C
C
C
10 anni;
liberato nel 1951
11. Max Sollmann
-
I
I
C
(in carcere dal 6 luglio 1945);
pena già espiata, liberato
12.
Gregor Ebner
-
I
I
C
(in carcere dal 5 luglio 1945);
pena già espiata, liberato
[† 1974]
13.
Günther Tesch
-
I
I
C
(in carcere dal 13 maggio 1945);
pena già espiata, liberato
14. Inge Viermetz
-
I
I
ASSOLTO

I Indiziato - C colpevole   
Il RKFDV (Reichskommissariat für die Festigung deutschen Volkstums - Commissariato del Reich per il rafforzamento della germanicità) era diretto dall'Obergruppenführer-SS (grado pari a quello di Generale di Corpo d'Armata) Ulrich Greifelt. Ufficialmente, comunque, il vero commissario era il Reichsführer-SS H. Himmler, nominato da A. Hitler con decreto del 7 ottobre 1939.

 

 

Novembre
15
, viene depositata l'accusa relativa al Processo ai ministri (6 gennaio 1948);
25-15 dicembre, mentre a Londra, alla conferenza dei quattro per la preparazione del trattato di pace con la Germania e l'Austria si sta inutilmente discutendo, nelle due diverse Germanie le cose procedono in modo ormai assolutamente indipendente;
nella zona anglo-americana si fanno più numerosi gli organi composti da cittadini tedeschi che sovraintendono ormai alla vita economica;
l'amministrazione delle miniere della Ruhr viene assegnata a un nuovo organo tedesco, provocando così le proteste della Francia;

Dicembre
6-7
, nella zona sovietica il Partito socialcomunista unificato convoca un congresso del popolo che intende rappresentare tutto intero il popolo tedesco;

[In Jugoslavia viene giustiziato come criminale di guerra il tenente generale Martin Fiebig ex comandante dell'VIII corpo d'armata aereo.]



1947
Royaume de Belgique
Konikrijk België

Leopoldo III

Albero genealogico

(1901 - ?)
figlio di Alberto I e di Elisabetta di Baviera;
1934-51, re dei belgi;

Primo ministro
Spaak
(1947 - 1949)
Ministro delle finanze
Gaston Eyskens
(1947 - 1949)

1947
Marzo
19
, viene effettuata l'alleanza fra cattolici e socialisti con la costituzione di un gabinetto, composto da:
- 9 social-cristiani,
- 8 socialisti,
- 2 tecnici,
presieduto da Spaak;



1947
Koninkrijk der Nederlanden
[Regno dei Paesi Bassi]

Guglielmina

Albero genealogico

(l'Aia 1880 - castello di Het Loo, presso Apeldoorn 1962)
figlia di Guglielmo III re d'Olanda e della sua seconda moglie Emma di Waldeck-Pyrmont;
1890-1948, regina dei Paesi Bassi;
[dal 31 agosto 1898 ha assunto ufficialmente il potere]

1947
-



1947
Grousherzogden Lezebuurg
Grand-Duché de Luxemburg

Charlotte di Nassau-Weilburg

Albero genealogico

(1896 - ?)
figlia di Guglielmo IV e di Maria Anna di Portogallo;
1919-64, duchessa di Nassau;
1919-64, granduchessa di Lussemburgo;
[dal 1919 il paese ha una costituzione democratica]

1947
costituisce con il Belgio e i Paesi Bassi l'unione economica definita come Benelux;



1947
Kongeriget Danmark
[Regno di Danimarca]
Cristiano X
Albero genealogico

(Charlottenlund 1870 - Copenaghen 1947)
figlio di Federico VIII e di Luisa di Svezia;
1912-47, re di Danimarca;
continua a favorire l'evoluzione democratica del paese;
dal 1915 il paese ha una nuova costituzione che istituisce, fra l'altro, il nuovo sistema bicamerale ed estende il diritto di voto alle donne;
1919-44, re d'Islanda;

Federico IX
Albero genealogico

(? - ?)
figlio di Cristiano X e di Alessandrina di Mecklenburg;
1947-72, re di Danimarca;

1947
-


1947
REPUBBLICA d'ISLANDA
[dal 17 giugno 1944]
Presidente
-
Primo ministro
-
1947
-


1947
Kongeriket Norge
[Regno di Norvegia]
[dal 1905]
Haakon VII
Albero genealogico

principe Carlo (? - ?)
figlio di Federico VIII re di Danimarca e di Luisa di Svezia;
1905-57
, re di Norvegia;

Primo ministro
Einar Gerhardsen
(1945 - 1951)
[leader del Partito laburista]
[il Partito laburista è al potere dal 1935]
1947
-


1947
Konungariket Sverige
[Regno di Svezia]
Gustavo V
Albero genealogico

(Stoccolma, castello di Drottningholm 16 giugno 1858 – Stoccolma, 29 ottobre 1950)
figlio di Oscar II e di Sofia di Nassau;
1907-50, re di Svezia;
osserva correttamente le regole del sistema parlamentare;

Primo ministro
Tage Fritiof Erlander
(1946 - 1969)
[Partito socialdemocratico]
1947
-


1947
Suomen Tasavalta
Republiken Finland
[Repubblica di Finlandia]
Presidente
-
Primo ministro
-

1947
con la pace di Parigi viene riconosciuta l'indipendenza formale del paese;






1947
Repubblica Popolare Federativa
di Jugoslavia

[Federativna Narodna Republika Jugoslavija]
(dal 29 Novembre 1945)
- Presidente dell'assemblea federale:
-
- Vicepresidente del governo federale:
Milovan Gilas
(1945-54)
- Vicepresidente del consiglio:
Edvard Kardeij
(1946-63)
- Ministro degli esteri:
-

1947
Aprile
la Camera popolare approva la Legge quinquennale del piano di sviluppo dell'economia (FNRJ) (1947-1951).


Settembre

15, entra in vigore il trattato di pace di Parigi (del 10 febbraio):
in virtù delle clausole stabilite, sono restituite:
- alla sovranità italiana:
il Goriziano e il resto del Friuli;
- alla sovranità jugoslava:
gran parte dell'Istria, Fiume, Zara, le isole di Cherso, Lagosta e Pelagosa.
Su proposta francese viene inoltre decisa l' "internazionalizzazione" della città di Trieste attraverso la creazione del cosiddetto Territorio Libero di Trieste, che comprende il capoluogo giuliano e l'Istria nordoccidentale (dalle foci del Timavo al corso del Quieto), diviso anch'esso in:
- Zona A (da San Giovanni di Duino fino a Muggia, sotto l'amministrazione di un governo militare alleato – lo sarà sino al 26 ottobre 1954);
- Zona B (comprendente la parte nordoccidentale dell'Istria e amministrata dagli slavi).
Il TLT, in realtà, dovrebbe essere retto da un governatore nominato dal Consiglio di sicurezza dell'ONU in seguito a consultazioni con i governi italiano e jugoslavo.
Tuttavia, a causa delle divisioni createsi fra governi occidentali e Paesi del blocco orientale (ma anche delle divisioni all'interno delle stesse cancellerie occidentali, nonché tra URSS e Jugoslavia di Tito)un accordo per la nomina di un governatore non sarà mai raggiunto.
Pertanto la Zona A rimarrà sotto amministrazione alleata e la Zona B sotto amministrazione jugoslava.

Ottobre
5
, Belgrado, il Kominform tiene la sua prima riunione.
Ha l'obiettivo di lanciare un'aperta sfida alla "dottrina Truman" e al "piano Marshall", entrambi denunciati come mezzi «aggressivi» approntati per corrispondere alle aspirazioni di supremazia mondiale dell'america».



6 REPUBBLICHE POPOLARI
SLOVENIA - cap. Lubiana
1947
-
CROAZIA - cap. Zagabria
1947
-
SERBIA - cap. Belgrado
1947
-
Vojvodina - capol. Novi Sad
[Provincia autonoma, dal settembre 1945, con la sua forte minoranza ungherese.]
1947
-
Kosovo-Metohija - capol. Pristina
[o "Kosmet", Territorio autonomo (autonoma oblast), dal settembre 1945]
1947
-
BOSNIA-ERZEGOVINA - cap. Sarajevo
1947
-
MONTENEGRO - cap. Podgorica-Titograd
1947
-
MACEDONIA - cap. Skoplje
1947
-


1947
Presidente
Enver Hoxha
(1946 - ?)
1947
Gennaio
24
, Tirana, il modo per riunire di nuovo la famiglia è il problema che più assilla Arnaldo Canciani che ha trascorso l'utimo dell'anno e il primo di questo a meditare, da solo, nella camera dell'albergo Nazionale;
assieme a suo padre, venuto a Tirana da Kraba, si accorda con Sotir, padrone dell'albergo, che dà loro in affitto una stanza al piano terra con ingresso privato in un cortile che dà sulla strada.
25, ritorna il padre di Arnaldo Canciani che prosegue il viaggio per recarsi a Devoli a prendere la moglie;
alla fine del mese Arnaldo Canciani si reca a Ura Zez a prendere quello che è rimasto delle masserizie che ha lasciato.

Febbraio
11
, suo padre e sua madre ritornano da Devoli; si mettono subito al lavoro per sistemare quattro letti, un tavolino, la cucina economica, che servirà anche a riscaldare la camera, quattro sedie e due mobiletti…
[Si dovranno adattare altri due anni prima del rimpatrio!]

I dirigenti comunisti ed i tecnici yugoslavi e sovietici, hanno negozi esclusivi solo per loro, provvisti di tutto e il popolo stringe la cinghia. I Russi esportano tutto ciò che proDuce l'economia albanese in cambio di armi.
La popolazione è di circa un milione di persone:
100.000 sotto le armi ed altrettanti nelle varie prigioni.

Aprile
18
, termina un altro processo sensazionale contro prelati ecc.;

Settembre
10
, Tirana, inizia il processo a carico di 25 imputati. Questa tragica farsa non si svolge in un'aula di tribunale, ma in una sala del cinema Nazionale, attigua all'albergo dove abita Arnaldo Canciani.
Durante le udienze la zona è sorvegliata dalla polizia; altoparlanti trasmettono all'esterno le varie fasi del dibattito. Alle torture subite in carcere nessuno riesce a resistere. Ognuno deve
recitare in questa tragedia la parte che gli è stata estorta. Tutti si dichiarano rei confessi; la sentenza viene pronunciata dai fanatici presenti in sala, che ad ogni imputato chiamato a deporre
urlano: «A morte! A morte!».

Ottobre
22
, Tirana, viene eseguita la sentenza; 16 condanne a morte su 25 imputati:
- 3 condanne all'impiccagione (in Piazza della Legna),
- 13 condanne alla fucilazione; tra questi anche l'ing. Paolo Saggiotti.
A Monaldi e Andenna viene inflitta una pena di 15 anni.
28, l'Albania deposita a Parigi la ratifica del trattato di pace con l'Italia;
ma la situazione dei lavoratori di Devoli rimane immutata;
vengono intanto arrestati e rinchiusi in carceri diverse:
. dott. Antonio Mandolini, poi trasferito a Tirana,
. suor Pasquina,
. padre Scalvini;
[Per molto tempo di loro non si saprà più nulla.]
La capitale è divisa in 14 quartieri, con altrettanti distretti di polizia, provvisti di celle di detenzione, dove i carcerati subiscono i primi interrogatori, ed in seguito trasferiti in una delle due carceri principali.

Novembre
14
, domenica, dopo vari tentativi in diverse sedi di polizia, Arnaldo Canciani riesce a trovare il carcere dove, in cella d'isolamento, è rinchiuso il dott. Mandolini; non potendo vederlo gli lascia soltanto un pacco di vivande;
intanto il padre 63enne di Arnaldo Canciani è di nuovo trasferito, prima a Corcia, poi ad Elbasan;
vicino al capannone dove lavora Arnaldo Canciani ne è costruito un altro, adibito a fonderia di ghisa, dove lavorano tecnici ed operai venuti dalla Jugoslavia;
Tito, in base ad un trattato di aiuto reciproco, ne ha mandati diversi a lavorare in Albania e percepiscono stipendi quattro volte superiori a quelli degli italiani, anche se non ne sono all'altezza;

[Arnaldo Canciani, Crema 19 novembre 2001 – http://www.pionierieni.it/wp/wp-content/uploads/Canciani_in_Albania_1930-50.pdf]



1947
REGNO di GRECIA
(1935 - 1947)

Giorgio II

Albero genealogico

(Tatoi, Atene 1890 - Atene 1947)
primogenito di Costantino I re di Grecia e di Sofia di Hohenzollern;
1922-24, 1935-47, re di Grecia;


1947
Aprile
, muore.

- da settembre 1946 c'è la guerra civile -

Paolo I

Albero genealogico

(Atene 1901 - 1964)
terzo figlio di Costantino I re di Grecia e di Sofia di Hohenzollern;
vive per lungo tempo all'estero a causa delle travagliate vicende della monarchia greca;
1935, in seguito alla restaurazione monarchica, fa ritorno in patria divenendo principe della corona;
1938, sposa Federica di Brunswick;
1940-45, ufficiale di marina durante la seconda guerra mondiale, ripara all'estero dopo l'occupazione del paese a opera delle truppe italo-tedesche;
1947-64, re di Grecia;
[1° aprile, salito al trono alla morte del fratello.]


Reggente
D.P. Damaskinos
(1945 gen - ?)
[arcivescovo di Atene]
-

1947
Luglio
sotto la guida del comunista M. Vafiadis, l'ELAS istituisce un governo rivoluzionario in Epiro che regge per il momento l'urto delle truppe monarchiche;

Dicembre
24
, il governo mette fuori legge il Partito comunista;

 



1947
REPUBBLICA di TURCHIA
(novembre 1923)
[dal 1925 la shari'a (vecchia legge religiosa islamica) è stata sostituita dai moderni codici, modellati su quelli europei.]
Presidente
della Repubblica
Ismet Inönü
(1938 - 1950)
Primo ministro
?
(1938 - ?)
-
Partito repubblicano del popolo
[partito unico]
[alcune personalità uscite dal Partito repubblicano del popolo hanno fondato il Partito democratico che Ismet Inönü preferisce tollerare per non inasprire i contrasti]

1947
Giugno
3, mons. Andrea Cassulo è nominato delegato apostolico della Chiesa Cattolica Romana a Istanbul;





1947
U.R.S.S.
(Unione delle repubbliche sovietiche: Russia, Ucraina, Bielorussia e Transcaucasia)
Segretario generale del PCUS
Stalin
(1922 apr - 1953)
[Il PCUS (Partito comunista dell'Unione Sovietica), partito unico, ha un ruolo dirigente.]
MVD
(?)
[Ministero per gli affari interni]
Ministro
col. S.N. Kruglov
(1946 mar - ?)
MGB
(?)
[Ministero per la sicurezza dello stato]
Ministro
col. V.N. Merkulov
(1941 feb - ?)
[con funzioni specifiche di polizia politica]
da dicembre 1944 un decreto del Cremlino ha istituito un nuovo Dipartimento Speciale dandone il controllo a G.M. Malenkov; il suo compito è di impadronirsi, per mezzo di commandos speciali, di tutta l'attrezzatura militare industriale e scientifica che potrebbe essere di qualche utilità all'URSS e che sarà confiscata a titolo di riparazioni di guerra.
RUSSIA
(Repubblica Socialista Federativa Sovietica)
(capitale: Mosca)
Patriarca di Mosca
Alexej
(1944 set - † 1970)

1947
Marzo
10-
24 aprile
, Mosca, si tiene la quarta riunione della Conferenza dei quattro:
. G.C. Marshall, USA,
. Ernest Bevin, Regno Unito,
. Molotov, URSS,
. Georges Bidault, Francia,
che si propone lo scopo, in base ai rapporti pervenuti dalla Commissione alleata di controllo, di:
- definire l'organizzazione politica provvisoria del territorio tedesco,
- discutere il progetto americano per il disarmo tedesco e per la stipulazione di un patto a quattro,
- esaminare il rapporto degli esperti sulla produzione di carbone in Germania,
- di elaborare il trattato di pace con l'Austria.
Tra i vecchi alleati si registra un disaccordo completo.

Aprile
28
, il segretario di stato americano G.C. Marshall tiene un discoroso radiofonico affermando, tra l'altro: «Tutti i membri del Consiglio dei ministri degli Esteri sono apparentemente d'accordo circa l'istituzione di uno stato tedesco su una base di autosufficienza e di governo democratico e con i limiti imposti dalla necessità di impedire che si ristabilisca una potenza militare».
Per quanto riguarda l'economia tedesca egli constata: «L'economia tedesca è attualmente paralizzata dal fatto che non vi è una unità d'azione mentre la ricostruzione della Germania richiede una decisione immediata. Vi è un accordo dichiarato sul desiderio di raggiungere l'unità economica, ma quando si viene al punto in cui bisogna tracciare le condizioni concrete sorgono ampie e critiche divergenze. Una delle più gravi difficoltà incontrate è costituita dal fatto che la zona d'occupazione sovietica ha funzionato praticamente senza tenere alcun conto delle altre zone e ha fatto conoscere pochissimo, addirittura nulla, su quello che accade entro i suoi confini. Vi è stata poca o addirittura nessuna buona intenzione di procedere su basi di reciprocità e ci si è rifiutati d comunicare i dati sulla disponibilità di generi alimentari e l'ammontare o la natura delle riparazioni prelevate in questa zona. Questa mancanza di buona volontà da parte delle autorità sovietiche nel collaborare per il raggiungimento di una economia ben equilibrata in Germana, come era stato convenuto a Potsdam, ha costituito il più grave ostacolo per lo sviluppo di un Germania autosufficiente».

Maggio
5
, attraverso un editoriale apparso su «Isveztia» i russi si affrettano a criticare il parere di G.C. Marshall accusandolo di aver fatto un tentativo di scaricare sulla delegazione sovietica la responsabilità dei risulati della conferenza.
I sovietici chiariscono di aver fatto delle proposte che si riferivano alla formazione di un governo provvisorio tedesco il quale, assicurando l'unità politica ed economica della Germania potesse nel medesimo tempo addossarsi la responsabilità di adempiere i suoi obblighi nei confronti delle nazioni alleate.
Lo stesso mese, constatata l'impossibilità, al momento, di trovare un accordo con l'Unione Sovietica, gli anglo-americani incominciano ad avviare la costruzione di uno stato tedesco occidentale.
La bizona anglo-americana viene così dotata di un consiglio economico composto di 54 membri.

Giugno
5
, presentazione del "piano Marshall" all'Università di Harvard;
11
, L'Unione Sovietica presenta un nuovo piano alla "Commissione di controllo dell'energia atomica";

Settembre
22
-27
, in Polonia, a Szklarska Poreba, vicino Wroclaw (Breslavia), si tiene una riunione che costituisce l'Ufficio d'Informazione dei Partiti Comunisti, ossia il Kominform, la risposta comunista al "piano Marshall".
Vi hanno partecipato esponenti di prima grandezza dei Pc di Jugoslavia, Cecoslovacchia, Ungheria, Bulgaria, Polonia ed Unione Sovietica, oltre che, unici dell'Occidente, d'Italia e Francia.
Nel corso della riunione, proprio i massimi rappresentanti italiano e francese, L. Longo e Duclos, sono stati fatti segno a pesanti rilievi critici per il comportamento tenuto sia durante che dopo la lotta di liberazione.
Andreij Zdanov, l'ideologo del Pcus presente come primus inter pares all'incontro, è stato particolarmente sferzante con L. Longo: «Voi comunisti italiani siete più parlamentari di De Gasperi. Siete il partito più forte e quelli vi buttano fuori dal governo!».
Di fronte alle critiche incalzanti del dirigetne moscovita, L. Longo deve sottomettersi ad una piena autocritica, cedendo in pratica su tutta la linea: «Ci siamo persuasi che non si tratta solo di piccole correzioni da apportare alla nostra attività, ma che la nostra linea politica stessa in alcuni suoi aspetti essenziali deve essere riveduta e corretta. Crediamo che tale sarà anche l'opinone della Direzione del Partito quando avrà udito il rapporto sui lavori di questa Conferenza».
Andreij Zdanov afferma anche:
«Due principali campi delle forze politiche operano nel campo mondiale: da una parte, il campo imperialista e antidemocratico, e dall'altra il campo antimperialista e democratico.
Gli Stati Uniti sono la principale forza dirigente del campo imperialista. L'Inghilterra e la Francia sono unite agli Stati Uniti… Il campo imperialista è sostenuto anche dagli Stati coloniali, come il Belgio e l'Olanda, e dai paesi a regime reazionario e antidemocratico, come la Turchia e la Grecia, ed anche dai paesi dipendenti politicamente ed economicamente dagli Stati Uniti, come il vicino Oriente, l'America del Sud, la Cina
».

Ottobre
-
30, Kazakistan, al ministro della guerra Ustinov, appena sceso dall'aereo vengono presentati gli scienziati tedeschi:
. Hellmut Gröttrup, ingegnere capo,
. Waldemar Wolff,
. Albring,
. Umpfenbach,
. molti altri.
Si sta procedendo al lancio del primo razzo sovietico.

Novembre
alla fine del mese Stalin presiede al Cremlino una riunione di governo; sono presenti:
. Molotov, ministro degli Esteri;
. G.M. Malenkov, vicepresidente del Consiglio;
. L.P. Berija, vicepresidente del Consiglio dei ministri [?] e membro dell'ufficio politico del PCUS;
. Voznessenski, maresciallo,
. Voroscilov, maresciallo,
. Vassili Visarionovic Dzugašvili, figlio di Stalin;
. Serov, colonnello;
. Gregory Tokayeff, tenente colonnello;
viene data lettura dei rapporti sul lancio delle V2 e, prima che la seduta sia tereminata, il tenente colonnello Gregory Tokayeff fa un esposto sulla più segreta arma miracolosa del Reich, l'aereo-missile.
[Questo aereo, messo a punto da Eugen Sänger e dalla sua collaboratrice Irene Brandt (ambedue ora in Francia), potrà fare il giorno del mondo in due ore e bombardare a volontà qualsiasi localtà del globo terrestre. Già nel 1944 Eugen Sänger aveva redatto un rapporto di cui erano state stampate un centinaio di copie, tutte con l'indicazione Geheimsache U.M. 3538. e tutte da consegnarsi di mano in mano, una a W. von Heisenberg, una W. von Braun ecc. Oltre a quelle scoperte dagli anglo-americani, che vi hanno apposto il sigillo "segretissimo" prima di racchiuderle nelle casseforti dei rispettivi centri di ricerca, una di esse era entrata in mano sovietica dopo essere stata rinvenuta nella biblioteca di uno scienziato tedesco non fuggito in tempo.]
Appena terminata la riunione Stalin dà subito ordine a Serov, Gregory Tokayeff e a suo figlio di ricercare Eugen Sänger e condurlo, volente o nolente a Mosca.
[Malgrado tutti gli sforzi, i tre inviati non riescono a rintracciarlo. Non sapranno mai che si trova a Parigi.
Il tenente colonnello Gregory Tokayeff, non ritenendo prudente ritornare in Russia a mani vuote, preferisce passare in Gran Bretagna dove racconta tutto.
Dieci anni più tardi i piani di Eugen Sänger saranno alla base del famoso progetto dell'aereo Dyna Soar.]

Lo stesso mese Molotov dichiara che il segreto atomico ha già da molto tempo cessato di essere tale.

Dicembre
12
, nella sede dei nuovi laboratori moscoviti il Consiglio Scientifico tiene una nuova riunione dove accanto ai direttori e alti funzionari dello ZAGI (Istituto centrale di aerodinamica), è presente anche Hellmut Gröttrup con i suoi collaboratori. Gli scienziati tedeschi espongono il piano di un missile completamente nuovo, d'una portata tre volte superiore a quella della V2, e che raggiunge gli 800 kmh: l'R.10.
In attesa di realizzare il sogno verso la Luna, gli scienziati tedeschi vengono trasferiti a Gorodomlia.
A Monino, non lungi da Gorodomlia, gli specialisti venuti dalla Zeiss di Iena, lavorano su alcuni elementi dell'R.10, così come i colleghi di Kuibiscev, Leningrado o Kiev.
Gli scienziati tedeschi stanno ancora aspettando di essere ricondotti in Germania.

Repubblica della Ceceno-Inguscezia
(repubblica autonoma all'interno della Repubblica Russa)
1947
1944, repubblica autonoma creata nel 1936 all'interno della Repubblica Russa, viene ora disciolta;
[sarà ricostituita nel 1957.]

BIELORUSSIA
(Repubblica Socialista Federativa Sovietica)
(Beloruskaja SSR - capitale: Minsk)
presidente della repubblica
-
1947
-
UCRAINA
(Repubblica Socialista Federativa Sovietica)
(capitale: Kijev)
presidente della repubblica
-

1947
Novembre
, SUBCARPAZIA: mons. Romza muore in seguito a un incidente, sembra, non fortuito;

 

TRANSCAUCASIA
(Repubblica Socialista Federativa Sovietica)
Azerbaigian
(Repubblica federativa - capitale: Baku)
presidente della repubblica
-
1947
-
- Nagorno-Karabah (provincia autonoma)
- Nahicevan (repubblica autonoma)
Repubblica Socialista Georgiana
(Repubblica federativa - capitale: Tbilisi)
presidente della repubblica
Noé Jordania
(1918 - ?)
1947
-

- Adzaristan (repubblica autonoma)
- Abhasia (repubblica autonoma)
- Ossezia Meridionale (provincia autonoma)
Repubblica autonoma di Armenia
(Repubblica socialista - capitale: Jerevan)
presidente della repubblica
-

1947
-

a


 
1947
Repubblica Socialista Sovietica
di Estonia
- 1919, riottiene l'indipendenza;
- 1924, la S. Sede vi stabilisce un'amministrazione apostolica;
- 1926, la comuntà cattolica viene affidata al gesuita mons. Edoardo Profittlich;
[2.340 fedeli (il 2% su una popolazione di oltre 1,1 milioni di abitanti); 6 parrocchie, disperse nei maggiori centri, 11 sacerdoti (di cui 6 tedeschi) e una ventina di religiosi, tutti stranieri, tra frati e suore.]
- 1933, settembre, il governo estone accoglie come incaricato d'affari del Vaticano mons. Antonino Arata;
- 1935 luglio, mons. Antonino Arata è contemporaneamente nunzio per l'Estonia e la Lettonia;
- 1940, il paese viene occupato dai russi (solo per due mesi); 6 agosto, in seguito alla richiesta del governo fantoccio comunista e del Parlamento, il paese diviene la XVI repubblica sovietica.
[Mentre i 6 sacerdoti tedeschi sono già stati allontanati, vengono in seguito arrestati mons. Edoardo Profittlich e uno dei 5 sacerdoti rrimasti, mentre anche le piccole comunità cattoliche vengono sottoposte alla pesante legislazione antireligiosa sovietica.]
- 1941, i russi sono allontanati dal paese dai tedeschi che vi rimangono;
- 1944, i sovietici rioccupano di nuovo il territorio;
- 1945, con la morte di p. Ruszala, frate cappuccino, non rimangono nel paese che 3 preti cattolici.
Presidente
?
(? - ?)
Primo Ministro
?
(? - ?)
1947
tornata a far parte dell'URSS, procede l'opera di collettivizzazione delle terre e di nazionalizzazione delle industrie;
 
1947
Repubblica Socialista Sovietica
di Lettonia
- 1918, riottiene l'indipendenza;
lo stesso anno la S. Sede ristabilisce la diocesi di Riga;
[sin dal XIII secolo il paese aveva ospitato la sede episcopale di Riga, poi soppressa; sotto l'occupazione russa i fedeli erano stati amministrati in parte dalla diocesi di Mohilev e in parte da quella di Kaunas]
- 1920, alla diocesi di Riga (i cattolici rappresentano 1/4 della popolazione) viene proposto un vescovo lettone;
- 1922, 30 maggio, il governo sottoscrive un concordato con Roma (il primo della lunga serie di concordati postbellici);
[Le concessioni fatte alla Chiesa cattolica sono notevoli dal punto di vista economico (oltre a sussidi annuali per il culto, lo Stato garantisce per ogni parrocchia una dotazione di terre adeguata al sostentamento del clero: complessivamente 3.000 ettari) ma ancor più da quello della libertà d'azione, garantita tanto per le sue organizzazioni, che per la propaganda (tra l'altro l'Università statale di Riga ospita una facoltà di teologia cattolica).
Da parte sua la S. Sede contraccambia con decisioni che vengono però soprattutto a suo beneficio.]
- 1923, 25 ottobre, la S. Sede promuove la sede episcopale di Riga a sede arcivescovile;
- 1925, 31 ottobre, il paese decide di allacciare relazioni diplomatiche stabili col Vaticano che, poco dopo erige nel paese un'internunziatura;
- 1926, 14 aprile, primo internunzio (e poi nunzio) è mons. Antonio Zecchini (fino alla sua morte a Riga il 17 marzo 1935);
11 luglio, gli succede mons. Antonio Arata, contemporaneamente nunzio per l'Estonia e la Lettonia;
- 1928, 9 novembre, l'internunziatura viene trasformata in nunziatura;
- 1937, 8 maggio, la S. Sede promuove la sede arcivescovile di Riga a sede metropolitana, accordandole per suffraganea, nella stessa data, la nuova sede vescovile di Liepaja;
- 1940, 17 giugno, il paese viene occupato dai russi;
5 agosto, diviene la XV repubblica sovietica; lo stesso mese mons. Antonio Arata viene espulso, il concordato dichiarato decaduto e viene iniziata la persecuzione della Chiesa cattolica, abbracciante circa 450.000 fedeli (il 23% dell'intera popolazione);
- 1941, alla vigilia dell'occupazione tedesca, i sovietici deportano in Russia 5/6.000 lettoni; almeno 10 sacerdoti hanno già perso la vita o sono stati deportati durante l'occupazione russa;
la situazione non cambia di molto con gli occupanti tedeschi anche perché mantengono in vigore quasi tutti i decreti oppressivi dei loro predecessori;
- 1944, estate, quando si profila il ritorno delle divisioni sovietiche nel territorio nazionale, molti lettoni, memori di quanto era avvenuto nel 1940-41, preferiscono riparare in Germania, dove, al termine della guerra, si calcola siano circa 200.000.
[Fra di loro non sono pochi i cattolici, rappresentati perfino da:
- 3 vescovi:
. mons. Giuseppe Rancans, ausiliare di Riga;
. mons. Antonio Urbs, vescovo di Liepaja;
. mons. Boleslao Sloskans, direttore spirituale del seminario di Riga;
- 35 sacerdoti dell'arcidiocesi di Riga,
- 10 sacerdoti della diocesi di Liepaja.]
Rimangono invece:
. mons. Antonio Springovics, vecchio arcivescovo di Riga;
. mons. Casimiro Dulbinskis, coadiutore del precedente e dallo stesso recentemente consacrato.
Quest'ultimo viene arrestato quasi subito dai russi e deportato in Siberia.
[Sarebbero circa 50 – secondo fonti cattoliche – i sacerdoti rimasti vittime del terrore comunista di questi giorni. Sommandoli ai 43 riparati all'estero, si raggiungerebbe un totale di oltre 90 e cioè la metà esatta dei 187 sacerdoti di cui disponeva la Chiesa cattolica lettone all'inizio della guerra.
In seguito anche la novantina superstite dovrà essere taglieggiata notevolmente da altre serie di arresti e deportazioni. Una parte, poi, si darà alla latitanza, per non contare le evasioni più o meno convinte e libere dal sacerdozio.]

Presidente
?
(? - ?)
Primo Ministro
?
(? - ?)
1947
-
 
1947
Repubblica Socialista Sovietica
di Lituania

Unico dei tre stati baltici ad essere a gran maggioranza cattolico.
[l'87% su ca 3 milioni di abitanti.]
- 1417, viene costituita, come in Lettonia, sotto il nome di Samegizia, un'unica sede episcopale, quella di Kaunas;
- 1926, 4 aprile, la S. Sede ne stacca cinque circoscrizioni ecclesiastiche – che costituiscono le diocesi suffraganee di Kaisedorys, Panevezys, Telsiai e Vilkaviski e la Prelatura nullius di Klapedia, e promuove a metropolitana la diocesi di Kaunas;
- 1927, concordato tra S. Sede e governo, e inizio delle relazioni diplomatiche normali fra le due potenze;
31 gennaio, la S. Sede provvede all'erezione dell'internunziatura di Kaunas; 12 febbraio, l'affida all'internunzio d'Olanda, mons. Lorenzo Schioppa;
- 1928, 30 aprile, mons. Lorenzo Schioppa viene sostituito da mons. Riccardo Bartolini; 9 novembre, l'internunziatura viene elevata a nunziatura;
- 1931, 5 giugno, mons. Riccardo Bartolini viene espulso; 19 novembre, viene nominato nunzio mons. Antonio Arata;
- 1933, mons. Antonio Arata diviene incaricato d'affari della nunziatura dell'Estonia;
- 1935, mons. Antonio Arata diviene nunzio di tutti e tre i paesi baltici;
- 1939-40, esistono in Lituania:
- 3 arcivescovi,
- 8 vescovi,
- 1.500 sacerdoti,
- 13 ordini e congregazioni religiose;
- 800 parrocchie;
- 900 chiese e cappelle;
- 4 seminari con 600 studenti;
l'Università statale d Kaunas ospita una facoltà di teologia e di filosofia cattolica.
[Da: Elenchus omnium ecclesiarum et universi cleri Provinciae ecclesiasticae Lithuanæ, edito nel 1940]
In base al concordato, l'insegnamento religioso è obbligatorio in tutte le scule primarie e secondarie; non solo, ma il diritto canonico è riconosciuto dallo Stato, che, tra l'altro, – eccetto che per il territorio di Memel – non riconosce se non il matrimonio religioso.
Fiorenti sono anche la stampa (il massimo quotidiano litùano è cattolico: «XX Amzius» (Il XX secolo) e l'editoria cattolica.

- 1940, 15 giugno, il paese viene occupato dai russi;
25 giugno, i russi ottengono la denuncia del concordato da parte del governo comunista preparato da tempo clandestinamente dalla legazione sovietica a Kaunas; lo stesso giorno il nunzio apostolico mons. Luigi Centoz riceve l'intimazione di sgombrare entro 48 ore la sede della rappresentanza pontificia e di abbandonare il territorio lituano entro un mese.
Con l'annessione del paese alla Russia come XIV repubblica sovietica, e la conseguente accettazione della costituzione sovietica del 1936 non solo viene stabilita la separazione tra Chiesa e Stato, ma vengono applicate anche tutte le misure di smantellamento delle Chiese costituite.
Vanno così perdute, per la più forte delle Chiese cattoliche baltiche, tutte le sue organizzazioni (solo quelle dell'Azione Cattolica a base nazionale erano 18), e le sue opere, dai seminari, requisiti, alle facoltà di teologia e filosofia, abolite, alle scuole, nazionalizzate, alla stampa, soppressa, ecc.
22 luglio, il Parlamento vota la nazionalizzazione delle terre, e la Chiesa subisce un'aggravante: mentre a tutti gli altri antichi proprietari è lasciato un minimo di 30 ettari in usufrutto, le parrocchie non hanno che 3 ettari.
Quasi tutti i vescovi e parroci sono allontanati dalle loro sedi e costretti ad abitare in dimore di fortuna.
- 1941-44, tanto dura, anche in questo paese baltico, l'occupazione tedesca che dà, tuttavia, un maggior respiro al cattolicesimo lituano, grazie soprattutto al governo nazionale che può costituirsi a Kaunas prima che vi giungano le truppe tedesche; sono riaperti alcuni seminari, ripristinata la facoltà di teologia, ecc.
Buona parte delle conseguenze dell'occupazione sovietica però perdura, né mancano episodi di prepotenza e di violenza da parte dei nuovi occupanti.
- 1944, autunno, al ritorno dei sovietici la persecuzione anticattolica tocca asprezze mai raggiunte; mentre si svolgono massicce deportazioni, il clero viene stimolato da gruppi di "attivisti" a dar vita ad una "Chiesa nazionale lituana". Essendo scarsi i successi, i sovietici prendono di mira la Gerarchia.
Il seminario di Telsiai viene subito chiuso.
- 1946, i vescovi lituani oppongono il loro diniego al ministero degli Interni di condannare il Movimento di Resistenza e di esortare il popolo a metter fine alla guerra clandestina; uno dopo l'altro, tutti i vescovi vengono arrestati e chiusi in prigione o deportati in Siberia.
dicembre, il seminario di Kaunas attraversa varie peripezie finché non gli sarà permesso di ospitare un massimo di 150 seminaristi, s'intende, di tutta la Lituania.
[In seguito il numero dei seminaristi sarà ridotto a 75.]
Lo stesso anno sono arrestati:
. mons. Borisevicius, vescovo di Telsiai;
[È condannato a morte (poi la pena capitale gli sarà commutata in quella dei lavori forzati a vita; morirà in Russia.]
. mons. Romanaunskas, ausiliare del precedente;
[È deportato n Siberia.]
. mons. Matulionis, vescovo di Kainel;
. mons. Reynis, amministratore apostolico di Vilna;
[Morirà in prigione nel 1953.]
- 1947, nel paese non rimane più che un solo vescovo cattolico, quello di Panevesys, mons. Kasimir Paltarokas, quasi 80enne.
[Morirà il 3 gennaio 1958.]


 

Presidente
?
(? - ?)
Primo Ministro
?
(? - ?)

1947
[L'anno precedente i vescovi cattolcii non hanno accettato la richiesta del ministero degli Interni di condannare il Movimento di resistenza e di esortare il popolo a metter fine alla guerra clandestina.]
Uno dopo l'altro (1946-47) i vescovi cattolici lituani vengono arrestati, ad eccezione dell'80enne mons. Paltarokas, vescovo di Panevezys.

 

 

1947
Governo polacco
in esilio a Londra
Presidente
Wladyslaw Raczkiewicz
(1939 30 set - 6 giu 1947)
August Zaleski
(1947 9 giu - 7 apr 1972)
Primo ministro
Tomasz Arciszewski
(1944 29 nov - 2 lug 1947)
Tadeusz Komorowski
(1947 2 lug - 10 feb 1949)
 
 
1947
Governatorato di Polonia
(dal 1° settembre 1939)
REPUBBLICA POPOLARE POLACCA
Presidente del Consiglio nazionale del popolo di Lublino
B. Bierut
(1944 lug - ?)
Presidente della Repubblica
B. Bierut
(1947 5 feb - 20 nov 1952)
Primo ministro
Edward Osóbka-Morawski
(1944 22 lug - 5 feb 1947)
Józef Cyrankiewicz
(1947 6 feb - 22 lug 1952)
Pubblica Amministrazione
Wladislaw Wolski
(1946 - ?)

1947
Gennaio
esce il quotidiano cattolico progressista «Slovo Powszechne» (Parole Universali);
[Considerando – vedi novembre 1945 – che il primo vero benessere sarà assicurato ai dirigenti progressisti solo a 1948 inoltrato, resta piuttosto misterioso come essi abbiano potuto osare la stampa di un quotidiano. Evidentemente la relazione ha dimenticato o taciuto qualche fondo segreto!
Non si deve comunque dimenticare che il gruppo dei seguaci di B. Piasecki, che gode inizialmente le simpatie e gli appoggi della Gerarchia ecclesiastica, ha ricevuto la benedizione o il plauso del cardinale Hlond, accompagnato da una generosa sottoscrizione di 500 dollari.]
[Carlo Falconi, La Chiesa e le organizzazioni cattoliche in Europa, Milano 1960, Edizioni di Comunità.]

19, Elezioni generali:
- Pcp (Partito comunista polacco): 119 seggi;
[a.f.: ottiene oltre l'89% dei voti e 382 dei 444 seggi della dieta.]
- Partito socialista polacco, di Josef Cyrankiewicz: 119 seggi;
- Partito contadino polacco, di S. Mikolayczyk: 27 seggi.

Febbraio
3
, su iniziativa del "Movimento Pax", di B. Piasecki, viene costituita la Società di Edizioni Pax;
Secondo lo storico Claude Naurois, Dieu contre Dieu? Drame des catholiques progressistes dans un'église du silence, Fribourg, 1957, pp. 297, il "Movimento Pax" risalirebbe né più né meno che al gen. russo I. Sierov, incaricato, sin dal 1944, dal Cremlino della liquidazione della Chiesa polacca, e avrebbe avuto, e conterebbe tuttora, tra i suoi membri-fondatori, alcuni agenti segreti della "Bezpieka" (la polizia segreta russa).
Gli elementi selezionati per costituirlo sarebbero stati dapprima formati, con tutto il tatto possibile, a una rigida scuola di dottrina marxista all'interno stesso della Chiesa. Il colpo d'intuito più felice del gen. I. Sierov sarebbe consistito nella scelta di un uomo bruciato ma coraggioso ed abilissimo come il conte B. Piasecki a fondatore e ideologo del movimento.]
5, il segretario generale del Pcp, Boleslaw Bierut, viene eletto presidente della Repubblica Polacca (1947 feb - 1952);
8, dal nuovo governo presieduto dal socialista Josef Cyrankiewicz e costituito nella quasi totalità da comunisti e socialisti vengono esclusi gli esponenti del governo in esilio di Londra;
13, il nuovo Parlamento approva la cosiddetta "Piccola Costituzione" (che si rifa e completa quella del 1921);
il paese entra sempre di più nell'orbita sovietica non senza resistenze anche in seno al Pcp;
19, con lo Statuto Costituzionale il nuovo regime decide la reviviscenza della Costituzione del 1921 per tutto ciò che non riguarda la regolamentazione della struttura e della giurisdizione delle massime autorità della Repubblica polacca;
[Non si è preoccupato, tuttavia, che l'art. 114 della stessa Costituzione riconosce alla Chiesa cattolica una posizione preminente fra le altre denominazioni esistenti nel Paese e ne accetta in blocco l'organizzazione e le leggi.]
Se è vero, quindi, che «la Chiesa cattolica romana si trova ora ad agire in Polonia in un autentico vuoto giuridico», perché «nessuna disposizione costituzionale, nessuna legge o decreto definiscono la sua condizione»; è anche vero che «sorge ora una situazione di separazione de facto della Chiesa dallo Stato, in conseguenza della quale lo Stato perde il diritto di controllo sugli affari ecclesiastici previsto dal Concordato».
[Questa indipendenza, tuttavia, specie se assicurata da un regime comunista, è pur sempre una condizione ideale per la ricostruzione e la Chiesa cattolica polacca ne approfitterà alacremente. Il primate card. August Hlond, appena liberato dall'internamento tedesco e tornato a capo dell'amministrazione ecclesiastica polacca, riuscirà in pochi anni a riorganizzarla nel modo più promettente.]

Marzo
10
, viene firmato il patto d'amicizia e di mutua alleanza con la Cecoslovacchia;
31, Varsavia, fa ritorno il ministro plenipotenziario K. Pruszunski, inviato in missione a Roma da B. Bierut;

Aprile
11
, vengono confiscate delle stamperie cattoliche;
19, viene creata la Veritas, società a responsabilità limitata, con capitale sociale di 1 Mne di zloty; le compartecipate sono:
- 30% Società di Edizioni Pax, fondata due mesi prima;
- 51%, Charitas, organizzazione caritativa diretta dall'episcopato polacco;
- 19%, coperto da 7 privati.
L'oggetto sociale è:
- 1) commerciare oggetti di devozione e di artigianato artistico nel paese e all'estero;
- 2) servire da intermediaria per l'acquisto di oggetti destinati al culto;
- 3) produrli;
- 4) vendere libri cattolici e diffondere la stampa cattolica;
- 5) sviluppare proprie iniziative industriali.
[Dopo il primo anno di attività, chiuso con un bilancio deficitario ammontante a un terzo del capitale sociale, questo sarà elevato a 3 Mni di Zloty (Società di Edizioni Pax contribuirà con 95 quote parti su 400). Ma inutilmente. «segue 1949»]

Settembre
5
, il governo estende il riconoscimento ufficiale alla Chiesa Protestante Riformata e a quelle Marjavita e Vecchio Cattolica;
[Prima d'ora, tutte queste chiese non erano riconosciute che in alcune regioni. D'ora innanzi eguagliano il rango della Chiesa cattolica.]

Ottobre
5
, Varsavia, su proposta di Stalin, i rappresentanti dei partiti comunisti sovietico, polacco, cecoslovacco, ungherese, romeno, bulgaro, jugoslavo, francese e italiano, decidono, in una conferenza tenutasi a Varsavia, di costituire un ufficio permanente per lo «scambio delle esperienze e la coordinazione delle attività» fra i partiti aderenti: il Kominform;
pubblica in diciotto lingue il periodico quindicinale «Per una pace stabile, per una democrazia popolare» [segue 1956]
Lo stesso mese S. Mikolayczyk abbandona clandestinamente la Polonia.

Novembre
24, contatti tra mons. Kaczynski, incaricato del card. primate August Hlond, e il ministro degli Esteri Zygmunt Modzelewski per ricercare la possibilità di un modus vivendi tra Chiesa e Stato;




1947
REPUBBLICA di CECOSLOVACCHIA
Presidente della repubblica
Edward Beneš
(1946 mag - giu 1948)
Primo ministro
K. Gottwald
(1946 mag - feb 1948)
Segretario generale del Pcc (Partito comunista cecoslovacco)
Rudolf Slánsky
(1945 - 1951)
Ministro degli Esteri
Jan Masaryk
(1945 - feb 1948)
Ministro aggiunto degli Esteri
Vladimir Clementis
(1945 - 1948)
- l'ordinamento regionale è stato soppresso -

1947
Settembre
12
, viene stretto un patto di unità d'azione tra il Partito comunista e il Partito socialista;
Ottobre
27
, SUBCARPAZIA: muore mons. Teodoro Giorgio Romza, vescovo di Mukaciv;
[Mentre viaggia su una carrozza con altri ecclesiastici, viene investito intenzionalmente da un camion dell'esercito. I soldati, vistolo rialzarsi incolume, l'avrebbero percosso con sbarre di ferro. Portato a un vicino ospedale e allontanate le suore, la sua fine sarebbe stata affidata alle mani di una misteriosa infermiera.]

Tolto di mezzo il capo della Chiesa cattolica, non è difficile alle autorità comuniste e al vescovo Nestor, trovare un "Kostelnyk locale" nella persona del sacerdote Ireneo Michele Kondratovic, che si mette a propagandare la causa della fusione con l'ortodossia, assecondato da altri confratelli.




1947
REPUBBLICA d'UNGHERIA
(dal 1° febbraio 1946)
Presidente della repubblica
Zoltán Tildy
(1946 3 feb - 2 ago 1948)
[Partito dei piccoli proprietari]
Primo Ministro
Ferenc Nagy
(1946 4 feb - 31 mag 1947)
[Partito dei piccoli proprietari]
Mátyás Rákosi
(31 maggio)
[ad interim]
[MKP, comunista]
Lajos Dinnyés
(1947 31 mag - 10 dic 1948)
[Partito dei piccoli proprietari]
Ministro degli interni e capo della polizia politica
László Rajk
(1946 mar - 1948)
Ministro della difesa
Lajos Dinnyés
(1947 - 1948)
Ministro per il culto e la pubblica istruzione
Gyula Ortutay
(1947 - 1950)
segretario generale del Partito dei piccoli proprietari
Béla Kovács
(1946 feb - ?)
segretario generale
del Partito comunista ungherese
Mátyás Rákosi
(1946 feb - 1982)
-

1947
Gennaio
16
, quando una parte della stampa americana e dell'Europa occidentale mette in dubbio la credibilità delle "confessioni", il presidente della repubblica Zoltán Tildy è costretto a confermare il rapporto della polizia e a dichiarare che un tribunale darà un giusto giudizio nell'interesse del popolo ungherese;
Mátyás Rákosi si reca personalmente dal primo ministro consegnandogli le "prove" contro il segretario generale del Partito dei piccoli proprietari, Béla Kovács; ne chiede inoltre il licenziamento manifestandogli contemporaneamente il desiderio che il partito stesso sia da lui pubblicamente biasimato;
28, il primo ministro Ferenc Nagy dichiara che è effettivamente in corso una cospirazione contro la democrazia e contro il governo; che i cospiratori hanno creato una vasta organizzazione e si sono infiltrati in grandi organizzazioni politiche e sociali, soprattutto nel Partito dei piccoli proprietari;
il parlamento si rifiuta tuttavia di togliere l'immunità a Béla Kovács;

Febbraio
10
, la delegazione ungherese guidata da Ernö Gerö sottoscrive il:
- Trattato di pace di Parigi: lascia in vigore il trattato di Trianon e toglie all'Ungheria altro territorio per passarlo alla Cecoslovacchia come una testa di ponte sulla destra del Danubio. Fa passare 3,5 Mni di ungheresi sotto un dominio straniero senza assicurare loro i diritti delle minorazne. L'Ungheria deve inoltre cedere alla Romania la Transilvania
e versare 400 milioni di dollari.Da questo momento l'economia magiara dipende completamente da quella sovietica.
Il nuovo trattato di pace lascia in vigore anche gli accordi di Yalta e di Potsdam che fanno praticamente dell'Ungheria una preda del bolscevismo.
[Ciò contrariamente al molto citato secondo punto della carta atlantica: «Non vogliamo alcuna delimitazione territoriale che non corrisponda al desiderio espresso dei popoli interessati»]
Con la firma del trattato tramontano anche le speranze di vedere l'Armata Rossa abbandonare il paese. Esso prescrive infatti che tutte le truppe di occupazione devono lasciare l'Ungheria entro novanta giorni dalla sua entrata in vigore, ma concede all'Unione Sovietica il diritto di "mantenervi quelle truppe che sono necessarie per assicuarare la linea di collegamento tra l'esercito sovietico e le truppe di occupazione di stanza in Austria".
Ecco perché il comandate dell'Armata Rossa Sviridov può appoggiare la dittatura dei comunisti ungheresi con interventi senza riguardi nelle faccende interne dell'Ungheria favorendo così l'ulteriore consolidamento della tirannia.
25
, Budapest, nonostante l'immunità di cui gode,Béla Kovács viene arrestato dai russi (commissione di controllo sovietica) con l'accusa di aver partecipato attivamente alla costituzione di gruppi terroristici clandestini armati e antisovietici, e di aver collaborato all'opera di spionaggio contro l'esercito sovietico;

Marzo
5
, interviene il gen. Weems, rappresentante americano in seno alla commissione alleata di controllo, che in una nota esprime la propria preoccupazione per la crisi politica scoppiata in Ungheria e che il governo degli Stati Uniti, sulla base delle notizie in suo possesso, è perfettamente informato che le accuse contro il segretario del Partito dei piccoli proprietari sono destituite di ogni fondamento e che ciò denota un intervento ingiustificato da parte di una minoranza nelle faccende interne ungheresi; avanza altresì la proposta che la questione della "cospirazione" sia fatta oggetto di una indagine congiunta da parte dei rappresentanti delle tre grandi potenze - Russia, Inghilterra e Stati Uniti -, del primo ministro ungherese, del presidente del parlamento, del ministro degli interni e del ministro della giustizia;
[la pubblicazione sui giornali ungheresi della nota americana viene proibita.]
9, alla nota americana Sviridov risponde che l'affermazione che i partiti di sinistra avrebbero cercato di coinvolgere in maniera ingiusta nella cospirazione gli uomini politici del Partito dei piccoli proprietari è priva di ogni fondamento, che l'indagine sulla cospirazione è chiusa e che la faccenda è ora trattata dal tribunale democratico indipendente della repubblica ungherese.
I cospiratori vengono tradotti davanti al tribunale popolare; sulla base delle confessioni estorte vengono comminate le seguenti pene: tre innocenti vengono condannati a morte, gli altri a oltre dieci anni di lavori forzati.
Ad una seconda nota americana di disapprovazione, risponde ancora il generale Sviridov.
11, intanto la paura fa cessare ogni resistenza; i dirigenti del Partito dei piccoli proprietari intavolano trattative con i marxisti. I principali punti dell'accordo raggiunto sono:
- eliminazione dell'insegnamento obbligatorio della religione e introduzione di nuovi testi in tutte le scuole;
- preparazione di un incontro tra la Chiesa e lo Stato, per regolare tutte le questioni aperte;
- i dirigenti dei partiti si obbligano ad allontanare in futuro dal partito tutti coloro che ostacolano la collaborazione pacifica tra i partiti;
- all'insegna dell'economia pianificata sarà elaborato un piano economico triennale.
Poco dopo Ferenc Nagy è costretto a compiere un rimpasto di governo e a includere nella compagine governativa due "fiancheggiatori". Per evitare che sia un comunista a portare un attacco contro le scuole cattoliche, nomina ministro per il culto Gyula Ortutay, mentre affida il ministero della difesa a Lajos Dinnyés;

Maggio
28
, richiamandosi alle confessioni estorte a Béla Kovács, la commissione sovietica di controllo dichiara che la cospirazione era stata ordinata personalmente dal presidente del consiglio dei ministri Ferenc Nagy;
30, quando quest'ultimo, che si trova a Zurigo per una vacanza piuttosto lunga, riceve la notizia, previa telefonata a Mátyás Rákosi, dà le dimissioni presto accettate dal presidente della repubblica Zoltán Tildy che nomina al suo posto Lajos Dinnyés;
[Quest'ultimo sarà il nuovo capo del governo solo di nome: in sua vece agirà il vicepresidente Mátyás Rákosi.]

Dopo questi eventi molti dirigenti del "Partito dei piccoli proprietari" fuggono all'estero.
[Tra di loro anche l'abate Vela Verga, presidente dell'Assmeblea Nazionale.]

In Parlamento, con l'aiuto dei russi, i marxisti ungheresi sono quindi riusciti a ridurre la percentuale dei deputati del "Partito dei piccoli proprietari" o dal 57,7% al 44,2%, privandolo della posizione di maggioranza.

Vengono nazionalizzate le tre grandi banche del paese.

Giugno
, il governo marionetta di Lajos Dinnyés presta giuramento;
25, viene approvata una nuova legge elettorale che esige si approntino nuove liste elettorali. Durante questa operazione, sotto la "sorveglianza" del ministro comunista degli interni, vengono cancellati in massa i nomi di quei cittadini che sono notoriamente contrari al partito marxista; in questo modo circa un milione di persone scompare dalle liste elettorali;

Luglio
22
, - Partito liberale (presidente: Dezsö Sulyok, deputato al parlamento): affermatosi in inverno e in primavera (durante la crisi del Partito dei piccoli proprietari), appoggiato dal proprio organo di stampa, lo «Holnap» (trecentomila copie) e dagli stessi vescovi, godrebbe ora di un 60-65% dei voti possibili; un giorno i tipografi, su ordine dei sindacati, si rifiutano di stampare il giornale; il presidente protesta senza successo e in seguito ad arresti di gente innocente effettuati dalla polizia, scioglie il partito onde prevenire altri arresti e altre deportazioni in massa.
25
, la conferenza episcopale decide di non appoggiare alcun partito alle prossime elezioni;
il card. J. Mindszenty invia una prima lettera pastorale per ammonire i cattolici a non votare per coloro che «opprimono il nostro popolo»;
29, alcuni deputati del Partito liberale e del Partito dei piccoli proprietari fondano un nuovo partito di opposizione, il Partito ungherese indipendente e ne affidano la presidenza a Zoltán Pfeifer;
[I comunisti cercano con una tattica sofisticata di fare in modo che al posto del partito liberale possano prendere parte alle elezioni altri partiti di opposizione. Quattro di loro presentano un programma ideologico cristiano. In questo modo essi preparano la dispersione dei voti di quella che potrebbe essere un opposizione potente.]
30, a questo punto i quattro partiti al governo (comunisti, socialdemocratici, Partito nazionale dei contadini e il Partito dei piccoli proprietari) fondano il Fronte dell'indipendenza pubblicando il loro programma con le seguenti promesse:
- assieme i partiti del fronte indipendente ungherese difenderanno il libero esercizio della fede religiosa e le convinzioni cristiane del popolo ungherese;
- assieme vigileranno sulla inViolabilità della indipendenza della nazione e dello Stato ungherese;
- assieme respingeranno ogni intrusione dall'esterno nelle faccende interne dell'Ungheria;
- assieme difenderanno la libertà e l'incolumità dell'iniziativa privata, della proprietà privata, nella misura in cui essa è frutto del lavoro, e la proprietà dei meno abbienti.
Nell'interesse della libertà e della correttezza delle elezioni faranno tutto il necessario affinché il popolo ungherese possa esercitare liberamente i suoi diritti civili ed esprimere liberamente la propria volontà.

Agosto
3
, il card. J. Mindszenty invia una seconda lettera pastorale per ammonire i cattolici a non votare per coloro che «opprimono il nostro popolo»;

14, i vescovi ungheresi proclamano l'anno mariano nazionale;
[per consolidare il patto di santo Stefano e cioè la consacrazione del paese e della corona alla Madre di Dio avvenuta nel lontano 15 agosto 1038.]
15, Esztergom, inaugurando quest'anno benedetto il 55enne primate d'Ungheria, card. J. Mindszenty, afferma «… come i nostri antenati giurarono fedeltà alla Grande Signora d'Ungheria nel 1038, 1317, 1697 e nel 1896 così facciamo noi oggi, nella profonda miseria degli anni 1947-48…».]
iniziano i pellegrinaggi in tutto il paese, che continueranno per tutto l'anno seguente…
16
, il card. J. Mindszenty invia una terza lettera pastorale per ammonire i cattolici a non votare per coloro che «opprimono il nostro popolo»;
31
, Elezioni politiche:

Elezioni politiche
(su 5 milioni di voti)
-
%
seggi
- Pcu (Partito comunista ungherese)
21,5
-
- Partito socialdemocratico
14,8
-
- Partito dei piccoli proprietari
15,2
-
- Partito nazionale dei contadini
8,7
-
- Partito popolare democratico di ispirazione cristiana
(István Barankovics)
16,1
- Partito ungherese indipendente
(Zoltán Pfeifer)
14,4
-
- Altri di opposizione
9,5
-
-
100
-
Brogli elettorali e manomissioni delle liste non si contano. Illegalità commesse dai comunisti suscitano grandissima preoccupazione anche all'interno degli stessi partiti di coalizione.


Il Partito ungherese indipendente, il più importante dell'opposizione, chiede l'annullamento delle elezioni ricevendo da parte dei comunisti controaccuse di altrettanti brogli. Cinquecento uomini della polizia di Stato vengono incaricati di esaminare l'autenticità delle firme di raccomandazione necessarie e undicimila risultano (c'era da aspettarselo) false. Sulla base di questo rapporto, i quattro partiti governativi - su suggerimento dei comunisti - chiedono allora che il tribunale elettorale dichiari nulli tutti i mandati del Partito indipendente ungherese. Lo stesso tribunale (peraltro costituito da rappresentanti degli stessi partiti) viene ampiamente incontro al desiderio dei comunisti annullando così tutti i mandati dei deputati del Partito ungherese indipendente, tranne quattro.
L'assemblea nazionale è ormai diventata un docile strumento in mano ai comunisti.

Settembre
15
, la commissione alleata di controllo conclude la sua attività. Con il pretesto di assicurare il collegamento con l'esercito sovietico di occupazione dislocato in Austria, le truppe sovietiche rimangono in Ungheria;
lo stesso giorno entra in vigore il trattato di pace di Parigi (del 10 febbraio);


Ottobre
24
, il card. J. Mindszenty in una lettera indirizzata al presidente del consiglio dei ministri Lajos Dinnyés protesta contro l'oppressione della libertà di coscienza; protesta altresì contro i transfert della popolazione;

Novembre
il card. J. Mindszenty rivendica alla Chiesa il diritto della libertà di stampa;

Dicembre
8
, Tito visita l'Ungheria. I due paesi sottoscrivono un trattato di amicizia.
Viene ora promosso il piano triennale (1947-50) di ricostruzione cui segue la collettivizzazione dell'agricoltura.



1947
REGNO di ROMANIA
Michele I
Albero genealogico
(Sinaia, Valacchia 1921 - ?)
figlio del principe ereditario Carlo e di Elena di Grecia;
1927-30, re di Romania;
dal 1930 è ridiventato principe ereditario;
1940-47, re di Romania;
1947
Dicembre
30
, è costretto ad abdicare.

Segretario generale del Partito comunista rumeno
Anna Pauker
(1945 - 1947)

1947
Gennaio
29
, reggente della Chiesa cattolica di rito latino è mons. Geraldo Patrizio O'Hara;

Febbraio
10
, con il trattato di pace il paese riottiene definitivamente la Transilvania settentrionale, ma è costretto a riconoscere la cessione della Bessarabia e della Bucovina settentrionale all'Unione Sovietica e della Dobrugia meridionale alla Bulgaria;

Luglio
29
, il Partito nazionale contadino viene messo fuori legge;

Durante l'anno viene soppressa l'intera stampa cattolica e imposta una rigorosa censura sulle lettere pastorali.

Settembre
15
, entra in vigore il trattato di pace di Parigi (del 10 febbraio);
[Nonostante questo trattato, le truppe sovietiche rimangono nel paese perché alll'URSS è stato consentito di trattenervele fino alla conclusione della pace tra Romania e Austria.]

Ottobre
Maniu, capo dell'opposizione, viene arrestato e processato, con altri esponenti del partito nazional-contadino, per pretesi complotti con gli anglosassoni e per tentativo di fuga all'estero;

Novembre
al ministero degli Esteri, Tatarescu viene sostituito dal numero uno del Pcr, Anna Pauker (1947-52), che a sua volta lascia la carica di segretario generale del Pcr a Gheorghe Gheorghiu-Dej (1947-48).]


Dicembre
30
, re Michele I è costretto ad abdicare e viene proclamata la Repubblica Popolare Romena.

Confessioni religiose e fedeli:
- 73%, Chiesa ortodossa;
- 15%, Chiesa cattolica di rito greco o latino;
- 6%, Chiese varie protestanti,
- ebrei,
- musulmani,
- appartenenti ad altre religioni,
- non affiliati ad alcuna.
[La Chiesa romana viene comunque denigrata più di tutte le altre, soprattutto per la sua dipendenza dal Vaticano, dipinto dai comunisti come una centrale di spionaggio antisovietico, come una potenza filofascista un tempo e ora filo americana ecc.
Per tutto il 1946-47 non si è andati, tuttavia, oltre queste campagne denigratorie.]



1947
BULGARIA
Presidente del consiglio di stato
G. Dimitrov
(1946 nov - 1949)

1947
Agosto
16
, Nicola Petkov, capo del Partito agrario d'opposizione, viene condannato a morte;
26, il Partito agrario viene messo fuori legge; il Fronte patriottico (dominato dai comunisti) diviene praticamente partito unico di governo

Settembre
15
, entra in vigore il trattato di pace di Parigi (del 10 febbraio);

Novembre
27
, Nicola Petkov viene impiccato;

Dicembre
4
, viene promulgata la nuova Costituzione, modellata su quella sovietica;
14, le truppe russe abbandonano la Bulgaria;
30, nascita della Repubblica Popolare di Bulgaria;





1947
Costituzione del 1946
Governo Provvisorio
della Repubblica Francese

[1944 10 set - 22 gen 1947]
IV REPUBBLICA
Presidente della Repubblica
-
Vincent Auriol
(1947 16 gen - 16 gen 1954)
Presidente del Consiglio della Repubblica
-
Auguste Champetier de Ribes
(gen-mar 1947)
Gaston Monnerville
(1947 mar - ott 1958)
Presidente dell'Assemblea Nazionale
-
Presidente del Parlamento
(Senato+Camera)
Presidente del Consiglio
Léon Blum
III
(18 dic - 22 gen 1947)
Paul Ramadier
I
(22 gen - 21 ott)
Paul Ramadier
II
(22 ott - 19 nov)
R. Schuman
I
(24 nov - 19 lug 1948)
- Vicepresidente del Consiglio
M. Thorez
(1945-1947)
-
Interni
Édouard Depreux
(1946 24 giu - 24 nov)
-
Jules Moch
(24 nov - 7 feb 1950)
Affari Esteri
Léon Blum
(16 dic - 22 gen 1947)
-
Georges Bidault
(22 gen - 26 lug 1948)
Colonie
Regioni liberate
Difesa
Guerra
Marina
Aviazione
Economia
André Philip
(18 dic - 22 gen 1947)
Finanze
[dal 24 nov: Finanze e Affari Economici
R. Schuman
(1946 18 dic - 22 gen 1947)
R. Schuman
(22 gen - 24 nov)
Jules Moch
(22 ott - 24 nov)
-
René Mayer
(24 nov - 26 lug 1948)
Commercio
e Industria
Lavori Pubblici
Lavoro
Giustizia
Paul Ramadier
(18 dic - 22 gen 1947)
André Marie
(22 gen - 26 lug 1948)
Pubblica Istruzione
e dei Culti

1947
Gennaio
16
, il socialista Vincent Auriol viene eletto presidente della Repubblica Francese;

Febbraio
10
, Parigi, firma dei trattati di pace con l'Italia, l'Ungheria, la Romania, la Bulgaria e la Finlandia.
Lo stesso mese il card. Suhard pubblica la pastorale: «Essor ou déclin de l'Église».

Marzo
4
, Dunkerque, firma del trattato franco-britannico;
13, Paul Claudel è nominato accademico di Francia;


Maggio
4
, il blocco dei salari porta alla rottura della collaborazione dei comunisti nel governo;
29, Etienne Gilson diventa membro dell'Accademia di Francia;

Giugno
27
, Parigi, si riunisce una Conferenza dei ministri degli Esteri:
. Ernest Bevin, Regno Unito,
. Molotov, URSS,
. Georges Bidault, Francia,
per discutere l'offerta americana del "piano Marshall";
l'Unione Sovietica rifiuta l'offerta americana, prontamente imitata da tutti i paesi dell'Europa orientale;

Luglio
6
, canonizzazione del beato Michel Garicoits e della beata Jeanne-Elisabeth Bichier des Ages;
12-22 settembre, Parigi, inizia una Conferenza alla quale prendono parte sedici nazioni dell'Europa occidentale per l'esame del "piano Marshall";
20, canonizzazione del beato Louis-Marie Grignon de Montfort;
27, canonizzazione della beata Catherine Labouré;

Agosto
29
, "Conferenza delle sedici nazioni": gli anglo-americani fissano i limiti, particolarmente ampi, della produzione delle industrie tedesche dando, tra l'altro, via libera alla produzione dell'acciaio.
Lo stesso mese, a Parigi: XXXIV Settimana Sociale: «Le catholicisme social face aux grands courant contemporaines».

Settembre
22
, "Conferenza delle sedici nazioni": si conclude con la creazione di un "Comitato europeo di cooperazione economica";
[sulla cui base sarà formata più tardi l'OECE, l'Organizzazione che ne ampierà l'opera.]

Novembre
I «Cahiers du clergé rural» pubblicano la "carta religiosa della Francia rurale".

Dicembre
A fine anno nasce l' U.C.P. (Union des Chrétiens progressistes).
Esce: «Pensée Catholique» (integralista).

 

Il PCF (Partito comunista francese) non si oppone ai crediti di guerra per la guerra coloniale in Indocina e si appella all'Esercito di Liberazione dI Ho-Chi-Min per chiedere la "pace" non per spronarlo alla "vittoria".

Legione straniera
Il suo impiego:
1946-54, sud-est asiatico a fronteggiare i Vietminh nella sanguinosa guerra d'Indocina;


1947
REGNO dei PAESI BASSI

Guglielmina

Albero genealogico

(l'Aia 1880 - castello di Het Loo, presso Apeldoorn 1962)
figlia di Guglielmo III re d'Olanda e della sua seconda moglie Emma di Waldeck-Pyrmont;
1890-1948, regina dei Paesi Bassi;

-

1947



1947
REGNO del BELGIO

Leopoldo III

Albero genealogico

(1901 - ?)
figlio di Alberto I e di Elisabetta di Baviera;
1934-51, re dei belgi;

1947



1947
Granducato di Lussemburgo

Charlotte di Nassau-Weilburg

Albero genealogico

(1896 - ?)
figlia di Guglielmo IV e di Maria Anna di Portogallo;
1919-64, duchessa di Nassau;
1919-64, granduchessa di Lussemburgo;

1947





1947
Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda
Giorgio VI
Albero genealogico

(York Cottage, Sandringham, Norfolk 14.12.1895 - Sandringham House, Norfolk 6.2.1952)
secondogenito di Giorgio V e della p.ssa Vittoria Maria von Teck;
1936-52, re di Gran Bretagna e Irlanda, imperatore delle Indie;

Primo ministro,
Primo lord del Tesoro
[Prime Minister, First Lord of the Treasury]
C. Attlee
laburista
(1945 26 lug - 26 ott 1951)
Cancelliere dello Scacchiere
[Chancellor
of the Exchequer
]
Hugh Dalton
(1945 27 lug - 13 nov 1947, dim.)
sir R. Stafford Cripps
(13 nov - 19 ott 1950)
Segretari di Stato
Affari Esteri e Commonwealth
Ernest Bevin
(1945 lug - ott 1951)
Dominions
-
Guerra
Affari economici
R.S. Cripps
(1945 - 26 ott 1951)
sir R. Stafford Cripps
(13 nov - 19 ott 1950)
Carburanti
ed Energia
Commercio Estero
-
Harold Wilson
(1947 13 nov - 1951)
Sanità
A. Bevan
(1945 -26 ott 1951)
-
GRAN BRETAGNA

1947
Gennaio
3
, in un memorandum dei ministri degli Esteri e dell'Energia, sono fissati i quattro punti cardinali dell'industria petrolifera del Regno Unito:
«Il Petrolio nel Vicino Oriente.
1) La crescente importanza del Vicino Oriente nell'ambito dell'industria petrolifera mondiale;
2) la previsione di una spettacolare crescita della produzione di greggio nel Vicino Oriente, da ora al 1955;
3) l'entità degli interessi britannici nell'ambito delle risorse petrolifere nel Vicino Oriente e quella dei nostri investimenti nell'area;
4) la dipendenza del Commonwealth britannico dal petrolio del Vicino Oriente, sia in tempo di pace sia in tempo di guerra»
.
Fissate le coordinate, ecco le previsioni:
«a) l'area mediorientale fornità la maggior parte della produzione petrolifera mondiale, più di ogni altra regione del globo;
b) la produzione petrolifera americana subirà un declino, dal momento che gli Stati Uniti non riusciranno a scoprire e ad attivare nuovi pozzi di considerevole entità
».
14, Londra, inizia la conferenza dei supplenti dei ministri degli Esteri per preparare i trattati di pace con l'Austria e con la Germania;

Maggio
25
, SCOZIA, in seguito alla moltiplicazione dei cattolici nel territorio, Pio XII smembra l'arcivescovato di Glasgow in tre diocesi (Glasgow, che diviene metropolitana, Motherwell e Paisley, suffraganee).
[Unica modifica in Gran Bretagna.]

Giugno
30
, John Victor Thomas Perowne presenta le credenziali di ministro plenipotenziario della Gran Bretagna a Pio XII;

Agosto
15
, dopo 60 anni di lotte per l'autodeterminazione nazionale del Partito del congresso incarnati nella prestigiosa figura del Mahatma Gandhi, ma anche e soprattutto dopo gli oltre 150 anni di dominazione coloniale inglese, dallo smembramento dell'ex impero britannico delle Indie nascono i due dominions:
- Pakistan, a prevalenza musulmana,
- Unione Indiana, a prevalenza indù;
All'atto stesso dell'indipendenza, conflitti religiosi divampano un po' ovunque in entrambi i paesi sfociando in un immenso esodo di popolazioni (7 milioni di musulmani dall'India al Pakistan, una decina di milioni di indù in senso inverso) accompagnato da sanguinose manifestazioni di intolleranza che provocano non meno di 500.000 morti.

Il Partito comunista inglese annunzia la seguente risoluzione: «Solo attraverso lo sviluppo economico, politico e sociale più completo di tutti i paesi coloniali si può mantenere in Gran Bretagna lo stesso tenore di vita».
La Conferenza accetta la richiesta di indipendenza per l'India (vi si era invece opposta durante la guerra), mentre per l'Africa chiede "autodeterminazione e progresso sociale". Chiede anche l'elaborazione di un "piano" per dare alla Gran Bretagna l'amministrazione fiduciaria del Tanganica.

Novembre
25
-15 dicembre, Londra, si inizia la conferenza dei quattro per la preparazione del trattato di pace con la Germania e l'Austria;
mentre si tenta inutilmente di discutere, nelle due diverse Germanie le cose procedono in modo ormai assolutamente indipendente;

Dicembre
16
, in serata, dopo che Molotov ha ripetuto il suo Niet per l'ennesima volta, nella casa del ministro degli Esteri britannico, al numero 22 di Carleton Terrace, viene concepita la NATO (North Atlantic Treaty Organization - Organizzazione del patto
del Nord Atlantico);

intanto l'entusiasmo del Partito laburista sta già declinando e la guerra fredda apre una frattura di rilievo nel partito:
a) - a sinistra vi è una divisione tra gli antistalinisti e quelli favorevoli a una politica più conciliatoria nei confronti dell'Unione Sovietica,
b) - mentre la destra ha come obiettivo di sconfiggere il comunismo.
Quest'ultimo gruppo (b) è organizzato attorno alla rivista «Socialist Commentary» e conta tra i suoi più importanti esponenti:
. Denis Healey,
. Anthony Crosland,
. Rita Hinden,
. Hugh Gaitskell.
[Questo raggruppamento è chiamato "revisionista" a causa del suo impegno per la modernizzazione del partito, tra cui l'abolizione dallo statuto del famoso "art. 4" che lo impegna alle nazionalizzazioni.]

 


IRLANDA
Irlanda del Nord
1947
-
Eire
1947
-


1947
DANIMARCA e ISLANDA
Cristiano X
Albero genealogico

(Charlottenlund 1870 - Copenaghen 1947)
figlio di Federico VIII e di Luisa di Svezia;
1912-47, re di Danimarca;
continua a favorire l'evoluzione democratica del paese;
1919-44, re d'Islanda;
[rimane re dell'isola (fino alla proclamazione della repubblica nel 1944) anche se, staccatasi dalla Danimarca, si è costituita in stato sovrano.]

REGNO di DANIMARCA
[dal 1915 il paese ha una nuova costituzione che istituisce, fra l'altro, il nuovo sistema bicamerale ed estende il diritto di voto alle donne.]
1947
-
REGNO d'ISLANDA
1947
-
-


1947
REGNO DI NORVEGIA
[dal 1905]
Haakon VII
Albero genealogico

principe Carlo (? - ?)
figlio di Federico VIII re di Danimarca e di Luisa di Svezia;
1905-57
, re di Norvegia;
1947
il re rientra in patria;

Presidente dei ministri
V. Quisling
(1943 feb - mag 1945)
1947
la Norvegia è tra i paesi fondatori dell'ONU, di cui diventa segretario generale (1946) l'ex ministro degli esteri norvegese Trygve Lie (1946);


1947
REGNO di SVEZIA
Gustavo V
Albero genealogico

(Stoccolma, castello di Drottningholm 16 giugno 1858 – Stoccolma, 29 ottobre 1950)
figlio di Oscar II e di Sofia di Nassau;
1907-50, re di Svezia;
osserva correttamente le regole del sistema parlamentare;

1947
-


1947
FINLANDIA
[Repubblica parlamentare]

1947
Settembre
15
, entra in vigore il trattato di pace di Parigi (del 10 febbraio);

 





1947
REPUBLICA PORTÚGUESA
[Estado Novo]
Presidente
del consiglio
Antonio de Oliveira Salazar
(1932-68)
[unico detentore del potere reale]
unico partito legalmente funzionante: Unione nazionale
1947
legato al regime di F. Franco Bahamonde [el Caudillo] con il cosiddetto "patto iberico";

Giugno
22
, Pio XII canonizza il beato Giovanni de Britto;



1947
SPAGNA
-
IV governo*
[1951 - gennaio 1957]
Capo dello Stato
F. Franco Bahamonde
[el Caudillo]
(1938 30 gen - 9 giu 1973)
Presidente
de la Gubernaciòn
-
Interno
-
Affari Esteri
Alberto Martìn Artajo
(1945 - gen 1957) 
Casa
-
Finanze
-
Commercio
-
Lavoro
José Antonio Giròn de Velasco
(1941 gen - gen 1957)
Educazione
-
* esclusi rimpasti o brusche sostituzioni;
[il governo si regge sulla triade classica: cattolici-militari-Falange.]

1947
Gennaio
30
, Buenos Aires, Spagna e Argentina firmano un primo accordo commerciale;
Febbraio
24
, l'Opus Dei riceve il "decretum laudis" dalla S. Sede;
Marzo
19-22
, Parigi, il rapporto presentato da Dolores Ibárruri al terzo congresso del partito comunista spagnolo dimostra che né gli imperialisti inglesi né la reazione nordamericana desiderano la restaurazione della repubblica, per quanto moderata, in Spagna; essi vogliono mantenere il paese in una particolare situazione di debolezza e di instabilità, con o senza F. Franco Bahamonde [el Caudillo] ma con il franchismo intatto;
Aprile
, F. Franco Bahamonde [el Caudillo] annuncia che "la Spagna, conformemente alla sua tradizione, costituisce un regno";
costituisce così il Consiglio del Regno [definisce la Spagna un regno senza preoccuparsi di chiarire chi abbia diritto al trono], mantiene la direzione dello Stato e si riserva di proporre alle Cortes il suo successore;

Giugno
7
, la legge di successione concede al generalissimo poteri illimitati;
la legge sarà sottoposta a referendum;
con un altro manifesto don Juan si dichiara sempre disposto ad un accordo per "il pacifico e incondizionato passaggio di potere";
15, dopo l'approvazione dei suoi statuti comincia a riunirsi la Conferencia de Metropolitas en España, che costituisce il massimo organo della Chiesa cattolica iberica.
[Sarà presieduta, almeno fino al 1960, dal card. Enrique Pla y Deniel, arcivescovo di Toledo, nella sua qualità di Primate di Spagna.]
Da essa dipendono:
- 11 commissioni episcopali, presiedute ciascuna da un arcivescovo:
01 - Permanente,
02 - Aaffari economicco-giuridici,
03 - Cooperazione ispano-americana,
04 - Ortodossia e moralità,
05 - Emigrazione,
06 - Affari sociali,
07 - Congressi eucaristici,
08 - Insegnamento,
09 - Carità e beneficienza,
10 - Cinema-radio-televisione,
11 - Stampa e informazioni,
- i comitati delle "Settimane sociali",
- il delegato di "Pax Christi".
[La Conferenza dei metropoliti approva il piano di sviluppo dell'attività dell'Ufficio Generale dell'Informazione e Statistica della Chiesa in Spagna, e costituisce un Consiglio di assessori di Statistica Religiosa, affidando a don Iribarren il compito di iniziare una nuova fase di attività della «Agencia Prensa Asociada».
Tra le prime realizzazioni del rinnovato Ufficio sarà la pubblicazione della preziosa Guia de la Iglesia en España (Año I, 1954, con supplementi negli anni seguenti).]

Luglio
il referendum sulla legge istitutiva del "Consiglio del regno" segna il trionfo del regime;

Settembre
discorso del card. Primate sulla legittimità degli interventi dell'A.C. spagnola;

Il vescovo di Madrid fonda il Movimiento de las Hermandades de Trabajo.
[Sarà poi costituito poi ufficialmente nel 1952 e diffuso in altre diocesi.]

Referendum sulla "Legge di successione".



don Juan
Albero genealogico
(1913 - ?)
terzogenito di Alfonso XIII di Borbone e di Vittoria Eugenia di Battenberg;
conte di Barcellona
dal 1931 pretendente al trono di Spagna;

1947
Aprile
con un altro manifesto si dichiara sempre disposto ad un accordo per "il pacifico e incondizionato passaggio di potere" in Spagna;





1947
Repubblica Italiana
Periodo costituzionale transitorio
(1943 3 ago - 1° gen 1948)
Capo provvisorio dello Stato
E. De Nicola
(1946 28 giu - 1° gen 1948)
Presidente Assemblea costituente
Umberto Terracini
Assemblea costituente
Presidente
del Consiglio
A. De Gasperi (Dc)
(1946 13 lug - 2 feb 1947) II (2 feb - 31 mag) III (1947 31 mag - 23 mag 1948) IV
vicepresidenti

Luigi Einaudi (Dc)
(1947 31 mag - 23 mag 1948)

R. Pacciardi
(1947 31 mag - 23 mag 1948)
G. Saragat (Psdi)
(1947 31 mag - 12 gen 1950)
Sottosegretari alla Presidenza Paolo Cappa (Dc)
(1946 13 lug - 31 mag 1947)
G. Andreotti (Dc)
(1947 31 mag - 18 gen 1954)
il "Delfino"
  Edoardo Martino
(1947 31 mag - 16 lug 1953)
Affari Esteri
Pietro Nenni (Psiup)
(1946 18 ott - 2 feb 1947)
conte C. Sforza (Pri)
toscano
(2 feb - lug 1951)
Sottosegretari Giuseppe Brusasca (Dc)
(1946 18 ott - 2 feb 1947)
Eugenio Reale (Pci)
(2 feb - 31 mag)
Giuseppe Brusasca (Dc)
(1947 31 mag - 26 lug 1951)
Giuseppe Lupis (Psiup)
(1946 13 lug - 31 mag 1947)
 
Africa Italiana
A. De Gasperi (Dc)
(1946 13 lug - 2 feb 1947)
[ad interim]
A. De Gasperi (Dc)
(1947 31 mag - 19 apr 1953)
[ad interim]
Interno
A. De Gasperi (Dc)
(1946 13 lug - 2 feb 1947)
[ad interim]
M. Scelba (Dc)
(2 feb - 16 lug 1953)
Sottosegretari Angelo Corsi (Psiup)
(1946 13 lug - 2 feb 1947)
Ernesto Carpano Maglioli (Psi)
(2 feb - 31 mag)
Achille Marazza (Dc)
(1947 31 mag - 27 gen 1950)
Grazia e Giustizia
Fausto Gullo (Pci)
(1946 13 lug - 31 mag)
G. Grassi (Pli)
pugliese
(1947 31 mag - 25 gen 1950)
Sottosegretari Achille Marazza (Dc)
(1946 13 lug - 2 feb 1947)
U. Merlin (Dc)
veneto
(2 feb - 31 mag)
G. Cassiani (Dc)
(1947 31 mag - 27 gen 1950)
V. Badini Confalonieri (Pli)
(1947 31 mag - 23 mag 1948)
Guerra
C. Facchinetti
(1946 13 lug - 2 feb 1947)

 

Sottosegretari Enrico Martino (Pri)
(1946 13 lug - 2 feb 1947)
Aeronautica
Mario Cingolani (Dc)
(1946 13 lug - 2 feb 1947)
Sottosegretari Giosuè Fiorentino (Psiup)
(1946 13 lug - 2 feb 1947)
Marina Militare
G. Micheli (Dc)
emiliano
(1946 13 lug - 2 feb 1947)
Sottosegretari Vito Mario Stampacchia (Psiup)
(1946 18 ott - 2 feb 1947)

Difesa

(Con DLgs 4.2.1947, n. 17 del Capo Provvisorio dello Stato, sono accorpati i ministeri di:
- Guerra,
- Aeronautica e
- Marina Militare)

Luigi Gasparotto (PDL)
(14 feb 31 mag)
Mario Cingolani
(31 mag - 15 dic)
C. Facchinetti (Pri)
(15 dic - 23 mag 1948)
Sottosegretari   Giuseppe Brusasca (Dc)
(14 feb 31 mag)
Luigi Chatrian
(31 mag - 22 dic)
Ugo Rodinò
(22 dic - 23 nov 1949)
  Luigi Chatrian (Dc)
(14 feb 31 mag)
 
  Francesco Moranino (Pci)
(14 feb 31 mag)
 
  Vito Mario Stampacchia (Psi)
(14 feb 31 mag)
 
Marina Mercantile
S. Aldisio
(1946 13 lug - 31 mag 1947)
Paolo Cappa
(1947 31 mag - 23 mag 1948)
Sottosegretari Giuseppe Montalbano (Pci)
(1946 13 lug - 2 feb 1947)
Giosuè Fiorentino (Psi)
(14 feb 31 mag)
 
Finanze
Mauro Scoccimarro (Pci)
(1946 13 lug - 2 feb 1947)
Finanze e Tesoro
(riuniti con decreto 2.2.1947 del Capo provvisorio dello Stato)

P. Campilli (Dc)
(2 feb - 31 mag)

Con decreto 4.6.1947 del Capo provvisorio dello Stato, viene soppresso il Ministero delle Finanze e Tesoro e sono costituiti due distinti dicasteri)

Finanze

G. Pella (Dc)
(1947 4 giu - 23 mag 1948)

Sottosegretari Giuseppe Pella (Dc)
(1946 18 ott - 2 feb 1947)
Piero Malvestiti (25 ott - 23 mag 1948)
  Giovanni Braschi (Dc)
(2 feb - 31 mag)
 
Tesoro
G.B. Bertone (Dc)
piemontese
(1946 18 set - 2 feb 1947)
 

Tesoro

G. Del Vecchio
(1947 4 giu - 23 mag 1948)

Sottosegretari Raffaele Pio Petrilli (Dc)
(1946 13 lug - 31 mag 1947)
Antonio Cifaldi
(1947 4 giu - 23 mag 1948)
Vincenzo Cavallari (Pci)
(1946 13 lug - 31 mag)
 
Bilancio
(Istituito con Dlgs del 4.6.1947 del del Capo provvisorio dello Stato)
L. Einaudi (Dc)
(4 giu - 23 mag 1948)
Industria e Commercio
R. Morandi (Psi)
(1946 13 lug - 31 mag 1947)
G. Togni (Dc)
(31 mag - 15 dic)
R. Tremelloni
(15 dic - 23 mag 1948)
Sottosegretari R. Tremelloni (Psiup)
(1946 13 lug - 2 feb 1947)
Vannuccio Faralli (Psi)
(2 feb - 31 mag)
 
Mario Assennato (Pci)
(1946 18 ott - 2 feb 1947)
Antonio Cavalli (Dc)
(2 feb - 31 mag)
  Antonio Cavalli (Dc)
(12 set - 23 mag 1948)
Lavoro e
Previdenza sociale
L. D'Aragona
(1946 13 lug - 2 feb 1947)
G. Romita (Psi)
(2 feb - 31 mag)
A. Fanfani (Dc)
(1947 31 mag - 27 gen 1950)
Sottosegretari Gennaro Cassiani (Dc)
(1946 13 lug - 2 feb 1947)
Giuseppe Togni (Dc)
(2 feb - 31 mag)
  Luciano Magrini
(22 dic - 23 mag 1948)
Commercio estero
P. Campilli (Dc)
(1946 13 lug - 2 feb 1947)
E. Vanoni (Dc)
(2 feb - 31 mag)
C. Merzagora (Indip.)
(1947 31 mag - 1° apr 1949)
Sottosegretari Giuseppe Chiostergi (Pri)
(1946 13 lug - 2 feb 1947)
Mario Assennato (Pci)
(2 feb - 31 mag)
Pietro Bulloni
(1947 31 mag - 23 mag 1948)
Agricoltura e foreste
A. Segni (Dc)
(1946 13 lug - 26 lug 1951)
Sottosegretari Velio Spano (Pci)
(1946 13 lug - 2 feb 1947)
Luigi De Filpo (Pci)
(2 feb - 31 mag)
  Giovanni Cartia
(22 dic - 23 mag 1948)
Assistenza postbellica
E. Sereni (Pci)
(1946 13 lug - 2 feb 1947)
 
Lavori Pubblici
G. Romita (Psiup)
(1946 13 lug - 2 feb 1947)
E. Sereni (Pci)
(2 feb - 31 mag)
U. Tupini (Dc)
(1947 31 mag - 27 gen 1950)
Sottosegretari Pier Carlo Restagno (Dc)
(1946 13 lug - 31 mag 1947)
  Emilio Canevari
(22 dic - 23 mag 1948)
Trasporti
Giacomo Ferrari (Pci)
(1946 13 lug - 31 mag 1947)
G. Corbellini (Dc)
(1947 31 mag - 27 gen 1950)
Sottosegretari Angelo Raffaele Jervolino (Dc)
(1946 13 lug - 23 mag 1948)
Istruzione Pubblica
G. Gonella (Dc)
(1946 13 lug - 26 lug 1951)
Sottosegretari Giuseppe Salvatore Bellusci (Pri)
(1946 13 lug - 2 feb 1947)
Ferdinando Bernini (Psi)
(2 feb - 31 mag)
  G. Perrone Capano (Pli)
(22 dic - 5 apr 1949)
Poste e Telecomunicazioni
M. Scelba
(1945 21 giu - 31 mag 1947)
U. Merlin (Dc)
veneto
(31 mag -15 dic)
L. D'Aragona (Psdi)
(15 dic - 23 mag 1948)
Sottosegretari Luigi De Filpo (Pci)
(1946 13 lug - 2 feb 1947)
Vito Giuseppe Galati (Dc)
(2 feb - 31 mag)
  Francesco De Vita
(22 dic - 23 mag 1948)
Ministri senza portafoglio
?
     
Giuseppe Togni
(15 dic - 23 mag 1948)
Repubblica Italiana

1947
Gennaio
5
, A. De Gasperi vola negli Stati Uniti per incontrare il presidente Harry Truman;
lo accompagnano:
- Menichella
- Carli
- Campilli
- Vittorio Zoppi (sostituto di P. Nenni impegnato nel congresso socialista).
[Il Presidente dl Consiglio ne ricava un chiaro prestigio ma non fino al punto di convincere fino in fondo i suoi interlocutori meritando la loro completa fiducia, se è vero che nell'autunno del 1946 il Dipartimento di Stato non sapeva ancora bene fino a che punto contare su di lui, e la sua visita in America non è valsa a dissipare tutte le esitazioni.]
9-13, Roma, XXV Congresso nazionale del Psi: Lelio Basso viene eletto segretario del partito;
11, Roma, Palazzo Barberini, una forte minoranza del Psi capeggiata da G. Saragat si stacca dal partito guidato da P. Nenni, dando vita al Partito socialista dei lavoratori italiani (Psli, nel 1952 Psdi) [vedi sotto].
13, il capo della Polizia spedisce ai Questori una nota riservata avente per oggetto «l'attività segreta di alcuni movimenti politici», con la «preghiera di far eseguire riservati ed accurati accertamenti in merito». Vi compaiono «notizie confidenziali» riferite da «fonte attendibile» circa «direttive segrete che verrebbero impartite ai propri gregari da alcuni movimenti politici per la formazione di reparti armati clandestini». Ne esce un quadro truculento:
- Messina: «nelle file comuniste militano in gran parte pregiudicati ed elementi notoriamente violenti che nutrono molte speranze in un capovolgimento sociale»;
- Bari: «il partito comunista organizzerà fra breve azioni di violenza nelle piazze allo scopo di saccheggiare derrate dai depositi e dai negozi di vendita»;
- Teramo: «è opinione diffusa che il Pci stia segretamente preparandosi ad un'azione violenta per impadronirsi del potere»;
- Pescara: «secondo voci diffuse il Pci avrebbe 4000 elementi inquadrati militarmente»;
- Padova: «sarebbero stati compilati elenchi con i nominativi di persone da arrestare e da eliminare»;
- Massa Carrara: dei partigiani comunisti ed anarchici si dice «sono in gran parte elementi senza scrupoli e capaci di assumere istantaneamente il controllo di tutta la zona apuana, sopprimendo all'occorrenza, senza distinzione, autorità ed esponenti di qualsiasi altro partito… i più torbidi elementi con la loro intransigente faziosità tengono in soggezione la popolazione carrarina».
Dal Sud al Centro e al Nord del paese, insomma, le note di Polizia non si contraddicono: il campionario di nefandezze attribuito al Pci è univoco, ed inotlre contrastante con la diserzione dal campo rivoluzionario attribuitagli.
15, Roma, l'ambasciatore inglese sir Noel Charles allerta il suo governo con una lettera inviata al Foreign Office:
«Le nostre relazioni con gli americani sono qualche volta guastate dalle istruzioni che i diplomatici statunitensi ricevono da Washington in merito alla questione ebraica.
Ritengo inoltre che il consigliere finanziario dell'ambasciata Usa non sia affatto benevolo con noi, così come non lo era l'ex addetto militare della legazione statunitense.
La situazione è ancor meno soddisfacente per quanto riguarda l' Unrra (United States Relief and Rehabilitation Administration). […]
Molti funzionari di questa organizzazione sono ebrei e il loro atteggiamento è infuenzato dalla questione palestinese
».
Israele è considerato come una sorta di intruso in un'area di esclusiva influenza inglese. Una minaccia tanto più concreta in quanto il progetto di uno stato ebraico è fortemente appoggiato dagli Stati Uniti che ora insidiano il primato di Londra anche a Roma.
Prosegue sir Noel Charles: «La verità nuda e cruda è la seguente. In Italia siamo molto più esposti degli americani, una situazione di cui gli italiani e gli americani sono ben consapevoli.
Noi inglesi siamo oggetto di continui attacchi per due motivi: le ex colonie italiane, che amministriamo, e la flotta militare italiana, di cui siamo i custodi. […]
Al contempo, non siamo in grado di elargire grosse quantità di denaro e di beni materiali, come invece fanno gli americani. Un metodo che seve loro per far dimenticare agli italiani l'impopolarità del trattato di pace
[sarà firmato a Parigi il 10 febbraio 1947] e l'occupazione militare dell'Italia. Sfortunatamente, gli italiani tendono sempre più a guardare agli americani per la loro salvezza. […]
Gli Stati Uniti d'America si trovano in una posizione di potere e di influenza assoluti in Italia e li utilizzano in maniera crescente per rafforzare la loro posizione nel paese
».
E suggerisce che:
«La Gran Bretagna coordini le sue politiche verso l'Italia in rapporto a questioni specifiche, tenendo bene a mente i propri interessi politici e strategici di lungo periodo
».
Gli agenti dell'intelligence americana, che sta monitorando le mosse inglesi in Italia (soprattutto quelle occulte), scrivono in un rapporto:
«Al giorno d'oggi, l'Italia è un vasto campo di battaglia politica e di intrighi tra le maggiori potenze. […]
Quali sono i protagonisti di questa battaglia? La Russia, la Gran Bretagna e il Vaticano. […]
Per quale motivo tale battaglia ha luogo in Italia?
Perchè essa è divenuta un punto focale degli intrighi dei vari servizi segreti, conseguenza della fine del suo ruolo di grande potenza mondiale, della sua posizione strategica nel Mediterraneo e, infine, dell'assenza di un forte governo centrale. […]
I vari servizi di intelligence puntano a controllare l'economia, la politica e la posizione strategica dell'Italia
.
Con il pretesto dell'ultraprogressismo, la Russia ha raggiunto il suo principale obiettivo: l'egemonia sul futuro economico dell'Europa. Il controllo delle materie prime europee le conferisce autoamaticamente un controllo fisico sul continente e sulla sua manodopera. Qualora tale egemonia non fosse raggiunta attraverso la conquista del potere, la Russia metterebbe in campo le sue teorie ideologiche. Di conseguenza, se l'ondata di ultraprogressismo dovesse trionfare in Italia, la Russia si troverebbe nella posizione di estendere la sua influenza al Mediterraneo.
Travolta dallo scontro frontale con gli obiettivi ideologici e materiali della Russia, la Gran Bretagna si trova attualmente sulla difensiva, anche se punta sempre a controllare economicamente vaste aree strategiche e commerciali
».
L'egemonia economica e politica di Londra sull'Italia garantirebbe solo «la sopravvivenza inglese», non la sicurezza dell'Occidente «nel bacino Mediterraneo e nel Vicino Oriente, gli unici bastioni contro le mire russe.
Il Vaticano è al momento il centro di spionaggio più importante al mondo
»
Secondo gli analisti del servizio Usa, infatti, la debolezza nello scontro con Mosca indurrà Londra a superare i conflitti secolari con la Chiesa di Roma e «a stringere un patto politico con il Vaticano», condizione chiave per espandere la propria influenza nelle aree del mondo in cui prevale il cattolicesimo.

19, nella riunione della Direzione del Pci si discute sulla questione del cambio della moneta (proposto da Mauro Scoccimarro); una misura concepita dalle sinistre come «mezzo di accertamento della ricchezza mobiliare ai fini di un'imposizione straordinaria»; tra i comunisti emergono posizioni contrastanti:
. P. Togliatti: «Sul cambio della moneta ho sempre avuto i miei dubbi… L'imposta del 10% sulla moneta da cambiare è ingiusta e solleverebbe un grande malcontento nelle masse contadine. Il risultato sarebbe scarso e costerebbe molto. Per questo motivo alla Segreteria è prevalso il dubbio circa il cambio: si potrebbe essere d'accordo se avvenisse alla pari e fosse nominativo…»;
. Mauro Scoccimarro: «Oggi gli aspetti positivi del cambio non si possono più realizzare. Si può fare un censimento della moneta in circolazione e rinunciare al cambio, non si può fare il cambio nominativo. Il problema del cambio non è essenziale»;
. G. Di Vittorio: «… si è fatto male ad avere il Ministero delle Finanze… sarebbe il colmo se oggi rinunciassimo al cambio della moneta»;
. Colombi. «Il cambio della moneta se si faceva subito era conveniente; oggi non è più la stessa cosa»;
. E. Sereni: «Il momento in cui era stata posta la questione del cambio della moneta poteva essere utile per far pagare i ricchi; attualmente nei suoi effetti sarebbe negativo»;
. Teresa Noce: «Il cambio della moneta in Francia ha dato dei risultati ottimi»;
. Mauro Scoccimarro: «Il cambio della moneta doveva servire all'accertamento della ricchezza in Italia… doveva essere fatto a scopo fiscale, contro i ricchi e non contro i poveri… Non si dica nulla ufficialmente, adesso; quando la questione verrà fuori, noi potremo dire che non siamo d'accordo sul modo come lo si vuole fare».
[Attaccato violentemente dalla destra, il progetto non è stato difeso con fermezza. È prevalsa l'esigenza di salvare la collaborazione governativa con la Dc e di risolvere senza indugi la questione istituzionale.]
Nella stessa riunione, in riferimento alla scissione socialista di Palazzo Barberini, P. Togliatti nota che P. Nenni ne è uscito rafforzato: «Ha una Direzione più omogenea, una linea più conseguente con l'unità d'azione ed avrà un gruppo dirigente con una maggior iniziativa politicia» In prospettiva , tuttavia, egli sembra preoccupato temendo addirittura che «il partito socialista di Saragat sia destinato a diventare il più forte dal punto di vista elettorale… A noi non conviene che diventi il solo e il più forte. La nostra tattica deve servire a spingere a destra il partito saragattiano… denunciandolo verso i lavoratori come scissionista e cerca (ndo) quindi di spingerlo verso destra».


22, Roma, celebrazione del secondo processo per l'assassinio di Giacomo Matteotti.
Imputati:
- A. Dumini,
- F. Giunta,
- Cesare Rossi,
- Amleto Poveromo,
unici sopravvissuti tra i responsabili del delitto e i loro complici. La Corte respingendo la tesi del delitto preterintenzionale condanna per omicidio premeditato A. Dumini all'ergastolo.
[Sconterà solo 8 anni e morirà nel 1967. La famiglia Matteotti non si è costituita parte civile al processo.] Entrato in crisi il II governo De Gasperi, il capo provvisorio dello Stato Enrico De Nicola affida a F.S. Nitti l'incarico per un governo di larga coalizione (con l'obbligo però di "imbarcare" V.E. Orlando il quale invece non ha nessuna intenzione di entrarci; in un incontro "urlato" a tre in casa di V.E. Orlando (il terzo è B. Croce) avviene una rissa verbale: V.E. Orlando dichiara di negargli la propria collaborazione, F.S. Nitti risponde ricordandogli presunti trabocchetti al momento del suo governo (1919-20) che V.E. Orlando avrebbe ordito onde cotrastare la nazionalizzazione delle assicurazioni sulla vita; V.E. Orlando replica che mentre stava tentando di mettere insieme i cocci di Caporetto F.S. Nitti tramava per conquistare la leadership governativa appoggiandosi indifferentemente all'una o all'altra parte… B. Croce, urlando come gli altri, in nome di un Mezzogiorno tradito appoggiava F.S. Nitti non risparmiando però neppure a lui accuse di errori o omissioni;
G. Andreotti, presente alla scena per un caso fortuito ma non visto dagli urlanti, ridimensionerà da questo momento il suo concetto sul filosofo che lo aveva entusiasmato con il suo Perché non possiamo non dirci cristiani.
[G. Andreotti, Visti da vicino, Rizzoli 1982]

Febbraio
2
, A. De Gasperi forma il III governo che ottiene la fiducia dalla Costituente con Umberto Terracini come Presidente;
4
, nella riunione della Direzione del Pci P. Togliatti, che addossa senz'altro la responsabilità della crisi di governo su A. De Gasperi che, a suo parere, si è mosso in questo modo per difendersi dalle pressioni clerico-moderate, afferma: «De Gasperi voleva fare un governo con Saragat e Facchinetti. La sua intenzione non era di fare un governo con la destra, ma un governo democristiano con appendici a destra e al centro sinistra. La destra democristiana e gli ambienti della curia vaticana propendevano per un governo di soli democristiani. Questa soluzione era politicamente sfavorevole per la Dc…».
Analizzando le prospettive del nuovo governo P. Togliatti dichiara: «De Gasperi ha manifestato l'intenzione di fare le elezioni a giugno. Ritiene questo governo come un governo di emergenza. Si faranno le elezioni a giugno? Ne dubito… le elezioni si potranno fare a novembre. Durerà il governo fino ad allora? De Gasperi per farlo durare ha chiesto un impegno di solidarietà. Quest'impegno non è un gran che. La nostra libertà di critica resterà presso a poco quella di prima. È chiaro che ormai tutto quello che si fa viene fatto in vista dei comizi elettorali».
Così P. Togliatti ha concluso il suo intervento: niente di quello che poi diverrà il luogo comune dell' "ordine" dato da Washington di sbarcare i comunisti dal governo.
[Del resto – come concorderanno in seguito gli storici nel ridimensionare di molto la portata del viaggio americano di A. De Gasperi per quanto attiene i riflessi sulla politica interna italiana – il significato e l'esito del viaggio sono prevalentemente quelli di mgliorare la posizione internazionale dell'Italia… mentre sono piuttosto scarsi i riflessi sull'equilibrio politico interno.
[Pietro di Loreto, Togliatti e la doppiezza, 1991 Il Mulino, Bologna.]

10, trattato di pace di Parigi (entrerà in vigore il 15 settembre):
l'Italia perde:
- tutte le colonie africane (tranne la Somalia che mantiene in amministrazione fiduciaria), il Dodecaneso, l'isola di Saseno e la concessione di Tientsin;
deve cedere:
- alla Francia: il Piccolo san Bernardo, il Moncenisio, il monte Tabor e la zona del monte Chaberton, le valli comprendenti Briga e Tenda;
- alla Iugoslavia: gran parte dell'Istria, Fiume, Zara, le isole di Cherso, Lagosta e Pelagosa;
deve accettare infine lo statuto del Territorio libero di Trieste;
le sono imposte gravi limitazioni nella consistenza delle sue forze armate;
deve versare:
- 360 milioni di dollari come riparazioni di guerra;
[alla firma il marchese Roberto Lupi di Soragna]
Lo stesso mese M. Scelba scopre che l'Ufficio per la Venezia Giulia (che lui per primo ha istituito) non fa più capo al suo ministero.

All'art. 16 si legge:
«L'Italia non perseguirà né disturberà i cittadini italiani […] per il solo fatto di avere, nel corso del periodo compreso tra il 10 luglio 1943 [lo sbarco in Sicilia] e la data di entrata in vigore del presente trattato [10 febbraio 1947], espresso la loro simpatia per la causa delle Potenze Alleate e Associate o di aver condotto azioni a favore di detta causa».

Marzo
la Costituente approva l'adesione dell'Italia agli accordi di Bretton Woods.
In un discorso all'Assemblea costituente P. Togliatti afferma:
«Non vi è contrasto fra un regime socialista e la libertà religiosa della Chiesa, e, in particolare, di quella cattolica. Questa è la posizione di principio più profonda, che non solo giustifica, ma spiega la posizione che noi prendiamo in questo voto (l'art. 7). Vogliamo rendere sempre più evidente al popolo italiano questa verità».
Nel nuovo ordinamento costituzionale viene inserito il concordato del 1929 con i voti favorevoli dei comunisti.

Trieste, lo stesso mese viene sciolto definitivamente il Cln.
Nello stesso periodo, invece, si stanno rinsaldando gruppi armati facenti capo a Vittorio Vidali il comandante [Carlos] della guerra di Spagna, rappresentante dell'ala filosovietica del Partito comunista del Tlt (Territorio Libero Triestino).
[Qualora l'esercito iugoslavo avesse invaso il territorio italiano, ha garantito che i suoi uomini si schiererebbero contro Tito in difesa dell'italianità della Venezia Giulia.]

In primavera una delegazione di osovani ha un incontro riservato con Paolo Cappa (Dc), sottosegretario alla presidenza del Consiglio (predecessore di G. Andreotti), il quale fa sapere al col. Luigi Olivieri che «il Governo italiano farà di tutto per sostenere il 3 Cvl (Terzo Corpo Volontari della Libertà)».

26, in una dichiarazione P. Togliatti afferma che l'approvazione da parte del Pci dell'art. 7 della Costituzione è avvenuta «per salvaguardare la pace religiosa».



Aprile

manifestazioni di piazza contro il caro vita vengono represse dalla polizia.
16-18, nella Direzione del Pci si apre un dibattito sulla questione dei prestiti. Si tenta di trovare una soluzione, una via d'uscita alla stretta tenaglia costituita dai "principi" da un lato e dalle esigenze reali dall'altro.
Aprendo i lavori L. Longo sottolinea entrambi questi aspetti, rimarcando «l'urgenza di raggiungere un livello di vita non così anormale come l'attuale», la «insufficienza della produzione e il suo costo elevato», una «distribuzione insufficiente ed anche irrazionale (che) crea i fenomeni che conosciamo», nonché la «paralisi nello stesso processo di ricostruzione economica».
Proprio da un quadro così oscuro deriva che «il problema che si pone oggi è quello dei prestiti, che è l'unica via che ci darebbe la possibilità di avere materie prime, prodotti e strumenti che non possiamo trovare nel mercato italiano».
Posto così il problema L. Longo sgombra la strada dagli equivoci: «Siamo noi, comunisti, un ostacolo a questa esigenza che si pone all'economica italiana? Io credo di no. Se noi facciamo nostra una politica che tenga conto delle necessità e delle condizioni per cui è possibile avere dei prestiti, io credo che noi non saremmo di ostacolo; cade quindi ciò che si cerca di far apparire sui giornali e cioè che una possibilità di collaborazione economica si può avere solo escludendo i comunisti dal governo».
Questa scelta, seppure «costosa» e «dolorosa» – come riconosce il vicesegretario comunista – comporterebbe positive ricadute sul terreno politico: «Su tale base possiamo trovare un accordo con le altre forze politiche e principalmente con la Democrazia cristiana? Io credo di sì e se riusciamo a realizzare un accordo su questo terreno con la Dc non dico che avremo raggiunto la pace completa tra noi e la Dc ma la lotta si porrà su un altro piano… non avremo cioè questa situazione di crisi quasi latente, quotidiana… La democrazia italiana e la Repubblica riceverebbero un notevole consolidamento da questo accordo».
E continua: «Questa politica è contrastante con le affermazioni e le posizioni che abbiamo sostenuto fino ad oggi e che vanno sotto il nome di "Nuovo corso"? Io penso di no e penso che questo sia il solo mezzo per portare la politica del "Nuovo corso" sul piano concreto… Noi abbiamo sempre affermato la libertà d'iniziativa privata accompagnata da una iniziativa di stato, e la politica cui ho accennato non è affatto contrastante con i principi del "Nuovo corso"…». E conclude: «Riassumendo io penso che la nostra azione nella situazione attuale dovrà impostarsi su questi punti:
- nel campo della ricostruzione: prestito;
- nel campo della produzione: assicurare allo stato le leve di comando economiche (nazionalizzazione, riforma Iri);
- nel campo dell'alimentazione: assicurare l'indispensabile ai lavoratori e alla povera gente…
Su questa base è possibile trovare un terreno di collaborazione con la Dc; certo, una tale collaborazione non verrà da sé, perché in quel partito vi sono delle forze contrastanti, ma noi possiamo fare un'azione nel seno di quel partito in modo che la parte della Dc non reazionaria possa imporre a quei dirigenti una politica d'accordo con noi cioè una politica più conseguentemente popolare e democratica
».
[Quest'ultima proposizione, vale a dire la possibilità di "agire" dentro la Dc, si rivelerà irreale. Da notare l'illusione di L. Longo di poter ripristinare e consolidare l'unità nazionale, la cecità assoluta verso i nuovi equilibri internazionali che si vanno creando a livello di mercato mondiale, la sfasatura completa rispetto al modo in cui si stanno disponendo le forze in campo, appena mitigata dall'illusoria possibilità di poter intervenire all'interno di esse.]
Le posizioni di L. Longo in materia di prestiti aprono comunque un acceso dibattito:
. Mauro Scoccimarro: «L'America ci vuole tenere vincolati per offrirci dei prestiti a carattere politico». Per lui è invece necessario «risolvere il problema del commercio estero… senza una ripresa del nostro commercio estero verso Oriente non è possibile concepire un equilibrio della nostra bilancia dei pagamenti, non è possibile evitare l'inflazione».
. E. Sereni: «Sono d'accordo col compagno Scoccimarro che soltanto un ampliamento del commercio con i paesi orientali e con la Germania può risolvere questo problema: però questo è un problema che dal punto di vista dei benefici immediati non può dare un sollievo perché in questi paesi non vi sono possibilità di pagamenti immediati. Io penso quindi che oggi, nella situazione italiana, si ponga l'obiettivo dei prestiti dall'America».
Anzi per lui la questione è un'altra: egli si dice «convinto che il prestito si farà», perciò vuole che il Pci sia tra i gestori: «Noi dobbiamo strettamente legare il problema del prestito estero al problema del risanamento dell'industria italiana ed al problema della nazionalizzazione di certi settori che dobbiamo elencare… Alla domanda se è possibile ottenere un prestito estero a tali condizioni, rispondo che non credo che sia una cosa impossibile… È chiaro che se lo trattano i democristiani solo con gli americani, questi non accetteranno mai di dare un prestito alle nazionalizzazioni, ma… il partito comunista è una potenza della quale gli americani non possono non tener conto, e quindi noi dobbiamo porre in maniera esplicita il problema del nostro intervento nel trattare un prestito estero».
«Tarchiani oggi porta la Turchia in Italia, egli è il portavoce dell'America perché l'Italia faccia come la Turchia; io personalmente non ho l'impressione che De Gasperi abbia intenzione di fare dell'Italia una Turchia; può darsi che questa sia l'intenzione del Vaticano, ma io penso che De Gasperi si renda conto che senza i comunisti al Governo egli non può restare… Io credo che De Gasperi comprenda che una politica apertamente reazionaria non giovi a lui e che la Dc si liquiderebbe in un processo di questo genere».
17, la discussione continua senza staccarsi dal cliché precedente:
. Terracini: «Il problema del prestito all'Italia è più che di carattere economico di carattere politico… È possibile che gli Stati Uniti possano fare un prestito al nostro Paese fino a che la situazione politica non sia trasformata?… Il prestito servirebbe ad arrestare la svalutazione della lira, a gettare le basi di una ricostruzione economica, a tranquillizzare il Paese, ed è evidente che queste forze non hanno nessun interesse a che l'Italia ritorni in una situazione tranquilla, serena»;
. Colombi: «Io penso che bisogna non solo sottolineare ma affermare come politica del nostro partito il principio della difesa dell'indipendenza economica e politica del Paese… non dobbiamo fare mercato dell'indipendenza del nostro Paese»;
. C. Negarville: «Se Truman nella lista dei paesi che possono avere dei soccorsi dagli S. U. ha incluso la Polonia, la Romania e la Bulgaria, lo ha fatto perché tende a staccare questi paesi dall'Unione Sovietica. L'Italia invece, non è stata inclusa in questa lista e ciò significa che sull'Italia vi sono molti dubbi. È quindi un'illusione pensare di poter ricevere un prestito dagli USA, i quali lo darebbero solo a condizione che il partito comunista esca spezzato dalle prossime elezioni».
18, alla fine del dibattito interviene P. Togliatti:
«Noi facciamo una politica di alleanza di classi; la nostra politica di fronte popolare, di unità nazionale, di collaborazione con tutte le forze che vogliono contribuire alla ricostruzione del Paese… è effettivamente una politica di alleanza di classi… essa ci porta a compiere determinati atti, a dare determinati voti in Parlamento, a contenere determinate campagne, a limitare lo slancio aggressivo delle masse in determinati momenti… Ma guai se questa politica ci portasse a dimenticare quelle che sono le leggi generali di sviluppo della società e della lotta che si svolge tra le classi…(e che) una società come la nostra è una società capitalstica in sfacelo, in decomposizione… nella quale i gruppi dirigenti capitalistici conducono una lotta disperata per non perdere le loro posizioni».
E continua:
«Il nemico di classe ha dietro di sè una grande esperienza e sappiamo che non si lascerà mai definitivamente spodestare se non quando lo si potrà cacciare dai posti che aveva, e che tiene ancora, nella direzione della società… L'altro elemento, come dicevo, è una lotta internazionale acuta che non possiamo prevedere se si accentuerà ancora di più o se verrà attenuandosi attraverso componimenti temporanei… Sarebbe un errore dire che il nostro paese sta al centro di questa lotta internazionale (io credo che più vicina al centro sia la Germania che noi), però… noi siamo uno dei paesi ai quali si guarda, dall'America, dall'Inghilterra, dalle forze rezionarie del capitalismo francese, per ottenere determinati risultati ed il nostro partito è senza dubbio al centro dell'attenzione… Oggi abbiamo delle posizioni… molto più favorevoli di quelle del '19-20 però… non siamo riusciti ad introdurre nessuna di quelle che abbiamo chiamato modificazioni di struttura della società capitalistica italiana».
E ora affronta la questione dei prestiti americani:
«Al prestito americano di un miliardo di dollari dati subito io non credo… è verissimo che l'America cerca di fare dell'Italia un paese nettamente reazionario; un'Italia simile l'America forse l'appoggerebbe di più, però vi sono due considerazioni da fare: in quale direzione l'appoggerebbe? L'appoggerebbe, in fondo, in una direzione coloniale o semicoloniale. Ma vi è un motivo di carattere politico di cui occorre tener conto: l'Italia è un paese nemico, è uscito dalla guerra come un paese fascista sconfitto; l'Italia è ancora sottoposta ad un controllo internazionale; essa non è la Grecia cioè un paese alleato nel quale, giuridicamente, nessuno può mettere il naso tranne il Consiglio di Sicurezza; l'Italia invece è un paese nel quale se si sviluppasse un movimento fascista o reazionario di tipo greco, tutti possono mettere il naso ed per questo che la poltiica americana verso il nostro paese deve essere un po' più prudente di quanto non possa essere per la Turchia».
Affrontando ora più concretamente la questione all'ordine del giorno:
«Io non credo alla possibilità di un grande prestito americano, penso invece che esista un'ampia possibilità di crediti parziali… Quale deve essere la nostra posizione?… noi dobbiamo dire, come comunisti: vogliamno i prestiti, siamo disposti a partecipare a qualsiasi trattativa coi membri del governo per avere delle concessioni di credito. Ma fino a che punto possiamo andare in questa direzione? E qui dissento e non riesco a convincermi della giustezza di quanto dicono quei compagni i quali affermano che dovremmo rinunciare a parlare di nazionalizzazioni. Secondo me, questa è una concessione troppo forte… Il nostro programma di nazionalizzazioni è un programma molto moderato… comunque noi non possiamo rinunciare a due cose: prima di tutto nell'Assemblea Costituente, quando si discuterà di questi articoli della Costituzione, non possiamo rinunciare a presentare il nostro programma di nazionalizzazione dell'industria monopolistica e dell'industria chiave del paese (programma che è stato più o meno realizzato in Francia, in Inghilterra, senza parlare dei paesi che stanno ad oriente del nostro…). Non possiamo rinunciare, risanandolo, a mantenere in piedi l'IRI…».
[Questa posizione, molto possibilista sui prestiti statunitensi, sarà in seguito abbandonata di fronte all'ulteriore deterioramento del panorama politico internazionale e della conseguente più stretta pressione sovietica sui vari partiti comunisti, nella logica dello smascheramento della politica Usa, tesa ad asservire i paesi occidentali.]

30, in Consiglio dei Ministri A. De Gasperi pronuncia un discorso – diverrà famoso come il discorso sul "quarto partito":
«… i voti non sono tutto. Possiamo godere, sì, della fiducia della grande maggioranza degli elettori, ma le leve di comando decisive in un momento economico così grave non sono in mano né agli elettori né al governo. Il partito della Democrazia cristiana, il partito comunista, il partito socialista, certo sono forti, riscuotono la fiducia di milioni di elettori. Ma non sono questi elettori che decidoo ed orientano la campagna della stampa indipendente, che presenta in forma scandalistica o comunque ostile ogni sforzo che il governo fa per superae le difficoltà del momento. Non sono i nostri milioni di elettori che possono fornire allo stato i miliardi e la potenza economica necessaria a dominare la situazione. Oltre ai nostri partiti vi è in Italia un quarto partito, che può non avere molti elettori, ma che è capace di paralizzare e rendere vano ogni sforzo, organizzando il sabotaggio del prestito e la fuga dei capitali, l'aumento dei prezzi o le campagne scandalistiche. L'esperienza mi ha insegnato che non si governa oggi l'Italia senza attrarre nella nuova formazione di governo, in una forma o nell'altra, i rappresentanti di questo quarto partito, del partito di coloro che dispongono del denaro e della forza economica».
Questo discorso chiude in Italia l'esperienza breve ma importante dei governi di unità nazionale.
[Non fa parte del disegno politico di A. De Gasperi il progetto di cedere alle istanze del "quarto partito", bensì il progetto di assimilare il "quarto partito" in una coalizione nuova, e non è comunque nelle sue intenzioni escludere del tutto le sinistre dal nuovo governo.]
[Pietro di Loreto, Togliatti e la doppiezza, 1991 Il Mulino, Bologna.]

Maggio
, Portella della Ginestra [vedi lato];
la mattina stessa, il segretario di stato americano George Marshall invia all'ambasciatore statunitense a Roma James Dunn un messaggio personale in cui si legge: «… il dipartimento di stato è profondamente preoccupato del deterioramento delle condizioni politiche in Italia che conducono ad un'ulteriore rafforzamento delle forze di sinistra… il dipartimento desidera inoltre la vostra opinione sulla possibilità che A. De Gasperi abbandoni la guida del governo, o che tenti di formare un governo senza le sinistre.»;
2, l'ambasciatore italiano negli Stati Uniti Tarchiani si reca al dipartimento per determinare l'ammontare dell'aiuto economico e politico degli U.S.A. ad un governo anticomunista;
3, le sinistre abbandonano la collaborazione governativa;
5, A. De Gasperi incontra l'ambasciatore americano James Dunn e gli comunica la volontà di allargare ad altre forze politiche il governo, ma James Dunn replica che è necessario non allargare, cioè diluire il governo, ma estromettere radicalmente le sinistre.
Lo stesso giorno, nella seduta della Direzione del Pci convocata proprio «per l'esame della situazione politica» P. Togliatti riferisce sul colloquio avuto in mattinata con A. De Gasperi, nel corso del quale questi gli ha esposto un quadro della situazione a tinte molto oscure, facendogli particolarmente presente la «gravità della situazione economica» che «oggi deve sopportare un onere di spesa previsto per 80 miliardi… sicché per ristabilire un minimo di equilibrio occorrerebbe stampare carta moneta per circa 80 miliardi».
La cosa si può fare ma, a parere di A. De Gasperi, è essenziale che non si crei «una crisi nella pubblica fiducia», cioè col concorso di tutti. Chiarisce infatti P. Togliatti: «Necessita dunque, secondo l'on. De Gasperi, una concentrazione politica che dia alle diverse categorie di consumatori e produttori italiani la fiducia necessaria per superare la contingenza». E continua il leader comunista:
«De Gasperi non si è soffermato ulteriormente sugli obiettivi e sul programma in prospettiva di questa concentrazione, ma ha soltanto accennato ad alcune possibili soluzioni tecniche organizzative proponendo:
1) costituire un comitato consultivo di tecnici e rappresentanti di tutte le categorie;
2) allargare il governo, senza crisi, introducendovi rappresentanti dei gruppi politici o economici attualmente fuori della combinazione governativa, facendo questa oeprazione al termine del dibattito finanziario all'Assemblea;
o, infine, aprire una normale crisi di governo
».
Si apre così il dibattito:
. E. Sereni: si dice disposto a credere che «De Gasperi non abbia, oggi, come obiettivo immediato l'esclusione del nostro partito dal governo, ma il terrore della situazione finanziaria e della ostilità del cosiddetto "quarto partito" (il partito del capitale) gli impedisce di guardare alla situazione finanziaria con la necessaria obiettività». Secondo lui è «secondaria la questione della soluzione meramente organizzativa nella crisi», l'importante è che «il governo non accetti la linea difesa da Campilli (blocco dei salari, sblocco dei licenziamnti)»;
. G. Di Vittorio: «Alla base del tentativo di De Gasepri sta sicuramente la volontà di addossare alla classe operaia e in generale alle classi lavoratrici il maggior onere della situazione presente». Il leader della Cgil è «favorevole all'allargamento del governo ma non all'idea di portare rappresentanti della Cgil e della Confindustria al governo» perché «con tale porposta De Gasperi vuole addormentare l'organizzazione sindacale e legarla strettamente al carro governativo».
. Mauro Scoccimarro: «le giustificazioni fornite da De Gasperi sull'apertura di una crisi sono solo in parte vere; la loro esagerata gravità non riesce a nascondere il ricatto. La Confindustria ha elaborato e presentato a De Gasperi un programma economico-finanziario che, se applicato, sancirebbe la sconfitta della classe operaia ed aprirebbe pericolose avventure per il Paese».
Su questa interprestazione si ritrovano anche Colombi e Grieco.
. L. Longo: «Occorre spostare la Dc più a sinistra con un'azione decisamente offensiva che minacci le sue stesse basi politiche con proposte di misure di emergenza, controbattendo efficacemente sul piano organizzativo o propagandistico le posizioni avversarie».
6, nella successiva seduta della Direzione del Pci, P. Togliatti informa di un colloquio avuto in mattinata con E. De Nicola, il quale, consigliandogli di non prendere posizione contraria all'allargamento del governo, gli ha confidato di essere «personalmente, sulla base delle sue informazioni, del parere che De Gasperi fallirà nel suo tentativo».
In questa fase di stallo i sovietici danno il loro consiglio. Come è scritto in una nota dei servizi segreti: «È stato consigliato di accettare anche condizioni sfavorevoli, ma di prendere parte al governo come è avvenuto finora».
Ed in effetti questa è la direzione in cui si muove P. Togliatti.

12, A. De Gasperi rassegna le dimissioni dal governo anche se già sa la composizione di quello futuro;
13
, cade il "III governo De Gasperi";
A. De Gasperi incontra P. Nenni e P. Togliatti per cercare di allargare la base del governo.
Dagli Stati Uniti giungono inviti pressanti a formare un governo senza i comunisti.
A. De Gasperi, dopo il rifiuto dei socialisti di rompere il patto d'unità d'azione con i comunisti, estromette la sinistra dal governo inaugurando una nuova formula centrista con l'appoggio di liberali, repubblicani e socialdemocratici;
[La riunione della Direzione della Dc che ha discusso questa scelta di rottura con le sinistre non ha visto tuttavia unanime il gruppo dirigente democristiano: questa scelta è passata con una maggioranza di 12 contro 3.
Comunque, in questa situazione di certo c'è soltanto che A. De Gasperi è convinto di andare alle elezioni in autunno…]
A. De Gasperi forma il IV governo con l'impegno di difendere la lira e diminuire l'inflazione; grazie all'assistenza finanziaria del "piano Marshall" porta a compimento la stabilità monetaria;
dopo la rottura dell'unità nazionale e l'estromissione dal governo dei comunisti e dei socialisti, il Pli (Partito liberale italiano) partecipa a quasi tutte le coalizioni centriste della Dc.
20, su «l'Unità» P. Togliatti ricorda a tutti come «uno degli obiettivi principali» del Pci fosse stato a suo tempo proprio «di evitare che l'Italia, cacciati i tedeschi e i fascisti, cadesse in preda alla guerra civile».

24, nella Prefettura di Venezia, presso la sede dell'Ufficio per la Venezia Giulia, sono convenuti (fino al 10 giugno) i rappresentanti delle attività culturali, educative e sportive e gli esponenti della vita politica giuliana. Tra questi:
. dott. Alberto Alberti, presidente del Comitato per l'Assistenza postbellica di Trieste;
[Egli riferisce sulla attività svolta dal Comitato stesso, insistendo sulla necessità di ottenere l'assegnazione continuativa di una sovvenzione mensile non inferiore a lire 30.000.000 per l'assistenza ordinaria ai profughi, ai sinistrati, ai congiunti di internati civili e militari, ai reduci militari e civili in vista poi della situazione che si verrà a creare in Trieste per effetto dell'esecuzione del Trattato di pace, egli chiede istruzioni sulle forme di assistenza che il Governo italiano intenderà assumere. […]
Particolari premure egli infine rivolge per la pronta assegnazione del contributo di lire 60.000.000 per il finanziamento delle colonie estive, sottolinenando l'importanza politica che esse assumono in un settore tanto tormentato della vita politica nazionale, dove sono in pieno sviluppo gli allettamenti delle organizzazioni slave-comuniste per attrarre nella loro sfera d'azione i bambini italiani e le loro famiglie.]
25 e 28, una delegazione per la provincia di Gorizia costituita da:
. avv. Huges, Presidente di Zona,
. avv. Stecchina, presidente del comune e membro del Cln,
. dott. Capon, capo di gabnetto della prefettura e presidente del Comitato Profughi,
. Gallarotti Franco, universitario della Fuci,
. Quacchia Miro, universitario della Fuci,
riferisce sulla situazione politica generale del Goriziano e particolarmente sui seguenti argomenti:
- costituzione di un centro studi… (prima sovvenzione richiesta: lire 1 Mne);
- iniziative storico-artistiche letterarie del comune ecc. (contributo richiesto: lire 1 Mne);
- Colonie estive, ecc. (contributo richiesto: lire 1 Mne);
- Associazione reduci, mutilati e vittime civili (contributo richiesto lire 2 Mni per la Federazione Reduci, lire 1 Mne per i Mutilati);
- sostegno del comune di Gorizia per la realizzazione di mense, alloggi, avviamento al lavoro, assitenza sanitaria, ricovero ospedaliero.
Alla fine viene disposto un aiuto mensile, per un periodo iniziale di otto mesi, di oltre 5 Mni di lire.
ecc. ecc.

Giugno
3
, una cicostanziata relazione delal Direzione Generale della P.S. dà conto di come, in occasione della consultazione referendaria dell'anno precedente, delle dubbiose operazioni siano state condotte dai vertici dell'esercito.
Il rapporto informa appunto che l'anno prima, allo scopo di stroncare ogni eventuale disordine «… si fece affidamento oltre che sui reparti mobili della P.S. e dell'Arma dei Carabinieri, anche sull'Esercito, col quale si dovettero superare non lievi difficoltà, non soltanto per l'impiego dei reparti in servizio d'ordine pubblico, che s'intendeva sottrarre all'autorità politica, ma anche in materia di specifiche competenze e responsabilità».
La nota infatti denuncia:
«Le autorità militari mostravano di essere investite di talune attribuzioni, come ad esempio della facoltà di impartire ordini in materia di uso delle armi, ove se ne fosse presentata la deprecabile eventualità, equivocando evidentemente sulla interpretazione delle norme relative alla proclamazione dello stato di pericolo pubblico e dello stato di guerra, se pur non si voglia pensare che si mirava, con tale atteggiamento, a mantenere posizioni ritenute decisive in caso di gravi disordini».
Lo stesso giorno, nella riunione della Direzione del Pci, denunciando l'azione dei «circoli reazionari del capitalismo nazionale ed internazionale su De Gasperi» per «l'esclusione dei comunisti dal governo», P. Togliatti ripercorre l'iter della vicenda:
«La crisi si è aperta per la caparbia ed unilaterale volontà del presidente De Gasperi. Di fronte ad essa, la posizione del Pci fu di cercare la soluzione su base democratica e parlamentare. Il tentativo di Nitti fu da noi appoggiato perché, pur partendo da premesse assai lontane… finiva per arrivare ad una linea da noi ritenuta soddisfacente. Il tentativo di Orlando ebbe importanza minima… La designazione di De Gasperi fu unanime e di fronte a essa noi non avevamo alcuna obiezione di principio. Sin dall'inizio però le trattative si rivelarono assai difficili… Si arrivò alla conversazione del Palazzo della Consulta, durante la quale De Gasperi parlò di una presunta sfavorevole ripercussione in America dell'articolo di risposta a Summer Wells. Ma neppure in questa occasione du detto chiaramente, anche se tutta l'intonazione di De Gasperi poteva convincere del contrario, che egli intendeva escludere i comunisti dal governo.
Nell'ultimo colloquio, il terzo della serie, De Gasperi propose la formula del governo politico democristiano con tecnici presi dai vari settori, non con criterio politico e parlamentare, ma di sola competenza. Opinione mia e della Segreteria fu di non accettare, poiché si trattava di entrare con un solo posto in un governo in cui otto o nove democristiani avrebbero avuto in mano tutte le leve più importanti
».
A questo punto P. Togliatti passa ad analizzare gli scenari possibili e il nuovo ruolo in cui viene a trovarsi il Pci, esortando ad «essere un partito di governo che non faccia solo una sterile opposizione, ma che affronti e proponga soluzioni adeguate per la risoluzione dei problemi».
Aggiunge P. Togliatti:
«La situazione e le sue prospettive di sviluppo non devono essere considerate con leggerezza e faciloneria, alla maniera del compagno Nenni, e non deve essere esclusa la prospettiva di un lungo periodo di opposizione. Nella situazione attuale occorre impedire che il partito e le masse che ci seguono scivolino su posizioni che conducano alla lotta armata». E conclude:
«In definitiva occorre basarsi su questi punti:
- escludere ogni possibilità di passaggio all'azione violenta;
- mantenere, seppur con tono diverso, la duplicità della nostra azione politica aumentando la sfiducia nei confronti del governo e mantenendo il più possibile a sinistra il blocco delle forze parlamentari che si sono opposte a De Gasperi
».
Altri interventi:
. Spano: «Per quanto riguarda la tattica nei confronti del nuovo governo, (non è) possibile né conveniente rovesciarlo subito e (si) consiglia pertanto l'astensione dal voto»;
. Umberto Terraccini: (che riferisce tra l'altro di un colloquio avuto con A. De Gasperi il quale gli ha detto di considerare il nuovo governo come «un governo di passaggio»).
«Non è possibile astenerci, ma il nostro voto, pur in una formula ed in una misura che bisognerà studiare, dovrà essere necessariamente contrario»;
. Pajetta: «Non si debbono inasprire i rapporti con la base della Dc ma, dovunque è possibile, migliorarli… è giusta la posizione della nostra astensione al voto»;
. P. Secchia: «Cercare di eliminare subito il governo democristiano per scongiurare il pericolo di un rinascente ed aggressivo fascismo, per evitare che l'apparato, in mano loro, si rivolga contro di noi. Occorre dunque votare contro e manovrare per un governo o una combinazione governativa migliore».
4, nel prosieguo della riunione della direzione del Pci l'incertezza nei confronti delle cose da fare non si scioglie. Mentre Amendola e Scoccimarro dichiarano che «è necessario che il Gruppo parlamentare voti contro il governo», per «rovesciarlo subito», C. Negarville invece dice «dobbiamo puntare su un governo ancora democristiano, ma senza De Gasperi».
5, alla fine del dibattito P. Togliatti tira le somme riproponendo la sua ottica basata su una tattica parlamentare flessibile:
«Durante la discussione si deve attaccare decisamente il governo e si deve riuscire ad avere un voto di fiducia contrario, possibilmente non presentato da noi… Per il momento, quindi, avere la linea di votare contro, conquistando il maggior numero dei voti».

10, in una relazione con la quale un anonimo funzionario – forse lo stesso S. Innocenti – intendendo ragguagliare il prefetto di Gorizia Mario Micali sull'attività svolta fino a questo momento, troviamo una minuziosa descrizione del modus operandi dell'Ufficio per la Venezia Giulia poi Uzc (Ufficio zone di confine).
Trieste, lo stesso giorno viene fondata la Giunta d'intesa dei partiti (anche in seguito al definitivo scioglimento, a marzo, del Cln), cui vengono inviati i fondi provenienti da Roma, che saranno poi distribuiti proporzionalmente fra ogni movimento politico.
Al suo interno riunisce i comitati direttivi di:
- Democrazia cristiana,
- Partito Repubblicano,
- Partito socialista per la Venezia Giulia (d'ispirazione socialdemocratica e anticomunista),
- Partito liberale,
- Uomo qualunque,
- Unione nazionale (gruppo politico).
A capo è Gianni Bartoli (futuro sindaco di Trieste).
Per quanto attiene ai rapporti con l'Uzc (Ufficio zone di confine) è stabilito che i finanziamenti che esso concede dovranno essere così ripartiti:
- Democrazia cristiana: 30%,
- Partito socialista e Partito Repubblicano 40%,
- Unione nazionale delle Libertà, 30%.
Nell'ultima parte della relazione sull'attività dell'Uzc inviata al prefetto di Gorizia Mario Micali, si affronta il tema del sostegno finanziario fornito a strutture paramilitari anticomuniste dislocate lungo il confine orientale.
[Non appena si comincia ad entrare nell'argomento, il testo risulta mancante di tre pagine, proprio quando si appresta a fare riferimento alle attività del col. Prospero Del Din
Da altri documenti risulta tuttavia chiaro come egli sia uno dei principali propugnatori nell'intero Nordest di attività segrete anticomuniste per poi, nel 1956, collaborare anche alla creazione di "Gladio".
Fin dagli immediati giorni postbellici – set/ott 1947 – ha formato un gruppo clandestino d'ispirazione nazionalista sorto spontaneamente nella valle del Natisone, chiamato "Movimento tricolore Valli del Natisone", «per reazione alle vessazioni e agli eccidi perpetrati dalle truppe jugoslave».
In una nota del 30 settembre, il col. Giovanni Cappa, capo dell'Ufficio informazioni del comando militare di Udine, ribadirà che non si tratta di uno squadrista – contrariamente a quanto scritto dall'«Unità» – ma di un componente dello stesso Ufficio informazioni (senza che sia specificato il suo effettivo incarico).
Da una nota con cui, nel gennaio 1949, il prefetto di Udine informerà la presidenza del Consiglio che il colonnello è creditore nei confronti dello stesso Uzc di una somma di oltre 7 Mni di lire, in virtù di «iniziative varie svolte nei mesi precedenti», conferma l'esistenza di uno stretto legame tra lui e le l'Uzc.]


Il governo pone una taglia di 3 milioni per la cattura del bandito S. Giuliano.
19
, parlando all'Assemblea costituente, l'on. P. Nenni dichiara:
«Ci farebbe orrore una repubblica clericale, ma non ci auguriamo neppure la repubblica del petit père Combes. Ci sono altri problemi… Oggi, guardando il banco del governo, malgrado qualche ostaggio come l'on. Sforza, c'è da domandarsi se la Città del Vaticano non abbia dilatato i suoi confini a tutta Roma, a tutta la penisola. Vi conviene, on. De Gasperi, e conviene alla Democrazia cristiana? Non dico se convenga alla Chiesa, perchè la Chiesa qui non dovrebbe entrarci, come non c'entra la religione; giacché se la religione c'entrasse le cose sarebbero andate in modo diverso. Cosa è valso al mio amico Togliatti votare l'art.7?»
P. Togliatti lo interrompe: «Aspetta, aspetta…» e P. Nenni replica: «Per lo meno nell'ambito governativo e parlamentare non è valso a niente».
[Ma l'orrore di P. Nenni per una repubblica clericale ben presto svanirà].

21, viene varato il "IV governo De Gasperi";
23, Tribunale di Locri (Reggio Calabria), si apre il più grande processo politico del dopoguerra.
Per contenere tutti i 365 imputati, il magistrato è costretto a spostare le udienze in un ex pastificio appositamente trasformato in corte di giustizia.
Poco dopo viene stabilito che il reato di cui gli imputati sono accusati (la sollevazione armata del piccolo centro di Caulonia - 15 mila abitanti) ricade nei crimini prescritti dall'amnistia di P. Togliatti dell'anno precedente.
[vedi Repubblica di Caulonia]
Vengono condannate solo tre persone:
. Ilario Bava,
. Giuseppe Menno,
per aver ucciso un prete;
. P. Cavallaro sindaco comunista del paese e – secondo la magistratura – mandante diretto dell'omicidio.

30, Venezia, durante un comizio A. De Gasperi viene violentemente contestato da folti gruppi di manifestanti comunisti accorsi da una piazza vicina, dove il Pci cittadino ha organizzato una contro-iniziativa sul tema «La Dc è un partito democratico?».


Luglio
, «Il Popolo» protesta vibratamente: «La Democrazia progressiva è in atto!».
Lo stesso giorno, nel corso del Comitato Centrale P. Togliatti, ammettendo il peso che hanno assunto i condizionamenti internazionali negli sviluppi politici dell'Italia, dice:
«Si poteva evitare il rafforzamento delle posizioni del capitalismo nel nostro paese? Io credo che le condizioni essenziali per evitare questo rafforzamento mancavano, mancava cioè la possibilità che la lotta politica si potesse svolgere al di fuori dell'intervento delle forze straniere».

4, Torino, [«il Popolo» 5.7.1947] parlando al Teatro Carignano, subito dopo l'estromissione delle sinistre dal governo, il vicesegretario della Dc, P.E. Taviani, afferma: «Noi sappiamo che gli altri partiti hanno degli informatori nelle nostre file».

Milano, un comizio dell'esponente cattolico Dino Del Bo viene interrotto non senza tafferugli e scontri con la polizia.

Altri scontri, ancora in occasioni di manifestazioni antidemocristiane, si registrano a Genova, Pisa, Terni e in altre città.

5, Milano, [«il Popolo» 6.7.1947] il sottosegretario agli Interni, Achille Marazza (Dc), denuncia il carattere preordinato delle agitazioni e avverte: «Compito del governo è di garantire l'ordine pubblico assumendosi la responsabilità di ogni azione tesa a mantenerlo».
Nello stesso giorno il Consiglio Nazionale della Dc vara un programma che prevede al primo punto «la tutela delle libertà civili e dell'ordine pubblico», messi a repentaglio dalle reazioni socialcomuniste alla svolta impressa da A. De Gasperi alla politica italiana nel mese di maggio.

7, su «Rinascita» Walter Audisio scrive di un «pullulare delle organizzazioni clandestine fasciste», elencando le seguenti:
- F.A.R. (Fasci d'Azione Rivoluzionaria);
- S.A.M. (Squadre d'Azione Mussolini);
- E.C.A. (Esercito Clandestino Anticomunista);
- L.U.P.A. (Lega Unificata Patrioti Anticomunisti);
- A.I.L. (Armata Italiana di Liberazione, in seguito Armata Italiana della Libertà;
- M.A.C.R.I. (Movimento Anti Comunista Rivoluzionario Italiano);
- F.A.I. (Fronte Anticomunista Italiano), ecc.
Ognuna di queste «pseudo organizzazioni» – nota Walter Audisio – è in concorrenza con l'altra, salvo che per la «certezza dell'immancabile vittoria al prossimo colpo di stato che avverrà all'ora x del giorno y del mese z».
Infine per Walter Audisio «è certo che da tempo si sta tentando di far convergere tutti i vari movimenti fascisti clandestini in un unico crogiuolo, quello del Movimento Sociale Italiano».
[Pietro di Loreto, Togliatti e la doppiezza, 1991 Il Mulino, Bologna.]

Avviene – secondo un report dell'intelligence inglese – un incontro tra:
. Prospero Del Din,
. tal [Spina] (definito il responsabile del 3Cvl in area veneziana e mai identificato con certezza);
. Stefano Jacini, ex ministro della Difesa nel "governo Parri",
per discutere di un progetto che prevede l'unificazione dei vari movimenti anticomunisti operanti nell'Italia settentrionale.
A caldeggiare questo piano sarebbe stata la sezione italiana dei servizi segreti americani e a farsene latore verso gli osovani è il col. Charles Poletti, già capo dell'Amgot (Amministrazione alleata dei territori occupati).

Agosto
15
, una misteriosa "ordinanza 12/13", emanata da un ignoto Partito Comunista Internazionale – intercettata dai servizi di sicurezza e trasmessa dal Capo della Polizia al Ministero dell'Interno – segnala una «riunione clandestina» del suddetto partito, avvenuta qualche giorno prima a Milano, alla quale avrebbero partecipato esponenti del Pci, ex combattenti di Spagna, nonché un agente jugoslavo indicato come il "capo provinciale della 18ª Sezione Terroristica in Italia".
In tale ordinanza si danno indicazioni per «affrettare l'addestramento dei compagni affinché siano tutti in grado di acquistare padronanza dei tipi più svariati di armi». Si raccomanda inoltre: «Nei vari partiti e movimenti dell'Alta Italia: Democrazia Cristiana, Partito Liberale, A.I.L. (Assoc. Cristiana Lavoratori Italiani), Uomo Qualunque, introdurre elementi fidatissimi per avere tutte quelle informazioni che ci necessitano».
Rifacendosi poi allo «stato di emergenza in cui si trova oggi il paese» si raccomandano «severe misure di sicurezza durante le manifestazioni pubbliche con uomini che devono essere assolutamente armati». E per finire:
«Se fra i nostri elementi vi fosse qualcuno che per paura di aver sbagliato volesse tornare sui suoi passi, il comandante di plotone, raggruppamento, brigata, ecc. deve eliminarlo senza esitazione, altrimenti è responsbaile egli stesso degli ordini non eseguiti».
L'inchiesta ulteriore disposta dal Ministero dell'Interno finisce per rafforzare il mistero…
Il Capo della Polizia infatti trasmette alte notizie in una "nota" cui allega un appunto particolare sul Partito Comunista Internazionale che, però, non arriva mai a destinazione, tant'è che la "nota" viene passata in archivio con la dicitura a matita «pervenuta in Archivio senza allegato».
Chi fa sparire e perché questi documenti? Quali retroscena nascondono questi episodi?
Certo, in determinati apparati dello stato – ma non solo – c'è chi ha interesse a soffiare sul fuoco della polemica anticomunsita; ma è altrettanto vero che non mancano – dentro e fuori il Pci – gli oppositori di P. Togliatti, determinati a screditarne in un modo o nell'altro la linea politica, avvalendosi magari dell'azione di agenti dell'Est, la cui presenza in Italia è un fatto conclamato.
La cosa del resto non sfugge ai servizi di sicurezza.
A Milano la sede dell'Anpi di via del Conservatorio, si scopre «effettivamente frequentata da elementi stranieri (jugoslavi in maggioranza), soggiornanti in Italia con la falsa qualifica di agenti di commercio» i quali «cooperano all'opera sobillatrice e sabotatrice del Pci».
[Pietro di Loreto, Togliatti e la doppiezza, 1991 Il Mulino, Bologna.]
23, il col. Antonio Fonda Savio, già componente del Cln triestino e capo dell'Api (Associazione partigiani italiani), lancia un primo allarme sul rischio che all'interno dei Circoli triestini la faccia da padrone l'ala più violenta e radicale; con una lettera al prefetto Silvio Innocenti egli si dice molto preoccupato per il modo con il quale l'Uzc (Ufficio Zone di Confine) distribuisce il denaro, che «troppo spesso» finisce nelle mani di elementi sconosciuti e privi delle necessarie credenziali.
In particolare, invita il prefetto a vigilare sulle azioni degli uomini del Circolo Oberdan-Rossetti di Francesco Macaluso, verificandone l'affidabilità democratica e la sincerità dei sentimenti patriottici.

Il Partito d'Azione confluisce nel Psi.

Estate, Costantino Preziosi, presidente del Cln di Roma invia questa lettera al Ministro dell'Interno e al Presidente del Consiglio:
«Non avevo risposto alla circolare – [circolare della Presidenza del Consiglio n. 81956, del 17.10.1946] – in quanto pensavo che non potesse riguardare il Cln di Roma, che ho avuto l'onore di presiedere dall'ottobre 1944, data della sua nuova costituzione, fino al luglio del 1946, data del suo scioglimento. Ma poiché ella insiste… tengo a precisare che nessun obbligo vi è da parte nostra di presentare rendiconti, poiché non abbiamo avuto mai, né abbiamo chiesto, alcuna somma, a nessun titolo, né da parte della Presidenza del Consiglio, né da parte di altri ministeri ed enti pubblici o privati…
Se poi la Presidenza del Consiglio volesse sapere da me quanti soldi ho speso di tasca mia per mezzi di locomozione e per spese di telegrammi e di posta quando la cassa era vuota, per rimborsarmi, può significare a chi di competenza che li ho ben spesi e non ne chiedo il rimborso. Tanto era doveroso significarle».


Settembre
6
, in un un documento del Sis (Servizio informazioni e sicurezza) – rintracciato in seguito nell'Archivio Centrale dello Stato a Roma – si legge:
«È sorta in Italia e all'estero – in Francia, Austria e Germania – un'organizzazione anticomunista fra i profughi dei paesi soggetti alla Russia. Nei diversi campi di profughi, elementi dell'organizzazione riuniscono persone fidate e di provati sentimenti anticomunisti. Le prime notizie sono giunte tramite informatori del campo di Trani dove, attualmente, trovansi 1900 profughi, dei quali circa 1600 sono jugoslavi. Sembra che l'organizzazione in parola sia sotto l'egida inglese. […]
Il capo del movimento per l'Italia è il generale Marko Mihajlovic, in Roma. Il centro internazionale del movimento è a Pariggi
».

Nello stesso tempo il direttore Capo divisione del Sis riferisce di una missione «segreta» del Ministro plenipotenziario in Italia Mladen Ivekovic, presso «l'esecutivo del Partito comunista italiano, in via delle Botteghe Oscure», fatta allo scopo di «assicurare i dirigenti del Pci che il Maresciallo Tito sarebbe disposto a dare ulteriore e maggiore apporto di armi e munizioni per il potenziamento delle forze armate comuniste in Italia».

Lo stesso mese, un dettagliato rapporto inviato dal Ministero della Difesa a quello dell'Interno ed avente per oggetto proprio "l'Attività slavo-comunista", denuncia l'invio in Italia, da parte di una «sottocentrale comunista di Lubiana», di «qualche migliaio di attivisti», i quali «al momento opportuno dovrebbero essere le avanguardie del movimento insurrezionale comunista in Italia». La nota svela pure che già si segnala nel nostro paese la presenza di «alcuni di tal agenti entrati recentemente sotto la veste di profughi giuliani».

15
, entra in vigore il trattato di pace di Parigi (del 10 febbraio):
in virtù delle clausole stabilite, sono restituite:
- alla sovranità italiana:
il Goriziano e il resto del Friuli;
- alla sovranità jugoslava:
gran parte dell'Istria, Fiume, Zara, le isole di Cherso, Lagosta e Pelagosa;
mentre Trieste e il suo circondario vanno a costituire la zona A del Territorio Libero di Trieste, che continuerà ad essere amministrata dagli alleati sino al 26 ottobre 1954. (vedi patti di Londra)
Per il governo italiano la situazione del confine orientale rappresenta una sconfitta politica in sede internazionale.

17, Aquileia, [«l'Unità 18.9.1947] Giordano Pratolongo, dirigente del "servizio d'ordine" comunista, indicato in un rapporto di polizia quale "braccio destro" di Walter Audisio, viene aggredito e ferito in manifestazioni neofasciste; in un'interrogazione al Ministero dell'Interno, denuncia le azioni squadristiche, avvenute sotto la protezione delle baionette alleate e della Polizia Civile, composta per la maggior parte da squadristi, ex agenti dell'Ovra, seviziatori di partigiani e collaborazionisti fuggiti da altre province d'Italia».

18, un secondo documento del Sis (Servizio informazioni e sicurezza) – rintracciato in seguito nell'Archivio Centrale dello Stato a Roma – parla di un «Fronte anticomunista europeo» in cui sono confluiti «ex fascisti epurati, amnistiati, scontenti, ex appartenenti alle Brigate nere, elementi delle forze armate, comunque eliminati dai ruoli e dai quadri, e numerosi elementi della Marina e dell'Aviazione».
Il Fronte «sarebbe organizzato sul sistema delle cellule comuniste». E uno dei capi sarebbe un «certo Melgunov», il quale mantiene «buoni rapporti col gruppo degli ex socialisti-rivoluzionari russi in Francia, anticomunisti accaniti, che a loro volta mantengono relazioni con elementi laburisti inglesi».

Roma, si tiene il congresso dell'Uomo qualunque, fondato da Guglielmo Giannini.

Con l'entrata in vigore del trattato di pace di Parigi, il col. Mario Zitelli, in accordo con Luigi Olivieri e Prospero Del Din, preferisce cambiare nome alla rinata brigata "Osoppo" e denominarla 3 Cvl (Terzo Corpo volontari della libertà) per far in modo di «stornare e confondere le indagini del servizio informazioni iugoslavo e del Pci».
18/19, nella notte si schierano nella zona di Clabuzzaro-Clodig un battaglione del LXXVI Reggimento Fanteria ed una batteria della Divisione Mantova. Le formazioni del 3Cvl passano agli ordini di quel comandante di battaglione.
20, [«l'Unità 20.9.1947] All'Assemblea Costituente P. Togliatti denuncia la ripresa dello squadrismo:
«Quando vediamo che l'avversario anziché disarmare approfitta anche di quelle prove tanto grandi di generosità che abbiamo dato nei suoi confronti, per condurre con le stesse armi di ieri la stessa lotta che ieri condusse e che ci ha portato dove ci ha portato, allora signori, siamo perplessi e diciamo: Qui c'è un equivoco ed un errore. Qui si sorprende la nostra buona fede».

Lo stesso mese monta intanto la protesta di base:
Casale Monferrato, si registra un'«agitazione spontanea operaia e partigiana per la mancata esecuzione dei criminali di guerra».
Gravina (Puglia), ci si mobilita «per trasformarsi in repubblica rossa»;
Valle Padana, «600.000 braccianti scendono in uno sciopero che dura dodici giorni»;
Calabaria, si registrano «occupazioni di terre come nel '43, come nel '20».
[Danilo Montaldi, che ha riportato questi dati, li commenta nel senso che «le sinistre non intendono farsene il cavallo di battaglia per un ritorno al governo»: anzi, esse si comportano «come se la responsabilità venga da destra, non da una rivendicazione di diritti da parte delle classi lavoratrici».
La verità è che P. Togliatti ha il fondato timore che il riemergere di iniziative di proptesta da parte operaia e bracciantile, dure e spontanee in gran misura, finisca per coniugarsi con lo scontento partigiano, così da dar luogo ad una miscela esplosiva, difficilmente controllabile dall' "Apparato" stesso del partito, e semmai utilizzabile in chiave di provocazione.]
[Pietro di Loreto, Togliatti e la doppiezza, 1991 Il Mulino, Bologna.]

Ottobre
7
, nella riunione della Direzione del Pci, la prima dedicata all'analisi delle deliberazioni del Kominform appena costituito in Polonia, la relazione di L. Longo dà per scontato il fatto che occorra «modificare la nostra linea», poiché, egli dice, citando direttamente Andreij Zdanov, l'ideologo del Pcus, «esistono oggi nel mondo due blocchi e non si tratta più soltanto di evitare la loro costituzione». Afferma inoltre: «Gli interventi dei compagni jugoslavi, polacchi e del compagno Zdanov, hanno dimostrato che essi posseggono un'informazione dettagliata della nostra situazione…».
Tuttavia non vi è unanimità sulle nuove tesi cominformiste, ed anzi gravi contrasti si aprono in parte con Mauro Scoccimarro e soprattutto con Umberto Terracini.
8, quest'ultimo contesta tanto la forma quanto la sostanza di quanto si deve discutere. Inizia proponendo una questione di principio: «Occorre senz'altro aderire e favorire la nuova organizzazione ma le questioni che sono state poste alla Conferenza sono di una tale importanza che solo il Comitato Centrale e forse anche il Congresso hanno il potere di deciderle».
Subito dopo Umberto Terracini chiarisce il suo punto di vista:
«Che cosa è stato detto a questa riunione? Per quanto riguarda il nostro partito, quello che noi già pensavamo; i compagni degli altri partiti terorizzano l'azione politica senza tenere conto di un dato di fatto che è costituito dalla presenza delle forze d'occupazione… se noi cambiassimo oggi la nostra politica radicalmente, perderemmo i contatti con gli altri ceti, anche se la classe operaia e i contadini potrebbero temporaneamente rafforzarsi. Qualche correzione si può sempre fare, ma non mi sembra che la nostra politica debba essere sottoposta a profonde modifiche. Inoltre non è neppure esatto dire – e la critica, qui, non è fondata – che noi non abbiamo difeso a sufficienza la politica di pace dell'Unione Sovietica; al contrario, noi non abbiamo ricevuto nessum aiuto da essa, neppure ultimamente, quando gli Stati Uniti, con un gesto demagogico ma che tocca profondamente esigenze popolari, hanno rinunciato alla loro quota della flotta italiana».
Ad un intervento tanto polemico, anzi ai limiti dell'eresia specie riguardo ai rapporti con l'Urss, L. Longo replica immediatamente:
«Non possiamo essere d'accordo che soltanto il Comitato Centrale e il Congresso hanno la possiblità di una legittima iniziativa politica… Terracini inoltre mi pare che attenui pericolosamente il valore dei documenti usciti dalla Conferenza di Informazione. La constatazione dell'esistenza già attiva dei due blocchi, è per noi un fatto nuovo poiché da tutta la nostra azione non risulta una impressione viva del pericolo imminente di una guerra».
La riunione viene aggiornata in serata, ma qui si realizza una nuova presa di distanze dal Cominform, quella di Mauro Scoccimarro, in un intervento ricco peraltro di significative ammissioni:
«Il compagno Togliatti nell'ultimo C.C., ha già affermato l'esistenza dei due blocchi e la necessità di prendere posizione per quello diretto dall'Unione Sovietica. I nostri delegati alla Conferenza non hanno sufficientemente esposto e difeso questo punto… Sono d'accordo che siano stati commessi degli errorti, ma non credo che occorra portare oggi un mutamento sostanziale alla nostra linea… Anche quando abbiamo sottolineato la nostra indipendenza di partito dall'Unione Sovietica, lo abbiamo dovuto fare per… essere difensori verosimili dei nostri interessi nazionali. Noi non abbiamo mai pensato alla possibilità di uno sviluppo pacifico verso la democrazia progressiva e il socialismo… In complesso… credo che non si debbano apportare grandi mutamenti alle nostre prospettive di lavoro».
Dopo queste parole, la reazione dell'ala "dura" del Pci non si fa attendere:

. Colombi: «Dichiaro subito che sono profondamente in disaccordo con quanto hanno detto i compagni Terracini e Scoccimarro. Il linguaggio di Terracini, soprattutto, mi pare che non sia un linguaggio da bolscevico e le sue critiche, pericolosamente formalistiche, denotano un disaccordo sostanziale su alcune questioni fondamentali… La posizione di Scoccimarro giustifica i rilievi che ci sono stati fatti e documenta che ancora oggi esiste la possibilità di mettersi su una strada sbagliata…»;

. Pajetta G.C.: «Approvo in pieno l'operato della delegazione; dagli interventi che mi hanno preceduto rilevo che è ancora scarsa la nostra capacità autocritica… Noi abbiamo avuto, e forse abbiamo ancora oggi, paura di difendere e di batterci per l'Unione Sovietica… da vario tempo sto notando che nei locali delle Sezioni e delle Federazioni del partito mancano persino i ritratti di Stalin…»;

. P. Secchia: «Sono d'accordo con quanto hanno detto Colombi e Pajetta; sono d'accordo nell'approvare l'atteggiamento avuto dalla nostra delegazione… Sull'intervento di Terracini, io sono completamente in disaccordo… Io riconosco, e mi pare che tutti dobbiamo riconoscerlo, che l'Unione Sovietica ha una funzione dirigente per tutti i partiti comunisti».

Su questa stessa linea d'intransigenza anche gli altri "irriducibili" – Massola, D'Onofrio e Roasio –, che insorgono letteralmente contro chi ha avanzato critiche all'Urss.
9, la "sortita" di Umberto Terracini (e in parte di Mauro Scoccimarro) del giorno precedente ha in realtà spiazzato anche la "destra" togliattiana: è stata criticata la politica sovietica che «non ha aiutato» i comunisti italiani, addirittura – ed è la prima volta che un comunista lo fa – sono state definite strumentali ed «infondate» le critiche del grande partito fratello bolscevico.
Anche chi sostiene posizioni più "nazionali" a questo punto deve prendere le distanze. Così fanno i "morbidi" dell'ex "centro romano", gli Amendola, i Novella, C. Negarville, cercando però, con tutta una serie di "distinguo", di allinearsi senza cedere completamente dalle loro posizioni; come Novella:
«Il documento di Varsavia è stato estremamente interessante… Delle critiche fatte, io credo che il significato non sia una condanna né un capovolgimento completo. Rimangono gli obiettivi fondamentali…».
E tuttavia, sono le posizioni più dure che sembrano prevalere: Teresa Noce, Grieco, G.C. Pajetta, trascinano sulla scia del filosovietismo più spinto anche E. Sereni, anche G. Di Vittorio.
. Li Causi nota con soddisfazione: «Osservo anzitutto che da tempo, nelle riunioni della Direzione, non si sente il linguaggio più vigoroso e, direi, bolscevico che si usa invece questa sera».
. Colombi: «Esiste effettivamente la possibilità di una conquista parlamentare della maggioranza? Io ho i miei grandi dubbi, finché la borghesia terrà nelle sue mani, come le ha oggi, tutte le leve del comando. Ci rimane, allora, soltanto di aspettare altri cinque anni, alle prossime elezioni? Mi pare invece che occorre orientare le nostre forze, impedire che l'Italia diventi una base di partenza per l'imperialismo americano ed a questo scopo occorre portare le masse sul terreno dei grandi scioperi, senza sacrificare alle fortune elettorali la necesstà della lotta e del combattimento; occorre cioè vedere se non riusciamo noi a fare ai reazionari quello che essi vorrebbero fare contro di noi».
. G.C. Pajetta: «Occorre dare l'avvio ad una politica nuova: non solo non disarmare il partito ma armarlo ancora di più, politicamente ed ideologicamente… in ognuno di noi l'Internazionale ed il suo insegnamento non sono mai morti».
. P. Secchia: «… non tanto adesso, io credo, quanto nel 1945 fino al due giugno ed anche dopo, quando avevamo una notevole posizione di forza che forse non abbiano sfruttato… Credo sia un nostro difetto la mancata organizzazione del movimento partigiano… Non è stato giusto mollare tutto sui Cln, sui prefetti politici, sui partigiani, nella politica; troppo tardi ci siamo mossi… La stessa eliminazione del governo Parri è avvenuta con troppa facilità…».
Si tratta, come si vede, di una critica decisa, che investe la linea politica seguita dal Pci dalla Liberazione in poi e denuncia le "debolezze" e le mancanze insorte nei momenti più importanti. P. Togliatti viene di fatto chiamato in causa ed interviene:
«Sulle questioni poste da Terracini: ritengo che esse siano completamente sbagliate e dimostrano una curiosa e pericolosa forma di individualismo. È strano che egli non si renda conto che il solo fatto che tutti i compagni della Direzione si sono pronunciati contro di lui sia già un argomento validissimo per controbattere le sue tesi» E aggiunge:
«Questo suo atteggiamento può forse spiegarsi con la sua assenza dalla vita di partito proprio negli anni in cui ci siamo staccati da quel modo di porre la questione, del tutto individualista e formale. Affermo che manca in Terracini lo spirito bolscevico e uguale critica faccio per quanto riguarda Scoccimarro». E continua:
«Devo ricordare a Terracini che egli non ha ben individuato il carattere del nostro partito. Noi non siamo un Parlamento borghese, anche se non siamo ancora un partito bolscevico; da noi vigono determinate regole di centralismo democratico e non è ammissibile sollevare in questo modo delle questioni di procedura… Io penso che la Direzione debba condannare questo suo atteggiamento e debba formalmente chiedere che egli respinga e ritiri le sue riserve». Per concludere, il segretario del Pci:
«Il partito ha espresso delle debolezze in tutte le sue istanze la critica, ad ogni modo, non investe tutta la nostra linea», per cui occorre far sì che «non scoraggi o esasperi il partito e la classe operaia», respingendo «quella che un compagno ha giustamente definito la psicosi delle occasioni perdute». «Esiste oggi una prospettiva immediata di insurrezione? Io ritengo che non sia giusto porre così la questione, ma, certamente, un comunista non può escluderla in eterno… Occorre esaminare alcune questioni di organizzazione, prendere nuove misure, prepararsi, infine, se non all'illegalità certo ad una lotta molto dura».


12, Roma, dopo l'uccisione in Piazza Dante di Gervasio Federici, un militante democristiano, P. Togliatti scrive su «l'Unità»:
«democristiani e fascisti parlano lo stesso linguaggio… livore ideologico, cecità politica, interesse chiuso di parte e di casta spingono oggi i capi della Democrazia Cristiana per una strada che paurosamente assomiglia a quella di questo purtroppo così recente passato».
13, il Pci viene definitivamente estromesso dal "IV governo De Gasperi";
16
, in un terzo documento del Sis (Servizio informazioni e sicurezza) – rintracciato in seguito nell'Archivio Centrale dello Stato a Roma – si sottolinea l'efficienza dell'«Intelligence service inglese, infinitamente superiore» a quella dei servizi americani.
Lo stesso J.J. Angleton, a capo del controspionaggio Usa in Italia, «Se ne va via da Roma per contrasti sorti con l'ambasciata degli Stati Uniti».
È proprio grazie a J.J. Angleton, infatti, se i britannici sono riusciti a costruire una potente rete occulta riciclando vecchi arnesi della Rsi, ex partigiani bianchi, settori della mafia e massoni.
[Forti anche della «clausola aggiuntiva» dell'art. 16 del trattato di pace imposto all'Italia (vedi 10 giugno).
In parte questa "rete occulta" confluirà più tardi nella Stay Behind Nato (in Italia nota con il nome di "Gladio").]
20, Umberto Terracini rilascia un'intervista all'«Ins» (International New Service) in cui depreca l'eventualità della divisione del mondo in blocchi, confermando nella sostanza quanto riportato tre giorni prima da un giornale francese [vedi Le Communisme n'est possible que s'il est realise partout, in «Combat», 17 ottobre 1948].
In Italia queste dichiarazioni sollevano gran scalpore sulla stampa – vedi Un incontro tra Stalin e Truman auspicato da Umberto Terracini, in «Momento Sera», 22.10 1948 – al punto che della questione si occuperà la Direzione del Pci in una seduta tenuta il 25 ottobre successivo…
25, in una riunione della Direzione del Pci, P. Togliatti chiede a Umberto Terracini di «riconoscere esplicitamente di aver sbagliato», cosa che questi fa ma non in modo soddisfacente («non ho saputo trovare il modo più adatto nell'impostare il problema»). Il segretario del Pci propone quindi che della cosa sia investito il Comitato Centrale. Dopo tre giorni di dibattito, il successivo 13 novembre il Comitato centrale emana una «Rsioluzione intern che ribadisce la condannadelle posizioni espresse nell'intervista. Della vicenda uUmerto Terracini e della "svolta del '472 tratteranno validamente Aldo Agosti e Francesco Barbagallo in «Studi Storici, 31 (gennaio-martzo 1990).]

Novembre
8
, la Direzione del Partito socialista approva un ordine del giorno per la creazione di un "raggruppamento delle forze democratiche";
13, dopo tre giorni di dibattito, il Comitato Centrale del Pci emana una «Risoluzione interna» che ribadisce la condanna delle posizioni espresse nell'intervista rilasciata all'«Ins» (International New Service) da Umberto Terracini.
[Della vicenda e della "svolta del '47" tratteranno validamente Aldo Agosti e Francesco Barbagallo in Studi Storici, 31 (gennaio-marzo 1990).]
15-19, Napoli, II° Congresso nazionale della Dc.
Parlando a Napoli A. De Gasperi afferma di percepire ormai «il puzzo acre di guerra civile». Di fronte ai delegati Dc egli pronuncia un discorso estremamente duro contro i comunisti:
«C'è chi tradisce la democrazia e la repubblica. Sono coloro che contro un Governo che ha dietro di sé una maggioranza parlamentare e si è impegnato a fare appello al popolo indicendo elezioni nel più breve termine, aizzano le masse cercando ogni pretesto per provocare un conflitto sanguinoso… Siete voi, signori, che volete lo spargimento di sangue fraterno per suscitare un'ondata di sdegno che spazzi via il governo e vi dia il potere. La vostra tattica è nota. Parlo naturalmente con i nostri avversari ed è inutile che faccia nomi».
Gli risponde su «l'Unità» P. Togliatti :
«Vorrei spiegare in parole molto semplici a De Gasperi ciò che sta avvenendo oggi in Italia. Bisogna rifarsi alla lotta di liberazione, ai suoi ideali più profondi e al suo programma di rinnovamento economico e sociale. Si disse agli operai che avevano le fabbriche nelle loro mani "Restituitele ai padroni, poi realizzeremo tutti assieme quelle riforme che attendete". Si disse ai contadini che avevano la terra solo da prendere: "Aspettate la riforma agraria, la farà la Costituente". Si disse: "Facciamo prima la Repubblica, così la strada sarà aperta!" Ma la Repubblica è venuta ed è venuta la Costituente e chi in buona fede aveva aspettato e collaborato, a un certo punto vede De Gasperi che cambia fronte, rinnega ogni impegno, lancia il grido di guerra contro il comunismo… È evidente che il popolo non ne vuol sapere e si ribella… e io non mi meraviglio nemmeno che il partigiano cosciente dei motivi per cui allora si combatteva diventi nervoso e cerchi con ansia le armi. De Gasperi finge d non vedere… Tutto quanto vi è di conservatore, retrivo, reazionario e putrefatto nella società italiana gli sta rispondendo, così come gli risponde tutto ciò che vi è di torbido nel suo partito».
19, Roma, una nota del Capo della Polizia al Ministero dell'Interno così riporta due interventi di P. Ingrao in due successive assemblee di base tenutesi al Flaminio e alla Garbatella:
«Se i fascisti fanno comodo a De Gasperi, al Vaticano, ai pancioni di New York, essi non fanno comodo a noi e perciò sapremo come combatterli, come abbiamo combattuto i tedeschi, il nazismo e le SS». Ed ancora: «l'on. De Gasperi, oggi come nel 1921, con la sua politica vorrebbe consegnare le masse democratiche nelle mani del fascismo. Non si meravigli quindi se i lavoratori lo chiamano "traditore" e non dimentichi che Cristo non è dei ricchi ma dei poveri».
28, Milano, – come descriverà D. Montaldi – si svolge un possente sciopero generale per protestare contro la destituzione del prefetto Troilo, ex-partigiano, uno sciopero che assume i tratti di una vera e propria sollevazione.
A operai e impiegati dell'industria e del commercio si aggiungono tutti i dipendenti comunali, i vigili urbani. Il sindaco Greppi e 156 sindaci della provincia si dimettono per protesta contro la misura governativa. La prefettura viene occupata e sorvegliata da operai armati che portano le insegne delle formazioni partigiane. Si calcolano nel numero di 5000 i partigiani in armi che occupano tutti quei punti nevralgici della città i telefoni, la radio. Li guida Giuseppe Alberganti [Cristallo], ex comandante partigiano, braccio destro di P. Secchia, dirigente federale di Milano. Ma chi dirige le operazioni è G.C. Pajetta.
Dalla Prefettura occupata G.C. Pajetta comunica a G. Andreotti: «Hai una Prefettura in meno». A questo punto M. Scelba ordina all'esercito di intervenire, invitando il comandnate della "divisione Legnano" ad assumere provvisoriamente i poteri civili in città. Vengono piazzate mitragliatrici nei pressi dell'edificio occupato. Si arriva ad un passo dallo scontro a fuoco.
La prova di forza termina con un compromesso: gli "insorti" accettano di smobilitare, il prefetto viene destituito, ma non vi sono conseguenze verso chi ha occuapto la prefettura e gli edifici pubblici.

Dicembre
7
, in un articolo su «Il Popolo» Tupini (Dc):
«Prendiamo dunque definitivamente atto che il comunismo ha chiuso nel cassetto la maschera con cui si era presentato all'Europa occidentale durante e immediatamente dopo la liberazione… La formazione di gabinetti – in Francia come in Italia – senza comunisti ha inchiodato questi ultimi alle loro responsabilità, ponendo loro l'alternativa: o muoversi sul piano della legalità democratica o fuori di essa. La scelta è stata demandata al Cominform».
Si tratta, in poche parole, della ratifica di una fine già annunciata: quella della collaborazione fra i tre grandi partiti di massa.

De Gasperi opera un rimpasto del governo chiamando socialdemocratici e repubblicani a occupare i dicasteri dell'Industria, delle Poste e della Difesa.
F.S. Nitti arriva all'Assemblea costituente nella lista dei liberali e dei democratici del lavoro, detta ironicamente dell'Opera Nazionale Balilla (Orlando, Nitti e Bonomi), con un piccolo seguito, 32 deputati, più che sufficente tuttavia per inviare i tre personaggi (e con loro Croce, Porzio e Corbino) a dare un contributo, più che altro di saldatura, alla nuova Carta costituzionale.
22, l'Assemblea Costituente approva il testo della Costituzione Repubblicana. Lo firmano Enrico De Nicola, capo dello stato e d'ora in poi Presidente della Repubblica, Umberto Terracini e A. De Gasperi.
Terminati i lavori della Costituzione, termina anche il rapporto particolare tra la Dc e i socialcomunisti. A. De Gasperi si allea con i partiti minori laici (Psdi, Pri e Pli) ed ha cura di contenere le spinte sempre presenti nel mondo cattolico e nel Vaticano, verso la destra clericale.

Intanto, alla fine dell'anno, il 3 Cvl (Terzo Corpo volontari della libertà) dopo aver inglobato alcune formazioni minori, raggiunge l'esatta consistenza di 4484 unità.
La sua zona di operazioni è estesa da Treviso fino al confine orientale della Venezia Giulia.

Lo stesso mese, in un rapporto prodotto dal cosiddetto gruppo "San Michele", attivo in quel di Bollate, sotto la direzione del partigiano Enrico Ceruti (autore del documento) si rileva che esso dispone di 45 effettivi – definiti il "gruppo operativo" del gruppo – quasi tutti ex militari che durante la Resistenza hanno militato in formazioni partigiane cattoliche.
[Nel rapporto si rileva, comunque, che in caso di emergenza esso sarebbe in grado di reclutare in tempi brevi almeno altri 50 elementi.
Stando poi a quanto riportato dal rapporto, a Bollate vi sarebbero almeno 500 militanti comunisti e circa 500 socialisti ache se non si è in grado di scoprire le loro sedi clandestine perché «troppo segrete».]
ecc,. ecc.

28, Roma, nasce il Fronte Democratico Popolare, proposto come base di un futuro governo democratico-popolare.
Tale iniziativa è partita dalla Direzione del Psi, e più precisamente è stata caldeggiata personalmente da P. Nenni e Morandi contro il parere di S. Pertini.



CIV (controllare!!)
1947, dopo il primo congresso nazionale presieduto da A. Boldrini, si staccano le minoranze democristiane e liberali che fondano la «FIVL» (Federazione italiana volontari della libertà);
1940, una nuova scissione dà luogo alla «FIAP» (Federazione italiana associazioni partigiane) presieduta dal senatore F. Parri.





1947
PARTITI
Dc (Democrazia cristiana)
305
131

Ottiene il 48,5% dei voti alla camera dei deputati con la maggioranza assoluta dei seggi;
[La Commissione parlamentare sulla mafia rileverà il prezioso "soccorso" mafioso all'affermazione democristiana.]
Poiché la maggioranza alla Camera non trova corrispondenza al Senato (per la presenza dei senatori di diritto)A. De Gasperi incarica G. Andreotti di tenere con loro quotidiani rapporti.

Fdp (Fronte democratico popolare)    
Pli (Partito liberale italiano)    
Nelle elezioni per la camera dei deputati (nelle quali presenta liste comuni col Fronte dell'uomo qualunque, il che provoca l'uscita dal partito di M. Pannunzio e di altri esponenti della sinistra), ottiene il 3,8%, perdendo parte dei suffragi fra l'elettorato del Pnm e del Msi.
Fronte dell'uomo qualunque    
Nelle elezioni per la camera dei deputati presenta liste comuni col Pli.
Pri (Partito repubblicano italiano)    
Svp (Südtiroler Volkspartei - Part. popolare sudtirolese)    
Miste (Dc-Pri)    
Totale    
Us (Unità socialista)    
Psi e Pci: affrontano le elezioni con liste comuni che vedono però dimezzati i parlamentari socialisti.
Psli (Partito socialista dei lavoratori italiani)    

Gennaio
11, una forte minoranza del Psi capeggiata da G. Saragat contraria alla politica di unità d'azione con il PCIa si stacca dal partito guidato da P. Nenni, dando vita a questo nuovo partito;
nato nella fase iniziale della guerra fredda, poco prima dell'estromissione dei socialisti e dei comunisti dal "III governo De Gasperi" (maggio), il partito, al quale aderiscono 43 dei 115 deputati socialisti dell'assemblea costituente (tra cui
- L. D'Aragona
,
- G. Faravelli
,
- M. Matteotti
,
- L. Preti
,
- P. Rossi
,
- A. Simonini
,
- M. Zagari,
proclama come obiettivo immediato la lotta contro il massimalismo del Psi e la sua subordinazione al Pci e come obiettivo a lungo termine la costruzione di un sistema politico-economico che, conciliando la giustizia sociale con la libertà, attui in Italia i principi tradotti in realtà dalle più avanzate socialdemocrazie dell'Europa; sul piano concreto il partito si schiera a favore del blocco occidentale e aderisce alle coalizioni centriste promosse da A. De Gasperi;
la maggioranza, ripreso il vecchio nome Psi, rinsalda i propri legami con il Pci;

Bn (Blocco nazionale)    
Totale    
Partiti monarchici italiani
Pdi (Partito democratico italiano)
1947, viene in gran parte assorbito dal Pli e le frazioni superstiti danno vita al Pnm.]
Pnm (Partito nazionale monarchico)
1947, le frazioni superstiti del disciolto Pdi (una parte consistente è stata assorbita dal Pli) si fondano con altre formazioni monarchiche dando vita a questo nuovo partito; con a capo Achille Lauro e Alfredo Covelli, conquista notevoli consensi, specie nei ceti medi e in quelli sottoproletari dell'Italia meridionale, grazie ad una propaganda aggressiva in cui l'istanza monarchica serve più che altro come copertura di interessi e fermenti antidemocratici coltivati negli anni precedenti dallo scomparso movimento del Fronte dell'uomo qualunque, e a parole d'ordine di opposizione alla Dc.
In seguito gli esponenti monarchici aderiscono al Msi (Movimento sociale italiano) e la propaganda per l'istituto monarchico resta affidata all'Unione monarchica italiana che non partecipa alla vita politica e alle competizioni elettorali.
Alleanza democratica nazionale    
Partito dei contadini d'Italia    
Partito sardo d'azione    
Totale    
Totale Seggi    
Note:




OVEST
-
-
-
-

1947

-

 


 

DOMINION OF CANADA
[Aggiunta alle altre province britanniche nel 1763, include la regione sulle due rive del fiume San Lorenzo grossolanamente delimitate da Anticosti a est e il Lago Nipissing a ovest.
Dal 7 nov 1763 la provincia (ex Canada francese) è stata divisa formalmente in tre distretti: Québec, Trois-Rivières, Montréal.
Nel 1791 la provincia è stata separata in due parti:
Basso Canada (francofoni) e Alto Canada (lealisti).
Nel 1841, con l'Act of Union sono stati nominati due primi ministri ma Canada Est e Canada Ovest continuano ad andare ognuna per la sua strada. Il sistema dura ben 25 anni (1842-67).
Nel 1867, 1° luglio, nasce ufficialmente la confederazione: Dominion of Canada.]
Dal 1931, nonostante lo «statuto di Westminster», in pratica il Foreing Office britannico continua a rappresentare il Dominion in quasi tutte le nazioni del mondo e formalmente i canadesi continuano ad essere cittadini britannici, fino all'approvazione della legge sulla cittadinanza nel 1946.
Governatore generale
Harold R.L.G. Alexander
conte Alexander of Tunis
(1946 - 1952)
Primo ministro
W.L. Mackenzie King
(1935 23 ott - 15 nov 1948)
[liberale]
Ministro degli Esteri
Louis Saint-Laurent
(1946 - 1948)
[liberale]

1947
Gennaio
, entra in vigore il Canadian Citizenship Act in base al quale i canadesi non sono più sudditi britannici ma diventano a pieno titolo cittadini del loro paese.
[Altro passo formale nella strada dell'indipendenza dalla Gran Bretagna.]

Intanto il primo ministro W.L. Mackenzie King comincia a prospettare l'eventualtà del suo ritiro indicando come successore il ministro degli Esteri Louis Saint-Laurent.

I politici liberali, educati alla scuola dell'economista britannico John M. Keynes (1883-1946), sostengono che il governo debba incoraggiare lo sviluppo attraverso programmi di opere pubbliche e di misure sociali che si affianchino alla politica fiscale e monetaria.
Un esempio tipico di questo atteggiamento è rappresentato da Clarence D. Howe, che occupa ministeri economici chiave a partire dal 1940.
[Secondo Clarence D. Howe è compito del governo garantire un alto tasso di occupazione e di reddito. Ciò può essere ottenuto con una politica fiscale che promuova gli investimenti e crei posti di lavoro. Egli sostiene anche la necessità di una liberalizzazione del commercio internazionale che favorirebbe un paese come il Canada la cui economia si basa largamente sulle esportazioni.]
Riemerge però a livello governativo la tradizionale divisione tra coloro che temono un'eccessiva dipendenza dall'economia americana e chi invece vede negli Stati Uniti un partner privilegiato.

Dopo il 1945 è ripreso su vasta scala il fenomeno dell'immigrazione.

Il Canada firma il trattato di pace con l'Italia.


QUÉBEC
Primo ministro
Maurice Duplessis
(1944 ago - 1959)
[Union nationale]
Sindaco di Montréal
Camillien Houde
(1928 - 1954)
[liberale di destra]
Vescovo di Montréal
-

1947

-

 


 

 

ONTARIO
-
-

1947

-

 

 


NEW BRUNSWICK
-
-

1947

-

NOVA SCOTIA
-
-

1947

-

MANITOBA [dal 1870]
-
-

1947

-


BRITISH COLUMBIA [dal 1858]
[nel 1866 ha incorporato l'Isola di Vancouver e dal 1871 fa parte della confederazione.]
Primo ministro della provincia
-

1947

-

 

ISOLA DEL PRINCIPE EDOARDO
[Dal 1873 fa parte della confederazione.]
Primo ministro della provincia
-

1947

-

 

TERRITORIO DELLO YUKON [creato nel 1898]
   
1947
-
ALBERTA [creata nel 1905]
Primo ministro della provincia  
1947
-
SASKATCHEWAN [creata nel 1905]
Primo ministro della provincia  

1947
-
Viene introdotto un sistema pubblico di assistenza ospedaliera che serve di modello per il governo federale.

 

[Luca Codignola-Luigi Bruti Liberati, Storia del Canada, Bompiani 1999.]

 

TERRANOVA
- 1867-1934, rimane Dominion autonomo.
- 1934, torna allo status di colonia dipendendo intieramente dalla Gran Bretagna sul piano politico ed economico.
Governatore
(1934 - 1949)
[governo commissariato]

1947
dopo la II Guerra mondiale (1939-45) le condizioni dell'isola si modificano radicalmente con lo stanziamento di basi militari americane e canadesi che portano a una temporanea prosperità;
il governo di Londra, alle prese con un'economia devastata dal conflitto, mostra chiaramente la propria intenzione di rinunciare alla gestione dell'isola, mentre al contempo a Ottawa prevale la volontà di negoziare il suo ingresso nella Confederazione come decima provincia;

 


UNIONE degli STATI UNITI d'AMERICA
Presidente degli Stati Uniti
H.S. Truman [33°]
(1945 12 apr - 20 gen 1953)
[Pd]
Vicepresidente
-
Segretario di Stato
[Ministro degli Esteri]
J.F. Byrnes
(1945 lug - gen 1947)
G.C. Marshall
(1947 gen - 1949)
Ministro del Tesoro
-
Ministro della Guerra
-
Presidente della Corte Suprema
F.M. Vinson
(1946 24 giu - 8 set 1953)

1947
Gennaio
7
, il segretario di Stato J.F. Byrnes dà le dimissioni per ragioni di salute e viene sostituito dal gen. G.C. Marshall;

Marzo
12
, H.S. Truman chiede al Congresso 400 Mni di dollari per l'assistenza economica e militare alla Grecia e alla Turchia;
riferendo sulla situazione in Grecia, dove si teme una presa del potere da parte dei comunisti, H.S. Truman fa appello, con un linguaggio apocalittico, a una nuova era di interventismo americano – in seguito nota come "dottrina Truman":
«Nel momento attuale della storia mondiale ogni nazione deve scegliere tra modi di vita alternativi. Assai spesso la scelta non è libera. Un modo di vita è basato sulla volontà della maggioranza. […].
L'altro […] è basato sulla volontà di una minoranza violentemente impostasi alla stessa maggioranza. Si fonda sul terrore e sull'oppressione, sul controllo della stampa e della radio, su elezioni bloccate e sulla soppressione delle libertà personali. Credo che la politica americana debba sostenere i popoli liberi che stanno resistendo ai tentativvi di assoggettamento da parte di minoranze armate o di pressioni esterne. Credo che dobbiamo aiutare i popoli liberi a realizzare i loro destini nel modo che ritengono conveniente
».
Dopo il suo discorso, il sottosegretario di Stato D.G. Acheson rivolgendosi ai congressisti dice:
«Eravamo giunti a una situazione che non trovava eguali neppure nell'antichità. Neppure ai tempi di Roma e Cartagine esisteva una tale polarizzazione del potere sulla terra. Per di più, le due grandi potenze erano divise da un invalicabile abisso ideologico».
Viene lanciato il "piano Marshall".

Lo stesso mese le rivelazioni canadesi – cessione di segreti atomici a un'organizzazione di spie sovietiche – inducono il presidente H.S. Truman a istituire nuovi controlli di sicurezza e di lealtà.
Non viene scoperta alcuna spia ma molte centinaia di impiegati federali sono licenziati per ragioni di sicurezza nazionale.
Inoltre vengono denunciati alcuni leader comunisti per aver violato lo Smith Act (1940) avendo cospirato nell'insegnare e predicare il rovesciamento del governo con la forza.

Nel frattempo l'HUAC (House Un-American Activities Committee) è divenuto il mezzo per estromettere i comunisti dai sindacati, da Hollywood e dal governo.
La commissione diviene tristemente nota per:
- la sfacciata ricerca di pubblicità,
- i tentativi di parte di far tesoro del crescente isterismo anticomunista,
- la sua bigotteria,
- il trattamento prepotente contro gente con opinioni anticonformiste,
- la sua prontezza ad accettare i discorsi sovente vaghi e contraddittori di informatori o ex comunisti di professione.
[Non tutte le sue "vittime" tuttavia sono innocenti, come appare evidente quando l'insistenza di uno dei suoi membri, il rappresentante al congresso della CALIFORNIA, Richard M. Nixon, sfocia nella denuncia contro Alger Hiss, un tempo impiegato di alto livello al ministero degli Esteri, di essere una spia sovietica.
Come nel caso dei diplomatici inglesi Guy Burgess e Donald Maclean, in seguito denunciati come agenti sovietici.]


Aprile
-

Maggio
-

Giugno
5
, all'Università di Harvard il gen. G.C. Marshall, capo di S.M. americano durante la guerra e ora segretario di Stato di H.S. Truman annuncia un piano – ERP (European Recovery Program) - piano Marshall (1948-52) – per affrontare la "grande crisi".
Lo pronuncia in occasione della cerimonia per la 296ª concessione dei diplomi di laurea a Harvard, alla presenza di:
. J.R. Oppenheimer, fisico atomico;
. gen. O.N. Bradley, comandante dell'operazione D-Day;
. T.S. Eliot,
(che ricevono tutti, assieme a G.C. Marshall, la laurea ad honorem).
Il breve discorso di G.C. Marshall, della durata di dieci minuti, segna un momento decisivo per i destini dell'Europa del dopoguerra.
«C'è una diffusa instabilità. Ci sono tentativi coordinati di cambiare i connotati dell'Europa per come la conosciamo, e in modo contrario agli interessi dell'umanità libera e della libera civiltà. Lasciata sola con le sue risorse non troverà scampo da una miseria tanto intensa, da uno scontento socialei tanto violento e da una confusione politica così diffusa che la stessa base storica della civiltà occidentale, di cui per convinzione e per eredità siamo parte integrante, assumerà una forma nuova a immagine della tirannia che abbiamo combattuto e distrutto in Germania».

Lo stesso mese il Congresso, a maggioranza repubblicana, approva il National Management Relations (Taft-Hartley) Act con il proposito dichiarato di ripristinare l'equilibrio del potere economico tra lavoratori e datori di lavoro che si sostiene sia stato turbato dal Wagner Act (1935) a favore del sindacato e di proteggere il pubblico contro gli abusi sindacali.
Questo provvedimento:
- mette fuorilegge il privilegio di assumere solo gl iscritti al sindacato,
- proibisce quelle pratiche sindacali considerate "non giuste" come il boicottaggio secondario e i picchetti,
- rende i sindacati legalmente responsabili delle rotture di contratti e degli atti di violenza commessi dai loro scritti durante gli scioperi,
- proibisce la deduzione automatica delle quote associative al sindacato dalle paghe, come pure i contributi sindacali alle campagne politiche,
- richiede il giuramento di non appartennza al partito comunista da parte dei responsabili del sindacato;
- introDuce la regola della registrazione e della pubblicazione delle attività del sindacato,
- permette ai singoli stati di mettere in atto le leggi di "diritto al lavoro" che permettono l'assunzione di lavoratori non iscritti ai sindacati.
Inoltre la legge permette al governo di ottenere un'ingiunzione del tribunale che obbliga i sindacati ad accettare un periodo di ottanta giorni, detto "di raffreddamento", prima di scioperare.
I leader sindacali denunciano il Taft-Hartley Act come una "legge schiavista" e organizzazno una vivace campagna contro di essa.
Nella speranza di riguadagnarsi il sostengo operaio perso in precedenza, a causa del suo comportamento durante gli scioperi del carbone e delle ferrovie, H.S. Truman oppone il proprio veto alla legge a puro scopo demagogico; il Congresso infatti approva di nuovo immediatamente la legge annullando il veto presidenziale.

Luglio
Con la stessa legge istitutiva (National Security Act) viene creato l' NSC (National Security Council), principale organo utilizzato dal Presidente degli Stati Uniti in materia di sicurezza nazionale e politica estera.
Esso è presieduto dal Presidente Usa ed è composto da:
- vicepresidente,
- segretario di Stato,
- segretario del Tesoro,
- segretario della Difesa,
- assistente del Presidente per la Sicurezza degli affari nazionali,
- capo di Stato maggiore Difesa,
- responsabile dell'Intelligence.

Novembre
17
, il presidente H.S. Truman chiede al Congresso l'approvazione della legge per gli aiuti economici all'Europa;

Dicembre
15
, il Congresso americano dà il via al "piano Marshall";

 

 

 

[Maldwyn A. Jones, Storia degli Stati Uniti, Bompiani 1984.]

 




FBI
(Federal Bureau of Investigation)
- Direttore: John Edgar Hoover (1924-72)

1947
-

 

 

CIA
(Central Intelligence Agency)
- Agenzia centrale d'informazione -

1947
Luglio
26
, con sede a Langley, in Virginia, nasce questa organizzazione federale statunitense, con lo scopo di vagliare i dati raccolti da tutte le agenzie di spionaggio e controspionaggio, facenti capo a dipartimenti ed enti federali diversi;
secondo la legge costitutiva (National Security Act) dovrebbe essere responsabile di fronte al presidente e al consiglio di sicurezza nazionale (di cui fa parte il direttore della CIA), ma in realtà svolgerà sempre attività spionistiche ed eversive in proprio.
Inizialmente viene dislocata in una serie di sconquassati edifici provvisori chiamati "capannoni", sparsi attorno al Campidoglio e al Washington Mall.
Gente nuova, mescolata ai veterani dell'OSS, colleghi di Jedburgh assieme all'èlite dell'era postbellica, giovani appena usciti dalle università dell'Ivy League, tutti sono accorsi all'Agenzia, ritenendola il posto più adatto per un liberale non comunista che intenda dar battaglia alla minaccia comunista.
La linea del fronte di questa battaglia non è, naturalmente, a Washington ma in Europa.

Inizio della guerra fredda. Appoggio ai governi di Grecia e di Turchia, in accordo con la "dottrina Truman" per il contenimento del comunismo.

 

Per riempire i ranghi della neonata CIA, si sta ora muovendo la storica élite, proveniente dall' "Ivy League", che proietterà la sua influenza sui consigli di amministrazione, gli istituti accademici, i principali giornali e media, gli studi legali e sul governo.
Molti provengono da quella concentrazione, presente a Washington, di un centinaio di famiglie benestanti note col nome di "abitanti delle caverne" che intendono preservare strenuamente i valori dell Chiesa presbiteriana ed episcopale che hanno guidato i loro ascendenti. Educati secondo i principi di una solida capacità intellettuale, di prodezze atletiche, di politesse oblige e una robusta etica cristiana, prendono esempio da uomini come il reverendo Endicott Peadboy, la cui scuola di Groton, ispirata a Eton, Harrow e Winchester, è l' "Alma Mater" di tutti i leader di rinomanza nazionale.
Allevati secondo i canoni delle virtù cristiane e degli obblighi che provengono dalla loro condizione di privilegio, emergono come gruppo che crede nella democrazia, ma è diffidente nei confronti dell'egualitarismo sfrenato.
Quelli che non sono stati dell'OSS hanno trascorso il periodo della guerra facendo carriera nei ranghi del dipartimento di Stato e nel Foreign Office. Hanno frequentato persone come Charles [Chip] Bohlen – che in seguito diventerà ambasciatore in Francia – la cui dimora sulla Dumbarton Avenue a Georgetown, negli anni Quaranta è un luogo di fervore intellettuale al centro del quale si ritrovano:
. G.F. Kennan,
[Principale ideologo dell'élite americana, esperto in questioni diplomatiche, architetto del "piano Marshall" direttore del PPS (Policy Planning Staff - Sezione pianificazione politica) del dipartimento di Stato, è uno dei padri della CIA],
. I. Berlin, filosofo polacco,
[Già riverito nei circoli di Washington come "il profeta"].
A questi si uniscono:
. David Bruce,
. Averell Harriman,
. John McCloy,
. Joseph Alsop,
. S. Alsop, giornalista,
. Richard Bissell,
. Walter Lippman,
. f.lli Bundy.

Questa è l'élite che decide la politica estera statunitense e le linee della legislazione interna
.

Dicembre
19
, la filosofia politica di G.F. Kennan acquista forza di legge con una direttiva, la NSC-4, impartita dal NSC (National Security Council) di H.S. Truman.
Un allegato top secret a questo documento, la direttiva NSC-4a, dà istruzioni al direttore della CIA perché siano intraprese «operazioni psicologiche coperte» a supporto delle politiche anticomuniste degli Stati Uniti.
Singolarmente poco chiaro sul tipo di procedure che devono essere seguite per il coordinamento e l'approvazione di tali attività, questa appendice costituisce la prima autorizzazione formale, nel periodo postbellico, a operazioni clandestine.

 

[01] DELAWARE [dal 7 dicembre 1787] - cap. Dover
[Primo stato a ratificare la Costituzione degli Stati Uniti d'America.
Non esistono collegamenti fra chiesa e stato e una grande libertà religiosa si è affermata sin dall'inizio.]
Governatore
-

1947
-

 

[02] PENNSYLVANIA [dal 12 dicembre 1787] - cap. Harrisburg
[Non esistono collegamenti fra chiesa e stato e una grande libertà religiosa si è affermata sin dall'inizio.]
Governatore
-

1947
-

 

[03] NEW JERSEY [dal 18 dicembre 1787] - cap. Trenton
[Non esistono collegamenti fra chiesa e stato e una grande libertà religiosa si è affermata sin dall'inizio.]
Governatore
-

1947
-

 

[04] - [04] GEORGIA [dal 2 gennaio 1788] - cap. Atlanta
[Già ammesso nell'Unione nel 1780 ma ratificato solo il 2 gennaio 1788.
Riammesso al Congresso il 30 marzo 1870.]
Governatore
-
-

1947
-

[05] CONNECTICUT [dal 4 gennaio 1788] - cap. Hartford
Governatore
-

1947
-

[06] MASSACHUSETTS [dal 6 febbraio 1788] - cap. Boston
Governatore
-

1947
-

[07] MARYLAND [dal 28 aprile 1788] - cap. Annapolis
Governatore
-

1947
-

[08] - [01] SOUTH CAROLINA [dal 23 maggio 1788] - cap. Columbia
Governatore
-
-

1947
-

[09] NEW HAMPSHIRE [dal21 giugno 1788] - cap. Concord
Governatore
-

1947
-

[10] - [08] VIRGINIA [dal 26 giugno 1788]- cap. Richmond
[Riammesso al Congresso il 30 marzo 1870]
Governatore
-
-

1947
-

[11] NEW YORK [dal 26 luglio 1788] - cap. Albany
[L'anglicanesimo è la religione di stato in quattro contee.]
Governatore
-

1947
-

[12] - [09] NORTH CAROLINA [dal 21 novembre 1789] - cap. Raleigh
[Tratto di terre immediatamente a sud della Virginia, attorno allo stretto di Albemarle.]
Governatore
-
-

1947
-

[13] RHODE ISLAND [dal 29 maggio 1790] - cap. Providence
Governatore
-

1947
-

[14] VERMONT [dal 4 marzo 1791] - cap. Montpelier
Governatore
-

1947
-

[15] KENTUCKY [dal 1° giugno 1792] - cap. Frankfort
Governatore
-
-

1947
-

[16] - [10] TENNESSEE [dal 1° giugno 1796] - cap. Nashville
[Riammesso all'Unione dall'aprile 1866.]
Governatore
-
-

1947
-


[17] OHIO [dal 1° marzo 1803] - cap. Columbus
Governatore
-
-

1947
-

[18] - [05] LOUISIANA [dal 30 aprile 1812] - cap. Baton Rouge
- 1819, Trattato Adams-Onís: stabilisce il confine con il MESSICO spagnolo: va dal fiume Sabine, nel TEXAS orientale, fino al 42° parallelo (futuro confine settentrionale della CALIFORNIA) e da quel punto, verso ovest, fino al Pacifico.
Governatore
-
-

1947
-

[19] INDIANA [dal 11 dicembre 1816] - cap. Indianapolis
Governatore
-
-

1947
-

[20] - [06] MISSISSIPPI [dal 10 dicembre 1817] cap. Jackson
[Riammesso al Congresso il 30 marzo 1870]
Governatore
-
-

1947
-

[21] ILLINOIS [dal 3 dicembre 1818] - cap. Springfield
-
Governatore
-
-

1947
-

[22] ALABAMA [dal 14 dicembre 1819] - cap. Montgomery
[Dal 18 ottobre 1867 sotto la sovranità degli Stati Uniti.]
Governatore
-

1947
-

[23] MAINE [dal 15 marzo 1820] - cap. Augusta
-
Governatore
-
-

1947
-

[24] MISSOURI [dal 10 agosto 1821] - cap. Jefferson City
Governatore
-
-

1947
-

[25] - [11] ARKANSAS [dal 15 giugno 1836] - cap. Little Rock
Governatore
-
-

1947
-

[26] MICHIGAN [dal 26 gennaio 1837] - cap. Lansing
Governatore
-
-

1947
-

[27] - [03] FLORIDA [dal 3 marzo 1845] - cap. Tallahassee
Tra il 1810 al 1813 gli Stati Uniti hanno inglobato la maggior parte della Florida occidentale, la scia costiera che corre da New Orleans a Mobile, ma una buona parte della colonia, unitamente a tutta la Florida orientale, cioè la penisola, resta ancora sotto il dominio spagnolo.
Nel 1819, con il Trattato Adams-Onís è stata completamente ceduta agli Stati Uniti dalla Spagna.
Nel 1868 è rientrata a far parte dell'Unione.]
Governatore
-
-

1947
-

[28] - [07] TEXAS [dal 29 dicembre 1845] - cap. Austin
Governatore
-
-

1947
-

[29] IOWA [dal 28 dicembre 1846] - cap. Des Moines
Governatore
-
-

1947
-

[30] WISCONSIN [dal 29 maggio 1848] - cap. Madison
Governatore
-
-

1947
-

[31] CALIFORNIA [dal 9 settembre 1850] - cap. Sacramento
Governatore
-

1947
-

[32] MINNESOTA [dall'11 maggio 1858] cap. Saint Paul
Governatore
-
-

1947
-

[33] OREGON [dal 14 febbraio 1859] - cap. Salem
- 1845, alla fine dell'anno i 5000 coloni americani dell'Oregon organizzano un governo provvisorio e chiedono la fine del regime di occupazione comune e l'esclusiva giurisdizione americana.
- 1848, diventa territorio autonomo.
Governatore
-
-

1947
-

[34] KANSAS [dal 28 gennaio 1861] - cap. Topeka
Governatore
-
-

1947
-

[35] WEST VIRGINIA [dal 19 giugno 1863] - cap. Charleston
Governatore
-
-

1947
-

[36] NEVADA [dal 31 ottobre 1864] - cap. Carson City
[Il 2 marzo 1861 il suo territorio era stato separato da quello dell'UTAH.]
Governatore
-

1947
-

[37] NEBRASKA [dal 1° marzo 1867] - cap. Lincoln
Governatore
-
-

1947
-

[38] COLORADO [dal 1° agosto 1876] - cap. Denver
[Territorio autonomo dal 28 febbraio 1861.]
Governatore
-

1947
-

[39] NORTH DAKOTA [dal 2 novembre 1889] - cap. Bismarck
Governatore
-
-

1947
-

[40] SOUTH DAKOTA [dal 2 novembre 1889] - cap. Pierre
Governatore
-
-

1947
-

[41] MONTANA [dall'8 novembre 1889] - cap. Helena
[cap.li: fino al 1865 Bannack, fino al 1875 Virginia City.]
Governatore
-
-

1947
-

[42] WASHINGTON [dall'11 novembre 1889] - cap. Olympia
Governatore
-
-

1947
-

[43] IDAHO [dal 3 luglio 1890] - cap. Boise
[Territorio autonomo dal 24 marzo 1863 con cap. Boise.
Inizialmente, fino al 7 dicembre 1864, la capitale era Lexinton.]
Governatore
-
-

1947
-

[44] WYOMING [dal 10 luglio 1890] - cap. Cheyenne
Governatore
-
-

1947
-

[45] UTAH [dal 4 gennaio 1896] - cap. Salt Lake City
[Territoro annesso nel 1850.
Dal 2 marzo 1861 si è staccato il Territorio del NEVADA.]
Governatore
-
-

1947
-

[-] Territorio delle HAWAII [dal 7 luglio 1898] - cap. Honolulu
 
Governatore
-
-

1947
-

[46] OKLAHOMA [dal 16 novembre 1907] - cap. Oklahoma City
[Territorio autonomo dal 2 maggio 1890.
Con l'annessione di questo nuovo stato gli indiani sono stati espropriati del loro territorio di riserva "permanente". ]
Governatore
-
-

1947
-

[47] NEW MEXICO [dal 6 gennaio 1912] - cap. Santa Fe
[Territorio autonomo dal 1846.]
Governatore
-
-

1947
-

[-] Territorio dell'ALASKA [dal 1912] - cap. Juneau
[1867, 9 aprile, il senato ratifica l'atto d'acquisto del territorio dalla Russia per 7,2 Mni di dollari;
18 ottobre [Alaska day], avviene il passaggio di sovranità;
1884, diviene un distretto dell'Oregon;
1898, viene scoperto l'oro: questo fatto provoca una vera e propria invasione di cercatori d'oro; altro oro viene poi scoperto nel vicino Klondike, territorio canadese, e l'Alaska è utilizzata come base di partenza per i cercatori.]
Governatore
-
-

1947
-

[48] ARIZONA [dal 14 febbraio 1912] - cap. Phoenix
[Territorio autonomo dal 1863, ma fino al 1886 non ci fu pace con gli Indiani.]
Governatore
-
-

1947
-


a





1947
GRANDI ANTILLE
- Presidente della repubblica
R. Grau San Martin
(1944 - 1948)
[mentre dal 1903 gli Stati Uniti hanno una loro base militare a Guantánamo, dal 1934 hanno rinunciato al diritto formale d'intervento stabilito dall'emendamento Platt]
1947
-
Haiti
-
?
(? - ?)
1947
-
- Presidente della repubblica
1947
-
- Governatore
?
(?-?)
[colonia britannica dal 1866]
1947
-


1947
Estados Unidos Mexicanos
(Stati Uniti del Messico)
[repubblica federale]
- Presidente della repubblica federale
?
(? - ?)

1947
si assiste ora a un progressivo abbandono della politica anticlericale, per cui la chiesa e i gruppi tradizionalisti vengono inseriti nell'area di consenso del sistema "istituzionale";



1947
Repubblica dell'America centrale
(1921)
- Presidente
-
1947

-



1947
- Presidente
J.J. Arévalo
(1945 - 1951)
(formalmente indipendente dal 1847)
1947

-


1947
- Presidente
gen. Maximiliano Hernández Martínez
(1931 - ?)
1947

nella seconda guerra mondiale il paese si mantiene rigorosamente neutrale;

1947
Honduras
- Dittatore
T. Carias Andino
(1932 - 1949)
1947

-


1947
- Presidente
gen. Anastasio Somoza Debayle
(1937 - 1956)
[dal 1937 le forze guerrigliere si oppongono alla dittatura della famiglia Somoza]
1947

-

1947
- Presidente della repubblica
?
(? - ?)
[liberale]
1947

ritorna ora il regime liberale;

1947
República de Panamá
(indipendente dal 1903)
- Presidente della repubblica
?
(1903 - ?)
1947

-





1947
- Presidente
?
(? - ?)
 
1947
serie di agitazioni duramente represse;

1947

- Presidente della repubblica

?
(1936 - ?)
[dal 1945 opera una giunta rivoluzionaria instaurata da R. Betancourt di Acción democrática]
1947
la giunta rivoluzionaria ha già promulgato una nuova costituzione che ha introdotto per la prima volta in Venezuela il suffragio universale ed ora legalizza i partiti politici anche d'estrema sinistra;



1947
República del Ecuador

- Presidente della repubblica

J.M. Velasco Ibarra
(1944 - ?)II
[velasquismo]
[sarà deposto anche questa volta prima della scadenza del mandato]
1947
il protocollo di Rio de Janeiro non ha delimitato con precisione la linea di confine, nella zona della cordigliera del Cóndor;
dalla conferenza di Rio de Janeiro il paese dipende sempre più dagli Stati Uniti che hanno ottenuto anche la cessione di basi militari;




1947

- Presidente della repubblica

J.L. Bustamante Rivero
(1945 - 1950)
[Frente Democrático Nacional]
(Repubblica indipendente dal 1827)
1947
il partito radicalpopulista APRA (Alianza Popular Revolucionaria Americana), fondato da V.R. Haya de la Torre, nel 1945 è riuscito a coagulare un vasto schieramento di forze nel Frente Democrático Nacional che ha portato al potere il presidente;


1947

- Presidente della repubblica

?
(?-?)
1947
un nuovo blocco di forze della sinistra, raggruppando accanto alla piccola borghesia radicale strati di operai e di contadini, ha dato vita nel 1941 al MNR (Movimento nazionalista rivoluzionario) sotto la guida di V. Paz Estenssoro ma l'esercito riesce sempre a strocare con le armi qualsiasi movimento di massa per l'emancipazione;
l'oligarchia conservatrice abbatte con un colpo di stato rivoluzionario il governo progressista di J. Villaroel.

1947

- Presidente della repubblica

G. Gonzáles Videla
(1946 - 1952)
[radicale del Frente Popular]
- Ministro della sanità
-
1947
dopo aver inserito per la prima volta in un governo sudamericano tre ministri comunisti, il presidente interrompe bruscamente l'esperimento riformista perché premuto dagli Stati Uniti nel nuovo clima della guerra fredda; si sbarazza quindi della sinistra ponendo il Partito comunista fuori legge;

1947
dal 1816 divise nelle tre colonie:
Guyana Britannica
[dal 1928 ha un proprio governo rappresentativo]

- Governatore

?
(? - ?)
1947
-
Suriname (olandese)

- Governatore

?
(? - ?)
1947
-
Guyane Française
[dal 1946 integrata alla metropoli come dipartimento d'oltremare.]

- Governatore

?
(? - ?)
1947
-


1947

- Dittatore

?
(? - ?)
1947
-



1947

- Dittatore

gen. H. Morinigo
(1940 - 1948)
1947
il generale H. Morinigo abolisce le riforme appoggiandosi ai ceti conservatori e favorendo così l'industrializzazione e l'espansione economica;


1947

- Presidente della repubblica

gen. J.D. Perón
(1946 giu - set 1955)
[il presidente ha instaurato la dittatura;
da maggio 1946 esiste solo il Partito unico della rivoluzione.]
1947
-

 



Patagonia
1947
-

1947
-
?
(1943 - ?)
1947
Montevideo,




1947
Mongolia
(Repubblica popolare)
-
?
(? - ?)
[dal 1921 la vita politica è dominata dal partito unico comunista, il PRPM (Partito rivoluzionario del popolo)]
1947
-

1947
CINA
-
Repubblica Cinese

presidente della repubblica

Chiang Kai-shek
(1935 dic - gen 1949)

- Presidente del PCC (Partito comunista cinese)

Mao Tse-tung
(1935 - 1949)

[i giapponesi hanno già occupato la Manciuria, Jehoi (provincia nordorientale della Cina), Chahar e Sui-yüan;
guerra cino-giapponese (1937-45): col pretesto della situazione bellica, Chiang Kai-shek riDuce al silenzio ogni forma di opposizione interna; il Kuomintang (KMT), di cui è ora diventato presidente, nel giro di un ventennio si è trasformato da forza progressista in baluardo della conservazione.]
1947
nuova guerra civile tra i comunisti di Mao Tse-tung e i nazionalisti di Chiang Kai-shek;
Repubblica sovietica cinese
degli operai e dei contadini

(Repubblica di Kiangsi - Cina meridionale)
presidente del PCC (Partito comunista cinese)
Mao Tse-tung
(1935 - 1949)
1947
-

a


1947
DAE HAN
(Corea)
stato coreano ha cessato di esistere come entità autonoma nel 1910 essendo stato annesso dal Giappone;
la conferenza interalleata del Cairo aveva deciso nel 1943 di restaurare l'indipendenza e l'integrità territoriale della penisola all'indomani del conflitto;
nonostante le due conferenze di Mosca (settembre e dicembre 1945) si siano pronunciate in favore dell'unità della penisola, il deteriorarsi della situazione internazionale per gli sviluppi della guerra fredda ha congelato la situazione esistente;
dal 1946 è attivo il Partito dei lavoratori nato dalla fusione del Partito comunista con altre formazioni della resistenza antigiapponese;

1947
Ottobre
28
, a partire da questo momento le Nazioni Unite cominciano ad occuparsi a fondo del problema coreano e in questa occasione prevale la proposta americana di costituire una nuova commissione dell'ONU, il cui compito sarebbe quello di preparare le elezioni in ambedue le zone di occupazione, di dare vita a un governo provvisorio e di programmare il ritiro delle truppe di occupazione sovietiche e americane entro tre mesi dalla costituzione del governo stesso;
anche questa commissione (come quella precedente del marzo 1946) incontra immediatamente difficoltà, in quanto i sovietici non consentono a i suoi membri di lavorare nella loro zona di occupazione;

 

a


1947
Pakistan
(dominion del Commonwealth britannico a prevalenza musulmana)
1947
Agosto
15
, nato dallo smembramento dell'impero britannico, questa nuova entità territoriale che nel passato non ha mai costituito un'entità etnica e nazionale autonoma, prende questo nome (deriva dal persiano e significa "terra pura" o "terra dei puri") impostole dalla Lega musulmana per simboleggiare l'unità spirituale dei musulmani indiani.
Prima fase (1947-56): relativo predominio della Lega musulmana e dei ceti agrari tradizionalisti;
grande esodo: 7 milioni di musulmani dall'India al Pakistan, una decina di milioni di indù in senso inverso;
conflitto con l'India per il Kashmir (1947 dicembre-gennaio 1949):

a


1947
Unione Indiana
(dominion del Commonwealth britannico a prevalenza indù)
1947
Agosto
15
, nato dallo smembramento dell'impero britannico;
grande esodo: 7 milioni di musulmani dall'India al Pakistan, una decina di milioni di indù in senso inverso;
conflitto con il Pakistan per il Kashmir (1947 dicembre-gennaio 1949): in seguito alla decisione unilaterale del maharaja del Kashmir di inserire lo stato nell'Unione indiana, le truppe pakistane occupano il sud del paese, provocando un sanguinoso conflitto con l'India;

a


1947
Guerra d'Indocina
[la Francia, decisa a mantenere il controllo di tutta l'Indocina ma consapevole della necessità di soddisfare la voglia d'indipendenza dei suoi popoli, concede una ridotta autonomia al Laos e alla Cambogia;
l'ala radicale dei nazionalisti, facente capo ai movimenti Khmer Issarak e Khmer Vietminh, aderisce però alla guerriglia antifrancese coinvolgendo la Cambogia nella guerra;]
1947
dal 23 novembre 1946 è iniziato il conflitto

Marzo
per condurre la guerra di liberazione viene costituito un nuovo governo di unità nazionale della Repubblica Democratica del Vietnam del quale entrano a far parte rappresentanti di tutte le forze anticolonialiste;
la lotta ha carattere prevalentemente di guerriglia;
Cambogia: Sihanuk, che si adopera per un distacco graduale dalla Francia, converte il regno in monarchia costituzionale;

1947
Repubblica Democratica del Vietnam
(dal 2 settembre 1945)

1947
-


a





1947
(periodo Showa: 1926-45)
Giappone

Hirohito

(Tokyo 1901 - 1989)
figlio di Yoshihito;
1921-26, reggente;
1926-45, imperatore del Giappone;
[dal 1.1.1946 ha rinunciato alle proprie prerogative divine pur di salvare l'istituto monarchico.]



[Nuova costituzione dal 1° gennaio 1946]

1947
-
«segui Guerra di Indocina»

a




1947
[colonia spagnola dal 1900, con capitale Villa Cisneros già protettorato dal 1884, le è stata annessa militarmente nel 1934 la regione di Saguia el Hamra]
-
-
1947
-


1947
MAROCCO
[dal 1912 il paese è un protettorato della Francia che ha riconosciuto alla Spagna una zona di sua spettanza (Rif, Ifni, Tarfaya);
con la convenzione di Parigi la città di Tangeri è stata internazionalizzata con un proprio statuto autonomo.]
mentre il paese continua ad opporre una strenua resistenza alla "pacificazione", egli si avvicina decisamente a quei movimenti che reclamano una maggiore autonomia del Marocco, non nascondendo le sue simpatie per l'Istiqlal o Partito dell'indipendenza attorno a cui si riunisce gran parte delle forze autonomistiche; dal canto suo la Francia ha creato una residenza militare che lascia insoddisfatta ogni istanza autonomista;
Maometto V
-

(Fez 1909 - Rabat 1961)
figlio di Mulay Yusuf;
1927-57, sultano del Marocco;
[alla morte del padre]

1957-61, re del Marocco;

1947
-


1947
Algeria
-  

1947
mentre ancor prima della fine del conflitto mondiale le autorità francesi si erano impegnate a garantire alcune concessioni alla comunità musulmana, ora, con il nuovo statuto organico che istituisce un'assemblea algerina con limitati poteri deliberanti, quelle concessioni rimangono in pratica inoperanti per le forti resistenze opposte a qualsiasi modificazione del regime coloniale dalla consistente minoranza europea, i cosiddetti pieds noirs preoccupati di salvaguardare il loro predominio economico e politico rispetto alla massa della popolazione musulmana;

Febbraio
il partito nazionalista algerino (già PPA) si riorganizza legalmente nel MTDL (Mouvement pour le triomphe des Libertés Démocratiques), con un'organizzazione parallela, paramilitarte e clandestina, l'Os (Organisation speciale);

Settembre

un nuovo statuto definisce l'Algeria «un gruppo di dipartimenti dotato di personalità civile, autonomia finanziaria e organizzazione particolare» con l'istituzione di un'Assemba algerina;


1947
TUNISIA
[protettorato francese dal 1883, anche se il bey conserva formalmente le sue prerogative]
il Neo-Destur (presidente: H. Bourghiba, in carcere 1934-36 e 1938-42) dal 1934 ha come obiettivo la fine del protettorato;
- Bey
?
(?-?)

1947
Giugno

a un convegno esecutivo della WFTU, il segretario generale francese della CGT (Confédération Générale du Travail), Benoît Francher, condanna l'UGTT (Union Générale des Travailleurs de Tunisie) dei lavoratori tunisini «in quanto organizzazione nazionalista e non classista».

Agosto
Sfax, uno sciopero dell'UGTT viene interrotto dalla polizia e dall'esercito francesi che uccidono e torturano i lavoratori.
La CGT francese è contraria allo sciopero in quanto "demagogico" e provocatorio".
Ferhat Hached accusa il capo dell CGT francese, Louis Saillant, di colonialismo.


1947
LIBIA
[nome romano riesumato durante il conflitto per indicare le due regioni della Tripolitania e della Cirenaica]
-
1947
in mano agli alleati;
Febbraio
10
, trattato di Parigi, viene sottratta all'Italia la sovranità sul paese (persa di fatto già nel gennaio 1943);

Muhammad Idris al-Mahdi al-Sanusi
-

(Giarabub 1890 - Il Cairo 1983)
1917-22, capo della confraternita dei Senussi;
1923-48, è costretto all'esilio;


1948, emiro di Cirenaica;
1950-69, re di Libia(Idris I);



1947
Faruk  
(Il Cairo 1920 - Roma 1965)
figlio di re Fu'ad I;
1936-52, re d'Egitto;



1951-52, re d'Egitto e del Sudan;
- Primo Ministro
Nukrashi Pasha
(1946 dic - dic 1948)
1947
il re ottiene l'evacuazione delle truppe britanniche dal paese;


1947
Sudan
[dalla convenzione del 18 gennaio 1899, il paese è stato costituito in "condominio" anglo-egiziano, di fatto in possedimento britannico;
la dominazione inglese ne ha accentuato la dipendenza coloniale, contestata fin dal periodo tra le due guerre mondiali dai nazionalisti sudanesi divisi tra una tendenza indipendentistica e una tendenza favorevole all'unione con l'Egitto;
nel settembre 1946 il RDA (Rassemblement Démocratique Africain) è diventato un'organizzazione popolare di massa nel Sudan (poi Mali).]
   
1947
Luglio
9
, vengono arrestati dalla polizia inglese gruppi di lavoratori appartenenti al movimento sindacale WAA (Workers Affairs Association). Per protesta, i ferrovieri decidono uno sciopero generale che durà finché non è raggiunto un compromesso…
18, …la WAA viene "riconosciuta".

Novembre
la WAA accusa gli inglesi di razzismo e corruzione e di «abbassare nel Sudan lo standard di vita degli esseri umani a profondità abissali».


1947
Guinea-Bissau
[colonia autonoma portoghese dal 1879, i suoi confini (rettilinei e artificiosi di evidente origine coloniale) con l'Africa Occidentale Francese sono stati regolati nel 1896.]
-
?
(?-?)
1947
-



1947
Africa Occidentale Francese
(AOF – 1895-1958)

[Dall'inizio del 1946 è diventato un possedimento d'oltremare dell'Union Française, con la conseguente trasformazione dei suoi abitanti in cittadini francesi; il governatore generale viene affiancato da un Grand Conseil formato da 5 delegati di ogni singolo territorio.]

Senegal [sotto controllo francese dal 1817, sottomesso e pacificato dal 1865.] cap. Dakar.
1947
Agosto
20
, Dakar, è convocato il Gran Consiglio dell'Africa Occidentale Francese.
Tutti gli schemi adottati sino a questo per conservare l'Impero Francese vengono respinti. Senghor passa da una posizione di accettazione critica dell'integrazione a una forma di "federalismo" all'interno di un'Unione "francese", temendo sia l'assimilazione – con la sua teoria della "negritudine" e della "personalità africana" – sia l' "indipendenza prematura".

Ottobre
Nell'Africa Occidentale Francese i ferrovieri indicono uno sciopero generale per chiedere l'abolizione della discriminazione razziale in favore dei lavoratori "bianchi" e contro quelli africani.
I lavoratori francesi vengono usati come "crumiri", ma lo sciopero (terminato nel marzo 1948) riesce ugualmente e imprime nuovo slancio al sindacalismo nell'Africa Occidentale Francese.
Mauritania [protettorato francese dal 1904, il territorio vi è stato annesso dal 1920 ma le autorità coloniali non verranno mai completamente a capo dello spirito d'indipendenza mauro]
1947
-
Sudan francese [ex Senegal-Niger dal 1904, nel 1921 è tornato al suo nome originario.]
1947
dal 1946 l'UDS (Union démocratique soudanaise), sezione locale del RDA (Rassemblement démocratique africain), ha assunto con il suo leader Modibo Keita la testa del movimento nazionale;

Alto Volta [1932-47, la colonia è soppressa e smembrata tra Costa d'Avorio, Sudan Francese e Niger]
1947
-
Niger [completamente colonizzato dal 1920] cap. Zinder.
1947
-
Guinea Francese [protettorato francese dal 1889, è sorta la città di Conakry nel 1890; colonia francese dal 1891;
con l'acquisizione dell'isola di Los nel 1904 ha assunto il suo assetto territoriale definitivo.]
1947
dal 1946 sono iniziati i primi movimenti nazionalisti guidati dal PDG (Parti dèmocratique de Guinée), emanazione del moderato RDA (Rassemblement démocratique africain) dal quale il primo si distanzia anche per influenza del blocco sovietico, assumendo posizioni più radicali sotto direzione di Sékou Touré uno dei più prestigiosi leader del nascente "risveglio africano";
Costa d'Avorio [colonia francese dal 1893.]
1947
-
Dahomey [annesso dal 1899 ma, completamente, dal 1916]
1947
-

1947
Sierra Leone
[colonia inglese dal 1808.]
- Governatore
?
(?-?)
1947
-

1947
[ex Monrovia, è una repubblica indipendente dal 1847, con una costituzione modellata su quella statunitense ma con il predominio dell'elemento nero-americano su quello autoctono;
nel 1857 al paese si è unita l'ex colonia formatasi a capo delle Palme nel 1833;
dalla fine della prima guerra mondiale è diventata una dipendenza economica degli Stati Uniti che si sono assicurati importanti concessioni per lo sfruttamento delle piantagioni di caucciù attraverso la società Firestone;
dal 1946 mira ora a diventare uno dei maggiori "paradisi fiscali" del mondo fornendo la propria "bandiera ombra" alle flotte mercantili private di ogni nazionalità; partito di governo è il TWP (True Whig Party) che domina la scena politica liberiana da oltre un secolo.]
-
-
1947
-

1947
Costa d'Oro
[colonia della corona britannica dal 1874, si è ingrandita nel 1922 con l'annessione della parte occidentale (Togoland) dell'ex Togo tedesco;
dal 1946 è in vigore la "Costituzione Burns".]
- Governatore
-
1947
Il regime coloniale britannico istituisce un Ufficio Controllo Vendite del Cacao per l'acquisto delle partite di cacao che vengono assorbite dalle vecchie organizzazioni mondiali multinazionali come la Unilever e la United African Company.
Questa "riforma" è accompanata da una "riforma politica" del governatore sir Alan Burns che garantisce diversi seggi nel Consiglio Legislativo ai capi delle zone settentrionali e agli ashanti.
I lavoratori impegnati nella coltiazione del caco rifiutano di collaborare con la nuova "riforma" e gli inglesi reprimono con la violenza le agitazioni.
J.B. Dunquah, avvocato di grido e fondatore della UGCC (United Gold Coast Convention) collabora con Kwame Nkrumah (1909-1967).

1947
Togo
[sotto mandato francese dalla fine della prima guerra mondiale, dal 1922 il territorio comprende solo la parte orientale dell'ex Togo tedesco e mantiene una distinta fisionomia giuridica.]
?
(?-?)
1947
-


1947
comprende i due ex protettorati britannici;
all'unità amministrativa della federazione non corrisponde tuttavia una reale integrazione etnico-culturale del paese;
Nigeria settentrionale [territori haussa, riuniti dal 1900]
-
-
1947

Nigeria Meridionale [territori degli Oil Rivers (dal 1849), di Lagos (dal 1861) e Benin (dal 1897), riuniti dal 1906]
-
-
1947
all'unità amministrativa della federazione non corrisponde tuttavia una reale integrazione etnico-culturale del paese;
vari elementi di divisione si portano avanti dal 1922;
sale il movimento nazionalista;





1947
Camerun
[dal 1920 l'ex protettorato franco-britannico è diviso in due mandati coloniali previsti dal trattato di Versailles]
Njoya
-
(? - ?) c
1883-1933, re dei bantu;

Mandato (1) [alla Gran Bretagna, la porzione nordorientale, circa un quinto del paese]
1947
-
Mandato (2) [alla Francia, il resto (ha recuperato anche i territori ceduti nel 1911); dal 1946 è entrato a far parte dell'Union Française.]
1947
-

1947
Africa Equatoriale Francese
(1910-1958)
1910, la Francia crea questa nuova unità amministrativa che, pur mantenendo a Brazzaville la sede del governatore generale, è divisa in quattro ripartizioni:
Medio Congo [ex Congo Francese]
-
1947
André Matsua, fondatore nel 1925 della Société amicale des originaires de l'Afrique Equatoriale Française e finora sopravvissuta nella clandestinità, si trova ora arruolato nell'esercito francese;
nuovamente arrestato sotto l'imputazione di "intelligenza col nemico" è ricondotto a Brazaville. Qui tutti gli esponenti del movimeno amicale, divenuti fautori sempre più decisi delle rivendicazioni autonomiste delle popolazioni Bakongo, sono condannati a morte e fucilati.

Gabon [già assorbito dal Congo Francese nel 1888 e ora separato]
-
1947
-
Ubangi Sciari (Oubangui-Chari) [ex Impero Centrafricano, diventato colonia francese dal 1905; Territorio d'oltremare dal 1946.]
-
1947
-

Ciad [Territorio d'oltremare dal 1946.]
-
1947
-



1947
Congo Belga
[colonia dello stato belga dal 1908]
(capitale: Lépoldville)
[il territorio dello Zaire, già sede (ancor prima dell'arrivo dei portoghesi) di importanti regni autoctoni quali quello del Congo, di Kuba, Luba, Lunda:
- nel 1880 è stato posto sotto il controllo dell'Associazione internazionale per il Congo, promossa da Leopoldo II re del Belgio;
- 1885-1908, sotto la sovranità (esercitata a titolo personale) di Leopoldo II re del Belgio.]
Governatore
-
1947
Dalla fine della seconda guerra mondiale si sviluppa nel paese un movimento di liberazione con orientamenti progressisti, diffuso specialmente nelle città, fra gli strati di popolazione indigena che, venuti a contatto con la cultura europea, hanno abbandonato gli antichi costumi tribali e maturato una coscienza nazionale.

Kivu, gli europei di Bukavu (Costermansville) sono 900 (erano 300 nel 1940 e saranno 5.000 nel 1962).
Katanga [regione sudorientale, annessa militarmente dai belgi nel 1891 sotto l'egida della Compagnie du Katanga istituita da re Leopoldo II.]
1947
nella zona dell'attuale Jadotville, la Union Minière:
- nel 1917, a Likasi, ha aperto un'altra grande miniera di rame (dopo quella iniziale a Elisabethville);
- nel 1921, a Panda, ha installato un concentratore di minerale;
- nel 1928, a Shituru, ha inaugurato un nuovo complesso industriale, di gran lunga il maggiore del Congo e fra i più imponenti dell'intera Africa.
ll complesso industriale [intitolato a Jean Jadot] forma una delle capitali mondiali del rame.
Ruanda-Urundi [dal 1919 sotto amministrazione belga, nel 1925 è stato annesso alla colonia.]
1947
-







1947
-
ETIOPIA
[Abissinia: con il termine si intende indicare la regione etiopica (comprendente il Tigré, lo Scioà, l'Amara e il Goggiam) che si estende a Nord del fiume Auasc e dello spartiacque tra l'Omo e l'Abbai]
-

(Harar 1891 - † 1975)
Tafari Makonnen, figlio del principe Makonnen e nipote di Menelik II;
1930-75, imperatore di Etiopia;
negus neghesti
(re dei re);
1947
da maggio 1941 è rientrato insieme alle truppe inglesi ad Addis Abeba;

ERITREA

1947
dopo lo sfaldamento coloniale italiano, nel 1941 ha seguito le sorti dell'Etiopia ma ora, con il trattato di pace (momento di sistemazione delle ex colonie italiane), viene separata da quest'ultima rimanendo sotto l'amministrazione provvisoria della Gran Bretagna.
Gli inglesi mantengono i vecchi parametri salariali (razzisti) praticati, a suo tempo, dall'amministrazione italiana e pagano i lavoratori "bianchi" dell'amministrazione militare venti volte di più di quelli africani.

 




1947
SOMALIA

1947
L'integrazione amministrativa da parte degli inglesi dei due territori ex Somalia Britannica ed ex Somalia Italiana, favorisce l'aggregazione delle forze nazionaliste nel partito Somali Youth League (Lega dei Giovani Somali) avviando il movimento indipendentista;
Progetto della Grande Somalia: rimane inoperante.
La sezione somala del Pci (Partito comunista italiano) chiede che vi sia una differenza tra il salario dei lavoratori "bianchi" e quello degli africani. Il Pci è favorevole a una "amministrazione fiduciaria" dell'Italia in Somalia.

 

Somalia Francese [Territorio d'oltremare dal 1946.]
il porto di Gibuti (1888) è collegato per ferrovia alla capitale etiopica Addis Abeba (1897-1917);
[situata in territorio dancalo e non propriamente somalo]
1947
-

1947
Africa Orientale Britannica
(IBEAImperial British East Africa)
Uganda [protettorato britannico dal 1894]
-
-
1947
formalmente diviso in quattro regni federati, è uno dei possedimenti più prosperi della Gran Bretagna in Africa;

Kenya [nome ufficiale solo dal 1920]
-
-

1947
I primi raggruppamenti politici indigeni, che avevano preso vita tra le nuove leve intellettuali kikuyu già negli anni Venti (come la Young Kikuyu Association, poi la Kikuyu Central Association), confluiscono ora nel partito nazionalista KAU (Kenya African Union) diretto dall'antropologo Jomo Kenyatta;
[nel 1945, è stato tra gli organizzatori, assieme a W.E.B. Du Bois e K. Nkrumah, del V congresso panafricano che ha gettato le basi della lotta anticoloniale nel continente nero.]

La Gran Bretagna pubblica un "libro bianco" – curato dai socialisti del Partito laburista briannico – in cui propone una Assemblea dell'Africa Orientale costituita su base razziale.
L'Unione dei Coloni "bianchi" accetta la proposta, mentre la KAU e le organizzazioni indiane la respingono considerandola manifestamente razzista.
Al Congresso della KAU si richiedono "autogoverno" e un maggior numero di seggi per gli africani nel Consiglio Llegislativo (ma a questo punto Mboya si rifiuta di collaborare con i colonizzatori; Mboya chiede "più terra" e un "mutamento radicale" nelle leggi razziali).
La KAU avanza anche la richiesta di istruzione libera per tutti e chiede l'abolizione del "kipando" (unca concessione accordata ufficialmente dalla Gran Bretagna fino all'indipendenza, conseguita sedici anni più tardi).
Koinange è inviato oltreoceano come rappresentante straniero della KAU; in seguito viene mandato Achiong Oneko.

Marzo
J. Kenyatta ottiene una carica ufficiale nel Dicastero per la Colonizzazione e Utilizzazione della Terra Africana, organizzazione antiafricana e controllata dagli inglesi.
[Secondo un articolo pubblicato nel 1960 su un giornale inglese, questa è una delle ragioni per cui J. Kenyatta viene considerato un "collaborazionista" negli ambienti militanti della KAU.]

Novembre
J. Kenyatta si oppone al lavoro coatto per le donne nella "conservazione del suolo" e alle prestazioni obbligatorie per i contadini kikuyu.
Chega Kibachia, fondatore della Federazione dei Lavoratori Africani, viene arrestato e rinchiuso in carcere dopo uno sciopero allo Stabilimento Bacon nella regione degli altipiani interni (Kenya), dove la polizia uccide tre lavoratori.
Fre Kubai forma il "Gruppo dei 4" con duemila iscritti.
A Fort Hall viene costituita la Gykuyu Maranga African Union.
Joseph Kangethe e Joshua Kariuki fondano la Kiama Kia N'Demwa Ithatu (la "Società delle tre iniziali".
La polizia carica i componenti della setta religiosa Dim Ya Jesu Kristo, dopo un boicottaggio delle merci inglesi.
[Questa setta usa come libro di preghiere l'opuscolo Facing Mount Kenya (Di fronte al Monte Kenya).]



1947
[dalla fine del primo conflitto mondiale (novembre 1918) il territorio è attribuito dalla Società delle Nazioni in mandato [Mandato B] alla Gran Bretagna che concede una relativa autonomia interna.]
-
-
1947
-

1947
[protettorato (assieme all'isola di Pemba) dal 1890 e colonia dal 1913 della corona britannica.]
-
?
(?-?)
1947
-


1947
Angola
- Governatore
?
(? - ?)

1947
Nell'Africa portoghese si registrano scioperi nelle piantagioni organizzati dagli studenti dei gruppi che fanno capo a «Brado Africano», giornale della resistenza indiana e africana, edito dai fratelli Albasini.


1947
Rhodesia
1947
ribattezzato Rhodesia dal 1895 in onore di Cecil J. Rhodes;
dal 1890 la British South Africa Chartered Co., società fondata da Cecil J. Rhodes, ha ottenuto da re LoBenguella la concessione esclusiva di sfruttamento venticinquennale del territorio del protettorato sui maTabele;
Rhodesia del Nord-Ovest [protettorato dal 1899, dal 1914, è uno dei più poveri possedimenti britannici]
-
-
1947
passata ora sotto il controllo statale, mantiene lo status di protettorato, dipendendo dal Foreign Office e restando in gran parte sotto il controllo della Compagnia ; [vedi 1948]

Rhodesia del Sud [protettorato dal 1911]
-
-
1947
passata sotto il controllo statale nel 1923, si è rifiutata d'integrarsi nell'Unione Sudafricana divenendo colonia autonoma della corona e godendo così di maggiore libertà amministrativa; a forte immigrazione bianca, adotta una legislazione razziale analoga a quella sudafricana (apartheid) sancendo la completa esclusione dell'elemento indigeno dalla vita politica del paese;
[la situazione rimane così fino al secondo dopoguerra: vedi 1953]

1947
[l'ex territorio Malawi, protettorato britannico dal 1891, che aveva assunto formalmente il nome British Central Africa
nel 1893, ha assunto questo nuovo nome nel 1907]
-
-
1947
sin dall'inizio del secolo fermenti antibritannici sono già sorti e ora si diffondono a causa dell'indiscriminata diffusione delle piantagioni coloniali a scapito delle colture alimentari per il fabbisogno della popolazione (in costante aumento);
rimasto latente tra le due guerre mondiali, il movimento nazionalista nero riprende vigore con la fondazione del NAC (Nyasaland African Congress);


1947
Mozambico
[già nel 1891 il Portogallo completava la conquista delle regioni interne ma solo nel 1915 è riuscito a pacificarle;
nel 1923 ha integrato il triangolo di Kionga, già possedimento tedesco sino alla fine della prima guerra mondiale.]
-
?
(? - ?)
1947
-


1947
Madagascar
(Imérina)
[annesso alla Francia dal 1896]
- Governatore
Cayla
(? - ?)

1947
dal 1945 opera il MDRM (Mouvement Démocratique de la Rénovation Malgache);
Marzo
29/30
, un fallito moto insurrezionale diretto dal MDRM (Mouvement Démocratique de la Rénovation Malgache) provoca repressioni (80.000 morti, scioglimento di tutte le formazioni nazionaliste, stato d'assedio).

[a.f.: I francesi massacrano 150.000 persone durante una sollevazione antifrancese nell'isola.
I mezzi di comunicazione europei minimizano l'intera "vicenda".
Hosea Jaffe, AFRICA, Movimenti e lotte di liberazione, Arnoldo Mondadori Editore, Milano 1978.]




1947
Unione Sudafricana
[dominion britannico a struttura federativa dal 1910 ma indipendente sul piano internazionale (statuto di Westminster, 1931)]
- Primo ministro
J.C. Smuts
(1939 - 1948)
[Partito afrikaner (unionista)]
dal 1912 si è costituito il SANNC (South African Native National Congress) – dal 1925 mutato in ANC (African National Congress) – formazione politica nera;
dal 1913 è in vigore il Native Land Act che consente al primo ministro di coinvolgere l'elemento boero nella prima guerra mondiale a fianco dell'Inghilterra;
dal 1914 è abolita l'imposta discriminatoria nei confronti degli indiani del Natal;
dal 1918 si è annessa con una serie di decisioni unilaterali l'ex colonia tedesca dell'Africa del Sud-Ovest, ricevuta invece in amministr azione fiduciaria dalla Lega delle Nazioni; nel tentativo di diminuire il costo del lavoro nell'industria mineraria colpita da recessione in conseguenza del declino del gold standard, il primo ministro fa ricorso alla manodopera africana semispecializzata;
mentre dal 1925 l'afrikaans ha rimpiazzato l'olandese come seconda lingua ufficiale dell'Unione, sono in vigore: Native Land Act (dal 1913) e Colour Bar Act (dal 1926);
dal 1934 il Partito afrikaner (unionista) di J.C. Smuts e il Nationalist Party (nazionalista) di J.B.M. Hertzog si sono fusi nell'United Party favorendo così l'aggregazione in partito politico della destra ultrarazzista e apertamente filonazista di D.F. Malan (Purified Nationalist Party) a cui nel 1936 Hertzog e Smuts hanno dovuto concedere il Representation of Natives Act che sospende i diritti politici della comunità nera;
grazie alla posizione favorevole all'ingresso del paese nel congflitto a fianco degli alleati (80 voti contro 67)

1947
il rapido mutamento economico sociale (graduale scomparsa della distinzione tra afrikaner e inglesi) e il rifiuto dell'Onu di consentire al Sudafrica l'annessione delle ex colonie tedesche, favorisce una forte ripresa nazionalistica.

Gennaio

il CPSA (Communist Party of South Africa) appoggia "con riserva" la mozione presentata dai suoi iscritti africani alla precedente (ottobre) conferenza dell'ANC (African National Congress) per boicottare le elezioni razziste e segregazioniste dei "Rappresentanti Indigeni".

Giugno
il NEUM (Non-European Unity Movement) boicotta le elezioni come "rappresentante indigeno" di Buchanan (liberale). Il boicottaggio è appoggiato dai lavoratori africani e, altresì, dalla maggioranza dei cosiddetti "elettori" (segregati, inferiori, sfruttati) che non possono mandare in Parlamento un uomo o una donna africani, meticci o indiani.

Ottobre

Moses Kotane, segretario del CPSA, condanna i «Rappresentanti Indigeni» in quanto «rappresentanti della supremazia dei bianchi» («Freedom», organo del CPSA, set-ott 1947, pagg. 14-17)

Dicembre
il CPSA si oppone al boicottaggio dei "Rappresentanti Indigeni" "bianchi" al congresso annuale dell'ANC.







1947
LEGA ARABA
Il 22 marzo 1945 è nata al Cairo questa lega fondata da Egitto, Libano, Siria, Giordania, Iraq, Arabia Saudita e Yemen;
1953, Libia
1956, Sudan
1958, Tunisia e Marocco
1961, Kuwait
1962, Algeria.
Fa parte anche l'OLP (Organizzazione per la liberazione della Palestina), presieduta da Yasir Arafat.
1947
-




1947
Regno Arabo Saudita
[dal 27 set 1932]
[come membro fondatore, dal 22 marzo 1945 fa parte della "Lega araba".]
'Abd al-'Aziz III o ibn Sa'ud
Albero genealogico
(Riyadh 1887-Taif 1953)
discendente della dinastia wahhabita dei Banu Sa'ud;
1891, la dinastia viene scalzata dalla capitale Riyadh a opera dei rivali Banu Rashid del Gebel Shammar;
1902-13, ristabilisce con una serie di campagne l'unità del Neged, intraprendendo dopo il crollo dell'impero ottomano l'unificazione della penisola arabica;
1915-18, prima guerra mondiale: pur avendo stipulato un accordo di alleanza con la Gran Bretagna (1915), si mantiene neutrale dedicandosi al consolidamento interno dello stato, da lui organizzato sulla base di colonie agricolo-militari di contadini soldati legati al sovrano da un patto ("fratelli fedeli");
1918, approfitta dei contrasti anglo-francesi nel Vicino Oriente per sviluppare una tempestiva politica di annessioni;
1919, si annette il Gebel Shammar;
1924, si annette la Mecca;
1925, si annette Gidda;
1926, re del Higiaz;
1927-32, re del Higiaz e del Neged;
[… e dipendenze];
riconosciuto al congresso musulmano universale della Mecca, ottiene anche il riconoscimento della Gran Bretagna (trattato di Gidda);
1932 (27 settembre) procede alla piena integrazione dei suoi possedimenti dando ad essi il nome di Regno Arabo Saudita;
1932-53, re dell'Arabia Saudita;
uno dei principali protagonisti del risorgimento arabo;
1947
-


1947
Yemen
(imamato)
[come membro fondatore, dal 22 marzo 1945 fa parte della "Lega araba".]
? 

1947
-


1947
Regno Hashemita del Giordano
(Giordania)
[come membro fondatore, dal 22 marzo 1945 fa parte della "Lega araba".]
Abdullah o 'Abd Allah ibn al-Husayn
(La Mecca 1882 - Gerusalemme 1951) secondogenito del re del Higiaz Husayn ibn 'Ali, della dinastia degli Hashimiti o Hashemiti;
1920, re dell'Iraq;
[designato dal Congresso panarabo di Damasco]
1921, deve cedere il trono iracheno al fratello maggiore Faysal, espulso dalla Siria dai francesi, ottenendo in cambio l'emirato autonomo di Transgiordania, sotto mandato britannico;
1921-46, emiro di Transgiordania [sotto mandato britannico];
1933, dopo la morte del fratello Faysal, ne riprende il progetto di creazione di una "grande Siria" (Transgiordania, Palestina, Libano e Siria) rinsaldando a tale scopo l'alleanza con la Gran Bretagna;
1946-51, re del Regno hashemita del Giordano;
[ottenuta l'indipendenza dal mandato britannico, assume il titolo di re e muta il nome dell'emirato autonomo di Transgiordania in questo]
1947
-


1947

[come membro fondatore, dal 22 marzo 1945 fa parte della "Lega araba".]

- Presidente
Bachara al-Khury
(1943 - 1952)
1947
la Francia continua a intrattenere con Beirut rapporti privilegiati in campo militare e finanziario, che consentono ai ceti dirigenti del periodo coloniale di serbare la loro autonomia;


1947
Repubblica araba di Siria

[dall'aprile 1946 il paese ha conseguito la piena indipendenza.]

- Presidente
Shukri al-Quwwatli
(1946 apr - ?)
[leader nazionalista]
1947
-


1947
[dal 1922 la regione è stata attribuita in mandato dalla Società delle Nazioni alla Gran Bretagna, sulla base del piano di spartizione del levante convenuto da inglesi e francesi (accordo Sykes-Picot);
dal 1939 (libro bianco del maggio 1939) il governo inglese ha formulato la proposta, respinta dagli interessati, di istituire uno stato arabo palestinese indipendente, nell'arco di un decennio;
dal 1942 a New York l'Organizzazione sionistica mondiale pensa di dar vita a uno stato ebraico indipendente,
… ogni mediazione è improponibile; ]
- Alto Commissario britannico
?
(?-?)

1947

Il governo britannico si trova di fronte a un dilemma insolubile.
L'opinione pubblica in patria si divide tra simpatizzanti sionisti e quanti sono terrorizzati dalle atrocità sioniste.
In Medio Oriente, tutti gli interessi britannici nel mondo arabo sarebbero minacciati qualora ai sionisti venisse concesso di impossessarsi della Palestina.
Tuttavia, l'Inghilterra è sottoposta a pressioni costanti da parte degli Stati Uniti affinché permetta un'immigrazione ebraica di massa e, in questi anni successivi alla guerra, la Gran Bretagna dipende finanziariamente da Washington.

Febbraio
dopo un tentativo fallito di giungere ad un accordo arabo ed ebraico su un piano congiunto, la Gran Bretagna trasferisce il problema alle Nazioni Unite.


Marzo
12
, in un discorso al Congresso il presidente Truman, a sostegno della cosiddetta "Dottrina Truman" sul coinvolgimento statunitense oltreoceano, chiede aiuti, che la Gran Bretagna non può più permettersi, perché la Grecia e la Turchia possano mantenere l'indipendenza contro la minaccia sovietica.


Agosto
31
, l'Unscop conclude i suoi lavori proponendo la creazione in Palestina di due stati: uno arabo e uno ebraico, sotto il controllo dell'ONU, economicamente uniti con Gerusalemme e zone limitrofe internazionalizzate;


Settembre
l'Inghilterra preannuncia la fine del mandato sulla Palestina il 15 aprile 1948.


Novembre
29
, l'Assemblea generale dell'ONU ne approva la spartizione con la risoluzione 181, cui sono favorevoli USA e URSS;


Dicembre

la risoluzione dell'ONU di spartire la Palestina in due stati nazionali, internazionalizzando pro tempore Gerusalemme, non viene accettata dagli arabi.



[La risoluzione 181viene approvata con una votazione di 13 su 33 con 10 astensioni.
In questo periodo l'URSS considera la lotta sionista in Palestina come una liberazione dall'imperialismo.
Solo i paesi islamici asiatici votano contro la risoluzione.
Una proposta araba di interepellare la Corte Internazionale di Giustizia sulla competenza dell'Assemblea Generale di spartire una nazione contro la volontà della maggioranza dei suoi abitanti (in Palestina vi sono ora 1.269.000 arabi e 678.000 ebrei) viene respinta di stretta misura.
I sionisti accolgono benevolmente la spartizione, poichè riconosce uno stato ebraico che, sebbene comprenda una vasta zona desertica a sud, il Negev, ricopre il 55% di un paese nel quale i possedimenti terrieri sionisti ammontano a meno dell'8% della totalità.
Gli arabi, come sempre, si oppongono fortemente alla spartizione, ma sono adirati, in primo luogo, perché il proposto stato ebraico comprenderà tanti ebrei quanti arabi.]


1947
Iraq
[dal 1930 l'Iraq è "formalmente" indipendente; dal 1930 rimane infatti ancora legato alla Gran Bretagna da un trattato 25le;
membro fondatore delle Nazioni Unite (1945) e della "Lega araba" (22 marzo 1945).]
Faysal II

(? - 1958)
figlio di Ghazi I
1939-58, re dell'Iraq;


- Presidente del consiglio di reggenza
Nuri al-Sa'id
(?-?)
[Sotto il governo di Nuri al-Sa'id, esponente della nuova oligarchia finanziaria araba arricchita dai proventi petroliferi, è cessata l'influenza inglese a favore di quella statunitense.]
1947
-
Kurdistan (iracheno)
1947
le multinazionali del petrolio e in particolare l'Iraq Petroleum Corporation (anglo-franco-olandese-americana) operano nei giacimenti della zona di Kirkuk;



1947
Iran
[mentre dal 1928 sono state annullate tutte le concessioni di extraterritorialità, dal 1933 è stato rinegoziato l'accordo con la AIOC (Anglo-Iranian Oil Company) che continua a sfruttare (1909-51) gli ingenti giacimenti petroliferi.]
Muhammad Reza Pahlavi

(Teheran 1919 - Il Cairo 1980)
primogenito di Reza Khan Pahlavi imperatore (scià) dell'Iran, educato all'occidentale;
1941-79, scià dell'Iran;
sale al trono dopo l'abdicazione del padre;



1947
Marzo
la cosiddetta "dottrina Truman", in base alla quale gli USA offrono aiuti (quelli che la Gran Bretagna non può più fornire) alla Grecia e alla Turchia purchè mantengano l'indipendenza, viene ben presto estesa all'Iran;

Ottobre
il Maglis iraniano si fa coraggio e annulla un accordo sovietico-iraniano, molto impopolare, per lo sfruttamento congiunto delle risorse petrolifere nelle province settentrionali.
L'Inghilterra e la AIOC (Anglo-Iranian Oil Company) sono i principali obiettivi del potente nazionalismo iraniano del quale un politico aristocratico veterano, Muhammad Mossadeq, si fa portavoce.






Berrios Sagredo, Eugenio (Santiago del Cile 14 novembre 1947 - El Pinar , Uruguay, aprile 1995, assassinato) biochimico e agente segreto cileno;
inventore del gas ''sarin'';
[Questo gas micidiale venne usato, nel 1995, dai terroristi mistici giapponesi della setta ''Aum Shinrikyo'' nella metropolitana di Tokyo.]
1973-90, è membro della DINA (Dirección de Inteligencia Nacional), la polizia politica cilena sotto la dittatura del gen. A. Pinochet Ugarte;
1976, luglio, lo spagnolo Carmelo Soria, funzionario della Cepal (Commissione economica per l'America Latina e i Caraibi) viene assassinato a Santiago del Cile;
settembre, l'ex ministro degli esteri cileno Orlando Letelier viene assassinato a Washington;
1992, dicembre, un mese dopo essere stato incriminato per i due omicidi citati, ''sparisce'' dal Cile;
[Secondo le indiscrezioni raccolte dal giornale di Montevideo «El Observador», è stato fatto fuggire dal gen. A. Pinochet Ugarte in Uruguay, dove l'agente-scienziato si è stabilito a Parque de Plata, a 40 km dalla capitale, sotto la protezione del militare uruguayano Tomas Casella.]
1993, il gen. A. Pinochet Ugarte, capo di SM dell'esercito cileno, fa visita segretamente a lui e a Tomas Casella;
1995, aprile, il suo cadavere recante segni di tortura viene rinvenuto nella localita' balneare di El Pinar, 30 chilometri ed est di Montevideo.
[Il governo del presidente uruguayano Julio Maria Sanguinetti renderà nota l'identificazione l'anno successivo.]

Chiti, Vannino (Pistoia 1947) politico italiano;
laureato in filosofia, coordinatore nazionale della Quercia;
1985, consigliere regionale della Toscana per il Pci;
1987, segretario regionale del Pci;
1992, presidente della giunta regionale Toscana;
1995, rieletto presidente della giunta regionale Toscana;
1997-2000, presidente della Conferenza delle regioni;
2000, sottosegretario alla presidenza del consiglio, con delega all'editoria, nel governo Amato II;
2006, ministro delle riforme istituzionali nel governo Prodi II.

Clinton, Hillary Diane Rodham (Chicago 1947) donna politica statunitense; compie gli studi al Wellesley College, nel Massachusetts, e alla scuola di giurisprudenza di Yale, dove conosce Bill Clinton;
1975, sposa Bill Clinton, abbraccia la carriera politica nel Partito democratico, segue il marito nell'Arkansas ed inizia ad esercitare l'avvocatura;
1983, diventa capo del gruppo incaricato della riforma sanitaria, ma questo incarico gli crea una serie di problemi tanto che dopo un anno i Clinton devono abbandonare i loro programmi; sarà inoltre accusata di aver effettuato investimenti poco chiari negli anni '80 su un progetto edilizio: dallo "scandalo Whitewater" uscirà innocente assieme al marito;
It Takes a Village (1996)
1998, difende sempre il marito anche dopo la sua deposizione circa la "relazione impropria" con Monica Lewinsky;
1999, pone la sua candidatura come senatrice del Partito democratico per lo stato di New York e viene eletta l'anno seguente; è la prima moglie di un presidente degli Stati Uniti a ricoprire cariche pubbliche.

Craveri, Piero (Verificare) professore di Storia contemporanea presso la facoltà di Lettere dell'istituto universitario Suor Orsola Benincasa (di cui è preside), consulente dell'istituto dell'Enciclopedia Italiana
Sindacato e istituzioni nel dopoguerra (Il Mulino 1977)
Genesi di una costituzione. Il 1948 in Francia (Guida, 1984)
La Repubblica (Utet, 1984, nella Storia d'Italia).

Di Donato, Giulio (Calvizzano, Napoli 26 aprile 1947) politico italiano, esponente del PSI (Partito Socialista Italiano);
consigliere comunale;
1975-83, assessore e vicesindaco di Napoli;
1983, eletto deputato nella IX Legislatura;
[E, in seguito, nella X e XI.]
1989, vicesegretario del partito;
1992, coinvolto nello scandalo di Tangentopoli, si dimette dall'attività politica;
2007, maggio, ritorna nella scena politica all'interno de La Rosa nel Pugno, aderisce a Forza Italia (ed in seguito al Popolo delle Libertà);
2009, 12 settembre, viene eletto segreterio regionale dell'UDEUR in Campania;
2011, è Consigliere d'Amministrazione del Teatro Stabile di Napoli.

Formigoni, Roberto (Lecco 1947) politico italiano, leader del movimento di CL (Comunione e Liberazione);
1984, eletto al parlamento europeo come indipendente nelle liste della Democrazia cristiana;
1987, è eletto alla Camera dopo essere stato tra i fondatori del Movimento popolare, il braccio politico di CL;
1989, rieletto al parlamento europeo
1994, rieletto deputato nel PPI (Partito popolare italiano);
1996-2013, governatore della Regione Lombardia.
[Suoi amici sono innanzitutto quelli di Forza Italia.]

Giaretta, Paolo (Padova 1947) politico italiano;
1975-80, consigliere e assessore provinciale a Padova per la Dc;
1987-93, sindaco di Padova;
1996, senatore, aderisce al Ppi.

La Loggia, Enrico (Agrigento 25 febbraio 1947) politico italiano;
[Il fratello del bisnonno, Gaetano, fu ministro sotto i Borbone; il nonno Enrico, liberal socialista alla Nitti, fu sottosegretario nel gabinetto di Luigi Facta e, dopo il fascismo, padre dello statuto di autonomia siciliano; il padre Giuseppe fu due volte presidente della Regione e quattro volte deputato a Montecitorio.]
avvocato, docente universitario, ex Dc, è stato assessore comunale a Palermo;
1994, senatore, capogruppo di Forza Italia al Senato nella XIII legislatura.

La Russa, Ignazio (Paternò, Catania 1947) politico italiano, avvocato, ex leader del Fronte della gioventù;
1992, deputato per Msi-Dn;
1994, deputato per Alleanza nazionale; vicepresidente della Camera nella XII legislatura;
1996, deputato per An; presidente della Giunta per le autorizzazioni a procedere nella XIII legislatura.

Mastella, Mario Clemente (Ceppaloni, Benevento 1947) politico italiano;
[Esponente dei seguenti partiti:
- (fino al 1994) Dc (Democrazia cristiana),
- (1994-98) CCD (Centro Cristiano Democratico),
- (1998) CDR (Cristiani Democratici per la Repubblica),
- (1998-99) UDR (Unione Democratica per la Repubblica),
- (1999-2013) UDEUR (Unione Democratica per l'Europa)
- (dal 2013) FI (Forza Italia).]


Najibullah, Mohammad (Kabul 1947-96) politico afgano, laureato in medicina, sin dai tempi dell'università militò nelle file del Partito popolare democratico afgano;
1978, arrestato più volte, dopo il colpo di stato militare riesce a diventare ambasciatore in Iran e successivamente capo dei servizi segreti durante la guerra civile, che vede l'intervento delle truppe sovietiche
1985, entra nel comitato centrale del partito
1986, cerca di raggiungere un accordo con i guerriglieri islamici, fallendo però l'obiettivo; sostituisce alla segreteria del partito B. Karmal
1987, eletto presidente della repubblica, tenta una nuova pacificazione trattando con i guerriglieri mujahedin
1989, dopo il ritiro sovietico, mantiene la presidenza
1990, è oggetto di un fallito tentativo di golpe con l'assedio di Kabul da parte dei ribelli
1992, lascia la carica
1996, viene ucciso dai fondamentalisti islamici Taleban entrati nella capitale.

Orlando Cascio, Leoluca (Palermo 1947) politico italiano, docente di diritto pubblico a Palermo;
1978-80, consulente giuridico del presidente della regione Sicilia;
1980, consigliere comunale per la Democrazia cristiana;
1985-90, sindaco di Palermo alla guida di una giunta (1987) che esclude per la prima volta i socialisti;
1990, entra in conflitto con il suo partito in quanto, pur avendo ottenuto una forte affermazione personale nelle elezioni amministrative, non è riconfermato sindaco;
1991, uscito dalla Democrazia cristiana dà vita al nuovo partito La Rete;
1992, alle politiche La Rete ottiene una buona affermazione;
1993, viene rieletto sindaco di Palermo con percentuali plebiscitarie;
1994, viene eletto al parlamento europeo nelle liste dei Verdi.

Pizza, Giuseppe (Sant'Eufemia d'Aspromonte, , Reggio Calabria 21 dicembre 1947) politico italiano, esponente della Democrazia cristiana;

Pollastrini Modiano, Barbara (Darfo, Brescia 1947) donna politica italiana, laureata;
1994-96, deputato dei Ds;
1996, prima donna a diventare segretario della Federazione milanese dei Ds, entra nell'esecutivo nazionale del partito per seguire il settore scuola università e ricerca;
1999, coordinattrice nazionale delle donne della Quercia;
2006, maggio, ministro senza portafoglio delle pari opportunità nel governo Prodi II.

Tobagi, Walter (San Brizio, Spoleto 1947-Milano 1980) giornalista e scrittore italiano;
1968, entra nel giornalismo professionale come cronista dell' «Avanti!», passando poi al «Corriere d'Informazione»;
Storia del movimento studentesco e dei marxisti-leninisti in Italia (1970)
1976, è al «Corriere della Sera»;
1978, viene eletto presidente dell'Associazione lombarda dei giornalisti e diviene docente universitario di storia contemporanea a Milano;
La rivoluzione impossibile (1978)
Vita di giornalista (1979, con G. Bocca)
Che cosa contano i sindacati (1980, postumo)
1980, viene assassinato dalle Brigate rosse sotto la sua abitazione.

Tremonti, Giulio (Sondrio 1947) politico italiano, docente universitario di diritto tributario; consulente economico nei governi Cossiga I, Andreotti VI, Amato I e Ciampi;
1994, deputato per Forza Italia; ministro delle Finanze nel Berlusconi I;
2001-2006, ministro delle Finanze nel Berlusconi II [sostituito per un periodo da D. Siniscalco].

Vizzini, Carlo Michele (Palermo 28 aprile 1947) politico italiano, esponente del PSDI (Partito Socialista Democratico Italiano);
[Figlio del senatore Casimiro.]
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«Avanti!»
[organo clandestino del Psiup]

«segue da 1943»
1947, dopo la scissione socialdemocratica rimane di proprietà della maggioranza del PSIUP che prenderà poi il nome di Partito Socialista Italiano.

«La Nazione»

«segue da 1945»
1947, 20 marzo, dopo la liberazione il giornale riprende le pubblicazioni;
«segue 1952»


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