©

Il Viandante

in rete dal 1996


Se ti siamo stati utili effettua una
Nuova Ricerca

ANNO 1948
STORIA e POLITICA RELIGIONE e FILOSOFIA ARTE Bancarella Libri usati
Cosa Nostra
SCIENZE ECONOMIA LETTERE e TEATRO CINEMA
Radio-TV

Papa Pio XII
(1939-58)

responsabile dell'Entità: card. P. Fumasoni Biondi.

1948
Dicembre
nel messaggio natalizio invita a creare una solidarietŕ internazionale per arginare le intenzioni di eventuali aggressioni.

 

ONU
[Organizzazione delle nazioni unite]

1948
segr.gen.: Trygve Lie (1946 feb - mar 1953);
Settembre
16
, Parigi, al Palais de Chaillot si apre la terza Assemblea generale;
Dicembre
10
, New York, viene votata la Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo che, pur costituendo un documento di portata generale, rappresenta la più solenne condanna del colonialismo sorto e sviluppatosi nei secoli sulle basi di una iniqua disiguaglianza tra uomini e popoli, e quindi sulla discriminazione razziale, sulla soggezione politica, sull'ingiustizia sociale ed economica.
12, l'Assemblea generale riconosce il governo della Corea del sud come il solo governo legale della Corea;
«segue 1949»

USA

1948
Novembre
2
, , 2 novembre, Harry Truman viene rieletto presidente degli Stati Uniti.

IMCO
(Organizzazione Consultiva Intergovernativa Marittima)

1948, 19 febbraio, l'ONU istituisce questa organizzazione;
18 novembre, avviene il suo collegamento ufficiale con le Nazioni Unite;

UEO
(Unione Europa Occidentale)

1948, 17 marzo, Bruxelles, trattato militare tra Francia, Inghilterra, Belgio, Olanda e Lussemburgo che ha una durata di 50 anni;
29 agosto, il tentativo di creare la CED (Comunità di difesa europea) fallisce per il voto contrario della Francia.

OAS
(Organization of American States)

1948, Bogotà, Colombia, la IX conferenza internazionale americana, sviluppando l'Unione americana fondata nel 1890, approva lo Statuto di questa organizzazione degli Stati Americani che
raggruppa gli stati dell'America latina e gli Stati Uniti con lo scopo di promuovere la mutua comprensione e la cooperazione tra le nazioni dell'emisfero occidentale ed č caratterizzata dalla forte presenza degli Stati Uniti;
«segue 1951»


Sionismo

«segue da 1903»
1948
ottiene il suo scopo con la costituzione dello Stato d'Israele.

«Der Monat»

1948
Ottobre
, Berlino, nasce questa rivista mensile, creata con l'appoggio del gen. Lucius Clay e diretta da M.J. Lasky, destinata a fare da ponte ideologico tra intellettuali tedeschi e americani;
viene inizialmente stampata a Monaco e trasportata per via aerea a Berlino, a bordo degli aerei cargo alleati dai quali dipende la città durante il blocco; nel corso degli anni la rivista sarà finanziata dai "fondi riservati" del "piano Marshall", poi dalle casse della CIA poi con denaro della Fondazione Ford e in seguito di nuovo con i soldi della CIA.

Sinistra democristiana

«segue da gen 1946»
1948, dopo il successo elettorale di A. De Gasperi, che, forte dell'appoggio assicuratogli dal Vaticano bada ormai soltanto ad estromettere dal governo socialisti e comunisti, questa "frazione " democristiana si avvia al declino e i suoi stessi uomini migliori cercano rifugio in formazioni più robuste e promettenti.
I più passano a "Iniziativa democratica" o al gruppo dei sindacalisti.
Qualcuno, incapace di legare con la sinistra dossettiana per la sua insensibilità nei riguardi del confessionalismo del partito, tenta addirittura vie nuove.
[Es.: Ada Alessandrini e Guido Miglioli, danno vita al "Movimento cristiano della pace" il quale si allea al "Fronte democratico popolare" nelle elezioni del 18 aprile ed è tra gli animatori del "Movimento unitario dei cristiani progressisti", per sboccare finalmente nel "Movimento Partigiani della pace".]
Qualche altro ancora, dopo il 18 aprile, si lascia fagocitare dalla maggioranza, domato dalle astuzie del suo irresistibile leader (è il caso dello stesso capo della Sinistra, Domenico Ravaioli).
Nello stesso tempo, uscendo con irregolarità sempre maggiori, la rivista «Politica d'oggi», «quindicinale dei democratici cristiani della corrente repubblicana e di sinistra», sempre diretta da Domenico Ravaioli, si strascina fino alla fine dell'anno.

 





1948
Schweizerische Eidgenossenschaf
Confédération suisse
Confederazione svizzera
[Repubblica federale]
- Presidente
-
- Primo ministro
-
-

1948
Febbraio
24
, il testo del decreto del Consiglio federale concernente i discorsi politici degli stranieri, che consente solo agli stranieri domiciliati il diritto di esprimere pubblicamente le proprie opinioni politiche, fa espressamente ricorso alla legge del 1931 (art. 10, 1er alinéa).
[Lo straniero potrà, tra l'altro, essere espulso «s'il a abusé de l'hospitalité suisse par des contraventions graves ou reitérées».
Il progetto (maggio 1976) della nuova legge sul soggiorno e il domicilio degli stranieri abrogherà questo decreto: a ogni straniero sarà concesso di esercitare un'attività politica nella misura in cui non comprometterà la sicurezza interna ed esterna della Svizzera.
Se il padronato vorrà sbarazzarsi di qualche straniero non sarà difficile comunque trovare il paragrfo adatto!]
[Jean Ziegler, Una Svizzera al di sopra di ogni sospetto, Arnoldo Mondadori Editore Milano 1976]


1948
Fürstentum Liechtenstein
[Monarchia costituzionale]

Francesco Giuseppe II

Albero genealogico
(1906 - 1989)
figlio di
1938-89
, principe di Liechtenstein;


 
-
[il FBP (Partito borghese del progresso), centrodestra, è al potere dal 1928]

1948
-


1948
Republik Osterreich
- Presidente
Karl Renner
(1945 20 dic - 31 dic 1950)
[SPÖ, Partito socialdemocratico]
- Cancelliere
Leopold Figl
(1945 20 dic - 2 apr 1953)
[ÖVP, Partito popolare cattolico]
-

1948
-



1948
GERMANIA
Entro le 4 zone di occupazione si trovano ora 17 Stati:
- USA: Baviera, Assia, Württemberg-Baden, Brema (dal 1/4/1947)
- Regno Unito: Renania Settentrionale-Vestfalia, Bassa Sassonia, Schleswig-Holstein, Amburgo, Brema (sino al 1/4/1947)
- Francia: Württemberg-Hohenzollern, Renania-Palatinato, Baden
- URSS: Sassonia, Sassonia-Anhalt, Turingia, Brandeburgo, Meclemburgo
Berlino inizialmente è sottoposta ad uno statuto speciale.

1948
Gennaio
6
, PROCESSO AI MINISTRI (11);
[Ufficialmente The United States of America vs. Ernst von Weizsäcker, et al. è l'11° dei processi "secondari" che le autorità militari americane indicono a Norimberga: 6 gen-18 nov 1948.
Questo caso è noto anche come la "prova di Wilhelmstrasse", così chiamata perché il Ministero degli esteri tedesco era sito presso la Wilhelmstrasse a Berlino.
Gli imputati in questo caso sono ex funzionari di vari ministeri del Terzo Reich. Agli alleati essi devono rispondere di crimini indicibili, dati i ruoli da essi ricoperti durante gli anni della guerra sia in Germania che nei territori occupati.
I giudici del Tribunale Militare, sono:
. William C. Christianson (presidente del tribunale) del Minnesota (USA),
. Robert F. Maguire dall'Oregon,
. Leon W. Potenze dall'Iowa.
Il Procuratore capo della procura è Telford Taylor, mentre il procuratore capo è Robert Kempner.
L'accusa è stata depositata il 15 novembre 1947.

(11) PROCESSO AI MINISTRI
11° Processo
secondario
[6 gen-18 nov 1948]
The United States of America vs. Ernst von Weizsäcker, et al.
[]
Imputato
Carica
Capi d'accusa
Condanna

01. Ernst von Weizsäcker

   
7 anni di reclusione, ridotti a 5 anni il 12 dicembre 1949, pubblicato nel mese di ottobre 1950
02. Gustav Adolf von Steengracht
   
7 anni di reclusione, ridotti a 5 anni il 12 dicembre 1949, pubblicato nel 1950
03. Wilhelm Keppler    
10 anni di carcere; rilasciato 1951

04. Ernst Wilhelm Bohle
   
5 anni di carcere
05. Ernst Wörmann    
7 anni di reclusione, ridotti a 5 anni il 12 dicembre 1949, pubblicato 1951
06.
Karl Ritter
   
4 anni di carcere
07.
Otto von Erdmannsdorff
   
ASSOLTO
08. Edmund Veesenmayer    
20 anni di carcere, ridotti a 10 anni nel 1951 e pubblicato lo stesso anno
09. Hans Heinrich Lammers    
20 anni di carcere, ridotti a 10 anni nel gennaio 1951 e rilasciato 16 dicembre 1951
10. Wilhelm Stuckart
   
Ha scontato 3 anni e 10 mesi
11. Richard Walther Darré    
7 anni di carcere, rilasciato nel 1950
12. Otto Meissner    
ASSOLTO
13. Otto Dietrich    
7 anni di carcere, rilasciato nel 1950
14. Gottlob Berger    
25 anni di carcere, ridotti a 10 anni nel 1951, pubblicato lo stesso anno
15. Walter Schellenberg    
6 anni scontati
16. Lutz Graf Schwerin von Krosigk    
10 anni di carcere, nel 1951 fu rilasciato
17.
Emil Puhl
   
5 anni di carcere
18.
Karl Rasche
   
7 anni di carcere
19. Paul Körner    
15 anni di carcere, ridotti a 10 nel 1951, pubblicato lo stesso anno
20.
Paul Pleiger
   
15 anni di carcere, ridotti a 10 nel 1951, pubblicato lo stesso anno
21. Hans Kehrl    
15 anni di carcere, rilasciato nel 1951

I giudici per compilare le 833 pagine per le sentenze impiegheranno cinque mesi, fino all'11 aprile 1949.
Le sentenze saranno emesse il 13 aprile 1949.
Di tutti i dodici processi secondari di Norimberga questo è il processo che dura più a lungo degli altri.
Dei 21 imputati chiamati in giudizio:
- 2 due sono assolti,
- altri sono dichiarati colpevoli almeno in una imputazione e condannati a pene detentive che vanno dai 3 a 25 anni di carcere.

 


7, nella zona anglo-americana si riuniscono i rappresentanti dei Länder per discutere di progetti di unificazione;

Febbraio
9
, nella bizona anglo-americana vengono creati organi tedeschi con poteri economici;
13, i sovietici creano nella loro zona una Commissione economica tedesca;

Marzo
10
, PROCESSO RuSHA (08), il I Tribunale Militare emette il suo verdetto ed emana le sentenze.
Berlino, contemporaneamente al "trattato di Bruxelles", nella zona orientale viene convocato il secondo Congresso del popolo, per iniziativa del Partito socialcomunista unificato, nel corso del quale viene creato il Consiglio del popolo composto di 400 membri che si mettono al lavoro per la creazione di una costituzione tedesca da applicarsi a tutto il territorio della Germania.
20, al Consiglio di controllo alleato il mar.llo Sokolovskij abbandona la riunione; dopo 82 sedute, la drammatica decisione del mar.llo sovietico tronca di fatto l'attività del Consiglio interalleato di controllo;
22, il gen. Lucius Clay afferma: «A Berlino ci siamo venuti per diritto e abbiamo tutte le intenzioni di rimanervi».
30, quando i rappresentanti si riuniscono nuovamente, si fa vivo il vicegovernatore militare sovietico gen. Dratvin con una lettera nella quale si informa che dal 1° aprile entreranno in funzione nuovi provvedimenti relativi alle comunicazioni fra le zone di occupazione sovietica e americana;
[In pratica i sovietici pretendono che da questo momento in poi il personale americano che attraversa la zona sovietica per ferrovia o su strada per raggungere Berlino presenti documenti d'identità. I trasporti militari diretti da Berlino alle zone occidentali potranno superare i posti di blocco sovietici solo con un permesso sovietico e ogni tipo di bagaglio sarà ispezionato ai blocchi sovietici in entrata o in uscita da Berlino salvo quanto appartenente a personale degli Stati Uniti.]
Il provvedimento sovietico dà l'inizo a uno scambio di note tra il gen. Dratvin, vicegovernatore militare sovietico, e il gen. Gailey, capo di SM del governo militare americano.

Al processo di Norimberga vengono processati e condannati anche i membri dell' "Ufficio centrale della Razza e del Popolamento" e del "progetto Lebensborn", ma le conseguenze sulle “madri Lebensborn” (vedi Norvegia) che parteciparono al progetto ed i figli nati all'interno di esso proseguiranno per lungo tempo.
(vedi anche DDR)

Aprile
, Berlino, si accentua la crisi; nuove misure sovietiche di restrizione sul traffico ferroviario e stradale;
3, i sovietici chiudono le linee ferroviarie Amburgo-Berlino e Baviera-Berlino, obbligando a convogliare tutte le merci per Berlino attraverso Helmstedt;
ogni giorno si verificano nuovi incidenti, cosicché il gen. Lucius Clay si sfoga con Washington con un rapporto di questo tenore: «Abbiamo perso la Cecoslovacchia. La Norvegia è sotto minaccia. A Berlino siamo in ritirata. Ma se cade Berlino, prima o poi cadrà tutta la Germania occidentale. Se vogliamo difendere l'Europa dal comunismo, dobbiamo stare attenti a non fare errori. Non possiamo accettare ricatti e umiliazioni qui a Berlino, senza per questo lasciarci trascinare in guerra. Ma se ci allontaniamo da Berlino, tutta la nostra posizione in Europa è minacciata».
18, Pio XII invia un'enciclica all'episcopato cattolico e al popolo tedesco;

Maggio
10
, vengono interrotte le comunicazioni ferroviarie tra Berlino e la Germania occidentale;

Giugno
16
, Berlino, alla Kommandantur la delegazione sovietica abbandona definitivamente le sedute;
18, malgrado l'opposizione dei russi, la commissione quadripartita di Berlino decide di inserire la città nel sistema monetario della Germania Occidentale;
lo stesso mese vengono pubblicati gli accordi raggiunti a Londra da Stati Uniti, Regno Unito, Francia e Benelux; con questi accordi il futuro dello stato tedesco risulta chiaramente delineato: si attua di fatto la fusione economica della zona francese con la bizona anglo-americana e si dà vita a un'Assemblea costituente tedesca e a un governo federale tedesco per le tre zone occupate dagli occidentali;
lo stesso giorno viene annunciata ai sovietici la riforma monetaria ed è lo stesso mar.llo Sokolovski a ricevere la comunicazione dei tre colleghi occidentali; la reazione del sovietico è immediata: in questo modo, egli afferma, la Germania verrà tagliata in due parti;
20, nelle tre zone occidentali entra in funzione la riforma monetaria che prevede l'introduzione del nuovo "Deutsche Mark" (al posto dello svalutato "Reichsmark") che viene cambiato con 60 vecchi marchi dei quali 40 rimborsati immediatamente e altri 20 entro due mesi;
i sovietici proibiscono il corso del nuovo marco nel loro settore;
come risposta gli occidentali introducono il nuovo marco anche nei settori occidentali di Berlino;
23, i sovietici decidono a loro volta di varare immediatamente una riforma monetaria nella loro zona di occupazione compresa Berlino Est;
la riforma monetaria è la goccia che fa traboccare il vaso…
24, le autorità sovietiche si ritirano dalla commissione di controllo;
nella notte i rappresentanti delle potenze occupanti si riuniscono per l'ultima volta;
25, "blocco di Berlino": all'alba, da Berlino Est, si annuncia che durante la notte è stata interrotta la circolazione dei passeggeri e delle merci sulla linea Berlino-Helmstedt, nei due sensi; essendo questa l'unica via di accesso a Berlino rimasta aperta, è evidente che la città è ormai completamente bloccata per via di terra;
la reazione del gen. Lucius Clay è immediata: si tratta in pratica di riuscire a rifornire in altro modo e tempestivamente gli oltre due milioni di abitanti che vivono nei settori occidentali di Berlino; non rimanendo che la via aerea, egli si mette subito in contatto con il comandante in capo dell'aviazione americana in Europa, gen. Curtis Le May, a Wiesbaden;
26, il gen. Lucius Clay ottiene così l'assicurazione che immediatamente un notevole numero di Douglas Dakota C-47 saranno messi in movimento per rifornire Berlino.
[Per assicurare alla città il minimo vitale occorrono ben 3439 tonnellate. di merci al giorno: di queste oltre 2000 tonn. di carbone, il resto in farina, medicinali, patate, carne, pesce, zucchero, legumi, grassi e tanti altri beni di consumo.]
Gli Alleati raccolgono propri aerei in tutti gli aeroporti del mondo e allo sforzo partecipano oltre agli americani anche i britannici e i francesi con tutti i loro alleati.

Il blocco delle vie d'accesso a Berlino Ovest, con cui Stalin tenta invano (1948 giugno - maggio 1949) di costringere gli occidentali ad abbandonare la città è il segno della durezza che caratterizza i rapporti fra gli ex alleati.
La guerra fredda sbarra le porte anche nella zona sovietica ai pur timidi tentativi di muoversi lungo vie nazionali al socialismo.
La SED si struttura rapidamente sull'esempio del grande partito fratello; sorge il "partito di tipo nuovo", che in sostanza materializza l'esigenza di stalinizzare completamente la SED, epurandola in primo luogo dalla componente socialdemocratica.
La rottura fra Stalin e Tito nel 1948 dà il la, qui come altrove, a furibonde campagne contro ogni minimo accenno di distinzione dalla politica di Mosca.
La divisione dell'Europa significa innanzitutto la divisione della Germania.

Luglio
6
, i tre governi occidentali presentano, ciascuno separatamente, al proprio ambasciatore nell'Unione Sovietica una formale nota di protesta per il blocco di Berlino;
14, la risposta sovietica arriva con una nota consegnata ai ministri degli Esteri degli Stati Uniti, del Regno Unito e della Francia;
il ponte aereo creato dagli occidentali continua ad avere successo;
15, Berlino, gli aerei riescono a trasportare circa 2000 tonnellate di merci poco più della metà del fabbisogno;
16, oltre che nell'aeroporto di Tempelhof (dove è stata ricostruita rapidamente una nuova pista) gli aeroplani occidentali possono prendere terra anche all'aeroporto di Gatow finalmente in grado, grazie alla messa in funzione di una nuova lunga pista, di accogliere i più grossi aerei da trasporto;
ogni giorno gli aerei compiono in pratica un andirivieni interminabile dagli aeroporti delle zone tedesche occidentali principalmente da quello di Francoforte) a quelli della capitale e i berlinesi si affollano ai bordi delle piste per accogliere con applausi i piloti americani, francesi, inglesi e canadesi che atterrano portando i viveri e le materie prime indispensabili;

Agosto
2
, vengono trasportate 3500 tonnellate di merci ed è così raggiunto il quantitativo minimo necessario, così come è stato stimato all'inizio del blocco;
[La storia del ponte aereo di Berlino andrà avanti con giornate liete ed altre meno liete, specialmente quando le condizioni meteorologiche si presenteranno pessime e quando immancabilmente incominceranno a verificarsi incidenti aerei dato l'affollamento che si registrerà nel cielo della capitale tedesca.]
Lo stesso giorno, con una missione di buona volontà, i rappresentanti occidentali si fanno ricevere direttamente da Stalin e Molotov a Mosca;
dopo la dichiarazione di esordio dell'ambasciatore americano Smith e la risposta di Stalin non si giunge ad alcun risultato concreto tanto che viene fissato un nuovo incontro;
23, al nuovo incontro con i rappresentanti occidentali Stalin si mostra positivamente intenzionato a giungere ad un accordo; ma la pioggia fredda viene da Berlino dove il mar.llo Sokolovskij si dimostra tutt'altro che disponibile alle trattative e per nulla intenzionato a risolvere in modo semplice la questone, introDucendo problemi particolari e precisazioni che a Mosca non erano risultati evidenti;
31, per la prima volta, dal 20 marzo, si verifica un incontro dei quattro comandanti militari delle zone di occupazione di Berlino;

Settembre
, Bonn, si insedia un consiglio parlamentare tedesco incaricato di elaborare un progetto di costituzione;
durante lo stesso mese americani, britannici e francesi, vista l'inutilità di risolvere direttamente con Molotov e con i rappresentanti sovietici il problema di Berlino, decidono di deferire la questione all'ONU; [vedi Parigi]
Lo stesso mese il gesuita p. Henrich Jansen Cron († dic 1956) fonda a Magonza la Katholischen Publizisten Deutschlands, Società dei Pubblicisti Cattolici della Germania.

Ottobre
3
-6, Magonza, Katholikentag del dopoguerra;
[Il 2° nel 1949, il 3° nel 1950, poi sarà biennale.]

Dicembre
7
, Ernst Reuter (già eletto sindaco nel 1947 ma non riconosciuto dai sovietici) viene eletto borgomastro di Berlino Ovest;
nello stesso tempo a Berlino Est viene creato un municipio completamente separato da quello del settore occidentale;
21, Berlino, nella zona occidentale la Kommandatur riprende le sue funzioni con la presenza dei soli rappresentanti americano, inglese e francese;
31, si annuncia che dall'inizio del "blocco di Berlino" si è giunti ormai a 100.000 atterraggi negli aeroporti dell'ex capitale tedesca; il ponte aereo dimostra così di aver funzionato molto bene.

Lo stesso anno:
- i premonstratensi istituiscono l' "Oostpriesterhulp", per gli aiuti materiali e spirituali ai profughi delle regioni occupate della Germania dell'Est.
- Le 27 Landerskirchen (Chiese territoriali) tedesche protestanti si federano nella E.K.D. (Evangelische Kirche in Deutschland = Chiesa evangelica di Germania).
[Questo organismo centrale rappresenta le 27 chiese presso le autorità politiche e le chiese estere, definisce le prese di posizione comuni, ma non costituisce affatto una Chiesa.
Esso si articola in un Sinodo (specie di parlamento) e in un Consiglio (specie di governo). Il Sinodo conta 100 delegati delle singole chiese in proporzione del numero dei fedeli e 20 delegati nominati dal Consiglio. Il Consiglio comprende 12 membri.]
- Viene attuata la riforma finanziaria.
[La SPD (Sozialdemokratische Partei Deutschlands - Partito socialdemocratico tedesco) e la DGB (Deutscher Gewerkschaftsbund - Federazione tedesca dei sindacati) si oppongono in generale alla politica economica del governo, pronunciandosi a favore di una economia saldamente pianificata. Ma da quando L. Erhard, contro la tendenza degli industriali, cerca di calmare la situazione surriscaldata e di formulare le leggi anticartello, gode di larga simpatia da parte dell'opposizione. Al contrario, s'inasprisce l'opposizione degli agrari e dei loro rappresentanti parlamentari appartenenti alla CDU-CSU e alla FDP ("fronte verde"), contro il progetto di L. Erhard di abolire i dazi protettivi.]

 



1948
Royaume de Belgique
Konikrijk België

Leopoldo III

Albero genealogico

(1901 - ?)
figlio di Alberto I e di Elisabetta di Baviera;
1934-51, re dei belgi;

Primo ministro
Spaak
(1947 - 1949)
Ministro delle finanze
Gaston Eyskens
(1947 - 1949)

1948
Marzo
15
, Bruxelles, firma del "trattato di Bruxelles" da parte dei rappresentanti di:
- Belgio,
- Francia,
- Gran Bretagna,
- Lussemburgo,
- Olanda;
[All'origine dello stesso Patto atlantico, questo trattato è considerato una tappa fondamentale nella costruzione dell'Europa occidentale.]

Giugno
22
, re Leopoldo III annuncia la sua abdicazione nel caso che non si raggiunga la maggioranza del 55% nel referendum;

Dicembre
4
, Alessandro Paternotte de la Vaillée presenta a Pio XII le lettere credenziali di ambasciatore straordinario e plenipotenziario del Belgio;




1948
Koninkrijk der Nederlanden
[Regno dei Paesi Bassi]

Guglielmina

Albero genealogico

(l'Aia 1880 - castello di Het Loo, presso Apeldoorn 1962)
figlia di Guglielmo III re d'Olanda e della sua seconda moglie Emma di Waldeck-Pyrmont;
1890-1948, regina dei Paesi Bassi;
[dal 31 agosto 1898 ha assunto ufficialmente il potere]
1948
Settembre
4
, contraria alla concessione dell'indipendenza alle Indie Olandesi, sostenuta dal suo governo, abdica; le succede la figlia Giuliana.

Giuliana

Albero genealogico

(l'Aia 1909 - ?)
figlia di Guglielmina regina dei Paesi Bassi e del principe consorte Enrico di Meclemburgo-Schwerin;
1937, sposa il principe Bernardo di Lippe-Biesterfeld;
1948-80, regina dei Paesi Bassi;
[dopo l'abdicazione della madre]


Primo ministro
-
Willem Drees
(1948 - 1958)
[Partito socialista (SDAP)]
-

1948
Gennaio
, entra in vigore l'unione doganale tra Olanda, Belgio e Lussemburgo (Benelux);

Maggio
7
, l'Aia, inizia il congresso per l'unità europea con la partecipazione dei delegati di 19 paesi;

Luglio
7
, Elezioni politiche.
Elezioni politiche
[1948]

 

seggi
[1945]
+/-
- cattolici
32
=
- laburisti
29
-2
- antirivoluzionari
13
=
- cristiano-storici
8
=
- comunisti
10
=
- liberali
6
+2
- riformati-ortodossi
2
=
Totale seggi
100
-
Invariato primato cattolico, leggero progresso protestante;
[Carlo Falconi, La Chiesa e le organizzazioni cattoliche in Europa, Milano 1960, Edizioni di Comunità.]

Nasce un nuovo governo cattolico-laburistico-liberale; presidente del Consiglio dei Ministri è il socialista W. Drees.

Settembre
4
, la regina Guglielmina abdica in favore della figlia Giuliana.

Novembre
6
, viene istituita l'Unione olandese indonesiana;
[Sarà poi soppressa nell'agosto 1954.]

Lo stesso anno si tiene ad Amsterdam l'assemblea del Movimento Ecumenico (protestante).

 



1948
Grousherzogden Lezebuurg
Grand-Duché de Luxemburg

Charlotte di Nassau-Weilburg

Albero genealogico

(1896 - ?)
figlia di Guglielmo IV e di Maria Anna di Portogallo;
1919-64, duchessa di Nassau;
1919-64, granduchessa di Lussemburgo;
[dal 1919 il paese ha una costituzione democratica]

1948
il paese rinuncia alla neutralità perpetua (proclamata nel 1867), istituisce il servizio militare obbligatorio e diventa uno degli stati membri della NATO;



1948
Kongeriget Danmark
[Regno di Danimarca]
Federico IX
Albero genealogico

(? - ?)
figlio di Cristiano X e di Alessandrina di Mecklenburg;
1947-72, re di Danimarca;

1948
-


1948
REPUBBLICA d'ISLANDA
[dal 17 giugno 1944]
Presidente
-
Primo ministro
-
1948
-


1948
Kongeriket Norge
[Regno di Norvegia]
[dal 1905]
Haakon VII
Albero genealogico

principe Carlo (? - ?)
figlio di Federico VIII re di Danimarca e di Luisa di Svezia;
1905-57
, re di Norvegia;

Primo ministro
Einar Gerhardsen
(1945 - 1951)
[leader del Partito laburista]
[il Partito laburista è al potere dal 1935]
1948
-


1948
Konungariket Sverige
[Regno di Svezia]
Gustavo V
Albero genealogico

(Stoccolma, castello di Drottningholm 16 giugno 1858 – Stoccolma, 29 ottobre 1950)
figlio di Oscar II e di Sofia di Nassau;
1907-50, re di Svezia;
osserva correttamente le regole del sistema parlamentare;

Primo ministro
Tage Fritiof Erlander
(1946 - 1969)
[Partito socialdemocratico]
1948
-


1948
Suomen Tasavalta
Republiken Finland
[Repubblica di Finlandia]
Presidente
-
Primo ministro
-
[prevalenza dei partiti di centrodestra ma anche una forte presenza comunista]

1948
pur mantenendo in politica estera un indirizzo di equidistanza fra i blocchi, tra il 1948 e il 1955 viene conclusa una serie di trattati di amicizia e di cooperazione con l'URSS;

Aprile
6
, firma di un patto di amicizia russo-finlandese per dieci anni;

 





1948
Repubblica Popolare Federativa
di Jugoslavia

[Federativna Narodna Republika Jugoslavija]
(dal 29 Novembre 1945)
- Presidente dell'assemblea federale:
-
- Vicepresidente del governo federale:
Milovan Gilas
(1945-54)
- Vicepresidente del consiglio:
Edvard Kardeij
(1946-63)
- Ministro degli esteri:
Edvard Kardeij
(1948-52)
- Ministro degli interni e della sicurezza
Alexander Rankovic
(? - ?)

1948
Marzo

Il «Borba» organo ufficiale del Pcj sottolinea polemicamente:
«Confrontata con il sistema della dittatura del proletariato, la "nostra" democrazia offre il materiale più perfetto».
27, i sovietici rispondono con minacciosa durezza: «- Il socialismo russo ha cessato di essere rivoluzionario, solo la Jugoslavia è il vero veicolo del socialismo! - Queste voci circolano da molto tempo fra gli alti funzionari jugoslavi e creano un'atmosfera antisovietica…È bene ricordarsi che quando Trotzkij concepì l'idea di dichiarare guerra al Partito comunista, cominciò proprio con l'accusarlo di sciovinismo… Noi pensiamo che la sua carriera politica possa servire da lezione».
[Famosa la frase di Stalin: «Mi basterà alzare solo un dito della mano per distruggere Tito».]

Aprile
13
, nella lettera spedita ai loro omologhi russi, i membri del Comitato Centrale jugoslavo denunciano con vigore:
«Noi consideriamo ingiusto il fatto che gli organi del Servizio d'Informazioni sovietico cerchino di accaparrarsi da noi nostri cittadini per proprio conto: noi non possiamo comprendere ciò che come azione diretta contro gli interessi del nostro paese… Non possiamo consentire che il Servizio d'Informazioni sovietico tessa le sue reti in Jugoslavia».
Alla fine del mese, a dimostrazione di quanto profonda sia la penetrazione sovietica, E. Kardeij e Alexander Rankovic (soprannominato "il boia" dalla propaganda del Kominform) danno il via alle epurazioni annunciando all'Assemblea Nazionale una serie di aspre misure contro spie e doppiogiochisti, mentre già un processo svoltosi a Lubiana proprio in questi giorni si è concluso con la condanna a morte di undici militanti.
Segue poi la liquidazione di alcuni fra i personaggi più in vista del comunismo jugoslavo, come:
. Andrija Hebrong,
. Sreten Zujovic,
. Peko Dapcevic, capo partigiano,
tutti sospettati di russofilia.

Stalin invia a Tito (Josip Broz) una lettera nella quale gli ingiunge di sottomettersi alle regole dei rapporti fra l'URSS e i paesi a democrazia popolare, di riconoscere cioč il primato sovietico e seguire la linea dello stato guida; convocato il comitato centrale, Tito propone di respingere l'ultimatum di Stalin sostenendo che non si tratta di dispute ideologiche ma di una sopraffazione nei confronti di uno stato jugoslavo al quale viene impedito di trattare con l'URSS su un piano di uguaglianza e che quindi le critiche di Stalin vanno respinte come "infondate";
in risposta, Stalin convoca a Bucarest il Kominform;

Maggio
4
, in una delle ultme lettere dirette a comitato Centrale del Pcj, i sovietici biasimano «l'attitudine generale del governo jugoslavo» il quale «non mostra alcuna differenza tra la politica estera dell'Urss e quella degli anglo-americani» rinfacciando a Tito le dichiarazioni del '45 («vogliamo essere padroni a casa nostra, non vogliamo costituire merce di scambio, né essere oggetto di una politica di influenze»).
Ammonisce ora la nota: «Le dichiarazioni di Tito non sono dirette solo contro gli stati imperialisti, ma anche contro l'Urss. Il Politburo del C.C. del Pcj non si è opposto a questa attitudine antisovietica del camerata Tito».

Giugno
24
, nei pressi di Bucarest (Romania) si svolgono i lavori della seconda assise del Kominform;
al congresso di Bucarest l'Informbiro mette all'ordine del giorno: «La risoluzione sullo stato del Partito comunista in Jugoslavia», accusando il Pcj di trasformarsi in «un partito di kulaci» che si sta annegando nel Fronte popolare e che ciò finirà per "«degenerare» la Jugoslavia in una repubblica borghese o simile. Nella risoluzione vengono apertamente invitate «le forze sane» del Pcj a costringere i loro quadri direttivi «di correggersi».
È un richiamo aperto all'abolizione dell'ordine costituzionale della FNRJ.
28, Stalin fa espellere dal Kominform il Pcj come "revisionista", antisovietico, "populista" e non piů marxista-leninista;
forte dell'appoggio del partito, Tito non si reca a Bucarest, considerando la "condanna giŕ scontata": nasce cosě il "titoismo" e da ora nel sistema jugoslavo prevalgono gli aspetti autonomi.
L'URSS richiama dalla Jugoslavia tutti i suoi specialisti militari perché "circondati d'inimicizia" e, subito dopo,, con la stessa motivazione, richiama anche gli specialisti civili.
29, si apprende che il Pcj non ha partecipato all'ultima riunione del Kominform tenuta a Bucarest; gli jugoslavi vengono accusati di aver tradito la solidarietà socialista;

Luglio
3
, l'Albania rompe le relazioni commerciali con la Jugoslavia;
nel V Congresso del Pcj, la risoluzione e l'attacco del Kominform sono severamente condannati da parte di 2.344 delegati i quali rappresentano 470.000 membri e 51.000 candidati del partito.

Dicembre
27
, Tito (Josip Broz) denuncia il blocco economico da parte dei paesi dell'Europa orientale;



6 REPUBBLICHE POPOLARI
SLOVENIA - cap. Lubiana
1948
-
CROAZIA - cap. Zagabria
1948
-
SERBIA - cap. Belgrado
1948
-
Vojvodina - capol. Novi Sad
[Provincia autonoma, dal settembre 1945, con la sua forte minoranza ungherese.]
1948
-
Kosovo-Metohija - capol. Pristina
[o "Kosmet", Territorio autonomo (autonoma oblast), dal settembre 1945]
1948
poichè Enver Hoxha cerca di infiltrare nel Kosovo agenti e gruppi armati per operazioni di sabotaggio, la Jugoslavia reagisce rafforzando il proprio regime poliziesco nella "regione più pericolosa del paese".
Alexander Rankovic, membro della direzione del Pcj, ministro degli interni e della sicurezza per tutta la Jugoslavia, avvia una vera e propria campagna di terrorismo di stato (raggiungerà il suo apice alla metà degli anni '50 con le cosiddette "operazioni di disarmo".
Il Kosovo è la provincia più arretrata della Jugoslavia: l'80,9% della popolazione vive di agricoltura. Ogni contadino dispone in media di 0,54 ettari, un enorme esubero di forza agricola rispetto alle medie europee.
L'industria, a parte il complesso minerario-industriale di Trepca per la produzione di zinco e piombo, è praticamente assente.

BOSNIA-ERZEGOVINA - cap. Sarajevo

1948
Aprile
22
, viene arrestato mons. Peter Cule, vescovo di Mostar;
[Processato nel luglio successivo, sarà condannato a 11 anni di prigione.]

 

MONTENEGRO - cap. Podgorica-Titograd
1948
-
MACEDONIA - cap. Skoplje
1948
-


1948
Presidente
Enver Hoxha
(1946 - 1982)

1948
Gennaio
ai primi del mese, eliminazione dell'episcopato cattolico:
viene arrestato mons. Nicola Vincenzo Prennushi, arcivescovo di Durazzo, capo della Chiesa cattolica in Albania (dopo la morte avvenuta nel 1946, dell'arcivescovo di Scutari);
[Finirà condannato a 30 anni di lavoro forzato e per morire in carcere nell'agosto del 1952.]

 

verso la metà del mese diversi lavoratori italiani sono avvertiti di tenersi pronti alla partenza;
[Tre giorni prima della partenza – come si saprà in seguito – vengono chiusi in un capannone dove controllano le feci per recuperare eventuali oggetti d'oro ingoiati in precedenza. Passano quindi la dogana in costume adamitico, ed i bagagli subiscono un minuzioso controllo e vengono requisiti vari oggetti.]
alla fine del mese, eliminazione dell'episcopato cattolico:
- viene arrestato mons. Girgio Volay, vescovo di Sapë;
[Sarà fucilato il 3 febbraio, senza processo.]
- viene arresato mons. Francesco Gijni, amministratore dell'Abbazia Nullius di S. Alessandro d'Oroshit e della diocesi di Lissus, oltre che della delegazione apostolica, dopo la partenza di mons. Nigris.
[Sarà fucilato l'11 marzo, senza processo.]

Febbraio
11
, Durazzo, dopo un'attesa di parecchi giorni, il primo scaglione di 205 italiani s'imbarca;
24, Durazzo, s'imbarca un altro gruppo di italiani;

Marzo
alla fine del mese, eliminazione dell'episcopato cattolico:
- l'ottuagenario mons. Bernardino Shlaku, vescovo di Pult, viene confinato nella residenza di Koder di Shan Gjergj nelle montagne dell'estremo nord;

Giugno
l'officina dove lavora Arnaldo Canciani è trasferita in un nuovo capannone, attrezzato con macchinari avuti dalla Germania come risarcimento danni di guerra; a questa nuova fabbrica viene dato il nome di “Uzina Enver Hoxa” in omaggio al presidente; la distanza da percorrere a piedi per andare al lavoro raddoppia;

Luglio
3
, l'Albania rompe le relazioni commerciali con la Jugoslavia;
il conflitto scoppiato ora fra Tito e Stalin comporta l'interruzione di ogni rapporto fra i partiti comunisti di Belgrado e Tirana.
Enver Hoxha cerca di infiltrare nel Kosovo agenti e gruppi armati per operazioni di sabotaggio.

Tutti i cittadini iugoslavi sono espulsi dall'Albania.
Questi fatti ed altri ancora, determinano alcuni piccoli cambiamenti di comportamento del governo albanese nei rapporti con gli italiani. Per prima cosa viene loro riconosciuto un trattamento economico pari a quello percepito dagli ex iugoslavi e dagli altri lavoratori stranieri; questa maggiore disponibilità di danaro consente loro di frequentare l' "Albergo Daitj", riservato solo agli stranieri;
l' "Albergo Daitj", e l' "Albergo Volga" di Durazzo appartengono alla Società dei Grandi Alberghi, costruiti dagli italiani prima della guerra. Un'oasi di benessere in un mare di miseria;

Nei mesi che seguono, la situazione in generale può considerarsi leggermente migliorata. Due volte la settimana gli italiani, ormai semiprigionieri, si ritrovano nella sala da ballo dell' "Albergo Daitj", un'ottima orchestra rallegra le loro serate.
La lontananza da casa fa nascere nuovi amori e finire alcuni matrimoni.
Non è tuttavia consentito alle donne avere rapporti illegali, possono essere accusate di prostituzione e condannate al lavoro coatto di rieducazione. Gli incauti, contagiati da malattie veneree, per avere la possibilità di curarsi sono costretti a denunciare la
donna che gli ha trasmesso il male. Questi severi provvedimenti, imposti dal regime comunista, non ottengono comunque il desiderato effetto d’eliminare il mestiere più vecchio del mondo.


Intanto nulla si sa del dottor Antonio Mandolini.
[Condannato a morte, c'è un intervento del governo italiano e la pena gli viene commutata a centoun anni, successivamente
ridotta a venti anni in seguito all'interessamento dell'on. G. Di Vittorio, segretario della CGIL.]
[Arnaldo Canciani, Crema 19 novembre 2001 – http://www.pionierieni.it/wp/wp-content/uploads/Canciani_in_Albania_1930-50.pdf]

 

 

 

 




1948
REGNO di GRECIA
(1935 - 1947)

Paolo I

Albero genealogico

(Atene 1901 - 1964)
terzo figlio di Costantino I re di Grecia e di Sofia di Hohenzollern;
vive per lungo tempo all'estero a causa delle travagliate vicende della monarchia greca;
1935, in seguito alla restaurazione monarchica, fa ritorno in patria divenendo principe della corona;
1938, sposa Federica di Brunswick;
1940-45, ufficiale di marina durante la seconda guerra mondiale, ripara all'estero dopo l'occupazione del paese a opera delle truppe italo-tedesche;
1947-64, re di Grecia;
[1° aprile, salito al trono alla morte del fratello.]

- da settembre 1946 c'è la guerra civile -

-
-

1948
sotto la guida del comunista M. Vafiadis, l'ELAS ha istituito un governo rivoluzionario in Epiro che regge per il momento l'urto delle truppe monarchiche;

Giugno
18
, il rev. Giuseppe Khantzian è nominato ordinario per i cattolici di rito armeno in Grecia;

 



1948
REPUBBLICA di TURCHIA
(novembre 1923)
[dal 1925 la shari'a (vecchia legge religiosa islamica) č stata sostituita dai moderni codici, modellati su quelli europei.]
Presidente
della Repubblica
Ismet Inönü
(1938 - 1950)
Primo ministro
?
(1938 - ?)
-
Partito repubblicano del popolo
[partito unico]
[alcune personalità uscite dal Partito repubblicano del popolo hanno fondato il Partito democratico che Ismet Inönü preferisce tollerare per non inasprire i contrasti]
1948
-




1948
U.R.S.S.
(Unione delle repubbliche sovietiche: Russia, Ucraina, Bielorussia e Transcaucasia)
Segretario generale del PCUS
Stalin
(1922 apr - 1953)
[Il PCUS (Partito comunista dell'Unione Sovietica), partito unico, ha un ruolo dirigente.]
MVD
(?)
[Ministero per gli affari interni]
Ministro
col. S.N. Kruglov
(1946 mar - ?)
MGB
(?)
[Ministero per la sicurezza dello stato]
Ministro
col. V.N. Merkulov
(1941 feb - ?)
[con funzioni specifiche di polizia politica]
da dicembre 1944 un decreto del Cremlino ha istituito un nuovo Dipartimento Speciale dandone il controllo a G.M. Malenkov; il suo compito è di impadronirsi, per mezzo di commandos speciali, di tutta l'attrezzatura militare industriale e scientifica che potrebbe essere di qualche utilità all'URSS e che sarà confiscata a titolo di riparazioni di guerra.
RUSSIA
(Repubblica Socialista Federativa Sovietica)
(capitale: Mosca)
Patriarca di Mosca
Alexej
(1944 set - † 1970)

1948
L'ex colonnello delle SS, il nazista austriaco Ferdinand Brandner (costruttore a Dessau del potente motore a reazione "Yumo 222" e dal 1945 in un campo di prigionieri di guerra negli Urali) viene trasferito a Kuibiscev.
Gorodomlia, l'esperto austriaco Hans Hoch, capo del piccolo nucleo di scienziati tedeschi qui presenti, viene improvvisamente richiamato a Mosca dove gli viene detto che non tornerà più nell'isola (al suo posto viene ora insediato il dottor Waldemar Wolff, ex capo della balistica alla Krupp);
Mosca, Hans Hoch viene condotto nella sua nuova abitazione, in un quartiere dove si trovano anche:
. dottor Faulstich,
. dottor Eitzenberger,
. dottor Buschbeck, un austriaco,
tutti specialisti del radar e del controllo a distanza degli apparecchi volanti senza pilota.
Diversi eminenti ricercatori che tempo prima stavano a Gorodomlia, a Monino o a Kuibisciev, stanno anch'essi in questo quartiere.
Il gruppo viene posto sotto la personale autorità del ministro Ustinov [Bubi], figlio dell'uomo più temuto dell'URSS: L.P. Berija.
Il problema che devono prendere in esame è fondamentale per i russi; ma gli scienziati tedeschi ne conosceranno il segreto soltanto il 4 ottobre 1957.
Lossino-Petrovsk, in un'officina abbandonata i cui edifici risalgono in parte al XVIII secolo, gli scienziati tedeschi si mettono al lavoro.

Aprile
6
, firma di un patto di amicizia russo-finlandese per dieci anni;

Giugno
24
, nei pressi di Bucarest (Romania) si svolgono i lavori della seconda assise del Kominform;

Luglio
Mosca, celebrazioni del V centenario dell'erezione della metropoli russa: sono presenti i rappresentanti delle Chiese ortodosse autocefale di Alessandria, Antiochia, Georgia, Serbia, Romania, Grecia, Bulgaria e Polonia, in comunione e soggette al Patriarcato moscovita.

Agosto
2
, ore 21:00, Mosca, con una missione di buona volontà i rappresenati occidentali si fanno ricevere direttamente da Stalin e Molotov per parlare della grave situazione venutasi a creare a Berlino; non esce alcun risultato di accordo;

Repubblica della Ceceno-Inguscezia
(repubblica autonoma all'interno della Repubblica Russa)
1948
1944, repubblica autonoma creata nel 1936 all'interno della Repubblica Russa, viene ora disciolta;
[sarà ricostituita nel 1957.]

BIELORUSSIA
(Repubblica Socialista Federativa Sovietica)
(Beloruskaja SSR - capitale: Minsk)
presidente della repubblica
-
1948
-
UCRAINA
(Repubblica Socialista Federativa Sovietica)
(capitale: Kijev)
presidente della repubblica
-
1948
-
TRANSCAUCASIA
(Repubblica Socialista Federativa Sovietica)
Azerbaigian
(Repubblica federativa - capitale: Baku)
presidente della repubblica
-
1948
-
- Nagorno-Karabah (provincia autonoma)
- Nahicevan (repubblica autonoma)
Repubblica Socialista Georgiana
(Repubblica federativa - capitale: Tbilisi)
presidente della repubblica
Noé Jordania
(1918 - ?)
1948
-

- Adzaristan (repubblica autonoma)
- Abhasia (repubblica autonoma)
- Ossezia Meridionale (provincia autonoma)
Repubblica autonoma di Armenia
(Repubblica socialista - capitale: Jerevan)
presidente della repubblica
-

1948
-

a


1948
Repubblica Socialista Sovietica
di Estonia
Presidente
?
(? - ?)
Primo Ministro
?
(? - ?)
1948
tornata a far parte dell'URSS, procede l'opera di collettivizzazione delle terre e di nazionalizzazione delle industrie;

Per quanto riguarda la Chiesa cattolica, i preti sono ridotti a due. [Sembra che mons. Edoardo Profittlich sia morto in un campo di concentramento in Siberia.]
 
1948
Repubblica Socialista Sovietica
di Lettonia
Presidente
?
(? - ?)
Primo Ministro
?
(? - ?)
1948
-
 
1948
Repubblica Socialista Sovietica
di Lituania
Presidente
?
(? - ?)
Primo Ministro
?
(? - ?)
1948
-
CHIESA CATTOLICA: all'inizio dell'anno solo 700 preti restano ancora nel paese, ossia meno del 50% di quanti erano nel 1940;

 

1948
Governo polacco
in esilio a Londra
Presidente
August Zaleski
(1947 9 giu - 7 apr 1972)
Primo ministro
Tadeusz Komorowski
(1947 2 lug - 10 feb 1949)
 
 
1948
Presidente
B. Bierut
(1947 5 feb - 20 nov 1952)
Primo ministro
Józef Cyrankiewicz
(1947 6 feb - 22 lug 1952)
Pubblica Amministrazione
Wladislaw Wolski
(1946 - ?)
Segretario generale del Poup  
B. Bierut
(1948 22 dic - 12 mar 1956)
Poup (Partito operaio unificato polacco)
[PZPR (Polska Zjednoczona Partia Robotnicza)]
(1948 15 dic - 29 gen 1990)
   

1948
Gennaio
18
, lettera di Pio XII all'episcopato: «Flagranti semper animi».

Aprile
17
-18, Kalisz, preti cattolici, ex detenuti nei campi di concentramento tedeschi, protestano contro le tendenze filo-tedesche manifestate da Pio XII nella lettera del 1° marzo ai cattolici tedeschi;

Maggio
24
, il card. primate August Hlond attenua le preferenze politiche espresse da Pio XII nel suo messaggio ai cattolici tedeschi;

Giugno
23
, Varsavia, si apre la Conferenza dei ministri degli Esteri dell'Europa orientale;

patto d'unità d'azione tra il Partito contadino polacco e il Partito contadino di sinistra;

Nello stesso periodo mons. Choromanski avanza la proposta della creazione di due commissini paritetiche, una governativa e una episcopale, per affrontare in blocco e una volta per sempre, possibilmente, la matassa degli affari ecclesiastici.
Per il momento il ministro Wladislaw Wolski risponde evasivamente.

Luglio
vengono arrestati numerosi membri del clero;
viene celebrato il processo per delitti contro la morale di tre religiosi;
vengono arrestati di due illustri giornalisti: mons. Kaczynski e M. Stedentowicz;
[Accuse del governo polacco:
1) Il Vaticano aveva affidato, nel dicembre 1939, l'amministrazione della diocesi di Chelmno al vescovo tedesco di Gdansk e, dopo la guerra, aveva nominato un ecclesiastico tedesco (p. Breitinger) ad amministratore apostolico dell'archidiocesi di Gniezno-Poznan;
2) inoltre non aveva ancora riconosciuto il governo provvisorio. Del resto, il governo avrebbe potuto appellarsi ad altri episodi antichi e recenti nelle relazioni tra Stato e Chiesa per giustificare la separazione. Gregorio XVI, è notorio, invitò più volte i polacchi ad essere sudditi fedeli degli Zar; mons. Ratti [futuro Pio XI], nunzio a Varsavia dopo la I guerra mondiale, fu più propenso ai tedeschi che ai polacchi nella questione della Slesia; e Pio XII non prese posizione molto netta nei riguardi dell'invasione della Polonia e nei fatti dolorosissimi che la seguirono.]

Settembre
5
, il segretario generale del Pcp (Partito comunista polacco) W. Gomulka viene esonerato dalla carica;

Ottobre
22
, muore il card. primate August Hlond;
[La sua scomparsa suggella il primo periodo della storia della Chiesa polacca nell'attuale dopoguerra.]
28, Statuto di nazionalizzazione degli Enti ospedalieri;

Novembre
25
, dopo essere stato più volte sollecitato a dare una risposta alla richiesta di mons. Choromanski, il ministro Wladislaw Wolski toglie ogni speranza: «Se l'episcopato vuole una commissione, se la può fare da sé: il governo non ha bisogno di commissioni. Io sono rappresentante del governo e tanto basta».

Dicembre
8
, il Pcp (Partito comunista polacco) e il Partito socialista polacco si fondono dando vita al Poup [Pzpr] (Partito operaio unificato polacco), la cui direzione rimarrà per diversi anni nelle mani di W. Gomulka, il principale esponente della corrente filosovietica;






1948
REPUBBLICA di CECOSLOVACCHIA
Presidente della repubblica
Edward Beneš
(1946 mag - giu 1948)
K. Gottwald
(1948 giu - 1953)
Primo ministro
K. Gottwald
(1946 mag - feb 1948)
-
- Segretario generale del Pcc (Partito comunista cecoslovacco)
Rudolf Slánsky
(1945 - 1951)
Ministro degli Esteri
Jan Masaryk
(1945 - feb 1948)
-
Ministro aggiunto degli Esteri
Vladimir Clementis
(1945 - 1948)
-
- l'ordinamento regionale è stato soppresso -

1948
la rinuncia agli aiuti del "piano Marshall", determinata dal veto violento di Stalin, provoca delle conseguenze economiche e politiche:
- caduta degli scambi con l'Europa occidentale,
- aumento del costo della vita,
- inasprimento del sistema fiscale ecc.;
ciň accentua i contrasti all'interno del governo del "Fronte nazionale";

Gennaio
-


Febbraio
il nunzio Ritter, ammalato, lascia Praga; lo sostituisce mons. Gennaro Verolino (feb-nov);

17, prende avvio il colpo di stato: il comunista Nosek, ministro degli interni, destituisce otto commissari di polizia riluttanti alle direttive del partito; i socialisti e i borghesi si riuniscono per chiedere la loro reintegrazione; K. Gottwald appoggia il suo ministro ma nella votazione tutti i partiti si schierano contro; i ministri nazionalsocialisti, popolari e democratici slovacchi si dimettono nel tentativo di provocare la caduta del governo e di indurre il presidente E. Beneš a favorire la costituzione di un gabinetto che escluda il Partito comunista;
K. Gottwald teme che si scateni un'operazione "all'italiana", simile a quella che ha fatto A. De Gasperi scaricando dal suo governo i comunisti e i socialisti;la presenza russa nel paese č perň giŕ massiccia e a Praga piomba il viceministro degli esteri sovietico Zorin che giŕ avanza le sue minacce;
i comunisti, forti anche dell'appoggio dei socialdemocratici di sinistra, riescono quindi a mantenere il controllo della situazione e, con la formazione di una milizia operaia armata e massicce manifestazioni di piazza, impongono la permanenza alla presidenza del consiglio di K. Gottwald, il quale scioglie i gruppi di opposizione e stabilisce il sistema della lista unica per le elezioni politiche del maggio successivo;
K. Gottwald arringa gli operai dall'alto del monumento di J. Hus;
25, il Pcc (Partito comunista cecoslovacco) impone a E. Beneš di avallare il ministero antiparlamentare (o "governo Gottwald") costituito da:
- 12 comunisti,
- 4 socialisti filocomunisti,
- alcuni sindacalisti
- alcuni dissidenti dei partiti minori (partito popolare e partito democratico slovacco);
26, un decreto del ministero delle Informazioni sopprime vari settimanali cattolici;

Marzo
10
, 241 deputati su 300 approvano le dichiarazioni di K. Gottwald sulla democraticità costituzionale e sulla parlamentarietà della soluzione della crisi di febbraio;
lo stesso giorno, il corpo del ministro degli Esteri J. Masaryk, figlio di Tomáš Masaryk, il fondatore della repubblica, viene trovato esanime nel cortile del ministero degli Esteri;
21, legge n. 45: nazionalizzazione di tutti i beni fondiari;

Aprile
10
, i Socialdemocratici si fondono con il Pcc;
21, è approvato il progetto di legge relativo al monopolio dello Stato sulla Scuola;
[Per il momento le Chiese non protestano, sia perché le confische fondiarie non colpiscono che proprietà superiori ai 57 ettari, sia perché si spera di garantire in ogni modo l'insegnamento religioso. Anzi, tanto la Chiesa cattolica che la Chiesa ortodossa assicurano le autorità circa il loro leale atteggiamento verso il nuovo ordine di cose.]

Maggio
3
, riunione di Olomouc: i vescovi cattolici protestano contro la proibizione fatta ai loro sacerdoti di presentarsi candidati alle elezioni;
9, l'Assemblea Costituente approva con 246 voti la nuova Costituzione e si scioglie;
30, prime Elezioni politiche;
Elezioni politiche
[30 maggio 1948]
 
voti
%
seggi
- Lista nazionale (unica)
-
89,2
- contrari
772.293
10,8
- astensioni
800.000
Totale
-
100,0
- Pcc (Partito comunista)
211
- Socialdemocratici
25
- Socialisti nazionali cechi
26
- Partito popolare cattolico
23
- Partito della rinascita popolare
12
- Partito slovacco della libertà
3
Totale
-
100%
300
 
[Carlo Falconi, La Chiesa e le organizzazioni cattoliche in Europa, Milano 1960, Edizioni di Comunità.]

 

esce vincitore il "Fronte nazionale" (89,28%) dal quale perň sono rimasti esclusi i partiti anticomunisti;

Giugno
7
, il vecchio E. Beneš rinuncia alla presidenza della Repubblica [morirŕ due mesi dopo];
14, l'Assemblea elegge al suo posto K. Gottwald;
19, legge sulla nazionalizzazione degli ospedali; la "Charitas" è affidata a un prete progressista;
[K. Gottwald nazionalizza tutto, persino le botteghe degli artigiani [suo vanto: 1447 imprese statalizzate in otto giorni di comando];
collettivizza le fattorie, fa arrestare, torturare, giustiziare migliaia di ex-compagni (8300 nei primi tre mesi).]

l'allineamento della Cecoslovacchia alle direttive di Stalin provoca nel gruppo dirigente comunista, asceso al potere, profonde lacerazioni portando infine alla liquidazione degli esponenti piů impegnati a difendere un certo grado di autonomia nazionale nella politica interna e in quella economica;

Novembre
22
, un decreto del Ministero degli Interni chiude la "Cancelleria centrale cattolica" di Bratislava, organo dell'episcopato slovacco per l'Azione Cattolica;

Dicembre
viene soppressa la "Gioventù Cattolica ceca";
sono inoltre soppresse tutte le altre branche dell'Azione Cattolica in Boemia e in Moravia;



1948
REPUBBLICA d'UNGHERIA
(dal 1° febbraio 1946)
REPUBBLICA POPOLARE d'UNGHERIA
(dal 10 dic 1948)
Presidente della repubblica
Zoltán Tildy
(1946 3 feb - 2 ago 1948)
[Partito dei piccoli proprietari]
Árpád Szakasits
(1948 2 ago - 26 apr 1950)
[Partito dei lavoratori ungheresi]
Primo Ministro
Lajos Dinnyés
(1947 31 mag - 10 dic 1948)
[Partito dei piccoli proprietari]
István Dobi
(1948 10 dic - 14 ago 1952)
[MDP, Partito dei Proprietari]
Ministro degli esteri
-
L. Rajk
(1948 - 1949)
Ministro degli interni e capo della polizia politica
László Rajk
(1946 mar - 1948)
János Kádár
(1948 - 1951)
Ministro della difesa
Lajos Dinnyés
(1947 - 1948)
Ministro per il culto e la pubblica istruzione
Gyula Ortutay
(1947 - 1950)
segretario generale
del Partito comunista ungherese
Mátyás Rákosi
(1946 feb - 1982)
-

1948
Febbraio
18
, sottoscrizione del trattato di amicizia ungarico-sovietico a Mosca; nell'occasione Stalin pronuncia un brindisi alla parità di diritti raggiunta dai piccoli popoli;
dietro pressione dei comunisti, i vescovi ungheresi inviano una delegazione per i colloqui preparatori che devono avviare le trattative per una normalizzazione dei rapporti tra Stato e Chiesa; essi pongono tuttavia determinate condizioni:
1 - ripresa delle relazioni diplomatiche tra la Santa Sede e l'Ungheria;
2 - permesso di pubblicare un quotidiano cristiano e fornitura della quantità necessaria di carta;
3 - ricostituzione dei gruppi e delle associazioni disciolti, restituzione delle loro sedi e del loro patrimonio sequestrato;
4 - cessazione degli attacchi contro la Chiesa e contro la religione da parte dei partiti marxisti.

Marzo
2
, sotto la pressione del partito comunista, che aspira a una fusione dei due partiti operai, il partito socialdemocratico espelle alcuni suoi dirigenti (Szélig, Bán), che si oppongono alla fusione;
25, nazionalizzazione delle imprese con più di cento operai;

Lo stesso mese il governo scioglie la Karitasz cattolica.

Aprile
il ministro per il culto e la pubblica istruzione Gyula Ortutay rende noto il progetto di una statalizzazione delle scuole confessionali; decisione resa irrevocabile il mese successivo;

Maggio
9
, il ministro della Religione e dell'Educazione pubblica, G. Ortutay, invita l'episcopato cattolico a iniziare trattative per un accordo col governo;
15, i vescovi ungheresi ricevono l'invito tanto atteso a partecipare alle trattative in atto per una normalizzazione dei rapporti tra Stato e Chiesa;
19, i vescovi ungheresi comunicano al ministro Gyula Ortutay che sono pronti a partecipare alle trattative una volta che siano state accettate le condizioni da loro avanzate:
1) che il governo revochi il piano della nazionalizzazione delle scuole denominazionali;
2) che vengano ripristinate le associazioni cattoliche disciolte e restituite le proprietà confiscate;
3) che sia garantito il permesso di pubblicazione di un quotidiano cattolico non di partito.

Giugno
12
-14, il Partito socialdemocratico e il Partito comunista decidono la fusione in congressi separati.
Un nuovo congresso comune stabilisce il nuovo programma e i nuovi satuti, in base ai quali il Partito socialdemocratico viene di fatto assorbito dal Partito comunista;
14, il consiglio dei ministri decide di attuare la nazionalizzazione delle scuole; il ministro Gyula Ortutay risponde ai vescovi ungheresi che non intende soddisfare le loro condizioni e anzi che si aspetta da loro una dichiarazione simile a quella rilasciata dalla direzione delle Chiese protestanti che già riconosceva la repubblica ungherese;
[tale dichiarazione era stata carpita il 21 maggio dopo aver allontanato dalla chiesa calvinista ungherese le autorità legittime ecclesiastiche, fra cui il vescovo László Ravasz, e mettendo al loro posto dei rinnegati impauriti e ambiziosi.]
15, la conferenza episcopale dei vescovi cattolici ungheresi, presieduta dal cardinale-principe primate arcivescovo di Esztergom, J. Mindszenty, chiede sia cancellata dal nuovo ordine del giorno la nazionalizzazione delle scuole cattoliche;
16, la legge che prevede la nazionalizzazione delle scuole cattoliche, presentata in parlamento con procedura d'urgenza, viene approvata nel corso di una sola seduta;
ne parlano a favore:
. Kózsef Bognár e Jenö Kastona (Partito dei piccoli proprietari),
. Lászlö Bóka (Partito operaio ungherese);
tra i contrari:
. István Barankovics (capo del Partito democratico popolare),
. Margit Slachta (presidente dell'Associazione femminile cristiana).
I 362 membri del parlamento votano così: 230 a favore, 60 (o 69) contro, 70 astenuti.


[il card. J. Mindszenty, si allea allora col vescovo riformato Laszlo Ravasz e con quello evangelico Lajos Ordas.]
28, dichiarazione del Kominform contro Tito;

Luglio
, entra in vigore la nuova legge che nazionalizza 4.885 scuole, di cui 3.148 appartenenti alla Chiesa cattolica.
[a.f.: 3.163 scuole e 167 collegi cattolici ospitanti un totale di 600.000 alunni. Lo Stato lascia alla Chiesa una decina di scuole d'importanza storica, ma l'episcopato, probabilmente su istigazione del card. J. Mindszenty, rifiuta questa eccezione che giustificherebbe indirettamente l'atto di confisca di tutti gli altri istituti.]
30, Zoltán Tildy si ritira e rimane agli arresti domiciliari nella sua villa fino al 1956;

Agosto
3
, l'ex presidente della repubblica viene sostituito da Árpád Szakasits;
5, l'ex ministro degli interni L. Rajk diventa ministro degli esteri; agli interni gli succede János Kádár;
20, in un discorso tenuto a Kecskemét, Mátyás Rákosi annuncia l'appoggio dello Stato alla formazione di cooperative di produzione; ciò significa di fatto la collettivizzazione;

Settembre
profonda riorganizzazione delle scuole superiori e dell'università; una risoluzione del partito comunista critica l'organizzazione dei colleghi popolari e il "nazionalismo" della gioventù contadina, nonché l'ideologia piccolo-borghese da essa rappresentata;
inizia ora (e durerà fino a marzo 1949) l'epurazione in grande stile, accompagnata da un controllo di tutti i membri del partito comunista, che porta all'espulsione di circa centomila membri, "ex socialdemocratici o elementi infidi";

Ottobre
9
, la Chiesa riformata ungherese e la Chiesa unitariana firmano un accordo col governo;

alle celebrazioni e ai pellegrinaggi dell'anno mariano, inaugurato il 15 agosto 1947, hanno preso parte 4.600.000 fedeli pur essendo stato boicottato in vari modi dal governo;
comunisti e socialisti di sinistra si riuniscono nel Partito ungherese dei lavoratori;

Dicembre
16
, la Chiesa evangelica ungherese firma un accordo col governo;
lo stesso giorno, dopo che gli attacchi contro la persona del card. J. Mindszenty si sono fatti oltremodo minacciosi, partendo addirittura da personalità come Mátyás Rákosi e István Dobi, l'episcopato cattolico si convince ad annunciare di esser pronto a sistemare le idivergenze con lo Stato «in una maniera corrispondente ai dogmi, alle leggi ed ai diritti della Chiesa».
Ma è troppo tardi…
19, Budapest, viene arrestato il segretario del card. J. Mindszenty;
23, Budapest, vengono incarcerati due sacerdoti della casa del card. J. Mindszenty,
26, Budapest, alla sera viene arrestato il card. J. Mindszenty, primate della Chiesa d'Ungheria, sotto l'accusa di tradimento e illecito finanziario;
viene portato nella casa-prigione, in via Andrássy 60 dove la tortura è di casa, ben diretta dal gen. Gábor Péter.
[Del resto, i comunisti non sono i soli a non soffrire il Primate. E il motivo che lo rende inviso ad ogni democratico consiste nel fatto, da tutti risaputo, e da lui mai celato, della sua avversione alla Repubblica e dei suoi rapporti palesi col ministro americano.
Nel suo viaggio negli Stati Uniti (1948) egli non si trattiene dall'esporre le sue idee in due interviste concesse a giornalisti americani:
- a miss Ruth Karpf, inviata speciale nell'Europa orientale, egli dice senza perifrasi che «non ha mai riconosciuto la repubblica ungherese perché incostituzionale» e che considera l'Ungheria «ancora e sempre una monarchia, come lo è stata per mille anni» «The Nation» dell'8 gennaio 1949;
- a Critic del «New Statesman and Nation» dice che «desidera l'intervento dell'Occidente, odia tutte le dottrine socialiste e, come figlio della terra e come cardinale, si professa per una società contadina governata dalla gerarchia cattolica» in data 17 novembre 1956.
Le idee politiche del cardinale, risultano anche da opere scritte prima della sua prigionia, anche se pubblicate subito dopo, come lo studio di Andrew Gyorgy, professore a Yale, Governments of Danubian Europe, New York, 1949.]




1948
REPUBBLICA POPOLARE ROMENA
(30 dicembre 1947)
Presidente
-
Primo ministro
-
Ministro degli esteri
Anna Pauker
(1948 - 1952)
[simbolo dello stalinismo]
Segretario generale del Partito comunista rumeno
Gheorghe Gheorghiu-Dej
(1947 nov - 1948)
-
-
-
-

1948
Febbraio
23
, il Partito socialdemocratico è costretto a fondersi con il Pcr per dar vita al nuovo Partito operaio romeno;
28, muore, per fortuna dei dirigenti comunisti, Nicodemo, patriarca della Chiesa ortodossa-romena;
al suo posto viene nominato un simpatizzante del nuovo regime, Giustianiano Marina, che si prepara subito a fagocitare le tre Chiese uniati (cattoliche);
[Il suo nome, anzi la sua benedizione patriarcale, appariranno alcuni mesi dopo in testa a un libello contro il Vaticano pubblicato a Bucarest da Al. Radulescu-Cerna e intitolato Spionay si tradare la Umbra Crucii (Spionaggio e tradimento all'ombra della Croce). L'opuscolo sarà presentato al lettore dal ministro dei Culti in pesona, Stanciu Stoian: il neo patriarca dimostrerà così di aver fatto la sua scelta tra la consorella Chiesa di Roma e i suoi persecutori.]

Marzo
2
, la legge n. 62 emenda la legge n. 54 del 1928 che regola le denominazioni religiose;
28, Elezioni per la Costituente.

Aprile
13
, la Costituente vara una costituzione modellata su quella sovietica;
[La fretta è stata però così mal consigliera che quattro anni più tardi, il 24 settembre 1952, si sarà costretti a sostituirla con un nuovo testo.]
Per quanto riguarda lal libertà religiosa, l'art. 27 dice:
«La libertà di coscienza e la libertà di culto religioso saranno garantite dallo Stato.
Le denominazioni religiose saranno libere di organizzarsi e potranno funzionare liberamente, purché i loro riti e le loro pratiche non siano contrari alla Costituzione, alla sicurezza pubblica o alla morale.
Nessuna denominazione religiosa, congregazione o comunità può aprire e mantenere istituti per l'educazione generale, ma può sotlanto dirigere speciali scuole teologiche per la formazione dei ministri necessari al loro servizio religioso sotto il controllo dello Stato.
La Chiesa ortodossa romena è autocefala e unitaria nella sua organizzazione.
Il metodo della organzzazione e del funzionamento delle denominazioni religiose sarà stabilito per legge.
»

Giugno
24
, si svolgono i lavori della seconda assise del Kominform;
[Il luogo della riunione è un vecchio castello nei pressi di Bucarest, tenuto accuratamente segreto e conosciuto soltanto in un secondo momento. Vi convergono i più importanti leader del comunismo europeo continentale, dell'Est e dell'Ovest:
- rumeni: Gheorghe Gheorghiu-Dej, Vasile Luca e Ana Pauker;
- bulgari: Kostov e Cervenkov;
- ungheresi: Rakosi, Farkas e Gerö;
- polacchi: Bernab e Zawadzki;
- cecoslovacchi: Slansky, Siroki e Bares;
- francesi: Thorez e Duclos;
- italiani: P. Togliatti e P. Secchia,
tutti convocati dai sovietici rappresentati da Zdanov, Malenkov e Suslov.
Sono assenti i rappresentanti jugoslavi.]
All'ordine del giorno della riunione è precisamente «l'esame della situazione esistente nel Pc Jugoslavo».
Esito dell'incontro: viene messo al bando dal movimento comunista internazionale – lo sarà per otto lunghi anni – Tito e il "titoismo", nuovo genere di eresia definito nella Risoluzione stesa da P. Togliatti ed approvata ad unanimità da tutti i presenti «vergognoso regime di puro despotismo turco e di terrorismo».
[Di lì a poco, per una sinistra beffa della sorte, non pochi dei presenti riascolteranno, stavolta dirette a loro, le terribili accuse che ora hanno scagliato con foga contro il leader jugoslavo.]

Luglio
19
, il decreto n. 151 denuncia il Concordato concluso tra la Romania e la Santa Sede del 10 marzo 1927 e successivi accordi e convenzioni;

Agosto
un'ossessiva attività legislativa sta per colpire alle radici, tra agosto e settembre, tutte le denominazioni religiose senza distinzione.

2, Ordine n. 191.653: bando delle scuole straniere dal paese;
[Inizia così la demolizione della scuola privata, praticamente di quella confessionale.]
3, Decreto n. 175: sequestro di tutte le scuole denominazionali; [L'art. 35 sancisce il passaggio allo Stato di tutte le scuole denominazionali. In pratica la Scuola viene completamente monopolizzata dallo Stato.]
Decreto n. 176: sequestro delle proprietà delle Chiese e delle associazioni religiose;
Per una migliore organizzazione dell'educazione pubblica e per l'espansione e la democratizzazione del sistema educativo, tutte le proprietà personali e reali che appartengono alle Chiese, alle congregazioni, alle comunità religiose, alle organizzazioni non lucrative e alle corporazioni commerciali, e, in genere, a enti singoli o legali, e che erano destinate a sostenere… le scuole denominazionali… passeranno in proprietà del govenro e saranno usate a scopi educativi.».
Il provvedimento insomma investe tanto gli edifici scolastici, le abitazioni per professori, le pensioni e case per studenti, quanto i fondi, le proprietà e i legati che servono per scopi educativi. Ancora e sempre senza un qualsiasi compenso per le perdite subite.
Al decreto è unita una lista di oltre duemila scuole denominazionali e private di tutti i tipi che vengono espropriate.]
4, Decreto n. 177: libertà delle denominazioni religiose;
[Fondamentale per quanto riguarda i rapporti tra Chiesa e Stato nella Repubblica popolare romena, abroga la legge n. 62 del 2 agosto 1948.
Gli artt. 29-30 prevedono il diritto del ministero degli Affari Religiosi a verificare e controllare l'inventario di tutte le proprietà della Chiesa e tutti i suoi bilanci.
Per quanto riguarda la Chiesa cattolica, gran parte dei suoi beni terrieri incluse foreste, vigneti e simili era già stata sequestrata di fatto da vari «comitati locali» prima del 1945, prima cioè che la legge n. 187 del 23 marzo 1945 sulla "riforma agraria" stabilisse, art. 8, che «la terra agricola appartenente a monasteri, metropolitanati, vescovati, parrocchie e dotazioni ecclesiastiche, sarà esentata da espropriazione e lasciata in proprietà dei suoi attuali proprietari».
Per farsi un'idea delle perdite della Chiesa cattolica basti pensare che solo quella di rito latino ha 76 scuole per ragazzi con 15.400 alunni e 56 per ragazze con 13.300 iscritte.
L'art. 49 limita il numero delle scuole teologiche di tipo collegiale nell'interno del paese a due per la Chiesa ortodossa e a una rispettivamente per quella cattolica e per tutte le Chiese protestanti.
Un susseguente ordine del ministero degli Affari Religiosi, tuttavia, ridurrà il numero delle scuole teologiche e clericali e non provvederà all'istituzione di nessuna scuola teologica per la Chiesa cattolica.]
[Da notare che nessuno dei tre decreti citati 175-176-177 fa alcuna menzione dell'istruzione religiosa nelle scuole di Stato, come del resto, non la fa, né prima né dopo, nessun altro statuto.]
Decreto n. 178: circa la legge organizzativa del Dipartimento degli Affari Religiosi;
[Da notare che nessuno dei tre decreti citati 175-176-177 fa alcuna menzione dell'istruzione religiosa nelle scuole di Stato, come del resto, non la fa, né prima né dopo, nessun altro statuto.]

 

Settembre
3
, un decreto governativo "depone" mons. Giovanni Saciu, amministratore apostolico della Chiesa cattolica di rito orientale;
16-18, contemporaneamente ai vescovi uniati, vengono ufficialmente deposti anche i rappresentanti della Chiesa cattolica di rito latino:
. mons. Alessandro Cisar, arcivescovo di Bucarest;
. mons. Agostino Pacha, vescovo di Timisoara;
. mons. Giovanni Cheffler, vescovo di Satu Mare e Oradea Mare;
restano in libertà soltanto:
. mons. Aaron Marton, vescovo di Alba Julia;
. mons. Antonio Durcovici, vescovo di Jasi;
questi due hanno accettato, infatti, di presentare al governo un progetto di statuto per il funzionamento del culto cattolico in Romania;
18, Decreto n. 243: sul numero delle diocesi per ogni denominazione religiosa riconosciuta;
[Sulla base di 750.000 fedeli per diocesi e cioè:
- Chiesa ortodossa: 17 diocesi,
- Chiesa greco cattolica: 2 diocesi,
- Chiesa cattolica-romana: 2 dicoesi
- Cristiani di rito antico: 1 diocesi,
- Protestanti: 1 vescovo e 1 soprintendente.
Le rimanenti denominazioni devono avere ciascuna una organizzazione centrale.]
Lo stesso giorno si inizia a debellare la Chiesa uniate romena (cattolica):
altri tre decreti governativi "mettono a riposo":
. mons. Alessandro Rusu, vescovo uniate di Maramures;
. mons. Valerio Traiano Frentiu, vescovo uniate di Oradea Mare;
. mons. Giovanni Balan, vescovo uniate di Lugoj.
Quasi contemporaneamente vengono "impediti" gli altri due vescovi uniati ancora in libertà:
. mons. Giulio Hossu, vescovo di Cluj;
. mons. Basilio Aftenie, vescovo di Bucarest.
Si invita il clero a inviare i propri delegati al Sinodo di Cluj, il centro spirituale più importante per i greco-cattolici, per il 1° ottobre.
[Non si hanno notizie sul modo con cui avviene la fagocitazione della Chiesa uniate armena.]
[La Chiesa cattolica di rito latino, suddivisa in 5 diocesi, una metropolitana e 4 suffraganee, con 694 parrocchie e 1.177 preti, ora, per effetto della stessa legge, si riduce a due sole diocesi, rette da ecclesiastici ligi ai voleri del regime.
La Chiesa cattolica romana amministrava, nel 1939, 177 chiese, 21 cappelle, 669 parrocchie, 2.002 luoghi di culto, 9 scuole teologiche, 6 case di studenti tenute da suore, 5 orfanotrofi, 1 ospedale, 32 conventi monastici, 26 monasteri francescani, 56 case di suore, 18 scuole superiori, 5 case per studenti e 1 istituto di orsoline.
Secondo i dati pubblicati dal prof. Olimp Calciula nell'EnciclopediaRomaniei, vol. II, Bucarest, 1939, voce Cultele religiosæ.]

Ottobre
, 38 delegati della Chiesa uniate romena (cattolica) partecipano al Sinodo di Cluj; i prelati, canonici e sacerdoti convenuti, non vengono convogliati nell'episcopio di mons. Giulio Hossu, com'era stato loro annunciato, bensì riuniti in una palestra del "liceo Balitin" e sollecitati a votare al più presto l'unione delle loro Chiese a quella ortodossa romena;
3, Bucarest, 36 su 38 delegati vengono ricevuti dal patriarca ortodosso Giustiniano Marina – presenti anche 5 suoi vescovi e tutto il clero ortodosso della capitale – al quale Aurelio Brumboiu comunica la risoluzione presa dai partecipanti al convegno e cioè l'intenzione di passare, con tutti i loro confratelli e fedeli, alla Chiesa ortodossa romena; segue quindi, nella chiesa di s. Spiridione, la cerimonia ufficiale dell'accoglimento dei delegati nel seno della Chiesa ortodossa romena;
l' "atto sinodale", steso e poi letto solennemente dal cancelliere del Santo Sinodo, viene sottoscritto dal patriarca, da 4 vescovi e dai 36 delegati;
7, l'episcopato invia una doppia lettera collettiva di protesta al presidente della Repubblica ed al capo del governo;
21, Alba Julia, avviene la celebrazione popolare dell'avvenimento del giorno 3, in coincidenza col 250° anniversario dell'unione dei romeni con la Chiesa di Roma;
27, mons. Aaron Marton, vescovo latino di Alba Julia, e mons Antonio Durcovici, vescovo latino di Jasi, presentano al governo un «progetto di statuto per il funzionamento del culto cattolico in Romania», suddiviso in 46 articoli, che non riesce gradito;
[Invitati a presentarne un altro, i due vescovi deluderanno anche il ministro dei Culti. La successiva richiesta governativa, poi passata ai loro vicari generali (mons. Luigi Boga, di Alba Julia, e mons. Marco Glasser, di Jasi), non incontrerà miglior esito.]
lo stesso giorno viene arrestato mons. Giovanni Saciu, amministratore apostolico della Chiesa cattolica di rito orientale;
28/29, nella notte vengono arrestati anche tutti gli altri membri dell'episcopato uniate (sopra citati);
i sei presuli vengono dapprima tenuti "ospiti" della villa estiva del patriarca Giustiniano Marina a Dragoslavele, per dar modo a questi di visitarli di tempo in tempo e di persuaderli ad aderire all'orotodossia;
[Risultati però vani i suoi sforzi, saranno trasferiti nel monastero di Caldarusani. Si troveranno poi – come si saprà due anni dopo – nei sotterranei del ministero degli Interni, poi nelle prigioni di Vacaresti e, più tardi ancora, in quella di Sighet.
Del loro stato si ignorerà tutto (1960) ad eccezione della morte di mons. Basilio Aftenie, vescovo di Bucarest (il latore delle due lettere), che avverrà il 10 maggio 1950.]

Naturalmente le misure di polizia non si limitano ai soli vescovi: si estendono all'intera élite delle Chiese uniati.
E infatti sono tratti in arresto anche tutti i membri delle Curie episcopali, i professori di seminario e tutti i parroci che si sono rifiutati di farsi ortodossi.
Contemporaneamente, tra la fine di ottobre e la metà di novembre, vengono occupate dalla polizia tutte le chiese parrocchaili, le cappelle e le istituzioni cattolice destinate ad esser consegnate alle autorità della Chiesa ortodossa.

Novembre
, Teofilo Herineanu, prete già greco-cattolico – uno dei 36 delegati firmatari dell'unione – è nominato vescovo ortodosso di Roma-Husi in Moldavia;
[Si giunge così, a poco a poco, all'inserimento dei greco-cattolici nei quadri delle strutture ortodosse.
È difficile dire con esattezza quanti siano i sacerdoti uniati che passano e passeranno in seguito all'ortodossia, sembra, tuttavia, che le adesioni raccolte negli ultimi mesi dell'anno siano 430.
Si sa invece che quasi tutti i 36 delegati firmatari dell'unione sono stati promossi vicari foranei.]
3, con legge relativa alla nazionalizzazione di tutte le case private di salute, la Chiesa cattolica perde anche gli ospedali e i sanatori gestiti dalle sue organizzazioni;
15, Ordine n. 42.898: sull'organizzazione delle scuole teologiche e delle scuole per insegnamento per assistenti, ecc.

 

Dicembre
, il decreto n. 358 del Præsidium della Grande Assemblea Nazionale della Repubblica Popolare Romena sanziona la soppressione della Chiesa uniate romena e il passaggio della sua organizzazione e dei suoi beni alla Chiesa ortodossa romena.
Da questa data la Chiesa cattolica romena di rito orientale viene cancellata dall'albo delle denominazioni religiose dello Stato.



1948
REPUBBLICA POPOLARE di BULGARIA
(30 dicembre 1947)
Presidente del consiglio di stato
G. Dimitrov
(1946 nov - 1949)

1948
G. Dimitrov è nominato anche segretario generale del Partito comunista bulgaro (1948-49);

Agosto
3
, un decreto del Præsidium dell'Assemblea Nazionale dispone la chiusura di tutte le scuole straniere, religiose o laiche, di qualunque grado;

Dicembre
3
, a mons. Francesco Galloni, reggente la delegazione apostolica, è rifiutato il visto di ritorno nonostante le più formali assicurazioni dategli prima che partisse per un viaggio in Italia;
25, ritornata all'attivitŕ pubblica dal 9 settembre 1944, la Federazione Anarco-Comunista bulgara viene messa fuori legge dal V congresso del partito comunista.

Nel quadro della nazionalizzazione dei beni ed espulsione di tutti i preti e di tutte le religiose di nazionnalità straniera, ha inizio (1948-50) la confisca dei beni ecclesiastici.





1948
Costituzione del 1946
IV REPUBBLICA
Presidente della Repubblica
Vincent Auriol
(1947 16 gen - 16 gen 1954)
Presidente del Consiglio della Repubblica
Gaston Monnerville
(1947 mar - ott 1958)
Presidente dell'Assemblea Nazionale
Presidente del Parlamento
(Senato+Camera)
Presidente del Consiglio
R. Schuman
I
(1947 24 nov - 19 lug 1948)
André Marie
(26 lug - 27 ago)
R. Schuman
II
(5-7 set)
Henri Queuille
I
(11 set - 5 ott 1949)
- Vicepresidente del Consiglio
Interni
Jules Moch
(1947 24 nov - 7 feb 1950)
Affari Esteri
Georges Bidault
(1947 22 gen - 26 lug 1948)
R. Schuman
(1948 26 lug - 8 gen 1953)
Colonie
Regioni liberate
Difesa
Guerra
Marina
Aviazione
Economia
Finanze e Affari Economici
René Mayer
(1947 24 nov - 26 lug 1948)
Paul Reynaud
(26 lug - 5 set)
Christian Pineau
(5-11 set)
-
Henri Queuille
(11 set - 12 gen 1949)
Commercio
e Industria
Lavori Pubblici
Lavoro
Giustizia
André Marie
(1947 22 gen - 26 lug 1948)
Robert Lecourt
(26 lug - 11 set)
-
André Marie
(11 set - 13 feb 1949)
Pubblica Istruzione
e dei Culti

1948
Gennaio
31
, Pio XII promuove ad Arcivescovado la diocesi di Marsiglia;

Febbraio
Pastorale di quaresima del card. Suhard: «Le sens de Dieu».

Marzo
15-
16 aprile, Parigi, si apre la seconda Conferenza dei sedici sul "piano Marshall";
16, Wladimir d'Ormesson è nominato ambasciatore francese in Vaticano;

Aprile
16
, Parigi, la ll Conferenza dei sedici si conclude con la creazione dell'OECE (Organizzazione Europea di Cooperazione Economica);
viene altresì firmato l'accordo per l'Erp (piano di ricostruzione economica europea).

Maggio
15-17
, Parigi, Conferenza internazionale anarchica.
Lo stesso mese, LXIII Congresso dell' "Unione delle Opere" su: «Structures sociales et pastorale paroissiale».

Giugno
l'Accademia di Francia assegna il "Grand Prix de Littérature" all'opera teatrale di Gabriel Marcel;

Luglio
5
, muore Georges Bernanos;

Agosto
Lione, XXXV Settimana Sociale: «Peuples d'Outre-Mer et civilisation occidentale».

Settembre
16
, Parigi, al Palais de Chaillot si apre la nuova sessione del Consiglio di sicurezza e la terza Assemblea generale dell'ONU;
26, Parigi, i ministri degli Esteri degli Stati Uniti, del Regno Uito e della Francia stilano il documento che ufficializza il deferimento della questione di Berlino all'ONU; contemporaneamente procedono alla stesura di una nota che viene inviata al governo sovietico; vi si riassume la complessa questione di Berlino e si elencano i motivi del ricorso all'ONU;
27-29, Parigi, si riuniscono i ministri della Difesa dei cinque paesi firmatari del trattato di Bruxelles, Belgio, Francia, Regno Unito, Lussemburgo e Olanda, diramando poi un comunicato;
[Questo comunicato non è altro che l'atto ufficiale di nascita di quello che diverrà entro pochi mesi il Patto atlantico.]

Novembre
1re Semaine des Intellectuels Catholiques: «Les intellectuels devant la charité du Christ».

Dicembre
XXXVIII Congresso de "La Croix" e della "Maison de la Bonne Presse".
Mons. Dupertoy fonda il Mouvement Jeunes Séminaristes.


Legione straniera
Il suo impiego:
1946-54, sud-est asiatico a fronteggiare i Vietminh nella sanguinosa guerra d'Indocina;




1948
-
Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda
Giorgio VI
Albero genealogico

(York Cottage, Sandringham, Norfolk 14.12.1895 - Sandringham House, Norfolk 6.2.1952)
secondogenito di Giorgio V e della p.ssa Vittoria Maria von Teck;
1936-52, re di Gran Bretagna e Irlanda, imperatore delle Indie;

Primo ministro,
Primo lord del Tesoro
[Prime Minister, First Lord of the Treasury]
C. Attlee
laburista
(1945 26 lug - 26 ott 1951)
Cancelliere dello Scacchiere
[Chancellor
of the Exchequer
]
sir R. Stafford Cripps
(1947 13 nov - 19 ott 1950)
Segretari di Stato
Affari Esteri e Commonwealth
Ernest Bevin
(1945 lug - ott 1951)
Guerra
Affari Interni
Giustizia
Colonie
Affari economici
sir R. Stafford Cripps
(1947 13 nov - 19 ott 1950)
Carburanti
ed Energia
Commercio estero
Harold Wilson
(1947 13 nov - 26 ott 1951)
Sanità
A. Bevan
(1945 - 26 ott 1951)
GRAN BRETAGNA

1948
Gennaio
sulle ceneri del PWB (Psycological Warfare Branch) l'ufficio dell'intelligence alleata – nasce il britannico IRD (Information Research Department), fondato allo scopo di preservare l'Europa occidentale e il Medio Oriente dal «pericolo comunista».
Il suo architetto, il segretario agli Esteri Ernest Bevin spiega «dobbiamo richiamarci, con un riferimento positivo, ai principi cristiani e democratici, tenendo presente la forza di cui gode in Europa il sentimento cristiano. Dobbiamo proporre un'ideologia che si ponga come rivale del comunismo».
Nonostante il suo nome neutrale, l'IRD è il minsitero segreto della guerra fredda.
Finanziato con fondi assegnati con voto segreto (per evitare l'indesiderabile esame delle sue operazioni, che avrebbe potuto rivelare l'esistenza di azioni clandestine o semiclandestine) ha lo scopo – secondo Cristopher [Monty] Woodhouse, una spia assegnata al dipartimento nel 1953 – di «produrre, distribuire e far circolare propaganda, la cui origine non sia identificabile».
Il primo capo dell'IRD, Ralph Murray, scrive:
«È importante che, in Gran Bretagna come all'estero, non si crei la pubblica impressione che il Foreing Office stia organizzando una campagna anticomunista. Un certo numero di persone che sono pronte a prestarci un aiuto significativo si troverebbero in difficoltà se fossero esposte all'accusa di ricevere istruzioni in senso anticomunista da qualche sinistra sezione del Foreign Office impegnata nella produzione di propaganda diretta contro l'Unione Sovietica».

Uno dei più importanti consiglieri dell'IRD della prima ora è lo scrittore, ungherese di nascita, A. Koestler.
Sotto la sua guida, il dipartimento comprende l'utilità di servirsi di quelle persone e istituzioni che, per tradizione politica di sinistra, si considerano all'opposizione rispetto ai centri di potere.
Lo scopo di accoglere personaggi di questo tipo è duplice:
- avvicinarsi ai gruppi "progressisti" così da poterne tenere sotto osservazione le attività;
- diluirne l'efficacia, influenzandoli dall'interno o organizzando alcuni dei loro memri in un organismo parallelo e, in modo sottile, meno radicale.]


Febbraio
l'IRD (Information Research Department), allestito da Clement Attlee, punta a influenzare le prime elezioni politiche italiane.

In Italia, in particolare, i nemici da combattere sono il governo di Roma, con i suoi progetti mediterrnaei e terzomondisti, e il Pci, che nella guerra fredda – iniziata ufficialmente un anno fa – è schierato contro l'Alleanza atlantica e, al contempo, appoggia E. Mattei, presidente dell'ENI, la sua politica estera di apertura ai movimenti di liberazione e quella interna, che ha come obiettivi lo sviluppo di una forte industria di Stato e un progressivo spostamento a "sinistra" dei centri di potere politico.
Giocoforza, la lotta ai comunisti e quella al "matteismo" si intrecciano fino a diventare una cosa sola.
["Fratello" dell'americano USIS (United States Information Service).]

Marzo
15
, C. Attlee annuncia che in Gran Bretagna i comunisti saranno esclusi dagli organi di sicurezza dello Stato;

Giugno
vengono pubblicati gli accordi raggiunti a Londra da Stati Uniti, Regno Unito, Francia e Benelux sul futuro dello stato tedesco;

Luglio
L' "Health Act" porta ad una riforma radicale del sistema medico e sanitario inglese.

[- Frances Stonor Saunders, Gli Intellettuali e la CIA, Fazi Editore, 2004.
- Mario José Cereghino-Giovanni Fasanella, Il Golpe Inglese, 2013, ChiareLettere.]

IRLANDA
Irlanda del Nord
1948
-
Eire
- Presidente
-
Thomas O'Kelley
(1948 feb - ?)
- Capo del Governo
-
John A. Costello
(1948 feb - ?)
- Nunzio di Dublino
mons. Pasquale Robinson
(1928 27 nov - 27 ago 1948)

1948
Febbraio
4
, elezioni politiche per i 147 seggi del Dail:
- Fianna Fail, il partito di E. De Valera, ottiene 68 seggi, cioè la maggioranza relativa;
- Fine Gael, 31 seggi,
- Laburisti, 14 seggi,
- ecc.
18, John A. Costello, leader del Fine Gael, è il nuovo capo del governo;

lo stesso mese Thomas O'Kelley viene eletto presidente della repubblica;

Agosto
27
, muore mons. Pasquale Robinson;

"Browne incident" (1948-49)
Lo stesso anno Noel Browne diventa ministro della Sanità.
Propostosi di eliminare la piaga della mortalità infantile – diminuita nel Southern Ireland solo del 25%, a partire dall'inizio secolo, mentre in Inghilterra del 67% e nello Stato di New York del 71% – prepara un piano che prevede l'assistenza obbligatoria ma gratuita a tutte le madri dall'inizio della gravidanza al parto e a tutti i bambini fino al sesto anno di età, e includendo anche uno schema generale di educazione sui problemi delle relazioni sessuali, della castità e del matrimonio.
Il piano va subito incontro a due scogli:
- la tradizionalistica Irish Medical Association,
- Gerarchia cattolica.
Il contrasto tra episcopato e governo o, meglio, tra il parlamento di Maynooth (il più famoso seminario teologico irlandese, dove si radunano i vescovi per stilare i loro documenti collettivi) e quello di Dublino, durerà più di un anno.
In tutto questo tempo una sola volta l'arcivescovo di Dublino si reca nella residenza del primo ministro, ed è quando si tratta di dar forma alla decisione finale sul caso. Prima gli incontri sono avvenuti tutti in episcopio.
Alla fine, in pratica, sia Noel Browne sia John A. Costello "si inginocchiano davanti agli ecclesiastici".

 





1948
REPUBLICA PORTÚGUESA
[Estado Novo]
Presidente
del consiglio
Antonio de Oliveira Salazar
(1932-68)
[unico detentore del potere reale]
unico partito legalmente funzionante: Unione nazionale
1948
legato al regime di F. Franco Bahamonde [el Caudillo] con il cosiddetto "patto iberico";

Galvão, "delegato" dell'Angola a Lisbona, viene arrestato, dopo un discorso pronunciato davanti all'Assemblea.
[Nel 1959 fuggirà dal carcere e riparerà nel Sudamerica.]

 



1948
SPAGNA
-
IV governo*
[1951 - gennaio 1957]
Capo dello Stato
F. Franco Bahamonde
[el Caudillo]
(1938 30 gen - 9 giu 1973)
Presidente
de la Gubernaciòn
Interno
-
Affari Esteri
Alberto Martìn Artajo
(1945 - gen 1957) 
Casa
-
Finanze
-
Commercio
-
Lavoro
José Antonio Giròn de Velasco
(1941 gen - gen 1957)
Educazione
-
* esclusi rimpasti o brusche sostituzioni;
[il governo si regge sulla triade classica: cattolici-militari-Falange.]

1948
Gennaio
Lettera pastorale del vescovo delle Canarie, mons. Pildain y Zapiain, sugli aspetti essenziali della questione sociale.

Febbraio
Lettera pastorale del vescovo di Malaga, mons. Herrera y Oria, sulla Gerarchia spagnola e la questione sociale.

Marzo
30
, Washington, la Camera dei rappresentanti fa passare a larghissima maggioranza (149 voti contro 52) un emendamento presentato da Alwin E. O'Konski, rappresentante del Wisconsin, che propone di estendere il piano Marshall alla Spagna; l'emendamento viene poi respinto dalla commissione mista del Senato e della Camera in seguito alle pressioni di alcuni paesi europei su H.S. Truman, ma ormai è solo questione di tempo;

Maggio
Lettera collettiva dell'episcopato sulla propaganda protestante in Spagna.

Agosto
F. Franco Bahamonde [el Caudillo] e don Juan si incontrano al largo di San Sebastian sullo yacht del caudillo, l'Azor; ne viene un accordo per l'educazione in Spagna di Juan Carlos, che ha 10 anni;

Novembre
CHIESA CATTOLICA: la "Conferenza dei cardinali e degli arcivescovi", su direttive della Santa Sede, fonda l'Obra de Cooperación Sacerdotal Hispano-Americana (organizzazione ufficiale della Gerarchia spagnola per aiutare l'America del Sud e le Filippine), presieduta da una commissione episcopale che ha per capo l'arcivescovo di Saragozza.
[Fanno capo all'Obra… due piccoli seminari incorporati in quelli di Saragozza e di Santiago, il Seminario teologico di Madrid e due residenze: il Collegio S. Pio X a Roma e il Collegio S. Vicente a Salamanca.]

Dicembre
10
, in un discorso alla Camera dei Comuni W.L.S. Churchill spiega di aver proposto "una soluzione intermedia" per non correre il rischio che l'Urss togliesse all'Onu il "suo generoso appoggio e aiuto".
12, Gioacchino Ruiz-Gimenez Cortés presenta a Pio XII le credenziali di ambasciatore straordinario e plenipotenziario di Spagna.

 


don Juan
Albero genealogico
(1913 - ?)
terzogenito di Alfonso XIII di Borbone e di Vittoria Eugenia di Battenberg;
conte di Barcellona
dal 1931 pretendente al trono di Spagna;

1948
Settembre
Juan Carlos, il suo primogenito che ha 10 anni, è in Spagna; si occupa di pianificare la sua educazione il segretario di don Juan, Rafael Calvo Serer, d'accordo con F. Franco Bahamonde [el Caudillo];





1948
Repubblica Italiana
Presidente
della Repubblica
E. De Nicola
(1948 1° gen - 12 mag 1948)
L. Einaudi (Pli)
(1948 12 mag - 11 mag 1955)
 
I Legislatura
(1948 8 mag - 24 giu 1953)
Presidente
della Camera
  G. Gronchi (Dc)
(1948 8 mag - 29 apr 1955)
Presidente
del Senato
  I. Bonomi (Psdi)
(1948 8 mag - 20 aprile 1951)
Presidente
del Consiglio
A. De Gasperi (Dc)
(1947 31 mag - 23 mag 1948) IV (1948 23 mag - 27 gen 1950) V
vicepresidenti

Luigi Einaudi (Dc)
(1947 31 mag - 23 mag 1948)

Attilio Piccioni (Dc)
(1948 23 mag - 27 gen 1950)
R. Pacciardi
(1947 31 mag - 23 mag 1948)
G.Porzio (Pli)
campano
(1948 23 mag - 27 gen 1950)
G. Saragat (Psdi)
(1947 31 mag - 12 gen 1950)
Sottosegretari
alla Presidenza
G. Andreotti (Dc)
(1947 31 mag - 18 gen 1954)
il "Delfino"
Edoardo Martino
(1947 31 mag - 16 lug 1953)
Affari Esteri
conte C. Sforza (Pri)
toscano
(1947 2 feb - 26 lug 1951)
Sottosegretari Giuseppe Brusasca (Dc)
(1947 31 mag - 26 lug 1951)
  A. Moro (Dc)
(1948 23 mag - 27 gen 1950)
Africa Italiana
A. De Gasperi (Dc)
(1947 31 mag - 19 apr 1953)
[ad interim]
Interno
M. Scelba (Dc)
(1947 2 feb - 16 lug 1953)
Sottosegretari Achille Marazza (Dc)
(1947 31 mag - 27 gen 1950)
Grazia e Giustizia
G. Grassi (Pli)
pugliese
(1947 31 mag - 25 gen 1950)
Sottosegretari G. Cassiani (Dc)
(1947 31 mag - 27 gen 1950)
V. Badini Confalonieri (Pli)
(1947 31 mag - 23 mag 1948)
 
Difesa
C. Facchinetti (Pri)
(1947 15 dic - 23 mag 1948)
R. Pacciardi (Pri)
(1948 23 mag - 17 ago 1953)
Sottosegretari Ugo Rodinò
(1947 22 dic - 23 nov 1949)
  Luigi Meda
(15 feb - 27 gen 1950)
  Enrico Malintoppi
(1948 23 mag - 19 apr 1953)
Marina Mercantile
Paolo Cappa
(1947 31 mag - 23 mag 1948)
G. Saragat (Psli)
(1948 23 mag - 7 nov 1949)
Sottosegretari   Nicola Salerno
(1948 23 mag - 8 nov 1949)
Finanze
G. Pella (Dc)
(1947 4 giu - 23 mag 1948)
E. Vanoni (Dc)
(1948 23 mag - 18 gen 1954)
Sottosegretari Piero Malvestiti
(1947 25 ott - 23 mag 1948)
Edgardo Castelli
(1948 23 mag - 10 feb 1954)
  Girolamo Bellavista
(1948 23 mag - 5 apr 1949)
Tesoro
G. Del Vecchio
(1947 4 giu - 23 mag 1948)
G. Pella (Dc)
(1948 23 mag - 26 lug 1951)
Antonio Cifaldi
(1947 4 giu - 23 mag 1948)
Piero Malvestiti
(1948 23 mag - 26 lug 1951)
  E. Vigorelli (Psdi)
(1948 23 mag - 5 apr 1949)
Bilancio
L. Einaudi (Dc)
(1947 4 giu - 23 mag 1948)
G. Pella (Dc)
(1948 23 mag - 18 gen 1954)
[ad interim]
Industria e Commercio
R. Tremelloni
(1947 15 dic - 23 mag 1948)
I.M. Lombardo (Psdi)
(1948 23 mag - 7 nov 1949)
Sottosegretari Antonio Cavalli (Dc)
(1947 12 set - 23 mag 1948)
Antonio Cavalli
(1948 23 mag - 27 gen 1950)
Lavoro e
Previdenza sociale
A. Fanfani (Dc)
(1947 31 mag - 27 gen 1950)
Sottosegretari Luciano Magrini
(1947 22 dic - 23 mag 1948)
Giorgio La Pira
(1948 23 mag - 27 gen 1950)
Commercio estero
C. Merzagora (Indip.)
(1947 31 mag - 1° apr 1949)
Sottosegretari Pietro Bulloni
(1947 31 mag - 23 mag 1948)
Pietro Bulloni
(1948 23 mag - 27 gen 1950)
Agricoltura e foreste
A. Segni (Dc)
(1946 13 lug - 26 lug 1951)
Sottosegretari Giovanni Cartia
(1947 22 dic - 23 mag 1948)
E. Colombo (Dc)
(1948 23 mag - 26 lug 51)
  Emilio Canevari
(1948 23 mag - 8 nov 1949)
Lavori Pubblici
U. Tupini (Dc)
(1947 31 mag - 27 gen 1950)
Sottosegretari Emilio Canevari
(1947 22 dic - 23 mag 1948)
Ludovico Camangi
(1948 23 mag- 16 lug 1953)
Trasporti
G. Corbellini (Dc)
(1947 31 mag - 27 gen 1950)
Angelo Raffaele Jervolino (Dc)
(1946 13 lug - 23 mag 1948)
B. Mattarella (Dc)
(1948 23 mag - giu 53)
Istruzione Pubblica
G. Gonella (Dc)
(1946 13 lug - 26 lug 1951)
Sottosegretari G. Perrone Capano (Pli)
(1947 22 dic - 5 apr 1949)
Poste e Telecomunicazioni
L. D'Aragona (Psdi)
(1947 15 dic - 23 mag 1948)
A.R. Jervolino (Dc)
(1948 23 mag- 27 gen 1950)
Sottosegretari Francesco De Vita
(1947 22 dic - 23 mag 1948)
Giovanni Uberti
(1948 23 mag- 27 gen 1950)
Ministri senza portafoglio
(senza portafoglio)
Giuseppe Togni
(15 dic - 23 mag 1948)
R. Tremelloni (Psli)
(1948 23 mag - 7 nov 1949)
(senza portafoglio)
Alberto Giovannini (Pli)
(1948 23 mag -  27 gen 1950)
Nella quota di diritto al Senato [1/3 non elettivo quindi] entrano gli ex parlamentari rimasti indenni da compromissioni nel ventennio ed ex perseguitati politici con più di cinque anni scontati di carcere.
-
Repubblica Italiana

1948

Gennaio
4
, Milano si apre il VI congresso del Pci;
[Rispetto al V congresso di Roma di due anni fa, il partito può contare su oltre 2.250.000 iscritti con una crescita di più d mezzo milione.
Un rapporto di polizia annota l'ordine e la calma in cui si sono svolti i lavori, grazie ad un servizio d'ordine inappuntabile predisposto da Walter Audisio con il suo gruppo di agenti del servizio segreto del partito.
La mancata elezione di P. Secchia in sede di congresso produce un tale disappunto a Mosca che P. Togliatti sarà costretto a correre subito ai ripari.]

l'Assemblea Costituente approva gli statuti speciali delle regioni:
- Sicilia,
- Sardegna,
- Valle d'Aosta,
- Trentino-Alto Adige
e chiude i suoi lavori.
19-22, Roma, XXVI Congresso nazionale del Psi: Lelio Basso è confermato segretario;
21, nella seduta della Direzione del Pci, P. Secchia viene eletto vicesegretario del partito, non senza qualche influenza sovietica, fermo restando che non è lui bensì sempre P. Togliatti l'uomo di Stalin;
[In effetti, con una lettera alla direzione pari data, L. Longo ha chiesto la promozione di P. Secchia, giustificandola non solo con «i meriti personali del compagno», ma anche con le «funzioni che egli ha attualmente nella Direzione, oltre che (con) alcune esigenze pratiche di lavoro».
Lo stesso giorno i membri del Comitato Centrale hanno ricevuto una missiva di P. Togliatti che li invitava a «far conoscere se il tuo voto è favorevole o contrario alla nomina del compagno Secchia a vicesegretario generale del Partito».
23, da Pci e Psi viene costituito il Fronte democratico popolare.
Con una nota riservata inoltrata dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, G. Andreotti, al segretario del Pli, Roberto Lucifero, nella quale viene riportato un prospetto degli emolumenti versati segretamente negli ultimi sei mesi dal governo ai partiti giuliani, dimostra che questi fondi hanno raggiunto la considerevole cifra di 198 Mni di lire.
[G. Andreotti fa altrresì presente che su un complessivo di 420 Mni di lire stanziati per il II semestre 1947, ben 198 Mni sono stati erogati a favore della predetta Giunta d'intesa dei partiti.]
Lo stesso giorno, in una nota "riservatissima", il Prefetto di Milano segnala la costituzione di un organo soprannominato «Commissione segreta italo-jugoslava» che ha «carattere internazionale ed agisce secondo le direttive del Cominform».

31, Trentino-Alto Adige, viene approvato lo statuto d'autonomia della regione.

Lo stesso mese nella relazione redatta da Guido Gelosa – ex militare che durante la guerra è stato fatto prigioniero dagli inglesi e che guidava il nucleo dell'Avanguardia cattolica dislocato nella zona di Desio – dichiara che il suo gruppo è formato da oltre 60 elementi e dispone di una efficiente e addestrata squadra di pronto impiego ecc..
Pure il parroco di Desio, mons. Giovanni Bandera, e i padri dell'Istituto missionario saveriano approvano l'esistenza della rete occulta del Maci (Movimento avanguardista cattolico italiano) alla quale non fanno mai mancare sostegno.
Per quanto riguarda la situazione economica è riportato il canonico elenco delle industrie presenti a Desio con annesso il numero dei lavoratori «filo-comunisti». Tra le altre cose si apprende così che:
- nell'industria tessile dei F.lli Gavazzi la maggior parte dei capi d'azienda è «a noi favorevole» e tra gli operai almeno la metà è di fede cattolica;
- al lanificio Targetti, invece, «non sono ai noi favorevol sia i dirigneti che la maggior parte degli operai (circa 900)»;
- alle officine metallurgiche su 750 operai solo poche decine sono esplicitamente anticomunisti.
A Desio i comunisti sono circa 9000 molti dei quali sono «imbevuti di ideologia rivoluzionaria e perciò estremamente pericolosi».
[In verità i circa novemila è semplicemente il numero dei voti ottenuti dal Pci nelle elezioni comunali dell'anno precedente.]
[Da documenti rinvenuti – perquisizione del 1974 – in casa dell'ex partigiano cattolico Pietro Cattaneo.]



Febbraio
G. Andreotti elabora un decreto che annulla ogni effetto dei provvedimenti relativi all'epurazione nei confronti di persone coinvolte a vario titolo con il regime fascista.
La campagna elettorale per eleggere il primo parlamento repubblicano prende il via (appuntamento fissato per il 18 aprile).
In una missiva inviata a G. Andreotti, il il futuro sindaco di Trieste, Gianni Bartoli, sostiene che il Circolo Oberdan-Rossetti di Francesco Macaluso, va «abbandonato» visto che i suoi componenti hanno dimostrato di non essere lontani dai vecchi sistemi fascisti.
[In effetti, a inizio del marzo successivo, il circolo risulterà chiuso. Ma, come ammonisce Bruno Monciatti, stretto collaboratore di Gianni Bartoli, c'è il rischio che i membri del Circolo Oberdan-Rossetti confluiscano nel Circolo Cavana e per questo sostiene che futuro sarebbe meglio evitare di ricevere a Roma elementi dei circoli che non siano in precedenza stati accreditati dalla Giunta d'intesa dei partiti di Trieste.]

Lo stesso mese i servizi di sicurezza parlano di un'Organizzazione informativa costituita da «informatori stranieri dipendenti direttamente da Belgrado» nonché dagli «esponenti maggiori del servizio Informazioni del Pci».

J.J. Angleton, responsabile dell'X-2 di Roma, il controspionaggio dell'OSS (Office of Strategic Services),sta per mettere in atto il suo maggior successo, l'orchestrazione della campagna segreta per assicurare la vittoria della Democrazia cristiana nelle elezioni italiane.
[Questa operazione , sostenuta e seguita da vicino da G.F. Kennan e A.W. Dulles, è la prima azione americana di successo nella guerra fredda politica.]

Lombardia. «Gladio Rossa». Da alcuni giorni, alla Camera del lavoro di Vimercate e Vigevano, militanti comunisti cominciano a distribuire armi ai componenti dell'apparato militare destinati a operare nella regione.
«Un attivo commercio di armi e munizioni si svolge sulla sponda veneta del lago di Garda, dove il materiale viene consegnato soltanto a presentazione della tesera del Pc convalidata da credenziali».
A Milano è nato «un comitato per la raccolta di denaro per comperare armi e divise ai partigiani del partito comunista» e una delle sedi in cui svolgono riunioni segrete dell'apparato sarebbe la casa milanese del docente di filosofia Antonio Banfi (in aprile eletto senatore a nelle fila del Pci).
Le fabbriche dove è più massiccia la presenza comunista sono il Lanificio e Canapificio Nazionale, ma soprattutto la Monti di Crescenzago, dove «i compagni sono armatissimi e eccitatissimi» e si vive un'autentica «atmosfera di vigilia rivoluzionaria».
Tra i coordinatori dell'apparato milanese il Pci ha nominato
. Raffaele Antonio De Grada, giornalista, descritto come uno dei più pericolosi agitatori al soldo dei comunisti in quanto, sfruttando il suo ruolo di direttore di uno tra i primi giornali radio della Rai, «egli ha, alla Rai, a disposizione una squadra di uomini che al momento opportuno debbono provvedere all'occupazione degli impianti […]»;
. Pietro Vergani, impiegato presso la locale federazione del Pci ove dirige l'Ufficio Quadri.
A comandare l'ala puramente militare sono:
. Losi,
. Mucci [o Nucci], il quale «dirige in atto tutte le azioni degli attivisti».
[Da documenti rinvenuti – perquisizione del 1974 – in casa dell'ex partigiano cattolico Pietro Cattaneo.]

24, l'ambasciatore sir Victor Mallet, che già presiede un «comitato speciale segreto» istituito nei locali della legazione, a Porta Pia, riceve istruzioni dal Foreign office:
«È nostra intenzione che l'Ird prepari una serie d informazioni basilari su vari temi, al fine di esporre la reale situazione nei regimi comunisti in Russia e nei paesi satelliti, nonchè le implicazioni della dominazione comunista sotto guida sovietica».
[Trattasi del britannico IRD (Information Research Department), appena fondato nel gennaio scorso - vedi Inghilterra.]
Naturalmente, data la natura dell'operazione, risulta «impossibile divulgare ufficialmente questi piani, sia in patria che all'estero».
A ogni modo, quello che conta è che:
«tali direttive siano esposte a un certo numero di pubblicisti, affinché ne facciano buon uso.[…]
Riteniamo plausibile che gli uomini di partito, i giornalisti e i parlamentari che si oppongono al comunismo possano essere lieti di ricevere sottobanco i materiali informativi, nel caso siano messi al corrente che noi siamo in grado di fornirli.
Ovviamente non vi è alcuna necessità che queste persone ne divulghino la fonte
».
In una nota al commento di una circolare del ministro degli Esteri Ernest Bevin, l'ambasciatore sir Victor Mallet, dice:
«Il nostro compito è al momento fortemente agevolato dall'esistenza in questo paese di una stampa agguerrita e apertamente anticomunista. Comprende quasi tutti i giornali. […]
Di conseguenza, la divulgazione del nostro materiale dovrebbe essere promossa in ambienti giornalistici in maniera indiretta e discreta, sfruttando al massimo i contatti personali. […]
Ovviamente, la maggior parte del materiale anticomunista arriverà da fonti locali italiane che sono di natura segreta
».
E continua:
«Se le elezioni politiche del prossimo aprile dovessero sancire la vittoria del blocco socialcomunista, le nostre misure sarebbero risultate vane. Di conseguenza, potrebbe essere necessaria una nuova guerra mondiale per liberare l'Italia dal comunismo, così come è già avvenuto per affrancarla dal lungo giogo fascista».

Marzo,
George Marshall precisa che gli aiuti americani all'Italia cesseranno in caso di vittoria delle sinistre.
Lo stesso mese l'Nsc (National Security Council) emana una direttiva segreta sulle covert operations in cui è stabilito che in Italia, in caso di presa del potere da parte dei comunisti, l'esercito americano dovrà dispiegare «in Sicilia o in Sardegna, o in entrambe […] forze sufficenti ad occupare tali isole» e dare sostegno ai «gruppi paramilitari capaci di opporsi al controllo comunista».
[La direttiva sarà aggiornata nel marzo 1954.]

Lo stesso mese, risulta attivo il gruppo "Ariberto" – altro gruppo del Maci (Movimento avanguardista cattolico italiano) – operante a Gallarate sotto il comando di un ex partigiano bianco di nome Giovanni Zanetta.
Ha un consistente organico di 70 elementi e uno squadra di pronto intervento di 15 effettivi ognuno dei quali equipaggiato con due mitra e otto pisotole automatiche.
È al corrente che il capo dell'organizzaizne militare dei comunisti di Gallarate è un certo Bruno Golo.
Un altro gruppo simile è attivo a Carugate
Dispone di ventotto effettivi oltre a una squadra di pronto impiego di sei elementi posti sotto il comando dell'ex ufficiale dell'esercito Enrico Casiraghi.
La presenza comunista non desta preoccupazione visto lo schiacciante predominio democristiano.
[Da documenti rinvenuti – perquisizione del 1974 – in casa dell'ex partigiano cattolico Pietro Cattaneo.]

Aprile
3, il Congresso americano approva il Piano Marshall per gli aiuti all'Europa occidentale.
Parigi, viene costituita l'Ocse.
La legge elettorale emanata dall'Assemblea costituente stabilisce che non sono eleggibili per un periodo di cinque anni "gli autori di libri o di testi scolastici di propaganda fascista e i docenti di mistica fascista".

Milano. «Gladio Rossa»: all'Hotel Ambasciatori si svolge una riunione ad alto livello dell'apparato del Pci per discutere «dei piani insurrezionali, in quanto i dirigenti comunisti sono perfettamente consci che non sarà loro possibile conquistare il potere legalmente» con l'assegnazione dei rispettivi compiti.
Sono presenti:
. on. Luigi Longo,
[comandante in capo dell'apparato per tutto il territorio dell'Alta Italia, nonché comandante regionale lombardo]
. on. Francesco [Gemisto] Moranino,
[pure lui comandante dell'apparato in tutto il Nord Italia (forse vice del precedente)]
. on. Giancarlo Pajetta,
. on. Francesco Scotti,
[comandante militare delle formazioni lombarde]
. on. Marco Cavallotti,
. Bussetti Italo,
. Giovanni Pesce, medaglia d'oro, segretario dell'Anpi per la provincia di Milano,
. on. Ciro [sic] Moscatelli [Vincenzo Moscatelli [Cino]], comandante dell'Avanguardia Rossa;
[comandante militare delle formazioni piemontesi, in particolare della zona della Valdossola].
Viene elaborato il piano generale di operazioni militari per la Lombardia e il Piemonte ecc.
Nella sola Lombardia i comunisti avrebbero a disposizione 12.000 mitra, parecchie centinaia di mitragliatrici pesanti e leggere, vari mortai da 81 e cannoncini, abbondantissimo munizionamento, un rilevante numero di fucili e moschetti, moltissime rivoltelle e bombe a mano di varo tipo.
Il Pci ha fatto una vera e propria prova generale d'insurrezione nei giorni del "caso Troilo" quando vi è stata l'occupazione della prefettura di Milano e sono giunti nel capoluogo lombardo «numerose forze comuniste anche da punti lontani».
Non appena il vertice del Pci darà il via libera a un'azione di forza – come sostenuto in uno scritto dal magg. Antonio Di Dato, comandante dei carabinieri di Milano – nuclei di ex partigiani rossi saranno in grado di creare in pochi minuti dei blocchi stradali ecc..
[Da documenti rinvenuti – perquisizione del 1974 – in casa dell'ex partigiano cattolico Pietro Cattaneo.]


16, da questo momento fino al 2 maggio, poiché alla frontiera orientale la Iugoslavia sarebbe pronta ad intervenire in caso di vittoria delle sinistre, mille uomini del 3 Cvl (Terzo Corpo Volontari della Libertà) assumono uno schieramento occulto ma vigile sul confine orientale.
Quando alcuni informatori del 3 Cvl (Terzo Corpo Volontari della Libertà) forniscono al col. Luigi Olivieri la notizia che la Iugoslavia sta ammassando un grosso numero di formazioni partigiane lungo il confine, egli dà ordine di dislocare lungo la zona compresa tra la val Resia e il fiume Judro alcune unità del Corpo. Dopo alcuni giorni il gen. Biglino gli chiede di incrementare queste unità e il colonnello progetta un più articolato piano di difesa del confine, schierando così i propri osovani:

Piano di difesa del confine orientale
[previsto dal col. Luigi Olivieri]
N. uomini
Zona di schieramento

25
18
17
30
82
38
35
75
72
148
80
134
86
45
115

Uccea
Montenaggiore
a sud di Robedeschis
Prossenico
Prestento-Torreano
Pulfero
San Pietro al Natisone
Savogna
San Leonardo
Stregna
Topolò-Grimaceo
Drenchia
Podresca
Prepotto
Monfalcone
Trattasi della più importante mobilitazione della brigata "OSoppo" dal momento della sua ricostituzione, tanto che a inizio maggio questi osovani, su disposizione del gen. Biglino, come premio per l'ottimo lavoro svolto riceveranno un'elargizione speciale di 80.000 lire.

16, lo stesso giorno a Parigi viene firmato l'accordo per l'Erp (piano di ricostruzione economica europea).

17, Lombardia, in vista delle elezioni, il Maci (Movimento avanguardista cattolico italiano) di Pietro Cattaneo ha preso contatti – questa è però la sua attività pubblica, quella alla luce del sole – con i Comitati civici del dott. L. Gedda.
Ma la Dc lombarda, tramite Vincenzo Sangalli, segretario della Dc milanese, con una lettera su carta intestata Democrazia cristiana/Comitato provinciale di Milano dà al Maci anche una vera e propria investitura ufficiale, riconoscendolo quale unica organizzazione paramilitare legittimata a operare sul territorio italiano.
[Lo si evincerà da una lettera scoperta nel 1974 tra le carte di Carlo Fumagalli.]
Parallelamente al Maci "ufficiale" esiste quindi "un movimento a carattere segreto e militare" collegato alla curia milanese e il cui comando centrale è situato a Milano.
[Mai alcun dirigente democristiano ammetterà pubblicamente che il partito nell'immediato dopoguerra disponesse di un organismo militare; l'unico a farne un accenno, nel gennaio 1992, sarà F. Cossiga, in seguito a una delle tante polemiche che scoppieranno sul caso "Gladio".]
Al vertice di tale struttura occulta vi sono nove comandanti di zona, tutti ex ufficiali reduci della Russia posti agli ordini di Pietro Cattaneo.
Gruppi armati del Maci sono regolarmente costituiti e funzionanti nelle province di Milano, Como, Pavia, Cremona, Varese, Bergamo […], ogni zona è suddivisa in settori, i capi settore sono in ocntatto con i comandanti di zona […], in ogni gruppo è stata costituita una squadra di pronto impiego facilmente mobilitabile in qualsiasi circostanza.
In una lettera indirizzata al presidente dell'Agip, Enrico Mattei (ne farebbe fede un'altra lettera spedita nel gennaio 1951 al medesimo e rinvenuta accanto a questa) Pietro Cattaneo chiede ed otterrà finanziamenti per la struttura.]

Lo stesso giorno, con una nota "riservata personale", il Segretario Generale del Ministero della Difesa informa direttamente M. Scelba del fatto che «tutto l'apparato clandestino comunista è da parecchi giorni in stato di allarme e prontamente mobilitabile». La "talpa" che ha fornito l'infomazione delicatissima, un misterioso "x", come viene definito nella nota, aggiunge che questa mobilitazione è in relazione con l'eventualità di «un colpo di stato per impadronirsi del potere (in caso d'insuccesso elettorale) o per rafforzarlo a somiglianza di quanto avvenuto in Cecoslovacchia».
Nella realtà, tale ipotesi viene ridimensionata, se non smentita, dal parere dei carabinieri in proposito, riportato ad inizio della nota dal Segretario Generale suddetto: «… secondo i CC non corrisponde al vero che nelle file comuniste si prevede il colpo di stato dopo le elezioni».
Tuttavia le considerazioni restano allarmanti.

18, si svolgono le prime elezioni politiche della Repubblica italiana (I Legislatura: 1948 8 mag - 24 giu 1953)

[In questa I Legislatura alcune persone sono nominate senatori "di diritto".
La III disposizione transitoria e finale della Costituzione Italiana stabilisce infatti che per la prima legislatura in Senato siedano, accanto ai senatori elettivi, alcuni membri di diritto, sulla base di determinati requisiti.
Sono senatori "di diritto" tutti i deputati dell'Assemblea Costituente che possiedono i requisiti di legge per essere senatori e che rispettano una delle seguenti richieste:
- essere stato presidente del Consiglio dei ministri del Regno d'Italia o presidente di una delle assemblee legislative;
- aver fatto parte del Senato del Regno d'Italia (sciolto nel 1946);
- essere stato eletto almeno tre volte (compresa l'elezione all'Assemblea Costituente);
- essere stato dichiarato decaduto nella seduta della Camera dei deputati del 9 novembre 1926 (per aver partecipato alla secessione aventiniana);
- aver scontato una reclusione non inferiore a cinque anni in seguito a condanna del Tribunale speciale per la sicurezza dello Stato.
Inoltre, sono senatori "di diritto" tutti i membri del disciolto Senato del Regno che hanno poi fatto parte della Consulta Nazionale.
I senatori "di diritto" servono a operare una sorta di sutura tra i nuovi ceti parlamentari e la classe politica prefascista.
Da questa disposizione (che nomina nel complesso 106 senatori se ne avvantaggiano ovviamente le sinistre (PCI, PSI, PSLI, gruppo Democratico di Sinistra), che raccolgono in totale 59 senatori "di diritto", ma anche l'area liberale che, tra PLI, Unione Democratica Nazionale e altri indipendenti, riporta in parlamento il vertice della sopravvissuta classe di governo prefascista.
Svantaggiata ne risulta invece la Democrazia Cristiana che senza i senatori "di diritto" avrebbe la maggioranza al Senato (131 seggi sui 237 elettivi), ma che invece è obbligata a costituire un governo di coalizione con PLI, PSLI, PRI.]



Elzione regionale nel Trentino-Alto Adige.

Nel frattempo, Raffaele Cadorna – dal febbraio 1947 non è più capo di S.M. dell'Esercito e in seguito alle recenti elezioni è diventato senatore per la Dc – prende la decisione, con il consenso dei vertici militari alleati, di far figurare sciolto il 3 Cvl e di dargli una nuova denominazione, quella di Vdci VIII (Volontari Difesa Confini Italiani VIII).

21, Milano, parlando di fronte a un gran numero di iscritti al Pci radunatisi nei locali della Federazione cittadina ai Bastioni di Porta Garibaldi, G.C. Pajetta sostiene con il consueto impeto: «Non bisogna far vedere di essere abbattuti perché come partito il Partito Comunista ha vinto, avendo ottenuto nella nuova Camera 130 seggi al posto di 104».
E il segretario federale Alberganti: «Se attaccati o provocati bisogna rispondere con la massima energia, senza timori ed esitazioni», pur ammonendo che bisogna «rimanere nella più stretta legalità, specie nelle officine, per non scindere maggiormente l'unità sindacale».
Interviene anche L. Longo: «Il Governo sarà messo in minoranza prima di cinque anni, perchè molti che hanno dato il loro voto alla Democrazia Cristiana ritorneranno in seno al Fronte» poiché «L'attuazione del piano Marshall aumenterà la disoccupazione».
22, in una dichiarazione a «l'Unità» P. Togliatti suggerisce "ufficialmente" ai suoi: «Quella del 18 aprile non è stata una libera consultazione, l'intervento straniero (ha coartato) la volontà degli elettori».
23, un telespresso "riservatissimo" del Ministero degli Esteri riferisce a quello degli Interni di aver appreso dalla Legazione italiana in Romania che «i Partiti comunisti rumeno, bulgaro ed ungherese hanno raccolto ed inviato notevoli somme al Partito coumunsta italiano per contribuire alla propaganda e alla lotta elettorale nella recente consultazione».
Ferrara, lo stesso giorno, – come riportato da una nota del prefetto – durante il "giro" di riunioni in Emilia, Arturo Colombi affronta una discussione con i militanti del Pci tutto teso a dimostrare che «non è vero che il Fronte sia indebolito o decimato da questo scontro elettorale con il blocco coalizzato anticomunista, ma al contrario ha tratto nuova forza e vitalità». Afferma pure: «la politica elettorale del 18 aprile non è stata sbagliata così come l'ha impostata il Pci». Non può però non notare «un senso di scoraggiamento, di depressione nei compagni che non giustifico e non trovo giustificato».
Ma subito dopo Arturo Colombi però si contraddice, quando precisa che «la parte potente e sana sta ancora dalla parte del Fronte. Forza decisa, che è in orgasmo, che è impaziente di lottare e che è trattenuta dai dirigenti…». E conclude: «I 12 milioni della Dc in maggioranza sono composti di preti, suore, donne, uomini vecchi, persone timorate, ecc. che domani, all'atto di un eventuale impiego, non sarebbero pronti a battersi come i lavoratori del Pci…».
Alcuni intellettuali presenti muovono «serie appunti» – sempre secondo la nota del Prefetto – alla "relazione Colombi":
«- Il comunismo tipo russo non è per gli italiani, dotati di storia millenaria e civile, diversa dall'asiatica e dall'orientale… pur riconoscendo (nella Russia) la madre del socialismo e la nostra maggiore protettrice;
- la questione di Trieste avrebbe dovuto aver l'appoggio della Russia;
- ammissione dell'Italia all'Onu: il rigetto ad ennesimo voto ha deposto in senso sempre più sfavorevole verso la Russia e il Pci;
- questione religiosa: non si è tenuto conto dello stato cattolico in cui si vive;
- critica sulle cifre date circa i risultati elettorali… che mentre in un primo momento hanno infuso un senso di assoluto ottimismo hanno oggi depresso tutti;
- critica sulla rigida posizione nei riguardi del piano R.E.
».
Naturalmente contro queste voci critiche i militanti presenti «cominciano a rumoreggiare» scagliandosi contro gli autori di questi rilievi, che vengono sbeffeggiati ed accusati di essere «i soliti opportunisti venuti dentro il Pci per fare carriera».
Questo tipo di critica dunque non è ammesso.
25, Roma, parlando all'Assemblea dei quadri di federazione riuniti nella capitale, D'Onofrio esalta la «compattezza dimostrata» dal Pci, ma bolla duramente il comportamento dei socialisti «analoga coesione non è stata riscontrata specie nei piccoli centri fra gli iscritti del Psi che in violazione degli impegni assunti all'atto della costituzione del Fronte avrebbero in maggioranza votato contro il Fronte e in favore della Democrazia Cristiana».

26, le tensioni lungo il confine italo-slavo sfociano in uno scontro a fuoco – nei pressi della località di Topolò (piccolo paese nell'estrema provincia orientale di Udine) – tra soldati italiani della Divisione Mantova e militi di Tito.
Nel combattimento breve ma cruento che segue «cadono colpiti l'ufficiale e tre soldati italiani; solo un nostro caporale maggiore reagisce immediatamente con il fuoco, uccidendo un graduato jugoslavo».
I soldati italiani vengono tratti in salvo dal precipitoso accorrere degli uomini del 3 Cvl di stanza a Topolò che riescono a disperdere gli slavi.
[Trattasi del primo caso conosciuto di un conflitto in cui sono stati coinvolti un'organizzazione segreta sul suolo italiano e soldati di un esercito contrapposto.
A causare lo scontro – secondo quanto si leggerà in una relazione del gen. Ernesto Cappa del comando militare di Padova – a causare lo scontro sarebbe stata la «provocatoria» decisione dei titini di costruire una staccionata nel territorio italiano.]
L'intervento degli uomini del 3 Cvl non sfuggono ovviamente alla federazione provinciale friulana del Pci che, con il proprio servizio informazioni, è riuscita a conoscere l'esistenza della pur disciolta e ridenominata brigata.
E infatti, nel giro di poche settimane, il gruppo Vdci VIII (Volontari Difesa Confini Italiani VIII) riprenderà la sua attività organizzativa, tanto da raggiungere l'efficienza voluta dallo S.M. dell'Esercito.]

Lo stesso giorno, nella riunione della Direzione del Pci per valutare la situazione post-elettorale, non si pone neppure il problema di ridiscutere non diciamo la posizione, ma la linea politica di P. Togliatti, pur tuttavia il gruppo dirigente si interroga sulle cause dell'insuccesso. E si divide.
La "destra" togliattiana percepisce forse la possibilità di un recupero delle posizioni interne perdute dopo la "svolta" cominformista, e attacca. Ma non la linea politica di P. Togliatti, bensì il modo in cui si è lavorato per applicarla e in cui si è mossi da parte soprattutto dei «compagni del Nord» (qui il Fronte ha subito un ridimensionamento inaspetttato). Sono questi, in molti casi, i nuclei di partito più intransigenti, più vicini al settore-organizzazione, più vicini a P. Secchia. La critica e i rilievi di questi ultimi ora li investono in pieno:
. Amendola: «In Campania e nel Molise noi abbiamo migliorato le nostre posizioni. I voti presi da noi corrispondono al buon lavoro fatto… Il cedimento della nostra posizione nella valle Padana deriva a mio parere dal fatto che non siamo riusciti a fare una politica settentrionale e che inoltre è mancata una vera e prorpia politica di Fronte»;
. E. Sereni: «Non abbiamo previsto giustamente i risultati elettorali e questo dimostra il nostro distacco dalle masse»;
. C. Negarville: «Bisogna che ci occupiamo attentamente di vedere come è stato possibile commettere gli errori che abbiamo commesso nelle nostre previsioni. Nel Sud il Fronte aveva una vita propria e un proprio peso. Nel Nord al contrario è stato solamente una formula. Nel Nord abbiamo subito una grave sconfitta e non è opportuno cercare di attenuarla. Nel Nord le prospettive sono completamente fallite. Nel Nord esistono gravi debolezze anche nelle nostre roccaforti».
Di fronte a critiche tanto decise i togliattiani di "sinistra" si trovano a mal partito: le loro tesi sono giustificazioniste, chiamano in causa i brogli elettorali, i ricatti americani, le provocazioni poliziesche, l'azione della Chiesa.
. Giacomo Pellegrini denuncia lo "stato di terrore" creato dal clero in Veneto: «Abbiamo avuto episodi di istigazione al linciaggio di nostri candidati, organizzati da frati, preti, particolarmente attivi e pericolosi».
. Umberto Massola va anche oltre: «Il terrorismo religioso ha dilagato dappertutto insieme con l'intervento padronale, il terrorismo economico e l'intervento sfacciato e provocatorio della Polizia».
. G.G. Pajetta: «Noi non abbiamo fatto delle elezioni ordinarie ma piuttosto un plebiscito la cui domanda era: volete il comunismo o no? È evidente che posta su questo terreno la questione, noi non potremmo mai avere una maggioranza legale».
La battaglia politica interna è insomma aperta.
. E. Sereni: «Le cause del nostro insuccesso non (vanno) ricercate soltanto nell'intervento dei preti, dell'America, ecc…»;
. Terracini ammonisce a non fare della «questione dei brogli la nota dominante della nostra politica».
. Pessi, responsabile genovese: «Fra le nostre deficienze deve essere sottolineata soprattutto la sottovalutazione dell'attività e della forza avversaria e il fatto che i nostri sono riusciti a mantenere i legami soltanto con il nostro solito corpo elettorale… Avevamo pensato che i buoni risultati delle elezioni sindacali, l'imponente partecipazione ai nostri comizi, il carattere offensivo della nostra propaganda fossero dei segni premonitori della nostra vittoria. Invece tali indicazioni hanno dimostrato di essere solo relativamente importanti…».
. Mazzetti, dirigente siciliano, con riferimento alla necessita di iniziative più energiche nella lotta alla mafia: «Ci dobbiamo mettere sul suo stesso terreno di azione e dobbiamo pensare alla liquidazione fisica dei suoi esponenti: Non possiamo abbandonare le posizioni che abbiamo conquistato solo perché la mafia così vuole».
Questi rilievi però non scalfiscono le convinzioni dei "duri"…:
. Arturo Colombi: «La Polizia e lo Stato cercano di provocarci… Bisognerà affrontare e resistere all'attacco che i padroni scateneranno nelle fabbriche e nello stesso tempo occorrerà sviluppare il nostro lavoro nelle forze armate e nella Polizia. Sono d'accordo con quei compagni che propongono l'uso di altri mezzi più energici nella lotta contro la mafia in Sicilia: ma credo che analoghi mezzi debbano usarsi per stroncare l'offensiva e le provocazioni padronali».
Sulla linea di non cedimento anche altri dirigenti autorevoli:
. Spano: «Sottolineo il fatto che dopo il 18 aprile si è aperta più minacciosa di prima una propaganda di provocazione e di persecuzioni individuali. Il mio parere è che ad essa si debba rispondere con altrettanta violenza»;
. Grieco: «Mi pare debba essere rilevato il pericolo di una situazione di chiaro stile fascista, almento per quanto risulta dall'atteggiamento e dalle velleità di De Gasperi… dovremo impegnare una grossa battaglia in difesa della libertà minacciata»;
. Scoccimarro: «Si tratta di creare le condizioni per una grande offensiva di massa»;
. L. Longo esprime una linea di reazione al soverchio pessimismo riscontrabile in questa riunione assieme all'urgenza di «riacquistare come avevamo prima la strada e la piazza e qui fissare il nostro Parlamento, la nostra più efficace tribuna»;
. P. Secchia: «non abbiamo saputo mobilitare tutte le nostre organizzazioni di massa»;
. D'Onofrio: «Quando dei risultati negativi si hanno su scala così vasta, tanto nelle organizzaazioni dirette da quadri qualificati, quanto in quelle dirette da quadri modesti, allora significa che vi è un difetto nella nostra politica». «Dobbiamo dare al partito una prospettiva chiara ma la prospettiva non può essere solo quella di rifare le elezioni. Noi dobbiamo dare al partito la prospettiva della lotta per la realizzazione del programma del Fronte, la lotta per le riforme di struttura attraverso la lotta delle masse». «La reazione spontanea di alcuni gruppi di compagni è stata in genere orientata in questo motivo: col metodo democratico non siamo riusciti a vincere, poiché la reazione ci ha battuti, bisogna prendere il mitra»;
. Giuseppe Rossi: «Tutti hanno compreso che l'avvenuta riorganizzazione dell'apparato dello stato borghese impedisce la conquista del potere con le elezioni dopo il 18 aprile, ma tutti si chiedono se noi lasceremo mano libera ai democristiani»;
. P. Togliatti: «La discussione non è stata buona. La critica dei risultati è stata troppo superficiale e non collegata con la necessaria autocritica»; e riferendosi a G.C. Pajetta: «ci aspettavamo da lui una maggiore autocritica se non altro credevamo che ci risparmiasse questo suo atteggiamento di stanchezza e di insoddisfazione»; e continua: «…abbiamo attenuato lo nostra fisionomia di partito che lotta per il socialismo… dovevamo batterci contro il piano Marshall, sicché su questo punto mi pare che abbiamo tenuto una posizione giusta. Per quanto riguarda il problema di Trieste mi pare che è stato sbagliato pretendere una risposta favorevole da parte sovietica… Per quanto riguarda l'intervento della Chiesa sono anch'io del parere che avremo potuto rispondere meglio a questo attacco».
Ma per allontanare il dibattito dallo sterile terreno delle recriminazioni, il leader del Pci cita i «fatti»:
«Intanto il concentramento delle forze borghesi e reazionarie intorno ad una sola organizzazione politica; secondo, il riflusso dell'ondata rivoluzionaria visibile in tutto il paese. Il ceto medio cittadino è stato trascinato a destra ed ha influenzato anche una parte della classe operaia»: E poi altri due «fatti» di «straordinaria importanza»: «Primo, lo spostamento del centro organizzativo della reazione dal Parlamento sull'Azione Cattolica, i cui capi sono il Papa, i vescovi, i parroci. Secondo, apparizione in forze della socialdemocrazia. Dobbiamo costatare d'altra parte la riduzione della massa elettorale nostra, a cui va aggiunta una massa di elettori nuovi, dal 15 al 20%, e un 5% di brogli elettorali…».
Dall'analisi dei «fatti» P. Togliatti muove ora per ricoagulare al centro il gruppo dirigente e frenare le spinte centrifughe espressesi sotto forma di battaglia politica interna.
«La nostra prospettiva generale naturalmente rimane la trasformazione socialista della società… non bisogna cadere nell'errore di credere che la prospettiva della democrazia progressiva sia definitivamente liquidata. L'importante è orientarsi bene sulle prospettive concrete. Non sarà facile smascherare la Democrazia Cristiana, né sarà facile che essa si smascheri da sola con la sua azione. Ma bisogna evitare di cadere nell'errore di difenderci solamente. Al contrario, dovremo attaccare, attaccare vivamente e dare questo tono a tutta la nostra politica. L'avvento della Dc al potere ci apre delle possibilità nuove, crea nuove formule ed alleanze, ma naturalmente impone la necessità di non cadere nella provocazione e nella leggerezza… Credo che dovremmo andare all'attacco contestando la validità delle elezioni con un grande gesto politico… Intanto bisognerà mantenere il Fronte e svilupparlo nonostante le difficoltà. Porre un'attenzione particolare al problema degli alleatI: cercarne di nuovi e potenziare i vecchi legami».

Maggio
si inaugura il primo Parlamento della Repubblica Italiana:
- Giovanni Gronchi, presidente della Camera;
- Ivanoe Bonomi, presidente del Senato.
Luigi Einaudi viene eletto presidente della Repubblica al IV scrutino;

Lo stesso mese, in un significativo documento, si riconosce «nell'accordo firmato a Parigi il 16 aprile per l'Erp, un atto fondamentale della collaborazione economica fra i popoli europei».
Ma non solo, gli «aiuti previsti nel piano di ricostruzione economica europea» vengono giudicati «non un rimedio occasionale per le condizioni di emergenza delle finanze dello stato, ma un fattore determinante di una rinnovata politica economica».

Giugno
10
, intervenendo alla Camera sulle dichiarazioni programmatiche del nuovo "governo De Gasoeri", P. Togliatti evita accuratamente ogni autocritica sulla sconfitta elettorale; durante un discorso fatto segno a varie interruzioni, egli ripropone i motivi già addotti da alcuni dirigenti, addossando agli altri le cause dell'insuccesso e provocando così vivaci reazioni:
. P. Togliatti: «Il governo (degli Stati Uniti) ha stanziato quattro milioni di dollari per le elezioni in Italia… Qui si colloca la mia domanda: come sono stati spesi quei quattro milioni di dollari? Sono stati passati al fondo lire? O sono serviti come sussidio e sostegno assegnati ai settori particolarmente deboli, per esempio al suo partito, onorevole Saragat, o a quello dell'onorevole La Malfa? Vorremmo saperlo. È un nostro diritto elementare»;
. G. Saragat: «Ma sa che ha una bella faccia di bronzo, onorevole Togliatti? Accusa noi di prendere denaro dallo straniero? Proprio Lei!»;
. P. Togliatti: «Capisco che le domande indiscrete alle volte possano irritare, però come cittadino ho sentito il dovere di porre, da questa tribuna, questa domanda a coloro che hanno approfittato della generosa elargizione del governo imperialista degli Stati Uniti».
Passando poi all'analisi della nuova congiuntura politica interna, P. Togliatti prefigura drammatici scenari: «Se il fascismo ha creato a partire dal 1922 quella situazione che tutti conosciamo fondandosi su un'esasperazione di violenza immediata, diretta contro i lavoratori… un'altrettanto grave esasperazione di inganni, di terrorismo, di corruzione troviamo alla base della situazione politica che stiamo discutendo».
Lo stesso giorno, commemorando a Roma il sacrificio di Giacomo Matteotti nel XXIV anniversario della scomparsa, Oreste Lizzadri paragona «il clima politico nel quale fu possibile ai sicari fascisti compiere il misfatto a quello in cui attualmente vive l'Italia».
Inoltre, allludendo anch'egli alle responsabilità del Psli di G. Saragat, afferma con decisione «nessuno potrebbe figurarsi Matteotti seduto al banco del Governo, a fianco dei più autentici esponenti della reazione».

24, P. Togliatti e P. Secchia si recano in Romania per presenziare ai lavori della seconda assise del Kominform.
27-1° luglio, Genova, XXVII Congresso nazionale del Psi: la sconfitta del Fronte Popolare porta all'affermazione della corrente autonomista di Alberto Jacometti, Riccardo Lombardi, Vittorio Foa e Fernando Santi. Alberto Jacometti viene eletto segretario, Riccardo Lombardi nominato direttore dell' «Avanti!».

28, arriva la risoluzione del Kominform che condanna l'operato di Tito e dei comunisti jugoslavi e segna l'inizio dello strappo fra Mosca e Belgrado.
A questo punto la spaccatura all'interno dei comunisti italiani diviene insanabile tra:
- ala filoslava, capeggiata da Branko Babic, che, messa in minoranza esce dal partito e fonda il cosiddetto Fpid (Fronte popolare italo-slavo).
- ala filosovietica, capeggiata da Vittorio Vidali.
In seguito a ciò nella Zona B sotto controllo slavo, i titini danno inizio a una cruenta persecuzione verso quei comunisti istriani schieratisi su posizioni «Kominformiste» o che hanno mostrato sentimenti italiani (saranno centinaia i comunisti italiani e istriani finiti nei lager iugoslavi).
Tutto questo rende ancora più stretti i rapporti fra Vittorio Vidali e le autorità triestine, che si prolungheranno fino ai primi anni Cinquanta.

Luglio
2
, la Camera concede la fiducia al "V governo De Gasperi";
11, a Montecitorio, mentre si discute sul "piano Marshall", nasce un contraddittorio tra P. Togliatti e U. La Malfa:
. U. La Malfa: «Permette, onorevole Togliatti? Non riesco a capire come una cessione di dollari per comperare anche ad alti prezzi rappresenti uno svantaggio»;
. P. Togliatti: «Noi ci troviamo di fronte ad un mercato controllato, quello americano, e a un controllo dei prezzi che viene esercitato per ostacolare lo sviluppo della nostra industria e la conquista da parte nostra di nuovi mercati. Ricevere dollari per comperare merci, quando ciò è legato a queste determinate condizioni… è uno svantaggio per la nostra economia».
Nella stessa circostanza, tra l'altro P. Togliatti dice: «Alla guerra imperialista si risponde oggi con la rivolta, con l'insurrezione per la difesa della pace».
14, all'uscita da Montecitorio, l'estremista di destra Antonio Pallante spara due colpi di pistola [a.f.: 4 rivoltellate] contro P. Togliatti che rimane ferito gravemente;
[Antonio Pallante aveva assistito dalla tribuna del pubblico alla prima parte della seduta mattutina con un biglietto rilasciatogli su presentazione del deputato democristiano di Catania Francesco Turnaturi (dichiarerà di non conoscere affatto il giovane siciliano).
Uno sconosciuto, un "signor nessuno" insomma – l'edizione straordinaria de «l'Unità» sbaglierà persino il nome in Ballante) –, ma in seguito Giiulio Seniga, che ora dirige i servizi di sicureza del Pci, parlerà di «mandanti che devono essere ricercati nei circoli mafiosi siciliani legati agli americani».
In effetti, qualche settimana prima dell'attentato – come riveleranno in seguito anche P. Secchia e Massimo Caprara –, la Commissione Esteri della Camera di Washington aveva pubblicato un elenco di cinquecento dirigenti del movimento comunista che «avrebbe dovuto essere l'obiettivo di banditi assoldati». Il nome di P. Togliatti figurava ai posti d'onore della lista, seguito da quelli del francese Duclos, del belga Lahaut, del giapponese Tokuda e di molti altri. Ed in effetti, dopo il leader italiano, anche il dirigente nipponico e quello francese cadranno vittima di attentati, così come Lahaut che vi troverà addirittura la morte. La stessa sorte capiterà in stretta successione al principale esponente comunista argentino, Jorge Calvo.]
Gravi disordini, violenze locali (anche con morti a Civitacastellana, sull'Amiata e altrove) e scioperi seguono all'attentato.
- Torino, dove operano Moscatelli e Santhià, viene occupata la Fiat con Valletta dentro;
- Venezia, operai e partigiani occupano l'arsenale e s'insediano nella sede della RAI;
- Milano, Alberganti dirige il movimento di massa forse più ampio;
- Genova, i dimostranti tengono in scacco Prefetto, Questore e forza pubblica;
- Napoli, cadono i primi due manifestanti;
Siena, Abbadia S. Salvatore, Taranto, Civitavecchia, Livorno, Modena, Cerignola si contano morti e feriti da ambo le parti.
Ovunque ricompaiono partigiani ed ex combattenti, gappisti con le pistole alla cintola come una volta.
P. Secchia prende delle misure immediate inviando nei principali capoluoghi di regione dei segretari regionali e dei membri della direzione onde possano tenere il mano il movimento:
. Spano a Genova;
. C. Negarville a Torino,
. Colombi a Bologna,
. Pellegrini a Venezia.

Il ministro M. Scelba accusa le sinistre di tentativo insurrezionale.

15, nel Comitato Centrale del Pci P. Secchia avverte i più riottosi: «Le forze insurrezionali sono concentrate nelle grandi città del Nord, ma la campagna anche al Nord non è sicura… I compagni riflettano: per ora né la polizia né l'esercito sono intervenuti, se lo faranno disporranno di cannoni e carri armati contro cui non si potrà resistere».
Lo stesso giorno, a rinfocolare le polemiche interne, giunge un telegramma di Stalin che, pur deprecando il «brigantesco attentato contro la vita del capo di tutti i lavoratori d'Italia», lancia un severo monito ai dirigenti comunisti italiani: «Il Comitato Centrale del Partito comunista bolscevico è contristato dal fatto che gli amici del compagno Togliatti non siano riusciti a difenderlo dal vile attentato a tradimentoť».

17, nella seduta del Consiglio dei Ministri, M. Scelba esprime con chiarezza la sua teoria: «Se al tempo del fascismo i fascisti colpevoli di violenze fossero stati severamente puniti, il movimento forse si sarebbe arrestato».

18, Firenze, lo sconcerto, la delusione, ma anche la non assopita voglia di lottare sono testimoniati dal manifesto che i militanti più giovani della "sezione Sinigaglia" con sede «alla Torre di Palazzo Piave» – come spiega la nota della Polizia che lo riporta – affiggono nei locali della sezione:

Noi giovani ci sentiamo spinti a volere scrivere il nostro impulso rivoluzionario dopo il vile attentato al nostro capo Palmiro Togliatti. La proclamazione dello sciopero generale senza fissa scadenza fece credere a tutti noi giovani che era giunto il momento di troncare la reazione e condannare il governo come responsbile primo di tutti gli eccidi. Noi giovani avremmo detto volentieri basta con i delitti e le aggressioni. È il momento di fare giustizia contro coloro che si mascherano da sacrestani. Ma noi sinigagliani di paternità siamo sempre gli stessi, anche se il partito oggi non ha voluto dare a noi la soddisfazione di fare giustizia. Rimarremo sempre pronti e non dimenticheremo mai il fatto successo; così il giorno che potremo veramente dire basta sulle barricate con il mitra e bombe mano faremo saltare le cervella a tutti coloro che oggi hanno aiutato a fornire armi alla reazione capitalistica per usarla contro la massa lavoratrice…
Compagni anziani,
queste poche povere parole ma sincere, è tutto quello che noi giovani abbiamo dentro il cuore; abbiate fiducia di noi solamente; noi solamente possiamo vendicare la vostra galera e tutti quei patimenti che la reazione nazionale e internazionale vi ha fatto subire.
F.to I giovani sinigagliani
.

[Pietro di Loreto, Togliatti e la doppiezza, 1991 Il Mulino, Bologna.]

 



20, Roma, si tiene una drammatica seduta del Comitato federale del Pci, presieduta da Aldo Natoli, il segretario della sezione del Quarticciolo il quale dichiara:
«… i compagni si mobilitano solo per le lotte eccezionali e il partito ha sbagliato tentando di mobilitarli per delle piccole cose (colonie, ecc.)… si deve spiegare cos'è l'insurrezione. In Italia c'è la volontà di farla finita con il capitalismo. Lo sciopero ha accelerato le scissioni… noi non ci muoviamo non perché abbiamo paura, ma perché non si tratta soltanto di un problema di armi ma di altre cose, come rifornimenti, ecc., E l'Urss oggi non ci può aiutare».

Tutte, ma proprio tutte, le relazioni dei Prefetti relative ai fatti di luglio terminano con la segnalazione del ritrovamento di un quantitativo più o meno consistente di armi di vario tipo. Non per caso, facendo il confronto con gli anni precedenti, il numero di "pezzi" sequestrati nel 1948 è notevolmente superiore a quello del '47, e del '46 e in qualche caso persino del '45, l'anno della smobilitazione partigiana.
Questo comunque è il dato 1948 secondo le carte della Direzione generale di Pubblica Sicurezza concernenti il Centro di Documentazione della Presidenza del Consiglio:

- Cannoni 28
- Mortai e lanciagranate 202,
- Mitragliatrici 995,
- Fucili mitragliatori 6.200,
- Fucili e moschetti da guerra 27.123,
- Pistole e rivoltelle 9.445,
- Bombe mano 49.640,
- Esplosivo Q/li 5,746,
- Radio trasmittenti 81,
- Munizioni varie 5.480.879

[Pietro di Loreto, Togliatti e la doppiezza, 1991 Il Mulino, Bologna.]

29, nella seduta del Consiglio dei Ministri, M. Scelba, dopo essersi preso una sorta di rivincita nei confronti di A. De Gasperi riuscendo a far sollevare dall'incarico il Prefetto di Genova, Antonucci, additato quasi a responsabile dei fatti di metà luglio «per eccessivi timori e per patteggiamenti inopportuni», provoca in pratica l'apertura di un aspro confronto, mettendo sotto accusa la Magistratura, incapace a suo dire di far pagare ai rivoltosi di due settimane prima i prezzi del loro attacco alle istituzioni.
Il monito ai giudici è duro: «Senza una chiara partecipazione della Magistratura non è possibile una politica interna di difesa della democrazia. Se nel '19 i giudici avessero condannato le spedizioni punitive dei fascisti, forse Mussolini non sarebbe andato al potere».
Interviene il ministro della Giustizia G. Grassi: «Bisogna essere chiari. Il Ministro Scelba parla e scrive di insurrezione ordinata dal Partito comunista. Se si vuole arrivare a porre fuorilegge il Partito comunista non si può chiedere la collaborazione dei magistrati».
Lo scontro tra i ministri è aperto e l'atmosfera si arroventa…
. G.Porzio: «Non cerchiamo casi generali. A Genova c'è stata insurrezione? Ecco quello che bisogna sapere per esaminare con equità la condotta dei funzionari»;
. R. Pacciardi: «E a Piombino? E ad Abbadia s. Salvatore?»;
. G. Grassi: «Si deve solo vedere se il Magistrato ha applicato la legge»;
. M. Scelba: «In un caso è stata dichiarata la non sussistenza degli estremi di "blocco stradale", e lo sbarramento era sstato effettuato da uomini armati…»;
. G. Saragat: «La Magistratura è porca!». Aggiunge poi che non volendo «esprimere giudizi né interferire sulla indipendenza del magistrato», tuttavia ritiene necessario «esaminare se i magistrati siano effettivamente liberi dalla paura»;
. A. De Gasperi: «Scelba non ha mai parlato di un 'insurrezione nazionale ordinata dal Pci, o almeno non ha detto di averne le prove. Bisogna perciò esaminare i singoli casi. Non è opportuno far credere all'opinione pubblica che vi sia la possibilità di un conflitto generale. Tali argomenti possono semmai formare oggetto di discussioni, interviste, ecc.».
Con questa sorta di compromesso e questa singolare esortazione si chiude una delle sedute ministeriali più animate sui rischi che ha corso il paese con l'attentato a P. Togliatti. Non si chiude però il discorso riguardante il tema della salvaguardia dell'ordine e della sicurezza pubblica.
Il bilancio della sollevazione di metà luglio appare davvero pesante:
- 15 morti, di cui 7 fra le forze dell'ordine (tre carabinieri e quattro agenti di P.S.) e 8 fra i civili.
- 221 feriti, (126 poliziotti, di cui 10 funzionari e ufficiali, e 95 civili).
- 681 arrestati;
- 4432 denunciati all'autorità giudiziaria.
Non è stata però ancora ben definita la questione delle responsabilità…

Vittoria di Gino Bartali sui Pirenei al "Tour de France".

Agosto
4
, violento nubifragio su Torino e in Piemonte: più di cento morti e migliaia le persone senza tetto.
Lo stesso giorno un violento incendio distrugge 400 ettari di bosco nella Pineta di Ravenna.
6
, si riunisce la Direzione del Pci: da una parte ci sono Amendola, Sereni, Di Vittorio, dall'altra Teresa Noce, Roasio, D'Onofrio e P. Secchia.
Nei primi giorni del mese arrivano sul tavolo di M. Scelba i rapporti riepilogativi, a pochi giorni di distanza l'uno dall'altro, in relazione ai fatti di metà luglio, del Capo della Polizia e del Comandante Generale dell'Arma dei Carabinieri, che però non riescono a chiarire la questione delle responsabilità.
L'uno attesta «l'esistenza di un piano insurrezionale preparato e diretto da un organismo che ha ben chiara la visione degli obiettivi che intende perseguire», accreditando così la tesi del "piano K", cioè della sedizione preordinata e pilotata, che l'altro invece rigetta deciso: «Non sono nel giusto secondo me – scrive infatti il Comandante dei Carabinieri – coloro i quali hanno voluto vedere negli ultimi fatti, o una generale prova delle forze sovvertitrici, per ogni evenienza futura, o la realizzazione parziale di un coordinato progetto insurrezionale… Fin dal primo momento ebbi la sensazione che ci si trovasse di fronte ad iniziative locali, slegate fra di loro, spesso non orientate verso obiettivi precisi, talora assurde, che finirono per concludersi in danno degli stessi promotori…».
Differenti in una certa misura, anche i suggerimenti per rintuzzare eventuali future sollevazioni di quel tipo:
- del Capo della Polizia (più politici): dalla non perseguibilità degli agenti in servizio d'ordine pubblico, alla ridefinizione dei rapporti tra forze dell'ordine ed esercito per far fronte ai «casi d'emergenza», alla cernita del personale degli uffici postali, per bloccare eventuali atti di ostruzionismo e sabotaggio;
- del Comandante dei Carabinieri (più tecnci): «Eliminando i capi di qualsiasi movimento sedizioso il movimento stesso perde gran parte della sua efficacia e della sua vitalità… Gli organi della P.S. e i Comandi dell'Arma… con procedura molto circospetta e riservatissima, devono identificare questi elementi, seguirne le mosse e, profilandosi chiaramente l'inizio di gravi perturbamenti, procedere senz'altro al loro arresto e alla loro traduzione in luoghi sicuri, preventivamente indicati». Si suggerisce poi di «ridurre, fin dove è possibile, le forze di polizia nelle regioni meridionali e insulari, rafforzando invece quelle delle zone centro-settentrionali, dove indiscutibilmente si è dimostrata più necessaria la loro fattiva azione per la tutela dell'O.P.».
Molto crude e quasi brutali le direttive per l'uso delle armi:
«Le autoblindo devono essere adoperate non solo con molta discrezione, ma razionalmente. Quando "escono", però, velocità, suono prolungato delle sirene, e fuoco, in aria o sul bersaglio, a seconda dei casi, devono costituire fattori di incontrastato dominio su quelle masse di forsennati che credessero di essere, o di diventare, padroni della piazza… Occorre infine tenere presente (a meglio infrenare o reprimere, in avvenire, aventuali atti inconsulti pericolosi per la pubblica indennità) se non convenga autorizzare esplicitamente l'uso del fuoco, da parte della forza pubblica, contro chi sia sorpreso nella flagranza di attentati alle vie di comunicazione (ferrovie, tramvie, opere stradali, ecc.)».

14, Londra, si chiude la prima edizione delle Olimpiadi dopo la guerra. L'Italia si aggiudica:
- 8 medaglie d'oro,
- 11 d'argento,
- 8 di bronzo.

[Da questo momento fino a dicembre 1949, gli informatori della Polizia segnaleranno tutta una «serie di riunioni segrete», «un intenso movimento di dirigenti centrali» che si spostano in periferia, che «contattano i vari esponenti comuisti locali», con l'evidente intento di «rafforzare l'organizzazione e galvanizzare gli animi». Si tratta di notizie tutte raccolte dal Servizio Informazioni della Direzione Generale di P.S. e trasmesse in tappe successive al ministro dell'Interno. Vi ricorrono spesso i nomi di L. Longo e di Walter Audisio.]


Settembre
Diego De Castro, rappresentante del governo italiano presso il Gma (Governo militare alleato) rende nota una lettera inviata alla presidenza del Consiglio per fare presente che non può più essere procrastinata la decisione di interrompere il sostegno finanziario e la copertura occulta concessa finora a gruppi come il Circolo Cavana o il Circolo del viale della Stazione poiché essi hanno gravemente deviato dai compiti per i quali erano nati.
[In autunno, il sostegno ai due gruppi effettivamente cessa.
A metà novembre, gli uomini del Circolo Cavana vista la momentanea indisponibilità di G. Andreotti ad accogliere le loro richieste, fanno pressioni a G. Saragat capo di gabinetto del vicepresidente del Consiglio.
Il 19 novembre questi scrive a G. Andreotti, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio, di esaminare benevolmente le richieste del circolo.
I finanziamenti rimangono, in ogni caso, bloccati fino a dicembre quando sul tavolo di G. Andreotti arriva una relazione di Augusto Castellani rappresentante diplomatico dell'Italia a Trieste.
Comunque, di sicuro, a partire dal 1949, l'invio di denaro verso il Circolo Cavana e il Circolo del viale della Stazione riprenderà.]

22, intervenendo al Comitato Centrale del Pci, P. Togliatti svolge le sue severe valutazioni in ordine a quanto accaduto, picchiando tanto a destra quanto a sinistra, deplorando le incertezze del gruppo dirigente che, durante la sua forzata assenza, ha rivelato l' «incapacità di comprendere la situazione attuale». Le sue parole suonano ora di duro monito:
«Parte dei compagni dopo il 18 aprile non ha saputo dare un giudizio esatto della situazione. Una parte di loro ha pensato che il 18 aprile fosse una sconfitta dalla quale ci si potesse rialzare soltanto con un movimento di carattere insurrezionale… Per questo motivo affiorano tendenze opportunistiche… Sarebbe un errore se perdessimo il nostro orientamento politico, se ci lasciassimo provocare o trascinare a destra o a sinistra secondo la volontà dell'avversario».
Molti sono i colpiti, comunque nessuno è citato per nome e cognome.
Non manca qualche vivace incidente con gravi scambi di parole, come, per esempio quello al termine della riunione, tra P. Secchia e Massimo Caprara.

Trieste, nasce intanto il Cento Studi Adriatici, un istituto di ricerca nato ufficialmente per ragioni culturali.
Tra i fondatori compaiono:
. Bruno Coceani, ex podestà di Trieste;
. Attilio Tamaro, storico ed ex diplomatico, di cui sono noti i legami con il regime fascista.

Ottobre

Novembre
4
, S. Giovanni in Persiceto (Bologna), 22 mila abitanti, viene ucciso Giuseppe Fanin.
[Nato in questa cittadina l'8 gennaio 1924, terzo di dieci figli di una famiglia di coltivatori diretti – arrivata da Sossano (Vicenza), nel 1910 aveva acquistato un podere.
Nel 1947 si laurea in agraria a Bologna e continua a lavorare sui campi. Fonda le Acli della zona, dirige le Acli-terra in provincia di Bologna, crea la Fuci locale, l'associazione tra gli universitari cattolici, ed infine si iscrive alla Dc.
La Federterra provinciale di Bologna lo diffida… cominciano i dissapori.
[Alessandro Albertazzi (a cura di), Per Giuseppe Fanin. 1924-1948, Cappelli Bologna 1987;
Giuseppe Trevisi, Il delitto Fanin. 4 novembre 1948, Il Mulino 1998;
Giampaolo Pansa,I vinti non dimenticano, Rizzoli 2010.]

Dicembre
Alla fine dell'anno, in riferimento alla circolare della Presidenza del Consiglio n. 81956, del 17.10.1946, il Ministero dell'Interno si trova a dover sollecitare le «Prefetture inadempienti» – ossia che non hanno ancora ricevuto alcun rendiconto dai Cln e quindi non lo hanno inoltrato – a provvedere.
Nonostante il fatto che il nuovo sottosegretario alla Presidenza G. Andreotti abbia cercato di smorzare la faccenda con una diversa circolare ai Prefetti, con cui suggeriva loro di farsi consegnare dai «rispettivi Cln» solamente «una copia del conto», risultano ora inadempienti ancora 88 prefetture in totale, a fronte delle uniche 3 che hanno spedito gli elaborati.

Elezioni politiche
[18 aprile 1948]
[Deputati e Senatori del I Parlamento della Repubblica.]

[Tab. 1]

Maschi
%
Femmine
%
- Elettori: 29.117.554
13.908.860
47,8
15.208.694
52,2
- Votanti: 26.855.741
12.854.208
47,9
14.001.583
52,1
Ha cioè votato, complessivamente, l'92,2% degli aventi diritto al voto.
Elezioni per la Camera:
- Schede invalide: 585.174 (2,2%), Schede bianche: 164.392 (0,6%).
Si sono divise i suffragi 42 liste, 10 delle quali hanno ottenuto seggi.
Elezioni per il Senato:
- Schede invalide: 1.185.629 (5%), Schede bianche: 480.104 (1,8%).
I Legislatura
[Tab. 2
]
Camera dei deputati Senato
- Elettori
- Votanti
29.117.554
26.854.203

(92,2%)
25.874.809
23.842.919

(92,1%)
Partiti Voti % Seggi Voti % Seggi
Democrazia cristiana 12.741.299 48,5 305 10.899.640 48,1 131
Fronte democratico popolare 8.137.047 31,0 183 6.969.122 30,8 72
Unitŕ socialista 1.858.346 7,1 33 943.219 4,2 8
Blocco nazionale 1.004.889 3,8 19 1.216.934 5,4 7
Lista comune Us-Pri 607.792 2,7 4
Partito nazionale monarchico 729.174 2,8 14 393.510 1,7 3
* Pnm 22.114 0,1 1
Partito repubblicano italiano 652.477 2,5 9 594.178 2,6 4
Movimento sociale italiano 526.670 2,0 6 164.092 0,7
* Msi 23.576 0,1 1
Südtiroler Volkspartei - Part. popolare sudtirolese 124.385 0,5 3 95.406 0,4 2
* Pli 89.642 0,4 3
Partito dei contadini d'Italia 96.025 0,3 1
Partito sardo d'azione 61.919 0,2 1 65.743 0,3 1
Altre liste 336.681 1,3 572.322 2,5
Totale voti validi 26.268.912 92,2 574 22.657.290 92,1 344
Schede nulle 420.899 1,6 705.525 3,0 -
Schede bianche 164.392 0,6 480.104 2,0
Totale voti non validi 585.291 1.185.629 5,0
* Formazione minore facente riferimento al ?.
Elettori dei partiti condannati dalla Chiesa: 11.669.878 su 26.268.912 pari al 44,42%.
[Carlo Falconi, La Chiesa e le organizzazioni cattoliche in Europa, Milano 1960, Edizioni di Comunità.]

 

1948
PARTITI
Riferimento: Elezioni politiche 18 aprile 1948
Seggi
Camera Senato
Dc (Democrazia cristiana)
305
131

Ottiene il 48,5% dei voti alla camera dei deputati con la maggioranza assoluta dei seggi;
[La Commissione parlamentare sulla mafia rileverà il prezioso "soccorso" mafioso all'affermazione democristiana.]
Poiché la maggioranza alla Camera non trova corrispondenza al Senato (per la presenza dei senatori di diritto) A. De Gasperi incarica G. Andreotti di tenere con loro quotidiani rapporti.

Fdp (Fronte democratico popolare)    
Pli (Partito liberale italiano)    
Nelle elezioni per la camera dei deputati (nelle quali presenta liste comuni col Fronte dell'uomo qualunque, il che provoca l'uscita dal partito di M. Pannunzio e di altri esponenti della sinistra), ottiene il 3,8%, perdendo parte dei suffragi fra l'elettorato del Pnm e del Msi.
Fronte dell'uomo qualunque    
Nelle elezioni per la camera dei deputati presenta liste comuni col Pli.
Pri (Partito repubblicano italiano)    
Svp (Südtiroler Volkspartei - Part. popolare sudtirolese)    
Miste (Dc-Pri)    
Totale    
Us (Unitŕ socialista)    
Psi e Pci: affrontano le elezioni con liste comuni che vedono perň dimezzati i parlamentari socialisti.
Psli (Partito socialista dei lavoratori italiani)    
Psli ottiene il 7,1% dei voti per la camera;
Bn (Blocco nazionale)    
Totale    
Pnm (Partito nazionale monarchico)    
Msi (Movimento sociale italiano)    
Raccogliendo l'ereditŕ del Fronte dell'Uomo qualunque, cerca di raccogliere tutte le forze ex fasciste e neofasciste intorno ad un programma anticomunista e nazionalista: ottiene il 2% dei voti per la camera indebolendo le posizioni della corrente oltranzista di Giorgio Almirante, che fino a questo momento ha guidato il partito.
Alleanza democratica nazionale    
Partito dei contadini d'Italia    
Partito sardo d'azione    
Totale    
Totale Seggi    
Note:

 

 





OVEST
-
-
-
-

1948

-

 


 

DOMINION OF CANADA
[Aggiunta alle altre province britanniche nel 1763, include la regione sulle due rive del fiume San Lorenzo grossolanamente delimitate da Anticosti a est e il Lago Nipissing a ovest.
Dal 7 nov 1763 la provincia (ex Canada francese) è stata divisa formalmente in tre distretti: Québec, Trois-Rivières, Montréal.
Nel 1791 la provincia è stata separata in due parti:
Basso Canada (francofoni) e Alto Canada (lealisti).
Nel 1841, con l'Act of Union sono stati nominati due primi ministri ma Canada Est e Canada Ovest continuano ad andare ognuna per la sua strada. Il sistema dura ben 25 anni (1842-67).
Nel 1867, 1° luglio, nasce ufficialmente la confederazione: Dominion of Canada.]
Dal 1931, nonostante lo «statuto di Westminster», in pratica il Foreing Office britannico continua a rappresentare il Dominion in quasi tutte le nazioni del mondo e formalmente i canadesi continuano ad essere cittadini britannici, fino all'approvazione della legge sulla cittadinanza nel 1946.
Dal 1° gennaio 1947, in base al Canadian Citizenship Act, i canadesi diventano a pieno titolo cittadini del loro paese.
Governatore generale
Harold R.L.G. Alexander
conte Alexander of Tunis
(1946 - 1952)
Primo ministro
W.L. Mackenzie King
(1935 23 ott - 15 nov 1948)
[liberale]
Louis Saint-Laurent
(1948 nov - 1957)
[liberale]
Ministro degli Esteri
Louis Saint-Laurent
(1946 - 1948)
Lester B. Pearson
(1948 - ?)

1948
Maggio
14
, David Ben Gurion proclama la nascita dello stato di Israele;
scoppia il primo conflitto arabo-israeliano;
il Canada ha svolto un ruolo importante nella soluzione palestinese, anche se le sue simpatie vanno senza dubbio agli israeliani; come membro dell'ONU però, dopo alcuni iniziali tentennamenti, dà il suo contributo al mantenimento della pace tra Israele e i suoi vicini arabi;

Agosto
alla convenzione liberale Louis Saint-Laurent viene trionfalmente nominato leader del partito; deve però ora scontrarsi con il conservatore George Drew (1894-1973) ex primo ministro dell'Ontario;

Novembre
W.L. Mackenzie King si ritira dalla vita politica; al suo posto viene eletto primo ministro Louis Saint-Laurent (1882-1973) e ministro degli Esteri viene nominato Lester B. Pearson (1897-1972);

Viene aperta a Roma una rappresentanza diplomatica del Canada.

 


QUÉBEC
Primo ministro
Maurice Duplessis
(1944 ago - 1959)
[Union nationale]
Sindaco di Montréal
Camillien Houde
(1928 - 1954)
[liberale di destra]
Vescovo di Montréal
-

1948
il pittore Paul-Émile Borduas (1905-1960) lancia una critica devastante contro la società del suo tempo con il manifesto Réfus global et projections libérantes.
Il manifesto, sottoscritto da altri intellettuali del gruppo detto "automatista", chiede la liberazione dell'arte e dell'immaginazione da tutte le convenzioni sociali. Con il suo aggressivo anticlericalismo e la sua radicale difesa del libero pensiero esso procura vita dura al pittore che viene anche licenziato dalla sua cattedra alla "École du meuble" di Montréal.
[Il direttore di «Le Devoir», André Laurendeau, cattolico progressista, pur criticando l'anticlericalismo di Paul-Émile Borduas protesta contro il suo licenziamento.]

 


 

 

ONTARIO
-
-

1948

-

 

 


NEW BRUNSWICK
-
-

1948

-

NOVA SCOTIA
-
-

1948

-

MANITOBA [dal 1870]
-
-

1948

-


BRITISH COLUMBIA [dal 1858]
[nel 1866 ha incorporato l'Isola di Vancouver e dal 1871 fa parte della confederazione.]
Primo ministro della provincia
-

1948

-

 

ISOLA DEL PRINCIPE EDOARDO
[Dal 1873 fa parte della confederazione.]
Primo ministro della provincia
-

1948

-

 

TERRITORIO DELLO YUKON [creato nel 1898]
-
-

1948

-


ALBERTA [creata nel 1905]
Primo ministro della provincia
-

1948

-

 

SASKATCHEWAN [creata nel 1905]
Primo ministro della provincia
-

1948

-

 

 

TERRANOVA
- 1867-1934, rimane Dominion autonomo.
- 1934, torna allo status di colonia dipendendo intieramente dalla Gran Bretagna sul piano politico ed economico.
Governatore
(1934 - 1949)
[governo commissariato]

1948
dopo la II Guerra mondiale (1939-45) le condizioni dell'isola si modificano radicalmente con lo stanziamento di basi militari americane e canadesi che portano a una temporanea prosperità;
il governo di Londra, alle prese con un'economia devastata dal conflitto, mostra chiaramente la propria intenzione di rinunciare alla gestione dell'isola, mentre al contempo a Ottawa prevale la volontà di negoziare il suo ingresso nella Confederazione come decima provincia;

Giugno
un referendum sulla scelta di lasciare la Gran Bretagna o entrare a far parte del Dominion of Canada non dà risultati conclusivi;

Luglio
in un secondo referendum, grazie all'energica campagna condotta da Joseph Smallwood (1900-1991), la scelta a favore dell'unione con il Canada prevale, sia pur di stretta misura;

 


UNIONE degli STATI UNITI d'AMERICA
Presidente degli Stati Uniti
H.S. Truman [33°]
(1945 12 apr - 20 gen 1953)
[Pd]
Vicepresidente
-
Segretario di Stato
[Ministro degli Esteri]
G.C. Marshall
(1947 gen - 1949)
Ministro del Tesoro
-
Ministro della Guerra
-
Presidente della Corte Suprema
F.M. Vinson
(1946 24 giu - 8 set 1953)

1948
Gennaio
El Paso (Texas), finora i figli degli scienziati tedeschi nati su suolo americano sono stati normalmente segnati su registri dello stato civile della città; non avendo però come genitori delle persone che non erano mai state giuridicamente nel paese ciò crea dei problemi ai funzionari texani; gli scienziati e le loro donne erano infatti stati introdotti come impiegati "speciali" dell'esercito ma entrati senza passaporti e senza visti per cui senza esistenza legale;
per porre fine a questa assurdità, tutti i membri della colonia di Fort Bliss salgono su un autobus e lasciano El Paso, attraversano il ponte che separa la città dalla sua gemella messicana, Ciudad Juarez, dove vanno a presentarsi al consolato degli Stati Uniti. Viene fatta loro riempire una domanda, sono firmati i visti, e i nuovi immigranti rientrano in regola nella loro patria d'adozione.
Un po' alla volta l'opinione pubblica si disinteresserà del problema degli scienziati nazisti.
Intanto un giovane ingegnere, Werner Singelmann, impiegato nella Germania orientale, viene svegliato alle quattro del mattino e imbarcato con i suoi colleghi su un espresso diretto in Unione Sovietica. Ma egli riesce a saltare dal treno…

Febbraio
il presidente H.S. Truman invia al Congresso un messaggio speciale per raccomandare una legislazione che:
- ponga fine alla segregazione razziale sui mezzi di trasporto,
- renda il linciaggio un reato federale,
- istituisca una commissione permanente per il collcoamento.
[Queste proposte non sfociano in niente se non in una violenta protesta del Sud.]

Marzo
in primavera le divisioni all'interno del Partito democratico sembrano ridurre al minimo le sue possibilità di vittoria nelle imminenti elezioni presidenziali;
Henry Wallace, allontanato in precedenza dal governo e principale sostentore di una linea più morbida nei confronti dell'Unione Sovietica, si accinge a partecipare alle elezioni presidenzili come candidato di un nuovo "partito progressista".
Altri democratici scontenti, paventando la sconfitta certa di H.S. Truman, tentano senza successo di interessare il gen. D.D. Eisenhower e il giudice William O. Douglas alla nomination.

Aprile
3
, il Congresso dà il suo assenso all'Economic Cooperation Act – "piano Marshall" – stanziando inizialmente 5,3 Mdi di dollari;
[Ulteriori finanziamenti portano lo stanziamento totale a 13,2 Mdi dollari.]

Giugno
30
, Washington, si ha la prima reazione ufficiale al "blocco di Berlino" [del giorno 26]: il segretario di Stato G.C. Marshall dichiara: «Siamo a Berlino in base ad accordi raggiunti tra i governi interessati circa le zone di occupazione della Germania ed è nostra intenzione rimanervi. Il tentativo sovietico di bloccare la popolazione civile tedesca di Berlino solleva questioni di fondamentale importanza e di gravissima portata che noi intendiamo affrontare. Nel frattempo si farà il massimo impiego dei trasporti aerei per rifornire la popolazione civile.
Esaminata la questione, si è constatato che la quantità di viveri e di altre merci che possono essere trasportate per via aerea è superiore a quanto si credesse prima
».

Luglio
12
, Philadelphia, alla convention del Partito democratico H.S. Truman è designato candidato alla presidenza.
Tuttavia, nel corso di un'accesa lotta a proposito della piattaforma presidenziale l'ala liberal respinge il tentativo presidenziale di pacificare il Sud con un programma per i diritti civili all'acqua di rose e impone emendamenti che lo rendono più incisivo.
Trenta delegati del Sud se ne vanno volontariamente, contrariati da questo fatto. I ribelli, generalmente noti com i Dixiecrats, tengono una loro convenzione a Birmingham (ALABAMA) dove fondano il Partito democratico per i diritti dei singoli stati e scelgono come candidato presidenziale il governatore del SOUTh CAROLINA J. Strom Thurmond che, come piattaforma, sceglie il tema dei diritti anticivili.

Poco dopo, la convenzione del Partito progressista, cui partecipano molti idealisti, liberal, socialisti e comunisti, sceglie formalmente Henry A. Wallace come candidato.
La piattaforma progressista vuole sostituire la politica di "contenimento" anticomunista con una politica di amicizia verso l'Unione sovietica e invoca:
- uguaglianza razziale,
- programmazione economica,
- la proprietà pubblica dei settori chiave dell'economia.
Incoraggiato dalla confusione regnante fra i suoi oppositori il Partito repubblicano si sente fiducioso del fatto che i suoi lunghi anni in cui non è stato al potere è quasi alla fine. Nomina nuovamente il governatore Thomas E. Dewey candidato presidenziaale e sceglie un altro internazionalista liberal, il governatore della CALIFORNIA Earl Warren, come candidato alla vicepresidenza.
La piattaforma repubblicana accetta implicitamente i principi del New Deal ma promette maggiore onestà ed efficienza nel governo.

Un ordine esecutivo pone fine alla segregazione razziale all'interno delle forze armate.

Novembre
2
, H.S. Truman viene eletto presidente degli Stati Uniti battendo il suo avversario repubblicano Thomas E. Dewey;

Elezioni presidenziali
 
voto popolare
voto elettorale
. H.S. Truman (Democratico)
24.105.695
304
. Thomas E. Dewey (Repubblicano)
21.969.170
189
. J. Srom Thurmond (Dem.-Dixiecrats)
1.169.021
38
. Henry A. Wallace (Progressista)
1.156.103
-

[Henry A. Wallace gli strappa abbastanza voti nello stato di NEW YORK, nel CONNECTICUT, nel MICHIGAN e nel MARYLAND tanto da offrire questi stati a Thomas E. Dewey, mentre J. Strom Thurmond priva i democratici di quattro stati nel profondo Sud.
Facendo i conti, tuttavia, è probabile che le due defezioni estremiste abbiano aiutato il presidente anziché danneggiarlo:
- i Dixiecrats aumentando la presa di H.S. Truman sull'elettorato negro,
- i progressisti fornendo (sia pur involontariamente) una risposta all'accusa che l'amminstrazione ha tenuto una linea politica troppo "morbida" verso i comunisti.
Non meno significativo si rivela il successo di H.S. Truman nel mantenersi i voti degli operai e nel ricatturare la maggior parte degli stati del Middle West.]

 



Divenuto presidente per suo proprio diritto, H.S. Truman rinnova le pressioni per l'ambizioso programma di riforme sociali che ha invano cercato di spingere al Conresso in precedenza e che adesso chiama il Fair Deal.
Al Congresso, tuttavia, la coalizione fra repubblicani e democratici conservatori è più efficace che mai:
- i repubblicani sono amareggiati per il modo in cui H.S. Truman li ha duramente battuti nella campagna,
- i democratici del Sud lo sono per le sue proposte sui diritti civili.
Non c'è neppure un grande sostegno popolare per le riforme: il paese è ricco e per di più distratto dagli affari esteri e dal problema della sovversione.
Il Congresso si dichiara d'accordo nell'ampliare moderatamente la politica sociale già in atto:
- aumentando il minimo salariale,
- allargando la copertura della previdenza sociale,
- votando i fondi necessari per la demolizione degli slum e per la costruzione di case popolari.
Rifiuta per il resto il Fair Deal.
L'ostruzionismo del Sud pone il sigillo al destino della legge sui diritti civili.
Una proposta di assicurazione nazionale contro le malattie viene bocciata dopo essere stata stigmatizzata dall' "Associazione medica americana" come "medicina socializzata".
Un progetto di aiuto federale per l'istruzione va perduto a causa delle discussioni riguardanti il fatto se anche le scuole confessionali ne devono beneficiare.
Il presidente non riesce neanche ad assicurare la messa in opera di un nuovo sistema di sostegno dei prezzi agricoli (il "progetto Brannan") né l'abrogazione del Taft-Hartley Act (1947).

Vengono alla luce atti di corruzione all'interno dell'amministrazione.
Un ripugnante esercito di faccendieri politici – noto con il nome di "5%" – sfrutta la propria influenza per creare un vero e proprio giro d'affari: corrompono i funzionari per ottenere contratti e prestiti governativi oppure perchè lascino correre le irregolarità fiscali.
Il presidente H.S. Truman non è implicato direttamente ma risulta che il livello morale di alcuni funzionari della Casa Bianca è decisamente basso.



Fondazione dell'OSA.


Realizzazione del "piano Marshall".

[Nei primi tempi viene proposto che ciascun paese ricevente debba contribuire allo sforzo rappresentato dagli aiuti stranieri depositando, nella sua banca centrale, un importo equivalente al contributo americano. Un accordo bilaterale tra il paese in questione e gli Stati Uniti permette poi che questi fondi siano utilizzati congiuntamente.
Il grosso di questi fondi (il 95%) rimane, dal punto di vista legale, proprietà del governo di quel paese, mentre il rimanente 5% diventa proprietà del govero degli Stati Uniti.
Questi "fondi di contropartita" (un fondo segreto dell'ammontare di circa 200 Mni di dollari l'anno) sono messi a disposizione della CIA per i suoi progetti speciali.]

Lo stesso anno il Congresso approva due (1948 e 1950) Displaced Persons Act che, complessivamente, consentono l'ingresso negli Stati Uniti a 410.000 persone provenienti principalmente dall'Europa centrale e orientale.

 

 

[Maldwyn A. Jones, Storia degli Stati Uniti, Bompiani 1984.]

 




FBI
(Federal Bureau of Investigation)
- Direttore: John Edgar Hoover (1924-72)

1948
fine anni '40 inizio anni '50, ha una parte di primo piano nella campagna Maccartista condotta contro i comunisti e i loro presunti simpatizzanti;

 

 

CIA
(Central Intelligence Agency)
- Agenzia centrale d'informazione -

1948
Maggio
lo scrittore britannico, di origine ungherese, A. Koestler, discute per una sua prossima pubblicazione con Richard Crossman.
[Era a capo del PWD (Psycological Warfare Division) durante la guerra e ora è membro, insieme a I. Berlin, dell'accademia del New College.]


Giugno
La direttiva NSC-4, del dicembre scorso, viene ora soppiantata, da una nuova e più esplicita direttiva, redatta da G.F. Kennan, la NSC-10/2. Questa istituisce un dipartimento speciale per le operazioni segrete all'interno della CIA, il cui personale e la cui direzione politica sono però alle dipendenze del PPS (Policy Planning Staff) del dipartimento di Stato (in altre parole sotto il controllo di G.F. Kennan).
Questo gruppo sarà infine chiamato OPC (Office of Policy Coordination), il dipartimento dei "trucchi sporchi" che avevano invocato Allen Dulles e i suoi "cowboy di Park Avenue".
È proprio dai loro ranghi che proviene F.G. Wisner, scelto da G.F. Kennan per essere il capo di questa struttura.
[Ex avvocato di Wall Street, era un veterano delle campagne dell'OSS in Europa di cui aveva diretto la SIB (Secret Intelligence Branch). Dopo la guerra è rimasto nei servizi segreti militari dove ha avuto l'incarico di mantenere le relazioni con l'organizzazione "Gehlen", l'unità di intelligence dell'esercito tedesco mantenuta intatta dagli americani per spiare la Russia.
Dimessosi dai servizi segreti militari, è passato al dipartimento di Stato da dove continua a dirigere il suo gruppo personale di intelligence, in pratica una serie di "talpe" nascoste nei recessi della burocrazia governativa.
Sotto di lui l'OPC diviene la struttura della CIA che conoscerà il più rapido sviluppo.]
Un altro dei candidati selezionati da G.F. Kennan per la guida dell'OPC era Irving Brown.
[Lavora per Jay Lovestone, ex delegato del Comintern, che ora dirige le relazioni segrete che la CIA intrattiene con il movimento sindacale americano. È estremamente abile nel raggiungere obiettivi con mezzi clandestini.]


Questi documenti guideranno i servizi di intelligence americani nelle acque melmose della guerra politica segreta per i decenni a venire.

Agosto
27
, Richard Crossman coinvolge nel suo progetto – la pubblicazione di Illusioni perdute (una serie di ritratti autobiografici di intellettuali di spicco che raccontano come sono diventati comunisti), poi divenuto Il Dio che è fallito – un altro veterano della guerra psicologica, l'americano C.D. Jackson.
Su consiglio di questi egli coinvolge Louis Fischer, ex comunista, e poi M. Lasky, in questo periodo funzionario "non ufficiale" della propaganda statunitense in Germania.
I diversi contributi per il libro – inviati poi a M. Lasky che li farà tradurre negli uffici di «Der Monat» – sono di:
. I. Silone*,
. A. Gide,
. R. Wright,
. A. Koestler*,
. Louis Fischer*,
. S. Spender.
[Dei sei autori del libro, tre* hanno lavorato per Willi Münzenberg.]

Ottobre
autunno, una delle prime reclute in Germania è M. Josselson, scelto da Lawrence de Neufville – un membro dell'OSS che era arrivato in Germana nel 1944 con la prima ondata di truppe americane – e aggregato alla "squadra" come capo della stazione di Berlino per le CA (Covert Action), distinte dallo spionaggio o dall'intelligence (FI).

 

[01] DELAWARE [dal 7 dicembre 1787] - cap. Dover
[Primo stato a ratificare la Costituzione degli Stati Uniti d'America.
Non esistono collegamenti fra chiesa e stato e una grande libertà religiosa si è affermata sin dall'inizio.]
Governatore
-

1948
-

 

[02] PENNSYLVANIA [dal 12 dicembre 1787] - cap. Harrisburg
[Non esistono collegamenti fra chiesa e stato e una grande libertà religiosa si è affermata sin dall'inizio.]
Governatore
-

1948
-

 

[03] NEW JERSEY [dal 18 dicembre 1787] - cap. Trenton
[Non esistono collegamenti fra chiesa e stato e una grande libertà religiosa si è affermata sin dall'inizio.]
Governatore
-

1948
-

 

[04] - [04] GEORGIA [dal 2 gennaio 1788] - cap. Atlanta
[Già ammesso nell'Unione nel 1780 ma ratificato solo il 2 gennaio 1788.
Riammesso al Congresso il 30 marzo 1870.]
Governatore
-
-

1948
-

[05] CONNECTICUT [dal 4 gennaio 1788] - cap. Hartford
Governatore
-

1948
-

[06] MASSACHUSETTS [dal 6 febbraio 1788] - cap. Boston
Governatore
-

1948
-

[07] MARYLAND [dal 28 aprile 1788] - cap. Annapolis
Governatore
-

1948
-

[08] - [01] SOUTH CAROLINA [dal 23 maggio 1788] - cap. Columbia
Governatore
-
-

1948
-

[09] NEW HAMPSHIRE [dal21 giugno 1788] - cap. Concord
Governatore
-

1948
-

[10] - [08] VIRGINIA [dal 26 giugno 1788]- cap. Richmond
[Riammesso al Congresso il 30 marzo 1870]
Governatore
-
-

1948
-

[11] NEW YORK [dal 26 luglio 1788] - cap. Albany
[L'anglicanesimo è la religione di stato in quattro contee.]
Governatore
-

1948
-

[12] - [09] NORTH CAROLINA [dal 21 novembre 1789] - cap. Raleigh
[Tratto di terre immediatamente a sud della Virginia, attorno allo stretto di Albemarle.]
Governatore
-
-

1948
-

[13] RHODE ISLAND [dal 29 maggio 1790] - cap. Providence
Governatore
-

1948
-

[14] VERMONT [dal 4 marzo 1791] - cap. Montpelier
Governatore
-

1948
-

[15] KENTUCKY [dal 1° giugno 1792] - cap. Frankfort
Governatore
-
-

1948
-

[16] - [10] TENNESSEE [dal 1° giugno 1796] - cap. Nashville
[Riammesso all'Unione dall'aprile 1866.]
Governatore
-
-

1948
-


[17] OHIO [dal 1° marzo 1803] - cap. Columbus
Governatore
-
-

1948
-

[18] - [05] LOUISIANA [dal 30 aprile 1812] - cap. Baton Rouge
- 1819, Trattato Adams-Onís: stabilisce il confine con il MESSICO spagnolo: va dal fiume Sabine, nel TEXAS orientale, fino al 42° parallelo (futuro confine settentrionale della CALIFORNIA) e da quel punto, verso ovest, fino al Pacifico.
Governatore
-
-

1948
-

[19] INDIANA [dal 11 dicembre 1816] - cap. Indianapolis
Governatore
-
-

1948
-

[20] - [06] MISSISSIPPI [dal 10 dicembre 1817] cap. Jackson
[Riammesso al Congresso il 30 marzo 1870]
Governatore
-
-

1948
-

[21] ILLINOIS [dal 3 dicembre 1818] - cap. Springfield
-
Governatore
-
-

1948
-

[22] ALABAMA [dal 14 dicembre 1819] - cap. Montgomery
[Dal 18 ottobre 1867 sotto la sovranità degli Stati Uniti.]
Governatore
-

1948
-

[23] MAINE [dal 15 marzo 1820] - cap. Augusta
-
Governatore
-
-

1948
-

[24] MISSOURI [dal 10 agosto 1821] - cap. Jefferson City
Governatore
-
-

1948
-

[25] - [11] ARKANSAS [dal 15 giugno 1836] - cap. Little Rock
Governatore
-
-

1948
-

[26] MICHIGAN [dal 26 gennaio 1837] - cap. Lansing
Governatore
-
-

1948
-

[27] - [03] FLORIDA [dal 3 marzo 1845] - cap. Tallahassee
Tra il 1810 al 1813 gli Stati Uniti hanno inglobato la maggior parte della Florida occidentale, la scia costiera che corre da New Orleans a Mobile, ma una buona parte della colonia, unitamente a tutta la Florida orientale, cioè la penisola, resta ancora sotto il dominio spagnolo.
Nel 1819, con il Trattato Adams-Onís è stata completamente ceduta agli Stati Uniti dalla Spagna.
Nel 1868 è rientrata a far parte dell'Unione.]
Governatore
-
-

1948
-

[28] - [07] TEXAS [dal 29 dicembre 1845] - cap. Austin
Governatore
-
-

1948
-

[29] IOWA [dal 28 dicembre 1846] - cap. Des Moines
Governatore
-
-

1948
-

[30] WISCONSIN [dal 29 maggio 1848] - cap. Madison
Governatore
-
-

1948
-

[31] CALIFORNIA [dal 9 settembre 1850] - cap. Sacramento
Governatore
-

1948
-

[32] MINNESOTA [dall'11 maggio 1858] cap. Saint Paul
Governatore
-
-

1948
-

[33] OREGON [dal 14 febbraio 1859] - cap. Salem
- 1845, alla fine dell'anno i 5000 coloni americani dell'Oregon organizzano un governo provvisorio e chiedono la fine del regime di occupazione comune e l'esclusiva giurisdizione americana.
- 1848, diventa territorio autonomo.
Governatore
-
-

1948
-

[34] KANSAS [dal 28 gennaio 1861] - cap. Topeka
Governatore
-
-

1948
-

[35] WEST VIRGINIA [dal 19 giugno 1863] - cap. Charleston
Governatore
-
-

1948
-

[36] NEVADA [dal 31 ottobre 1864] - cap. Carson City
[Il 2 marzo 1861 il suo territorio era stato separato da quello dell'UTAH.]
Governatore
-

1948
-

[37] NEBRASKA [dal 1° marzo 1867] - cap. Lincoln
Governatore
-
-

1948
-

[38] COLORADO [dal 1° agosto 1876] - cap. Denver
[Territorio autonomo dal 28 febbraio 1861.]
Governatore
-

1948
-

[39] NORTH DAKOTA [dal 2 novembre 1889] - cap. Bismarck
Governatore
-
-

1948
-

[40] SOUTH DAKOTA [dal 2 novembre 1889] - cap. Pierre
Governatore
-
-

1948
-

[41] MONTANA [dall'8 novembre 1889] - cap. Helena
[cap.li: fino al 1865 Bannack, fino al 1875 Virginia City.]
Governatore
-
-

1948
-

[42] WASHINGTON [dall'11 novembre 1889] - cap. Olympia
Governatore
-
-

1948
-

[43] IDAHO [dal 3 luglio 1890] - cap. Boise
[Territorio autonomo dal 24 marzo 1863 con cap. Boise.
Inizialmente, fino al 7 dicembre 1864, la capitale era Lexinton.]
Governatore
-
-

1948
-

[44] WYOMING [dal 10 luglio 1890] - cap. Cheyenne
Governatore
-
-

1948
-

[45] UTAH [dal 4 gennaio 1896] - cap. Salt Lake City
[Territoro annesso nel 1850.
Dal 2 marzo 1861 si è staccato il Territorio del NEVADA.]
Governatore
-
-

1948
-

[-] Territorio delle HAWAII [dal 7 luglio 1898] - cap. Honolulu
 
Governatore
-
-

1948
-

[46] OKLAHOMA [dal 16 novembre 1907] - cap. Oklahoma City
[Territorio autonomo dal 2 maggio 1890.
Con l'annessione di questo nuovo stato gli indiani sono stati espropriati del loro territorio di riserva "permanente". ]
Governatore
-
-

1948
-

[47] NEW MEXICO [dal 6 gennaio 1912] - cap. Santa Fe
[Territorio autonomo dal 1846.]
Governatore
-
-

1948
-

[-] Territorio dell'ALASKA [dal 1912] - cap. Juneau
[1867, 9 aprile, il senato ratifica l'atto d'acquisto del territorio dalla Russia per 7,2 Mni di dollari;
18 ottobre [Alaska day], avviene il passaggio di sovranità;
1884, diviene un distretto dell'Oregon;
1898, viene scoperto l'oro: questo fatto provoca una vera e propria invasione di cercatori d'oro; altro oro viene poi scoperto nel vicino Klondike, territorio canadese, e l'Alaska è utilizzata come base di partenza per i cercatori.]
Governatore
-
-

1948
-

[48] ARIZONA [dal 14 febbraio 1912] - cap. Phoenix
[Territorio autonomo dal 1863, ma fino al 1886 non ci fu pace con gli Indiani.]
Governatore
-
-

1948
-


a





1948
GRANDI ANTILLE
- Presidente della repubblica
R. Grau San Martin
(1944 - 1948)
C.P. Socarrás
(1948 - 1952)
[mentre dal 1903 gli Stati Uniti hanno una loro base militare a Guantánamo, dal 1934 hanno rinunciato al diritto formale d'intervento stabilito dall'emendamento Platt]
1948
mentre insorge la guerra fredda e si assiste ad un'ennesima depressione del mercato zuccheriero, arriva alla presidenza C.P. Socarrás;
Haiti
-
?
(? - ?)
1948
-
- Presidente della repubblica
1948
-
- Governatore
?
(?-?)
[colonia britannica dal 1866]
1948
-


1948
Estados Unidos Mexicanos
(Stati Uniti del Messico)
[repubblica federale]
- Presidente della repubblica federale
?
(? - ?)

1948
si assiste ora a un progressivo abbandono della politica anticlericale, per cui la chiesa e i gruppi tradizionalisti vengono inseriti nell'area di consenso del sistema "istituzionale";



1948
Repubblica dell'America centrale
(1921)
- Presidente
-
1948

-



1948
- Presidente
J.J. Arévalo
(1945 - 1951)
(formalmente indipendente dal 1847)
1948

-


1948
- Presidente
gen. Maximiliano Hernández Martínez
(1931 - ?)
1948
nella seconda guerra mondiale il paese si mantiene rigorosamente neutrale;

1948
Honduras
- Dittatore
T. Carias Andino
(1932 - 1949)
1948

-


1948
- Presidente
gen. Anastasio Somoza Debayle
(1937 - 1956)
[dal 1937 le forze guerrigliere si oppongono alla dittatura della famiglia Somoza]
1948

-

1948
- Presidente della repubblica
T. Picado Michalski
(? - 1948)
[liberale]
1948
il congresso, a maggioranza conservatrice, non accetta il risultato delle elezioni presidenziali, favorevole al riformista O. Ulate Blanco;
la mediazione dell'Organizzazione degli Stati americani riesce ad impedire una grave crisi centroamericana, in quanto Nicaragua e Honduras si sono schierati dalla parte dei conservatori, guidati da R.A. Calderón Guardia e dal presidente uscente T. Picado Michalski, mentre i riformisti hanno l'appoggio del Guatemala;
da ora si alterneranno al potere conservatori e riformisti;

1948
República de Panamá
(indipendente dal 1903)
- Presidente della repubblica
?
(1903 - ?)
1948

-




1948
- Presidente
?
(? - ?)
 

1948
serie di agitazioni duramente represse;

Aprile
30
, Bogotà, la 9ª Conferenza panamericana decide la creazione dell'OSA (Organizzazione degli Stati Americani);



1948

- Presidente della repubblica

?
(1936 - ?)
[dal 1945 opera una giunta rivoluzionaria instaurata da R. Betancourt di Acción democrática]
1948
la giunta rivoluzionaria ha già promulgato una nuova costituzione che ha introdotto per la prima volta in Venezuela il suffragio universale, legalizzato i partiti politici anche d'estrema sinistra (1947) ed ora, attraverso libere elezioni, porta alla presidenza della repubblica lo scrittore R. Gallegos (1948), ma un golpe militare diretto dai conservatori lo rovescia;



1948
República del Ecuador

- Presidente della repubblica

J.M. Velasco Ibarra
(1944 - ?)II
[velasquismo]
[sarà deposto anche questa volta prima della scadenza del mandato]
1948
il protocollo di Rio de Janeiro non ha delimitato con precisione la linea di confine, nella zona della cordigliera del Cóndor;
dalla conferenza di Rio de Janeiro il paese dipende sempre più dagli Stati Uniti che hanno ottenuto anche la cessione di basi militari;




1948

- Presidente della repubblica

J.L. Bustamante Rivero
(1945 - 1950)
[Frente Democrático Nacional]
(Repubblica indipendente dal 1827)
1948
-


1948

- Presidente della repubblica

?
(?-?)
1948
un nuovo blocco di forze della sinistra, raggruppando accanto alla piccola borghesia radicale strati di operai e di contadini, ha dato vita nel 1941 al MNR (Movimento nazionalista rivoluzionario) sotto la guida di V. Paz Estenssoro ma l'esercito riesce sempre a strocare con le armi qualsiasi movimento di massa per l'emancipazione;
l'oligarchia conservatrice abbatte con un colpo di stato rivoluzionario il governo progressista di J. Villaroel.

1948

- Presidente della repubblica

G. Gonzáles Videla
(1946 - 1952)
[radicale del Frente Popular]
- Ministro della sanità
-
1948
dopo aver inserito per la prima volta in un governo sudamericano tre ministri comunisti, il presidente interrompe bruscamente l'esperimento riformista perché premuto dagli Stati Uniti nel nuovo clima della guerra fredda; si sbarazza quindi della sinistra ponendo il PCCh (Partito comunista cileno) fuori legge;
l'ipoteca statunitense è altresì giustificata dall'apertura di un nuovo ciclo del rame;

1948
dal 1816 divise nelle tre colonie:
Guyana Britannica
[dal 1928 ha un proprio governo rappresentativo]

- Governatore

?
(? - ?)
1948
-
Suriname (olandese)

- Governatore

?
(? - ?)
1948
-
Guyane Française
[dal 1946 integrata alla metropoli come dipartimento d'oltremare.]

- Governatore

?
(? - ?)
1948
-


1948

- Dittatore

?
(? - ?)
1948
-



1948

- Dittatore

gen. H. Morinigo
(1940 - 1948)
1948
la protesta sociale esplosa in scioperi e in ribellioni di militari e liberali, inDuce H. Morinigo a dure repressioni e infine alle dimissioni;


1948

- Presidente della repubblica

gen. J.D. Perón
(1946 feb - set 1955)
[il presidente ha instaurato la dittatura;
da maggio 1946 esiste solo il Partito unico della rivoluzione.]
1948
-

 



Patagonia
1948
-

1948
-
?
(1943 - ?)
1948
Montevideo,




1948
Mongolia
(Repubblica popolare)
-
?
(? - ?)
[dal 1921 la vita politica è dominata dal partito unico comunista, il PRPM (Partito rivoluzionario del popolo)]
1948
-

1948
CINA
-
Repubblica Cinese

presidente della repubblica

Chiang Kai-shek
(1935 dic - gen 1949)

- Presidente del PCC (Partito comunista cinese)

Mao Tse-tung
(1935 - 1949)

[i giapponesi hanno già occupato la Manciuria, Jehoi (provincia nordorientale della Cina), Chahar e Sui-yüan;
guerra cino-giapponese (1937-45): col pretesto della situazione bellica, Chiang Kai-shek riDuce al silenzio ogni forma di opposizione interna; il Kuomintang (KMT), di cui è ora diventato presidente, nel giro di un ventennio si è trasformato da forza progressista in baluardo della conservazione.]
1948
nuova guerra civile tra i comunisti di Mao Tse-tung e i nazionalisti di Chiang Kai-shek;
Febbraio
29
, Pechino, Chiang Kai-shek viene rieletto presidente della Cina;

Settembre
, il PCC (Partito comunista cinese) di Mao Tse-tung annuncia la costituzione della Repubblica popolare della Cina settentrionale;

Novembre
9
, l'armata rossa cinese oltrepassa la Grande Muraglia e punta su Pechino;

Repubblica sovietica cinese
degli operai e dei contadini

(Repubblica di Kiangsi - Cina meridionale)
presidente del PCC (Partito comunista cinese)
Mao Tse-tung
(1935 - 1949)
1948
-

a


1948
DAE HAN
(Corea)
lo stato coreano ha cessato di esistere come entità autonoma nel 1910 essendo stato annesso dal Giappone;
la conferenza interalleata del Cairo aveva deciso nel 1943 di restaurare l'indipendenza e l'integrità territoriale della penisola all'indomani del conflitto;
nonostante le due conferenze di Mosca (settembre e dicembre 1945) si siano pronunciate in favore dell'unità della penisola, il deteriorarsi della situazione internazionale per gli sviluppi della guerra fredda ha congelato la situazione esistente sicchè sorgono ora due stati distinti e rivali:

Choson
(Repubblica Democratica Popolare di Corea – a Nord)
[con capitale Pyongyang, nell'orbita sovietica.]
- Presidente
-
Kim Il Sung
(1948 set - 1972)
[segretario del Partito dei lavoratori (partito unico)]

1948
Febbraio
16
, nasce la Repubblica Democratica Popolare di Corea;

Settembre
12
, si costituisce nella zona occupata dai sovietici;
- Kim Il Sung (1948-72), segretario del Partito dei lavoratori (partito unico);

Dicembre
si conclude il ritiro delle truppe sovietiche dal territorio;
[Trattasi di un atto più formale che sostanziale: i russi si limitano ad arretrare al di là della vicina frontiera settentrionale della Corea continuando di fatto a esercitare un controllo sul governo nord-coreano.]


DAE HAN
(Repubblica di Corea – a Sud)
[con capitale Seoul (sotto l'egida statunitense)]
- Presidente
-
Syngman Rhee
(1948 ago - ?)

1948
Maggio
10
, come previsto, si svolgono le elezioni;
[Visto che i sovietici non hanno consentito ai membri della commissione dell'ONU di lavorare nella loro zona di occupazione, le elezioni, controllate dalle Nazioni Unite, si svolgono soltanto nella Corea del Sud.]

Agosto
15
, si costituisce sotto la presidenza del filoamericano Syngman Rhee che ha già ricoperto cariche nel governo coreano in esilio durante la seconda guerra mondiale;

Dicembre
12
, l'Assemblea generale dell'ONU riconosce il governo della Corea del sud come il solo governo legale della Corea;


1948
Pakistan
(dominion del Commonwealth britannico a prevalenza musulmana)
Prima fase (1947-56): relativo predominio della Lega musulmana e dei ceti agrari tradizionalisti;
1948
conflitto con l'India per il Kashmir (1947 dicembre-gennaio 1949):

1948
Unione Indiana
(dominion del Commonwealth britannico a prevalenza indù)
- Primo ministro
-
Sri Jawaharlal NEHRU [Pandit] (1948 - 1964)
[Partito del Congresso]
1948
Gennaio
30
, Gandhi viene assassinato da un proprio correligionario fanatico, armato dai settori più retrivi delle vecchie caste dominanti indù;
Agosto
primo ministro: Sri Jawaharlal NEHRU [Pandit] (1948-64) (Partito del Congresso);
occupa militarmente lo Junagadh e lo Hyderabad;
attua subito una politica antimperialistica e di non allineamento;
conflitto con il Pakistan per il Kashmir (1947 dicembre-gennaio 1949): in seguito alla decisione unilaterale del maharaja del Kashmir di inserire lo stato nell'Unione indiana, le truppe pakistane hanno occupato il sud del paese, provocando un sanguinoso conflitto con l'India;
si affaccia il separatismo bengali con i primi moti;

a


1948
Guerra d'Indocina
[la Francia, decisa a mantenere il controllo di tutta l'Indocina ma consapevole della necessitŕ di soddisfare la voglia d'indipendenza dei suoi popoli, concede una ridotta autonomia al Laos e alla Cambogia;
l'ala radicale dei nazionalisti, facente capo ai movimenti Khmer Issarak e Khmer Vietminh, aderisce perň alla guerriglia antifrancese coinvolgendo la Cambogia nella guerra;]
1948
dal 23 novembre 1946 è iniziato il conflitto

la lotta ha carattere prevalentemente di guerriglia;

1948
Repubblica Democratica del Vietnam
(dal 2 settembre 1945)

1948
-


a





1948
(periodo Showa: 1926-45)
Giappone

Hirohito

(Tokyo 1901 - 1989)
figlio di Yoshihito;
1921-26, reggente;
1926-45, imperatore del Giappone;
[dal 1.1.1946 ha rinunciato alle proprie prerogative divine pur di salvare l'istituto monarchico.]



[Nuova costituzione dal 1° gennaio 1946]

1948
governa ora il Partito conservatore (l'ex Partito liberale ora diventato Partito liberal-democratico) che con l'appoggio degli Stati Uniti svolge una politicia filoccidentale volta alla ricostruzione economica e a un nuovo sviluppo capitalistico;

a




1948
[colonia spagnola dal 1900, con capitale Villa Cisneros già protettorato dal 1884, le è stata annessa militarmente nel 1934 la regione di Saguia el Hamra]
-
-
1948
-


1948
MAROCCO
[dal 1912 il paese è un protettorato della Francia che ha riconosciuto alla Spagna una zona di sua spettanza (Rif, Ifni, Tarfaya);
con la convenzione di Parigi la città di Tangeri è stata internazionalizzata con un proprio statuto autonomo.]
mentre il paese continua ad opporre una strenua resistenza alla "pacificazione", egli si avvicina decisamente a quei movimenti che reclamano una maggiore autonomia del Marocco, non nascondendo le sue simpatie per l'Istiqlal o Partito dell'indipendenza attorno a cui si riunisce gran parte delle forze autonomistiche; dal canto suo la Francia ha creato una residenza militare che lascia insoddisfatta ogni istanza autonomista;
Maometto V
-

(Fez 1909 - Rabat 1961)
figlio di Mulay Yusuf;
1927-57, sultano del Marocco;
[alla morte del padre]

1957-61, re del Marocco;

1948
-


1948
Algeria
-
-
1948
mentre ancor prima della fine del conflitto mondiale le autorità francesi si erano impegnate a garantire alcune concessioni alla comunità musulmana, ora, con il nuovo statuto organico che istituisce un'assemblea algerina con limitati poteri deliberanti, quelle concessioni rimangono in pratica inoperanti per le forti resistenze opposte a qualsiasi modificazione del regime coloniale dalla consistente minoranza europea, i cosiddetti pieds noirs preoccupati di salvaguardare il loro predominio economico e politico rispetto alla massa della popolazione musulmana;

1948
TUNISIA
[protettorato francese dal 1883, anche se il bey conserva formalmente le sue prerogative]
il Neo-Destur (presidente: H. Bourghiba, in carcere 1934-36 e 1938-42) dal 1934 ha come obiettivo la fine del protettorato;
- Bey
?
(?-?)

1948
-


1948
LIBIA
[nome romano riesumato durante il conflitto per indicare le due regioni della Tripolitania e della Cirenaica]
-
1948
in mano agli alleati;


Muhammad Idris al-Mahdi al-Sanusi
-

(Giarabub 1890 - Il Cairo 1983)
1917-22, capo della confraternita dei Senussi;
1923-48, č costretto all'esilio;


1948, emiro di Cirenaica;


1950-69, re di Libia(Idris I);



1948
Faruk  
(Il Cairo 1920 - Roma 1965)
figlio di re Fu'ad I;
1936-52, re d'Egitto;
mentre gode di un certo prestigio da quando nell'immediato dopoguerra ha patrocinato la creazione della Lega araba e nel 1947 ha ottenuto l'evacuazione delle truppe britanniche dal paese, la leggerezza con cui impegna l'Egitto nella disastrosa guerra contro Israele, mette in luce l'inettitudine e la corruzione degli ambienti di corte; il suo ritorno a velleità di governo personale segna inoltre il suo declino politico;


1951-52, re d'Egitto e del Sudan;
- Primo Ministro
Nukrashi Pasha
(1946 dic - dic 1948)
1948
Gennaio
5
, Il Cairo, si costituisce un comitato di liberazione del Maghreb arabo, con l'adesione di quasi tutti i partiti nazionalisti dei tre paesi.

La disfatta palestinese (al-nahdah in arabo) ha qui in Egitto gli effetti a lungo termine più gravi.
I giovani ufficiali che hanno prestato servizio durante la guerra si convincono dell'incompetenza criminale degli uomini che governano l'Egitto.
Cibo e rifornimenti sanitari erano inadeguati, mentre gli armamenti erano obsoleti e talvolta inutili. Gli ufficiali superiori impartivano ordini contraddittori e assurdi mentre altri mostravano un'assoluta incompetenza.
[Un'eminente eccezione è stato il generale di Divisione Muhammad Nagib, gravemente ferito durante i combattimenti.]

Il cap. Gamal 'Abd al-Nasser è stato ferito e si è distinto nel corso di un'azione difensiva, ma uno dei suoi più fervidi ricordi saranno le parole pronunciate, prima di spirare, da uno dei suoi superiori che più ammirava: «Ricorda, la vera battaglia è in Egitto».

In Egitto si costituisce il comitato esecutivo degli "Ufficiali Liberi" nell'ambito del quale Gamal 'Abd al-Nasser, ora colonnello, viene ufficialmente eletto presidente.
Istituiscono una catena di cellule all'interno delle forze armate e iniziano a distribuire opuscoli ciclostilati per denunciare il regime.
La democrazia parlamentare egiziana sta già franando mentre le forze extraparlamentari si rafforzano. Tra queste i Fratelli Musulmani sono i più in vista e hanno guadagnato rinnovato prestigio dalle coraggiose imprese dei loro membri come volontari in Palestina.

Novembre
il primo ministro Nukrashi o Nuqraši Pasha si serve della legge marziale per dichiarare sciolti i Fratelli Musulmani e i loro affiliati.

Dicembre
il primo ministro Nukrashi Pasha viene assassinato.


1948
Sudan
[dalla convenzione del 18 gennaio 1899, il paese è stato costituito in "condominio" anglo-egiziano, di fatto in possedimento britannico;
la dominazione inglese ne ha accentuato la dipendenza coloniale, contestata fin dal periodo tra le due guerre mondiali dai nazionalisti sudanesi divisi tra una tendenza indipendentistica e una tendenza favorevole all'unione con l'Egitto;
nel settembre 1946 il RDA (Rassemblement Démocratique Africain) è diventato un'organizzazione popolare di massa nel Sudan (poi Mali).]
   
1948
Gennaio
la WAA (Workers Affairs Association) proclama una serie di scioperi;

Aprile
la WAA (Workers Affairs Association) proclama una serie di scioperi;

1948
Guinea-Bissau
[colonia autonoma portoghese dal 1879, i suoi confini (rettilinei e artificiosi di evidente origine coloniale) con l'Africa Occidentale Francese sono stati regolati nel 1896.]
-
?
(?-?)
1948
-



1948
Africa Occidentale Francese
(AOF – 1895-1958)

[Dall'inizio del 1946 è diventato un possedimento d'oltremare dell'Union Française, con la conseguente trasformazione dei suoi abitanti in cittadini francesi; il governatore generale viene affiancato da un Grand Conseil formato da 5 delegati di ogni singolo territorio.]

Senegal [sotto controllo francese dal 1817, sottomesso e pacificato dal 1865.] cap. Dakar.
1948
il leader nazionalista Léopold Sédar Senghor, che alla conferenza di Brazzaville del 1944 ha già impostato il cammino verso l'indipendenza, è uno dei principali ispiratori dell'Union Française.

Léopold Sédar Senghor esce dal Partito socialista francese e fonda il SDB (Senegalese Democratic Bloc - Blocco democratico senegalese).
Mauritania [protettorato francese dal 1904, il territorio vi è stato annesso dal 1920 ma le autorità coloniali non verranno mai completamente a capo dello spirito d'indipendenza mauro]
1948
-
Sudan francese [ex Senegal-Niger dal 1904, nel 1921 è tornato al suo nome originario.]
1948
dal 1946 l'UDS (Union démocratique soudanaise), sezione locale del RDA (Rassemblement démocratique africain), ha assunto con il suo leader Modibo Keita la testa del movimento nazionale;

Alto Volta [1932-47, la colonia è soppressa e smembrata tra Costa d'Avorio, Sudan Francese e Niger]
1948
-
Niger [completamente colonizzato dal 1920] cap. Zinder.
1948
-
Guinea Francese [protettorato francese dal 1889, è sorta la città di Conakry nel 1890; colonia francese dal 1891;
con l'acquisizione dell'isola di Los nel 1904 ha assunto il suo assetto territoriale definitivo.]
1948
dal 1946 sono iniziati i primi movimenti nazionalisti guidati dal PDG (Parti dèmocratique de Guinée), emanazione del moderato RDA (Rassemblement démocratique africain) dal quale il primo si distanzia anche per influenza del blocco sovietico, assumendo posizioni più radicali sotto direzione di Sékou Touré uno dei più prestigiosi leader del nascente "risveglio africano";
Costa d'Avorio [colonia francese dal 1893.]
1948
-
Dahomey [annesso dal 1899 ma, completamente, dal 1916]
1948
-

1948
Sierra Leone
[colonia inglese dal 1808.]
- Governatore
?
(?-?)
1948
-

1948
[ex Monrovia, è una repubblica indipendente dal 1847, con una costituzione modellata su quella statunitense ma con il predominio dell'elemento nero-americano su quello autoctono;
nel 1857 al paese si è unita l'ex colonia formatasi a capo delle Palme nel 1833;
dalla fine della prima guerra mondiale è diventata una dipendenza economica degli Stati Uniti che si sono assicurati importanti concessioni per lo sfruttamento delle piantagioni di caucciù attraverso la società Firestone;
dal 1946 mira ora a diventare uno dei maggiori "paradisi fiscali" del mondo fornendo la propria "bandiera ombra" alle flotte mercantili private di ogni nazionalità; partito di governo è il TWP (True Whig Party) che domina la scena politica liberiana da oltre un secolo.]
-
-
1948
-

1948
Costa d'Oro
[colonia della corona britannica dal 1874, si è ingrandita nel 1922 con l'annessione della parte occidentale (Togoland) dell'ex Togo tedesco;
dal 1946 è in vigore la "Costituzione Burns".]
- Governatore
-

1948
Febbraio
28
, Accra, durante il boicottaggio gandhiano delle merci europee, le truppe del governtore britannico usano le armi nel corso di una dimostraazione popolare.
Viene dichiarata la legge marziale, Nkrumah e Dunquah sono tratti in arresto ma poi rilasciati.
Nkrumah si dissocia da Dunquah e chiede l' "autogoverno subito". Fonda il CPP (Convention Peoples Party - Partito della Convenzione dei popoli).
Il CPP organizza scioperi e il boicottaggio dei beni inglesi. Nkrumah viene imprigionato per due anni.


1948
Togo
[sotto mandato francese dalla fine della prima guerra mondiale, dal 1922 il territorio comprende solo la parte orientale dell'ex Togo tedesco e mantiene una distinta fisionomia giuridica.]
?
(?-?)
1948
-


1948
comprende i due ex protettorati britannici;
all'unità amministrativa della federazione non corrisponde tuttavia una reale integrazione etnico-culturale del paese;
Nigeria settentrionale [territori haussa, riuniti dal 1900]
-
-
1948

Nigeria Meridionale [territori degli Oil Rivers (dal 1849), di Lagos (dal 1861) e Benin (dal 1897), riuniti dal 1906]
-
-
1948
all'unità amministrativa della federazione non corrisponde tuttavia una reale integrazione etnico-culturale del paese;
vari elementi di divisione si portano avanti dal 1922;
sale il movimento nazionalista;
Lagos
1948
-





1948
Camerun
[dal 1920 l'ex protettorato franco-britannico è diviso in due mandati coloniali previsti dal trattato di Versailles]
Njoya
-
(? - ?) c
1883-1933, re dei bantu;

Mandato (1) [alla Gran Bretagna, la porzione nordorientale, circa un quinto del paese]
1948
-
Mandato (2) [alla Francia, il resto (ha recuperato anche i territori ceduti nel 1911); dal 1946 è entrato a far parte dell'Union Française.]
1948
l'UPC (Union des populations du Cameroun) è alla testa della lotta per l'indipendenza (1948-58);

1948
Africa Equatoriale Francese
(1910-1958)
1910, la Francia crea questa nuova unità amministrativa che, pur mantenendo a Brazzaville la sede del governatore generale, è divisa in quattro ripartizioni:
Medio Congo [ex Congo Francese]
-
1948
André Matsua, fondatore nel 1925 della Société amicale des originaires de l'Afrique Equatoriale Française e finora sopravvissuta nella clandestinità, si trova ora arruolato nell'esercito francese;
nuovamente arrestato sotto l'imputazione di "intelligenza col nemico" è ricondotto a Brazaville. Qui tutti gli esponenti del movimeno amicale, divenuti fautori sempre più decisi delle rivendicazioni autonomiste delle popolazioni Bakongo, sono condannati a morte e fucilati.

Gabon [già assorbito dal Congo Francese nel 1888 e ora separato]
-
1948
-
Ubangi Sciari (Oubangui-Chari) [ex Impero Centrafricano, diventato colonia francese dal 1905; Territorio d'oltremare dal 1946.]
-
1948
-

Ciad [Territorio d'oltremare dal 1946.]
-
1948
-


1948
Congo Belga
[colonia dello stato belga dal 1908]
(capitale: Lépoldville)
[il territorio dello Zaire, già sede (ancor prima dell'arrivo dei portoghesi) di importanti regni autoctoni quali quello del Congo, di Kuba, Luba, Lunda:
- nel 1880 è stato posto sotto il controllo dell'Associazione internazionale per il Congo, promossa da Leopoldo II re del Belgio;
- 1885-1908, sotto la sovranità (esercitata a titolo personale) di Leopoldo II re del Belgio.]
Governatore
-
1948
Dalla fine della seconda guerra mondiale si sviluppa nel paese un movimento di liberazione con orientamenti progressisti, diffuso specialmente nelle città, fra gli strati di popolazione indigena che, venuti a contatto con la cultura europea, hanno abbandonato gli antichi costumi tribali e maturato una coscienza nazionale.
Katanga [regione sudorientale, annessa militarmente dai belgi nel 1891 sotto l'egida della Compagnie du Katanga istituita da re Leopoldo II.]
1948
nella zona dell'attuale Jadotville, la Union Minière:
- nel 1917, a Likasi, ha aperto un'altra grande miniera di rame (dopo quella iniziale a Elisabethville);
- nel 1921, a Panda, ha installato un concentratore di minerale;
- nel 1928, a Shituru, ha inaugurato un nuovo complesso industriale, di gran lunga il maggiore del Congo e fra i più imponenti dell'intera Africa.
ll complesso industriale [intitolato a Jean Jadot] forma una delle capitali mondiali del rame.
Ruanda-Urundi [dal 1919 sotto amministrazione belga, nel 1925 è stato annesso alla colonia.]
1948
-





1948
-
ETIOPIA
[Abissinia: con il termine si intende indicare la regione etiopica (comprendente il Tigré, lo Scioà, l'Amara e il Goggiam) che si estende a Nord del fiume Auasc e dello spartiacque tra l'Omo e l'Abbai]
-

(Harar 1891 - † 1975)
Tafari Makonnen, figlio del principe Makonnen e nipote di Menelik II;
1930-75, imperatore di Etiopia;
negus neghesti
(re dei re);
da maggio 1941 è rientrato insieme alle truppe inglesi ad Addis Abeba;

ERITREA

1948
dopo il trattato di pace del 1947 è sotto l'amministrazione provvisoria della Gran Bretagna;

1948
SOMALIA

1948
L'integrazione amministrativa da parte degli inglesi dei due territori ex Somalia Britannica ed ex Somalia Italiana, favorisce l'aggregazione delle forze nazionaliste nel partito Somali Youth League (Lega dei Giovani Somali) avviando il movimento indipendentista;
Progetto della Grande Somalia: rimane inoperante.

Dimostrazioni anti-italiane per l'indipendenza sono segnalate a Mogadiscio. Alcuni italani perdono la vita. Il governo di "amminsitrazione fiduciaria" reagisce duramente, mentre l'Italia è retta da un governo di coalizione, presieduto da A. De Gasperi.

Gennaio
i partiti socialista e comunista "bianchi" della Somalia dichiarano all'assemblea dell'ONU: «Ci dovrebbe essere una differenza di salario tra lavoratori bianchi e lavoratori negri».

Viene costituita la Società Approvvigionamenti Navigazione Italo-Somala (cap. L. 100.000).
Attraverso questa società l'armatore Marsano possiede anche due bananiere:
- piroscafo Giuba
[subirà la perdita totale del carico, nolo pagato quasi per intero ed effettiva perdita per l'azienda di oltre 100 Mni di lire; ciò nonostante sarà ancora noleggiato]
- piroscafo Genale
[arriverà a Napoli con il carico interamente danneggiato dal cattivo funzionamento delle stive frigorifere e quindi deprezzato del 50%; ciò nonostante sarà rinoleggiato per altri quattro anni].
Ernesto Rossi, I nostri quattrini, Laterza Bari 1964.]

Somalia Francese [Territorio d'oltremare dal 1946.]
il porto di Gibuti (1888) è collegato per ferrovia alla capitale etiopica Addis Abeba (1897-1917);
[situata in territorio dancalo e non propriamente somalo]
1948
-

1948
Africa Orientale Britannica
(IBEAImperial British East Africa)
Uganda [protettorato britannico dal 1894]
-
-
1948
formalmente diviso in quattro regni federati, è uno dei possedimenti più prosperi della Gran Bretagna in Africa.

Mukasa forma l'UAFU (Uganda African Farmers Union - Unione Ugandese degli Agricoltori Africani) come ramificazione dei "Figli di Kintu" e fonda una "Scuola Indipedente".
La fame di terre e i ristagno politico spingono i Baganda all'insurrezione e alla richiesta del diritto di voto. Il popolo rifiuta il sistema del Lukiko e il consiglio "Legislativo" consultivo.

Kenya [nome ufficiale solo dal 1920]
-
-
1948
Il partito nazionalista KAU (Kenya African Union) è diretto dall'antropologo Jomo Kenyatta.

Gli inglesi espellono trentamila africani, tra donne, bambini e uomini, da Ol-Engruoen, e ne confiscano il bestiame. I contadini oppongono resistenza: 73, incluse 26 donne, vengono imprigionati.
La polizia britannica redige un rapporto sulle "attività segrete" di una nuova organizzazione, i Mau-Mau, attivi nella Rift Valley (Kenya).

Giugno
George N'degwa, segretario della KCA (Kikuyu Central Association), viene imprigionato per un anno per aver chiesto il permesso di ripubblicare «Muiguithania», il vecchio giornale di J. Kenyatta messo al bando.
La KCA rimane fuori legge e la KAU diventa l'espressione legale di molte sue attività.
La pubblicazione inglese «East African Standard» loda J. Kenyatta per il suo atteggiamento "positivo".




1948
[dalla fine del primo conflitto mondiale (novembre 1918) il territorio è attribuito dalla Società delle Nazioni in mandato [Mandato B] alla Gran Bretagna che concede una relativa autonomia interna.]
-
-
1948
nel Consiglio Legislativo vengono ammessi i primi membri africani (quattro) e asiatici (tre).

1948
[protettorato (assieme all'isola di Pemba) dal 1890 e colonia dal 1913 della corona britannica.]
-
?
(?-?)
1948
scioperi popolari e regime d'emergenza;


1948
Angola
- Governatore
?
(? - ?)

1948
-


1948
Rhodesia
1948
ribattezzato Rhodesia dal 1895 in onore di Cecil J. Rhodes;
dal 1890 la British South Africa Chartered Co., società fondata da Cecil J. Rhodes, ha ottenuto da re LoBenguella la concessione esclusiva di sfruttamento venticinquennale del territorio del protettorato sui maTabele;
Rhodesia del Nord-Ovest [protettorato dal 1899, dal 1914, è uno dei più poveri possedimenti britannici]
-
-
1948
passata dal 1924 sotto il controllo statale, ha mantenuto lo status di protettorato, dipendendo dal Foreign Office;
la crescente opposizione africana porta alla formazione del NRAC (Congresso Africano della Rhodesia del Nord) guidato da G.L. Mbikusita;
Rhodesia del Sud [protettorato dal 1911]
-
-
1948
passata sotto il controllo statale nel 1923, si è rifiutata d'integrarsi nell'Unione Sudafricana divenendo colonia autonoma della corona e godendo così di maggiore libertà amministrativa; a forte immigrazione bianca, adotta una legislazione razziale analoga a quella sudafricana (apartheid) sancendo la completa esclusione dell'elemento indigeno dalla vita politica del paese;
[la situazione rimane così fino al secondo dopoguerra: vedi 1953]

1948
[l'ex territorio Malawi, protettorato britannico dal 1891, che aveva assunto formalmente il nome British Central Africa
nel 1893, ha assunto questo nuovo nome nel 1907]
-
-
1948
sin dall'inizio del secolo fermenti antibritannici sono già sorti e ora si diffondono a causa dell'indiscriminata diffusione delle piantagioni coloniali a scapito delle colture alimentari per il fabbisogno della popolazione (in costante aumento);
dal 1944 il movimento nazionalista nero ha ripreso vigore con la fondazione del NAC (Nyasaland African Congress);


1948
Mozambico
-
-
1948
il Portogallo, che nel 1923 ha integrato il triangolo di Kionga, procede tra le due guerre al riassetto definitivo del possedimento gestito in parte dalla società privata Companhia de Moçambique;


1948
Madagascar
(Imérina)
[annesso alla Francia dal 1896]
- Governatore
Cayla
(? - ?)
1948
continuano le repressioni provocate dal fallito moto insurrezionale del 1947 diretto dal MDRM (Mouvement Démocratique de la Rénovation Malgache);




1948
Unione Sudafricana
[dominion britannico a struttura federativa dal 1910 ma indipendente sul piano internazionale (statuto di Westminster, 1931)]
- Primo ministro
J.C. Smuts
(1939 - 1948)
[Partito afrikaner (unionista)]
D.F. Malan (1948 - 1954)
dal 1912 si è costituito il SANNC (South African Native National Congress) – dal 1925 mutato in ANC (African National Congress) – formazione politica nera;
dal 1913 è in vigore il Native Land Act che consente al primo ministro di coinvolgere l'elemento boero nella prima guerra mondiale a fianco dell'Inghilterra;
dal 1914 è abolita l'imposta discriminatoria nei confronti degli indiani del Natal;
dal 1918 si è annessa con una serie di decisioni unilaterali l'ex colonia tedesca dell'Africa del Sud-Ovest, ricevuta invece in amministr azione fiduciaria dalla Lega delle Nazioni; nel tentativo di diminuire il costo del lavoro nell'industria mineraria colpita da recessione in conseguenza del declino del gold standard, il primo ministro fa ricorso alla manodopera africana semispecializzata;
mentre dal 1925 l'afrikaans ha rimpiazzato l'olandese come seconda lingua ufficiale dell'Unione, sono in vigore: Native Land Act (dal 1913) e Colour Bar Act (dal 1926);
dal 1934 il Partito afrikaner (unionista) di J.C. Smuts e il Nationalist Party (nazionalista) di J.B.M. Hertzog si sono fusi nell'United Party favorendo così l'aggregazione in partito politico della destra ultrarazzista e apertamente filonazista di D.F. Malan (Purified Nationalist Party) a cui nel 1936 Hertzog e Smuts hanno dovuto concedere il Representation of Natives Act che sospende i diritti politici della comunità nera;
grazie alla posizione favorevole all'ingresso del paese nel congflitto a fianco degli alleati (80 voti contro 67)

1948
sale al potere il nazionalista D.F. Malan (1948-54);

Il TARM (Train Apartheid Resistance Movement = Movimento di Resistenza alla Segregazione) richiama folle di sostenitori nella Penisola del Capo, ma entra in crisi quando il CPSA (Communist Party of South Africa) forma un fronte con i liberali che il NEUM (Non-European Unity Movement) rifiuta di ammetere nel Fronte Unito dei popoli.

I contadini di Zeerust resistono ai tentativi di "bantustanizzazione".
Nel Pondoland I.B. Tabata viene arrestato sotto l'accusa di "istigazione" dei contadini che appoggiano la lotta sostenuta dal NEUM contro il cosiddetto "Rehabilitation Scheme" (selezione del bestiame e altre misure per «eliminare il lavoro a basso salario» dalle riserve a favore degli imprenditori "bianchi".

Gennaio
8, il «Guardian», organo non ufficiale del CPSA, riferisce che la Conferenza del CPSA ha respinto la decisione di boicottaggio presa dalla conferenza dell'ANC nel 1946 e decide di rendere operativa la "Legge sulla Rappresentanza Indigena" del 1936.

Marzo
29-31
, Città del Capo, la Conferenza del NEUM:
- adotta la risoluzione anti-imperialista in favore dell'indipendenza in Asia e in Africa;
- si oppone a ogni immigrazione "bianca" in Africa – che rafforzerebbe l' "Herrenvolk" cioè il "popolo dei padroni" "bianchi";
- appoggia la lotta dei contadini del Transkei e dei Ciskei;
- promuove il boicottaggio delle elezioni "bianche" del 1948, in cui solo un piccolo numero di non-europei delL Capo ha il diritto di voto, ma non il diritto di entrare in Parlamento.

Novembre
il "rappresentante indigeno" del CPSA, Sam Knan, viene "eletto" con i "voti" razzisti al Parlamento "bianco" ed è condannato dai movimenti di liberazione come «traditore dell'Africa».
Il popolo africano boicotta il candidato "bianco" del CPSA.







1948
LEGA ARABA
Il 22 marzo 1945 è nata al Cairo questa lega fondata da Egitto, Libano, Siria, Giordania, Iraq, Arabia Saudita e Yemen;
1953, Libia
1956, Sudan
1958, Tunisia e Marocco
1961, Kuwait
1962, Algeria.
Fa parte anche l'OLP (Organizzazione per la liberazione della Palestina), presieduta da Yasir Arafat.
1948
-




1948
Regno Arabo Saudita
[dal 27 set 1932]
[come membro fondatore, dal 22 marzo 1945 fa parte della "Lega araba".]
'Abd al-'Aziz III o ibn Sa'ud
Albero genealogico
(Riyadh 1887-Taif 1953)
discendente della dinastia wahhabita dei Banu Sa'ud;
1891, la dinastia viene scalzata dalla capitale Riyadh a opera dei rivali Banu Rashid del Gebel Shammar;
1902-13, ristabilisce con una serie di campagne l'unità del Neged, intraprendendo dopo il crollo dell'impero ottomano l'unificazione della penisola arabica;
1915-18, prima guerra mondiale: pur avendo stipulato un accordo di alleanza con la Gran Bretagna (1915), si mantiene neutrale dedicandosi al consolidamento interno dello stato, da lui organizzato sulla base di colonie agricolo-militari di contadini soldati legati al sovrano da un patto ("fratelli fedeli");
1918, approfitta dei contrasti anglo-francesi nel Vicino Oriente per sviluppare una tempestiva politica di annessioni;
1919, si annette il Gebel Shammar;
1924, si annette la Mecca;
1925, si annette Gidda;
1926, re del Higiaz;
1927-32, re del Higiaz e del Neged;
[… e dipendenze];
riconosciuto al congresso musulmano universale della Mecca, ottiene anche il riconoscimento della Gran Bretagna (trattato di Gidda);
1932 (27 settembre) procede alla piena integrazione dei suoi possedimenti dando ad essi il nome di Regno Arabo Saudita;
1932-53, re dell'Arabia Saudita;
uno dei principali protagonisti del risorgimento arabo;
1948
guerra arabo-israeliana (1948-49): coinvolge il paese solo nominalmente;


1948
Yemen
(imamato)
[come membro fondatore, dal 22 marzo 1945 fa parte della "Lega araba".]
? 

1948
una congiura di palazzo capeggiata dagli stessi membri della famiglia reale, sopprime il vecchio Yahya, al potere dal 1911, tentando così di avviare una cauta modernizzazione tramite il ricorso a capitali occidentali e di inserire il paese nei nuovi equilibri panarabi;


1948
Regno Hashemita del Giordano
(Giordania)
[come membro fondatore, dal 22 marzo 1945 fa parte della "Lega araba".]
Abdullah o 'Abd Allah ibn al-Husayn
(La Mecca 1882 - Gerusalemme 1951) secondogenito del re del Higiaz Husayn ibn 'Ali, della dinastia degli Hashimiti o Hashemiti;
1920, re dell'Iraq;
[designato dal Congresso panarabo di Damasco]
1921, deve cedere il trono iracheno al fratello maggiore Faysal, espulso dalla Siria dai francesi, ottenendo in cambio l'emirato autonomo di Transgiordania, sotto mandato britannico;
1921-46, emiro di Transgiordania [sotto mandato britannico];
1933, dopo la morte del fratello Faysal, ne riprende il progetto di creazione di una "grande Siria" (Transgiordania, Palestina, Libano e Siria) rinsaldando a tale scopo l'alleanza con la Gran Bretagna;
1946-51, re del Regno hashemita del Giordano;
[ottenuta l'indipendenza dal mandato britannico, assume il titolo di re e muta il nome dell'emirato autonomo di Transgiordania in questo]
1948
guerra arabo-israeliana (1948-49):


1948

[come membro fondatore, dal 22 marzo 1945 fa parte della "Lega araba".]

- Presidente
Bachara al-Khury
(1943 - 1952)
1948
la Francia continua a intrattenere con Beirut rapporti privilegiati in campo militare e finanziario, che consentono ai ceti dirigenti del periodo coloniale di serbare la loro autonomia;
guerra arabo-israeliana (1948-49):


1948
Repubblica araba di Siria

[dall'aprile 1946 il paese ha conseguito la piena indipendenza.]

- Presidente
Shukri al-Quwwatli
(1946 apr - ?)
[leader nazionalista]
1947
guerra arabo-israeliana (1948-49): vi prende parte come membro della "Lega araba";


1948
[dal 1922 la regione è stata attribuita in mandato dalla Società delle Nazioni alla Gran Bretagna, sulla base del piano di spartizione del levante convenuto da inglesi e francesi (accordo Sykes-Picot);
dal 1939 (libro bianco del maggio 1939) il governo inglese ha formulato la proposta, respinta dagli interessati, di istituire uno stato arabo palestinese indipendente, nell'arco di un decennio;
dal 1942 a New York l'Organizzazione sionistica mondiale pensa di dar vita a uno stato ebraico indipendente,
… ogni mediazione è improponibile;
dal 1947 la risoluzione dell'ONU di spartire la Palestina in due stati nazionali, internazionalizzando pro tempore Gerusalemme, non viene accettata dagli arabi;
l'URSS appoggia la costituzione dello stato di Israele.]
- Alto Commissario britannico
?
(?-?)
 

1948
Le Nazioni Unite non fanno alcuna proposta sulle modalità della spartizione della Palestina e del suo finanziamento, e la Gran Bretagna rifiuta di attuare una politica che non sia accettata da entrambe le parti e di partecipare alla Commissione delle Nazioni Unite per la Palestina che dovrà agire da supervisore nel periodo di transizione.
L'inghilterra trasferisce semplicemente il potere a qualsiasi comunità dominante a livello sociale e, poiché i quadri arabi, a differenza di quelli ebraici, sono solitamente scadenti, l'ordine viene mantenuto meglio nelle zone ebraiche.
Combattimenti locali scoppiano subito e ben presto si trasformano in una guerra vcivile a tutti gli effetti, mentre viene smantellata l'amministrazione britannica.
Di fronte a un simile fallimento, gli Stati Uniti fanno marcia indietro e si oppongono a una spartizione forzata.

Marzo
30
, gli Stati Uniti chiedono una tregua e un'ulteriore riconsiderazione del problema da parte dell'Assemblea generale dell'ONU.

Tuttavia i sionisti, preoccupati del cambiamento di atteggiamento americano, moltiplicano gli sforzi per fondare il loro stato. I sionisti estremisti dell'Irgùn e dell'Organizzazione Stern collaborano con l'Haganah, e il grande progetto, noto come "Piano Dàlet", di occupazione di gran parte della Palestina viene messo in atto.

Aprile
vengono sferrati attacchi contro i villaggi arabi in posizioni strategiche.
Unitŕ arabe irregolari, circa 3000 volontari, cominciano ad infiltrarsi nel paese dalla Siria, dal Libano e dall'Egitto per aiutare gli arabi della Palestina nei loro attacchi contro le comunitŕ ebraiche e impedire il traffico nelle vie di comunicazione.

L'esercito di liberazione araba riscuote alcuni successi iniziali, ma non può far molto contro le superiori forze sionistie.





Maggio
10
, il morale dei civili arabi crolla di fronte al massacro e all'offensiva psicologica che sfrutta le notizie dell'eccidio da parte degli irgunisti, di 250 abitanti del villaggio di Deir Yasin.
Tiberiade, Haifa, Acri, Giaffa e gran parte della Gerusalemme araba cadono, e trecento o quattrocento profughi fuggono terrorizzati nei paesi arabi confinanti.
14, dopo il vanificarsi della proposta dell'ONU del novembre precedente, poche ore prima della cessazione del mandato britannico sulla Palestina un governo provvisorio ebraico proclama lo stato di Israele;
l'ultimo Alto Commissario britannico lascia la Palestina e il mandato termina ufficialmente;
nel giro di poche ore i sionisti ricevono il riconoscimento dell'Unione Sovietica e degl Stati Uniti;
15, unità degli eserciti regolari di Siria, Transgiordania, Iraq e Egitto varcano immediatamente la frontiera palestinese, nella speranza di ripristinare la situazione a favore degli arabi.

[Non vi è tuttavia alcun legame effettivo tra gli eserciti arabi, che non agiscono di concerto. La loro capacità militare non riflette la schiacciante superiorità araba, 40 milioni di arabi contro 600.000 ebrei sionisti.
Di fatto, quanto a soldati regolari, possono schierare:
- Egitto, 10.000,
- Legione araba della Transgiordania, 4.500,
- Siria, 3000,
- Libano, 1000,
- Irak, 3000.
Le armi sono francesi e inglesi e, nel caso della Transgiordania, il comandante in capo, il gen. Glubb, e gli ufficiali superiori sono britannici.
Gli eserciti arabi – come ricorderà uno statista arabo sopravvissuto – sono utili solo per le parate miilitari.
Ora si si trovano ad affrontare 60.000 soldati ebrei che, sebbene non siano mai stati riconosciuti ufficialmente dal mandato, sono armati, addestrati e molti hanno precedenti esperienze belliche.]

Alcuni leader arabi, soprattutto in Siria e in Iraq, sono talmente all'oscuro della situazione che si aspettano una vittoria facile.
Re 'Abd-Allah è la persona che considera in modo più realistico la forza sionista (per un certo periodo ha intrattenuto negoziati segreti con i leader sionisti e ha costituito con loro una sorta di alleanza strategica che gli permetterebbe di imposserssarsi di parte della Palestina araba escludendo i leader nazionalisti palestinesi, in quanto sguaci di Husayni, ostili agli hascemiti.
Il primo ministro egiziano, Nuqraši Pascià, che non ha la brillante sicurezza del più ambizioso Nahhas, dubita di una vittoria araba e non si illude dell'efficienza delle forze armate egiziane.

Ma l'opinione pubblica egiziana è insorta. I Fratelli Musulmani vogliono combattere per la Palestina, e Hagg Amin Husayni, in questo momento in Egitto, esercita una forte influenza.
Di grande importanza è la determinazione di re Faruq a far entrare in guerra l'esercito egiziano.

Se la resistenza sionista crollasse, non c'è dubbio che anche re 'Abd-Allah sarebbe obbligato a continuare la guerra sino a vedere lo stato di Israele morire sul nascere. Ma il dichiarato obiettivo dei governi arabi è solo quello di ristabilire l'ordine e proteggere il 45% della Palestina che spetta agli arabi in base al piano di spartizione delle Nazioni Unite.
Dapprima tutto procede bene per gli arabi perchè occupano le zone non ancora sotto il controllo ebraico.
Gli egiziani entrano a Gaza e a Be'ersheba e si congiungono con la Legione Araba nei pressi di Betlemme. La Legione Araba, con gli alleati iracheni, tiene la parte centrale della Palestina e cerca di stringere d'assedio la Gerusalemme occidentale ebraica, anche se, disgraziatamente per gli arai, non si riesce a bloccare la strada fra Tel Aviv e Gerusalemme.

Giugno
11
, a partire da oggi, il mediatore delle Nazioni Unite, lo svedese conte Folke Bernadotte, assicura una tregua di quattro settimane e avanza proposte per una sistemazione, rifiutate da entrambe le parti.
Con la ripresa delle ostilità, gli ebrei pongono fine all'assedio di Gerusalemme ovest e riportano notevoli vittorie in quasi ogni settore, conquistando Nazareth e la Galilea occidentale, che era stata assegnata agli arabi.

dopo la tregua il mediatore dell'ONU il conte Folke Bernadotte assegna Gerusalemme agli arabi;


Luglio
18
, viene ora indetto un secondo cessate il fuoco ma non viene rispettato;

Settembre
17
, la proposta di prorogare la tregua viene respinta dagli arabi: assassinio del conte Folke Bernadotte a Gerusalemme;

Dicembre
l'Assemblea generale dell'ONU nomina una commissione di conciliazione formata da tre membri, affinché stabiliscano un assetto finale e uno statuto internazionale per Gerusalemme, ma tutti gli sforzi sono inutili.

Una conferenza a Gerico, in cui si incontrano circa 2000 notabili arabi, invita re 'Abd-Allah a unire Palestina e Giordania. Alla mossa si oppongono aspramente gli altri arabi che tentano invano di fermarla. Cercano di riattivare la risoluzione delle Nazioni Unite a favore dell'internazionalizzazione di Gerusalemme, ma, essendo inaccettabile da parte israeliana, non vi riescono.
Re 'Abd-Allah mantiene il controllo della città vecchia araba.
La Giordania ha così acquistato una popolazione palestinese di due volte superiore a quella transgiordana, e mezzo milione di costoro sono profughi bisognosi. I palestinesi accettano l'annessione di re 'Abd-Allah come una causa di forza maggiore, ma gran parte di loro ha riserve sul fatto di essere governata dai transgiordani che considerano meno progrediti di loro. Una minoranza odia apertamente gli hascemiti.



1948
Repubblica di Israele
 
- Presidente  
?
(1948 - 1952)
- Primo ministro  
David Ben Gurion
(1948 - dic 1953)
[MAPAL]
MAPAL (Organizzazione sionistica mondiale - Partito laburista);
David Ben Gurion è a capo di una coalizione di centro-sinistra; parlamento unicamerale (Knesset);

1948
Maggio
14
, David Ben Gurion proclama la nascita dello stato di Israele;
scoppia il primo conflitto arabo-israeliano;

Agenzia ebraica: dopo la creazione dello stato di Israele, questo organo esecutivo dell'Organizzazione sionistica mondiale continua ad operare non piů come organo degli stati palestinesi, ma con competenza sull'immigrazione;
il territorio dello stato d'Israele comincia quindi ad essere invaso, lo stesso giorno, dagli eserciti regolari dell'Egitto, della Transgiordania, dell'Iraq, della Siria, del Libano e da un contingente dell'Arabia Saudita per un complesso di circa 80.000 soldati:
- l'esercito egiziano raggiunge Ashdod a 35 km da Tel Aviv;
- le forze arabe assediano Gerusalemme e la cittŕ vecchia cade nelle loro mani,
- un'unitŕ irachena, che ha attraversato la piana costiera fino a 15 km dal Mediterraneo, minaccia di dividere in due il paese,
- l'esercito siriano, avanzando nella Galilea settentrionale tenta di tagliar fuori la regione settentrionale;
Israele, sebbene disponga di un esercito improvvisato, mal equipaggiato e privo di esperienza, riesce a contenere e a respingere le forze avanzanti e, nel corso dell'azione per rigettare l'invasione egiziana, a penetrare nella penisola del Sinai;
in estate viene istituito l'Aman, ossia l'ufficio informazioni militari di Israele, come una delle tre branche del vecchio Sherut Yediot (Servizio Informazioni), noto con la sigla Shai;

Settembre
17
, terroristi israeliani, del gruppo Stern, assassinano il conte Bernadotte, mediatore dell'ONU;
[kibbuz e moshav] negli anni precedenti la creazione dello stato di Israele e in quelli immediatamente successivi i kibbutzim, specie quelli periferici, esercitano anche una funzione di difesa militare;



1948
Iraq
[dal 1930 l'Iraq è "formalmente" indipendente; dal 1930 rimane infatti ancora legato alla Gran Bretagna da un trattato 25le;
membro fondatore delle Nazioni Unite (1945) e della "Lega araba" (22 marzo 1945).]
Faysal II

(? - 1958)
figlio di Ghazi I
1939-58, re dell'Iraq;


- Presidente del consiglio di reggenza
Nuri al-Sa'id
(?-?)
Kurdistan (iracheno)
1948
le multinazionali del petrolio e in particolare l'Iraq Petroleum Corporation (anglo-franco-olandese-americana) operano nei giacimenti della zona di Kirkuk;



1948
Iran
[mentre dal 1928 sono state annullate tutte le concessioni di extraterritorialità, dal 1933 è stato rinegoziato l'accordo con la AIOC (Anglo-Iranian Oil Company) che continua a sfruttare (1909-51) gli ingenti giacimenti petroliferi.]
Muhammad Reza Pahlavi

(Teheran 1919 - Il Cairo 1980)
primogenito di Reza Khan Pahlavi imperatore (sciŕ) dell'Iran, educato all'occidentale;
1941-79, sciŕ dell'Iran;
sale al trono dopo l'abdicazione del padre;



1948
-

Alcuni negoziati avviati con la AIOC (Anglo-Iranian Oil Company) per aumentare i dividendi iraniani vengono vanificati da M. Mossadeq e dai suoi seguaci al Maglis, insistendo sul diritto dell'Iran a riconquistare il controllo sulla principale risorsa natuarale del paese.





Bonino, Emma (Bra, 9 marzo 1948) donna politica italiana, una delle figure più importanti del radicalismo liberale italiano dell'età repubblicana;
[Esponente dei seguenti partiti:
(1975-1989) - PR (Partito Radicale),
(1994-2001) - LBP (Lista Bonino Pannella),
(2001-2005) - RI (Radicali Italiani)
(2005-2007) - RnP (Rosa nel Pugno)
(dal 2007) - RI (Radicali Italiani).]


Buttiglione, Rocco (Gallipoli, Lecce 1948) filosofo cattolico e politico italiano, laureato in giurisprudenza e laurea honoris causa dall'universitŕ cattolica di Lublino; docente universitario, prorettore dell'Accademia internazionale di filosofia del Liechtenstein, consultore della Pontificia commissione justitia et pax e della Pontifica accademia delle scienze sociali, ha militato in Comunione e Liberazione;
1994, segretario del Ppi, viene eletto deputato;
1995, passa al Cdu di cui diventa segretario;
1996, rieletto deputato nell'alleanza con Forza Italia, Alleanza nazionale e Ccd;
200? - maggio 2006, ministro dei beni culturali nel governo Berlusconi II.

Cardinale, Salvatore (Mussomeli, Caltanissetta 1948) politico italiano, laureato in giurisprudenza;
1987, deputato per la Democrazia cristiana;
1992, deputato per la Democrazia cristiana;
1996, deputato per il Ccd-Cdu, č ministro delle Comunicazioni nei governi D'Alema I e II e nell'Amato II; aderisce quindi all'Udeur di C. Mastella.

Gore, Al (Washington 1948) politico statunitense,democratico;
1977-79, č eletto alla Camera come deputato del Tennessee;
1985, diventa senatore;
1988, tenta la corsa alla presidenza , ma non riesce a superare a New York il rivale J. Jackson;
1990, viene rieletto senatore e vota con G. H.W. Bush (senior) per l'uso della forza nella questione del Golfo;
1992, diventa vicepresidente degli Stati Uniti, a fianco di B. Clinton;
2000, alle elezioni presidenziali, cui si presenta come rappresentante del Partito democratico, raggiunge un punteggio cosě tanto vicino a quello del rivale che č necessario, dopo un mese di conteggi, l'intervento della magistratura e perfino della Corte suprema; la vittoria va a G. W. Bush.

Damiano, Cesare (Cuneo 1948) politico italiano;
1991, dopo aver militato a lungo nella Fiom-Cgil, diviene segretario generale della Camera del Lavoro di Torino;
2001, viene eletto nella segreteria nazionale Ds come responsabile del dipartimento Lavoro;
2006, ministro del lavoro nel governo Prodi II.

Lanzillotta, Linda (Calabria 1948) donna politica italiana;
[Moglie del ministro Franco Bassanini.]
emigrata a Roma è esponente DI;
1970-93, funzionario del ministero del bilancio e poi della Camera dei deputati dove guida per diversi anni la segreteria della commissione Bilancio;
2000, segretario generale della presidenza del consiglio;
2006, ministro (senza portafoglio) degli affari regionali nel governo Prodi II.

Mussi, Fabio (Piombino, Livorno 1948) politico italiano;
laureato in filosofia alla Normale di Pisa è
iscritto al Pci (1966) č in seguito condirettore de «l'Unitŕ», segretario regionale del partito in Calabria;
1972, è a Roma per occuparsi, sotto la segreteria Berlinguer, del settore Università;
passato al Pds, č membro del consiglio nazionale del partito e responsabile dell'area politiche del lavoro;
1992, deputato;
1994, deputato dei Ds;
1996, deputato dei Ds; capogruppo parlamentare Sinistra democratica-L'Ulivo nella XIII legislatura;
2001-2006, vicepresidente della Camera dei deputati nella XIV legislatura;
2006, ministro dell'università e ricerca scientifica nel governo Prodi II.

Pennacchi, Laura (Latina, 9 luglio 1948) donna politica italiana, esponente dei DS (Demcoratici di Sinistra).

Scajola, Claudio (Imperia 1948) politico italiano;
[Figlio di Ferdinando e fratello di Alessandro (sindaco e deputato Dc).]
1982-83, sindaco di Imperia, dopo il padre;
1990-95, sindaco di Imperia;
1994, responsabile nazionale dell'organizzazione di Forza Italia;
1996, deputato per Forza Italia;
2001, deputato per Forza Italia; ministro dell'Interno nel governo Berlusconi II; costretto alle dimissioni dopo i fatti di Genova, č sostituito da G. Pisanu.

Taylor, Charles Ghankay (in Liberia 1948) politico liberiano, membro di un gruppo elitario di etnia americano-liberiana discendente degli schiavi liberati americani che avevano colonizzato la regione all'inizio del XIX secolo;
1977, si laurea al Bentley College di Waltham, nel Massachusetts, divenendo poi direttore dell'amministrazione dei servizi generali della Liberia, sotto il presidente Samuel K. Doe; accusato di appropriazione indebita, ripara negli Stati Uniti dove perň viene messo in carcere; prima di essere estradato, riesce ad evadere da una prigione del Massachusetts e giunge in Liberia dove fonda il Fronte nazionale patriottico della Liberia;
1989, la milizia cosě formata invade il paese, scatenando la guerra civile;
1990, raggiunge la capitale Monrovia ma la lotta tra le opposte fazioni gli impedisce di prendere il potere, mentre Doe viene ucciso; nei sette anni che seguono le fazioni armate conducono una guerra spietata che provoca oltre 150.000 morti; benché la sua fazione domini le campagne e saccheggi le ricche risorse naturali liberiane, non riesce mai a controllare la capitale;
1996, accordo di pace;
1997, alle elezioni, nonostante anni di guerra civile, da lui scatenata, abbiano lasciato in piedi poche cose e vuote le casse dello stato, viene eletto presidente.

Torna su

Protocolli dei Savi Anziani di Sion

«segue da 1921»
1948, vengono ripresi da alcuni paesi arabi nell'ambito della propaganda antisraeliana nonché da movimenti neofascisti di vari paesi.

Nuova Ricerca