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Papa
Benedetto XV

(1914-22)

- segretario di Stato: card. P. Gasparri.

1916
la Svizzera è diventata il terreno delle operazioni del'intelligence italiana contro il papato; da diversi anni i servizi segreti italiani sono sicuri che la Svizzera sia il centro delle operazioni clandestine dell'Entità e del Sodalitium Pianum.

Aprile
il controspionaggio italiano riceve la visita dell'avv. Antonio Celletti, amico di un tale Archita Valente;
l'avvocato racconta che il suo amico è sempre molto interessato agli annunci personali pubblicati sul quotidiano «Il Giornale d'Italia» e che riceve strani pacchi da uomini sconosciuti;
Maggio
Archita Valente chiede a Giuseppe Grassi, un conoscente dell'avvocato, di portare alcune lettere ad un certo barone Franz von Stockhammern, che si trova a Lucerna; senza sapere di cosa si tratti, Giuseppe Grassi parla all'avv. Antonio Celletti dell'incarico affidatogli, il quale si offre di consegnare le missive; con le lettere in mano e la parola d'ordine datagli da Giuseppe Grassi, l'avvocato viaggia fino a Lucerna per incontrarsi con il barone; arrivato in Svizzera, viene ricevuto da Mario Pomarici, un giornalista italiano filotedesco che in cambio di denaro ha scritto diversi articoli contro l'intervento italiano in guerra; Mario Pomarici è diventato uno degli uomini di fiducia del capo dello spionaggio tedesco in Svizzera; Franz von Stockhammern rivela all'avv. Antonio Celletti che Archita Valente è un agente tedesco in Italia e che il suo compito principale è quello di raccogliere informazioni sulle relazioni tra l'Itala e l'Intesa e tra l'Italia e il Vaticano;
tornato a Roma, l'avvocato denuncia il complotto ai servizi segreti italiani;
Luglio
il controspionaggio italiano ha già prove sufficienti contro Archita Valente e Mario Pomarici;
Novembre
solo ora i due sono portati in tribunale con l'accusa di alto tradimento; Archita Valente confessa che un altro avvocato romano, certo Giuseppe Ambrosetti, è un agente molto esperto dell'Entità
; questi a sua volta confessa che un altro agente, intercettato con "G", è in realtà Rudolph Gerlach (un religioso bavarese ex ciambellano e confidente di Benedetto XV) e che lo stesso ha consegnato grosse somme di denaro da parte di Franz von Stockhammern a diversi quotidiani e giornalisti; in alcune occasioni Rudolph Gerlach ha versato soldi anche a Giuseppe Ambrosetti; il denaro è stato poi depositato in Svizzera in conti numerati; Giuseppe Ambrosetti rivela che l'Entità ha messo sotto sorveglianza Rudolph Gerlach messa alle sue coste dal SP;
[Quando era stato proposto per occupare un posto nella nunziatura in Baviera, il cardinale Andreas Frühwirth, responsabile dell'ambasciata pontificia, si oppose; a Roma Rudolph Gerlach conosceva l'allora arcivescovo di Bologna, Giacomo Della Chiesa, giunto in Vaticano per ricevere il cappello cardinalizio; eletto papa, Giacomo Della Chiesa chiamò mons. Rudolph Gerlach al suo servizio.]

"Seconda Internazionale"

«segue da 1915»
1916
Kienthal, congresso organizzato dalla Commissione socialista internazionale creata nel 1915.
«segue 1917»

Sionismo

«segue da 1915»
1916
Inghilterra, verso la fine dell'anno, con l'affidamento della condotta della guerra a D. Lloyd George, leader di una coalizione nazionale di liberali e conservatori, la causa sionista comincia a farsi realmente strada.
«segue 1917»

 


I GUERRA MONDIALE

 





1916
Impero d'Austria
 
Francesco Giuseppe I
Albero genealogico
(Vienna 1830-1916)
figlio dell'arciduca Francesco Carlo d'Absburgo-Lorena e di Sofia di Baviera;
1848-1916, imperatore d'Austria;
1867-1916, re d'Ungheria;
nel 1889 suo figlio Rodolfo si suicida a Mayerling con la giovane amante Maria Vetsera;
nel 1898 la moglie Elisabetta [Sissi], principessa di Baviera, è stata pugnalata a morte a Ginevra da un anarchico italiano;

 
Karl I
Albero genealogico

(Persenburg, Austria Inferiore 1887 - Quinta do Monte, Madera 1922)
figlio dell'arciduca Ottone d'Absburgo-Lorena e di Maria Giuseppa di Sassonia;
1914, alla morte dello zio, l'arciduca Francesco Ferdinando assassinato a Sarajevo, diventa erede della corona absburgica;
1916-18, imperatore d'Austria;
1916-18, re d'Ungheria (Karl IV);
1916
Novembre
?
, succeduto al trono alla morte di Francesco Giuseppe, in pieno conflitto mondiale, cerca, ma senza successo, di allargare le basi del consenso della monarchia con alcuni provvedimenti liberali (convocazione del Reichsrat, amnistia politica);

-
Ministro degli Affari Esteri
conte Berchtold
(1912 feb - ?)
-
Ministro delle Finanze
-
-

dal 1879 l'Austria-Ungheria si è accostata al Reich tedesco (duplice alleanza);
nel 1905 le relazioni con la Russia si aggravano ulteriormente quando l'Austria-Ungheria, approfittando della debolezza della rivale (stremata dalla guerra contro il Giappone), intende annettersi la Bosnia e l'Erzegovina: è iniziata la reazione a catena.
nel 1908 (ottobre) viene annessa ufficialmente la Bosnia-Erzegovina, già occupata militarmente nel 1878 previa autorizzazione del congresso di Berlino;
nel 1910 (dicembre) il ministro degli Affari Esteri austro-ungarico conte Aerenthal avverte il gran vizir turco in visita a Vienna del pericolo al quale va incontro l'impero ottomano per l'intensificarsi delle persecuzioni turche in Macedonia.
nel 1912 (agosto) il conte Berchtold (succeduto ad Aerenthal come ministro degli Affari Esteri austro-ungarico dopo la morte di questi il 17 febbraio 1912) propone alle altre potenze uno scambio di vedute per un'azione comune da svolgersi a Costantinopoli e nelle capitali balcaniche per indurre la Porta ad applicare delle rifome nel senso di un decentramento e gli stati balcanici ad astenersi da qualsiasi atto che possa intralciare l'opera di pacificazione che la Turchia sta per intraprendere.
Le grandi potenze accettano in massa la proposta, ma la Russia si mostra contraria ai passi collettivi e la Turchia, messa al corrente di questa iniziativa, la respinge nettamente.
Altri passi sono tentati, ma intanto, in vista del concentramento di truppe turche ai confini della Bulgaria e della Serbia, queste due potenze mobilitano i loro eserciti.
1914-18, prima guerra mondiale;

 

AUSTRIA
Cancelliere
-
Ministro della Difesa
-
Ministro degli Interni
-
 
Istria
1916
-
Dalmazia
1916
-

[Joze Pirjevec, Serbi, Croati, Sloveni - Storia di tre nazioni, Universale Paperbacks, Il Mulino, Bologna 1995]
Cattaro
1916
-
 
BUCOVINA [appartiene all'Austria]
1916
La situazione è meno complicata rispetto alla Transilvania poiché il governo austriaco, meno intransigente di quello ungherese, non favorisce alcuna nazionalità a discapito di un'altra.
UNGHERIA
Cancelliere
conte Tisza
Ministro della Difesa
-
Ministro degli Interni
-
1916
-
TRANSILVANIA [appartiene all'Ungheria]
1916
abitata da una popolazione in parte romena, la regione è per la Romania una terra irredenta. Non ci sono agitazioni manifeste, ma il problema resta e gli abitanti romeni sono molto scontenti del regime magiaro che cerca di magiarizzarli.
Croazia-Slavonia
[Da marzo 1849, la nuova costituzione riconosce il regno di Croazia indipendente dall'Ungheria, una disposizione tuttavia di valore meramente simbolico.]
Bano
-
-
1916
-

[Joze Pirjevec, Serbi, Croati, Sloveni - Storia di tre nazioni, Universale Paperbacks, Il Mulino, Bologna 1995]
Fiume [detta "il Corpus separatum" - esclusa dalla Croazia-Slavonia]
1916
-
BOSNIA-ERZEGOVINA
[dal 1878 amministrata dall'Austria-Ungheriae da questa poi annessa il 7 ottobre 1908]
Governatore
-
1916
-


 

 

***

- T.G. Masaryk, leader dei "cechi realisti", si batte per i diritti delle minoranze slave nell'ambito della monarchia asburgica; allo scoppio della prima guerra mondiale fugge a Londra dove viene riconosciuto come leader del movimento dell'indipendenza ceca e slovacca;





1916
DEUTSCHE REICH
Guglielmo II
Albero genealogico

(Potsdam 1859-Doorn, Utrecht 1941)
primogenito dell'imperatore Federico III e della principessa inglese Victoria, e affetto da una paralisi parziale al braccio sinistro;
1888-1918, imperatore di Germania e re di Prussia;

-
Presidente
del Bundesrat
(consiglio federale)
Th. von Bethmann Hollweg
(1909 14 lug - 13 lug 1917)
Presidente
del Reichstag
-
-
Cancelliere del Reich
[Reichskanzler]
Th. von Bethmann Hollweg
(1909 14 lug - 13 lug 1917)
Segretari di Stato
Affari Esteri
-
-
-
-

1916
I Guerra Mondiale: Germania e Austria-Ungheria, contro Francia, Gran Bretagna, Russia, Giappone e Italia.
Dal 1913 l'SPD (Partito socialdemocratico tedesco) è il gruppo più forte della camera.
I membri della Spartacusbund (Lega di Spartaco) intendono ricostituire su basi rivoluzionarie il Partito socialdemocratico;

Agosto
27
, la Romania entra in guerra a fianco degli Alleati;
il mar.llo P. von Hindenburg viene nominato comandante supremo dell'esercito e il gen. E. Ludendorff capo di S.M.;
non ci sono limiti alla loro autorità; essi conferiscono con G. Krupp e Carl Duisberg della I.G. Farben, i due industriali più influenti dell'impero, i quali gli fanno notare che la questione delle materie prime si potrebbe risolvere se si risolvesse la faccenda dei lavori forzati;
infatti, nonostante nelle industrie belghe vi lavorino molti tedeschi, maschi e femmine, la manodopera è ancora scarsa; è difficile però strappare al cancelliere Th. von Bethmann Hollweg l'autorizzazione a sfruttare le risorse industriali del Belgio, in quanto sarebbe per lui un atto di pirateria.
anche Tilo von Wilmowsky, ufficiale di cavalleria e aiutante di campo del governatore, nonché cognato di G. Krupp, ne è scandalizzato; scrive quindi a quest'ultimo pregandolo di intercedere presso l'imperatore ma l'interpellato si rifiuta spiegandogli che bisogna «obbedire». Egli però non sa che in gran parte è proprio suo cognato il responsabile di questa costrizione.
[Non per niente il cancelliere di lì a poco sarà dimesso.]
Il gen. E. Ludendorff capo di S.M. firma quindi un decreto che obbliga i civili belgi a una sorta di lavoro forzato nelle fabbriche requisite.
[Del resto, anche a Londra, cittadella dell'umana decenza, lord Edward Henry Carson, un civilissimo laureato al Trinity College di Dublino, dice al pari che è indispensabile continuare a sacrificare un certo numero di eroi. Altri ufficiali britannici, nel calcolare le perdite in certi settori, le definiscono «consumo normale».]

a



Regno di Baviera

Ludwig III (Monaco 1845-Sárvár, Ungheria 1921)
figlio di Luitpold di Wittelsbach e dell'arciduchessa Augusta di Austria-Toscana;
1912, alla morte del padre subentra come reggente del re Ottone I, colpito da grave squilibrio mentale;
1913-18, re di Baviera;
1916
-

Regno di Württemberg

Wilhelm II (Stuttgart 1848 - Schloss Bebenhausen 1921)
figlio di Friedrich Karl August e della p.ssa Katharine von Württemberg;
1891-1918, re di Württemberg;
1916
-

Albero genealogico


1916
REGNO di POLONIA
(Regno del Congresso)
[capitale Varsavia]
- dal 1864 il governo russo ha abolito il polacco come lingua ufficiale, soppresso ogni forma di governo locale e promulgata una riforma agraria molto più radicale di quella russa del 1861, per danneggiare la turbolenta nobiltà;
anche la chiesa cattolica viene perseguitata;
- dal 1892 opera il Partito socialista polacco, capeggiato poi da J. Pilsudski, dal quale si è staccata subito un'ala di sinistra, minoritaria, guidata da R. Luxemburg e J. Marchlewski;
- dal 1907, nella Galizia austriaca, si è creato un Partito contadino polacco che fa proseliti anche nelle regioni settentrionali;
Consiglio Provvisorio di 25 membri
Presidente
Waclaw Niemojowski
(1916 5 nov - 25 ago 1917)
Vicepresidente
Józef Mikulowski-Pomorski
(1916 5 nov - 25 ago 1917)
-

1916
Novembre
5
, gli imperi centrali costituiscono nella Polonia russa conquistata in agosto dello scorso anno, un "regno di Polonia" il cui governo è provvisoriamente affidato a J. Pilsudski;

 






1916
Pietro I Karagjorgjevic
Albero genealogico

(1844 - 1921)
figlio di Alessandro, principe di Serbia;
1858, dopo la deposizione del padre, passa gran parte della sua vita all'estero ricevendo una buona educazione militare nella Scuola di Saint-Cyr in Francia;
sposa Zorka († ?), figlia del principe Nicola di Montenegro.
1903-18, re di Serbia;
1916
accompagna le sue truppe nella ritirata ma, vecchio e gravemente ammalato, affida la reggenza al figlio Alessandro e si stabilisce ad Atene;

1918-21, re dei serbi-croati-sloveni;

Alessandro I Karagjorgjevic
Albero genealogico

(1888 - ottobre 1934)
figlio di Pietro I e di Zorka di Montenegro;
1916
nominato reggente dal padre, assume anche il comando in capo dell'esercito e lo conserva per tutta la durata della guerra;

1921-29, re dei serbi-croati-sloveni;
1929-34, re di Jugoslavia;

presidente
del consiglio
N. Pašic
(1912 giu - nov 1918)
[fondatore del Partito radicale serbo (1881)]
ministro
degli interni
Stojan Protic
(? - ?)
ministro
degli esteri
-
ministro
della pubblica istruzione
Ljuba Jovanovic
(? - ?)
1916
dopo l'occupazione della Serbia da parte dei tedeschi, austro-ungarici e bulgari, dal novembre scorso il governo di Belgrado si è ritirato a Corfù con i resti delle truppe serbe rimaste (una parte è stata trasferita a Bizerta).

Marzo
i primi reparti serbi, dopo mesi riarmati e riorganizzati, possono riprendere la guerra contro i bulgari e i tedeschi (di austro-ungarici non ce ne sono più sul fronte macedone).

Giugno
alla fine del mese, col presidio di 15.000 uomini giunti da Monastir il numero totale dei soldati serbi sale a 120.000;

Luglio
il numero dei soldati serbi giunge a 152.000; vengono divisi in tre armate di due divisioni ciascuna più il corpo di cavalleria e 72 sezioni mitragliatrici.
L'artiglieria è fornita dall'armata francese d'Oriente salvo pochi pezzi serbi salvati durate la ritirata. Sparsi per le montagne lungo i confini dell'Albania vi sono alcune bande irregolari di comitagi (cetnici), 5000 uomini in tutto, ed entro i confini del vecchio regno sussistono ancora bande dello stesso genere;

Agosto

si sparge la voce che presso il villaggio di Vladovo, durante una delle sue abituali ispezioni alle proprie truppe al fronte, sia stato compiuto un attentato contro la persona del reggente; vengono eseguiti molti arresti (il processo avverrà nella primavera del 1917).
[Al momento del "complotto" la situazione dell'Intesa si presenta molto precaria, e l'Austria-Ungheria ha offerto alla Serbia una pace separata a condizioni assai favorevoli. Il goerno serbo, col procnipe reggentein testa, è dispostoad accettare. Ma vi è un ostacolo nell'esistenza del col. Dragutin Dimitrievic [Apis] e della cricca della "Mano Nera", tutti elementi gravemente implicati nell'organizzazione del delitto di Serajevo. Bisogna quindi sbarazzarsene prima di poter trattare con l'Austria-Ungheria, tanto più che essi si sono resi esosi al principe Alessandro, a N. Pašic e ad altre personalità politiche al potere e anche a molti degli ufficiali, tanto che si è formata tra questi l'associazione segreta della "Mano Bianca" sia per difendere il principe che per assicurare ai suoi membri le posizioni personali già detenute dagli affiliati della "Mano Nera". È per questo che viene ordito il complotto e si parla di fucilate contro il principe ma in effetti non si è sentito che un lontano colpo di fucile al passaggio dell'automobile reale lungo una strada di montagna.
Al processo (marzo 1917) non verrà prodotta alcuna testimonianza attendibile a carico degli imputati.]

Dicembre
18
, a Parigi il comitato jugoslavo denuncia la politica degli Absburgo verso i loro sudditi jugoslavi e auspica alla loro indipendenza.
Nell'inverno 1916-17 le bande irregolari di comitagi (cetnici) si ribellano alle forze di occupazione e recano fastidi al nemico, ma il movimento viene severamente represso.
REGNO del MONTENEGRO
Nicola I Petrovich Njegosh
Albero genealogico

(Njegoš, Montenegro 1841 - Antibes, Francia 1921)
1860-1918, principe del Montenegro;
1910-18, re del Montenegro (Nicola I)
[primo e ultimo sovrano di uno stato indipendente dal 1878, con uno sbocco sull'Adriatico: Antivari, e dal 1905 con una costituzione]

1916
prima guerra mondiale (1914-18): l'occupazione austriaca del Montenengro lo costringe a riparare prima in Italia e poi in Francia;


1916
Albania
Guglielmo di Wied
Albero genealogico
-
-
Presidente e
Comandante in capo
Essad Pascià
(1914 ott - ?)

1916
mentre dal settembre 1914 il sovrano principe tedesco Guglielmo di Wied ha abbandonato il paese, avviene una nuova occupazione da parte di greci, serbi, montenegrini, bulgari, austriaci e francesi, che ne tentano a la spartizione;

Gennaio

anche gli austro-ungarici entrano in Albania dal Montenegro dichiarando alle popolazioni che ci vengono solo per scacciare i serbi e gli italiani e invitando tutti gli albanesi ad assisterli;
28, Bib Doda e altri capi scutarini che erano stati esiliati dai montenegrini, invitano i loro compatrioti ad accogliere gli austro- ungarici come liberatori.

Febbraio
in questo periodo comincia a far parlare di sé Ahmed Bey Zogu, giovane capo della tribù dei 'Mati, il quale ha fatto della sua zona un luogo di rifugio per i nazionalisti albanesi. Con i suoi seguaci si reca nel centro dell'Albania occupando Elbasan, dove si accorda con i bulgari, e Durazzo che è stata da poco evacuata dagli italiani;
quindici giorni dopo arrivano gli austro-ungarici che vogliono fare di questo porto una base per attaccare la navigazione dell'Intesa nell'Adriatico.
A Elbasan i nazionalisti si costituiscono quindi in assemblea eleggendo una "Commissione di iniziativa" la cui presidenza è affidata a la presidenza a Ahmed Bey Zogu.
18, la commissione decide, con l'approvazione dell'assemblea, di convocare un congresso nazionale di delegati accreditati e invita Akif Pascià, già primo ministro sotto il principe Guglielmo di Wied e che non si è mai dimesso, a ricostituire il suo ministero e governare il paese.
Il programma del futuro congresso comprende un invito al principe a ritornare in Albania, e Ahmed Bey Zogu dice al commissario civile austro-ungarico Kral che confida che il suo governo approvi quanto il congresso si propone.
Ma Vienna ha altre idee per l'Albania e non consente neanche che il congresso si riunisca.
Gli albanesi quindi si insospettiscono circa le intenzioni austro-ungariche.

Marzo
le forze italiane nell'Albania meridionale sono ora portate a 100.000 uomini, e le autorità italiane eseguono molte opere pubbliche utili;

Aprile
14
, Akif Pascià si dimette;
quando si scopre che Ahmed Bey Zogu – fino a questo momento ha comandato le forze albanesi cooperanti con le quelle austro-ungariche – intriga con i bulgari per la restaurazione dell'indipendenza amministrativa dell'Albania e che intende richiamare il principe Guglielmo di Wied, le autorità imperiali e regie lo inducono a recarsi a Vienna, dove rimane confinato fino alla fine della guerra.
Viene quindi costituito un Consiglio civile amministrativo albanese a Scutari presieduto da Kral, e l'amministrazione viene affidata a funzionari albanesi sia nel territorio assegnato all'Albania dal trattato del 1913, che nei distretti già ceduti alla Serbia e al Montenegro.
Vengono introdotte molte riforme utili ed eseguiti lavori pubblici ma la condotta arbitraria delle autorità militari austro-ungariche suscita vivo malcontento nelle popolazioni; ci sono delle rivolte e l'Austria-Ungheria non riesce a reclutare se non un piccolo numero di albanesi per il suo esercito, anche perché l'idea di combattere contro gli italiani non è popolare in vista dell'opposizione italiana alle ambizoni greche.
Sono invece formate delle bande nel sud che danno del filo da torcere ai greci, e minacciano talvolta anche le comunicazioni degli Alleati.
Le clausole relative all'Albania nel patto di Londra, che sono state pubblicate nel paese dalle autorità austro-ungariche, suscitano fra gli albanesi viva indignazione che in seguito viene però molto attenuata dal proclama del gen. Ferrero e dall'intervento degli Stati Uniti nella guerra, poiché vi sono moltissimi immigrati albanesi in quel paese e colà le loro organizzazioni hanno piena fiducia nelle promesse a favore dell'Albania del presidente Wilson.

Settembre
in autunno i greci sono ancora a Korcia ma il gen. Sarrail decide di impiantare in questa località un regime albanese sotto il protettorato francese;

Ottobre
9
, l'Italia occupa Premeti, Argirocastro e Liaskoviki, da dove i greci si sono ritirati.
Gli italiani sono accolti benissimo e possono reclutare una milizia albanese destinata a rendere buoni servizi in avvenire.

Dicembre
11
, nasce la "Repubblica di Korcia" [delizia dei filatelici];
tanto i greci che i seguaci di Essad Pascià evacuano il territorio;
verso la fine dell'anno Essad Pascià si reca a Londra, passando come il rappresentante dell'Albania in opposizione a Mehmet Bey Konitza, rappresentante dei nazionalisti albanesi. Ma non ha successo e si trasferisce a Parigi.



1916
REGNO di GRECIA

Costantino I

Albero genealogico

(Atene 1868 - Palermo 11 gennaio 1923)
figlio di Giorgio I re degli Elleni e di Olga di Russia;
1889, sposa la principessa Sofia di Hohenzollern, sorella del Kaiser Guglielmo II;
1912, comandante vittorioso delle truppe greche durante la prima guerra balcanica;
1913-17, 1920-22, re di Grecia;

Primo ministro
Skouloudes
(1915 set - giu )
Zaïmes
(giu - set)
Kalogeropoulos
(set - ott)
Lambros
(ott - ?)
ministro
degli affari esteri
?
(1914 ago - ?)

1916
il gen. Sarrail, comandante in capo delle forze alleate in Macedonia, ha urgente bisogno di nuovi effettivi che i governi britannico e francese si rifiutano però di dargli; egli si prepara quindi a far giungere in Macedonia il ricostituito esercito serbo presente a Corfù;

Aprile
5
, i ministri di Francia e di Gran Bretagna ad Atene chiedono a Skouloudes l'autorizzazione a trasportare il ricostituito esercito serbo da Corfù a Salonicco passando attraverso il territorio greco ma ne hanno un rifiuto; allora chiedono di poterlo far transitare per il canale di Corinto e a questo il governo di Atene finalmente acconsente.

[Non contente di aver occupato tanta parte del territorio greco, Francia e Gran Bretagna creano una vasta rete di spionaggio e servizi di informazioni in ogni parte del paese servendosi di elementi locali e levantini per indagare su pretesi rifornimenti in Grecia dei sommergibili tedeschi.
Non si scopre nulla di sensazionale ma ciò malgrado la polizia anglo-francese esegue illegalmente numerosissimi arresti e perquisizioni di cittadini greci e altri ne deporta.
[vedi notizie dello scrittore inglese Compton Mackenzie ex addetto ai servizi].
Allo stesso tempo i servizi alleati aiutano in tutti i modi E. Venizelos per riportarlo al potere. Egli è stato intanto eletto deputato in una elezione parziale a Mitilene e in Macedonia sono eletti due suoi fautori.]

La Grecia, ha chiesto agli alleati un prestito di 150.000.000 di dracme, di cui ha urgente bisogno, ma le è stato rifiutato.
La Germania le ha prestato una somma minore, 40.000.000, ma sempre bene accetta. Ora però essa insiste che se la Grecia vuole realmente mantenersi neutrale deve ritirare le sue forze dalla Macedonia per lasciare che i bulgaro-tedeschi vi attacchino gli alleati senza toccare le truppe elleniche. Ma Skouloudes non vuole acconsentire per non perdere ogni autorità sulla Macedonia;

Maggio
7
, il gen. von Falkenhayn annuncia che, in vista dell'avanzata britannica oltre la Struma, egli occuperà il passo di Rupel nella Macedonia orientale;
26, forze tedesco-bulgare si presentano innanzi al forte di Rupel e ingiungono ai difensori di arrendersi;
i greci dapprima rispondono col fuoco ma finiscono per capitolare; il fatto non suscita eccessiva indignazione in Grecia, dove è consideraato l'inevitabile conseguenza dello sbarco alleato a Salonicco; lo stesso gen. Serrail è stato consigliato da ufficiali greci ad occupare Rupel, ma non lo ha voluto fare; ora che sono andati i tedeschi la Francia ritiene il fatto una nuova dimostrazione del tradimento greco, e A. Briand autorizza il gen. Serrail a proclamare lo stato d'assedio in Macedonia;

Giugno
3
, il gen. Serrail proclama lo stato d'assedio in Macedonia (proprio il giorno dell'onomastico di re Costantino I) e per tale misura, subito dopo, gli anglo-francesi istituiscono il blocco contro le coste greche e preparano una dimostrazione navale innanzi al Pireo;
21, gli anglo-francesi impongono alla Grecia:
- la smobilitazione dell'esercito,
- la sostituzione dell'attuale ministro con uno di affari,
- lo scioglimento della Camera e nuove elezioni, e
- la destituzione di vari funzionari di polizia mal visti da loro;
re Costantino I è costretto ad accettare tutte queste imposizioni; licenzia Skouloudes e incarica Zaïmes di formare un nuovo ministero di affari per governare dopo le elezioni.
La politica di imposizioni alla Grecia che si va sempre più accentuando è essenzialmente francese. La Francia tuttavia tiene in special modo a sviluppare le operazioni in Macedonia non tanto per attaccare il nemico quanto per affermarsi nei Balcani.
La Gran Bretagna e la Russia, che non vedono volentieri un predominio francese in questo settore, subiscono questa politica molto a malincuore e l'Italia vi è decisamente contraria.

In estate le truppe alleate in Macedonia, rinforzate da forze italiane e russe, ammontano a 350.000 uomini ma gran parte di essi sono stati colpiti da malaria, onde non sono sufficienti per un'azione vigorosa con prospettive di successi decisivi;
Zaïmes avverte il gen. Sarrail che intende disarmare i forti della Macedonia orientale perché gli alleati possano occuparli ma quest'ultimo non presta attenzione neanche a questa comunicazione e non si cura di proteggere il suo fianco destro ora esposto all'attacco nemico.
A questo punto i tedesco-bulgari penetrano nella regione in parola senza difficoltà e il col. Hadzopoulos, comandante del IV corpo d'Armata ivi dislocato, chiede il permesso di richiamare i riservisti, ma il governo di Atene, per non urtare gli alleati, glielo rifiuta. Ciò consente al nemico di continuare l'avanzata senza incontrare resistenza.

Agosto
27
, l'ex capo del governo E. Venizelos, spalleggiato dal gen. Sarrail, sferra una vivace requisitoria contro il re minacciandolo in linguaggio appena velato di una ribellione se non segue la sua politica;
30, Salonicco, i seguaci di E. Venizelos si ribellano alle autorità regie e con l'aiuto delle truppe francesi prendono possesso degli uffici pubblici, istituiscono un comitato rivoluzionario e proclamano la guerra contro gli Imperi centrali a fianco dell'Intesa;

Settembre
, le flotte francese e britannica giungono dinanzi al Pireo.
Si presenta ora la questione delle elezioni in Grecia, ma E. Venizelos, sapendo di non avere il paese con sé fa di tutto per farle continuamente rinviare e Zaïmes, accortosi di esser stato giocato si dimette;
il re incarica Kalogeropoulos di formare il minsitero, ma E. Venizelos comincia subito a minare la posizione di questo tacciandolo di germanofilia e la stampa franco-britannica continua ad insistere apertamente per il ritorno di E. Venizelos al potere;
11
, il col. Hadzopoulos, isolato a Cavalla e senza che gli siano stati forniti i mezzi per ripiegare a Salonicco, è costretto a capitolare e viene internato in Germania con le sue truppe.
Nei circoli dell'Intesa si pretende che queste ammontino a 25.000 uomini o anche a 40.000, ma in realtà non sono che 8000.
Il governo greco protesta a Berlino e rinnega l'operato del col. Hadzopoulos.
25, E. Venizelos , che non vuole ancora la rivoluzione nella vecchia Grecia ma conta sulla sua Creta, le altre isole minori e la Macedonia, si reca a Creta su una nave scortata da un cacciatorpediniere francese, e le forze franco-britanniche vi promuovono una rivoluzione venizelista, facendo la stessa cosa a Samo, Mitilene, Chio, Lemno e Taso. L'amm. Koundouriotes, fedele a E. Venizelos, spera di avere tutta la flotta con sé, ma di fatto solo gli equipaggi delle navi minori aderisocno al movimento.

Ottobre
ai primi del mese E. Venizelos arriva a Salonicco e vi costituisce un triumvirato di governo – detto il "Governo di Difesa Nazionale" – con l'amm. Koundouriotes e il gen. Dangles; forma un ministero, recluta un esercito con gli elementi disponibili in Macedonia e le isole, e inizia trattative per un prestito; è questa una netta scissione dal resto della Grecia ma egli nega ancora di voler marciare su Atene o detronizzare il re, sostenendo che i suoi soli nemici sono i bulgari.
Ma dice apertamente che non ha assunto un atteggiamento antidinastico solo perché l'Intesa o piuttosto la Gran Bretagna e la Russia vi si sono opposte; la Francia invece promuoverebbe volentieri un movimento repubblcano per insediare lui come presidente-dittatore.
Egli però esita ancora perché sa che la maggioranza dei greci non accetterebbe una repubblica.
L'errore capitale dei franco-britannici è di credere ancora che E. Venizelos goda l'appoggio della grande maggioranza del paese, ciò che non è vero.
Dice l'amm. Dartige du Fournet, comandante la squadra francese nelle aque greche: «due anni fa i greci erano tutti amici della Francia; ora due terzi di essi sono suoi nemici».
La propaganda tedesca non è stata che un elemento sussidiario di questo mutamento, tantoché quando il capo di questo servizio barone Schenk viene espulso da Atene dichiara che parte soddisfatto, convinto di poter contare sugli alleati per conitunare la sua opera!
Il governo provvisorio di Salonicco viene ora riconosciuto de facto dell'Intesa e la Gran Bretagna e la Francia vi accreditano loro agenti diplomatici; non così l'Italia né la Russia.
4, il primo ministro Kalogeropoulos si dimette e il re affida l'incarico al prof. Lambros, uno studioso al di fuori della politica; ma siccome egli non è venizelista viene accusato come al solito dall'Intesa di germanofilia;
10, l'amm. Dartige du Fournet lancia un ultimatum alla Grecia, ordinando:
- il disarmo delle navi da guerra maggiori,
- la cessione di quelle leggiere,
- il disarmo di tutte le batterie costiere meno tre che verranno occupate dagli alleati;
inoltre il porto del Pireo, le ferrovie e la polizia devono essere poste sotto il controllo alleato.
Intanto le autorità britanniche e francesi reclutano apertamente uomini per Salonicco e li fanno passare in cortei per le vie di Atene.
Poiché avvengono delle dimostrazioni pacifiche a favore del re, l'amm. Dartige du Fournet, sbarca 1200 marinai, occupa il Pireo, le stazioni ferroviarie e i forti sulle alture intorno alla capitale;
16, alcuni reparti di marinai francesi perlustrano le vie e occupano lo stadio sportivo dello Zappeion.
Il primo ministro Lambros riferma la sua amicizia per l'Intesa ma chiede ai governi di questa una qualche attenuazione delle misure coercitive; il governo francese risponde che la Grecia deve intervenire senza condizioni di sorta.
Qui re Costantino I si impunta, poiché rifiuta di portare il suo paese alla guerra senza che gli venga garantita l'integrità territoriale. Allo stesso tempo vuole proteggersi contro la minaccia pronunciata da E. Venizelos di invadere la Tessaglia da Salonicco. Invece l'Intesa chiede, oltre a quello che la Grecia ha già concesso, l'internamento nel Peloponneso di quel che resta dell'esercito e la cessione quasi totale delle armi, ma il re non vuole accettare.
Giunge ora ad Atene il deputato francese Benazet che conosce bene la Grecia e spera di poter arrivare ad un accordo conciliativo. Ricevuto dal re gli fa la proposta - da questi accettata - che l'esercito, ridotto com'è, si trasferisca nel Peloponneso, che una parte delle armi siano ceduite agli alleati e che a tutti i greci che adempieranno al loro servizio militare sia concesso di prestar servizioo in Macedonia; A. Briand dà il suo benestare a queste proposte e pure l'amm. Dartige du Fournet ne è molto contento.
Ma mentre si svolgono queste trattative i venezelisti della Macedonia, che non desiderano affatto un accordo fra il re e l'Intesa, attaccano Katerini ai confini della Tessaglia.
Il gen. Roques, ministro francese della guerra, propone la costituzione di una zona neutra tra la Macedonia e la Tessaglia sotto il controllo britannico per impedire gli sconfinamenti e il governo greco vi acconsente.
L'amm. Dartige du Fournet ripete la richiesta di cessione del naviglio leggiero greco per la lotta contro i sommergibili e l'uso dell'arsenale di Salamina;
Novembre
7
, siccome Lambros non vuole consentire, l'amm. Dartige du Fournet s'impossessa senz'altro delle navi e occupa Salamina;
Lo stesso giorno le trattative con Benazet si concludono e gli alleati si impegnano a revocare le misure coercitive e a non tollerare che le truppe venezeliste compiano atti sediziosi.
Tutto sembra sistemato in modo soddisfacente per ambo le parti.
16, l'amm. Dartige du Fournet presenta una nuova richiesta a Lambros e cioè la consegna di:
- 18 batterie da campagna,
- 16 batterie da montagna,
- 4000 fucili,
- 140 mitragliatrici,
con le relative munizioni,
- 50 autocarri,
come «corrispettivo per il materiale ceduto ai tedesco-bulgari a Cavalla».
Lo stesso giorno gli impone l'espulsione dei ministri di Germania, Austria-Ungheria, Turchia e Bulgaria entro tre giorni. Il governo greco protesta ma l'ammiraglio insiste.
Quanto alle garanzie alla Grecia non una parola.
19, il re esprime la sua meraviglia all'ammiraglio per queste nuove enormi richieste e questi non sa cosa rispondere ma nelle sue memorie scriverà che «senza voler dare al governo greco le due garanzie che chiedeva gli si imponeva l'esecuzione degli impegni dei quali le garanzie erano la contropartita».
22, i ministri partono, Lambros rifiuta di fare la nuova cessione di materiale bellico, poiché dice che ciò costituirebbe una Violazione della neutralità greca.
24, l'ammiraglio francese invia al primo ministro greco un ultimatum ingiungendo che 10 batterie dovranno essere consegnate il 1° dicembre e le altre entro il 15; altrimeni il 1° dicembre saranno prese gravi misure (non precisate).
30, poiché il re continua a rifiutare la consegna di altre armi senza la garanzia che non saranno adoperate contro di lui, Lambros risponde all'ammiraglio che le pretese francesi sono inaccettabili;

Dicembre
, prima dell'alba 3000 marinai francesi sbarcano al Pireo e occupano vari punti strategici;
ore 11:00, scoppia un conflitto lungo tutto il percorso del Pireo fino al quartier generale francese nello Zappeion, e vi sono morti e feriti da ambo le parti; il re manda un messaggio urgente all'ammiraglio perché faccia cessare la lotta ma questi si trova rinchiusi nello Zappeion circondato dalle truppe greche e nell'impossibilità per il momento di effettuare qualsiasi azione. Si iniziano trattative per l'armistizio ma scoppiano nuovi conflitti perché i venizelisti aprono il fuoco dalle loro case contro le truppe realiste nelle strade;
l'amm. Dartige du Fournet ordina alle navi francesi di bombardare la città;
ore 19:00, finalmente si giunge ad un accordo; mentre l'ammiraglio francese fa cessare il bombardamento il re promette la consegna di sei batterie da montagna e i ministri dell'Intesa si impegnano a proporre ai loro governi:
- di rinunciare alle altre richieste,
- di consentire lo scambio di prigionieri e il ritiro dei marinai francesi, compreso il distaccamento nello Zappeion,
- la rinuncia da parte degli alleati al controllo sulle poste e i telegrafi, le ferrovie e la polizia.
Le perdite greche ammontano a 30 morti e 55 feriti, quelle alleate a 60 morti e 167 feriti.
Con la cessazione del controllo alleato sulla polizia molti individui al servizio della Francia e della Gran Bretagna si affrettano a fuggire dalla Grecia.
I realisti ora si vendicano sui venizelisti.
2, vi sono battaglie in molti quartieri della città e perquisizioni nelle case dei venizelisti dove sono rinvenuti veri arsenali di armi, spesso involte nella tela francese in cui sono arrivate. Molti cospiratori sono arrestati e malmenati (ma non ci sono le stragi e le torture riportate con dettagli spaventosi dai giornali francesi e britannici). Questi stessi giornali coprono di improperi il re e, tanto i governi francese e britannico gli si mostrano ormai apertamente ostili, accusandolo di aver organizzato il guet-apens del 1° dicembre e di mala fede nella questione della cessione delle armi. Ma siccome la Francia non ha mai ratificato l'accordo relativo a tale questione, Costantino I non vi si considera più impegnato.
Da parte sua l'amm. Dartige du Fournet, avendo consentito l'armistizio soltanto per districarsi dal vespaio in cui si è trovato, chiede al suo governo forze sufficienti per una battaglia sul serio e l'auorizzazione di bombardare Atene in piena regola.
Sia il governo francese che il gen. Sarrail approvano il suo piano di azione e ben presto cominciano a giungere nuove truppe alleate in Grecia.
I greci si preparnao alla difesa ma l'ammiraglio britannico non vuole partecipare ad operazioni belliche. Allora l'amm. Dartige du Fournet propone come alternativa un "blocco pacifico";
8, approvata la nuova proposta dell'ammiraglio francese, inizia il blocco ma ciò segna la caduta in disgrazia di quest'ultimo che, non si sa per quale ragione , viene richiamato in patria e sostituito dall'amm. Gauchet;
14, i rappresentanti dell'Intesa inviano una nota alla Grecia consentendole di conservare le armi, che del resto non le si possono togliere, ma imponendole di trasferirle, assieme all'esercito, fuori dalle regioni confinanti con la Macedonia; il governo greco acconsente e ordina il ritiro delle truppe, cosa che suscita molto malcontento tra la popolazione.
31, i governi dell'Intesa chiedono nuove garanzie e riparazioni e cioè:
- il trasferimento delle armi nel Peloponneso,
- il divieto alle associazioni di riservisti di tenere riunioni fuori di questa regione,
- il divieto per i civili di portare armi,
- il ristabilimento del controllo alleato sulla polizia, i telefoni, i telegrafi, le ferrovie,
- la liberazione di tutti gli arrestati per alto tradimento, complotti e altri atti contro il governo del re, ossia i venizelisti, e il loro indennizzo per danni sofferti,
- la destituzione del generale che comandava il presidio di Atene durante i fatti del 1° dicembre, e ampie scuse da farsi ai ministri dell'Intesa.
Da parte loro questi ultimi si impegnano a non far passare le truppe venizeliste attraverso la zona neutra. il blocco sarà comunque mantenuto fino all'esecuzione delle condizioni su indicate.
La Grecia accetta anche queste nuove imposizioni eccetto la liberazione di tutti i detenuti, e chiede all'Intesa che si impegni a non fare estendere il movimento venizelista ad altri territori oltre a quelli già sotto l'autorità del comitato di Salonicco.
I ministri dellIntesa rispondono con un altro ultimatum con il quale chiedono l'accettazione integrale delle loro richieste entro 48 ore, ma promettono d'impedire ai venizelisti di penetrare nella Vecchia Grecia (quella entro i confini anteriori al 1912-13).
In questa catastrofica situazione la regina Olga chiede finalmente aiuto a suo fratello l'imperatore Guglielmo II, ma questi non può far nulla, non essendo l'esercito tedesco in grado, in questo momento, di sferrare un attacco in Macedonia, e Costantino I deve accettare tutte le brutali imposizioni dei franco-britannici… che non mantengono invece i loro impegni.
Il blocco è mantenuto e ciò riduce il paese alla più estrema miseria.




1916
IMPERO OTTOMANO
Mehmet V o Muhammad V
Albero genealogico
(Istanbul, 2 nov 1844 – Istanbul, 3 lug 1918)
figlio di 'Abd-ul-Mejid I e della sua sposa armena Tirimüjgan;
1909-18, XXXV sultano;
il suo ruolo è comunque privo di potere effettivo: le decisioni vengono in realtà prese da vari membri del governo ottomano;
durante la prima guerra mondiale, dai cosiddetti "Tre Pascià", Ismail Enver, Mehmed Talat e Ahmed Djemal.
Gran Vizir
Said Halim Pascià
(1913 giu - feb 1916)
Talaat Pascià
(feb - ott 1918)
ministro della Guerra
Ismail Enver Pascià
(? - ott 1918)
ministro della Marina
Ahmed Djemal o Gemal o Gamal Pascià
(? - ott 1918)
ministro dell'Interno
Mehmed Talat o Talaat o Tal'at (unico civile)
(? - ott 1918)
ministro
delle Finanze
Gawid Pascià (di origine ebraica)
(? - ott 1918)

1916
l'influsso del movimento progressista dei giovani turchi determina i principali avvenimenti interni dell'impero turco;
prima guerra mondiale (1915-18): partecipa a fianco degli imperi centrali;

Gennaio
9
, termina l'evacuazione dei Dardanelli, iniziata il 20 dicembre scorso, e si effettua senza perdite di uomini, ma il bottino abbandonato è colossale (ci vorrano due anni solo per sgombrare il terreno).
Da un punto di vista pratico i risultati sono assolutamente nulli ma, secondo il gen. Fuller, l'unica vera conseguenza è che segna l'inizio della decadenza dell'Impero britannico.
[Dopo questa operazione la Turchia ha poca parte nel corso della guerra nei Balcani eccetto che per la partecipazione di alcuni suoi reggimenti nella campagna contro la Romania e di un reggimento in quella di Macedonia, eventi bellici nella Turchia asiatica.]

Febbraio
4
, il gran vizir Said Halim Pascià si dimette e viene sostituito da Talaat Pascià;
il nuovo ministero è essenzialmente una amministrazione del C.U.P. e la gestione degli affari non militari passa a un irregolare "Consiglio generale" del Partito.
Uno dei membri di questo che esercita molta utorità è Zia Goek Alp, professore di sociologia all'Università di Costantinopoli;
altre personalità influenti nel governo sono:
. Kemal Bey (Kara Kemal), capo di una organizzazione di turchi dell'Anatolia centrale e fattosi creare dittatore per gli approvvigionamenti e regolatore della vita economica di Costantinopoli;
. Ismail Hakki Pascià, direttore generale del Commissariato.




Armenia
(Zona turca)
1916
prima guerra mondiale
(1915-18):
gli armeni sono vittime di uno sterminio organizzato
[F. Werfel, I quaranta giorni del mussa Daghi]; secondo alcuni calcoli si hanno 1.900.000 morti, e i superstiti si disperdono nell'esilio, soprattutto negli Stati Uniti ("diaspora armena");





1916
RUSSIA
Nicola II Romanov
Albero genealogico

(Carskoe Selo 1868 - Ekaterinburg, odierna Sverdlovsk 1918)
primogenito di Alessandro III e di Dagmar di Danimarca;
1894-1917, zar di Russia;

-
- Presidente della duma
-
[1912-1917, la duma, pur composta in maggioranza da oppositori all'assolutismo zarista, non riesce a svolgere un'azione politica di rilievo.]
Presidente del consiglio
I.L. Goremykin
(1914 feb - feb 1916)
-
-
Ministro degli Esteri
S.D. Sazonov
(1910 set - lug 1916)
-
-
Partito operaio socialdemocratico russo
1916
dal 1903 si è diviso due frazioni:
- bolscevica (maggioritaria)
- menscevica (minoranza):
P.B. Aksel'rod, Martov, G.V. Plechanov.
con la " domenica di sangue" si sono accentuate le divergenze tra bolscevichi e menscevichi;

1916
prima guerra mondiale (1914 feb - 1918)

Febbraio
I.L. Goremykin, è costretto alle dimissioni da Rasputin;

Dicembre
30
, Rasputin viene assassinato;

 

BESSARABIA [appartiene alla Russia]
1916
Ha una popolazione di 2.500.000 abitanti di cui la maggioranza (due terzi o poco più) romeni, il resto composto di piccoli russi (ucraini) e altri elementi etnici vari.
È stata annessa alla Russia parte nel 1812 e parte nel 1878, ma malgrado i tentativi del governo di Pietroburgo di russificarla non c'è riuscito.
Georgia [provincia russa dal 1801]

1916
si viene formando una corrente di pensiero marxista che fa della provincia un centro attivo della rivoluzione;



1916
REGNO di ROMANIA

Ferdinando I

Albero genealogico

(Sigmaringen, Prussia 1865 - Sinaia, Valacchia 1927)
figlio di Leopoldo (1835-1905) principe di Hohenzollern-Sigmaringen [fratello di Carlo I] designato (1870) alla corona di Spagna e di Antonia di Portogallo;
1889, viene adottato dallo zio, re Carlo I, e proclamato erede al trono;
1913, comandante dell'esercito romeno nella guerra balcanica;
1914-27, re di Romania;

Presidente
del consiglio

Ion Bratianu
(1914 - mar 1918)

1916
Il governo romeno continua a dichiararsi neutrale.

Marzo
il mar.llo Joffre comincia a insistere perché il paese intervenga in guerra e lo stesso primo ministro russo Stürmer (il futuro traditore dei romeni) sembra convertito a quest idea.

Giugno
23
, per il tramite dell'addetto militare russo a Bucarest, il mar.llo Joffre invia una lettera al ministro della guerra romeno a favore dell'intervento che dovrebbe aver luogo, egli scrive, «o adesso o mai più». Egli assicura che la Russia si impegnerà a trasportare il materiale bellico francese in Romania.
Le correnti interventiste si vanno facendo sempre più forti in Romania e quando la Russia promette di aiutarla validamente essa finalmente si decide.

Agosto
4
, la Romania conclude un accordo con le quattro grandi potenze dell'Intesa impegnandosi a intervenire ma alle seguenti condizioni:

- 1 - La cessione della Transilvania e della Bucovina;

- 2 - L'invio da parte della Russia di almeno 300 tonnellate di materiale bellico al giorno che gli altri alleati dovranno spedirle via Arcangelo o Vladivostok;

- 3 - Otto giorni dopo l'intervento romeno il gen. Sarrail dovrà sferrare una grande offensiva dalla Macedonia contro i bulgaro-tedeschi;
[Effettivamente sono i bulgari che attaccano in agosto e il gen. Sarrail non farà che un piccolo contrattacco a settembre; quando nell'ottobre successivo avanzerà contro Monastir, gran parte dell'esercito bulgaro sarà già sul fronte romeno.]

- 4 - La neutralità della Bulgaria, che la Russia afferma essere assicurata dicendo che basterà un gesto degli alleati perché si distacchi dagli Imperi centrali.
[Ion Bratianu viene infatti invitato a fare dei passi a Sofia per assicurarsi su tale atteggiamento; egli li fa ma Radoslavoff lo ascolta senza prendere impegni e, secondo Basilescu, ne informa i governi di Berlino e Vienna.]

- 5 - La Russia invierà in Romania, subito dopo il suo intervento, 250.000 uomini; essa invece non ne offre che 50.000, affermando che questi, più 50.000 romeni basteranno per difendere la Dobrugia anche nel caso, da essa ritenuto assai improbabile, che la Bulgaria cerchi di invaderla.
[Effettivamente la Russia non ne manda neanche 50.000 ma solo 30.000, in gran parte cechi e serbi, disertori dall'esercito austro-ungarico. Per di più li terrà ben lontani dal fronte girovagando inutilmente per l'interno della Dobrugia.]

- 6 - La Romania insiste perché Brusiloff sferri anche lui una offensiva in grande stile al fianco destro dei romeni in Bucovina. [Invece egli non si muoverà affatto, dando come pretesto la scarsità delle munizioni e gli ordini superiori. I franco-britannici pure dovrebbero attaccare sul fronte ovest, cosa che anch'essi non faranno.]

- 7 - Gli alleati dovranno garantire alla Romania il suo attuale territorio.

La Romania entra in guerra in condizioni deplorevoli in fatto di armamento. Essa è meglio armata di un anno prima e ha 820.000 uomini, di cui 560.000 combattenti, ma:
- solo 600 cannoni Krupp a tiro rapido,
- manca del tutto di grossi calibri,
- possiede soltanto 400 mitragliatrici, 300.000 fucili nuovi Mannlicher più 250.000 altri vecchi di tipo Martini,
- le munizioni sono del tutto insufficienti,
- l'aviazione è quasi inesistente e così pure i gas tossici e i caschi d'acciaio.
Si può anzi dire che metà dell'esercito è senz'armi o equipaggiamento.

27, la Romania dichiara la guerrra;
il comandante in capo è il gen. Iliescu il cui piano di operazioni è di tenere 150.000 uomini fra le Porte di Ferro e il Mar Nero sulla difensiva, contando sull'inerzia della Bulgaria; mentre con 400.000 uomini più alcune unità russe sferrerebbe una offensiva in Transilvania.
28, i romeni passano il confine transilvano in 18 punti. Gli austro-ungarici sotto il gen. von Arz hanno deboli forze colà e i romeni possono impadronirsi del passaggio delle Porte di Ferro, occupare Siniu e Brasso e giungere fino al fiumne Oltu, costringendo il nemico a ripiegare, anche perché al colle di Tolgyes un reggimento ceco rifiuta di battersi. Invece all'estremo nord sui monti Kelemen sono costretti a star fermi.
[L'invasione della Transilvania ha un movente politico sentimentale, essendo questa la regione che più interessa al popolo romeno e per la quale soprattutto è intervenuto in guerra, suscitando enorme panico in Ungheria. Ma strategicamente si rivela un errore perché costringe i romeni a lasciare deboli forze sul vulnerabile fronte sud, mentre potrebbero difendersi più facilmente con poche forze sui Carpazi.
Hanno colpa dell'errore, comunque, anche le false informazioni russe circa l'atteggiamento della Bulgaria.]

Settembre
, dal 26 agosto l'esercito bulgaro è schierato lungo il Danubio sotto il gen. Jostoff il quale però muore e viene sotituito dal gen. Tosceff; ma il comando in capo è tenuto dal gen. tedesco von Mackensen, il quale ha sotto di sé anche delle divisioni tedesche e turche; su questo fronte i romeni non hanno lasciato che tre divisioni, più due nella piazzaforte di Turtucai e altre due nel resto della Dobrugia.
Appena effettuato lo schieramento, i bulgari sferrano l'attacco;
in pochi giorni espugnano Balcik sul Mar Nero,
6, …Turtucai e
9, …Silistria;
il comando romeno capisce l'errore commesso del concentramento verso la Transilvania; richiama di lì tre divisioni e comincia ad arrivare qualche reparto russo; ma anche i bulgari hanno ricevuto rinforzi e costringono i romeni a ripiegare fino alla ferrovia Cernavoda-Costanza;
poi i romeni riescono a contrattaccare e respingono i bulgari per parecchi chilometri, ma il governo di Bucarest insiste perché si continui l'avanzata in Transilvania, anche per approfittare dell'offensiva russa di Brusiloff.
Se questa continuasse gli austro-ungarici, attaccati anche dai romeni, si troverebbero a mal partito. Ma quasi dal giorno dell'intervento romeno Brusiloff sospende la sua azione chi dice per istruzioni del ministro Stürmer chi perché il nemico ha ricevuto importanti rinforzi tedeschi. Comunque sia è certo che i russi non vogliono aiutare troppo validamente la Romania avendo aderito malvolentieri alle concessioni chieste da questa e temendo sempre che si sollevi la questione della Bessarabia.

12, il mar. Joffre impone con una lettera ai romeni di concentrare 250.000 uomini nella Dobrugia (dopo aver loro assicurato che questa non correva pericolo), ciò che ne lascia solo 310.000 per la difesa dei Carpazi.
I romeni affermano pure che la Russia non li vuole aiutare e in ciò certamente hanno ragione. Accusano l'addetto militare russo a Bucarest, gen. Bielaieff, di essere una spia tedesca in seno al consiglio dell'esercito romeno.
[Egli, infatti, sarà in seguito nominato ministro della Guerra dal primo ministro Protopopoff, notoriamente favorevole agli Imperi centrali con i quali la Russia è in guerra.]

Ora il comandante in capo tedesco gen. von Falkenhayn progetta un'invasione della Valacchia da ovest e nord ovest, mentre von Mackensen completa l'occupazione della Dobrugia e von Arz attacca la Moldavia.
L'offensiva in Valacchia si svolge con varie alternative, ma i tedeschi finiscono per riuscire ad impadronirsi di vari passi dei Carpazi;

Ottobre
15
, dopo essere penetrati abbastanza profondamente in Transilvania, i romeni sono ora costretti a ripiegare, termina così la prima fase delle operazioni ed essi si trovano costretti ad evacuare tutta la Transilvania che hanno invaso con tanto entusiasmo. Ma non hanno subito perdite eccessive e anche in Dobrugia l'offensiva nemica è stata contenuta, pur avendo i romeni dovuto cedere del territorio.

10, Valacchia, i tedeschi si impadroniscono del colle Torzburg;
13, Valacchia, i tedeschi si impadroniscono del colle di Predeal;
20, Dobrugia, i turchi avanzano lungo la costa e prendono Tuzla; mentre i serbi venuti dalla Russia respingonno un furioso attacco a Toprosari, i russi abbandonano la posizione e obbligano anche i romeni a ripiegare sulla ferrovia Cernavoda-Costanza che viene presto raggiuna dai turchi;
22, i romeni iniziano l'evacuazione di Costanza, incendiandone i magazzini e facendo saltare il ponte sul Danubio a Cernavoda e si ritirano quindi nel nord della Dobrugia;
26, i romeni, attaccati a Targa-Jiul, resistono validamente e con successo, ma giunti rinforzi al nemico la difesa romena si va indebolendo.

Novembre
10, il gen. von Falkenhayn inizia intanto una nuova avanzata nella Valacchia occidentale…
15, …occupa Targa-Jiul…
17, …travolge i romeni a Filiasi,
21, … e occupa Craiova.
La 1ª divisione romena rimasta ad Orsova riesce a tagliarsi la strada lungo il Danubio, giunge a Turnu-Severin

Il comando in capo russo richiama ora il gen. Zaiontchkovski dopo il suo abbadono di Toprosari e lo sostituisce con il gen. Sakharoff, il quale, avendo ricevuto rinforzi, sferra una controffensiva;
23, il gen. Sakharoff respinge il nemico fino a una linea a 20 km a nord di Costanza;

25, Valacchia, la 1ª divisione romena rimasta ad Orsova riesce a tagliarsi la strada lungo il Danubio e giunge a Turnu-Severin;
lo stesso giorno il governo si trasferisce a Iasi con gran parte della popolazione di Bucarest;

Dicembre
Bucarest è difesa da un sistema di 18 forti costruiti molti anni prima della guerra dall'ingegnere belga Brailmont e ritenuti imprendibili; ad ovest è protetta dal fiume Arges lungo il quale si stendono le due armate di Averescu.
I tedeschi attaccano da ovest e da sud, ma i romeni si difendono ancora e tengono i passi di Oitoz e Tomos e riescono a tagliare le comunicazioni fra le forze tedesche del gen. Kosch e il ponte di Zimnicea.
Ma i rinforzi russi, il cui aiuto sarebbe ora prezioso, dichiarano di non potersi muovere senza ordini superiori. Per di più molto materiale bellico francese destinato alla Romania è stato arbitrariamente trattenuto in Russia. Del materiale bellico che la Russia si era impegnata ad inviare in Romania ne giunge in ragione delle 300 tonnellate al giorno pattuito per pochi giorni, poi comincia a diminuire e infine cessa del tutto.
Durante la battaglia per Bucarest il gen. Sakharoff tenta una nuova offesniva ma, fallita questa, abbandona la Valacchia e poi anche la Dobrugia.
3, la battaglia per Bucarest è perduta, quattro divisioni romene devono arrendersi e due sole riescono a ripiegare sulla capitale.
Lo stesso giorno, forzati i passi di montagna, i tedeschi sono a Targoviste onde i romeni devono ripiegare sul Sereth.
6, von Mackensen entra con i primi reparti tedeschi a Bucarest ormai abbandonata.


7
, Valacchia, la 1ª divisione romena viene circondata a Caracalu e costretta a capitolare.
Ormai la strada su Bucarest è aperta e i romeni chiedono insistentemente nuovi aiuti al comando russo. Questo finisce per inviare alcune forze, ma non consente che escano dalla Moldavia e ordina loro di fortificarsi sul Sereth.
Allo stesso tempo von Mackensen si prepara a passare il Danubio in tre punti;
19, si intensifica il bombardamento lungo il fiume, i primi distaccamenti tedeschi lo passano a Calafat, la cavalleria bulgara lo passa alla foce dell'Oltu, la fanteria a Giurgiu e presso Zimnicea viene costruito un gran ponte per il passaggio del grosso;
23, cade Zimnicea;
26, i romeni evacuano Giurgiu;
27, tutta la linea del fiume è forzata.

Prima di ripiegare in Moldavia i romeni hanno potuto bruciare i raccolti nei magazzini e danneggiare i pozzi di petrolio in modo da renderli inservibili per parecchi mesi.
L'esercito romeno è ridotto alle due armate comandnate dal gen. Prestan e le sei divisioni salvate dalla Valacchia sotto Averescu, più tre armate russe; tutte queste forze sono comandate dal generale russo Gurko.
Viene quindi organizzata una nuova linea sul Sereth lunga 90 km, che è stata scelta dai russi stessi più che altro nel loro interesse per difendere la Bessarabia e Odessa.
A sud di essa alcuni reparti resistono ancora.
Lo stesso giorno cade Rimnicul Sarat;

29, un contrattacco romeno arresta momentaneamente l'avanzata dall'ovest, ma il nemico sotto Krafft von Delmensingen riesce ad occupare Curtea de Arges e Pitesti, obbligando Averescu ad evacuare Campolung;
il gen. tedesco Morgen attacca i romeni sulle ultime alture a nord-ovest di Bucarest e l'esercito romeno si trova così minacciato da tre lati.





1916
REGNO di BULGARIA

Ferdinando

Albero genealogico

(Vienna 1861 - Coburgo 1948)
figlio di Augusto di Sassonia-Coburgo-Koháry († 1881) e di Clementina d'Orléans;
1887-1908, principe di Bulgaria;
1908-18, zar dei bulgari;

Presidente del consiglio
Vasil Radoslavov
(1913 - 1918)

1916
I guerra mondiale (1915-18)
Gennaio
gli alleati (il corpo di spedizione franco-britannico sbarcato a Salonicco e comandato dal gen. Sarrail) ricevono dei rinforzi che li portano a 200.000 uomini per difendere un arco di cerchio di 120 km, con 708 cannoni;

Marzo
mentre inizialmente i bulgaro-tedeschi non volevano passare il confine greco, essendo la Grecia neutrale, nella primavera decidono di avanzare ciò nonostante per preparare la loro offeniva contro gli alleati.
Le loro forze consistono di 8 divisioni bulgare di fanteria e una di cavalleria, una divisione tedesca (gli austro-ungarici si sono già ritirati) e una o due turche; il comando in capo è sempre tedesco.

Agosto
arriva la 3V divisione italiana su due brigate, portata poi a tre (in tutto 55.000 uomini), comandata prima dal gen. Petitti di Roreto, poi per breve tempo dal gen. Pennella, e infine dal gen. Mombelli; ad essa viene affidato in un primo tempo il settore del Beles ad est del lago Doiran.
I bulgaro-tedeschi cominciano con l'avanzare da Monastir e per un certo tempo gli alleati si trovano in una situazione critica.
22, i serbi e i francesi respingono un attacco bulgaro presso il lago di Ostrovo e gli alleati nel loro insieme si preparano ad una controffensiva.

Settembre
inizia la controffensiva alleata e continua fino a novembre, con la partecipazione della divisione italiana che si è trasferita dalla zona del Beles a quella a sud-ovest di Monastir; è anzi la sua avanzata sui monti Baba e su quota 1378 che costringe i bulgari ad evacuare quella città e la regione circostante che diviene la nuova base per le operazioni alleate.

La linea di battaglia alleata si stabilizza quindi nel modo seguente:
- da Ersek, confine dell'Albania occupata dalle truppe italiane, al braccio orientale dell'ansa della Cerna, la linea è tenuta dall'Armée française d'Orient composta di 7 divisioni francesi, 1 italiana (che è però uguale a un corpo d'Armata) e 2 brigate russe;
- dalla Cerna a Nonte sono i serbi;
- da Nonte al Vardar è la 122ª divisione francese poi rafforzata da una ed eventualmente tre divisioni greche;
- dal Vardar alla foce della Struma è l'armata britannica comandata dal gen. sir George Milne (6 divisioni, poi ridotte a 4).

Di fronte a queste forze il nemico è disposto come segue:
- dal Lago d'Ohrida alla Mala Rupa è dislocata la cosiddetta 11ª "Armata tedesca", tedesca di nome ma composta principalmente di truppe bulgare, comandata dal generale tedesco von Steuben, e consistente di due corpi d'armata tedeschi:
. il LXI comprende pochi battaglioni austriaci e 4 divisioni bulgare,
. il LXII comprende una divisione tedesca e vari reggimenti bulgari;
- dalla Mala Rupa a Dova Tepead est del Lago Doiran è la 1ª armata bulgara (3 divisioni);
- da Dova Tepa al mare è la II Armata bulgara con elementi della 4ª (3 divisioni);
- lungo la costa dell'Egeo fino al fiume Mesta è il corpo di difesa costiera bulgaro.
Il comando supremo è tenuto dal generale tedesco von Scholtz; le divisioni bulgare sono sotto il loro comandante in capo gen. Gekoff, il quale però è subordinato al gen. von Scholtz.


Ottobre
-

Novembre
iniziano le operazioni (ce ne saranno molte fino al settembre 1918), per lo più attacchi degli Alleati senza successi speciali, ma con notevoli perdite e le posizioni relative non variano che di poco;

Dicembre
Alla fine del 1916 gli Alleati contano in tutto 597.000 uomini.
Come comandante supremo è il gen. Sarrail
[Poi sostituito, alla fine del 1917, dal gen. Guillaumat e questi, nella primvaera del 1918, dal gen. Franchet d'Esperey.]
In tutto le forze tedesche e bulgare variano fra 600.000 e gli 800.000 uomini.
In fatto di artiglierie gli Alleati sono un po' meglio armati dei loro avversari.
Da ambo le parti le linee sono munite di trincee e reticolati.
Gli Alleati hanno tre ferrovie a loro disposizione:
- la Salonicco-Monastir,
- la Salonicco-Struma,
- la Salonicco-Ghevgheli.
I bulgaro-tedeschi dispongono delle linee:
- Usküb-Ghevgheli,
- Usküb-Kumanovo.
Le strade sono pessime da ambo le parti, ma gli Alleati ne costruiscono parecchie durante la guerra e dispongono di molti autoveicoli.
I bulgaro-tedeschi, scarseggiando di caucciù, hanno pochi autoveicoli onde non costruiscono strade e si concentrano invece sulle décauville, costruendone parecchie.





1916
III Repubblica
Presidente della Repubblica
R. Poincaré
(1913 18 feb - 18 feb 1920)
Presidente del Senato
Antonin Dubost
(1906 16 feb - 14 gen 1920)
Presidente della Camera
-
Presidente dell'Assemblea nazionale
(Senato+Camera)
-
-
-
-
Presidente del Consiglio
A. Briand
V
(1915 29 ott - 12 dic 1916)
A. Briand
VI
(12 dic - 17 mar 1917)
Interni
L.-J. Malvy
(1914 13 giu - 31 ago 1917)
Affari Esteri
A. Briand
(1915 29 ott - 20 mar 1917)
Colonie
-
-
Guerra
J.-S. Gallieni
(1915 ott - mar 1916)
-
Marina
-
-
Finanze
A.-F.-J. Ribot
(1914 26 ago - 20 mar 1917)
Commercio
e Industria
-
Lavori Pubblici
-
Lavoro
-
-
Giustizia
R. Viviani
(1915 29 ott - 12 set 1917)
Pubblica Istruzione
e dei Culti
P. Painlevé
(1915-16)
-
-
-
1916


1916
REGNO dei PAESI BASSI

Guglielmina

Albero genealogico

(l'Aia 1880 - castello di Het Loo, presso Apeldoorn 1962)
figlia di Guglielmo III re d'Olanda e della sua seconda moglie Emma di Waldeck-Pyrmont;
1890-1948, regina dei Paesi Bassi;
[dal 31 agosto 1898 ha assunto ufficialmente il potere]

Primo ministro
C. Van der Linden
(1913 - 1918)

1916
il governo riesce a conservare la neutralità del paese durante la prima guerra mondiale;



1916
REGNO del BELGIO

Alberto I

Albero genealogico

(1875 - 1934)
figlio di Filippo di Fiandra e di Maria di Hohenzollern-Sigmaringen;
1909-34, re dei belgi;

1916
[dall'agosto 1914 il paese è invaso dai tedeschi che lo hanno sottoposto ad un duro regime di occupazione militare.]



1916
Granducato di Lussemburgo

Maria Adelaide di Nassau-Weilburg

Albero genealogico

(† 1924)
figlia di Guglielmo IV e di Maria Anna di Portogallo;
1912-19, duchessa di Nassau;
1912-19, granduchessa di Lussemburgo;

1916
-





1916
REGNO UNITO
di
GRAN BRETAGNA e IRLANDA
Giorgio V
Albero genealogico

(Marlborough House, London 3.6.1865 - Sandringham, Norfolk 20.1.1936)
secondo figlio di Edoardo VII e di Alessandra di Danimarca;
1877-92, presta servizio nella marina militare;
1892, diventa erede presuntivo al trono per la morte del fratello maggiore Alberto Vittorio;
1893, sposa la p.ssa Mary von Teck (1867-1953)
1901-10, principe di Galles;
1910-36, re di Gran Bretagna e Irlanda, imperatore delle Indie;
succeduto alla morte del padre;

Primo ministro,
Primo lord del Tesoro
[Prime Minister, First Lord of the Treasury]
Herbert Henry Asquith liberale
coalizione di governo
(1915 27 mag - 7 dic 1916)
D. Lloyd George
liberale-nazionale
coalizione di governo
(7 dic - 23 ott 1922)
Cancelliere dello Scacchiere
[Chancellor
of the Exchequer
]
Reginald McKenna
(1915 25 mag - 10 dic)
A. Bonar Law
(10 dic - 10 gen 1919)
Segretari di Stato
-
Affari Esteri e Commonwealth
-
A. Balfour
(1916 - 1919)
Guerra
-
D. Lloyd George
(10 dic 1916)
Munizioni
-
-
Affari Interni
-
-
Giustizia
-
-
Colonie
A. Bonar Law
(1915 - 10 dic 1916)
Commercio
-
1916
-

1916
"Operazione Eire":
Aprile
agli inizi del mese R. Casement e Franz von Stockhammern, decidono che tra venerdì 21 e lunedì 24 la nave Aud, fingendosi un peschereccio norvegese neutrale, sbarcherà ventimila fucili russi nella baia di Tralee; il 23 aprile, domenica di Pasqua, è il giorno scelto per l'insurrezione; gli irlandesi credono che i tedeschi invieranno più aiuti ma quando R. Casement sa delle false aspettative dei leader della rivolta, cerca di arrivare in Irlanda per avvisare Clarke e fermare una ribellione che, sicuramente, sarebbe fallita;
21, venerdì santo, a bordo di una piccola imbarcazione, R. Casement sbarca a Tralee, nella contea di Kerry; i due capi della rivolta, Monteith e Casey, remano per raggiungere la terra ferma ma la barca si rovescia; Casey annega mentre R. Casement e Monteith riescono a raggiungere la riva a nuoto ma subito dopo vengono arrestati dai soldati britannici; nel frattempo le autorità inglesi a Dublino fanno pressioni affinché si arrestino tra i sessanta e i cento attivisti irlandesi, ma l'autorizzazione di Londra arriverà troppo tardi (il Lunedì dell'Angelo);
23, domenica di Pasqua, scoppia l'insurrezione di Dublino, sostenuta:
- dal Sinn Fein e dalle sue organizzazioni militari (in gran parte),
- dagli "Irish Volunteers" guidati da P.H. Pearse,
- dall' "Irish Citizen Army" ["esercito cittadino"] di James Connolly,
ore 12:00, James Connolly e P.H. Pearse si dirigono con un gruppo a Sackville Street (O'Connell Street dal 1924) ed entrano nell'edificio delle Poste, dove James Connolly, rivolgendosi ai suoi uomini, dice che da questo momento essi appartengono all'esercito repubblicano irlandese.
L'IRA entra in scena per la prima volta.
Le truppe britanniche a Dublino, comandate da sir John Maxwell, vengono colte di sorpresa ma si mobilitano rapidamente. Le truppe irlandesi vengono presto sconfitte e i capi della rivolta imprigionati.
Sul "campo " rimangono cinquecento morti; sir John Maxwell assume i pieni poteri.
L'insurrezione di Dublino viene sanguinosamente repressa:

Maggio
3
, tre leader dei ribelli sono fucilati;
4 e 5, ci sono altre esecuzioni;
8, sono giustiziati altri quattro capi.
Vengono pronunciate 77 condanne a morte e, anche se la maggior parte non sono eseguite, i ribelli diventano dei veri eroi nazionali.
Tremila irlandesi sono confinati nei campi di concentramento nel Galles.

Agosto
3
, R. Casement, 52enne, viene giustiziato nella prigione di Pentonville.
[L'intervento dello spionaggio papale nella Rivolta di Pasqua sarà interpretato in diversi modi:
- alcuni sostengono che il servizio crittografico dell'Entità è riuscito a decifrare i codici navali tedeschi due settimane prima della guerra e che li ha dati a W. Churchill, primo lord dell'Ammiragliato.
- altri assicurano che sono stati i russi a decifrare i codici e a consegnarli a W. Churchill a Murmansk.
Ad ogni modo, con i codici in pugno, i servizi segreti navali britannici hanno scoperto che i tedeschi volevano inviare ai ribelli irlandesi armi con un peschereccio norvegese chiamato Aud. Quando le unità navali britanniche hanno cercato di bloccarlo di fronte alla costa di Tralee, questo ha issato la bandiera della marina imperiale e poco dopo è esploso.
L'intervento del Vaticano, di Benedetto XV e dell'Entità negli avvenimenti che hanno determinato l'esito dell'insurrezione di Pasqua è un altro dei tanti misteri che circondano la Santa Sede.]

Dicembre
D. Lloyd George sostituisce Herbert Henry Asquith (1852-1928) come primo ministro e, di fatto, imprime immediatamente un nuovo stile alla politica di guerra britannica.
Uno dei suoi primi atti è quello di convocare i suoi colleghi "coloniali" A Londra dove formeranno un Imperial War Cabinet.



1916
REGNO di DANIMARCA
Cristiano X
Albero genealogico

(Charlottenlund 1870 - Copenaghen 1947)
figlio di Federico VIII e di Luisa di Svezia;
1912-47, re di Danimarca;
continua a favorire l'evoluzione democratica del paese;
1919-44, re d'Islanda;

1916
dal 1915 il paese ha una nuova costituzione che istituisce, fra l'altro, il nuovo sistema bicamerale ed estende il diritto di voto alle donne;

ISLANDA

1916
-


1916
REGNO DI NORVEGIA
[dal 1905]
Haakon VII
Albero genealogico

principe Carlo (? - ?)
figlio di Federico VIII re di Danimarca e di Luisa di Svezia;
1905-57
, re di Norvegia;

Primo ministro
1916
prima guerra mondiale (1914-1918): si mantiene neutrale;


1916
REGNO di SVEZIA
Gustavo V
Albero genealogico

(Stoccolma, castello di Drottningholm 16 giugno 1858 – Stoccolma, 29 ottobre 1950)
figlio di Oscar II e di Sofia di Nassau;
1907-50, re di Svezia;
osserva correttamente le regole del sistema parlamentare;

1916
-


1916
Granducato di Finlandia
[relativamente autonomo]
- dal 1901 lo zar ha abolito la costituzione del 1869;
- dal 1910 la camera è sciolta, gli oppositori sono deportati in Siberia e l'assetto amministrativo del Paese è modellato su quello russo, con l'introduzione del russo come lingua ufficiale.
1916
-




1916
Presidente
1916
il paese entra in guerra a fianco degli Alleati e ciò non fa che aggravare una situazione già molto seriamente compromessa;


1916
REGNO di SPAGNA
-
Alfonso XIII di Borbone
Albero genealogico

(Madrid 1886 - Roma 1941)
figlio postumo di Alfonso XII e di Maria Cristina d'Absburgo-Lorena;
1886-1931, re di Spagna;

Primo Ministro
Eduardo Dato Iradier
(1913 27 ott - 18 apr 1917)
Interni
-
-
Economia
-
-

1916
governa appoggiandosi alle "giunte" militari, all'alto clero e ai grandi proprietari fondiari e incoraggiando, spesso, una politica repressiva;

***

Isole Canarie:
-





1916
REGNO d'ITALIA
Vittorio Emanuele III
Albero genealogico

(Napoli 1869 - Alessandria d'Egitto 1947)
figlio di Umberto I e di Margherita di Savoia;
1878-1900, principe di Piemonte;
1896, Roma 24 ott: sposa la p.ssa Elena del Montenegro (1873-1952);
1900-46, re d'Italia;
1911-13, guerra italo-turca;
1914-18, I guerra mondiale;


1936-43, imperatore d'Etiopia
1939-43, re d'Albania;

 

PARLAMENTO
XXIV Legislatura
(1913 27 nov - 29 set 1919)
Presidente del Senato
G. Manfredi
emiliano
(1913 27 nov - 6 nov 1918)
Presidente della Camera
G. Marcora
lombardo
(1913 27 nov - 29 set 1919)
 
Presidente
del Consiglio
A. Salandra
pugliese
(1914 5 nov - 18 giu 1916)
II

P. Boselli
ligure
(1916 18 giu - 29 ott 1917)

Interno
V.E. Orlando
siciliano
(1916 18 giu - 17 gen 1919)
Sottosegretario G. Celesia
barone di Vegliasco
toscano
(1914 21 mar - 18 giu 1916)
G. Bonicelli
lombardo
(1916 18 giu - 8 ott 1917)
Esteri
S. Sonnino
toscano
(1914 5 nov - 23 giu 1919)
Sottosegretario L. Borsarelli
marchese di Rifreddo
piemontese
(1914 21 mar - 23 giu 1919)
Guerra
magg.gen. V. Zuppelli
istriano
(1914 5 nov - 4 apr 1916, dim.)

P. Morrone
campano
(1916 4 apr - 14 giu 1917)

Sottosegretari   V.L. Alfieri
umbro
(1916 18 giu - 16 giu 1917)
gen. A. Dallolio
romagnolo
(1915 9 lug - 16 giu 1917)
[Armi e Munizioni]
Marina
C. Corsi
laziale
(1915 30 set - 14 giu 1917)
Sottosegretario A. Battaglieri
piemontese
(1913 24 nov - 29 ott 1917)
Colonie
F. Martini
toscano
(1914 21 mar - 18 giu 1916)
G. Colosimo
calabrese
(1916 18 giu - 22 giu 1919)
Sottosegretario G. Mosca
siciliano
(1914 23 mar - 18 giu 1916)

conte P. Foscari
veneto
(1916 18 giu - 22 giu 1919)

Tesoro
P. Carcano
lombardo
(1914 5 nov - 29 ott 1917)
Sottosegretario Ugo Da Como
lombardo
(1914 5 nov - 29 ott 1917)
Finanze
E. Daneo
piemontese
(1914 5 nov - 18 giu 1916)
F. Meda
lombardo
(1916 18 giu - 22 giu 1919)
Sottosegretario A. Baslini
lombardo
(1914 5 nov - 18 giu 1916)
G. Danieli
veneto
(1916 18 giu - 30 mar 1917)
Agricoltura, Industria e Commercio
G. Cavasola
piemontese
(1914 21 mar - 18 giu 1916)

Agricoltura
G. Raineri
emiliano
(1916 18 giu - 29 ott 1917)

Industria, Commercio e Lavoro
G. De Nava
calabrese
(1916 18 giu - 29 ott 1917)
[Ministero istituito con R.D. 22 giugno 1916. n. 755.]

 

Sottosegretario V. Cottafavi
emiliano
(1914 21 mar - 18 giu 1916)

Agricoltura
G. Canepa
ligure
(1916 18 giu - 16 giu 1917)

Industria, Commercio e Lavoro
E. Morpurgo
friulano
(1916 18 giu - 18 gen 1919)

 

Lavori Pubblici
A. Ciuffelli
umbro
(1914 21 mar - 18 giu 1916)
I. Bonomi
lombardo
(1916 18 giu - 29 ott 1917)
Sottosegretario A. Visocchi
campano
(1914 21 mar - 18 giu 1916)
R. De Vito
toscano
(1916 18 giu - 23 giu 1919)
Grazia e Giustizia, e Culti
V.E. Orlando
siciliano
(1914 5 nov - 18 giu 1916)
E. Sacchi
lombardo
(1916 18 giu - gen 1919)
Sottosegretario P. Chimienti
pugliese
(1914 21 mar - 18 giu 1916)

R. Pasqualino Vassallo
siciliano
(1916 18 giu - gen 1919)

Istruzione Pubblica
P. Grippo
lucano
(1914 5 nov - 18 giu 1916)
F. Ruffini
piemontese
(1916 18 giu - 29 ott 1917)
Sottosegretario G. Rosadi
toscano
(1914 21 mar - 18 giu 1916)
A. Roth
sardo
(1916 18 giu - 23 giu 1919)
Poste e Telegrafi
V. Riccio
campano
(1914 nov - giu 1916)
L. Fera
calabrese
(1916 18 giu - 23 giu 1919)
Sottosegretario G. Marcello
veneto
(1914 21 mar - 18 giu 1916)
C. Rossi
di Montelera

piemontese
(1916 18 giu - 23 giu 1919)
Trasporti marittimi e ferroviari
[R.D. n. 756 del 22.06.1916]
  E. Arlotta
campano
(1916 22 giu - 16 giu 1917)
Sottosegretario   Ugo Ancona
romagnolo
(1916 18 giu - 19 giu 1917)
Ministri senza portafoglio
-
S. Barzilai
friulano
(1915 16 giu - 18 giu 1916)
L. Bianchi
campano
(1916 19 giu - 29 ott 1917)
-
  E. Arlotta
campano
(18 - 22 giu)
 
-
  G. Raineri
emiliano
(18 - 22 giu)
 
-
  G. De Nava
calabrese
(18 - 22 giu)
 
-
  U. Comandini
romagnolo
(1916 19 giu - 29 ott 1917)
    V. Scialoja
piemontese
(1916 19 giu - 29 ott 1917)
-

1916
Gennaio
6
, FRIULI, nel rapporto del comando della 3ª Armata si segnala che don Ermenegildo Ulian, vicario di Versa (Gorizia), venne accusato di «essersi recato spesso a Palmanova prima della nostra guerra, per tentare di avere notizie sul nostro esercito e per assoldare persone atte allo spionaggio a nostro danno […].
Al giungere della nostre truppe in Versa la popolazione, affacciatasi alle porte, assisteva al loro ingresso. Il sacerdote con frasi che rivelavano il suo dispetto andava invece girando per il paese e imponeva a tutti d rincasare e di chiudere le porte e le finestre.
Non potendo in altro modo fare atti più ostili dopo l'occupazione oppose difficoltà di ogni genere alla sistemazione delle nostre truppe e non tardò guari a rivelarsi austriacante pericoloso […] tanto che il comando dei RR.CC. fu costretto ad internarlo
».
10, EMILIA ROMAGNA, Forlì, il procuratore del re avverte che «non mancano sacerdoti i quali, cautamente, esplicano opera non del tutto patriottica con soverchie lamentele e con eccessivo pietismo sulle atrocità della guerra, il che è alquanto pericoloso […] quando ciò avviene tra la popolazione rurale».
A riprova delle sue affermazioni, il magistrato cita il fatto del sacerdote Angelo Mancini, condannato nell'agosto precedente dal tribunale di Forlì; nello stesso rapporto si accenna inoltre alla situazione a Forlimpopoli dove il clero fa opera di propaganda, sia pure «subdola» contro la guerra.
14, EMILIA ROMAGNA, il prefetto di Ravenna, in un suo rapporto, scrive che «l'indirizzo politico del clero si dimostra un po' troppo spinto nel rilevare le conseguenze della guerra e nell'implorare la pace».
Secondo il procuratore generale di Bologna – relazione per il 3° quadrimestre 1915 – «il prefetto di Ravenna riferisce che i giornali cattolici della provincia, riguardo alle pretese di dominio temporale si sarebbero manifestati in senso contrario all'indirizzo del Governo, e la violenza con cui parlarono dei socialisti e della Massoneria fu senza dubbio inopportuna in questo momento in cui debbono tacere tutte le discordie e le rivalità».

22, [come il 22 settembre] il procuratore generale di Torino – relazione per il 3° quadrimestre 1915 – riferisce che a Mondovì «si verificarono casi isolati nei quali il clero lasciò intravedere di essere poco propenso alla presente guerra, e con esclusione di ogni azione collettiva contraria al Governo».

Febbraio
10
, in una nota del Segretario generale agli Affari civili, comm. D'Adamo, si legge:
«Si sono internati quasi tutti i sacerdoti e si è fatto bene perché nemici ed austriacanti, e si sono sostituiti con sacerdoti italiani».
Ovviamente tali provvedimenti non possono incontrare l'approvazione degli ambienti ecclesiastici, e numerose sono le proteste che si levano, sia a Roma che nelle diocesi venete.
Lo stesso giorno, secondo il procuratore generale di Brescia – relazione per il 3° quadrimestre 1915 – «l'azione energica spiegata dall'autorità militare» ha ottenuto benefici effetti sui sacerdoti.
Al contempo il magistrato esprime l'augurio che «così essi continuino per risparmiare alle autorità le preoccupazioni di una continua e rigorosa vigilanza e di provvedimenti punitivi al loro riguardo».
L'azione del clero – aggiunge il procuratore generale – sarà fondamentale per stabilire e mantenere «quel benefico accordo che […] sarebbe il più efficace contributo al conseguimento delle giuste e sante finalità in cui ora si concentrano i palpiti ed i pensieri di quanti, senza distinzione di partiti e di fedi, vogliono dimostrarsi degni di essere italiani».

Lo stesso mese si verifica un altro intervento dell'ambasciatore di Spagna tramite il quale il governo austriaco intende versare somme di denaro, quali supplementi di congrua, ad alcuni parroci della diocesi di Gorizia allontanati dalle loro sedi.
Anche in questo caso la risposta italiana è negativa e il fatto provoca una certa tensione col Vaticano che è intervenuto nella questione.

Marzo
Parigi, si tiene la conferenza interalleata che rinsalda i vincoli politico-militari degli alleati.

EMILIA-ROMAGNA, il vescovo di Piacenza emana una circolare che proibisce di introdurre in chiesa bandiere non benedette:
«A togliere ed evitare abusi si ricorda che nelle Chiese in occasione di funerali e di funzioni religiose possono essere portate solamente le bandiere benedette. Non si possono poi benedire che le bandiere di quelle società o istituzioni che abbiano lo Statuto approvato dall'autorità ecclesiastica e da essa in qualche modo dipendano; quindi non è lecito benedirle senza il permesso dell'Ordinario».
[Da «Bollettino Ufficiale della Curia Vescovile di Piacenza», marzo 1916.]

Aprile

1ª riunione di Kiental o 2ª riunione di Zimmerwald: lo stesso mese si tiene a Kiental (Svizzera) una riunione dei rappresentanti dei partiti e delle correnti socialiste contrari alla guerra.
Viene lanciato il manifesto dal titolo: Seconda conferenza socialista internazionale di Zimmerwald: Ai popoli che la guerra rovina ed uccide.

Maggio
7
, SICILIA, in un rapporto inviato al procuratore del re di Caltagirone, il commissario di P.S. riferisce:
«La maggioranza del basso clero di questo capoluogo è di sentimenti nettamente antipatriottici, che non dissimula, sentimenti che si estrinsecano in una azione sorda e subdola, intesa a creare una corrente contraria alla nostra guerra, ciò che riesce facile e di nessun pericolo quando la perniciosa propaganda si nasconde dietro i preceetti evangelici che i sacerdoti sono chiamati a bandire ai fedeli.
Si è a conoscenza di conferenze tenute quasi di nascosto con biglietti personali di invito nei circoli clericali del noto sacerdote Sturzo Luigi e nella sagrestia della chiesa di S. Francesco di Assisi dal sac. Chiové Francesco, conferenze di carattere non religioso ma politico, in senso contrario alla guerra, e si sa pure di una cauta propaganda fatta nello stesso senso, ed alla sordina, del sac. Montemagno Giuseppe; però le prove occorrenti a promuovere l'azione penale mancano, né è possibile trovarle perché l'opera nefasta del clero si svolge in un ambiente già disposto a ricevere la mala semente ed insuscettibile perciò di reazioni.
È risaputo infatti che il grosso di questa popolazione è di sentimenti clericali ed è quindi estremamente difficle che alcuno si presenti a fare testimonianze contro un sacerdote, anche per paura dell'impopolarità
».
[Rapporto allegato alla relazione del procuratore generale di Catania nella relazione al 1° quadrimestre 1916.
22, SICILIA, il procuratore generale di Catania – relazione per il 1° quadrimestre 1916 – nel trasmettere al ministero il rapporto del commissario di polizia dI Caltagirone, aggiunge a mo' di commento:
«Il procuratore del re di Caltagirone riferisce invece che i membri di quell'Amministrazione Comunale fra i quali il più autorevole è appunto il sacerdote Sturzo, promossero e tennero nel Palazzo Municipale una riunine per arrivare ai mezzi migliori per la buona riuscita del Prestito Nazionale […] onde non vi ha dubbio che le informazioni della P.S. relativamente alla condotta del clero non rispondono alla vera condizione delle cose e che d'altro canto, mancando e non potendo aversi le prove dei fatti esposti, non è il caso di iniziare l'azione penale».]
[Del resto – come confermeranno tutte le notizie che si avranno sull'attività politica di don L. Sturzo nel periodo bellico – egli è ben lungi dall'assumere posizioni critiche nei confronti della guerra italiana; anzi egli polemizza aspramente con la tendenza neutralista in campo cattolico che fa capo principalmente a Guido Miglioli.]
17, TOSCANA, il procuratore generale di Firenze – relazione per il 3° quadrimestre 1915 – fornisce ulteriori elementi sottolineando come l'avvenuto internamento a Firenze di sacerdoti austrofili, provenienti dalle zone «redente» e da quelle italiane più vicine al confinre, rischia di sollevare problemi di ordine pubblico, tanto più che «è voce comune che il partito clericale, a mezzo degli ecclesiastici, faccia, specialmente nelle campagne, opera di propaganda contraria alla guerra attuale».
22, [vedi I G.M.].
26, il gen. L. Cadorna dirama con lettera al gen. Lequio, comandante del settore dell'altipiano, l'ordine di ricorrere alle fucilazioni sommarie con ampia libertà. [vedi I G.M.]

Tra il 1916 e il 1917 aumenta la tensione tra autorità civili e sacerdoti, già rilevata nel 1915, specie in Lombardia.

28, LOMBARDIA, il procuratore generale di Brescia – relazione per il 1° quadrimestre 1916 – così scrive: «L'azione politica del clero nulla assolutamente ha lasciato a desiderare. Risulta infatti che i sacerdoti tutti serbarono un contegno perfettamente corretto, non esorbitando nel campo politico, manifestandosi ossequienti alle nazionali istituzioni, e prestando efficace cooperazione alle vaste opere di assistenza civile per le molteplici esigenze dello stato di guerra. Così neppure nel circondario di Breno, dove in passato taluni sacerdoti avevano suscitato sospetti di austrofilia o quanto meno di avversione alla guerra nostra, rendendo necessario il loro internamento, non occorse prendere alcun provvedimento».
[A proposito di Breno, nella relazione al 2° quadrimestre il procuratore noterà che il giornale cattolico «La Valcamonica» ha assunto un atteggiamwnto eccessivamente battagliero nei confronti del ministro E. Sacchi.]

Giugno
, Potremoli, al presidente del Consiglio A. Salandra viene indirizzata questa lettera:
«Eccellenza, Numerosi operai pontremolesi, indignati per l'antipatriottismo professato dagli insegnanti della Scuola Ginnasiale del Seminario vescovile di questa Città si permettono di esporre a Vostra Eccellenza quanto segue:
[…] il sunnominato Seminario è un vero focolaio di antipatriottismo. I professori, ai quali è affidata l'educazione dei giovani, curano e redigono la pubblicazione dell'organo della Curia Vescovile, organo che è la vera negazione del sentimento nazionale. Nel numero che Le accludiamo abbia la compiacenza di leggere l'articolo di fondo Cinquant'anni fà […] articolo che ha profondamente indignato, senza distinzione di parte, la cittadinanza intiera e che non possiamo comprendere come l'Autorità politica di Borgotaro non abbia censurato.
Altra volta quel foglio, e sempre per opera di detti professori, in occasione delle feste di Quarto, chiamava filibustiere l'Eroe dei due mondi; e durante le feste per il Centenario
(sic) della Unità Nazionale vi comparve un articolo col quale si dileggiava Roma quale Capitale d'Italia. Altra volta vi si derideva la festa dello Statuto.
Ecco, On. Salandra, la propaganda che questi signori si permettono di fare al pubblico per mezzo della stampa: l'E.V. potrà quindi farsi un concetto di ciò che viene stillato nel cervello di quei giovani, i quali provengono tutti dalla campagna, vergini ancora al subline Ideale di Patria. L'E.V. nella saggia visione delle cose che La distingue vorrà, ne siamo certi, provvedere perché tale scempio non venga ulteriormente consumato
».
L'autore stabilisce un parallelo tra la situazione attuale e quella del 1866 affermando che anche allora c'era chi soffiava sul fuoco per fare dichiarare la guerra sostenendo che non bisognava accettare le eventuali offerte dell'Austria: «Ma qualcuno dei più assennati era dell'avviso che la guerra fosse una gran sventura e una carta molto pericolosa a giocarsi e pensava che i negoziati e le trattative avrebbero potuto ottenere quello che si voleva senza sagnue. Su questo punto ormai sappiamo se costoro avessero ragione o torto, e non giova ripetere cose note, né additarle come monito visto e considerato che la storia, benché maestra della vita, spesso non riesce ad insegnare nulla ai suoi duri scolari […]. Oh, corsi e ricorsi della storia!».
[Sul fatto che le parole dell'articolo suonino dura critica alla scelta interventista del maggio 1915, non vi sono dubbi.]
3, diffidato dal prefetto a pubblicare subito una dichiarazione valevole a correggere la cattiva impressione rimasta nei cittadini migliori, il direttore de «Il Corriere apuano», nonché segretario del vescovo di Pontremoli, aderisce volonterosamente, deplorando che gli sia sfuggito l'articolo, dovuto alla penna di altro sacerdote.
Nel numero successivo il direttore inserisce questa dichiarazione:
«Larticolo di fondo del numero precedente ha sollevato commenti poco benevoli. Vi si è voluto leggere ciò che l'autore era le mille miglia lontano dal pensare e che deprechiamo con tutta la nostra energia di italiani di una sola fede ansiosi, di una sola volontà muniti, di una sola speranza vivi, quelle della Patria e quelle della Vittoria contro i barbari, contro i suscitatori della più tremenda catastrofe che ricordi la storia.
Nella superba epistola che resterà duraturo monumento della sua opera episcopale Mons. Fiorini, rivolgendosi alle Donne italiane, così scrisse: "Siate forti e non aggravate coi vostri gemiti il sacrificio dei figli e degli sposi […]. Mostrate loro che la vostra fede vi rende generose nel separarvi da essi e vi infonde la fiducia di presto riabbracciarli. Incoraggiateli ad amare Iddio e la Patria con l'adempimento del dovere fino all'eroismo: e da vere donne italiane e cristiane fate loro sentire che preferireste non abbracciarli mai più anziché vederli tornare senza onore".
Per queste sante parole, degne dell'uomo e dei suoi nobili sensi, perché gli uomini non siano da meno delle donne, "Il Corriere" continuerà nell'opera sua, oggi, come mai, ispirato ai sacri interessi ed alle giuste rivendicazioni della Patria e della Civiltà. Viva l'Italia!
».
[Una dichiarazione che il prefetto ritiene sufficiente a togliere ogni sospetto di antipatriottismo.]
5, il capo di gabinetto della presidenza del consiglio chiede dunque con lettera inforrmazioni sulla vicenda al prefetto di Massa e Carrara sottolineando l'inefficienza dell'operato della censura «che non avrebbe dovuto consentire la pubblicazione dell'articolo in questione, tendente evidentemente a deprimere lo spirito pubblico».

Ravenna, in un convegno semiclandestino viene formato il "Comitato d'azione internazionalista anarchico", che coordina l'attività degli anarchici italiani durante la guerra.

7, LOMBARDIA, secondo il prefetto di Milano «si fa bensì carico al partito clericale di accarezzare e favorire latentemente la propaganda pel conseguimento di una pace prossima, ma tale propaganda sarebbe per ora, nella maggior parte, improntata più a spirito pacifista che a carattere avverso all'attuale guerra».
12, EMILIA-ROMAGNA, il procuratore generale di Parma, riferendosi alla circolare Le bandiere in Chiesa emanata dal vescovo di Piacenza, scrive al ministero aggiungendo che il documento «ha prodotto, specie in Fiornzuola d'Adda, penosa imrpessione».
Viene quindi considerata l'opportunità d prendere provvedimenti contro il prelato e alla fine viene scelto di presentare le rimostranze ufficiali al vescovo.
21, il prefetto di Massa e Carrara, sorpreso di fronte all'accusa di antipatriottismo lanciata dal capo gabinetto della presidenza del consiglio contro il vescovo di Pontremoli mons. Fiorini – il quale è invece ben noto per il suo atteggiamento patriottico venato addirittura di tinte nazionaliste – pur riconoscendo l'inopportunità dell'articolo al contempo respinge categoricamente le accuse lanciate contro il seminario vescovile.
Il prefetto, infine, dopo aver ribadito le benemerenze nazionali del vescovo conclude affermando che, a suo parere, la denuncia era originata da interessi di politica locale e mirava ad ottenere la chiusura del seminario e del ginnasio annesso; essa pertanto non deve essere presa in considerazione.
24, LOMBARDIA, il procuratore generale di Milano – relazione per il 1° quadrimestre 1916 – scrive:
«L'azione politica ddel clero si è svolta nel modo più corretto e se mai anzi si è esplicata ina mnifestazioni patriottiche, favorendo le multiple forme d assistenza ai colpiti dalal guerra.
Tale valutazione positiva, ovviamente, non è inficiata dall'osservazione su citata del prefetto.
[Pur tuttavia si hanno informazioni in questo periodo su due denunce elevate contro sacerdoti della provincia di Milano, come pure risulta, da un rapporto del Servizio informazioni presso il Comando supremo, «il clero della bassa Lombardia compie propaganda contro la guerra».]
30, TOSCANA: il procuratore generale di Firenze – relazione per il 1° quadrimestre 1916 – riferisce di due sacerdoti, i parroci di Rubbiana e Monterappoli, condannati ai sensi dell'art. 2 del decreto luogotenenziale 20 giugno 1915 n. 885.
[L'art. 2 punisce «chiunque comunicando con più persone dà sull'ordine pubblico, sull'economia nazionale o su altri fatti di pubblico interesse, notizie non conformi a verità per le quali possa essere turbata la tranquillità pubblica».]

Luglio
5, il ministro dell'Interno V.E. Orlando invia questa lettera al ministro di Grazia e Giustizia E. Sacchi:
«In questi giorni è stato denunciato dall'Arma dei reali carabinieri al Pretore di Paullo (Lodi) il parroco di S. Barbasiano (frazione del comune di Tribiano) per […] aver denigrato in pubblico il nostro esercito e propalato notizie false ed allarmanti con affermazioni quali: "Gli austriaci hanno molto denaro e corrompono i nostri ufficiali, i quali mandano avanti a combattere i soldati mentre loro se ne stanno nascosti. Se gli austriaci vogliono, vanno con molta facilità a Venezia e a Roma […]. I nostri soldati sono vestiti da straccioni. Sotto gli austriaci si starebbe meglio perché comandano i preti".
Avendo a mezzo del Sottoprefetto rappresentato al Procuratore del Re di Lodi l'opportunità di agire con rigore egli ha dichiarato:
a) di non ravvisare nel reato di cui è imputato il detto sacerdote gli estremi per provocare in suo confronto una mandato di cattura, tanto più dato l'eccessivo scrupolo in proposito di quel Giudice Istruttore;
b) di aver deferito al pretore di Paullo l'incarico dell'istruttoria e del giudizio non ritenendo opportuno avocarlo al Tribunale di Lodi. Infatti mentre si può essere quasi sicuri della condanna se il giudizio sarà emesso dal Pretore, altrettanto non potrebbe dirsi qualora fosse affidato agli attuali componenti di quel Tribunalel.
Ne riferisco all'E.V. per dimostrare da quali sentimenti sia animata parte della magistratura in questa provincia e come essa dia continua prova di spiccato neutralismo ed avversione alla guerra».
]
6, il ministro di Grazia e Giustizia E. Sacchi invita con una lettera il procuratore generale di Parma a «fare presente al vescovo di Piacenza la penosa impressione che ha suscitato nella diocesi il divieto di ingresso in chiesa delle bandiere nazionali, specialmente in occasione di funzioni celebrate in suffragio dei caduti per la patria. Voglia la S.V. Ill.ma far considerare al detto prelato che quantunque le bandiere non siano benedette, purtuttavia l'ingresso di esse nella chiesa è invocato esclusivamente a scopo patriottico senza spirito di irriverenza o proposito di provocazioni. Si gradirà conoscere con sollecitudine la risposta di quel prelato».
Dopo un colloquio avuto con il vescovo, il procuratore generale ridimensiona la portata dell'incidente, affermando che alle osservazioni fattegli l'ordinario diocesano ha risposto che egli considerava «Bandiere Nazionali soltanto quelle dello Esercito e della Marina, alle quali con provvedimento in crso sarà equiparata quella dei veterani. Quanto alle bandiere di società private ripete in sostanza che non possono entrare nelle chiese se non sono state benedette e ciò per disposizione non diocesana ma del Vaticano […]».
[Nell'annotazione scritta di pugno dal ministro, si legge: «Dopo l'osservazione con cui si chiude il rapporto del procuratore generale avviserei non essere il caso di insistere sull'incidente».
10, Corno di Vallarsa [futuro Corno Battisti], gli austriaci catturano il socialista trentino C. Battisti;
12, Trento, C. Battisti e F. Filzi sono impiccati nella fossa del Castello del Buon Consiglio come disertori.
[Soltanto qualche giorno dopo i giornali italiani potranno dare notizie sulla fine dei due, suscitando una ondata di commozione nell'opinione pubblica.]
15, l'episcopato lombardo pubblica una lettera collettiva indirizzata al clero che, pur stigmatizzando la campagna anticlericale in atto nel paese ed i pericoli per la morale pubblica provocati dallo stato di guerra, esprime in modo non equivoco sentimenti di patriottismo.

Agosto
L'Italia dichiara guerra alla Germania.

11, il senatore padovano Vittorio Polacco può riferire al ministero degli Esteri Sonnino che dell'opusolo L'Episcopato italiano e la guerra sono state stampate centomila copie nel testo italiano, ventimila in sloveno ed altrettante in tedesco. La distribuzione va però molto a rilento (le copie in tedesco, anzi, sono ancora giacenti in magazzino), tanto che il senatore chiede un maggiore appoggio da parte delle autorità politiche e militari.
Un bilancio semifallimentare dunque, e che indica con chiarezza i limiti di questo primo tentativo ufficiale di propaganda bellica scarsamente compreso ed appoggiato dagli uomini di governo.


TOSCANA, è dall'anno precedente che si trascinano le polemiche sulla stampa aretina e fiorentina circa la rimozione del vescovo di Arezzo, mons. Volpi.
Ai liberali «La Vedetta aretina» e «Il Nuovo giornale» di Firenze si contrappongono «L'Unità cattolica» e un altro giornale cattolico fiorentino, «La Squilla», e la lotta assume le caratteristiche di uno scontro tra i princípi liberali e l'intransigentismo cattolico di vecchio stampo.
24, LOMBARDIA, il vescovo di Cremona, mons. Cazzani, scrive a Giuseppe Toniolo:
«Illustre professore […] avrei volentieri dscusso un po' liberamente con lei su questa confusione crescente in campo cattolicio che io attribuisco, sì, anche a chi tira troppo a sinistra, assai a questi più che ad altri, ma però anche non poco a chi tira troppo a destra […].
Io qui ho fatto le prime mosse per riorganizzre un po' di azione cattolica lasciando prima in disparte certi elementi eccessivi e molto discussi; ma il guaio è che questi lavorano più degli altri e sono più in contatto colle masse popolari e con la realtà dei loro bisogni e dei loro sentimenti […].
La Massoneria fa man bassa di ogni cosa, sfruttando il suo momento e favorita dal Governo, e noi in nome della concordia la lasciamo fare, e qua e là le teniamo quasi il sacco […].
Io sono persuaso ormai che la guerra era inevitabile e che tutti dobbiamo contribuire a fare che riesca bene per la patria nostra […]; ma che bisogna trovare e battere, noi cattolici, una via nostra chiara e aperta, ben segnata e non confondere le nostre responsabilità né coi socialisti, neutralisti ad oltranza, né coi massoni e compari, patriot[t]i a loro tornaconto […].
Scrivo duro e amaro? Mi perdoni Professore… ma vedo scuro, umanamente, il nostro avvenire. La grande massa del popolo italiano – spiace doverlo dire e più ancora doverlo constatare, ma noi, pel nostro ministero, a contatto con essa, non lo possiamo dissimulare – non vede e non intende le mosse dei dirigenti dei cosiddetti partiti d'ordine in questo momento; e mai come ora è stata artificiale l'opinione pubblica fatta dai grandi giornali, non escusi quelli cattolici.
Amerei d'ingannarmi, ma la vedo così. Al domani della guerra il popolo darà il suo giudizio, ed i giudici saranno i reduci dalle varie fronti; e chi per cogliere l'opportunità politica di un momento non ha mantenuto intero il loro posto ai princípi, o confondendosi coi socialisti da una parte, spalleggiando i liberali più o meno massoni dall'altra, vedrà l'arena su cui aveva tentato d'innalzare il suo edificio
».
26, poiché i giornali avversari ricorrono spesso alla collaborazione di sacerdoti "patrioti", «La Squilla» deve prendere le difese di «S.E. Mons. Vescovo strenuo assertore del principio cattolico contro il liberalismo, fatto segno di una tenace campagna massonica fra il dolore e l'amore dei suoi figli non diminuito dal disonesto procedere di un giuda fattosi strumento della massoneria aretina».
[L'allusione è rivolta verso un articolo contro il vescovo pubblicato su «Il Nuovo giornale» a firma di «un ecclesiastico anonimo per forza».
Nonostante la campagna in atto contro di lui, mons. Volpi non attenua in nulla il suo atteggiamento intransigente e per tutto il corso della guerra rifiuterà di fare esporre sul palazzo vescovile la bandiera tricolore in occasione di ricorrenze patriottiche.]

Lo stesso mese, dopo la presa di Gorizia, bisogna dare una nuova organizzazione alla diocesi anche perché il vescovo, mons. Sedj, sin dall'inizio delle ostilità ha abbandonato la sua sede trasferendosi a Lubiana; la questione non è di facile soluzione dal momento che il clero e le organizzazioni cattoliche della diocesi sono, nella loro maggior parte, ostili alla causa italiana.
In un primo momento il Segretariato generale concorda col "vescovo di campo" una soluzione, da questo suggerita, consistente nella nomina del sacerdote goriziano don Carlo Baubela a reggente prrovvisorio, ma la cosa non può andare in porto.
[Dopo l'occupazione della città la cura delle anime è stata affidata a don Carlo Baubela e ad un altro sacerdote goriziano alle dipendenze e sotto il controllo di un cappellano militare italiano.]
Nella questione intervengono – ennesima riprova della frattura creata dalla guerra nel mondo cattolico italiano – due eminenti sacerdoti:
. padre Gemelli,
. padre Semeria,
che entrambi prestano servizio militare presso il Comando supremo.
Lo stesso mese padre Gemelli indirizza una lettera al Segretariato generale esprimendo dubbi sulla soluzione prospettata.

[L'azione di padre Gemelli e di padre Semeria è resa ancora più efficace dal fatto che il gen. L. Cadorna e il gen. Porro sono profondamente religiosi.
I due sacerdoti non esitano ad avallare l'azione repressiva contro il clero, "irredento" o italiano, senza curarsi delle tensioni che si vengono a creare coll'episcopato veneto, col "vescovo di campo" e con lo stesso Vaticano.
D'altronde, se all'interno dei cattolici la guerra provoca lacerazioni e contrasti, non si può dire che lo stesso non avvenga per la classe dirigente liberale, e la questione della politica ecclesiastica nelle zone occupate ne offre un'ulteriore conferma.
A. Salandra in particolare, differenziandosi per certi versi da V.E. Orlando, mostra una scarsissima sensibilità di fronte al problema costituito dalle relazioni coll'episcopato e col clero, lasciandosi così sfuggire l'occasione favorevole apertasi col ralliement patriottico di buona parte del mondo cattolico.
Di fronte ai molti vescovi e sacerdoti che professano la propria disponibilità ad aderire alla causa nazionale il governo non sempre sa valutare appieno le potenzialità che possono scaturire da questo nuovo atteggiamento, e certo i pesanti provvedimenti adottati contro il clero delle province irredente non contribuiscono a migliorare i rapporti coi cattolici e la Santa Sede.

Bisogna comunque ricordare che la situazione nel Trentino è ben diversa da quella giuliana
.
Nel Trentino, anche se i cattolici e il loro leader De Gasperi sono filotriplicisti, la questione nazionale è molto più sentita tra le popolazioni locali. Anche per questo l'azione repressiva dei comandi italiani è meno pesante e ad essa si accompagna, per motivi diametralmente opposti, quella delle autorità austriache.
Lo stesso vescovo di Trento mons. Endrici è stato messo agli arresti domiciliari nel marzo 1916 e poi internato.

Lo stesso mese la 35ª Div.ne al comando del gen. Petitti di Roreto viene inviata a Salonicco per prendere parte insiame con le truppe degli altri paesi dell'Intesa alla impresa di Macedonia destinata ad aiutare la Romania e a contrastare agli austro-tedeschi il predominio nella penisola balcanica.

Settembre
2
, (e poi 12 dicembre), TOSCANA, il prefetto di Arezzo segnala che il vescovo mons. Volpi si è opposto all'ingresso in chiesa dei vessilli nazionali scontrandosi così con le autorità scolastiche che volevano far intervenire le scolaresche colle proprie bandiere ad una funzione religiosa per i caduti in guerra.
Tali fatti provocano addirittura la costituzione di una Lega antitedesca aretina che si assume il compito di denunciare periodicamente all'opinione pubblica gli atteggiamenti antipatriottici del prelato.
6, LOMBARDIA, da un rapporto del procuratore del re di Lodi emerge il caso di due sacerdoti lodigiani, i parroci di S. Barbasiano e di S. Colombano al Lambro, sottoposti a procedimento penale per manifestazioni disfattiste.

20, il «Popolo d'Italia» dileggia il «povero Rabbi di Nazareth», chiamandolo «ciarlatano e ciurmadore in Galilea».
Ecco il trafiletto blasfemo di Arturo Rossato [Arros]:
«Noi prendiamo a calci, ridendo, il Rabbi vile dalle chiome rosse e i suoi rabbini più vili dalle sottane nere. E ci arrampichiamo agili sulle torri campanarie per suonare a stormo col martello di bronzo; e buttiamo le statue dei vecchi santi nei letamai che fumigano e ingrassano la terra. E di ogni tradizione cristiana o pagana, di ogni tradizione che si genufletta ed offra il collo facciamo un rogo ed una barricata».
TOSCANA: lo stesso giorno il prefetto di Lucca riferisce che il contegno poco «ortodosso» di taluni preti desta serie preoccupazioni nelle autorità di polizia; particolarmente indicativo di uno stato d'animo ben diffuso tra il clero pare il caso di don Guido Barni, prevosto della chiesa demaniale di Bagni Montecatini. Questi si era «mostrato avverso alla guerra provocando tanta reazione tra il pubblico che in un giorno del mese di maggio 1915 moltissime persone con a capo l'avv. Enea Marchetti del luogo entrarono in chiesa e l'obbligarono a gridare "Viva l'Italia". Da parte di molti cittadini vennero mosse continue lagnanze a quel delegato di P.S. perché detto sacerdote teneva in pubblico e in privato tali discorsi sulla guerra da deprimere fortemente lo spirito delle persone che l'udivano. Ma per quante indagini siano state fatte […] non si sono mai raccolti gli elementi necessari per poterne fare oggeto di denunzia.
Egli pubblica un periodico mensile intitolato «Sprazzi di luce» sul quale ha cercato di mettere frasi contrarie alla nostra guerra, ma quel delegato di P.S. le colpì colla censura.
Nel decorso mese preparò un manifesto nel quale si invitava quella popolazione ad una funzione per invocare la pace, manifesto che l'Autorità di P.S. non permise come pure censurò in gran parte un articolo preparato nell'occasine pel suo giornale […].
Per tale contegno molte persone del paese gli sono avverse e nella ricorrenza del 20 settembre ignoti misero sulle scale della chiesa la bandiera nazionale. Il don Barni, andando sulle furie, ne chiese al Delegato di P.S: la rimozione, ciò che non venne concesso, appunto per evitare i possibili incidenti che tale atto avrebbe potuto provocare tra la popolazione.
Verso le ore 15 del giorno 20 il sacerdote trovò modo di propria iniziativa, ed inosservato, di far togliere la succitata bandiera. Sono state fatte vivissime raccomandazioni all'Arma interessata perché eserciti la più rigorosa vigilanza per impedire e al caso reprimere ogni manifestazione a cui potesse dar luogo il contegno di quel sacerdote la cui denunzia all'Aautorità Giudiziaria è subordinata alle prove testimoniali che si stanno ricercando col massimo impegno
».
27, con una lettera circolare, il cardinale Andrea Carlo Ferrari, arcivescovo di Milano, segnala ai parroci della sua diocesi queste «orrende bestemmie contro la Divina persona di N.S. Gesù Cristo», e condanna «in forma speciale» il giornale, proibendone, sotto colpa grave, la lettura e l'abbonamento a tutti i fedeli soggetti alla sua giurisdizione.
A riparazione del sacrilegio, ordina anche l'esposizione del Santissimo Sacramento per mezz'ora in tutte le chiese. Nelle chiese di Roma e di altre città, sono promossi analoghi atti di riparazione contro il sacrilego insulto.
28, sempre su il «Popolo d'Italia», Arturo Rossato [Arros] risponde alla lettera circolare:
«Ieri il cardinale ci ha decorato della scomunica d'argento; ma noi vogliamo meritarci la medaglia d'oro».
29, LAZIO, il rapporto del prefetto di Roma cita solo due episodi rilevanti:
- denuncia del parroco di Piglio,
- le accuse per «intrassigenza ed antiitalianità» mosse contro il parroco di Montefiascone mons. Giovanni Rosi.
Per il resto le minuziose e circostaziate relazioni del prefetto di Roma si limitano a segnalare l'attività politica dell'Azione cattolica e le molteplici iniziative assistenziali del clero della capitale, anche dietro l'impulso della gerarchia.
Unico neo, secondo il funzionario, è una forse eccessiva insistenza sul tema della pace nelle funzioni religiose accompagnata da un fervore caritativo non sempre disinteressato: «Il clero non lascia sfuggire alcuna occasione di insinuarsi nelle famiglie a scopo di propaganda sotto il manto della carità. E la guerra gli concede all'uopo larga messe».



Ottobre
10
, EMILIA-ROMAGNA, il procuratore generale di Bologna – relazione per il 2° quadrimestre 1916 – riferisce che sono stati riscontrati alcuni sintomi che potevano «in certa guisa menomare il concetto di solidarietà del clero col sentimento nazionale»:
si tratta soprattutto della eccessiva tendenza di alcuni ordinari diocesani a richiedere esenzioni dal servizio militare per i propri sacerdoti anche in casi in cui non esisteva un effettivo stato di necessità.
Tra gli altri viene ricordato l'arcivescovo di Faenza che ha cercato di fare una vera e propria "infornata" di cappellani curati coll'evidente scopo di sottrarli alla leva. In alcune occasioni, inoltre, «sono state anche adottate acconcie disposizioni disciplinari non potendosi purtroppo nascondere l'impressione che in taluni sacerdoti vi fosse una specie di compiacenza o di leggerezza nel dire di supposte disfatte nazionali. Uopo è infne aggiungere che, dopo l'energia dimostratasi nel reprimere le inconsulte manifestazioni, più dritta è la via che il clero percorre».
[Il magistrato bolognese allude a 7 sacerdoti su cui ha fornito specifiche informazioni in un prospetto allegato alla sua relazione:
. don Giuseppe Casadei e don Amedeo Botticelli, parroco e coadiutore di Sogliano al Rubicone, fecero stampare e distribuire al pubblico nel maggio 1916 un opuscolo dal titolo Chi ha voluto la guerra? Parole di un parroco ai suoi parrocchiani, nel quale si attribuisce la responsabilità del conflitto ai massoni e agli anticlericali; per tale fatto sono stati condannati a L. 500 di ammenda;
. don Albino Medici, parroco di Copparo, «abusando della sua qualità di parroco avrebbe detto ai giovinetti della prima comunione: "Pregate per l'Imperatore d'Austria"; ed in altra occasione: "Tutti i popoli dovranno assoggettarsi alla vittoria della Germania e al potere temporale"»; è stato arrestato ed in seguito processato ed assolto per insufficienza di prove, ma comunque si è adottata contro di lui la misura del sequestro del beneficio «per misura di repressione»;
. don Ludovico Fiorini, parroco di S. Biagio Bolognese, «durante la spiegazione del Vangelo avrebbe detto: "La pace non si farà, sono troppi i peccati che dobbiamo scontare" ed invitato i fedeli a recitare tre ave maria per l'eroico esercito tedesco»; sottoposto a procedimento penale è stato anch'egli assolto per inesistenza di reato;
. don Carlo Vignali, parroco dI Montaione, «trovandosi occasionalmente a Ferrare il 6 giugno 1916 avrebbe asserito che 4 o 5 reggimenti di cavalleria appiedata erano stati annientati»; il sascerdote è stato arrestato e processato per direttissima ricevendo una condanna a L. 300 di multa.
Nei confronti dei parroci di Montasico e Fontana Elice che, dopo l'offensiva austriaca in Trentino, hanno diffuso notizie allarmanti affermando il primo che «i tedeschi sono giunti a Bologna, hanno atterrato le torri e ferito persone» e il secondo che «nell'invasione austriaca del Trentino gli italiani hanno perduto non meno di ventimila prigioneri», i procedimenti penali si sono conclusi con assoluzioni per insufficienza di prove.]
13, LAZIO: il procuratore generale di Roma – relazione per il 2° quadrimestre 1916 – riferisce: ?
14, LOMBARDIA: il procuratore generale di Milano [competenza per Milano, Como e Sondrio] – relazione per il 2° quadrimestre 1916 – riferisce: ?
TOSCANA: il procuratore generale di Firenze – relazione per il 2° quadrimestre 1916 – riferisce che in settembre don Giuseppe Binazzi, coadiutore in Martignano, è stato condannato a 15 giorni di reclusione e L. 200 di multa per «propalazione di notizie allarmanti o insussistenti intorno alla nostra guerra».
Il procuratore generale scrive anche: «Il sottoprefetto di S. Miniato ha però dichiarato che il sac. Binazzi non può considerarsi un sacerdote di idee intransigenti, ed anzi, da quanto consta, professa sentimenti liberali ed è ligio alle nostre istituzioni tanto che deve ritenersi che il fatto di cui si è reso responsabile sia da attribuirsi non a malanimo bensì a leggerezza».
La relazione prosegue segnalando che nel mandamento di Scarperia vi sono sospetti circa una «propaganda occulta» del clero contro la guerra e che inoltre contro don Luigi Sereni, parroco di Poppi, sono pendenti un procedimento penale ed una pratica amministrativa per apologia di reato e propalazione di false notizie intorno alla guerra.
19, viene emanato il D.lt. 19 ottobre 1916, n. 1417, per la repressione dell'autolesionismo;

Nell'ultimo scorcio dell'anno vengono denunciati altri due parroci, di Rocca Corneta e Rivoschio, sotto l'accusa di aver espresso commenti negativi sulla chiamata alle armi della classe 1897 e di avere invitato dal pulpito i fedeli a pregare per il ritorno dei tedeschi.

Novembre
, con una circolare telegrafica il gen. L. Cadorna introduce ufficialmente il criterio del sorteggio fra gli indiziati e della loro fucilazione (decimazione) per reprimere reati collettivi.
La circolare viene comunicata a tutte le truppe, quasi involontario riconoscimento ufficiale della profonda frattura fra l'autorità militare e le masse dei combattenti, considerate in buona parte «ineducate ai sentimenti militari, anzi educate dai partiti sovversivi ai sentimenti antimilitaristi».
[Di fatto i comandi subalterni disponevano già di tutte le autorizzazioni per l'adozione di simili misure e le hanno già adoperate, ma ora la nuova direttiva è un ordine preciso, senza mezzi termini.
Pochissimi comandanti metteranno in atto la decimazione o il sorteggio, non pochi invece saranno i casi di esecuzioni sommarie.]

Il problema dell' "eccessivo" uso della lingua slava nei nuovi territori deve essere molto sentito se un cappellano militare si rivolge a padre Semeria:
«Si sa come nei paesi occupati dalle truppe nostre siano stati chiamati alla cura delle parrocchie e chiese vacanti i così detti "reggenti" i quali non erano altro che cappellani militari ora tolti ai corpi e reparti mobilitati dell'esercito. Furono nominati reggenti in genere preti veneti i quali avevano dichiarato di conoscere la lingua slava e tedesca. E in ciò niente di male […].
È da credersi che non srebbe opportuno obbligare il reggente a far la predica in italiano quando non lo capirebbe una parte di quella povera gente pur tanto religiosa e devota […].
Per la qual cosa non vi sarebbe niente di meglio che dare ai reggenti più o meno slavi o tedeschi […
] nella lingua uno di quegli aiuto cappellani […] che potrebbe svolgere in italiano quello che il reggente dice e insegna, quello che d'altronde richiede la cura pastorale di tutte le anime […]
La lettera del cappellano ha come conseguenza un promemoria inviato dal Segretariato generale al "vescovo di campo":
«Si fa caldo invito ai sacerdoti aventi cura d'anime tra le popolazioni di lingua slovena di non tenere esclusivamente in questa lingua l'istruzione religiosa ed i sermoni di circostanza, ma, specialemnte quando assistono alle funzioni parecchi militari, di fare uso della lingua italiana, per quanto è loro consentito dalla pratica conoscenza di detta lingua.
Si nutre fiducia che per l'osservanza della sovraespressa disposizione lo stesso ministero sacerdotale abbia a produre più larghi frutti
».

14, Verona, ore 02:00, alla stazione di Porta Vescovo dovrebbero trovarsi 227 soldati alpini e 100 soldati di fanteria forniti dal battaglione reparto B del deposito convalescenza e tappa di Verona, destinati a proseguire per il fronte a mezzo della linea ferroviaria Verona-Vicenza con un treno in partenza alle ore 04:00.
Mentre i soldati di fanteria mantengono un comportamento corretto, 24 alpini del 4°, 5° e 6° reggimento si rivoltano.
[Vicenza, il 16 novemrbe 1916, saranno processati per rivolta dal Tribunale militare di guerra dell'intendenza della I armata.
Saranno condannati:
- 4 a 20 anni di reclusione militare,
- 1 a 7 anni, c.s.
- 1 a 5, c.s.
- 1 a 3, c.s.;
gli altri saranno prosciolti per inesistenza di reato o non provata reità

Dicembre
11, EMILIA-ROMAGNA, il procuratore generale di Ancona – relazione per il 2° quadrimestre 1916 – ricorda i processi celebrati soprattutto in Umbria, in particolare nella zona attorno ad Assisi, contro sacerdoti per «manifestazioni antinazionali», non tutti però conclusisi con condanne:
. don Luigi Carloforti, canonico penitenziere della cattedrale di Assisi - [assolto]
«…richiesto di battezzare una bambina col nome di "Italia" vi si rifiutò imponendole di suo arbitrio quello di "Maria-Clara".
Nell'occasione della partenza da Assisi dei soldati pel fronte alcune bambine richiesero al Carloforti dei fiori per offrirli a quei soldati. Il Carloforti dette i fiori ma, rivoltosi alle bambine, disse: "Ma che fiori, tirate invece delle pietre ai soldati"
».
. don Luigi Ridolfi, canonico in Sterpeto di Assisi - [assolto]
«…nell'insegnare ai bambini il segno della croce, vi aggiungeva e faceva da essi ripetere la frase seguente: "Non t'intrigà, non t'impiccià, lascia il mondo come sta, viva l'Austria che ci dà la pace e la libertà".
Quale incaricato del ritiro del sussidio alle famiglie povere di Petrignano, recatosi negli uffici comunali di Assisi ed avendo avuto notizia che pel momento non vi erano denari pronti, esso Ridolfi esclamò: "Meglio così, si stancheranno prima della guerra"

. don Luigi Buzzelli, parroco di Rivotorto di Assisi - [condannato a due mesi di reclusione e a L. 500 di multa.]
«…ad alcuni ragazzi disse che gli austriaci erano arrivati a Belluno e a Vicenza e con altre persone dichiarò che l'Italia facendo la guerra all'Austria, alleandosi coi Francesi, commetteva un delitto. Parlando con Rondoni Paolo durante l'offensiva austriaca nel Trentino, gli dichiarava che gli austriaci avevano occupato non solo Asiago ma anche Vicenza e che le comunicazioni ufficiali non erano credibili. Egli raccoglieva anche denaro in beneficio dei prigionieri austriaci internati nel comune di Assisi».
. Cesare Cannelli, frate francescano in Assisi - [condannato a L. 100 di multa.]
«… comunicando con più persone ha dato sulle operazioni militari, in pubblico, notizie diverse da quelle portate dall'alto Comando dell'Esercito, affermando che gli autriaci avevano già occupato Venezia, Padova e Treviso».
. Remigio Becchetti, frate francescano, - [assolto]
«… pubblicamente sosteneva che la vittoria sarebbe stata dell'Austria con grave danno dell'Italia».
. don Cesare Verdacchi, parroco di Panicale - [istruttoria ancora aperta]
«… in occasione della pubblica dimostrazione fatta dai cittadini per la presa di Gorizia, si rifiutò di suonare le campane della chiesa e fece togliere dal campanile e dalla facciata della chiesa le bandiere che vi erano state apposte dai dimostranti, e successivamente dal pergamo stigmatizzò la dimostrazione fatta dicendo che erano scomunicati tutti quelli che vi avevano preso parte».
[Nelle Marche e nell'Umbria, per i successivi mesi del 1917 non saranno registrate altre manifestazioni di «intolleranza».]

Nell'ITALIA MERIDIONALE, anche in questo periodo la situazione rimane quella descritta in precedenza: in genre il clero si astiene da manifestazioni politiche di qualsivoglia natura ed inoltre,quando i singoli sacerdoti o i vescovi pretendonprendono qualche iniziativa, questa è normalmente orieentata in senso patriottico.

30, sono duramente respinte, come era prevedibile, le trattative di pace avanzate dagli imperi centrali.

Lo stesso mese padre Semeria, circa la prospettata nomina di don Carlo Baubela a reggente provvisorio nella diocesi di Gorizia, sostiene perentoriamente che «la sistemazione concordata non farà buona impressione, dato che neanche su don Baubela si può nazionalmente fare sicuro affidamento e che la proposta di mons. Bartolomasi concorda solo con le vedute austriache».
Alla voce di padre Gemelli e di padre Semeria si aggiunge anche quella del Commissario militare al municipio di Gorizia che difendendo l'ordinamento ecclesiastico da lui adottato, afferma che «erano ben conosciuti i tiepidi sentimenti di italianità di don Baubela, i cui parenti erano tutti famosi austriacanti, mentre era notorio che egli non erasi allontanato da Gorizia pel solo fatto che non aveva osato affrontare cogli altri i pericoli di un viaggio attraverso la campagna intensamente battuta dalle nostre artiglierie.
Il progettato accentramento di ogni autorità in Don Baubela […] sembra a questo Commissariato che sarebbe pericoloso e dannoso ad un tempo, perché potrebbe apparire come un atto di riguardo al cessato regime e farebbe quindi della persona di don Babuela e dell'autorità da lui esercitata nel ministero sacerdotale come un simbolo del passato
».
Dello stesso parere è il comando della 2ª Armata secondo il quale e «per ragioni di indole militare e politica è inopportuna l'adozione della sistemazione ecclesiastica progettata».
[Alla fine si deve dunque procedere alla scelta di un nuovo vicario che dia migliori garanzie di "italianità".]

In realtà il motivo dell'accanimento delle autorità italiane di occupazione contro i preti del Friuli orientale è legato –, e se ne trova conferma quasi in ogni fascicolo relativo all'internamento di sacerdoti – all'attività ivi spiegata dalle organizzazioni cattoliche negli anni precedenti.

[A partire dagli ultimi decenni dell'Ottocento i cattolici friulani avevano infatti costituito una fitta rete di organismi economici quali banche, casse rurali e cooperative, giungendo poi a fondare, nel 1894, il Partito cattolico popolare friulano che nel 1907 e nel 1911 era riuscito ad eleggere al parlamento di Vienna due deputati:
. dottor Giuseppe Bugatto,
. mons. Luigi Faidutti,
sconfiggendo gli avversari liberali.]
Il carattere del movimento cattolico era eminentemente sociale, mentre la questione nazionale passava in secondo piano, tanto più che il partito professava apertamente il suo lealismo e devozione alla monarchia austro-ungarica, in sintonia col modo di sentire della grande maggioranza della popolazione.]
È proprio questo fatto, unitamente alla costante polemica che i popolari hanno condotto contro gli irredentisti delle varie tendenze, a provocare i duri provvedimenti delle autorità italiane.
All'azione repressiva condotta nei confronti del clero non deve quindi certamente essere estraneo l'intervento dei locali esponenti liberali. Manca ancora [1982] uno studio in proposito.]

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Quello che colpisce nei vari episodi ricordati è la sproporzione tra la reale portata dei fatti imputati ai sacerdoti e l'importanza ad essi attribuita da parte della autorità politica e giudiziaria, come pure il fatto che quasi ovunque si trovino testimoni interessati pronti a riferire frasi pronunciate incautamente senza una precisa coloritura politica.
Una certa prassi inquisitoriale, che molto spesso non trova un effettivo riscontro nella realtà dei fatti, è inoltre alimentata dall'uso delle denunce anonime, particolarmente invalso durante il periodo bellico, che molte volte porta a risultati veramente grotteschi coll'attribuzione di sentimenti «disfattisti» a persone del tutto insospettabili. [es. vedi (1° giugno) caso di Pontremoli]





OVEST
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1916
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DOMINION OF CANADA
[Aggiunta alle altre province britanniche nel 1763, include la regione sulle due rive del fiume San Lorenzo grossolanamente delimitate da Anticosti a est e il Lago Nipissing a ovest.
Dal 7 nov 1763 la provincia (ex Canada francese) è stata divisa formalmente in tre distretti: Québec, Trois-Rivières, Montréal.
Nel 1791 la provincia è stata separata in due parti:
Basso Canada (francofoni) e Alto Canada (lealisti).
Nel 1841, con l'Act of Union sono stati nominati due primi ministri ma Canada Est e Canada Ovest continuano ad andare ognuna per la sua strada. Il sistema dura ben 25 anni (1842-67).
Nel 1867, 1° luglio, nasce ufficialmente la confederazione: Dominion of Canada.]
Governatore generale
Arthur W.P.A.
duca di Connaught e Strathearn
(1911 - 1916)
Victor C.W. Cavendish
duca di Devonshire
(1916 - 1921)
Primo ministro
Robert L. Borden
(1911 set - dic 1917)
[conservatore]

1916
Gennaio
prima guerra mondiale (1914-18): il reclutamento giunge al suo apice in Canada e il primo ministro Robert L. Borden autorizza un cospicuo aumento del corpo di spedizione, mentre in totale le dimensioni dell'esercito sono portate a 500.000 uomini.

«Le Devoir» scrive che mentre i soldati francocanadesi cadono sul campo dell'onore, in patria i boches ("crucchi") dell'Ontario e del Manitoba continuano a fare la guerra alla lingua francese.
Come in altre occasioni, Robert L. Borden dimostra di non essere in grado di capire il Canada francese.
[Da notare che la lingua francese è in pratica inesistente nell'organizzazione militare canadese del 1914-18: il 22° Btg è la sola unità francocanadese a combattere in Europa durante la I Guerra mondiale.
Inoltre, non si può dimenticare che è ormai dalla metà del sec. XVIII che il Québec ha troncato i legami con la patria d'origine e che soprattutto la Francia della Terza Repubblica non è più quella dell'antico regime. Non il tricolore, ma il giglio dei Borboni campeggia sulla bandiera quebecchese e i francocanadesi non riconoscono più come loro patria un paese che dall'inizio del secolo considerano in preda alla massoneria e all'anticlericalismo voltairiano. Molti sacerdoti quebecchesi, tra cui il più influente è lo storico Lionel Groulx, condannano una Francia moderna che ha rifiutato la guida saggia e paterna della Chiesa.
Questi sentimenti sono esacerbati dalla presenza in Canada di circa duemila religiosi e religiose che hanno lasciato la Francia dopo le leggi di separazione tra Stato e Chiesa del 1904-1905.]

Dicembre
alla fine dell'anno il Corpo d'Armata canadese schierato in Francia è composto da quattro Div.ni, circa 80.000 uomini, mentre una quinta rimane di riserva in Gran Bretagna.
Il nuovo comandante supremo delle truppe canadesi è il gen. britannico Julian Byng (1862-1935).

La scarsità di manodopera raggiunge il suo apice e 30.000 donne sono assunte nelle fabbriche di munizioni e nei cantieri navali provocando all'inizio una reazione negativa da parte dei sindacati operai.
Alle critiche riguardanti i sovrapprofitti di guerra il governo reagisce inoltre istituendo una tassa speciale sulle imprese dietro impulso del ministro delle Finanze William T. White (1866-1955).


QUÉBEC
Vescovo di Montréal
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1916
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ONTARIO
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1916
La città di Berlin viene ribattezzata Kitchener.

 


NEW BRUNSWICK
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1916
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NOVA SCOTIA
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1916
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MANITOBA [dal 1870]
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1916
È la prima provincia a riconoscere il suffragio femminile.
[Nel 1917 seguiranno Alberta, Saskatchewan, British Columbia e Ontario. Tra il 1918 e il 1922 seguiranno le altre province tranne il Québec dove la riforma sarà approvata soltanto nel 1940.
A livello federale le donne otterranno l'elettorato attivo nel 1917-18.]


NORTHWEST (territori) [dal 1870]
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1916
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BRITISH COLUMBIA [dal 1858]
[nel 1866 ha incorporato l'Isola di Vancouver e dal 1871 fa parte della confederazione.]
Primo ministro della provincia
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1916
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ISOLA DEL PRINCIPE EDOARDO
[Dal 1873 fa parte della confederazione.]
Primo ministro della provincia
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1916
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TERRITORIO DELLO YUKON [creato nel 1898]
Governatore
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1916
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ALBERTA [creata nel 1905]
Primo ministro della provincia
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1916
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SASKATCHEWAN [creata nel 1905]
Primo ministro della provincia
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1916
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TERRANOVA
Primo Ministro
Edward P. Morris
barone Morris
(1909 - 1917)

1916
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UNIONE degli STATI UNITI d'AMERICA
Presidente degli Stati Uniti
Th.W. Wilson [28°]
(1913 4 mar - 4 mar 1921)
[Pd]
Vicepresidente
-
Segretario di Stato
[Ministro degli Esteri]
-
Ministro del Tesoro
-
Ministro della Guerra
-
Presidente della Corte Suprema
E.D. White Jr
(1910 19 dic - 19 mag 1921)

1916
Gennaio
elezione di Brandeis alla Corte Suprema;
la scelta di un riformatore di tale rilevanza solleva una decisa opposizione da parte dei conservatori, ma Th.W. Wilson non cede e infine ottiene il consenso del senato; segue poi un sostanziale voltafaccia presidenziale;

Lo stesso mese Th.W. Wilson cerca di guadagnare appoggi per costituire un esercito di 400.000 uomini e per creare "una marina da guerra che non sia seconda a nessuno".
Il programma per la costruzione della flotta viene approvato in pratica senza modifiche, ma il progetto dell'esercito deve essere abbandonato: benché il National Defense Act del 1916 ne raddoppi gli effettivi, l'esercito regolare rimane limitato a soli 200.000 uomini, tra ufficiali e militari di truppa.
Inoltre, quando viene discusso il finanziamento delle spese per il programma di addestramento e di ammodernamento dell'esercito e della flotta i membri progressisti del Congresso respingono le misure fiscali proposte dal governo e si battono per nuove imposte sul reddito e di successione in modo che siano i più ricchi a finanziare il progetto.

Da tempo il presidente Th.W. Wilson crede che l'unico modo per garantire che gli Stati Uniti non vengano coinvolti nella guerra sia di por fine alla guerra stessa. Tale convinzione, assieme all'orrore per le dimensioni del massacro, lo induce a inviare House in Europa in missione segreta nel 1915 e nel 1916 per esplorare la possibilità di una soluzione negoziata. Ma questi tentativi finiscono in nulla perché entrambe le parti confidano nella completa vittoria.
Per incoraggiare gli Alleati, ad un certo punto Th.W. Wilson fa balenare la possibilità della cobelligeranza americana.

Febbraio
al Congresso vengono presentate alcune mozioni che esortano i cittadini americani a non imbarcarsi su navi armate di paesi belligeranti; il Congresso sembra favorevole ad accoglierle ma, in una lettera indirizzata al presidente del comitato senatoriale per le relazioni con l'estero, Th.W. Wilson dichiara che non può «acconsentire ad alcuna limitazione dei dirittti dei cittadini americani sotto nessun aspetto…Una volta accettata una semplice riduzione del diritto, seguirebbero certamente molte altre umiliazioni, e l'intero tessuto del diritto internazionale potrebbe lacerarsi pezzo per pezzo nelle nostre mani».
Le ragioni del presidente prevalgono e le mozioni vengono bocciate.

22
, memorandum House -Grey: stabilisce che quando inglesi e francesi comunicassero che ritengono giunto il momento, Th.W. Wilson inviterebbe tutte le nazioni belligeranti a una conferenza di pace. Se i tedeschi non accettassero o se, accettando, si rifiutassero di firmare un trattato di pace, a condizioni ragionevoli, gli Stati Uniti "probabilmente – una parola inserita da Th.W. Wilson in un secondo momento – abbandonerebbero la conferenza per porsi come belligeranti a fianco degli Alleati".
[Ma gli Alleati sono scettici riguardo al piano, tanto più dopo che l'aggiunta di Th.W. Wilson ha reso meno vincolante l'impegno americano.
Perciò lasciano cadere la sua proposta di una conferenza.

Marzo
24
, il piroscafo francese Sussex per il trasporto passeggeri viene silurato nel canale della Manica e parecchi americani restano feriti; sembra una deliberata violazione dell'impegno preso dopo l'incidente dell'Arabic.
[In seguito sarà invece dimostrato che l'attacco è stato un errore del comandante dell'U-Boot.]
Come risposta alle rimostranze della stampa e dell'opinione pubblica, Th.W. Wilson invia alla Germania un vero e proprio ultimatum: se non abbandonerà immediatamente "i suoi attuali metodi di guerra sottomarina contro navi adibite al trasporto di passeggeri e merci", gli Stati Uniti saranno costretti a troncare le relazioni diplomatiche.
Ancora una volta la Germania cede.
Il cancelliere tedesco Th. von Bethmann Hollweg è ansioso di evitare una guerra con gli Stati Uniti e riesce, anche se per l'ultima volta, ad avere il sopravvento sui fautori della guerra sottomarina.

Aprile
23
, Pasqua, la vecchia tendenza antibritannica degli irlandesi d'America viene rafforzata dalla spietata repressione operata da Londra contro la grande insurrezione irlandese;

Maggio
4
, il governo tedesco informa gli Stati Uniti che i suoi sommergibili non affonderanno più navi mercantili senza osservare le norme tradizionali di perquisizione e preavviso. I tedeschi pongono tuttavia un limite a questo cosiddetto "impegno del Sussex", insistendo perché Th.W. Wilson intervenga energicamente contro il blocco navale britannico; ma il presidente ignora la richiesta;

Luglio
trascurando le sue precedenti obiezioni, Th.W. Wilson appoggia in pieno il Federal Farm Loan Act; che consente a 12 banche rurali federali di concedere prestiti a lungo termine agli agricoltori.

Lo stesso mese viene pubblicata in Gran Bretagna una lista nera che proibisce ai cittadini britannici di stringere rapporti d'affari con alcune ditte americane sospettate di commerciare con gli Imperi Centrali;
benché gli inglesi abbiano tutti i diritti di prendere tale iniziativa, Th.W. Wilson ne rimane offeso;
[Visto che le sue proteste a Londra non hanno avuto risposta, convince il Congresso ad accordargli poteri di ritorsione, che tuttavia non saranno mai impiegati.]

Agosto
il presidente appoggia anche i:
- Kern-McGillicuddy Act, che concede indennizzi ai dipendenti federali,
-Keating-Owen Act, la prima legge federale sul lavoro minorile.

Settembre
il presidente riesce ad evitare il minacciato sciopero delle ferrovie convincendo il Congresso ad approvare l'Adamson Act, che concede ai ferrovieri ciò che maggiormente desiderano: la giornata lavorativa di 8 ore.

La IWW (Industrial Workers of the World) organizza grandi scioperi nel New Jersey e nel Massachusetts, per la riduzione della giornata lavorativa.

In vista delle elezioni i democratici appoggiano entusiasticamente Th.W. Wilson e utilizzano efficacemente lo slogan "Ci ha tenuti fuori dalla guerra". Il presidnete non adotta personalmente tale slogan (in privato dice che alimenta false speranze) ed evita ogni esplicito impegno a mantenere la neutralità. Tuttavia dà l'impressione che opererà in tal senso. La pace è un tema ricorrente dei discorsi della sua campgna elettorale, ed egli ammonisce i votanti che una vittoria dei repubblicani potrebbe condurre alla guerra.
Per la verità i repubblicani non sono un partito a favore della guerra. La loro piattaforma, pur esigendo la salvaguadia dei diritti americani, richiede "una giusta e onesta neutralità", ciò equivale a un'aperta sconfessione della richiesta di Th. Roosevelt per una politica più dura nei confronti della Germania.
Il candidato repubblicano è il progressista Evans Hughes, in precedenza governatore di NEW YORK e al momento giudice a latere della Corte Suprema. Eggi va alla ricerca dell'appoggio degli americani di origine tedesca e irlandese mettendo l'accento sul suo impegno per la pace, ma accusa Th.W. Wilson di debolezza nella difesa dei diritti americani e inoltre accetta il sostegno di Th. Roosevelt e sottoscrive alcune delle sue bellicose opinioni.

Novembre
Th.W. Wilson, viene rieletto presidente degli Stati Uniti.

Elezioni presidenziali
 
voto popolare
voto elettorale
. Th.W. Wilson (Democratico)
9.129.606
277
. Charles Evans Hughes (Repubblicano)
8.538.221
254
. A.l. Benson (Socialista)
585.113
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[Charles Evans Hughes ha avuto la meglio nella maggior parte degli stati del Nordest industriale, ma Th.W. Wilson ha ottenuto l'appoggio degli stati a ovest del Mississippi.
Quanto la questione della pace abbia aiutato Th.W. Wilson non è chiaro; le sue riforme interne gli hanno senza dubbio consentito di consolidare una nuova coalizione democratica:
- il suo appoggio alla giornata lavorativa di 8 ore gli ha procurato il sostegno delle organizzazioni sindacali,
- la legge sul credito rurale ha convinto i gruppi di agricoltori del MiddleWest,
- il suo farsi sostenitore della causa della giustizia sociale gli ha portato l'appoggio di molti proigressiti indipendendi che quattro anni prima avevano votato per Th. Roosevelt.
Ma l'aspetto più importante della sua campagna elettorale è stata la maniera in cui il presidente e i suoi sostenitori hanno saputo fondere la causa del progressismo e quella della pace, presentandole come interdipendenti nonché come ideali esclusivamente democratici.
Gli americani in pratica vogliono la continuazione della neutralità e un'ulteriore spinta riformatrice.

 

 

Dicembre
appena dopo la sua rielezione, Th.W. Wilson decide di fare ancora un tentativo per portare la pace in Europa.
Spedisce ai belligeranti alcune note chiedendo loro di esprimere cosa si aspettano dalla guerra, nella speranza che con questo accorgimento essi potrebbero trovare un terreno comune di discussione.
Anche se nell'ultima parte dell'anno la stanchezza per la guerra ha stimolato qualche iniziativa di pace sia in Gran Bretagna sia in Germania entrambi i belligeranti credono ancora di poter sferrare un colpo che metterà fuori combattimento l'avversario.
La proposta di Th.W. Wilson non viene però accolta con favore anche per altre ragioni. Il suo moraleggiare non piace né ai governanti inglesi né a quelli tedeschi. Entrambi lo sospettano di agire in collusione con i rispettivi nemici e la richiesta di esprimere le proprie intenzioni riguardo alla guerra li mette in serio imbarazzo.
Le loro risposte sono quindi evasive e scoraggianti.

[Le riforme sociali ed economiche di quest'anno sono le ultime ad avere un'impronta progressista.
Ormai l'impulso verso le riforme è quasi esaurito, mentre il presidente e il Congresso sono sempre più assorbiti dai problemi creati dalla guerra in Europa.
Dal 1900 in poi i progressisti hanno tradotto in realtà molte delle loro idee. Tuttavia, malgrado la loro frenetica attività, non hanno:
- risolto il problema dei monopoli,
- fatto nulla per ridurre le iniquità sociali,
- ridotto i maneggi e l'influenza dei politici né la corruzione.
In campo sociale gli Stati Uniti sono ancora parecchi passi indietro rispetto all'Europa.
Le vittorie dei progressisti sono comunque parziali e, in alcuni casi, hanno vita breve. Molte novità finiranno in pratica per deludere e cadranno in disuso.
La combinazione di un'interpretazione giuridica conservatrice con l'ignavia amministrativa concederanno al mondo dell'alta finanza di riguadagnare terreno negli anni venti.
I problemi che hanno preoccupato i progressisti saranno ereditati da una nuova generazione di riformisti, che dovrà affrontarli durante il new Deal.]

Come ad Haiti, la Repubblica Domenicana diviene un protettorato americano a tutti gli effetti.
[In ambedue i paesi gli Stati Uniti hanno portato benefici materiali ma nessuna stabilità politica o democrazia.]

Viene emanato il Keating-Owen Child Labor Act sul lavoro minorile.

 

"Bureau of Investigation":
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[Maldwyn A. Jones, Storia degli Stati Uniti, Bompiani 1984.]

 




[01] DELAWARE [dal 7 dicembre 1787] - cap. Dover
[Primo stato a ratificare la Costituzione degli Stati Uniti d'America.
Non esistono collegamenti fra chiesa e stato e una grande libertà religiosa si è affermata sin dall'inizio.]
Governatore
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1916
Gennaio

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[02] PENNSYLVANIA [dal 12 dicembre 1787] - cap. Harrisburg
[Non esistono collegamenti fra chiesa e stato e una grande libertà religiosa si è affermata sin dall'inizio.]
Governatore
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1916
Gennaio

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[03] NEW JERSEY [dal 18 dicembre 1787] - cap. Trenton
[Non esistono collegamenti fra chiesa e stato e una grande libertà religiosa si è affermata sin dall'inizio.]
Governatore
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1916
Gennaio

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[04] - [04] GEORGIA [dal 2 gennaio 1788] - cap. Atlanta
[Già ammesso nell'Unione nel 1780 ma ratificato solo il 2 gennaio 1788.
Riammesso al Congresso il 30 marzo 1870.]
Governatore
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1916
Gennaio

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[05] CONNECTICUT [dal 4 gennaio 1788] - cap. Hartford
Governatore
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1916
Gennaio

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[06] MASSACHUSETTS [dal 6 febbraio 1788] - cap. Boston
Governatore
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1916
Gennaio

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[07] MARYLAND [dal 28 aprile 1788] - cap. Annapolis
Governatore
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1916
Gennaio

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[08] - [01] SOUTH CAROLINA [dal 23 maggio 1788] - cap. Columbia
Governatore
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1916
Gennaio

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[09] NEW HAMPSHIRE [dal21 giugno 1788] - cap. Concord
Governatore
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1916
Gennaio

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[10] - [08] VIRGINIA [dal 26 giugno 1788]- cap. Richmond
[Riammesso al Congresso il 30 marzo 1870]
Governatore
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1916
Gennaio

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[11] NEW YORK [dal 26 luglio 1788] - cap. Albany
[L'anglicanesimo è la religione di stato in quattro contee.]
Governatore
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1916
Gennaio

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[12] - [09] NORTH CAROLINA [dal 21 novembre 1789] - cap. Raleigh
[Tratto di terre immediatamente a sud della Virginia, attorno allo stretto di Albemarle.]
Governatore
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1916
Gennaio

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[13] RHODE ISLAND [dal 29 maggio 1790] - cap. Providence
Governatore
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1916
Gennaio

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[14] VERMONT [dal 4 marzo 1791] - cap. Montpelier
Governatore
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1916
Gennaio

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[15] KENTUCKY [dal 1° giugno 1792] - cap. Frankfort
Governatore
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1916
Gennaio

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[16] - [10] TENNESSEE [dal 1° giugno 1796] - cap. Nashville
[Riammesso all'Unione dall'aprile 1866.]
Governatore
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1916
Gennaio

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[17] OHIO [dal 1° marzo 1803] - cap. Columbus
Governatore
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1916
Gennaio

-

[18] - [05] LOUISIANA [dal 30 aprile 1812] - cap. Baton Rouge
- 1819, Trattato Adams-Onís: stabilisce il confine con il MESSICO spagnolo: va dal fiume Sabine, nel TEXAS orientale, fino al 42° parallelo (futuro confine settentrionale della CALIFORNIA) e da quel punto, verso ovest, fino al Pacifico.
Governatore
-
-

1916
Gennaio

-

 


[19] INDIANA [dal 11 dicembre 1816] - cap. Indianapolis
Governatore
-
-

1916
Gennaio

-

[20] - [06] MISSISSIPPI [dal 10 dicembre 1817] cap. Jackson
[Riammesso al Congresso il 30 marzo 1870]
Governatore
-
-

1916
Gennaio

-


[21] ILLINOIS [dal 3 dicembre 1818] - cap. Springfield
-
Governatore
-
-

1916
Gennaio

-



[22] ALABAMA [dal 14 dicembre 1819] - cap. Montgomery
[Dal 18 ottobre 1867 sotto la sovranità degli Stati Uniti.]
Governatore
-

1916
Gennaio

-

 

 




[23] MAINE [dal 15 marzo 1820] - cap. Augusta
-
Governatore
-
-

1916
Gennaio

-

[24] MISSOURI [dal 10 agosto 1821] - cap. Jefferson City
Governatore
-
-

1916
Gennaio

-

[25] - [11] ARKANSAS [dal 15 giugno 1836] - cap. Little Rock
Governatore
-
-

1916
Gennaio

-

 


[26] MICHIGAN [dal 26 gennaio 1837] - cap. Lansing
Governatore
-
-

1916
Gennaio

-


[27] - [03] FLORIDA [dal 3 marzo 1845] - cap. Tallahassee
Tra il 1810 al 1813 gli Stati Uniti hanno inglobato la maggior parte della Florida occidentale, la scia costiera che corre da New Orleans a Mobile, ma una buona parte della colonia, unitamente a tutta la Florida orientale, cioè la penisola, resta ancora sotto il dominio spagnolo.
Nel 1819, con il Trattato Adams-Onís è stata completamente ceduta agli Stati Uniti dalla Spagna.
Nel 1868 è rientrata a far parte dell'Unione.]
Governatore
-
-

1916
Gennaio

-


[28] - [07] TEXAS [dal 29 dicembre 1845] - cap. Austin
Governatore
-
-

1916
Gennaio

-


[29] IOWA [dal 28 dicembre 1846] - cap. Des Moines
Governatore
-
-

1916
Gennaio

-

[30] WISCONSIN [dal 29 maggio 1848] - cap. Madison
Governatore
-
-

1916
Gennaio

-

[31] CALIFORNIA [dal 9 settembre 1850] - cap. Sacramento
Governatore
-

1916
Gennaio

-

 

 


[32] MINNESOTA [dall'11 maggio 1858] cap. Saint Paul
Governatore
-
-

1916
Gennaio

-

 

 


[33] OREGON [dal 14 febbraio 1859] - cap. Salem
- 1845, alla fine dell'anno i 5000 coloni americani dell'Oregon organizzano un governo provvisorio e chiedono la fine del regime di occupazione comune e l'esclusiva giurisdizione americana.
- 1848, diventa territorio autonomo.
Governatore
-
-

1916
Gennaio

-

[34] KANSAS [dal 28 gennaio 1861] - cap. Topeka
Governatore
-
-

1916
Gennaio
-

 

 


[35] WEST VIRGINIA [dal 19 giugno 1863] - cap. Charleston
Governatore
-
-

1916
Gennaio

-

 

 


[36] NEVADA [dal 31 ottobre 1864] - cap. Carson City
[Il 2 marzo 1861 il suo territorio era stato separato da quello dell'UTAH.]
Governatore
-

1916
Gennaio

-

 


[37] NEBRASKA [dal 1° marzo 1867] - cap. Lincoln
Governatore
-
-

1916
Gennaio

-

[38] COLORADO [dal 1° agosto 1876] - cap. Denver
[Territorio autonomo dal 28 febbraio 1861.]
Governatore
-

1916
Gennaio

-

 


[39] NORTH DAKOTA [dal 2 novembre 1889] - cap. Bismarck
Governatore
-
-

1916
Gennaio

-

[40] SOUTH DAKOTA [dal 2 novembre 1889] - cap. Pierre
Governatore
-
-

1916
Gennaio

-

[41] MONTANA [dall'8 novembre 1889] - cap. Helena
[cap.li: fino al 1865 Bannack, fino al 1875 Virginia City.]
Governatore
-
-

1916
Gennaio

-

[42] WASHINGTON [dall'11 novembre 1889] - cap. Olympia
Governatore
-
-

1916
Gennaio

-

[43] IDAHO [dal 3 luglio 1890] - cap. Boise
[Territorio autonomo dal 24 marzo 1863 con cap. Boise.
Inizialmente, fino al 7 dicembre 1864, la capitale era Lexinton.]
Governatore
-
-

1916
Gennaio

-

[44] WYOMING [dal 10 luglio 1890] - cap. Cheyenne
Governatore
-
-

1916
Gennaio

-

[45] UTAH [dal 4 gennaio 1896] - cap. Salt Lake City
[Territoro annesso nel 1850.
Dal 2 marzo 1861 si è staccato il Territorio del NEVADA.]
Governatore
-
-

1916
Gennaio
-

 


[-] Territorio delle HAWAII [dal 7 luglio 1898] - cap. Honolulu
 
Governatore
-
-

1916
Gennaio
-

 


[46] OKLAHOMA [dal 16 novembre 1907] - cap. Oklahoma City
[Territorio autonomo dal 2 maggio 1890.
Con l'annessione di questo nuovo stato gli indiani sono stati espropriati del loro territorio di riserva "permanente". ]
Governatore
-
-

1916
Gennaio
-


[47] NEW MEXICO [dal 6 gennaio 1912] - cap. Santa Fe
[Territorio autonomo dal 1846.]
Governatore
-
-

1916
Gennaio
-

 


[-] Territorio dell'ALASKA [dal 1912] - cap. Juneau
[1867, 9 aprile, il senato ratifica l'atto d'acquisto del territorio dalla Russia per 7,2 Mni di dollari;
18 ottobre [Alaska day], avviene il passaggio di sovranità;
1884, diviene un distretto dell'Oregon;
1898, viene scoperto l'oro: questo fatto provoca una vera e propria invasione di cercatori d'oro; altro oro viene poi scoperto nel vicino Klondike, territorio canadese, e l'Alaska è utilizzata come base di partenza per i cercatori.]
Governatore
-
-

1916
Gennaio
-

 


[48] ARIZONA [dal 14 febbraio 1912] - cap. Phoenix
[Territorio autonomo dal 1863, ma fino al 1886 non ci fu pace con gli Indiani.]
Governatore
-
-

1916
Gennaio
-


a



1916
GRANDI ANTILLE
- Presidente della repubblica
?
(?-?)
[nella costituzione è inserito l' "emendamento Platt" che dà diritto agli Stati Uniti di intervenire negli affari interni del paese e di installarvi proprie basi per usi militari e commerciali: dal 1903 esiste la base militare di Guantánamo]
1916
sotto l'impulso dei capitali nordamericani la capacità produttiva dell'economia cubana si accresce notevolmente, ma lo sviluppo monocolturale della canna da zucchero e del tabacco modifica di poco il basso tenore di vita della popolazione contadina e scoraggia ogni iniziativa in altri settori; di conseguenza l'espansione del capitalismo riduce per l'isola la possibilità di sostenere la schiacciante concorrenza dei colossi economici statunitensi e le rende difficile sottrarsi in qualche maniera al loro controllo finanziario e alla loro preponderanza commerciale, mentre ad ogni livello della vita pubblica si diffonde la corruzione, favorita dall'eccezionale periodo di prosperità (la cosiddetta "danza dei milioni") che accompagna la prima guerra mondiale;
Haiti
-
?
(?-?)
occupazione militare diretta statunitense (1916-39)
1916
-
- Presidente della repubblica
?
(?-?)
1916
come conseguenza della bancarotta del bilancio statale, dal 1907 l'apparato finanziario del paese è passato sotto controllo americano;
truppe americane occupano ora Santo Domingo imponendovi un regime militare;
- Governatore
?
(?-?)
[colonia britannica dal 1866]
1916
-


1916
Estados Unidos Mexicanos
(Stati Uniti del Messico)
[repubblica federale]
- Capo del governo provvisorio
V. Carranza
(1914 ago - mar 1917)
- Ministro della guerra
A. Obregón
(1914 ago - mar 1917)

1916
Gennaio
Messico settentrionale, i seguaci di F. [Pancho] Villa bloccano un treno e uccidono 16 americani;
poichè l'incidente non provoca alcuna rappresaglia statunitense, F. [Pancho] Villa attraversa la frontiera ed entra nel NEW MEXICO, uccidenodo altri 19 americani;
ormai il presidente degli Stati Uniti Th.W. Wilson non ha altra alternativa che cedere alla pressone popolare e a intervenire contro il Messico;

Febbraio
fallisce il pronunciamiento di Félix Diaz;

Marzo
con la riluttanza e l'ambiguo consenso di V. Carranza, sotto la guida del gen. John J. Pershing, una spedizione punitava attraversa la frontiera messicana per dare la caccia a F. [Pancho] Villa;

Aprile
per parecchie settimane i seimila uomini della cavalleria americana rincorrono F. [Pancho] Villa per tutto il Messico settentrionale senza riuscire a trovarlo;
intanto V. Carranza è sempre più allarmato dalla presenza delle forze di spedizione americane e, quando si hanno alcune schermaglie fra i suoi uomini e quelli del gen. John J. Pershing, i due paesi si ritrovano sull'orlo della guerra;

ma Th.W. Wilson nuon vuole la guerra;

Luglio
Th.W. Wilson accetta l'offerta di negoziato da parte di V. Carranza;
al momento però non sembra possibile alcun accordo;



1916
- Capo del governo
-
(formalmente indipendente dal 1847)

1916
-



1916
Honduras
-
?
(? - ?)
1916
totale dipendenza dagli Stati Uniti, interessati a mantenere sotto proprio controllo le ricche piantagioni di banane, unica risorsa economica del paese;
continuano (dal 1911 al 1933) gli interventi delle truppe americane per salvaguardare gli interessi yankee;

1916
- Presidente della repubblica
?
(1903 - ?)
1916
guerra con il Guatemala;
la conclusione di questo conflitto che vede intervenire gli Stati Uniti, con ruolo di mediazione, segna l'ingresso del paese nell'area di influenza della grande potenza americana;
da questo momento si succederanno governi militari: rari, e in genere effimeri, i governi regolarmente eletti;

1916
- Presidente
?
(? - ?)
1916
[rimane in vigore il trattato Bryan-Chamorro con gli Stati Uniti]

1916
- Presidente della repubblica
?
(? - ?)
1916
-

1916
República de Panamá
(indipendente dal 1903)
- Presidente della repubblica
?
(1903 - ?)
1916
-





1916
- Presidente  
1916
perdurano le controversie con gli Stati Uniti;

1916

- Presidente della repubblica

J.V. Gómez
(1908 - 1935)
[dal 1903 fino al 1938 decine di migliaia di oppositori vengono incarcerati o esiliati.]

1916
prima guerra mondiale (1915-18): neutrale;



1916
República del Ecuador

- Presidente della repubblica

?
(?-?)

1916
si alternano dittature conservatrici (J.J. Flores, G. García Moreno) e di dittature liberali (V. Rocafuerte, E. Alfaro) e da crescenti ingerenze dell'esercito, formato all'origine da elementi venezuelani;



1916

- Presidente della repubblica

Pierola
(1895 - 1919)
[del partito "democratico" ("rivoluzione democratica")]
(Repubblica indipendente dal 1827)
1916
-


1916

- Presidente della repubblica

?
(?-?)

1916
privata di ogni sbocco al mare dopo la guerra del Pacifico, si fa sempre più accentuata la dipendenza economico-politica dall'Inghilterra e poi dagli Stati Uniti, principali importatori di stagno.


1916

- Presidente della repubblica

?
(1891 - ?)

1916
fine della repubblica presidenziale e restaurazione del predomino oligarchico (1891-1925);
opera dal 1912 il Partido obrero proletario (poi comunista) di E. Recabarren;


1916
dal 1816 divise nelle tre colonie:
Guyana Britannica

- Governatore

?
(? - ?)
1901
-
Suriname (olandese)

- Governatore

?
(? - ?)
1901
-
Guyane Française
[già sede di una colonia penitenziaria e poi, dal 1852,
di un bagno penale (fino al 1945)]

- Governatore

?
(? - ?)
1901
-


1916

- Presidente della repubblica

?
(? - ?)

1916
-



1916

- Presidente della repubblica

gen. B. Ferreira
(1904 - ?)
[partito degli azules]

1916
-



1916

- Presidente della repubblica

H. Irigoyen I
(1916 ott - ott 1922)
[Unión civica radical]

1916
Ottobre
12
, viene eletto presidente della repubblica H. Irigoyen;

 




1916
- Presidente della repubblica
J. Battle y Ordoñez
(1911 - 1915) II
[partito colorado]
1916
Montevideo,

 


1916
CINA
(Repubblica dal 1911)

presidente

Yüan Shih-k'ai
(1912 - ?)

1916
Nanchino, comincia una guerra civile tra i capi militari, detti anche "signori della guerra";

a

1916
DAE HAN
(Corea)

1916
lo stato coreano ha cessato di esistere come entità autonoma nel 1910 essendo stato annesso dal Giappone;
la dominazione di Tokyo è improntata a uno spietato regime poliziesco;

a






1916
(periodo Taisho: 1912-26)
Giappone



Yoshihito

(? - 1926)
1912-26, imperatore del Giappone;

1916
I Guerra Mondiale (1914-18): dopo aver dichiarato guerra alla Germania, il governo giapponese ha imposto alla Cina "Ventun richieste", pretendendo altre concessioni e anche particolari privilegi per le attività giapponesi in Cina aggravando però il risentimento antigiapponese dei cinesi e l'antagonismo con le potenze occidentali.

Kuomintang
KMT
(Partito nazionale del popolo)

1916
Tokyo, dal 1905 opera la T'ung Meng Hui (Lega dei rivoluzionari) ispirata ai "tre principi del popolo" formulati da Sun Yat-sen:
- indipendenza nazionale
- democrazia parlamentare
- socialismo agrario;

a






1916
[colonia spagnola dal 1900, con capitale Villa Cisneros già protettorato dal 1884.]
-
-
1916
-


1916
Marocco
[dal 1912 è un protettorato della Francia che ha riconosciuto alla Spagna una zona di sua spettanza (Rif, Ifni, Tarfaya) e lasciato sul trono l'ex sultano Mulay 'Abd al-Hafiz]
1916
-

1916
Algeria
[dal 1848 parte integrante del territorio nazionale francese, organizzata in tre dipartimenti d'oltremare;
dal 1880 continua la colonizzazione francese attraverso una forte immigrazione dalla Francia e una sistematico esproprio delle terre appartenenti ai proprietari musulmani; i costanti tentativi di assimilare gli arabi-berberi alla cultura francese finiranno col risveglio nazionale algerino.]
-
?
(?-?)
1916
-

1916
Tunisia
[con il trattato del Bardo del 1881, perfezionato nel 1883 con il trattato della Marsa, la Francia è riuscita a imporvi il suo protettorato.
Il bey conserva formalmente le sue prerogative.]
- Bey  
1916
-


1916
LIBIA
[nome romano riesumato durante il conflitto per indicare le due regioni della Tripolitania e della Cirenaica]
- dal 1913 l'Italia esercita la sua sovranità sulla Libia -
TRIPOLITANIA
(1912-34)
Governatore
gen. Giovanni Ameglio
(1915 lug - ago 1918)
1916
Gennaio
16-17
, i ribelli vengono duramente battuti a Gedida ed el-Agelat;

Marzo
una nuova colonna al comando del gen. Cassinis batte ancora i ribelli a el-Agelat;

Agosto
una terza colonna al comando del gen. Cassinis percorre combattendo tutta la costiera occidentale da Zuara a Tripoli e attacca poi i ribelli verso Fòndugh ben Gascir.
Il governo preme per la rioccupazione di Misurata e il gen. Giovanni Ameglio promette di effettuarla ma dopo aver tutto predisposto e ottenuto il concorso della flotta e anche di mezzi da sbarco inglesi, dichiara di non muoversi.
[Non ha completametne torto: mentre da una parte il ministro delle Colonie G. Colosimo, personalmente lo spinge all'azione, dall'altra gli uffici del ministero stesso -pure a firma del ministro - avvertono riservatamente che non si può, a causa delle difficoltà derivate dall'azione dei sommergibili nemici, garantire il vettovagliamento delle truppe e della popolazione e due volte prospettano perfino lo sgombero della colonia.]
Il comando supremo decide allora di considerare la Libia come un serbatoio di forze e ne toglie le forze che costituiscono la 48ª Divisione e poi altre truppe.

CIRENAICA
Governatore
gen. Giovanni Ameglio
(1913 ott - ago 1918)
reggente
gen. Moccagatta
(1915 lug - ?)
1916
i turco-arabi avanzano su Marsa Matrùch ottenendo inizialmente notevoli vantaggi;

Ottobre
26
, contrattaccati da ingenti forze britanniche i turco-arabi vengono battuti decisamente a el-Agahir e inseguiti con truppe autotrasportate e autoblinde fino all'oasi di Giarabub e qui dispersi;
compromesso con gli italiani, con gli inglesi e anche con i francesi (disordini gravi ad istigazione dei Senussi hanno avuto luogo anche nel sud tunisino e nel sud algerino) il senusso Ahmed esc-Scerìf lascia la direzione della Confraternita Senussita in Cirenaica al cugino Muhammad Idrìis al-Mahdi al-Sanusi; col compito di salvarsi comunque, e si reca nella Sirtica. Non essendo riuscito ad imporsi in Tripolitania, ove da tempo ha inviato il senusso Safi ed-Din per assumere le funzioni di capo supremo dei ribelli, si imbarca per la Turchia.


1916
EGITTO
[protettorato britannico dal 1914]
Husayn Kamil  
(?-1917)
figlio del khedivè Isma'il e zio del khedivè 'Abbas Hilmi II;
1914-1917, sultano d'Egitto;
elevato al trono dall'Inghilterra;
- Alto Commissario
sir Henry McMahon
(1915 - ?)
1916


In estate von Kressenstein sferra l'offensiva finale sul Canale di Suez. Viene respinto, e le forze britanniche guidate dal gen. Murray sono in grado di spazzare i turchi dal Sinai.



Dicembre
le truppe britannche raggiungono el-Arish, prima di Gaza.
Il popolo egiziano è costretto all'immobilità politica dall'ingente peso della potenza militare britannica. I fellahin possono opporre solo una resistenza passiva alle insistenti richieste del governo militare affinché cosegnino le loro armi da fuoco e si offrano volontari per i trasporti a dorso di cammello e per le brigate ausiliarie di lavoro.
[Alla fine del conflitto migliaia di costoro avrebbero prestato servizio in Palestina e in Francia, subendo numerose perdite.]

Il sentimento filoturco e panislamico, temuto dalla Gran Bretagna, è pressoché inesistente.
Nella zona del Canale di Suez solo alcuni musulmani, appartennti a due battaglioni indiani della Forza di Difesa del Canale, passano ai turchi. Vengono catturati e fucilati, evitando così il propagarsi del problema.
Un succedersi di prìncipi indiani musulmani viene condotto sul luogo per sollevare il morale delle truppe.
Che il sentimento turco sia stato soffocato non significa certo la morte del nazionalsmo egiziano.
Anche se privi di una guia e confusi, gli studenti sono accesi nazionalisti, e i loro club fomentano un'aspra opposizione all'occupazione. Applaudiscono in segreto due falliti tentativi di assassinare il sultano Husayn Kamil.

Mentre il sentimento filoturco non costituisce un grande problema per la Gran Bretagna in Egitto, v'è la possibilità che il sentimento antiturco sia incoraggiato nei domini arabi ottomani.

1916
Sudan
[dalla convenzione del 18 gennaio 1899, il paese è stato costituito in "condominio" anglo-egiziano, di fatto in possedimento britannico]
   
1916
-


1916
Mauritania
[protettorato francese su su Trarza dal 1858.]
-
-
1916
-


1916
Guinea-Bissau
[colonia autonoma portoghese dal 1879, i suoi confini (rettilinei e artificiosi di evidente origine coloniale) con l'Africa Occidentale Francese sono stati regolati nel 1896.]
   
1916
-


1916
Africa Occidentale Francese
(AOF – 1895-1958)

[possedimenti retti, dal 1895, da un governatore generale, dipendente dal ministero delle colonie, in forma accentuatamente centralizzata]

- Governatore generale
?
(? -?)
Senegal [sotto controllo francese dal 1817, sottomesso e pacificato dal 1865.] cap. Dakar.
1916
-
Senegal-Niger [ex Territorio del Senegambia-Niger a sua volta ex Sudan francese]
1916
-
Guinea Francese [protettorato francese dal 1889, è sorta la città di Conakry nel 1890; colonia francese dal 1891;
con l'acquisizione dell'isola di Los nel 1904 ha assunto il suo assetto territoriale definitivo;]
1916
-
Costa d'Avorio [colonia francese dal 1893.]
1916
-
Dahomey [annesso dal 1899]
1916
restano libere ancora le regioni settentrionali;

1916
Sierra Leone
[colonia inglese dal 1808.]
- Governatore
?
(?-?)
1916
-

1916
[ex Monrovia, è una repubblica indipendente dal 1847, con una costituzione modellata su quella statunitense ma con il predominio dell'elemento nero-americano su quello autoctono;
nel 1857 al paese si è unita l'ex colonia formatasi a capo delle Palme nel 1833.]
-
-
1916
-


1916
Costa d'Oro
[colonia della corona britannica dal 1874, mentre continua la resistenza degli ashanti dell'interno;
la Aborigines' Rights Protection Society (Società per la protezione dei diritti degli aborigeni), esercita ancora una influenza considerevole nel paese in materia di legislazione terriera e forestale (Forest Lands Bill del 1911).]
- Governatore
-
1916
-


1916
Togo
[protettorato tedesco dal 1884, confermato dalla conferenza di Berlino nel 1885.] cap. Lomé
[dal 1904 la capitale è dotata di un porto e collegata con l'interno da tre linee ferroviarie;
1914, allo scoppio della prima guerra mondiale è stato occupato dai franco britannici;]
- Comandante
?
(?-?)

1916
-

 



1916
comprende i due ex protettorati britannici;
all'unità amministrativa della federazione non corrisponde tuttavia una reale integrazione etnico-culturale del paese;
Nigeria settentrionale [territori haussa, riuniti dal 1900]
-
-
1916
-

Nigeria Meridionale [territori degli Oil Rivers (dal 1849), di Lagos (dal 1861) e Benin (dal 1897), riuniti dal 1906]
-
-
1916
-



1916
Camerun
Njoya
-
(? - ?) c
1883-1933, re dei bantu;

1916
dal 1902 i tedeschi hanno sottomesso l'Adamaoua (emirato fulbe);
per la convenzione franco-tedesca seguita all'incidente di Agadir, il protettorato viene esteso a sud fino al Congo e a est fino all'Ubangi;

Gennaio
i tedeschi si arrendono a Yaunde; di qui si ritirano nella Guinea Spagnola.

Gli eserciti francese, inglese e tedesco si avvalgono di soldati africani comandati da europei.



1916
Africa Equatoriale Francese
(1910-1958)
1910, la Francia crea questa nuova unità amministrativa che, pur mantenendo a Brazzaville la sede del governatore generale, è divisa in quattro ripartizioni:
Medio Congo [ex Congo Francese]
-
1916
da novembre 1911 la Francia ha ceduto al Camerun tedesco il corridoio del Sanga (sarà restituito al Medio Congo nel 1919);

Gabon [già assorbito dal Congo Francese nel 1888 e ora separato]
-
1916
-
Ubangi Sciari (Oubangui-Chari) [ex Impero Centrafricano, diventato colonia francese dal 1905]
-
1916
-
Ciad [pur annesso dalla Francia, la resistenza all'interno continuerà fino al 1917]
-
1916
-




1916
Congo Belga
[colonia dello stato belga dal 1908]
(capitale: Lépoldville)
[il territorio dello Zaire, già sede (ancor prima dell'arrivo dei portoghesi) di importanti regni autoctoni quali quello del Congo, di Kuba, Luba, Lunda:
- nel 1880 è stato posto sotto il controllo dell'Associazione internazionale per il Congo, promossa da Leopoldo II re del Belgio;
- 1885-1908, sotto la sovranità (esercitata a titolo personale) di Leopoldo II re del Belgio.]
Governatore
-
1916
-
Katanga [regione sudorientale, annessa militarmente dai belgi nel 1891 sotto l'egida della Compagnie du Katanga istituita da re Leopoldo II.]
1916
dal 1906 il Comité Spécial du Katanga ha finito in pratica col rappresentare gli interessi monopolistici di grandi società private europee e in particolare della Bécéka (ferrovie) e della Union Minière che ha ricevuto una concessione di ben 20.000 kmq per lo sfruttamento del rame (prima colata nel 1911) e un'altra concessione di 14.000 kmq per lo stagno.



1916
Eritrea
[colonia italiana dal 1° gennaio 1890, con il fiume Mareb come confine con l'Etiopia.]
-
-
1916
-



1916
Impero di Etiopia
Ligg Iyasu
(?-?)
1914-16, imperatore di Etiopia;
già al governo dal 1909, dopo la paralisi di Menelik II;
1916
gli succede l'imperatrice Zauditu;
1916
-



1916
SOMALIA
Muhammad ibn 'Abd Allah o "Mad Mullah" [per gli inglesi] († 1920) capo religioso;
1900, conduce la resistenza somala nel nord;
Somalia Francese [colonia francese dal 1896]
il porto di Gibuti (1888) è collegato per ferrovia alla capitale etiopica Addis Abeba (1897-1917);
[situata in territorio dancalo e non propriamente somalo]
1916
-
Somalia Britannica [protettorato inglese dal 1884]
1916
-
Somalia Meridionale Italiana [protettorato italiano dal 1889, ma sotto la piena responsabilità del governo italiano dal 1905, dopo il riscatto del Benadir]
1916
-

1916
Africa Orientale Britannica
(IBEAImperial British East Africa)
Uganda [protettorato britannico dal 1894]
-
-
1916
formalmente diviso in quattro regni federati, è uno dei possedimenti più prosperi della Gran Bretagna in Africa;
dal 1902 le sono stati uniti amministrativamente entrambi i possedimenti, il litorale keniota (protettorato inglese dal 1895) e l'interno (dipendenza del protettorato dal 1902);

Kenya [nome ufficiale solo dal 1920]
-
-


1916
Africa Orientale Tedesca
(Deutsch-Ost-Afrika)
Ruanda-Urundi
-
-
1916
le incessanti lotte dei baHutu, contro il predominio della minoranza tutsi (watutsi o vatussi) (la stirpe dei sovrani mwami) favoriscono l'instaurazione del dominio coloniale tedesco sul Burundi, che con il contiguo regno del Ruanda viene costituito in territorio del Ruanda-Urundi.
Tanganica [protettorato tedesco già dal 1884/85 e formalmente colonia tedesca dal 1890, dal 1891 il territorio è passato sotto la diretta sovranità della Germania]
-
-
1916
l'efficiente rete di comunicazioni (ferrovie Tanga-Moshi e Dar-es-Salaam-Tabora-Kigoma) permettono alle truppe del generale P. von Lettow-Vorbeck (undici compagnie di ascari) di tenere testa alle forze inglesi (comandate dal generale J. Smuts e appoggiate da contingenti belgi e portoghesi) fino alla fine del primo conflitto mondiale (novembre 1918);

1916
[protettorato (assieme all'isola di Pemba) dal 1890 e colonia dal 1913 della corona britannica.]
-
-
1916
-

1916
Africa del Sud-Ovest
[protettorato tedesco dal 1884]
-
1916
-

1916
Angola
- Governatore
?
(? - ?)
1916
-


1916
Rhodesia
1916
ribattezzato Rhodesia dal 1895 in onore di Cecil J. Rhodes;
dal 1890 la British South Africa Chartered Co., società fondata da Cecil J. Rhodes, ha ottenuto da re LoBenguella la concessione esclusiva di sfruttamento venticinquennale del territorio del protettorato sui maTabele;
Rhodesia del Nord-Ovest [protettorato dal 1899]
-
-
1916
-

Rhodesia del Sud [protettorato dal 1911]
-
-
1916
-


1916
[l'ex territorio Malawi, protettorato britannico dal 1891, che aveva assunto formalmente il nome British Central Africa
nel 1893, ha assunto questo nuovo nome nel 1907]
-
-
1916
sin dall'inizio del secolo fermenti antibritannici sono già sorti e ora si diffondono a causa dell'indiscriminata diffusione delle piantagioni coloniali a scapito delle colture alimentari per il fabbisogno della popolazione (in costante aumento);
gli inglesi devono far fronte ad una sollevazione popolare guidata dal pastore protestante nero John Chilembwe;
[vedi 1944]


1916
Mozambico
-
-
1916
il Portogallo ha completato già nel 1891 la conquista delle regioni interne ma solo nel 1915 è riuscito a pacificarle;


1916
Madagascar
(Imérina)
[annesso alla Francia dal 1896]
1916
nel processo riguardante i circa trecento arrestati il dicembre scorso e facenti parte della setta segreta V.V.S., otto dei quarantuno incriminati (tra cui il pastore protestante Ravelojaona) sono condannati ai lavori forzatia vita, e altri tredici a pene varianti tra i 15 e i 20 anni di lavori forzati; altri duecento indiziati sono relegati poco dopo nell'isola di Nosy-Lava.
Questa drastica repressione segna in pratica la fine del V.V.S..




1916
Unione Sudafricana
[dominion britannico a struttura federativa dal 1910]
[dal 1912 si è costituito il SANNC (South African Native National Congress), formazione politica nera;
dal 1913 è in vigore il Native Land Act che consente al primo ministro di coinvolgere l'elemento boero nella prima guerra mondiale a fianco dell'Inghilterra;
dal 1914 è stata abolita l'imposta discriminatoria nei confronti degli indiani del Natal; ]
- Primo ministro
L. Botha
(1910 - 1919)
[L. Botha, leader della resistenza boera assieme a J.C. Smuts, entrambi fondatori del Partito afrikaner]

1916
Nello studio L'imperialismo fase suprema del capitalismo Lenin valuta che il 90% dell'Africa appartiene alla «potenze coloniali europee, compresi gli Stati Uniti» e analizza il ruolo, in Sudafrica, degli stati e delle compagnie europee a monopolio capitalista.
La ISL (Lega Internazionale Socialista) accetta una mozione presentata da un certo C. Wade contro gli aumenti salariali per i lavoratori africani, affinché venga salvaguardato il loro sistema "tribale" (cioè, la riserva di manodopera a basso salario). Questo è tra i primi esempi di uso razzista, da parte bianca, del culto dell'"identità" (razziale) propagato dagli "etnologi" che seguono le teorie di E. Durkheim.


 



1916
ARABIA
Husayn ibn 'Ali
(Costantinopoli 1856 ca - Amman 1931)
figlio di 'Ali della dinastia degli Hashemiti;
[Hashimiti: una dinastia di sceriffi della Mecca che regnarono sulla Mecca quasi ininterrottamente dal sec. X al 1924; capostipite fu Hashim ibn 'Abd Manaf, antenato di Maometto.]
1909, subentrato al padre come Šharif (sceriffo) della Mecca, imposta una politica d'indipendenza nei confronti dei sultani ottomani di cui gli Hashemiti sono vassalli;


1917-24, re del Higiaz;



1916
Febbraio
termina l'operazione, condotta da sir Henry McMahon, Alto Commissario britannico in Egitto (luglio 1915-febbraio 1916) tra il governo britannico e lo Šarif Husayn per negoziare l'accordo che quest'ultimo si sarebbe ribellato ai turchi.

Marzo
in primavera lo Šarif Husayn sa di dover agire poiché un grande contingente turco-tedesco sta arrivando in Higiaz, diretto nello Yemen.

Maggio
dopo le 11 persone fatte giustiziare nella piazza centrale di Damasco, nell'agosto dell'anno precedente, lo Šarif Husayn fa ora giustiziare altre 21 persone nella piazza centrale di Beirut.

Giugno
16
, lo Šarif Husayn issa la bandiera della rivolta araba e strappa La Mecca dalle mani della piccola guarnigione turca. Spera in uno sbarco simultaneo delle truppe alleate ad Alessandretta (Iskenderun) per provocare un'insurrezione contro i turchi in Siria, ma tale idea viene scartata dal gabinetto di guerra britannico, nonostante sia fortemente appoggiata dai militari, a causa dell'opposizione della Francia allo sbarco in Siria di truppe non francesi.
Per il momento la rivolta araba rimane confinata al Higiaz.

In effetti la Gran Bretagna non ha mai promesso esplicitamente di riconoscere la rivendicazione dello Šarif Husayn a porsi alla guida di tutti gli arabi, sebbene gli abbia fatto credere il contrario.

La verità è che i negoziati segreti tra Gran Bretagna e Francia sul futuro dei domini arabo-ottomani sono già sfociati in un accordo in questi primi mesi dell'anno
.
[In precedenza, le due alleate hanno già accettato, con qualche apprensione, che la Russia riceverà Costantinopoli e i Dardanelli.]
Il compito di negoziare è stato affidato a Georges Picot per la Francia e a sir Mark Sykes per la Gran Bretagna, e l'accordo Sykes-Picot ha suddiviso l'intera Siria e l'Iraq e gran parte della Turchia meridionale in sfere di diretta o indiretta influenza francese e britannica:
- l'area francese corrisponde ai futuri stati di Siria e Libano,
- l'area britannica corrisponde all'Iraq e alla Transgiordania.
Zone di diretto controllo francese saranno le regioni costiere del Mediterraneo mentre quelle britanniche i wylayati di Bàssora e Baghdad (oltre ai porti di Haifa e Acri).
Nell'entroterra, sotto il controllo indiretto delle due potenze, Francia e Gran Bretagna sono disposte «a riconoscere e appoggiare uno stato indipendente arabo o una confederazione di stati arabi sotto la sovranità di un capo arabo».
Inoltre vi è una zona che comprende Gerusalemme e gran parte della Palestina, che sarà sottoposta a una sorta di controllo internazionale.
Solo la zona comprendente le future Araba Saudita e Repubblica Araba dello Yemen rimarrà indipendente.
[La Gran Bretagna possiede già Aden e mantiene un rapporto esclusivo con gli sceiccati del Golfo].
Per comprensibili motivi Francia e Gran Bretagna hanno deciso di mantenere segreti i dettagli dell'accordo.

Novembre
2
, lo Šarif Husayn viene proclamato dai suoi seguaci "Re delle Nazioni Arabe", ma ciò non può venir accettato da Francia e Gran Bretagna.

[Peter Mansfield, A History of the Middle East, 1991.]
'Abd al-'Aziz o ibn Sa'ud
Albero genealogico

(Riyadh 1887-Taif 1953)
discendente della dinastia wahhabita dei Banu Sa'ud;
1891, la dinastia viene scalzata dalla capitale Riyadh a opera dei rivali Banu Rashid del Gebel Shammar;
1902-13, ristabilisce con una serie di campagne l'unità del Neged, intraprendendo dopo il crollo dell'impero ottomano l'unificazione della penisola arabica;
1913-26, sultano del Nagd e delle sue colonie;
[riconosciuto dalla Gran Bretagna]
1914-18, prima guerra mondiale: pur avendo stipulato un accordo di alleanza con la Gran Bretagna (1915), si mantiene neutrale dedicandosi al consolidamento interno dello stato, da lui organizzato sulla base di colonie agricolo-militari di contadini soldati legati al sovrano da un patto ("fratelli fedeli");

1916
-


1916
 
1916
prima guerra mondiale (1915-18): è teatro di guerra tra le forze dell'Intesa e quelle turche-tedesche;



1916
Iraq
[questa parte dell'Asia occidentale, dove all'inizio del secolo sono stati scoperti i ricchi giacimenti petroliferi di Kirkuk e Mossul nel nord della regione, è sotto l'Impero ottomano ed è amministrata dalla Turchia;
1914, il governo ottomano dà una concessione alla CPT (Compagnia Petrolifera Turca) tra i cui azionisti vige l' "Accordo della Linea Rossa".]
 
1916
prima guerra mondiale (1914-18): da novembre 1914, per lo schieramento della Turchia a fianco della Germania, un corpo di spedizione anglo-indiano ha occupato Bassora;

Maggio
il corpo di spedizione anglo-indiano è costretto a capitolare a Kut al-Imara ma nello stesso mese, sulla base del piano di spartizione del levante convenuto da inglesi e francesi (accordo Sykes-Picot), la Gran Bretagna si aggiudica nominalmente l'Iraq;

Kurdistan (iracheno)
1916
-



1916
Persia
 
dal 1907 Gran Bretagna e Russia hanno firmato un accordo che divide la il territorio persiano in due zone d'influenza: la parte sudorientale riservata alla Gran Bretagna e la parte settentrionale riservata alla Russia, lasciando al governo persiano solo limitati poteri nella parte centrale del paese;
proprio in questa zona vengono scoperti ingenti giacimenti petroliferi, per sfruttare i quali viene costituita la Anglo-Persian Oil Company che ha iniziato la propria attività su scala industriale negli anni immediatamente precedenti la prima guerra mondiale;
dal 1908 è stata abrogata a la costituzione;
Ahmad Mirza
 (? - ?)
figlio di Muhammad 'Ali, della dinastia Qagiar;
1909-?, scià di Persia;
salito al trono undicenne sotto la reggenza di Našir al-Mulk;
1912, il reggente Našir al-Mulk attua un colpo di stato;
- Primo ministro
Našir al-Mulk
(? - ?)
1916
prima guerra mondiale (1915-18): ufficialmente la Persia rimane neutrale anche se non può sottrarsi alle pesanti interferenze di Turchia, Germania, Gran Bretagna e Russia;





Bandaranaike, Sirimavo (Ratnapura 1916-Gampaha 2000) donna politica singalese,
[Moglie di Solomon (1899-1959).]
1959, succede al marito, assassinato, nella direzione del Freedom Party (Partito della libertà);
1960-65 a capo di un governo appoggiato dalle sinistre, continua la politica di riforme interne (sviluppo del sistema scolastico, nazionalizzazioni) e di neutralismo estero, pur attraverso mille difficoltà sollevate dai conservatori dello United National Party;
1965, dopo le elezioni si dimette;
1970, maggio, con le elezioni è riportata al potere e forma un governo di coalizione appoggiato dal partito comunista (favorevole alla linea sovietica) e dal partito trotzkista, ma deve fronteggiare e reprimere un tentativo insurrezionale di movimenti giovanili d'ispirazione estremista;
1972, Colombo, agosto: vedi Intervista con la storia di Oriana Fallaci.
1977, dopo le elezioni vinte dalla destra è costretta alle dimissioni
1980, viene privata del mandato parlamentare e dei diritti civili (fino al 1986);
1994, riottiene la carica di primo ministro mentre la figlia Chandrika Kumaratunga (1945) viene eletta alla presidenza della repubblica.

Ben Bella, Ahmed (Marnia, Orano 1916) politico algerino;
1946, dirigente dell'Organizzazione segreta, braccio militare clandestino del Movimento per il trionfo delle libertà democratiche (MTLD);
1950, arrestato dai francesi, evade nel 1952;
1954, 1° novembre, nell'insurrezione armata è uno dei rappresentanti esteri, assieme a Aït Ahmed e Khidder e Boudiaf, tra i membri del Fronte di liberazione nazionale (FNL);
1956, catturato nel dirottamento aereo ad opera dei francesi, viene internato in Francia fino al riconoscimento dell'indipendenza algerina nel 1962;
1963, presidente della repubblica;
1965, viene rovesciato da un colpo di stato, guidato dal generale H. Boumedienne, e rinchiuso in carcere sino al 1979;
1980, va in esilio in Francia e in Svizzera;
1984, organizza il Movimento per la democrazia algerina contro i «traditori della rivoluzione»;
1990, rientrato in patria, invita i giovani algerini a schierarsi con S. Hussein nella Guerra del Golfo.

Bendix, Reinhard (Berlino 1916-Berkeley, California 1991) sociologo statunitense di origine tedesca, presidente dell' «American Sociological Association»
Lavoro e autorità nell'industria (1956)
Mobilità sociale nella società industriale (1959, con S.M. Lipset)
Max Weber: un ritratto intellettuale (1960)
Classe, potere, status (1966, con S.M. Lipset)
Re o popolo: il potere e il mandato di governare (1978)
Forza, destino e libertà: meditazioni sulla sociologia storica (1984)
La ragione in lotta: saggi sulle basi sociali della conoscenza (1986).

Botha, Pieter Willem (Paul Roux 1916) politico sudafricano, sostenitore di una politica conservatrice e di mantenimento dell'«apartheid»;
1978, primo ministro;
1984, eletto presidente della Repubblica Sudafricana;
1989, si ritira dal partito;
1990, si ritira dalla presidenza cui gli subentra F. De Klerk fino al 1994.

Caiati, Italo Giulio (Bitonto, Bari 12 gennaio 1916 – Roma, 8 giugno 1993) politico italiano, esponente della Democrazia cristiana.

Casalegno, Carlo (Torino 1916-77, ucciso dalle Brigate Rosse) giornalista italiano, membro del Partito d'azione, collaboratore del giornale clandestino «Italia libera» durante il ventennio fascista; entrò nella redazione de «La Stampa» (1948) di cui divenne vicedirettore (1968)
Il nostro Stato (1978, postumo)
Israele, giustizia e libertà (1980, postumo).

Coppi, Hans (Berlino, 25 gennaio 1916 – carcere di Plötzensee, Berlino 22 dicembre 1942) politico tedesco, legato al gruppo di resistenza tedesco "Rote Kapelle" (Orchestra Rossa) di L. Trepper, così denominato dalla Gestapo.
[Marito di Hilde Rake.]

Costa, Gaetano (Caltanissetta 1916-Palermo 1980) magistrato siciliano;
primi anni '40, dopo aver aderito alle cellule del partito comunista clandestino e preso parte alla Resistenza, entra in magistratura a Roma, iniziando la sua carriera come sostituto procuratore;
1944-65, sostituto procuratore a Caltanissetta, diventa procuratore capo, dopo aver indagato a lungo sulla mafia agraria, scoprendo nuove forme di accumulazione illecita;
1978, 10 luglio, procuratore capo a Palermo;
1980, 6 agosto, viene assassinato.

Del Bo, Rinaldo [Dino] (Milano, 19 novembre 1916 – Milano, 16 gennaio 1991) politico italiano, esponente della Democrazia cristiana.

Ferrari Aggradi, Mario (La Maddalena, Sassari 13 marzo 1916 – Roma, 24 dicembre 1997) politico italiano, esponente della Democrazia cristiana.

Katchalski, Efraim o Efraim Katzir (Kijev 1916) politico israeliano, insignito negli anni '60 e '70 di numerose lauree honoris causa;
1922, si trasferisce con la famiglia dall'Ucraina in Israele ed è attivo nei movimenti della sinistra giovanile durante gli anni di università;
1937, si laurea in chimica all'università ebraica di Gerusalemme;
1941, termina il dottorato di specializzazione;
1951-73, professore all'istituto scientifico Weizmann;
1973-78, presidente della repubblica di Israele;
1978, ancora professore all'istituto scientifico Weizmann;
1990, riceve la Legion d'onore francese.

Labuda, Gerard (1916) storico polacco, dedicatosi soprattutto allo studio del medioevo slavo e dei casciubi.

Lindsay, Franklin A. o Frank (1916 12 marzo - 13 ottobre 2011) agente e dirigente d'azienda statunitesne;
1938, laureato presso la Stanford University;
1939-45, durante la seconda guerra mondiale lavora per l'OSS (Office of Strategic Services);
1944, paracadutato tra i partigiani sloveni lavora con loro per far saltare le linee ferroviarie nel sud dell'Austria;
più tardi, diventa capo della missione militare di Tito;
Fari nella notte (?, libro sulle sue esperienze di guerra)
dopo la guerra, viene coinvolto in una vasta gamma di attività di governo e del settore privato; nel settore pubblico, è stato membro della Commissione per l'Energia Atomica degli Stati Uniti alle Nazioni Unite; ha aiutato istituito il lato europeo del Piano Marshall e ha contribuito collega Osser Frank Wisner stabilire OPC, il precursore della CIA;
nel settore privato ha trascorso del tempo presso la Fondazione Ford , McKinsey & Co. , e come capo di ITEK Corp., una società high-tech, che, tra i suoi prodotti, ha sviluppato la fotocamera per i satelliti che ha sorvolato l'Unione Sovietica e esplorato la Luna e Marte. Ha anche fatto parte del Comitato consultivo del Senato intelligence, ha presieduto il comitato per il programma e la politica del comitato di Sviluppo Economico e presieduto il consiglio del National Bureau of Economic Research .
Dopo il suo ritiro, ha iniziato un periodo di sette anni per aiutare International Management Institute dell'Ucraina girare il suo curriculum verso un'economia di mercato. Mentre a Kiev, ha lavorato anche con il Consiglio di Sicurezza Nazionale dell'Ucraina e ha contribuito a sviluppare un programma per l'Ucraina di ufficiali militari e funzionari della sicurezza nazionale presso la Harvard Kennedy School of Government . Il programma continua oggi in una forma espansa per includere non solo i partecipanti provenienti da Ucraina, ma anche provenienti da altri paesi che circondano il Mar Nero.
Egli è sopravvissuto dalla sua moglie Margot, due figli, e tre nipoti.

Mancini, Giacomo (Cosenza 21 aprile 1916 – Cosenza 8 aprile 2002) politico italiano, esponente del PSI (Partito Socialista Italiano).

Mazzarino, Santo (Catania 1916-Roma 1987) storico italiano dell'antichità classica, docente alle università di Cagliari e di Roma;
Introduzione alle guerre puniche (1947)
Fra Oriente e Occidente (1947 e 1989)
Trattato di storia romana (1953, con G. Giannelli)
L'impero romano (1956 e 1990)
La fine del mondo antico (1959 e 1988)
Il pensiero storico classico (1966, in 3 voll.)
Postumi:
Storia sociale del vescovo Ambrogio (1989)
Stilicone (1990)
Dalla monarchia allo Stato repubblicano (1992).

McNamara, Robert (San Francisco 19 giugno 1916-Washington 6 luglio 2009) politico americano;
studia alla California University e ad Harvard;
entrato nella Ford;
1960, novembre, presidente della Ford;
1961, gennaio, J.F. Kennedy lo vuole nel suo governo come segretario alla Difesa, carica che conserva fino al febbraio 1968;
1968, febbraio, lasciato l'incarico politico diviene presidente della Banca Mondale.

Miceli, Vito (Trapani 1916-Roma 1990) generale e politico italiano
1967-70, responsabile dei servizi d'informazione dell'esercito;
1970-74, responsabile del SID;
1974, viene arrestato con l'accusa di favoreggiamento e cospirazione politica;
1976, deputato per il MSI;
1978, scarcerato, viene assolto dalle accuse.

Mintoff, Dominic detto Dom (Cospicua 1916) politico maltese, ingegnere, deputato laburista;
1947-49, ministro del lavoro e della ricostruzione e segretario del partito;
1955-58, primo ministro e ministro delle finanze;
1971-84, ancora primo ministro e ministro delle finanze, sostenendo sempre la neutralità del paese;
1979, porta l'isola alla totale indipendenza;
1983, in seguito alla legge mirante ad espropriare i beni del clero e alle disposizioni del 1984 sulle scuole private, viene in conflitto con la gerarchia cattolica e preferisce dimettersi.

Mitterand, François-Marie (Jarnac, Charente 1916-Parigi 1996) politico francese;
1946, deputato nelle file dell'Unione democratica e socialista della resistenza (UDSR);
1948-52, più volte ministro;
1953, sostituisce R. Pleven alla direzione del partito;
1954-55, ministro degli interni nel governo Mendès-France;
1956-57, ministro della giustizia nel governo Mollet;
1965, candidato delle sinistre alla presidenza della repubblica, ottiene il 45% dei suffragi;
1967, capo della Federazione della sinistra democratica e socialista (FGDS), la porta al successo alle elezioni;
1971, quando il movimento confluisce nel Partito socialista francese, diventa segretario del partito proponendo un programma comune con il Partito comunista;
1974, è sconfitto di misura alle presidenziali da V. Giscard d'Estaing;
1981, è eletto presidente della repubblica;
1988 è rieletto;
1995, J. Chirac gli subentra alla presidenza della repubblica.

Moro, Aldo (Maglie, Lecce 1916-Roma 9 maggio 1978, assassinato dalle Brigate Rosse) politico italiano, esponente della Democrazia cristiana, attivo fin da giovane nelle organizzazioni cattoliche.

Roosevelt, Kermit [Kim], Jr. (o II) (16 febbraio 1916 - 8 giugno 2000), agente della CIA (Central Intelligence Agency).
[Nipote del presidente degli Stati Uniti Theodore Roosevelt.]

Rudel, Hans Ulrich (Konradswaldau, Alta Slesia 2 luglio 1916 – Rosenheim, 18 dicembre 1982) militare tedesco.

Spini, Giorgio (Firenze 1916) storico italiano, laureato in lettere all'università di Firenze, è stato docente alle università di Messina e di Firenze; fu allievo di Chabod;
[Padre d Valdo, politico.]
Cosimo I De' Medici e l'indipendenza dello principato mediceo (1945)
Ricerca dei libertini. La teoria dell'impostura delle religioni nel Seicento italiano (1950)
Mito e realtà della Spagna nelle rivoluzioni italiane del 1820-1821 (1950)
Risorgimento e protestanti (1956)
Storia dell'età moderna dall'impero di Carlo V all'illuminismo (1960)
L'Evangelo e il berretto frigio (1971)
Barocco e dintorni (1991)
Le origini del socialismo: da Utopia a bandiera rossa (1992)
Studi sull'evangelismo italiano tra Otto e Novecento (1994).

Tanassi, Mario (Ururi, Campobasso, Molise 17 marzo 1916 – Roma 5 maggio 2007 ) politico italiano, esponente del PSDI (Partito Socialista Democratico Italiano).

Pozzo Teodorani Fabbri, Giovanni o Vanni Teodorani (1916 – 1964), giornalista e politico italiano; ricordato soprattutto per l'attività politica all'interno della Repubblica Sociale Italiana e per l'attività giornalistica del secondo dopoguerra, come direttore del settimanale "Asso di bastoni".
1938, sposa Rosa Mussolini, la figlia di A. Mussolini, fratello del duce;
nello stesso anno inizia a lavorare come inviato de «Il Popolo d'Italia»;
1939, diviene (ad Asmara) direttore del «Corriere Eritreo»;
1943-45, durante la Repubblica Sociale Italiana ricopre diversi incarichi, tra cui quello di capo della Segreteria Militare del duce;
1945, 27 aprile, mentre cerca di ricongiungersi alla colonna di autocarri in cui è nascosto B. Mussolini, viene catturato nei pressi di Dongo assieme ad altri gerarchi;
sfuggito fortunosamente alla fucilazione, rimane latitante per diverso tempo;
arrestato, viene poi liberato in seguito a un'amnistia;
1948, inizia la sua collaborazione al settimanale politico/satirico «Asso di bastoni», edito a Roma (1948-60);
1954, diviene direttore del settimanale;
[Sottotitolato "Settimanale satirico anticanagliesco" e in seguito "Giornale della rivoluzione nazionale italiana", ha un deciso orientamento filofascista e a più riprese pubblica articoli che criticano la guerra di liberazione italiana.
[Tra le iniziative a cui il giornale partecipa o dà inizio sotto la sua direzione, bisogna ricordare:
- Lo scandalo giornalistico e giudiziario legato ad alcune lettere attribuite ad Alcide De Gasperi, datate gennaio 1944 e pubblicate dal settimanale «Candido» nel gennaio 1954. Basandosi su quelle lettere il direttore di «Candido» Giovannino Guareschi accusa lo statista democristiano di aver contattato i comandi militari anglo-americani, invitandoli a bombardare Roma per conquistare il popolo alla causa antifascista. Le lettere sono riconosciute apocrife già all'epoca, essendo state prodotte ad arte dal falsario Aldo Camnasio e diffuse dal faccendiere Enrico De Toma, con la complicità del notaio Bruno Stamm. L' «Asso di bastoni» partecipa all'offensiva giornalistica contro Alcide De Gasperi.
- La raccolta di firme, lanciata nel gennaio 1954, per far tumulare a Predappio la salma di B. Mussolini. Per molti anni, a insaputa di tutti, la cassa di legno con i resti del capo del fascismo era rimasta nascosta nel convento di Cerro Maggiore. Questa iniziativa raccoglie numerosi consensi e contribuisceì effettivamente alla traslazione del corpo del duce nella cripta del cimitero di San Cassiano a Predappio, il 30 agosto 1957.
- La pubblicazione di una Storia del movimento fascista in dodici fascicoli (dal 1959 al 1960).
In un diario pubblicato postumo (nel 2014) a cura dei figli, egli avvalora l'ipotesi (formulata in seguito anche da Luciano Garibaldi) secondo la quale B. Mussolini non sarebbe stato ucciso da Walter Audisio e Aldo Lampredi, bensì da un altro commando che eseguiva ordini impartiti dai comandi inglesi. Secondo lui sarebbero stati questi ultimi e non il CLN a ordinare la fucilazione del duce.]


Rega, José López (Buenos Aires, 17 ottobre 1916 – Buenos Aires, 9 giugno 1989) politico e poliziotto argentino.

Tsedenbal, Yumjaagiyn (Bulgan 1916-Mosca 1991) politico mongolo;
1952, primo ministro;
1958, diventa anche segretario generale del Partito popolare rivoluzionario mongolo;
1974, lasciata la carica di primo ministro, viene eletto presidente del Praesidium dell'assemblea nazionale con funzioni di capo di Stato;
1979, diventa maresciallo e presidente del neocostituito consiglio della difesa;
1984, estromesso dal potere, si trasferisce in Unione Sovietica abbandonando definitivamente la vita politica.

Viglianesi, Italo (Caltagirone, 1 gennaio 1916 – Roma, 19 gennaio 1995) sindacalista e politico italiano, segretario generale (1950-69) della UIL (Unione Italiana del Lavoro), esponente del PSI (Partito Socialista Italiano).

Wilson, Harold (Huddersfield, Yorkshire 1916-Londra 1995) politico inglese;
1937, docente di economia politica all'università di Oxford, milita nel Partito laburista;
1940-45, presta servizio al ministero dell'energia e dei combustibili e affianca lord Beveridge nell'elaborazione dei piani di riordino del sistema assicurativo nazionale, approvato nel 1943;
1945, deputato laburista;
1947-51, ministro del commercio estero;
1963, raccolta l'eredità di A. Bevan, diventa leader del Partito laburista succedendo a H. Gaiskell;
1964, ottobre, vincitore alle elezioni politiche, viene nominato primo ministro;
1966, 1° luglio, attua il congelamento dei prezzi e dei salari;
1967, novembre, viene svalutata la sterlina;
1968, gennaio, attua un piano di abbandono progressivo di ogni impegno militare britannico a est di Suez;
1969, riesplode il caso nordirlandese;
1970, 18 gennaio, viene battuto nettamente alle elezioni; all'opposizione si riconferma leader del partito e cerca di rafforzarne l'unità attaccando la politica del conservatore E. Heath in relazione al negoziato per l'ingresso britannico nel MEC;
1972, ottobre, su questa piattaforma batte la sinistra laburista;
1974, 28 febbraio, riesce a costituire un nuovo governo di minoranza poi rafforzatosi elettoralmente;
1976, 16 marzo, battuto ai comuni dalla sinistra del suo partito, ostile ad un drastico taglio della spesa pubblica, decide di dimettersi e di passare la mano ad una rinnovata soluzione centrista nel partito e nel governo.

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Giornali di guerra

L'opera di propaganda del Comando Supremo promuove presso i diversi comandi militari giornali per i soldati tra cui:
- «L'Astico», settimanale delle trincee a cura della 9ª Divisione di fanteria, redattore Piero Jahier;
- «La tradotta», settimanale illustrato ideato dalla 3ª Armata, redattore Renato Simoni;
«La ghirba», a cura della V Armata, redattore Ardengo Soffici;
- «Il razzo», giornale di trincea della VII Armata;
«segue 1917»