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ANNO 1926

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Papa Pio XI
(1922-39)

- segretario di Stato: card. P. Gasparri.

1926

Febbraio
11
, poiché il papa intende creare a Mosca una struttura cattolica clandestina e una organizzazione che si preoccupi di rimpiazzare i vescovi e i sacerdoti esiliati o incarcerati dalle autorità comuniste, convoca nel suo appartamento privato Michel d'Herbigny arcivescovo cattolico (nonché esperto agente dell'Entità) per affidargli una missione segreta in Unione Sovietica;

Marzo
verso la fine del mese Michel d'Herbigny si reca in Francia per chiedere all'ambasciata sovietica a Parigi il visto per entrare a Mosca; da Parigi viaggia in treno fino a Berlino, dove si riunisce con il nunzio mons. E. Pacelli; nel frattempo il Ministero degli Esteri francese dà istruzioni alla sua ambasciata a Mosca di rintracciare padre Eugène Neveu e convocarlo nella capitale sovietica;
[Andato in Russia per la prima volta nel 1907 per dirigere la congregazione francese e belga a Makejevka, ha mantenuto l'incarico fino al 1917, quando dopo la Rivoluzone, la maggior parte degli stranieri ha lasciato il paese. Di lui non si sono avute più notizie fino al 1922, quando l'Entità ha ricevuto un suo messaggio proveniente da un luogo sperduto dell'Unione Sovietica.]

Aprile
, Mosca,l'inviato del papa, Michel d'Herbigny, riesce a parlare per la prima volta con padre Eugène Neveu;
21
, Mosca, grazie ad uno dei suoi protettori, il conte Ulrich von Brockdorff-Rantzau, Michel d'Herbigny incontra nella chiesa di S. Luigi dei Francesi, l'unico tempio cattolico aperto nella capitale sovietica,
padre Eugène Neveu per comunicargli la sua nomina a primo vescovo cattolico [clandestino] dell'Unione Sovietica e per consacrarlo; i testimoni sono Alice Ott, il sacrestano, e il tenente Bergera, militare aggiunto dell'ambasciata italiana a Mosca e amico del papa (lo aveva conosciuto quando era a Varsavia come nunzio);
come ultime istruzioni, Michel d'Herbigny invita il neovescovo a trovare due sacerdoti che dirigono due piccole congregazioni:
. padre Alexander Frison, a Odessa sul Mar Nero;
. padre Boleslas Sloskans, a Leningrado;
la stessa notte Michel d'Herbigny, chiamato a presentarsi in un ufficio della polizia moscovita, capisce subito che all'interno del suo gruppo c'è una talpa, ma non ne fa parola con nessuno.
La seconda tappa del viaggio la realizza alla luce del sole e si reca insieme a Eugène Neveu a Karlov, Odessa, Kiev e Leningrado. Per diversi giorni i due incontrano sacerdoti e seminaristi.

Maggio
10
, Mosca, nella stessa chiesa di S. Luigi dei Francesi consacra vescovi padre Alexander Frison e padre Boleslas Sloskans.
14, è costretto a lasciare il paese e far rientro a Roma.
I "Clandestini", la rete dell'Entità creata in Unione Sovietica è quindi composta dai neovescovi:
. Eugène Neveu;
. Alexander Frison;
. Boleslas Sloskans.
Ma Michel d'Herbigny è ancora un principiante nelle missioni clandestine e la rete, ovviamente, è già conosciuta da Feliks Edmundovic Dzerzinskij, onnipotente capo dell'OGPU, e i suoi uomini cominciano già a detenere i membri meno importanti dell'organizzazione.
Molti sacerdoti vengono arrestati e inviati in campi speciali a scontare la condanna ai lavori forzati.

Agosto
Iniziano i colloqui tra Stato e Chiesa per giungere a un accordo che componga la "questione romana".
Alla fine del mese Michel d'Herbigny viaggia da Gorki a Leningrado, dove, nella chiesa di Notre Dame de Paris, a porte chiuse, consacra il quarto vescovo clandestino in Russia, padre Antoni Malecki, da poco rimesso in libertà dopo aver scontato una pena di cinque anni ai lavori forzati per "crimini contro la Rivoluzione";
ogni suo passo è logicamente controllato dall'OGPU che aspetta il momento opportuno per liberarsi di lui in un colpo solo, senza offendere i paesi cattolici alleati del Vaticano;
28, Michel d'Herbigny si reca al commissariato di polizia per chiedere una proroga al visto (scadrebbe il 4 settembre) e un permesso per entrare in Ucraina; le autorià estendono il visto fino al 12 settembre;
31, quattro agenti dell'OGPU si presentano al suo albergo e lo informano che è stato dichiarato persona non grata nel paese; immediatamente gli consegnano il passaporto e lo accompagnano in treno fino alla frontiera con la Finlandia e da lì torna in Vaticano per informare il papa;

Ottobre
15
, in Russia, il Consiglio dei Ministri adotta una risoluzione che proibisce agli stranieri di predicare qualsiasi credo religioso;
mons. Vincent Ilyin, nominato segretamente amministratore apostolico a Kharkov, viene arrestato perché va in giro con dei giornali stranieri sotto il braccio;

Novembre
mons. Boleslas Sloskans rende pubblica la sua posizione all'interno della Chiesa cattolica;

Dicembre
mons. Boleslas Sloskans viene arrestato con l'accusa di spionaggio, condannato ai lavori forzati e rinchiuso in un campo di prigionia nei pressi del Circolo polare artico;
una settimana dopo
anche il vescovo Teofilus Matulionis viene arrestato e inviato nello stesso campo.
Dopo che il card. Andrieux, arcivescovo di Bordeaux, ha pubblicamente denunciato per «ateismo, agnosticismo, anticristianesimo, anticattolicesimo, amoralismo dell'individuo e della società» «L'Action Française», il Sant'Uffizio lo ha messo all'Indice.
20, in una allocuzione concistoriale Pio XI ribadisce le ragioni di questa condanna, affermando che «non è lecito ai cattolici aderire al programma e quasi alla scuola di coloro che mettono gli interessi di partito sopra la religione, e fanno servire questa a quello».

FUCI
(Federazione universitaria cattolica italiana)

«segue da 1925»
1926, nata e sviluppatasi come associazione d'élite, inquadrata nell' "Opera dei congressi",
al suo interno si formano numerosi esponenti cattolici della classe dirigente italiana:
1925-33, uno dei suoi assistenti ecclesiastici e G.B. Montini;
«segue 1927»

Internazionale operaia socialista

«segue da 1925»
1926
-
«segue 1927»

 


In Italia il calendario fascista, datato 28 ottobre 1922, viene aggiunto per legge al calendario civile.





1926
Schweizerische Eidgenossenschaf
Confédération suisse
Confederazione svizzera
[Repubblica federale]
- Presidente
-
- Primo ministro
-
-

1926

[Politica in materia di immigrazione - II fase: 1925-1950]


[Jean Ziegler, Una Svizzera al di sopra di ogni sospetto, Arnoldo Mondadori Editore Milano 1976]

 

1926
-
Presidente
della repubblica e dei ministri
-
Cancelliere
Rudolf Ramek
Partito cristiano-sociale
(1924 20 nov - 20 ott 1926)
mons. Ignaz Seipel
Partito cristiano-sociale
(1926 ott - mag 1929)
Interni
Affari Esteri
Finanze
-
-
1926
Ottobre
il sacerdote teologo Ignaz Seipel, presidente del Partito cristiano-sociale, torna a capo del governo, cumulando anche i ministeri dell'interno e degli esteri, e conDuce una politica conservatrice e autoritaria che provoca la reazione violenta dei socialdemocratici;



GERMANIA
1926

Presidente
della Repubblica

Paul Ludwig von Hindenburg
(1925 26 apr - 2 ago 1934)
-
Presidente
del
Reichsrat (rappresentanti
dei Länder)
-
Presidente
del Reichstag
(deputati eletti
dal popolo)
-
-
Cancelliere del Reich
[Reichskanzler]
H. Luther
II
indipendente
(1926 20 gen - 12 mag)
W. Marx
III
Centro Cattolico
(1926 16 mag - 12 giu 1928)
Segretari di Stato
Difesa/Guerra
-
Affari Esteri
G. Stresemann
(1923-26)
-
 

Nazismo
1926
Gennaio
La Germania entra nella Società delle Nazioni.
Colloqui G. Stresemann-A. Briand e scioglimento della Commissione interalleata di controllo sulle riparazioni.

Ottobre
il gen. H. von Seecht è costretto a lasciare il servizio attivo per l'ostilità del presidente della repubblica, P. von Hindenburg;
[È sollevato dall'incarico di comandante dell'esercito, con l'accusa di aver innescato una controversia politica: ha invitato un principe Hohenzollern a presidiare le manovre autunnali.
Per garantire che i suoi orientamenti non vengano stravolti, egli fa in modo che gli succeda il gen. W. Heye, capo del Truppenamt e sostenitore delle sue politiche.]

a.f.
, Otto Geßler, ministro dell'esercito, sfrutta l'occasione di un vuoto di potere per sbarazzarsi del gen. H. von Seeckt, che rischia di diventare troppo indipendente: sceglie quindi il gen. W. Heye (nominato general der Infanterie) come successore alla testa dell'esercito;
[Il governo spera che sotto la guida del gen. W. Heye – considerato di personalità debole – la Reichswehr sia finalmente controllabile dalla politica.
Ciò non accade, poiché l'esercito cade sotto l'influenza di Kurt von Schleicher, a capo dell'organizzazione militare, illegale e segretissima, che affianca l'esercito regolare e da cui in seguito nascerà la Wehrmacht; nell'ombra Kurt von Schleicher tira i fili, mentre il gen. W. Heye, a tutti gli effetti alle sue dipendenze, svolge funzioni limitate.]


Dicembre

[Negli anni dal 1920 al 1930, in Germania, scendono in campo circa trenta compagnie aeree civili che non fanno capo tutte a industrie aeronautiche specializzate ed esperte, come la Rumpler e la Albatros, ma anche a singoli piloti, che, forti di un'esperienza di volo acquisita durante la guerra, hanno intravisto la possibilità di gettarsi a capofitto in un settore che inaspettatamente si rivela molto promettente; incapaci di affermarsi su di un mercato così ricco di concorrenti e posti di fronte al fallimento, ad uno ad uno tutti gli operatori singoli e indipendenti sono costretti a consorziarsi e vengono quindi assorbiti da una sola compagnia, la Deutsche Aerolloyd che si trova ad avere una sola rivale la prospera organizzazione aerea Junkers;
le due società ora si fondono nella Deutsche Lufthansa che diviene però monopolio dello Stato.
Direttore generale è un ambizioso ex pilota di guerra, poi direttore dei lavori presso la Junkers: Erhard Milch.]

a



1926
REPUBBLICA di POLONIA
[capitale Varsavia]
Presidente
Stanislaw Wojciechowski
(1922 20 dic - 14 mag 1926)
[Partito Popolare Polacco "Piast"]
I. Moscicki
(1926 4 giu - 20 set 1939)
Presidente del consiglio
Aleksander Skrzynski
(1925 20 nov - 5 mag 1926)
Wincenty Witos
(10-14 mag)
Kazimierz Bartel
(15 mag - 8 giu)
Kazimierz Bartel
(8 giu - 24 set)
Kazimierz Bartel
(27-30 set)
mar.llo J. Pilsudski
(1926 2 ott - 27 giu 1928)
Ministro della guerra
-
 
-
1926
Maggio
2
, colpo di stato del maresciallo J. Pilsudski;
instaura un regime dittatoriale che lo rende padrone della Polonia;



1926
Presidente della Repubblica
T.G. Masaryk
(1918 - 1935)
Ministro degli Esteri
E. Beneš
(1919 - 1935)
Ambasciatore a Londra
Jan Masaryk
(1925 - 1938)
-
1926
la riforma agraria del 1919 ha portato all'esproprio di più di un milione di ettari appartenenti a grandi proprietari;
dal 1921 opera il Partito Comunista Cecoslovacco;





1926
FRIULI-VENEZIA GIULIA,
ISTRIA, Fiume e Zara
Trattato di Rapallo: 12 novembre 1920.
VENEZIA GIULIA
Trattato di Rapallo: 12 novembre 1920.
- il confine fra l'Italia e lo stato S.H.S. è stabilito al Monte Nevoso in Carniola, con l'Istria, Zara e un perimetro di circa 7 km intorno a questa città, le isole di Cherso, Lussin, Lagosta e Pelagosa con gli isolati adiacenti attribuiti all'Italia.
1926


ISTRIA
1926
-
Fiume
Con questi accordi (Roma 23 ott 1922, gen 1924, feb 1925 e Nettuno 20 lug 1925) lo stato libero di Fiume scompare per essere assorbito nel Regno d'Italia.
[In seguito si avranno vivaci controversie tra l'Italia e la Jugoslavia perché la sistemazione è tutt'altro che esauriente, ma non ci saranno ulteriori modifiche territoriali.]
1926
-
Zara [in Dalmazia]
Con questi accordi (Roma 23 ott 1922, gen 1924, feb 1925 e Nettuno 20 lug 1925) la Jugoslavia viene a comprendere tutta la Dalmazia meno Zara.
1926
-

1926
REGNO dei SERBI, CROATI e SLOVENI
[S.H.S.]
– dal 1° dicembre 1918 –
[Monarchia parlamentare ereditaria]
Alessandro I Karagjorgjevic
Albero genealogico

(1888 - ottobre 1934)
figlio di Pietro I e di Zorka di Montenegro;
1914, reggente del regno Serbia nel periodo della prima guerra mondiale;
1921-29, re dei serbi-croati-sloveni…;
[dal 1918: unificazione di serbi, croati, sloveni, macedoni, montenegrini; regno privo del litorale dalmata (rimasto all'Italia in seguito al trattato di pace) e della Carinzia (rimasta all'Austria).]

1929-34, re di Jugoslavia;

Primo ministro
Uzunovic
(1925 dic - apr 1927)
ministro degli AffarI Esteri
Nincic
(? - ?)
-
1926

La lotta fra serbi e croati riaffiora continuamente.

Marzo
viene redatto e parafato un trattato di amicizia fra la Jugoslavia e la Francia, ma la firma viene rinviata perché Nincic, ministro degli Affari Esteri jugoslavo, vuole che anche l'Italia ne faccia parte.
L'Italia risponde che per ragioni ovvie la cosa è per il momento impossibile.

Dicembre
10
, muore N. Pašic;
SLOVENIA
[dal 1° dicembre 1918]
1926
-
CROAZIA
1926
i maggiori esponenti del Partito contadino croato sono stati arrestati nel 1924 per ordine del primo ministro N. Pašic;

SERBIA
1926
-

MONTENEGRO
[dal 1° dicembre 1918]
1926
-
MACEDONIA
1926
-


1926
Repubblica di Albania
[dal 22 gen 1925]
presidente
Ahmed Zogu
(1925 feb - )
 
primo ministro e comandante in capo  
ministro dell'Interno
-
 
ministro degli Affari Esteri
Mufid Libohova
(1925 feb - )
 
ministro della Guerra
-
 
ministro delle Finanze
-
 

1926
La Jugoslavia continua a respingere ogni proposta di amicizia con l'Albania.

Novembre
27
, il governo albanese giunge a firmare un Patto di amicizia con l'Italia; ciò suscita grande indignazione a Belgrado perché costituisce un grave ostacolo alla politica jugoslava, sebbene non sia che la conferma della dichiarazione delle grandi potenze del novembre 1921 e assicuri lo status quo in Albania con Ahmed Zogu a capo di un governo a meno che egli non sia rovesciato con mezzi costituzionali.
L'Albania offre di concludere un patto simile con la Jugoslavia ma questa respinge la proposta.

_____________________

Petrolio

Altri 100.000 ettari sono riservati alle ricerche italiane nella stessa zona, lungo il fiume Devoli, mentre altre concessioni vengono accordate a:
- Anglo-Persian Oil Company nella zona di Malacastra,
- Syndacat Franco-Albanais,
- Standard Oil Company.


a


1926
Repubblica di Grecia
(1923-35)
Dittatura
militare
gen. Th. Pankalos
(1925-26)
gen. Kondyles
(1926 - ?)
1926
Aprile
il gen. Th. Pankalos si fa eleggere presidente della repubblica;

durante un'assenza del gen. Th. Pankalos da Atene, il gen. Kondyles, con l'appoggio della Guardia repubblicana, fa un altro colpo di stato e cattura lo stesso gen. Th. Pankalos al suo ritorno;
l'amm. Koundouriotes torna quindi presidente e nomina il gen. Kondyles primo ministro;

Novembre
7
, si tengono le elezioni; la maggioranza repubblicana è cos' piccola che si deve formare un ministero "ecumenico", ossia composto di tutti i partiti meno i comunisti che già cominciano ad essere pericolosi.

Seguono numerosi mutamenti di ministero e agitazioni varie.



1926
Repubblica di Turchia
(novembre 1923)
[dal 1925 la shari'a (vecchia legge religiosa islamica) è stata sostituita dai moderni codici, modellati su quelli europei.]
Presidente
della Repubblica
Mustafa Kemal
(1923 nov - 10 nov 1938)
Primo ministro
Ismet Pascià
(1923 nov - 10 nov 1938)
-
Partito repubblicano del popolo
[partito unico]
1926
Febbraio
17
, l'Assemblea nazionale adotta il nuovo Codice civile che è la traduzione quasi letterale di quello del Cantone di Neuchâtel del 1925, il più moderno della Svizzera.






1926
U.R.S.S.
(Unione delle repubbliche sovietiche: Russia, Ucraina, Bielorussia e Transcaucasia)
Segretario generale del PCUS
Stalin
(1922 apr - 1953)
[Il PCUS (Partito comunista dell'Unione Sovietica), partito unico, ha un ruolo dirigente.
Il metropolita Sergej di Novgorod ha assunto nel 1924 la direzione del patriarcato della Chiesa ortodossa, senza però trasferire la propria sede a Mosca.]
RUSSIA
(Repubblica Socialista Federativa Sovietica)
(capitale: Mosca)

1926
Marzo
Stalin, si affretta a consolidare la sua vittoria sulla nuova opposizione, prendendo alcuni provvedimenti di carattere organizzativo. Zinov'ev e Kamenev restano membri del Politburo, ma Zinov'ev viene destituito dalla carica di presidente del Comitato esecutivo del Komintern [la terza Internazionale comunista].
Questa carica viene di fatto abolita e N.I. Bucharin viene nominato capo della segreteria del Comitato esecutivo del Komintern. Inoltre Zinov'ev viene esonerato dalle funzioni di presidente del Soviet di Leningrado e i suoi sostenitori si vedono così portar via la direzione del Partito di questa città.
In questa occasione Kirov viene nominato primo segretario di Leningrado. Quanto a Kamenev, perde la carica di presidente del Consiglio del Lavoro e della Difesa - sostituito da A.I. Rykov - e quella di primo Vice presidente del Consiglio dei Commissari del popolo.

Intanto Pio XI, visto che dal 1924 il regime sovietico ha rallentato le sue campagne antireligiose, decide un ulteriore riassetto delle circoscrizioni cattoliche in URSS. Smembra le diocesi di Mohilev e di Tiraspol in quattro amministrazioni apostoliche e aggiunge altre quattro amministrazioni, su basi prevalentemente nuove, designando a ciascuna un nuovo ordinario.


CHIESA CATTOLICA
in URSS
[1926]
Ordinario
Amministrazioni apostoliche
- Mosca
. mons. Pio Eugenio Neveu
- Leningrado
. mons. Antonio Malecki
- Mohilev e Minsk
. mons. Boleslav Sloskans
- Odessa
. mons. Alessandro Frizon
- Kharkow
. mons. Vincenzo Ilyn
- Kazan, Samara e Simbirsk . mons. Michele Juodokas
- del Volga . mons. Agostino Baumtroz
- del Caucaso . mons. Giovanni Roth
- per gli Armeni cattolici di tutta la Russia* . mons. Carapet Dirlughian
- di Tiflis e di Georgia* . rev. Stefano Demurov
(vicario ad interim)
* Amministrazioni apostoliche aggiunte più tardi.
[Carlo Falconi, La Chiesa e le organizzazioni cattoliche in Europa, Milano 1960, Edizioni di Comunità.]


Dicembre
viene arrestato mons. Vincenzo Ilyn, ordinario dell'amministrazione apostolica di Kharkow;


BIELORUSSIA
(Repubblica Socialista Federativa Sovietica)
(Beloruskaja SSR - capitale: Minsk)
presidente della repubblica
-
1926
-
UCRAINA
(Repubblica Socialista Federativa Sovietica)
(capitale: Kijev)
presidente della repubblica
-
1926
-
TRANSCAUCASIA
(Repubblica Socialista Federativa Sovietica)


Repubblica Socialista di Armenia
(Repubblica socialista - capitale: Jerevan)
presidente della repubblica
-
1926
-


Repubblica Socialista Sovietica dell'Azerbaigian
[Parte settentrionale del paese.]
presidente della repubblica
-
1926
-
Repubblica Socialista Georgiana
(Repubblica federativa - capitale: Tbilisi)
presidente della repubblica
Noé Jordania
(1918 - ?)
1926
-

- Adzaristan (repubblica autonoma)
- Abhasia (repubblica autonoma)
- Ossezia Meridionale (provincia autonoma)


1926
REPUBBLICA POPOLARE d'UNGHERIA
(dal 16 novembre 1918)
Reggente
Miklós Horthy von Nagybánya
(1920 mar - ott 1944)
Primo ministro
conte István Bethlen
(1921 mag - 1931)
Direttore del
Partito di indipendenza nazionale
1926
-
a


1926
REGNO di ROMANIA
Ferdinando I
Albero genealogico
(Sigmaringen, Prussia 1865 - Sinaia, Valacchia 1927)
figlio di Leopoldo (1835-1905) principe di Hohenzollern-Sigmaringen [fratello di Carlo I] designato (1870) alla corona di Spagna e di Antonia di Portogallo;
1914-27, re di Romania;
Matrimoni principeschi (pr. ered. Carlo nel 1921, p.sse Elisabetta e Maria nel 1922)
dal 1922 (ottobre) è re di tutti i romeni;
dal 1925 (dicembre) c'è un consiglio di reggenza così composto:
. patriarca Miron Cristea,
. presidente della Cassazione Buzdugan,
. principe Nicola, secondogenito del re;

primo ministro
Ion Bratianu
(1922 gen - mar 1926)
gen. Averescu
(mar - ?)
ministro degli Affari Esteri
-
ministro delle Finanze
Vintila Bratianu
(1922 - ?)

1926
Febbraio
hanno luogo le elezioni amministrative dalle quali risulta nel paese ancora molta opposizione al ministero di Ion Bratianu;

Marzo
il re invita Ion Bratianu a dimettersi per cedere di nuovo il posto al gen. Averescu;

Maggio
alle elezioni il gen. Averescu ottiene i 4/5 dei seggi e i liberali soltanto 16.
È chiaro però che il Ministero non esiste che col consenso di questi ultimi, sempre assai influenti.

Il gen. Averescu conclude vari accordi internazionali fra cui uno con l'Italia relativo ai debiti romeni e ad una concessione al capitale italiano dell'industria petrolifera;

Settembre
15
, viene firmato un trattato di amicizia e arbitrato con l'Italia ciò che suscita malumore in Jugoslavia sempre in dissidio con Roma;
16, il Partito nazionale e il Partito dei Contadini si fondono in un solo Partito Nazionale dei Contadini e i suoi capi entrano in corrispondenza con il principe Carlo il quale già si è pentito della sua rinuncia alla successione;



a


1926
REGNO di BULGARIA
Boris III
Albero genealogico

(Sofia 1894 - 28 ago 1943)
figlio di Ferdinando di Sassonia-Coburgo-Saalfeld-Koháry e di Maria Luisa di Borbone-Parma;
1918, 3 ottobre, il padre abdica a suo favore;
1918-43, zar dei bulgari;



Primo ministro
prof. Tsankoff
(1923 giu - gen 1926)
Liapceff
(gen - ?)

1926
Gennaio
2
, Tsankoff, ritenuto terminato il suo compito, dà le dimissioni;
gli succede Liapceff, capo del Partito democratico, il quale concede l'amnistia ad oltre seimila detenuti politici e autorizza la ricostituzione del Partito agrario, onde duemila individui ad esso appartenenti e fuggiti all'estero possono rientrare. Quelli che continuano a restare in Jugoslavia perdono ogni credito e non danno gravi fastidi.

Giugno
11
, la Società delle Nazioni procura un prestito allA Bulgaria per la sistemazione dei profughi macedoni e la Banca d'Inghilterra le anticipa 400.000 sterline.

Dicembre
26
, è consolidato il debito estero di anteguerra (2.400.000 sterline e 4.500.000 dollari).
Ma la questione macedone rimane sempre viva e suscita l'ostilità dei vicini della Bulgaria.

a




1926
III Repubblica
Presidente della Repubblica
Gaston Doumergue
(1924 13 giu - 13 giu 1931)
Presidente del Senato
Justin Germain Casimir de Selves
(1924 19 giu - 14 gen 1927)
Presidente della Camera
-
Presidente dell'Assemblea nazionale
(Senato+Camera)
-
Presidente del Consiglio
A. Briand VIII
(1925 28 nov - 6 mar 1926)
A. Briand
IX
(9 mar - 15 giu)
A. Briand
X
(23 giu - 17 lug)
É. Herriot
(19-21 lug)
R. Poincaré
IV
(1826 23 lug - 6 nov 1928)
[governo di unità nazionale)
Interni
Camille Chautemps
(1925 28 nov - 9 mar 1926)
Louis Malvy
(9 mar - 10 apr)
Jean Durand
(10 apr - 19 lug)
Camille Chautemps
(19-23 lug)
Albert Sarraut
(23 lug - 11 nov 1928)
Affari Esteri
A. Briand
(1925 17 apr - 19 lug 1926)
É. Herriot
(19-23 lug)
A. Briand
(23 lug - 14 gen 1932)
Colonie
-
Regioni liberate
-
Guerra
P. Painlevé
(1925-29)
Marina
-
Finanze
Paul Doumer
(1925 16 dic - 9 mar 1926)
Raoul Péret
(9 mar - 23 giu)
J. Caillaux
(23 giu - 19 lug)
Anatole de Monzie
(19-23 lug)
R. Poincaré
(23 lug - 11 nov 1928)
Commercio
e Industria
-
Lavori Pubblici
-
Lavoro
-
Giustizia
René Renoult
(1925 28 nov - 9 mar 1926)
P. Laval
(9 mar - 19 lug)
Maurice Colrat
(19-23 lug)
Louis Barthou
(23 lug - 3 nov 1929)
Pubblica Istruzione
e dei Culti
E. Herriot
(1926-28)
1926
Parigi, nella diocesi sono già al lavoro 30 commissioni operaie.
Rennes, l'arcivescovo, card. Charost, venuto a conoscenza del tentativo d'un suo sacerdote, l'abbé Mancel, di dar vita, con la sua "Lega contadina", ad un sindacato contadino autonomo (in opposizione a quello misto), denuncia immediatamente il nuovo organismo come un «movimento di divisione e di antagonismo delle classi, che conduce fatalmente, lo si voglia o no, alla lotta di classe».




1926
REGNO dei PAESI BASSI

Guglielmina

Albero genealogico

(l'Aia 1880 - castello di Het Loo, presso Apeldoorn 1962)
figlia di Guglielmo III re d'Olanda e della sua seconda moglie Emma di Waldeck-Pyrmont;
1890-1948, regina dei Paesi Bassi;
[dal 31 agosto 1898 ha assunto ufficialmente il potere]

Primo ministro
-

1926
inizia la costruzione (1926-32) della grande diga a nord dello Zuiderzee;

a


1926
REGNO del BELGIO

Alberto I

Albero genealogico

(1875 - 1934)
figlio di Filippo di Fiandra e di Maria di Hohenzollern-Sigmaringen;
1909-34, re dei belgi;



1926
-



1926
Granducato di Lussemburgo
Charlotte di Nassau-Weilburg
Albero genealogico

(1896-?)
figlia di Guglielmo IV e di Maria Anna di Portogallo;
1919-64, duchessa di Nassau;
1919-64, granduchessa di Lussemburgo;
[dal 1919 il paese ha una costituzione democratica]


1926
-





1926
REGNO UNITO
di
GRAN BRETAGNA e IRLANDA
Giorgio V
Albero genealogico

(Marlborough House, London 3.6.1865 - Sandringham, Norfolk 20.1.1936)
secondo figlio di Edoardo VII e di Alessandra di Danimarca;
1877-92, presta servizio nella marina militare;
1892, diventa erede presuntivo al trono per la morte del fratello maggiore Alberto Vittorio;
1893, sposa la p.ssa Mary von Teck (1867-1953)
1901-10, principe di Galles;
1910-36, re di Gran Bretagna e Irlanda, imperatore delle Indie;
succeduto alla morte del padre;

Primo ministro,
Primo lord del Tesoro
[Prime Minister, First Lord of the Treasury]
S. Baldwin conservatore
(1924 4 nov - 5 giu 1929)
Cancelliere dello Scacchiere
[Chancellor
of the Exchequer
]
W. Churchill
(1924 6 nov - 4 giu 1929)
Segretari di Stato
-
Affari Esteri e Commonwealth
-
Affari Interni
-
Giustizia
-
Colonie
-
Commercio
-
Sanità
A.N. Chamberlain
(1924 - 4 giu 1929)

1926
questa volta, alla nuova "Conferenza imperiale" dei primi ministri del Commonwealth, sono il Sud Africa e l'Irlanda a guidare l'ala più radicale che preme perché l'indipendenza dei dominions venga effettivamente riconosciuta, mentre il premier canadese W.L. Mackenzie King si trova a svolgere una funzione di arbitro e mediatore.
È soprattutto l'uso del termine "indipendenza" a spaventarlo; egli è infatti ben consapevole che in patria esso sarebbe inteso come una vera e propria separazione dalla Gran Bretagna del tutto inaccettabile per la maggioranza della popolazione. Per questo motivo egli esercita tutta la sua influenza sul primo ministro sudafricano James Herzog (1866-1942) convincendolo a mitigare la propria intransigenza, anche se, alla fine, la sostanza delle richieste sudafricane viene accettata.
Lo stesso Arthur James Balfour riconosce che l'Impero è cambiato per sempre e che ora i suoi membri sono padroni del loro destino.

 

Commonwealth of British Nations

«segue da 1917»
1926, alla nuova "Conferenza imperiale" dei primi ministri del Commonwealth, si afferma – "Rapporto Balfour" di Arthur James Balfour (1848-1930), conte di Balfour, che traccia lo stato delle relazioni interimperiali – che Regno Unito e dominions sono «comunità autonome all'interno dell'Impero britannico, eguali per status, non subordinate le une alle altre per nessun aspetto degli affari interni od esteri, bensì unite da un comune vincolo di fedeltà alla corona e liberamente associate in quanto membri del Commonwealth delle nazioni britanniche»

Irlanda del Nord
1926
-
Eire

1926
-



1926
DANIMARCA e ISLANDA
Cristiano X
Albero genealogico

(Charlottenlund 1870 - Copenaghen 1947)
figlio di Federico VIII e di Luisa di Svezia;
1912-47, re di Danimarca;
continua a favorire l'evoluzione democratica del paese;
1919-44, re d'Islanda;
[rimane re dell'isola (fino alla proclamazione della repubblica nel 1944) anche se, staccatasi dalla Danimarca, si è costituita in stato sovrano.]

REGNO di DANIMARCA
1926
dal 1915 il paese ha una nuova costituzione che istituisce, fra l'altro, il nuovo sistema bicamerale ed estende il diritto di voto alle donne;
REGNO d'ISLANDA
1926
-


1926
REGNO DI NORVEGIA
[dal 1905]
Haakon VII
Albero genealogico

principe Carlo (? - ?)
figlio di Federico VIII re di Danimarca e di Luisa di Svezia;
1905-57
, re di Norvegia;

Primo ministro
1926
-


1926
REGNO di SVEZIA
Gustavo V
Albero genealogico

(Stoccolma, castello di Drottningholm 16 giugno 1858 – Stoccolma, 29 ottobre 1950)
figlio di Oscar II e di Sofia di Nassau;
1907-50, re di Svezia;
osserva correttamente le regole del sistema parlamentare;

1926
-


1926
FINLANDIA
Governo provvisorio
1926
negli anni Venti il governo attua una politica anticomunista e la politica estera è caratterizzata da una stretta neutralità;




1926
Capo della Giunta militare
M. Gomes da Costa
(? - mag 1926)
gen. A.O. de Fragoso Carmona
(1926 giu - 1928)

1926
padrone della situazione è ormai l'esercito, anche se incapace di assicurare al governo la stabilità necessaria a risolvere la crisi finanziaria e politica;

Maggio
27
, il mar.llo Gomez de Costa, vecchio combattente africano e comandante del corpo di spedizione portoghese durante la guerra mondiale, solleva la guarnigione di Braga;
[Dà inizio a quella che sarà poi chiamata "la rivoluzione nazionale".]

28, il mar.llo Gomez de Costa marcia su Lisbona;
dopo parecchi tentativi falliti, un colpo di stato fomentato da ufficiali radicali alla guida del gen. A.O. de Fragoso Carmona, instaura la dittatura militare;

a


1926
Regno di Spagna
Alfonso XIII di Borbone 
Albero genealogico

(Madrid 1886 - Roma 1941)
figlio postumo di Alfonso XII e di Maria Cristina d'Absburgo-Lorena;
1886-1931, re di Spagna;

Presidente
del Consiglio
M. Primo de Rivera y Orbaneja
(1925 - 29 gen 1930)
Interni
-
-
Finanze
-
-
-

1926
insurrezione nazionalista in Marocco (1920-26): grazie all'alleanza con la Francia, il generale M. Primo de Rivera riesce a risolvere la crisi marocchina costringendo i nazionalisti insorti alla resa;
Luglio
Valenza, viene fondata clandestinamente la FAI (Federazione Anarchica Iberica).
Sanjuanada del 1926 (progetto di golpe)

Dicembre
un alto prelato basco antifranchista, che si cela sotto lo pseudonimo di Juan de Iturralde, riporta una relazione dalla quale risulta che l' «L'Action Française», anche dopo la condanna del Sant'Uffizio, ha conservato molti simpatizzanti in Vaticano:
«Di questi simpatizzanti parlava un giorno Sua Santità il papa [Pio XI] con un vescovo francese, e all'improvviso, dando un pugno sul tavolo esclamò "Il peggio è che perfino il mio cardinale segretario [E. Pacelli] è tra loro"».
[El catolicismo y la cruzada de Franco (Parigi 1955)

***

Isole Canarie:
-





1926
REGNO d'ITALIA
In Italia il calendario fascista, datato 28 ottobre 1922, viene aggiunto per legge al calendario civile.
Vittorio Emanuele III
Albero genealogico

(Napoli 1869 - Alessandria d'Egitto 1947)
figlio di Umberto I e di Margherita di Savoia;
1878-1900, principe di Piemonte;
1896, Roma 24 ott: sposa la p.ssa Elena del Montenegro (1873-1952);
1900-46, re d'Italia;
dal 1922, è esautorato da qualsiasi esercizio del potere dalla dittatura fascista;


1936-43, imperatore d'Etiopia
1939-43, re d'Albania;

PARLAMENTO
XXVII Legislatura
(1924 24 mag - 21 gen 1929)
Presidente del Senato
T. Tittoni
laziale
(1924 24 mag - 21 gen 1929)
Presidente della Camera
A. Casertano (Dem.soc.)
campano
(1925 13 gen - 21 gen 1929)
 
Presidente
del Consiglio
cav.  B. Mussolini (Pnf)
romagnolo
(1922 ott - 3 gen 1926) Capo del Governo
(1926 3 gen - 19 lug 1932)
+ Interni, Esteri, Guerra, Marina, Aeronautica, Corporazioni.
Sottosegretario conte G. Suardo (Pnf)
(1924 3 lug - 20 dic 1927)
Interno
L. Federzoni (Pnf)
romagnolo
(1924 17 giu - 6 nov 1926)
cav. B. Mussolini(Pnf)
romagnolo
(1926 6 nov - 25 lug 1943)
[ad interim]
Sottosegretario A. Teruzzi (Pnf)
lombardo
(1925 14 mag - 5 nov 1926)
conte G. Suardo
(1926 6 nov - 12 mar 1928)
Affari Esteri
cav. B. Mussolini(Pnf)
romagnolo
(1922 31 ott - 12 set 1929)
[ad interim]
Sottosegretario Dino Grandi (Pnf) (Pnf)
romagnolo
(1925 14 mag - 11 set 1929)
Colonie
principe
P. Lanza di Scalea (Pnf)
siciliano
(1924 3 giu - 6 nov 1926)
L. Federzoni (Pnf)
romagnolo
(1926 6 nov - 18 dic 1928)
Sottosegretario R. Cantalupo (Pnf)
campano
(1924 3 lug - 5 nov 1926)
P. Bolzon (Pnf)
genovese
(1926 6 nov - 17 dic 1928)
Guerra
cav. B. Mussolini(Pnf)
romagnolo
(1925 4 apr - 12 set 1929)
[ad interim]
Sottosegretario Ugo Cavallero
piemontese
(1925 4 mag - 23 nov 1928)
Marina
cav. B. Mussolini(Pnf)
romagnolo
(1925 8 mag - 12 set 1929)
[ad interim] 
Sottosegretario amm. G. Sirianni
ligure
(1925 14 mag - 11 set 1929)
Aereonautica
cav. B. Mussolini (Pnf)
romagnolo
(1925 30 ago - 12 set 1929)
[ad interim]
Sottosegretario gen. A. Bonzani
romagnolo
(1925 30 ago - 5 nov 1926)
I. Balbo
romagnolo
(1926 6 nov - 12 set 1929)
Corporazioni
(Istituito il 2 luglio 1926)
  cav. B. Mussolini (Pnf)
romagnolo
(1926 2 lug - 12 set 1929)
[ad interim]
Sottosegretario   conte G. Suardo
(2 lug - 5 nov)
G. Bottai (Pnf)
laziale
(1926 6 nov - 11 set 1929)
Finanze
G. Volpi di Misurata (Pnf)
veneto
(1925 10 lug - 9 lug 1928)
Sottosegretari F. d'Alessio (Pnf)
lucano
(1925 28 lug - 6 nov 1926)
G. Frignani (Pnf)
romagnolo
(1926 6 nov - 9 lug 1927)
  F. Suvich (Pnf)
friulano
(1926 6 nov - 9 lug 1928)
Economia nazionale
G. Belluzzo (Pnf)
veneto
(1925 10 lug - 9 lug 1928)
Sottosegretari V. Peglion (Pnf)
romagnolo
(1924 3 lug - 6 nov 1926)
T. Bisi (Pnf)
lombardo
(1926 6 nov - 9 lug 1928)
I. Balbo
romagnolo
(1925 31 ott - 6 nov 1926)
G. Bastianini
umbro
(1926 6 nov -
23 giu 1927)
Lavori Pubblici
G. Giuriati (Pnf)
veneto
(1924 5 gen - 30 apr 1929)
Sottosegretario M. Bianchi (Pnf)
calabrese
(1925 31 ott - 13 mar 1928)
Giustizia e Affari di Culto
A. Rocco (Pnf)
campano
(1925 5 gen - 20 lug 1932)
Sottosegretario P. Mattei Gentili (Pnf ex Ppi)
marchigiano
(1924 3 lug - 11 set 1929)
Istruzione Pubblica
P. Fedele (Pnf)
laziale
(1925 5 gen - 9 lug 1928)
Sottosegretario M. Romano (Pnf)
molisano
(1925 5 gen - 5 nov 1926)
E. Bodrero (Pnf)
laziale
(1926 6 nov - 9 lug 1928)
Comunicazioni
C. Ciano (Pnf)
toscano
(1924 30 apr - 30 apr 1934)
Sottosegretari G. Celesia
barone di Vegliasco
toscano
(1924 3 lug - 6 nov 1926)
G. Pala (Pnf)
sardo
(1926 6 nov - 4 mag 1928)
  F. Pennavaria (Pnf)
siciliano
(1926 6 nov - 20 lug 1932)
  A. Martelli (Pnf)
siciliano
(1926 6 nov - 9 lug 1928)
 


1926

Fascismo

Partito unico: Pnf (Partito nazionale fascista)
- segretario:
. R. Farinacci, molisano (1925 12 feb - 30 mar 1926);
. A. Turati, emiliano (1926 30 mar - 23 set 1930);
- vicesegretario:
. R. Ricci, toscano (1924 ago - 30 mar 1926);
. A. Melchiori marchigiano (1925 13 feb - ott 1930);
. A. Starace, pugliese (1926 30 mar - 6 dic 1931);
. L. Arpinati, romagnolo (1926 30 mar - 11 set 1929).

Gennaio
3
, avviene l'accentramento dei poteri legislativi ed esecutivi nella persona di B. Mussolini che da presidente del consiglio diventa "capo del governo".
Inoltre:
- scioglimento dei partiti e dei sindacati di ispirazione socialista e cattolica;
- abolizione della libertà di stampa;
- esautorazione del Parlamento;
- soppressione di libere elezioni;
4, Bordighera (Imperia), muore la prima regina d'Italia, Margherita di Savoia, nota per la sua devozione cattolica e per le buone opere;
il re, suo figlio, vorrebbe che il papa presiedesse al suo funerale, o che perlomeno offirsse un pubblico tributo, ma Pio XI non fa né l'una né l'altra cosa.
[Il conte Dalla Torre, direttore de «L'Osservatore Romano» prepara un encomiastico necrologio della regina madre, ma non viene pubblicato: il papa lo proibisce.]
I deputati del Ppi decidono invece di partecipare alla seduta commemorativa alla Camera. B. Mussolini li fa espellere.

Il «Giornale d'Italia», come già il «Corriere della Sera», cambia di proprietà.
I deputati popolari e demosociali che hanno abbandonato l'Aventino, sono respinti ed espulsi dal parlamento dai deputati fascisti.
Pcd'I: al III congresso, tenuto clandestinamente a Lione, il gruppo di Togliatti-Gramsci ottiene il 90% dei suffragi; con la chiusura per ordine di B. Mussolini di tutti i partiti politici antifascisti, numerosi dirigenti comunisti (tra cui A. Gramsci, U. Terracini e Scoccimarro) vengono arrestati e quindi condannati a gravi pene detentive; il partito entra allora nella totale illegalità e costituisce una rete cospirativa all'interno del Paese, mentre a Parigi P. Togliatti [Ercoli] forma un centro estero per coordinare l'attività clandestina; le repressioni (più di 4000 militanti comunisti vengono condannati dal "Tribunale speciale per la difesa dello stato") e i contrasti interni mettono in crisi il partito;
Psi: il partito (che aderisce per impulso di P. Nenni alla secessione parlamentare dell'Aventino) si trasferisce in Francia dove ricostruisce una nuova organizzazione facendo rinascere l' «Avanti!».

Contrariato dai recenti rapporti sulla violenza contro una sede dell'Azione cattolica, questa volta a Brescia, Pio XI esorta di nuovo p. P. Tacchi Venturi di lamentarsene presso il governo italiano.


7, la Commissione per lo studio della riforma della legislazione ecclesiastica, nominata dal governo l'anno scorso, presenta due schemi di disegni di legge.
8, dopo aver incontrato alcuni esponenti del governo, p. P. Tacchi Venturi dice al card. P. Gasparri che molti dei membri più dinamici dell'Azione cattolica bresciana sono anche ben noti attivisti del Ppi: «Di qua la confusione e quasi l'identificazione dell'una con l'altro». E continua asserendo che al governo non mancano prove certe che spesso l'Azione cattolica di Brescia, con il suo quasi organo «Il Cittadino» non è altro che la maschera del Ppi contrario al governo.
11-12, l' «Osservatore Romano» rileva che «il preparato progetto di legge è lavoro unilaterale del Governo, al quale le autorità ecclesiastiche sono rimaste estranee».
15, la M.V.S.N. (Milizia Volontaria Sicurezza Nazionale) viene impiegata nei servizi di custodia per la preservazione e sorveglianza dei boschi.
16, alla Camera, in occasione della commemorazione della regina Margherita di Savoia, i deputati del gruppo popolare tentano di rientrare in aula ma vengono violentemente espulsi;
17, B. Mussolini pone le condizioni ai deputati che volessero tornare [in aula] «semplicemente tollerati»;
22, tre deputati del Ppi «solennemente e pubblicamente ritrattano» impetrando con ciò «non più della semplice tolleranza, non già l'oblio dei passati trascorsi».
29, dopo l'approvazione delle leggi "fascistissime", la «Civiltà Cattolica» si rallegra per la violenta espulsione dalla Camera dei deputati del gruppo popolare;
31, autorizzato dalla Legge 31 gennaio 1926, n. 100, sulla facoltà del potere esecutivo di emanare norme giuridiche, B. Mussolini fa attribuire al governo l'intera potestà di approvare e rendere esecutivi i contratti dello Stato di qualsiasi oggetto.
[Nella relazione della Corte dei conti per l'esercizio finanziario 1925-26, il suo presidente, C. Peano (ex ministro giolittiano, nominato senatore e presidente della Corte nell'ottobre 1922), scriverà che questa legge «costituisce un caposaldo della grande opera di rinnovazione degli ordinamenti dello Stato italiano cui attende con poderosa infaticabile attività il governo nazionale», spiegando che, dopo la sua entrata in vigore, il riscontro della corte sugli atti del governo «non è più diretto, come per il passato, alla denunzia al parlamento di motivi di illegittimità che li inficiano, ma è volto ormai soltanto ad accertare la esistenza delle forme richieste ed a seguire nelle sue varie fasi lo svolgimento della prescritta procedura legislativa, per le possibilità giuridiche conseguenti, in rapporto ad altri atti che da essa dipendono».]

Per quanto riguarda i gruppi femminili, il segretaro A. Turati comincia col mettere nell'ombra la signora Mayer-Rizioli, superdecorata di guerra, la quale è troppo ortodossa e impegnativa per le nuove iscritte, così morbide e raffinate.
A tenere il collegamento tra i fasci femminili e la segreteria del partito è messa la signorina Angela Moretti di Brescia, ammiratrice fedele di A. Turati, la quale non ha grandi o precisi meriti, ma veste con eleganza…
Contemporaneamente alla periferia sono aboliti i "triumvirati" ai quali è stata finora affidata la direzione delle sezioni e si nominano le "delegate" provinciali non più dipendenti dai federali, ma facenti capo direttamente a Roma. La nuova carica dovrà essere conferita, possibilmente, a signore della distinta società, a prescindere dalla anzianità d'iscrizione e dai meriti rivoluzionari.
Una circolare di A. Turati ai federali consiglia di scegliere fra le presidentesse delle congregazioni di carità e degli asili. Per contro, si rammenta che le vecchie squadriste e le ardite antemarcia vanno assolutamente tenute da parte.
Tutto ciò suscita il risentimento delle vecchie gregarie molte delle quali diventano dissidenti, cominciano a svelare gli altarini della vigilia, fanno delle scanagliate negli uffici dei federali.
Queste manifestazioni di indisciplina vengono come il cacio sui maccheroni, giacché permettono di espellere elementi che stanno diventando ogni giorno più indesiderabili.
Verso la fine del 1927 la fisionomia dei fasci femminili sarà quasi completamente trasformata.
[Gian Carlo Fusco, Le rose del ventennio, 1974, Rizzoli Editore.]

Lo stesso mese, dopo una breve riabilitazione, avviene la scomunica definitiva del sacerdote E. Buonaiuti.
[Nel pervenire alla decisione, il Sant'Uffizio chiede a p. Gemelli di esaminare E. Buonaiuti e di dare il suo parere; p. Gemelli riferisce al Vaticano che il professore modernista ha bisogno di un trattamento «non di sacerdoti, ma di chi fa professione di assistere gli infelici anormali della vita psichica».]


Febbraio
4
, con la Legge 4 febbraio 1926, n. 237, la carica di sindaco viene sostituita con quella di podestà;
Parigi, in seguito alle violenze subite nel settembre 1924, muore in esilio P. Gobetti.
15, i dirigenti dell'Azione cattolica, visto che il Duce è ormai deciso a "tirare diritto" senza ascoltare i loro desideri, abbandonano ogni riserva; nella relazione alla giunta centrale, il comm. Colombo si rallegra molto perché «si apre ora all'orizzonte dell'Azione cattolica un più ampio campo di opere nell'assistenza sociale ai suoi organizzatori».
In conseguenza l'Azione cattolica, iniziata una indagine statistica professionale, si propone di dar vita a un centro di studio, di consulenza e di assistenza su tutti gli svariati problemi sociali.
16, Il «Bollettino ufficiale» dell'Azione cattolica comunica che la giunta centrale ha costituito tale organismo, chiamandolo Istituto cattolico italiano di attività sociali.
18, in una lettera pubblica al card. P. Gasparri, Pio XI afferma che, nella materia che intende riformare «non si può riconoscere ad altri diritti e potestà di legiferare, se non previe convenienti trattative e legittimi accordi con questa Santa Sede e con Noi».

Intanto, mentre la "speciale commissione" – si è riunita 35 volte nel corso del 1925 – si prepara ad annunciare nuovi disegni di legge, il papa verga a mano una lunga lettera, pubblicata poi su «L'Osservatore Romano», indirizzata al segretario di Stato in cui espone la propria opinione in merito ai futuri rapporti tra Stato e Chiesa, specificando che quest'ultima non può approvare alcun accordo sui propri diritti che sia il prodotto di un semplice voto parlamentare. Soltanto negoziati diretti tra il governo e la Santa Sede potranno portare a una nuova intesa.
Euforico, B. Mussolini dice ad A. Rocco, che la lettera del papa «è di capitale importanza» e spiega che, dopo essersi liberato delle «pregiudiziali del liberalismo» il regime fascista ha «ripudiato così il principio dell'agnosticismo religioso dello Stato, come quello di una separazione tra Chiesa e Stato». Aggiunge inoltre che il suo governo ha lavorato duramente «per restituire allo Stato e alla Nazione italiana quel carattere di Stato cattolico e Nazione cattolica».
È tempo di avviare i negoziati.
Infatti, come il Duce ha colto assai rapidamente, Pio XI gli sta offrendo la possibilità di uno storico accordo che consoliderebbe l'appoggio al suo regime in maniera altrimenti inimmaginabile.

Marzo
, Torino, scoppia il "caso Bruneri-Canella" che dividerà in due l'Italia: canelliani e brunelliani;
[Il prof. Giulio Canella, fondatore della «Rivista di filosofia neo-scolastica» fu dato per disperso nel 1916 in Macedonia, durante la prima guerra mondiale. La moglie Giuseppina crede ora di riconoscere il marito in un ricoverato al manicomio di Collegno (poi identificato nel tipografo Mario Bruneri) e se lo porta a casa. Nasce un figlio. I Bruneri dal canto loro asseriscono che l'uomo è Canella. Il caso appassionerà il paese per lunghi anni.]
15, la giunta centrale dell'Azione cattolica – riconoscendo che, in seguito ai nuovi ordinamenti sui rapporti giuridici del lavoro, «le organizzazioni sindacali non hanno più funzioni tecniche da svolgere, ma solo di preparazione e cultura morale, professionale e sociale» – consiglia i propri iscritti a entrare nei sindacati fascisti e avverte che l'Azione cattolica «si disinteressa di ogni movimento che si svolga al di fuori dei suoi quadri e della sua disciplina».
19, su l' «Osservatore romano» il conte Dalla Torre esprime la sua fiducia nella libertà, che i lavoratori certamente godranno, di sostenere le loro idee e di difendere i loro interessi nei sindacati fascisti
In polemica con l' «Avanti!» (che ha giustamente messo in rilievo il fatto che ormai i cattolici si sono schierati dalla parte dei fascisti, perché l'Azione cattolica ha sconfessate le organizzazioni sindacali "bianche" e incitato gli operai a esse aderenti a iscriversi ai sindacati fascisti) il conte Dalla Torre ripete che – in conseguenza delle decisioni prese dalla giunta centrale dell'Azione cattolica il 9 dicembre scorso – «l'operaio cattolico entrerà nel sindacato giuridicamente riconosciuto, integralmente tale, senza possibilità di adesioni a princìpi o politici o sociali contrastanti con la sua fede e con i postulati dottrinali dell'Azione cattolica»; le associazioni di fatto continueranno in ogni modo la vita e l'opera propria, «a contrassegno del carattere dei propri iscritti, ovunque questi abbiano tutelati i rispettivi legittimi interessi, e la preparazione per affermarli e difenderli secondo il pensiero cristiano».
In verità l'Azione cattolica non riuscirà nemmeno a "salvare la faccia".
16, Chieti, presso la Corte di Assise inizia il processo per l'assassinio dell'on. G. Matteotti;
[Nella speranza di sminuire la copertura della stampa, il processo è stato fatto spostare in questa sede da B. Mussolini il quale pochi giorni prima – come risulterà da un suo promemoria – ha annotato: «Durante le sessioni in aula dobbiamo eliminare ogni elemento drammatico che potrebbe destare la pubblica opinione, a livello nazionale e all'estero. Pertanto nessun incidente rumoroso o escursione politica».]
Suscitando lo sgomento di B. Mussolini, R. Farinacci decide invece di entrare nella squadra legale degli imputati e ordina al capo del Pnf di Chieti di organizzare una grande adunata per il suo arrivo. Seccato, B. Mussolini gli manda una lettera tagliente: «Vedo che non hai mantenuto nessuna promessa e il processo […] è diventato politico. Giudico tutto qesto con estrema severità, e nel partito c'è grande agitazione… Non intendo tollerare raduni o festeggiamenti alla fine del processo».
24, Chieti, la Corte di Assise assolve due degli imputati per l'assassinio dell'on. G. Matteotti (Giuseppe Viola e Augusto Malacria) e condanna A. Dumini, Albino Volpi e Amleto Poveromo a cinque anni e undici mesi di prigione.
[Col condono di quattro anni – concesso per l'amnistia del 31 luglio 1925 a tutti i colpevoli di reati «per fini nazionali» – e calcolando il già sofferto, nel giugno successivo i condannati saranno messi in libertà.]
30, al segretario estremista R. Farinacci, destituito da B. Mussolini, succede alla guida del Pnf il moderato A. Turati ("fascista democratico", mano di ferro in guanto di velluto);
esce intanto in Italia il libro Dux della 46enne M. Sarfatti;
[Già uscito all'estero l'anno precedente con il titolo The life of Benito Mussolini.]

Lo stesso mese nasce l'Agip (Azienda generale italiana petroli) alla cui presidenza B. Mussolini nomina E. Conti.

Aprile
3
, con Legge 3 aprile 1926, n. 563 – pubblicata sulla «Gazzetta Ufficiale» del 14 aprile – viene attribuito ai sindacati fascisti il riconoscimento giuridico e il diritto esclusivo di rappresentanza di tutti i lavoratori delle rispettive categorie, nonché la facoltà di stipulare contratti collettivi di lavoro; con la stessa legge viene anche costituita la magistratura del lavoro e sancito il divieto di sciopero e di serrata;
viene creata l'Opera Nazionale Balilla, organizzazione per l'inquadramento della gioventù italiana nel Pnf, così suddivisa:
maschi e femmine dai 6 agli 8 anni, "figli della lupa"
Maschi:
- balilla (8 - 11 anni)
- balilla moschettieri (12-13)
- avanguardisti (14-15)
- avang. moschettieri (16-17)
Femmine:
- piccole italiane (8-14)
- giovani italiane (15-17);
oltre a compiti di educazione politica e premilitare, ha funzioni assistenziali e parascolastiche;
[Dipenderà dal Ministero dell'Educazione Nazionale fino al 1937, quando, con la fondazione della Gil l'organizzazione passerà alle dipendenze del partito; sarà sciolta nel 1943.
"balilla" è il soprannome di un giovane che si dice abbia innescato una rivolta popolare contro le truppe austriache a Genova nel 1746.
Per B. Mussolini la rete nazionale dei gruppi giovanili della Chiesa, che va dai boy scout cattolici a varie organizzazioni dell'Azione cattolica per giovani, pone una competizione indesiderata.
Ottenere il controllo della gioventù è per lui abbastanza importante da fargli rischiare d'irritare il papa.
Il Duce comincia con il rendere i gruppi di boy scout illegali.
Adiratosi alla notizia, il papa invia p. P. Tacchi Venturi perchè lo avverta di fare marcia indietro.
7, Violet Gibson, una "squilibrata" zitella 60enne irlandese [a.f.: inglese], spara al Duce sulla scalinata del Campidoglio ferendolo al naso.
Lo stesso giorno G. Amendola muore a Cannes (Francia), in seguito alle conseguenze delle lesioni riportate nelle aggressioni subite l'anno precedente da parte dei fascisti.
10, la «Civiltà Cattolica» dà così notizia della sentenza di Chieti:
«Il processo contro gli esecutori del sequestro dell'infelice on. Matteotti, sequestro che doveva finire tragicamente in un omicidio preterintenzionale, intorbidando per lunghi mesi la vita pubblica italiana, si è svolto a Chieti dal 16 al 24 marzo, assente però la P.G., straniatasi, come essa ha detto, "perché questo processo non era il suo, non era il vero", o, come ha detto la stampa fascista e lo stesso Procuratore Generale, "per coprire una ritirata forzatamente doverosa" di chi ha cercato di coinvolgere nella responsabilità del delitto tutto il fascismo e il Duce stesso».
15, così la «Civiltà Cattolica»:
«Ripensando al destino che ha risospinto l'Italia sulle rive del mare africano e considerando le vicende storiche, [B. Mussolini] ha detto di scorgere in questo svolgersi di eventi "la mano infallibile della Provvidenza, il segno infallibile della Divinità. Così Dio ci protega, e protegga il nostro popolo, e protegga il nostro Re e la nostra Nazione. Il resto lo dobbiamo fare noi stessi».
21, all'inizio dell'Anno Santo – il 23° dal primo indetto da Bonifacio VIII nel 1300 – Pio XI appare in piazza San Pietro e rimuove simbolicamente il sigillo dalla Porta Santa, che sarà lasciata aperta per la durata dell'anno;

Maggio
16
, p. P. Tacchi Venturi scrive a B. Mussolini comunicandogli che, in seguito all'incontro con lui avuto qualche giorno prima, ha parlato con il card. P. Gasparri e appreso che il Vaticano è ora pronto a entrare in colloqui diretti con lui per sistemare la "Questione romana";

Giugno
in merito al "delitto Matteotti" B. Croce presenta al Senato un ordine del giorno a favore del Duce. E, dopo la scontata approvazione, dichiara entusiasta che si è trattato di un voto «prudente e patriottico».
Intanto, già da quest'anno, p. P. Tacchi Venturi è in contatto costante con le più alte autorità di polizia del regime nello sforzo d'indurle a sanzionare più severamente le gambe e le schiene nude e le scollature eccessive delle donne italiane.

18, in risposta a questa pressione, con una "circolare per tutti i prefetti dal Ministero dell'Interno", 18 giugno 1926, Oggetto: bagni", L. Federzoni ordina ai prefetti di porre un freno alle bagnanti in abiti succinti e che sia proibito danzare in costume da bagno, una pratica particolarmente irritante per il papa;
22, la stampa fascista, che prende nota, riferisce quello che chiama la lotta «contro l'immoralità della moda femminile» di Pio XI.
[Il papa contro la moda femminile, «Il Regime Fascista», pari data.]
26, viene pubblicato il testo unico che regola definitivamente il Consiglio di Stato (organo consultivo dello Stato e nello stesso tempo il massimo organo di giustizia amministrativa), in sei sezioni, di cui tre con funzioni consultive e tre con funzioni giurisdizionali;
27, L. Federzoni invia una copia dell'ordine a p. P. Tacchi Venturi insieme a una lettera che mostra quanto sul serio il governo stia prendendo le preoccupazioni papali;
[Per inciso, i controlli saranno applicati attraverso le licenze concesse agli stabilimenti balneari.]
lo stesso mese, in un'udienza con un gruppo di ragazze cattoliche, Pio XI lancia un appello per una crociata nazionale contro l'abbigliamento sconveniente delle donne; nelle udienze con i gruppi femminili, denuncia regolarmente le mode femminili dell'epoca;
30, la «Gazzetta Ufficiale del Regno» conferma l'istituzione della Milizia forestale per la salvaguardia dei boschi e soprattutto dalle speculazioni. Comandante, il gen. Giuseppe Boriani.

Luglio
, il decreto 1° luglio 1926, n. 1130 fa cadere anche le ultime speranze di poter mantenere ancora l'indipendenza delle organizzazioni sindacali non fasciste come associazioni di fatto.
Il terzo comma dell'art. 7 di questo decreto, infattti, dispone:
«I soci delle associazioni legalmente riconosciute non possono, sotto pena di espulsione, far parte contemporaneamente di associazioni di fatto costituite per gli stessi scopi sindacali, a termini dell'art. 12 della Legge 3 aprile 1926».
Con funzioni originariamente solo consultive viene costituito il «Consiglio nazionale delle Corporazioni» con un decreto contenente le norme di attuazione della "legge Rocco" per la "disciplina giuridica dei rapporti di lavoro";

Agosto
6
, il consigliere di Stato, D. Barone, per incarico di B. Mussolini, ha il primo colloquio con l'avv. F. Pacelli (fratello del futuro Pio XII), per conoscere a quali condizioni la Santa Sede sarebbe disposta a risolvere la "questione romana".
[Se Pio XI evita di appoggiarsi al suo segretario di Stato – o a un altro esponente del clero – per questo incarico, è soprattutto in ragione del mancato riconoscimento formale dello Stato italiano da parted del Vaticano.
Ormai completamente rassicurato sulla incapacità rivoluzionaria dell'opposizione, da questo giorno Pio XI inizia le trattative che dovranno portare, due anni e mezzo dopo, al più gran colpo di grancassa in favore del Duce e del regime: alla firma dei Patti Lateranensi.]

Intanto, in pratica ogni mese, il gesuita p. P. Tacchi Venturi [il "confessore di Mussolini", il "Rasputini di Mussolini"] riesce a ottenere un incontro privato con il Duce.
Ciò suscita invidia, perfino odio.



Settembre
6
, p. P. Tacchi Venturi consegna al Duce un pamphlet fresco di stampa – Sionismo e Cattolicismo (Bari 1926) – dedicato, dall'autore Filippo Maria Tinti, al gesuita stesso;
[Ne dà conferma il marchese Giacomo Balucci, capo di gabinetto, aggiungendo che il Duce lo ha gradito.]
11, Roma, [quarto attentato (primo anarchico) contro il Duce] l'anarchico Gino Lucetti lancia una bomba contro la sua vettura mentre passa per Porta Pia a Roma, ma la bomba esplode senza fare vittime.
Gino Lucetti
viene condannato a 30 anni, Leandro Sorio e Stefano Vatteroni, accusati di esserne i complici, a 20 e a 19 e 9 mesi rispettivamente.
[Gino Lucetti morirà a Ischia il 15 settembre 1943 sotto un bombardamento tedesco, dopo essere stato liberato da poco dal carcere].
13, A. Bocchini è nominato capo della Polizia, su indicazione di L. Federzoni;


Ottobre
2
, dal consiglio dei ministri viene decisa la pena di morte contro gli attentati al re, al reggente, alla regina, al principe ereditario e al capo del governo.
[Era stata abolita nel 1899 dopo che non era stata più applicata da quindici anni.]
4, al mattino, il card. Merry del Val, legato del papa per la celebrazione del centenario francescano, in una omelia pronunciata nella cattedrale di Assisi, rievoca la figura del Santo dell'amore esaltando il trionfo della sua umiltà, e invoca la benedizione sull'Italia «terra privilegiata e feconda di santi e di eroi».
Nel pomeriggio, partecipando a un ricevimento nel palazzo comunale, lo stesso cardinale legato dice:
«Vanno anche i miei ringraziamenti a chi tiene in mano le redini del governo d'Italia, che con chiara visione della realtà e delle cose ha voluto e vuole che la religione sia rispettata, onorata, praticata. Visibilmente protetto da Dio, egli ha sapientemente rialzato le sorti della Nazione, accrescendone prestigio in tutto il mondo».
Il ministro P. Fedele risponde che la benedizione che discende sull'Italia, per mezzo del legato del Pontefice, sarà propiziatrice «della rinascita non soltanto sociale ed economica, ma morale e spirituale del popolo italiano, alla quale il governo nazionale e il suo illustre Capo mirano con tutte le forze».
9, la «Civiltà Cattolica» scrive che i seguaci delle teorie, sinora dominanti del Beccaria, di fronte a sì grave deliberazione inorridiscono e levano alti lai. Ma hanno torto: non si può negare all'autorità civile il diritto di ricorrere, per alcuni delitti più atroci, a questo estremo di pena.
28, nel messaggio alle camicie nere, B. Mussolini proclama che la nuova legge sulla disciplina dei contratti collettivi di lavoro è «la legge rivoluzionaria per eccellenza, destinata a rimanere nella storia del mondo».
31, Bologna, [quinto attentato contro il Duce] un colpo di pistola sfiora B. Mussolini: la folla lincia – quattordici ferite di pugnale e un proiettile di rivoltella – un ragazzo di 15 anni, Anteo Zamboni, di padre anarchico.
[Il processo celebrato due anni dopo ai familiari di Anteo Zamboni sarà uno dei processi più ignominiosi del Tribunale speciale: si concluderà con venti anni di carcere al padre e altrettanti alla zia del ragazzo che sono completamente innocenti, mentre il fratello riesce a provare un alibi e viene inviato al confino. B. Mussolini dice al giudice istruttore che ha nettamente distinto l'attentatore: «Un giovane di media statura, vestito di chiaro, con cappello floscio che, superati i cordoni, ha fatto un passo verso la sua vettura»; il giovinetto linciato, invece, era vestito di scuro, con la camicia nera, e – secondo altri testimoni – ha sparato da dietro i cordoni della truppa.
Non si saprà mai comunque se Anteo Zamboni è stato veramente l'attentatore; la voce più diffusa è che l'attentato sia stato organizzato da R. Farinacci o da altri gerarchi, i quali, non essendo riusciti nel lor intento, hanno linciato il ragazzo per allontanare i sospetti.]
Sul cadavere di Anteo Zamboni , Pio XI non dice una parola di deplorazione, come non l'ha detta per l'assassinio di don G. Minzoni, né per l'assassinio di G. Matteotti
Seguono leggi eccezionali che completano formalmente l'instaurazione della dittatura fascista.

Novembre
2
, l' «Osservatore Romano» si associa calorosamente ai sentimenti già espressi al Santo Padre e dall'episcopato italiano, «come alla universale esecrazione per l'insano delitto, così alla viva e lieta riconoscenza verso la Divina Bontà che ha provveduto a renderlo vano».
5, per la difesa dello Stato e del regime, il governo fascista emana decreti di portata eccezionale:
- tutti i deputati che hanno preso parte alla "secessione dell'Aventino" sono dichiarati decaduti;
- sono chiuse le testate di opposizione e i principali giornali cittadini;
- viene creata:
l' OVRA (forse: Opera di vigilanza e repressione antifascista), organizzazione di polizia politica creata come ispettorato speciale di polizia alle dirette dipendenze del capo della polizia A. Bocchini; [Sviluppatasi in seguito in undici ispettorati territoriali, la sua organizzazione non è ancora nota nei particolari.]
Ppi: il partito viene sciolto come imposto dalle leggi speciali.
6, appena viene diffusa la notizia dell'attentato, il presidente dell'Azione cattolica, comm. Colombo, si affretta a inviare a B. Mussolini il seguente telegramma:
«Interprete sentimenti Cattolici italiani organizzati prego Vostra Eccellenza gradire espressione vivo gaudio di quanti servono ideale cristiano nelle file Azione cattolica per essere Eccellenza vostra provvidenzialmente scampato rinnovato tentativo omicida. Cattolici tutti elevano fervide preghiere affinché l'Altissimo placando gli odii e sempre meglio avviando gli animi alla pratica della legge di Cristo assicuri alla Nazione italiana il meritato benessere spirituale e materiale».
In tutte le chiese italiane sono celebrati Te deum di ringraziamento.
A Napoli ci pensa il card. Ascalesi, decano del Sacro Collegio.
Lo stesso giorno viene pubblicato il testo unico della legge di pubblica sicurezza. In esecuzione di questa legge, un decreto ministeriale scioglie senz'altro la "rossa" Confederazione generale del lavoro.
Come previsto dal R.D. 6 nov. 1926, n. 1848, lo stesso giorno entrano in vigore le norme del nuovo "Testo unico di Pubblica Sicurezza";
[Il testo è già stato elaborato in precedenza sulla base della Legge 31 dic. 1925, n. 2318, che ha delegato al governo la facoltà di recare emendamenti alla "Legge di Pubblica Sicurezza".]
8, il capo della Polizia A. Bocchini dà ordine a tutti i prefetti di arrestare tutti i deputati del PCd'I (Partito Comunista d'Italia) fra cui A. Gramsci;
24, l' «Osservatore Romano» riporta integralmente una lunga lettera in cui il presidente dell'Azione cattolica ringrazia B. Mussolini perché, rispondendo al suo telegramma di felicitazione per lo scampato pericolo, ha deplorato le violenze contro le organizzazioni cattoliche seguite all'attentato.
25, viene introdotta in Italia la pena di morte per tutte le attività contrarie al regime fascista e viene istituito il Tribunale Speciale per la Difesa dello Stato;

Dicembre
, in un promemoria al card. Pietro Gasparri, in riferimento al pericolo rappresentato dagli ebrei, p. P. Tacchi Venturi evidenzia che la cospirazione è diretta non soltanto contro la Chiesa ma anche contro B. Mussolini e il regime fascista; consapevole di quanto il Duce sia sensibile al tema del potere inglese, aggiunge che gli ebrei e i loro alleati nella lotta senza quartiere mirata a indebolire la Chiesa cattolica, agiscono per conto dell' "egemonia anglosassone". Ed ammonisce: «Questa sta aspettando un vasto piano di conquista oggi religiosa, domani politica, della nostra cara Italia!».
9, nuovo Governatore di Roma (2°): L. Spada Veralli Potenziani (1926 9 dic-13 set 1928);
20, nell'allocuzione concistoriale Pio XI parla sulla condanna pronunciata dal Santo Uffizio contro l' «Action française», avvertendo che «quello che sta per dire può tornare opportuno ed utile anche fuori della Francia».
«Non è lecito a cattolici aderire e cooperare a programma o scuola che mette la politica avanti alla religione e fa servire questa a quella».
30, il re firma il decreto con il quale il "fascio littorio" è dichiarato emblema dello Stato e il calendario fascista, datato 28 ottobre 1922, viene aggiunto per legge al calendario civile.

Lo stesso anno il nuovo ordinamento ricostituisce il Corpo di Stato Maggiore.




Partito comunista italiano
(Pci)

1926
Gennaio
Lione, verso la fine del mese si tiene il III Congresso del Pcf (Partito comunista francese); la polemica nel partito è aspra; numerosi sono i bordighisti presenti, capeggiati da un certo Edoardo Magnelli di Napoli;
S. Schiapparelli [Willy], 24 enne, è responsabile del settore di Les Lilas-Pantin Romainville-St. Gervais, mentre Camillo Montanari [Agostino] di Reggio Emilia, molto più forte del primo politicamente (sarà assassinato da un trozkista a Parigi il 9 agosto 1935) è responsabile del settore di
Antony-Clamart-Montrouge;





[Stefano Schiapparelli, Ricordi di un fuoruscito, Edizioni del Calendario, Milano 1971; con prefazione di Giorgio Amendola.]







OVEST
-
-
-
-

1926
-

 


 

DOMINION OF CANADA
[Aggiunta alle altre province britanniche nel 1763, include la regione sulle due rive del fiume San Lorenzo grossolanamente delimitate da Anticosti a est e il Lago Nipissing a ovest.
Dal 7 nov 1763 la provincia (ex Canada francese) è stata divisa formalmente in tre distretti: Québec, Trois-Rivières, Montréal.
Nel 1791 la provincia è stata separata in due parti:
Basso Canada (francofoni) e Alto Canada (lealisti).
Nel 1841, con l'Act of Union sono stati nominati due primi ministri ma Canada Est e Canada Ovest continuano ad andare ognuna per la sua strada. Il sistema dura ben 25 anni (1842-67).
Nel 1867, 1° luglio, nasce ufficialmente la confederazione: Dominion of Canada.]
Governatore generale
Julian H.G. Byng
visconte Byng di Vimy
(1921 - 1926)
Freman F.-T. Willingdon
marchese di Willingdon
(1926 - 1931)
Primo ministro
W.L. Mackenzie King
(1921 29 dic - 28 giu 1926)
[liberale]
Arthur Meighen
(1926)
[conservatore]
W.L. Mackenzie King
(1926 25 set - 6 ago 1930)
[liberale]

1926
Gennaio
7
, alla Camera dei Comuni si assiste all'inusitato spettacolo di un primo ministro che guida la sua maggioranza sedendo nella tribuna del pubblico mentre l'opposizione conservatrice cerca vanamente di ottenere un voto di sfiducia contro il governo.
I conservatori dispongono però di un'arma potente, i documenti sulla presunta corruzione di funzionari delle dogane che essi sospettano abbiano agito di concerto con in membri del governo;

Febbraio
2
, i conservatori lanciano l'attacco; il deputato Henry Stevens (1878-1973) in un lungo discorso chiama in causa lo stesso primo ministro e i suoi vicini collaboratori accusandoli di corruzione e complicità nel contrabbando con gli Stati Uniti.
Egli chiede l'istituzione di una commissione parlamentare d'indagine che inizia immediatamente i lavori.

Giugno
la commissione parlamentare d'indagine istituita a febbraio presenta le sue conclusioni mentre nel frattempo W.L. Mackenzie King è riuscito a tornare alla Camera dei Comuni attrraverso un'elezione suppletiva.
Poiché il rapporto della commissione risulta meno severo di quanto i conservatori si aspettano, Henry Stevens torna alla carica proponendo una mozione di censura contro l'intero governo. Ne segue un dibattito serrato durante il quale appare chiaro che alcuni deputati progressisti stanno abbandonando la maggioranza.
W.L. Mackenzie King si trova quindi di fronte alla poco invidiabile prospettiva di diventare il primo capo del governo canadese a essere censurato dalal Camera dei Comuni.
Le sue mosse successive aprono la strada a una delle più gravi crisi istituzionali nella storia del paese
.
W.L. Mackenzie King decide di sciogliere il Parlamento e d'indire nuove elezioni.
Il governatore generale lord Julian H.G. Byng ritiene però di non poter accettare la richiesta del primo ministro. A suo parere è assolutamente scorretto e contrario agli interessi del paese sciogliere il Parlamento senza prima aver dato ai conservatori, il partito di maggioranza relativa, la possibilità di formare un nuovo governo.
Si apre in questo modo un duro confronto personale tra lord Julian H.G. Byng e W.L. Mackenzie King che si protrae per alcuni giorni.
29, W.L. Mackenzie King deve cedere e presenta le sue dimissioni;
[King-Byng Affair: tutte le future ricostruzioni – come sottolineato (1985) dagli storici Kohn H. Thompson e Allen Seager – concorderanno nel riconoscere la sostanziale correttezza costituzionale della decisione del governatore generale anche se W.L. Mackenzie King ha sostenuto la sua tesi basandosi soprattutto sul fatto che non esistevano precedenti nei quali al capo di un governo responsabile sia stato negato di sciogliere il Parlamento.
Apparirà però del tutto giustificata la posizione di lord Julian H.G. Byng il quale ha ritenuto illegittimo accedere a tale richiesta perché ciò significherebbe concedere al governo in carica il duplice privilegio di azzerare il procedimento di censura parlamentare e di gestire le nuove elezioni.
La decisione di lord Julian H.G. Byng sarà quindi giudicata corretta dal punto di vista formale.]
Paradossalmente la decisione del leader conservatore Arthur Meighen di accettare dal governatore generale l'incarico di formare il nuovo governo si rivela un errore clamoroso.
[In questi anni una norma della procedura parlamentare, che rimarrà in vigore fino al 1931, prescrive che i deputati che accettano la carica di ministro debbano dimettersi dalla carica di deputato e candidarsi in successive elezioni suppletive.]
Arthur Meighen deve quindi prepararsi a guidare il suo governo sedendo fuori dall'aula, come ha fatto W.L. Mackenzie King, ma si rende anche conto che le dimissioni dei deputati conservatori chiamati a ricoprire incarichi ministeriali priverebbero la maggioranza di voti preziosi.
Per aggirare la norma procedurale Arthur Meighen decide di formare un governo composto da ministri ad interim che in tal modo possono mantenere il loro seggio parlamentare.
[È una soluzione che è formalmente rispettosa della procedura, ma che senza dubbio mostra l'estrema debolezza del nuovo ministero e fornisce un'ottima arma all'opposizione.]

Luglio
2
, tra lo stupore di tutti gli osservatori, il governo, dopo essere rimasto in carica solo tre giorni, viene battuto per un solo voto, 96 a 95, su una mozione che dichiara incostituzionale la nomina dei ministri ad interim.
Non resta altra scelta a lord Julian H.G. Byng che quella di concedere ad Arthur Meighen lo scioglimento del Parlamento che ha prima rifiutato a W.L. Mackenzie King.

Settembre
14
, si tengono le elezioni generali;

Elezioni della Camera dei Comuni
 
%
seggi
. W.L. Mackenzie King
[PL (Partito liberale)]
-
128
. Arthur Meighen
[PC (Partito conservatore)]
-
91
. ?
[- (-), Partito progressista]
-
20
. ?
[-]
-
?
Totale seggi
 
?

- il Partito Liberale riesce a spostare a suo favore una parte sostanziale del voto progressista nell'Ontario e nell'ovest.

 

 

 


QUÉBEC
Primo ministro
Louis-Alexandre Taschereau
(1920 - ?)
[liberale]
Vescovo di Montréal
-

1926
-

 


 

 

ONTARIO
-
-

1926
-

 

 


NEW BRUNSWICK
-
-

1926
-

NOVA SCOTIA
-
-

1926
-

MANITOBA [dal 1870]
-
-

1926
-


BRITISH COLUMBIA [dal 1858]
[nel 1866 ha incorporato l'Isola di Vancouver e dal 1871 fa parte della confederazione.]
Primo ministro della provincia
-

1926
-

 

ISOLA DEL PRINCIPE EDOARDO
[Dal 1873 fa parte della confederazione.]
Primo ministro della provincia
-

1926
-

 

TERRITORIO DELLO YUKON [creato nel 1898]
-
-

1926
-


ALBERTA [creata nel 1905]
Primo ministro della provincia
-

1926
-

 

SASKATCHEWAN [creata nel 1905]
Primo ministro della provincia
-

1926
-

 

 

TERRANOVA
Primo Ministro
Walter S. Monroe
(1924 - 1928)

1926
-

 


UNIONE degli STATI UNITI d'AMERICA
Presidente degli Stati Uniti
C. Coolidge [30°]
(1923 2 ago - 4 mar 1929)
[Pr]
Vicepresidente
C.G. Dawes
(1923 - ?)
Segretario di Stato
[Ministro degli Esteri]
F.B. Kellogg
(1923 - ?)
Ministro del Tesoro
-
Ministro della Guerra
-
Presidente della Corte Suprema
W.H. Taft
(1921 30 giu - 3 feb 1930)

1926
Gennaio

-

Andrew Mellon persuade il Congresso a ridurre ancora in misura notevole le imposte;
[Il provvedimento, giustificato con l'esigenza di rendere disponibili maggiori capitali per gli investimenti produttivi, forse finisce per stimolare quelle manovre speculative sul mercato azionario che precedono il crollo di Wall Street nel 1929.
Malgrado i tagli allae entrate fiscali, le spese governative saranno mantenute così basse che, tra il 1923 e il 1929, sarà possibile ripianare un quarto del debito pubblico.]
Gli uomini d'affari trovano un altro portabandiera in Hoover: in qualità di ministro del Commercio egli esorta gli addetti commerciali all'estero ad acquisire ordinazioni per l'industria americana e incoraggia la formazione di associazioni commerciali che adottano codici di comportamento, promuovono l'efficienza e mantengono in equilibrio prezzi e profitti adattando la produzione alla domanda.

Sintomi della crisi: in FLORIDA il prezzo dei terreni crolla improvvisamente, dopo che la speculazione li ha aveva fatti salire alle stelle.

[Maldwyn A. Jones, Storia degli Stati Uniti, Bompiani 1984.]

 




- Direttore: John Edgar Hoover (1924-72)

1926
Gennaio

-

 

 

[01] DELAWARE [dal 7 dicembre 1787] - cap. Dover
[Primo stato a ratificare la Costituzione degli Stati Uniti d'America.
Non esistono collegamenti fra chiesa e stato e una grande libertà religiosa si è affermata sin dall'inizio.]
Governatore
-

1926
Gennaio

-

 

[02] PENNSYLVANIA [dal 12 dicembre 1787] - cap. Harrisburg
[Non esistono collegamenti fra chiesa e stato e una grande libertà religiosa si è affermata sin dall'inizio.]
Governatore
-

1926
Gennaio

-

 

[03] NEW JERSEY [dal 18 dicembre 1787] - cap. Trenton
[Non esistono collegamenti fra chiesa e stato e una grande libertà religiosa si è affermata sin dall'inizio.]
Governatore
-

1926
Gennaio

-

 

[04] - [04] GEORGIA [dal 2 gennaio 1788] - cap. Atlanta
[Già ammesso nell'Unione nel 1780 ma ratificato solo il 2 gennaio 1788.
Riammesso al Congresso il 30 marzo 1870.]
Governatore
-
-

1926
Gennaio

-

[05] CONNECTICUT [dal 4 gennaio 1788] - cap. Hartford
Governatore
-

1926
Gennaio

-

[06] MASSACHUSETTS [dal 6 febbraio 1788] - cap. Boston
Governatore
-

1926
Gennaio

-

[07] MARYLAND [dal 28 aprile 1788] - cap. Annapolis
Governatore
-

1926
Gennaio

-

[08] - [01] SOUTH CAROLINA [dal 23 maggio 1788] - cap. Columbia
Governatore
-
-

1926
Gennaio

-

[09] NEW HAMPSHIRE [dal21 giugno 1788] - cap. Concord
Governatore
-

1926
Gennaio

-

[10] - [08] VIRGINIA [dal 26 giugno 1788]- cap. Richmond
[Riammesso al Congresso il 30 marzo 1870]
Governatore
-
-

1926
Gennaio

-

[11] NEW YORK [dal 26 luglio 1788] - cap. Albany
[L'anglicanesimo è la religione di stato in quattro contee.]
Governatore
-

1926
Gennaio

-

[12] - [09] NORTH CAROLINA [dal 21 novembre 1789] - cap. Raleigh
[Tratto di terre immediatamente a sud della Virginia, attorno allo stretto di Albemarle.]
Governatore
-
-

1926
Gennaio

-

[13] RHODE ISLAND [dal 29 maggio 1790] - cap. Providence
Governatore
-

1926
Gennaio

-

[14] VERMONT [dal 4 marzo 1791] - cap. Montpelier
Governatore
-

1926
Gennaio

-

[15] KENTUCKY [dal 1° giugno 1792] - cap. Frankfort
Governatore
-
-

1926
Gennaio

-

[16] - [10] TENNESSEE [dal 1° giugno 1796] - cap. Nashville
[Riammesso all'Unione dall'aprile 1866.]
Governatore
-
-

1926
Gennaio

-


[17] OHIO [dal 1° marzo 1803] - cap. Columbus
Governatore
-
-

1926
Gennaio

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[18] - [05] LOUISIANA [dal 30 aprile 1812] - cap. Baton Rouge
- 1819, Trattato Adams-Onís: stabilisce il confine con il MESSICO spagnolo: va dal fiume Sabine, nel TEXAS orientale, fino al 42° parallelo (futuro confine settentrionale della CALIFORNIA) e da quel punto, verso ovest, fino al Pacifico.
Governatore
-
-

1926
Gennaio

-

[19] INDIANA [dal 11 dicembre 1816] - cap. Indianapolis
Governatore
-
-

1926
Gennaio

-

[20] - [06] MISSISSIPPI [dal 10 dicembre 1817] cap. Jackson
[Riammesso al Congresso il 30 marzo 1870]
Governatore
-
-

1926
Gennaio

-

[21] ILLINOIS [dal 3 dicembre 1818] - cap. Springfield
-
Governatore
-
-

1926
Gennaio

-

[22] ALABAMA [dal 14 dicembre 1819] - cap. Montgomery
[Dal 18 ottobre 1867 sotto la sovranità degli Stati Uniti.]
Governatore
-

1926
Gennaio

-

[23] MAINE [dal 15 marzo 1820] - cap. Augusta
-
Governatore
-
-

1926
Gennaio

-

[24] MISSOURI [dal 10 agosto 1821] - cap. Jefferson City
Governatore
-
-

1926
Gennaio

-

[25] - [11] ARKANSAS [dal 15 giugno 1836] - cap. Little Rock
Governatore
-
-

1926
Gennaio

-

[26] MICHIGAN [dal 26 gennaio 1837] - cap. Lansing
Governatore
-
-

1926
Gennaio

-

[27] - [03] FLORIDA [dal 3 marzo 1845] - cap. Tallahassee
Tra il 1810 al 1813 gli Stati Uniti hanno inglobato la maggior parte della Florida occidentale, la scia costiera che corre da New Orleans a Mobile, ma una buona parte della colonia, unitamente a tutta la Florida orientale, cioè la penisola, resta ancora sotto il dominio spagnolo.
Nel 1819, con il Trattato Adams-Onís è stata completamente ceduta agli Stati Uniti dalla Spagna.
Nel 1868 è rientrata a far parte dell'Unione.]
Governatore
-
-

1926
Gennaio

-

[28] - [07] TEXAS [dal 29 dicembre 1845] - cap. Austin
Governatore
-
-

1926
Gennaio

-

[29] IOWA [dal 28 dicembre 1846] - cap. Des Moines
Governatore
-
-

1926
Gennaio

-

[30] WISCONSIN [dal 29 maggio 1848] - cap. Madison
Governatore
-
-

1926
Gennaio

-

[31] CALIFORNIA [dal 9 settembre 1850] - cap. Sacramento
Governatore
-

1926
Gennaio

-

[32] MINNESOTA [dall'11 maggio 1858] cap. Saint Paul
Governatore
-
-

1926
Gennaio

-

[33] OREGON [dal 14 febbraio 1859] - cap. Salem
- 1845, alla fine dell'anno i 5000 coloni americani dell'Oregon organizzano un governo provvisorio e chiedono la fine del regime di occupazione comune e l'esclusiva giurisdizione americana.
- 1848, diventa territorio autonomo.
Governatore
-
-

1926
Gennaio

-

[34] KANSAS [dal 28 gennaio 1861] - cap. Topeka
Governatore
-
-

1926
Gennaio
-

[35] WEST VIRGINIA [dal 19 giugno 1863] - cap. Charleston
Governatore
-
-

1926
Gennaio

-

[36] NEVADA [dal 31 ottobre 1864] - cap. Carson City
[Il 2 marzo 1861 il suo territorio era stato separato da quello dell'UTAH.]
Governatore
-

1926
Gennaio

-

[37] NEBRASKA [dal 1° marzo 1867] - cap. Lincoln
Governatore
-
-

1926
Gennaio

-

[38] COLORADO [dal 1° agosto 1876] - cap. Denver
[Territorio autonomo dal 28 febbraio 1861.]
Governatore
-

1926
Gennaio

-

[39] NORTH DAKOTA [dal 2 novembre 1889] - cap. Bismarck
Governatore
-
-

1926
Gennaio

-

[40] SOUTH DAKOTA [dal 2 novembre 1889] - cap. Pierre
Governatore
-
-

1926
Gennaio

-

[41] MONTANA [dall'8 novembre 1889] - cap. Helena
[cap.li: fino al 1865 Bannack, fino al 1875 Virginia City.]
Governatore
-
-

1926
Gennaio

-

[42] WASHINGTON [dall'11 novembre 1889] - cap. Olympia
Governatore
-
-

1926
Gennaio

-

[43] IDAHO [dal 3 luglio 1890] - cap. Boise
[Territorio autonomo dal 24 marzo 1863 con cap. Boise.
Inizialmente, fino al 7 dicembre 1864, la capitale era Lexinton.]
Governatore
-
-

1926
Gennaio

-

[44] WYOMING [dal 10 luglio 1890] - cap. Cheyenne
Governatore
-
-

1926
Gennaio

-

[45] UTAH [dal 4 gennaio 1896] - cap. Salt Lake City
[Territoro annesso nel 1850.
Dal 2 marzo 1861 si è staccato il Territorio del NEVADA.]
Governatore
-
-

1926
Gennaio
-

[-] Territorio delle HAWAII [dal 7 luglio 1898] - cap. Honolulu
 
Governatore
-
-

1926
Gennaio
-

[46] OKLAHOMA [dal 16 novembre 1907] - cap. Oklahoma City
[Territorio autonomo dal 2 maggio 1890.
Con l'annessione di questo nuovo stato gli indiani sono stati espropriati del loro territorio di riserva "permanente". ]
Governatore
-
-

1926
Gennaio
-

[47] NEW MEXICO [dal 6 gennaio 1912] - cap. Santa Fe
[Territorio autonomo dal 1846.]
Governatore
-
-

1926
Gennaio
-

[-] Territorio dell'ALASKA [dal 1912] - cap. Juneau
[1867, 9 aprile, il senato ratifica l'atto d'acquisto del territorio dalla Russia per 7,2 Mni di dollari;
18 ottobre [Alaska day], avviene il passaggio di sovranità;
1884, diviene un distretto dell'Oregon;
1898, viene scoperto l'oro: questo fatto provoca una vera e propria invasione di cercatori d'oro; altro oro viene poi scoperto nel vicino Klondike, territorio canadese, e l'Alaska è utilizzata come base di partenza per i cercatori.]
Governatore
-
-

1926
Gennaio
-

[48] ARIZONA [dal 14 febbraio 1912] - cap. Phoenix
[Territorio autonomo dal 1863, ma fino al 1886 non ci fu pace con gli Indiani.]
Governatore
-
-

1926
Gennaio
-


a

 



1926
GRANDI ANTILLE
- Presidente della repubblica
[nella costituzione è inserito l' "emendamento Platt" che dà diritto agli Stati Uniti di intervenire negli affari interni del paese e di installarvi proprie basi per usi militari e commerciali: dal 1903 esiste la base militare di Guantánamo]
1926
il presidente affronta la difficile situazione economica provocata dal ribasso del prezzo dello zucchero;
dal 1925 opera il comunista PSP (Partido socialista popular);
Haiti
-
?
(?-?)
occupazione militare diretta statunitense (1916-39)
1926
-
- Presidente della repubblica
?
(?-?)
1926
dal 1916 truppe americane occupano Santo Domingo imponendovi un regime militare;
- Governatore
?
(?-?)
[colonia britannica dal 1866]
1926
-


1926
Estados Unidos Mexicanos
(Stati Uniti del Messico)
[repubblica federale]
- Presidente della repubblica federale
P.E. Calles
(1924 - 1927)

1926
il presidente segue la politica del suo predecessore e le cose cominciano a stabilizzarsi;

Il parlamento messicano irrita le grandi compagnie petrolifere statunitensi approvando una legge che limita drasticamente la possibilità per gli stranieri di possedere terreni e di sfruttare risorse naturali in territorio messicano; inoltre emana leggi anticlericali molto dure che scatenano l'opposizione dei cattolici degli Stati Uniti.
L'intervento di Dwight Morrow, un banchiere di New York inviato come ambasciatore in Messico, consente comunque di raggiungere un compromesso in materia di giacimenti pertroliferi e convince il governo messicano a moderare il contenuto delle leggi anticlericali.
Il compromesso in materia di petrolio si rivela piuttosto fragile, ma l'atmosfera cordiale creata da Dwight Morrow contribuisce a migliorare per un certo periodo le relazioni tra i due paesi.

 

 
1926
Repubblica dell'America centrale
(1921)
- Presidente
-

1926
-



1926
- Capo del governo
-
(formalmente indipendente dal 1847)

1926
-



1926
Honduras
-
?
(? - ?)
1926
totale dipendenza dagli Stati Uniti, interessati a mantenere sotto proprio controllo le ricche piantagioni di banane, unica risorsa economica del paese;
continuano (dal 1911 al 1933) gli interventi delle truppe americane per salvaguardare gli interessi yankee;

1926
- Presidente della repubblica
?
(1903 - ?)
1926
guerra con il Guatemala;
la conclusione di questo conflitto che vede intervenire gli Stati Uniti, con ruolo di mediazione, segna l'ingresso del paese nell'area di influenza della grande potenza americana;
da questo momento si succederanno governi militari: rari, e in genere effimeri, i governi regolarmente eletti;

1926
- Presidente
?
(? - ?)
1926
[rimane in vigore il trattato Bryan-Chamorro con gli Stati Uniti]
A.C. Sandino partecipa alla guerra civile contro il regime conservatore sostenuto dagli Stati Uniti;

1926
- Presidente della repubblica
?
(? - ?)
[liberale]
1926
ritorna ora il regime liberale;

1926
República de Panamá
(indipendente dal 1903)
- Presidente della repubblica
?
(1903 - ?)
1926
-





1926
- Presidente  
1926
-

1926

- Presidente della repubblica

J.V. Gómez
(1908 - 1935)
[dal 1903 fino al 1938 decine di migliaia di oppositori vengono incarcerati o esiliati.]
1926
in conseguenza dello sfruttamento delle risorse petrolifere, negli anni Venti entra in una fase di rapido quanto caotico sviluppo economico; nel giro di pochi anni il paese diventerà il secondo esportatore di greggio, ma sarà rivoluzionata la sua struttura politica e sociale;



1926
República del Ecuador

- Presidente della repubblica

?
(?-?)
1926
si alternano dittature conservatrici (J.J. Flores, G. García Moreno) e di dittature liberali (V. Rocafuerte, E. Alfaro) e da crescenti ingerenze dell'esercito, formato all'origine da elementi venezuelani;



1926

- Presidente della repubblica

A.B. Leguía
(1919 - 1930)
[dittatura "progressista"]
(Repubblica indipendente dal 1827)
1926
dal 1924 opera nel paese, con un vasto programma di riforme, il partito radicalpopulista APRA (Alianza Popular Revolucionaria Americana), fondato da V.R. Haya de la Torre, perseguitato da chi tiene il potere;


1926

- Presidente della repubblica

?
(?-?)
1926
privata di ogni sbocco al mare dopo la guerra del Pacifico, si fa sempre più accentuata la dipendenza economico-politica dall'Inghilterra e poi dagli Stati Uniti, principali importatori di stagno.


1926

- Presidente della repubblica

E. Figueroa Larrain
(1925 - 1927)
[progressista]
- Ministro della guerra
gen. C. Ibáñez del Campo
(1925 - 1927)
1926
il neo presidente realizza alcune misure programmate dal suo predecessore;
il gen. C. Ibáñez del Campo diventa anche ministro dell'interno;


1926
dal 1816 divise nelle tre colonie:
Guyana Britannica

- Governatore

?
(? - ?)
1901
-
Suriname (olandese)

- Governatore

?
(? - ?)
1901
-
Guyane Française
[già sede di una colonia penitenziaria e poi, dal 1852,
di un bagno penale (fino al 1945)]

- Governatore

?
(? - ?)
1901
-


1926

- Presidente della repubblica

?
(? - ?)
1926
-



1926

- Presidente della repubblica

gen. B. Ferreira
(1904 - ?)
[partito degli azules]
1926
-



1926

- Presidente della repubblica

M.T. de Alvear
(1922 ott - ott 1928)
[Unión civica radical]
1926
Buenos Aires,

 



Patagonia
1926
-

1926
- Presidente della repubblica
(1915 - ?)
[partito colorado]
1926
Montevideo,




1926
CINA
(Repubblica dal 1911)

presidente

Yüan Shih-k'ai
(1912 - ?)

1926
dal settembre 1924 è in atto la guerra civile;
il Kuomintang (KMT) ha al suo interno due ali di potere:
- ala radicale: Sun Ch'ing-ling (moglie del defunto Sun Yat-sen) e Wang Ch'ing-wei;
- ala moderata: Hu Han-min e Chiang Kai-shek;
i comunisti vengono duramente perseguitati dal governo nazionalista;
Chiang Kai-shek è a capo delle forze militari del Kuomintang (KMT);

a

1926
DAE HAN
(Corea)

1926
lo stato coreano ha cessato di esistere come entità autonoma nel 1910 essendo stato annesso dal Giappone;
la dominazione di Tokyo è improntata a uno spietato regime poliziesco;
è attivo comunque un movimento di resistenza nazionale che ora provoca un'insurrezione;

a






1926
(periodo Taisho: 1912-26)
Giappone

Yoshihito

(? - 1926)
1912-26, imperatore del Giappone;
[dal 1921 è reggente il figlio Hirohito (Tokyo 1901-1989).]
1926
muore.

Hirohito

(Tokyo 1901-1989)
figlio di Yoshihito;
1921-26, reggente;
1926-45, imperatore del Giappone;
1926,
inizia l' "era Showa";

1926
-

Kuomintang
KMT
(Partito nazionale del popolo)

1926
Tokyo, dal 1905 opera la T'ung Meng Hui (Lega dei rivoluzionari) ispirata ai "tre principi del popolo" formulati da Sun Yat-sen:
- indipendenza nazionale
- democrazia parlamentare
- socialismo agrario;

a






1926
[colonia spagnola dal 1900, con capitale Villa Cisneros già protettorato dal 1884.]
-
-
1926
-


1926
Marocco
[dal 1912 è un protettorato della Francia che ha riconosciuto alla Spagna una zona di sua spettanza (Rif, Ifni, Tarfaya) e lasciato sul trono l'ex sultano Mulay 'Abd al-Hafiz]
1926
con la convenzione di Parigi la città di Tangeri è stata internazionalizzata con un proprio statuto autonomo;
la rivolta delle popolazioni berbere della regione Rif, sotto la guida di M. ibn 'Abd el-Krim, è piuttosto dirompente e si basa su iniziative militari, sul riformismo religioso e sull'attivismo politico;

campagne del Rif

1920-26

Maggio
dopo lo sfaldamento del suo esercito e la perdita di Targuist M. ibn 'Abd el-Krim è costretto ad arrendersi ai francesi che lo deportano nell'isola di Réunion.


1926
Algeria
-
-
1926
agitazione nazionalista dell'emiro Khaled, nipote di 'Abd el-Kader († Damasco 1883);

1926
Tunisia
[con il trattato del Bardo del 1881, perfezionato nel 1883 con il trattato della Marsa, la Francia è riuscita a imporvi il suo protettorato.
Il bey conserva formalmente le sue prerogative.]
1926
si fa sentire la tendenza nazional-riformista rappresentata dai "giovani tunisini" sfociata nel 1920 nella fondazione di un partito politico moderno, il Destur o Partito liberal-costituzionale;


1926
LIBIA
[nome romano riesumato durante il conflitto per indicare le due regioni della Tripolitania e della Cirenaica]
- dal 1913 l'Italia esercita la sua sovranità sulla Libia -
TRIPOLITANIA
(1912-34)
Governatore
Tripoli
gen. E. De Bono
(1925 giu - dic 1928)
1926
Novembe
6
, l'on. L. Federzoni riassume il minisero delle Colonie; sotto il suo impulso il ministero stabilisce che alla fine del 1927 inizieranno le operazioni per conseguire la sutura delle due colonie;

CIRENAICA
Muhammad Idris al-Mahdi al-Sanusi

(Giarabub 1890 - Il Cairo 1983)
1917-22, capo della confraternita dei Senussi;
1923-48, è costretto all'esilio;


1948, emiro di Cirenaica;
1950-69, re di Libia(Idris I);

Governatore
Bengasi
gen. Ettore Mombelli
(1924 mag - nov)
gen. A. Teruzzi (Pnf)
lombardo
(nov - dic 1928)

1926
Gennaio
15-31
, occupazione di Giaralub. Il percorso di 274 km viene effettuato dalla colonna italiana, al comando del col. Ronchetti, in nove tappe, senza incontrare anima vivente. Poco prima dell'oasi, si presenta il capozauia dicendo che la popolazione (200 persone in tutto) sta attendendo le truppe italiane.
Con le truppe italiane entra in Giaralub anche il saied Mohammed el-Hilàl, cugino di Idrìs, che è già sottomesso da tempo e che la colonna si è portata appresso.
Intanto la campagna sull'Altoiano non è più decisiva di quella dell'anno precedente. Il governo fa compiere infatti un ciclo di operazioni a tre gruppi misti partenti rispettivamente dalle basi di e-Abiar, el-Merg e Cirene. Questi gruppi si spingono nella Gesscia e hanno qualche scambio di fucilate con gli armati ribelli che si dileguano.
Il fatto di aver concepito tutto ciò come diversione per Giaralub, onde impedire a Omar el-Muchtar di intervenire laggiù, nel deserto orientale, lungi dalle basi di rifornimento dei duar che sono i campi dei sottomessi, conferma che tanto a Bengasi quanto a Roma non si conoscono né il paese né gli abitanti.

Maggio
quasi con le stesse modalità dell'anno precedente, viene ritentata l'operazione di rastrellamento della Gesscia;
quattro gruppi mobii al comando dei maggiori Nicastro, Moramarco, Ferrari e Piatti dal Pozzo compiono escursioni a sud della linea Maraua-Gerrari-Faidia, attaccando le formazioni ribelli che vi si trovano; successivamente la loro azione viene spinta ancora più al sud sulle Balte mentre due colonne di autoblinde: Lorenzini e Maltese - partite da Soluch - devono rastrellarle dal sud. Il dor di Braasa-Abid, preso fra il gruppo di Nicastro e l'autocolonna Lorenzini subisce perdite; l'autocolonna Maltese cattura varie carovane.
Alla fine del mese tutti i gruppi rientrano alle basi.
La novità è data dal disarmo delle popolazioni sottomesse, che il governo ha finalmente deciso e che avviene, tuttavia, parzialmente. Ciò non impedisce ai ribelli di spargersi in piccoli gruppi su tutto il territorio;

Giugno
30
, una autocolonna privata, perché scortata, viene interamente massacrata proprio alla costa fra Apollonia e Cirene presso una ridotta italiana.
L'imponente gruppo di uadi che incidono l'altopiano, a pochi km dal mare, costituendo il sistema degli Uadi Gargerumma ed el-Cuf, è pieno di ribelli che passano l'estate al fresco in quelle numerose caverne, mentre le truppe italiane li cercano nella Gesscia. Quando una colonna tenta di compiere una ricognizione nell'Uadi el-Geréieb, affluente dell'Uadi el-Cuf, il magg. Ferrari che la comandava, viene fulminato da una fucilata alla fronte.
Nello sesso tempo si risvegliano nel sud bengasino i Mogarba cui si sono aggregate frazioni Auaghir, ciò che dà occasione ad un brillante combattimento presso Sid el-Cheilani dopo di che i due duar si astengono da ogni aggressività.

Novembre
arriva come nuovo governatore il gen. A. Teruzzi (Pnf)
lombardo il quale ha un anno di tempo per finirla con il brigantaggio sull'Altopiano ed allargare l'occupazione del sud bengasino.

Alla fine dell'anno il grosso brigantaggio sul Gebel impedisce la colonizzazione e qualsiasi attività civile.



1926
Fu'ad I  
(Il Cairo 1868 - 1936)
figlio del khedivè Isma'il;
1917-1922, sultano d'Egitto;
succede al fratello maggiore Husayn Kamil († 1917);
1922-1936, re d'Egitto;

- Alto Commissario
lord Lloyd
(1925 - giu 1929)
- Primo Ministro
'Adil Pascià
(1919 mar - ?)
1926


Maggio

Il Cairo, a un congresso in onore del califfato affluiscono delegati di tredici nazioni musulmane (esclusa la Turchia) ma le delibere sono inconcludenti.
Da questo momento il califfato non sarà più un argomento di interesse nella politica del mondo musulmano.


1926
Sudan
[dalla convenzione del 18 gennaio 1899, il paese è stato costituito in "condominio" anglo-egiziano, di fatto in possedimento britannico]
   
1926
dal 1924 la White Flag League fondata da Ali Abd al-Latif (condannato a tre anni in carcere lo stesso anno) ha abbandonato il programma unitario della Valle del Nilo e adottato una nuova strategia orientata verso l'obiettivo di una nazione sudanese autonoma.
Disegno troppo prematuro per raggiungere risultati apprezzabili.


1926
Guinea-Bissau
[colonia autonoma portoghese dal 1879, i suoi confini (rettilinei e artificiosi di evidente origine coloniale) con l'Africa Occidentale Francese sono stati regolati nel 1896.]
   
1926
-


1926
Africa Occidentale Francese
(AOF – 1895-1958)

[possedimenti retti, dal 1895, da un governatore generale, dipendente dal ministero delle colonie, in forma accentuatamente centralizzata]

- Governatore generale
?
(? -?)
Senegal [sotto controllo francese dal 1817, sottomesso e pacificato dal 1865.] cap. Dakar.
1926
-
Mauritania [protettorato francese dal 1904, il territorio vi è stato annesso dal 1920 ma le autorità coloniali non verranno mai completamente a capo dello spirito d'indipendenza mauro]
1926
-
Sudan francese [ex Senegal-Niger dal 1904, nel 1921 è tornato al suo nome originario.]
1926
-
Alto Volta [costituita in colonia dai francesi nel 1919 con territori staccati dalle colonie dell'Alto Senegal e del Niger.]
1926
-
Niger [completamente colonizzato dal 1920] cap. Zinder.
1926
-
Guinea Francese [protettorato francese dal 1889, è sorta la città di Conakry nel 1890; colonia francese dal 1891;
con l'acquisizione dell'isola di Los nel 1904 ha assunto il suo assetto territoriale definitivo;]
1926
-
Costa d'Avorio [colonia francese dal 1893.]
1926
-
Dahomey [annesso dal 1899 ma, completamente, dal 1916]
1926
-

1926
Sierra Leone
[colonia inglese dal 1808.]
- Governatore
?
(?-?)

1926
Sciopero di ferrovieri. La Gran Bretagna lo considera una rivolta e spara sugli sciopernti.



1926
[ex Monrovia, è una repubblica indipendente dal 1847, con una costituzione modellata su quella statunitense ma con il predominio dell'elemento nero-americano su quello autoctono;
nel 1857 al paese si è unita l'ex colonia formatasi a capo delle Palme nel 1833.]
-
-
1926
-


1926
Costa d'Oro
[colonia della corona britannica dal 1874; nel 1922 si è ingrandita con l'annessione dell'ex Togo tedesco, la parte occidentale (Togoland) del territorio;]
- Governatore
-
1926
-

1926
Togo
[sotto mandato francese dalla fine della prima guerra mondiale, dal 1922 il territorio comprende solo la parte orientale dell'ex Togo tedesco e mantiene una distinta fisionomia giuridica.]
?
(?-?)
1926
-




1926
comprende i due ex protettorati britannici;
all'unità amministrativa della federazione non corrisponde tuttavia una reale integrazione etnico-culturale del paese;
Nigeria settentrionale [territori haussa, riuniti dal 1900]
-
-
1926
-

Nigeria Meridionale [territori degli Oil Rivers (dal 1849), di Lagos (dal 1861) e Benin (dal 1897), riuniti dal 1906]
-
-
1926
all'unità amministrativa della federazione non corrisponde tuttavia una reale integrazione etnico-culturale del paese, resa ora, nel primo dopoguerra, ancora più improbabile dall'accessione, sotto mandato britannico, di un quinto del Camerun tedesco;
ulteriori elementi di divisione si portano avanti dal 1922;

Lagos
1926
-





1926
Camerun
[dal 1920 l'ex protettorato franco-britannico è diviso in due mandati coloniali previsti dal trattato di Versailles]
Njoya
-
(? - ?) c
1883-1933, re dei bantu;

Mandato (1) [alla Gran Bretagna, la porzione nordorientale, circa un quinto del paese]
1926
-
Mandato (2) [alla Francia, il resto (ha recuperato anche i territori ceduti nel 1911)]
1926
-

1926
Africa Equatoriale Francese
(1910-1958)
1910, la Francia crea questa nuova unità amministrativa che, pur mantenendo a Brazzaville la sede del governatore generale, è divisa in quattro ripartizioni:
Medio Congo [ex Congo Francese]
-
1926
Intanto dal 1925 operano nell'area gli emissari di André Matsua, fondatore della Société amicale des originaires de l'Afrique Equatoriale Française;

Gabon [già assorbito dal Congo Francese nel 1888 e ora separato]
-
1926
-
Ubangi Sciari (Oubangui-Chari) [ex Impero Centrafricano, diventato colonia francese dal 1905]
-
1926
-
Ciad [pur annesso dalla Francia, la resistenza all'interno continuerà fino al 1917]
-
1926
Con la valorizzazione economica delle regioni meridionali attraverso al costruzione della ferrovia Brazzaville-Pointe Noire (1921-34), si sviluppano i primi movimenti nazionalisti, a sfondo profetico-religioso e xenofobo.



1926
Congo Belga
[colonia dello stato belga dal 1908]
(capitale: Lépoldville)
[il territorio dello Zaire, già sede (ancor prima dell'arrivo dei portoghesi) di importanti regni autoctoni quali quello del Congo, di Kuba, Luba, Lunda:
- nel 1880 è stato posto sotto il controllo dell'Associazione internazionale per il Congo, promossa da Leopoldo II re del Belgio;
- 1885-1908, sotto la sovranità (esercitata a titolo personale) di Leopoldo II re del Belgio.]
Governatore
-
1926
Lépoldville [1924] ha 19.000 abitanti.
Nel periodo tra le due guerre vengono estese le piantagioni ed avviato lo sfruttamento delle ricchissime risorse minerarie, senza che ciò comporti alcun miglioramento del livello di vita delle popolazioni indigene e delle condizioni igienico-sanitarie.
Katanga [regione sudorientale, annessa militarmente dai belgi nel 1891 sotto l'egida della Compagnie du Katanga istituita da re Leopoldo II.]
1926
Nel 1917 la Union Minière ha aperto un'altra grande miniera a Likasi (nella zona dell'attuale Jadotville) e nel 1921 ha installato a Panda, nella stessa zona, un concentratore di minerale.
Nel 1924 la Bécéka ha iniziato i lavori per la costruzione della ferrovia (sarà terminata nel 1928) che dovrebbe collegare il Katanga al lontano Port Francqui, sul fiume Kasai, da dove i prodotti katanghesi continueranno il viaggio per via d'acqua sino al fiume Congo e allo Stanley Pool per essere poi trasportati a Matadi con la ferrovia voluta da H.M. Stanley.
Ruanda-Urundi [dal 1919 sotto amministrazione belga, nel 1925 è stato annesso alla colonia.]
1926
-



1926
Eritrea
[colonia italiana dal 1° gennaio 1890, con il fiume Mareb come confine con l'Etiopia.]
-
-
1926
-



1926
Impero di Etiopia
Zauditu
(? - ?)
1917-28, imperatrice di Etiopia;
succeduta a Ligg Iyasu;
1926
La Conferenza Missionaria Internazionale condanna le Chiese africane "etiopiche" separatiste.



1926
SOMALIA
Somalia Francese [colonia francese dal 1896]
il porto di Gibuti (1888) è collegato per ferrovia alla capitale etiopica Addis Abeba (1897-1917);
[situata in territorio dancalo e non propriamente somalo]
1926
-
Somalia Britannica [protettorato inglese dal 1884]
1926
-
Somalia Meridionale Italiana [protettorato italiano dal 1889, ma sotto la piena responsabilità del governo italiano dal 1905, dopo il riscatto del Benadir]
1926
viene ora esteso all'Oltregiuba, ceduto con Chisimaio dalla Gran Bretagna, e alla Somalia settentrionale con una serie di campagne condotte con metodi brutali dal governatore C.M. De Vecchi (1924-1927), assumendo così lo status di colonia;


1926
Africa Orientale Britannica
(IBEAImperial British East Africa)
Uganda [protettorato britannico dal 1894]
-
-
1926
formalmente diviso in quattro regni federati, è uno dei possedimenti più prosperi della Gran Bretagna in Africa;

Kenya [nome ufficiale solo dal 1920]
-
-
1926
Tra le nuove leve intellettuali kikuyu, formatesi nelle missioni protestanti inglesi, prendono vita negli anni Venti i primi raggruppamenti politici indigeni.



1926
[dalla fine del primo conflitto mondiale (novembre 1918) il territorio è attribuito dalla Società delle Nazioni in mandato [Mandato B] alla Gran Bretagna che concede una relativa autonomia interna.]
-
-
1926
-

1926
[protettorato (assieme all'isola di Pemba) dal 1890 e colonia dal 1913 della corona britannica.]
-
-
1926
-


1926
Angola
- Governatore
?
(? - ?)

1926
-


1926
Rhodesia
1926
ribattezzato Rhodesia dal 1895 in onore di Cecil J. Rhodes;
dal 1890 la British South Africa Chartered Co., società fondata da Cecil J. Rhodes, ha ottenuto da re LoBenguella la concessione esclusiva di sfruttamento venticinquennale del territorio del protettorato sui maTabele;
Rhodesia del Nord-Ovest [protettorato dal 1899, dal 1914, è uno dei più poveri possedimenti britannici]
-
-
1926
passata ora sotto il controllo statale, mantiene lo status di protettorato, dipendendo dal Foreign Office e restando in gran parte sotto il controllo della Compagnia ; [vedi 1948]

Rhodesia del Sud [protettorato dal 1911]
-
-
1926
passata sotto il controllo statale nel 1923, si è rifiutata d'integrarsi nell'Unione Sudafricana divenendo colonia autonoma della corona e godendo così di maggiore libertà amministrativa; a forte immigrazione bianca, adotta una legislazione razziale analoga a quella sudafricana (apartheid) sancendo la completa esclusione dell'elemento indigeno dalla vita politica del paese;
[la situazione rimane così fino al secondo dopoguerra: vedi 1953]

1926
[l'ex territorio Malawi, protettorato britannico dal 1891, che aveva assunto formalmente il nome British Central Africa
nel 1893, ha assunto questo nuovo nome nel 1907]
-
-
1926
sin dall'inizio del secolo fermenti antibritannici sono già sorti e ora si diffondono a causa dell'indiscriminata diffusione delle piantagioni coloniali a scapito delle colture alimentari per il fabbisogno della popolazione (in costante aumento);
gli inglesi devono far fronte ad una sollevazione popolare guidata dal pastore protestante nero John Chilembwe;
[vedi 1944]


1926
Mozambico
[già nel 1891 il Portogallo completava la conquista delle regioni interne ma solo nel 1915 è riuscito a pacificarle;
nel 1923 ha integrato il triangolo di Kionga, già possedimento tedesco sino alla fine della prima guerra mondiale.]
-
-

1926
procede tra le due guerre al riassetto definitivo del possedimento gestito in parte dalla società privata Companhia de Moçambique.

João Belo, seguace di Enes, introDuce il Codice Civile nelle colonie portoghesi: "tutela" europea per gli "indigeni".


1926
Madagascar
(Imérina)
[annesso alla Francia dal 1896]
1926
il programma di rivendicazioni di Jean Ralaimongo affiancato dai due giornali «L'Opinion» e «L'Aurore Malgache», editi rispettivamente a Diego-Suarez e a Tananarive, assume via via, anche per l'influenza dei comunisti, un'impostazione troppo radicale per essere tollerata dalle autorità coloniali;




1926
Unione Sudafricana
[dominion britannico a struttura federativa dal 1910]
- Primo ministro
J.B.M. Hertzog
(1924 - 1933)
[Nationalist Party (afrikaner)]
dal 1912 si è costituito il SANNC (South African Native National Congress) – dal 1925 mutato in ANC (African National Congress) – formazione politica nera;
dal 1913 è in vigore il Native Land Act che consente al primo ministro di coinvolgere l'elemento boero nella prima guerra mondiale a fianco dell'Inghilterra;
dal 1914 è abolita l'imposta discriminatoria nei confronti degli indiani del Natal;
dal 1918 si è annessa con una serie di decisioni unilaterali l'ex colonia tedesca dell'Africa del Sud-Ovest, ricevuta invece in amministr azione fiduciaria dalla Lega delle Nazioni; nel tentativo di diminuire il costo del lavoro nell'industria mineraria colpita da recessione in conseguenza del declino del gold standard, il primo ministro fa ricorso alla manodopera africana semispecializzata;

1926
il nuovo governo è dominato dall'elemento boero (l'afrikaans rimpiazza l'olandese come seconda lingua ufficiale dell'Unione);
dopo il Native Land Act in vigore dal 1913, viene ora varato il Colour Bar Act che esclude i neri da quasi tutte le occupazioni industriali.

Il CPSA (Communist Party of South Africa) accetta il principio razzista del "governo indiretto", secondo cui gli africani hanno «il diritto di eleggere rappresentanti» per i "consigli indigeni" e si adopera in questo senso.
In Sudafrica il CPSA ha duecento iscritti africani.

 










1926
Repubblica Libanese
(1926)
 
1926
il Grand Liban (ossia il litorale siriano corrispondente all'antica Fenicia), posto sotto mandato francese dalla Società della Nazioni nel 1920, si costituisce in repubblica.
La Francia è convinta che il paese, a stragrande maggioranza francofilo, sarà più facile da governare della Siria. Tuttavia la creazione del Grand Liban, dove vivono musulmani e cristiani non maroniti, ha provocato un cambiamento nella distribuzione della popolazione.
Anche se i maroniti continuano ad essere la comunità maggiore, la loro maggioranza di stretta misura si sta erodendo a causa del basso tasso di natalità e la tendenza a emigrare più delle altre comunità.

Viene ora imposta una costituzione, abbozzata a Parigi dopo minime consultazioni con i libanesi.
Prevede un parlamento bicamerale e un presidente.
Nel tentativo di placare le tensioni settarie, viene stabilito il principio che i seggi in parlamento e nel governo verranno distribuiti in base all'appartenenza religiosa:
- il presidente è maronita,
- il primo ministro è musulmano sunnita,
- il presidente della Camera dei deputati è sciita.
Nel governo saranno presenti anche un membro greco-ortodosso e uno druso.
Tuttavia, il presidente, con un incarico di sei anni e avente il diritto di scelta del primo minsitro, gode di ampi poteri, cosicché i maroniti mantenogno ppliticamnete e socialmente il predominio della nazione.

Istintivamente, gran parte dei libanesi rifiuta il controllo francese e si considera parte della Siria o di una grande nazione araba. Una identità nazionale libanese più accentuata, concentrata nel territorio compreso entro i confini del Grand Liban, è quasi del tutto impensabile, e resa ancor più difficile dalla base settaria del sistema politico, anche se sarebbe un errore pensare che tale identità nazionale sia inesistente.
Gli abitanti dI Tripoli, Sidone e della Beqaa non sono unanimi nel desiderio di secessione dalla Repubblica libanese. L'unità della nazione libanese potrebbe essere notevolmente rafforzata e motli proplemi potrebbero essere evitati in futuro, se i maroniti acconsentissero a una suddivisione del potere più equa, per esempio permettendo che alla presidenza si alternassero cristiani e musulmani. Ciononostante la prosperità di Beirut, come centro del commercio e dei servizi, favorisce lo sviluppo di una classe media alla quale appartengono musulmani e cristiani con un'idea comune dell'interesse nazionale che supera, almeno in parte, le credenze religiose.



1926
[posta dal 1920 sotto mandato francese dalla Società delle Nazioni e poi divisa in tre distretti autonomi.]
 
1926
la ribellione del Partito Popolare (drusi e nazionalisti di Damasco) si protrare a singhiozzo…

1926
[dal 1922 la regione è stata attribuita in mandato dalla Società delle Nazioni alla Gran Bretagna, sulla base del piano di spartizione del levante convenuto da inglesi e francesi (accordo Sykes-Picot);
l'orientamento dell'amministrazione britannica, legandosi sin dall'inizio:
- sia agli ambienti sionisti ("dichiarazione Balfour" del 1917),
- sia al movimento nazionalista arabo in funzione antiturca,
ha creato attriti acuti tra le due comunità, che dal 1920 vanno organizzandosi sul piano militare dando vita a violenti scontri.]
- Alto Commissario
?
(? - ?)
1926
anni 1923-1929: sono relativamente tranquilli, soprattutto perché i timori arabi vengono ridotti dal calo dell'immigrazione ebraica;




1926
Emirato di Transgiordania
Abdullah o 'Abd Allah ibn al-Husayn 
(La Mecca 1882 - Gerusalemme 1951) secondogenito del re del Higiaz Husayn ibn 'Ali, della dinastia degli Hashimiti o Hashemiti;
1920, re dell'Iraq;
[designato dal Congresso panarabo di Damasco]
1921, deve cedere il trono iracheno al fratello maggiore Faysal, espulso dalla Siria dai francesi, ottenendo in cambio l'emirato autonomo di Transgiordania, sotto mandato britannico;
1921-46, emiro di Transgiordania [sotto mandato britannico];


1946-51, re del Regno hashemita del Giordano;
1926
concepito in funzione di corridoio per le comunicazioni della Gran Bretagna con l'Iraq e, di qui, con l'Iran e l'India, l'emirato dispone fin dall'inizio di un efficiente esercito, la Legione araba, addestrato e diretto da ufficiali inglesi (Peake, Glubb Pascià) ed equipaggiato all'europea, e di un organico sistema difensivo che ne fa uno dei cardini del dispositivo di sicurezza britannico nel Vicino Oriente tra le due guerre;



1926
ARABIA
Muhammad 'Ali
(? - ?)
figlio di ? della dinastia degli Hashemiti;
[Hashimiti: una dinastia di sceriffi della Mecca che regnarono sulla Mecca quasi ininterrottamente dal sec. X al 1924; capostipite fu Hashim ibn 'Abd Manaf, antenato di Maometto.]
1924-26, re del Higiaz;
[tranne dell'estremità occidentale, dove le autorità britanniche di Palestina conservano parte del territorio inviando truppe e autoblindo a occupare la striscia compresa tra Ma'an e Aqaba, in base al fatto che, in quanto parte del precedente wilayato di Damasco, dovrebbe essere inclusa nel mandato britannico in Palestina.
In realtà questa zona è considerata essenziale perché rappresenta uno sbocco sul mare per l'emirato di Transgiordania dell'emiro 'Abd-Allah.
Ibn Sa'ud non accetta mai il fatto compiuto, ma non riesce ad evitarlo.]
1926
Gennaio
8
, lascia il posto a Ibn Sa'ud.


1926
Gennaio
8
, i notabili del Higiaz inoltrano a Ibn Sa'ud una richiesta formale in cui lo si prega di accettare la loro lealtà come re del Higiaz, ed egli acconsente a governare, con l'aiuto divino, in base alla šari'ah.

'Abd al-'Aziz III o ibn Sa'ud
Albero genealogico
(Riyadh 1887-Taif 1953)
discendente della dinastia wahhabita dei Banu Sa'ud;
1891, la dinastia viene scalzata dalla capitale Riyadh a opera dei rivali Banu Rashid del Gebel Shammar;
1902-13, ristabilisce con una serie di campagne l'unità del Neged, intraprendendo dopo il crollo dell'impero ottomano l'unificazione della penisola arabica;
1913-26, sultano del Nagd e delle sue colonie;
[riconosciuto dalla Gran Bretagna]
1914-18, prima guerra mondiale: pur avendo stipulato un accordo di alleanza con la Gran Bretagna (1915), si mantiene neutrale dedicandosi al consolidamento interno dello stato, da lui organizzato sulla base di colonie agricolo-militari di contadini soldati legati al sovrano da un patto ("fratelli fedeli");
1918, approfitta dei contrasti anglo-francesi nel Vicino Oriente per sviluppare una tempestiva politica di annessioni;
1919, si annette il Gebel Shammar;
1924, si annette la Mecca;
1925, si annette Gidda;
1926
Gennaio
8
, su richiesta dei notabili del Higiaz, egli acconsente a governare, con l'aiuto divino, in base alla šari'ah; oltre ad essere re, egli è l'imam del popolo, il che significa che ne guida la preghiera e costituisce per loro un esempio di devozione religiosa.
1926, re del Higiaz;



1927-32, re del Higiaz, Neged;
1932-53, re dell'Arabia Saudita;

1926
Ibn Sa'ud, tuttavia, non va oltre: a differenza dello šharif Husayn ibn 'Ali (o di re Faruk d'Egitto, in epoca più tarda) egli non aspira mai al titolo di califfo e si oppone risolutamente a chiunque soltanto voglia fregiarsi di tale titolo.
L'Unione Sovietica è una delle prime potenze a riconoscere il nuovo regime saudita, seguita a ruota da Gran Bretagna, Francia e dalle altre potenze europee. Gli Stati Uniti attendono un altro decennio prima di mostrare interesse verso l'Arabia.
L'Unione Sovietica considera Ibn Sa'ud una forza indipendente anti imperialista, e spera di utilizzarne il nuovo stato come canale di penetrazione politica e commerciale in Medio Oriente, che altrimenti sarebbe sotto il controllo britannico e francese.
[Nel 1938 i sovietici si renderanno conto dell'errore commesso e l'ambasciata sovietica a Gedda sarà chiusa. Gran parte del personale sarà eliminato dalle purghe staliniane.]


Intanto i problemi con l'Inghilterra continuano, poichè Ibn Sa'ud si rifiuta di riconoscere i mandati britannici di Iraq, Palestina e Transgiordania sino al momento in cui sarà accettata la sua rivendicazione sulla striscia di territorio compresa tra Ma'an e Aqaba.

1926
Yemen
(imamato)
[con il trattato di Mudros la sovranità turca, che non è mai stata effettiva, è giunta al termine.]
Yahya 

(?-?)
figlio di
1904-48, imam dello Yemen;

 

1926
-

1926
Iraq
[la Gran Bretagna:
- da maggio 1916 (accordo Sykes-Picot) si è aggiudicata nominalmente l'Iraq,
- dal 1918 occupa Mosul,
- dal 1920 (conferenza di Sanremo, ) ha ricevuto il mandato sull'Iraq;
- al 1920 (conferenza di Sanremo, ) ha ricevuto il mandato sull'Iraq;
- dal 1921 ha posto sul trono iracheno re Faysal;
[i curdi sono divisi fra quattro stati diversi (Iraq, Iran, Siria e Turchia)
- dal 1923 (trattato di Losanna) ha ricevuto anche il mandato su Mosul che aveva annesso all'Iraq]
Faysal I

(Taif, La Mecca 1883 - Berna 1933)
terzogenito dello sceriffo della Mecca e re del Higiaz Husayn ibn 'Ali, della dinastia degli Hashemiti;
1916, durante la prima guerra mondiale capeggia con il col. Th.E. Lawrence la "rivolta del deserto" contro il dominio ottomano, dimostrando nel corso dell'insurrrezione perizia politica oltre che militare;
1918, 28 settembre, il suo ingresso a Damasco a fianco delle truppe britanniche del gen. E.H.H. Allenby lo consacra campione della causa del risorgimento arabo;
1920, marzo, al congresso panarabo diventa re di Siria;
25 luglio
, entrato in urto con l'alto commissario francese per il Levante, gen. Gouraud, per il suo progetto di dar vita a una "grande Siria" che inglobasse anche Libano, Palestina e Giordania, viene da questo sconfitto e detroinizzato;
1921-33, re dell'Iraq;
1922-24, con metodi dispotici reprime nel sangue il movimento nazionale curdo;


1926
Giugno
5
, il trattato di Mosul (fra Turchia e Gran Bretagna) attribuisce la maggior parte dell'ex Kurdistan ottomano, compresi i giacimenti di Kirkuk, all'Iraq;
Kurdistan (iracheno)
1926
per tutti gli anni Venti l'APOC (Anglo-Persian Oil Company), che continua a dominare la scena petrolifera in Medio Oriente, mostra scarso interesse per il potenziale petrolifero dei territori sulla sponda occidentale del Golfo: Kuwait, Bahrein e la provincia orientale del futuro regno dell'Arabia Saudita.



1926
Persia
Negli anni tra le due guerre la Persia diventa uno dei maggiori produttori di petrolio.
La Anglo-Persian Oil Company, poi AIOC (Anglo-Iranian Oil Company) continua a sfruttare (1909-51) gli ingenti giacimenti petroliferi;
Reza Khan Pahlavi

(Sevad Kuh, Mazandaran 1878 - Johannesburg 1944)
1925, rafforzato il proprio potere personale e deposto l'ultimo sovrano della dinastia Qajar, assume per sé e per la propria famiglia la corona imperiale;
1925-41, scià di Persia [dal 1935 Iran];
[legittimato dal parlamento e dall'appoggio dell'esercito]



- Primo ministro
?
(1925 - ?)
1926
sebbene i mullà lo abbiano aiutato a diventare scià, Reza Khan considera gran parte di costoro retrogradi e reazionari;
di fatto per molti aspetti plasma il regime a immagine e somiglianza i quello di Ataturk, quando inizia la politica di occidentalizzazione.
Introduce un sistema giudiziario francese che sfida la competenza dei tribunali religiosi. Uffici civili vengono aperti per i matrimoni, l'istruzione viene riorganizzata in base al modello occidentale e l'alfabetizzazione si diffonde.





Abis, Lucio Gustavo (Oristano, 24 febbraio 1926) politico italiano, esponente della Democrazia cristiana.

– Adamec, Ladislav
(Frenstát pod Radhostem, Moravia settentrionale 1926) politico cecoslovacco;
1988, membro del governo e poi presidente della Repubblica socialista ceca, sostituisce Lubomir Strougal come primo ministro;
1989, con la costituzione del primo governo di unità nazionale viene eletto presidente del congresso straordinario del Partito comunista;
1990, viene escluso dai massimi organismi direttivi, dopo che il XVIII congresso ha modificato radicalmente l'organizzazione e gli orientamenti politici del partito.

Adamkavecius , Valdas V. o V.V. Adamkus (Kaunas 1926) politico lituano; combattente, durante la seconda guerra mondiale, con i patrioti lituani contro la dominazione sovietica;
1944, dopo aver pubblicato un giornale clandestino durante l'occupazione nazista, fugge in Germania dove studia all'università di Monaco;
1949, si trasferisce con la famiglia negli Stati Uniti, sistemandosi in una comunità lituano-americana a Chicago;
1960, si laurea in ingegneria civile all'Illinois Institute of Technology; continua in seguito a promuovere l'indipendenza della Lituania e la sua eredità culturale;
1971, viene nominato viceamministratore regionale della Regione V, nel Midwest, dell'EPA (Environmental protection Agency, l'ente statunitense per la protezione dell'ambiente);
1981, ne diventa amministratore regionale; la sua fama in campo internazionale è dovuta ad un programma modello per il miglioramento delle acque dei Grandi Laghi;
1998, febbraio, viene eletto presidente della Lituania, della quale ha da poco assunto la cittadinanza; in tale veste fa entrare il paese nella NATO e nell'Unione europea senza però compromettere i rapporti con la Russia e con i paesi baltici vicini.

Alfonsin, Raúl (Chascomús, Buenos Aires 1926) politico argentino;
1963-66, deputato della UCR (Unión Civica Radical) durante la presidenza di D. Illía;
1972, fonda il «Movimiento de Renovación y Cambio», ala progressista del Partito radicale;
1983, alla guida dell'UCR viene eletto presidente della repubblica; nomina una commissione d'inchiesta sui desaparecidos;
1987, il suo partito perde le elezioni;
1989, alle elezioni presidenziali è costretto alle dimissioni anticipate.

Bachelet, Vittorio (Roma 1926-1980) giurista italiano, aderente alla FUCI (Federazione universitaria cattolica italiana)
1959, vicepresidente dell'Azione cattolica
1964-73, presidente dell'Azione cattolica
1976, vicepresidente del CSM (Consiglio superiore della magistratura)
1980, 12 febbraio, vittima di un agguato delle Brigate Rosse.

Banzer Suárez, Hugo (Concepción 10 maggio 1926 – Santa Cruz de la Sierra 5 maggio 2002) militare, politico e dittatore boliviano.

Castro Ruz, Fidel (Biran, Santiago de Cuba 13 agosto 1926) politico cubano.

Cerroni, Umberto (Lodi 1926) filosofo e storico politico italiano;
Kant e la fondazione della categoria giuridica (1962)
Marx e il diritto moderno (1962)
Le origini del socialismo in Russia (1965)
La libertà dei moderni (1968)
Ilpensiero giuridico sovietico (1969)
Tecnica e libertà (1970)
Teoria della crisi sociale in Marx (1971)
Teoria politica e socialismo (1973)
Società civile e stato politico in Hegel (1974)
Materialismo storico e scienza (1976).

Cossutta, Armando (Milano 2 settembre 1926 – Roma 14 dicembre 2015) politico italiano, esponente del PCI (Partito Comunista Italiano).

De Vito, Salverino (Bisaccia, Avellino 24 gennaio 1926 – Avellino, 12 dicembre 2010) politico italiano, esponente della Democrazia cristiana.

Di Lazzaro, Mario (Roma, 14 ottobre 1926 – Roma, 17 dicembre 1996) docente e politico italiano;
[Padre di:
. Emanuela, avvocato, condirettore centrale, responsabile dell'Ufficio Rapporti con la Magistratura e Contenzioso, alla Consob di Roma, docente presso il CSM (Consiglio Superiore della Magistratura) e la Scuola Superiore di Polizia Tributaria "nucleo speciale Consob" in materia di abusi di mercato;
. Fabrizio, professore ordinario di Metodologie e Determinazioni Quantitative d’Azienda presso la Facoltà di Economia della Luiss Guido Carli;
docente di Economia Aziendale presso la medesima facoltà;
docente di Amministrazione e Controllo e di Finanza Aziendale nel Master in Business Administration della Luiss Guido Carli;
consulente scientifico della Fondazione Luca Pacioli in materia di principi contabili internazionali.]

professore di Ricerca Operativa e Matematica, e successivamente preside all'università LUISS di Roma;
1987, 17 aprile-luglio, ministro del Turismo e dello Spettacolo (VI "governo Fanfani);
Lezioni di Matematica Finanziaria (1990, CISU).
commissario della Consob (Commissione Nazionale per le Società e la Borsa) nell'ultimo periodo di vita;
[In accordo con la stampa, dà massimo contributo nel passaggio dal sistema borsistico "alle grida" a quello telematico in seguito utilizzato in Italia.]
1996, 17 dicembre, muore a Roma.

Falcucci, Franca (Roma, 22 marzo 1926 – Roma, 4 settembre 2014) donna politica italiana, esponente della Democrazia cristiana.

Giscard d'Estaing, Valéry (Coblenza 1926) politico francese;
1954, ispettore delle finanze e direttore aggiunto nel governo di E. Faure;
1956, deputato;
1958, membro di un gruppo di destra che affianca il movimento gollista all'assemblea nazionale è ministro delle finanze nei governi Debré e Pompidou, rappresentando la corrente eterodossa e frondista, non disposta ad accettare passivamente le iniziative del presidente Ch. De Gaulle;
1974, 19 maggio, candidato alle elezioni presidenziali riesce a sconfiggere (50,81% dei suffragi) il rappresentante della coalizione di sinistra F. Mitterand; si aggrava la crisi economica internazionale;
1976, estate, si dimette il primo ministro J. Chirac che diventerà poi l'animatore del "Rassemblement pour la république" e dell'opposizione gollista al presidente e al nuovo governo R. Barre;
1977, febbraio, alle amministrative le sinistre conseguono il 52%;
1978, ottiene un successo alle elezioni;
1981, alle presidenziali viene sconfitto dal socialista F. Mitterand;
1984, rieletto deputto;
1986, rieletto deputato;
1988, rieletto deputato; nelle presidenziali opera come mediatore tra i due rivali J. Chirac e R. Barre (esponenti del partito di destra RPR (Raggruppamento per la Repubblica), e alla rielezione di F. Mitterand torna alla guida dell'opposizione;
1989, preisdente dell'UDF (Unione per la democrazia francese), è capolista di una formazione che si presenta alle elezioni europee insieme con l'RPR ed ottiene un buon risultato;
decide di dedicarsi interamente al parlamento europeo abbandonando completamente quello nazionale;
Il Potere e la vita (1993, autobiografia).

Habash, George (1926) medico palestinese, ex cristiano ortodosso
1948, abitando a Lidda, presso Gerusalemme, non deve condividere la tragedia dei profughi palestinesi
1967, costretto a fuggire da Lidda fonda e diventa il leader del FPLP (Fronte Popolare per la liberazione della Palestina)
1972, Amman, marzo: vedi Intervista con la storia di Oriana Fallaci.

Jiang Zemin (nel Jangsu 1926) politico cinese;
1971-79, ingegnere elettronico, comunista, è responsabile del dipartimento degli affari esteri;
1983-85, ministro dell'industria elettronica;
1985-87, sindaco di Shanghai;
1989, sostituisce Zhao Ziyang come segretario generale del Partito comunista, dopo aver sostenuto la repressione del movimento studentesco per la democrazia;
1990, dopo le dimissioni di Teng Hsiao-ping (Deng Xsiaoping) è presidente della commissione centrale militare;
1993, presidente della repubblica; la Cina inizia una fase di notevole sviluppo economico;
1997, con il suo viaggio negli Stati Uniti rafforza i rapporti con l'Occidente;
1998, Bill Clinton ricambia la visita a Pechino;
1999, compie un viaggio nei paesi dell'Unione Europea e firma un accordo di "paternariato strategico" con la Russia; non cambia la mentalità circa i diritti umani;
2000, dopo una visita a Pechino, una commissaria dell'ONU denuncia il peggioramento della situazione specialmente per la repressione nei confronti del Partito democratico cinese e del movimento religioso Falun Gong, dichiarato fuorilegge.

Lattanzio, Vito (Bari 1926 – Bari 2010) politico italiano.

Mammì, Oscar (Roma 25 ottobre 1926) politico italiano, esponente del PRI (Partito Repubblicano italiano).

Matteucci, Nicola (Bologna 1926) politologo italiano, docente di filosofia morale all'università di Bologna, tra i fondatori della rivista «Il Mulino» che ha diretto fino al 1990
Il liberalismo in un mondo in trasformazione (1972 e 1992)
Organizzazione del potere e libertà (1976)
Il liberalismo in una democrazia minacciata (1981)
Alla ricerca dell'ordine politico (1984)
La rivoluzione americana: una rivoluzione costituzionale (1987)
Alexis de Tocqueville (1990)
Lo Stato moderno (1993).

Orlando, Giulio (Martina Franca, 22 maggio 1926) politico italiano, esponente della Democrazia cristiana.

Paisley, Ian Richard Kyle (Ballymena, presso Belfast 1926) pastore battista nordirlandese, leader degli estremisti protestanti, contrari all'autonomia nordirlandese e a concessioni ai cattolici;
1951, fonda la Chiesa presbiteriana libera dell'Irlanda del Nord;
1970, viene eletto nel parlamento di Belfast (Stormont) e in quello britannico;
1973, si manifesta nettamente contrario alla formazione di un governo interconfessionale a Belfast;
1974, è contrario agli accordi di Sunningdale;
1985, anche negli accordi con Londra si dimostra intransigente; per questi motivi si dimette dal parlamento britannico;
1986, viene rieletto.

Ragionieri, Ernesto (Sesto Fiorentino 1926-Firenze 1975) storico italiano;
1955, docente di storia del risorgimento all'università di Firenze, direttore della rivista «Studi storici»;
Socialdemocrazia tedesca e socialisti italiani 1875-1895 (1961)
1962, membro del comitato centrale del PCI;
Palmiro Togliatti (1966, P. Togliatti [Ercoli])
1967, cura l'edizione delle opere complete di P. Togliatti [Ercoli];
Politica e amministrazione nella storia dell'Italia unita (1967)
Italia giudicata 1861-1945 ovvero storia degli italiani scritta dagli altri (1969).

Rauti, Giuseppe Umberto o Pino Rauti (Cardinale, 19 novembre 1926 – Roma, 2 novembre 2012), politico e giornalista italiano.

Ruffolo, Giorgio (Roma, 14 agosto 1926) politico italiano, esponente del PSI (Partito Socialista Italiano);
[Fratello minore di Nicola, notaio e scrittore, e Sergio, pittore e grafico, entrambi partigiani e arrestati dalla polizia fascista a Roma prima della liberazione del 4 giugno 1944.]

Sampson, Anthony (Billingham, Inghilterra 1926-?)
giornalista e scrittore;
Anatomia dell'Inghilterra (1964)
I nuovi europei (1969)
Stato sovrano: storia segreta dell'ITT (1974)
Le sette sorelle (1976)
The arms bazaar. The companies, the dealers, the bribes from Vickers to Lockheed (1977, Il supermercato delle armi)

Selva, Gustavo (Imola 1926) giornalista e politico italiano, formatosi al quotidiano cattolico «L'Avvenire d'Italia» diretto da R. Manzini;
Anni '50 e inizio '60, è a Roma come giornalsta parlamentare della catena dei quotidiani cattolici;
1961-1972, corrispondente ed inviato speciale all'estero della RAI-TV, è a Bruxelles, Vienna nell 'Est europeo (4 anni) e da Bonn;
1972, rientrato in Italia, continua anche a fare viaggi all'estero come inviato speciale;
1976, direttore del GR2;
1979, eletto parlamentare europeo per la Democrazia cristiana;
Pio X Santo fra la sua gente
Brandt e l'Ostpolitik
Europa senza veli
Il martirio di Aldo Moro
(con Eugenio Marcucci)
Radiobelva (1978)
Senza guinzaglio
(1980)
Editoriali senza voce
(1981)
1984, eletto parlamentare europeo per la Dc;
1992, contribuisce alla nascita di Alleanza Nazionale;
1994, deputato di An;
1996-2001, capogruppo di An alla Camera nella XIII legislatura.

Signorello, Nicola (San Nicola da Crissa, 18 giugno 1926) politico italiano, esponente della Democrazia cristiana.

Sterpa, Egidio (Vejano, Viterbo 1926) politico italiano,laureato in giurisprudenza, giornalista, ex direttore del «Corriere lombardo»;
1979, deputato per il Pli;
1983, deputato;
1986, vicesegretario nazionale del Pli;
1987, deputato;
1989 luglio - aprile 1992, ministro dei Rapporti con il Parlamento nei governi Andreotti VI e VII;
1992, deputato.

Trentin, Bruno (Pavie, Guascogna 1926) sindacalista italiano, aderì giovanissimo al movimento "Giustizia e Libertà" e combatté in Italia nella resistenza armata; milita nel Partito d'azione;
1950, si iscrive al Partito comunista; per undici anni è responsabile dell'ufficio studi della CGIL;
1961, responsabile del centro studi della FIOM (Federazione italiana operai metallurgici);
1963, deputato;
1968, sceglie il sindacato quando viene stabilita l'incompatibilità tra cariche parlamentari e sindacali;
1969-77, sin dall' "autunno caldo" è a capo dei metalmeccanici;
1977, segretario confederale della CGIL;
Da sfruttati a produttori (1977)
Il sindacato dei Consigli (1980)
1988-94, segretario generale della CGIL.

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«Avanti!»
[organo del Psi]

«segue da 1923»
1926, 31 ottobre, cessa le pubblicazioni in seguito alla legge di B. Mussolini contro la stampa;
10 dicembre
, appare in veste di settimanale a Parigi sotto la direzione di U. Coccia;
«segue 1930»

«Il Giornale d'Italia»

«segue da 1923»
1926, marzo, il giornale viene completamente "fascistizzato" ed in seguito la società per azioni editrice del foglio passa sotto il controllo dell'industriale G. Armenise;
«segue 1946»

«L'Italia»

«segue da 1923»
1926, maggio, Pio XI trasferisce la totale proprietà azionaria del giornale al card. A.C. Ferrari;
«segue 1946»

«La Voce Repubblicana»

«segue da 1921»
1926, 31 ottobre, esce l 'ultima copia prima della soppressione;
«segue 1943»


(quotidiano)

«segue da 1924»
1926, quando il PCd'I è costretto alla clandestinità, il giornale si trasforma nel simbolo stesso della presenza, illegale ma persistente, del partito nell'Italia fascista;
uscendo con una periodicità estremamente irregolare, in due pagine soltanto di piccolo formato viene per lo più preparato dal centro estero del partito; i cliché sono trasportati in valigie a doppio fondo dai corrieri comunisti che entrano in Italia, e la stampa del giornale, così come la sua diffusione, sono imprese che costano spesso anni se non decenni di carcere ai loro protagonisti;
«segue 1942»

«Il Becco Giallo»

«segue da 1924»
1926, 31 gennaio, cessa le pubblicazioni;
«segue 1927»

«L'Italiano»

1926, Leo Longanesi fonda a Bologna questa rivista settimanale (poi quindicinale e mensile) di cui è direttore e animatore, che porta come sottotitolo «Settimanale della gente fascista» e poi «Foglio quindicinale della rivoluzione fascista»;
in realtà è espressione di un certo fascismo di fronda, legato a quella corrente di Strapaese che, in polemica con Stracittà, esalta i valori di un'Italia contadina e provinciale;
inizialmente vi collaborano molti rondisti, da G. Raimondi a E. Cecchi e A. Baldini, ma caratteristica saliente del periodico è la rievocazione tra ironica e nostalgica dell'epoca umbertina, affidata principalmente alle geniali invenzioni di Leo Longanesi;
più tardi la sede è trasferita a Roma;
«segue 1942»

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