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Papa Pio X
(1903-14)
[santo (da Pio XII nel 1954)]

- segretario di Stato: card. R. Merry del Val;

1914
mentre l'SP opera in clandestinità, lo stesso mons. U. Benigni si occupa di affari marginali;
mons. Eugenio Pacelli viene inviato in missione segreta a Vienna per stabilire importanti contatti con l'aiuto di U. Benigni;
Agosto
20
, il papa muore.
31, entrano nel conclave 57 dei 65 cardinali costituenti il Collegio cardinalizio.

Papa Benedetto XV
(1914-22)

cardinale Giacomo Della Chiesa (?-?);

1914
Maggio
cardinale;
Settembre
3
, viene eletto papa;
suo segretario è mons. Migone mentre il card. M. Rampolla del Tindaro è nominato responsabile della [insignificante] Congregazione della Fabbrica di San Pietro;
il cardinale Rafael Merry del Val è destituito dal suo incarico e trasferito presso l'abbazia di Subiaco in veste di responsabile; con quest'ultimo cadono in disgrazia anche i suoi amici tra cui il card. Antonio Canali, a cui viene tolto l'incarico di sostituto e viene trasferito alla Segreteria della Congregazione delle Cerimonie;
mons. U. Benigni viene destituito dall'incarico di capo del controspionaggio vaticano, l'SP
, e destinato all'Accademia dei Nobili Ecclesiastici a insegnare stile diplomatico;
[lascia dietro di sé i servizi segreti in rovina, l'Entità quasi inattiva, la Curia lacerata da diffidenze e sospetti per le accuse che i membri hanno mosso l'uno all'altro.]
nomina segretario di Stato il card. Pietro Gasparri, finora responsabile della pubblicazione del nuovo codice di diritto canonico;
con la sua prima enciclica Ad beatissimi apostolorum principis, il papa conferma la sua condanna della guerra.
Germania e Austria sono presenti alla corte papale, sin dal secolo scorso, con i propri diplomatici:
- Germania
. conte Otto von Mühlberg, prussiano;
. conte Otto von Ritter, bavarese;
- Austria:
. principe Schönberg [erede di una famiglia che ha servito lo Stato e la Chiesa per secoli];
a contrastare la diplomazia degli Imperi centrali (dato che il gruppo dei diplomatici dell'Intesa è costretto a lavorare con figure minori della diplomazia pontificia) c'è il cardinale Francis Aidan Gasquet e il suo segretario, don Philip Langdon, che in realtà lavora per l'Entità facendo propaganda per gli Alleati;
Novembre
Londra invia a Roma sir Henry Howard, un diplomatico cattolico in pensione, il quale nel suo primo rapporto descrive senza mezzi termini un Vaticano decisamente filotedesco.

"Seconda Internazionale"

«segue da 1913»
1914
Luglio
la crisi che porta allo scoppio della prima guerra mondiale, e lo schierarsi dei principali partiti socialisti europei (Germania, Francia, Inghilterra; Austria, Belgio) su posizioni patriottiche e di difesa nazionale, portano in primo piano le debolezze organizzative e politiche fino a questo momento non sempre chiaramente percepibili e segnano l'inizio di una nuova fase nella storia del movimento socialista internazionale.
«segue 1915»

Sionismo

«segue da 1903»
1914
Chaim Weizmann, in quanto presidente della Federazione Sionistica Inglese, conosce metà del governo britannico e, assieme a Nahum Sokolov, comprende appieno l'importanza di assicurarsi il sostengo dei gentili più potenti e della comunità ebraica mondiale.
In alcuni importanti casi, i due hanno scarso o nessun bisogno di fare opera di convinzione.
«segue 1915»

I GUERRA MONDIALE




1914
Impero d'Austria
 
Francesco Giuseppe I
Albero genealogico
(Vienna 1830-1916)
figlio dell'arciduca Francesco Carlo d'Absburgo-Lorena e di Sofia di Baviera;
1848-1916, imperatore d'Austria;
1867-1916, re d'Ungheria;
nel 1889 suo figlio Rodolfo si suicida a Mayerling con la giovane amante Maria Vetsera;
nel 1898 la moglie Elisabetta [Sissi], principessa di Baviera, è stata pugnalata a morte a Ginevra da un anarchico italiano;

 
Francesco Ferdinando d'Absburgo
Albero genealogico
(Graz 1863-Sarajevo 1914)
figlio dell'arciduca Carlo Luigi, fratello dell'imperatore, e di Maria Annunciata di Borbone-Napoli;
1896-1914, arciduca d'Austria;
dal 1896 erede al trono dell'Austria-Ungheria;
fervente cattolico e nostalgico del glorioso passato imperiale crede nel superamento della crisi dell'impero con la sua trasformazione in uno stato federale, nel quale sia ridotta l'influenza della nobiltà ungherese a vantaggio degli slavi del sud della Croazia, della Bosnia e della Slovenia, che aggiungendosi alla componente tedesca e magiara avrebbero dovuto formare la cosiddetta "triarchia"; si aliena così da un lato le simpatie dell'aristocrazia magiara e dall'altro quelle dei serbi che intendono riservarsi la funzione di elemento di aggregazione degli slavi meridionali;
1914
Giugno
28
, Sarajevo, viene assassinato assieme alla moglie proprio dal nazionalista serbo Gavrilo Princip.

 
Ministro degli Affari Esteri
conte Berchtold
(1912 feb - ?)
-
Ministro delle Finanze
-
-

dal 1879 l'Austria-Ungheria si è accostata al Reich tedesco (duplice alleanza);
nel 1905 le relazioni con la Russia si aggravano ulteriormente quando l'Austria-Ungheria, approfittando della debolezza della rivale (stremata dalla guerra contro il Giappone), intende annettersi la Bosnia e l'Erzegovina: è iniziata la reazione a catena.
nel 1908 (ottobre) viene annessa ufficialmente la Bosnia-Erzegovina, già occupata militarmente nel 1878 previa autorizzazione del congresso di Berlino;
nel 1910 (dicembre) il ministro degli Affari Esteri austro-ungarico conte Aerenthal avverte il gran vizir turco in visita a Vienna del pericolo al quale va incontro l'impero ottomano per l'intensificarsi delle persecuzioni turche in Macedonia.
nel 1912 (agosto) il conte Berchtold (succeduto ad Aerenthal come ministro degli Affari Esteri austro-ungarico dopo la morte di questi il 17 febbraio 1912) propone alle altre potenze uno scambio di vedute per un'azione comune da svolgersi a Costantinopoli e nelle capitali balcaniche per indurre la Porta ad applicare delle rifome nel senso di un decentramento e gli stati balcanici ad astenersi da qualsiasi atto che possa intralciare l'opera di pacificazione che la Turchia sta per intraprendere.
Le grandi potenze accettano in massa la proposta, ma la Russia si mostra contraria ai passi collettivi e la Turchia, messa al corrente di questa iniziativa, la respinge nettamente.
Altri passi sono tentati, ma intanto, in vista del concentramento di truppe turche ai confini della Bulgaria e della Serbia, queste due potenze mobilitano i loro eserciti.

1914
Giugno
12-14
, Konopiste (Boemia) nella sua proprietà ha un incontro con l'imperatore Guglielmo II.
[Il giornalista britannico Wickham Steed scrive che si sia parlato di un fantastico progetto di ricostruzione europea basata sulla unione dell'Austria-Ungheria e la Germania, con vari regni vassalli annessi – Polonia, Serbia, Romania –. Ma non vi è alcuna prova e forse questa è semplice invenzione del giornalista.]
28, Sarajevo, viene assassinato l'arciduca Francesco Ferdinando assieme alla moglie dal nazionalista serbo Gavrilo Princip;

Luglio
21
, il governo austro-ungarico presenta al governo serbo una nota con la quale fa le seguenti richieste:
1 - sopprimere le pubblicazioni incitanti all'odio contro l'Austria-Ungheria e dirette contro la sua integrità territoriale;
2 - sciogliere la "Narodna Odbrana" (società culturale serba di carattere espansionista) e confiscare tutti i suoi mezzi di propaganda, trattare alla stessa stregua tutte le altre società di propaganda contro la monarchia absburgica e impedire la loro rinascita sotto altra forma;
3 - eliminare dal sistema di istruzione pubblica in Serbia tutto ciò che potrebbe fomentare tale propaganda;
4 - licenziare tutti gli ufficiali e funzionari colpevoli di tale propaganda i cui nomi potrebbero venire in seguito comunicati da Vienna,
5 - accettare "la collaborazione in Serbia di funzionari austro ungarici nel sopprimere questi movimenti sovversivi contro l'integrità territoriale della monarchia";
6 - istituire un'inchiesta giudiziaria contro coloro che erano coinvolti nell'assassinio e consentire a delegati dell'Austria-Ungheria di parteciparvi,
7 - arrestare subito il magg. Voja Tankosic e Milan Ciganovic come implicati dall'inchiesta compiuta a Serajevo;
8 - impedire efficacemente ai funzionari serbi di frontiera dal partecipare "all'illecito traffico di armi ed esplosivi" e destituire certi funzionari a Sabac e Loznica che avevano aiutato gli assassini a passare;
9 - dare spiegazioni circa il linguaggio "ingiustificabile" usato da alti funzionari serbi dopo l'assassinio;
10 - notificare a Vienna senza ritardo l'esecuzione di tutte e predette misure.
Viene concesso un limite di 48 ore per l'accettazione integrale. Il governo serbo accetta sette delle richieste, ma fa delle riserve su tre, rifiutandosi di consentire l'intervento di funzionari austro-ungarici nell'inchiesta giudiziaria.
Tale risposta è ritenuta a Vienna non soddifacente.
23, l'Austria-Ungheria dichiara guerra alla Serbia.

Agosto
12
, l'armata balcanica, comandata nei primi mesi dal governatore della Bosnia Oskar Pocorek, attacca la Serbia.
Nell'armata balcanica i croati sono più del 50% e si segnalano per il loro coraggio.

Dicembre
2
, quando il XXVI reggimento di fanteria di Karlovac entra a Belgrado, lo stesso Francesco Giuseppe sente il dovere di pubblicare un proclama di «ringraziamento ai croati».

AUSTRIA
Cancelliere
-
Ministro della Difesa
-
Ministro degli Interni
-
 
Istria
1914
-
Dalmazia
1914
-

[Joze Pirjevec, Serbi, Croati, Sloveni - Storia di tre nazioni, Universale Paperbacks, Il Mulino, Bologna 1995]
Cattaro
1914
-
 
BUCOVINA [appartiene all'Austria]
1914
La situazione è meno complicata rispetto alla Transilvania poiché il governo austriaco, meno intransigente di quello ungherese, non favorisce alcuna nazionalità a discapito di un'altra.
UNGHERIA
Cancelliere
conte Tisza
Ministro della Difesa
-
Ministro degli Interni
-
1914
-
TRANSILVANIA [appartiene all'Ungheria]
1914
Su una popolazione di ca 3.000.000 di abitanti, il 58% è romeno, il 30% magiaro, più alcuni importanti nuclei tedeschi e pochi gruppi slavi.
I romeni transilvani, per lo più ortodossi, in generale desiderano l'annessione alla Romania per la quale la Transilvania è quindi una terra irredenta.
Non ci sono agitazioni manifeste, ma il problema resta e gli abitanti romeni sono molto scontenti del regime magiaro che, pur essendo civile e progredito, cerca di magiarizzarli.
Qui l'elemento magiaro – proprietari, industriali, borghesia urbana e parte degli operai e contadini – è quello dominante, le scuole sono in maggioranza magiare e quelle romene insufficienti in vista del numero degli allievi.
Le due popolazioni non sono poi distribuite in maniera compatta, in determinate zone (per cui sarebbe possibile una spartizione del paese) ma sono sparse invece un po' ovunque e spesso i magiari formano una popolazione totale di una città mentre le campagne circostanti sono abitate da romeni. Vi è inoltre un grosso nucleo di magiari incastrato nel centro della regione circondato da zone del tutto romene.

In Bucovina la situazione è meno complicata poiché il governo austriaco, meno intransigente di quello ungherese non favorisce alcuna nazionalità a discapito di un'altra.
Croazia-Slavonia
[Da marzo 1849, la nuova costituzione riconosce il regno di Croazia indipendente dall'Ungheria, una disposizione tuttavia di valore meramente simbolico.]
Bano
-
-
1914
Zagabria,

[Joze Pirjevec, Serbi, Croati, Sloveni - Storia di tre nazioni, Universale Paperbacks, Il Mulino, Bologna 1995]
Fiume [detta "il Corpus separatum" - esclusa dalla Croazia-Slavonia]
1914
-
BOSNIA-ERZEGOVINA
[dal 1878 amministrata dall'Austria-Ungheriae da questa poi annessa il 7 ottobre 1908]
Governatore
gen. Potiorek o Oskar Pocorek
(? - ?)
-
1914
agli inizi dell'anno, il gruppo terrorista "Kruzok" comincia a preparare nuovi attentati; il suo animatore è Danilo Ilic - un giovane insegnante di Serajevo, maestro elementare, amico di Vladimir Gacinovic - che è stato con i comitagi (cetnici) serbi in Macedonia senza avere un'idea chiara contro chi combattere;

Marzo
il croato Jacob Sefer viene arresato mentre tenta di sparare contro il bano di Croazia Skerlecz che accompagna l'arciduca Leopoldo Salvatore.
Gli studenti universitari si mettono quindi ad incitare gli scolari delle scuole medie in Bosnia-Erzegovina e Croazia, incoraggiandoli a formare anch'essi delle associazioni sovversive.

Giugno
la stampa annuncia la prossima visita dell'erede al trono absburgico, l'arciduca Francesco Ferdinando, a Serajevo per assistere alle grandi manovre, e un certo Pusara, amico di Danilo Ilic, ritaglia la notizia da un giornale e la spedisce a Vaso Cabrinovic, un socialista bosniaco espulso dalla Bosnia come sovversivo e ora impiegato alla tipografia di stato a Belgrado. Egli mostra il ritaglio a un altro bosniaco, Gavrilo Princip, che studia al ginnasio di Serajevo. Questi due a loro volta si rivolgono ad un terzo profugo bosniaco a Belgrado, Milan Ciganovic, e al magg. Voja Tankosic, ufficiale dell'esercito serbo, che ha organizzato i comitagi per la campagna in Macedonia, e da essi ricevono armi, sottratte dall'arsenale governativo serbo di Kragujevac, per commettere un attentato terroristico contro l'arciduca.
Allo stesso tempo Danilo Ilic e Pasura armano altri tre giovani esaltati Cvetko Popovic, Vaso Cubrilovic e Muhamed Mehmedbasic, i quali preparano l'attentato a Serajevo stessa.
Danilo Ilic è l'intermediario fra i due gruppi.
L'organizzatore capo è invece è Vladimir Gacinovic residente a Losanna.
Alcuni degli studenti jugoslavi nelle università di Vienna e di Graz hanno un'idea di quello che si sta complottando (sembra pure che qualche slavo di Dalmazia pensi di assassinare l'arciduca al suo passaggio per quella provincia).

Vaso Cabrinovic, Gavrilo Princip e Milan Ciganovic ricevono dal magg. Voja Tankosic anche il cianuro per avvelenarsi qualora siano catturati, per impedire che facciano delle rivelazioni. Essi e Trifko Grabez, forniti di lettere di presentazione di Milan Ciganovic per il comandante del posto di frontiera a Sabac, possono penetrare in Bosnia. Giunti a Serajevo sono ricevuti da Danilo Ilic, capo della "Mlada Bosna" che ritira le bombe e distribuisce le parti per il complotto. Altri quattro congiurati si aggiungono ai tre giunti da Belgrado e, dopo una riunione nella pasticceria Vlunic, Vaso Cabrinovic si apposta al ponte Latino e Trifko Grabez vicino al Municipio. Come si svolge la tragedia:
I sette congiurati sono allineati lungo il percorso che l'arciduca e sua moglie devono seguire e mentre si recano verso il municipio in automobile Vaso Cabrinovic getta una bomba che colpisce non l'automobile dell'arciduca ma quella successiva ferendo un ufficiale che vi è dentro. Francesco Ferdinando giunto al municipio si mostra indignatissimo, dicendo: «Vengo a fare una visita e mi si getta una bomba», ma lascia che il sindaco pronunci il discorso di benvenuto. Dopo egli e la moglie vogliono andare a visitare l'ufficiale ferito all'ospedale. Giunti a Lateiner Strasse, Gavrilo Princip che vi è in agguato spara due colpi di rivoltella; l'arciduca e la moglie sono ambedue gravemente feriti e muoiono poco dopo.

28, Sarajevo, l'arciduca Francesco Ferdinando viene assassinato assieme alla moglie proprio dal nazionalista serbo Gavrilo Princip.
[Molto si è discusso circa la responsabilità del governo serbo nel delitto. Gli amici del governo come Wickam Steed e Seton-Watson cercheranno sempre di esonerarlo da ogni colpa, insistendo che il complotto è stata opera di elementi bosniaci patrioti indignati per il regime oppressivo istituito dalle autorità austro-ungariche, specialmente dal governatore gen. Potierek.
Gli autori materiali sono senza dubbio giovani bosniaci esaltati (tanto giovani che né Gavrilo PrincipVaso Cabrinovic saranno condannati a morte perché minorenni). Ma non vi è dubbio che il movente del delitto è stato il timore di vedere realizzare il progetto dell'arciduca Francesco Ferdinando di creare una grande Jugoslavia in seno alla monarchia absburgica e quindi sottratta al predominio di Belgrado.
Questo timore ispira soprattutto i dirigenti serbi.
Vi sono per la verità due fatti ineccepibili:
- la dominazione esercitata in Serbia sul governo, e tutti i suoi organi compreso l'esercito, dalle società segrete, specialmente dalla Mano Nera;
- le rivelazioni dell'ex ministro serbo Ljuba Jovanovic.
Seton-Watson afferma che la Mano Nera non è ben vista da Belgrado e ciò forse è vero; ma nondimeno essa ha un grandissimo ascendente su di esso.
[I capi di questa società segreta hanno partecipato alla strage del Konak nel 1903 e re Pietro non osa né mettere in disparte coloro ai quali deve la corona e neanche non subirne l'influenza per timore di fare la stessa fine di Alessadnro Obrenovic e Draga Mašin.]
Quanto alla responsabilità del governo serbo, negata da questo e affermata dal governo di Vienna, le testimonianze sono alquanto contraddittorie e incerte.
Che il governo serbo abbia direttamente ordito il complotto pare escluso.

In un'intervista pubblcata il 30 giugno/1°luglio dal «Novoie Vremia» il dr. Spalaikovic, ministro serbo a Pietroburgo, accenna per la prima volta a quanto sa circa il progettato attentato, ma la notizia viene smentita dalla Ballplatz il giorno 3 luglio; il ministro serbo a Vienna Jovanovic [da non confondere con Ljuba Jovanovic] dichiara esplicitamente che non ha mai ricevuto alcuna informazione del genere dal suo governo ma che, conoscendo le condizioni agitate delle provicie meridionali della monarchia, si era recato di sua iniziativa dal ministro comune austro-ungarico delle Finanze Bilinski, che era anche ministro per la Bosnia-Erzegovina, per suggerirgli l'inopportunità della visita dell'arciduca a Serajevo proprio il giorno di S. Vito, poiché tale fatto sarebbe stato considerato dai serbi come una vera provocazione. Ma non sapendo nulla del complotto non ha potuto appoggiare a motivi espliciti il suo avvertimento, e o il Bilinski non ha attribuito importanza alla cosa, o, essendo stati fatti i preparativi per il viaggio dell'arciduca dall'autorità militare senza che questa tenesse al corrente il ministero per la Bosnia, egli ha creduto di non ingerirsene, essendo i due dicasteri in rapporti poco cordiali.
Certamente a Serajevo il servizio di ordine pubblico in occasione della visita dell'arciduca è stato molto deficiente e sono state omesse le più elementari precauzioni per la sua sicurezza.

Luglio
16
, Zagabria, il preventivato congresso dell'organizzazione segreta di gioventù serbo-croata non si tiene perché la situazione internazionale lo rende impossibile.
23, l'Austria-Ungheria dichiara guerra alla Serbia.


Ottobre
12
, Sarajevo, si apre il processo contro gli autori dell'attentato:
. Nedeljko Cabrinovic, 19enne, il primo fra gli interrogati;
. Gavrilo Princip, quasi 20enne,
[condannato a vent'anni di carcere duro, morirà in carcere, nella fortezza di Theresienstadt, il 28 apr 1918; colpito da una devastante tubercolosi ossea, gli sarà amputato un braccio.],
. Trifko Grabez,
. Vaso Cubrilovic, 17enne,
. Vaso Cabrinovic,
. Jakov Milovic,
. ? Kerovic, padre;
. ? Kerovic, figlio;
. Lazar Djukic;
. ecc.
[Tutti morti in carcere prima di Gavrilo Princip].
[Al gruppo fa parte anche Ivo Andric, 22enne – premio Nobel per la letteratura nel 1961 – che, arrestato alla fine del 1914, resterà in carcere fino al 1917.]

 

 

***

- T.G. Masaryk, leader dei "cechi realisti", si batte per i diritti delle minoranze slave nell'ambito della monarchia asburgica; allo scoppio della prima guerra mondiale fugge a Londra dove viene riconosciuto come leader del movimento dell'indipendenza ceca e slovacca;





1914
DEUTSCHE REICH
Guglielmo II
Albero genealogico

(Potsdam 1859-Doorn, Utrecht 1941)
primogenito dell'imperatore Federico III e della principessa inglese Victoria, e affetto da una paralisi parziale al braccio sinistro;
1888-1918, imperatore di Germania e re di Prussia;

-
Presidente
del Bundesrat
(consiglio federale)
Th. von Bethmann Hollweg
(1909 14 lug - 13 lug 1917)
Presidente
del Reichstag
-
-
Cancelliere del Reich
[Reichskanzler]
Th. von Bethmann Hollweg
(1909 14 lug - 13 lug 1917)
Segretari di Stato
Affari Esteri
-
-
-
-
-
-

1914
Dal 1913 l'SPD (Partito socialdemocratico tedesco) è il gruppo più forte della camera.

Luglio
I Guerra Mondiale:

Agosto
, ore 14:00, arriva un telegramma alla Hauptverwaltungsgebäude proveniente da Berlino; contiene due lettere D.K. (drohende Kriegsgefahr) (imminente pericolo di guerra);
ore 16:00, si annuncia la mobiltazione;
ore 19:00, la Germania dichiara guerra alla Russia;
2, Germania e Austria marciano l'una contro l'altra.
Ovviamente i nemici contrattaccano rapidamente.
Prima che le nazioni si dividano nei due gruppi le "Potenze Centrali" e gli "Alleati", 57 nazioni hanno già dichiarato guerra.
[vedi I Guerra Mondiale]

la Germania si schiera accanto all'Austria-Ungheria, contro Francia, Gran Bretagna, Russia e Giappone.

***

spartachismo
1914, esponenti della sinistra socialdemocratica tedesca, tra cui:
- R. Luxemburg
- K. Liebknecht
- F. Mehring
- W. Pieck
- Clara Zetkin
- A. Thalheimer
- K. Duncker
- P. Lange
costituiscono questo movimento politico (Spartacusbund o Lega di Spartaco) che critica duramente la direzione del partito e del gruppo parlamentare;
sostengono una politica di pace sociale e di appoggio dello sforzo bellico del Reich guglielmino, legittimata dalla tesi della difesa nazionale;


a




Regno di Baviera

Ludwig III (Monaco 1845-Sárvár, Ungheria 1921)
figlio di Luitpold di Wittelsbach e dell'arciduchessa Augusta di Austria-Toscana;
1912, alla morte del padre subentra come reggente del re Ottone I, colpito da grave squilibrio mentale;
1913-18, re di Baviera;
1914
-

Regno di Württemberg

Wilhelm II (Stuttgart 1848 - Schloss Bebenhausen 1921)
figlio di Friedrich Karl August e della p.ssa Katharine von Württemberg;
1891-1918, re di Württemberg;
1914
-

Albero genealogico
-


1914
REGNO di POLONIA
(Regno del Congresso)
[capitale Varsavia]
- dal 1864 il governo russo ha abolito il polacco come lingua ufficiale, soppresso ogni forma di governo locale e promulgata una riforma agraria molto più radicale di quella russa del 1861, per danneggiare la turbolenta nobiltà;
anche la chiesa cattolica viene perseguitata;
- dal 1892 opera il Partito socialista polacco, capeggiato poi da J. Pilsudski, dal quale si è staccata subito un'ala di sinistra, minoritaria, guidata da R. Luxemburg e J. Marchlewski;
- dal 1907, nella Galizia austriaca, si è creato un Partito contadino polacco che fa proseliti anche nelle regioni settentrionali;
-
1914
Agosto
Cracovia, J. Pilsudski crea un consiglio nazionale supremo e organizza delle legioni polacche inquadrate nell'esercito austro-ungarico;
Varsavia, un analogo consiglio viene costituito dallo zar Nicola II che si appoggia ai nazional-democratici di R. Domowski;






1914
Pietro I Karagjorgjevic
Albero genealogico

(1844 - 1921)
figlio di Alessandro, principe di Serbia;
1858, dopo la deposizione del padre, passa gran parte della sua vita all'estero ricevendo una buona educazione militare nella Scuola di Saint-Cyr in Francia;
sposa Zorka († ?), figlia del principe Nicola di Montenegro.
1903-18, re di Serbia;
1914
vecchio e malato, il re affida la reggenza al figlio Alessandro;

1918-21, re dei serbi-croati-sloveni;

Alessandro I Karagjorgjevic
Albero genealogico

(1888 - ottobre 1934)
figlio di Pietro I e di Zorka di Montenegro;
1914-18, reggente del regno Serbia nel periodo della prima guerra mondiale;

1921-29, re dei serbi-croati-sloveni;
1929-34, re di Jugoslavia;

presidente
del consiglio
N. Pašic
(1912 giu - nov 1918)
[fondatore del Partito radicale serbo (1881)]
ministro
degli interni
Stojan Protic
(? - ?)
ministro
degli esteri
-
ministro
della pubblica istruzione
Ljuba Jovanovic
(? - ?)
1914
L'ostilità dei serbi e in generale degli jugoslavi più fanatici contro l'arciduca Francesco Ferdinando si basa naturalmente sul suo noto progetto di assorbire nella monarchia absburgica la Serbia proprio nel momento in cui questa, esaltata dalle sue vittorie balcaniche, aspira a diventare il nucleo centrale di una grande Jugoslavia o piuttosto di una Serbia dominatrice di tutti gli altri popoli jugoslavi e anche di non molti non jugoslavi.
I terroristi croati dell'Austria e dell'Ungheria e i terroristi bosniaci non si rendono conto di quest'ultima possiibilità e vedono nell'arciduca solo l'avversario dell'idea di una Jugoslavia del tutto indipendente dalla monarchia absburgica e dominatrice di molti territori appartenenti alla Serbia.
Da notare comunque che i serbi, pur atteggiandosi a fautori di una unione generale dei popoli jugoslavi, non si sono mai liberati della loro gelosia verso i croati che sono cattolici e che non vogliono sottostare al predomino dei serbi ortodossi.
La tensione viene accentuata ancor di più da questo previsto viaggio in Bosnia dell'arciduca per assistere alle grandi manovre (data fissata 29 giugno, proprio il giorno di S. Vito o Vidovdan anniversario della battaglia di Kossovo) che hanno tutta l'apparenza di una specie di prova generale per una guerra contro la Serbia.
Luglio
23
, l'Austria-Ungheria dichiara guerra alla Serbia.
appena scoppiata la guerra l'esercito serbo resiste dapprima con successo sconfiggendo due volte gli invasori austro-ungarici;
REGNO del MONTENEGRO
Nicola I Petrovich Njegosh
Albero genealogico

(Njegoš, Montenegro 1841 - Antibes, Francia 1921)
1860-1918, principe del Montenegro;
1910-18, re del Montenegro (Nicola I)
[primo e ultimo sovrano di uno stato indipendente dal 1878, con uno sbocco sull'Adriatico: Antivari, e dal 1905 con una costituzione]

1914
prima guerra mondiale (1914-18): allo scoppio della guerra si schiera contro l'Austria-Ungheria a fianco della Serbia;


1914
Albania
Guglielmo di Wied
Albero genealogico
figlio di
1914

1914, feb-ago, principe di Albania;

Settembre
3, lasciata l'Albania (senza però abdicare), si imbarca sul vapore italiano Misurata; si reca prima a Lugano e poi in Germania dove riprende il suo posto come ufficiale dell'esercito imperiale.
Anche in seguito non abdicherà mai né rinuncerà ai suoi diritti alla corona. Ma non tenterà più di ritornare in Albania pur conservando per questo paese un vivo sentimento di affetto.

Primo ministro  
Turkhan Pascià Premeti
(1914 mar - giu)
Ministro della Guerra  
Essad Pascià
(1914 mar - giu)
Presidente e Comandante in capo  
Essad Pascià
(ott - ?)

1914

Febbraio
21
, come richiesto dalle grandi potenze, la Grecia adempie al suo impegno di evacuare l'Albania meridionale, ma chiede delle garanzie per la popolazione epirota, e intanto fomenta un movimento di agitazione a favore dell'annessione a mezzo delle truppe greche anccora nel paese e di ex-soldati greci facenti capo ad Argirocastro (dove la popolazione è in maggioranza musulmana e accanitamente anti-greca, e anche la minoranza ortodossa è, salvo pochissime eccezioni, contraria all'annessione alla Grecia).
Lo stesso giorno il principe tedesco Guglielmo di Wied accetta formalmente la corona di Albania e, dopo aver fatto una serie di visite ufficiali alle capitali delle sei grandi potenze, si reca in Albania.

Marzo
, Korcia è evacuata dai greci;
2
, ad Argirocastro, la regione reclamata, le autorità greche creano un governo provvisorio dell' "Epiro settentrionale" o "Epiro autonomo", e ne proclamano l'indipendenza:
- Presidente: Christaki Zographos (ex ministro degli Affari Esteri della Grecia e lo ridiverrà nel marzo 1915);
. Ministro degli Affar Esteri: Karapanos (deputato di Arta al parlamento greco);
. Ministro della Guerra: col. Doules (greco).
Tutta la struttura dell'Epiro settentrionale è una mistificazione, senza altro appoggio che ivpredetti "battaglioni sacri" comandati da ufficiali greci di carriera che sono stati temporanemente dimessi dall'esercito per rientrarvi appena compiuto il loro incarico.
7, il principe tedesco Guglielmo di Wied arriva a Durazzo; la commissione internazionale di controllo gli cede i poteri e il principe costituisce un governo:
. Primo ministro: Turkhan Pascià Premeti, ex ambasciatore turco;
. Ministro della Guerra: Essad Pascià;
altri membri del governo sono: Mufid Bey Libohova, Turtulis Bey, Adamidi Bey Frasheri, Hassan Bey Prishtina e Aziz Pascià Vrioni.
Essad Pascià è però odiato dall'Albania, sia del nord che del sud, e ha seguito soltanto nella zona centrale, ma anche qui è assai impopolare presso i suoi contadini che vedono in lui un proprietrio avido ed esoso.
Il ministero non è comunque popolare e salvo Essad Pascià e Aziz Pascià Vrioni gli altri ministri, assenti dall'Albania da molti anni, conoscono assai poco il paese.
30, il governo ellenico chiede alle potenze di rispondere alla sua nota del 21 febbraio circa le garanzie a favore degli epiroti di sentimenti greci; le potenze dopo trattative fra di loro si dichiarano disposte a consigliare il governo albanese a darvi soddisfazione;
ma intanto i greci stanno promuovendo rivolte contro le autorità a Korcia, Tepeleni e altrove, e gli epiroti grecofili, appoggiati dalle truppe regolari greche, hanno degli scontri con la gendarmeria e le truppe albanesi.
Le potenze ora intervengono e si svolgono a Corfù trattative fra la commissione di controllo e il governo dell'Epiro autonomo.

Aprile
14
, Valona, viene redatto e firmato il progetto di organizzazione del paese;

Maggio
17
, cessano le ostilità con l'accettazione delle cosiddette "Disposizioni di Corfù" che concedono una parziale autonomia, sotto il governo albanese, dell'Epiro.
Ora si giunge ad un conflitto fra il principe Guglielmo di Wied e Essad Pascià. Il principe ritiene quest'ultimo un traditore e lo fa arrestare, ma il ministro riesce ad imbarcarsi su un vapore italiano e parte per l'Italia, impegnandosi a non rientrare in Albania se non con l'autorizzazione personale del principe.
Il ministero quindi si dimette e Akif Pascià Elbasani è incaricato di formare il nuovo governo.
Scoppia un'insurrezone nell'Albania centrale che si crede sia fomentata da Essad Pascià, trattandosi della regione dove questi ha più influenza, ma sembra sia dovuta più che altro al malcontento dei contadini (con il contributo anche di agitatori turchi) perché il principe non ha saputo risolvere il complicato problema agrario.
23, gli insorti marciano su Durazzo e il principe si rifugia a bordo di una nave da guerra italiana, la Vettor Pisani;
sbarca poche ore dopo ma il suo prestigio è stato ormai gravemente scosso da questa partenza;
con la mediazione della commissine di controllo il principe concede un'amnistia ai ribelli ma ciò nonostnate i disordini continuano e la situazione si fa più complicata dal conflitto fra i rappresentanti dell'Italia e quelli del'Austria-Ungheria.

Giugno
15
, gli insorti attaccano Durazzo ma non riescono ad occupare la città; si trincerano nelle vicinanze;
18, truppe albanesi, fedeli al principe, compresi i mirditi e con la partecipazione degli ufficiali olandesi, attaccano gli insorti; ma l'assalto non riesce a causa delle liti tra gli attaccanti;
Akif Pascià Elbasani conclude ora un armistizio con gli insorti senza avvertire gli ufficiali olandesi, mentre i capi ribelli insistono per lo spodestamento del principe, onde le ostilità riprendono subito dopo senza esito positivo;
i greci approfittano della situazione per ricominciare le loro devastazioni nell'Albania meridionale, rioccupano Korcia, Klisura, Ersek, Berat e Tepeleni, commettendo atrocità di ogni sorta e distruggendo quasi 200 villaggi.
Questi fatti formano oggetto di interpellanze al parlamento britannico, ma i rappresentanti del governo non vogliono ingerirsene.
L'Albania, a differenza della Serbia e della Grecia, ha pochi amici all'estero e non gode alcun appoggio nella stampa internazionale.
Ismail Kemal Bey
ora torna in Albania e cerca di persuadere il principe ad andarsene; il principe si rifiuta e Ismail Kemal Bey riparte per l'Italia (dove morirà nel 1918).
Viene ora alla ribalta Ahmed Bey Zogu che si dichiara pronto a sostenere il principe contro gli insorti ed emana un proclama di leltà, senza però far nulla di pratico e la situazone rimane assai confusa.
Intanto la questione degli albanesi, dei territori attribuiti alla Serbia diviene acuta e fra i profughi del Kossovo, sotto Isa Boletinaz e Hassan Prishtina, rifugiatisi in Albania, matura un complotto contro la Serbia. Il principe simpatizza col movimento, ma non vuole darvi il suo appoggio aperto per non coinvolgere il paese in una guerra.

L'accordo in base alle "Disposizioni di Corfù" viene ratificato dai governi greco e albanese;
[Lo scoppio della prima guerra mondiale impedirà alle grandi potenze di dargli seguito. In effetti non vi è nulla di serio nelle rivendicazioni dei greci all'Epiro i quali non sono che una infima minoranza.]

Luglio
23, l'Austria-Ungheria dichiara guerra alla Serbia: ha inizio la I Guerra mondiale.
La notizia provoca profonda soddisfazione fra gli albanesi che hanno sofferto per le incursioni e le aggressioni dei serbi.

In questo momento in Albania gode molto prestigio la Gran Bretagna che sembra disinteressatamente favorevole all'indipendenza albanese, e anzi i malissori del nord sono alquanto anglofili; ma quando essa interviene nella guerra dalla parte dei serbi nascono dei dubbi negli albanesi.
Nell'Albania meridionale la Grecia è il nemico e si diffida molto della Francia e della Russia amiche di questo stato.
L'Albania centrale, dove il sentimento è ugualmente ostile all'Austria-Ungheria e alal Serbia, è in stato di anarchia per opera di bande irregolari.
Se le potenze dell'Intesa garantissero l'indipendenza dell'Albania e si pronunciassero a favore della restituzione del Kossovo essa si schiererebbe senz'altro dalla loro parte.
Anzi Ismail Kemal Bey propone l'intervento albanese a questa condizione e vuole che il col. Aubrey Herbert (ufficiale inglese ispirato a calda simpatia per gli albanesi e anche per i turchi) organizzi l'esercito.
Ma alla Russia e alla Francia l'indipendenza dell'Albania – che esse pure hanno garantito firmando il trattato di Londra – tale indipendenza non va a genio perché ostica alla loro protetta la Serbia, e la Grecia che l'Intesa vuole attirare dalla sua parte sarebbe resa definitivamente ostile da qualsiasi impegno che garantisca l'integrità territoriale albanese.

Agosto
gli ufficiali stranieri lasciano l'Albania per raggiungere i rispettivi paesi; i fondi dello stato sono esauriti e tutte le personalità responsabili, compreso il ministro di Germania, consigliano il principe di partire.
Alla fine del mese gli insorti riescono ad occupare Valona e già si avvicinano a Durazzo, inviando al principe un ultimatum ingiungendogli di andarsene.
Incapace di far fronte alle sanguinose lotte intestine, non gli resta altra via.

Settembre
3, il principe emana un proclama con il quale annuncia la sua partenza temporanea dall'Albania (senza però abdicare).
Si imbarca sul vapore italiano Misurata, affidando il palazzo alla commissione di controllo, il cui presidente è il console generale d'Italia Galli.

Arriva la commissione internazionale ma invece che ad ufficiali svedesi la gendarmeria viene affidata a ufficiali olandesi comandanti dal gen. de Weer.

24, fin da questo momento il governo montenegrino invia una serie di note alle potenze dell'Intesa cercando di stabilire delle accuse contro l'Albania e pretendendo che gli albanesi sotto ufficiali austro-ungarici stiano per aggredire il Montenegro (le accuse sono infondate).

6, gli insorti entrano in Durazzo issandovi la bandiera turca, ma subito dopo scoppiano dissensi tra loro. Si costituisce il senato albanese, e una delegazione viene inviata a Costantinopoli per offrire la corona al sultano o a qualche principe imperiale e i membri della Commissione di Controllo rimasti ancora nel paese, e cioè quelli italiano, francese e austro-ungarico, sono invitati ad andarsene, ciò che essi fanno.
La regione settentrionale cade di nuovo sotto il regime dei capi locali con Prenk Bid Doda alla loro testa, quella meridionale continua a essere devastata dalle bande epiroto-greche, mentre nel centro Essad Pascià cerca di riaffermare la sua autorità.
[Si dice che egli abbia offerto le zone periferiche alla Serbia, al Montenegro e alla Grecia, pur di restar padrone nel centro e, per quanto manchino prove concrete a questo riguardo, la cosa non sarebbe in contasto con il suo spirito e le sue tendenze.]

Ottobre
2
, Essad Pascià, con l'aiuto dei serbi, s'impossessa di Durazzo e costringe il nuovo senato a proclamarlo presidente e comandante in capo, ma il sentimento contro di lui si va intensificando.

Novembre
Il primo minsitro greco E. Venizelos approfitta di questo stato di cose e ottiene il consenso di sir Edward Grey per occupare temporaneamente Argirocastro allo scopo di «mantenervi l'ordine» a condizione che non sollevi obbiezioni all'occupazione italiana di Valona.
Le truppe greche rioccupano quindi tutta l'Albania meridionale.
22
, la regione, meno Valona, viene offerta dall'Intesa alla Grecia a condizione che intervenga a suo favore nella guerra; ma la paura della Bulgaria la induce per il momento a rifiutare.
23
, Durazzo, c'è una dimostrazione ostile a Essad Pascià e a favore della Turchia.
Nel momento in cui Essad Pascià si sta avvicinando all'Intesa, l'Italia gli dà un certo appoggio.
26, mentre una squadra italiana tiene in osservazione il porto di Valona, marinai e bersaglieri italiani lo occupano senza incontrare resistenza; Essad Pascià resta assediato in Durazzo e la Serbia e il Montenegro vogliono approfittare della confusa situazione per assicurarsi nuovi territori albanesi.

Dicembre
le autorità greche fanno però eleggere da piccole minoranze locali dell'Albania meridionale dei deputati al parlamento di Atene per assicurare il riconoscimento internazionale dell'annessione di questa regione alla Grecia senza che questa sia obbligata a intervenire nella guerra. Ma in seguito alle proteste dell'Intesa il governo ellenico deve escludere questi deputati dal parlamento.


20, Kruja, si riuniscono i delegati dei distetti contrari a Essad Pascià e vi costituiscono la cosiddetta "Unione di Kruja" sotto la presidenza di Mehmed Gjinali;
29, i membri della "Unione di Kruja" emanano un proclama per la riannessione del paese alla Turchia o la nomina di un principe turco a sovrano dell'Albania.
I distretti insorti vengono governati da un Comitato di benessere pubblico con sede a Tirana presieduto da Abdullah Rushdi Gjinali allo scopo di espellere Essad Pascià.
La situazione per parecchio tempo rimane assai confusa.


Allo scoppio della prima guerra mondiale il paese subisce una nuova occupazione da parte di greci, serbi, montenegrini, bulgari, austriaci e francesi, che ne tentano la spartizione;

Durante le trattative con l'Austria-Ungheria relative alla neutralità italiana l'Albania ha una parte importante.
Sonnino sostiene che l'interesse dell'Italia a questo paese è negativo, ossia che all'Italia preme soltanto di impedire che qualsiasi altra potenza vi si insedi senza volerla ora occupare. L'Austria-Ungheria pretende di aver diritto a compensi per il fatto che gli italiani sono sbarcati a Valona. L'Italia risponde che l'occupazione è una misura provvisoria intesa solo a garantire l'integrità albanese e impedire che la Grecia proceda all'annessione di tutta l'Albania meridionale come aspira a fare.



1914
REGNO di GRECIA

Costantino I

Albero genealogico

(Atene 1868 - Palermo 11 gennaio 1923)
figlio di Giorgio I re degli Elleni e di Olga di Russia;
1889, sposa la principessa Sofia di Hohenzollern, sorella del Kaiser Guglielmo II;
1912, comandante vittorioso delle truppe greche durante la prima guerra balcanica;
1913-17, 1920-22, re di Grecia;

Primo ministro
E. Venizelos
(1910 ott - mar 1915)
ministro
degli affari esteri
Streit
(? - ago 1914)
?
(1914 ago - ?)

1914
Gennaio
14
, in base alla decisione della conferenza degli ambasciatori, la Grecia ha anche le isole dell'Egeo, meno Imbro e Tenedo che rimangono alla Turchia, e il Dodecaneso che l'Italia continua ad occupare in attesa che la Turchia adempia a tutti i suo impegni in base al trattato di Losanna.

Luglio
23
, l'Austria-Ungheria dichiara guerra alla Serbia;
quando la Serbia viene invasa dall'Austria-Ungheria la Grecia che ne è l'alleata dovrebbe intervenire a suo favore ma essa interpreta il trattato di alleanza come implicante impegni solo nel caso che la Serbia fosse attaccata da un'altra potenza balcanica e alla domanda se la Serbia può contare sul suo appoggio armato, il ministro degli affari esteri Streit risponde che fino a quando la Bulgaria non attacca la Grecia rimarrà neutrale;
questa decisione è stata presa in un consiglio dei ministri presieduto dallo stesso re il quale vuole assicurarsi il mantenimento dello status quo nei Balcani quale è stato stabilito a Bucarest nel 1913;
comunque, le manifestate simpatie per la Germania da parte del re gli alienano il consenso dei liberali capeggiati da E. Venizelos, capo del governo (interventista fin dal primo momento);

Agosto
18
, il ministro degli Affari Esteri Streit informa il consiglio dei Ministri che il ministro di Russia ha accennato alla possibilità che la Grecia invii 150.000 uomini contro gli austro-ungarici sul Danubio per alleggerire la pressione sulla Serbia. A questa proposta il primo ministro E. Venizelos si dichiara pronto a mettere tutto l'esercito a disposizione dell'Intesa secondo l'invito di questa allo scopo di estendere ancora di più il territorio nazionale.
Dopo le precisazioni di Streit e le insistenze di E. Venizelos, il primo si dimette e il secondo reitera l'offerta dell'esercito greco all'Intesa; il re pur ammettendo la possibilità dell'intervento, vi acconsentirebbe solo a una condizione e cioè che l'esercito non sia inviato in alcun settore lontano da cui non potrebbe in caso di necessità difendere il paese contro la Bulgaria e chiede inoltre delle garanzie per l'integrità territoriale della Grecia.
La Gran Bretagna e la Francia invece vogliono solo impegnarsi ad impedire che la flotta turca esca dai Dardanelli. La prima quindi propone che si ricostituisca la Lega balcanica (come quella del 1912) e se ciò implica concessioni territoriali alla Bulgaria per parte della Serbia e della Grecia, queste riceverebbero dei compensi in Albania. Ma nessuno dei due stati vuole fare concessioni di sorta alla Bulgaria, onde il progetto cade.

La Gran Bretagna e la Francia stanno allestendo la spedizione ai Dardanelli.

Novembre
3
, da parte della Gran Bretagna e della Francia inizia il bombardamento navale nei Dardanelli, senza successo;



1914
IMPERO OTTOMANO
Mehmet V o Muhammad V
Albero genealogico
(Istanbul, 2 nov 1844 – Istanbul, 3 lug 1918)
figlio di 'Abd-ul-Mejid I e della sua sposa armena Tirimüjgan;
1909-18, XXXV sultano;
il suo ruolo è comunque privo di potere effettivo: le decisioni vengono in realtà prese da vari membri del governo ottomano;

Gran Vizir
Said Halim Pascià
(1913 giu - feb 1916)
ministro della Guerra
Ismail Enver Pascià
(? - ott 1918)
ministro della Marina
Ahmed Djemal o Gemal o Gamal Pascià
(? - ott 1918)
ministro dell'Interno
Mehmed Talat o Talaat o Tal'at (unico civile)
(? - ott 1918)
ministro
delle Finanze
Gawid Pascià (di origine ebraica)
(? - ott 1918)
* Nella titolatura ottomana Pascià è superiore a Bey.

1914
l'influsso del movimento progressista dei "Giovani turchi" determina i principali avvenimenti interni dell'impero turco;
la linea intransigente dei nuovi leader (Enver Pascià, Gamal Pascià, Talaat) esaspera i problemi delle minoranze balcaniche, armene e arabe e precipita l'impero nella disastrosa avventura della prima guerra mondiale;

Luglio
23
, l'Austria-Ungheria dichiara guerra alla Serbia.
31, il governo turco propone un'alleanza a quello tedesco il quale subito accetta; il trattato viene firmato ora, ma solo tre membri del ministero turco ne sono informati: il gran vizir Said Halim, il ministro della Guerra Enver e il ministro dell'Interno Talaat; i ministri delle Finanze e della Marina sono messi al corrente più tardi e lo stesso gran vizir crede che il trattato lasci la Turchia libera di restare neutrale anche nel caso che ci sia la guerra in Europa.
Invece Enver e Talaat ne sanno la reale portata, ossia che la Turchia puo restare neutrale nel conflitto fra l'Austria-Ungheria e la Serbia, ma se la Russia interviene e la Germania è costretta ad eseguire i suoi impegni come alleata dell'Austria-Ungheria anche la Turchia dovrebbe partecipare.

Un fattore che influisce molto sulla decisione turca è il sequestro delle due navi da guerra in costruzione nei cantieri britannici per conto della Turchia. I fondi necessari sono stati raccolti dalla Lega navale turca mediante pubblica sottoscrizione per iniziare la creazione di una marina da guerra ottomana, e tutta la popolazione vi è profondamente interessata.
Ma appena scoppia la guerra il governo britannico fa sequestrare le navi per la propria marina. Legalmente ha il diritto di farlo, ma l'effetto dannoso che produce in Turchia è del tutto sproporzionato al vantaggio di aggiungere le due navi alla sua già poderosa flotta.
Enver Pascià, pur essendo il principale esponente dell'influenza tedesca in Turchia, fa delle proposte anche alla Russia, impegnandosi a cooperare con essa combattendo contro gli stati balcanici ostili all'Intesa o attaccando l'Austria-Ungheria. Ma come contropartita pretende che la Russia riconosca in pieno l'indipendenza turca e modifichi i confini balcanici secondo i desideri turchi.
Il governo russo detta istruzioni al suo ambasciatore a Costantinopoli (che risponde a Sazonoff il giorno 5 con telegramma) di tirare le cose in lungo, senza prendere impegni categorici.

Agosto
, appena è evidente che la guerra non si può più evitare, la Turchia chiude gli Stretti e ordina la mobilitazione, come misure precauzionali, ma non è ancora sicuro l'intervento turco, malgrado il trattato con la Germania;
2, la Turchia firma un'alleanza segreta con la Germania, in base alla quale la Turchia rimarrà neutrale, a meno di un intervento russo nel conflitto austro-serbo, appena scoppiato;
4, la Gran Bretagna dichiara guerra alla Germania;
il ministero decide di non far nulla finchè non siano chiare le intenzioni della Bulgaria e della Romania;

Tal'at si schiera ancora a favore della neutralità; i rapporti diplomatici con la Gran Bretagna sono insoddisfacenti.
La missione navale britannica guidata dall'amm. Limpus e l'ambasciatore britannico sir Louis Mallet godono di ottima reputazione. A Londra l'ambasciatore ottomano, Haqqi Pascià, è riuscito nell'estate a negoziare una serie di accordi che ha risolto in maniera soddisfacente i punti di maggiorr disaccordo tra Turchia e Gran Bretagna, Francia e Germania concernenti gli interessi sulle reti ferroviarie in Mesopotamia e Siria, e sulla navigazione su Tigri ed Eufrate.
Un accordo ottomano-britannico definisce i confini tra Kuwait, Nagd e Iraq.

9, ora il ministero decide di allearsi con la Bulgaria e la Romania e di non intervenire in ogni caso finché i rapporti con questi due stati e con la Grecia non prendono una piega favorevole, e di iniziare trattative con gli ambasciatori di Francia e Russia.

Ma l'entrata nei Dardanelli della Göben e della Breslau muta radicalmente la situazione.
I moderati vogliono che le navi vengano disarmate e fatte uscire dalle acque territoriali turche; il governo turco invece decide di acquistarle, e ciò avvicina di molto l'intervento, poichè le navi, pur essendo nominalmente ottomane hanno sempre i loro comandi ed equipaggi tedeschi, ancorché portino il fez.
Alla fine la decisione viene forzata dal comandante tedesco delle predette navi.

Ottobre
, il governo russo dichiara che «questa guerra non sarà di alcuna utilità se non ci darà Costantinopoli e gli Stretti. Costantinopoli deve appartenere a noi e a noi soli. È la nostra missione storica, il nostro sacro dovere di innalzare di nuovo la croce della fede ortodossa sulla cupola di Santa Sofia. La Russia non sarebbe il popolo eletto se non cancellasse questa vergogna della Cristianità».
28, le due navi Göben e Breslau si scontrano con la flotta russa del Mar Nero e bombardano alcuni porti russi. Il governo turco non è stato preventivamente informato delle intenzioni dell'ammiraglio tedesco;
29, in una riunione del gabinetto turco la maggioranza dei ministri risulta contraria alla guerra e propone il licenziamento degli ufficiali tedeschi e la denuncia del trattato con la Germania.
Talaat, pur essendo interventista, ammette che tale azione è necessria se si vuole restare neutrali, ma afferma che la neutralità è praticamente impossibile finché Costantinopoli è sotto la minaccia dei cannoni tedeschi.
Si giunge quindi ad una transazione con la proposta all'Intesa per una inchiesta sulle responsabilità dell'accaduto.
Ma ora è la Russia a respingere la proposta.
31, l'ambasciatore russo lascia Costantinopoli.
In un consiglio di gabinetto alcuni ministri e membri del C.U.P. dicono che l'intervento darebbe alla Turchia la possibilità di riconquistare l'Egitto, Tripoli, Tunisi, Algeri e i territori musulmani della Russia. Il gran vizir Said Halim Pascià dichiara che si dimetterà se la guerra risulterà inevitabile ma di fatto è indotto a rimanere per qualche tempo anche dopo che la guerra è stata dichiarata, mentre quattro dei suoi colleghi moderati se ne vanno. Il Partito militare resta qundi padrone della situazione e intraprende un'attiva propaganda presso l'opinione pubblica.
Il paese in generale è sempre poco favorevole all'intervento ma non ha modo di farsi valere e il fatto che la guerra sarebbe se mai combattuta contro il nemico ereditario, la Russia, attenua l'opposizione.

Novembre
4
, la Russia dichiara la guerra alla Turchia;
5, la Gran Bretagna e la Francia seguono il suo esempio.
Lo stesso giorno la Turchia dichiara guerra agli alleati.
La questione dell'eventuale spartizione dell'Impero ottomano è quindi già all'ordine del giorno nelle discussioni fra gli Alleati.
Mentre all'inizio Francia e Gran Bretagna non nutrono aspirazioni ben definite al riguardo, la Russia invece ha il suo programma tradizionale preciso:
- acquistare una via aperta verso il Mediterraneo,
- estendere la sua dominazione dalla Transcaucasia ad una vasta zona dell'Anatolia,
- ristabilire la croce su Santa Sofia.
23, per destare l'entusiasmo della popolazione musulmana e nella speranza di cattivarsi l'appoggio dei musulmani sudditi dell'Intesa, viene proclamato [il] Gihad… con un manifesto firmato dal sultano nella sua qualità di califfo, dallo Scheikh-ul-Islam e altri digitari religiosi.
L'appello non consegue grande successo, perchè i turchi e i musulmani in genere non capiscono la differenza fra gli infedeli contro cui si battono e gli altri infedeli loro alleati.
Le potenze dell'Intesa ne sono dapprima un po' preoccupate, si astengono dall'arruolare in gran numero i musulanni nei loro eserciti e anzi immobilizzano 500.000 soldati, in parte metropolitani, nei loro possedimenti musulmani; ma più tardi si accorgono che non ce n'è bisogno.
Il movimento panislamico infatti finisce per svanire ed è sostituito dal movimento panturanico di cui Zia Goek Alp è il più attivo esponente e che mira all'espansione turca verso i paesi della Transcaucasia abitati da genti di razza turca.
______

Dichiara formalmente [la] Jihad [guerra santa] contro la Gran Bretagna, entrando in guerra a fianco di Germania e Austria; la dichiarazione non ha praticamente effetti pratici sull'andamento della guerra, ma viene sfruttata dalla propaganda tedesca, che la fa stampare in più copie e distribuire.
[Questa, in effetti, è l'ultima proclamazione della guerra santa "legale", poiché il califfato sarà abolito poco tempo dopo la sua morte; ciò nonostante, molti leader islamici proclameranno ancora la jihad.]

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La posizione della Turchia è di speciale importanza per l'assetto generale della guerra e il suo intervento rende impossibile l'invio di aiuti alla Russia che ne ha tanto bisogno; per tale scopo ora non restano che le vie difficilissime e di limitato rendimento di Murmansk e Arcangelo.
[Di tutti i belligeranti la Russia è la meno preparata alla guerra; ma se fosse possibile rifornirla abbondantemente e presto per la via del Mar Nero forse non ci sarebbe la rivoluzione o almeno non scoppierebbe che a guerra finita.]

La superficie totale della Turchia e di ca 1.750.000 kmq.
Il numero preciso della popolazione non è noto, non essendosi mai fatto un regolare censimento, ma si calcola sia ca 19-20 milioni di persone, di cui:
- 9-10 Mni di turchi,
- 6 Mni di arabi,
- 1,5 Mni di curdi,
- 1,5 Mni di greci,
- 1 Mne di armeni.
I turchi sono l'unico elemento su cui si possa contare con sicurezza per la guerra; gli arabi e i curdi non sono del tutto fidati, i greci e gli armeni nettamente ostili.
La rete ferroviaria è assai limitata – 5739 km fra Turchia europea e asiatica.
La linea Costantinopoli-Adana non è finita – la galleria attraverso il Tauro sarà terminata solo alla fine della guerra.
Il carbone non ce n'è che a Zunguldak sul Mar Nero e le navi che lo trasportano sono soggette ad essere affondate dai russi.
Le strade sono poche e pessime, scarseggiano gli autoveicoli e i trasporti devono essere effettuati in gran parte mediante carri a buoi o a dorso di cammelli.

Il ministro della Marina Gemal Pascià, che ha poco da fare, viene nominato comandante della IV Armata e in tale qualità diviene una specie di Alto commissario in Siria e Palestina.
Abile generale, è assistito da un brillante capo di SM tedesco, von Kressenstein.
Gli altri ministri contano pochissimo.


Durante la guerra la Turchia tenta due offensive, una contro la Russia e l'altra contro l'Egitto, ambedue fallite.

contro la Russia: la guerra inizia in modo disastroso per i turchi, in quanto, contrariamente ai consigli tedeschi, Enver Pascià, comandante in capo e ministro della Guerra, scaglia le sue truppe contro la Russia nel Caucaso nella speranza di sollevare una rivolta tra i musulmani dell'Asia Centrale che lo aiuti a realizzare il proprio sogno panturanico.
I russi si riprendono dall'attacco iniziale, mentre le truppe turche patiscono per il freddo glaciale. Inoltre in tutta l'Anatolia orientale i turchi sono minacciati dall'insurrezione degli amareggiati sudditi armeni, che interrompono le comunicazioni e formano gruppi di volontari a soccorso dei russi. Altri si arruolano nelle forze russe armene.
I turchi si vendicano ferocemente, ordinando la deportazione dell'intera popolazione armena dall'Anatolia orientale nella Siria settentrionale. Centinaia di migliaia sono uccisi, e un numero ancor maggiore muore di fame, freddo e malattie.
Muoiono tra il 1,2 e il 1,5 milioni di persone.
I nazionalisti armeni serberanno per sempre il rancore nei confronti dei rappresentanti dello stato turco!

Nonostante le disfatte sul fronte caucasico, la Turchia non è affatto perdente. Con la guerra impantanata in Francia e l'avanzata russa controllata da Germania e Austria, la Gran Bretagna cerca di estromettere la Turchia dalla guerra facendo sbarcare un grosso corpo di spedizione (con contingenti australiani) nella penisola di Gallipoli, per minacciare Istanbul. L'ispettore generrale tedesco Liman von Sanders dirige la difesa turca, mentre il suo principale collaboratore è Mustafà Kemal (il futuro Atatürk).
Nonostante la carenza di munizioni, i turchi combattono tenacemente, e nessuna delle parti riesce a sloggiare l'altra. Ma con il sopraggiungere dell'inverno è l'Inghilterra ad avere la peggio e a dover ritirare le proprie forze.
Il morale dellaTurchia sale; con una vasta operazione di reclutamento, le sue forze vengono aumentate di 52 divisioni, vael a dire 800.000 uomini.
Tuttavia i successi ottenuti contro la Gran Bretagna in Mesopotamia sono controbilanciati dalle continue avanzate dei russi nell'Anatolia orientale.
Le forze tuche vengono utilizzate su vari fronti.

contro l'Egitto: [vedi Egitto]

[Peter Mansfield, A History of the Middle East, 1991.]





1914
RUSSIA
Nicola II Romanov
Albero genealogico

(Carskoe Selo 1868 - Ekaterinburg, odierna Sverdlovsk 1918)
primogenito di Alessandro III e di Dagmar di Danimarca;
1894-1917, zar di Russia;

-
- Presidente della duma
[1912-1917, la duma, pur composta in maggioranza da oppositori all'assolutismo zarista, non riesce a svolgere un'azione politica di rilievo.]
Presidente del consiglio
-
I.L. Goremykin
(1914 feb - feb 1916)
Ministro degli Esteri
S.D. Sazonov
(1910 set - lug 1916)
Partito operaio socialdemocratico russo
1914
dal 1903 si è diviso due frazioni:
- bolscevica (maggioritaria)
- menscevica (minoranza):
P.B. Aksel'rod, Martov, G.V. Plechanov.
con la "domenica di sangue" si sono accentuate le divergenze tra bolscevichi e menscevichi;

1914

La Russia, prima della guerra mondiale (1914-18) conta circa 6 milioni di cattolici, ripartiti in 5 circoscrizioni:
- Archidiocesi: Mohilev;
- Diocesi: Tiraspol, Minsk, Kamieniec e Ztytomi.
CHIESA CATTOLICA
in RUSSIA
[Inizio 1914]
n.
membri
Archidiocesi
1
- Mohilev (2 vescovi)
Diocesi
4
- Tiraspol (2 vescovi)
- Minsk (1 vescovo)
- Kamieniec (1 vescovo)
- Zytomir (1 vescovo)
Chiese parrocchiali
614
Cappelle
581
Sacerdoti
[1 Facoltà di Teologia a Pietroburgo.]
896
Seminari e seminaristi
[+ 1 per gli Armeni]
6
Totali
Abitanti: ?; Cattolici: 6.000.000.
Sotto gli Zar i rapporti della Chiesa romana con lo Stato sono regolati in base al "Codice degli Affari Ecclesiastici per le Confessioni eterodosse" (Sved zakonov, vol. X/I, con i supplementi fino al 1916).
Secondo l'art. 66 della Legge fondamentale dello Stato e l'art. 1 del "Codice degli Affari Ecclesiastici per le Confessioni eterodosse", la libertà religiosa è concessa a tutti i cittadini dell'impero.
La religione principale dominante – esso dice – è la religione ortodossa, cristiana, cattolica, orientale.
Però tutti i sudditi dello Stato e gli stranieri, non appartenenti a questa Chiesa e viventi nello Stato russo, godono dappertutto del libero esercizio della fede e del culto secondo i loro riti.
Tuttavia, il fatto che il Ministero degli Interni sia autorizzto dall'art. 13 del "Codice degli Affari Ecclesiastici per le Confessioni eterodosse" e dal decreto 1.198 del 7 febbraio 1912 a «essere pienamente e comunque informato su tutte le manifestazioni della vita religiosa delle confessioni eterodosse», pone praticamente le varie Chiese in sua balìa.
Per i cattolici, in particolare, s'aggiunge l'art. 17 del Codice relativo ai loro rapporti con la Sante Sede:
«Tutti i cristiani di confessione cattolico-romana, soggetti allo Stato, sia ecclesiastici che laici, non possono corrispondere con la Curia romana, per le questioni relative alla loro confessione, che mediante il canale del Ministero degli Interni. Nessuna bolla, lettera o istruzione può essere pubblicata nell'Impero e nel Grande Ducato di Finlandia senza il permesso di Sua Maestà l'Imperatore e senza che il Ministero degli Interni abbia potuto assicurarsi in precedenza che tali atti non contengono alcunché di contrario alle decisioni, diritti sacri e privilegi della suprema autorità autocratica».
Nonostante queste restrizioni e la proibizione della propaganda cattolica in tutto l'Impero, la Chiesa romana:
- ha garantito l'insegnamento religioso nelle scuole per i figli dei suoi fedeli,
- può avere confraternite e congregazioni religiose, salvo esplicito rifiuto, caso per caso, del potere civile (circolare del Ministero degli Interni n. 1.016 del 1910) e, attraverso di esse, può svolgere una certa attività caritativa.
Impacci più severi riguardano invece l'amministrazione dei beni ecclesiastici, che deve sottostare alla supervisione degli uffici laici. Inoltre, mentre può ricevere doni e legati, non è però autorizzata, come del resto tutte le altre Chiese, a inviare denaro fuori dei confini dell'Impero.
[segue 1917»
[Carlo Falconi, La Chiesa e le organizzazioni cattoliche in Europa, Milano 1960, Edizioni di Comunità.]



Febbraio

prima guerra mondiale (1914-1918): dopo una vigorosa ripresa delle agitazioni operaie sin dal 1912, I.L. Goremykin, tornato alla testa del governo, dichiara guerra ad Austria e Germania;
a corte l'opera del monaco G. Rasputin, contrario alla guerra, fa il resto;
mentre si assiste al crollo del regime zarista, le pur abbozzate riforme agrarie proposte a suo tempo da P.A. Stolypin, assassinato nel 1911, restano sulla carta;

Luglio
23
, l'Austria-Ungheria dichiara guerra alla Serbia.

Sconfitta dei russi a Tannenberg da parte dei tedeschi.

COSACCHI
Alla vigilia della I guerra mondiale assommano a circa quattro milioni di individui. Durante la rivoluzione si scherano con l'Armata rossa (fino al 1918).


BESSARABIA [appartiene alla Russia]
1914
Ha una popolazione di 2.500.000 abitanti di cui la maggioranza (due terzi o poco più) romeni, il resto composto di piccoli russi (ucraini) e altri elementi etnici vari.
È stata annessa alla Russia parte nel 1812 e parte nel 1878, ma malgrado i tentativi del governo di Pietroburgo di russificarla non c'è riuscito.
Georgia [provincia russa dal 1801]

1914
si viene formando una corrente di pensiero marxista che fa della provincia un centro attivo della rivoluzione;



1914
REGNO di ROMANIA

Carlo I

Albero genealogico

(Sigmaringen, Prussia 1839 - Sinaia, Valacchia 1914)
figlio di Carlo Antonio († 1885) principe di Hohenzollern-Sigmaringen (1848-49, abd.) e di Giuseppina di Baden;
1866-81, principe di Romania;
1869, sposa la principessa Elisabetta di Wied (o Carmen Sylva);
1877, alleato della Russia nella guerra contro la Turchia, comanda personalmente le truppe romene distinguendosi nell'assedio di Plevna;
nel 1878 l'annessione della Bessarabia alla Russia in cambio della non desiderata Dobrugia ceduta alla Romania crea un aspro dissenso fra Romania e il neo principato di Bulgaria;
1881-1914, re di Romania;
- dal 1883 è legato alla Triplice alleanza;
1914
anche se dal 1883 è legato alla Triplice alleanza, con lo scoppio della prima guerra mondiale i principali uomini politici romeni gli impongono la loro linea favorevole all'Intesa mantenendo la Romania neutrale;
Ottobre
14
, muore senza eredi diretti e gli succede il nipote Ferdinando di Hohenzollern.

Presidente
del consiglio

Ion Bratianu
(? - 1914)

1914
Il paese in questo momento ha già ottenuto un aumento di teritorio nella Dobrugia meridionale, ma le sue aspirazioni nazionali sono lungi dall'essere soddisfatte.
Nei riguardi dell'Austria-Ungheria essa rivendica la Transilvania e la Bucovina, dove vivono molti romeni, e in quelli della Russia la Bessarabia, strappatagli dalla Russia in modo brutale nel 1812 e nel 1878.
Luglio
23
, l'Austria-Ungheria dichiara guerra alla Serbia.
Agosto
5
, Sinaia, il re convoca un consiglio della Corona per decidere sulla linea politica da seguire. Egli fa presente l'esistenza del trattato di alleanza della Romania con la Triplice alleanza concluso nel 1883 e rinnovato nl 1913; si dichiara convinto che gli Imperi centrali riusciranno vittoriosi e che il pericolo maggiore per la Romania proviene dalla Russia, onde ritiene che il paese dovrebbe allinearsi con la Germania e l'Austria-Ungheria.
Fra i presenti al consiglio il solo Carp è dello stesso parere. Il primo ministro I. Bratianu le cui simpatie sono orientate verso l'Intesa, si esprime invece a favore della neutralità, e così fanno Take Ionescu e altri, ma per il momento non viene presa alcuna decisione definitiva.
Il ministro Alessandro Radovici dichiara apertamente che la Romania non è preparata né armata, e la dichiarazione italiana di neutralità esercita molta influenza sui circoli dirigenti e sull'opinione pubblica in genere, essendo anche l'Italia nella Triplice alleanza.

La Romania non ha che 170.000 fucili e sebbene agli inizi dell'anno abbia ordinato materiale bellico per un valore di 200 Mni di franchi in Germania, allo scoppio della guerra il carico viene intercettato dall'Austria-Ungheria (lo lascierà transitare molto più tardi e solo contro consegne di grano e petrolio).
Ma anche questo materiale è ben poca cosa in vista di uno sforzo bellico moderno. Vi è inoltre difficoltà di mezzi per pagare altro materiale ancora indispensabile. Viene lanciato un prestito di 400 Mni di franchi e la Gran Bretagna ne accorda uno di altri 300 Mni di franchi ma i trasporti costituiscono un altro grave problema.

Cominciano intanto le pressioni e le offerte da parte dell'Intesa e da parte della Triplice alleanza per assicurarsi l'appoggio della Romania.
- La Germania offre alla Romania tutta la Bessarabia più Odessa e ritiene di poter indurre l'Austria-Ungheria a cederle parte della Transilvania e del Banato se interverrà a favore degli Imperi centrali o anche se si impegna a mantenrsi neutrale fino alla fine della guerra.
- La Russia, già all'inizio delle ostilità, le ha offerto, in cambio della sua neutralità, i paesi abitati in maggioranza da romeni in Transilvania e Bucovina. Non desidera l'intervento romeno per timore che venga sollevata la questione della Bessarabia su cui non intende fare alcuna concessione. Per di più l'Intesa nel suo insieme è imbarazzata per la questione del Banato al quale aspira anche la Serrbia alleata e belligerante.

Ottobre
il governo romeno segue l'esempio italiano e si dichiara neutrale;

Ferdinando I

Albero genealogico

(Sigmaringen, Prussia 1865 - Sinaia, Valacchia 1927)
figlio di Leopoldo (1835-1905) principe di Hohenzollern-Sigmaringen [fratello di Carlo I] designato (1870) alla corona di Spagna e di Antonia di Portogallo;
1889, viene adottato dallo zio, re Carlo I, e proclamato erede al trono;
1913, comandante dell'esercito romeno nella guerra balcanica;
1914
Ottobre
14
, succede allo zio Carlo I;
1914-27, re di Romania;

Presidente
del consiglio

Ion Bratianu
(? - 1918)

1914
Ottobre
poiché il nuovo re è meno legato alla Germania del suo predecessore, questo dovrebbe favorire l'Intesa; per questo gli Imperi centrali finiscono per rinunciare ad ogni speranza di un intervento romeno al loro fianco ma durante tutto il finire dell'anno fanno vive pressioni sul governo di Bucarest perché lasci transistare i rifornimenti destinati alla Turchia attraverso il suo territorio per la difesa de Dardanelli.

Il governo romeno continua a dichiararsi neutrale.



1914
REGNO di BULGARIA

Ferdinando

Albero genealogico

(Vienna 1861 - Coburgo 1948)
figlio di Augusto di Sassonia-Coburgo-Koháry († 1881) e di Clementina d'Orléans;
1887-1908, principe di Bulgaria;
1908-18, zar dei bulgari;

Presidente del consiglio
Vasil Radoslavov
(1913 - 1918)

1914
dal trattato di Bucarest in poi è inevitabile che la principale preoccupazione della Bulgaria è di vedere come almeno in parte riprendere i territori strappatile dai serbi, dai greci e dai romeni. La sua vecchia amicizia con la Russia e la sua trdizionale ostilità contro la Turchia perdono d'intensità di fronte alla indignazione contro i suoi vicini balcanici.

Luglio
23
, l'Austria-Ungheria dichiara guerra alla Serbia.

La Bulgaria, non in grado di intraprendere una nuova guerra, si dichiara neutrale, anche se comunque sarebbe orientata a favore degli avversari della Serbia.
I governi dell'Intesa, soprattutto quello britannico, fanno ogni sforzo per indurre la Bulgaria ad allinearsi dalla parte loro.
Il popolo bulgaro vuole a tutti i costi il riconoscimento e l'applicazione del trattato serbo-bulgaro dell marzo 1912 come base di discussione, ossia la cessione alla Bulgaria della Macedonia centrale con Monastir e Ohrida; le rivendicazioni verso la Grecia neutrale comprendono il territorio fra l'attuale frontiera greco-bulgara, la valle della Struma e l'Egeo, ma probabilmente i bulgari si accontenterebbero di una rettifica di confine che dia loro Cavalla e la valle della Mesta, e alla Romania, anch'essa neutrale, reclamano la restituzione della Dobrugia meridionale.
Vengono quindi iniziate trattative ma le potenze dell'Intesa non promettono nulla di concreto, rimanendo sul vago. Si capisce però anche la loro ragione nel senso che esse non se la sentono di costringere al Serbia, alleata e combattente, a fare dei sacrifici a favore di uno stato neutrale e non amico, anche se quest'ultima potrebbe – in vista di nuovi e vasti acquisti territoriali a spese delll'Austria-Ungheria – essere indotta a fare delle concessioni territoriali ai bulgari.
L'Intesa quindi non insiste. In Inghilterra vi sono alcuni uomini politici e pubblicisti, specializzati nelle questioni balcaniche e ispirati a vive simpatie per il bulgari – fra cui il deputato liberale Noel Buxton (futuro lord Noel Buxton) e il giornalista James Bourchier, da molti anni corrispondente del «Times» nei Balcani – che fanno di tutto per indurre il loro governo a far pressioni sulla Serbia nel senso indicato. Ma non vengono ascoltati.
Per la sua posizone geografica, la Bulgaria, essendo l'unico paese ad avere confini terrestri con la Turchia europea e attraverso il quale si potrebbe attaccare Costantinopoli, il suo intervento sarebbe essenziale e avrebbe probabilmente significato la immediata capitolazione della Turchia, che è già intervenuta dalla parte degli Imperi centrali.
L'intervento bulgaro dalla parte di questi invece vorrebbe dire la possibilità di inviare ogni possibile aiuto alla alleata Turchia.
Ma gli Imperi centrali sono espliciti nelle loro promesse, garantendole la piena soddisfazione delle sue aspirazioni se si unisse a loro.
La Bulgaria, per questa ragione, decide di marciare contro l'Intesa.
I serbi si preparano già ad attaccare la Bulgaria prima ancora che essa intervenga in guerra e ne sono distolti solo dalle pressioni dell'Intesa e particolarmente dalla Russia che conta sulle vecchie simpatie della Bulgaria per essa alla quale deve la sua liberazione nel 1878.
[Questo senso di gratitudine è stato tuttavia in gran parte eliminato dall'atteggiamento poco cordiale della Russia nelle guerre balcaniche.]





-
1914
III Repubblica
Presidente della Repubblica
R. Poincaré
(1913 18 feb - 18 feb 1920)
Presidente del Senato
Antonin Dubost
(1906 16 feb - 14 gen 1920)
Presidente della Camera
-
Presidente dell'Assemblea nazionale
(Senato+Camera)
Gaston Doumergue
(1913 dic-mar 1914)
-
-
-
Presidente del Consiglio
Gaston Doumergue
(1913 9 dic - 2 giu 1914)
Alexandre Ribot
IV
(9-12 giu)
R. Viviani
I
(13 giu - 26 ago)
R. Viviani
II
(1914 26 ago - 29 ott 1915)
Interni
René Renoult
(9 dic - 17 mar 1914)
L.-J. Malvy
(17 mar - 9 giu)
Paul Peytral
(9-13-giu)
L.-J. Malvy
(13 giu - 31 ago 1917)
Affari Esteri
Gaston Doumergue
(1913 9 dic - 9 giu 1914)
Léon Bourgeois
(9-13-giu)
R. Viviani
(13 giu - 3 ago)
Gaston Doumergue
(3-23 ago)
Théophile Delcassé
(26 ago - 13 ott 1915)
Colonie
A. Lebrun
(1911-14)
-
-
-
Guerra
A. Millerand
(1912-13)
A. Millerand
(1914-15)
Marina
-
-
-
Finanze
J. Caillaux
(1913 9 dic - 17 mar 1914)
René Renoult
(17 mar - 9 giu)
Étienne Clémentel
(9-13 giu)
Joseph Noulens
(13 giu - 26 ago)
A.-F.-J. Ribot
(26 ago - 20 mar 1917)
Commercio
e Industria
L.-J. Malvy
(9 dic - 17 mar 1914)
         
Lavori Pubblici
-
-
Lavoro
-
-
-
Giustizia
Jean Bienvenu-Martin
(1913 9 dic - 9 giu 1914)
Alexandre Ribot
(9-13 giu)
Jean Bienvenu-Martin
(13 giu - 26 ago)
A. Briand
(26 ago - 29 ott 1915)
Pubblica Istruzione
e dei Culti
R. Viviani
(1913 dic-mar 1914)
-
-
-

1914
Marzo
17
, il ministro delle finanze J. Caillaux è costretto alle dimissioni dopo che la sua seconda moglie Henriette ha ucciso il direttore del «Figaro» G. Calmette che lo aveva accusato di eccessivi cedimenti alla Germania.
[G. Calmette, d'accordo con la prima moglie, ripudiata, dell'politico aveva iniziato la pubblicazione di una compromettente corrispondenza amorosa tra il ministro delle finanze ed Henriette, del tempo in cui erano ancora amanti. Così la seconda "signora Caillaux" va nella sede del «Figaro e uccide il direttore.]

Luglio
Parigi, in Corte d'Assise, si apre il processo contro la "signora Caillaux", seconda moglie di J. Caillaux.
Mentre il processo è alle battute finali, un attentatore uccide Jean Jaurès, capo dei socialisti francesi, l'uomo che simboleggia il rifiuto della guerra. Era amico di J. Caillaux pure avverso alla guerra.
23, l'Austria-Ungheria dichiara guerra alla Serbia.
29, madame Henriette Caillaux viene assolta.

Agosto
, J. Caillaux torna alla direzione del suo partito.

Legione straniera
Il suo impiego:
1914-18, prima guerra mondiale.



1914
REGNO dei PAESI BASSI

Guglielmina

Albero genealogico

(l'Aia 1880 - castello di Het Loo, presso Apeldoorn 1962)
figlia di Guglielmo III re d'Olanda e della sua seconda moglie Emma di Waldeck-Pyrmont;
1890-1948, regina dei Paesi Bassi;
[dal 31 agosto 1898 ha assunto ufficialmente il potere]

Primo ministro
C. Van der Linden
(1913 - 1918)

1914
Luglio
23
, l'Austria-Ungheria dichiara guerra alla Serbia.
il governo riesce a conservare la neutralità del paese durante la prima guerra mondiale;



1914
REGNO del BELGIO

Alberto I

Albero genealogico

(1875 - 1934)
figlio di Filippo di Fiandra e di Maria di Hohenzollern-Sigmaringen;
1909-34, re dei belgi;

1914
Luglio
23
, l'Austria-Ungheria dichiara guerra alla Serbia.
Agosto
il paese viene invaso dai tedeschi che lo sottopongono ad un duro regime di occupazione militare;



1914
Granducato di Lussemburgo

Maria Adelaide di Nassau-Weilburg

Albero genealogico

(† 1924)
figlia di Guglielmo IV e di Maria Anna di Portogallo;
1912-19, duchessa di Nassau;
1912-19, granduchessa di Lussemburgo;

1914
Luglio
23
, l'Austria-Ungheria dichiara guerra alla Serbia.





1914
REGNO UNITO
di
GRAN BRETAGNA e IRLANDA
Giorgio V
Albero genealogico

(Marlborough House, London 3.6.1865 - Sandringham, Norfolk 20.1.1936)
secondo figlio di Edoardo VII e di Alessandra di Danimarca;
1877-92, presta servizio nella marina militare;
1892, diventa erede presuntivo al trono per la morte del fratello maggiore Alberto Vittorio;
1893, sposa la p.ssa Mary von Teck (1867-1953)
1901-10, principe di Galles;
1910-36, re di Gran Bretagna e Irlanda, imperatore delle Indie;
succeduto alla morte del padre;

Primo ministro,
Primo lord del Tesoro
[Prime Minister, First Lord of the Treasury]
Herbert Henry Asquith liberale
(1908 7 apr - 27 mag 1915)
Cancelliere dello Scacchiere
[Chancellor
of the Exchequer
]
D. Lloyd George
(1908 12 apr - 25 mag 1915)
Segretari di Stato
-
Affari Esteri e Commonwealth
-
-
Guerra
-
-
Affari Interni
-
-
Giustizia
-
-
Colonie
-
Commercio
-

1914
Luglio
23
, l'Austria-Ungheria dichiara guerra alla Serbia.

Novembre
con l'entrata in guerra della Turchia a fianco degli imperi centrali, la Gran Bretagna ha subito due preoccupazioni in Medio Oriente:
- la protezione del Canale di Suez e
- la protezzione del Golfo Persico.
Entrambi sono di importanza vitale, in quanto situati lungo la via dell'India: il Canale di Suez deve rimanere aperto per trasportare truppe indiane in Europa, e la regione del Golfo assume, in questo momento, un ulteriore valore per via degli impianti petroliferi di Abadan.

Dicembre
il governo inglese invia a Roma, in missione speciale, un ministro plenipotenziario e straordinario;
[Tuttavia, diventerà stabile (col grado di ministro) soltanto nel 1938, dando così luogo ad una certa reciprocità.]

1914
-



1914
REGNO di DANIMARCA
Cristiano X
Albero genealogico

(Charlottenlund 1870 - Copenaghen 1947)
figlio di Federico VIII e di Luisa di Svezia;
1912-47, re di Danimarca;
continua a favorire l'evoluzione democratica del paese;
1919-44, re d'Islanda;

1914
il re promuove l'evoluzione del regime parlamentare affermatosi definitivamente dal 1901;
Luglio
23
, l'Austria-Ungheria dichiara guerra alla Serbia.

ISLANDA

1914
-



1914
REGNO DI NORVEGIA
[dal 1905]
Haakon VII
Albero genealogico

principe Carlo (? - ?)
figlio di Federico VIII re di Danimarca e di Luisa di Svezia;
1905-57
, re di Norvegia;

Primo ministro
1914
Luglio
23
, l'Austria-Ungheria dichiara guerra alla Serbia.
prima guerra mondiale (1914-1918): si mantiene neutrale;


1914
REGNO di SVEZIA
Gustavo V
Albero genealogico

(Stoccolma, castello di Drottningholm 16 giugno 1858 – Stoccolma, 29 ottobre 1950)
figlio di Oscar II e di Sofia di Nassau;
1907-50, re di Svezia;
orienta inizialmente la politica svedese in favore della Germania;
negli anni successivi osserverà correttamente le regole del sistema parlamentare;

1914
Febbraio
un discorso del re sulla necessità di consolidare le forze armate svedesi, sia pure in funzione puramente difensiva, determina le dimissioni del ministro liberale e la costituzione di un governo conservatore, favorevole al programma di riarmo;
Luglio
23
, l'Austria-Ungheria dichiara guerra alla Serbia.


1914
Granducato di Finlandia
[relativamente autonomo]
- dal 1901 lo zar ha abolito la costituzione del 1869;
- dal 1910 la camera è sciolta, gli oppositori sono deportati in Siberia e l'assetto amministrativo del Paese è modellato su quello russo, con l'introduzione del russo come lingua ufficiale.
1914
Luglio
23
, l'Austria-Ungheria dichiara guerra alla Serbia.




1914
Presidente
Afonso Costa
(1913 - 1914)
[leader dei democráticos]
-

1914
Luglio
23
, l'Austria-Ungheria dichiara guerra alla Serbia.

 



1914
REGNO di SPAGNA
-
Alfonso XIII di Borbone
Albero genealogico

(Madrid 1886 - Roma 1941)
figlio postumo di Alfonso XII e di Maria Cristina d'Absburgo-Lorena;
1886-1931, re di Spagna;

Primo Ministro
Eduardo Dato Iradier
(1913 27 ott - 18 apr 1917)
Interni
-
-
Economia
-
-
-

1914
governa appoggiandosi alle "giunte" militari, all'alto clero e ai grandi proprietari fondiari e incoraggiando, spesso, una politica repressiva;

Luglio
23
, l'Austria-Ungheria dichiara guerra alla Serbia.

***

Isole Canarie:
-





1914
REGNO d'ITALIA
Vittorio Emanuele III
Albero genealogico

(Napoli 1869 - Alessandria d'Egitto 1947)
figlio di Umberto I e di Margherita di Savoia;
1878-1900, principe di Piemonte;
1896, Roma 24 ott: sposa la p.ssa Elena del Montenegro (1873-1952);
1900-46, re d'Italia;
1911-13, guerra italo-turca;
1914-18, I guerra mondiale;



1936-43, imperatore d'Etiopia
1939-43, re d'Albania;


PARLAMENTO
XXIV Legislatura
(1913 27 nov - 29 set 1919)
Presidente del Senato
G. Manfredi
emiliano
(1913 27 nov - 6 nov 1918)
Presidente della Camera
G. Marcora
lombardo
(1913 27 nov - 29 set 1919)
 
Presidenti
del Consiglio
G. Giolitti IV
piemontese
(1911 30 mar - 21 mar 1914)
A. Salandra
pugliese
(21 mar - 5 nov)
I
(1914 5 nov - 18 giu 1916)
II
Interno
Sottosegretario A. Falcioni
piemontese
(1911 30 mar - 21 mar 1914)
G. Celesia
barone di Vegliasco
toscano
(1914 21 mar - 18 giu 1916)
Esteri
A. Paternò-Castello
marchese di San Giuliano
siciliano
(1910 31 mar - † 16 ott 1914)
A. Salandra
pugliese
(16 ott - 5 nov)
[ad interim]
G.S. Sonnino
toscano
(1914 5 nov - 23 giu 1919)
Sottosegretario P. Lanza Branciforte
principe di Trabia
siciliano
(1909 11 dic - 21 mar 1914)
L. Borsarelli
marchese di Rifreddo
piemontese
(1914 21 mar - 23 giu 1919)
Guerra
ten.gen. P. Spingardi
piemontese
(1909 4 apr - 21 mar 1914)
ten.gen. D. Grandi
laziale
(21 mar - 10 ott, dim.)
magg.gen. V. Zuppelli
istriano
(1914 11 ott - 4 apr 1916)
Sottosegretario E. Mirabelli
campano
(1910 13 giu - 21 mar 1914)
ten.gen. G.C. Tassoni
emiliano
(21 mar - 14 ott)
A. Elia
marchigiano
(1914 15 ott - 9 lug 1915)
Marina
E. Millo di Casalgiate
ligure
(1913 29 lug - 12 ago 1914) 
L. Viale
ligure
(1914 13 ago - 23 set 1915)
Sottosegretario A. Battaglieri
piemontese
(1913 24 nov - 29 ott 1917)
Colonie
P. Bertolini
veneto
(1912 20 nov - 21 mar 1914)
F. Martini
toscano
(1914 21 mar - 18 giu 1916)
Sottosegretario E. de Nicola
campano
(1913 27 nov - 21 mar 1914)
G. Mosca
siciliano
(1914 21 mar - 18 giu 1916)
Tesoro
F. Tedesco
campano
(1910 31 mar - 21 mar 1914)
G. Rubini
lombardo
(21 mar - 5 nov)
P. Carcano
lombardo
(1914 5 nov - 29 ott 1917)
Sottosegretario A. Pavia
veneto
(1910 31 mar - 21 mar 1914)
A. Baslini
lombardo
(21 mar - 5 nov)
Ugo Da Como
lombardo
(1914 5 nov - 29 ott 1917)
Finanze
L. Facta
piemontese
(1910 31 mar - 21 mar 1914)
L. Rava
romagnolo
(21 mar - 5 nov)
E. Daneo
piemontese
(1914 5 nov - 18 giu 1916)
Sottosegretario C. Cimati
ligure
(1911 30 mar - 21 mar 1914)
Ugo Da Como
lombardo
(21 mar - 5 nov)
A. Baslini
lombardo
(1914 5 nov - 18 giu 1916)
Agricoltura, Industria e Commercio
F.S. Nitti
lucano
(1911 30 mar - 21 mar 1914)
G. Cavasola
piemontese
(1914 21 mar - 18 giu 1916)
Sottosegretario L. Capaldo
campano
(1911 30 mar - 21 mar 1914)
V. Cottafavi
emiliano
(1914 21 mar - 18 giu 1916)
Lavori Pubblici
E. Sacchi
lombardo
(1910 31 mar - 21 mar 1914)
A. Ciuffelli
umbro
(1914 21 mar - 18 giu 1916)
Sottosegretario L. De Seta
calabrese
(1911 30 mar - 21 mar 1914)
A. Visocchi
campano
(1914 21 mar - 18 giu 1916)
Grazia e Giustizia, e Culti
C. Finocchiaro Aprile
siciliano
(1911 30 mar - 21 mar 1914)
L. Dari
abruzzese
(21 mar - 5 nov)
V.E. Orlando
siciliano
(1914 5 nov - 18 giu 1916)
Sottosegretario C. Gallini
emiliano
(1911 30 mar - 21 mar 1914)
P. Chimienti
pugliese
(1914 21 mar - 18 giu 1916)
Istruzione Pubblica
L. Credaro
lombardo
(1910 31 mar - 21 mar 1914)
E. Daneo
piemontese
(21 mar - 5 nov)
P. Grippo
lucano
(1914 5 nov - 18 giu 1916)
Sottosegretario A. Vicini
emiliano
(1911 30 mar - 21 mar 1914)
G. Rosadi
toscano
(1914 21 mar - 18 giu 1916)
Poste e Telegrafi
G. Colosimo
calabrese
(1913 24 nov - 21 mar 1914)
V. Riccio
campano
(1914 21 mar - 18 giu 1916)
Sottosegretario A. Battaglieri
piemontese
(1911 30 mar - 21 mar 1914)
G. Marcello
veneto
(1914 21 mar - 18 giu 1916)
-
1914

Gennaio
31
- 2 febbraio, Roma, si svolge il congresso nazionale del Partito Radicale;

Febbraio

Marzo
4, il Partito Radicale decide di uscire dal governo;
la Camera approva il bilancio delle spese militari relative alla guerra in Libia nonostante il disavanzo del bilancio pubblico.
G. Giolitti rassegna le dimissioni e il re incarica, su consiglio dello stesso dimissionario, il pugliese A. Salandra;

Aprile
26-29
, Ancona, XIV Congresso nazionale del Psi: prevale ancora l'ala rivoluzionaria.
B. Mussolini
presenta una mozione che prevede l'incompatibilità dell'iscrizione al partito con l'appartenenza alla Massoneria.

La Camera vota la fiducia al nuovo governo di A. Salandra.

Pri
: di fronte al nuovo corso giolittiano si riaccende il dibattito interno tra l'intransigenza e le posizioni di quei deputati che volgono l'attenzione talora al riformismo o verso posizioni nazionalistiche e colonialistiche; il contrasto si risolve con il sopravvento dell'ala intransigente trainata da A. Ghisleri, Giovanni Conti e O. Zuccarini;

Maggio
Trieste, nuovi scontri tra sloveni e italiani: i rapporti tra i due Paesi tornano ad essere tesi.

Giugno
7-14, Ancona, alla festa dello statuto, nel corso di un comizio antimilitarista organizzato da repubblicani, anarchici e sindacalisti, si verificano scontri tra civili e forze dell'ordine; mentre la gente sfolla dopo un comizio di E. Malatesta alla Villa Rossa la polizia spara: vengono uccisi un anarchico e due repubblicani, 15 i feriti; inizia la "settimana rossa":
la risposta immediata è uno sciopero generale di protesta proclamato per due giorni dalla Confederazione generale del lavoro, diretta dai socialisti riformisti, che dalle Marche e dall'Emilia-Romagna si estende ad altri centri del paese venendo ad assumere un carattere preinsurrezionale, tanto che ad Ancona e in altre località è proclamata la repubblica;
privo di direzione e di obiettivi politici il movimento si esaurisce nell'arco di una settimana, testimoniando comunque la presenza di fermenti rivoluzionari nel popolo italiano, prima del conflitto mondiale, che trovano espressione politica nell'affermarsi dell'ala rivoluzionaria alla direzione del Partito socialista;
gli scontri partiti dalla Romagna si estendono a tutta Italia: 13 morti tra i dimostranti.
Pri: la tensione rivoluzionaria della "settimana rossa" contrassegna la svolta cui segue la campagna per l'intervento nella prima guerra mondiale, motivato sia con l'obiettivo della liberazione delle terre irredente sia con la solidarietà democratica internazionale contro gli imperi centrali;
intanto il suffragio universale ridimensiona la rappresentanza del partito mettendone in evidenza la dimensione minoritaria, nei cui limiti tuttavia risulta una certa vitalità: 20.000 iscritti, incidenza nelle amministrazioni locali, una presenza sindacale nella Confederazione generale del lavoro, ecc.;
all'indomani della guerra, c'è un'iniziale neutralità tra fascisti e socialisti,

Luglio
23
, l'Austria-Ungheria dichiara guerra alla Serbia.
28
, ha inizio la prima guerra mondiale.

Agosto
le potenze della Triplice Intesa (Russia, Inghilterra e Francia) invitano l'Italia a intervenire in guerra al loro fianco. Uguale richiesta è avanzata dalla Germania per la Triplice Alleanza.
2
, l'Italia, non riconoscendo gli estremi del casus foederis, dopo due lunghe sedute proclama la sua neutralità, sottraendosi agli obblighi della Triplice Alleanza, dato che non è stata preventivamente avvertita dell'iniziativa austriaca nei Balcani, riservandosi però la possibilità di un intervento a fianco di Austria e Germania in caso di compensi territoriali all'Italia.
Avvia poi trattative prima con la sola Vienna sull'interpretazione dell'art. 7 (relativo ai compensi nei Balcani), poi anche con la Triplice Intesa;
il ministro degli Esteri A. Paternò-Castello, marchese di San Giuliano, prospetta per la prima volta l'eventualità di una guerra a fianco della Triplice Intesa, "in caso di vittoria sicura" e in questo senso invita il nostro ambasciatore a Londra a prendere contatti con il ministero inglese.
Si richiama con anticipo la leva del 1894 e si stanziano 120 Mni di lire per le spese dell'Esercito.
Alla fine del mese arriva in Italia il deputato tedesco Albert Südekum, inviato dalla direzione socialdemocratica tedesca per sollecitare il Partito socialista a schierarsi con essa. I socialisti italiani oppongono, naturalmente, un netto rifiuto a quelle impolitiche avances: non possono uscire dalla loro ideologia neutralista per avallare proprio l'aggressione tedesca.

Settembre
riprendono le trattative con il ministro degli esteri inglese E. Grey secondo un piano che giustificherebbe l'intervento in guerra dell'Italia con l'incapacità dell'Austria di mantenere l'equilibrio politico ai confini tra Serbia e Italia. Il piano prevede un intervento nell'Adriatico contro la flotta austriaca.
13-14, Milano, al Consiglio dell'USI la maggioranza si dichiara per l'azione rivoluzionaria contro la guerra, mentre la minoranza favorevole ad una "guerra rivoluzionaria" viene espulsa.

Ottobre
10
, il ministro della Guerra, ten.gen. D. Grandi, si dimette;
16, muore il ministro degli Affari esteri, A. Paternò-Castello, marchese di San Giuliano;
18
, in un articolo sull'«Avanti!» B. Mussolini invita a passare a una neutralità attiva, ma sarà sconfessato dall'intero partito socialista che riaffermerà la sua neutralità.
Il ministro A. Salandra si dimette per contrasti interni con il ministro del Tesoro, G. Rubini, ma il re affida di nuovo ad A. Salandra l'incarico del nuovo governo.

Lo stesso mese a Firenze si tiene una riunione tra i parroci della città da cui emerge un orientamento contrario all'intervento «quando non siano minacciati i vitali e supremi interessi della patria, ritenendosi però necessaria un'adeguata preparazione militare per fare fronte ad ogni possibile evenienza».

Novembre
5
, A. Salandra si dimette per contrasti interni con il ministro del Tesoro, G. Rubini, ma il re gli affida di nuovo l'incarico del nuovo governo;
A. Salandra forma i il nuovo ministero aperto alla sinistra liberale;
S. Sonnino, ministro degli Esteri, risponde negativamente a una nuova pressione della Germania per un intervento in guerra al loro fianco;
B. Mussolini viene espulso dal Psi per le sue posizioni a favore dell'intervento e diventa direttore di un giornale «Il Popolo d'Italia» finanziato dalla destra liberale (in particolare dagli industriali zuccherieri).
Dall'«Avanti!» al «Popolo d'Italia»: a tutti gli osservatori il passo sembra un po' troppo lungo.

Lo stesso mese il procuratore generale di Milano riferisce che «scoppiata la conflagrazione europea, che fatalmente ancora dura, in qualche comunello e da qualche sacerdote del pergamo si cerca di dimostrare che la guerra doveva considerarsi come una meritata punizione per la Francia, staccatasi dalla Chiesa, ma anche ciò non portò a dimostrazioni o perturbamenti».

Dicembre
5
, nella seduta alla Camera G. Giolitti svela di aver rifiutato nell'estate del 1913 di associare l'Italia all'azione che l'Austria-Ungheria preparava già allora contro la Serbia, costringendo il governo di Vienna a desistere, momentaneamente, dall'aggressione.
Stupore di tutti, anche dei ministri in carica, ignari di quel retroscena. L'intervento di G. Giolitti vale a stringere immediatamente intorno a lui la grande maggioranza dei deputati che sostengono A. Salandra solo perché G. Giolitti lo vuole.
La sera stessa F. Turati comunica a A. Kuliscioff: «Abbiamo iscritto Giovannino, segretamente, nel nostro gruppo. È il solo che abbia la testa sulle spalle e oggi credo che abbia proprio, forse, salvato il paese e la monarchia».
Altri socialisti lo seguono in questa speranza, mentre la direzione del partito ribadisce la sua intransigenza «antiguerrafondaia».
13, Parma, nel suo discorso, dopo aver affermato che «i preti non vogliono la guerra contro l'Austria perchè è la nazione cattolica per eccellenza, ove l'Imperatore segue a capo scoperto il baldacchino nelle processioni del Corpus Domini» B. Mussolini si scaglia violentemente contro «il Papa Benedetto XV, che accoppia alla trinità dei suoi difetti fisici qualità intellettuali e morali inquietanti»; ed afferma che se rimanessimo neutrali questo Papa troverebbe il modo di portare al congresso della pace la questione romana contro l'Italia.

Il governo ottiene la fiducia del Parlamento.
Su iniziativa del ministro degli Esteri S. Sonnino l'Italia occupa Valona in Albania.
Le trattative avviate poco prima con l'Austria per valutare i compensi territoriali all'Italia, vengono bruscamente interrotte.

Lo stesso mese, secondo un rapporto riservatissimo dell'Ufficio informazioni del Comando supremo, i preti del Friuli orientale sono «quasi tutti austriacanti» ed «eccitano i contadini all'odio contro l'Italia».


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OVEST
-
-
-
-

1914
-

 


 

DOMINION OF CANADA
[Aggiunta alle altre province britanniche nel 1763, include la regione sulle due rive del fiume San Lorenzo grossolanamente delimitate da Anticosti a est e il Lago Nipissing a ovest.
Dal 7 nov 1763 la provincia (ex Canada francese) è stata divisa formalmente in tre distretti: Québec, Trois-Rivières, Montréal.
Nel 1791 la provincia è stata separata in due parti:
Basso Canada (francofoni) e Alto Canada (lealisti).
Nel 1841, con l'Act of Union sono stati nominati due primi ministri ma Canada Est e Canada Ovest continuano ad andare ognuna per la sua strada. Il sistema dura ben 25 anni (1842-67).
Nel 1867, 1° luglio, nasce ufficialmente la confederazione: Dominion of Canada.]
Governatore generale
Arthur W.P.A.
duca di Connaught e Strathearn
(1911 - 1916)
Primo ministro
Robert L. Borden
(1911 set - dic 1917)
[conservatore]

1914
-
All'inizio dell'anno decine di migliaia di canadesi sono senza lavoro e la situazione peggiora di giorno in giorno.
Mentre i sindacati chiedono immediate misure, tra cui in particolare la chiusura delle frontiere all'immigrazione, da parte del governo federale e delle autorità locali non viene adottato alcun piano di emergenza.
Di fatto, la depressione ha termine solo quando, nella lontana Europa, i colpi di pistola di Serajevo precipitano il mondo intero nel più grande conflitto sinora mai visto.

Agosto
4
, prima guerra mondiale (1914-18): la dichiarazione di intervento della Gran Bretagna contro la Germania pone automaticamente il Canada, come membro dell'Impero, in stato di guerra senza che vi sia bisogno di una delibera del Parlamento.
Anche nelle grandi città canadesi, come in tutte le capitali europee, si ripetono le manifestazioni di entusiasmo patriottico alimentate dalla certezza che il conflitto sarà breve: le grandi forze dell'impero britannico non possono non prevalere sul nemico in un breve volgere di tempo.
Viene approvato il War Measures Act che dà in sostanza al governo la facoltà di affrontare l'emergenza bellica attraverso la sospensione del normale processo legislativo. La legislazione per decreto diviene di uso corrente e viene dato ai funzionari il potere di ordinare arresti e detenzioni senza fare ricorso alla magistratura.
Si tratta di una cosa mai vista sinora nella storia canadese, una sorta di "dittatura democratica" in nome dell'emergenza bellica.
Ci sono circa 500.000 persone originarie della Germania e dell'Austria-Ungheria che tecnicamente si qualificano come "enemy aliens" perché non hanno ottenuto la cittadinanza canadese.
Il governo canadese emana regolamenti che prevedono la registrazione dei sudditi nemici e più di 8.000 persone vengono internate in campi di detenzione. Quasi tutti gli internati sono immigrati di origine ucraina.
Viene inoltre stabilito un severo sistema di censura che controlla accuratamente la stampa per tutta la durata della guerra, anche razie alla completa cooperazione dei direttori di giornali e riviste.
Al pubblico canadese viene dunque tenuta nascosta la dura realtà quotidiana del fronte occidentale, mentre la propaganda britannica diffonde immagini rassicuranti sull'andamento del conflitto e contribuisce ad aumentare l'odio contro il nemico con notizie, spesso inventate di sana pianta, sulle atrocità tedesche nei territori occupati.

Tra la fine del sec. XIX e il 1914 sono entrati in Canada circa 120.000 italiani.
Alla vigilia della I Guerra Mondiale (1914-18) il Canada conta 46.000 residenti permanenti di origine italiana, e i censimenti non tengono conto di altre migliaia che continuano nella pratica di spostarsi tra Stati Uniti e Canada oppure emigrano solo per la stagione lavorativa. Proprio per questo motivo le comunità di origne italiana delle maggiori città variano grandemente nel numero a seconda dei periodi.

QUÉBEC
Vescovo di Montréal
-

1914
-

Agosto
5
, Montrèal, scrive «La Patrie»: «Non ci sono più francocanadesi e anglocanadesi ora esiste solo un'unica razza unita da vincoli saldissimi in una causa comune».
L'arcivescovo di Montréal, Paul Bruchési (1855-1939), afferma che l'Inghilterra ha protetto la libertà e la fede dei quebecchesi e ora è giunto il momento di dare una prova tangibile della riconoscenza che è dovuta alla corona britannica.

Settembre
14
, lo stesso Henry Bourassa, l'accanito nemico dell'imperialismo, non prende posizione contro l'impegno canadese in guerra anche se il suo giudizio è ispirato al realismo politico.
Su «Le Devoir» egli dichiara che senza alcun dubbio gli interessi del Canada non sono in alcun modo minacciati ma che, ciò nonostante, esistono legami etnici, intellettuali ed economici con la Gran Bretagna e la Francia troppo forti perché si possa restare indifferenti alla sorte delle due madrepatrie.
Il Canada deve dunque dare il suo contributo senza però dimenticare la sua peculiare posizione. È quindi necessario dosare accuratamentwe l'aiuto da prestare alla Gran Bretagna.

Nel clima del fervore ultrapatriottico questi ammonimenti non hanno peraltro la possibilità di essere ascoltati e lo stesso avviene per le dure critiche di pacifisti come James S. Woodswoorth (1874-1942) o Francis Beynon (1884-1951), giornalista della «Grain Growers' Guide» di Winnipeg.

Ottobre
Québec, all'inizio del mese una forza di 31.200 uomini salpa alla volta dell'Europa con destnazione un campo di addestramento in Gran Bretagna;
[È il più grande contingente militare che abbia sinora attraversato l'Atlantico.]

 

 

ONTARIO
-
-

1914
-

L'entusiasmo è al massimo nel Canada inglese dove il patriottismo attecchisce naturalmente tra i recenti immigrati dalle isole britanniche. proprio questo gruppo fornisce il 65% dela prima leva di volontari.
[In totale, alla fine della guerra, risulterà che più della metà dei volontati arruolatisi è nata in Gran Bretagna.]


NEW BRUNSWICK
-
-

1914
-

NOVA SCOTIA
-
-

1914
-

MANITOBA [dal 1870]
-
-

1914
Il contributo femminile allo sforzo bellico ha come conseguenza un significativo maggiore impegno di molte organizzazioni femminili nella lotta per il pieno riconoscimento dei diritti politici delle donne.
Tra queste è particolarmente attiva la Manitoba Political Equality League, che sotto l'impulso della giornalista Cora Hind (1861-1942) conduce da tempo un'attiva campagna a favore del suffragio femminile.
La lega crea un "Parlamento delle donne" presieduto dalla nota scrittrice Nellie McClung (1873-1951), e anche attraverso questo strumento essa stabilisce stretti contatti con le organizzazioni suffragiste delle altre province.


NORTHWEST (territori) [dal 1870]
-
-

1914
-


BRITISH COLUMBIA [dal 1858]
[nel 1866 ha incorporato l'Isola di Vancouver e dal 1871 fa parte della confederazione.]
Primo ministro della provincia
-

1914
-

 

ISOLA DEL PRINCIPE EDOARDO
[Dal 1873 fa parte della confederazione.]
Primo ministro della provincia
-

1914
-

 

TERRITORIO DELLO YUKON [creato nel 1898]
   
1914
-
ALBERTA [creata nel 1905]
   
1914
-
SASKATCHEWAN [creata nel 1905]
   
1914
-

 

TERRANOVA
Primo Ministro
Edward P. Morris
barone Morris
(1909 - 1917)

1914
-

 


UNIONE degli STATI UNITI d'AMERICA
Presidente degli Stati Uniti
Th.W. Wilson [28°]
(1913 4 mar - 4 mar 1921)
[Pd]
Vicepresidente
-
Segretario di Stato
[Ministro degli Esteri]
-
Ministro del Tesoro
-
Ministro della Guerra
-
Presidente della Corte Suprema
E.D. White Jr
(1910 19 dic - 19 mag 1921)

1914
Gennaio
-

intervento americano in Messico, in seguito all'insurrezione indipendentista;
gli Stati Uniti stabiliscono un controllo militare su Haiti (ratificato nel trattato del 1916);

Luglio
23
, l'Austria-Ungheria dichiara guerra alla Serbia.
28
, ha inizio la prima guerra mondiale.

Nel corso della prima settimana di ostilità, la Gran Bretagna taglia il cavo transatlantico fra Germania e Stati Uniti ed è quindi in grado di censurare tutte le notizie di guerra provenienti dalla Germania ad eccezione dei dispacci via radio.
Un altro punto a favore degli Alleati è che raramente i giornali americani hanno propri corrispondenti in Europa e quindi finiscono per basarsi molto sulle agenzie di stampa controllate dagli Alleati.
Gl inglesi inoltre arrivano a escogitare metodi alquanto elaborati per convincere l'opinione pubblica americana. Il loro ufficio per la propaganda di guerra inonda gli Stati Uniti di opuscoli: fra coloro che scrivono per questo ente ci sono autori famosi, ben noti ai lettori americani:
. Joseph Conrad,
. Rudjard Kipling,
. Arthur Conan Doyle.
I tedeschi a loro volta fanno sforzi notevoli per persuadere gli americani che la loro causa è giusta, ma trovano difficile superare i pregiudizi americani e in definitiva la loro propaganda si rivela inefficace.
La campagna propagandistica inglese, d'altra parte, è progettata e realizzata con grande professionalità:
- da un lato si evita accuratamente di dare l'impressione che si cerchi di coinvolgere gli Stati Uniti nella guerra,
- dall'altro si fa ogni sforzo per inculcare l'idea che Gran Bretagna e Stati Uniti sono democrazie sorelle e che la guerra contrappone la democrazia all'autocrazia.

Agosto
il presidente Th.W. Wilson rende pubblica la dichiarazione di neutralità; quella europea è una guerra «con cui non abbiamo niente a che fare e le cui cause non ci possono toccare»;
in pratica tutti gli americani sono a favore della neutralità; tenersi al di fuori delle dispute europee è una tradizione nazionale consacrata;
ma neutralità non significa imparzialità… e gli americani sono costretti a prender posizione in una guerra fra paesi europei con cui quasi tutti loro hanno legami di sangue.
Almeno un terzo della popolazione americana è costituita da immigrati o figli di immigrati e, per quanto si faccia un gran parlare di crogiolo di popoli, la coscienza etnica resta una forza potente.

[Per quanto riguarda la guerra in Europa:
- il maggior gruppo etnico immigrato negli Stati Uniti, quello tedesco, diviene manifestamente e acriticamente favorevole alla Germania;
- persiste la vecchia tendenza antibritannica degli irlandesi d'America;
- ricordi di antichi torti inducono gli ebrei americani a esprimere un rumoroso astio nei confronti dello zarismo, e gli immigrati polacchi e cechi ad appoggiare i movimenti per l'indipendenza nazionale.
Il persistere dei legami con il Vecchio Mondo, fenomeno ampiamente denunciato come "hyphenism" (la fedeltà a due paesi diversi, quello d'origine e quello d'adozione), rende gli americani consci della loro mancanza di coesione e rafforza la loro determinazione di restare neutrali.
Tuttavia la maggior parte degli americani simpatizza per gli Alleati, o piuttosto per la Gran Bretagna, la Francia e il Belgio, poiché la Russia autocratica è impopolare.]
Per quanto riguarda il governo, a parte il ministro degli Esteri William Jennings Bryan che non si schiera a favore di nessuno dei belligeranti, l' "amministrazione Wilson" è fortemente orientata a favore degli Alleati.
L'ambasciatore americano a Londra, Walter Hines Page, è così parziale nei confronti della causa inglese che "ammorbidisce" le note di protesta da lui consegnate e a volte consiglia sir Edward Grey sul modo in cui rispondere.
Favorevoli agl Alleati sono anche l'uomo d'affari texano col. Edward M. House, il consigliere più fidato e più vicino a Th.W. Wilson, e Robert Lansing (subentrerà a William Jennings Bryan come ministro degli Esteri nel 1915).

Settembre

[L'idea originaria di Th.W. Wilson di rivedere lo Sherman Antitrust Act aveva posto l'accento sul modo legale di vietare il monopolio: ha consigliato quindi:
- l'abolizione dei consigli di amministrazione interdipendenti,
- l'accertamento e la punizione di qualunque "restrizione indebita del commercio",
- l'istituzione di una nuova commissione che controllasse l'andamento del mercato.
Ma, influenzato dall'avv. Louis D. Brandeis di Boston, Th.W. Wilson finisce per favorire qualcosa di simile al vigoroso regolamento amministrativo che aveva criticato quando era stato varato da Th. Roosevelt nel 1912.]

Ora la nuova politica antitrust di Th.W. Wilson diviene così parte integrante del Federal Trade Commission Act.
Il provvedimento istituisce una commissione di controllo col compito di indagare nel mondo degli affari, autorizzandola a investigare sulle attività di tutte le società che si occupano di commercio fra gli stati e a intraprendere azioni legali contro chi fa ricorso a metodi di concorrenza sleale.

Ottobre
viene emanato il Clayton Act, collegato al provvedimento precedente, che è una versione annacquata della soluzione originale di Th.W. Wilson al problema dei trust.
Inteso a rafforzare lo Sherman Antitrust Act, proibisce determinate pratiche:
- la diversificazione dei prezzi, che tende a indebolire la concorrenza e a promuovere il monopolio;
- gli sconti fatti a condizione che ci si impegni a non acquistare dalla concorrenza;
- consigli di amministrazione interdipendenti nelle industrie con un capitale superiore al milione di dollari.

Il Clayton Act, favorisce anche i sindacati, stabilendo che essi non sono organizzazioni illegali per ostacolare il commercio e che scioperio e picchettaggi pacifici e il pagamento di indennità in caso di sciopero non sono illegali.
Inoltre, durante le vertenze operaie non si deve ricorrere a ingiunzioni della magistratura "a meno che non si renda necessario per impedire danni irreparabili alla proprietà".
Gompers gratifica il Clayton Act del titolo di "Magna charta del lavoro", visto che non è più concesso intraprendere azioni legali nei confronti dei sindacati invocando lo Sherman Antitrust Act.

Ma la nuova legge non muta – e in effetti non ne ha nemmeno l'intenzione – la posizione legale dei sindacati.

[Negli anni venti i tribunali continueranno a considerare illegali determinati tipi di sciopero e di boicottaggio.]

Benché Th.W. Wilson abbia tacitamente ammesso che la soluzione di Th. Roosevelt al problema dei trust è l'unica possibile, non è comunque disposto ad accettare le altre misure previste dalla piattaforma progressista del 1912.
Ritenendo che la riforma sia stata più che sufficiente, resiste a qualunque pressione per ulteiori innovazioni.
Allo scopo di non favorire indebitamente un particolare settore:
- blocca un decreto che consente alle banche federali di concedere crediti agricoli a lungo termine;
- si rifiuta di appoggiare una legge sul lavoro minorile, che a suo giudizio è incostituzionale;
- non vuole aver nulla a che fare con l'emendamento che concede il diritto di voto alle donne, sostenendo che è una decisione da prendere a livello statale.

Finora la maggior parte dei negri trasferitisi al Nord hanno abitato in quartieri misti, sia pure raggruppati in particolari zone urbane. Con l'incremento del numero degli abitanti di colore, però, i bianchi cercano di confinarli in determinati rioni, di solito i più squallidi, e finiscono per rendere obbligatoria tale segregazione con ordinanze delle autorità cittadine.
Ormai il ghetto riservato ai negri è una caratteristica permanente delle città americane.
Quartieri come:
- San Juan Hill e Harlem a New York;
- Sebenth Ward a Philadelphia;
- South Side a Chicago;
- West End ad Atlanta,
diventano giorno dopo giorno espressioni degli aspetti più deteriori del livello di vita della gente di colore:
- case affacciate su vicoli maleodoranti,
- insufficiente presenza di medici e poliziotti,
- scuole scadenti,
- numero eccezionalmente elevato di malattie,
- mortalità infantile,
- episodi di criminalità.

Malgrado i suoi guai con la giustizia e la scarsa stima presso l'opinione pubblica, l'AFL (American Federation of Labor) continua ad aumentare.
Quest'anno conta oltre due milioni di iscritti: solo l'11% della manodopera non agricola, ma un numero imponente vista la concorrenza dell'IWW (Industrial Workers of the World).

_______________________


Tra il 1860 e il 1890 i salari reali sono aumentati in misura notevolissima e l'incremento è continuato, sia pure a ritmo ridotto, tra il 1897 e il 1914, dopo una breve battuta di arresto.
La durata dell'orario di lavoro settimanale è passato dalle 66 ore del 1860 alle 55 ore del 1914.
All'interno della classe lavoratrice non tutti si sono però avvantaggiati allo stesso modo:
- i lavoratori specializzati hanno avuto aumenti più forti dei generici,
- i membri del sindacato hanno avuto più vantaggi dei non iscritti.
- al Nord si è guadagnato più che al Sud.
La media del salario annuo di un lavoratore del settore tessile e dell'abbigliamento del Nord durante il primo decennio del 1900 è però di 400 dollari, una cifra lontana dai 650 dollari ritenuti il minimo vitale per una famiglia media. Ciò aiuta a capire l'alta incidenza del lavoro femminile e minorile.
Perdipiù – come affermerà un rapporto della commissione federale per le relazioni industriali del 1915 – da un terzo alla metà di tutte le famiglie di salariati degli Stati Uniti vivono al di sotto del limite di povertà
Ciò significa che il costo sociale dello sviluppo industriale negli Stati Uniti, come del resto in Europa, è stato disastrosamente alto.

"Bureau of Investigation":
-



 

 

 


 


 

 

[Maldwyn A. Jones, Storia degli Stati Uniti, Bompiani 1984.]

 




[01] DELAWARE [dal 7 dicembre 1787] - cap. Dover
[Primo stato a ratificare la Costituzione degli Stati Uniti d'America.
Non esistono collegamenti fra chiesa e stato e una grande libertà religiosa si è affermata sin dall'inizio.]
Governatore
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1914
Gennaio

-

 

[02] PENNSYLVANIA [dal 12 dicembre 1787] - cap. Harrisburg
[Non esistono collegamenti fra chiesa e stato e una grande libertà religiosa si è affermata sin dall'inizio.]
Governatore
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1914
Gennaio

-

 

[03] NEW JERSEY [dal 18 dicembre 1787] - cap. Trenton
[Non esistono collegamenti fra chiesa e stato e una grande libertà religiosa si è affermata sin dall'inizio.]
Governatore
-

1914
Gennaio

-

 

[04] - [04] GEORGIA [dal 2 gennaio 1788] - cap. Atlanta
[Già ammesso nell'Unione nel 1780 ma ratificato solo il 2 gennaio 1788.
Riammesso al Congresso il 30 marzo 1870.]
Governatore
-
-

1914
Gennaio

-




[05] CONNECTICUT [dal 4 gennaio 1788] - cap. Hartford
Governatore
-

1914
Gennaio

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[06] MASSACHUSETTS [dal 6 febbraio 1788] - cap. Boston
Governatore
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1914
Gennaio

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[07] MARYLAND [dal 28 aprile 1788] - cap. Annapolis
Governatore
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1914
Gennaio

-

 

 

 






[08] - [01] SOUTH CAROLINA [dal 23 maggio 1788] - cap. Columbia
Governatore
-
-

1914
Gennaio

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[09] NEW HAMPSHIRE [dal21 giugno 1788] - cap. Concord
Governatore
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1914
Gennaio

-

 





[10] - [08] VIRGINIA [dal 26 giugno 1788]- cap. Richmond
[Riammesso al Congresso il 30 marzo 1870]
Governatore
-
-

1914
Gennaio

-

 





[11] NEW YORK [dal 26 luglio 1788] - cap. Albany
[L'anglicanesimo è la religione di stato in quattro contee.]
Governatore
-

1914
Gennaio

-

 

[12] - [09] NORTH CAROLINA [dal 21 novembre 1789] - cap. Raleigh
[Tratto di terre immediatamente a sud della Virginia, attorno allo stretto di Albemarle.]
Governatore
-
-

1914
Gennaio

-

[13] RHODE ISLAND [dal 29 maggio 1790] - cap. Providence
Governatore
-

1914
Gennaio

-


[14] VERMONT [dal 4 marzo 1791] - cap. Montpelier
Governatore
-

1914
Gennaio

-


[15] KENTUCKY [dal 1° giugno 1792] - cap. Frankfort
Governatore
-
-

1914
Gennaio

-



[16] - [10] TENNESSEE [dal 1° giugno 1796] - cap. Nashville
[Riammesso all'Unione dall'aprile 1866.]
Governatore
-
-

1914
Gennaio

-

 


[17] OHIO [dal 1° marzo 1803] - cap. Columbus
Governatore
-
-

1914
Gennaio

-

[18] - [05] LOUISIANA [dal 30 aprile 1812] - cap. Baton Rouge
- 1819, Trattato Adams-Onís: stabilisce il confine con il MESSICO spagnolo: va dal fiume Sabine, nel TEXAS orientale, fino al 42° parallelo (futuro confine settentrionale della CALIFORNIA) e da quel punto, verso ovest, fino al Pacifico.
Governatore
-
-

1914
Gennaio

-

 


[19] INDIANA [dal 11 dicembre 1816] - cap. Indianapolis
Governatore
-
-

1914
Gennaio

-

[20] - [06] MISSISSIPPI [dal 10 dicembre 1817] cap. Jackson
[Riammesso al Congresso il 30 marzo 1870]
Governatore
-
-

1914
Gennaio

-


[21] ILLINOIS [dal 3 dicembre 1818] - cap. Springfield
-
Governatore
-
-

1914
Gennaio

-



[22] ALABAMA [dal 14 dicembre 1819] - cap. Montgomery
[Dal 18 ottobre 1867 sotto la sovranità degli Stati Uniti.]
Governatore
-

1914
Gennaio

-

 

 




[23] MAINE [dal 15 marzo 1820] - cap. Augusta
-
Governatore
-
-

1914
Gennaio

-

[24] MISSOURI [dal 10 agosto 1821] - cap. Jefferson City
Governatore
-
-

1914
Gennaio

-

[25] - [11] ARKANSAS [dal 15 giugno 1836] - cap. Little Rock
Governatore
-
-

1914
Gennaio

-

 


[26] MICHIGAN [dal 26 gennaio 1837] - cap. Lansing
Governatore
-
-

1914
Gennaio

-


[27] - [03] FLORIDA [dal 3 marzo 1845] - cap. Tallahassee
Tra il 1810 al 1813 gli Stati Uniti hanno inglobato la maggior parte della Florida occidentale, la scia costiera che corre da New Orleans a Mobile, ma una buona parte della colonia, unitamente a tutta la Florida orientale, cioè la penisola, resta ancora sotto il dominio spagnolo.
Nel 1819, con il Trattato Adams-Onís è stata completamente ceduta agli Stati Uniti dalla Spagna.
Nel 1868 è rientrata a far parte dell'Unione.]
Governatore
-
-

1914
Gennaio

-


[28] - [07] TEXAS [dal 29 dicembre 1845] - cap. Austin
Governatore
-
-

1914
Gennaio

-


[29] IOWA [dal 28 dicembre 1846] - cap. Des Moines
Governatore
-
-

1914
Gennaio

-

[30] WISCONSIN [dal 29 maggio 1848] - cap. Madison
Governatore
-
-

1914
Gennaio

-

[31] CALIFORNIA [dal 9 settembre 1850] - cap. Sacramento
Governatore
-

1914
Gennaio

-

 

 


[32] MINNESOTA [dall'11 maggio 1858] cap. Saint Paul
Governatore
-
-

1914
Gennaio

-

 

 


[33] OREGON [dal 14 febbraio 1859] - cap. Salem
- 1845, alla fine dell'anno i 5000 coloni americani dell'Oregon organizzano un governo provvisorio e chiedono la fine del regime di occupazione comune e l'esclusiva giurisdizione americana.
- 1848, diventa territorio autonomo.
Governatore
-
-

1914
Gennaio

-

[34] KANSAS [dal 28 gennaio 1861] - cap. Topeka
Governatore
-
-

1914
Gennaio
-

 

 


[35] WEST VIRGINIA [dal 19 giugno 1863] - cap. Charleston
Governatore
-
-

1914
Gennaio

-

 

 


[36] NEVADA [dal 31 ottobre 1864] - cap. Carson City
[Il 2 marzo 1861 il suo territorio era stato separato da quello dell'UTAH.]
Governatore
-

1914
Gennaio

-

 


[37] NEBRASKA [dal 1° marzo 1867] - cap. Lincoln
Governatore
-
-

1914
Gennaio

-

[38] COLORADO [dal 1° agosto 1876] - cap. Denver
[Territorio autonomo dal 28 febbraio 1861.]
Governatore
-

1914
Gennaio

-

 


[39] NORTH DAKOTA [dal 2 novembre 1889] - cap. Bismarck
Governatore
-
-

1914
Gennaio

-

[40] SOUTH DAKOTA [dal 2 novembre 1889] - cap. Pierre
Governatore
-
-

1914
Gennaio

-

[41] MONTANA [dall'8 novembre 1889] - cap. Helena
[cap.li: fino al 1865 Bannack, fino al 1875 Virginia City.]
Governatore
-
-

1914
Gennaio

-

[42] WASHINGTON [dall'11 novembre 1889] - cap. Olympia
Governatore
-
-

1914
Gennaio

-

[43] IDAHO [dal 3 luglio 1890] - cap. Boise
[Territorio autonomo dal 24 marzo 1863 con cap. Boise.
Inizialmente, fino al 7 dicembre 1864, la capitale era Lexinton.]
Governatore
-
-

1914
Gennaio

-

[44] WYOMING [dal 10 luglio 1890] - cap. Cheyenne
Governatore
-
-

1914
Gennaio

-

[45] UTAH [dal 4 gennaio 1896] - cap. Salt Lake City
[Territoro annesso nel 1850.
Dal 2 marzo 1861 si è staccato il Territorio del NEVADA.]
Governatore
-
-

1914
Gennaio
-

 


[-] Territorio delle HAWAII [dal 7 luglio 1898] - cap. Honolulu
 
Governatore
-
-

1914
Gennaio
-

 


[46] OKLAHOMA [dal 16 novembre 1907] - cap. Oklahoma City
[Territorio autonomo dal 2 maggio 1890.
Con l'annessione di questo nuovo stato gli indiani sono stati espropriati del loro territorio di riserva "permanente". ]
Governatore
-
-

1914
Gennaio
-


[47] NEW MEXICO [dal 6 gennaio 1912] - cap. Santa Fe
[Territorio autonomo dal 1846.]
Governatore
-
-

1914
Gennaio
-

 


[-] Territorio dell'ALASKA [dal 1912] - cap. Juneau
[1867, 9 aprile, il senato ratifica l'atto d'acquisto del territorio dalla Russia per 7,2 Mni di dollari;
18 ottobre [Alaska day], avviene il passaggio di sovranità;
1884, diviene un distretto dell'Oregon;
1898, viene scoperto l'oro: questo fatto provoca una vera e propria invasione di cercatori d'oro; altro oro viene poi scoperto nel vicino Klondike, territorio canadese, e l'Alaska è utilizzata come base di partenza per i cercatori.]
Governatore
-
-

1914
Gennaio
-

 


[48] ARIZONA [dal 14 febbraio 1912] - cap. Phoenix
[Territorio autonomo dal 1863, ma fino al 1886 non ci fu pace con gli Indiani.]
Governatore
-
-

1914
Gennaio
-


a



1914
GRANDI ANTILLE
- Presidente della repubblica
?
(?-?)
[nella costituzione è inserito l' "emendamento Platt" che dà diritto agli Stati Uniti di intervenire negli affari interni del paese e di installarvi proprie basi per usi militari e commerciali: dal 1903 esiste la base militare di Guantánamo]

1914
Ormai gli interessi delle grandi società americane come l'American Tobacco Company e la Havemeyer Sugar dominano l'economia cubana.

Sotto l'impulso dei capitali nordamericani la capacità produttiva dell'economia cubana si accresce notevolmente, ma lo sviluppo monocolturale della canna da zucchero e del tabacco modifica di poco il basso tenore di vita della popolazione contadina e scoraggia ogni iniziativa in altri settori; di conseguenza l'espansione del capitalismo riduce per l'isola la possibilità di sostenere la schiacciante concorrenza dei colossi economici statunitensi e le rende difficile sottrarsi in qualche maniera al loro controllo finanziario e alla loro preponderanza commerciale, mentre ad ogni livello della vita pubblica si diffonde la corruzione, favorita dall'eccezionale periodo di prosperità (la cosiddetta "danza dei milioni") che accompagna la prima guerra mondiale.


Haiti
-
?
(?-?)
1914
-
- Presidente della repubblica
?
(?-?)
1914
come conseguenza della bancarotta del bilancio statale, dal 1907 l'apparato finanziario del paese è passato sotto controllo americano;
- Governatore
?
(?-?)
[colonia britannica dal 1866]
1914
-


1914
Estados Unidos Mexicanos
(Stati Uniti del Messico)
[repubblica federale]
- Capo del governo provvisorio
-
V. Carranza
(1914 ago - mar 1917)
- Ministro della guerra
-
A. Obregón
(1914 ago - mar 1917)

1914
Il gen. V. Huerta si è impadronito della capitale.

Febbraio
il presidente degli Stati Uniti Th.W. Wilson toglie l'embargo alle armi imposto dal suo predecessore W.H. Taft sperando in questo modo di assicurare il trionfo ai costituzionalisti seguaci di V. Carranza che si oppongono a V. Huerta;
ma la manovra non riesce e il presidente ricorre, come ultima risora, all'intervento armato;

Aprile
9
, porto di Tampico, le autorità messicane arrestano i marinai di una nave da carico americana, rilasciandoli poi con tante scuse; il gen. V. Huerta fa orecchie da mercante alla richiesta americana di scuse più formali, mentre Th.W. Wilson chiede al Congresso l'autorizzazione a far uso della forza; nello stesso tempo apprende che la nave a vapore tedesca Ypiranga si sta dirigendo verso Vera Cruz con un carico d'armi per il gen. V. Huerta; senza attendere l'approvazione del Congresso, Th.W. Wilson ordina alla marina di dirigersi verso Vera Cruz per impedire lo sbarco delle armi;
nel bombardamento che ne segue muoiono 126 messicani; V. Carranza, che Th.W. Wilson ha cercato di aiutare, denuncia l' "aggressione da parte dello straniero" non meno vigorosamente del gen. V. Huerta, minacciando perfino di attaccare le forze americane se dovessero sbarcare;
solo la tempestiva mediazione da parte delle tre potenze ABC (Argentina, Brasile e Cile) riesce a districare il presidente Th.W. Wilson dalla scabrosa situazione;

[Nella successiva lotta tra V. Carranza e il suo ex luogotenente F. [Pancho] Villa, Th.W. Wilson favorisce in un primo momento quest'ultimo ritenendolo un autentico riformatore che avrebbe dato il benvenuto al controllo statunitense, ma F. [Pancho] Villa sarà presto sconfitto definitivamente.]

improvvisamente gli Stati Uniti, a tutela dei loro interessi, decidono di intervenire militarmente sbarcando un corpo di spedizione nel porto di Veracruz;

Giugno
nel corso di una cruenta guerra civile, il gen. V. Huerta viene sconfitto;

Luglio
14
, il gen. V. Huerta è costretto a lasciare il paese alle forze costituzionaliste e a rifugiarsi negli Stati Uniti dove in seguito sarà arrestato per aver fomentato un complotto contro il Messico;

Agosto
20
, A. Obregón conquista Città del Messico e V. Carranza forma un governo provvisorio, ma F. [Pancho] Villa ed E. Zapata si rifiutano di deporre le armi imprimendo alle insurrezioni contadine da loro dirette un carattere sempre più radicale e anarchico;

Ottobre
il presidente degli Stati Uniti Th.W. Wilson, riluttante, garantisce de facto il riconoscimento di V. Carranza;
a questo punto il furibondo F. [Pancho] Villa agisce deliberatamente per scatenare una guerra fra gli Stati Uniti e il Messico;



1914
- Capo del governo
-
(formalmente indipendente dal 1847)

1914
-



1914
Honduras
-
?
(? - ?)
1914
totale dipendenza dagli Stati Uniti, interessati a mantenere sotto proprio controllo le ricche piantagioni di banane, unica risorsa economica del paese;
continuano (dal 1911 al 1933) gli interventi delle truppe americane per salvaguardare gli interessi yankee;

1914
- Presidente della repubblica
?
(1903 - ?)
1914
guerra con il Guatemala;
la conclusione di questo conflitto che vede intervenire gli Stati Uniti, con ruolo di mediazione, segna l'ingresso del paese nell'area di influenza della grande potenza americana;
da questo momento si succederanno governi militari: rari, e in genere effimeri, i governi regolarmente eletti;


1914
- Presidente
?
(? - ?)
1914
gli interessi nordamericani si sono fatti preponderanti con il diffondersi delle piantagioni di banane della United Fruit Company;
Agosto
5
, trattato Bryan-Chamorro: gli Stati Uniti, che occupano militarmente il paese dal 1912, si fanno ora cedere una base navale nella baia di Fonseca (Costa de Mosquitos) per garantirsi le possibilità di aprirvi un canale sussidiario a quello di República de Panamá;
[salvo una leggera parentesi nel 1925-26, l'occupazione durerà fino al 1933]


1914
- Presidente della repubblica
?
(? - ?)
1914
i primi insediamenti nel paese, della United Fruit Company statunitense, per la produzione delle banane, non ha impedito la sopravvivenza di numerosi piccoli produttori nelle campagne, favorevoli a un moderato sviluppo civile e sociale del paese;
con il ritorno del regime liberale il paese conosce ora un periodo di relativa stabilità politica;


1914
República de Panamá
(indipendente dal 1903)
- Presidente della repubblica
?
(1903 - ?)
1914
-






1914
- Presidente  
1914
perdurano le controversie con gli Stati Uniti;


1914

- Presidente della repubblica

J.V. Gómez
(1908 - 1935)
[dal 1903 fino al 1938 decine di migliaia di oppositori vengono incarcerati o esiliati.]

1914
-



1914
República del Ecuador

- Presidente della repubblica

?
(?-?)

1914
si alternano dittature conservatrici (J.J. Flores, G. García Moreno) e di dittature liberali (V. Rocafuerte, E. Alfaro) e da crescenti ingerenze dell'esercito, formato all'origine da elementi venezuelani;



1914

- Presidente della repubblica

Pierola
(1895 - 1919)
[del partito "democratico" ("rivoluzione democratica")]
(Repubblica indipendente dal 1827)
1914
-



1914

- Presidente della repubblica

?
(?-?)

1914
privata di ogni sbocco al mare dopo la guerra del Pacifico, si fa sempre più accentuata la dipendenza economico-politica dall'Inghilterra e poi dagli Stati Uniti, principali importatori di stagno.



1914

- Presidente della repubblica

?
(1891 - ?)

1914
fine della repubblica presidenziale e restaurazione del predomino oligarchico (1891-1925);
opera dal 1912 il Partido obrero proletario (poi comunista) di E. Recabarren;



1914
dal 1816 divise nelle tre colonie:
Guyana Britannica

- Governatore

?
(? - ?)
1901
-
Suriname (olandese)

- Governatore

?
(? - ?)
1901
-
Guyane Française
[già sede di una colonia penitenziaria e poi, dal 1852,
di un bagno penale (fino al 1945)]

- Governatore

?
(? - ?)
1901
-



1914

- Presidente della repubblica

?
(? - ?)

1914
-



1914

- Presidente della repubblica

gen. B. Ferreira
(1904 - ?)
[partito degli azules]

1914
-



1914

- Presidente della repubblica

?
(? - ?)

1914
-

Popolazione
-
Immigrati
…di cui italiani
Abitanti
1852
-
-
800.000
1858-67
94.000
-
1869
-
-
1.700.000
1868-74
215.000
-
1881-90
841.000
40.000
1895
-
-
4.000.000
1892-1903
843.000
1.200.000
1904-13
*2.400.000
1914
-
-
**8.000.000
1879-90 colonizzazione della pampa;
* di cui permanenti 1.500.000;
** solo Buenos Aires: 1.500.000.



1914
- Presidente della repubblica
J. Battle y Ordoñez
(1911 - 1915) II
[partito colorado]
1914
Montevideo,





1914
CINA
(Repubblica dal 1911)

presidente

Yüan Shih-k'ai
(1912 - ?)

1914
Nanchino, come il primo Kuomintang (KMT) viene sciolto anche il successivo Chung-kuo Ke-ming Tang (Partito rivoluzionario cinese, dal nome delle associazioni studentesche cinesi fondate da Sun Yat-sen in Europa agli inizi del secolo) che sarà all'origine della repubblica cantonese del 1917-18;

a



1914
DAE HAN
(Corea)

1914
lo stato coreano ha cessato di esistere come entità autonoma nel 1910 essendo stato annesso dal Giappone;
la dominazione di Tokyo è improntata a uno spietato regime poliziesco;

a





1914
(periodo Taisho: 1912-26)
Giappone



Yoshihito

(? - 1926)
1912-26, imperatore del Giappone;

1914
la prima guerra mondiale fonrisce all'imperialismo giapponese una possibilità di sviluppo. Sulla base dell'alleanza anglo-giapponese, il Giappone dichiara guerra alla Germania e con pochi sacrifici ottiene tutti i territori e le concessioni che i tedeschi avevano in Estremo Oriente.

Kuomintang
KMT
(Partito nazionale del popolo)

1914
Tokyo, dal 1905 opera la T'ung Meng Hui (Lega dei rivoluzionari) ispirata ai "tre principi del popolo" formulati da Sun Yat-sen:
- indipendenza nazionale
- democrazia parlamentare
- socialismo agrario;

a





1914
[colonia spagnola dal 1900, con capitale Villa Cisneros già protettorato dal 1884.]
-
-
1914
-


1914
Marocco
[dal 1912 è un protettorato della Francia che ha riconosciuto alla Spagna una zona di sua spettanza (Rif, Ifni, Tarfaya) e lasciato sul trono l'ex sultano Mulay 'Abd al-Hafiz]
1914
-


1914
Algeria
[dal 1848 parte integrante del territorio nazionale francese, organizzata in tre dipartimenti d'oltremare;
dal 1880 continua la colonizzazione francese attraverso una forte immigrazione dalla Francia e una sistematico esproprio delle terre appartenenti ai proprietari musulmani; i costanti tentativi di assimilare gli arabi-berberi alla cultura francese finiranno col risveglio nazionale algerino.]
-
?
(?-?)
1914
-


1914
Tunisia
[con il trattato del Bardo del 1881, perfezionato nel 1883 con il trattato della Marsa, la Francia è riuscita a imporvi il suo protettorato.
Il bey conserva formalmente le sue prerogative.]
- Bey  
1914
-



1914
LIBIA
[nome romano riesumato durante il conflitto per indicare le due regioni della Tripolitania e della Cirenaica]
- dal 1913 l'Italia esercita la sua sovranità sulla Libia -
TRIPOLITANIA
(
1912-34)
Governatore
gen. Garioni
(? -?)
gen. Cigliana
(? -?)
[ad interim]
ten.gen. Druetti
(nov-gen 1915)
1914
Agosto
in Tripolitania le armi italiane ottengono vari successi;
Novembre
inizia la riscossa araba;
la confraternita senussita già sollevatasi in Cirenaica, cerca di approfittare della situazione per estendere il suo prestigio anche in Tripolitania ove gode di qualche influenza solo fra i nomadi della Ghibla. Ahmed es-Sunni, capo zauia di Mizda, raccogliendo i dissidenti già rifugiatisi nella Ghibla, diventa centro delle ostilità contro i presidi italiani nel Fezzan; gli attacchi alle carovane dei rifornimenti italiani diventano disastrosi e la situazione non solo nel Fezzan ma nei territori desertici è profondamente turbata;

6
, il governo italiano ordina al col. Miani di raccogliere le sue forze; nello stesso tempo, prima di partire per assumere il comando di un Corpo d'Armata mobilitato in Italia, il gen. Garioni emana direttive a tutti i presidi avanzati in regioni desertiche perché ripieghino sulla linea del ciglione dell'Altipiano;
il comandante delle truppe della Tripolitania gen. Cigliana e il suo capo di S.M. col. Bonzani condividono le idee dell'ufficio politico e del gen. Garioni;
il gen. Cigliana, dopo la partenza del suo superiore, non vuole accettare la carica di governatore se non ad interim in attesa di ulteriori decisioni ministeriali e conferma in una circolare diretta a tutti i comandi interessati le direttive impartite dal suo predecessore;
27, mentre il col. Miani vuole agire contro i nomadi dello Sciati, la Gara di Sebbia - la sua base principale - lasciata quasi incustodita, viene sorpresa da un gruppo di ribelli e perduta con i suoi magazzini; in seguito a ciò il col. Miani, dopo aver ritirato il presidio di Mùrzuch, inizia la ritirata su Socna.
Il presidio di Gat si ritira su Gadàmes.
Il presidio di Ubàri, composto di poche decine di ascari agli ordini del ten. Cùttica (che, rimasto isolato, fino all'ultimo ha continuato a radiotelegrafare al governo di Tripoli) viene trucidato.
Nel frattempo, mentre per succedere al gen. Cigliana, viene inviato dall'Italia il ten.gen. Druetti (mai stato in Libia), la rivolta giunge sul Gebel: Nalut, centro berbero, si ribella. Attaccata dalle truppe inviate da Fassato, la popolazione fugge in gran parte in Tunisia e nella Ghibla.
Dicembre
25
, la colonna del col. Miani, dopo aver sostenuto un grave combattimento, giunge a Misurata da dove il colonnello, sempre fisso nell'idea che ripiegare sia stato un errore, parte infuriato per Roma dove le sue convinzioni fanno presa negli alti comandi; mentre parte l'ordine di rioccupare Gadàmes, tuttavia, il governo coloniale mantiene quello di sgombero di Socna che si può ancora effettuare se pure con difficoltà e dopo un grave combattimento a Bu Ngem contro gli Ulàd Slemàn.

CIRENAICA
Governatore
gen. Giovanni Ameglio
(1913 ott - ago 1918)

1914
mentre la pacificazione in Cirenaica è a buon punto, lo scoppio della guerra europea dà un nuovo aspetto all'occupazione italiana nella zona libica;



1914
EGITTO
[parte dell'Impero Ottomano]
[dal 1882 il paese è stato privato dagli inglesi di ogni autonomia di fatto, ma senza modifica del suo statuto giuridico, se non per la cessazione automatica del tributo alla Porta;
nel 1884 si è dotato di una costituzione col gradimento inglese;
dal 1899 è stato stabilito un condominio anglo-egiziano sul Sudan, di fatto possedimento britannico;]
'Abbas Hilmi II
(Alessandria 1874 - Ginevra 1944)
figlio di Muhammad Tawfiq pascià;
1892-1914, khedivè d'Egitto;
1914
Dicembre
filo-ottomano, sta tranquillamente portando a compimento un giro dell'Europa; mentre si trova in Turchia gli viene comunicata la sua abdicazione; in pratica viene deposto dall'Inghilterra ed è costretto a vivere in esilio.

Husayn Kamil

 
(?-1917)
figlio del khedivè Isma'il e zio del khedivè 'Abbas Hilmi II;
1914-1917, sultano d'Egitto;
1914
Dicembre
elevato al trono dall'Inghilterra;
[difficilmente gli poteva essere conferito lo stesso titolo del nuovo sovrano Giorgio V re d'Inghilterra, sicché è stato raggiunto un compromesso in base al quale recherà il titolo di sultano e sarà chiamato "Altezza" invece di "Maestà".]
- Alto Commissario
lord H.H. Kitchener
(1911 - 1914)
sir Reginald Wingate
(1914 - ?)

1914
Agosto
allo scoppio della prima guerra mondiale il khedivè 'Abbas Hilmi II simpatizza per i tedeschi lanciando da Costantinopoli un proclama che invita gli Egiziani ad insorgere contro l'occupazione inglese;



Novembre

la Turchia entra nel conflitto mondiale accanto agli Imperi centrali: Germania e Austria-Ungheria.
Ora lo statuto dell'Egitto diviene un problema, essendo di fatto ancora parte dell'impero ottomano.
Circolano voci nel gabinetto (nel quale lord H.H. Kitchener è diventato Ministro della Guerra) a favore dell'annessione dell'Egitto e dell'abolizione della dinastia di Muhammad 'Ali. Tuttavia funzionari britannici rimasti in Egitto obiettano alla prospettiva di un dominio diretto e, in un momento in cui la Germania è accusata di infrangere i trattati internazionali, il Ministero degli Esteri si oppone alla sospensione della politica di non-annessione dell'Egitto.

Dicembre
classico compromesso britannico: l'Inghilterra, dichiarando decaduto ogni residuo vincolo dell'Egitto con l'impero ottomano e imponendovi un regime di protettorato, eleva al trono Husayn Kamal attribuendogli il titolo di sultano;
nello stesso tempo la Gran Bretagna assume la difesa della zona del "Canale di Suez";
[Ciò sarà confermato dai trattati di pace del 1919 e dalla convenzione di Losanna del 1923.]


L'Egitto viene privato delle truppe britanniche, inviate in Francia, ed è difeso solo da unità australiane e indiane radunate frettolosamente, col sostegno dell'artiglieria egiziana e di due incrociatori francesi che si trovano per caso nel "Canale di Suez".
Poiché i tedeschi sono riusciti anche a far ribellare i bellicosi Senussi della Cirenaica, anche se non costituiscono una seria minaccia militare costringono però anch'essi un consistente numero di forze britanniche a rimanere al confine.


Turchia contro Egitto: il ruolo dell'Egitto nella campagna di Gallipoli è quello di una immensa base militare e di ospedale per gli Alleati: Francia, Gran Bretagna, Russia.
La popolazione egiziana risponde all'invasione di decine di migliaia di disinibiti soldati alleati con la ormai tipica gentilezza stoica, anche se costoro provocano un micidiale aumento dei prezzi.
Una brigata ausiliaria di lavoratori, composta da circa tremila egiziani, viene inviata ai Dardanelli, dove costoro si rivelano molto abili a scavare trincee.






1914
Sudan
[dalla convenzione del 18 gennaio 1899, il paese è stato costituito in "condominio" anglo-egiziano, di fatto in possedimento britannico]
   
1914
-



1914
Mauritania
[protettorato francese su su Trarza dal 1858.]
-
-
1914
-



1914
Guinea-Bissau
[colonia autonoma portoghese dal 1879, i suoi confini (rettilinei e artificiosi di evidente origine coloniale) con l'Africa Occidentale Francese sono stati regolati nel 1896.]
   
1914
-



1914
Africa Occidentale Francese
(AOF – 1895-1958)

[possedimenti retti, dal 1895, da un governatore generale, dipendente dal ministero delle colonie, in forma accentuatamente centralizzata]

- Governatore generale
?
(? -?)
Senegal [sotto controllo francese dal 1817, sottomesso e pacificato dal 1865.] cap. Dakar.
1914
Blaise Diagne diventa il primo deputato africano del Senegal al Parlamento francese. È quindi eletto alto commissario (rimarrà in servizio fino al 1934) per l'arruolamento di soldati senegalesi per la guerra, dopo che in Senegal si è registrata una massiccia opposizione al reclutamento.
Senegal-Niger [ex Territorio del Senegambia-Niger a sua volta ex Sudan francese]
1914
-
Guinea Francese [protettorato francese dal 1889, è sorta la città di Conakry nel 1890; colonia francese dal 1891;
con l'acquisizione dell'isola di Los nel 1904 ha assunto il suo assetto territoriale definitivo;]
1914
-
Costa d'Avorio [colonia francese dal 1893.]
1914
-
Dahomey [annesso dal 1899]
1914
restano libere ancora le regioni settentrionali;


1914
Sierra Leone
[colonia inglese dal 1808.]
- Governatore
?
(?-?)
1914
dopo aver proceduto all'occupazione dell'entroterra, la Gran Bretagna impone il protettorato sulle circoscrizioni locali;


1914
[ex Monrovia, è una repubblica indipendente dal 1847, con una costituzione modellata su quella statunitense ma con il predominio dell'elemento nero-americano su quello autoctono;
nel 1857 al paese si è unita l'ex colonia formatasi a capo delle Palme nel 1833.]
-
-
1914
-



1914
Costa d'Oro
[colonia della corona britannica dal 1874, mentre continua la resistenza degli ashanti dell'interno;
la Aborigines' Rights Protection Society (Società per la protezione dei diritti degli aborigeni), esercita ancora una influenza considerevole nel paese in materia di legislazione terriera e forestale (Forest Lands Bill del 1911).]
- Governatore
-
1914
-


1914
Togo
[protettorato tedesco dal 1884, confermato dalla conferenza di Berlino nel 1885.] cap. Lomé
[dal 1904 la capitale è dotata di un porto e collegata con l'interno da tre linee ferroviarie;]
- Comandante
?
(?-?)

1914
-
Agosto
il magg. von Doering, comandante tedesco nel Togo, propone la "neutralizzazione" della colonia tedesca allo scopo di prevenire una sollevazione popolare, ma francesi e inglesi respingono l'offerta;
26, allo scoppio della prima guerra mondiale le truppe francesi provenienti dal Dahomey e quelle britanniche provenienti dalla Costa d'oro sconfiggono il magg. von Doering.
La Francia occupa la parte orientale del Togo e la Gran Bretagna quella occidentale.

 



1914
Nigeria
dopo la sistemazione dei possedimenti nigeriani da parte del governo britannico abbiamo due protettorati:
Nigeria settentrionale [territori haussa, riuniti dal 1900]
- Governatore generale
Lugard
(? - ?)
1914
i due protettorati vengono costituiti in Federazione della Nigeria di cui Lugard è il governatore generale con una Assemblea Legislativa comprendente due collaboratori nigeriani e appoggiata da sei capitribù sottoposti a sette ufficiali britannici.
Egli governa la Nigeria settentrionale per mezzo di diversi emirati e della tecnica del divide et impera applicata agli Ibo-Hausa.
Viene conservato il possesso "tradizionale" della terra, anche se in realtà si tratta di territori della Corona.
I missionari cristiani hanno il controllo dell'educazione e spianano la strada all'amministrazione britannica nel sud.

Nigeria Meridionale [territori degli Oil Rivers (dal 1849), di Lagos (dal 1861) e Benin (dal 1897), riuniti dal 1906]
1914
-



1914
Camerun
Njoya
-
(? - ?) c
1883-1933, re dei bantu;

1914
dal 1902 i tedeschi hanno sottomesso l'Adamaoua (emirato fulbe);
per la convenzione franco-tedesca seguita all'incidente di Agadir, il protettorato viene esteso a sud fino al Congo e a est fino all'Ubangi;

von Hagen ordina l'arresto di Samba, Mbita, Madola, Assako Nna, Mba Enam e Manga Bell;

Agosto
8
, cinque giorni dopo lo scoppio della prima guerra mondiale, i tedeschi impiccano Madola, Mbita, Manga Bell e fucilano Paul Martin Samba nel suo villaggio natio, Ebolowa, dopo un'arrogante e razzista "sentenza" pronunciata dalla "corte" tedesca.

Settembre
28
, i tedeschi si arrendono a Duala;

il collaborazionista Mebenga m'Ebono, ex ufficiale delle Schutztruppen, passato alla resistenza nel 1902, viene ora giustiziato dai suoi antichi padroni;




1914
Africa Equatoriale Francese
(1910-1958)
1910, la Francia crea questa nuova unità amministrativa che, pur mantenendo a Brazzaville la sede del governatore generale, è divisa in quattro ripartizioni:
Medio Congo [ex Congo Francese]
-
1914
da novembre 1911 la Francia ha ceduto al Camerun tedesco il corridoio del Sanga (sarà restituito al Medio Congo nel 1919);

Gabon [già assorbito dal Congo Francese nel 1888 e ora separato]
-
1914
-
Ubangi Sciari (Oubangui-Chari) [ex Impero Centrafricano, diventato colonia francese dal 1905]
-
1914
-
Ciad [pur annesso dalla Francia, la resistenza all'interno continuerà fino al 1917]
-
1914
-



1914
Congo Belga
[colonia dello stato belga dal 1908]
(capitale: Lépoldville)
[il territorio dello Zaire, già sede (ancor prima dell'arrivo dei portoghesi) di importanti regni autoctoni quali quello del Congo, di Kuba, Luba, Lunda:
- nel 1880 è stato posto sotto il controllo dell'Associazione internazionale per il Congo, promossa da Leopoldo II re del Belgio;
- 1885-1908, sotto la sovranità (esercitata a titolo personale) di Leopoldo II re del Belgio.]
Governatore
-
1914
-

Costermansville (futura Bukavu) sta a un tiro di schioppo dal confine col Ruanda Urundi che è tedesco. Da questo momento quindi la sponda occidentale della "Svizzera d'Africa" – il Kivu – si trova in stato di guerra con la sponda orientale; se gli indigeni del Kivu si mantenessero ostili, i belgi dovrebbero affrontare una situazione molto delicata. Invece la situazione insostenible dovranno subirla i tedeschi dell' «Ostafrika», con nemici a nord, a sud, a ovest, e anche a est perché nell'oceano Indiano devono battersi contro la flotta inglese; combatteranno in modo esemplare ma non potranno impedire ai belgi di avanzare. Costoro infatti vogliono far pagare ai tedeschi d'Africa l'invasione del Belgio e partendo dal Kivu riusciranno a conquistare il Ruanda Urundi e a penetrare a fondo in Tanganyka.

Katanga [regione sudorientale, annessa militarmente dai belgi nel 1891 sotto l'egida della Compagnie du Katanga istituita da re Leopoldo II.]
1914
dal 1906 il Comité Spécial du Katanga ha finito in pratica col rappresentare gli interessi monopolistici di grandi società private europee e in particolare della Bécéka (ferrovie) e della Union Minière che ha ricevuto una concessione di ben 20.000 kmq per lo sfruttamento del rame (prima colata nel 1911) e un'altra concessione di 14.000 kmq per lo stagno.


1914
Eritrea
[colonia italiana dal 1° gennaio 1890, con il fiume Mareb come confine con l'Etiopia.]
-
-
1914
-



1914
Impero di Etiopia
Ligg Iyasu
(?-?)
1914-16, imperatore di Etiopia;
già al governo dal 1909, succede ora ufficialmente a Menelik II;

1914
-



1914
SOMALIA
Muhammad ibn 'Abd Allah o "Mad Mullah" [per gli inglesi] († 1920) capo religioso;
1900, conduce la resistenza somala nel nord;
Somalia Francese [colonia francese dal 1896]
il porto di Gibuti (1888) è collegato per ferrovia alla capitale etiopica Addis Abeba (1897-1917);
[situata in territorio dancalo e non propriamente somalo]
1914
-
Somalia Britannica [protettorato inglese dal 1884]
1914
-
Somalia Meridionale Italiana [protettorato italiano dal 1889, ma sotto la piena responsabilità del governo italiano dal 1905, dopo il riscatto del Benadir]
1914
-


1914
Africa Orientale Britannica
(IBEAImperial British East Africa)
Uganda [protettorato britannico dal 1894]
-
-
1914
formalmente diviso in quattro regni federati, è uno dei possedimenti più prosperi della Gran Bretagna in Africa;
dal 1902 le sono stati uniti amministrativamente entrambi i possedimenti, il litorale keniota (protettorato inglese dal 1895) e l'interno (dipendenza del protettorato dal 1902);

Kenya [nome ufficiale solo dal 1920]
-
-


1914
Africa Orientale Tedesca
(Deutsch-Ost-Afrika)
Ruanda-Urundi
-
-
1914
le incessanti lotte dei baHutu, contro il predominio della minoranza tutsi (watutsi o vatussi) (la stirpe dei sovrani mwami) favoriscono l'instaurazione del dominio coloniale tedesco sul Burundi, che con il contiguo regno del Ruanda viene costituito in territorio del Ruanda-Urundi.
Tanganica [protettorato tedesco già dal 1884/85 e formalmente colonia tedesca dal 1890, dal 1891 il territorio è passato sotto la diretta sovranità della Germania]
-
-
1914
l'efficiente rete di comunicazioni (ferrovie Tanga-Moshi e Dar-es-Salaam-Tabora-Kigoma) permettono alle truppe del generale P. von Lettow-Vorbeck (undici compagnie di ascari) di tenere testa alle forze inglesi (comandate dal generale J. Smuts e appoggiate da contingenti belgi e portoghesi) fino alla fine del primo conflitto mondiale (novembre 1918);


1914
[protettorato (assieme all'isola di Pemba) dal 1890 e colonia dal 1913 della corona britannica.]
-
-
1914
-



1914
Africa del Sud-Ovest
[protettorato tedesco dal 1884]
-
1914
-


1914
Angola
- Governatore
?
(? - ?)
1914
nuovo regolamento per il lavoro coatto nell'Angola e nel Mozambico;


1914
Rhodesia
1914
ribattezzato Rhodesia dal 1895 in onore di Cecil J. Rhodes;
dal 1890 la British South Africa Chartered Co., società fondata da Cecil J. Rhodes, ha ottenuto da re LoBenguella la concessione esclusiva di sfruttamento venticinquennale del territorio del protettorato sui maTabele;
Rhodesia del Nord-Ovest [protettorato dal 1899]
-
-
1914
-

Rhodesia del Sud [protettorato dal 1911]
-
-
1914
-


1914
[l'ex territorio Malawi, protettorato britannico dal 1891, che aveva assunto formalmente il nome British Central Africa
nel 1893, ha assunto questo nuovo nome nel 1907]
-
-
1914
sin dall'inizio del secolo fermenti antibritannici sono già sorti e ora si diffondono a causa dell'indiscriminata diffusione delle piantagioni coloniali a scapito delle colture alimentari per il fabbisogno della popolazione (in costante aumento);


1914
Mozambico
-
-
1914
il Portogallo ha completato nel 1891 la conquista delle regioni interne senza tuttavia riuscire a pacificarle.
Nuovo regolamento per il lavoro coatto nell'Angola e nel Mozambico;


1914
Madagascar
(Imérina)
[protettorato francese dal 1895]
1914
il paese è annesso alla Francia dal 1896;
durante la prima guerra mondiale si esprime un primo movimento nazionalista, ancora confuso, il VVS, una società segreta organizzata tra i volontari malgasci dell'esercito francese;
più precisamente, con l'ispirazione e il sostegno d'un giornale malgascio edito dalla London Missionary Society, una setta segreta contraddistinta dalle tre iniziali "V.V.S." corrispondenti alle parole malgascie "Vy Vato Sakelika" (ferro pietra rete) ha come scopo quello di portare al potere il principe malgascio Ramahatra e di cacciare i francesi dall'isola; il successo conseguito soprattutto tra le genti Merina non giova purtroppo alla segretezza dell'organizzazione: i congiurati sono infatti scoperti dalla polizia;




1914
Unione Sudafricana
[dominion britannico a struttura federativa dal 1910]
[dal 1912 si è costituito il SANNC (South African Native National Congress), formazione politica nera;
dal 1913 è in vigore il Native Land Act che consente al primo ministro di coinvolgere l'elemento boero nella prima guerra mondiale a fianco dell'Inghilterra; ]
- Primo ministro
L. Botha
(1910 - 1919)
[L. Botha, leader della resistenza boera assieme a J.C. Smuts, entrambi fondatori del Partito afrikaner]

1914
viene abolita l'imposta discriminatoria nei confronti degli indiani del Natal;
un tentativo di rivolta nel nord da parte dei veterani della guerra antinglese viene sedato.

SANNC, APO e il SAIC (South Africa Indian Congress) di Gandhi appoggiano la guerra di J.C. Smuts.
I contadini africani di Hlubi e Matatiele si rifiutano di aiutare J.C. Smuts «che sta uccidendo il nostro bestiame».
Jabavu appoggia J.C. Smuts nella guerra. Il rev. J.L. Dube e altri capi dell'SANNC si recano a Pretoria e offrono a J.C. Smuts i servigi dell'SANNC. Rubusana offre 5000 volontari africani al ministro degli Affari Indigeni Bourne, che respinge l'offerta in base al Defense Act razzista del 1912. L'SANNC raccoglie fondi per J.C. Smuts e il suo giornale «Abantu Batho», che fa propaganda, durante la guerra, contro la lotta per l'eguaglianza.
- Il Partito socialdemocratico dei "bianchi" è favorevole alla guerra, contrariamente al proprio fondatore Wilfred Harrison, che è contrario;
- il Partito laburista "bianco" - costituito nel 1908 come ramificazione di quello inglese - appoggia J.C. Smuts.

Agosto
sul giornale dell'APO, Abdul Abdurahman (medico del Capo e fondatore dell'APO) sintetizza le esperienze che egli e i suoi compagni hanno fatto nel corso d'innumerevoli deputazioni e petizioni: «Le razze di colore non potrebbero essere peggio governate, se lasciate alle lor proprie risorse, di quanto lo siano state sotto il dominio inglese».
31, Abdul Abdurahman (medico del Capo e fondatore dell'APO) offre a J.C. Smuts 5000 soldati di colore.
A Willowmere, lavoratori di colore sono condannati a nove mesi di prigione per essersi opposti alla guerra.

Settembre
5, (dopo lo scoppio della IIi Guerra mondiale) Abdul Abdurahman dichiara: «L'unica domanda che dobbiamo porci è come servire meglio l'Impero».
I leader del SANNC e del Congresso Indiano sono d'accordo con entrambe queste due dichiarazioni di Abdul Abdurahman.
Una posizione analoga nei confronti della guerra prendono i movimenti nazionali dell'Africa Occidentale Francese e dell'Africa Occidentale Britannica.






1914
ARABIA
Husayn ibn 'Ali
(Costantinopoli 1856 ca - Amman 1931)
figlio di 'Ali della dinastia degli Hashemiti;
[Hashimiti: una dinastia di sceriffi della Mecca che regnarono sulla Mecca quasi ininterrottamente dal sec. X al 1924; capostipite fu Hashim ibn 'Abd Manaf, antenato di Maometto.]
1909, subentrato al padre come Šharif (sceriffo) della Mecca, imposta una politica d'indipendenza nei confronti dei sultani ottomani di cui gli Hashemiti sono vassalli;


1917-24, re del Higiaz;


1914
Febbraio
'Abd-Allah, secondo figlio dello Šharif Husayn e meno accorto del padre, si reca al Cairo per sondare l'animo dell'emissario britannico, lord Kitchener, e del suo segretario orientale, sir Ronald Storrs, circa la possibilità di un appoggio britannico alle mire della sua famiglia in nome degli arabi.
Sebbene la Gran Bretagna non sappia di questi tempi come evitare la guerra contro il grande rivale imperialista tedesco, non ritiene realistica la possibilità di una alleanza ottomana con la Germania. La politica tradizionale di considerare un interesse britannico la sopravvivenza dell'impero ottomano non è mutata. Lord Kitchener rifiuta quindi di impegnarsi a tal punto da apparire scoraggiante, e 'Abd-Allah se ne va deluso.

Settembre
lord H.H. Kitchener (Alto Commissario britannico in Egitto) dietro suggerimento di Ronald Storr, avvicina lo Šarif Husayn della Mecca per scoprire da che parte si schiererebbero gli arabi nel caso la Turchia si alleasse con la Germania. Lo Šarif Husayn, cauto, accenna di poter far sì che gli Higiazeni si ribellino ai turchi se gli verrà assicurato un sufficiente sostengo britannico.

Novembre
la Turchia entra nel conflitto mondiale accanto agli Imperi centrali: Germania e Austria-Ungheria.

Un ulteriore messaggio di lord H.H. Kitchener (ora ministro della guerra del governo britannico) promette allo Šarif Husayn che se si schierasse contro la Turchia l'Inghilterra gli garantirebbe il mantenimento del suo titolo di Grande Šarif e lo difenderebbe contro ogni aggressione esterna. Qualora lo Šarif Husayn che se si schierasse contro la Turchia l'Inghilterra gli garantir venisse nominato califfo, avrebbe l'appoggio britannico.
Viene inoltre fatta una promessa generale di aiutare gli arabi ad ottenere la libertà.
Il messaggio è sufficiente da far prendere in considerazione dallo Šarif Husayn il più ampio obiettivo di una rivolta generale contro i turchi sotto il suo comando. Ma per attuarla ha bisogno di maggiori garanzie da parte degli Alleati.
'Abd al-'Aziz o ibn Sa'ud
Albero genealogico

(Riyadh 1887-Taif 1953)
discendente della dinastia wahhabita dei Banu Sa'ud;
1891, la dinastia viene scalzata dalla capitale Riyadh a opera dei rivali Banu Rashid del Gebel Shammar;
1902-13, ristabilisce con una serie di campagne l'unità del Neged, intraprendendo dopo il crollo dell'impero ottomano l'unificazione della penisola arabica;
1913-26, sultano del Nagd e delle sue colonie;
[riconosciuto dalla Gran Bretagna]
1914-18, prima guerra mondiale: pur avendo stipulato un accordo di alleanza con la Gran Bretagna (1915), si mantiene neutrale dedicandosi al consolidamento interno dello stato, da lui organizzato sulla base di colonie agricolo-militari di contadini soldati legati al sovrano da un patto ("fratelli fedeli");

1914
-


1914
Siria/Palestina
 
1914
[kibbuz e moshav] in Palestina viene fondata Deganyah, la prima kevuzah, gruppo agricolo cooperativo basato sul lavoro in comune della terra e sulla gestione comune della produzione;
i chaluzim (pionieri), immigrati in Palestina dalla fine del XIX secolo al primo decennio del Novecento, vedono nella comunità agricola la cellula fondamentale per la realizzazione del programma sionistico di redenzione del popolo mediante la redenzione della terra;



1914
Iraq
[questa parte dell'Asia occidentale, dove all'inizio del secolo sono stati scoperti i ricchi giacimenti petroliferi di Kirkuk e Mossul nel nord della regione, è sotto l'Impero ottomano ed è amministrata dalla Turchia]
 
1914

"Accordo della Linea Rossa":
alla vigilia della prima guerra mondiale, il governo ottomano dà una concessione alla CPT (Compagnia Petrolifera Turca) nell'ambito della quale la Anglo-Persian Oil Company possiede metà delle azioni, insieme alla Royal Dutch Shell e alla tedesca Deutsche Bank.
Gli azionisti della CPT si impegnano a non interessarsi, direttamente o indirettamente, alla produzione e alla manifattura del petrolio nell'impero ottomano, in Europa e in Asia, se non tramite la CPT, con l'esclusione di alcune zone delimitate sulla cartina da una linea rossa.

prima guerra mondiale (1914-18):

Novembre
appena scoppiata la guerra con la Turchia, una brigata indiana viene sbarcata a Bàssora, che viene occupata senza difficoltà, dando inizio all'avanzata verso Baghdad.
Sir Percy Cox, primo esponente politico del Corpo di Spedizione mesopotamico che ora ha occupato Bàssora, è consapevole dell'importanza di attirare Ibn Sa'ud, la nuova potenza dell'Arabia centrale, ad aderire alla causa britannica. Invia il cap. W.H.I. Shakespear come rappresentante inglese alla corte saudita.
[Questi aveva già stretto amicizia con Ibn Sa'ud durante i suoi eroici viaggi d'esplorazione in Arabia ed è l'inglese più ammirato dai sovrani wahhabiti.]
Kurdistan (iracheno)
1914
-



1914
Persia
dal 1907 Gran Bretagna e Russia hanno firmato un accordo che divide la il territorio persiano in due zone d'influenza: la parte sudorientale riservata alla Gran Bretagna e la parte settentrionale riservata alla Russia, lasciando al governo persiano solo limitati poteri nella parte centrale del paese;
proprio in questa zona vengono scoperti ingenti giacimenti petroliferi, per sfruttare i quali viene costituita la Anglo-Persian Oil Company che ha iniziato la propria attività su scala industriale negli anni immediatamente precedenti la prima guerra mondiale;
dal 1908 è stata abrogata a la costituzione;
Ahmad Mirza
 (? - ?)
figlio di Muhammad 'Ali, della dinastia Qagiar;
1909-?, scià di Persia;
salito al trono undicenne sotto la reggenza di Našir al-Mulk;
1912, il reggente Našir al-Mulk attua un colpo di stato;
- Primo ministro
Našir al-Mulk
(? - ?)
1914
Giugno
Winston Churchill presenta alla Camera dei Comuni un accordo in base al quale la Anglo-Persian Oil Company garantirebbe rifornimenti di petrolio per vent'anni, mentre il governo britannico acquisterebbe una quota, del valore di 2.200.000 sterline, per controllare la compagnia (in seguito Anglo-Iranian Oil Company e poi British Petroleum).
Nonostante la disapprovazione di alcuni membri, che ritengono che si provocherebbero i russi e in seguito si indebolirebbere il governo persiano, l'accordo viene approvato a larga maggioranza.
[Da calcoli fatti in seguito da Winston Churchill, l'investimento farà risparmiare 40 milioni di sterline e finanzierà da solo le spese per la gigantesca espansione della marina, evitando il ricorso ai contribuenti britannici.]

Agosto
allo scoppio della I guerra mondiale la Turchia si allea con la Germania.
La minaccia turca al territorio russo e ai campi petroliferi meridionali fa sì che Russia e Gran Bretagna occupino parte della Persia, nonostante la sua dichiarazione di neutralità.




Almirante, Giorgio (Salsomaggiore Terme, Parma 27 luglio 1914-Roma 22 maggio 1988) politico e giornalista italiano.
[Gruppi parlamentari:
- Misto: 1948 1 mag-20 lug 1953;
- MSI (Movimento Sociale Italiano): 1953 21 lug-24 mag 1972;
- MSI-DESTRA NAZIONALE: 1972 25 mag-22 mag 1988.]


Alsop, Stewart Johonnot Oliver (New York 1914-Bethesda, Baltimora 1974) giornalista statunitense;
1932-35, columnist del «New York Herald Tribune» negli anni del New Deal;
1936-37, al «Washington Post»;
1943-45, contro i nazisti, in collegamento con la resistenza, in Francia.
Dopo la guerra, è a favore degli aiuti per la ricostruzione europea e, in seguito, contro il clima di "caccia alle streghe" del maccartismo.

Ariès, Philippe (Blois 1914-Tolosa 1984) storico francese
Storia delle popolazioni francesi e dei loro atteggiamenti di fronte alla vita (1948)
Padri e figli nell'Europa medievale moderna (1960)
Storia della morte in Occidente (1975)
L'uomo e la morte dal medioevo a oggi (1980)
La vita privata nel Seicento e nel Settecento (1986, postumo)
Il tempo della storia (1986, postumo, raccolta degli ultimi scritti).

Badini Confalonieri, Vittorio (Torino, 14 marzo 1914 – Bardonecchia, 3 agosto 1993) politico italiano, esponente del PLI (Partito Liberale Italiano);
[Padre del futuro vescovo di Susa Alfonso Badini Confalonieri.]

Brown, George Alfred o barone George-Brown (2 settembre 1914 – 2 giugno 1985) politico inglese;
[Lord George-Brown" of Jevington in the County of Sussex.]
1960-70, leader del Partito laburista;
1964 16 ott - 19 giu 1970, segretario degli Esteri durante il governo laburista di H. Wilson.

Caro Baroja, Julio (Madrid 1914-Vera de Bidasoa, Navarra 1995) antropologo ed etnografo spagnolo, membro della Reale accademia della lingua spagnola (1987)
La popolazione della Spagna (1946)
I Baschi. Etnologia (1949)
I moriscos del Regno di Granada (1957)
Le streghe e il loro mondo (1961)
Gli Ebrei della Spagna moderna e contemporanea (1961-62)
Il carnevale (1965)
Studi baschi (1973-74)
Teatro popolare e magia (1974)
Le forme complesse della vita religiosa (1978)
Vite poco parallele (1981).

Carstens, Karl (Brema 1914-Meckenheim 1992) politico tedesco;
1954, rappresenta la Germania federale al Consiglio d'Europa;
1957, è tra gli artefici del Trattato di Roma che istituisce la CEE;
1960-66, ministro degli esteri;
1966-67, ministro della difesa;
1972, membro al Bundestag dell'«Unione cristiano-democratica» di Adenauer;
1973-76, segretario del partito;
1976-79, presidente del partito, si oppone alla Ostpolitik del cancelliere Brandt;
1979-84, presidente della Repubblica federale tedesca.

Castillo Armas, Carlos (Santa Maria Cotzumalguapa 1914-Guatemala 1957) militare e politico guatemalteco;
1950, tenta di abbattere il presidente della repubblica J. Arbenz Gusmán, ma è costretto a riparare in Honduras;
1954, grazie agli Stati Uniti, organizza un'armata di liberazione con la quale invade il Guatemala e depone J. Arbenz Gusmán;
1957, dopo aver assunto la presidenza della repubblica reprime sanguinosamente il movimento popolare e viene ucciso da una guardia presidenziale.

Corona, Achille (Roma, 30 luglio 1914 – Roma, 20 novembre 1979) politico italiano, esponente del PSI (Partito Socialista Italiano).

Covelli, Alfredo (Bonito, Avellino 1914-Roma 1998) politico italiano;
1947, segretario nazionale del Partito nazionale monarchico;
1958, deputato;
1961-72, guida il Partito democratico d'unità monarchica fino alla confluenza (1972) nel MSI-Destra nazionale;
1973-77, presidente del MSI;
1978, dà vita al gruppo parlamentare di Democrazia nazionale, costituitosi poi in partito;
1979, Democrazia nazionale si presenta alle elezioni, ma senza successo.

Donadoni, Sergio (Palermo 1914) egittologo italiano, figlio di Eugenio
La civiltà egiziana (1940)
Arte egizia (1955)
La religione dell'Egitto antico (1955)
Storia della letteratura egiziana antica (1957)
Appunti di grammatica egiziana (1963)
Testi religiosi egizi (1970)
Cairo, Museo egizio (1979)
L'Egitto (1981)
Cultura dell'antico Egitto (1986).

Eppler, Johannes o Hans Eppler, John Eppler e Hussein Gaafer (1914-1999) spia tedesca;
[Musulmano-tedesco, allevato in Egitto dal suo patrigno egiziano, fu una delle spie di E. Rommel durante la campagna nordafricana nella II guerra mondiale; l' "Operazione Salaam", guidata da L. Almásy, entusiasmò lui e Hans-Gerd Sandstede al Cairo, sebbene entrambi siano stati arrestati subito dopo l'arrivo, nel luglio 1942. Egli è il soggetto del file MI5 KV 2/1467.]

Gui, Luigi (Padova 26 settembre 1914 – Padova 26 aprile 2010) politico italiano, esponente della Democrazia cristiana;

Kassem, 'Abd al-Karim (Baghdad 1914-1963) militare e politico iracheno;
1958, 14 luglio, influenzato dal modello nasseriano, alla direzione del movimento clandestino degli "ufficiali liberi" rovescia con un colpo di stato la monarchia hascemita di re Faysal instaurando la repubblica; divenuto primo ministro e comandante supremo delle forze armate, governa per cinque anni richiamandosi al filone radicale del nazionalismo arabo ma senza trovare un equilibrio tra i diversi gruppi che hanno sostenuto la rivoluzione (nasseriani, comunisti, Baath);
1961, la crescente opposizione e la ribellione dei curdi indeboliscono il suo potere personale;
1963, febbraio, viene deposto da un colpo di stato militare e fucilato.

Kops, Reinhard [Hans Raschenbach o Juan Maler] (Amburgo 29 settembre 1914-?) criminale di guerra; braccio destro di padre Krunoslav Draganovic nell'istituto San Gerolamo degli Illirici a Roma;
1939-45, dirige operazioni di deportazione e sterminio di ebrei in Albania e nelle zone occupate della Francia e della Bulgaria;
1945, dopo la caduta di A. Hitler, scappa da un campo di prigionia britannico e si reca a Roma, dove lavora [Hans Raschenbach] per la Segreteria per i Rifugiati del Vaticano, un dipartimento pontificio usato dall'Entità come copertura, e aiuta a fuggire vari criminali di guerra, soprattutto in Sudamerica e in Australia;
1948, si trasferisce in Argentina [Juan Maler], dove, fino al 1958 ca, come attivo intellettuale dell'estrema destra, è anche amministratore in Sudamerica di parte delle finanze dell' "organizzazione Odessa" composta da tecnici argentini;
[È arrivato in Argentina passando per Genova, aiutato da padre Karlo Petranovic e Ivan Bucko, due uomini di fiducia di Krunoslav Draganovic, o per il Marocco, aiutato da Marguerite d'Andurain la quale, durante la guerra, era stata coinvolta in alcune operazioni dell'Entità a Berlino insieme al "messaggero" di Robert Leiber, Nicola Storzi.
Secondo un rapporto della CEANA (Comisión de Esclarecimiento de las Actividades Nazis en la República Argentina), Reinhard Kops durante la guerra faceva parte del controspionaggio del Terzo Reich e, dopo la sconfitta nazista e la sua fuga a Roma, divenne l' "aiutante speciale" del vescovo filonazista Alois Hudal, nonché il collegamento dell'Entità con in nazisti evasi che arrivavano al rifugio di San Girolamo degli Illirici.]

1968-1972 ca, amministratore del movimento neonazista internazionale.

Kurt, Franz (1914-Wuppertal 1998) militare tedesco.

Magnago, Silvius (Merano 1914) politico italiano, esponente della Südtiroler Volkpartei (SVP);
1957-91, presidente del partito, uno dei protagonisti delle trattative per l'autonomia e la riorganizzazione su base etnica della provincia di Bolzano;
1960-89, presidente della provincia;
1991, si ritira dalla vita politica.

Onganía, Juan Carlos (Buenos Aires 1914-95) generale argentino
1966, presidente della repubblica in seguito ad un golpe militare con il quale destituisce il presidente A. Illia, instaura un regime repressivo e poliziesco
1970, viene deposto dai militari, anche per la sua inoperosità di fronte a gravi problemi socio-economici che affliggono il paese.

Pérez Jiménez, Marcos (Michelena, Táchira 1914-Madrid 2001) militare e politico venezuelano;
1948, novembre, ufficiale di carriera, è uno dei promotori del colpo di stato che rovescia il governo riformatore di R. Gallegos diventando ministro della difesa della giunta militare che prende il potere;
1952, è designato dai militari alla presidenza della repubblica;
1953, viene confermato nella carica da un'assemblea costituente fantoccio, che vara una nuova costituzione; il suo regime è caratterizzato dalla più sfacciata corruzione, da un uso spietato della polizia politica, dalla soppressione dei diritti civili e dal crescente disastro economico, nonostante la rendita petrolifera e una farraginosa politica di opere pubbliche;
1958, estromesso dal potere, fugge negli Stati Uniti;
1963, dagli Stati Uniti viene estradato in Venezuela dove, processato per peculato, viene condannato a cinque anni di prigione;
1968, in esilio in Spagna, tenta di reinserirsi nella vita politica venezuelana ma gli viene impedito dalle aspre reazioni dell'opinione pubblica.

Preti, Luigi (Ferrara 23 ottobre 1914 – Bologna 19 gennaio 2009) politico italiano, esponente del PSDI (Partito Socialista Democratico Italiano).

Siles Zuazo, Hernán (La Paz 1914-Montevideo 1996) politico boliviano, giornalista, partecipò alla guerra tra Bolivia e Paraguay;
1941, aderisce al MNR (Movimento nazionalista rivoluzionario) di sinistra di cui è poi un leader;
1952-56, dopo l'esilio e dopo la rivoluzione che porta al potere Paz Estenssoro, è vicepresidente della repubblica;
1956-60, presidente della repubblica; contrario ad un accordo con i militari saliti al potere e favorevole a un'alleanza con i comunisti, si scontra aspramente con il suo stesso partito;
1960-63, ambasciatore in Uruguay;
1963-64, ambasciatore in Spagna;
1964-68, va in esilio;
1978, vince senza esito le elezioni presidenziali come pure nel 1979;
1980, cade la dittatura;
1992, viene eletto presidente alla guida di un governo di coalizione dell'ala sinistra del MNR con i comunisti;
1985, nelle elezioni anticipate, in quanto non in grado di affrontare i problemi del paese, viene battuto dai moderati che si raccolgono attorno a Paz Estenssoro.

Sobout, Albert (Nîmes 1914-82) storico francese, allievo di G. Lefèbvre;
1930, si iscrive al Partito comunista;
1959, direttore delle «Annales historiques de la révolution française»
La rivoluzione francese (1964)
Il direttorio e il consolato, 1795-1804 (1967)
1967, docente di storia moderna e contemporanea alla Sorbona e presidente dell'Istituto di storia della rivoluzione francese.
La società francese nella seconda metà del Settecento (1970)
La civiltà e la rivoluzione francese (1970)
Feudalesimo e Stato rivoluzionario (1973, raccolta di saggi)
Problemi contadini della rivoluzione, 1789-1848 (1976)
Capire la rivoluzione (1981).

Stoph, Willi (Berlino 1914-1999) politico tedesco, muratore, poi laureatosi in ingegneria;
1931, si iscrive al Partito comunista tedesco e dopo l'avvento di Hitler continua la sua opposizione al regime nazista;
1950, membro del comitato centrale del SED (Partito socialista unificato) e deputato della camera del popolo della Repubblica Democratica Tedesca;
1952-55, ministro degli interni;
1956-60, ministro della difesa; grazie alle sue doti di organizzatore, svolge un ruolo di rilievo nella creazione dell'esercito della Germania Orientale;
1964-73, primo ministro;
1973, succede a W. Ulbricht nella presidenza del consiglio di stato (capo dello stato);
1976, torna a ricoprire la carica di primo ministro;
1989, ottobre, primo ministro della RDT si dimette assieme a Honecker per le pressioni popolari contro il regime comunista;
1991, maggio, arrestato, dopo la riunificazione delle due Germanie, nonostante le cagionevoli condizioni di salute, viene processato come uno dei responsabili delle numerose vittime della polizia tedesca di confine che in passato avevano tentato di attraversare il Muro di Berlino.

Tabacco Giovanni (Firenze 1914) storico italiano;
La casa di Francia nell'azione politica di papa Giovanni XXII (1953)
1954-60, docente di storia medievale e moderna all'università di Trieste;
1966-90, docente di storia medievale a Torino;
I liberi del re nell'Italia carolingia e postcarolingia (1966)
Egemonie sociali e strutture del potere nel Medioevo italiano (1974, riedizione del 1979)
Medioevo V-XV secolo (1981, con G.G. Merlo)
Il feudalesimo (1983, in Storia delle idee politiche, economiche e sociali II)
Regimi politici e dinamiche sociali (1990, in Le Italie del tardo medioevo)
Sperimentazioni del potere nell'alto Medioevo (1993)
Spiritualità e cultura nel Medioevo (1993)
1993, socio nazionale dell'Accademia dei Lincei e uno dei maggiori sostenitori del Centro italiano di studi sull'alto medioevo di Spoleto, di cui è vicepresidente.

Ullastres, Alberto (Madrid, 15 gennaio 1914 – Madrid, 15 novembre 2001) politico e ambasciatore spagnolo; membro (con voti) dell'Opus Dei;
conseguita la laurea in legge presso l'Università di Madrid, diviene professore di economia politica;
1957, ministro del Commercio (1957-65);
1965, ambasciatore presso la CEE (1965-76) sotto la dittatura di F. Franco Bahamonde [el Caudillo];
favorisce il cosiddetto "Piano di stabilità" che permette alla Spagna di transitare da un'economia autarchica verso la liberalizzazione e l'internazionalizzazione dell'economia nazionale, fino ad un successo economico noto come il "miracolo spagnolo".

Venturi, Franco (Roma 1914-Torino 1994) storico italiano;
[Figlio di Lionello.]
seguì il padre in esilio a Parigi durante il fascismo dove aderì al movimento Giustizia e Libertà; catturato dai nazisti venne tradotto in Italia; docente di storia moderna all'università di Cagliari, Genova e Torino, si interessò in particolare del '700 italiano e francese e dell'800 russo;
Le origini dell'Enciclopedia (1946)
Il populismo russo (1952, in 2 voll.)
Il moto decabrista e i fratelli Poggio (1956)
Illuministi italiani (1958-65)
Settecento riformatore (1969-79, in 3 voll., la sua opera più importante)
L'Italia in un mondo tra riforma e rivoluzione (1978)
Venezia nel secondo Settecento (1980).

Visentini, Bruno (Treviso 1° agosto 1914 – Roma 13 febbraio 1995) politico italiano, esponente del PRI (Partito Repubblicano Italiano);

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«Avanti!»
[organo del Psi]

«segue da 1912»
1914, direttori:
. B. Mussolini (1912-ott 1914, dimiss.),
. G.M. Serrati (1914 dic -?);
«segue 1917»

«Il Popolo d'Italia»

1914, 15 novembre, inizia le pubblicazioni questo quotidiano, sotto la direzione di B. Mussolini, espulso dal PSI per la sua conversione interventista;
in partenza è finanziato da:
- Filippo Naldi (direttore del «Resto del Carlino»)
- Edison
- Fiat
- Ansaldo
e da esponenti dell'industria zuccheriera e armatoriale, tutti in varia misura interventisti e interessati a un incremento delle forniture militari;
negli anni della guerra e del dopoguerra il quotidiano viene sovvenzionato da ambienti politici francesi, da finanziamenti dell'industria siderurgica italiana (Ansaldo e Ilva) e da gruppi di imprenditori milanesi (chimici, metallurgici, elettrici):
«segue 1921»

 

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