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ANNO 1938

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Papa Pio XI
(1922-39)

- segretario di Stato:
. card. E. Pacelli (1929 nov - ?);
- sottosegretari:
. G. Pizzardo, segretario della Congregazione degli affari ecclesiastici straordinari;
. Alfredo Ottaviani, sostituto segretario di Stato;

1938
Aprile
, in serata «Radio Vaticana» trasmette un programma che denigra il sostegno dei vescovi austriaci alla conqusita nazista;
2, «L'Osservatore Romano» rincara la dose sottolineando che hanno agito senza l'approvazione pontificia;
il card. E. Pacelli, in un incontro con l'ambasciatore italiano, definisce il comportamento del card. Theodor Innitzer fonte di imbarazzo per la Chiesa;
il papa convoca l'arcivescovo di Vienna il quale annuncia che arriverà il pomeriggo del 5 aprile per ripartire la mattina successiva a causa di un appuntamenteo con A. Hitler cui non vuole mancare; indignato, il papa gli fa notare che non è solito farsi dettare gli impegni da un cardinale, e che rientrerà in Austria solo quando lui lo avrà congedato;
5, durante l'incontro il papa rimprovera al cardinale austriaco il suo comportamento spiacevole e gli ordina di ritrattare quanto detto in precedenza;
7, su «L'Osservatore Romano» viene pubblicata la ritrattazione in tedesco;
8, segue la traduzione: «La solenne dichiarazione dei vescovi austriaci del 18 marzo non intendeva chiaramente esprimere approvazione di quanto non era e non è conforme alla legge di Dio e con la libertà ai diritti della Chiesa cattolica».
Ovviamente il papa è irritato anche con B. Mussolini che aveva promesso di salvaguardare l'indipendenza dell'Austria ma poi non ha fatto nulla per fermare la presa del potere dei nazisti.
Maggio
3-9
, il papa si ritira nella residenza di Castel Gandolfo per non ricevere A. Hitler durante la sua visita a Roma; ordina di chiudere tutti musei del Vaticano e chiede all' «Osservatore Romano» di non scrivere nemmeno una riga sulla visita del cancelliere tedesco;
intanto gli agenti di Sodalitium Pianum si dedicano alla caccia di spie; una delle più importanti, l'agente "96" infiltrato dai servizi segreti italiani, è mons. Enrico Pucci, ufficiosamente il portavoce del Vaticano e quindi la miglior spia di B. Mussolini reclutato già nel 1927 da Arturo Bocchini, capo della polizia fascista.
[L'Entità è riuscita solo ora ad avere notizia di una talpa in Vaticano; allontanato da tutti i suoi incarichi ufficiali, Enrico Pucci continua a lavorare per il regime fascista fino alla caduta di B. Mussolini. Viene smantellata anche la sua rete di informatori, costituita da:
. Stanislao Caterini; (impiegato presso la Segreteria di Stato nel Reparto crittografico, era stato reclutato alla fine del 1929; costretto a dimettersi per tradimento, viene espulso dal Vaticano);
. Giovanni Fazio;
(sottufficiale della polizia del Vaticano; scoperto viene espulso con disonore dal corpo di sicurezza del papa e dal territorio vaticano; rimarrà in servizio presso l'intelligence italiana fino al 1942, anno in cui sarà trovato impiccato nella sua casa);
. Virgilio Scattolini, (giornalista, lavorava come assistente di mons. Mario Boehm, direttore editoriale de «L'Osservatore Romano»; era stato reclutato agli inizi del 1930; scoperto, si dimette dall'incarico ma continua a collaborare con diversi giornali italiani).]

Giugno
mentre si trova a Roma, il gesuita John La Farge riceve a sorpresa un invito del papa a Castel Gandolfo che lo invita ad abbozzare segretamente un'enciclica su quelle che il papa considera le questioni attuali più brucianti, il razzismo e l'antisemitismo;
il giorno successivo p. W. Ledóchowski suggerisce di affiancargli due gesuiti con più esperienza:
. p. Gustav Gundlach (46enne);
. p. Gustave Desbuquois (69enne);
i tre lavorano all'enciclica Humani generis unitas, per tutta l'estate;

Luglio
14
, con l'inizio della campagna razziale, la chiesa comincia ad allontanarsi dal regime;
In Unione Sovietica i cattolici rimasti sono soltanto due.

Settembre
i tre incaricati di redigere l'enciclica Humani generis unitas ne inviano copia a p. W. Ledóchowski convinti che la consegni direttamente al papa, mentre questi ne invia una "versione ridotta" a E. Rosa, direttore de «La Civiltà Cattolica», lo stesso a cui il papa si era rivolto dieci anni prima per spiegare lo scioglimento degli Amici Israël.
Ora però l'atteggiamento di Pio XI diverge – almeno apparentemente – da quello di E. Rosa la cui rivista continua a raccomandare legislazioni che limitino i diritti degli ebrei.

Novembre
il pontefice comincia ad avere seri problemi di salute;
20, il Comitato direttivo dell' "Action française" fa atto di sottomissione, chiedendo la revoca della condanna del Sant'Uffizio (nel 1926), ma il papa tiene duro;
21, la S. Sede invia a Londra un delegato apostolico, riconosciuto dal governo come rappresentante personale del papa, ma non accreditato presso il re (o la regina), e che, quindi, (come del resto tutti i delegati apostolici) non figura tra i membri ufficiali del corpo diplomatico.

Dicembre
«Verso la fine dell'autunno – scriverà Renzo De Felicesi può dire che, di fatto, la Santa sede si è allineata con il fascismo. La sua opposizione alla legislazione razziale si limita ancora, per qualche tempo, solo alla proibizione dei matrimoni misti con i convertiti, cioè a un problema nettamente legato al proprio prestigio.
E anche questo, nonostante le apparenze (lettere del papa al re, ecc.) blandamente su un terreno puramente giuridico-concordatario
».
[Renzo De Felice, Storia degli ebrei italiani sotto il fascismo, Einaudi, Torino 1961, pagg. 337-38.]
Il papa riesce a stento a celebrare le funzioni natalizie.

FUCI
(Federazione universitaria cattolica italiana)

«segue da 1937»
1938, nata e sviluppatasi come associazione d'élite, inquadrata nell' "Opera dei congressi",
al suo interno si formano numerosi esponenti cattolici della classe dirigente italiana;
guardata a vista dal regime fascista, si deve occupare solo di religione;
«segue 1939»

Internazionale operaia socialista

«segue da 1937»
1938
nel periodo (1934-38) dei fronti popolari assume incerte e contraddittorie posizioni sul problema dell'allenza con i comunisti e della strategia della lotta contro il fascismo;
negli anni cruciali della guerra civile spagnola (1936-39) dimostra una generica solidarietà non sostenuta da azioni di massa e da precisi impegni;
Settembre
divisa fra l'anticomunisno e l'antifascismo, non riesce a elaborare una valida politica autonoma, e anche il sostegno offerto alla Società delle Nazioni e alla politica di sicurezza collettiva viene meno dopo la crisi cecoslovacca, quando i partiti socialisti dei paesi scandinavi appoggiano la neutralità proclamata dai loro governi, mentre il partito francese si divide sulla questione della pace o della resistenza al nazismo.
Ottobre
Bruxelles, l'esecutivo non riesce a prendere nessuna decisione concreta circa l'atteggiamento da assumere verso la conferenza di Monaco e la politica anglo-francese di capitolazione di fronte ad A. Hitler.
«segue maggio 1939»

 





1938
Presidente
della repubblica e dei ministri
-
Cancelliere
Kurt von Schuschnigg
(1934 - 1938)
[Partito cristiano-sociale]
-
Interni
-
-
Affari Esteri
-
-
Finanze
-
-
1938
Gennaio


Febbraio
12
, dopo l'incontro di Berchtesgaden, A. Hitler impone al cancelliere austriaco Kurt von Schuschnigg il rilascio dei nazionalsocialisti detenuti nelle carceri e che due ministeri chiave (guerra e interni) siano affidati a personaggi legati strettamente al nazismo;
16, A. Seyss-Inquart diviene ministro dell'interno e capo della polizia;

Marzo
9
, Kurt von Schuschnigg cede alle imposizioni di A. Hitler ed annuncia un libero plebiscito che dovrebbe decidere la questione dell' "Anschluss" [annessione];
11, A. Hitler impone al cancelliere austriaco le dimissioni assegnando il suo posto al capo del partito nazionalsocialista austriaco A. Seyss-Inquart;
abbandonato dall'alto clero, Kurt von Schuschnigg viene arrestato dalla Gestapo e poi trasferito in un campo di concentramento presso Dachau;
le truppe tedesche entrano in Austria che diventa Ostmark (Marca Orientale del Terzo Reich germanico); l'unione la priva di ogni autonomia;
12, il pomeriggio, A. Hitler in persona attraversa la frontiera e passa trionfante in automobile, diretto a Linz;
il nuovo cancelliere "per ristabilire l'ordine" chiede l'invasione militare germanica;
A. Hitler invade l'Austria ed annette lo stato al Reich;
13, A. Seyss-Inquart, cancelliere per un giorno, proclama la fine della repubblica austriaca e l'unione tra Austria e Germania;
15, A. Hitler incontra il card. Theodor Innitzer, arcivescovo di Vienna e capo della Chiesa cattolica austriaca. Questi proclama: «I sacerdoti e i fedeli debbono sostenere senza riserve il grande Stato tedesco e il Führer, perché la lotta contro il bolscevismo e per la potenza, l'onore e la prosperità della Germania rispecchia le vedute della Provvidenza». Il porporato ordina ai sacerdoti di leggere questa dichiarazione in ogni chiesa e un facsimile completo delle parole finali scritte a mano "Hail Hitler!" – viene affisso sui muri di Vienna e in tutta l'Austria.
Gli arcivescovi di Salisburgo e di Graz seguono prontamente l'esempio del card. Theodor Innitzer.
21, A. Hitler dichiara ufficialmente l'annessione dell'Austria al Terzo Reich;
poco dopo alti ufficiali delle SS ed il capo della polizia (H. Himmler e Pohl) si recano a Mauthausen e Gusen per ispezionare le cave di pietra;
Come l'Austria ha perso la sua indipendenza così anche la Boemia, staccata dalla Slovacchia, viene in parte annessa e in parte trasformata nel "Protettorato di Boemia e Moravia". Nel Reich e nel Protettorato si svolgono le prime operazioni di deportazione nell'area occidentale europea.
Durante gli anni precedenti alla guerra quando ancora non è stato varato il piano di sterminio i tedeschi procedono all'organizzazione dell'emigrazione della popolazione ebraica locale. A coordinare l'emigrazione viene chiamato A. Eichmann che crea a Vienna prima e a Praga poi l'Ufficio Centrale per l'Emigrazione Ebraica.
[In Germania una struttura analoga viene creata a Berlino sotto la direzione di R. Heydrich.]

Aprile
7
, Municipio di Vienna, i delegati delle SS dichiarano di voler allestire un campo di concentramento statale da 3000 a 5000 prigionieri e perciò sarebbero intenzionati a acquistare o affittare le cave di pietra di Mauthausen e Gusen;
29, viene costituita a proposito, a Berlino, la SS-società Deutsche Erd und Steinwerke GmbH che acquista per poco le 4 cave di granito presenti nei due luoghi;

Maggio


Giugno

Luglio


Agosto
8
, Mauthausen, arrivano nella cava "Wiener Graben" 300 prigionieri provenienti dal KL (Konzentrationslager) di Dachau per la costruzione del nuovo campo;
A. Speer e la Deutsche Erd und Steinwerke GmbH concludono un contratto decennale per il rifornimento di materiale per costruzione; come ispettore generale per la costruzione di Berlino, A. Speer destina dal suo budget alla società un prestito di milioni di marchi senza interessi.
[Negli anni successivi il volume d'affari della società, a cui contribuiscono anche altri luoghi di produzione come il campo di concentramento di Flossenbürg, aumenterà di anno in anno fino a toccare nel 1943 ben 14.882.000 marchi.
Dall'amministrazione di questo campo, definito "campo-madre" dalle SS, dipenderanno 49 succursali permanenti o provvisorie. Il corpo di sorveglianza comprende in totale dalle 6 alle 9.000 unità.]
LE SUCCURSALI DEL CAMPO DI CONCENTRAMENTO DI MAUTHAUSEN:
(Fra parentesl il livello massimo di consistenza dei deportati raggiunto; [denominazione cammuffata])
- AMSTETTEN, lavori stradali (2996),
- AMSTETTEN (femm.), lavori stradali (500),
- ATTNANG-PUCHHEIM-REDL-ZIPF, industria bellica (200),
- BACHMANNING, segheria (20),
- BRETSTEIN, terreni delle SS (80),
- DIPPOLDSAU, costruzlone centrale elettrlca (80),
- EBENSEE [Zement o Kalk], costruzione galleria, armamenti (18.437),
- EISENERZ, miniera (400),
- ENNS, costruzione bunker (2000),
- FLORIDSDORF, fattorie Hofherr-Schrantz e Jedlesee, armamenti (2737),
- GREIN, armamenti (120),
- GROSSRAMING, costruzione diga e centrale elettrlca (1013),
- GUNSKIRCHEN, campo raccolta (15.000),
- GUSEN I, Cava e armamenti (11.480),
- GUSEN II, costruzione gallerie e armamenti (12.537),
- GUSEN III, fornace (274),
- JUNKERSWERKE VIENNA, industria bellica delle forze areee (2000 ca)
- HARTHEIM (Schloss-Castello), campo di annientamento,
- HIRTENBERG (femm.), munizionamento (459),
- HINTERBRUEHL, fabbricazione aerei (400),
- KLAGENFURT, SS-Junkerschule, costruzione caserme per le SS (130),
- LENZING (femm.), industria tessile (565),
- LIND (Schloss-Castello), terreni delle SS (20),
- LINZ I, stab.to H. Göring-Werke, armamenti (790),
- LINZ II, stab.to H. Göring-Werke, armamenti (285),
- LINZ III, stab.to H. Göring-Werke, armamenti (5615),
- LOIBLPASS, due campi, nord e sud, galleria (1294),
- MELK [Quarz], costruzione gallerie per industrie belliche (10.314),
- MITTERSILL (Schloss-Castello) (femm.), Istituto ricerche SS (15),
- MOOSBIERBAUM, raffineria (60),
- NAVE MAUTHAUSEN, campo raccolta (700),
- PASSAU I, armamenti (83),
- PASSAU II, armamenti (333),
- PEGGAU, presso Graz, armamenti (888),
- LEIBNITZ, armamenti (655),
- SCHLIER-Vöcklabruck, REDL-ZIPF, armi "V" e monete false (1488) ,
- SAURER-WERKE-VIENNA, armamenti (1480),
- SCHWECHAT, fabbricazione aerei (2568),
- STEYR, armamenti (1971),
- ST. ÄGYD AM NEUWALDE, armamenti (303),
- ST. LAMBRECHT (femm.), terreni delle <SS (20),
- ST. LAMBRECHT, terreni delle SS (80),
- ST. VALENTIN, stab.ti Nibelungenwerke, fabbricazione carri armati (1480),
- TERNBERG, costruzione centrale elettrica (406),
- VIENNA-Jedlesee, industria bellica sotterranea (400 circa),
- VIENNA-Hinterbrühl, industria bellica (800 circa),
- VIENNA-Schönbrunn, produzione armi "V" (6),
- VOECKLABRUCK, lavori stradali (300),
- WELS I, armamenti (397),
- WIENER NEUDORF, fabbrica motori per aerei (2954),
- WIENER NEUSTADT, armamenti (1000),
- ZELTLAGER, campo raccolta (10.000). Settembre

Ottobre

Novembre
2
, convegno di Vienna [vedi box Germanai]; Dicembre
Mauthausen, alla fine dell'anno i prigionieri internati sono 1030;
comandante del campo è Albert Sauer;



GERMANIA
1938
Partito unico: NSDAP (Nationalsozialistische deutsche Arbeiterpartei – Partito nazionalsocialista dei lavoratori tedeschi).
- Führer e Cancelliere del Reich
Adolf Hitler
(1934 agosto-aprile 1945)
[In lui sono unificati i poteri di capo dell'esecutivo e di comandante delle forze armate tedesche.]
- Segretario della Cancelleria
H.H. Lammers
(1933 gen-1943)
Propaganda
Joseph Paul Goebbels
(1933 mar-apr 1945)
Interno
Wilhelm Frick
(1933 gen-ago 1943)
Affari Esteri
Joachim von Ribbentrop
(1938 feb-apr 1945)
Guerra
Werner von Blomberg
(1935 mar-gen 1938)
Ministero Guerra soppresso
OKW
(Oberkommando der Wehrmacht - Comando supremo delle forze armate germaniche)
Wilhelm Keitel
(1938 feb-mag 1945)
[Capo ma senza alcun potere esecutivo, facente funzione anche di ministro della difesa]
Esercito
Werner von Fritsch
(1934 1° feb - gen 1938, dim.)
col.gen. Walter von Brauchitsch
(1938 4 feb - 19 dic 1941)
Marina
gen.amm. Erich Raeder
(1937 - gen 1943)
Aviazione
Hermann Göring
(1933 gen-apr 1945)
Giustizia
Franz Gürtner
(1932 lug-gen 1941)
Economia
Wirtschaftsbeauftragter
Walther Funk
(1938 feb - apr 1945)
Finanze
conte J.L. Schwerin von Krosigk
(1933 gen-apr 1945)
Alimentazione
e Agricoltura
Walter Darré
(1933 gen-mag 1942)
Lavoro
Franz Seldte
(1933 gen-apr 1945)
Trasporti
Julius Dorpmüller
(1937-apr 1945)
Dal 14 luglio 1933 ufficialmente tutti i partiti sono aboliti.
1938
Nazismo

Gennaio
, la società "Lebensborn e.V.", con il nome di Amt L – Ufficio L, dove "L" sta per Lebensborn) –, passa sotto il controllo diretto dello SM delle SS cioè dello stesso H. Himmler che, per avere più libertà d'azione, trasferisce il centro e gli uffici da Berlino a Monaco, nell'ex sede del "Centro comunitario ebraico" e nella casa requisita dalle SS a Thomas Mann.
I massimi dirigenti dell'organizzazione sono:
. Standartenführer-SS (colonnello) Max Sollman dell'amministrazione,
. Inge Viermetz, della sezione cliniche,
. dottor Gregor Ebner della sezione medica,
. Günther Tesch della sezione legale.
[La prima clinica o “casa di maternità” ha cominciato a funzionare il 15 agosto 1936 in Baviera; quella austriaca inizia nel 1938, tutte con il concetto di selezione razziale, ovvero Auslese.
Altre ne saranno aperte sino a contare, prima dello scoppio della seconda guerra mondiale, sei cliniche con 263 letti per le madri e 487 per i neonati.
Nel caso in cui il neonato non corrisponda alle selezioni, questi passano sotto la tutela della NVS (Nationalsozialistische Volkswohlfahrt) il cui programma è un po' meno focalizzato sulla selezione della razza.
(Rielaborazione da Wikipedia: segue 1939)]

12, scandalo Blomberg-Fritsch;
vedi: W. von Blomberg [59enne] - W. von Fritsch [57enne].
27, sono allontanati dalle loro funzioni;
W. Keitel, genero di W. von Blomberg e noto per la sua mancanza di carattere, viene nominato segretario militare di stato nel Ministero della guerra alle dirette dipendenze di A. Hitler quale supremo comandante;

Febbraio
4
, A. Hitler  assume il comando supremo delle forze armate e J. von Ribbentrop diviene ministro degli esteri;
soppresso il ministero della difesa/guerra, lo stato maggiore generale riformato, A. Hitler crea un nuovo organismo incaricato di svolgere tutti i servizi inerenti alle due cariche: l'OKW (Oberkommando der Wehrmacht- Comando supremo delle forze armate germaniche), affidato a W. Keitel;
H. Göring, che aspirava al ministero della Guerra, deve così accontentarsi soltanto del titolo di Generalfeldmarschall.
12
, dopo l'incontro di Berchtesgaden, A. Hitler impone al cancelliere austriaco Kurt von Schuschnigg il rilascio dei nazionalsocialisti detenuti nelle carceri e che due ministeri chiave (guerra e interni) siano affidati a personaggi legati strettamente al nazismo;

Marzo
7
, A. Hitler rimilitarizza la Renania;
9-21
, "Anschluss" [annessione]:
unione dell'Austria alla Germania proclamata il 15 marzo, dopo che le truppe tedesche hanno invaso il territorio austriaco nella notte tra l'11 e il 12 marzo senza incontrare opposizione. L'azione, già progammata da tempo da A. Hitler che poteva contare sull'appoggio dei nazisti locali, viene decisa anche per bloccare il plebiscito organizzato dal primo ministro austriaco, il cristiano sociale Kurt von Schuschnigg, per assicurare l'indipendenza al suo paese nonostante le pressioni e le minacce del Führer.
L'Austria diventa una provincia del Terzo Reich sotto il nome di Ostmark [marca dell'est];
[Le truppe e l'aeronautica tedesche effettuano l'invasione rivelando, stranamente, ben poca della tanto vantata efficienza militare; in effetti (come dichiarerà più tardi al processo di Norimberga, il gen. A. Jodl) il 70 per cento dei mezzi corazzati e degli automezzi è rimasto bloccato da avarie lungo le strade che da Salisburgo e da Passau portano a Vienna; anzi è proprio il disastroso funzionamento di un numero così elevato di unità motorizzate che contribuisce in modo non indifferente a ritardare di tre giorni l'ingresso trionfale di A. Hitler a Vienna; l'aeronautica tedesca invece (considerando che molti velivoli del tipo più moderno si trovano ancora in Spagna) dà ottima prova anche se la Luftwaffe non è ancora pronta per eseguire tutti gli ordini che il Führer potrebbe impartirle. Infatti dietro la facciata di un'efficienza del tutto apparente vi è lo stesso retroscena di confusione e d'improvvisazione che ha caratterizzato l'occupazione della Renania.
Fin d'ora comunque la Germania dispone già di ben ventisette divisioni.]

Aprile
10
, un plebiscito (99,7% di voti favorevoli) sancisce l'unione tra Austria e Germania;
Roma, pochi giorni prima del previsto arrivo del Führer a Roma,Pio XI fa chiudere i Musei Vaticani e repentinamente parte con i prelati della Casa Pontificia per Castel Gandolfo;
26, il nunzio apostolico in Italia F. Borgongini-Duca incontra Guido Buffarini Guidi, sottosegretario di Stato all'Interno. All'inizio del colloquio, il nunzio confida al sottosegretario che le notizie giunte finora al Papa sulla situazione dei cattolici in Germania l'hanno letteralmente fatto piangere:
- sacerdoti incarcerati solo perché buoni preti,
- divieto assoluto per le partorienti ammesse agli istituti nazisti di far battezzare i neonati,
- sostituzione del battesimo con un altro rito per l'ammissione dei bambini alla "comunità germanica",
ed altro ancora.
Alla fine della conversazione il nunzio si fa latore di un messaggio del Papa a A. Hitler: qualora egli ne avanzi formale richiesta, il Pontefice è disponibile a ritornare da Castel Gandolfo per incontrarlo, anche all'ultimo momento.
L'incontro tuttavia dovrà essere preceduto da un protocollo, da un previo accordo, al centro del quale deve esserci la questione della persecuzione anticattolica in Germania.
Il nunzio invia una relazione alla Segreteria di Stato per informarla del suo colloquio con il sottosegretario.

26, le compravendite devono avere l'approvazione del Ministero dell'Economia;
[Mentre dal gennaio 1933 l'espulsione degli ebrei dalla macchina statale ha rappresentato più un atto propagandistico che la risoluzione di un problema realmente pressante (gli ebrei impiegati nell'amministrazione pubblica erano in effetti assai pochi. Il 46% degli ebrei tedeschi era infatti costituito da lavoratori autonomi); sono invece le loro attività imprenditoriali che il nazismo intende colpire riuscendoci in due modi:
- la liquidazione, cioé l'eliminazione dell'impresa,
- l'arianizzazione, cioé il passaggio di proprietà in mani non ebraiche.
Finora si è usato questo secondo modo in base ad accordi "volontari" tra venditore ebreo e acquirente tedesco.
In prima linea nelle operazioni di arianizzazione stanno ovviamente le banche tedesche che funzionano come mediatrici tra gli acquirenti ed i venditori. E sono proprio le banche che ora si accorgono di un problema non previsto: ci sono ancora molte aziende ebraiche da arianizzare ma non si trovano più tedeschi in grado di acquistarle. In più alcune imprese ebraiche (le più robuste economicamente) resistono alle pressioni.
A questo punto occorre abbassare il prezzo delle aziende ebraiche per permettere ai tedeschi anche meno abbienti di rilevarle. Per abbassare i prezzi si aboliscono le aste: i venditori ebraici si trovano dinanzi un solo acquirente che formula un'unica offerta. Far salire l'offerta giocando sull'interesse di più acquirenti diventa impossibile.]
Il Ministero solitamente dà la propria approvazione soltanto a quei contratti che hanno un prezzo compreso tra i due terzi e i tre quarti del valore iniziale. Qualunque sia il prezzo fissato tra l'imprenditore ebraico e quello tedesco la decisione ministeriale gioca al ribasso favorendo il tedesco.

Maggio
3-9, Roma, il cancelliere del Reich A. Hitler si reca in visita ufficiale in Italia per ricambiare la visita che B. Mussolini gli ha fatto in Germania;
il Führer si rifiuta in maniera ferrea di vedere Pio XI, lanciando così un segnale forte ai cattolici tedeschi e alla Santa Sede, sul fatto che egli intende portare fino in fondo la sua lotta contro la Chiesa e contro il cristianesimo, che ritiene inconciliabili con le nuove "dottrine religiose" del nazionalsocialismo.

video



12, tre giorni dopo la conclusione della visita di A. Hitler a Roma, Pio XI dà disposizione affinché siano emanate le Otto proposizioni contro il razzismo germanico da indirizzare a tutte le università cattoliche del mondo.

Giugno
Preti che hanno parte attiva nella caccia ai beni degli ebrei: dopo l'Anschluss, Eugen Haisler, segretario di Innitzer, che è giunto in Francia per predisporre un "Comitato cattolico di amicizia franco-tedesca" incontra fra gli altri Rossé, il capo degli autonomisti alsaziani finanziati dal Reich, che gli chiede di acquistare per lui a Vienna, a un prezzo vantaggioso, una stamperia ebraica.
Tra i membri del clero francese che sono a capo della collaborazione troviamo:
. Suhard,
. Baudrillart,
. Beaussard, vescovo ausiliare di Parigi;
[Suhard "dimostrava grande spirito di conciliazione" durante le perquisizioni della Gestapo del 26 luglio 1940 tendenti a "stabilire la collusione fra il defunto cardinale Verdier e gli ebrei" e il "complotto tramato contro il Reich dagli emigrati politici e dall'arcivescovado di Parigi"; "nella stessa sede dell'arcivescovado di Parigi, la Quinta Colonna aveva i propri informatori", come dimostrò l'irruzione tedesca durante la quale fu sequestrato un esemplare del "rapporto sulle conversazioni" tra mons. Verdier e Benès - verosimilmente sulle alleanze franco e ceco-sovietiche - in occasione del congresso cattolico di Praga (dal 27 giugno al 1 luglio 1935).]

Luglio
Berlino, l'ambasciatore inglese sir Neville Henderson agisce essenzialmente in modo da agevolare A. Hitler nella realizzazione dei suoi fini in Cecoslovacchia. Nei circoli giornalistici non è un segreto che egli sta esercitando pressioni sul ministro egli esteri, lord Halifax, affermando che ormai l'egemonia della Germania ad est del Reno è un fatto e che «l'Europa centrale ed orientale avrebbero agito, in generale, come delle marionette di A. Hitler».
22, Berlino, l'ambasciatore inglese sir Neville Henderson scrive a a sir Alexander Cadogan: «È facile per il dottor E. Beneš attribuire tutta la malafede e tutte le difficoltà ai tedeschi ed ai Sudeti, ma io credo che, ad essere strettamente imparziali, bisognerebbe biasimare egualmente e gli uni e gli altri».  

Agosto
17
, A. Hitler firma un decreto col quale viene precisato che le SS Verfügungstruppen non fanno parte "né della Wehrmacht né della polizia; esse costituiscono delle unità armate ad esclusiva disposizione del Führer. A questo titolo e in quanto facenti parte dell'NSDAP esse sono poste agli ordini del Reichsführer H. Himmler che le sceglierà, le formerà ideologicamente e politicamente secondo le direttive date dal Führer per l'NSDAP e le SS (Schutzstaffeln = squadre di protezione - chiamate anche Schwarze Korps, Milizie nere); esse saranno costituite da volontari che abbiano già compiuto il servizio militare".
con un altro decreto "ordine" firmato da W. Stuckart, segretario di Stato all'Interno, e da F. Gürtner, ministro della Giustizia, (ma opera del Sottosegretario Globke, esperto in onomastica presso il ministero dell'Interno), si obbligano le ebree ad aggiungere il nome "Sara" al proprio e gli ebrei il nome "Israel". Globke poi crea una lista di nomi germanici all'interno della quale i tedeschi ariani devono scegliere quello che preferiscono per i loro figli e figlie. Ovviamente i nomi della lista sono vietati agli ebrei.

Settembre
6-12
, Norimberga, durante l'annuale congresso del partito, A. Hitler dichiara espressamente la volontà di annettere alla Germania il territorio dei Sudeti (in Cecoslovacchia); in Gran Bretagna il primo ministro N. Chamberlain, fedele alla politica di appeasement, rifiuta a priori qualsiasi aiuto alla Francia (alleata della Cecoslovacchia) nel caso di una guerra e interviene presso il capo del governo cecoslovacco E. Beneš perché faccia delle concessioni alla Germania;
per due volte N. Chamberlain si reca in Germania, ma ad ogni nuova offerta di soluzione concordata A. Hitler si dichiara insoddisfatto ed invia infine un ultimatum con scadenza al 1° ottobre per la cessione del territorio;
26, decisa a tener fede agli obblighi che le derivano dal trattato di alleanza con la Cecoslovacchia, l'Inghilterra chiede l'appoggio della Francia per l'eventualità che l'aggressione tedesca dia luogo allo scatenarsi di un conflitto;
A. Hitler invia una lettera al primo ministro inglese nella quale, pur tornando a puntualizzare le pretese tedesche, lascia intravedere la possibilità di un pacifico accordo;
N. Chamberlain
si affretta a rispondere con un ultimo disperato appello di pace, proponendo che venga convocata una conferenza internazionale;
29-30, "patto di Monaco":
[Firmato pochi minuti dopo l'una di notte del 30 settembre nella Führerhaus che dà sulla barocca Königsplatz.]
su richiesta di N. Chamberlain, B. Mussolini, che teme anche per la eventuale sorte delle posizioni italiane in Ungheria e nei Balcani, organizza una riunione a Monaco di Baviera con lo scopo di scongiurare l'imminente attacco tedesco alla Cecoslovacchia; vi partecipano:
- N. Chamberlain (GB)
- E. Daladier (F)
- A. Hitler (D)
- B. Mussolini(I)
abilmente B. Mussolini presenta come proprie le richieste sottopostegli dai tedeschi il giorno prima e che A. Hitler, giocando al rialzo, considera ormai superate; A. Hitler non può smentire né rifiutare le proposte avanzate dall'alleato e subito accettate da E. Daladier e N. Chamberlain, e l'accordo è concluso; prevede:
- l'occupazione tedesca dei Sudeti da effettuare tra il 1° e il 10 ottobre;
- l'impegno tedesco a far svolgere plebisciti nei territori occupati e a rinunciare a ulteriori rivendicazioni nei confronti della Cecoslovacchia; si concorda inoltre che un successivo arbitrato deciderà in merito alle rivendicazioni polacche e ungheresi sui territori cecoslovacchi;
alla fine dei colloqui:
- A. Hitler è convinto che Francia e Gran Bretagna non scenderebbero mai in guerra per difendere gli stati orientali,
- B. Mussolini, assumendo il ruolo di salvatore della pace, è convinto di avere ancora un peso determinante nell'Asse;
- N. Chamberlain, nonostante una viva opposizione all'interno del partito conservatore (dimissioni del primo lord dell'ammiragliato A. Duff Cooper), presenta come un successo della politica di appeasement quella che è in realtà una capitolazione di fronte all'aggressività tedesca;
tutte convinzioni sbagliate: per cominciare non viene indetto alcun plebiscito;
dopo le annessioni dell'Austria e dei Sudeti il numero degli internati nei campi di concentramento sale a 60.000 comprendendo moltissimi ebrei antinazisti austriaci;

nasce il campo di Flossenburg.

Gli azionisti della Bayrische Flugzeugwerke dove lavora Willy Messerschmitt, uno dei migliori ingegneri aeronautici tedeschi, decidono di ribattezzare la società come Messerschmitt A.G. e di elevare l'ancor giovane progettista al posto di Direttore Generale e Presidente del Comitato di direzione aziendale.

Ottobre
1-10
, la Wehrmacht hitleriana occupa il territorio dei Sudeti;

Novembre
2
, Vienna (primo arbitrato di Vienna), in base agli accordi di Monaco i ministri degli esteri italiano e tedesco, G. Ciano e J. von Ribbentrop – dei quali le due piccole potenze di Cecoslovacchia e Ungheria hanno chiesto l'arbitrato –, si accordano per una revisione pacifica che consente la riannessione all'Ungheria di territori compredenti circa un milione di abitanti: privano in pratica la Cecoslovacchia di altri territori, la Slovacchia meridionale passa all'Ungheria;
[È un successo per l'Italia che difende i diritti ungheresi contro i tedeschi che propendono per la Cecoslovacchia.]
7, il consigliere dell'ambasciata tedesca a Parigi Ernst vom Rath viene assassinato da un giovanissimo attentatore ebreo: Herschel Grynzspan.
9-10, Kristallnacht "notte dei cristalli", progrom antisemita, e il mondo assiste, senza ribellarsi, al drammatico genocidio;
vengono incarcerati circa 38.000 ebrei e, anche se liberati successivamente, dimostrano che occorrono spazi più ampi per i futuri nemici del Reich.
[Con lo scoppio della guerra si aprirà una seconda fase.]
10, in una burrascosa riunione, A. Hitler, J.P. Goebbels e H. Göring decidono di far pagare agli ebrei un "pagamento espiatorio" (Sühneleistung) che deve ammontare ad 1 miliardo di Reichsmark. Il pagamento espiatorio assomma al 20% del patrimonio di ogni ebreo. Qualora agli ebrei manchi il contante necessario possono pagare con oggetti artistici o di valore, divise estere, valori immobiliari. Il buon afflusso di pagamenti convince il Ministero delle Finanze di aumentare la tassa del 5%. Il pagamento espiatorio frutta alle casse naziste un miliardo e centomila Reichsmark.
12, dopo vari decreti emessi per attaccare il settore privato, viene emanato quello "Per l'eliminazione degli ebrei dalla vita economica della Germania" con il quale si obbligano le imprese tedesche a licenziare tutti i loro amministratori ebrei entro il 31 dicembre. L' "ordine" è firmato da H. Göring.
Si entra così nella fase di "arianizzazione" forzata dell'economia tedesca.
Lo Stato obbliga gli ebrei a vendere.
A tutti i negozi gestiti da ebrei viene ordinato di chiudere entro il 31 dicembre. Naturalmente non viene concesso ai commercianti di vendere il loro magazzino liberamente: gli stessi nazisti si incaricano di fissare i prezzi di vendita.
19, un decreto firmato da W. Funk, Lutz Graf Schwerin von Krosigk e Franz Seldte priva gli ebrei di ogni diritto all'assistenza pubblica. Alcuni mesi prima erano state tolte tutte le esenzioni fiscali alle associazioni ebraiche di mutuo soccorso. La massa di ebrei rimasti in Germania è di fatto privata oltre che dell'assistenza, anche della possibilità di autosostentarsi.

Dicembre
3
, lo Stato in qualsiasi momento si arroga il diritto di ordinare agli ebrei di vendere ogni proprietà immobile o mobile: imprese, terre, conti correnti, depositi, case: un ebreo non può possedere nulla.
L'arianizzazione dell'economia tedesca è stata realizzata… rimane però ancora qualche residuo su cui si concentra il passo successivo del governo.
Lo Stato nazista a questo punto inverte la normale attività dello Stato intenzionato a impedire l'emigrazione: si mira piuttosto a favorire l'emigrazione. Rispetto all'anno fiscale 1932-34 in cui è stato raccolto 1 milione di Reichsmark, nel 1938-39 la tassa frutterà ben 342 milioni.
Tassa di espatrio e pagamento espiatorio fruttano allo Stato due miliardi di marchi.
Presumibilmente le ultime disponibilità rimangono nei conti correnti bancari. La mossa successiva mira a colpire proprio i conti correnti degli ebrei.
Una volta privato dei diritti civili, costretto a vendere le sue proprietà, tassato e ridotto nelle condizioni di non poter esercitare legalmente alcuna professione un ebreo, soltanto in teoria, può emigrare.
Per emigrare occorre denaro. Ma un ebreo non può né avere un conto corrente, né cambiare i Reichsmark in valuta estera. D'altronde nessun tedesco può detenere valuta straniera: il denaro deve essere depositato presso la Reichsbank.
I nazisti hanno a questo punto un problema: come far emigrare gli ebrei senza che questi esportino la valuta estera?
Di fatto per acquisire valuta estera esistono soltanto due metodi legali:
- la cosiddetta Freigrenze (libera frontiera) e
- la Warenfreigrenze (libera frontiera per le merci).
Con la Freigrenze gli emigranti possono portare con sé il controvalore di dieci Reichsmark e venti se il Paese di destinazione non ha un confine con la Germania. Con la Warenfreigrenze si possono portare con sé merci di un valore non superiore ai 1.000 Reichsmark.
Tutti gli altri possibili metodi sono illegali o pseudoillegali.
È stato creato un Ufficio preposto al cambio dei Reichsmark in possesso degli ebrei: l'ALTREU. Naturalmente agli ebrei non viene applicato il cambio reale ma solo il 50%. Così gli ebrei che si rivolgono all'ALTREU perdono la metà delle sostanze rimaste. Così dopo il 1938 all'ALTREU non arriveranno più domande di cambio.
Tutto il denaro che un emigrante non può portare con sé viene versato su di un conto bloccato (Sperrguthaben) amministrato dall'Ufficio Valutario del Ministero delle Finanze. I conti correnti bloccati possono essere utilizzati solo per fare dei prestiti a cittadini tedeschi, per pagare premi assicurativi o acquistare immobili. I beneficiari possono essere cittadini stranieri non ebrei. Si crea così un florido mercato attorno ai conti correnti bloccati. Gli ebrei vendono i loro conti per procurarsi valuta estera al 50% del loro valore. I più fortunati ci riescono, la maggior parte non fa in tempo e dopo un'ulteriore confisca decisa dal Ministero delle Finanze perde tutto il valore dei propri conti.
Nonostante R. Heydrich abbia ideato un sistema perfetto che, attraverso i pagamenti degli ebrei ricchi, consentirà l'emigrazione degli ebrei meno abbienti il problema non viene risolto. Nell'impossibilità di far emigrare gli ebrei trattenendo le loro proprietà si lascia che le cose vadano come dovevano andare: in Germania rimangono gli ebrei e le loro residue proprietà.
La comunità ebraica tedesca nel 1939 grazie alla emigrazione si sarà ridotta del 50%. In Germania rimarranno i più poveri, gli anziani, le donne. Tuttavia queste persone sono disoccupate e senza mezzi di sussistenza ed è "giusto" che lavorino per mantenersi.
Il disegno successivo nazista è di obbligare gli ebrei ai lavori più umili. Fin d'ora Friedrich Syrup, presidente della commissione del lavoro del Reich, dichiara che ci si sta sforzando di adibire gli ebrei al lavoro nelle costruzioni pubbliche e private e a progetti di bonifica.
[Nei primi mesi del 1941 saranno già circa 30.000 gli ebrei obbligati a lavorare nei cantieri del Reich.]
15, H. Himmler decide che agli ebrei debba essere vietata la guida di autoveicoli;
22, O. Hahn [59enne] e il suo nuovo collaboratore F. Strassmann [36enne], nel corso di alcuni esperimenti fanno una sensazionale scoperta; ne comunicano i dettagli alla rivista scientifica «Naturwissenchaft» e alla collega L. Meitner [60enne], già fuggita dalla Germania riparando in Svezia, la quale avverte il nipote O. Frisch [34enne]; quest'ultimo, brillante fisico, battezza il fenomeno: fissione nucleare.
Niels Bohr [53enne], maestro incontestato della fisica danese, viene messo al corrente da O. Frisch dei lavori di O. Hahn, ripete la prova e il successo.
L. Szilard
[40enne], un ungherese rifugiato a New York, conferma subito la scoperta.
A Parigi intanto…



1938
REPUBBLICA di POLONIA
[capitale Varsavia]
Presidente
I. Moscicki
(1926 4 giu - 20 set 1939)
Presidente del consiglio
Felicjan Slawoj Skladkowski
(1936 15 mag - 30 set 1939)
Ministro degli esteri
Józef Beck
(1932 - set 1939)
Ministro della guerra
-
-

1938
la costituzione del 1935 attribuisce all'esecutivo poteri pressoché illimitati;
il regime dei colonnelli (cioè del partito militare) avvia la Polonia alla tragedia del 1939;
J. Beck, con l'assenso di A. Hitler, si annette il bacino carbonifero cecoslovacco di Teschen;
il PCP (Partito Comunista Polacco) viene sciolto a Mosca per la «penetrazione di agenti nemici nella direzione del Partito»;
[Il POP [anche PPR] (Partito Operaio Polacco - comunista) nascerà nel gennaio 1942.]

CHIESA CATTOLICA
in Polonia
[1938]

Alla vigilia dell'aggressione tedesco-russa, la Chiesa cattolica polacca conta:
- 2 cardinali,
- 3 arcivescovi,
- 15 vescovi diocesani,
- 1 vescovo castrense,
- 20 vescovi ausiliari,
- 40 congregazioni maschili con ca 6.000 membri,
- 50 ca congregazioni femminili con ca 16.000 religiose.
Gli 11.000 sacerdoti si preparano nelle varie università della Repubblica, tutte munite di facoltà teologica (ad eccezione di quella di Poznan). Ma molti di loro sciamano anche a Roma, a Parigi e a Strasburgo.
[Tra poche settimane le Panzerdivisionen tedesche scrolleranno chiese, sventreranno episcopi e seminari, riempiranno prigioni e lager di sacerdoti, religiosi, dirigenti d'Azione Cattolica, tanto che della superba organizzazione cattolica resterà poco più del ricordo.]

 

[Carlo Falconi, La Chiesa e le organizzazioni cattoliche in Europa, Milano 1960, Edizioni di Comunità.]

 




1938
Presidente della Repubblica
E. Beneš
(1935 - 1938)
E. Hacha
(? - ?)
Primo Ministro
-
Milan Hodza
(? - ?)
[leader del Partito agrario (destra)]
Ministro degli Esteri
-
Ambasciatore a Londra
Jan Masaryk
(1925 - 1938)
-

1938
Gennaio
nonostante le spinte autonomistiche all'interno (il movimento guidato dall'abate A. Hlinka e la minoranza tedesca dei sudeti [i tedeschi dei Sudeti o sudeti]) il governo e la maggioranza della popolazione intendono comunque difendere l'integrità del territorio nazionale;
Febbraio
Marzo

Aprile
La Legazione Cecoslovacca a Londra sa che il ministro britannico a Praga, Basil Newton, avanza proposte al suo governo in favore dell'inclusione della Cecoslovacchia nell'orbita tedesca, cosa che significherebbe per essa rinunciare all'alleanza con l'URSS e la Francia. Come il suo collega di Berlino (l'ambasciatore inglese sir Neville Henderson), l'ambasciatore Basil Newton insiste a che il governo britannico usi nei riguardi di quello cecoslovacco una tattica forte, la più forte possibile.
12, il ministro cecoslovacco a Londra viene informato da lord Halifax che è essenziale che il governo cecoslovacco affronti "realisticamente" la situazione e faccia anche concessioni alla minoranza tedesca. Nello stesso tempo il ministro britannico degli Affari esteri consiglia i cechi di non prendere troppo sul serio la dichiarazone del primo ministro N. Chamberlain, secondo la quale l'Inghilterra potrebbe entrare in guerra per la Cecoslovacchia. Con un senso di allarme crescente i diplomatici cechi a Londra osservano gli stadi successivi del tradimento che nella capitale britannica si sta preparando verso il loro paese.
L'addetto stampa dell'Ambasciata Cecoslovacca Jaroslav Kraus, che ha molte amicizie tra i giornalisti inglesi, dice loro che il suo governo sa per certo che Konrad Henlein, il capo-fantoccio dei tedeschi nei Sudeti, ha ricevuto denaro dal governo tedesco fin dal 1935.
I tedeschi dei Sudeti, trattati dal governo inglese con grande rispetto, ricevono le loro istruzioni direttamente dall'ambasciata germanica di Praga.
A fine aprile, in una conversazione con il re di Svezia, H. Göring parla della «necessità di ricacciare i cechi in Russia, paese al quale essi appartengono».
Maggio
il capo della minoranza tedesca dei sudeti, il fantoccio hitleriano Konrad Henlein, visita Londra dove viene ricevuto con il rispetto degno di un uomo di stato. Sir Robert Vansittart, vicesegretario permanente di Stato al Ministero degli Esteri inglesi, dopo il suo incontro con il nazista dei sudeti, afferma: «Ci siamo separati amichevolmente, come sempre…».
25, lord Halifax dice al governo cecoslovacco a Londra che non si può più parlare di proteggere la Cecoslovacchia contro un attacco tedesco. Non potrebbe la Cecoslovacchia, egli chiede, adottare una "posizione di neutralità"? Una posizione di neutralità, naturalmente, significherebbe rinunciare al suo trattato con l'Unione Sovietica e includere il paese nel sistema tedesco.
Il ministro cecoslovacco a Londra Jan Masaryk riporta al suo governo questa conversazione, col cuore gonfio di amarezza.
«Il vostro paese - dice Jan Masaryk al giornalista Ralph Parker - ci sta spingendo proprio nelle fauci di Hitler».
Giugno
L' "appeasement" con A. Hitler: questo è l'obiettivo dei traditori del governo cecoslovacco.
Rigettando il consiglio dei comunisti e dei social-democratici di sinistra, il governo di Milan Hodza fa il gioco di N. Chamberlain (GB) e di E. Daladier (F). Ignora l'unica soluzione possibile del problema, una collaborazione onesta e sincera con l'Unione Sovietica fino ad invitare questo governo ad inviare forze militari, con cui la Cecoslovacchia potrebbe difendersi dalle richieste aggressive di A. Hitler.
26
, Praga, in una riunione con l'ambasciatore inglese, il primo ministro Milan Hodza consiglia al suo interlocutore di far chiamare dal Ministero degli Esteri britannico - senza naturalmente fare il suo nome - il ministro cecoslovacco a Londra per informarlo del fatto che il governo di Sua Maestà è impaziente per la mancata concretizzazione della sua proposta ed anche per le gravi conseguenze che si avrebbero se i cechi non faranno rapidamente i loro passi.
Luglio
Agosto

Settembre
23
, Praga, E. Beneš ordina la mobilitazione generale della Cecoslovacchia;
29-30, il "patto di Monaco" fra Germania, Italia, Gran Bretagna e Francia li costringe a cedere i territori di frontiera abitati da popolazioni tedesche, nonostante la strenua opposizione del presidente della Repubblica.
L'Intelligence Service inglese è particolarmente attiva nel fare uscire di contrabbando dal Protettorato materiale e personale tecnico che potrebbe essere utile all'esercito britannico. Proprio alla vigilia dell'occupazione tedesca di Praga, la legazione inglese cerca di far uscire via aerea un gruppo di ingegneri delle officine Skoda.
[Più tardi degli agenti britannici otterranno un modello perfezionato del fucile Bren, fatto uscire pezzo per pezzo di contrabbando e trasportato in Inghilterra, via Budapest.]
Al contrario gli inglesi si dimostrano riluttanti a dare aiuto a qualche emigrato antinazista tedesco bloccato a Praga, ad uno di quelli cioè cui è stato garantito l'aiuto secondo l'accordo di Monaco.
Mantre alcuni di questi "politici" (così definiti dal Cosolato inglese) hanno abbastanza denaro e proprietà per corrompere gli uomini della Gestapo, altri, che non hanno nessuna fiducia nelle promesse inglesi, fuggono all'est attraverso i monti Beskid. Un tale, un certo Werner Neufliess, un contadino tedesco che è riuscito a fuggire dalla Gestapo, viene denunciato come appartenente alla "Lega dei diritti dell'uomo"; trovandosi così bloccato dal sabotaggio deliberato dell'ufficio inglese per il controllo dei passaporti, viene arrestato e, poco dopo, ovviamente condannato a morte.

Ci sono nel paese 3,5 milioni di tedeschi e 700 mila ungheresi.
Gli accordi di Monaco ridimensionano il paese riducendolo ormai senza minoranze nazionali. Non solo tutti i 3,5 milioni di tedeschi vengono reincorporati nella Germania nazista e le regioni popolate dai 700.000 ungheresi, dall'Ungheria, ma persino la Polonia può annettersi una striscia di territorio slesiano abitata in parte dai polacchi.
La decisione più grave è tuttavia quella della larga autonomia concessa alla Slovacchia perché costituisce un precedente colmo di minacciose prospettive.
[Ben presto, infatti, il separatismo slovacco aumenterà ancora le sue pretese.(vedi 10 marzo 1939)]

Ottobre
1-
10, la Wehrmacht hitleriana occupa il territorio dei Sudeti;
5, il presidente della Repubblica E. Beneš si dimette;
l'esercito ungherese occupa a sua volta la Slovacchia meridionale e la Transcarpazia annettendole all'Ungheria, mentre la zona di Teschen viene ceduta alla Polonia;
ciò che è rimasto del paese viene diviso in due territori autonomi;
I corrispondenti stranieri giunti a Praga per essere sul luogo dell'arrivo dei tedeschi, si squagliano in una settimana. L'ufficio della «Reuter» in cui hanno lavorato i migliori redattori londinesi, viene lasciato nelle mani di un tedesco dei Sudeti di nome Rudl che si rivelerà ben presto come un filonazista, membro del movimento di Konrad Henlein.
Nuovo presidente della repubblica è E. Hacha, che viene costretto da A. Hitler a rimettere nelle sue mani il destino della Cecoslovacchia, limitandosi a garantirle ordinamenti autonomi conformi alle sue caratteristiche etniche.

Novembre,
2
, in base agli accordi di Monaco i ministri degli esteri italiano e tedesco, G. Ciano e J. von Ribbentrop, privano la Cecoslovacchia di altri territori (primo arbitrato di Vienna);
la Slovacchia meridionale passa all'Ungheria;



1938
SLOVACCHIA
Presidente del consiglio
mons. J. Tiso
(1938 - ?)
[governo orientato in senso fascista]
-
1938
-




1938
FRIULI-VENEZIA GIULIA,
ISTRIA, Fiume e Zara
Trattato di Rapallo: 12 novembre 1920.
VENEZIA GIULIA
Trattato di Rapallo: 12 novembre 1920.
- il confine fra l'Italia e lo stato S.H.S. è stabilito al Monte Nevoso in Carniola, con l'Istria, Zara e un perimetro di circa 7 km intorno a questa città, le isole di Cherso, Lussin, Lagosta e Pelagosa con gli isolati adiacenti attribuiti all'Italia.
1938
-
ISTRIA
1938
-
Fiume
Con questi accordi (Roma 23 ott 1922, gen 1924, feb 1925 e Nettuno 20 lug 1925) lo stato libero di Fiume scompare per essere assorbito nel Regno d'Italia.
[In seguito si avranno vivaci controversie tra l'Italia e la Jugoslavia perché la sistemazione è tutt'altro che esauriente, ma non ci saranno ulteriori modifiche territoriali.]
1938
-
Zara [in Dalmazia]
Con questi accordi (Roma 23 ott 1922, gen 1924, feb 1925 e Nettuno 20 lug 1925) la Jugoslavia viene a comprendere tutta la Dalmazia meno Zara.
1938
-

1938
Regno di Jugoslavia
[dal 3 ottobre 1929]
[dal 1918: unificazione di serbi, croati, sloveni, macedoni, montenegrini; regno privo del litorale dalmata (rimasto all'Italia in seguito al trattato di pace) e della Carinzia (rimasta all'Austria);
dal 1921 monarchia parlamentare ereditaria;
dal 1929 è sospesa la costituzione del 1921.]
Pietro II Karagjorgjevic
Albero genealogico

(1923 - ?)
figlio di Alessandro I;
1934-45, re di Jugoslavia;
[a 11 anni sotto un Consiglio di reggenza presieduto dal principe Pavel Karagjorgjevic, cugino di Alessandro I.]

Primo ministro
Milan Stojadinovic
(1935 giu - feb 1939)
-
1938
Gennaio
in occasione della sua visita a Berlino, il primo ministro Milan Stojadinovic assicura A. Hitler che mai la Jugoslavia entrerà in qualsiasi combinazione antitedesca;

Febbraio
i condannati per i disordini dell'anno precedente (provocati dal voto favorevole in parlamento al progetto di concordato con la Santa Sede, poi lasciato cadere) vengono amnistiati e la Chiesa ortodossa revoca la scomunica inflitta ai deputati favorevoli.

Marzo
la Jugoslavia riconosce l'Auschluss che non altera i propri sentimenti verso la Germania;

Aprile
3
, in un discorso pronunicato a Graz, A. Hitler dice che la Jugoslavia ha serbato lo stesso contegno dell'Italia e dell'Ungheria e che la Germania è ben lieta di occupare ora una frontiera che non ha bisogno di essere tutelata militarmente;

Dicembre

hanno luogo le elezioni generali; l'Intesa popolare, capeggiata da Macek e che comprende oltre ai croati anche tre dei partiti serbi (i Radicali, i Democratici e gli Agrari) consegue il 40,21% dei suffragi e le liste governative il 59,8%.
Al parlamento però il governo ottiene 304 seggi contro soli 68 per l'opposizione, ciò che solleva molto malcontento ritenendosi che questa non sia adeguatamente rappresentata in vista del numero dei suggragi dati a suo favore.
È chiaro che sotto il nuovo regime la Jugoslavia si sta sempre più orientando verso l'Asse.
SLOVENIA
1938
-
CROAZIA
1938
dopo l'impressione destata dal regicidio (1934), gli ustaša e il loro capo Ante Pavelic stanno aspettando tempi migliori per la realizzazione dei loro progetti, verso i quali sono favorevoli sia B. Mussolini sia A. Hitler;
SERBIA
1938
i partiti democratici serbi hanno stipulato un accordo politico con il Partito contadino croato;
dall'aprile 1937 il governo italofilo ha concluso un trattato di amicizia e di strette e intense relazioni commerciali con l'Italia;
Dicembre
il primo ministro Stojadinovich è messo al corrente da B. Mussolini della sua intenzione di occupare l'Albania; non fa nessuna obiezione, a condizione di qualche rettifica di frontiera e, d'altra parte, di venire appoggiato nella grande aspirazione jugoslava di ottenere, a suo tempo, uno sbocco nell'Egeo;
MONTENEGRO
1938
-
MACEDONIA
1938
-


1938
Regno di Albania
[dal 1° set 1928]
Zog I
(? - ?)
figlio di
1928 -39
, re degli Albanesi;
[dal 1928, il presidente della repubblica: Ahmet Bey Zo_golli (1925-27) si è proclamato re, con l'appoggio dell'Italia, instaurando un regime dittatoriale.]
1938
-
primo ministro
Mehdi Frasheri
(ago - ?)
ministro dell'Interno    
ministro degli Affari Esteri    
ministro della Guerra    
ministro delle Finanze    

1938
mentre dal 1933 il re si è allontanato dalla politica di fiduciosa alleanza con l'Italia, bey e intellettuali – non riuscendo ad essere ascoltati dal ministero degli Esteri per fare allontanare il re dal trono – cercano nuove vie di avvicinamento ad ambienti politici romani, offrendo la corona d'Albania a Casa Savoia per un suo principe al fine di suscitare l'interesse italiano all'impresa;

Aprile
15
, vengono regolati i debiti dell'Albania verso la S.V.E.A. (Società per la valorizzazione economica dell'Albania) liberandosi così' il governo di Tirana dall'onere di forti pagamenti.

L'economia albanese intanto fa notevoli progressi.
Si sono trovati nuovi giacimenti di petrolio che vengono sfruttati da varie aziende principalmente italiane, fra cui le Ferrovie dello Stato. Nella regione di Pogradez sul lago d'Ohrida si rinvengono anche importanti giacimenti di ferro e così pure di rame e altri minerali.
La situazione interna non è però ancora stabilizzata, sia per gli intrighi jugoslavi che per il malcontento suscitato da alcune azioni del re.

______________________

Petrolio

Produzione di petrolio dell’A.I.P.A. negli anni dal 1934 al 1939:

Anno 1934 Tonn. 9.200
Anno 1935 Tonn. 12.400
Anno 1936 Tonn. 48.330
Anno 1937 Tonn. 87.910
Anno 1938 Tonn. 126.820
Anno 1939 Tonn. 200.000

Dati sull’attività di escavazione pozzi ed estrazione di petrolio ripresi dalla pubblicazione “Albania in 10 cartine dimostrative compilate dall’ing. Francesco Pollastri, Capo dell’Ufficio Geografico dell’Istituto Centrale di Statistica”, edita nel1939.
Nella carta geografica “ALBANIA – Geologia e miniere” nella sezione dedicata alle principali produzioni minerarie dell’anno 1938 si riportano i dati comunicati dall’A.I.P.A.:

Dall’inizio dell’attività al 31 dicembre 1938:
- pozzi eseguiti con "apparecchi Rotary" N. 442;
- metri perforati 306.632 (profondità della base della serie petrolifera variabile da un minimo di m. 550 ad in massimo di m. 900 con orientamento E-W);
nel solo anno1938:
- pozzi 148;
- metri 101.802,80.
Produzione:
Dall’inizio al 31 dicembre 1938:
- tonn. 24.700, esportate 216.870; [sic]
- nell’ anno1938:
- tonn 126.820, esportate 97.426.




a


1938
Regno di Grecia
(1935-47)
Giorgio II
Albero genealogico
(Tatoi, Atene 1890 - Atene 1947)
primogenito di Costantino I re di Grecia e di Sofia di Hohenzollern;
1922-24, 1935-47, re di Grecia;


Dittatura militare
[filofascista]
gen. I. Metaxas
(1936 ago - 1941)

1938
Gennaio
28
, 12 capi partito, fra i quali due ex-primi ministri, e alcuni ufficiali sono arrestati e confinati per aver pubblicato e diffuso un manifesto che criticava il governo e reclamava il ristabilimento delle libertà politiche.
Una rivolta a Creta, capeggiata da un nipote di E. Venizelos, è facilmente domata.
Nella politica estera il governo del gen. I. Metaxas conclude ulteriori accordi con diversi paesi e sembra per qualche tempo orientato verso gli stati dell'Asse.



1938
Repubblica di Turchia
(novembre 1923)
[dal 1925 la shari'a (vecchia legge religiosa islamica) è stata sostituita dai moderni codici, modellati su quelli europei.]
Presidente
della Repubblica
Mustafa Kemal [Atatürk]
(1923 nov - 10 nov 1938)
Primo ministro
Ismet Inönü [dal 1932]
(1923 nov - 10 nov 1938)
-
Partito repubblicano del popolo
[partito unico]
1938
Maggio
30
, viene concluso un trattato di neutralità italo-turca e los tesso anno l'Italia aderisce all'accordo per la remilitarizzazione degli Stretti in base alla Convenzione di Montreux;

Luglio
4
, si viene ad un accordo franco-turco con il quale si sostituisce quello del febbraio 1930 ma con più ampia portata, impegnandosi ciascuna delle due parti a non prestare assistenza all'aggressore dell'altra.
Nello stesso mese, con un altro accordo viene sistemata la question del Debito pubblico, così pure viene risolta quella di Alessandretta con la cessione di questo distretto alla Turchia.

Novembre
10
, Mustafa Kemal [Atatürk] muore.

[Mustafa Kemal [Atatürk] ha voluto trasformare radicalmente il carattere dellaTurchia e anche la mentalità dei turchi.
Nei primi tempi egli sembrava voler ristabilire le sue vecchie tradizioni nel campo religioso e nelle abitudini, eliminando tutte le influenze occidentali da lui ritenute perniciose e corruttrici; anche i trasferimento della capitale da Costantinopoli ad Ankara era ispirata non solo da considerazoni strategiche, ma anche dal desiderio di allontanre i governo dai contatti con l'occidentalismo. In seguito però ha mutato rotta e si è accinto alla conversione dei turchi da popolo islamico, asiatico, tradizionalista, in una nazione moderna, progressista, areligiosa o almeno anticlericale, occidentale, pur sempre respingendo ogni infiltrazione di ingfluenze politiche straniere.
(Egli stesso nei suo ultimi anni ha adottato un'abitudine del tutto contraria allo spirito turco e islamico - l'alcoolismo - ed è questo che ha affrettato la sua fine immatura a 58 anni).
I principi fondamentali del kemalismo possono riassumersi nei sei capisaldi seguenti:
- 1 - repubblica;
- 2 - nazionalismo;
- 3 . democrazia (nel senso di eguaglianza fra le classi sociali, ma non di governo popolare poiché il regime è essenzialmente dispotico);
- 4 - statismo;
- 5 - laicismo;
- 6 - rivoluzionarismo (nel senso di una rivoluzione continua e costruttiva come antidoto alla cristallizzazione della vita nazionale).]

Alla sua morte molti credono che tale avvenimento provocherà gravi disordini e forse determinerà la fine del regime.
Invece non succede nulla di tutto questo; alla presidenza l'Assemblea nazionale elegge Ismet Inönü, suo fedele seguace, alla cui politica dichiara di volersi strettamente attenere.
Ismet Inönü è però un musulmano osservante, e ha attenuato, senza mutarle ex professo, molte delle misure antireligiose del suo predecessore, cosa che è in armonia con il sentimento della grande maggioranza dei turchi i quali, anche se devoti politicamente al [Ghazi], hanno conservato il loro rispetto per la religione dei loro padri.




1938
U.R.S.S.
(Unione delle repubbliche sovietiche: Russia, Ucraina, Bielorussia e Transcaucasia)
Segretario generale del PCUS
Stalin
(1922 apr - 1953)
[Il PCUS (Partito comunista dell'Unione Sovietica), partito unico, ha un ruolo dirigente.

Grande Terrore staliniano: nel biennio 1937-38, sono:
- arrestate per motivi politici (che comprendono ritardi, negligenza e danni sul lavoro) 1.344.923 persone;
- "giustiziati": 681.692. [Zemskov e Popov]
All'inizio dell'anno sono già stati liquidati ca ventimila "lavoratori politici" delle forze armate e ca un terzo dei membri militari del Partito.
Il numero approssimativo dei militari già eliminati è di 125.000 uomini.
[André Brissaud, Le "Grandi Purghe" di Mosca, Edizioni Ferni, Ginevra 1973]

Il metropolita Sergej di Novgorod ha assunto nel 1924 la direzione del patriarcato della Chiesa ortodossa, senza però trasferire la propria sede a Mosca. Solo dal 1934 (dopo i due decreti del 1929) le autorità hanno smesso le loro vessazioni contro la Chiesa ortodossa anche se la "Lega dei senza Dio" ha condotto una grande campagna contro la fede religiosa. Risultati vani i tentativi di quest'ultima, nel 1937 lo Stato sovietico ha sferrato un quarto attacco contro la Chiesa ortodossa privandola di ogni appoggio esterno, distruggendo la sua organizzazione, soffocando la sua libertà interna e sottoponendo a controllo statale anche l'esercizio del culto.]

NKVD
(Narodnyi Komissariat Vnutrennic Del)
[Commissariato del popolo per gli affari interni]
Presidente
N.I. Ezov [Iejov]
(1936 ott - dic)
L.P. Berija
(dic - gen 1946)
vice-presidente
Berman e Frinovski
(1936 ott - dic 1938)
Mekhlis
(dic - gen 1946)
RUSSIA
(Repubblica Socialista Federativa Sovietica)
(capitale: Mosca)
1938
Gennaio

Febbraio
. Egorov, 50enne, ex ufficiale zarista, maresciallo dell'URSS, cade vittima dell'epurazione;
. Dybenko, generale d'armata, comandante il settore di Leningrado, cade vittima dell'epurazione; (silurato, sarà arrestato in aprile, mentre sta compiendo una missione di carattere civile negli Urali, e fucilato il 29 luglio 1938);
[Nel 1916 aveva guidato l'ammutinamento dell'equipaggio dell'Imperator Paven e nel 1918 le truppe bolsceviche che liquidarono l'assemblea costituente. Aveva dichiarato poi di voler dare le dimissioni dal Partito perché il governo politico sovietico non aveva abolito la pena di morte. Fra i suoi migliori amici all'accademia militare figuravano Uritzky (fucilato nel 1937) e Fedko nominato vice commissario alla difesa dopo aver occupato per qualche tempo il posto di Iakir in Ucraina. Tutti avevano preso parte all'assalto di Kronstadt.]

Marzo
Il gen. Gorbatov che, escluso dal partito, è rimasto finora a disposizione della direzione generale dei quadri del Ministero della Difesa in posizione incerta, viene ora convocato alla commissione del Partito della medesima direzione generale e riammesso nel Partito. Poco dopo viene nominato assistente del comandante del VI Corpo di cavalleria, il futuro mar.llo G.K. Zukov. Quest'ultimo, promossso vice comandante di zona per la cavalleria, lascia provvisoriamente al gen. Gorbatov il comando del corpo. Mentre questi s'illude di essere confermato a questo incarico, a un certo punto viene messo in riserva…

2, processo del blocco degli elementi di destra e dei trotzkisti.
Presiede il solito Ulrich.
Gli accusati sono tutte personalità molto conosciute in URSS. Oltre ai capi d'imputazione addotti al processo del 1936-1937 e ripetuti in questa nuova occasione (assassinio di Kirov, complotti miranti ad uccidere Stalin, ecc.)N.I. Bucharin, A.I. Rykov e i loro compagni sono accusati dell'assassino di Korki, Kuibychev, Menjinski e altri, dei tentativi di assassinio contro Lenin nel 1918 e di tentativi di consegnare ad una potenza straniera non solamente l'Ucraina, la Bielorussia e l'Estremo Oriente, ma anche l'Asia centrale e la Transcaucasia…

. N.I. Bucharin, membro dell'ufficio politico di Lenin;
. A.I. Rykov , membro dell'ufficio politico di Lenin;
. Krestinski, membro dell'ufficio politico di Lenin;
. Rakoski, capo leggendario dei movimenti rivoluzionari dell'Ucraina e dei Balcani;
. Jagoda, ex capo dell'NKVD;
. Bessonov, addetto alla delegazione per il commercio sovietico a Berlino;
. Zelenski, capo delle cooperative;
. Grinko, commissario del popolo fino alla fine del 1937;
. Chenov, commissario del popolo fino alla fine del 1937;
. Ivanov, commissario del popolo fino alla fine del 1937;
. Rozengolts, commissario del popolo fino alla fine del 1937;
. Khodjaiev, dirgente comunista dell'Uzbekistan;
. Ikramov, dirgente comunista dell'Uzbekistan;
. Charangovic, primo segretario del Partito comunista della Bielorussia;
. Levin, 68enne, medico, molto lontano dalla vita politica;
. Pletnev, 66enne, medico, molto lontano dalla vita politica;
. Kazarov, medico, molto lontano dalla vita politica.
12, la corte si ritira per deliberare;
13, la corte ritorna nella sala del tribunale per leggere il verdetto: tutti gli accusati sono dichiarati colpevoli su tutti i punti e tutti sono condannati a morte, ad eccezione di Rakoski, Pletnev e Bessonov, rispettivametne condannati a 25, 20 e 15 anni di carcere.
In realtà poi tutti gli accusati del blocco saranno sterminati nei campi.

Luglio
29
, vengono fucilati:
. Dybenko, generale,
. Belov, generale d'armata,
. Dubovoy,
. Valikanov;
. qualche altro.

Vengono liquidati anche i generali di corpo d'armata Gryaznob e Kovpiukh, del settore militare centrale d'Asia, l'ammiraglio Viktorov ed il gen. L.V. Kuibychev.

Ottobre
21
, Mosca, il gen. Gorbatov, giunto in città per tentare di venire a capo del suo caso, viene arrestato e finisce alla Lubyanka;

Novembre
15
, il «Giornale di Mosca» scrive: «Il grande, saggio Stalin mostra l'esempio del rispetto e della sollecitudine per l'uomo: gli uomini sono, nel paese dei Sovieti, il capitale più prezioso».

Dicembre
5
, Parigi, Nedejda Vassilevna Plevitskaia appare davanti alla corte d'assise della Senna. È difesa da due avvocati: Philonenko, d'origine russa ma naturalizzato francese, e Schwab. La parte civile è rappresentata da un esponente del mondo della legge, il presidente del collegio forense Maurice Ribet. Il dibattito è diretto dal presidente Delegorgue.
8, Parigi, viene pronunciato il verdetto: Nedejda Vassilevna Plevitskaia viene condannata a venti anni di lavori forzati.
[Non sconterà completamente la pena in quanto morirà nell'ottobre del 1940 a Rennes, nel carcere femminile, senza aver confessato il suo terribile segreto circa la sparizione del generale Miller prima e poi di suo marito Nikolas Skoblin.]
Mosca, nello stesso giorno, N.I. Ezov [Iejov], su sua richiesta, viene esonerato dalle funzioni di commissario del popolo agli Interni ed è nominato commissario dei Trasporti marittimi e fluviali. Il suo posto è occupato dal georgiano L.P. Berija (dic. 1938-genn. 1946).

Dal 1° gennaio 1937 al 31 dicembre 1938 ci sono stati 3 milioni di morti nei campi e nelle prigioni e circa 2 milioni di condanne a morte, vale a dire un totale, per questo secondo periodo che supera i 5 milioni di vittime.


[Tra l'agosto 1937 e l'ottobre 1938, a Butovo, sono stati fucilati e seppelliti 20.765 innocenti!
Dell'Asta M.; Scaraffia L., La vita in uno sguardo. Le vittime del grande terrore staliniano, 2012, Lindau.]

Per notizie più dettagliate sull'argomento, si veda: Ai morti senza nome; Sergij di Solnecnogorsk, Butovo, 9 maggio 1994; Dmitrij Sachovskoj, Finalmente la croce…, "La Nuova Europa" n. 2, 1995, pp. 66-74.

Repubblica della Ceceno-Inguscezia
(repubblica autonoma all'interno della Repubblica Russa)
1938
-

BIELORUSSIA
(Repubblica Socialista Federativa Sovietica)
(Beloruskaja SSR - capitale: Minsk)
presidente della repubblica
-
1938
-
UCRAINA
(Repubblica Socialista Federativa Sovietica)
(capitale: Kijev)
presidente della repubblica
-
1938
-
TRANSCAUCASIA
(Repubblica Socialista Federativa Sovietica)
Azerbaigian
(Repubblica federativa - capitale: Baku)
presidente della repubblica
-
1938
-
- Nagorno-Karabah (provincia autonoma)
- Nahicevan (repubblica autonoma)
Repubblica Socialista Georgiana
(Repubblica federativa - capitale: Tbilisi)
presidente della repubblica
Noé Jordania
(1918 - ?)
1938
-

- Adzaristan (repubblica autonoma)
- Abhasia (repubblica autonoma)
- Ossezia Meridionale (provincia autonoma)
Repubblica autonoma di Armenia
(Repubblica socialista - capitale: Jerevan)
presidente della repubblica
-

1938
-



1938
REPUBBLICA POPOLARE d'UNGHERIA
(dal 16 novembre 1918)
Reggente
Miklós Horthy von Nagybánya
(1920 mar - ott 1944)
Primo ministro
-

1938
[dal 1937 ha istituito di fatto una autocrazia conservatrice.]
il paese è retto da governi più o meno apertamente reazionari;
comincia ora ad aver sempre più peso il partito di estrema destra delle "croci frecciate" diretto da F. Szálasi che rivendica le frontiere storiche anteriori al 1918 ed è vicino alla Germania hitleriana.
Luglio
8
, nel quaderno di «Civiltà Cattolica» padre M. Barbera spiega che i giudei immigrati in Ungheria in gran numero, «durante il periodo dei governi liberali, 1860-1914», ne sono divenuti i padroni: pur rappresentando solo il 5% della popolazione, hanno raggiunto una elevatissima percentuale nei posti e nelle professioni dominanti.
«Ma vi ha purtroppo, un altro predominio, funesto per la vita religiosa, morale e sociale del popolo ungherese, ed è che tutti o quasi tutti i giudei del ceto intellettuale e dirigente non sono credenti, ma liberi pensatori, o rivoluzionari, o massoni e organizzatori della massoneria: anticristiani nella vita economica e nella vita intellettuale; capitalisti nella vita economica, sono poi socialisti e filosocialisti nella vita sociale, mantenendo intese con i sindacati socialisti e con i loro capi; in una parola, la loro legge di vita (e cioè la loro legge morale pratica) è il successo del mondo con qualsiasi mezzo».
L'antisemitismo che ha cominciato ad attuare in Ungehria il presidente Béla Imrédi, «cattolico fervente e insieme politico avveduto e di mano forte», non è certo l'antisemitismo volgare, fanatico, né l'antisemitismo razzista; «è un movimento di difesa della tradizione nazionale e della vera libertà e indipendenza del popolo magiaro».
L'Azione cattolica ungherese ha precisato nel suo programma il punto di vista dei cattolici «contro il liberalismo favoreggiatore del giudaismo e del suo nefasto predominio, senza persecuzioni, ma con mezzi energici ed efficaci».
Fino a questo momento in Ungheria si è vietato soltanto ai giudei l'ingresso nelle università in numero superiore alla loro percentuale del 5% della popolazione; ma si stanno predisponendo opportuni provvedimenti per stabilire il numerus clausus anche nelle banche, nelle industrie, nel commercio, nei giornali ecc..
«Per ora si vuole procedere a gradi, senza persecuzioni, favorendo possibilmente l'esodo pacifico dei giudei dall'Ungheria, che essi hanno "malmenata", ed attuando, rispetto ad essi, l'augurio di Dante: "O Beata Ungheria, se non si lascia – Più malmenare"».
Non entriamo nei particilari di queste leggi; notiamo solo che esse sono ispirate alle nobili tradizioni magiare di cavalleresca e leale ospitalità, restringendosi solo al puro necessario, che molti anzi stimano non sufficiente».




Dopo il "patto di Monaco" (30 settembre) l'Ungheria ottiene i distretti meridionali della Slovacchia e della Rutenia.

a


1938
REGNO di ROMANIA

Michele I

Albero genealogico

(Sinaia, Valacchia 1921 - ?)
figlio del principe ereditario Carlo e di Elena di Grecia;
1927-30, 1940-47, re di Romania;
sale al trono (giugno) in seguito alla rinuncia del padre (1926) ai suoi diritti, ma il potere effettivo viene esercitato da un consiglio di reggenza;
dal 1930 è ridiventato principe ereditario;

Carlo II
Albero genealogico
(Sinaia, Valacchia 1893 - Estoril, Portogallo 1953)
figlio di Ferdinando I e di Maria di Sassonia-Coburgo-Gotha;
1920, scioglie il matrimonio morganatico contratto con una borghese;
1921, sposa la principessa Elena di Grecia;
1928, anche questo matrimonio viene sciolto;
1926, la sua vita privata e in particolare la relazione con Magda Lupescu suscitano scandalo a Bucarest, tanto da dover egli rinunciare ai suoi diritti al trono e recarsi in esilio;
nel 1931 (giugno) torna a Bucarest facendosi proclamare re dal potente Partito nazionale dei Contadini;
1930-40, re di Romania;  

primo ministro
Ottaviano Goga
(1937 dic - feb 1938)
patriarca Miron Cristea
+
sei ex-primi ministri
Ottaviano Goga
(1937 dic - feb 1938)
ministro dell'Interno
-
ministro degli Affari Esteri
-
ministro delle Finanze
-

1938
Gennaio
Il neo primo ministro Ottaviano Goga emana subito misure contro gli ebrei che provocano grande sconvoglimento nel mondo degli affari e del commercio, accentuato anche dai provvedimenti finanziari adottati.

Febbraio
10
, il re licenzia il primo ministro e costituisce un governo sui generis con a capo il patriarca Miron Cristea e sei ex-primi ministri come una specie di consiglio superiore di controllo sui ministeri che vengono affidati a tecnici.
Proclamato di nuovo lo stato d'assedio e istituita la censura, tutti i partiti politici sono sciolti;
14, il nuovo statuto viene sottoposto a plebiscito e approvato a enorme maggioranza;
20, il re emana una nuova costituzione di carattere vagamente corporativo che:
- riDuce il numero dei deputati e senatori,
- dà maggiore rappresentanza ai contadini,
- introDuce varie riforme amministrative,
- accorda speciale protezione alle minoranze.
27, viene promulgato il nuovo statuto;
30, viene ricostruito il Ministero e i sei ex primi ministri vengono relegati al Consiglio di Stato.

Ora il regime autoritario (imposto dal 1931) sfocia nella vera e propria dittatura con l'emanazione di una nuova costituzione che gli attribuisce pieni poteri e l'organizzazione di un partito monarchico (Fronte della rinascita nazionale) osteggiato sia dai democratici che dalle "Guardie di ferro", il movimento nazionalista e antisemita ricostituitosi sotto il nome di "Totul pentru Tara" (Tutto per la patria), fasciste;

Aprile
il movimento nazionalista e antisemita ricostituitosi sotto il nome di Totul pentru Tara (Tutto per la patria), assunta una consistente forza parlamentare alle elezioni, viene sciolto nuovamente dal re Carlo II e viene colpito da una dura repressione;
Codreanu e altri suoi seguaci vengono arrestati;

Maggio
27
, Codreanu viene condannato a 10 anni di carcere per cospirazione contro l'ordine pubblico, istigazione all'assassinio, ecc.

Novembre
24
, Carlo II fa approvare con plebiscito una nuova Costituzione di isirazione totalitaria;
30, mentre Codreanu e 12 membri della sua organizzazione vengono trasferiti da un carcere ad un altro, vengono fucilati col sospetto pretesto che cercavano d fuggire (assassinati dalla polizia per ordine del presidente del consiglio A. Calinescu);



a


1938
REGNO di BULGARIA
Boris III
Albero genealogico

(Sofia 1894 - 28 ago 1943)
figlio di Ferdinando di Sassonia-Coburgo-Saalfeld-Koháry e di Maria Luisa di Borbone-Parma;
1918, 3 ottobre, il padre abdica a suo favore;
1918-43, zar dei bulgari;
- dal 1923 ha progressivamente aumentato il proprio potere personale;
- dal 1930 è sposato con Giovanna di Savoia (1907-2000);
appoggiato dall'esercito sospende la costituzione e impone un regime autoritario ed ora si avvicina alla Jugoslavia alleandosi alle potenze nazifasciste;;



Primo ministro
Kiosseivanoff
( 1936 lug - ?)

1938
Marzo
si hanno le prime elezioni dopo la sospensione della vecchia costituzione e il governo ottiene 104 seggi contro 56 dell'opposizione.
Ma continuano le agitazioni interne;

Ottobre
16
, parecchi membri dello Zveno sono arrestati in seguito all'assassinio ad essi attribuito del capo di S.M. gen. Peeff.

a




1938
III Repubblica
Presidente della Repubblica
A. Lebrun
(1932 10 mag - 10 lug 1940)
Presidente del Senato
Jules Jeanneney
(1932 3 giu - 10 lug 1942)
Presidente della Camera
-
Presidente dell'Assemblea nazionale
(Senato+Camera)
-
Presidente del Consiglio
C. Chautemps
III
(1937 29 giu - 14 gen 1938)
C. Chautemps
IV
(18 gen - 10 mar)
L. Blum
II
(13 mar - 8 apr)
É. Daladier
III
(12 apr - 11 mag 1939)
Interni
Marx Dormoy
(1936 24 nov - 18 gen 1938)
Albert Sarraut
(18 gen - 13 mar)
Marx Dormoy
(13 mar - 10 apr)
Albert Sarraut
(10 apr - 21 mar 1940)
Affari Esteri
Yvon Delbos
(1936 4 giu - 13 mar 1938)
Joseph Paul-Boncour
(13 mar - 10 apr)
G. Bonnet
(10 apr - 13 set 1939)
Colonie
-
Regioni liberate
-
Difesa
É. Daladier
(1936-38)
-
Guerra
-
Marina
-
Aviazione
-
-
Finanze
G. Bonnet
(1937 22 giu - 18 gen 1938)
Paul Marchandeau
(18 gen - 13 mar)
L. Blum
(13 mar - 10 apr) + Trasporti
Paul Marchandeau
(10 apr - 1° nov)
Paul Reynaud
(1° nov - 21 mar 1940)
Commercio
e Industria
-
Lavori Pubblici
-
Lavoro
-
Giustizia
Vincent Auriol
(1937 22 giu - 18 gen 1938)
César Campinchi
(18 gen - 13 mar)
Marc Rucart
(13 mar - 10 apr)
Paul Reynaud
(10 apr - 1° nov 1938)
Paul Marchandeau
(1° nov - 13 set 1939)
Pubblica Istruzione
e dei Culti
-

1938
Gennaio
i membri del "Comité secret d'action révolutionnaire" vengono scoperti e denunciati dal ministro socialista M. Dormoy;
il Partito radicale, ala moderata del Fronte popolare, mantiene la direzione del governo;

Marzo-Aprile
secondo governo di Léon Blum;
di nuovo al governo il partito radicale, si ritorna ad una politica economico sociale di tipo tradizionale e si abbandona la Repubblica spagnola ormai piegata dal generalissimo F. Franco Bahamonde [el Caudillo];

Dicembre
Parigi, F. Joliot-Curie [38enne], assistito da Hans von Halban e Lew Kowarski, fa compiere una grande passo alla scienza atomica realizzando la prima "reazione a catena" (anche se non ancora interamente efficace, essendosi arrestata da sola quasi immediatamente).
Nonostante l'immediata campagna condotta da L. Szilard tra gli studiosi per l'autocensura e la non pubblicazione, F. Joliot-Curie è il primo a rendere pubblico il frutto delle sue ricerche.]



1938
REGNO dei PAESI BASSI

Guglielmina

Albero genealogico

(l'Aia 1880 - castello di Het Loo, presso Apeldoorn 1962)
figlia di Guglielmo III re d'Olanda e della sua seconda moglie Emma di Waldeck-Pyrmont;
1890-1948, regina dei Paesi Bassi;
[dal 31 agosto 1898 ha assunto ufficialmente il potere]

Primo ministro
H. Colijn
(? - ?)

1938
mentre dal 1933 l'accesso alle cariche pubbliche è stato interdetto a tutti i membri dei movimenti estremisti, i socialisti si riavvicinano ai partiti borghesi;

a


1938
REGNO del BELGIO

Leopoldo III

Albero genealogico

(1901 - ?)
figlio di Alberto I e di Elisabetta di Baviera;
1934-51, re dei belgi;


1938
[dal 1930 è attivo il "rexismo", movimento d'ispirazione clerico-fascista (condannato dalle gerarchie ecclesiastiche nel 1935) in parlamento dal 1936 [21 seggi], fondato da L. Degrelle, militante nell' "Azione Cattolica" e dalla stessa espulso nel 1934.]



1938
Granducato di Lussemburgo
Charlotte di Nassau-Weilburg
Albero genealogico

(1896-?)
figlia di Guglielmo IV e di Maria Anna di Portogallo;
1919-64, duchessa di Nassau;
1919-64, granduchessa di Lussemburgo;
[dal 1919 il paese ha una costituzione democratica]


1938
-





1938
REGNO UNITO
di
GRAN BRETAGNA e IRLANDA
Giorgio VI
Albero genealogico

(York Cottage, Sandringham, Norfolk 14.12.1895 - Sandringham House, Norfolk 6.2.1952)
secondogenito di Giorgio V e della p.ssa Vittoria Maria von Teck;
1936-52, re di Gran Bretagna e Irlanda, imperatore delle Indie;

Primo ministro,
Primo lord del Tesoro
[Prime Minister, First Lord of the Treasury]
A.N. Chamberlain conservatore
governo nazionale
(1937 28 mag - 10 mag 1940)
Cancelliere dello Scacchiere
[Chancellor
of the Exchequer
]
Sir John Allsebrook Simon
(1937 28 mag - 12 mag 1940)
Segretari di Stato
Affari Esteri e Commonwealth
A.R. Eden
(1935 dic - feb 1938)
lord Halifax
(1938 feb - 1940)
Guerra
-
-
Affari Interni
-
-
Giustizia
-
-
Colonie
-
-
Commercio
-
-
Sanità
-
-

1938
Gennaio
il primo ministro britannico A.N. Chamberlain lascia cadere l'iniziativa di una conferenza internazionale prospettata dal presidente degli Stati Uniti F.D. Roosevelt perchè interferirebbe con la propria politica dell'appeasement (pacificazione) verso le dittature espansioniste.
[In pratica la pace ad ogni costo, anche a prezzo di continue concessioni.]

Febbraio
per realizzare più facilmente il suo programma di pacificazione europea, A.N. Chamberlain sostituisce il ministro degli Esteri A.R. Eden, ritenuto "anti B. Mussolini" e nomina al suo posto lord Halifax.
[Si libererà pure di sir Robert Vansittart, sottosegretario al Foreign Office, notoriamente pro francese ed anti tedesco e trasferirà idealmente la direzione della politica estera dal Foreign Office a Downing Street n. 10, esercitando così de iure e de facto le prerogative del primo ministro britannico cui spetta decidere l'orientamenteo politico del suo paese.
Questo accentramento, però. provocherà di tanto in tanto qualche dissidio con lord Halifax che non sempre condividerà le vedute di A.N. Chamberlain.]

Settembre
2
, a commento di un rapporto intitolato La situazione in Italia e la posizione degli ebrei, un anonimo funzionario del Foreign Office afferma:
«Risulta chiaro che il principale motivo delle politiche antisemite risiede nel desiderio degli elementi fascisti più estremisti di mettere a segno un gesto clamoroso a favore dell'Asse Roma-Berlino. Mussolini ha messo in campo tutta la sua autorità, seppur dinanzi:
a) all'aperta opposizione del papa;
b) all'apparente opposizione (aperta o nascosta che sia) di Casa Savoia;
c) alle critiche (sicuramente messe nel conto) dei paesi democratici, che includono naturalmente la Gran Bretagna. […]
In tali circostanze, non abbiamo motivi d supporre che le politiche antisemite di Mussolini saranno promosse con discrezione. Dal nostro punto di vista, queste strategie mettono in risalto ancora una volta il fatto che egli conferisce la massima importanza all'Asse […].
Ogni passo sul terreno dell'antisemitismo contribuisce ad avvicinare Mussolini alla Germania.
Tuttavia, considerato il suo carattere, non dovremmo sorprenderci se effettive considerazioni di tipo economico finissero per influenzarlo. Soprattutto se l'espulsione degli ebrei e la confisca delle loro proprietà permettessero al governo fascista di impossessarsi delle loro ricchezze, nel momento in cui il governo dovesse ritenere di averne necessità.
»
6-12, a Norimberga A. Hitler dichiara espressamente la volontà di annettere alla Germania il territorio dei Sudeti (in Cecoslovacchia); [vedi Germania]
Londra, l'Alto Commissario Massey si unisce agli altri rappresentanti dei dominions nel fare pressioni su A.N. Chamberlain perché induca la Cecoslovacchia a piegarsi di fronte ai voleri di A. Hitler. Soltanto La Nuova Zelanda non adotta questa posizione.
29-30, "patto di Monaco": lascia mano libera alla Germania;


Novembre
16
, l'Inghilterra si decide a riconoscere l'Impero italiano dando così vigore all'accordo di Pasqua per il Mediterraneo;

Dicembre
2
, dopo l'entrata in vigore degli accordi italo-inglesi di Pasqua, l'Italia in base all'impegno preso aderisce al trattato navale di Londra del 25 marzo 1936 e al protocollo aggiunto del 30 giugno 1938;
[A norma delle disposizioni del trattato, l'Italia deve comunicare agli altri firmatari, verso reciprocità, il programma in corso, le navi costruite e quelle in costruzione per conto di potenze estere.]
12, l'Italia comunica all'Inghilterra e agli Stati Uniti il programma di costruzioni in corso che comprende:
- 4 Roma da 35 mila tonn., armate con IX 381;
- 12 piccoli incrociatori Attilio Regolo da 3.400 tonn. armati con VIII-135;
- 6 CT. tipo Ascari da 1600 tonn. armate con IV 120 e
- 17 SMG di vario tipo.

Lo stesso anno A.N. Chamberlain e lord Halifax si recano in visita in Vaticano.

IRLANDA
Irlanda del Nord
1938
-
Eire

1938
E. De Valera, a capo del governo, promulga una nuova costituzione repubblicana
[anche se la Repubblica d'Irlanda (Eire) sarà proclamata ufficialmente soltanto nel 1949 dopo l'uscita del paese dal Commonwealth];



1938
DANIMARCA e ISLANDA
Cristiano X
Albero genealogico

(Charlottenlund 1870 - Copenaghen 1947)
figlio di Federico VIII e di Luisa di Svezia;
1912-47, re di Danimarca;
continua a favorire l'evoluzione democratica del paese;
1919-44, re d'Islanda;
[rimane re dell'isola (fino alla proclamazione della repubblica nel 1944) anche se, staccatasi dalla Danimarca, si è costituita in stato sovrano.]

REGNO di DANIMARCA

1938
dal 1915 il paese ha una nuova costituzione che istituisce, fra l'altro, il nuovo sistema bicamerale ed estende il diritto di voto alle donne;

REGNO d'ISLANDA

1938
-



1938
REGNO DI NORVEGIA
[dal 1905]
Haakon VII
Albero genealogico

principe Carlo (? - ?)
figlio di Federico VIII re di Danimarca e di Luisa di Svezia;
1905-57
, re di Norvegia;

Primo ministro
1938
una coalizione governativa tra il Partito laburista e il Partito dei contadini permette di superare le difficoltà economiche;


1938
REGNO di SVEZIA
Gustavo V
Albero genealogico

(Stoccolma, castello di Drottningholm 16 giugno 1858 – Stoccolma, 29 ottobre 1950)
figlio di Oscar II e di Sofia di Nassau;
1907-50, re di Svezia;
osserva correttamente le regole del sistema parlamentare;

1938
-



1938
FINLANDIA
[Repubblica parlamentare]

1938
-





1938
REPUBLICA PORTÚGUESA
[Estado Novo]
Presidente del Consiglio 
A. de Oliveira Salazar
(1932 lug - 1968)
[unico detentore del potere reale]
[unico partito legalmente funzionante: Unione nazionale]
1938
appoggia attivamente i franchisti spagnoli;
a


1938
Spagna
[Guerra civile: 1936 18 luglio - 1° aprile 1939]
Presidente
della Repubblica
M. Azaña y Diaz
(1936 mag - 3 mar 1939)
Primo Ministro
J. Negrin López
(1937 17 mag - 2 mar 1939)
Guerra
-
-
Difesa
Indalecio Prieto y Tuero
1937 mag-apr 1938
-
Ordine pubblico
-
Interni
-
Affari Esteri
J. Alvarez del Vayo (1937 mag-1939); o J. Giral Pereira (1937-1939) ??
Lavoro
-
Finanze
-
-
Giunta Militare
generalissimo
F. Franco Bahamonde [el Caudillo]
Presidente
del Consiglio
Fidel Dávila Arrondo
(1936 4 ott - 29 gen)
F. Franco Bahamonde
[el Caudillo]
(30 gen - 9 giu 1973)
Interni
-
R. Serrano Suñer
(30 gen - 16 ott 1940)
Ordine pubblico
-
Severiano Martìnez Anido
(? - dic)
-
1938
Gennaio

1938-51, primi tre governi del caudillo [esclusi rimpasti o brusche sostituzioni];
la Fet y de las Jons (Falange Española Tradicionalista y de las Juntas de Ofensiva Nacional Sindicalista) ha come segretario Serrano Suñer, cognato di F. Franco Bahamonde [el Caudillo] [ha sposato Zita de Polo, sorella di Carmen, moglie del caudillo] che è anche ministro dell'Interno;
8, Teruel, i superstiti della guarnigione di nazionalisti si arrende all'armata rossa del gen. Hernandez Sarabia ma la battaglia continua con l'affluenza dalle due parti di rinforzi e di mezzi;

Febbraio
F. Franco Bahamonde [el Caudillo] affida il ministero dell'Ordine pubblico a un generale di 76 anni, Severiano Martìnez Anido; anche se morirà fra pochi mesi, riesce nel frattempo ad esercitare la repressione, la persecuzione e la violenza indiscriminata in modo tale che lo stesso ambasciatore tedesco Faupel (un militare e non un diplomatico di carriera), parla di "terrore insopportabile";
18, Teruel, ha inizio la fase conclusiva della battaglia, diretta personalmente dal generalissimo, che si concluderà fra settanta giorni;

Marzo
9
, inizia la battaglia dell'Ebro (o battaglia di Aragona) a cui prende parte tutto il C.T.V. - Corpo truppe volontarie italiane;
le truppe nazionaliste riescono a raggiungere il Mediterraneo isolando la Catalogna dal resto del territorio repubblicano;
il consiglio di guerra dei repubblicani decide un'offensiva sul fronte del fiume Ebro per eliminare il corridoio in mano ai nazionalisti e ristabilire le comunicazioni tra Barcellona e Valencia;
10, nel quaderno di «Civiltà Cattolica», padre De Lamandrid rivela che F. Franco Bahamonde [el Caudillo] «nei momenti più importanti della Patria, si considera come investito da Dio nella suprema autorità».
12, un'Ordinanza del Ministero di Giustizia stabilisce la validità dei matrimoni canonici celebrati sotto la Repubblica, siano o no stati preceduti o seguiti dal rito civile. La stessa ordinanza dichiara nulli i matrimoni civili contratti da persone in sacris o legate da voti religiosi solenni; non solo, ma, mentre rimette in vigore l'art. 42 del codice civile (secondo il quale esistono in Ispagna due forme di matrimonio: il canonico, da celebrarsi da tutti i cattolici e il civile per gli altri), richiede la prova documentata dell'acattolicità dei contraenti, in mancanza della quale si esige la dichiarazione giurata del battesimo non ricevuto, dalla cui esattezza sono fatti dipendere la validità e gli effetti del matrimonio civile.
14, avanzando in direzione di Rudilla-Alcaniz-Tortosa, dopo aver percorso in cinque giorni 100 km con marcie e combattimenti stravolgenti, il C.T.V. si attesta al Guadalupe creando tre teste di ponte;
19, al Guadalupe, al comando del gen. L. Frusci che ha sostituito il gen. Bergonzoli, ferito, si svolge un'altra battaglia che dura, in varie riprese, fino al 2 aprile;

Aprile
2
, la battaglia al Guadalupe si conclude con l'occupazione di Gandesa;
5-9, si continua a combattere fra l'Ebro e le sierre che lo dominano;
18, una colonna motorizzata al comando del gen. Francisci sorprende i rossi al ponte di Canal de la Derecha e la sera prende Tortosa; con ciò si chiude la battaglia dell'Ebro;
[Perdite delle truppe italiane: 530 morti e 2482 feriti.
Il C.T.V., dopo aver ha compiuto 200 km di avanzata fra continui combattimenti (26 brigate disfatte, 10 mila prigionieri) ha conquistato le città di Oliete, Alcaniz, Gandesa e Tortosa con molti altri centri abitati. Dall'inizio delle ostilità il numero degli aerei nemici abbattuti è salito a 538]
Avendo rotto a nord dell'Ebro la linea fortificata del Cinca, i nazionalisti giungono a Lerida sul Segre, mentre a sud giungono a Castellon de la Plana.
Costretto alle dimissioni per divergenze di vedute con altri membri del governo sull'organizzazione dell'esercito (nel quale denuncia un'eccessiva influenza dei comunisti) e sulla condotta della guerra, Indalecio Prieto y Tuero abbandona il paese;
il giovane pilota tedesco da caccia Werner Molders (dal 1935 nella Luftwaffe) sostituisce Adolf Galland al comando del 3° Staffel dello Jagdgruppe 88 (fino allo sciolgimento e al rimpatrio della Legione Condor, otterrà quattordici vittorie classificandosi come il miglior pilota da caccia tedesco in Spagna);
22, esce la legge sulla stampa in 22 punti;
nel primo si attribuisce allo stato la organizzazione e il controlo della stampa periodica;
all'articolo secondo disciplina il numero delle pubblicazioni, interviene per la nomina del personale direttivo, disciplina della professone di giornalista; controllo e censura sull'attività della stampa;
art 13: «Quando il ministro ritiene che la permanenza a capo del periodico è nociva per lo stato, potrà rimuovere il direttore della carica.».
art.18: «Indipendentemente da quei fatti costitutivi di delitto riconosciuti nella legislazione penale, il ministro avrà facoltà di punire tutti gli iscritti che direttamente o indirettamente tendono ad abbattere il prestigio della nazione o del regime, intorpidiscono il lavoro del govenro nel nuovo stato e seminano idee perniciose tra gli intellettualmente deboli».
«Saranno puniti la disobbedienza, la resistenza passiva, e in generale tutti i deviazionismi dalle norme che regolano la stampa.»
Il ministro agli Interni è chiamato in causa per decidere le sanzioni ai direttori.
Secondo la gravità della colpa le sanzioni possono andare da una multa (fino a 50 mila pesetas) alla destituzione accompagnata dalla cancellazione all'albo giornalisti, alla confisca del periodico.

Il Ministero della Prensa y Propaganda istituisce la legge sulla censura della produzione libraria che contiene un preambolo «da applicare in tempo di guerra».
[Da questo momento non sarà più revocata, neppure quando il ministero muterà il nome in quello di Información y Turismo.]

Maggio
3
, con decreto i gesuiti sono riammessi nel territorio nazionale;
11, il Portogallo riconosce il regime di F. Franco Bahamonde [el Caudillo];
16, mons. G. Cicognani viene nominato nunzio apostolico in Spagna;
28, nel suo quaderno «Civiltà Cattolica» riporta, dal «Bollettino ufficiale» dello Stato spagnolo, la motivazione con la quale il governo nazionale ha ridato la personalità giuridica alla Compagnia di Gesù, restituendole i beni confiscati dai repubblicani:
«Nel presente glorioso risveglio della tradizione Spagnuola, è parte principale la restaurazione della Compania di Gesù in Ispagna, nella pienezza della sua personalità, e questo per varie ragioni.
In primo luogo, per riparare debitamente l'ingiustizia consumata contro di essa.
In secondo luogo, siccome lo Stato spagnolo riconosce e afferma l'esistenza della Chiesa cattolica quale società perfetta, con la pienezza dei suoi diritti, così deve anche riconoscere la personalità giuridica agli Ordini religiosi canonicamente approvati, com'è la Compagia di Gesù fin da Paolo III, e posteriormente da Pio VII e dai suoi successori.
In terzo luogo, per essere la Compagnia di Gesù un Ordine eminentemente spagnuolo, e di grande significato universale, che fa atto di presenza all'apice dell'Impero spagnuolo, partecipando intensamente a tutte le sue vicissitudini, di modo che, con felice coincidenza, vanno sempre congiunte nella storia le persecuzioni contro di essa e il processo di sviluppo dell'antii-Spagna. Finalmente per l'enorme suo apporto culturale, che tanto ha contribuito all'ingrandimento della nostra Patria e all'aumento del tesoro scientifico dell'umanità; per il che Menéndes y Pelayo qualificò la persecuzione contro di essa un colpo mortale per la cultura spagnuola e un attentato brutale e oscurantista contro la scienza e le lettere umane
».

Giugno
?
, -

Luglio
13
, battaglia di Levante: il generalissimo si propone di conquistare Valencia espugnando il campo trincerato di Sagunto che la copre;il C.T.V. con la V divisione Navarra, passata a sua disposizione, entra in azione per operare a cavallo della rotabile Teruel-Sagunto; trovandosi dinanzi il sistema fortificato Sarrion-Albentosa, si scontra con il XIII corpo d'armata rosso, forte di 20 mila uomini e 60 pezzi, che deve cedere;
16-24, l'avanzata continua e le forze italo-spagnole si collegano fra Salada-Benafer e Sierra Espadan disponendosi ad espugnare l'antistante "cinturone di ferro" di Valencia;
23, poiché i rossi sferrano una delle diversioni che tanto preoccupano il comando nazionale, l'operazione deve essere sospesa;
[Nella battaglia del Levante i legionari hanno perso 323 morti e 1613 feriti dei quali 167 ufficiali, dopo aver disfatto 40 battaglioni rossi, avanzando di 50 km superando solide fortificazioni, e catturato 12 mila prigionieri.
Mentre l'artiglieria legionaria si è distinta con i suoi 134 pezzi, l'aviazione ha abbattuto altri 80 aerei nemici.
Emilio Canevari, La guerra italiana, Tosi Editore Roma 1948. ]
24-25, l'armata dell'Ebro di J. Modesto attacca lungo il fiume lungo un fronte di 150 km e riesce ad attraversarlo nel tratto controllato dal reparto del generale J. de Yagüe; l'azione di sorpresa permette ai repubblicani di incunearsi nel territorio nazionalista fino a Gandesa;
una massa di 10 divisioni al comando del gen. Lister attraversa l'Ebro su un fronte di 120 km riuscendo a passarlo in tre punti; le scarse forze nazionaliste di sorveglianza devono ripiegare ma, sopraggiunte al contrattacco le riserve, il gen. Lister si trova in cattiva posizione, dovendosi difendere col fiume alle spalle, e vi perde le sue truppe migliori;
la catastrofica offensiva del gen. Lister sull'Ebro si conclude con la perdita da parte dei rossi di quasi 100 mila uomini di cui 30 mila prigionieri;

Agosto
l'iniziativa passa nelle mani dei nazionalisti;

Settembre
i repubblicani, tra cui le brigate internazionali, sono costretti a ripiegare verso l'Ebro e a tornare nelle posizioni di partenza;
22, la divisione "XXIII marzo" viene improvvisamente chiamata a ristabilire la situazione nel settore di Sarrion: autotrasportata fino alla base di partenza, attacca durante la notte e prosegue l'operazione fino a ristabilire la situazione iniziale con la conquista della Sierra de Javalambre;
svolta decisiva per la guerra civile in quanto apre ormai la strada alla vittoria finale dei nazionalisti.
Perdite:
- repubblicani: 70.000 uomini tra prigionieri, morti e feriti
- franchisti: 22.000 uomini e 200 aerei.

Ottobre
in seguito alla decisione del governo italiano, vengono rimpatriati 10 mila volontari e il C.T.V., di cui assume il comando il gen. G. Gambara, viene riordinato in:
- divisione "Littorio",
- divisione miste ("Frecce Nere", "Frecce Azzurre", "Frecce Verdi"),
- raggruppamento artiglieria, genio, intendenza;
- raggruppamento carristi con mitragliatrici e artiglierie.

Novembre
-

Dicembre
alla morte di Martìnez Anido, i ministeri dell'Ordine pubblico e dell'Interno vengono fusi in uno solo, il Ministero de la Gubernaciòn, che rimane a Ramón Serrano Suñer;
23, battaglia di Catalogna: inizia di sorpresa (anche se preparata minuziosamente) l'avanzata su tutto il fronte del Segre, fino al mare, di 5 corpi d'armata nazionalisti e del C.T.V.; l'obiettivo del generalissimo è non solo di occupare Barcellona, la capitale nemica, ma tutta la Catalogna fino al confine francese isolando in tal modo il resto dei rossi dislocato fra Madrid e Valencia;
il corpo legionario, inizialmente dislocato (insieme al corpo di Navarra del gen. Solchaga, alla sua destra) sulla riva destra del Segre, fra il Seros e l'Ebro, passa il fiume e avanza impetuosamente; attaccato sul fianco sinistro scoperto dal V corpo d'armata del gen. Lister, si difende abilmente;
Sacerdoti baschi assassinati o perseguitati
dalle autorità franchiste
[fino al 1938]
Fucilati senza processo
21

Imprigionati

228
dei 228 imprigionati sono condannati:
- a morte
7
- all'ergastolo
11
- a 30 anni di carcrere
7
- a pene varianti dai 20 ai 6 anni
40
- ai lavori forzati
5
- morti in carcere
4
- torturati
3
Deportati
17
- morti durante la deportazione
2
Destituiti o Espulsi
16
Esiliati
224
Questa lista (che – avverte l'autore – non è certo completa) viene comunicata alla segreteria di Stato del Vaticano; ma le autorità ecclesiatiche non dicono neppure una parola contro tali Violazioni del diritto canonico. Anzi, mentre gli insorti franchisti sono continuamente ricevuti con gande benevolenza dal Santo Padre, i baschi non riescono mai ad ottenere da lui alcuna udienza.
[Pedro de Basaldua (cattolico basco), En España sale el sol, Editorial Orden Cristiano - Buenos Aires 1946.]



Stato Catalano
della Repubblica Federale Spagnola
Presidente
della Generalitat
L. Companys I Jover
(1934-39)
[della Esquerra repubblicana de Catalunya (Sinistra repubblicana di Catalogna), fondata nel 1932]

1938
-





1938
REGNO d'ITALIA
Vittorio Emanuele III
Albero genealogico

(Napoli 1869 - Alessandria d'Egitto 1947)
figlio di Umberto I e di Margherita di Savoia;
1878-1900, principe di Piemonte;
1896, Roma 24 ott: sposa la p.ssa Elena del Montenegro (1873-1952);
1900-46, re d'Italia;
dal 1922, è esautorato da qualsiasi esercizio del potere dalla dittatura fascista;
1936-43, imperatore d'Etiopia;


1939-43, re d'Albania;

PARLAMENTO
XXIX Legislatura
(1934 28 apr - 2 mar 1939)
Presidente del Senato
L. Federzoni (Pnf)
romagnolo
(1934 28 apr - 2 mar 1939)
Presidente della Camera
C. Ciano
(1934 28 apr - 2 mar 1939)
Partito unico: Pnf (Partito nazionale fascista)
Segretario
A. Starace (Pnf)
(1931 7 dic - 31 ott 1939)
Duce
cav. B. Mussolini(Pnf)
(1932 20 lug - 25 lug 1943)
+ Interno, Guerra
Segretario di Stato A. Starace (Pnf)
(1937 11 gen - 31 ott 1939)
Sottosegretario G. Medici Del Vascello (Pnf)
(1935 24 gen - 30 ott 1939)
Interno
cav. B. Mussolini(Pnf)
(1926 6 nov - 25 lug 1943)
[ad interim]
Sottosegretario G. Buffarini Guidi (Pnf)
toscano
(1933 8 mag - 5 feb 1943)
Affari Esteri
G. Ciano (Pnf)
(1936 9 giu - 6 feb 1943)
Sottosegretario G. Bastianini (Pnf)
umbro
(1936 11 giu - 14 ott 1939)
Africa Italiana
cav. B. Mussolini(Pnf)
(20 nov - 31 ott 1939)
[ad interim]
Sottosegretario A. Teruzzi (Pnf)
lombardo
(1937 20 nov - 31 ott 1939)
Guerra
cav. B. Mussolini(Pnf)
(1933 22 lug - 25 lug 1943)
[ad interim]
Sottosegretario Alberto Pariani
(1936 7 ott - 31 ott 1939)
Marina
cav. B. Mussolini(Pnf)
(1933 6 nov - 25 lug 1943)
[ad interim]
Sottosegretario amm. Domenico Cavagnari
(1933 6 nov - 7 dic 1940)
Aeronautica
cav. B. Mussolini
(1933 6 nov - 25 lug 1943)
[ad interim]
Sottosegretario gen. G. Valle
(1933 6 nov - 31 ott 1939)
Corporazioni
F. Lantini (Pnf)
lombardo
(1936 11 giu - 31 ott 1939)
Sottosegretario R. Ricci (Pnf)
toscano
(1937 20 nov - 31 ott 1939)
Finanze
P. Thaon di Revel (Pnf)
piemontese
(1935 17 gen - 6 feb 1943)
Sottosegretario  
Scambi e valute
F. Guarneri (Pnf)
lombardo
(1937 20 nov - 31 ott 1939)
Agricoltura e foreste
E. Rossoni (Pnf)
romagnolo
(1935 24 gen - 31 ott 1939)
Sottosegretario G. Tassinari (Pnf)
(1935 24 gen - 30 ott 1939)
[Bonifica Integrale dal 13 mag 1937]
Lavori Pubblici
G. Cobolli Gigli (Pnf)
(1935 5 set - 31 ott 1939)
Sottosegretario  
Grazia e Giustizia
A. Solmi (Pnf)
emiliano
(1935 24 gen - 12 lug 1939)
Educazione nazionale
G. Bottai (Pnf)
(1936 15 nov - 5 feb 1943)
Comunicazioni
A.S. Benni (Pnf)
piemontese
(1935 24 gen - 31 ott 1939)
Sottosegretario G. Host Venturi (Pnf)
istriano
(1935 24 gen - 31 ott 1939)
Sottosegretario M. Jannelli (Pnf)
lucano
(1935 24 gen - 13 feb 1943)
Cultura popolare
(Minculpop!)
E.D. Alfieri (Pnf)
romagnolo
(1937 27 mag - 31 ott 1939)
 
Regno d'Italia

1938
Gennaio
9
, Roma, sesanta arcivescovi e vescovi delle diocesi italiane e duemila parroci e sacerdoti convenuti nella capitale col pretesto della premiazione dei vincitori della "battaglia del grano", si riuniscono nell'Aula Magna del Collegio Romano «per approvare un fervido ordine del giorno di gratitudine e di devozione al Fondatore dell'Impero».
Preceduti da bandiere, portate da sacerdoti decorati di guerra e da cappellani militari, vanno alla tomba del Milite Ignoto, all'Ara dei Caduti per la Rivoluzione e al cippo in memoria di Arnaldo Mussolini.
In fila come soldati, si recano poi a Palazzo Venezia, dove vengono introdotti nella sala del Mappamondo.
Squillan le trombe ed entra B. Mussolini che indossa la grande uniforme di comandante generale della milizia.
Placate le acclamazioni, mons. Giuseppe Nogara rivolge a B. Mussolini un indirizzo, in cui mette in rilievo le grandi benemerenze del Duce di fronte alla religione e alla Chiesa. Così conclude:
«Duce! Avete vinto tante battaglie. Avete vinto anche la battaglia del grano! Vi assista il Signore. Noi lo preghiamo che vi conceda di vincere tutte le battaglie, che voi sapientemente ed energicamente dirigete, per la prosperità, la grandezza e la gloria dell'Italia cristiana, di questa Roma, dov'è il centro del cristianesimo, di questa Roma che è la capitale dell'Italia imperiale».
[Dal resoconto del «Corriere della sera del giorno dopo.]
La battaglia che il Duce sta dirigendo energicamente è quella contro il legittimo governo repubblicano in Spagna.
12, dopo questa grande parata tutti questi preti si recano in Vaticano a ossequiare il papa. Pio XI esprime la sua grande soddisfazione per la bella festa di tre giorni prima e la sua gratitudine per «quelli che, da così alti posti, e con così autorevole intervento, li hanno onorati».

Febbraio
17
, nel quaderno de «La Civiltà Cattolica», recensendo un libro in cui il fascista G. Acerbo sostiene la necessità di «separare dalle attività direttive e formative dell'organismo nazionale la minoranza giudaica», p. Antonio Messineo consente entusiasticamente alla proposta:
«Conveniamo pienamente con l'autore, poiché tutte le ragioni storiche e scientifiche convengono in favore della sua tesi, e terminiamo questa rassegna esprimendo l'augurio che altri lavori simili al presente, ispirati a un grande rispetto per la vera scienza e contenuti entro i limiti consentiti dal progresso della ricerca oggettiva, vengano ulteriormente a chiarire una questione che ha bisogno di essere liberata da sovrastrutture fantastiche e risolta in modo conforme alle gloriose tradizioni culturali della gens italica propagatrice nel mondo intero delle più alte conquiste dello spirito umano».
Lo stesso giorno, la nota n. 14 della «Informazione diplomatica», riportata dai giornali, comunica che «il governo fascista non ha mai pensato, né pensa di adottare misure politiche, economiche e morali contrarie agli ebrei in quanto tali»; si riserva solo di «far sì che la parte degli ebrei nella vita complessiva della Nazione non risulti sproporzionata ai meriti intrinseci dei singoli e alla importanza numerica della loro comunità».
[Così G. Ciano nel Diario, sotto la data del 15 febbraio:
«Il Duce ha redatto personalmente il n. 14 dell' "Informazione diplomatica" sulla questione ebraica. Il Duce stesso ha definito il pezzo, che nella forma è quasi conciliante, un capolavoro di propaganda antisemita».]

Lo stesso mese, nella recensione di Sotto la maschera di Israele di Gino Sottochiesa, «La Civiltà Cattolica» redarguisce l'autore – descritto come uomo di «sincera fede e sufficiente cultura cattolica» – per l'errata impressione che la rivista fondi «la soluzione della questione giudaica sulla sola carità e sulle conversioni»; da tempo invece sollecita i governi perché adottino misure protettive contro l'ebraismo.


All' anti-Komintern aderisce anche la Spagna.

Marzo
, a Gardone Riviera muore G. D'Annunzio.
12, l'asse Roma-Berlino viene consolidato soprattutto dall'assenso italiano all' «Anschluss» (l'annessone dell'Austria alla Germania);
l'asse viene consolidato dall'intervento italo-tedesco nella guerra di Spagna;
23, il Duce decide di trasformare la Camera dei Deputati in Camera dei Fasci e delle Corporazioni. Gli eletti risulteranno tra l'abbinamento del Consiglio nazionale del Pnf e del Consiglio nazionale delle corporazioni. I membri saranno 600 e quindi nominati d'ufficio.
27, nel quaderno di «Civiltà Cattolica» p. P. Tacchi Venturi spiega che il giudaismo «è una nazione equivoca e insieme una religione equivoca».
«Sembra che rechi vantaggio alla Nazione dove risiede – e ne reca di fatto con la sua potenza finanziaria e col suo ingegno – ma questi vantaggi sono direttamente o indirettamente, consapevolmente o inconsapevolmente, ordinati al sopravvento e al dominio della nazione giudaica, detentrice dell'alta finanza e, per mezzo di essa, del dominio, più o meno larvato, del mondo».
La rivista riporta poi, da «Regime Fascista», una statistica dei posti occupati a Trieste dagli ebrei, per dimostrare quanto sproporzionata sia la parte che essi hanno nella vita intellettuale, economica, finanziaria e sindacale, rispetto alla loro importanza numerica.
Anche i più benevoli verso i giudei riconoscono che la «fatale smania di dominio finanziario e temporalistico nel mondo è la vera e profonda causa che rende il giudasimo un fomite di disordini e un pericolo permanente per il mondo».

Gran parte della stampa cattolica – non solo quindi «La Civiltà Cattolica» – sollecita in questo periodo il governo a fare qualcosa.
In un articolo su «L'amico del Clero» – pubblicazione ufficiale della "Federazione per le associazioni del clero in Italia", che conta ventimila sacerdoti tra i suoi membri – L'invasione ebraica anche in Italia, mons. Nazareno Orlandi comincia con il solito avvertimento: «Non siamo, né come cristiani possiamo essere, degli antisemiti».
Continua spiegando che mentre l'antisemitismo «razzista» dei nazisti, basato sulla fede nella purezza del sangue, va respinto, nella battaglia contro «l'invasione ebraica nella politica, nella economia, nel giornalismo, nel cinematografo, nella morale, in tutta la vita pubblica», «l'antisemitismo di difesa» è non solo legittimo, bensì necessario.

Aprile
7
, B. Mussolini invade l'Albania, della quale Vittorio Emanuele III è proclamato re;
16
, Roma, viene integrato il Gentlemen's Agreement estendendolo al Medio Oriente e all'Africa Orientale;

Maggio
2
, papa Pio XI si reca a Castelgandolfo;
l' «Osservatore Romano» precisa:
«Benché anche quest'anno, come l'anno scorso, il Santo Padre abbia cominciato il periodo della villeggiatura con il primo di maggio, non sono mancati commenti intesi a porre la sua partenza in rapporto con gli avvenimenti di questi giorni, ricercando così, ancora una volta, nelle cose più ovvie particolari significati.
Il Santo Padre non si è recato a Castelgandolfo per piccola diplomazia, ma semplicemente perché l'aria di Castelgandolfo Gli fa bene, mentre questa Gli fa male. Semmai speciali intenzioni si potrebbero supporre se quest'anno Egli avesse disposto in modo diverso degli altri passati, modificando le Sue consuetudini
».
3-8, A. Hitler arriva in visita in Italia; lo stesso giorno dell'arrivo
re Vittorio Emanuele III lo accoglie freddamente, irritando il cancelliere;
5, Castelgandolfo, parlando a quattrocento coppie di sposi, Pio XI dice che «avvengono molte tristi cose e da lontano e da vicino». E tra le tristi cose che avvengono vicine c'è quella che «non si trova troppo fuor di posto o fuor di tempo l'inalberare a Roma, il giorno della Santa Croce, l'insegna di un'altra croce che non è la croce di Cristo».
8, in uno sfottentissimo articolo, il «Popolo d'Italia» replica ricordando quel che avvenne nel 1565, quando Filippo VI di Spagna chiese e ottenne da Caterina de' Medici, regina madre di Francia, la restituzione di una preziosa reliquia di S. Eugenio.
[Allora si faceva così, e la cristiana religione serviva di pretesto a coprire l'ingorda cupidigia di alcune classi e i sinuosi e tristi accorgimenti della diplomazia. E tutti, credenti e miscredenti, sembravano solleciti delle cose sacre e praticavano nel fatto le profane, e per una messa si conquistava Parigi e si assassinava per le strade e in casa un galantuomo; e, insomma, il nome di Cristo e la sua croce erano, anche dagli uomini di chiesa, gridati e segnati per pronunciare con quel nome e quel simbolo la condanna a morte.
Se è necessario parlar chiaro noi vorremmo dire al Padre di noi tutti cattolici che sono passati quattrocentocinquant'anni dal giorno che don Pedro Mandriguez portò a Toledo la reliquia di S. Eugenio; e che oggi è pericoloso assai parlare della croce di Cristo e agitarla cone se fosse un'arma, e ritrovarsi poi nella minacciosa e sogghignante compagnia di usurai massoni e bolscevichi, senza più nelle mani neppure la frusta che li caccia dal tempio di Dio, ma solo, disperatamente solo, a pregare pregare pregare
».
10, G. Ciano propone a B. Mussolini di occupare l'Albania;
12, «L'Osservatore Romano» in un corsivo di auguri per l'onomastico di Pio XI scrive che tutti i cattolici devono al Papa «obbedienza di sudditi».
«Il Santo Padre è il nostro Sovrano. La Sua parola è a noi legge. Ne dovesse andare la vita, noi obbediremo, in tutto e per tutto, a tutte le Sue parole».
B. Mussolini sa bene quale conto fare di queste sparate a salve.
alla fine del mese Pio XI, sapendo che sta per uscire in edicola una nuova biografia a puntate, Cesare Borgia, di Gustav Sacerdote, ebreo, in edizione economica illustrata, fa sapere a G. Ciano – tramite il card. E. Pacelli e da questi al nunzio F. Borgongini-Duca – che vuole la distruzione di tutte le copie della biografia.
G. Ciano
intima il blocco della distribuzione in edicola.
[Il governo ne permetterà la pubblicazione soltanto come singolo poderoso volume, il che ne diminuirà notevolmente la diffusione.]


Giugno
13
, poiché, nonostante le disposizioni di G. Ciano le famose dispense sono ancora in vendita, su ordine del papa il nunzio F. Borgongini-Duca incontra G. Ciano; questi, indignato per la mancata esecuzione del suo ordine, ed essendo il ministro fuori città, telefona al numero due del ministero della Cultura popolare dicendogli: «Rizzoli [Angelo Rizzoli, l'editore] è quanto di più antitaliano, antifascista, anticattolico, antitutto» e accusa che il libro è «lurida speculazione, imbastita dagli ebrei». Aggiunge che bisogna impartire una lezione all'editore «mettergli il ginocchio alla gola e dargli una stangata da fargliene conservare le memorie».
[Qualche giorno dopo l'incontro, G. Ciano informerà il nunzio che sono state bandite non solo le dispense della biografia ma il libro stesso.]
19, la squadra di calcio italiana conquista il suo secondo titolo mondiale, battendo nella finalissima la nazionale ungherese per 4 a 2;
22, il card. E. Pacelli scrive al nunzio F. Borgongini-Duca una nota di ringraziamento per l'opera svolta circa il Cesare Borgia.
Intanto l'Azione cattolica continua a svolgere un ruolo fondamentale nell'allertare la polizia di libri, riviste, commedie e film considerati disdicevoli dalla Chiesa, e l'organizzazione nazionale invia ai segretariati diocesani della moralità istruzioni dettagliate su come impiegare una rete d'informatori e assicurare che nessun'opera offensiva sfugga all'attenzione della polizia.
[Nel 1960, Angelo Rizzoli, nuovamente in conflitto con il Vaticano, produrrà il film, La dolce vita, diretto da Federico Fellini, che sarà condannato da «L'Osservatore Romano» e inizialmente censurato in Italia.]
24, nel quaderno di «Civiltà Cattolica» i padri gesuiti criticano il libro di uno scrittore non cattolico, Rudolf Laemmel, che ha preso le difese degli ebrei e dimostrato la inconsistenza scientifica delle teorie razziste.
«Esagera tuttavia l'autore, troppo immemore delle continuate persecuzioni degli ebrei contro i cristiani, particolarmente contro la Chiesa cattolica, e dall'alleanza loro coi massoni, coi socialsiti e con altri partiti anti-cristiani.
Esagera troppo, quando conclude che "sarebbe non solo illogico ed anti-storico, ma un vero tradimento morale se oggidì il cristianesimo non si prendesse cura della sorte degli ebrei".
Né si può dimenticare che gli ebrei medesimi hanno richiamato in ogni tempo e richiamano tuttora su di sé le giuste avversioni dei popoli coi loro soprusi e coll'odio loro verso Cristo medesimo, la sua religione e la sua Chiesa cattolica
».

Luglio
8
, nel quaderno di «Civiltà Cattolica» padre M. Barbera spiega che i giudei immigrati in Ungheria in gran numero, «durante il periodo dei governi liberali, 1860-1914», ne sono divenuti i padroni: pur rappresentando solo il 5% della popolazione, hanno raggiunto una elevatissima percentuale nei posti e nelle professioni dominanti. [vedi Ungheria]
13, A. Starace fa abolire il "lei" sostituendolo rigorosamente con il "voi" e con il "tu".
[I milanesi vorrebbero cambiare la targa della via Galileo Galilei, in Galivoi Galitu].
14
, un gruppo di professori universitari fascisti, sotto l'egida del ministro della Cultura popolare, pubblica il «Manifesto della razza» sul «Giornale d'Italia».
Il testo, esteso da Guido Landra, ma ideato ed emendato da B. Mussolini, afferma che la popolazione italiana:
«è di origine ariana e la sua civiltà è ariana,» e anzi «esiste oramai una pura razza italiana». È tempo che gli italiani si proclamino francamente razzisti. Il Manifesto proclama minaccioso che tutta l'opera che finora ha fatto il Regime in Italia è in fondo del razzismo spiegando che «la questione del razzismo in Italia deve essere trattata da un punto di vista puramente biologico, senza intenzioni filosofiche o religiose» aggiungendo poi, in modo incoerente, che «Questo non vuol dire però introdurre in Italia le teorie del razzismo tedesco».
[Molto probabilmente – come ammetteranno gli storici – la visita di A. Hitler a Roma deve aver molto influito su B. Mussolini. Indotto dal Führer a unirsi alla sua battaglia contro la Chiesa cattolica, il Duce si è rifiutato ma si è allineato alla campagna antisemita dei nazisti.]
Gli "scienziati firmatari del Manifesto, secondo il comunicato ufficiale sono:
. dott. Lino Businco, assistente di patologia generale nella R. Università di Roma;
. prof. Lidio Cipriani, incaricato di antropologia nella R. Università di Firenze;
. prof. dott. Arturo Donaggio, direttore della clinica neuro-psichiatrica della R. Università di Bologna, presidente della Società italiana di psichiatria;
. dott. Leone Franzi, assistente nella clinica pediatrica della R. Università di Milano;
. prof. dott. Guido Landra, assistente di antropologia alla R. Università di Roma;
. on. sen. prof. Nicola Pende, direttore dell'Istituto di patologia speciale della R. Università di Roma;
. dott. Marcello Ricci, assistente di zoologia nella R. Università di Roma;
. prof. dott. Franco Savorgnan, ordinario di demografia nella R. Universtià di Roma, presidente dell'Istituto centrale di statistica;
. on. prof. Sabato Visco, direttore dell'Istituto di fisiologia generale della R. Università di Roma, direttore dell'Istituto nazionale di biologia presso il Consiglio nazionale delle ricerche;
. prof. dott. Edoardo Zavattari, direttore dell'Istituto di zoologia della R. Università di Roma.
[Da Le persecuzioni razziali in Italia, di Antonio Spinosa, sulla rivista «Il Ponte» dell'agosto 1952, pagg. 1079, 1080.]
In serata, a poche ore dalla pubblicazione del Manifesto, il corrispondente da Roma del «Völkischer Beobachter», giornale del Partito nazista, trasmette l'esaltante notizia in patria.
«In seguito all'annunciazione del problema del razzismo, Nazionalsocialismo e Fascismo si dimostrano anche in questo campo solidali. Da oggi ben 140 milioni di uomini professano la medesima Weltanschuung (concezione del mondo)».
15, il Duce dispone che L'Esposizione Universale si svolgerà non più nel 1941 ma nel 1942 [E. 42].
Lo stesso giorno, parlando a un gruppo di religiose di Nostra signora del Cenacolo, Pio XI denuncia il «nazionalismo esagerato» come «erroneo e pericoloso». Il nazionalismo esagerato «è contrario non solo alla legge del buon Dio, ma alla stessa fede, allo stesso credo, quel Credo che si canta in tutte le cattedrali del mondo».
Facendo evidente riferimento al Manifesto dei professori fascisti, il papa dice che proprio lo stesso giorno gli hanno portato qualche cosa di ben grave: «si tratta ormai di una forma di vera apostasia».
«Non è più soltanto l'una o l'altra idea errata: è tutto lo spirito della dottrina che è contrario alla fede di Cristo».
16, su «L'Osservatore Romano» esce l'articolo Il fascismo e i problemi della razza;
17, su molti giornali appare per intero o in parte un articolo di p. Angelo Brucculeri, membro del collettivo de «La Civiltà Cattolica», che commenta favorevolmente il Manifesto;
tra le altre pubblicazioni cattoliche che riprendono le lodi di p. Angelo Brucculeri della nuova politica razziale troviamo «La Settimana Religiosa», settimanale diocesano di Venezia;
18, rivolgendosi a un gruppo di suore, Pio XI di nuovo lamenta un «nazionalismo esagerato»;
20, il conte Bonifacio Pignatti Morano di Custoza, spedito in Vaticano da G. Ciano a sondare la reazione del papa circa la campagna razziale appena annunciata, chiede al card. E. Pacelli «se è vero che il papa medita di adottare contromisure in opposizione alla campagna anti-israelitica progettata dal Re Governo». Questi risponde evasivamente che il Santo Padre non ha accennato ad alcuna intenzione di parlare pubblicamente della questione. Aggiune comunque che il diritto canonico è molto chiaro: le persone battezzate devono essere considerate cattoliche e qualunque sia la politica antisemita studiata da B. Mussolini, è fondamentale che la limiti a chi è davvero ebreo.
21, Raimondo Manzini, direttore de «L'Avvenire d'Italia» – e futuro direttore de «L'Osservatore Romano» (1960-78) –, esprime il proprio appoggio a un «razzismo italiano»;
lo stesso giorno, nell'udienza concessa agli assistenti ecclesiastici dei giovani dell'Azione cattolica, Pio XI torna sull'argomento, ricordando che «cattolico vuol dire universale, non razzistico, non nazionalistico, separatistico».
Lo stesso giorno Raimondo Manzini, direttore de «L'Avvenire d'Italia» esprime il proprio appoggio a un «razzismo italiano»;
26, il conte Bonifacio Pignatti Morano di Custoza si reca a Castel Gandolfo per discutere della campagna razziale con Pio XI in persona; lo rimprovera affettuosamente per aver condannato il «nazionalismo esageratao», dicendogli che il suo commento presta il fianco a fraintendimenti. Il papa risponde, come anticipato dal card. E. Pacelli, che non si stava riferendo all'Italia. Il papa avanza quindi una sua rimostranza. Ha ricevuto inquietanti rapporti sul fatto che il governo italiano riservi un trattamento privilegiato ai protestanti nelle aree italiane dell'Africa orientale. Nell'affermare che questo è un male per il cattolicesimo, ma anche per l'Italia, giacché i protestanti fungono da agenti britiannici in Africa, il papa esprime inoltre preoccupazione circa le recenti accuse secondo cui l'Azione cattolica si sta implicando in politica e dice: «Prego ogni giorno il Signore perché il Signor Mussolini non tocchi l'Azione Cattolica», aggiungendo che «dal papa si può ottenere ogni cosa purché non si attenti all'Azione Cattolica»;
29, nel quaderno di «Civiltà Cattolica» si legge:
«Chi ha presenti le tesi del razzismo tedesco, da noi riportate, rileverà subito la notevole divergenza di quelle proposte dal "gruppo di studiosi fascisti" italiani. Questo riconfermerebbe che il fascismo italiano non vuole confondersi con il nazismo e razzismo tedesco intrinsecamente ed esplicitamente materialistico e anticristiano».
30, nel suo Diario, G. Ciano scrive di aver convocato il Nunzio e di averlo messo sull'avviso: se il Papa continuerà a parlare contro il razzismo l'urto sarà inevitabile perché il Duce considera fondamentale la questione razziale.
31, l'ambasciatore italiano si reca in visita dal card. E. Pacelli a protestare per le ultime dichiarazioni del papa;

Agosto
3
, esce il primo numero della rivista «La difesa della razza»;
4, i giornali annunciano il primo provvedimento contro la stirpe giudaica: a datare dall'anno scolastico 1938-1939 sarà vietata l'ammissione alle scuole italiane di ogni grado degli studenti ebrei stranieri, anche se dimoranti in Italia.
Lo stesso giorno, preoccupato per i danni che il papa potrebbe recare alla campagna antisemita, il conte Bonifacio Pignatti Morano di Custoza si reca in una residenza gesuita a Sorrento dove p. W. Ledóchowski trascorre la convalescenza dopo una recente malattia.
L'ambasciatore trova il gesuita ben informato del problema e assai in sintonia con la propria causa. Egli dice che: «[…] la Chiesa attraversa oggi una grave crisi a causa della malattia del Santo Padre», che « Pio non ragiona e non vuole sentir ragioni», che il papa non ascolta più il card. E. Pacelli come faceva in passato, gli nasconde scrupolosamente i suoi propositi e non lo informa dei discorsi che farà.
Poichè nella cerchia del papa sono terrorizzati per quanto succederebbe se le sue condizioni si aggravassero ulteriormente, sollecita l'ambasciatore perché non lasci che le sfuriate pontificie compromettano i buoni rapporti della Chiesa con il regime fascista. L'ambasciatore risponde che invece non si possono ignorare, perché la stampa estera, soprattutto in Francia, sfrutta le sue parole, e i cattolici in tutto il mondo, che le ascoltano attentamente, «ignorano che il Padre comune di tutti i fedeli è debilitato di mente. La parola del Papa solleva contro l'Italia una marea di odio che la pregiudica moralmente e materialmente».
Lo stesso giorno Pio XI convoca Giovanni Battista Montini, lo nomina sottosegretario del card. E. Pacelli e gli fa redigere una lettera per B. Mussolini in cui chiarisce la posizione papale relativa agli ebrei e all'Azioen cattolica.
[Qualche anno prima lo aveva destituito da assistente ecclesiastico della FUCI nel tentativo di compiacere il Duce.]
5, riprendendo la vecchia distinzione gesuita, il n. 18 della «Informazione Diplomatica» afferma che «discriminare non significa perseguitare».
«Questo va detto ai troppi ebrei d'Italia e di altri Paesi: i quali ebrei lanciano al cielo inutili lamentazioni, passando, con la nota rapidità, dall'invadenza e dalla superbia all'abbattimento e al panico insensato.
Come fu detto chiaramente nella nota n. 14 dell' «Informazione Diplomatica» e come si ripete oggi, il Governo Fascista non ha alcuno speciale piano persecutorio contro gli ebrei in quanto tali. Si tratta di altro.
Gli ebrei in Italia, nel territorio metropolitano, sono 44.000, secondo i dati statistici ebraici che dovranno però essere controllati da un prossimo speciale censimento. La proporzione sarebbe quindi di un ebreo su mille italiani.
È chiaro che d'ora innanzi la partecipazione degli ebrei alla vita globale dello Stato dovrà essere ed adeguarsi a tale rapporto
».
8, sul papa B. Mussolini dice:
«Io non sottovaluto la sua forza, ma lui non deve sottovalutare la mia. L'esempio del 1931 insegna. Basterebbe un mio cenno per scatenare tutto l'anticlericalismo di questo popolo, il quale ha dovuto faticare non poco a ingurgitare un Dio ebreo».
Lo stesso giorno G. Ciano annota nel Diario:
«Ricevo il Nunzio. Parliamo della questione Azione cattolica.
Per il problema della razza, il Papa, che adesso ha conosciuto i veri termini del problema, comincia a disarmare
».
9, G. Ciano riferisce di avere avuto un colloquio con il padre gesuita Tacchi Venturi e di essersi messo d'accordo con lui sull'azione da svolgere per evitare altri incresciosi conflitti tra la Santa Sede e il fascismo.

16, in un rapporto spedito da Phil Nichols, funzionario del Foreign Office, a sir Noel Charles, diplomatico inglese a Roma, si legge:
«Uno dei motivi della campagna razziale adottata da Mussolini potrebbe risiedere nel desiderio di enfatizzare la sua simpatia per la lotta degli arabi contro gli ebrei, nel Vicino Oriente».
[Qualche giorno dopo sir Noel Charles conferma i sospetti di Phil Nichols scrivendo a Londra che l'obiettivo di B. Mussolini può effettivamente essere quello di «crearci imbarazzo in Palestina» (ancora protettorato britannico fino al maggio 1948).
Il diplomatico inglese riferisce anche di aver parlato con G. Ciano al riguardo ma di essere stato tranquilizzato. Il ministro degli esteri italiano, infatti, gli ha risposto (mentendo): «La questione razziale viene trattata secondo le linee della nostra politica interna e non ha niente a che vedere con la Palestina britannica».
Nel riferire al Foreign Office la risposta di G. Ciano, sir Noel Charles commenta con sarcasmo: «Chissà se è vero…».]
17, accorrendo in difesa del papa, mons. Giovanni Cazzani, vescovo di Cremona, scrive a R. Farinacci una lunga lettera in cui spiega che il Santo Padre non intendeva criticare il programma razziale fascista;
20, un comunicato ufficiale informa che la Segretaria del Pnf ha ricevuto il presidente dell'Azione cattolica, intrattenendosi con lui sui rapporti fra le due organizzazioni.
A conclusione del colloquio è stato stabilito di attenersi agli accordi stipulati nel settembre del 1931.
22, B. Mussolini dice a G. Ciano:
«Se il Papa continua a parlare, io gratto la crosta agli italiani e in men che non si dica li faccio tornare anticlericali. Al Vaticano, sono uomini insensibili e mummificati. La fede religiosa è in ribasso: nessuno crede a un Dio che si occupa delle nostre miserie. Io disprezzerei un Dio che si occupasse delle vicende personali dell'agente di polizia fermo all'angolo del Corso».
[Così nel Diario 1937-38 di G. Ciano.]
25, l' «Osservatore Romano», riferendo il comunicato del 5 agosto, dice che è in grado di aggiungere che «è stato dichiarato non sussistere limitazioni e riserve di sorta alla simultanea appartenenza all'Azione cattolica e al Pnf per i rispettivi dirigenti dell'una e dell'altro, e che, di conseguenza, i recenti casi, dovuti all'asserita incompatibilità di tale duplice appartenenza, saranno prontamente restituiti in integrum».
28, in un suo primo intervento il «Regime Fascista» impartisce ai «cattolici antifascisti più o meno dissimulati» una lezione di antisemitismo ricordando l'antica preghiera della sacra Liturgia: Auferte gentem perfidam – Credentium de finibus (scacciare il perfido popolo [dei giudei] dalla terra dei cristiani), le severe prescrizioni antisemite di Benedetto XIV, i giudizi e gli ammonimenti di santi, vescovi e Papi.
Nel suo famoso libro De perfidia judaeroum, il vescovo Simone Maiolo chiama i giudei traditori, ribaldaglia la più scellerata del genere umano, gente da forca, flagello dei galantuomini. Secondo questo vescovo, concedere ai giudei il diritto di cittadini «è stato uno scatenare vampiri sopra il Paese, un aprire, per sentimenti umani, le gabbie ad un serraglio di bestie feroci».
E commenta ancora il «Regime Fascista»: «Di fronte a questa prosa, che non è mai stata condannata dalla Chiesa, noi siamo rimasti molto impressionati, pur non avendo mai albergato nei nostri animi tanta ferocia e tanto settarismo».
All'obiezione che «non tutti i giudei sono ladri, arruffoni, farabutti e corruttori dei costumi» i seguaci di Pietro il Venerabile rispondono che nelle guerre più giuste e sante sempre perisce anche gran numero di innocenti: d'altra parte la esperienza ha ormai dimostrato come l'ebreo sempre abusa della clemenza e della carità dei cristiani.
E sfotte il «Regime Fascista»: «Noi, invero, non siamo così micidiali, e per questo nostro temperamento più benevolo credevamo di essere in contrasto con la storia e con le direttive della Chiesa».
29, l' «Osservatore Romano» replica alla«Voce d'Italia» che ha sostenuto appartenere il tema razziale tutto e solo alla politica, sicché negli accordi comunicati il 20 agosto, l'Azione cattolica ha riconosciuto che «la Chiesa, o chi per essa, non deve immischiarsi nel razzismo, e che il Vaticano ha accettato di rimanerne fuori»:
«Conclusioni fantastiche: basti, infatti, osservare che il razzismo quale fu considerato dal Santo Padre non costituisce un "tema politico", ma un pericolo per la grande famiglia umana e cristiana essenzialmente spirituale, morale e religiosa. Proprio, quindi, delle pastorali sollecitudini sue e della Chiesa».
30, in un suo secondo intervento il «Regime Fascista» nell'articolo Un tremendo atto di accusa scrive:
«Si è detto e ripetuto che se noi siamo dei veri cattolici dobbiamo accettare senza discutere quello che il Pontefice ha detto in tema di razzismo. Noi riaffermiamo che il problema non è religioso ma politico. E nelle cose politiche siamo obbedienti al Duce che ha la incondizionata autorità e responsabilità che gli altri non hanno. Ma, dato e non concesso che questo sia un problema religioso, la nostra mentalità non è disforme da quella della «Civiltà Cattolica» che circa cinquant'anni fa ci precedette nella questione del giudaismo». [vedi 1889]
31, nel terzo suo intervento il «Regime Fascista» ricorda le disposizioni contro gli ebrei contenute negli statuti degli antichi comuni d'Italia, disposizioni emanate sempre di pieno accordo con le superiori autorità ecclesiastiche, e sarcasticametne conclude:
«Se non fossimo cattolici, oggi avremmo accettate con entusiasmo le parole del Santo Padre, così come le hanno accettate e comunisti e massoni e socialisti e giudei e protestanti, che sono i nemici conclamati della Chiesa».


Settembre
2
, il Consiglio dei ministri, sotto la presidenza del Duce, decide i provvedimenti contro gli ebrei in Italia;
approva un decreto [pubblicato il 5 settembre successivio] «per la difesa della razza nella scuola fascista», col quale tutti gli ebrei, allievi e insegnanti, sono espulsi nelle scuole pubbliche e private. Gli ebrei vengono anche, con lo stesso provvedimento, espulsi dalle Accademie, dagli Istituti scientifici, letterari e artistici.
L'art. 6 del decreto stabilisce anche che deve considerarsi di razza ebraica colui che è nato da genitori entrambi di razza ebraica, «anche se professa religione diversa da quella ebraica».
[Vedi, lo stesso giorno, il Foreign Office.]
2-3, il giornale padovano «Il Veneto della Sera» (ed. Provincia di Padova) annuncia i "Provvedimenti del Consiglio dei Ministri – Gli ebrei esclusi dalla scuola.»
4
, il Duce dice a G. Ciano:
«Sto abituando gli italiani a convincersi che si può fare a meno di un'altra cosa: il Vaticano. L'apporto che ci dà è minimo materialmente: denaro non ne entra. Contava in una Roma di ottanta o centomila abitanti. Non ha più il minimo peso in una Roma industriosa e florida, che si appresta a raggiungere il milione e mezzo. I pellegrinaggi diventano sempre più rari, esigui e poveri. La lotta contro queste grandi forze, almeno così giudicate da molti, serve a far la spina dorsale agli italiani. E serve anche a vedere che certe montagne sono soltanto delle vesciche».
[Così nel Diario 1937-38 di G. Ciano.]
5, [R.D.L. 5 settembre 1938 n. 1390].
6, ricevendo un gruppo di pellegrini belgi, Pio XI fa la sua più esplicita affermazione contro l'antisemitismo nazista e fascista.
Ma anche in tale discorso (che non viene pubblicato su «L'Osservatore Romano», né su«La Civiltà Cattolica», né su altri giornali italiani) le due affermazioni:
- «no, non è possibile ai cristiani partecipare all'antisemitismo», e
- «l'antisemitismo è inammissibile; noi siamo spiritualmente dei semiti»
– come rileverà giustamente Renzo De Felice nell'estratto del 1956 La Chiesa cattolica e il problema ebraico durante gli anni dell'antisemitismo fascista – sono completamente svirilizzate da questa terza proposizione inserita tra le prime due e la terza:
- «Noi riconosciamo a chiunque il diritto di difendersi, di prendere i mezzi per proteggersi contro tutto ciò che minaccia i suoi interessi legittimi».
9, «La Civiltà Cattolica», tentando una prima difesa della campagna che fece nel 1889 contro i giudei – campagna «ispirata dallo spettacolo dell'invadenza e prepotenza giudaica» – rivela senz'altro che autore dei tre attacchi di fine agosto nel «Regime Fascista» è padre Raffaele Ballerini.
Un vero scherzo da prete che mette in imbarazzo la stampa vaticana, anche perché «Regime Fascista» propugna le teorie del più estremo totalitarismo ed è il giornale di R. Farinacci, già massone, che ancora si proclama ateo al cento per cento.
10, il conte Bonifacio Pignatti, ambasciatore di B. Mussolini presso la Santa Sede, così si lamenta: «Disgraziatamente, in fatto di balli popolari, l'atteggiamento della Santa Sede, dal Papa in giù, è irriducibile e non v'è speranza di ottenere un mutamento».
18, Trieste, in un discorso alla folla B. Mussolini definisce la Cecoslovacchia «un coacervo di popoli» e la ribattezza ironicamente «Repubblica ceco-sudeto-magiaro-polacco-ruteno-slovacca»;
19, Trieste, riferendosi alla recente uscita di Pio XI, il Duce scoppia quasi dalla rabbia:
«Coloro i quali fanno credere che noi abbiamo obbedito a imitazioni, o peggio a suggestione, sono dei poveri deficienti, ai quali non sappiamo se dirigere il nostro disprezzo o la nostra pietà».
23, facendo finta di non aver inteso, Pio XI, parlando ai maestri iscritti all'Azione cattolica, raccomanda loro di «non fare questioni sul razzismo e non razzismo, perché c'è una facilità enorme a scambiare le parole».
«Recentemente si è fatto parlare molto il Papa sul razzismo, quando, invece, Egli ha parlato soltanto di nazionalismo esagerato, di quel nazionalismo, cioè, che non affranca i popoli, ma li scaglia gli uni contro gli altri».
Pio XI non ricorda più di aver affermato, il 21 e il 28 luglio, che cattolico vuole dire «non razzistico».
29, l'asse viene consolidato dal "patto di Monaco" [vedi lato];
30, la forza numerica della M.V.S.N. (Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale) [per i romani: Magnamo Viviamo Solo Noi] è di 763.904 uomini, mentre la Milizia forestale è composta di 4.216 unità.

Ottobre
6-8
, il Gran Consiglio del Fascio delibera «…sagge e illuminate misure per la difesa della razza!»;
nella stessa seduta delibera che la Camera dei Fasci e delle corporazioni sia rappresentata dallo stesso Gran Consiglio del Fascio con 150 membri e 500 uomini delle Corporazioni.
Si scatena la lotta razziale.
- sono proibiti i matrimoni degli italiani e delle italiane con elementi appartenenti alla razza semitica e ad altre razze non ariane;
- è vietato agli ebrei di disporre di più di 50 ettari di terreno e di possedere o dirigere aziende di qualsiasi natura che impieghino più di cento persone;
- viene disposta la espulsione degli ebrei dall'esercito e dai pubblici impieghi.
10, l'ambasciatore italiano presso la Santa sede comunica al Duce:
«Come ho già avuto l'onore di riferire, le recenti deliberazioni del Gran consiglio in tema di difesa della razza non hanno trovato in complesso in Vaticano sfavorevoli accoglienze, riferendosi alla riserva manifestata anche nel breve commento de «L'Osservatore Romano» del 7 corrente, ai riflessi che le nuove disposizioni potrebbero avere nei riguardi del matrimonio quale è disciplinato dalla Chiesa.
Da monsignor Montini, sostituto per gli Affari ordinari alla Segreteria di Stato, ho avuto conferma di tali impressioni e più particolarmente che le maggiori, per non dire uniche, preoccupazioni della Santa sede si riferiscono al caso di matrimoni con ebrei convertiti
».
25, il Gran Consiglio del fascismo proclama la Libia territorio nazionale. In Libia sono presenti oltre 20 mila coloni italiani con le rispettive famiglie.

Novembre
6
, l'Inghilterra si decide a riconoscere l'Impero italiano dando così vigore all'accordo di Pasqua per il Mediterraneo;
[Tale patto, ben diverso dal gentlemen's agreement del 1937, entra nel vivo dei rapporti italo-britannici: esso risolve tutte le questioni in corso fra le due potenze nel Mediterraneo e nei suoi sbocchi sugli oceani Atlantico e Indiano.
- nel Mediterraneo vi sarà libertà di entrata e uscita, ognuna delle parti riconoscendo gli interessi dell'altra;
- è riaffermata la libertà di passaggio per Suez;
- il mar Rosso diviene una zona comune anglo-italiana;
- nell'Africa italiana vi saranno relazioni di buon vicinato.]
All'accordo con Londra risponde però un aggravamento dei rapporti con la Francia.
Lo stesso giorno G. Ciano annota nel suo Diario:
«Calma piatta nel settore internazionale: burrasca in vista con la Chiesa. Domani il Consiglio dei ministri approverà la legge sulla razza. In essa vi è l'articolo che proibisce i matrimoni misti, salvo in punto di morte o con legittimazione di prole. Il Papa vorrebbe che venisse accordata la deroga anche per i convertiti al cattolicesimo. Il Duce ha respinto tale richiesta, che trasformerebbe la legge da razzista in confessionale.
Allora il Papa gli ha scritto una lettera autografa, che è rimasta senza risposta. Indignato il Pontefice si è rivolto al Re e gli ha indirizzato una lettera in cui accusa il Duce di voler far saltare il Concordato. Ne ho dato io la copia a B. Mussolini, avuta da Pignatti. Il Re, benché ne sia in possesso da ieri sera, non l'ha ancora trasmessa.
Non posso dire che il Duce ne sia rimasto molto scosso. Ha confermato l'inaccettabilità della tesi pontificia, ed ha avuto parole aspre per la "denuncia" che il Papa ha creduto di fare al Re.
Naturalmente la legge, che è molto dura contro gli ebrei, passerà domani come era in programma
».
[G. Ciano, Diario 1937-1938, Cappelli 1948, pagg. 286-92.]
[Commenterà Antonio SpinosaLe persecuzioni razziali in Italia in «Il Ponte» luglio 1952 –:
«Pio XI ha protestato perché B. Mussolini ha Violato il Concordato non perché B. Mussolini è antisemita. Pio XI condanna l'antisemitismo razziale, in quanto contrario alla dottrina cristiana, e non in quanto conDuce a una legislazione politica antisemita».]
7, Milano, inaugurando l'anno accademico dell'Istituto di cultura fascista, Roberto Farinacci esprime tutta la meraviglia dei fascisti per l'atteggiamento assunto, negli ultimi mesi, dalla Chiesa nei confronti della questione ebraica, «in antitesi stridente con tutta la storia del cattolicesimo».
«Noi cattolici fascisti consideriamo il problema ebraico un problema strettamente politico e non religioso, e in materia politica ognuno ha e difende le sue idee. Ma diciamo, a conforto dell'anima nostra, che se, come cattolici, siamo diventati antisemiti, lo dobbiamo agli insegnamenti che ci provengono dalla Chiesa».
Dopo aver citato vari provvedimenti dei pontefici per dimostrare che Roma è sempre stata per loro «l'anti-Gerusalemme», Roberto Farinacci ricorda che la Chiesa si è opposta allo spirito della filosofia illuminista e democratica, che caccia dal trono il Dio della tradizione per porvi la Dea Ragione o la Dea Natura.
«Su questa strada è stata anche orientata la stampa cattolica, e il più tremendo atto di accusa, se non il più umano e sereno, contro gli ebrei negli ultimi cinquant'anni è proprio quello che i Padri Gesuiti pubblicarono nel 1890 sulla «Civiltà Cattolica», dove i diritti dell'uomo proclamati dalla Rivoluzione francese sono definiti "diritti dell'ebreo"».
8, il «Popolo d'Italia» dà molto rilievo al discorso su Chiesa ed ebrei pronunciato il giorno prima a Milano da S.E. Roberto Farinacci.
10, E. Fermi, per sfuggire alle leggi razziali (sua moglie è ebrea), approfitta del viaggio per ritirare il premio Nobel e si trasferisce negli Stati Uniti;
14, l' «Osservatore Romano» lamenta che, con le disposizioni riguardanti i matrimoni misti, si sia rotto unilateralmente quello [il Concordato] che è un patto bilaterale.
15, G. Ciano annota nel suo Diario:
«Concordato con Buffarini la risposta alla nota di protesta, a dire il vero molto blanda, inviata dalla Santa Sede dopo l'adozione delle recenti misure razziali che hanno portato un vulnus al Concordato per quanto concerne il matrimonio».
16, l' «Osservatore Romano» informa che «Sua Maestà il Re Imperatore, con sovrana cortesia, ha risposto al Sommo Pontefice dicendo "che dell'augusto autografo si terrà il massimo conto, ai fini di una soluzione conciliativa dei due punti di vista"».
19, nonostante le proteste del papa e le assicurazioni del re, il decreto compare, senza alcun emendamento, sulla «Gazzetta Ufficiale».
[L'art. 6 del decreto proibisce anche ai ministri del culto, sotto pena di ammenda, di celebrare i matrimoni misti con le formalità prescritte dall'art. 8 della legge 27 maggio 1929, n. 847, che ha dato applicazione al Concordato.]
30
, B. Mussolini comunica ufficialmente al Gran consiglio l'intenzione di occupare l'Albania (riconosciuta, sin dal 1918, da tutte le potenze come zona di esclusiva influenza italiana);

Dicembre
14
, scrive G. Ciano:
«Riferisco al Duce il colloquio con Pignatti. Ha uno scatto d'ira contro il Papa, del quale spera la morte a breve scadenza. Minaccia di "grattare le corde sensibili" e far tornare a rivivere quell'Italia ghibellina che mai è morta. Dice che in Romagna le Chiese erano sprangate all'inizio del Fascismo, e che se ora la gente vi va è soltanto perché sanno che ciò è desiderato dal Duce».
17, con una nota G. Ciano dichiara decaduto l'accordo franco-italiano del 7 gennaio 1935 (mai ratificato);
24, rivolgendosi al Sacro Collegio, Pio XI ricorda che è la vigilia del decennale della Conciliazione.
«Occorre appena dire, ma pur diciamo altamente, che dopo che a Dio, la Nostra riconoscenza e i Nostri ringraziamenti vanno alle altissime persone – diciamo il nobilissimo Sovrano e il suo incomparabile Ministro – ai quali si deve se l'opera tanto importante, e tanto benefica, ha potuto essere coronata da buon fine e felice successo».
La burraca prevista da G. Ciano non c'è. Pio XI protesta solo perché B. Mussolini non osserva i patti: fa una questione giuridica, non una questione morale.
Pio XI non dice mai una parola di solidarietà verso le migliaia di ebrei che, senza alcuna loro colpa, vengono messi al bando dalla civita civile.
Anche per Pio XI, come per A. Hitler e per B. Mussolini e per i gesuiti di «La Civiltà Cattolica» gli ebrei costituiscono un gravissimo pericolo per l'umanità.

Intanto, tra il 1938 e il 1939, gran parte dell'intelligence inglese si concentra sulle "reali ragioni" della propaganda antiebraica alimentata dal regime fascista. Si vuole capire, insomma, se abbia un'origine culturale e ideologica o se, invece, si possa spiegare alla luce dei più concreti interessi politico-economici.
Si legge per esempio in un rapporto redatto da un funzionario dell'amabasciata inglese presso la Santa sede e inviato al Foreign Office, a Londra:
«Ho domandato a monsignor Giovanni Battista Montini, il segretario di stato vicario, che cosa si celi dietro la recente condanna del razzismo da parte di Pio XI. Gli ho poi chiesto se il razzismo sia da riondurre alla tendenza fascista all'antisemitismo oppure se, dietro a tutto ciò, vi sia anche dell'altro.».
Ed ecco la risposta di mons. G.B. Montini (futuro Paolo VI) così sintetizzata dal diplomatico:
«Montini ritiene che, a suo parere, non è tanto l'antisemitismo ad aver irritato Sua Santità quanto, piuttosto, la recente inclinazione degli elementi estremisti del fascismo a copiare le stravaganze dei nazisti. Una tendenza che – è questo il timore del papa – potrebbe condurre in ultima analisi ad attacchi contro la Chiesa stessa: forse sui temi della famiglia e, in generale, della dottrina cattolica
Quanto alle cause della politica razziale del regime mussoliniano, mons. G.B. Montini è convinto che non siano di natura ideologica e ne espone alcune:
- «Si registra, ad esempio, l'emergere di malumori all'interno del Partito fascsita. Si dice che alcuni ebrei abbiano pesantemente speculato sul recente razionamento del grano e che ne abbiano ricavato grandi profitti. E il partito punterebbe a una parte di questo denaro
- «Secono alcune voci, il governo italiano desiderava reperire a Londra i finanziamenti per lo sviluppo dell'Abissinia [50 Mni di sterline]. Ma non ha trovato un'accoglienza favorevole nella City e ha finito per gettare la colpa sull'opposizione ebraica

MEZZOGIORNO E ISOLE

Napoli, l'antifascismo di sinistra è soprattutto comunista; in campo socialista gli attivi sembrano pochi. L'atteggiamento che prevale è quello del riserbo, dell'onorevole silenzio, come in tanti settori della migliore opinione lberale.

 

Fonti:
- Giuseppe Galasso, Intervista sulla storia di Napoli, a cura di Percy Allum, Laterza 1978.





Partito comunista italiano
(Pci)

1938

Parigi, nei primi mesi dell'anno il compagno S. Schiapparelli [Willy] ha un incarico al quotidiano della emigrazione italiana «La Voce degli Italiani», come organizzatore della diffusione;
la tiratura si aggira attorno alle 20.000 copie con oltre 4.000 abbonati.
Continua intanto ad uscire regolarmente, mensile prima, quindicinale poi, «Stato Operaio».
[Dalla fine del 1936 fino ai primi mesi del 1938, la rivista ha una sede redazionale per così dire "legale" al n. 60 del Boulevard Voltaire, in spaziosi uffici frequentati, anche se con "prudenza", dai compagni:
. Grieco [Garlandi];
. Mario Montagnana [Roncoli],
. Velio Tedeschi-Spano,
. G. Amendola,
. Dozza.

Marzo
all'indomani del "Patto dI Monaco" i fascisti francesi (e italiani) schierati ai campi Elisi al ritorno di Daladier da Monaco esultano al grido: «Monaco ha salvato la pace», mentre il social-democratico Léon Blum versa lacrime di gioia.
Purtroppo bisgona dire che Monaco ha consacrato lo smembramento totale del Fronte Popolare.
Da questo momento gli anticomunisti alzano sempre più la voce; il governo francese delibera una nuova legge contro gli stranieri. Da questo momento la pena per infrazione al decreto di espulsione – si è sempre aggirata finora attorno ad un massimo di tre mesi di detenzione – viene portata da un minimo di sei mesi ad un massimo di due anni che diventano poi tre nel caso l'espulso venga arrestato con falsi documenti.
La stessa legge prevede che alla quinta condanna per infrazione all'espulsione, al termine della pena l'espulso venga "relegato" addirittura nella Guyana, a Cajenna.
[Possedimento francese (tristemente famoso) dell'America del Sud, tra il Venezuela ed il Brasile, dove vengono deportati da tempo i "forzati a vita"; sarà abolito soltanto dopo la fine della seconda guerra mondiale.]

Giugno
in questo periodo il locale dove opera la semi-redazione di «Stato Operaio», in Boulevard Voltaire, viene abbandonato per misure cospirative;

Ottobre
TUNISIA, quando il governo fascista dichiara di voler annettere, oltre Nizza, la Savoia e la Corsica, anche la Tunisia, il Pci reputa opportuno inviarvi il compagno Velio Tedeschi-Spano allo scopo di rafforzare la lotta contro le minacce di guerra;

Novembre
30
, Parigi, contro i "decreti legge" che colpiscono duramente gli operai, gli impiegati e il ceto medio in generale, la Confedeazione unitaria francese proclama lo sciopero generale che, di fatto, è l'ultimo movimento di massa prima dello scoppio della seconda guerra mondiale;


[Stefano Schiapparelli, Ricordi di un fuoruscito, Edizioni del Calendario, Milano 1971; con prefazione di Giorgio Amendola.]





OVEST
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1938
-

 


 

DOMINION OF CANADA
[Aggiunta alle altre province britanniche nel 1763, include la regione sulle due rive del fiume San Lorenzo grossolanamente delimitate da Anticosti a est e il Lago Nipissing a ovest.
Dal 7 nov 1763 la provincia (ex Canada francese) è stata divisa formalmente in tre distretti: Québec, Trois-Rivières, Montréal.
Nel 1791 la provincia è stata separata in due parti:
Basso Canada (francofoni) e Alto Canada (lealisti).
Nel 1841, con l'Act of Union sono stati nominati due primi ministri ma Canada Est e Canada Ovest continuano ad andare ognuna per la sua strada. Il sistema dura ben 25 anni (1842-67).
Nel 1867, 1° luglio, nasce ufficialmente la confederazione: Dominion of Canada.]
Dal 1931, nonostante lo «statuto di Westminster», in pratica il Foreing Office britannico continua a rappresentare il Dominion in quasi tutte le nazioni del mondo e formalmente i canadesi continuano ad essere cittadini britannici, fino all'approvazione della legge sulla cittadinanza nel 1946.
Governatore generale
John Buchan
barone Tweedsmuir of Eisfield
(1935 2 nov - 11 feb 1940)
Primo ministro
W.L. Mackenzie King
(1935 23 ott - 15 nov 1948)
[liberale]

1938
Grande depressione (1929-39).

Marzo
quando la Germania invade l'Austria, W.L. Mackenzie Kingnon abbandona il proprio ottimismo sulle intenzioni di A. Hitler. Egli dichiara infatti che il dittatore nazista ha voluto soltanto riportare nel Reich i territori confinanti abitati da tedeschi e che dopo di ciò riterrà compiuta la sua missione.
È comunque sempre convinto che se la Germania attaccasse la Gran Bretagna il Canada andrebbe in soccorso della madrepatria.


Settembre
6-12
, a Norimberga A. Hitler dichiara espressamente la volontà di annettere alla Germania il territorio dei Sudeti (in Cecoslovacchia); [vedi Germania]
in Canada la crisi dei Sudeti crea una situazione molto delicata nelle fila del governo;
27,W.L. Mackenzie King si è ormai convinto che A. Hitler rappresenta un pericolo per la pace mondiale e non esita a manifestare questa sua posizione ai membri del suo governo;
alla fine della riunione si raggiunge una soluzione di compromesso che evita una spaccatura con i ministri quebecchesi, fieramente isolazionisti;
29-30
, "patto di Monaco": lascia mano libera alla Germania;
[Il patto porta a una soluzione quasi universalmente auspicata e a Ottawa la notizia della sua conclusione viene accolta con estemo sollievo.]

 


QUÉBEC
Primo ministro
Maurice Duplessis
(1936 ago - ott 1939)
[Union nationale]
Sindaco di Montréal
Camillien Houde
(1928 - 1954)
[liberale di destra]
Vescovo di Montréal
-

1938
Adrien Arcand, leader del Parti national social-chreétien, opera una fusione con i nazisti dell'ovest dalla quale nasce il National Unity Parti/Parti de l'unité nationale.
I due partiti, ai quali si affiancano altri movimenti come nell'Ontario gli Swastika Clubs e la Canadian Union of Fascists, hanno uno scarso seguito, anche se la campagna antisemita dei loro giornali e svariati atti di violenza contro ebrei e militanti di sinistra attirano per lungo tempo l'attenzione del pubblico.

Febbraio
26
, in un'intervista resa al giornale «The Nation», Adrien Arcand vanta che il suo movimento conta 80.000 seguaci.
[In realtà la stampa anglocanadese è pronta a enfatizzare il pericolo di un fascismo strisciante nel Québec e può dunque anche dare credito a simili affermazioni.
Allo scoppio della II Guerra mondiale Adrien Arcand, assieme a trenta nazisti canadesi, sarà messo in campo di d'internamento, dove rimarrà sino alla fine del conflitto.]

 


 

 

ONTARIO
Primo ministro della provincia
Mitchell [Mitch] Hepburn
(1934 - ?)
[liberale]

1938
Aprile
il fatto che anche riviste di Toronto a grande diffusione quali «Saturday Night» e «Maclean's Magazine» dedichino grande attenzione alla "Lois du cadens/Padlock Law" (legge provinciale del Québec) e in genere al "duplessismo" fa sì che la prestigiosa rivista americana di politica internazionale «Foreign Affairs» esca con un articlo intitolato "Embryo Fascism in Quebec".
La rivista parla di "ispirazione fascista" e non esita a istituire un parallelo tra la repressione delle libertà civili e la forza dell'oscurantismo cattolico. Ne esce un quadro fosco da cui risulta che in Québec l'influenza della chiesa è causa d'arretratezza.
A «Foreign Affairs» replica nello stesso anno «La Revue de l'Université d'Ottawa» con un articolo del sacerdote oblato e professore Henri Saint-Denis (1898-1997), nel quale si sostiene il diritto del Québec a difendersi dal comunismo anche con mezzi estremi proprio come, con la pena capitale, la società difende la vita umana.
[Gli storici:
. Paul-André Linteau,
. René Durocher,
. Jean_Claude Robert,
. François Ricard,
faranno (1986) giustizia del "mito" del fascismo quebecchese sostenendo che il nazionalismo clericale è a torto presentato come l'ideologia dominante del periodo. A loro avviso, difatti, l'effetto di questa forza sulla realtà politica ed economica della società francofona è sovrastimato rispetto a quello del liberalismo, che può contare sull'appoggio della stampa ad alta tiratura.
Sul fronte opposto – come sosterrà (1993) lo storico Ramsay Cook – il sistematico antisemitismo che si trova negli scritti delle maggiori voci nazionaliste dell'epoca quali Lionel Groulx e «Le Devoir» non può essere ritenuto un affare marginale. Si deve riconoscere l'importanza della tradizione di Lionel Groulx anche nella storia del nazionlsmo quebecchese contemporaneo.]

Agosto
Kingston (Ontario), F.D. Roosevelt giunge in visita; in questa occasione afferma l'impegno americano a impedire qualunque attacco straniero contro il territorio canadese.

 

 


NEW BRUNSWICK
-
-

1938
-

NOVA SCOTIA
-
-

1938
-

MANITOBA [dal 1870]
-
-

1938
-


BRITISH COLUMBIA [dal 1858]
[nel 1866 ha incorporato l'Isola di Vancouver e dal 1871 fa parte della confederazione.]
Primo ministro della provincia
-

1938
-

 

ISOLA DEL PRINCIPE EDOARDO
[Dal 1873 fa parte della confederazione.]
Primo ministro della provincia
-

1938
-

 

TERRITORIO DELLO YUKON [creato nel 1898]
   
1938
-
ALBERTA [creata nel 1905]
   
1938
-
SASKATCHEWAN [creata nel 1905]
   
1938
-

 

TERRANOVA
- 1867-1934, rimane Dominion autonomo.
- 1934, torna allo status di colonia dipendendo intieramente dalla Gran Bretagna sul piano politico ed economico.
Governatore
(1934 - 1949)
[governo commissariato]

1938
-

 


UNIONE degli STATI UNITI d'AMERICA
Presidente degli Stati Uniti
F.D. Roosevelt [32°]
(1933 4 mar - 12 apr 1945)
[Pd]
Vicepresidente
H.A. Walface
(? - ott 1944)
Segretario di Stato
[Ministro degli Esteri]
-
Ministro del Tesoro
-
Ministro della Guerra
-
Presidente della Corte Suprema
C.E. Hughes
(1930 - 1941)

1938
Gennaio
10
, la proposta di emendamento avanzata a dicembre dal democratico Louis Ludlow, viene bocciata con 209 voti contro 188.
[Questo margine ridotto testimonia la persistenza delle cnvinzioni isolazioniste e quanto siano numerosi coloro che si oppongono ad affidare la politica estera alle decisioni del presidente.]
Lo stesso mese il presidente prende contatto segretamente, e quasi controvoglia, con il governo di Londra per convocare una conferenza internazionale che:
- fissi modelli di comportamento internazionale,
- riduca gli armamenti,
- promuova la stabilità economica facilitando l'accesso alle materie prime.
Ma il primo ministro britannico A.N. Chamberlain lascia cadere l'iniziativa perchè interferirebbe con la sua politica dell'appeasement (pacificazione) verso le dittature espansioniste.
Mentre la guerra appare ormai imminente, gli statunitensi sono più che mai decisi a starne fuori.
Ma ora che il presidente ha proposto un piano di riarmo navale, cominciano a rendersi conto con una certa inquietudine della debolezza e della vulnerabilità del loro apparato militare.
Le voci contrarie pertanto sono poche, anche tra gli isolazionisti.

Febbraio
un nuovo Agricultural Adjustment Act, – simile a quello del 1933 invalidato dalla Corte Suprema – cerca di stabilizzare i prezzi agricoli fissando quote di mercato e una ripartizione delle aree coltivabili e introDucendo il principio dei "pagamenti alla pari", in base al quale una Commodity Credit Corporation concede prestiti ai contadini sulle eccedenze del raccolto che devono essere consegnate all'ammasso federale fino a quando non possono essere messe sul mercato allo stesso prezzo nei periodi di minor disponibilità.

Maggio
il Congresso approva il Naval Expansion Act che autorizza nei successivi dieci anni una spesa di oltre un miliardo di dollari per la costruzione di una flotta da guerra di potenza equivalente alla somma delle marine tedesca, italiana e giapponese.
Si tratta del più importante provvedimento in materia navale tra le due guerre, ma in realtà è meno importante di quanto sembri, in quanto incrementa solo del 20% il programma di costruzioni già impostato.

Giugno
viene emanato il Fair Labor Standards Act che fissa un salario minimo di 25 centesimi l'ora, da innalzare a 40 centesimi entro due anni, e un orario di lavoro massimo di 44 ore settimanali, da ridurre nellos tesso periodo a 40 ore.
Il provvedimento vieta inoltre il lavoro minorile nel commercio tra gli stati.

Alle elezioni per il Congresso i democratici mantengono la maggioranza sia la senato che alla camera dei rappresentanti ma i repubblicani guadagnano alcuni seggi per la prima volta dal 1928.
È chiaro che il New Deal sta passando di moda.

Agosto
F.D. Roosevelt compie una visita a Kingston, nell'Ontario; in questa occasione afferma l'impegno americano a impedire qualunque attacco straniero contro il territorio canadese.

Il Norris-La Guardia Act (1932) limita il potere dei tribunali federali in materia di ingiunzioni riguardanti i conflitti di lavoro e invalida i contratti irregolari imposti dalle direzioni aziendali, mentre la garanzia della contrattazione collettiva offerta dal National Industrial Recovery Act (1933) e dal National Labor Relations Act, o Wagner Act (1935) ha contribuitoa creare un'atmosfera favorvole al sindacato.
[Il numero degli iscritti ai sindacati è salito, da poco più di 2 milioni nel 1933 a quasi 9 milioni nel 1938.]

Lo stesso anno, per proteggere gli Stati Uniti dalla penetrazione nazista, si forma l'HUAC (House Un-American Activities Committee).

 

[Maldwyn A. Jones, Storia degli Stati Uniti, Bompiani 1984.]

 




FBI
(Federal Bureau of Investigation)
- Direttore: John Edgar Hoover (1924-72)

1938
Gennaio

-

 

 

[01] DELAWARE [dal 7 dicembre 1787] - cap. Dover
[Primo stato a ratificare la Costituzione degli Stati Uniti d'America.
Non esistono collegamenti fra chiesa e stato e una grande libertà religiosa si è affermata sin dall'inizio.]
Governatore
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1938
Gennaio

-

 

[02] PENNSYLVANIA [dal 12 dicembre 1787] - cap. Harrisburg
[Non esistono collegamenti fra chiesa e stato e una grande libertà religiosa si è affermata sin dall'inizio.]
Governatore
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1938
Gennaio

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[03] NEW JERSEY [dal 18 dicembre 1787] - cap. Trenton
[Non esistono collegamenti fra chiesa e stato e una grande libertà religiosa si è affermata sin dall'inizio.]
Governatore
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1938
Gennaio

-

 

[04] - [04] GEORGIA [dal 2 gennaio 1788] - cap. Atlanta
[Già ammesso nell'Unione nel 1780 ma ratificato solo il 2 gennaio 1788.
Riammesso al Congresso il 30 marzo 1870.]
Governatore
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1938
Gennaio

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[05] CONNECTICUT [dal 4 gennaio 1788] - cap. Hartford
Governatore
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1938
Gennaio

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[06] MASSACHUSETTS [dal 6 febbraio 1788] - cap. Boston
Governatore
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1938
Gennaio

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[07] MARYLAND [dal 28 aprile 1788] - cap. Annapolis
Governatore
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1938
Gennaio

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[08] - [01] SOUTH CAROLINA [dal 23 maggio 1788] - cap. Columbia
Governatore
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1938
Gennaio

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[09] NEW HAMPSHIRE [dal21 giugno 1788] - cap. Concord
Governatore
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1938
Gennaio

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[10] - [08] VIRGINIA [dal 26 giugno 1788]- cap. Richmond
[Riammesso al Congresso il 30 marzo 1870]
Governatore
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1938
Gennaio

-

[11] NEW YORK [dal 26 luglio 1788] - cap. Albany
[L'anglicanesimo è la religione di stato in quattro contee.]
Governatore
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1938
Gennaio

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[12] - [09] NORTH CAROLINA [dal 21 novembre 1789] - cap. Raleigh
[Tratto di terre immediatamente a sud della Virginia, attorno allo stretto di Albemarle.]
Governatore
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1938
Gennaio

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[13] RHODE ISLAND [dal 29 maggio 1790] - cap. Providence
Governatore
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1938
Gennaio

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[14] VERMONT [dal 4 marzo 1791] - cap. Montpelier
Governatore
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1938
Gennaio

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[15] KENTUCKY [dal 1° giugno 1792] - cap. Frankfort
Governatore
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1938
Gennaio

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[16] - [10] TENNESSEE [dal 1° giugno 1796] - cap. Nashville
[Riammesso all'Unione dall'aprile 1866.]
Governatore
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1938
Gennaio

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[17] OHIO [dal 1° marzo 1803] - cap. Columbus
Governatore
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1938
Gennaio

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[18] - [05] LOUISIANA [dal 30 aprile 1812] - cap. Baton Rouge
- 1819, Trattato Adams-Onís: stabilisce il confine con il MESSICO spagnolo: va dal fiume Sabine, nel TEXAS orientale, fino al 42° parallelo (futuro confine settentrionale della CALIFORNIA) e da quel punto, verso ovest, fino al Pacifico.
Governatore
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1938
Gennaio

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[19] INDIANA [dal 11 dicembre 1816] - cap. Indianapolis
Governatore
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1938
Gennaio

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[20] - [06] MISSISSIPPI [dal 10 dicembre 1817] cap. Jackson
[Riammesso al Congresso il 30 marzo 1870]
Governatore
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1938
Gennaio

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[21] ILLINOIS [dal 3 dicembre 1818] - cap. Springfield
-
Governatore
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1938
Gennaio

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[22] ALABAMA [dal 14 dicembre 1819] - cap. Montgomery
[Dal 18 ottobre 1867 sotto la sovranità degli Stati Uniti.]
Governatore
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1938
Gennaio

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[23] MAINE [dal 15 marzo 1820] - cap. Augusta
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Governatore
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1938
Gennaio

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[24] MISSOURI [dal 10 agosto 1821] - cap. Jefferson City
Governatore
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1938
Gennaio

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[25] - [11] ARKANSAS [dal 15 giugno 1836] - cap. Little Rock
Governatore
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1938
Gennaio

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[26] MICHIGAN [dal 26 gennaio 1837] - cap. Lansing
Governatore
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1938
Gennaio

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[27] - [03] FLORIDA [dal 3 marzo 1845] - cap. Tallahassee
Tra il 1810 al 1813 gli Stati Uniti hanno inglobato la maggior parte della Florida occidentale, la scia costiera che corre da New Orleans a Mobile, ma una buona parte della colonia, unitamente a tutta la Florida orientale, cioè la penisola, resta ancora sotto il dominio spagnolo.
Nel 1819, con il Trattato Adams-Onís è stata completamente ceduta agli Stati Uniti dalla Spagna.
Nel 1868 è rientrata a far parte dell'Unione.]
Governatore
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1938
Gennaio

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[28] - [07] TEXAS [dal 29 dicembre 1845] - cap. Austin
Governatore
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1938
Gennaio

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[29] IOWA [dal 28 dicembre 1846] - cap. Des Moines
Governatore
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1938
Gennaio

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[30] WISCONSIN [dal 29 maggio 1848] - cap. Madison
Governatore
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1938
Gennaio

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[31] CALIFORNIA [dal 9 settembre 1850] - cap. Sacramento
Governatore
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1938
Gennaio

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[32] MINNESOTA [dall'11 maggio 1858] cap. Saint Paul
Governatore
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1938
Gennaio

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[33] OREGON [dal 14 febbraio 1859] - cap. Salem
- 1845, alla fine dell'anno i 5000 coloni americani dell'Oregon organizzano un governo provvisorio e chiedono la fine del regime di occupazione comune e l'esclusiva giurisdizione americana.
- 1848, diventa territorio autonomo.
Governatore
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1938
Gennaio

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[34] KANSAS [dal 28 gennaio 1861] - cap. Topeka
Governatore
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1938
Gennaio
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[35] WEST VIRGINIA [dal 19 giugno 1863] - cap. Charleston
Governatore
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1938
Gennaio

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[36] NEVADA [dal 31 ottobre 1864] - cap. Carson City
[Il 2 marzo 1861 il suo territorio era stato separato da quello dell'UTAH.]
Governatore
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1938
Gennaio

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[37] NEBRASKA [dal 1° marzo 1867] - cap. Lincoln
Governatore
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1938
Gennaio

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[38] COLORADO [dal 1° agosto 1876] - cap. Denver
[Territorio autonomo dal 28 febbraio 1861.]
Governatore
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1938
Gennaio

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[39] NORTH DAKOTA [dal 2 novembre 1889] - cap. Bismarck
Governatore
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1938
Gennaio

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[40] SOUTH DAKOTA [dal 2 novembre 1889] - cap. Pierre
Governatore
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1938
Gennaio

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[41] MONTANA [dall'8 novembre 1889] - cap. Helena
[cap.li: fino al 1865 Bannack, fino al 1875 Virginia City.]
Governatore
-
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1938
Gennaio

-

[42] WASHINGTON [dall'11 novembre 1889] - cap. Olympia
Governatore
-
-

1938
Gennaio

-

[43] IDAHO [dal 3 luglio 1890] - cap. Boise
[Territorio autonomo dal 24 marzo 1863 con cap. Boise.
Inizialmente, fino al 7 dicembre 1864, la capitale era Lexinton.]
Governatore
-
-

1938
Gennaio

-

[44] WYOMING [dal 10 luglio 1890] - cap. Cheyenne
Governatore
-
-

1938
Gennaio

-

[45] UTAH [dal 4 gennaio 1896] - cap. Salt Lake City
[Territoro annesso nel 1850.
Dal 2 marzo 1861 si è staccato il Territorio del NEVADA.]
Governatore
-
-

1938
Gennaio
-

[-] Territorio delle HAWAII [dal 7 luglio 1898] - cap. Honolulu
 
Governatore
-
-

1938
Gennaio
-

[46] OKLAHOMA [dal 16 novembre 1907] - cap. Oklahoma City
[Territorio autonomo dal 2 maggio 1890.
Con l'annessione di questo nuovo stato gli indiani sono stati espropriati del loro territorio di riserva "permanente". ]
Governatore
-
-

1938
Gennaio
-

[47] NEW MEXICO [dal 6 gennaio 1912] - cap. Santa Fe
[Territorio autonomo dal 1846.]
Governatore
-
-

1938
Gennaio
-

[-] Territorio dell'ALASKA [dal 1912] - cap. Juneau
[1867, 9 aprile, il senato ratifica l'atto d'acquisto del territorio dalla Russia per 7,2 Mni di dollari;
18 ottobre [Alaska day], avviene il passaggio di sovranità;
1884, diviene un distretto dell'Oregon;
1898, viene scoperto l'oro: questo fatto provoca una vera e propria invasione di cercatori d'oro; altro oro viene poi scoperto nel vicino Klondike, territorio canadese, e l'Alaska è utilizzata come base di partenza per i cercatori.]
Governatore
-
-

1938
Gennaio
-

[48] ARIZONA [dal 14 febbraio 1912] - cap. Phoenix
[Territorio autonomo dal 1863, ma fino al 1886 non ci fu pace con gli Indiani.]
Governatore
-
-

1938
Gennaio
-


a





1938
GRANDI ANTILLE
- Presidente della repubblica
-
[dal 1933 il potere è in mano ai militari]
[mentre dal 1903 gli Stati Uniti hanno una loro base militare a Guantánamo, dal 1934 hanno rinunciato al diritto formale d'intervento stabilito dall'emendamento Platt]
1938
intanto l'ex sergente F.E. Batista y Zaldivar smorza ogni opposizione interna con un sapiente dosaggio di trame clientelari e di richiami demagogici cui non sfuggono neppure il comunista PSP (Partido socialista popular) e il Directorio Estudiantil;
Haiti
-
?
(? - ?)
occupazione militare diretta statunitense (1916-39)
1938
-
- Presidente della repubblica
1938
-
- Governatore
?
(?-?)
[colonia britannica dal 1866]
1938
-

1938
Estados Unidos Mexicanos
(Stati Uniti del Messico)
[repubblica federale]
- Presidente della repubblica federale
Lázaro Cárdenas
(1934 - 1940)
["seconda rivoluzione messicana" all'insegna di una ripresa massiccia della riforma agraria]

1938
nazionalizzazione delle ferrovie, quindi delle società petrolifere straniere;
il presidente crea il Partido de la revolución mexicana;

Vengono ora espropriate quasi tutte le compagnie petrolifere straniere.



1938
Repubblica dell'America centrale
(1921)
- Presidente
-

1938
-



1938
- Capo del governo
-
gen. Jorge Ubico
(1931 - 1944)
(formalmente indipendente dal 1847)

1938
la United Fruit Company statunitense, proprietaria delle maggiori piantagioni di caffè e di banane del paese, è l'eminenza grigia della dittatura del gen. Jorge Ubico che sale ora al potere manu militari;



1938
Honduras
- Dittatore
T. Carias Andino
(1932 - 1949)
1938
-

1938
- Presidente
gen. Maximiliano Hernández Martínez
(1931 - ?)
1938
-

1938
- Presidente
gen. Anastasio Somoza Debayle
(1937 - 1956)
[dal 1937 le forze guerrigliere si oppongono alla dittatura della famiglia Somoza]
1938
-

1938
- Presidente della repubblica
?
(? - ?)
[liberale]
1938
ritorna ora il regime liberale;

1938
República de Panamá
(indipendente dal 1903)
- Presidente della repubblica
?
(1903 - ?)
1938
-






1938
- Presidente
-
[presidenze di E. Olaya Herrera, di A. López Pumarejo e di altri]
1938
ripristinato il regime di separazione fra stato e chiesa, i presidenti liberali tentano, con alterno successo, di avviare il paese verso un regime di democrazia rappresentativa, mentre in politica estera essi si allineano sempre più con gli Stati Uniti (la cui influenza nella vita economica del paese si va sempre più estendendo).

1938

- Presidente della repubblica

?
(1936 - ?)
[dal 1903 fino al 1938 decine di migliaia di oppositori vengono incarcerati o esiliati.]
1938
l'eccezionale ondata di prosperità (è il secondo esportatore di greggio) salvaguarda l'economia venezuelana dalla recessione mondiale (1929-31) ma istituisce nuovi rapporti di dipendenza del paese verso le società concessionarie dei giacimenti (perlopiù nordamericane e inglesi) creando una sperequazione sempre più sensibile tra borghesia cittadina e ceti medi urbani, beneficiati dal boom petrolifero, e proletariato rurale, colpito dal declino delle esportazioni agropastorali.
Ciò comporta una graduale trasformazione del regime militare condotta tra la fine degli anni Trenta e l'inizio degli anni Quaranta da due generali di origine andina (E.L. Contreras, poi, dal 1941, I. Medina Angarita) che consentono un certo sviluppo del movimento sindacale e dell'opposizione non marxista, schierando il Venezuela accanto gli Stati Uniti durante la seconda guerra mondiale.



1938
República del Ecuador

- Presidente della repubblica

J.M. Velasco Ibarra
(1934 - ?)
[velasquismo]
1938
il neo presidente cerca di attuare riforme sociali ed economiche nel quadro di un regime autoritario;



1938

- Presidente della repubblica

O.R. Benavides
(? - 1939)
(Repubblica indipendente dal 1827)
1938
la crisi economica del 1929-31 ha causato la restaurazione militare e la messa fuori legge del partito radicalpopulista
APRA (Alianza Popular Revolucionaria Americana), fondato da V.R. Haya de la Torre;


1938

- Presidente della repubblica

?
(?-?)
1938
la sconfitta nella guerra con il Paraguay, ha messo in luce l'arretratezza sociale e il marasma politico (sotto l'apparenza di successive costituzioni liberali di importaazione europea) in cui si dibatte il paese;
le reazioni della piccola borghesia al disastro del paese a cui si aggiungono le sanguinose lotte dei lavoratori, provocano un forte sviluppo del movimento nazionalista e saldano un nuovo blocco di forze della sinistra.

1938

- Presidente della repubblica

-
1938
come reazione al fallito golpe della Milicia e sull'onda del diffuso malcontento per il perdurante ristagno economico, i partiti del centro e della sinistra, dai liberaldemocratici ai comunisti, si sono coalizzati nel raggruppamento del Frente Popular che, vittorioso alle elezioni, porta ora alla presidenza Pedro Aguirre Cerda leader del Partito radicale (forza maggioritaria dello schieramento).

1938
dal 1816 divise nelle tre colonie:
Guyana Britannica

- Governatore

?
(? - ?)
1901
-
Suriname (olandese)

- Governatore

?
(? - ?)
1901
-
Guyane Française
[già sede di una colonia penitenziaria e poi, dal 1852,
di un bagno penale (fino al 1945)]

- Governatore

?
(? - ?)
1901
-


1938

- Dittatore

Getulio Dornelles Vargas
(1937 - ott 1945)
[dal 1937 vige il cosiddetto Estado Nôvo, ispirato al modello corporativo-fascista portoghese]
1938
rivolta contadina di Caldeirão (1936-38);



1938

- Presidente della repubblica

-
[Dittatura militare guidata da Rafael Franco]
1938
Luglio
21
, si conclude il trattato di pace tra Bolivia e Paraguay (guerra del Chaco) e l'esercito entra definitivamente nella scena politica nazionale;


1938

- Presidente della repubblica

A. Justo
(1930 feb - feb 1938)
[conservatore]
R. Ortiz Lizardi
(1938 feb - giu 1942)
[conservatore]

- Vicepresidente

R.S. Castillo
(1938 feb - ago 1940)
[conservatore]
1938
Buenos Aires, il movimento operaio organizzato si va strutturando nella Confederación General del Trabajo;

 



Patagonia
1938
-

1938
- capo militare
G. Terra
(1931 - 1938)
1938
Montevideo, sale al potere un altro capo militare, A. Baldomir;




1938
CINA
-
Repubblica Cinese

presidente della repubblica

Chiang Kai-shek
(1935 dic -1949)

1938
i giapponesi hanno già occupato la Manciuria, Jehoi (provincia nordorientale della Cina), Chahar e Sui-yüan;
guerra cino-giapponese (1937-45): col pretesto della situazione bellica, Chiang Kai-shek riDuce al silenzio ogni forma di opposizione interna; il Kuomintang (KMT), di cui è ora diventato presidente, nel giro di un ventennio si è trasformato da forza progressista in baluardo della conservazione;
Repubblica sovietica cinese
degli operai e dei contadini

(Repubblica di Kiangsi - Cina meridionale)
presidente del PCC (Partito comunista cinese)
Mao Tse-tung
(1935-49)

1938
-

a

1938
DAE HAN
(Corea)

1938
lo stato coreano ha cessato di esistere come entità autonoma nel 1910 essendo stato annesso dal Giappone;
la dominazione di Tokyo è improntata a uno spietato regime poliziesco;
è attivo comunque un movimento di resistenza nazionale che dal 1931 organizza la guerriglia antigiapponese;

a





1938
(periodo Showa: 1926-45)
Giappone

Hirohito

(Tokyo 1901-1989)
figlio di Yoshihito;
1921-26, reggente;
1926-45, imperatore del Giappone;

dal 1937 è in atto una lunga guerra con la Cina


- Primo ministro
?
(? - ?)
- Ministro degli esteri  

-

Kuomintang
KMT
(Partito nazionale del popolo)

1938
Tokyo, dal 1905 opera la T'ung Meng Hui (Lega dei rivoluzionari) ispirata ai "tre principi del popolo" formulati da Sun Yat-sen:
- indipendenza nazionale
- democrazia parlamentare
- socialismo agrario;

a




1938
[colonia spagnola dal 1900, con capitale Villa Cisneros già protettorato dal 1884, le è stata annessa militarmente nel 1934 la regione di Saguia el Hamra]
-
-
1938
-


1938
Marocco
[dal 1912 è un protettorato della Francia che ha riconosciuto alla Spagna una zona di sua spettanza (Rif, Ifni, Tarfaya) e lasciato sul trono l'ex sultano Mulay 'Abd al-Hafiz;
con la convenzione di Parigi la città di Tangeri è stata internazionalizzata con un proprio statuto autonomo.]
Maometto V  
(Fez 1909 - Rabat 1961)
figlio di Mulay Yusuf;
la rivolta (1920-26) delle popolazioni berbere della regione Rif è stata domata ed il loro leader M. ibn 'Abd el-Krim è stato deportato nell'isola di Réunion;
1927-57, sultano del Marocco;
[alla morte del padre]

1957-61, re del Marocco;

1938
mentre il paese continua ad opporre una strenua resistenza alla "pacificazione", il sultano si avvicina decisamente a quei movimenti che reclamano una maggiore autonomia del Marocco, non nascondendo le sue simpatie per l'Istiqlal o Partito dell'indipendenza; dal canto suo la Francia crea una residenza militare che lascia insoddisfatta ogni istanza autonomista;
[l'ex sultano Mulay 'Abd al-Hafiz muore in esilio a Enghien-les-Bains, Parigi]


1938
Algeria
-
-
1938
agitazione nazionalista dell'emiro Khaled, nipote di 'Abd el-Kader († Damasco 1883);

1938
Tunisia
[con il trattato del Bardo del 1881, perfezionato nel 1883 con il trattato della Marsa, la Francia è riuscita a imporvi il suo protettorato.
Il bey conserva formalmente le sue prerogative.]
1938
il Neo-Destur (presidente: M. Matari; segretario generale: H. Bourghiba, in carcere 1934-36), che dal 1934 si è posto come obiettivo la fine del protettorato, riceve come risposta una politica forte da parte delle autorità francesi che proibiscono i partiti nazionalisti, ne internano i principali dirigenti senza tuttavia arrestare la crescita del movimento;

1938
LIBIA
[nome romano riesumato durante il conflitto per indicare le due regioni della Tripolitania e della Cirenaica]
– dal 1913 l'Italia esercita la sua sovranità sulla Libia;
dagli anni '20 è iniziato un vasto programma di colonizzazione delle terre coltivabili ai margini del deserto, mentre Tripolitania (1925) e Cirenaica sono state ormai "pacificate" (1931)
dal 1934 la Libia è divisa in quattro province: Tripolitania, Sirtica, Cirenaica, e Fezzan –
Governatore
LIBIA
mar.llo I. Balbo
(1934 16 gen - † 28 giu 1940)

1938
il vasto programma di colonizzazione delle terre coltivabili ai margini del deserto, iniziato sin dagli anni '20, viene intensificato ed è costruita un'efficiente infrastruttura in tutta la regione costiera con l'obiettivo di favorire, in prospettiva, l'insediamento di un'ingente comunità di italiani nella colonia;

Muhammad Idris al-Mahdi al-Sanusi
-

(Giarabub 1890 - Il Cairo 1983)
1917-22, capo della confraternita dei Senussi;
1923-48, è costretto all'esilio;


1948, emiro di Cirenaica;
1950-69, re di Libia(Idris I);



1938
Faruk  
(Il Cairo 1920 - Roma 1965)
figlio di re Fu'ad I;
1936-52, re d'Egitto;



1951-52, re d'Egitto e del Sudan;
- Primo Ministro
Nahhas Pascià
(1933 - ?)
- Ambasciatore britannico
sir Miles Lampson
(1936 - 1946)
1938
-



1938
Sudan
[dalla convenzione del 18 gennaio 1899, il paese è stato costituito in "condominio" anglo-egiziano, di fatto in possedimento britannico]
   
1938
dal 1924 la White Flag League fondata da Ali Abd al-Latif (condannato a tre anni in carcere lo stesso anno) ha abbandonato il programma unitario della Valle del Nilo e adottato una nuova strategia orientata verso l'obiettivo di una nazione sudanese autonoma.
Disegno troppo prematuro per raggiungere risultati apprezzabili.


1938
Guinea-Bissau
[colonia autonoma portoghese dal 1879, i suoi confini (rettilinei e artificiosi di evidente origine coloniale) con l'Africa Occidentale Francese sono stati regolati nel 1896.]
   
1938
-


1938
Africa Occidentale Francese
(AOF – 1895-1958)

[possedimenti retti, dal 1895, da un governatore generale, dipendente dal ministero delle colonie, in forma accentuatamente centralizzata]

- Governatore generale
?
(? -?)
Senegal [sotto controllo francese dal 1817, sottomesso e pacificato dal 1865.] cap. Dakar.
1938
-
Mauritania [protettorato francese dal 1904, il territorio vi è stato annesso dal 1920 ma le autorità coloniali non verranno mai completamente a capo dello spirito d'indipendenza mauro]
1938
-
Sudan francese [ex Senegal-Niger dal 1904, nel 1921 è tornato al suo nome originario.]
1938
-
Alto Volta [1932-47, la colonia è soppressa e smembrata tra Costa d'Avorio, Sudan Francese e Niger]
1938
-
Niger [completamente colonizzato dal 1920] cap. Zinder.
1938
-
Guinea Francese [protettorato francese dal 1889, è sorta la città di Conakry nel 1890; colonia francese dal 1891;
con l'acquisizione dell'isola di Los nel 1904 ha assunto il suo assetto territoriale definitivo;]
1938
-
Costa d'Avorio [colonia francese dal 1893.]
1938
-
Dahomey [annesso dal 1899 ma, completamente, dal 1916]
1938
-

1938
Sierra Leone
[colonia inglese dal 1808.]
- Governatore
?
(?-?)
1938
-

1938
[ex Monrovia, è una repubblica indipendente dal 1847, con una costituzione modellata su quella statunitense ma con il predominio dell'elemento nero-americano su quello autoctono;
nel 1857 al paese si è unita l'ex colonia formatasi a capo delle Palme nel 1833.]
-
-
1938
-


1938
Costa d'Oro
[colonia della corona britannica dal 1874; nel 1922 si è ingrandita con l'annessione dell'ex Togo tedesco, la parte occidentale (Togoland) del territorio;]
- Governatore
-
1938
-

1938
Togo
[sotto mandato francese dalla fine della prima guerra mondiale, dal 1922 il territorio comprende solo la parte orientale dell'ex Togo tedesco e mantiene una distinta fisionomia giuridica.]
?
(?-?)
1938
-


1938
comprende i due ex protettorati britannici;
all'unità amministrativa della federazione non corrisponde tuttavia una reale integrazione etnico-culturale del paese;
Nigeria settentrionale [territori haussa, riuniti dal 1900]
-
-
1938
-

Nigeria Meridionale [territori degli Oil Rivers (dal 1849), di Lagos (dal 1861) e Benin (dal 1897), riuniti dal 1906]
-
-
1938
all'unità amministrativa della federazione non corrisponde tuttavia una reale integrazione etnico-culturale del paese, resa ora, nel primo dopoguerra, ancora più improbabile dall'accessione, sotto mandato britannico, di un quinto del Camerun tedesco;
ulteriori elementi di divisione si portano avanti dal 1922;

Lagos
1938
-





1938
Camerun
[dal 1920 l'ex protettorato franco-britannico è diviso in due mandati coloniali previsti dal trattato di Versailles]
Njoya
-
(? - ?) c
1883-1933, re dei bantu;

Mandato (1) [alla Gran Bretagna, la porzione nordorientale, circa un quinto del paese]
1938
-
Mandato (2) [alla Francia, il resto (ha recuperato anche i territori ceduti nel 1911)]
1938
-

1938
Africa Equatoriale Francese
(1910-1958)
1910, la Francia crea questa nuova unità amministrativa che, pur mantenendo a Brazzaville la sede del governatore generale, è divisa in quattro ripartizioni:
Medio Congo [ex Congo Francese]
-
1938
-

Gabon [già assorbito dal Congo Francese nel 1888 e ora separato]
-
1938
-
Ubangi Sciari (Oubangui-Chari) [ex Impero Centrafricano, diventato colonia francese dal 1905]
-
1938
-
Ciad [pur annesso dalla Francia, la resistenza all'interno continuerà fino al 1917]
Governatore
-
Felix Éboué
(1938 nov - ?)
1938
Continuano a svilupparsi i movimenti nazionalisti, a sfondo profetico-religioso e xenofobo.


Novembre

Felix Éboué († 1944, a 60 anni) diventa governatore del Ciad.
[Nato nella Guiana, studia alla Caienna poi a Bordeaux; si interessa tanto di filosofia quanto di sport, vive con i bianchi come un bianco. Entra nella carriera coloniale, come funzionario coloniale rimane ventritré anni nel territorio dell'Ubangi, diventa segretario generale della Martinica, segretario generale del Sudan francese, governatore della Guadalupa e finalmente…]




1938
Congo Belga
[colonia dello stato belga dal 1908]
(capitale: Lépoldville)
[il territorio dello Zaire, già sede (ancor prima dell'arrivo dei portoghesi) di importanti regni autoctoni quali quello del Congo, di Kuba, Luba, Lunda:
- nel 1880 è stato posto sotto il controllo dell'Associazione internazionale per il Congo, promossa da Leopoldo II re del Belgio;
- 1885-1908, sotto la sovranità (esercitata a titolo personale) di Leopoldo II re del Belgio.]
Governatore
-
1938
Nel periodo tra le due guerre vengono estese le piantagioni ed avviato lo sfruttamento delle ricchissime risorse minerarie, senza che ciò comporti alcun miglioramento del livello di vita delle popolazioni indigene e delle condizioni igienico-sanitarie.
Katanga [regione sudorientale, annessa militarmente dai belgi nel 1891 sotto l'egida della Compagnie du Katanga istituita da re Leopoldo II.]
1938
nella zona dell'attuale Jadotville, la Union Minière:
- nel 1917, a Likasi, ha aperto un'altra grande miniera di rame (dopo quella iniziale a Elisabethville);
- nel 1921, a Panda, ha installato un concentratore di minerale;
- nel 1928, a Shituru, ha inaugurato un nuovo complesso industriale, di gran lunga il maggiore del Congo e fra i più imponenti dell'intera Africa.
ll complesso industriale [intitolato a Jean Jadot] forma una delle capitali mondiali del rame.
Ruanda-Urundi [dal 1919 sotto amministrazione belga, nel 1925 è stato annesso alla colonia.]
1938
-





1938
ETIOPIA
[il paese è annesso all'impero coloniale italiano dal 1936]
[Abissinia: con il termine si intende indicare la regione etiopica (comprendente il Tigré, lo Scioà, l'Amara e il Goggiam) che si estende a Nord del fiume Auasc e dello spartiacque tra l'Omo e l'Abbai]

(Harar 1891 - † 1975)
Tafari Makonnen, figlio secondogenito del principe Makonnen e nipote di Menelik II;
1930-75, imperatore di Etiopia;
negus neghesti
(re dei re); - dal 1936 è costretto all'esilio -

Viceré
[investito della funzione di governatore generale]
Amedeo di Savoia
duca d'Aosta
(1937 nov - nov 1941)
comandante superiore
delle Forze Armate
gen. U. Cavallero
(1938 12 gen - mag 1939)
1938
Gennaio

assumendo il vicereame, il duca d'Aosta trova una "situazione non rosea". Possono considerarsi sistemati il territorio del governo di Harar e quello delle vecchie colonie di Eritrea e della Somalia;
soltanto ai margini della nuova Eritrea (confini meridionali allargati) affiora qualche gruppo brigantesco;
sono invece in stato di ribellione gran parte dei territori dello Scioà e dell'Amhara e alcuni focolai secondari permangono nei territori Galla-Sidamo;
12, destinato a fianco del Viceré come comandante superiore delle Forze Armate, il gen. U. Cavallero inizia le operazioni di sottomissione dapprima nello Scioa e poi nell'Amhara;

Novembre
6
, l'Inghilterra si decide a riconoscere l'Impero italiano dando così vigore all'accordo di Pasqua per il Mediterraneo;
[Nell'Africa italiana vi saranno relazioni di buon vicinato.]
ERITREA
[colonia italiana dal 1° gennaio 1890, con il fiume Mareb come confine con l'Etiopia, è integrata nell'AOI dal 1936]
1938
-
SOMALIA ITALIANA
[protettorato italiano dal 1889, sotto la piena responsabilità del governo italiano dal 1905, colonia italiana dal 1927, integrata nell'AOI dal 1935]
1938
-




1938
SOMALIA
Somalia Francese [colonia francese dal 1896]
il porto di Gibuti (1888) è collegato per ferrovia alla capitale etiopica Addis Abeba (1897-1917);
[situata in territorio dancalo e non propriamente somalo]
1938
-
Somalia Britannica [protettorato inglese dal 1884]
1938
-

1938
Africa Orientale Britannica
(IBEAImperial British East Africa)
Uganda [protettorato britannico dal 1894]
-
-

1938
formalmente diviso in quattro regni federati, è uno dei possedimenti più prosperi della Gran Bretagna in Africa.

Il sempre più intenso sfruttamento dei contadini, con l'espansione delle piantagioni di cotone ugandesi controllate dagli ingelesi, segna la nascita dell'organizzazione Figli di Kintu, presieduta da Ignazio Musazi.
Ne fa parte anche J. Kivu che fonda l'Associazione Ugandese dei Guidatori di Automezzi.

Kenya [nome ufficiale solo dal 1920]
-
-
1938
Tra le nuove leve intellettuali kikuyu, formatesi nelle missioni protestanti inglesi, prendono vita negli anni Venti i primi raggruppamenti politici indigeni.
Mbuyu Koinange ritorna nel Kenya dopo il soggiorno a Londra e negli Stati Uniti e fonda un Istituto Indipendente a Githinguru (l'area agricola di Keniatta).
I kikuyu organizzano Chiese separatiste in funzione antimissionaria e attive contro la politica scolastica segregazionista e razzista, sostenuta, ad esempio, dalla Chiesa di Scozia.
Il movimento delle Scuole Indipendenti comprende quaranta scuole con seimila alunni.
I contadini wakamba marciano a migliaia su Nairobi per protestare contro gli esproprii e lo sfratto forzato. Il loro capo, Samuel Muindi, viene arrestato e deportato a Mombasa.



1938
[dalla fine del primo conflitto mondiale (novembre 1918) il territorio è attribuito dalla Società delle Nazioni in mandato [Mandato B] alla Gran Bretagna che concede una relativa autonomia interna.]
-
-
1938
-

1938
[protettorato (assieme all'isola di Pemba) dal 1890 e colonia dal 1913 della corona britannica.]
-
-
1938
-


1938
Angola
- Governatore
?
(? - ?)

1938
-


1938
Rhodesia
1938
ribattezzato Rhodesia dal 1895 in onore di Cecil J. Rhodes;
dal 1890 la British South Africa Chartered Co., società fondata da Cecil J. Rhodes, ha ottenuto da re LoBenguella la concessione esclusiva di sfruttamento venticinquennale del territorio del protettorato sui maTabele;
Rhodesia del Nord-Ovest [protettorato dal 1899, dal 1914, è uno dei più poveri possedimenti britannici]
-
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1938
passata ora sotto il controllo statale, mantiene lo status di protettorato, dipendendo dal Foreign Office e restando in gran parte sotto il controllo della Compagnia ; [vedi 1948]

Rhodesia del Sud [protettorato dal 1911]
-
-
1938
passata sotto il controllo statale nel 1923, si è rifiutata d'integrarsi nell'Unione Sudafricana divenendo colonia autonoma della corona e godendo così di maggiore libertà amministrativa; a forte immigrazione bianca, adotta una legislazione razziale analoga a quella sudafricana (apartheid) sancendo la completa esclusione dell'elemento indigeno dalla vita politica del paese;
[la situazione rimane così fino al secondo dopoguerra: vedi 1953]

1938
[l'ex territorio Malawi, protettorato britannico dal 1891, che aveva assunto formalmente il nome British Central Africa
nel 1893, ha assunto questo nuovo nome nel 1907]
-
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1938
sin dall'inizio del secolo fermenti antibritannici sono già sorti e ora si diffondono a causa dell'indiscriminata diffusione delle piantagioni coloniali a scapito delle colture alimentari per il fabbisogno della popolazione (in costante aumento);
gli inglesi devono far fronte ad una sollevazione popolare guidata dal pastore protestante nero John Chilembwe;
[vedi 1944]


1938
Mozambico
[già nel 1891 il Portogallo completava la conquista delle regioni interne ma solo nel 1915 è riuscito a pacificarle;
nel 1923 ha integrato il triangolo di Kionga, già possedimento tedesco sino alla fine della prima guerra mondiale.]
-
-
1938
procede tra le due guerre al riassetto definitivo del possedimento gestito in parte dalla società privata Companhia de Moçambique;


1938
Madagascar
(Imérina)
[annesso alla Francia dal 1896]

1938
-




1938
Unione Sudafricana
[dominion britannico a struttura federativa dal 1910 ma indipendente sul piano internazionale (statuto di Westminster, 1931)]
- Primo ministro
-
dal 1912 si è costituito il SANNC (South African Native National Congress) – dal 1925 mutato in ANC (African National Congress) – formazione politica nera;
dal 1913 è in vigore il Native Land Act che consente al primo ministro di coinvolgere l'elemento boero nella prima guerra mondiale a fianco dell'Inghilterra;
dal 1914 è abolita l'imposta discriminatoria nei confronti degli indiani del Natal;
dal 1918 si è annessa con una serie di decisioni unilaterali l'ex colonia tedesca dell'Africa del Sud-Ovest, ricevuta invece in amministr azione fiduciaria dalla Lega delle Nazioni; nel tentativo di diminuire il costo del lavoro nell'industria mineraria colpita da recessione in conseguenza del declino del gold standard, il primo ministro fa ricorso alla manodopera africana semispecializzata;
mentre dal 1925 l'afrikaans ha rimpiazzato l'olandese come seconda lingua ufficiale dell'Unione, sono in vigore: Native Land Act (dal 1913) e Colour Bar Act (dal 1926);
dal 1934 il Partito afrikaner (unionista) di J.C. Smuts e il Nationalist Party (nazionalista) di J.B.M. Hertzog si sono fusi nell'United Party favorendo così l'aggregazione in partito politico della destra ultrarazzista e apertamente filonazista di D.F. Malan (Purified Nationalist Party) a cui nel 1936 Hertzog e Smuts hanno dovuto concedere il Representation of Natives Act che sospende i diritti politici della comunità nera;

1938
Marzo
la NLL (National Liberation League) dà vita a una più vasta organizzazione di unità, il NEUF (Non-European United Front) che mira a un'unità antitribale e a un programma anti-imperialista di assoluta eguaglianza.
I "trotzkisti" sono accusati di essere gli autori di questo programma e il NEUF viene invaso da elementi del CPSA (Communist Party of South Africa) che espellono G.H. Gool, il "nazionalista" J. La Guma e altri iscritti alla NLL.






1938
Repubblica Libanese
(1926)
[nel 1936 i governi di Beirut e di Parigi hanno concluso un trattato che ha posto fine al regime mandatario (dal 1920), non ratificato tuttavia dal governo francese;
dallo stesso periodo il maronita Pierre Gemayel guida le Falangi libanesi]
- Presidente
?
(? - ?)
1938
-



1938
[posta dal 1920 sotto mandato francese dalla Società delle Nazioni e poi divisa in tre distretti autonomi;
dal 1930 è una repubblica parlamentare con la Francia quale supervisore degli affari esteri e della sicurezza;
dal 1937 il distretto di Alessandretta ha uno statuto autonomo.]
 

1938
-



1938
[dal 1922 la regione è stata attribuita in mandato dalla Società delle Nazioni alla Gran Bretagna, sulla base del piano di spartizione del levante convenuto da inglesi e francesi (accordo Sykes-Picot);
l'orientamento dell'amministrazione britannica, legandosi sin dall'inizio:
- sia agli ambienti sionisti ("dichiarazione Balfour" del 1917),
- sia al movimento nazionalista arabo in funzione antiturca,
ha creato attriti acuti tra le due comunità, che dal 1920 vanno organizzandosi sul piano militare dando vita a violenti scontri.]
- Alto Commissario
sir ?
(? - ?)

1938
Novembre
la commissione tecnica, nominata dalla Società delle Nazioni in merito alla spartizione della Palestina in uno stato arabo e uno sionista, riferisce che la proposta della commissione di lord Peel è irrealizzabile.
Il governo britannico acconsente e chiede una tavola rotonda (si terrà a Londra nel febbraio-marzo 1939).




1938
Emirato di Transgiordania
Abdullah o 'Abd Allah ibn al-Husayn 
(La Mecca 1882 - Gerusalemme 1951) secondogenito del re del Higiaz Husayn ibn 'Ali, della dinastia degli Hashimiti o Hashemiti;
1920, re dell'Iraq;
[designato dal Congresso panarabo di Damasco]
1921, deve cedere il trono iracheno al fratello maggiore Faysal, espulso dalla Siria dai francesi, ottenendo in cambio l'emirato autonomo di Transgiordania, sotto mandato britannico;
1921-46, emiro di Transgiordania [sotto mandato britannico];
1933, dopo la morte del fratello Faysal, ne riprende il progetto di creazione di una "grande Siria" (Transgiordania, Palestina, Libano e Siria) rinsaldando a tale scopo l'alleanza con la Gran Bretagna;

1946-51, re del Regno hashemita del Giordano;
1938
stretta alleanza con la Gran Bretagna in vista della creazione di una "grande Siria" (Transgiordania, Palestina, Libano e Siria) progetto del fratello Faysal († 1933);



1938
Regno Arabo Saudita
[dal 27 set 1932]
'Abd al-'Aziz III o ibn Sa'ud
Albero genealogico
(Riyadh 1887-Taif 1953)
discendente della dinastia wahhabita dei Banu Sa'ud;
1891, la dinastia viene scalzata dalla capitale Riyadh a opera dei rivali Banu Rashid del Gebel Shammar;
1902-13, ristabilisce con una serie di campagne l'unità del Neged, intraprendendo dopo il crollo dell'impero ottomano l'unificazione della penisola arabica;
1915-18, prima guerra mondiale: pur avendo stipulato un accordo di alleanza con la Gran Bretagna (1915), si mantiene neutrale dedicandosi al consolidamento interno dello stato, da lui organizzato sulla base di colonie agricolo-militari di contadini soldati legati al sovrano da un patto ("fratelli fedeli");
1918, approfitta dei contrasti anglo-francesi nel Vicino Oriente per sviluppare una tempestiva politica di annessioni;
1919, si annette il Gebel Shammar;
1924, si annette la Mecca;
1925, si annette Gidda;
1926, re del Higiaz;
1927-32, re del Higiaz e del Neged;
[… e dipendenze];
riconosciuto al congresso musulmano universale della Mecca, ottiene anche il riconoscimento della Gran Bretagna (trattato di Gidda);
1932 (27 settembre) procede alla piena integrazione dei suoi possedimenti dando ad essi il nome di Regno Arabo Saudita;
1932-53, re dell'Arabia Saudita;

1938
-
Solo ora il petrolio viene trovato in quantià commerciabili.
[A causa della Seconda Gerra mondiale sarà solo negli anni Cinquanta che il regno diventerà il maggior produttore di petrolio della regione e inizierà ad acquisire enormi ricchezze.]

1938
Yemen
(imamato)
[con il trattato di Mudros la sovranità turca, che non è mai stata effettiva, è giunta al termine;
dal 1935 un trattato di «amicizia musulmana e fratellanza araba» lo unisce al Regno Arabo Saudita.]
Yahya 

(?-?)
figlio di
1904-48, imam dello Yemen;

 

1938
-

1938
Iraq
[dal 1930 l'Iraq è "formalmente" indipendente e dal 1932 fa parte della Società delle Nazioni;
[rimane infatti ancora legato alla Gran Bretagna da un trattato 25le in base al quale gli inglesi mantengono il controllo degli aeroporti militari, e inglesi rimangono i quadri dell'amministrazione e dell'esercito.]
Ghazi I

(? - ?)
figlio di Faysal I;
1933-39, re dell'Iraq;


- Primo Ministro
-
Nuri al-Said
(1938 - ?)
1938
1936-41: sette colpi di stato;

La fazione dell'esercito che aveva estromesso il gen. Bakr Sidqi nel 1936, è rimasta al potere dietro le quinte, in grado di fare e disfare i governi.
Ora, tuttavia, questo "gruppo dei Sette", è lo strumento che permette di portare al potere un civile: Nuri al-Said.
[Filobritannico e conservatore, governerà lo stato iracheno per i successvii ventanni, grazie alla forte personalità e al tatto politico che lo caratterizzano.]
Kurdistan (iracheno)
1938
le multinazionali del petrolio e in particolare l'Iraq Petroleum Corporation (anglo-franco-olandese-americana) operano nei giacimenti della zona di Kirkuk;



1938
Iran
[Negli anni tra le due guerre la Persia diventa uno dei maggiori produttori di petrolio.
Mentre dal 1928 sono state annullate tutte le concessioni di extraterritorialità, dal 1933 è stato rinegoziato l'accordo con la AIOC (Anglo-Iranian Oil Company) che continua a sfruttare (1909-51) gli ingenti giacimenti petroliferi.]
Reza Khan Pahlavi

(Sevad Kuh, Mazandaran 1878 - Johannesburg 1944)
1925, rafforzato il proprio potere personale e deposto l'ultimo sovrano della dinastia Qajar, assume per sé e per la propria famiglia la corona imperiale;
1925-41, scià dell'Iran;
[legittimato dal parlamento e dall'appoggio dell'esercito]



1938
-





Amato, Giuliano (Torino 13 maggio 1938) politico italiano;
[Esponente dei seguenti partiti:
- (fino al 1972) PSIUP (Partito Socialista Italiano di Unità proletaria)
- (1972-1993) PSI (Partito Socialista Italiano)
- (1993-1994) Patto Segni,
- (1994-2007) Indipendente,
- (2007-presente) PD (Partito Democratico).]

Annan, Kofi Atta (Kumasi 1938) politico ghaniano, figlio del governatore dell'Ashanti, ha studiato economia all'università di Kumasi, a Saint Paul, Minnesota, a Ginevra e al Massachusetts Institute of Technology;
1962, entra a far parte dei funzionari dell'ONU presso l'Organizzazione mondiale della sanità a Ginevra; ricopre in seguito importanti incarichi ad Addis Abeba, a Ismailia e a New York;
1990, dopo l'invasione del Kuwait da parte dell'Iraq di S. Hussein, viene inviato in missione speciale per negoziare sia il rilascio degli ostaggi e il rimpatrio di civili, sia l'operazione "petrolio in cambio di viveri"; è sottosegretario e poi vicesegretario generale dell'ONU;
1995-96, in seguito agli accordi di pace di Dayton, che pongono fine alla guerra in Bosnia-Erzegovina, guida la transizione dalla Forza di protezione delle Nazioni Unite (Unprofor) alla forza multinazionale di attuazione (IFOR) sotto l'egida della NATO;
1997, divenuto segretario generale dell'ONU, si fa subito promotore di un piano di riforme per snellire il suo apparato burocratico e renderne più efficace l'azione internazionale, talvolta anche in disaccordo con gli Stati Uniti, e compiendo anche personalmente efficaci azioni diplomatiche, soprattutto in Africa;
2000, settembre, i capi di stato e di governo nel vertice delle Nazioni Unite a New York firmano la "Dichiarazione del Millennio" per fronteggiare la povertà e l'ineguaglianza, migliorare l'istruzione, ridurre l'AIDS, salvaguardare l'ambiente, proteggere i popoli da guerre e violenze;
2001, giugno, viene rieletto ad unanimità per un secondo quinquennio alla guida dell'ONU; ottobre, condivide con l'ONU il premio Nobel per la pace.

Boniver, Margherita (Roma, 11 marzo 1938) donna politica italiana; [Esponente dei partiti seguenti:
- (1979-1994) PSI (Partito Socialista Italiano),
- (1996-1999) Partito Socialista,
- (1999-2009) Forza Italia,
- (2009-2013) PdL (Popolo della Libertà)
- (2013-presente) Forza Italia.]


De Lorenzo, Francesco (Napoli, 5 giugno 1938) politico italiano, esponente del PLI (Partito liberale italiano).

Falcone, Giovanni (Palermo 1938-92, ucciso in un attentato) magistrato italiano, uno dei simboli nella storia della lotta alla criminalità organizzata;
1970, sostituto procuratore a Trapani;
1978, luglio, è destinato alla sezione fallimentare del tribunale di Palermo;
giudice istruttore al Tribunale di Palermo è tra le figure di spicco nella lotta alla mafia e le sue indagini portano alla celebrazione di numerosi processi che incriminano gran parte della "cupola";
1979, settembre, dopo l'uccisione del giudice Cesare Terranova fa richiesta per entrare all'ufficio istruzione guidato da Rocco Chinnici;
1988, dirige il pool antimafia e dopo essere sfuggito ad un attentato dinamitardo è nominato procuratore aggiunto di Palermo;
1991, febbraio, su proposta del ministro della giustizia C. Martelli, viene trasferito alla direzione affari penali;
Cose di Cosa nostra (1991, con Marcelle Padovani)
1992, viene ucciso in un attentato a Capaci (Palermo) con la moglie e tre uomini della scorta.

Fiori, Publio (Roma, 25 marzo 1938) politico italiano, esponente (1958-93) della Democrazia Cristiana, poi di altri partiti di destra o centro-destra, avvocato.

Fujimori, Alberto (Lima, Perù 1938) politico peruviano di origine giapponese; figlio di immigrati, si è laureato in scienze agrarie all'università di Lima e ha poi studiato all'università di Strasburgo, in Francia, e all'università del Wisconsin;
1990, dopo aver fondato il partito politico Cambio 90, inizia la propria campagna presidenziale in un momento in cui le risorse del Perù sono state prosciugate da decenni di guerriglia; viene eletto presidente della repubblica;
1995, viene rieletto a grande maggioranza essendo riuscito a risollevare l'economia del paese;
1996, dicembre, si trova in serie difficoltà quando i guerriglieri assalgono, durante una festa, la residenza dell'amabsciatore giapponese prendendo in ostaggio centinaia di persone;
1997, aprile, si risolve la questione quando le truppe governative fanno irruzione nel palazzo uccidendo tutti i guerriglieri e liberando gli ultimi 72 ostaggi, uno solo dei qual rimane gravemente ferito; il successo dell'operazione rinsalda la sua popolarità;
2000, una serie di scandali lo costringe a riparare in Giappone dove viene accolto grazie alla sua doppia nazionalità peruviana e giapponese.

Herman, Arthur (verificare) insegna Storia, in qualità di visiting Professor alla George Mason University, coordinatore del Western Heritage Program alla Smithsonian Institution in Washington DC
The idea of Decline in Western History (Free Press 1997).

Menghistu, Hayla Mariam (Soddu, Harar 1938) militare e politico etiopico;
1974, è tra i promotori del colpo di Stato contro Hayla Sellasye I;
1976, presidente del consiglio dei ministri;
1977, capo dello Stato, trascina l'Etiopia nella guerra contro la Somalia (1977-78) rinsaldando i legami con l'URSS;
1984, nasce il Partito dei lavoratori etiopici (WEB) di cui diviene segretario generale;
1987, dopo la nuova costituzione e le nuove elezioni politiche, viene riconfermato capo dello Stato;
1988, riallaccia le relazioni con la Somalia; perduto l'appoggio dell'URSS, si avvicina a Israele e agli USA ma il paese è dilaniato da una serie di sommosse e di rivolte e perdipiù colpito da una prolungata carestia;
1991, fugge all'estero, abbandonando la capitale alle forze della guerriglia.

Micheli, Enrico (Terni 1938) politico italiano, laureato in giurisprudenza; aderisce ai Democratici;
1996 aprile - ottobre 1998, sottosegretario alla presidenza del Consiglio nel governo Prodi;
1998 ottobre - dicembre 1999, ministro dei Lavori Pubblici nel governo D'Alema I;
2000 gennaio - giugno 2001, sottosegretario alla presidenza del Consiglio nei governi D'Alema II e Amato II.

Pecorella, Gaetano (Milano 1938) politico italiano, avvocato, docente universitario, ex presidente dell'Unione camere penali di Milano;
1998, deputato per Forza Italia (elezioni suppletive dopo le dimissioni di Achille Serra).

Radice, Roberto Maria (Milano, 14 luglio 1938 – Milano, 7 gennaio 2012) politico italiano, esponente di Forza Italia.

Stefani, Stefano (Vicenza 1938) politico italiano, imprenditore orafo;
1992-94, segretario provinciale della Lega Nord di Vicenza;
1995, presidente federale della Lega Nord;
1994, senatore;
1996, deputato;
2001, deputato.

Tognoli, Carlo (Milano, 16 giugno 1938) politico italiano, esponente del PSI (Partito Socialista Italiano).

Tranfaglia, Nicola (Napoli 1938) storico e giornalista italiano,
1962-64, redattore della politica estera de «La Stampa»;
1964-67, …e "del «Corriere della Sera»;
Da Monaco a Norimberga (1965)
1969-76, redattore di politica estera a «Il Giorno» e per «la Repubblica»;
1970, insegna storia contemporanea all'università di Torino;
Carlo Rosselli (1973)
La storia della stampa italiana (1976-81, con V. Castronovo)
1974, dirige la collana "Storia della società italiana dall'Unità a oggi";
1978-83, dirige la collana "Il mondo contemporaneo";
Labirinto italiano. Il fascismo, l'antifascismo, gli storici (1984)
La storia (dal 1985, opera collettiva realizzata con M. Firpo)
La mafia come metodo (1991)
Italia democratica. Profilo del primo cinquantennio 1943-1994 (1994).

– Micossi, Stefano (verificare) direttore generale dell'Assonime, professore di Economia al Collegio d'Europa e all'Università Luiss di Roma,
1985-88, presidente della direzione internazionale del Servizio studi della Banca d'Italia
1988-94, direttore del Centro studi della Confindustria
1995-98, direttore generale dell'Industria della Commissione europea.

– Paganetto, Luigi (verificare) professore di economia internazionale all'Università di Roma Tor Vergata, in cui è preside della facoltà di Economia
Autore di varie pubblicazioni sulla teoria neokeynesiana, sullo sviluppo economico, sull'economia industriale e internazionale.

Quadrio Curzio, Alberto (verificare) professore ordinario di Economia politica all'Università Cattolica di Milano presso la facoltà di Scienze politiche, di cui è preside, membro dell'Accademia nazionale dei Lincei, del Comitato scientifico dell'Enciclopedia Treccani e direttore della rivista « Economia Politica » del Mulino
Oro: storia, protagonisti, problemi (Newton&Compton, Roma 1989).

– Rullani, Enzo (verificare) professore di Strategie di impresa all'Università Ca' Foscari di Venezia
Ha scritto un libro sulle multinazionali (1973) e, con Grandinetti, sull'economia globale (1997).

– Sapelli, Giulio (verificare) insegna Storia economica e analisi culturale delle organizzazioni presso l'Università Statale di Milano e Storia dell'impresa presso lo Iulm di Feltre
Perché esistono le imprese e come sono fatte (Milano 1999, Premio Capalbio Economia 1999).

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Regno d'Italia
Fascismo

1938
Partito unico: Pnf
(Partito nazionale fascista)
segretario: A. Starace.

Giustizia e Libertà

«segue da 1937»
1938-40, nel periodo compreso tra la conferenza di Monaco e la sconfitta della Francia, il movimento è ridotto quasi al silenzio;
«segue 1939»

«Il Piccolo» «segue da 1919»
1938, la proprietà passa a R. Alessi;
«segue 1945»

 

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