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ANNO 1943
Novembre

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Papa Pio XII
(1939-58)

- segretario di Stato: card. L. Maglione
(1939 mar-ago 1944);
- responsabile dell'Entità: card. P. Fumasoni Biondi.

1943
Novembre
, il sen. Motta, commissario per il governatorato di Roma, comunica
che la polizia cittadina si sta riorganizzando; si può avere fonte di credito dalla Banca del Lavoro e dal Monte deii Paschi. Per i viveri il problema è anzitutto il trasporto: i tedeschi hanno preso 150 camion e 3.800 automezzi militari. D'altro lato occorrono 31 mila quintali di farina al giorno; la verdura scarseggia. Si sperano aiuti dal Vaticano.
Lo stesso giorno il sen. Motta informa mons. G.B. Montini di un passo compiuto presso il gen. Stahel: questi l'ha rinviato alla polizia tedesca, dalla quale si è venuto a sapere che gli arrestati non sarebbero più tornati. Il numero, si precisa nella nota, si aggirava sul migliaio.

6, Città del Vaticano, viene fatta bersaglio di un attacco aereo: quattro bombe di grosso calibro danneggiano il Palazzo del governatore, il laboratorio dei mosaici e l'acquedotto.
Tutta la stampa fascista si scaglia contro i "nuovi gangster", che hanno compiuto un tale ingiustificabile atto terroristico; ma il Vaticano non si associa alla campagna di deplorazioni e annuncia di avere aperto un'inchiesta per stabilire le responsabilità.
Della commissione fa parte specialmente l'ing. Galeazzi, direttore dei Servizi tecnici.
Il governo tedesco fa subito sapere alla Santa Sede che non ha avuto alcun sentore dell'impresa.
Il card. L. Maglione si rivolge direttamente all'ambasciatore E.H von Weizsäcker per avere notizie almeno dei non ariani e dei "misto- sangue"; l'ambasciatore fa sapere che poco o nulla può fare; il cardinale ha però insistito inviando una lettera confidenziale.
8, da Istanbul mons. Roncalli informa che sta per inviare un pacco di foglietti-missive giunti da soldati italiani fuggiti in Turchia e internati in Anatolia. Costoro, circa duemila, vengono assistiti dall'ambasciata italiana ad Ankara con la collaborazione dei frati francescani e domenicani.
9, una nota riporta una dichiarazione dell'ambasciata tedesca a Roma che si dice nell'impossibilità di fornire informazioni sugli italiani prigionieri o internati; notizie si potranno avere attraverso la Repubblica di Salò o la Croce rossa tedesca.
Lo stesso giorno invece, mons. Leynaud, arcivescovo di Algeri, informa che le autorità anglo-americane non hanno difficoltà a fornire elenchi di prigionieri e a permettere scambi di corrsipondenza tramite la S. Sede. La trafila suggerita per tali scambi è la seguente:
il corriere Palermo-Algeri deve passare attraverso lo Stato Maggiore tramite la "Military Governement Section" dove opera il ten. Hill, persona fidata e ben disposta perché ex collaboratore del card. Spellmann. Il corriere deve essere consegnato alle autorità del cardinale arcivescovo di Palermo per essere inoltrato via Madrid o Lisbona. Si comunica nella nota che qualche arrivo è già avvenuto via Berna.
Dello stesso periodo si trova un'istanza della Segreteria di Stato all'ambascaita germanica in Roma per la liberazione dei seguenti polacchi:
. conte Joseph Michalowski, direttore della Biblioteca dell'Accademia polacca in Roma (soggiorna con un documento della Nunziatura in Roma);
. Mattia Loret, già consigliere dell'ambasciata polacca peresso il Vaticano, incaricato di curare gli interessi della chiesa di S. Stanislao dei Polacchi sotto la protezione della Nunziatura;
. Michel Pawlikowski, filosofo e naturalista, di salute cagionevole, padre di quattro figli;
. Leonard Kociemski, scrittore ed ex delegato della Croce rossa polacca, impegnato nell'assistenza ai connazionali bisognosi.

10, mons Respighi, prefetto delle cerimonie pontificie, e il comm. Sagna riferiscono che il gen. Kyrieleison si dice favorevole di aggiungere alla Guardia Palatina un corpo sanitario di circa 20-30 persone e vi sono già una decina di raccomandati. La cosa però non può essere trattata che in via diplomatica. Nel pomeriggio viene avvertito il nunzio (presso l'Italia, mons, Riberi) che dice il generale essere buona persona, ma la competenza è del mar.llo R. Graziani, del ministro Guido Buffarini-Guidi e dei tedeschi, e quindi per il momento è opportuno star fermi.
12, L'ambasciatore tedesco E.H von Weizsäcker, avverte il card. L. Maglione che le truppe tedesche hanno lasciato Firenze e Venezia; suggerisce quindi di darne avviso agli Alleati perché ne tengano conto.
13, il nunzio a Budapest comunica che è riuscito a raccogliere un breve elenco di soldati italiani in transito per la Germania; prega perciò di avvertire le famiglie.
Lo stesso giorno il card. L. Maglione scrive al delegato apostolico a Washington che nell'incotnro con il conte Galeazzi tratti esclusivamente di questioni amministrative e di notizie sui prigionieri in Sicilia; il nominato conte ha l'incarico di trattare questioni annonarie pe la Sicilia e l'Italia con Roosevelt e Taylor.

14, le indagini finora non hanno permesso di giungere a un risultato definitivo.
Sugli autori del bombardamento corrono voci disparate: la maggioranza lo attribuisce ai tedeschi, alcuni ai fascisti repubblicani. Altre congetture, tra cui quella che le bombe le abbia sganciate un americano che aveva perso l'orientamento, vengono sottoposte alle varie cancellerie. Queste rispondono, insieme con i rispettivi massimi Comandi militari, escludendo ciascuna la responsabilità dei propri avieri; precisando che nel giorno e nell'ora del bombardamento nessuno dei loro velivoli si trovava su Roma o sul Vaticano, con le firme dei diplomatici Osborne, Tittmann, E.H von Weizsäcker e di mons. Cicognani.
Vista la ripercussione che il grave episodio ha avuto in sede diplomatica, rimane come ammonimento per tutti: a nessuna potenza sarebbe convenuto un simile gesto.
15, il delegato apostolico a Washington comunica che il rappresentante personale del Presidente presso il papa, Myron Taylor (ritornato in patria) ha informato del caso di un gruppo di ebrei polacchi; non appartenendo ai rabbini Mirer e polacchi, le autorità giapponesi rifiutarono di accoglierli a Shangai.
Il nunzio in Bolivia comunica invece la riconoscenza degli ebrei locali per l'opera svolta dalla S. Sede a favore degli israeliti sia presso il governo boliviano sia per gli ebrei italiani catturati dai tedeschi.
16, il nunzio a Bucarest informa della sua terza visita ai prigionieri di guerra, elogiando il comportamento del Capo dello Stato e del Governo. Per quanto riguarda i prigionieri russi: sono ben assistiti, si sono uniti ai canti religiosi e 150 ufficiali si sono dichiarati anticomunisti e hanno fatto la professione di fede; i presenti erano circa duemila e non mostravano molta partecipazione. Meglio disposto il gruppo georgiano; i polacchi sono i soli cattolici; mentre i romeni hanno costruito una prorpia cappella e hanno i propri sacerdoti. I romeni mostrano apertamente la loro fede, compresi i funzionari statali; per il papa vi è rispetto e simpatia. Gli americani sono invece indifferenti: qualcuno va anche a messa. Due malati gravi, confortati dal nunzio, si sono mostrati molto riconoscenti.
17, il nunzio a Berlino interviene a favore di tre prigionieri belgi, condannati a morte a Liegi: la condanna viene commutata in pene temporanee.
18, mons. Dell'Acqua, della Segreteria di Stato, raccomanda di risparmiare gli impianti della Montecatini nel Sud Italia.
19, il dott. Carapelle, commissario per le migrazioni, informa in vai condifenziale mons. Arata, della Segreteria di Stato, di essere riuscito a sospendere i provvedimenti a carico di p. Marie-Benoît, accusato di aver aiutato ebrei e procurato carte annonarie con documenti falsificati.
20, chiamato dal card. L. Maglione, arriva in Vaticano l'ambasciatore tedesco E.H von Weizsäcker; presente il comm. conte F. Babuscio Rizzo, il cardinale narra il caso degli ostaggi e degli uccisi, per i quali, da inchiesta italo-tedesca risulta non vera la responsabilità italiana, ma i tedeschi non recedono dalle loro pretese. L'ambasciatore, restio a parlare, dice che proverà a interessare della cosa senza né accennare al card. L. Maglione né a F. Babuscio Rizzo, «Berllino non si occupa della Santa Sede, sarebbe assai pericoloso che cominciasse ad occuparsene».
Alle ripetute istanze del cardinale l'ambasciatore prega di non nominare il papa nella questione. Uscito il comm. F. Babuscio Rizzo il cardinale manifesta la sua preoccupazione per l'avvenire e l'ambasciatore non nasconde la sua apprensione, e lamenta le diffuse false notizie sul Vaticano.
Il card. L. Maglione obietta che tutto ciò è derivato dal comunicato tedesco, che parlava di "protezione" tedesca sul Vaticano. L'ambasciatore lamenta la notizia delle sentinelle in Piazza S. Pietro, data da «l'Osservatore Romano». Viene opposta la comunicazione alla nunziatura circa le buone condizioni dei diplomatici in Vaticano. Si accenna all'ambasciatore l'interruzione delle comunicazioni postelegrafoniche.
21, mons. Tardini scrive al card. Dalla Costa, arcivescovo di Firenze, che la S. Sede è disposta a fare di tutto perché Firenze venga dichiarata "città aperta"; comunica poi che l'ambasciatore E.H von Weizsäcker si sta interessando per lo sgombero della città da parte dei tedeschi. Mons. Tardini avverte che ha già fatto un passo analogo presso gl Alleati, ma non nasconde il suo pessimismo perché le trattative avviate dal mar.llo Badoglio per Roma non hanno ottenuto risultati. Le preoccupazioni per Firrenze sono anche maggiori perché la città è tutta circondata dalla rete ferroviaria.

22, la nunziatura a Berlino viene bombardata: non ci sono vittime ma solo distruzioni.
in una lettera indirizzata al delegato apostolico in Turchia, mons. Roncalli, il gran rabbino Hertzog, residente a Istanbul, esprime gratitudine – riferendosi a quanto gli ha comunicato il delegato dell' "Agence Juive" in Turchia, sig. Barlas – per quanto viene fatto in favore degli ebrei, specie nei paesi dove domina l'inferno hitleriano.
23, in seguito ad uno scambio di vedute fra mons. G.B. Montini e E.H von Weizsäcker, perviene una nota alla Segreteria di Stato con la quale l'ambasciata tedesca comunica che il Kunstschutz (l'ufficio per l'arte) del Comando militare tedesco si dichiara pronto "in linea di massima a portare al sicuro in Roma, insieme con le opere d'arte di proprietà dello Stato esistenti nel Lazio inferiore, anche eventualmente archivi di chiese e monasteri". Si chiede però che il Vaticano abbia a designare una persona qualificata per trattare con le autorità militari tedesche, in modo da operare congiuntamente, per l'attuazione di un piano di protezione degli archivi ecclesiastici.
Da parte della S. Sede viene affidata l'alta direzione della provvida iniziativa al card. Giovanni Mercati, il quale traccia subito le linee di un programma di lavoro comune con il Comando militare tedesco.
A stabilire invece i contatti con il Comando viene designato dall'ambasciata di Germania il dott. Goffredo Lang, membro dell'Istituto storico germanico, che da molti anni risiede a a Roma ed ha larga conoscenza degli archivi italiani.
A sua volta mons. G.B. Montini propone il prof. Giulio Battelli dell'Archivio segreto vaticano, quale delegato della S. Sede per l'attuazione pratica dell'accordo con l'ambasciata di Germania. Da parte del Kunstschutz del Comando militare tedesco vengono designati il magg. H.G. Evers e il suo collaboratore l' SS- Sturmbannführer dr. P. Scheibert, i quali svolgono il loro ufficio con sincero interessamento di studiosi.
Viene preso accordo anche con il Soprintendente degli Archivi di Stato, comm. dr. Emilio Re, per un lavoro congiunto nelle località dove esistono insieme archivi ecclesiastici e archivi civili.
L'opera di protezione ha inizio sotto l'ufficiale interprete Hagemann dell'Istituto storico germanico e l' SS- Sturmbannführer dr. P. Scheibert.
[Fra il dicembre 1943 e il maggio 1944 il prof. Giulio Battelli in compagnia di ufficiali tedeschi farà una serie di visite a trentasette fra villaggi e città.]
24, il nunzio a Berna ringrazia per i 25.620 franchi svizzeri giunti tramite la Missione svizzera e destinati ai prigionieri italiani in Germania. Con costoro, si informa, è impossibile avere contatti, essendo ancora da definire il loro stato giuridico; le stesse difficoltà incontra anche la Croce rossa internazionale.
26, il card. L. Maglione:
- invita il nunzio a Berlino a visitare gli internati italiani in occasione del Natale. Sono richiesti con urgenza cibi e vestiti; si sta cercando il modo per contatti epistolari con le famiglie;
- prega il nunzo a Berna di informare attraverso la Croce rossa internazionale sulla condizione giuridica degli italiani; di chiedere inoltre permessi di visite e di raccolta di notizie;
- comunica al nunzio a Budapest che è già cominciata la corrispondenza con le famiglie ed invita a provvedere per l'assitenza religiosa, morale e materiale; a raccogliere notizie e a compiere visite frequenti.
27, il card. L. Maglione fa osservare al nunzio in Italia, mons. Riberi, che la petizione in favore di quattro polacchi ha avuto esito positivo; raccomanda però molta prudenza nel presentare e raccomandare le persone, perché se le informazioni risultassero poi inesatte ne deriverebbero gravi conseguenze anche per altri.
Il card. L. Maglione prega il nunzio in Svizzera, mons. Bernardini, di interessarsi presso il governo elvetico perché venga favorito l'espatrio di ebrei italiani, come del resto aveva promesso lo stesso rappresentante svizzero a Roma.
Il card. L. Maglione raccomanda al nunzio a Berlino la signora Nikolajezyk, moglie del premier polacco, internata ad Auschwitz, in pericolo di morte.
Una nota del nunzio in Romania alla Segreteria di Stato informa che in quel paese le cose vanno normalizzandosi; i padri Sdrzyk, Zawadowski e mons. Lukasiewicz sono ospiti dei gesuiti a Ploiesti: non ancora liberi, ma in buona salute. Il nunzio ha incaricato mons. Humpola dell'assistenza ai polacchi rifugiati a Craiova, con sussidi alle famiglie. La notizia è comunicata al governo polacco in esilio (a Londra) dall'incaricato mons. Godfrey.
28, il papa invita ufficialmente alla pace, indirizzando una lettera al segretario di Stato in cui chiede ai fedeli di pregare per la pace.
29, la Croce rossa internazionale comunica che i 400 mila soldati italiani internati in Germania non vengono riconosciuti come prigionieri, quindi non vengono accettati soccorsi a loro destinati. Tutta la questione giuridica sarà risollevata, in modo che possano ottenere tale riconoscimento. Frattanto la S. Sede chiede che essi siano riconosciuti come internati, con la possibilità di ricevere soccorsi; ma l'autorità tedesca non vuole prendere in considerazione tale formula.
Ad ogni modo viene messa a disposizione della Croce rossa una grossa somma, per gli usi che saranno possibili. Mons. G.B. Montini continua le trattative.

FUCI
(Federazione universitaria cattolica italiana)

«segue da 1942»
1943, nata e sviluppatasi come associazione d'élite, inquadrata nell' "Opera dei congressi",
al suo interno si formano numerosi esponenti cattolici della classe dirigente italiana;
guardata a vista dal regime fascista, si deve occupare solo di religione;
1942-44, presidente Giulio Andreotti;
«segue 1944»

II GUERRA MONDIALE





1943
Novembre
Austria
(Ostmark - Marca Orientale del Terzo Reich)
"Anschluss" [annessione]: l'Austria è stata unita alla Germania.
[Ufficialmente dal 21 Marzo 1938 (sancito dal plebiscito successivo del 10 Aprile).]

1943
Novembre
8
, Ebensee, in seguito all'ordine impartito ad agosto da A. Hitler e al decreto di A. Speer, ministro per gli armamenti, per il perfezionamento dell'arma "V 2", arrivano i primi prigionieri per costruire nuove baracche e, alla fine, a sud della località, un ampio KL-campo d'officine (per tutte le costruzioni vengono scelti nomi finti);
[Le costruzioni per le fabbriche arriveranno sino a 250 m sotto la montagna e tutte collegate l'una con l'altra.
Ma il progetto andrà a rilento e per non considerarlo completamente inutile saranno portati macchinari della Steyerwerke AG per la produzione di cuscinetti a sfera e messa in funzione una raffineria per la distillazione di benzina.]
Tra i comandanti ufficiali sono l'SS-Obersturmführer Otto Riemer, noto bevitore e sadico, e l'SS-Hauptsturmführer Anton Ganz, ignorante e brutale.



GERMANIA
1943
Novembre
Partito unico: NSDAP (Nationalsozialistische deutsche Arbeiterpartei – Partito nazionalsocialista tedesco dei lavoratori).
- Führer e Cancelliere del Reich
Adolf Hitler
(1934 agosto-aprile 1945)
[In lui sono unificati i poteri di capo dell'esecutivo e di comandante delle forze armate tedesche.]
- Segretario della Cancelleria
H.H. Lammers
(1933 gen-1943)
Propaganda
Joseph Paul Goebbels
(1933 mar-apr 1945)
Interno
Heinrich Himmler
(1943 ago-apr 1945)
Affari Esteri
Joachim von Ribbentrop
(1938 feb-apr 1945)
Armamenti e Munizioni
Albert Speer
(1942 feb-apr 1945)
OKW
(Oberkommando der Wehrmacht - Comando supremo delle forze armate germaniche)
Wilhelm Keitel
(1938 feb-mag 1945)
[Capo ma senza alcun potere esecutivo, facente funzione anche di ministro della difesa]
Aviazione
Hermann Göring
(1933 gen-apr 1945)
Giustizia
O.G. Thierack
(1942 ago - apr 1945)
Economia
Wirtschaftsbeauftragter
Walther Funk
(1938 feb - apr 1945)
Finanze
conte J.L. Schwerin von Krosigk
(1933 gen-apr 1945)
Alimentazione
e Agricoltura
Herbert Backe
(1942 mag-apr 1945)
Lavoro
Franz Seldte
(1933 gen-apr 1945)
Trasporti
Julius Dorpmüller
(1937-apr 1945)
- sottosegretario responsabile per le ferrovie
Albert Ganzenmüller
(1942- apr 1945)
Dal 14 luglio 1933 ufficialmente tutti i partiti sono aboliti.
1943
Nazismo

Novembre
, Processo di Norimberga: gli americani, gli inglesi e i francesi annunciano la loro intenzione di punire i responsabili di eccessi criminosi.

Intanto, proprio nella fase cruciale del "piano Valchiria", il leader riconosciuto della dissidenza civile l'ex borgomastro di Lipsia Carl Friedrich Goerdeler e il vescovo di Münster, Clement August von Galen, si incontrano;
Hermann Josef Pünder, ex segretario di Stato della Cancelleria del Reich (dopo l'attentato sarà confinato in un campo di concentramento) e amico personale del vescovo di Münster (come riferirà nella lettera datata 26 giugno 1946, indirizzata all'ex segretario di von Galen, Heinrich Portmann, ed allegata alla sua deposizione al processo canonico - Il documento è contenuto nella "Positio super virtutibus" riguardante il presule tedesco) è il tramite per questo incontro segreto. Egli non
riferisce il contenuto della conversazione tra i due ma attesta, tra l'altro, che il nome di August von Galen risulta nei protocolli della Gestapo tra le persone visitate da Carl Friedrich Goerdeler nel periodo di preparazione del colpo di Stato.

22, grande incursione aerea sulle fabbriche della periferia e sul centro di Berlino; lasciano la città oltre 700.000 berlinesi; si allungano gli annunci mortuari sulla «Berliner Zeitung am Mittag»;
anche la Nunziatura a Berlino viene bombardata: non ci sono vittime ma solo distruzioni;
[Mons. Orsenigo, nunzio apostolico, telegraferà al card. L. Maglione, fra il 30 nov e il 7 dic.:
Quanto era stato riposto nelle cantine è stato trasferito nel villaggio di Prötzel. Il modo per corrispondere è di indirizzare la posta al padre Gehrmann, ove la Nunziatura ha un recapito per il contatto con i vescovi e il clero. Il nunzio non può recarsi, causa la mancanza di benzina, se non due volte la settimana, in città. Gli oggetti sacri e gli archivi del nunzio Pacelli e della Nunziatura di Kaunas e Varsavia sono in salvo. Hanno collaborato allo sgombero i mons. Centoz e Colli. Invece l'archivio della Nunziatura di Berlino, la biblioteca, gli Acta Sanctae Sedis, il Codex Juris Canonici e i testi dei Concordati sono stati distrutti. Il governo ha dichiarato extraterritoriale la piccola sede ora attrezzata. Il lavoro tuttavia è molto intralciato. L'incendio è stato subitaneo tanto che casseforti con cifrario e carte sono andate in cenere. La banche non hanno fondi per i danni. Nonostante la situazione scabrosa sono stati spediti quattro plichi, che si è prestato di portare un diplomatico amico. Le comunicazioni con il Vaticano funzionano.
30, la Gestapo (Geheime Staats-Polizei) occupa l'Università di Oslo, centro di resistenza contro i nazisti: 1500 studenti e professori saranno deportati;


1943
Novembre
Governo polacco
in esilio a Londra
Presidente
Wladyslaw Raczkiewicz
(1939 30 set - 6 giu 1947)
Primo ministro
Stanislaw Mikolajczyk
(1943 14 lug - 24 nov 1944)
 
-
1943
Novembre
Governatorato di Polonia
(dal 1° settembre 1939)
1943
Novembre
"Aktion Reinhard", l'operazione termina all'inizio di novembre quando gli ultimi ebrei rimasti nei campi di Majdanek, Poniatowa e Trawniki vengono massacrati nella cosiddetta "Aktion Erntefest" (Festa del raccolto).
Con questa operazione attuata nel Governatorato Generale e quindi nelle città di Varsavia, Lublino, Radom, Cracovia e Lvov in tutto sono stati uccisi circa 2.284.000 ebrei polacchi.



[Torino] direttore: . Concetto Pettinato. [Torino] condirettore: . Ather Capelli. [Milano] direttore: . A. Borelli (1929-set 1943). «Il Giorno» direttore: . Italo Pietra. «L'Arena» [Verona] direttore: . Giuseppe Castelletti. [Trieste] direttore: [Modena] direttore: «Il Resto del Carlino» [Bologna] direttore: . Giorgio Pini, poi sottosegretario agli Interni. «La Nazione» [Firenze] direttore: . Mirko Giobbe. «La Rassegna Nazionale» «segue da 1922» 1943, cessa le pubblicazioni. «Il selvaggio» «segue da 1942» 1943, cessa le pubblicazioni. [Roma] direttore: . Italo Pietra, . Bruno Spampanato; [Roma] - [Edizione romana] - (clandestino) - [organo clandestino del Psiup] Luglio 25, direttore: . E. Colorni (1943 lug-1944); viene riedito col nome di «Avanti!» e come organo del PSIUP (Partito socialista di unità proletaria);
1943
Novembre
Governo cecoslovacco
in esilio a Londra
Capo del governo
E. Beneš
(1939 - 1945)
Ministro degli Esteri
Jan Masaryk
(1939 - 1945)
1943
Novembre
- dal 15 marzo 1939 le truppe naziste
hanno occupato la Boemia e la Moravia
-
1943
Novembre

-


1943
Novembre
SLOVACCHIA
Presidente del governo regionale
mons. J. Tiso
(1938 - 1945)
[governo orientato in senso fascista]
Ministro degli Interni
Mach
(1940 - 1945)
Ministro degli Esteri
Tuka
(1940 - 1945)
[il presidente è premuto nella sua opera di governo dall'ala destra (rappresentata dai suoi ministri) la quale forma una sorta di gruppo paramilitare modellato sull'esempio delle SS tedesche: le "Guardie di Hlinka"; il governo ha dichiarato guerra all'Unione Sovietica a fianco dei nazisti]
-
1943
Novembre

-

Dal 10 settembre 1943 la Germania costituisce queste due zone dove particolari disposizioni di ispirazione tedesca in materia economica, sociale, amministrativa, scolastica e giudiziaria ne regolano la vita. In esse le autorità germaniche:
- estromettono quelle fasciste,
- impediscono la coscrizione a favore delle formazioni militari della Repubblica Sociale Italiana,
- trasformano la stessa Guardia Nazionale Repubblicana in Milizia per la Difesa Territoriale, ponendola sullo stesso piano dei reparti collaborazionisti sloveni e croati («ustascia», «belogardisti», «pavlogardisti», ecc.) che non poche volte le sono preferiti.
1943
Novembre

Alpen Vorland
[Zona di operazioni delle Prealpi]
Comprende il Trentino-Alto Adige e la provincia di Belluno, poste sotto il controllo del Gauleiter del Tirolo, Franz Hofer con il titolo di "Supremo Commissario".
1943
Novembre

-
1943
Novembre

Adriatisches Kuestenland
[Zona di Operazione Litorale Adriatico]
Comprende le provincie di Udine, Gorizia, Trieste, Pola e Fiume, unitamente a quella slovena di Lubiana, poste sotto il controllo del Gauleiter della Carinzia e della Carniola F. Rainer con il titolo di "Alto Commissario".
FRIULI-VENEZIA GIULIA
1943
Novembre


Il gen. Giovanni Esposito, comandante della Difesa Territoriale di Trieste, tra i primi alti ufficiali a mettersi al servizio del governo di Salò, emana un bando di richiamo obbligatorio per ufficiali e sottufficiali del disciolto regio esercito, ma viene subito convocato da F. Rainer che, davanti ad una sorta di tribunale di guerra, gli impone «revoca immediata del provvedimento» e gli chiarisce di aver ricevuto «direttamente da A. Hitler precise direttive sulla questione della Venezia Giulia».

Udine, lo stesso mese viene nominato prefetto Riccardo De Beden.

10-17, Udine, in seminario si incontrano cinquanta sacerdoti per esaminare il problema dell'appoggio alla ribellione e di una partecipazione diretta. L'assise approva la ribellione considerando li tedesco «invasore ingiusto»; don Aldo Moretti, che ha preso il controllo delle formazioni autonome "Osoppo", comunica ai comandanti partigiani che il clero pone solo questi limiti:
«Non uccidere se non è necessario; non compiere atti di ribellione là dove la ribellione, per la sproporzione numerica, non ha alcuna probabilità di riuscita; rispettare gli innocenti».
Il clero dunque è alleato della ribellione.
Il ministro dell'Interno Guido Buffarini-Guidi ne parla a B. Mussolini: «Alla cordialità del clero per il fascismo si è sostituita una gelida distanza. E spesso cenni di aperta ostilità».


11, Trieste, «Il Piccolo» pubblica un ordine dell'Alto Commissario nel quale si ribadisce che «richiami e arruolamenti nel Litorale
adriatico possono avvenire solo su base volontaria»;
23, in un incontro tra Mario Lizzero [Andrea] e Aldo Lampredi [Guido] (ispettore generale delle Brigate "Garibaldi") e una delegazione del Pcs, si affronta il problema dell'appartenenza di Trieste alla Slovenia.
Le divergenze circa l'autodeterminazione dei popoli è già evidente!

SLOVENIA
Capo della Provincia
Leon Rupnik
(1943 9 set - 5 mag 1945)
1943
Novembre
Si sviluppa finalmente una collaborazione tra il NOV (Esercito popolare di liberazione) e gli eserciti alleati.
[Questa collaborazione si sviluppa fuori dalla volontà del governo jugoslavo in esilio; alla conferenza di Teheran si decide di dare al NOV il più grande aiuto (quello materiale finora l'ha dovuto sottrarre al nemico).
Con ciò il NOV viene accettato dalla coalizione anglo-americana come un esercito di alleanza.
29, Jajce, ha luogo la seconda seduta dell'AVNOJ (Consiglio antifascista di liberazione della Jugoslavia) che ora si proclama organo legislativo e in questo senso decide di formare il NKOJ (Comitato nazionale di liberazione della Jugoslavia) che in realtà è un governo provvisorio, e viene decisa anche l'organizzazione federativa della nuova Jugoslavia;
questo cambiamento sul vertice del potere è segnato anche con lo spodestamento del governo jugoslavo in esilio e con il divieto al re di ritornare in patria fino alla fine della guerra; il Comitato riconosce i meriti del NOV e al suo comandante Tito viene assegnato il grado di mar.llo di Jugoslavia;
[Si decide quindi anche di non riconoscere la monarchia: deve essere il popolo, con un plebiscito, a decidere se il re Pietro II può ritornare in patria; questa decisione coincide con il primo scontro Tito-Stalin; Stalin infatti, assieme agli alleati, considera il governo del re, in esilio a Londra, come unico rappresentante della Jugoslavia.
Il governo provvisorio sarà formato comunque solo il 7 marzo 1945.]
30, Jajce, viene emanato il decreto di annessione [pubblicato nella rivista «Affari Internazionali» del 13 luglio 1945]: Decreto di annessione del Litorale sloveno, della Slovenia Veneta, dell'Istria e delle Isole adriatiche croate
alla Jugoslavia

In armonia coll'antica aspirazione e cogli sforzi bellici del popolo sloveno e croato dei territori soggiogati dall'imperialismo italiano, il Consiglio Antifascista di Liberazione Nazionale convalida

1) il decreto dell'Assemblea plenaria del fronte di liberazione sloveno di annessione del Litorale sloveno e di tutte le parti annesse alla Slovenia libera nella Jugoslavia federale;
2) il decreto del Consiglio antifascista provinciale di liberazione della Croazia sull'annessione dell'Istria, di Fiume, di Zara e delle parti annesse della Croazia e delle isole croate dell'Adriatico alla libera Croazia nella Jugoslavia federale;
3) questo decreto entra in vigore immediatamente.
Jaize, 30 novembre 1943

Il Segretario dell'AVNOJ
Rodoljub Kolakovic
Il Presidente dell'AVNOJ
Dr. Ivan Ribar



ISTRIA

1943
Novembre
Ludovico Artusi viene nominato prefetto dell'Istria, con sede a Pola, con un coprefetto slavo a fianco, nella persona di Bogdan Mogorovic.

Isole del Quernero: solo ora arrivano i tedeschi;
[nel frattempo...
Cherso, i partigiani slavi, guidati da un criminale (condannato 17 volte per furto e rapina) hanno distrutto i più signficativi documenti dell'italianità; dopo aver tentato di fare una leva di giovani e nessuno si è presentato, hanno arrestato dapprima 14 cittadini che, spediti in Croazia, saranno qui assassinati; hanno poi cominciato la vera e propria opera di snazionalizzazione organizzando le deportazioni; trecento famiglie italiane sono state allontanate; di queste, una prima parte di 150 viene indirizzata in Croazia dove solo l'arrivo dei tedeschi ha significato per loro la salvezza;
Cherso e Lussino, gli abitanti sono deportati nell'isola d'Arbe e in Dalmazia;
Lussinpiccolo, abbandonata a se stessa dagli italiani già l'11 settembre per timore dell'arrivo dei tedeschi, è stata poi invasa il giorno 25 successivo dai titini con il loro carico di nefandezze: prima dell'arrivo dei tedeschi, 600 cetnici serbi vengono portati su un promontorio vicino, massacrati e gettati in mare.]

Fiume
1943
Novembre

viene nominato prefetto Alessandro Spalatin, con un coprefetto croato a fianco, nella persona del dott. Frank Spehar.



1943
Novembre
- dal 1918: unificazione di serbi, croati, sloveni, macedoni, montenegrini; regno privo del litorale dalmata (rimasto all'Italia in seguito al trattato di pace) e della Carinzia (rimasta all'Austria);
- dal 1921 monarchia parlamentare ereditaria;
- dal 1929 è sospesa la costituzione del 1921.

Pietro II Karagjorgjevic
Albero genealogico

(1923 - ?)
figlio di Alessandro I;
1934-45, re di Jugoslavia;
- dal 6 aprile 1941 è in esilio a Londra con il suo governo, con a capo il gen. D. Simovic; il più forte appoggio del governo in esilio si è creato attorno a un gruppo di ufficiali dell'ex esercito jugoslavo con a capo il col. D. Mihajlovic;
- alla fine del 1942, a causa della guerra nel Mediterraneo alla quale è direttamente interessata la Gran Bretagna avverte il governo jugoslavo a Londra sul ruolo del suo movimento in patria e chiede al col. D. Mihajlovic di smettere le azioni contro i partigiani e di cominciare con le azioni contro gli occupanti.
- da giugno 1942 gli alleati fanno mancare il loro appoggio ai cetnici del gen. D. Mihajlovic;

SERBIA
1943
Novembre
-
BOSNIA

1943
Novembre

i cetnici del gen. D. Mihajlovic, che prima operavano d'intesa con i comunisti di Tito (Josip Broz), per avversare quest'ultimi hanno finito per collaborare con i tedeschi operando in una ristretta zona della Serbia;
da giugno gli alleati fanno loro mancare il loro appoggio;
alla conferenza di Teheran l'URSS ottiene dagli Stati Uniti e dall'Inghilterra la sconfessione dei cetnici e l'appoggio totale a Tito (Josip Broz); abbandonato anche dal governo in esilio, D. Mihajlovic si avvicina sempre più ai tedeschi;

29-30, Jajce, II conferenza nazionale dell'AVNOJ (Consiglio antifascista di liberazione popolare della Jugoslavia), il massimo organo politico del nascente stato: 142 delegati popolari approvano la costituzione del governo provvisorio della Jugoslavia e promuovono Tito (Josip Broz) al grado di maresciallo; le dichiarazioni annessionistiche dello ZAVNOH vengono interamente recepite ed inquadrate nella prospettiva di realizzare «l'aspirazione del popolo jugoslavo a una Jugoslavia libera, realmente democratica, improntata allo spirito fraterno e al federalismo».

[I comunisti del Kosovo non sono neanche presenti. Del resto nel 1941 il Pcj contava in Kosovo appena 320 membri, di cui solo 20 albanesi.]

MACEDONIA
1943
Novembre
dal 1941 la parte jugoslava [dopo la seconda guerra balcanica (1913) il paese era stato diviso tra Serbia e Grecia, a danno della Bulgaria cui era stata riservata una parte minima del territorio] è stata divisa tra Albania, Bulgaria e Serbia ma nello stesso tempo si sono organizzati i primi gruppi partigiani, divisi in correnti filojugoslave e filobulgare;


1943
Novembre
CROAZIA
Dittatore
Ante Pavelic
(1941 apr - 1945)
dal 1941 gli ustaša hanno ottenuto la costituzione di uno stato croato indipendente, in realtà vassallo dei nazifascisti, sotto Aimone di Savoia-Aosta [Tomislav] lasciando però il potere effettivo nelle mani di Ante Pavelic;
il popolo croato tuttavia non ha accettato l'occupazione e si è schierato in maggioranza con i partigiani organizzati dal Partito comunista jugoslavo;
la lotta è accanita fino alla fine della guerra;

1943
Novembre

-
DALMAZIA
verso la fine del mese si concludono anche i combattimenti della div.ne Venezia.
I resti delle due Div.ni Taurinense e Venezia vengono ora fusi e formano la div.ne partigiana italiana Garibaldi che continuerà a combattere ma agli ordini di Tito.



1943
Novembre
MONTENEGRO
[da ottobre 1941, il Montenegro occupato è diventato protettorato italiano.]
-

1943
Novembre
-



1943
Novembre
REPUBBLICA di ALBANIA
[da settembre 1943]
Presidente
-

1943
Novembre

dopo l'armistizio dell'Italia (8 set 1943) e l'occupazione tedesca, anche reparti italiani aderiscono al movimento di liberazione nazionale guidato da Enver Hoxha;

12, Devoli, sui cantieri dell'Albania Oil Company (con direzione austriaca), dove lavorano molti italiani, decine d’aerei inglesi da bombardamento, ad ondate successive, sganciano centinaia di spezzoni; questa prima incursione causa diversi morti e tanti feriti;



1943
Novembre
REGNO di GRECIA
(1935 - 1947)
Giorgio II
Albero genealogico
(Tatoi, Atene 1890 - Atene 1947)
primogenito di Costantino I re di Grecia e di Sofia di Hohenzollern;
1922-24, 1935-47, re di Grecia;


dall'Aprile 1941 il re ha lasciato ancora la Grecia ed è riparato dapprima a Creta e poi al Cairo e a Londra, dove ha formato un governo in esilio;


Dittatura militare
[filofascista]
-

1943

all'interno del paese la resistenza antifascista si sta organizzando intorno all'ELAS (Esercito di liberazione nazionale) a maggioranza comunista, cui i filomonarchici contrappongono la formazione minore dell'EAM;
Novembre
giunta la notizia dell'imminente arrivo dei tedeschi il campo di Karpenision, detto "della fame", comandato dal magg. Labus, si sbanda;
6000 individui, scalzi, coperti di stracci e morsi dal freddo e dalla fame, diventano a poco a poco "schiavi" dei pastori e dei contadini greci spinti dalla sterline mensili offerte dagli alleati per l'approvvigionamento dei prigionieri.
Niokori, il maggior campo di concentramento dei militari italiani, diventa il mercato di questi schiavi.

ISOLE GRECHE

CRETA

-

CORFU'

-

CEFALONIA

-

NELL'EGEO

Lero,
11, giunto l'atteso attacco tedesco, si oppongono inglesi (in maggior numero) e italiani, al comando del contramm. Luigi Mascherpa;
16, dopo tre giorni di lotta [187 attacchi aerei] l'isola cade in mano ai tedeschi che vi hanno perso oltre tremila uomini e oltre duecento aerei;
i prigionieri vengono deportati in Germania.

Samo, alcuni battaglioni della div.ne Cuneo si battono valorosamente a fianco degli inglesi fino a quando la battaglia viene sospesa dal Comando del Medio Oriente perché senza possibilità di successo;
le truppe italiane e inglesi vengono trasportate nel Levante: le italiane, nonostante il loro apporto alla battaglia, nei porti della Palestina dove i soldati sono trattati come prigionieri.



1943
Novembre
REPUBBLICA di TURCHIA
(novembre 1923)
[dal 1925 la shari'a (vecchia legge religiosa islamica) è stata sostituita dai moderni codici, modellati su quelli europei.]
Presidente
della Repubblica
Ismet Inönü
(1938 - 1950)
Primo ministro
?
(1938 - ?)
-
Partito repubblicano del popolo
[partito unico]
1943
Novembre
seconda guerra mondiale (1939-45): la Turchia sposta un po' per volta le proprie simpatie verso gli alleati;




1943
Novembre
U.R.S.S.

(Unione delle repubbliche sovietiche: Russia, Ucraina, Bielorussia e Transcaucasia)
Segretario generale del PCUS
Stalin
(1922 apr - 1953)
[Il PCUS (Partito comunista dell'Unione Sovietica), partito unico, ha un ruolo dirigente.] - dal 21 giugno 1941 è sotto l'attacco tedesco - Solo nel giugno 1941, dopo l'attacco di A. Hitler all'Unione sovietica, è iniziato il dialogo tra Chiesa ortodossa e Stato.

NKVD
(Narodnyi Komissariat Vnutrennic Del)
[Commissariato del popolo per gli affari interni]
Presidente
L.P. Berija
(1938 dic - gen 1946)
vice-presidente
Mekhlis
(1938 dic - gen 1946)
[Dal 3 febbraio 1941, l'NKVD (ex polizia politica sovietica), è stato sdoppiato e al suo fianco opera ora l'NKGB]
NKGB
(Narodnyi Komissariat Gosudarstvennoi Bezopasnosti)
[Commissariato del popolo per la sicurezza dello stato]
Commissario politico
V.N. Merkulov
(1941 feb - ?)
[con funzioni specifiche di polizia politica]
RUSSIA
(Repubblica Socialista Federativa Sovietica)
(capitale: Mosca)
Patriarca di Mosca
Sergej
(1943 12 set - 15 mag 1944)

1943
Novembre
, Mosca, in un comunicato e in quattro dichiarazioni vengono pubblicate le decisioni prese alla conferenza in seduta plenaria (22-30 ottobre) dai rappresentanti delle tre potenze: Stati Uniti, Gran Bretagna e Unione Sovietica; vi hanno partecipato:
. mar.llo K.E. Vorosilov,
. luogoten. generale sir Hastings Ismay,
. sir. Archibald Clark Kerr,
. A.R. Eden,
. William Strang,
. W.A. Harriman,
. C. Hull,
. Green H. Hackworth,
. Livinov,
. Vyshinski.

 

Repubblica della Ceceno-Inguscezia
(repubblica autonoma all'interno della Repubblica Russa)
1943
Novembre
-

BIELORUSSIA
(Repubblica Socialista Federativa Sovietica)
(Beloruskaja SSR - capitale: Minsk)
presidente della repubblica
-
1943
Novembre
-
UCRAINA
(Repubblica Socialista Federativa Sovietica)
(capitale: Kijev)
presidente della repubblica
-
1943
Novembre
-
TRANSCAUCASIA
(Repubblica Socialista Federativa Sovietica)
Azerbaigian
(Repubblica federativa - capitale: Baku)
presidente della repubblica
-
1943
Novembre
-
- Nagorno-Karabah (provincia autonoma)
- Nahicevan (repubblica autonoma)
Repubblica Socialista Georgiana
(Repubblica federativa - capitale: Tbilisi)
presidente della repubblica
Noé Jordania
(1918 - ?)
1943
Novembre
-

- Adzaristan (repubblica autonoma)
- Abhasia (repubblica autonoma)
- Ossezia Meridionale (provincia autonoma)
Repubblica autonoma di Armenia
(Repubblica socialista - capitale: Jerevan)
presidente della repubblica
-

1943
Novembre
-



1943
Novembre
REPUBBLICA POPOLARE d'UNGHERIA
(dal 16 novembre 1918)
Dopo il "patto di Monaco l'Ungheria ha ottenuto i distretti meridionali della Slovacchia e della Rutenia.
Dal 1938 ha sempre più peso il partito di estrema destra delle "croci frecciate" diretto da F. Szálasi che ha rivendicato le frontiere storiche anteriori al 1918 ed è vicino alla Germania hitleriana.
Il paese è retto da governi più o meno apertamente reazionari.

Reggente

Miklós Horthy von Nagybánya
(1920 mar - ott 1944)
[dal 1937 ha istituito di fatto una autocrazia conservatrice.]
Primo ministro
Miklos Kallay
(1942 mar - mar 1944)
Ministro degli Esteri
Miklos Kallay
(1942 mar - mar 1944)

1943
Novembre

seconda guerra mondiale (1941-45): alleata con le potenze dell'Asse, è entrata nel conflitto.
-



1943
Novembre
REGNO di ROMANIA
Michele I
Albero genealogico
(Sinaia, Valacchia 1921 - ?)
figlio del principe ereditario Carlo e di Elena di Grecia;
1927-30, re di Romania;
dal 1930 è ridiventato principe ereditario;
1940-47, re di Romania;


Conducator
Jon Antonescu
(1940 4 set - 23 ago 1944)

1943
Novembre
seconda guerra mondiale (1939-45):



1943
Novembre
REGNO di BULGARIA
Simeon II
Albero genealogico
(16.06.1937 - ?)
secondogenito di Boris III di Sassonia-Coburgo-Saalfeld-Koháry e di Giovanna di Savoia (1907-2000);
1943-45, zar dei bulgari;
[sotto un consiglio di reggenti]
Primo ministro
Filoff
(? - ?)

1943
Novembre
seconda guerra mondiale (1939-45):





1943
Novembre
STATO FRANCESE
-
[detto]
Regime di Vichy

(dal 10 Luglio 1940)
[nella zona della Francia non occupata]
Capo di Stato

Ph. Pétain
(1940 11 lug - 19 ago 1944)

[Legge costituzionale del 1940]
Presidente del Senato
-
Presidente della Camera
-
Presidente dell'Assemblea nazionale
(Senato+Camera)
-
Primo ministro
P. Laval
VI
(1942 18 apr - 19 ago 1944)
Interni
P. Laval
(1942 18 apr - 20 ago 1944)
Affari Esteri
P. Laval
(1942 18 apr - 20 ago 1944)
Colonie
Regioni liberate
Difesa
Guerra
Marina
Aviazione
Finanze ed Economia nazionale
Pierre Cathala
(1942 18 apr - 20 ago 1944)
Commercio
e Industria
Lavori Pubblici
Lavoro
-
Giustizia
Maurice Gabolde
(1943 26 mar - 20 ago 1944)
Pubblica Istruzione
e dei Culti

Francois-Georges Dreyfus distingue tra:
- petainismo: vi aderiscono subito 40 milioni di francesi;
- collaborazionismo: interesserà una minoranza tra la fine del 1943 e la Liberazione (agosto 1944).
Il primo periodo del governo di Vichy (luglio-dicembre 1940) è dominato da maurassiani e tradizionalisti, con qualche democratico-cristiano e piccole aggiunte di radicali e socialisti, tutti nostalgici della buona piccola Francia rurale e ostili alla civiltà industriale e urbana.
Il secondo periodo (1940 dicembre-aprile 1942) [dalla conquista del potere da parte dell'ammiraglio François Darlan] è il rovesciamento del primo: è il "tempo dei tecnocrati", in cui giungono al potere polytechniciens, ispettori delle finanze, dirigenti, quadri industriali.

. Francois-Georges Dreyfus, Histoire de Vichy, Perrin, Paris 1990.

Zone d'occupazione: Inizialmente il paese era diviso in quattro zone:
1 - zona occupata,
2 - zona libera (separata da una linea di demarcazione),
3 - Alsace-Moselle annessa dal Reich,
4 - due dipartimenti del Nord, sotto l'amministrazione militare tedesca di Bruxelles; la zona occupata tedesca si estende:
- alla zona iniziale (detta "Zona nord") si aggiunge la maggior parte della zona libera (detta "Zona sud" a partire dal nov 1942);
simultaneamente l'Italia occupa la maggior parte dei territori ad est del Reno e la Corsica;
1943
Novembre

-
FRANCIA LIBERA
[Comitato Nazionale Francese]
Commissario
André Philip
(1942 28 lug - 9 nov)
Emmanuel d'Astier de la Vigerie
(9 nov - 10 set 1944)
Ministro degli Esteri
René Massigli
(1943 5 feb - 10 set 1944)
Commissario alle Finanze, Comitato Francese di Liberazione Nazionale
Maurice Couve de Murville
(1943 7 giu - 9 nov 1943)
Pierre Mendés France
(9 nov - 4 set 1944)
(Commissario alle Finanze del CFLN fino al 3 giu 1944)
Commissario alla Giustizia
[a Londra]
Jules Abadie
(1943 7giu - 4 set)
François de Menthon
(4 set - 20 ago 1944)
1943
Novembre

-


1943
Novembre
REGNO dei PAESI BASSI

Guglielmina

Albero genealogico

(l'Aia 1880 - castello di Het Loo, presso Apeldoorn 1962)
figlia di Guglielmo III re d'Olanda e della sua seconda moglie Emma di Waldeck-Pyrmont;
1890-1948, regina dei Paesi Bassi;
[dal maggio 1940 il paese è occupato dai tedeschi, e la regina e i suoi ministri si sono trasferiti in Inghilterra.
Con la conquista dell'Indonesia da parte dei giapponesi l'impero coliniale è stato annientato.]

Gauleiter
A.A. Mussert
(1942 - 1945)

1943
Novembre
II guerra mondiale:



1943
Novembre
REGNO del BELGIO

Leopoldo III

Albero genealogico

(1901 - ?)
figlio di Alberto I e di Elisabetta di Baviera;
1934-51, re dei belgi;
[dal maggio 1940 il paese è occupato dai tedeschi e il re è deportato in Germania; dal novembre 1941 l'unità paramilitare di L. Degrelle, "Legion Wallonie" che ha giurato fedeltà ad A. Hitler, svolge la sua attività contro i partigiani.]


1943
Novembre
II guerra mondiale:
-



1943
Novembre
Granducato di Lussemburgo

Charlotte di Nassau-Weilburg

Albero genealogico

(1896 - ?)
figlia di Guglielmo IV e di Maria Anna di Portogallo;
1919-64, duchessa di Nassau;
1919-64, granduchessa di Lussemburgo;
[dal maggio 1940 il paese è occupato dai tedeschi, e la sovrana e i ministri si sono rifugiati presso gli Alleati.]


1943
Novembre
II guerra mondiale:
avviato l'arruolamento dei giovani lussemburghesi nell'esercito tedesco, si sviluppa un forte movimento di resistenza;





1943
Novembre
Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda
Giorgio VI
Albero genealogico

(York Cottage, Sandringham, Norfolk 14.12.1895 - Sandringham House, Norfolk 6.2.1952)
secondogenito di Giorgio V e della p.ssa Vittoria Maria von Teck;
1936-52, re di Gran Bretagna e Irlanda, imperatore delle Indie;

Primo ministro,
Primo lord del Tesoro
[Prime Minister, First Lord of the Treasury]
W. Churchill conservatore
governo di coalizione
(1940 10 mag - 26 lug 1945)
Cancelliere dello Scacchiere
[Chancellor
of the Exchequer
]
sir John Anderson
(1943 24 set - 26 lug 1945)
Segretari di Stato
Affari Esteri e Commonwealth
A.R. Eden
(1940 dic - lug 1945)
Dominions
-
Guerra
Produzione aeronautica
R.S. Cripps
(1942 - 1945)
Affari Interni
Informazioni
-
Lavoro
Ernest Bevin
(1940 - 1945)
Giustizia
Colonie
Commercio
Sanità
GRAN BRETAGNA

1943
Novembre
17
, in un memorandum interno, il War Cabinet britannico analizza così «la situazione del petrolio nei paesi dell'Asse»:
«Da fonti dell'intelligence, apprendiamo che la situazione del petrolio continua a provocare forte ansietà in Germania. I bombardamenti alle fonti petrolifere tedesche stanno seriamente compromettendo la capacità del nemico di continuare la guerra».
La macchina bellica di A. Hitler e B. Mussolini è a corto di carburante.

 

IRLANDA
Irlanda del Nord
1943
Novembre

-
Eire

1943
Novembre

-



1943
Novembre
DANIMARCA e ISLANDA
Cristiano X
Albero genealogico

(Charlottenlund 1870 - Copenaghen 1947)
figlio di Federico VIII e di Luisa di Svezia;
1912-47, re di Danimarca;
continua a favorire l'evoluzione democratica del paese;
1919-44, re d'Islanda;
[rimane re dell'isola (fino alla proclamazione della repubblica nel 1944) anche se, staccatasi dalla Danimarca, si è costituita in stato sovrano.]

REGNO di DANIMARCA
1943
Novembre

dal 1915 il paese ha una nuova costituzione che istituisce, fra l'altro, il nuovo sistema bicamerale ed estende il diritto di voto alle donne;
REGNO d'ISLANDA
1943
Novembre
-


1943
Novembre
REGNO DI NORVEGIA
[dal 1905]
Haakon VII
Albero genealogico

principe Carlo (? - ?)
figlio di Federico VIII re di Danimarca e di Luisa di Svezia;
1905-57
, re di Norvegia;

Presidente dei ministri
V. Quisling
(1943 feb - mag 1945)
Reichskommissar
Josef Terboven
(1943 feb - mag 1945)
1943
Novembre
-


1943
Novembre
REGNO di SVEZIA
Gustavo V
Albero genealogico

(Stoccolma, castello di Drottningholm 16 giugno 1858 – Stoccolma, 29 ottobre 1950)
figlio di Oscar II e di Sofia di Nassau;
1907-50, re di Svezia;
osserva correttamente le regole del sistema parlamentare;

1943
Novembre

-


1943
Novembre
FINLANDIA
[Repubblica parlamentare]
1943
Novembre
-




1943
Novembre
REPUBLICA PORTÚGUESA
[Estado Novo]
Presidente
del consiglio
Antonio de Oliveira Salazar
(1932-68)
[unico detentore del potere reale]
unico partito legalmente funzionante: Unione nazionale
1943
Novembre
legato al regime di F. Franco Bahamonde [el Caudillo] con il cosiddetto "patto iberico", nonostante le sue simpatie per le potenze dell'asse tiene il paese fuori dalla II guerra mondiale;



1943
Novembre
SPAGNA
Presidente
del Consiglio
F. Franco Bahamonde
[el Caudillo]

(1938 30 gen - 9 giu 1973)
Ministro de la Gubernación
(ex Ordine Pubblico e Interno)
-
Ministro degli Esteri
-
(? - ?)
Ministro del Lavoro
José Antonio Giròn de Velasco
(1941 gen - gen 1957)

1943
Novembre
-

don Juan
Albero genealogico

(1913 - ?)
terzogenito di Alfonso XIII di Borbone e di Vittoria Eugenia di Battenberg;
conte di Barcellona
dal 1931 pretendente al trono di Spagna;

1943
Novembre
-





Le due Italie
Regno d'Italia
1943
Novembre
- entrata in guerra a fianco della Germania il 10 Giugno 1940, ha firmato l'armistizio l'8 settembre 1943 -
Vittorio Emanuele III
Albero genealogico
(Napoli 1869-Alessandria d'Egitto 1947)
figlio di Umberto I e di Margherita di Savoia;
1878-1900, principe di Piemonte;
1900-46, re d'Italia;
dal 1922, è esautorato da qualsiasi esercizio del potere dalla dittatura fascista;
1936-43, imperatore d'Etiopia;
1939-43, re d'Albania;
1940-45, II guerra mondiale;
1943
dall'8 settembre ha abbandonato Roma con il governo e si è rifugiato a Brindisi rifiutando il consiglio, ormai unanime, di abdicare;
Umberto di Savoia
Albero genealogico

(Racconigi 1904-Ginevra 1983)
unico figlio maschio e terzogenito di Vittorio Emanuele III e di Elena di Montenegro;
1930, sposa la principessa Maria José, figlia del re Alberto I del Belgio, dalla quale avrà quattro figli;
1936, generale di corpo d'armata;
1938, generale d'armata;
1940-45, II guerra mondiale:
all'atto di dichiarazione di guerra alla Francia (10 giugno 1940) ha assunto il comando del gruppo di armate dell'ovest;
dopo la resa dell'Italia agli alleati (8 settembre 1943) gli anglo-americani non gli hanno consentito di assumere il comando del CIL (Corpo Italiano di Liberazione) che combatte contro i tedeschi;

1946 [9 mag-18 giu], re d'Italia (Umberto II)

 

  Periodo costituzionale transitorio
(1943 3 ago - 1° gen 1948)
Presidente del Senato Paolo Thaon di Revel
(1943 6 ago 1943 - 20 lug 1944)
   
Capo del governo primo ministro segretario di Stato

mar.llo P. Badoglio
(1943 25 lug - 17 apr 1944)
I

Sottosegretario
alla Presidenza
Pietro Baratono
(1943 27 lug - 17 apr 1944)
[ex alto commissario fascista a Napoli]
Interno
Umberto Ricci
(1943 28 lug - 11 feb 1944)
Sottosegretari
avv. Vito Reale
(1943 16 nov - 11 feb 1944)
Affari Esteri
R. Guariglia
(1943 28 lug - 11 feb 1944)
[già rappresentante dell'Italia fascista a Parigi]
Africa Italiana
gen. M. Gabba
(1943 27 lug - 24 feb 1944)
[senatore di nomina fascista]
Guerra
A. Sorice
(1943 26 lug - 11 feb 1944)
[da molti anni stretto collaboratore del Duce]
Sottosegretari   gen. Taddeo Orlando
(1943 15 nov - 11 feb 1944)
Marina
amm. R. De Courten
(1943 27 lug - 14 lug 1946)
Sottosegretari amm. Pietro Barone
(1943 16 nov - 17 apr 1944)
[del. Marina Mercantile]
Aeronautica
gen. R. Sandalli
(1943 27 lug - 18 giu 1944)
[distintosi molto nella guerra etiopica]
Produzione bellica
gen. C. Favagrossa
(1943 27 luglio - 27 gen 1944)
[capo dello stesso dicastero nell'ultimo gabinetto mussoliniano]
Scambi e valute
G. Acanfora
(1943 26 lug - 24 feb 1944)
[dir.gen. Banca d'Italia]
Finanze
D. Bartolini
(1943 27 lug - 11 feb 1944)
[tipico esponente del regime fascista, porta i segni di una ferita al volto infertagli il giorno prima, 26 lug.]
Sottosegretari Guido Jung
(1943 16 nov - 11 feb 1944)
Industria, Commercio e Lavoro

dr. L. Piccardi
(1943 27 lug - 16 nov 1943)
[consigliere di Stato di nomina fascista]

prof. Epicarmo Corbino
(13 set - 10 feb 1944)
[poiché nominato senza il suo consenso rifiuta, ma poi accetta]
Sottosegretari prof. Epicarmo Corbino
(1943 16 nov - 11 feb 1944)
Agricoltura e foreste
prof. A. Brizzi
(1943 27 lug - 11 feb 1944)
[senatore di nomina fascista e capo gabinetto di Giacomo Acerbo]
Sottosegretari   prof.avv. Tommaso Siciliani
(1943 16 nov - 11 feb 1944)
Lavori Pubblici
D. Romano
(1943 27 lug - 11 feb 1944)
[capo di gabinetto del suo predecessore fascista]
Sottosegretari   prof. Raffaele De Caro
(1943 16 nov - 11 feb 1944)
Grazia e Giustizia
G. Azzariti
(1943 26 lug - 15 feb 1944)
[alto magistrato ignoto]
Sottosegretari   dr. Giuseppe Salvatore De Santis
(1943 16 nov - 15 feb 1944)
Cultura di massa
Carlo Galli
(1943 15 ago - 24 feb 1944)
Comunicazioni
gen. F. Amoroso
(1943 27 lug - 11 feb 1944)
Sottosegretari   gen. Giovanni Di Raimondo
(1943 16 nov - 5 giu 1944)
[del. Ferrovie]
  ing.prof. Mario Fano
(1943 16 nov - 12 dic )
[del. Poste e Telegrafi]
Educazione nazionale
dr. L. Severi
(1943 27 lug - 11 feb 1944)
[funzionario devoto all'ex regime o "doppiogiochista" insigne!]
Sottosegretari   prof. Giovanni Cuomo
(1943 16 nov - 11 feb 1944)

* Dopo l'8 settembre 1943 le Forze Armate Regie hanno cessato di esistere come forze libere nazionali essendosi arrese tutte senza condizioni per l'atto di resa firmato dal mar.llo P. Badoglio il 29 settembre a Malta.
I ministri delle forze armate successivi - scelti dagli anglo-americani - dopo la costituzione del ministero Bonomi non giurano fedeltà al re.


Stato nazionale repubblicano
Presidente
del Consiglio
[Consiglio dei Ministri: Bogliaco, Villa Bettini]
B. Mussolini
(1943 23 set - 25 apr 1945)
[Risiede con la famiglia a Gargnano, Villa Feltrinelli;
ufficio e segreteria particolare: Gargnano, villa delle Orsoline]
Sottosegretario alla presidenza Francesco Maria Barracu
(1943 23 set - 25 apr 1945)
Segretario particolare Giovanni Dolfin
(1943 23 set - 25 apr 1945) 
Interno
[Maderno]
avv. Guido Buffarini-Guidi
(1943 23 set - 21 feb 1945)
Sottosegretario Giorgio Pini
(1943 23 set - 25 apr 1945) 
Capo della Polizia Tullio Tamburrini
(1943 23 set - 25 apr 1945) 
Prefetto di Milano Mario Bassi
(1943 23 set - 25 apr 1945)
Difesa
[fra Desenzano e Salò (villa Omodei) e a Cremona]
-
Forze armate
Rodolfo Graziani
(1943 23 set - 25 apr 1945)
ministro
Capo di gabinetto di Rodolfo Graziani Vittorio Magno Bocca
(1943 23 set - 25 apr 1945) 
Capo della segreteria militare del Ministero
Rosario Sorrentino
(1943 23 set - 25 apr 1945) 
Esercito
Sottosegretario Umberto Giglio
(1943 23 set - 25 apr 1945)

Alfonso Ollearo
(1943 23 set - 25 giu 1944)

Segretario generale Emilio Canevari
(1943 23 set - 25 apr 1945) 
Capo di stato maggiore G. Gambara
(1943 23 set - 25 apr 1945) 
Capo di stato maggiore Archimede Mischi
(1943 23 set - 25 apr 1945) 
Aeronautica
Sottosegretario cte Carlo Ernesto Botto
(1943 23 set - 7 mar 1944) 
Marina
[Vicenza, Palazzo Thiene, fino al 14 mag 1944]
-
Rappresentante a Roma
cap. di fr. Carlo E. Cuturi
(1943 nov - 4 giu 1944)
Sottosegretario Ferruccio Ferrini
(1943 21 ott - 14 feb 1944)
[cte di sommergibili]
Responsabile del CCIV Comando militare regionale (Trieste) generale di corpo d'armata
Giovanni Esposito
(1943 23 set - 25 apr 1945) 
Responsabile del CCX Comando militare regionale (Alessandria) generale di corpo d'armata
Luigi Jallà
(1943 23 set - 25 apr 1945) 
Responsabile del CC Comando militare regionale (Roma) generale
Federico Macrì
(1943 23 set - 25 apr 1945) 
Capo di stato maggiore del CCI Comando militare regionale (Firenze) maggiore
Giuseppe Magini
(1943 23 set - 25 apr 1945) 
Responsabile del XXIX Comando militare provinciale (Treviso) colonnello
Giorgio Milazzo
(1943 23 set - 25 apr 1945) 
Responsabile del CCVI Comando militare regionale (Torino) e poi capo della polizia della RSI generale di divisione
Renzo Montagna
(1943 23 set - 25 apr 1945) 
Affari Esteri
[Salò]
-
Sottosegretario Serafino Mazzolini
(1943 23 set - 23 feb 1945)
Ambasciatore a Berlino Filippo Anfuso
(1943 23 set - 26 mar 1945)
Economia Corporativa
[Verona]
ing. Silvio Gai
(1943 23 set - 31 dic 1943)
Finanze
scambi e valute
[?]
prof. D. Pellegrini-Giampietro
(1943 23 set - 25 apr 1945)
Sottosegretario Carlo Fabrizi
(1943 23 set - 25 apr 1945)
[del. Prezzi]
Agricoltura e Foreste
[Treviso poi S. Pellegrino]
dr. Edoardo Moroni
(1943 23 set - 25 apr 1945)
Lavori pubblici
[Venezia]
Ruggero Romano
(1943 23 set - 25 apr 1945)
Giustizia
[Cremona poi Brescia]
avv. Antonio Tringali-Casanova
(1943 23 set - † 4 nov 1943)
avv. Piero Pisenti
(1943 5 nov - 25 apr 1945)
Cultura popolare
(Minculpop!)
[Salò, Villa Omodei]
dr. Fernando Mezzasoma
(1943 23 set - 25 apr 1945)
Comunicazioni
Augusto Liverani
(1943 6 ott - 25 apr 1945)
Educazione nazionale
[Padova]
prof. Carlo Alberto Biggini
(1943 23 set - 25 apr 1945)
Lavoro
Giuseppe Spinelli
(1943 23 set - 25 apr 1945)
Attività Statali
Renato Ricci
(1943 23 set - 25 apr 1945)

Commissariato nazionale del lavoro della RSI

Ernesto Marchiandi
(1943 23 set - 25 apr 1945)
[responsabile, sindacalista fascista]


Pfr (Partito fascista repubblicano)
[Partito unico, di struttura simile al Pnf (Partito nazionale fascista)]

- Segretario: A. Pavolini (1943 set - 25 apr 1945);
- vice-segretario: Giuseppe Pizzirani (1943 set - ?);
- comandante generale della GNR (Guardia Nazionale Repubblicana): R. Ricci (1943 5 nov - 25 apr 1945)

Brigate Nere
(braccio armato del Pfr) - Segretario del Pfr: A. Pavolini.
- Addetto al segretario: magg. Puccio Pucci.
- Capo di S.M.: col. Eduardo Facdouelle.

n.
Sede
nome
com.te
note
I
Torino
"Ather Capelli"
Giuseppe Solaro
Ather Capelli, condirettore della «Gazzetta del popolo» (Torino) durante la RSI.
II
Alessandria
"Attilio Prato"
Carlo Valassina
Attilio Prato, segretario del Pfr di Sezzadio (Alessandria).
III
Aosta
"Emilio Picot"
ing. Giuseppe Berio
IV
Asti
"Luigi Viale"
Umberto Sacchero
V
VI
Novara
"Augusto Cristina"
Stefano Dongo
Augusto Cristina, mutilato fascista.
VII
Vercelli
"Bruno Ponzecchi"
Gaspare Bertozzi
Bruno Ponzecchi, segretario del Pfr di Ponzone Trivero (Vercelli).
VIII
Milano
"Aldo Resega"
Vincenzo Costa
Aldo Resega, commissario federale del Pfr di Milano.
Nato dal Reggimento federale "Carroccio" costituito all'inizio di giugno dal commissario federale Vincenzo Costa "per la difesa delle vite e delle case dei fascisti" dagli attacchi dei GAP milanesi.
Secondo il comandante Vincenzo Costa gli squadristi sono 1.500 divisi in due battaglioni, uno in città e uno in provincia. Le 11 sedi rionali di Milano e le dieci sedi capo-zona della provincia sono diventate "comandi di compagnia".
IX
Bergamo
"Giuseppe Cortesi"
Angelo Berizzi
X
XI
XII
Cremona
"Augusto Felisari"
? Cerchiari
XIII
Mantova
"Marcello Turchetti"
Stefano Motta
XIV
Pavia
"Alberto Alfieri"
Dante Cattaneo
Alberto Alfieri, colonnello dell'aeronautica, comandante del "Battaglione di Sicurezza" fascista della provincia di Pavia.
Il capo di stato maggiore è il tenente colonnello Arturo Bianchi, già squadrista.
XV
XVI
Varese
"Dante Gervasini"
Renzo Migliorini
XVII
Venezia
"Bartolomeo Az[z]ara"
Pio Leoni
Si verifica un serio contrasto fra il commissario federale Pio Leoni e il fiduciario del partito, Gay, degenerato in aspra discussione con vie di fatto.
XVIII
XIX
Rovigo
"Romolo Gori"
Anteo Zamboni
XX
Treviso
"Francesco Cappellini"
Romano Munari
XXI
Verona
"Stefano Rizzardi"
Luigi Sioli
XXII
XXIII
Bologna
"Eugenio Facchini"
Pietro Torri
Eugenio Facchini, commissario federale del Pfr di Bologna.
XXIV
Ferrara
"Igino Ghisellini"
Arnaldo Rosi
Igino Ghisellini, commissario federale del Pfr di Ferrara.
XXV
XXVI

XXVII
XXVIII
Piacenza
"Pippo Astorri"
Alberto Graziani
XXIX
Ravenna
ing. Pietro Montanari
XXX
Reggio Emilia
"Umberto Rosi"
Armando Wender
XXXI
Genova
"Silvio Parodi"
Livio Faloppa
Silvio Parodi, generale della GNR, commissario prefettizio al comune di Genova durante la RSI.
XXXII
Imperia
"Antonio Padoan"
Mario Massina
Antonio Padoan, sacerdote, appartenente al movimento fascista "Crociata italica" che, con decine di migliaia di tesserati, ha il suo settimanale omonimo «Crociata Italica» che raggiunge 150 mila copie ed è stampato da don Tullio Calcagno, già parroco di Terni.
[Quest'ultimo, essendo appoggiato da R. Farinacci la cui lotta contro il Vaticano e contro il clero nemico del fascismo e del nazismo dà sovente in eccessi sgraditi ai cattolici, viene prima sospeso a divinis e più tardi scomunicato.]
Altro giornale favorevole alla R.S.I. è «L'Italia cattolica» stampato a Milano.
XXXIII
La Spezia
"Tullio Bertoni"
Luigi Bertozzi
XXXIV
Savona
"Giovanni Briatore"
Mario D'Agostino
Giovanni Briatore, ispettore federale del Pfr di Savona.
Cappellano delle Brigate Nere: padre Eusebio [Eugenio Zappaterreni], dell'Ordine dei francescani minori conventuali di San Francesco.



1943

Fra settembre e ottobre i tedeschi hanno liquidato i grandi raduni della prima resistenza; ora la ribellione è frantumata in piccoli gruppi, è un formicolaio laborioso, un paziente lavoro di raccolta, di trasporto, di organizzazione.
Cinquanta che faticano perché dieci possano sparare.

NORD

1° NOVEMBRE 1943

B. Mussolini scrive a A. Hitler che tra pochi giorni dovranno presentarsi alle caserme i giovani del 1924; aggiunge che si se si presenteranno al completo la crisi sarà superata.


Lo stesso giorno F. Parri e Leo Valiani, valicata clandestinamente la frontiera, raggiungono Certenago sopra Lugano, ospiti del marchese De Nobili.

Il governo Badoglio tenta intanto, con risultati nulli, di assumere l'iniziativa di una resistenza armata di tipo militare a mezzo di missioni.
Una di queste, sbarcata sulle coste liguri e composta, fra gli altri, dal col. Simbula e dal cap. di vascello Jerry Sas Kulcynsky [Sassi Duceschi], già direttore di tiro della corazzata Littorio, tenta di organizzare gli sbandati della regione in un Corpo di Volontari Armati Italiani (VAI) ma l'iniziativa, contrastando con il corso ormai assunto dalla Resistenza, fallisce e quasi tutti i componenti della missione cadranno nelle mani della Gestapo.
[Precedentemente, lo stesso cap. di vascello aveva partecipato a Bavaria nel Trevigiano a un convegno clandestino di ex ufficiali (magg. Edoardo Pierotti, ten.col. Arcangelo Bortolotto) che aveva tentato di dar vita, nell'Alto veneto, a Bande armate: ma il movimento verrà poi ripreso più tardi dai partiti.]
[Malgrado l'indubbio valore personale di molti dei suoi componenti, sia il gruppo del col. Montezemolo sia il VAI non raggiungeranno mai una vera efficienza organizzativa e, dopo uno sterile agitarsi, finirà (17-18 gennaio 1944) vittima delle proprie imprudenze e delle altrui delazioni, con l'arresto del col. Montezemolo stesso e della maggior parte dei suoi collaboratori.]

Piemonte, agli inizi del mese il Clnrp (Comitato di liberazione nazionale regionale piemontese) manca la buona occasione di nominare comandante militare il gen. Giuseppe Perotti, uno dei rari ufficiali superiori che abbiano capito la guerra popolare. La mancano soprattutto i comunisti che, pur riconoscendo i meriti del generale, e forse proprio per questo, ne osteggiano la nomina.
Si sta faticosamente arrivando all'accordo, il il gen. Giuseppe Perotti ha già avuto un invito ufficioso, quando capitano nelle mani dei reggitori del Comitato alcune circolari firmate da un certo gen. Operti, spedite da un misterioso Comando nel Cuneese: né chiare né convincenti quanto a guida della ribellione, ma tali da autorizzare il sospetto che il generale disponga di molto denaro. Si passa dal sospetto alla certezza quando i partigiani di Cuneo-sud informano che il gen. Operti ha nascosto la cassa della IV armata, come provano le fughe di denaro, i miloni trovati addosso a uomini del suo seguito.
Il magistrato Giorgio Agosti – noto anche come "il piccolo padre" per la sua onnipresente attività – parte alla ricerca del gen. Operti, accompagnato dal prof. Mario Rollier e dal medico Fausto Penati. Un'abile scelta: i tre giellisti hanno la fiducia dei comunisti, sono al di sopra di qualsiasi sospetto attesistico e nel contempo, grazie al loro prestigio professionale e alla condizione sociale, possono trovare udienza presso il generale.
Gli inviati del Comitato dopo lungo peregrinare riescono ad incontrare il loro uomo a Cherasco. Le trattative si iniziano nel reciproco sospetto, il gen. Operti sta sulle sue, svia il discorso appena si parla del CLN anche se lascia capire di desiderare una sua investitura come comandante militare; se non rivela, come è ovvio, dove è nascosto il tesoro, però non nega la sua esistenza.
Gli inviati del Comitato tornano a riferire e si accende una discussione violenta che vede i comunisti di nuovo sulle antiche obiezioni. Ma anche i comunisti devono arrendersi alla suprema necessità: la Resistenza ha bisogno del gen. Operti perché ha bisogno del suo denaro.
Quanto al gen. Giuseppe Perotti, uomo generoso, acconsente a mettersi in disparte, anche se mette sull'avviso il Comitato: egli conosce il gen. Operti, sa come pensa e ciò che vuole.
Ora parte una delegazione ufficiale del composta da Vittorio Foa e Fausto Penati, azionisti, e dal liberale Paolo Greco. Il generale accetta il comando militare ed espone le sue idee programmatiche, che comporterebbero l'applicazione alla guerra partigiana, insofferente di ogni rigida struttura, di una rete burocratica complicatissima. Il gen. Operti ripete la nota utopia attesistica secondo cui sarebbe possibile sospendere ogni attività militare in attesa di aver organizzato alla perfezione il movimento.
[L'8 novembre il gen. Operti scenderà a Torino.]

Torino, lo stesso mese il Pci dispone di un'ottantina di SAP: 700 uomini, una organizzazione preziosa per il controllo politico delle fabbriche, non per l'attività militare. L'armamento è scarso: 25 fucili, 17 pistole, 200 bombe a mano.
Le SAP non procurano uomini ai GAP: nella Torino operaia non si trovano più di dieci persone disposte al rischio. Alcune, scelte o accettate con troppa facilità, mettono in crisi l'organizzazione. Comanda i primi gappisti Ateo Garemi.

Veneto, all'interno dell'Università di Padova si è creato già un triumvirato [Comitato triveneto] composto da:
. rettore, Concetto Marchesi (Pci),
. prorettore, Egidio Meneghetti (Partito d'Azione),
. Silvio Trentin (Psiup), esperto di cospirazione ma appena tornato dal lungo esilio.
Il triumvirato si è posto già in contatto con le prime bande partigiane che si sono organizzate nelle vallate del Vicentino, del Cadore e della Carnia.
L'inaugurazione dell'anno accademico dà luogo a una clamorosa manifestazione: il prof. Concetto Marchesi, dopo aver fatto allontanare dalla tribuna i militi fascisti, conclude la sua prolusione dichiarando aperto l'anno accademico «in nome dei lavoratori, degli artisti e degli scienziati».
Bavaria, villaggio pedemontano fra Bassano e Treviso: dopo una lunga trattativa si forma un "Comando unificato" affidato ai militari. Da una parte i militari cui la favola cittadina attribuisce migliaia di uomini; dall'altra i professori del "Comitato triveneto".
Risultato: i militari eserciteranno il comando organizzativo e operativo in piena autonomia, finanziati dal CLN di cui in compenso riconosceranno formalmente l'autorità politica, considerandosi suoi «consulenti militari».
Pochi giorni dopo Silvio Trentin viene arrestato e Concetto Marchesi si salverà con la fuga.
Il compromesso non sta in piedi, l'autonomia militare svuota di ogni significato la dipendenza politica. Firmato l'accordo si nomina comandante militare regionale il cap. vascello Jerszy Saskulcisky [Sassi Ducceschi].
[Uomo di grande coraggio, riuscirà a tenere in vita per poche settimane l'impossibile accordo con un frenetico attivismo: catturato a Venezia verso la fine dell'anno, sarà fucilato a Fossoli. Del suo Comando militare non rimarrà traccia.]



2 NOVEMBRE 1943

Milano, una prima agitazione alle officine Breda, provocata da alcuni provvedimenti di sospensone e di licenziamento (che in questi mesi significano il reclutamento obbligatorio in Germania) si estende con la richiesta di una retribuzione per i periodi di sospensione del lavoro.

3 NOVEMBRE 1943

Poiché le tensioni tra partigiani garibaldini friulani e partigiani sloveni preoccupano il Partito comunista dell'Alta Italia, L. Longo invia una lettera a Mosca a Palmiro Togliatti e a Georgj Dimitrov per informarli della situazione, elencando esempi di sopraffazione slovena contro i partigiani garibaldini friulani.
[Solo nell'aprile successivo arriverà la risposta di G. Dimitrov indirizzata a Kardelj e a Umberto Massola, il rappresentante dei comunisti italiani presso il Pcs, e sarà di critica ai contrasti e all'urgenza data dagli sloveni alle rivendicazioni nazionali.]


Lo stesso giorno F. Parri e Leo Valiani, si incontrano in Svizzera con i due capi dei servizi alleati: Allen Dulles, dell'OSS (Office of Strategic Services) americano, e John McCaffery, della N. 1 Special Service inglese, ramo del SOE (Special Operations Executive).
F. Parri respinge ogni ipotesi di un compromesso con la monarchia, espone la situazione politico militare dell'Italia centro-settentrionale e presenta un progetto di organizzazione di un esercito partigiano autonomo, anche se collegato con i Comandi alleati per i rifornimenti e la condotta della guerra.
Il progetto non è condiviso dagli Alleati
. Essi temono che le formazioni partigiane possano venire influenzate dai partiti di sinistra, e al "progetto Parri" preferiscono la tattica tradizionale dei piccoli gruppi specializzati di informatori e di sabotatori.
F. Parri sa giocare abilmente sulle rivalità dei due Servizi alleati che finiscono per approvare il piano ma i "lanci" si faranno attendere a lungo e risponderanno a un calcolo di precisa discriminazione politica.

4 NOVEMBRE 1943

Gernando Barani, Seniore della Milizia, combattente, viene assassinato in un agguato partigiano mentre in bicicletta rientrava a casa dalla moglie e dalla figlia tredicenne.

Verona, muore per infarto l'avv. Antonio Tringali-Casanova, ministro della Giustizia ed ex presidente del Tribunale speciale per la difesa dello Stato, l'organo della degenerazione giuridica del fascismo.
Per A. Pavolini è un duro colpo; per di più il nuovo ministro della Giustizia, l'avv. Piero Pisenti, non vuol saperne di questo processo, ritenendo che spetti al partito sbrigarsela.

8 NOVEMBRE 1943

Il mar.llo R. Graziani manda Emilio Canevari da B. Mussolini con un promemoria per la riorganizzazione della Milizia o Guardia Nazionale.
- Forza: 30.000 uomini scelti, quasi tutti carabinieri rimasti volontariamente in servizio, con qualche integrazione (Polizia dell'Africa Italiana ed e elementi della ex-MVSN).
- Dipendenza: duplice, come quella dell'Arma, dal Ministero delle Forze Armate e dal ministro dell'Interno.
- Compito: mantenere l'ordine nelle campagne e nelle città.
R. Ricci si oppone e rifiuta di sciogliere i magri reparti che ha costituito e preme su B. Mussolini perché la Milizia rimanga in vita come forza autonoma.

Torino, lo stesso giorno il gen. Operti arriva da Cherasco e di fronte a una riunione plenaria del Comitato esecutivo militare, illustra i suoi intendimenti.
Celeste Negarville
(Pci) gli muove degli appunti. Il generale finge di accoglierli, promette, offre garanzie.
La nomina è convalidata, il denaro della IV armata esce dai suoi nascondigli, 150 Mni di franchi arrivano dal basso Piemonte a Torino.
[Come preposto al settore cuneese egli nomina il col. Ferraris la cui capacità come comandante si risolverà in due o tre ordini cervellotici, e nella sua sparizione improvvisa, definitiva.]

8-10, Villadossola (Novara), il gruppo di "ribelli" milanesi, guidati da Renato Cucchi, assalgono il presidio tedesco di Antrona, forte di quindici uomini e ne ottengono la resa. Frattanto "ribelli" e operai delle fabbriche di Redimisto Fabbri attaccano le caserme e occupano il Municipio. I nazifascisti chiedono rinforzi a Domodossola e a Novara. Partono da Domodossola due automezzi e un treno blindato carichi di fascisti, carabineiri e guardie di finanza. I due automezzi sono bloccati dai partigiani all'ingresso del paese e gli occupanti vengono catturati o posti in fuga. Le guardie di finanza, il cui compito principale consiste nel riattivare le linee telefoniche, si lasciano facilmente disarmare senza opporre seria resistenza. La prima giornata si chiude totalmente a favore dei partigiani.
Il giorno dopo, provenienti da Gallarate e da Novara muovono al contrattacco soverchianti forze nazi-fasciste. Partigiani e operai, asserragliati nelle fabbriche e nelle case della cittadina ossolana, resistono per tutta la giornata infliggendo dure perdite agli assalitori.
La mattina del 10, attaccati da una colonna corazzata appoggiata da tre caccia-bombardieri che mitragliano da bassa quota l'abitato, sono costretti ad abbandonare la città cercando scampo sulle montagne.
Arresti, deportazioni e la fucilazione di undici cittadini sono il bilancio conclusivo della breve intempestiva occupazione di Villadossola.
[a.f.: Redimisto Fabbri è all'ospedale, ferito; lo fucilano con altri cinque. I tedeschi assicurano l'incolumità degli operai e degli studenti ribelli purché tornino a casa. Poi ne catturano quattordici, nove li deportano, cinque li fucilano.]



Genova, ai primi di novembre, il prof. Ottorino Balduzzi affida l'incarico di "agganciare" gli Alleati al col. britannico Gore, un ex prigioniero di guerra che con altri suoi commilitoni riesce a raggiungere le coste della Corsica su un barcone fornito dal CLN di Genova. Da questa iniziativa nasce l' "Organizzazione Otto" che riuscirà a creare una centrale d'informazioni con diramazioni in tutta l'Alta Italia, e realizzerà i primi aViolanci per le bande partigiane delle vallate liguri-piemontesi.

Padova, mentre gli assistenti universitari Pighin, Carli e Zancan percorrono il Veneto per organizzare la cospirazione veneta, il CLN tiene le sue sedute proprio nel "palazzo Pappafava" dove ha posto la sua sede il ministero della Educazione nazionale repubblichino.

9, viene pubblicato l'ordine di chiamata alle armi; il manifesto avverte che fra il 15 e il 30 novembre 1943 dovranno presentarsi ai distretti:
a) i militari dell'esercito che già risposero alla chiamata indetta dal 16 al 31 agosto 1943, nati nel secondo e terzo quadrimestre dell'anno 1924, che siano stati successivamente, per eventi politico-militari, comunque dimessi dalle armi e che tuttora non si trovino alle armi;
b) tutti im ilitari dell'esercito appartenenti alle classi 1924 e 1923 in congedo provvisorio che finora non si sono mai presentati alle armi perché rinviati o dispensati per un qualsiasi motivo, compresi quindi gli studenti universitari e laureati o diplomati abilitati di scuole nell'ordine superiore artistico;
c) tutti gli appartenenti alla classe 1925 della leva di terra.
L'art. 3 del bando precisa che all'ordine di chiamata non debbono rispondere coloro che prestanto servizio nei carabinieri, nella Guardia di Finanza, nella MVSN, nella PAI, nelle milizie portuale, stradale, e forestale, nella polizia e quelli "comunque reclutati dai comandi tedeschi".
L'art 8 avverte che "il militare prima della partenza ha l'obbligo di restiutire all'ufficio annonario comunale le carte annonarie". Il soldo, per la truppa, sarà di 300 lire al mese. Le reclute del 1924 e 1925 che lavorano come operai specializzati in aziende ausiliarie per la produzione bellica, potranno ritardare la presentazione sino al 31 gennaio 1944. Il 15 gennaio, invece, scadrà il termine per la leva aeronautica del 1923-1924-1925.
Il capo di SM dell'Esercito, gen. Cd'A. G. Gambara, prevede un "gettito" di almeno 300.000 reclute.
[Poco più di un terzo dei richiamati si presenterà e moltissimi diserteranno quasi subito.]

Padova
, lo stesso giorno il rettore dell'Università, Concetto Marchesi, apre l'anno accademico con un primo inequivocabile gesto di ostilità al nazifascismo: dal suo ufficio non è partito alcun invito alle autorità per assistere alla cerimonia. Ci vengono in forma "privata" il ministro Carlo Alberto Biggini e il prefetto Fumei. Il fascismo padovano manda nell'aula una squadra di giovani armati che salgono sul palco proprio mentre entra il rettore magnifico seguito dal prof. Egidio Meneghetti.
I due docenti si gettano d'impulso contro i fascisti mentre l'adunanza degli studenti urla «Via gli armati!». Gli intrusi sono costretti ad allontanarsi e il rettore pronuncia la memorabile allocuzione, l'atto di fede nella libera Università: «Qua dentro si raduna ciò che distruggere non si può».

12, dopo un bombardamento su Torino B. Mussolini scrive una lettera a Carlo Ernesto Botto, sottosegretario dell'Aeronautica:
«Caro Botto, vi mando l'accluso promemoria dal quale risulta la necessità assoluta che la nostra produzione aeronautica riprenda. Prendete immediati contatti col Comando tedesco. L'incursione su Torino è stata grave. La fabbrica di Villar Perosa è semidistrutta e non potrà riprendere prima di sei mesi. Nessuna difesa contro l'attacco, non un colpo di cannone, non un aereo. Ce ne sono nove (G55) sul campo, ma non si sono alzati. I nostri piloti erano inoperosi negli alberghi. Anche questo deve finire, altrimenti non si potrà eliminare come vogliamo la demoralizzata passività del popolo italiano.»



13, B. Mussolini manda Emilio Canevari in Germania affinché tenti di ottenere quanto aveva voluto il mar.llo R. Graziani (il 13 ottobre) e magari che l'addestramento si faccia in Italia, ma ancora prima del ritorno del suo inviato invia un telegramma ad A. Hitler in cui prega vivamente il Führer di riconfermare l'accordo e cioè che le prime quattro Divi.ni siano formate coi migliori elementi attualmente in Germania.
Il risultato del viaggio di Emilio Canevari e di questo telegramma è nullo.
[Il mar.llo R. Graziani scrive una lettera a Emilio Canevari «con la quale lo esonera senz'altro dalle funzioni di segretario generale del nuovo Esercito repubblicano».
Ritornato alla vita civile, Emilio Canevari sarà arrestato il 22 aprile 1944, processato da un tribunale tedesco e deportato al penitenziario "Sanatorium" di Monaco. Un intervento in suo favore del comandnate della Gestapo in Italia, gen. Wilhelm Harster, servirà a farlo trasferire nel carcere di Verona. Vi rimarrà sei mesi e subito dopo sarà destinato al comodo confino di Torri del Benaco, sul lago di Garda.]

Lo stesso giorno, in una nota ufficiosa diramata dall'agenzia di stampa fascista si legge: «Compito particolare del clero, nell'attuale periodo, è la lotta contro le tendenze comunista e bolscevica. In ciò sta anzi, come viene sottolineato dalla suddetta fonte competente, uno speciale compito nazionale del clero tutto. Ad opera di un solido fronte interno religioso ed ecclesiastico deve essere combattuta, in modo particolare, ogni manovra della propaganda nemica. Il fascismo rispetterà, in futuro come in passato, i principi fondamentali cristiano-cattolici del popolo italiano».


Varese, fortificazioni di San Martino: dopo due mesi di vita clandestina, il gruppo guidato dal ten.col. Carlo Croce [Giustizia] ha aumentato il suo armamento e le riserve di munizioni: i centocinquanta uomini sono armati di moschetto e metà anche di pistola; le mitragliatrici pesanti Breda sono dieci con 6.000 colpi; per i moschetti ci sono 20.000 colpi, le bombe a mano sono 700.
All'alba, in seguito alle azioni partigiane della secondà metà di settembre, due forti colonne tedesche, appoggiate da una autoblinda, da armi automatiche pesanti e mortai, attaccano con il favore di una folta nebbia il Monte S. Martino: le guida un disertore del Gruppo Cinque Giornate dell'Esercito Italiano; hanno pure la collaborazione dei carabinieri e della guardia di finanza che si prestano a fare da cordone sanitario attorno al monte e lungo il confine svizzero.
In serata i tedeschi propongono di parlamentare ma è solo uno stratagemma per serrare sotto.
Inizia quindi la battaglia anacronistica di posizione, come nella guerra alpina del 1915-18.
Malgrado la disparità delle forze in campo il combattimento di prolunga per tutta la giornata.

14/15, Varese, fortificazioni di San Martino: il gruppo di partigiani si ritira nelle fortificazioni alte.
Al mattino riprende la battaglia con l'intervento di tre aerei tedeschi che bombardano le posizioni italiane e tagliando i rifornimenti d'acqua;
la sera i superstiti, dopo essersi difesi accanitamente, e vista la situazione disperata, non possono far di meglio che tentare la salvezza filtrando attraverso lo schieramento nemico per sconfinare nella vicina Svizzera.
Le perdite tedesche sono state notevoli: non tuttavia – come rettificherà Giorgio Bocca – i duecento morti di cui si parla nelle relazioni al Comitato di liberazione, ma certo una trentina.
[E. Campodonico, Il gruppo del S. Martino e la battaglia del 13-15 novembre 1943, in Il Movimento di liberazione in Italia, Milano sett 1949, pp. 27-36.].

Castel d'Argile, Cento (Ferrara), all'alba, in un fossato lungo la strada, viene trovato assassinato Igino Ghisellini, commissario della federazione fascista di Ferrara; poco distante dal cadavere, l'automobile, una Fiat 1100 con cui la sera prima si era diretto verso casa a Casumaro e con cui oggi sarebbe dovuto andare a Verona.
Ferrara, nel tardo pomeriggio, su ordine di A. Pavolini, gli squadristi di Verona e di Padova arrivano in città guidati da:
. Giovanni Battista Riggio, console generale della Milizia,
. avv. Enrico Vezzalini, famigerato,
. Piero Cosmin, capo della provincia di Verona,
. Nino Furlotti, capo della polizia federale veronese.
[Questi ultimi due, delinquenti comuni, saranno coinvolti più tardi nell'esecuzione di G. Ciano.]
ore 20:00, comincia il rastrellamento che dovrà fornire le vittime per la rappresaglia e vendicare il camerata Igino Ghisellini. Si compila una lista di 84 nomi. Sono sospettati di antifascismo, non hanno altre colpe. Tra gli altri vi sono:
. avv. Mario Zanatta (Partito d'Azione),
. Luigi Calderoni, gelataio;
. Masiero, illusionista,
. dott. Umberto Ravenna, 80enne,
. prof. Mario Magrini,
. Ada Costa, maestra socialista,
. Gullini, meccanico,
. ing. Silvio Finzi,
. avv. Giuseppe Bassani, cieco, accompagnato dalla moglie,
. avv. Ugo Teglio, socialista;
. ecc.
Alcuni sono già in carcere, altri vengono prelevati dai militi e trasferiti in un camerone della caserma Littorio, in piazza Fausto Beretta; intanto, alla federazione, bisogna scegliere coloro che si è deciso di fucilare. Tocca ai dirigenti Roberto Ghilardoni e Marco Calura, ma rifiutandosi questo terribile compito vengono cacciati fuori tra gli urli. Il capo della provincia di Ferrara, Vincenzo Berti, si dimette per protesta. Allora prende in mano la situazione il console Giovanni Battista Riggio che scrive i nomi:
01. Emilio Arlotti, ex senatore, intimo amico di Italo Balbo e che ha rifiutato di aderire alla Repubblica;
02. avv. Pasquale Colagrande, sostituto procuratore del re;
03. Vittorio Hanau, commerciante;
04. Mario Hanau, figlio del precedente;
05. avv. Giulio Piazzi;
06. avv. Mario Zanatta;
07. Alberto Vita-Finzi, commissionario;
08. avv. Ugo Teglio, socialista;
09. ?;
10. ?.
Nino Furlotti riunisce i dieci morituri, li porta fuori, li conduce in via Roma, contro il fossato del castello estense. Prima ammazzano l'avv. Mario Zanatta con un colpo alla nuca, subito dopo tutti gli altri a raffiche di mitra.
[L'indomani si vieterà ai parenti di avvicinarsi ai cadaveri. La questura invierà il suo rapporto all'autorità giudiziaria: «Stamane sono stati trovati undici cadaveri di ignoti: si ignorano le cause e gli autori di queste uccisioni».]

Altrove cadono nello stesso momento ancora tre vittime:
. ing. Girolamo Savonuzzi;
. rag. Arturo Torboli;
. Cinzio Belletti, manovale.

Verona, in serata, nella sala del Castelvecchio ha luogo la prima e unica Assemblea nazionale del Pfr, sotto la presidenza di A. Pavolini; al "rapporto nazionale" partecipano i federali e i commissari delle confederazioni sindacali dei lavoratori; viene aperto con la lettura di un messaggio di B. Mussolini il quale sottolinea come un problema sovrasti agli altri, quello della politica militare;
nella seduta del mattino A. Pavolini tiene un lungo discorso facendo la sua relazione sugli avvenimenti passati e sulla situazione presente, discutendo poi sui compiti del nuovo fascismo ecc.; parla anche dell'organizzazione del partito, che deve essere di qualità e di non di quantità, dell'organizzazione sindacale e della prossima convocazione della Costituente;
nel pomeriggio avviene la discussione, molto agitata, nella quale emerge la figura di Fulvio Balisti, il comandante dei giovani di Bir-el-Gobi, ma lo stesso B. Mussolini definirà la seduta una bolgia;


15
, [a.f.: ] F. Parri, accompagnato da Leo Valiani, valicata clandestinamente la frontiera, si incontra in Svizzera con i due capi dei servizi alleati: Allen W. Dulles, dell'OSS (Office of Strategic Services) americano, e John McCaffery, della N. 1 Special Service inglese, ramo del SOE (Special Operations Executive).
F. Parri respinge ogni ipotesi di un compromesso con la monarchia, espone la situazione politico militare dell'Italia centro-settentrionale e presenta un progetto di organizzazione di un esercito partigiano autonomo, anche se collegato con i Comandi alleati per i rifornimenti e la condotta della guerra.
Il progetto non è condiviso dagli Alleati
. Essi temono che le formazioni partigiane possano venire influenzate dai partiti di sinistra, e al "progetto Parri" preferiscono la tattica tradizionale dei piccoli gruppi specializzati di informatori e di sabotatori.
F. Parri sa giocare abilmente sulle rivalità dei due Servizi alleati che finiscono per approvare il piano ma i "lanci" si faranno attendere a lungo e risponderanno a un calcolo di precisa discriminazione politica.


Lo stesso giorno, stragi a Ferrara.

Milano, vengono riaperte le scuole.

15-16, Verona, nella nuova seduta viene presentato il manifesto programmatico "i diciotto punti di Verona" (concepito e costruito da B. Mussolini e redatto da A. Pavolini e da Bombacci), approvato per acclamazione, che prevede:
- una normalizzazione della vita politica con elezioni quinquennali,
- un'avanzata legislazione sociale,
- la collettivizzazione delle imprese di interesse pubblico ("socializzazione");
[Un esempio sarà la trasformazione in cooperativa di lavoraori l'officina Stanga (società anonima per costruzioni ferro-tranviarie) di Padova; non sarà imitata da altre e la stessa non avrà successo tanto che a dicembre gli operai entrano in sciopero non volendo nominare la commissione direttrice.]
scarso successo ha anche il tentativo fascista di convincere le migliaia di prigionieri italiani in Germania di aderire alla nuova repubblica ed entrare a far parte del suo esercito (comandato dal mar.llo R. Graziani );
contro le forze della resistenza vengono costituiti reparti speciali autonomi (Brigate nere, comandante da A. Pavolini; X MAS, comandata da J.V. Borghese) e bande irregolari (Koch, Carità) che si segnalano per crudeltà ed efferatezza.
Mentre si sta svolgendo l'assemblea di Verona, giunge la notizia che a Ferrara il federale Igino Ghisellini è stato assassinato; stabilita la calma nell'assemblea, subito insorta al grido "a Ferrara! a Ferrara!", A. Pavolini decide di inviare in quella città, per colpire i «mandanti morali», gli squadristi di Padova e quelle squadre di Verona che si chiamano "polizia federale", cioè polizia del fascio, una delle tante che in questo periodo si costituiscono;
arrivati a Ferrara con estrema violenza, gli inviati arrestano 17 persone abbienti, detenute perché in fama di antifascisti (tra loro il senatore Arlotti) e le assassinano per rappresaglia: portano poi i cadaveri dinanzi al monumento dei Caduti fascisiti dove li lasciano sino al giorno seguente; si impadroniscono quindi di numerose persone della borghesia, annunciandone l'uccisione di dieci al giorno finché non sarà denunciato il nome dell'assassino di Igino Ghisellini.
La rappresaglia, la cui prosecuzione viene impedita da Guido Buffarini-Guidi, fa orrenda impressione ovunque e getta una luce sinistra sul fascismo risorgente e anche sul convegno di Verona.
B. Mussolini, irritatissimo, definisce l'episodio un atto stupido e bestiale, soggiungendo che tocca il Governo e che le responsabilità saranno individuate e colpite. Investe con una tale sfuriata A. Pavolini da farlo piangere: questi risponde che i fascisti devono difendersi perché sono scannati per le strade come capretti e gli porge una lista di 63 camerati assassinati.

Si legge intanto sui giornali di 10.000 SS che hanno giurato fedeltà alla repubblica fascista dinanzi al console De Maria.

16, il Consiglio dei minisitri della RSI dichiara che per quanto riguarda la marina, «in attesa dei mezzi di cui è rimasta priva in seguito agli infausti avvenimenti dell'8 settembre, sta ordinando e addestrando reggimenti di fanteria che costituiranno il nuovo corpo della fanteria di marina».

17, B. Mussolini contro le insistenze di R. Ricci, assicura il mar.llo R. Graziani che tutto rimane come è stato deciso;
lo stesso giorno «l'Unità» sotto il titolo "Traditori giustiziati" porta il seguente elenco:
- Torino, presso la Barriera di Nizza, il seniore della milizia Ilario, nota spia al servizio dei tedeschi;
- Milano, in un caffè di Porta Ticinese, il fascista Rotta, in divisa, ferito a rivoltellate;
- Monza, il noto fascista Gatti, ufficiale traditore passato al servizio dei tedeschi, ferito gravemente.
A pochi giorni di distanza dal fratello Cristoforo, il popolo ha giustiziato il fascista repubblicano Gabriele Umena, vecchio teppista di Tor Pignattara, squadrista, sciarpa Littorio.

18-1 dic., Torino l'ondata di scioperi alla FIAT-Grandi Motori e in altre fabbriche torinesi riguarda esclusivamente aumenti di salario e altre concessioni materiali. Dalla Grandi Motori l'agitazione si estende a tutte le altre sezioni del complesso aziendale Fiat portando a oltre quarantamila il numero degli operai scioperanti.
Il giorno seguente l'agitazione continua alla Mirafiori e all'Aeronautica e le rivendicazioni si allargano e si precisano con la richiesta di un aumento dei salari nella misura del 100%, di una razione di pane di 500 grammi, del raddoppio dei generi da minestra. Il Comitato Sindacale Clandestno interviene con un volantino nel quale, accanto alle rivendicazioni economiche, sono poste quelle polemiche contro la "deportazione coatta tedesca" e il regime di occupazione.
La Direzione della Fiat, concesso l'anticipo di 500 Lire per gli uomini e di 200 Lire per le donne sui salari di novembre, ritiene esauriti i soi obblighi e indirizza la Commissione al Comando tedesco che si affretta in un suo comunicato ad affermarsi estraneo alle "risoluzioni salariali" e alle autorità fasciste, che offrono invece una mediazione che viene rifiutata. Lo sciopero prosegue così per tutto il 22 novembre dilagando anche nei centri minori della provincia e si prolunga in alcune fabbriche sino al 23, mentre i rappresentanti degli industriali e i dirigenti dei sindacati fascisti si incontrano in Prefettura per elaborare un accordo che, solo momentaneamente, può togliere di mano al Comitato Sindacale Clandestino la carta delle rivendicazioni.

19, B. Mussolini cambia idea e costituisce la "Guardia Nazionale Repubblicana", la prima di varie organizzazioni poliziesco-militari repubblichine, che affiancheranno i tedeschi nei rastrellamenti di ebrei e partigiani, nelle torture e nelle esecuzioni degli antifascisti; nei mesi successivi le polizie parallele e i piccoli eserciti privati si moltiplicheranno nel regime di Salò: si distingueranno per ferocia i torturatori delle bande Koch e Carità e le Brigate nere, che supereranno per ferocia gli stessi aguzzini tedeschi; saranno inoltre creati reparti di "SS italiane", in cui saranno inquadrate alcune migliaia di effettivi;


20 NOVEMBRE 1943

L' «Agenzia Stefani» comunica che con decreto in corso di pubblicazione vengono istituite:
a) - la Guardia Nazionale Repubblicana che
ha il compito:
- di difendere dall'interno le istituzioni e far rispettare le leggi della repubblica;
- di proteggere l'incolumità personale dei cittadini;
- di garantire l'ordinato svolgersi di tutte le manifestazioni singole e collettive dell'attività nazionale; è formata:
- dal MVSN,
- dall'Arma dei carabinieri e
- dalla Polizia dell'Africa Italiana;
è alle dipendenze di un proprio comando generale e, per 'impiego dei servizi di ordine pubblico, dipende dal ministro dell'Interno.
Il luogotenente generale della MVSN R. Ricci è nominato comandante generale della GNR.
Dopo un'ispezione ai comandi regionali di Alessandria, Milano e Firenze e ai comandi provinciali di Asti, Torino, Vercelli, Novara, Bergamo, Piacenza, Cremona e Mantova, un ufficiale superiore dell'ufficio Operazioni e Servizi dello Stato Maggiore dell'Esercito scrive nel suo rapporto di aver riscontrato ovunque scarsità di automezzi e quasi assoluta deficienza di carburante.
b) - la polizia repubblicana del ministero dell'Interno:
ha, esaltati, tutti i difetti della GNR: cattiva organizzazione, scarso armamento, scarsa voglia di lavorare e di combattere, capi nominati e destituiti a rotazione (prima Tullio Tamburrino che sarà arrestato dalle SS, poi il console della Milizia Eugenio Cerruti, poi, dal 6 ottobre 1944, il gen. Renzo Montagna), un personale tra i più scadenti nel quale abbondano gli imboscati, i doppio-giochisti, i fascisti dalla fede tiepidissima e dal compromesso facile.

22 NOVEMBRE 1943

il giornale clandestino «Brescia libera» pubblica l'atto istituzionale delle "Fiamme verdi".
Nei giorni seguenti un manifestino riporterà la:

«Legge del patriota»

1. Il patriota è leale, combatte non per un'avventura, non per mettersi al riparo e creare una situazione di privilegio.
2. Il patriota è onesto, disdegna di sfruttare ogni situazione dalla quale possa trarre vantaggio personale a danno dei fratelli e del Paese.
3. Il patriota è nobile d'animo, accetta e si impone la disciplina, non critica, ragiona e obbedisce.
4. Il patriota è sereno, fiducioso nell'aiuto di Dio che non è mai assente a chi si sacrifica per la giustizia; egli è forte anche negli insuccessi.
5. Il patriota è integro, è nobile anche con il nemico vinto e abbattuto, è troppo grande la causa che il patriota difende per sminuirla con qualunque cosa meno nobile e meno degna
.

Questa "legge" con il suo ovvio ed enfatico catechismo vuole rassicurare il benpensantismo cattolico, e indicare il compromesso dottrinario fra le virtù cristiane della clemenza, della rassegnazione, della pietà e la "guerra feroce".
I cattolici "ribelli per amore" avranno da Teresio Olivelli una preghiera che ha accenti neocristiani. Però non esiste, nella Resistenza, una ideologia cattolica distinta o in contrapposizione ad altre ideologie; non c'è una discussione ideologica tra religiosi e non religiosi. Non perché i principi evangelici siano decaduti o dimenticati; ma perché sono un patrimonio di tutti, perché la morale della «Legge del patriota» è implicita nella scelta partigiana.
I rapporti fra autonomi, giellisti, garibaldini e cattolici sono, da subito, di rivalità, ma anche di riconoscimenti sul campo. Giustizia e Libertà svolge già la sua funzione di mediatrice, di ponte tra le formazioni comuniste e quelle autonome, impedendo la divisione del fronte partigiano.

[Giorgio Bocca, Storia dell'Italia partigiana, G. Laterza & Figli, Bari 1980]

Lo stesso giorno il gen. Botto discute con il Comando della Luftwaffe l'impiego della fantomatica aviazione fascista.

Torino, due gappisti in bicicletta aprono il fuoco sui soldati tedeschi di guardia alla stazione di Porta Nuova, senza colpirli; pochi minuti dopo esplode, con morti e feriti nemici, una bomba lanciata dal gappista Ateo Garemi in un locale di via Nizza.
Cade sotto i colpi dei gappisti il fascista Vassallo.

23 NOVEMBRE 1943

L'unico lancio fatto dagli Alleati sui monti lombardi contiene pochi pacchi di vestiario e di esplosivo.



24 NOVEMBRE 1943

Con provvedimento del 24 novembre 1943 dello "Stato nazionale repubblicano", costitutivo della Guardia Nazionale Repubblicana, le milizie fasciste e quindi anche la MVSN vengono affiancate ai carabinieri.
Da questo momento si determina una situazione confusa e spesso conflittuale fra MVSN e Carabinieri.

25 NOVEMBRE 1943

Il consiglio dei Ministri decide che dal 1° dicembre p.v. lo "Stato nazionale repubblicano" prenda il nome definitivo di Repubblica Sociale Italiana e abbia come bandiera il tricolore col fascio repubblicano sulla punta dell'asta.
Milano ne è la capitale politica.
[Il nuovo stato è in realtà vassallo della Germania.]
[Il titolo non piace in Germania dove il J. von Ribbentrop, in un lungo colloquio con Anfuso, vuole spiegazioni per quanto riguarda soprattutto l'aggettivo "sociale"; si crede sia un surrogato di socialista o che annunci l'avvio verso il socialismo! A. Hitler è malcontento perché non è stato chiamato fascista…]
Delibera anche la costituzione della "Confederazione del lavoro, della tecnica e delle arti", escludendone ogni rappresentanza del capitale, dandole quindi un esplicito carattere di organo di classe.
Stabilisce pure un aumento del 30% di tutti i salari (con ciò lo Stato assume più che il controllo, l'imperio in tutte le aziende) e un aumento da precisare per i dipendenti della pubblica amministrazione.
Circa la Costituente se ne parla moltissimo, si incarica Biggini di redigere un testo di legge e si dice che l'assemblea si radunerà verso la metà di dicembre a Guastalla, nella rocca o nell' "agiatissimo albergo" dei Torelli e dei Gonzaga.
[Il che è impossibile finché dura incerto il conflitto armato.]

25, Campegine (Reggio Emilia), traditi da un delatore, i F.lli Cervi sono arrestati nel corso di una delle prime operazioni di polizia condotte dai tedeschi nella zona; il giorno 28 sono fucilati.
[A. Cervi, I miei sette figli, Edizioni di Cultura Sociale, Roma, 1955.]


27, con deliberazione del Consiglio dei ministri vengono nominati i membri del Tribunale straordinario speciale che dovrà giudicare i responsabili dell'ultimo voto del Gran Consiglio (dei quali alcuni, e tra essi G. Ciano, già arrestati) e i membri dei Tribunali speciali provinciali.
[Gli uni e gli altri saranno destinati ad essere piuttosto la scena della tragedia nazionale e della guerra civile, che sede di giustizia.]
Tribunale straordinario speciale
[9 membri, cso il presidente]
Presidente
avv. Aldo Vecchini (1) figlio di un illustre penalista; volontario di guerra, combattente, decorato al valor militare;
già segretario del Sindacato nazionale avvocati e procuratori (a.f.: presidente del Consiglio nazionale forense, prima del 25 luglio; col colpo di Stato ha perso il posto e l'hanno anche bastonato per strada, riducendolo a mal partito);
Componenti
Celso Riva operaio metallurgico di Varese, Sansepolcrista, squadrista, combattente, padre di Luigi Riva caduto del Fascismo repubblicano torinese;
gen. Renzo Montagna (2) luogotenente generale della Milizia, squadrista, volontario di guerra, combattente, decorato al valor militare; arrestato il 25 luglio e rinchiuso al Forte Boccea con gli altri gerarchi del regime;
dott. Franz Pagliani medico-chirurgo bolognese, ordinario dell'Università di Bologna, squadrista, combattente, decorato al valor militare; uno degli autori della strage di Ferrara;
ing. Domenico Mittiga squadrista torinese, console generale della Milizia, volontario di guerra, combattente, decorato al valor militare;
Giovanni Battista Riggio console della Milizia, volontario di guerra, combattente, decorato al valor militare; ha guidato la feroce spedizione punitiva su Ferrara e ha scelto le vittime;
Vito Casalinuovo console della Milizia, squadrista, volontario di guerra, combattente, decorato al valor militare, mutilato di guerra;
avv. Enrico Vezzalini squadrista modenese, volontario di guerra, combattente, decorato al valor militare; annche lui scatenato a Ferrara e in seguito prefetto repubblicano di Novara.
Otello Gaddo primo seniore della Milizia, squadrista, volontario di guerra, combattente, decorato al valor militare, mutilato di guerra, comandante del 170° battaglione squadristi Vespri, formato da legionari di Sicilia, Calabria, Puglie, Lucania e Campania
Giudici supplenti
Pietro Galia  
Guido Guidi  
Ferdinando Collu  
Pubblici accusatori (3)
avv. Vincenzo Cersosimo (4) per tanti anni giudice istruttore del Tribunale speciale per la difesa dello Stato;
avv. Andrea Fortunato estremista, monco di una mano;
(1) Aldo Vecchini, dopo la nomina, corre subito a Gargnano da B. Mussolini per convincerlo a lasciarlo fuori, ma invano; scrive allora una lettera al «Corriere della Sera», a futura memoria, e la consegna al direttore Ermanno Amicucci il quale però non la pubblica, forse fiutando l'aria;
(2) Renzo Montagna, unico equilibrato e prudente tra gli otto membri;
(3) «per eventuale sostituzione reciproca».
(4) Vincenzo Cersosimo, corre anche lui da B. Mussolini per essere esentato dall'incarico ma ottiene soltanto il ruolo più defilato di giudice istruttore.

Rielaborazione da:
Silvio Bertoldi, Salò, (1976, Rizzoli Editore).

 

 

Genova, lo stesso giorno entrano in azione i GAP liguri guidati da Giacomo Buranello: in appoggio allo sciopero dei tranvieri, sabotano gli scambi tranviari di Sturla, Tommaseo, Brignole, piazza Banco S. Giorgio, poste S. Agata.

Nello stesso periodo si muovono anche i GAP di La Spezia lanciando bombe a mano contro convogli ferroviari tedeschi.

28, Crema, padre Prospero, guardiano del convento dei cappuccini, viene arrestato perché "responsabile, dal pulpito, di propaganda antifascista".
Padova, lo stesso giorno, prima di lasciare la città, il rettore dell'Università prof. Concetto Marchesi (Pci), costretto alle dimissioni, indirizza agli studenti e alla gioventù italiana un proclama che costituisce una delle più nobili espressioni della resistenza italiana:
«Oggi non è più possibile sperare che l'Università resti asilo indisturbato di libere coscienze operose, mentre lo straniero preme alle porte dei nostri istituti e l'ordine di un governo, che per la defezione di un vecchio complice ardisce chiamarsi repubblicano, vorrebbe convertire la gioventù universitaria in una milizia di mercenari e di sgherri massacratori…
Una generazione di uomini ha distrutto la vostra giovinezza e la vostra patria; vi ha gettato tra cumuli di rovine. Voi dovete tra quelle rovine portare la luce di una fede, l'impeto dell'azione e ricomporre la giovinezza e la patria
.
Traditi dalla frode, dalla violenza, dalla ignavia, dalla servilità criminosa, voi, insieme con la gioventù operaia e contadina, dovete rifare la storia dell'Italia e costituire il popolo italiano.
Per lo sdegno che vi illumina, per la fede che vi accende, non lasciate che l'oppressore disponga della vostra vita, fate risorgere i vostri battaglioni, liberate l'Italia dall'ignominia
.».
Rifugiato Concetto Marchesi in Svizzera e prigioniero Silvio Trentin, Egidio Meneghetti riprende le fila della cospirazione facendo dell'Università di Padova il centro propulsore di tutta la Resistenza veneta.


30, il ministro degli Interni, avv. Guido Buffarini-Guidi, manda ai capi delle provincie il seguente "Ordine di Polizia n. 5":
1) Tutti gli ebrei, anche se discriminati, a qualunque nazionalità appartengano, e comunque residenti nel territorio nazionale, debbono essere inviati in appositi campi di concentramento. Tutti i loro beni mobili e immobili, debbono essere sottoposti ad immediato sequestro, in attesa di essere confiscati nell'interesse della RSI, la quale li destinerà a beneficio degli indigenti sinistrati dalle incursioni aeree nemiche.
2) Tutti coloro che, nati da matrimonio misto, ebbero in applicazione delle leggi razziali italiane vigenti, il riconoscimento di appartenenza alla razza ariana, debbono essere sottoposti a speciale vigilanza degli organi di polizia. Siano pertanto concentrati gli ebrei in campi di concentramento provinciali in attesa di essere riuniti in campi di concentramento speciali appositamente attrezzati.

Bagnolo Cremasco, un forte numero di persone, in maggioranza donne, assalta la caserma dei carabinieri, liberando venticinque famigliari di renitenti fermati per ordine del prefetto di Cremona.
Il ministro Carlo Alberto Biggini lascia al suo posto all'università di Padova il rettore C. Marchesi benché lo conosca come antifascista.

Omegna (Novara), i partigiani di Beltrami e di Moscatelli occupano per due ore la cittadina: quanto basta per tenervi un comizio, incendiare la Casa del fascio, ritirare armi e munizioni dalla fabbrica Inuggi, arrestare alcuni fascisti.
Qualche ora dopo arrivano da Novara i fascisti e i tedeschi, prendono ostaggi, sparano, colpiscono a morte un bambino che si è fatto sulla strada.

Torino, il gappista Ateo Garemi viene catturato e fucilato.
Uno dei suoi uomini è stato arrestato e ha "cantato". Il gappismo torinese è praticamente distrutto. Colombi, il responsabile del Pci, fa venire da Acqui Giovanni Pesce [Visone], un reduce della guerra di Spagna e dei Francs Tireurs Partisans; gli presenta i superstiti: tre persone. Gli altri, o sono morti o hanno tradito come il suo delatore o hanno chiesto di raggiungere le bande di montagna. Giovanni Pesce [Visone] prende alloggio in via Fabbri 2. Con lui il gappismo torinese diventa un mestiere di esperti.

Genova, preoccupati dopo l'azione di tre giorni prima alle linee tranviarie, i fascisti tengono un rapporto a tutti i segretari dei fasci della provincia; il gen. Guassardo espone un suo piano per la difesa dal terrorismo; il prefetto Basile annuncia arresti e deportazioni.


Milano, (fine novembre; a.f.: primi di novembre) viene installato un Comando generale delle bande, trasformate in Distaccamenti d'Assalto Garibaldi (quelle che si chiameranno Brigate d'assalto Garibaldi).
[La funzione di questi distaccamenti viene spiegata dal Comando con un'apposita circolare:
«Perché distaccamenti modello? Perché creati per l'azione armata, per l'assalto, per l'attacco audace. Distaccamenti d'assalto perché si danno una organizzazione e una disciplina di ferro adeguate ai compiti che si propongono. Distaccamenti di assalto perché la loro tradizione si iscrive nelle migliori tradizioni popolari e nazionali, dai garibaldini del Risorgimento alla gloriosa brigata Garibaldi di Spagna».
Lo stesso Comando garibaldino dà anche la parola d'ordine: «Le armi sono quelle che ha il nemico a cui bisogna strapparle».]
Questo vertice è guidato da Luigi Longo [Gallo] che, in assenza di P. Togliatti [Ercoli], tuttora in Unione Sovietica, assume le funzioni di capo politico e militare del Nord; al suo fianco sono uomini come:
. P. Secchia (commissario politico),
. Giuseppe Dozza [Ducati],
. G.C. Pajetta con il fratello Piero Pajetta [Nedo],
. E. Sereni,
. E. Curiel,
. Roasio (coordinatore con il Veneto e l'Emilia),
. Scotti (coordinatore con il Piemonte e la Liguria),
. altri.
[I rapporti con i comunisti dell'Italia centrale resteranno aleatori ancora per parecchi mesi.]
Nascono quindi i GAP (Gruppi di azione patriottica), composti soltanto da militanti comunisti. Non rispondono ai Cl (Comitati di liberazione) ma al Pci e a nessun altro.

Biellese, Piero Pajetta [Nedo] offre agli ufficiali effettivi il comando delle bande ottenendo, in cambio, l'accettazione dei commissari politici. Il col. Tenno diventa comandante militare, Piero Pajetta [Nedo] il commissario politico.
[L'equivoco dura poco: dopo due giorni il col. Tenno emana l'incredibile ordine attesista: «Saranno ritenuti dissidenti e ribelli quelli sconsiderati che tratterranno armi e munizioni, e come tali perseguiti e puniti».
Questo succede perché il col. Tenno e i suoi ufficiali non hanno cambiato idea, pensano a un magazzino unico delle armi, da usare solo all'ora opportunistica, l'ultima ora. Cacciati dalle bande, i militari si riuniscono nell'albergo Savoia sul Mucrone.
La prima puntata tedesca li scioglie definitivamente.]

Lombardia, il tentativo di costituire un "Comando unificato" affidato ai militari è rinviato per due ragioni:
- la presenza del Comando generale garibaldino, a cui già si contrappone quello giellistico di F. Parri;
[Da cui bisogno di un periodo interlocutorio di chiarimento, fra F. Parri che sogna un esercito popolare del tipo mazziniano (mentre i giellisti piemontesi hanno già decisamente preso la strada delle formazioni politiche) e i garibaldini che difendono la loro autonomia.]
- la crisi gravissima in cui versa il movimento armato lombardo, ridotto a novembre a pochi debolissimi gruppi.

Milano, oltre alla Breda di Sesto San Giovanni, si verificano scioperi e agitazioni alla Edison, dove vengono chiesti anticipi sui futuri aumenti del dopoguerra, in alcuni depositi della Azienda Tramviaria Municipale, alla CGE e allaOM, dove avvengono incidenti e dove la "Muti" occupa per due giorni lo stabilimento. In questa occasione una trentina di operai vengono arrestati e deportati in Germania.

Megolo, le autorità fasciste pongono sulla testa del comandante Filippo Beltrami una taglia di centomila lire [ca 6 Mni del 1965].
[Fonte A. Marchetti mentre la fonte Azzari parla di 1 Mne di lire= 60 Mni.]
I tedeschi, dal canto loro, dopo la breve occupazione partigiana del 30 novembre rinforzano il presidio di Omegna costringendo i partigiani a ritirarsi verso la Valle Strona.

Bellunese, a fine novembre un primo rastrellamento tedesco viene effettuato contro le posizioni partigiane del Lentiai.



CENTRO

Lo stesso mese, in un rapporto inviato al governo di Londra, l'ambasciatore britannico presso la Santa sede, sir D'Arcy Osborne esprime queste valutazioni:
«I principi e le regole della democrazia sono estranei alla natura del popolo italiano, che non si interessa di politica e le cui esperienze in questo campo hanno sortito l'unico risultato di accrescere il suo innato scetticismo. La gran massa degli italiani è individualista e politicamente irresponsabile e si preoccupa soltanto dei suoi problemi economici più urgenti. Mussolini aveva ragione a dire che gli italiani sono sempre stati povera gente».
[Gli inglesi però si guardano bene dall'ammettere che l'Italia, che tanto disprezzano, è proprio la nazione al cui controllo maggiormente ambiscono perchè – lo dice lo stesso W. Churchill – è funzionale agli interessi britannici.]

, Castelgandolfo: il numero delle persone da sfamare comincia a essere impegnativo, e le suore e l'economo sono preoccupati.

4/5, Roma, nella notte un aereo lancia 5 bombe di piccole dimensioni sul Vaticano; i danni non sono gravi, né vi sono vittime. Di una bomba inesplosa le autorità vaticane vedono che è inglese, nessuno però crede che sia inglese la provenienza; in un comunicato il gen. D.D. Eisenhower rigetta immediatamente qualunque responsabilità. La stampa fascista e nazista inscena subito una clamorosa campagna contro gli alleati facendo supporre che, anche se non anglo-americano, l'aereo sia stato russo.
[Si fa presto a poi a scoprire che l'aereo, un Savoia Marchetti, è partito da Viterbo, pilotato dal sergente fascista Parmeggiani, con la conplicità delle SS, su idea di R. Farinacci.]

4/5, Castel Gandolfo: viene limitata e in parte soppressa la distribuzione del vino.

11, Castel Gandolfo: il dott. De Luca costituisce un gabinetto dentistico di emergenza. Vengono accolti i mons.ri Garofalo, Piolanti e Ladomerski.
13, Castel Gandolfo: vengono consegnate dal Vaticano due vetture della Casa Reale per essere "internate"; poi ne arrivano altre sei: lo stemma regio viene sostituito con quello pontificio! Frattanto, crescendo le bocche da sfamare, cala fin quasi a scomparire la pasta; si riesce però a concludere un accordo con un molino di Vetralla.
16, Roma, il C.L.N. della capitale pubblica un altro ordine del giorno elaborato in Laterano (nella casa di mons. Barbieri) fuori d'ogni contatto col popolo, che riafferma i voti della precedente dichiarazione romana per la costituzione di un governo straordinario munito di tutti i poteri costituzionali.
[Esso dà l'impressione che ci sia concordia tra i gruppi antifascisti dell'Italia meridionale e quelli dell'altra; concordia invece di pochi uomini, nominatisi da soli capi e rappresentanti dei partiti.
La casa di mons. P. Barbieri, in via Cernaia 14, è una di quelle a cui nessuno bussa invano. Gente ignota anche, e specialmente ebrei sfuggiti alle retate; ma, per lo più, è questa la sua caratteristica, gente di un certo nome e spesso con nomi di primo piano, uomini politici, di cultura, giornalisti, i quali cercano rifugio e qualche aiuto, ma non di rado si riuniscono esclusivamente per riunioni segrete. Proprio in questa casa il C.L.N. ha in questi mesi uno dei suoi recapiti più sicuri. I suoi "membri " hanno temporaneo asilo nel Laterano: ma di tempo in tempo devono uscirne per incontri. Sono così ospiti, almeno saltuariamente: Casati, Soleri, Nenni, De Gasperi, Ruini, Saragat, De Ruggiero, Scialoja, Stangone, Gronchi, Amendola, Carandini, Scoccimarro, Siglienti, Cadorna.]
18, Grosseto: quarto bombardamento ad opera di aerei americani: 22 morti;

19, Castel Gandolfo: alle preoccupazioni per il vitto si aggiungono ora quelle per la salute: sono soprattutto gli studenti stranieri ad ammalarsi, anche perché non abituati al clima e al cibo italiano.

20, Castel Gandolfo: la situazione è aggravata da un violento nubifragio che allaga tutti i locali al piano-terra. Lo stesso giorno si registra la prima Topolino pontificia: l'auto che riceve la targa vaticana appartiene a mons. Clarizio.

23, operando lungo la direttissima Bologna-Firenze, la banda di [Lupo] (quella da cui trarrà origine la Brigata Stella Rossa) attacca un convoglio merci, incendiando alcuni carri-botte carichi di benzina e distruggendo quattro automezzi. Pochi giorni dopo, presso la galleria di Campolongo, la banda blocca un treno di militari italiani e stranieri prigionieri, avviati verso i campi di concentramento in Germania, e ne libera centocinquanta.

26 e 29, Grosseto: bombardamento ad opera di aerei americani sulla stazione ferroviaria;


Roma, palazzo Braschi, tutto il direttorio del fascio romano viene arrestato dalla polizia italiana: Bardi, Pollastrini e Franquinet in testa. Quando la polizia penetra dentro il palazzo, trova grandi depositi di vettovaglie, parte sequestrate alla borsa nera e non rimesse in circolazione, parte rubate qui e là. Da una cella senza luce si estraggono 24 persone, ridotte in tristi condizioni, alcune con evidenti segni di torture subite, imprigionate dalla "guardia armata" del fascio. L'ordine di arresto è venuto direttametne da B. Mussolini.
Nella polizia italiana operante a Roma i funzionari, pochi esclusi, sono antifascisti o fanno il doppio gioco, scontando un rapido arrivo degli alleati: dei suo corpi la P.A.I. (polizia dell'Africa italiana) e la guardia di finanza, si sa che pendono verso il mar.llo P. Badoglio.
Sono stati arrestati autorevoli uomini dell'antifascismo: G. Saragat, S. Pertini, Silienti, Ginzburg, Muscetta, Rossi Doria e pochi altri.

30, Castel Gandolfo: il magg. Herzog e il serg. Antilici, con la collaborazione dell'ing. Rebecchini dei servizi tecnici del Governatorato, riescono a risolvere i problemi sorti per il distaccamento militare;

SUD


Novembre
, l'Ufficio informazioni, sotto la guida del col. Pompeo Agrifoglio, che ha già raggiunto una consistenza di circa cento operativi, assorbe un analogo ufficio che si sta costituendo presso lo Stato Maggiore dell'esercito e riorganizza le tre sezioni interne ponendosi in una chiara ottica di continuità con il Sim (Servizio informazioni militare). Le nuove sezioni prendono infatti lo stesso nome delle branche del Servizio operante in epoca fascista. Si tratta di:
- Sezione Zuretti (Ufficio situazione),
- Sezione Bonsignore (Ufficio difensivo),
- Sezione Calderini (Reparto offensivo),
[all'interno di quest'ultima sezione viene creato uno specifico nucleo denominato "Bande e sabotaggi" che ha il compito di raggiungere le bande dei patrioti costituitesi nell'Alta Italia ed assicurarne il collegamento con l'Italia liberata.
Fra i principali responsabili del settore "Bande e sabotaggi" della Sezione Calderini, fin dall'ottobre 1943, per coraggio ed efficienza, si distingue il col. Giuseppe Lanza Cordero di Montezemolo, che a Roma crea il cosiddetto Fmcr (Fronte militare clandestino) la prima organizzazione informativa della Resistenza, in gran parte composta da ufficiali di fede monarchica.
Il nucleo "Bande e sabotaggi" è composto da tre sottogruppi:
- , ha competenze all'ordinamento, la mobilitazione, l'addestramento e la segreteria;
- , si occupa della raccolta informazioni e reclutamento informatori (e comprende la sottosezione "Statistica e riproduzioni clandestine");
- 3°, è adibito ai mezzi tecnici, collegamenti radio e intercettazioni.
Un particolare organismo, il "Centro X", che ha il compito di mantenere i collegamenti via radio tra il Fmcr e il comando militare di Brindisi, è coordinato da:
. ?. Ettore Musco (futuro capo del Sifar),
. ?. Felice Santini (futuro capo del Sios aeronautica).
Ne fanno parte anche:
. magg. G. De Lorenzo
[all'inizio del 1944, dopo l'arresto del col. Giuseppe Lanza Cordero di Montezemolo, diventerà vicecapo del "Centro X" e sarà in futuro il vero e proprio "padre" di "Gladio".]
. ?. Mario Accasto
[È uno degli istruttori della sezione, all'interno della quale svolge un corso speciale per paracadutisti.]
. ?. Giovanni Duca
[Nel 1941, guiderà il VII Rgt di fanteria Cuneo, quindi passerà a dirigere l'Accademia militare di fanteria di Modena; l'8 settembre 1943, fedele al credo monarchico e al giuramento fatto al re, si schiererà con il governo del Sud andando ad infoltire le fila della cosiddetta Resistenza con le stellette (quella condotta dai militari). Assieme a un gruppo di ufficiali dell'Accademia di Modena darà vita alle prime forme di lotta antitedesca nell'area di Pavullo-Lama Macogno e contestualmente collaborerà con il Fmcr organizzando un vasto movimento antinazista clandestino. Dopo l'arresto del col. Giuseppe Lanza Cordero di Montezemolo, sarà lui a prendere temporaneamente in mano le redini del Fmcr.
[In seguito dirigerà
Di concerto con la Sezione Calderini, a Brindisi opera una speciale unità dei servizi segreti inglesi facente parte della codsiddetta "n. 1 Special Force", incaricata di coadiuvare le attività dell'Ufficio informazioni.
I rapporti tra questa e la Sezione Calderini, tuttavia, inizialmente sono molto tesi.
Gli inglesi infatti sono contrari a finanziare e armare le bande partigiane che si stannno formando al Nord Italia poiché temono che esse possano diventare una sorta di "esercito parallelo" che sarebbe poi difficile controllare e disciplinare.
Le missioni oltre le linee organizzate dalle due sezioni, inglese e italiana, sono già iniziate a fine ottobre e hanno come primo obiettivo di instaurare un canale di collegamento radio tra i partigiani operanti nel Nord Italia e il Comando supremo. I contatti vengono gestiti direttamente dalla "n. 1 Special Force" dalle sue basi nell'Africa del Nord fino al gennaio 1944.
[L'Ufficio informazioni rimarrà attivo fino alla liberazione di Roma il 4 giugno 1944.]

6, Bari, il Comitato Provinciale di Bari del Fronte Nazionale d'Azione (C.L.N.) nel suo ordine del giorno sulla dichiarazione di Mosca del 30 ottobre esprime tutta la sua soddisfazione per avere i rappresentanti delle Nazioni Unite solennemente riconosciuto al popolo italiano l'essenziale suo diritto di scegliersi liberamente la forma di governo del Paese e decidere automaticamente dei propri destini [...].
Il I Raggruppamento motorizzato, appena approntato, viene trasferito ad Avellino in attesa degli eventi.
9, nel pieno della crisi politica, Joyce (il nuovo presidente della Commissione Alleata) e Caccia, consultore sostituto inglese, presentano al mar.llo P. Badoglio due documenti:
- la proposta di emendamento all'accordo navale Cunningham-de Courten [Cunningham-de Courten agreement];
[Nel procedere alla firma (il giorno 17), l'amm. R. De Courten rilascia una dichiarazione con cui intende chiarire che la richiesta di inserzione delle nuove clausole altera lo spirito dell'accordo avuto due mesi prima con lo stesso ammiraglio briannico.]
- un protocollo di modifica dell' "armistizio lungo";
gli dicono anche che i due documenti sono l'uno legato all'altro, nel senso che se non firma l'emendamento non può ottenere nemmeno il protocollo di modifica.
10
, Brindisi, un memorandum del gen. D.D. Eisenhower comunica al Governo la formazione dell'Allied Control Commission (Commissione Alleata di Controllo) costituita in base all'art 37 dell' "armistizio lungo" e avente lo scopo «di mettere in atto i termini dell'armistizio stesso e di porre l'economia italiana a completta disposizione della lotta delle Nazioni Unite contro la Germania».
[responsabile della Sottocommissione finanziaria è il cap. Andrew Kamarck.]
Il gen. D.D. Eisenhower avverte che, procedendo l'avanzata alleata, altre province passeranno all'amministrazione italiana e questa si eserciterà sotto la «supervision» della Commissione, designata con la sigla A.C.C..
Il Governo deve però prima allargare le sue basi in modo democratico e poi tener ben chiaro che il trasferimento dei territori nelle sue mani non significa né la possibilità di amministrarli in libertà, senza il controllo alleato, né un qualunque mutamento alle clausole della resa.
Vice presidente dell'A.C.C. (10 nov-14 gen 1944) è il gen. americano Kenjon A. Joyce. Ha 6 sezioni speciali: legale, finanziaria, rifornimenti civili, sanità pubblica, sicurezza pubblica, proprietà del nemico. Essa viene divisa (fino al febbraio 1944) in due compartimenti con sede a:
- Bari, presso il "governo militare mobile", attivo nella zona di operazioni, avente a capo il lord Rennel Rodd;
- Palermo, responsabile del "governo militare statico", diretto da Mac Sherry.
La linea di demarcazione corre a nord delle province di Bari, Potenza e Salerno.
Nelle province più vicine al fronte mantiene le sue attività il governo militare (Allied Military Governement of Occupied Territories o A.M.G.O.T.) che prende però il nome peggiorativo di Governo Militare dei Territori Nemici (Allied Militay Governement of Enemy Territories) designato con la sigla A.M.G.E.T. abbreviata in A.M.G..
Un terzo organismo è costituito, con sede ad Algeri, per controllare l'Italia o meglio per coordinare la politica delle Nazioni Unite in Italia, il Consiglio Consuntivo (Advisory Council for Italy), secondo il progetto fissato alla Conferenza di Mosca: per il momento ai rappresentanti delle tre Grandi Potenze (Mac Millan, Murphy e Vyshinsky) si aggiunge soltanto un rappresentante del Comitato di Liberazione di Algeri (Massigli), non ancora quelli della Grecia e della Jugoslavia, però già annunciati.
Dunque l'A.C.C. e l'A.M.G. son due veri e propri congegni di asservimento, dei quali il secondo elimina ogni autorità italiana nei territori man mano occupati e li chiama nemici, come i tedeschi, l'altro rende impossibile al Governo italiano di muovere una foglia senza permesso.
[Parafrasando quanto disse P. Colletta alla caduta della Repubblica partenopea, si può riaffermare che, come allora, nel 1943-1944 gli spazi lasciati vuoti dal nuovo, che si distrugge, sono invasi non da un altro nuovo, ma dall'antico, povero agli atti, superbissimo ai proponimenti, incapace di ringiovanimento.
Gli alleati del 1943 ripetono l'errore commesso da lord Bentinck nel 1814, allorché, occupata Genova, dimenticando quant'era intravvenuto nel ventennio passato, vi restaurava le condizioni del 1797.]


13, con un proclama il mar.llo P. Badoglio si rivolge alla pubblica opinione dichiarandosi pronto a formare un governo con esperti tecnici che dovrebbe durare fino al suo ritorno nella capitale, per far posto allora a un governo politico;
intanto, dei ministri del 26 luglio (a Brindisi si pensa che alcuni siano morti) nessuno ha più dato notizia di se stesso:
. A. Sorice, ha mantenuto qualche collegamento clandestino ma non ha più funzionato come ministro;
. dr. L. Piccardi, unico a presentarsi a Brindisi, appena annunciato il nuovo governo, si dimetterà dichiarandosi solidale con i partiti del C.L.N..

15
, da un paio di settimane è apparsa sul fronte inglese, nelle posizioni di Mondragone, la prima unità di combattimento fascista, un battaglione Mussolini che ora ben sostiene gli assalti degli avversari infliggendogli pure notevoli perdite; si decide allora di mandare avanti il I Raggruppamento motorizzato, al comando del gen. Dapino, che ad Avellino soffre di numerose diserzioni, di assenze arbitrarie e della deleteria opera degli ambienti politici.
16, Brindisi, il mar.llo P. Badoglio presenta il nuovo governo della cui formazione è stato aiutato dal liberale Philipson;
in pratica, ingenuamente, il mar.llo P. Badoglio fa come se il governo del 26 luglio esistesse ancora e non sia né decaduto, né dimissionario, assegna quindi ai nuovi eletti le funzioni di sottosegratari di Stato;
[Una di quelle sottigliezze bizantine con le quali gli italiani credono di fare i sopraffini e invece fanno ridere gli stranieri che non le comprendono o le stimano affatto inutili.]
del nuovo governo fanno parte uomini di diversi partiti ma senza delega rappresentativa;
. avv. Vito Reale, uomo di fiducia di F.S. Nitti, sarà riconosciuto dallo stesso Philipson nel presidente della Commissione che l'aveva condannato al confino;
. Guido Jung, fervido fascista finché le leggi razziali non l'hanno colpito, si attira ora gli strali degli antifascisti;
. gen. Taddeo Orlando, su di lui pesa la minaccia della chiamata jugoslava per crimini di guerra;
. ecc.
Fatto sta che, con la nomina dei sottosegretari, il dissidio fra il Governo e i partiti antifascisti si fa abissale.

Il nuovo Ministero resta, come il precedente, un governo di fatto, non legale, non costituzionale perché non appoggiato da alcun partito, quindi non rappresentativo, non sanzionato da alcun voto parlamentare, né da alcuna manifestazione popolare, perciò legittimato unicamente dalla necessità.

20, Avellino, il I Raggruppamento motorizzato (5.500 uomini per il 70% del nord-centro Italia), al comando del gen. Dapino, riceve l'ordine dal Comando del II C.d'A. americano di spostarsi verso Maddaloni e S. Agata dei Goti, quindi verso Montesarchio.
Lo stesso giorno il principe Umberto, sulla strada di Aversa, sfugge per caso a un mitragliamento tedesco che incendia invece la macchina vicino alla sua.

24, il Consiglio dei Sottosegretari, come Consiglio dei Ministri, pubblica in un lungo comunicato il suo programma politico non di fronte ai problemi politici e amministrativi più urgenti, bensì di fronte ai fascisti, la cui persecuzione e punizione viene dichiarata conforme «alle gloriose tradizioni liberali del Risorgimento».
Bari, in un convengo regionale dei C.L.N. pugliesi, un certo Cifarelli propone di convocare a Napoli il congresso di tutti i C.L.N. meridionali, il quale avrà il compito di cercare un organo centrale permanente per agire sull'opinione pubblica e ottenere con la sua pressione un governo veramente democratico; l'idea piace e …
29, Napoli, con un ordine del giorno il C.L.N. riafferma la sua posizione di assoluta intransigenza.

 
SICILIA

1943
Novembre
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Partito comunista italiano
(Pci)

1943
Novembre
Castres, in seguito ad una rivolta, evade dal carcere Alessandro Vaia, dirigente del Pci ed ex garibaldino di Spagna:
[Dopo essere rimasto internato per circa tre anni nel campo del Vernet, era stato trasferito al carcere di Castres.]
con altri membri delle Brigate Internazionali entra così nei distaccamenti dei "gappisti" del Sud della Francia e prende contatto con l'organizzaione miliare del Pcf allo scopo di mettere a punto l'evasione dei comunisti italiani ancora in carcere a Nîmes.

[Stefano Schiapparelli, Ricordi di un fuoruscito, Edizioni del Calendario, Milano 1971; con prefazione di Giorgio Amendola.]




OVEST
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1943
Novembre

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DOMINION OF CANADA
[Aggiunta alle altre province britanniche nel 1763, include la regione sulle due rive del fiume San Lorenzo grossolanamente delimitate da Anticosti a est e il Lago Nipissing a ovest.
Dal 7 nov 1763 la provincia (ex Canada francese) è stata divisa formalmente in tre distretti: Québec, Trois-Rivières, Montréal.
Nel 1791 la provincia è stata separata in due parti:
Basso Canada (francofoni) e Alto Canada (lealisti).
Nel 1841, con l'Act of Union sono stati nominati due primi ministri ma Canada Est e Canada Ovest continuano ad andare ognuna per la sua strada. Il sistema dura ben 25 anni (1842-67).
Nel 1867, 1° luglio, nasce ufficialmente la confederazione: Dominion of Canada.]
Dal 1931, nonostante lo «statuto di Westminster», in pratica il Foreing Office britannico continua a rappresentare il Dominion in quasi tutte le nazioni del mondo e formalmente i canadesi continuano ad essere cittadini britannici, fino all'approvazione della legge sulla cittadinanza nel 1946.
Governatore generale
Alexander A.F.W.A.C.G. Athlone
conte di Athlone
(1940 - 1946)
Primo ministro
W.L. Mackenzie King
(1935 23 ott - 15 nov 1948)
[liberale]

1943
Novembre

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QUÉBEC
Primo ministro
J.-A. Godbout
(1939 nov - ago 1944)
[liberale]
Sindaco di Montréal
Camillien Houde
(1928 - 1954)
[liberale di destra]
Arcivescovo di Montréal
-
Arcivescovo di Quèbec
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1943
Novembre

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ONTARIO
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1943
Novembre

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NEW BRUNSWICK
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1943
Novembre

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NOVA SCOTIA
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1943
Novembre

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MANITOBA [dal 1870]
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1943
Novembre

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BRITISH COLUMBIA [dal 1858]
[nel 1866 ha incorporato l'Isola di Vancouver e dal 1871 fa parte della confederazione.]
Primo ministro della provincia
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1943
Novembre

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ISOLA DEL PRINCIPE EDOARDO
[Dal 1873 fa parte della confederazione.]
Primo ministro della provincia
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1943
Novembre

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TERRITORIO DELLO YUKON [creato nel 1898]
   
1943
Novembre

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ALBERTA [creata nel 1905]
   
1943
Novembre

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SASKATCHEWAN [creata nel 1905]
   
1943
Novembre

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[Luca Codignola-Luigi Bruti Liberati, Storia del Canada, Bompiani 1999.]

 

TERRANOVA
- 1867-1934, rimane Dominion autonomo.
- 1934, torna allo status di colonia dipendendo intieramente dalla Gran Bretagna sul piano politico ed economico.
Governatore
(1934 - 1949)
[governo commissariato]

1943
Novembre

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UNIONE degli STATI UNITI d'AMERICA
Presidente degli Stati Uniti
F.D. Roosevelt [32°]
(1933 4 mar - 12 apr 1945)
[Pd]
Vicepresidente
H.A. Walface
(? - ott 1944)
Segretario di Stato
[Ministro degli Esteri]
-
Ministro del Tesoro
-
Ministro della Guerra
-
Presidente della Corte Suprema
H.F. Stone
(1941 3 lug - 22 apr 1946)

1943
Novembre

continua la grande offensiva americana iniziata in giugno nel sud Pacifico;
sbarco anglo-americano in Sicilia;

Il Senato, con 85 voti a favore e 6 contrari, adotta una soluzione similare a quella adottata in settembre dalla Camera dei rappresentanti affinché gli Stati Uniti si pongano alla guida nella creazione di un'Organizzzazione delle Nazioni Unite.

[Maldwyn A. Jones, Storia degli Stati Uniti, Bompiani 1984.]

 




FBI
(Federal Bureau of Investigation)
- Direttore: John Edgar Hoover (1924-72)

1943
Novembre

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[01] DELAWARE [dal 7 dicembre 1787] - cap. Dover
[Primo stato a ratificare la Costituzione degli Stati Uniti d'America.
Non esistono collegamenti fra chiesa e stato e una grande libertà religiosa si è affermata sin dall'inizio.]
Governatore
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1943
Novembre

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[02] PENNSYLVANIA [dal 12 dicembre 1787] - cap. Harrisburg
[Non esistono collegamenti fra chiesa e stato e una grande libertà religiosa si è affermata sin dall'inizio.]
Governatore
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1943
Novembre

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[03] NEW JERSEY [dal 18 dicembre 1787] - cap. Trenton
[Non esistono collegamenti fra chiesa e stato e una grande libertà religiosa si è affermata sin dall'inizio.]
Governatore
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1943
Novembre

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[04] - [04] GEORGIA [dal 2 gennaio 1788] - cap. Atlanta
[Già ammesso nell'Unione nel 1780 ma ratificato solo il 2 gennaio 1788.
Riammesso al Congresso il 30 marzo 1870.]
Governatore
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1943
Novembre

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[05] CONNECTICUT [dal 4 gennaio 1788] - cap. Hartford
Governatore
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1943
Novembre

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[06] MASSACHUSETTS [dal 6 febbraio 1788] - cap. Boston
Governatore
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1943
Novembre

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[07] MARYLAND [dal 28 aprile 1788] - cap. Annapolis
Governatore
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1943
Novembre

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[08] - [01] SOUTH CAROLINA [dal 23 maggio 1788] - cap. Columbia
Governatore
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1943
Novembre

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[09] NEW HAMPSHIRE [dal21 giugno 1788] - cap. Concord
Governatore
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1943
Novembre

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[10] - [08] VIRGINIA [dal 26 giugno 1788]- cap. Richmond
[Riammesso al Congresso il 30 marzo 1870]
Governatore
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1943
Novembre

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[11] NEW YORK [dal 26 luglio 1788] - cap. Albany
[L'anglicanesimo è la religione di stato in quattro contee.]
Governatore
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1943
Novembre

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[12] - [09] NORTH CAROLINA [dal 21 novembre 1789] - cap. Raleigh
[Tratto di terre immediatamente a sud della Virginia, attorno allo stretto di Albemarle.]
Governatore
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1943
Novembre

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[13] RHODE ISLAND [dal 29 maggio 1790] - cap. Providence
Governatore
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1943
Novembre

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[14] VERMONT [dal 4 marzo 1791] - cap. Montpelier
Governatore
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1943
Novembre

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[15] KENTUCKY [dal 1° giugno 1792] - cap. Frankfort
Governatore
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1943
Novembre

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[16] - [10] TENNESSEE [dal 1° giugno 1796] - cap. Nashville
[Riammesso all'Unione dall'aprile 1866.]
Governatore
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1943
Novembre

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[17] OHIO [dal 1° marzo 1803] - cap. Columbus
Governatore
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1943
Novembre

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[18] - [05] LOUISIANA [dal 30 aprile 1812] - cap. Baton Rouge
- 1819, Trattato Adams-Onís: stabilisce il confine con il MESSICO spagnolo: va dal fiume Sabine, nel TEXAS orientale, fino al 42° parallelo (futuro confine settentrionale della CALIFORNIA) e da quel punto, verso ovest, fino al Pacifico.
Governatore
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1943
Novembre

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[19] INDIANA [dal 11 dicembre 1816] - cap. Indianapolis
Governatore
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1943
Novembre

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[20] - [06] MISSISSIPPI [dal 10 dicembre 1817] cap. Jackson
[Riammesso al Congresso il 30 marzo 1870]
Governatore
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1943
Novembre

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[21] ILLINOIS [dal 3 dicembre 1818] - cap. Springfield
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Governatore
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1943
Novembre

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[22] ALABAMA [dal 14 dicembre 1819] - cap. Montgomery
[Dal 18 ottobre 1867 sotto la sovranità degli Stati Uniti.]
Governatore
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1943
Novembre

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[23] MAINE [dal 15 marzo 1820] - cap. Augusta
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Governatore
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1943
Novembre

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[24] MISSOURI [dal 10 agosto 1821] - cap. Jefferson City
Governatore
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1943
Novembre

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[25] - [11] ARKANSAS [dal 15 giugno 1836] - cap. Little Rock
Governatore
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1943
Novembre

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[26] MICHIGAN [dal 26 gennaio 1837] - cap. Lansing
Governatore
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1943
Novembre

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[27] - [03] FLORIDA [dal 3 marzo 1845] - cap. Tallahassee
Tra il 1810 al 1813 gli Stati Uniti hanno inglobato la maggior parte della Florida occidentale, la scia costiera che corre da New Orleans a Mobile, ma una buona parte della colonia, unitamente a tutta la Florida orientale, cioè la penisola, resta ancora sotto il dominio spagnolo.
Nel 1819, con il Trattato Adams-Onís è stata completamente ceduta agli Stati Uniti dalla Spagna.
Nel 1868 è rientrata a far parte dell'Unione.]
Governatore
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1943
Novembre

-

[28] - [07] TEXAS [dal 29 dicembre 1845] - cap. Austin
Governatore
-
-

1943
Novembre

-

[29] IOWA [dal 28 dicembre 1846] - cap. Des Moines
Governatore
-
-

1943
Novembre

-

[30] WISCONSIN [dal 29 maggio 1848] - cap. Madison
Governatore
-
-

1943
Novembre

-

[31] CALIFORNIA [dal 9 settembre 1850] - cap. Sacramento
Governatore
-

1943
Novembre

-

[32] MINNESOTA [dall'11 maggio 1858] cap. Saint Paul
Governatore
-
-

1943
Novembre

-

[33] OREGON [dal 14 febbraio 1859] - cap. Salem
- 1845, alla fine dell'anno i 5000 coloni americani dell'Oregon organizzano un governo provvisorio e chiedono la fine del regime di occupazione comune e l'esclusiva giurisdizione americana.
- 1848, diventa territorio autonomo.
Governatore
-
-

1943
Novembre

-

[34] KANSAS [dal 28 gennaio 1861] - cap. Topeka
Governatore
-
-

1943
Novembre

-

[35] WEST VIRGINIA [dal 19 giugno 1863] - cap. Charleston
Governatore
-
-

1943
Novembre

-

[36] NEVADA [dal 31 ottobre 1864] - cap. Carson City
[Il 2 marzo 1861 il suo territorio era stato separato da quello dell'UTAH.]
Governatore
-

1943
Novembre

-

[37] NEBRASKA [dal 1° marzo 1867] - cap. Lincoln
Governatore
-
-

1943
Novembre

-

[38] COLORADO [dal 1° agosto 1876] - cap. Denver
[Territorio autonomo dal 28 febbraio 1861.]
Governatore
-

1943
Novembre

-

[39] NORTH DAKOTA [dal 2 novembre 1889] - cap. Bismarck
Governatore
-
-

1943
Novembre

-

[40] SOUTH DAKOTA [dal 2 novembre 1889] - cap. Pierre
Governatore
-
-

1943
Novembre

-

[41] MONTANA [dall'8 novembre 1889] - cap. Helena
[cap.li: fino al 1865 Bannack, fino al 1875 Virginia City.]
Governatore
-
-

1943
Novembre

-

[42] WASHINGTON [dall'11 novembre 1889] - cap. Olympia
Governatore
-
-

1943
Novembre

-

[43] IDAHO [dal 3 luglio 1890] - cap. Boise
[Territorio autonomo dal 24 marzo 1863 con cap. Boise.
Inizialmente, fino al 7 dicembre 1864, la capitale era Lexinton.]
Governatore
-
-

1943
Novembre

-

[44] WYOMING [dal 10 luglio 1890] - cap. Cheyenne
Governatore
-
-

1943
Novembre

-

[45] UTAH [dal 4 gennaio 1896] - cap. Salt Lake City
[Territoro annesso nel 1850.
Dal 2 marzo 1861 si è staccato il Territorio del NEVADA.]
Governatore
-
-

1943
Novembre

-

[-] Territorio delle HAWAII [dal 7 luglio 1898] - cap. Honolulu
 
Governatore
-
-

1943
Novembre

-

[46] OKLAHOMA [dal 16 novembre 1907] - cap. Oklahoma City
[Territorio autonomo dal 2 maggio 1890.
Con l'annessione di questo nuovo stato gli indiani sono stati espropriati del loro territorio di riserva "permanente". ]
Governatore
-
-

1943
Novembre

-

[47] NEW MEXICO [dal 6 gennaio 1912] - cap. Santa Fe
[Territorio autonomo dal 1846.]
Governatore
-
-

1943
Novembre

-

[-] Territorio dell'ALASKA [dal 1912] - cap. Juneau
[1867, 9 aprile, il senato ratifica l'atto d'acquisto del territorio dalla Russia per 7,2 Mni di dollari;
18 ottobre [Alaska day], avviene il passaggio di sovranità;
1884, diviene un distretto dell'Oregon;
1898, viene scoperto l'oro: questo fatto provoca una vera e propria invasione di cercatori d'oro; altro oro viene poi scoperto nel vicino Klondike, territorio canadese, e l'Alaska è utilizzata come base di partenza per i cercatori.]
Governatore
-
-

1943
Novembre

-

[48] ARIZONA [dal 14 febbraio 1912] - cap. Phoenix
[Territorio autonomo dal 1863, ma fino al 1886 non ci fu pace con gli Indiani.]
Governatore
-
-

1943
Novembre

-


a

 

 



1943
Novembre
GRANDI ANTILLE
- Presidente della repubblica
[mentre dal 1903 gli Stati Uniti hanno una loro base militare a Guantánamo, dal 1934 hanno rinunciato al diritto formale d'intervento stabilito dall'emendamento Platt]
1943
Novembre

-
Haiti
-
?
(? - ?)
1943
Novembre

-
- Presidente della repubblica
?
(? - ?)
1943
Novembre

-
- Governatore
?
(?-?)
[colonia britannica dal 1866]
1943
Novembre

-


1943
Novembre
Estados Unidos Mexicanos
(Stati Uniti del Messico)
[repubblica federale]
- Presidente della repubblica federale
Manuel Avila Camacho
(1940 - 1946)
[Partido de la revolución mexicana]

1943
Novembre

il paese, anche se solo nominalmente, è impegnato nel secondo conflitto mondiale a fianco degli alleati;



1943
Novembre
Repubblica dell'America centrale
(1921)
- Presidente
-
1943
Novembre

-



1943
Novembre
- Capo del governo
-
gen. Jorge Ubico
(1931 - 1944)
(formalmente indipendente dal 1847)
1943
Novembre

-


1943
Novembre
- Presidente
gen. Maximiliano Hernández Martínez
(1931 - ?)
1943
Novembre

nella seconda guerra mondiale il paese si mantiene rigorosamente neutrale;

1943
Novembre
Honduras
- Dittatore
T. Carias Andino
(1932 - 1949)
1943
Novembre

-


1943
Novembre
- Presidente
gen. Anastasio Somoza Debayle
(1937 - 1956)
[dal 1937 le forze guerrigliere si oppongono alla dittatura della famiglia Somoza]
1943
Novembre

-

1943
Novembre
- Presidente della repubblica
?
(? - ?)
[liberale]
1943
Novembre

ritorna ora il regime liberale;

1943
Novembre
República de Panamá
(indipendente dal 1903)
- Presidente della repubblica
?
(1903 - ?)
1943
Novembre

-




1943
Novembre
- Presidente
-
[presidenze di E. Olaya Herrera, di A. López Pumarejo e di altri]
1943
Novembre

ripristinato il regime di separazione fra stato e chiesa, i presidenti liberali tentano, con alterno successo, di avviare il paese verso un regime di democrazia rappresentativa, mentre in politica estera essi si allineano sempre più con gli Stati Uniti (la cui influenza nella vita economica del paese si va sempre più estendendo).

1943
Novembre

- Presidente della repubblica

?
(1936 - ?)
[dal 1903 fino al 1938 decine di migliaia di oppositori vengono incarcerati o esiliati.]
1943
Novembre

Una graduale trasformazione del regime militare condotta tra la fine degli anni Trenta e l'inizio degli anni Quaranta da due generali di origine andina (E.L. Contreras, poi, dal 1941, I. Medina Angarita) consentono un certo sviluppo del movimento sindacale e dell'opposizione non marxista, schierando il Venezuela accanto gli Stati Uniti durante la seconda guerra mondiale.



1943
Novembre
República del Ecuador

- Presidente della repubblica

J.M. Velasco Ibarra
(1934 - ?)
[velasquismo]
[deposto prima della scadenza del mandato]
1943
Novembre

il protocollo di Rio de Janeiro non ha delimitato con precisione la linea di confine, nella zona della cordigliera del Cóndor;
dalla conferenza di Rio de Janeiro il paese dipende sempre più dagli Stati Uniti che hanno ottenuto anche la cessione di basi militari;
tutto ciò ha contribuito al fallimento dell'esperienza populista;



1943
Novembre

- Presidente della repubblica

O.R. Benavides
(? - 1939)
(Repubblica indipendente dal 1827)
1943
Novembre

la crisi economica del 1929-31 ha causato la restaurazione militare e la messa fuori legge del partito radicalpopulista
APRA (Alianza Popular Revolucionaria Americana), fondato da V.R. Haya de la Torre;


1943
Novembre

- Presidente della repubblica

?
(?-?)
1943
Novembre

un nuovo blocco di forze della sinistra, raggruppando accanto alla piccola borghesia radicale strati di operai e di contadini, ha dato vita nel 1941 al MNR (Movimento nazionalista rivoluzionario) sotto la guida di V. Paz Estenssoro.

1943
Novembre

- Presidente della repubblica

J.A. Ríos Morales
(1941 - 1946)
[Frente Popular]
- Ministro della sanità
-
1943
Novembre

il presidente attua una politica di riforme sociali ed economiche che consentono una ripresa dello sviluppo a vantaggio specialmente dei ceti medi;

1943
Novembre
dal 1816 divise nelle tre colonie:
Guyana Britannica [dal 1928 ha un proprio governo rappresentativo]

- Governatore

?
(? - ?)
1943
Novembre

-
Suriname (olandese)

- Governatore

?
(? - ?)
1943
Novembre

-
Guyane Française
[già sede di una colonia penitenziaria e poi, dal 1852,
di un bagno penale (fino al 1945)]

- Governatore

?
(? - ?)
1943
Novembre

-


1943
Novembre

- Dittatore

Getulio Dornelles Vargas
(1937 - ott 1945)
[dal 1937 vige il cosiddetto Estado Nôvo, ispirato al modello corporativo-fascista portoghese]
1943
Novembre

rivolta contadina di Caldeirão (1936-38);



1943
Novembre

- Dittatore

gen. H. Morinigo
(1940 - 1948)
1943
Novembre

il generale H. Morinigo abolisce le riforme appoggiandosi ai ceti conservatori e favorendo così l'industrializzazione e l'espansione economica;


1943
Novembre

- Presidente della repubblica
[dittatore]

gen. P.P. Ramírez
(1943 giu - feb 1944)
[nazionalista]
1943
Novembre

Buenos Aires,

 



Patagonia
1943
Novembre

-

1943
Novembre
- capo militare
A. Baldomir
(1938 - 1943)
1943
Novembre

Montevideo, seconda guerra mondiale: il paese è entrato in guerra a fianco degli Stati Uniti d'America;



1943
Novembre
CINA
-
Repubblica Cinese

presidente della repubblica

Chiang Kai-shek
(1935 dic - gen 1949)

[i giapponesi hanno già occupato la Manciuria, Jehoi (provincia nordorientale della Cina), Chahar e Sui-yüan;
guerra cino-giapponese (1937-45): col pretesto della situazione bellica, Chiang Kai-shek riDuce al silenzio ogni forma di opposizione interna; il Kuomintang (KMT), di cui è ora diventato presidente, nel giro di un ventennio si è trasformato da forza progressista in baluardo della conservazione.]
1943
Novembre

-
Repubblica sovietica cinese
degli operai e dei contadini

(Repubblica di Kiangsi - Cina meridionale)
presidente del PCC (Partito comunista cinese)
Mao Tse-tung
(1935 - 1949)
1943
Novembre

-

a


1943
Novembre
DAE HAN
(Corea)
[lo stato coreano ha cessato di esistere come entità autonoma nel 1910 essendo stato annesso dal Giappone;
la dominazione di Tokyo è improntata a uno spietato regime poliziesco;
è attivo comunque un movimento di resistenza nazionale che dal 1931 organizza la guerriglia antigiapponese.]
1943
Novembre

la conferenza interalleata del Cairo decide di restaurare l'indipendenza e l'integrità territoriale della penisola all'indomani del conflitto; come preparazione a tale indipendenza, viene stabilito che il 38° parallelo che divide la penisola coreana in due parti a settentrione della città di Seul, costituirà un provvisorio confine delle zone di occupazione:
- i sovietici dovranno conquistare e liberare dall'esercito giapponese tutto il territorio a nord del 38° parallelo;
- le truppe americane dovranno occupare la parte meridionale della penisola dal 38° parallelo al mare;

a


1943
Novembre
Vietminh
Viet Nam Doc Lap Dong Minh
(Lega per l'indipendenza del Vietnam)
II Guerra Mondiale (1941-45)
1943
Novembre

-

a




1943
Novembre
(periodo Showa: 1926-45)
Giappone

Hirohito

(Tokyo 1901-1989)
figlio di Yoshihito;
1921-26, reggente;
1926-45, imperatore del Giappone;



1943
Novembre

II Guerra Mondiale (1941-45): da alcuni mesi gli Stati Uniti sono passati al contrattacco infliggendo gravi perdite ai giapponesi;

a





1943
Novembre
[colonia spagnola dal 1900, con capitale Villa Cisneros già protettorato dal 1884, le è stata annessa militarmente nel 1934 la regione di Saguia el Hamra]
-
-
1943
Novembre

-


1943
Novembre
MAROCCO
[dal 1912 il paese è un protettorato della Francia che ha riconosciuto alla Spagna una zona di sua spettanza (Rif, Ifni, Tarfaya);
con la convenzione di Parigi la città di Tangeri è stata internazionalizzata con un proprio statuto autonomo.]
mentre il paese continua ad opporre una strenua resistenza alla "pacificazione", egli si avvicina decisamente a quei movimenti che reclamano una maggiore autonomia del Marocco, non nascondendo le sue simpatie per l'Istiqlal o Partito dell'indipendenza attorno a cui si riunisce gran parte delle forze autonomistiche; dal canto suo la Francia ha creato una residenza militare che lascia insoddisfatta ogni istanza autonomista;
Maometto V
-

(Fez 1909 - Rabat 1961)
figlio di Mulay Yusuf;
1927-57, sultano del Marocco;
[alla morte del padre]

1957-61, re del Marocco;

1943
Novembre

seconda guerra mondiale (1940-45)
-


1943
Novembre
Algeria
-
-
1943
Novembre

mentre ad Algeri nel 1942 si è costituito il primo governo provvisorio della Francia libera, F. 'Abbas fonda l'Unione democratica del manifesto algerino;

1943
Novembre
TUNISIA
[protettorato francese dal 1883, anche se il bey conserva formalmente le sue prerogative]
il Neo-Destur (presidente: M. Matari; segretario generale: H. Bourghiba, in carcere 1934-36 e 1938-42), che dal 1934 si è posto come obiettivo la fine del protettorato, riceve come risposta una politica forte da parte delle autorità francesi che proibiscono i partiti nazionalisti, ne internano i principali dirigenti senza tuttavia arrestare la crescita del movimento;
H. Bourghiba, rientrato clandestinamente in patria dopo la liberazione dal carcere di Marsiglia, assume la direzione del Neo-Destur, divenendone segretario generale e poi presidente;
1943
Novembre

-

1943
Novembre
LIBIA
[nome romano riesumato durante il conflitto per indicare le due regioni della Tripolitania e della Cirenaica]
- da fine gennaio 1943 tutta la Libia è in mano agli inglesi -

1943
Novembre

seconda guerra mondiale (1940-45)
-

Muhammad Idris al-Mahdi al-Sanusi
-

(Giarabub 1890 - Il Cairo 1983)
1917-22, capo della confraternita dei Senussi;
1923-48, è costretto all'esilio;


1948, emiro di Cirenaica;
1950-69, re di Libia(Idris I);



1943
Novembre
Faruk  
(Il Cairo 1920 - Roma 1965)
figlio di re Fu'ad I;
1936-52, re d'Egitto;
con a fianco il primo ministro Nahhas Pascià, vecchio leader wafdista insediato dagli inglesi, dal 1942 è è costretto ad appoggiare apertamente gli Alleati;

1951-52, re d'Egitto e del Sudan;
1943
Novembre

conferenza interalleata del Cairo, viene concordato (così come in seguito alla conferenza di Potsdam) che il territorio correano appartenente al Giappone dal 1910, diverrà uno stato indipendente;


1943
Novembre
Sudan
[dalla convenzione del 18 gennaio 1899, il paese è stato costituito in "condominio" anglo-egiziano, di fatto in possedimento britannico;
dal 1924 la White Flag League fondata da Ali Abd al-Latif (condannato a tre anni in carcere lo stesso anno) ha abbandonato il programma unitario della Valle del Nilo e adottato una nuova strategia orientata verso l'obiettivo di una nazione sudanese autonoma.]
-
?
(?-?)
1943
Novembre

-


1943
Novembre
Guinea-Bissau
[colonia autonoma portoghese dal 1879, i suoi confini (rettilinei e artificiosi di evidente origine coloniale) con l'Africa Occidentale Francese sono stati regolati nel 1896.]
-
?
(?-?)
1943
Novembre

-


1943
Novembre
Africa Occidentale Francese
(AOF – 1895-1958)

[possedimenti retti, dal 1895, da un governatore generale, dipendente dal ministero delle colonie, in forma accentuatamente centralizzata]

- Governatore generale
?
(? -?)
Senegal [sotto controllo francese dal 1817, sottomesso e pacificato dal 1865.] cap. Dakar.
1943
Novembre

-
Mauritania [protettorato francese dal 1904, il territorio vi è stato annesso dal 1920 ma le autorità coloniali non verranno mai completamente a capo dello spirito d'indipendenza mauro]
1943
Novembre

-
Sudan francese [ex Senegal-Niger dal 1904, nel 1921 è tornato al suo nome originario.]
1943
Novembre

-
Alto Volta [1932-47, la colonia è soppressa e smembrata tra Costa d'Avorio, Sudan Francese e Niger]
1943
Novembre

-
Niger [completamente colonizzato dal 1920] cap. Zinder.
1943
Novembre

-
Guinea Francese [protettorato francese dal 1889, è sorta la città di Conakry nel 1890; colonia francese dal 1891;
con l'acquisizione dell'isola di Los nel 1904 ha assunto il suo assetto territoriale definitivo.]
1943
Novembre

-
Costa d'Avorio [colonia francese dal 1893.]
1943
Novembre

-
Dahomey [annesso dal 1899 ma, completamente, dal 1916]
1943
Novembre

-
Nel gennaio 1943, truppe francesi "libere" hanno rioccupato tutte le colonie francesi nell'Africa occidentale e nel Madagascar.

1943
Novembre
Sierra Leone
[colonia inglese dal 1808.]
- Governatore
?
(?-?)
1943
Novembre

-

1943
Novembre
[ex Monrovia, è una repubblica indipendente dal 1847, con una costituzione modellata su quella statunitense ma con il predominio dell'elemento nero-americano su quello autoctono;
nel 1857 al paese si è unita l'ex colonia formatasi a capo delle Palme nel 1833.]
-
-
1943
Novembre

-


1943
Novembre
Costa d'Oro
[colonia della corona britannica dal 1874; nel 1922 si è ingrandita con l'annessione dell'ex Togo tedesco, la parte occidentale (Togoland) del territorio;]
- Governatore
-
1943
Novembre

-

1943
Novembre
Togo
[sotto mandato francese dalla fine della prima guerra mondiale, dal 1922 il territorio comprende solo la parte orientale dell'ex Togo tedesco e mantiene una distinta fisionomia giuridica.]
?
(?-?)
1943
Novembre

-


1943
Novembre
comprende i due ex protettorati britannici;
all'unità amministrativa della federazione non corrisponde tuttavia una reale integrazione etnico-culturale del paese;
Nigeria settentrionale [territori haussa, riuniti dal 1900]
-
-
1943
Novembre

-

Nigeria Meridionale [territori degli Oil Rivers (dal 1849), di Lagos (dal 1861) e Benin (dal 1897), riuniti dal 1906]
-
-
1943
Novembre

all'unità amministrativa della federazione non corrisponde tuttavia una reale integrazione etnico-culturale del paese, resa ora, nel primo dopoguerra, ancora più improbabile dall'accessione, sotto mandato britannico, di un quinto del Camerun tedesco;
ulteriori elementi di divisione si portano avanti dal 1922;






1943
Novembre
Camerun
[dal 1920 l'ex protettorato franco-britannico è diviso in due mandati coloniali previsti dal trattato di Versailles]
Njoya
-
(? - ?) c
1883-1933, re dei bantu;

Mandato (1) [alla Gran Bretagna, la porzione nordorientale, circa un quinto del paese]
1943
Novembre

-
Mandato (2) [alla Francia, il resto (ha recuperato anche i territori ceduti nel 1911)]
1943
Novembre

dal 27 agosto 1940 ha aderito alla Francia libera;

1943
Novembre
Africa Equatoriale Francese
(1910-1958)
1910, la Francia crea questa nuova unità amministrativa che, pur mantenendo a Brazzaville la sede del governatore generale, è divisa in quattro ripartizioni:
Medio Congo [ex Congo Francese]
-
1943
Novembre

André Matsua, fondatore nel 1925 della Société amicale des originaires de l'Afrique Equatoriale Française e finora sopravvissuta nella clandestinità, si trova ora arruolato nell'esercito francese;
nuovamente arrestato sotto l'imputazione di "intelligenza col nemico" è ricondotto a Brazaville. Qui tutti gli esponenti del movimeno amicale, divenuti fautori sempre più decisi delle rivendicazioni autonomiste delle popolazioni Bakongo, sono condannati a morte e fucilati.

Gabon [già assorbito dal Congo Francese nel 1888 e ora separato]
-
1943
Novembre

-
Ubangi Sciari (Oubangui-Chari) [ex Impero Centrafricano, diventato colonia francese dal 1905]
-
1943
Novembre

-
Ciad [pur annesso dalla Francia, la resistenza all'interno continuerà fino al 1917]
-
1943
Novembre

Durante la seconda guerra mondiale la colonia aderisce alla Francia libera.




1943
Novembre
Congo Belga
[colonia dello stato belga dal 1908]
(capitale: Lépoldville)
[il territorio dello Zaire, già sede (ancor prima dell'arrivo dei portoghesi) di importanti regni autoctoni quali quello del Congo, di Kuba, Luba, Lunda:
- nel 1880 è stato posto sotto il controllo dell'Associazione internazionale per il Congo, promossa da Leopoldo II re del Belgio;
- 1885-1908, sotto la sovranità (esercitata a titolo personale) di Leopoldo II re del Belgio.]
Governatore
-
1943
Novembre

Nel periodo tra le due guerre vengono estese le piantagioni ed avviato lo sfruttamento delle ricchissime risorse minerarie, senza che ciò comporti alcun miglioramento del livello di vita delle popolazioni indigene e delle condizioni igienico-sanitarie.
Katanga [regione sudorientale, annessa militarmente dai belgi nel 1891 sotto l'egida della Compagnie du Katanga istituita da re Leopoldo II.]
1942
Novembre

nella zona dell'attuale Jadotville, la Union Minière:
- nel 1917, a Likasi, ha aperto un'altra grande miniera di rame (dopo quella iniziale a Elisabethville);
- nel 1921, a Panda, ha installato un concentratore di minerale;
- nel 1928, a Shituru, ha inaugurato un nuovo complesso industriale, di gran lunga il maggiore del Congo e fra i più imponenti dell'intera Africa.
ll complesso industriale [intitolato a Jean Jadot] forma una delle capitali mondiali del rame.
Ruanda-Urundi [dal 1919 sotto amministrazione belga, nel 1925 è stato annesso alla colonia.]
1943
Novembre

-
Ruanda: capitale Nyanza. Il mwami=re Mutara III [Charles, Léon, Pierre Rudahigwa], re dei vatussi, lascia il paganesimo per convertirsi al cattolicesimo.
[Più tardi si recherà a Roma in visita a Pio XII].







1943
Novembre
-
ETIOPIA
[Abissinia: con il termine si intende indicare la regione etiopica (comprendente il Tigré, lo Scioà, l'Amara e il Goggiam) che si estende a Nord del fiume Auasc e dello spartiacque tra l'Omo e l'Abbai]
-

(Harar 1891 - † 1975)
Tafari Makonnen, figlio del principe Makonnen e nipote di Menelik II;
1930-75, imperatore di Etiopia;
negus neghesti
(re dei re);
1943
Novembre

da maggio 1941 è rientrato insieme alle truppe inglesi ad Addis Abeba;

ERITREA

1943
Novembre

dopo lo sfaldamento coloniale italiano, dal 1941 segue le sorti dell'Etiopia;





1943
Novembre
SOMALIA
1943
Novembre

L'integrazione amministrativa da parte degli inglesi dei due territori ex Somalia Britannica ed ex Somalia Italiana, favorisce l'aggregazione delle forze nazionaliste nel partito Somali Youth League (Lega dei Giovani Somali) avviando il movimento indipendentista;
Somalia Francese [colonia francese dal 1896]
il porto di Gibuti (1888) è collegato per ferrovia alla capitale etiopica Addis Abeba (1897-1917);
[situata in territorio dancalo e non propriamente somalo]
1943
Novembre

-

1943
Novembre
Africa Orientale Britannica
(IBEAImperial British East Africa)
Uganda [protettorato britannico dal 1894]
-
-
1943
Novembre

formalmente diviso in quattro regni federati, è uno dei possedimenti più prosperi della Gran Bretagna in Africa;

Kenya [nome ufficiale solo dal 1920]
-
-
1943
Novembre

sono appena arrivate in Kenia la II e la V brigata sudafricana e il gen. Cunningham comincia a costituire la 1ª div.ne sudafricana (gen. Brink);



1943
Novembre
Africa Orientale Tedesca
(Deutsch-Ost-Afrika)
Ruanda-Urundi
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1943
Novembre

[dal 1919 il Burundi con il contiguo regno del Ruanda sono sotto l'amministrazione belga [Mandato B].
il territorio viene annesso al Congo Belga;
Tanganica [dalla fine del primo conflitto mondiale (novembre 1918) il territorio è attribuito dalla Società delle Nazioni in mandato [Mandato B] alla Gran Bretagna che concede una relativa autonomia interna.]
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1943
Novembre

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1943
Novembre
Zanzibar
[protettorato (assieme all'isola di Pemba) dal 1890 e colonia dal 1913 della corona britannica]
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1943
Novembre

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1943
Novembre
Angola
- Governatore
?
(? - ?)

1943
Novembre

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1943
Novembre
Rhodesia
1943
Novembre

ribattezzato Rhodesia dal 1895 in onore di Cecil J. Rhodes;
dal 1890 la British South Africa Chartered Co., società fondata da Cecil J. Rhodes, ha ottenuto da re LoBenguella la concessione esclusiva di sfruttamento venticinquennale del territorio del protettorato sui maTabele;
Rhodesia del Nord-Ovest [protettorato dal 1899, dal 1914, è uno dei più poveri possedimenti britannici]
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1943
Novembre

passata ora sotto il controllo statale, mantiene lo status di protettorato, dipendendo dal Foreign Office e restando in gran parte sotto il controllo della Compagnia ; [vedi 1948]

Rhodesia del Sud [protettorato dal 1911]
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1943
Novembre

passata sotto il controllo statale nel 1923, si è rifiutata d'integrarsi nell'Unione Sudafricana divenendo colonia autonoma della corona e godendo così di maggiore libertà amministrativa; a forte immigrazione bianca, adotta una legislazione razziale analoga a quella sudafricana (apartheid) sancendo la completa esclusione dell'elemento indigeno dalla vita politica del paese;
[la situazione rimane così fino al secondo dopoguerra: vedi 1953]


1943
Novembre
[l'ex territorio Malawi, protettorato britannico dal 1891, che aveva assunto formalmente il nome British Central Africa
nel 1893, ha assunto questo nuovo nome nel 1907]
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1943
Novembre

sin dall'inizio del secolo fermenti antibritannici sono già sorti e ora si diffondono a causa dell'indiscriminata diffusione delle piantagioni coloniali a scapito delle colture alimentari per il fabbisogno della popolazione (in costante aumento);
gli inglesi devono far fronte ad una sollevazione popolare guidata dal pastore protestante nero John Chilembwe;
[vedi 1944]


1943
Novembre
Mozambico
[già nel 1891 il Portogallo completava la conquista delle regioni interne ma solo nel 1915 è riuscito a pacificarle;
nel 1923 ha integrato il triangolo di Kionga, già possedimento tedesco sino alla fine della prima guerra mondiale.]
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?
(? - ?)
1943
Novembre

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1943
Novembre
Madagascar
(Imérina)
[annesso alla Francia dal 1896]
- Governatore
Cayla
(? - ?)
1943
Novembre

il paese è annesso alla Francia dal 1896 mentre il VVS di J. Ralaimongo lotta per l'indipendenza;




1943
Novembre
Unione Sudafricana
[dominion britannico a struttura federativa dal 1910 ma indipendente sul piano internazionale (statuto di Westminster, 1931)]
- Primo ministro
J.C. Smuts
(1939 - 1948)
[Partito afrikaner (unionista)]
dal 1912 si è costituito il SANNC (South African Native National Congress) – dal 1925 mutato in ANC (African National Congress) – formazione politica nera;
dal 1913 è in vigore il Native Land Act che consente al primo ministro di coinvolgere l'elemento boero nella prima guerra mondiale a fianco dell'Inghilterra;
dal 1914 è abolita l'imposta discriminatoria nei confronti degli indiani del Natal;
dal 1918 si è annessa con una serie di decisioni unilaterali l'ex colonia tedesca dell'Africa del Sud-Ovest, ricevuta invece in amministr azione fiduciaria dalla Lega delle Nazioni; nel tentativo di diminuire il costo del lavoro nell'industria mineraria colpita da recessione in conseguenza del declino del gold standard, il primo ministro fa ricorso alla manodopera africana semispecializzata;
mentre dal 1925 l'afrikaans ha rimpiazzato l'olandese come seconda lingua ufficiale dell'Unione, sono in vigore: Native Land Act (dal 1913) e Colour Bar Act (dal 1926);
dal 1934 il Partito afrikaner (unionista) di J.C. Smuts e il Nationalist Party (nazionalista) di J.B.M. Hertzog si sono fusi nell'United Party favorendo così l'aggregazione in partito politico della destra ultrarazzista e apertamente filonazista di D.F. Malan (Purified Nationalist Party) a cui nel 1936 Hertzog e Smuts hanno dovuto concedere il Representation of Natives Act che sospende i diritti politici della comunità nera;
grazie alla posizione favorevole all'ingresso del paese nel congflitto a fianco degli alleati (80 voti contro 67)

1943
Novembre

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1943
Novembre
Regno Arabo Saudita
[dal 27 set 1932]
'Abd al-'Aziz III o ibn Sa'ud
Albero genealogico
(Riyadh 1887-Taif 1953)
discendente della dinastia wahhabita dei Banu Sa'ud;
1891, la dinastia viene scalzata dalla capitale Riyadh a opera dei rivali Banu Rashid del Gebel Shammar;
1902-13, ristabilisce con una serie di campagne l'unità del Neged, intraprendendo dopo il crollo dell'impero ottomano l'unificazione della penisola arabica;
1915-18, prima guerra mondiale: pur avendo stipulato un accordo di alleanza con la Gran Bretagna (1915), si mantiene neutrale dedicandosi al consolidamento interno dello stato, da lui organizzato sulla base di colonie agricolo-militari di contadini soldati legati al sovrano da un patto ("fratelli fedeli");
1918, approfitta dei contrasti anglo-francesi nel Vicino Oriente per sviluppare una tempestiva politica di annessioni;
1919, si annette il Gebel Shammar;
1924, si annette la Mecca;
1925, si annette Gidda;
1926, re del Higiaz;
1927-32, re del Higiaz e del Neged;
[… e dipendenze];
riconosciuto al congresso musulmano universale della Mecca, ottiene anche il riconoscimento della Gran Bretagna (trattato di Gidda);
1932 (27 settembre) procede alla piena integrazione dei suoi possedimenti dando ad essi il nome di Regno Arabo Saudita;
1932-53, re dell'Arabia Saudita;

1943
Novembre

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1943
Novembre
Emirato di Transgiordania
Abdullah o 'Abd Allah ibn al-Husayn 
(La Mecca 1882 - Gerusalemme 1951) secondogenito del re del Higiaz Husayn ibn 'Ali, della dinastia degli Hashimiti o Hashemiti;
1920, re dell'Iraq;
[designato dal Congresso panarabo di Damasco]
1921, deve cedere il trono iracheno al fratello maggiore Faysal, espulso dalla Siria dai francesi, ottenendo in cambio l'emirato autonomo di Transgiordania, sotto mandato britannico;
1921-46, emiro di Transgiordania [sotto mandato britannico];
1933, dopo la morte del fratello Faysal, ne riprende il progetto di creazione di una "grande Siria" (Transgiordania, Palestina, Libano e Siria) rinsaldando a tale scopo l'alleanza con la Gran Bretagna;

1946-51, re del Regno hashemita del Giordano;
1943
Novembre

seconda guerra mondiale (1939-1945): a fianco della Gran Bretagna contro la Germania;


1943
Novembre

[da novembre 1941 il commissario gollista per il Levante, gen. G. Catroux, ha proclamato l'indipendenza del paese, rinviandone però l'attuazione alla fine delle ostilità.]

- Presidente
Bachara al-Khury
(1943 - 1952)
1943
Novembre

nel corso dell'anno i leader libanesi concludono un "patto nazionale" inteso a regolare la rappresentanza politica delle diverse comunità;



1943
Novembre

[posta dal 1920 sotto mandato francese dalla Società delle Nazioni e poi divisa in tre distretti autonomi;
dal 1930 è una repubblica parlamentare con la Francia quale supervisore degli affari esteri e della sicurezza;
dall'agosto 1941 vige un accordo franco-inglese De Gaulle-Lyttleton su Siria e Libano.]

 

1943
Novembre

-


1943
Novembre
[dal 1922 la regione è stata attribuita in mandato dalla Società delle Nazioni alla Gran Bretagna, sulla base del piano di spartizione del levante convenuto da inglesi e francesi (accordo Sykes-Picot);
dal 1939 (libro bianco del maggio 1939) il governo inglese ha formulato la proposta, respinta dagli interessati, di istituire uno stato arabo palestinese indipendente, nell'arco di un decennio;
dal 1942 a New York l'Organizzazione sionistica mondiale pensa di dar vita a uno stato ebraico indipendente,
… ogni mediazione è improponibile; ]
 
1943
Novembre

-



1943
Novembre
Iraq
[dal 1930 l'Iraq è "formalmente" indipendente e dal 1932 fa parte della Società delle Nazioni;
rimane infatti ancora legato alla Gran Bretagna da un trattato 25le (1930-55)];
le truppe anglo-giordane presidiano il paese fino alla fine della seconda guerra mondiale;
stato belligerante contro l'Asse;]
Ghazi I

(? - ?)

1933-39, re dell'Iraq;


1943
Novembre


Kurdistan (iracheno)
1943
Novembre

le multinazionali del petrolio e in particolare l'Iraq Petroleum Corporation (anglo-franco-olandese-americana) operano nei giacimenti della zona di Kirkuk;



1943
Novembre
Iran
[mentre dal 1928 sono state annullate tutte le concessioni di extraterritorialità, dal 1933 è stato rinegoziato l'accordo con la AIOC (Anglo-Iranian Oil Company) che continua a sfruttare (1909-51) gli ingenti giacimenti petroliferi.]
Muhammad Reza Pahlavi

(Teheran 1919 - Il Cairo 1980)
primogenito di Reza Khan Pahlavi imperatore (scià) dell'Iran, educato all'occidentale;
1941-79, scià dell'Iran;
sale al trono dopo l'abdicazione del padre;



1943
Novembre

seconda guerra mondiale (1941-45): solo in seguito alla firma di un trattato tripartito di alleanza nel 1942, cui è seguita immediatamente la dichiarazione di guerra alla Germania, egli ha ottenuto il riconoscimento della sovranità;

Novembre
28
-1° dicembre
, conferenza di Teheran, si incontrano:
. F.D. Roosevelt - Stati Uniti;
. W. Churchill - Gran Bretagna;
- Stalin - Unione Sovietica.
Viene concordata una strategia unitaria contro la Germania e viene data ai sovietici la garanzia dell'apertura del secondo fronte occidentale (che si concretizzerà negli sbarchi in Normandia e in Provenza).






Giornali e giornalisti
1943 - NOVEMBRE


[Torino]

direttore:
. Concetto Pettinato.

«La Repubblica Fascista»

1943 set - apr 1945,
direttore:
. Carlo Borsani.

«Vent'anni»
[settimanale fascista di Torino]

direttore:
. Guido Pallotta, vice-segretario nazionale dei GUF.


[Torino]

condirettore:
. Ather Capelli.


[Genova]

direttore:
.


[Milano]

1943 set - apr 1945,
. direttore:
. Ermanno Amicucci.

«Il Giorno»

direttore:
. Italo Pietra.

«L'Arena»
[Verona]

direttore:
. Giuseppe Castelletti.


[Trieste]

direttore:
.


[Modena]

direttore:
.

«Il Resto del Carlino»
[Bologna]

direttore:
. Giorgio Pini, poi sottosegretario agli Interni.

«La Nazione»
[Firenze]

direttore:
. Mirko Giobbe.

«Rivoluzione»
[organo del GUF di Firenze]

direttore:
. Guido Giglioli.

«La Rassegna Nazionale»

«segue da 1922»
1943, cessa le pubblicazioni.

«Il selvaggio»

«segue da 1942»
1943, cessa le pubblicazioni.


[Roma]

direttore:
. I. Pietra,
. Bruno Spampanato.

[Roma]

direttore:
. R. Manzini (1927-59).

[Roma]

direttore:
.


[Edizione romana]

direttore:
.

«La Voce Repubblicana»
[clandestino]

nell'ottobre 1943 ha ripreso clandestinamente le pubblicazioni;
direttore:
.

«Il Popolo»
(clandestino)

1943-44, appare con alcuni numeri clandestini;
direttore:
.


[mensile dell'Unione italiana per il Rinnovamento sociale]
[Napoli]

Napoli, inizia le pubblicazioni questa rivista del Pci con periodicità mensile;


(clandestino)

direttore:
.


[organo clandestino del Psiup]

. E. Colorni (1943 lug-1944);

 

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