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ANNO 1943

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SCIENZE ECONOMIA LETTERE e TEATRO CINEMA
Radio-TV
Papa Pio XII
(1939-58)

UNRRA
(United Nations Relief and Rehabilitation Administration)

1943, 9 novembre, a Washington è costituita questa organizzazione con l'accordo di 44 paesi, allo scopo di fornire aiuto e assistenza immediati ai paesi più colpiti dalla distruzione della seconda guerra mondiale;
i programmi comprendono:
- l'invio di generi di prima necessità,
- la prestazione di servizi di assistenza,
- l'aiuto economico a favore dell'agricoltura,
- l'assistenza e il rimpatrio di milioni di profughi;
l'aiuto finanziario e in natura proviene in massima parte dagli Stati Uniti (72% e 90% rispettivamente);
ne beneficiano in particolare l'Austria, la Cecoslovacchia, la Cina, la Polonia, l'Italia e l'Ucraina;
«segue 1947»

Germania

Con soldi derivanti dall' "operazione Bernhard" viene finanziata l' "operazione Eiche" che si occupa di liberare B. Mussolini prigioniero sul Gran Sasso: costa 50.000 sterline autentiche, ottenute distribuendo sterline false attraverso vari operatori.
26 ottobre, con il nome Cicero imposto dai tedeschi, F. von Papen assolda il turco Elyesa Bazna (cameriere dell'ambasciatore britannico ad Ankara, Uugs Knatchbull-Hugssen) come spia. Sarà pagato in sterline. … ma false, perché stampate dai tedeschi di A. Hitler per mettere in difficoltà economica l'Inghilterra;

Krupp

«segue da 1918»
1943, la direzione dell'azienda, divenuta col nazismo lo strumento di base del riarmo tedesco, passa al figlio Alfred il quale, assumendo il controllo di centinaia di imprese in Germania e all'estero, acquisisce proprietà ed installa nuovi impianti nei paesi occupati;
«segue da 1953»



CONFEDERAZIONI
Ministro dell'Industria, del Commercio e del Lavoro.
Confederazioni
Commissario
vice
commissari
- Agricoltori
conte Filippo Maria
Visconti di Modrone

(1943 ago - ?)
Piero Germani
(1943 ago - ?)
- Lavoratori Agricoltura
A. Grandi
(1943 ago - apr 1944)
Oreste Lizzadri
(1943 ago - ?)
- Industriali
sen. Giuseppe Mazzini
(1943 ago - ?)
Riccardo Jucker
(1943 ago - ?)
Fabio Friggeri
(1943 ago - ?)
- Lavoratori Industria
B. Buozzi
(1943 ago - 8 set)
Gioacchino Quarello
(1943 ago - ?)
Giovanni Roveda
(1943 ago - ?)
- Commercianti
avv. Enzo Storoni
-
-Lavoratori Commercio
E. Vanoni
(1943 ago - apr 1944)
-
-Professionisti e Artisti
prof.Guido De Ruggero
(1943 ago - ?)
dr.Raffaello Ferruzzi
(1943 ago - ?)
- Aziende del Credito
e dell'Assicurazione
avv. Amedeo Gambino
(1943 ago - ?)
-
-Lavoratori
Aziende del Credito
e dell'Assicurazione
Carlo Casati
(1943 ago - ?)
-
L'azione restauratrice (defascistizzazione), che ridà ai sindacati il loro contenuto socialistico e le vecchie idee cosiddette rivoluzionarie, viene diretto dal dr. Leopoldo Piccardi ex ministro delle Corporazioni.
L'attività preparatoria per l'insediamento dei Commissari e vice-commissari è terminata il 14 agosto 1943.



Banca d'Italia
[dal maggio 1926 è l'unico istituto di emissione]

- Governatore: V. Azzolini (1931 10 gen - 1° ago 1944)
- Direttore generale: G. Acanfora (1940 giu - 24 lug 1943)


… e l'oro della Banca d'Italia?

1943
Gran parte delle decisioni sui trasferimenti dell'oro della Banca d'Italia in Germania negli anni 1943-1944 sono prese in un prestigioso palazzo di via delle Grazie a Brescia, sede del Ministero delle Finanze della Rsi (Repubblica sociale italiana), guidato da Domenico Pellegrini-Giampietro. L'intricata vicenda prende le mosse nel 1943, tra i mesi di luglio e settembre.

Luglio
La caduta del regime e l'instaurazione del "governo Badoglio" spinge quattro personaggi a reclamare l'oro della Banca d'Italia: le SS di H. Himmler tramite Herbert Kappler a Roma; H. Göring a Berlino per far funzionare il piano quadriennale tedesco; l'ambasciatore tedesco R. von Rahn e la Deutsche Reichsbank con il presidente Walther Funk (succeduto a Hajalmar Schacht), tramite il suo rappresentante Maximilian Bernhuber, agente militarizzato della Deutsche Reichsbank e plenipotenziario di A. Hitler.
La volontà predatoria trova forti contrasti sia nello stesso R. von Rahn che giudica politicamente controproducente la requisizione dell'oro della Banca d'Italia in un momento assai delicato per la situazione italiana, sia da parte del gen. P. Badoglio che consiglia il governatore V. Azzolini a spostare l'oro verso la Svizzera per garantirne maggiore sicurezza, un consiglio che V. Azzolini già aveva ricevuto nel febbraio del 1943 dal ministro delle finanze del regime Giacomo Acerbo. Il governatore si oppone facendo presente che l'eventuale arrivo degli Alleati a Roma garantirebbe la sicurezza delle riserve senza onerosi e insicuri spostamenti.

Settembre
La fine del "governo Badoglio", Roma «città aperta», l'8 settembre, la nascita della Rsi (Repubblica sociale italiana) e la formazione del "governo Bonomi" complicano la situazione.
22, pochi giorni prima della costituzione della RSI, i tedeschi ritornano alla carica per l'oro e lo stesso giorno Maximilian Bernhuber incontra V. Azzolini a Roma imponendogli il trasferimento di 119 tonnellate d'oro a Milano. Trasferimento che avviene tra il 22 e il 28 dello stesso mese.
A questo punto interviene il nuovo ministro delle finanze di Salò che vorrebbe imporre il trasferimento al Nord di tutta la dirigenza della Banca d'Italia.

Dicembre
13
, all'ennesima sua opposizione, V. Azzolini riceve una telefonata di fuoco da Domenico Pellegrini-Giampietro: «Su ci sono anche cose molto importanti da fare ma se voi fate il governatore a Roma, il Duce capo del Governo a.., io a Brescia, non si conclude nulla».
A questo punto V. Azzolini è costretto a trasferirsi a Moltrasio, sul lago di Como, dove vi è la nuova sede della Banca d'Italia, mentre a Roma rimane la parte amministrativa, mentre l'oro da Milano prende la strada di Fortezza.


[Tratto da Maurizio Pegrari, pagina 09, 18 ottobre 2012, «Corriere della Sera».]

_________________

20 settembre 1943
Le riserve della Banca d’Italia ammontano a 119 tonnellate d’oro in lingotti e monete. Oggi la Germania ne ha chiesto la consegna e inutilmente il governatore V. Azzolini ha cercato di nasconderne una parte.
Nel primo pomeriggio di oggi il console generale tedesco Eitel Fredrich Möllhausen si è recato a Palazzo Koch, sede della Banca d’Italia, e ha ordinato al governatore V. Azzolini la consegna di tutte riserve auree custodite. Il console era accompagnato dal ten.col. delle SS Herbert Kappler, comandante della Gestapo a Roma.

Il governatore ha tergiversato: non poteva prendere da solo una decisione del genere, doveva riunire il direttorio della banca. V. Azzolini è minacciato di morte se non consegna immediatamente l’oro. Interviene in sua difesa il gen. Carlo Calvi di Bergolo, governatore di Roma dal 10 settembre in base agli accordi tra Kesserling e Caviglia, che gli ordina di consegnare tutto l’oro. V. Azzolini convoca tuttavia il direttorio, ma il direttorio approva all’unanimità la consegna ai tedeschi delle riserve auree ed il loro trasferimento a Milano.

Con alcuni autocarri sono così trasferite da Möllhausen a Villa Wolkonsky, sede dell’ambasciata tedesca, le 119 tonnellate d’oro suddivise in 626 cassette (i lingotti) e 543 sacche di tela grezza (le monete).

Nei giorni precedenti V. Azzolini, avuto sentore delle mire dei tedeschi, ha cercato di nascondere parte dell’oro all’interno della banca, in una intercapedine dietro il “caveau”. L’idea è venuta al cassiere centrale Fabio Urbini, che ne ha parlato con il vice direttore generale Niccolò Introna; questi l’ha proposto ad V. Azzolini e V. Azzolini l’ha approvato sia pure con qualche titubanza. La notte scorsa 52 tonnellate d’oro delle 119 sono state nascoste nell’intercapedine, la porta d’accesso murata e con una serie di potenti ventilatori e forti lampade elettriche l’intonaco è stato asciugato in modo da farlo sembrare vecchio. È stata preparata anche una falsa documentazione contabile: le 52 tonnellate d’oro sono state trasferite il 19 dicembre 1942 alla filiale di Potenza.

Stamani è arrivata la richiesta ufficiale da parte dell’ambasciata tedesca di avere l’oro. Tramite è stato il commissario straordinario alle finanze, cioè il facente funzione di ministro di un governo che non c’è, Ettore Cambi. I tedeschi sono in possesso di documenti che attestano la quantità esatta dell’oro custodita nella Banca d’Italia. Il nascondiglio è scoperto, in fretta e furia sgomberato e l’oro rimesso al suo posto.

Sulla destinazione finale dell’oro l’alta dirigenza nazista è incerta. Fra le varie tesi ne prevalgono due: quella di Hermann Göring, comandante il capo della Luftwaffe e coordinatore dello sfruttamento economico dei paesi occupati, che propone di trasferire l’oro a Berlino considerandolo bottino di guerra. L’altra tesi, che risulterà vincente, è quella di Rahn: trasferire l’oro alla filiale di Milano della Banca d’Italia. L’oro, pur essendo sotto controllo tedesco, sarebbe così a disposizione di Mussolini che potrebbe usarlo per contribuire alle ingenti spese belliche. Per seguire le vicende dell’oro Walter Funk, ministro dell’economia e presidente della Deutsche Reichsbank, la banca centrale tedesca, invierà in Italia Maximilian Bernhuber, un alto dirigente militarizzato.

Da Villa Wolkonski l’oro sarà trasferita alla filiale della Banca d’Italia di Milano per ferrovia in due spedizioni, la prima dopodomani 22 settembre e la seconda il 28. Il direttore della filiale ottiene una delle chiavi necessarie per aprire il “caveau”. Il 13 dicembre il ministro delle finanze della Repubblica sociale Domenico Pellegrini Giampietro, adducendo ragioni di sicurezza, ordinerà di trasferire l’oro da Milano a Fortezza in val d’Isarco, una zona sotto la giurisdizione dell’Alpenvorland, la regione praticamente già annessa alla Germania. L’operazione sarà eseguita il 16 dicembre. Della decisione di Domenico Pellegrini Giampietro, V. Azzolini ne è informato da Maximilian Bernhuber. A Fortezza l’oro è collocato in una caverna sottostante un forte militare tedesco.

In dicembre la Banca d’Italia verrà trasferita da Roma a Moltrasio sul lago di Como. V. Azzolini riuscirà a trasferire da Roma soltanto 105 dipendenti su 1200, richiamandosi a difficoltà logistiche. Continuerà a fare la spola con Roma, dove è rimasto il vice direttore generale Introna.

1944
Il 5 febbraio 1944 tra i governi della Germania e della Rsi si giungerà a un accordo, l' ”accordo di Fasano del Garda”, come sarà chiamato dal luogo in cui ha sede l’ambasciata tedesca: l’Italia avrebbe contribuito alle spese militari con parte dell’oro della Banca d’Italia, fino a quel momento ancora integro.

Il 29 febbraio cinquanta tonnellate d’oro verranno trasferite per ferrovia da Fortezza a Berlino alla Deutsche Reichsbank con l’avallo del ministro delle finanze Domenico Pellegrini Giampietro, che nel frattempo ha nominato commissario straordinario della Banca d’Italia Giovanni Orfera. Una seconda spedizione d’oro (21 tonnellate) in Germania avverrà nel mese di ottobre. In totale saranno quindi trasferite in Germania presso la Banca centrale tedesca 71 della 119 tonnellate d’oro.

Il 20 aprile la Banca d’Italia con il consenso tedesco invierà 23 tonnellate d’oro in Svizzera, in adempimento di obblighi precedentemente assunti dall’Italia nei confronti della Banca dei regolamenti internazionali e della Banca nazionale svizzera. In totale escono da Fortezza 94 tonnellate d’oro su 119. Ne restano 25.

Alla fine di aprile V. Azzolini è a Roma e si nasconderà attendendo l’arrivo degli alleati. Gli alleati arriveranno i primi di giugno e il primo agosto V. Azzolini sarà arrestato per ordine dell' ”Alto Commissario aggiunto per la punizione dei delitti del fascismo”, Mario Berlinguer, padre di Enrico Berlinguer il futuro segretario del Pci.
Il 9 ottobre comincerà il processo; pubblico ministero è Sinibaldo Tino, fratello del futuro presidente di Mediobanca, Adolfo Tino. A rappresentare la Banca d’Italia come parte civile sarà invece il settantacinquenne Niccolò Introna, nominato commissario dell’istituto alla liberazione di Roma.

______________

[14 ottobre 1944, sabato, ore 12,35, “L’Alta Corte di Giustizia entrò senza preamboli nella settecentesca sala riunioni dell’Accademia dei Lincei, al secondo piano di Palazzo Corsini. Su V. Azzolini pende l’accusa di aver “posteriormente all’8 settembre 1943 in Roma collaborato con il tedesco invasore, facendo al medesimo la consegna della riserva aurea della Banca d’Italia”.
Il presidente Lorenzo Maroni – a sua volta da ambienti di destra indicato come cripto fascista – dà lettura del verdetto: con le attenuanti generiche, trent’anni di reclusione.
Ore 12.36, è tutto finito. L’imputato viene trasferito a Regina Coeli e di lì al reclusorio di Procida.]

___________________

Il processo si conclude con la condanna del governatore a 30 anni di reclusione. V. Azzolini.
La sentenza suscita notevole emozione nel mondo economico italiano:
. Raffaele Mattioli, amministratore delegato della Banca Commerciale Italiana, ne è sconcertato;
. Diego Stringher, figlio di Bonaldo Stringher, dà addirittura le dimissioni da sindaco della Banca d’Italia;
. Giorgio Mortara manifesta pubblicamente la propria solidarietà;
. Paolo Baffi scriverà più tardi che "la giustizia" ha posto drammaticamente fine alla carriera di V. Azzolini, come la porrà, trentacinque anni dopo, alla mia.
Rimarrà in carcere quasi due anni.
Sarà scarcerato nel settembre del 1946 in seguito all’amnistia voluta da Togliatti.
Nel febbraio 1948 la Corte di Cassazione annullerà la sentenza di primo grado, perché il fatto non costituiva reato. V. Azzolini morirà a 85 anni nel 1967.

Il 23 febbraio 1999 il sottosegretario al Tesoro Roberto Pinza (governo d’Alema 21 ottobre 1998 – 22 dicembre 1999), rispondendo alla Camera ad un’interrogazione dell’on. Sandro Delmastro delle Vedove, ha ricordato che il 17 maggio 1945, a conflitto terminato, le autorità militari alleate riconsegnarono al governo italiano l’oro residuo trovato a Fortezza e cioè 153 cassette e 55 sacche d’oro per un totale di 22.941,224274 chili d’oro.

Nel 1946 – ha detto Pinza – veniva costituita, da parte dei governi americano, inglese e francese, una commissione tripartita incaricata di richiedere a ciascuno dei paesi depredati delle riserve, una valutazione delle perdite subite, per procedere poi alla restituzione pro quota dei quantitativi di oro monetario rinvenuti in Germania o che avrebbero potuto essere recuperati da un paese terzo presso il quale fossero stati trasferiti dalla Germania. Tenuto conto delle restituzioni avvenute a favore dell’Italia, l’oro non ancora recuperato si commisurava, fino al 1996, a 24.903 chilogrammi”.

La commissione tripartita, nel corso del 1998, prima di sciogliersi, “ha proceduto ad un’ultima residua assegnazione dell’oro recuperato. All’Italia è spettato un quantitativo di 765 chilogrammi circa. Di conseguenza, la parte non restituita della riserva aurea si è ridotta a 24.138 chilogrammi circa. L’Italia ha, perciò, ricevuto circa il 64 per cento del totale di oro sottratto dai nazisti.

Il sottosegretario ha precisato inoltre che il governo italiano ha deciso di partecipare, nel corso del 1998, al nuovo fondo internazionale per le vittime del nazismo, conferendo al fondo stesso il controvalore della vendita alla Banca d’Italia della residua assegnazione di oro monetario. La vendita alla Banca d’Italia ha avuto luogo il 29 giugno ed il controvalore è stato di circa 12,8 miliardi di lire.

All’atto di ricevere dalla commissione tripartita il quantitativo d’oro di 765 chilogrammi, consapevole della mancata restituzione di una quota residua di oro, il plenipotenziario italiano ha reso, in data 25 giugno 1998, una dichiarazione con la quale il Governo italiano riafferma il diritto relativo all’oro non recuperato, nel caso in cui si presentino occasioni di recuperarlo o di ottenerne il rimborso.

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Il terreno su cui sorge Villa Wolkonsky nei pressi di S. Giovanni in Laterano fu donato nel 1830 da Alexander Beloselsky-Belosersky alla figlia Zenaide che nel 1811 aveva sposato il principe Nikita Wolkonsky, aiutante di campo dello Zar Alessandro I. Alla morte dello Zar, nel 1829, Zenaide si trasferisce a Roma e ricevuto in dono dal padre il terreno incarica l’architetto romano Giovanni Azzurri di costruire una villa utilizzando anche i ruderi dell’acquedotto di Nerone che insistono sul terreno allora di undici ettari. Durante i primi anni la villa è utilizzata dalla principessa, che la preferisce alle sue proprietà nei pressi di Fontana di Trevi, che invita nei suoi giardini le principali personalità residenti o di passaggio a Roma: Stendhal, Walter Scott, Fenimore Cooper, Gogol, Donizetti. Morto il marito nel 1844, Zenaide abbandona la villa per dedicarsi una vita più ritirata. Alla sua morte nel 1862 è sepolta nella chiesa dei santi Anastasio e Vincenzo a Fontana di Trevi. Dopo vari passaggi di proprietà e la vendita di gran parte del terreno facente parte della villa, approfittando dello sviluppo urbano della zona, nel 1922 la villa è acquistata dal governo tedesco e diventa la residenza dell’ambasciatore. Dopo la liberazione di Roma nel 1944 il governo italiano la sequestra, tenuto conto del suo uso per scopi non-diplomatici e, finita la guerra, la definisce preda bellica. La villa fa poi parte dei beni considerati come riparazione dalla Commissione alleata di controllo. Nel 1946 l’ambasciata britannica, che si trovava a villa Torlonia a Porta Pia, è distrutta da un attentato ebraico ed il governo italiano mette a disposizione del governo inglese villa Wolkonsky, che da allora diventa sede dell’ambasciata.

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- Presidente: ? (1937 - ?)
- Direttore generale: D. Menichella (1934 - 1944)
Comit
(Banca commerciale italiana)

1943, dal 1933 è incorporata nell'IRI;

Banco di Roma

1943,dal 1933 incorporata nell'IRI, la sua ripresa è favorita dall'espansione dell'attività finanziaria nell'Africa orientale.

Credito Italiano

1943, dal 1933 incorporata nell'IRI;

-



Banche

Banca Cattolica del Veneto

- Presidente
.

prof. sen. Luigi Montresor [1930 nov-set 1945],
- Vice presidente
. conte dr. comm. Enrico Matteo Passi [1930 nov-set 1945],
- 7 Consiglieri:
. avv. prof. comm. Giovanni Battista Biavaschi [1931 feb-set 1945] ,
. avv. comm. rag. Giuseppe Cavazzana
[1930 giu-set 1945],
. dr. Francesco Formenton [1942 ott-set 1945]
. dr. Enzo Guarnieri [1931 feb-set 1945] ,
. avv. Guido Rogger [1930 nov-set 1945],
. avv. cav. Vittorio Veronese di Bartolomeo [1938 mar-feb 1944].
. ing. Sergio Zanarotti [1942 ott-set 1945],
- Sindaci effettivi:
. avv. cav. Amedeo Gallina [1931 feb-set 1945],
. avv. Gaetano Martelletto [1931 feb-set 1945],
. ing. cav. Raffaello Bettazzi [1936 mar-set 1945].
- Sindaci supplenti:
. ?,
. rag. Ezio Zanghellini. L'art. 39 dello Statuto sociale prevede che il Consiglio di Amministrazione nomini annualmente dopo l'assemblea generale un Comitato Direttivo composto da tre a cinque membri scelti nel proprio seno determinandone la facoltà e il funzionamento.
- Presidente
. conte dr. comm. Enrico Matteo Passi [1930 nov-set 1945],
- Membri
. avv. comm. rag. Giuseppe Cavazzana [1930 nov-set 1945],
. avv. prof. comm. Giovanni Battista Biavaschi [1931 feb-set 1945]
. avv. Guido Rogger [1939 feb-set 1945]
. avv. cav. Vittorio Veronese di Bartolomeo [1943 15 feb-28 feb 1944].

- Direttore generale
. Secondo Piovesan [1930 nov-set 1945].

1943, 22 febbraio, all'assemblea generale ordinaria degli azionisti, la relazione del Consiglio di amministrazione si apre con una nota di profonda tristezza per la morte del vescovo di Vicenza Ferdinando Rodolfi († 12 gennaio 1943);


Norme relative alla circolazione e al cambio
della valuta di guerra degli alleati
1943 Il Comando supremo delle Forze Armate rienuta la necessitàà, nelle presenti circostanze, di regolare la circolazione ed il cambio della valuta di guerra degli alleati: ordina Art. 1. La valuta cartacea emessa dagli Alleati (recante la dicitura «Allied Military currency» ed espressa in Lire italiane nei tagli sotto indicati, deve circolare obbligatoriamente con valore uguale a quello della valuta italiana ed ha pieno potere liberatorio tanto nei pagamenti quanto negli incassi.
I tagli sono: Lit. 1; Lit. 2; Lit. 10; Lit. 50; Lit. 100; Lit. 500; Lit. 1000.
Art 2. Temporaneamente e fino a nuovo avviso tutte le valute metalliche degli Stati Uniti e la valuta cartacea della stessa Nazione comunemente chiamata «Dollaro timbro giallo» recante sul lato destro un timbro giallo, come pure le valute metalliche della Gran Bretagna, e la valuta cartacea in sterline della stessa Nazione recante l'iscrizione «British Military Authority» hanno pieno corso.
Art. 3. Il cambio della valuta di cui al precedente articolo 2 è fissato provvisoriamente nella seguente misura:
- Un dollaro degli Stati Uniti, vale Lire 100 italiane.
- Una Lira sterlina ossia 20 scellini vale Lire 400 italiane.
- Una Lira sterlina come sopra, vale quattro dollari S.U.

.
Qualsiasi operazione ad un cambio diverso da quello come stabilito è vietata.
Il cambio è obbligatorio da parte delle Banche e dei Cambiavalute, franco di provvigione e spese.
Il ragguaglio fra la valuta degli Stati Uniti e quella della Gran Bretagna (di cui all'art. 2) nei vari tagli e frazioni, è indicato nell'annessa tabella.
Art. 4. I contravventori alle norme del presente bando sono puniti a termine delle vigenti disposizioni di legge.
Art. 5. Il presente bando sarà pubblicato mediante affissione nell'albo dei vari Comuni del territorio e manifesti murali ed entra immediatamente in vigore.
Dal comando Supremo, addì 24 settembre 1943 Vittorio Emanuele Controfirmato: Il capo del Governo: Badoglio.
Fonti:
- Attilio Tamaro, Due anni di guerra - Tosi Editore - Roma 1949.

 

La Lockheed Corporation e il supermercato delle armi.
- Presidente: R.E. Gross (1934-56)

1943

Giugno
la Lockheed dà lavoro a 94.000 persone, punta ormai di massima occupazione, mentre R.E. Gross ne è il direttore generale ed il fratello Courtlandt Ross il vice.


«segue 1944»

Fonti:
- Anthony Sampson, The arms bazaar/Il supermercato delle armi - Arnoldo Mondadori Editore 1977.





Michele Sindona

Racalmuto, Palermo: don Calogero Vizzini di Villalba, capo carismatico della mafia, ritiratosi in paese dopo il 1926, si associa a Baldassarre Tinebra nella gestione di una miniera di zolfo, la Gibillini, al confine con Montedoro, luogo natale dell'on. Calogero Volpe altro rispettato "notabile".
Chi ha il compito di preparare il terreno "psicologico ed economico" alla penetrazione americana in Sicilia ha un nome ben preciso [in base alla documentazione storica americana]; trattasi di un gruppo scelto di siculo-americani con dei conti in sospeso con la giustizia degli Stati Uniti come Lucky Luciano, o legati alla neonata organizzazione del controspionaggio come Vincent Scamporino e Max Corvo che nella base alleata di Algeri addestrano agenti da infiltrare dietro le linee nemiche in Italia. La missione segreta [avvolta ancora in un grande mistero] che impegna per sei mesi un gruppo ristretto di ufficiali italiani ad Algeri (prima che venga firmato l'armistizio dell'8 settembre) impegna alcuni siciliani il cui capo è il gen. Aldo Castellano. Al suo fianco, come aiutanti, sono nominati il capitano Vito Guarrasi (ufficiale di complemento del servizio automobilistico) e l'amico di questi Galvano Lanza Branciforti di Trabia; quest'ultimo addirittura tratta, assieme al gen. Aldo Castellano, la resa di Cassibile.
Nel frattempo don Calogero Vizzini da Villalba, amministratore del feudo Polizzello di proprietà dei Lanza, svolge a livello tattico attività di preparazione dello sbarco degli alleati in Sicilia.
Guarrasi-Lanza
: ecco il binomio che caratterizzerà d'ora in poi uno dei più interessanti gruppi di potere economico siciliani.
[Guarrasi in particolare gestirà, nell'immediato dopoguerra, i patrimoni immobiliari di nobili famiglie palermitane avviando quel mercato delle aree passato alla storia come "il sacco di Palermo"; (vedi gestione del'eredità immobiliare della grande casata anglo-siciliana dei Whitacker)].
Da qui partono, secondo indiscrezioni, gli esordi professionali di Michele Sindona.

1943
Luglio
quando le truppe alleate iniziano la loro rapida e indolore conquista della Sicilia, Baldassarre Tinebra è il primo sindaco, dopo il podestà dell'epoca fascista, imposto dalle truppe americane su segnalazione di don Calogero Vizzini di Villalba;

«segue 1944»



Köhler, Horst (Skierbiceszow, Polonia 1943) economista tedesco;
1953, si trasferisce dalla Germania Orientale alla Repubblica Federale Tedesca dove si laurea in economia e scienze politiche all'università di Tubinga;
1969-76, fa parte, a Tubinga, dell'Istituto per le ricerche economiche applicate;
1989, come membro del ministero delle finanze è tra i maggiori artefici della riunificazione economica tedesca;
1990-93, rappresentante personale del cancelliere tedesco Helmut Kohl negli incontri al vertice del G-7;
1991, guida la delegazione tedesca nei difficili negoziati per il trattato di Maastricht;
1993-98, presidente della Federazione delle casse di risparmio tedesche;
1998, assume la guida della Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo (EBRD) fondata nel 1990 e attiva dal 1991 per facilitare la transizione dei paesi dell'Est all'economia di mercato;
2000, marzo, dopo mesi di trattative fra i capi di stato, con l'appoggio dei 15 dell'Unione europea e dopo che il presidente statunitense Bill Clinton ha respinto la candidatura di Caio Kach-Weser, proposta del cancelliere tedesco Schröder, è nominato direttore generale del Fondo monetario internazionale (FMI).

– Nardozzi, Giangiacomo (Bologna 1943) insegnante alla Bocconi di Milano, ordinario di Istituzioni di economia presso la facoltà di Ingegneria del Politecnico di Milano, membro del Comitato scientifico della Consob, editorialista de «Il Sole 24 Ore».

Stiglitz, Joseph Eugene (Gary, Indiana 1943) economista statunitense, studente di economia al MIT (Massachusetts Institute of Technology) e a Cambridge;
Opere complete di P.A. Samuelson (1965)
Letture di teoria moderna della crescita economica (1969)
1970-74, insegna a Yale;
1974-76, insegna a Stanford;
1976-79, insegna a Oxford;
1979-88, insegna a Princeton;
Letture di finanza pubblica (1980)
L'impatto economico della stabilizzazione dei prezzi. Economia del settore pubblico (1986)
1988, professore di economia a Stanford;
1992, membro del collegio di esperti economici del presidente degli Stati Uniti; collaboratore della Banca mondiale e dei ministeri economici statunitensi;
2001, premio Nobel per l'economia assieme a G. Akerlof e M. Spence.

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Italia

Confederazione Fascista dell'Industria Italiana (ex Confindustria):
3 maggio: al presidente G. Volpi di Misurata succede l'ex direttore Giovanni Balella.

Marzo,
31
, viene disposto l'impiego dei prigionieri di guerra nelle varie attività produttive del Paese. In breve tempo vengono raccolte richieste per l'impiego di alcune decine di migliaia di prigionieri.

Aprile
10
, viene stipulato un contratto collettivo nazionale di lavoro per la corresponsione del premio del "ventennale" ai lavoratori delle industrie boschive e forestali. Agli operai fissi sarà corrisposto un premio nella misura di sei giornate di retribuzione, a quelli a giornata il premio verrà corrisposto nel periodo di paga successvivo al 21 aprile 1943 - XXI E.F.;
11, un decreto legge proroga fino a "sei mesi dopo la guerra" il blocco dei fitti, dei prezzi, dei servizi, delle costruzioni edili e degli impianti industriali… un blocco che durerà 34 anni, fino all'equo canone;

Luglio
30, viene abolito il Ministero degli scambi e delle valute che diventa una direzione generale del Ministero delle Finanze;

Ottobre
24, viene pubblicato un comunicato che tra il Governo della Grande Germania e il Governo Fascista Repubblicano dell'Italia è stato stipulato un accordo che forma la base per il regolamento delle questioni economiche e finanziarie connesse con la condotta della guerra in Italia. Tale accordo stabilisce che sul territorio italiano le truppe germaniche eseguiranno il pagamentio esclusivamente con lire e che i Reichskredit-Kassenscheine (marchi di occupazione) messi in circolazione dalle forze armate germaniche, perderanno dal giorno 25 Ottobre il carattere di mezzi di pagamento legale. Il ritiro dei Reichskredit-Kassenscheine in circolazione in Italia avrà luogo a mezzo della Banca d'Italia tramite degli istituti di credito italiani.

INAM
(Istituto nazionale
per l'assicurazione contro le malattie)

1943, viene creato questo ente di diritto pubblico;
«segue 1974»

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