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ANNO 1927

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Papa Pio XI
(1922-39)


Crisi dell'economia italiana determinata dalla rivalutazione della Lira.



t
EMIGRAZIONE ITALIANA
Emigrati italiani
per gli Stati Uniti d'America
e per tutte le destinazioni
Immigrazione italiana
e immigrazione totale
negli Stati Uniti d'America
Secondo le statistiche italiane
(a)
Secondo le statistiche americane
(b)
Anni
USA
Tutte le destinazioni
Italiana
Totale
% It.

1876-1884
75.194 1.157.496 124.561 3.665.732 3,40
1885-1900
697.284 4.100.415 863.340 6.353.840 13,59
1901-1906
1.356.922 3.558.249 1.232.888 4.933.811 24,99
1907-1914
1.975.511 5.065.501 1.702.285 7.994.616 21,29
1915-1917
129.474 334.879 117.949 920.929 12,81
1918
2.793 28.311 5.250 110.618 4,75
1919
82.492 253.224 1.884 141.132 1,35
1920
349.042 614.611 95.145 430.001 22,13
1921-1924
196.246 1.237.132 365.499 2.344.599 15,59
1925-1927
102.172 761.411 31.753 933.977 3,40
-

(a) ISTAT (Istituto Centrale di Statistica): Sommario di Statistiche Italiane 1861-1955; + Annuari vari.
(b) U.S. Bureau of the Census: Historical Statistics of the United States. Colonial Times to 1957, Washington D.C. 1960 pp. 56-57.
[Le differenze tra le due rilevazioni (ancora più marcate se considerati i dati anno per anno) sono dovute ai diversi metodi di rilevazione e alla diversa accuratezza delle statistiche dei due paesi.]
Fonte: Francesco Paolo Cerase: L'emigrazione di ritorno: innovazione o reazione?, 1971 - Università di Roma, Istituto di Statistica e Ricerca Sociale "C. Gini" - Sezione di Sociologia - prof. Vittorio Castellano.

-
Guide per gli emigranti

1927
cessa l'attività del Commissariato Generale dell'Emigrazione.

Vedi: Cecilia Lupi, Qualche consiglio per chi parte. Le guide degli emigranti (1855-1927) in «Movimento operaio e socialista» 1981.

w



-


Banche

Banca d'Italia
[dal maggio 1926 è l'unico istituto di emissione]

- Direttore generale: B. Stringher (1900 nov - 1928);

1927
-
Le riserve auree della banca passano dal 30,65% della circolazione cartacea (dicembre 1925) al 67,28% (dicembre 1927)
.
[Si osserva che sono davvero esuberanti, tanto più che, in base al gold exchange rate, ora prevalente, molte di esse giacciono inoperose all'estero, sicché l'Italia si indebita a tassi elevati (7%) per lasciare poi il ricavo dei prestiti depositati all'estero al tasso del 2-3-%.
Il successivo crollo della sterlina e la svalutazione del dollaro colpiranno sensibilmente questi depositi italiani.]

-

Altre Banche

«segue da 1926»

Prosegue l'attività dell'Istituto di Liquidazione. Federazione Bancaria Italiana

1927, 31 agosto, l'assemblea delle banche cattoliche federate, promossa da Angelo Pancino, pone all'ordine del giorno la questione della liquidazione del Credito Nazionale; al convegno viene costituita una commissione con la partecipazione di
. Angelo Pancino,
. Nicola Bevilacqua,
. prof. Emilio Punturieri (ex funzionario delle Finanze, uomo di fiducia del governo e della Banca d'Italia ),
per un'indagine ampia ed esauriente sulla situazione delle federate;

Credito Nazionale 

1927, in liquidazione da ottobre 1926;

Banca Romana

1927,
[nel 1894 le passività della banca sono state assunte dalla Banca d'Italia; vedi salvataggio nel 1914]

Banco di Sicilia

1927,

Banco di Napoli

1927,diventato istituto di credito di diritto pubblico, è in possesso di valuta aurea per una cifra enorme, mai posseduta finora da alcuna banca nazionale;

Compagnia della Fede Cattolica
(o di San Paolo)

Presidente:
. conte Delfino Orst, senatore del Regno, dal 1925.
Direttore generale:
. gr. uff. dott. Pier Giuseppe Fabris, dal 1912.
1927, Torino,

Consorzio delle Banche cattoliche

1927,

Banca Cattolica Vicentina

- Presidente: conte Alessandro Zileri-Dal Verme]
[(1863-1937), fratello dell'ex sindaco di Vicenza]
- Vice presidente: ing. Pietro Sinigaglia,

- 7 Consiglieri:
. Ernesto Azzalin,
. Enrico Marangoni,
. Leonardo Pagello,
. Pietro Rumor,
. don Giuseppe Stocchiero,
. don Vincenzo Strazzari,
. Girolamo Vaccari.
- Sindaci effettivi:
. Giuseppe Gavazzo,
. Giovanni Rossato,
. Girolamo Scimo (o Selmo ?!).
- Sindaci supplenti:
. Marcello Breda,
. Andrea Morucchio.
- Probiviri:
. Marino Breganze,
. don Attilio Caldana,
. don Francesco Snichelotto.

direttore Nicola Bevilacqua;

Comitato direttivo
- Presidente:
. conte Alessandro Zileri-Dal Verme,
- Componenti:
. comm. Nicola Bevilacqua,
. Adriano Navarotto,
. Pietro Rumor.
- Segretario generale:
. Ferruccio Gugerotti.

1927,

Credito Veneto

- Presidente: Nicola Bevilacqua,

- Consiglieri:
. conte Alessandro Zileri Dal Verme,
. avv. cav. Clodio Pomè Beltrame,
. comm. Giuseppe Cavazzana,
. conte gen. Giorgio Emo Capodilista,
. prof. avv. Carlo Emilio Ferri,
. ing. Ettore Galuppo,
. Giovanni Giusti,
. cav. Pietro Rumor,

- Sindaci effettivi:
. avv. cav. Vincenzo Fontana,
. Giovanni Mauro,
. ing. prof. Sergio Zanarotti.

- Sindaci supplenti:
. avv. Giuseppe Gavazzo,
. Gaetano Martelletto.

1927
Padova,

Alcune banche cattoliche cominciano a fallire [vedi 1929].
[1927: ne crollano 22 con 144 filiali.]

Comit
(Banca commerciale italiana)

1927,

Banca Toscana di Anticipazione e Sconto

1927,

Banco di Roma

1927
- Presidente: principe Francesco Boncompagni Ludovisi (9 feb 1923-?)
[ex deputato del Ppi passato al fascismo]
- Vice presidenti:
. sen. conte Giovanni Grosoli Pironi (1917-?)
. dr. Giuseppe Vicentini (9 feb 1923-?)
- Amm.re Del.: dr. Carlo Vitali (9 feb 1923-?)

Il capitale sociale è costituito da 1.500.000 azioni:
- 425.000 presso il Credito Nazionale,
- 475.000, già del Credito Nazionale, passate da poco nelle mani delle banche cattoliche federate;
[in pratica 900.000 azioni controllate direttamente o indirettamente dal Credito Nazionale.]
- 400.000 in circolazione,
- 200.000 presso il Banco di S. Giorgio.
1927,

Banca italiana di Sconto

1927, in liquidazione.

Credito Italiano

1927,

Banco Ambrosiano

1927,

Banco Lariano

1927, Como,

BNL
(Banca nazionale del lavoro)

1927, dal 1924 lo Stato detiene il 90% del suo capitale azionario;

Banca della Venezia Giulia

1927, Trieste, dal 1921 si è fusa con la Banca Cooperativa di Trieste e con il Consorzio Fiumano di Credito e Risparmio di Fiume;

Banca Provinciale Lombarda

1927, Bergamo,



Casse di Risparmio

«segue da 1926»

Cassa di Risparmio di Venezia

1927,

Cassa di Risparmio di Verona e Vicenza

1927, la Cassa di Risparmio di Vicenza, cresciuta rapidamente nel dopoguerra a seguito della scomparsa della Banca Popolare di Torre Belvicino, della Banca Mutua Popolare di Schio, della Banca Popolare di Bassano, della Banca Sledense e di altre, si fonde con la Cassa di Risparmio di Verona per creare questo nuovo istituto.


Cassa di Risparmio di Milano

1927, oltre all'esercizio del credito fondiario (dal 1866), dal 1924 ha istituito anche il credito agrario;

Cassa di Risparmio delle Province Lombarde

1927,

Monte dei Paschi
(Cassa di Risparmio)

1927,


«segue 1928»

Banche Popolari

1927

Banca Popolare di Vicenza

- Presidente: Paolo Sartori ,
- vicepresidente: ?,
- Consiglieri:
. ?,
. ?,
. ?,
. ?,
. ?,
. ?,
. ?,
. ?,
. ?,
. ?,
. ?,

- Collegio Sindacale:
. ?, [effettivo]
. ?, [effettivo]
. ?, [effettivo]
. ?, [supplente]
. ?, [supplente]

Direttore: ? (?-?)

Filiale
Vicenza, Borgo S. Felice (dal 1920).

Banca Popolare Agricola di Cerea

1924,

1927,

«segue 1928»

Casse Rurali

1927

Federazione Italiana delle Casse Rurali

1927,
«segue 1928»

-


I padroni del "carbone bianco" nel 1927
Capitale investito nell'industria elettrica
(Mni di Lire)
6.500
Trattasi di 1/5 del capitale azionario italiano e supera di due volte e mezzo il capitale di tutta l'industria siderurgica e meccanica.

Capitale investito dall'Edison
[raggruppando 56 società sulle 200 presenti nel settore, è la maggiore potenza finanziaria di tutta l'industria italiana]
(Mni di Lire)
1.350
-
-
-
-
Potenza installata
kW
Società elettrocommerciali
[1/4 è dell'Edison]
-
Autoproduttori
-
Totale
-
Produzione di kWh
(in milioni)
Da impianti idroelettrici
-
Da termoelettrici
-
Totale
-


La Lockheed e il supermercato delle armi

1927

 


«segue 1928»

Fonti:
- Anthony Sampson, The arms bazaar/Il supermercato delle armi - Arnoldo Mondadori Editore 1977.


Bagnasco, Orazio (Genova 1927-1999) finanziere italiano.

Becattini, Giacomo (Firenze 1927) ordinario di Economia politica all'Università di Firenze;
Dal settore industriale al distretto industriale (1979, nel primo numero della «Rivista di Economia e politica industriale»)
Il distretto industriale (Torino 1999).

Blaug, Mark (L'Aia 1927) economista olandese;
La teoria economica ricardiana (1958)
Storia e critica della teoria economica (1962)
Introduzione all'economia dell'istruzione (1970)
L'istruzione e il problema dell'occupazione nei paesi in via di sviluppo (1973)
La metodologia dell'economia (1980)
Grandi economisti dopo Keynes (1984)
Grandi economisti prima di Keynes (1986)
Storia economica e storia della teoria economica (1986).

Ricossa, Sergio (Torino 1927) economista italiano, docente di politica economica all'università di Torino, collaboratore di riviste specializzate e del quotidiano «Il Giornale», noto per la sua posizione "umanistica" nei confronti dell'economia;
Fondamenti dei modelli macroeconomici (1963)
Storia della fatica. Quanto, dove, e come si viveva (1980)
Teoria unificata del valore economico (1981)
Dizionario di economia (1982)
Fine dell'economia (1986)
1988, socio dell'Accademia dei Lincei;
Impariamo l'economia (1988)
Le paure del mondo industriale (1991)
Cento trame di classici del mondo dell'economia (1991)
Come si manda in rovina un Paese. Cinquant'anni di malaeconomia (1995)
Maledetti economisti (1996)
Manuale di sopravvivenza ad uso degli italiani onesti (1997).

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Italia

Confederazione Fascista dell'Industria Italiana:
- presidente: A.S. Benni.

Confederazione delle corporazioni sindacali fasciste
- Presidente: E. Rossoni (1922-28)

Gennaio
Con la caduta della Lira Sterlina [quot. media dicembre 109,1=] tutto il sistema economico italiano comincia a scricchiolare:
- le esportazioni si riducono in modo drastico perché la lira ha una capacità di acquisto molto minore all'estero che in Italia;
- crescono paurosamente i protesti cambiari, i fallimenti e la disoccupazione, perché i prezzi di parecchie merci crollano, mentre il peso dei debiti risulta sempre più oneroso.
Scoppia pertanto un forte contrasto fra:
- i grandi industriali, i quali chiedono che la stabilizzazione legale non venga compiuta a un livello superiore alla quotazione media del 1926 (120 lire per sterlina) e
- il Duce, che vuole rivalutare la lira al massimo consentitio dalla disponibiltà di divise estere, ritenendo che il prestigio dell'Italia fascista nel mondo aumenterà tanto più quanto riuscirà ad avvicinare il valore della lira alla parità prebellica.

Febbraio
12
, con DM 12 febbraio, (e in seguito con DM 8 aprile) il conte G. Volpi di Misurata aumenta i dazi di 94 voci e sottovoci delle categorie della tariffa;
13
, il governo decide la "tassa sugli scapoli";

Marzo
20
, il R.D. 20 marzo 1927, n. 527, regola ulteriormente la preferenza da dare ai prodotti delle industrie nazionali.

Aprile
Viene approvata dal Gran Consiglio la Carta del Lavoro: le forze economiche saranno asservite allo sviluppo della nazione.
La Confindustria (presidente A.S. Benni) ottiene con la "Carta del lavoro" il riconoscimento della piena autonomia nell'impiego della manodopera e agevolazioni di varia natura; dopo il suo assorbimento nel sistema corporativo e la trasformazione in "Confederazione Fascista dell'Industria Italiana", rispecchia negli anni centrali del regime la compenetrazione tra gli interessi industriali e la politica economica del fascismo;

Maggio
15, il consiglio dei ministri, sotto la presidenza di B. Mussolini, stabilisce che vengano istituiti i Consigli provinciali dell'economia, che sostituiscono le Camere di commercio e tutte le loro attività;
24, su disposizione del segretario del partito F. Turati, avviene una riduzione del 10% (350 Mni) dei salari dei dipendenti pubblici e di ca 100 Mni le tariffe ferroviarie è attuata con un decreto legge.
26, in un discorso alla Camera, B. Mussolini riconosce che le cose vanno bene, ma non bene bene.

Giugno
Ginevra, all'assemblea generale dell'Ufficio Internazionale del Lavoro, E. Rossoni ha ancora la faccia di affermare: «Non è vero che noi facciamo contratti di lavoro dietro le spalle dei lavoratori...
Il principio democratico non è Violato nel nostro paese. Forse è applicato in modo differente. B. Mussolini stesso ha detto recentemente che il regime fascista è, in essenza, null'altro che una grande democrazia

Luglio
, il fascismo decreta il "blocco degli affitti";

Ottobre
una nuova riduzione dei salari del 10% viene decisa per sostenere la produzione.

Novembre
3
, il R.D.L. 3 novembre 1927, n. 2017, dispone che nei centri urbani con una popolazione superiore ai 100.000 abitanti, nessuno potrà effettuare nuovi impianti industriali, che richiedano l'impiego di una maestranza superiore ai 100 operai, senza il preventivo consenso del ministero per l'economia nazionale.
6
, il governo jugoslavo, per far fronte alla "spietata" concorrenza italiana del porto di Fiume, crea una "zona franca" a Sussak.
Nessuno, nei centri urbani con popolazione superiore ai 100.000 abitanti, può aprire nuovi impianti industriali con maestranze superiori ai 100 operai senza il preventivo consenso del ministero dell'Economia nazionale.
All'Italia è conferita la supervisione della politica finanziaria dell'Albania.
Lo Stato acquista il completo pacchetto della Cogne.
[Da questo momento tutti i governi getteranno miliardi e miliardi dei contribuenti in questo pozzo senza fondo, a quasi esclusivo vantaggio dei funzionari del ministero delle Finanze che continueranno a controllarne le gestioni, come loro feudo particolare, impedendo perfino che la Cogne entri a far parte del gruppo Finsider dell'IRI.]

Dicembre
21
, R.D.L. 21 dicembre 1927, n. 2325:
la Banca d'Italia stabilisce la parità aurea (fissata in ragione di un peso di oro fino di grammi 7,919 per ogni 100 lire italiane) in modo da stabilire il cambio fisso di 92,46 lire per la sterlina: la "quota 90" è raggiunta.
[Altra spiegazione: il nuovo saggio di conversione è di L. 12,627 per grammo di oro fino: una lira dell'anteguerra viene, cioè, a corrispondere a 3,661 lire correnti;
la sterlina è ancorata a L. 92,46, e
il dollaro a L. 19.
Tale parità segna una rivalutazione del 36,4% in confronto a quella che era la richiesta degli industriali.]
21, con D.L. 21 dicembre 1927, n. 2325, dopo il crollo della sterlina e la svalutazione del dollaro, anche la lira è svalutata del 41% rispetto all'oro.
Ma questa "riforma monetaria", invece di costituire – come dice B. Mussolini — «un modesto premio per il popolo italiano», anticipa di un paio d'anni la crisi mondiale e fa arrivare l'economia nazionale a quella lunga crisi già completamente stremata dallo sforzo che ha compiuto per ridurre i costi di produzione al nuovo livello dei prezzi.
[L'unica volta in cui il Duce avrebbe forse dovuto ascoltare i Grandi Baroni, ha fatto invece di stessa sua.]
29, con D.L. 29 dicembre 1927, n. 2579, sono aumentati i dazi sul materiale refrattario, sui vetri, sui cristalli, sulla formaldeide, sui bottoni, sui lucchetti.
«segue 1928»

CGdL
(Confederazione generale del lavoro)

«segue da 1924»
1927, viene deciso il suo scioglimento, non riconosciuto però dalla corrente di sinistra che continua ad operare clandestinamente nel paese; nello stesso tempo B. Buozzi ricostituisce la CGdT a Parigi;
«segue 1934»

Edison

«segue da 1884»
1927,raggruppando 56 società sulle 200 presenti nel settore, è la maggiore potenza finanziaria di tutta l'industria italiana con un capitale di 1.350 Mni di lire
[solo alla voce "Valori" espone 594 Mni].
«segue 193945»

Montecatini

«segue da 1920»
1927, il gruppo partecipa per il 65% alla produzione italiana di concimi fosfati, mentre i suoi impianti rappresentano una capacità produttiva equivalente a tutta la produzione nazionale in questo campo,
per il 70% di quella di ammoniaca, ecc.; mette in moto trasporti per 4,5 mni di tonnellate di merci l'anno;
«segue 1928»

SNIA Viscosa
(Società nazionale industrie applicazioni viscosa)

«segue da 1926»
1927, nel bilancio della società figurano titoli di altre società per 277 Mni di lire;
«segue 1928»

IFI
(Istituto finanziario industriale)

1927, Giovanni Agnelli fonda questa società finanziaria il cui capitale è detenuto per oltre l'80% dalla Giovanni Agnelli e C. Sas e per la parte residua dalle famiglie Agnelli e Nasi;
il suo portafoglio comprende, anche attraverso il portafoglio della IFIL (altra finanziaria del gruppo Agnelli) il controllo della FIAT e della Juventus.

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