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ANNO 1943
Ottobre

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Papa Pio XII
(1939-58)

- segretario di Stato: card. L. Maglione
(1939 mar-ago 1944);
- responsabile dell'Entità: card. P. Fumasoni Biondi.

1943
Ottobre

Il servizio di sorveglianza e difesa viene gradualmente richiesto ed esteso anche agli edifici e luoghi extraterritoriali, a Roma e a Castel Gandolfo.
5, un primo distaccamento di guardie palatine parte per presidiare le ville pontificie di Castello e dell'ampio terreno annesso che arriva fino ad Albano.
7, il card. L. Maglione – come annotato da mons. Tardini, altro sostituto della Segreteria di Stato – indirizza una nota verbale (n. 6207/43 di protocollo) all'ambasciatore E.H von Weizsäcker in cui si dichiara che la S. Sede si è sempre interessata in favore di Roma; per tale motivo B. Mussolini si era detto disposto a smilitarizzare la città e a dichiararla "città aperta"; di fatto però, aggiunge, si combatte ancora, e a non molta distanza, attorno alla città.
Intanto la radio di Salò si lascia sfuggire un'allusione ad una possibile "ospitalità" precauzionale del papa in Germania;
[Tre giorni dopo la «BBC» di Londra riprenderà la voce…]
8, 150 uomini della Guardia Palatina, fra ufficiali, sottufficiali, guardie e addetti, vengono acquartierati in Vaticano.
Ricevuto dal papa, E.H von Weizsäcker dichiara che "la Germania, come ha rispettato finora i diritti sovrani e l'integrità dello Stato della Città del Vaticano, è decisa a rispettarla ugualmente anche in avvenire"; il papa prende atto con soddisfazione di questa dichiarazione;
E.H von Weizsäcker telegrafa a Berlino la relazione della sua udienza ma sembra che il modo di presentare le cose non corrisponda alla realtà dei fatti…

Il gen. R. Stahel, comandante tedesco, dimostrando prudenza, si consiglia con il suo concittadino, p. P. Pfeiffer; costui, a sua volta, grazie appunto ai cordiali rapporti con il comandante, può risolvere molte situazioni spinose e ottenere alcuni atti di clemenza; vengono così scongiurate alcune decisioni troppo drastiche: imprigionare ostaggi, perquisizioni domiciliari, riduzione del traffico cittadino.

11, Un altro distaccamento di guardie palatine viene incaricato del presidio del complesso del Laterano: basilica, università, seminario e annessi.
[Si giungerà a 16 distaccamenti disseminati in tutta la città.]

14, l'incaricato d'affari F. Babuscio Rizzo fa sapere al card. L. Maglione che il black-out postelegrafonico gli ha impedito finora di mettersi in contatto con il proprio governo;
15, il segretario della Nunziatura presso l'Italia, mons. Marchioni, per incarico di mons. Nunzio, si reca dal col. Bocca, capo di gabinetto del mar.llo R. Graziani, nominalmente capo delle forze italiane aderenti al Governo di Salò, per sapere quale via sia da tenere per esporre i desiderata della Segreteria di Stato circa l'arruolamento di nuovi effettivi nel Corpo della Guardia Palatina d'onore. Il mar.llo R. Graziani, avendo saputo che mons. Marchioni si trova negli uffici del Ministero chiede di parlare direttamente con lui. Viene così illustrato al maresciallo l'art. 10 dei Patti Lateranensi (riguardante i funzionari dichiarati dalla S. Sede insostituibili e che l'Italia s'impegna a rispettare, esentati dal servizio militare, dalla giuria e da ogni prestazione di carattere personale) e gli vengono esposte le ragioni della richiesta.
Il maresciallo promette tutto il suo interessamento ma ha bisogno di una lettera scritta per mostrarla e discuterne con l' "altro Comando" (tedesco).
[Il che sarà fatto il giorno seguente con un appunto di cui viene inviata copia alla Segreteria di Stato con rispettoso rapporto di mons. Nunzio in data 10 corr. n. 12510.]
Il maresciallo ritiene però improbabile che il popolo faccia dimostrazioni ostili al Vaticano, perché tutti hanno una grande ammirazione, devozione ed affetto per il papa. Né prevede prossima l'occupazione di Roma da parte alleata.
Il maresciallo aggiunge che è lieto di questo occasionale incontro per far conoscere alcune sue idee: il che si ripromette di fare anche in una prossima visita a mons. Nunzio appena possibile.
La conversazione è durata circa un'ora e mezzo […].

15-16, nella notte avviene il rastrellamento degli ebrei romani;
il papa protesta o no?
[vedi precedenti in Olanda nell'agosto 1941]

16, una nota di mons. G.B. Montini al card. L. Maglione – notizia giunta da p. Tacchi Venturi – comunica che nella mattinata è stato "prelevato" l'avvocato rotale Foligno, ebreo, cattolico dalla nascita, con la moglie ariana e i figli.
Per tutto il mese si susseguono richieste al Vaticano di notizie sugli arresati nella grande retata del giorno 16.

L'incaricato d'affari americano presso la S. Sede, mr. Tittmann, fa presente che gli ebrei stranieri in Roma sono circa 470. Una nota di mons. G.B. Montini all'autorità germanica contiene l'elenco degli ebrei battezzati, con i relativi documenti dimostrativi. Il p. Tacchi Venturi invia una nota specifica al nunzio di Berlino il quale a sua volta comunica una lista di arrestati arrivata a lui per vie segrete.
Su incarico della Segreteria di Stato, mons. Marchioni, nunzio apostolico in Italia, fa un passo ufficiale presso le autorità militari italiane perché consentano ad un aumento degli effettivi della Guardia Palatina, da assegnare in servizio di vigilanza nei vari luoghi extraterritoriali, di cui si fornisce l'elenco. Si chiede di arrivare ad un numero di 2000 guardie.


23, all'aiutante di campo del mar.llo R. Graziani viene presentata una nota in cui si desidera conoscere i criteri da tenere nel comporre la lista delle Guardie Palatine d'onore;
bisognerà escludere, questa la risposta, la classe 1924, essendo di leva; inoltre gli ufficiali dovranno essere uno ogni venti uomini e complessivamente non più di cento;
pur facendo saper di non poter fornire armi, il mar.llo R. Graziani dà direttive al Ministero della Difesa perché si dimostri il più possibile condiscendente.
Nasce così il nuovo corpo militare: Guardie Palatine:
- comandante: col. Cantuti Castelvetri;
- capo di S.M.: prof. Rinaldo Orecchia, affiancato da:
. prof. Morandini,
. ing. Jacobucci,
. dott. Pagliari,
. dott. Rossi,
. rag. Patrizi;
- addetto ai servizi sanitari: dott. Sympa.
La maggioranza delle guardie palatine è formata da giovani.
La Guardia Nobile, altro corpo militare vaticano – corpo scelto e di parata, scorta il pontefice in occasione di solennità – continua a svolgere il proprio servizio di anticamera e di accompagnamento del pontefice nella sua quotidiana passeggiata nei giardini.
La Gendarmeria vaticana ha invece vere mansioni di vigilanza, di controllo, in pratica di polizia.
[È composto da circa 150 effettivi, in servizio permanente, in genere vecchi e fedelissimi servitori della S. Sede. Trattasi di solito di persone scelte tra gli ufficiali superiori dell'esercito italiano. Normalmente svolgono il loro servizio agli ingressi dello Stato Vaticano, con compiti di sorveglianza anche all'interno.]
Anche la notissima Guardia Svizzera intensifica i propri compiti di vigilanza armandosi, oltre che delle tradizionali e folcloristiche alabarde, di ottimi fucili e altri più efficaci mezzi bellici..
[Da quattro secoli al servizio del papa, "custodi delle porte", svolgono in particolare la guardia degli ingressi in Vaticano e nell'appartamento del papa. Il comando è affidato a un Capitano comandante con il grado di colonnello (ricorre spesso il nome della famiglia Pfyffer d'Altishofen)…]
27, il nuovo rabbino Panzieri invia una supplica in cui si raccomanda l'intervento del papa.
Il card. L. Maglione interessa l'Incaricato d'affari americano, mr. Tittmann, sul pericolo che incombe sull'abbazia di Montecassino; nel contempo compie un passo analogo presso le autorità germaniche.
29, una nota della Segreteria di Stato parla della tutela dei prigionieri italiani in Germania; sono chiamati ad intervenire i nunzi a Berlino (mons. Orsenigo) e a Berna (mons. Bernardini). Si chiedono informazioni sui prigionieri e sulla possibilità d'inviare aiuti.
La "Mission Catholique Suisse" invia subito pacchi-dono e oggetti religiosi per un valore di 3.500 franchi svizzeri; anche la S. Sede contribuisce, come pure gli italiani dell'Argentina e del Brasile. Inoltre ci sono promesse di invio di denaro in dollari e sterline: 3.057 per i prigionieri, 5 mila per gli internati in Germania; dagli Stati Uniti arrivano 50 mila dollari.

30, il gen. R. Stahel lascia il comando di Roma;
nel corso del ricevimento di commiato p. P. Pfeiffer cerca di informarsi sui vari e veri aspetti della vicenda;
al ricevimento sono presenti, tra gli altri:
. mar.llo R. Graziani,
. gen. Mälzer, successore del gen. R. Stahel,
. sen. Motta, commissario governatoriale;
. E.H von Weizsäcker, ambasciatore tedesco,
. R. von Rahn, ambasciatore tedesco.
[Il gen. R. Stahel sarebbe stato rimosso dal comando perché troppo favorevole agli interessi italiani e della Chiesa.]
Alla stessa data «L'Osservatore Romano» si felicita con l'armata tedesca per il suo corretto comportamento nei confronti della Città del Vaticano.

FUCI
(Federazione universitaria cattolica italiana)

«segue da 1942»
1943, nata e sviluppatasi come associazione d'élite, inquadrata nell' "Opera dei congressi",
al suo interno si formano numerosi esponenti cattolici della classe dirigente italiana;
guardata a vista dal regime fascista, si deve occupare solo di religione;
1942-44, presidente Giulio Andreottib;
«segue 1944»

II GUERRA MONDIALE





1943
Ottobre
Austria
(Ostmark - Marca Orientale del Terzo Reich)
Anschluss" [annessione]: l'Austria è stata unita alla Germania.
[Ufficialmente dal 21 Marzo 1938 (sancito dal plebiscito successivo del 10 Aprile).]

1943
Ottobre



GERMANIA
1943
Ottobre
Partito unico: NSDAP (Nationalsozialistische deutsche Arbeiterpartei – Partito nazionalsocialista tedesco dei lavoratori)b.
- Führer e Cancelliere del Reich
Adolf Hitler
(1934 agosto-aprile 1945)
[In lui sono unificati i poteri di capo dell'esecutivo e di comandante delle forze armate tedesche.]
- Segretario della Cancelleria
H.H. Lammers
(1933 gen-1943)
Propaganda
Joseph Paul Goebbels
(1933 mar-apr 1945)
Interno
Heinrich Himmler
(1943 ago-apr 1945)
Affari Esteri
Joachim von Ribbentrop
(1938 feb-apr 1945)
Armamenti e Munizioni
Albert Speer
(1942 feb-apr 1945)
OKW
(Oberkommando der Wehrmacht - Comando supremo delle forze armate germaniche)
Wilhelm Keitel
(1938 feb-mag 1945)
[Capo ma senza alcun potere esecutivo, facente funzione anche di ministro della difesa]
Aviazione
Hermann Göring
(1933 gen-apr 1945)
Giustizia
O.G. Thierack
(1942 ago - apr 1945)
Economia
Wirtschaftsbeauftragter
Walther Funk
(1938 feb - apr 1945)
Finanze
conte J.L. Schwerin von Krosigk
(1933 gen-apr 1945)
Alimentazione
e Agricoltura
Herbert Backe
(1942 mag-apr 1945)
Lavoro
Franz Seldte
(1933 gen-apr 1945)
Trasporti
Julius Dorpmüller
(1937-apr 1945)
- sottosegretario responsabile per le ferrovie
Albert Ganzenmüller
(1942- apr 1945)
Dal 14 luglio 1933 ufficialmente tutti i partiti sono aboliti.
1943
Nazismo

Ottobre
10-11
, [Uno dei tanti… segue da Albania]
dopo dieci giorni gli italiani fatti prigionieri dai tedeschi in Albania, giungono nel campo di Stablack, nei pressi di Konigsberg, in territorio della Prussia Orientale – la futura Kaliningrad (Russia) – dove nel Campo Stellare n. 1 si ritrovano nel giro di pochi giorni in 25.000 prigionieri;
[L’enorme campo di concentramento di Stablack arriverà a contenere fino a 70.000 prigionieri.]
Uno di loro viene poi smistato in un altro lager: la sua nuova destinazione è un campo di concentramento nei pressi di Julich, città distante circa 40 chilometri da Colonia. Il gruppo di amici più stretti cerca di non dividersi: qui vengono numerati, fotografati, schedati: lui è il prigioniero N° 20765 [Arnaldo Pellizzoni] che, in base alla sua professione di meccanico, viene destinato ad una fabbrica metalmeccanica;
Sulla carta per la corrispondenza sono riportati anche i seguenti dati:
N° di prigioniero: 20765
M. – Stammlager = Mannschaftsstammlager = campo di prigionia per sottufficiali e militari di truppa VI = Regione Militare sede del Comandante dei prigionieri
G = Bonn a Rhein Arbeits–Kommando = comando di lavoro 669

[Lo Stammlager VI G si trova nel futuro Lander Renania Settentrionale Westfalia.]
Alle dipendenze degli Stammlager vi sono gli Arbeits–Kommando, distaccamenti di minori dimensioni ubicati nelle vicinanze delle fabbriche o dei luoghi di lavoro in cui vengono impiegati i prigionieri.
«Il nuovo campo di concentramento si trova a circa sette chilometri di distanza dalla fabbrica: è composto di alcune baracche di piccole dimensioni, ognuna delle quali contiene 20 letti a castello, per 40 persone, circondate da torrette e filo spinato.
Si effettuano due appelli giornalieri, uno di primo mattino e uno alla sera per il conteggio dei prigionieri: questa operazione generalmente si protrae per un’ora, a volte due, costringendoci a stare in piedi all’aperto con qualsiasi condizione di tempo».
«Ogni giorno, esclusa la Domenica, inquadrati e scortati dalle SS, raggiungiamo a piedi la fabbrica. Alla Domenica, nel campo di concentramento è possibile assistere alla messa.
Nel mio reparto si riparano locomotive a vapore: spesso i danni consistono in perforazioni dei serbatoi dell’acqua dovuti quasi sempre ad azioni belliche.
Nel capannone della fabbrica si lavora con personale tedesco: ci sono anche prigionieri francesi e russi, questi ultimi facilmente riconoscibili perché indossano una divisa a strisce e hanno la testa parzialmente rasata (anche i prigionieri russi non sono tutelati dalla Convenzione di Ginevra e nella gerarchia dei prigionieri del Terzo Reich vengono dopo gli italiani).
Il regolamento, nonché dei limiti invalicabili, segnati sul pavimento e controllati dall’alto da soldati delle SS, impedisce ogni contatto tra prigionieri di diversa nazionalità.
Il lavoro diventa pesante soprattutto a causa della scarsissima alimentazione, del tutto insufficiente ed inadeguata per turni di lavoro di 8-10 ore.
L’unico pasto giornaliero consiste in una minestra di rape, cioè acqua con pezzi di rape, consumato in fabbrica; ogni 3 giorni al capo baracca vengono consegnati due pezzi di pane da dividere tra 40 prigionieri. Per evitare discussioni sulle parti, qualcuno costruisce una piccola bilancia. Un giorno arrivano nel lager alcuni vagoni carichi di patate. Durante la notte alcuni di noi decidono di tentare di prenderne qualcuna. Mentre siamo sui vagoni arrivano alcune SS con i cani; ci nascondiamo tra le patate per non farci vedere e per trarre in inganno l’odorato dei cani: l’operazione riesce, ma con uno spavento tale che questo alimento sarà escluso dalla mia alimentazione di libero cittadino.
Un giorno, durante una marcia di trasferimento dal campo di concentramento alla fabbrica, un prigioniero del mio gruppo, vedendo delle piccole patate ai bordi della strada, abbandona le file per raccoglierle, ma viene freddato da una mitragliata della SS che ci segue.
Durante la notte le baracche vengono chiuse dall’esterno e viene staccata l’illuminazione interna, che consiste di una piccola lampada dalla luce molto fioca. Come servizi igienici viene usato un bidone posto nel centro della baracca.
È consentito scrivere ai familiari solo su lettere e cartoline postali appositamente distribuite al campo: la corrispondenza è sottoposta a censura».
«Non si doveva, infatti, scrivere dove eravamo e come eravamo trattati. Si scriveva che si stava ottimamente, che il trattamento era buonissimo e che i congiunti vivessero tranquilli
».

Traduzione del testo sui Buono-10 e Buono-5 usati nel lager: «Questo buono vale come mezzo di pagamento per prigionieri di guerra e può essere accettato e speso solamente nel campo di prigionia, presso i campi di lavoro negli spacci esplicitamente indicati. Lo scambio di questo buono come mezzo di pagamento legale deve aver luogo solamente presso le casse competenti dell’amministrazione del campo. Trasgressioni, intimidazioni e falsificazioni verranno puniti. Il capo del comando superiore delle Forze Armate».
Peccato che nel lager non ci sia nulla da poter acquistare, soprattutto di generi alimentari tranne qualche volta della birra.


[Arnaldo Pellizzoni - Lissone 25 aprile 1995 – http://www.anpi-lissone.over-blog.com/article-35390833.html]

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12, Weisse Rose" (Rosa Bianca): viene ghigliottinato Willi Graf;
13, Donauworth,Weisse Rose" (Rosa Bianca):
- si apre il IV processo, questa volta contro :
. H. Leipelt, [condannato a morte nel 1944 e ghigliottinato il 29 gen 1945];
. Marie-Luise Jahn, [12 anni di prigione];
. + cinque, [tre condannati a pene detentive e due assolti];
I primi due non hanno mai avuto contatti diretti con il gruppo ma sono entrati in possesso del VI volantino, l’hanno copiato e distribuito. Oltre a ciò hanno cercato di raccogliere denaro in favore della vedova del professor K. Huber che, dopo l’esecuzione del marito, è ridotta in miseria. Gli accusati compaiono dinanzi al tribunale grazie ad una indagine condotta dalla Gestapo di Amburgo. Gli investigatori nazisti hanno scoperto alcuni gruppi clandestini di oppositori per la maggior parte composti da studenti e operativi intorno all’Università della città. All’interno di questi gruppi circolano anche manifestini della "Weisse Rose" (Rosa Bianca).
[Tuttavia indirettamente molte altre persone muoiono in connessione con questo processo. Alcune persone arrestate dalla Gestapo non vengono mai giudicate ma spinte al suicidio, altre muoiono per le torture subite o uccise verso la fine della guerra. Tra queste vittime vi sono altri studenti:
. Frederick Geussebhainer,
. Kurt Ledien,
. Kaethe Leipelt,
. Reinhold Mayer,
. Margarethe Mrosek,
. Greta Rothe.
14
, Bad-Schachen (Baden)H. Himmler pronuncia un "discorso folle" davanti ai comandanti in capo, ai generali dell'esercito tedesco;

ora che C. Schenk von Stauffenberg ha assunto le mansioni di capo di S.M. dell'ufficio per gli Affari generali dell'esercito, la possibilità di poter agire in fretta ("piano Valchiria") si fa concreta.

scoppia una rivolta fra i deportati incaricati dei servizi alle camere a gas e alla cremazione dei cadaveri, che riescono ad uccidere 48 fra SS (Schutzstaffeln = squadre di protezione - chiamate anche Schwarze Korps, Milizie nere) e guardie di sorveglianza; immediatamente dopo il campo viene chiuso.
16
, le SS circondano e rastrellano il ghetto di Roma: 1024 ebrei romani, tra cui molte donne e bambini, sono rinchiusi in carri bestiame e deportati nel campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau; alla fine della guerra ne torneranno 11;
gli ebrei romani si sentivano "al sicuro", perché pochi giorni prima il maggiore Kappler, delle SS, li aveva costretti a versare una taglia di 50 chili d'oro per evitare la deportazione;

I silenzi di Pio XII:
[Dal dossier, definitivamente studiato da Saul Friedlander, sull'anti-cristianesimo del regime hitleriano, le persecuzioni, le deportazioni, i terrificanti metodi di guerra e di occupazione dei tedeschi.]
Non sempre silenziosi, Pio XII e l' «Osservatore Romano» attaccano con veemenza banche i bombardamenti di Roma (dopo quelli che dal 1942 colpiscono le città del Reich) fino all'estate 1944 (dopo aver cercato di evitarli fin dal 1940). Queste grida di protesta hanno ancora grande risonanza, tanto più che il papa non apre ancora bocca sulle deportazioni di massa degli ebrei, come quelle che si stanno svolgendo nella città di Roma occupata dai tedeschi. Egli affida a Hudal il compito di discutere con il gen. R. Stahel, comandante in capo della città di Roma, questa "questione delicata [e] sgradevole per le relazioni germano-vaticane" ma che viene "liquidata" (secondo von Wreiszècher, neo-ambasciatore del Reich dall'inizio di luglio 1943) in meno di due settimane: da sola, questa missione costituisce una ammissione della negazione dei crimini e della tesi dell'innocenza tedesca, tenuto conto dell'antisemitismo del nazista austriaco Hudal e dei suoi contatti a Roma con Walter Rauff.
[Capo dei servizi di sicurezza delle SS, responsabile del programma delle camere a gas mobili dal 1941 all'est, inviato nella primavera 1943 a Roma per sei mesi da M. Bormann, assegnato in settembre in un'unità SS operante nella regione di Genova-Milano-Torino con lo stesso obbiettivo.]

La "dichiarazione di Mosca" firmata dal presidente degli Stati Uniti F.D. Roosevelt, dal primo ministro britannico W. Churchill, e dal leader sovietico Stalin, stabiliscono che al momento di un armistizio le persone ritenute responsabili di crimini di guerra saranno inviate nei paesi dove i crimini sono stati compiuti e giudicati in base alle leggi della nazione relativa. I maggiori criminali di guerra, i cui crimini non possono riferirsi ad una determinata area geografica saranno puniti dalla decisione congiunta dei governi dei paesi alleati;

"operazione Alarico": in occasione di un pranzo la conversazione cade sulla situazione militare e sulle possibilità di un imminente ritiro delle forze tedesche da Roma. A questo punto uno degli ospiti chiede cosa si farà del papa e Ludwig Wemmer, fiduciario di M. Bormann, risponde che il papa sarà portato al nord e installato nel castello di Liechtenstein (Württenberg), vicino a Reutlingen.
Tra gli ospiti c'è anche l'SS- Standartenführer Martin Sandenberg, un assistente di H. Himmler e a lui molto vicino, essendo aiutante del Befehlshaber des Sipo un des SD nell'Italia settentrionale.
Martin Sandenberg
riferisce ad H. Himmler ciò che ha sentito al ricevimento di Ludwig Wemmer. H. Himmler chiede a sua volta conferma al capo della polizia nazista a Roma, Herbert Kappler.
Ludwig Wemmer
riferisce di aver spiegato a Herbert Kappler che si trattava soltanto di un'osservazione fatta nell'atmosfera conviviale che segue una cena.
Questa storia tuttavia si diffonde presto e s'ingarbuglia.
Infatti, per un equivoco, si parlò del principato del Liechtenstein come del luogo di confino del papa, e quindi Württenberg fu confuso con Wartburg o con Würzburg.
Il colloquio surriferito viene anche a conoscenza degli Alleati, cosa di cui Ludwig Wemmer si meraviglia assai, finché non viene a sapere che proprio all'interno del comando delle SS si era infiltrato un agente alleato.
Ciò conferma l'impressione che l'idea del rapimento è piuttosto diffusa e certo conosciuta anche da J.P. Goebbels ed è viva nei circoli del partito, come confermerà nelle sue memorie anche Schellenberg, capo del servizio informazioni di H. Himmler e spia a Roma.
Schellenberg fa presente ad H. Himmler che la colpa della diffusione della notizia sarebbe attribuibile a lui che ha intenzione di negoziare una pace con l'Occidente. H. Himmler è quindi costretto a parlare ad A. Hitler di una "fuga di notizie" constringendolo in tal modo a rinucnaire al progetto.
Si spiegherbbe così l'allentamento d'interesse di A. Hitler per il compito affidato a K. Wolff.
J.P. Goebbels invece confermerà nelle sue memorie di essere stato lui a distogliere il Führer dal progetto e questo già in un colloquio del 27 luglio 1943.
[A questo punto ci si chiede se J.P. Goebbels è stato veritiero, oppure se Schellenberg era male informato o piuttosto se avesse raccolto dall'apostata benedettino Georg Helling le notizie sulla vera situazione italiana; la stessa che K. Wolff afferma di avere illustrato al Führer per poter dilazionare il rapimento.]

[R. Graham, Il Vaticano e il Nazismo (Roma 1975).
Carlo Gasbarri, Quando il Vaticano confinava con il Terzo Reich (Padova 1984).]

 



1943
Ottobre
Governo polacco
in esilio a Londra
Presidente
Wladyslaw Raczkiewicz
(1939 30 set - 6 giu 1947)
Primo ministro
Stanislaw Mikolajczyk
(1943 14 lug - 24 nov 1944)
 
-
1943
Ottobre
Governatorato di Polonia
(dal 1° settembre 1939)
1943
Ottobre
5
, nel campo di deportazione di Sobibór presso Lublino, nella Polonia orientale, i morti ammontano già a 250.000;



1943
Ottobre
Governo cecoslovacco
in esilio a Londra
Capo del governo
E. Beneš
(1939 - 1945)
Ministro degli Esteri
Jan Masaryk
(1939 - 1945)
1943
Ottobre
- dal 15 marzo 1939 le truppe naziste
hanno occupato la Boemia e la Moravia
-
1943
Ottobre

-


1943
Ottobre
SLOVACCHIA
Presidente del governo regionale
mons. J. Tiso
(1938 - 1945)
[governo orientato in senso fascista]
Ministro degli Interni
Mach
(1940 - 1945)
Ministro degli Esteri
Tuka
(1940 - 1945)
[il presidente è premuto nella sua opera di governo dall'ala destra (rappresentata dai suoi ministri) la quale forma una sorta di gruppo paramilitare modellato sull'esempio delle SS tedesche: le "Guardie di Hlinka"; il governo ha dichiarato guerra all'Unione Sovietica a fianco dei nazisti]
-
1943
Ottobre

-


Dal 10 settembre 1943 la Germania costituisce queste due zone dove particolari disposizioni di ispirazione tedesca in materia economica, sociale, amministrativa, scolastica e giudiziaria ne regolano la vita. In esse le autorità germaniche:
- estromettono quelle fasciste,
- impediscono la coscrizione a favore delle formazioni militari della Repubblica Sociale Italiana,
- trasformano la stessa Guardia Nazionale Repubblicana in Milizia per la difesa territoriale, ponendola sullo stesso piano dei reparti collaborazionisti sloveni e croati («ustascia», «belogardisti», «pavlogardisti», ecc.) che non poche volte le sono preferiti.
1943
Ottobre
Alpen Vorland
[Zona di operazioni delle Prealpi]
Comprende il Trentino-Alto Adige e la provincia di Belluno, poste sotto il controllo del Gauleiter del Tirolo, Franz Hofer con il titolo di "Supremo Commissario".
1943
Ottobre
-
1943
Ottobre
Adriatisches Kuestenland
[Zona di Operazione Litorale Adriatico]
Comprende le provincie di Udine, Gorizia, Trieste, Pola e Fiume, unitamente a quella slovena di Lubiana, poste sotto il controllo del Gauleiter della Carinzia e della Carniola F. Rainer con il titolo di "Alto Commissario".
FRIULI-VENEZIA GIULIA

1943
Ottobre
Intenzionato a realizzare il proprio progetto di germanizzazione, il Gauleiter F. Rainer, portando con sé molti funzionari austriaci, impone l'obbligo del pluringuismo in tutto il Litorale. Oltre ai giornali e ai periodici in lingua italiana, vengono pubblicati a Trieste, e diffusi in tutta la regione, il quotidiano in lingua tedesca «Deutsche Adria Zeitung», organo ufficiale dell'amministrazione tedesca, un quotidiano in lingua slovena e una rivista in lingua tedesca, italiana e serbo-croata intitolata «Adria Illustrierte».
[L'affiancamento del tedesco ad altre lingue è anche una scelta obbligata, perché coloro che nella regione conoscono la lingua germanica non sono molti. L'apertura all'uso dello sloveno e del serbo-croato va però in aperta controtendenza rispetto alla politica di italianizzazione forzata perseguita dal fascismo: in questo modo viene delegittimato il modello imposto da Roma dopo il 1922 e, soprattutto, viene ridimensionato il ruolo della comunità italiana, non più preminente rispetto a quella slava, bensì avviata ad uno stesso processo di assimiliazione.]
Trieste, viene creato un Tribunale Speciale (Sondergericht) con competenza su molti reati sottratti alla magistratura ordinaria: a presiedere questa "corte marziale" viene chiamato il dottor Lorbek, già presidente del tribunale provinciale di Klagenfurt.
L'amministrazione militare è affidata al gen. Ludwig Kubler, un ufficiale delle truppe da montagna di origini bavaresi, che stabilisce la sua sede prima ad Abbazia, poi a Spessa, un villaggio del comune di Cormons, nel Goriziano; da lui dipendono tre Div.ni che operano stabilmente nel Litorale e quelle che a mano a mano giungono nella Venezia Giulia dal fronte orientale per un periodo di riposo e di riorganizzazione.
Chi esercita il controllo poliziesco ed agisce in autonomia rispetto allo stesso gauleiter, è invece il gen. Odilo Lotario Globocnik, un triestino di origine slovena, già capo delle SS di Lublino ed ora nominato capo delle SS del Litorale.
Quest'ultimo, che si è già espresso nei campi di sterminio rapido in Polonia, porta con sé i criminali nazisti che hanno lavorato con lui nell'EKR (Einsatzkommando Reinhard): un centinaio di uomini che, a vari livelli di responsabilità, hanno organizzato le eliminazioni di massa a Treblinka, Soribor; Belzec, Chelmno.
Tra questi funzionari del crimine di stato ci sono:
. Franz Stangl, che ha comandato il campo di Soribor,
. Joseph Oberhauser,
. Christian Wirth [Wild Christian=Cristiano il Selvaggio].
[Gli ultimi due hanno avuto ruoli direttivi a Berlino nell'operazione "eutanasia" nota come "Tiertgarten 4".]
. Kurt Franz, vicecomandante del campo di Treblinka;
. Franz Reichleitner,
. August Dietrich Allers,
. Wilhelm Gunter,
. Ernst Lerch,
. Otto Stadie.



Trieste, Risiera di San Sabba: nel rione industriale di San Sabba – un quartiere prevalentemente operaio, con grandi impianti industriali (dalla Ferriera dell'Ilva alle raffinerie dell'Agip, al non lontano cantiere navale di San Marco) – esiste un vecchio complesso di edifici, costruiti ai tempi dell'Impero austro-ungarico per la pilatura del riso, che viene ora trasformato dagli uomini dell'EKR un un lager che funziona come campo di smistamento, di concentramento e di sterminio.
[Secondo le testimonianze di alcuni sopravvissuti e di ex SS – emerse durante il processo del 1976 – saranno uccise dalle 3 alle 4000 persone e ne verranno imprigionate in attesa di trasferimento dalle 12 alle 15.000.]

Accanto agli uomini dell'EKR (Einsatzkommando Reinhard) e alla "zona grigia" dell'inerzia che coinvolge una parte consistente della depressa società giuliana, esistono però anche collaboratori ben identificati:
. Giuseppe Gueli, capo dell'Ispettorato speciale,
. Sigfrido Mazzuccato, commissario;
i funzionari dell'Ufficio politico investigativo della Milizia:
. Luigi Maraspin,
. Vincenzo Chiarenza.

Udine, viene nominato prefetto: Riccardo de Beden.
Gorizia, viene nominato prefetto: conte Marino Pace.

Prefetto di Trieste viene nominato il vicepresidente dell'Unione industriali, Bruno Coceani, mentre la carica di podestà va a Cesare Pagnini, pure esponente dei ceti alto borghesi.

5, Gorizia, mentre i tedeschi sono avanzati sui Carsi rastrellando con successo i partigiani comunisti slavi, il C.L.N. formatosi in città, di cui fanno parte in maggioranza i comunisti, incomincia a patteggiare con i partigiani slavi; avviene quindi il primo abboccamento con i rappresentanti dell'O.F. (Osvobodilna Fronta - Fronte della libertà) (Fronte di liberazione sloveno).

6, la direzione del Pci friulano, di fronte alle pressioni slovene per un pronunciamento sui futuri confini, invia una lettera al Pcs in cui sostiene il diritto all'autodecisione dei popoli, secondo gli accordi del 1934, e rinvia al dopoguerra la soluzione dei problemi territoriali. Il Pcs replica accusando i comunisti italiani di «sciovinismo e opportunismo per l'insistenza con cui ribadiscono il principio del diritto all'autodecisione».

A metà ottobre entra in azione un altro (dopo quelli di settembre) battaglione garibaldino, il Btg Mazzini, comandato da Mario Fantini di Monfalcone e da Giovanni Padoan di Cormons.
Nella zona di Attimis e sorgono altri due: il Gruppo GL (Giustizia e Libertà) di Fermo Solari e un gruppo di ex militari organizzati dal ten. Manlio Cencig.

Altri antifascisti e soldati sbandati si aggregano alla brigata slovena "Srecko Kosovel" che già dall'inverno 1942-43 ha stabilito alcune basi al di qua della vecchia linea di frontiera.

Parallelamente alle prime azioni militari, si definisce l'opposizione politica con la creazione dei CLN (Comitati di liberazione nazionale).
Nel CLN di Trieste, quello più significativo, emergono:
- Partito comunista italiano
. Luigi Frausin,
. Nicola Kolaric,
. Giordano Pratolongo,
reduci dalle carceri fasciste da cui sono usciti solo nell'estate appena trascorsa;
. Antonio Vincenzo Gigante, di Brindisi,
[fuggito da un campo di concentramento toscano, assieme ad alcuni detenuti jugoslavi, e raggiunte le formazioni partigiane croate della zona di Fiume, si unirà più tardi al gruppo di Trieste inviato dalla stessa direzione del Pci dopo che il gruppo dirigente locale è stato scompaginato dalla repressione nazista.]
- Partito d'Azione
. Bruno Pincherle,
[medico, nel Ventennio ha stretto rapporti con i fratelli Carlo e Nello Rosselli e con l'emigrazione antifascista a Parigi, e a Trieste ha fondato il P. d'Azione come riferimento politico per uomini di orientamento repubblicano e liberaldemocratico o proveniente dalle esperienze più lontane dell'irredentismo mazziniano.] costretto a trasferirsi a Roma dopo l'occupazione tedesca, viene sostituito da…
. Gabriele Foschiatti,
[dopo aver partecipato nel 1919 all'impresa dannunziana a Fiume, si è presto dissociato dal nazionalismo per orientarsi verso il socialismo liberale: collaboratore della rivista «La Rivoluzione liberale» di Piero Gobetti (in un articolo del 1923 egli ha criticato duramente la borghesia triestina per la sua adesione al fascismo). Mentre attraversa il Ventennio in condizioni di "vigilato" della polizia, nel settembre 1943, coadiuvato da Ercole Miani, assume il ruolo di organizzatore del partito.
Catturato nel novembre 1943, sarà deportato a Dachau dove morirà nel gennaio 1944 all'età di 55 anni.]
- Partito Popolare di don L. Sturzo, (più fiacco nell'organizzarsi)
. avv. Giovanni Tanasco,
. don Aldo Moretti [Lino],
[Le loro iniziative si scontrano infatti con la prudenza delle gerarchie ecclesiastiche: la situazione cambierà solo nei primi mesi del 1944!!

Intanto, con lo svilupparsi dell'organizzazione partigiana italiana, i contrasti si trasferiscono dal piano teorico dei futuri assetti territoriali a quello, pratico e immediato, della dislocazione delle formazioni e della loro dipendenza operativa.
In particolare gli sloveni vogliono che i gruppi italiani si ritirino verso il Friuli occidentale, sgomberando il Cividalese, la Slavia veneta (Benecia) e la Val di Resia.
Tali richieste vengono respinte sia da Mario Lizzero [Andrea], comunista, sia da Fermo Solari, azionista.
A fine ottobre gli sloveni chiedono il trasferimento ad ovest del Tagliamento del Btg Mazzini di Mario Fantini e Giovanni Padoan, a meno che essi non accettino di essere inquadrati nelle forze dell'O.F. (Osvobodilna Fronta - Fronte della libertà) (Fronte di liberazione sloveno).

A fine mese, sabotaggio della ferrovia Pontebbana, a opera di una pattuglia comandata dal prof. Guriolo [Toni], dove una galleria crolla su un treno carico di materiale bellico interrompendo il traffico per una decina di giorni.

[Anche se con il progressivo evolversi della guerra il mondo imprenditoriale e finanziario non mancherà di attivare contatti con esponenti delle Resistenza (un documento degli industriali triestini verrà fatto pervenire nel 1944 al CLNAI) i rapporti con le autorità occupazionali tedesche rimarranno solidi sino al crollo del Reich.]



SLOVENIA
Capo della Provincia
Leon Rupnik
(1943 9 set - 5 mag 1945)
1943
Ottobre



ISTRIA
1943
Ottobre
, scatta la "Wolkenbruch" (Operazione Nubifragio), messa a punto dalla Wehrmacht per riconquistare l'Istria.
Le unità, appoggiate dalla Luftwaffe, appartengono alla 162ª div.ne turkmena, alla 24ª e alla 44ª div.ne di fanteria corazzata e alle Div.ni corazzate Prinz Eugen e Leibstandarte Adolf Hitler, sono
fatte affluire a sostegno dei circa cinquemila uomini della 71ª div.ne di fanteria Hoch und Deutschmeister che dopo l'8 settembre hanno occupato Trieste, Pola e Fiume.
Partendo dalle colline del Carso, le truppe della Wehrmacht si muovono secondo un piano coordinato su tre colonne, dirette:
- verso Fiume,
- verso l'Istria centrale,
- verso la costa occidentale…

4
, …per ricongiungersi o a Pisino, dopo aver rastrellato in modo sistematico l'Istria settentrionale, e da qui ripartono su due direttrici:
- il grosso delle forze punta ad est verso Fiume, Albona e la zona di Monte Maggiore,
- i reparti restanti si dirigono a sud verso Pola.
Le formazioni partigiane slave, di fronte al rischio di accerchiamento, si ritirano a marce forzate oltre il vecchio confine con la Croazia, verso la zona impervia del Gorski Kotar.



4/5, nella notte, 26 prigionieri (tra i quali anche Norma Cossetto arrestata il 26 settembre, assieme al padre Giuseppe, a Santa Domenica di Visnada (Parenzo), sono condotti sulle pendici del monte Croce, tra Montreo e Antignana: legate le une alle altre, le vittime vengono fucilate e fatte precipitare nella foiba di Villa Suriani, profonda 135 metri.
[Due mesi più tardi, quando i cadaveri saranno recuperati dal distaccamento dei vigili del fuoco di Arnaldo Hazarich si scoprirà che le vittime avevano subito sevizie indicibili.]
Fasana, sorte analoga subiscono le tre sorelle Radecca (Albina, 21enne e in stato di gravidanza, Caterina 19enne e Fosca, 17enne)
[I loro corpi saranno trovati nella foiba di Terli, nel comune di Barbana d'Istria, insieme ad una ventina di altre vittime tutte seviziate prima della morte avvenuta senza evidenti colpi d'arma da fuoco.]
ecc. ecc. ecc..

In due settimane di rastrellamenti e di scontri le forze germaniche non distinguono fra armati e civili.
Parenzo, viene liberato il vescovo mons. Raffaele Radossi, tenuto prigioniero dai partigiani slavi.
Seguono distruzioni, decimazioni di massa, incendi.
Villanova del Quieto, 18 abitanti vengono messi al muro, costretti a guardare le fiamme che distruggono le loro case e quindi abbattuti con una sventagliata di mitra.
Canfaaro, il parroco è impiccato in piazza.

Pisino, Gimino, Barbana, Pozzo, Pinguente sono colpite dai bombardamenti; si contano parecchi morti ad Albona, nella zona del Taiano, a Pola.
Il numero dei caduti è rilevante, così come quello dei prigionieri inviati nei campi di concentramento in Germania; tra questi ultimi vi sono anche i militari del disciolto Regio esercito, che al momento dell'armistizio si erano dati alla macchia riuscendo a rimanere nascosti nei boschi dell'interno.

15, le forze germaniche raggiungono presto l'obiettivo e tutta l'Istria è ora sotto il loro controllo.

I territori conquistati con le operazioni della prima metà di ottobre vengono uniti alle altre aree del confine nordorientale e organizzati dall'amministrazione tedesca nella Operationszone Adriatisches Kustenland (Zona Operazioni Litorale adriatico).
Si tratta di una regione comprendente le province di Udine, Gorizia, Trieste, Pola, Fiume, Lubiana nelle quali l'autorità è rappresentata da un alto commissario alle dirette dipendenze di Hitler, che può operare con i pieni poteri.
[Analogamente a quanto accade nelle province di Bolzano, Trento e Belluno dove viene costituita la Zona operazioni Prealpi affidata al Gauleiter del Tirolo e del Vorarlberg, Franz Hofer, nel Litorale adriatico il governo di Berlino intende creare le premesse per una futura annessione dei territori alla Grande Germania: la zona è pertanto esclusa dall'ambito di competenza della Repubblica di Salò e le uniche autorità italiane riconosciute sono quelle che ricevono la nomina dai Comani tedeschi.]

Pola, all'inizio del mese, dopo le prme segnalazioni di presenza di cadaveri nelle foibe, l'azione di ricognizione e di recupero viene affidata al procuratore di Stato ing. Gaetano Vagnati, comandante del distaccamento di Pola del 41° Corpo dei Vigili del fuoco.
Le squadre si mettono al lavoro, dirette sul campo dal mar.llo Arnaldo Hazarich, esperto speleologo, e assistite da un rappresentante della Procura: tutt'intorno, un'adeguata scorta armata alla quale si uniscono medici, sacerdoti, autorità civili, parenti delle vittme e numerosi fotografi.

16
, Pola, il mar.llo Arnaldo Hazarich, riceve l'incarico di esplorare la prima foiba [foiba dei colombi] in località Faraguni, nell'agro di Vines (comune di Albona); dopo 8 giorni le salme recuperate sono 84, alcune non identificabili per l'avanzato stato di decomposizione.

Le ricerche proseguono nella foiba di Terli, presso Barbana d'Istria: le salme recuperate sono 26, la maggior parte delle quali riguarda persone fermate a metà settembre, liberate dopo qualche giorno, e di nuovo prelevate la notte del 2 ottobre, mentre si stava sviluppando l'offensiva tedesca.

Le ricerche proseguono nella foiba di Villa Surani, sulle pendici del Monte Croce, tra Monteo e Antignana; poi a Santa Domenica di Visinada, dove si recuperano solo due delle numerose salme individuate; quindi a Gimino, a Mocodrovo, a Oblogo, a Cozic.
In alcuni casi e possibile il recupero, in altri i vigili del fuoco si limitano a constatare la presenza dei corpi perché le asperità delle foibe rendono inutile ogni sforzo.


Ovviamente le prime immagini dei ritrovamenti diventano subito strumento di propaganda della Repubblica sociale e nella pratica dell'uso politico i numeri si dilatano: giornali come «Il Piccolo» e il «Corriere Istriano» parlano già di migliaia di morti.
[Studi storiografici successivi offriranno dati più precisi. Secondo una ricerca patrocinata dall'Unione degli Istriani, sono state esumate 355 salme, 40 sono state accertate e altre 503 risultano presunte sulla base delle segnalazioni locali; secondo altre fonti, il numero delle vittime è compreso fra 500 e 700.
Se si tiene conto degli infoibati nell'Istria interna, dei caduti delle zone costiere dispersi in mare e l'insieme degli "scomparsi" appare verosimile una cifra vicina al migliaio di esecuzioni.
(Infoibati, quindi, nel periodo settembre-ottobre 1943).]
Un clima di inquietudine si diffonde in tutta la regione.

Pola, viene nominato prefetto: Ludovico Artusi.

ISTRIA
i tedeschi entrano nella provincia e, aiutati dai volontari italiani, mettono fine ai soprusi dei partigiani comunisti che prima di andarsene però sterminano i prigionieri ammassati nelle carceri di Pisino, di Albona e d'altri piccoli centri: tutti gettati nelle foibe=caverne, tranne alcuni gettati in mare presso S. Marina di Albona.
[In seguito [dati del 1949] le ricerche fatte nelle foibe di Vines e di altri luoghi presso Albona, nella grande foiba di Pisino, nelle miniere di Gallignana e di Villa Bassotti, saranno trovate circa cinquecento vittime, delle quali 349 saranno riconosciute dai loro parenti. Altri parlano di oltre 800 vittime, altri ancora dicono che questa cifra si riferisce solo alla foiba di Pisino.
Non risulta comunque che abbiano partecipato alle stragi le bande di comunisti istriani di Giovanni Zol (un marinaio che gira a cavallo tra i partigiani), di Marega, di Fontanot, che si spostano verso i Carsi.]

??.10.1943 Giuseppe Cossetto fascista di S.Domenica di
Visinada, infoibato con la figlia Norma e altri 1500 italiani da
comunisti e croati;
23.10.1943 vittime istriane cominciano le atrocità titine;
28.10.1943 infoibati a Venes presso Albona vengono
recuperate 63 salme.

Fiume
1943
Ottobre

Fiume, viene nominato prefetto: Riccardo Gigante.
Nella regione un reparto di fanti della Guardia di frontiera, comandati dal cap. Pietro Landoni, costituisce il il Btg Garibaldi, combattendo a fianco delle unità croate quando i tedeschi attaccano l'Istria, e unendosi poi alle formazioni garibaldine di Mario Lizzero [Andrea].

 





1943
Ottobre
- dal 1918: unificazione di serbi, croati, sloveni, macedoni, montenegrini; regno privo del litorale dalmata (rimasto all'Italia in seguito al trattato di pace) e della Carinzia (rimasta all'Austria);
- dal 1921 monarchia parlamentare ereditaria;
- dal 1929 è sospesa la costituzione del 1921.

Pietro II Karagjorgjevic
Albero genealogico

(1923 - ?)
figlio di Alessandro I;
1934-45, re di Jugoslavia;
- dal 6 aprile 1941 è in esilio a Londra con il suo governo, con a capo il gen. D. Simovic; il più forte appoggio del governo in esilio si è creato attorno a un gruppo di ufficiali dell'ex esercito jugoslavo con a capo il col. D. Mihajlovic;
- alla fine del 1942, a causa della guerra nel Mediterraneo alla quale è direttamente interessata la Gran Bretagna avverte il governo jugoslavo a Londra sul ruolo del suo movimento in patria e chiede al col. D. Mihajlovic di smettere le azioni contro i partigiani e di cominciare con le azioni contro gli occupanti.
- da giugno 1942 gli alleati fanno mancare il loro appoggio ai cetnici del gen. D. Mihajlovic;

SERBIA
1943
Ottobre
-
BOSNIA

1943
Ottobre

i cetnici del gen. D. Mihajlovic, che prima operavano d'intesa con i comunisti di Tito (Josip Broz), per avversare quest'ultimi hanno finito per collaborare con i tedeschi operando in una ristretta zona della Serbia;
da giugno gli alleati fanno loro mancare il loro appoggio;

MACEDONIA
1943
Ottobre
dal 1941 la parte jugoslava [dopo la seconda guerra balcanica (1913) il paese era stato diviso tra Serbia e Grecia, a danno della Bulgaria cui era stata riservata una parte minima del territorio] è stata divisa tra Albania, Bulgaria e Serbia ma nello stesso tempo si sono organizzati i primi gruppi partigiani, divisi in correnti filojugoslave e filobulgare;


1943
Ottobre
CROAZIA
Dittatore
Ante Pavelic
(1941 apr - 1945)
dal 1941 gli ustaša hanno ottenuto la costituzione di uno stato croato indipendente, in realtà vassallo dei nazifascisti, sotto Aimone di Savoia-Aosta [Tomislav] lasciando però il potere effettivo nelle mani di Ante Pavelic;
il popolo croato tuttavia non ha accettato l'occupazione e si è schierato in maggioranza con i partigiani organizzati dal Partito comunista jugoslavo;
la lotta è accanita fino alla fine della guerra;

1943
Ottobre

DALMAZIA
nei primi giorni di ottobre, il battaglione Aosta, rimasto senza viveri e senza munizioni, si arrende ai tedeschi, quasi contemporaneamente ai battaglioni Pinerolo e Intra del 3° e 4° Alpini.
Della div.ne Taurinense durano ancora, ma baffiancati ai partigiani, una parte del battagline Ivrea e il gruppo di artiglieria Aosta.



1943
Ottobre
MONTENEGRO
[da ottobre 1941, il Montenegro occupato è diventato protettorato italiano.]
-

1943
Ottobre

-



1943
Ottobre
REPUBBLICA di ALBANIA
[da settembre 1943]
Presidente
-

1943
Ottobre
, la colonna del col. Giulio Gamucci, partita da Skorska il 25 settembre scorso, raggiunge Lunik, nel Çermenikë;
2, …arriva alla base della resistenza partigiana sita sull'altopiano di Çermenikë, in prossimità di Orenjë, dove sono già stati concentrati numerosi altri italiani;
qui i carabinieri, che vengono attendati con gli altri italiani, si offrono di combattere i tedeschi a fianco dei partigiani;
4, a Saranda viene fucilato il gen. E. Chiminello con altri 119 ufficiali; [dai partigiani o dai tedeschi!?!?]
7, altri 32 ufficiali vengono fucilati a Kuç, roccaforte dei partigiani, caduta nelle mani dei tedeschi dopo violenti combattimenti;
[Testimone oculare dovrebbe essere il cappellano militare Giovanni Bonomo.]
Gli altri militari della Div. Perugia, che non riescono a sfuggire ai tedeschi sono deportati o destinati ai lavori forzati nel sud dell’Albania e in Grecia.

Nel frattempo, alla base partigiana sita sull'altopiano di Çermenikë, in prossimità di Orenjë, gli ufficiali italiani sono oggetto di atti ostili da parte della truppa perciò chiedono e ottengono un alloggio separato nella bashkia ("edificio municipale") di Zdranjsh, a due chilometri di distanza.
Proprio in questi giorni il comando del LNC che risiede a Labinot arriva alla decisione di uccidere tutti i carabinieri con i loro ufficiali; alla riunione partecipano di certo:
. Enver Hoxha, segretario generale del LNC;
. Mehmet Shehu, comandante della 1ª Brigata partigiana;
. Dušan Mugoša, importante inviato del Partito comunista jugoslavo.
16, il col. Giulio Gamucci viene prelevato dalla residenza di Zdranjsh con il pretesto di guidare a Burrell i carabinieri detenuti alla base. Gli altri ufficiali dei carabinieri, con il capitano di amministrazione Stefano Mereu e il colonnello medico Federico Petit Bon vengono indotti a lasciare Zdranjsh il 1º novembre; gli ufficiali delle altre armi rimangono sul posto.
[Non è chiaro se l'eccidio sia compiuto in due tempi o in un'operazione unica: i carabinieri sono condotti in una località nota come Fushe Gurra ("la piana/la radura con l'acqua") a circa 5 chilometri a nord di Orenje. Qui vengono denudati, divisi in gruppi e portati nel bosco per essere fucilati a distanza ravvicinata. I corpi vengono lasciati insepolti. La descrizione dei particolari del massacro perverrà con la testimonianza dell'autiere Errico che si salva.]
Kadri Hoxha è al comando dell'unità partigiana che porta a termine il massacro, coadiuvato da Xhelal Staravecka, che affermerà di aver ucciso personalmente diciassette carabinieri.
[Forse per eliminare un testimone incomodo, al termine della guerra in territorio albanese nel novembre 1944 Kadri Hoxha trascorrerà 45 anni in prigione con l'accusa di "attività anti-stato". Lascerà un volume di memorie non pubblicato.]
[Altre fonti riportano come data del massacro il giorno 25 e come numero di fucilati 111 carabinieri; altre fonti riportano come numero di uccisi 121 uomini tra ufficiali, sottufficiali e truppa).
[Per tutti, comunque, l'episodio ha dell’inspiegabile poiché i partigiani (i nemici di ieri degli italiani) dopo l’8 di settembre hanno protetto gli italiani e spesso liberati dai tedeschi sulla strada della deportazione. La stessa "colonna Gamucci" viaggiava verso quella sorte; era diretta in Polonia.
Il principale responsabile di questo eccidio, Xhelal Stravecka, davanti alla corte di assise a Roma nel 1952, non rinnegherà il fatto ma dichiarerà di avere avuto ordini dall’alto. Tuttavia, è più probabile una vendetta personale, dato che con il col. Giulio Gamucci e con i carabinieri aveva dei conti in sospeso. Lo conferma il fatto che dopo queto episodio, cambiano i rapporti con il comando partigiano, cresce la diffidenza e lui passa dall’altra parte come capitano della gendarmeria, dove parteciperà in prima persona a un altro eccidio: il 4 febbraio 1944, la cosiddetta “Notte di S. Bartolomeo Albanese”;

[Forse, se l’ordine dall’Italia fosse stato quello di appoggiare la resistenza, i tedeschi non avrebbero potuto neppure entrare in Albania, vista la presenza massiccia delle truppe italiane e l’abilità difensiva. Ma si pensa solamente al ritorno a casa.
Tuttavia, varie cause incidono su questa sorte:
- il sentimento di vendetta tra gli albanesi per le continue persecuzioni e rastrellamenti attuate dagli italiani negli ultimi due anni, dalla fine del 1941, fino addirittura a poco prima dell’8 settembre;
- il conflitto tra i raggruppamenti politici albanesi che fa sì che non si possa avere una linea comune nell’atteggiamento verso gli italiani, causando disorientamento tra questi ultimi;
- i comandanti decidono di impossessarsi del vestiario e delle calzature dei prigionieri per fornirle agli uomini ai loro ordini.
In ogni caso, viene presa la decisione unanime di mantenere segreta l'operazione perché la sua palese illegalità potrebbe sicuramente creare reazioni negative fra gli Alleati, che riforniscono i movimenti di resistenza di armi e vettovagliamenti vari.
Un libro, dovrebbe forse portare nuova luce sull'episodio:
Tullio Mereu e Laura Mereu, La Colonna Gamucci, Alcione 2014]

_________________________

Della 9ª ARMATA ITALIANA:
. div.ne Puglie: si disfa rapidamente;
. div.ne Parma: si disfa rapidamente;
. div.ne Arezzo: cede, quasi senza resistenza, nella zona di Korcia;
. div.ne Brennero: può essere imbarcata e salvata in gran parte;
. div.ne Perugia, nella regione di Argirocastro e di Tepeleni è presa tra i fuochi dei partigiani e dei tedeschi; ritiratasi verso il mare, viene attaccata e deve combattere a porto Palermo e a Santi Quaranta dove in breve viene travolta; il comandante tedesco fa assassinare 137 ufficiali, considerati uomini fuori legge; tra questi:
. col. Lanza,
. ten.col. E. Cirino (Cte un Btg di fanteria; † 7 ottobre),
. ten.col. D. Pennestrì (Com.te 129º Rgt fanteria; † 5 ottobre),
. magg. Malerbi,
. magg. Fato,
. magg. Giganti,
. ecc.;
i partigiani a loro volta [o i tedeschi?] uccidono il gen. E. Chiminello (forse decapitato) e tutti gli ufficiali del Comando della div.ne;
. div.ne Firenze: una parte si sbanda e si arrende ai tedeschi, ma la maggioranza, comandata dal gen. A. Azzi, si concentra a Bureli dove sin dal giorno 9 si sono aperte trattative tra il cap. Hands e coi partigiani di Achi Lleshi.

[J. Marjanovic, Guerra popolare e rivoluzione in Jugoslavia (1941-1945), Edizioni Avanti!, Milano 1962.]

______________________________

[Uno dei tanti…]
«1 Ottobre 1943: vengo caricato su un vagone ferroviario con la scritta "Hommes 40, chevaux 8"; 40 uomini in un carro merci, del tipo usato per il trasporto di cavalli. I trasporti ferroviari venivano effettuati sfruttando lo spazio disponibile sino all’estremo limite delle capacità di carico.
Indossavamo le nostre uniformi, con zaino, cinturone senza baionetta, tascapane con gavetta e borraccia.Il treno parte per una destinazione a noi ancora sconosciuta. Durante alcune soste in piccole stazioni, offriamo alle persone che si avvicinano al treno qualche indumento leggero, contenuto nei nostri zaini, in cambio di alimenti.Poi i carri ferroviari vengono piombati. Allora anche i più ottimisti cominciano a perdere la fiducia di essere riportati in Italia
». [Arnaldo Pellizzoni - Lissone 25 aprile 1995]

Passata Lubiana, il treno prende la direzione verso nord. Ora tutti sanno di non tornare in Italia, viaggiano solo di notte, non sanno dove sono diretti. Durante il giorno viene aperto un vagone alla volta e i 40 uomini vengono fatti scendere per i bisogni e la distribuzione di pane e zuppa.
[vedi Germania]

 



1943
Ottobre
REGNO di GRECIA
(1935 - 1947)

Giorgio II

Albero genealogico
(Tatoi, Atene 1890 - Atene 1947)
primogenito di Costantino I re di Grecia e di Sofia di Hohenzollern;
1922-24, 1935-47, re di Grecia;


dall'Aprile 1941 il re ha lasciato ancora la Grecia ed è riparato dapprima a Creta e poi al Cairo e a Londra, dove ha formato un governo in esilio;

Dittatura militare
[filofascista]
-

1943
Ottobre

all'interno del paese la resistenza antifascista si sta organizzando intorno all'ELAS (Esercito di liberazione nazionale) a maggioranza comunista, cui i filomonarchici contrappongono la formazione minore dell'EAM;
14
, le forze dell'ELAS disarmano la div.ne bPinerolo e ne disperdono le forze, privandole degli ufficiali che vengono rinchiusi e bastonati in un monastero; il solo gen. Infante, aiutato dalla missione alleata, riesce a sfuggire alla prigionia.
Nell'inverno oltre 1000 soldati della div.ne bPinerolo muoiono i di fame e di stenti nel paese di Neraide circondati dall'odio implacabile dei greci.

ISOLE GRECHE

CRETA

-

CORFU'

-

CEFALONIA

-

NELL'EGEO

Coo, giunto l'atteso attacco tedesco, le truppe inglesi di rinforzo fuggono sulle loro motozattere nella vicina costa anatolica, mentre i due battaglioni italiani del 10° Rgt al comando del col. Leggio, rimasti soli, combattono tenacemente; presto sopraffatti, anche perché nulla possono contro gli stukas, devono soccombere; quasi tutti gli ufficiali vengono fucilati.



1943
Ottobre
REPUBBLICA di TURCHIA
(novembre 1923)
[dal 1925 la shari'a (vecchia legge religiosa islamica) è stata sostituita dai moderni codici, modellati su quelli europei.]
Presidente
della Repubblica
Ismet Inönü
(1938 - 1950)
Primo ministro
?
(1938 - ?)
-
Partito repubblicano del popolo
[partito unico]
1943
Ottobre

seconda guerra mondiale (1939-45): la Turchia sposta un po' per volta le proprie simpatie verso gli alleati;




1943
Ottobre
U.R.S.S.
(Unione delle repubbliche sovietiche: Russia, Ucraina, Bielorussia e Transcaucasia)
Segretario generale del PCUS
Stalin
(1922 apr - 1953)
[Il PCUS (Partito comunista dell'Unione Sovietica), partito unico, ha un ruolo dirigente.] - dal 21 giugno 1941 è sotto l'attacco tedesco - Solo nel giugno 1941, dopo l'attacco di A. Hitler all'Unione sovietica, è iniziato il dialogo tra Chiesa ortodossa e Stato.

NKVD
(Narodnyi Komissariat Vnutrennic Del)
[Commissariato del popolo per gli affari interni]
Presidente
L.P. Berija
(1938 dic - gen 1946)
vice-presidente
Mekhlis
(1938 dic - gen 1946)
[Dal 3 febbraio 1941, l'NKVD (ex polizia politica sovietica), è stato sdoppiato e al suo fianco opera ora l'NKGB]
NKGB
(Narodnyi Komissariat Gosudarstvennoi Bezopasnosti)
[Commissariato del popolo per la sicurezza dello stato]
Commissario politico
V.N. Merkulov
(1941 feb - ?)
[con funzioni specifiche di polizia politica]
RUSSIA
(Repubblica Socialista Federativa Sovietica)
(capitale: Mosca)
Patriarca di Mosca
Sergej
(1943 12 set - 15 mag 1944)
1943
- Patriarca di Mosca: Sergej (dal 12 settembre 1943);
Ottobre
22
, conferenza di Mosca
b(22-30 ottobre): nella spartizione delle flotta italiana Molotov chiede la quota russa, reclamando:
- 1 corazzata,
- 1 incrociatore,
- 8 cacciatorpediniere,
- 4 sottomarini,
- 40 navi mercantili.
28, conferenza di Mosca (22-30 ottobre): nella nuova seduta, su intervento di Cordell Hull, la questione viene accantonata;

Repubblica della Ceceno-Inguscezia
(repubblica autonoma all'interno della Repubblica Russa)
1943
Ottobre
-

BIELORUSSIA
(Repubblica Socialista Federativa Sovietica)
(Beloruskaja SSR - capitale: Minsk)
presidente della repubblica
-
1943
Ottobre
-
UCRAINA
(Repubblica Socialista Federativa Sovietica)
(capitale: Kijev)
presidente della repubblica
-
1943
Ottobre
-
TRANSCAUCASIA
(Repubblica Socialista Federativa Sovietica)
Azerbaigian
(Repubblica federativa - capitale: Baku)
presidente della repubblica
-
1943
Ottobre
-
- Nagorno-Karabah (provincia autonoma)
- Nahicevan (repubblica autonoma)
Repubblica Socialista Georgiana
(Repubblica federativa - capitale: Tbilisi)
presidente della repubblica
Noé Jordania
(1918 - ?)
1943
Ottobre
-

- Adzaristan (repubblica autonoma)
- Abhasia (repubblica autonoma)
- Ossezia Meridionale (provincia autonoma)
Repubblica autonoma di Armenia
(Repubblica socialista - capitale: Jerevan)
presidente della repubblica
-

1943
Ottobre
-



1943
Ottobre
REPUBBLICA POPOLARE d'UNGHERIA
(dal 16 novembre 1918)
Dopo il "patto di Monaco l'Ungheria ha ottenuto i distretti meridionali della Slovacchia e della Rutenia.
Dal 1938 ha sempre più peso il partito di estrema destra delle "croci frecciate" diretto da F. Szálasi che ha rivendicato le frontiere storiche anteriori al 1918 ed è vicino alla Germania hitleriana.
Il paese è retto da governi più o meno apertamente reazionari.

Reggente

Miklós Horthy von Nagybánya
(1920 mar - ott 1944)
[dal 1937 ha istituito di fatto una autocrazia conservatrice.]
Primo ministro
Miklos Kallay
(1942 mar - mar 1944)
Ministro degli Esteri
Miklos Kallay
(1942 mar - mar 1944)

1943
seconda guerra mondiale (1941-45): alleata con le potenze dell'Asse, è entrata nel conflitto.
Ottobre
-



1943
Ottobre
REGNO di ROMANIA
Michele I
Albero genealogico
(Sinaia, Valacchia 1921 - ?)
figlio del principe ereditario Carlo e di Elena di Grecia;
1927-30, re di Romania;
dal 1930 è ridiventato principe ereditario;
1940-47, re di Romania;

Conducator
Jon Antonescu
(1940 4 set - 23 ago 1944)

1943
Ottobre
seconda guerra mondiale (1939-45):



1943
Ottobre
REGNO di BULGARIA
Simeon II
Albero genealogico
(16.06.1937 - ?)
secondogenito di oris III di Sassonia-Coburgo-Saalfeld-Koháry e di Giovanna di Savoia (1907-2000);
1943-45, zar dei bulgari;
[sotto un consiglio di reggenti]
Primo ministro
Filoff
(? - ?)

1943
Ottobre
seconda guerra mondiale (1939-45):





1943
Ottobre
STATO FRANCESE
-
[detto]
Regime di Vichy

(dal 10 Luglio 1940)
[nella zona della Francia non occupata]
Capo di Stato

Ph. Pétain
(1940 11 lug - 19 ago 1944)

[Legge costituzionale del 1940]
Presidente del Senato
-
Presidente della Camera
-
Presidente dell'Assemblea nazionale
(Senato+Camera)
-
Primo ministro
P. Laval
VI
(1942 18 apr - 19 ago 1944)
Interni
P. Laval
(1942 18 apr - 20 ago 1944)
Affari Esteri
P. Laval
(1942 18 apr - 20 ago 1944)
Colonie
Regioni liberate
Difesa
Guerra
Marina
Aviazione
Finanze ed Economia nazionale
Pierre Cathala
(1942 18 apr - 20 ago 1944)
Commercio
e Industria
Lavori Pubblici
Lavoro
-
Giustizia
Maurice Gabolde
(1943 26 mar - 20 ago 1944)
Pubblica Istruzione
e dei Culti

Francois-Georges Dreyfus distingue tra:
- petainismo: vi aderiscono subito 40 milioni di francesi;
- collaborazionismo: interesserà una minoranza tra la fine del 1943 e la Liberazione (agosto 1944).
Il primo periodo del governo di Vichy (luglio-dicembre 1940) è dominato da maurassiani e tradizionalisti, con qualche democratico-cristiano e piccole aggiunte di radicali e socialisti, tutti nostalgici della buona piccola Francia rurale e ostili alla civiltà industriale e urbana.
Il secondo periodo (1940 dicembre-aprile 1942) [dalla conquista del potere da parte dell'ammiraglio François Darlan] è il rovesciamento del primo: è il "tempo dei tecnocrati", in cui giungono al potere polytechniciens, ispettori delle finanze, dirigenti, quadri industriali.

. Francois-Georges Dreyfus, Histoire de Vichy, Perrin, Paris 1990.

Zone d'occupazione: Inizialmente il paese era diviso in quattro zone:
1 - zona occupata,
2 - zona libera (separata da una linea di demarcazione),
3 - Alsace-Moselle annessa dal Reich,
4 - due dipartimenti del Nord, sotto l'amministrazione militare tedesca di Bruxelles; bla zona occupata tedesca si estende:
- alla zona iniziale (detta "Zona nord") si aggiunge la maggior parte della zona libera (detta "Zona sud" a partire dal nov 1942);
simultaneamente l'Italia occupa la maggior parte dei territori ad est del Reno e la Corsica;
1943
Ottobre

-
FRANCIA LIBERA
[Comitato Nazionale Francese]
Commissario
André Philip
(1942 28 lug - 9 nov 1943)
Ministro degli Esteri
René Massigli
(1943 5 feb - 10 set 1944)
Commissario alle Finanze e alle pensioni, poi alle Finanze, all'Economia e alla Marina mercantile, CNF
Maurice Couve de Murville
(1943 7 giu - 9 nov 1943)
(Commissario alle Finanze, Comitato Francese di Liberazione Nazionale)
Commissario alla Giustizia
[a Londra]
Jules Abadie
(1943 7giu - 4 set)
François de Menthon
(4 set - 20 ago 1944)
1943
Ottobre

gli italiani si ritirano, la zona occupata tedesca si estende a tutto il paese, ma simultaneamente la Corsica si libera;


1943
Ottobre
REGNO dei PAESI BASSI

Guglielmina

Albero genealogico

(l'Aia 1880 - castello di Het Loo, presso Apeldoorn 1962)
figlia di Guglielmo III re d'Olanda e della sua seconda moglie Emma di Waldeck-Pyrmont;
1890-1948, regina dei Paesi Bassi;
[dal maggio 1940 il paese è occupato dai tedeschi, e la regina e i suoi ministri si sono trasferiti in Inghilterra.
Con la conquista dell'Indonesia da parte dei giapponesi l'impero coliniale è stato annientato.]

Gauleiter
A.A. Mussert
(1942 - 1945)

1943
Ottobre
II guerra mondiale:



1943
Ottobre
REGNO del BELGIO

Leopoldo III

Albero genealogico

(1901 - ?)
figlio di Alberto I e di Elisabetta di Baviera;
1934-51, re dei belgi;
[dal maggio 1940 il paese è occupato dai tedeschi e il re è deportato in Germania; dal novembre 1941 l'unità bparamilitare di L. Degrelle, "Legion Wallonie" che ha giurato fedeltà ad A. Hitler, svolge la sua attività contro i partigiani.]

1943
Ottobre

II guerra mondiale:
-



1943
Ottobre
Granducato di Lussemburgo

Charlotte di Nassau-Weilburg

Albero genealogico

(1896 - ?)
figlia di Guglielmo IV e di Maria Anna di Portogallob;
1919-64, duchessa di Nassau;
1919-64, granduchessa di Lussemburgo;
[dal maggio 1940 il paese è occupato dai tedeschi, e la sovrana e i ministri si sono rifugiati presso gli Alleati.]

1943
Ottobre
II guerra mondiale:
avviato l'arruolamento dei giovani lussemburghesi nell'esercito tedesco, si sviluppa un forte movimento di resistenza;





1943
Ottobre
Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda
Giorgio VI
Albero genealogico

(York Cottage, Sandringham, Norfolk 14.12.1895 - Sandringham House, Norfolk 6.2.1952)
secondogenito di Giorgio V e della p.ssa Vittoria Maria von Teck;
1936-52, re di Gran Bretagna e Irlanda, imperatore delle Indie;

Primo ministro,
Primo lord del Tesoro
[Prime Minister, First Lord of the Treasury]
W. Churchill
conservatore
governo di coalizione
(1940 10 mag - 26 lug 1945)
Cancelliere dello Scacchiere
[Chancellor
of the Exchequer
]
sir John Anderson
(1943 24 set - 26 lug 1945)
Segretari di Stato
Affari Esteri e Commonwealth
A.R. Eden
(1940 dic - lug 1945)
Dominions
-
Guerra
Produzione aeronautica
R.S. Cripps
(1942 - 1945)
Affari Interni
Informazioni
-
Lavoro
Ernest Bevin
(1940 - 1945)
Giustizia
Colonie
Commercio
Sanità
GRAN BRETAGNA
1943
Ottobre

il col. Knox, ministro della Marina statunitense, ispeziona una base navale in Inghilterra; con lui ci sono, tra gli altri, l'amm. Hill e l'amm. Stark;
IRLANDA
Irlanda del Nord
1943
Ottobre

-
Eire
1943
Ottobre

-


1943
Ottobre
DANIMARCA e ISLANDA
Cristiano X
Albero genealogico

(Charlottenlund 1870 - Copenaghen 1947)
figlio di Federico VIIIb e di Luisa di Svezia;
1912-47, re di Danimarca;
continua a favorire l'evoluzione democratica del paese;
1919-44, re d'Islanda;
[rimane re dell'isola (fino alla proclamazione della repubblica nel 1944) anche se, staccatasi dalla Danimarca, si è costituita in stato sovrano.]

REGNO di DANIMARCA
1943
Ottobre

dal 1915 il paese ha una nuova costituzione che istituisce, fra l'altro, il nuovo sistema bicamerale ed estende il diritto di voto alle donne;
REGNO d'ISLANDA
1943
Ottobre

-


1943
Ottobre
REGNO DI NORVEGIA
[dal 1905]
Haakon VII
Albero genealogico

principe Carlo (? - ?)
figlio di Federico VIII re di Danimarca e di Luisa di Svezia;
1905-57
, re di Norvegia;

Presidente dei ministri
V. Quisling
(1943 feb - mag 1945)
Reichskommissar
Josef Terboven
(1943 feb - mag 1945)
1943
Ottobre


1943
Ottobre
REGNO di SVEZIA
Gustavo V
Albero genealogico

(Stoccolma, castello di Drottningholm 16 giugno 1858 – Stoccolma, 29 ottobre 1950)
figlio di Oscar II e di Sofia di Nassau;
1907-50, re di Svezia;
osserva correttamente le regole del sistema parlamentare;

1943
Ottobre

-


1943
Ottobre
FINLANDIA
[Repubblica parlamentare]
1943
Ottobre

-




1943
Ottobre
REPUBLICA PORTÚGUESA
[Estado Novo]
Presidente
del consiglio
Antonio de Oliveira Salazar
(1932-68)
[unico detentore del potere reale]
unico partito legalmente funzionante: Unione nazionale
1943
Ottobre
legato al regime di F. Franco Bahamonde [el Caudillob] con il cosiddetto "patto iberico", nonostante le sue simpatie per le potenze dell'asse tiene il paese fuori dalla II guerra mondiale;



1943
Ottobre
SPAGNA
Presidente
del Consiglio
F. Franco Bahamonde
[el Caudillob]
(1938 30 gen - 9 giu 1973)
Ministro de la Gubernación
(ex Ordine Pubblico e Interno)
-
Ministro degli Esteri
-
(? - ?)
Ministro del Lavoro
José Antonio Giròn de Velasco
(1941 gen - gen 1957)

1943
Ottobre
, dalla non-belligeranza la Spagna torna alla neutralità;

don Juan
Albero genealogico

(1913 - ?)
terzogenito diAlfonso XIII di Borbone e di Vittoria Eugenia di Battenberg;
conte di Barcellona
dal 1931 pretendente al trono di Spagna;

1943
Ottobre
-



 


Regno d'Italia
Fascismo
1943
Ottobre
- entrata in guerra a fianco della Germania il 10 Giugno 1940, ha firmato l'armistizio l'8 settembre 1943 -
Vittorio Emanuele III
Albero genealogico
(Napoli 1869-Alessandria d'Egitto 1947)
figlio di Umberto I e di Margherita di Savoia;
1878-1900, principe di Piemonte;
1900-46, re d'Italia;
dal 1922, è esautorato da qualsiasi esercizio del potere dalla dittatura fascista; 1936-43, imperatore d'Etiopia;
1939-43, re d'Albania;
1940-45, II guerra mondiale;
1943
dall'8 settembre ha abbandonato Roma con il governo e si è rifugiato a Brindisi rifiutando il consiglio, ormai unanime, di abdicare;
Umberto di Savoia
Albero genealogico

(Racconigi 1904-Ginevra 1983)
unico figlio maschio e terzogenito di Vittorio Emanuele III e di Elena di Montenegro;
1930, sposa la principessa Maria José, figlia del re Alberto I del Belgio, dalla quale avrà quattro figli;
1936, generale di corpo d'armata;
1938, generale d'armata;
1940-45, II guerra mondiale:
all'atto di dichiarazione di guerra alla Francia (10 giugno 1940) ha assunto il comando del gruppo di armate dell'ovest;
dopo la resa dell'Italia agli alleati (8 settembre 1943) gli anglo-americani non gli hanno consentito di assumere il comando del CIL (Corpo Italiano di Liberazione) che combatte contro i tedeschi;

1946 [9 mag-18 giu], re d'Italia (Umberto II)


  Periodo costituzionale transitorio
(1943 3 ago - 1° gen 1948)
Presidente del Senato Paolo Thaon di Revel
(1943 6 ago 1943 - 20 lug 1944)
   
Capo del governo
primo ministro
segretario di Stato

mar.llo P. Badoglio
(1943 25 lug - 17 apr 1944)
I

Sottosegretario
alla Presidenza
Pietro Baratono
(1943 27 lug - 17 apr 1944)
[ex alto commissario fascista a Napoli]
Interno
Umberto Ricci
(1943 28 lug - 11 feb 1944)
Sottosegretari Vito Reale
(1943 16 nov - 11 feb 1944)
Affari Esteri
R. Guariglia
(1943 28 lug - 11 feb 1944)
[già rappresentante dell'Italia fascista a Parigi]
Africa Italiana
gen. M. Gabba
(1943 27 lug - 24 feb 1944)
[senatore di nomina fascista]
Marina
amm. R. De Courten
(1943 27 lug - 14 lug 1946)
Sottosegretari amm. Pietro Barone
(1943 16 nov - 17 apr 1944)
[del. Marina Mercantile]
Aeronautica
gen. R. Sandalli
(1943 27 lug - 18 giu 1944)
[distintosi molto nella guerra etiopica]
Guerra
A. Sorice
(1943 26 lug - 11 feb 1944)
[da molti anni stretto collaboratore del Duce]
Produzione bellica
gen. C. Favagrossa
(1943 27 luglio - 27 gen 1944)
[capo dello stesso dicastero nell'ultimo gabinetto mussoliniano]
Scambi e valute
G. Acanfora
(1943 26 lug - 24 feb 1944)
[dir.gen. Banca d'Italia]
Finanze
D. Bartolini
(1943 27 lug - 11 feb 1944)
[tipico esponente del regime fascista, porta i segni di una ferita al volto infertagli il giorno prima, 26 lug.]
Industria, Commercio e Lavoro

dr. L. Piccardi
(1943 27 lug - 16 nov 1943)
[consigliere di Stato di nomina fascista]

Agricoltura e foreste
prof. A. Brizzi
(1943 27 lug - 11 feb 1944)
[senatore di nomina fascista e capo gabinetto di Giacomo Acerbo]
Lavori Pubblici
D. Romano
(1943 27 lug - 11 feb 1944)
[capo di gabinetto del suo predecessore fascista]
Grazia e Giustizia
G. Azzariti
(1943 26 lug - 15 feb 1944)
[alto magistrato ignoto]
Cultura di massa
Carlo Galli
(1943 15 ago - 24 feb 1944)
Comunicazioni
gen. F. Amoroso
(1943 27 lug - 11 feb 1944)
Educazione nazionale
dr. L. Severi
(1943 27 lug - 11 feb 1944)
[funzionario devoto all'ex regime o "doppiogiochista" insigne!]
 

* Dopo l'8 settembre 1943 le Forze Armate Regie hanno cessato di esistere come forze libere nazionali essendosi arrese tutte senza condizioni per l'atto di resa firmato da P. Badoglio il 29 settembre a Malta.
I ministri delle forze armate successivi - scelti dagli anglo-americani - dopo la costituzione del ministero Bonomi non giurano fedeltà al re.


Stato nazionale repubblicano
Presidente
del Consiglio
[Consiglio dei Ministri: Bogliaco, Villa Bettini]
B. Mussolini
(1943 23 set - 25 apr 1945)
[Risiede con la famiglia a Gargnano, villa Feltrinelli;
ufficio e segreteria particolare: Gargnano, villa delle Orsoline]
Sottosegretario alla presidenza Francesco Maria Barracu
(1943 23 set - 25 apr 1945)
Segretario particolare Giovanni Dolfin
(1943 23 set - 25 apr 1945)
Interno
[Maderno]
avv. Guido Buffarini-Guidi
(1943 23 set - 21 feb 1945)
Sottosegretario Giorgio Pini
(1943 23 set - 25 apr 1945) 
Capo della Polizia Tullio Tamburrini
(1943 23 set - 25 apr 1945)
Prefetto di Milano Mario Bassi
(1943 23 set - 25 apr 1945)
Difesa
[fra Desenzano e Salò (villa Omodei) (*) e a Cremona]
mar.llo R. Graziani (**)
(1943 23 set - 25 apr 1945)
Forze armate
-
Capo di gabinetto di Rodolfo Graziani Vittorio Magno Bocca
(1943 23 set - 25 apr 1945)
Capo della segreteria militare del Ministero
Rosario Sorrentino
(1943 23 set - 25 apr 1945)
Esercito
Sottosegretario Umberto Giglio
(1943 23 set - 25 apr 1945)

Alfonso Ollearo
(1943 23 set - 25 giu 1944)

Segretario generale Emilio Canevari
(1943 23 set - 25 apr 1945)
Capo di stato maggiore G. Gambara
(1943 19 ott - 25 apr 1945)
Capo di stato maggiore Archimede Mischi
(1943 23 set - 25 apr 1945)
Aeronautica
Sottosegretario cte Carlo Ernesto Botto
(1943 23 set - 7 mar 1944)
Marina
[Vicenza, Palazzo Thiene, fino al 14 mag 1944]
-
Sottosegretario amm. Antonio Legnani
(1943 23 set - † 20 ott 1943)
Ferruccio Ferrini
(1943 21 ott - 14 feb 1944)
[cte di sommergibili]
Responsabile del CCIV Comando militare regionale (Trieste) generale di corpo d'armata
Giovanni Esposito
(1943 23 set - 25 apr 1945)
Responsabile del CCX Comando militare regionale (Alessandria) generale di corpo d'armata
Luigi Jallà
(1943 23 set - 25 apr 1945)
Responsabile del CC Comando militare regionale (Roma) generale
Federico Macrì
(1943 23 set - 25 apr 1945)
Capo di stato maggiore del CCI Comando militare regionale (Firenze) maggiore
Giuseppe Magini
(1943 23 set - 25 apr 1945)
Responsabile del XXIX Comando militare provinciale (Treviso) bbcolonnello
Giorgio Milazzo
(1943 23 set - 25 apr 1945)
Responsabile del CCVI Comando militare regionale (Torino) e poi capo della polizia della RSI generale di divisione
Renzo Montagna
(1943 23 set - 25 apr 1945)
Affari Esteri
[Salò, villa Simonini]
-
Sottosegretario Serafino Mazzolini
(1943 23 set - 23 feb 1945)
Ambasciatore a Berlino Filippo Anfuso
(1943 23 set - 26 mar 1945)
Economia Corporativa
[Verona]
ing. Silvio Gai
(1943 23 set - 31 dic 1943)
Finanze
scambi e valute
[?]
prof. D. Pellegrini-Giampietro
(1943 23 set - 25 apr 1945)
Sottosegretario Carlo Fabrizi
(1943 23 set - 25 apr 1945)
[del. Prezzi]
Agricoltura e Foreste
[Treviso poi S. Pellegrino]
dr. Edoardo Moroni
(1943 23 set - 25 apr 1945)
Lavori pubblici
[Venezia]
Ruggero Romano
(1943 23 set - 25 apr 1945)
Giustizia
[Cremona poi Brescia]
avv. Antonio Tringali-Casanova
(1943 23 set - 4 nov 1943)
Cultura popolare
(Minculpop!)
[Salò, villa Omodei] (3)
dr. Fernando Mezzasoma
(1943 23 set - 25 apr 1945)
Comunicazioni
ing. Giuseppe Peverelli
(1943 23 set - 5 ott 1943)
Augusto Liverani
(1943 6 ott - 25 apr 1945)
Educazione nazionale
[Padova]
prof. Carlo Alberto Biggini
(1943 23 set - 25 apr 1945)
Lavoro
Giuseppe Spinelli
(1943 23 set - 25 apr 1945)
Attività Statali
Renato Ricci
(1943 23 set - 25 apr 1945)

Commissariato nazionale del lavoro della RSI

Ernesto Marchiandi
(1943 23 set - 25 apr 1945)
[responsabile, sindacalista fascista]

Note:
Si trovano inoltre:
a Gardone:
- villa Acquarone (del duca Acquarone, ex ministro della Real Casa): la Kommendantur tedesca;
- villa Albertazzi: il comando delle SS;
- villa Fiordaliso: Claretta Petacci con il tedesco Spoegler;
- villa Turati: ambasciata giapponese;
- villa Bassetti: ambasciata tedesca diretta da R. von Rahn;
- villa Besana: Karl Wolff, proconsole per l'Italia, comandante generale delle SS;
- villa Alba: Vittorio Mussolini (suo cugino Vito Mussolini abita invece all'isola Borghese in faccia a Salò).
a Fasano:
- villa Benvenuti: consolato generale con Friedrich Moelhausen;
- villa Elvira: radio tedesca;
- villa Ideale: prof. Georg Zachariae.
a Bogliaco:
- palazzo Bettoni: presidenza del Consiglio, affidata al sottosegretario Francesco Maria Barracu;
a Gargnano:
- villa Feltrinelli: B. Mussolini e la sua famiglia;
- villa Orsoline: gli uffici del duce e il quartier generale delle forze armate fasciste;
- palazzo Avanzini: comando del presidio germanico.
a Toscolano Maderno:
- nelle scuole: ministero dell'Interno;
- villa Cremonesi: avv. Guido Buffarini-Guidi;
- nelle baracche: raggruppamento dei ragazzi di Bir el Gobi;
- albergo Palace: segreteria del partito e comando delle Brigate Nere;
- villa Cavallero: residenza privata di A. Pavolini;
a Maderno:
- albergo Milano: mensa per i funzionari dei ministeri;
- ex colonia di Cremona: foresteria per gli ospiti di passaggio, gestita da tale signorina Franceschini.
a Salò: non risiedono né B. Mussolini né i suoi uffici; si trovano soltanto:
- alle scuole elementari: «Agenzia Stefani»;
- villa Castagna: comando della Polizia;
- all'Istituto Tecnico: un battaglione della "Muti";
- alla Portesina, nella casa del sig. Bravi: Serafino Mazzolini, sottosegretario agli Esteri;
- Casa del fascio: comando della Guardia del duce con il col. Fortunato Albonetti.
(*) villa Omodei, dell'ing. Omodeo, nei pressi di Manerba.
(**) il mar.llo R. Graziani abita a villa Tassinara (Rivoltella), dopo che un attacco di partigiani lo ha messo in allarme.



Pfr (Partito fascista repubblicano)
[Partito unico, di struttura simile al Pnf (Partito nazionale fascista)]

- Segretario: A. Pavolini (1943 set - 25 aprile 1945);
- vice-segretario: Giuseppe Pizzirani (1943 set - ?);
- capo della MVSN (Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale): R. Ricci (1943 set - nov 1945)

Brigate Nere
(braccio armato del Pfr) - Segretario del Pfr: A. Pavolini.
- Addetto al segretario: magg. Puccio Pucci.
- Capo di S.M.: col. Eduardo Facdouelle.

n.
Sede
nome
com.te
note
I
Torino
"Ather Capelli"
Giuseppe Solaro
Ather Capelli, condirettore della «Gazzetta del popolo» (Torino) durante la RSI.
II
Alessandria
"Attilio Prato"
Carlo Valassina
Attilio Prato, segretario del Pfr di Sezzadio (Alessandria).
III
Aosta
"Emilio Picot"
bing. Giuseppe Berio
IV
Asti
"Luigi Viale"
Umberto Sacchero
V
VI
Novara
"Augusto Cristina"
Stefano Dongo
Augusto Cristina, mutilato fascista.
VII
Vercelli
"Bruno Ponzecchi"
Gaspare Bertozzi
Bruno Ponzecchi, segretario del Pfr di Ponzone Trivero (Vercelli).
VIII
Milano
"Aldo Resega"
Vincenzo Costa
Aldo Resega, commissario federale del Pfr di Milano.
Nato dal Reggimento federale "Carroccio" costituito all'inizio di giugno dal commissario federale Vincenzo Costa "per la difesa delle vite e delle case dei fascisti" dagli attacchi dei GAP milanesi.
Secondo il comandante Vincenzo Costa gli squadristi sono 1.500 divisi in due battaglioni, uno in città e uno in provincia. Le 11 sedi rionali di Milano e le dieci sedi capo-zona della provincia sono diventate "comandi di compagnia".
IX
Bergamo
"Giuseppe Cortesi"
Angelo Berizzi
X
XI
XII
Cremona
"Augusto Felisari"
? Cerchiari
XIII
Mantova
"Marcello Turchetti"
Stefano Motta
XIV
Pavia
"Alberto Alfieri"
Dante Cattaneo
Alberto Alfieri, colonnello dell'aeronautica, comandante del "Battaglione di Sicurezza" fascista della provincia di Pavia.
Il capo di stato maggiore è il tenente colonnello Arturo Bianchi, già squadrista.
XV
XVI
Varese
"Dante Gervasini"
Renzo Migliorini
XVII
Venezia
"Bartolomeo Az[z]ara"
Pio Leoni
Si verifica un serio contrasto fra il commissario federale Pio Leoni e il fiduciario del partito, Gay, degenerato in aspra discussione con vie di fatto.
XVIII
XIX
Rovigo
"Romolo Gori"
Anteo Zamboni
XX
Treviso
"Francesco Cappellini"
Romano Munari
XXI
Verona
"Stefano Rizzardi"
Luigi Sioli
XXII
XXIII
Bologna
"Eugenio Facchini"
Pietro Torri
Eugenio Facchini, commissario federale del Pfr di Bologna.
XXIV
Ferrara
"Igino Ghisellini"
Arnaldo Rosi
Igino Ghisellini, commissario federale del Pfr di Ferrara.
XXV
XXVI

XXVII
XXVIII
Piacenza
"Pippo Astorri"
Alberto Graziani
XXIX
Ravenna
ing. Pietro Montanari
XXX
Reggio Emilia
"Umberto Rosi"
Armando Wender
XXXI
Genova
"Silvio Parodi"
Livio Faloppa
Silvio Parodi, generale della GNR, commissario prefettizio al comune di Genova durante la RSI.
XXXII
Imperia
"Antonio Padoan"
Mario Massina
Antonio Padoan, sacerdote, appartenente al movimento fascista "Crociata italica" che, con decine di migliaia di tesserati, ha il suo settimanale omonimo «Crociata Italica» che raggiunge 150 mila copie ed è stampato da don Tullio Calcagno, già parroco di Terni.
[Quest'ultimo, essendo appoggiato da R. Farinacci la cui lotta contro il Vaticano e contro il clero nemico del fascismo e del nazismo dà sovente in eccessi sgraditi ai cattolici, viene prima sospeso a divinis e più tardi scomunicato.]
Altro giornale favorevole alla R.S.I. è «L'Italia cattolica» stampato a Milano.
XXXIII
La Spezia
"Tullio Bertoni"
Luigi Bertozzi
XXXIV
Savona
"Giovanni Briatore"
Mario D'Agostino
Giovanni Briatore, ispettore federale del Pfr di Savona.
Cappellano delle Brigate Nere: padre Eusebio [Eugenio Zappaterreni], dell'Ordine dei francescani minori conventuali di San Francesco.


1943

Sulla autorevole rivista «The Contemporany Review», Robert Sencourt scrive: «Non ostante le sudice macchie, egli [Mussolini] era largo di cuore e di mente e lascia nella storia il segno del genio».


NORD

Ottobre
, L'Arma dei carabinieri riceve dal governo di Salò il comandante: il gen. di C.d'A. Archimede Mischi;
[proveniente dalla Milizia, già responsabile della div.ne Tevere e console generale della MVSN].
Lo stesso giorno il comandante germanico della I Squadra aerea emana un "Procama" per l'arruolamento "obbligatorio" degli ufficiali, sottuffficiali e avieri della "disciolta" Aeronautica italiana in quella germanica.
2, il col. Sassenberg pubblica un avviso in cui comunica che il feldmar.llo E. Rommel, comandante superiore, gli ha conferito la carica di Comandante militare del presidio della città e della provincia di Milano.

Milano, lo stesso giorno entrano per la prima volta in azione i gappisti milanesi guidati da Egisto Rubini: fanno saltare il deposito delle munizioni all'aeroporto di Taliedo.

Ai primi di ottobre, su ordine del CLN, alle Unioni dei Lavoratori disciolte e alle nuove insediate dai fascisti viene subito contrapposto il Comitato Sindacale Clandestino, con la partecipazione paritetica dei tre partiti di massa: socialista, comunista e democratico-cristiano.

Nell'Ossola propriamente detta si trovano le seguenti bande:
- Superti a Premosello e nella Valgrande,
- Picone a Lusentino,
- un banda comandata da un colonnello degli alpini a Crovero,
- una banda nell'Alta Valle Formazza.

Quasi contemporaneamente ai GAP torinesi e bolognesi, gruppi gappisti sorgono a Milano, Genova, Firenze, Roma e nei centri minori. Le azioni via via si infittiscono.

Nel Vicentino opera, proveniente dall'Abruzzo, la prima missione alleata in Alta Italia, composta dal ten. Renato Marini e da Angelo Rocco, che a dicembre organizzerà i primi lanci sull'Altipiano di Asiago e sul Grappa.

Il moderato Giorgio Pini riceve dal Duce l'incarico di coordinare le proposte, sin qui divise e discontinue, di tregua, e dietro suo suggerimento le autorità fasciste rivolgono, in ogni provincia, appelli alla concordia nazionale.

Torino, il direttore della «Gazzetta del popolo» Ather Capelli implora in un editoriale: «Ritroviamoci tutti nel nome santo della patria, cadano tutte le barriere, tutti i rancori».

Savona, Bruno Bianchi, commissario della federazione fascista, pubblica un manifesto in cui chiede agli antifascisti di «dimenticare ogni risentimento» e di costituire finalmente un autentico regime proletario in cui lavoro e popolo siano i fattori essenziali.

Venezia, ai primi del mese il capo della provincia, dopo aver esortato all'abbraccio generale, fa sapere agli antifascisti: «A seguito degli accordi presi con il Comando militare tedesco e con le autorità italiane invito tutti gli aderenti di tutte le correnti politiche i quali si sono allontanati da Venezia a rientrare. È garantita la loro incolumità purché si astengano da manifestazioni antinazionali e antitedesche.»

 

3, Rocca delle Caminate (Forlì) il mar.llo R. Graziani sottopone a B. Mussolini un promemoria (scritto con l'aiuto dello scrittore di cose militari, già ufficiale effettivo, Emilio Canevari, futuro segretario nazionale dell'esercito) contro R. Ricci e l'esercito di partito; egli scrive che la Milizia è odiata e deve essere sciolta immediatamente per cui va ritirato il piano annunciato per radio il 18 settembre;

Lodi, i gappisti milanesi guidati da Egisto Rubini sabotano un convoglio tedesco.

5, Verona, le prime compagnie del btg bersaglieri "Folgore", costituito assieme al btg "Abbi Fede" dal col. Facchin, sfilano per le vie della città.

6, B. Mussolini incontra L. Arpinati per offrirgli la presidenza del Consiglio dei Ministri che questi rifiuta;

7, l'agenzia di informazione tedesca comunica che nell'Istria sono caduti 3772 partigiani comunisti slavi e 4916 sono stai fatti prigionieri insieme con i soldati "badogliani".
Lo stesso giorno, con un comunicato, il Pfr dà le direttive per l'iscrizione ai fasci.
Milano, i gappisti milanesi guidati da Egisto Rubini fanno esplodere una bomba nel comando SS alla stazione centrale.

8, Casale Monferrato, il comandante della piazzaforte germanica, Wilhelm Meyer, ordina l'eccidio di Villadeati, in Valcerrina;
10, Salò, sotto scorta e ben vigilato dalle SS tedesche, B. Mussolini arriva a Salò dalla Germania e si installa con la sua famiglia a villa Feltrinelli (proprietà del noto industriale lombardo).
[In realtà Salò (che è il maggior centro della sponda bresciana del lago e forse per questo si arroga il diritto di titolazione del nuovo Stato) non risiedono né B. Mussolini né i suoi uffici.]
Per il momento l'ufficio lo sistema qui (in seguito a "villa Orsoline" a Gargnano). A Gardone prende dimora Claretta Petacci. Assume come segretario l'avv. Giovanni Dolfin, veneto, ex prefetto messo a riposo dopo il 25 luglio.
Qui è sorvegliato come un prigioniero, le SS montano la guardia alla villa e ci alloggia anche il ten. Dyckerhoff. Il col. Jandl, incaricato del collegamento e della sorveglianza, può dunque rassicurare i superiori: «Ho modo di sapere tutto ciò che succede nella villa e di essere a conoscenza dei visitatori ricevuti».
L'ambasciatore plenipotenziario R. von Rahn è il vero padrone. B. Mussolini lo chiama il "viceré".
Gli fanno da guardia (in pratica lo tengono prigioniero) ca trenta SS (alcune sistemate nelle cantine di casa sua) comandate dal ten. Otto Kisnat.
Anche la salute del duce è sotto il controllo di due medici tedeschi, il cap. medico Georg Zachariae e il fisioterapeuta Horn.
I telefoni sono controllati; sorvegliati i ministeri. Proibito telefonare a certi prefetti, vietate le comunicazioni radio.
Assieme a lui c'è un gruppetto di parenti e di funzionari:
. Vittorio Mussolini,
suo figlio
. Francesco Pretti
. Luigi Moi
. mar.llo Pietro Apriliti
. dott. Ugo Cellai
(diventerà segretario quando Rachele caccerà l'avv. Giovanni Dolfin)
. Orio Ruberti (fratello della vedova di suo figlio Bruno Mussolini)
. Domenico Fontana
. Angelo Bortotto
. Renato Tassinari
(giornalista)
. Eraldo Monzeglio
(calciatore, ex terzino campione del mondo)
. Alfredo Chiti
. Emilio Zoboli
. dott. Piero Brambati
. Umberto Buvoli
(fratello della moglie di Vittorio Mussolini)
. Rodolfo Fiorillo
. Vittorio Assi
. Riccardo Rosa Uliana
. prof. Francesco Vikoler
(suo professore di tedesco già da villa Torlonia), e la moglie Lucia
. Bartolomeo Bellogini
. Costantino Floris
. dott. Mario Marozza
. Cesare Rocca
. Domenico Stroveglia
. Athos Nencioni
. dott. Lamberto Navarra
. dott. Mario Baldini
(medico bresciano, al quale il prof. Frugoni lo ha affidato per il quotidiano controllo sanitario)
. Mario Salvati
. Lionello Nencioni
. dott. Werther Samaritani
. Quinto Navarra
(cameriere di palazzo Venezia)
. Giuseppe Cesarotti
. Luigi Grasso
. Giuseppe di Salvo
. Luigi Boccini . Angelo Assi
. Michele Di Domenico
. Domenico Musti De Gennaro . Olindo De Sanctis
. Ferruccio Barilai
. Albino Degol
. Renato Rocco
. Gianni Gatti
. Domencio Dini
. Giuseppe Meo
. Giovanni Barilani
. Giuseppe Lamattina
. Enrico Tagliaventi
. Giuseppe Lamolinara
. Fulvio De Donato
. Pietro Carradori
(autista)
. Giuseppe Nicoletti
. Mario Fraccaroli
. Camillo Simonti
. Donato Valvana    
 

Tutti pesci piccoli, tranne qualche funzionario qualificato. Alcuni, dopo il crollo della Repubblica scopriranno il sistema di campare abbastanza lautamente a carico dei settimanali a rotocalco, vendendo memoriali per larga parte falsi.
Tra questi personaggi uno gode di particolare credibilità e attendibilità: Renato Tassinari, mezzo parente di B. Mussolini per via di matrimoni (ha sposato la sorella della moglie di suo figlio Vittorio Mussolini.
Chiamato da B. Mussolini, giunge alla Rocca delle Caminate dove incontra Fortunato Albonetti, romagnolo di Faenza, console della milizia, nominato di fresco comandante della guardia personale del duce. B. Mussolini incarica Renato Tassinari di organizzargli una segreteria politica il cui capo sarà suo figlio Vittorio Mussolini e che dovrà funzionare a lato di quella particolare affidata all'avv. Giovanni Dolfin (e magari anche a sorvegliarla).

Con Renato Tassinari e Vittorio Mussolini ci sono:
. Vito Mussolini (nipote di B. Mussolini in quanto figlio di Arnaldo Mussolini ed ex direttore del «Popolo d'Italia»),
. conte Vanni Teodorani (pure parente acquistio), che curerà i collegamenti militari,
. Orio Ruberti,
. Domencio Musti, che ha l'impegnativo incarico di disegnare i distintivi per le nuove divise.
Con l'avv. Giovanni Dolfin ci sono invece:
. dott. Ugo Cellai,
. Emilio Bigazzi Capanni, questore,
. Piero Brembati.
Entrambe queste segreterie hanno sede a villa Orsoline, la politica in due stanze e la particolare in sei. La differenza è che i membri della prima hanno accesso a villa Feltrinelli, alcuni anzi vi abitano. Ad essi si rivolge sempre Rachele [50enne] per esercitare quell'azione di controllo e di pressione sul marito che sembra ormai il suo compito precipuo.
A villa Feltrinelli, insieme a Rachele abitano i suoi due figli:
. Romano Mussolini (che suona al piano musiche jazz dalla mattina alal sera),
. Annamaria Mussolini (sofferente dei postumi di poliomelite e spesso in cura da medici tedeschi);
. i tre figli di Edda Mussolini e G. Ciano (per un certo periodo);
. Gina Ruberti, vedova di Bruno Mussolini, con la figlia Marina.
Di faccia sta di casa il dott. Baldini poi sostituito dal dott. Zachariae, il sanitario tedesco mandato da A. Hitler a tentare di mettere in sesto lo sfinito B. Mussolini.
Rachele ha una sua polizi apersonale affidata ai vecchi fedeli della Romagna. Molti a Salò sanno della sua penosa avventura avuta il 1° settembre con l'ispettore Saverio Polito.
[Il 4 aprile 1944 a villa Feltrinelli, davanti al funzionario di PS Alberto Maddalena, Rachele denuncerà la violenza subita in auto da parte dell'ispettore.]
Ci sono anche dei tedeschi incaricati di mettersi agli ordini del duce, ma in pratica di farlo restare sui binari:
. col. Jandl (dopo la guerra troverà un'ottima sistemazione in Italia alla Pirelli),
. ten. Hans Heinrich Dieckerhoff (un giovanotto scapestrato e giocherellone il cui compito è quello di divertire i ragazzi del duce,
. col. Prinzing (che si occupa di un non meglio precisato "collegamento culturale"),
. Hans Mollier (addetto stampa dell'ambasciata, la cui moglie è giornalista e farà al duce l'ultima intervista della sua stagione di Salò; abitano in una villa poco lontano),
. cap. Helmut Hoppe dello Stato Maggiore (collabora con il col. Jandl per riferire a Berlino sull'andamento della piccola capitale e spiega ogni giorno al duce il corso delle operazioni),
. barone von Rieckert, primo consigliere di ambasciata (viene al posto di R. von Rahn quando l'ambasciatore è "impegnato"),
. console generale Friedrich Moelhausen, diplomatico numero uno,
. dott. Zachariae (un aiuto del famigerato prof. Theodor Morell che cura A. Hitler con l'ipnosi e le pillole più strampalate.
Intorno a B. Mussolini si scatena la battaglia per G. Ciano. Tranne lui, che segretamente vorrebbe salvarlo, non c'è nessuno a difenderlo. La maggior nemica del genero è la suocera Rachele e il col. Dollmann.
La sorveglianza del duce è assicurata da un reparto della Guardia Repubblicana al comando del col. Fortunato Albonetti. A sua volta questo reparto è sorvegliato dai tedeschi.
[Il col. Fortunato Albonetti sarà in seguito sarà allontanato e sostituito dal col. Jaculli che alla vigilia del 25 aprile sparirà con raro tempismo e del quale non si saprà più nulla.]

 
 

 


B. Mussolini consegna una lettera (scritta già il giorno 2) al mar.llo R. Graziani in partenza per la Germania affinché la trasmetta ad A. Hitler; in essa, oltre a dolersi della la vista che sta calando, ragguaglia il Führer sulla situazione generale italiana e gli chiede di ascoltare le idee chiare e soprattutto realizzabili che il mar.llo R. Graziani gli esporrà;
11, nel suo Diario G. Ciano annota di aver avuto un lungo colloquio con Himmler:
«Particolarmente ha voluto sapere della monarchia e del Vaticano. Ha esaltato la lealtà della prima e la discrezione del secondo».
12, «Il Fascio», organo del fascismo milanese, plaudendo ai segretari federali scrive:
«Chi parla di dimenticare o accenna al pietismo e all'abbraccio universale commette un delitto di lesa Patria e un secondo tradimento verso il Fascismo…
Non è questa l'ora della penna, ma della spada…
Niente rispetto né tolleranza con gli assassini, niente indulgenza verso gli arricchiti elargitori del premio della cosiddetta libertà… Operando con energia si salveranno le nostre case, le nostre famiglie, il nostro onore e la Patria stessa
».

13, giunto in Germania, il mar.llo R. Graziani discute al Quartier Generale dell'organizzazione delle nuove forze armate italiane e del concorso che ad essa intendono dare i tedeschi. Mentre c'è subito accordo sul numero delle Div.ni da formare, sul loro armamento e sull'opportuntà di addestarle negli appositi campi in Germania, c'è disaccordo sull'arruolamento degli effettivi:
- il mar.llo R. Graziani (avendo sfiducia nella coscrizione) chiede siano tratti soltanto dai volontari;
- A. Hitler e i suoi collaboratori (avendo sfiducia negli internati) replicano di prendere dal concentramento tutti i quadri, ma provvedere agli effettivi con una chiamata di truppe giovani;
al suo ritorno a Gargnano, scopre che B. Mussolini ha già deciso e pubblicato il bando per la leva.
14, sui giornali appare l'invito all'arruolamento volontario nelle Forze armate germaniche.
la presidenza del Consiglio emana una circolare, firmata dal sottosegretario di Stato Francesco Maria Barracu, per il trasferimento del servizio dei Ministeri al nord;

Novara, quattro militi fascisti vengono uccisi dai ribelli.


15, il ministero della Difesa preannuncia la chiamata dell'ultima aliquota del 1924 (termine di presentazione 15 novembre), oltre a tutti i paracadutisti e alla intera classe 1925.
L'annuncio viene diffuso per radio e ripetuto ogni 24 ore, sempre alla stessa ora, alle 14:50.
Lo stesso giorno il CLN di Milano (poi CLNAI) inizia la pubblicazione di un proprio bollettino «Liberazione».

[Una accurata bibliografia che cataloga circa cinquemila titoli tra giornali, manifesti e opuscoli è quella curata per l'Istituto G.G. Feltrinelli da L. Conti (La Resistenza in Italia: 25 luglio 1943 - 25 aprile 1945, Milano 1961.
M. Dal Pra, Venti mesi di stampa clandestina, in Mercurio, a. II, n. 16, dicembre 1945 (Fascicolo dedicato alla Resistenza: «Anche l'Italia ha vinto»);
S. Tomaselli, Storia della stampa clandestina, IEP, Roma 1951 (di più che modesto valore storico e limitato ad alcuni pochi esempi);
Giuseppe Gaddi [Sandrinelli], Saggio sulla stampa clandestina della Resistenza veneta, Ed. Athena, Bologna 1955, che, limitatamente al settore veneto, costituisce il primo serio studio sull'argomento.]

16, per ordine tedesco, i bersaglieri del btg "Folgore" vanno a farsi sterminare dai partigiani italiani e slavi del Goriziano;

16/17, reparti alpini tedeschi con artiglierie e mortai muovendo dalla Valsassina e dall'Alta Valle Brembana iniziano il sistematico rastrellamento del gruppo delle Grigne;

18, viene presentato a B. Mussolini il primo reparto organico della Milizia fascista.
[Ormai è dimostrato che gli unici reparti rimasti fedeli all'alleanza italo-tedesca sono quelli della Milizia fascista, forti, secondo i tedeschi, di 20.000 uomini in Francia, 3.000 in Russia, 25.000 nei Balcani, 10.000 in Italia, questi ultimi però divisi in gruppi bisognosi di riorganizzazione.
Il nuovo squadrismo però non è più composto da vili e da millantatori; gli uomini che sono tornati sotto i neri gagliardetti sanno di rischiare la morte e la morte avranno.]

Milano, lo stesso giorno, in via Bronzetti, tre operai gappisti giustiziano Aldo Resega il federale della città.
[Durante il funerale, in via Orefici, quando passerà il corteo i gappisti lanceranno delle bombe a mano. In pochi minuti si scatenerà la sparatoria fascista fino all'arrivo di un reparto di SS che perquisiranno le case e arresteranno un centinaio di persone… estranee all'attentato ma coinvolte nella Resistenza come vuole la dottrina terroristica.]

19, rastrellamento tedesco del Resegone;
20, il CLN regionale piemontese inizia la pubblicazione de «La Riscossa Italiana» e il CLN ligurede «La Voce d'Italia».

In breve quasi tutti i più importanti CLN d'Italia occupata pubblicheranno con maggiore o minore regolarità un loro organo.


Lecco
, inizia l'attacco tedesco al Pizzo d'Erna; dopo una giornata di combattimento, entrambe le parti accusano perdite:
- tedeschi: trenta uomini, tra morti e feriti;
- partigiani: sette morti e una decina di feriti.
Con il favore delle tenebre la banda partigiana riesce a sottrarsi alla manovra di annientamento sfilando attraverso le linee tedesche; si ricostituirà più tardi nella zona del Pizzo dei Tre Signori presso la Valtellina.

Val Chisone
, la banda di San Bartolomeo viene attaccata e distrutta da reparti tedeschi.
[A. Trabucco, Partigiani in Val Chisone (1943-1945). Torre Pellice, Tip. Subalpina, 1959, pp. 23-25.]

 

Lo stesso giorno si crea la GNR (Guardia Nazionale Repubblicana), quarta forza armata della repubblica.
[Le toccherà la maggior parte dei giovani che si presenteranno ai distretti in novembre: 87.000, circa il 40% di quelli che avranno ricevuto l'avviso. Ma ai reparti ne arriveranno forse la metà.]

21, dopo l'accordo finanziario con la repubblica fascista, i tedeschi cominciano a pagare le merci italiane con le lire versate da Salò come contributo di guerra: 7 Mdi di lire al mese.
[Diventeranno 10 Mdi di lire dopo il 17 dicembre.]

22, viene fissato, per il 14 novembre, il Congresso del Pfr a Verona;
24, il gen. G. Gambara, capo di S.M. dell'Esercito, decide, in una circolare sulla "riorganizzazione dell'Esercito" che in caso di mancata presentazione dei militari soggetti agli obblighi di leva, oltre alle pene stabilite dalla vigente regolamentazione militare, saranno presi immediati provvedimenti a carico dei podestà e dei capi famiglia.

25, il dottor Damiani, azionista, delegato del CLN lombardo presso la rappresentanza alleata di Lugano, può comunicare all'inglese John McCaffery: «Cinquemila prigionieri sono già stati sistemati nei modi indicati».
[Alla fine della guerra – per ammissione di Churchill – i messi in salvo saranno 10.000, oltre ai rimasti nelle bande.]

Da notare che nei primi mesi di guerra gli inglesi e gli americani, tutti diffidenti, si limitano ad osservare e ad attendere. Le loro organizzazioni destinate ai contatti con le Resistenze europee non dipendono dai ministeri della Guerra e non sono guidate da militari di carriera:
- il SOE (Special Operations Executive), inglese, prende ordini dal ministero per la Guerra economica.
Esso destina alla Resistenza italiana la N. 1 Special Force, di cui fanno parte molti ufficiali di complemento, quasi tutti di alta preparazione culturale, che ameranno chiamarsi «l'esercito privato di Sua Maestà» per sottolineare la differenza dai militari di carriera.
Ha come proprio delegato a Berna, responsabile per tutta l'Europa, John McCaffery.
- l'OSS (Office of Strategic Service), statunitense, è legato al servizio di informazioni e comandato dal gen. di complemento William Donovan.
Ha come proprio delegato a Berna, responsabile per tutta l'Europa, Allen W. Dulles.
John McCaffery e Allen W. Dulles, impiegsti ufficialmene presso le rispettive ambasciate, inviano nell'Italia occupata dai tedeschi le loro missioni: di solito composte da un capo-missione, due radiotelegrafisti, un portaordini.
La "missione Law" raggiunge prestissimo la Liguria dove si è creata, per iniziativa dell'ing. Ottorino Balduzzi, l' "Organizzazione Otto"; altre vengono paracadutate nel Lazio e nel Veneto.
Intanto nell'Italia liberata si reclutano degli italiani; gli inglesi preferiscono gli ufficiali conservatori come Edgardo Sogno del Vallino, ma non rifiutano i giovani dell' "ORI", un centro informativo promosso da Raimondo Craveri, fra cui sono ignote le discriminazioni politiche.
Il reclutamento americano è quasi esente da scelte politiche.
I metodi dei servizi alleati sono diversi: Special Force esige dai suoi capi-missione una precisa contabilità amministrativa e una minuziosa informazione politica; l'OSS invece rappresenta la nazione ricca che non perde tempo in dettagli.

27, Desenzano, «…l' "albergo Savoia" è diventato lo scalo obbligato di tutti i nuovi gerarchi e aspiranti gerarchi... si vedono uomini di tutte le età e vestiti nelle fogge più strane. Vecchie divise dei bersaglieri, camicie garibaldine stinte, giubbe d'artiglieria su calzoni a righe, camicie nere troppo nuove e arrangiate per supporre che siano quelle conservate dopo il 25 luglio…».
27-28, Consiglio dei Ministri: si decreta che in data 8 settembre 1943 il regio esercito, la regia marina e la regia aeronautica hanno cessato di esistere e il 9 settembre si intende costituito l'esercito repubblicano con la marina e l'aeronautica repubblicana: si creano con ciò le Forze armate unitarie e si abolisce la MVSN; nel discorso introduttivo il mar.llo R. Graziani dice: «La Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale farà parte integrante dell'esercito e vi formerà analogamente al corpo degli alpini e dei bersaglieri – il Corpo delle Camicie Nere».
È il virtuale scioglimento della MVSN, destinata a diventare, appunto, una qualsiasi specialità dell'esercito. R. Ricci e A. Pavolini si ribellano ma il mar.llo R. Graziani insiste nella sua posizione.
Dopo l'articolo che preve l'istituzione di tribunali straordinari in ogni capoluogo di provincia, nell'art. 4 si parla dell'istituzione del Tribunale Straordinario Speciale:
«per giudicare i fascisti che nella seduta del Gran Consiglio del giorno 24 luglio 1943-XXI, tradirono l'idea rivoluzionaria alla quale si erano votati fino al sacrificio del sangue e col voto del Gran Consiglio offrirono al re il pretesto per effettuare il colpo di Stato». Avrà sede «in una città dell'Italia settentrionale», sarà formato da nove membri, di cui uno presidente, e da un pubblico accusatore: «scelti fra coloro che dimostrarono assoluta fedeltà al Duce e all'idea durante il sorgere e lo svilupparsi della rivoluzione particolarmente fra coloro che dal 24 luglio 1943-XXI in poi ebbero a soffrire per la loro incondizionata dedizione alla causa».
Viene quindi varata la legge sulle Forze Armate, modellata su quella germanica del 1935.

In molte province sono rinate le squadre d'azione: "La Silenziosa", "La Disperata", "Ettore Muti". Hanno assunto quasi subito l'etichetta legalitaria di "Squadre di polizia federale" ma moriranno negli ultimi giorni del 1943, dovendo confluire nella nuova milizia del partito: la GNR.

Villadossola (Novara), a fine ottobre un gruppo di "ribelli" milanesi, prende contatti con gli operai del gruppo Tibaldi, provvedendo al proprio armamento con il materiale che questi hanno sottratto, dopo l'8 settembre, a una caserma di Domodossola.
28, in pieno giorno viene strappata la bandiera che i fascisti hanno esposto per ricordare l'anniversario della marcia su Roma.
Lo stesso giorno, il Consiglio dei ministri decreta la formazione delle nuove Forze Armate; nel discorso introduttivo il mar.llo R. Graziani dice: «La Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale farà parte integrante dell'esercito e vi formerà analogamente al corpo degli alpini e dei bersaglieri – il Corpo delle Camicie Nere». [Un bel passo indietro per R. Ricci]

29, Torino, Domenico Giardina, Seniore della Milizia, valoroso combattente decorato, viene ucciso in un'imboscata partigiana;

Casale Monferrato, a fine ottobre si muovono i f.lli Francesco e Italo Rossi, che, assieme a Guido Bachi [?] ed Emilio Bachi, accenderanno la miccia della Resistenza nell'intera regione.

Alla fine di ottobre il Pfr conta già circa 250.000 iscritti.
Appena uscito dal carcere, il federale di Venezia Eugenio Montesi pubblica un manifesto nel quale, pur reclamando la punizione di tutti i «traditori», afferma la necessità «di un'assoluta fratellanza fra gli italiani, senza distinzione di partito».
Dopo aver liberato dalle carceri gli ebrei e gli antifascisti ivi rinchiusi a fine settembre, convoca a Venezia un'adunanza alla quale partecipano liberamente uomini d'ogni partito, anche il comunista Giaquinto.
Nella seduta (unica nel suo genere) i convenuti discutono di un fronte unico nazionale nel quale tutti gli italiani si dovrebbero ritrovare per poi ricostruire la Patria…
Il federale di Pisa ha già impedito la fucilazione di alcuni antifascisti voluta dai tedeschi e predica la pace tra gli italiani.
Il federale di Verona, d'accordo con gli squadristi, chiede al Comando germanico la liberazione di tutti i prigionieri politici arrestati dopo l'8 settembre, «per mostrare coi fatti la volontà di unione e di concordia».
L'«Arena» di Verona, diretta da Castelletti, sostiene la medesima tendenza, la quale trova un convinto e valoroso apostolo in Giorgio Pini, ritornato al «Resto del Carlino» e a un non meno fervido sostenitore in Ather Capelli a Torino.
Fascisti e antifasisti di Modena giungono a un accordo simile e quello preparato a Venezia.
Il commissario federale di Savona Bruno Bianchi lancia un manifesto improntato sulle stesse idee di unione e di concordia.
Carlo Borsani de «La Repubblica fascista» di Milano è il più caldo assertore di questo superamento della fazione tanto da evitare di nominare il "fascismo" nei suoi discorsi.
Questo movimento "dell'abbraccio universale" viene tuttavia aspramente combattuto da R. Farinacci e dalla direzione del partito che lo stronca, senza però impedire ai più forti di gettare un ponte tra fascismo e antifascismo o per rendere più popolare il primo.
A. Pavolini
propugna invece un ritorno puro e semplice al vecchio sistema totalitario. Pochi giorni dopo bFerdinando Mezzasoma, uno dei più intransigenti, dà disposizione ai giornali perché non pubblichino più appelli alla pacificazione degli animi definendole manifestazioni pietistiche e pusillanimi.
In questa direzione premono anche i nuovi squadristi e gli elementi più agitati del partito. I fasci di Milano, Pavia, Torino, Arezzo e altri di provincia si pronunciano contro ogni collaborazione.

Capoponte, presso la Cisa, a fine ottobre si svolge un primo convegno fra le bande della zona per un'intesa operativa. Ma la mancanza di un'organizzazione logistica e le difficoltà materiali aggravate dal sopraggiungere dei primi rigori invernali, obbligano molte di queste bande a riguadagnare la pianura e a disperdersi, nascondendo le armi, in attesa di poter riprendere in più favorevoli circostanze l'attività bellica.

CENTRO

, Roma, adunata al Teatro Adriano: il mar.llo R. Graziani annuncia la costituzione del nuovo esercito repubblicano fascista; la bomba messa sotto il palcoscenico – primo attentato dei gappisti romani – non esplode.
Il mar.llo R. Graziani e il gen. R. Stahel che arringano gli ufficiali perché aderiscano alla repubblica sfuggono a sicura morte.

2, Roma, sul lungotevere cade Sanzio, il primo fascista colpito dai gappisti romani;

Toscana, all'inizio del mese viene costituito un "Comando unificato" affidato ai militari.
Il comandante gen. Salvino Gritti è alla dipendenza politica e militare del Clnt (Comitato di liberazione nazionale toscano).
[Questo "Comando unificato" sarà catturato in massa il 1° novembre e prima che si riesca a crearne un altro bisognerà attendere maggio 1944.]

Firenze, la rivista «Rinascita» predica la costituzione di "comitati di pacificazione", quasi dei CLN alla rovescia.
Marinetti scrive che «bisogna trovare nuovi motivi di unione nazionale se no l'istituto italiano del parteggiare preparerà altri e più gravi lutti».

Ancona, i fascisti riescono ad iniziare un colloquio con l'ala moderata del CLN, poi bruscamente interrotto.

Abruzzo, ai primi di ottobre un gruppo di uomini si raccoglie attorno all'avv. Ettore Troilo di Roma, socialista, che assume la denominazione di Patrioti della Majella: la più importante, forse, delle formazioni partigiane abruzzesi.
Per iniziativa di un ex ufficiale degli alpini, Manrico Ducceschi – che appena rientrato in Toscana si è posto in contatto con i dirigenti fiorentini del P. d'Azione Agnoletti, Ragghianti e Borio – viene organizzata una piccola banda che si accantona alle pendici del Monte Penna di Lucchio.
Da questo primo nucleo si svilupperà poi la XI Zona Patrioti che si estenderà su tutto l'Appennino lucchese.
Altri piccoli gruppi e bande si costituiscono e operano in varie località dell'Appennino toscano e tosco-emiliano.
[C. Francovich, Relazione sull'attività militare del Comando XI Zona patrioti, in Il Movimento di liberazione in Italia, Milano set-nov 1956, 1ª puntata, pp. 39-93.]

Colle S. Marco (Marche), Spartaco Perini, comandante del Colle San Marco, ha la prova provata dello spionaggio fascista il giorno stesso in cui fa saltare la strada Ascoli-valle Castellana: il sabotatore ha commesso l'imprudenza di agire durante il giorno, una spia lo ha segnalato al tedesco di presidio ed è stato catturato; allora Spartaco Perini prende degli ostaggi fascisti, lo squadrista Adriano Menghi e altri che vengono portati al Colle San Marco.
Lo stesso giorno dalla valle Castellana, dove trecento ribelli rimasti nonostante i fatti di Borgo Martese hanno preparato bottiglie esplosive e sbarramenti, viene l'attacco. Ai primi colpi Spartaco Perini chiama il figlio del console fascista: sia un ribelle o un ostaggio, è un ragazzo che ha la febbre; egli lo fa accompagnare in una baita isolata.
[I tedeschi ci arriveranno alla fine del combattimento, vedranno una camicia militare su una sedia, fucileranno il ragazzo.]

3, Colle S. Marco (Marche), all'alba, con il favore della nebbia, la banda di Spartaco Perini subisce il primo vero attacco pesante con artiglierie e mortai; in mezzo ai tonfi e ai boati arriva anche una forte scossa tellurica; chi è di queste parti capisce subito, ma i tedeschi pensano che sia saltato un grosso deposito di munizioni e sospendono il fuoco per capire dove.
Nel pomeriggio salgono le fanterie, si arriva ai combattimenti raavvicinati. Le munizioni dei ribelli sono scarse.
Serafini Cellini, ferito alla sua mitraglia, privo di nastri, si alza e lancia l'ultima bomba a mano contro i tedeschi che vengono a finirlo. Il reparto Comando risale con Spartaco Perini un pendio nudo, battuto dla fuoco: i giovani, paralizzati dalla paura, stanno ad aspettare la morte; Spartaco Perini riesce a screstare, da solo. Poi corre a San Giacomo dove pensa di trovare il distaccamento Bonfigli, invece ci sono già i tedeschi.
Verso sera è finito anche Colle San Marco.
[Qualche settimana dopo la battaglia, Spartaco Perini si recherà al Sud via mare. Viaggerà con lui il colonnello dei carabineiri che, il giorno dell'attacco tedesco, ha impedito ai suoi militi di unirsi ai partigiani. Arrivati a Bari lo denuncerà alla giustizia militare di Badoglio. «Ma lasci perdere» diranno gli ufficiali effettivi. «Non rovini la carriera di un ufficiale. Stia attento, certe cose sono molto delicate».
La casta è di nuovo alla difesa della casta.

Castel Gandolfo: il card. Canali, presidente della commissione amministrativa della Città del Vaticano, ottiene finalmente il riconoscimento ufficiale della extraterritorialità delle zone indicate dal Trattato Lateranense. Da parte loro i "concentrati" di Castello cedono al Vaticano tre suore per aiuto e nel contempo offrono un quintale di candele. Si attende poi l'arrivo di un picchetto della Guardia Palatina, anche a scopo di difesa. L'ingresso secondario sulle Mure Aurelie intanto viene murato.

5, Roma, i gappisti romani lanciano una bomba contro la sede della Radio.
Lo stesso giorno il mar.llo R. Graziani annuncia la costituzione delle forze armate dello stato nazionale repubblicano «secondo un concetto e un principio unitario» (che non sa bene, lui stesso, in che cosa consista).

6, Roma, il gen. R. Stahel vuole allontanare dalla capitale i carabinieri, ritenendo inammissibile la loro presenza nella capitale poiché formano una mezza div.ne fedele al re, quindi al mar.llo P. Badoglio, e, nel temuto caso di uno sbarco alleato a Ostia, potrebbero attaccare i tedeschi alle spalle.
Dopo aver inutilmente sollecitato il ministero degli Interni, il gen. Stähel ha il consenso del mar.llo R. Graziani a patto che non siano trasportati fuori d'Italia: egli vuole evitare l'annunciato impiego della forza da parte dei tedeschi per cui ha pensato che trasferirli a Zara dove sono impiegate le truppe contro i partigiani slavi dia un aspetto onorevole al provvedimento imposto; ma poiché il comandante dei carabinieri ha affermato di non potere far affidamento sui suoi uomini, di morale bassissimo, il mar.llo R. Graziani gli dà ordine di disarmali;
entrano quindi in azione i tedeschi che si presentano alle caserme invitando i carabinieri a consegnare le armi e a preparare la partenza;
6/7, Roma, nella notte, dei 9.000 carabinieri che si trovano in città più di 7.000 si sbandano; scappano da tutte le parti, alcuni con le armi, altri gettandole via;
7
, Roma, 1.500 carabinieri (i "traditori del 25 luglio", gli "assassini di Ettore Muti", secondo i neo-fascisti di Salò) cadono nella rete nazista e sono deportati nei campi di concentramento in Germania;
Il gen.
Stähel tenta invece di impedire la persecuzione degli ebrei romani ma non ci riesce.

Roma, la città aperta, ostile almeno di facciata al neofascismo, non sente la Repubblica Sociale, sente quasi di non appartenerle. Il comando tedesco è infatti troppo presente, troppo visibile.
Tenuta per alcune settimane dal gen. R. Stahel, alla fine di ottobre passa sotto il comando del gen. Mälzer; ma il vero comandante è sempre il feldmar.llo A. Kesselring che, noncurante delle esigenze della città aperta, la fa attraversare da truppe e da convogli, ne ammassa alla periferia e tormenta la popolazione con incessanti richieste di mano d'opera e con troppe ordinanze.
L'edificio di via Tasso è adibito a carcere politico.
[Il gen. Mälzer, ubriacone vanitoso, appena arrivato si fa incoronare "re di Roma" con tanto di mitria di cartone in testa, decorata di salsicce.]

9, il mar.llo R. Graziani parte in volo da Guidonia con il col. Dollmann e va a visitare il Führer a Rastenburg.

Castel Gandolfo: le suore entrano in Vaticano e si mettono a disposizione per il servizio di cucina per la Guardia Svizzera, Palatina e la Gendarmeria;
11, Castel Gandolfo: otto militi della Guardia Palatina, con un sergente, iniziano il servizio di vigilanza, sorvegliando l'ingresso e la macelleria;
13, Castel Gandolfo: breve visita del maestro Lorenzo Perosi che per l'occasione compone e regala una partitura del Natale;

15, Roma, sono arrestati contemporaneamente S. Pertini e G. Saragat; tradotti nella casa di via Tasso e minacciati di fucilazione, i due prigionieri sono trasportati successivamente nel carcere di Regina Coeli.
[Con un ardito colpo di mano, i partigiani socialisti romani ne attueranno la liberazione il 29 gennaio 1944.]

16, Roma, arrivato l'ordine da Berlino, reparti specializzati delle SS arrivati da fuori, guidate dal cap. Theodor Danneker, circondano e rastrellano il ghetto: 1024 ebrei romani, tra cui molte donne e bambini, sono rinchiusi in carri bestiame e deportati nel campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau; alla fine della guerra ne torneranno 11;
[a.f.: Secondo p. Robert Leiber, segretario del papa:
… allora vivevano a Roma circa duemila ebrei. Ne furono deportati 1.127 (327 uomini, 800 donne e bambini; al termine del conflitto mondiale ne tornarono in tutto 15 (14 uomini, 1 donna, nessun bambino). Fra gli scampati al primo rastrellamento ci sarà in seguito un'altra decimazione: 75 di essi saranno trucidati alle Fosse Ardeatine.
Secondo Pinchas Lapide, Roma e gli Ebrei. L'azione del Vaticano a favore delle vittime del nazismo, Milano 1967:
…gli arrestati furono 1.259, 1.007 di questi morirono ad Auschwitz. Egli afferma che a Roma c'erano 9.600 ebrei, perché alla comunità romana si erano aggiunti molti israeliti affluiti da fuori. Secondo lui se ne sono salvati dunque 8.500, cioè circa l'85%. La maggior parte di costoro dovette la propria salvezza per l'aiuto delle istituzioni religiose romane presso le quali trovarono rifugio.
Da ricordare inoltre, in questa operazione di salvataggio: p. Benedetto de Bourg D'Iré, cappuccino, p. Weber, dei missionari pallottini, mons. O' Flaherty, prelato irlandese; né va dimenticata l'organizzazione ebraica Delasem che per ragioni di sicurezza era gestita esclusivamente da cattolici.]
Va sottolineato che il "successo" della razzia tedesca (in numero di deportati) è stato favorito, paradossalmente, dall'atteggiamento eccessivamente e ingenuamente fiducioso dei dirigenti della comunità ebraica, Almansi e Foà, che, pur nell'aggravarsi della situazione e nell'intensificarsi dell'allarme, cercarono sempre di tranquilizzare gli animi, di minimizzare i pericoli. Il rabbino Zolli che, al contrario, non cessava di invitare tutti i correligionari a mettersi in salvo cercando scampo e asilo al più presto possibile, venne quasi deriso e perseguitato dai citati dirigenti: finché dovette andarsene, per evitare la deportazione, ramingo di rifugio in rifugio fino alla liberazione.


[Gli ebrei romani si sentivano "al sicuro", perché pochi giorni prima l'SS- Obersturmbannführer Herbert Kappler, per conto di Eichmann, li aveva costretti a versare una taglia di 50 chili d'oro per evitare la deportazione.
Il governatore della Banca d'Italia, Vincenzo Azzolini, nulla ha potuto fare.
I tedeschi caricano l'oro e lo avviano a a Milano. Si tratta di 2 Mdi di oro e di 1 Mdo in valute pregiate. Resterà a Milano fino al febbraio 1944. Poi verrà trasferito a Fortezza per poi passare definitivamente in Germania. Qui ne andrà una parte, anche se a guerra finita di quel che resta si riuscirà ad ottenere la restituzione.]

Lo stesso giorno, in una dichiarazione pubblica si afferma che attorno al CLN si dovrà attuare «quella sincera ed operante unità spirituale del Paese» presupposto primo della «guerra di liberazione» che non appare possibile, sotto l'egida dell'attuale governo costituito dal re e dal mar.llo P. Badoglio.
Lo stesso giorno, su decisione di B. Mussolini e del mar.llo R. Graziani, il segretario generale dell'Esercito Emilio Canevari parte in volo per Berlino con la disposizione di massima di provvedere a formare quattro divisioni, traendone gli effettivi dai prigionieri italiani. Nessuno si sogna di dargli ordini o istruzioni per iscritto. A Berlino egli tratta con il gen. Buhle, capo di SM di Keitel, e si sente dire che, in linea di massima, le reclute dovranno raggiungere Berlino entro il 15 novembre. Tornato a riferire la novità a B. Mussolini scoppia la bomba.


17
, Città del Vaticano, l'ambasciatore del Reich presso la Santa sede, E.H von Weizsäcker, invia al suo governo un telegramma in cui dice:
«Sono in grado di confermare la reazione del Vaticano in seguito alla deportazione degli ebrei di Roma come vi ha riferito mons. Hudal [il direttore del Collegio germanico]. La Curia è particolarmente costernata, visto che tutto è avvenuto, per così dire, sotto le finestre del Papa. La reazione sarebbe probabilmente attenuata se gli ebrei venissero addetti al lavoro qui in Italia.
Gli ambienti a noi ostili di Roma traggono profitto da questo avvenimento per forzare il Vaticano a uscire dal suo riserbo. Si dice che i vescovi delle città francesi, dove si sono verificati incidenti analoghi, abbiano preso nettamente posizione. Il Papa, nella sua qualità di capo supremo della Chiesa e Vescovo di Roma, non potrà mostrarsi più riservato di loro.
Si fa non di meno un parallelo tra il temperamento più spiccato di Pio XI e quello del Papa attuale. La propaganda dei nostri nemici all'estero senza dubbio s'impadronirà anche di questo incidente per turbare le relazioni pacifiche che intercorrono tra noi e la Curia
».
[L'ambasciatore E.H von Weizsäcker, che rimarrà nella Città del Vaticano fino al 26 agosto 1946 (mentre l'ultimo diplomatico giapponese la lascerà già a gennaio), sarà condannato dal Tribunale di Norimberga a quindici anni di carcere per delitti contro l'umanità.]

Castel Gandolfo: vengono "internate" le autopompe dei vigili del fuoco di Roma;



19, Roma, il ministro guardasigilli dirama disposizioni con le quali viene stabilito che le sentenze e tutti gli altri provvedimenti giudiziari dei magistrati vengano emanati in nome della legge sostituendo così l'antica formula. Il ministro dispone inoltre:
- che la denominazione di Regno d'Italia negli atti e documenti e in tutte le intestazioni relative a questo Mnistero e agli uffici ad esso dipendenti sia sostituita dalla denominazione di Stato nazionale repubblicano d'Italia;
b) che le denominazioni di procuratore e procuratore generale del re siano sostituite con quelle di procuratore e procuratore generale di Stato e che siano soppressi gli attributi di Regio nelle intestazioni degli uffici e delle cariche dipendenti da questo Ministero;
c) che la denominazione di Ministero di Grazia e Giustizia sia sostituita da quella di Ministero della Giustizia.
La Gazzetta Ufficiale del Regno d'Italia uscirà regolarmente d'ora in poi con titolo di Gazzetta Ufficiale d'Italia.

Solo ora il conte Carlo Sforza, che come ex ambasciatore ed ex ministro degli Esteri è stato una delle figure più eminenti dell'antifascismo liberale, può ottenere dalle autorità alleate il permesso di rientrare in Italia con la intesa implicita, così ha affermato Churchill, che egli «si guadagnerà il biglietto di ritorno».
[Egli invece, contrariamente alle aspettative del Primo Ministro britannico, a dicembre…]

Castel Gandolfo: si registra un primo tentativo, subito respinto, da parte di ignoti di forzare il cancello; arrivano da Biella e Vercelli due camion vaticani che portano stoffe per i sinistrati di Roma;

20, Roma, Dichiarazione di princìpi del CLN centrale.

23, Castel Gandolfo: vengono accolti i Salesiani che erano rimasti isolati a Lanuvio;


24, Pistoia, primo bombardamento aereo da parte degli americani;

28, il barone E.H von Weizsäcker, ambasciatore tedesco presso la Santa Sede, scrive a Kappler e a Ritter un telegramma in cui si legge:
«Benché sollecitato da ogni parte, il Papa non si è lasciato convincere a esprimere ufficialmente qualsiasi riprovazione per le avvenute deportazioni degli ebrei di Roma.
Pur sapendo che tale suo atteggiamento in questa circostanza verrà severamente giudicato dai nostri nemici, e sarà sfruttato dagli ambienti protestanti dei paesi anglosassoni nella loro propaganda contro il cattolicesimo, egli si è comportato, in questa delicata circostanza, in modo da non turbare minimamente le relazioni con il governo tedesco e con gli ambienti tedeschi di Roma
».
[Lascerà il Vaticano solo il 26 agosto 1946. Sarà poi condannato come criminale di guerra dal Tribunale di Norimberga a quindici anni di carcere per delitti contro l'umanità.].

30, Castel Gandolfo: il mese si chiude con alcune disposizioni di emergenza: disciplina più rigorosa per i chierici; sistemazione di macchine e animali da macello; proibizione di usare il telefono; arriva anche mons. Fallani, addetto all'arte sacra, che chiede ospitalità per alcune opere d'arte; il pittore Ceracchini inizia a dipingere un Sacro Cuore; con lui sono anche Ferrazzi e Avenali.

SUD

Ottobre
, Napoli, le truppe alleate entrano in città.
[Lo stesso giorno è già operante l'Ufficio informazioni, la nuova struttura di intelligence a disposizione degli Alleati, facente capo al Comando supremo. È articolata su tre sezioni:
- Sezione organizzazione
[che, tra le altre cose, si occupa della selezione del personale e comprende l'Ufficio cifra);
- Sezione offensiva
[reclutamento informatori nell'Italia occupata e studio dei piani di sabotaggio.]
- Sezione controspionaggio
[difesa dagli attacchi esterni.]
Comandante di questo nuovo organismo è nominato il col. Pompeo Agrifoglio, ufficiale dell'esercito con lunghi trascorsi nel Sim (Servizio informazioni militare), il servizio segreto militare del regime fascista.]

2, Nola, mentre nella notte si è cominciato a sparare, al mattino arrivano i carri armati tedeschi: bastano poche cannonate per mettere a tacere le postazioni dei ribelli.
[71 insorti: 24 operai, 20 studenti, 3 contadini e 24 fra commercianti, impiegati del Comune, carabinieri, professionisti.]
[Si combatte e si muore anche in altri centri campani:
- Capua, viene impiccato Carlo Santagata, 15enne;
- Teverola, vengono fucilati 19 carabinieri;
- Bellona, 59 persone vengono condotte sull'orlo di un burrone e poi falciate dalla mitraglia perché un tedesco, violatore di donne, è stato ucciso dagli abitanti.
- Terra di Lavoro, i morti sono quasi cinquecento.]

Insurrezione di S. Maria Capua Vetere.

5, Insurrezione di Capua.

Lanciano (Chieti), gli insorti, giovani studenti e operai, aprono il fuoco su automezzi tedeschi in transito;

6, S. Spirito, nella sede del Comando alleato il mar.llo P. Badoglio si incontra con il gen. Alexander il quale, preso atto dell'avvenuta costituzione del primo raggruppamento motorizzato si dichiara favorevole al recupero di qualche altra unità.
Intanto nella prima settimana di ottobre il re prende contatto con le popolazioni della Puglia: visita Foggia, Cerignola (dove pochi giorni prima si è scoperta una fossa con undici salme di soldati trucidati dai tedeschi), Melfi, Matera e Trani, accolto ovunque con fervide manifestazioni di affetto; a Trani consegna medaglie al valore al vescovo, al vicario e al podestà, i quali, mentre i tedeschi si accingevano a fucilare 50 ostaggi si erano messe tra questi e il plotone di esecuzione riuscendo così a salvarli.

Lanciano (Chieti), le pattuglie tedesche, accompagnate dalle autoblindo escono a rastrellare.
I giovani insorti il giorno prima, vittime più della loro inesperienza che della bravura militare avversaria, vengono puniti ferocemente:
. Nicolino Trozzi, 15enne, viene ucciso dopo che ha sparato, allo scoperto, su una camionetta nemica;
. Trentino La Barba si lascia catturare presso la chiesa di S. Chiara; gli chiedono i nomi degli insorti, vogliono che indichi le loro case ma non parla. Un tedesco gli cava gli occhi e poi lo sventra;
. Bianco Vincenzo, ferito a morte in combattimento, viene poi finito con la mitragliatrice;
. Pierino Sammaciccia,
. ecc.
Si combatte fino a sera, anche i vecchi partecipano alla lotta. Muoiono combattendo undici giovani fra i 15 e i 31 anni.

Bari, il re pubblica un proclama [bla!, bla!] destinato ai marinai d'Italia; lo stesso giorno vengono lanciati dagli aerei manifestini di propaganda monarchica in cui si dice che il re non ha mai abbandonato l'Italia e… [bla!, bla!] «Viva il Re!»;

8
, il mar.llo P. Badoglio emana un proclama che vieta il libero arruolamento di volontari: solo l'Esercito può riceverli, armarli e istruirli;
dall'inizio del mese egli si è già incontrato due volte con il ten.gen. Frank Mason Mac Farlane e con Taylor i quali insistono perché dichiari guerra alla Germania ma egli ha risposto che il re ha espresso il suo rifiuto.

Intanto, mentre il governo del re preme sul Comando militare alleato perché limiti il numero di volontari, il prefetto di Napoli vieta l'affissione del bando di arruolamento ai "Gruppi combattenti Italia" promossi dagli amici di Croce e patrocinati dal capo dell'OSS William Donovan.

10, il mar.llo P. Badoglio ordina lo scioglimento di qualsiasi formazione di volontari;

11, il mar.llo P. Badoglio invia questa comunicazione all'ambasciatore Paulucci di Calboli che si trova a Madrid:

«Vostra Eccellenza è incaricato da S.M. il re di comunicare all'ambasciatore di Germania a Madrid, affinché lo partecipi al suo Governo, che di fronte ai continui e intensificati atti di guerra compiuti contro gli Italiani dalle forze armate tedesche, l'Italia si condisidera dalle ore 15 (ora di Greenwich) del giorno 13 ottobre in stato di guerra con la Germania».

12, da Lisbona D. Grandi invia una lettera a W. Churchill in cui ricorda che, dopo l'invasione tedesca della Polonia (settembre 1939) si era mosso per impedire che B. Mussolini entrasse in guerra con la Gran Bretagna. E accenna – fatto inedito – alla lettera che lo stesso leader inglese gli aveva scritto pochi giorni prima del 10 gugno 1940, incoraggiandolo a fare tutto il possibile per impedire il conflitto con l'Italia. Da quel momento, D. Grandi si era convinto che l'unica salvezza per l'Italia stesse nell'«abbattimento della dittatura del regime totalitario»
Il Foreign Office consiglia a W. Churchill di «non rispondere» alla lettera dell'ex gerarca italiano.

13, ore 15:00, l'Italia, ufficialmente in guerra con la Germania, è "nazione cobelligerante" degli Alleati.
[Non quindi di "alleata" a tutti gli effetti di Gran Bretagna e Stati Uniti.
Un altro dettaglio non di poco conto, destinato a condizionare da ogni punto di vista l'intera storia italiana dalla Resistenza almeno sino alla tragedia di Aldo Moro.]

16, Roma, il CLN (Comitato di Liberazione Nazionale), in un ordine del giorno steso da G. Gronchi, annuncia di non riconoscersi nel "governo Badoglio";
[Ma l'aspirazione degli antifascisti di partecipare al governo viene duramente osteggiata dagli Alleati.]
Grande rastrellamento degli israeliti romani (oltre 2000 arrestati e deportati)

Intanto agli inizi del mese le navi scelte dagli alleati per farle navigare con la bandiera italiana al loro servizio ritornano da Malta a Taranto; nello stesso tempo nel porto di Brindisi 5000 soldati e 2000 marinai italiani stanno alle dirette dipendenze degi anglosassoni, ridotti al rango di facchini.

19, Bari, altro proclama del re ai soldati… solito bla!bla!;
21, da Washington, con un messaggio, il Congresso degli Stati Uniti si congratula con il Popolo italiano per aver saputo abbattere il fascismo e per la sua ferma volontà di ricostruire il paese al quale gli americani intendono portare aiuto.
Lo stesso giorno W. Churchill, riferendosi a D. Grandi – alla cui lettera del 12 il Foreign Office gli ha consigliato di non rispondere –, annota:
«È un vero peccato, giacché Grandi potrebbe essere utile e servire con lealtà gli interessi delle Nazioni Unite [la coalizione contro le potenze dell'Asse].
Tra le personalità italiane, Grandi è un elemento di forza. […]
Negli ultimi quindici anni il suo comportamento è stato positivo e funzionale ai nostri interessi. Egli è l'uomo che ha affossato Mussolini
».
30, il gen. D.D. Eisenhower autorizza il governo italiano ad apprestare per il fronte la div.ne Legnano, una e unica, ma la sua utilizzazione viene sempre ostacolata, il suo materiale sottratto per altri usi e infine non si è più in grado di impiegarla. Non diminuiscono le difficoltà frapposte alla preparazione del I Raggruppamento motorizzato di cui era già stata decisa la costituzione e mobilitazione il 27 settembre a Lecce.
Lo stesso giorno il gen. Giuseppe Pavone e l'antifascista Raimondo Craveri, promotori della formazione "Gruppi combattenti Italia", devono prendere atto che il tentativo è fallito.

Il mar.llo P. Badoglio invita il re ad abdicare, ma la proposta è respinta;
SICILIA

1943
Ottobre
-




Partito comunista italiano
(Pci)

1943
Ottobre
14
, Nîmes, tutti i "resistenti", e cioè tutti i componenti del "collettivo comunista", compresi di due militanti "gollisti" vengono improvvisamente trasferiti in un altro penitenziario, a Eysses nei pressi di Tolone.
Una parte di questi cadrà nei campi di sterminio in Germania; altri vengono fucilati.
Eysses, provenienti anche da altri penitenziari, vengono qui concentrati circa 1.500 "resistenti".
[Per descrivere il trattamento praticato ai detenuti basti dire che ancora negli anni 1970 (data del libro della fonte) sarà vivo l' Amicale (sodalizio) de "Gli anziani detenuti nel penitenziario di Eysses".]
Nîmes, dopo questa partenza per Eysses, di comunisti ne rimangono solo tre:
. Giuliano Pajetta,
. Aristodemo Maniera,
. S. Schiapparelli [Willy].
[Solo per il fatto che il reato per cui erano stati condannati, anche se aveva radici politiche, era considerato reato comune.]
Oltre a loro tre, nel "nuovo Collettivo" rimangono una dozzina di detenuti, soprattutto giovani "reclutati" in carcere, tra cui un certo [Marin] di Marsiglia (ex dirigente del sindacato dei postelegrafonici, era stato condannato per mercato nero).
Nîmes, si ricomincia a riprendere i contatti con l'esterno per riallacciare i fili che si sono spezzati. I collegamenti li riannoda Aristodemo Maniera attraverso la sua compagna, una militante di origine spagnola che da Tolosa si trasferisce appositamente a Nîmes.

Padova, a fine mese si comincia a stampare anche un'edizione veneta de «l'Unità» (dato che le difficoltà di trasporto non permettono di avere che un numero limitato di copie dell'edizione stampata a Milano). Anche le copie stampate a Padova vengono diffuse in tutte le province del Veneto.
[De «l'Unità» usciranno 23 numeri con tiratura complessiva (cso i 16 numeri de «Il Lavoratore» ) di 300.000 copie (dati rilevati dopo la Liberazione).
Per la stampa dei giornali e dei manifestini, i comunsiti padovani dispongono di due tipografie clandestine:
I Tipografia con sede a:
- Arcella (fino al 16 dicembre 1943 e poi spostata in seguito al bombardamento della città), diretta dal tipografo Remo Turza;
- Limena, (in una casa di contadini – un nuovo bombardamento distrugge poi casa e materiali – fino al marzo del 1944;
- San Giorgio delle Pertiche (dal marzo 1944 fino alla Liberazione).
Oltre ai due giornali, la tipografia (alle dipendenze del "Triumvirato Insurrezionale Veneto") stampa saltuariamente il periodico dei partigiani «Il Combattente», quello dei Gruppi di Difesa della donna «Noi donne», e l'organo dei comunisti trentini «Il Proletario». In questa tipografia sono stampati anche una trentina di tipi di volantini, fra i quali in 10.000 copie quello contenente l'appello di Concetto Marchesi agli studenti universitari e numerose cartelle di sottoscrizione per il Pci e per il Movimento Partigiano.]
[II Tipografia.]


[Stefano Schiapparelli, Ricordi di un fuoruscito, Edizioni del Calendario, Milano 1971; con prefazione di Giorgio Amendola.]




OVEST
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1943
Ottobre

-

 


 

DOMINION OF CANADA
[Aggiunta alle altre province britanniche nel 1763, include la regione sulle due rive del fiume San Lorenzo grossolanamente delimitate da Anticosti a est e il Lago Nipissing a ovest.
Dal 7 nov 1763 la provincia (ex Canada francese) è stata divisa formalmente in tre distretti: Québec, Trois-Rivières, Montréal.
Nel 1791 la provincia è stata separata in due parti:
Basso Canada (francofoni) e Alto Canada (lealisti).
Nel 1841, con l'Act of Union sono stati nominati due primi ministri ma Canada Est e Canada Ovest continuano ad andare ognuna per la sua strada. Il sistema dura ben 25 anni (1842-67).
Nel 1867, 1° luglio, nasce ufficialmente la confederazione: Dominion of Canada.]
Dal 1931, nonostante lo «statuto di Westminster», in pratica il Foreing Office britannico continua a rappresentare il Dominion in quasi tutte le nazioni del mondo e formalmente i canadesi continuano ad essere cittadini britannici, fino all'approvazione della legge sulla cittadinanza nel 1946.
Governatore generale
Alexander A.F.W.A.C.G. Athlone
conte di Athlone
(1940 - 1946)
Primo ministro
W.L. Mackenzie King
(1935 23 ott - 15 nov 1948)
[liberale]

1943
Ottobre

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QUÉBEC
Primo ministro
J.-A. Godbout
(1939 nov - ago 1944)
[liberale]
Sindaco di Montréal
Camillien Houde
(1928 - 1954)
[liberale di destra]
Arcivescovo di Montréal
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Arcivescovo di Quèbec
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1943
Ottobre

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ONTARIO
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1943
Ottobre

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NEW BRUNSWICK
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1943
Ottobre

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NOVA SCOTIA
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1943
Ottobre

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MANITOBA [dal 1870]
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1943
Ottobre

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BRITISH COLUMBIA [dal 1858]
[nel 1866 ha incorporato l'Isola di Vancouver e dal 1871 fa parte della confederazione.]
Primo ministro della provincia
-

1943
Ottobre

-

 

ISOLA DEL PRINCIPE EDOARDO
[Dal 1873 fa parte della confederazione.]
Primo ministro della provincia
-

1943
Ottobre

-

 

TERRITORIO DELLO YUKON [creato nel 1898]
   
1943
Ottobre

-
ALBERTA [creata nel 1905]
   
1943
Ottobre

-
SASKATCHEWAN [creata nel 1905]
   
1943
Ottobre

-
[Luca Codignola-Luigi Bruti Liberati, Storia del Canada, Bompiani 1999.]

 

TERRANOVA
- 1867-1934, rimane Dominion autonomo.
- 1934, torna allo status di colonia dipendendo intieramente dalla Gran Bretagna sul piano politico ed economico.
Governatore
(1934 - 1949)
[governo commissariato]

1943
Ottobre

-

 

 

UNIONE degli STATI UNITI d'AMERICA
Presidente degli Stati Uniti
F.D. Roosevelt [32°]
(1933 4 mar - 12 apr 1945)
[Pd]
Vicepresidente
H.A. Walface
(? - ott 1944)
Segretario di Stato
[Ministro degli Esteri]
-
Ministro del Tesoro
-
Ministro della Guerra
-
Presidente della Corte Suprema
H.F. Stone
(1941 3 lug - 22 apr 1946)

1943
Ottobre

continua la grande offensiva americana iniziata in giugno nel sud Pacifico;

2, in una conferenza stampa il presidente afferma di "mirare alla liberazione di Roma, del Vaticano e del Papa dalla dominazione nazista" usando in proposito il termine "crociata" e assicurando che faranno tutti gli sforzi per evitare danni a Roma; questo ovviamente è legato all'atteggiamento del nemico;


sbarco anglo-americano in Sicilia;

 

[Maldwyn A. Jones, Storia degli Stati Uniti, Bompiani 1984.]

 




FBI
(Federal Bureau of Investigation)
- Direttore: John Edgar Hoover (1924-72)

1943
Ottobre

-

 

 

[01] DELAWARE [dal 7 dicembre 1787] - cap. Dover
[Primo stato a ratificare la Costituzione degli Stati Uniti d'America.
Non esistono collegamenti fra chiesa e stato e una grande libertà religiosa si è affermata sin dall'inizio.]
Governatore
-

1943
Ottobre

-

 

[02] PENNSYLVANIA [dal 12 dicembre 1787] - cap. Harrisburg
[Non esistono collegamenti fra chiesa e stato e una grande libertà religiosa si è affermata sin dall'inizio.]
Governatore
-

1943
Ottobre

-

 

[03] NEW JERSEY [dal 18 dicembre 1787] - cap. Trenton
[Non esistono collegamenti fra chiesa e stato e una grande libertà religiosa si è affermata sin dall'inizio.]
Governatore
-

1943
Ottobre

-

 

[04] - [04] GEORGIA [dal 2 gennaio 1788] - cap. Atlanta
[Già ammesso nell'Unione nel 1780 ma ratificato solo il 2 gennaio 1788.
Riammesso al Congresso il 30 marzo 1870.]
Governatore
-
-

1943
Ottobre

-

[05] CONNECTICUT [dal 4 gennaio 1788] - cap. Hartford
Governatore
-

1943
Ottobre

-

[06] MASSACHUSETTS [dal 6 febbraio 1788] - cap. Boston
Governatore
-

1943
Ottobre

-

[07] MARYLAND [dal 28 aprile 1788] - cap. Annapolis
Governatore
-

1943
Ottobre

-

[08] - [01] SOUTH CAROLINA [dal 23 maggio 1788] - cap. Columbia
Governatore
-
-

1943
Ottobre

-

[09] NEW HAMPSHIRE [dal21 giugno 1788] - cap. Concord
Governatore
-

1943
Ottobre

-

[10] - [08] VIRGINIA [dal 26 giugno 1788]- cap. Richmond
[Riammesso al Congresso il 30 marzo 1870]
Governatore
-
-

1943
Ottobre

-

[11] NEW YORK [dal 26 luglio 1788] - cap. Albany
[L'anglicanesimo è la religione di stato in quattro contee.]
Governatore
-

1943
Ottobre

-

[12] - [09] NORTH CAROLINA [dal 21 novembre 1789] - cap. Raleigh
[Tratto di terre immediatamente a sud della Virginia, attorno allo stretto di Albemarle.]
Governatore
-
-

1943
Ottobre

-

[13] RHODE ISLAND [dal 29 maggio 1790] - cap. Providence
Governatore
-

1943
Ottobre

-

[14] VERMONT [dal 4 marzo 1791] - cap. Montpelier
Governatore
-

1943
Ottobre

-

[15] KENTUCKY [dal 1° giugno 1792] - cap. Frankfort
Governatore
-
-

1943
Ottobre

-

[16] - [10] TENNESSEE [dal 1° giugno 1796] - cap. Nashville
[Riammesso all'Unione dall'aprile 1866.]
Governatore
-
-

1943
Ottobre

-


[17] OHIO [dal 1° marzo 1803] - cap. Columbus
Governatore
-
-

1943
Ottobre

-

[18] - [05] LOUISIANA [dal 30 aprile 1812] - cap. Baton Rouge
- 1819, Trattato Adams-Onís: stabilisce il confine con il MESSICO spagnolo: va dal fiume Sabine, nel TEXAS orientale, fino al 42° parallelo (futuro confine settentrionale della CALIFORNIA) e da quel punto, verso ovest, fino al Pacifico.
Governatore
-
-

1943
Ottobre

-

[19] INDIANA [dal 11 dicembre 1816] - cap. Indianapolis
Governatore
-
-

1943
Ottobre

-

[20] - [06] MISSISSIPPI [dal 10 dicembre 1817] cap. Jackson
[Riammesso al Congresso il 30 marzo 1870]
Governatore
-
-

1943
Ottobre

-

[21] ILLINOIS [dal 3 dicembre 1818] - cap. Springfield
-
Governatore
-
-

1943
Ottobre

-

[22] ALABAMA [dal 14 dicembre 1819] - cap. Montgomery
[Dal 18 ottobre 1867 sotto la sovranità degli Stati Uniti.]
Governatore
-

1943
Ottobre

-

[23] MAINE [dal 15 marzo 1820] - cap. Augusta
-
Governatore
-
-

1943
Ottobre

-

[24] MISSOURI [dal 10 agosto 1821] - cap. Jefferson City
Governatore
-
-

1943
Ottobre

-

[25] - [11] ARKANSAS [dal 15 giugno 1836] - cap. Little Rock
Governatore
-
-

1943
Ottobre

-

[26] MICHIGAN [dal 26 gennaio 1837] - cap. Lansing
Governatore
-
-

1943
Ottobre

-

[27] - [03] FLORIDA [dal 3 marzo 1845] - cap. Tallahassee
Tra il 1810 al 1813 gli Stati Uniti hanno inglobato la maggior parte della Florida occidentale, la scia costiera che corre da New Orleans a Mobile, ma una buona parte della colonia, unitamente a tutta la Florida orientale, cioè la penisola, resta ancora sotto il dominio spagnolo.
Nel 1819, con il Trattato Adams-Onís è stata completamente ceduta agli Stati Uniti dalla Spagna.
Nel 1868 è rientrata a far parte dell'Unione.]
Governatore
-
-

1943
Ottobre

-

[28] - [07] TEXAS [dal 29 dicembre 1845] - cap. Austin
Governatore
-
-

1943
Ottobre

-

[29] IOWA [dal 28 dicembre 1846] - cap. Des Moines
Governatore
-
-

1943
Ottobre

-

[30] WISCONSIN [dal 29 maggio 1848] - cap. Madison
Governatore
-
-

1943
Ottobre

-

[31] CALIFORNIA [dal 9 settembre 1850] - cap. Sacramento
Governatore
-

1943
Ottobre

-

[32] MINNESOTA [dall'11 maggio 1858] cap. Saint Paul
Governatore
-
-

1943
Ottobre

-

[33] OREGON [dal 14 febbraio 1859] - cap. Salem
- 1845, alla fine dell'anno i 5000 coloni americani dell'Oregon organizzano un governo provvisorio e chiedono la fine del regime di occupazione comune e l'esclusiva giurisdizione americana.
- 1848, diventa territorio autonomo.
Governatore
-
-

1943
Ottobre

-

[34] KANSAS [dal 28 gennaio 1861] - cap. Topeka
Governatore
-
-

1943
Ottobre

-

[35] WEST VIRGINIA [dal 19 giugno 1863] - cap. Charleston
Governatore
-
-

1943
Ottobre

-

[36] NEVADA [dal 31 ottobre 1864] - cap. Carson City
[Il 2 marzo 1861 il suo territorio era stato separato da quello dell'UTAH.]
Governatore
-

1943
Ottobre

-

[37] NEBRASKA [dal 1° marzo 1867] - cap. Lincoln
Governatore
-
-

1943
Ottobre

-

[38] COLORADO [dal 1° agosto 1876] - cap. Denver
[Territorio autonomo dal 28 febbraio 1861.]
Governatore
-

1943
Ottobre

-

[39] NORTH DAKOTA [dal 2 novembre 1889] - cap. Bismarck
Governatore
-
-

1943
Ottobre

-

[40] SOUTH DAKOTA [dal 2 novembre 1889] - cap. Pierre
Governatore
-
-

1943
Ottobre

-

[41] MONTANA [dall'8 novembre 1889] - cap. Helena
[cap.li: fino al 1865 Bannack, fino al 1875 Virginia City.]
Governatore
-
-

1943
Ottobre

-

[42] WASHINGTON [dall'11 novembre 1889] - cap. Olympia
Governatore
-
-

1943
Ottobre

-

[43] IDAHO [dal 3 luglio 1890] - cap. Boise
[Territorio autonomo dal 24 marzo 1863 con cap. Boise.
Inizialmente, fino al 7 dicembre 1864, la capitale era Lexinton.]
Governatore
-
-

1943
Ottobre

-

[44] WYOMING [dal 10 luglio 1890] - cap. Cheyenne
Governatore
-
-

1943
Ottobre

-

[45] UTAH [dal 4 gennaio 1896] - cap. Salt Lake City
[Territoro annesso nel 1850.
Dal 2 marzo 1861 si è staccato il Territorio del NEVADA.]
Governatore
-
-

1943
Ottobre

-

[-] Territorio delle HAWAII [dal 7 luglio 1898] - cap. Honolulu
 
Governatore
-
-

1943
Ottobre

-

[46] OKLAHOMA [dal 16 novembre 1907] - cap. Oklahoma City
[Territorio autonomo dal 2 maggio 1890.
Con l'annessione di questo nuovo stato gli indiani sono stati espropriati del loro territorio di riserva "permanente". ]
Governatore
-
-

1943
Ottobre

-

[47] NEW MEXICO [dal 6 gennaio 1912] - cap. Santa Fe
[Territorio autonomo dal 1846.]
Governatore
-
-

1943
Ottobre

-

[-] Territorio dell'ALASKA [dal 1912] - cap. Juneau
[1867, 9 aprile, il senato ratifica l'atto d'acquisto del territorio dalla Russia per 7,2 Mni di dollari;
18 ottobre [Alaska day], avviene il passaggio di sovranità;
1884, diviene un distretto dell'Oregon;
1898, viene scoperto l'oro: questo fatto provoca una vera e propria invasione di cercatori d'oro; altro oro viene poi scoperto nel vicino Klondike, territorio canadese, e l'Alaska è utilizzata come base di partenza per i cercatori.]
Governatore
-
-

1943
Ottobre

-

[48] ARIZONA [dal 14 febbraio 1912] - cap. Phoenix
[Territorio autonomo dal 1863, ma fino al 1886 non ci fu pace con gli Indiani.]
Governatore
-
-

1943
Ottobre

-


a

 

 



1943
Ottobre
GRANDI ANTILLE
- Presidente della repubblica
[mentre dal 1903 gli Stati Uniti hanno una loro base militare a Guantánamo, dal 1934 hanno rinunciato al diritto formale d'intervento stabilito dall'emendamento Platt]
1943
Ottobre

-
Haiti
-
?
(? - ?)
1943
Ottobre

-
- Presidente della repubblica
?
(? - ?)
1943
Ottobre

-
- Governatore
?
(?-?)
[colonia britannica dal 1866]
1943
Ottobre

-


1943
Ottobre
Estados Unidos Mexicanos
(Stati Uniti del Messico)
[repubblica federale]
- Presidente della repubblica federale
Manuel Avila Camacho
(1940 - 1946)
[Partido de la revolución mexicana]

1943
Ottobre

il paese, anche se solo nominalmente, è impegnato nel secondo conflitto mondiale a fianco degli alleati;



1943
Ottobre
Repubblica dell'America centrale
(1921)
- Presidente
-
1943
Ottobre

-



1943
Ottobre
- Capo del governo
-
gen. Jorge Ubico
(1931 - 1944)
(formalmente indipendente dal 1847)
1943
Ottobre

-


1943
Ottobre
- Presidente
gen. Maximiliano Hernández Martínez
(1931 - ?)
1943
Ottobre

nella seconda guerra mondiale il paese si mantiene rigorosamente neutrale;

1943
Ottobre
Honduras
- Dittatore
T. Carias Andino
(1932 - 1949)
1943
Ottobre

-


1943
Ottobre
- Presidente
gen. Anastasio Somoza Debayle
(1937 - 1956)
[dal 1937 le forze guerrigliere si oppongono alla dittatura della famiglia Somoza]
1943
Ottobre

-

1943
Ottobre
- Presidente della repubblica
?
(? - ?)
[liberale]
1943
Ottobre

ritorna ora il regime liberale;

1943
Ottobre
República de Panamá
(indipendente dal 1903)
- Presidente della repubblica
?
(1903 - ?)
1943
Ottobre

-




1943
Ottobre
- Presidente
-
[presidenze di E. Olaya Herrera, di A. López Pumarejo e di altri]
1943
Ottobre

ripristinato il regime di separazione fra stato e chiesa, i presidenti liberali tentano, con alterno successo, di avviare il paese verso un regime di democrazia rappresentativa, mentre in politica estera essi si allineano sempre più con gli Stati Uniti (la cui influenza nella vita economica del paese si va sempre più estendendo).

1943
Ottobre

- Presidente della repubblica

?
(1936 - ?)
[dal 1903 fino al 1938 decine di migliaia di oppositori vengono incarcerati o esiliati.]
1943
Ottobre

Una graduale trasformazione del regime militare condotta tra la fine degli anni Trenta e l'inizio degli anni Quaranta da due generali di origine andina (E.L. Contreras, poi, dal 1941, I. Medina Angarita) consentono un certo sviluppo del movimento sindacale e dell'opposizione non marxista, schierando il Venezuela accanto gli Stati Uniti durante la seconda guerra mondiale.



1943
Ottobre
República del Ecuador

- Presidente della repubblica

J.M. Velasco Ibarra
(1934 - ?)
[velasquismo]
[deposto prima della scadenza del mandato]
1943
Ottobre

il protocollo di Rio de Janeiro non ha delimitato con precisione la linea di confine, nella zona della cordigliera del Cóndor;
dalla conferenza di Rio de Janeiro il paese dipende sempre più dagli Stati Uniti che hanno ottenuto anche la cessione di basi militari;
tutto ciò ha contribuito al fallimento dell'esperienza populista;



1943
Ottobre

- Presidente della repubblica

O.R. Benavides
(? - 1939)
(Repubblica indipendente dal 1827)
1943
Ottobre

la crisi economica del 1929-31 ha causato la restaurazione militare e la messa fuori legge del partito radicalpopulista
APRA (Alianza Popular Revolucionaria Americana), fondato da V.R. Haya de la Torre;


1943
Ottobre

- Presidente della repubblica

?
(?-?)
1943
Ottobre

un nuovo blocco di forze della sinistra, raggruppando accanto alla piccola borghesia radicale strati di operai e di contadini, ha dato vita nel 1941 al MNR (Movimento nazionalista rivoluzionario) sotto la guida di V. Paz Estenssoro.

1943
Ottobre

- Presidente della repubblica

J.A. Ríos Morales
(1941 - 1946)
[Frente Popular]
- Ministro della sanità
-
1943
Ottobre

il presidente attua una politica di riforme sociali ed economiche che consentono una ripresa dello sviluppo a vantaggio specialmente dei ceti medi;

1943
Ottobre
dal 1816 divise nelle tre colonie:
Guyana Britannica [dal 1928 ha un proprio governo rappresentativo]

- Governatore

?
(? - ?)
1943
Ottobre

-
Suriname (olandese)

- Governatore

?
(? - ?)
1943
Ottobre

-
Guyane Française
[già sede di una colonia penitenziaria e poi, dal 1852,
di un bagno penale (fino al 1945)]

- Governatore

?
(? - ?)
1943
Ottobre

-


1943
Ottobre

- Dittatore

Getulio Dornelles Vargas
(1937 - ott 1945)
[dal 1937 vige il cosiddetto Estado Nôvo, ispirato al modello corporativo-fascista portoghese]
1943
Ottobre

rivolta contadina di Caldeirão (1936-38);



1943
Ottobre

- Dittatore

gen. H. Morinigo
(1940 - 1948)
1943
Ottobre

il generale H. Morinigo abolisce le riforme appoggiandosi ai ceti conservatori e favorendo così l'industrializzazione e l'espansione economica;


1943
Ottobre

- Presidente della repubblica
[dittatore]

gen. P.P. Ramírez
(1943 giu - feb 1944)
[nazionalista]
1943
Ottobre

Buenos Aires,

 



Patagonia
1943
Ottobre

-

1943
Ottobre
- capo militare
A. Baldomir
(1938 - 1943)
1943
Ottobre

Montevideo, seconda guerra mondiale: il paese è entrato in guerra a fianco degli Stati Uniti d'America;



1943
Ottobre
CINA
-
Repubblica Cinese

presidente della repubblica

Chiang Kai-shek
(1935 dic - gen 1949)

[i giapponesi hanno già occupato la Manciuria, Jehoi (provincia nordorientale della Cina), Chahar e Sui-yüan;
guerra cino-giapponese (1937-45): col pretesto della situazione bellica, Chiang Kai-shek riDuce al silenzio ogni forma di opposizione interna; il Kuomintang (KMT), di cui è ora diventato presidente, nel giro di un ventennio si è trasformato da forza progressista in baluardo della conservazione.]
1943
Ottobre

-
Repubblica sovietica cinese
degli operai e dei contadini

(Repubblica di Kiangsi - Cina meridionale)
presidente del PCC (Partito comunista cinese)
Mao Tse-tung
(1935 - 1949)
1943
Ottobre

-

a


1943
Ottobre
DAE HAN
(Corea)
[lo stato coreano ha cessato di esistere come entità autonoma nel 1910 essendo stato annesso dal Giappone;
la dominazione di Tokyo è improntata a uno spietato regime poliziesco;
è attivo comunque un movimento di resistenza nazionale che dal 1931 organizza la guerriglia antigiapponese.]
1943
Ottobre

la conferenza interalleata del Cairo decide di restaurare l'indipendenza e l'integrità territoriale della penisola all'indomani del conflitto;

a


1943
Ottobre
Vietminh
Viet Nam Doc Lap Dong Minh
(Lega per l'indipendenza del Vietnam)
II Guerra Mondiale (1941-45)
1942
Dicembre
-

a





1943
Ottobre
(periodo Showa: 1926-45)
Giappone

Hirohito

(Tokyo 1901-1989)
figlio di Yoshihito;
1921-26, reggente;
1926-45, imperatore del Giappone;



1943
Ottobre

II Guerra Mondiale (1941-45): da alcuni mesi gli Stati Uniti sono passati al contrattacco infliggendo gravi perdite ai giapponesi;

a





1943
Ottobre
[colonia spagnola dal 1900, con capitale Villa Cisneros già protettorato dal 1884, le è stata annessa militarmente nel 1934 la regione di Saguia el Hamra]
-
-
1943
Ottobre

-


1943
Ottobre
MAROCCO
[dal 1912 il paese è un protettorato della Francia che ha riconosciuto alla Spagna una zona di sua spettanza (Rif, Ifni, Tarfaya);
con la convenzione di Parigi la città di Tangeri è stata internazionalizzata con un proprio statuto autonomo.]
mentre il paese continua ad opporre una strenua resistenza alla "pacificazione", egli si avvicina decisamente a quei movimenti che reclamano una maggiore autonomia del Marocco, non nascondendo le sue simpatie per l'Istiqlal o Partito dell'indipendenza attorno a cui si riunisce gran parte delle forze autonomistiche; dal canto suo la Francia ha creato una residenza militare che lascia insoddisfatta ogni istanza autonomista;
Maometto V
-

(Fez 1909 - Rabat 1961)
figlio di Mulay Yusuf;
1927-57, sultano del Marocco;
[alla morte del padre]

1957-61, re del Marocco;

1943
Ottobre

seconda guerra mondiale (1940-45)
-


1943
Ottobre
Algeria
-
-
1943
Ottobre

mentre ad Algeri nel 1942 si è costituito il primo governo provvisorio della Francia libera, F. 'Abbas fonda l'Unione democratica del manifesto algerino;

1943
Ottobre
TUNISIA
[protettorato francese dal 1883, anche se il bey conserva formalmente le sue prerogative]
il Neo-Destur (presidente: M. Matari; segretario generale: H. Bourghiba, in carcere 1934-36 e 1938-42), che dal 1934 si è posto come obiettivo la fine del protettorato, riceve come risposta una politica forte da parte delle autorità francesi che proibiscono i partiti nazionalisti, ne internano i principali dirigenti senza tuttavia arrestare la crescita del movimento;
H. Bourghiba, rientrato clandestinamente in patria dopo la liberazione dal carcere di Marsiglia, assume la direzione del Neo-Destur, divenendone segretario generale e poi presidente;
1943
Ottobre

-

1943
Ottobre
LIBIA
[nome romano riesumato durante il conflitto per indicare le due regioni della Tripolitania e della Cirenaica]
- da fine gennaio 1943 tutta la Libia è in mano agli inglesi -

1943
Ottobre

seconda guerra mondiale (1940-45)
-

Muhammad Idris al-Mahdi al-Sanusi
-

(Giarabub 1890 - Il Cairo 1983)
1917-22, capo della confraternita dei Senussi;
1923-48, è costretto all'esilio;


1948, emiro di Cirenaica;
1950-69, re di Libia(Idris I);



1943
Ottobre
Faruk  
(Il Cairo 1920 - Roma 1965)
figlio di re Fu'ad I;
1936-52, re d'Egitto;
con a fianco il primo ministro Nahhas Pascià, vecchio leader wafdista insediato dagli inglesi, dal 1942 è è costretto ad appoggiare apertamente gli Alleati;

1951-52, re d'Egitto e del Sudan;
1943
Ottobre

-


1943
Ottobre
Sudan
[dalla convenzione del 18 gennaio 1899, il paese è stato costituito in "condominio" anglo-egiziano, di fatto in possedimento britannico;
dal 1924 la White Flag League fondata da Ali Abd al-Latif (condannato a tre anni in carcere lo stesso anno) ha abbandonato il programma unitario della Valle del Nilo e adottato una nuova strategia orientata verso l'obiettivo di una nazione sudanese autonoma.]
-
?
(?-?)
1943
Ottobre

-


1943
Ottobre
Guinea-Bissau
[colonia autonoma portoghese dal 1879, i suoi confini (rettilinei e artificiosi di evidente origine coloniale) con l'Africa Occidentale Francese sono stati regolati nel 1896.]
-
?
(?-?)
1943
Ottobre

-


1943
Ottobre
Africa Occidentale Francese
(AOF – 1895-1958)

[possedimenti retti, dal 1895, da un governatore generale, dipendente dal ministero delle colonie, in forma accentuatamente centralizzata]

- Governatore generale
?
(? -?)
Senegal [sotto controllo francese dal 1817, sottomesso e pacificato dal 1865.] cap. Dakar.
1943
Ottobre

-
Mauritania [protettorato francese dal 1904, il territorio vi è stato annesso dal 1920 ma le autorità coloniali non verranno mai completamente a capo dello spirito d'indipendenza mauro]
1943
Ottobre

-
Sudan francese [ex Senegal-Niger dal 1904, nel 1921 è tornato al suo nome originario.]
1943
Ottobre

-
Alto Volta [1932-47, la colonia è soppressa e smembrata tra Costa d'Avorio, Sudan Francese e Niger]
1943
Ottobre

-
Niger [completamente colonizzato dal 1920] cap. Zinder.
1943
Ottobre

-
Guinea Francese [protettorato francese dal 1889, è sorta la città di Conakry nel 1890; colonia francese dal 1891;
con l'acquisizione dell'isola di Los nel 1904 ha assunto il suo assetto territoriale definitivo.]
1943
Ottobre

-
Costa d'Avorio [colonia francese dal 1893.]
1943
Ottobre

-
Dahomey [annesso dal 1899 ma, completamente, dal 1916]
1943
Ottobre

-
Nel gennaio 1943, truppe francesi "libere" hanno rioccupato tutte le colonie francesi nell'Africa occidentale e nel Madagascar.

1943
Ottobre
Sierra Leone
[colonia inglese dal 1808.]
- Governatore
?
(?-?)
1943
Ottobre

-

1943
Ottobre
[ex Monrovia, è una repubblica indipendente dal 1847, con una costituzione modellata su quella statunitense ma con il predominio dell'elemento nero-americano su quello autoctono;
nel 1857 al paese si è unita l'ex colonia formatasi a capo delle Palme nel 1833.]
-
-
1943
Ottobre

-


1943
Ottobre
Costa d'Oro
[colonia della corona britannica dal 1874; nel 1922 si è ingrandita con l'annessione dell'ex Togo tedesco, la parte occidentale (Togoland) del territorio;]
- Governatore
-
1943
Ottobre

-

1943
Ottobre
Togo
[sotto mandato francese dalla fine della prima guerra mondiale, dal 1922 il territorio comprende solo la parte orientale dell'ex Togo tedesco e mantiene una distinta fisionomia giuridica.]
?
(?-?)
1943
Ottobre

-


1943
Ottobre
comprende i due ex protettorati britannici;
all'unità amministrativa della federazione non corrisponde tuttavia una reale integrazione etnico-culturale del paese;
Nigeria settentrionale [territori haussa, riuniti dal 1900]
-
-
1943
Ottobre

-

Nigeria Meridionale [territori degli Oil Rivers (dal 1849), di Lagos (dal 1861) e Benin (dal 1897), riuniti dal 1906]
-
-
1943
Ottobre

all'unità amministrativa della federazione non corrisponde tuttavia una reale integrazione etnico-culturale del paese, resa ora, nel primo dopoguerra, ancora più improbabile dall'accessione, sotto mandato britannico, di un quinto del Camerun tedesco;
ulteriori elementi di divisione si portano avanti dal 1922;






1943
Ottobre
Camerun
[dal 1920 l'ex protettorato franco-britannico è diviso in due mandati coloniali previsti dal trattato di Versailles]
Njoya
-
(? - ?) c
1883-1933, re dei bantu;

Mandato (1) [alla Gran Bretagna, la porzione nordorientale, circa un quinto del paese]
1943
Ottobre

-
Mandato (2) [alla Francia, il resto (ha recuperato anche i territori ceduti nel 1911)]
1943
Ottobre

dal 27 agosto 1940 ha aderito alla Francia libera;

1943
Ottobre
Africa Equatoriale Francese
(1910-1958)
1910, la Francia crea questa nuova unità amministrativa che, pur mantenendo a Brazzaville la sede del governatore generale, è divisa in quattro ripartizioni:
Medio Congo [ex Congo Francese]
-
1943
Ottobre

André Matsua, fondatore nel 1925 della Société amicale des originaires de l'Afrique Equatoriale Française e finora sopravvissuta nella clandestinità, si trova ora arruolato nell'esercito francese;
nuovamente arrestato sotto l'imputazione di "intelligenza col nemico" è ricondotto a Brazaville. Qui tutti gli esponenti del movimeno amicale, divenuti fautori sempre più decisi delle rivendicazioni autonomiste delle popolazioni Bakongo, sono condannati a morte e fucilati.

Gabon [già assorbito dal Congo Francese nel 1888 e ora separato]
-
1943
Ottobre

-
Ubangi Sciari (Oubangui-Chari) [ex Impero Centrafricano, diventato colonia francese dal 1905]
-
1943
Ottobre

-
Ciad [pur annesso dalla Francia, la resistenza all'interno continuerà fino al 1917]
-
1943
Ottobre

Durante la seconda guerra mondiale la colonia aderisce alla Francia libera.




1943
Ottobre
Congo Belga
[colonia dello stato belga dal 1908]
(capitale: Lépoldville)
[il territorio dello Zaire, già sede (ancor prima dell'arrivo dei portoghesi) di importanti regni autoctoni quali quello del Congo, di Kuba, Luba, Lunda:
- nel 1880 è stato posto sotto il controllo dell'Associazione internazionale per il Congo, promossa da Leopoldo II re del Belgio;
- 1885-1908, sotto la sovranità (esercitata a titolo personale) di Leopoldo II re del Belgio.]
Governatore
-
1943
Ottobre

Nel periodo tra le due guerre vengono estese le piantagioni ed avviato lo sfruttamento delle ricchissime risorse minerarie, senza che ciò comporti alcun miglioramento del livello di vita delle popolazioni indigene e delle condizioni igienico-sanitarie.
Katanga [regione sudorientale, annessa militarmente dai belgi nel 1891 sotto l'egida della Compagnie du Katanga istituita da re Leopoldo II.]
1942
Ottobre

nella zona dell'attuale Jadotville, la Union Minière:
- nel 1917, a Likasi, ha aperto un'altra grande miniera di rame (dopo quella iniziale a Elisabethville);
- nel 1921, a Panda, ha installato un concentratore di minerale;
- nel 1928, a Shituru, ha inaugurato un nuovo complesso industriale, di gran lunga il maggiore del Congo e fra i più imponenti dell'intera Africa.
ll complesso industriale [intitolato a Jean Jadot] forma una delle capitali mondiali del rame.
Ruanda-Urundi [dal 1919 sotto amministrazione belga, nel 1925 è stato annesso alla colonia.]
1943
Ottobre

-
Ruanda: capitale Nyanza. Il mwami=re Mutara III [Charles, Léon, Pierre Rudahigwa], re dei vatussi, lascia il paganesimo per convertirsi al cattolicesimo.
[Più tardi si recherà a Roma in visita a Pio XII].







1943
Ottobre
-
ETIOPIA
[Abissinia: con il termine si intende indicare la regione etiopica (comprendente il Tigré, lo Scioà, l'Amara e il Goggiam) che si estende a Nord del fiume Auasc e dello spartiacque tra l'Omo e l'Abbai]
-

(Harar 1891 - † 1975)
Tafari Makonnen, figlio del principe Makonnen e nipote di Menelik II;
1930-75, imperatore di Etiopia;
negus neghesti
(re dei re);
1943
Ottobre

da maggio 1941 è rientrato insieme alle truppe inglesi ad Addis Abeba;

ERITREA

1943
Ottobre

dopo lo sfaldamento coloniale italiano, dal 1941 segue le sorti dell'Etiopia;





1943
Ottobre
SOMALIA
1943
Ottobre

L'integrazione amministrativa da parte degli inglesi dei due territori ex Somalia Britannica ed ex Somalia Italiana, favorisce l'aggregazione delle forze nazionaliste nel partito Somali Youth League (Lega dei Giovani Somali) avviando il movimento indipendentista;
Somalia Francese [colonia francese dal 1896]
il porto di Gibuti (1888) è collegato per ferrovia alla capitale etiopica Addis Abeba (1897-1917);
[situata in territorio dancalo e non propriamente somalo]
1943
Ottobre

-

1943
Ottobre
Africa Orientale Britannica
(IBEAImperial British East Africa)
Uganda [protettorato britannico dal 1894]
-
-
1943
Ottobre

formalmente diviso in quattro regni federati, è uno dei possedimenti più prosperi della Gran Bretagna in Africa;

Kenya [nome ufficiale solo dal 1920]
-
-
1943
Ottobre

sono appena arrivate in Kenia la II e la V brigata sudafricana e il gen. Cunningham comincia a costituire la 1ª div.ne sudafricana (gen. Brink);



1943
Ottobre
Africa Orientale Tedesca
(Deutsch-Ost-Afrika)
Ruanda-Urundi
-
-
1943
Ottobre

[dal 1919 il Burundi con il contiguo regno del Ruanda sono sotto l'amministrazione belga [Mandato B].
il territorio viene annesso al Congo Belga;
Tanganica [dalla fine del primo conflitto mondiale (novembre 1918) il territorio è attribuito dalla Società delle Nazioni in mandato [Mandato B] alla Gran Bretagna che concede una relativa autonomia interna.]
-
-
1943
Ottobre

-

1943
Ottobre
Zanzibar
[protettorato (assieme all'isola di Pemba) dal 1890 e colonia dal 1913 della corona britannica]
-
-
1943
Ottobre

-


1943
Ottobre
Angola
- Governatore
?
(? - ?)

1943
Ottobre

-


1943
Ottobre
Rhodesia
1943
Ottobre

ribattezzato Rhodesia dal 1895 in onore di Cecil J. Rhodes;
dal 1890 la British South Africa Chartered Co., società fondata da Cecil J. Rhodes, ha ottenuto da re LoBenguella la concessione esclusiva di sfruttamento venticinquennale del territorio del protettorato sui maTabele;
Rhodesia del Nord-Ovest [protettorato dal 1899, dal 1914, è uno dei più poveri possedimenti britannici]
-
-
1943
Ottobre

passata ora sotto il controllo statale, mantiene lo status di protettorato, dipendendo dal Foreign Office e restando in gran parte sotto il controllo della Compagnia ; [vedi 1948]

Rhodesia del Sud [protettorato dal 1911]
-
-
1943
Ottobre

passata sotto il controllo statale nel 1923, si è rifiutata d'integrarsi nell'Unione Sudafricana divenendo colonia autonoma della corona e godendo così di maggiore libertà amministrativa; a forte immigrazione bianca, adotta una legislazione razziale analoga a quella sudafricana (apartheid) sancendo la completa esclusione dell'elemento indigeno dalla vita politica del paese;
[la situazione rimane così fino al secondo dopoguerra: vedi 1953]


1943
Ottobre
[l'ex territorio Malawi, protettorato britannico dal 1891, che aveva assunto formalmente il nome British Central Africa
nel 1893, ha assunto questo nuovo nome nel 1907]
-
-
1943
Ottobre

sin dall'inizio del secolo fermenti antibritannici sono già sorti e ora si diffondono a causa dell'indiscriminata diffusione delle piantagioni coloniali a scapito delle colture alimentari per il fabbisogno della popolazione (in costante aumento);
gli inglesi devono far fronte ad una sollevazione popolare guidata dal pastore protestante nero John Chilembwe;
[vedi 1944]


1943
Ottobre
Mozambico
[già nel 1891 il Portogallo completava la conquista delle regioni interne ma solo nel 1915 è riuscito a pacificarle;
nel 1923 ha integrato il triangolo di Kionga, già possedimento tedesco sino alla fine della prima guerra mondiale.]
-
?
(? - ?)
1943
Ottobre

-


1943
Ottobre
Madagascar
(Imérina)
[annesso alla Francia dal 1896]
- Governatore
Cayla
(? - ?)
1943
Ottobre

il paese è annesso alla Francia dal 1896 mentre il VVS di J. Ralaimongo lotta per l'indipendenza;




1943
Ottobre
Unione Sudafricana
[dominion britannico a struttura federativa dal 1910 ma indipendente sul piano internazionale (statuto di Westminster, 1931)]
- Primo ministro
J.C. Smuts
(1939 - 1948)
[Partito afrikaner (unionista)]
dal 1912 si è costituito il SANNC (South African Native National Congress) – dal 1925 mutato in ANC (African National Congress) – formazione politica nera;
dal 1913 è in vigore il Native Land Act che consente al primo ministro di coinvolgere l'elemento boero nella prima guerra mondiale a fianco dell'Inghilterra;
dal 1914 è abolita l'imposta discriminatoria nei confronti degli indiani del Natal;
dal 1918 si è annessa con una serie di decisioni unilaterali l'ex colonia tedesca dell'Africa del Sud-Ovest, ricevuta invece in amministr azione fiduciaria dalla Lega delle Nazioni; nel tentativo di diminuire il costo del lavoro nell'industria mineraria colpita da recessione in conseguenza del declino del gold standard, il primo ministro fa ricorso alla manodopera africana semispecializzata;
mentre dal 1925 l'afrikaans ha rimpiazzato l'olandese come seconda lingua ufficiale dell'Unione, sono in vigore: Native Land Act (dal 1913) e Colour Bar Act (dal 1926);
dal 1934 il Partito afrikaner (unionista) di J.C. Smuts e il Nationalist Party (nazionalista) di J.B.M. Hertzog si sono fusi nell'United Party favorendo così l'aggregazione in partito politico della destra ultrarazzista e apertamente filonazista di D.F. Malan (Purified Nationalist Party) a cui nel 1936 Hertzog e Smuts hanno dovuto concedere il Representation of Natives Act che sospende i diritti politici della comunità nera;
grazie alla posizione favorevole all'ingresso del paese nel congflitto a fianco degli alleati (80 voti contro 67)

1943
Ottobre

-





1943
Ottobre
Regno Arabo Saudita
[dal 27 set 1932]
'Abd al-'Aziz III o ibn Sa'ud
Albero genealogico
(Riyadh 1887-Taif 1953)
discendente della dinastia wahhabita dei Banu Sa'ud;
1891, la dinastia viene scalzata dalla capitale Riyadh a opera dei rivali Banu Rashid del Gebel Shammar;
1902-13, ristabilisce con una serie di campagne l'unità del Neged, intraprendendo dopo il crollo dell'impero ottomano l'unificazione della penisola arabica;
1915-18, prima guerra mondiale: pur avendo stipulato un accordo di alleanza con la Gran Bretagna (1915), si mantiene neutrale dedicandosi al consolidamento interno dello stato, da lui organizzato sulla base di colonie agricolo-militari di contadini soldati legati al sovrano da un patto ("fratelli fedeli");
1918, approfitta dei contrasti anglo-francesi nel Vicino Oriente per sviluppare una tempestiva politica di annessioni;
1919, si annette il Gebel Shammar;
1924, si annette la Mecca;
1925, si annette Gidda;
1926, re del Higiaz;
1927-32, re del Higiaz e del Neged;
[… e dipendenze];
riconosciuto al congresso musulmano universale della Mecca, ottiene anche il riconoscimento della Gran Bretagna (trattato di Gidda);
1932 (27 settembre) procede alla piena integrazione dei suoi possedimenti dando ad essi il nome di Regno Arabo Saudita;
1932-53, re dell'Arabia Saudita;

1943
Ottobre

-


1943
Ottobre
Emirato di Transgiordania
Abdullah o 'Abd Allah ibn al-Husayn 
(La Mecca 1882 - Gerusalemme 1951) secondogenito del re del Higiaz Husayn ibn 'Ali, della dinastia degli Hashimiti o Hashemiti;
1920, re dell'Iraq;
[designato dal Congresso panarabo di Damasco]
1921, deve cedere il trono iracheno al fratello maggiore Faysal, espulso dalla Siria dai francesi, ottenendo in cambio l'emirato autonomo di Transgiordania, sotto mandato britannico;
1921-46, emiro di Transgiordania [sotto mandato britannico];
1933, dopo la morte del fratello Faysal, ne riprende il progetto di creazione di una "grande Siria" (Transgiordania, Palestina, Libano e Siria) rinsaldando a tale scopo l'alleanza con la Gran Bretagna;

1946-51, re del Regno hashemita del Giordano;
1943
Ottobre

seconda guerra mondiale (1939-1945): a fianco della Gran Bretagna contro la Germania;


1943
Ottobre

[da novembre 1941 il commissario gollista per il Levante, gen. G. Catroux, ha proclamato l'indipendenza del paese, rinviandone però l'attuazione alla fine delle ostilità.]

- Presidente
Bachara al-Khury
(1943 - 1952)
1943
Ottobre

-



1943
Ottobre

[posta dal 1920 sotto mandato francese dalla Società delle Nazioni e poi divisa in tre distretti autonomi;
dal 1930 è una repubblica parlamentare con la Francia quale supervisore degli affari esteri e della sicurezza;
dall'agosto 1941 vige un accordo franco-inglese De Gaulle-Lyttleton su Siria e Libano.]

 

1943
Ottobre

-


1943
Ottobre
[dal 1922 la regione è stata attribuita in mandato dalla Società delle Nazioni alla Gran Bretagna, sulla base del piano di spartizione del levante convenuto da inglesi e francesi (accordo Sykes-Picot);
dal 1939 (libro bianco del maggio 1939) il governo inglese ha formulato la proposta, respinta dagli interessati, di istituire uno stato arabo palestinese indipendente, nell'arco di un decennio;
dal 1942 a New York l'Organizzazione sionistica mondiale pensa di dar vita a uno stato ebraico indipendente,
… ogni mediazione è improponibile; ]
 
1943
Ottobre

-



1943
Ottobre
Iraq
[dal 1930 l'Iraq è "formalmente" indipendente e dal 1932 fa parte della Società delle Nazioni;
rimane infatti ancora legato alla Gran Bretagna da un trattato 25le (1930-55)];
le truppe anglo-giordane presidiano il paese fino alla fine della seconda guerra mondiale;
stato belligerante contro l'Asse;]
Ghazi I

(? - ?)

1933-39, re dell'Iraq;


1943
Ottobre


Kurdistan (iracheno)
1943
Ottobre

le multinazionali del petrolio e in particolare l'Iraq Petroleum Corporation (anglo-franco-olandese-americana) operano nei giacimenti della zona di Kirkuk;



1943
Ottobre
Iran
[mentre dal 1928 sono state annullate tutte le concessioni di extraterritorialità, dal 1933 è stato rinegoziato l'accordo con la AIOC (Anglo-Iranian Oil Company) che continua a sfruttare (1909-51) gli ingenti giacimenti petroliferi.]
Muhammad Reza Pahlavi

(Teheran 1919 - Il Cairo 1980)
primogenito di Reza Khan Pahlavi imperatore (scià) dell'Iran, educato all'occidentale;
1941-79, scià dell'Iran;
sale al trono dopo l'abdicazione del padre;



1943
Ottobre

seconda guerra mondiale (1941-45): solo in seguito alla firma di un trattato tripartito di alleanza nel 1942, cui è seguita immediatamente la dichiarazione di guerra alla Germania, egli ha ottenuto il riconoscimento della sovranità;




Giornali e giornalisti
1943 - OTTOBRE


[Torino]

direttore:
. Concetto Pettinato.

«La Repubblica Fascista»

1943 set - apr 1945,
direttore:
. Carlo Borsani.

«Vent'anni»
[settimanale fascista di Torino]

direttore:
. Guido Pallotta, vice-segretario nazionale dei GUF.


[Torino]

condirettore:
. Ather Capelli.


[Genova]

direttore:
.


[Milano]

1943 set - apr 1945,
. direttore:
. Ermanno Amicucci.

«Il Giorno»

direttore:
. Italo Pietra.

«L'Arena»
[Verona]

direttore:
. Giuseppe Castelletti.


[Trieste]

direttore:
.


[Modena]

direttore:
.

«Il Resto del Carlino»
[Bologna]

direttore:
. Giorgio Pini, poi sottosegretario agli Interni.

«La Nazione»
[Firenze]

direttore:
. Mirko Giobbe.

«Rivoluzione»
[organo del GUF di Firenze]

direttore:
. Guido Giglioli.

«La Rassegna Nazionale»

«segue da 1922»
1943, cessa le pubblicazioni.

«Il selvaggio»

«segue da 1942»
1943, cessa le pubblicazioni.


[Roma]

direttore:
. I. Pietra,
. Bruno Spampanato.

[Roma]

direttore:
. R. Manzini (1927-59).

[Roma]

direttore:
.


[Edizione romana]

direttore:
.

«La Voce Repubblicana»
[clandestino]

riprende clandestinamente le pubblicazioni;
direttore:
.

«Il Popolo»
(clandestino)

1943-44, appare con alcuni numeri clandestini;
direttore:
.


[mensile dell'Unione italiana per il Rinnovamento sociale]
[Napoli]

Napoli, inizia le pubblicazioni questa rivista del Pci con periodicità mensile;


(clandestino)

direttore:
.


[organo clandestino del Psiup]

. E. Colorni (1943 lug-1944);



«Vita Palatina»
[giornale interno al Vaticano, sorto tra le Guardie Palatine, prima ciclostilato e ben presto stampato]


- direttore: dott. Vittorio Bellucci, dirigente dell'Azione cattolica.
- collaboratori (tra cui anche persone non appartenenti alle Guardie Palatine):
. mons. Vannutelli,
. mons. Tondini,
. mons. Raffa,
. don Guano,
. dott. Mattarello,
. conte Paolo Dalla Torre,
. dott. Caligo,
. prof. Imbrighi,
- giornalisti:
. Lucatello,
. Longardi,
. Renzo Montini,
. De Camillis,
. Storchi,
. Contigliozzi,
. altri…

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