Il Viandante

© Il Viandante

       

 

in rete dal 1996

Nuova Ricerca

Papa
Paolo IV

(1555-59)

1559, 5 gennaio, in seguito alla richiesta dell'inquisitore generale spagnolo Fernando de Valdés, stabilisce con una bolla che tutti i confessori, secolari o religiosi, si pongano al servizio del Sant'Uffizio nella battaglia contro la stampa eretica;

fa pubblicare l'«Indice» dei libri proibiti che di fatto diventa inattuabile;
fallisce il tentativo di sostituire al concilio di Trento una congregazione più controllabile;
mette a capo dell'Inquisizione A.M. Ghislieri, il futuro Pio V;
dopo la pace di Augusta il protestantesimo cresce e si rafforza,
l'Inghilterra, con l'ascesa di Elisabetta, si stacca completamente dalla chiesa cattolica
varie inquietudini si diffondono in Francia e Polonia;
A suo favore il rigore amministrativo e morale: viene stroncato il cumulo dei benefici, imposta la residenza ai vescovi, scelti con scrupolo oculato i cardinali, costretta Roma ad una vita austera.
agosto, muore.

Papa
Pio IV

(1559-65)

Gian Angelo de' Medici (Milano 31.3.1499-Roma 1565) fratello di Gian Giacomo, il futuro marchese di Marignano
governatore di Ascoli Piceno, Città di Castello, Parma e Fano, vicelegato di Bologna, sotto Paolo III;
1545, arcivescovo di Ragusa;
1549, cardinale,
prefetto della segnatura di grazia con Giulio II, deve allontanarsi da Roma sotto Paolo IV;
1559, eletto papa grazie all'appoggio di Cosimo I.

Concilio Ecumenico
di Trento
1545-63

1559, è sospeso dal 1552.

Gesuiti

«segue da 1558»
generale: Diego Laínez (1558-65);
1559, sorge il collegio di Monaco (Germania);
nella Ratio studiorum (piano di studi) si uniforma l'intero sistema pedagogico e, tramite gli Esercizi spirituali e il Direttorio, la spiritualità gesuitica.
[vedi Domicilia]
«segue 1560»

 

Ugonotti

«segue da 1557»
1559, fondamentali per la sorte del movimento sono le adesioni alto-borghesi e aristocratiche di Parigi e le conversioni di
- re di Navarra Antonio di Borbone (il quale in seguito si schiererà contro il movimento), 
- regina Giovanna d'Albret,
- principe di Condé e
- ammiraglio di Coligny
alla diffusione del movimento e alla precisazione delle sue forme organizzative contribuiscono le lettere di Calvino alle diverse chiese e i primi sinodi nazionali;
il primo sinodo di Parigi elabora una Confessione di fede e una Disciplina, ulteriormente sviluppate;
con la morte di Enrico II e con l'ascesa dei Guisa, cattolici intransigenti, il movimento si configura sempre più come un "partito" protestante che trova i suoi capi nella famiglia Borbone, allontanandosi dalla linea di moderazione tracciata da Calvino e da Teodoro Beza
le sorti degli ugonotti si intrecciano allora con la situazione politico-dinastica francese e con le vicende delle guerre di religione; nonostante le difficoltà le chiese si moltiplicano in Bretagna, Guyenne, Béarn e soprattutto in Linguadoca;
«segue 1562»

 

1559, esce postumo il De re anatomica di Realdo Colombo, che propone per la prima volta l'esistenza della piccola circolazione del sangue.
Nel Dell' historia naturale libri XXVIII nella quale ordinatamente si tratta della diversa condizione di miniere e pietre, Ferrante Imperato ipotizza l'origine organica dei fossili.

 

 

ANNO 1559

Augusto I (Freiberg, Chemnitz 1526-Dresda 1586) Albero genealogico
figlio secondogenito di Enrico il Pio e di Caterina di Meclemburgo;
1553-86, principe elettore di Sassonia;

Federico III il Pio (Simmern 1515-Heidelberg 1576) Albero genealogico
figlio di Giovanni II di Simmern;
1559-76, elettore del Palatinato;

Alberto di Brandeburgo (Ansbach, Baviera 1490-Tapiau, Königsberg 1568) Albero genealogico
figlio di Federico margravio di Brandeburgo-Ansbach;
1525-68, duca di Prussia; (il primo)

Guglielmo I il Taciturno (Dillenburg, Nassau 1533-Delft 1584) Albero genealogico
figlio di Guglielmo VIII di Nassau-Dillenburg;
1559-84, statolder di Olanda, Zelanda e Utrecht;
nominato statolder (governatore) da Filippo II, non condivide la politica accentratrice e controriformista del sovrano spagnolo, volta a ridurre l'autonomia delle province e a reprimere l'eresia calvinista, per cui gli si oppone fermamente insieme al conte di Egmont e al conte di Horn ponendosi pure a capo della resistenza aristocratica;

segue

Ferdinando I (Alcalá de Henares 1503-Vienna 1564) Albero genealogico
figlio di Filippo il Bello e di Giovanna la Pazza, fratello minore di Carlo V, fu educato in Spagna;
1521-64, arciduca di Alta e Bassa Austria, Carinzia, Stiria e Carniola
1526-64, re di Boemia e d'Ungheria;
1530-64, re dei romani;
1556-64, imperatore del Sacro Romano Impero;

segue

Cristiano III (Gottorp, Schleswig-Holstein 1503-Koldinghus, Vejle 1559) Albero genealogico
figlio di Federico I e di Anna di Brandeburgo;
1534-59, re di Danimarca e di Norvegia;

Federico II (Haderslev 1534-Antvorskov 1588) Albero genealogico
figlio di Cristiano III e di Dorotea di Sassonia-Lauenburg;
1559-88, re di Danimarca e di Norvegia;

Gustavo I Vasa (Lindholm 1496 ca-Stoccolma 1560) Albero genealogico
figlio di Erik Vasa;
1523-60, re di Svezia;

Giovanni III Vasa (Stegeborg 1537-Stoccolma 1592) Albero genealogico
figlio di Gustavo I e di Margherita Lauenhaupt;
1556-92, duca di Finlandia;
1568-92, re di Svezia;

segue

Enrico II (Saint-Germain-en-Laye 1519-Parigi 1559) Albero genealogico
secondogenito di Francesco I;
1547-59, re di Francia;
1559, mentre si profila la minaccia di una guerra di religione, trova la morte in seguito ad una ferita al capo durante un torneo.

Francesco II di Valois (Fontainebleau 1544-Orléans 1560) Albero genealogico
primogenito di Enrico II e di Caterina de' Medici;
1558, aprile, sposa la regina di Scozia Maria Stuarda, nipote dei duchi di Guisa;
1559-60, re di Francia;
lo strapotere a corte, suo e della consorte, viene coronato dall'allontanamento del connestabile Anne di Montmorency;

Giovanna III d'Albret (Pau 1528-Parigi 1572) Albero genealogico
figlia di Enrico II d'Albret e di Margherita di Valois, sorella di Francesco I;
1555-72, regina di Navarra;

convertitasi al calvinismo, dal 1556, lo impone nel suo regno e al figlio;

Carlo III (o II) il Grande (1542-1608) Albero genealogico
figlio di Francesco I e di Cristina di Danimarca;
1545-1608, duca di Lorena e di Bar;

segue

Elisabetta I (Greenwich 1533-Richmond, Surrey 1603) Albero genealogico
figlia di Enrico VIII e di Anna Bolena;
1558-1603, regina d'Inghilterra;
1559, 28 aprile: Uniformity Act - [Atti di uniformità e di supremazia].
Legge approvata dal parlamento inglese, per volontà della regina, a riconferma delle leggi già promulgate da Edoardo VI (1549 e 1552) sull'adozione del Prayer Book, in cui si obbligano tutti i sudditi ad accettare la liturgia anglicana in esso contenuta.
[Sarà riconfermata da Carlo II nel 1662.]
IRLANDA
:
1560,
Elisabetta I fa promulgare l' Uniformity Act rendendo obbligatorio il Prayer Book e prendendo altre misure per l'osservanza della "religione del Cristo";

Maria Stuarda (Linlithgow, Edimburgo 1542-Fotheringhay, Northamptonshire 1587) Albero genealogico
figlia di Giacomo V e di Maria di Guisa;
1542-67, regina di Scozia;
1559, vive sposata in Francia con il re Francesco II;

scoppia un'insurrezione protestante;
segue

Filippo II "il re prudente" (Valladolid 1527-Escorial, Madrid 1598) Albero genealogico
primogenito di Carlo V e di Isabella di Portogallo;
1540-98, duca di Milano;
1554-98, re di Napoli e di Sicilia (Filippo I);
1556-98, re di Spagna;
1559, la pace firmata a Cateau-Cambrésis gli riconosce gran parte dell'Italia (Sardegna, Sicilia, Napoli, Milano e Presidi toscani) e dell'eredità borgognona (Paesi Bassi e Franca Contea);
[questi domini, aggiunti ai reami spagnoli e ai loro possedimenti in America e in altre parti del mondo, gli assicurano una posizione di rilievo mondiale e di indiscutibile primato in Europa]
sposa Elisabetta di Valois;
1580-98, re di Portogallo;

Sebastiano (Lisbona 1554-Alcázarquivir, odierna Ksar el-Kebir, Marocco 1578) Albero genealogico
figlio postumo dell'erede al trono Giovanni di Braganza;
1557-78, re di Portogallo;
sotto la reggenza prima della nonna Caterina d'Austria;

segue

Lorenzo Priuli (?)
1556-59, doge di Venezia;

Girolamo Priuli (?)
1559-67, doge di Venezia;
1559, 18 marzo, Sabato Santo, da 10 a 12 mila volumi vengono dati alle fiamme; questo grazie all'opera dell'inquisitore Felice Peretti e di diversi altri sacerdoti che dal pulpito e nel confessionale, hanno esortato ed esortano i veneziani a liberare le proprie biblioteche dai libri proibiti, ottenendo appunto un successo notevole.
C'è un tentativo dei capi del Consiglio dei Dieci, contro il concordato del 1551 , d'introdurre di nuovo i laici nei tribunali inquisitoriali del Dominio, contro cui però protesta il Nunzio appoggiato dai Tre Savi: tentativo fallito;
fallisce pure un altro tentativo, promosso dalla città di Vicenza, che avrebbe sovvertito la procedura e l'autorità delle decisioni inquisitoriali;
8 settembre, dopo la vivace protesta dei librai che inizialmente non intendono pubblicare l'Indice di Paolo IV, viene autorizzata la sua stampa che provoca la condanna di tre librai e obbliga sette stampatori di prestigio a consegnare 21 casse di libri proibiti.
Ma tutto ciò non basta a fermare la circolazione e l'acquisto di libri protestantici.

Emanuele Filiberto "Testa di Ferro" (Chambéry 1528-Torino 1580)
figlio di Carlo III il Buono e di Beatrice di Portogallo;
1536-80, principe di Piemonte
1538-80, conte d'Asti;
1553-80, conte di Aosta, Maurienne e Nizza
1553-80
, duca di Savoia;
1553-80, re di Cipro e Gerusalemme (titolare)
1559, la pace di Cateau-Cambrésis lo premia restituendogli i suoi stati, a eccezione di alcune fortezze, che rimangono in ancora in mano francese e spagnola, e del territorio ginevrino a cui è riconosciuta l'indipendenza; la pacificazione è sancita dal matrimonio con Margherita d'Angoulême, duchessa di Berry, figlia di Francesco I, re di Francia.

Guglielmo I (1538-1587) Albero genealogico
figlio di Federico II e di Margherita Paleologo, e fratello di Francesco III;
1550-87, duca di Mantova e marchese del Monferrato;
1559,
1574-87, 1° duca del Monferrato;

Ercole II d'Este (Ferrara 1508-59) Albero genealogico
figlio di Alfonso I e di Lucrezia Borgia;
1534-59, duca di Ferrara,
Modena e Reggio;
1559, pace di Cateau-Cambrésis: conserva i suoi stati.

Alfonso II d'Este (Ferrara 1533-97) Albero genealogico
figlio di Ercole II e di Renata di Francia;
1552-54, in contrasto col padre, fugge e combatte nelle Fiandre;
1557-58, combatte contro gli spagnoli in Italia;
1559-97, duca di Ferrara,
Modena e Reggio;
alla morte del padre, con le nuove responsabilità di governo è nuovamente in Francia;

Cosimo I de' Medici (Firenze 1519-Villa di Castello, Firenze 1574) Albero genealogico (ramo dei "popolani")
figlio di Giovanni dalle Bande Nere e di Maria Salviati;
1537-69, duca di Firenze;
1569-74, granduca di Toscana;

Guidobaldo II (Pesaro 1514-1574) Albero genealogico
figlio di Francesco Maria I Della Rovere e di Eleonora Gonzaga;
1538-74, duca di Urbino;
1538-39, duca di Camerino;
dal 1558 è passato al servizio di Filippo II di Spagna;

segue

 

– Angeloni, Francesco (Terni 1559-Roma 1652) erudito, narratore e commediografo italiano, membro dell'Accademia degli Insensati di Perugia e segretario del cardinale Ippolito Aldobrandini, nonché collezionista di oggetti d'arte;
Historia augusta da Cesare a Costantino (1641)
Historia di Terni (1646).

Argensola, Lupercio Leonardo de (Barbastro 1559-Napoli 1613) poeta e cronista spagnolo, fratello di Bartolomé Leonardo; a Napoli fondò l'Accademia degli Oziosi; gran parte della sua opera è andata perduta: ci restano due saggi storici sulle vicende del regno d'Aragona e le tragedie di stile senechiano Isabella e Alejandra, ambedue rappresentate nel 1585.

Barisone, Girolamo (Padova 1559, 25 maggio, - Genova 1614) gesuita, uno dei più vicini all'erudito napoletano G.V. Pinelli;
dopo aver iniziato gli studi nel seminario di Padova, si reca a Roma per chiedere l'ammissione nella Compagnia di Gesù assieme al fratello Antonio;
1576, 25 marzo, viene ammesso nella Compagnia di Gesù;
1582, professore di retorica nel collegio di Brescia;
1593 ca- 1598, rettore del collegio di Padova;
1597, 13 giugno, professa i 4 voti a Padova;
[Firma un compromesso con lo Studio, per il quale il collegio rinuncia a tenere corsi superiori, ma viene riconosciuto come scuola preparatoria alla frequenza universitaria.]
1598, consultore e lettore dei casi di coscienza nella casa professa di Venezia;
!603-6, provinciale di Milano;
1607, visitatore della provincia di Roma;
1609-12, provinciale di Napoli;
1614, 24 agosto, muore.
Non pubblicò opere.

– Casaubon, Isaac (Ginevra 1559-Londra 1614) filologo francese, di famiglia protestante, editore e commentatore di testi greci (Teofrasto, Polibio, Teocrito, Ateneo); straordinaria la sua erudizione storico antiquaria;
1610, dopo l'uccisione di Enrico IV abbandona la Francia per motivi religiosi;
1614, dimostra che gli "scritti ermetici" attribuiti a Ermete Trismegisto risalgono invece ad epoca postcristiana segnando così l'inizio di una inesorabile recessione dell'influsso dell'ermetismo sulla filosofia;
[anche se esso non cesserà del tutto di farsi sentire persino in pensatori come G.W. Leibniz e I. Newton.]

Historia Augustea (titolo da lui dato ad una serie di biografie di imperatori romani da Adriano (117-138) a Carino (283-285) (con una lacuna dal 249 al 253) comprendente sia gli imperatori legittimi sia gli usurpatori. Gli autori delle varie vite (Elio Sparziano, Giulio Capitolino, Vulcacio Gallicano, Elio Lampridio, Trebellio Pollione, Flavio Vopisco) affermano di scrivere sotto i regni di Diocleziano e Costantino, cui dedicano alcune delle biografie. La critica moderna però ha rilevato numerosi anacronismi e contraddizioni interne all'opera ed è unanime nel ritenere che gli autori si nascondano dietro pseudonimi. Forse si tratta di un falso d'epoca posteriore.
Corrispondenza (postuma, 1709).

Richer, Edmond (1559-1631) teologo francese, da cui "richerismo", la corrente teologico-politica francese del sec. XVII; circa i rapporti tra chiesa e stato rinnovò i principi del "gallicanesimo";
Opere di J. Gerson (pubblicazione e commento)
De ecclesiastica et politica potestate (1611, in cui propugna il controllo dello stato sulla chiesa, il diritto d'appello dalla chiesa allo stato, escludendo l'autorità papale e della chiesa in genere nell'ambito penale)
una posizione, anche più radicale, nell'ambito del richerismo è rappresentata da M. De Dominis autore del De repubblica ecclesiastica del 1617.

– Rinaldi, Cesare (Bologna 1559-1636) scrittore italiano, amico di T. Tasso e del Marino
Madrigali (1588)
Rime (1590-98, in 4 parti)
Specchio di scienza (1583)
Dottrina della virtù (1585)
Historia del magnanimo e invincibile principe don Bellanis (1586)
Arianna (dramma inedito)
Lettere (1617-20, in 3 voll.).

Sully, Maximilien de Béthune barone di Rosny e duca di (Rosny-sur-Seine, Parigi 1559-Villebon, Beauce 1641) uomo politico francese, di nobile  e antica famiglia convertitasi al calvinismo, si mise giovanissimo al seguito di Enrico di Borbone, re di Navarra;
1572, giunto con questi a Parigi, sfugge miracolosamente al massacro della notte di San Bartolomeo;
1583, sempre fedele a Enrico IV, combatte prima come capitano nel suo esercito e poi facendo da suo rappresentante diplomatico a Parigi; pur accettando per ossequio alla ragion di stato la conversione del suo signore al cattolicesimo, egli rimane ugonotto sino alla fine, rappresentando così la prova vivente della possibile coesistenza e uguaglianza giuridica fra cattolici e calvinisti sotto Enrico IV;
1596, entra nel consiglio elle finanze;
1597, il bilancio si chiude con un 'eccedenza del 60% delle uscite rispetto alle entrate;
1598, ottiene il controllo effettivo delle finanze;
1601, ne ottiene la sopraintendenza formale;
1604, vara la paulette che agevola la vendita e l'ereditarietà delle cariche e assicura così ai funzionari benefici e autonomie mai conosciuti prima;
1606, dal re è nominato duca e pari di Francia;
1610, è il principale ispiratore della lega antiasburgica stretta con l'Olanda e con i principi riformati tedeschi, bloccata poi dall'uccisione di Enrico IV; dopo la morte del re esce dalla scena politica;
1628, accetta la campagna voluta da Richelieu contro La Rochelle.
Economie reali (le sue celebri memorie).

Tilly, Jean T'serclaes conte di (Tilly, Brabante 1559-Ingolstadt 1632) militare belga;
1574-85, al servizio della Spagna contro i riformati delle Province Unite, passa poi al servizio dell'impero e combatte contro i turchi in Ungheria;
1620-32, vedi la "guerra dei trent'anni".

Torna su

«segue da 1558»
1559,
Spagna
in seguito alle ultime disposizioni, la professione di libraio risulta gravemente compromessa;
Francia
i sistemi di controllo elaborati da Roma non sono (e non saranno mai) accettati;
Inghilterra:
28 aprile, con l'
Uniformity Act
si ordina l'adozione obbligatoria del Prayer Book.
«segue 1560»

Pace di Cateau-Cambrésis

2 aprile, trattato Francia-Inghilterra:
3 aprile, trattato Francia-Spagna.
Si conclude la lotta fra Absburgo e Valois, durata quasi quarant'anni. 

Index librorum proibitorum

«segue da 1555»
1559, Roma, stampato da Antonio Blado, viene pubblicato dalla Congregazione cardinalizia dell'inquisizione l'elenco ufficiale delle pubblicazioni ritenute contrarie alla fede o alla morale;
l'arte della stampa ha infatti portato a un imprevisto aumento delle pubblicazioni che teologi controversisti e vescovi vengono via via denunziando all'inquisizione come "scandalose, pericolose o eretiche" e che dall'autorità competente soprattutto romana vengono condannate come tali, proibendo ai fedeli di diffonderle, leggerle e possederle.
Le circa mille proibizioni sono ordinate alfabeticamente e ripartite in tre gruppi:
I) autori non cattolici di cui si proibisce l'intera opera, compresi gli scritti che non trattano di religione;
II) 126 titoli relativi a 117 autori e infine
332 titoli anonimi.
Al termine dell'elenco sono poste due liste aggiuntive:
- una di 45 Bibbie e Nuovi Testamenti vietati, e
- una di 61 tipografi, la cui produzione è da intendersi integralmente posta al bando (tutti residenti in città di area elvetica e tedesca, con l'eccezione del veneziano Francesco Brucioli).
III) "libri omnes" in cui figurano proibizioni cumulative relative a intere categorie di libri: risultano così vietati, anche se non trattano di fede, tutti i libri che non riportano sui frontespizi il nome dell'autore, dello stampatore, la data e il luogo di edizione, quelli usciti senza il permesso dell'ordinario del luogo e dell'inquisitore o pubblicati da stampatori eretici, le opere di carattere astrologico e di magia.
Tra le opere incluse figurano anche scritti di edificazione e di spiritualità (in seguito non di rado espunte) nonché tutte le traduzioni in volgare della Bibbia (la cui lettura è consentita a seguito di una esplicita licenza rilasciata dal Sant'Uffizio, che tuttavia non può in nessun caso essere concessa alle donne e a chi non conosce il latino);
tra gli altri, gli scritti di vari cardinali, le poesie dello stesso G. della Casa e un libro anonimo De Beneficio Christi (già tradotto due volta in inglese e una in francese) che difende la dottrina luterana della "giustificazione per fede", pubblicato con il patrocinio dei cardinali R. Pole e G. Contarini. [ne rimarrà miracolosamente una copia.]
Oltre a varie composizioni di P. Aretino, sono condannate le opere complete di:
. N. Machiavelli,
. F. Rabelais,
. E. da Rotterdam,
…;
- i Carmi di F. Berni,
- le Lettere di A.F. Doni,
- il Decameron di G. Boccaccio;
opere di:
. L. Pulci,
. O. Lando,
. N. Franco.
Il rigore senza precedenti suscita immediate reazioni, specie tra i librai.
Gli stessi gesuiti si trovano senza strumenti di corrente utilizzazione nell'attività didattica: i padri della Chiesa commentati dai protestanti, sant'Agostino curato da E. da Rotterdam, gli Adagia dello stesso E. da Rotterdam ecc.
Roma
i librai chiedono qualche forma di indennizzo per le perdite che dovranno subire;
Venezia
i librai decidono in un primo momento di non rispettare gli ordini restando in attesa di qualche auspicata mitigazione; vengono in seguito autorizzati a continuare le vendite sintanto che il papa non si sarà deciso di pagare tutti i libri che si dovranno gettare al rogo. Settimane di forte tensione tra l'inquisitore di Venezia Felice Peretti e il Collegio che ha autorizzato i librai a vendere i libri compresi nel catalogo, mentre inquisitori e predicatori si danno da fare con tutti i mezzi disponibili per abituare i veneziani al nuovo clima repressivo. Alla fine le autorità veneziane autorizzano la pubblicazione dell'indice inducendo i librai ad adeguarsi con qualche riserva. Indicativa è la posizione del grande editore Gabriel Giolito il quale consegna all'Inquisizione i libri di edizione straniera segnati nell'Indice, ma trattiene quasi tutti quelli stampati a Venezia, salvando così le recentissime edizioni delle opere di P. Aretino e di N. Machiavelli.
L'arcivescovo di Ragusa Ludovico Beccadelli esprime comunque seri dubbi sull'applicabilità dello strumento considerando come sia comune, per esempio, in tutta la Schiavonia la lettura della Bibbia volgare.
Firenze
una posizione simile a quella veneziana viene presa dal governo granducale dove, in attesa di qualche addolcimento, si stabilisce di porre fuori circolazione quei libri che hanno a che fare con la religione, ma di lasciare passare gli altri.
____________
La quantità di reazioni induce il papa Paolo IV a moderare qualche aspetto del catalogo, ma la sua morte (agosto) interviene a rallentarne decisamente la diffusione in attesa di uno strumento che possa essere accolto più favorevolmente.
L'elezione di Pio IV, uomo moderato con intenti riformatori, favorisce l'accantonamento del catalogo paolino che per il suo "furore devastatore" non si è dimostrato all'altezza delle esigenze. Pio IV, sin dall'inizio, si dichiara favorevole a una sua revisione che contenga le proibizione dei soli libri eretici. Intende inoltre attenuare l'esorbitante potere del Sant'Uffizio, ristabilendo l'autorità dei vescovi nel capo del controllo della produzione libraria.
«segue 1564»

Inquisizione spagnola

«segue da 1555»
1559, a pochi mesi di distanza dalla pubblicazione dell'Indice paolino, l'inquisitore generale Fernando de Valdés predispone il primo catalogo originale dell'Inquisizione spagnola che tende a differenziarsi da quello romano fin dall'organizzazione della materia: nessuna divisione in classi ma ripartizione per lingua. Le sezioni latine, francesi, fiamminghe, tedesche e portoghesi dipendono dagli Indici di Lovanio e di Parigi, quella castigliana dal lavoro originale degli inquisitori iberici.
Tenendo conto che le due inquisizioni hanno in comune l'obiettivo di lottare contro l'eresia, è naturale rinvenire nei due indici molti disposizioni identiche, come quelle relative alla Bibbia. Per altri aspetti quello romano risulta però più severo. Lo spagnolo contiene infatti poche condanne originali di opere latine, dipendendo per lo più da quello di Lovanio del 1550 e dal portoghese del 1551. È peraltro caratterizzato da una particolare attenzione alla letteratura in volgare. Soprattutto i libri di pietà sono sottoposti a rigorosi controlli essendo ritenuti responsabili di deviazioni eretiche, degli errori degli "alumbrados", dei falsi mistici e degli erasmiani. Gli scritti dei misitici sono pertanto colpiti con severità assente a Roma come avviene nei casi di:
. Francisco de Borja,
. Juan de Ávila,
. Luis de Granada.
Gli Indici spagnoli successivi continueranno su questa linea anche se, ovviamente, dovranno tenere conto dell'Indice tridentino. Più che a Roma inoltre si presterà cura all'espurgazione.
«segue 1566»

 

 

Nuova Ricerca