Papa
Giulio II
(1503-1513)
1509,
dopo aver aderito alla "lega di Cambrai"
colpisce Venezia con l'interdetto e la scomunica.
Sconfitta dai Francesi ad Agnadello, Venezia, che rinuncia alle città
romagnole, per paura della Francia, si riconcilia e muove contro Ferrara
(alleata della Francia);
occupa Modena e conquista Mirandola.
1509, Luca
Pacioli pubblica l'edizione definitiva del De divina proportione,
che tratta dell'applicazione dei principi geometrici all'architettura
e dello studio delle proporzioni del corpo umano. Il testo presenta
xilografie dei solidi regolari realizzate da disegni di Leonardo.
|
ANNO 1509
– Beccuti, Francesco
detto il Coppetta
(Perugia 1509-53) poeta italiano, di
nobile famiglia;
1545, è tra i più attivi partecipanti all'Accademia perugina;
Rime (1580, raccolta postuma).
– Bokelszoon, Jan o Giovanni di Leida (Leida 1509-Münster 1536) anabattista olandese;
1533, abbandonata l'Olanda si stabilisce con alcuni seguaci a Münster,
divenuta centro di raccolta degli anabattisti
perseguitati; morto Jan Matthys assume la guida della città, assediata
da un esercito cattolico, e vi instaura la comunione dei beni e la poligamia
(egli stesso sposa sedici donne);
1535, gli anabattisti sono costretti a capitolare
all'assedio di luterani e cattolici: vengono torturati e giustiziati.
– Calmo, Andrea (Venezia 1509/10-1571) commediografo e attore italiano;
Piacevoli et ingegnosi discorsi in più lettere compresi o
Lettere (dal 1547 al 1556, in 4 libri, in dialetto veneziano)
Egloghe pastorali (1553, quattro, in dialetto veneziano)
Commedie in vari dialetti (pavano, bergamasco, veneziano, dalmata
e italo-tedesco):
- La Spagnola (1549)
- Il Saltuzza (1551)
- La pozione (1552, rifacimento de La Mandragola di N. Machiavelli)
- La Florina di Ruzzante
(1552, rifacimento)
- La Rodiana (1553)
- Il Travaglia (1556)
1561, si ritira a vita privata.
– Cano, Melchor (Tarançon,
Cuencas 1509-Toledo 1560) teologo spagnolo, domenicano
De locis theologicis (1563).
– Cauvin, Jean o Giovanni
Calvino (Noyon, Piccardia 1509-Ginevra 1564) riformatore
religioso, nato da una famiglia borghese che lo avviò agli studi giuridici;
1532, una crisi religiosa lo avvicina alle posizioni spirituali della
Riforma; per evitare le persecuzioni minacciate da Francesco
I, abbandona la Francia compiendo lunghi viaggi per l'Europa;
De clementia di Seneca
(1532, edizione e commento)
1536, recandosi a Strasburgo, passa per Ginevra, una piccola città di
12.000 abitanti da poco sottratta al dominio politico-religioso dei
vescovi, e qui decide di stabilirsi e di lavorare per il suo rinnovamento
politico, culturale, religioso, convinto, come Erasmo
da Rotterdam che l'opera della riforma sia inscindibile dal
rinnovamento della cultura; vi attua un regime di austerità e di severità
teocratica che bandisce non solo ogni immoralità, ma anche l'ozio parassitario
e l'ignoranza superstiziosa;
Christianae religionis institutio (Basilea 1536, Istituzioni
della religione cristiana; 1541, Institution chrétienne, tradotta
in francese da egli stesso; base del "calvinismo"),
Aulcuns psaulmes et cantiques mys en chant (1539)
Ordonnances ecclésiastiques (1541)
Sermone sul Deuteronomio (1555)
Responsum ad quaestiones Giorgii Biandratae (1559, vedi G.G. Biandrata).
1564, a Ginevra, come insegnante di teologia e come guida del movimento
riformato, gli succede Théodore
de Bèze.
– Dolet, Étienne (Orléans 1509-Parigi 1546, morto sul rogo) umanista ed editore
francese,
Commentarii linguae latinae (1536-38)
1538, dopo essersi finora avvalso dell'opera dello stampatore lionese
Gryphius,
apre una stamperia per proprio conto;
L'Enfer di Clément
Marot (1542, satira calvinista)
Carmina (1538)
Come tradurre bene (1540, incompleto, trattato sulla lingua francese)
Second Enfer (1544, Secondo Inferno)
De imitatione ciceroniana (1538, in polemica con Erasmo
da Rotterdam)
1546, Parigi, muore sul rogo per aver diffuso testi accusati di eresia
o comunque scomodi per il potere e la cultura dominante.
Cantique d'Étienne Dolet prisonnier à la Conciergerie (1546,
postumo, Cantico di Etienne Dolet, prigioniero alla Conciergerie).
– Este, Ippolito II d'
(Ferrara 1509-Tivoli 1572) ecclesiastico italiano, secondogenito del
duca Alfonso I e di Lucrezia
Borgia, esponente del partito filofrancese, fu più volte candidato
al soglio pontificio, ma la sua elezione fu sempre contrastata dalla
Spagna e dagli "zelanti" della curia; fece costruire a Tivoli
Villa d'Este
1519, a dieci anni, arcivescovo di Milano;
1539, cardinale;
1561-63, svolge una delicata missione diplomatica in Francia per conto
della Santa Sede.
– Telesio, Bernardino (Cosenza 1509-1588) filosofo italiano, studiò
a Milano, Roma e Padova; ispiratore e direttore dell' «Accademia Cosentina»
(poi «Telesiana»), fu il primo grande esponente del naturalismo rinascimentale,
contro l'aristotelismo.
Il suo pensiero influenzerà G.
Bruno e T. Campanella.
De terraemotibus
De mari
De cometis
De fulmine
De usu respirationis
De somnio
De natura iuxta propria principia (1565, Roma, primi due libri;
1586, Napoli, in nove libri e un proemio)
[È costretto ad adeguare in senso
aristotelico la sua opera che, comunque,
sarà messa all'Indice nel 1596.]
Philosophia sensibus demonstrata (1591).
Torna su
|
Stampa
«segue
da 1508»
1509,
«segue 1510»
|