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Papa
Paolo II

(1464-71)

 

ANNO 1469

Federico III (Innsbruck 1415-Linz 1493) Albero genealogico
figlio di Ernesto duca di Stiria, appartiene al ramo leopoldino degli Asburgo;
1435-93, duca d'Austria (Federico V);
1440-93, re di Germania e dei romani (Federico IV);
1452-93, imperatore del Sacro Romano Impero (Federico III);

Alberto IV il Coraggioso (Grimma, Lipsia 1443-Emden, Bassa Sassonia 1500) Albero genealogico
figlio di Federico II elettore di Sassonia-Wittenberg;
è l'iniziatore del ramo albertino della casa di Wettin;
1464-85, duca di Sassonia;
regge il ducato con il fratello maggiore Ernesto;
1485-1500, margravio di Meissen (Alberto II)
1485-1500, duca elettore di Sassonia;

Federico II di Hohenzollern (Tangermünde 1413-Neustadt sull'Aisch 1471) Albero genealogico
figlio di Federico I;
1440-70, margravio ed elettore di Brandeburgo;

Alberto IV il Saggio (Monaco 1447-Magonza 1508) Albero genealogico
1467-1508, duca di Baviera;
con il fratello Sigismondo e poi da solo;

segue

Casimiro IV (Cracovia 1424-Grodno 1492) Albero genealogico
figlio di Ladislao II Jagellone;
1440-92, granduca di Lituania (Casimiro II);
1445-92, re di Polonia;

Giorgio Podebrad (Podebrady 1420-Praga 1471)
esponente dell'aristocrazia ceca hussita;
1458-71, re di Boemia;
1469, sconfitti i nobili cattolici insorti (con l'aiuto del papa) contro di lui, subisce l'attacco dei crociati guidati dal re d'Ungheria Mattia Corvino che, dopo aver occupato la Moravia, la Slesia e la Lusazia, viene eletto re dai sudditi cattolici; l'aristocrazia hussita gli rimane però vicina ed egli può quindi ancora controllare il paese grazie anche all'alleanza del re di Polonia Casimiro IV, il cui figlio Ladislao ha designato come proprio successore;

Mattia Corvino (Kolozssvár 1440-Vienna 1490)
figlio di János Hunyadi;
1458-90, re d'Ungheria;

segue

Cristiano I (n. 1426-Copenaghen 1481) Albero genealogico
figlio di Teodorico il Fortunato, conte di Oldenburg, e di Edvige erede di Schleswig e dell'Holstein;
1448-81, re di Danimarca;
1450-81, re di Norvegia;

1457-64, re di Svezia;

Carlo VIII Knutsson (n. 1409-m. 1470) Albero genealogico
figlio di Knut Thodsson, cavaliere svedese della famiglia Bonde;
1448-57, re di Svezia;
1449-50, re di Norvegia;
1464-65, re di Svezia;

1467-70, re di Svezia;

Ivan III il Grande (Mosca 1440-1505) Albero genealogico
figlio di Basilio II il Cieco;
1449, già co-reggente del padre;
1462-1505, gran principe di Mosca;

Stefano III il Grande (n. 1433 ca-m.1504)
figlio del principe Bogdan II della stirpe dei Musat;
1457-1504, voivoda di Moldavia;
1469, con la battaglia di Lipnik ferma l'attacco dei tatari;

segue

Luigi XI (Bourges 1423-Plessis-les-Tours 1483) Albero genealogico
figlio di Carlo VII e di Maria d'Angiò;
1461-83, re di Francia;

Carlo il Temerario (Digione 1433-Nancy 1477) Albero genealogico
figlio di Filippo III il Buono e di Isabella di Portogallo;
1467-77, duca di Borgogna, conte di Fiandra, conte di Artois;
1469, acquista il langraviato dell'Alta Alsazia vendutogli da Sigismondo del Tirolo;

Renato I il Buono (Angers 1409-Aix-en-Provence 1480) Albero genealogico
secondogenito di Luigi II duca d'Angiò e di Iolanda figlia del re di Aragona;
1430-80, duca di Bar;
1431-53, duca di Lorena;
1434-80, duca d'Angiò e conte di Provenza;
1434-80, re di Sicilia (titolare);
si dedica ormai al solo governo della Provenza;

Amedeo IX (Thonon-les-Bains, Alta Savoia 1435- Vercelli 1472) Albero genealogico
figlio di Ludovico e di Anna di Lusignano;
1465-72, duca di Savoia;
1469, quando il re Luigi XI, non riconoscente, tenta con un trattato segreto con gli Sforza di portargli via Vercelli egli, con l'aiuto dei veneziani, sventa il pericolo; stanco tuttavia di queste macchinazioni, radunati gli Stati generali, istituisce una reggenza presieduta dalla moglie;


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Enrico VI (Windsor 1421-Londra 1471) Albero genealogico
figlio unico di Enrico V e di Caterina di Valois;
1422-61, re d'Inghilterra;
1455-85, guerra delle due rose;
1469, rinchiuso nella Torre di Londra al 1465;
1470-71, re d'Inghilterra;

Richard Neville (n. 1428-Barnet, presso Londra 1471)
figlio di Richard Neville conte di Salisbury;
1450-71, conte di Warwick;
1455-71, guerra delle due rose.

Edoardo IV (Rouen 1442- Westminster 1483) Albero genealogico
figlio di Riccardo di York e di Cicely Neville;
1455-85, guerra delle due rose;
1461-83, re d'Inghilterra;

Riccardo di Gloucester (Fotheringay, Castle, Northamptonshire 1452-Bosworth 1485) Albero genealogico
undicesimo figlio di Riccardo di York;
1455-85, guerra delle due rose;
1461-83, duca di Gloucester;
1483-85, re d'Inghilterra (Riccardo III);

Giacomo III (n. 1451-Sauchieburn 1488) Albero genealogico
figlio di Giacomo II Stuart;
1460-88, re di Scozia;
1469, sposa Margherita di Danimarca ottenendo in dote le Shetland e le Orcadi;

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Giovanni II (Medina del Campo 1397-Barcellona 1479) Albero genealogico
figlio di Ferdinando I e di Eleonora di Castiglia;
1425-79, re di Navarra;
1458-79, re d'Aragona;

Enrico IV l'Impotente (Valladolid 1425-Madrid 1474) Albero genealogico
figlio di Giovanni II e di Maria d'Aragona;
1454-74, re di Castiglia e di Léon;

Alfonso V l'Africano (Sintra, Lisbona 1432-1481) Albero genealogico
figlio di Edoardo I e di Eleonora di Aragona;
1438-81, re di Portogallo;

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Cristoforo Moro (?)
1462-71,
doge di Venezia;
mentre la città festeggia le buone notizie giunte dall'Albania, dove Giosafat Barbaro, governatore di Scutari e del paese vicino, è riuscito a battere i turchi introdotti da Alessio nella provincia di Ducagini contro Niccolò suo fratello, giunge pure la notizia che l'armata ottomana, uscita con 100 galee e altri legni minori per un totale di 300 vele, sta per conquistare Negroponte. Subito il senato invia cento galee ottimamente armate alla difesa dell'isola. A posto del generale Loredan, infermo e ormai vecchio, assume il comando dell'armata per ordine del senato Niccolò Canal che con 37 galee e 19 fuste occupa la città di Enno, poco lontano da Negroponte ponendosi in osservazione dell'uscita dei turchi ai Dardanelli. Mentre giunge la notizia che si stanno avvicinando i turchi, dopo aver invano tentato di impossessarsi di Stalimene e di Schiro, giunge pure la terribile armata turca, favorita dal vento, in vista di Negroponte. Gli abitanti dell'isola si ritirano nelle roccaforti mentre il nemico avanza per terra e per mare diretto alla città [l'antica Calcide ed ora con lo stesso nome dell'isola]; lo stesso sultano Mehmet, per rendere più agevole il passaggio dell'esercito (composto anche dalle migliori milizie dell'Europa e dell'Asia), fa gettar un ponte sull'Euripo con cui l'isola si unisce alla terraferma.
Negroponte, con i suoi 27.000 abitanti, molti dei quali avvezzi alle armi, ha la piazza guarnita di sufficienti artiglierire e di munizioni, e ben fortificata nelle sue mura per cui dà la sensazione di saper fronteggiare il nemico. Rettori del presidio sono Giovanni Bondumier e Lodovico Calbo e, sebbene Paolo Erizzo abbia lasciato la carica di bailo si trattiene in difesa della città. È ovvio tuttavia che conta sull'aiuto dell'armata di Canal il quale promette di ritornare in pochi giorni con maggiori forze per portarle aiuto; passato infatti in Candia dove è duca Girolamo Molino, la sua armata viene rinvigorita con sette navi armate appositamente per la guerra.
I turchi riescono però a sfondare le mura prima dell'arrivo dell'armata di Canal e tra il 25 e il 28 giugno, pur avendo perso sotto le mura 25.000 uomini, non finiscono gli assalti. Preso coraggio alla vista dell'arrivo dell'armata veneziana il presidio scopre purtroppo il tradimento di un suo capitano, di nazione schiavona, il quale è ucciso da Luigi Dolfin a colpi di pugnale nella pubblica piazza. Finalmente compaiono nello stretto dell'Euripo 14 galee e 2 navi veneziane che a gonfie vele si avvcinano al ponte fabbricato dai turchi; mentre Mehemet dà ordine ai suoi di dare l'assalto alla piazza Canal ordina l'attesa del resto dell'armata e a nulla vale l'offerta dei due fratelli Pizzamani di avanzare intanto con due navi, a loro rischio e pericolo, pur di portare aiuto agli assedati; per un giorno intero l'armata rimane ferma nel porto. Alla fine i turchi s'impossessano della città e la piazza diventa teatro di stragi: i rettori sono trucidati con inaudita barbarie e Paolo Erizzo addirittura segato vivo in due.
Festosi per la vittoria, i turchi lasciano a Negroponte un presidio di 25.000 uomini e si dirigono a devastare la Morea occupando varie terre intorno senza incontrare l'opposizione dei veneziani, mentre il generale Canal con la sua armata, lasciato il porto, vaga per le isole dell'arcipelagco senza decidere sul da farsi; infine, alla disperata, tenta con uno sbarco improvviso delle milizie di riconquistare la piazza ma respinto con furore dai turchi è costretto a ritirarsi ormai completamente sconfitto e con il morale delle truppe completamente a terra.
Giunta la triste notizia a Venezia, il senato ordina con decreto l'incarcerazione di Niccolò Canal che, sostituito al comando da Pietro Mocenigo, viene da quest'ultimo inviato in patria sotto custodia sulla galea di Marco Bondumier. Niccolò Canal, fino alla fine dei suoi giorni, è confinato dal senato nella terra di Porto Gruaro. Nel processo a suo carico emerge tuttavia che la sua riluttanza è stata dovuta al timore di esporre ai pericoli il figlioletto Pietro che aveva con sé, per cui con un decisivo decreto il senato proibisce da questo momento ai comandanti di condurre in avvenire sopra l'armata i propri figli.
Nulla può fare intanto per la cattiva stagione in arrivo il Mocenigo se non rinvigorire le milizie e disporre le cose per la prossima campagna, animato pure da quanto stanno facendo i principi in Italia per portare aiuto all'armata veneziana. Lo stesso re di Napoli, che già ha potuto constatare i danni dei turchi sulle coste pugliesi e calabre, invia 10 galee.

Galeazzo Maria Sforza (Fermo, Ascoli Piceno 1441-Milano 1476) Albero genealogico
primogenito di Francesco Sforza e di Bianca Maria Visconti;
1466-76, duca di Milano;

Guglielmo VIII Paleologo (m. Casale Monferrato 1483) Albero genealogico
figlio del marchese Giangiacomo Paleologo e di Giovanna di Savoia;
1464-83, marchese di Monferrato;
nominato capitano generale delle truppe lombarde da Galeazzo Maria Sforza (che pensa così di ereditare da lui la marca) cerca di garantirsi, mediante l'alleanza con il ducato di Milano, contro l'espansionismo dei Savoia;

Lorenzo de' Medici o Lorenzo il Magnifico (Firenze 1449-1492) Albero genealogico
figlio del banchiere fiorentino Piero e di Lucrezia Tornabuoni;
1466, inizia l' avventura dell'allume che sarà uno dei motivi principali del crollo di casa Medici;
1469-92, signore di Firenze;
alla morte del padre ha solo 21 anni ed è quindi costretto ad affidarsi all'esperienza di Francesco Sassetti che finisce per diventare l'arbitro assoluto dell'impero economico di famiglia;

Ferdinando I o Ferrante (1431 ca-1494) Albero genealogico
figlio naturale di Alfonso V d'Aragona;
1443-58, duca di Calabria;
1458-94, re di Napoli;

Alfonso II (Napoli 1448-Mazzara, Messina 1495) Albero genealogico
figlio di Ferdinando I e di Isabella di Chiaramonte;
1458-94, duca di Calabria;
1494-95, re di Napoli;

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– Giovanni Fisher (Beverley, Yorkshire 1469 ca-Londra 1535, decapitato) prelato e teologo inglese, santo
Assertionis Lutheranae confutatio (1523)
Assertionum regis Angliae defensio (1525)
De veritate corporis et sanguinis Christi in Eucharistia (1527, contro Ecolampadio)
De causa matrimonii Angliae regis liber (1530).

– Guidiccioni, Bartolomeo (Lucca 1469-Roma 1549) ecclesiastico italiano, 
1508, entra al servizio di Alessandro Farnese di cui è per tutta la vita collaboratore e uomo di fiducia;
1509-28, vicario generale a Parma, si ritira poi per diversi anni a Carignano presso Lucca per dedicarsi agli studi di grande attualità come il concilio e la Riforma;
1539, schivo di incarichi e di titoli, contrariamente all'usanza dell'epoca, aderisce ai reiterati inviti di A. Farnese, divenuto Paolo III, di recarsi a Roma dove è nominato vicario generale della diocesi di Roma;
1540, è prefetto della signatura di giustizia.

Guru Nanak (1469-1539) fondatore del "sikhismo"; 
Adi Granth [Il libro originario] o Granth Sahib [Il nobile libro] (testo sacro e codice della corrente religiosa e politica indiana dei sikh; raccoglie 5894 inni da lui composti; opera predisposta e curata dal quinto guru, Arjan, si conclude nel 1604, se si eccettuano gli scritti di Teg Bahadur aggiunti posteriormente dal decimo guru; dopo il quale e per decisione del quale il libro è la norma unica e suprema, il solo guru dei sikh).

Machiavelli, Niccolò (Firenze 1469-1527) politico e scrittore-diritto italiano, il primo che abbia valorizzato il pensiero e la prassi del jus romanum nella situazione storica del suo tempo.

Major, John (1469-1550) logico scozzese;
[noto alla Sorbona, di cui è membro, sotto il nome di Jean Mair]
Trattato generale di logica (1506)

Nanak, Guru (Talvandi, Lahore 1469-1538) poeta e mistico indiano, predicò la tolleranza e condannò il fanatismo
Guru Granth (o Granth Sahib) (raccolta di composizioni sue e di altri maestri del sikhismo). 

Pico della Mirandola, Giovanni Francesco II signore di Mirandola (Mirandola, Modena 1469-1533) filosofo e letterato italiano, nipote di Giovanni (1463-1494), aderì alla dottrina del Savonarola, propugnando una riforma radicale della Chiesa;
Examen vanitatis doctrinae gentium et veritatis disciplinae christianae (in cui viene contestato l'accordo, propugnato da M. Ficino, tra il pensiero antico e la concezione cristiana, e vengono sostanzialmente negati i valori morali e culturali proposti dalla civiltà umanistica e rinascimentale)
1502, deve rinunciare alla signoria;
1508-11, deve ancora rinunciare alla signoria;
1512, sostiene una grande polemica a Roma con P. Bembo circa il "principio dell'imitazione";
1533, muore ucciso dal nipote Galeazzo;
Vita (dello zio Giovanni).

 

Impero ottomano

Mehmet II (1451-1481) figlio di Murad II.

Re di Cipro
e di Gerusalemme

Giacomo di Lusignano (Nicosia 1440 ca-1473)
figlio naturale di Giovanni II;
1460-73,

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«segue da 1468»
1469, Venezia, viene fondata una stamperia;
«segue 1470»

 

 

Accademia romana

«segue da 1468»
1469, i prigionieri, dopo lunghe torture ed un estenuante processo, sono liberati;
«segue 1471»

 

 

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