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Papa
Niccolò V

(1447-55)

1454, pace di Lodi, accordo fra i vari stati della penisola, poi consolidato dalla lega italiana;
fa un appello con una bolla a tutta la cristianità perché parteci alla crociata contro gli ottomani, ma al suo appello risponde solo Venezia che ha logicamente i suoi motivi commerciali;
per la scarsa partecipazione al grande dramma della caduta di Costantinopoli e dell'impero d'Oriente,
invia in Germania e nell'Europa centrale il cardinale Niccolò da Cusa e Giovanni da Capistrano,
protegge L. Valla e P. Bracciolini, rinnova i privilegi alle famiglie Savelli, Colonna e Orsini e l'autonomia di varie città.

 

Ordine teutonico
(cso il Ramo Livone)

«segue da 1411»
1454, scoppia la rivolta della lega prussiana, formata da città e nobiltà e appoggiata dal re di Polonia Casimiro IV, figlio di Ladislao II;
«segue 1466»

 

ANNO 1454

Federico III (Innsbruck 1415-Linz 1493) Albero genealogico
figlio di Ernesto duca di Stiria, appartiene al ramo leopoldino degli Asburgo;
1435-93, duca d'Austria (Federico V);
1440-93, re di Germania e dei romani (Federico IV);
1452-93, imperatore del Sacro Romano Impero (Federico III);

Federico II di Hohenzollern (Tangermünde 1413-Neustadt sull'Aisch 1471) Albero genealogico
figlio di Federico I;
1440-70, margravio ed elettore di Brandeburgo;
divide il governo della marca con il fratello Federico il Grosso fino al 1463;
1454, acquista dall'Ordine teutonico la Neumark;

segue

Casimiro IV (Cracovia 1424-Grodno 1492) Albero genealogico
figlio di Ladislao II Jagellone;
1440-92, granduca di Lituania (Casimiro II);
1445-92, re di Polonia;

Alberto VI d'Asburgo il Prodigo (Vienna 1418-1463) Albero genealogico
figlio di Ernesto di Stiria del ramo leopoldino, fratello dell'imperatore Federico III;
1444-63, duca d'Austria;

Ladislao VI il Postumo (Komárom, Slovacchia 1440-Praga 1457)
figlio postumo di Alberto II d'Asburgo;
1452-57, re d'Ungheria;
ancora sotto l'influenza di Giovanni Hunyadi;
1453-57, re di Boemia (Ladislao I)
in Boemia il potere viene esercitato di fatto dall'hussita Giorgio Podebrad;

segue

Cristiano I (n. 1426-Copenaghen 1481) Albero genealogico
figlio di Teodorico il Fortunato, conte di Oldenburg, e di Edvige erede di Schleswig e dell'Holstein;
1448-81, re di Danimarca;
1450-81, re di Norvegia;

1457-64, re di Svezia;

Carlo VIII Knutsson (n. 1409-m. 1470) Albero genealogico
figlio di Knut Thodsson, cavaliere svedese della famiglia Bonde;
1448-57, re di Svezia;
1449-50, re di Norvegia;
1464-65, re di Svezia;

1467-70, re di Svezia;

Basilio II il Cieco (n. 1415-m. 1462) Albero genealogico
figlio di Basilio I;
1425-62, gran principe di Mosca;

segue

Carlo VII il Vittorioso (Parigi 1403-Mehun-sur-Yèvre 1462) Albero genealogico
figlio di Carlo VI e di Isabella di Baviera;
1422-61, re di Francia;

Filippo III il Buono (Digione 1396-Bruges 1467) Albero genealogico
figlio di Giovanni Senza Paura e di Margherita di Baviera;
1419-67, duca di Borgogna e conte di Fiandra;

Renato I il Buono (Angers 1409-Aix-en-Provence 1480) Albero genealogico
secondogenito di Luigi II duca d'Angiò e di Iolanda figlia del re di Aragona;
1430-80, duca di Bar;
1431-53, duca di Lorena;
1434-80, duca d'Angiò e conte di Provenza;
1434-80, re di Sicilia (titolare);
dedicatosi ormai al solo governo della Provenza, viene coinvolto nelle iniziative politiche del figlio Giovanni che cospira contro Luigi XI aderendo alla lega del bene pubblico (comporterà la confisca del ducato d'Angiò);

Ludovico (Ginevra 1413-Lione 1465) Albero genealogico
figlio di Amedeo VIII di Savoia;
1440-65, duca di Savoia;


segue

Enrico VI (Windsor 1421-Londra 1471) Albero genealogico
figlio unico di Enrico V e di Caterina di Valois;
1422-61, re d'Inghilterra;
ancora in fasce, poco dopo, alla morte del nonno Carlo VI, viene proclamato anche re di Francia;
1454, la moglie Margherita d'Angiò toglie il potere a Riccardo di York, capo del governo durante la prima crisi di follia del figlio;
1470-71, re d'Inghilterra;

Richard Neville (n. 1428-Barnet, presso Londra 1471)
figlio di Richard Neville conte di Salisbury;
1450-71, conte di Warwick;

Giacomo II (Holyrood 1430-Roxburgh 1460) Albero genealogico
figlio di Giacomo I Stuart e di Joan Beaufort;
1437-60, re di Scozia;


segue

Alfonso V il Magnanimo (n. 1396 ca- Napoli 1458) Albero genealogico
figlio di Ferdinando I e di Eleonora di Castiglia;
1416-58, re d'Aragona, di Sicilia e di Sardegna;
1442-58, re di Napoli (Alfonso I);

Enrico IV l'Impotente (Valladolid 1425-Madrid 1474) Albero genealogico
figlio di Giovanni II e di Maria d'Aragona;
sposa in prime nozze Bianca di Navarra ma la chiesa scioglie il vincolo perché il matrimonio non è consumato; le accuse di impotenza [oggi ritenute dagli storici prive di fondamento e strumentali] non si contano;
1454-74, re di Castiglia e di Léon;
divenuto re cerca intese e accordi pacifici con la Francia, la Navarra e l'Aragona;

Giovanni II (Medina del Campo 1397-Barcellona 1479) Albero genealogico
figlio di Ferdinando I e di Eleonora di Castiglia;
1425-79, re di Navarra;
1458-79, re d'Aragona;

Alfonso V l'Africano (Sintra, Lisbona 1432-1481) Albero genealogico
figlio di Edoardo I e di Eleonora di Aragona;
1438-81, re di Portogallo;

segue

Francesco Foscari (?) Albero genealogico
1423-57,
doge di Venezia;
l'improvvisa decisione di Renato d'Angiò di ritornarsene in Francia scombina lo Sforza e i fiorentini che avevano bisogno del suo aiuto e non di prestarglielo per i suoi progetti nel regno di Napoli. È facile pertanto per il pontefice introdurre le premesse della pace tra i belligeranti a qual fine i veneziani inviano a Roma Orsato Giustiniani e Cristoforo Moro che spianano la strada per la pace di Lodi del 5 di aprile.
Per Venezia interviene il cavaliere Paolo Barbo e fra Simoneto da Camerino dell'ordine eremitano. Si stabilisce che:
- siano restituite a Venezia tutte le terre occupate, eccetto quelle della Giera d'Adda che restano sotto il domino della città di Crema;
- siano restituite ai fiorentini tutte le terre eccetto Castellone, dovendo loro fare lo stesso con i senesi, rimettendosi alla decisione del pontefice per eventuali differenze;
- per 25 anni viene costituita una lega tra la signoria di Venezia, il duca di Milano , il marchese di Ferrara, Firenze e la comunità di Bologna.
Sorta qualche divergenza per ragioni di confine tra Venezia e Ferrara, viene amichevolmente composta.
Ora la lega è pronta ad affrontare il comune nemico.

Francesco Sforza (San Miniato, Pisa 1401-Milano 1466) Albero genealogico
figlio di Muzio Attendolo detto Sforza e della sua compagna Lucia di Torsciano;
1424-26, viceré della Calabria;
1433-66, marchese di Ancona;
1450-66, duca di Milano;
1454, con la pace di Lodi ha il riconoscimento, molto importante, di Venezia e degli altri stati italiani; con questi e, in particolare, con Firenze di Lorenzo il Magnifico, opera per mantenere quell'equilibrio che assicurerà la pace in Italia per 40 anni;

Ferdinando I o Ferrante (1431 ca-1494) Albero genealogico
figlio naturale di Alfonso V d'Aragona;
1443-58, duca di Calabria;
1454, con la pace di Lodi egli intende mantenere per la penisola lo status quo consacrato;
1458-94, re di Napoli;

segue

 

 

 

– Ambrogini, Angelo detto il Poliziano (Montepulciano "Mons Politianus" 1454- Firenze1494) poeta e umanista. 

– Vespucci, Amerigo (Firenze 1454-Siviglia 1512) navigatore italiano, figlio di un notaio, ricevette una buona educazione umanistica dallo zio Giorgio Antonio, domenicano;
1478, entrato giovanissimo nel banco dei Medici, viene inviato come segretario di una missione commerciale a Parigi;
1480, tornato in patria, diventa amministratore del banco di Lorenzo di Pier Francesco de' Medici;
1489, si trasferisce a Siviglia presso la filiale diretta da C. Berardi, che ha partecipato alla organizzazione e all'allestimento della seconda spedizione di Colombo;
1495, divenuto direttore dell'impresa commerciale, aiuta Colombo ad armare la sua terza spedizione e stringe con lui rapporti amichevoli;
1497, compie (forse) un viaggio alle Canarie e ai Caraibi;
1499, ritiratosi dagli affari, si dedica alle esplorazioni; partecipa come pilota alla spedizione di Alonso de Ojeda nelle regioni americane già scoperte da Colombo; durante questo viaggio egli si separa dalle altre imbarcazioni all'altezza dell'attuale Guyana Francese e prosegue da solo verso sud, scoprendo la foce del Rio delle Amazzoni e le coste del Brasile fino a capo San Rocco; convinto di aver scoperto l'estrema punta dell'Asia, inverte la rotta e si ricongiunge al resto del convoglio per tornare in Spagna; vuole poi ripetere l'impresa, proponendosi di raggiungere Ceylon ma deve rinunciare al progetto per l'opposizione dei sovrani spagnoli; passa allora al servizio del Portogallo ed ha l'autorizzazione di esplorare la terre a sud della regione già scoperta precedentemente da P.A. Cabral;
1501-02, nel suo nuovo viaggio si spinge sino al 50° sud scoprendo la baia di Rio de Janeiro e il Rio de la Plata; è questa esplorazione a convincerlo dell'esistenza di un nuovo continente;
1505, tornato in Spagna viene assunto presso la Casa de contratación de las Indias e ottiene la cittadinanza spagnola;
1507, il cosmografo M. Waldseemüller, nel suo Cosmographiae introductio, propone di chiamare questo mondo nuovo: America;
1508, viene nominato piloto mayor, una carica che gli dà la facoltà di nominare i piloti, vidimare le carte ufficiali e sovraintendere alle spedizioni marittime.
Fino al XIX secolo la ricostruzione dei suoi viaggi si baserà su due scritti apocrifi, pieni di errori e di falsità, che gli attireranno severe critiche da parte di B. de Las Casas e di M. Serveto:
Mundus novus (1504)
Lettera di Amerigo Vespucci delle isole nuovamente trovate in quattro suoi viaggi (1505 e tradotta pure in latino)
In seguito al ritrovamento presso gli archivi fiorentini di tre sue lettere autentiche, la sua figura, sia come uomo che come navigatore, sarà molto rivalutata.

 

Impero ottomano

Mehmet II (1451-1481) figlio di Murad II, Costantinopoli [Kostantiniye, Istanbul 500 anni dopo] diventa capitale dell'impero.
1454,
Agosto
30
, Venezia, dopo la pace di Lodi (9 aprile), si costituisce la "lega italica" tra:
- la Repubblica Veneta,
- il duca di Milano Francesco Sforza, 
- la Repubblica di Firenze;
in forza di essa gli alleati si obbligano a difendersi reciprocamente e a mantenere ciascuno un contingente militare da impiegare in aiuto di quello degli alleati che fosse offeso da estranei o dagli stessi collegati o aderenti;
perché abbia valenza politica occorre però che l'accordo comprenda l'adesione del pontefice Niccolò V e di Alfonso d'Aragona re di Napoli;
papa Niccolò V, dominato da grandi preoccupazioni (la crociata contro i turchi e l'eventuale minaccia che può essere portata al suo stato dai condottieri licenziati in seguito alla pace di Lodi, e specialmente dal Piccinino), aderisce volentieri alla lega, atteggiandosi anzi a protettore e custode di essa e dell'equilibrio che ne è scaturito;
più difficile è ottenere l'adesione di Alfonso d'Aragona presso il quale vengono inviati gli ambasciatori milanesi, veneziani e fiorentini con l'appoggio del cardinale Domenico Capranica;
«segue 1455»

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