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Scisma d'Occidente
(o grande scisma)

(1378-1417)

1410, il concilio da Pisa è trasferito a Bologna; Alessandro V muore  e viene eletto Giovanni XXIII;

Papa avignonese Benedetto XIII
(1394-1417)

Antipapa pisano
Alessandro V

(1409-10)
1410, muore prima di poter recarsi a Roma (in circostanze sospette).
Commento alle Sentenze di Pier Lombardo.

Antipapa pisano
Giovanni XXIII

(1410-15)

Baldassarre Cossa o Coscia (Napoli 1370 ca-Firenze 1419)
1410, eletto papa [non essendo riconosciuto legittimo nell'elenco ufficiale dei pontefici, sarà possibile per papa Roncalli prendere il suo nome nel 1958];
riesce ad accordarsi con Ladislao, re di Napoli e già protettore di Gregorio, il quale è costretto a rifugiarsi in Rimini;

Gregorio XII
(1406-15)

- Castiglione, Branda da (Castiglione Olona 1350-1443) prelato e giurista lombardo;
1388-89, lettore di diritto canonico a Pavia;
1392-1403, uditore del sacro palazzo;
1404, vescovo di Piacenza, poi deposto da Gregorio XII per aver aderito al concilio di Pisa;
1410, cardinale da Alessandro V;
1426, fonda a Pavia un collegio per 24 studenti poveri poi unito al collegio Ghisleri.

 

Ordine teutonico
(cso il Ramo Livone)

«segue da 1386»
1410, a Grunwald (o Tannenberg) i cavalieri teutonici subiscono una tremenda sconfitta ad opera di un esercito polacco-lituano guidato da Jagellone, divenuto re di Polonia col nome di Ladislao II;
«segue 1411»

ANNO 1410

Sigismondo di Lussemburgo (Norimberga 1368-Znojmo, Moravia 1437) Albero genealogico
figlio dell'imperatore Carlo IV e di Elisabetta di Pomerania;
1387-1437, re d'Ungheria;
1410-33, re di Germania e dei romani;
ottenuta la corona grazie a complicati intrighi, avvia subito un'abile azione diplomatica volta ad ottenere riconoscimenti in Italia e ad aprire la strada all'incoronazione imperiale;
1419-37, re di Boemia;
1433-37, imperatore del Sacro Romano Impero;

Stefano III di Wittelsbach (n. 1337 ca-m. 1413) Albero genealogico
figlio del duca Stefano II e di Isabella di Sicilia;
1375-1413, duca di Baviera;

Alberto III di Meclemburgo (Kloster, Falun 1340 ca-Bad Doberan, Rostock 1412) Albero genealogico
figlio di Alberto II di Meclemburgo e di Eufemia, sorella di Magnus VII;
1363-89, re di Svezia (Alberto);
1388-1412, duca di Meclemburgo (Alberto III);
dal 1405 ha rinunciato ai suoi diritti al trono di Svezia;

segue

Venceslao IV di Lussemburgo (Norimberga 1361-Praga 1419) Albero genealogico
figlio di Carlo IV re di Boemia e imperatore;
1376-1400, re di Germania;
1378-1419, re di Boemia;
prigioniero del fratello Sigismondo, deve infine accettare di riconoscergli la dignità imperiale;

Alberto V d'Asburgo l'Illustre (Vienna 1397-Neszmély, Ungheria 1439) Albero genealogico
figlio di Alberto IV;
1404-37, duca d'Austria (Alberto V);
1437-39, re di Boemia e di Ungheria (Alberto I);
1438-39, re di Germania (Alberto II);

segue

Erik III (n. 1382-Rügenwalde 1459)
(Erik) figlio di Vratislav VII duca di Pomerania e di Ingeborge discendente dai re danesi;
1389-1439, re di Norvegia;
1396-1439, re di Danimarca (Erik VIII);
1396-1439, re di Svezia (Erik XIII);
[dovrà aspettare la morte della zia Margherita (1412) per diventare sovrano effettivo];

Basilio I (n. 1371-m. 1425) Albero genealogico
figlio di Demetrio Donskoj;
1389-1425, gran principe di Mosca;

segue

Carlo VI il Folle (Parigi 1368-1422) Albero genealogico
figlio di Carlo V il Saggio e di Giovanna di Borbone;
1380-1422, re di Francia;

Giovanni Senza Paura (Digione 1371-Montereau-faut-Yonne 1419) Albero genealogico
primogenito di Filippo l'Ardito e di Margherita di Fiandra;

1404-19, duca di Borgogna;
1405-19, conte di Fiandra;

Amedeo VIII il Pacifico (Chambéry 1383-Ginevra 1451) Albero genealogico
figlio di Amedeo VII e di Bona di Berry;
1391-1416, conte di Savoia;
1410, si deve a lui la pace di Bicêtre; a Thonon fonda il priorato di San Maurizio protettore di Savoia, ponendovi alcuni monaci tratti da San Maurizio d'Agauno;
1416-1440, duca di Savoia;


segue

Enrico IV (Bolingbroke, Lincolnshire 1367-Westminster 1413) Albero genealogico
figlio di Giovanni di Gaunt e di Bianca di Lancaster;
1399-1413, re d'Inghilterra;
1410, deve affrontare l'opposizione del partito facente capo alla casa di Beaufort e a suo figlio Enrico, principe di Galles;

Giacomo I (Dunfermline 1394-Perth 1437) Albero genealogico
figlio di Roberto III Stuart;
1406-37, re di Scozia;
1406-1424, è in ostaggio dei sovrani inglesi mentre reggente è il duca d'Albany;


segue

Martino il Vecchio, l'Umano (Gerona 1356-Barcellona 1410) Albero genealogico
figlio cadetto di Pietro IV il Cerimonioso;
1395-1410, re d'Aragona;
1409-10, re di Sicilia (Martino II);

muore senza lasciare eredi e senza aver designato un successore; solo tra due anni le cortes assegneranno il trono a Ferdinando I [IV Casa d'Aragona].
[Un triumvirato composto da:
- Ruys Lihorrio, governatore di Aragona,
- Giovanni Cerdan, giustizia maggiore,
- Berengario Bardaxin, famoso giureconsulto,
dichiara l'interregno, pubblica i necessari regolamenti, convoca gli stati facendo osservare le decisioni di questi; il parlamento, riunitosi ad Alcaniz, dichiara che nove elettori per un terzo Aragonesi, un terzo Valenzesi e un terzo Catalani formino un tribunale supremo con sede a Caspé, limitrofo dei tre paesi, dove poter ricevere i reclami di ognuno con l'obbligo di decidere entro due mesi:
due vescovi, due monaci, un gentiluomo e quattro giurecosulti formano la segreta riunione.
Tra i pretendenti al trono:
1 - Federico di Luns, nipote bastardo ex-filio del re
(escluso per il difetto della sua nascita);
2- Eleonora, contessa d'Urgel, sorella del re
(esclusa in virtù di una specie di legge salica stabilita da Petronilla);
3 - Iolanda d'Angiò, nipote del re
(esclusa in virtù di una specie di legge salica stabilita da Petronilla)
4 - Ferdinando di Castiglia, nipote del re
(dichiarato re dai nove elettori)
;
5 - Luigi duca di Calabria, bisnipote del re
(escluso in base al principio di prossimità, preferito a quello di rappresentazione);
6 - Giacomo conte d'Urgel, il più prossimo discendente maschio nell'ordine di rappresentazione
(escluso in base al principio di prossimità, preferito a quello di rappresentazione);
7 - Alfonso duca di Gandia, il più prossimo maschio dello stipite reale; è il nipote ex-filio del re
(escluso perché un ramo cadetto deve succedere soltanto dopo il primogenito).

Giovanni I il Grande (Lisbona 1357-1433) Albero genealogico
figlio naturale di Pietro I;
1385-1433, re di Portogallo;

segue

Michele Steno (?)
1400-13,
doge di Venezia;
di nuovo lo scaligero e il carrarese, con l'aiuto di numerose milizie genovesi, creano agitazioni nel tentativo di riappropriarsi delle loro città, ma Carlo Malatesta signore di Brescia attacca i genovesi costringendoli a lasciare le loroposizioni per difendere il loro Stato; scoperte le congiure, i capi sono condannati a morte.
Sin dal tempo in cui era stata dichiarata guerra ai carraresi, il senato aveva prescritto che chiunque avesse affari con i padovani doveva dichiararlo ad un magistrato appositamente nominato. Ora che i libri della città di Padova sono stati trasferiti a Venezia e in essi compare, anche se per piccole somme, il nome di Carlo Zen dagli Avogadori di Comun viene egli costretto alla pena prevista della legge e di conseguenza privato della procuratia ottenuta per i suoi meriti e le sue vittorie.
Viene inoltre, con leggi severe, proibito lo sperpero di denaro: le doti non devono eccedere la somma di 1600 ducati.

Giovanni Maria Visconti (n. 1389 ca-Milano 1412) Albero genealogico
figlio di Gian Galeazzo e di Caterina Visconti;
1402-12, duca di Milano;

Filippo Maria Visconti (Milano 1392-1447) Albero genealogico
figlio secondogenito di Gian Galeazzo e di Caterina Visconti;
1402-47, conte di Pavia;
sotto la tutela della potente famiglia dei Beccaria e di Facino Cane;
1412-47, duca di Milano;

Luigi II d'Angiò (Tolosa 1377-Angers 1417) Albero genealogico
figlio di Luigi I d'Angiò;
1384-1417, re di Napoli, di Sicilia e di Gerusalemme; duca d'Angiò; conte del Maine e di Provenza;
1410, viene sconfitto per mare alla Meloria da Ladislao;

Ladislao il Magnanimo (Napoli 1377-1414) Albero genealogico
figlio di Carlo III d'Angiò-Durazzo, re di Napoli e d'Ungheria;
1386-1414, re di Napoli;

Lodovico di Savoia-Acaia (?-m. 1418) Albero genealogico
figlio di Giacomo e fratello di Filippo e di Amedeo;
1402-1418, signore di Piemonte e principe di Acaia;

 

SICILIA 1410-12, durante l'interregno di Aragona, si distinguono nella riaccesa guerra civile, due correnti:
- corrente isolana che tenta di riacquistare la perduta indipendenza puntando sull'elevazione al trono di Nicolò Peralta, conte di Caltabellotta, parente degli Aragona che dovrebbe sposare la Vicaria Bianca di Navarra;
- corrente catalana che, pur dilaniata da tendenze diverse, mira a tenere la Sicilia dipendente dall'Aragona;

segue

 

 

– Belcari, Feo (Firenze 1410-1484) letterato italiano, ancora di tradizione agiografica medievale, appartenne all'alta borghesia fiorentina e ricoprì numerose cariche pubbliche;
Prato spirituale (1445, raccolta di vite dei santi, in volgare, tratta dall'opera omonima del Traversari che a sua volta aveva tradotto in latino dal greco l'opera di Giovanni Evirato)
Vita del beato Giovanni Colombini (1449)

Abram e Isaac, Annunziazione, Santo Giovanni Battista, San Panuzio (sacre rappresentazioni)
Laude.

– Bonincontri, Lorenzo (San Miniato, Pisa 1410-Roma 1491) umanista italiano: soldato di ventura, filosofo e astrologo, nelle cui opere di argomento filosofico e scientifico si avverte l'influenza di Marsilio Ficino;
De ortu Regum Neapolitanorum (1450-85, storia dei re di Napoli dai Normanni agli Aragonesi)
Chronicon sive annales ab anno 903 ad annum 1458 (storia più vasta di Napoli)
Rerum naturalium libri ad Laurentium Mediceum (1469-1472, poema in esametri latini, sulla natura del mondo e dell'uomo, e sull'influsso degli astri, dedicato a Lorenzo il Magnifico)
De rebus coelestibus ad Ferdinandum Aragonium (1472-75, sull'essenza della Trinità e la proprietà di stelle e pianeti, dedicato a Ferdinando d'Aragona)
1475-78, dopo alcuni anni di esilio a Napoli, viene chiamato allo Studio fiorentino dove commenta: 
Astronomicon di Manilio (curandone poi un'edizione annotata che uscirà nel 1484)
più tardi si trasferisce a Roma, dove gode dell'amicizia del Pontano, di M. Ficino e della protezione di Sisto IV.
Commentaria (lucido commento delle sue opere).

Fust, Johann (Magonza 1410-Parigi 1466, morto di peste) stampatore ed editore tedesco, primo collaboratore e socio finanziatore di J. Gutenberg.

Guardati, Tommaso o Masuccio Salernitano (Sorrento o Salerno 1410 ca- Salerno 1475) narratore italiano, di nobile famiglia, partecipò alla vita della corte aragonese e fu in relazione con G. Pontano
1463, stabilitosi a Salerno diventa segretario del principe Roberto di Sanseverino
Novellino (raccolta di 50 novelle divisa in 5 parti).

– Mentelin, Johann (Sélestat, Bas-Rhin 1410 ca-Strasburgo 1478) tipografo e miniatore alsaziano, il primo a praticare la nuova arte della stampa rivolgendosi deliberatamente al mondo laico;
[Tra i suoi generi, tutti stampatori:
. Adolf Rusch che introduce in Germania il carattere tondo,
. Martin Schott (attivo 1481-1499); suo figlio Johann Schott pubblica due trattatelli in inglese,
ciascuno in mille copie, dell'ex francescano William Roy, A lytle treatous or dialoge between a Christian father and his stubborn son (1527) e The buryng of the Mass (1528); cessa l'attività proprio nel 1528.]
allievo o, secondo altri, maestro di J. Gutenberg, fu il primo stampatore a Strasburgo;
Bibbia (1460/61, "delle 49 linee")
[In diretta concorrenza (850 pagine) alla Bibbia "delle 42 linee" (1286 pagine), uscita a Magonza prima dell'agosto 1456.]
Bibbia (1466, prima versione tedesca)
[Seppur ricca di svarioni da scolaretto, rimarrà il testo standard della Bibbia in lingua tedesca fino al tempo di M. Lutero.]
Terenzio (1470)
Valerio Massimo (1470)
Speculum quadruplex (1473, di Vincenzo di Beauvais)
Parzival e Titurel (1477, di Wolfram von Eschenbach, primi libri profani a stampa)
[Probabilmente su incitamento del suo patrono, il vescovo Rupert, che tempo prima aveva ordinato analoghi romanzi cavallereschi presso lo scriptorium di Diebold Lauber a Hagenau.]

Simonetta, Francesco detto Cicco Simonetta (Caccuri, Catanzaro 1410-Pavia 1480) uomo politico italiano, ammesso, per opera dello zio Angelo, al servizio di Francesco Sforza, ne fu per anni consigliere fidato e potentissimo segretario; dopo la morte di questi mantenne la sua carica col nuovo duca Galeazzo Maria Sforza e aumentò anzi la sua influenza sul governo del ducato milanese; ebbe onori e feudi (fra gli altri un vasto dominio in Lomellina, intorno a Sartirana); anche i suoi parenti ricoprirono cariche e importanti benefici ecclesiastici;
1476, dopo l'assassinio di Galeazzo Maria, governa di fatto il ducato, accanto alla reggente, la vedova Bona di Savoia; il suo governo è abile e vigoroso ma è contrastato dall'ostilità del patriziato milanese e dall'ambizione dei fratelli del duca defunto (Ludovico il Moro, Ottaviano, Ascanio) che intendono assumere la reggenza e la tutela del piccolo erede, Gian Galeazzo Maria;
1477, riesce a sventare un tentativo dei suoi rivali (appoggiati anche dal condottiero R. Sanseverino) di estrometterlo dal governo; esiliati, essi ottengono tuttavia nuovi appoggi da chi, a Milano e in Italia, osteggia il suo governo personale;
1479, settembre, quando Ludovico il Moro riesce ad accordarsi con Bona e tornare a corte, egli viene arrestato e rinchiuso nel castello di Pavia; fatto segno a ogni sorta di accuse, sottoposto a un rapido processo, viene condannato per tradimento e decapitato il giorno 30.

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Imperatore bizantino

Manuele II Paleologo Albero genealogico
(n. 1350 ca-m. 1425)
figlio di Giovanni V;
1373-1390, coimperatore;
1391-1425,

 

guerra dei cent'anni
(1337-1453)

«segue da 1409»
1408,
- armagnacchi 
[partigiani di Carlo, nuovo duca di Orléans, guidati dal suocero Bernardo VII conte di Armagnac, comprendenti i grandi nobili del regno];
- borgognoni
[sostenitori del duca di Borgogna, con il quale stanno in particolare le classi popolari (cabochiens) e l'università di Parigi, oltre a parecchi rappresentanti del ceto feudale];
«segue 1411» 

 

cabochiens
1410-13

Parigi, durante il regno di Carlo VI (1380-1422) nell'ala estremista del partito borgognone si forma questa fazione che prende il nome da uno dei suoi capi, Simon Lecoustellier detto Caboche;
costituita essenzialmente da elementi dell'artigianato cittadino, è appoggiata dall'università, tradizionale alleata del duca di Borgogna;
«segue 1411»

 

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