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Papa
Niccolò V

(1447-55)

1453
Luglio
8
, alla notizia della caduta di Costantinopoli, udita dal corriere della signoria veneziana, rimane sconvolto;
si mostra indulgente verso i primi intrighi di Stefano Porcari e di fronte alla congiura da lui promossa (voleva instaurare una costituzione repubblicana, come Cola di Rienzo cent'anni prima) lo  condanna a morte, anche se sembra aver promesso la grazia;
grande papa mecenate del Rinascimento, protegge letterati e artisti (Ficino, Filelfo, Bessarione, Leon Battista Alberti, Beato Angelico, Andrea del Castagno, Piero della Francesca, Benozzo Gozzoli.

Russia

1453, dopo la caduta di Costantinopoli nella Russia moscovita si va affermando la coscienza messianica di rappresentare la "terza Roma", cioè il paese custode (nella sua costituzione teocratica) della retta fede, trasmessa infallibilmente dalla tradizione liturgica russo-ortodossa;
1551, il Concilio dei cento capitoli [stoglavyi sobor] canonizza tale dottrina;
1584-1613, il "periodo dei torbidi" [smutnoe vremja] scuote questa coscienza, mentre, soprattutto dopo l'introduzione del patriarcato (1589), crescono i contatti con la chiesa greca e con la tradizione bizantina;
«segue 1652»

 

ANNO 1453

Federico III (Innsbruck 1415-Linz 1493) Albero genealogico
figlio di Ernesto duca di Stiria, appartiene al ramo leopoldino degli Asburgo;
1435-93, duca d'Austria (Federico V);
1440-93, re di Germania e dei romani (Federico IV);
1452-93, imperatore del Sacro Romano Impero (Federico III);

Federico II di Hohenzollern (Tangermünde 1413-Neustadt sull'Aisch 1471) Albero genealogico
figlio di Federico I;
1440-70, margravio ed elettore di Brandeburgo;
divide il governo della marca con il fratello Federico il Grosso fino al 1463;

segue

Casimiro IV (Cracovia 1424-Grodno 1492) Albero genealogico
figlio di Ladislao II Jagellone;
1440-92, granduca di Lituania (Casimiro II);
1445-92, re di Polonia;

Alberto VI d'Asburgo il Prodigo (Vienna 1418-1463) Albero genealogico
figlio di Ernesto di Stiria del ramo leopoldino, fratello dell'imperatore Federico III;
1444-63, duca d'Austria;

Ladislao VI il Postumo (Komárom, Slovacchia 1440-Praga 1457)
figlio postumo di Alberto II d'Asburgo;
1452-57, re d'Ungheria;
ancora sotto l'influenza di Giovanni Hunyadi;
1453-57, re di Boemia (Ladislao I)
in Boemia il potere viene esercitato di fatto dall'hussita Giorgio Podebrad;

segue

Cristiano I (n. 1426-Copenaghen 1481) Albero genealogico
figlio di Teodorico il Fortunato, conte di Oldenburg, e di Edvige erede di Schleswig e dell'Holstein;
1448-81, re di Danimarca;
1450-81, re di Norvegia;
1457-64, re di Svezia;

Carlo VIII Knutsson (n. 1409-m. 1470) Albero genealogico
figlio di Knut Thodsson, cavaliere svedese della famiglia Bonde;
1448-57, re di Svezia;
1449-50, re di Norvegia;
1464-65, re di Svezia;
1467-70, re di Svezia;

Basilio II il Cieco (n. 1415-m. 1462) Albero genealogico
figlio di Basilio I;
1425-62, gran principe di Mosca;
1453, la conquista turca di Costantinopoli favorisce l'isolamento di Mosca e lo sviluppo di una chiesa nazionale russa (avendo egli già rifiutato l'unione delle chiese ortodossa e romana decisa al concilio di Firenze);

segue

Carlo VII il Vittorioso (Parigi 1403-Mehun-sur-Yèvre 1462) Albero genealogico
figlio di Carlo VI e di Isabella di Baviera;
1422-61, re di Francia;

Filippo III il Buono (Digione 1396-Bruges 1467) Albero genealogico
figlio di Giovanni Senza Paura e di Margherita di Baviera;
1419-67, duca di Borgogna e conte di Fiandra;
1451-53, reprime con durezza la ribellione di Gand;

Renato I il Buono (Angers 1409-Aix-en-Provence 1480) Albero genealogico
secondogenito di Luigi II duca d'Angiò e di Iolanda figlia del re di Aragona;
1430-80, duca di Bar;
1431-53, duca di Lorena;
1434-80, duca d'Angiò e conte di Provenza;
1434-80, re di Sicilia (titolare);
1453, dopo aver combattuto con Carlo VII nell'ultimo periodo della guerra dei cent'anni fino alla definitiva conquista della Normandia, varca nuovamente le Alpi, in difesa dei suoi vecchi alleati italiani, Firenze e Milano, impegnati contro Alfonso di Napoli nella speranza di occupare il regno;
non potendo far nulla torna in Francia: cede la Lorena al figlio Giovanni, sposa in seconde nozze Giovanna di Laval e si ritira in Provenza al cui governo si dedicherà negli anni seguenti;

Ludovico (Ginevra 1413-Lione 1465) Albero genealogico
figlio di Amedeo VIII di Savoia;
1440-65, duca di Savoia;


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Enrico VI (Windsor 1421-Londra 1471) Albero genealogico
figlio unico di Enrico V e di Caterina di Valois;
1422-61, re d'Inghilterra;
ancora in fasce, poco dopo, alla morte del nonno Carlo VI, viene proclamato anche re di Francia;
1453, luglio, alla fine della guerra dei cent'anni, agli inglesi del territorio francese non resta che Calais, mentre al suo interno c'è un'ondata di miseria e di conseguenti rivolte sociali;
poiché egli inizia a dare segni di pazzia, la guida effettiva del governo viene presa da Riccardo di York; nello stesso tempo però la moglie Margherita d'Angiò dà alla luce il figlio Edoardo;
1470-71, re d'Inghilterra;

Richard Neville (n. 1428-Barnet, presso Londra 1471)
figlio di Richard Neville conte di Salisbury;
1450-71, conte di Warwick;

Giacomo II (Holyrood 1430-Roxburgh 1460) Albero genealogico
figlio di Giacomo I Stuart e di Joan Beaufort;
1437-60, re di Scozia;



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Alfonso V il Magnanimo (n. 1396 ca- Napoli 1458) Albero genealogico
figlio di Ferdinando I e di Eleonora di Castiglia;
1416-58, re d'Aragona, di Sicilia e di Sardegna;
1442-58, re di Napoli (Alfonso I);

Giovanni II (Medina del Campo 1397-Barcellona 1479) Albero genealogico
figlio di Ferdinando I e di Eleonora di Castiglia;
1425-79, re di Navarra;
1458-79, re d'Aragona;

Alfonso V l'Africano (Sintra, Lisbona 1432-1481) Albero genealogico
figlio di Edoardo I e di Eleonora di Aragona;
1438-81, re di Portogallo;

segue

Francesco Foscari (?) Albero genealogico
1423-57,
doge di Venezia;
a Costantinopoli perdono la vita 47 nobili veneziani e 20 rimangono prigionieri con il bailo Giacomo Minotto che viene ucciso con crudeltà.
In Italia lo Sforza, ricevuto l'aiuto dai francesi, si impadronisce non solo di molte terre del bergamasco e nel bresciano ma anche della Val Camonica, della Fortezza degli Orizinovi e di tutta la Giera d'Adda; non riesce invece ad espugnare la Fortezza d'Asola;
i veneziani dal canto loro riescono ad assumere al loro servizio, per mezzo di Andrea Zuliano, il capitano Bartolomeo Colleoni con l'esborso di 25.000 ducati oltre al conferimento del possesso di Martinengo, Romano e Malpaga, con l'impegno preciso di comandare 3000 cavalieri e 1000 fanti sotto le insegne veneziane.

Francesco Sforza (San Miniato, Pisa 1401-Milano 1466) Albero genealogico
figlio di Muzio Attendolo detto Sforza e della sua compagna Lucia di Torsciano;
1424-26, viceré della Calabria;
1433-66, marchese di Ancona;
1450-66, duca di Milano;

Ferdinando I o Ferrante (1431 ca-1494) Albero genealogico
figlio naturale di Alfonso V d'Aragona;
1443-58, duca di Calabria;
1458-94, re di Napoli;

segue

 

 

 

Albuquerque, Afonso de detto il Grande (Alhandra, Lisbona 1453-Goa 1515) uomo politico portoghese
Cancioneiro de Resende (1516, Canzoniere di Resende, collaborazione)
Cartas para el-Rey (edite solo nel 1884, Lettere al re di Portogallo).

Barbaro, Ermolao detto il Giovane (Venezia 1453/54-Roma 1493) umanista e filologo veneziano, formatosi alla scuola del cugino Ermolao il Vecchio, vescovo di Verona, e poi alla scuola romana di Pomponio Leto, Gaza e Merula; tradusse Temistio; e studiò Dioscoride e Aristotele;
De coelibatu (1472)
1475-76, commenta le opere morali di Aristotele all'università di Padova;
De officio legati (1489-91)
1491, ex ambasciatore della Serenissima, è creato patriarca di Aquileia;
Castigationes Plinianae (1492-93)
Carmina
Orationes

Epistolario (famosa la lettera in cui discute sullo stile con G. Pico della Mirandola).

– Benivieni, Girolamo (Firenze 1453-1542) poeta italiano, amico di G. Pico della Mirandola e di M. Ficino, fu educato al culto di Platone; tradusse dal latino i Salmi;
Canzone dell'amor celeste e divino (1486, documento importante della diffusione del platonismo nel Quattrocento; è dato alle stampe soltanto nel 1519, preceduto da un Commento di G. Pico della Mirandola, per gli scrupoli religiosi dell'autore, suggestionato dalla predicazione di G. Savonarola, del quale diventa seguace)
Semplicità della vita cristiana di G. Savonarola (traduzione)
Commento sopra a più sue canzoni et sonetti dello Amore e della bellezza divina (1500)
Dialogo di Antonio Manetti circa al sito, forma et misure dello Inferno di Dante Alighieri (1506).

– Beroaldo, Filippo detto il Vecchio (Bologna 1453-1505) erudito italiano, professore di retorica e di poesia a Bologna; rinnovò la filologia umanistica, rinunciando a considerare Cicerone modello unico e additando l'importanza di autori come Properzio, Svetonio e Apuleio; approntò edizioni di testi classici ricchissime di erudizione antiquaria;
Libellus de optimo statu
Heptalogos sive septem sapientes
Declamatio ebriosi,scortatoris et aleatoris de vitiositate disceptantium
Adnotationes centum (1488)
Orationes (1490)
Varia opuscola (1505).

– Marullo Tarcaniota, Michele (Costantinopoli 1453-Volterra 1500) poeta italiano e filologo d'origine greca
Corresse il testo di Lucrezio e criticò il Miscellanea di Poliziano.
Epigrammata (1497, IV libri)
Hymni naturales (1497, IV libri)
Neniae (1532, postume).

Medici, Giuliano de' (1453-1478, assassinato) figlio del banchiere fiorentino Piero e fratello di Lorenzo
1478, 26 aprile, viene ucciso durante la congiura dei Pazzi; dopo un mese dalla sua morte viene legittimato il figlio Giulio (futuro papa Clemente VII).

 

Imperatore bizantino

Costantino XI Paleologo Albero genealogico
(n. 1405 ca- Costantinopoli 1453)
terzo figlio di Manuele II e di Elena Dragases;
1443, despota di Morea;
1448, muore il fratello Giovanni VIII;
1449-53,
1453,
Aprile
2
, mentre egli ordina di ancorare le navi disponibili dietro la catena di sbarramento, la tenda di Mehmet II viene piantata davanti alla porta di San Romano (valle del Lygos) e i soldati si dispongono lungo le mura sulla terraferma; il pascià Zaganos, parente del sultano, si accampa a Galata con un gruppo di armati; molti cannoni sono piantati sul terreno ma soprattutto il grosso cannone costruito da Urbano di Transilvania, in versione definitiva, capace ora di lanciare palle da 600 chili a quasi due km di distanza;
15, il resto delle forze armate turche si schiera davanti alla città; il sultano dispone di 420 navi (piccole per la maggior parte), 58.200 uomini (truppe regolari) più gigantesche orde irregolari: dieci a uno il rapporto con le forze greche.
Il sultano, ciò nonostante, deve subire alcune sconfitte;
19, il sultano è quasi sul punto di abbandonare l'impresa;
20, tre navi genovesi inviate dal papa e un'altra dall'imperatore, carica di grano proveniente dalla Sicilia, si avvicinano al Corno d'Oro col vento in poppa, sfondano la barriera turca e fanno un ingresso trionfale a Costantinopoli con i cannoni ancora fumanti; rabbioso, il sultano, con un italiano facente parte del suo stato maggiore, escogita un piano…
22, prima del calare della notte settanta navi turche entrano nel porto della città;
28, il piano ideato da Giacomo Coco, capitano di una nave trapezuntica, per sconfiggere la flotta infiltrata non va a buon fine, forse per il tradimento dei genovesi di Galata;
Maggio
6
, la seconda bocca di fuoco (la prima si era sfaldata) di Urbano è pronta e comincia il suo lavoro;
19, nuovo attacco globale per mare e per terra;
28, il consiglio di guerra, dopo prese di posizione del visir Chalil-Pascià che vuole rompere l'assedio, in disaccordo con Zaganos e Ak Shemseddin, il massimo consigliere spirituale di Mehmet II, decide di sferrare un nuovo attacco in grande stile; lettere minatorie fatte arrivare all'interno delle mura fanno perdere il coraggio agli abitanti; solo Giustiniani rimane lucido e costringe il generale Lukas Notaras a potenziare le bocche da fuoco delle navi e le piazza alla porta di San Romano [oggi Topkapisi=porta del cannone] poi ordina ai sacerdoti di esporre le icone nei punti più minacciati del vallo, con monaci che cantano in coro per dare coraggio ai combattenti; l'imperatore invece si prepara a morire, partecipa alla grande processione pentecostale da Palazzo Blachernai a Santa Sofia; in Hagia Sophia si confessa e prende la comunione;
29, per fiaccare gli assediati vengono mandati avanti i bashibazuki (soldati provenienti da diversi popoli: ungheresi, russi, italiani e tedeschi, orde selvagge seguite dalle più disciplinate divisioni anatoliche, ma sia gli uni che gli altri sono respinti;
Giustiniani, rimasto ferito, si fa portar via su una lettiga e, seguito da quasi tutti gli taliani, abbandona il campo; i greci rimangono soli quando i giannizzeri sferrano l'attacco finale: Costantinopoli cade e del suo imperatore non se ne saprà più nulla: secondo alcuni è stato riconosciuto in un mucchio di cadaveri, una leggenda racconta invece del misterioso spalancarsi di una porta, mai esistita prima, nel muro di Hagia Sophia.
Tre giorni di saccheggi e misfatti indescrivibili seguono la conquista.

Impero ottomano

Mehmet II (1451-1481) figlio di Murad II.
1453
Maggio
29
, conquistata Costantinopoli, egli non prende parte al saccheggio e riceve nella sua tenda il rappresentante del podestà di Galata per negoziare con lui lo status futuro della colonia genovese; dopo aver stilato rapporti per far giungere in ogni angolo dell'impero la notizia della sua vittoria, il quarto giorno dopo la conquista, ordina che cessi il saccheggio e prende possesso della città.

guerra dei cent'anni
(1337-1453)

«segue da 1444»
1453, privi dell'alleanza borgognona, gli inglesi cominciano a cedere: dopo il successo di Formigny (1449-50), grazie al quale è liberata la Normandia, è ora la volta della Guienna, liberata dopo la battaglia di Castillon;
di fatto la guerra è terminata: gli inglesi in terra di Francia hanno solo Calais (la terranno fino al 1558);
«segue 1475» 

«guerra delle due rose»

Wars of the Roses
(Guerre delle rose)
1455-1485
Inghilterra:
- Lancaster (rosa rossa)
- York (rosa bianca)

La causa profonda è il dissesto economico e politico dopo la definitiva sconfitta subita nella guerra dei cent'anni.

1453, l'Inghilterra mantiene in Francia la sola Calais; 
Enrico VI di Lancaster decide di sostituire Riccardo di York, primo uomo di corte ed effettivo capo del governo con il rivale Edmondo Beaufort duca di Somerset (1454) provocando un'aperta rivolta che crea in breve tempo due schieramenti:
- Lancaster: il re (ormai demente, guidato dalla moglie Margherita d'Angiò), i grandi feudatari del nord;
- York: molti feudatari del sud e dell'est tra cui i Neville, i nuovi nobili e i borghesi
«segue 1455»

pace di Lodi

parti in causa:
- Francesco Sforza, Firenze, Genova e Mantova
- Venezia, re di Napoli, duca di Savoia, marchese di Monferrato
1453, 29 maggio, affrettato dall'annuncio della caduta di Costantinopoli in mano agli ottomani, e sollecitato da papa Niccolò V, l'accordo viene sottoscritto da Francesco Sforza e dai rappresentanti della repubblica di Venezia con il tacito consenso di Firenze, ma non senza il malumore degli altri partecipanti al conflitto, sorto per la successione per il ducato di Milano;
sancisce la successione dello Sforza al ducato di Milano e la restituzione a Venezia di Bergamo e Brescia fissando il confine tra i due stati al fiume Adda (Venezia conserverebbe Crema; Milano la Ghiaradadda);
divenuto ben presto accordo generale per l'adesione degli altri stati e garantita dalla costituzione della lega italica, la pace di Lodi segna in Italia l'inizio di un periodo di stabilità politica destinato a protrarsi per quasi tutta la seconda metà del sec. XV.

Banco di San Giorgio

«segue da 1447»
1453, la Casa di san Giorgio assume i diritti di sovranità territoriale sulla Corsica; quindi su Caffa e le colonie del Tauro, sulla Val d'Aroscia, Pieve di Teco, Ventimiglia, Levanto, Sarzana e Ponzano;
«segue 1539»

 

 

 

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