Papa
Niccolò V
(1447-55)
valente
studioso e appassionato collezionista d'arte e di manoscritti, la sua
raccolta privata ha costituito il nucleo originario della Biblioteca
Vaticana;
fece costruire la fontana di Trevi.
Papa
Callisto III
(1455-58)
Alonso
Borja o Alfonso Borgia (Játiva,
Valencia, 1378-Roma 1458) laureato all'università di Lérida, poi giurista
celebrato, diviene uno dei principali consiglieri di Alfonso V di Aragona;
1429, arcivescovo di Valencia,
1442, segue in Italia Alfonso V, divenuto re di Napoli; qui organizza
il sistema giudiziario del regno e, fino al 1444, è presidente del consiglio
regio;
1443, è uno degli artefici del trattato di Terracina fra Alfonso V e
papa Eugenio IV;
1444, nominato cardinale,
1455, eletto papa, si impegna nella lotta contro i turchi che intanto
hanno conquistato Costantinopoli, senza però riuscire ad organizzare
una vera e propria crociata; mette insieme una flotta e ad attaccare
le navi di Mehmet II tra le isole greche;
«segue»
1455-57,
Alvise Ca' da Mosto esplora, per conto
del principe portoghese Enrico il Navigatore,
il Senegal e il Gambia, scoprendo le isole di Capo Verde.
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ANNO 1455
– Reuchlin, Johannes o
Kapnion (Pforzheim
1455-Bad Liebenzell, Württemberg 1522) umanista tedesco, formatosi a
Friburgo, Basilea e Parigi;
1482, è al servizio del conte Eberardo V
del Württemberg con il quale si reca in Italia venendo a contatto con
la nuova cultura rinascimentale;
De verbo mirifico (1494)
1496, avvocato a Stoccarda, è costretto dalla morte del suo protettore
a fuggire a Heidelberg; si stabilisce infine a Stoccarda;
Henno (1498, commedia)
Sergius sive capitis caput (1507, commedia)
1513, è colpito dalle accuse dell'inquisizione di Colonia che gli rinfaccia
posizioni non ortodosse nella polemica contro J.
Pfefferkorn; questi pretende che tutti i libri ebraici vengano
bruciati in quanto pericolosi per la fede;
Epistolae clarorum virorum (1514, attestanti l'adesione di molti studiosi
al suo programma di tolleranza e universalità, cui si opposero le Epistolae
obscurorum virorum 1515-17)
De arte cabbalistica (1517)
1520, dopo aver subito una condanna papale, insegna negli ultimi anni greco ed
ebraico presso le università di Ingolstadt e di Tubinga.
– Sannazzaro,
Iacopo (Napoli 1455-1530) poeta umanista meridionale
Fece parte dell'Accademia pontaniana col nome di Actius
Syncerus
Arcadia (romanzo autobiografico).
– Sasso de' Sassi o
Sasso Panfilo (Modena 1455 ca-Lonzano, Ravenna 1527) poeta
italiano, uno degli esponenti, insieme a Serafino
Aquilano, del petrarchismo quattrocentesco;
di ricca famiglia, a causa di rovesci finanziari lasciò la sua città
e andò a vivere per alcuni anni in provincia di Verona e a Brescia
Epigrammata (1499, in 4 voll.)
1504, torna a Modena
Opera del pleclarissimo poeta messer Panfilo Sasso (1511)
1523, deve allontanarsi da Modena sotto l'accusa di eresia; negli ultimi
anni ottiene il governatorato di Lonzano, in Romagna.
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Impero
ottomano
Mehmet
II (1451-1481) figlio di
Murad II.
«guerra
delle due rose»
o
Wars of the Roses
(Guerre delle rose)
1455-1485
Inghilterra:
- Lancaster (rosa rossa)
- York (rosa bianca)
«segue
da 1453»
1455, 22 maggio, nel primo scontro a Saint Albans il re Enrico VI viene catturato ed Edmondo
Beaufort ucciso: Riccardo di York riprende la sua posizione, ma
mira nel frattempo alla successione al trono al posto del figlio di
Enrico VI; si riaccende così la guerra
per iniziativa della regina Margherita;
maggio, Riccardo di York vince a Saint
Albans, riconquistando la carica di primo ministro a corte, anche grazie
al contributo del conte di
Warwick nominato capitano della piazza di Calais;
«segue 1460»
1455, 26
gennaio, dopo la pretesa del re di Napoli Alfonso
di Aragona di modificare il patto della "lega
italica" tanto da mutarne la sostanza e mettersi in una
posizione di privilegio, si giunge ad un compromesso:
le sue richieste vengono registrate alla fine del testo del trattato
costitutivo;
egli ratifica infine la pace e la lega, cui aderiscono anche Borso
d'Este e Bologna;
rimangono esclusi, per espresso desiderio di Alfonso, Genova (verso
cui egli avanza diritti che pretende siano soddisfatti), Sigismondo
Malatesta e Astorre Manfredi;
la ratifica della lega sancisce anche il riconoscimento della legalità
del dominio di Francesco Sforza che si
mette in tal modo al riparo da eventuali pretese dei francesi, che possono
essere avanzate da parte degli Orléans eredi dei Visconti;
sebbene la lega sia nata per la forte impressione suscitata in Occidente
dalla caduta di Costantinopoli (1453) e dall'avanzata turca nei Balcani,
nel patto non esiste alcun impegno che faccia riferimento agli infedeli;
sorta dall'interesse dei vari stati italiani a mantenere l'assetto territoriale
scaturito dalla pace di Lodi, la lega costituisce un valido strumento
diplomatico in favore dell'equilibrio politico della penisola, che in
effetti si manterrà sostanzialmente inalterato per quasi tutta la seconda
metà del Quattrocento, nonostante gli occasionali momenti di rottura
(guerra di Ferrara 1482-84; congiura dei baroni 1485);
la lega sarà confermata un'ultima volta il 31 marzo 1495 contro Carlo
VIII, ma le vicende politiche degli anni successivi ne determineranno
di fatto lo scioglimento.
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