Papa
Alessandro VI
(1492-1503)
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ANNO 1498
– Brùcioli, Antonio
(Firenze 1498 ca-Venezia 1556) letterato
fiorentino; implicato nella congiura detta degli Orti oricellari, si
salvò rifugiandosi in Francia dove entrò in rapporto con
i riformatori luterani;
Dialoghi della morale filosofia (1526-38, cso il Dialogo
della repubblica)
1527, dopo la cacciata dei Medici, torna a Firenze;
1529, condannato per le sue opinioni politiche e religiose, si trasferisce
a Venezia, dove svolge un'intensa attività di traduttore (Cicerone,
Plinio il Vecchio, Aristotile)
e di editore (Decameron, 1539; Rime e Trionfi del Petrarca,
1548)
Tradusse la Bibbia che pubblicň fra il 1530 e il 1532
a cui aggiunse tre tomi di Commentari (1540) divenuti sette
nell'edizione definitiva del 1542-46, messa all'indice)
Dialoghi faceti (1535)
1556, ripetutamente processato con l'accusa di professare e diffondere
opinioni eretiche, muore in estrema miseria.
– Clovio, Giulio (Grizane,
Fiume 1498-Roma 1578) pittore e miniaturista italiano
Libro d'ore per Alessandro Farnese (1546,
alla Pierpont Library di New York).
– Fazello, Tommaso (1498-1570)
storico siciliano;
De rebus siculis, decades duae (opera fondamentale per lo studio
della storia siciliana).
– Flaminio, Marcantonio
(Serravalle, oggi Vittorio Veneto, 1498-Roma 1550) umanista italiano;
Lusus pastorales (1515)
Compendio della volgar gramatica (1521)
Paraphrasis in triginta psalmos (1546)
De rebus divinis carmina (postuma, 1551)
Tradusse alcuni scritti di J.
de Valdés e rivide per la stampa Beneficio di Cristo
di Benedetto da Mantova [Fontanini],
libretto molto stimato da grandi uomini della Chiesa come il Morone)
[Tre edizioni veneziane nel periodo 1533-40, nonostante
gli attacchi di Ambrogio Catarino.]
– Gelli, Giovan Battista
(Firenze 1498-1563) scrittore italiano, di professione calzettaio; autodidatta,
giŕ negli anni giovanili venne ammesso alle riunioni degli Orti Oricellari;
si aggregň ben presto all'Accademia degli Umidi (in casa di Giovanni
Mazzuolo, detto lo "Stradino")
che piů tardi prese il nome di "Accademia fiorentina";
1548, diventa Consolo (presidente) dell'Accademia fondata nel 1540;
Letture sopra la "Commedia" di Dante (1553, tenute
pubblicamente tra il 1541 e il 1543 e tra il 1553 e il 1563, in cui
ripropone il magistero morale e linguistico di Dante)
Vite di artisti
Ecuba di Euripide (senza nota di
luogo, di anno e di stampatore, traduzione dal latino)
La sporta (1543, commedia, derivata dalla Clizia di N.
Machiavelli; accusato di plagio dal Lasca
in una lettera al Varchi)
I ragionamenti di Giusto bottaio da Firenze o I capricci
del bottaio (Doni 1546, prima edizione col titolo I dialoghi
del Gello, con sette dialoghi o ragionamenti; Torrentino 1548, 10
dialoghi immaginari, dedicati a Tommaso Baroncelli
con lettera del 10 marzo 1548; libro posto all'Indice per le narrazioni
intorno a Lazzaro resuscitato, intorno alle Indulgenze vendute, intorno
al lusso della corte di Roma, ecc.)
[Lo stesso autore si offre (più
o meno volontariamente) ai padri conciliari
riuniti a Trento per correggere personalmente tutte quelle parti dell'opera
meritevoli di espurgazione.]
La Circe (1549, dialogo)
[Subirà vari interventi da parte degli espurgatori.
Alvisopoli, Venezia 1825, con bibliografia completa.]
Ragionamento (o Dialogo) sopra le difficultŕ del
mettere in regole la nostra lingua (Torrentino 1551)
di Simone Porzio:
Trattato de' colori degli occhi (Torrentino 1551)
Modo di orare cristianamente (Torrentino 1551)
Disputa sopra una fanciulla della Magna, la quale visse due anni,
e piů, senza mangiare e senza bere (1551)
La vita di Alfonso da Este Duca di di Ferrara, scritta dal vescovo
Giovio (1553)
Lo errore (Torrentino 1556, commedia, lo stesso accusata di plagio
machiavelliano).
– Giovanni dalle Bande Nere
(Forlě 1498-Mantova 1526)
capitano di ventura, figlio di Giovanni de' Medici
il Popolano e di Caterina Riario Sforza;
sottratto ancora bambino alle minacce di Cesare
Borgia e trasferito a Firenze, viene educato da Iacopo
Salviati di cui sposa la figlia Maria;
1516-17, fa le prime esperienze nella guerra di Urbino e poi, al servizio
di papa Leone X si adopera per reprimere
le tendenze antipontificie delle Marche e dell'Umbria;
1522, alla morte del papa passa dalla parte dei francesi e protegge
la loro ritirata nella battaglia della Bicocca;
1523-24, passato di nuovo al servizio degli imperiali perfeziona l'organizzazione
delle sue bande dette "nere" per il colore delle insegne,
a lutto per la morte di Leone X prima e
dello stesso loro capo poi;
1526, comanda la fanteria italiana nella guerra della "lega di
Cognac"; 25 novembre, dopo aver battuto varie volte i lanzichenecchi,
cade ferito per mano del duca di Ferrara
e muore a Mantova pochi giorni dopo; si spegne con lui l'ultimo condottiero
dei liberi stati italiani dell'etŕ rinascimentale.
– Nádasdy, Tamás (n.
1498-Budapest 1562) uomo d'armi ungherese
1525, dopo aver studiato in Italia, a Roma e a Bologna, fa parte del consiglio
reale ungherese
1526, partecipa alla battaglia di Mohács contro i turchi
1527, per il valore dimostrato č nominato comandante della piazzaforte di Buda;
č coinvolto nelle lotte tra i due pretendenti al trono d'Ungheria, Ferdinando
I d'Asburgo e Giovanni Szápolyai,
parteggiando ora per l'uno, ora per l'altro; sostenitore di una riforma della
chiesa in senso erasmiano, dŕ protezione a Mátyás
Dévai Biró, che diffonde il calvinismo in Ungheria; nominato da
Ferdinando I bano di Croazia e di Slavonia, conte palatino d'Ungheria, dedica
gli ultimi anni della sua vita alla lotta contro i turchi.
– Ornano di Bastelica, Sampiero
detto anche Sampiero Corso o Sampiero
da Bastelica (Bastelica 1498-La Rocca 1567) militare corso
(il nome Ornano deriva dal feudo
della moglie Vannina), padre di Alphonse
(1548-1610); militň con Giovanni
dalle Bande Nere passando poi al servizio della Francia
1536, si distingue nella battaglia di Fossano contro gli imperiali
1544, partecipa alla battaglia di Ceresole d'Alba
1553, ha l'incarico da Enrico II di sostenere la
lotta per l'indipendenza della Corsica da Genova
1559, l'isola viene occupata dai francesi fino al trattato di Cateau-Cambrésis
che la restituisce a Genova; in questi anni strangola la moglie per motivi
rimasti oscuri
1564, riprende la lotta per la liberazione della Corsica, ma poco dopo viene
assassinato per vendetta dai cognati.
– Osiander, Andreas
(Gunzenhausen, presso Norimberga 1498-Königsberg
1552) teologo protestante tedesco;
1520, insegna ebraico nel convento agostiniano di Norimberga;
1525, avversario dell'ala radicale della riforma e di Zwingli,
condanna la "guerra dei contadini";
1528-29, introduce la riforma in Svevia;
1530, introduce la riforma nel Brandeburgo;
1543, partecipa alla pubblicazione del De revolutionibus orbium coelestium
di N. Copernico,
scrivendovi una prefazione in cui presenta le teorie scientifiche dell'autore
come semplici ipotesi);
1548, dopo l'approvazione dell'interim di Norimberga, si rifugia
presso Alberto di Prussia che lo nomina
primo professore della facoltŕ teologica della nuova universitŕ di Königsberg;
De justificatione (1550, in cui attacca la dottrina luterana della
"giustificazione").
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Stampa
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da 1497»
1498,
Barcellona:
maggio, Johann Luschner stampa diciottomila
lettere d'indulgenza per l'abbazia di Montserrat [come le cartelle
esattoriali moderne!!].
«segue 1499»
Accademia
romana
«segue
da 1478»
1498, alla morte di Giulio
Pomponio Leto decade,
diminuisce la sua attività, fino a scomparire del tutto con il
sacco di Roma.
Monti di pietŕ
«segue
da 1462»
1498, troviamo un Monte di Pietŕ a Norimberga;
«segue 1515»
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