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Papa
Alessandro VI

(1492-1503)

1501, tenta di allargare la censura a tutta la Cristianità:
- imponendola come un dovere a tutti coloro che si trovano i in posti di responsabilità,
- introducendo la censura preventiva
[ne fissa i principi con la bolla Inter multiplices diretta ai vescovi di Colonia, Magonza, Treviri e Magdeburgo],
- sottoponendo a sorveglianza ecclesiastica anche i libri di argomento non teologico.

1501, Amerigo Vespucci, al servizio del Portogallo, costeggia la costa meridionale dell'America, scendendo fino alla latitudine di 50° sud. Si convince che le terre scoperte da Colombo sono un nuovo continente.

ANNO 1501

Massimiliano I d'Absburgo (Wiener Neustadt 1459-Wels, Alta Austria 1519) Albero genealogico
figlio di Federico III;
1486-1519, re dei romani;
1493-1519, re di Germania;
1508-19, imperatore del Sacro Romano Impero;

Federico III il Saggio (Torgau 1463-castello di Lochau, Annaburg 1525) Albero genealogico
figlio di Ernesto duca elettore di Sassonia (linea ernestina) e di Elisabetta di Baviera;
1486-1525, duca elettore di Sassonia;

Alberto IV il Saggio (Monaco 1447-Magonza 1508) Albero genealogico
1467-1508, duca di Baviera;
con il fratello Sigismondo e poi da solo;

Ulrico di Württemberg (Reichenweiler, Alsazoia 1487-Tubinga 1550) Albero genealogico
figlio di Enrico e di Elisabetta di Zweibrücken;
1498-1519, duca di Württemberg;
1534-50, duca di Württemberg;

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Ladislao VII o II Jagellone III (n. 1456-Buda 1516) Albero genealogico
figlio di Casimiro IV re di Polonia;
1471-1516, re di Boemia (Ladislao II);
1490-1516, re d'Ungheria (Ladislao VII);

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Giovanni I († 1513) Albero genealogico
figlio di Cristiano I e di Dorotea di Brandeburgo;
1481-1513, re di Danimarca e di Norvegia;
1497-1501, re di Svezia (Giovanni II);

Ivan III il Grande (Mosca 1440-1505) Albero genealogico
figlio di Basilio II il Cieco;
1449, già co-reggente del padre;
1462-1505, gran principe di Mosca;

Stefano III il Grande (n. 1433 ca-m.1504)
figlio del principe Bogdan II della stirpe dei Musat;
1457-1504, voivoda di Moldavia;

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Luigi XII (Blois 1462-Parigi 1515) Albero genealogico
figlio di Carlo duca d'Orléans e Maria di Clèves;
1498-1515, re di Francia;

Renato II (n. 1451-Fains, Barrois 1508) Albero genealogico
figlio di Federico (Ferri) di Lorena conte di Vaudémont e di Iolanda d'Angiò, figlia di Renato I;
1473-1508, duca di Lorena;
1480-1508, duca di Bar;


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Enrico VII Tudor (castello di Pembroke 1457-Richmond, Londra 1509) Albero genealogico
figlio di Edmondo Tudor, conte di Richmond, e di
Margherita di Beaufort;
1485-1509, re d'Inghilterra;
1501, dopo aver stretto accordi commerciali con la lega anseatica, con Venezia, con i Paesi Bassi e soprattutto con la Spagna, consacra i patti mediante il matrimonio del primogenito Arturo con Caterina d'Aragona, figlia dei re cattolici;

Giacomo IV (n. 1473-Flodden, Inghilterra 1513) Albero genealogico
figlio di Giacomo III Stuart;
1488-1513, re di Scozia;


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Ferdinando II il Cattolico (Sos, Aragona 1452-Madrigalejo, Estremadura 1516) Albero genealogico
figlio di Giovanni II d'Aragona e della sua seconda moglie Giovanna Enriquez;
1479-1516, re d'Aragona e di Sicilia;
1501-02, Federico, l'ultimo sovrano aragonese, viene espulso con la forza e con l'inganno dal regno di Napoli;
ma subito dopo i due alleati vengono alle armi, come era prevedibile, e gli spagnoli hanno la meglio, grazie al valore e all'abilità del Gran Capitano Gonzalo Fernández de Cordoba;
1503-16, re di Napoli (Ferdinando III);
1512-16, re di Spagna (Ferdinando V);

Isabella I la Cattolica (Madrigal de las Altas Torres, Ávila 1451-Medina del Campo, Valladolid 1504) Albero genealogico
figlia di secondo letto di Giovanni II di Castiglia e di Isabella di Portogallo;
1474-1504, regina di Castiglia;

Emanuele il Grande (Alcochete, Lisbona 1469-Lisbona 1521) Albero genealogico
figlio di Ferdinando duca di Viseu e di Beatrice di Portogallo;
1495-1521, re di Portogallo;

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Agostino Barbarigo (?) Albero genealogico
1486-1501,
doge di Venezia;

Leonardo Loredan (?) Albero genealogico
1501-21,
doge di Venezia;

Guglielmo IX Paleologo (?-?) Albero genealogico
figlio del marchese Bonifacio III e di Maria Brankovic;
1494-1518, marchese di Monferrato;

Francesco II Gonzaga (n. 1466-m. 1519) Albero genealogico
figlio di Federico I e di Margherita di Baviera;
1484-1519, marchese di Mantova;

Piero de' Medici (Firenze 1472-Garigliano 1503) Albero genealogico
figlio di Lorenzo de' Medici e di Clarice Orsini;
1492-94, signore di Firenze;
1501, dal 1494 è in esilio da Firenze insieme ai fratelli.

Guidobaldo I (Urbino 1472-Fossombrone 1508) Albero genealogico
figlio di Federico da Montefeltro e di Battista Sforza;
1482-1508, duca di Urbino;

Francesco Maria I della Rovere (n. 1490-m. 1538) Albero genealogico
figlio del duca di Sora Giovanni della Rovere e di Giovanna di Montefeltro;
1501-38, duca di Sora;
1501-38, signore di Senigallia e Mondavio;
oltre al ducato, eredita anche la carica di prefetto di Roma e la signoria;
1508-38, duca di Urbino;
1512-38, signore di Pesaro;

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Beccadelli, Lodovico (Bologna 1501-Prato 1572) prelato e umanista, al servizio dei cardinali Gaspare Contarini e Reginald Pole, vicario generale a Reggio Emilia;
1549, vescovo di Ravello;
1550-54, nunzio a Vienna, poi arcivescovo di Ragusa in Dalmazia, prende parte al Concilio di Trento;
Vite di P. Bembo, del Della Casa, del Petrarca ecc..

– Froben, Hieronymus (1501-1563) stampatore tedesco, figlio di Johannes;
Opere di sant'Agostino (1529, in 10 voll.)
Errata et Addenda (1529, primo errata corrige)
[In effetti lo avrebbe preceduto Aldo Manuzio in occasione di un'edizione di Aristotele in cui manca un'intera linea, ma Erasmo da Rotterdam qui riempie ventisei pagine con circa centottanta correzioni «in modo che i possessori dei suoi scritti potessero correggere le loro copie e gli stampatori di future edizioni valersi dei suoi emendamenti».
I Froben sono eredi ed esecutori testamentari di Erasmo da Rotterdam, loro consigliere editoriale.
La loro "marca" è costituita da due serpenti che, attorcigliati attorno ad un bastone retto da una o due mani, inquadrano una colomba.]

Pembroke, William Herbert (n. 1501-Hampton Court, Londra 1570) uomo politico inglese
1543, quando sua cognata Caterina Parr diventa la sesta moglie di Enrico VIII, acquisisce grande influenza a corte
1547, alla morte del re sostiene il duca di Somerset, Seymour, protettore di Edoardo VI 
1549, contribuisce  a sedare alcune rivolte nell'ovest
1551, creato conte, appoggia la candidatura al trono di Giovanna Grey
1553, questa è proclamata regina; quando l'opposizione contro di lei si fa troppo forte, egli l'abbandona; la regina Maria I Tudor lo tratta con sospetto, ma egli ne riguadagna la fiducia non opponendosi alla restaurazione del cattolicesimo 
1554, favorisce il suo matrimonio con Filippo II di Spagna che lo utilizza in missioni diplomatiche

1556, governatore di Calais, comanda le truppe inglesi accorse a soccorrere gli spagnoli nelle Fiandre
1558, all'ascesa di Elisabetta sostiene il ritorno del protestantesimo; coinvolto nel progetto di matrimonio tra il duca di Norfolk e Maria, regina di Scozia, nega recisamente di aver tramato per tradire Elisabetta, che però lo relega a Hampton Court.

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«segue da 1500»
1501
Italia
Aldo Manuzio lancia sul mercato il nuovo modello del «libretto a mano» (l'«enchiridion») pur avendo anch'esso alle spalle un modello manoscritto (gli elegantissimi codicetti del calligrafo veneto Bartolomeo Sanvito).
Germania
Colonia, gli stampatori protestano contro il tentativo papale di estendere l'ingerenza clericale al di là del controllo delle opere eretiche ma la loro coraggiosa azione non ha alcun seguito.
«segue 1502»

"Pasquino"

1501, Roma: scavando nel rione Parione per preparare le fondamenta di una nuova costruzione, viene trovato un troncone di statua, un gruppo scultoreo mutilo di età ellenistica, raffigurante Menelao con il corpo di Patroclo (o, secondo altri, Aiace con il corpo di Achille);
il cardinale Oliviero Carafa
Albero genealogico lo colloca nei pressi di piazza Navona, sull'angolo di palazzo Braschi; questo gruppo scultoreo viene chiamato Pasquino [dal nome di un famoso sarto che ha servito nobili e prelati; secondo altri un maestro di scuola, un barbiere, un oste o un esule senese, in ogni caso uno dotato di una battuta salace];
nasce subito l'usanza di travestirlo in occasione di varie feste e di apporvi epigrammi e poesie, in genere in latino;
nel corso del XVI e soprattutto XVII secolo questa usanza si trasforma: vi si appongono componimenti satirici, le cosiddette polizze o pasquinate che prendono di mira i personaggi più illustri, le autorità, la curia e, spessissimo, lo stesso papa; non di rado gli autori delle pasquinate vengono colti sul fatto e talvolta giustiziati o condannati a pene gravissime; non di rado le poesie sono interlocutorie: con Pasquino conversano, cioè, altre statue parlanti: Marforio, l'Abate Luigi, Madama Lucrezia, il Facchino, il Bambino e altre; 
lo stesso nome viene dato a una maschera della commedia dell'arte, probabilmente di origine romana, testimoniata fin dalla prima metà del XVI secolo nelle farse dei Rozzi di Siena;
tipo di servo strafottente e astuto, ha particolare fortuna nel teatro popolare siciliano, dove assume il nome di Pasquino Tataranchio, e nel teatro francese (Pasquin).
1870, con la libertà di stampa si spegne anche il gusto proibito della satira.

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