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Papa
Sisto IV

(1471-84)

1482, è a fianco di Venezia nella guerra di Ferrara, da lui stesso fatta scoppiare; le sue truppe, guidate da R. Malatesta hanno parte nella vittoria di Campomorto sui napoletani.
Con la bolla Gravi nimis disapprova tutti coloro che affermano che la Chiesa non celebra l'Immacolata Concezione di Maria, ma solo la sua Concezione spirituale e al sua santificazione.

Inquisizione spagnola

«segue da 1478»
1483, Tomás de Torquemada (Torquemada o Valladolid 1420-Ávila 1498) religioso spagnolo, domenicano, priore del convento di Santa Cruz di Segovia e confessore di Ferdinando d'Aragona e Isabella di Castiglia, ha l'incarico dai Re Cattolici, con l'assenso di papa Sisto IV, di organizzatore capillarmente l' "Inquisizione spagnola", già stabilita dal papa nel 1478 ma ancora poco incisiva, con il preciso scopo di espellere gli ebrei dal paese o di indurli alla conversione; con due bolle papali del 2 agosto e del 17 ottobre, viene sancita la sua nomina di inquisitore generale di Castiglia, León, Aragona, Catalogna, Valencia;
Istruzione (1484, programma: la cacciata degli ebrei dovrebbe avvenire gradualmente per ordinanze locali; nel frattempo essi sarebbero tassati pesantemente per far fronte alla conquista di Granada, ultimo baluardo dei Mori in Spagna)
«segue 1492»

 

 

ANNO 1483

Federico III (Innsbruck 1415-Linz 1493) Albero genealogico
figlio di Ernesto duca di Stiria, appartiene al ramo leopoldino degli Asburgo;
1435-93, duca d'Austria (Federico V);
1440-93, re di Germania e dei romani (Federico IV);
1452-93, imperatore del Sacro Romano Impero (Federico III);

Alberto IV il Coraggioso (Grimma, Lipsia 1443-Emden, Bassa Sassonia 1500) Albero genealogico
figlio di Federico II elettore di Sassonia-Wittenberg;
è l'iniziatore del ramo albertino della casa di Wettin;
1464-85, duca di Sassonia;
regge il ducato con il fratello maggiore Ernesto;
1485-1500, margravio di Meissen (Alberto II)
1485-1500, duca elettore di Sassonia;

Alberto di Hohenzollern detto Achille (Tangermünde, Magdeburgo 1414-Francoforte sul Meno 1486) Albero genealogico
terzogenito di Federico I;
1440, eredita il principato di Ansbach;
1464, alla morte del fratello Giovanni eredita il principato di Bayreuth;
1470-86, elettore di Brandeburgo;

Alberto IV il Saggio (Monaco 1447-Magonza 1508) Albero genealogico
1467-1508, duca di Baviera;
con il fratello Sigismondo e poi da solo;

segue

Casimiro IV (Cracovia 1424-Grodno 1492) Albero genealogico
figlio di Ladislao II Jagellone;
1440-92, granduca di Lituania (Casimiro II);
1445-92, re di Polonia;

Ladislao VII o II Jagellone III (n. 1456-Buda 1516) Albero genealogico
figlio di Casimiro IV re di Polonia;
1471-1516, re di Boemia (Ladislao II);
1483, educato secondo rigidi principi cattolici, si scontra con l'opposizione hussita che crea tumulti a Praga;
1490-1516, re d'Ungheria (Ladislao VII);

Mattia Corvino (Kolozssvár 1440-Vienna 1490)
figlio di János Hunyadi;
1458-90, re d'Ungheria;

segue

Giovanni I († 1513) Albero genealogico
figlio di Cristiano I e di Dorotea di Brandeburgo;
1481-1513, re di Danimarca e di Norvegia;
1497-1501, re di Svezia (Giovanni II);

Ivan III il Grande (Mosca 1440-1505) Albero genealogico
figlio di Basilio II il Cieco;
1449, già co-reggente del padre;
1462-1505, gran principe di Mosca;
1483, riesce ad annettere Rjazan;

Stefano III il Grande (n. 1433 ca-m.1504)
figlio del principe Bogdan II della stirpe dei Musat;
1457-1504, voivoda di Moldavia;

segue

Luigi XI (Bourges 1423-Plessis-les-Tours 1483) Albero genealogico
figlio di Carlo VII e di Maria d'Angiò;
1461-83, re di Francia;
primo sovrano francese ad intitolarsi "re cristianissimo", per ricordare la discendenza dal Sacro Romano Impero di Carlo Magno.

Carlo VIII (Amboise 1470-1498) Albero genealogico
figlio di Luigi XI e di Carlotta di Savoia, fu l'ultimo sovrano della dinastia dei Valois;
1483-98, re di Francia;

(1483-91) reggente la sorella Anna di Borbone-Beaujeu, che con il trattato di Arras dell'anno precedente ha assicurato alla Francia il grosso dell'eredità borgognona; essa stessa saprà reprimere con mano ferma le velleità di rivincita della nobiltà feudale;

Renato II (n. 1451-Fains, Barrois 1508) Albero genealogico
figlio di Federico (Ferri) di Lorena conte di Vaudémont e di Iolanda d'Angiò, figlia di Renato I;
1473-1508, duca di Lorena;
1480-1508, duca di Bar;
1483, combatte a fianco di Venezia durante la guerra di Ferrara, senza nascondere le sue ambizioni sul regno dell'Italia meridionale su cui vanta i diritti della sua famiglia materna;

segue

Edoardo IV (Rouen 1442- Westminster 1483) Albero genealogico
figlio di Riccardo di York e di Cicely Neville;
1455-85, guerra delle due rose;
1461-83, re d'Inghilterra;

alla sua morte gli succede per pochi mesi il figlio Edoardo V (1470-83)
sotto la tutela di Riccardo di Gloucester (Riccardo III), dal quale viene assassinato insieme con il fratello Riccardo di York.

Riccardo III (Fotheringay, Castle, Northamptonshire 1452-Bosworth 1485) Albero genealogico
undicesimo figlio di Riccardo di York;
1455-85, guerra delle due rose;
1461-83, duca di Gloucester;
1483, aprile, morendo il fratello Edoardo IV gli affida la tutela dei figli Edoardo e Riccardo; luglio, li fa imprigionare nella Torre di Londra costrigendo un parlamento intimorito e corrotto a proclamarlo re;
1483-85, re d'Inghilterra;

Giacomo III (n. 1451-Sauchieburn 1488) Albero genealogico
figlio di Giacomo II Stuart;
1460-88, re di Scozia;



segue

Ferdinando II il Cattolico (Sos, Aragona 1452-Madrigalejo, Estremadura 1516) Albero genealogico
figlio di Giovanni II d'Aragona e della sua seconda moglie Giovanna Enriquez;
1479-1516, re d'Aragona e di Sicilia;
dal 1481 è in atto una lunga guerra rivolta tutta al regno di Granada. l'ultimo caposaldo arabo nella penisola iberica;
1503-16, re di Napoli (Ferdinando III);
1512-16, re di Spagna (Ferdinando V);

Isabella I la Cattolica (Madrigal de las Altas Torres, Ávila 1451-Medina del Campo, Valladolid 1504) Albero genealogico
figlia di secondo letto di Giovanni II di Castiglia e di Isabella di Portogallo;
1474-1504, regina di Castiglia;

Giovanni II il Perfetto (Lisbona 1455-Alvôr 1495) Albero genealogico
figlio di Alfonso V l'Africano;
1481-95, re di Portogallo;

segue

Giovanni Mocenigo (?) Albero genealogico
1478-85,
doge di Venezia;
rinvigorite le milizie, ripresosi Sanseverino, affidata la direzione della cosa pubblica a Luca Pisani capitano di Verona, fino all'arrivo del neo eletto provveditore Giovanni Emo, riprende la guerra contro Ferrara.
Mentre Francesco Sanseverino è inviato dal padre a combattere il forte costruito dal duca di Ferrara al Lago scuro, sono assaliti da Sigismondo d'Este, Niccolò Coreggio e Ugo Sanseverino con 3000 soldati, 400 cavalieri e 600 fanti ma assistiti da Vettor Soranzo che con 37 legni batte Graniolo, i ferraresi sono posti in fuga; molti sono uccisi dai cavalieri greci e molti altri fatti prigionieri tra cui anche Ugo sanseverino che viene inviato sottto scorta a Venezia.
Mentre Ferrara è ormai ad un passo dall'essere conquistata dai veneziani, il pontefice, presa a pretesto l'idea di muovere subito contro i turchi (in realtà perché istigato da Lodovico Sforza) intima a Venezia di desistere immediatamente dalla guerra e di riconsegnare i territori occupati. Rifiutatasi, viene colpita dalla scomunica per cui Alfonso avanza con 2000 cavalieri verso Ferrara, passando poi a Casale dove si stanno riunendo gli ambasciatori dei vari principi italiani per firmare una nuova alleanza a cui solo Genova non partecipa rimanendo con Venezia.
Generale della grande alleanza è nominato Federico Gonzaga pur restando la suprema autorità di Alfonso.
Renato, figlio del duca di Lorena, sollecitato a passare in Italia dal senato veneziano e superate le opposizioni del duca d'Austria e dei principi tedeschi vicini al pontefice, giunge a Trento dove lo incontrano per onorarlo gli ambasciatori Bartolomeo Vitturi e Niccolò Foscari. Rinvigorito dal nuovo soccorso e da molte squadre di turchi, che hanno scelto di stare al servizio dei veneziani invece che degli aragonesi, l'esercito veneziano viene inviato nel milanese al comando del Sanseverino. Questi, unitosi a Pietro Priuli e a Marcantonio Morosini, provveditore in campo, gettato un ponte sull'Adda in vicinanza di Trecco entra nel milanese.
Dalla città esce subito Lodovico che unendosi agli alleati forma un esercito così forte da impensierire il Sanseverino il quale, presidiata la fortezza degli Orzi Novi, si ritira con le milizie nelle vicinanze di Brescia. A questo unto Alfonso passa l'Adda a Cawsciano, s'ipadronisce di Trecco e di altre terre minori ed accresciuto l'esercito con le truppe fiorentine e pontifice oltrpassa l'Oglio tra Quinzano e gli Orzi Novi; occupati quindi tutti i luoghi fino alla Mela ed anche BAgnolo oltre il fiume si ricosiunge col Gonzaga. I nemici di Venezia aumentano anche perché oltre alle forze terrestri si appresta ad uscire in mare l'armata poderosa del re di Napoli composta di 40 galee. Il senato elegge allora generale dell'armata veneziana Giacomo Marcello e fa allestire molte galee inviandole per l'armamento in Dalmazia.
Arrivati verso questi lidi, gli aragonesi occupano l'isola di Lissa puntando poi sull'isola di Curzola che però, grazie alla sagacia del comandante della piazza Giorgio Viaro, non riescono a prendere, preferendo ritirarsi.
In Lombardia gli alleati non riescono a prendere Lonato ben protetta dal Sanseverino che ne ha munito la piazza con un forte presidio e ha sorpreso i Saccomanni impedendo loro il rifornimento di vettovaglie e di munizioni col tagliare gli argini del fiume Serio. In effetti il generale non può fronteggiare il nemico in campo aperto per la disuguaglianza di forze (Renato si è recato col suo esercito in aiuto del re di Francia Carlo VIII, appena succeduto in tenera età a Luigi XI) e preferisce attendere.
Nel ferrarese invece i veneziani sono sconfitti e Tommaso da Imola è fatto prigioniero. Egli ha preso d'assalto la Stellata ma poi, giunte le forze di Ercole d'Este, i veneziani non sono riusciti a resistere e neppure ha potuto portare loro soccorso Giovanni Emo che, caduto assieme al cavallo, è morto poco dopo.
Nel veronese gli alleati hanno conquistato le terre di Villafranca, Visago, Isola della Scala e Sanguenedo terrorizzando gli abitanti di Padova e di Vicenza che, abbandonate le abitazioni, si sono ritirati sui monti, sui colli e nelle paludi circostanti.
Per far fronte agli impegni di cassa, Venezia decreta che coloro che tengono delle cariche dal Golfo del Quarnaro verso Venezia, devono versare all'erario la metà degli utili di cui godono, quelli dal Quarnaro in là, solo un terzo.
A peggiorare le cose arriva anche l'incendio scoppiato nel Palazzo Ducale dove è rischiato di andare a fuoco persino l'archivio di stato se non fosse intervenuta una grande moltitudine di gente a spegnerlo.
Appena partiti gli alleati dal veronese, il Sanseverino recupera facilmente le terre perdute ma non si spinge oltre, preferendo invece passare verso la terra d'Asola nel bresciano onde impedire al Gonzaga più pericolosi progetti.
Il duca di Ferrara, che non è in condizioni migliori dei veneziani e per di più si lamenta dell'opera del cognato che si dedica ad altre imprese invece di preservargli il territorio del ducato [in effetti era questo lo scopo principale per cui si era costituita la lega], decide di imbarcare la fanteria sul Po e, accompagnadola di persona con la cavalleria lungo le rive, attaccare di sopresa l'esercito veneziano. Lo stesso ha pensato però di fare con le sue truppe il Sanseverino, d'accordo con Francesco Diedo e Francesco Marcello, rettori di Verona, per cui la sorpresa svanisce e i due eserciti si incontrano.
Sanseverino torna a Venezia accolto con grandi onori, riceve in feudo le terre di Cittadella nel padovano e di Montorio nel veronese. A Guido e Giacomo Rossi, rifugiatisi a Venezia dopo che la famiglia è stata cacciata dal suo stato per aver parteggiato per la Repubblica, vengono elargiti onorevoli stipendi mentre al terzo fratello viene dato un ricco beneficio ecclesiastico nel veronese.
Il senato fa intanto conoscere il proprio risentimento nei confronti del pontefice, spiegando i fatti alle maggiori corti cristiane europee inviando Sebastiano Badoer all'imperatore Federico, Antonio Loredan al re di Francia, Niccolò Foscarini a Massimiliano nella Bassa Germania, facendo nello stesso tempo grandi preparativi per apprestare milizie. Mentre ordina che siano trasferiti dalla Grecia 1200 Stradiotti (considerati il nervo dell'esercito veneziano), il pontefice fa intendere al provveditore veneziano in Romagna di desiderare sia restituita la pace alla comunità dei cristiani e cessi di conseguenza ogni scontro in atto.
Venezia invia allora a Cesena Zaccaria Barbaro e Federico Contarini per ascoltare le proposte di pace che però si dimostrano così irragionevoli ed esorbitanti da lasciar facilmente capire che non è la pace ciò che cerca il papa benzì soltanto un tentativo di spegnere l'ardore impiegato dal senato veneziano nel raccogliere truppe straniere al suo servizio. La guerra pertanto continua più ostile che mai.

 

Gian Galeazzo Sforza (Abbiategrasso 1469-Pavia 1494) Albero genealogico
figlio di Galeazzo Maria e di Bona di Savoia;
1476-94, duca di Milano;
reggenza e governo effettivo sono nella mani dello zio Ludovico il Moro;

Ludovico Sforza detto il Moro (Vigevano 1452-Loches, Turenna 1508) Albero genealogico
figlio quartogenito di Francesco Sforza e di Bianca Maria Visconti;
1479-1500, duca di Bari;
1483, combatte contro Venezia la guerra di Ferrara;
1494-1500, duca di Milano;

Guglielmo VIII Paleologo (m. Casale Monferrato 1483) Albero genealogico
figlio del marchese Giangiacomo Paleologo e di Giovanna di Savoia;
1464-83, marchese di Monferrato;
1483, dopo tre matrimoni senza figli, alla sua morte gli succede il fratello Bonifacio III;

Bonifacio III Paleologo (n. 1424 ca-m. 1494) Albero genealogico
figlio del marchese Giangiacomo Paleologo e di Giovanna di Savoia;
1450, premuto dalle mire dei Savoia e da quelle dei duchi di Milano riconsegna Alessandria, ricevuta dal fratello Guglielmo VIII, a Francesco Sforza;
1483-94, marchese di Monferrato;

Federico I Gonzaga (n. 1442-m. 1484) Albero genealogico
figlio di Ludovico III e di Barbara del Brandeburgo;
1463, dopo una giovinezza avvolta nella leggenda, sposa Margherita, figlia di Alberto II duca di Baviera;
1478-84, marchese di Mantova;
1483, viene coinvolto nella lega tra Sisto IV, Firenze, il re di Napoli e il duca di Milano contro i veneziani che non intendono deporre le armi nella guerra contro Ferrara, però egli non riceve alcun vantaggio;

Lorenzo de' Medici o Lorenzo il Magnifico (Firenze 1449-1492) Albero genealogico
figlio del banchiere fiorentino Piero e di Lucrezia Tornabuoni;
1469-92, signore di Firenze;

Guidobaldo I (Urbino 1472-Fossombrone 1508) Albero genealogico
figlio di Federico da Montefeltro e di Battista Sforza;
1482-1508, duca di Urbino;
sotto la tutela del conte Ottaviano Ubaldini e la raffinata educazione dell'umanista Ludovico Odasio;

Ferdinando I o Ferrante (1431 ca-1494) Albero genealogico
figlio naturale di Alfonso V d'Aragona;
1443-58, duca di Calabria;
1458-94, re di Napoli;

Alfonso II (Napoli 1448-Mazzara, Messina 1495) Albero genealogico
figlio di Ferdinando I e di Isabella di Chiaramonte;
1458-94, duca di Calabria;
1482-84, si distingue nella guerra di Ferrara;
1494-95, re di Napoli;

segue

 

 

– Amsdorf, Nikolaus von (Torgau 1483-Eisenach 1565) riformatore tedesco
Amico e sostenitore di Lutero.

– Bouelles, Charles de o Carolus Bovillus o Carlo Bovilio (Sancourt, Piccardia 1483-Parigi 1553) filosofo e matematico francese
Geometricum Introductorium (1503)
De sapiente
De intellectu
Ars oppositorum
Liber de sensu
Liber de nichilo
Quaestiones theologicae
(1513)
Dialogi tres de animae immortalitate, de resurrectione, de mundi excidio et illius instauratione (1662).

– Cesariano, Cesare (Milano 1483-1543) architetto, pittore e trattatista italiano
De architectura libri dieci traducti de latino in vulgare (Como, 1521, di Vitruvio, prima traduzione a stampa)

– Contarini, Gaspare (Venezia 1483-Bologna 1542) ecclesiastico veneziano;
De officio viri boni ac probi episcopi (1517)
Partecipò alla stesura del Consilium de emendanda ecclesia (1536-37)

– Giovanni da Empoli (Firenze 1483-Macao 1518) mercante e viaggiatore fiorentino
Relazioni dei suoi viaggi (Malabar, Goa, Malacca, Sumara, Cina)

– Giovio, Paolo (Como 1483-Firenze1552) erudito e storico italiano
Comentario de le cose de' Turchi (1535)
Historiae sui temporis (in 45 libri, narrano la storia di tutto il mondo dal 1494 al1554)
Elogia clarorum virorum (1546)
Vitae (1540-50, molte Vite di uomini illustri)
Comentario de le cose de' Turchi (1535)
Ragionamento sopra le imprese (postumo, 1560)
Lettere volgari (postume, 1560, pubblicate da L. Domenichi)

– Guicciardini, Francesco (Firenze 1483-Arcieri 1540) uomo politico e storico italiano;
Ricordi politici e civili (oltre duecento, iniziati nel 1512)
Dialogo sul reggimento di Firenze (1521-25)
Accusatoria, Defensoria, Consolatoria (In seguito alla cacciata dei Medici da Firenze)
Considerazioni sui Discorsi del Machiavelli (1529)
Storia d'Italia (1537-40, in 20 libri, il titolo non è dell'autore, dal crollo del felice equilibrio creato da Lorenzo il Magnifico alla morte di Clemente VII).

– Luther, Martin o Martin Lutero (Eisleben 1483-1546) riformatore religioso tedesco.

– Navagero, Andrea (Venezia 1483-Blois 1529) umanista italiano;
collaboratore di Aldo Manuzio il Vecchio e custode della biblioteca del Bessarione in San Marco;
Continuatore della Storia di Venezia del Sabellico, poi portata a termine da P. Bembo.
Opera omnia (1718, tra cui Viaggio in Spagna e in Francia)
5 epistole a G.B. Ramusio;
Orazioni funebri per Caterina Cornaro regina di Cipro (1510), per Bartolomeo d'Alviano (1515) e per il doge L. Loredan (1521), tutte scritte su commissione della Repubblica di Venezia.
Lusus (1530, postuma, Raccolta di poesie latine).

– Pazzi, Alessandro de' (Firenze 1483-1530) letterato italiano, nipote di Lorenzo il Magnifico
Versioni dell'Edipo re di Sofocle, dell'Ifigenia in Tauride e del Ciclope di Euripide
Dido in Cartagine (1524-25, tragedia derivata dal libro IV dell'Eneide)
Tradusse in latino la Poetica di Aristotele (1524 e pubblicata postuma nel 1536 a cura del figlio Guglielmo; ciò provocò l'inizio delle grandi dispute teoriche della seconda metà del Cinquecento).

Vitoria, Francisco de (Vitoria, Province Basche 1483/1492-Salamanca 1546) religioso e filosofo spagnolo, fece i primi studi a Burgos dove entrò nell'ordine domenicano; non pubblicò mai nulla ma le sue lezioni vennero raccolte dagli studenti;
1522, passato all'università di Parigi, vi consegue il dottorato insegnando nel contempo teologia nel convento di San Giacomo;
1523-26, insegna teologia a Valladolid, poi per vent'anni nell'università di Salamanca
Summa theologiae di Tommaso d'Aquino (pubblicata solo nei primi decenni del Novecento)
Relectiones theologicae XII (Lione 1557, postumo; diviso in sezioni:
- De potestate ecclesiae I e II (1532-33)
- De potestate papae et concilii (1534)
- De Indis recenter inventis (1539)
- De Indis posterior, sive de iure belli (1539) ecc..

Zahir ad-Din Muhammad o Babur o Baber (Fergana 1483-Agra 1530) sovrano turco, fondatore dell'impero moghul dell'Indostan turco, valoroso guerriero e accorto politico; 
Le vicende di Babur (scritta in lingua ciagataica sotto forma di diario minuzioso, è un'opera di grande rilievo dal punto di vista letterario)
Lasciò anche un Canzoniere, due poemetti didascalici e un trattatello sui componimenti poetici.

 

Regina di Cipro
e di Gerusalemme

Caterina Cornaro (Venezia 1454-1510)
moglie di Giacomo di Lusignano;
1472-89,
sotto la tutela di un ammiraglio veneziano;

 

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«segue da 1481»
1483, Stoccolma, viene fondata una stamperia.
Venezia, e
sce la prima edizione italiana dell'anonima opera medievale di ascetica De imitatione Christi, attibuita, dopo una secolare controversia a Tommaso da Kempis più che a Giovanni Gersen [Gersenio] abate benedettino in Vercelli.

Joshua Solomon (Giosuè), stampatore ebreo di origine tedesca, apre a Soncino (presso Cremona) (da cui la famiglia Soncino trae il nome) una stamperia.
Anton Sorg pubblica il primo catalogo contenente solo libri in tedesco e ne elenca trentasei.
«segue 1486»

 

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