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Papa
Alessandro VI

(1492-1503)

1500, aderisce al trattato di Granada che divide il regno di Napoli tra Francia e Spagna, staccandosi dagli Sforza e pure dagli Aragonesi;
indice il Giubileo che per la prima volta viene chiamato «Anno Santo».
Pratica la corruzione, la simonia, il nepotismo nel modo più sfrenato, senza poter essere accusato di eterodossia e di ateismo.
Da pontefice ha come amante ufficiale Giulia Farnese (detta "sposa di Cristo" dai romani) e altri due figli da altre donne.
Contro di lui si scagliano prelati, politici, intellettuali e sopratutto Gerolamo Savonarola.

Fratelli della vita comune
[fratres communis vitae]

«segue da 1450»
1500, la devotio moderna già da loro propugnata, costituisce nel XVI secolo appena iniziato un fermento sia della riforma protestante (vedasi Teologia tedesca edita da
M. Lutero) sia, e anche più, di quella cattolica nella corrente della "riforma personale" (Tommaso Moro, Erasmo da Rotterdam (Enchiridion…), Ignazio di Loyola).
«segue 1690»

 

Mercedari

«segue da 1300»
XVI sec., momento del suo maggior sviluppo;
«segue 1603»

 

Alumbrados
[illuminati di Spagna]

sec. XV-XVI, illuminati spagnoli, convinti di possedere un'illuminazione dello Spirito Santo tale da consentire di cogliere per visione immediata, e non per argomentazioe, l'essenza di Dio e di partecipare alla sua vita intima ineffabile, ma anche, sul piano etico, tale da garantire una condizione di impeccabilità: per essa qualunque atto essi compiano (in particolare qualunque atto di libidine), non può venire loro imputato dovendosi ritenerlo una prova del Maligno, da Dio permessa. Per il loro appellarsi a rivelazioni particolari al di sopra e al di fuori della dottrina e della tradizione ecclesiastica, e per le posizioni mistiche che in taluni sembrano giustificare un disinvolto immoralismo, gli illuminati di Spagna, come i quietisti in Italia sono perseguiti dall'inquisizione. La diffidenza nei loro riguardi gungerà a coinvolgere scritti pienamente ortodossi di spiritulità, fra cui gli stessi Esercizi spirituali di Ignazio di Loyola e le opere di Francesco Borgia e Teresa d'Ávila.

 

 

ANNO 1500

Massimiliano I d'Absburgo (Wiener Neustadt 1459-Wels, Alta Austria 1519) Albero genealogico
figlio di Federico III;
1486-1519, re dei romani;
1493-1519, re di Germania;
1500
con la morte di Leonardo conte di Gorizia Albero genealogico, la casa comitale si estingue e viene lasciata in eredità agli Absburgo, ma i veneziani rivendicano, in quanto signori del Friuli (di cui Gorizia è feudo), la successione e si impadroniscono delle terre al confine con l'Isonzo spingendosi fino a Trieste;
[questo contrasto è all'origine del dissidio che porterà alla lega di Cambrai.]
acquista la contea di Gorizia, con la Carinzia e il Friuli;
1508-19, imperatore del Sacro Romano Impero;

Alberto IV il Coraggioso (Grimma, Lipsia 1443-Emden, Bassa Sassonia 1500) Albero genealogico
figlio di Federico II elettore di Sassonia-Wittenberg;
è l'iniziatore del ramo albertino della casa di Wettin;
1464-85, duca di Sassonia;
1485-1500, margravio di Meissen (Alberto II)
1485-1500, duca elettore di Sassonia;
1498-1500, governatore della Frisia.

Federico III il Saggio (Torgau 1463-castello di Lochau, Annaburg 1525) Albero genealogico
figlio di Ernesto duca elettore di Sassonia (linea ernestina) e di Elisabetta di Baviera;
1486-1525, duca elettore di Sassonia;

Alberto IV il Saggio (Monaco 1447-Magonza 1508) Albero genealogico
1467-1508, duca di Baviera;
con il fratello Sigismondo e poi da solo;

Ulrico di Württemberg (Reichenweiler, Alsazoia 1487-Tubinga 1550) Albero genealogico
figlio di Enrico e di Elisabetta di Zweibrücken;
1498-1519, duca di Württemberg;
1534-50, duca di Württemberg;

segue

Ladislao VII o II Jagellone III (n. 1456-Buda 1516) Albero genealogico
figlio di Casimiro IV re di Polonia;
1471-1516, re di Boemia (Ladislao II);
1490-1516, re d'Ungheria (Ladislao VII);

segue

Giovanni I († 1513) Albero genealogico
figlio di Cristiano I e di Dorotea di Brandeburgo;
1481-1513, re di Danimarca e di Norvegia;
1497-1501, re di Svezia (Giovanni II);

Ivan III il Grande (Mosca 1440-1505) Albero genealogico
figlio di Basilio II il Cieco;
1449, già co-reggente del padre;
1462-1505, gran principe di Mosca;

Stefano III il Grande (n. 1433 ca-m.1504)
figlio del principe Bogdan II della stirpe dei Musat;
1457-1504, voivoda di Moldavia;

segue

Luigi XII (Blois 1462-Parigi 1515) Albero genealogico
figlio di Carlo duca d'Orléans e Maria di Clèves;
1498-1515, re di Francia;
8 aprile, fa prigioniero, relegandolo poi nel castello di Loches in Francia, Ludovico il Moro che ha invano tentato di recuperare il ducato di Milano con l'aiuto dei fanti svizzeri;

Renato II (n. 1451-Fains, Barrois 1508) Albero genealogico
figlio di Federico (Ferri) di Lorena conte di Vaudémont e di Iolanda d'Angiò, figlia di Renato I;
1473-1508, duca di Lorena;
1480-1508, duca di Bar;

segue

Enrico VII Tudor (castello di Pembroke 1457-Richmond, Londra 1509) Albero genealogico
figlio di Edmondo Tudor, conte di Richmond, e di
Margherita di Beaufort;
1485-1509, re d'Inghilterra;
1500, la posizione finanziaria inglese è la più solida in Europa;

Giacomo IV (n. 1473-Flodden, Inghilterra 1513) Albero genealogico
figlio di Giacomo III Stuart;
1488-1513, re di Scozia;


segue

Ferdinando II il Cattolico (Sos, Aragona 1452-Madrigalejo, Estremadura 1516) Albero genealogico
figlio di Giovanni II d'Aragona e della sua seconda moglie Giovanna Enriquez;
1479-1516, re d'Aragona e di Sicilia;
1503-16, re di Napoli (Ferdinando III);
1512-16, re di Spagna (Ferdinando V);
1500, 11 novembre, il trattato di Granada prevede la spartizione del Regno di Napoli tra le due corone;

Isabella I la Cattolica (Madrigal de las Altas Torres, Ávila 1451-Medina del Campo, Valladolid 1504) Albero genealogico
figlia di secondo letto di Giovanni II di Castiglia e di Isabella di Portogallo;
1474-1504, regina di Castiglia;

Emanuele il Grande (Alcochete, Lisbona 1469-Lisbona 1521) Albero genealogico
figlio di Ferdinando duca di Viseu e di Beatrice di Portogallo;
1495-1521, re di Portogallo;
1500, A. Cabral raggiunge il Brasile;
Gaspar-Corte-Real raggiune il Labrador; vengono inoltre aperte relazioni commerciali con la Persia e con la Cina;
in politica interna manifesta il suo zelo religioso nella persecuzione contro gli ebrei e i mori che si sono rifugiati in Portogallo dopo la presa di Granada;
rafforza il potere della corona nei confornti delle cortes;
fa inoltre erigere monasteri e conventi nello stile che da lui prenderà il nome [manuelino] e che segna il primo rapporto dell'architettura portoghese con il rinascimento europeo.

segue

Agostino Barbarigo (?) Albero genealogico
1486-1501,
doge di Venezia;
1500, a Rivolta nel Piacentino, il cardinale Ascanio Sforza viene fatto prigioniero dalle milizie veneziane e consegnato su richiesta del re di Francia in suo potere;
intanto duemila cavalieri turchi sono entrati nel contado di Zara dove hanno prelevato uomini e bestiame; poiché tutto il Levante non è più sicuro, immediatamente il senato fa allestire un'armata che, sotto la guida del generale Antonio Grimani, si appresta ad affrontare i turchi; nominati provveditori Francesco Cicogna in Morea e Andrea Loredan a Corfù invia pure il provveditore Andrea Zancanio in Friuli per assicurare il territorio contro eventuali azioni dei turchi stessi;
per sostenere il peso della imminente guerra sono accresciuti di un terzo i dazi di pane, vino, carne; è altresì decretato che per un anno la metà degli stipendi dei magistrati, della città e dello Stato, sia destinata alla pubblica cassa a disposizione del Consiglio dei Quaranta; a carico dei privati viene introdotta un'imposta straordinaria una tantum; previa disposizione del pontefice, gli ecclesiastici lasciano al governo veneziano una terza parte delle rendite (i cardinali sono esentati);
l'armata turca, forte di 270 vele, esce dallo stretto e radendo l'isola di Negroponte si dirige verso le spiagge della Morea; nello stesso tempo Bayazet, dopo aver fatto mettere in catene i mercanti veneziani a Salonicco ed imprigionato Andrea Gritti reo di aver informato Venezia circa le operazioni turche, entra con l'esercito in Acaia;
l'armata veneziana, forte di 143 vele, è ancorata a Modone;
dopo vari scontri con successi alterni, a cui partecipano anche navi francesi, i turchi riescono ad occupare Lepanto;
la notizia giunge a Venezia provocando un forte odio nei confronti del generale Grimani e di altri comandanti che, accusati di viltà e di incompetenza, sono costretti a discolparsi in carcere;
il senato, dopo aver nominato nuovo capo dell'armata Melchiorre Trevisan, affidato il comando delle grosse galeee a Tommaso Zen e sostituito il defunto Loredan nella carica di provveditore di Corfù con Luca Querini, spedisce nuove forze in Levante;
anche la spedizione di Zancan in Friuli non ha migliori frutti: egli stesso viene accusato di negligenza per non aver saputo impedire a duemila cavalieri turchi di portare distruzione e morte in gran parte del territorio costrigendo addirittura vari abitanti del trevigiano e del padovano a rifugiarsi in luoghi fortificati;
poiché dopo i fatti di Lepanto i turchi, allestita una nuova grande armata sul mare, minacciano ora le piazze della Morea, il senato, timoroso di una nuova guerra e desideroso della pace, invia a Costantinopoli l'ambasciatore Luigi Mainenti, segretario del Consiglio dei dieci, per perorare la causa della pace violata e per riottenere la piazza di Lepanto [segretamente, questa verrebbe pure ceduta in cambio della pace]; ma i turchi, in cambo della pace, pretendono le piazze di Modone, Corone e Napoli di Romania oltre alla corresponsione annua di diecimila ducati alla Porta: l'ambasciatore Mainenti viene richiamato a Venezia e in Friuli vengono inviate forze sufficienti per tenere a bada i turchi;
Modone cade in mano ai turchi e Venezia si allea con Ladislao re d'Ungheria il quale s'impegna, dietro un contributo annuale di centomila ducati da parte di Venezia e quarantamila da parte del papa, ad entrare con un forte esercito nel paese ottomano;
il duca Valentino rapisce intanto la sposa di Giovanni Battista Caracciolo, generale della fanteria veneziana;
con la morte di Leonardo conte di Gorizia Albero genealogico, la casa comitale si estingue e viene lasciata in eredità agli Absburgo, ma i veneziani rivendicano, in quanto signori del Friuli (di cui Gorizia è feudo), la successione e si impadroniscono delle terre al confine con l'Isonzo spingendosi fino a Trieste;
[questo contrasto è all'origine del dissidio che porterà alla lega di Cambrai.]

Ludovico Sforza detto il Moro (Vigevano 1452-Loches, Turenna 1508) Albero genealogico
figlio quartogenito di Francesco Sforza e di Bianca Maria Visconti;
1479-1500, duca di Bari;
1494-1500, duca di Milano;
1500, 9 aprile, con la capitolazione di Novara il suo tentativo di riconquista del ducato si trasforma in un disastro, anche per il tradimento dei mercenari svizzeri;
deportato in Francia, trascorrerà prigioniero nel castello di Loches, sulla Loira, gli ultimi anni di vita.
[venne accusato (forse in modo sproporzionato alle sue reali responsabilità) dagli storici contemporanei e risorgimentali per essere stato il primo ad invocare l'intervento straniero in Italia, aprendo così la strada a secoli di servaggio.]

Guglielmo IX Paleologo (?-?) Albero genealogico
figlio del marchese Bonifacio III e di Maria Brankovic;
1494-1518, marchese di Monferrato;

Francesco II Gonzaga (n. 1466-m. 1519) Albero genealogico
figlio di Federico I e di Margherita di Baviera;
1484-1519, marchese di Mantova;

Piero de' Medici (Firenze 1472-Garigliano 1503) Albero genealogico
figlio di Lorenzo de' Medici e di Clarice Orsini;
1492-94, signore di Firenze;
1500, dal 1494 è in esilio da Firenze insieme ai fratelli.

Guidobaldo I (Urbino 1472-Fossombrone 1508) Albero genealogico
figlio di Federico da Montefeltro e di Battista Sforza;
1482-1508, duca di Urbino;

segue

 

Alessio da Bergamo († 1588) frate cappuccino, laico, affiliato alla Provincia romana in quanto portinaio del convento di Roma;
1570-71, durante le gravi carestie che affliggono le Romagne non lascia mai partire un poveretto senza elemosina.

Alfonso di Castro (XVI) frate francescano, confessore di Carlo V e confidente di Filippo II.

Amadeo d'Antegnate († Bergamo 10 novembre 1568) frate cappuccino, padre, del borgo appartenente alla diocesi di Cremona ma provincia di Bergamo;
già religioso della congregazione degli Amadeisti abbraccia la riforma dei cappuccini;
1548-51, ministro provinciale a Milano;
1564, ministro provinciale a Milano.

Angelo da Romano († 1630) frate cappuccino, padre;
1630, muore di peste.

Andrea da Spoleto (XVI) frate francescano, lapidato dal popolo in Marocco.

Antonio da Bergamo (XVI) frate cappuccino, laico;
rimasto vedovo senza figli si fa cappuccino nel convento di Roma;

Antonio da Bergamo († 1625) frate cappuccino, laico;
1625, 2 agosto, muore a Roveredo.

Antonio da Guevara (XVI) frate francescano degli Osservanti, cronista, predicatore, consigliere ascoltato di Carlo V, autore geniale di opere ascetiche e mistiche, tradotte in tutte le lingue europee;
vescovo di Cadice e di Mondanedo.

Antonio da Sovere († 1577) frate cappuccino, padre, già dei frati minori dell'Osservanza;
muore nel convento di Novara.

Antonio da Terrinca (XVI) frate francescano, storiografo.

Arcangelo da Bergamo († Salò 5 settembre 1597) frate cappuccino, padre, predicatore molto richiesto, della nobile famiglia Carrara;
professore, ha come discepolo p. Teodoro Foresti;
1597, da poco eletto ministro provinciale della provincia dei SS. Faustino e Giovita, muore.

Arcangelo da Bergamo († 1630) frate cappuccino, padre, della nobile famiglia Carrara;
1618, deputato superiore nel Convento della Badia di Brescia;
1619, Guardiano di Almenno;
1620, riconfermato Guardiano di Almenno e creato Definitore provinciale;
1630 16 aprile, nel capitolo tenuto a Brescia viene eletto primo Definitore e Guardiano a Bergamo;
muore di peste.

Arcangelo da Bianzano (XVI) frate cappuccino, padre, allievo della monastica provincia romana, uno dei tanti ad offrirsi per le missioni africane in Congo;
1661, ha l'obbedienza per quelle missioni assieme con altri sedici correligiosi che, per problemi politici, vengono divisi in due gruppi;
gli appartenenti al 1° gruppo, a cui egli stesso appartiene:
. p. Bernardino da Siena vice-prefetto,
. p. Arcangelo da Firenze,
. p. Giambattista da Salisano,
. p. Vittorio da Pistoia,
. p. Sigismondo da Ferrara,
si recano a Lisbona da dove il 15 settembre partono per l'Africa;
1662, 30 gennaio, sbarcano a Loanda; presentatisi al p. Antonio da Gaeta, prefetto apostolico di queste missioni, questi gli affida da evangelizzare il regno di Matamba con residenza ordinaria presso la regina Zinga;
1663, 18 dicembre, già da tempo ammalato, muore mentre sta scendendo il fiume Loanza; il cadavere viene portato a Muzzima e viene sepolto nella chiesa di s. Michele.

– Arène, Antoine o Antonius Arena (Solliès 1500 ca-Saint-Rémy-de-Provence 1544?) poeta maccheronico provenzale;
1519-20, studente all'università di Avignone;
1527-28, soldato nelle guerre d'Italia;
Ad suos compagnones studiantes (1529, Ai suoi compagni studenti, resoconto burlesco in versi maccheronici , mescolando latino, occitanico e francese, delle proprie avventure italiane)
1536, diventa giudice a Saint-Rémy e s'impegna nella resistenza provenzale all'invasione di Carlo V;
Meygra entrepriza catholiqui imperatoris (1537, Magna impresa dell'imperatore cattolico, sempre in  versi maccheronici).

Arsenio da Bergamo († 1580) frate cappuccino, chierico, aggregato alla provincia della Marca;
1580, muore il 19 novembre nel convento di Monte dell'Olmo.

Arturo da Monastir (XVI) frate francescano, storiografo.

Bassendyne, Thomas († 1577) stampatore scozzese;
David Lyndsay (un'edizione)
Nuovo Testamento (il primo stampato in Scozia)
[Con caratteri francesi e olandesi.]

Bellintani, Mattia da Salò (XVI) frate francescano, predicatore, confessore di Enrico III;
conquistò l'affetto di Carlo Borromeo, di Roberto Bellarmino, di Gregorio XIII e anche di Emanuele Filiberto, di Caterina dei Medici.

Benedetto d'Alzano (XVI-XVII) frate cappuccino, padre, della famiglia Brunelli, eletto più volte alle Prelature dei Conventi.

Benedetto da Canfield († 1610) nobile puritano della contea di Essex, frate cappuccino;
ventitreenne si converte al cattolicesimo; due anni dopo si fa cappuccino, studia in Italia teologia, ritorna in Inghilterra apostolo e per l'apostolato viene fatto prigioniero;
Il cavaliere cristiano (dialogo mistico)
Rule of perfection (1609, Regola di perfezione; opera sospetta di quietismo; ma la passività del movimento è opposta al fondamento attivistico del francescanesimo)
[Sua discepola è la carmelitana madame Acarie.]

Bernardino da Colpetrazzo (XVI) frate francescano umbro, giunto adolescente all'Osservanza e poi passato ai Cappuccini;
1585, i suoi superiori gli danno il compito di scrivere la storia dell'Ordine:
Semplice et devota historia dell'origine della Congregazione dei frati Cappuccini
[Giudicata troppo semplice dal vicario generale, sarà p. Mattia Bellintani da Salò ad avere il nuovo incarico di scrivere la storia cappuccina. Poiché questi, simpatizzante per le tendenze gioachimite, riallaccia la riforma cappuccina alle profezie dell'abate da Fiore e alla tradizione sospetta di Ubertino da Casale e di Angelo Clareno, i suprerori ritornano a Bernardino che lo stesso Federico Cesi, duca d'Acquasparta, incoraggia a terminare l'opera).]
1592-93, rimessosi al lavoro, poco prima di morire completa la sua semplice e devota storia.

– Bernardino de Sahagún (Sahagún, León 1500 ca-Tlaltelolco, Messico 1590) missionario spagnolo;
Historia general de las cosas de la Nueva España (Storia della nuova Spagna, composta grazie alla raccolta dei diversi scritti di storia locale preparati per lui dagli indios più colti, pubblicata solo nel 1829; le numerose testimonianze sono in lingua nahuátl - libro XII del codice fiorentino).

Bolaños, Luigi (XVI) frate francescano, compagno di fra Francesco Solano;
si dedicò specialmente al Paraguay evangelizzando i "selvaggi" Guarani di cui conosceva la lingua;
fondatore delle prime "riduzioni" dei "selvaggi" del Paraguay sviluppate poi dai gesuiti.

Bonaventura da Bergamo († 1576) frate cappuccino, padre, affiliato alla monastica provinca Veneta;
1576, trovandosi a Padova muore di peste.

Bonaventura da Bergamo o il "Turco" (XVII) frate cappuccino, padre;
ancora fanciullo viene preso dai turchi e fatto schiavo; fuggito, arriva a Vienna e quindi a Venezia dove, istruito nella religione cattolica, decide di farsi cappuccino;
compiuti gli studi, diventa sacerdote;
viene destinato al convento di Schio (Vicenza) e quindi a quello di Mantova dove muore nella prima metà del secolo XVII.

– Bonner, Edmund o Boner (1500ca-Londra 1569) ecclesiastico inglese, persecutore dei protestanti
De vera oboedientia.

Brancati Lorenzo, da Lauria (XVI) frate francescano, cardinale;
De oratione christiana
(otto piccoli trattati in cui combatte il Quietismo)
[In pratica otto consigli di ascetica attiva che sono:
1 - confessarsi spesso,
2 - resistere da forti alle tentazioni e alle avversità;
3 - vivere raccolti in solitudine;
4 - custodire una grande purezza di cuore;
5 - staccarsi dagli amici;
6 - pregare con perseveranza;
7 - tacere;
8 - non stare mai in ozio;
La contemplazione non può durare più di mezzora. Con quest'ultima affermazione egli reagisce all'esaltzione dei pseudomistici del Quietismo che si credono perpetui contemplanti solo per un atto unico di dedizione interiore.]

Brocardo , Antonio (Venezia 1500 ca-1531) rimatore veneziano, amico di P. Bembo, poi ribellatosi alle norme del petrarchismo da questi dettate; alla polemica intervenne anche l'Aretino; venne introdotto come interlocutore da S. Speroni nel Dialogo della retorica;
Rime del Brocardo et d'altri authori (1538, postumo)
Lettere (degna di interesse quella in cui descrive la morte di Pomponazzi).

Caimi, Bernardino (XVI) frate francescano degli Osservanti;
tornato dalla Terra Santa volle riprodurre sul Monte di Varallo i santuari di Gerusalemme.

Carlo d'Aremberg (XVI) frate cappuccino;
Flores seraphici ex amoenis annalium hortis (trecento e più medaglioni di cappuccini fioriti dal 1525 al 1580).

– Castanheda, Ferñao Lopes de (Santarém 1500 ca-Coimbra 1559) storico portoghese.
Storia della scoperta e conquista portoghese delle Indie (1551-61, parzialmente; in edizione completa solo nel 1883).

– Cattaneo, Pietro (Siena 1500 ca-1569) architetto e trattatista italiano
I quattro libri dell'architettura (Venezia 1554, completati con altri 4 libri nel 1567).

– Cellini, Benvenuto (Firenze 1500-1571) orafo e scultore
Rime
Discorso sopra l'arte (1545-69)
Ricordi di cose d'arte ((1545-69)
Trattato dell'oreficeria (1565-67)
Trattato della scultura (1565-67)
La Vita (1558-1566, pubblicata solo nel 1728, da Antonio Cocchi, scorretta; venne ristampata a Firenze nel 1829 a cura di Francesco Tassi, sul manoscritto originale-ora nella Biblioteca Laurenziana).

Celso da Clusone († 1630) frate cappuccino, padre;
1610, guardiano del convento di Romano;
1611-12, guardiano del convento di Caravaggio;
1613-14, guardiano del convento di Sovere;
1616, guardiano del convento di Breno;
1619, guardiano del convento di Sovere;
1620, guardiano del convento d'Iseo;
1621, guardiano del convento di Sovere;
1622, guardiano del convento di Vertova;
1630, muore di peste ad Albino.

Ceni, Gottardo o Gottardo da Colognola (1545-Bergamo) frate cappuccino, laico;
27enne, diventa cappuccino;
1624, 4 marzo, 79enne, muore a Bergamo.
[Nel 1625, 7 febbraio, quando il suo cadavere viene riesumato, i due protofisici della città di Bergamo, Girolamo Pissina e Baldassare Manganoni, ne dichiarano la perfetta conservazione… come apparirà dopo altri sei anni alla vista del Ministro Generale p. Giovanni da Noto.]

Colleoni da Martinengo o p. Celestino da Bergamo († 14 marzo 1635) frate cappuccino, padre, storico;
[Come da egli stesso rivelato, egli è figlio del cavaliere Gian Antonio Colleoni [Coglione] il quale, eletto sopracomito della galera di S. Alessandro della città e consiglio di Bergamo, si distinse nella guerra navale contro i turchi come attestato dal generale Venier. In seguito la famiglia diventa signora e padrona di Martinengo avendo acquistato questa terra con il valore delle armi. L'antica arma "Cogliona" è ancora scritta nell'antichissima porta del castello vecchio.]
Della Storia Quadripartita di Bergamo
[La prima e quasi tutta la seconda parte in tre volumi in ottavo:
I: Bergamo 1617, Ventura;
II: Brescia 1618, Rizzardi;
III: Brescia 1618, Sabbi.
Tra i preziosissimi manoscritti posseduti dalla nobile signorina Clarina Barca c'è anche un ristretto della Storia Quadripartita, opera del conte canonico Agliardi.]
Breve ragguaglio della venuta dei Padri Cappuccini a Bergamo (Brescia 1622, Fontana)
Della Storia della B. V.M. delle Grazie in Ardesio (Bergamo 1617, Ventura)
Vita di San Patrizio primo vescovo d'Irlanda,con 30 considerazioni (Brescia 1622, Fontana)
Del vero e legittimo matrimonio di Santa Grata V (Brescia 1618, Fontana)
Vita di San Fermo e Rustico (Bergamo 1606)
Note sul compendio dei privilegi dei Frati Minori del Padre Gerolamo da Sorbo e altri opuscoli.
Altre varie opere manoscritte.

Colombo, Realdo (Cremona inizi 1500-Roma 1559) anatomista italiano, successore di Vesalio a Padova nella cattedra di anatomia nel 1544
De re anatomica (Venezia, 1559).

Corrado da Bergamo († 26 febbraio 1602) frate cappuccino, proveniente da Ono, nelle valli bresciane;
viene prescelto compagno al p. Zeffirino da Bergamo commissario generale per la fondazione della provincia monastica di Sardegna.

Costantino da Barbanson (XVI) frate cappuccino;
Anatomie de l'âme.

Cristoforo di Cheffontaines (XVI) frate francescano;
1583, Generale dei Frati Minori;
1589, convoca a Parigi il Capitolo di Pentecoste a cui intervengono milleduecento frati da tutte le parti del mondo.

Cromberger, Juan (?-?) stampatore a Siviglia, figlio del tedesco Jacob;
1527, subentra al padre nella stamperia di Siviglia nel cui porto è concentrato l'intero commercio con le Americhe;
Ordonanções do Reino (Siviglia 1539, III ed.; dopo le due commissionate al padre da re Manoel I del Portogallo)
ottiene un privilegio d'esclusività per la stampa in Messico dove manda un suo collaboratore, certo Juan Pablos [Johannes Pauli?];
[Questi vi stampa Doctrina Christiana en la lengua Mexicana e Castellana (1539, primo libro stampato nelle Americhe.]

Davide da Bergamo (1500-1580) frate cappuccino, laico, ex negoziante a Venezia;
1540 ca, diventa cappuccino.

De Gubernatis, Domenico (XVI) frate francescano, storiografo.

– Des Périers, Bonaventure (Arnay-le-Duc, Borgogna 1500?-Lione 1544?) umanista francese
Cymbalum mundi (bruciata a Parigi)
Nouvelles récréations et joyeux devis (1558, Nuove ricreazioni e giocondi ragionari).

– Diaz del Castillo, Bernal (Medina del Campo, Valladolid 1500- ca-Messico 1581) cronista spagnolo
Vera storia dei fatti della conquista della Nuova Spagna (postumo, 1632).

Dionigi da Clusone († 1635) frate cappuccino, padre, della famiglia Solerti;
di debole costituzione, non potendo reggere nei cappuccini, passa, con le debite licenze dei superiori, nell'Ordine Carmelitano a Mantova;
Magnificat Psalterium Decachordum (Bergamo 1629, Ventura)
L'anima pellegrina (Bergamo, Ventura)
Il Fuoco (Bergamo, Ventura).

Dionisio da Leffe († 1650) frate cappuccino, padre.

Donato da Corteno († 6 novembre 1635) frate cappuccino, padre, della famiglia Coffano nella Valle Comune;
1623, viene inviato in Missione in Valtellina e nella Rezia per combattere le eresie di J. Cauvin
e di H. Zwingli;
mons. Ranuccio Scoto, vescovo di Borgo San Donnino e nunzio apostolico residente a Lucerna, lo invita a Parigi (trovandosi a Vienna p. Ignazio) per trattare con il re francese gli interessi della Missione;
per lo stesso scopo viene inviato dal superiore p. Ignazio a Innsbruck presso l'arciduca;
muore di peste a Cento (Sins).

Emiliano da Bergamo († 1648) frate cappuccino, padre, predicatore e Guardiano nella provincia monastica tirolese-bavarica; cappellano militare al servizio delle truppe austriache.

Enrico di Joyeuse o frate Angelo (XVI) nobile francese, entrato nell'ordine dei frati cappuccini;
ebbe una parte importante nella capitolazione e nell'abiura di Enrico IV.

Eugenio († Salò 1603) frate cappuccino, padre, della nobile famiglia Federici; nativo di Gorzone, morì nel convento di Salò.

– Eustachi, Bartolomeo (San Severino Marche 1500 ca-1574) anatomista italiano
Tavole anatomiche (pubblicate solo nel 1714).

Fabiano da Bergamo († 31 dicembre 1591), frate cappuccino, laico, della provincia toscana, vissuto a lungo infermo.

Felice da Cantalice (XVI) frate francescano, predicatore.

Felice da Caravaggio († 1572), frate cappuccino, religioso, della famiglia Andreoli;
[Caravaggio appartiene alla provincia di Bergamo ma alla diocesi di Cremona.]
affiliatosi alla provincia monastica di Bologna, viene dai superiori annoverato fra i chierici per gli studi già compiuti ma egli non vuole mai diventare sacerdote;
muore nel convento di Parma.

Fermo da Caravaggio († 1650) frate francescano, padre.

Fontana, Niccolò o Niccolò Tartaglia (Brescia 1500 ca-Venezia 1557) matematico italiano;
1512, in seguito alle ferite riportate durante il saccheggio di Brescia, diviene balbuziente;
1534, dopo aver risieduto nella città natale e poi a Verona, giunge infine a Venezia dove insegna matematica;
1535, in occasione di una sfida matematica con Antonio Maria Fiore, un allievo di Scipione Dal Ferro, egli dimostra di essere giunto alla risoluzione dell'equazione di terzo grado; alla soluzione è pervenuto indipendentemente dallo stesso Dal Ferro, che l'ha già intravista ad inizio secolo non dandone però pubblica notizia; 
in seguito egli comunica, seppure parzialmente, la regola per la soluzione dell'equazione cubica, da lui scoperta, a G. Cardano il quale per primo la pubblica, nella forma sviluppata, nella sua Ars magna  (1545); ciò dà inizio ad una lunga ed aspra polemica fra Tartaglia da un lato e Cardano e il suo allievo Ludovico Ferri dall'altro;
Quesiti et inventioni diverse (1546, dove difende la priorità della sua scoperta)
1547-48, la controversia culmina in una celebre sfida matematica che lo vede opposto a Ferrari;
General trattato di numeri et misure (1556-60, incompiuto)
Nova scientia (1537, trattato di balistica, di cui si può dire il fondatore)
Elementi di Euclide (1543, prima traduzione italiana)
1543, cura una versione latina di scritti di Archimede.

– Fortini, Pietro (Siena 1500-1562?) novelliere italiano
Le giornate delle novelle de' novizi
Le piacevoli e amorose notti de' novizi
(postume nel XIX sec. e per estratti).

Foscarato di Nicotera, Marcello (XVI) terziario francescano;
1598, grazie alla sua opera sorge il Conservatorio musicale di Napoli.

Fournier, Cherubino (XVI) frate francescano, confessore di Francesco di Sales;
fece tacere i teologi calvinisti di Ginevra e intimorì Teodoro Beza.

Francesco Vicedomini di Ferrara (XVI) frate francescano dei Conventuali, predicatore.

Fulgenzio da Cevo († Brescia 1631) frate cappuccino chierico.

Furió Ceriol, Federico (sec. XVI)
Concejo y concejeros del Prìncipe (Anversa 1559)
[Opera tradotta in italiano nel 1560 a Venezia sia da Ludovico Dolce (in appendice all'edizione giolitiana di M. Roseo, La institutione del principe christiano), che da Alfonso Ulloa, Il Concilio, et Consiglieri del Principe. Ch'è il primo libro del quinto trattato dell'institutione del Principe (Venezia 1560-Bindoni).
Quest'ultima ha maggior successo ed è la base sia della traduzione in latino che di quella inglese del 1570 (La prima in francese sarà datata: Paris 1973).]
1597, a Wuttem appare la raccolta
Speculi aulicarum atque politicarum observationum libelli quator:
1 -
Concejo y concejeros del Prìncipe (Anversa 1559, di F. Furió Ceriol),
2 - Consiliarus (?, di Hippolitus a Collibus),
3 - Aulicus politicus (?, di Durius de Pascolo),
[comparirà
sotto il vero nome dell'autore, Eberhard von Weyhe, a Francoforte nel 1615 e 1642.]
4 - Hypmomneses Politicae (?, tratte da Francesco Guicciardini).
Altre edizioni:
Arzenheim 1599, ampliata a quattro "libelli", "in usum Aulicorum atque Politicorum omnium concinnati atque editi";
Arzenheim
1600, edizione ampliata;
[È aggiunto De educatione Principum attribuita a Doannis Spurmm e un Palatinus sive aulicus di
Hippolitus a Collibus.]
Arzenheim
1610, edizione ampliata (almeno una) a otto testi.
Nel 1618 compare infine a Colonia una raccolta De consilio et consiliariis senatorisque officio tractatus comprendente le opere di P. Magno,
Hippolitus a Collibus e F. Furió Ceriol.
Nello stesso periodo è tradotta in italiano l'opera, influenzata da F. Furió Ceriol, del portoghese B. Filippe, Trattato del Consiglio, et de' Consiglieri de' Pricipi, Venezia 1599.]

Gasparo da Bergamo (XVI-XVII) frate cappuccino, padre, alunno della monastica provincia di Venezia;
1593, quando l'arciduca d'Austria e conte del Tirolo Ferdinando a persuasione della principessa Anna Caterina sua moglie, figlia di Guglielmo duca di Mantova, chiede a Clemente VIII di inviare cappuccini nel Tirolo, il papa ordina, per mezzo del Generale Silvestro da Monteleone, al ministro provinciale di Venezia di inviare i più adatti a Innsbruck per fondare un convento;
tra i sei prescelti egli viene nominato commissario generale;
[Tra i sei cappuccini da Venezia mandati nel Tirolo, tre sono bergamaschi: oltre a lui, p. Francesco e p. Giuseppe; questi è anche architetto del convento di Innsbruck il primo ad essere edificato nel Tirolo. Gli altri due conventi di Bolzano e di Brixen sono invece opera, disegno ed esecuzione, di p. Filippo da Bergamo.]
1594, viene eletto Guardiano del convento di Innsbruck;
1598, adunatosi in Padova il capitolo della provincia veneta (che abbraccia anche il Tirolo), viene nominato Ministro Provinciale della provincia stessa succedendo nella carica, quasi immediatamente, a p. Lorenzo da Brindisi (1594-96);
viene confermato nei capitoli successivi (1599 e 1600);

1600, i turchi s'impossessano dell'importante città ungherese di Canisa, verso le frontiere con la Stiria, vicino al fiume Drava;
1601, settembre, quando le truppe italiane (di Mantova, di Toscana e pontificie) collegate con le austriache assediano la città, egli viene scelto come Commissario Generale dei 12 cappuccini che, assieme con i Camilliani, devono servire l'armata;
[Le truppe vengono ogni giorno decimate dal freddo; in un sol giorno si contano 1500 assiderati.]

Tolto l'assedio a Canisa, egli viene associato alla missione in Germania;
[Inizialmente affidata a p. Lorenzo da Brindisi, poi a p. Mattia da Salò e ripresa ancora da p. Lorenzo da Brindisi dopo compiuti i suoi tre anni di generalato (1601-1605).]
1605, nel capitolo tenuto a Innsbruck viene eletto commissario generale per la fondazione della provincia tirolese-bavarica per dividerla dalla veneta; avuto il permesso da p. Silvestro d'Assisi, ministro generale, richiama in Germania tutti i cappuccini tedeschi che vivono dispersi nei vari conventi d'Italia;
1606, nel primo capitolo tenuto a Monaco di Baviera, indipendente ora da Venezia, egli viene eletto ministro provinciale.

Gebhard, J.W. o Hippolitus a Collibus (sec. XVI)
Consiliarius (?).

Gerolamo da Narni (XVI) frate francescano;
1622, su suo consiglio papa Gregorio XV isitituisce, il giorno dell'Epifania, la "Sacra Congregatio de Propaganda Fide".

Giacinto da Casale († 1627) frate cappuccino;
1621-27, esercita una singolarissima azione diplomatica a Vienna, a Parigi, alla Corte di Spagna, alla dieta di Ratisbona per unificare le forze discordi dei cattolici, onde impedire la vittoria del protestantesimo in Germania, contrastando all'occorrenza l'opera del suo confratello Giuseppe Le Clerc da Tremblay, difensore della politica del Richelieu;
propugna l'autonomia della Valtellina;
1626-27, amico del duca di Baviera, si adopera a mettere pace tra i protestanti e i cattolici in Germania e ad assicurare la superiorità dei cattolici tentando di fare educare cattolicamente il figlio del principe palatino e di trarre dalla parte dei cattolici tedeschi anche il re d'Inghilterra, presso il quale manda, ambasciatore segreto e con veste da gentiluomo, un suo confratello p. Alessandro d'Ales.

Giacomo da Scalve († 1630) frate cappuccino, padre, della nobile famiglia Alberici;
muore di peste a Clusone.

Giambattista da Bergamo († 28 aprile 1642) frate cappuccino, padre;
1662, muore nel convento di Penne (Abruzzi).

Giovanni Grisostomo da Saint-Lô (XVI) frate cappuccino, fondatore della "Società della santa abbiezione";
Sur la sainte abjection (trattato)
De la désoccupation des crèatures (trattato).

Giovanni da Bergamo († 1609) frate cappuccino, padre;
allievo della monastica provincia di S. Francesco (Umbria);
1591, commissario generale, viene inviato in Sardegna a fondare la riforma cappuccina;
1599, sessantenne, fa ritorno nella sua provincia di S. Francesco;
1609, 5 aprile, muore nel convento di Spello.

Giovanni da Fano (XVI) frate cappuccino;
Opera utilissima volgare chiamata incendio di zizanie lutherane, cioè contro la pernitiosissima heresia di Martin Luthero (Bologna 1532, libello antiluterana).

Giovanni de la Haye (XVI) frate francescano, storiografo.

Girolamo da Martinengo († 1630) frate cappuccino, padre, predicatore;
1626, Guardiano di Rivolta;
1629, Guardiano di Sovere;
1630, viene incaricato dai superiori a servire gli appestati di Albino; muore di peste lo stesso anno.

Giuseppe da Ferno (XVI) frate francescano dei Cappuccini;
1536, Milano, dopo il Quaresimale, dà inizio alla "devozione delle Quarant'ore" come riparazione pubblica al SS. Sacramento.
[In seguito, sia in Italia che all'estero, ogni corso di predicazione francescana sarà accompagnato dalle Quarant'ore.]

Gonzaga, Francesco (XVI) frate francescano;
De origine seraphicae religionis (si limita alla descrizione delle province e dei conventi).

Gonzaga, Giulia (XVI) pia donna ritiratasi nel monastero delle Terziarie di S. Francesco delle Monache a Napoli;
dopo avervi dimorato per trent'anni, ne fece il cenacolo della riforma protestante in Italia.

Grafton, Richard (?-1572) stampatore inglese;
1543, a lui e a Edward Whitechurch viene concesso Enrico VIII un privilegio reale che conferisce loro l'incarico di stampare tutti i libri liturgici per uso interno nel regno;
[Pubblicano pertanto, con imparzialità, sia il
Primer cattolico di Enrico VIII sia il Prymer protestante di Edoardo VI.]
1548, 30 giugno, pubblica uno dei primi resoconti di testimoni oculari;
[Per restare nell'ambito degli
stampatori di "libri di notizie".]
1553, luglio, pubblica il proclama dell'ascesa al trono di Jane Grey [10-19 luglio]; quando subito dopo sale al trono Maria la Cattolica se la cava con poche settimane di prigione, una multa e la perdita del titolo di stampatore della regina;
nonostante tutto avrà in seguito accesso al Parlamento, prima per la città di Londra e poi per Coventry.
[Nel secolo successivo un certo Henry Hills riuscirà a diventare successivamente stampatore dell'esercito parlamentare, degli anabattisti, del Lord Protettore, e dei re Carlo II e Giacomo II; e per poco non giungerà ad impadronirsi della Oxford University Press.]
1572, muore.

Granjon, Robert (XV-XVI) punzonista, fonditore, incisore e stampatore francese, figlio di uno stampatore parigino;
[marchio: ramo fiorito.]

Gritti Morlacchi, Alberto o p. Alberto da Bergamo (Sommendenna, Val Brembana ?-† 1585), frate cappuccino bergomense, di nobili origini Alberto genealogico; predicatore;
Trattato delle virtù e dei vizi
Sermoni quadrigesimali e de tempore
Discorsi di santi.
[Tutti in latino, inediti, ma i manoscritti sono stati distrutti da un incendio.]

– Guidiccioni, Giovanni (Lucca 1500-Macerata 1541) letterato e poeta italiano
Rime
Orazione alla repubblica di Lucca (1533).

Ilarione da Ciserano († 1634) frate cappuccino, laico, della monastica provincia dei SS. Faustino e Giovita;
1634, 8 settembre, muore nel convento di Bergamo.
[Cingendosi con il suo cordone, il capitano spagnolo Don Pedro di Padiglia, guarisce dei dolori…]

Imberti, Ignazio da Casnigo († 7 marzo 1632) frate cappuccino, padre;
1600, padre guardiano nel convento di Trescore;
1601-20, viene sempre eletto superiore locale di Sovere, Romano, Breno, Vertova, Almenno, Rivolta, Caravaggio, Bergamo, Edolo da cui, valicando i monti si reca spesso in Valtellina a predicare;
1621, viene inviato in Valtellina come direttore della Missione contro i protestanti Grigioni;
[Suoi coadiutori fin dall'inizio nella Val di Munster (S. Maria) sono p. Eugenio († 1629) e p. Valentino († 1630 ca), entrambi della Val Camonica. Un altro suo compagno è p. Donato da Corteno.]
1622, si reca a Roma per riferire sulla situazione in Valtellina a Gregorio XV; viene nominato commissario apostolico anche per la Valtellina e per l'Engadina;
1624, fonda un convento a Tirano;
1628, fonda un convento a Sondrio per la provincia di Milano;
[Il cardinale Federico Cornaro, vescovo di Vicenza, dimorante in Roma, gli dona alcuni corpi di santi e molte sante reliquie (in cinque capsule di legno - capsulae scafulae; reliquie tolte dal Cimitero di Callisto e altrove) che egli distribuisce nel modo seguente:
- i corpi di san Valeriano e di san Celestino alla chiesa prepositurale di Casnigo, assegnandone una porzione alla parrocchiale di Nese;
- il corpo di santa Felicita vergine e martire alle Madri Servite del Paradiso (Bergamo);
- il capo di
santa Felicita vergine e martire al dottor Giuseppe Medolago;
. il corpo di sant'Agnese Martire alla chiesa di Leffe;
- alcune particelle importanti di tutte, alle monache di Borgo di Terzo;
- piccoli frammenti al conte Gio. Girolamo Albani;
- il capo di sant'Emerenziana lo tiene per sè;
come da pubblico strumento - tre atti redatti dal notaio episcopale Pamphilus Betuschus - rogato a' 26 di giugno dell'anno 1628.]
1629, fonda un convento a Morbegno, per la provincia di Milano;
intanto gli eserciti del Collalto nel loro passaggio dalla Rezia e Valtellina, specialmente i Lanzichenecchi del Waldstein, lasciano per tutta la striscia percorsa, da Coira a Mantova, la peste;
1632, ammalato di pleurite, muore nel convento di Tirano.

Ippolito da Scalve († 10 dicembre 1619) frate cappuccino, della famiglia Albrizzi (o Albrici);
1565, ancora giovane diventa cappuccino;
1575, si reca in Missione in Francia, per combattere il calvinismo, assieme al p. Mattia da Salò commissario generale; qui viene eletto apresiedere i conventi di Parigi e di Medone;
1587, commissario generale della provincia di Lione, viene inviato come commissario generale nelle Fiandre, in seguito alla richiesta di cappuccini avanzata a papa Sisto V da Alessandro Farnese, duca di Parma e governatore delle Fiandre e Paesi Bassi per don Filippo II re di Spagna;
nelle Fiandre viene bene accolto dal duca, dai signori cattolici e specialmente da due nobili suoi compatrioti: Leonardo Tassi, maestro delle poste, e Raimondo suo fratello, membri del Gran Consiglio di Bruxelles (dove per il momento ci sono solo quattro cappuccini e un convento);
per tre volte viene eletto Ministro Provinciale nelle Fiandre e Paesi Bassi;
1600, a Bruxelles, grazie a lui, esistono ora tredici conventi e oltre duecento giovani cappuccini;
1619, muore nel convento di Bergamo assistito dal definitore generale p. Teodoro Foresti.
[Antichissima famiglia: Tajana degli Albrizzi nel 1249 era console di giustizia.]

Jeronimo da Mendieta (XVI) frate francescano spagnolo;
Historia Ecclesiastica Indiana (offrirà documenti autorevoli a Giovanni da Torquemada per la sua Monarquia Indiana).

Lair, John [John Siberch] (Siegburg, presso Colonia ?-?) stampatore tedesco;
1519, arriva a Cambridge, dove è il primo stampatore in Inghilterra a possedere caratteri greci pur non avendo stampato alcun libro in tale lingua;
1523, quando riparte, ha prodotto appena dieci libretti e un'indulgenza.
[Cambridge rimane indietro di circa quarant'anni rispetto ad Oxford.]

Leonardo da Bergamo (XVI) frate cappuccino, padre, della nobile famiglia Benaglio;
attivo nel Provinciale Definitorio e nel governo di tutta la provincia, al quale fu assunto nel 1598, 1600, 1601, 1611 e 1612.

Lobo, Alonso di Medina Sidonia (XVI) frate francescano, prima dei Discalciati e poi dei Cappuccini, predicatore;
Commentari d'Isaia
ammirato da Federigo Borromeo (conservò l'opera precedente all'Ambrosiana conuna noticina laudativa di suo pugno).
[Così Gregorio XIII: Toletus docet, Panigarola delectat, Lupus movet.]

Lodovico da Selvino († 1669) frate cappuccino, padre, affiliato alla monastica provincia di Venezia;
benché sacerdote, esercita l'ufficio di portinaio nel convento di Udine;
1669, aprile, muore a Udine.

Longo, Maria Lorenza (XVI) monaca, istitutrice del nuovo ramo del Secondo Ordine, le Clarisse Cappuccine.

Lorenzo da Brindisi († Lisbona 1619) frate cappuccino;
guida dodici cappuccini italiani a Vienna e poi a Praga dove incontrano ostilità mortali; promuove la crociata contro i turchi iniziata da Rodolfo d'Absburgo, cercando adesione tra i principi tedeschi, predicando tra il popolo e movendo a capo dell'esercito austriaco armato del suo crocificco, nella battaglia di Stuhlweissenburg, vinta dai cristiani;
1609, mediatore tra Baviera e Spagna;
1617, mediatore tra Savoia e Mantova;
1618, mediatore tra i Napoletani e Filippo III (mirante ad ottenere un alleggerimento dell'enorme pressione fiscale gravante sul Mezzogiorno).

Luigi Francesco d'Argentan (XVI) frate cappuccino, autore di eloquenti conferenze teologico-spirituali sulla grandezza di Dio, di Gesù Cristo e della Vergine.

Luigi Sotelo di Siviglia (XVI) frate francescano, martire in Giappone;
1615, accompagna l'ambasciatore giapponese Hasecura in Spagna ottenendo che venga battezzato col nome di Filippo nel monastero delle Clarisse di Madrid
quando lo stesso ambasciatere si reca a Roma, ospite del convento d'Aracoeli, ed ha due volte udienza da Paolo V, promette per il suo re Musamura protezione ai missionari e ai cristiani;
1662, quando, per contrasti in patria, riesce a raggiungere il Giappone, in una giunca cinese, non viene più trattato come diplomatico e chiuso in prigione;
1664, viene bruciato vivo con altri compagni: due francescani, un gesuita e un domenicano.
[Sette mesi prima di morire indica, in un memoriale al papa, i provvedimenti per evitare le persecuzioni:
a) l'arruolamento di un clero indigeno, per allontanare dai sacerdoti (che sono tutti missionari europei) il sospetto politico, e per averli nel pericolo pronti e capaci di confortare i fedeli senza essere facilmente riconosciuti dalla differenza di razza;
b) una migliore organizzazione gerarchica. Al posto di un solo vescovo, che non abita sempre in Giappone, un vescovo per ogni Ordine missionario, alla dipendenza di un Metropolita.]

– Manzoli, Pier Angelo o Marcello Palingenio Stellato (Stellata, Ferrara 1500-1543 ca) medico e umanista italiano
Zodiacus vitae (1536, in XII libri, ca 60 edizioni nei paesi protestanti).

Marco da Lisbona (XVI) frate francescano;
Cronaca (raccolta di biografie).

Mariano da Firenze (XVI) frate francescano;
[polemizza con gli Agostiniani per distruggere l'opinione di uno di loro, Giacomo da Bergamo, che Francesco d'Assisi fosse stato novizio agostiniano a Mantova; polemizza con i Domenicani sulla precedenza dei due Ordini nella professione della povertà; polemizza con un Servita per Giacomo della Pieve ecc.]
Fasciculus chronicarum seraphici Ordinis Minorum (prima storia dei francescani, esposta per ordine cronologico, dalle origini al 1486, attinta direttamente alle fonti, divisa in cinque libri, di cui si serviranno largamente gli storici posteriori, in particolare il francescano irlandese Luca Wadding; introvabile!!)

Mattia da Bergamo († 2 gennaio 1586), frate cappuccino, chierico, della provincia di Milano.

Mattia da Salò (XVI) frate francescano;
Pratica dell'orazione mentale ovvero contemplativa.

Mauri, Francesco da Spello (XV)
Francisciade (1550, poema eroico, con protagonisti Francesco d'Assisi e i suoi cavalieri; su disegno de La Franceschina di Giacomo Oddi).

Merici, Angela (XVI) monaca, fondatrice delle Orsoline, nuova congregazione del Terz'Ordine regolare.

Michelangelo da Napoli (XVI) frate francescano, storiografo.

Michele da Bergamo (XVI-XVII) frate cappuccino, padre, architetto.

Morgan, William (?-?) vescovo del Galles;
Bibbia (1588, magnifica traduzione in gallese)
[Fondendo il ricco e fresco vocabolario della poesia barda con i ritmi maestosi del Vulgata di san Gerolamo e della Bibbia ginevrina, egli ha composto un modello che determinerà il corso della prosa gallese, allo stesso modo della Bibbia di Lutero e della Versione Autorizzata per le letterature tedesca e inglese.
Grazie a lui il gallese diventerà l'unica lingua celtica in possesso di una letteratura pari a quella di tutte le altre nazioni.]

Motolinia, Toribio de Benavente (XVI) frate francescano spagnolo, uno dei primi dodici frati entrati in Messico nel 1524;
Historia de los Indios en la Nueva España.

Musso, Cornelio da Piacenza (XVI) frate francescano dei Conventuali, predicatore;
vescovo di Bitonto.

– Núñez Cabeza De Vaca, Álvaro (1500 ca-Siviglia 1560) esploratore spagnolo, 
al seguito di una spedizione comandata da P. Narváez (1527-28) viene catturato presso la foce del Mississippi dagli indiani che lo tengono prigioniero per sei anni, risparmiandogli la vita grazie alle sue conoscenze mediche
Naufragios (1542, Naufragi, integrato poi dai Comentarios (Commentari) del suo scrivano Pero Hernandez)

1537, torna in Spagna
1540, è nominato governatore della colonia del Plata; durante il viaggio fa naufragio sulla costa del Paraguay, regione che è il primo ad esplorare
1544, a seguito di intrighi, viene esiliato in Africa, dove rimane otto anni;
1552, riabilitato, ha la carica di giudice nel tribunale supremo di Siviglia.

Obizio da Niardo († 1599) frate cappuccino proveniente dal villaggio della Val Camonica già provincia di Bergamo;
ancora giovanetto veste l'abito dei canonici regolari di san Lorenzo Giustiniani detti di San Giorgio in Alga;
Le vite e le azioni dei Santi della diocesi di Brescia (1589, Marchetti)
Manoscritto sulla nobiltà bresciana.

Panigarola (XVI) frate francescano degli Osservanti, predicatore;
Pio V gli facilitò gli studi nelle scienze sacre e della lingua orientale;
Carlo Borromeo, suo assiduo uditore, lo volle vicino nell'agonia fino alla morte;
Gregorio XIII non mancava alle sue prediche;
Sisto V lo nominò vescovo di Asti.

Passeri, Francesco da Bergamo (Berbenno, Valle Imagna 1556 ca-Viterbo 1626) frate cappuccino, padre;
[Figlio di Pietro e di Felicita Mazzoleni; uno dei suoi fratelli sposa una Aldobrandini (sorella del cardinale, futuro Urbano VIII) che gli dà il figlio Cinzio il quale, sotto la direzione del cardinale Ippolito suo zio materno, viene innalzato al cardinalato. ]
inizia i suoi studi a Roma e li termina a Padova dove prende però presto l'abito dei cappuccini;
1570-71, è presente durante la carestia delle romagne;
1592, è Guardiano a Bagnaia;
è Guardiano a Viterbo;
[Quando un potente gli uccide un fratello di sangue, un Passeri-Aldobrandini, egli si reca spesso con suo nipote p. Dionisio, figlio dell'ucciso, in casa dell'uccisore.]
1626, 28 settembre, muore.
[La sua vità sarà scritta da p. Giambattista da Collevecchio.]

Paul da Lagny (XVI) frate cappuccino, discepolo di Benedetto da Canfield;
Chemin abrégé de la perfection chrétienne.

Pauli, Johannes († 1530) frate conventuale, lettore, predicatore e scrittore alsaziano;
Schimpf und Ernst (1519, opera satirica con cui muove indirettamente battaglia ai Protestanti e divenuta presto popolarissima).

Pietro d'Alcantara (XV-XVI) frate francescano spagnolo, santo;
[Fa parte dei Discalciati che con lui vengono poi chiamati Alcantarini.]
la sua opera si estende su tutta la Spagna, rifoma Clarisse, arruola Terziari, sale fino a Carlo V e a Giovanna d'Austria, che lo vorrebbero per confessore…
è amico del domenicano Luigi da Granata, del gesuita Franco Borgia, della carmelitana Teresa di cui è il grande direttore spirituale e consigliere nella riforma del Carmelo;
i Discalciati di cui fa parte dopo di lui svengono chiamati Alcantarini;
fonda nuovi conventi dando ad essi costituzioni severissime, riguardo alla povertà, al digiuno, alle discipline, alle veglie.

Pirckheimer, Charitas (XVI) badessa delle Clarisse di Norimberga.

Pole, Reginald (Stourton Castle, Staffordshire 1500-Londra 1558) ecclesiastico inglese, figlio di un parente di Enrico VII. Albero genealogico

Protasio da Palosco († 1618) frate cappuccino, padre, della famiglia Baldelli;
1618, 22 febbraio, muore nel convento di Brescia.

Pulinari, Dionisio (XVI) frate francescano;
Cronache della Provincia di Toscana (in toscano parlato).

Quesada, Gonzalo Jiménez de (Granada 1500-Mariquita, Nueva Granada 1579) conquistatore spagnolo della Nueva Granada (Colombia)
1537, comincia ad esplorare la grande pianura centrale della Colombia, abitata dai "chibcha"; di qui estende la conquista dell'intera regione, fondandovi una nuova città, Santa Fe de Bogotà e spingendosi verso le coste atlantiche; contrastato nei suoi diritti da altri due conquistadores, S. Benalázar, proveniente da Quito, e N. Federman, proveniente dal Venezuela, torna in Spagna dove non gli sono riconosciuti quegli onori che si aspetta; dopo aver vagato in Spagna, Francia e Italia, impegnato anche nell'attività letteraria, è nominato maresciallo e inviato nuovamente da Filippo II in Nueva Granada; dirige allora la sua ultima sfortunata spedizione verso il favoloso Eldorado: dopo due anni deve fare ritorno con solo 25 dei suoi 800 uomini.

Remigio da Bergamo († 1610) frate cappuccino, padre;
1610, muore nel convento di Crema.

Ribeira, Bernardino da Sahagún (XVI) frate francescano spagnolo operante in Messico, traduttore in azteco classico del Vangelo e delle Epistole;
Historia general de las cosas de Nueva España (vera enciclopedia della civiltà messicana; opera comunque interrotta e dispersa, venendo egli accusato di offendere la povertà spendendo tempo e denaro in ricerche oziose).

– Ricci, Paolo o Renato Camillo (Giorgio Siculo ?) o Lisia Fileno (1500 ca-1575 ca) francescano e riformatore siciliano, compagno di Celio Secondo Curione;
Trattato del battesimo e della santa cena (1547, attaccato da A. Mainardi)
Carmen latino in difesa di M. Serveto (1554, per cui venne espulso dai Grigioni).

– Ridley, Nicholas (Unthank Hall, Northumberland 1500 ca-Oxford 1555, arso sul rogo) ecclesiastico anglicano, studiò a Cambridge, Parigi e Lovanio; la sua predicazione sulle condizioni dei poveri influì notevolmente sulla fondazione di alcuni ospedali di Londra;
1535, respinge la dottrina della transustanziazione eucaristica e aderisce alle idee protestanti;
1537, cappellano di Th. Cranmer;
1547, vescovo di Rochester, collabora con Th. Cranmer alla riforma del culto e alla compilazione del Prayer Book
;
1550, dopo essere stato uno dei commissari incaricati di esaminare i vescovi cattolici S. Gardiner ed E. Bonner, deposto quest'ultimo gli succede come vescovo di Londra;
1553, alla morte di Edoardo VI si dichiara favorevole alla successione di Jane Grey, affermando che l'ascesa al trono di Maria Tudor sarebbe esiziale per la religione protestante; divenuta regina Maria, viene fatto imprigionare nella Torre di Londra; da qui viene trasportato ad Oxford dove, dichiarato eretico e scomunicato, viene arso sul rogo insieme al vescovo H. Latimer.

Ridolfi, Pietro da Tossignano (XVI) frate francescano;
Historiarum seraphicae religionis libri tres (scritta, fra l'altro, con l'intenzione di offrire ai giovani una specie di "Plutarco francescano").

Rode, Dietrich [Theoderich Rood] (?-?) stampatore tedesco di Colonia;
1478-86, ad Oxford stampa diciassette libri assai mediocri, in gran parte scritti da scolastici, fra cui:
Pro Milione di Cicerone (1478, primo autore classico pubblicato in Inghilterra)
[Forse la Oxford University Press, il "diavoletto che provoca gli errori di stampa" - il Druckfehlerteufel del gergo tipografico tedesco - deve essersi divertito a far saltare via una x dalla data del colophon del primo libro dello stampatore tedesco. La data errata MCCCCLXVIII invece dell'esatta versione MCCCCLXXVIII provocherà qualche dotta controversia tra i bibliografi.]

Salvatore da Rivolta (XVI) frate cappuccino, padre, predicatore della monastica provincia di Milano.

– Sebastiani, Antonio o Antonio Minturno (Traetto, odierna Minturno, Latina 1500-Crotone 1574) letterato italiano, vescovo di Ugento, allievo di Agostino Nifo;
Poëmata tridentina (1564, otto)
Carmina latini (1548)
Rime e prose volgari (1559)
De poëta (1559)
Arte poetica (1563).

– Scève, Maurice (Lione, 1500?-1560) poeta francese neoplatonico dell'école lyonnaise;
La déplourable fin de Flamete (1535, La deplorevole fine di Fiammetta, adattamento dell'ultima parte di Fiammetta del Boccaccio)
Arion (1536, egloga facente parte di una raccolta promossa da E. Dolet in occasione della morte del delfino di Francia figlio di Francesco I)
Délie, objet de plus haute vertu
(1544, Delia, oggetto di altissima virtù, 449 epigrammi amorosi scritti per Pernette du Guillet)
La Saulsaye (1547)
Microcosme (1562, Microcosmo).

Silvestro da Esine († 1581), frate cappuccino, della Val Camonica;
già maestro di scuola si fa cappuccino nella monastica provincia di Venezia.

Silvestro da Val Camonica († 1576), frate cappuccino, padre;
muore nel convento di Vertova (quando non è ancora finita la "fabrica").

Simeone da Saviore (XVI) frate cappuccino, padre, predicatore, della monastica provincia dei SS. Faustino e Giovita;

Solano, Francesco (XVI) frate francescano spagnolo, compagno di fra Luigi Bolaños; pervenuto dall'Andalusia al Rio de la Plata,
muore a Lima dopo aver convertito parecchie migliaia di "selvaggi" del Tucuman.

Sousa, Martim Afonso de (Vila Viçosa 1500 ca-Lisbona 1564) Albero genealogico colonizzatore portoghese;
1530-33, governatore della Nuova Lusitania (Brasile), sconfigge i corsari francesi che ne infestano i mari e completa l'esplorazione delle coste; fonda la colonia di São Vicente, dove installa il primo molino da zucchero del Brasile, e quella di Piratininga, l'attuale San Paolo, mantenendo buoni rapporti con gli indios; 
tornato in patria viene nominato capitano maggiore dei mari dell'India dove combatte valorosamente, ampliando il dominio portoghese nel Malabar;
1542, ha la carica di governatore delle Indie Orientali che detiene fino al 1545 commettendo errori e irregolarità amministrative;
Trattato di navigazione (1534, pubblicato dal suo maestro P. Nunes, servitosi delle osservazioni scientifiche da lui compiute nei mari del Brasile).

– Speroni, Sperone (Padova 1500-1588) scrittore italiano; allievo a Bologna di P. Pomponazzi, membro dell'Accademia degli Infiammati;
Gerusalemme liberata di T. Tasso (revisione su incarico dell'autore)
1560-64, è a Roma;
Dialoghi:
- Dell'amore
- Della cura familiare
- Della dignità della donna
- Della discordia
- Dell'usura
- Della vita attiva e contemplativa
- Della rettorica
- Dell'istoria
- Delle Laudi del Catajo
(Venezia 1534, Colli Euganei)
- Delle lingue (1542) ecc.
Discorsi su:
- Eneide
-
Divina Commedia
- Orlando furioso
Canace (1542, tragedia, oggetto di lunghe controversie)
Apologia (1543, relativa alla precedente)
1573-78, è ancora a Roma.

Stefano da Bergamo (XVI) frate cappuccino, padre, predicatore della monastica provincia veneta;
1606, durante l'interdetto del papa contro la Serenissima rimane con i suoi religiosi fermo nell'ubbidienza alla chiesa;
1630, Guardiano nel convento di Treviso;

Umile da Sarnico 1631, muore.

Tranquillo da Ciserano (XVI) frate cappuccino, laico, di famiglia facoltosa;
1627, muore nel convento di Bergamo.

(XVI-XVII) frate cappuccino, laico;
muore nella prima metà del sec. XVII.

Urbano da Bergamo († 28 dicembre 1549), frate cappuccino, uno dei primi ad abbracciare la riforma, sacerdote, affiliato alla monastica provincia di Bologna;
muore nel convento di Ferrara.

Zeffirino da Bergamo (XVI-XVII) frate cappuccino, padre;
1588, Guardiano a Treviglio;
1589, Guardiano a Vertova;
1590, Guardiano a Soncino;
1591, commissario generale in Sardegna per fondare la provincia monastica sarda;
1597, torna a Bergamo dove nel capitolo viene eletto Guardiano di Vertova;
1599, Guardiano di Breno;
1605, Guardiano di Trescore dove probabilmente muore.
[Un altro p. Zeffirino da Bergamo nel 1630 parte da Lovere per recarsi a Clusone per servire gli appestati.]

Veniero da Montepeloso (XVI-XVII) frate francescano;
1632-36, vicario di Terra Santa;
Relazione fedele della grande controversia nata in Gerusalemme, circa alcuni santuari dai Greci usurpati ai Latini, descritta da un Religiosso Minorita
[Gli Annali della Custodia nel Seicento registrano una continua alternanza di perdite e di recuperi, a prezzo di sangue e di somme favolose, dei Luoghi Santi, occupati con secolare sacrificio, dai Frati della Corda di cui i vari Firmani riconoscono necessariamente i diritti ma sono allo stesso tempo pronti a negarglieli appena se ne presenta l'occasione.]

– Vermigli, Pietro Martire (Firenze 1500-Zurigo 1562) riformatore italiano, frate agostiniano, priore del convento di San Pietro ad Aram di Napoli, subì il fascino della personalità di Juan de Valdés che poneva l'accento sulla dottrina della "giustificazione per fede";
1541, trasferitosi a Lucca, si orienta verso il protestantesimo, in sintonia con buona parte dei frati del convento di San Frediano, di cui è divenuto priore; egli contribuisce così a fare di Lucca un focolaio di teologia evangelica;
1542, è costretto a riparare all'estero dove insegna dapprima a Zurigo e a Strasburgo;
1547-53, viene chiamato a collaborare all'organizzazione dell'anglicanesimo; dalla sua cattedra di Oxford egli contribuisce in modo decisivo alla formulazione dei testi liturgici e dottrinali della chiesa d'Inghilterra; il momentaneo prevalere del cattolicesimo in Inghilterra lo induce a ritornare a Strasburgo e poi a Zurigo dove svolge intensa attività teologica;
Commentari all'«Antico e Nuovo Testamento»
Tractatus de sacramento eucharistiae (1549)
Dialogus de utraque in Christo natura (1561)
Loci communes theologiae (1563, postumo).

Vincenzo da Caravaggio (XVI-XVII) frate cappuccino, padre;
alunno della monastica provincia dei Santi Faustino e Giovita, famoso professore di sacre scienze e profane;
1628, rivede e approva per la stampa l'opera Del digiuno nonziale di p. Celestino;

Vittore da Bergamo († 11 settembre 1566) frate cappuccino, laico, affiliato alla provincia di Milano;
muore nel convento di Varese.

Wadding, Luca (XVI-XVII) frate francescano irlandese (figura centrale del Seicento francescano).

Wanckel, Nicolas (XVI) frate francescano;
Geyslich Strass (Norimberga 1521).

– Wickram, Jörg (Colmar, Alsazia 1500- ca-Burgheim sul Reno 1562 ca) scrittore tedesco
Ritter Galmy (1539, Cavaliere Galmy)
Historie von Reinhart und Gabriotto (1551, Storia di Renardo e Gabriotto)
Der jungen Knaben Spiegel (1554, Lo specchio dei fanciulli)
Goldtfaden (1554, Filo d'oro)
Von Guten und Bösen Nachbaurn (1556, il buono e il cattivo vicino)
Rollwagenbüchlin (1555, libriccino da carrozza).

Whitechurch, Edward (?-1562) stampatore inglese;
Portiforium secundum usum Sarum… in quo nomen Romano pontifici falso ascriptum omittitur (1541, I ed., primo breviario anglicano; 1543, II ed.)
1543, a lui e a Richard Grafton viene concesso da Enrico VIII un privilegio reale che conferisce loro l'incarico di stampare tutti i libri liturgici per uso interno nel regno;

Willot, Enrico (XVI) frate francescano;
Athenae orthodoxorum sodalitii francescani (contiene notizie biografiche di frati e l'elenco delle loro opere).

Zenone da Bergamo (XVI-XVII) frate cappuccino, padre, più volte guardiano del convento di Monaco di Baviera, più volte lettore;
Un metodo per meditare l a passione di N. S. Gesù Cristo (Monaco 1609, poi ristampato con aggiunte)
1612, nel capitolo celebrato in Monaco di Baviera viene eletto supremo moderatore della monastica provincia Tirolese-Bavarica;
1613, riconfermato nel capitolo di Ausbourg;
1614, riconfermato nel capitolo di Monaco.

Zinano, G. (sec. XVI)
Della ragione degli Stati, libri XII… con due trattati, uno del segretario, l'altro del consigliere (Venezia 1626, opera dedicata all'imperatore Ferdinando II)
[I due trattatelli risultano già stampati l'anno precedente.]

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Stampa

«segue da 1495»
1500,
in questo periodo si sono già stampate 30 traduzioni della Bibbia (per lo più in tedesco, ma con una notevole versione svedese molto antica, stampata da un tedesco in Danimarca) contro 100 edizioni latine della Vulgata.
L'anonimo  libro "popolare" Viazo da Venesia al Sancto Jherusalem, viene edito a Bologna da Rubiera.
1500, viene stampata La Germania di Tacito a Norimberga.
Per tutto il Cinquecento sarà la Francia ad avere il primato europeo nella produzione di libri.
A Lione sono attivi 156 stampatori mentre a Parigi tra
circa 800 libri sono già stati stampati:
. Josse Bade;
. Henri Estienne.
Gli editori con succursali in varie città, agiscono così: Conrad Resh, libraio a Basilea e a Parigi, usa tavole incise a Basilea per illustrare libri che pubblica a Parigi; altri editori si rivolgono a colleghi stranieri per fare eseguire le loro illustrazioni ad autori di fama; es. Urs Graf, famoso artista di Basilea, illustratore titolare di Froben, lavora a volte per Mathias Schürer e Hupfuff di Strasburgo, Thomas Anshelm di Hagenau, Pierre Vidoue e Conrad Resch di Parigi;.
Tra il 1500 e il 1550 sono attivi a Lione ben diciotto fonditori (fondeurs des lettres).
Transilvania
La biblioteca del decanato di Hermannstadt (Sibiu) conta 167 libri a stampa su un totale di 320.
«segue 1501»

Monete

«segue da 1478»
1500, Londra, I moneyers, lavoratori della Zecca, dopo essersi opposti ferocemente all'introduzione di procedimenti meccanici nella lavorazione delle monete, devono arrendersi all'uso dei Waltzenprägung [coni cilindrici] e della pressa a vite; le monete ottenute sono di ottima qualità con ambedue i metodi;
«segue 1550»

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