Papa
Alessandro VI
(1492-1503)
1500,
aderisce al trattato di Granada che divide il regno di Napoli tra Francia
e Spagna, staccandosi dagli Sforza e pure dagli Aragonesi;
indice il Giubileo che per la prima volta viene chiamato «Anno Santo».
Pratica la corruzione, la simonia, il nepotismo nel modo più sfrenato,
senza poter essere accusato di eterodossia e di ateismo.
Da pontefice ha come amante ufficiale Giulia
Farnese (detta "sposa di Cristo" dai romani) e altri
due figli da altre donne.
Contro di lui si scagliano prelati, politici, intellettuali e sopratutto
Gerolamo Savonarola.
Fratelli
della vita comune
[fratres communis vitae]
«segue
da 1450»
1500, la devotio moderna
già da loro propugnata, costituisce nel XVI secolo appena iniziato
un fermento sia della riforma protestante (vedasi Teologia tedesca
edita da M.
Lutero)
sia, e anche più, di quella cattolica nella corrente della "riforma
personale" (Tommaso
Moro, Erasmo
da Rotterdam (Enchiridion…), Ignazio di Loyola).
«segue
1690»
Mercedari
«segue
da 1300»
XVI sec., momento del suo maggior sviluppo;
«segue 1603»
Alumbrados
[illuminati di Spagna]
sec.
XV-XVI, illuminati spagnoli, convinti di possedere un'illuminazione
dello Spirito Santo tale da consentire di cogliere per visione immediata,
e non per argomentazioe, l'essenza di Dio e di partecipare alla sua
vita intima ineffabile, ma anche, sul piano etico, tale da garantire
una condizione di impeccabilità: per essa qualunque atto essi
compiano (in particolare qualunque atto di libidine), non può
venire loro imputato dovendosi ritenerlo una prova del Maligno, da Dio
permessa. Per il loro appellarsi a rivelazioni particolari al di sopra
e al di fuori della dottrina e della tradizione ecclesiastica, e per
le posizioni mistiche che in taluni sembrano giustificare un disinvolto
immoralismo, gli illuminati di Spagna, come i quietisti in Italia sono
perseguiti dall'inquisizione. La diffidenza nei loro riguardi gungerà
a coinvolgere scritti pienamente ortodossi di spiritulità, fra
cui gli stessi Esercizi spirituali di Ignazio
di Loyola e le opere di Francesco Borgia
e Teresa d'Ávila.
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ANNO 1500
– Alessio da
Bergamo († 1588) frate cappuccino,
laico, affiliato alla Provincia romana in quanto portinaio del convento
di Roma;
1570-71, durante le gravi carestie che affliggono le Romagne non lascia
mai partire un poveretto senza elemosina.
– Alfonso
di Castro (XVI) frate francescano,
confessore di Carlo V e confidente di Filippo
II.
– Amadeo d'Antegnate
(† Bergamo 10 novembre 1568) frate cappuccino, padre, del borgo appartenente
alla diocesi di Cremona ma provincia di Bergamo;
già religioso della congregazione degli Amadeisti abbraccia la
riforma dei cappuccini;
1548-51, ministro provinciale a Milano;
1564, ministro provinciale a Milano.
– Angelo da Romano
(† 1630) frate cappuccino, padre;
1630, muore di peste.
– Andrea da Spoleto
(XVI) frate francescano, lapidato dal popolo in Marocco.
– Antonio da Bergamo
(XVI) frate cappuccino, laico;
rimasto vedovo senza figli si fa cappuccino nel convento di Roma;
– Antonio da Bergamo
(† 1625) frate cappuccino, laico;
1625, 2 agosto, muore a Roveredo.
– Antonio
da Guevara (XVI) frate francescano
degli Osservanti, cronista, predicatore, consigliere ascoltato di Carlo
V, autore geniale di opere ascetiche e mistiche, tradotte in
tutte le lingue europee;
vescovo di Cadice e di Mondanedo.
– Antonio da Sovere
(† 1577) frate cappuccino, padre, già dei frati minori dell'Osservanza;
muore nel convento di Novara.
– Antonio
da Terrinca (XVI) frate francescano, storiografo.
– Arcangelo
da Bergamo († Salò 5 settembre 1597) frate cappuccino,
padre, predicatore molto richiesto, della nobile famiglia Carrara;
professore, ha come discepolo p. Teodoro Foresti;
1597, da poco eletto ministro provinciale della provincia dei SS. Faustino
e Giovita, muore.
– Arcangelo
da Bergamo († 1630) frate cappuccino, padre, della nobile
famiglia Carrara;
1618, deputato superiore nel Convento della Badia di Brescia;
1619, Guardiano di Almenno;
1620, riconfermato Guardiano di Almenno e creato Definitore provinciale;
1630 16 aprile, nel capitolo tenuto a Brescia viene eletto primo Definitore
e Guardiano a Bergamo;
muore di peste.
– Arcangelo
da Bianzano (XVI) frate cappuccino, padre, allievo della
monastica provincia romana, uno dei tanti ad offrirsi per le missioni
africane in Congo;
1661, ha l'obbedienza per quelle missioni assieme con altri sedici correligiosi
che, per problemi politici, vengono divisi in due gruppi;
gli appartenenti al 1° gruppo, a cui egli stesso appartiene:
. p. Bernardino da Siena
vice-prefetto,
. p. Arcangelo da Firenze,
. p. Giambattista da Salisano,
. p. Vittorio da Pistoia,
. p. Sigismondo da Ferrara,
si recano a Lisbona da dove il 15 settembre partono per l'Africa;
1662, 30 gennaio, sbarcano a Loanda; presentatisi al p. Antonio
da Gaeta, prefetto apostolico di queste missioni, questi gli
affida da evangelizzare il regno di Matamba con residenza ordinaria
presso la regina Zinga;
1663, 18 dicembre, già da tempo ammalato, muore mentre sta scendendo
il fiume Loanza; il cadavere viene portato a Muzzima e viene sepolto
nella chiesa di s. Michele.
– Arène, Antoine o
Antonius Arena (Solliès 1500 ca-Saint-Rémy-de-Provence
1544?) poeta maccheronico provenzale;
1519-20, studente all'università di Avignone;
1527-28, soldato nelle guerre d'Italia;
Ad suos compagnones studiantes (1529, Ai suoi compagni studenti,
resoconto burlesco in versi maccheronici , mescolando latino, occitanico
e francese, delle proprie avventure italiane)
1536, diventa giudice a Saint-Rémy e s'impegna nella resistenza provenzale
all'invasione di Carlo V;
Meygra entrepriza catholiqui imperatoris (1537, Magna impresa
dell'imperatore cattolico, sempre in versi maccheronici).
– Arsenio da Bergamo
(† 1580) frate cappuccino, chierico, aggregato alla provincia della
Marca;
1580, muore il 19 novembre nel convento di Monte dell'Olmo.
– Arturo
da Monastir (XVI) frate francescano, storiografo.
– Bassendyne, Thomas
(† 1577) stampatore scozzese;
David Lyndsay (un'edizione)
Nuovo Testamento (il primo stampato in Scozia)
[Con caratteri francesi e olandesi.]
– Bellintani, Mattia da Salò
(XVI) frate francescano, predicatore, confessore di Enrico
III;
conquistò l'affetto di Carlo
Borromeo, di Roberto
Bellarmino, di Gregorio XIII
e anche di Emanuele Filiberto, di Caterina
dei Medici.
– Benedetto d'Alzano
(XVI-XVII) frate cappuccino, padre, della famiglia Brunelli,
eletto più volte alle Prelature dei Conventi.
– Benedetto da Canfield
(† 1610) nobile puritano della contea di Essex, frate cappuccino;
ventitreenne si converte al cattolicesimo; due anni dopo si fa cappuccino,
studia in Italia teologia, ritorna in Inghilterra apostolo e per l'apostolato
viene fatto prigioniero;
Il cavaliere cristiano (dialogo mistico)
Rule of perfection (1609, Regola di perfezione; opera sospetta
di quietismo; ma la passività
del movimento è opposta al fondamento attivistico del francescanesimo)
[Sua discepola è la carmelitana madame Acarie.]
– Bernardino da Colpetrazzo
(XVI) frate francescano umbro, giunto adolescente all'Osservanza e poi
passato ai Cappuccini;
1585, i suoi superiori gli danno il compito di scrivere la storia dell'Ordine:
Semplice et devota historia dell'origine della Congregazione dei
frati Cappuccini
[Giudicata troppo semplice dal vicario generale, sarà
p. Mattia Bellintani da Salò ad
avere il nuovo incarico di scrivere la storia cappuccina. Poiché
questi, simpatizzante per le tendenze gioachimite, riallaccia la riforma
cappuccina alle profezie dell'abate da Fiore e alla tradizione sospetta
di Ubertino da Casale e di Angelo
Clareno, i suprerori ritornano a Bernardino
che lo stesso Federico Cesi, duca d'Acquasparta,
incoraggia a terminare l'opera).]
1592-93, rimessosi al lavoro, poco prima
di morire completa la sua semplice e devota storia.
– Bernardino de Sahagún
(Sahagún, León 1500 ca-Tlaltelolco, Messico
1590) missionario spagnolo;
Historia general de las cosas de la Nueva España (Storia della
nuova Spagna, composta grazie alla raccolta dei diversi scritti di storia
locale preparati per lui dagli indios più colti, pubblicata solo nel
1829; le numerose testimonianze sono in lingua nahuátl - libro
XII del codice fiorentino).
– Bolaños,
Luigi (XVI) frate francescano, compagno di fra Francesco
Solano;
si dedicò specialmente al Paraguay evangelizzando i "selvaggi"
Guarani di cui conosceva la lingua;
fondatore delle prime "riduzioni" dei "selvaggi"
del Paraguay sviluppate poi dai gesuiti.
– Bonaventura da Bergamo
(† 1576) frate cappuccino, padre, affiliato alla monastica provinca
Veneta;
1576, trovandosi a Padova muore di peste.
– Bonaventura da Bergamo
o il "Turco" (XVII) frate
cappuccino, padre;
ancora fanciullo viene preso dai turchi e fatto schiavo; fuggito, arriva
a Vienna e quindi a Venezia dove, istruito nella religione cattolica,
decide di farsi cappuccino;
compiuti gli studi, diventa sacerdote;
viene destinato al convento di Schio (Vicenza) e quindi a quello di
Mantova dove muore nella prima metà del secolo XVII.
– Bonner, Edmund
o Boner (1500ca-Londra
1569) ecclesiastico inglese, persecutore dei protestanti
De vera oboedientia.
– Brancati Lorenzo, da Lauria
(XVI) frate francescano, cardinale;
De oratione christiana (otto piccoli trattati
in cui combatte il Quietismo)
[In pratica otto consigli di ascetica attiva che sono:
1 - confessarsi spesso,
2 - resistere da forti alle tentazioni e alle avversità;
3 - vivere raccolti in solitudine;
4 - custodire una grande purezza di cuore;
5 - staccarsi dagli amici;
6 - pregare con perseveranza;
7 - tacere;
8 - non stare mai in ozio;
La contemplazione non può durare più di mezzora. Con quest'ultima
affermazione egli reagisce all'esaltzione dei pseudomistici del Quietismo
che si credono perpetui contemplanti solo per un atto unico di dedizione
interiore.]
– Brocardo , Antonio
(Venezia 1500 ca-1531) rimatore veneziano, amico di P.
Bembo, poi ribellatosi alle norme del petrarchismo da questi
dettate; alla polemica intervenne anche l'Aretino;
venne introdotto come interlocutore da S. Speroni
nel Dialogo della retorica;
Rime del Brocardo et d'altri authori (1538, postumo)
Lettere (degna di interesse quella in cui descrive la morte di
Pomponazzi).
– Caimi, Bernardino
(XVI) frate francescano degli Osservanti;
tornato dalla Terra Santa volle riprodurre sul Monte di Varallo i santuari
di Gerusalemme.
– Carlo d'Aremberg
(XVI) frate cappuccino;
Flores seraphici ex amoenis annalium hortis (trecento e più
medaglioni di cappuccini fioriti dal 1525 al 1580).
– Castanheda,
Ferñao Lopes de (Santarém 1500 ca-Coimbra 1559) storico
portoghese.
Storia della scoperta e conquista portoghese delle Indie
(1551-61, parzialmente; in edizione completa solo nel 1883).
– Cattaneo, Pietro
(Siena 1500 ca-1569) architetto e trattatista italiano
I quattro libri dell'architettura (Venezia 1554, completati
con altri 4 libri nel 1567).
– Cellini, Benvenuto
(Firenze 1500-1571) orafo e scultore
Rime
Discorso sopra l'arte (1545-69)
Ricordi di cose d'arte ((1545-69)
Trattato dell'oreficeria (1565-67)
Trattato della scultura (1565-67)
La Vita (1558-1566, pubblicata solo nel 1728, da Antonio
Cocchi, scorretta; venne ristampata a Firenze nel 1829 a cura
di Francesco Tassi, sul manoscritto originale-ora
nella Biblioteca Laurenziana).
– Celso da Clusone
(† 1630) frate cappuccino, padre;
1610, guardiano del convento di Romano;
1611-12, guardiano del convento di Caravaggio;
1613-14, guardiano del convento di Sovere;
1616, guardiano del convento di Breno;
1619, guardiano del convento di Sovere;
1620, guardiano del convento d'Iseo;
1621, guardiano del convento di Sovere;
1622, guardiano del convento di Vertova;
1630, muore di peste ad Albino.
– Ceni, Gottardo
o Gottardo da Colognola (1545-Bergamo)
frate cappuccino, laico;
27enne, diventa cappuccino;
1624, 4 marzo, 79enne, muore a Bergamo.
[Nel 1625, 7 febbraio, quando il suo cadavere viene riesumato,
i due protofisici della città di Bergamo, Girolamo
Pissina e Baldassare Manganoni,
ne dichiarano la perfetta conservazione… come apparirà dopo altri
sei anni alla vista del Ministro Generale p. Giovanni
da Noto.]
– Colleoni da Martinengo
o p. Celestino da Bergamo († 14
marzo 1635) frate cappuccino, padre, storico;
[Come da egli stesso rivelato, egli è figlio del
cavaliere Gian Antonio Colleoni [Coglione]
il quale, eletto sopracomito della galera di S. Alessandro della città
e consiglio di Bergamo, si distinse nella guerra navale contro i turchi
come attestato dal generale Venier. In
seguito la famiglia diventa signora e padrona di Martinengo avendo acquistato
questa terra con il valore delle armi. L'antica arma "Cogliona"
è ancora scritta nell'antichissima porta del castello vecchio.]
Della Storia Quadripartita di Bergamo
[La prima e quasi tutta la seconda parte in tre volumi
in ottavo:
I: Bergamo 1617, Ventura;
II: Brescia 1618, Rizzardi;
III: Brescia 1618, Sabbi.
Tra i preziosissimi manoscritti posseduti dalla nobile signorina Clarina
Barca c'è anche un ristretto della Storia Quadripartita,
opera del conte canonico Agliardi.]
Breve ragguaglio della venuta dei Padri Cappuccini
a Bergamo (Brescia 1622, Fontana)
Della Storia della B. V.M. delle Grazie in Ardesio (Bergamo 1617,
Ventura)
Vita di San Patrizio primo vescovo d'Irlanda,con 30 considerazioni
(Brescia 1622, Fontana)
Del vero e legittimo matrimonio di Santa Grata V (Brescia 1618,
Fontana)
Vita di San Fermo e Rustico (Bergamo 1606)
Note sul compendio dei privilegi dei Frati Minori del Padre Gerolamo
da Sorbo e altri opuscoli.
Altre varie opere manoscritte.
– Colombo, Realdo
(Cremona inizi 1500-Roma 1559) anatomista italiano, successore di Vesalio
a Padova nella cattedra di anatomia nel 1544
De re anatomica (Venezia, 1559).
– Corrado da Bergamo
(† 26 febbraio 1602) frate cappuccino, proveniente da Ono, nelle valli
bresciane;
viene prescelto compagno al p. Zeffirino da Bergamo
commissario generale per la fondazione della provincia monastica di
Sardegna.
– Costantino da Barbanson
(XVI) frate cappuccino;
Anatomie de l'âme.
– Cristoforo di Cheffontaines
(XVI) frate francescano;
1583, Generale dei Frati Minori;
1589, convoca a Parigi il Capitolo di Pentecoste a cui intervengono
milleduecento frati da tutte le parti del mondo.
– Cromberger, Juan
(?-?) stampatore a Siviglia, figlio del tedesco Jacob;
1527, subentra al padre nella stamperia di Siviglia nel cui porto è
concentrato l'intero commercio con le Americhe;
Ordonanções do Reino (Siviglia 1539, III ed.; dopo
le due commissionate al padre da re Manoel I
del Portogallo)
ottiene un privilegio d'esclusività per la stampa in Messico
dove manda un suo collaboratore, certo Juan Pablos
[Johannes Pauli?];
[Questi vi stampa Doctrina Christiana en la lengua
Mexicana e Castellana (1539, primo libro stampato nelle Americhe.]
– Davide da Bergamo
(1500-1580) frate cappuccino, laico, ex negoziante a Venezia;
1540 ca, diventa cappuccino.
– De
Gubernatis, Domenico (XVI) frate francescano, storiografo.
– Des Périers, Bonaventure
(Arnay-le-Duc, Borgogna 1500?-Lione
1544?) umanista francese
Cymbalum mundi (bruciata a Parigi)
Nouvelles récréations et joyeux devis (1558, Nuove ricreazioni
e giocondi ragionari).
– Diaz del Castillo, Bernal
(Medina del Campo, Valladolid 1500-
ca-Messico 1581) cronista spagnolo
Vera storia dei fatti della conquista della Nuova Spagna (postumo,
1632).
– Dionigi
da Clusone († 1635) frate cappuccino, padre, della
famiglia Solerti;
di debole costituzione, non potendo reggere nei cappuccini, passa, con
le debite licenze dei superiori, nell'Ordine Carmelitano a Mantova;
Magnificat Psalterium Decachordum (Bergamo 1629, Ventura)
L'anima pellegrina (Bergamo, Ventura)
Il Fuoco (Bergamo, Ventura).
– Dionisio da Leffe
(† 1650) frate cappuccino, padre.
– Donato
da Corteno († 6 novembre 1635) frate cappuccino, padre,
della famiglia Coffano nella Valle Comune;
1623, viene inviato in Missione in
Valtellina e nella Rezia per combattere le eresie di J.
Cauvin
e di H. Zwingli;
mons. Ranuccio Scoto, vescovo di Borgo
San Donnino e nunzio apostolico residente a Lucerna, lo invita a Parigi
(trovandosi a Vienna p. Ignazio) per trattare
con il re francese gli interessi della Missione;
per lo stesso scopo viene inviato dal superiore p. Ignazio
a Innsbruck presso l'arciduca;
muore di peste a Cento (Sins).
– Emiliano da Bergamo
(† 1648) frate cappuccino, padre, predicatore e Guardiano nella provincia
monastica tirolese-bavarica; cappellano militare al servizio delle truppe
austriache.
– Enrico di Joyeuse
o frate Angelo (XVI) nobile francese,
entrato nell'ordine dei frati cappuccini;
ebbe una parte importante nella capitolazione e nell'abiura di Enrico
IV.
– Eugenio († Salò
1603) frate cappuccino, padre, della nobile famiglia Federici;
nativo di Gorzone, morì nel convento di Salò.
– Eustachi, Bartolomeo
(San Severino Marche 1500 ca-1574) anatomista
italiano
Tavole anatomiche (pubblicate solo nel 1714).
– Fabiano da Bergamo
(† 31 dicembre 1591), frate cappuccino, laico, della provincia toscana,
vissuto a lungo infermo.
– Felice da Cantalice
(XVI) frate francescano, predicatore.
– Felice da Caravaggio
(† 1572), frate cappuccino, religioso, della famiglia Andreoli;
[Caravaggio appartiene alla provincia di Bergamo ma alla
diocesi di Cremona.]
affiliatosi alla provincia monastica di
Bologna, viene dai superiori annoverato fra i chierici per gli studi
già compiuti ma egli non vuole mai diventare sacerdote;
muore nel convento di Parma.
– Fermo da Caravaggio
(† 1650) frate francescano, padre.
– Fontana, Niccolò
o Niccolò Tartaglia (Brescia 1500
ca-Venezia 1557) matematico italiano;
1512, in seguito alle ferite riportate durante il saccheggio di Brescia,
diviene balbuziente;
1534, dopo aver risieduto nella città natale e poi a Verona, giunge
infine a Venezia dove insegna matematica;
1535, in occasione di una sfida matematica con Antonio
Maria Fiore, un allievo di Scipione Dal
Ferro, egli dimostra di essere giunto alla risoluzione dell'equazione
di terzo grado; alla soluzione è pervenuto indipendentemente dallo stesso
Dal Ferro, che l'ha già intravista ad inizio
secolo non dandone però pubblica notizia;
in seguito egli comunica, seppure parzialmente, la regola per la soluzione
dell'equazione cubica, da lui scoperta, a G. Cardano
il quale per primo la pubblica, nella forma sviluppata, nella sua Ars
magna (1545); ciò dà inizio ad una lunga ed aspra polemica
fra Tartaglia da un lato e Cardano e il
suo allievo Ludovico Ferri dall'altro;
Quesiti et inventioni diverse (1546, dove difende la priorità
della sua scoperta)
1547-48, la controversia culmina in una celebre sfida matematica che
lo vede opposto a Ferrari;
General trattato di numeri et misure (1556-60, incompiuto)
Nova scientia (1537, trattato di balistica, di cui si può dire
il fondatore)
Elementi di Euclide
(1543, prima traduzione italiana)
1543, cura una versione latina di scritti di Archimede.
– Fortini, Pietro
(Siena 1500-1562?) novelliere italiano
Le giornate delle novelle de' novizi
Le piacevoli e amorose notti de' novizi (postume nel XIX sec. e
per estratti).
– Foscarato di Nicotera, Marcello
(XVI) terziario francescano;
1598, grazie alla sua opera sorge il Conservatorio musicale di Napoli.
– Fournier, Cherubino
(XVI) frate francescano, confessore di Francesco
di Sales;
fece tacere i teologi calvinisti di Ginevra e intimorì Teodoro
Beza.
– Francesco Vicedomini di Ferrara
(XVI) frate francescano dei Conventuali, predicatore.
– Fulgenzio da Cevo
(† Brescia 1631) frate cappuccino chierico.
– Furió Ceriol, Federico
(sec. XVI)
Concejo y concejeros del Prìncipe (Anversa 1559)
[Opera tradotta in italiano nel 1560 a Venezia sia da
Ludovico Dolce (in
appendice all'edizione giolitiana di M. Roseo,
La institutione del principe christiano), che da Alfonso
Ulloa, Il Concilio, et Consiglieri del Principe. Ch'è
il primo libro del quinto trattato dell'institutione del Principe
(Venezia 1560-Bindoni).
Quest'ultima ha maggior successo ed è la base sia della traduzione
in latino che di quella inglese del 1570 (La prima in francese sarà
datata: Paris 1973).]
1597,
a Wuttem appare la raccolta Speculi
aulicarum atque politicarum observationum libelli quator:
1 - Concejo y concejeros del Prìncipe
(Anversa 1559, di
F. Furió Ceriol),
2 - Consiliarus (?, di Hippolitus a Collibus),
3 - Aulicus politicus (?, di Durius de
Pascolo),
[comparirà sotto
il vero nome dell'autore, Eberhard von Weyhe,
a Francoforte nel 1615 e 1642.]
4 - Hypmomneses Politicae (?, tratte da Francesco
Guicciardini).
Altre edizioni:
Arzenheim
1599, ampliata
a quattro "libelli", "in usum Aulicorum atque
Politicorum omnium concinnati atque editi";
Arzenheim 1600, edizione
ampliata;
[È aggiunto De educatione Principum attribuita a Doannis
Spurmm e un Palatinus sive aulicus di Hippolitus
a Collibus.]
Arzenheim 1610,
edizione ampliata (almeno una) a otto testi.
Nel 1618 compare infine a Colonia una raccolta De consilio et consiliariis
senatorisque officio tractatus comprendente le opere di P.
Magno, Hippolitus
a Collibus
e F. Furió Ceriol.
Nello stesso periodo è tradotta in italiano l'opera, influenzata
da F. Furió Ceriol, del portoghese
B. Filippe, Trattato del Consiglio,
et de' Consiglieri de' Pricipi, Venezia 1599.]
– Gasparo
da Bergamo (XVI-XVII) frate cappuccino, padre, alunno della
monastica provincia di Venezia;
1593, quando l'arciduca d'Austria e conte del Tirolo Ferdinando
a persuasione della principessa Anna Caterina
sua moglie, figlia di Guglielmo duca di
Mantova, chiede a Clemente VIII di inviare
cappuccini nel Tirolo, il papa ordina, per mezzo del Generale Silvestro
da Monteleone, al ministro provinciale di Venezia di inviare
i più adatti a Innsbruck per fondare un convento;
tra i sei prescelti egli viene nominato commissario generale;
[Tra i sei cappuccini da Venezia mandati nel Tirolo,
tre sono bergamaschi: oltre a lui, p. Francesco
e p. Giuseppe; questi è anche architetto
del convento di Innsbruck il primo ad essere edificato nel Tirolo. Gli
altri due conventi di Bolzano e di Brixen sono invece opera, disegno
ed esecuzione, di p. Filippo da Bergamo.]
1594, viene eletto Guardiano del convento di Innsbruck;
1598, adunatosi in Padova il capitolo della provincia
veneta (che abbraccia anche il Tirolo), viene nominato Ministro Provinciale
della provincia stessa succedendo nella carica, quasi immediatamente,
a p. Lorenzo da Brindisi (1594-96);
viene confermato nei capitoli successivi (1599 e 1600);
1600, i turchi s'impossessano dell'importante città
ungherese di Canisa, verso le frontiere con la Stiria, vicino al fiume
Drava;
1601, settembre, quando le truppe italiane (di Mantova, di Toscana e
pontificie) collegate con le austriache assediano la città, egli
viene scelto come Commissario Generale dei 12 cappuccini che,
assieme con i Camilliani, devono servire l'armata;
[Le truppe vengono ogni giorno decimate dal freddo; in
un sol giorno si contano 1500 assiderati.]
Tolto l'assedio a Canisa, egli viene associato alla missione
in Germania;
[Inizialmente affidata a p. Lorenzo
da Brindisi, poi a p. Mattia da Salò
e ripresa ancora da p. Lorenzo da Brindisi
dopo compiuti i suoi tre anni di generalato (1601-1605).]
1605, nel capitolo tenuto a Innsbruck viene eletto commissario generale
per la fondazione della provincia tirolese-bavarica per dividerla dalla
veneta; avuto il permesso da p. Silvestro d'Assisi,
ministro generale, richiama in Germania tutti i cappuccini tedeschi
che vivono dispersi nei vari conventi d'Italia;
1606, nel primo capitolo tenuto a Monaco di Baviera, indipendente ora
da Venezia, egli viene eletto ministro provinciale.
– Gebhard, J.W.
o Hippolitus a Collibus (sec. XVI)
Consiliarius (?).
– Gerolamo da Narni
(XVI) frate francescano;
1622, su suo consiglio papa Gregorio XV
isitituisce, il giorno dell'Epifania, la "Sacra
Congregatio de Propaganda Fide".
– Giacinto da Casale
(† 1627) frate cappuccino;
1621-27, esercita una singolarissima azione diplomatica a Vienna, a
Parigi, alla Corte di Spagna, alla dieta di Ratisbona per unificare
le forze discordi dei cattolici, onde impedire la vittoria del protestantesimo
in Germania, contrastando all'occorrenza l'opera del suo confratello
Giuseppe Le Clerc da Tremblay, difensore
della politica del Richelieu;
propugna l'autonomia della Valtellina;
1626-27, amico del duca di Baviera, si adopera a mettere pace tra i
protestanti e i cattolici in Germania e ad assicurare la superiorità
dei cattolici tentando di fare educare cattolicamente il figlio del
principe palatino e di trarre dalla parte dei cattolici tedeschi anche
il re d'Inghilterra, presso il quale manda, ambasciatore segreto e con
veste da gentiluomo, un suo confratello p. Alessandro
d'Ales.
– Giacomo da Scalve
(† 1630) frate cappuccino, padre, della nobile famiglia Alberici;
muore di peste a Clusone.
– Giambattista da Bergamo
(† 28 aprile 1642) frate cappuccino, padre;
1662, muore nel convento di Penne (Abruzzi).
– Giovanni Grisostomo da Saint-Lô
(XVI) frate cappuccino, fondatore della "Società della santa
abbiezione";
Sur la sainte abjection (trattato)
De la désoccupation des crèatures (trattato).
– Giovanni da Bergamo
(† 1609) frate cappuccino, padre;
allievo della monastica provincia di S. Francesco (Umbria);
1591, commissario generale, viene inviato in Sardegna
a fondare la riforma cappuccina;
1599, sessantenne, fa ritorno nella sua provincia di S. Francesco;
1609, 5 aprile, muore nel convento di Spello.
– Giovanni da Fano (XVI)
frate cappuccino;
Opera utilissima volgare chiamata incendio di zizanie lutherane,
cioè contro la pernitiosissima heresia di Martin Luthero
(Bologna 1532, libello antiluterana).
– Giovanni
de la Haye (XVI) frate francescano, storiografo.
– Girolamo
da Martinengo († 1630) frate cappuccino, padre, predicatore;
1626, Guardiano di Rivolta;
1629, Guardiano di Sovere;
1630, viene incaricato dai superiori a servire gli appestati di Albino;
muore di peste lo stesso anno.
– Giuseppe da Ferno
(XVI) frate francescano dei Cappuccini;
1536, Milano, dopo il Quaresimale, dà inizio alla "devozione
delle Quarant'ore" come riparazione pubblica al SS. Sacramento.
[In seguito, sia in Italia che all'estero, ogni corso
di predicazione francescana sarà accompagnato dalle Quarant'ore.]
– Gonzaga, Francesco
(XVI) frate francescano;
De origine seraphicae religionis (si limita alla descrizione
delle province e dei conventi).
– Gonzaga, Giulia
(XVI) pia donna ritiratasi nel monastero delle Terziarie di S. Francesco
delle Monache a Napoli;
dopo avervi dimorato per trent'anni, ne fece il cenacolo della riforma
protestante in Italia.
– Grafton, Richard
(?-1572) stampatore inglese;
1543, a lui e a Edward Whitechurch viene
concesso Enrico VIII un privilegio reale
che conferisce loro l'incarico di stampare tutti i libri liturgici per
uso interno nel regno;
[Pubblicano pertanto, con imparzialità, sia il
Primer
cattolico di Enrico VIII sia il Prymer
protestante di Edoardo VI.]
1548, 30 giugno, pubblica uno dei primi resoconti
di testimoni oculari;
[Per restare nell'ambito degli stampatori
di "libri di notizie".]
1553, luglio, pubblica il proclama dell'ascesa
al trono di Jane Grey [10-19 luglio]; quando
subito dopo sale al trono Maria
la Cattolica se la cava con poche settimane di prigione,
una multa e la perdita del titolo di stampatore della regina;
nonostante tutto avrà in seguito accesso al Parlamento, prima
per la città di Londra e poi per Coventry.
[Nel secolo successivo un certo Henry
Hills riuscirà a diventare successivamente stampatore
dell'esercito parlamentare, degli anabattisti, del Lord Protettore,
e dei re Carlo II e Giacomo
II; e per poco non giungerà ad impadronirsi della Oxford
University Press.]
1572, muore.
– Granjon,
Robert (XV-XVI) punzonista, fonditore, incisore e stampatore francese,
figlio di uno stampatore parigino;
[marchio: ramo fiorito.]
– Gritti Morlacchi, Alberto
o p. Alberto da Bergamo (Sommendenna,
Val Brembana ?-† 1585), frate cappuccino bergomense, di nobili origini
;
predicatore;
Trattato delle virtù e dei vizi
Sermoni quadrigesimali e de tempore
Discorsi di santi.
[Tutti in latino, inediti, ma i manoscritti sono stati
distrutti da un incendio.]
– Guidiccioni, Giovanni
(Lucca 1500-Macerata 1541) letterato e poeta
italiano
Rime
Orazione alla repubblica di Lucca (1533).
– Ilarione da Ciserano (†
1634) frate cappuccino, laico, della monastica provincia dei SS. Faustino
e Giovita;
1634, 8 settembre, muore nel convento di Bergamo.
[Cingendosi con il suo cordone, il capitano spagnolo
Don Pedro di Padiglia, guarisce dei dolori…]
– Imberti, Ignazio da Casnigo
(† 7 marzo 1632) frate cappuccino, padre;
1600, padre guardiano nel convento di Trescore;
1601-20, viene sempre eletto superiore locale di Sovere, Romano, Breno,
Vertova, Almenno, Rivolta, Caravaggio, Bergamo, Edolo da cui, valicando
i monti si reca spesso in Valtellina a predicare;
1621, viene inviato in Valtellina come direttore della Missione contro
i protestanti Grigioni;
[Suoi coadiutori fin dall'inizio nella Val di Munster
(S. Maria) sono p. Eugenio († 1629) e p.
Valentino († 1630 ca), entrambi della Val
Camonica. Un altro suo compagno è p. Donato
da Corteno.]
1622, si reca a Roma per riferire sulla
situazione in Valtellina a Gregorio XV;
viene nominato commissario apostolico anche per la Valtellina e per
l'Engadina;
1624, fonda un convento a Tirano;
1628, fonda un convento a Sondrio per la provincia di Milano;
[Il cardinale Federico Cornaro,
vescovo di Vicenza, dimorante in Roma, gli dona alcuni corpi di santi
e molte sante reliquie (in cinque capsule di legno -
capsulae scafulae; reliquie tolte
dal Cimitero di Callisto e altrove) che egli distribuisce nel modo seguente:
- i corpi di san Valeriano e di san Celestino
alla chiesa prepositurale di Casnigo, assegnandone una porzione alla
parrocchiale di Nese;
- il corpo di santa Felicita vergine e
martire alle Madri Servite del Paradiso (Bergamo);
- il capo di santa Felicita
vergine e martire al dottor Giuseppe
Medolago;
. il corpo di sant'Agnese Martire alla
chiesa di Leffe;
- alcune particelle importanti di tutte, alle monache di Borgo di Terzo;
- piccoli frammenti al conte Gio. Girolamo Albani;
- il capo di sant'Emerenziana lo tiene
per sè;
come da pubblico strumento - tre atti redatti dal notaio episcopale
Pamphilus Betuschus - rogato a' 26 di giugno
dell'anno 1628.]
1629, fonda un convento a Morbegno, per
la provincia di Milano;
intanto gli eserciti del Collalto nel loro passaggio dalla Rezia e Valtellina,
specialmente i Lanzichenecchi del Waldstein,
lasciano per tutta la striscia percorsa, da Coira a Mantova, la peste;
1632, ammalato di pleurite, muore nel convento di Tirano.
– Ippolito da Scalve (†
10 dicembre 1619) frate cappuccino, della famiglia Albrizzi
(o Albrici);
1565, ancora giovane diventa cappuccino;
1575, si reca in Missione in Francia, per combattere il calvinismo,
assieme al p. Mattia da Salò commissario
generale; qui viene eletto apresiedere i conventi di Parigi e di Medone;
1587, commissario generale della provincia di Lione, viene inviato come
commissario generale nelle Fiandre, in seguito alla richiesta di cappuccini
avanzata a papa Sisto V da Alessandro
Farnese, duca di Parma e governatore delle Fiandre e Paesi Bassi
per don Filippo II re di Spagna;
nelle Fiandre viene bene accolto dal duca, dai signori cattolici e specialmente
da due nobili suoi compatrioti: Leonardo Tassi,
maestro delle poste, e Raimondo suo fratello,
membri del Gran Consiglio di Bruxelles (dove per il momento ci sono
solo quattro cappuccini e un convento);
per tre volte viene eletto Ministro Provinciale nelle Fiandre e Paesi
Bassi;
1600, a Bruxelles, grazie a lui, esistono ora tredici conventi e oltre
duecento giovani cappuccini;
1619, muore nel convento di Bergamo assistito dal definitore generale
p. Teodoro Foresti.
[Antichissima famiglia: Tajana
degli Albrizzi nel 1249 era console di giustizia.]
– Jeronimo da Mendieta
(XVI) frate francescano spagnolo;
Historia Ecclesiastica Indiana (offrirà documenti autorevoli
a Giovanni da Torquemada per la sua Monarquia
Indiana).
– Lair, John [John
Siberch] (Siegburg, presso Colonia ?-?) stampatore tedesco;
1519, arriva a Cambridge, dove è il primo stampatore in Inghilterra
a possedere caratteri greci pur non avendo stampato alcun libro in tale
lingua;
1523, quando riparte, ha prodotto appena dieci libretti e un'indulgenza.
[Cambridge rimane indietro di circa quarant'anni rispetto
ad Oxford.]
– Leonardo da Bergamo
(XVI) frate cappuccino, padre, della nobile famiglia Benaglio;
attivo nel Provinciale Definitorio e nel governo di tutta la provincia,
al quale fu assunto nel 1598, 1600, 1601, 1611 e 1612.
– Lobo, Alonso di Medina Sidonia
(XVI) frate francescano, prima dei Discalciati e poi dei Cappuccini,
predicatore;
Commentari d'Isaia
ammirato da Federigo Borromeo
(conservò l'opera precedente all'Ambrosiana conuna noticina laudativa
di suo pugno).
[Così Gregorio XIII:
Toletus docet, Panigarola delectat, Lupus movet.]
– Lodovico da Selvino
(† 1669) frate cappuccino, padre, affiliato alla monastica provincia
di Venezia;
benché sacerdote, esercita l'ufficio di portinaio nel convento
di Udine;
1669, aprile, muore a Udine.
– Longo, Maria Lorenza
(XVI) monaca, istitutrice del nuovo ramo del Secondo Ordine, le Clarisse
Cappuccine.
– Lorenzo da Brindisi
(† Lisbona 1619) frate cappuccino;
guida dodici cappuccini italiani a Vienna e poi a Praga dove incontrano
ostilità mortali; promuove la crociata contro i turchi iniziata
da Rodolfo d'Absburgo, cercando adesione
tra i principi tedeschi, predicando tra il popolo e movendo a capo dell'esercito
austriaco armato del suo crocificco, nella battaglia di Stuhlweissenburg,
vinta dai cristiani;
1609, mediatore tra Baviera e Spagna;
1617, mediatore tra Savoia e Mantova;
1618, mediatore tra i Napoletani e Filippo III
(mirante ad ottenere un alleggerimento dell'enorme pressione fiscale
gravante sul Mezzogiorno).
– Luigi Francesco d'Argentan
(XVI) frate cappuccino, autore di eloquenti conferenze teologico-spirituali
sulla grandezza di Dio, di Gesù Cristo e della Vergine.
– Luigi Sotelo di Siviglia
(XVI) frate francescano, martire in Giappone;
1615, accompagna l'ambasciatore giapponese Hasecura
in Spagna ottenendo che venga battezzato col nome di Filippo
nel monastero delle Clarisse di Madrid
quando lo stesso ambasciatere si reca a Roma, ospite del convento d'Aracoeli,
ed ha due volte udienza da Paolo V, promette
per il suo re Musamura protezione ai missionari
e ai cristiani;
1662, quando, per contrasti in patria, riesce a raggiungere il Giappone,
in una giunca cinese, non viene più trattato come diplomatico
e chiuso in prigione;
1664, viene bruciato vivo con altri compagni: due francescani, un gesuita
e un domenicano.
[Sette mesi prima di morire indica, in un memoriale al
papa, i provvedimenti per evitare le persecuzioni:
a) l'arruolamento di un clero indigeno, per allontanare dai sacerdoti
(che sono tutti missionari europei) il sospetto politico, e per averli
nel pericolo pronti e capaci di confortare i fedeli senza essere facilmente
riconosciuti dalla differenza di razza;
b) una migliore organizzazione gerarchica. Al posto di un solo vescovo,
che non abita sempre in Giappone, un vescovo per ogni Ordine missionario,
alla dipendenza di un Metropolita.]
– Manzoli, Pier Angelo o
Marcello Palingenio Stellato
(Stellata, Ferrara 1500-1543 ca) medico e umanista italiano
Zodiacus vitae (1536, in XII libri, ca 60 edizioni nei paesi
protestanti).
– Marco da Lisbona
(XVI) frate francescano;
Cronaca (raccolta di biografie).
– Mariano da Firenze
(XVI) frate francescano;
[polemizza con gli Agostiniani per distruggere l'opinione
di uno di loro, Giacomo da Bergamo, che
Francesco
d'Assisi fosse stato novizio agostiniano a Mantova; polemizza
con i Domenicani sulla precedenza dei due Ordini nella professione della
povertà; polemizza con un Servita per Giacomo
della Pieve ecc.]
Fasciculus chronicarum seraphici Ordinis Minorum (prima storia
dei francescani, esposta per ordine cronologico, dalle origini al 1486,
attinta direttamente alle fonti, divisa in cinque libri, di cui si serviranno
largamente gli storici posteriori, in particolare il francescano irlandese
Luca Wadding; introvabile!!)
– Mattia da Bergamo
(† 2 gennaio 1586), frate cappuccino, chierico, della provincia di Milano.
– Mattia
da Salò (XVI) frate francescano;
Pratica dell'orazione mentale ovvero contemplativa.
– Mauri, Francesco
da Spello (XV)
Francisciade (1550, poema eroico, con protagonisti Francesco
d'Assisi e i suoi cavalieri; su disegno de La Franceschina
di Giacomo Oddi).
– Merici, Angela
(XVI) monaca, fondatrice delle Orsoline, nuova congregazione del Terz'Ordine
regolare.
– Michelangelo
da Napoli (XVI) frate francescano, storiografo.
– Michele
da Bergamo (XVI-XVII) frate cappuccino, padre, architetto.
– Morgan, William
(?-?) vescovo del Galles;
Bibbia
(1588, magnifica traduzione in gallese)
[Fondendo il ricco e fresco vocabolario della poesia barda con i ritmi
maestosi del Vulgata di san Gerolamo e
della Bibbia ginevrina, egli ha composto un modello che determinerà
il corso della prosa gallese, allo stesso modo della Bibbia di Lutero
e della Versione Autorizzata per le letterature tedesca e inglese.
Grazie a lui il gallese diventerà l'unica lingua celtica in possesso
di una letteratura pari a quella di tutte le altre nazioni.]
– Motolinia,
Toribio de Benavente (XVI) frate francescano spagnolo, uno
dei primi dodici frati entrati in Messico nel 1524;
Historia de los Indios en la Nueva España.
– Musso, Cornelio da Piacenza
(XVI) frate francescano dei Conventuali, predicatore;
vescovo di Bitonto.
– Núñez Cabeza De Vaca, Álvaro
(1500 ca-Siviglia 1560) esploratore spagnolo,
al seguito di una spedizione comandata da P. Narváez (1527-28) viene
catturato presso la foce del Mississippi dagli indiani che lo tengono
prigioniero per sei anni, risparmiandogli la vita grazie alle sue conoscenze
mediche
Naufragios (1542, Naufragi, integrato poi dai Comentarios
(Commentari) del suo scrivano Pero Hernandez)
1537, torna in Spagna
1540, è nominato governatore della colonia del Plata; durante il viaggio
fa naufragio sulla costa del Paraguay, regione che è il primo ad esplorare
1544, a seguito di intrighi, viene esiliato in Africa, dove rimane otto
anni;
1552, riabilitato, ha la carica di giudice nel tribunale supremo di
Siviglia.
– Obizio da Niardo
(† 1599) frate cappuccino proveniente dal villaggio della Val Camonica
già provincia di Bergamo;
ancora giovanetto veste l'abito dei canonici regolari di san Lorenzo
Giustiniani detti di San Giorgio in Alga;
Le vite e le azioni dei Santi della diocesi di Brescia (1589,
Marchetti)
Manoscritto sulla nobiltà bresciana.
– Panigarola (XVI)
frate francescano degli Osservanti, predicatore;
Pio V gli facilitò gli studi nelle
scienze sacre e della lingua orientale;
Carlo Borromeo,
suo assiduo uditore, lo volle vicino nell'agonia fino alla morte;
Gregorio XIII non mancava alle sue prediche;
Sisto V lo nominò
vescovo di Asti.
– Passeri, Francesco
da Bergamo (Berbenno, Valle Imagna 1556 ca-Viterbo 1626) frate cappuccino,
padre;
[Figlio di Pietro e di Felicita
Mazzoleni; uno dei suoi fratelli sposa una Aldobrandini
(sorella del cardinale, futuro Urbano VIII)
che gli dà il figlio Cinzio il quale,
sotto la direzione del cardinale Ippolito
suo zio materno, viene innalzato al cardinalato. ]
inizia i suoi studi a Roma e li termina
a Padova dove prende però presto l'abito dei cappuccini;
1570-71, è presente durante la carestia delle romagne;
1592, è Guardiano a Bagnaia;
è Guardiano a Viterbo;
[Quando un potente gli uccide un fratello di sangue,
un Passeri-Aldobrandini, egli si reca spesso
con suo nipote p. Dionisio, figlio dell'ucciso,
in casa dell'uccisore.]
1626, 28 settembre, muore.
[La sua vità sarà scritta da p. Giambattista
da Collevecchio.]
– Paul da Lagny (XVI)
frate cappuccino, discepolo di Benedetto da Canfield;
Chemin abrégé de la perfection chrétienne.
– Pauli,
Johannes († 1530) frate conventuale, lettore, predicatore
e scrittore alsaziano;
Schimpf und Ernst (1519, opera satirica con cui muove indirettamente
battaglia ai Protestanti e divenuta presto popolarissima).
– Pietro d'Alcantara
(XV-XVI) frate francescano spagnolo, santo;
[Fa parte dei Discalciati che con lui vengono poi chiamati
Alcantarini.]
la sua opera si estende su tutta la Spagna,
rifoma Clarisse, arruola Terziari, sale fino a Carlo
V e a Giovanna d'Austria, che lo
vorrebbero per confessore…
è amico del domenicano Luigi da Granata,
del gesuita Franco Borgia, della carmelitana
Teresa di cui è il grande direttore
spirituale e consigliere nella riforma del Carmelo;
i Discalciati di cui fa parte dopo di lui svengono chiamati Alcantarini;
fonda nuovi conventi dando ad essi costituzioni severissime, riguardo
alla povertà, al digiuno, alle discipline, alle veglie.
– Pirckheimer, Charitas
(XVI) badessa delle Clarisse di Norimberga.
– Pole,
Reginald (Stourton Castle, Staffordshire
1500-Londra 1558) ecclesiastico inglese, figlio di un parente di Enrico
VII. 
– Protasio da Palosco
(† 1618) frate cappuccino, padre, della famiglia Baldelli;
1618, 22 febbraio, muore nel convento di Brescia.
– Pulinari, Dionisio
(XVI) frate francescano;
Cronache della Provincia di Toscana (in toscano parlato).
– Quesada, Gonzalo Jiménez
de (Granada 1500-Mariquita, Nueva Granada 1579) conquistatore
spagnolo della Nueva Granada (Colombia)
1537, comincia ad esplorare la grande pianura centrale della Colombia,
abitata dai "chibcha"; di qui estende la conquista dell'intera
regione, fondandovi una nuova città, Santa Fe de Bogotà e spingendosi
verso le coste atlantiche; contrastato nei suoi diritti da altri due
conquistadores, S. Benalázar, proveniente
da Quito, e N. Federman, proveniente dal
Venezuela, torna in Spagna dove non gli sono riconosciuti quegli onori
che si aspetta; dopo aver vagato in Spagna, Francia e Italia, impegnato
anche nell'attività letteraria, è nominato maresciallo e inviato nuovamente
da Filippo II in Nueva Granada; dirige
allora la sua ultima sfortunata spedizione verso il favoloso Eldorado:
dopo due anni deve fare ritorno con solo 25 dei suoi 800 uomini.
– Remigio da Bergamo
(† 1610) frate cappuccino, padre;
1610, muore nel convento di Crema.
– Ribeira,
Bernardino da Sahagún
(XVI) frate francescano spagnolo operante in Messico, traduttore in
azteco classico del Vangelo e delle Epistole;
Historia general de las cosas de Nueva España (vera enciclopedia
della civiltà messicana; opera comunque interrotta e dispersa,
venendo egli accusato di offendere la povertà spendendo tempo
e denaro in ricerche oziose).
– Ricci, Paolo o
Renato Camillo
(Giorgio Siculo ?) o Lisia
Fileno (1500 ca-1575 ca) francescano e riformatore siciliano,
compagno di Celio Secondo Curione;
Trattato del battesimo e della santa cena (1547, attaccato da A.
Mainardi)
Carmen latino in difesa di M.
Serveto (1554, per cui venne espulso dai Grigioni).
– Ridley, Nicholas (Unthank
Hall, Northumberland 1500 ca-Oxford 1555, arso sul rogo) ecclesiastico
anglicano, studiò a Cambridge, Parigi e Lovanio; la sua predicazione
sulle condizioni dei poveri influì notevolmente sulla fondazione di
alcuni ospedali di Londra;
1535, respinge la dottrina della transustanziazione eucaristica e aderisce
alle idee protestanti;
1537, cappellano di Th.
Cranmer;
1547, vescovo di Rochester, collabora con Th.
Cranmer alla riforma del culto e alla compilazione del Prayer
Book;
1550, dopo essere stato uno dei commissari incaricati
di esaminare i vescovi cattolici S. Gardiner
ed E. Bonner, deposto quest'ultimo gli
succede come vescovo di Londra;
1553, alla morte di Edoardo VI si dichiara
favorevole alla successione di Jane Grey,
affermando che l'ascesa al trono di Maria Tudor
sarebbe esiziale per la religione protestante; divenuta regina
Maria, viene fatto imprigionare nella Torre
di Londra; da qui viene trasportato ad Oxford dove, dichiarato eretico
e scomunicato, viene arso sul rogo insieme al vescovo H.
Latimer.
– Ridolfi, Pietro da Tossignano
(XVI) frate francescano;
Historiarum seraphicae religionis libri tres (scritta, fra l'altro,
con l'intenzione di offrire ai giovani una specie di "Plutarco
francescano").
– Rode, Dietrich
[Theoderich Rood] (?-?) stampatore tedesco
di Colonia;
1478-86, ad Oxford stampa diciassette libri assai mediocri, in gran
parte scritti da scolastici, fra cui:
Pro Milione di Cicerone (1478, primo
autore classico pubblicato in Inghilterra)
[Forse la Oxford University Press,
il "diavoletto che provoca gli errori di stampa" - il Druckfehlerteufel
del gergo tipografico tedesco - deve essersi divertito a far saltare
via una x dalla data del colophon del primo libro dello stampatore tedesco.
La data errata MCCCCLXVIII invece dell'esatta versione MCCCCLXXVIII
provocherà qualche dotta controversia tra i bibliografi.]
– Salvatore da Rivolta
(XVI) frate cappuccino, padre, predicatore della monastica provincia
di Milano.
– Sebastiani, Antonio o
Antonio Minturno (Traetto, odierna
Minturno, Latina 1500-Crotone 1574) letterato italiano, vescovo di Ugento,
allievo di Agostino
Nifo;
Poëmata tridentina (1564, otto)
Carmina latini (1548)
Rime e prose volgari (1559)
De poëta (1559)
Arte poetica (1563).
– Scève, Maurice
(Lione, 1500?-1560) poeta francese neoplatonico dell'école lyonnaise;
La déplourable fin de Flamete (1535, La deplorevole fine di Fiammetta,
adattamento dell'ultima parte di Fiammetta del Boccaccio)
Arion (1536, egloga facente parte di una raccolta promossa da
E. Dolet in occasione
della morte del delfino di Francia figlio di Francesco
I)
Délie, objet de plus haute vertu (1544, Delia, oggetto di altissima
virtù, 449 epigrammi amorosi scritti per Pernette
du Guillet)
La Saulsaye (1547)
Microcosme (1562, Microcosmo).
– Silvestro da Esine
(† 1581), frate cappuccino, della Val Camonica;
già maestro di scuola si fa cappuccino nella monastica provincia
di Venezia.
– Silvestro da Val Camonica
(† 1576), frate cappuccino, padre;
muore nel convento di Vertova (quando non è ancora finita la
"fabrica").
– Simeone da Saviore
(XVI) frate cappuccino, padre, predicatore, della monastica provincia
dei SS. Faustino e Giovita;
– Solano, Francesco
(XVI) frate francescano spagnolo, compagno di fra Luigi
Bolaños; pervenuto dall'Andalusia al Rio de la Plata,
muore a Lima dopo aver convertito parecchie migliaia di "selvaggi"
del Tucuman.
– Sousa, Martim Afonso de
(Vila Viçosa 1500 ca-Lisbona 1564)
colonizzatore portoghese;
1530-33, governatore della Nuova Lusitania (Brasile), sconfigge i corsari
francesi che ne infestano i mari e completa l'esplorazione delle coste;
fonda la colonia di São Vicente, dove installa il primo molino da zucchero
del Brasile, e quella di Piratininga, l'attuale San Paolo, mantenendo
buoni rapporti con gli indios;
tornato in patria viene nominato capitano maggiore dei mari dell'India
dove combatte valorosamente, ampliando il dominio portoghese nel Malabar;
1542, ha la carica di governatore delle Indie Orientali che detiene
fino al 1545 commettendo errori e irregolarità amministrative;
Trattato di navigazione (1534, pubblicato dal suo maestro P.
Nunes, servitosi delle osservazioni scientifiche da lui compiute
nei mari del Brasile).
– Speroni, Sperone
(Padova 1500-1588) scrittore italiano; allievo a Bologna di P.
Pomponazzi, membro dell'Accademia degli Infiammati;
Gerusalemme liberata di T.
Tasso (revisione su incarico dell'autore)
1560-64, è a Roma;
Dialoghi:
- Dell'amore
- Della cura familiare
- Della dignità della donna
- Della discordia
- Dell'usura
- Della vita attiva e contemplativa
- Della rettorica
- Dell'istoria
- Delle Laudi del Catajo (Venezia 1534, Colli
Euganei)
- Delle lingue (1542) ecc.
Discorsi su:
- Eneide
- Divina Commedia
- Orlando furioso
Canace (1542, tragedia, oggetto di lunghe controversie)
Apologia (1543, relativa alla precedente)
1573-78, è ancora a Roma.
– Stefano da Bergamo
(XVI) frate cappuccino, padre, predicatore della monastica provincia
veneta;
1606, durante l'interdetto del papa contro la Serenissima rimane con
i suoi religiosi fermo nell'ubbidienza alla chiesa;
1630, Guardiano nel convento di Treviso;
– Umile da Sarnico
1631, muore.
– Tranquillo da Ciserano
(XVI) frate cappuccino, laico, di famiglia facoltosa;
1627, muore nel convento di Bergamo.
(XVI-XVII) frate cappuccino, laico;
muore nella prima metà del sec. XVII.
– Urbano da Bergamo
(† 28 dicembre 1549), frate cappuccino, uno dei primi ad abbracciare
la riforma, sacerdote, affiliato alla monastica provincia di Bologna;
muore nel convento di Ferrara.
– Zeffirino da Bergamo
(XVI-XVII) frate cappuccino, padre;
1588, Guardiano a Treviglio;
1589, Guardiano a Vertova;
1590, Guardiano a Soncino;
1591, commissario generale in Sardegna per fondare la provincia monastica
sarda;
1597, torna a Bergamo dove nel capitolo viene eletto Guardiano di Vertova;
1599, Guardiano di Breno;
1605, Guardiano di Trescore dove probabilmente muore.
[Un altro p. Zeffirino da Bergamo
nel 1630 parte da Lovere per recarsi a Clusone per servire gli appestati.]
– Veniero da Montepeloso
(XVI-XVII) frate francescano;
1632-36, vicario di Terra Santa;
Relazione fedele della grande controversia nata in Gerusalemme, circa
alcuni santuari dai Greci usurpati ai Latini, descritta da un Religiosso
Minorita
[Gli Annali della Custodia nel Seicento registrano una
continua alternanza di perdite e di recuperi, a prezzo di sangue e di
somme favolose, dei Luoghi Santi, occupati con secolare sacrificio,
dai Frati della Corda di cui i vari Firmani riconoscono necessariamente
i diritti ma sono allo stesso tempo pronti a negarglieli appena se ne
presenta l'occasione.]
– Vermigli, Pietro Martire
(Firenze 1500-Zurigo 1562) riformatore italiano, frate
agostiniano, priore del convento di San Pietro ad Aram di Napoli, subì
il fascino della personalità di Juan
de Valdés che poneva l'accento sulla dottrina della "giustificazione
per fede";
1541, trasferitosi a Lucca, si orienta verso il protestantesimo, in
sintonia con buona parte dei frati del convento di San Frediano, di
cui è divenuto priore; egli contribuisce così a fare di Lucca un focolaio
di teologia evangelica;
1542, è costretto a riparare all'estero dove insegna dapprima a Zurigo
e a Strasburgo;
1547-53, viene chiamato a collaborare all'organizzazione dell'anglicanesimo;
dalla sua cattedra di Oxford egli contribuisce in modo decisivo alla
formulazione dei testi liturgici e dottrinali della chiesa d'Inghilterra;
il momentaneo prevalere del cattolicesimo in Inghilterra lo induce a
ritornare a Strasburgo e poi a Zurigo dove svolge intensa attività teologica;
Commentari all'«Antico e Nuovo Testamento»
Tractatus de sacramento eucharistiae (1549)
Dialogus de utraque in Christo natura (1561)
Loci communes theologiae (1563, postumo).
– Vincenzo da Caravaggio (XVI-XVII)
frate cappuccino, padre;
alunno della monastica provincia dei Santi Faustino e Giovita, famoso
professore di sacre scienze e profane;
1628, rivede e approva per la stampa l'opera Del digiuno nonziale
di p. Celestino;
– Vittore da Bergamo
(† 11 settembre 1566) frate cappuccino, laico, affiliato alla provincia
di Milano;
muore nel convento di Varese.
– Wadding,
Luca (XVI-XVII) frate francescano irlandese (figura centrale
del Seicento francescano).
– Wanckel, Nicolas
(XVI) frate francescano;
Geyslich Strass (Norimberga 1521).
– Wickram, Jörg
(Colmar, Alsazia 1500- ca-Burgheim sul Reno 1562
ca) scrittore tedesco
Ritter Galmy (1539, Cavaliere Galmy)
Historie von Reinhart und Gabriotto (1551, Storia di Renardo
e Gabriotto)
Der jungen Knaben Spiegel (1554, Lo specchio dei fanciulli)
Goldtfaden (1554, Filo d'oro)
Von Guten und Bösen Nachbaurn (1556, il buono e il cattivo vicino)
Rollwagenbüchlin (1555, libriccino da carrozza).
– Whitechurch, Edward
(?-1562) stampatore inglese;
Portiforium secundum usum Sarum… in quo nomen Romano pontifici falso
ascriptum omittitur (1541, I ed., primo breviario anglicano;
1543, II ed.)
1543, a lui e a Richard Grafton viene concesso
da Enrico VIII un privilegio reale che
conferisce loro l'incarico di stampare tutti i libri liturgici per uso
interno nel regno;
– Willot, Enrico
(XVI) frate francescano;
Athenae orthodoxorum sodalitii francescani (contiene notizie
biografiche di frati e l'elenco delle loro opere).
– Zenone da Bergamo
(XVI-XVII) frate cappuccino, padre, più volte guardiano del convento
di Monaco di Baviera, più volte lettore;
Un metodo per meditare l a passione di N. S. Gesù Cristo
(Monaco 1609, poi ristampato con aggiunte)
1612, nel capitolo celebrato in Monaco di Baviera viene eletto supremo
moderatore della monastica provincia Tirolese-Bavarica;
1613, riconfermato nel capitolo di Ausbourg;
1614, riconfermato nel capitolo di Monaco.
– Zinano, G. (sec.
XVI)
Della ragione degli Stati, libri XII… con due trattati, uno del segretario,
l'altro del consigliere (Venezia 1626, opera dedicata all'imperatore
Ferdinando II)
[I due trattatelli risultano già stampati l'anno
precedente.]
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Stampa
«segue
da 1495»
1500,
in questo periodo si sono già stampate 30 traduzioni della Bibbia
(per lo più in tedesco, ma con una notevole versione svedese
molto antica, stampata da un tedesco in Danimarca) contro 100 edizioni
latine della Vulgata.
L'anonimo libro "popolare" Viazo da Venesia al Sancto
Jherusalem, viene edito a Bologna da Rubiera.
1500, viene stampata La Germania di Tacito
a Norimberga.
Per tutto il Cinquecento sarà la Francia ad avere il primato
europeo nella produzione di libri.
A Lione sono attivi 156 stampatori mentre a Parigi tra
circa 800 libri sono già stati stampati:
. Josse Bade;
. Henri Estienne.
Gli editori con succursali in varie città, agiscono così: Conrad
Resh, libraio a Basilea e a Parigi, usa tavole incise a Basilea
per illustrare libri che pubblica a Parigi; altri editori si rivolgono
a colleghi stranieri per fare eseguire le loro illustrazioni ad autori
di fama; es. Urs Graf, famoso artista di
Basilea, illustratore titolare di Froben,
lavora a volte per Mathias Schürer e Hupfuff
di Strasburgo, Thomas Anshelm di Hagenau,
Pierre Vidoue e Conrad
Resch di Parigi;.
Tra il 1500 e il 1550 sono attivi a Lione ben diciotto fonditori (fondeurs
des lettres).
Transilvania
La biblioteca del decanato di Hermannstadt (Sibiu) conta 167 libri a
stampa su un totale di 320.
«segue 1501»
Monete
«segue
da 1478»
1500, Londra, I moneyers, lavoratori della Zecca, dopo
essersi opposti ferocemente all'introduzione di procedimenti meccanici
nella lavorazione delle monete, devono arrendersi all'uso dei Waltzenprägung
[coni cilindrici] e della pressa a vite; le monete ottenute sono di
ottima qualità con ambedue i metodi;
«segue 1550»
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